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di Padova Ovest

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Periodico d’informazione locale. Anno XX n. 42 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Consorzio dei vigili Il Comune di Veggiano medita l’uscita pag.

Villafranca Bianche e schiumose acque del rio Porra

Bilancio Limena Confermate aliquote ordinarie di Imu e Irpef

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pag.

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pag.

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EDITORIALE

Rubano, orti sociali al via l’assegnazione

L’Italia, le urgenze, le tasse ... di Mauro Gambin*

L’amministrazione comunale ha deciso di mettere a disposizione dei propri cittadini alcuni appezzamenti di terreno delle dimensioni di 30 metri quadrati ciascuno, da adibire ad orto, dotati di rete di irrigazione e ricovero attrezzi. La coltivazione non deve avere scopo di lucro pag. 8

Festa al tavello il prossimo 12 maggio

Per il terzo anno consecutivo nell’area naturalista del Tavello sarà ancora festa domenica 12 maggio. La prima edizione era stata organizzata da amministrazione e cittadinanza per far conoscere le bellezze dell’area verde che sarebbero state deturpate dal Gra pag. 10

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Fusione di comuni, coro di no dai sindaci La proposta era partita da Salvò ma Costa e Ramina non sono disponibili

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a proposta di fusione ai colleghi di Campodoro e Limena l’ha lanciata il sindaco di Villafranca Padovana Luciano Salvò. “Perché non sedersi ad un tavolo e prendere in considerazione l’avvio di un percorso che possa portare ad una gestione comune dei servizi guardando oltre alle Unioni e alle convenzioni?”. Questo in sostanza il succo delle due lettere che il sindaco Salvò ha inviato al collega di Campodoro Massimo Ramina e al sindaco di Limena Giuseppe Costa. “I nostri tre territori presentano una

continuità geografica che già naturalmente porta, ad esempio, i cittadini di Limena a gravitare sui servizi di Villafranca – ha spiegato Salvò –, ma oltre a questo alla base delle mia proposta c’è la costatazione che le Unioni o le convenzioni non sono ormai più sufficienti per affrontare concretamente il problema della riduzione dei costi. Credo che si debba iniziare un ragionamento che porti ad una riorganizzazione radicale degli enti che vada al di là dei confini territoriali”. La proposta, però, non ha raccolto il con-

senso degli altri primi cittadini “Il sindaco Salvò ha lanciato una sua proposta – ha risposto Ramina – ma per quanto riguarda il mio territorio la fusione non ci interessa. Io faccio già parte dell’Unione dei Comuni di Padova NordOvest e intendo proseguire su questa strada”. “Nessuna polemica con il collega di Villafranca con il quale c’è un rapporto di collaborazione – ha detto Costa –, ma questo non è il modo per affrontare un tema così importante”. pag. 12

’Italia nel dopo voto avrebbe dovuto trovare risposte. Invece. Si sono moltiplicati gli interrogativi. I partiti bisticciano sulle priorità: prima il governo, prima le commissioni speciali o prima il presidente della Repubblica? Pd, Pdl, M5s che oggi si divino quasi in proporzioni uguali il Parlamento, giocano a “morra cinese” e più spesso alle “tre carte” ma non vince nessuno. Non c’è intesa su niente, tutti aspettano che la prima mossa la facciano gli altri e si dicono spazientiti ripetendo ossessivamente come in una “reclame” che “L’Italia non può più aspettare”. Lo dicono a noi che di pazienza ne portiamo più di Giobbe e non ci nascondiamo nemmeno l’eventualità che questo clima di incertezza possa rianimare da un momento all’altro la corsa dello spread e la sfiducia dei mercati. Forse sarà rimasto deluso chi da questa nuova stagione politica si aspettava tutti i nodi al pettine, una distinta riga di demarcazione nell’Emiciclo tra il “nuovo” e il “vecchio” o la buona politica sciolta dall’ideologia, ne è uscito invece un Parlamento diviso tra “Il buono, il brutto e il cattivo” a “geometria variabile” nel senso che è facoltà vostra assegnare di volta in volta il ruolo a chi vi pare. continua a pag. 3 *direttore@lapiazzaweb.it

L’Intervento

Sanità privata serve una svolta

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di Leonardo Padrin*

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orse è utile dare alcune informazioni relative al dibattito in corso sulla sanità privata nel Veneto. Le polemiche di questi giorni riguardano le strutture private ambulatoriali convenzionate, cioè operatori privati che vengono pagati dalla Regione per erogare ai cittadini dei servizi sanitari con il solo pagamento del ticket. *Presidente della commissione sanità del Consiglio Veneto

continua a pag.

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EDITORIALE

L’Italia, le urgenze, le tasse...

Le attività nel padovano

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La rete degli Agriturismi padovani e dei punti di vendita diretta ha un nuovo ed agile strumento di promozione, una pubblicazione che aggiorna e promuove la “geografia del gusto” nella nostra provincia. La guida, un’iniziativa della Camera di Commercio di Padova in collaborazione con Coldiretti Padova, riporta le schede aggiornate di 66 aziende agrituristiche del territorio oltre alle informazioni sulla vendita diretta. Ad oggi sono 90 le aziende agricole padovane del “Punto di Campagna Amica” che svolgono attività di vendita diretta, le cui informazioni sono riportate nel dettaglio nella guida insieme alle indicazioni sui 12 mercati settimanali.

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Nuova clinica a Pozzonovo

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La nascita di una struttura sanitaria all’avanguardia a livello internazionale, l’attenzione ad un nuovo modello di sanità, la creazione di nuovi posti di lavoro fa notizia in questo periodo difficile. Che poi la nuova struttura apra nella Bassa Padovana è un ulteriore elemento di novità. Si tratta della clinica sanitaria MediClinic che ha iniziato l’attività il mese scorso a Pozzonovo, con l’offerta di un’ampia gamma di prestazioni all’avanguardia per la prevenzione, la diagnosi e la terapia, un nuovo modello di sanità.

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di

Provincia sanità e ricerca

La raccolta differenziata tocca quota 70 per cento pag. 9

Villafranca

Il Wwf depreca i recenti episodi di inquinamento pag.

14

spettacoli

Gigi Proietti sarà al Gran Teatro Geox nei prossimi giorni pag.

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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà della

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Tanto il risultato pare non cambiare più di tanto. A spadroneggiare è la strategia: quella delle elezioni, non quella delle priorità da affrontare. Tuttavia, l’Italia non è solo la sua classe politica e sarebbe sbagliato addossare a quest’ultima ogni responsabilità della situazione attuale, molte sono responsabilità dirette della così detta “società civile” la stessa che è diventato di moda citare in politica come slogan del candore. Tra qualche settimana, dopo la dichiarazioni dei redditi, sono sicuro resteremo basiti da qualche notizia sulle cifre che la società civile dichiarerà al fisco. Ogni anno con disinvoltura, come si trattasse di una nota di colore o di una “freddura” un po’ volgare vengono diffuse notizie sulle evasioni fiscali: gli orafi vicentini con redditi sotto i 12 mila euro (annui!), i grandi capitali nei paradisi fiscali, il professionista del nero: il bestiario degli evasori è vario e vasto, tanto da stare agli italiani come il detto che ci vuole un popolo di “santi, poeti e navigatori” o “grandi amatori”. Il problema c’è, se la media dei redditi dischiarati all’erario dagli imprenditori si aggira attorno ai 19 mila euro annui. Perché si deduce che il peso fiscale sta quasi esclusivamente su lavoratori dipendenti e pensionati. E’ così, infatti, il gettito arriva per il quasi il 55% dai lavoratori dipendenti, quasi il 24% dai pensionati, solo per il 7% contribuisce il lavoro autonomo e per meno del 4% l’impresa. Certo, chi obbietta che Italia si pagano tasse come in uno stato del Nord Europa e si ottengo servizi come in una paese dell’africa, dice una cosa vera, chi sostiene che il costo per il lavoro dipendente è troppo alto, parla di sacrosanta verità, e chi chiede un patto per il fisco più equo chiede una cosa giusta, le tasse vanno abbassate ma intanto gli italiani, senza necessariamente aspettare che la politica si metta d’accordo, inizino a pagarle. Anche questa è un’urgenza. di Mauro Gambin

Ondata di maltempo a Padova

Primavera bagnata tra allagamenti e frane. Non è certo iniziata sotto i migliori auspici la cosiddetta “bella stagione”, segnata invece da una serie di perturbazioni che hanno portato per tutta marzo e la prima decade di aprile piogge intense e temperature al di sotto della media. Disagi per gli allagamenti e gli smottamenti.

segue da pag.

Questa edizione raggiunge le zone di Limena, Rubano, Villafranca per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

Tagli

Staminali, passo avanti nella lotta alle malattie pag.

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ambiente

Dalle escursioni d’arte ai percorsi avventura nei boschi dei Colli pag.

solidarieta’

Run for Children nuova sfida al record mondiale pag.

Regione Tasse

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Archeologia

veneto film festival nelle sale padovane Al via, dall’8 aprile al 13 maggio, la seconda edizione di Veneto Film Tour, rassegna dedicata al cinema veneto promossa da Regione del Veneto e organizzata da Veneto Film Festival in collaborazione con AGIS e FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai). In programma un ciclo di proiezioni che coinvolgerà le sale d’essai di Padova, Rovigo, Vicenza, Verona, Este e Venezia in 11 appuntamenti, tutti alla presenza degli autori. Biglietto d’ingresso 3 euro. Il programma completo con tutti gli appuntamenti è disponibile sul sito www.venetofilmfestival.it. Due settimane di eventi

a maggio festival della cittadinanza

Dopo il successo dell’edizione 2012 torna a Padova dal 3 al 12 maggio il Festival della Cittadinanza.Anche quest’anno il centro storico diventa teatro di un ricco programma culturale di mostre, spettacoli, convegni, tavole rotonde, animazioni di piazza, eventi, performance che rendono il Festival un laboratorio permanente, un cantiere sempre aperto e partecipato. Seconda edizione in cantiere

Sanità convenzionata a rischio chiusura, pagg. 24-25

In arrivo la stangata di primavera

Proiezioni fino al 13 maggio

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Venetkens, il viaggio tra gli antichi veneti pag. 33

cinema e viaggio al detour festival

Detour è un festival dove il cinema e il viaggio si fondono e si incontrano in modi imprevedibili e sempre nuovi. Saranno cinque giorni densi non solo di film, ma anche di incontri, workshop e altri eventi per vivere un’esperienza unica. Per chi ci seguirà, l’idea di viaggiare al cinema, con il cinema, non potrà essere più concreta. Marco Segato - direttore artistico del festival. Dopo il successo della prima edizione di Detour festival del cinema di viaggio ecco alcune anticipazioni della nuova edizione che si svolgerà sempre a Padova dal 15 al 20 ottobre, info www. detourfilmfestival.com.

