Testi per tutte le teste

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Patrizia Rossini

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Patrizia Rossini nasce a Bari nel 1961. Nel settembre del 1983 vince il concorso magistrale e tre mesi dopo si laurea in pedagogia. Insegnante di scuola primaria per 24 anni, oggi è un dirigente scolastico e formatore in corsi di aggiornamento per docenti. Sempre molto impegnata nel sociale, è membro del comitato Komen Italia Onlus Bari e vicepresidente dell’associazione Spesalfa.

In copertina disegno di Fabio Magnasciutti

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Patrizia Rossini

TESTI PER TUTTE LE TESTE Metodo didattico per apprendere l’uso della lingua italiana

TESTI PER TUTTE LE TESTE

C’è chi con il tempo e la buona volontà, per tentativi ed errori, riesce ad impostare un metodo d’insegnamento, ma non è sempre così. Troppo spesso si tende a proporre alla classe contenuti o modalità di apprendimento codificati sulla carta e legati al vecchio concetto di “programma” da svolgere. Quanti partono dal metodo di apprendimento e non dal metodo d’insegnamento, organizzando il lavoro a partire dall’alunno in carne ed ossa, nell’hic et nunc, e non quello descritto dai testi teorici? Il metodo presentato in questo testo non ha la presunzione di essere unico ed esaustivo, ma è sicuramente collaudato sul campo per tanti anni, con risultati ottimi. Sono rarissimi i casi di bambini che non nascono con competenze innate, eppure con un percorso adeguato e personalizzato possono raggiungere livelli insperati. Il corso di formazione di lingua italiana proposto in queste pagine si svolge attraverso numerosi spunti operativi piuttosto che con le consuete ricette difficilmente riproponibili nelle classi concrete. Va considerato come un sostegno ai docenti che, prendendo spunto dalle indicazioni proposte, possono rielaborare, integrare, ampliare, contestualizzare. Vuole essere un metodo d’insegnamento/apprendimento che faccia cambiare il punto di vista dell’insegnante, suggerendogli di mettere al centro gli alunni con le proprie peculiarità, il proprio bagaglio culturale pregresso, le proprie capacità e attitudini, che mutano e si evolvono nel tempo e nei vari contesti. Tutte le attività suggerite hanno come obiettivo primario quello di formare un alunno capace di portarsi per mano, di studio autonomo, di punti fermi nel suo percorso scolastico, che diventano inevitabilmente punti fermi nella formazione personale e nella vita.

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ISBN 978-88-6153-225-0

Euro 18,50 (I.i.) 9

788861 532250

edizioni la meridiana p a r t e n z e

Colori compositi



Patrizia Rossini TESTI PER TUTTE LE TESTE Metodo didattico per apprendere l’uso della lingua italiana

edizioni la meridiana p

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Indice

Introduzione ......................................................9 Il curricolo verticale........................................11 Quale cittadino?..............................................13 Quale apprendimento?...................................17 Le mappe concettuali .....................................19 Percorso d’insegnamento/apprendimento.......21 I testi descrittivi ..............................................23 I testi narrativi.................................................75 I testi logici....................................................103 I testi pragmatico-sociali...............................113 I testi poetici .................................................133 I testi introspettivi.........................................155 I testi espositivo-informativi .........................165


Quale apprendimento?

Un’esperienza didattica è un evento complesso che coinvolge: • insegnanti (devono sapere perché e quali cambiamenti produrre, come verificarli); • alunni (devono scegliere di voler imparare); • curricolo (inteso come programmazione didattica o pianificazione degli interventi didattici); • ambiente (il contesto, le conoscenze pregresse e l’insieme di fattori che regolano e controllano il significato dell’esperienza didattica). A questi elementi vanno aggiunti il pensiero, le azioni, le emozioni, che necessariamente intervengono in ogni evento formativo. L’azione d’insegnamento, pur essendo un’azione comunicativa, non si esaurisce in essa, proprio perché mira a far raggiungere un apprendimento il cui significato non può essere ridotto solo a quello cognitivo, costituito dalle conoscenze concettuali (concetti, principi, teorie) e dalle conoscenze procedurali (abilità intellettuali e operative), ma comprende anche l’apprendimento di atteggiamenti e comportamenti significativi (disponibilità positive verso persone, cose, situazioni e azioni). Apprendimento significa dunque aumentare le proprie competenze, le proprie abilità operative e i valori di riferimento: quindi sapere, saper fare e saper essere. Parlando di apprendimento non si può non cominciare dalla sostanziale differenza esistente tra “apprendimento meccanico” e “apprendimento significativo”, i due estremi di un continuum.

