Oltre Magazine n. 2 Febbraio 2020

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Made in Italy

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NUOVA

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SOMMARIO

IN EVIDENZA È tutto pronto per Tanexpo 2020! Nelle prime pagine di questo numero di Oltre Magazine è stato riservato ampio spazio alle notizie e al programma della tre giorni bolognese che a fine marzo riunirà nella città felsinea l’intero mondo della funeraria. L’attualità ci porta alla triste conta dei pedoni che perdono la vita sulle strade della Penisola. Da un rapporto di ASAP (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale) risulta che nel 2018 sono morte ben 612 persone per essere state investire e più di 20.000 hanno riportato ferite di media o alta gravità. Per quanto riguarda le rubriche espressamente dedicate agli operatori, ha inizio in questo numero la disamina del documento “Istruzioni per una corretta gestione dei crematori”, un codice di comportamento messo a punto da Utilitalia SEFIT e FIC (Federazione Italiana Cremazione) a cui i gestori di impianti crematori possono fare riferimento per una corretta gestione della propria attività. Interessanti anche gli articoli di cultura che completano la nostra rivista: dalle tradizioni induiste del Nepal ai riti funerari delle popolazioni della lontana Oceania, per finire con il “Cimitero Gioioso” di Săpânța in Romania, una vera e propria opera d’arte unica nel suo genere, meta di numerosissimi visitatori.

FIERE Pronti per Tanexpo?

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11 statistiche 18 La silenziosa strage dei pedoni aSPETTANDO TANEXPO

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focus donna Quando la comunicazione è decisiva per il cambiamento

PARLIAMO DI... Come procedere correttamente ad una cremazione

news aziende Prima Bottega: garanzia totale!

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CULTURA Dalle pire rituali al forno crematorio elettrico (I parte)

PARLIAMO DI... HOFI - Holding Funeraria Italiana

legale, fiscale Dove sistemo la salma in transito?

cimiteri d'europa Il Cimitero Gioioso

cultura

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I riti funebri dei popoli più lontani

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w w w.o lt r e m a g a z i n e .c o m

Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

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FEBBRAIO 2020

Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XX - n°2 Febbraio 2020 OLTRE MAGAZINE

NUMERO 2

Direzione, Redazione, Amministrazione: Conference Service srl Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

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FIERE

Pronti per Tanexpo? d i A l e s s a n d r a n ata l i n i

NUMERO 2

FEBBRAIO 2020

Inizia il conto alla rovescia per l’appuntamento più atteso dal 26 al 28 marzo a Bologna. Ancora un mese e sarà Tanexpo! La fiera internazionale che per tre giorni riunirà tutto il mondo della funeraria. Anche in questa edizione Tanexpo si conferma la manifestazione leader del settore, la sola in grado di richiamare a Bologna la migliore produzione italiana e inter-

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OLTRE MAGAZINE

nazionale e operatori da tutta Italia e da 57 Paesi esteri. Come sempre, saranno tante le proposte e le novità che troveremo sugli stand; anche in questo numero continuiamo a darvene anticipazione con gli speciali focus di “Aspettando Tanexpo” in cui le 


DOVE Ingresso NORD Rotonda Dante Canè (di fronte all’uscita A14-Bologna Fiera) Ingresso OVEST Piazza della Costituzione 6 QUANDO Giovedì e Venerdì 9:30 • 18:30 Sabato 9:30 • 17:30 HOTEL PARTNER l’elenco degli hotel convenzionati è su www.tanexpo.com/it/hotel BIGLIETTERIA ONLINE WWW.TANEXPO.COM acquista l’ingresso a tariffa ridotta

CONVEGNO INAUGURALE

GIOVEDÌ 26 MARZO

La morte oggi: facciamo il punto

Lutto, riti e luoghi. Online e Offline.

Interverranno: Ana Maria Vargas (antropologa e direttore scientifico della Fondazione Ariodante Fabretti di Torino), Maria Angela Gelati (tanatologa), Davide Sisto (filosofo), Massimiliano Cruciani (esperto di cure palliative), Alessandro D’Arminio Monforte (avvocato specializzato in diritto dell'informatica e successioni digitali) OLTRE MAGAZINE

NUMERO 2

Oggi occorre prendere in considerazione anche i “luoghi virtuali” e l’impatto delle nuove tecnologie, in particolare dei social network, e valutare il ruolo che questi possono avere nella elaborazione del lutto, nel ricordo e nel fare acquisire maggior consapevolezza della relazione vita-morte.

FEBBRAIO 2020

Una riflessione a più voci sulla morte e sul lutto, sul significato che la morte riveste all’interno della vita, sulla misura e sui modi in cui la sua presenza incide nella costruzione dei nostri rapporti umani e del nostro vissuto. In altri termini, uno sguardo sull’attuale cultura della morte, come si manifesta nelle ritualità, nei luoghi del commiato e della memoria, e su come si muore oggi (il tema della buona morte).

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FIERE

aziende presentano alcune delle eccellenze e delle innovazioni che potrete toccare con mano in fiera. A Tanexpo vi aspettano le punte di diamante del nostro comparto produttivo che continuano ad investire in innovazione e ricerca per accogliervi a proposte inedite. Proprio per premiare questo impegno, l’edizione 2020 vedrà il debutto dei TanexpoAwards che sanciranno i progetti di particolare merito presentati dalle aziende espositrici. Cinque le categorie in concorso: Innovazione, Qualità e Design, Comunicazione, Green e Miglior Stand. Saranno il giudizio del pubblico, insieme ad una giuria composta da esponenti internazionali di settore e ad associazioni, a decretare i vincitori. Saranno anche tre giorni di workshop

Awards

NEW! INNOVAZIONE

GREEN

MIGLIOR STAND

QUALITÀ e DESIGN

COMUNICAZIONE

I visitatori di TANEXPO, insieme ad una giuria composta da esperti internazionali del settore e associazioni di categoria, decreteranno i vincitori tra le migliori proposte selezionate.

formativi, con la seconda edizione di TanexpoEducation, un'opportunità per i partecipanti di apprendere da esperti di caratura internazionale come affrontare le richieste della

società contemporanea per una cerimonia laica e multiculturale, come progettare e attuare strategie di marketing digitale utilizzando i social e le piattaforme più note e come affiancare all’attività di impresa un servizio dedicato gli animali domestici.

Organizzare funerali nella società plurale: la laicità e le altre culture. A cura di: Marina Sozzi Come dico addio se non sono credente? Come costruisco un rituale per defunti di altre religioni o tradizioni culturali? Acquisiamo tutti gli elementi per progettare una proposta rituale articolata e differenziata.

FEBBRAIO 2020

Il Marketing Digitale per l’impresa funebre. A cura di: Juan Pablo Del Alcázar Ponce Progettare e attuare strategie di promozione utilizzando i social media e le piattaforme più note.

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Funerali animali: nuova frontiera e opportunità. A cura di: Coleen Ellis Utili consigli rivolti alle imprese che si avviano ad affiancare questa attività al proprio core business. (vedi focus a pag. 8)

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OLTRE MAGAZINE

Non solo la più grande e qualificata esposizione commerciale quindi, Tanexpo sarà ancora una volta l’occasione irrinunciabile per acquisire quelle competenze specifiche che sono sempre più necessarie per rispondere ai cambiamenti di una domanda in continua evoluzione. Di questo, di cosa sta accadendo nella società, si parlerà anche nel convegno inaugurale di giovedì 26 marzo. Vi aspettiamo! 


Grazie all’esperienza, le competenze e la passione nella lavorazione della porcellana, è nato ETERNITY, un progetto sviluppato per creare un corsivo unico e inalterabile nel tempo. Uno strumento a disposizione della clientela, versatile, completamente personalizzabile, facile da utilizzare, ma soprattutto eterno.

Eternità

Sistema produttivo che lo rende insolubile e inalterabile agli agenti atmosferici e qualsiasi intemperia. Eternity è un prodotto che permane nel tempo garantendo un aspetto sempre integro e attuale.

Praticità

Grazie alla sua particolare composizione in un unico elemento, potrà essere applicato in modo semplice e pratico, facilitando al massimo le operazioni di fissaggio.

Personalizzazione

Potrà essere personalizzato, oltreché con dati e generalità uniche richieste dal cliente, anche con tutte le marmorizzazioni disponibili a catalogo. Sarà quindi possibile ottenere soluzioni uniche che esalteranno al meglio il design del prodotto.

Venite a scoprire Eternity e le novità Vezzani in fiera.

Padiglione 21 Stand A80 C-100

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p VEZZANI spa Via M. Tito, 3 | 42020 Montecavolo RE ITALY T. +39 0522 880844 | F. +39 0522 880820 Cap. Soc. 1.000.000,00 € i.v. vezzani@vezzani.it | www.vezzani.it


Funerali animali: nuova frontiera e opportunità Sabato 28 marzo 10:30-12:30 / 14:30-16:30 A cura di Coleen Ellis

Come gestire al meglio l’addio all’animale domestico? Una giornata per apprendere come implementare questa attività all’interno dell’impresa. 10:30 - 12.30 La nuova prospettiva per l’impresa funeraria è estendere l’offerta non solo alla famiglia, ma anche agli animali domestici che della famiglia fanno ormai parte. Cerimonia sempre più richiesta dalla clientela ed utile anche alle realtà più consolidate, durante la presentazione si analizzerà come avviare una strategia di successo per aumentare la propria redditività ed attrarre nuovi clienti. La sessione inizierà con l’analisi dei vari aspetti del legame padrone-animale e di cosa comporti non solo per il settore funerario, ma anche per altre attività del mondo pet. Verranno esaminate nel dettaglio le tendenze, ma anche le spese a cui è necessario far fronte al fine di comprendere l’impatto che questo segmento di mercato avrà sull’impresa. 14.30 - 16.30 La presentazione assumerà diverse sfaccettature in base alle differenti impostazioni aziendali. Per alcune imprese, gestire l’ultimo saluto all’animale domestico potrebbe non far parte del piano aziendale complessivo. Tuttavia, per loro potrebbe comunque essere utile considerare la possibilità di promuoversi agli amanti degli animali da compagnia. Per altri invece, creare un’estensione del marchio per far fronte a tutti gli aspetti del funerale animale, cremazione, sepoltura, servizi commemorativi e ricordo, farà parte del piano aziendale. Qualunque sia la vostra realtà professionale, potrete trovare utili iniziative commerciali che potranno essere applicate per attrarre le famiglie con animali domestici in cerca di un servizio professionale che renda omaggio ad un membro della famiglia.

Obiettivi principali del workshop: 1. Come creare una strategia marketing indirizzata alle famiglie con animali domestici 2. Servizi per la perdita di animali domestici che l’impresa dovrebbe fornire 3. Iniziative per gli animali e le persone che l’impresa può mettere in pratica

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ISCRIVITI AL CONVEGNO SU TANEXPO.COM

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Coleen Ellis nel 2004, ha fondato "Pet Angel", la prima casa funeraria indipendente per animali da compagnia degli Stati Uniti. Nel 2009 Coleen ha fondato "Two Hearts Pet Loss Centre" per fornire supporto e consulenze sui servizi formativi ed esperienziali a fronte della perdita di un animale domestico. È tanatologa e professionista certificata in materia di perdita dell’animale domestico, tiene corsi su come affrontare il lutto e la perdita degli animali domestici ed è autrice del suo primo libro “Pet Parents: A Journey Through Unconditional Love and Grief”. Nel 2014 ha supportato la fondazione di The Pet Loss Centre ed attualmente collabora come consulente. È fondatrice della Pet Loss Professionals Alliance ed ex presidente e attuale direttore esecutivo dell’IAAHPC - International Association for Animal Hospice and Palliative Care. OLTRE MAGAZINE



