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AUTORIZZAZIONE SANITARIA ALL’ESERCIZIO N°168 DEL 12/12/2008 RIL DAL COMUNE DI LATINA DIRETTORE SANITARIO Dott. Antonio TRANQUILLI Specializzato in Patologia Generale, iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Latina dal 08/06/1979 con n° Ordine 1130

Idrocolon Terapia «Puliamo esternamente il nostro corpo per la nostra salute, dovremmo farlo anche internamente»

PRIMO CENTRO A LATINA Che cos’è? L’idrocolonterapia è la più moderna e sana applicazione di quelle pratiche, oggi quasi scomparse, che per secoli sono state associate al lavaggio intestinale, come i clisteri. Liberatasi dalle controindicazioni, imprecisioni e goffaggini dei sistemi più antichi, è finalmente innocua e rilassante. Perché il lavaggio intestinale. Oggi la maggior parte delle persone presenta un colon deformato e una stitichezza cronica causata da un’alimentazione innaturale. L’intestino crasso perde la sua forma normale e presenta sempre maggiori incrostazioni fino a che rimane solo una piccola apertura nel centro. Da rapporti di autopsie ospedaliere si nota che quasi tutte le persone presentano delle incrostazioni imputridite pari a circa 2-4 kg di peso, senza rendersene conto. Queste particelle accumulate possono avvelenare l’intero corpo, producono gas e flatulenza e possono estendere il perimetro del colon fino a 38 cm, il che porta inevitabilmente ad un indebolimento delle funzioni degli altri sistemi

organici. Le malattie, anche se non vengono collegate direttamente ai disturbi digestivi, sono la logica conseguenza. Programmare una serie di profilassi ha dei vantaggi sotto il punto di vista della qualità della vita e di prevenzione. INDICAZIONI CAMPI DI APPLICAZIONE La Colon-Idroterapia ha avuto effetti positivi nei seguenti quadri clinici locali: Stitichezza - Colite - Depressione Allergie - Emorroidi - Prostata - Mal di testa - Perdita della libido - Impotenza Cellulite - Rughe - Acne - Eccesso di peso. La terapia è inoltre efficace per la preparazione all’esame diagnostico del colon: Clistere di contrasto - Rettoscopia - Sigmoidescopia - Pulizia intestinale pre e post intervento chirurgico Come si svolge il trattamento Il paziente rimane disteso supino su un lettino. Attraverso un tubo di plastica l’acqua entra nell’intestino. Con il sistema chiuso di scarico, l’acqua con il contenuto intestinale sciolto

viene condotta fuori. Ulteriori misure come il massaggio addominale, la respirazione diaframmatica, il massaggio riflesso del piede, le tecniche di rilassamento autogene, favoriscono lo scioglimento e l’eliminazione degli accumuli fecali. Attraverso il sistema chiuso vengono evitati odori o contaminazioni. Per una completa guarigione di tutto il tratto del colon sono necessari circa 2-3 anni, con una serie consigliata di 20-30 lavaggi. Eliminando il deposito di feci si elimina anche il sintomo. L’effetto della terapia, con il diminuire dei sintomi e della manifestazione del malessere, è una crescente vitalità caratterizzata da una minore tendenza alle malattie in generale (rafforzamento del sistema immunitario), maggiore energia fisica, gioia di vivere ed equilibrio mentale, fino a raggiungere uno stato di salute stabile e duraturo. Come funziona Ben più raffinata di un antiquato clistere, l’Idrocolonterapia consta di quattro fasi fondamentali:

- Una fase Diagnostica, in cui si verificano le condizioni del soggetto e la sua patologia; - Una fase Preparatoria, dove si modifica la consistenza del contenuto intestinale e si risolvono i possibili ostacoli al trattamento; - Una fase di Lavaggio, momento centrale della terapia, con lo scopo di rimuovere tutto il materiale fecale, ripulendo il colon; - Un Post-Trattamento, in cui vengono effettuate le pratiche accessorie a perfezionamento del lavaggio, come la rieducazione intestinale o la ricolonizzazione aubiotica. La terapia è indolore e dopo i pazienti provano una condizione di benessere. La pressione al ventre scompare e il paziente riesce nuovamente a respirare; la sensazione di angoscia causata da un cattivo stato del diaframma e la pressione sanguigna troppo alta o troppo bassa migliorano già dopo un primo trattamento. L’Idrocolon Terapia è una delle migliori profilassi mai conosciuta per la prevenzione del tumore del colon.

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L’editoriale

La verità di Federlazio e il ricordo degli Anni 90 Imprese pontine spalle al muro. Serve ricominciare da zero di ALBERTO REGGIANI

Niente sarà più come prima. L’indagine Congiunturale della Federlazio pontina sul primo semestre 2013 riguardante la produzione delle imprese locali non lascia il campo ad operazioni nostalgia. Lo tsunami economico che si è abbattuto sulla provincia di Latina, così come nel resto d’Italia, presuppone solo una via d’uscita: una ricostruzione che ridisegni completamente le fondamenta del mercato produttivo e che abiuri il sistema collassato con l’avanzare della crisi. Non ha senso riedificare con gli stessi ingredienti ciò che è miseramente crollato. L’attuale disorientamento delle parti concertanti il superamento della storica recessione, consiste fondamentalmente nel non comprendere in quale punto dell’abisso ci si trovi, se è già stato toccato il fondo o se la parabola di affondamento è ancora in fase discendente. In poche parole, in pochi hanno capito se siamo alla fine del vecchio percorso o all’inizio del nuovo. Gli indicatori e le previsioni della Federlazio offrono il destro a diverse interpretazioni. Se da una parte auspicano una ripresa del fatturato complessivo,

invitando le aziende ad un programma di internazionalizzazione e diversificazione, dall’altra non lasciano grandi chances sul versante occupazionale, il primo a finire sotto la scure degli imprenditori, vessati dal costo del lavoro sempre meno sostenibile. Una mano importante, per trovare l’orientamento, la può dare l’esperienza e il ricorso storico. In questa edizione ci occupiamo degli enigmatici Anni 90, il decennio in cui è successo di tutto e anche il suo contrario. Iniziato sotto l’onda dello yuppismo e del benessere sovraesposto ereditato dai mitici 80, caduto in depressione a causa degli stravolgimenti planetari e nazionali (la guerra del Golfo, il trattato di Maastricht e Tangentopoli), seppe riemergere con la sola forza del pensiero. Quello rivolto all’innovazione e al principio di sussidiarietà che chiamava in causa gli Enti Pubblici in maniera non invasiva. Per i vedovi della Cassa del Mezzogiorno, aspiranti beneficiari del serbatoio europeo di non facile accessibilità, non ci fu scelta. L’antico vaso andava portato in salvo con le proprie forze. Questo vale per le imprese che oggi chiedono affidamenti e accesso al credito, il più delle volte invano. 11.2013 | NUMERO ZERO | 09


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Magazine mensile di attualità, costume e società DIRETTORE EDITORIALE Marco Tomeo DIRETTORE RESPONSABILE Alberto Reggiani COLLABORATORI DI REDAZIONE Pasquale De Rosa, Domenico Incollingo, Marco Fiorito, Marco Nardi, Alessia Fratini, Riccardo Angelo Colabattista, Marco Petrone, Chiara Bovolenta, Gianluca Amodio, Patricia Saurini, Stefania Pusterla, Ilaria Castrucci, Francesco Miscioscia

IN QUESTO NUMERO 14

Uccelli di rovo

24

90 la paura

44

Zappe inglesi

56

Il veleno della coda

68

Baby city

La città in preda ad abitudini e bisogni di piccioni e storni

Il decennio della resistenza tra criminalità e i primi spettri della crisi

La scarsa conoscenza della lingua anglosassone da parte dei latinensi

78

Fuori dal Comune

92

Fermata allo Scalo

Cosa accade realmente dentro l’aula consiliare durante un dibattimento

Il borgo della Stazione tra occasioni mancate e ipotesi di rilancio

108 Sposi in fiera

I consigli dei nostri esperti per programmare un matrimonio perfetto

Le lunghe file alle Poste Centrali, tradizione che si rinnova ancora oggi

La mappa dei locali con i servizi accorpati per genitori e bambini

Si ringraziano per la gentile collaborazione i coniugi Romano e Gianna Rossi

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CON IL CONTRIBUTO DI: Santa Pazienza PROGETTO GRAFICO // Giuseppe Cesaro IMPAGINAZIONE E GRAFICA // Giuseppe Cesaro e Paola Nardi FOTOGRAFIE // Claudia Mastracco EDIZIONE E PUBBLICITÀ CNS - LATINA Via Milazzo - Tel. 327.9713164 STAMPA Tipolitografica C.O.R.E. Via Tre Ponti, sc - Loc. Rezzole - 04022 - Fondi (LT) Registrazione Tribunale concessa

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L’eroe mascherato

Puzza Connection a Latina La colpa è di chi non la sente Ignote le cause dell’odore nauseabondo che si respira in città di MARCO NARDI

A volte ritorna. E’ sgradevole, aspra e intensa. Si avverte maggiormente nelle ore pomeridiane e colpisce sia il centro che la periferia estendendosi verso il mare con un’intensità sempre maggiore. Parliamo della “puzza” con la quale ciclicamente i cittadini di Latina sono costretti a convivere in alcuni periodi dell’anno. Nell’immaginario collettivo l’odore nauseabondo che si avverte lo si addebita ad un oleificio di Cisterna, in passato responsabile della sgradevole immissione ma che stavolta è estraneo ai fatti avendo adottato un protocollo di controllo individuato dalle autorità competenti per la salvaguardia della salute. Una cosa è certa: siamo nel periodo della raccolta delle olive e della loro molitura per cui è molto facile associare il fenomeno sgradevole alle attività in essere in questi giorni nei vari frantoi, ma in realtà non sembra esserci un nesso causale tra le due cose. Non ci sono spiegazioni ufficiali o istituzionali su questo fenomeno che sembra aleggiare sulle nostre teste come un retaggio culturale dal quale non riusciamo ad affrancarci. Per alcuni la spiegazione sarebbe da attribuire alla lavorazione industriale di scarti e rifiuti mentre altri ipotizzano l’uso indiscriminato in agricoltura di fertilizzanti e altri

prodotti chimici. Leggendo i commenti dei latinensi sui social network emerge che l’odore che si sente in una zona è associato ad una causa mentre chi vive in un’altra zona lo attribuisce ad un’altra. Insomma zona che vai puzza che senti. Al lido sono preoccupati per le lavorazioni agricole mentre in centro e in periferia per quelle industriali-alimentari. Pneumatici, fertilizzanti, gas, incendi di rifiuti nei campi sono le altre possibili cause più gettonate oltre alla discarica anche se quest’ultima sembra essere un fattore più circoscritto nelle zone di Montello e Santa Maria. Ai cittadini comunque rimangono due cose: l’odore nauseabondo e l’assenza di uno o più responsabili. Ne servirebbe una terza… tanta pazienza. Per chi ne fosse sprovvisto e volesse farsi una passeggiata in bici o a piedi sulla pista ciclabile consigliamo l’uso di una mascherina a carboni attivi. Certo, nel momento in cui Latina precipita nella classifica di Ecoambiente suona stonata la piccata risposta di qualche politico locale che ne critica i sistemi di valutazione. Viene da pensare che i nostri amministratori abbiano qualche problema con i cinque sensi e ci riesce più facile immaginarli come le tre scimmiette che non ridono, non parlano e soprattutto non sentono. Ecco appunto, non sentono. 11.2013 | NUMERO ZERO | 13


La tragicomica convivenza tra i latinensi e i volatili deturpatori Le automobili il bersaglio preferito

TIROal

piccione

Una specie protetta in costante aumento, così come i danni agli edifici e ai monumenti La trasmissione delle malattie il problema più serio di CHIARA BOVOLENTA

Tàc (…) Quando te ne accorgi è già troppo tardi. Il piccione ha già colpito ed è scomparso tra le fronde. Vigliacco di un volatile, che mangia ai nostri piedi ed espelle sulle nostre teste. Beffardamente e sistematicamente. Se lo sfidi nel suo territorio, non c’è scampo. Ti marchia da cima a fondo, ti griffa gli abiti, ti tatua la pelle, ti shampizza. Per non parlare della macchina, gabinetto ufficiale del pennuto, sponsorizzato dagli autolavaggi. C’è poco da ridere, i piccioni, o più propriamente i “Columbia livia forma domestica”, sono una delle peculiarità meno apprezzate dai cittadini di Latina. Narra la leggenda che i primi

esemplari di questa specie siano stati donati dal Comune di Venezia alla città dell’agro redento, per renderne piacevolmente popolate le piazze. Se così fosse, sarebbe ora di ricambiare l’omaggio con l’invio delle nostre bufale nella loro Piazza San Marco. Altro che acqua alta… Oltre a far divertire i bambini o a far correre i cani nei parchi, queste altezzose bestioline sono un continuo e reiterato ostacolo alla tenuta nervosa dei latinensi. Non c’è verso per convincerli alla pacifica convivenza, alla non belligeranza. Cercano lo scontro ogni giorno, con variabili sceneggiature, tratte da film con titoli alla Wertmuller come “una macchina appena lavata entra in un parcheggio in

centro sotto gli alberi” oppure “passeggiata in motorino con giubbottino appena comprato proprio mentre è in corso una fase digestiva del piccione che vola libero e spensierato nel cielo sovrastante” Le variabili sono molteplici: macchina bianca, le macchie sono “scure”; la macchina è nera, o comunque scura? Il prodotto dei loro sfinteri tenderà piuttosto al biancastro. E’ una speciale legge di Murphy applicata alla tinteggiatura. La contraerea non può funzionare: in quanto specie protetta, i colombi svolazzano in no fly zone, guai a impugnare la doppietta. Deprecabile il modo in cui, nel 2010, arrivò la vendetta umana: trenta piccioni con una fava tossica, un veleno


Vademecum contro l’attacco 1 Non dare loro cibo, altrimenti non si allontaneranno mai 2 Non abbandonare i balconi, i piccioni “si insediano” in ogni zona che sembra vuota o, appunto, abbandonata 3 Intervenire subito nel pulire gli escrementi prima che secchino 4 Evitare di creare correnti d’aria in casa quando sui balconi troviamo tracce di deiezione, soprattutto se sottovento c’è la cucina con cibi e alimenti in genere.

per topi, stramazzati sull’asfalto di Piazza Santa Maria Goretti. L’importante sarebbe non andarsela a cercare. Tutti i latinensi sanno dove questi writers aerei si esercitano con maggiore frequenza. Soprattutto in alcune zone e quartieri, non bisogna illudersi mai di lasciare la macchina parcheggiata senza pensare di correre subito dopo all’autolavaggio. La prima location da evitare è senz’altro il parcheggio dello Stadio Francioni, il loro prediletto poligono di tiro insieme alle truppe corazzate degli stormi. Se da una parte rappresenta la zona più vicina al centro per lasciare l’auto in sosta senza dover pagare il posteggio, dall’altra è il più scontato campo minato che esista in

5 Accertarsi che sugli apparati esterni degli impianti di condizionamento non ci siano tracce di guano. 6 Attivarsi immediatamente nel disinfettare le zone inquinate prima che il vento trasporti eventuali “funghi” all’interno delle abitazioni. E comunque, come recita il proverbio, “Non importa quanto sia alto il tuo monumento, ci sarà sempre un piccione che ti si siede sulla testa!”

citta. Eccoli lì, decine di “campioni” di guano che ci aspettano al varco. Non importa se l’incauto parcheggio dura venti minuti o tre ore: il risultato è pressoché lo stesso. Graffiti ovunque. Che poi questi pennuti sono dei tiratori precisissimi, sembra prendano le misure: immancabile il ricordino sul vetro anteriore, perfettamente in linea d’aria con la visuale di chi guida. Per non parlare dei rimedi sbagliati: appena uno pensa “ok, aziono i tergicristalli e con l’acqua tutto andrà via”, ecco l’irreparabile: la deiezione si sparpaglia ben bene su tutto il vetro, distribuendosi in maniera omogenea sul parabrezza facendo imprecare anche un maestro yoga. Morale della storia: impossibile girare senza sal-

viettine umidificate nel cruscotto. Altro punto nevralgico dei colombi è sicuramente Via L. Farini, una traversa di Corso della Repubblica. Attraversando quella strada, oltre ai rischi già esposti, la presenza degli stormi di colombi raggiunge anche le ghiandole olfattive: forse perché meno areata data la presenza di palazzi piuttosto alti e vicini l’uno con l’altro, in via Farini non si può passare senza storcere il naso dal cattivo odore. Attenzione poi al parco che costeggia Viale XVIII Dicembre, all’altezza di via Montesanto - via Ciro Menotti. Anche lì la presenza degli eucalipti garantisce un alto rischio di essere “marchiati”. Ma questi sono solo al-


Le zone dell’attacco aereo

Piazzale Prampolini, Via Montesanto, Giardini Pubblici, Piazza del Popolo, Corso della Repubblica, Via Farini, Viale Mazzini, Via dell’Agora.

cuni dei punti “critici” l’elenco sarebbe lunghissimo, perché ormai i piccioni non si trovano solo nelle zone più frequentate ma anche nelle periferie Negli ultimi decenni la popolazione di colombi è cresciuta in maniera esponenziale, attivando un sistema a catena di problematiche piuttosto spinoso. Diverse le concause che hanno portato a questo aumento. Latina, in quanto città, offre loro una serie di notevoli vantaggi: ad esempio, costituisce una fonte certa di cibo. Come in tutti i centri urbani, anche nel capoluogo pontino si sono create situazioni microclimatiche che hanno reso favorevole l’insediarsi della specie: la temperatura media è più alta, l’escursione termica è ridotta e la presenza di vento è limitata. Lungo anche il fotoperiodo (le ore di illuminazione giornaliera di una pianta), sede naturale dei volatili. Inoltre la città offre un’enorme quantità di siti

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dove è possibili nidificare. Ultimo elemento da non trascurare, l’assenza di predazione. L’elenco dei disagi che questa specie arreca alla città non si limita alle colorazioni di automobili e vestiti, a cominciare dai rischi che si possono ricondurre alla sfera sanitaria. Da non sottovalutare è anche l’impatto della specie nei confronti di edifici e monumenti di Latina. Per quanto riguarda l’aspetto sani-

tario, costituisce sapere comune il fatto che sia un animale “che porta malattie”. Nel dettaglio, il colombo è ricettivo a molteplici agenti patogeni che sono catalogabili tra virus, schizomiceti e parassiti. Il problema sta nel fatto che alcuni di questi agenti responsabili di malattie di varia entità per il volatile sono trasmissibili all’uomo. Gli agenti in questione sono principalmente Salmonella e Chlamydia psitacci; in percentuale

I colombi urbani si generarono da esemplari di specie selvatica fuggiti dalla cattività Negli ultimi decenni la popolazione è cresciuta in maniera esponenziale


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minore annoveriamo Erysipelotrix insidiosa, Mycobacterium avium, Toxoplasma gondii. Ma quanto sappiamo, effettivamente, di questa specie? Facciamo un breve excursus su questo nostro concittadino. Come accenniamo nella tabella, il Columbia livia forma domestica nasce da una “svista” degli allevatori della specie selvatica; fuggiti dalle strutture dove appunto venivano allevati in cattività, hanno iniziato a riprodursi liberamente e da qui la specie “domestica”. In base a questo, il colombo di città non viene riconosciuto dalla comunità scientifica come un esemplare della fauna selvatica (tutela della legge 157/92); viene altresì definito come “animale randagio”. Ciò chiama in causa l’Amministrazione Comunale competente che, insieme ai Servizi veterinari della ASL, deve far fronte a tutto ciò che scaturisce dalla convivenza con questi animali. (cfr. nota INFS 6645/T-A18 del 28/11/1996). Un’altra caratteristica che concorre a definire specie non selvatica il piccione è la grande varietà di colorazioni che il suo piumaggio può presentare. Il suo peso va dai 300 ai 400 grammi circa; si nutre principalmente di cereali, granaglie, leguminose, germogli. Il fabbisogno giornaliero di un esemplare è stimato intorno ai 30 grammi circa di cibo secco e 60-90 grammi di acqua al giorno. (i piccioni sono gli unici uccelli che riescono a bere

Le

uova di

Colombo

Origine Il colombo di città nasce in seguito ad un “errore” umano, ovvero si è originato da alcuni esemplari sfuggiti al controllo degli allevatori delle specie frutto di anni di selezione artificiale, che si sono poi incrociati con i colombi selvatici inurbanizzati, insediatisi successivamente nei centri urbani.

Natalità

Quadro Generale

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In Italia vengono deposte circa 10-12 uova/anno a coppia. Considerando che: la schiusa è stimabile al 65%, il tasso di mortalità al 22%,

per il 20% incide la predazione, la sopravvivenza è intorno al 45%, possiamo concludere che una coppia mette alla luce circa 4 piccioni l’anno. Tradotto, i piccioni ogni anno raddoppiano.

Normativa Questa specie è protetta in base alla legge n. 968 del 27/12/1972, per cui non è ammessa la cattura, l’avvelenamento e lo sterminio. Ovviamente nulla vieta di tentare di “dissuadere” l’animale dal frequentare determinate zone, ed è proprio questo il modus operandi di tutte le iniziative delle associazioni in merito alla


l’acqua stando chinati verso il basso, tutti gli altri devono alzare il capo per mandare giù il sorso). La promiscuità con cui si sono riprodotti ha fatto si che la specie cittadina è stata protagonista di variazioni morfologiche e comportamentali così profonde che questi uccelli non sono più in grado di vivere lontano dall’uomo. Le for-

me domestiche che hanno invaso le nostre città non nidificano più tra le rocce, luogo prediletto dagli esemplari selvatici, ma sui palazzi. Inoltre, circa l’80 % del cibo che un piccione quotidianamente assume gli viene concesso proprio dalle persone, soprattutto nel centro storico; scende al 7% se ci spostiamo in periferia,

risoluzione del problema.

secche ovunque, infettando cibi, strumenti di ogni tipo, utensili da cucina, bucato, attivando pertanto i processi infettivi.

Conseguenze Sanitarie I piccioni sono portatori di malattie, stimate circa 60, alcune delle quali mortali, contagiose sia per l’uomo che per gli animali domestici. Gli agenti patogeni risiedono nei loro escrementi (deiezioni).

Contagio

dove li vediamo cercare nutrimento tra i campi aperti. Ovviamente, questo accesso pressoché illimitato alle riserve di cibo ha reso gli animali estremamente pigri e mal nutriti, in quanto gran parte del cibo che ingeriscono è povero e secco. Osservando un pomeriggio gli stormi latinensi da una panchina di Piazzala Prampo-

Parassiti Correlata alle colonie di volatili, da rilevare è la presenza dei loro ectoparassiti (pulci, cimici, zecche ed acari), che infettano soprattutto i sottotetti degli edifici.

Purtroppo non è necessario entrare direttamente in contatto: fattori come vento, aspiratori, ventilatori, condizionatori, possono veicolare la polvere contaminata delle deiezioni

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lini, è stato facile rilevare immediatamente quello che si legge sui libri: il loro comportamento è gregario, e più si ci si avvicina al tramonto più si radunano sugli alberi. In media un esemplare ha un home-range di circa 1.64 ettari (maggiore per gli adulti, minore per i più giovani). Ma al di là delle battute sulle macchine e dell’aiuto che danno all’economia degli autolavaggi (più di un titolare afferma che “il fenomeno dà un notevole sprint all’introito quotidiano”), il problema sussiste ed è serio. La Lipu di Latina, sotto richiesta del Comune di Latina, da anni ha attivato un progetto che mira alla salvaguardia della città e dei cittadini, rispetto alle deiezioni degli animali che appunto, oltre a rovinare, sporcare e deturpare la città, di fatto costituiscono il principale vettore di contagio delle malattie. Sebbene non rappresentino un alto pericolo per l’uomo in fatto di gravità, l’enorme quantità di piccioni infetti resta comunque una minaccia costante. Gli interventi che da anni vengono attuati prevedono una protezione passiva per rendere inutilizzabili i posatoi, attraverso l’installazione di reti rigide, spuntoni, tappetini, fissati efficacemente con viti e/o silicone.

I piccioni sono tutelati da un’apposita legge pertanto non possono essere sterminati Gli interventi attuati mirano a rendere inavvicinabili le superfici su cui si posano

Le malattie trasmesse dai piccioni

Un breve prospetto delle patologie più frequenti di cui i piccioni sono portatori Istoplasmosi

O malattia di Darling, causata quando il fungo capsulatum Histoplasma, contenuto nel guano di piccione, viene inalato. Causa principalmente polmoniti. In alcuni casi può anche colpire il sistema nervoso centrale causando anche paresi.

Candidiasi

La candida, il fungo contagioso in questione, può essere presente sulle piume dei piccioni e il contagio può avvenire tramite contatto, provocando irritazioni ai genitali femminili e infezioni intestinali.

Criptococcosi

In questo caso il fungo responsabile prolifera nel guano, arrecando danni a polmoni e sistema nervoso.

Encefalite di Saint Louis

Sempre per contatto diretto, il contagio provoca un’infiammazione al cervello molto pericolosa, soprattutto per gli anziani.

Salmonellosi

Infezione intestinale che comporta febbre, diarrea, vomito, nausea. Le salmonelle proliferano nelle feci e si trasmettono per contatto. Circa il almeno il 50% dei piccioni del centro nord pare sia positivo alla salmonella,

anche se i casi di salmonellosi collegati ai colombi sembrano limitati.

Psittacosi

Parliamo di un virus che a livello sintomatologico si presente simile ad una banale influenza, la quale presenta però un rischio polmonite. Anche in questo caso il contagio avviene o tramite contatto con il guano o tramite inalazione.

Parassiti esterni

Anche agenti esterni come gli acari che nidificano tra le penne dei piccioni possono comportare allergie. I nidi dei piccioni spesso sono infestati da pulci.

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Il corpo senza vita di Giancarlo De Bellis assassinato il 12 Gennaio 1993 (archivio storico Romano Rossi)

La città di fine millennio tra l’esplosione della malavita e le contrapposizioni politiche e sociali

ANNI NOVANTA

spari li G sopra

Il mondo imprenditoriale alle prese con le altalene economiche e produttive, quello giovanile diviso in bande di diverse ideologie


di ALBERTO REGGIANI

Quando il truculento Pulp Fiction uscì nelle sale italiane, a dicembre del 1994, Latina era nel bel mezzo del suo shock sanguinario, che aveva lasciato sul campo una decina di morti ammazzati e una scia di fatti delittuosi di grande risonanza, come stupri, rapine e violenze varie. L’allegra città di provincia, dopo i bagordi socioculturali degli anni 80, piombò di colpo nell’incubo della malavita, sorpresa e totalmente impreparata ad affrontare una deriva criminale di vasta portata, abituata per lo più a gestire la piccola delinquenza di quartiere. Fu un brutto colpo, ma il segnale di un cambiamento epocale che in un certo senso, il più nefasto, rivelò lo standard di crescita dei traffici economici della zona pontina, che attirarono la longa mano della camorra e favorirono il proliferare di bande autoctone, pronte a intessere rapporti con le grandi cosche. Le quali, particolare da non trascurare, amano da sempre comandare il gioco e stabilire le proprie insindacabili leggi. Con altrettanti indiscutibili metodi. Soprattutto la prima metà del decennio, quello che doveva portare Latina al vagheggiato traguardo millenario, fu dominata dal piombo che, secondo la liturgia malavitosa, regola senza mezze misure ogni questione che non può chiudersi bonariamente. Secondo una ricostruzione fatta alcuni anni dopo il quinquennio del terrore (91-95), a cui vanno aggiunti alcuni sporadici fenomeni di recrudescenza successivi, la spirale di eliminazioni cruente, ferimenti e rocamboleschi inseguimenti per le vie cittadine, fu generata in gran parte da questioni riguardanti la spartizione di proventi

sono per noi

di rapine e traffici di droga. Il modo eclatante con cui furono effettuate - si pensi all’uccisione di Fulvio Rinaldo Merluzzi all’interno del suo bar davanti a decine di persone la sera del 1 settembre 1991 o a quella di Sergio “Sticchio” Danieli inseguito e giustiziato nel cortile della Chiesa dell’Immacolata il 28 maggio 1994 lasciò da subito intendere che gli interessi in ballo fossero considerevoli e il codice d’onore da applicare a chi derogasse artatamente ai patti fosse quello scritto col sangue. Latina rimase impietrita di fronte al suo “romanzo criminale”, soggiogata da bande avverse che si sfidarono tra di loro e spesso anche all’interno di esse. Su tutte spiccò quella quasi leggendaria dei cosiddetti “Uomini d’oro”, gli autori del colpo da 5 miliardi di lire alle Poste Centrali (8 maggio del 1991) e altre banche come il Monte dei Paschi e il Credito Italiano. Uno del presunto clan, Raffaele Micillo, fu ucciso nel 1994 in via Petrimerco a Borgo San Michele, sempre probabilmente per aver disatteso i patti. A fare da sfondo ai delitti che si perpetravano di anno in anno, un mutato contesto di illegalità diffusa che aveva attirato l’attenzione dell’Antimafia e di giudici come Giovanni Falcone, sensibili all’aumento di fenomeni come usura e racket che avevano ormai marcato il territorio (nel 1992 andò a fuoco lo storico Ristorante Il Fioretto, il cui proprietario Nilo Sangiorgi, presidente della Confesercenti, aveva istituito l’SOS Racket). L’allarme era stato lanciato qualche anno prima dal prefetto Orefice, che aveva cominciato ad ipotizzare infiltrazioni camorristiche nel sud pontino, principalmente per fini edilizi e riciclaggio. Un appello che venne clamorosamente sottostimato, in primis dai politici locali che invece erano preoccupati di mantenere il controllo dell’elettorato, esorcizzando le crescenti inquietudini collettive.