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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 28 marzo 2013 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese ENTI LOCALI L’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno previsto dal decreto del governo, sarà di 5 miliardi per gli enti locali, 1,4 miliardi per le Regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali. In Veneto arriveranno 3,4 miliardi nell’arco dei due anni, che diventano 7 miliardi se si considera che la pubblica amministrazione ha 90-100 miliardi di debito verso le aziende

Sbloccato il Patto di stabilità, p

di Alessandro Abbadir

S

Dal Negro: ”Si aiutano i sindaci più furbi, che hanno fatto soffrire le imprese”

i allenta il Patto di stabilità e finalmente i comuni veneti possono tornare a respirare, ma non troppo. Le cifre ci sono e a livello nazionale sono imponenti. L’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno previsto dal decreto del governo, sarà di 5 miliardi per gli enti locali, 1,4 miliardi per le Regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali e 800 milioni per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei. Nel bilancio dello Stato viene istituito un unico Fondo da 26 miliardi di euro, articolato in tre sezioni comunicanti tra loro, per il pagamento dei debiti degli enti locali (2 miliardi nel 2013 e nel 2014), delle Regioni per debiti diversi da quelli sanitari (3 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014) e sempre delle Regioni ma per debiti sanitari (5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014). Comuni e Province, entro il 30 aprile, faranno richiesta di autorizzazione al ministero delle Finanze per i pagamenti da effettuare che dovranno essere autorizzati entro il 15 maggio e finanziati con le disponibilità liquide degli enti. Entro il 15 giugno le amministrazioni dovranno comunicare importi e tempistiche alle imprese. Ma quanti soldi arriveranno in Veneto? 3,4 miliardi nell’arco dei due anni, secondo gli uffici studi delle associazioni di categoria, che diventano 7 miliardi se

Un giudizio definitivo sul decreto si potrà dare solo dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi edilizia scolastica

Servono 111 milioni

I

vincoli del Patto di Stabilità avevano bloccato anche gli interventi nel settore dell’edilizia scolastica mettendo a rischio la sicurezza dei bimbi che si trovano all’interno. Anci Veneto ha condotto un’indagine in cui chiedeva alle municipalità di indicare gli importi necessari per la sistemazione dei plessi ma bloccati dal patto. Con risposte da parte di 84 Comuni da tutto il Veneto che rivelano una cifra complessiva molto alta: ben 111.254.099,26 euro. Nell’ambito del questionario, le spese maggiori giudicate necessarie sono per i 18 comuni della provincia di Treviso che hanno risposto, con 37 milioni di euro in totale. A seguire le 19 municipalità veronesi con quasi 18 milioni e le 7 veneziane con 21.643.000 euro. Non si scherza neppure nelle 17 municipalità del vicentino (14,5 milioni) e nelle 15 del padovano (8.636.000). 1.169.200 euro costituisce il fabbisogno delle 6 bellunesi, 325mila euro quello delle 2 rodigine, La stessa Anci ha parlato del problema nelle scorse settimane con il prefetto di Verona Perla Stancari. “Il prefetto si è dimostrato sensibile a questo tema – spiega il presidente dell’Anci regionale Giorgio Dal Negro. Legge che ci prescrive tutti gli adeguamenti antisismici e migliaia di bambini che dentro quegli immobili hanno lezione ogni giorno. Continueremo i confronti sull’argomento con gli altri prefetti della regione”.

si considera che la pubblica amministrazione ha 90-100 miliardi di debito verso le aziende. “La scelta di sbloccare 40 miliardi di pagamenti per le aziende è un’ottima notizia. Come Anci Veneto abbiamo preteso con forza questo provvedimento, che salutiamo con favore. In questo modo si ridà fiato alle tante aziende in difficoltà e si liberano risorse fondamentali per far tornare a crescere la nostra economia. Occorre proseguire su questa strada, allentando il patto di stabilità, in modo da consentire ai Comuni di avviare tante piccole e medie opere pubbliche, che renderanno più moderne le nostre città e creeranno lavoro”, ha detto Flavio Zanonato sindaco di Padova. I malumori però ci sono, e sono a tutti i livelli. Il governatore Zaia parla di “nuove blindature” del patto di stabilità che di fatto non permettono di spendere alla Regione un euro in più. “Anche per chi potrà entro il 30 aprile fare richiesta per ammorbidire i vincoli del Patto di Stabilità per pagare i debiti arretrati – spiega Giorgio Dal Negro all’Anci Veneto - il decreto potrebbe rivelarsi poco efficiente”. Facciamo esempio di grosso comune nella nostra regione. Il Comune di Venezia, per esempio, ha saldato circa un centinaio di milioni di euro di arretrati, ma non è detto che potrà stornarli nel calcolo del Patto. Il governo infatti prevede un tetto totale di

5 miliardi di euro da suddividersi per tutti i debiti arretrati di tutti i Comuni italiani. Se dovesse venir fuori che il totale dei debiti da saldare è di più di 20 miliardi di euro, allora il tetto di spesa per ogni Comune sarà ridotto a un quarto del debito effettivo da saldare. Il presidente dell’Anci Veneto Giorgio Del Negro che è sindaco del comune di Negrar è stato chiaro. “Il decreto va bene - spiega il presidente dell’Anci - ma senza provvedimenti in programma per allentare il Patto di stabilità, lo strumento serve solo ad aiutare i sindaci più furbi, quelli che hanno fatto soffrire le imprese perché hanno commissionato lavori che sapevano di non poter pagare. I sindaci veneti, in genere, hanno invece bloccato i lavori che sapevano di non poter saldare e quindi l’ammontare dei debiti arretrati è davvero basso. Insomma un decreto che pare fatto per altri”. L’impressione è che per l’ennesima volta, invece di sanzionare certe condotte amministrative, si rischi di aiutare chi si è comportato peggio. Aree del territorio nazionale, fa capire l’Anci Veneto, che si trovano ben distanti da qui. Comunque un giudizio definitivo sul provvedimento si potrà dare solo dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi perché così non è ancora chiaro a quanto ammontano le somme che potranno essere liberate.


Argomento del mese 5 Gli effetti in Provincia di Padova

per i comuni i problemi restano L’analisi Interviene Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre

“In questa fase, a disposizione solo 500 milioni di euro” di Alessandro Abbadir

L

spalla pag 5 per padova

a Cgia di Mestre, con il suo segretario Giuseppe Bortolussi, dopo aver letto il nuovo decreto sullo sblocco dei primi 40 miliardi di euro di debiti che la Pubblica amministrazione deve onorare nei confronti delle imprese italiane, si pone una domanda precisa “Lo Stato centrale continua a non pagare?”. Bortolussi fa un’analisi al dettaglio. “Ebbene - dice Bortolussi - al netto dei 6,5 miliardi di rimborsi fiscali - tasse che i contribuenti italiani hanno ‘pagato in più’ - e dei 26 miliardi di euro che il Ministero dell’Economia e delle Finanze farà confluire in un apposito fondo a disposizione degli enti locali e delle regioni prive di liquidità, risorse che dovranno comunque essere recuperate tra le pieghe dei loro bilanci e restituite con gli interessi, pare di capire che l’amministrazione centrale metterà a disposizione solo 500 milioni di euro all’interno del pacchetto relativo all’allentamento del Patto di stabilità interno”. Prendendo come buona la stima di 91 miliardi di euro quale debito della P.A nei riguardi delle imprese, la Cgia è convinta che siano molti di più perché nell’indagine campionaria della Banca d’Italia non si tengono conto delle imprese al di sotto dei 20 addetti che costituiscono il 98% di tutte le aziende presenti in Italia e di quelle operanti nei servizi sociali e sanitari. Pertanto, dei 91 miliardi di debito complessivo, ben 44 miliardi sono in capo a Regioni ed Asl. Gli altri 47 miliardi, invece, si distribuiscono tra Comuni, Province e Stato centrale. “Purtroppo, dalle stime della Banca d’Italia non è possibile misurare quant’è il debito da attribuire all’amministrazione centrale. “Tuttavia – conclude Bortolussi – non c’è sicuramente proporzione tra lo sforzo richiesto alle Regioni, alle Ulss ed agli enti locali e quello che dovrà fare lo Stato centrale, visto che di suo sborserà, in questa prima fase, solo 500 milioni di euro”.

