Internos Nr. 3_settembre-September 2020_La Strada-Der Weg ONLUS

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September Settembre 2020 2018

notiziario interno interne Nachrichtensammlung


SOMMARIO Assemblea dei soci: riflessione introduttiva ........................................ pag. 03 Assemblea dei soci: relazione del presidente ..................................... pag. 06 Bilancio consuntivo 2019 .................................................................. pag. 11 Bilancio sociale 2019 ........................................................................ pag. 14 15 Jahre St. Isidor ........................................................................... pag. 18 Il progetto Spaziosissimo ................................................................. pag. 27 Volontariato estivo ........................................................................... pag. 29 Minderjährige und der Lockdow ........................................................ pag. 32 Incontro dell’Area servizi volontari .................................................... pag. 34 È in corso il trasloco nella nuova sede, costruita a fianco di Casa San Francesco, in via Visitazione a Bolzano.

La nuova sede

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Assemblea dei soci Riflessione introduttiva di don Paolo Zambaldi

Don Paolo Zambaldi

Una indicazione appare chiara se leggiamo con onestà il testo evangelico: dobbiamo servire il mondo, non da imprenditori della carità, ma da risorti/trasformati/liberati, dunque con gioia, con speranza, con amore e soprattutto in povertà. La chiesa spesso si è presentata, come un’agenzia che raccoglie fondi e li ridistribuisce, influente e potente, sempre troppo ricca. Ma per servire, secondo l’intenzione di Gesù, bisogna prima di tutto farsi poveri, e non solo in senso spirituale. Infatti solo se ci faremo ultimi con gli ultimi e gli esclusi potremo tutti recuperare un genere

diverso di vita:  solo se demoliremo innanzitutto gli idoli che ci siamo costruiti: denaro, consumo, spreco, tendenza a vivere al di sopra delle nostre possibilità;  se riscopriremo poi i valori del bene comune, della tolleranza, della solidarietà, della giustizia, della corresponsabilità;  se ritroveremo fiducia nel progettare insieme il domani, affrontando i sacrifici necessari con un nuovo gusto di vivere;  se ci daremo da fare per costruire la pace fra le persone, fra le istituzioni, fra i popoli. La pace infatti è pace solo se nasce dalla solidarietà e supera con un amore disinteressato ogni diversità, ogni confine, ogni pregiudizio. Don Tonino Bello che dedicò tutte le sue energie alla pace scrive: “La pace non è un servizio come gli altri, è qualcosa di più, è convivialità, è mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi … e l’altro è un volto da scoprire, da togliere dall’appiattimento, da guardare con tenerezza, da contemplare, da accarezzare. E la carezza è un dono. La carezza non è mai un prendere per portare a sé, è Settembre/September 2020

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sempre un dare. La pace cos’è? È convivialità delle differenze; è mettersi a sedere alla stessa tavola fra persone diverse, che noi siamo chiamati a servire.” Il pediatra e poeta ebreo Janus Korczak aveva fondato a Varsavia l’orfanatrofio “Don Seriot”. Nel 1940, su ordine delle autorità naziste, fu costretto a trasferirlo nel Ghetto (il più grande ghetto europeo istituito proprio quell’anno dal regime nazista nella città vecchia di Varsavia). Il 5 agosto 1942 i nazisti circondarono l’orfanotrofio e trasferirono Korczak, i suoi collaboratori e 196 bambini, che il pediatra aveva vestito con i loro abiti migliori, nel campo di sterminio di Treblinka. A Korczak che godeva di fama internazionale e di grande stima nel suo Paese, fu offerta la sopravvivenza e un trattamento di favore… Korczak rifiutò e preferì morire insieme al suo bambini. Questo era l’uomo! Di lui, lo psicanalista statunitense Bruno Bettelheim, scrive: "... quali che siano stati gli altri uomini giusti della nostra generazione, di due possiamo esser certi: uno di essi fu il frate francescano Padre Maximilian Kolbe, l'altro, il medico e pedagogista Janus Korczak". Forse l'espressione migliore della sua filosofia è contenuta nelle parole di addio rivolte a un gruppo di ragazzi pronti per lasciare l'orfanotrofio, del quale non avevano ormai più bisogno: "Vi diciamo addio e vi auguriamo ogni bene nel lungo viaggio che vi attende alla volta di lidi lontani. Un viaggio lungo il vostro, che ha un solo nome e una sola destinazione: la vita. Abbiamo pensato a lungo e a fondo al modo migliore di dirvi addio, al consiglio migliore da darvi, purtroppo le parole sono limitate e deboli gli strumenti per esprimere quello che proviamo, perciò, non possiamo darvi alcun viatico; non vi diamo alcun Dio perché Dio lo dovrete trovare nella vostra anima con una lotta solitaria; non diamo alcuna patria perché una patria la dovrete trovare attraverso gli sforzi del vostro cuore e del vostro pensiero; non vi diamo l'amore per il prossimo perché non c'è amore senza perdono e, perdonare, è un compito molto faticoso che solo l'interessato può decidere di assumersi... Vi auguriamo che non si spenga mai in voi il desiderio di una vita migliore che 4

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ancora non esiste, ma che un giorno vedrĂ la luce: una vita di veritĂ e di giustizia! Forse, questo desiderio vi guiderĂ a Dio, a una vera patria e all'amore... Addio e non dimenticatevene."

Assemblea dei soci 2020

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Assemblea dei soci Relazione del presidente Paolo Spolaore

Paolo Spolaore

Il baricentro dell’odierna Assemblea è l’esame del consuntivo 2019 e dell’attività dell’Associazione in quell’anno, anche se questa riunione si svolge praticamente a metà del 2020, a valle di una parentesi “Covid” che fortunatamente non ha inciso sui dati finanziari del 2019 che andiamo a vedere. Per presentare questa parte e prima di dare la parola perché venga illustrata, sia nelle finanze che nei servizi, dalla responsabile dell’Area amministrazione e dal direttore, non posso esimermi dal ricordare il nostro compianto socio e presidente emerito dottor Otto Saurer e procederò in questo mio intervento prendendo a prestito le sue parole in apertura dell’Assemblea tenutasi il 28/04/2017, cambiando in detto intervento unicamente le cifre per aggiornarle.

Diese Versammlung hat eine doppelte Aufgabe: einmal die Abschlussrechnung des Jahres 2019 zu genehmigen und den Kostenvorschlag des laufenden Jahres 2020 vorzugeben. Das Geschäftsjahr 2019 schließt mit einem Überschuss von 2.620,00 € ca, der sich aus der Gesamtsumme der Erträge abzüglich der Kosten ergibt. Die Einnahmen beliefen sich 2019 auf insgesamt 8.067.666,00 € ca, die Kosten auf 8.102.457,00 € ca. Die Differenz ergibt den oben genannten Überschuss.

