INSIEME 81

Page 1

Periodico della Parrocchia S. Maria Assunta in Brembate di Sopra Anno XIV - N. 81 OTTOBRE 2022


ABBONAMENTO Poiché molte persone hanno chiesto chiarimenti su come ricevere a casa il giornalino parrocchiale "Insieme", ecco alcune precisazioni che speriamo possano essere utili. 1) Il nome e l'indirizzo vanno consegnati in sacrestia. 2) La quota chiamata "di abbonamento" o "quota annuale" (di euro 15,00) verrà inserita in un’apposita busta distribuita nel mese di Febbraio.

I Copertina: : Passo degli agnelli. IV Copertina: Pesaro: Riflesso dell'ordine cosmico

Tale quota si raccoglie in chiesa nella cassetta con l'indicazione "INSIEME" oppure in sacrestia. La quota serve per sostenere le spese di stampa.

Foto: Luca Bonati

Direttore: don Giacomo Ubbiali Direttore responsabile: Davide Agazzi Editore: Parrocchia S. Maria Assunta, Brembate di Sopra

Stampa: EQUA - Clusone Redazione: don Carlo, Chiara, Dario, Marco, Max, Luca, Luciano. Impaginazione e coordinatore: Luciano Foto ed elaborazione foto: Max Distributore: Luciano

Sommario 3 Editoriale 6 Vita parrocchiale

Collaboratori: don Giacomo, don Carlo, sr. Giuseppina, Sabrina, Stefano, Maria Chiara, Alessandra, Raide, Marco, Luca, Dario, Chiara

14 Anagrafe

E-mail: insiemebrembatesopra@gmail.com

16 La voce dell’Oratorio

Sito web: www.parrocchiabrembatedisopra.it AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI BERGAMO N. 28 DEL 20.10.2008

23 Attualità


Editoriale

CAMMINARE INSIEME PER SERVIRE LA VITA DOVE LA VITA ACCADE LETTERA PASTORALE

IN FORMA DI LETTERA CIRCOLARE

2022-2023

C

-

arissimi, per l’editoriale di questo mese scelgo di lasciar risuonare la parola del nostro Vescovo Francesco. Nella lettera che ha consegnato ai sacerdoti e alle comunità per indirizzare al meglio il percorso di questo nuovo anno pastorale 2022/3, il Vescovo ci ricorda il valore prezioso del Cammino sinodale che sta entrando nel vivo. Proveremo con la Chiesa di Bergamo a camminare in sintonia con la Chiesa Italiana alla riscoperta di questo confronto che è importante realizzare

L’icona pastorale scelta l’opera “Cristo nella casa di Marta e Maria” di Johannes Jan Vermeer (National Galleries of Scotland – 1927). EDIT O RI ALE

3

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente sulle tre o quattro priorità che avrete individuato in questo convegno. Il cammino sinodale della nostra diocesi Nel lavoro compiuto nel corso del precedente anno pastorale e culminato nell’assemblea dei vescovi italiani del maggio di quest’anno, sono emersi tre nuclei attorno ai quali continuare il cammino, che hanno assunto la denominazione di “cantieri”: i “cantieri di Betania”, appunto. Nel testo citato vengono ampiamente illustrati. Qui ricordo i titoli:

insieme, lasciandoci coinvolgere da questo percorso di ripensamento e di rilettura della vita ecclesiale. Si parla di “Cantieri di Betania (ne sentiremo parlare quest’anno), si cerca il coinvolgimento di tutti, la condivisione della responsabilità… L’immagine dell’episodio evangelico di Gesù accolto da Marta e Maria presenta in modo efficace e plastico quel che significa essere Chiesa camminando con Gesù con lo stile dell’ascolto e del servizio, elementi preziosi e ineliminabili dell’esperienza cristiana. Ecco alcuni passaggi della parte centrale della lettera Pastorale:

Il cantiere della strada e del villaggio

Il cantiere dell’ospitalità e della casa

Il cantiere delle diaconie e della formazione spirituale

Ad ogni cantiere viene attribuita una domanda fondamentale, scandita poi da alcuni interrogativi più particolari. Il metodo di lavoro è caratterizzato dalla condivisione di esperienze in forma di “conversazione spirituale”. Non si tratta di discutere e tanto meno di esibirsi, ma di consegnarsi reciprocamente vita vissuta in termini personali, ecclesiali, familiari e sociali, alla luce della traccia proposta. Soprattutto si tratta di adottare uno stile sinodale, che coinvolga l’intero popolo di Dio.

Il prossimo anno pastorale è caratterizzato dal secondo anno della prima fase del Cammino sinodale delle Chiese in Italia: quella narrativa. A questa fase seguirà quella sapienziale e infine quella profetica. A livello diocesano, il primo anno è stato caratterizzato dal coinvolgimento di alcuni gruppi. Ora il cerchio si allarga e il coinvolgimento diventa più ampio, così come indicheremo più avanti. Si tratta di un percorso che prende il nome “I cantieri di Betania”: è il titolo del testo che accompagna il cammino, che è possibile e necessario adottare proprio per entrare in questi cantieri. […]

A questi tre cantieri “nazionali” se ne aggiunge un quarto individuato da ogni diocesi. Alla luce del cammino dello scorso anno e di questo tempo, il quarto Cantiere individuato nella nostra Diocesi è “Il cantiere dell’autorità e della condivisione della responsabilità”. […]

Ci ispiriamo a quanto disse Papa Francesco al Convegno di Firenze, il 10 novembre 2015, alla conclusione di quel discorso, che tutti ricordiamo, nel quale auspicava per le Chiese in Italia alcuni stili, che prendono atto del "cambiamento d'epoca": Cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da EDIT O RI ALE

L’icona: Marta e Maria La scelta nazionale della pagina evangelica dell’ accoglienza di Gesù nella casa di Betania, caratte-

4

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


rizza questo secondo anno della fase narrativa e merita una particolare considerazione. […] Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

parte degli enti pubblici. L’emergenza non è tanto quella di moltiplicare i servizi, ma quella di formare i servitori, ossia di innestare più profondamente le motivazioni degli operatori pastorali nella parola di Dio, senza la quale il servizio verso la persona nel bisogno scade a prestazione verso il bisogno della persona.

Mentre erano in cammino La scena è dinamica, c’è un cammino insieme (un “sinodo”); ma qual è l’identità di questo soggetto plurale? Il soggetto in cammino è il primo nucleo della Chiesa, ossia i Dodici, i discepoli uomini e le discepole donne che seguono il Signore lungo la via, peccatori e peccatrici che hanno il coraggio e l’umiltà di camminare, di andargli dietro. L'origine del Cammino sinodale è lui che cammina con noi.

Dille che mi aiuti Nella sua agitazione, una ragione Marta ce l’‘ha: “dille che mi aiuti!”; il servizio cioè non si fa in so-

litaria, ma domanda corresponsabilità. Spesso la pesantezza nel servire, nelle comunità e nelle loro guide, nasce dall’affastellarsi di cose da fare, dal dovere di mantenere le strutture e far quadrare i conti, dalle burocrazie ecclesiastiche e civili così pressanti: trascurando inevitabilmente la centralità delle relazioni e il rispetto reciproco. È questa un'altra insistenza emersa nelle sintesi diocesane, specialmente in riferimento ai presbiteri, che risultano a molti (e a loro stessi) troppo oberati e affannati dalle cose da fare, dalle procedure e dagli adempimenti e di conseguenza hanno poco tempo e scarse energie per dedicarsi alla missione di evangelizzare e accompagnare i cammini spirituali dei fedeli. Molti laici chiedono di sgravare i pastori, per poter ricevere da loro un accompagnamento spirituale, un annuncio più fresco, una testimonianza gioiosa e non appesantita.