Patto di immobilità

Bloccati interventi per quasi 85 milioni Q

ualcuno lo ha ribattezzato “patto di immobilità”, “patto di stupidità”, “palla al piede”, “tagliola”: a Padova il Patto di Stabilità è visto dagli amministratori come la bestia nera dei bilanci. Ora i sindaci si aspettano che il decreto approvato a Roma permetta di dare corso a pagamenti e investimenti per sbloccare opere e interventi, anche a Padova, dove proprio i comuni più virtuosi si trovano penalizzati e “ingessati”. Stando ad un primo conteggio ufficioso nella nostra provincia sfiora gli 85 milioni di euro la somma di denaro bloccata nei casse degli enti pubblici, contante disponibile ma non utilizzabile per non andare contro i dettami del patto di stabilità. Circa 64 milioni sono nella disponibilità dei Comuni, di cui 7 al solo Comune di Padova, mentre la Provincia si trova con 20 milioni di euro “congelati”. Eppure proprio i Comuni non riescono a chiudere i bilanci e si trovano in forti difficoltà economiche. Nelle prossime settimane si valuteranno gli effetti del decreto che ha dato il via libera ai pagamenti, anche se si tratta per lo più di vecchi debiti, accumulati diversi mesi o anche anni fa, una situazione che riguarda marginalmente le amministrazioni padovane. La conta delle somme che attendono di essere investite è deprimente: a Monselice 2 milioni di euro giacciono in banca mentre, denuncia il sindaco Francesco Lunghi, le imprese aspettano di essere pagate per lavori già eseguiti. A Este non possono essere toccati oltre 5 milioni di euro, con i quali si potrebbero costruire piste ciclabili, asflatare strade e sistemare scuole. A Terrassa Padovana è bloccato l’ampliamento del cimitero e non c’è più posto per i defunti, mentre a Conselve i soldi in cassa bastano appena per pagare gli stipendi ai dipendenti fino a maggio e ci sono 800 mila euro di debiti da saldare alle imprese per lavori già eseguiti. A Piove di Sacco il futuro sidnaco che uscirà dalle elezioni amministrative si troverà in portafoglio, nella migliore delle ipotesi, al massimo un milione di euro, bruscolini per un Comune di simili dimensioni. Montagnana invece non potrà spendere 3 milioni e mezzo di euro. Ogni sindaco ha la sua storia da raccontare, le sue cifre da snocciolare, insieme alla preoccupazione di vedere la macchina amministrativa ormai impantanata tra patto di stabilità e stretta dei conti pubblici. Vittime del sistema anche le scuole, specie gli istituti superiori, per i quali la provincia non può spendere la bellezza di 14 mila euro già preventivati per sistemazioni, messe a norma e ristrutturazioni in venti scuole. Solo all’Istituto Duca D’Aosta di Padova la Provincia potrebbe finanziare opere indispensabili di messa in sicurezza per 1 milione 100 mila euro di cui 300.000 arrivano dal Miur come contributo concesso. Il patto di stabilità, però, non lo permette e il rischio è che si perda persino il finanziamento del Ministero dell’Istruzione. “Ci sono moltissimi progetti già approvati e finanziabili con i soldi in cassa della Provincia che non possiamo far partire. – spiega l’assessore all’edilizia scolastica Gilberto Bonetto – Dobbiamo partire dalla riqualificazione degli edifici pubblici per garantire prima di tutto ai nostri ragazzi di frequentare scuole sicure e funzionali, dando anche respiro all’economia locale. Per questo ho lanciato una petizione disponibile anche online per chiedere a tutti i cittadini di aiutarci ad avere a disposizione i finanziamenti già disponibili”. Nicola Stievano


6 Rubano Polizia locale Lazzarin valuta la possibilità di portare il servizio in Unione

Probabile l’uscita di Veggiano dal Consorzio dei vigili Secondo il sindaco di Mestrino l’eventuale dipartita del comune limitrofo apre alla necessità di un riequilibrio

neWs

di Barbara Turetta

Via Boschetta

due dossi e limite a 30 all’oRa

D

al 1 gennaio dell’anno prossimo il Con- 5000 abitanti e dunque obbligati a mettere in sorzio dei vigili di Padova Ovest potrebbe Unione tutti i servizi comunali entro il 1 gencambiare assetto. L’originaria formazione naio del 2014. Per quanto riguarda la polizia composta da Selvazzano, Rubano, Mestrino, municipale i sindaci di Saccolongo e Rovolon, Cervarese Santa Croce e Veggiano potrebbe es- Dorella Turetta e Maria Elena Sinigaglia, sono sere salutata da quest’ultimo Comune. Il sinda- già pronti ad unire le proprie forze. Saccolongo co Anna Lazzarin ha infatti richiesto in queste contribuirebbe con i suoi 3 vigili e i due mezzi ultime settimane al presidente del Consorzio in dotazione e Rovolon con l’unico vigile e mezEnoch Soranzo di entrare in possesso di tutte zo, rispettando così l’obbligo della spending review. Sul fronte della le informazioni per valutare il recesso anticipato dal Dall’uscita, il comune polizia municipale Veggiano rispetterebbe già Consorzio. Veggiano vuole della Lazzarin l’obbligo di esercitare in avere in mano tutti i dati, potrebbe forma associata questa dal numero del personale, risparmiare funzione, essendo appunai mezzi, alle attrezzature, 90mila euro annui to all’interno del Consore alle spese di conguaglio che gli spetterebbero nel caso in cui uscisse dal zio, ma per Lazzarin è necessario anche valuConsorzio. Una valutazione sulla quale Laz- tare tutti gli aspetti di un recesso per conferite zarin e la sua giunta vuole poter ragionare in all’Unione Retenus anche questa funzione. Con vista di un possibile trasferimento del servizio i dati in mano si aprirà per Veggiano la fase di di polizia municipale e polizia amministrativa valutazione sia dell’una che dell’altra opzione. all’Unione dei Comuni Retenbus. Unione nata Al momento l’unica cosa certa sembra essere a settembre dell’anno scorso fra Saccolongo, un risparmio sui 90mila euro annui che VegVeggiano e Rovolon, Comuni tutti con meno di giano spende per il Consorzio, ma questo non

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basta al Comune per decidere di recedere entro il 30 giugno. Scelta che comporterà un cambiamento significativo nella gestione della polizia municipale nell’area dei cinque Comuni. Alla richiesta di Veggiano è seguita poi quella del Comune di Mestrino. Il sindaco Marco Valerio Pedron ha posto l’attenzione proprio sul fatto che la richiesta avanzata da Veggiano apre uno scenario sul futuro assetto del Consorzio che merita di essere valutato con attenzione. Un riequilibrio dei pesi sul quale Mestrino intende riflettere, anche prendendo in considerazione eventuali soluzioni alternative al Consorzio per la gestione del servizio di polizia municipale. Ma nel frattempo l’assetto del Consorzio è rimasto sempre lo stesso, unica novità è che la sede di Selvazzano è stata riorganizzata per accogliere i dodici vigili rientrati dal distaccamento di Rubano che è stato chiuso.

na soluzione pensata per porre rimedio alle frequenti uscite di strada lungo via Boschetta a Rubano. Due dossi e il divieto di superare i 30 chilometri orari sono comparsi da un paio di giorni nella curva di via Boschetta, nelle vicinanze del sottopasso di Villaguattera a Rubano. La curva, specie se presa a velocità sostenuta e in giorni in cui l’asfalto si presenta più scivoloso, rappresentava un pericolo piuttosto insidioso. E all’ennesimo incidente il sindaco Ottorino Gottardo si era recato sul posto per verificare con i tecnici e i vigili se potesse esserci una soluzione all’annoso problema. Come disse Gottardo dopo il sopralluogo, la cosa indispensabile era cercare un sistema che facesse rallentare i veicoli in quel tratto di via stretta, che vicino al sottopasso vira all’improvviso in una curva a gomito molto secca. La soluzione è stata trovata. Lungo la carreggiata sono comparsi due dossi, uno è stato posizionato prima e uno dopo la curva, con un cartello che li preannuncia e che obbliga gli automobilisti a viaggiare ad una velocità non superiore ai 30 chilometri orari. Altri sistemi, a quanto pare, nella carreggiata larga meno i cinque metri non potevano essere utilizzati. Sul posto sono ancora visibili alcuni segnali stradali abbattuti e piegati dall’ultimo incidente e il palo dell’illuminazione che è stato da poco ripristinato nella sua sede dopo che un’auto era uscita di strada colpendolo e abbattendolo. Ma ora i dossi e i limiti di velocità impongono agli automobilisti di correre più piano. Ba.Tu.

BIBLIOTECA CRESCE IL PATRIMONIO LIBRARIO La dotazione documentaria è passata dalle 28.889 unità del 2009 alle 32.730 unità del 2012, grazie all’impegno finanziario del Comune che per il solo 2012 è stato pari a 16.895 euro per i libri e 4.000 euro per i giornali

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rescono il patrimonio librario e gli utenti della biblioteca pubblica di Rubano. La dotazione documentaria è passata dalle 28.889 unità del 2009 alle 32.730 unità del 2012, grazie all’impegno finanziario del Comune che per il solo 2012 è stato pari a 16.895 euro per i libri e 4.000 euro per i giornali. Inoltre, la biblioteca fa parte del Consorzio Biblioteche Padovane Associate moltiplicando e migliorando il patrimonio librario disponibile. Il Consorzio garantisce infatti acquisti e catalogazione centralizzati, insieme ad un sistema di circuitazione dei documenti con scambi sempre maggiori tra le biblioteche consorziate. “La biblioteca pubblica costituisce ormai un consolidato polo di aggregazione culturale osserva il sindaco Ottorino Gottardo - che si caratterizza come luogo privilegiato di educazione e formazione, necessario per la crescita e l’istruzione sociale. Si tratta di una realtà molto viva nel nostro territorio, che offre molteplici servizi ai cittadini”. I servizi offerti dalla biblioteca comprendono sale lettura, postazioni per l’accesso gratuito a internet anche in modalità wirless, sale per incontri e riunioni di gruppo, nonché l’organizzazione di varie iniziative. Particolare attenzione è posta alla promozione

della lettura presso il pubblico più giovane: dal 2011 è presente una sezione dedicata ai giovani (“young”) con i libri e i materiali per gli adolescenti dai 14 ai 18 anni e all’inizio di ogni anno scolastico viene attivato il progetto “Piacere di Leggere���, d’intesa tra il Comune e le istituzioni scolastiche del ter-

Luogo privilegiato, necessario per la crescita e l’istruzione sociale ritorio. Il progetto mira a formare i ragazzi con percorsi guidati per creare interesse per la lettura attraverso attività di animazione e laboratori. Il Comune sostiene le spese del progetto, pari a 4.350 per l’anno scolastico in corso, oltre alle spese di trasporto dei ragazzi dai plessi scolatici lontani dalla Biblioteca. Negli ultimi due anni il Comune ha versato a Busitalia circa 19.000 euro per il trasporto dei ragazzi dai plessi scolastici alla biblioteca ed agli impianti sportivi, sopperendo alla mancanza di servizi di linea dovuti ai tagli messi in atto dalla Regione Veneto. Ba.Tu.