LATINA a mano armata 5 giugno 1990 Colpo da due miliardi al Monte dei Paschi di Latina. I ladri fuggono su una Golf targata Roma dopo aver ferito il cassiere

3 settembre 1990 Una banda armata fa irruzione al Credito Italiano, tiene in ostaggio i dipendenti e porta via 250 milioni

8 maggio 1991 Assalto alle Poste Centrali di Latina. Il bottino dei ladri è di circa 5 miliardi di lire

1 settembre 1991 Nel suo bar al centro commerciale Morbella viene ucciso con tre colpi di pistola Rinaldo Merluzzi. L’omicidio, avvenuto la sera verso le 23.30, si compie di fronte a decine di persone

15 ottobre 1991 Conflitto a fuoco in via del Murillo a Latina Scalo. Viene assassinato Giacomo Ferretti, pregiudicato di latina.

30 luglio 1992

13 ottobre 1992

9 gennaio 1994

In Via Torre la Felce viene giustiziato il giostraio Gabriele Leonardo. Si parla di droga e prostituzione.

Spari contro la macchina di Federico Berlioz da due uomini in sella ad una Kawasaky. Ferito un conoscente seduto accanto a lui, Tony Brugnuolo.

10 dicembre 1992 L’imprenditore Giorgio Caratelli viene ucciso all’alba mentre esce di casa con un colpo di pistola alla nuca.

12 gennaio 1993 Giancarlo De Bellis è assassinato nei pressi di Villaggio Trieste.

28 maggio 1994

Un incendio doloso devasta il Ristorante Il Fioretto. L’ombra del racket dietro l’attentato.

Il pregiudicato pontino Sergio Sticchio Danieli viene inseguito e ucciso da due killer in motocicletta e freddato nel cortile della Chiesa dell’Immacolata.

22 settembre 1992

22 luglio 1994

Sparatoria in piena notte in via Don Morosini contro i cugini Claudio e Marco Barboni, che rimangono illesi. Un regolamento di conti

In via Petrimerco, vicino San Michele, viene crivellato di colpi Raffaele Micillo, uno dei presunti uomini d’oro delle rapine in serie.

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30 marzo 1995 Il cadavere di Don Cesare Boschin viene trovato incaprettato nella sua camera da letto a Borgo Montello

12 giugno 1995 In via Cerreto la croce viene ferito a morte Marco Cabassi detto El Tiger. Si spegnerà il 21 giugno.

17 marzo 1998 A Piazza Moro viene ucciso Francesco Saccone da un killer in moto


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La resistenza industriale Lo scenario funesto con cui Latina si era approcciata al decennio di fine secolo va ricondotto, seppur in maniera tangenziale, al periodo di profonde trasformazioni sociali, politiche ed economiche che interessarono non solo l’Italia ma anche il resto dell’Europa e del mondo. Il traghettamento verso il terzo millennio che gli Anni Novanta hanno consegnato all’umanità non è avvenuto col mare calmo ma in piena burrasca, con una lunga serie di fatti, eventi e innovazioni che hanno ridisegnato confini territoriali, tessuti culturali e in generale il modo di vivere dei popoli. Se a livello globale la Prima Guerra del Golfo (1990-91), antesignana dei conflitti a sfondo petrolifero, ha pesato sull’economia mondiale dipendente dall’oro nero, comportando la prima brusca inversione di tendenza al periodo di benessere finanziario, in ambito europeo fu il Trattato di Maastricht la novità assoluta, che innescò illusorie speranze nei paesi membri. Tra questi anche l’Italia e in particolar modo quella parte dello Stivale che nello stesso periodo si vide privata del sostegno dell’Agenzia (ex Cassa) del Mezzogiorno e che pensò di aver trovato a Bruxelles la nuova mucca da mungere. L’imprenditoria pontina, con a capo le associazioni che la rappresentavano, provò a percorrere la via europeista ma ben presto si accorse che le manne della Casmez erano tutt’altra cosa. Cominciarono i primi traballamenti del circolo economico e occupazionale del territorio pontino: la vittima più illustre in questa fase fu lo Zuc-

Alfredo Loffredo, presidente della Camera di Commercio negli anni novanta

cherificio di Latina Scalo che chiuse i battenti nel 1992 dopo 56 anni di attività. Altre aziende del territorio aprirono procedure di mobilità per quasi 500 lavoratori, tra cui la Nuova Mistral, la Nardi, la Yale, la CGC e la Imet. Uno scenario sconfortante, al quale oggi siamo mestamente abituati, ma che vent’anni fa dopo un periodo di benessere prolungato, si manifestò brutalmente. Le concertazioni per affrontarlo stimolarono quanto meno la tenacia degli imprenditori che seppero reagire alla crisi, investendo molto sull’innovazione e sulla internazionalizzazione che il nascente mercato unico in qualche modo imponeva. Assindustria (presieduta da Umberto Klinger) e Federlazio (al capo della quale c’era Renzo Calzati) giocarono molto la

Il sistema economico e occupazionale pontino affronta il mercato unico europeo ma comincia a vacillare Tenaci imprenditori reagiscono puntando sull’innovazione e l’internazionalizzazione

carta dell’orgoglio e del principio di sussidarietà. I sindacati al contrario provarono a smentire le previsioni ottimistiche degli apparati imprenditoriali e chiesero la dichiarazione di stato di declino industriale allo scopo di beneficiare degli interventi mirati della CEE. Il teatrino delle intenzioni trovava il culmine ogni fine anno, nel momento in cui il Sole 24 Ore stilava le variazioni sulla classifica della ricchezza dei capoluoghi italiani e relegava Latina sempre più in basso alla graduatoria. Ci si affannò non poco a criticare il sistema giudicante del quotidiano di Confindustria e a conti fatti con ragione. Col passare degli anni, più il Sole ci oscurava, più le lune tornarono favorevoli per l’industria pontina. Dalla seconda metà in poi si registrò un incremento sensibile di fatturato delle piccole e medie imprese e il boom dell’industria farmaceutica, settore trainante dell’economia locale e vero vanto a livello nazionale, con tremila addetti in cinque multinazionali e investimenti in continua crescita. Il tutto fu confermato dai dati reali e inconfutabili della Camera di Commercio che parlarono di ripresa del comparto edile, di crescente numero di giovani imprenditori e dall’acquisizione dei target di qualità delle industrie.

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Giulio Andreotti in compagnia di Delio Redi, suo delfino a Latina

Il terremoto politico Il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica prodotto dall’effetto Tangentopoli, sconquassò anche l’equilibrio politico del capoluogo pontino, da anni feudo blindato della Democrazia Cristiana, che proprio nelle elezioni del 1990 si confermò per distacco il primo partito della città con un consenso record del 42,3% e in provincia continuava a fare proseliti, arrivando a 54000 tesserati. La Balena Bianca si arenò però sulla spiaggia di Mani Pulite che nel 1992 si abbattè come un tornado anche sulla città andreottinizzata. Pezzi grossi del doroteismo locale, come l’ex sindaco Delio Redi e il consigliere regionale Federico Fauttilli, vennero indagati per vicende interne rivelatesi infondate ma neanche i successivi proscioglimenti (per l’attuale senatore di Scelta Civica l’assoluzione arriverà solo nel 2003) li restituirono all’attualità politica di quegli anni. Anche il socialista Maurizio Calvi, che pure in quella fase imperversò sulla sponda degli accusatori (si beccò anche una querela per diffamazione dallo stesso Redi), pagò

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la mannaia che si abbattè sul Garofalo e per un po’ si offuscò dalla scena. Le nuove gerarchie politiche della città emersero nelle tornate elettorali che seguirono lo scandalo di Tangentopoli. A favorire il colpo di spugna i nuovi sistemi di votazione: l’elezione diretta del sindaco alle amministrative nel 1993 e l’attuazione della Legge Mattarella per il voto alla Camera e al Senato con un sistema misto nel 1994. Nel giro di due anni Latina, cambiò

pelle e riscoprì improvvisamente la sua anima destrorsa. Alle Comunali ci fu il trionfo (per alcuni inaspettato ma in realtà quasi scontato) dell’ex senatore Ajmone Finestra, che prevalse sia nelle preferenze del primo turno, sia nel duello al ballottaggio con l’esponente del PDS Domenico Di Resta. L’elezione a sindaco di un ex repubblichino nella città fondata da Mussolini ebbe una vasta eco a livello nazionale soprattutto perché si svolse in un clima generale con-

La prima elezione diretta del sindaco PRIMO TURNO 21 novembre 1993 Ajmone Finestra (Msi - Gente nuova) Domenico Di Resta (Pds e altri) Francesco Davoli (Avvenire democratico) Michele Pierro (DC - Part. Popol.) Vincenzo Bianchi (Città Nuova) Salvatore Canzoniero (PRI) Luciano Pavaretti (Rif. Comunista) Attilio Mallus (Lega Italia) Maurizio Longo (Città per tutti) Giuseppe Tassone (La Rete) BALLOTTAGGIO 5 Dicembre 1993 AJMONE FINESTRA 57,5% DOMENICO DI RESTA 42,5%

voti 21092 voti 18069 voti 12444 voti 1038 voti 1614 voti 809 voti 1038 voti 938 voti 836 voti 650

30,40% 26,04% 17,93% 17,14% 2,33% 1,71% 1,50% 1,35% 1,20% 0,94%


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dizionato dalla prima uscita non ufficiale di Silvio Berlusconi in ambito politico. L’indicazione del presidente Fininvest (subito ribattezzato il Cavaliere Nero) a votare per Gianfranco Fini in lotta con Francesco Rutelli per il Comune di Roma, fu il preludio alla discesa in campo dell’imprenditore e alla nascita di Forza Italia, il partito che emerse come la vera novità della successiva tornata elettorale, quando sbaragliò la Gioiosa Macchina da Guerra di Achille Occhetto con l’ausilio dei missini (nel frattempo diventati AN) e della Lega Nord. Latina fu tra le città più coinvolte nei nuovi scenari amministrativi e anche quella che maggiormente assorbì il berlusconismo, fenomeno con evidenti risvolti sociali in una città che aveva bisogno di certezze, di volti nuovi e di prospettive positive per il futuro. Emersero dalle urne le figure di Riccardo Pedrizzi (al Senato) e Vincenzo Bianchi (alla Camera insieme a Vincenzo Zaccheo), personaggi provenienti dal mondo finanziario e imprenditoriale e non politici di professione, che alimentarono le aspet-

Anche Latina viene travolta dal Berlusconismo e sul fronte amministrativo s’impone il sindaco Finestra Fa discutere e suscita vasto clamore la proposta di ribattezzare il capoluogo con il nome originario Littoria

tative di un vento nuovo sulla piana pontina. L’operato di Finestra, rieletto anche nel 1997 con più voti nonostante l’uscita polemica da AN dopo la svolta di Fiuggi, ebbe come comun denominatore il recupero della memoria storica della città e fu improntato sulla riqualificazione urbana attraverso l’approvazione del Piano Cervellati, a cui aderirono anche gli esponenti del centrosinistra, che fu però bocciato dal Tar e cancellato dal successore Vincenzo Zaccheo. Proprio con esponenti progressisti si instaurò in quegli anni una vivace polemica intorno alla

proposta di restituire alla città l’originario nome di Littoria, con modifiche anche nella toponomastica del centro (a cominciare dal Parco Comunale ribattezzato “Arnaldo Mussolini”). Una lunga diatriba vide Finestra contrapposto alla preside del Liceo Scientifico Maiorana Floriana Giancotti che derubricava ad operazione prettamente nostalgica la proposta del sindaco. La querelle ebbe risonanza nazionale, tant’è che i centralini del Comune impazzirono nel ricevere telefonate provenienti da tutta Italia che manifestavano apprezzamento o dissenso dalla proposta.

Ajmone Finestra, eletto due volte sindaco nel 1993 e nel 1997

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Le divergenze sociali Sotto la persistente influenza dello yuppismo, che aveva caratterizzato il decennio precedente, la generazione degli Anni 90 perse strada facendo smalto e sicurezza a causa degli smottamenti politico-culturali che frustrarono ottimismo e fiducia reciproca. Per la società italiana furono anni di crisi di identità e di imbarazzo collettivo. Dopo il permissivismo degli Anni 80, in cui tutto era concesso, tornarono limitazioni e codici deontologici per riqualificare una deriva culturale i cui danni erano saltati fuori col vaso di Pandora di Tangentopoli. Il disciplinante e realistico “metti la cera, togli la cera” diventò così il nuovo must. Latina non fece eccezione a questa esigenza, quasi improvvisa, d’indottrinamento. Gli Anni 90 si aprirono col bacio accademico. Il 26 novembre 1990 alle ore 11 davanti a 300 matricole si tenne la prima lezione alla facoltà di Economia, gemmata La Sapienza, nella sede provvisoria della sala conferenze del Palacultura. Con i galloni di città universitaria (l’ateneo fu trasferito più tardi in viale Le Corbusier) il capoluogo pontino pensò di aver elevato, per induzione, il proprio grado culturale e guardò famelico ad altri traguardi. Il più agognato, soprattutto dalle sacche progressiste della comunità, fu quello del centro sociale giovanile, che non vide mai la luce soprattutto per l’onda nera che si stava abbattendo sulla città. Latina, che ad inizio decennio era ancora afflitta da piaghe degenerative come l’eroina e l’AIDS (si moriva con frequenza per entrambi i motivi), ebbe un rigurgito nazionalista che sfociò spesso in episodi di incontrollata violenza. Frange di giovani di estrema destra, quasi tutti appartenenti al Fronte della Gioventù e posizionati in via Eugenio di Savoia alle spalle del Monte dei Paschi, si fronteggiarono spesso con il gruppo anarchico del capoluogo, considerato l’untore della tossicodipendenza cittadina. Le due fazioni avevano facili segnali distintivi nell’abbigliamento e

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Una foto di Palazzo M, tradizionale punto di ritrovo dei giovani negli anni ‘90

nell’acconciatura: al FDG erano tutti vestiti con jeans stretto, bomber e Dr Martens ai piedi. Il collettivo dei rossi era facilmente distinguibile dal giubbotto di pelle chiodo e dai capelli lunghi. Tra le cronache degli scontri tra i due gruppi, il più memorabile fu quello che si registrò il 21 marzo del 1990 nei pressi della sede del MSI in via Pio VI dove i ragazzi del Fronte erano in riunione. Una banda di capelloni armata di spranghe cercò di fare irruzione, ma respinta sull’uscio, sfociò la propria rabbia in strada, sfasciando motorini, auto, vetrine e tutto ciò che gli capitava a tiro, prima di dileguarsi nei pressi di piazza Moro. Anche l’indole moralizzatrice della destra cittadina ebbe una fase degenerativa: nella seconda metà degli anni 90 prese piede il fenomeno degli skinheads e Latina diventò un caso nazionale per l’aggressione all’imam Ibrhraim El Ghayesh. In un periodo di caccia alle streghe sull’apologia fascista (Berlusconi era indicato in Italia come il nuovo Mussolini) la città ricevette la visita di numerose troupe televisive desiderose di spiegare il fenomeno nella piana bonificata dal Duce stesso. Al di là delle contrapposizioni tra gli estremismi politici, negli anni 90 altre diverse realtà giovanili si distin-

sero per mentalità ed estrazione. Se gli anni 80 avevano favorito un unico trend comportamentale e abitudinario, quello dei paninari, e quindi l’accorpamento di un’unica classificazione sociale, il decennio seguente comportò, al contrario, una netta disgregazione e differenziazione tra le rappresentanze di quella generazione. Terminò pian piano la tradizione della vasca, l’andirivieni ripetuto sotto i portici del Corso, e ogni gruppo trovò sede stabile in un preciso posto del centro, il più numeroso dei quali si posizionò nei pressi della cartolibreria Manzoni. Poi c’erano le cosiddette bande che amavano sfidarsi più a livello concettuale che fisico. C’erano i “Warriors”, ispirati al film “I guerrieri della Notte” di età tra i 23 in poi e che si radunavano nei pressi della paninoteca Freesby e che facevano da contraltare ai cosidetti “Orfanelli” di età tra 14 ai 20 anni che facevano la spola tra Palazzo M e la Sala Giochi R6 e che erano sul trend dei “pariolini” con lo Schott, il Barbour e le Timberland a scarponcino o le Caterpillar ai piedi. Giravano tutti su SH 50, Booster e Metropolis e spesso calzavano anche scarpe da ginnastica Air Max o le Reebok pump che si gonfiavano. Tutte mode che stanno ritornando ai giorni d’oggi.


Un centro di gravità commerciale Quando nel 1996 aprì in pompa magna il mega sito di Latina Fiori, il capoluogo pontino raggiunse l’apice della sua espansione commerciale, iniziata nel 1989 con l’inaugurazione del Centro Morbella e proseguita negli anni seguenti con un crescente numero di punti vendita legati alle grandi concentrazioni. Un’indagine della Camera di Commercio dei primi anni novanta rivelò che la sola Latina deteneva un numero di supermercati e ipermercati identico a quello di Frosinone, Viterbo e Rieti messi insieme. Un boom che seguiva il collasso del settore alimentare della Standa, con la chiusura della storica sede di via Diaz, e il passaggio del comparto Silos nel marchio Panorama, ubicato proprio a Latina Fiori. Trasformazioni e novità che stravolsero l’universo degli acquisti e ridisegnarono la map-

Aprono i primi centri della grande distribuzione con riflessi economici per i piccoli commercianti I negozi tradizionali rispondono al fuoco con iniziative culturali che animano la città anche di sera pa cittadina degli affari commerciali. Il contraccolpo per i negozi del centro fu subito evidente, tant’è che non mancarono lamentele congiunte: la Confesercenti parlò anche di concorrenza sleale nel periodo dei saldi e per il dilagare delle vendite straordinarie per rinnovo locale. La controffensiva contro i giganti della grande distribuzione venne portata avanti dall’Associazione dei commercianti del Centro Storico, presieduta da Pina Sorrentino, che si mise all’opera per rivitalizzare la capacità attrattiva del nucleo

principale della città. Tra le iniziative più riuscite quella denominata “Negozi in concerto” che dall’8 al 26 luglio 1998 trasformò il tratto tra Piazza del Popolo e Piazza San Marco in un grande palcoscenico naturale con l’esibizione dei migliori gruppi musicali della provincia, amplificati da 35 punti di diffusione sonora installati per le vie della kermesse. In quell’occasione i negozi del centro rimasero aperti fino alle 21. Senza saperlo si era creato il primo accenno di Notte Bianca.

Inaugurato nel 1996, Latinafiori è ancora oggi il più grande centro commerciale della città.

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La riscoperta della Musica dal Vivo la vera novità degli Anni 90 Impazzano Bird, Bang e Vicolo Cieco. E il Montello Festival fa il boom

GENERAZIONE live

di ILARIA CASTRUCCI

Dopo la moda discotecara degli anni ‘70 e ‘80, con la febbre del ballo che aveva contagiato intere generazioni di dancers latinensi e lanciato discoteche come Felix, Dada e Coliseum (in seguito Bogart), l’ultimo decennio millenario riportò in auge la musica dal vivo, che comportò un diverso modo di approcciarsi ai locali di intrattenimento notturno. La prima svolta si registrò nel 1991 quando Erasmo Bencivenga, Giorgio Rapo-

ni, Luca Velletri e Domenico Pieralli introdussero il live alla discoteca Insomnia di Borgo Sabotino, con esibizioni di gruppi emergenti o già affermati, alternati dal Dj set. Il pienone registrato ben presto quasi ogni sera indicò la strada da seguire: il contatto diretto tra strumentisti e pubblico era un connubio vincente e da riproporre. Nel febbraio del 1992 lo stesso Pieralli, nel festeggiare il proprio compleanno con una cinquantina di

amici, scelse il Bird Lives fino ad allora un esclusivo Jazz Club. Il successo di quella serata spinse i proprietari a trasformarlo in un accattivante Disco & Live Club dal novembre dello stesso anno, con Giacomo Lopez in consolle. Il locale si impose nel panorama del divertimento notturno e per anni raggiunse l’apice della popolarità, grazie anche all’avvento dei primi P.R., figure diventate indispensabili per il consolidamento del brand. Mol-


te le band che si imposero sul palco del Bird Lives: i DeeVano, i Senza Piombo e i Visi Machi i più noti, anche se la palma del gruppo più acclamato spetta alla “Premiata Orchestra della Repubblica Partenopea” di Marco Picca, Enrico Esposito, Roberto D’Erme, Gigi Zaccheo e Roberto Masotti, costituitasi a Natale del 1994 e rimasta da allora un vero cult per gli appassionati pontini (la band continua ad esibirsi da 19 anni a Natale presso il teatro di Latina) Se c’è un posto al quale associare più di ogni altro sia la musica dal vivo che il divertimento notturno degli Anni 90, questo è però il Vicolo Cieco. L’idea di sviluppare buona musica live a ridosso della spiaggia venne ad un gruppo di amici tra cui Domenico Pieralli, Enrico Esposito, Giacomo Lopez e Roberto Masotti. Dopo una manciata di esibizioni, l’organizzazione delle serate passò in mano ad un altro

Proliferano i club con musica dal vivo e i locali di intrattenimento notturno fanno il pieno Ad organizzare e promuovere gli eventi apposite persone che curano le pubbliche relazioni

gruppo, composto dai fratelli Roberto e Mirko Renzini, Marco Rendicini, Aldo Curzola ed Ernesto Donno che cominciarono a far suonare le più svariate band del comprensorio pontino-romano, alcune semisconosciute altre già in piena auge. Nel selvaggio e incantato scenario in riva al mare, presso la strada interrotta di Rio Martino, andarono in scena le notte magiche delle estati latinensi, con il pienone registrato tutte le sere e scene di panico per parcheggiare l’automobile (il più delle volte oltre lo stesso canale). Tutto questo con la sola forza della musica, visto che la pubblicità del Vicolo Cieco, specie all’inizio, fu fatta tramite il passa parola e con qualche volantino in bianco e nero su carta A4 di una semplice fotocopiatrice. Com-

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preso il giorno dell’inaugurazione, datato 12 luglio 1992. Tra le novità più interessanti di quegli anni ci sono sicuramente alcuni locali grunge come il Bang di Gianni Cassandra in via Farini e il Notti Romane di via Torino che vissero alcune stagioni di autentico successo con la particolarità di balli sfrenati anche sopra i tavoli, altra moda che fu ripresa dal Tribù Notturne sul lungomare, aperto tutto l’anno. A chiudere il cerchio dei posti più battuti dai giovani latinensi di fine millennio i disco pub Brumama di via Carturan e i Gufi al Piazzale dell’Orologio, che più che sulla musica puntarono molto sugli spazi aggregativi e sulla buona offerta di birre e alcolici vari da consumare in compagnia.

Il Montello Festival Partita come Festa della Birra del Borgo nel 1992 (con il nome di Montello Birra & Musica), il Montello Live Festival si impose per diversi anni come la rassegna estiva di maggiore fascino e popolarità, diventando anno dopo anno un appuntamento fisso sempre più imponente. Dalle tensostrutture per concerti prese in affitto nella location borghigiana, la kermesse si trasferì prima presso il Miami Beach di Borgo Piave e successivamente in Via Casilina, a due passi dal lido di Latina. Tanti musicisti di indiscussa fama passarono su quel palco, basti ricordare Francesco De Gregori, Carmen Consoli, Verdena, Gianluca Grignani, Max Gazzé, Subsonica, giusto per citare alcuni dei nomi più eclatanti. Tra le edizioni migliori si ricorda quella del 1998 con un palinsesto indimenticabile tra cui ricordiamo Vinicio Capossela, Elio, Bandabardò, 99 Posse, Daniele Silvestri, Carmen Consoli, Subsonica. Poi l’avventura si interruppe bruscamente, proprio quando potevano esserci i presupposti per far diventare il Festival un evento di rilevanza europea. 


GLI ANNI NOVANTA NEL

8 luglio 1990

I mondiali di calcio disputati in Italia terminano con la vittoria della Germania.

2 agosto 1990

mondo

Le truppe irachene di Saddam Hussein invadono il Kuwait. Inizia la Prima Guerra del Golfo.

23 dicembre 1990

Referendum sull’indipendenza in Slovenia. E’ il primo passo che porterà alla sanguinosa guerra civile jugoslava.

24 novembre 1991

Muore di Aids il leggendario Freddie Mercury, voce dei Queen.

6 agosto 1991

Nasce il primo sito internet con l’acronimo World Wide Web.

7 febbraio 1992

Approvato il Trattato di Maastricht. Nasce l’Unione Europea.

17 febbraio 1992

Con l’arresto di Mario Chiesa scoppia lo scandalo Tangentopoli.

23 maggio 1992

Muore in attentato a Capaci il giudice Falcone, insieme alla moglie e agli uomini della scorta. A luglio verrà assassinato anche l’altro magistrato antimafia Paolo Borsellino.

5 aprile 1994

5 luglio 1996

Nasce la pecora Dolly, il primo essere vivente clonato da una cellula somatica.

31 agosto 1997

Si suicida Kurt Cobain, leader dei Nirvana e della musica grunge.

La principessa Diana Spencer muore a Parigi in un incidente stradale insieme al compagno Dodi Al-Fayed.

1 maggio 1994

5 settembre 1997

Il campione del Mondo di automobilismo Ayrton Senna muore nel corso del Gran Premio di San Marino.

3 dicembre 1994

La Sony immette sul mercato la prima console della serie Playstation.

Muore Madre Teresa di Calcutta.

27 settembre 1998

Viene inventato Google, il primo motore di ricerca su internet.

14 maggio 1998

A West Hollywood si spegne all’età di 83 anni Frank Sinatra, per tutti “The Voice”.

9 settembre 1998

Muore a Milano, dopo lunga malattia, Lucio Battisti, uno dei più grandi cantautori italiani.

11 gennaio 1999

Se ne va anche Fabrizio De Andrè, altro grandissimo della musica nazionale.

3 dicembre 1999

Contestando l’organizzazione mondiale del commercio in riunione a Seattle, nasce il movimento No Global.

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LISTA ZERO

Politica e comunicazione

evviva le province, abbasso le regioni! di francesco miscioscia

Aboliamo le Regioni. Proprio così, la mia non è una battuta, né tantomeno una semplice provocazione. E’ una constatazione, sull’attualità, ma anche su aspetti storici, sociali, economici che riguardano da vicino il nostro Paese. Per questo sono convinto che il dibattito sull’abolizione delle province, che negli ultimi anni ha monopolizzato a macchia di leopardo il dibattito pubblico, spesso solo sulla base di slogan populisti e piccoli interessi di retrobottega politico, rappresenti un volontario distorcimento, rispetto ai veri obiettivi e ai cambiamenti davvero necessari nell’assetto del nostro Stato. L’Italia è da sempre il Paese dei mille campanili, delle cento province: sono queste le Istituzioni che hanno accompagnato la storia del nostro Paese fin dal Risorgimento, contribuendo a rafforzare il sentimento identitario e, anche nei tempi più recenti della Repubblica, a consolidare il rapporto fra i cittadini e lo Stato, a ridurre le distanze con i diversi territori della Penisola, a interpretare le esigenze e risolvere i problemi delle realtà locali. Le Regioni sono un’invenzione molto più recente, avvertita con minore forza dalla popolazione, vissuta come una realtà strettamente amministrativa e burocratica, spesso lontana dal sentimento e dagli interessi concreti dei cittadini. Per non dire che proprio nelle Giunte e nei Consigli regionali, si sono consumati negli ultimi anni gli scandali più grandi e odiosi della nostra politica, dalla Lombardia di Formigoni, fino al Lazio di “Batman” Fiorito, alla Sicilia dei cento addetti stampa e di un numero di fore40 | NUMERO ZERO | 11.2013

stali superiore a quello del Canada, fino alla Emilia dei rimborsi sospetti, tappa più recente di questa insopportabile e sempre rinnovata “banda degli onesti” tricolore. Sempre le Regioni sono, inoltre, fra le cause principali dei nostri disastrati conti pubblici, con le voragini sempre aperte e ripianate a fatica di tanti bilanci della sanità in giro per l’Italia e conti ancora una volta il più delle volte in disordine per quanto riguarda il trasporto pubblico, come esemplifica tragicamente l’esperienza della Eav, la holding regionale campana. E in fatto di sprechi si potrebbe continuare all’infinito, senza grandi differenze da nord al sud: al proposito basterebbe dare un’occhiata agli stipendi dei diversi consiglieri regionali nostrani, con la maggioranza abituata a incassare ogni mese più di Angela Merkel e non pochi casi che in totale superano cifre da capogiro come trecentomila euro annui. La verità è che mettere in discussione l’istituto “Regione” significherebbe mettere i bastoni fra le ruote a tanti potenti sparsi lungo la penisola, “signori delle tessere” che a destra come a sinistra dettano legge con i loro grandi pacchetti di voti. Meglio spostare l’attenzione sulle ben più innocue province. Anche perché puntare il dito contro le Regioni, per i nostri politici, vorrebbe dire riaprire il velo sulle riforme pseudo federaliste realizzate nel 2001: il pasticciaccio concertato dal centro-sinistra nella vana illusione di limitare i disegni leghisti, che ha creato evidenti problemi al nostro sistema istituzionale, senza portare in cambio nessun frutto per i cittadini. Marketicando francescomiscioscia.it


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ZERO POSITIVO

Rubrica medico-scientifica

Tosse, febbre e raffreddore nel bambino:quali farmaci? a cura del dr. GIOVANNI FARINA

Le infezioni delle vie respiratorie superiori colpiscono prevalentemente i bambini al di sotto dei 2 anni di età e quelli che frequentano gli asili e le scuole, rappresentando la causa principale del consulto pediatrico. Raffreddore, influenza, faringite, laringite, sinusite, tonsillite, hanno tutte un’origine virale e questo rende ragione della stagionalità di queste infezioni: i mesi più colpiti sono quelli invernali, le cui caratteristiche climatiche di temperatura ed umidità favoriscono il diffondersi di virus influenzali e parainfluenzali, di rinovirus e coronavirus. L’elevata incidenza di queste malattie in età pediatrica è sicuramente dovuta alla facilità di trasmissione, che avviene per via aerea tramite goccioline di saliva o per contatto con superfici contaminate, ad esempio tramite le mani, con i bambini che si portano spesso le mani o i giochi alla bocca. A volte le infezioni sono seguite da complicazioni batteriche come l’otite media, la polmonite o complicanze anch’esse virali come la bronchiolite, la polmonite. I sintomi delle infezioni delle prime vie respiratorie sono:congestione nasale, starnuti, abbondante secrezione nasale, tosse, mal di gola, febbre. I farmaci antipiretici ( Paracetamolo…) ed antinfiammatori (Nureflex ,Ibuprofene…) sono quelli maggiormente utilizzati nei bambini per la Febbre. Il paracetamolo è la prima scelta tra i farmaci da banco per il suo potere analgesico ed antipiretico e se assunto nelle dosi consigliate ha irrilevanti effetti collaterali ma da usare con cautela nei primi mesi di vita. La tosse

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è un meccanismo fisiologico con cui il nostro corpo si protegge espellendo le secrezioni in eccesso e mantenendo così libere le vie respiratorie. L’uso dei sedativi per la tosse in età pediatrica è controverso perché mancano degli studi sistematici eseguiti direttamente sui bambini. E’ significativo notare come uno studio, abbia dimostrato l’efficacia del miele, classico “rimedio della nonna“, nella sedazione della tosse soprattutto notturna. Il miele non ha effetti collaterali, l’unica prudenza da tenere è nel caso dei lattanti per i quali un’eventuale contaminazione da spore di Clostridium botulinum sarebbe molto tossica. Per i sintomi da raffreddore è pratica comune ricorrere all’Aerosol ogni volta che i bambini presentano tali sintomi. Non esistono evidenze sperimentali che gli steroidi (cortisonici tipo Clenil o Prontinal) inalati siano efficaci e sicuri per i bambini. Questi tipi di farmaci sono indicati per il trattamento dell’asma, pertanto in linea generale se ne sconsiglia l’uso di routine, tanto meno quello di antibiotici, alcuni dei quali sono segnalati come rischiosi per taluni pazienti. E’ comunque indubbio che il vapore inalato tramite aerosol,insieme ad un Mucolitico (Fluibron...) possa alleviare un poco i sintomi delle infezioni delle alte vie respiratorie, grazie al suo effetto emolliente sul muco e al suo effetto lenitivo sulle mucose irritate. L’alternativa alla medicina tradizionale è l’Omeopatia che sta dando risultati sempre più tangibili soprattutto quando l’infezione è virale come per la maggior parte delle patologie parainfluenzali.