ESPOSITORI 2020

4UM (Svizzera) A.F. DI MARINI GIULIANO ACME TEXTILE (Cina) AFC CESAREO AFFRESCO AIMMP (Portogallo) ALEA ITALIA ALGORDANZA ITALIA AMUELA ARCHITETTURA+ AREA SERVIZI ARGEMA ARREDI SACRI E FUNEBRI DI BIAGIO OREFICE ARRIGO MAURIZIO DITTA LAVORAZIONE LEGNO ART FUNERAL ITALY PAOLO IMERI ASSISTO ASSOCIATION POLISH FUNERAL CHAMBER (Polonia) ATP (Portogallo) B-CP B.L. B.S.Z. TECHNICAL CERAMICS BACHECACOMUNALE.IT BALSIMPORT (Francia) BALTEA D.C. BERTELLI FOTOCERAMICA BERTONCELLO GRAZIANO BESTATTERVERBAND – VUB (Germania) BIEMME SPECIAL CARS BILLY BOZZAOTRA FOTOCERAMICA URNE DESIGN CAESAR CRYSTAL BOHEMIAE (Rep. Ceca) CALÌ GIUSEPPE CAR FIBREGLASS CARBO CENTER (Polonia) CAV. VINICIO RIOLFO CEABIS CERIMONIE UNICHE CHEOPE EXCELLENCE URNS CI HA LASCIATO CIAO AMICO MIO CIROLDI CLARIUS CLS AUTOMOTIVE CM GRAFICA COINCRE COLDTROLLEY CONCEPT CASKETS (Canada) CREATIVA CREAZIONI DANY CREMTEC (Germania) CROXX LINC INTERNATIONAL (Pakistan) DEVOTIO DFW EUROPE (Olanda) DIVINALART (Portogallo) E.M. EDIL MANGONE EEP CO (Gran Bretagna) EFI - ECCELLENZA FUNERARIA ITALIANA ELLEGI ELLENA EMANUEL GARGANO EPK-2 (Russia) ERNESTO DE OLIVEIRA (Portogallo) ETERNITÀ URN ETNA STONE & DESIGN EURO.ACT EVOLUTION - TECNOLOGIA FUNERÁRIA (Brasile) EXPO FUNERÁRIA (Portogallo) F.LLI CARILLO TRADE FACULTATIEVE TECHNOLOGIES (Olanda) FADEDSFYA - FUNEXPO (Argentina) FE.N.I.O.F. FEDA FEDER.CO.F.IT. FEDERAZIONE ITALIANA PER LA CREMAZIONE FEIRA FUNERÁRIA BRASIL (Brasile) FENICETEK FENIKS (Serbia) FERDINANDO FAMÀ

FERRI & FIGLI FIAT-IFTA (Olanda) FONDAZIONE FABRETTI FORUM BEFA (Germania) FOTOCERAMICA SARTORI AUGUSTO & FIGLI FRA.SA FRANCHI PACK FRIGID FLUID COMPANY (Stati Uniti) FUNEMEX (Messico) FUNERAL PRODUCTS (Olanda) FUNERAL.BE (Belgio) FUNERALESUBITO.IT FUNERART FUNERGAL (Spagna) FUNERMOSTRA (Spagna) FURLANIS G7 MORTUARY SHIPPING (Stati Uniti) GEM MATTHEWS GIESSE RISARCIMENTO DANNI GIORGI F.LLI - OFFICINA MARTELLO GIOVINARTE GIUNTA - ARTIGIANLEGNO P.C. GLOBALE RC URNAS (Portogallo) GOBUR GRAVERLINE (Polonia) GRAZI CRISTALLI INDUSTRIE GREEN COMPANY HOFI HRMTEC (Svizzera) ICREM IDEAL STONE IEN INDUSTRIE IFZW (Germania) IL GERMOGLIO IL GIRASOLE IL PROVVISORIO IMBOTTITURE di Maria Abbate IMPRONTA DIGITALE - Bassano del Grappa IN DAN (Ucraina) INCAS DISTRIBUZIONI INES BOUWEN JEWELRY (Belgio) INFORTUNISTICA TOSSANI ITALIANA CREMAZIONI JORISCASTRO (Portogallo) KIP ITALIA L.A.L. LA ERREVIEFFE LA GRANITI 3000 LA GUIA FUNERARIA (Spagna) LA PRINCIPESSA MARMI LAPIDARIS (Repubblica Ceca) LARENZIA LASTELLO.IT LEGNO IN LGM SOFTWARE LIMBO EUROPE (Spagna) LOMBARDO AUTOMOTIVE LOTUS LOVEURNS (Stati Uniti) LUBRANO DESIGN FUNERARIO LUK-MEDIA (Russia) LUMADA (Slovenia) MADIFOZ (Portogallo) MARTYL MAXICARD The MAZWELL GROUP (Gran Bretagna) MECCOLA MEMORIA (Lituania) MEMORIAL REEFS INTERNATIONAL (Stati Uniti) MEMORY CRYSTAL (Repubblica Ceca) MIFORA (Spagna) MITKO (Polonia) MNEME Fotoceramiche Funerarie MODIT Group MONUSTONE (Francia) MSP Metall Service Pedack (Germania) MURINO NAFD (Gran Bretagna) NECROEXPO (Polonia)

NFDA (Stati Uniti) OLIVETTI OLTRE MAGAZINE OMEGA Magazine (Polonia) OMNIA THEXTYL (Portogallo) ORTHOMETALS (Olanda) OSCAR MARTA PAGINE SÌ! PALLADINI MILANO PAVONI ORIETTA Lavorazioni in legno PAVONI STEP AUTOMAZIONI PCUBE PHARMA MEDI HELP (Grecia) PILATO PiùCarattere® di DIANI UBALDO PLUS TECHNOLOGIES PREGHIERA PRIMA BOTTEGA PRIMATECH (Polonia) PRODUZIONE ARREDI FUNEBRI PROSAN PUBBLIPEL RICCIARELLI RADIV REGISTRO ITALIANO CREMAZIONI REMONDIS (Germania) RENOVA RESONANCE FUNERAIRE (Francia) RETROX ROTASTYLE ROYAL PLATE SACRI E PROFANI SAIE SARTORIA DI FILOTTRANO SCACF SCRIGNO DEL CUORE SCUOLA SUPERIORE DI FORMAZIONE PER LA FUNERARIA SEFIT Servizi Funerari di Utilitalia SEGI HIRU (Spagna) SERVICE GLOBAL FASHION SERVIZI PER LA CREMAZIONE SEZZATINI FRANCO SHENGTAI EUROPE SI SOLUZIONE INFORTUNISTICA SIB CASE MOBILI SIGILLO D'AMORE SIGNATURE AROMAS (Gran Bretagna) SMS DI A. MENEGARDO & C. SOCREM TORINO SORTEM (Spagna) SPIDER (Germania) STILTECNO STUDIO 3A T.G. ITALIARREDA T.LAB TADDIA (Repubblica di San Marino) TECNIMMAGINE TEX SERVICE TGFuneral24 TIESSE TOSCO-DATA TYMOS UNICOLOR PROFESSIONAL URNA CONCEPT UTERNEL (Francia) V.T.U. (Olanda) VECOTRAS VERZOLINI VEZZANI VEZZANI CREMATION WATERURN (Olanda) WIND CARS WORKLINESTORE XP INFORMATICA ZANARDO ZONZINI ZORSOL Aggiornato al 24/1/2020

INFO: Tel. 051 4298311 - info@tanexpo.com


26 27 28 MARZO 2020 WWW.TANEXPO.COM

BOLOGNA


Pad. 21 Stand B52

Un simbolo d’amore Dal 2004 la società svizzera Algordanza - parola che in romancio significa ricordo - trasforma le ceneri di cremazione in autentici diamanti: i “Diamanti della Memoria”. Algordanza è un gruppo internazionale presente in oltre trenta Paesi con sede principale e laboratori in Svizzera, dove avviene la trasformazione e dove le ceneri vengono trasferite con regolare passaporto mortuario. Il processo si svolge replicando le condizioni che in natura determinano la formazione dei diamanti, senza aggiunta di sostanze estranee. Tali condizioni influiscono sulla composizione chimica delle ceneri e per questo ogni diamante brilla di tonalità proprie che vanno dal bianco trasparente al blu intenso. Non ci sono due diamanti uguali così come ogni persona è stata unica quando era in vita. I prezzi (a partire da circa quattromila euro) variano in base alla dimensione che si vuole ottenere e la crescita dipende dal tempo di permanenza del carbonio proveniente dalle ceneri a temperatura e pressione elevate.

Pad. 16 Stand A24-C29

Fin dai tempi più remoti i diamanti sono simbolo di eternità, di ricordo, di purezza e di amore. I Diamanti della Memoria consentono di rinnovare e celebrare quotidianamente l'amore verso i propri cari tenendoli sempre accanto a sé.

L'arte di distinguersi Il gusto per le cose belle e l’arte del design costituiscono da sempre la passione che anima Biemme Special Cars. Creare vetture da cerimonia funebre eleganti ed esclusive è la mission che l’azienda padovana porta avanti da anni con successo. Anche in questa prossima edizione di Tanexpo Biemme Special Cars propone le migliori soluzioni stilistiche e tecniche che qualificano l’impresa funebre con positive ricadute sul proprio business. Vi presentiamo le protagoniste nello spazio di Biemme Special Cars a Tanexpo 2020: la nuovissima Aymon, autofunebre su meccanica Mercedes Benz CLS Coupè, l’esclusiva GHOSTER, su meccanica Rolls Royce Ghost, VEKAL, su meccanica Maserati Ghibli 3.0, BRETIL autofunebre a 4 porte su meccanica Mercedes-Benz Classe E ed INKANTO, la 2 porte su meccanica Mercedes-Benz Classe E. Un mondo in continuo movimento ed esigenze sempre nuove impongono un impegno costante per rispondere alle richieste del mercato ed è per questo che le novità non finiscono qui… Venite a visitare lo stand Biemme Special Cars per scoprire cos’altro hanno pensato per voi! 12


Pad. 22 Stand A57

Stampe perfette su qualsiasi materiale Billy Srl da oltre 30 anni fornisce plotter da stampa, laser da taglio, incisione e marcatura, modellatori, frese, incisori, stampa e scansione 3D. Nata come microimpresa, negli anni Billy è cresciuta a fianco della propria clientela instaurando un rapporto diretto e continuativo, riuscendo a soddisfarne le esigenze e sviluppando sistemi avanzati. Tutto questo ha fatto sì che abbia potuto rivolgersi verso nuovi mercati tanto che oggi è un punto di riferimento imprescindibile per tutte quelle imprese che necessitano l’utilizzo di tecnologie di stampa avanzate. Per il suo debutto a Tanexpo Billy presenterà la stampante flatbed Arrow con tecnologia UV, che, grazie alle sue caratteristiche uniche, permette di stampare su marmo, legno, metalli, vetro, plastica, ceramica, tessuti e pelle con effetti lucidi, opachi e in rilievo, e fino a 100kg/mq! È l’ideale anche per stampare in 3D su oggetti piccoli o grandi in qualsiasi materiale, quali lapidi, cofani, coperchi in zinco e in legno, provvisori, applicazioni artistiche, oggettistica varia e tanto altro. Solo vedendo la macchina in azione si può comprenderne le infinite possibilità: un gioiello tecnologico che vi aspetta per una dimostrazione pratica a Bologna il 26.27.28 marzo. Pad. 16 Stand A43

Proposte di design Le collezioni Clarius rappresentano da sempre la massima espressione di stile e qualità negli arredi funebri. Manufatti originali ed inconfondibili dalle fogge armoniche e dalle linee pulite e moderne, ottenuti grazie all’utilizzo dell’alta tecnologia che permette di raggiungere risultati di livello e di grande impatto estetico. L’intera offerta, frutto del contributo di designer esperti, è rigorosamente made in Italy. Le proposte sono molteplici e si orientano soprattutto su kit completi per camere ardenti di elevata fattura. Realizzati in diverse finiture, tra cui legno di varie essenze e plexiglass, per le loro caratteristiche qualitative ed estetiche sono particolarmente adatti a sale del commiato o a case funerarie. Clarius sarà presente a Tanexpo 2020 con alcune novità: il reggibara Punto e Virgola nella versione in plexiglass, un oggetto inusuale e di grande effetto per le sue linee leggere, e la camera ardente Elysium, costituita da un set di accessori modulabili in acero ed acciaio. Anche in questo caso è stata prestata grande attenzione al design rappresentato da forme geometriche ellittiche che nulla tolgono alla praticità, data dalla facilità di trasporto.

