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Gli strumenti che useremo

1 La voce L’organo di fonazione e la respirazione Lo strumento più naturale e più facile da trasportare, anche a scuola, è proprio la voce! (vedi Z vol. A, p. 65). È importante conoscere l’organo di fonazione, sapere come è fatto e come funziona, per realizzare al meglio le vostre attività canore. L’organo di produzione del suono è situato nella laringe, la parte più alta della trachea, cioè il tubo in cui passa l’aria durante la respirazione. Se appoggiate le dita sulla laringe ed emettete un suono prolungato su una delle vocali, potete avvertire al tatto una leggerissima vibrazione. La voce è prodotta dalla vibrazione delle corde vocali, piccoli muscoli sollecitati dal passaggio del fiato.

Numerosi altri piccoli muscoli aiutano le corde vocali ad assumere posizioni sempre diverse, a seconda del suono che devono produrre: è proprio la lunghezza e la tensione delle corde vocali  a determinare l’altezza del suono prodotto. Quando trattenete il fiato in apnea, non vi è possibile emettere dei suoni, poiché il suono viene generato durante l’espirazione, vale a dire mentre l’aria esce dai polmoni.

 Le corde vocali Quando decidiamo di parlare o cantare, le corde vocali si uniscono l’una all’altra e la sollecitazione del fiato che esce dai polmoni le fa vibrare; esse sono estremamente duttili ed elastiche e possono variare la loro tensione, producendo suoni di varia altezza (Figura A). Viceversa, quando smettiamo di cantare o quando inspiriamo (cioè riempiamo di aria i polmoni), le corde vocali si allontanano per favorire il passaggio dell’aria: in questa posizione l’aria non può provocare la loro vibrazione (Figura B).

Figura A

Figura B

Una buona respirazione è necessaria per parlare e per cantare, come per suonare gli strumenti a fiato. La respirazione è resa possibile principalmente da un muscolo che attraversa la base della cassa toracica: il diaframma.

Il suo movimento determina le due fasi della respirazione : inspirazione ed espirazione. Cercate di prendere confidenza con il diaframma e la respirazione, attraverso attività ed esperienze da compiere prima di cantare o suonare uno strumento a fiato, per sviluppare la vostra capacità di incamerare consapevolmente l’aria nei polmoni e di sostenere i suoni durante il canto, vale a dire di intonarli meglio e più a lungo. Il diaframma è un muscolo semivolontario (come ad esempio le palpebre), funziona cioè anche se non ci concentriamo sul suo movimento; tuttavia, se lo vogliamo, possiamo fermarlo e

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Pratica vocale e strumentale

quindi interrompere la respirazione (come durante l’apnea), oppure possiamo accelerare o amplificare il suo funzionamento con l’aiuto di altri muscoli. Per parlare, cantare o suonare uno strumento a fiato è fondamentale guidare la respirazione, perché sia il più possibile efficiente. Quando siamo agitati, tesi, preoccupati, alcuni nostri muscoli entrano in tensione e si bloccano, almeno parzialmente: in quelle condizioni tendiamo a inspirare alzando le spalle. In questo caso si parla di respirazione alta o clavicolare, estremamente negativa per la voce, perché: • consente solo alla parte più alta dei polmoni (la più piccola!) di riempirsi d’aria e quindi dà poca autonomia di fiato nel parlare, ma soprattutto nel cantare e nel suonare uno strumento a fiato; • durante l’espirazione viene a mancare la giusta pressione per mettere in vibrazione le corde vocali e quindi il suono prodotto può essere instabile per quanto riguarda la sua intensità e la sua altezza (intonazione).

1 All´opera! Per verificare il movimento del diaframma, distendetevi supini e respirate normalmente, cercando di stare molto rilassati (il momento migliore è quando vi coricate per dormire). Noterete che durante l’inspirazione la vostra pancia tende a gonfiarsi verso l’esterno: questo fatto è dovuto alla spinta che il diaframma dà al ventre scendendo verso il basso. Al contrario, durante l’espirazione la pancia rientra gradualmente, per aiutare il diaframma a risalire e comprimere i polmoni.

 Le due fasi della respirazione L’inspirazione costituisce la prima fase della respirazione. Durante l’inspirazione il diaframma si contrae e si abbassa, favorisce la dilatazione della cassa toracica e vi crea uno scompenso di pressione: di conseguenza l’aria viene aspirata attraverso il naso o la bocca e raggiunge la trachea, i bronchi e infine i polmoni. Con il suo movimento laringe e organo verso il basso, il diaframma comdi fonazione prime leggermente l’addome e la zona lombare (la parte bassa della schiena) verso l’esterno. È sempre preferibile inspirare attraverso il naso, perché le narici organo di fonazione sono fornite di peli e mucose che trattengono pulviscolo e corpi estranei presenti nell’aria, riscaldandola prima che raggiunga la trachea. La seconda fase della respirazione è detta espirazione. Durante l’espirazione il diaInspirazione framma risale aiutato dai muscoli addominali (ossia i muscoli della pancia, che in questo caso rientra): allora l’aria viene spremuta fuori dai polmoni, compressi anche dai muscoli intercostali. Come avete già verificato, è proprio in questa seconda fase della respirazione che Espirazione può avvenire la produzione del suono.

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Suggerimenti pratici per il canto Durante il canto, tenete una mano all’altezza dell’ombelico, per verificare che il movimento del diaframma sia quello corretto: durante l’inspirazione esso scende e la pancia fuoriesce leggermente, mentre durante l’espirazione il diaframma risale aiutato dai muscoli addominali. Ricordate di non alzare le spalle, sintomo di una respirazione nociva al canto! Importantissimo è mantenere il busto eretto per non ostacolare la respirazione, aprire bene la bocca per permettere al suono di uscire e pronunciare le parole in modo ben articolato. Imparate ad ascoltare sempre il suono che dovete intonare prima di emetterlo o rischierete di «stonare».

Attaccate il suono nel momento preciso in cui l’insegnante dà il segnale, soprattutto se state cantando in coro, e viceversa esercitatevi a interromperlo con precisione quando vi viene richiesto. Ricordate di non gridare, ma cantate con molta naturalezza senza sforzare la voce.

2 All´opera! Esercizi per una corretta respirazione





Seguite le indicazioni, concentrandovi sui movimenti del vostro corpo: a inspirate lentamente dal naso, contando mentalmente quattro secondi e cercando di non alzare le spalle; lasciate che il diaframma scenda verso il basso comprimendo lievemente l’addome e quindi permettete alla pancia di fuoriuscire leggermente; b espirate dalla bocca (impiegando sempre circa quattro secondi), utilizzando i muscoli addominali per sospingere il diaframma verso l’alto e quindi «spremere» l’aria fuori dai polmoni. Ripetete l’esercizio precedente, accompagnando con gesti il ritmo della respirazione: a dopo aver svuotato i polmoni accompagnate b analogamente, riportate le braccia verso tutta la durata della inspirazione con la salita il basso per tutta la durata delle braccia verso l’alto; dell’espirazione.

Il movimento delle braccia e le due fasi respiratorie corrispondenti devono essere molto regolari; inoltre il gesto deve durare tanto quanto la respirazione: non va bene, ad esempio, che l’inspirazione termini prima che le braccia siano in alto...

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Pratica vocale e strumentale



Ora, guidati dall’insegnante, eseguite alcune serie complete di respirazione, secondo il seguente schema: a svuotate completamente i polmoni; b inspirate dal naso senza muovere le spalle per quattro secondi; c restate in apnea (cioè trattenete il fiato) per due secondi; d espirate dalla bocca per quattro secondi.

Quando ripetete la sequenza, ripartite dal punto b , poiché con il punto d i vostri polmoni si saranno già svuotati. Durante l’espirazione, concentratevi molto sul lavoro compiuto dai muscoli addominali per sospingere il diaframma verso l’alto (controllate con la mano il movimento rientrante della pancia).



Ripetete il ciclo precedente più volte, ma con le seguenti modifiche da apportare alla fase d : d’ espirate pronunciando una «SSSSS...» (esse prolungata): in questo modo potrete udire l’aria che esce dai polmoni e controllare che il suo flusso sia sempre regolare. Non consentite all’aria di uscire dal vostro corpo con velocità variabile; d’’ a ogni ciclo, aumentate di due secondi la fase dell’espirazione (4, 6, 8, 10...), secondo le vostre possibilità. Naturalmente il flusso dell’aria controllato dalla «esse» dovrà essere sempre più ridotto per poterlo mantenere costante durante il periodo di espirazione sempre più lungo!

L’insegnante potrà contare per tutti con le dita lo scorrere dei secondi.