L’apprendimento meccanico avviene quando chi apprende memorizza le nuove informazioni senza collegarle alle conoscenze precedenti, o quando il materiale da studiare non ha alcuna relazione con tali conoscenze. I bambini a scuola generalmente tendono a imparare in modo meccanico, sforzandosi, anche a volte con l’aiuto di docenti, solo a imparare in maniera letterale il significato di alcuni concetti e parole memorizzandone solo la definizione. Per arrivare invece all’apprendimento significativo, lo studente, sotto la sua volontà, dovrà relazionare gli elementi di conoscenza provenienti dall’esterno con quelli già preesistenti nella sua struttura. Tale processo comporta, senza ombre di dubbio, uno sforzo non indifferente da parte dell’individuo, a favore di un considerevole aumento delle modalità di apprendimento in maniera significativa e alla permanenza delle informazioni per lungo tempo – a volte anche per tutta la vita –, ma significa anche che il soggetto che apprende non è tabula rasa, ma possiede una serie di conoscenze, d’idee, di aspettative, dunque una struttura cognitiva capace di elaborare, nella sua interazione con l’ambiente esterno, le informazioni che dall’ambiente riceve. Figura importante è rappresentata anche dal docente/formatore, che dovrà incoraggiare l’apprendimento significativo a scapito del tipo meccanico attraverso la selezione di materiale significativo, rappresentato principalmente da mappe concettuali, circuiti audiovisivi, testi e dispense, ma soprattutto verificare le preconoscenze interne dell’allievo stesso e quindi modulare un linguaggio idoneo alla comprensione delle nuove conoscenze formulate e indirizzate al discente. D. Ausubel sottolinea più volte che il fattore più importante nell’influenzare l’apprendimento è ciò che l’alunno già conosce e che bisogna verificare queste conoscenze e su queste impostare il lavoro d’insegnamento. Chi insegna, più che esporre, deve “stuzzicare” la curiosità ponendo domande, coinvolgendo le facoltà mentali, provocando l’ansia della ricerca. L’insegnante deve impegnarsi a tutto campo: TESTI PER TUTTE LE TESTE

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• avere la consapevolezza del percorso d’insegnamento da mettere in atto, ma soprattutto dell’obiettivo che s’intende raggiungere, obiettivo che non deve mai essere perso di vista; • possedere alti livelli culturali generali (teorico-pratico) ed una preparazione professionale specifica; • costruire tutte le possibili condizioni favorevoli per agevolare l’apprendimento; • favorire un clima di dialogo costruttivo e produttivo. Solo le esperienze scolastiche significative lasciano nella personalità un’impronta che può durare per tutta la vita. Le menti brillanti, le intuizioni creative non nascono dal nulla ma da adeguate impostazioni didattiche. Non conta, dunque, solo il “cosa insegno” ma anche il “come insegno”. Non è solo il “prodotto” che arricchisce, ma è anche il “processo” che rende fertile la mente. Da tutto quello fin qui detto si deduce che l’apprendimento significativo si verifica quando chi apprende decide di mettere in relazione nuove informazioni con le conoscenze che già possiede. È come se nella nostra mente ci siano tanti cassetti in cui riponiamo le nostre conoscenze. Ogni volta in cui ce n’è una nuova apriamo il cassetto a cui può essere collegata e la mettiamo in relazione. Solo allora si determina l’apprendimento significativo. Se non c’è un cassetto che contiene una conoscenza da collegare, quella conoscenza rimane avulsa dal resto, non si integra. È ciò che succede in quegli alunni che presentano delle lacune pregresse: è inutile andare avanti e metterli nella condizione di aprire altri cassetti perché manca quello a cui collegare le nuove conoscenze. L’apprendimento significativo quindi richiede: • conoscenze precedenti: l’alunno deve possedere già delle informazioni da mettere in relazione con quelle nuove, perché possano essere apprese in maniera approfondita;