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La scarsa conoscenza della lingua anglosassone dei latinensi, surclassati dai residenti tunisini, indiani e rumeni

Sottola media

inglese

Il Centro per l’Impiego del capoluogo conferma: raro trovare un curriculum con esperienze formative nei paesi del Commmonwealth di ILARIA CASTRUCCI

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orremmo stupirvi con effetti speciali o, per entrare nel tema, con special effects. Dirvi che la seconda lingua dei latinensi, dopo l’idioma basso romanesco, è quella universalmente riconosciuta come la più diffusa al mondo (anche se il cinese mandarino le contende il primato). Nothing. Di inglese nel più giovane capoluogo laziale conoscono solo le apposizioni: la zuppa inglese, il prato all’inglese, la media inglese. Quanto alla parlata, un pianto greco, giusto per farvi capire la confusione che ivi regna. Dal Centro per l’impiego di Latina, diapason dell’anglofonìa cittadina in prospettiva lavorativa, giungono notizie quasi imbarazzanti. Frequen-


tato giornalmente da circa 150 utenti che si rivolgono ad esso per ricevere principalmente servizi di assistenza, supporto e consulenza in materia di ricerca di occupazione, il CPI offre un’ampia visione dello stato della cultura sul territorio e dell’importanza della conoscenza dell’inglese sul mercato del lavoro. E’ bastato un colloquio con le addette del Centro sul confronto incrociato tra domanda e offerta lavorativa per far emergere un quadro molto desolante. Dalla loro banca dati, risalta subito un indicatore estremamente significativo: tra le generazioni più giovani, quelle che oggi hanno intorno ai 25 anni e che sono state martellate sin dalle elementari con l’apprendimento della lingua straniera, che hanno usufruito dei viaggi all’estero, che sono cresciuti con i videogames, e quelle più datate, i quarantenni che simili opportunità non le hanno avute, non c’è alcuna differenza. Per entrambe le fasce, il verbo anglosassone è un tabù. Al di là della scuola frequentata (seppur al Magistrale va riconosciuto il premio della migliore preparazione in lingua straniera del territorio), le nuove classi non stanno invertendo la tendenza. Solo chi provvede in proprio, accedendo ai corsi di istituti privati, riesce a cavarsela e a trarne giovamento nel momento in cui c’è da presentare un curriculum. Su di esso, nella stragrande maggioranza dei casi, la casella riguardante esperienze maturate all’estero nei paesi del Commonwealth, compresi quelli del progetto Erasmus, rimane candida. La mazzata finale all’autostima vernacolare dei latinensi emerge dallo screening che il Centro per l’impiego ha effettuato per confrontare la conoscenza dell’inglese da parte dei madrelingua e dei figli di genitori stranieri rispetto ai cittadini autoctoni. Questi ultimi sono surclassati da tunisini, indiani, rumeni, ucraini, bulgari, polacchi, molto più bravi sia nella lingua straniera che nell’informatica. Proprio l’utilizzo del computer, che invece è inserito nella maggior parte dei curricula, e la necessità di confrontarsi con molti vocaboli in inglese, dovrebbe avvicinare gli utilizzatori alla conoscenza del linguaggio universale, ma il più delle volte esso è usato in via automatica senza alcuna capacità di rielaborazione dei contenuti. Ma quali sono i motivi di questa così grave lacuna nella preparazione professionale di molti lavoratori latinensi? Il principale e probabilmente

Al Centro per l’impiego di Latina in media si rivolgono 150 persone al giorno Chiedono assistenza nella ricerca di un lavoro ma tra gli aspiranti i poliglotti sono pochi


Le aziende farmaceutiche e di export richiedono espressamente figure professionali che sappiano dialogare fluentemente in inglese Un requisito non essenziale in altri settori

il più paradossale è che il requisito della lingua inglese nella maggior parte delle aziende pontine non viene considerato fondamentale. Il discorso vale per le commesse, visto che la maggior parte dei negozi non richiede questa cognizione addizionale; per gli impiegati di piccole e medie imprese anche quando queste sono inserite nel processo di internazionalizzazione; addirittura per gli addetti al turismo, probabilmente perché si sottovalutano le potenzialità della città in questo ambito. L’unico settore in cui è espressamente richiesta la conoscenza della lingua di Shakespeare è quello delle azien-

de di import ed expert e del settore farmaceutico, oltre alle attività di receptionist. L’ultima considerazione riguarda l’offerta lavorativa proveniente dall’estero, dove la manodopera italiana è ritenuta d’eccellenza. Al Centro per l’impiego di Latina molte ditte straniere chiedono figure di muratori, piastrellisti, ristoratori ma anche ingegneri e architetti di nazionalità italiana ma che sappiano parlare, leggere e scrivere in maniera fluente l’inglese. E siamo alle solite: se fa fatica un giovane a vent’anni, figuriamoci un elettricista a quaranta.

Turisti o alieni? E come se la passa un turista a Latina? A sentire l’esperienza di qualche malcapitato, è il caso di dirlo, non molto bene. Gli stranieri che visitano la nostra città (di solito parlano un inglese decisamente migliore del nostro) non trovano facilmente latinensi che riescano ad andare oltre i saluti… figuriamoci fare amicizia! Difficile chiedere informazioni per strada o anche farsi servire in un negozio senza parlare inglese. Qualche tempo fa una turista belga raccontò di come, amando viaggiare nel nostro paese, avesse trovato quasi indispensabile imparare un po’ di italiano. Nonostante parlasse correntemente tre lingue, ma non l’italiano, non poteva comunicare quasi con nessuno! Neanche con i tanti latinensi che cercavano di avvicinare la bionda straniera noncuranti dell’evidente “barriera linguistica”. Ecco un altro buon motivo per studiare l’inglese!

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Ma dove vai se

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l’ non lo sai... Le opportunità in più che offre il saper parlare la lingua internazionale di ALESSIA FRATINI

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a crescita dell’Italia passa anche dalla possibilità di comunicare bene con il resto del mondo. La conoscenza delle lingue e, in particolare dell’inglese, diventa una componente importante della competitività di ogni paese in un contesto sempre più globalizzato. Se per chi cerca lavoro l’inglese è ormai requisito fondamentale, per le aziende è d’obbligo. Basta ricordare che l’Italia è la decima nazione nel mondo per esportazioni. Come si possono diffondere i prodotti italiani in altre nazioni e attrarre aziende straniere o fondi esteri senza conoscere l’inglese?! L’Italia è anche il quinto paese più visitato al mondo e il turismo di tipo culturale e naturalistico è un settore molto significativo per l’economia locale.

Una risorsa importantissima, che una diffusa conoscenza della lingua anglosassone renderebbe di certo più florida. Anche nella pubblica amministrazione, parlare inglese può offrire grandi vantaggi. La conoscenza dell’inglese è fondamentale per presentare progetti in ambito comunitario e può attrarre più facilmente fondi dall’Unione Europea. Sono infinite le opportunità che la lingua inglese potrebbe offrire al nostro Paese, è ora di rendersene conto. E’ ora che venga destinata la giusta attenzione anche a livello governativo. Sarebbe vantaggioso anche per quei politici dall’inglese, a dir poco, maccheronico, che forse non afferrano l’importanza e le prospettive aperte dalla conoscenza della lingua del Commonwealth.


English, ultimi in classifica Sono molte le indagini e le ricerche che testimoniano quanto poco gli italiani sappiano le lingue straniere. Secondo il Censis il 66% degli italiani sostiene di conoscere le lingue, se però questa lingua devono anche utilizzarla, le cifre calano vistosamente: la metà degli intervistati ritiene la propria preparazione scolastica, soltanto il 24% ritiene buono il proprio livello e appena il 7% lo giudica molto buono. Ma com’è la situazione dell’Italia rispetto agli altri paesi? L’indagine Language knowledge in Europe, conferma che l’Italia (insieme alla Spagna) è uno dei paesi membri dell’Unione Europea in cui la conoscenza delle lingue straniere è più bassa. Con il 12,4 % di persone che parla inglese, l’Italia si colloca agli ultimi posti della classifica: lontana dai paesi scandinavi, dove oltre la metà della popolazione parla inglese, ma anche dai paesi confinanti che sfiorano il 30%. E, se è vero che la situazione qui sta migliorando (10 punti di differenza tra la percentuale degli anziani e quella dei giovani che parlano inglese), è comunque da segnalare che gli altri paesi avanzano più di noi. Solo il 18% dei giovani (15-34 anni) parla inglese: siamo ultimi in classifica, è la percentuale più bassa dell’Unione Europea. Non a caso, poco meno della metà degli studenti Erasmus in Italia ritiene assolutamente inutile l’utilizzo della lingua inglese nel nostro Paese, e l’altra metà lo considera utile, ma non fondamentale.

Pubblico, privato e fai da te L’inglese si può studiare a scuola e all’università, ma anche in centri privati o con soggiorni nei paesi in cui si parla inglese. Due volte alla settimana o corso full immersion, lezioni individuali o di gruppo, con l’insegnante oppure on-line… l’importante è impararlo! I bambini italiani iniziano a imparare l’inglese dalla scuola primaria, anche se con docenti che non hanno una formazione specializzata per l’insegnamento di una lingua straniera. Nonostante lo studio di questa lingua sia praticato in media 3 ore a settimana in tutti gli istituti sco-

Le scuole integrano le lezioni base con corsi curati da insegnanti madrelingua e scambi culturali e viaggi all’estero E c’è chi investe in iniziative personali lastici secondari, l’apprendimento nella maggioranza dei casi rimane a un livello scolastico. A Latina fanno eccezione gli istituti superiori che hanno corsi con indirizzo linguistico (il Liceo scientifico E. Majorana e l’Istituto A. Manzoni), che offrono anche ore di lezioni con docenti madre-lingua e la possibilità di scambi culturali con studenti di altre nazioni per migliorare la preparazione. Molti istituti offrono poi corsi aggiuntivi fuori dall’orario scolastico, pagati dagli studenti, e si possono sostenere gli esami per gli attestati che certificano il livello di padronanza linguistica a livello internazionale. L’apprendimento offerto dalla scuola pubblica, però, in molti casi è poco innovativo e legato a vecchi modelli di studio. Questo è uno dei motivi per cui sempre più persone si rivolgono a corsi d’inglese privati che si avvalgono di metodologie innovative e praticano situazioni di conversazione. Negli anni, la tipologia di persone che decidono di migliorare il proprio inglese è diventata più varia, forse anche a causa della situazione economica. Ci sono studenti di tutte le età: giovani, i figli dei 40enni50enni, generazione che parla poco l’inglese e vede il corso privato come un investimento nel futuro dei figli, e studenti universitari, che magari vogliono prepararsi all’università o hanno in programma di proseguire

gli studi all’estero. Ma l’obiettivo finale sembra per tutti essere la ricerca del lavoro: circa la metà di chi frequenta corsi privati spera di aumentare le sue probabilità di assunzione. Acquisire una padronanza della lingua straniera più diffusa nel mondo costituisce, infatti, un requisito importante nel curriculum. Non solo per chi ha intenzione di lavorare fuori dall’Italia, ma anche per chi cerca lavoro a livello locale: che si tratti di multinazionali del settore chimicofarmaceutico o di piccole realtà che vogliono avere contatti con l’estero, la conoscenza dell’inglese è sempre più una competenza irrinunciabile nella valutazione di un candidato.


Lavoro: quel 20% in più di possibilità

zazioni, come quella del manutentore meccanico, è importante averlo nel proprio bagaglio culturale.

Quanto incide la conoscenza della lingua inglese nella ricerca di lavoro? Ovviamente dipende dal tipo di occupazione, ma è sicuramente una marcia in più nel momento delle selezioni: si stima che l’inglese offra il 20% in più di possibilità di trovare lavoro. Soprattutto nel settore chimico e farmaceutico e, ovviamente, in tutti i lavori riguardanti l’import-export è difficilissimo essere assunti se non si conosce l’inglese. È meno richiesto nelle figure tecniche, però in alcune specializ-

Allenarsi con gli attori Una fonte semplice per migliorare la conoscenza dell’inglese è guardare programmi e film in lingua originale. Alcuni canali TV permettono di vedere le trasmissioni anche in lingua originale, spesso sottotitolati e su Internet si può trovare praticamente di tutto: film, serie TV, cartoni animati, documentari etc… L’im-

Un buon metodo per apprendere è ascoltare i film in lingua originale Chissà se le star di Hollywood non doppiate dagli attori italiani hanno lo stesso fascino

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portanza dei media per l’apprendimento spontaneo della lingua inglese è fuori discussione e in molti pensano che forse sarebbe meglio abbandonare il doppiaggio e smettere di sottotitolare in italiano film e i telefilm. Infatti, tutti quei paesi che non eseguono il doppiaggio dei prodotti audiovisivi hanno un grado maggiore di conoscenza delle lingue straniere, e in particolare l’inglese. Al contrario, i paesi che attuano il doppiaggio ne possiedono una conoscenza scarsissima. Oltre all’evidente opportunità di migliorare la pronuncia ascoltando i programmi in lingua originale, si possono imparare frasi colloquiali e nuovi termini. Senza contare che spesso non conosciamo neanche la voce dei nostri attori preferiti. Che valutazione potrà mai essere la nostra, se in realtà ascoltiamo la recitazione di un altro attore? Prima di rispondere però ribaltiamo la situazione con qualche esempio: perderebbe qualcosa la recitazione di Mastroianni, Benigni o della Magnani, se fossero doppiati? Potremmo comunque apprezzare appieno la loro recitazione? Forse, in fin dei conti, il doppiaggio della quasi totalità dei prodotti audiovisivi trasmessi in Italia rappresenta uno svantaggio più che un vantaggio.


A che serve?

LINGUA FRANCA – L’inglese è la lingua ufficiale delle comunicazioni internazionali e della navigazione aerea e marittima, lingua internazionale della scienza, dell’economia, dello sport e dello spettacolo. Nel mondo globalizzato, capita sempre più spesso che persone di diverse nazionalità si trovino a dover collaborare ed è necessario poter comunicare in inglese. Vogliamo farci trovare impreparati?

A che serve conoscere l’inglese? che piaccia o meno l’inglese è la lingua franca e chi non lo parla è svantaggiato. Qualcuno può forse negarlo?! È di fondamentale importanza conoscerlo, l’inglese è un vero passepartout. Che si tratti di viaggi, lavoro o tempo libero studiare l’inglese significa aprire la strada ad altre opportunità.

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JOB - È ormai diventato un requisito fondamentale nel mondo del lavoro. Esistono oramai pochissime professioni che non richiedono (almeno) la conoscenza della lingua inglese e lavorare in alcuni settori senza parlarlo è diventato impossibile. La conoscenza dell’inglese è sempre stata una chance per trovare lavoro, ora è quasi irrinunciabile.

LEARNING – Erasmus, scambi culturali, viaggi-studio… sono molte le iniziative in campo per facilitare l’incontro tra diverse culture a livello scolastico e l’inglese è indispensabile, ancor più se si tratta di Università. La maggior parte delle pubblicazioni in campo scientifico vengono fatte proprio in inglese, risulta difficile immaginare una carriera universitaria senza la padronanza della lingua. TRAVEL –L’inglese è il mezzo principe per la comunicazione interculturale: una risorsa preziosa per viaggiare, non solo nei paesi anglofoni, ma in qualsiasi altra parte del mondo. È uno strumento formidabile per entrare in contatto con nuove culture e tentare di comprenderle. Conoscendo l’inglese si è sicuramente compresi, si trovano più facilmente informazioni e nuovi amici. Un viaggio, in fin dei conti, è molto più di uno spostamento fisico e geografico.

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CULTURE – Di sicuro si guadagna in cultura, conoscere una lingua non è solo imparare delle parole straniere. Significa conoscere un altro modo di vedere il mondo e poterne apprezzare anche la letteratura. Proprio come i capolavori Pirandello o Dante perdono molto se tradotti, allo stesso modo gli scritti di Joyce o le opere di Shakespeare si fanno apprezzare meglio se lette in lingua originale.

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NEOLOGISMS - La nostra vita quotidiana è impregnata di termini inglesi e tutti utilizziamo parole e acronimi di cui, in molti casi, non conosciamo neanche il significato. I nuovi vocaboli dei media, della tecnologia, della scienza, della finanza e persino della politica sono in gran parte neologismi inglesi e senza traduzione in italiano (es. premier, governance, spread, spending review). Conoscendo l’inglese si evita il rischio di diventare analfabeti di ritorno (già il 50% degli italiani non riesce a capire appieno quello che legge stando a una ricerca dell’Ocse). Molte sono le parole straniere che hanno affiancato o sostituito i termini italiani, ma ora dobbiamo confrontarci con tantissimi termini che non hanno un corrispettivo in italiano. Insomma ormai bisogna conoscere l’inglese per capire l’italiano!

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INFORMATION - Per essere sempre aggiornati e poter sentire cosa pensa il resto del mondo l’inglese è indispensabile. Spesso ci lamentiamo dell’informazione in Italia, perché non provare cercare altrove le informazioni che ci interessano? Nell’era di Internet non abbiamo più scuse per l’ignoranza.

BRAIN TRAINING - È importante stimolare e far lavorare i propri neuroni, per mantenere giovane il nostro cervello. Imparare una lingua straniera è un ottimo allenamento e un rimedio molto efficace contro l’invecchiamento del cervello. Forse più utile del Sudoku… FRIENDS & PARTNER – Con l’inglese abbiamo maggiori possibilità di fare amicizia con persone straniere e magari per incontrare trovare l’anima gemella? La nostra società è sempre più multiculturale: molti sono stranieri che vivono in Italia e molti italiani viaggiano, soggiornano, per periodi più o meno lunghi, o vanno a vivere in un altro paese.Situazioni che facilitano la nascita di coppie miste, tutti ne conosciamo almeno una!

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MUSIC - Quante volte ci troviamo a canticchiare (e forse un po’ a storpiare) qualche canzone in inglese? Nella migliore delle ipotesi, afferriamo giusto il significato di qualche parola. Non sarebbe interessante sapere che cosa dice? Potrebbe rivelarsi un modo per apprezzare appieno i testi, che in alcuni casi sono simili a poesie, per migliorare il nostro inglese o per evitare brutte figure. Spotify, il servizio di musica in streaming, ha realizzato un sondaggio sulle hit i cui testi vengono più spesso travisati. Al primo posto in classifica tra le hit c’è “I don’t want to wait” di Paula Cole (brano diventato famoso grazie al telefilm Dawson Creek) trasformata in un maccheronico “Adouanaueii”. Meglio darsi da fare anche per non ritrovarsi nel 50% degli utenti che, secondo il sondaggio di Spotify, storpiano e sbagliano le parole quando canticchiano le canzoni, no?


Una giornata in coda alle Poste Centrali di Latina, con escursione alla filiale del Quartiere Nascosa Dagli anziani mattutini ai ritardatari della chiusura, il surreale popolo che affolla il tempio dei bollettini e delle raccomandate

di marco petrone

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ettiamoci nei panni dei nostri nonni: è evidente, in ottanta anni è cambiato tutto. La nostra città, il mondo intero sembra girare più velocemente di quanto facesse fino a qualche decennio fa. La vita di ognuno di noi è, nel migliore dei casi, frenetica. Ammettiamolo pure, non siamo più capaci di gustare le piccole cose, il tempo la fa da padrone e quello che abbiamo a disposizione è sempre poco e mai abbastanza. Se li lasciassimo parlare, i nostri nonni, direbbero: “Calma!”. Tutto corre, tutti corrono; una volta c’era tempo per chiacchierare, oggi c’è internet, oggi quel tempo a disposizione non si vuole trovare. Viene difficile immaginarseli, i nostri nonni, alle prese con email, file, whatsapp, skype e chi più ne ha più ne metta; è cambiato il mondo intero per loro, non c’è dubbio. E allora capita che in un frenetico lunedì qualunque ci venga voglia di presentarci, come spettatori non paganti, sul ring


capace di ospitare nella maniera migliore l’eterno confronto tra passato e presente, il luogo delle discussioni più accanite, dei fraintendimenti e dei nervi tesi, l’edificio che in otto decenni ha ospitato migliaia di cittadini, migliaia di visi stanchi e provati, passati di lì con l’unico intento di spedire, ritirare o pagare qualcosa. Le Poste Centrali di Latina sono il posto più felliniano del capoluogo, dove il grottesco è normalità e la vita scorre così lenta che quando viene sera non sai mai di quale giorno. Per entrare nel Tempio dell’attesa, bisogna autocertificarsi calma e sangue freddo, reprimere all’origine qualsiasi idea di risoluzione sbrigativa delle proprie formalità, in poche parole mettersi l’anima in pace. Inaugurato assieme alla città, il 18 dicembre 1932, il Palazzo delle Poste deve la sua esistenza all’architetto Mazzoni. Inizialmente era dotato di una trionfale scalinata, buttata giù per motivi ignoti, forse da qualcuno eccessivamente scaramantico. Fa sorridere apprendere che per l’intera costruzione il Ministero mise a disposizione circa 890.000 delle vecchie Lire (quasi

mezzo Iphone!). Eh sì, è cambiato il mondo per i nostri nonni. Mai avrebbero immaginato nella loro vita che nello stesso luogo dove inizialmente si vidimava a mano con mille timbri, si spedivano semplici pacchi e, al massimo, si inviavano cartoline postali a parenti o amici, si sarebbe arrivati al pagamento di bollettini online con la possibilità, se affamati, di prendersi qualcosa al distributore degli snack e, se annoiati, di comprare qualche rivista. O addirittura di intestarsi una scheda sim per il proprio telefono cellulare, con la possibilità di usufruire di sconti o tariffe vantaggiose. Fantaposta, ottanta anni fà. Nel 2013, tutto questo è possibile, nuovi servizi e tecnologie a disposizione dell’essere umano dovrebbero portare giovamento all’intero servizio postale, snellire le procedure, rendere molto più rapide le operazioni, facilitare accesso e ridurre i tempi di attesa. Il condizionale è d’obbligo. La fila alla Posta è atavica, congenita, insita nella natura stessa dell’istituto. In Italia non basta pagare, bisogna anche mettersi in coda. Idem per la riscossione. Attendere prego.

Orari Uffici Postali

Nel Comune di Latina ci sono diversi uffici dislocati nel centro cittadino e in periferia. Può essere utile averli a mente per risparmiare un po’ di tempo: di solito negli uffici fuori città c’è meno coda (e qualche problema di connessione, di tanto in tanto). In Centro, orario continuato: Lun - Ven 8:20 – 19:05 (Sab 8:20 12:35) LatIna centro Piazzale Dei Bonificatori, 8 LatIna 2 Via Enrico Toti, 16 In Centro, solo mattina: Lun - Ven 8:20 – 13:35 (Sab 8:20 12:35) LatIna 1 Via Veio, 32 LatIna 3 Via Degli Elleni, 28/30 LatIna 4 Via Priverno, 43/45 LatIna 6 Largo M. Cesti, 8 LatIna 5 Strada Congiunte Destra, Snc Borghi, solo mattina Lun - Ven 8:20 – 13:35 (Sab 8:20 12:35) BorGo pIaVe Via Piave, Snc BorGo SaBotIno Strada Sabotino, Snc BorGo carSo Via Campominore, Snc BorGo FLora Via Filippo Corridoni 70 BorGo poDGora Strada Podgora, 100 BorGo BaInSIZZa Strada Della Speranza, 40 BorGo monteLLo Strada Della Sterpara, 29/31 BorGo FaItI Via Conti D’aquino, 24 BorGo Grappa Strada Litoranea, 254 BorGo San mIcHeLe Via Capograssa, Snc Latina Scalo, orario continuato: Lun - Ven 8:20 – 19:05 (Sab 8:20 12:35) StaZIone Viale Della Stazione, 166/170


Codice di avvilimento postale L’apprendere e il realizzare di dover passare una giornata alle Poste ci scombussola l’organismo, la reazione naturale è di assoluta disperazione, intolleranza a ciò che sappiamo ci sta già aspettando con perfidi piani di attesa e ritardi vari. Alzi la mano chi riesce ad associare le Poste Italiane ad un pensiero felice, di distensione. Come detto, è lunedì, l’orario di apertura recita otto e venti ma un quarto d’ora prima ci sono già i primi audaci che all’esterno dell’edificio assumono movenze da avvoltoi vicino la porta d’ingresso. Un minuto prima del previsto arriva il fischio d’inizio e con spocchia mal celata da eleganza e finto disinteresse ognuno dei presenti si assesta in una specie di oriz-

zontale colonna umana per ritirare il proprio numero d’attesa. Pur essendo a malapena all’orario di apertura, ci collochiamo in diciottesima posizione sulla griglia di partenza. La sala è riempita per circa due terzi da anziani, i guerrieri dell’alba. Iniziamo ad osservare con curiosità i più piccoli dettagli e ci accorgiamo rapidamente che, su sedici potenziali sportelli, solamente sei stanno effettivamente operando con annessi funzionari. In mezz’ora l’edificio si riempie, la calca comincia ad essere imponente: il brusio prima appena percepito diventa ora costante sottofondo ad un’atmosfera più che altro cupa. Qualche pc comincia a dare problemi, interviene un supervisore tra il disappunto di un signore e l’imbarazzo dell’impiegato di turno. Le persone in attesa, anziani su tutti, si ritrovano in gruppetti improvvisati in cui il tema principale di discussione è la scarsa qualità del servizio erogato dalle Poste, della situazione critica dell’Italia in gene-

rale e delle vittime sociali di questa catastrofe politico-economica che, gira e rigira, alla fine sono sempre loro: gli anziani. Segue un momento di calma apparente. Un signore abbastanza in là con gli anni alza la voce mentre è al telefono con la propria moglie nel tentativo di spiegarle come recuperare un numero di cellulare direttamente dalla sim, e noi conveniamo che sarebbe quasi più facile per l’uomo in questione cercare di far capire alla propria donna la regola del fuorigioco calcistico. Dopo quasi un’ora e mezza di attesa sarebbe il nostro turno, ma con spirito di sacrificio cediamo il posto ad una bella signora che altrimenti sarebbe invecchiata lì perdendo gli anni migliori della propria vita; la scrutiamo nei momenti delle operazioni postali, passano dieci minuti, venti poi trenta. La nostra beneficenza manda in tilt le Poste, speriamo che nessuno abbia notato il nostro gesto passibile di violenza accecante da parte di altri cittadini in fila. Analizziamo qualche viso singolare, tra le operatrici notiamo acconciature quantomeno opinabili così come scelte di rossetti da vietare alle minorenni. Ci guardiamo intorno, qualcuno compra riviste e portachiavi in vendita all’entra-

Altroconsumo: alle Poste di Latina l’attesa più lunga d’Italia 42 minuti d’attesa, questo il tempo che passa prima di essere serviti in un ufficio postale di Latina. Secondo l’inchiesta di Altroconsumo il capoluogo pontino è maglia nera, insieme a Palermo, a fronte di un’attesa media nazionale che sfiora la mezz’ora e ben lontana da Bolzano, prima con soli 16 minuti di coda. L’attesa agli sportelli in effetti è l’aspetto che più condiziona il grado di soddisfazione degli intervistati, con l’insoddisfazione per l’esiguità del numero di sportelli aperti.