Esercizi preparatori al canto Gli esercizi preparatori al canto, spesso denominati vocalizzi, hanno lo scopo di aiutarvi a esplorare i suoni della vostra estensione vocale (vedi Z vol. A, p. 70) e insieme quello di riscaldare l’organo di fonazione, che come sapete è costituito principalmente da muscoli. La nostra voce ha la possibilità di andare ben oltre i limiti d’altezza della lingua parlata. Scivolando gradualmente dall’acuto al grave o viceversa, produrremo con la voce dei glissandi o suoni glissati (dal verbo francese glisser, «scivolare»). Quando la voce sale, parleremo di glissati ascendenti e, quando scende, definiremo i suoni prodotti glissati discendenti.



Provate a intonare dei glissati con i vostri compagni. L’insegnante indicherà con il movimento del braccio in che direzione muovere la voce: • quando il braccio partirà dal basso e salirà verso l’alto produrrete suoni dal grave all’acuto (glissati ascendenti); • quando il braccio partirà dall’alto e scenderà verso il basso, partirete dall’acuto e farete scivolare la voce sempre più verso il grave (glissati discendenti); • se il braccio si fermerà, dovrete mantenere fermo il suono all’altezza raggiunta in quel momento. Stabilite insieme in quale posizione la mano del direttore indica di eseguire i suoni più gravi possibile e in quale posizione vi richiede i suoni più acuti possibile. Ricordatevi di riprendere fiato, se necessario, anche interrompendo l’esecuzione dei glissati. Dopo l’insegnante, anche uno di voi a turno potrà dirigere il «concerto».

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4 Gli strumenti che useremo



Immaginate ora di rappresentare con una linea obliqua ascendente da sinistra a destra (/) i glissati ascendenti, con una linea obliqua discendente (\) quelli discendenti e con una linea orizzontale i suoni bloccati su un’altezza stabile (–). A turno ciascuno di voi leggerà uno dei seguenti glissati e i compagni dovranno indovinare di quale si tratta. a



c

b

d

Cantate cinque suoni uguali per durata e altezza, pronunciando le sillabe «mi», «me», «ma», «mo», «mu». Inspirate all’inizio e poi durante le pause che precedono il ritornello. Ripetete la sequenza tre volte di seguito. Prima di iniziare, l’insegnante vi farà ascoltare il suono da intonare e voi lo canterete per pochi secondi a bocca chiusa, per accertarvi di intonare correttamente. Se non tutti intonano lo stesso suono, si riproverà più volte, avendo cura di tacere e ascoltare il suono proposto dall’insegnante. Trasportate il frammento ad altezze diverse. inspirazione

inspirazione

44 œ œ œ œ

..

œ Œ Ó mu

mi me ma mo

Musica polifonica



1

Gruppo 1

Gruppo 2

2

Gruppo 1

Gruppo 2

I prossimi esercizi servono per imparare a cantare in polifonia e potranno essere eseguiti solo dopo che avrete imparato a leggere le note sul pentagramma (vedi Z p. 57). L’insegnante dividerà la classe in due gruppi, ciascuno dei quali canterà un suono diverso.

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Gruppo 1

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3

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Pratica vocale e strumentale

 1

Gruppo 1

Gruppo 2

2

Gruppo 1

Gruppo 2

Finora i cori cantavano dialogando alternativamente; ora proviamo a sovrapporli.

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Gruppo 1

Gruppo 2

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Gruppo 2

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Gruppo 1

Gruppo 2

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Nei prossimi esercizi ognuno dei due gruppi canta due note diverse, di cui una in comune con l’altro gruppo.

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4 Gli strumenti che useremo DVD CLIP 3 2

2 Il flauto dolce soprano

Nella famiglia dei flauti dolci (vedi Z vol. A, p. 79), accanto al flauto soprano (detto anche diritto, o a becco) troviamo altri strumenti che si distinguono fra di loro per la differente estensione: il flauto contralto, il flauto tenore e il flauto basso. La dimensione degli strumenti aumenta in relazione all’estensione verso il grave. Ci occuperemo qui solo del flauto soprano. Lungo il tubo del flauto dolce soprano vi sono otto fori: sette nella parte anteriore e uno nella parte posteriore, chiamato «portavoce». L’estensione del flauto dolce soprano è di due ottave, esattamente dal do centrale al do sopra il rigo, ma i suoni più acuti sono di difficile emissione.

Come si sorregge il flauto? Appoggiate l’imboccatura del flauto (il becco) sul labbro inferiore, senza stringere con il labbro superiore o con i denti. Il pollice della mano destra va posizionato sotto lo strumento in corrispondenza del 4° foro anteriore, per sostenere il flauto in posizione obliqua rispetto al corpo. Mantenete il busto eretto (per favorire la respirazione) e i gomiti rilassati lungo i fianchi del corpo.

Con quali dita si chiudono i buchi del flauto? I quattro fori anteriori in basso si chiudono con le dita della mano destra: • l’indice chiude il 4° foro; • il medio chiude il 5° foro; • l’anulare chiude il 6° foro; • il mignolo chiude il 7° foro.

I primi quattro fori anteriori dall’alto e il portavoce si chiudono con le dita della mano sinistra: • il portavoce viene chiuso con il pollice; • l’indice chiude il 1° foro (vicino all’imboccatura); • il medio chiude il 2° foro; • l’anulare chiude il 3° foro.

Le dita devono chiudere i fori completamente, perciò cercate di usare bene tutto il polpastrello: in caso contrario il flauto comincerà a emettere fischi non graditi!

Come si suona il flauto? Mantenete l’imboccatura come indicato sopra. Inspirate con il naso ed espirate delicatamente e in maniera regolare, accompagnando ogni suono con un leggero colpo di lingua, come per pronunciare la lettera «T». Per ottenere sempre suoni ben intonati, l’emissione del fiato deve avvenire in maniera controllata e il più possibile regolare, proprio come nell’uso della voce (vedi Z p. 39). Imparate a gestire la respirazione in modo da poter prendere il fiato necessadetto appunto respiro. rio solo durante le pause o quando indicato dal segno

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Pratica vocale e strumentale

3 All´opera! Esercizi preparatori all’uso del flauto dolce



Iniziamo con alcuni esercizi che servono per abituarvi a distinguere fra la mano destra e la mano sinistra e fra le varie dita della mano. 1. Appoggiate le mani aperte sui banchi, col palmo verso il basso. 2. L’insegnante dirà quale dito dovete sollevare dal banco. Inizialmente vi suggerirà lo stesso dito per le due mani; poi vi chiederà di alzare un dito diverso per ogni mano. Non dovete alzare subito le dita richieste: quando l’insegnante vi dice quali dita alzare, voi pensate solamente a quelle dita, senza sollevarle. 3. L’insegnante infine dirà «uno, due, tre, via!» e al via alzerete contemporaneamente le due dita richieste.

Esempio: I fase

II fase

L’insegnante Tiene le mani a riposo sul banco.

III fase

Dice: «Mignolo della destra e pollice della sinistra».

Dice: «Uno, due, tre, via!».

Pensa alle due dita nominate.

Al “via!” solleva dal banco le due dita richieste.

L’allievo



 

Eseguite l’esercizio precedente, ma con il dorso delle mani appoggiato sul banco e i palmi verso l’alto; al via! chiuderete le dita nominate verso il centro del palmo. Questa volta cercate di non guardare le dita che muovete, ma date l’ordine del movimento solo pensando alle dita che volete muovere. Il prossimo esercizio è simile ai due precedenti, ma l’azione di sollevare le dita verrà effettuata sostenendo il flauto con tutte le dita, come descritto nel paragrafo sopra. Appoggiate il flauto al mento per evitare di suonarlo accidentalmente. I prossimi esercizi vi insegneranno invece a emettere correttamente un suono senza utilizzare per ora nessun dito: 1. prendete fiato seguendo il gesto dell’insegnante; 2. al suo cenno espirate all’interno del flauto dando un leggero colpo di lingua (lettera “T”); 3. mantenete costante il flusso dell’aria in modo da prolungare il suono per cinque secondi (conterà l’insegnante per tutti); 4. terminate senza dare accenti e senza perdere l’intonazione: il fiato deve interrompersi istantaneamente, senza variare la sua pressione; 5. eseguite una serie di suoni ripetuti (circa una decina) lentamente ma in modo regolare: ogni suono dovrà ricevere un colpo di lingua, ma il fiato andrà preso solo all’inizio e dopo 5 suoni. inspira



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Eseguite gli esercizi ritmici delle unità due e tre di questo volume, a scelta dell’insegnante: suonateli con l’emissione imparata nei precedenti esercizi, ma rispettando le durate dei suoni e pronunciando la «T» ogni volta che cambiate valore musicale.

