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Agnese Bizzarri scrive libri per bambini, si occupa di progetti educativi e culturali presso fondazioni, enti, pubbliche amministrazioni, università e associazioni non profit. Elisa Ceci è psicologa, psicoterapeuta, analista di gruppo, psicosocioanalista, socio fondatore dello Studio Psicoform, Responsabile e Psicologa di un Servizio Sociale di Tutela Minori, curatrice del blog Caffè Libero.

E. Ceci – A. Bizzarri E. Ceci – A. Bizzarri

I IPIRATI PIRATIEEL’AMORE L’AMORE Storie perper dire ai bambini dell’amore Storie dire ai bambini dell’amore

I PIRATI E L’AMORE I PIRATI E L’AMORE

L’educazione affettiva resta un tema non affrontato perché non è facile parlare di amore con i bambini per noi adulti, eppure li lasciamo esposti a trasmissioni televisive che più che parlare d’amore fanno da agenzie matrimoniali o a fatti di cronaca dove amori malati consegnano loro vissuti patologici. Avvertiamo un po’ tutti la necessità di avere uno strumento attraverso cui i bambini e i ragazzi, insieme agli adulti di riferimento – madri, padri, nonni, maestri, operatori dei Servizi Sociali e Sanitari, bibliotecari, ecc. –, possano parlare dell’amore per imparare a concepirlo, gestarlo, farlo nascere, crescere, curarlo quando si ammala, aspettando che gemmi e fiorisca in primavera, dia i suoi frutti d’estate, appassisca in autunno, geli d’inverno. Questo libro è lo strumento pensato per parlare d’amore ai bambini della scuola materna e della scuola elementare. Le storie e le illustrazioni sono arricchite da una parte di accompagnamento alla lettura per supportare i genitori, gli insegnanti, gli adulti di riferimento, a costruire un universo di senso attuale intorno a un tema così complesso dicendo ai bambini dell’amore, di ogni tipo di amore, senza tacere e senza inutili giri di parole, con quelle più adatte per aiutarli a crescere innamorandosi dell’amore che ‘tutto può e tutto muove’ nel rispetto della libertà dell’altro.

Elisa ElisaCeci Ceci Agnese AgneseBizzarri Bizzarri

ISBN 978-88-6153-640-1 ISBN 978-88-6153-640-1

Euro 14,00 (I.i.)(I.i.) Euro 14,00

9 788861 536401 9 788861 536401

edizioni la la meridiana edizioni meridiana p pa ar rt te en nz ze e


Elisa Ceci Agnese Bizzarri

I PIRATI E L’AMORE

Storie per dire ai bambini dell’amore


Indice

Introduzione......................................................13 Il nuovo senso...................................................17 L’Amore?...........................................................21 Sono Bacio........................................................25 I pirati e l’amore................................................29 Gli enigmi e il loro incontro.............................33 Pasticci e soffritti..............................................37 La famiglia T-Rex.............................................41 Ping pong, no grazie!.......................................45 Papà mi prendi la foglia?..................................49 Gorgonzola o risposati?....................................53 Riflessioni conclusive........................................57 Bibliografia........................................................63


Introduzione

L’amore come tutte le cose della natura nasce, vive e muore. E come tutte le cose della natura ha tante forme. C’è Paola che vive sola e il suo amore lo dà ai suoi allievi. C’è Lucio che il suo amore lo dà a Pietro. C’è Rachele che il suo amore lo dà al suo compagno e ai suoi due figli. C’è Federico che il suo amore lo dà a sua moglie e alla sua amante. C’è Livia che il suo amore lo dà ai suoi quattro figli. C’è Ernesto che il suo amore lo dà ai suoi tre figli, alla sua nuova compagna e ai due figli della sua nuova compagna. Per la sua moglie di prima ne è avanzato solo un po’; quel che serve perché i figli siano tranquilli. Che confusione! Se fossi un bambino, o un giovane ragazzo, farei un po’ fatica a capire tutte queste forme dell’amore. A scuola le forme degli oggetti le spiega la geometria, e quelle delle foglie degli abeti e dei pini le scienze… Poi c’è italiano per le diverse forme linguistiche e la filosofia per le forme di pensiero. E perché non c’è una materia che insegni le diverse forme dell’amore che a occhio e croce sembrano anche più complesse del cerchio e del triangolo (non si sa se di quello isoscele!)?

