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Angela Rinaldi

Angela Rinaldi è dottoranda della Facoltà di Scienze Sociali nella Pontificia Università Gregoriana. Nel 2016 ha conseguito la Licenza in “Etica Pubblica” nello stesso Ateneo, studiando gli abusi sessuali sui minori nella Chiesa. Nel 2014 ha ottenuto la Laurea Magistrale in “Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale” nell’Università “La Sapienza” con una tesi sui minori non accompagnati. Dal 2013 collabora con il Centre for Child Protection della Gregoriana.

Angela Rinaldi

Dalla parte dei piccoli Chiesa e abusi sessuali

Hans Zollner, S.I.

Euro 15,00 (I.i.) Scopri i contenuti multimediali

edizioni la meridiana paginealtre

ISBN 978-88-6153-607-4

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edizioni la meridiana paginealtre

Chi ricopre una posizione di potere nella Chiesa deve sapere che essa non è di sua proprietà, ma un dono, pertanto non può abusarne. Il discorso sugli abusi sessuali sui minori nella Chiesa cattolica offre diversi spunti di riflessione che in questo libro sono riassunti in due tematiche principali: la questione del potere spirituale e gerarchico, con riferimento al clericalismo, e la necessità di una formazione umana completa che abbia a fondamento la persona. Dunque, per colpire la piaga alle radici e porsi sulla strada della prevenzione, la proposta di questo libro è che la Chiesa dovrebbe agire nel campo della formazione umana che, in modo multidisciplinare con gli altri campi formativi, può conseguire in una definizione chiara e trasparente dell’identità vera del chierico, ai fini della riscoperta della vera natura del ruolo e dell’autorità di cui sarà investito.


Angela Rinaldi

Dalla parte dei piccoli Chiesa e abusi sessuali Prefazione di Hans Zollner, S.I.

edizioni la meridiana p a g i n e a l t r e


Ringraziamenti Questo libro è frutto di un lavoro scientifico svolto per la Pontificia Università Gregoriana e aggiornato in seguito, data la continua evoluzione del fenomeno che descrive. È facile comprendere quanto la piaga degli abusi sessuali sui minori nel clero colpisca e pesi sulla sensibilità dell’opinione pubblica. Perciò spero che questo scritto possa dare un apporto positivo alla riflessione su una problematica così grave e complessa. Prima di tutto vorrei ringraziare padre Hans Zollner: guardo con gratitudine il suo contributo e la sua esperienza nella lotta alla piaga degli abusi sessuali sui minori, sia in quanto presidente del Centre for Child Protection (con cui collaboro da qualche anno) sia come membro della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori; gli sono riconoscente per la sua fiducia e attenzione a queste pagine, per le quali ha gentilmente accettato di scrivere la Prefazione. Un altro “grazie” va al prof. don Rocco D’Ambrosio che, dopo aver seguito con cura la stesura del testo come direttore, ha creduto nella sua pubblicazione incoraggiandomi e assicurandomi tutto l’aiuto e il sostegno necessari alla sua realizzazione. Colgo l’occasione per dire un sincero “grazie” anche alla casa editrice la meridiana per aver accolto la proposta della pubblicazione di questo volume. Vorrei ringraziare, infine, i lettori e tutti coloro che mi hanno donato un sorriso, una parola buona e un incoraggiamento durante questo lavoro.

2018 © edizioni la meridiana Via S. Fontana, 10/C - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3971945 www.lameridiana.it info@lameridiana.it

ISBN 978-88-6153-607-4


Sì, io sogno. Sogno che il potere di alcuni si trasformi in dovere e in servizio, in ascolto e in comprensione. Sì, io sogno. Sogno che ciascuno possa acquisire la certezza di essere ascoltato e capito con amore. Che ciascuno possa acquisire la consapevolezza di essere un soggetto e non un oggetto. E sogno che questa consapevolezza possa dare a ciascuno uno slancio di accoglienza e uno sguardo di tolleranza. Nulla è mai perduto. Ogni giorno può offrirci la possibilità di una nuova nascita Danielle Scherer*

* SCHERER D., Nessuno ti crederà. Abusi sessuali nella Chiesa, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013, pp. 297-8.


Indice

Prefazione di Hans Zollner, S.I.