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Der Haushaltsplan für 2020 sieht Einnahmen in der Höhe von 9.192.559,00 € vor und Ausgaben in gleicher Höhe. Die Finanzplanung kann nur approximativ sein, da die Überweisungen der zu Betreuenden variiert (es sind vor allem öffentliche Körperschaften, die diese vornehmen) und die Annahme der Ansuchen um Beiträge erst in den nächsten Monaten erfolgen wird. Doch darüber werden die Verantwortlichen des Amtes für Finanzwesen und Buchhaltung Frau Dr. Alessandra Belvisi und der Direktor Paolo Marcato Bericht erstatten. Mir ist es darüber hinaus, wichtig zu betonen, dass wir über den Strategieplan 2016-2020 und den Jahresplan 2020 ein Gesamtbild des Vereins vermitteln wollen und das Prinzip des transversalen Arbeitens beachtet wird. Wir sind ein Verein mit eigene Ethos und nicht einer Anhäufung von Dienstleistungen. Der Mensch steht im Zentrum unseres Denkens und Handelns und wir orientieren uns an den Werten der Verantwortung und Solidarität. Jeder Mensch soll seine Würde beibehalten und auf Rechte pochen können, ohne darum betteln zu müssen. Schwerpunkte des Wesens und Handels unseres Vereins werden vor allem in folgenden Dokumenten aufgezeigt: Die Satzung, die Charta der Werte, Vision und Aufgabe, was der Erfahrung Leben gibt, die Biographie von don Giancarlo Bertagnolli, Camminar La Strada, die Biografie von don Silvio Bortolamedi, die erst heute verteilt wird. Interessant ist auch die Einführung zu unserem Entwicklungsplan, der in der Sommerklausur zur Diskussion steht. Questa Assemblea si inserisce nella “filogenesi” della nostra Associazione. Nell’Assemblea dello scorso anno ebbi a presentare in un certo senso il rendiconto del primo anno di questa “legislatura” del Consiglio di Amministrazione. Oggi mi trovo alle porte dell’ultimo anno di questa legislatura. Negli ultimi dodici mesi abbiamo dovuto registrare grandi cambiamenti: don Michele ci ha lasciato per più alti incarichi, però abbiamo al suo posto don Paolo, come dicevo prima abbiamo perso Saurer. Ma vogliamo procedere tenendo la barra dritta con alcune linee di fondo che Otto ebbe a illustrarci nel corso del suo intervento all’Assemblea del 19 aprile 2018 come presidente uscente.

Diesbezüglich möchte ich auch auf unseren Einsatzplan 2018 hinweisen und zwar auf das Kapitel “Bürger einer Welt, die wir ändern können”. Insbesondere sticht ein Absatz ins Auge, der wie folgt lautet: La Strada–Der Weg wird versuchen, zwischen Utopia und Engagement, “eine Settembre/September 2020

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Position zu beziehen”. Wir sind nicht einer Meinung mit denen, die Populismus und Demagogie predigen, mit einem System, das Individualismus als Modell sieht, mit denen, deren Haltung ihre eigenen Interessen…über jede Beziehung und Abkommen (zwischenmenschlich, zwischen Gemeinschaften, international) stellen, mit denen die jegliche Öffnung zum Rest der Welt verweigern, mit denen, die urteilen und Lösungen zum Schutz der eigenen Privilegien aufdrängen, ohne sich in die Lage derer zu versetzen, die es schwer haben. Der Verzicht auf Solidarität, Altruismus, Brüderlichkeit, die Akzeptanz der Gleichgültigkeit gegenüber anderen führt immer mehr zu Formen des Egoismus und Individualismus, bemerkbar macht sich dies mit Intoleranz, Unduldsamkeit und Extremismus … Sieht man immer nur sich Assemblea dei soci 2020 selbst, führt das immer mehr zu Ablehnung des Nächsten bis hin zum Nachbarn und in der eigenen Familie. Otto Saurer ha avuto sempre un’estrema attenzione per l’uomo e per la solidarietà nei rapporti umani. A me ne rimane una testimonianza particolare in quanto in occasione della mia festa di pensionamento il 18 febbraio 2009, mi regalò un libro di Joachim Bauer, Prinzip Menschlichkeit, in cui l’autore, uno scienziato, dimostra scientificamente che la sopravvivenza e lo sviluppo non sono il risultato di una lotta, ma di una cooperazione.

Dass Lebewesen leben wollen, ist eine Tautologie. Dass die zentralen Antriebe lebender Systeme darauf gerichtet sind, sich maximal zu verbreiten und gegeneinander zu kämpfen, ist hingegen Ideologie. Sie blendet –wie jede Ideologie- alles aus, was sie in Frage stellen könnte. Lebewesen reagieren auch dort, wo Ressourcen knapp werden, keineswegs immer mit Kampf, sondern machen von der Fähigkeit zur Selbstregulation Gebrauch. Ein Blick auf die Evolution des Lebens und die Entwicklungsstufen lebendiger Systeme zeigt: Kooperation war die entscheidende Voraussetzung für die Entstehung des Lebens, und sie ist bis heute ein das Leben in all seinen Varianten begleitendes 8

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Phänomen geblieben. Erste lebende Strukturen verdanken ihren Ursprung dem Prinzip der Passung und des Zusammenspiels – und das heißt: der Kooperation. (…) Wir haben heute die Möglichkeit, uns aus dem Albtraum des Darwinismus und der Soziobiologie zu befreien. Die Alternative heißt Kooperation. Das Ergebnis gelingender Kooperation hieße: Menschlichkeit. Il pensiero di Saurer era ben visibile nell’attenzione che egli ha portato alle categorie dei nostri assistiti, dai cosiddetti “invisibili” ai casi psichiatrici, ma con un impegno e una veemenza tutta particolare per quanto riguarda i migranti. I collaboratori che interverranno tra poco avranno tempo e modo di approfondire, assieme ai dati finanziari, anche quali sono stati i temi della nostra attività nel 2019, in termini di servizi che si sono aggiunti ai nostri già numerosi, ad esempio

Spaziosissimo, e in termini di strutture, la casa di don Giancarlo a Fondo, la nuova sede, la struttura della cosiddetta Politermica. Riguardo alla nuova sede è stato recentemente sottoscritto il contratto di comodato con la Fondazione, cui va ancora una volta il nostro ringraziamento per l’enorme impegno profuso in quest’opera. Vorrei sottolineare ancora una volta che la nostra attività è sorretta da una base metodologica che il nostro Centro studi porta avanti e che accanto al Piano strategico e quello operativo annuale ci ha portato ad abbozzare un Bilancio sociale e soprattutto un nuovo Piano di sviluppo. Andremo anche a rivedere l’Organigramma, da cui emerge che l’Associazione non pensa solo all’azione, ma anche

alla

contemplazione

e

in

proposito è probabile che il nostro Centro studi accanto

all’area

cosiddetta occuperà

Animare anche

si

della

dinamica dei “Percorsi di fede”. Gli interventi che seguiranno

porranno

ultimi

che

Assemblea dei soci 2020 l’accento su nuovi bisogni emergenti, anche alla luce di quanto si è verificato negli

mesi,

cercheremo

di

delineare

nella

prossima

attività

di

programmazione, che si concreterà in una clausura estiva più altre giornate

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associative, per arrivare nella clausura autunnale all’elaborazione o revisione dei documenti programmatori. Al riguardo è palese la difficoltà di arrivare a una progettazione che tenga conto dei possibili scenari post Covid. Concludendo, sempre con le parole del compianto Saurer:

Ich darf mich abschließend bei allen Fördern, bei allen Mitarbeitern, insbesondere bei den Verantwortlichen der einzelnen Bereiche und den Koordinatorinnen und Koordinatoren, sowie bei unseren Freiwilligen für ihre Mitarbeit bedanken. Ohne die Arbeit der vielen zu schmälern, ist es mir ein Anliegen, mich bei unserem Vizepräsidentin, Simonetta Terzariol, und bei Direktor Paolo Marcato für ihre Bemühungen und ihre Freundschaft zu bedanken. Dann meine Kolleginnen und Kollegen im Verwaltungsrat und im Aufsichtsrat, insbesondere die zwei „Probiviri“ Giovanni Salghetti Drioli und Alessio Cuccurullo. Ein besonderer Dank gebührt der Direktorin des Amtes für Finanzwesen und Buchhaltung, auch für die Erstellung der einschlägigen Unterlagen, die viel zum Verständnis unserer finanzielle Situation beitragen und Dario Volani, Verantwortlicher des Studienzentrums. Alle sei herzlich gedankt.