E poi, forse, se non si è preparati sulle forme dell’amore si fa più fatica ad essere felici e a rendere felici gli altri. Mentre, se non si sa bene la differenza tra la forma del pensiero kantiano e di quello hegeliano, sembra si possa essere felici ugualmente. L’Istituto Nazionale di Statistica racconta che in Italia per circa 189 mila matrimoni, ci sono 89 mila separazioni e 52 mila divorzi, con una sempre minore propensione a sposarsi; la durata media dei matrimoni è di circa 16 anni e i matrimoni più recenti durano meno. Le unioni interrotte da separazione dopo dieci anni di matrimonio sono raddoppiate; e i padri separati sotto la soglia di povertà sono 800 mila, e 10 mila i bambini contesi che sviluppano sintomi psico-fisici vari che manifestano nei diversi contesti di vita (casa, scuola, sport, ecc.). Poi, sempre secondo i dati raccolti da questo istituto, nel nostro Paese ci sono 7513 coppie dello stesso sesso con 529 figli; in realtà, però, sembra che un milione di persone si dichiari omosessuale o bisessuale e che altri due milioni dicano di avere sperimentato rapporti o attrazione sessuale per persone dello stesso sesso. La letteratura dice che l’orientamento omosessuale – cioè l’attrazione emotiva, romantica e/o sessuale verso persone dello stesso sesso – non è una scelta; è invece una scelta accettare il proprio orientamento omossessuale e sviluppare un’identità integrata, o rifiutarlo per pregiudizi di ordine morale, sociale, religioso propri e/o di altri. È chiaro che accettare e integrare l’identità omosessuale all’interno della struttura di personalità ha un’influenza positiva sul benessere psico-fisico delle persone. Per questo è importante aprire spazi per l’emergenza di una cultura della differenza, che riconosca la molteplicità e la variabilità dei modi con cui le persone organizzano i propri rapporti primari (Rapaport, 1989); da qualche anno ha preso avvio nel nostro Paese un processo cultuI PIRATI E L’AMORE

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rale che sta gradualmente mettendo in discussione l’idea che il nucleo composto da coppia eterosessuale e figli biologici costituisca l’unico e indiscutibile punto di riferimento di ciò che si debba intendere per famiglia. La presenza di diverse forme familiari è un fenomeno che caratterizza la società italiana già da qualche anno, e i nuclei monoparentali, le famiglie ricomposte, le coppie omosessuali, le famiglie plurietniche convivono già da tempo a fianco dei più tradizionali nuclei familiari; la ricerca scientifica rileva che questi nuovi gruppi familiari, le famiglie con genitori separati (Hardey, Crow, 1991; Francescato, 1994), le famiglie ricomposte (Robinson, Smith, 1993; Ganong, Coleman, 1994, Francescato et al., 1996), le famiglie con coppia omosessuale (Bozett, Sussman, 1990; Patterson, 1992, 1994), sono idonei a costituire contesti appropriati per la crescita delle persone che le compongono, al pari delle famiglie nucleari tradizionali. Per completare questo quadro sociale che bene rappresenta la confusione sull’amore e la necessità di educare i bambini e i ragazzi a conoscerne le diverse forme ed evoluzioni, si ricorda che ogni anno in Italia vengono uccise circa 150 donne, di cui la quasi totalità in casa; dal gennaio al luglio del 2017 sono stati denunciati 2333 stupri, commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6 % da parenti e nel 9,4% da amici. Come psicoterapeuta all’interno del mio studio privato, e come responsabile di un servizio pubblico che si occupa di tutelare i minori, ho il privilegio di raccogliere molti racconti sull’amore, intorno a cui sembra ruotare quasi tutto: donne dipendenti dall’amore che spostano da un uomo all’altro l’aspettativa di qualcosa che le riempia, uomini che faticano a lasciarsi coinvolgere in una storia d’amore per paura di perdere il controllo, coppie disintegrate che cercano qualcuno che rimetta insieme i pezzi, donne e uomini che non si conoscono e non si capiscono, giochi di potere all’interno delle coppie e giochi di ruolo, persone 14