Una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa Il cammino richiede ogni tanto una sosta, desidera un villaggio e una casa, reclama dei volti. Le nostre comunità attraggono quando si offrono come casa di Betania: nei primi secoli, e ancora oggi là dove i battezzati sono “piccolo gregge”, magari perseguitato, l’esperienza cristiana ha una forma domestica, dove la Chiesa vive la fraternità, accoglie maternamente. La dimensione della casa rammenta che l'umano nella sua quotidianità, nelle esperienze tristi e gioiose, nei passaggi di vita, è il luogo nel quale il Vangelo può incontrare la gente. Marta e Maria non sono due personaggi contrapposti, ma sono le due dimensioni dell’ accoglienza: non semplicemente affiancate, però, ma innestate l’una nell'altra, in modo che l’ascolto sia il cuore del servizio. Le nostre comunità portano avanti innumerevoli servizi, apprezzati anche da tante persone che non si coinvolgono attivamente; spesso lo fanno con mezzi scarsi e senza l'adeguato sostegno da EDIT O RI ALE

5

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


CALENDARIO PARROCCHIALE CATECHESI ADULTI

CATECHESI RAGAZZI (oratorio)

Mercoledì

Martedì

15.00 - 16.00

Sabato

15.00 - 16.00

8.30 in Parrocchia

* Sono programmati incontri sulla parola di Dio lungo tutto L’ANNO LITURGICO.

ADORAZIONE

Il Santissimo Sacramento resta esposto ogni Venerdì dalle ore 16.00 alle 18.00 18.00 S. Messa. 18 Martedì. S. Luca, evangelista. Si conclude la Festa di San Luca.

OTTOBRE

19 Mercoledì. Ss. Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues, sacerdoti e Compagni, martiri. S. Paolo della Croce, sacerdote.

1 Sabato. S. Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa. Inizia il Mese Missionario.

22 Sabato. S. Giovanni Paolo II, papa. 2 Domenica XXVII del Tempo ordinario. (Ab 1,2-3;2,2-4/ Sal 94/ 2Tm 1,6-8.13-14/ Lc 17,510). Celebrazione delle Sante Cresime. 4 Martedì. S. Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia.

23 Domenica XXX del Tempo ordinario. (Sir 35,15-17.20-22/ Sal 33/ 2Tm 4,6-8.16-18/ Lc 18,9-14) 96a Giornata missionaria mondiale sul tema: ““Di me sarete testimoni” (At 1,8)”.

5 Mercoledì. S. Faustina Kowalska, vergine.

24 Lunedì. S. Antonio Maria Claret, vescovo.

6 Giovedì. S. Bruno, presbitero.

27 Giovedì. S. Teresa Eustochio Verzeri, vergine.

7 Venerdì. Beata Vergine Maria del Rosario.

28 Venerdì. Ss. Simone e Giuda, apostoli.

9 Domenica XXVIII del Tempo ordinario. (2Re 5,14-17/ Sal 97/ 2Tm 2,8-13/ Lc 17,11-19)

29 Sabato. Dalle 8.30 alle 12: Confessioni. Ordinazioni Diaconali in Seminario.

11 Martedì. S. Giovanni XXIII, papa.

30 Domenica XXXI del Tempo ordinario. (Sap 11,22-12,2/ Sal 144/ 2Ts 1,11-2,2/ Lc 19,1-10)

14 Venerdì. S. Callisto I, papa. 31 Lunedì. Dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alle 17.30: Confessioni.

15 Sabato. S. Teresa d’Avila, vergine e dottore della Chiesa. Inizia la Festa di San Luca a Tresolzio.

NOVEMBRE

16 Domenica XXIX del Tempo ordinario. (Es 17,8-13/ Sal 120/ 2Tm 3,14-4,2/ Lc 18,1-8) Ore 15 Processione con la statua di San Luca a Tresolzio

1 Martedì. Tutti i Santi. (Ap 7,2-4.9-14/ Sal 23/ 1Gv 3,1-3/ Mt 5,1-12) Ore 15.00: Visita e preghiera al cimitero. Giornata mondiale della santificazione universale.

17 Lunedì. S. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire. VIT A P AR RO CCHI AL E

6

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Dal mezzogiorno di oggi e per tutta la giornata di domani sarà possibile acquisire l’indulgenza plenaria per i defunti, alle solite condizioni: visita alla chiesa, recita del Padre nostro e del Credo, recita di una preghiera secondo l’intenzione del Papa, essere confessati e comunicati. Dall’1 all’8 novembre è possibile acquisire l’indulgenza plenaria, una volta al giorno, facendo devotamente visita ad un cimitero.

17 Giovedì. S. Elisabetta di Ungheria, religiosa. 18 Venerdì. Dedicazione delle Basiliche dei Ss. Pietro e Paolo, apostoli. 19 Sabato. Ore 18.00: S. Messa in suffragio di tutti i defunti dell’anno. 20 Domenica. Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. (2Sam 5,1-3/ Sal 121/ Col 1,12-20/ Lc 23,35-43) Celebrazione diocesana della 37a Giornata mondiale della gioventù. Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero.

2 Mercoledì. Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Ore 15.00: S. Messa al cimitero. 3 Giovedì. S. Martino de Porres, religioso Ore 15.00: S. Messa al cimitero. Oggi si fa memoria dei vescovi di Bergamo defunti.

21 Lunedì. Presentazione della Beata Vergine Maria. Giornata mondiale delle Claustrali.

4 Venerdì. S. Carlo Borromeo, vescovo. Ore 15.00: S. Messa al cimitero.

22 Martedì. S. Cecilia, vergine e martire. 5 Sabato. Santi e Beati di cui in Diocesi si conservano le Reliquie.

23 Mercoledì. S. Clemente I, papa e martire. S. Colombano, abate.

6 Domenica XXXII del Tempo ordinario. (2Mac 7,1-2.9-14/ Sal 16/ 2Ts 2,16-3,5/ Lc 20,2738) 71a Giornata nazionale del ringraziamento.

24 Giovedì. Ss. Andrea Dung-Lac, presbitero, e compagni, martiri. 25 Venerdì. S. Caterina di Alessandria, vergine e martire.

7 Lunedì. Ore 15.00: S. Messa al cimitero. 8 Martedì. Ore 15.00: S. Messa al cimitero.

27 Domenica I di Avvento. (Is 2,1-5/ Sal 121/ Rm 13,11-14/ Mt 24,37-44)

9 Mercoledì. Dedicazione della Basilica Lateranense.

30 Mercoledì. S. Andrea, apostolo.

10 Giovedì. S. Leone Magno, papa e dottore della Chiesa.

DICEMBRE

11 Venerdì. S. Martino di Tours, vescovo. 3 Sabato. S. Francesco Saverio, sacerdote. 12 Sabato. S. Giosafat, vescovo e martire. 4 Domenica II di Avvento. (Is 11,1-10/ Sal 71/ Rm 15,4-9/ Mt 3,1-12)

13 Domenica XXXIII del Tempo ordinario. (Ml 3,19-20/ Sal 97/ 2Ts 3,7-12/ Lc 21,5-19) VI Giornata mondiale dei Poveri sul tema: “Gesù Cristo si è fatto povero per voi (cfr. 2Cor 8,9)”. Celebrazione anniversari di matrimonio.