Assemblea straordinaria dei soci: modifica dello statuto

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Bilancio consuntivo 2019 Intervista ad Alessandra Belvisi di Dario Volani

Nel corso dell'ultima Assemblea dei soci, che si è tenuta lo scorso 31 luglio, l'Associazione ha approvato il Bilancio consuntivo 2019 e quello preventivo 2020. Alessandra Belvisi, Responsabile dell'Area Amministrazione, ha illustrato in modo dettagliato il Bilancio 2019, che si è chiuso in sostanziale parità, con un avanzo di € 2.620. Alessandra Belvisi

Alessandra, se bisogna dare due dati relativamente al bilancio 2019, cosa si deve dire? Il Bilancio 2019 conferma una costante crescita dell'Associazione. I costi sono stati pari a € 8.115.477; i ricavi a € 8.118.097 con un avanzo di gestione di € 2.620.

In termini di tipologia, quali sono le voci che influiscono di più? Come sempre la parte più importante in termini di costo è quella relativa al personale. La nostra Associazione fonda il proprio

intervento

sulla

relazione

educativa, animativa e di cura e quindi ha nelle persone che vi operano il proprio maggior valore. Siamo attorno al 71%. Poi un 13% è dato dall' acquisto di servizi, dove

confluiscono

utenze

(energia

elettrica gas acqua), vitto, pulizie, collaboratori esterni e spese per i volontari.

Qual è stata la suddivisione dei costi per le varie Aree di attività? In percentuale per il 2019 emerge questa suddivisione:

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 33,22% Area Bambini e Giovani  20,42% Area Cultura Territorio e Famiglia  14,25% Area Dipendenze e salute mentale  10,55% Area Donna e Pari Opportunità  9,75% Area Scuola  5,83% Area prevenzione e Consulenza  4,27% Area Volontariato  1,71% Settore Casa occupazione lavoro Anche i ricavi, pur arrivando in forme molto diverse (rette, contributi, convenzioni, ecc.), si avvicinano molto a queste percentuali e suddivisioni.

La committenza (guardando alla voce dei ricavi) è molto variegata … La Provincia Autonoma di Bolzano e L’ASSB sono i soggetti con i quali abbiamo avuto maggior contatto da un punto di vista finanziario (23% a testa). Ma le altre Comunità comprensoriali hanno aumentato la loro

incidenza

rispetto

agli

anni

precedenti (20%). Stabile l’apporto che arriva

dall’Azienda

sanitaria (17%). Andamento risultato di esercizio ultimi dieci anni

Un

balzo

considerevole invece

è quello connesso ai finanziamenti derivanti dal fondo Sociale Europeo. Seguono una serie di voci e fonti di finanziamento che permettono a diversi piccoli progetti di partire o consolidarsi.

Una varietà di contatti che rappresenta anche una crescente complessità … Di anno in anno l’Associazione cresce (di quasi un milione di euro) e chiaramente anche alla parte amministrativa viene richiesto maggiore impegno. La gestione delle risorse economiche, umane, strutturali richiede particolare scrupolosità. Si tratta di denaro pubblico e vogliamo restituire, oltre che servizi di grande qualità, una grande trasparenza e correttezza. Avere un ampio ventaglio di committenti significa anche avere a che fare con diversi sistemi di rendicontazione, con 12

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differenti Uffici e partner, con ulteriori sistemi e applicazioni. Cerchiamo di fare in modo che la complessità diventi una ricchezza.

Qual è la situazione complessiva e quale può essere considerato il problema da far emergere? La situazione complessiva è positiva. Grazie all’apporto di tutti i collaboratori si riesce a portare avanti una considerevole varietà di interventi, con grande attenzione a contenerne i costi. C’è una grande sensibilità, una forte collaborazione, un buon rapporto tra chi lavora a contatto con l’utenza e chi si occupa della parte che possiamo definire di back office. Un tema, anzi un problema, in cui ci siamo imbattuti e con cui ci troveremo a confrontare anche nel 2020 è quello legato alla liquidità. L’Associazione ha un bilancio solido e positivo, ma non è facile anticipare le spese (che sono in aumento) e dover attendere rimborsi che arrivano a volte dopo parecchio tempo.

So che tu vuoi ringraziare qualcuno che svolge un lavoro preziosissimo, di forte responsabilità e che non viene quasi mai reso evidente … Accanto a un ringraziamento a tutti gli operatori e i volontari

dell’Associazione

per

la

grande

collaborazione, voglio ringraziare tutti coloro che operano

nell’Area

Contabilità

e

Finanze

per

l’impegno, la professionalità e la dedizione con cui svolgono il loro lavoro. Permettetemi

poi

un

ringraziamento

davvero

speciale al Collegio dei Revisori dei Conti: in particolare, la dott.ssa Giorgia Daprà ci è a fianco con infinita competenza e disponibilità. Questo ci

Giorgia Daprà permette di essere sempre attenti, trasparenti, scrupolosi nella gestione delle

risorse.

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Bilancio sociale 2019 Intervista a Francesco Campana di Dario Volani

L’Assemblea dei Soci dell’Associazione, quando ha approvato il Bilancio consuntivo 2019 e preventivo 2020, ha preso anche visione del Bilancio Sociale 2019. Il Bilancio Sociale, oltre che un obbligo di Legge, è un modo per comunicare ai diversi interlocutori esterni ed interni i risultati conseguiti, gli effetti prodotti, le sinergie attivate, i cambiamenti di contesto provocati e ottenuti. Questo strumento permette dunque di Francesco Campana

dar conto di quel che si è fatto, di che cosa si è prodotto, costruendo con i portatori di interesse un rapporto di dialogo e fiducia più forte e motivato. La responsabilità sociale è un tema che sta sempre più a cuore a gran parte delle organizzazioni del terzo settore, amministrazioni pubbliche, imprese. Diventa quindi importante per la nostra Associazione trovare forme di rendicontazione in grado di rendere evidente e trasparente ciò che ha realizzato: scelte, attività, progetti, servizi erogati. Accanto all’azione, che resta il punto forte dell’intervento, si evidenzia la dimensione della riflessione che consente di rileggere, verificare, valutare quali effetti positivi si è riusciti a generare a favore di utenti e comunità. A Francesco Campana, del Centro Studi, che ha redatto il Bilancio sociale 2019, abbiamo chiesto di illustrare in modo molto sintetico alcuni dati raccolti, per capire quali sono gli elementi che il Bilancio Sociale è riuscito a rendere maggiormente evidenti. Relativamente ai progetti e servizi qual è l’elemento più interessante che emerge dai dati nell'anno 2019? I progetti e i servizi attivi nel corso del 2019 sono stati e sono tutt'ora 64: 12 in 14

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più rispetto all'anno 2018 e ben 22 in più rispetto al 2017. Questo sta a indicare che, come media, l'Associazione La Strada-Der Weg cresce di 10 unità operative l’anno (unità operativa è il termine che usiamo per indicare un progetto o un servizio complesso). L’Area che ha in sé più unità operative è l'Area Cultura Territorio e Famiglia, che comprende il 42% dei servizi o dei progetti. Va sottolineato che molti progetti e servizi che prima facevano parte dell’Area Cultura Territorio e Famiglia sono confluiti, a partire dall'anno scorso, all'interno della neonata Area Scuola. Indipendentemente da questo l'Area Cultura Territorio e Famiglia continua a crescere.

Per quanto invece riguarda le forme di assistenza? Le forme di assistenza più rilevanti, cioè quello che noi mettiamo in piedi ed eroghiamo, appartengono in prima linea agli “accompagnamenti pedagogici di gruppo” che sono quasi il 40% della tipologia d’intervento. In seconda battuta troviamo tutta una serie di “accompagnamenti educativi individualizzati”. Gli accompagnamenti pedagogici di gruppo si realizzano

soprattutto

nella residenzialità, in particolare

nei

Centri

nei

si

è

quali

un

aumento di presenze. Anche

gli

interventi

individualizzati sono in crescita e ciò è indice di un orientamento forte che l'Associazione sta prendendo in termini di personalizzazione degli interventi e di flessibilità del proprio intervento.