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Introduzione

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Dallo scandalo alla tolleranza zero

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Ricezione e reazione. Alcuni documenti e normative della Chiesa rispetto all’abuso sessuale sui minori

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La formazione umana: un intervento poliedrico sui candidati alla vita consacrata

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Il potere spirituale e il potere gerarchico: responsabilitĂ e credibilitĂ  tra manipolazione e clericalismo

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Conclusioni

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Sigle e abbreviazioni

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Bibliografia

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Prefazione

Il testo di Angela Rinaldi affronta un tema scomodo, la cui trattazione incontra ostacoli culturali, sistemici e individuali. C’è una forma di vergogna associata al fatto stesso di parlarne, ma se da un lato la vergogna può essere una reazione comprensibile rispetto a quegli avvenimenti che ledono la dignità delle persone, essa d’altronde non deve diventare un ostacolo per la Chiesa e le altre istituzioni nel confessare e affrontare un argomento così importante. In questo senso dobbiamo riconoscere che si tratta in primo luogo della sfida di cercare un cambiamento di mentalità, di atteggiamento, e certamente potrebbero essere necessari dei tempi anche non brevi prima che questo si realizzi. Quando si parla dei cambiamenti nella Chiesa cattolica, la più grande comunità religiosa nel mondo, si può fare ricorso alla similitudine con una grande nave: ogni cambiamento di rotta ha bisogno di molto tempo ed energia, perché tra l’inizio della manovra e l’effettivo cambiamento di direzione si dovranno contrastare gli effetti dell’inerzia. La buona notizia è che, una volta intrapresa la nuova rotta, una grande nave può portare molte persone e molte risorse nella direzione giusta. Qualcosa è già cambiato – come si è visto nel Convegno di Firenze, che nella primavera 2017 ha radunato più di 250 educatori e psicologi che lavorano nei seminari in Europa – ma si tratta solo di un punto di partenza, poiché molto ancora dovrà cambiare. Il libro di Angela Rinaldi svolge una funzione molto preziosa nel sostenere questi cambiamenti, in quanto fornisce informazioni ampie e indicazioni chiare e approfondite per il cambiamento. 9


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Ciò a cui si deve ambire è una migliore infrastruttura, a una evoluzione nella Chiesa e nella società affinché tutti diventino consapevoli del problema e si sentano coinvolti nelle misure di protezione dei minori. Occorre che alle domande di giustizia di chi è sopravvissuto a un abuso vengano date delle risposte, che vi sia un accompagnamento spirituale e uno sforzo di integrazione per coloro i quali vogliano condividere con gli altri l’esperienza del proprio viaggio spirituale. Si dovrebbe anche provare ad avere una miglior cura dei colpevoli, specialmente di quanti tra questi sono ad alto rischio di ripetere il crimine. Per riuscire in questi obiettivi così ambiziosi servirebbe che le tante persone coinvolte in questo campo si colleghino meglio tra loro e focalizzino i propri sforzi sulle sfide scientifiche e procedurali che conosciamo. La Chiesa sta lavorando per cercare di raggiungere questi obiettivi. Un esempio in questo senso è rappresentato dal Congresso che si terrà alla Pontificia Università Gregoriana in autunno 2017 sul tema “La dignità del minore nel mondo digitale”, con il quale si vogliono radunare i leader mondiali degli affari e di Internet, i politici, le forze dell’ordine, gli psicologi, gli psichiatri e i responsabili ecclesiali, e per il quale la Santa Sede ha già assicurato il proprio sostegno. Il mio augurio è che il libro di Angela Rinaldi trovi ampia diffusione e contribuisca a una presa di coscienza e al contempo favorisca un atteggiamento pro-attivo nella creazione di un ambiente sicuro dentro la Chiesa e nella società. Roma, 11 aprile 2017 Hans Zollner*, S.I.

* Presidente del “Centre for Child Protection” Preside dell’istituto di psicologia della Pontificia Università Gregoriana Membro della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori

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Introduzione

Il fenomeno degli abusi sessuali sui minori commessi da chierici richiede una conoscenza approfondita dei fatti accaduti, delle strade intraprese dalla Chiesa per affrontare tale problematica nonché delle dinamiche sistematiche che la caratterizzano. Conoscere quanto ruota intorno agli abusi sessuali sui minori nella Chiesa è un primo fondamentale passo verso l’assunzione di un atteggiamento deciso ai fini di una prevenzione efficace. Questo libro è frutto di una ricerca nella quale, per ovvie ragioni, non è stato possibile studiare la questione degli abusi sessuali sui minori in tutti i campi che abbraccia, quali la teologia, la psicologia, la politica ecclesiastica, le scienze educative, ma ne sono stati esaminati alcuni aspetti fondanti, secondo una prospettiva di base etico-sociale. Per intraprendere uno studio coerente con la realtà è necessario accennare da dove procede il pensiero dell’opinione pubblica relativo alla Chiesa sancta e alla Chiesa meretrix. Sant’Agostino, nel discorso 213, ha affermato: Questa è la Chiesa Cattolica, nostra madre vera, vera coniuge di tanto Sposo [...]. La incontrò meretrice e la rese vergine! Non deve negare di essere stata meretrice, per non disconoscere la misericordia del suo liberatore. Come non era meretrice, quando fornicava dietro idoli e demoni? In tutti ci fu la fornicazione del cuore: quella della carne in non molti, ma quella del cuore in tutti. Egli venne e la rese vergine: rese vergine la sua Chiesa. 11