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Pad. 22 Stand C56-B51

Esclusività e qualità alla portata di tutti Fenicetek è una realtà che fa dell’innovazione il suo punto di forza. Dopo una forte presenza all’estero, punta ora ad ampliare la sua nicchia di clienti italiani, grazie ad una proposta di urne esclusive, ma dal prezzo competitivo, e ad una capillare rete di distribuzione che copre tutta la Penisola. Design e tecnologia sono le fondamenta alla base del successo di quest’azienda, caratterizzata dall’indole prettamente italiana di creare manufatti di altissima finitura. Una produzione eseguita con cura e meticolosità: urne realizzate solo con la ceramica della massima qualità, rifinite a mano in quello che è un processo storico tramandato da artigiani di padre in figlio. Fenicetek è stata inoltre la prima azienda al mondo ad adottare un’app in realtà aumentata (AR Technology) per aiutare le imprese e le famiglie nella scelta di articoli che meglio rispondano al loro gusto e alle loro esigenze. Ciò è possibile semplicemente scaricando l’app “Fenicetek AR” direttamente sul vostro cellulare o tablet. Per saperne di più consigliamo una visita allo stand di Fenicetek a Tanexpo 2020 dove troverete anche la gamma completa delle loro originali urne. Pad. 22 Stand C42-B41

I cristalli della memoria Memory Crystal, una delle new entries di Tanexpo 2020, ha scelto l’appuntamento di marzo quale sede privilegiata per presentare ad una platea internazionale le sue inedite proposte. L’azienda, proveniente dalla Repubblica Ceca, si dedica alla produzione di urne in vetro soffiato, la cui unicità non è costituita solo dalla preziosità del cristallo di Boemia modellato a mano, ma dal fatto che al suo interno viene fusa una piccola quantità delle ceneri di cremazione. Un know-how esclusivo che nel 2018 è stato applicato ad un progetto di più ampio respiro: si tratta di Eiwa (nome che ha tratto ispirazione da eyva, l’albero delle anime nel film Avatar), un albero commemorativo in vetro le cui foglie sono costituite da cristallo misto a ceneri. È di quest’anno la versione 2.0 di Eiwa con la posa sotto alle sue radici di un colombario e la collocazione dell’albero stesso in un gazebo vetrato. Il tutto provvisto di una app interattiva attraverso cui i parenti possono avere il controllo della loro foglia anche da remoto. Ad ogni prodotto è associato un codice, sottoposto a certificazione, al fine di garantire al 100% la tracciabilità delle ceneri. 14

Memory Crystal introduce un modo nuovo e diverso per mantenere viva la memoria di chi ci ha lasciato.


Passione, Tradizione e Innovazione sono la nostra essenza!


Pad. 21 Stand A80-C100

Impianti di elevata tecnologia Presente sul mercato da diversi anni, Vezzani Cremation ha saputo interpretare le esigenze della società contemporanea sempre più orientata verso la cremazione. Fiore all’occhiello sono gli impianti della serie Fenice, caratterizzati da elevato contenuto tecnologico che assicura prestazioni ottimali in termini di tempi, di costi di esercizio e di consumi. Realizzati nel pieno rispetto delle più restrittive normative in materia di emissioni, i forni Fenice si collocano a pieno titolo nelle posizioni più alte nel panorama mondiale. L’intero arco di vita dell’impianto è seguito passo a passo da un team di esperti, presente non solo nelle fasi di progettazione e di installazione, ma anche per la manutenzione ordinaria, che comprende il monitoraggio costante delle emissioni e l’assistenza h24, anche da remoto. La proposta di Vezzani Cremation si completa con la serie Pet, appositamente studiata per gli animali da compagnia. Questo forno offre il vantaggio di ottimizzare i consumi potendo cremare anche contemporaneamente più carcasse, ma consentendo al tempo stesso la distinzione delle ceneri di ogni singolo animale. Pad. 22 Stand B52-A51

Se volete saperne di più sui prodotti Vezzani Cremation potete consultare lo staff tecnico presente al prossimo Tanexpo.

Furgoni allestiti su misura Chi acquista un mezzo da lavoro difficilmente si accontenta di un prodotto standardizzato. Per questo Wind Cars, specializzata in furgoni attrezzati, studia e sviluppa soluzioni su misura coinvolgendo il cliente in tutte le fasi del progetto, garanzia di un risultato che soddisfa appieno le sue necessità e i suoi gusti estetici. Per offrire una scelta completa Wind Cars opera su veicoli di diversi marchi e modelli: dal Mercedes Vito all’Expert della Peugeot e il Jumpy di casa Citroën che ottengono grande consenso per le linee compatte, la maneggevolezza e i prezzi competitivi. Tutti i mezzi sono adattabili agli scopi più diversi: dal trasporto salme, agli interventi di infortunistica legale, fino alla “casa funeraria mobile”, un van speciale che, oltre al trasporto della salma, funge anche da ufficio, ed è dotato di una piccola show-room per consentire la scelta del cofano e degli arredi funebri. Una delle ultime realizzazioni è un allestimento per il trasporto multiplo di feretri (fino a sei) con un innovativo sistema di carico e scarico: una tecnologia che aiuta in maniera determinante gli operatori nelle fasi più faticose del loro lavoro. Questa ed altre proposte targate Wind Cars le potrete vedere a Tanexpo! 16


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OLTRE MAGAZINE

NUMERO 2

FEBBRAIO 2020


STATISTICHE

La silenziosa strage dei pedoni di RAFFAELLA SEGANTIN

Il caso di Gaia e Camilla, le due adolescenti falciate da un SUV su una strada di Roma il 22 dicembre scorso, ha commosso l’Italia sia per la giovane età delle ragazze e sia perché l’incidente è accaduto pochi giorni

prima di Natale, in un momento in cui ci si aspetta di sentire solo storie a lieto fine. Mentre l’onda emotiva non si era ancora spenta e la dinamica dei fatti è tuttora al vaglio degli inquirenti, un caso ancora più eclatante ha scosso la Valle Aurina, un gioiello paesaggistico e turistico dell’Alto Adige. La notte del 5 gennaio nel tranquillo borgo di Lutago si è consumata una vera e propria strage: un’auto piombata a forte velocità su una comitiva di ragazzi tedeschi di ritorno da una serata in discoteca ha stroncato in  OLTRE MAGAZINE

NUMERO 2

Solo pochi mesi fa Oltre Magazine ha ospitato un articolo che riportava i numeri degli incidenti stradali in Italia nell’arco dell’ultimo anno. I recenti casi di cronaca ci impongono di ritornare sull’argomento focalizzando l’attenzione sull’investimento dei pedoni.

FEBBRAIO 2020

Camminare per strada è una sorta di roulette russa: due pedoni investiti e uccisi quotidianamente e molti di più i feriti. Questi gli impressionanti numeri che emergono dall’Osservatorio Pedoni 2018 a cura di ASAP.

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STATISTICHE

612 pedoni investiti mortalmente in Italia nel 2018

NUMERO 2

FEBBRAIO 2020

un solo colpo ben sette giovani vite. Ironia della sorte, il gruppo aveva prudentemente scelto di servirsi di un bus navetta per tornare presso struttura ricettiva della zona dove era ospite, per sentirsi maggiormente tutelato. Analogo copione per altre due giovani donne che hanno perso la vita nella notte del 6 gennaio, travolte da una vettura mentre camminavano sul ciglio della strada.

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Ma come è possibile? Cosa sta succedendo? In tutti e tre i casi i guidatori sono risultati positivi all’alcol test con un tasso ben più alto del limite consentito e in tutti tre i casi sembra (usiamo il condizionale perché gli accertamenti al momento sono ancora in corso) che anche il limite di velocità sia stato pacificamente ignorato e abbondantemente superato. Pochi giorni prima di questi ultimi OLTRE MAGAZINE

tragici eventi, l’ASAP (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale) ha diramato i risultati dell’Osservatorio Pedoni 2018, redatto sulla base dei dati forniti da ACI ed Istat. Secondo questo studio sono stati 612 i pedoni investiti mortalmente sulle nostre strade nel 2018: due vittime al giorno, oltre a due feriti ogni ora, il 2% in più rispetto al 2017 e il 7,4% in più rispetto al 2016. Numeri da brividi, non c’è che dire! Secondo questo rapporto i pedoni sono i soggetti più a rischio di morte sulle strade e tra loro, come ci si può aspettare, sono gli anziani ad avere la peggio, coinvolti nel 50% circa dei decessi, senza contare la maggiore probabilità di riportare ferite di media o elevata gravità. Ragionando in percentuale, l’indice di mortalità dei pedoni risulta

essere di 3,2 per ogni 100 casi di incidenti per investimento, il più ingente tra gli utenti delle nostre strade. Anche il numero dei feriti è preoccupante: nel 2018 sono stati circa 20.700. Dove avvengono? Tra le città Roma detiene la maglia nera con 59 vittime (10 in più rispetto al 2017) seguita da Milano (24), Torino (12) Genova e Napoli con 10 vittime (un numero che contraddice positivamente l’immaginario comune che tende ad assegnare alla straordinaria città partenopea il primato di criticità del traffico!). Più basse le cifre a Bologna (9), Palermo (7) Firenze, Messina, Verona (3), Trieste e Venezia 2. Considerando invece le Regioni, il più alto numero di investimenti mortali si è registrato in Lombardia (101), seguita da Lazio (89), dove in entrambe 


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STATISTICHE

il numero si è attestato in aumento, al contrario dell’Emilia-Romagna che con 52 decessi registra invece un calo rispetto al 2017. Per quanto riguarda le altre Regioni, sono da segnalare la Toscana che ha contato 51 vittime, il Piemonte con 49, la Sicilia con 43, il Veneto e la Campania con 40. Solo in Molise e Valle d’Aosta non si è registrato nessun pedone morto per essere stato investito. Numeri che fanno ancora più male quando si riscontra che nell’anno preso in esame ben 68 vittime sono state falciate da pirati della strada: se si fossero fermati e avessero prestato le cure del caso forse questo numero sarebbe potuto essere più contenuto. Gli episodi più frequenti di investimento avvengono per la mancata precedenza al pedone che cammina sulle strisce o su attraversamenti pedonali protetti, come i semafori o alla presenza di un agente della strada. Tra le cause più comuni, come

sovente riportato dai fatti di cronaca, l’alta velocità del conducente dell’auto, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e l’uso non sicuro del telefono cellulare durante la guida. Per questo sono auspicabili controlli più serrati, soprattutto nelle zone della “movida” del sabato sera, che devono andare di pari passo ad una migliore segnalazione dei passaggi pedonali e delle zone pericolose in genere, con un adeguata illuminazione che possa ridurre considerevolmente i rischi di investimento nelle ore notturne. Tutto ciò dovrebbe inoltre essere supportato da campagne educative sugli effettivi rischi di certe situazioni e sull’incentivazione di comportamenti corretti. Ed infine ricordiamolo, non sempre l’investitore è completamente dalla parte del torto, anche il pedone ha le sue responsabilità. Ci sono regole basilari che dovrebbero essere

scrupolosamente seguite come non attraversare la strada dove non è consentito, rendersi ben visibile se di notte cammina sul ciglio della strada, e, anche quando si attraversa sugli appositi passaggi, non farlo mai di corsa, magari sbucando all’improvviso da una fila di auto parcheggiate. Il pedone inoltre deve prestare sempre la massima attenzione al traffico: ci sono persone che attraversano la carreggiata con gli occhi incollati allo smartphone, un comportamento rischioso e assolutamente da evitare anche se ci si trova sulle strisce. I numeri illustrati dall’ASAPS sono decisamente preoccupanti, tuttavia il dossier si conclude con una nota positiva: negli ultimi sedici anni è stato raggiunto l’obiettivo di dimezzare il numero dei pedoni morti sulle strade passando dai 1.226 del 2002 ai 612 del 2018. Ma l’incremento negativo degli ultimi due anni deve fare riflettere e molto si può e si deve ancora fare. 

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68 vittime falciate da pirati della strada

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FOCUS DONNA

Quando la comunicazione è decisiva per il cambiamento di RAFFAELLA SEGANTIN

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Alice Spiga è una giovane donna che da circa 4 anni ricopre il ruolo di direttore di SO.CREM Bologna, la storica associazione nata nel 1889, in concomitanza con l’entrata in funzione del forno a legna installato presso l’antica Ara Crematoria del Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, con lo scopo primario di diffondere la pratica della cremazione.

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Alice Spiga, direttore di SO.CREM Bologna, grazie ad un’intensa attività di comunicazione è riuscita in pochi anni a dare un nuovo volto all’associazione bolognese.