Accanto alla prestazione fornita dagli operatori professionalmente impegnati, c’è qualche dato riferito ai volontari? Molto rilevante per quest'anno, con un incremento sostanziale, si è rilevato proprio l’impegno dei collaboratori volontari: infatti sono state registrate oltre 261 persone, all'interno delle differenti tipologie di servizi volontari, che hanno erogato complessivamente oltre 38.300 ore di servizio. Settembre/September 2020

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Per quanto riguarda l’utenza seguita? L’Associazione La Strada-Der Weg ha incontrato nel corso del 2019 oltre 6.000 persone. Di queste 2.220 circa sono state seguite con continuità e all'interno di un progetto. Circa la metà di queste sono state seguite proprio secondo una logica di presa in carico ovvero con un incarico da parte dell'Ente pubblico (vuoi sociale, vuoi sanitario) che ha chiesto e delegato a La Strada-Der Weg la presa in carico totale della persona per accompagnarla in un percorso di inclusione sociale. Delle 6.000 persone incontrate,

l'Area Cultura Territorio e Famiglia ne ha avvicinato circa la metà (quindi quasi 3.000). In seconda battuta

l'Area

Scuola

che

ne

incontra una grande fetta (circa 2.000 all'interno di vari progetti di lotta alla dispersione scolastica). Un’altra Area molto rilevante, per crescita e numero di servizi, è

L’Area Bambini e Giovani che accoglie e segue circa 420 minori. Qualche dato relativo ai problemi che portano queste persone? È interessante notare che circa il 47% sono bambini e giovani in cerca di animazione, accompagnamento, sviluppo delle proprie capacità, quindi all'interno del settore che chiamiamo promozione dell'agio (anche se non vuol dire che questi, pur venendo da noi alla ricerca del tempo libero e di svago, non portino con sé anche alcune sofferenze che comunque i nostri educatori si ritrovano a dover affrontare). Le altre problematiche sono comunque legate alla sfera del disagio vissuto dai minori e alle problematiche connesse al mondo della famiglia. Anche questo sta ad indicare con grande chiarezza come La Strada-Der Weg sia oggi impegnata sui fronti dell'educazione dei minori e del sostegno della famiglia.

Qualche informazione relativa all’età dell’utenza? Nell'analisi delle classi di età si è rilevato con chiarezza che l'80% delle persone che incontriamo sono under 18. Altro dato interessante è che per l'80% sono di cittadinanza italiana, ben distribuiti tra femmine e maschi. Risiedono in prevalenza nel Comune di Bolzano, anche se non mancano rappresentanze da altri comuni 16

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dell'Alto Adige, con particolare presenza a Merano.

Alcune tue conclusioni e considerazioni generali alla luce di questo Bilancio Sociale? La Strada-Der Weg cresce ed è in salute. Si consolida l'Area Scuola. Cambia nome l'Area Dipendenze aggiungendo alla propria denominazione il termine “Salute mentale”. Cresce l'Area Bambini e Giovani a fronte di un potenziamento dell’accompagnamento individualizzato degli utenti, con forme di flessibilità e personalizzazione degli interventi. Resta sempre una grandissima attenzione alla prevenzione quindi agli interventi precoci e al lavoro con le famiglie.

Il Bilancio Sociale raccoglie molti altri dati. Un’analisi attenta permette di vedere e conoscere anche gli aspetti in cui è necessario migliorare, ben sapendo che possiamo e dobbiamo anche crescere nella nostra capacità di raccogliere, analizzare, esporre dati e risultati. Le rilevanti dimensioni assunte dall’Associazione La Strada–Der Weg, la diversità dei suoi ambiti d’intervento, la pluralità di committenti che la coinvolgono, rendono necessaria l’elaborazione del Bilancio Sociale, tanto più nel momento in cui si affronta la ridefinizione di ruoli direttivi e amministrativi e il consolidamento di alcune partnership strategiche.

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15 Jahre St. Isidor von Manuela Gius Als ich vor acht Jahren gefragt wurde, ob ich mir vorstellen könnte die Rehagemeinschaft St. Isidor zu koordinieren,

habe

ich

eine

Migräneattacke

bekommen. Das Projekt „Abhängigkeit“ war für mich damals

–und

nicht

nur

für

mich–

ziemlich

angsteinflößend. Es kursierten (und kursieren immer noch) viele Geschichten um das Thema Abhängigkeit und psychische Gesundheit und –wie so oft– hört man immer jene Geschichten, die sensationsbehaftet Manuela Gius

sind

und

leider

nur

einen

Teil

der

Realität

wiedergeben.

Da ich ein Mensch bin, der sich gerne immer wieder in etwas Neues stürzt und sich auf die Probe stellt, habe ich das Angebot angenommen und bin dann zum ersten Mal nach St. Isidor/Kohlern gefahren. Die Straße war unendlich lang, kurvig, schmal und abschüssig; als ich dann aber das Gebäude gesehen habe und das Klima spürte, welches unter den Gästen und Mitarbeitern herrschte, war ich mir sicher, die richtige Entscheidung getroffen zu haben. Einer unserer ehemaligen Gäste hat bei seiner Ankunft in St. Isidor gesagt „c’è pace“; dieses Gefühl konnte ich die meiste Zeit teilen. Ich habe 2012 in St. Isidor angefangen, zu einer Zeit in der die Einrichtung schon seit 7 Jahren geöffnet war. Anfangs gab es eine kurze Übergangszeit, in der sowohl Josefsberg als auch St. Isidor offen waren und die Kollegen von 2005 habe mit sehr wenigen Gästen angefangen. In Ermangelung von Räumlichkeiten wurde der Speisesaal im Eingangsbereich mit einem langen Tisch untergebracht, welcher Richtung Osten einen herrlichen Blick auf den Rosengarten und Latemar gewährt und Richtung Westen ins Unterland und bei sehr schönem Wetter sieht man sogar den Ortler. Da der damalige Koordinator, Alberto Tartarotti, ein Bergliebhaber ist, hat er sich jenen Tischplatz ausgesucht, bei dem er den schönsten Panoramablick hatte. Zufälligerweise war dies der Platz am Tischende 18

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und dieser Platz ist bis heute der Platz des Koordinators oder des Dienstältesten geblieben.

Die

Gäste

der

ersten

Jahre

waren

Großteils

Personen

mit

Abhängigkeitserkrankungen; jedoch gab es schon seit Anfang an ein Modul, das auch Personen mit Doppeldiagnose aufnahm, d.h. es wurde eine Konvention mit dem Zentrum für psychische Gesundheit abgeschlossen, um jene Personen begleiten zu können, die zusätzlich zu einer Abhängigkeitserkrankung auch eine psychische Erkrankung aufweisen. Im Lauf der Jahre wurde dieses Modul auf die ganze Rehagemeinschaft ausgeweitet und seit 2012 gibt es dazu auch einen Beschluss der Provinz. 2013 hat der Verein beschlossen, auch Personen mit sozialer Gefährlichkeit mit niederer-mittlerer Sicherheitsstufe aufzunehmen, um jene Personen aufzufangen, welche aus den psychiatrischen Gefängnissen (OPG), die in diesen Jahren geschlossen werden mussten, entlassen wurden. Jede Veränderung ist anfangs für alle mit großer Unsicherheit und Angst verbunden. Sobald man jedoch die jeweiligen Gäste besser kennen gelernt hat, wird einem klar, dass es alles Menschen sind mit einer außergewöhnlichen Lebensgeschichte und die auf ihre Art und Weise versuchen mit ihrem Leben so gut

wie

möglich

zurecht

zu

kommen.