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8 Rubano L’Intervento

Petizioni Anche Rubano partecipa alla campagna “Io riattivo il lavoro”

Una proposta di legge per fermare le mafie

Sanità privata serve una svolta

di Leonardo Padrin*

di Manuel Glauco Matetich

segue da pag.

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L’iniziativa nasce per affrontare l’inadeguatezza dell’attuale legislazione per la quale il 90% delle aziende confiscate alla criminalità organizzata fallisce

utta Rubano unita insieme per dire un forte stop alla Mafia. E’ partita pochi giorni fa la campagna “Io riattivo il lavoro”, per la tutela dei dipendenti nelle aziende confiscate alle mafie. Nello sportello del Punto SI del comune di Rubano è stata infatti presentata la raccolta firme per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare per l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alle mafie. Il Comitato promotore a livello provinciale è composto da Cgil Padova, Avviso Pubblico, Libera Padova, Arci Padova, Acli Padova, Asu - Associazione studenti universitari, Studenti Per - Udu, Rete degli studenti medi, Associazione per la Pace, Incontrarci, Movimentamente, Coop Adriatica. L’iniziativa nasce per affrontare l’inadeguatezza dell’attuale legislazione per la quale il 90% delle aziende confiscate alla mafia fallisce, poiché non vengono garantiti gli strumenti necessari per mantenerle in vita, obiettivo che invece le associazioni si pongono con questa proposta di legge. E questa iniziativa di legge popolare sembra già riscuotere un grande successo tra la popolazione residente, che si è recata con ferma decisione ad apportare il loro supporto per dire un secco “no” alla mafia che imperversa e dilaga nel nostro belpaese, e non solo nel raggiungendo il quorum di almeno 50 mila firme, sud Italia, come molti credono. “E’ ora di dire basta per portare in Parlamento questa legge che tuteli le – afferma uno dei giovani coordinatori del proget- persone oneste”. In Italia (al 3 settembre 2012) to – alla vecchia logica di arroganza e strapotere sono 1.636 le aziende confiscate e il 90% di queste che ha rovinato e governato sono destinate al fallimento, negli ultimi 45 anni l’Italia. Sta 50 mila firme con circa 80.000 lavoratori cambiando il mondo e forse per portare coinvolti. Le regioni con il si respira già un’aria nuova, è in Parlamento numero più alto di aziende questo che più ci auguriamo, una legge a tutela sequestrate e confiscate sono ma dobbiamo continuare ad degli onesti la Sicilia (37%), la Campania aiutare chi delle cosche mafio(20%), la Lombardia (12%), se è solamente una vittima innocente che non ha la Calabria (9%) e il Lazio (8%). L’Emilia Romagna alternative, possibilità di scegliere e vie di fuga. Lo è terza, tra le tredici regioni a nord del Lazio, per Stato non riesce ad essere presente ovunque ed è numero di beni immobili confiscati alla mafia e solo per questo che dobbiamo sostenere tutt’insieme, seconda per numero di imprese sotto confisca: dal

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Nel territorio sono inoltre presenti altre imprese private che hanno le stesse caratteristiche autorizzative ma non sono convenzionate. Cioè vendono servizi sanitari rivolgendosi ad un mercato totalmente privato ed il cittadino deve pagare interamente la prestazione che riceve. Il dibattito di queste settimane nasce per due motivi ben precisi: uno strategico ed uno economico. Quello strategico riguarda il decisore cioè il soggetto che in nome e per conto della Regione acquista i servizi sanitari dai privati convenzionati. In passato era la Regione che decideva da chi e quanto si acquistava e poi calava questo accordo nel territorio senza che i direttori generali delle Ulss avessero un ruolo operativo. Non esistevano criteri se non la discrezionalità di accogliere o respingere, in tutto o in parte, quanto veniva richiesto. Questo ha comportato la concentrazione dell’offerta dei servizi sanitari del privato convenzionato dove più ricco era il mercato, secondo una legittima logica d’impresa. Quello economico riguarda invece la diminuzione del budget, cioè della cifra che la Regione intende investire nell’acquisto di prestazioni sanitarie dai privati convenzionati. Su questo aspetto va detto che la diminuzione è stata significativa ma soprattutto il tempo intercorso fra la decisione della Giunta Regionale e la sua applicazione è stato talmente breve che coloro che hanno una organizzazione complessa (e per questo spesso molto qualificata) non sono nelle condizioni di adeguarla senza traumi occupazionali e logistici. È quindi necessario intervenire allungando ragionevolmente i tempi di applicazione delle nuove norme. La questione strategica è invece fondamentale per la Regione perché la delibera della Giunta propone un cambio di mentalità epocale e pone in carico al Direttore Generale la responsabilità della gestione dei servizi sanitari nell’ambito del proprio territorio e quindi decide lui quanto comprare e da chi. La norma prevede che il Direttore debba agire secondo criteri resi pubblici e che saranno verificati dalla Giunta Regionale e dalla V Commissione, entrambi gli organi potranno modificare le decisioni del Direttore Generale di ogni singola Ulss con delle pubbliche motivazioni. Un percorso trasparente alla determinazione del quale tutti i soggetti portatori di interesse potranno concorrere sapendo che l’obiettivo della sanità pubblica o pagata dal pubblico è quello di fornire ai cittadini i migliori servizi possibili in base alle risorse disponibili perché per farlo vengono usati i soldi di tutti. Gli altri aspetti, occupazionali ed aziendali, vanno comunque affrontati e risolti ma necessariamente in modo consequenziale alla programmazione regionale del resto è evidente che chi beneficia dell’essere fornitore della Regione non può agire in modo difforme da quanto prevede il proprio committente.

La locandina dell’iniziativa “Io riattivo il lavoro”

‘92 al 2012 sono stati confiscati in territorio regionale 70 immobili e 25 aziende. Come se non bastasse, dall’inizio della crisi i sequestri e le confische sono aumentate del 65%, un dato drammatico e poco noto che testimonia la vulnerabilità del tessuto economico, al Sud come al Nord Italia. Per affrontare questa complessa realtà e restituire i beni alla collettività, la proposta di legge prevede numerose soluzioni: la costituzione di una Banca dati delle aziende sequestrate e confiscate; la valorizzazione del territorio, la tutela dei lavoratori, l’uso sociale delle aziende, la costituzione di cooperative di lavoratori disposti a rilevare l’azienda confiscata.

*Presidente della commissione sanità del Consiglio Veneto

L’iniziativa

al via l’assegnazione degli oRti sociali

’amministrazione comunale ha deciso di mettere a disposizione dei propri cittadini alcuni appezzamenti di terreno delle dimensioni di 30 metri quadrati ciascuno, da adibire ad orto, dotati di rete di irrigazione e ricovero attrezzi. Questa sana iniziativa permette di recuperare e di diffondere le conoscenze e le tecniche di coltivazione naturale, facilitare le occasioni di incontro, promuovere un sano impegno del tempo libero. La coltivazione non deve avere scopo

di lucro, ma è finalizzata alla produzione di ortaggi da destinare al consumo familiare. Esistono due aree destinate ad orti sociali. La più estesa, che è stata anche la prima ad essere attivata, è ricavata all’interno del Parco Etnografico di via Valli a Bosco di Rubano. La seconda, invece, si trova a Sarmeola vicino alla palestra geodetica di viale Po. Le persone che possono fare domanda per ricevere un piccolo orto urbano devono essere

cittadini residenti a Rubano che non siano proprietari, comproprietari, usufruttuari, affittuari di terreni idonei all’uso ortivo ubicati nel Comune di Rubano o nei Comuni limitrofi(Limena, Mestrino, Saccolongo, Selvazzano Dentro, Veggiano, Villafranca Padovana). I moduli per le richieste degli orti urbani possono essere ritirati presso gli stessi parchi in questione, oppure direttamente in comune, o dal sito internet comunale www.rubano.it. M.G.M.

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Limena 9 Etra Eccellenti risultati nella raccolta dei rifiuti

La differenziata tocca quota 70% Inalterate le bollette grazie all’ottimizzazione del servizio e all’osservanza delle regole nei conferimenti di Barbara Turetta

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on solo eccellenti risultati nella raccolta dei rifiuti a Limena, con una percentuale di differenziata che tocca quota 70%, ma anche una gestione dei costi e un efficientamento generale che ha permesso di migliorare e, allo stesso tempo, di mantenere finora inalterato il costo del servizio per i cittadini. “Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti negli ultimi anni, – ha spiegato il sindaco Giuseppe Costa – abbiamo mantenuto inalterate le bollette grazie alle iniziative attuate in termini di razionalizzazione e ottimizzazione

Raccolta rifiuti

Mediamente il costo del servizio è a Limena di 159 euro dei servizi oltre che ad attività di educazione e sensibilizzazione che hanno portato a una raccolta differenziata sempre più precisa”. Mediamente il costo del servizio rifiuti per una famiglia tipo di tre persone è a Limena di 159 euro, inferiore alla media di tutto il territorio Etra pari a 186 euro e ben al di

sotto della media nazionale di 246 euro a famiglia. “Vale la pena ricordare – commenta Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra – che i costi in bolletta per la Tariffa di Igiene Ambientale sono rimasti invariati nonostante, ad esempio, i forti rincari avuti per l’acquisto del gasolio, costo che incide notevolmente sul servizio. Un’altra cosa da sottolineare è che nel 2013 il Comune di Limena vedrà concluse le opere di messa a norma del Centro di raccolta”. Nella ricicleria di via Praimbole sono infatti iniziati i lavori di adeguamento

Fioccano le multe peR chi inQuina

A

Limena è “caccia aperta” a chi abbandona rifiuti lungo le strade del territorio. Lotta dura contro chi preferisce lasciare la propria immondizia lungo i fossi di Limena. I vigili hanno iniziato a multare gli irrispettosi dell’ambiente e nei giorni scorsi a tre di loro è arrivata una multa di 50 euro. Due sono limenesi e uno abita a Piazzola. Dei due concittadini, uno non ha differenziato