6 Martedì. S. Nicola, vescovo. 7 Mercoledì. S. Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa, Patrono della Regione Lombardia.

15 Martedì. S. Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa.

8 Giovedì. Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. (Gn 3,9-15.20/ Sal 97/ Ef 1,3-6.11-12/ Lc 1,26-38) Giornata dell’adesione all’Azione Cattolica.

16 Mercoledì. S. Margherita di Scozia. S. Geltrude, vergine. VIT A P AR RO CCHI AL E

7

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


9 Venerdì. S. Giovanni Diego Cuauhtlatoatzin.

l’olio santo quanti hanno voluto celebrare con fede questo sacramento per trarne sollievo nelle proprie sofferenze dovute all’infermità o all’età. Non è mancato un breve rinfresco al termine. Nella serata di giovedì 11 agosto, in oratorio, c’è stato il collegamento con il gruppo di giovani brembatesi in pellegrinaggio in Terra Santa. Da Gerusalemme, mentre finivano di cenare dopo una giornata faticosa di cammino, ci hanno raccontato le giornate passate nei luoghi dove è vissuto Gesù e dove hanno camminato sulle strade percorse da Lui. Ci hanno comunicato la loro gioia e la fatica del loro camminare che li ha portati anche a farsi domande sul senso della loro vita e dell’essere cristiani. Anche da parte dei presenti in oratorio non sono mancate le domande. Anche venerdì 12 agosto eravamo in tanti per la messa in Via Sizzi. Durante la celebrazione siamo stati in apprensione per i tanti nuvoloni che solcavano il cielo. La pioggia, pur tanto attesa, non è, però, caduta e abbiamo così potuto anche apprezzare l’ospitalità delle famiglie della via. Durante tutto il periodo della preparazione alla festa è stata aperta la pesca di beneficenza, allestita da alcuni volontari sotto il porticato della casa parrocchiale. È anche questo un modo per contribuire alle necessità della parrocchia, e ha fruttato la somma di quasi 2.000 euro.

10 Sabato. Beata Vergine Maria di Loreto. 11 Domenica III di Avvento. (Is 35,1-6a.8a.10/ Sal 145/ Gc 5,7-10/ Mt 11,2-11)

Cronaca parrocchiale a cura di don Carlo

3 agosto. Mercoledì. Anniversario della Dedicazione della chiesa parrocchiale e inizio della novena dell’Assunta. Il 3 agosto 1734, l’allora vescovo di Bergamo, mons. Antonio Redetti, consacrava la nostra chiesa parrocchiale. Da quel giorno essa è diventata il luogo della preghiera e dell’incontro con Dio e con i fratelli di tutta la comunità brembatese. Ogni anno, perciò, ricordiamo con solennità questa circostanza. In particolare, ci si è dati un appuntamento alle ore 20 per una celebrazione più solenne e per dare inizio, come ogni anno, al periodo di preparazione alla solennità dell’Assunta. La fine dell’emergenza della pandemia ha permesso di riprendere anche buona parte degli appuntamenti che ogni anno ci preparavano alla festa patronale. Giovedì 4 agosto, alle ore 20, ci si è ritrovati in tanti per la celebrazione della Messa presso la cappella dell’Addolorata in via Donizetti. Venerdì 5 agosto, in oratorio, si è tenuta la proiezione del filmato: “Il silenzio di Maria nell’arte”. Non si è potuto svolgere, invece, il pellegrinaggio parrocchiale alla Madonna del Castello di Fiorano Modenese previsto per domenica 7 agosto, a causa dell’esiguità degli iscritti. Sarà per il prossimo anno, magari parlando per tempo dell’opportunità di continuare questa tradizione, o se è il caso di rivederne i tempi e le modalità. Lunedì 8 agosto molte persone hanno partecipato alla messa celebrata alla cappellina dei Morti del Roccolo. Martedì 9 agosto è stata la volta delle confessioni comunitarie. Si sono svolte in chiesa. Dopo una breve preparazione da parte di don Giacomo, le persone presenti hanno potuto accostarsi alla confessione. Non erano molte, per le verità, ma questo non ha impedito loro di prepararsi con devozione alla festa. Mercoledì 10 agosto si è potuto tornare a celebrare un bel momento della vita comunitaria: la messa per gli anziani e gli infermi con la celebrazione del rito dell’Unzione. I molti partecipanti, dopo l’ascolto della Parola di Dio e dell’omelia, hanno vissuto con intensità il rito. Il celebrante e gli altri due sacerdoti sono passati nei banchi e hanno unto con VIT A P AR RO CCHI AL E

15 agosto. Lunedì. Festa dell’Assunta. La tradizione della celebrazione della messa festiva della vigilia in piazza Giovanni Paolo II quest’anno

8

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


16 agosto. Martedì. Santa Messa con i sacerdoti e i religiosi. Alle ore 11 di martedì 16 agosto è stata concelebrata la messa con la presenza di alcuni sacerdoti, religiosi e religiose nativi di Brembate o che in questa comunità hanno operato. Anche se la rappresentanza della comunità non è stata particolarmente numerosa, è sempre bello e importante ricordare e ringraziare tutte le persone che da questa comunità sono partite per svolgere il loro ministero di fede in altre comunità, sia in Italia che all’estero, come pure ringraziare tutti coloro, sacerdoti e suore, che alla nostra comunità hanno dedicato parte della loro vita, nel servizio e nella testimonianza cristiana. Il pranzo comunitario ha completato la bella mattinata. 25 – 28 agosto. Sagra dell’Oratorio. Sono state quattro giornate intense e assistite anche dal bel tempo. Parlando da “esterno”, devo dire che è stato un bel vedere la presenza di tante persone in oratorio, dove hanno trovato un’ottima organizzazione che ha permesso ai partecipanti di essere pienamente soddisfatti, sia per la bontà della cucina, sia per la sollecitudine del servizio svolto da tanti ragazzi e ragazze che hanno prestato il loro tempo e la loro disponibilità a favore della comunità. Se ne parla più direttamente nelle pagine dell’Oratorio.

non ha potuto svolgersi perché la piazza era occupata da altre attività. Dire che si è ripiegato per lo spiazzo antistante a Casa Serena è inesatto, perché questo ha permesso di riprendere un po’ i contatti, almeno indiretti, con gli ospiti della RSA dopo più di due anni di pandemia. Alle ore 20, sotto un bel cielo sereno, è stata concelebrata la messa della Vigilia dell’Assunta. I fedeli partecipanti sono stati molto numerosi, tanto che ben presto si sono esaurite le sedie a disposizione. Oltre a don Giacomo, don Ubaldo e don Carlo, erano presenti anche padre Corrado e don Manuel. Il canto è stato animato dal coro “Voci di Maria”. La giornata della festa, lunedì 15 agosto, si è svolta nella normalità, anche dal punto di vista climatico. Lo faccio notare perché, poco prima della messa vespertina delle ore 20 alla quale doveva seguire la processione con la statua della Madonna, si è scatenato il temporale che ha impedito il regolare svolgimento della processione dopo tre anni di attesa. Qualcuno ha pensato che la Madonna si sia privata della sua processione per farci dono dell’acqua tanto attesa e invocata lungo tutto l’anno più siccitoso a memoria d’uomo. Nonostante questo, sono state numerose le persone convenute in chiesa per la messa solenne a conclusione della festa patronale. Era presente anche il sindaco con diversi componenti della giunta comunale. Il canto è stato animato dalla Corale. VIT A P AR RO CCHI AL E