Sie

haben

oft

andere

Bewältigungsstrategien, die nicht als „sozial erwünscht“ eingeordnet werden können und deshalb oft von der Bevölkerung nicht oder nur schwer akzeptiert werden. Aber wenn wir versuchen, ihre Welt und ihre Realität besser zu verstehen, dann sind ihre für uns oft bizarren oder aggressiven Verhaltensweisen besser nachvollziehbar:  ein Gast, der unbedingt seine Mutter anrufen will, obwohl er weiß, dass es außerhalb der Telefonzeiten ist und wir mitten in einer Teamsitzung sind, wird aggressiv und versucht einen Mitarbeiter anzugreifen. Er schafft es nicht, verbal seine Verzweiflung auszudrücken und sieht als einzige Möglichkeit, seine innere Not über eine aggressive Handlung zu verdeutlichen. Seine Verzweiflung bestand in der Überzeugung, dass sein Elternhaus in Brand stand und seine Mutter in Todesgefahr schwebte und er musste sie durch einen Telefonanruf retten;  ein Gast der einen immensen Suchtdruck verspürt und deshalb aggressiv wird;  ein Gast, der der Überzeugung ist, dass die Medikamente die er verabreicht bekommt, Gift sind und nur durch das ständige Aufkratzen einer Wunde im Gesicht kann das Gift mit dem Blut aus seinem Körper entweichen; Settembre/September 2020

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 ein Gast, der durch frühzeitigen und jahrelangen Drogenkonsum die emotionale Reife eines Jugendlichen hat und dementsprechend pubertäre Bewältigungsstrategien einsetzt;  ein Gast, der durchgehend von kommentierenden Stimmen und Gedanken gequält wird und sich deshalb isoliert;  ein Gast, der sich durch seine antisoziale Persönlichkeit nicht in die Gruppe einfügen kann, keine Empathie empfindet und immer „autozentriert“ handelt.  Diese Liste könnte noch unendlich lang weitergeführt werden. Oft habe ich mich mit meinen Kollegen unterhalten und über die teilweise unglaublichen Lebensgeschichten der Gäste gestaunt. Wenn man neugierig ist und offen für die Geschichten unserer Gäste, kann man viele Verhaltensweisen besser einordnen und verstehen. Man muss sie nicht akzeptieren und gutheißen, aber man kann besser mit ihnen umgehen und konstruktiv mit ihnen arbeiten. Es war eine sehr schöne Zeit, mit kompetenten und tollen Mitarbeitern, mit schönen und manchmal auch unschönen Momenten, mit Netzwerkpartnern mit denen

eine

Zusammenarbeit

konstruktiv

und

positiv

war,

mit

anderen

Netzwerkpartnern mit denen sich die Zusammenarbeit oft schwierig gestaltet hat und vor allem mit einer Klientel, die niemals Langeweile und Routine aufkommen ließ.

St. Isidor

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Il progetto Spaziosissimo Intervista al coordinatore Nicola Cito di Fabrizio Mattevi

Che cos’è “Spaziosissimo/T-Raumschiff” e come nasce? Il nome è nuovo, ma dietro il nome vi è una storia

lunga,

ricca,

intensa,

quella

dell’Associazione “Nostro spazio-Ein Platz für

uns", nata trenta anni fa, per iniziativa di Emanuela Diodà e un gruppo di volontari, con il supporto, tra gli altri, di don Giancarlo Bertagnolli e don Silvio Bortolamedi. Il progetto nacque per creare punti d’incontro in cui persone con problemi di salute mentale potessero stare con altri, socializzare, svolgeNicola Cito re attività insieme, coltivare interessi, confrontarsi con proposte variegate, avvicinare la dimensione artistica e culturale. Uno spazio al di fuori di qualsiasi intento e protocollo istituzionale e sanitario. Chi frequenta Spaziosissimo non è un utente, né un paziente. Per evitare etichette è stato adottato un nome assai generico e inclusivo: “amico”. Perché chi è qui, è arrivato liberamente, di sua iniziativa, per suo interesse, non è inviato da un servizio, non è seguito da un assistente sociale. Tale impostazione era certamente ispirata dall’orientamento psichiatrico di Franco

Basaglia e ciò costituisce un elemento atipico nel panorama altoatesino. Lo scorso anno Nostro spazio ha deciso di sciogliersi e confluire ne La Strada-Der Weg, così da avere una più solida base organizzativa e gestionale. Quali altri tratti caratterizzano il progetto? Un ulteriore elemento distintivo e significativo dell’esperienza di Spaziosissimo, prima Nostro Spazio, è la dimensione pienamente volontaria. Attualmente solo io, nella funzione di coordinatore, e due educatori per alcune ore settimanali, siamo operatori stipendiati. Ma le attività sono rese possibili

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dall’apporto di ventidue volontari. I volontari prendono parte all’organizzazione di iniziative e attività e partecipano attivamente al loro svolgimento. I volontari non sono figure esterne ma frequentano i corsi e le uscite stando accanto agli altri amici iscritti. Anche scelte e decisioni per il programma annuale sono condivise. Per essere efficace e adeguato in un progetto come questo, il volontariato comporta un’adeguata azione di formazione. Perciò una psicoterapeuta tiene sei incontri annuali con tutti i volontari, per affrontare temi e problemi legati all’esperienza di Spaziosissimo. Un altro obiettivo è che le attività siano distribuite sul territorio cittadino, in più luoghi e con molteplici collocazioni (dal centro parrocchiale, all’istituto scolastico), per evitare l’effetto ghetto o laboratorio protetto.

Che cosa offre Spaziosissimo? Un’ampia gamma di attività e iniziative per il tempo libero, articolate in tre trimestri: autunnale (ottobre-dicembre), invernale (gennaio-maggio), estivo (giugnosettembre). Vi sono corsi specifici: acquarello, canto, piscina, yoga, ginnastica, ballo, uso dello smartphone. Ciascuna attività è guidata da un professionista, competente ed esperto, che per la sua opera riceve un compenso. È una scelta consapevole che “Nostro spazio” fece in passato, per sottolineare il valore, la qualità, la serietà delle proposte ed eliminare l’impressione di interventi improvvisati, caritatevoli, ricreativi. Anche le camminate in montagna si svolgono con una guida del Cai. Vi sono anche iniziative specifiche, che ritornano di anno in anno: il grande concerto al Teatro Gries in occasione

Sede di Spaziosissimo della Giornata mondiale della salute mentale il 10 ottobre, il soggiorno invernale a

Dobbiaco, quello estivo a Cervia, una visita in una città d’arte italiana. Ecco un al-

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tro obbiettivo essenziale: offrire possibilità di formazione e crescita culturale. Ci sono poi le attività che si svolgono nella sede “I funamboli” di via Vittorio Veneto. Sono gli “Incontri di accoglienza”, momenti più informali e semplici, per ritrovarsi, conversare, prendere insieme un caffè e una fetta di torta, qualche gioco di società, la lettura commentata dei giornali, il piano bar. I momenti di accoglienza in sede sono integrati da alcuni appuntamenti speciali di aggregazione e divertimento: le feste d’autunno e di carnevale, il convivio di Natale (un pranzo comune in un ristorante della zona, con l’esibizione di alcune attività

svolte

nel

corso

dell’anno).

Chi sono e quanti sono gli amici di Spaziosissimo?

Sede di Spaziosissimo

Abbiamo un bacino di circa 140 persone, che ovviamente non arrivano mai tutte insieme. La fascia età va dai quaranta ai settantacinque anni. Ciascuno è accolto senza giudizio, etichette, classificazioni diagnostiche e sanitarie. Chi arriva è spinto solo dal desiderio di partecipare alle attività proposte, occupare il proprio tempo libero, incontrare altre persone. Storie e provenienze sono le più varie: chi vive autonomamente, chi lavora, chi è in comunità, chi ha alle spalle una densa carriera professionale.