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ta; una signora, stanca di aspettare, dona il proprio numero di attesa ad una amica che, dopo un primo momento di sincera eccitazione, si accorge che dal cinquantasette sarebbe avanzata addirittura, udite! udite! al cinquantasei. Alle undici passate l’aria si è fatta densa, circa cento i presenti; nella chiamata dei numeri non si segue un ordine preciso, dalle richieste evidentemente visualizzate, si prediligono talvolta i servizi finanziari, così come spedizione pacchi, pagamenti vari, eccetera. Intorno a mezzogiorno optiamo per un inedito cambio di programma e decidiamo di cambiare momentaneamente palcoscenico in favore della succursale delle Poste sita nel Quartiere Nascosa, certi sia pronta ad offrirci nuove ed emozionanti avventure (la realtà è che abbiamo due raccomandate da ritirare). L’orario ci penalizza, ci posizioniamo al cinquantatre quando al momento si sta servendo il trentotto; tutto perfetto, se non fosse che qui l’edificio è grande un decimo di quello principale, gli sportelli in funzione sono quattro e uno solo si occupa di raccomandate e similari. Qui l’atmosfera è più intima, come pure l’aroma che circola nell’aere. Tutti sembrano ascoltare un nonno che sta leggendo una favola alla ni-

Quando evitare l’ufficio postale Qualche consiglio per evitare i momenti di maggiore affluenza agli uffici postali. Nel mese, è preferibile evitare la prima metà: periodo in cui si riscuotono le pensioni (all’incirca fino al giorno 15). Nella settimana, i giorni in cui è meglio tenersi lontani dagli uffici postali sono lunedì, venerdì e sabato e, in generale i prefestivi. Da evitare anche il cambio del turno, intorno alle 14:00, negli uffici che sono aperti tutto il giorno.

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Una signora stanca di aspettare dona il proprio biglietto alla vicina che dopo un balzo di entusiasmo si accorge che avrebbe avanzato di un solo numero

potina, c’è un qualcosa di meraviglioso anche nel cigolio perenne della porta scorrevole all’entrata, evidentemente non ben oleata. Quasi in chiusura ritiriamo le multe (ahinoi!), affoghiamo in un doloroso silenzio la rabbia accumulata. Dopo pranzo c’è appena il tempo di riordinare le idee e recarsi nuovamente nella Prigione di Piazzale dei Bonificatori. Sì, le Poste Centrali. Adesso ne abbiamo cinquanta davanti e, se andassimo di fretta, saremmo presi dallo sconforto come la maggior parte dei presenti. A pensarci bene, se avessimo davvero premura, mai e poi mai ci recheremmo al Palazzo delle Poste. I volti sono tutti diversi rispetto alla mattina e il nostro timore di essere riconosciuti da qualcuno è presto fugato. Gli im-

piegati adesso sono addirittura otto, sembrano più esperti e reattivi dei loro predecessori, ma agli occhi stanchi dei cittadini in fila hanno sempre lo stesso mostruoso aspetto da bradipo. Usciamo a prendere una boccata d’aria nel Piazzale e cerchiamo di rilassarci, ma neanche all’esterno è possibile ottenere la pace dei sensi, l’edificio ha, evidentemente, un’aura negativa che si ripercuote anche nei dintorni più prossimi: uno stormo di piccioni, certamente spaventato da qualche forte rumore, decide che è il momento giusto per volare via e per bombardare tutto ciò che gli capiti a portata di...”mano”. Nessun caduto, ci salviamo per un pelo da questa impari battaglia e decidiamo, quasi obbligati, di rientrare. Ci avviciniamo


lentamente ai minuti finali, di chiusura, e la tensione cresce. C’è ancora chi ha il coraggio di entrare, prendere il numero, e mettersi in fila. Decidiamo di fare una capatina nei sanitari per poter essere al meglio delle condizioni in questi concitati momenti, ma – sorpresa – i bagni non ci sono! Restiamo scossi dall’incredibile scoperta e il nostro pensiero va a chi, del bagno, anche in Posta, ha bisogno davvero. Quando mancano cinque minuti alla chiusura ufficiale dell’edificio è un’altra la scoperta che merita le nostre attenzioni: l’orologio affisso in bella vista in mezzo alla sala d’attesa, volutamente o no non lo sapremo mai, va ben dieci minuti avanti! Dieci minuti precisi, quelli che per intenderci sono bastati per far desistere parecchi ritardatari dal desiderio di sbrigare le proprie commissioni postali. Torniamo ai fatti, quelli reali, e allora prendiamo atto che l’agonia

Evitare la fila, soluzioni tecnologiche Per evitare l’odiosa coda possiamo anche utilizzare altri strumenti. Oltre alla Domiciliazione Utenze, ovvero fatture addebitate direttamente su conto corrente, e al pagamento nelle tabaccherie con servizio Lottomatica, è possibile prenotare un Appuntamento a domicilio. Per fissare l’appuntamento si può chiamare il numero 803.160 (gratuito da numero fisso, scegliendo Servizi a domicilio nella sezione Servizi postali, Servizi Finanziari e Posteshop) oppure collegarsi a internet e riempire il modulo di contatto all’indirizzo internet www.poste.it/online/ posteitalianeperte/home.do. A Latina il servizio di Appuntamento a domicilio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00 e costa solo un euro in più di quanto si pagherebbe allo sportello.

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in quel centro di massacro psicologico durerà ben dieci minuti in più di quanto preventivato. La sala è ancora abbastanza piena e lo scetticismo nel credere che tutti saranno serviti in tempo cresce col passare dei minuti. Sette e cinque passate, siamo in zona Cesarini: una responsabile avverte a gran voce i presenti che solo chi ha ritirato il proprio numero d’attesa in tempo verrà servito. In un batter

d’occhio sono quasi le otto, lasciamo il Palazzo insieme agli ultimi cittadini stravolti dall’attesa disumana e ci avviamo verso casa. E’ il momento di tirare le somme, con una considerazione d’inevitabile comparazione generazionale. Il rito della fila alle Poste, mitizzato a Latina quanto nel resto del paese, ha resistito all’ottuagenaria storia della città. Se in origine, quando i ritmi di vita erano meno


serrati, l’istituto rappresentava anche un luogo di aggregazione e di socializzazione per cui lo si concepiva per l’utile e il dilettevole, oggi nell’era del virtuale e della multimedialità è visto come un ritorno al passato, una dolce condanna da contrappasso. Nessun progresso potrà battere l’indole umana.

Evitare la fila, soluzioni del cliente e del furbo

Due scoperte complicano la vita agli utenti già provati dall’estenuante attesa: l’assenza degli indispensabili servizi igienici e un orologio che va avanti dieci minuti

Sei cliente delle Poste? Corsia preferenziale. Infatti, per chi usufruisce dei servizi bancari e finanziari delle Poste, la fila è sempre più corta rispetto a un comune cittadino. Con Postamat si possono effettuare operazioni di prelievo e pagamento, pagare i bollettini postali e ricaricare il credito dei cellulari. Il turno dei possessori di questa carta di debito arriverà automaticamente prima degli altri in attesa nell’ufficio postale. Attenti ai furbi, però! Spesso non viene chiesto di mostrare la carta e i furbi ne approfittano per risparmiare tempo a discapito degli altri. Anche i possessori di PT Business, la carta destinata gratuitamente a chi possiede una partita IVA, possono accorciare la fila nel momento in cui si va a prendere il numero. Aggiungiamo in conclusione due stratagemmi “fantasiosi”. Utilizzare lo sportello per la spedizione dato che quando la spedizione di lettere e pacchi postali è associata al pagamento dei bollettini non fanno fare la doppia fila. Così accade che per evitare la fila qualcuno spedisca una lettera tanto per accorciare il tempo di attesa. E infine, un nuovo lavoro: si racconta di persone in attesa vicino alla macchinette con biglietti numerati da vendere… Pagheresti qualcuno per fare la fila al tuo posto?

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Poste o banche? Gli Uffici postali stanno diventando sempre più simili a sedi bancarie. Poste Italiane negli anni, pur mantenendo i servizi postali essenziali, ha introdotto progressivamente una serie di altri prodotti, con corposi investimenti in servizi finanziari, assicurativi e commerciali. Diversificare l’offerta, non è una strategia dannosa purché non venga leso un diritto primario del cittadino.Insomma, l’azienda non deve abbandonare la propria missione storica anche se vuole concentrarsi su altri affari: il servizio universale è sovvenzionato dallo Stato e quindi pagato dai cittadini… Poste Italiane è tenuta a farsene carico, anche perché non si tratta solo di oneri! La copertura di tutto il territorio nazionale, garantita per offrire il servizio postale all’intero Paese, permette all’azienda di sfruttare i 14mila uffici postali come sedi per i servizi paralleli al tradizionale recapito, con ottimi ricavi. E così esistono utenti privilegiati, ai quali sono concesse corsie agevolate e più rapide, e utenti snobbati, costretti a lunghe attese per pagare una semplice bolletta. Vi sembra giusto? Se volete, potete segnalare l’eccessiva attesa in coda, l’ambiente inadeguato, il mancato funzionamento dell’ATM o altri disservizi, compilando il modulo di reclamo all’indirizzo internet: www.poste.it/azienda/posterisponde/reclami/lettera/reclamo.html ha collaborato Alessia Fratini

L’azienda ha diversificato l’offerta con prodotti finanziari e commerciali Ma esistono corsie privilegiate per accedere ai servizi più rapidamente

Qurami, l’app che taglierà la fila In un futuro, si spera prossimo, basterà uno smartphone e l’applicazione Qurami per mettersi in fila virtualmente ed evitare di farla fisicamente. L’applicazione, disponibile gratuitamente su internet, offre una soluzione semplice ed efficace per minimizzare il tempo passato in coda: con Qurami si può controllare quali uffici hanno meno fila e prendere il numeretto direttamente dal cellulare! Qurami ci permette di sapere in tempo reale quante persone ci sono prima di noi e ci avverte quando il nostro turno si avvicina. Il servizio è disponibile per qualsiasi struttura che gestisce code: da ambulatori medici a grandi strutture ospe-

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daliere, da università a parco giochi, da banche a tutte le strutture della Pubblica Amministrazione. Diverse università (tra le quali La Sapienza, Tor Vergata, RomaTre e Luiss) e importanti enti pubblici utilizzano già Qurami, ma sul sito ufficiale è possibile segnalare uffici in cui vorremmo usufruire del servizio salvatempo… tutti a segnalare le poste su www.qurami.com

Sapevatelo: niente fila per anziani e disabili, lo dice la legge! “L’Ente Poste Italiane promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli”, così recita l’articolo 2 del Decreto del Presidente del Consiglio di gennaio 1996 in merito alla “Carta della qualità del servizio pubblico postale”. La legge tutela le categorie deboli, permettendo loro di non attendere in coda. Ricordiamolo…


LE ATTESE VIA CAVO L’avventurosa telefonata con il Contact Center Integrato INPS – INAIL

di ILARIA CASTRUCCI

Comunicare con l’Inps non è mai stato tanto facile, basta chiamare il Contact Center ai numeri 803-164 da rete fissa – 06164164 da mobile oppure inviare una mail tramite il servizio InpsRisponde. Beh, chi non rimane sorpreso di cotanta efficienza, quando si dice sveltimento delle procedure amministrative. Hai capito l’Inps che bravi, un esempio per tutte le amministrazioni! Ma l’illusione di vivere in un paese efficiente dura un attimo il tempo di prendere il telefono e... Voce gracchiante dall’altro capo del telefono che per prima cosa chiede di selezionare la lingua e se non ci si sbriga, ci tocca ascoltare la stessa frase in circa 10 lingue. Il “contatto metallico” prosegue dilungandosi sulla solita manfrina del trattamento dei dati personali, poi, la Voce chiede di selezionare il servizio per cui si chiama. Alleluia, entriamo nel cuore della conversazione! Ma la Voce continua: per sapere gli orari di apertura e chiusura uffici? per servizi Inps? per servizi Inail? per la gestione dei dipendenti pubblici? per i servizi ex Enpals? ex Ipost? Primo bivio: una persona anziana o di nazionalità diversa da quella italiana entra in confusione, mentre il cittadino italiano di età e cultura media forse riesce a selezionare il servizio. Ipotizziamo di selezionare il servizio più frequente, ovvero quello dell’Inps. Pronti? la Voce gracchiante chiede che il soggetto si qualifichi ed eventualmente per quale ente chiama. E si ricomincia: servizi al cittadino? La persona normodotata dentro di sé si domanda quali sono i servizi al cittadino che offre l’Inps? perciò attende che venga snocciolato il resto dell’elenco per capire se, nel seguito, c’è precisamente il servizio di cui ha necessità di reperire informazioni. La Voce

prosegue: artigiani e commercianti? aziende agricole o con dipendenti? Si chiama per conto di un patronato o comune? E’ un medico che chiama per comunicazione o rettifica dei certificati medici? Ex ipost? Prendere appuntamento? Oddio quale tasto dobbiamo selezionare? Le mani iniziano a sudare, rapidamente ripassiamo quanto ci ha detto la voce (no non sono un medico, no non sono

una azienda, sono un cittadino? Si lo sono, chi altro dovrei essere?) E allora selezioniamo servizi al cittadino. Sembra di giocare alle scatole cinesi. Come aprendo una scatola dentro se ne trova un’altra, così avviene con il Contact Center, selezionato un servizio ne vengono enunciati altri 10. Perciò pigiato il tasto che corrisponde al cittadino (sempre se nel frattempo non ci siamo confusi tra

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numeri, servizi e qualifiche), la Voce chiede di indicare quale argomento ci interessa: pensioni e invalidità civile? (ma non faceva parte dell’elenco di cui al primo step? Teniamoci il dubbio!) disoccupazione e cassa integrazione? assistenza codice pin? informazioni circa il lavoro domestico? gestione vaucher lavoro occasionale? Ultima opzione “Per tutte le altre info premere 9”. Le mani sudano sempre più e l’orecchio al telefono si sta iniziando a fare rosso, seguono momenti di indecisione prima della salomonica decisione. Premiamo il tasto 9 e selezioniamo “tutte le altre informazioni”. Cosa avviene ora? Di nuovo il “contatto metallico”: occorrono copia estratti conto dei pagamenti erogati dall’Inps? Copia estratti conto dei contributi versati? Si vuole parlare con un operatore? Ipotizziamo che servono gli estratti

conto dei contributi versati, are you ready? La voce afferma che per ottimizzare le procedure si chiede di pronunciare il proprio nome, cognome e data di nascita. Chi non si sente un po’ ridicolo nel pronunciare i propri dati come se fosse un robot e dire confermo o meno quando la Voce lo ripete? e trovarsi a parlare con una segreteria telefonica dall’altra parte del telefono che neanche capisce il tuo nome: Gianna, e lei Zanna? No, Gianna, Zanna? no. Al terzo tentativo non andato a buon fine che si fa, la Voce “Siamo spiacenti (a chi lo dice è già mezz’ora che siamo al telefono!) l’identificazione automatica non è riuscita, rimanga in attesa di un operatore. Viene voglia di piangere, di lanciare il telefono, trasferirsi anni luce dall’Italia e magari su un’isola deserta tipo “Laguna Blu” ma non dobbiamo mollare, dobbiamo farci forza e

tenere a bada l’ansia da tecnologia al telefono. Non rimane altro che attendere fiduciosi l’operatore, oasi verde nel deserto delle informazioni gracchianti ma, fatevi una risata, dopo un’altra ora passata al telefono con l’operatore che chiede i propri dati, il nuovo ostacolo è la fissazione di un appuntamento per parlare con il personale responsabile, che succede? che l’operatore, suo malgrado, non può fissare alcun appuntamento perché tutte le date nei successivi 3 mesi sono occupate e possono essere presi appuntamenti solo nell’arco temporale dei tre mesi dalla telefonata. Non spaventatevi non è sempre così, solo a volte, quel che è certo è che dovete mettervi comodi sul divano con pacchetto di patatine in grembo. Anche se il rischio che il servizio si areni al primo scoglio della data di nascita è reale.

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UNA CITTÀ A MISURA DI

bambino


Il “Family Friendly” a Latina: luoghi e opportunità per le doppie esigenze di genitori e figli La mappa di locali, negozi e ristoranti che offrono servizi per le mamme e i loro pargoli di ILARIA CASTRUCCI

Il week-end si avvicina e nelle scuole tra i genitori che attendono i pargoli all’uscita serpeggiano sempre le stesse domande: “Che fare tutti insieme il sabato e la domenica? Dove andare per trovare un po’ di divertimento e serenità senza necessariamente portarsi dietro la seggiolina che si attacca al tavolo del ristorante che puntualmente non regge o, peggio ancora, lo zaino con i giochi che poi occorre mezza giornata per raccattarli tutti? Troveremo il

menù giusto per i nostri bambini e un fasciatoio per poterli cambiare senza ricorrere ai sedili posteriori dell’auto? Per rispondere a queste domande abbiamo pensato di stilare una lista di luoghi a misura di famiglia che soddisfino le esigenze di grandi e piccini, consapevoli che la vita sociale con i pargoli al seguito a volte presenta numerosi ostacoli. Avviciniamoci, dunque, alla cultura del “family friendly” “bimbo friendly”, già ampiamente conosciuta nelle realtà metropolitane di Roma, Bologna, Milano, sperando

che questo sia il primo passo verso la creazione di una vera e propria città a misura di bambino e, al contempo, sia da stimolo a tutti coloro che operano nel terziario per creare nuove opportunità di investimento in una città come Latina in cui si contano più carrozzine e passeggini che persone adulte.


Le categorie che prenderemo in esame sono: ristoranti, negozi, bar, parchi, hotel, agriturismi, supermercati, teatri, centri estetici, parrucchieri, musei, ed anche le varie manifestazioni localizzate sia a Latina che in tutta la Provincia. I servizi che evidenzieremo saranno: spazio per passare con carrozzine e passeggini, presenza di luoghi per allattare con discrezione o che diano la possibilità di utilizzare scalda pappe, fasciatoii e servizi igienici puliti, mezze porzioni e baby menù anche per i più piccoli, giochi ed intrattenimenti, parcheggi rosa, manifestazioni o tragitti enogastronomici che contemplino percorsi e laboratori didattici. Insomma oggetto della nostra attenzione è tutto ciò che consenta ai genitori di divertirsi con i propri bambini creando il giusto rapporto tra cultura, svago, benessere e conciliazione dei tempi ed esigenze di tutta la famiglia. CONTATTA IL NUMERO ZERO Per segnalazioni su nuovi locali e punti commerciali che offrono servizi per genitori e figli è a disposizione la pagina Facebook di Numero Zero. Un modo per diventare cittadini attivi, implementando la mappa e dando un aiuto in più alle famiglie latinensi.

COMUNE DI LATINA - Abbonamento rosa – Via Neghelli 44 Latina Il Comune di Latina prevede la possibilità, per chi ne faccia richiesta, di rilasciare alle donne in stato di gravidanza un abbonamento gratuito per il parcheggio sulle strisce blu, valido per l’intero periodo di gestazione e su tutte le strade di Latina, fatte salve quelle indicate come zone ad “alta rotazione” appositamente segnalate con cartellonistica e le zone a pagamento situate nella Marina di Latina. Per ottenere il contrassegno occorre recarsi presso l’ATRAL SpA (ex Urbania), in Via Neghelli a Latina e compilare un modulo di richiesta, allegando certificato del ginecologo che attesti la data presunta del parto, copia della carta d’identità della gestante e copia della carta di circolazione dell’ auto sulla quale s’intende apporlo.

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Parcheggi Rosa presso i supermercati di Latina Conad Via Ezio, 47 Conad Via Don Carlo Torello, 51 Conad Via Pier Luigi Nervi 76 Maurys Via Piave 15

Ristoranti e Agriturismi

Marechiaro – Strada Lungomare Km 24,58, Latina SERVIZI: dispone di seggioloni, servizi igienici, fasciatoio Azienda Agrituristica l’Ovile – S.S. 156 dei Monti Lepini, 47 – B.go Faiti – Latina SERVIZI: dispone di seggioloni, servizi igienici, fasciatoio, menu bambini, fattoria didattica, animazione su richiesta Fattoria Prati di Coppola – Via del Lido, 4 – Latina SERVIZI: area giochi attrezzata all’aperto per i più piccoli, campo da calcetto e col beach volley, sabato sera animazione per i più piccoli, seggioloni, servizi igienici, fasciatoio, menu bambini su richiesta Country Club Tecariba /Ristorante pizzeria “La dolce Vita” – Via Isonzo km. 3,290, Latina SERVIZI: Ampi spazi verdi con parco giochi per bambini, sabato sera servizio animazione e menu bambini oltre che su richiesta, seggioloni, servizi igienici, fasciatoio.

Gelaterie e pasticcerie

Pasticceria Operà - V.le Cesare Augusto, 26, Latina Laboratorio – Via Maira c/o Centro Arigianale l’Arco - Latina SERVIZI: mini porzioni e mini pasticcini. Inoltre presso il Laboratorio “Operà Lab” corsi di pasticcere e cucina per baby chef a partire dai 5 anni, pacchetti feste di compleanno dove i bambini potranno pasticciare divertendosi, scegliendo un tema a loro piacimento . Gelateria Leo – Via Duca del Mare, 58, Latina SERVIZI: porzioni mini per i più piccoli

Conciliazione tempi genitori figli

Centro estetico Tiaré – Via Priverno,29, Latina SERVIZI: il martedì è aperto dalle 12 alle 22 Parrucchiere Salon G – C.so Matteotti, 66, Latina SERVIZI: il giovedì è aperto dalle 12 alle 21

Teatri

Teatro Moderno – Via Sisto V, Latina SERVIZI: spettacoli teatrali per bambini e famiglie, no barriere architettoniche per passeggini, merenda distribuita a tutti i bambini a fine spettacolo.


www.bartolucci.com

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La bottega

Mastro Geppetto punto vendita Gli articoli Bartolucci nascono dall’esperienza di generazioni di artigiani del legno, sono fabbricati in Italia e realizzati su disegni originali. Sono og�etti da regalo, da collezione o accessori di arredamento, e non sono da considerarsi un giocattolo.

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LATINA Via Pio VI, 8 Tel. 0773.1920761


Corsi vari per genitori e figli

Bottega Country – Via Giuseppe Garibaldi, 29, Latina SERVIZI: corsi di cucito creativo, pasta modellante, pittura country per genitori e bambini Bottega Sociale Zai Saman – Via Saffi, 44, Latina SERVIZI: Laboratori Educativi Espressivi (compiti, giochi, socializzazione) a partire dai 6 anni e sino ai 12, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19; Laboratori Ludico Creativi “Maninsieme” a a partire dai 6 anni e sino ai 10, il sabato dalle 16 alle 18.00 Collegium Musicum – Via Alfieri, 1, Latina SERVIZI: tra i tanti corsi di musica e canto il Mercoledi alle ore 17 i bimbi insieme ai propri genitori possono cimentarsi nelle attività di musica e movimento canto, uso di uno strumento. Hotel Europa – Via Emanuele Filiberto, 14, Latina SERVIZI: corsi di acquaticità per bambini a partire dai 3 mesi con i genitori e possibilità per i parenti di scattare foto, fasciatoio presente negli spogliatoi. Associazione culturale Cicale & Formiche – Via Ulpiano, 1- Latina SERVIZI: Corsi di lingua - Doposcuola - Incontri di preparazione alla maternità – Consulenza psicologica famiglie corsi di educazione alimentare - Gruppi di gioco - Attività ludico creative - Corsi informazione sull’affettività

Negozi

Nifù Nifà – Via Duca del Mare, 69, Latina SERVIZI: angolo giochi ove i bimbi possono giocare con bambolotti e costruzioni durante l’attesa e fasciatoio per consentire il cambio pannolino Oviesse presso Centro Commerciale Latina Fiori – Viale Pierluigi Nervi, Latina SERVIZI: angolo con sedioline e televisori ove trasmettono cartoni animati per ingannare l’attesa H&M- Corso della Repubblica, Latina SERVIZI: ascensore per carrozzine e servizi igienici con fasciatoio al piano bambini

Centri Commerciali

Latina Fiori – V.le Pierluigi Nervi, Latina SERVIZI:Servizi igienici con fasciatoio, ascensore per carrozzine, baby parking e area attrezzata giochi Centro Commerciale Morbella – Via del Lido, Latina SERVIZI: area giochi, ascensore per carrozzine Sermoneta Shopping Center – Via Le Pastine, Latina/Sermoneta SERVIZI: parcheggi riservati alla donne in attesa e mamme con bimbi sino ai 12 mesi, area giochi, Servizi igienici con fasciatoio Centro Commerciale Due Torri- V.le Pierluigi Nervi, Latina SERVIZI:Ascensore per passeggini e carrozzine, Servizi igienici con fasciatoio

Parchi giochi e altro

Indiana Park – Strada Acquaviva, 6 (vicino Scivosplash), Latina SERVIZI: Parco avventura che offre percorsi differenziati a seconda dell’età a partire dai 2 anni. Aperto il sabato e domenica dalle 10 alle 19.00. Notturna all’Indiana Park il tutti i venerdì dalle 21.00 con buffet finale di pizza e bevande. Fasciatoi Piana delle Orme - Via Migliara 43,5 04100 B.go Faiti, Latina SERVIZI: Museo con padiglione dedicato ai giocattoli d’epoca. Ristorante, Bar e zona picnic all’esterno dove è possibile affittare tavoli, gazebo e griglie. Grandi spazi verdi adibiti a prati, parco giochi per i più piccoli che troveranno anche caprette, pavoni e cavallini razza

Toy. Servizi igienici con fasciatoii Tobiland Parco Giochi – Via Magra, 22, Latina SERVIZI: Area Giochi “Baby area” per bambini da 0-3 anni con giochi colorati come scivoli e casette, adatti alle capacità motorie dei più piccini; “Il Missile”da 4 – 11 anni, area molto articolata con scivoli, scale e pareti rampicanti dove i bambini possono cimentarsi in 21 percorsi diversi. Aperto tutti i giorni e sabato e domenica anche la mattina. Altri servizi: Baby parking il sabato mattina – Ludoteca e assistenza svolgimento compiti tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì. Lo staff è disponibile anche per andare a prendere i bambini all’uscita della scuola e per farli pranzare. Corso teatrale per bambini e genitori finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo teatrale. Servizi igienici e fasciatoii, no barriere architettoniche. Evergreen – Via Isonzo Latina SERVIZI: area all’aperto con gazebi, giochi e giostre per bambini grandi e piccoli, menu bambini e ristobar, aperto tutti i giorni e possibilità di cenare con carne alla brace. Servizi igienici e fasciatoii, no barriere architettoniche.

Benessere

Nenes parrucchieri Bimbi e Adulti - Via Villa Franca, 6A, Latina SERVIZI: parrucchiere per bimbi con prodotti per la cura dei capelli delicati, è attrezzatura sterilizzata ma anche per adulti e per le mamme che potranno farsi belle mentre i pargoli potranno divertirsi nella sala di attesa pensata appositamente per loro con tantissimi giochi – Inoltre è possibile organizzare festicciole per le bimbe più vanitose.

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La mappa dei servizi

SUPERMERCATI 1 - Conad (via Ezio) 2 - Conad (Via Don Torello) 3 - Conad (Via P. L. Nervi) 4 - Maurys GELATERIE E PASTICCERIE 5 - Operà 6 - Leo CORSI VARI 7 - Bottega Country 8 - Bottega Sociale Zai Saman 9 - Collegium Musicum 10 - Hotel Europa 11 - Ass. Cult. Cicala&Formica NEGOZI 12 - Nifù Nifà 13 - Oviesse 14 - H&M CENTRI COMMERCIALI 15 - Latina Fiori 16 - Centro Commerciale Morbella 17 - Centro Commerciale Due Torri

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PARCO GIOCHI 18 - Evergreen

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BENESSERE 19 - Nenes CONCILIAZIONE TEMPI 20 - Centro estetico Tiaré 21 - Parrucchiere Salon G TEATRI 22 - Teatro Moderno

Non presenti nella mappa RISTORANTI Marechiaro - LATINA LIDO Azienda Agrituristica l’Ovile - SS 156 Fattoria Prati di Coppola - LATINA LIDO La Dolce Vita - BORGO ISONZO PARCO GIOCHI Indiana Park - LATINA (presso Scivosplash) Piana delle Orme - BORGO FAITI Tobiland - VIA MAGRA CENTRI COMMERCIALI Sermoneta Shopping Center - BORGATA CARRATA (Sermoneta)


LE NOVITÀ DELLA GIOIELLERIA WIQUEL

Le creazioni griffate Pomellato e Gucci per un “prezioso” Natale La collezione Rouge Passion: tre gocce di rosso per anelli, orecchini e ciondoli, in rubino sintetico e madreperla su oro rosa 9 KT, gocce scintillanti ispirate alle pietre rosse più rare e preziose. Rosso Burma: desiderio intenso, silenzioso e spirituale, tramonto infuocato d’oriente. Rosso Tangerine: ardore travolgente. Profumato come un frutto che si assapora con tutti i sensi. Rosso Jungle: fascino delicato, seduzione senza parole, orchidea che sboccia sensuale nell’ombra.

Nudo Per le prossime festività la Gioielleria Wiquel, in corso della Republica a Latina, propone tutte le novità della Maison Pomellato, con le tre linee più in auge Pomellato - Pomellato 67 e Dodo e tutte le novità del prestigioso marchio Gucci con la nuova collezione Flora. La Linea Pomellato, lancia la nuova linea NUDO, anello simbolo di Pomellato, rivisitata per il decimo compleanno della griffe, realizzando l’anello NUDO con la pietra più grande.

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Pomellato 67, è l’essenza del marchio Pomellato fusa nella luce lunare dell’argento. Una collezione che si ispira ai pezzi classici della griffe e li ingigantisce per trasformarli in gioielli contemporanei: prepotenti, sexy, l’eleganza della preziosa lavorazione crea catene irregolari, collier e bracciali dal dolce peso sensuale, ciondoli e orecchini giocano con l’ingenuità di frutti e giocattoli, oppure lasciano intuire un’anima selvaggia con il dente di leone e i riflessi bui della marcasite, intensa, inaspettata, Pomellato 67 è ribelle e femminile. Una collezione di emozioni. Dodo: la linea prettamente rivolta ai più giovani, i ciondoli Dodo sono un’allegra compagnia di animali che conoscono la lingua dei sentimenti e delle emozioni. La collezione Pomellato Dodo nasce nel 1995 dal desiderio della casa orafa Pomellato di creare una linea di gioielli componibili da collezionare e indossare. La Collezione Gucci Flora in argento reinterpreta un classico motivo Gucci in chiave contemporanea. Il design Flora ripropone il motivo originale ricco di fiori e farfalle creato negli anni 60.