21 settembre. Mercoledì. Si riunisce il nuovo Consiglio Pastorale. Molti volti nuovi si sono visti della serata di mercoledì 21 settembre nell’incontro inaugurale del nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale. Questo organismo, nato per dare al parroco un sostegno concreto nella conduzione pastorale della comunità parrocchiale, negli anni ha presentato diversi problemi legati a svariati motivi. Come nominare i membri? Come riuscire a renderli corresponsabili della vita parrocchiale? Come motivarli nella perseveranza? Non si rado, infatti, si avuta l’impressione di una certa stanchezza, motivata anche dalla sensazione, vera o presunta, che qualche volta il consiglio fosse una semplice riunione nella quale si ascoltava il parroco e si prendeva atto di ciò che aveva deciso. Questa volta si è voluto cambiare un po’ la prospettiva. Sono state formate cinque commissioni che, almeno nelle aspettative, cercheranno di riflettere su vari ambiti della vita parrocchiale e di fare autonomamente delle proposte per il rinnovamento della comunità. L’intento è quello di coinvolgere sempre più i fedeli della comunità a prendere coscienza del loro ruolo primario ed essenziale nella costruzione della vita comunitaria. Buon lavoro a tutti coloro che si sono resi disponibili per questa “avventura”.

9

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Consiglio Pastorale Parrocchiale

caratterizzano anche il lavoro pastorale delle Comunità Ecclesiali Territoriali della nostra Diocesi. Guardando al cammino e alla vita della nostra Parrocchia le abbiamo rimodulate così: fragilità – istituzioni – liturgia – formazione alla fede – famiglie e relazioni... cinque grandi aree dell’esperienza personale e sociale sui quali provare a costruire una proposta pastorale per la nostra parrocchia.

Verbale del 21/09/2022

Alle ore 20.30 del 21/09/2022 si è riunito il Consiglio Pastorale Parrocchiale presso l’Oratorio. Argomenti all’ordine del giorno: 1.

Preghiera iniziale (preghiera per il Sinodo).

2.

Presentazione del progetto delle 5 commissioni: scelta, intenzioni, tempistiche e obiettivi (segue un momento di confronto e di scambio)

3.

Varie ed eventuali

A conclusione dell’incontro dello scorso 8 giugno il Parroco invitava i presenti, qualora interessati, a proporsi quali membri delle Commissioni. Ora siamo giunti alla formulazione dei gruppi. I nomi dei componenti saranno presentati alla comunità dopo che avranno avuto tempo e modo di sintonizzarsi sul nuovo compito loro affidato. E’ tempo che anche nella nostra comunità parrocchiale ogni cristiano accolga l’esortazione di Papa Francesco il quale, nell’Evangelii gaudium dice: “Soggetto evangelizzatore non è soltanto il ministro ordinato ma è tutto il popolo di Dio, in ragione del fatto che in virtù del battesimo ricevuto, ogni membro del popolo di Dio è diventato discepolo missionario e che ogni battezzato è chiamato a fare dono della propria vita agli altri attraverso il proprio servizio nella Chiesa e la testimonianza nella società”.

*** L’incontro ha inizio con la recita della preghiera scelta per aprire ogni lavoro del Sinodo della Chiesa 2021-2023: questa invocazione invita lo Spirito Santo ad operare in noi affinché possiamo essere una comunità e un popolo di grazia. Spirito Santo abbiamo bisogno di Te. Il tuo respiro sempre nuovo ci libera da ogni chiusura, rianima ciò che è morto nella Chiesa

Dai gruppi individuati ci si aspetta innanzitutto di approfondire la conoscenza reciproca, prendere consapevolezza della realtà che ci circonda, valorizzare le buone opere esistenti, per poi proporre con responsabilità nuove strade da percorrere, ciascuno nel proprio ambito. A ciascuno è richiesto di prestare attenzione alla diversità di condizioni e di contesti, allargando i propri spazi di fraternità verso coloro che non fanno parte della comunità cristiana in senso stretto, ricercando altre modalità di vicinanza e di prossimità rispetto alle abituali attività.

E scioglie le nostre catene. Diffondici la tua gioia che accende il nostro cuore per incoraggiarci a percorrere le strade che ci portano al sogno di tuo Padre. Suscita in noi parole che danno Vita, la novità che ci libera dal rimanere legati alla delusione. Spingici affinché questa esperienza sinodale si trasformi nello “stile di vita della Chiesa” nel suo modo di agire e di essere nel mondo.

Si tratta di una sfida di rinnovamento della parrocchia in senso missionario, nel segno di una maggiore corresponsabilità dei laici, sotto la guida dei nostri presbiteri che restano un riferimento importante per la comunità parrocchiale.

Donaci un cuore coraggioso e audace per camminare insieme con umiltà realizzando il Tuo sogno per la Chiesa. Amen.

La riunione si è conclusa dopo un momento di condivisione su quanto proposto e dopo aver dato comunicazioni riguardo all’imminente inizio dell’anno catechistico.

Il Parroco riprende la proposta condivisa nel precedentre incontro, circa l’istituzione di Commissioni, articolazioni del Consiglio Pastorale, in linea con le categorie proposte dal 4° Convegno ecclesiale nazionale di Verona; categorie che VIT A P AR RO CCHI AL E

10

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


15 - 18 ottobre 2022

Carissimi, dopo due anni di stop forzato per cause di forza maggiore, riprendiamo la nostra tradizionale Festa di San Luca con tutti i suoi appuntamenti. Li trovate nel programma che segue. Vi aspettiamo per vivere un momento di festa insieme e per affidare all’intercessione di San Luca il presente e il futuro del quartiere di Tresolzio e di tutto il nostro paese.

Programma SABATO 15 ore 16.30 S. Messa in Chiesina per la famiglia Terzi di Sant'Agata e per le famiglie di Tresolzio. ore 20.00 Tombolate, ruote, torte, pane salame e cotechino, caldarroste e vin brulé per tutti. DOMENICA 16 ore 15.00 Processione con la statua di S. Luca (partendo dalla Chiesa di S. Luca percorrendo via Tresolzio fino al Sacro Cuore e ritorno); meditazione e benedizione. ore 16.30 Tombolate ruote, caldarroste, cotechini e salamelle. LUNEDÌ 17 ore 14.30 Nel tendone della festa: tombola, ruote e caldarroste. ore 16.30 S. Messa per tutti i benefattori MARTEDÌ 18 Festa liturgica di S. Luca. ore 14.30 Nel tendone della festa. Tombola, ruote e caldarroste. ore 16.30 S. Messa per tutti i defunti dell'anno nel nostro Quartiere. ore 17.00 Rinfresco per tutti. N.B.: La festa si svolgerà in centro Tresolzio, in caso di pioggia sia le S. Messe che tutte le altre manifestazioni, si svolgeranno sotto il tendone.