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Diversi esponenti della Chiesa, colpiti dal mysterium iniquitatis1, hanno finito per compromettersi ma oggi il popolo di Dio continua a lottare. Insomma, negli anni si è verificata una grande quantità di abusi sessuali e di potere sui minori, i quali hanno impoverito e macchiato la Chiesa che ne risulta fortemente colpita; di conseguenza essa, come si dirà in seguito, oggi si mostra pronta a combattere, secondo le sue possibilità, contro tale piaga e a ricordare la propria vocazione e il proprio compito: quello di condurre gli uomini e le donne alla santità. Di fatto, ammettendo i propri errori di fronte alle denunce da ogni parte del mondo, la Chiesa ha intrapreso la via della tolleranza zero – sebbene la prassi non sia univoca ovunque e spesso risulti confusa – e continua a percorrerla grazie alla decisa azione di papa Francesco mediante le diverse disposizioni giuridiche grazie alle quali la Chiesa regolarizza e istituzionalizza il proprio operato. Dunque, è necessario conoscere quanto realmente accade affinché, con le idee chiare, si possa discernere in modo ragionato e coerente non tanto sulla Chiesa o gli abusatori, quanto sul fenomeno stesso, caratterizzato da punti chiave sistematici sui quali riflettere e agire al fine di fornire un proprio contributo alla prevenzione. Potrebbe essere di aiuto partire dal fatto che la Chiesa è, tra l’altro, un’istituzione molto radicata nel tempo e nello spazio, che dura da secoli tra santità e peccato, pertanto risulta essere di grande influenza nel mondo contemporaneo: a livello istituzionale e spirituale rappresenta una riserva di potere forse ineguagliata. Per questi motivi essa è chiamata a esercitare il proprio potere coerentemente col messaggio che porta, con l’autorità della quale è investita, 1

GIOVANNI PAOLO II, Lettera ai sacerdoti per il giovedì santo 2002, Roma 17 marzo 2002.

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Dalla parte dei piccoli

con le persone che credono in essa. Spesso, nella realtà, è anche sottoposta alla tentazione di veder degenerare il potere di cui dispone in funzione di un’eccessiva attenzione per la gloria terrena. Questo è palesemente dimostrabile se si pensa, ad esempio, agli abusi sessuali o alla corruzione, tanto combattuti dall’attuale pontefice. Dunque, una volta a conoscenza dei fatti, grazie al servizio attento dei media e liberi da ogni pregiudizio, è possibile scoprire gli elementi sistematici del fenomeno e andare in profondità. L’intento di questo volume è offrire degli spunti di riflessione e approfondimento ulteriori sul fenomeno degli abusi sessuali sui minori. Tenendo conto della suddetta base etico-sociale, emergono due tematiche fondamentali: la formazione umana dei chierici e il potere di tipo spirituale e gerarchico. L’attenzione alla formazione umana, fondata su un approccio antropocentrico, si lega costantemente alla crescita spirituale e fisica della persona a prescindere dalla sua età. La formazione umana costituisce la base di una “formazione integrale” grazie alla quale il soggetto acquisisce la capacità di costruire relazioni umane sane e adeguate che edifichino una situazione interiore pacifica e coerente, lontana da problematiche relazionali e psicologiche, annoverate tra i fattori di rischio degli abusi sessuali. Inoltre, grazie a una buona formazione umana e integrale, il chierico acquisisce la capacità di attuare un discernimento positivo sulla posizione che ricopre, riducendo le problematiche relative al potere spirituale e gerarchico. Il potere è una relazione che abbraccia tutta la vita della persona; nella prospettiva cristiana è un dono e pertanto qualcosa che non si possiede per natura ma che si riceve da qualcun altro. Il fulcro della relazione sta nel riconoscere la centralità della dignità della persona umana; da qui