Nel resto del territorio Etra la bolletta tocca i 186 euro alla normativa: la spesa per tale manutenzione non inciderà nelle bollette dei cittadini grazie alla razionalizzazione dei costi e ai buoni risultati di raccolta differenziata. Nel 2012 i chilogrammi di rifiuto prodotto pro capite sono stati 495. È un dato positivo considerando la grande presenza di attivi-

correttamente, l’altro ha buttato lungo una strada un sacchetto d’immondizie. I sacchetti sono stati recuperati, all’interno anche lettere stracciate che hanno portato la polizia locale a scoprire gli autori dell’abbandono. Si è potuti risalire ai responsabili e a multarli. Stessa sorte anche per la persona che risiede a Piazzola e che deve aver pensato che le immondizie è meglio portarsele sul luogo di lavoro e lanciarle dal finestrino, invece di conferirle a casa propria. Sono in corso accertamenti per individuare altri trasgressori. L’abitudine al

tà artigianali e industriali nel territorio che producono una grossa parte del rifiuto assimilato all’urbano. La raccolta differenziata, comprensiva del compostaggio domestico, ha raggiunto nel 2012 il 70,7% superando l’obiettivo normativo del 65%. Inoltre alla fine dello scorso anno sono state introdotte due importanti novità: l’utilizzo del bidone carrellato per il conferimento del vetro per una maggior comodità di utilizzo; e l’avvio della raccolta del secco tramite bidone dotato di microchip.

“lancio selvaggio” del sacchetto a Limena e del suo abbandono è talmente diffusa che da quasi due anni l’amministrazione comunale ha installato cartelli nei punti di accesso al paese per indicare che è vietato abbandonare i rifiuti. “I risultati raggiunti dai nostri vigili sono la dimostrazione che è utile avere un contatto diretto con loro - commenta il sindaco Giuseppe Costa - perché ogni settimana decidiamo che operazioni fare e che parte del territorio controllare. Se fossimo all’interno di un’Unione non sarebbe possibile”.

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10 Limena Amministrazione Approvato il bilancio ma i vizi di forma hanno acceso la polemica

Confermate le aliquote ordinarie Imu e Irpef Non sono stati applicati neanche i 10 centesimi di maggiorazione comunale sul nuovo tributo sui rifiuti Tares di Barbara Turetta

U

n bilancio che non grava sulle tasche dei cittadini. Questa la scelta che l’amministrazione comunale di Limena ha deciso di attuare confermando le aliquote ordinarie Imu e Irpef attualmente in essere e non applicando i 10 centesimi di maggiorazione comunale sul nuovo tributo sui rifiuti, la Tares. “Il nostro bilancio e’ fatto della scelta politica di ridurre il debito pubblico del comune di Limena – spiega il sindaco Giuseppe Costa - l’importo dei mutui e’ passato dai 3,8 milioni del 2009 ai 2 milioni del 2012, rimane forte la scelta politica di sostenere l’istruzione e la formazione, fattori chiave per il futuro delle nostre generazioni, e il sostegno al sociale, una necessità questa da cui non e’ possibile prescindere”. Ma impossibile per un’amministrazione non analizzare anche la situazione ge- con ipotesi di gettito fantasiose, riviste a più riprese in nerale che si riflette sulla reazione dello strumento corso d’anno e tutt’ora non consolidate, con la conseprincipale di un Comune. “Cito solo tre elementi che guenza di far mancare ogni certezza sul valore delle danno l’idea dello stato di confusione e di paralisi entrate correnti e sono stati operati tagli selvaggi ai in cui il sistema dei Comuni, che trasferimenti statali e nel nostro e’ il primo punto di riferimento Rispetto al 2010 caso oltre 494.000 euro che dei problemi dei cittadini, oggi tagliato il 43% corrisponde ad un taglio del 43% si trova per scelte governative in- dei contributi, si rispetto al totale dei contributi comprensibili e inaccettabili – ha tratta di 494.000 erogati nel 2010, l’ultimo dei continuato Costa - e’ stato scelto, euro in meno quali deciso a novembre 2012. anche quest’anno, di trasferire Per non parlare poi dell’insostenil’approvazione del bilancio di previsione 2013 al 30 di bile obiettivo di miglioramento del patto di stabilità, giugno il che vuole dire, se attuato, oltre un semestre quasi 550 mila euro per il 2013, un vincolo le cui di completa inattività solo perché si e’ preferito spo- regole sono considerate assurde a fronte di un bisostare i problemi anziché affrontarli con risposte serie. gno di investimenti assolutamente necessari per far E’ stata anticipata in via sperimentale l’introduzione ripartire il nostro sistema produttivo”. Ma l’approvadell’Imu con inedita ripartizione mista stato-comune e zione del bilancio di previsione del 2013 a Limena è

in bReve Zona industriale

costa vuole incontRaRe gli impRenditoRi

“S

arà un impegno che richiederà del tempo, ma la volontà mia e della mia amministrazione è quella di incontrare tutti gli imprenditori della nostra zona industriale”. Un obiettivo che il sindaco di Limena Giuseppe Costa si è prefissato, proprio per poter conoscere da vicino le esigenze degli imprenditori che operano a Limena. Oltre 250 aziende, alcune di queste attive a Limena da cinquant’anni ossia da quando la zona industriale di Limena ha preso forma, che danno vita al tessuto produttivo del territorio. “Voglio avere un contatto diretto con i titolari delle aziende – ha detto Costa -, perché credo che solo in questo modo riusciremo a capire le loro esigenze”. Incontri che hanno fatto emergere anche la richiesta da parte di alcune aziende di poter avere in futuro un sistema viario all’interno della zona industriale che garantisca anche una migliore circolazione per i carichi eccezionali. Ma all’amministrazione comunale di Limena si rivolgono anche le imprese del territorio che hanno problemi con aziende private che forniscono servizi. E’ il caso dell’azienda agricola Tosetto che dalla metà di febbraio si è ritrovata senza fax e telefono fisso. Di fatto le comunicazioni sono garantite solo con il collegamento ad internet possibile con una chiavetta. Oppure come è accaduto la scorsa estate quando l’amministrazione è intervenuta per far dialogare una ditta che tratta in alimenti ed Etra, per sbloccare un vecchio contenzioso che minacciava di interrompere l’erogazione dell’acqua all’azienda. Ba.Tu.

Il Municipio di Limena

stata anche “caratterizzata” da una polemica che ha animato la prima seduta consiliare che ne prevedeva l’approvazione. Il quell’occasione l’approvazione del bilancio non è avvenuta il perché in delibera mancava il parere tecnico del funzionario comunale. A far notare il vizio di forma sono stati i consiglieri di minoranza del “Ponte-Insieme per Limena”. Atti alla mano i consiglieri di minoranza hanno notato il difetto. “Noi le delibere le guardiamo attentamente prima di venire in consiglio – ha detto il consigliere di opposizione Arturo Tonello – ma a quanto pare lo stesso non lo fanno i colleghi della maggioranza”. Il funzionario comunale era presente in sala e l’amministrazione ha chiesto che esprimesse verbalmente il parere, ma questo non è bastato a rassicurare l’opposizione che ha abbandonato l’aula.

Centro ricreativo per anziani

dino scaRso conFeRmato pResidente

in bReve Gra sparito dalle carte

Festa al tavello il 12 maggio

I

l tracciato del Gra è sparito anche dalle cartografie di Limena. Non solo il tracciato del Grande Raccordo Anulare (Gra) che avrebbe dovuto attraversare l’area naturalistica a Limena è stato cancellato dai progetti, ma non compare più neppure nelle nuove cartografie del Comune di Limena. In sostanza l’amministrazione comunale di Limena, che sta per approvare il proprio Piano di Assetto del Territorio (Pat), l’ha fatto “sparire” dalla nuova cartografia mettendo così definitivamente al sicuro il territorio dal pericolo del passaggio del nuovo anello stradale. Non che ce ne fosse bisogno. L’anno scorso l’amministrazione, guidata dal sindaco Giuseppe Costa, ha festeggiato la vittoria contro il passaggio del Gra nel proprio territorio. Infrastruttura contro la quale cittadini e Comune hanno battagliato. La commissione ministeriale per la Valutazione di impatto ambientale del Gra sul territorio padovano ha infatti messo la parole fine dando responso negativo al passaggio in questo territorio, ritenendo più opportuno che la carrabile non devastasse la zona golenale del Tavello che è ritenuta di grande pregio naturalistico. Da qui la sparizione del tracciato previsto a Limena da progetto e ora anche dal Pat. E per il terzo anno consecutivo nell’area naturalista del Tavello sarà ancora festa domenica 12 maggio. La prima edizione della festa era stata organizzata da amministrazione e cittadinanza per far conoscere le bellezze dell’area verde che sarebbero state deturpate dal Gra, e l’anno scorso per festeggiare la vittoria. L’amministrazione comunale ha già contattato le ottanta associazioni del territorio per chiedere l’adesione alla festa e le due dimore storiche, villa Trieste e PacchieBa.Tu. rotti, saranno aperte al pubblico.

Emergenza sfratti

appello ai pRopRietaRi di case sFitte

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innovate le cariche al centro ricreativo per gli anziani di Limena. Dino Scarso è stato riconfermato, con voto unanime dei componenti il nuovo consiglio di gestione, presidente del centro ricreativo e culturale per gli anziani di Limena per il triennio 2013-2015. E come suoi principali collaboratori sono stati eletti: Roberto Bortoletto vicepresidente, Stanco Melesi economo, e segretario Alessandro Racchelli. Componenti del nuovo consiglio di gestione sono: Silvano Cogo, Renzo Rossetto, Dino Bazzan, Raffaello Bettio, Pier Giorgio Gobbin e Vittorio Marin. L’elezione del nuovo consiglio è avvenuta durante l’assemblea degli aderenti molto partecipata. I votanti sono stati ben 123. Prima delle votazioni i presenti all’assemblea hanno approvato, con voto unanime, il bilancio consuntivo del 2012. Fiore all’occhiello dell’attività del centro ricreativo per gli anziani di Limena è il servizio di trasporto di persone in difficoltà che devono effettuare esami o terapie presso ospedali, case di cura e poliambulatori. E in questi giorni il centro riceverò un nuovo pulmino, adeguatamente attrezzato anche per il trasporto dei disabili, per il cui acquisto la Regione Veneto ha erogato un contributo di 22 mila euro. Il nuovo mezzo sarà benedetto dall’arciprete di Limena don Paolo Scalco domenica 28 aprile dopo la santa messa delle ore11 presenti autorità e i numerosi autisti volontari che svolgono il servizio di trasporto. Ba.Tu.