Allieterà la Processione domenicale la Banda “Gaetano Donizetti” VIT A P AR RO CCHI AL E

11

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


“ Magnificate con me il Signore”

Nella ricorrenza del mio 50° anniversario di consacrazione religiosa, con gioia, lodo, benedico e ringrazio il Signore; per avermi dato la forza e il coraggio di rispondere con generosità al suo invito. Un ringraziamento devo dire con emozione e gioia alla mia famiglia, perché con la loro testimonianza mi hanno educato nella fede e nella vita morale e religiosa. Il 13 Agosto 1972, giorno della mia consacrazione, ho pronunciato il mio “ si “ al Signore, nelle mani della Superiora Generale delle suore sacramentine di Bergamo. Quel “ si “ è stato l’inizio di tanti altri pronunciati o meglio vissuti quotidianamente nella mia vita, con l’aiuto dello Spirito Santo. La forza per vivere tutto questo l’attingo ogni giorno dall’Eucarestia celebrata e adorata. Il carisma trasmesso dalla mia fondatrice S. Geltrude Comensoli, adorare Gesù nel SS. Sacramento, mi aiuta, attraverso l’adorazione quotidiana, ad amare Gesù e farlo amare. Solo attingendo a Lui con la preghiera, posso essere dono per i fratelli. Per molti anni ho svolto la mia missione dedicandomi ai bambini della scuola materna e dell’oratorio, sono stati momenti impegnativi, ma meravigliosi. Poi il Signore, attraverso l’obbedienza ai miei Superiori, mi ha chiesto un altro servizio: dai piccoli sono passata agli anziani. Arrivata a Brembate di Sopra, il mio servizio prevalente è stato quello di prestare un’assistenza spirituale agli ospiti di Casa serena. Sono contenta di dedicare tempo ed energia a queste persone fragili e tante volte sole, bisognose di qualcuno che le ascolti. Questo servizio lo vivo con gioia ed entusiasmo e sono certa di trasmettere quel tocco di umorismo che dona serenità anche agli ospiti. In questo modo amo Gesù e lo faccio amare. Chiedo alla comunità di pregare per me, affinché la mia consacrazione vissuta nella fedeltà, continui ad essere una testimonianza di fede in Dio e amore ai fratelli che il Signore ha messo e mette sul mio cammino. Suor Giuseppina VIT A P AR RO CCHI AL E

12

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Addio a don Egidio Gregis

In ogni parrocchia in cui è stato inviato, si è dimostrato un sacerdote sempre solerte e impegnato, molto sensibile in particolare alla pastorale verso gli ammalati e al ministero del confessionale. È morto domenica 25 settembre, a 84 anni di età, nella casa di riposo San Giuseppe a Dalmine, don Ermenegildo Gregis, da tutti chiamato Egidio. Da tempo soffriva di problemi cardiaci. Era nato il 17 gennaio 1938 a Negrone, frazione di Scanzorosciate. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ricevuta l’8 giugno 1963, era stato coadiutore parrocchiale e curato a Rota Fuori dal 1963 al 1964 e a Brembate di Sopra per 15 anni, dal 1964 al 1979, mostrando le sue doti di educatore per tanti giovani dell’oratorio. Poi era stato nominato delegato dell’allora Zona pastorale IX dal 1974 al 1979. Fu anche membro del Consiglio pastorale diocesano dal 1974 al 1977 ed economo spirituale della parrocchia vacante di Prezzate nel 1976. Nel 1979 fu nominato parroco di Albegno, dove promosse il radicale restauro della chiesa parrocchiale secondo le norme liturgiche conciliari, compreso il nuovo altare e le sedi dei celebranti. Restauri poi benedetti dall’allora vescovo mons. Giulio Oggioni. Nel 1987 passò a Gazzaniga sempre come parroco, curando le chiese del territorio e le tradizioni religiose locali, come la festa patronale di Sant’Ippolito, il cui corpo è conservato nella chiesa parrocchiale del paese. Contemporaneamente fu vicario locale del vicariato di Gazzaniga dal 1987 al 2003. Nel 2003 venne trasferito a Sforzatica, frazione di Dalmine, sempre come parroco. Nel 2013 si era ritirato per limiti di età, andando a risiedere a Dalmine centro come collaboratore pastorale. È sempre stato molto disponibile e di carattere semplice. Aveva una spiccata sensibilità verso i malati e passava molto tempo in confessionale. I suoi funerali si sono svolti martedì 27 settembre, nella chiesa parrocchiale di S. Giuseppe a Dalmine, presieduti dal vescovo Francesco con la partecipazione di numerosi sacerdoti e di moltissimi fedeli che hanno riempito in fretta la chiesa tanto da costringere molte persone a stare fuori. Come si è detto, per ben quindici anni ha svolto il suo ministero sacerdotale nella nostra parrocchia, dapprima collaborando con don Giovanni Morelli, sostituendolo, in pratica, nell’ultimo anno. Continuò, poi, per diversi anni con don Giuseppe Presti, fino a quando fu trasferito come parroco ad Albegno di Treviolo. Molti brembatesi lo ricordano ancora con affetto.

VIT A P AR RO CCHI AL E

13

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Anagrafe BATTESIMI

ROTA ARCANGELI CARLO di Rota Mirco e di Arcangeli Giuliana, nato a Bergamo il 01.12.2021 battezzato il 04.09.2022

MATRIMONI

ROSSI GABRIELE di Riccardo e di Imi Elena nato a Bergamo il 22.12.2019 battezzato il 10.09.2022

MORASCHINI FEDERICO di Alberto e di Bertoncelli Paola nato a Bergamo l’11.05.2021 battezzato il 11.09.2022

Gualandris Sergio con Brembilla Elisa il 17 settembre. Meraviglia Ernesto con Farina Stefania il 23 settembre. Fuori parrocchia: Chece Antonello con Filosa Rosanna il 10 agosto a Caserta.

ROTA ARCANGELI PIETRO di Rota Mirco e di Arcangeli Giuliana nato a Bergamo il 19.10.2019 battezzato il 04.09.2022 ROTA GIOVANNI VITTORIO di Pierluigi e di Micheletti Pamela nato a Bergamo il 17.02.2022 battezzato il 11.09.2022

BELOTTI GINEVRA di Brian e di Salvi Federica nata a Milano il 03.12.2021 battezzata il 04.09.2022

In parrocchia:

Todeschini Andrea con Capelli Doriana il 16 settembre a Botta di Sedrina.

TEOCCHI EMMA di Luciano e di Stroppa Gloria nata a Ponte San Pietro il 15.02.2021 battezzata il 11.09.2022 AN AG R AF E

14

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


FUNERALI BAGIOLI MARIO di anni 87 morto il 22 luglio.

LAZZARI MARISA ALESSANDRA Ved. Alborghetti di anni 82 morta il 06 agosto.

MASSIERI ZELIA ved. Noris di anni 85 morta il 25 luglio.

CURIAZZI GIUSEPPE di anni 92 morto il 10 agosto.

RAVASIO PIERINA ved. Valsecchi di anni 79 morta il 27 luglio.

IMI MARIO di anni 87 morto il 13 agosto.

BREMBILLA PIERINO di anni 77 morto il 31 luglio.

BREMBILLA ITALINA di anni 89 morta il 19 agosto.

CREMASCHI ANGELINA ved. Gamba di anni 92 morta il 01 agosto.

TODESCHINI MARIA Ved. Locatelli di anni 92 morta il 23 settembre.

MAZZOLENI SANTO di anni 92 morto il 01 agosto.

STROPPA ELISABETTA in Mazzoleni di anni 65 morta il 26 settembre.

