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SOMMARIO

IN EVIDENZA L’emergenza coronavirus ha inevitabilmente modificato la scaletta programmata degli articoli che compongono questo numero di Oltre Magazine, come d’altra parte è accaduto alla vita professionale e privata di ognuno di noi. Una riflessione sulla pandemia che ci sta investendo e il conseguente rinvio della fiera Tanexpo, che doveva tenersi in questi giorni, sono gli argomenti di apertura della rivista. In una intervista rilasciata dal CEO Alberto Leanza, vengono spiegate le motivazioni della scelta della nuova data di febbraio 2021, decisa nell’ottica della maggior tutela della salute pubblica e della salvaguardia della più importante manifestazione del settore. La rivista continua con le consuete rubriche di tipo tecnico, culturale e con i focus sulle ultime novità delle nostre aziende produttrici, per concludersi con un ricordo del soprano Mirella Freni, recentemente scomparsa. La Redazione di Oltre Magazine intende rivolgere un sentito pensiero a tutti i professionisti del nostro comparto anche loro in prima linea a fronteggiare una situazione grave ed inedita e di cui pochi ne riconoscono il valore e l’operato. Come è avvenuto per il personale sanitario o per gli addetti della Protezione Civile, desideriamo tributare un forte applauso anche ai nostri impresari che si spendono con altrettanto impegno e umanità nei confronti della collettività. Grazie di cuore!

ATTUALITà Emergenza virale

intervista a... Le fiere ai tempi del coronavirus

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19 PARLIAMO DI... 26 Verifiche necessarie sui feretri aSPETTANDO TANEXPO

legale, fiscale I nuovi spazi per il fine vita

news aziende L'Oro di Prima Bottega

news aziende

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Il mosaico di un'impresa vincente

CULTURA Dalle pire rituali al forno crematorio elettrico (II parte)

NEWS AZIENDE Contagiamoci solo di novità

IN MEMORIA L'addio a Mirella Freni

cultura Il tempo reale e il tempo del sogno

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Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

MARZO-APRILE 2020

Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000 Copyright: Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati rimane esclusivamente agli autori.Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Fonti Iconografiche: Adobe Stock, Agenzia Alpha, Elena Caradonna, Creative Commons, Massimo Cocchi, Dreamstime, Flickr.com, Foto Fiocchi, Pasquale Leuzzi, Stefano Montaguti, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons impaginazione: Pixel Advertising di Elena Caradonna - Zola Predosa (BO) Stampa: Mediaprint srl - Via Brenta 7 - 37057 San Giovanni Lupatoto (VR)

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XX - n°3 Marzo-Aprile 2020 OLTRE MAGAZINE

NUMERO 3

Direzione, Redazione, Amministrazione: Conference Service srl Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

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ATTUALITà

Emergenza virale di RAFFAELLA SEGANTIN

È arrivato. Silente, subdolo, incontrollabile. Si è spostato senza farsi notare da un continente all’altro viaggiando indisturbato senza bisogno né di passaporto né biglietto.

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La rapida diffusione del coronavirus in Italia e nel mondo, uno dei momenti più bui della storia moderna.

È entrato nelle nostre case senza bussare, si è insinuato nelle nostre vite mettendo in discussione ogni certezza. Un nemico invisibile, identificato con la sigla Covid-19, quasi a richiamare il nome in codice di un agente segreto: è il nuovo

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temutissimo virus appartenente alla famiglia dei coronavirus, capaci di modificarsi per passare dagli animali all’uomo. Un evento rarissimo, secondo gli esperti, e ancora più raro è il suo proliferare così rapidamente da persona a persona. Ma tant’è, il numero dei contagiati sembra inarrestabile e nel mondo la mortalità al momento si sta attestando su una cifra attorno al 2,5%. Non è la prima volta che 


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ATTUALITà

notizie rimbalzano tra una cronaca dai toni sempre più cupi e rassicurazioni sempre più flebili. La verità è che Il contagio è facile, non esiste un vaccino, non esiste una cura e gli ospedali sono al collasso. Ci rendiamo conto di quanto l’essere umano sia fragile ed impotente. E abbiamo paura, come si teme tutto ciò che è sconosciuto, su cui non si può esercitare un controllo e a cui non sappiamo come opporci.

Tutto sembra aver avuto inizio dalla città Wuhan, una metropoli di 11 milioni di abitanti, di cui fino a poche settimane fa pochi di noi ne conoscevano l’esistenza. E lì tutto si è fermato con l’intera provincia di Hubei (60 milioni di abitanti), isolata da uno stretto cordone sanitario. Città spettrali, attività sospese, scuole chiuse, per le strade solo gli addetti protetti dalle tute bianche a spargere disinfettanti… scenari inquietanti da guerra batteriologica che fanno tornare alla mente la descrizione delle terribili pestilenze di manzoniana memoria. Vedere costruire ed entrare in funzione due ospedali in soli dieci giorni è stato impressionante tanto che ci siamo chiesti se i numeri forniti dalle autorità di un Paese che non gode di libertà di in-

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nell’era moderna accade qualcosa di simile, basti pensare alla SARS dei primi anni Duemila, decisamente più letale con un tasso di mortalità del 10%. Ma questa volta ci troviamo di fronte ad una propagazione del contagio molto elevata, quasi incontenibile e l’unico mezzo per contrastarla rimane l’isolamento.

formazione, siano veritieri o se siano stati fortemente ridimensionati. La distanza che ci separa dalla Cina ci dava una percezione di sicurezza, eravamo convinti che bastasse tenere a bada qualche viaggiatore proveniente dal continente asiatico per stare tranquilli. Ora sappiamo che non era così o per lo meno non è stato abbastanza. Adesso la Cina siamo noi e anche noi abbiamo dovuto fermarci, mettere tutto in discussione, stravolgere le nostre abitudini, affrontare atavici timori e contare i nostri morti. Il panico serpeggia e le

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), per sua stessa ammissione, all’inizio ha sottovalutato la situazione innalzando nel giro di pochi giorni l’allerta da rischio moderato ad elevato fino a decretare lo stato di pandemia. Gli scienziati affermano che finché si riuscirà a delimitare la zona di propagazione, l’epidemia si attenuerà fino ad esaurirsi in modo naturale, come è avvenuto con la SARS. Ma il mondo è sempre più piccolo e le interconnessioni sempre più frequenti. Sappiamo che anche una persona asintomatica può essere positiva e pertanto veicolo di diffusione. Rimanere il più possibile chiusi in casa, al momento è la difesa più efficace e l’unica possibile. Viene da chiedersi perché in Occidente ad oggi solo l’Italia sia stata così pesantemente colpita. 


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ATTUALITà

Sicuramente come ebbe a dire il virologo Francesco Broccolo, dell'Università Bicocca di Milano in un’intervista rilasciata all’ANSA nei primi giorni di questa situazione emergenziale (parliamo all’incirca del 24 febbraio) “In Italia sono stati fatti almeno 6.500 test e meno di 500 in Francia. Noi che stiamo cercando il virus lo abbiamo trovato ed è questo il primo motivo dell'alta incidenza di nuovi casi". Questa affermazione presuppone che Il virus fosse già presente nella Penisola da qualche tempo, come lo era, anche se “in incognito”, in molte altre nazioni europee, solo che noi lo abbiamo cercato per primi. Non sappiamo se questa sia l’unica vera ragione, perché alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni unicamente nel nostro Paese i casi gravi e i decessi hanno raggiunto cifre da bollettino di guerra.

Negli ultimi giorni dalla Cina arrivano segnali confortanti: le guarigioni hanno da settimane superato il numero dei contagi che a loro volta sono in forte rallentamento. Questa è la riprova che le misure energiche che anche il nostro Governo è stato costretto a mettere in atto, funzionano. La quarantena non deve spaventare, ridurre drasticamente la vita sociale non deve essere motivo

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Il resto d’Europa e anche l’America, che in un primo momento sono state a guardare incredule e attonite ciò che sta succedendo da noi, ora si trovano a gestire una situazione analoga. Per quanto riguarda il continente africano, abbiamo ancora pochi dati ma è ragionevole supporre che il covid-19 sia già in circolazione con preoccupanti conseguenze per la mancanza di servizi sanitari adeguati e per le condizioni igieniche non sempre ottimali che affliggono quei Paesi: due circostanze altamente vantaggiose per il virus.

di nervosismo: sono i soli strumenti per contenere la diffusione del virus e attenersi alle direttive emanate dagli enti preposti è doveroso. Quindi l’invito alla calma è d’obbligo, minimizzare, arrabbiarsi o farsi prendere dall’ansia non aiuta. Vogliamo essere ottimisti e dare per assodato che presto l’incubo avrà fine. Tuttavia la conta dei danni sarà enorme e non solo in termini di vite umane, ma soprattutto per le ricadute sull’economia le cui conseguenze sono già incalcolabili. Lo stile di vita occidentale, basato sulla libera circolazione delle persone e delle merci, è stato scosso nel suo profondo e niente sarà più come prima. 

Raccomandazioni utili La presenza del covid-19 comporta una serie di norme emesse dalle varie Regioni e il rispetto di particolari attenzioni a cui gli operatori del settore funebre devono adeguarsi. Per evitare l’assembramento di più persone in luoghi sia chiusi che aperti, lo svolgimento dei funerali deve avvenire alla sola presenza dei parenti più stretti e deve essere di breve durata. Analogo discorso per quanto riguarda la veglia della salma nelle case funerarie o sale del commiato che deve essere riservata ai soli familiari, indipendentemente dalla causa del decesso. Al momento del prelievo della salma vanno poi messe in campo tutte le misure necessarie per garantire la massima sicurezza: l’operatore dovrà munirsi di adeguati dispositivi di protezione per scongiurare ogni contatto, in particolare dovrà indossare le mascherine con classificazione FFP3, utilizzare guanti e occhiali protettivi usa e getta, oltre a seguire le raccomandazioni generali rivolte a tutti i cittadini, come quelle di lavarsi e disinfettarsi spesso le mani. Si raccomanda inoltre di sanificare regolarmente gli ambienti di lavoro (sia gli uffici che gli eventuali spazi dove vengono accolte le salme) che i mezzi trasporto. Alcune Regioni hanno inoltre vietato il trasporto a cofano aperto e la manipolazione delle salme, invitado ad evitare la vestizione. Poiché la situazione è in continuo divenire aggiornamenti e ulteriori indicazioni possono essere ottenute consultando le ordinanze emesse dalle varie Regioni e dal Ministero della Salute.

"disinfettarsi spesso le mani"


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INTERVISTA A...

Le fiere ai tempi del coronavirus di dora carapellese

hanno visto disatteso un appuntamento irrinunciabile. Ne parliamo con il CEO di Tanexpo Alberto Leanza, all’indomani della comunicazione ufficiale di rinvio.

male inevitabile. Questa emergenza sanitaria purtroppo ha comportato e comporterà gravi disagi e ingenti danni economici all’intero sistema Italia”.