Elisa Ceci - Agnese Bizzarri

che cercano un aiuto per definire la loro identità sessuale e decidere chi amare, madri messe in scacco da figli adolescenti, padri incapaci di svolgere una funzione autorevole, bambini che ricevono cure d’amore inadeguate, madri che ce la mettono tutta ma non ne azzeccano una perché non ne hanno azzeccata una con loro, padri che vorrebbero avere una parte nell’educazione dei figli ma non gli viene lasciato spazio da madri onnipotenti e lamentose, figli tirati da una parte all’altra in separazioni/guerre con morti e feriti. Perché quando l’amore si ammala genera sintomi individuali, di coppia, di gruppo (la famiglia) e sociali, che hanno costi di cura molto elevati e richiedono lo spiegamento di altrettante forze speciali: servizi sociali, sanitari, forze dell’ordine, autorità giudiziaria, ecc. Insomma, sembra che l’amore sia al centro di molte questioni ma che si conosca poco e non se ne parli quasi mai, se si escludono – e si escludono! – le trasmissioni televisive che più che parlare d’amore fanno da agenzie matrimoniali, siti di incontri, connettori tra individui che mai altrimenti si conoscerebbero. Ma questa è un’altra cosa. Oppure si parla d’amore, o meglio di forme patologiche di amore – e forse bisognerebbe trovare una parola nuova per descrivere certi agiti relazionali aggressivi che hanno poco a che fare con l’amore – nei fatti di cronaca. In ogni caso non esiste nessuno spazio sociale formale in cui i bambini possano parlare, giocare, imparare l’amore. Per questo è nata l’idea di costruire uno strumento attraverso cui i bambini e i ragazzi, insieme agli adulti di riferimento – madri, padri, nonni, maestri, operatori dei servizi sociali e sanitari, bibliotecari, ecc. –, possano parlare dell’amore per imparare a concepirlo, gestarlo, farlo nascere, crescere, curarlo quando si ammala, aspettando che gemmi e fiorisca in primavera, dia i suoi frutti d’estate, appassisca in autunno,


geli d’inverno per poi ributtare nelle primavere a seguire, e così via fino a quando muore di morte naturale, di malattia o per un incidente. Questo strumento è un libro di storie scritte da Agnese Bizzarri e disegnate da Elena Achilli per bambini della scuola materna e della scuola elementare con una parte di accompagnamento alla lettura di Elisa Ceci per supportare i genitori, gli insegnanti, ecc., a costruire un universo di senso attuale intorno a un tema così complesso per i bambini, perché possano diventare ragazzi e adulti con un’idea dell’amore “nuova” – cioè che tiene dentro le trasformazioni sociali e culturali – e quindi liberi.

VEDEMECUM PER CHI LEGGE La struttura di questo libro è molto semplice: ogni capitolo ha una storia iniziale, un “accompagnamento alla lettura” e una piccola proposta operativa. Buona lettura e buon lavoro.

I PIRATI E L’AMORE

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Il nuovo senso

stato scoperto l’Amore. Quando hai o avrai o se hai avuto la fortuna di essere innamorato/a, prova ad annusare una camelia, a mangiare un pezzo di pane, a toccare dei capelli, a guardare il mare, ad ascoltare una musica. Non è tutto così diversamente più intenso? Prova!

Imparare a sentire l’amore

“Avanti avanti, venite a vedere, a toccare, a sentire, ad annusare...” Si era creata confusione, e tutti erano in coda, eccitati per la nuova scoperta. La scoperta più incredibile mai stata fatta al mondo. Il mondo era così emozionato che si era registrato un piccolo terremoto universale. Che non provocò alcun danno ma solo piccole scosse. Come sapete già dai libri di scienza, fino a quel giorno erano conosciuti cinque sensi. Se annusate un fiore, un profumo, un odore, state usando l’olfatto. Se sentite il sapore che sia dolce, salato o piccante, state usando il gusto. Se toccate qualcuno che sia un amico o un cagnolino, state usando il tatto. Se vedete qualcuno o qualcosa state utilizzando la vista. Se sentite un rumore, state usando l’udito. Ma quel giorno tutti rimasero senza parole. Fu scoperta quella cosa che alimentava e potenziava tutti i sensi. Che sviluppava tutto. Con questa scoperta, le parole, il loro suono, diventavano piacevole musica, i rumori si alleggerivano danzando come ballerini, i fiori si trasformavano in essenze preziose, gli odori in odori animaleschi. Anche la vista poteva cambiare: con questo nuovo senso si poteva vedere meglio, più pitturato, più acceso, più luminoso. Come avere mille lucciole! Con questo senso quello che veniva toccato o meglio solo sfiorato, si emozionava e tremava, si scaldava come il caffè bollente della moka alla mattina. Con questo nuovo senso quello che si gustava, non aveva mai sapore acidulo ma se ne chiedeva sempre ancora. Furono chiamati scienziati/e, filosofi/e, muratori/trici, architetti/e, camionisti/e, impiegati/e, navigatori/trici, astronauti/e, maestre/i, baby sitter, botanici/che, studiosi/e... tutti erano pronti e volevano provare il nuovo senso. Era in assoluto l’amplificatore di tutti i sensi: era