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l’approccio antropocentrico. Partendo da tale presupposto, e mediante una formazione adeguata, il chierico ottiene la capacità di svolgere il proprio ministero e finalizzarlo al bene, coerentemente con la fonte da cui riceve potere. Più in particolare, da una parte il consacrato sa di avere una responsabilità e di dover definire il proprio incarico in funzione di essa, riconoscendone la natura e il fine; dall’altra manifesta chiarezza e trasparenza relativamente alla concezione del proprio ruolo: sa, e ne è cosciente, di far parte di un’istituzione che detiene un grande potere e nella quale molti fedeli ripongono fiducia, non può pensare di tradire chi crede. Abusare di un potere di tale calibro non solo macchierebbe l’immagine dell’istituzione – il che rimane sul piano terreno – ma offenderebbe i fedeli, vittime e non: le conseguenze sulla credibilità e sulla responsabilità sarebbero disastrose. Come si vedrà in seguito, in alcuni Paesi gli effetti si sono rivelati devastanti. Se tra le finalità della Chiesa vi è la costruzione di una prassi preventiva per contrastare gli abusi sessuali, si ritiene fondamentale assumere un approccio antropocentrico a partire dal quale ogni esperto, nella sua materia, sarà in grado di proporre soluzioni che comprendano schemi di prevenzione e di sicurezza adeguati al fine di garantire una maggiore protezione dei minori nella Chiesa. La speranza è che questo libro sia per il lettore un’occasione per conoscere al meglio il fenomeno degli abusi sessuali sui minori nel mondo cattolico, mediante lo studio dei fatti, delle normative canoniche e riflettendo su alcune questioni importanti. I quattro capitoli che lo compongono si soffermano prima su quanto accaduto, nel particolare gli episodi relativi agli scandali e alla tolleranza zero; successivamente – nel secondo Capitolo – verrà presentato a grandi linee quanto disposto dalla normativa ecclesiastica, per poi passare – nel terzo e quarto

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Capitolo – alla riflessione sulla formazione e sul potere spirituale e gerarchico. Dunque l’obiettivo non è descrivere meramente una realtà, a molti già conosciuta, ma riflettere su di essa in modo proficuo e oggettivo, anche mediante l’ausilio di dati e fonti scientifiche di cui il testo si serve.

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Dallo scandalo alla tolleranza zero

Ad accendere i riflettori sulla Chiesa negli ultimi decenni è stata, ed è tuttora, l’azione della stampa e degli altri canali di informazione mediatica, che hanno posto all’attenzione dell’opinione pubblica la realtà sui reati di abusi sessuali commessi dai chierici e sulla risposta conseguente della Chiesa agli scandali. David Finkelhor afferma che gli abusi sessuali perpetrati dal clero hanno lasciato un segno forte anche, o soprattutto, nel settore del child protection1. Infatti, dallo scoppio degli scandali non solo è aumentata la sensibilità rispetto al tema della sicurezza dei minori, ma è cresciuta anche l’attenzione – accompagnata da pregiudizi o meno – verso il fenomeno degli abusi sessuali sui minori in seno alla Chiesa cattolica. Quanto qui descritto, nonostante non esaurisca il discorso sugli scandali degli abusi nella Chiesa, ne rappresenta però una parte importante e di forte risonanza e può costituire una base contestuale quantomeno solida ai fini di una riflessione attenta e possibilmente feconda. Il 6 gennaio 2002 la testata giornalistica “The Boston Globe” pubblica un’inchiesta su alcuni episodi di molestie sessuali su minori imputabili a John J. Geoghan, dell’arcidiocesi di Boston. A colpire l’opinione pubblica è la scoperta che il prelato, nonostante le 130 denunce per abusi ricevute, non avesse subito richiami disciplinari da parte 1 FINKHELOR D., The Legacy of the Clergy Abuse Scandal, in “Child Abuse and Neglect”, 27, 2003, p. 1225.

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dei suoi superiori che, per coprirlo, lo avrebbero spostato da una parrocchia all’altra2. Di lì a poco diversi quotidiani statunitensi pubblicano una serie di articoli che rivelano una crisi irreversibile nella Chiesa cattolica americana e di conseguenza in quella universale. È la genesi dello scandalo: quattro vescovi rassegnano le dimissioni e 218 sacerdoti vengono rimossi dai loro incarichi3. La Conferenza Episcopale statunitense (Usccb), impegnata a trovare delle soluzioni tempestive alla crisi, redige due documenti che vanno almeno citati: 1. Charter for the Protection of Children and Young People (2002); 2. Essential Norms for Diocesan/Eparchial Policies Dealing with Allegations of Sexual Abuse of Minors by Priest or Deacons (in ambito giuridico). Inoltre, per conoscere l’estensione e l’incidenza della crisi degli abusi sessuali negli Usa, affida al “John Jay” College of Criminal Justice, dell’Università di New York, la stesura di ricerche di tipo storico-descrittivo quali: 1. The Nature and Scope of Sexual Abuse of Minors by Catholic Priest and Deacons: 1950-2002; 2. The Causes and Context of Sexual Abuse of Minors by Catholic Priest in the United States. 1950-2010 (in seguito The Causes and Context). Quest’ultima, studiando le variabili legate ai diversi contesti storici e tenendo conto dell’incidenza del fenomeno, si focalizza sulle cause dell’incremento degli abusi 2