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• materiale significativo: le conoscenze (per conoscenza s’intende un insieme ben organizzato di concetti e proposizioni) da apprendere devono essere rilevanti in rapporto ad altre e devono contenere concetti e proposizioni significativi; • scelta da parte dell’alunno di apprendere in modo significativo, ovvero deve decidere consapevolmente di mettere in relazione, in modo non superficiale, le nuove conoscenze con quelle già in suo possesso. Con il procedere dell’apprendimento significativo si verificano necessariamente lo sviluppo e l’elaborazione dei concetti assimilati. L’apprendimento diventa allora, tramite la guida strategica dell’insegnante, un processo interattivo di costruzione di conoscenze sulla base di concezioni già esistenti, in cui l’alunno viene progressivamente condotto da una regolazione esterna delle sue attività cognitive ad una personale autoregolazione cognitiva. Di qui l’importanza dell’uso delle mappe concettuali.


Percorso d’insegnamento/ apprendimento

È importante che fin dall’inizio del percorso formativo, siano presentati tutti i tipi di testo, che siano manipolati in modo da permettere agli alunni di farli propri e d’incamerare nel proprio bagaglio, il significato, la struttura e la rielaborazione in modo significativo e creativo. Didatticamente si tratterà di: • dare la capacità di osservare la realtà; • dare il possesso di un lessico carico di significato, ma facilmente fruibile; • dare il gusto dei particolari peculiari, del vocabolo esatto, individuante: si tratta di fare esperire un vasto e ricco campo di dati concreti, espressi con termini precisi perché l’alunno abbia la più ampia scelta; • dare la consapevolezza di ciò che si sente, la capacità di prendere coscienza dei propri vissuti (se chi ha avuto paura non sa di aver avuto paura non può esprimerla); • dare la capacità di finalizzare i dati e le notazioni alla luce del vissuto per superare il succedersi cronologico di puri fatti senza spessore espressivo, testi con vocaboli generici, vuoti, testi senza struttura, senza un vissuto centrale.

Il metodo Il metodo si fonda su due momenti importanti legati tra loro:

• fruizione • produzione Fruizione: è forse il momento più importante, è il momento formativo, quello che dà agli alunni la possibilità di fare proprie espressioni, strutture, competenze che vengono usate nella produzione, dapprima per imitazione, per farle proprie pian piano, sino a diventare patrimonio di ognuno, secondo elaborazioni personali. Produzione: il momento della produzione è successivo ad ogni tappa di fruizione. È il momento in cui gli alunni si esprimono mettendo a frutto ciò che hanno acquisito durante il momento di fruizione. È molto importante guidare nei primi anni la produzione per poter impostare il metodo. Le definizioni È altresì importante non dare mai a priori le definizioni dei vari tipi di testo o delle tecniche che si presenteranno: deve diventare di volta in volta un momento di sintesi collettiva, magari seguita da un brainstorming sull’argomento che porta, con la guida dell’insegnante, ad una definizione semplice e facilmente comprensibile. Per motivi tecnici, nel presente volume spesso le definizioni sono poste all’inizio delle attività, ma nel percorso formativo devono diventare un momento di rielaborazione collettiva, deducibile dalle attività proposte. La scansione delle attività Allo stesso modo nel volume le attività sono state suddivise per argomenti, in base ai diversi tipi di testo, ma nella pratica quotidiana devono essere alternate. Sarà il docente, che conosce la situazione della propria classe, a capire quando è il caso d’integrare o di cambiare attività e quindi argomento. Ogni attività non rappresenta un momento a sé stante: per consolidare ogni conoscenza in modo che diventi competenza, è necessario che si torni sulle attività a distanza di tempo toccando livelli sempre più profondi di analisi e di comprensione. Nel percorso proposto si potranno trovare testi che in un primo momento si analizzeranno solo a livello lessicale e struttuTESTI PER TUTTE LE TESTE

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rale, e in un secondo momento si analizzeranno mettendoli a confronto con testi simili o con struttura completamente diversa; o ancora testi prodotti dall’alunno sulla falsariga di un testo fruito e che per similitudine o opposizione, possono poi essere legati tra loro e quindi riscritti. Sono tutte attività che permettono all’alunno di consolidare e di essere sempre più consapevole del percorso fruito e di quello prodotto. I compiti a casa Le attività proposte in questo scritto, sono volutamente attività da svolgere in classe. È importante, soprattutto nei primi anni, lavorare a scuola per poter impostare il metodo di studio, senza contaminazioni esterne. A casa si possono proporre attività simili per un rinforzo, ma mai lasciare che l’impostazione del lavoro sia autonoma, pena un’esecuzione troppo “guidata” dalla famiglia.