Questa collezione trae ispirazione da un iconico design conservato negli archivi Gucci. La storia inizia a Milano nel 1966, Rodolfo Gucci insiste affinché la Principessa Grace scelga un omaggio da abbinare alla borsa bamboo che ha acquistato. La Principessa chiede un foulard. Rodolfo incarica l’illustratore Vittorio Accornero di creare la stampa più bella che possa immaginare. Accornero torna con la sua creazione: “Flora”, un sontuoso motivo a fiori dai molti colori destinato a diventare un classico. La collezione Gucci Flora è composta da anello, collana con pendente, bracciale a catena e orecchini, ornati con ciondoli a medaglione. Tutti i pezzi esibiscono il motivo originale con farfalle e fiori. La collezione ha una speciale finitura nera “Aureco” ottenuta immergendo ogni pezzo in un bagno di oro e rutenio prima della lucidatura.

Flora “Splendidi gioielli da indossare, regalare e conservare con cura, per stupire anche con piccoli gesti chi amiamo” Parola di Dante Wiquel


Permettete un Il dibattito nell’aula consiliare visto da vicino Il mito del teatrino politico non viene sfatato

CONSIGLIO Assenteismo, ritardi e clima da caserma La discussione nel Palazzo dei bottoni tra pochi sussulti e pause prolungate di marco petrone


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igore, eccellenza intellettuale, impeccabili qualità oratorie, profonde conoscenze, passione, onestà, educazione, caparbietà nel difendere le proprie idee e soprattutto i diritti dei cittadini, lealtà. Sono queste le indiscusse qualità che da sempre e per sempre vorremmo vedere espresse dalla nostra classe politica; qualità proprie di chi, a nome delle persone che con fiducia hanno donato loro migliaia di voti, è chiamato, o dovrebbe esserlo, a rappresentarle con orgoglio e mai con presunzione. Anche perché, è bene sottolinearlo, di fronte ai vertiginosi costi della politica a cui i nostri rappresentanti comunali partecipano seppur in forma ridotta, questi avrebbero quantomeno l’obbligo morale di svolgere degnamente il proprio dovere, prendendo o cercando di prendere sempre le giuste decisioni per il bene collettivo. Che non sempre sia così è una amara constatazione. Latina non fa eccezione, tante personalità di spicco del panorama pontino sono oggi in prima fila nel rappresentare politicamente i cittadini. In tante occasioni abbiamo visto i loro bei faccioni su manifesti di propaganda e prima ancora abbiamo imparato a conoscerli come architetti, ingegneri, avvocati. Il fascino della politica li attira come una calamita: uno raggiunge il top nel proprio campo e decide giustamente di mettere a disposizione del popolo le proprie conoscenze e la propria

esperienza. O ancora, giovani impavidi che per la prima volta si stanno affacciando in questo mondo contorto e che, più o meno timidamente, cercano di far valere le proprie idee con quel furore negli occhi che, si spera, non svanisca mai. Innumerevoli volte li abbiamo visti e ora sono lì: sindaco, assessori, consiglieri, significa che per un motivo o per un altro li abbiamo votati. Ma una volta concluse le votazioni, una volta che le luci della ribalta sono spente, una volta che i candidati non scendono più in piazza a promettere, cosa fanno durante il loro mandato? L’attività lavorativa dei consiglieri, una volta eletti, non sempre resta sotto la lente d’ingrandimento di stampa e soprattutto comuni cittadini. Li ritroviamo spesso tra le pagine dei giornali, che insieme ai blog e ai profili sui social network sono il megafono della loro presunta operosità, ma è difficile considerarli tutti come stakanovisti del mestiere che per l’intera settimana si ingobbino intorno ad un tavolo per analizzare progetti e criticità della città, che magari stiano li ogni giorno a valutare la possibilità di realizzare la Metro o il nuovo ospedale. Nell’immaginario collettivo, condizionato dall’inevitabile disaffezione del cittadino verso la politica (i dati sull’assenteismo alle ultime elezioni parlano chiaro) i consiglieri comunali, al pari dei loro più graduati colleghi di Montecitorio, sono paragonati ai dipendenti fantozziani, quelli che - per coprire l’assenteismo - inscenavano i giochi di ombre


meccanicamente prodotti con fantocci di carta dando ai padroni l’illusione di una instancabile laboriosità. Trattasi di luogo comune, ovviamente: sono molteplici, e ben documentati, gli incarichi nei quali si immergono settimanalmente i governanti di Piazza del Popolo. Commissioni e Consigli sono all’ordine del giorno, la monotonia è esorcizzata. Cosa viene deciso al termine di questi appuntamenti? Che atmosfera si respira in queste sale che troppo spesso sembrano metaforicamente chiuse a chiave per i comuni mortali? Abbiamo deciso di scoprirlo, andando semplicemente ad assistere, da osservatori esterni, ad uno dei tanti Consigli Comunali che da sempre sono aperti a chiunque abbia voglia di ascoltarli. La sala è nello stesso edificio del Comune, l’ingresso è il primo di Corso della Repubblica: la dritta che forniamo ai lettori è quella di informarsi sul sito del Comune di Latina e, conosciute le date fissate, sacrificare un tardo pomeriggio per farsi un’idea di

come lavorano lontano dalle telecamere le persone che votiamo. La riunione che scegliamo è convocata per le ore 17, ma, nei giorni precedenti, fugando ogni nostro dubbio proprio assieme ad uno dei partecipanti al dibattito, ci viene confermato che dall’orario della convocazione ufficiale al momento dell’inizio effettivo del Consiglio passa un’oretta buona. Ovvero, nell’arco di tempo che va dalle 17 alle 18, i membri titolati dell’aula hanno il

dovere, qualora interessati a partecipare, di registrare la propria presenza. La realtà dei fatti è ben diversa, alle 18 in punto in Consiglio i presenti superano appena la mezza dozzina, noi compresi. Il regolamento prevede che per essere valido e poter iniziare, al Consiglio deve prendere parte la metà più uno di tutti gli eletti, in totale trentatrè, Presidente compreso. Passano i minuti e il clima generale, che nei giorni di avvicinamento all’evento ci

Secondo il regolamento la seduta è valida e quindi può svolgersi se vi prendono parte la metà più uno di tutti gli eletti In totale 33 consigieri compreso il Presidente

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eravamo immaginati austero e solenne, si avvicina più ai momenti ricreativi di una qualunque scolaresca liceale che fatica a tenere bassa la voce. I Consiglieri arrivano alla spicciolata e uno dei pochi puntuali, Marco Fioravante, invita il Presidente Nicola Calandrini a suonare una campanella (sicuro segnale di richiamo). Gli “Eletti” fanno lentamente ingresso nella sala e cominciano a prendere posto. Qualcuno si lamenta perchè durante il week end precedente è rimasto bloccato nel traffico, tardando ad un pranzo di famiglia a causa di un’iniziativa sportiva organizzata dai vertici Comunali e della quale evidentemente non era stato ben informato. Con circa mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia. il caos regnante sembra essere passato, noi ci concentriamo soprattutto nel memorizzare gli attuali presenti perché, come ci è stato confidato, qualche furbacchione ama sovente presentarsi, firmare assicurandosi il gettone di presenza (novantadue euro a seduta per un totale di circa quindici

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convocazioni al mese non sono pochissimi), per poi abbandonare il campo di soppiatto lasciando ai colleghi gli oneri di votazioni e delibere. Si procede con l’appello da parte del Sindaco, diciannove presenti, quattordici assenti: seduta valida! Il primo punto all’ordine del giorno riguarda la monetizzazione degli standard urbanistici: in poche parole il Consiglio va ad analizzare ed eventualmente ad approvare tabelle piene di nuovi valori che siano in grado di sostituire i vecchi.

Espone l’Assessore Di Rubbo e fatichiamo subito a stare appresso alla sua stesura. O siamo noi dei pesci fuor d’acqua o forse è una tattica, per confondere i presenti. I membri dell’opposizione paiono non curarsi di cosa si stia trattando, attuando una chiara strategia di disturbo ai danni della maggioranza, ma è nel momento in cui il Presidente chiede se ci sia qualcuno che voglia ribattere che Mattioli e Porcari, entrambi membri del Pd, prendono la parola. Quello che accade è surreale.

Per ogni riunione di Consiglio comunale viene erogato a chi occupa gli scranni un gettone di presenza pari a 92 euro Le convocazioni mensili sono circa 15


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Spesso la concentrazione durante l’assise si disperde in telefonate e chiacchere I punti da dibattere necessitano di uno studio approfondito che in pochi mostrano di aver curato

Sono ora i membri della maggioranza a distrarsi e chiacchierare ad alta voce, chi al telefono, chi addirittura in piedi in un angolino. Porcari “si rivolge al Segretario”, ma poi sottolinea che “il Segretario non è presente”, per attirare l’attenzione su una disuguaglianza individuata tra le tabelle in approvazione e quelle già approvate in Commissione giorni addietro. Ne scaturisce un’incomprensione generale ed è allora che il Presidente concorda quindici minuti di pausa alle parti per riordinare le idee. C’è chi ne approfitta per andarsi a bere un caffè, chi continua a telefonare o a giocare con il proprio tablet e chi, tra le parti avverse (Cirilli, Fioravante e Porcari) si ingegna a telecamere spente per giungere ad un compromesso. I quindici minuti di pausa diventano addirittura quarantacinque e, al rientro dei Consiglieri, il Presidente Calandrini annuncia che il punto verrà analizzato in futuro e dunque per ora è da considerare rinviato. Notiamo con disappunto che il continuo entrare ed uscire non viene interrotto e che più o meno tutti si perdono prima o dopo passaggi cruciali dei temi trattati. Si prosegue con una caterva di punti sottoposti al Consiglio e questa volta è Giovanni Chiarato della maggioranza ad esporli. Durante le votazioni si fa fatica ad intendere le parole di Calandrini, tanto è rapido nel pronunciarle. I punti trattati, inoltre, sarebbero certamente incomprensibili per un pubblico che, impreparato, si presentasse per le prime volte ad assistere al Consiglio. Solo avendo studiato con anticipo i punti all’ordine del giorno capiamo che in breve tempo vengono approvate all’unanimità, o talvolta con l’astensione dei membri del PD, “modifiche al regolamento per l’applicazione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche”, “modifiche al regolamento dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle

pubbliche affissioni”, e “variazioni del regolamento per l’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili”. Durante questi concitati (per noi) momenti ci diverte il teatrino della politica: alcuni elementi di ambo le parti, talvolta in preda al panico, chiedono al proprio vicino di posto se sia il caso di votare a favore o contro un determinato punto, avallando in tal modo la nostra ipotesi che non tutti gli studenti abbiano studiato la lezione. Tra chiacchiere, telefonate, battute, ma anche regolamenti e proposte votate, si arriva in un baleno alle otto di sera. Il Presidente scioglie il Consiglio e ognuno dei partecipanti può tornare alla propria vita. A noi resta un pò di amaro in bocca, non tanto per l’approssimazione con cui alcuni degli “Eletti” intendono la propria carica ricoperta, bensì per il clima caotico e generalista nel quale si prendono importanti decisioni a nome dei cittadini di Latina. Passino i ritardi, i telefoni in bella vista durante la seduta, il continuo andirivieni; ma le corpose assenze, i giochi di parte (vedi continue frecciatine o pretattiche PDL-PD) ci inducono a pensare siano il frutto di una avanzata riluttanza politica in favore di una spassionata difesa degli interessi personali o di partito. Detta brutalmente: cosa interessa ad un cittadino pontino delle continue diatribe personali tra esponenti di destra e sinistra? Siamo certi, poco o niente. Sia chiaro, non tutto (tutti) è da buttare. Ci fa piacere trovare in Consiglio giovani di belle speranze che riescono a farsi rispettare dalla vecchia guardia ma ci avvilisce scoprire che qualche partecipante alla discussione, di dubbio curriculum, non solo abbia l’immeritato lusso di rappresentare onesti cittadini, ma se ne prenda gioco “timbrando” semplicemente il cartellino senza poi rendersi conto di cosa gli stia accadendo intorno. Ci vorrebbero meno caporali e più uomini, più attivisti appassionati e meno

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totem dell’immobilismo politico. Meglio, molto meglio, in questo nostro reportage nella pancia della balena, sono gli artigiani del bene comune, quelli che veramente credono di poter costruire qualcosa di buono per l’interesse cittadino, piuttosto che i soliti burattini che da anni tengono in scacco l’elettorato con l’ipnosi del posto lavorativo o promesse da pronto intervento rapido. Usciamo dall’aula con la stessa amara riflessione con la quale siamo entrati: lì dentro c’è la battaglia tra il bene e il male, senza distinzioni di appartenenza, Non è una guerra tra partiti, ma tra uomini. C’è chi siede sullo scranno dopo aver speso vagonate di soldi per la propria campagna elettorale e c’è chi si è fatto bastare una manciata di santini. C’è chi considera terminata la propria fatica politica nel momento in cui viene eletto e chi giustamente la inizia il giorno dopo le votazioni. Infine c’è chi sta in Aula per

Decisioni di importanza collettiva vengono prese in un clima caotico Frecciatine e contestazioni sembrano solo tattiche politiche difendere i propri interessi e chi ha a cuore la buona sorte collettiva. Prevalgono i primi della serie, quelli delle illusioni preelettorali, che alla prova del nove in Consiglio Comunale manifestano invece un disagio intellettuale evidente nel parlare di bene comune. Sono quelli che nella prossima tornata elettorale saranno ancora lì ad inondare le strade con i loro

faccioni e i loro slogan ad effetto. Aveva ragione Antonio Albanese nei panni di Cetto La Qualunque: “Se nell’ospedale ci sono topi, allora io porterò più gatti!”. Promettere, promettere, promettere. Questo conta. Perchè “Le tasse sono come la droga, se ne paghi una anche solo per provare, finisce che ti prende la voglia”.

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La cartilagine può essere rigenerata? I fattori di crescita pastrinici La cartilagine è un tessuto molto complesso, molto raffinato, difficile da riprodurre, per questo il problema del trattamento dei danni cartilaginei è molto attuale e nonostante il mondo della ricerca sia impegnatissimo su questo fronte, ancora non abbiamo risultati definitivi.  Innanzitutto, bisogna distinguere le “condropatie”(di natura degenerativa) dalle “lesioni cartilaginee“ (generalmente di natura post-traumatica). Per condropatie si intende il processo degenerativo della cartilagine che, nella norma, aumenta con il passare degli anni o, in altri casi, è dovuto ad un processo di “overuse”, cioè causato dall’eccessivo uso dell’articolazione da parte di un individuo. I fenomeni di usura della cartilagine sono cronici e non reversibili. Tendono ad aggravarsi con il tempo, più o meno lentamente, provocando una sintomatologia dolorosa più o meno marcata. In questo caso il trattamento farmacologico è spesso sintomatico, cioè il medico prescrive al paziente farmaci come il paracetamolo o FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) che hanno l’obiettivo di alleviare il dolore o i processi infiammatori che episodicamente o costantemente si instaurano in un’articolazione con usura cartilaginea. Esiste da tempo la diffusissima terapia infiltrativa con farmaci cortisonici o base di acido ialuronico (moltissimi ne esistono in

commercio, differenziabili in base al loro peso molecolare). Nelle condropatie del ginocchio, dell’anca, della caviglia possono essere eseguite le infiltrazioni di acido ialuronico in una, due, tre o 5 sedute con cadenza settimanale o bisettimanale. Tali farmaci hanno l’obiettivo di produrre una viscosupplementazione, in pratica di dare una maggiore lubrificazione al ginocchio e di regolare l’equilibrio chimico intraarticolare. Alcuni si sono dimostrati efficaci, anche per lunghi periodi. Bisogna però non illudersi: non sempre il paziente risponde a tale terapia.  Sempre più diffuso è l’uso di PRP (platelet rich plasma), cioè di infiltrazioni intrarticolari di piastrine concentrate (FATTORI DI CRESCITA). Basta un prelievo di sangue dello stesso paziente, un dispositivo che permette di concentrare le piastrine, e l’inoculazione del preparato nel ginocchio. Studi clinici preliminari sulla cartilagine articolare del ginocchio hanno evidenziato che i pazienti possono trarre beneficio dalle infiltrazioni con tale prodotto, raggiungendo livelli funzionali più elevati rispetto a quelli precedenti il trattamento, anche se la categoria   che meglio risponde a tale terapia è quella costituita dai pazienti più giovani affetti da una condropatia di grado lieve. Oltre al ginocchio, anche le condropatie dell’anca  possono essere trattate con infiltrazioni di PRP intra-

articolare, grazie all’ausilio della guida ecografica che consente di effettuare con sicurezza l’iniezione della sostanza nello spazio articolare. Il PRP è un trattamento innovativo nel campo delle tecniche conservative ed è inoltre un prodotto biologico, ottenuto direttamente dal sangue del paziente,   applicabile in vari ambiti delle patologie degenerative e pertanto merita il grande interesse di cui gode sia da parte dei pazienti che dei medici che lo applicano e lo studiano. E’ giusto, tuttavia, sottolineare che non tutti i pazienti possono trarre beneficio da tale metodica, per cui è importante  valutare la correttezza dell’indicazione a cui si perviene valutando adeguatamente ogni singolo caso: l’accurata selezione del paziente candidato a tale trattamento è il requisito fondamentale per ottenere il miglior risultato clinico possibile.

DOTT. GIANLUCA MARTINI

Specialista Ortopedico LATINA Largo Cirri, 10 - Tel. 0773/600733 DOGANELLA DI NINFA Via Corana, 2 Tel. 06/97625694 VALMONTONE Via kennedy, snc Tel. 06/9596699

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ZERO LIMITI

Il mondo della notte

Nargi, Bocci e Siffredi Una sfilata di star al 24 La nuova stagione del locale di Polverino si annuncia calda di MAURO BRUNO

Il divertimento notturno targato 24 Twentyfour apre agli eventi. La nuova stagione rappresentata dalla new era del locale di Rino Polverino si è già contraddistinta per la qualità degli ospiti che hanno accompagnato queste prime settimane del nuovo ciclo. E l’inverno 2013/2014 si preannuncia particolarmente caldo con le “guest star” che accompagneranno la stagione. Dopo l’apertura del 28 settembre e la presenza la settimana successiva alla riapertura di Albertino di radio Dee Jay quale porta fortuna del locale è stata la volta della splendida Federica Nargi, l’ex velina mora del fortunato programma di Antonio Ricci, Striscia la Notizia. In arrivo nelle prossime settimane altri importanti ospiti che saranno l’ulteriore attrazione della struttura di via dei Cappuccini a Latina. Al fianco alla musica proposta dai dj’s resident non mancheranno firme note della house music e dei ritmi dance del momento con una ristorazione d’eccellenza che rappresenta anche l’ul90 | NUMERO ZERO | 11.2013

teriore novità di quest’anno. Infatti proprio per diversificare l’offerta i clienti del 24 potranno arrivare già in prima serata nel locale e consumare la propria cena all’interno della elegante sala ristorante. Tra gli ospiti in arrivo, comunque, cresce l’attesa per la presenza del divo Rocco Siffredi, la cui data è stata fissata già per il 16 novembre, mentre arriveranno nelle prossime settimane i Promisland il duo musicale della conosciuta M20 la radio dance più ascoltata tra i giovani. E intanto si lavora anche alla possibilità di avere come ospite l’attore Marco Bocci. Il beniamino della Tv di “Squadra antimafia” è infatti il personaggio più atteso e richiesto dal pubblico del 24 twentyfour. Compito non facile per la direzione di Rino e Mattia Polverino alle prese proprio con i numerosi impegni lavorativi e televisivi di Marco Bocci. Queste alcune sorprese che arriveranno prima del grande veglione di capodanno che sarà sicuramente un altro successo da preannunciare, come quello già vissuto con la notte di Halloween lo scorso 31 ottobre.


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Le tante occasioni mancate della frazione ferroviaria, nata e rimasta una città dormitorio

I treni persi di Latina Scalo

Aeroporto civile e intermodale i più grandi rimpianti di una comunità in crisi di identità e bisognosa di un rilancio

U

di riccardo angelo colabattista

na città dormitorio. Mentre si prepara a diventare ottuagenaria, Latina Scalo non ha perso il suo imprinting di fondazione, quando venne su, col nome di Villaggio Cupido, per ospitare e far riposare gli operai che lavoravano nell’intero territorio pontino alla bonifica della palude. Grazie alla vicinanza con la stazione, la borgata aveva una rilevanza strategica determinante, la stessa che ancora oggi spinge centinaia di famiglie di pendolari, molte delle quali campane, a stanziarsi allo Scalo latinense per dimezzare tempi e spese di tran-

sito giornaliere. La logistica rilevanza della ferrovia, punta dell’iceberg di un sistema infrastrutturale rilevante, comprendente anche l’aeroporto militare, la zona industriale e la vicinanza con l’Appia, non attenua però quel diffuso senso d’inferiorità che la più grande frazione del capoluogo pontino si porta dietro sin dall’origine. La mancanza di un cinema, di un teatro, di una piazza di accentramento aggregativo – e per molti anni anche di una Chiesa e di un centro commerciale (sorto a Borgata Carrara) – hanno da sempre penalizzato lo Scalo, rimasto incompiuto nel suo percorso identitario e fermo all’idea

originaria di luogo di alloggio e di transito. Ciò nonostante per i latinensi del centro, lo Scalo non è una succursale ma una zona di frontiera, fondamentale per i più svariati spostamenti. Da quest’ottica le parti si invertono: dalla città arrivano orde di frustrati e assonnati viaggiatori. Al ruolo di tappa obbligata per gli abitanti del capoluogo, lo “Scalo” ha fatto l’abitudine, così come al destino di rimanere un corpo estraneo al centro pulsante della città con la via Epitaffio intesa come un cordone ombelicale difficile da tagliare se non attraverso altre strade di collegamento, più o meno auspicate da anni.


abitanti circa 10.000 Votanti: circa 5.000 Patrono San Giuseppe Lavoratore Festa Primo Maggio sito internet www.latinascalo.eu gruppo Facebook Latina Scalo


le incompiute

La Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore oggi e nel riquadro com’era tanti anni fa

la nascita di cupido Il Villaggio Cupido, sul quale è sorta Latina Scalo, ha una storia più antica di Littoria. Esso era un centro-dormitorio dove gli operai impegnati nella bonifica pontina passavano le notti con le proprie famiglie. Fu costruito sulla strada che collegava Sermoneta alla stazione ferroviaria, entrata ufficialmente in funzione il 16 novembre del 1932. Dopo la costruzione, progettata dall’architetto Angiolo Mazzoni, avvennero la pianificazione e l’espansione dell’intero villaggio, cominciata nel 1934, con la costruzione di edifici nei pressi dell’importante fermata dei treni (prima di Latina Scalo, infatti, l’unica stazione utile era quella di Cisterna). I primi palazzi a sorgere furono la dispensa, l’edificio per l’assistenza sanitaria, il forno, la struttura per il dopo lavoro,

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il serbatoio che serviva l’intero villaggio, l’ufficio postale, il telegrafo, negozi e le abitazioni utili a chi lavorava per la bonifica dell’allora futuro agro pontino. E la chiesa? Non ce la siamo dimenticata. All’inizio Latina Scalo non aveva un suo riferimento religioso e le celebrazioni avvenivano nelle strutture aggregative. Solo nel 13 dicembre 1952 fu inaugurata la Chiesa di San Giuseppe, disegnata dall’architetto Riccardo Cerocchi e dedicata a San Giuseppe Lavoratore.

Nell’arco dei decenni su Latina Scalo sono stati avanzati tanti progetti, alcuni anche faraonici ed utili a tutta la comunità pontina, altri prevalentemente di spirito patriottico (come l’idea malsana di far diventare Latina Scalo un comune a parte o addirittura di unirlo alla più vicina Sermoneta). Oggi, volgendo lo sguardo dietro di qualche anno e studiando carte e vecchie conferenze stampe di tecnici e sindaci si capisce che la lista delle opere incompiute è diventata bella lunga, come un gran libro dei sogni. Una sequela di progetti presentati, alcuni pure finanziati ma mai realizzati, che semmai un giorno trovassero compimento, rivoluzionerebbero non solo la frazione pontina ma tutta l’economia del territorio. la Metropolitana: Il progetto di metropolitana leggera (il famoso tram esposto qualche anno fa in Piazza del Popolo come regalo alla comunità da parte del sindaco Vincenzo Zaccheo) ha incontrato, fin dalla sua presentazione, più detrattori che convinti propositori. Infatti, il trenino su gomma che avrebbe dovuto collegare il centro città con la stazione di Latina Scalo è rimasta un’opera ferma,

Luogo strategico per funzioni logistiche il quartiere è ancora povero di servizi e centri di aggregazione come una piazza Diverse le grandi opere rimaste al palo


bloccata, con tanti punti interrogativi e con tanti milioni di euro sulle spalle della comunità. La Tangenziale: un progetto praticamente caduto nel dimenticatoio da anni da tutte le istituzioni competenti, Comune, Provincia e Regione Lazio. Ma di cosa si trattava? Doveva essere un’arteria stradale atta a decongestionare il traffico dalla centralissima via Epitaffio. Sarebbe dovuta partire dall’attuale parcheggio della Stazione Ferroviaria e, passando esternamente alla città, ricollegarsi a via Epitaffio all’altezza dell’ingresso della zona industriale, nei pressi dell’incrocio con l’Appia. L’aeroporto: il sogno, che per qualcuno rappresentava un incubo, di trasferire l’aeroporto civile al Comani appare sfumato del tutto. Un cambiamento di destinazione, questo, che avrebbe rappresentato una grande rivoluzione nelle opportunità lavorative ed economiche di tutto il territorio ed in particolare per Latina Scalo. La speranza si è infranta per riconosciute incompetenze politiche, adesso il Comani rischia di perdere anche la sua funzione militare. Centro polifunzionale: “Un intervento che cambierà totalmente l’aspetto della nostra cittadina”. Così Nicola Calandrini, ex presidente del consiglio comunale di Latina, presentava il progetto del centro polifuzionale. Progetto partito nel lontano 2007 che vedeva un importante finanziamento di 2 milioni e 850 mila euro. Soldi spariti nel nulla. Oggi dell’opera rivoluzionaria rimangono solamente qualche ferraglia tra le erbacce e le nuove costruzioni.

Pregi e difetti dello Scalo immobile Chi, se non i cittadini storici di Latina Scalo, possono evidenziare i pregi della frazione? Tra i lati positivi del vivere allo “Scalo” c’è il senso di appartenenza e la possibilità di conoscersi un po’ tutti, come fosse un paese. Per i nuovi cittadini (soprattutto di origine campana) Latina Scalo rappresenta un’ot-

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L’entrata principale della stazione ferroviaria di Latina Scalo

tima scelta per comprare o affittare casa. Infatti i prezzi delle abitazioni sono più bassi rispetto al capoluogo e, per chi fa una vita da pendolare, la vicinanza della stazione ferroviaria rappresenta una risorsa non da poco. Allo Scalo, infine, ci sono tutte le maggiori strutture logistiche utili alla città di Latina: c’è la zona industriale, c’è la stazione, c’è l’aeroporto, la biblioteca e l’intermodale (forse). Il cuore pulsante dell’economia pontina è strettamente collegata a Latina Scalo. Chi conosce i pregi, naturalmente, conosce anche i difetti del luogo in cui vive. In primis l’assenza completa di un centro di aggregazione. Latina Scalo non ha una piazza, tradizionale luogo di incontro e socializzazione di ogni centro abitato, per cui ci

si incontra prevalentemente nei bar, ma non è la stessa cosa. Un altro problema atavico della cittadina è quello degli spostamenti, stante la difficoltà e la lentezza dei collegamenti con il centro di Latina, con autobus sovraffollati e in cronico ritardo. Per finire, i giovani, gli anziani ed i nuovi abitanti dello Scalo lamentano tutti la stessa cosa: mancano i servizi. A Latina Scalo non c’è un cinema, non c’è un teatro, un grande parco, le piste ciclabili o un centro commerciale (il più vicino è il Sermoneta Shopping Center). Tutti luoghi, questi, che contribuiscono a creare la comunità, che offrono un servizio utile alla frequentazione e alla coesione. Senza tutto ciò Latina Scalo è destinata a rimanere, anche per il futuro, un dormitorio senza cittadini.


Casa e integrazione A distanza di 79 anni, dalla posa della prima pietra a Latina Scalo, nulla sembra essere cambiato. La funzione di dormitorio è rimasta la medesima nei quasi ottant’anni di vita della cittadina. Oggi, infatti, tra i quasi diecimila abitanti che popolano la comunità dello Scalo ci sono gli autoctoni e molti campani che, lavorando a Roma, preferiscono prendere casa a Latina Scalo per spendere meno e fare una vita da pendolari. Latina Scalo è questa. “Ci sono giovani lavoratori che vanno in giro per Latina con la cartina della città in mano”. Infatti, molte persone prendono il treno alle 7 del mattino, tornano alle 19, cenano e vanno a dormire. Non conoscono la città, non conoscono le persone del posto. Ed il sabato o la domenica, per andare a fare spesa in città, o per una semplice passeggiata, devono utilizzare il navigatore o la cartina. Questi sono i nuovi cittadini. Lavoratori non integrati. A ciò va aggiunta, o forse sottratta, la crisi delle aziende farmaceutiche. Molti appartamenti sono ri-

masti vuoti a causa dei tagli al personale ed i quartieri, quasi interamente asserviti alle necessità delle fabbriche, si stanno desertificando.