Come ci si iscrive? Promuoviamo periodicamente le nostre proposte, anche attraverso i servizi psichiatrici provinciali, ma le persone arrivano a Spaziosissimo in primo luogo mediante il passaparola. L’inserimento è molto semplice. Un colloquio iniziale con me permette di conoscersi, presentare le attività e concordare la partecipazione. Non vi sono selezioni, restrizioni, schedature sanitarie e farmacologiche.

Lo svolgimento delle attività richiede attenzioni particolari e specifiche? In questi mesi non ho incontrato situazioni difficili. Ogni partecipante conosce le proprie esigenze e necessità, al contempo le persone si aiutano tra loro, si sostengono e supportano. Insieme si affrontano di volta in volta situazioni, particolarità individuali, contingenze di salute di ciascuno. Ogni partecipante è anche responsabile e autonomo nella gestione dei farmaci. Settembre/September 2020

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Ognuno di noi ha un suo stato di salute, con problemi e acciacchi di varia natura che possono riguardare questo o quell’apparato corporeo e sono affrontati di volta in volta interpellando il proprio medico curante e assumendo dei farmaci. Tra i problemi di salute vi possono essere anche disturbi mentali, che vanno considerati al modo in cui si vivono e si guardano altre alterazioni del proprio equilibrio biopsichico. Spaziosissimo mira a creare situazioni di massima normalità, centrate su relazioni reciproche aperte e rispettose.

Come si coprono le spese? Spaziosissimo è finanziato da ASSB; alcune iniziative, come il concerto e le gite, ricevono un contributo degli Uffici provinciali.

Un obiettivo per il futuro? Ci proponiamo di cercare di intercettare le persone più giovani, gli under 35, di far conoscere loro l’esperienza di Spaziosissimo. È difficile perché i più giovani fanno più fatica a riconoscere e accettare i propri limiti, a frequentare persone con problemi di salute mentale. Una via potrebbe essere promuovere iniziative specifiche per i più giovani. Su questo tema abbiamo un tavolo aperto con ASSB e Servizi della città di Bolzano. Anche il gruppo dei volontari di Spaziosissi-

mo,

ossia

la

struttura

portante

Sede di Spaziosissimo

dell’Associazione, ha bisogno di aprirsi a forze nuove e fresche.

Quali ostacoli e restrizioni ha comportato l’emergenza sanitaria? Ha improvvisamente ristretto gli spazi di partecipazione, condivisione, socializzazione con i volontari e con gli amici. In sede il numero massimo di presenze è ridotto a sei. Le disposizioni conseguenti all’epidemia hanno poi determinato una situazione di grande emergenza e difficoltà nel reperimento di spazi in cui svolgere i corsi. Molti dei locali solitamente utilizzati sono infatti chiusi o non più accessibili. Confidiamo però di venirne a capo e definire il programma per ottobredicembre.

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Internos


Volontariato estivo: un’esperienza feconda, una risorsa preziosa di Fabrizio Mattevi Il

Volontariato

un’opportunità

estivo

regolamentata

è da

una legge provinciale, riservata a studenti tra i quindici e i diciannove anni. Per comprendere meglio di che cosa si tratta e coglierne il valore, abbiamo interpellato alcuni degli educatori che nelle attività estive hanno collaborato con le ragazze e i ragazzi del volontariato estivo. Ne è nata una sorta di tavola rotonda con le voci di: Anna Matiuzzo coordinatrice di Miniestatissima, Giacomo Morello coordinatore di Estatissima, Veronica

Mattarei vice-coordinatrice di Estatissima al Polo, Anita Zuretti educatrice a Kubi Ok Summer. Qual è il bilancio di questa estate emergenziale? Anna Quest’anno ogni ragazza era inserita in un determinato gruppo di bambini, quindi non operavano insieme. A me pare che separate abbiano lavorato meglio, non si siano perse in chiacchiere o appartate tra di loro. Forse perché hanno percepito il clima di emergenza, sta di fatto che hanno dato il meglio di sé, senza distrazioni e nascondimenti. Già prima del Covid avevo sostenuto che è preferibile avere meno volontari junior, per evitare che si creino gruppi di adolescenti che poi tendono a stare insieme tra loro perdendo di vista il compito.

Giacomo Estatissima è sempre stata un’esperienza molto aperta, di immersione totale in una grande gruppo di persone, di età differenti, con la libertà di muoversi negli Settembre/September 2020

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ampi spazi comuni di Villa delle rose e interagire con tutti. Abbiamo dunque sofferto le limitazioni di questa edizione: numeri più ridotti, poche uscite e gite, nessun gioco di contatto. Ma i bambini che hanno partecipato si sono trovati bene e sono stati contenti, questo è il dato prioritario ed è molto positivo. Nella nuova organizzazione è risultata particolarmente utile la presenza di molti ragazzi che già conoscevano la struttura di Villa delle rose, i suoi spazi interni ed esterni, il suo funzionamento, la dislocazione dei servizi. In tal modo potevano fornire risposte pronte ai bambini dei gruppi e accompagnarli. Da questo punto di vista sono risultati più efficienti di educatori inseriti a Villa per la prima volta.

Veronica Le due ragazze diciottenni del volontariato estivo sono state fondamentali in questa edizione emergenziale di Estatissima al Polo. Il loro apporto è stato veramente importante.

Anita Un’estate positiva anche se un po’ noiosa, per i numeri e le presenze ridotti rispetto al passato. I due ragazzi del volontariato estivo sono stati inevitabilmente utilizzati al 40%, ma il modo in cui hanno partecipato e collaborato è stato ottimale. Per noi educatori

sono

comprendendo

stati

una

pienamente

risorsa la

realmente

fatica

utile: ci

organizzativa

che

hanno

sostenuto,

l’emergenza

ha

comportato. I due ragazzi sono stati sensibili e propositivi con i bambini, ma soprattutto seri e responsabili, sempre ligi e rispettosi delle procedure previste dalle recenti norme sanitarie. Un comportamento tutt’altro che scontato per degli adolescenti. Concordo con Anna che l’inserimento nel piccolo gruppo stabile ha favorito l’impegno e la concentrazione sul compito.

Come arrivano a voi i ragazzi del volontariato estivo? Giacomo Come ogni anno i quattro ragazzi del volontariato estivo frequentano Villa da anni, sono affidabili e preparati e per questo sono stati scelti. Sono molti i ragazzi che ogni estate collaborano volontariamente alle nostre attività. Abbiamo dunque modo di selezionare tra loro i più adatti e responsabili.

Anna L’aspetto sorprendente è che le due ragazze di questa estate non ci conoscevano. Le ho incontrate soltanto per un colloquio iniziale, in cui, però, ho avuto 26

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un’impressione assai positiva. Si sono presentate con il desiderio di trovare un’attività per l’estate e uscire dall’ambiente familiare. Una di loro ha fratelli più piccoli e nipotini e quindi una certa familiarità con i bimbi. Queste due ragazze, pur molto giovani, hanno dato un contributo bellissimo, sono state proprio brave, attente e sensibili con i bambini, tanto da diventare un punto di riferimento quasi al pari delle educatrici.

Anita Un ragazzo ave-

va svolto uno

stage,

l’altro

mentre

aveva

il

Kubi da ragaz-

zino. Quindi ave-

vamo già una

conoscenza pre-

gressa.

Il Kubi è un do-

poscuola, non

un centro giova-

ni.

non ha un grup-

po

scenti che lo fre-

quentano ed è

più difficile stabi-

lire

continuativi

di

collaborazione.

alcuni

dei ragazzi del

volontariato esti-

vo mantengo-

frequentato

Tuttavia

Dunque di

adolerapporti

no un legame e cooperano con noi, magari per un pomeriggio alla settimana, a seconda degli impegni scolastici.