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4 Gli strumenti che useremo

3 Le tastiere Fra gli strumenti a tastiera, il pianoforte è il più conosciuto (vedi Z vol. A, p. 100), ma a scuola potreste avere l’opportunità di suonare anche la tastiera elettronica o la melodica. L’estensione del pianoforte è molto ampia (corrisponde a sette ottave e mezza) ed è molto differente da quella degli altri strumenti a tastiera. Osservate lo schema: DO centrale Pianoforte

Tastiera elettrica

Organo e Clavicembalo

Melodica

La tastiera elettronica è in grado di riprodurre suoni anche di altri strumenti e di elaborare particolari effetti sonori (ad esempio, il cinguettio degli uccelli, gli applausi del pubblico, il rombo di un motore, accompagnamenti ritmici ecc.). Se opportunamente collegata a un computer, può permetterti di scrivere la musica o di registrarla direttamente nei file informatici (vedi Z p. 209). In genere, queste tastiere hanno un’estensione limitata (quattro o cinque ottave) e ciò le rende facilmente trasportabili, proprio come una chitarra o un flauto (a patto che ci siano le batterie cariche o una presa di corrente nelle vicinanze!) Per suonare la melodica userete solo la mano destra, mentre con il fiato renderete possibile la produzione del suono. Per la tastiera elettronica e il pianoforte si usano entrambe le mani, ma negli esercizi di questo corso è previsto prevalentemente l’utilizzo della mano destra.

Come si sta alla tastiera? Suonando il pianoforte e la melodica (con tubo di insufflazione) è preferibile stare seduti: sedetevi stabilmente, ma sulla parte anteriore della sedia, mantenendo il busto eretto ed entrambi i piedi appoggiati per terra. Quando la mano è appoggiata sulla tastiera, l’avambraccio deve essere quasi parallelo alla tastiera (i gomiti, aderenti al busto, non devono essere più alti o più bassi della tastiera). Arthur Rubinstein, eccellente pianista, è stato un grande interprete di Fryderyk Chopin.

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Pratica vocale e strumentale

Come si tengono le mani sulla tastiera? Lasciate le braccia morbide lungo i fianchi: potrete notare la naturale posizione ricurva delle dita. Ora sollevate la mano destra e appoggiatela sulla tastiera senza alterare la morbida posizione delle mani, avendo cura di porre un dito su ogni tasto. Aiutati dall’insegnante, ponete il pollice della mano destra sul DO centrale e il mignolo della mano sinistra sul DO che si trova un’ottava sotto il DO centrale . Toccate i tasti con la punta delle dita e non con il polpastrello: solo il pollice sarà sdraiato lateralmente sul tasto. Quando suonate, sollevate un dito alla volta, abbassando solo un tasto, e avendo cura di non oscillare il polso verso l’alto e verso il basso. Ora siete pronti per suonare.

 Il DO centrale Come possiamo trovare il do sulle tastiere? Avete forse già notato che sulle tastiere si alternano continuamente gruppi di due e di tre tasti neri; ebbene il tasto corrispondente alla nota do è il tasto bianco che precede ogni coppia di tasti neri.

Suoni gravi

DO

DO

DO centrale

do

do

Suoni acuti

Il DO centrale si trova al centro delle tastiere. Fa eccezione la melodica: il DO centrale sulla melodica corrisponde al primo tasto all’estremità sinistra della tastiera.

Se sapete leggere le note in chiave di violino, potete procedere a eseguire i seguenti esercizi preparatori. Nell’unità seguente (vedi Z p. 57) incontrerete dei brani musicali che vi richiederanno da subito di conoscere la posizione delle mani sulla tastiera, rispettandone la diteggiatura . Prima suonate gli esercizi a mani separate, ossia prima con la mano destra (m.d.: numeri  sopra le note) e poi con la mano sinistra (m.s.: numeri colorati sotto le m.s. per la mano note); il simbolo √ sinistra indica che le note scritte devono essere eseguite un’ottava sotto. Quando vi sentite sicuri a mani separate, potete eseguire gli esercizi con le due mani contemporaneamente.

 La diteggiatura per le tastiere Sopra e sotto le note da suonare troverete la diteggiatura, cioè i numeri che corrispondono alle dita delle vostre mani da utilizzare per premere i tasti.

2 3 4

4 3 2 5

5

1

1

mano sinistra

1 = pollice 2 = indice 3 = medio 4 = anulare 5 = mignolo

mano destra

La mano sinistra, come indicato dal segno √ , dovrà suonare otto note sotto quelle scritte; osservate ad esempio la prima nota dell’esercizio 1 : il numero 5 è scritto sotto il do centrale, ma in pratica dovrete collocare il mignolo della mano sinistra un’ottava sotto il DO centrale, dunque sposterete la mano sinistra verso la sinistra della tastiera, fino a raggiungere il DO successivo.

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4 Gli strumenti che useremo

Musica insieme I seguenti esercizi favoriscono l’estensione della mano: dovrete allargare la mano per raggiungere i suoni oltre il SOL; di conseguenza le dita dovranno spostarsi sui tasti, mentre il pollice destro e il mignolo sinistro resteranno punti fissi! m.d.

1

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2

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1

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1

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Nei prossimi esercizi imparerete il passaggio del pollice, un espediente tecnico che permette alla mano di spostarsi lungo la tastiera. Quando il pollice passa sotto le altre dita e quando le altre dita passano sopra il pollice, dovete tenere il polso basso e il gomito vicino al busto, ruotando solo leggermente il polso.

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Pratica vocale e strumentale

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3 2 1

2 1 2 3

4

m.d. 3

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1

1

œ œ ˙ œœœœ œœ ˙ 1

1 2

œ œ œ œ œ 5

1

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4 5

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1

2 1 3 2

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1

3

2

1

5

1

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2

3

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1

œ œ œ œ œ œ œ œ ˙ ˙ ˙ ˙ ˙ Ó ..

4 3

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1 2 3

2

5

1

œ œ œ œ œ œ œ

1

4

˙

œ

2

1

4

1

Π..

4 La chitarra Nella classificazione degli strumenti musicali, la chitarra appartiene alla famiglia dei cordofoni (vedi Z vol. A, p. 91). Le corde della chitarra classica sono sei, ognuna con un diverso spessore e una differente intonazione.

cassa armonica

buca sbarrette

tasto MI LA RE

mi

SI SOL

pirolo per accordatura

&

w

MI 6ª CORDA

w LA 5ª CORDA

w RE 4ª CORDA

w

w

SOL 3ª CORDA

SI 2ª CORDA

w mi cantino 1ª CORDA

48

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4 Gli strumenti che useremo

Sul manico si trovano delle sbarrette trasversali che delimitano i tasti, corrispondenti ciascuno a un semitono (come i tasti bianchi e neri del pianoforte): suonando liberamente le corde senza premere con le dita della sinistra, si otterranno i suoni base secondo l’accordatura preimpostata (corde vuote). Quando la corda viene premuta su un tasto, si modifica la lunghezza della parte di corda che può vibrare e viene emesso un suono più acuto; man mano che ci si avvicina con la mano sinistra alla buca, il suono diventa sempre più acuto, perché la parte della corda che vibra è sempre più corta.

Come si imbraccia la chitarra? Sedetevi sulla parte anteriore di una sedia senza braccioli, appoggiate il piede sinistro su un poggiapiede o un altro oggetto che vi consenta di tenere sollevato il piede da terra di circa 10-15 cm. Imbracciate la chitarra con il manico rivolto a sinistra (a meno che siate mancini) e leggermente in alto; appoggiate lo strumento sulla gamba sinistra, appoggiate il braccio destro sulla cassa armonica con il gomito all’esterno e tenete la chitarra vicina al corpo. La schiena va tenuta diritta e le spalle abbassate.

Come si suona la chitarra?

La mano destra va posizionata sulla buca e utilizzerà le prime quattro dita per suonare (mignolo escluso); in partitura le dita saranno indicate con le lettere in questo modo: p = pollice i = indice m = medio a = anulare Al posto delle dita della mano destra, è possibile usare il plettro, sottile lamina di plastica, tenuta fra pollice e indice, che serve per pizzicare le corde.

La mano sinistra non sostiene lo strumento, deve potersi muovere liberamente lungo il manico, premendo le corde con la punta dei polpastrelli delle dita (pollice escluso). Le dita della sinistra sono indicate da numeri secondo questo schema: 1 = indice 2 = medio 3 = anulare 4 = mignolo 0 = corda vuota (nessun tasto premuto)

49

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Pratica vocale e strumentale

Come si accorda la chitarra? Prima di suonare, la chitarra deve essere accordata per mezzo del diapason: agendo sui piroli potete modificare la tensione delle corde fino a ottenere dei suoni intonati. • Pizzicate la quinta corda vuota (LA) e verificate che produca lo stesso suono del diapason o del la sulla tastiera o sul flauto; • premete il 5° tasto della sesta corda (MI basso) e otterrete un LA: pizzicate alternativamente quinta e sesta corda e verifica che abbiano la stessa intonazione, altrimenti correggete l’intonazione della sesta corda agendo sul pirolo; • premete il 5° tasto della quinta corda accordata per prima e otterrete un RE: pizzicate la quarta corda vuota (RE) e verificate che abbia la stessa intonazione; • premete ora il 5° tasto della quarta corda (RE) e avrete un SOL: pizzicate la terza corda vuota (SOL) e accertatevi che produca lo stesso suono; • premete il 4° tasto della terza corda (SOL) e otterrete un SI: a questo punto verificate che la seconda corda abbia la stessa intonazione; • premete il 5° tasto della seconda corda (SI) e avrete un mi che deve coincidere con l’intonazione della prima corda (il mi detto «cantino»). Se preferite potete accordare la sesta corda (MI) per ultima, confrontandola con il cantino (entrambe le corde producono il suono mi a distanza di due ottave).