Da quando riveste questa importante carica, in città sono state promosse diverse iniziative rivolte al pubblico, conferendo all’Associazione una

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nuova visibilità. Abbiamo così voluto incontrarla e porle alcune domande per raccogliere la sua testimonianza come operatrice in questo settore e conoscere il suo pensiero su queste tematiche. Iniziamo la conversazione con Alice Spiga chiedendole come sia arrivata alla direzione di SO.CREM Bologna. “Avevo lavorato per diversi anni insieme al precedente direttore di SO.CREM Bologna – ci spiega - poiché eravamo entrambi nella stessa 


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FOCUS DONNA

to, è indicativo il modo in cui parenti e amici hanno reagito alla notizia che sarei andata a lavorare in una società di cremazione. Alcuni erano preoccupati per me, come se si trattasse di un lavoro terribile. Altri si sono messi a ridacchiare imbarazzati, come bambini di fronte a una brutta parola. Altri, infine, si sono esibiti in gesti scaramantici di varia natura, come se parlare di morte e di cremazione potesse portare sfortuna. Queste reazioni mi hanno dato la conferma che, primo, la morte resta un tema difficile da affrontare e, secondo, che per me sarebbe stata una sfida molto interessante, sia dal lato professionale che personale”.

casa editrice. Conoscendomi molto bene ed apprezzando il mio modo di lavorare e le mie capacità, al momento del suo ritiro ha pensato di propormi per la sua sostituzione. Ho incontrato prima il presidente, poi i consiglieri e ci siamo subito intesi: loro avevano bisogno di una persona con le mie competenze e io avevo bisogno di cambiare, di mettermi alla prova in una realtà diversa. Mi piaceva particolarmente l’idea di passare al non-profit, di fare un lavoro che avesse un risvolto sociale, di poter essere utile e di uscire dalle logiche

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 Ufficio SO.CREM Bologna in via Irnerio commerciali delle aziende, che cominciavano ad andarmi un po’ strette. Oltre a ciò, mi stimolava molto avere l’opportunità di affrontare tematiche legate al morire, alla morte e al post-mortem, argomenti delicati, che nella nostra società restano sempre relegati ai margini. A questo proposi-

Come accennato, SO.CREM Bologna ha una lunga tradizione, ci vuole descrivere brevemente la sua storia? “Cerco di sintetizzarla. Come ha già ricordato, l’associazione è stata costituita oltre 130 anni fa. Una scelta coraggiosa, in un’epoca in cui la cremazione era a dir poco osteggiata. Il primo statuto è di dieci anni dopo con l’approvazione del Regio Decreto del 19 novembre 1899. Da allora tante cose sono cambiate, a cominciare dal 1963, quando la Chiesa Cattolica ha riconosciuto la legittimità della pratica crematoria, purché ‘non scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana’, passando poi dalla prima legge nazionale (n. 440 del 29 ottobre 1987) che ha qualificato la cremazione come un diritto della persona, fino ad arrivare a conquiste più moderne, come la legge 130 del 30 marzo 2001 che disciplina la pratica crematoria 


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Quali sono le sue mansioni nell’ambito dell’Associazione? “In qualità di direttore mi occupo, innanzitutto, della gestione ordinaria dell'associazione: espleto gli adempimenti di legge, convoco le riunioni del Consiglio Direttivo e le assemblee annuali con i soci, redigo i verbali e la rivista sociale, gestisco il sito web e i social network. Mi occupo anche dell'organizzazione di eventi e di convegni, con l'obiettivo di sensibilizzare un sempre maggior numero di persone sui temi cardine dell'associazione: la cremazione, in particolare, e il post-mortem in generale, il morire e la morte. Infine, gestisco il budget destinato alla comunicazione e alla pubblicità e curo le pubbliche relazioni con associazioni, federazioni, professionisti e imprenditori operanti nel nostro settore e in quelli affini”.

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e riconosce, per la prima volta in Italia, il diritto alla dispersione delle ceneri. Abbiamo anche collaborato attivamente alla costruzione del Polo Crematorio di Borgo Panigale, dove trova collocazione la Sala del Commiato intitolata alla memoria del nostro ex presidente Guido Stanzani, scomparso il 4 marzo del 2012. Nel corso del tempo, tra favorevoli e avverse vicende, SO.CREM Bologna è sempre rimasta fedele ai propri principi statutari, tutelando le volontà relative alla cremazione e alla successiva destinazione delle ceneri dei propri soci, che oggi sono circa 5.000, e cercando di venire incontro alle esigenze di una società in continuo mutamento”.

Da quando è entrata in SO.CREM Bologna ha apportato cambiamenti dando magari un’impronta femminile o semplicemente personale all’associazione? “Cambiamenti ce sono stati tantissimi. Appena entrata, mi sono resa conto che avevamo un grosso

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 Convegno sulle cure palliative organizzato da SO.CREM Bologna nel gennaio 2019 problema: la comunicazione. Il sito e i social network giacevano pressoché abbandonati, la rivista aveva cessato di essere quel valido strumento per parlare con i soci (troppi articoli di cultura generale e troppo poco spazio alla vita associativa e alle domande dei soci), la pubblicità era troppo standardizzata. Il dialogo con i soci, con la città e con le istituzioni era come bloccato e stavamo correndo il rischio di ritrovarci isolati. Ho quindi agito per ripristinare questi canali di comunicazione, trasformando la rivista nei contenuti e nella grafica, rivedendo e tenendo sempre aggiornato il sito e i social network, ripristinando e ampliando i contatti con gli enti, le istituzioni, le associazioni e, sopra ogni cosa, ho iniziato a organizzare eventi. Ogni convegno, ogni incontro che abbiamo programmato ci ha aiutato a creare nuove collaborazioni, ad aumentare la nostra visibilità e a riempire l’associazione di contenuti di valore. Svolgere questo lavoro in questo settore mi ha dato la possibilità di scoprire un lato femminile – si

potrebbe dire quasi materno – che ignoravo di possedere: mi sono presa a cuore le vicende dell’Associazione, mi sono lasciata coinvolgere dai soci e dalle loro storie e ho finito per investire tanto di me stessa, non solo le mie competenze professionali. Per cui, sì, credo di aver dato anche un’impronta femminile”.   La rivista sociale


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Quali sono gli obiettivi che si è data fin dall’inizio? Quali quelli raggiunti e quali i progetti a lunga scadenza? “L’obiettivo principale è quello che esponevo poc’anzi: ripristinare i canali di comunicazione tra l’Associazione e, in una sola parola, il mondo esterno. E devo ammettere che abbiamo avuto degli ottimi riscontri in termini sia di interesse (adesso, quando i soci ricevono la rivista, il nostro telefono suona di continuo) che di partecipazione. A lunga scadenza c’è un progetto importante che ci sta impegnando moltissimo. Abbiamo infatti preso la decisione di cambiare sede: è venuto il momento di trovare un ufficio più comodo da raggiungere, e più adeguato alle esigenze nostre e del settore in generale. Dopo questo importante passo che ci impegnerà in modo significativo, vorrei dedicarmi affinché che SO.CREM Bologna esca un po’ dai confini cittadini e sia più presente anche in provincia e nei territori limitrofi”.

questa legislatura riuscirà a portarla a compimento). Anche a livello locale l’attenzione al nostro settore è scarsa e discontinua, perché dipende in massima parte dalla maggiore o minore sensibilità di chi siede in consiglio comunale. I giornali, poi, si ricordano che esistiamo solo quando avvengono degli scandali e la scuola non lascia spazio a una sana cultura della morte e del morire, preferendo ignorare questi argomenti. Reputo, invece, che questo sia un settore che meriti grande attenzione, dove operano professionisti di altissimo livello: tanto noi quanto le imprese funebri, che oltretutto sono disponibili sette giorni su sette, giorno e notte, lavoriamo a stretto contatto con persone che soffrono, e lo facciamo con compartecipazione e pazienza, sempre con il sorriso sul volto. Non avete idea di quante persone ci ringrazino per la gentilezza con cui le accogliamo, come se fosse un comportamento difficile da trovare. Ritengo che dovremmo avere un

riconoscimento sociale maggiore per il ruolo che svolgiamo”. Ringraziamo Alice Spiga per questa interessante intervista che contiene molti spunti di riflessione. Ci congratuliamo anche per il suo impegno e il suo entusiasmo grazie ai quali ha saputo infondere nuova linfa ad una realtà che rischiava l’isolamento, contribuendo, allo stesso tempo, a portare all’attenzione dei cittadini problematiche e valori solitamente ignorati. 

NOTA BIOGRAFICA Alice Spiga è laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna. Ha lavorato come redattore in una casa editrice per nove anni e ha conseguito il master Agorà in marketing strategico e operativo presso la Camera di Commercio di Bologna. Dal 2016 svolge il ruolo di direttore presso SO.CREM Bologna.

 Una delle visite di BolognAltrove: l'iniziativa nata per coinvolgere i cittadini

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Crede che essere donna in un settore come questo possa creare una differenza? “Non saprei. Quello che però posso dire è che non mi sono mai sentita discriminata perché donna in un settore in prevalenza maschile; sin dall’inizio ho avuto la sensazione di entrare a far parte di una grande famiglia, che mi ha accolta con grande rispetto ed affetto. Ho trovato sostegno per le mie idee, apprezzamento per il mio impegno e tanto riconoscimento per i risultati ottenuti. E posso assicurare che non è così comune”. Che idea si è fatta in generale di questo settore? “Penso sia un settore sottovalutato e troppo poco considerato. La politica ci tiene ai margini, soprattutto a livello nazionale, dove la riforma del sistema funerario è in discussione da troppo, troppo tempo (e chissà se

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sul tema della morte



PARLIAMO DI...

Come procedere correttamente ad una cremazione In questo articolo ha inizio l’analisi del documento “Istruzioni per una corretta gestione dei crematori” con una prima parte che verte sulle responsabilità, le caratteristiche dei feretri e dei materiali interni.

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di DANIELE FOGLI

Poco più di un anno fa le agenzie di stampa battevano la notizia dello scandalo del crematorio di Biella, dove i gestori di quell’impianto trattavano o facevano trattare dal personale operaio cadaveri e resti

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mortali in modo orripilante, tanto da ritenere che in quel luogo l’umanità si fosse persa. Furono le segnalazioni fatte alle forze dell’ordine dal personale dell’impianto stesso a documentare modi 


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PARLIAMO DI...

di comportamento inverosimili, divenuti poi di dominio pubblico nei mesi successivi, attraverso la trasmissione Le Iene che, mandando in onda alcuni spezzoni di riprese video, turbarono ed indignarono milioni di persone. È stata questa la molla che ha fatto scattare nelle associazioni dei principali gestori di crematori italiani la necessità di prendere le distanze in modo netto da tali comportamenti e di far sentire pubblicamente la propria voce. E così è nato il documento “Istruzioni per una corretta gestione dei crematori”, scritto a più mani da Utilitalia SEFIT, con il concorso della FIC (Federazione Italiana Cremazione) e sul quale è stato chiesto alle altre maggiori associazioni del settore funerario di condividerne le finalità e di darne adeguata diffusione.

Ha la particolarità che non è una legge e nemmeno un regolamento, ma si tratta di un codice di comportamento, scritto volontariamente da tecnici di queste due federazioni, a cui i gestori di crematori faranno riferimento. È un grido da parte di chi opera con correttezza che vuol fare sapere che nei propri impianti si seguono procedure che danno sicurezza sia ai dolenti e sia alle imprese funebri che ivi portano i feretri per la cremazione.

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Cosa sono queste Istruzioni? Si tratta di un breve documento che da gennaio 2020 diventa di riferimento per tutti i crematori associati a queste due federazioni (i quali coprono circa il 60% dell’intero mercato italiano, in termini di volume di cremazioni), ma che si auspica possa diventare la linea da seguire da parte di tutti gli impianti italiani.

Il criterio che sottovoce, ma non troppo, poche (per fortuna) imprese funebri invece seguivano era da un

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lato quello del risparmio di denaro, ma soprattutto quello del risparmio di tempo: si portava il feretro dall’impianto “veloce” e in men che non si dica si entrava in possesso di un’urna con delle ceneri da consegnare ai parenti del defunto. Meno tempo impiegato, meno personale e mezzi impiegati e più guadagno! Ebbene questo criterio è stato totalmente messo in naftalina dai fatti di Biella, perché ora i parenti dei defunti da cremare, messi in guardia dalle denunce televisive o della carta stampata, si fidano sempre meno e cresce la quantità di soggetti che vogliono assistere di persona alla cremazione. Ma anche le stesse imprese funebri cercano di rassicurare i dolenti garantendo la presenza di proprio personale per accertarsi della correttezza dei criteri seguiti nella cremazione. Aumenta così la consapevolezza che per svolgere una cremazione occorre un tempo minimo (che è  Impianto crematorio di Foggia

nell’ordine di 75-90 minuti o poco più negli impianti di ultima generazione, non le tre ore che riportate erroneamente da qualcuno) e che è impossibile ricevere un’urna cineraria, specie se fredda, in mezz’ora o in un’ora dall’immissione del feretro nel forno. In tal caso c’è qualche cosa che non si è svolta correttamente.

Documento “Istruzioni per una corretta gestione dei crematori” Vediamo allora i capitoli principali di questo documento, che SEFIT e FIC hanno scritto e fatto conoscere, nel corso del 2019, con quattro giornate di studio in diverse città del Nord e Centro Italia, che hanno visto la presenza di molti gestori di impianti:

1. Responsabilità

1.1. Lo svolgimento del servizio di “cremazione e delle attività collaterali è la risultante dell’esercizio responsabile di funzioni e compiti da parte 


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PARLIAMO DI...

cremazione. Che è esattamente quel che non si faceva a Biella! Ed ecco che interviene un ulteriore elemento: 1.6. Il responsabile del crematorio adotta procedure documentali di massima sicurezza della tracciabilità della movimentazione del feretro dall’arrivo nel crematorio all’avvenuta cremazione, nonché fino alla consegna dell’urna agli aventi titolo. 1.7. In aggiunta a quanto previsto da 1.6, il responsabile del crematorio può dotarsi di sistemi di video registrazione dell’immissione del feretro nel forno, della raccolta delle ceneri risultanti e della loro gestione ai sensi del punto 7.1, nonché del loro successivo conferimento nell’urna e della sua conforme sigillatura.

di vari soggetti che devono armonicamente cooperare. Essi sono: a) il responsabile del crematorio che sovrintende al conforme e ordinato svolgimento del servizio di cremazione; b) l’impresa funebre incaricata, nella figura del direttore o dell’incari- cato del trasporto, che provvede alla gestione di quanto richiesto precedentemente la consegna del defunto al crematorio; c) il delegato del responsabile del crematorio per l’accoglienza dei defunti, l’esecuzione delle ceri- monie di commiato e la consegna delle urne; d) gli operatori addetti alla cremazio- ne.