TESTI E SCHEMI Legenda delle attività Di seguito i tipi di testo che si proporranno agli alunni secondo una difficoltà crescente, tenendo sempre conto del contesto classe in cui si va ad operare. Testi descrittivi Oggettivo-denotativo: schema a raggi Soggettivo-connotativo: schema connotativo Testi narrativi Schema narrativo/soggettivo/misto Testi logico-argomentativi Schema logico Testi pragmatico-sociali Testo a punti – Tabelle

Testi poetici

Testi introspettivi

Testi espositivo-informativi Schema misto

Per una maggiore fruibilità, i testi prodotti dagli alunni sono scritti in corsivo.

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9 Testo: narrativo 1^Fase: fruizione Premessa: l’attività che si propone di seguito, ha l’obiettivo di far comprendere come scrivere il riassunto di un testo in cui prevale il discorso diretto, e di far riflettere gli alunni su un testo che ha un indubbio risvolto educativo. Si leggerà il testo attentamente facendo notare le cinque sequenze di cui è composto, si evidenzieranno le parole del discorso diretto (ovviamente sono propedeutiche delle esercitazioni sulla trasformazione del discorso da diretto in indiretto), si discuterà sul valore del contenuto del testo. Solo in un secondo momento si potrà proporre la verbalizzazione di un riassunto. Attività: collettiva in classe (lettura del brano – individuazione delle sequenze – riflessione sul contenuto – consolidamento attraverso alcune domande a cui gli alunni dovranno rispondere). Il punto di vista 1. C’è il tempo dell’amore, il tempo dell’umiltà, il tempo dell’altruismo e il tempo della comprensione… c’è, ma un tempo non c’era. Quel giorno fui testimone di una storia incredibile, una storia che cambiò i destini del mondo. A quel tempo regnava il caos, vigeva l’anarchia a tutti i livelli: anche gli elementi naturali non rispondevano, tutti erano contro tutti… 2. … il Sole quasi stizzito, rivolgendosi alla Luna disse: “Sbrigati a concludere questo mieloso spettacolo, è di una noia mortale! Non vedi che aspettano me, aspettano che cominci il mio spettacolo. Dai, fai presto”. La Luna dispiaciuta ma determinata rispose con un tono alquanto deciso: “Ma chi sei tu per dirmi di sbrigarmi, di accelerare il mio spettacolo. Ma tu sai quante coppie ho fatto innamorare, quanti giovani accompagno nelle loro passeggiate romantiche, quanti giuramenti mi sono stati affidati e di quanti baci sono testimone? Io esisto da sempre e da sempre sono il simbolo del romanticismo, milioni e milioni di innamorati si sono giurati fedeltà eterna davanti a me!”. “Ma smettila – riprese il Sole con aria superba – quando io appaio come una palla di fuoco ogni mattina tutto si mette in moto, tutto riprende a vivere. Io sono forza, energia, luce, calore, tutto ruota attorno a me. Sono il centro di tutto, tu porti le tenebre, io porto la luce. E la Luna: “È vero, io arrivo quando è buio, ma con me arriva il riposo, la meditazione, l’amore! “E con me? – riprese il Sole – con me ci si mette di buon umore solo a guadarmi… 3. All’improvviso, nel bel mezzo della discussione, quasi dal nulla, apparve un terzo elemento: una Nuvola! “Smettetela! – tuonò – non vi rendete conto che siete ridicoli, non fate altro che litigare, mettetevi d’accordo una volta per tutte. Non è possibile andare avanti in questo modo. Avete entrambi le stesse responsabilità oltre che le stesse aspettative, così facendo rovinate il vostro essere. Il vostro esistere senza complicità è destinato ad un fallimento”. 4. D’un tratto Sole e Luna furono d’accordo: “Ma che cosa ne puoi sapere tu, cosa puoi capire tu, tu che quando arrivi ti porti dietro solo tristezza, pioggia e disagi, quando arrivi tu, metti tutti di malumore”. Disse la Luna. “Guarda noi, tutti ci aspettano, tutti non vedono l’ora di assistere al nostro spettacolo, alla nostra potenza, al nostro splendore”, ribattè il Sole. 5.“Avete ragione – disse la Nuvola – molte delle cose che avete detto sono vere, come è vero che quello prodotto da voi è un grande spettacolo: è stupefacente l’energia che sprigionate, emozionante l’aspettativa del pubblico che vi segue, vi aspetta, vi adora. Ma per ogni spettacolo che si rispetti ci vogliono tutti gli elementi: il palcoscenico, le luci, gli attori, il pubblico. Avete solo dimenticato un particolare. Avete mai pensato cosa accadrebbe se durante il vostro spettacolo, la vostra esibizione, all’improvviso arrivassi io con tutte le mie nubi al seguito e, come una parete, mi frapponessi tra voi e il pubblico? Se creassi un