Diteggiatura per chitarra Nella diteggiatura per chitarra i numeri racchiusi in un cerchio per indicare le corde sono i seguenti:  

indica la corda più sottile, il mi più acuto (mi cantino); indica il SI; indica il SOL; indica il RE; indica il LA; indica il MI basso.

Il numero scritto sotto il cerchio indica il dito della mano sinistra con il quale si deve premere quella corda. Nota importante. Solitamente ogni suono viene prodotto premendo sempre lo stesso dito della mano sinistra su una data corda: per esempio il LA sulla terza corda si ottiene premendo il secondo dito sul secondo tasto 2. Tuttavia in certi casi è preferibile utilizzare un dito diverso dal solito, per esempio per legare due suoni che si trovano sullo stesso tasto. In questo caso in partitura troverete indicato il dito da utilizzare vicino a quello al quale siete abituati, posto tra parentesi. Se vogliamo ottenere il LA precedente con il terzo dito, scriveremo: (vedi Z p. 96). 3 (2)

50

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5

Leggere e scrivere le note musicali

1 Il pentagramma Il lavoro svolto nelle unità precedenti vi ha già introdotto alla conoscenza della notazione musicale : con le note abbiamo espresso la durata e il ritmo dei suoni, utilizzando una sola linea. Gli stessi simboli musicali possono indicarvi anche l’altezza (vedi Z vol. A, p. 24) dei suoni, se collocati su un apposito rigo musicale. Il rigo musicale, detto pentagramma (dal greco penta, cinque, e gramma, linea), è costituito da un insieme di cinque righe e quattro spazi, che si contano dal basso verso l’alto.

5ª riga 4ª riga 3ª riga

œ . w ∑ ˙ Ó ˙. Ó œ Œ J ‰

2ª riga

4° spazio 3° spazio 2° spazio 1° spazio

1ª riga

Come potete vedere, anche le pause possono essere annotate sul pentagramma. La testa delle note (il pallino bianco o nero) in base alla loro altezza viene scritta o sulle righe o negli spazi. Nell’esempio precedente, cerchiate in rosso le note scritte negli spazi, in blu quelle scritte sulle righe, in verde le pause. Osservate le pause: mentre quelle da un quarto e da un ottavo attraversano il pentagramma, la pausa di semibreve è appesa sotto la quarta riga, la pausa di minima invece è appoggiata sopra la terza riga. Le note più sono scritte verso l’alto e più sono acute; più in basso vengono annotate sulle righe e negli spazi del pentagramma e più sono gravi. Nell’esempio la nota più grave è quella da una semiminima, perché è sulla seconda riga (e nel pentagramma qui sopra non ve ne sono di più basse). Il gambo delle note viene scritto a destra verso l’alto quando le note occupano righe e spazi al di sotto della terza riga, a sinistra verso il basso se la testa delle note si posiziona dalla terza riga in su.

 Notazione musicale L’apprendimento di un brano musicale può avvenire per imitazione, ad esempio ripetendo un canto dopo averlo ascoltato da qualcuno. Perciò la notazione musicale (l’insieme di simboli usati per scrivere la musica) potrebbe sembrare inutile; ancora oggi molte popolazioni si tramandano la musica oralmente e non sentono la necessità di scriverla. In questo modo però si rischia di dimenticarla con il passare del tempo; inoltre non potremmo mai imparare una canzone da soli, senza l’aiuto di qualcuno che prima la suoni o la canti per noi. La musica scritta invece sopravvive nel tempo, si può trasmettere e imparare più facilmente. Essa può essere appresa anche per lettura e non solo per imitazione. Leggendo la musica, si può imparare da soli a cantare e suonare composizioni mai udite prima. In altre parole, leggere la musica significa rendersi autonomi e poter imparare a cantare o suonare un brano senza l’aiuto di un maestro.

57

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Pratica vocale e strumentale

1 All´opera! Osservate attentamente il pentagramma della pagina precedente.

í˘ą

Qual è la nota piÚ acuta scritta sul pentagramma? a la croma b la minima c la semibreve

í˘˛ í˘ł í˘´ í˘ľ í˘ś

Dove si trova? a sulla 3ÂŞ riga

b nel 3° spazio

c nel 4° spazio

Sul pentagramma vi sono note che rappresentano suoni alla stessa altezza della prima nota (semibreve)? a no c sÏ, la penultima nota (semiminima) b sÏ, la seconda nota (minima) PerchÊ? ................................................................................................................................................................................................................................................... A turno leggete le note del pentagramma che avete appena visto, definendone il valore e la posizione sul pentagramma. Direte, ad esempio: La prima nota è una semibreve scritta sulla terza riga. Copiate nei seguenti pentagrammi per almeno tre volte le pause indicate e scrivete il loro valore.

∑ Ĺ’

Ă“

a Valore e nome della pausa: .....................................................

c Valore e nome della pausa: .....................................................

í˘ˇ

‰

b Valore e nome della pausa: ....................................................

d Valore e nome della pausa: ....................................................

Seguendo le indicazioni, collocate note e pause sul pentagramma (attenzione alla posizione del gambo delle note). La prima nota è già stata sistemata. Usate una matita ben appuntita per disegnare con precisione le note sulle righe e negli spazi.

Ĺ“ 1. nota da un quarto sulla seconda riga

7. pausa da una minima

2. nota da un intero nel terzo spazio

8. nota da una metĂ  col punto sulla prima riga

3. pausa da un quarto

9. nota da una semiminima nel quarto spazio

4. nota da una croma sulla quarta riga

10. pausa da una croma

5. nota da una metĂ  nel primo spazio

11. nota da un ottavo sulla quinta riga

6. pausa da una semibreve

12. nota da una metĂ  sulla terza riga

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5 Leggere e scrivere le note musicali

A volte le note sono così basse da dover essere scritte sotto il pentagramma, o così acute da dover essere annotate al di sopra della quinta riga. In questi casi si scrivono dei piccoli segmenti, detti tagli addizionali, sotto o sopra il pentagramma, sui quali si collocano le note come se si trovassero sulle righe o negli spazi di un rigo musicale con più di cinque righe.

˙

w

˙

j œ

œ

˙.

œ J

œ

˙

w

Quando le note si collocano in ordine crescente di altezza, dal grave all’acuto, formano una scala musicale ascendente.

In questo caso le note si posizionano alternativamente su una riga e nello spazio successivo, poi ancora sulla riga e nello spazio che si incontra salendo e così via.

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

Quando le note si dispongono in ordine discendente di altezza, dall’acuto al grave, formano una scala musicale discendente.

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

œ

2 Le note in chiave di violino Le note musicali sono sette e sono denominate DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI. Per poterle chiamare con il nome che designa la loro altezza, abbiamo bisogno di una chiave di lettura, che ci indichi dove collocare sul pentagramma almeno una nota di riferimento. La chiave che useremo è la chiave di SOL e si indica con il simbolo

&.

Questa chiave è così chiamata perché ci informa sulla posizione della nota SOL: il ricciolo della chiave si avvolge a spirale attorno alla seconda riga del pentagramma, sulla quale si colloca appunto la nota SOL. La chiave di SOL è detta anche chiave di violino, perché è usata per la lettura dai violinisti (ma non solo da loro!). Da questa nota possiamo ricavare tutte le altre, nominandole in successione con una scala discendente dal sol in giù (FA-MI-RE-DO) e con una scala ascendente dal sol in su (LA-SI). Raggiunta la settima nota (il SI), i suoni della scala si ripetono nello stesso ordine e con gli stessi nomi, ma ad altezze sempre più acute.

59

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Pratica vocale e strumentale

scala discendente dal SOL

& w

w w

SOL FA

w

MI

w

w

w

w

DO SOL LA

SI

do

re

w

w

RE

w

w

w

w

w

w

mi

fa

sol

la

si

do

scala ascendente dal SOL

Può essere utile memorizzare le note sulle righe e quelle negli spazi:

w & w w w w MI SOL SI

re

& w

fa

FA

w

w

w

LA

do

mi

2 All´opera! í˘ą

Scrivete sotto il pentagramma il nome di ognuna delle seguenti note.

& w

w

w

w

w

w

w

w

w

w w

w

...............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

í˘˛

Scrivete nel pentagramma le note indicate, tenendo conto dei caratteri maiuscoli e minuscoli.