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Il documento chiarisce poi dove inizia la responsabilità di ciascuno di questi soggetti e dove termina e cioè: 1.4. Ciascun feretro conferito al crematorio dovrà essere cremato separatamente. Una volta che il feretro è stato inserito nel forno crematorio,

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nessuna azione manuale può essere effettuata sul cadavere, durante la combustione, per accelerare il processo di cremazione e quindi diminuire la durata dello stesso, fino a che sia completato il processo di

Sono cioè ben specificate le garanzie fondamentali che devono essere alla base di ciascuna cremazione: - la salma che viene cremata deve essere proprio quella per la quale si è in possesso di specifica autoriz- zazione; 


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- devono essere garantiti sistemi di tracciabilità dal momento della ricezione del feretro a quello di consegna dell’urna cineraria che minimizzino o meglio evitino il rischio di errori e scambi di persona. Resta pur sempre un rischio iniziale. Che cioè si commetta un errore alla partenza del feretro, quando la identificazione del cadavere è svolta dall’incaricato del trasporto o (ed è già successo, purtroppo) per casi di scambio del coperchio di un feretro con quello di un altro, o ancora per omonimia. È quindi rilevante il compito dell’incaricato del trasporto funebre che, ricordiamo, è incaricato di pubblico servizio. Altro punto estremamente importante è quello delle caratteristiche dei feretri. Vediamone i punti principali:

2. Caratteristiche dei feretri

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2.1. I feretri da utilizzare per la cremazione devono possedere i requisiti stabiliti dalla normativa statale vigente, attualmente il Regolamento di Polizia Mortuaria approvato con D.P.R. 10/9/1990, n. 285, con le specifiche di cui alle circolari Ministero della Salute n. 24 del 24/6/1993 e n. 10 del 31/7/1998. 2.1.1. Qualora sia stata emanata una normativa regionale cogente si applica quest’ultima. 2.1.2. Per l’esecuzione delle cremazioni è promossa l’applicazione delle specifiche soluzioni per diminuire l’impatto sulle emissioni dei crematori previste le norme degli standard UNI sui cofani mortuari: UNI 11519 e UNI 11520 su Cofani funebri – Casse di legno con e senza prove, terminologia, componenti, tipologie costruttive, requisiti, etichettatura favorendo così il rispetto dei limiti di legge.

Su questo aspetto, si è soffermato in particolare il Presidente di AssocofaOLTRE MAGAZINE

ni al recente convegno SEFITDIECI 2019, quando ha stigmatizzato il comportamento di chi, fraudolentemente, utilizza per il trasporto al crematorio casse interne di polipropilene, vietato in ogni caso per la cremazione, ma oggi in base ad una sentenza del TAR del Friuli Venezia Giulia, vietato anche per la tumulazione in sostituzione allo zinco, invisibili dall’esterno e dichiarando, come incaricato del trasporto, che il confezionamento del feretro è stato effettuato a norma di legge. Qui la questione può diventare particolarmente delicata e non solo per la sanzione amministrativa prevista dall’art. 107 del D.P.R. 285/1990 (cioè circa 3.000 euro per ciascun caso). Difatti stiamo parlando di circa 15 Kg. di polipropilene, che vengono inseriti all’interno del forno crematorio all’insaputa del gestore, il quale risponde anche penalmente degli sforamenti conseguenti dei parametri delle emissioni in atmosfera. È del tutto ovvio che in tali casi il gestore di crematorio non ha alcuna colpa e a sua volta dovrà denunciare chi gli ha consegnato un feretro irregolare da cremare, che quindi avrà conseguenze penali e civili (i danni che possono insorgere sul processo di creazione delle ceneri e all’impianto). Come si cautelerà il gestore del crematorio? Applicando le specifiche istruzioni previste nel documento al punto 3 del documento:

3. Materiali interni del feretro fornito dall’impresa funebre

3.1. All’atto della prenotazione del servizio il personale del gestore del crematorio informa l’impresa funebre che è tenuta a conformarsi integralmente alle istruzioni contenute nel presente disciplinare, al tariffario e alla carta dei servizi vigente. La prenotazione della cremazione è accet-

 Impianto crematorio di Torino tata unicamente a seguito di inoltro, anche per via telematica (attraverso il web, con mail, con fax, ecc.) o con consegna diretta, di accettazione scritta delle presenti istruzioni, in particolare per la tipologia del feretro utilizzato e dei materiali impiegati, di cui risponde l’impresa funebre. 3.2. Per il confezionamento dei feretri destinati a cremazione vanno impiegati materiali a bassa produzione di fumi e facilmente combustibili. 3.3. È consentito l’uso di controcassa interna in materiali, quali plastiche biodegradabili, rispondenti alle norme UNI EN 13432 o 14995 in materia di biodegradabilità e compostabilità, o altri prodotti flessibili rispondenti alle caratteristiche previste dalle norme EN 15017. Sono altresì consentiti, internamente al feretro, prodotti adsorbenti e biodegradanti, siano o meno a base batterico enzimatica. 3.4. È vietato l’uso interno o esterno di controcassa di zinco durante la


cremazione, tranne che nei feretri destinati a crematori con impiantistica capace di accoglierli per svolgere la cremazione. 3.5. Nel confezionamento del feretro è altresì vietato l’uso di materiali che possano produrre abbondante produzione di fumi quali ad esempio materassini assorbenti di cotone idrofilo, rivestimenti/imbottiture in materiali ad elevata tossicità in caso di combustione. 3.6. L’impiego della controcassa: - in piombo; - in lamiera metallica diversa dallo zinco; - in polipropilene; determina in ogni caso l’inibizione a procedere alla cremazione del feretro.

Continueremo ad esaminare il documento e con il resto delle considerazioni in un articolo sul prossimo numero di Oltre Magazine. 

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Come siete riusciti a convincere centinaia di imprese funebri in tutto il mondo ad effettuare acquisti senza aver potuto preventivamente toccare con mano la merce… “É presto detto! Noi offriamo al potenziale cliente una garanzia totale, superiore a quanto previsto dalle leggi nazionali e comunitarie! È nella nostra politica e nel nostro interesse garantire al cliente che se non dovesse essere soddisfatto non abbiamo difficoltà a cambiare il prodotto o rimborsare quanto pagato. Le dico però, con infinito orgoglio, che questa è rimasta una mera ipotesi perché, al contrario, alla consegna dell’ordine siamo soliti ricevere grandi apprezzamenti, ci sentiamo spesso dire che dal vivo il prodotto è persino più bello di quanto appare nelle foto e nei video e ci manifestano sincera gratitudine. Invito ogni potenziale nuovo cliente a chiamare un collega che già abbiamo il piacere di servire (elenco sul nostro sito) e chiedergli in che misura è soddisfatto delle nostre creazioni!"

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Una bella soddisfazione di cui andare fieri! Massima affidabilità e fiducia anche nell’acquisto a distanza… “Prima Bottega non ha timore di sollevare ogni rischio dalle spalle del cliente e di assumerselo totalmente perché questo è il modo per far conoscere i suoi prodotti a tanti nuovi potenziali acquirenti che, in virtù della garanzia da noi offerta, possono provare i nostri articoli in totale serenità! Desidero anche ribadire che ormai Prima Bottega è un marchio conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, noi ci mettiamo la faccia, abbiamo una storia unica, un nome e un indirizzo certi: da noi ognuno può venire a farci visita quando vuole e sarà accolto a braccia aperte!”. E poi, ammettiamolo, chi nel settore non conosce Prima Bottega e la sua comprovata serietà? Un’azienda che ormai da un decennio si dedica con entusiasmo a studiare soluzioni inedite per un settore così poco considerato dove fino a pochi anni fa nessuno ha mai realmente investito in ricerca e design. Presto avremo occasione di vedere da

vicino tutte le proposte della maison abruzzese quando fra poche settimane saranno in mostra in un ampio spazio al Tanexpo di Bologna. Dottoressa Colantoni, vuol dirci che cosa troveremo sul vostro stand in fiera e ci può svelare a quale novità sta lavorando la mente creativa di Gianluca Pacini? “Preferisco rispondere solo alla prima domanda (ride)! Tutto avrà un restyling basato sull’applicazione della foglia oro. Troverete Scrigno del cuore il nostro grande classico, il cofano che ci ha fatto conoscere nel mondo per l’idea rivoluzionaria dei cuoricini estraibili che hanno reso unica la cerimonia funebre; e poi Preghiera, con l’anello che corre lungo tutto il perimetro della cassa con le preghiere o le dediche rivolte a chi ci ha lasciato. E ancora, il più recente Sigillo d’Amore, un altro concept innovativo, caratterizzato dalle fasce costituite da speciali mattoncini su


della sorpresa, lei sa quanto è legato a Tanexpo! ”.

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Allora non vediamo l’ora di visitare lo stand di Prima Bottega, perché già sappiamo che vi troveremo proposte stimolanti, di qualità e soprattutto di grande originalità, tutte rigorosamente made in Italy. Un ottimo esempio di eccellenza del nostro settore manifatturiero! 

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cui i partecipanti alla cerimonia possono di incidere di proprio pugno, in modo estremamente facile, pensieri e messaggi. Ma lo spazio più ampio sarà quello dedicato alla rinnovata linea Affresco: cofani, urne e soprattutto i sempre più diffusi fondali espandibili, un successo davvero grande ed inaspettato anche per l'arredamento delle sedi delle onoranze. Evidentemente fino ad ora non era stato compreso che il bisogno di rinnovamento non si doveva limitare a cofani ed urne ma che doveva essere esteso anche agli arredi e in particolare alle camere ardenti. A Tanexpo presenteremo una gamma assai variegata di proposte pittoriche, religiose e non, che potenziamo di giorno in giorno per offrire una scelta per tutte le esigenze e per tutti i gusti. In merito alla sua seconda domanda (sorride e gli si illuminano gli occhi) come comprenderà non possiamo togliere a Gianluca la soddisfazione

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Dalle pire rituali al forno crematorio elettrico (I parte) a c u r a d i i l v i a g g i at o r e

Quando non siamo in viaggio in giro per il mondo continuiamo a farlo su internet.

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Anche nel lontano e tradizionale Nepal gli antichi riti devono fare i conti con le emergenze ambientali e scendere a patti con la tecnologia.

Ci siamo così imbattuti in un lavoro interessantissimo di Hans Hadders, Professore Associato presso l'Istituto di Salute pubblica ed infermieristica della Facoltà di Medicina e di Scienze della Salute della prestigiosa Università di Trondheim, in Norvegia.

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Si tratta di uno studio sulla creazione di un primo forno crematorio elettrico in Nepal, Paese di tradizione induista (81%) come la gigantesca e confinante India che a breve dovrebbe divenire, superando la Cina, la nazione più popolata al mondo. Il sorpasso è previsto per il 2022 ma secondo alcuni sarebbe già avvenuto. 

Foto di Hans Hadders


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L’impianto rappresenta una vera rivoluzione che ha creato non pochi problemi, visto lo scetticismo dei religiosi dovuto soprattutto al timore di non poter compiere adeguatamente i riti funerari tradizionali Indù in una struttura fino a quel momento inusitata. Oltre a ciò per finalizzare un progetto di tale portata in termini di innovazione, si sono presentati evidenti problemi di ordine tecnico, amministrativo e finanziario.