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’appello è rivolto ai limenesi che hanno appartamenti o case sfitte, affinché l’amministrazione li possa utilizzare, ovviamente nel rispetto della normativa, per aiutare temporaneamente le famiglie a rischio sfratto. L’appello è stato lanciato dall’assessore al Sociale Stefano Tonazzo che sta seguendo il caso di tre famiglie con minori. “Per l’amministrazione comunale si attiva l’impegnativo iter di assistenza che prevede di individuare un alloggio – ha detto Tonazzo - o di inserire i minori in istituti. Purtroppo la sensazione che abbiamo è che la crisi non farà diminuire i casi di sfratto, ma li manterrà costanti. Ad essere sempre più limitati sono gli alloggi comunali a nostra disposizione, e così ci rivolgiamo ai cittadini che hanno case chiuse e sfitte, e per le quali pagano l’Imu”. L’assessore spiega che sono possibili delle convenzioni fra privato e amministrazione comunale, magari stabilendo un tempo limitato di utilizzo dell’immobile, proprio per poter far fronte a queste emergenze abitative. Se i proprietari di case sfitte accettassero di convenzionarsi con il Comune, sarebbe l’ente a farsi garante e a pagare un affitto, oltre che parte dell’Imu, che, in quanto seconde case, è abbastanza alto. Si tratterebbe di una soluzione temporanea e non definitiva. Ba.Tu.


12 Villafranca Amministrazione Il primo cittadino Salvò ha proposto di andare oltre alle convenzioni

Ipotesi fusione, il no di Limena e Campodoro Costa e Ramina hanno deciso di procedere con la gestione dei servizi in forma associata nell’Unione. Costa e Ramina hanno rispedito al mittente la proposta, Campodoro gestirà i servizi in Unione, Limena in convenzione di Barbara Turetta Nella foto il sindaco di Villafranca Salvò, quello di Limena Giuseppe Costa e il primo cittadino di Campodoro Massimo Ramina

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a proposta di fusione ai colleghi di Campodoro e Limena l’ha lanciata il sindaco di Villafranca Padovana Luciano Salvò. “Perché non sedersi ad un tavolo e prendere in considerazione l’avvio di un percorso che possa portare ad una gestione comune dei servizi guardando oltre alle Unioni e alle convenzioni?”. Questo in sostanza il succo delle due lettere che il sindaco Salvò ha inviato al collega di Campodoro Massimo Ramina e al sindaco di Limena Giuseppe Costa. All’origine della proposta l’analisi della sempre più critica situazione in cui versa la finanza pubblica e che si riflette negativamente sui Comuni, e le crescenti difficoltà nel garantire ai cittadini i servizi. “I nostri tre territori presentano una continuità geografica che già naturalmente porta, ad esempio, i cittadini di Limena a gravitare sui servizi di Villafranca – ha spiegato Salvò –, ma oltre a questo alla base delle mia proposta c’è la costatazione che le Unioni o le convenzioni non sono ormai più sufficienti per affrontare concretamente il problema della riduzione dei costi. Credo che si deb-

ba iniziare un ragionamento che porti ad una riorganizzazione radicale degli enti che vada al di là dei confini territoriali”. Nelle lettere il sindaco Salvò ricorda che la legge regionale che disciplina “l’esercizio di funzioni e servizi comunali” prevede anche incentivi finanziari per la redazione di studi di fattibilità per la fusione dei Comuni. “Una lettera che vuole avere anche lo scopo di capire se ci possono essere i presupposti per avviare questo tipo di percorso con i colleghi sindaci” ha concluso Salvò. La fusione è però un “matrimonio che non sa da fare” per Campodoro, mentre per Limena si tratta di un tema talmente importante che andava affrontato in tutt’altro modo. Non raccoglie consensi fra i primi cittadini di Campodoro e Limena la proposta del collega di Villafranca Salvò. “Il sindaco Salvò ha

lanciato una sua proposta – ha risposto Ramina – ma per quanto riguarda il mio territorio la fusione non ci interessa. Campodoro ha una popolazione inferiore ai 5000 abitanti e siamo obbligati entro il 1 gennaio del 2014 a gestire in modo associato con altri Comuni le funzioni principali dell’ente. Io faccio già parte dell’Unione dei Comuni di Padova NordOvest e intendo proseguire su questa strada”. “Nessuna polemica con il collega di Villafranca con il quale c’è un rapporto di collaborazione – ha detto Costa –, ma questo non è il modo per affrontare un tema così importante”. Per Costa molto probabilmente anche per i Comuni sopra ai 5000 abitanti il futuro “obbligato” sarà quello di gestire in forma associata i servizi. Ma per il momento la fusione è una possibilità ancora molto lontana.

Beatrice Piovan

“saRebbe già tanto aRRivaRe ad aveRe una veRa sineRgia FRa comuni”

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isogna avviare una vera sinergia con gli altri Comuni contermini e non pensare ad azioni, come una fusione fra Comuni, che sono proposte che hanno bisogno di un percorso condiviso e di profonda riflessione”. E’ il consigliere di minoranza della lista “Insieme per Villafranca” Beatrice Piovan, a Beatrice Piovan commentare la proposta lanciata dal sindaco Luciano Salvò ai colleghi di Campodoro e Limena. Per Piovan sarebbe molto più importante che l’amministrazione di Villafranca collaborasse in modo più attivo con l’Unione dei Comuni di Padova Nord Ovest, riuscendo così a condividere più servizi. “In questi quattro anni di amministrazione – ha criticato il consigliere di opposizione Piovan – la maggioranza non è riuscita neppure a far tornare nuovamente i vigili sulle nostre strade. Non se ne vede nemmeno l’ombra. Ci sono solo gli autovelox, quei bussolotti azzurri che peraltro l’amministrazione ha ottenuto tramite l’Unione”. E ritornando poi alla proposta sulla fusione con Limena e Campodoro il consigliere di minoranza ha precisato: “Certi ragionamenti andrebbero fatti con i sindaci ma in modo serio – ha commentato ancora Piovan – Si tratta sì di Comuni contermini al territorio di Villafranca Padovana, ma di fatto sono territori che hanno una disomogeneità di bilanci. Basta pensare all’Imu di Limena dato dalla sua vasta zona industriale. E di certo questi sono aspetti che hanno il loro peso. Sarebbe molto più importante in questo momento fare sinergia fra Comuni”. Ba.Tu.

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14 Villafranca Inquinamento L’Arpav sta conducendo le analisi per risalire ai colpevoli

Bianche e schiumose acque del rio Porra” Nel fiume che attraversa il paese probabilmente sono stati scaricati dei tensioattivi. Consistente la moria di pesci di Manuel Glauco Matetich

I

n questi giorni il dramma ambientale è tornato di attualità, dopo che il rio Porra si è riempito di una schiuma bianca, densa e maleodorante, circondata da una patina nera. A guardarla, sembra di vedere le nuvole osservate dall’alto. Eppure è veleno, ma un veleno che viene da lontano. Il fiume arriva fino al confine di Villafranca Padovana già di gran lunga inquinato, ma è qui che si vede l’inquinamento perché la schiuma si forma quando ci sono i primi salti. Si tratta di tensioattivi, che poi sono i detersivi usati

Ambiente

Quando la pioggia dilava il terreno una parte dei prodotti organici finisce nei canali nelle abitazioni private o quelli utilizzati per pulire le cisterne delle aziende. Questa può essere una delle cause di inquinamento delle acque di questo corso d’acqua, che a detta di molti pescatori ci sarebbe stata qualche settimana una consistente moria di pesci.

WWF, occoRRe RipRistinaRe la cultuRa dell’acQua

C

ome per il rio Porra ed anche per tutti gli altri, piccoli o meno, corsi d’acqua della città e provincia padovana, la risposta che l’associazione WWF di Padova lancia è univoca, ed è un urlo ad alta voce per fermare l’avanzata dell’inquinamento dei nostri fiumi. Riprendendo le parole di Francesco Zanetti, presidente Wwf Padova Onlus, ecco spiegata brevemente la posizione del gruppo

Le analisi dell’Arpav sono ancora in corso, al centro delle ricerche ci sono le tracce di schiuma residue, con la speranza di poter trovare una soluzione al problema, e magari anche qualche responsabile. L’acqua si può inquinare non solo tramite i fiumi ma anche con i prodotti inquinanti del suolo. Un’importante causa dell’inquinamento delle acque, in particolare delle acque dolci sono gli scarichi di materiale organico. Le numerose sostanze utilizzate in agricoltura non restano sul solo o sulle coltivazioni. Quando

la pioggia dilava il terreno, una parte dei prodotti organici finisce nei canali di scolo e da qui ai fiumi e poi al mare. Quando l’acqua piovana, o anche quella d’irrigazione, filtra nel terreno, tralascia lentamente un’altra parte di queste sostanze in profondità, fino alle falde acquifere da cui si prende l’acqua per bere, che potrebbe divenire non più potabile a causa dei nitrati e dei fosfati rilasciati dai fertilizzanti chimici utilizzati sul terreno. Anche l’azione dei pesticidi può contaminare le falde acquifere,

ambientalista: “Il Wwf Padova si sta prodigando per ripristinare la cultura dell’acqua, anche con le azioni concrete come la pulizia dei fiumi cittadini. Serve però la collaborazione di tutti: dei cittadini, in primo luogo, che smettano di gettare rifiuti nei corsi d’acqua, ma anche degli enti pubblici, che garantiscano una maggiore presenza e collaborazione per la tutela dei nostri fiumi. Ad esempio acquistando e utilizzando una barca adatta alla pulizia periodica di fiumi e rive, l’unico modo per tenere libere e pulite le vie d’acqua. Lo chiediamo da anni e continuiamo e chiederlo, perché vogliamo contribuire a

Alcuni pesci morti a seguito dell’inquinamento delle acque l’acqua potabile e il cibo. A questo problema si viene incontro utilizzando la coltivazione biologica, che però a causa dei raccolti più scarsi si hanno dei prezzi relativamente elevati nell’ambito dell’alimentazione.

costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura, anche e soprattutto con i fiumi, una volta portatori di vita, oggi, purtroppo, di rifiuti e inquinanti”. Questo è uno degli ultimi appelli fatti dall’associazione ambientalista per cercare di scuotere le coscienze degli abitanti di tutto il pianeta terra, per far capire loro che dobbiamo rispettare madre Natura e le sue innumerevoli meraviglie. E come recita un proverbio indiano, “la terra non ci appartiene, non è nostra, siamo solo degli ospiti temporanei. Abbiamo la terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli”. M.G.M.