Signor Leanza, quanto è stata difficile questa decisione? “Innanzitutto ritengo che la salute abbia la priorità su tutto e quindi ci siamo adeguati alle disposizioni delle autorità. È stato un vero fulmine a ciel sereno; credo che una cosa del genere non si sia mai verificata se non in tempi di guerra. Il posticipo dello svolgimento di Tanexpo è stato un

25, 26, 27 febbraio 2021. Queste le nuove date di Tanexpo. “Decidere le nuove date è stata sicuramente la questione più delicata. Molti i fattori che abbiamo tenuto in considerazione a cominciare, ovviamente, dalla tutela della salute pubblica e dal rispetto delle ordinanze entrate in vigore all’indomani dei primi casi accertati in Italia.  OLTRE MAGAZINE

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L’emergenza covid-19 sta avendo ripercussioni pesantissime che non risparmiano alcun aspetto della vita sociale ed economica del Paese. Le normali attività lavorative sono state stravolte, in particolare quelle che riguardano il turismo o che, più in generale, hanno a che fare con l’aggregazione di persone come convegni, spettacoli ed eventi fieristici. Nel nostro settore ha destato scalpore lo slittamento della manifestazione Tanexpo, a solo poche settimane dalla sua inaugurazione. Un duro colpo per tutti gli attori coinvolti che

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25.26.27 febbraio 2021. Queste le nuove date di Tanexpo stabilite in conseguenza del forzato rinvio per l’allarme coronavirus. Ce ne parla Alberto Leanza nel corso di una esauriente intervista.

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INTERVISTA A...

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Crede di aver fatto la scelta giusta? “Guardi, in questo momento capire che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato è davvero difficile, se non impossibile. Tanexpo, grazie alle aziende partecipanti e allo loro incessante ricerca di innovazione e qualità, è diventato l’evento di riferimento che muove professionisti provenienti da ogni parte del mondo. È motivo di orgoglio e di vanto che una manifestazione di portata e di richiamo internazionale come Tanexpo si svolga nel nostro Paese e tutto il comparto dovrebbe esserne fiero. Ci siamo quindi concentrati sulla maggior tutela di questa ennesima eccellenza italiana con l’obiettivo di dare vita ad una edizione al massimo delle sue potenzialità, all’altezza della sua fama e delle aspettative di tutti. È per tali motivi che abbiamo ritenuto queste date le migliori tra le scarse opzioni possibili”.

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Allo stesso tempo ci siamo mossi con l’obiettivo di tutelare anche gli interessi, gli investimenti e le aspettative degli espositori che a Tanexpo sono soliti incontrare un numero di visitatori molto superiore a quello qualsiasi altro evento di settore e un lasso di tempo più dilatato offre una maggiore speranza che il flusso degli spostamenti, sia a livello nazionale che internazionale, torni a regime. Inoltre abbiamo dovuto fare i conti con le disponibilità di un polo fieristico costretto a far fronte al rinvio di numerose manifestazioni conciliando nuove collocazioni all’interno di un calendario già molto fitto. A tutto questo si aggiunga che al momento non è ragionevolmente possibile prevedere la durata dell’emergenza in corso”.

C’è qualcosa che vuol dire agli espositori di Tanexpo? “Innanzitutto voglio ringraziarli della comprensione e rassicurali che stia-

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Alberto Leanza  mo facendo tutto il possibile per tutelare gli investimenti e gli sforzi di tutti i soggetti coinvolti. La biennalità della rassegna ci ha consentito di poterla riprogrammare nel suo periodo di svolgimento ottimale e allo stesso tempo la distanza temporale dall’attuale emergenza ci auguriamo porterà ad un ripristino delle normali attività commerciali. Come già detto, vogliamo che Tanexpo non perda smalto e che continui ad essere il punto di incontro d’eccellenza dell’intera filiera del settore funerario”. Come risponde a quelle aziende che attendevano Tanexpo per presentare nuovi articoli? “Mi rendo conto che per molti Tanexpo rappresenta il trampolino per il lancio di nuovi prodotti e in alcuni casi dietro a ciò ci sono mesi di intenso lavoro e di importanti investimenti. Affinché tutto questo

possa essere messo a frutto in tempi più ravvicinati stiamo studiando un evento ad hoc rivolto al solo mercato nazionale, una vetrina aggiuntiva che consenta di non vanificare gli impegni sostenuti in attesa dell’edizione posticipata a febbraio 2021. Tutto ciò sarà ovviamente possibile solamente se e qualora questo stato di emergenza sarà superato nel breve termine”. Un’ultima dichiarazione? “Certamente la situazione è complessa e coinvolge l’intera struttura economica del Paese. È doveroso mantenere la lucidità e cercare di reagire in modo razionale e costruttivo. È il momento dell’unità e della collaborazione. Stiamo raddoppiando i nostri sforzi per farci trovare pronti quando questa situazione sarà finita per garantire alla prossima edizione di Tanexpo il successo di sempre”. 


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Il brand che garantisce qualità ed eleganza Presente ai più importanti eventi fieristici internazionali, non solo del comparto funerario ma anche della nicchia del lusso, Art Funeral Italy è fra i più attesi protagonisti della prossima edizione di Tanexpo. Il brand che fa riferimento a Paolo Imeri è noto per l’eccellente qualità delle sue creazioni di cofani, urne ed accessori realizzate esclusivamente in Italia, a Caravaggio (BG), grazie al lavoro di sapienti artigiani che garantiscono ad ogni prodotto un’ impronta raffinata ed elegante. La bontà della materia prima, il legno massello nobilitato da sfarzosi intarsi e la meticolosa attenzione a tutti gli aspetti della lavorazione (ebanisteria, falegnameria, intaglio, finitura ed assemblaggio) sono testimonianza della consapevolezza che ogni manufatto sarà l’ultimo oggetto a raccontare il defunto, ad avere una funzione pubblica ed a rendergli omaggio. Unicità tutelata da brevetti comunitari, design unico ed inimitabile, creazioni inconfondibili di altissimo pregio in linea con il gusto contemporaneo. Fra le novità di quest’anno la nuova collezione Scrigno® “Game”, la linea “Z” elicoidale ricavata dal pieno, il nuovo cofano in Radica di Olivo e quello in ebano Makassar, “Leonardo Magnifica” con prestigioso intarsio a tema “giglio fiorentino”.

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Specialisti nell’assistenza alle famiglie Da anni e in tutta Italia, Assisto rappresenta l’eccellenza nel prestare assistenza a tutti coloro che subiscono la perdita di un parente a causa di sinistri stradali e incidenti sul posto di lavoro. Un team di professionisti specializzati e un metodo di lavoro consolidato nel tempo permettono di affrontare e gestire ogni pratica nell’interesse degli assistiti per soddisfare le loro esigenze di giustizia e di risarcimento. Molto spesso il danno da morte, purtroppo, viene approcciato da professionisti inesperti che, in virtù di interessi personali alla trattazione di pratiche molto redditizie, non sempre tutelano in modo completo il danneggiato. Le sventurate famiglie così, oltre ad aver subito un lutto improvviso e dover affrontare un percorso di immensa sofferenza, si trovano a dover sopperire all’incompetenza di chi ne dovrebbe tutelare i diritti. Grazie alla collaborazione con le Agenzie di Onoranze Funebri l’azienda riesce a far fronte tempestivamente a tutti i momenti di difficoltà in cui versano le famiglie delle vittime nell’immediatezza dei fatti al fine di poterne tutelare al meglio gli interessi attraverso i servizi che mette loro a disposizione. Assisto ripaga la fiducia degli operatori con la propria esperienza e professionalità. Un sodalizio per continuare ad essere leader nell’assistenza alle famiglie delle vittime.

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La garanzia di una stampa perfetta Precisione del colore e massima attenzione alla qualità di stampa sono i due cardini su cui si basa l’attività di B.L., importante punto di riferimento delle imprese funebri per quanto riguarda la realizzazione di stampati. Grazie a una lunga esperienza e accogliendo stimoli ed esigenze dei clienti, B.L. ha sviluppato nuove tecnologie per migliorare la stampa di ricordini e di manifesti lutto. Per questo propone una serie di stampanti di diversi marchi per ogni tipo di necessità: stampe artistiche, manifesti di vari formati, riproduzioni fotografiche, banner pubblicitari e altro ancora. È inoltre consuetudine dell’azienda affiancare sempre il cliente anche organizzando veri e propri momenti di formazione sia sulle macchine che sui software applicativi, come le tecniche di fotoritocco, per dare la possibilità di padroneggiare ed ottimizzare i mezzi a disposizione in piena autonomia. BL propone anche incisori per targhe e fotoincisori per riproduzioni fedeli di foto, loghi e testi su oggetti di materiali diversi. L’offerta si completa con un innovativo software gestionale per agevolare il lavoro quotidiano dell’impresario e con una originale linea di accessori e di fondali. Pad. 21 Stand C20

Per un amore indissolubile Eternità Urn è una realtà specializzata nella realizzazione di urne di alta qualità e design. Tutte le sue proposte sono 100% made in Italy e nascono da un'esperienza di oltre 70 anni nel settore funerario e dalla passione e professionalità di maestri artigiani. Sono creazioni esclusive che raccolgono e si fanno interpreti di un pensiero profondo: quello che l’amore che ci unisce al nostro caro non svanisce con la morte ma si trasforma in un sentimento ancora più forte e indissolubile che resterà sempre dentro di noi. A Tanexpo Eternità Urn presenta due linee di urne cinerarie, entrambe realizzate artigianalmente in Italia con legni pregiati, che si differenziano tra loro per design e caratteristiche. Signature Urn è una collezione di pezzi moderni ed eleganti che racchiudono un messaggio di speranza e di amore senza tempo per i nostri cari. Art Urn è una collezione nata con la collaborazione di artisti italiani specializzati nell'intarsio e nella pittura per creare urne uniche e pregiate. Eternità Urn è desiderosa di incontrarvi a Tanexpo per presentarvi le sue esclusive creazioni! 22


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Tecnologia avanzata per la lavorazione della pietra Anche quest’anno Pavoni Automazioni non manca l’appuntamento con Tanexpo. Specializzata nella progettazione e produzione di centri di lavoro con piano verticale ed orizzontale per la lavorazione di marmo, granito, materiali sintetici, legno, vetro, leghe, materie plastiche e simili, l’azienda da sempre si distingue per l’offerta di prodotti innovativi e di qualità e per il supporto operativo post-vendita puntuale ed efficiente, anche via internet. In fiera saranno in funzione i modelli più rappresentativi della gamma, a partire dalle rivoluzionarie Vertical Open, oggetto di brevetto industriale, altamente apprezzate per gli indiscussi vantaggi offerti dal piano inclinato, che includono ingombri ridotti, la possibilità di lavorare lastre fuori misura e, soprattutto, il comfort e la sicurezza dell'operatore. Presenti inoltre gli intramontabili CNC orizzontali della serie Mirage, potenziati nella struttura ed evoluti nel sistema di controllo, oggi affiancati dalla nuova serie Strong e offerti a prezzi competitivi. In mostra anche le macchine laser ad alta definizione della serie Lasegraf, ideate per la marcatura e la fotoincisione di graffiti, decorazioni, caratteri, marchi e loghi su materiali sia naturali che sintetici.