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Hans Hadders, che avremo il piacere di accogliere prossimamente a Bologna a Tanexpo, ha sviluppato il tema con dovizia di dettagli pur precisando che si tratta di un work in progress. Ci è dunque sorta l’idea di presentare ai lettori di Oltre una sintesi di tale lavoro chiedendone, visto che non si tratta di farina del nostro

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sacco, l'autorizzazione all'autore che ce l'ha immediatamente concessa. Grazie! Il tema ci ha particolarmente interessato conoscendo personalmente, ed amandolo, il subcontinente indiano che abbiamo frequentemente visitato nell'ultimo mezzo secolo. Esperienza ben lontana, peraltro, da quella del Professor Hadders che ha vissuto da giovane per ben sei anni nella regione di Calcutta dedicandosi presso l'Università Statale Visva-Bharati (fondata da Rabindranath Tagore, primo asiatico premio Nobel per la letteratura nel 1913) allo studio del sitar e della tabla, due difficilissimi strumenti, a corde il primo ed a percussione il secondo, della musica classica indostana. La presentazione si articola in due

parti: la prima, in questo numero, tratterà della religione e dei riti funerari induisti, mentre la seconda, che sarà pubblicata prossimamente, illustrerà il percorso seguito per arrivare alla finalizzazione del progetto. Progetto quanto mai indispensabile ove si consideri che nel subcontinente indiano più di 7 milioni di corpi vengono annualmente dati alle fiamme sulle pire tradizionali. Pire che richiedono dai 300 ai 500 kg. di legname ciascuna il che significa che in Asia del Sud vengono abbattuti ogni anno dai 50 ai 60 milioni di alberi. Tali roghi contribuiscono alla deforestazione, alla contaminazione dei corsi d'acqua ed al riscaldamento globale a causa della formazione delle minuscole particelle ricche in carbonio che assorbono le radiazioni solari contribuendo così a trattenere 


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il calore nell'atmosfera. Riscaldamento climatico che accelera la fusione dei ghiacciai himalayani e che modifica drammaticamente quel regime monsonico (vera benedizione quando cadono le prime piogge) che scandisce i ritmi di vita di tutta la regione asiatica e dalla cui regolarità dipende la sopravvivenza di milioni di persone!

Foto di Hans Hadders

La credenza nella trasmigrazione e nella reincarnazione ricopre un ruolo centrale nella cosmologia delle tradizioni funerarie religiose in India. È legata alla rinascita ciclica (samsara) e agli ideali morali per una vita virtuosa (dharma). Strettamente connessa a tali concetti è l'idea del karma secondo cui ogni azione ha un effetto sulle future rinascite strettamente legato al merito, ai peccati ed alle espiazioni. L'obiettivo finale è quello della salvezza e della liberazione dal ciclo delle rinascite.

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Cominciamo quindi a capire i principi fondamentali della religione. Per gli Indù il corpo umano è costituito da cinque elementi: acqua, fuoco, aria e terra ai quali si somma un quinto, l'etere indicante l'essenza base di tutto il mondo materiale, la quintessenza, l'elemento più piccolo creato dal mondo astrale. Dopo la morte occorre reintegrare il corpo deceduto all'interno di questi elementi tramite la pratica rituale della cremazione. La riluttanza dell'ortodossia concerne le restrizioni che le cremazioni in forno chiuso all'interno di un crematorio impongono al rito tradizionale con il conseguente rischio di compromettere la reintegrazione di cui sopra.

Tali nozioni cosmologiche, proprie dell'Induismo e del Buddhismo, si sono sviluppate in migliaia di anni subendo variazioni locali che tuttavia si rifanno ad uno zoccolo unificatore comune: le scritture del Veda redatte in sanscrito, la lingua sacra

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 "Tarkeshwar Mahadev", la pietra inclinata su cui viene posto il corpo per

agevolare l'immersione in acqua

dell'Induismo, risalenti al periodo che va dal 1750 al 1500 a.C. Lo studio di Hadders riguarda essenzialmente le pratiche funerarie indù dell'India del Nord e del Nepal. La grandissima maggioranza degli Indù (salvo i bambini, i suicidi e chi rinuncia) viene cremata e le ceneri sparse in un fiume affinché il corpo e l'anima possano rinascere in altro luogo e forma. Di una semplicità apparente, tali pratiche sono estremamente complesse e non possono venire isolate dal più ampio e multiforme contesto escatologico

(escatologia: dottrina proposta in religione o filosofia riguardo ai destini ultimi dell'uomo e dell'universo) e soteriologico (soteriologia: studio delle dottrine religiose della salvezza dell'anima) della cosmologia Indù. La cremazione elimina le impurità attraverso il fuoco (agni). Essa è, inoltre, l'ultimo rituale significativo del ciclo di vita; un sacramento, per gli Indù, chiamato dash sanskar (sacramento del fuoco) o antyesti (ultimo sacrificio). In altre parole la logica inerente alla cremazione è la stessa di quella del sacrificio: qual- 


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Foto di Hans Hadders

Le pire funebri nell'area di Pashupati 

Prima della cremazione la salma viene trattata come qualcosa di sacro e venerata come una vittima sacrificale o una divinità. Del resto il sito per la cremazione viene preparato esattamente come in un sacrificio igneo: impiego di pura acqua rituale, purificazione del sito, consacrazione con acqua benedetta e messa in opera di Agni (dio del fuoco) recitando dei mantra (recitazione in sanscrito dei testi sacri).

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cosa che dev'essere distrutta e sacrificata affinché qualcos'altro possa rinascere ricreato e purificato.

Nella capitale Katmandu la cremazione avviene nell'area che prende il nome dal dio Pashupati ("il signore

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degli animali", incarnazione di Shiva e divinità protettrice del Nepal), dove sono presenti circa 700 luoghi sacri e 235 templi. La cremazione ha luogo di preferenza entro 24 ore dal decesso. Il corpo viene deposto in terra, lavato, unto, adornato, svestito da persone dello stesso sesso ed abbigliato in panni speciali bianchi ed arancioni, precedentemente immersi in acqua santa. Il volto rimane scoperto affinché famiglia ed amici possano tributargli un ultimo omaggio. Il defunto viene quindi deposto su una barella di nuova costruzione in bambù verde unito da corde e trasportato in processione sul sito di cremazione da dolenti maschi a piedi nudi. Giunti al ghat (la gradinata che dalla

riva conduce al fiume) esso viene immerso totalmente o parzialmente. I parenti versano l'acqua raccolta dal fiume sulla sua bocca per agevolare il rilascio del defunto verso il paradiso. Tale rito prende il nome di Brahmanal, l'ombelico di Brahma. il corpo viene quindi posto su una lunga lastra inclinata di pietra, il Tarkeshwar Mahadev. Si tratta della divinità che si occupa del defunto, lo monda dai suoi peccati e lo conduce al cielo. È una pratica di grande significato molto beneaugurante per l'anima del defunto. In Nepal la pira, lunga quasi 2 metri ed alta 75 cm., è idealmente costituita da 32 tronchi di legno accatastati in 5 strati (i 5 elementi..). Possono essere impiegati altri combustibili quali sterco di vacca, paglia, burro chiarificato, olio vegetale. Prima di porre il corpo sulla pira i dolenti le girano attorno con la barella per confondere gli spiriti maligni che potrebbero affliggere l'anima defunta. Il cadavere viene issato sulla cata- 


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sta di legna con i piedi rivolti a Sud, verso il regno del dio della morte (Yama) mentre il capo volge a Nord in direzione del dio della ricchezza (Kubera). Il fuoco, proveniente idealmente dal focolare domestico, viene appiccato dal “dolente principale” (Jajaman) ed erede legale, rappresentato dal figlio maggiore o dal parente maschio più vicino. Nel mondo cittadino più evoluto anche le donne possono accendere la pira. Prima di farlo il dolente principale compie più volte il giro della catasta, ogni tanto con una pentola d'acqua, ed infine per tre volte con un'esca accesa. Il fuoco viene innescato all'altezza della bocca. La cremazione richiede dalle 3 alle 5 ore e talvolta, verso la fine, il cranio viene spezzato con una stanga di bambù. Lo si fa per liberare l'anima, il principio della vita (dhananjaya vayu o prana) dal corpo e rappresenta la messa in scena ritualmente decisiva della morte.

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Quando il corpo è totalmente bruciato i resti del fuoco vengono raffreddati

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con l'acqua del fiume per alleviare i tormenti del defunto. Come ultimo gesto un assistente accende un fascio di paglia per produrre la liberazione completa dell'anima e lo lancia nel fiume. Prima di questi atti finali alcune ossa ritualmente significative e le ceneri vengono raccolte e disperse nell'acqua corrente, in genere subito dopo la cremazione oppure più tardi in altro luogo. Se infatti la cremazione non si fa in prossimità di un fiume ossa e ceneri sono conservate all'esterno dell'abitazione in un recipiente d'argilla in attesa di essere portate ad un corso d'acqua per l'immersione rituale. La morte provoca un notevole contagio ed è piena di potenziali pericoli per le persone in lutto e per la comunità Indù in generale. I dolenti sono perciò tenuti ad osservare un certo numero di disposizioni e regole rituali onde evitare la contaminazione personale e quella degli altri. Concludiamo qui questo primo capitolo, riservandoci nel prossimo numero di parlare in particolare

 Hans Hadders, autore del presente

studio e di alcuni immagini di questo articolo (foto di Philippe Mainҫon)

dell’avvento del primo forno crematorio alimentato ad energia elettrica in un’area a forte vocazione tradizionale per capire l’impatto che ha avuto sulla collettività. 



PARLIAMO DI...

HOFI Holding Funeraria Italiana di CARMELO PEZZINO

Sarà certamente una presenza “importante” quella di HOFI a Tanexpo 2020, la prima apparizione pubblica di un gruppo che tanto interesse e tanta curiosità ha destato in tutte le componenti del sistema funerario del nostro Paese da quando si è presentato, poco più di un anno fa, con l’acquisizione dell’Impresa San Siro di Milano, il marchio storico e maggiormente rappresentativo dell’imprenditoria funebre italiana.

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Crescere, Istituzionalizzare, Assicurare continuità, Consolidare. Ma cos’è esattamente HOFI? È una holding di investimento che fa capo ad Augens Capital, in partnership con fondi gestiti dalla prestigiosa Bank of Montreal, e partecipata con una quota complessiva del 20% da Andrea e Massimo Cerato, che punta alla creazione del primo grande gruppo italiano nel settore dei servizi funerari sulla base di modelli già ampiamente sperimentati a livello internazionale. 


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La prestigiosa sede di HOFI nel centro di Milano

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PARLIAMO DI...

L’investimento in San Siro, quello successivo nell’Impresa Generali di Milano, altro marchio di riferimento nel capoluogo lombardo, e quello nell’Impresa Serpi di Besnate, rappresentano i primi passi della strategia di crescita e di consolidamento settoriale sviluppata da Augens Capital facendo leva sulle esperienze maturate dai propri partner in precedenti partecipazioni nel settore funerario in Francia e in Inghilterra.

“San Siro si è rivelata un’ottima azienda, ben al di sopra, addirittura, delle nostre aspettative, attiva in un segmento di servizi molto importante e con una forte valenza sociale, che gode di un’eccellente reputazione grazie alla qualità delle proprie infrastrutture e al lavoro svolto con dedizione dai propri dipendenti - dichiara Marco Mantica, Presidente di HOFI. Il nostro progetto di creazione di un gruppo strutturato nel settore in Italia non poteva che iniziare da una realtà di questo livello. Vorremmo che HOFI e San Siro diventasse-

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HOFI si propone come il futuro aggregatore di un comparto che oggi, diversamente da quanto avviene nei mercati internazionali, è molto parcellizzato, essendo formato da oltre 6.000 piccole realtà territoriali che si trovano di frequente ad affrontare problemi di passaggio generazionale o di organizzazione. La Holding ha a disposizione risorse finanziarie e competenze manageriali per creare un gruppo integrato nazionale, orientato ad offrire servizi di altissima qualità operando con i più elevati standard di corporate governance e di etica aziendale.

ro il partner preferenziale di quegli operatori che desiderano aggregare la loro impresa per migliorare la propria offerta e per assicurare la continuità della propria azienda”. Fondata nel 1965 dal Commendatore Alcide Cerato, San Siro si è ispirata negli anni alle migliori esperienze internazionali per fornire ad una clientela eterogenea per cultura, per ceto o per religioni un servizio di altissimo livello nell’organizzazione e nello svolgimento del rito funebre. Alcide Cerato ha portato in Italia dagli Stati Uniti la tradizione della Casa Funeraria, innovando profondamente la cultura funeraria del nostro Paese. Oggi

 Il team di investimento

di Augens Capital

San Siro dispone di due prestigiose e moderne strutture nell’area Ovest ed Est di Milano dedicate all’ospitalità della salma in attesa del rito funebre, per accogliere i congiunti del defunto in un clima assistito e riservato. “San Siro ha rappresentato per tanti anni una soluzione di qualità e di

discrezione per le esigenze delle tante famiglie che si sono avvalse dei nostri servizi - afferma Andrea Cerato, oggi Presidente dell’Impresa San Siro. L’alleanza con Augens Capital ci ha consentito di continuare a crescere e di migliorare nel solco di quanto creato in oltre cinquant’anni di attività. Augens ci ha dimostrato di conoscere bene il settore grazie alle esperienze pregresse dei propri partner e tutti noi condividiamo la necessità di dare maggiori strutturazione ed aggregazione al comparto. Gli investitori hanno portato nuove metodologie di lavoro, una cultura e una organizzazione aziendale che ci hanno permesso ulteriori importanti innovazioni. Confidiamo che molti operatori, che già ci conoscono, sia-


servizi, le competenze manageriali, i processi di gestione e la struttura organizzativa - dice Mantica. - Ogni settore ha bisogno di un riferimento. HOFI vuole rappresentare un gruppo solido che possa offrire una nuova visione di sviluppo basata su etica aziendale e capacità di affrontare i cambiamenti normativi e culturali”.