Veronica Una delle ragazze, sorella maggiore di due nostri utenti, già conosceva il Polo e la realtà di questo quartiere; l’altra era una sua amica per noi nuova. L’origine araba ha permesso loro di stringere legami positivi con i tanti ragazzi con le medesime origini che frequentano il nostro Centro.

Che cosa spinge un’adolescente a investire le settimane estive mettendosi in gioco in un ambiente sconosciuto? Veronica Mi viene in mente un episodio. L’ultimo giorno di Estatissima abbiamo organizzato una festa con i bambini iscritti. Le due ragazze avevano concluso il loro servizio da qualche settimana, ma le abbiamo invitate ugualmente. Loro si sono presentate, un po’ incredule perché non se lo aspettavano e felicissime di essere state inSettembre/September 2020

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vitate. Credo fosse la gioia di sentirsi parte di un gruppo, di un gruppo con adulti, nel quale hanno un ruolo importante. Il rimborso spese è una delle motivazioni ma da sola non è sufficiente, si è attratti dell’esperienza in sé: poter affrontare un’esperienza nuova, assumere una responsabilità. Le due ragazze di questa estate avevano poi un forte desiderio di accrescere le competenze in vista di possibili sbocchi lavorativi. La pandemia ha sollecitato ulteriormente a mettersi in gioco, migliorarsi, svolgere bene il proprio compito.

Anna Mi sono chiesta anche io, che cosa motiva i giovani volontari. Io non lo avrei mai fatto. Ho l’impressione che chi vive sofferenze o difficoltà personali e familiari tenda

mag-

giormente

a

occu-

parsi

degli

altri e si proponga

per aiutarli.

Queste

hanno

nifestato il desiderio

di

ma-

sentirsi

ragazze

utili,

uscire

dall’ambiente

fami-

liare

non

solo in cerca di coe-

tanei

con

cui divertirsi, ma per

un’esigenza

di sperimentarsi ca-

paci, sentirsi

riconosciute.

Non

fare

nulla di particolare

nei mesi e-

stivi, svuota e lascia

l’amaro

in

bocca. C’è una fetta

adole-

scenti che avverte il

di

bisogno di dare senso alle giornate, orientarle e finalizzarle.

Giacomo Per lo più questi ragazzi hanno partecipato a Estatissima da bambini, poi come volontari, quindi guardano al volontariato estivo come un traguardo da conquistare. Gli ottanta euro a settimana di rimborso spese non costituiscono un fattore rilevante; dicono che la se domanda di volontariato estivo non è accolta, partecipano comunque a Estatissima.

La maglia verde è una ricompensa più gratificante della somma di denaro. Da noi i volontari junior si distinguono per il colore blu della maglia. La maglia degli edu28

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catori è invece verde. Pure i volontari estivi indossano la maglia verde, la stessa degli educatori, proprio perché hanno un vincolo scritto specifico. Si tratta di un riconoscimento importante e significativo, che come tale viene vissuto. Agli occhi dei bambini, dei genitori, degli altri ragazzi volontari, chi indossa la maglia verde fa parte dello staff degli educatori. Ciò che li motiva è il desiderio di continuare a essere parte del mondo positivo e coinvolgente incontrato nell’infanzia, vivere l’esperienza di avere un ruolo, un’utilità per gli altri. Non è vero che tutti gli adolescenti sono disinteressati, molti cercano occasioni in cui essere riconosciuti, sentirsi importanti, scoprire di valere.

Veronica Sì, la volontaria della scorsa estate era una ragazza che frequenta il Polo da quando era bambina.

Anita Le motivazioni sono molteplici e variano dall’uno all’altra. A mio avviso il rimborso spese è un incentivo inizialmente efficace. Vi anche è il desiderio di socializzazione, di incontrare e conoscere altri coetanei. Una parte di loro sono anche interessati all’esperienza in sé, all’animazione con i più piccoli. Vivendo l’esperienza scoprono la dimensione relazionale, la condivisione, il lavorare e divertirsi insieme con gli adulti, l’essere punto di riferimento per i piccoli, avere un ruolo. Tutto ciò è quel che rimane loro alla conclusione del servizio.

Che cosa lascia questa esperienza ai ragazzi che la vivono? Anita Sono esperienze significative, preziose, feconde, un’alternativa al tempo vacuo della vacanza; offrono l’opportunità di mettersi in gioco, avvicinare altri e nuovi mondi; permettono di avvicinare e testare possibili ambiti lavorativi.

Anna Spesso i volontari estivi osservano gli educatori, cercano di capire come si pongono nei confronti dei bambini, vogliono imparare. Chiedono spiegazioni e chiarimenti. Acquisiscono dunque una preziosa formazione professionale, che in qualche caso si traduce in una scelta di studi e un orientamento lavorativo.

Giacomo Insegnare qualche cosa ai bambini, proporsi come più grandi ai più piccoli è un’esperienza gratificante. Chi svolge il volontariato estivo ha compiti precisi, è assimilato agli educatori. Di Settembre/September 2020

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fatto è una prima sommaria esperienza lavorativa, che prevede procedure di domanda, iscrizione, rendicontazione e comporta vincoli di orario, presenza, durata.

Veronica Operando fianco a fianco con gli educatori i giovani volontari imparano facendo e pure ascoltando spiegazioni e suggerimenti. Il volontariato estivo è un’esperienza di ancoraggio, ricerca, costruzione della personalità. È però importante che i ragazzi non siano caricati di responsabilità eccessive e inadeguate al loro ruolo.

Che tipo di adolescenti sono quelli che scelgono il volontariato estivo? Giacomo Si tratta di una variegata tipologia di ragazze e ragazzi, con percorsi familiari, personali, di studio assai differenti tra loro. Ma le differenze sono accettate in modo assai naturale dai ragazzi.

Anna Sì, le differenti provenienze geografiche, culturali, familiari non sono avvertite, non costituiscono un problema. Per loro sono un dato normale come per le precedenti generazioni erano le differenze regionali. Semmai si può annotare che se i volontari sono maschi hanno un grande seguito a Miniestatissima: dato che i bambini spesso non hanno figure maschili di riferimento, sono affascinati dagli animatori maschi, proprio li adorano.

Anita La gamma di ragazzi che aderisce al volontariato estivo è variegata. Spesso capita che nelle esperienze estive si capovolgano le gerarchie scolastiche: a volte sono proprio quelli che a scuola risultano poco impegnati a metterci l’anima, a dimostrarsi più genuini e sinceri, forse perché riescono a mettersi in gioco con più spontaneità e immediatezza.

Dunque il volontariato estivo è un’opportunità preziosa? Anna I volontari estivi portano l’energia fresca dell’adolescenza, che permette loro di giocare con i bimbi, correre e saltare, con un’immediatezza che gli educatori non si possono permettere, poiché hanno un ruolo differente. 30

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Anita Al contempo permettono a noi educatori di imparare e recuperare o non smarrire aspetti, dimensioni, atteggiamenti che sono propri della giovinezza. Sono testimoni del mondo adolescenziale e ne custodiscono l’intima essenza. In un qualche modo sono le nostre muse. È importante dare spazio ad attese e aspettative di ciascuno, valorizzarne doti e attitudini, affinché si sentano protagonisti.

Giacomo È fondamentale che il volontariato giovanile non sia considerato manovalanza a basso costo. Nei loro confronti occorre assumere una prospettiva squisitamente educativa. C’è bisogno di tempo per prendersi cura di loro, inserirli, formarli, avendo pazienza, facendo i conti con i loro ritmi e riconoscendo i tratti proprio dell’adolescenza.