PESSINA EGIDIO di anni 80 morto il 04 agosto.

CONSORTE ANGELO di anni 75 morto il 029 settembre.

AN AG R AF E

15

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


16


17


18


19


20


21


22


“EDUCARE”: questo è un verbo che mi piace di più. Cerco di spiegarvi il perché, partendo da uno dei suoi significati, cioè “tirare fuori”. Tutti noi docenti abbiamo studiato tanto e abbiamo investito la nostra vita in questo lavoro meraviglioso. Quando siamo in classe davanti ai nostri studenti, non si tratta solo di far capire loro quante cose sappiamo, quanti diplomi abbiamo accumulato e quante conoscenze siamo pronti ad inserire nel loro bagaglio culturale, ma dobbiamo cercare in tutti i modi di far sì che siano loro stessi a tirare fuori le loro competenze, a metterle a servizio della scuola e della loro vita. È quello che gli addetti ai lavori chiamano “competenze”. È molto più facile raccontare le conoscenze, ripetere quello che abbiamo studiato sui nostri ormai polverosi libri. È molto più utile unire le conoscenze alle competenze, insegnare ai nostri ragazzi a mettere in pratica quello che imparano. Serve alla vita, serve a loro e, magari, serve anche a noi insegnanti.

Verbi per la scuola … “SFOLTIRE” “GIUDICARE” “EDUCARE” “ACCOMPAGNARE” È iniziato un nuovo anno scolastico, per adesso all’insegna della normalità, senza mascherine, distanziamenti, didattica a distanza, riunioni online … e speriamo che duri. Ho pensato di introdurre queste mie righe che voglio condividere con voi con i verbi che ho messo all’inizio di questo articolo, collegandoli al mondo della scuola nel quale lavoro da 30 anni. Cominciamo dal primo.

“ACCOMPAGNARE”: eccoci al verbo che mi piace di più. Vuol dire che io da adulto sono disposto a fare la stessa strada dei miei studenti, ad accompagnarli in questo tratto della loro vita di adolescenti nel quale si stanno formando e stanno costruendo il proprio futuro. Vuol dire che io cammino con loro e non sto davanti a loro. Esattamente come fa una guida alpina su un sentiero, quando ti fa vedere dove mettere il piede per evitare un pericolo e ti lega a sé per evitare di perdere qualcuno e perché tutti si possano aiutare. Guardando indietro in tutti questi anni di lavoro a scuola, sono contento di aver camminato con moltissimi ragazzi, di averli accompagnati anche in un piccolo tratto della loro vita. Ho imparato tanto da loro, spero che sia stato vero anche il contrario. I miei studenti, ogni volta che entro in classe, capiscono subito se io sono lì per sfoltire, per giudicare, per educare o per accompagnare. E lo capiscono anche senza che io parli, semplicemente da come sto davanti a loro e per loro.

“SFOLTIRE”: lo so, è abbastanza inusuale usare questo verbo a scuola, si addice di più a chi fa il giardiniere, oppure al barbiere all’opera con pettine e forbici. In realtà è un verbo che ho sentito in questi giorni a scuola, proprio nella prima settimana di lezione. Mi sto avvicinando alla macchinetta del caffè (unico genere di conforto nella scuola …) e sento due colleghi parlare. Uno di loro dice: “Nella mia classe ci sono 29 ragazzi. Mi raccomando, quest’anno dobbiamo sfoltire un po’, almeno l’anno prossimo avremo una classe meno numerosa, nella quale si potrà lavorare meglio”. Mentre investivo ben 40 centesimi e nel bicchierino scendeva il mio caffè macchiato, ho pensato: “Ma come fa un professore, al secondo giorno di scuola, a pensare già a quanti ragazzi sarebbe meglio bocciare per avere di fronte la classe ideale?”. Insegnare non è facile, non è una professione, in molti casi diventa una missione. Bocciare qualcuno è sempre un dolore, in qualche caso sa di fallimento educativo. Evidentemente non per tutti.

In questi primi giorni di scuola, durante una lezione in una classe quinta, ho fatto scrivere ai ragazzi quali sono le loro paure e i loro sogni pensando al futuro, soprattutto ora che stanno per concludere il loro percorso nella scuola superiore. Riprendendo insieme ciò che hanno scritto, mi hanno detto quasi in coro che una delle loro paure più grandi è quella di finire come alcuni (troppi) adulti, che ormai non sono più capaci di trasmettere gioia ed entusiasmo per la vita. Professori compresi. Ho accolto il loro sfogo e li ho ringraziati, perché mi hanno insegnato una cosa molto importante, da mettere in pratica come padre e come docente: i miei figli e i miei studenti vogliono imparare da me non tutto quello che so, ma la passione che sono capace di mettere in tutto quello che faccio. La passione, del resto, muove il mondo … perché non dovrebbe essere così anche nella scuola?

“GIUDICARE”: ecco un altro aspetto nel quale noi insegnanti dobbiamo migliorare, assolutamente. Abbiamo programmi da svolgere, compiti da correggere, interrogazioni da fare, lezioni da preparare e da spiegare … e rischiamo di ridurre tutto ad un numero, in rigorosa scala da 1 a 10. Se arrivi almeno a 6 sei bravo, se invece stai al di sotto, possiamo sempre dire che abbiamo “sfoltito” la classe e che la bocciatura potrà servire all’alunno per crescere nella vita. Come se spettasse a noi indicare alla vita dei nostri studenti quali strategie usare per farli crescere e maturare. I ragazzi non sono numeri da sfoltire e non devono essere giudicati a seconda dei numeri che prendono nelle verifiche e nelle interrogazioni. Nei loro occhi c’è ben altro, magari abbiamo dimenticato come si fa a notarlo e a valorizzarlo.

Marco AT T U ALIT À

23

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Amò turna …

religiosi mondiali, tra cui il nostro Pontefice. Si vince non sugli altri ma evolvendo tutti verso una visione diversa dell’umanità. Speriamo solo che non ci vogliano venti secoli anche per gli europei per capirla. Messi tutti insieme facciamo, mal contati, quattrocento milioni o poco più, praticamente il 5% della popolazione mondiale. Presi singolarmente, metti anche la più numerosa Germania, facciamo l’1% o meno del totale. E vorremmo diventare l’ago della bilancia del mondo! Praticamente siamo come il due di coppe con briscola denari. Di questo passo possiamo provare a sperare in un futuro attento e sensibile alla tutela delle minoranze etniche, un poco come per i nativi del continente americano. Ci auto isoleremo (lo stiamo già facendo) in qualche riserva. Pensa a quelli che ragionano ancora più in piccolo immaginando il loro orticello regionale o poco più. Amò turna … Pochi giorni e si andrà a votare e parte il solito girotondo delle televendite alla Cetto La Qualunque. Sembra di essere a Santa Lucia che tutti ti porterebbero regali ma poi finisce con il carbone (che non sarebbe poi così male considerata la mancanza di gas!). Niente di nuovo sotto il sole … Semper la stesa minestra … Ritornano i lupi neri cattivi, i comunisti che mangiano i bambini. A proposito, la sapete quella che dice che ci siamo ridotti così perché i comunisti hanno mangiato i bambini sbagliati lasciandoci quelli cattivi? … Tornano le solite ombre su chi tiene i piedi in più scarpe e cerca di infilarsi anche in quelle del vaticano (ma saranno proprio figlioli prodighi?). Quelli che dovrebbero pensare alla loro guerra e alle bombe che sparano sulla gente e pretendono di dirci che dobbiamo punire i cattivi che ci hanno governato. Quelli che non possono mai mancare con i dossier segreti su chi ha fatto cassa con i soldi russi. Tacciamo poi sul mondo di internet e dei social.