& DO RE centrale

í˘ł

re

SOL

LA

do

mi

MI

sol

FA

SI

fa

la

Risolvete il seguente rebus, leggendo i nomi delle note.

REBUS (frase: 2, 2, 9, 3, 1, 5)

& w

w

w

..............

..............

w

w

STE

......................................................................

w

w ......................

........

w MO

.............................................

60

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5 Leggere e scrivere le note musicali

Quando i suoni diventano talmente acuti o gravi da richiedere un numero eccessivo di tagli addizionali, per agevolarne la lettura, si preferisce spostarli di un’ottava, cioè di otto note. Il simbolo

√

indica che l’altezza reale delle note è un’ottava sopra o sotto quella

scritta sul pentagramma.

Vediamo un paio di esempi:

& w √ &

√ w

grafia

w grafia

w

esecuzione

&

w w

w

w

w

w

esecuzione

w

w

&

3 All´opera! í˘ą

Trascrivete sul secondo e sul quarto pentagramma l’altezza reale delle note indicate nel primo e nel terzo.

√ & Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“Ĺ“Ĺ“

Ĺ“Ĺ“Ë™

√

& Ĺ“ Ë™ & √

√ Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ë™

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

& 61

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Pratica vocale e strumentale

3 Impariamo a cantare melodie in chiave di violino In questo paragrafo imparerete a leggere, scrivere e cantare i suoni in chiave di violino.

Le note SOL e LA

Musica insieme Giorni e mesi CD B1 base 4 • Mp3 e Midi + Kar 247 • Durata 31�

qœ• ca

24 ‚ pulsaz.

Ĺ“ Ĺ“

‚

* * S

S

Ĺ“ Ĺ“

í˘ą

í˘˛ í˘ł

24 ‚ ‚ ‚ ‚

‚

‚

*

*

Ĺ“ Ĺ“

L

S

Ĺ“ Ĺ“ S

S

Ĺ“ Ĺ“

S

Ĺ“ Ĺ“

L

S

L

Ĺ“ Ĺ“

L

Ĺ“ Ĺ“

S

S

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

S

S

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ S

S

Ĺ“ Ĺ“

Ascoltate piÚ volte la melodia Giorni e mesi, composta di due suoni: il SOL e il LA. Qui sopra trovate i suoi simboli ritmici: su alcuni quarti c’è la lettera L corrispondente al suono LA, il piÚ acuto dei due; su altri la S, che sta per SOL. Mentre ascoltate la registrazione scrivi i suoni SOL (lettera S) e LA (lettera L) dove mancano, poi verificate con l’insegnante la correttezza del vostro lavoro. Ora cantate la canzonetta con i vostri compagni, chiamando i suoni con il loro nome. Trascrivete la canzonetta completando i seguenti pentagrammi. Scrivete le semiminime che avete contrassegnato con S sulla seconda riga, quella del SOL, e quelle contrassegnate con LA nel secondo spazio. Cercate di collocare ogni nota in corrispondenza della sillaba scritta sotto il pentagramma.

& Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Tren - ta

Le pulsazioni ritmiche che introducono la base musicale sono indicate su una riga prima del pentagramma, con note che hanno un asterisco al posto della testa.

S

gior - ni

ha no - vem-bre

con

a - pril giu - gno e set - tem-bre.

ce n’è

tut - ti

& Di ven - tot - to

í˘´

u - no

gli al-tri ne han tren - tu - no.

Avete appena scritto la vostra prima melodia. Ora potete cantarla con i vostri compagni, con le parole che trovate sotto le note.

L’unione di suoni ad altezza ben precisa e ritmo dà origine a una melodia.

62

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5 Leggere e scrivere le note musicali

4 All´opera! í˘ą

L’insegnante suonerà una delle seguenti melodie con uno strumento a sua disposizione. Sta a voi indovinare quale melodia ha eseguito. )

& 24 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’ b & 43 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’ Ĺ’ Ë™ Ĺ“ Ë™ . ) & 44 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’

a

c

í˘˛

Ora cantate queste melodie. L’insegnante vi farà ascoltare la nota di partenza.

& Ĺ“Ĺ“

L’estensione melodica del brano seguente è:

Ciò significa che le note che useremo sono comprese fra il SOL e il SI (dunque SOL-LA-SI). L’estensione melodica comprende tutti i suoni dal piÚ acuto al piÚ grave utilizzati in una melodia.

Musica insieme Valzer della mosca CD B1 base 5 • Mp3 e Midi + Kar 248 • Durata 40�

q•™ ca

43 ‚ ‚ ‚ pulsaz. S

S

Ë™

L

SI

Ĺ“ Ë™.

* * *

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

SI

Ë™. í˘ą í˘˛

SI

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ë™

L

S

Ë™.

Ĺ“

S

SI

Ë™.

Ë™

L

Ë™ Ĺ“ Ĺ“

SI

Ë™

Ë™ Ĺ“ Ĺ“

S

Ë™

L

Ë™ Ĺ“ L

Ë™. Ë™.

Ĺ“

Ascoltate il Valzer della mosca e cercate di capire quando i suoni salgono e quando scendono. Scrivete una S sui suoni piĂš gravi (SOL), L su quelli di altezza intermedia (LA) e SI sui suoni piĂš acuti. Infine cantate chiamando i suoni con il loro nome. Trascrivete il Valzer della mosca sui pentagrammi, sovrapponendo una nota a ogni sillaba e cantate la melodia con le parole.

Andante grottesco

3 4 ‚ ‚ ‚ & ˙ œ ˙. Guar - da un po’

co - sa c’è:

u - na mo - sca sul

pu - rĂŠ!

& Non lo vuoi piĂš?

Non man-gi

piĂš.

Non

hai pro - prio tor - to

tu!

63

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Pratica vocale e strumentale

5 All´opera! í˘ą

L’insegnante suonerà una delle seguenti melodie. Quale melodia ha eseguito?

a

& 44 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

c

& 43 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ë™ .

í˘˛

Ĺ“ Ĺ“Ĺ“Ë™

b

& 24 Ĺ“ Ĺ“ d

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“Ĺ“Ĺ“Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’

& 43 Ë™ Ĺ“ Ë™ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ë™ Ĺ’

Ora leggete il ritmo e poi cantate le melodie con il nome delle note.

Le note DO, RE e MI Musica insieme Melodia da riconoscere CD B1 base 6 • Mp3 e Midi 249 • Durata 40�

í˘ą

Ascoltate attentamente la melodia registrata. La riconoscete? Qual è il suo titolo? Che cos’ha di strano? a è piÚ bassa c è piÚ lenta b è piÚ alta d è piÚ veloce

La melodia si muove su tre nuovi suoni: DO (il suono piĂš grave), RE (quello intermedio) e MI (il piĂš acuto); la sua estensione sarĂ  dunque:

Musica e informatica n. 12 • Notazione: attività 2-3

mentre prima la sua estensione melodica era:

& Ĺ“Ĺ“

& Ĺ“Ĺ“

,

.

In questo caso si dice che la melodia è stata trasportata una quinta sotto, cioè cinque note piÚ in basso. Ciò significa che il SOL è sceso di cinque note ed è diventato il DO centrale (SOL = 1, FA = 2, MI = 3, RE = 4, DO = 5), il LA è diventato un ‌‌ (LA = 1, ‌‌ = 2, ‌‌ = 3, ‌‌ = 4, ‌‌ = 5) e il SI è diventato un ‌‌ .

í˘˛

Indicando con D, R, M i tre nuovi suoni, scrivili sulle figure ritmiche.

Titolo della melodia riconosciuta: ............................................................................................................ una quinta sotto.

q•™ ca

43 ‚ ‚ ‚ pulsaz. D

* *M *

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ë™.

D

R

Ë™ Ĺ“

M

Ë™.

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

M

D

Ë™.

Ë™ Ĺ“ D

M

Ë™.

Ë™

R

Ë™ Ĺ“

R

Ĺ“

Ë™ Ĺ“ Ë™

Ĺ“

Ë™ Ĺ“ D

Ë™

R

Ĺ“

Ë™. Ë™.

64

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5 Leggere e scrivere le note musicali

Il DO si colloca sotto il pentagramma con un taglio addizionale sulla testa della nota. Il RE viene appeso sotto la prima linea. Il MI sulla prima linea. Osservate la posizione delle note sul pentagramma e sulla tastiera:

&

w

w w

w

w w

DO

RE

SOL

LA

MI

SI

Il DO che abbiamo appena imparato viene detto DO centrale, perchĂŠ si trova al centro della tastiera del pianoforte (vedi Z p. 46). Nel flauto e nella melodica questo stesso DO coincide invece con la nota piĂš grave che potete suonare.

í˘ł

Dopo esservi esercitati nella lettura dei tre nuovi suoni, trascrivete la melodia sul pentagramma seguente.