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Minderjährige und der Lockdow di Cristina de Paoli Ich

habe

diesen

Vortrag

im

Rahmen

der

Konferenz Frauen in sozialen Krisen – Frauen

und Covid am 24.9.20 im Nikoletti-Saal in Bozen gehalten. Diese Konferenz wurde vom Dienst

Liscià in Zusammenarbeit mit dem Netz Women Empowerment der Gemeinde Bozen organisiert. In meinem Vortrag ging es um das Thema Gewalt, Kinder, Jugendliche und Lockdown. Ich bin Leiterin des Zentrums Il germoglio-der

Sonnenschein für die Prävention von Gewalt Cristina de Paoli gegen Minderjährige. Wir arbeiten viel mit Schulen zusammen, treffen Kinder und Jugendliche, Lehrpersonal und Eltern und bieten Familien bzw. Kindern und Jugendlichen Beratung in unser Zentrum. Der Lockdown hat unsere Kinder und Jugendliche sehr hart getroffen. Von einem Tag zum anderen wurden ihre Schulen und alle anderen Freizeitorte wie Jugendzentren, Sportvereine usw. geschlossen. Durch den Lockdown wurden die Kinder von all ihren Kontakten, insbesondere von ihren Altersgenossen, isoliert. Sie waren in der Lage, den Kontakt über soziale Medien und technische Hilfsmittel aufrechtzuerhalten. Aber diejenigen, die in einer hoch konflikthaften oder gewalttätigen

Familie

leben,

fanden

sich

mit

dem

Täter/der

Täterin

eingeschlossen. Wir haben heute leider immer noch keine Daten über das Phänomen der Gewalt an Kindern während des Lockdowns. Die einzigen Daten, die vorliegen sind die von den Frauenhäusern gemeldeten Daten bezüglich der miterlebten Gewalt, die sich während des Lockdowns laut nationalen Daten verdreifacht hat (laut Hilferufen der betroffenen Mütter bzw. Frauen bei den zuständigen Frauenhäuser). Unser Zentrum konnte zu bereits begleiteten Familien und Minderjährigen weiterhin Kontakte pflegen, v.a. durch Online-Gesprächen und Telefonate, aber 32

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nur wenige neue knüpfen. Plötzlich fehlte es an Orten, an denen sich Kinder treffen und miteinander in Kontakt treten konnten, wie Schulen, Jugendzentren, Sportvereine, Pfarreien usw., die oft eine große Unterstützung für Familien und ihre Kinder sind. Während des Lockdowns haben viele der Kinder den Tag mit der Nacht vertauscht, haben außer dem Fernunterricht mit der Schule keinen Rhythmus

mehr

gehabt,

haben

Ängste

und

Befürchtungen

entwickelt,

insbesondere vor Verlassenwerden und Trennung, Schlaflosigkeit, Alpträume, Depressionen, Zwangsgedanken und Einsamkeitsgefühle. Die Kinder haben die Orte verloren, an denen sie über sich selbst erzählen, sich ihrer familiären Situation anvertrauen und so Zuhörer und Hilfe bekommen konnten. Die einzigen Ressourcen waren nur mehr die Nachbarn. Nun haben wir den Sommer hinter uns, wo die Minderjährigen ein Minimum an Normalität wiedererleben konnten, und mit ihnen ihre Familien. Die Schulen haben wieder geöffnet, und mit größter Mühe versucht

man,

den

Minderjährigen

eine

Normalität zu bieten, die nichts Normales an sich hat. Zumindest ist es jetzt aber wieder die Chance, potentielle Gewaltsituationen zu sehen bzw. aufgreifen zu können. Wir sind uns nämlich sicher, dass während des Lockdowns die erlebte Gewalt stark angestiegen ist bzw. die schon bestehenden Gewaltsituationen sich oft verstärkt haben werden. Daher appellieren wir zu Gunsten der Kinder. Wenn ein Kind in Schwierigkeiten ist oder sich in einer kritischen Familien- oder Gewaltsituation befindet, wenden Sie sich bitte an unser Zentrum unter der Helpline 800/832842. Jede/r Teilnehmer/In an der Konferenz kann etwas dafür tun und hinschauen.

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Incontro dell’Area servizi volontari di Fabrizio Mattevi Si è svolto, nella Sala polifunzionale

Europa della Circoscrizione EuropaNovacella, l’incontro dell’Area servizi volontari. Più

che

da

esigenze

operative

l’appuntamento è stato voluto per offrire un’occasione di incontro reale, in presenza, dopo sei mesi di distanziamento e sospensione. Le conseguenze dell’emergenza sanitaria sono state infatti rilevanti per l’Area ser-

vizi volontari, costringendo a sospendere attività, mansioni, interventi. Sono venute meno anche le occasioni di incontro associativo, interrompendo o diradando contatti e relazioni reciproche. Perciò è stato bello ritrovarsi, nel rispetto delle norme di sicurezza. L’incontro è stato produttivo, si è percepita la voglia di partecipare e dare il proprio contributo. Si è potuto anche dare il benvenuto al progetto Spaziosissimo, che con i suoi venticinque volontari è entrato a far parte dell’Associazione, portando con sé la trentennale, intensa, straordinaria storia dell’Associazione Nostro spazio. È stato ricordato il contributo essenziale offerto dai volontari che compongono il Consiglio di Amministrazione e tra loro del presidente Paolo Spolaore. Si è condivisa l’esperienza di Nadia Girelli, volontaria presso il Centro Polo Ovest. Si è ringraziata Anna Molinaro per la dedizione nel portare avanti il servizio di distribuzione dei cibi forniti da Banco alimentare e Pronto

Nadia Girelli Fresco. Si sono salutate le persone che in questi mesi hanno iniziato il servizio so-

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ciale volontario in Associazione.

Don Paolo Zambaldi ha poi richiamato il valore fondativo e la funzione generativa rappresentata dalla presenza di volontari. Infine ci si è confrontati volendo individuare modalità e strumenti che permettono vicinanza, comunicazione, partecipazione in questo periodo di restrizioni sanitarie. Infatti ciascuna esperienza di servizio volontario è mossa dall’intento di compiere azioni che siano d’aiuto, ma al contempo è animata da un desiderio di apertura, incontro, partecipazione, appartenenza. A tal proposito è stato proposto di utilizzare la Newsletter per far circolare esigenze e richieste di collaborazione segnalate da servizi e strutture dell’Associazione. Al fondo occorre continuare a interrogarci insieme su come testimoniare la sollecitazione contenuta nella frase di don Giancarlo, messa per iscritto su un rotolo di carta da Eleonora Gelmo e distribuita a tutti i presenti: “La vera domanda non è

cosa possiamo offrirci gli uni agli altri, ma chi possiamo essere gli uni per gli altri .”

La pergamena, con la frase di don Giancarlo, distribuita ai partecipanti

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INTERNOS Edizione/Ausgabe: nr. 03/2020 - Settembre/September 2020 Pubblicazione registrata presso il tribunale di Bolzano il 06.08.2018 R.G. n. 3009/2018 Ermächtigung Landesgericht Bozen 06.06.2018 nr. 3009/2018

Associazione – Verein “La Strada - Der Weg ONLUS” Via Visitazione - Mariaheimweg, 42 39100 Bolzano Bozen Tel 0471 203111 Fax 0471 201585 e-mail: info@lastrada-derweg.org www.lastrada-derweg.org Direttore responsabile/presserechtlich Verantwortlicher: Massimo Antonino Redazione/Redaktion: Massimo Antonino, Fabrizio Mattevi, Dario Volani Grafica/Grafik: Massimo Antonino Se vuole devolvere il 5 per mille Falls Sie 5 Promille Ihres Einkommens schenken möchten a favore di Associazione/Verein “La strada – Der Weg Onlus” Codice fiscale 80020390219 Se vuole fare una donazione / Falls Sie eine Spende machen möchten IBAN – IT29 R060 4516 0800 0000 139000 Grazie/Danke

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