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Proposte sempre più green Sono improntate sul rispetto dell’ambiente le proposte che Scacf presenterà a Tanexpo. La più importante industria italiana di cofani funebri è, infatti, impegnata da anni a perseguire politiche di sostenibilità che coinvolgono l’intero ciclo produttivo. Uno stabilimento alimentato da uno dei maggiori impianti fotovoltaici della sua regione e l’adesione ai protocolli internazionali per l’utilizzo responsabile del legname che prevede il taglio pianificato degli alberi e un conseguente programma di rimboschimento, sono alla base della decisione di realizzare tutti i 75.000 cofani della produzione annuale, declinati in oltre 100 modelli di diverse essenze, esclusivamente in legno massello, il materiale più nobile e meno inquinante.

Legno is green è la linea di articoli che testimonia un ulteriore impegno nel rispettare la naturalità del materiale in tutte le fasi di lavorazione. Si tratta di una serie di manufatti ecologici certificati altamente apprezzati e richiesti, tanto che il catalogo si va via via sempre più arricchendo di nuovi modelli. Scacf è la dimostrazione di come, grazie a scelte consapevoli ed avvedute, si possano ottenere prodotti di elevata qualità a basso impatto ambientale. 24


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Verifiche necessarie sui feretri di DANIELE FOGLI

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Non so a quanti dei nostri lettori sia capitato di assistere ad una delle operazioni per me più critiche in occasione di un funerale, e cioè, se si siano mai trovati di fronte al fatto che la bara non riesca ad entrare nel loculo. In questi casi qualche addetto comincia a dare di martello e scalpello OLTRE MAGAZINE

per togliere cornici od altri oggetti del cofano, per farlo rientrare di quei centimetri necessari per poterlo collocare all’interno del tumulo. A me è capitato almeno un paio di volte, per di più in occasione di funerali di persone amiche. E ne sono sempre rimasto scosso, con i familiari del defunto annichiliti al sentire quei colpi 

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Continua la disamina del documento “Istruzioni per una corretta gestione dei crematori” che prende in esame le dimensioni e il peso dei feretri nonché dei contenitori di resti mortali.


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PARLIAMO DI...

Situazioni di questo genere non sono infrequenti, specie per i cimiteri di più antica data. Ma questo è anche frutto di verifiche che non si sono effettuate per tempo (aggiungo: molto per tempo, per consentire soluzioni alternative), per capire se la bara prescelta sia compatibile con il

luogo di sepoltura e, oggi, con il forno in cui effettuare la cremazione. Tanti possono essere i motivi di questa incompatibilità: ∞ se il defunto era una persona di dimensioni “generose”, in lunghezza, o per circonferenza, o anche per peso; ∞ nel caso della cremazione se la bocca del forno sia di misura tale da non accogliere agevolmente l’ingresso del feretro; o anche se il defunto ha un peso “anomalo”, superiore a quello che il manuale di operatività del forno permette in condizioni di sicurezza per l’impianto, anche selezionando il programma di esecuzione della

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di scalpello sulla bara che contiene le spoglie di un loro caro. A parte il rumore, penetrante, e i rimbombi che si amplificano nel silenzio di circostanza di tutto il corteo funebre che assiste alla mesta operazione, per quelle persone straziate dal lutto sembra quasi che quei colpi siano inferti direttamente al defunto.

(1)Circ. Min. Salute 24/1993, paragr. 13.2 13.2. Per le nuove costruzioni è preferibile che siano garantite misure di ingombro libero interno per tumulazione di feretri non inferiori ad un parallelepipedo di lunghezza m 2,25, di larghezza m 0,75 e di altezza m 0,70. A detto ingombro va aggiunto, a seconda di tumulazione laterale o frontale, lo spessore corrispondente alla parete di chiusura di cui all’art. 76, commi 8 e 9. La misura di ingombro libero interno per tumulazione in ossarietto individuale non dovrà essere inferiore ad un parallelepipedo col lato più lungo di m 0,70, di larghezza m. 0,30 e di altezza m 0,30. Per le nicchie cinerarie individuali dette misure non potranno essere inferiori rispettivamente a m 0,30, m 0.30 e m 0,50. … omissis …

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cremazione per “obesi”; ∞ se, infine, il loculo è stato costruito molto tempo fa (decine di anni o anche più di un secolo) e con dimensioni ben inferiori a quelle consigliate dalla circolare del Ministero della Salute n. 24 del 24/6/1993, al paragrafo 13.2 (1), o stabilite da norme regionali. Come risolvere a monte queste situazioni? Le “Istruzioni per una corretta gestione dei crematori” prevedono in merito quanto segue:

4. Dimensione del feretro Qualora le dimensioni ester“ne4.1. del feretro superino in lunghezza i 205 cm., in larghezza i 70 cm. o in altezza i 60 cm., esso è definito "oversize". L’impresa funebre è tenuta a segnalare tale evenienza all’ufficio comunale competente al rilascio delle autorizzazioni al trasporto e alla cremazione. 


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4.2. In caso di trasporti di cui al punto che precede, l’impresa funebre, in fase di prenotazione del servizio di cremazione, procede ad avvertire per iscritto, anche per via telematica (attraverso il web, con mail, con fax, ecc.), il responsabile del crematorio di destinazione per ottenerne l’esplicita accettazione, senza la quale il feretro dovrà essere avviato ad altro impianto. L’accettazione del feretro “oversize” è consentita soltanto qualora le dimensioni della bocca del forno del crematorio siano tali da consentire l’introduzione in sicurezza del feretro nella sua integrità, senza quindi manomissioni dei sigilli o atti che ne deformino i suoi componenti. 4.3. Per scongiurare ipotesi di rifiuto di pubblico servizio, il responsabile del crematorio, nei casi in cui sia impossibile accogliere un feretro “oversize”, comunica il motivato diniego anche all’ufficio comunale competente al rilascio delle autorizzazioni di legge.

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Queste “Istruzioni” determinano che quando un feretro ha dimensioni pari o inferiori a quelle standard l’impresa funebre del luogo di partenza non è tenuta a segnalare specifiche problematiche concernenti la cassa al crematorio di arrivo, poiché è certo che tutte le bocche (e le dimensioni della camera di combustione) di ogni crematorio in Europa hanno dimensioni tali da garantirne l’immissione. Se invece il feretro deve essere seppellito non basta l’applicazione delle “Istruzioni” di cui sopra, perché ci si potrebbe trovare in una delle situazioni per le quali il tumulo di accoglimento è piccolo, e allora occorre: ∞ o scegliere una bara “minuta”, cioè ad es. stretta o corta o bassa, ovviamente anche in funzione della fisicità del defunto; ∞ o cambiare luogo di tumulazione. Si precisa, inoltre, che questo stesso principio, con le stesse dimensioni del feretro, è stato adottato anche all’interno dei recentissimi aggior-

namenti dello standard sui “Funeral Services” per tutti i Paesi europei, conosciuto come EN15017:2019, nello specifico al punto D.1 dell’allegato D. In pratica un impresario funebre di un qualunque Paese europeo è certo di garantire la qualità dei servizi da lui offerti se il cofano che utilizza ha misure entro quelle sopra richiamate. E, nel caso che anche una di queste misure debordi, deve dichiarare il feretro “oversize” e accordarsi con la struttura ricevente per procedere al funerale. Si noti che, secondo lo standard europeo, occorre tener presenti due ulteriori parametri che possono dichiarare “oversize” il feretro (che come è noto è da intendersi come l’insieme di bara e di contenuto): ∞ se il peso della bara vuota (generalmente lignea) eccede i 50 Kg. ∞ se il peso del defunto è superiore a 120 Kg. Questi parametri, discutibili fin 


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PARLIAMO DI...

quanto si vuole, derivano da una ricognizione nei vari Paesi europei e le dimensioni e i pesi sono frutto di un ragionamento medio tra le varie situazioni riscontrate. Tutto ciò vale al momento del funerale. La situazione cambia significativamente in caso di cremazione di resti mortali (cioè di salme inconsunte). Infatti, in tal caso le Istruzioni prevedono:

9. Resti mortali 9.1. Per l’avvio a cremazione il “resto mortale proveniente da esu-

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mazione deve essere inserito in contenitore di materiale facilmente combustibile ai sensi della circolare Min. Salute 31 luglio 1998, n. 10. 9.2. Analogamente il servizio cimiteriale è tenuto a procedere, ove non sussistano motivi ostativi di natura igienico sanitaria (sostanzialmente la presenza di parti molli), per l’avvio a cremazione dei resti mortali a seguito di estumulazione. 9.3. Sono altresì accoglibili per la

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cremazione anche resti mortali inseriti: ∞ nell’originario feretro, ove possegga caratteristiche di spessore e forma capaci di contenerli e sostenerne il peso, nonché sottrarli alla vista esterna; ∞ in contenitore senza le caratteristiche del feretro, ma aventi quelle specificate dal Ministero, e quindi cofani di legno, anche di spessore inferiore a 20 mm.; ∞ se permesso dal gestore del crematorio in casse di cartone (cellulosa) o altro materiale facilmente combustibile. 9.4. Non sono accoglibili in crematorio contenitori di resti mortali difformi da quelli indicati dai punti che precedono ovvero senza la identificazione esterna del defunto da cremare (generalmente con nome, cognome, data di nascita e di morte). 9.5. Per evitare ipotesi di profanazioni/manomissioni entro i crematori, all’arrivo di resti mortali, qualora il servizio cimiteriale non vi abbia

provveduto, si procede a cura del responsabile del crematorio all’apposizione sul contenitore di sigilli antieffrazione, dando evidenza del fatto nella documentazione nel verbale di consegna. 9.6. Valgono per la cremazione di resti mortali le istruzioni previste nel caso di cremazione di feretri, per quanto applicabili.

Il resto delle considerazioni in un prossimo articolo. 

ERRATE CORRIGE Nel precedente articolo di Daniele Fogli pubblicato nello scorso numero 2/2020 di Oltre Magazine, la foto di pagg. 40/41 è stata erroneamente contrassegnata come “Impianto crematorio di Torino”. L’immagine di riferisce invece al “Tempio Crematorio Piemontese di Piscina (TO)”. Ci scusiamo con la Hysteron S.r.l che gestisce l’impianto e con i lettori per l’errore commesso.


legale, fiscale

I nuovi spazi per il fine vita A c u r a d i A v v. A l i c e M e r l e t t i e E l e n a A l f e r o

Il trapasso è un momento spazio temporale determinato e caratterizzato da un forte contenuto emotivo e spirituale.

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Come si sta muovendo la legislazione per rispondere alla necessità di creare luoghi deputati ad ospitare le salme?

Anche a livello di collocazione il luogo ove viene celebrato il rito funebre e/o dove viene ospitata la salma rappresenta un elemento importante

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in questo settore di riferimento. Quale sia lo spazio idoneo al morire e dove sia preferibile accogliere la salma è quindi un interrogativo importante, determinato anche dal cambiamento degli usi e dei costumi locali e dal pluralismo che caratterizza l’attuale società. 


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La cappella di una delle Case Funerarie San Siro di Milano

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LEGALE, FISCALE

di obitori (capo III), di trasporto dei cadaveri (capo IV), sui cimiteri (capo IX e X), sulle sepolture private nei cimiteri (capo XVIIII) e sui sepolcri privati fuori dai cimiteri (capo XXI). Alle Regioni spetta l'elaborazione di piani ad hoc e leggi specifiche.