Rieccoci qui! … si riparte da capo. Ogni volta sempre la stessa storia. È un giorno di metà settembre, a ridosso del fine settimana, giusto lì sul confine tra due stagioni, con l’estate caliente che tiene ancora botta e resiste al suo ineluttabile prossimo destino. Niente di nuovo bolle in pentola anzi, di questo passo, finisce che senza gas non riusciremo neanche a fare bollire qualcosa. D’altronde lo dice anche il Qoèlet: “nihil sub sole novum”. Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole. C'è forse qualcosa di cui si possa dire: «Guarda, questa è una novità»? Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto …”. Oppure richiamiamo un classico della letteratura e cinematografia: ” Niente di nuovo sul fronte occidentale”.

Che noia qui sul fronte occidentale. Almeno ad oriente tra Russia e Ucraina, Medio Oriente (che è come il prezzemolo in cucina, non può mai mancare), cinesi ed isolani di Taiwan e con i cowboy che mettono il naso un poco dappertutto è tutto più vivace, dinamico, in divenire. Hanno fatto il botto! C’è movimento! Giusto la Regina e il suo trapasso hanno fatto notizia e smosso il torpore europeo. Per il resto la solita noia. Niente di nuovo. Un’Europa di cartapesta, scritta sulla carta ammuffita, (per non dire di peggio) senza anima, senza vita. Arroccata a difesa in una apparente unità di fronte alla minaccia dell’Est ma, grattando la sottile pellicola di superficie, divisa dai soliti egoismi nazionali. Un’Europa di cartamoneta, di palanchine e niente più. A tal punto che anche per difendere quel sottile filo che la tiene unita, l’economia, non riesce a trovare compromessi per difendersi da speculazioni. Che porta in seno la serpe di pseudo paradisi fiscali o centri di poteri economici da non intaccare (vedi ritrosie ad apporre un cap a prezzi di prodotti energetici), cha fa fatica a puntare il dito sulla mancanza di democrazia e di libertà di informazione in diversi dei suoi Paesi. Scrivo così non per aggregarmi ai tanti che pure da noi hanno inviso l’idea di una casa comune europea, perché è meglio ognuno a casa sua, ma perché da sempre ci credo e vedere che questa intuizione viene quotidianamente annacquata da piccoli esseri incapaci di sognare e andare oltre mi fa stare male. È un poco come la cristianità: un solo Dio e tante chiese per secoli contrapposte e in lotta tra loro. Ci è voluta una ventina di secoli per arrivare a lavorare per tracciare un cammino, anche tortuoso, per l’unità dei cristiani. Uniti si vince. Non una guerra, non gli infedeli, non per arrivare primi: si arriva insieme. Anche percorrendo la via della comunione con altri credo. Si è tenuto giusto in questi giorni, in Kazakhstan il congresso dei leader AT T U ALIT À

Proviamo invece a considerarci e farci considerare per quello che siamo? Non polli da spennare, pesci da abboccare all’amo, allocchi a cui darla a bere? Ma piuttosto esseri umani, pensanti, che osservano e si fanno ragione di ciò che è stato, di ciò che è e che scrutano un futuro realistico e non immaginario, che cercano il vero e non miraggi? Mi tornano sempre alla mente le sagge parole del mio povero nonno (parliamo di anni ottanta) che riguardo alle elezioni (e ne aveva viste!) diceva: “l’è come cambià la sèla a l’asen …”. Visto che abbiamo citato il nobile animale corre l’obbligo di ricordare anche Collodi e due dei suoi personaggi: Pinocchio e Lucignolo. Finalmente dopo le crisi economiche e le pandemie ritorna il paese dei balocchi!!!! Venghino, venghino, signori. Ce n’è per tutti, anche di più! Domani ci penseremo. Raglio più o raglio meno ci avete fatto il callo … Non c’è bisogno che Qualcuno allontani da noi questi calici … tocca a noi scegliere da dove bere. Tranquilli, quando leggerete questo scritto tutto sarà compiuto. Comunque, che Iddio ci aiuti. Sperem … Luca

24

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Stavano meglio quando stavano peggio? Il 30 agosto è morto Gorbaciov, Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica dal 1985 al 1991. Apprezzato in Occidente e non molto amato in pa-

sollievo dopo molti anni. Sono passati molti anni e siamo abituati a vedere i recenti Patriarchi ortodossi di Mosca sempre più in evidenza, sempre più a loro agio nella vita ufficiale della Russia, sempre più presenti con un ruolo ufficiale di “supporto” alla politica statale. Certo, questo garantisce molti vantaggi e un consistente esplicito appoggio alla chiesa ortodossa fatto di apprezzamento e simpatia. Anche l’attuale Patriarca, Kirill, che conosciamo un po’ di più dopo la recente iniziativa russa in Ucraina, non si allontana da questo percorso di perfetta sintonia tra potere religioso e potere politico. Nella storia questa perfetta sintonia ha sempre portato grandi apparenti vantaggi alla chiesa, ma un unico fatale immenso svantaggio: non essere più libera di fronte a chi detiene il potere, ritrovarsi con le mani legate e non poter che alla fine trovarsi d’accordo con chi comanda, come “religione di Stato”. E magari trovarsi d’accordo anche sinceramente, purtroppo.

tria, i termini per cui era famoso erano “glasnost” (trasparenza) e “perestrojka” (ricostruzione). In un mondo chiuso ed economicamente quasi al collasso, ebbe il merito di accorgersi di quello che stava accadendo e di dire basta. Dopo quarant’anni di guerra fredda l’economia comunista aveva mostrato tutti i suoi limiti e inoltre il “muro” che limitava, regolava e selezionava qualsiasi contatto col mondo occidentale attraverso le limitazioni alla libertà di stampa stava crollando. Gorbaciov non poteva dire che quella ideologia non aveva portato a nulla ma non era possibile continuare con quell’inutile segretezza e con quelle enormi spese militari. Il crollo del muro di Berlino nel 1989 fu il simbolo di qualcosa che stava già succedendo e aveva solo bisogno di un riconoscimento “ufficiale”: lo sgretolamento dell’URSS in molte diverse nazioni. Per questo poteva essere apprezzato in patria. Quello che ci interessa maggiormente riguarda l’aspetto religioso: con lui inizia in Russia una maggiore libertà di espressione e di conseguenza anche una maggiore libertà religiosa. Non certo per questioni personali: Gorbaciov era battezzato, fin dalla nascita cristiano ortodosso ma si dichiarò sempre non credente fin da giovane. Iniziò rapporti diversi con il Vaticano e fu data libertà religiosa anche ai cattolici in Russia. Maggiore spazio fu dato alla chiesa ortodossa che ebbe una grande libertà e passò dalla clandestinità e da una malcelata accettazione alla possibilità di dichiararsi apertamente. Ci sono molte immagini di Gorbaciov con il Patriarca di allora, Alessio II, che seppe ricostruire e riportare in primo piano la chiesa ortodossa in Russia. Anche questo aspetto religioso fu semplicemente riconosciuto da Gorbaciov come un dato di fatto: dopo la Rivoluzione Russa non fu facile per i cristiani sopravvivere in URSS e molti erano i preti clandestini. Eppure, dopo 70 anni di ostilità, la chiesa ortodossa esisteva ancora e il Patriarca ortodosso di Mosca, Pimen I (predecessore di Alessio II), poteva tirare un sospiro di AT T U ALIT À