L’amore, come racconta questa storia, è “confusione, eccitazione, emozione”. È inafferrabile come le lucciole. L’amore arriva e passa attraverso il corpo, attraverso le mani, gli occhi, il naso, la bocca, le orecchie; e scuote il corpo, come un terremoto. L’amore passa attraverso il corpo nella carezza lenta di una madre alla pancia dentro cui cresce il suo bambino, nelle braccia calde che contengono – fisicamente e psichicamente – un neonato e gli danno la misura del suo corpo, nel contatto con il corpo della mamma che consola e con quello del papà che rassicura, nel primo bacio di due innamorati e nell’incastro tra i corpi degli amanti. Un neonato acquisisce la percezione di avere un corpo perché ci sono delle mani che toccandolo gli fanno sentire che esiste e definiscono i suoi contorni fisici. La relazione che ciascuno ha con il proprio corpo – e come il corpo di ciascuno entra in relazione con il corpo degli altri – sembra essere profondamente influenzata da come e quanto questo corpo (sin dalla nascita) sia stato toccato, massaggiato, abbracciato, da mani e sguardi amorevoli. Recenti studi neuroscientifici sostengono che un contatto fisico positivo tra un neonato e le figure che svolgono per lui una funzione di cura sia determinante nel favorire un processo di sviluppo psico-fisico sano e prevenga lo sviluppo di somatizzazioni – o conversione di malessere psichico in sintomi fisici – di cui si registra una creI PIRATI E L’AMORE

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scita progressiva con alti costi sia per il benessere sociale che per il sistema sanitario nazionale. Nella prima infanzia il passaggio degli affetti avviene prevalentemente attraverso il contatto fisico e all’interno della famiglia e delle istituzioni educative. Nei nidi d’infanzia e nelle scuole materne, il contenimento fisico, con funzione sia di accoglienza che normativa, svolge un ruolo molto importante all’interno della relazione educatore-bambino e, nel caso di situazioni familiari carenziali dal punto di vista del contatto fisico (es. madri poco affettive che faticano ad abbracciare, baciare, accarezzare il loro bambino perché nessuno lo ha fatto con loro o non sono riuscite ad impararlo da nessuna parte, o padri “culturalmente” imbarazzati nell’esprimere fisicamente gli affetti), le istituzioni educative che considerano (e offrono) il contatto fisico come parte fondamentale del progetto pedagogico, svolgono una funzione affettiva riparativa (e quindi preventiva) molto importante. Un neonato acquisisce consapevolezza di avere un corpo perché viene toccato; e le mani amorose di chi si prende cura di lui che lo accarezzano, gli danno consistenza e tridimensionalità. Il sé-corporeo prende vita con un tocco d’amore. Un bambino cresce dentro braccia che si stringono e si allargano a seconda dei bisogni e dell’età. L’infanzia finisce con il primo bacio tra due innamorati i cui corpi sono mossi l’uno verso l’altro da spinte ormonali e desideri di sperimentazioni amorose; con l’ingresso nella pre-adolescenza, il corpo si stacca dalla famiglia – con effetti diversi sulle relazioni madre-figlia, madre-figlio, padre-figlia, padre-figlio – per andare a fare esperienze sensoriali all’esterno. In questa fase sarebbe importante per i ragazzi avere un’educazione sessuale, intesa come informazione sul fatto che il benessere sessuale (come sancisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità) 18