 Una sala del commiato della sede di Carpi di Terracielo Funeral Home Pur dovendo ammettere che il legislatore non ha forse ancora colto appieno le necessità espresse dalla popolazione (come ad esempio il bisogno sempre più crescente di istituire luoghi aconfessionali dove poter dedicare un momento di riflessione nel ricordo del defunto), vero è che la normativa vigente, sia statale che regionale, dal 2004 quantomeno recepisce l’esigenza di realizzare luoghi preposti ad ospitare il defunto, implementando il plesso delle attività necroscopiche e funebri.

La disciplina fondamentale in tema di attività funerarie è contenuta, come è noto, nel T.U. delle leggi sanitarie (Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265), ed in particolare al titolo VI (del regolamento di Polizia Mortuaria). Tale normativa è volta a stabilire l'ubicazione e le caratteristiche dei cimiteri, affrontando prevalentemente i profili sanitari, con riflessi su quelli di natura urbanistica. Il regolamento di polizia mortuaria (D.P.R. n. 285 del 10 settembre 1990) reca inoltre disposizioni, tra le altre, in materia

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 Casa Funeraria Main di Arzignano (VI)

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Si tenga presente che l’ottica normativa è quella classica da regolamento di polizia mortuaria, ovvero si prende spunto dalla ratio igienico-sanitaria e, in parte, urbanistica, per fissare dei paletti entro cui i privati possono realizzare luoghi quali case funerarie e sale del commiato. È compito, in ogni caso, del Comune regolamentare l’attività, secondo principi uniformi stabiliti con normativa statale eventualmente integrati dalla normativa regionale. Tuttavia il lessico che si va ad utilizzare e che viene usato anche in ambito di leggi regionali, a volte non sempre è preciso generando spesso confusioni. Invero, le case funerarie sono dotate dei requisiti igienico sanitari e attrezzature per l’osservazione della salma e possono prevedere l’esercizio dell’attività di imbalsamazione e tanatoprassi secondo le modalità e i termini stabiliti da appositi provvedimenti regionali e nazionali. Presso le case funerarie possono sostare per brevi periodi, in attesa del trasporto, feretri destinati ad inumazione, tumulazione o cremazione. Nelle case funerarie i servizi per il commiato possono essere altresì destinati alla celebrazione delle esequie civili o religiose per appartenenti a confessioni religiose che non dispongano di locali adatti a tale scopo. La sala del commiato, nel suo significato più restrittivo, è lo spazio ove garantire la ritualità, di norma a feretro chiuso, nel qual caso alla struttura non è richiesto di dotarsi di tutte quelle accortezze igienico-sanitarie e urbanistiche previste per le case funerarie.


Per essere più chiari la netta differenza tra casa funeraria e sala del commiato risiede nella possibilità di ospitare il feretro a cassa aperta (la prima) o chiusa (la seconda). Non tutti i piani regolatori prevedono però un indirizzo urbanistico ad hoc, e, pertanto, le singole città classificano la destinazione ancora sulla base di indici a volte peculiari (per non dire criticabili). Interessante è notare che è pendente una proposta di legge innanzi alla Camera (A.C. 1143) volta a consentire un allargamento delle competenze ipotizzabili per i gestori delle case funerarie che permetterebbe agli stessi di “costruire e gestire forni crematori“, ampliando così la possibilità di realizzare impianti crematori fuori dalle mura cimiteriali, in linea con il trend europeo che vede i crematori quali attività eser-

 Particolare della sala autoptica della Casa Funeraria l'AltraRiva (BS) citabili anche in forma privata, fuori dalle zone cimiteriali. Insomma, un‘opportunità ulteriore di espansione del settore che si registra in netto contrasto con quella alla base delle norme attualmente in vigore, viceversa, di stampo tutto regiona-

le, che impongono una acclarata incompatibilità tra attività funebre e di gestione dei servizi cimiteriali e di cremazione, nonché limitazioni precise all’apertura di nuovi poli crematori sulla base di indici di mortalità, distanza e quant’alto. 

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NEWS AZIENDE

L’Oro di Prima Bottega di RAFFAELLA SEGANTIN

Sono tutte d’oro le novità di Prima Bottega.

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Arrivano gli arredi funebri in foglia oro, leggeri e indistruttibili.

Metallo nobile per eccellenza, l’oro è stato eletto dall’azienda abruzzese quale tratto distintivo delle proprie creazioni. L’oro è, infatti, qualcosa di più di un materiale, perché carico di simbologia e di significati,

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metafora della bellezza incorruttibile che rimanda all’eternità. Per questo lo ritroviamo spesso nell’arte fin dall’antichità dove il suo utilizzo voleva essere un esplicito richiamo all’energia vitale del sole. I mosaici bizantini lo hanno poi esaltato in tutto il suo splendore e ancora

oggi è l’elemento imprescindibile delle icone della tradizione pittorica dell’Est Europa. L’utilizzo dell’oro in manufatti che riguardano il fine vita si carica di un significato del tutto particolare, come ci spiega Gianluca Pacini, 


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NEWS AZIENDE

il creativo di Prima Bottega. “Certamente la scelta di puntare su questo elemento non è stata fatta solo per soddisfare un gusto estetico. Ogni mia realizzazione si basa su un concept, parte da una riflessione che poi cerco di mettere in pratica in modo da offrire alle onoranze un prodotto originale che può fare la differenza. In questo caso ho inteso trasmettere l’idea che, come l’oro, anche la vita è eterna”.

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Come è arrivato a riuscire ad applicare la tecnica della foglia oro ai vostri prodotti? “È stato un lungo lavoro di squadra. Abbiamo creato ed adottato una tecnica molto complessa messa a punto dopo mesi e mesi di prove. Abbiamo acquisito una competenza unica ed ora siamo in grado di gestire la materia con grande padronanza riuscendo anche in quelle situazioni che sembravano impossibili come l’applicarla su superfici difficili; ad esempio, grazie alla preparazione di una base muraria trattata in modo

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speciale, abbiamo ottenuto anche l’incredibile effetto bucciato capace di creare risultati molto suggestivi”. Dove trova applicazione la foglia oro? “Ormai l’utilizzo della foglia oro è stato esteso a tutta la nostra produzione – ci conferma Gianluca Pacini. – Abbiamo iniziato con i fondali espandibili e le cornici dei quadri della linea Affresco. Poi siamo riusciti a trasferire la tecnica dell’affresco unita all'applicazione della foglia oro anche alle urne ed ai cofani, e subito dopo abbiamo deciso di impiegarla sul fondo di tutti i cofani per conferire alle nostre creazioni un tocco di vera raffinatezza anche nelle parti meno visibili creando così un’impronta distintiva che li rende subito riconoscibili ed unici." Ed ora ci parli delle grande novità in preparazione... “Certamente! Non mi sembra corretto rimandare la presentazione del nuovo concept da noi preparato per


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E per quanto riguarda nuovi soggetti di cofani e fondali? “La collezione Affresco non finisce mai di arricchirsi di nuove proposte. In sintonia con le richieste che ci giungono da più parti, abbiamo incrementato i soggetti con nuovi e più moderni motivi floreali sia per i fondali espandibili che per i cofani: per questi la proposta di punta è il cofano affresco tutte rose rosse, elegante e ricercato con una nota di romanticismo in più”. Ci congediamo da Gianluca Pacini con la promessa che presto ci farà vedere il set completo di accessori per camera ardente in foglia oro. Dunque Prima Bottega non si ferma e il rinvio di Tanexpo è solo un’occasione per perfezionare i nuovi prodotti ed inventare altri concept di sicuro impatto. 

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Tanexpo e quindi gliene parlo con piacere. Prima Bottega presenta i suoi arredi funebri davvero unici, puntando sempre sull’oro, come nel nostro stile. Si tratta di candelieri, portafiori, crocefissi, reggi bara e leggii. Grazie alla formulazione di un nuovo tipo di rivestimento su cui apporre la nostra speciale foglia oro abbiamo reso questi componenti superleggeri e indistruttibili, e quindi si possono trasportare comodamente senza timore di graffi o altri danni che potrebbero comprometterne l’estetica. Aggiungiamo novità a novità perché abbiamo declinato la foglia oro nelle tre diverse tonalità: oro giallo, oro bianco e oro rosso, le stesse che troviamo in gioielleria nella scelta di un oggetto prezioso per ottenere differenti effetti di luce e brillantezza”.

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Il mosaico di un’impresa vincente di ELISA FIORE

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Da agenzia funebre a centro servizi: il Girasole, da due anni diretto dal giovane imprenditore Tindaro Calderone, opera a livello nazionale in partnership con Vecotras.

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Aria d’innovazione il giovane imprenditore Tindaro Calderone ne ha respirata tanta, fin da quando ancora in fasce, scorrazzava inconsapevole, lungo la penisola a bordo delle auto guidate dal papà. Tra le braccia amorevoli della madre Patrizia e del padre Antonio Calderone OLTRE MAGAZINE

ha percorso migliaia di chilometri e la sua curiosità forse si è affinata guardando il mondo da quei finestrini. Da ottimo allievo ha capito fin da subito che a vent’anni, per imparare un mestiere, e diventare un vero imprenditore, bisognava fare “la gavetta”. 


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Tindaro Celderone

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Anche se ama ripetere che “tutto è iniziato per caso, un giorno a Roma”, si comprende che quel fatidico giorno Tindaro junior lo aspettava come un uccellino attende il primo giorno di primavera per spiccare il volo. Così quel giorno, senza resistenze, si è messo alla pari di chi lavorava in una normale agenzia funebre, ma con gli occhi di un giovane sognatore curioso e indomito, ha assorbito, elaborato e rilanciato la propria idea immergendosi in un settore tutt’altro che scontato.

Tindaro junior, 23 anni compiuti lo scorso 10 ottobre, seguendo le impronte di chi lo aveva preceduto, “ha immaginato un futuro più grande per l’impresa con cui stava collaborando” scorgendo “l’alto potenziale che questo genere di attività poteva generare”. L’agenzia funebre con cui collaborava – con succursali in tre province italiane – è stata trasformata, nel giro di pochissimi anni, in un Centro Servizi funebri a carattere nazionale.

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Un segmento d’impresa di quelli che, raramente, possono affascinare di colpo un ventenne. Ma se la stoffa dell’imprenditore ce l’hai nel sangue e nessuno te l’ha cucita addosso, ecco che tra le tessere del mosaico si possono comporre visioni. E la visione quasi sempre dà i suoi frutti, se strutturata e convincente. È stato così che, nel giro di tre anni, il fatturato dell’agenzia Il Girasole, con sede a Roma, ha documentato un considerevole incremento.