CARETTO E., Abusi negli Usa, già rimossi più di cento sacerdoti, in “Corriere della Sera”, 24 aprile 2002.

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ZAMPAGLIONE A., Preti pedofili, tolleranza zero e mea culpa della chiesa Usa, in “la Repubblica”, 15 giugno 2002.

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sessuali negli anni ’60, sui motivi per cui è stato raggiunto il picco negli anni ’70 e infine sui presupposti per cui dagli anni ’80 a oggi il fenomeno ha conosciuto il suo sviluppo. In generale, The Causes and Context presenta due dati importanti. Primo, l’impressione errata dei media per cui i sacerdoti cattolici sarebbero la categoria più a rischio: vengono anche studiati altri contesti religiosi, come i Mormoni e le chiese Protestanti, e si scopre che in tali ambienti il rischio non è minore rispetto a quello che si corre nella Chiesa cattolica. Secondo, le parrocchie e le scuole cattoliche sembrano rimanere abbastanza sicure: lo studio conclude che sul totale di 246 minori ogni 100.000 abusati negli Usa, le vittime in ambienti cattolici si aggirano intorno a 15 minori ogni 100.000. Inoltre, scientificamente si può parlare di pedofilia solo nel momento in cui le vittime non abbiano raggiunto l’età puberale; in caso contrario, la dicitura corretta è efebofilia4. Generalmente, i risultati mostrano che, nel periodo esaminato, sono stati accusati 4392 sacerdoti americani (il 4% di tutti quelli che esercitavano il ministero), che meno della metà è stato condannato e che l’incidenza degli abusi è cresciuta tra gli anni ’50 e ’70 per attenuarsi dagli anni ’80 in poi, anche se fino al 2002 molti eventi sono rimasti sconosciuti alle autorità e all’opinione pubblica5. Il lavoro del “John Jay” College afferma che a fronte dei soli 810 casi segnalati tra il 1950 e il 1985, dal 2002 il 4 JOHN JAY COLLEGE, CONFERENZA EPISCOPALE STATUNITENSE, The Causes and Context of Sexual Abuse of Minors by Catholic Priests in the United States. 1950-2010, Usccb, Washington 2011, p. 34; AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5), Fifth Edition, American Psychiatric, Washington 2013, p. 697. 5

JOHN JAY COLLEGE, CONFERENZA EPISCOPALE STATUNITENSE, op. cit., p. 27.

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numero delle denunce sale drasticamente, ma si riferisce ai fenomeni accaduti nelle tre decadi precedenti. Infatti, le denunce di abusi vengono presentate nella maggior parte dei casi dalle vittime adulte o dai loro avvocati a quarant’anni dall’accaduto. Dunque, anche se le inchieste giornalistiche e penali aumentano, i casi in sé diminuiscono: è possibile che le misure adottate dalla Chiesa negli anni successivi al 2002 siano state efficaci6; ma si affronterà la questione più avanti. In breve, un ulteriore elemento importante che il “John Jay” College sottolinea è l’assenza di un legame tra abusi e celibato. A onor del vero va detto che statisticamente la maggior parte degli abusi sessuali su minori è commessa da uomini non celibatari come maestri di scuola, allenatori sportivi o padri di famiglia. In più, il celibato dei sacerdoti è sempre esistito: tra il 1950 e 1960, quando i casi di abuso denunciati erano molto rari, tra il 1970 e 1980, anni in cui c’è stato un boom nelle statistiche sugli abusi, e negli anni presenti. Evidentemente altre variabili, diverse dal celibato, devono spiegare gli andamenti statistici appena descritti7. Dunque, è bene tornare ai fatti: non si può prescindere dal conoscere le realtà che hanno caratterizzato gli Stati Uniti, i Legionari di Cristo in Messico, l’Irlanda, la Germania e l’Australia; non solo essi risultano tra i Paesi più colpiti dagli scandali, ma hanno visto anche il verificarsi di dinamiche simili, quali insabbiamenti, coperture, indignazione delle vittime, ritardo nella reazione ecclesiastica e così via. I fatti qui raccontati riportano alla diocesi di Boston: i due sacerdoti Geoghan e Shanley vengono accusati di 6 INTROVIGNE M., MARCHESINI R., Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo, Sugarco, Firenze 2014, p. 75. 7

Ivi, p. 76.