Valzer della mosca una quinta sotto Andante grottesco

43 ‚ ‚ ‚ &

˙ œ ˙. Guar-da–un po’

co-sa

c’è:

u - na mo - sca sul

pu - rè!

& Non lo vuoi piĂš?

í˘´ í˘ľ

Non man-gi piĂš.

Non

hai pro - prio tor - to

tu!

Ora, come sempre, potete cantare la melodia con le parole. Prima di iniziare, ascoltate sempre con molta attenzione il suono DO con il quale dovete iniziare, che vi sarà proposto dall’insegnante. Confrontate la melodia originale e quella trasportata: iniziando dal SOL, cantate nel registro medio della vostra voce; partendo da DO, invece, in quello grave. Cambia il timbro delle voci?

65

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Pratica vocale e strumentale

6 All´opera! í˘ą

í˘˛ í˘ł

í˘´

L’insegnante suonerà una delle seguenti melodie con uno strumento musicale a sua disposizione. Chi riconosce la melodia eseguita, provi a cantarla usando il nome delle note. a

b

& 24 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

& 43 Ë™ Ĺ“ Ë™ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’ Ĺ’

Ĺ“Ĺ“Ĺ“Ĺ“ Ë™

c

d

& 44 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

& 43 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ë™.

Ripetete lo stesso esercizio con le melodie seguenti, che contengono tutte le note imparate finora. Dividetevi poi in due gruppi e alternatevi leggendo una battuta per uno; poi due o anche quattro ciascuno. Infine cantate tutti assieme l’intera melodia. a

& 24 Ĺ“ Ĺ“

b

& 44 Ĺ“ Ĺ“ Ë™

c

& 43 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ë™ .

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ’

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ Ë™

Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“

Ĺ’

Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ Ë™

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ë™.

Cantate le melodie degli esercizi precedenti accompagnandovi con ostinati ritmici scelti tra i seguenti. Se usate le mani, allontanatele con decisione l’una dall’altra durante la pausa, per aiutarvi a scandire le pulsazioni anche quando c’è il silenzio delle pause. a

24 Ĺ“

Ĺ’

..

o. r. b

43 Ĺ“

Ĺ’

Ĺ“

..

o. r.

c

44 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ’ Ĺ“ ..

o. r.

Musica insieme Cecco velluto

í˘ą

Eseguite la seguente filastrocca toscana: per prima cosa leggete il ritmo, poi intonate le note leggendone il nome e infine cantate il testo.

& 44 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

Cec- co vel - lu - to

suo- na - mi l’im-bu - to,

Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

. Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“ .

suo- na - me - lo be - ne Ge - sĂş bam - bin che vie-ne!

66

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5 Leggere e scrivere le note musicali

í˘˛

Sul pentagramma seguente trasportate la filastrocca di Cecco velluto una quinta sopra: il DO centrale diventerà un SOL e il MI diventerà un ‌‌‌‌‌‌ .

& 44 Ĺ“ Ĺ“ Ĺ“

..

Cec - co vel - lu - to

í˘ł í˘´

suo - na - mi l’im-bu - to,

suo - na - me - lo be - ne Ge - sĂş bam - bin che vie- ne!

Cantate la filastrocca partendo dal nuovo suono. Qual è l’estensione della filastrocca originale e di quella trasportata? a

& Ĺ“Ĺ“

e

& Ĺ“Ĺ“

b

& Ĺ“Ĺ“

e

& Ĺ“Ĺ“

Mary had a little lamb CD B1 base 7 • Mp3 e Midi + Kar 250 • Durata 15�

í˘ľ

Ascoltate questa melodia popolare inglese, costruita sulle note DO-RE-MI-SOL; poi scrivete i nomi dei valori musicali sulle figure ritmiche.

M

24 ‚ ‚ œ . pulsaz. M

Ĺ“.

* *

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R

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í˘ś Musica e informatica n. 27 • Modifichiamo la velocitĂ  di una base MIDI

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Allegro

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Ë™ M

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R

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Ë™

Quando trovate la doppia velocità di metronomo, il primo numero (qui 134) indica la velocità suggerita per iniziare a cantare le note; aumentate gradualmente la velocità fino a 168 pulsazioni al minuto, per eseguire con sicurezza il canto alla velocità della base. Per variare la velocità della base è necessario aprire le basi in formato MIDI con il programma vanBasco’s fornito con il corso Ora di Musica.

q¥£¢ ca  ¥§•

j Ĺ“

lit - tle lamb, a - gnel - lin,

Ĺ“

Ma - ry had a Ma - ry–a - ve - va–un

Ĺ“

Ĺ“

Ma - ry had a lit - tle lamb, Ma - ry–a - ve-va–un a - gnel - lin,

í˘ˇ

Ĺ“

M S

Cantate piÚ volte la melodia con i vostri compagni, iniziando lentamente e aumentando la velocità, come suggerito dall’indicazione di metronomo. Poi trascrivetela completando il pentagramma.

2 ‚ ‚ & 4 œ . œj œ œ œ &

R

lit - tle lamb so a - gnel - lin dal

lit - tle lamb, a - gnel - lin,

Ĺ“

white and soft as snow! te - ne - ro can - dor!

Ora potete cantarla tutti insieme con le parole (in inglese o in italiano).

67

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Pratica vocale e strumentale

Albachiara parole di Alan Taylor e Vasco Rossi, musica e interpretazione di Vasco Rossi (1952) CD B4 base 4 • Mp3 e Midi + Kar 350 • Durata 3’33”

Testo cantato

Respiri piano per non far rumore, ti addormenti di sera e ti risvegli col sole. Sei chiara come l’alba, sei fresca come l’aria. Diventi rossa se qualcuno ti guarda, sei fantastica quando sei assorta nei tuoi problemi, nei tuoi pensieri. Ti vesti svogliatamente, non metti mai niente che possa attirare attenzione, un particolare, solo per farti guardare.

Moderato Voce Flauto

44 ‹ ‹ ‹ ‹ & b

Bb

cammini per strada, mangiando una mela, coi libri di scuola; ti piace studiare: non te ne devi vergognare. E quando guardi con quegli occhi grandi, forse un po’ troppo sinceri, si vede quello che pensi, quello che sogni.... Qualche volta fai pensieri strani, con una mano ti sfiori, tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori.

e»•º ca.  q »§º F

G7

C7

F

.. ≈

C7

œ œ œ œ œ œ œœ œœ œ œ

œ

œ

Re-spi-ri pia-no per non far ru-mo - re, ti–ad - dorDm

Voce Flauto

Bb

F

&b œ œ œ œ œœ œœ œ œ œ œ œœ œ ≈ œ œ œ œ œ œ œ œ œ Œ men - ti di se - ra e ti sve - gli col so - le. G7

Voce Flauto

C7

-

ba,

C7

&b ≈œ œ œ œ œ œ œ œ œŒ ≈œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ Dm

F

Di - ven - ti ros - sa se qual - cu - no ti guar - da, sei fan -

Bb

F

G7

C

& b œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œŒ ‰ œ œ œ œ œ œ œ Œ ‰ œ œ œ œ œ œ Œ ta - sti - ca quan - do sei as - sor - ta F

Voce Flauto

Sei chia - ra co - me l’al

F

sei fre - sca co - me l’a - ria.

Voce Flauto

F

nei tuoi

C

pro - ble - mi, Dm

nei tuoi

pen - sie - ri.

F

& b ≈ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ Ti ve-sti svo-glia-ta-men - te, non met - ti mai nien - te che pos - sa–at-ti-ra - re–at-ten-zio - ne,

Bb

Voce Flauto

F

& b ‰ ≈ œ˚j œ œ œ œ œ œ œ Œ un par - ti - co - la - re,

2

F

Voce Flauto

G7

1

C

≈œ œ œ œ œ œ œ œœ œŒ

5

..

so - lo per far - ti guar - da - re.

C7

& b ≈œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ œœ œ œ E con la fac-cia pu-li - ta cam-mi - ni per stra

Dm

F

œ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ œ œ œ œ

- da,man-gian - do–u-na me - la, coi li - bri di scuo -

280

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12 Raccolta musicale tematica Bb

Voce Flauto

F

&b œ œ œ œ œ œ œ œ œ ‰ ≈ œ œ œ la;

ti

pia - ce stu - dia

F

Voce Flauto

-

re:

non te

C7

ne

de - vi ver - go - gna - re. F

for-se–un po’ trop-po sin-ce - ri, sin-ce - ri,

F

G7

&b ≈ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ‰ Œ si F

ve - de quel - lo che pen

-

C

œ œ œ œ œ œ œ Ó

si,

quel - lo che so

C7

-

Dm

gni... F

œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ‰ ≈ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ

&b ≈

E qual - che vol - ta fai pen - sie - ri stra - ni, Bb

Voce Flauto

œ œ œ œ œ œ Ó

& b ≈œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœ ‰ ≈ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ œœ ‰ Bb

Voce Flauto

C

Dm

E quan-do guar-di con que-gli–oc-chi gran - di,

Voce Flauto

G7

F

con u - na ma - no–u - na ma - no ti sfio - ri,

G7

C

& b ‰ œj œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ≈ œ œ œ œ œ œ œ œ œ tu, so - la, den - tro la stan - za

7

e tut - to–il mon - do... fuo - ri!