“In questo momento – spiega Tindaro Calderone – abbiamo relazioni con tutte le imprese che, a livello nazionale, operano nel mondo dei servizi funebri. A loro offriamo servizi a 360 gradi per tutto ciò che concerne lo svolgimento di una cerimonia funebre, ma al tempo stesso solleviamo le agenzie (piccole, medie e grandi) da molti problemi deri-

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 Lo showroom de Il Girasole vati dalle loro potenzialità d’impresa. La nostra offerta si caratterizza con una serie di servizi esclusivi che possiamo garantire per 365 giorni all’anno ventiquattro ore al giorno dal nord al sud del Paese. Quelle agenzie funebri che potrebbero avere delle limitazioni gestionali, ed operative, con il nostro ausilio possono ragionare senza alcuna costrizione. Diciamo che permettiamo alle piccole e medie imprese che esercitano in questo settore, di elevare i propri standard operativi, fornendo tutto quello che occorrerebbe loro per un solo funerale, così come per dieci cerimonie funebri che potrebbero svolgersi contemporaneamente. Questo consente alle singole agenzie di ampliare la platea dei servizi e, nel tempo, di

fidelizzare un segmento di clientela che diversamente non potrebbero gestire né raggiungere. In sintesi: garantiamo anche la crescita del fatturato di chi potrebbe avere delle limitazioni. È per questo che il nostro è un ‘centro servizi esclusivo’ e al contempo un ‘centro di distribuzione per le imprese funebri’ tra i più qualificati”. La forza e la peculiarità del centro servizi Il Girasole risiede nella scelta imprenditoriale tesa a fornire servizi innovativi e, grazie al partenariato con la società Vecotras, leader nel campo della progettazione e dell’allestimento di auto e carri funebri, il Girasole vanta il primato nazionale di una fornitura di autovetture funebri di altissimo prestigio. Una vasta


gamma che include anche modelli Maserati e Mercedes. “Il nostro potenziale è dunque illimitato – racconta Tindaro Junior – possiamo contare su mezzi di prestigio, affidabili e, finora, inimitabili, per design e prestazioni. Abbiamo una gamma che spazia dai vari segmenti classici della Mercedes Benz, ai modelli sportivi e coinvolgenti della italianissima Maserati. Solo per ciò che concerne il nostro parco auto. Ma ciò che ci contraddistingue e al contempo ci inorgoglisce, sono l’alta qualità e la garanzia dello svolgimento del servizio, che viene sempre eseguito secondo modalità individuate e richieste dalle agenzie che si avvalgono della nostra collaborazione a cui garantiamo prestazioni esclusive”. Il Girasole è infatti in grado di offrire numerose tipologie di servizio in tutte le regioni d’Italia tra cui il noleggio di auto funebri con o senza conducente, il trasporto feretri, i servizi di vallettaggio e vestizione, l’allestimento di camere ardenti e 

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 Uno scorcio del fornitissimo magazzino

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 La squadra del centro servizi Il Girasole al completo addobbi floreali, l’espletamento delle pratiche burocratiche e molto altro.

“Come il nostro parco auto ci consente di soddisfare ogni genere di esigenza fornendo anche autovetture green, allo stesso modo ci siamo impegnati a differenziare e ad implementare ogni tipo di prestazione, affinché ogni cliente possa scegliere la formula che ritiene più idonea. Perché vede – afferma Tindaro che non sembra davvero avere l’esperienza di un ragazzo di ventitré anni poiché mantiene la freschezza di chi non si pone limiti – mi piace l’avventura, e mi piace guardare oltre. Mi appassiona la precisione e per capire davvero come funzionava questo settore sentivo che dovevo comprendere a fondo cosa significasse questo mondo per me totalmente nuovo. Sono stato per tanto tempo in silenzio ad osservare, face-

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L’offerta innovativa, attraverso l’individuazione di partner d’eccellenza, è sicuramente la cartina tornasole di questa impresa che guarda al futuro con grande interesse. L’eccellenza nella ricerca della qualità non riguarda solo la tipologia degli autoveicoli adibiti a trasporto funebre, ma viene garantita per tutti i prodotti connessi ai servizi svolti.

vo quello che altri mi chiedevano di fare. Da quell’osservazione ho capito che mancavano dei pezzi del processo. Mi sono applicato, ho viaggiato, e ho visto come funzionava altrove, ho studiato, e adesso siamo arrivati a coprire le tessere mancanti con i nostri servizi. Nel 2019 abbiamo effettuato 3.000 servizi e per il 2020 puntiamo a raggiungere i 7.000, con la qualità e l'eleganza che ci contraddistingue”.   Dettaglio del parco auto


Dalle pire rituali al forno crematorio elettrico (II parte) a c u r a d i i l v i a g g i at o r e

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L’installazione del primo impianto di cremazione moderno in Nepal che ha cercato di conciliare antiche tradizioni con esigenze contemporanee.

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Il numero 2/2020 di Oltre Magazine ha ospitato la prima parte di un interessante lavoro a cura del professore Hans Hadders, dell'Università di Trondheim in Norvegia. Mentre lo scorso articolo ha riguardato in generale le tradizioni funeraOLTRE MAGAZINE

rie induiste, entriamo ora nel merito dell’installazione del primo forno crematorio elettrico in Nepal, un Paese di quasi 30 milioni d'abitanti, di cui 1,5 a Kathmandu città e 3 nel territorio metropolitano, che regista un tasso di mortalità del 6,7‰. 

Foto di Yurataranik - Dreamstime

Foto di Yurataranik - Dreamstime

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Il complesso sacro di Pashupati

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Inaugurato a Kathmandu il 24 Gennaio 2016, rappresenta un fatto epocale per una regione dove le tradizioni sono fortemente radicate. Sulla scia di questo, ora un altro è in costruzione nel Distretto di Chitwan mentre un terzo è previsto a Pokhara. In India invece sono già attivi numerosi crematori moderni. L’impianto si trova a 5 km. dal centro della capitale, nel sito di Pashupati, luogo santo (dham) dell’Induismo che ospita, su una superficie di circa 264 ettari, 235 templi di età e stili diversi tra i quali si erge quello, veneratissimo, di Pashupatinath, divinità tutelare del Paese, posto sulla riva occidentale del fiume Bagmati, affluente molto più a valle, del Gange. Fu costruito nel XVII secolo ed ogni Indù aspira a visitarlo durante la sua vita. È storicamente accertato che il tempio e l'area circostante sono meta di pellegrinaggi sin dal Sedicesimo secolo e che la zona a sud

del tempio è da sempre considerata sommamente propizia alla cremazione. Morire lì è altamente auspicabile come accade in India a Benares (Varanasi) sul Gange, dove vengono portati migliaia di moribondi da ogni luogo. Un’esperienza unica che molti anni orsono abbiamo personalmente vissuto.

L’istituzione del PADT Negli anni '70 del secolo scorso nacque il PADT (Pashupati Area Developement Trust - Ente per lo Sviluppo dell'Area di Pashupati) per iniziativa di politici e uomini d'affari che preoccupati per l'autenticità, l'aspetto e la dignità del sito, proposero al Governo di Sua Maestà (all'epoca era un Regno Indù, mentre dal 2008, dopo una guerriglia maoista, si è trasformato in Repubblica Democratica Federale) un progetto volto alla sua salvaguardia e al suo miglioramento. Nel 1979 l'UNESCO iscrisse il sito

nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità assieme a sei altre località della valle di Kathmandu. Poco dopo il Re Birendra Bir Bikram Shah Dev, che aveva studiato ad Eton ed a Harvard, annunciò varie misure chiedendo la redazione di un piano di sviluppo. Gli obiettivi principali del PADT, che nel 1987 divenne autonomo, erano: 1. la pianificazione della salvaguardia e dello sviluppo dell'area in conformità agli ideali, alla gloria ed all'importanza del dio Pashupati; 2.la protezione ed il mantenimento di prati, templi, aree funerarie, pire, corsi d'acqua, etc; 3. l 'adozione di ogni misura volta ad evitare le contaminazioni ed a proteggere l'ambiente. Oggi Il PADT fornisce i servizi per la cremazione, mentre altre istituzioni si occupano dei vari aspetti pratici. Il Ghat Seva Kendra è l'unità 

 Il crematorio elettrico di Kathmandu; alla base delle scale i vestiti del defunto abbandonati per indossare la veste

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rituale (Foto di Hans Hadders)

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Calabria, MOSE di Venezia...), arrivando così all’inaugurazione il 24 Gennaio 2016.

Caratteristiche del crematorio

"circa il 40% delle cremazioni totali nei primi 10 mesi di attività"  Uno dei due forni che fanno parte dell'impianto crematorio

(Foto di Hans Hadders)

operativa del Bhasmeshvar Ghat, il sito di cremazione principale aperto h24. Prima del funerale il corpo viene registrato e tassato con 200 rupie nepalesi (1,56 euro). Il Kriyaputri Sewa Subidha Kendra gestisce invece gli alloggi per i familiari (attualmente sono disponibili 42 camere, 12 toilette, 3 bagni e numerosi rubinetti in pietra per le abluzioni). Inoltre il PADT controlla, a fini promozionali ed informativi, un sito internet inaugurato il 19 maggio 2003.

Fu subito chiaro che il punto fondamentale del piano di sviluppo risiedeva nella creazione di un forno crematorio. Il primo progetto fu concepito dal Lions Club di Pashupatinath. Il PADT ed il Kathmandu Metropolitan City Office (KMCO) condussero un'inchiesta tra 5.000 partecipanti che ottenne una risposta favorevole per il 93% (!). Il KMCO iniziò così la realizzazione dell’impianto con un forno giunto da Bombay, ma il tentativo fallì o perché non si riuscì mai a farlo funzionare correttamente o, come altri sostengono, per l'opposizione frontale dei religiosi locali. Rimane il fatto che da allora arrugginisce in un magazzino

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Dall’idea iniziale all’inaugurazione

diroccato senza avere mai operato! Uno studio del 1998 attesta che nel 1997 a Pashupati vi sono state circa 4500 cremazioni su pira all'aperto. Una media di 12 al giorno, ciascuna richiedendo circa 300 kg. di legname. Si precisa anche che dai 460.300 kg. di legna bruciati nel periodo 1988/89 si era passati a 1.379. 200 kg. nel 1997/98. Da qui l'osservazione che in assenza di una alternativa il sito sarebbe stato sempre più inquinato e le riserve forestali sottoposte ad uno sfruttamento crescente. L'installazione d'un inceneritore divenne quindi fortemente auspicata. Nel 2009 il PADT si incarica direttamente del progetto e soltanto il 10 marzo 2011, 25 anni dopo la prima idea di creare un crematorio, la gara si chiude e tra le quindici offerte viene scelta quella della Indomen Engineering Service di Calcutta. Il 13 maggio ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra ma la gara per la costruzione dell'edificio non era ancora chiusa e, tra ostacoli e ritardi, i due primi test di cremazione furono eseguiti solo il 5 settembre 2015 con cinque anni di ritardo sui tempi previsti, esattamente come succede in Italia (autostrada Salerno-Reggio

Equipaggiato con due forni, che all'inizio lavoravano alternativamente per perfezionare la messa a punto, il crematorio è strutturato per accoglierne anche un terzo. Con 22 dipendenti è sempre attivo e funziona sulla base "primo arrivato, primo servito” e, grazie ad un evidente progresso di democratizzazione, è aperto ad ogni confessione. Il costo di 110 milioni di rupie (circa 900.000 euro) è stato finanziato principalmente dal governo nepalese. Un accordo con l'Ente Elettrico nazionale garantisce la fornitura di energia costante in un Paese dalle frequenti interruzioni di corrente. La camera mortuaria dispone di una  La preparazione dell’involucro

contenente ossa e ceneri da affidare alle acque del fiume (Foto di Hans Hadders)