Da sx: Stefano Costa (partner), Massimo Puccio (partner), Marco Mantica (partner) e Tommaso Francetti (Associate)

Anche Maurizio Cal, confermato Amministratore dell’Impresa Generali, valuta con estremo favore l’ingresso della propria società nella Holding. “Il nostro settore sta attraversando diversi cambiamenti normativi e culturali e ritengo che l’operazione di integrazione con Impresa San Siro, avvalendoci anche delle due prestigiose Case Funerarie di Milano, sia stata la miglior scelta possibile per assicurare continuità all’azienda e per espandere i servizi offerti mantenendo la massima cura nella qualità che ha caratterizzato il nostro stile per tanti anni”.

consolidare) creando una logica di gruppo con un modello di business efficiente e di alta qualità, sempre attento a tutti gli aspetti di gestione, di trasparenza e di legalità. “L’impresa che cresce è quella che sa innovare la propria offerta di  Un altro scorcio della sede di HOFI

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no interessati a valutare una collaborazione con il nuovo Gruppo”.

“Esperienza, relazioni, conoscenza del territorio, motivazione a migliorare o ad assicurare la continuità della propria attività con un passaggio generazionale che aiuti a valorizzare, a preservare e a rilanciare i marchi aziendali: questi sono i valori fondativi che cerchiamo nelle imprese con cui vogliamo fare partnership. In una parola, le persone - conclude Cerato. - La forza di un gruppo permette di operare in linea con i più elevati standard di servizio assicurando sempre migliore qualità, maggiori investimenti e più consistenti possibilità di acquisto grazie a importanti risorse finanziarie. Per questo motivo vogliamo mettere insieme le più affidabili realtà imprenditoriali del comparto non solo nel nord Italia, ma, nel tempo, su tutto il territorio nazionale aggregando Imprese contraddistinte da consolidata storicità e la cui reputazione sia oggettivamente considerata sinonimo di pregio e di fiducia acquisita”. 

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La strategia di sviluppo di HOFI è ispirata da quattro obiettivi fondamentali (crescere, istituzionalizzare, assicurare continuità, OLTRE MAGAZINE

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legale, fiscale

Dove sistemo la salma in transito? A C U R A D I A v v. A l i c e M e r l e t t i e E l e n a A l f e r o

Alcune, situate sui loro territori all’interno di strutture sanitarie, risolvono solo in parte la nota e difficile situazione delle imprese di onoranze funebri derivante dalla scarsità

di luoghi ad uopo deputati. Il D.P.R. 10.9.1990 n. 285 - Regolamento di Polizia Mortuaria – si limita a stabilire alcune caratteristiche igienico sanitarie a cui devono attenersi le camere mortuarie, il deposito di osservazione e/o l’obitorio (artt. 64 e 65 del d.p.r. 285/1990),  OLTRE MAGAZINE

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Le camere di deposito per feretri in transito non sempre sono facilmente reperibili nelle cittadine italiane.

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In questo articolo viene affrontato il tema della carenza di luoghi atti allo stazionamento dei feretri prima di essere avviati alla destinazione finale.

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consentendo, peraltro, ai Comuni con popolazione inferiore ai 50.000 abitanti la possibilità di consorziarsi per poter offrire tale servizio (art. 14).

Il successivo art. 65 descrive le caratteristiche tecniche della camera mortuaria: “ 1. La camera mortuaria deve essere illuminata e ventilata per mezzo di ampie finestre aperte direttamente verso la superficie scoperta del cimitero e dotata di acqua corrente. 2. Le pareti di essa, fino all'altezza di m 2, devono essere rivestite di lastre di marmo o di altra pietra naturale o artificiale ben levigata, ovvero essere intonacate a cemento ricoperto da vernice a smalto o da altro materiale facilmente lavabile; il

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Invero, l’art. 64 del d.p.r. citato prescrive: “1. Ogni cimitero deve avere una camera mortuaria per l'eventuale sosta dei feretri prima del seppellimento. 2. Essa deve essere costruita in prossimità dell'alloggio del custode ove esista e deve essere provveduta di arredi per la deposizione dei feretri. 3. Nei casi in cui il cimitero non abbia il deposito di osservazione previsto dall'art. 12, funziona come tale la camera mortuaria (…)”

pavimento, costituito anch'esso da materiale liscio, impermeabile, ben unito, lavabile, deve essere, inoltre, disposto in modo da assicurare il facile scolo delle acque di lavaggio, di cui deve anche essere assicurato il facile ed innocuo smaltimento”. Alcune Regioni italiane hanno disciplinato la materia con regolamentazione ad hoc, demandando tuttavia in gran parte al Comune, per quanto qui interessa, la disciplina. Sostanzialmente, quindi, la materia è di competenza comunale, anche ai sensi del d.lgs 18.8.2000 n. 267 ss. Sul punto, occorre rilevare che i Regolamenti di Polizia Mortuaria di molti Comuni prevedono espressamente che sia la Città a provvedere ad istituire depositi di osservazione nell’ambito del Cimitero, presso ospedali, presso altri istituti sanitari (ASL) e/o idonei mediante apposite convenzioni con Enti o Istituti gestori, anche fuori dall’area cimiteriale e anche ben distinti dall’area obitorio. Non sempre, però i luoghi designati sono sufficienti. Ciò crea inevitabili disservizi alle imprese di onoranze

funebri che debbono effettuare il transito di salme fuori dal Comune di decesso per le più svariate ragioni, in primis il trasporto delle stesse verso un tempio crematorio, ma non solo. La risoluzione di detta questione, nelle Regioni italiane è stata delle più varie. Posto che l’eventuale sosta per attendere la cremazione nella maggior parte dei casi è effettuata a feretro chiuso per poche ore (massimo 48 h), ossia lo stretto tempo necessario per gestire razionalmente e funzionalmente il trasporto, alcuni Comuni, per ovviare alla scarsità di zone deputate allo “stallo”, hanno demandato alle stesse Imprese la possibilità di confermare uno stazionamento minimo temporaneo, ritenute non necessarie neppure le prescrizioni igienico sanitarie previste dagli artt. 64 e 65 del d.p.r. n. 285/1990, trattandosi di una mera camera di deposito e non mortuaria. Altri hanno disconosciuto tale prassi, affrontando il problema da un punto di vista di autorizzazione al trasporto con previsione di una “fermata”, con conseguente pagamento di diritti per la doppia “trasferta”. Le conseguenze, ben note ai Comuni, non sono di poca rilevanza sia in termini di gestione efficiente del servizio funebre, sia di tutela e dignità dei diritti del de cuius e, più in generale, del cittadino. Proprio riprendendo i contenuti dei suddetti Regolamenti e sottolineando le ragioni che hanno portato alla loro adozione, molte imprese di onoranze funebri, anche riunite in associazioni di categoria, si sono rese promotrici di iniziative affinché le Città si attrezzino di conseguenza. Il problema non è di poco momento. Stante l’aumento delle richieste di cremazione e la scarsa diffusione di impianti, è infatti quanto mai co-


mune che si verifichino dei tempi di attesa per i feretri che devono essere avviati al forno crematorio. Pertanto, da una parte, gli operatori del settore si stanno organizzando per venire incontro alle esigenze dettate dalla popolazione, in primo luogo con l’istituzione delle ben note Case Funerarie. Quest’ultime, infatti, possono essere fruite da chi ne faccia richiesta senza discriminazioni di alcun tipo in ordine all'accesso, indipendentemente dall'impresa funebre incaricata dagli aventi titolo. Ciò significa, in linea teorica, che una impresa di onoranze funebri potrebbe trovare una collocazione per la salma in viaggio in una casa funeraria gestita da una agenzia concorrente senza che ciò possa essere eccepito. Nella prassi, difficilmente ciò accade per evidenti ragioni commerciali.

Dall’altra parte, per ovviare alla questione, occorre che anche le Amministrazioni coadiuvino gli stessi operatori rendendo disponibili luoghi di deposito delle salme a feretro chiuso, siano esse all’interno di cimiteri, ospedali, istituti sanitari, ASL, oppure altri luoghi che il Comune reputerà idonei. 

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Il Cimitero Gioioso di RAFFAELLA SEGANTIN

Accostare la gioia alla morte può essere considerato un controsenso, per qualcuno quasi una blasfemia. Eppure c’è un luogo dove questi due opposti concetti coesistono in una sorta di idillica armonia.

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Tra le suggestive croci in legno di colore azzurro, nel Cimitirul Vesel di Săpânța (Romania) la morte fa sorridere.

Siamo a Săpânța un villaggio rurale di non più di 5.000 anime che si trova nella regione di Maramures, nel nord della Romania a solo 4

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chilometri dal confine con l’Ucraina. Incastonato tra i fitti boschi dei monti Carpazi, in questo paesino si ha la sensazione che il tempo si sia fermato ad almeno un secolo fa. Qui tutto inizia e finisce con il legno: dalla culla alla tomba non c’è manufatto che non provenga dalla foresta. Ed è qui che si trova il Cimitirul Vesel, ovvero il “Cimitero Gioioso”, costituito da oltre 800 lapidi lignee, 


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 La lapide di Stan Ioan Pătraș, l'artista a cui si deve questo cimitero

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divenuto monumento culturale protetto dall’UNESCO e meta di numerosi turisti.

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Si tratta di un camposanto che non ha uguali al mondo, nato dall’ingegno e dall’abilità di Stan Ioan Pătraș (1908 – 1977), un ebanista dotato di un innato talento artistico, che ha inventato una nuova forma d’arte. Non si è ispirato ad alcuna corrente quando ha cominciato a modellare la prima croce (quella che doveva servire per la sua ultima dimora); l’idea ha preso forma solo dalla sua creatività, ed è per questo che il cimitero di Săpânța è assai singolare. Non c’è nulla di lugubre qui, d’altronde la cultura locale è ancora legata al concetto di morte risalente all’antica popolazione dei Daci, che la accoglievano con serenità, un mezzo grazie al quale poter offrire all’anima defunta una vita migliore. Caratteristica di questo cimitero  OLTRE MAGAZINE


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sono le croci in legno di quercia dallo stile inconfondibile. La croce, d’altro canto, è un tema molto ricorrente nella cultura locale: se ne incontrano diverse ai bordi delle strade o anche nei giardini privati. Quelle del Cimitirul Vesel hanno un orientamento verticale e sono protette da un tettuccio per ripararle dagli agenti atmosferici. Si presentano tutte con una particolare tonalità di azzurro, chiamato anche “blu di Săpânța”, un colore che ha una origine storica, quando al tempo dell’invasione da parte degli ungheresi gli abitanti del villaggio furono costretti a dipingere le loro case di blu per distinguerle da quelle di colore verde degli invasori, in modo da poter essere tassate. Sotto alla croce, incorniciato da motivi geometrici o floreali tipici dei portali di legno che in questa area hanno una lunga tradizione, si 

 Raffigurazioni delle cause di decesso trova di solito il ritratto del defunto, Non stiamo parlando di una foto, ma di un disegno realizzato con la tecnica del bassorilievo, caso forse unico al mondo. Lo scomparso è rappresentato mentre è intento a svolgere quella che in vita era la sua occupazione, oppure nel momento del decesso, senza trascurare dettagli anche cruenti (incidenti stradali, disgrazie sul lavoro, sparatorie…) tuttavia attenuati dallo stile naïf e dai colori brillanti che sdrammatizzano la scena.

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Nel “Cimitero Gioioso” ogni elemento sembra voler sminuire la morte. Sotto al ritratto, oltre alle indicazioni delle date di nascita e di morte, troviamo epitaffi spesso dai risvolti umoristici. Le citazioni sono sempre in prima persona e generalmente iniziano con “Aici eu ma odihnesc” (Qui io riposo). I versi brevi, scritti in rima nel dialetto locale, raccontano vizi e virtù del defunto, non risparmian-

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do debolezze e cattive abitudini. É nella franchezza della descrizione dei tratti poco edificanti dei trapassati che emerge quell’ironia per cui gli epitaffi di del Cimitirul Vesel sono diventati famosi, tanto che lo studioso Bruno Mazzoni li ha raccolti nel libro Le iscrizioni parlanti del cimitero di Săpânta (ora purtroppo non più disponibile in libreria, ma consultabile nelle biblioteche). Ecco alcune delle epigrafi più popolari: “…Coloro che amano la buona grappa / come me patiranno / perché io la grappa ho amato / con lei in mano sono morto.(Qui giace Dumitru Holdis, vissuto 45 anni, morto di morte forzata nel 1958)” Oppure: “Sotto questa croce pesante / giace la mia povera suocera. / Se viveva ancora tre giorni / c’ero io sotto e lei leggeva. / Voi che passate di qua / 


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provate a non svegliarla /perché se ritorna a casa / mi sgrida di nuovo./ Ma io farò in modo che non torni più./ Resta qua, cara mia suocera”.