Ti voglio bene (Non l’hai mica capito?) parole e musica di Vasco Rossi (1952) CD B4 base 5 • Mp3 e Midi + Kar 351 • Durata 3’34”

Testo cantato

Chissà che cosa pagherei per poter vedere dentro quella testa cos’hai… Se mi stai prendendo in giro, guarda che, ti giuro, non ti perdonerei!

Scusa non ho capito vuoi ripetere, che cosa avevi da fare di tanto importante da non potere proprio proprio rimandare? Non mi dire, ti prego, non mi dire che dovevi solo studiare… e ti sembra un buon motivo questo, per non farti neanche sentire? Sì, ti ho capito t’interessa più la scuola e poi del resto chissà come sei brava, ma scusa tra i vari interessi che hai, dimmi, che posto mi dai?

Rit. Ti voglio bene, non l’hai mica capito?... Sì, ti ho capito t’interessa più la scuola e poi del resto chissà come sei brava, ma scusa trai vari interessi che hai, dimmi, che posto mi dai?

Rit. Ti voglio bene, non l’hai mica capito? Ti voglio bene! Lascia stare il vestito… Ti voglio bene! Non cambiare discorso, dai, non scherzare! Ti voglio bene! Smetti di giocare… Ti voglio bene! A un certo punto ti devi dare… Ti voglio bene! Non puoi farti eternamente corteggiare!

Rit. Ti voglio bene, non l’hai mica capito? Ti voglio bene! Lascia stare il vestito… Ti voglio bene! Non cambiare discorso, dai, non scherzare! Ti voglio bene! Non capisci niente… Ti voglio bene! Bene un accidente… Ti voglio bene nonostante tutto. Ti voglio! Ti voglio bene! Oh! Ti voglio bene! (3 volte)

Scusa, cosa me ne frega del vestito che hai? Mi piaci come sei… Non mi devi trattare come tutti quei maschietti che son sempre da te.

281

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Pratica vocale e strumentale

6 Canti spirituali e brani natalizi O Tannenbaum Canto natalizio della tradizione popolare tedesca CD B6 base 3 • Mp3 e Midi + Kar 387 • Durata 2’40”

q»¶º

Andante Flauto I Voce I Tastiera I m.d.

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7

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2

1

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2

Tan- nen-baum, - cen - do - no can - ti - ci - nal - za - no,

j 2 3 œ4 1 œ œ œ œ

3

o Tan- nen-baum, wie grün sind dei - ne e bril - la - no gli–al- be - ri di Na de - gli–an-ge - li ri - tor- na–il bam- bi ri - suo - na - no i can - ti di Na 3

4

(1.) (2.) (3.)

Flauto I Voce I Tastiera I m.d.

Tan- nen-baum, - cen - do - no can - ti - ci - nal - za - no,

4

1

34 ‹ ‹ ‹ & b ∑ Ó 1 .. œ œ. œ œ œ O

j 3 4 5œ 1 œ œ œ œ

4

œ. œ œ.

o Tan- nen-baum, wie grün sind dei - ne e bril - la - no gli–al- be - ri di Na de - gli–an-ge - li ri - tor- na–il bam- bi ri - suo - na - no i can - ti di Na -

4 1 j 2 œ. œ œ. œ œ œ œ œ

4

3

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WEB

ª™

3 34 ‹ ‹ ‹ & b ∑ Ó 1 .. 2 œ œ. œ œ œ (1.) (2.) (3.)

Flauto II Voce II Tastiera II m.d.



Partitura a 7 voci

3

p4 œ œ ‰ œJ 3

2

Tan-nen-baum, o Tan- nen-baum, wie grün sind dei - ne Blät - ter! Blät- ter. O ta - le. S’ac - cen - do-no–e ra - du - na - no gran- di–e pic - ci - ni–in - tor - no. lo scal - da l’a - si - nel - lo. ne - lo, ri - po - sa nel pre - se - pio e ta - le, ri - cor - da - no a - gli–uo-mi - ni; giu - sti - zia, pa - ce,–a - mo - re.

Flauto II Voce II Tastiera II m.d.

3

4

1

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3

4

1 j 3 œ. œ œ. œ œ œ œ œ 1

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4

p 5j œ œ ‰œ 3

4

Tan-nen-baum, o Tan- nen-baum, wie grün sind dei - ne Blät - ter! Blät- ter. O ta - le. S’ac - cen - do-no–e ra - du - na - no gran- di–e pic - ci - ni–in - tor - no. lo scal - da l’a - si - nel - lo. ne - lo, ri - po - sa nel pre - se - pio e ta - le, ri - cor - da - no a - gli–uo-mi - ni; giu - sti - zia, pa - ce,–a - mo - re.

2 5. œ œ b œ &

12 Flauto I Voce I Tastiera I m.d.

grünst nicht nur ra - mi si ra - mi ver lo - ro dol Flauto II Voce II Tastiera II m.d.

3

-

œ œ œ.

œ œ œ œ. J

zur tra di ce

Som-mer-zeit, sfor- ma- no toc - ca - no mu - si - ca

nein auch im Win con bac-che ros la ca - pan - ni giun - ge fra tut

4 j œ œ œ œ.

1

& b œ #œ œ. grünst nicht nur ra - mi si ra - mi ver lo - ro dol

3

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-

zur tra di ce

Som-mer-zeit, sfor- ma- no toc - ca - no mu - si - ca

1

4

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nein auch im Win con bac-che ros la ca - pan - ni giun - ge fra tut

Du I I La

Du I I La

2 F1 œ œ œ œ J œ

- ter wenn es schneit. O - se–e fi - li d’or. Ri - na di car - ton e - ti–i po - po - li. Ri -

F1 4 j œ œ œ œ œ

- ter wenn es schneit. O - se–e fi - li d’or. Ri - na di car - ton e - ti–i po - po - li. Ri -

342

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12 Raccolta musicale tematica

16 Flauto I Voce I Tastiera I m.d.

3

2

j œ œ œ œ œ

4

& b œ. œ œ œ

3

œ. œ œ.

3

2

4

1-2-3

4

3 2 . . œ œ œ œ œ Œ 3

1

1

2

Tan - nen- baum, o Tan - nen - baum, wie grün sind dei - ne Blät - ter. 1. S’ac splen- do - no–e sfa - vil - la - no gli–al - be - ri di Na - ta - le. 2. Fra–i l’al - be - ro il - lu - mi - na la cul - la del Si - gno - re. 3. S’in pe- te–an- co - ra–a-gli–uo-mi - ni; giu - sti - zia, pa-ce,–a - mo - re.

Flauto II Voce II Tastiera II m.d.

4

3

& b œ. œ œ œ

5 1 j œ œ œ œ œ

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4

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4

3

3

1

4

Tan - nen- baum, o Tan - nen - baum, wie grün sind dei - ne Blät - ter. 1. S’ac splen- do - no–e sfa - vil - la - no gli–al - be - ri di Na - ta - le. 2. Fra–i l’al - be - ro il - lu - mi - na la cul - la del Si - gno - re. 3. S’in pe- te–an- co - ra–a-gli–uo-mi - ni; giu - sti - zia, pa-ce,–a - mo - re.

White Christmas di Irving Berlin (1888-1989) CD B6 base 4 • Mp3 e Midi + Kar 388 • Durata 1’50”

44 ‹ ‹ ‹ ‹ & JJJJ

π

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1

2

œ5

œ œ

2

& œ

dream-ing dream-ing lie - ve vie - ne

1

œ œ œ

Voce Flauto Tastiera m.d.

,

1

˙.

& œ

œ

j 3 œ ˙

5

j œ œ

chil - dren lis - ten cuo - re–e - sul - ta 2

Voce Flauto Tastiera m.d.

& ˙. 5

bright tu, Voce Flauto Tastiera m.d.

2

3

œ œ

œ

1

œ

3

˙

of a white of a white tuo can - dor, giù dal ciel,

Christ-mas Christ-mas ne - ve, len - to,

j œ œ 4

1

œ

œ

j œ

3

where the tree - tops glis- ten and may your days be mer - ry and Nel - la not - te san - ta, il che ti di - ce: «Spera–an - che

œ œ

1

2

3

œ

˙

..

sleigh bells in the snow è Na - ta - le–an - cor! 5

œ

œ

and may all your è Na - ta - le,

4 3 j ˙5 . j œ & œ œ œ œ

1 2

1

days be mer - ry and bright di - ce: «Spe-ra–an-che tu,

j œ1. #œ

2

1

œ œ

4

to hear d’a - mor,

2

2

1

just like the ones I used to know, with e - very Christ - mas card I write: di - scen - de llie - to nel mio cuor. un can - to che con - so - la–il cuor 1

1

œ œ #œ œ

1. I’m 2. I’m 1. Quel 2. E Voce Flauto Tastiera m.d.

WEB

e»¡ºº ca  q » §º

Andante Voce Flauto Tastiera m.d.