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aver abusato ripetutamente di bambini e di essere stati coperti dall’arcivescovo Bernard Law mediante trasferimenti continui. Di fronte allo scandalo ormai scoppiato, il cardinale trova un’opinione pubblica particolarmente indignata a causa delle abituali coperture. In più, la tanto ricca diocesi di Boston rischia la bancarotta trovandosi costretta a pagare risarcimenti miliardari alle famiglie delle vittime. Nell’opera di Rodriguez Pederastia en la Iglesia Católica, così come in molti articoli della stampa americana, si parla di risarcimenti sottobanco che la diocesi avrebbe versato alle famiglie delle vittime per comprare il loro silenzio, così da evitare gli scandali8. Nello stesso periodo, per ordine del senato del Massachusetts, Bernard Law si trova costretto a rendere pubblici tutti i documenti e il materiale relativi agli abusi sessuali nella sua diocesi. Con tre decenni di ritardo, e senza più credibilità, il cardinale lancia un piano di Zero Tolerance e Geoghan viene ridotto allo stato laicale. In questo contesto il clamore popolare, anche con l’aiuto di diverse associazioni formate dagli avvocati e dai familiari delle vittime, diventa sempre più forte arrivando a chiedere le dimissioni di Law; sul “The Boston Globe” si legge: “Law non può ignorare che una grande porzione della comunità ha perso la fiducia nel suo leader. Il cardinale Law deve dimettersi”9. Dunque, la Chiesa americana viene criticata duramente per non essere intervenuta con tempestività e incolpata per aver messo al primo posto la buona immagine dell’istituzione e non il bene delle vittime. 8

RODRIGUEZ P., Pederastia en la Iglesia Católica, Bsa, Madrid 2002, p. 66.

9

Ivi, p. 71.

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Bernard Law viene accusato e processato anche per non aver denunciato Paul Shanley, che similmente a Geoghan, è “uno dei peggiori molestatori, che ha continuato a molestare i bambini e che ora è nelle mani della magistratura [...]”10. Nel dicembre del 2002 Law ha rinunciato alla guida dell’arcidiocesi chiedendo perdono a “tutti quelli che hanno sofferto a causa delle mie insufficienze e per i miei errori”11. Un altro caso che ha creato scandalo ha avuto come protagonista Marcial Maciel, che abusava di ragazzi novizi dell’ordine dei Legionari di Cristo assolvendoli poi in confessione. Tutta la storia del fondatore dei Legionari si sviluppa nel corso dei decenni: vive tra seminario, formazione dei futuri sacerdoti della congregazione, abusi sessuali dei giovani membri, anche minorenni, e relazioni più o meno stabili con diverse donne, dalle cui unioni sono nati figli dei quali abusava. Già nel 1997, le vittime avevano scritto una lettera di accuse a Maciel, inviandola a Giovanni Paolo II e a Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf); ma all’epoca non si era ritenuto prudente aprirne un caso poiché l’accusato era “molto vicino al Papa e di grande aiuto per la Chiesa”12. Gli accusatori, otto ex membri dei Legionari, non avendo ricevuto risposta, decidono di rendere pubblica la vicenda tramite i giornali americani e la televisione. Ricevute diverse segnalazioni dal 1998 e in virtù della pubblicazione del Motu Proprio Sacramentorum Sanctitatis Tutela (Sst), la Santa Sede nel 2001 comunica l’apertura 10

ZAMPAGLIONE, op. cit.

11

MARCHESI G., L’impegno della Chiesa negli Stati Uniti contro gli abusi sessuali sui minori, in “La Civiltà Cattolica”, I, 2003, pp. 169-78.

12

RODRIGUEZ, op. cit., p. 90.