Palazzi storici sopravvissuti Come ogni piccolo borgo anche la “grande” Latina Scalo ha i suoi edifici superstiti. Per un forestiero è difficile individuare quali siano quelli storici, quelli nati con la bonifica. Le costruzioni degli anni ’50 e ’60 hanno distrutto tutto, più della guerra stessa. Oggi qualcosina rimane… in tutto il suo splendore. Al tufo e alla cortina degli anni dell’espansione industriale si vanno ad inserire, come gocce d’acqua dolce in un mare salato, la piccola struttura della biblioteca che, un tempo, rappresentava la prima scuola del villaggio. Insieme alla biblioteca, fortunatamente sopravvissuta, c’è la casa cantoniera, su via Epitaffio, da poco ristrutturata. Peccato che qualche “genio” progettista abbia pensato bene di ampliarne la cubatura aggiungendo un paio di stanze e distruggendo, in un sol

colpo, l’architettura originaria, creando una sorta di falso storico. Oltre a ciò rimane la stazione progettata da Mazzoni e la sua storica fontana. Peccato, anche in questo caso, che accanto alla fontana sia sorto un “Info Point” praticamente mai utilizzato ed utile solamente a rovinare l’aspetto estetico di una stazione ed una piazza antistante che, tutt’oggi, ricopre un ruolo importante per la città. Inoltre, all’incrocio tra via del Murillo e via della Stazione, c’è lo stabile che oggi accoglie la sede della Circoscrizione. Lì, nel 1934, fu costruita la dispensa per gli operai. Infine, tra gli edifici più importanti rimasti in piedi, c’è l’ex Zuccherificio. La struttura fu inaugurata nel 1936 dalla Società italiana Zuccheri RomaGenova, e predisposta per la lavorazione delle barbabietole da zucchero. La storia dello zuccherificio è terminata nel 1993, quando la Sfir, ultima società che gestiva lo stabile, decise di chiudere i battenti. Da lì la ventilata trasformazione in Intermodale. Altra scelta dell’amministrazione non andata a buon fine che ha ridotto in stato di abbandono un luogo storico e potenzialmente strategico per l’intero territorio.

L’ingresso di Latina Scalo da via Epitaffio. Nelle due immagini a destra uno dei palazzi storici com’era e com’è adesso

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ZERO TITULI

Sport e tempo libero

Tai Chi Chuan, questo sconosciuto è un’arte marziale interna che si caratterizza per una completa rilassatezza muscolare di gianluCa amodio

E’ così, tra le varie arti marziali è forse quella meno nota, ma solo finché non si danno alcuni indizi, quali “…hai presente quando nei documentari sulla Cina inquadrano tutte quelle persone nei parchi che si muovono lentamente, tutti insieme, quasi ad eseguire una coreografia” e così via. Il TAI CHI CHUAN è considerato un’arte marziale interna, nel senso che si caratterizza per una completa rilassatezza muscolare che viene chiamata “morbidezza” o “cedevolezza”, che non vuol dire abbandono ma significa non opporre la forza muscolare a quella dell’avversario. La sua origine si pensa risalga intorno al tredicesimo secolo e non è comunque facile separarla dalla leggenda, dal sentito dire e dalla fantasia. Nei resoconti della storia del tai si fa sempre riferimento alla figura leggendaria di CHANG SAN-FEN. Chang amava viaggiare e si dice che, proprio durante un suo viaggio, avesse fatto sosta presso una famiglia nel cui giardino lui usava sedere in meditazione. Un giorno, dopo aver piantato dei rami di susino, si sedette per la meditazione e questi sbocciarono immediatamente. Sempre un’altra leggenda su questo personaggio narra che una notte gli ap98 | NUMERO ZERO | 11.2013

parve in sonno una divinità, la quale gli mostrò una serie di movimenti, i quali, in futuro, sarebbero diventati la base del tai chi. La parola CHI letteralmente significa “respiro”. I taoisti la utilizzavano per fare riferimento al potere del TAO (si traduce letteralmente “sentiero” o “via”) da cui si sentivano attraversati ed il loro obiettivo era di favorirne il flusso. Per massimizzare il CHI adoperavano 3 cose: la materia, il movimento e la propria mente. Da qui il TAI CHI, la cui pratica consiste nell’esecuzione di una serie di movimenti in maniera continuata, fluida, armoniosa, le cui sequenze si definiscono “forme”. Possono essere eseguite a “mani nude” oppure con le “armi”, nello specifico sciabola, spada, bastone e lancia. Attraverso questi movimenti si permette al CHI o ENERGIA VITALE di scorrere all’interno del nostro organismo. Questa affascinante arte marziale nella nostra città viene divulgata dall’ASSOCIAZIONE ASIA A.C.S.D. diretta dal Maestro LUCA SPERANDIO MURATO. L’Associazione è federata alla WUDANG OLD FU STYLE FEDERATION (WFSF) rappresentante per l’Italia e l’Europa della Scuola di Hong Kong della WORLD KUNG FU MASTER ASSOCIATION, aderente alla Federazione Europea TCFE. Lo stile praticato è OLD FU,

erede dell’ANTICA SCUOLA TAOISTA “TAN PAI”. Il Maestro Luca Sperandio Murato sono ormai più di 15 anni che si è avvicinato a questa disciplina, studiando con maestri del calibro internazionale quali LEE, TO YOU, FORNASIR, FABBRI e SEVERINO MAISTRELLO. Tutto questo gli ha permesso di raccogliere nel tempo il frutto del suo impegno e delle sue capacità professionali. Da tre anni, infatti, l’Associazione ASIA partecipa con i suoi atleti, capitanati dal loro maestro, a competizioni sia nazionali che internazionali, raggiungendo ottimi risultati. L’attività dell’Associazione è rivolta non soltanto agli adulti, ma da qualche anno ha coinvolto anche i bambini che si approcciano, così, ad un’arte marziale che ha in sé potenzialità insospettabili. Un verso del “TAO TE CHING” (libro fondatore della religione e della scuola filosofica taoista) recita:” Non vi è una sola cosa al mondo più tenera dell’acqua, più flessibile dell’acqua”. La pratica del TAI CHI è volta al raggiungimento di questa flessibilità, dalla quale si possono ottenere grandi benefici per la salute, nonché una lunga vita. In un momento così decadente della nostra società, non sarebbe una cattiva idea fermarsi per un attimo e riconquistare la “nostra perdita”…


ZERO TITULI

Sport e tempo libero

rispetto e collaborazione Il calcio secondo decio Sebastianelli alla guida dell’R11 in Prima Categoria di pasquale de rosa

Nel suo passato una lunga esperienza nel settore giovanile, da questa stagione l’impatto con il calcio dei cosiddetti “grandi”. decio sebastianelli guida l’R11 Latina in prima categoria e tutto il suo entusiasmo lo sta mettendo a disposizione di un gruppo che lo segue con la stessa voglia e passione: “ho accettato con grande entusiasmo la loro proposta ad inizio stagione, mi sentivo pronto a guidare una prima squadra dopo tanti passati nel settore giovanile. Ho trovato un ambiente nel quale ci sono tuttora i presupposti per insegnare calcio nel modo in cui meglio credo sia possibile: tanto lavoro sul campo con la convinzione che è la strada principale per arrivare a conquistare risultati positivi”. Il passaggio dai giovani, con l’ultima esperienza giovanile al San Pietro e Paolo negli allievi regionali, alla prima squadra ha comportato in te un diverso atteggiamento nella gestione del gruppo: “passare dai ragazzi ai senior non mi ha creato grosse difficoltà, ho trovato un gruppo che mi segue con grande attenzione e disciplina durante gli allenamenti. E’ normale che ci sono dei cambiamenti, ma baso principalmente il mio rapporto con i ragazzi sul rispetto e la collaborazione reci-

proca”. In estate il club di via Pantanaccio ha operato importanti cambiamenti a livello dirigenziale che hanno coinvolto naturalmente anche lo staff tecnico: l���arrivo dello sponsor Teknal ha permesso di pianificare nel migliore dei modi la stagione. Per questo motivo la guida tecnica della prima squadra è stata affidata ad un mister che punta molto sui giovani e riesce a lavorarci in simbiosi in modo da tirargli sicuramente fuori il meglio delle loro potenzialità. L’avvio di stagione ha messo in evidenza una squadra che pratica un calcio piacevole con prestazioni convincenti che hanno soddisfatto il tecnico. Purtroppo i risultati non sono stati in linea con le prestazioni fornite da Pernasilici e compagni: “in effetti abbiamo raccolto molto meno di quello che meritavamo sul campo. Dopo quattro pareggi di fila sono arrivate due sconfitte dolorose, soprattutto l’ultima con il San Donato nella quale abbiamo letteralmente buttato via il match. Eravamo avanti di due reti, con tante occasioni costruite per fare il terzo, ma nel finale abbiamo pagato a carissimo prezzo un paio di errori individuali che ci sono costati la sconfitta. Ho detto ai miei ragazzi di non abbattersi, sono convinto che abbiamo tutte le potenzialità per toglierci grosse soddisfazioni nel corso della stagione”. 11.2013 | NUMERO ZERO | 99


ZENZERO

Rubrica di cucina

Gusto intramontabile Panna Cotta da guinness Un dolce classico e delicato che spopola nello Stivale di PASQUALE DE ROSA

Per questo appuntamento in cucina con il nostro chef Mario Zago, proprietario dell’Olimpo della Birra, abbiamo pensato alla panna cotta, un dessert classico al cucchiaio che ha origine nel Piemonte, ma è tra i più apprezzati e conosciuti non solo

Panna cotta con salsa ai frutti di bosco Ingredienti per cinque persone 1 lt panna fresca liquida 150 gr zucchero 20 gr gelatina in fogli (colla di pesce) 1 bacca di vaniglia Bourbon 300 gr frutti di bosco 100 gr zucchero 1 limone spremuto

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lungo tutto lo Stivale, ma anche all’estero. Semplice nella preparazione e dal gusto particolarmente delicato la panna cotta presenta diverse varianti ed è un dolce buono per tutte le stagioni grazie alla sua infinità varietà di accompagnamenti: noi ve lo presentiamo nella versione comune con salsa ai frutti di bosco. Per la panna cotta Mettete a mollo i fogli di gelatina in acqua fredda e una volta ammorbiditi strizzarli. Portare a bollore la panna fresca con la vaniglia e lo zucchero e appena bolle togliete dal fuoco aggiungendo la gelatina strizzata. Versate in uno stampo e mettete in frigorifero per circa 4 ore. Per la salsa ai frutti di bosco Portate a bollore i frutti (freschi o congelati) con lo zucchero ed il limone spremuto. Fate raffreddare e una volta pronta la panna cotta servite con la salsa ai frutti di bosco.


cOMMa ZERO

Consulenza legale e contabile

professionalità e competenza al servizio di aziende e lavoratori di pasquale de rosa

Forza sul mercato, specializzazione, reputazione, clienti e strategia commerciale sono le caratteristiche vincenti dello studio legale associato Marchionne & Muzio. Punto di forza del pool di avvocati sono sicuramente tutte le tematiche del diritto del lavoro e comprende sia attività di contenzioso sia supporto stragiudiziale a favore di clienti che siano aziende o lavoratori. In particolare quindi: istituti del licenziamento nelle varie forme che l’ordinamento giuridico italiano consente al datore di lavoro di adottare (quali ad es., il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, soggettivo, disciplinare, per giusta causa), della impugnativa dello stesso, della retribuzione del lavoratore, dei rapporti di lavoro privati e della pubblica amministrazione; alla gestione del personale dipendente e non: con particolare riferimento al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro nei confronti del proprio prestatore di lavoro nell’ambito dell’attività di impresa. Assiste le società nell’ambito di procedure per licenziamento collettivo e di trasferimento d’azienda, approfondendo la conoscenza degli ammortizzatori sociali, quali la cassa integrazione guadagni. Si occupa di diritti e rapporti sindacali all’interno dell’azienda e nei luoghi di lavoro, intrattenendo relazioni con delegati delle organizzazioni sindacali rappresentative nel territorio nazionale. Ha avuto modo di approfondire la struttura degli enti bilaterali con particolare riferimento alla mutualizzazione degli obblighi retributivi, alla formazione professionale, alla sicurezza del lavoro alla lotta alle discri102 | NUMERO ZERO | 11.2013

minazioni ed alle prestazioni previdenziali e assistenziali. E’ stato studio fiduciario del Patronato EPAS – Ente di Patronato e di Assistenza Sociale, con particolare riferimento alla assistenza e tutela legale utile al riconoscimento dei trattamenti pensionistici di invalidità delle persone ipovedenti. Inoltre: - diritto civile e societario, svolge attività di consulenza ed assistenza giuridica in favore di società e di associazioni non riconosciute, onlus; è impegnato in attività stragiudiziale inerente le problematiche aziendali connesse al governo dell’impresa (governance, codici etici), - diritto assicurativo, svolge attività di assistenza e consulenza con riferimento ai contratti di assicurazioni, ai rapporti agenziali. - arbitrati, rituali ed irrituali, per il rilievo della figura dell’Arbitro d’Equità e di Diritto. Alla luce della recente disciplina della mediazione, lo Studio annovera, all’interno della propria struttura, anche la figura del mediatore professionista, iscritto all’albo dei mediatori - diritto amministrativo e disciplinare del lavoro dei pubblici dipendenti per enti del parastato aventi come attività statutaria il controllo delle libere professioni; per enti locali, organizzazioni non governative, società che hanno rapporti con enti locali in relazione ad appalti di servizi, occupandosi altresì dell’ordinamento economico degli enti locali.

Il Nostro servizio legale è finalizzato al risultato che l’azienda e il lavoratore si prefigge e non alla lungaggine


ZERO TITULI

Sport e tempo libero

Nerazzurri sempre più in estasi la cura Breda fa sognare i tifosi A Pescara il primo storico successo nella cadetteria. Ora sotto con Bari e Palermo di pasquale de rosa

Il Latina si ritrova nella parte sinistra della classifica dopo un quarto di campionato, precisamente dodici partite sono volate via tra imprese storiche, a Pescara il primo successo esterno nella cadetteria, e vittorie preziose come contro la Reggina diretta concorrente nella corsa alla salvezza. Un risultato per certi versi incredibile e sul quale in pochissimi ci avrebbero scommesso dopo la disastrosa parentesi Auteri durata per fortuna solo tre giornate. Invece i nerazzurri hanno infilato una striscia positiva fantastica con l’arrivo di mister Roberto Breda il quale ha saputo mettere tutti i tasselli al proprio posto in uno schema di gioco, il 3-5-2, che presenta pochissime falle e vanta fondamentali certezze. A cominciare dal reparto arretrato che rappresenta il vero punto di forza della squadra pontina: la difesa colabrodo di inizio stagione, otto reti in tre partite, si trasforma da brutto anatroccolo in uno splendido cigno. Al contrario nei successivi nove match solo due reti subite per i nerazzurri entrambe arrivate 104 | NUMERO ZERO | 11.2013

in trasferta con Trapani e Carpi con il Francioni tornato bunker inviolabile come ai tempi della Lega Pro. Davanti al sempre più convincente Iacobucci il perno è Cottafava, ma a suoi fianchi si destreggiano a seconda dell’occasione con la stessa autorevolezza Esposito, Figliomeni e Brosco. Sulla linea mediana comandano Morrone, esempio per i compagni nella maniera in cui si è calato nella realtà nerazzurra, e Crimi che garantisce quantità e qualità, vedi l’assist per il gol vittoria di Jefferson con la Reggina. Al Hassan e Ristovski sono i padroni delle fasce e Maltese si è guadagnato il posto da titolare con prestazioni sempre in crescendo da interno di centrocampo. Davanti è il reparto dove si richiedono i miglioramenti maggiori: durante le gare non mancano le occasioni costruite, ma scarseggiano ancora i gol. Jonathas è una vera forza della natura, elemento in grado di fare reparto da solo e capace di gol spettacolari come con Pescara e Trapani. Al suo fianco si aspetta soprattutto la crescita di Ghezzal apparso ancora in ritardo di condizione e poco incisivo nel gioco nerazzurro. Dal

canto suo cresce l’autostima di Jefferson, sempre pronto a subentrare in corsa come accaduto con il gol vittoria alla Reggina, che ha portato finalmente a referto un terzo elemento diverso dai soliti noti Jonathas e Morrone. Il gruppo si sta dimostrando all’altezza della categoria, rispettando le aspettative societarie di inizio stagione riguardo ad una salvezza tranquilla, i tifosi godono per la classifica e riempiono gli spalti del “Francioni” come non era successo mai in precedenza.


Arriva l’Autunno… ma è tempo di mare al Centro Ippico Del Principe Presso il maneggio in via Litoranea riparte la stagione delle escursioni sulle spiagge L’estate è appena terminata, ma per chi ha voglia di godersi ancora le nostre spiagge, occasione migliore non può che esserci con le escursioni organizzate dal Centro Ippico del Principe. Il fascino, la bellezza e la suggestione del mare autunnale ed invernale, da vivere in sella ad uno dei tanti splendidi cavalli del maneggio della famiglia Ceci. Le escursioni guidate in spiaggia, costituiscono ormai da anni una immancabile attrazione per chi ama vivere il mare tutto l’anno. Ogni week diventa un appuntamento fisso per trascorrere una giornata di-

versa. Adulti, ragazzi e bambini, guidati dagli istruttori del Centro Ippico, entreranno in contatto con un modo divertente e piacevole per trascorrere un po’ di tempo a pieno contatto con la natura. Ci sono diverse possibilità che permettono sia ai più esperti che ai principianti di muoversi a cavallo in luoghi diversi della zona, a cominciare dagli splendidi scenari di Villa Fogliano, dei Prati di Coppola, della Tenuta Ganci, per arrivare infine sul lungomare. Non resta che controllare il meteo del fine settimana e prenotare la Vostra escursione. Le passeggiate a cavallo e la natura, Vi aspettano…

CENTRO IPPICO DEL PRINCIPE LATINA Via Litoranea, 5730 Tel. 0773.273524 Mob. 380.3634356

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PromessiSposi

FOR WEDDING LATINA La fiera per il Matrimonio

Tra gli stand dell’ExpoLatina la rassegna interamente dedicata agli sposi che avrà come tema il rispetto per l’ambiente Quest’anno le porte di ForWedding si apriranno al pubblico di Latina nel week end che va dal venerdì 15 alla domenica 17 novembre 2013 seguendo il seguente orario Ven. 15–20 e Sab/Dom 10-20. Ingresso gratuito e location della prima edizione “Expo Latina”. ForWedding non è la solita fiera per gli sposi dove i sogni spesso si frantumano davanti a bomboniere improbabili,

accozzaglie di colori e tessuti, location adatte più per i 90 anni della nonna che non per il nostro matrimonio. No, ForWedding è il Salone del trionfo del bello, dell’eleganza, dell’arte del ricevimento, dei trend del momento con le loro contaminazioni nazionali e internazionali, perciò un vero e proprio punto di riferimento nel mondo del ricevere sia per gli operatori che per il pubblico di

futuri sposi e non. Dato che il piacere del bello è un piacere che appartiene a tutti. Per saperne di più ci siamo rivolti a Valentina Picca, titolare della “Whitericevimenti”, azienda leader nel settore del food lounge e del banqueting, coinvolta nella direzione artistica dell’evento nonché, espositrice all’interno di esso, e all’organizzatore nazionale e direttore commerciale, Fabio Ridolfi.


PromessiSposi “Per tre giorni ForWedding - ci raccontano Valentina e Fabio - diventerà un esclusivo e raffinato spazio con aziende del territorio e non, accuratamente selezionate tra: Moda Sposa, Ricevimento, Catering, Animazione, Foto e Video, Bomboniere, Liste di nozze, Partecipazioni, Trucco e acconciature, Fedi e Gioielli e Viaggi di nozze, un palcoscenico che coinvolge espositori e pubblico dalla zona Eur di Roma sino a Caserta e Napoli e quindi con risonanza all’intero centro sud d’Italia”. Il format nazionale dell’evento fa di esso un esclusivo punto di riferimento per il settore, rendendo possibile che Latina, città di provincia, venga annoverata insieme a Milano, Roma e Verona, quale tappa della fiera, “la rassegna – aggiunge spiega Valentina - è abbinata alla famosa rivista White Magazine Sposa, dedicata al mondo del wedding e non solo, il cui principale obiettivo è di promuovere, in Italia e in tutto il mondo, la qualità del Made in Italy, con particolare riferimento alla moda sposa e, in generale, del lusso”. Perciò la mission della rivista si riversa con tutta la forza e il carattere nella Fiera che, pertanto, non può che rappresentare l’eccellenza tra le eccellenze italiane. Per tali caratteristiche gli organizzatori hanno invitato ospiti di caratura nazionale (sui nomi Valentina e Fabio vogliono mantenere la sorpresa), tutti molto attratti dalla piazza latinense in quanto assolutamente nuova e, soprattutto, portatrice di sane tradizioni, dove

il matrimonio non è caduto in disuso e, a cerimonie tipiche del sud Italia, se ne affiancano anche altre più ridotte ma comunque dai target sempre molto alti. Nessun segreto invece per il tema lanciato da White magazine Sposi per l’allestimento della fiera. “Quest’anno infatti – spiegano gli organizzatori – ForWedding verrà allestita ispirandosi al tema del GREEN inteso quale concetto di sostenibilità, rispetto per l’ambiente, materiali e stoffe naturali, prodotti ecocompatibili” in quanto, come ci racconta Valentina “il giorno del matrimonio è una vetrina pubblica, perfettamente studiata e programmata, dello stile e dei valori che ci proponiamo di incarnare, perciò White magazine Sposi, interprete delle tendenze più attuali lo ha scelto”. Pertanto, la sensibilità verso i temi dell’ecologia si è ormai propagata anche all’organizzazione del matrimonio, ma ciò come si sposa con l’eleganza, il lusso e l’originalità? Non rimane che scoprirlo a novembre con ForWedding LATINA .


PromessiSposi L’azienda di Valentina Picca leader nazionale nel settore dell’organizzazione dei matrimoni

White Ricevimenti Il riferimento del wedding planner

Valentina Picca è nata a Latina dove tuttora abita e continua a lavorare.. Dal 2003 ha iniziato a collaborare con i più importanti operatori del settore eventi e nel 2009 ha creato il marchio Whitericevimenti Food Lounge & Banqueting nel quale unisce la propria passione per la buona cucina con le esperienze maturate nel settore dell’organizzazione degli eventi. Il suo nome e quello della Whitericevimenti sono diventati sul territorio nazionale sinonimo di eccellenza grazie alla sola esperienza, gusto, raffinatezza ed innata eleganza di Valentina. Proprietaria di una delle location più affascinanti del panorama Latinense “Villa Fogliano” ha sapientemente costruito negli anni un nuovo concetto di banqueting di alta qualità, coniugando sapientemente l’aspetto imprenditoriale con quello delle eccellenze italiane in tema di food, locations, design, utilizzo di tecnologie all’avanguardia e materie prime locali di prima qualità. La Whitericevimenti in breve tempo sta assumendo sempre più caratteri di azienda leader nazionale e internazionale, infatti Valentina ci spiega “la mia azienda è collegata tramite piattaforme informatiche e siti specializzati anche a Londra, Tokio, Russia in modo tale da portare i matrimoni in Italia, ad esempio a me è capitato di organizzare per una coppia di giapponesi il proprio matrimonio sullo sfondo di San Felice Circeo e Villa Fogliano. Purtroppo - prosegue Valentina - matrimoni di stranieri in Provincia di Latina sono rari nonostante possediamo bellezze artistiche e naturali uniche ma non utilizzabili e spendibili sul mercato degli eventi, in quanto poco supportate da un punto

di vista logistico e di viabilità”. E proprio per tali aspetti, continua Valentina “che il raggio di azione della Whitericevimenti si sta’ allargando sulla capitale, che in questo momento è particolarmente pronta a ricevere nuovi giovani imprenditori del settore che sostituiscano quelli oramai non più attuali e al passo con le recenti novità”. A tal proposito si ricorda che la Whitericevimenti ha lavorato, tanto per fare un esempio, al Castello Odescalchi di Bracciano, location autorevole, con cui poche aziende possono vantare di aver collaborato. Per le Wedding planner di Latina, Valentina non può che essere punto di riferimento, visto che mette loro a disposizione le proprie conoscenze e capacità in vari corsi che si tengono anche presso la sua villa a Latina, offrendo l’esclusiva possibilità ai partecipanti di assisterla nel dietro le quinte della preparazione di un vero matrimonio. Una donna dinamica e dalle mille inizia-

tive, è tra le fondatrici della prestigiosa Associazione WIP di carattere nazionale, nella quale riveste il ruolo di vicepresidente, finalizzata a rappresentare la categoria professionale dei wedding planners e degli altri professionisti che operano nel settore dell’organizzazione dei ricevimenti. Non rimane che farci svelare cosa proporrà nell’ambito di ForWedding Latina: “Nella White Room verrà dato vita ad uno spazio ispirato ai toni del nero, bianco, rosa in uno stile molto “bon ton” tenendo fede allo stile proprio della Whitericevimenti. Ciò che propongo si pone in netto contrasto con quanto verrà allestito dagli altri espositori che si sono concentrati esclusivamente sul tema del green spaziando dallo shabby chic al country, così ho anticipato le tendenze in quanto lo stile del rigore e del classico presto lo ritroveremo sulle nostre tavole, dalle cerimonie alle nostre case”. Non possiamo che fare i complimenti alla titolare della Whitericevimenti che onora la città di Latina con il suo lavoro e auguragli di proseguire puntando sempre più in alto. WHITE RICEVIMENTI Banqueting & Food Lounge LATINA S.S. 148 Pontina, km 79,300 Tel. 0773.251129 Cell. 338.3799252


PromessiSposi L’importanza della scelta dell’abito maschile con il gusto e l’esperienza della famiglia Mancinelli Può rispettare le regole o infrangerle tutte, ma deve essere comunque impeccabile

L’eleganza dello Non sottovalutate l’abito da sposo! Sull’altare e al tavolo nuziale con la sposa sarà protagonista anche lui, dunque dovrà risaltare alla stregua della compagna ed essere in armonia con lei. La famiglia Mancinelli sin dai primi anni ‘50 accoglie nella boutique di Corso della Repubblica gli uomini che necessitano di un abito da cerimonia, li consiglia e li veste offrendo un servizio attento e molto professionale. Gli stili tra cui scegliere sono davvero molti, si potrà spaziare da un modello molto elegante a un modello più sobrio, al tradizionale evergreen adatto a tutti o a modelli più trendy con tagli e colori insoliti. L’importante è che l’abito rispecchi la personalità di chi lo indossa e segua il tema scelto per il matrimonio e, naturalmente, si abbini perfettamente a quello della sposa. Se si tratta di una classica cerimonia pomposa con sposa principesca ornata di lungo velo e strascico, l’uomo non potrà rinunciare all’eleganza tradizio-

SPOSO

nale del tight o mezzo tight. Anche l’abito tre pezzi sarà un’ ottima scelta; scuro, giacca a tre bottoni, gilet e cravatta in coordinato e linea asciutta e moderna che valorizza la figura. Gli sposi più eccentrici e originali che, viceversa, desiderano superare la tradizione e vivere la solennità in modo alternativo, possono concedersi, sempre che la mise della sposa lo consenta, dei tocchi di colore, un taglio inedito o degli accessori eccentrici che verranno appositamente ordinati per loro. Gli accessori sono altri elementi indispensabili per completare il look perfetto. La cravatta è proposta in diverse alternative: la classica in seta grigia magari con una micro fantasia o più estrosa con tonalità moderne. Di rigore scarpe e cintura nere, camicia bianca possibilmente arricchita da gemelli e all’occhiello un bel fiore fresco del bouquet della sposa.

Il servizio sartoriale di Mancinelli L’abito potrà essere scelto tra i tanti modelli disponibili in negozio o, per i clienti più esigenti, si potrà usufruire di un servizio su misura. Attraverso degli abiti campione verranno effettuate modifiche per un fitting perfetto e si potrà scegliere tra un’infinita gamma di tessuti e colori personalizzando ogni minimo dettaglio, dai bottoni alle asole, dai colli ai revers. In entrambi i casi, gli sposi verranno accolti su appuntamento ed un sarto specializzato presenzierà, insieme all’ assistente di vendita, consigliandoli e guidandoli nella scelta.