Partitura a 5 voci

œ

1

œœ œœ )

(Fl

Christ- mas - es be non sof - fri - re 3

1

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œ

1

˙.

œ œ

white! più!» 4

2

2

œ œ œ œ

May your che ti

w 5

and may all your Christ-mas- es be white! è Na - ta - le, non sof - fri - re più!»

343

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Pratica vocale e strumentale

Stille Nacht di Franz Gruber (1787-1863) CD B6 base 5 • Mp3 e Midi + Kar 389 • Durata 4’19”

e»•¢ ca 

Lento Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

68 ‹ ‹ ‹ & J J J

4

Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

68 ‹ ‹ ‹ & J J J

4

ª•

p2 3 2 1 .. œ . œ œ . œ

2

œ. œ œ œ.

hei - li - ge Nacht! Par - gol di - vin,

Stil - le Nacht, A - stro del ciel,

p2 3 2 1 .. . œ œ œ œ.

2

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& œ 5

œ J

œ

œ. 3

Al - les schläft, mi - te–A - gnel Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

5

& œ

Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

œ.

2

3

2

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2

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1

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œ J

schlaf in himm - li - scher Ruh, lu - ce do - na–al- le men Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

3

& œ

œ J

œ. œ œ œ. 5

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œ J

3

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œ J

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œ5 . œ3 œ2 1 œ.

Schlaf in himm - li - scher Ruh, Lu - ce do- na–al- le men

ti,

ti,

œ4 . -

ti,

œ5 . -

ti,

hoch da 3

œ hoch da

œ. œ œ œ.

lo - cki - gen Haar, vo- ci–an- nun - ciar 1

2

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œ. œ œ œ.

lo - cki - gen Haar, vo- ci–an- nun - ciar

3 1

2

3

1

˙.

schlaf in himm - li - scher Ruh! pa - ce in - fon - di nei cuor!

5

-

3

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1

2

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œ. œ œ. œ œ œ

5

œ.

œ5 . œ œ1 œ2 .

Schlaf in himm - li - scher Ruh, Lu - ce do- na–al- le men Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

nur das trau - te Tu che–i va - ti

œ4 .

1

schlaf in himm - li - scher Ruh, lu - ce do - na–al- le men Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

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Hol - der Kna - be im tu che–an- ge - li - che

œ5 . œ œ1 œ2 .

j 5œ . œ4 œ

3

j 5œ . œ œ

3

& œ. œ œ œ. 13

nur das trau - te Tu che–i va - ti

Hol - der Kna - be im tu che–an- ge - li - che

hei - li - ge Paar, lun - gi so - gnar,

Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

œ

j 5 œ œ. œ

3

& œ. œ œ œ.

j 5 4 œ œ. œ

3

œ.

ein - sam wacht re - den - tor.

hei - li - ge Paar, lun - gi so - gnar, Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

1

j 1 œ œ.

œ

Al - les schläft, mi - te–A - gnel 10

hei - li - ge Nacht! Par - gol di - vin,

ein - sam wacht re - den - tor.

3

œ J

œ J

4

1

œ. œ œ œ.

Stil - le Nacht, A - stro del ciel,

Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

1

3

3

2

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˙.

schlaf in himm - li - scher Ruh! pa - ce in - fon - di nei cuor! 3 1

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schlaf in himm - li - scher Ruh! pa - ce in - fon - di nei cuor! 2 1

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schlaf in himm - li - scher Ruh! pa - ce in - fon - di nei cuor!

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12 Raccolta musicale tematica

Nota: la base musicale si ripete quattro volte; potete alternare canto ed esecuzione strumentale, oppure ripetere la prima strofa sulla quarta ripetizione della base. Testo cantato

Traduzione ritmica

1. Stille Nacht, heilige Nacht! Alles schläft, einsam wacht nur das traute hoch heilige Paar, Holder Knabe im lockigen Haar, schlaf in himmlischer Ruh, schlaf in himmlischer Ruh! (rip.)

1. Astro del Ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor. Tu che i vati da lungi sognar, tu che angeliche voci annunciar luce dona alle menti pace infondi nei cuor! (rip.)

2. Stille Nacht, heilige Nacht! Gottes Sohn, o wie lacht lieb’ aus deinem göttlichen Mund, da uns schlägt die rettende Stund’, Christ in deiner Geburt, Christ in deiner Geburt! (rip.)

2. Astro del Ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor! Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior, luce dona alle menti, pace infondi nei cuor! (rip.)

3. Stille Nacht, heilige Nacht! Hirten erst Kund gemacht durch der Engel Alleluja, tönt es laut von fern und nah: Christ der Retter ist da, Christ der Retter ist da! (rip.)

3. Astro del Ciel, Pargol divin mite Agnello Redentor! Tu disceso a scontare l’error, Tu sol nato a parlare d’amor, luce dona alle menti, pace infondi nei cuor! (rip.)

Adeste fideles di John Francis Wade (XVIII secolo) CD B6 base 26 • Mp3 e Midi + Kar 390 • Durata 4’45”

Testo cantato

Partitura a 5 voci

WEB

Traduzione ritmica

1. Adeste fideles, laeti triumphantes: venite, venite in Bethleem. Natum videte Regem angelorum.

1. Venite fedeli, l’angelo ci invita, venite, venite a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore.

Rit. Venite adoremus, venite adoremus, venite adoremus Dominum.

Rit. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù.

2. En grege relicto humiles ad cunas vocati pastores adproperant et nos ovantes gradu, festinemus.

2. La luce del mondo brilla in una grata, la fede ci guida a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore.

Rit. Venite adoremus, venite adoremus, venite adoremus Dominum.

Rit. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù.

3. Deum de Deo, lumen de lumine, gestant puellae viscera, Deum verum genitum non factum.

3. La notte risplende, tutto il mondo attende: seguiamo i pastori a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore.

Rit. Venite adoremus, venite adoremus, venite adoremus Dominum.

Rit. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù.

4. Aeterni parentis splendorem aeternum velatum sub carne videbimus: Deum infantem, pannis involutum.

4. Il figlio di Dio, Re dell’universo si è fatto bambino a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore.

Rit. Venite adoremus, venite adoremus, venite adoremus Dominum.

Rit. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù.

5. Pro nobis egenum et foeno cubantem piis foveamus amplexibus: sic nos amantem quis non redamaret?

5. Sia gloria nei cieli, pace sulla terra un angelo annuncia a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore.

Rit. Venite adoremus, venite adoremus, venite adoremus Dominum

Rit. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù.

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Pratica vocale e strumentale

Andante Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

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Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

44 ‹ ‹ ‹ & b ‹

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8 Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

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˙

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lae - ti tri - um - phan l’an - ge - lo ci– in - vi Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

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-

3

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ve - ni ve - ni

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te te

in a Be-

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- te in - te–a Be -

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Re - gem an - ge Cri - sto Sal - va -

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a - do - re mus Do a - do - ria - mo–il Si - gno

-

2

1

Re - gem an - ge Cri - sto Sal - va -

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a - do - re - mus, ve a - do - ria - mo, ve 4

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a - do - re - mus, ve a - do - ria - mo, ve -

1-2-3-4

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re

Ex La

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re

mi - num. Ge - sù.

Ex La

3

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les, li,

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te, te,

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a - do - re mus Do a - do - ria - mo– il Si - gno

œ œ œ œ - ni - te - ni - te

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Ve - ni - te Ve - ni - te 2

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- rum. - re.

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3

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les, li,

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fi - de fe - de

- rum. Ve - ni - te a - do - re - mus, ve - ni - te - re. Ve - ni - te a - do - ria - mo, ve - ni - te

- ni - te - ni - te Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

1

-

2

te, te,

Na - tum vi - de Na - sce per no

&b œ œ œ Œ 2

lo - to

Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

2

3

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˙

thle - em. me.

&b œ œ œ œ lo - to

Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

-

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1

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fi - de fe - de

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Na - tum vi - de Na - sce per no

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ve - ni ve - ni

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tes: ta,

thle - em. me.

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Be - tlem Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

1

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Be - tlem Voce II Flauto II Tastiera II m.d.

-

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de ni

ve - ni ve - ni

1

lae - ti tri - um - phan l’an - ge - lo ci– in - vi Voce I Flauto I Tastiera I m.d.

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tes: ta,

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1

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1. A 1. Ve -

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Ora di musica - Volume B  

Il volume guida alla lettura intonata delle note in chiave di violino, con la voce e con flauto dolce, chitarra, tastiere e percussioni.

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