UNA CONFERENZA SULLA SALUTE Il dottor Alberto Zanellato e il dottor Ennio Caggiano sono intervenuti per illustare i benefici derivanti da una pratica quotidiana delle attività sportive

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na vera e propria conferenza sulla salute è quella che si è tenuta recentemente nella sala polivalente di Villafranca Padovana, situata in piazza Marconi, organizzata dall’associazione padovana “Nuovi Sentieri” e patrocinata dal Comune di Villafranca Padovana. La serata si è aperta con l’introduzione e la presentazione degli argomenti trattati durante la conferenza da parte del sindaco Luciano Salvò, che ha voluto sottolineare quanto sia importante dedicare almeno parte della nostra routine quotidiana alle attività sportive. Citando la celebra massima dell’antico poeta latino Decimo Giunio Giovenale “Mens sana in corpore sano”, il sindaco ha spiegato molto esaustivamente come lo sport possa essere, oltre ad un ottimo carburante per il nostro corpo, anche un’occasione per socializzare, un momento di aggregazione e di conoscenza di altre persone, con le quali si condividono, il più delle volte senza saperlo, delle passioni, delle ambizioni o dei semplici gusti. I temi centrali della conferenza sono stati comunque la salute e lo sport. Sono state fornite, infatti, ai partecipanti indicazioni e consigli utili su come migliorare la propria salute attraverso l’attività sportiva, grazie ai preziosi e saggi interventi del dottor Ennio Caggiano, medico chirurgo, esperto in diritto della salute e Presidente di A.P.S. Villa Bembo, e del pluripremiato dottor Alberto Zanellato, docen-

Serata organizzata dall’associazione “Nuovi Sentieri” e dal Comune te Università di Padova Facoltà di Scienze Motorie e Presidente dell’Associazione “Nuovi Sentieri”. Nella seconda parte della serata è stata invece presentata la disciplina neofita del “Nordic Walking”, ovvero camminata veloce. Sono state descritte ampiamente le caratteristiche basilari di questa attività sportiva emergente a basso impatto fisico, adatta a tutti coloro che amano camminare all’aria aperta, consigliata da medici, fisioterapisti e chinesiologi, di facile apprendimento ed adatta a tutte le età. Inoltre sono state illustrate le peculiarità della disciplina ed i benefici che si ottengono nel praticarla, soprattutto per le persone con seri problemi cardiovascolari. M.G.M.


Cultura 15 Teatro Geox Dopo due anni di assenza torna l’attore romano

Proietti calca la scena Sul palco porterà parti recitate e cantate, accompagnato dalla sua ormai immancabile orchestra, da alcuni affezionati attori e dalle due figlie di Manuel Glauco Matetich

Il celebre attore romano, Gigi Proietti

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no spettacolo imperdibile che si prepara ad essere l’evento dell’anno. Ecco in scena l’ultima mandrakata dello show-man numero 1 in Italia, Gigi Proietti, in arrivo a Padova con uno nuovo spettacolo teatrale. Il cartellone della stagione teatrale 2012-2013 del Gran Teatro Geox di Padova si arricchisce di un prestigiosissimo spettacolo. Torna infatti, dopo un paio d’anni di assenza dal palcoscenico organizzato dall’azienda leader del settore Zed!, il mitico attore romano Gigi Proietti con il suo nuovo spettacolo in Tour 2013, con ben 3 date, nei giorni di venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile 2013. C’è gente stasera, è la domanda che chiunque faccia teatro fa a se’ stesso e ai suoi collaboratori prima di andare in scena, tutte le sere, se non altro per scaramanzia. Quando non è proprio esaurito si cominciano a cercare delle scuse tipo: “ ma con questo tempo chi vuoi che venga? Stasera c’è la partita, si sente molto la crisi che c’è in giro, è sbagliato l’orario, il teatro non ha ben organizzato il pubblico, la stampa ne ha parlato troppo poco, è stata fatta poca pubblicità e tanto altro……”, anche perché se il teatro non è pieno non si ride. Gigi Proietti, ritorna con parte del suo repertorio, con lo stile che lo contraddistingue, contaminazione di generi, parti recitate, cantate, accompagnato dalla sua ormai immancabile orchestra e con la partecipazione di alcuni suoi affezionati attori, rigorosamente scelti, come sempre fra gli ex allievi del suo famoso “ Laboratorio”. Con l’ attore anche le due figlie Susanna e Carlotta, rispettivamente di 34 e 32 anni, che interverranno in diverse parti dello show. Tutti ormai professionisti affermati, ma sempre con la voglia di divertirsi , ogni tanto, a recitare insieme al loro Maestro i brani del suo vasto repertorio. Uno spettacolo che emozionerà come sempre gli spettatori grandi e piccoli regalando loro dei momenti di grande spensieratezza. Un altro sicuro successo che vede la città di Padova sempre più capitale della musica, del teatro, e della comicità. Il costo dei Biglietti è a partire da 29 euro. Posti ancora disponibili presso la biglietteria del Gran teatro Geox, in corso Australia 55 (telefono 049 0994614 aperta da lunedì a sabato, dalle 14:30 alle 19:30) oppure presso il Coin Ticketstore di Padova, in via Altinate al 3° piano Padova (telefono 049 8364084).

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’appuntamento più importante di questa primavera è senza alcun dubbio la 1° edizione della Festa dei Fiori di Limena, che si terrà domenica 5 maggio nella splendida cornice offerta dalla Barchessa di Villa Fini a Limena. Durante la giornata saranno presenti numerosi floricoltori e vivaisti che con i loro fiori e piante formeranno dei veri e propri giardini all’aperto. In quest’occasione gli esperti del settore potranno aiutare e consigliare i visitatori presenti nella scelta dell’acquisto di piante e fiori più adatti ad ornare i propri giardini, essendo ormai arrivata la stagione primaverile conosciuta come il periodo giusto per avviare la sistemazione di orti, giardini e aiuole. Inoltre ci sarà la possibilità di visitare anche un’altra mini fiera riguardante il mondo dell’antiquariato che si svolgerà nella stessa giornata della Festa dei Fiori e parallelamente a quest’ultima. Fin dalle prime luci del mattino piante e fiori inseriti in contesti di meravigliosi giardini e aiuole saranno allestiti inoltre lungo le strade principali di Limena, e saranno i protagonisti di un mercato espositivo a cielo aperto ricco di colori, profumi e varietà floreali di specie diverse. Una giornata speciale all’aria aperta da trascorrere allegramente con amici e familiari. M.G.M.


12 16

VIAGGIO IN

PROVINCIA

Città della Speranza La ricerca condotta dallo scienziato veneto Paolo De Coppi

PADOVA

Importante passo avanti nella lotta alle malattie

Lo scienziato Paolo De Coppi, ora primario a Londra

Le cellule staminali del liquido amniotico sono in grado di riparare l’intestino e salvare i neonati di Emanuele Masiero

P

adova fa ancora notizia per la ricerca medica più avanzata grazie alla Città della Speranza, che ha sostenuto un lavoro che segna un fondamentale passo avanti nella lotta alle malattie pediatriche. Protagoniste, ancora una vota, le cellule staminali presenti nel liquido amniotico, scoperte dal ricercatore veneto Paolo De Coppi, che ora firma anche questo nuovo passo avanti della scienza. Si è scoperto infatti che le cellule staminali del liquido amniotico sono in grado di riparare l’intestino in un modello animale di enterocolite necrotizzante. L’enterocolite necrotizzante è una grave malattia necroinfiammatoria dell’intestino che colpisce i neonati, soprattutto prematuri, con una mortalità del 15-30%, nei casi più gravi. Allo stato attuale non è disponibile alcuna cura specifica ma il trattamento è limitato a terapie mediche di supporto e alla rimozione chirurgica delle porzioni di intestino necrotico. L’asportazione di ampie porzioni di intestino può causare, nei bambini che sopravvivono, una sindrome da intestino corto con necessità di nutrizione parenterale permanente o di un trapianto intestinale. L’importante scoperta è il risultato di una ricerca cofinanziata dalla Fondazione Città della Speranza, che fornisce nuove prospettive di cura. “Questo risultato - ha commentato il ricercatore Paolo De Coppi, lo scopritore delle cellule staminali amniotiche - apre nuovi orizzonti per la cura di