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è un diritto di ciascuno di cui godere in modo coerente all’età anagrafica e mentale, dentro una cornice affettiva. In nessun ambito come in questo, vale il detto “ogni cosa a suo tempo”: lo stesso gesto amoroso fatto a tredici o a diciotto anni, per caso, per curiosità, o per scelta consapevole, ha un significato affettivo molto differente e pone le basi di una storia sessuale più o meno positiva, o più o meno negativa. Da grandi, sulla relazione sessuale che caratterizza e definisce una coppia amorosa – perché se non c’è relazione sessuale non si può parlare di coppia amorosa – si poggiano le fondamenta del legame di coppia e del progetto familiare sia prima che dopo la fase procreativa: nella fase procreativa la relazione sessuale ha l’obiettivo, più o meno consapevole e più o meno esplicito, di generare. Questo aspetto ostacola in parte la creatività e la fantasia sessuale: si fa l’amore per riprodursi. Superato l’ostacolo procreativo – avendo, o meno, generato – la relazione sessuale si libera e si ridefinisce sulla base di nuovi presupposti tutti da scoprire, e la relazione sessuale entra nella sua fase di piena maturazione e piena soddisfazione. La relazione sessuale se viene vissuta – e conservata – come spazio di gioco dei sensi, allenta le tensioni di coppia e crea e ricrea quell’intimità e sintonia che talvolta si disperdono nelle parole delle questioni quotidiane. L’amore passa attraverso i sensi prima che attraverso le parole. Si ama un profumo, una voce, il sapore di una pelle, un viso, il tocco di una mano che accarezza o stringe con forza; e al contrario, un profumo dà noia, una voce suona male, il sapore di una pelle è acre, un viso ha un tratto non armonico, il tocco di una mano non avvolge. È importante raccontare ai bambini che l’amore è prima di tutto un’esperienza sensoriale in cui tutti i sensi devono essere soddisfatti. Una relazione amorosa si può costruire su dei


bisogni e sulle proiezioni di questi bisogni dell’uno sull’altro. Si può costruire un’impalcatura amorosa su bisogni razionali; ma è un’impalcatura instabile. I sensi sono le fondamenta di una struttura amorosa su cui posare un sistema valoriale e culturale, esperienze, bisogni e desideri; questa struttura amorosa nel tempo richiederà manutenzione e ristrutturazioni, ma se le fondamenta sono solide non ci saranno crolli. I sensi guidano l’amore, lo generano e lo sostengono nel caso di scosse interne ed esterne. L’amore ritrova il suo senso nei sensi.

Disporre i bambini/ragazzi in cerchio. Ognuno dice del compagno che gli sta a fianco in senso orario: “Di te mi piace… il profumo, come ti muovi, il suono della tua voce, ecc.”, un aspetto che genera un’attivazione sensoriale positiva.

I PIRATI E L’AMORE

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L’Amore?

intorno alla vita, cambio secondo l’amore. “Avete ascoltato tutti i miei amici? Non so voi, ma io ora ho ancora più curiosità e domande, o forse confusione? Ma l’amore è tutte queste cose? Quante! E tu sei innamorato/a? Io ho 101 anni. Ho provato tante volte l’amore, so cosa è ma ancora non so spiegarlo, magari a 110 anni…, per i prossimi nove me lo vivo ancora poi magari ve lo spiego.”