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delle indagini. Maciel, nel 2004, dichiarandosi comunque innocente, lascia la leadership dei Legionari di Cristo. Nello stesso anno, il prefetto della Cdf ordina che ogni causa abbia il suo corso regolare e chiede al promotore di Giustizia, Charles Scicluna, di riconsiderare i casi in attesa, tra i quali quello di Maciel. Gli accusatori, ex Legionari, confermano le loro istanze e il processo può partire. È lo stesso Promotore di Giustizia che nell’aprile del 2005 si reca a New York e a Città del Messico per confrontarsi con alcuni degli accusatori e indagare sui fatti. Intanto Ratzinger viene eletto Papa e nomina prefetto della Cdf Joseph Levada, americano, già nelle file della nuova lotta Usa contro la pedofilia13. Nel 2006 la sentenza del Papa è la seguente: Considerando la sua avanzata età e il suo precario stato di salute, la Santa Sede ha deciso di non realizzare il processo canonico e invitare il Padre ad una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico14.

Le limitazioni riguardano l’attività pubblica del prelato, la possibilità di celebrare la messa, di ricevere appuntamenti, di rilasciare interviste. I membri dei Legionari di Cristo accettano tale conclusione e riaffermano la loro fedeltà al pontefice e alla Chiesa. Nel marzo 2010, grazie al contributo della stampa e delle televisioni Nord e Centro-americane, la Legione riconosce pubblicamente i reati commessi dal fondatore,

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MAGISTER S., Legionari di Cristo. Sempre più vicino il processo a padre Maciel, in “la Repubblica”, 20 maggio 2005.

14

SALA STAMPA VATICANA, Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, Città del Vaticano 19 maggio 2006.

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accetta l’esistenza della relazione che Maciel aveva stabilito con una donna e dei figli nati da essa. Nello stesso periodo il Papa manda in visita apostolica ai Legionari, tra gli altri, cinque vescovi e i prefetti della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata. In tale sede viene comprovata la condotta di Maciel e chiarito quanto ancora andava fatto: ridefinire il carisma della Congregazione, rivedere l’esercizio dell’autorità e preservare l’entusiasmo dei giovani15. Anche la Chiesa di Irlanda viene sconvolta dalla bufera degli abusi sessuali sui minori. Nel 2006, in diverse diocesi, vengono denunciate migliaia di abusi su bambini perpetrati in scuole, istituti, orfanotrofi e parrocchie cattoliche. La Child Abuse Commission pubblica un rapporto – Standard and Guidance Document for the Catholic Church in Ireland – nel quale viene rivelata l’esistenza di più di 2000 casi di abusi e violenze compiuti su minori in quarant’anni. Le vittime sono ragazzi disabili, orfani e abbandonati16. Certo è che gli abusi sessuali hanno colpito profondamente la credibilità della Chiesa di Irlanda che successivamente nel rapporto Murphy – pubblicato nel 2010 dalla Commissione d’inchiesta che si occupa dello studio dei casi di abusi sessuali sui minori nella Chiesa irlandese – viene accusata di aver coperto i preti segnalati, nonostante fosse a conoscenza delle denunce. L’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha risposto affermando che

15 FERNÁNDEZ J.R., Tolerancia Cero. La Cruzada de Benedicto XVI contra la pederastia en la Iglesia, Desclée de Brouwer, Henao-Bilbao 2010, p. 131. 16 FRANCESCHINI E., La Chiesa irlandese nella bufera. Abusi sessuali su migliaia di bimbi, in “la Repubblica”, 21 maggio 2009.

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le scuse non saranno mai sufficienti17 [e che] l’abuso sessuale sui minori è ed è stato sempre un crimine contro la legge civile; è ed è stato sempre un crimine per la legge ecclesiastica; è ed è stato sempre un peccato gravissimo.

I toni del vescovo sono, di fatto, rammaricati poiché la Chiesa non ha mostrato preoccupazione primariamente per il bene dei bambini, bensì per la protezione dell’istituzione da ogni scandalo. In questo contesto si inserisce la lettera pastorale di Benedetto XVI ai cattolici di Irlanda, del 19 marzo 2010, di cui si discuterà in seguito. Poco tempo dopo i vescovi irlandesi vengono chiamati a colloquio dal Papa, insieme al segretario di Stato, Tarcisio Bertone, a Joseph Levada (Cdf), Fernando Filoni (Segreteria di Stato) e Dominique Mamberti (per le Relazioni con gli Stati). Successivamente la Santa Sede annuncia una visita apostolica di alcuni cardinali, tra i quali Sean Patrick O’Malley, per sostenere la Chiesa irlandese lacerata ormai da una crisi di fede e di fiducia. Intanto, a livello politico si rischia la crisi diplomatica. Secondo il rapporto di indagine sulla diocesi di Cloyne, pubblicato dalla Child Abuse Commission, il vescovo John Magee avrebbe incaricato il vicario generale, Denis O’Callaghan, di reagire agli scandali; questi, preoccupato che si compromettessero le relazioni con i sacerdoti accusati, ha finito per considerare secondarie le vittime. La conseguenza è la nascita di una rabbia comune da subito poco controllabile. Nello stesso periodo, il primo ministro irlandese Enda Kenny accusa la Chiesa per il fatto che il rapporto Cloyne avrebbe portato a declassare il reato al fine di sottolineare il primato e la reputazione dell’istituzione ecclesiastica. In 17

FERNÁNDEZ, op. cit., p. 85.