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muro fra la proposta e l’attesa? Il vostro spettacolo sarebbe nullo, nessuno potrebbe godere della vostra vista. Presi dal vostro orgoglio, dalla vostra vanità, dal vostro senso di protagonismo, avete dimenticato la cosa più importante: uno spettacolo non ha motivo di esistere se si svolge dietro ad un sipario chiuso, i due elementi non esistono se il sipario non si apre. Se rimangono dietro il sipario l’eccezionalità degli elementi non sarà conosciuta da nessuno. Quindi amici miei, vado: che il sipario si apra!”. (Anonimo) Le sequenze: 1. premessa 2. sole e luna litigano 3. arriva la nuvola 4. sole e luna contrastano la nuvola 5. riflessione della nuvola Rispondi alle seguenti domande: 1. Il racconto è reale o fantastico? 2. Perché il Sole e la Luna litigano? 3. Quali argomentazioni portano l’uno e l’altra per affermarsi? 4. Quale elemento arriva all’improvviso per mettere pace tra i due? 5. Perché nella sequenza numero 4 sono d’accordo? 6. Quali argomentazioni porta la Nuvola per convincere Sole e Luna ad una revisione delle proprie posizioni? 7. Qual è la tua idea in merito?

2^Fase: produzione. Premessa: dopo questo tipo di lavoro si potrà proporre il riassunto del brano e successivamente, sempre facendole emergere dagli alunni, definire le “regole” per scrivere un riassunto correttamente. Attività: collettiva in classe (nella fase orale di ripetizione dei contenuti), autonoma in classe (nella fase di verbalizzazione), collettiva (nella fase di individuazione delle regole per la corretta stesura di un riassunto). Il punto di vista Un tempo, quando nel mondo vigeva il caos e tutti gli elementi cercavano di sopraffarsi a vicenda, il Sole e la Luna litigavano perché ognuno voleva imporre la propria supremazia. Il Sole argomentava esaltando la sua forza, la sua vitalità, il suo calore, la Luna esaltava le sue doti romantiche, la sua capacità di far innamorare gli esseri umani. Un giorno però arrivò una Nuvola saggia che in un primo momento fece notare loro quanto fosse inutile litigare e quanto invece fosse importante essere complici e lasciare spazio all’altro. A quel punto Sole e Luna furono d’accordo nell’aggredire la Nuvola mettendo in evidenza la tristezza che genera negli uomini quando appare e copre lo spettacolo di uno o dell’altra. La Nuvola, pur ammettendo che il loro era un grande spettacolo, fece notare come la sua presenza avrebbe potuto coprire e nascondere la loro esibizione. Concluse facendo comprendere quanto sia importante che gli elementi siano complici, quanto sia importante che ognuno rispetti l’altro perché tutti hanno uno spettacolo da mostrare e quanto bisognerebbe superare ogni forma di protagonismo fine a se stesso, nell’ottica di una relazione armonica con tutti. Ricorda, per scrivere un riassunto devi: • rileggere più volte il testo • individuare la successione dei fatti più importanti • non considerare le descrizioni • trasformare il discorso diretto in discorso indiretto • raccontare il contenuto delle sequenze con il minor numero di parole possibili