Anche al giorno d’oggi gli artisti che realizzano le croci lo fanno dopo aver ascoltato i desideri dei parenti e spesso sono proprio questi ultimi a suggerire i contenuti e il tenore dell’epitaffio. Il cimitero di Săpânța, attraverso le sue efficaci narrazioni è oggi una raccolta di grande valore, una testimonianza preziosa della cultura e dello spirito della sua comunità e del

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E ancora: “…Ioan Toaderu amava i cavalli. / Un’altra cosa lui amava molto. / Sedersi al tavolo di un bar./ Accanto alla moglie di qualcun altro”.

rapporto più naturale e leggero con la morte. Se oggi è conosciuto a livello mondiale lo si deve ad un giornalista francese che lo scoprì negli anni ’70 e, affascinato dalla sua peculiarità e dalla sua poesia, non esitò parlarne facedogli acquisire grande notorietà. La definizione di “gioioso” la si deve proprio a queste divertenti didascalie che come narra la storia o la leggenda (il confine qui è molto labile) fecero scoppiare in una fragorosa risata due turisti mentre leggevano un’iscrizione. Da allora ci si cominciò a riferire al cimitero di Săpânța, che prima non aveva nessun particolare nome, come al “cimitero allegro” o “gioioso”. Stan Ioan Pătraş viene spesso paragonato al poeta Edgar Lee Master,

che nella sua Antologia di Spoon River narrò nel bene e nel male la vita dei defunti di un immaginario paesino americano, in forma di epitaffi. Già prima della sua morte, Pătraş trasmise le sue conoscenze a Dumitru Pop, suo allievo da quando era ragazzino e tuttora in attività. Dumitru Pop non si è discostato molto dagli insegnamenti del suo maestro sia nella filosofia che nella realizzazione delle croci, eseguite ancora interamente a mano, affinché ogni pezzo, anche nelle sue imperfezioni, sia unico. Una tradizione che, seppure con qualche novità nei decori e nell’uso dei colori, continua nel tempo, per esaltare la natura semplice e scanzonata di un popolo che ama fortemente la vita tanto da essere capace di sorridere anche alla morte. 



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I riti funebri dei popoli più lontani di miranda nera

Viene considerato un continente nuovo, poiché, se si esclude l’Antartide, è stato l’ultimo ad essere stato scoperto dagli Europei, e il più recente ad essere stato raggiunto e

popolato dall'uomo: le prime colonie umane risalgono a 50.000 anni fa ma gli insediamenti si sono completati solo 3.000 anni fa quando alcuni gruppi umani si sono stabiliti nella Polinesia. La scoperta di queste terre da parte degli europei avvenne nel 1513, ma soltanto nella seconda metà del Settecento si compì la colonizzazione da parte soprattutto degli Inglesi.  OLTRE MAGAZINE

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L’Oceania è un insieme di terre e di arcipelaghi che comprende, oltre all’Australia, anche la Polinesia, la Melanesia, la Micronesia, e la Nuova Zelanda.

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In Nuova Zelanda e in Nuova Guinea l’isolamento geografico e culturale ha preservato tradizioni funebri peculiari delle popolazioni autoctone.

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Il nome stesso “Oceania” fa capire che più che i terrori il vero protagonista di quella parte del mondo è l’oceano, sfondo dei paesaggi meravigliosi che ne fanno parte, il più potente filo conduttore che collega queste terre e isole sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista culturale. In questo articolo ci soffermeremo sulle usanze funebri dei popoli Maori e Huli, rispettivamente appartenenti alla Nuova Zelanda ed alla Nuova Guinea che nonostante le colonizzazioni, hanno mantenuto intatte le loro radici praticando ancora oggi una parte delle cerimonie funebri più antiche.

I Maori della Nuova Zelanda

Una riflessione doverosa deve partire dal fatto che secondo la tradizione più antica vi sono due elementi del tutto assenti nella visione dell’aldilà: il giudizio post-mortem e di conseguenza l’idea che il mondo sotterraneo sia un luogo di tormento. Con le influenze della religione cristiana il dio della morte, Whiro, viene immaginato con le caratteristiche del diavolo della nostra tradizione, ispiratore di pensieri maligni e signore del mondo degli inferi, un luogo nebbioso ed oscuro. È l’antitesi

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A causa dell’isolamento geografico i Maori della Nuova Zelanda hanno sviluppato una visione della morte e del lutto priva da influenze esterne proprie dei colonizzatori. Buona parte del loro pantheon è molto simile a quello dei polinesiani, a seguito di un antico flusso migratorio. Successivamente, l’arrivo dei missionari cristiani ha sconvolto la ritualità locale ma non in modo determinante, tanto che ancora oggi mitologia e tradizioni si legano in un folklore che resta l’elemento basilare per l’identità Maori.

 Maori nei loro costumi tradizionali


I Maori dedicavano alla morte riti socialmente più importanti rispetto a quelli riservati alle nascite o ai matrimoni. Ancora oggi la cerimonia funebre (tangihanga), segue una liturgia che è cambiata di poco nei secoli, e rimane molto simile a quanto praticato nell’epoca precedente alle grandi colonizzazioni. In passato il rito funebre cambiava a seconda del ruolo sociale della persona defunta: il tangihanga, eseguito per tutti gli appartenenti alla comunità era costituito da una serie di gesti semplici ed essenziali. La salma veniva preparata da una persona preposta, solitamente un

Gli Huli della Nuova Guinea Anche la Nuova Guinea è una terra remota caratterizzata da un mix etnico e culturale variegato. Esattamente come la Nuova Zelanda è rimasta isolata per molto tempo ed il fiorire di tradizioni autoctone ha fatto sì che il popolo degli Huli, etnia indigena collocata nella zona meridionale, costruisse una ritualità legata alla terra, ai cambiamenti atmosferici ed alle danze tribali. Per gli Huli, considerati gli ultimi  OLTRE MAGAZINE

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di Tane, divinità della fertilità e della luce, a cui si contrappone. Secondo la leggenda, Whiro si nutriva dei corpi dei morti che lo rendevano sempre più forte con il pericolo di poter sconfinare dal mondo sotterraneo e venire sulla terra a divorare anche i vivi. Per questo era consigliabile la cremazione, in quanto non poteva trarre forza dalle ceneri.

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 Un Tangihanga , o cerimonia funebre, registrata negli anni 1840

membro della famiglia, e poi esposta per la veglia. Successivamente il corpo veniva inumato o cremato. Durante la veglia i parenti rimanevano uniti intorno alla salma ed era loro vietato mangiare sia prima che durante la veglia stessa. Assolutamente differente era il trattamento rivolto ai personaggi di spicco della comunità come i capi delle tribù; in questo caso la preparazione della salma era complessa ed il viso veniva dipinto con un impasto di terra ed ocra rossa. La veglia funebre si divideva in due momenti imprescindibili: dapprima alcuni membri della comunità pronunciavano discorsi rivolti al defunto come se fosse ancora in vita e successivamente la famiglia, detta anche whānau pani, si radunava intorno alla salma, in preghiera, anch’essa senza poter mangiare, coprendosi il capo con corone di foglie simbolo di appartenenza alla comunità. La sepoltura del corpo in questo caso non era definitiva. La salma veniva riesumata nei mesi successivi e le ossa dopo essere state ripulite e dipinte ancora una volta, venivano spostate in un luogo differente. Per questioni pratiche un simile trattamento oggi è impensabile, tuttavia la cerimonia tangihanga impone ancora ai dolenti il digiuno prima e durante l’esposizione del feretro.

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I riti funebri all’interno delle tribù erano e sono tutt’oggi caratterizzati da danze ed invocazioni e l’elemento distintivo è costituito da maschere di legno che rappresentano gli spiriti degli antenati. Il mondo sotterraneo, quello in cui secondo la tradizione precristiana vivono i defunti, ha confini sfocati e non è ben definito. Al contrario, l’idea dell’anima è invece legata ad un concetto ben preciso: dopo la morte lo spirito si stacca dal corpo ed intraprende il suo viaggio verso il sud dell’isola. Dopo molte generazioni le anime si trasformano in spiriti e diventano gli spiriti degli antenati, che sono sacri, profondamente in contatto con la natura e sono gli unici che dopo la morte, possono anche tornare sulla terra.

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primitivi della terra, l’acqua è un elemento di basilare importanza e si attribuisce agli spiriti degli antenati la capacità di governarne i flussi e le maree. Il rapporto tra il regno dei vivi e quello dei morti è definito da un confine labile e i dama, ovvero gli spiriti, sono divisi secondo tre tipologie: avi benefici, spiriti, predatori e spiriti causa di malattie. Questo ultimo punto è significativo perché testimonia come a seguito delle colonizzazioni una parte considerevole della popolazione Huli sia stata decimata a causa di malattie nuove che hanno avuto un impatto devastante. Non a caso, a seguito di un contagio, una delle pratiche più comuni per questo popolo era il cannibalismo nei confronti di chi secondo il pensiero comune era stato la causa del maleficio generato dal virus.

Se nella storia dell’uomo i coloni hanno sempre introdotto nuove formule e nuovi riti nella cultura dei popoli sottomessi tanto che con il passare del tempo le nuove influenze hanno determinato il declino di

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 Raffigurazione di una cerimonia funebre tradizioni arcaiche, Nuova Zelanda e Nuova Guinea sono invece gli esempi di come l’isolamento costituito dalla posizione geografica sia stato invece decisivo nel mantenere un forte radicamento della ritualità primitiva che di fatto non è mai andata del tutto perduta.   Un appartenente alla tribù Huli con il viso dipinto con i colori tradizionali



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Casa Funeraria Pianacce - Trittico Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden con Angeli 130-280-130 e Tappeto Angeli

PARADISO 280 (pag. 32) Dimensioni: 280 x 30 x 230 cm Peso intera struttura*: c.ca 15 kg Materiale per allestimento del fondale: - struttura espandibile ripiegata; 230 CM

- pannelli con la grafica muraria Affresco®; - n.2 farettI alogenI (opzionali); - accessori vari (barre magnetiche e altro); - **trolley bag in tessuto, sostituibile su richiesta con una versione rigida trasformabile in tavolo firma.

280 CM 30 CM

*comprensiva di trolley bag.

33


FONDALI ESPANDIBILI Il Trittico contempla un ventaglio di soluzioni inerente gruppi da 3 fondali, per ciascuno dei quali è possibile scegliere la larghezza più funzionale, in base alle diverse esigenze. Di seguito è riportata una tavola di sintesi sulle molteplici combinazioni ipotizzabili, con relativo numero di faretti alogeni consigliati (opz.). Le proposte pittoriche presentate sono tutte adattabili ad ogni formato, Trittico compreso, e sono tutte rigorosamente

LARGHEZZE DI OGNI FONDALE COMPONENTE IL TRITTICO

130 CM 205 CM

1

130 CM

1

130 CM

1

1

205 CM

1

205 CM

1

280 CM

2

355 CM

2

Onoranze Bosco - Trittico Stella Maris 130-280-130 e Tappeto Full Gold

TRITTICO IMMACOLATA CON ANGELI 130/130/130 (pag. 34) Dimensioni dei 3 fondali: 130 x 30 x 230 cm Peso complessivo*: c.ca 33 kg Materiale per allestimento del fondale: 230 CM

- n. 3 strutture espandibili ripiegate; - n. 3 pannelli con la grafica muraria Affresco®; - n.3 faretti alogeni (opzionali); - accessori vari (barre magnetiche e altro); - ** 3 trolley bag in tessuto, sostiuibili su richiesta con relative versioni rigide trasformabili in tavolo firma. *comprensivo delle 3 trolley bag.

130 CM

30

34

CM

Numero faretti corrispondenti per ciascuna larghezza

realizzate con l’altissima qualità della tecnica Affresco ®.


FONDALI ESPANDIBILI

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Idee per il Vostro Prestigio

DIREZIONE COMMERCIALE/ SALES MANAGEMENT Prima Bottega Ebanisteria Italiana privilegia il rapporto diretto con il Cliente: amiamo ascoltare le sue esigenze, condividere obiettivi e strategie e realizzare soluzioni. Vi invitiamo a chiamarci: Francesca Colantoni 327 16 54 742 340 35 64 393 Simona Rondelli 393 84 04 854 Francesca Faedi 338 34 92 369 Maria Kristina 393 84 01 617 Ufficio Vendite 0862 76 15 79 0862 75 50 75

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