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più, afferma che le leggi della Repubblica irlandese in difesa dei minori sono moralmente superiori a quelle canoniche, le quali “non hanno né legittimità né spazio nelle questioni di questo Paese”: è l’apice della crisi diplomatica. In risposta, la Santa Sede conferma il proprio orrore verso i crimini di violenza sessuale prendendo atto delle mancanze nel governo della diocesi, nonché dell’inadeguatezza nel trattamento delle accuse e, infine, sottolineando di non aver ostacolato il lavoro della Child Abuse Commission né tantomeno quello della Conferenza episcopale locale18. Il 28 gennaio 2010 a Berlino il “Der Tagesspiegel” rende pubblici i primi casi di abuso in Germania, perpetrati nel Canisius Kolleg, nella scuola benedettina di Ettal e all’interno del coro dei bambini della Cattedrale di Ratisbona, per anni diretto da Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI. Uno dei casi più risonanti è quello di Peter Hullermann, che negli anni ’80 era stato ammesso nell’arcidiocesi di Monaco, nella quale era arcivescovo Joseph Ratzinger. Nel 2010 il “New York Times” pubblica una nota che afferma che “il papa sapeva che il sacerdote era pedofilo ma comunque autorizzò che continuasse ad esercitare il suo ministero”19. In realtà Hullermann era stato mandato da Ratzinger a vivere in un istituto di sacerdoti per intraprendere una terapia psicologica. Nel 1981, quando il cardinale bavarese riceve la nomina a prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, a Hullermann viene affidato un incarico parrocchiale. Di lì a poco arrivano altre accuse di abuso: il sacerdote deve ritirarsi dal ministero, passare 18 mesi in carcere, vivere in libertà condizionata e pagare una multa di 4000 marchi. 18 GANDOLFI M.E., Preferire la verità. Il Rapporto Cloyne, le reazioni del governo, la risposta vaticana, in “Il Regno”, 16, 2011, p. 551. 19

FERNÁNDEZ, op. cit., p. 72.

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Angela Rinaldi

Angela Rinaldi è dottoranda della Facoltà di Scienze Sociali nella Pontificia Università Gregoriana. Nel 2016 ha conseguito la Licenza in “Etica Pubblica” nello stesso Ateneo, studiando gli abusi sessuali sui minori nella Chiesa. Nel 2014 ha ottenuto la Laurea Magistrale in “Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale” nell’Università “La Sapienza” con una tesi sui minori non accompagnati. Dal 2013 collabora con il Centre for Child Protection della Gregoriana.

Angela Rinaldi

Dalla parte dei piccoli Chiesa e abusi sessuali

Hans Zollner, S.I.

Euro 15,00 (I.i.) Scopri i contenuti multimediali

edizioni la meridiana paginealtre

ISBN 978-88-6153-607-4

edizioni la meridiana

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Chi ricopre una posizione di potere nella Chiesa deve sapere che essa non è di sua proprietà, ma un dono, pertanto non può abusarne. Il discorso sugli abusi sessuali sui minori nella Chiesa cattolica offre diversi spunti di riflessione che in questo libro sono riassunti in due tematiche principali: la questione del potere spirituale e gerarchico, con riferimento al clericalismo, e la necessità di una formazione umana completa che abbia a fondamento la persona. Dunque, per colpire la piaga alle radici e porsi sulla strada della prevenzione, la proposta di questo libro è che la Chiesa dovrebbe agire nel campo della formazione umana che, in modo multidisciplinare con gli altri campi formativi, può conseguire in una definizione chiara e trasparente dell’identità vera del chierico, ai fini della riscoperta della vera natura del ruolo e dell’autorità di cui sarà investito.

Dalla parte dei piccoli  

“È un reato tanto brutto, e a me interessa la Chiesa: un sacerdote che fa questo, tradisce il corpo del Signore. Deve portare un minore alla...

Dalla parte dei piccoli  

“È un reato tanto brutto, e a me interessa la Chiesa: un sacerdote che fa questo, tradisce il corpo del Signore. Deve portare un minore alla...

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