MANCINELLI uomo LATINA Corso della Repubblica, 182-184 - Tel. 0773.486484 www.mancinelliabbigliamento.it


PromessiSposi

Il giorno più inizia qui La scelta dell’abito la fase più difficile ma anche la più emozionante

“L’abito giusto è quello che si sogna da bambine, lo si riconosce appena lo si indossa e lo si acquista quando gli accompagnatori non trattengono le lacrime”. Parole e musica (la marcia nuziale di Mendelssohn ovviamente) di Piera Moretti, proprietaria del negozio La Luna Nuova in via Carturan 27 a Latina. Chi meglio di lei, che ha vestito ed adornato centinaia di futuri sposi, ha l’occhio clinico per individuare l’affinità di coppia tra il modello e il suo abito? E’ la storia della mezza mela applicata alla vestizione nuziale. Ogni invitato all’altare ha il suo abito ideale, complementare. Basta cercarlo e quando lo si trova non rinnegarlo, ma sentirselo addosso come una seconda pelle per il giorno più importante. Presso La Luna Nuova, raffinata boutique latinense, le possibilità di trovare

l’incastro giusto all’affannosa ricerca aumentano sensibilmente. Scendendo le scale del negozio si entra nel mondo della cerimonia: molti gli abiti eleganti e i preziosi accessori per vestire i novelli sposi, ma anche soluzioni e alternative per quanti festeggiano importanti traguardi come le nozze d’argento. Oggi, nella trincea economica in cui è costretti a vivere, si cerca la qualità ad un prezzo accessibile ed è proprio questo il principio su cui si basa la selezione dei capi de La Luna Nuova che propone importanti marchi come Carlo Pignatelli, Gai Mattiolo e Moschino affiancati da una propria linea omonima, creata in esclusiva per il punto vendita e per le spose che amano la ricercatezza. Sono presenti tanti stili diversi, dal romantico al non convenzionale, ma


PromessiSposi tutti con linee moderne, ottime vestibilità e buon rapporto qualità-prezzo. A tutto ciò La Luna Nuova aggiunge un servizio di sartoria altamente specializzata e veloce compresa nel prezzo degli abiti e l’assistenza durante la scelta di personale molto competente che saprà guidare e consigliare anche gli sposi più esigenti. Comunemente considerato come il primo passo verso l’altare, la scelta dell’abito è un momento da immortalare. La Luna Nuova pensa anche a questo, omaggiando i clienti che acquistano gli abiti di un personalissimo servizio fotografico che testimonia gli attimi e le emozioni della prova. Un vero e proprio backstage di scatti unici e inediti che farà bella mostra nelle pagine introduttive dell’album di nozze. La Luna Nuova offre una vasta scelta di modelli, con la premessa essenziale che qualsiasi stile deve rispecchiare la personalità di chi lo indossa: la sposa principesca e sognatrice avrà quindi un’ampia gonna di tulle, quella sofi-

sticata e seducente sarà fasciata dentro un abito a sirena in prezioso pizzo retrò-chich, quella più glamour opterà per un modello scivolato con tessuti sovrapposti e luminosi cristalli. C’è sempre una soluzione ad ogni esigenza. C’è sempre un momento per ogni occasione: basta attendere La Luna Nuova e la magia si accende. LA LUNA NUOVA LATINA Via Carturan, 27 Tel. 0773.484744 www.lalunanuova.com segui La Luna Nuova su facebook


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capello sposa

Una

per

Acconciature di tendenza ma look naturale Parola di Monica Capponi di Avantgarde Parrucchieri

È così. Anche i capelli esprimono la personalità, modificano il viso, fanno sembrare diversi, cambiano decisamente l’aspetto. Ricci, lisci, acciuffati, piegati, tinti, corti, legati, annodati, allungati. Insomma, fanno parte integrante del look. Per cui non vanno trascurati. Non vanno trascurati durante l’anno e decisamente non vanno sottovalutati per gli eventi speciali. Obbligatoriamente da modellare in occasione del proprio matrimonio o se si è invitati. Uno stilista dalla spiccata sensibilità sarà poi l’angelo custode. La persona che valuterà il da farsi, in funzione di una serie di varianti ma con un caposaldo: mai soffocare la personalità di ognuno, ma assecondare in modo naturale i lineamenti e l’espressione. L’estetica non invasiva e il look non forzato è un principio applicato da molti hair stylist. “Ogni sposa vive il giorno del proprio matrimonio come un sogno e il nostro compito è quello di aiutarla a renderlo unico. La scelta dell’acconciatura non è fine a sé stessa perché vanno presi in considerazione tanti altri aspetti come l’abito, il trucco e i lineamenti del viso per fare in modo che venga valorizzata la propria femminilità”. È Monica Capponi a parlare, titolare di Avantgarde Parrucchieri. La sua approfondita formazione e la lunga esperienza le consentono di dispensare consigli utili a non vanificare l’impegno di parrucchiere e cliente. Passione e professionalità sono fondamentali nel suo lavoro quotidiano. Ha sviluppato le sue capacità presso l’Accademia Mahogany di Londra, confrontandosi con esperti di levatura internazionale, ha partecipato a sfilate di rilievo nazionale per La Kore e Miss Italia 2010. “Il rapporto che si crea tra sposa e parrucchiera è di estrema fiducia - commenta ancora - e nasce già dalle prime prove necessarie per lo studio dell’ac-

conciatura giusta che a volte può subire cambiamenti anche in extremis. Il giorno del matrimonio, la sposa può affidarsi completamente alle nostre cure così da vivere il più serenamente possibile la preparazione e scaricare la tensione prima del fatidico sì”. “Un consiglio per le nostre spose è di non stravolgersi troppo, rimanere sé stesse con un look elegante e raffinato, in linea con le tendenze del momento: dal classico chignon alla coda bassa per finire con le trecce, ma sempre rimanendo una sposa più naturale possibile” .


i PromessiSposi

Il simbolo dell’unione Classiche, incrociate o con brillante. Le raffinate fedi nuziali proposte da Biondo Gioielleria

Perfezione, continuità, eterno ricordo. Non sono certo banali i significati che si nascondono dietro la fede nuziale. L’atto dello scambiarsi le fedi non fa parte solo di un’abitudinaria ritualità della cerimonia matrimoniale che è andata affermandosi nel tempo, bensì racchiude qualcosa che è molto di più di un semplice gesto. La fede è il simbolo dell’unione di due persone. La forma circolare ne rappresenta la

perfezione mentre l’oro l’eternità. I modelli che Biondo Gioielleria vi invita a scoprire sono innumerevoli: classiche, di design moderno o realizzazioni orafe in oro giallo, rosso o bianco secondo una moda attuale. Le marche che si possono trovare nel negozio sono: UNOAERRE, RECARLO, SALVINI, COMETE e LENVAL. Il consiglio che comunque viene dato è quello di affidarsi alla tradizione. Negli ultimi anni la fede comoda è stata il modello più scelto dalle coppie di sposi, una linea semplice spesso scelta in sostituzione della fede classica, mantovana o francesina. È caratterizzata dalla forma bombata sia all’interno che all’esterno. In origine la fede nuziale comoda è priva di diamanti, ma oggi spesso questo anello viene scelto con diamanti o pietre preziose. Il materiale che si utilizza maggiormente è l’oro giallo, anche se la tendenza di questi ultimi anni si dirige verso la scelta dell’oro bianco, dell’oro rosa e anche del platino, un materiale molto apprezzato dalle nuove coppie che amano il bianco.

Testimoni, ad ognuno il suo regalo

Secondo la tradizione il regalo per i testimoni di nozze dovrebbe essere rappresentato dalla versione più importante e preziosa della bomboniera, oggi la tendenza è quella di scegliere dei veri e propri regali. Gli sposi sono liberi di orientarsi tra qualsiasi tipo di dono, da quello utile a quello tecnologico, da quello tradizionale a quello innovativo, da quello importante a quello semplice, ugualmente speciale se scelto con affetto. Il regalo per i testimoni ha il significato di lasciare un ricordo del giorno più importante. Le opzioni possono ricadere su diversi oggetti pensati appositamente per ogni persona, per esempio per un uomo un orologio NAUTICA con incisione personalizzata o per una donna un bracciale TROLLBEADS composto da Beads significativi.

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Corso della Repubblica, 113/115 04100 Latina - Tel. 0773.489011


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Wedding Cake IL MODO PIÙ DOLCE PER CONCLUDERE IL RICEVIMENTO La protagonista del banchetto deve essere una delizia per gli occhi e per il palato native come, ad esempio, un piccolo bouquet di fiori freschi coordinati al tema del matrimonio oppure, la riproduzione in zucchero glassato delle fedi nuziali. E il ripieno? Meglio i gusti delicati e indicati per la stagione della cerimonia: vaniglia, crema chantilly, fragole o frutti di bosco nella stagione estiva e abbinamenti con il cioccolato per l’autunno e inverno. In qualsiasi modo si desideri dovrà assolutamente incantare gli occhi e i palati degli ospiti lasciando un dolce ultimo ricordo di questo giorno speciale.

Il momento del taglio della torta è uno dei più belli ed emozionanti di tutto il matrimonio. I  novelli sposi, accompagnati da una romantica musica di sottofondo, affondano il coltello nel primo pezzo di torta e lo mangiano insieme. Condividere il cibo è un gesto d’amore e un augurio di prosperità. La wedding cake è sempre più protagonista e, sempre più spesso, gli sposi la scelgono con particolare cura, tra le infinite varianti esistenti. Così come ogni altro elemento deve rispettare lo stile e il tema della cerimonia, e le personalità degli sposi. Di forme ce ne sono tante, a piani, a piramide, all’inglese o la gettonatissima americana ricoperta di pasta di zucchero. In alternativa alla classica torta oggi è di gran moda proporre dei cup cake, piccole tortine

in miniatura che si sistemano su appositi espositori a ripiani. Sulle basi di scelta di questi modelli il pasticcere potrà dare libero sfogo a fantasia e creatività realizzando decorazioni di ogni genere di forma e colore. Bando quindi alle torte nuziali banali e via libera a quelle super personalizzate: con motivi floreali che riprendono quelli del bouquet o dei centro tavola, con richiami ai pizzi e ai decori dell’abito per un effetto ricercato ed elegante e colorate con la tonalità che fa da filo conduttore al matrimonio. In cima, secondo tradizione, dovrebbero inoltre posizionarsi le classiche “figurine rappresentanti gli sposi” spesso adagiati sotto un piccolo arco di fiori; si può pensare però anche ad altre soluzioni più creative e alter-


PromessiSposi Il Noleggio Auto da Cerimonia presso la DE.MA.rent by Autogarden

sogni

L’automobile dei

Se l’idea del matrimonio è quella di un lungo e avventuroso viaggio in compagnia della persona amata, è necessario iniziarlo con l’auto giusta. Nel giorno della celebrazione, la vettura che accompagna gli sposi nelle tappe matrimoniali deve risaltare per eleganza e originalità. Per andare sul sicuro, e non sbagliare la scelta, meglio affidarsi a veri esperti del settore. Dall’Autogarden, azienda leader da oltre trent’anni nel ramo automobilistico, è nata la DE.MA. rent agenzia specializzata per l’Autonoleggio – Rent Car e il Noleggio Auto da Cerimonia. Oltre agli sposi, la DE.MA.rent offre soluzioni per ogni esigenza riguardante cerimonie ed eventi, quali comunioni, cresime, serate romantiche, addii al nubilato/ celibato, compleanni, anniversari, tour notturni, servizi pubblicitari o fotografici, servizio promozione serate in discoteca e feste mascherate per festeggiare con il proprio partner o con un gruppo di amici un evento importante in modo unico e originale. Il tutto disponendo di una vasta

scelta di auto da cerimonia moderne e d’epoca, tra cui tre splendide limousine, uniche nel loro genere e in Italia, per vivere il giorno più bello da protagonista e non da controfigura. La DE.MA.rent by Autogarden è gestita con passione e dedizione dalla responsabile dell’agenzia Deborah Salvatori, che avendo come unico obiettivo la soddisfazione dei propri clienti, cerca sempre di rendere ancora più indimenticabile il giorno più bello. “Nel giorno del matrimonio gli sposi devono essere i protagonisti assoluti - dice Deborah – e devono fare lo sforzo di pensare che passati vent’anni o più insieme andranno a sfogliare il loro album di nozze. In quel caso le foto saranno le testimoni di quel giorno fatto di emozioni e di commozione come quella di indossare il vestito assai sospirato, di salire nell’auto sognata sin da piccola, l’apprensione e la trepidazione di iniziare un lungo percorso insieme fatto di gioie e dolori ma colmo di amore. E rimarranno i primi fotogrammi di una felicità duratura, vissuta sin dal primo indimenticabile giorno”.


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Risponde Deborah Salvatori, titolare della DE.MA.rent

domande

sull’autonoleggio

Quanto tempo occorre prima di prenotare il servizio? Una volta ci si organizzava almeno un anno prima per paura di non trovare l’auto dei propri sogni disponibile,. Oggi purtroppo l’auto da cerimonia è diventata un bene sacrificabile o non rientra più nelle priorità dell’organizzazione di un matrimonio, quindi dopo aver “prenotato” tutto ciò che richiede una pianificazione anticipata gli sposi si dedicano alla ricerca dell’auto sottovalutando che nel giorno più bello l’auto non è solo un’auto ma, insieme con gli abiti scelti per la cerimonia, con i fiori, con gli anelli e con tutti gli altri dettagli, è ciò che lo renderà unico e perfetto. Fra quanti tipi di automobile si può scegliere? Le tipologie di automobili per cerimonia si suddividono in Auto d’epoca, Limousine, Cabrio e Berline. Ogni matrimonio ha il suo stile e come si adatta allo stile del matrimonio il vestito, il ristorante e i fiori così andrebbe fatto anche per l’auto. Ogni auto provoca emozioni e sensazioni diverse: l’auto d’epoca riporta indietro con i ricordi, riporta ai valori di un tempo, ai valori dei nostri nonni quando il matrimonio era per sempre; la Limousine è sinonimo di prestigio e di lusso ed è ideale per coloro che decidono di essere protagonisti assoluti nel giorno più bello con un matrimonio ricercato e raffinato; la Cabrio si sposa perfettamente con in matrimonio estivo e con chi è alla ricerca di un’idea nuova e stravagante; la Berlina è sinuosa, confortevole, dinamica ed è un’automobile di gran classe che fa sempre la differenza. Quindi per scegliere un’auto è importante solo capire lo stile del proprio matrimonio e adattatare tutte le scelte ad esso tenendo sempre però conto dei propri desideri. Avete anche auto d’epoca o speciali?

Possediamo alcune auto d’epoca: una Lincoln Cosmopolitan del 1949 un’autovettura full-size di lusso prodotta dalla Lincoln dal 1949 al 1954, un’Alfa Romeo cabrio e una romantica Fiat Balilla del 1932, originale in ogni suo pezzo, una bellissima auto d’epoca che trasforma in una favola il giorno più importante di una storia d’amore, ma la nostra punta di diamante è la “Jaguar Limousine“ unica in Italia” una


PromessiSposi splendida limousine, il gioiello più importante e splendente della prestigiosa casa costruttrice “Jaguar” con un design moderno e tecnologico che rende questa limousine la più raffinata e lussuosa di tutti i tempi rendendo così a sua volta il matrimonio unico e indimenticabile. C’è una differenza di prezzo per matrimoni in altre zone? I nostri prezzi includono una distanza fino ad un raggio di 50km ma comun-

que per matrimoni o eventi che superino questa distanza c’è sempre una soluzione, siamo abbastanza flessibili. Cosa comprende la cifra? La tariffa comprende sempre l’autista, il carburante, l’addobbo dell’auto e in omaggio agli sposi un ottimo prosecco con un assortimento di snack’s . Vi occupate di fornire anche il tappeto rosso per la discesa dall’automobile?

Ovviamente non c’è principessa senza il suo “red carpet”. E’ il simbolo di classe superiore e comfort e soprattutto dà importanza al percorso che si sta per intraprendere. Chi si occupa dell´addobbo dell´auto? L’addobbo dell’auto in genere spetta agli sposi se parliamo di addobbo floreale, perché spesso è proprio il fioraio che già provvede ad addobbare casa , chiesa e ristorante che, per rimanere nel tema, fornisce i fiori anche per l’auto ma se gli sposi dovvessero farne richiesta abbiamo dei pacchetti che includono anche l’addobbo floreale. L’addobbo dell’auto è una nostra responsabilità e siamo noi stessi a provvedere a tale addobbo sempre tenendo presente lo stile del matrimonio e dell’auto. Nel noleggio è compreso l’autista? Le nostre auto soprattutto le limousine hanno bisogno di un’attenzione particolare nel guidarle e soprattutto per le dimensioni anche di una bravura particolare e non potremmo mai dare questa grande responsabilità a nessuno degli invitati o parenti degli sposi perché quel giorno per loro deve essere sinonimo di gioia e serenità. Eventualmente l’autista rimane in sede oppure lascia gli sposi per poi tornare a riprenderli? Nel momento in cui la nostra auto con il nostro autista arriva a casa della sposa per iniziare insieme il tragitto verso una nuova grande emozione quale il matrimonio, l’auto rimarrà con gli sposi fino all’arrivo del ristorante, qualora avessero acquistato il pacchetto full, e solo dopo l’autista sarà autorizzato a rientrare in sede. Eseguite servizio di navetta per gli ospiti? Avendo anche l’autonoleggio, dietro richiesta degli sposi, possiamo provvedere anche al servizio navetta per gli ospiti della cerimonia o addirittura possiamo anche offrire il pacchetto denominato “tutti insieme appassionatamente” dove con un prezzo speciale mettiamo a disposizione degli sposi tre limousine, una per loro, una per i genitori degli sposi e una per i testimoni cercando di rendere ancora più sereni gli sposi sapendo che i loro cari sono coccolati e viziati dal prestigio e dal lusso di una limousine.

Gli altri servizi della DE.MA.rent

Luna di miele sullo yatch

La DE.MA.rent oltre al noleggio di auto da cerimonia è specializzata anche nel settore nautico offrendo agli sposi molteplici soluzioni. Per chi è alla ricerca di un’idea originale per trascorrere i primi giorni del matrimonio in un’atmosfera esclusiva e sognante e per chi ama essere libero da programmi e orari deve assolutamente vivere la luna di miele a bordo di uno yatch di lusso superaccessoriato alla ricerca di piccoli paradisi nel nostro mare, o approfittare del book prematrimoniale documentando con video e foto una giornata esclusiva passata insieme tra tuffi e brindisi per festeggiare l’inizio di un lungo percorso.

DE.MA.rent by AUTOGARDEN TERRACINA Via Cavour, 26 Tel. 0773.702033 Cell. 329.2397120 www.demarent.it


PromessiSposi I momenti irripetibili di Carlo Massa, il fotografo delle emozioni

Via la posa, avanti la spontaneità, l’improvvisazione, l’istante da cogliere con uno scatto irripetibile. Niente sorrisi stampati, ma liberi di splendere. Niente occhi nel vuoto, ma sguardi che rivelano sentimenti autentici. Carlo Massa fugge l’artificio per catturare il vero. Fotografo professionale con trenta anni di esperienza,

ha vissuto l’evoluzione del settore approfondendo il proprio lavoro negli ambienti dello spettacolo. Ha prestato i suoi scatti a noti e diffusi periodici di gruppi autorevoli come Mondadori. ”Ho avuto l’onore e il piacere di collaborare con grandi personaggi come Nino Manfredi, Eros Ramazzotti, Virna Lisi, Giorgio Panariello, Renato Zero, Fiorello, Simona Ventura e tanti altri - racconta - Da ognuno di loro ho ricevuto consigli preziosi per la mia professione che da dieci anni ho diversificato introducendo cerimonie, eventi e matrimoni”. Ma anche Carlo Massa ha dovuto fare i conti con l’arrivo del digitale. “Ci sono stati radicali cambiamenti in questo settore, modifiche tecnologiche che hanno permesso a tutti di fare foto, anche se non tutti capiscono la responsabilità e l’importanza di un servizio professionale. A volte, dopo un evento particolare, potrebbe sorgere il rammarico di non essersi affidati a persone del mestiere. Oggi tutti possono fare scatti, ma non tutti gli scatti sono uguali. È anche più piacevole ricordare momenti ed emozioni attraverso belle immagini. Il mio slogan è “FOTO, NO PAROLE”.

La creatività di Marco Pietrolucci Il talento di Marco Pietrolucci, primo ballerino e coreografo Rai, ha inoltre arricchito di estro e creatività il lavoro dello studio fotografico. Il risultato di questa collaborazione ha prodotto opere molto apprezzate. ”Già dal primo incontro con i futuri sposi - spiega Marco Pietrolucci cerco di creare un rapporto naturale, ascoltandoli e dando loro la possibilità di sentirsi a proprio agio. Partecipo al sogno del loro matrimonio per condividere insieme delle vere emozioni. In tal modo, possiamo aiutarli a realizzare e rendere il loro giorno unico e personalizzato in base al loro modo di essere”. La professionalità e la cura di ogni minimo particolare sono ovviamente fondamentali. “Ogni momento poi deve essere spontaneo, vero, intenso. Le immagini devono raccontare emozioni, per questo è importante instaurare un rapporto di fiducia ed essere liberi di esprimersi. Gli sposi non devono sentirsi gravati o limitati dall’organizzazione dell’evento o da ciò che li circonda. Chi intende farsi un’opinione del nostro lavoro attraverso chi ci ha già conosciuto, sulla pagina Facebook di FOTOEMMECI si può formulare questa domanda alle nostre coppie: “Come sarebbe stato il vostro giorno senza Carlo e Marco?”. Vi aspettiamo!!!!


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Il luogo ideale per l’addio al Nubilato e al Celibato Ma anche locale per matrimoni e ogni tipo di cerimonia

festa Central Park

La

in

L’esperienza e la cortesia della famiglia Bruzzese al servizio di una clientela sempre più vasta Il significato teorico di un addio al Nubilato o al Celibato, festa di estrazione americana ma da anni in voga anche in Europa, è quello di trascorrere con gli amici più cari un’ultima notte di libertà, prima di impegnarsi definitivamente con il compagno o la compagna della vita. Considerata l’unicità della serata, a meno che non si sia già al secondo o terzo matrimonio, questa deve avere il carattere della straordinarietà e della originalità. In poche parole deve sorprendere il convolante a nozze, con la partecipazione di amici e parenti stretti, quelli legati dalla maggiore intimità. Che siano momenti di ultima esaltazione collettiva o di cordiale raccoglimento confidenziale poco importa, devono essere organizzati nella

maniera migliore possibile e soddisfare tutti. Si dice, in via scaramantica, che l’insuccesso di un ultimo giorno da single potrebbe avere ripercussioni anche nella vita da coniugato! Meglio non correre rischi. Nel panorama latinense la famiglia Bruzzese, rappresentata da Pino e dal suo staff, si è ritagliata una notevole considerazione nella preparazione e nell’allestimento di addi al Celibato e al Nubilato e viene sempre più contattata per questo genere di feste. Le caratteristiche fondamentali dei suoi eventi sono il glamour, la sensualità ed ovviamente il divertimento sfrenato. L’equipe lavora da anni nel settore della ristorazione e dell’organizzazione di

eventi, collabora con chef e deejay di livello nazionale e vanta un gruppo di camerieri professionisti che curano il servizio nei minimi dettagli. Central Park è situato a Borgo Carso in un immenso giardino. Il ristorante ha un ambiente accogliente e familiare, propone la tipica cucina locale affiancata da menù messicani, degustazioni di cruditè, e la buona pizza romana cotta nel forno a legna per le serate più informali. Il locale è capiente e permette di ospitare fino a 300 invitati. Si organizzano feste e matrimoni sfruttando la suggestiva piscina a bordo della quale è possibile anche celebrare il rito civile. Per gli addii al celibato o nubilato i clienti di Pino sono gli amici più cari degli spo-


PromessiSposi si, i probabili testimoni, i compagni di scuola e scorribande, che li conoscono benissimo e sanno quale deve essere il giusto tono della serata per poterli stupire e superare ogni loro immaginazione. Per riuscire, la festa deve essere originale, ricca di momenti divertenti sia un po’ nostalgici, che ricordino le cose che si stanno abbandonando, sia bene augurali per la vita di coppia futura. Lo scopo importante di questa festa è anche quello di far sentire agli sposi l’affetto e il calore degli amici pronti a sostenerli in questo percorso che stanno per intraprendere. Per l’addio al Nubilato, se la sposa ha gusti tradizionali, l’atmosfera deve essere curatissima, il menù della serata sarà raffinato e ricercato, i vini scelti da un sommelier professionista. Il buon gusto deve fare da padrone: niente palloncini o dolcetti con forme equivoche, tantomeno ragazzotti muscolosi pronti a spogliarsi e giochetti infantili ricchi di doppi sensi. Dovrà essere un party tutto al femminile per scambiare confidenze, spettegolare, e divertirsi in modo sobrio ed elegante come si addice ad una vera signora bon ton. Se la sposa ha, invece, la febbre del sabato sera e il fuoco del divertimento che le brucia nelle vene le invitate potranno salire a bordo di una lussuosissima limousine ed andarla a prendere sotto casa, fare un giro strombettando per le vie delle città per accendere l’atmosfera e poi arrivare a destinazione dove le attenderà una serata di follia al ritmo di sensuali musiche caraibiche, innaffiata da sangria e cocktail all’open bar, divertenti siparietti di karaoke con le hit di quando era una ragazzina alla ricerca del grande amore e per le più audaci ci sarà anche la

sala privata con aitanti strip man. Per l’addio al Celibato generalmente si organizza una cena o una pizza con gli amici più cari ad alto tasso alcolico. I futuri sposi saranno vittime di giochi, scherzi, penitenze e grandi bevute. Anche in questo caso potrebbe arrivare un ospite provocante e malizioso, ma il tutto verrà organizzato in maniera goliardica e festaiola con una forte dose di ironia. E’ consigliabile contattare con largo an-

ticipo la struttura per poter usufruire al meglio di tutti i servizi a disposizione, ma se non è possibile, al Central Park sono anche in grado di gestire prenotazioni last minute assicurando competenza a professionalità. “Da noi il cliente è in mani sicure – conferma Pino Bruzzese – noi mettiamo sempre al suo servizio l’esperienza che abbiamo accumulato in tanti anni di lavoro e presenza nel settore. Cerchiamo sempre di essere vicini alle esigenze dei nostri clienti, cercando di accontentarli in ogni cosa finché ci è possibile”. Una confortevole vicinanza che è alla base del successo del Central Park. Per queste ragioni in molti, all’ultimo giorno da single uniscono il primo giorno da coniugati e scelgono il Central Park come location per il matrimonio.


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Matrimonio in fiore

Presso Franzini Fiori, le ultime tendenze sugli addobbi floreali in tema matrimoniale

Un’azienda avviata e al servizio della clientela con un’idea originale: il particolare cuscino porta fedi

IL LINGUAGGIO DEI FIORI ATTRAVERSO I LORO COLORI BIANCO: E’ il colore fondamentale, non deve mai mancare, esprime purezza e romanticismo. ROSA: Semplicità e tenerezza. Particolarmente adatto a coppie di giovane età. ROSSO: Fuoco, amore, passione. Non viene quasi mai usato da solo ma un suo tocco accende i colori più tenui che gli fanno da sfondo. ARANCIO: Il colore dell’ accoglienza, si usa in contesti agresti e poco formali. LILLA e VIOLA: Esprimono spiritualità e pace, trasformazione e rinascita. Simboleggiano il cambiamento, l’andare verso una nuova vita insieme con fiducia e serenità.

“In questo negozio hanno molto gusto, si vede anche dall’ambiente elegante e raffinato che i proprietari hanno creato in seguito alla recente ristrutturazione. E’ una magia che ogni volta si verifica quando creano le composizioni floreali. Tutte le forme e i colori si uniscono tra loro in perfetta armonia e il cliente che vede la materializzazione della propria idea nelle loro mani ne rimane colpito, quasi estasiato.” Sono queste le parole di un’affezionata cliente di FRANZINI FIORI che interviene al posto della titolare alla nostra domanda: ”Ci parli un po’ di voi e del vostro lavoro”. Una cliente entusiasta e soddisfatta, il miglior biglietto da visita che un commerciante può vantare. I fiori sono un importantissimo elemento decorativo del matrimonio. Formano un nastro immaginario che incornicia il tema dell’evento e ne collega i vari momenti. Con i loro colori e profumi completano e arricchiscono gli spazi apportando un tocco di raffinatezza e allegria sia che il matrimonio si svolga in chiesa, in municipio o all’aria aperta. E’ arrivata anche in Italia l’onda lunga della moda americana, che prevede matrimoni estremamente spettacolari in cui la componente vegetale è onnipresente e va studiata attentamente, dalla scelta

del fiore da mettere all’occhiello del testimone o nel piccolo bouquet della damigella, fino ai tappeti erbosi da stendere sul pavimento della chiesa e agli alberi da disporre sul sagrato. Il flower designer diventa, allora, una figura fondamentale che, attraverso competenze tecniche, gusto estetico e capacità creative, deve gestire ed incontrare le aspettative degli sposi per tutta la durata dell’evento, curandone ogni aspetto nelle diverse location e tradurre al meglio le loro personalità attraverso fiori unici, composizioni originali e suggestive in armonia con l’ atmosfera della festa. “La tendenza oggi è di utilizzare fiori nobili come rose e ortensie nelle sfumature del lilla e del viola mixandole con erbe aromatiche colte dall’orto come lavanda, timo e rosmarino e aggiungendo, anche, bacche e peperoncini bene augurali” rivela Roberta che insieme al marito Massimiliano porta avanti da anni l’attività di famiglia. Roberta e Massimiliano curano personalmente nei minimi dettagli gli allestimenti studiando le location e preparandole il giorno della cerimonia. Oltre agli addobbi più tradizionali, gli sposi che si rivolgono a Franzini Fiori possono usufruire di un’idea unica e originale: il cuscino porta fedi fatto di fiori.

IL BOUQUET: DEVE ESSERE IN ARMONIA CON L’ ABITO Le regole per abbinare quello giusto! ABITO LARGO DA PRINCIPESSA: richiede un bouquet dalla forma rotonda, molto romantico, legato con nastri ed impreziosito da punti luce di perle e cristalli. ABITO ADERENTE A SIRENA: un fascio di calle o altri fiori a stelo lungo semplici ed essenziali basteranno ad impreziosire questo look. Molto alla moda e chic legarli con un semplice nastro e lasciare i gambi a vista. VELO E STRASCICO LUNGHI: occorre un voluminoso bouquet a cascata che bilanci la figura rendendo importante anche la parte davanti del vestito.

Si tratta di una nuvola bianca di nebbiolina intrecciata con nastri di varie dimensioni ai quali saranno legati gli anelli. E’ possibile realizzarlo rettangolare o a forma di cuore. E’ il “fiore all’occhiello” dell’azienda Franzini.