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14 Testo: pragmatico-sociali/regolativi. Fase: produzione. Premessa: dopo la consueta fase di fruizione, si passerà alla produzione. Attività: autonoma in classe (verbalizzazione di un testo persuasivo utilizzando alcune frasi che determinano le motivazioni per la persuasione). Scrivi un testo persuasivo per convincere i tuoi compagni a mangiare più verdura. Scegli tra le seguenti motivazioni quelle che secondo te sono più adatte: • le verdure sono belle • le verdure possono essere cucinate in tanti modi • le verdure sono ricche di sali minerali • le verdure possono essere coltivate nel proprio orto senza utilizzare sostanze dannose • i colori delle verdure rendono più elegante la tavola • con le verdure si mastica meno • le verdure sono ricche di preziose vitamine Le verdure Per la vostra dieta provate la bontà delle verdure! Le verdure sono ricche di sali minerali e vitamine, danno un apporto limitato di calorie e nutrono senza appesantire. Per non rinunciare al piacere di stare in forma provate la bontà delle verdure che possono essere cucinate in tanti modi.

15 Testo: pragmatico-sociali/regolativi. Fase: produzione. Premessa: si faranno portare a scuola immagini di pubblicità note agli alunni, magari di biscotti o succhi vari. Si analizzeranno, si faranno notare gli elementi comuni a tutti i testi pubblicitari (slogan, immagine, dettaglio delle motivazioni per cui bisognerebbe acquistare il prodotto, azienda produttrice). Si passerà in un secondo momento a far notare come spesso le pubblicità siano ingannevoli, magari facendo portare a scuola la determinata merendina pubblicizzata. Quanto l’immagine è conforme alla realtà? Quanto i pregi decantati sono propri di quel prodotto? S’inventerà il nome di un prodotto immaginario e si costruirà un testo pubblicitario, in un primo momento collettivamente, poi in modo personale e autonomo. In queste attività la creatività degli alunni si scatena, il risultato è assicurato. Attività: collettiva in classe (analisi di alcuni testi pubblicitari, produzione di un testo pubblicitario di un prodotto immaginario).

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9 Testo: poetico. Fase: produzione. Premessa: partendo dalle azioni che può compiere l’acqua si può proporre agli alunni di produrre una poesia. In un secondo momento ogni alunno analizzerà la propria poesia, individuando il numero di strofe, la presenza delle figure retoriche e delle rime. Attività: autonoma in classe (produzione di un testo poetico). Scrivi le azioni che compie l’acqua, poi aggiungi degli aggettivi utilizzando anche delle metafore L’acqua Cosa fa? scende casca scroscia fruscia zampilla trabocca allaga schizza rinfresca picchietta evapora gocciola mormora saltella balla Com’è? È chiacchierona è un pavimento azzurro è ritmata è capricciosa L’acqua # * Squilla * # # * brilla * # canta piange # ride e mugge # sempre fugge. Che cos’è? È l’acqua di monte fonte di vita. L’acqua ritmata delle onde capricciose che nuotano luccicose. TESTI PER TUTTE LE TESTE

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[ È un pavimento azzurro ] @ che va e viene che viene e va @ chissà dove finirà? Nel fiume o nel lago o nel mare? Non importa dove va l’importante è che ci sta. Analisi della poesia La poesia è formata da tre strofe. Ogni strofa è costituita da una frase, quindi è usata l’inarcatura. Nella prima strofa c’è un’allitterazione, cioè la ripetizione del suono “squi” e “bri” e una rima baciata. Nella seconda strofa è usata l’anafora con la ripetizione delle parole “viene” e “va” che ricordano il movimento delle onde del mare. Nella terza strofa c’è una metafora e rime alternate.

10 Testo: poetico. Fase: produzione. Premessa: quando gli alunni avranno compreso il meccanismo per la produzione di un testo poetico, ogni occasione sarà giusta per proporre la produzione di un testo poetico. Di seguito un esempio. Attività: autonoma in classe (produzione di un testo poetico). L’uomo primitivo scopre il fuoco In una notte fonda nella foresta profonda una forte tempesta scoppiò e l’uomo si spaventò. Gli uomini ebbero paura e pensarono che fosse un simbolo di sventura. Poi, pian piano si avvicinò lo prese e lo usò. Due pietre strofinò scoppiettarono delle scintille e ne uscirono a mille a mille. Si accese un grande fuoco e l’uomo divenne un bravo cuoco.

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