Le cerimonie al crematorio È chiaro che sussistono difficoltà per compiere i riti tradizionali, ma già dal primo abbozzo del crematorio il PADT aveva pensato a come conciliare sentimenti religiosi, valori tradizionali e bisogni degli Indù, coinvolgendone i maggiorenti e uno di loro, Bidour Poudal, vice Cancelliere dell’Università Sanscrita del Nepal e consulente del PADT, sagacemente sottolineò: “Abbiamo creato un largo comitato di studiosi, esperti religiosi e pandit (saggi). La Religione e la Scienza non dovrebbero andare in direzioni separate. Dobbiamo adattare i nostri rituali e costumi al progresso tecnologico". Le famiglie giungono sul sito con il defunto direttamente da casa o dall'ospedale (caso sempre più frequente anche se minoritario). È obbligatorio presentare un certificato di morte. Se il decesso è avvenuto in ospedale viene fatto da un medico, altrimenti dal “Comitato per lo Sviluppo del Villaggio” o dal Municipio. Espletate le formalità e fatti gli acquisti necessari al negozio del PADT, si procede ai rituali preliminari, ponendo la salma sul ghat, la gradinata che scende al fiume. Qui i parenti raccolgono l'acqua e la versano sulla bocca dello scomparso eseguendo le altre pratiche rituali all'interno del crematorio. All'esterno dell’impianto vi sono delle piattaforme dove i dolenti pongono la barella col loro caro in attesa del proprio turno. Il corpo viene quindi portato nella zona più interna del

crematorio, tra pareti di vetro, e posto sulla pedana dell'elevatore meccanico di fronte al forno. Girare attorno al forno, come si fa con le pire, non è possibile mancando lo spazio nella sua parte posteriore. A questo punto i parenti talvolta versano sul corpo una polvere rossa di buon auspicio nonché delle palline di canfora e mentre si recitano le preghiere finali, viene bruciato l'incenso. Immediatamente prima dell'introduzione nella fornace il “dolente principale” gira per tre volte attorno alla salma con un tizzone in mano posandolo poi sulla bocca del defunto che viene quindi rapidamente introdotto nel forno. Nel crematorio elettrico non è possibile praticare il Kapal Kriya (l'esplosione del cranio). Tuttavia è un fenomeno che spesso si produce da solo per il calore permettendo così quella che viene considerata la liberazione dell'anima. Alcuni crematori in India sono provvisti di una porticina che consente di introdurre nel forno una barra di metallo per assicurare l’esplosione del cranio, come da tradizione.

Come è stato accolto Concludendo il suo lavoro, Hans Hadders osserva come la riluttanza degli Indù dell'Asia del Sud ad accettare la cremazione moderna sia dovuta al timore di venire limitati nell'esecuzione delle pratiche tradizionali con la conseguente difficoltà a reintegrare, cosa imprescindibile, i cinque elementi (acqua, fuoco, aria, terra ed etere). Altre obiezioni sono legate agli obblighi sociali. Il legno conserva un forte valore simbolico e per quanto riguarda la cremazione è parte di un codice sociale, tant'è che risparmiare sul legno per la pira è considerato di pessimo auspicio e rischia di compromettere un passaggio sicuro nella vita dell'aldilà.  OLTRE MAGAZINE

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Il complesso si articola in una grande sala comune per l’accoglienza dei dolenti, provvista di tutto il necessario per le cerimonie, e di un edificio principale a due piani riservato ai forni. Luminoso (soffitto alto, pareti bianche, grandi finestre, vetrate interne), si discosta dai modelli meramente funzionali e dall'aspetto cupo propri di molti dei nuovi crematori dell’Asia del Sud.

Gli edifici sono ornati con simboli di buon auspicio e manufatti artistici, come una fontana con il "linga" (oggetto di aspetto fallico) di Pashupati. Simboli beneauguranti sono dipinti anche sul frontale delle fornaci e le porte lignee presentano sofisticati intagli con raffigurazioni induiste propiziatrici; quella principale raffigura Agni, il dio del fuoco.

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cella frigorifera di 30 posti per conservare i corpi in attesa dell'arrivo di tutti i parenti. Il tempo di cremazione è di 45-55 minuti (rispetto alle 3-5 ore nell'incinerazione tradizionale). Il costo è di 4.000 rupie (più o meno 32 euro) a fronte delle 12.000 (circa 95 euro) della pira. Nei primi dieci mesi di attività, nel forno elettrico sono state effettuate circa il 40% delle cremazioni totali che hanno luogo a Pashupati. È attivo un servizio di raccolta delle cornee, iniziato dalla Banca Nazionale dell'Occhio già dal 1994 per il metodo tradizionale. Nel periodo indicato ne sono state donate 220.

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Le ragioni abitualmente avanzate dagli Indù in favore della cremazione tradizionale risiedono anche nella convinzione che essa garantisce la liberazione dell'anima dal corpo e la rimozione delle impurità per assicurare una buona rinascita prestando attenzione ai doveri religiosi e sociali (rispetto filiale, doveri verso gli antenati...). Inoltre la presenza degli spiriti ed il timore di fantasmi maligni rappresentano un motivo ulteriore per intraprendere rituali secondo le richieste della comunità e degli esperti funerari, ritenendo che il benessere e la prosperità della famiglia dipendano in buona parte dalla benedizione dei Manes (nella mitologia romana: le anime, deificate e protettrici, degli antenati defunti). Tuttavia nelle aree urbanizzate la prospettiva cambia. I decessi avvengono sempre più spesso in ospedale e l'intervento di professionisti al passo con i tempi ha modificato la mentalità nel senso di una maggio-

re aderenza ai principi di mercato piuttosto che alla percezione della purezza, della contaminazione e della divisione gerarchica basata sul sistema delle caste. Qui molte sono le richieste di alternative alla cremazione tradizionale. Albertina Nugteren, studiosa di cultura induista all'Università di Tilburg nei Paesi Bassi, le divide in due categorie: quelli che auspicano una procedura semplificata, accessibile e più individualizzata sulla scia dell'urbanizzazione e della modernizzazione, mentre altri sarebbero spinti da motivazioni ecologiste. La prima categoria, tipica delle zone urbanizzate e della diaspora (ossia dei gruppi che risiedono fuori della terra di origine) è espressione del mutamento della visione del mondo, delle credenze, dell'organizzazione sociale e dello stile di vita, mentre l'altra si basa su elementi ambientali in generale o su richieste specifiche volte a proteggere i fiumi sacri Gange e Bagmati. Spesso i moderni crematori non

godono di buona reputazione in Asia del Sud: cattiva gestione, mancanza di energia, corruzione, scarsità di fondi e di volontà politica, malfunzionamento… In certi casi tali inefficienze sono attribuibili all'azione di gruppi di interesse del legno che si sospetta possono aver agito sugli operatori per sabotare gli impianti. C’è anche da rilevare il timore dei cerimonieri rituali e di certi imprenditori di vedere compromesso il loro tenore di vita. Non solo, i moderni crematori sono spesso evitati anche perché associati alle caste inferiori, ai mendicanti, ai criminali ed ai morti anonimi. Tuttavia, il fatto che, come Hans Hadders precisa, questa promiscuità venga sempre più accettata e praticata è un segnale forte di una progressiva democratizzazione di quei Paesi. Anche se rimane ancora tanto da fare.... La pubblicazione è consultabile integralmente sul sito: http://ntnu-no. academia.edu/Hans Hadders 

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 La consegna delle ceneri da parte del sacerdote indù alla famiglia (Foto di Hans Hadders)

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NEWS AZIENDE

Contagiamoci solo di novità di STEFANO MONTEGUTI

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Come tutti i protagonisti di Tanexpo 2020, anche l'architetto Giancarlo Tormene, titolare della T.G. Italiarreda non vedeva l’ora di esporre le novità realizzate per l’occasione.

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É l’augurio che T.G. Italiarreda rivolge a tutti gli operatori a cui ha il piacere di presentare alcune delle innumerevoli e raffinate novità 2020.

Leader nel design con oltre venticinque anni di esperienza nell’arredo specificatamente ideato per il settore funerario, l’azienda padovana non

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rinuncia in ogni caso a presentare alcune novità facendolo attraverso le pagine della nostra rivista. “In un momento così peculiare, dove tutto sembra essersi paralizzato – ci spiega Giancarlo Tormene – non intendo rimanere fermo e ringrazio la rivista Oltre Magazine per darmi l’opportunità di anticipare alcune 


Una delle due sale del commiato dell'Impresa Biasci arredata con le soluzioni di T.G. Italiarreda OLTRE MAGAZINE

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Valerio Biasci

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delle tante nuove proposte 2020. Lo devo in primis alla mia squadra che in questi mesi si è prodigata per studiare e realizzare idee innovative e poi ai tanti clienti che attendevano con impazienza l’appuntamento di Bologna”.

 Alcuni dettagli degli arredi in plexiglass fogliare

O.F. Biasci (PI)

“All’inizio davo saltuariamente una mano a mio padre – ci racconta il signor Biasci - che aveva una falegnameria artigianale di produzione cofani. Entrando a contatto con questo mondo sono stato stimolato dalla possibilità di uscire dalle logiche commerciali per rendere invece un servizio alla collettività. Nel 1994 ho così deciso di convertire la falegnameria in impresa di onoranze funebri. Oggi siamo una piccola ma importante realtà del territorio, disponiamo di tre sedi (a Casciana e

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Prodotti originali che vogliamo mostrare, più che spiegare. Niente di meglio che vederli collocati in una struttura già operativa. Siamo a Lorenzana un piccolo paese della Toscana in provincia di Pisa dove l’imprenditore Valerio Biasci, un passato da commercialista, ha deciso di abbandonare i libri contabili per dedicarsi completamente a questo settore.

a Collesalvetti, oltre a quella di Lorenzana), in modo da essere più vicino alle famiglie, siamo dotati di 3 autofunebri e ci occupiamo di circa 180/190 servizi all’anno.” Signor Biasci, come è venuto a conoscenza di T.G. Italiarreda? “È stato ad una scorsa edizione di  Particolare della sala espositiva

Tanexpo, comunque ne conoscevo già la fama anche per altre realizzazioni effettuate in Toscana. Sono stato immediatamente colpito dalla varietà e soprattutto dall’originalità degli articoli in mostra. Così quando qualche mese fa ho deciso di rinnovare la sede storica di Lorenzana, dove ho realizzato anche due sale del commiato, non ho esitato a contattare l'architetto Tormene. Ho voluto puntare su degli ambienti moderni, puliti, accoglienti. Nulla che potesse 


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NEWS AZIENDE

essere collegato all’idea del lutto, ma piuttosto alla serenità, e le proposte di T.G. Italiarreda facevano al caso mio”. Tutti i locali sono stati arredati con le soluzioni dell’azienda veneta. Protagonisti assoluti sono i mobili in plexiglass stratificato fogliare declinati in vari elementi (tavoli, sedie, fondali, appendiabiti…) Caratteristica peculiare sono gli inserti fogliari proposti in diversi temi (fili d’erba, felci, foglie e ora anche fiori), Si tratta di soggetti veri “stabilizzati”, che hanno cioè subito un processo che garantisce la loro inalterabilità nel tempo. Eleganti nelle loro forme slanciate dal sapore minimalista anche i supporti per candele, fiori ed elementi sacri, dotati di luce a led, completati da reggibara abbinati. Con questa realizzazione T.G. Italiarreda ha scritto una nuova pagina di eleganza.