LATINA Via dello Statuto, 33/35 Tel. 0773.693313


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Isegreti di Villa

Meravigliosa Dietro le quinte di un ricevimento matrimoniale La preparazione e la coordinazione di uno staff professionale che rende perfetto il giorno più bello

Vi dichiaro marito e moglie. Nel momento più solenne della celebrazione matrimoniale, a distanza di chilometri dal luogo del culto, scatta l’ora X. A Villa Meravigliosa, l’incantato scenario scelto dagli sposi per il loro giorno migliore, i preparativi per rendere indimenticabile il ricevimento della coppia appena consacrata entrano nelle fase cruciale. Gianluca

Boldreghini, solerte padrone di casa, scruta il cielo e allontana le nubi con lo sguardo. E’ un sabato di ottobre dal tempo instabile ma fa caldo e il sole vuole far sentire la sua presenza e immortalare l’evento. Prevalgono ottimismo ed esperienza e i dubbi vengono sciolti: sposi ed invitati saranno accolti nella magnifica location a bordo piscina, la più suggestiva area

della Villa, ai lati del parco. Per ogni evenienza, qualora Giove Pluvio si intestardisse, è già pronta e finemente attrezzata una sala chiusa, accogliente e raffinata. Un’ora prima dell’arrivo degli ospiti, Villa Meravigliosa si accende di dinamismo. Lo staff che coordinerà l’evento è già al massimo del fervore. Più di trenta persone sincronizzano


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le loro prestazioni per portare a pieni giri il motore organizzativo. Oltre a Gianluca, supervisore e mental coach dell’intera squadra, sono in campo il direttore di sala, camerieri, personale in cucina tra chef e aiutanti, ragazze dell’allestimento, ideato e coordinato con gusto e maestria dalla moglie Roberta. Con hostess e personale di prima assistenza come parcheggiatori e

facchini, formano un team di assoluto livello. Qualità raramente riscontrabili in altre strutture. La disposizione e l’allestimento seguono le direttive concordate da Gianluca con gli sposi ed elaborate al computer. Il maitre ha sotto mano una copia stampata e controlla che tutto corrisponda fedelmente alle intenzioni. Lui e la sua equipe sono operativi dalle 9.30 e lavorano da subito all’ordine e alla pulizia. In più curano i dettagli, quelli che fanno la differenza. Gli invitati sono 150, più otto bambini, che avranno una tavolata tutta per loro. E’ un numero considerevole ma che rientra nella media e non rappresenta un problema a livello di sistemazione all’interno della grande sala. Ogni settore di essa avrà i suoi camerieri corrispondenti, che serviranno determinati tavoli per tutta la durata del pranzo. Un modo pratico per evitare discrepanze nel servizio e garantire la simultaneità delle portate. In cucina intanto le pentole bollono dall’alba. La preparazione degli an-

tipasti, prima portata da servire agli ospiti al loro arrivo, è iniziata alle 6. Intorno ai fornelli, coordinati dallo chef, si alternano più cuochi, uno per gli antipasti e il buffet, uno per i primi, uno per i secondi e uno per i dolci. Oltre che per l’ambient e la professionalità, Villa Meravigliosa si è imposta nel panorama regionale delle location matrimoniali, per il suo eccellente servizio gastronomico, di assoluto livello qualitativo. Gianluca non lascia nulla al caso e si occupa personalmente di garantire la freschezza delle portate. Ha emissari e fornitori culinari ad ogni latitudine che lo chiamano appena dispongono del prodotto giusto. A Ponza, ad esempio, ha il suo pescatore di fiducia che gli telefona nel momento esatto in cui la ricciola finisce nella rete. Nel giro di poche ore è già nei piatti degli invitati. Stesso discorso vale per la treccia di bufala campana, regina del gustosissimo antipasto, buona da far girare la testa. Mezzora prima dell’arrivo degli invitati è già tutto pronto! La sala è rifinita a puntino, il bordo piscina brilla a giorno e sarà lì che verrà servito il cocktail di benvenuto e l’antipasto. Sarà il maitre ad occuparsene personalmente: con un vassoio girobraccio se gli ospiti arriveranno alla spicciolata o direttamente con l’apertura del buffet se ci sarà un ingresso di massa. Si attende la telefonata di avvertimento - in genere è uno dei parenti che chiama Gianluca un quarto d’ora prima della fine della celebrazione nuziale – per cominciare a portare in tavola le pietanze e l’aperitivo alla buvette. I minuti passano, l’atmosfera comincia a rivestirsi di magia, lo staff di Villa Meravigliosa si da l’ultimo ideale cenno d’intesa. Arrivano gli invitati e poi gli sposi. La festa ha inizio, sarà come al solito indimenticabile. Ed è uscito anche il sole, visto?


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Il matrimonio evento L’idea originale di Gianluca Boldreghini per emozionare e combattere la noia

“Insieme a mia moglie Roberta ho lavorato tanti anni nel catering e servito un’infinità di matrimoni. Sinceramente li trovavo noiosi e privi di emozioni. A quel punto ho avvertito la necessità di aprire Villa Meravigliosa e inventarmi un diverso tipo di format per il ricevimento nuziale”. Detto, fatto. Dopo un anno e mezzo di lavori, Gianluca e Roberta Boldreghini aprono la splendida location sulla via Migliara e il 1 maggio 2010 ospitano i primi sposi con i loro invitati. Nel tempo record di tre anni, grazie alla qualità complessiva del servizio offerto, diventano la meta più ambìta dagli sposi latinensi e non solo. Le meraviglie della Villa rimbombano per tutta la provincia e ne varcano i confini, conquistando anche il vasto ed esigente mercato capitolino. Non soltanto per il clima e la posizione strategica, a due passi dal mare e dal lago di Fogliano, ma

proprio per l’innovativo ed apprezzato approccio alla festa nuziale “Molti romani vengono a sposarsi da noi – conferma con orgoglio Gianluca – un po’ a sorpresa sento dire che il nostro format viene preso ad esempio anche da alcuni proprietari di storiche sale per banchetto di Roma. E’ certamente un vanto per noi, ma significa che abbiamo creato qualcosa di originale e piacevole”. Il passaparola è il miglior veicolo di sviluppo per l’azienda. La piena soddisfazione e l’entusiasmo manifestato dai convenuti diventa il megafono per le crescenti prenotazioni. Il successo di Villa Meravigliosa è andato ben oltre le aspettative: “Lavoriamo tutto l’anno ma da aprile ad ottobre a ritmi forsennati, con prenotazioni a pioggia e calendario fittissimo. E’ il premio all’impegno che mettiamo nel nostro lavoro e il successo del nostre idee”. E’ arrivato il momento di rive-

lare la formula magica che rende così speciale il matrimonio a Villa Meravigliosa. Una ricetta straordinariamente semplice: “Noi abbiamo trasformato il matrimonio in un evento – risponde Gianluca – puntiamo molto sul coinvolgimento degli ospiti oltre che degli sposi. A richiesta, prepariamo dei veri e propri show, con artisti e coreografie di livello. Io vengo dal settore eventi e ho voluto mettere tutta la mia esperienza a disposizione. A Latina e dintorni non esiste credo una struttura del genere. Ovviamente pensiamo anche ai bambini, che sono quelli che più rischiano di annoiarsi durante le lunghe ore ai tavoli e rappresentano un problema per i genitori, che non possono gustarsi la festa. A loro ci pensa il nostro staff di animazione che li intrattiene per tutta la giornata. I problemi arrivano quando è il momento di andare via e molti piccini piangono perché vorrebbero restare!”. Originalità, professionalità e assistenza assicurata. In più c’è la cortesia, che Gianluca e la moglie offrono a tutti gli invitati: “Noi siamo a disposizione totale di tutti i nostri ospiti. Non li limitiamo con orari o restrizioni, lasciamo decidere loro il momento in cui andarsene. Tante volte rimangono fino a tarda notte a conversare o a scherzare per allentare la tensione accumulata durante una giornata psicologicamente pesante. E’ il loro miglior momento di relax e a noi fa piacere che concludano da noi quel giorno di festa”. È il momento di pensare ai futuri matrimoni. The show must go on. Lo spettacolo a Villa Meravigliosa continua... VILLA MERAVIGLIOSA LATINA Via Migliara, 164 Gianluca Boldreghini 338.1518048 Roberta Boldreghini 333.8001692 www.villameravigliosa.it info@villameravigliosa.it


PromessiSposi L’IDEA RIVOLUZIONARIA DELLA MASTERTENT

Al riparo da ogni I gazebo smontabili a sistema modulare per qualsiasi tipo di cerimonia

sorpresa Per sposi e invitati l’ideale copertura della tenda Royal col design in legno

La prima preoccupazione per chi organizza e presenzia cerimonie all’aperto è legata alle condizioni climatiche. Che possono variare nel corso dell’evento e rischiare di rovinarlo fino a renderlo uno psicodramma in piena regola. Al di là dei casi limite, non è mai troppa la cautela ed è meglio non farsi cogliere impreparati da intemperie improvvise. Così come, anche in assenza di ventosità o perturbazioni, è sempre confortevole la presenza di un riparo ben armonizzato in un ambiente festoso. L’azienda Mastertent è l’unica in grado di garantire la piena soddisfazione a questa esigenza preventiva e contestuale, la sola che realizza e commercializza gazebo smontabili che nel tempo record di 60 secondi possono essere rimontati da un’altra parte dell’area evento. Un’idea rivoluzionaria nel campo dei tendoni e delle coperture da cerimonia che ha già fatto proseliti nel nord Italia, soprattutto nel Veneto e in Piemonte (dove ci sono le ville-giardino più belle della penisola) ma anche a Roma, dove è molto conosciuta nell’ambiente dei catering storici. Le caratteristiche esclusive delle strutture Mastertent riguardano il sistema modulare che ne consente il rapido montaggio e smontaggio ma anche il basamento zincato che nel momento dell’installazione permette di evitare il picchettamento, scomodo e dannoso soprattutto su superfici pavimentate e asfaltate. In più la composizione del tessuto in poliestere filato le rende ignifughe, impermeabili e antimuffa, connotati che allungano di molto la resistenza e la durata del prodotto. Per

i mesi freddi inoltre c’è la possibilità di applicare con del velcro delle pareti laterali che aumentano il sistema di protezione. Un’altra particolarità fondamentale dei tendoni Mastertent è la multifunzionalità: una volta terminata la cerimonia, possono essere privati dei copri-pali, della rifinitura del tetto (il cosiddetto “cielo) e dell’eventuale illuminazione accessoriata, e riutilizzati sotto forma di normali e semplici gazebo pratici per ogni evenienza. Anche a livello estetico i gazebo Mastertent sono di prima qualità. Il gazebo Royal di colore ecrù col design in legno è il più gettonato in ambito matrimoniale. Si installa alla perfezione nelle più eleganti e raffinate cerimonie ed è ormai un vero e proprio cult per quelle nuziali. “La nostra azienda – sostiene Marco

Conforti responsabile Mastertent dell’area Lazio – è in continua ascesa. Commercializza questi prodotti innovativi dagli anni Ottanta e man mano sta assorbendo parecchie fette di mercato, oltre a quelle del nord Italia. Lavoriamo molto nel mondo sportivo, in quanto i nostri tendoni sono molto utilizzati nelle competizioni agonistiche, ma anche con le aziende di catering e le agenzie fotografiche. Il fatto di possedere un prodotto che si smonta in soli sessanta secondi ci rende unici nel nostro settore e ci fa apprezzare molto nel campo degli eventi mondani e delle cerimonie, proprio perché rappresentiamo una sicurezza in più. Ci differenziamo da quella che comunemente viene definita tenda pagoda perché quest’ultima ha bisogno del picchettamento, che invece noi evitiamo grazie alla piastra d’acciaio che fa da basamento e che si adagia direttamente al suolo”. MASTERTENT Area Manager Lazio Sig. Marco Conforti Mob. 335.1410305 T/F 0773.665282 com@mastertent.com


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ed Arte eleganza tra le mani

La selezione di bomboniere di Fabiana Mayer tra artigianato etnico e forme esclusive

Cosa resta di un matrimonio quando i tavoli si sono svuotati, gli sposi sono fuggiti e anche i fotografi hanno finito il loro lavoro. Resta il ricordo di un evento, di un giorno di festa, di un momento in compagnia. Un ricordo che può rinnovarsi ogni volta che ci capita tra le mani una foto, oppure un oggetto legato a quell’evento. Un simbolo, un monile o anche un utensile. Certo, non di quelli banali, ma di quelli che uniscono bellezza ad utilità, che decorano senza ingombrare e che spesso diventano argomento di conversazione con gli ospiti. La bomboniera è quel dono che occuperà un posto nell’abitazione degli invitati o dei testimoni di nozze, a suggello di un legame più forte con gli sposi o con il festeggiato. Meglio se la bomboniera ha un pregio, un valore, derivato dalla cura e dalla manualità dei suoi autori, meglio se è prodotto artigianalmente, se arriva da paesi con culture diverse, se ha una valenza artistica oppure una matrice etnica. La selezione di Fabiana Mayer assomma tutte queste caratteristiche. Spiccata sensibilità artistica e una particolare attenzione alla fattura dei prodotti, consente di scegliere tra una pluralità di stili differenti ma accomunati dalla qualità. L’esperienza di Fabiana arriva da lontano. La piccola bottega Mayer nasce intorno al 1970 per volontà dell’artista Gustavo Mayer. Nel suo laboratorio coltiva le sensazioni, i sapori e le emozioni attraverso l’arte. Con i suoi dipinti Mayer riesce a trasmettere l’esperienza vissuta in Africa riportando attraverso lo stile Naïf i colori caldi di quelle terre in cui lui visse per più di 20 anni. Poi abbraccia l’arte

della scultura per arrivare alla poesia e finalmente riesce ad esprimere al meglio la ricchezza del suo animo, pieno di sfumature e intensità. La famiglia acquisisce questa sua sensibilità e gli eredi coltivano presso scuole romane l’arte del confezionamento delle bomboniere. ”Il giorno delle nozze è unico, i momenti più importanti della vita sono unici e altrettanto unici devono essere i ricordi - afferma Fabiana Mayer che vanta un’esperienza trentennale - Per questo ho selezionato accuratamente i prodotti che offro nel mio negozio, prediligendo la raffinatezza e la rarità. Ci sono sculture ed oggettistica in pietra saponaria di BAROKCHI, vere opere realizzate da un artigiano della pietra kenyota; le porcellane HERVIT dalle linee esclusive abbinate al cristallo, metallo e cera; argenti BONGELLI che si distinguono per l’eleganza delle forme e dello stile nonché per l’elevata qualità. Ma la scelta è ancora più ampia.

Queste, infatti, sono solo alcune delle collezioni proposte e che hanno lo scopo di lasciare un segno tangibile di vicinanza, pieno di bellezza e calore”.

MAYER BOMBONIERE - OGGETTISTICA LATINA Via Teano, 12 Tel. 0773.487982 info@mayerbomboniere.com www.mayerbomboniere.com


PromessiSposi L’azienda Fedra spiega come sono cambiate le abitudini nella scelta dei piccoli complementi d’arredo per la casa dei futuri sposi

C’era una volta il

CORREDO

Antonio Ferrauto: “Design e praticità. Oggi le donne hanno le idee chiare” Occorrerà trovare un termine alternativo al corredo. La parola, in voga nelle passate generazioni, è caduta in disuso, così come nel frattempo sono tramontati riti e tradizioni legati alle aspettative matrimoniali. Se se ne è privata un’azienda leader come Fedra che a quel termine aveva legato il proprio nome sin dal 1989 vuol dire che è arrivato il momento di aggiornarlo. In ogni caso Fedra, oggi come ieri, mette al servizio dei giovani sposi qualità ed esperienza in tema di biancheria per la casa e complementi d’arredo. “Il corredo fatto all’antica maniera non esiste più – ci confida Antonio Ferrauto, titolare – E’ scomparsa l’usanza che voleva che fosse la madre a realizzarlo e portarlo in dote nella nuova casa. Oggi fa tutto la futura sposa che viene e sceglie tutto ciò che serve e che risponde alle sue esigenze e alla sua personalità”. Una differenza fondamentale che spiega il cambio di mentalità è quella riguardante la tempistica e le aspettative in tema di corredo. “Oggi si cerca di unire un bel design alla praticità – continua Antonio – per cui bisogna alzare il livello delle proposte agli sposi che hanno esigenze diverse. La sposa oggi viene da noi con le idee chiare, perché ha già una casa e l’arredamento. Ha già le misure di tavoli, letti e gli altri mobili”. E qui entra in gioco la professionalità di Fedra. “Noi offriamo a tutti i nostri clienti un servizio di personalizzazione dei tessili, attraverso aziende selezionate di sartorie. In questo modo riusciamo a soddisfare ogni tipo di aspettativa”. Ma cosa si intende per un moderno corredo? Oggi, come ieri non possono mancare lenzuola e asciugamani in linea con lo stile della casa. “E’ molto importante la scelta stilistica che viene seguita, assecondata e consigliata dai

venditori – continua Antonio Ferrauto - Si aggiungono anche i complementi d’arredo come lampade, oggetti decorativi, portafoto, tappeti.” Tante coppie includono il corredo nella lista nozze, inserendo articoli tradizionali nell’elenco dei possibili regali matrimoniali. In questo caso ovviamente si punta molto sulla qualità e su marchi prestigiosi. Da Fedra troviamo biancheria per la casa firmata Blumarine, Borbonese e Cavalli, griffe rinomatissime nel settore. Ultimo arrivo è Disegual, azienda che si è affermata nell’ultimo anno per il settore casa: una linea giovane, colorata e molto fantasiosa.

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Dicasi Corredo Lenzuoli, tovaglie e asciugamani da tramandare

In tema di corredo, in passato per ogni figlia femmina si cominciava il ricamo delle stoffe sin da quando queste erano bambine: ciò avveniva in tutte le famiglie, indipendentemente dall’estrazione sociale, che influiva solo sulle numerosità e sulla ricchezza dei tessuti. I pezzi erano dodici o multipli di dodici, conservati in cassapanche di legno e dettagliati per iscritto su una lista. Un corredo era composta da una parte per la casa ed una personale. In una famiglia borghese, ad esempio, il corredo per la casa era generalmente costituito da 24 lenzuoli doppi, di puro lino ricamati a mano, 24 semplici, 36 coppie di federe, 12 asciugamani di tela d’Olanda più 6 per gli ospiti, 12 tovaglie d’organza più 6 per tutti i giorni e così via. La parte personale invece contemplava capi di biancheria, camicie da notte di seta, camicie di tela, mantelle, fazzoletti e via dicendo. Oggi rimane nelle tradizioni di famiglia il voler far dono ai futuri sposi di lenzuola, asciugamani e tovaglie, sia nuove che facenti parte di un antico corredo tramandato da generazioni, per aiutarli nelle spese da affrontare per la nuova casa.

FEDRA 1 - LATINA - Via Picasso Centro Morbella Tel. 0773.603020 2 - LATINA - Via Carlo Alberto, 12 Tel. 0773.696661


PromessiSposi Oggetti per la casa e lista nozze, Forcina offre eccellenza ed eleganza

Un dono gradito

Eccoci qua. Mano nella mano davanti ad una infinità di proposte piatti, bicchieri, porcellane, utensili domestici. E’ arrivato il momento di scegliere veramente. Decidere di sposarsi è stato più facile... “forse”!!!. Districarsi tra i doni da ricevere per le nozze è una vera impresa che può prolungarsi anche negli anni. Selezionare ciò che realmente si utilizza e di cui si necessita nella quotidianità può diventare un vero lavoro. A quel punto, ci si chiede quale potrebbe essere il rischio di lasciare la libera scelta agli invitati, perché siano arrivati tre servizi da thè invece di uno, perché i bicchieri per l’acqua sono doppi o un’infinità di vasi e cornici. Certo, sarebbe sgarbato imporre alle persone ospiti del proprio matrimonio un regalo gradito, ma di sicuro un modo esiste. La lista di nozze è un rimedio garantito, che offre l’opportunità anche all’invitato di scegliere tra le diverse proposte regalo. E se qualcuno vuole fare uno strappo alla regola sarà sicu-

ramente indirizzato dai curatori della lista di nozze che avranno ricevuto precise indicazioni dagli sposi. Nell’ operare tali scelte, è bene che le coppie che mettono su casa per la prima volta abbiano qualcuno al loro fianco. Negozi specializzati offrono personale qualificato che aiuterà i futuri sposi ad orientarsi tra oggetti di decoro e altri di necessità, senza trascurare l’eleganza. A tal proposito il punto vendita Forcina, presente a Latina nel Centro commerciale Morbella, è rivenditore leader nel settore dell’oggettistica e liste di nozze. Con un occhio sempre puntato all’eccellenza seleziona per voi i migliori brand, dalle porcellane agli articoli per la casa: Villeroy & Boch, Riedel, Venini, Emile Henry, Le Creuset, Sambonet, WMF, Fissler sono solo alcuni dei migliori marchi trattati.Con gli anni di esperienza maturata nel settore Forcina può offrirvi consigli interessanti per abbellire la vostra quotidianità nella scelta dei prodotti per la casa.

Comodi, il servizio è on line I futuri sposi, scegliendo la lista di nozze Forcina, grazie al servizio on line www.forcinaonline.com, potranno controllare direttamente da casa la situazione dei regali scelti con la possibilità aggiuntiva di effettuare cambi, ridurre o ampliare la lista secondo le loro esigenze senza nessun obbligo di acquisto. Anche gli invitati potranno prenotare o acquistare i regali della lista direttamente on line. Inoltre, ai futuri sposi è riservato il diritto ad un buono sconto corrispondente al 10% del valore finale della lista nozze, da utilizzare nel punto vendita Forcina. In cucina con lo chef All’interno del punto vendita Forcina è presente uno spazio espositivo con una cucina funzionante dove si svolgono eventi culinari con la collaborazione di chef del Gambero Rosso e bloggers culinari. Una corretta formazione e informazione sugli strumenti più idonei a cucinare aiuterà i clienti nelle scelte da operare e nell’acquisto dei prodotti di cui si potranno scoprire in anteprima tutte le prestazioni. Forcina tutto a tavola


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La lista nozze pressso l’agenzia di Elisa Bergamo Per regalare agli sposi soggiorni da sogno in ogni parte del mondo

Dirsi di sì è il primo passo. Sognare insieme e fantasticare su quel che sarà è romanticismo allo stato puro. La Luna di Miele è solo il primo assaggio di quello che risulterà essere l’incredibile viaggio della vita, da affrontare insieme, uniti, innamorati. Meglio farsi consigliare, dunque, da professionisti del settore come l’agenzia Sahara Blue, compagna di avventure e solida certezza a cui affidare i propri sogni. Da Sahara Blue il viaggio di nozze non si sceglie, si crea! Il relax dell’oceano, il calore inaspettato della montagna, il fascino di un viaggio itinerante. Le possibilità di scelta sono infinite. Avete mai sognato di sposarvi in Polinesia? Il viaggio comincia dal matrimonio stesso e prosegue come nemmeno nei sogni migliori avete mai azzardato di credere. Sono molti, negli ultimi tempi, gli sposi novelli che hanno deciso di affidarsi alle competenze dell’agenzia di viaggi Sahara Blue per farsi aiutare nello scegliere location e organizzare la cerimonia stessa, che sia in Italia o all’estero. Come sottolinea Elisa, titolare dell’agenzia, sono sempre di più le coppie che decidono di stilare la lista di nozze direttamente in sede, garantendosi viaggi da sogno a prezzi concorrenziali e aiutando al tempo stesso gli invitati nella scelta del regalo. Sahara Blue, inoltre, facilita proprio gli invitati che abbiano voglia di contribuire al pagamento del viaggio, attraverso la gestione online della lista di nozze, risparmiando a quegli utenti magari fuori sede o troppo impegnati faticose trasferte e semplificando tutto con un clic! E come se non bastasse, Sahara Blue offre ai propri clienti l’opportunità di usufruire di un omaggio a scelta tra un set da viaggio e un “cofanetto week end” da utilizzare prima o dopo il matrimonio. Chissà quanti posti da

sogno, quante escursioni pazzesche o gite fuori porta abbiamo in mente; da Sahara Blue il piacere inizia dal sedersi e sta nello scegliere, pregustando ad occhi chiusi quello che abbiamo sempre desiderato e può adesso divenire realtà! Galapagos, Circolo Polare Artico, Sudafrica, il mondo è portata di mano: prenotare in anticipo è un vantaggio per chi vuole risparmiare, ma siate certi che in qualunque caso sarete soddisfatti. “Non esistono mete da viaggio di nozze - ci tiene a sottolineare Elisa - ogni viaggio viene costruito un pezzetto per volta, prendendo corpo dai sogni e desideri degli sposi, sempre nel rispetto di

budget e tempo a disposizione. E allora perche non provare l’emozione unica di svegliarsi a Manhattan, di provare un tipico piatto australiano, un ballo latino o di farsi sedurre da un inaspettato Oriente? “. Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina”. SAHARA BLUE LATINA Via dei Volsci , 85 Tel 0773.696183 Fax 0773.1870332 info@saharablueviaggi.com www.saharablueviaggi.com


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Stile, fantasia e praticità

I consigli di “Arredo Casa” per scelte convenienti e di qualità

Matrimonio, casa, arredo. L’equazione è immediata. Ma non tanto immediate sono le scelte da fare. Prima occorre trovare l’abitazione giusta e a portata di tasca, e poi dedicarsi alla composizione dei mobili, bilanciando anche in questo caso il gusto alle necessità e le necessità alle possibilità economiche. Inizia così un peregrinare tra i negozi, i magazzini, gli opifici con il risultato di uno stordimento vorticoso che conduce ad un nulla di fatto. I prezzi troppo bassi spesso inducono a pensare ad oggetti poco durevoli nel tempo, prezzi troppo alti sono un lusso inarrivabile per una coppia novella e che, nel contesto attuale, deve affrontare altri gravami economici. Si finisce per rimanere nel guado con il miraggio di un connubio tra bontà del prodotto e affabilità di prezzo che faciliti la decisione. E che magari introduca anche elementi originali che spezzino lo stile classico o che alleggeriscano l’ultra moderno. Abbiamo chiesto consigli ad un imprenditore di esperienza che sui mobili ha molto da insegnare. Guardando l’esposizione di 3 mila metri quadri allestita in via Monti Lepini, alle porte di Frosinone, l’occhio viene subito rapito da particolari singolari e creativi altrimenti introvabili che da una parte alimentano l’imbarazzo della scelta e dall’altra stimolano la fantasia, indirizzando ad una personalizzazione dell’habitat. Dettagli che rendono meno monotono un ambiente e che non incidono più di tanto sui costi obbligati. “Il nostro gruppo - spiega Michele De Angelis, titolare di Arredo Casa - intende legare i concetti di rivoluzione ed evoluzione. Ovvero poter offrire un prodotto di avanzata qualità a prezzi vantaggiosi. Sembra un principio abu-

sato, ma in realtà nella nostra azienda è possibile trovare prodotti di eccellenza svincolati da costi eccessivi, in sostanza mobili e complementi di arredo realizzati da stilisti e con materiali pregiati, ma alla portata di tutti. I servizi aggiuntivi sono molteplici, a cominciare dagli operatori che guidano i clienti verso le scelte più appropriate alle loro esigenze. Architetti e consulenti per interni sono le professionalità che mettiamo a disposizione. Inoltre, l’abilità delle maestranze, siamo dotati di una falegnameria interna, consente di realizzare soluzioni su misura. Vogliamo instau-


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Il Bonus Mobili Il Bonus Mobili 2013 è una misura di incentivazione fiscale che consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese documentate relative all’acquisto di arredi da destinare agli immobili che sono stati oggetto di ristrutturazione o che lo saranno in futuro. La misura è contenuta nel decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 che proroga la detrazione del 50% per interventi di ristrutturazione. È stato inserito anche il cosiddetto Bonus Mobili, ossia l’estensione della stessa agevolazione fiscale anche per l’acquisto di arredi e mobilia da destinare all’unità immobiliare oggetto dell’intervento. Pertanto, fino al 31 dicembre è possibile avvalersi della detrazione fiscale su tutti i mobili pari al 50 per cento dell’acquisto fino ad un importo di 10 mila euro. Tra i mobili agevolabili ci sono letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione.

rare con le persone che hanno scelto il gruppo De Angelis, un rapporto di fiducia che non si esaurisca con la vendita, ma prosegua anche dopo con un’assistenza diretta per ogni inconveniente. I prodotti e i servizi sono garantiti per 10 anni”. De Angelis ci spiega che lavora garantendo il Made in Italy e che ha intessuto rapporti commerciali con quindici aziende selezionate su tutto il territorio italiano sancendo un patto: uno sconto all’origine a tutto vantaggio del fruitore finale. Anche il trasporto e il montaggio è compreso nel prezzo. Non resta che addentrarsi nella vasta esposizione e lasciarsi orientare dal proprio gusto e dalla maestria dei consulenti del gruppo che, di fronte ad eventuali titubanze, illustrano i pacchetti a disposizione, che hanno una caratteristica: la duttilità. Cucina, camera, soggiorno e salotto, un completo ad un prezzo unico, 6.500 euro, in realtà scorporabile e ricomponibile. In pratica, il cliente può acquistare anche solo un componente, la cucina ad esempio,

e arricchirlo seguendo le necessità personali. Questa flessibilità si traduce ovviamente anche in una maggiore elasticità di prezzo. Scendendo nel dettaglio, ad esempio, le cucine hanno un costo che oscilla tra i 2 mila e i 30 mila euro. Con una garanzia sui marchi. Il pacchetto di elettrodomestici, ad esempio, comprende forno, piano cottura, lavastoviglie, frigo, di ditte di livello come Ariston e Rex e i costi sono compresi tra i 790 e 1.290 euro. Ma la praticità si unisce alla creatività, laddove i complementi di arredo diventano protagonisti arricchendo in maniera determinante lo scenario casalingo. Lampade, quadri, specchi, vasellame, rubinetteria artistica e tappeti. Tutti pezzi originali che mostrano lavori di intarsio, di pittura e composizione. Come i tappeti realizzati con le cravatte o i jeans, o il quadro in pelle tempestato da cristalli Swarovski. Ma anche ornamenti barocchi e oggetti di artigianato artistico che lasciano una firma unica, la vostra.

FROSINONE Via Monti Lepini, 210 (di fronte Mc Donald’s) Tel. 0773. 200999 - Fax 0775.839564 www.arredocasaproject.it info@arredocasaproject.it



Numero Zero Magazine Novembre 2013