Anche in Italia potremmo riflettere sulla storia della Chiesa e i suoi rapporti con la politica, con tutte le sue ambiguità. L’articolo avrebbe dovuto essere su Gorbaciov come personaggio ma è l’aspetto religioso nel suo rapporto con il mondo politico che forse ci interessa e ci riporta al presente in un confronto con la condizione della Chiesa che forse è più “viva” quando non si lascia soffocare. Dario

25

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Addio a Elisabetta Mentre scrivo, oltre duemila persone invitate si stanno riunendo all’Abbazia di Westminster per l’imponente cerimonia delle esequie dell’ultima grande sovrana della storia. Tra queste, centinaia di teste coronate e capi di Stato e di governo. L’8 settembre 2022 la scomparsa di Elisabetta ha chiuso quello che gli storici chiamano il “secolo breve”: segnato da grandi orrori, totalitarismi e ideologie, il Novecento ha visto però anche tante nazioni lottare disperatamente per la libertà, oltre ogni speranza. Ad esempio, quando nel 1940 il Regno Unito era sul punto di cadere sotto l’oppressione del regime nazista e la quattordicenne Elisabetta, all’epoca principessina, ogni sera alla radio parlava alle famiglie dei connazionali per indurle a resistere e a continuare a credere nella vittoria. Elisabetta ha impersonificato l’aspetto più nobile di quel secolo tremendo, e la sua ostinata visione della libertà l’ha aiutata ad affrontare le numerose sfide che hanno costellato

Invece, anche in luoghi remoti, il sistema inglese di democrazia parlamentare, oltre al sistema legale del Common Law – unitamente al vantaggio di avere un'unica lingua “franca” – ha facilitato la transizione del Regno Unito da impero a Commonwealth, un’organizzazione di nazioni, molte delle quali sono oggi indipendenti, unite da una storia comune ma con rapporti aggiornati. La Regina ha saputo gestire questo aggiornamento con intelligenza, mettendo a frutto le sue doti spirituali di lealtà, irremovibile, verso la sua gente, di spirito di servizio e di umiltà. L’esito non era scontato: la Comunità degli Stati indipendenti, fondata da Russia, Bielorussia e Ucraina nel 1991 sulle ceneri dell’impero sovietico, presentata anch’essa allora come “Commonwealth”, ha avuto tutt’altra evoluzione. Anche papa Francesco, nel suo telegramma inviato a Sua Maestà Re Carlo III, esprime il suo cordoglio: «Mi unisco volentieri a tutti coloro che piangono la sua scomparsa pregando per l'eterno riposo della defunta Regina e rendendo omaggio alla sua vita di ininterrotta fedeltà, e nel rendere omaggio alla sua vita di instancabile servizio per il bene della Nazione e del Commonwealth, al suo esempio di devozione al dovere, la sua ferma testimonianza di fede in Gesù Cristo e la sua ferma speranza nelle sue promesse». Peraltro, sappiamo che il nuovo re Carlo III da sempre manifesta grande apertura verso le altre culture e si interessa anche di altre religioni, ma questa non è una novità nella famiglia reale inglese: il nonno di Carlo, cioè il padre di Elisabetta (Re Giorgio VI) era ancora imperatore dell’Impero britannico quando fece costruire decenni fa la prima moschea in Inghilterra, a Londra, a St John’s Wood, su di un terreno della casa reale, per i suoi sudditi musulmani: già al tempo del padre della Regina la monarchia inglese voleva salvaguardare la possibilità di professare la propria fede e di avere i posti dove farlo. Non sarà un compito facile custodire la preziosa eredità di Elisabetta, che lascia un Occidente permeato dal principio della libertà e saluta un Regno Unito diventato nel tempo una comunità multiculturale. Siano di sostegno al nuovo regnante le parole che la stessa sovrana scrisse e consegnò al padre Re Giorgio VI a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale: «Ho chiesto all’uomo che stava sulla soglia del nuovo anno: “Dammi una luce che mi faccia camminare al sicuro in un territorio sconosciuto”. E mi rispose: “Esci nel buio e metti la tua mano in quella di Dio. Sarà meglio per te della stessa luce e più sicura di una via conosciuta». Chiara

i suoi settant’anni di regno. In un momento storico in cui, come ha detto Papa Francesco «la storia mostra segni di regressione», Elisabetta può essere di esempio, come quando nel Natale 1953 definì il Commonwealth una famiglia di nazioni unica che «non ha somiglianze con gli imperi del passato […]. A questa nuova concezione di una partnership uguale di nazioni e razze darò cuore e anima in ogni giorno della mia vita». Londra, fino a pochi decenni prima capitale del più vasto impero della storia, che copriva quasi un quarto dell’intera superficie della Terra tra colonie, domini, protettorati e mandati, al termine della seconda guerra mondiale avrebbe potuto mantenere in piedi con la forza il suo impero, che tra movimenti di decolonizzazione e l’emergere di nuove potenze si era avviato ad un profondo declino di prestigio, politico ed economico. Ma quante altre tragedie avrebbe testimoniato l’umanità? AT T U ALIT À

26

INSI EM E N. 81 OTTOBRE 2022


Informazioni parrocchiali Orari delle S. Messe Feriali: ore 8,00 - 18,00 (sospesa quando c’è un funerale). Festive: Sabato sera e vigilia delle feste: ore 18,00 ore 16,30 a Tresolzio (maggio-ottobre). Domenica e feste: ore 7,30 - 9,00 - 10,30 (in oratorio) - 18,00. Disponibilità per le Confessioni Don Giacomo: venerdì 16.00 - 17.30 Don Ubaldo: ogni sabato 09.30 - 11.00 Don Carlo: ogni sabato 15.00 - 16.30 N.B. A richiesta i sacerdoti, nei limiti del possibile, sono sempre a disposizione per questo ministero. In particolare subito dopo le S. Messe. Quando si entra in chiesa: mantenere la mascherina che copra naso e bocca e sanificare le mani. Celebrazione del Battesimo Il battesimo dei bambini si celebra una sola volta al mese. In vista del Battesimo, si prenda contatto con il Parroco. Celebrazione del Matrimonio Il Matrimonio si può celebrare in ogni giorno dell’anno, eccetto le domeniche e i tempi di Avvento e di Quaresima. Occorre prepararsi adeguatamente. È possibile partecipare anche a corsi fuori parrocchia. In ossequio a giuste disposizioni diocesane, il Matrimonio va celebrato o nella parrocchia della sposa, o in quella dello sposo o in quella dove la coppia andrà ad abitare. Per eventuali eccezioni ci si rivolga alla Curia vescovile. Telefono Parrocchia: 035.5905160 Telefono Oratorio:

380.7522605

Tel. dei Sacerdoti:

Don Giacomo Ubbiali Tel. 380.6984169 e-mail: giacomoubbiali@virgilio.it Don Carlo Comi Tel. 035.332092 - cell. 340.6483352 e-mail: comicarlo@virgilio.it Don Ubaldo Nava Tel. 035.908406 - cell. 333.3229389 e-mail: d.ubaldonava@gmail.com