Gli arredi in plexiglass sono una delle ultime realizzazioni di T.G. Italiarreda. Ma le novità sono tante e molto varie. Presentarle tutte in poche righe sarebbe un’opera impossibile, per questo ci limitiamo ad alcuni significativi articoli. La nostra attenzione è stata così attratta dai tappeti, un vero tocco di classe, capaci di imprimere

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Tappeti d’autore

una nota di colore e di originalità alle camere ardenti oltre che ai locali dell’impresa. Sono realizzati con l’uso della più recente tecnologia di stampa che garantisce un prodotto di alta qualità dai colori brillanti e durevoli nel tempo. La scelta di soggetti e di

stili è molto ampia con una predilezione di scene naturalistiche che sottolineano l’importanza della tutela dell’ambiente e al contempo riescono a trasmettere sensazioni rassicuranti. Non mancano comunque motivi tradizionali e pattern astratti, con possibilità di personalizzazione a seconda delle richieste del cliente. Inconsueti anche i formati che prediligono proposte rotonde e ovali. Ancora una volta T.G. Italiarreda con l’incessante ricerca nel campo del design conferma il suo impegno nell’affiancare gli Impresari nel processo di valorizzazione della propria attività ed innalzare gli standard qualitativi di questo settore. 


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IN MEMORIA

L’ addio a Mirella Freni DI RAFFAELLA SEGANTIN

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Ha calcato i palcoscenici per mezzo secolo incantando con le sue esibizioni cultori e appassionati d’opera in tutto il mondo. L’interprete di Mimì, il popolare personaggio de La bohème, ci ha ora lasciato per sempre. La città di Modena ha recentemente pianto la scomparsa di una illustre cittadina. Stiamo parlando di Mirella Freni, soprano di fama mondiale che si è spenta all’ombra della Ghirlandina il 9 febbraio scorso, pochi giorni prima del suo ottantacinquesimo compleanno, dopo una lunga malattia.

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Fin dalla nascita, il 27 febbraio 1935, il destino di Mirella Freni sembrava segnato. C’era infatti mancato veramente poco perché venisse al mondo nel Teatro Comunale in quanto sua mamma non intese rinunciare ad uno spettacolo, nonostante il lieto evento fosse oramai imminente 


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L'omaggio della cittadinanza al Teatro Comunale di Modena

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(partorì non appena arrivata a casa!). E poi, un’altra curiosa coincidenza: aveva condiviso la stessa balia con il grande Luciano Pavarotti, che amava scherzosamente definire “il mio fratello di latte”. Fin da bambina aveva amato la musica e preso lezioni di canto, tanto che all’età di 10 anni ottenne il suo primo riconoscimento vincendo un concorso che le valse l’appellativo di enfant prodige. Il suo debutto, dopo anni di studio sotto la guida di grandi maestri, avvenne nel 1955, a 19 anni, nel Teatro Comunale di Modena dove interpretò il ruolo di Micaela nella Carmen di Bizet. Un esordio fortunato che la portò a scegliere il nome di Micaela per la propria figlia, nata l’anno successivo dall’unione con il maestro Leone Magiera, suo preparatore musicale per oltre venticinque anni. Dopo un’interruzione di qualche anno dovuta alla maternità, la sua carriera riprese senza esitazioni e nel 1962 fece il suo ingresso alla Scala di Milano con una parte nell’opera Falstaff di Giuseppe Verdi. La sua consacrazione al teatro scaligero avvenne però l’anno dopo quando interpretò Mimì nella celebre edizione de La bohème diretta dal maestro Herbert von Karajan, di cui divenne una delle sue cantanti prefe-

 Mirella Freni rite. Nello stesso anno debuttò anche a Vienna, ancora come Mimì, che diventò il suo personaggio prediletto. Da quel momento in poi si esibì in tutti i più grandi teatri del mondo, senza mai dimenticare quello della sua Modena. Grazie allo studio costante, sia della

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Foto Fiocchi

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 La figlia Micaela Magiera con i conoscenti più stretti nella Casa Funeraria Terracielo

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tecnica vocale che dell'interpretazione scenica, il suo percorso artistico fu sempre in continua evoluzione. Dopo i ruoli di genere sentimentale e poetico-giocoso, negli anni 70 cominciò ad affrontare personaggi che richiedevano una vocalità più intensa, in particolare quelli dell'universo verdiano, come Desdemona in Otello, Elisabetta in Don Carlo, Amelia in Simon Boccanegra fino ad Aida. Gli anni 90 segnarono quella che possiamo definire la terza fase della sua carriera dedicandosi alle opere russe, come la trilogia di Ciajkovskij. L’ultima opera di cui è stata protagonista risale al 2005, a Washington. Nello stesso anno il Metropolitan di New York, in occasione del quarantesimo anniversario dell'esordio in quel teatro, le dedicò la speciale serata "Mirella Freni Gala Anniversary Concert", la sua ultima apparizione pubblica. 


Una struttura accogliente e innovativa perchĂŠ tutto sia semplice in un momento difficile. Gianni Gibellini Fondatore di Terracielo FH

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Non solo la comunità modenese è stata scossa dalla notizia della sua morte, ma è stato l’intero mondo della lirica a subire un grande lutto. Per lei sono giunti a renderle omaggio amici e personaggi, più o meno noti, da ogni parte del mondo. “É la dimostrazione che mia madre qualcosa di bello lo ha fatto - ha affermato la figlia Michela Magiera in una intervista rilasciata al quotidiano Il Resto del Carlino - Non era così scontato, in quanto era da un anno che non usciva, ma evidentemente la sua carriera è rimasta nel cuore di tanti (…) Intorno sentiamo un affetto incredibile".

Le esequie sono state celebrate dal vescovo Erio Castellucci nella cattedrale di Modena alla presenza delle autorità cittadine e di migliaia di persone. Una cerimonia toccante scandita dalle musiche di Mozart, Bach, Schubert e Perosi per lo più interpretate dai numerosi ex allievi di Mimì, come veniva spesso affettuosamente chiamata per il suo attaccamento al celebre personaggio

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Il funerale è stato curato dall’impresa Gianni Gibellini - Terracielo Modena che ha accolto la salma dell’artista nella casa funeraria Terracielo per il saluto dei parenti e degli amici più intimi, prima che il feretro fosse trasferito nel foyer del Teatro Comunale, il luogo che più ha amato, per l’ultimo saluto da parte di conoscenti, degli estimatori del bel canto e di tanti cittadini comuni.

 L'uscita del feretro dalla Cattedrale di Modena pucciniano. Presente anche la Corale Rossini che ha eseguito il Requiem di Puccini e altre musiche sacre per terminare con l’Ave Maria di Schubert. “È stato un onore me e per tutta la mia squadra accompagnare Mirella Freni nel ultimo viaggio – afferma Gianni Gibellini, ancora visibilmente emozionato. – Durante la permanenza nella Casa Funeraria Terracielo le abbiamo riservato una delle nostre sale più belle, mentre i monitor trasmettevano immagini e filmati dei momenti salienti della sua incredibile carriera. Questo funerale ci ha fatto rivivere sensazioni provate durante l’addio a Luciano Pavarotti, quando, come ora, era palpabile lo stupore, l’affetto e il calore di un’intera comunità”.   Un momento della cerimonia funebre

Foto Gino Esposito - Ag. Alpha

Mirella Freni, pur avendo calcato i palcoscenici più famosi del mondo misurandosi con le massime personalità della musica colta, non ha mai ceduto ad atteggiamenti di divismo, rimanendo sempre fedele a se stessa e dedicando parte della sua vita all’insegnamento per trasmettere ai giovani talenti il prezioso bagaglio di conoscenze acquisite in tanti anni di studio e di esperienza.

Foto Gino Esposito - Ag. Alpha

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Foto di Rafael Ben Ari - Dreamstime

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Il tempo reale e il tempo del sogno di miranda nera

Questi popoli, proprio come quelli della Nuova Zelanda e della Nuova Guinea che abbiamo trattato nello scorso numero di Oltre Magazine,

sono rimasti isolati per molto tempo da un punto di vista geografico e di conseguenza si sono evoluti lentamente seguendo il ritmo della natura e tutelandosi dalle contaminazioni non sempre positive dei coloni olandesi ed inglesi. Nonostante ogni tribù abbia una  OLTRE MAGAZINE

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L’Australia è un continente vastissimo in cui gli Aborigeni con le loro diverse etnie hanno costituito un insieme variegato di miti e tradizioni.

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Alla scoperta degli Aborigeni d’Australia, detentori della cultura più antica del pianeta caratterizzata dalla sacralità della natura e dalla consapevolezza di esserne parte integrante.

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con il cosmo. Il sistema della ritualità, è scandito dai ritmi della natura, dal susseguirsi delle stagioni e soprattutto dal passaggio del tempo dal giorno alla notte; gli Aborigeni di Australia, infatti, si definiscono creature del mondo dei sogni, perché secondo il pensiero comune il mondo in cui vivono non è altro che la rappresentazione di un grande sogno, scaturito dal dio primigenio, alle origini del tempo.

La disciplina di ogni tribù, nonostante le diversità culturali, è sempre stata caratterizzata da due concetti: non prendere di più rispetto a quello che può essere consumato, e non distruggere mai quello che non può essere riprodotto. Gli aborigeni all'interno della loro società hanno sempre avuto il compito di prendersi cura della terra, della propria collettività e di presenziare le cerimonie attraverso le quali viene ulteriormente sancita la loro forte connessione

Prima di parlare del mondo onirico degli Aborigeni è importante definire il loro complesso insieme di credenze legato al Totem, un’entità con un alto significato e con cui gli uomini avevano un profondo legame spirituale, quasi di parentela. Ogni tribù aveva un Totem di riferimento identificato da un animale sacro o da una creatura metafisica. I Totem raffigurano gli spiriti degli antenati che continuano a manifestarsi sulla terra sotto forma di animale e che con il

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propria consuetudine legata al rito, l’elemento che le ha sempre accumunate è quello relativo alla visione dell’universo e degli individui in relazione ad esso. Secondo il pensiero aborigeno ogni uomo ed ogni donna appartenente alla tribù fa parte di una grande famiglia a cui appartengono, oltre ai membri stessi della comunità, anche gli animali, le piante e qualsiasi altro elemento naturale. Questo legame imprescindibile dà vita alla visione secondo cui tutto ciò che vive è famiglia.

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 Un suonatore di didgeridoo

L’importanza del totem

loro vagare hanno dato vita a tutto ciò che è visibile, come montagne, corsi d’acqua, rocce e foreste. Il totemismo può essere considerato un’istituzione poiché si tratta di un sistema che racchiude una serie di regole che definiscono sia i com-


dibile rapporto con la natura. É un modo unico di concepire la vita dell’uomo e delle creature viventi e allo stesso tempo si connota come uno strumento di conoscenza con una importante funzione sociale. Il rapporto degli Aborigeni con gli animali totemici era molto profondo e diventava ancora più forte in momenti particolari come quelli legati ai riti di passaggio ed alla ritualità legata alla morte. Per quanto riguardava la sfera della morte e del lutto, l’aldilà non era concepito come il luogo fisico del “dopo la vita” ma come “luogo del sogno”.