A ciascuno il suo amore Dicono che “l’amore è dare qualcosa che non hai a qualcuno che non conosci”. L’avete mai sentito? Io l’ho appena scoperto. Sono un folletto e ho centouno anni. Ma ancora non so bene cosa sia l’amore. L’ho vissuto, l’ho toccato, ho sentito il cuore che mi batteva forte, la voce che si rompeva, gli occhi che mi brillavano, ho percepito il desiderio, ho sognato chi amavo, ho immaginato, ho volato senza ali per la felicità, ho pianto, ho ricordato, ho chiamato, ho richiamato ma ancora adesso non so bene come spiegarlo. L’amore non si spiega. Si vive, si ricorda, si piange, si ride, si ascolta, si nasconde, si sente. Ma spiegare proprio NO! Almeno io non sono capace. Così ho deciso di raggruppare i miei amici, tutti quelli che conosco qui e ho chiesto ad ognuno di provare a dire per loro cosa sia l’amore. Vediamo, eccoli. Sono Leo, Leone re della Foresta. Mi innamoro ogni giorno e amo con tutta la mia passione e la mia forza. Ho amato fino ad oggi cinquanta leonesse. Sono Fiero, Falco Pellegrino, da vent’anni amo la mia Falca Pellegrina, con la mia quotidianità, giorno dopo giorno coltiviamo il nostro nido e facciamo uova. Sono Cavalluccio Marino e amo come una mamma tanto che le uova dei piccoli li tengo io nella pancia. Io sono Conni, coniglietta di campagna e ho amato e amo tanti conigli: bianchi, neri, marroni tutti dal pelo morbido e folto, sono tutti i miei amori. Io sono Pinguino amo la mia Pinguina, viviamo in famiglie molto numerose e ogni tanto ci innamoriamo tra di noi. Io invece sono Venere, il pianeta, sono sempre innamorata. Tutti i giorni, sempre, amo il cielo, tutti gli astri celesti, le altre costellazioni. Ehi, ci sono anche io: sono Stella, quando vado su Marte divento tutta rossa, se giro su Mercurio verde, se vado sulla Terra marrone, se abbraccio Saturno mi vengono cerchi

“Dicono che l’amore…” I libri dicono dell’amore, le canzoni dicono dell’amore, i film dicono dell’amore, tutti dicono dell’amore; se ci fosse un qualche strumento tecnologico in grado di rilevare quanti dicono dell’amore ci sarebbe l’evidenza scientifica che l’amore è l’argomento cardine intorno a cui ruotano un numero infinito di dialoghi tra un numero infinito di persone di ogni età, sesso, stato sociale, appartenenza, cultura e latitudine. Tutti dicono dell’amore, come se fosse un gran mistero di cui, dicendo e ridicendo, si potesse venire a capo. Ciascuno dice la sua: ci sono quelli che hanno capito tutto dell’amore (e spesso anche di tutto il resto) e te lo spiegano: “Sai, perché se tu fai così, lui/lei fa così, e vissero felici e contenti. Perché se invece tu non fai così, ma cosà, lui/lei pensa che tu pensi che avresti dovuto fare così e non cosà, e ti molla”. Poi ci sono quelli che non hanno capito niente dell’amore (o così credono) perché gli va sempre storta e chiedono, si informano, leggono tutto lo scibile per diventare esperti dell’amore e contenerlo attraverso “l’intellettualizzazione” dell’amore. Ma l’intellettualizzazione è una difesa psichica, un modo di proteggersi dalle emozioni negative che l’amore – come tutte le esperienze della vita – porta con sé. E le difese – automatiche e funzionali all’equilibrio psichico – utilizzate per difendersi appunto da un’emozione, allontanando dall’emozione, allontanano dall’amore. I PIRATI E L’AMORE

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Spesso si confonde l’intellettualizzazione con la conoscenza; l’intellettualizzazione separa il cuore (l’emozione) dalla mente (il pensiero) e chiude una comunicazione, ostacolando l’innesco del cambiamento – e quindi dell’apprendimento – generato dal contatto, dalla penetrazione dell’emozione nel pensiero che fa nascere nuove idee. La conoscenza, al contrario, integra, tiene insieme, unisce, connette; e può poggiare sull’intelletto che, in questo caso, diventa strumento e non più difesa. L’intelletto, la cultura nozionistica, diventa strumento di conoscenza se funziona come ponte per le emozioni: Anna Karenina può essere nozione o emozione, esperienza emotiva. Solo l’esperienza emotiva innesca un cambiamento e quindi un apprendimento che sostiene la conoscenza dell’amore; se rimane una nozione non innesca alcun cambiamento e nell’amore può prendere la forma di seduzione amorosa attraverso l’intellettualizzazione, il cui obiettivo non è lo scambio, attraverso il confronto e la condivisione, ma la definizione di una gerarchia di potere. E il potere è tutt’altro rispetto all’amore, che si fonda sulla reciprocità. Certo cio che dicono le persone, i libri, le canzoni, i film dell’amore, aiuta a conoscere l’amore, se utilizzato come bussola per attraversare l’esperienza dell’amore che è sempre soggettiva, quindi unica e irripetibile. Si può dire che il leone ami più del falco pellegrino, meno del cavalluccio marino, o meglio della coniglietta Conni? Non c’è un modo di amare, ma tanti modi di amare quanti sono gli esseri viventi sulla terra. Ciascuno ha un suo modo d’amare e ama per come è capace; e questo dipende dall’indole e dalla storia che si costruisce sui modelli familiari (mamma e papà, nonno e nonna, zia e zio, amici della mamma e del papà, ecc.) e sulle esperienze amorose. L’indole e la storia amorosa definiscono un comportamento amoroso che può essere funzionale o disfunzionale in base 22