Il tempo del sogno Il totemismo ha stretti legami con la mitologia del Tempo del Sogno, l'epoca antecedente alla formazione del mondo, elemento comune e unificante delle numerose e diverse tradizioni culturali aborigene. Il Tempo del Sogno mantiene un confine molto labile con il mondo reale, potremo definirlo una sorta di

La visione della morte Determinante punto di contatto tra la dimensione del sogno e quella reale è incarnato dallo sciamano, colui che riusciva ad entrare in relazione con il mondo dei sogni attraverso il sogno lucido con il quale poteva contattare le anime degli Avi o sviluppare nuovi poteri sconosciuti alla tribù, durante uno stato di trance. L’aldilà quindi faceva parte dello spazio del sogno, perché attraverso questo le anime potevano lasciare il corpo e percorrere viaggi spirituali proprio come avveniva dopo la morte. La pratica del sogno lucido rientrava nella sfera della magia, ogni membro della tribù conosceva le pratiche magiche ma solo lo sciamano era autorizzato ad esercitarle nell’ambito della ritualità.  OLTRE MAGAZINE

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portamenti del singolo individuo all’interno della propria comunità (come ad esempio il divieto di praticare rapporti sessuali tra i membri del medesimo gruppo totemico) sia le relazioni che intercorrono tra le varie tribù ed, infine, l’imprescin-

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Ayers Rock (Uluru) luogo sacro per gli Aborigeni d'Australia 

dimensione accessibile ai soli aborigeni attraverso il sogno, strumento fondamentale per comunicare con gli spiriti e per comprendere le dinamiche che regolano la vita e la natura. Secondo la leggenda, la porta di accesso allo spazio del sogno è rappresentata dalla fessura situata sulla una roccia di Uluru (ribattezzata dagli inglesi Ayers Rock) nel parco nazionale Uluru-Kata Tjuta. Si tratta di un enorme monolite che sorge quasi misteriosamente in una zona pianeggiate costituito da arenaria rossa che cambia di tonalità (dall'ocra, all'oro, al bronzo, al viola) a seconda dell'ora del giorno e della stagione. Mentre esteriormente presenta una superficie liscia, l’interno, che si estende in larga parte anche nel sottosuolo, è invece ricco di sorgenti, pozze, caverne e particolari fenomeni erosivi. Non stupisce che un fenomeno naturale così particolare si sia caricato di valenze simboliche e il punto di accesso per addentrarsi nel monolite per gli Aborigeni segna il confine tra il mondo degli uomini ed il mondo dei sogni.

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Foto di Martingraf - Dreamstime

Dopo la morte l’anima del defunto per rientrare nel ciclo eterno della vita doveva essere accompagnata dallo sciamano. Subito dopo l’accertato decesso avveniva una cerimonia funebre molto sentita dalla comunità in cui la salma veniva adagiata su un letto precedentemente purificato con il fumo di foglie bruciate. È interessante notare come gli stessi arbusti venivamo bruciati per le donne della tribù durante il momento del parto. Questo particolare esprime ancora di più la forte connessione tra la vita e la morte e l’idea secondo la quale il decesso non era altro che il momento di passaggio da uno stadio all’altro e non la fine inevitabile della vita. Ogni defunto prima di incominciare il proprio viaggio verso il regno del sogno oltre ad essere purificato era dotato di armi che gli permettevano

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 Arte aborigena raffigurante disegni totemici. di procurarsi cibo per il sostentamento nel regno degli Avi. Il momento del lutto rappresentava un lasso di tempo nel quale tutta la comunità era riunita nei canti e nelle danze ed attraverso il suono del didgeridoo (un antico strumento a fiato) l’anima veniva accompagnata verso il nuovo stadio di esistenza. L’idillio di una terra incontaminata e di una comunità in profonda relazione con la natura è stato infranto dalla politica di sterminio e dallo sfruttamento economico dettati dai coloni. Il tempo del sogno è diventato quasi un incubo e oggi purtroppo gli Aborigeni con la loro affascinante cultura, costituiscono soltanto una piccola minoranza della popolazione australiana, spesso relegata ai margini della società. Un vero peccato perché la perdita di un patrimonio culturale così peculiare è inevitabile,

anche in considerazione del fatto che la trasmissione dei saperi è sempre avvenuta in via orale ed alcuni di questi racconti, quelli ritenuti più importanti, sono rivelati solo a gruppi ristretti della tribù di appartenenza o solo a particolari individui, limitandone molto la diffusione. La colonizzazione, derubando le loro terre e per un certo periodo sottraendo i loro figli, ha scosso profondamente l’identità di questo popolo incapace di adattarsi ad uno stile di vita che non gli appartiene. Ogni membro di queste comunità spera così di trovare la pace tornando nel tempo del sogno, proprio come recita un vecchio proverbio aborigeno:“Siamo tutti visitatori di questo tempo, di questo luogo. Lo stiamo solo attraversando. Il nostro scopo è osservare, imparare, crescere, amare, per poi tornare a casa”. 


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Sigilllo d’Amore Spallata con maniglie e croce in foglia oro

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SCRIGNO DEL CUORE

Preghiera Ave Maria - Naturale spallata | sullo sfondo: Fondale Espandibile Affresco: Angeli 205


PREGHIERA

Preghiera Padre Nostro - Noce Medio

Preghiera™ ha un concept semplice e innovativo: un anello intorno al cofano o all’urna dove è riportata una preghiera o un pensiero di commiato. Il testo è impreziosito da uno sfondo in foglia oro e protetto da una teca in plexiglass originale. Disponibile nelle tonalità: Naturale, Miele, Noce e Noce Medio. È possibile ordinare qualsiasi preghiera: • Ave Maria, Padre Nostro, Eterno Riposo, Preghiera dell’Alpino, etc... • un pensiero dedicato (esempio: Mamma, Papà, Amore) ovvero qualsiasi testo su ordinazione. 13


PREGHIERA

Preghiera - Eterno Riposo Miele con croce in foglia oro

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PREGHIERA

Preghiera Ave Maria - Naturale

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Gardenia - Noce. Sullo sfondo: fondale Espandibile Affresco - Gardenia 205


AFFRESCO

Affresco, Ascensione di Gesù - Noce

La tecnica Affresco® coniugata a cofani e urne, nobilita gli stessi a veri e propri oggetti d’arte, grazie all’alta qualità di rappresentazione su un’autentica base muraria, una tecnica esclusiva brevettata e distribuita solo da Prima Bottega. Ogni prodotto è corredato da un raffinato quadro Affresco®, della linea editoriale Prima Bottega, concepito come ricordo da donare alla famiglia. Frutto di una ricerca accurata di materia, forma ed estetica, Affresco® è l’espressione di una sfaccetata creatività in bilico tra presente e passato, contemporaneo e antico, creando un gioco materico e di colore che ben si sposa con la linearità classica del legno. 17


AFFRESCO

Affresco - Gigli Miele

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AFFRESCO

Affresco - Gardenia Noce

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AFFRESCO

Affresco Rose - Noce

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AFFRESCO

Affresco - Vaso di fiori - Miele

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AFFRESCO

Affresco - Madonna del Giglio - Noce con croce in foglia oro

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AFFRESCO

Affresco Padre Pio - Noce con croce in foglia oro

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AFFRESCO

Affresco Incoronata Noce

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AFFRESCO

Affresco Immacolata con Angeli Noce

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AFFRESCO

Affresco - Giotto Vita di GesĂš Retta Noce con croce in foglia oro

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AFFRESCO

Nei dettagli si può osservare il particolare effetto della tecnica Affresco®. I cofani sono decorati con una tecnica che conferisce loro le stesse proprietà degli affreschi tradizionali. Come questi la decorazione è eseguita su vero intonaco dello spessore di 2 mm, con le stesse caratteristiche materiche di granulosità e consistenza, regalando un percorso tattile ed emozionale che rimanda a un tempo lontano. 27


CONDIVIDIAMO LE VOSTRE DEVOZIONI CALABRIA Madonna di Porto (GIMIGLIANO - CZ)

SARDEGNA San Gemiliano Sant’Antonio (SAN SPERATE - CA)

SICILIA Madonna Addolorata Sant’Angelo da Gerusalemme (LICATA - AG)

Madonna dei Miracoli (ALCAMO - TP)

realizziamo soggetti religiosi su richiesta

ORDINACI IL TUO SANTO PATRONO info: +39 327 16 54 742

+39 340 35 64 393 28

+39 393 84 04 854


CONDIVIDIAMO LE VOSTRE DEVOZIONI UMBRIA

ABRUZZO

Madonna di Foligno (FOLIGNO - PG)

Madonna della Libera (PRATOLA PELIGNA - AQ)

CAMPANIA Madonna della Speranza (BATTIPAGLIA - SA)

PUGLIA Madonna dell’Altomare (ANDRIA - BT)

realizziamo soggetti religiosi su richiesta

ORDINACI IL TUO SANTO PATRONO info: +39 327 16 54 742

+39 340 35 64 393 29

+39 393 84 04 854


TESORO

Tesoro Naturale croce e fascia in foglia oro

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TESORO

Tesoro Miele croce e fascia in foglia oro

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TESORO

Tesoro - Noce medio croce e fascia in foglia oro con maniglie

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ONORANZE ECCELLENTI E RICERCA

Tutti i Cofani Prima Bottega si distinguono per la finitura in foglia oro del fondo e dei piedini. Tutti i nostri prodotti vengono sottoposti a specifica igienizzazione prima della spedizione.

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ONORANZE ECCELLENTI E RICERCA

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ONORANZE ECCELLENTI E RICERCA

INSIEME PER UNA SCELTA D’AMORE - L’ULTIMO DONO È PER LA RICERCA, è una iniziativa con la quale le Onoranze che dispongono dei prodotti Prima Bottega contribuiscono al progresso scientifico per la salute delle future generazioni. Il patrocinio si esprime attraverso donazioni in favore di istituti in prima linea nella ricerca scientifica tramite la compilazione di un apposito Certificato di Garanzia a corredo di ogni prodotto Prima Bottega. La partecipazione all’iniziativa non carica le Onoranze di alcun costo supplementare: è Prima Bottega stessa a devolvere il contribuito all’ente indicato sul Certificato e a trasmettere alla famiglia la lettera di avvenuta donazione. Le Onoranze Eccellenti si distinguono nella Community www.onoranzeeccellenti.it tramite stelle di merito che misurano l’impegno dedicato alla campagna.

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Idee per il Vostro Prestigio

DIREZIONE COMMERCIALE SALES MANAGEMENT Prima Bottega Ebanisteria Italiana privilegia il rapporto diretto con il Cliente: amiamo ascoltare le sue esigenze, condividere obiettivi e strategie e realizzare soluzioni. Vi invitiamo a chiamarci: Francesca Colantoni 327 16 54 742 340 35 64 393 Simona Rondelli 393 84 04 854 Francesca Faedi 338 34 92 369 Maria Kristina 393 84 01 617 Ufficio Vendite 0862 76 15 79 0862 75 50 75 www.primabottega.it www.onoranzeeccellenti.it

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Oltre Magazine n. 3, marzo/aprile 2020  

Oltre Magazine n. 3, marzo/aprile 2020  

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