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a quanto è stereotipato e ripetitivo o capace di adattarsi e trasformarsi nell’incontro con l’altro per fare nascere una modalità di relazione amorosa nuova, terza: non il mio modo di amare, non il tuo, ma il nostro. Perché insieme all’indole e alla storia c’è la specificità dell’incontro con l’altro che attiva parti di sé sconosciute; questa è la grande opportunità dell’amore per chi si lascia andare alla sorpresa e non si fa spaventare dall’intensità delle emozioni e si difende, cercando spiegazioni che, de-finendo l’amore, contengono e rassicurano. “L’amore non si spiega. Si vive, si ricorda, si piange, si ride, si ascolta, si nasconde, si sente. Ma spiegare proprio NO!” Dichiarando e sostenendo la soggettività – e la bellezza – dell’esperienza amorosa da vivere “senza memoria e senza desiderio”, pensiamo tuttavia che sia utile avere consapevolezza del fatto che ci sono alcune cose senza le quali non è indicato partire per un’esperienza amorosa (come non è indicato partire senza il k-way per la montagna d’estate): bisogna “dare qualcosa che non hai…”, dice la storia, cioè bisogna essere generosi. Essere generosi nell’amore significa ascoltare i bisogni dell’altro e provare a soddisfarli perché si è felici di rendere felice l’altro; significa essere attenti alle sfumature e mantenere l’attenzione nel tempo. Essere attenti permette di osservare i cambiamenti dei bisogni dell’altro, che implicano un cambiamento di sé per rimanere allineati, crescere insieme e non perdersi. È indicato sorprendere e lasciarsi sorprendere, avere pazienza e capacità di adattamento; è indicato sapersi fermare e aspettare l’altro, e sostenerlo quando è stanco. È indicato più di tutto avere cura, una cura quotidiana dell’altro con piccoli gesti che comunicano all’altro che è speciale, ne confermano una scelta e un impegno. È indicata la passione e il desiderio e il rispetto. È indicato attrezzarsi per riassettare il sistema amoroso quando i terremoti della vita lo scuotono,


anche costruendosi intorno una valida rete di supporto (familiari, amici, servizi, ecc.). Per ogni fase della vita queste cose avranno taglie diverse: l’ascolto amoroso in adolescenza si eserciterà fuori dai cancelli della scuola mentre l’altro racconta del professore che non ha capito la sua lettura de “L’infinito”, o della lite con l’amica. L’attenzione e la cura saranno un fiore, un biglietto, una passeggiata mano nella mano. Da grandi ci saranno le questioni con il lavoro, o con i figli, e la cura sarà un massaggio, una cena fuori, un maglione che scalda. Quindi, la storia racconta che l’amore non si dice, ma si vive; perché se i teorici della complessità sostengono che apprendimento e vita coincidono, con questo libro diciamo che amore e vita coincidono.

Disporre i bambini/ragazzi in cerchio e, a turno, racconteranno: “per me l’amore è…”.

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Agnese Bizzarri scrive libri per bambini, si occupa di progetti educativi e culturali presso fondazioni, enti, pubbliche amministrazioni, università e associazioni non profit. Elisa Ceci è psicologa, psicoterapeuta, analista di gruppo, psicosocioanalista, socio fondatore dello Studio Psicoform, Responsabile e Psicologa di un Servizio Sociale di Tutela Minori, curatrice del blog Caffè Libero.

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ISBN 978-88-6153-640-1 ISBN 978-88-6153-640-1

Euro 14,00 (I.i.)(I.i.) Euro 14,00

9 788861 536401 9 788861 536401

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