Data la possibilità di ottenere le cellule staminali dal molte patologie intestinali soprattutto dell’età pediatrica. Negli ultimi 5 anni le cellule staminali derivanti da liqui- liquido amniotico senza danneggiare il feto, in futuro si do amniotico hanno dimostrato di possedere ampie poten- potrebbe ipotizzare un utilizzo autologo di queste cellule: zialità terapeutiche in diversi modelli di malattia. In questo ovvero ogni neonato potrebbe beneficiare delle cellule stastudio, per la prima volta, viene dimostrato che queste cel- minali ottenute dal proprio liquido amniotico per il trattamento di eventuali patologie congenite o perinatali. Oltre a lule staminali sono anche in grado di riparare l’intestino”. tutto ciò il lavoro testimonia le grandi Lo studio, pubblicato sulla prestipotenzialità che può generare il consogiosa rivista Gut, è stato condotto da La Fondazione lidarsi dei rapporti tra il Great Ormond ricercatori del Great Ormond Street padovana ha Street di Londra e l’Ospedale Materno Hospital di Londra, in collaborazione partecipato alla Infantile di Padova”. con Fondazione Istituto di Ricerca Pe- ricerca in Le cellule staminali derivanti da diatrica Città della Speranza, Padova, campo pediatrico liquido amniotico sono una particolare Research and Innovation s.r.l., Padova ed il Wake Forest Institute for Regenerative Medicine, USA. popolazione di cellule di origine fetale isolata per la prima La Fondazione Città della Speranza di Vicenza e la Great volta circa 5 anni fa dagli stessi autori dello studio pubblicaOrmond Street Charity di Londra hanno cofinanziato il pro- to su Gut. Si tratta di cellule staminali multipotenti (ovvero in grado di differenziarsi in diversi tipi cellulari) che è possigetto di ricerca. “I risultati dello studio - ha dichiarato Giorgio Perilon- bile isolare dal liquido amniotico senza danneggiare il feto. go, direttore della Clinica Pediatrica di Padova - nato dalla Nell’articolo pubblicato su Gut è dimostrato che le celcollaborazione fra il Dipartimento di Salute della Donna e lule staminali ottenute dal liquido amniotico sono in grado, del Bambino dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova una volta iniettate in ratti neonati affetti da enterocolite e l’Ospedale Pediatrico Great Ormond Street di Londra, co- necrotizzante, non solo di riparare l’intestino a livello istostituiscono la prima prova del potenziale terapeutico delle logico, macroscopico, radiologico e funzionale ma anche cellule staminali derivanti da liquido amniotico per la cura di aumentare la sopravvivenza e ridurre la mortalità degli animali trattati. delle patologie pediatriche del tratto gastrointestinale.

Allarme di Confindustria Pd

“costi eneRgia alle stelle, +30%”

A

llarme di Confindustria Padova sui costi dell’energia, cresciuti nell’ultimo anno fino al 30%. Sono gli oneri impropri, slegati dalla fornitura di energia in senso stretto, denunciano gli imprenditori, a dilatare in modo insostenibile i prezzi, più cari del 30-40% rispetto alla media europea. “Nel 2012 il prezzo dell’energia all’ingrosso ha raggiunto i 75,5 euro per megawattora (MWh) per la media tensione, contro i 43,5 della Germania, a cui vanno aggiunti oneri di sistema, accise e imposte, il cui peso è pari al 53% della bolletta energetica. - afferma il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin - Un livello che affossa ogni speranza di ripresa. Il paradosso è che mentre nell’ultimo anno il prezzo dell’energia all’ingrosso è sceso del 20%, la curva degli oneri impropri si è impennata: negli ultimi tre anni sono aumentati del 174%. E.M.

FONDATORE DELLA CARITAS ITALIANA IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI MONS. NERVO

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regare e offrire”: con queste parole, pronunciate al vescovo di Padova Antonio Mattiazzo due giorni prima di morire, Giovanni Nervo si è congedato dal mondo. Un motto che ricalca uno stile di vita, un testamento spirituale degno del fondatore della Caritas, di un sacerdote che ha consacrato la sua vita a favore degli ultimi. Mons. Nervo, fondatore e primo presidente di Caritas Italiana si è spento il primo giorno di Primavera all’Opera della Provvidenza Sant’Antonio di Sarmeola di Rubano, dove era ospite a seguito della sua salute sempre più compromessa. Il Vescovo di Padova lo ricorda come: “una figura emblematica della Chiesa padovana e italiana, a cui ha dedicato la sua vita di prete e di uomo; si è impegnato strenuamente per l’affermazione di una pedagogia della carità così come doveva essere la Ca-

ritas nel pensiero di Paolo VI e non ha mai mancato di denunciare ingiustizie o incoerenze. Ma il suo impegno è stato anche avvalorato da un alto senso di responsabilità civile, governata dai valori del cattolicesimo sociale, di cui è stato uno dei protagonisti. Il suo operato è stato più volte riconosciuto anche dalla società civile”. Alla celebrazione delle esequie la Cattedrale di Padova si è riempita di amici, conoscenti, autorità civili ed ecclesiali. Un messaggio di vicinanza e cordoglio, firmato dal cardinale Angelo Bagnasco e da mons. Mariano Crociata è giunto dalla Conferenza Episcopale Italiana al vescovo di Padova, in cui si esprimeva il desiderio di “far grata memoria dell’opera generosa che il compianto mons. Giovanni ha svolto per la Chiesa in Italia nel servizio della carità, con l’esempio luminoso della sua dedizione evangelica ai più poveri”. E.M.

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Spazi Spazi Aperti aperti 17 13 Escusioni fuori porta Numerose le proposte con l’arrivo della bella stagione, dalle passeggiate alle visite guidate ai luoghi d’arte

Primavera sui Colli, natura e avventura Caccia al tesoro sulla Strada del Vino, riapre il Castello del Catajo e a maggio tornano le escursioni al chiaro di luna

Novità di quest’anno il parco attrezzato con percorsi sospesi

di Emanuele Masiero

C

on l’arrivo della primavera, i Colli Euganei diventano la meta preferita per centinaia di persone. Per questo riprendono le numerose iniziative messe in campo da ente parco, associazioni e Comuni. Per prima le “passeggiate domenicali” organizzate dal Gruppo Escursionisti di Battaglia Terme. Per tutte le uscite il ritrovo è alle ore 8.45 al parcheggio presso il punto di partenza dell’itinerario. Prossimo appuntamento il 28 aprile con il giro cantina Callegaro, carbonara di Rovolon e Monte Madonna. Il 12 maggio invece il tuor prevede chiesa del Carmine di Monselice e Monte Ricco. Riprendono anche gli itinerari enogastronomici: domenica 21 aprile andrà in scena la nona edizione della caccia al tesoro sulla Strada del Vino: un itinerario con domande sul territorio, prove di abilità e degustazioni, a piedi, in bici o in auto. Sempre il 21 aprile riapre il parco del Castello Catajo dalle 15 alle 19 con l’intero giardino delle Delizie. Aspettando l’inaugurazione, con visite guidate si andrà a riscoprire l’antico giardino che con i suoi 14 mila mq è uno dei più grandi parchi storici del Veneto. Le visite, della durata di circa un’ora,verranno effettuate durante tutto il pomeriggio con partenza fino ad

un’ora prima della chiusura. Sono pronti al via anche i riuscitissimi “Campi Avventura”: tra i boschi del monte Venda ed ai piedi del monte Gemola, il Parco Regionale e la cooperativa Terra di Mezzo organizzano anche per l’estate 2013 la proposta rivolta ai bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni che avranno la possibilità di vivere una straordinaria esperienza di vacanza a stretto contatto con la natura. I campi sono distinti in 3 fasce di età: dai 7 ai 10, dagli 11 ai 14 e dai 15 ai 17 anni. Bambini e ragazzi, suddivisi in squadre da 8 componenti, vivranno un’esperienza in un clima di vita comunitaria per divertirsi, ma anche per stimolare la socializzazione. I giochi nel bosco, le uscite in kayak, l’arrampicata, le escursioni, le attività creative e manuali saranno il tempo del divertimento per i ragazzi in vacanza, ma saranno anche le occasioni per misurare le proprie capacità e i propri limiti, per stare insieme agli altri, per giocare con adulti educatori che curano con attenzione le dinamiche di crescita personale e di relazione tra i ragazzi. Per i più grandi, dai 14 ai 17 anni, saranno organizzate due proposte molto particolari: la condivisione del campo avventura (della durata di 13

RISORSA ACQUA DA PROTEGGERE

L

’acqua sta diventando una risorsa sempre più importante. Un patrimonio da tutelare e controllare: sempre più spesso si registrano periodi di siccità alternati da forti alluvioni. Il problema è noto anche nella bassa padovana dove ancora permane una rilevante vocazione agricola che deve fare i conti con la gestione idrica. Di questo si è parlato ampiamente anche alla fiera Sep di Padova dove sono state presentate grandi innovazioni tecnologiche per i consorzi di bonifica. Proprio in quest’ambito va ricordato che il consorzio Adige Euganeo alla fine del 2012, ha concluso favorevolmente l’iter istruttorio per l’approvazione e il finanziamento di un progetto per la realizzazione di opere di pluvirrigazione. Un progetto da 3 milioni di euro che servirà a risparmiare e ottimizzare l’uso della risorsa acqua. Sempre in quest’ambito prendono vita progetti ad alta innovazione che sono già realtà operative in tutto il Veneto. E’ il caso del cosiddetto “micro-idroelettrico”, vale a dire la possibilità di produrre energia rinnovabile anche con salti d’acqua di solo un metro e mezzo. Già operativo nel Consorzio di bonifica Piave, nel trevigiano, che utilizza le potenzialità delle reti irrigue in pressione. La rete idraulica dei Consorzi di bonifica (quasi 200 mila chilometri in tutta Italia) possono così essere interpretate come un grande serbatoio d’energia, trasformando l’acqua in un vero proprio “Oro blu”. Altro caso sono i pannelli solari galleggianti, sperimentati con successo dal Consorzio di bonifica Romagna Occidentale e già

Il Consorzio Adige Euganeo ha ottenuto il via libera per nuove opere installati da alcuni Comuni: permettono la produzione di energia rinnovabile, evitando conseguenze invasive paesaggistiche grazie alla quasi scomparsa dall’orizzonte visivo. L’attivazione ha permesso di verificare che la perdita di efficienza, dovuta ad una minore esposizione angolare ai raggi solari, viene compensata dalla maggiore rifrazione dovuta alla vicinanza dell’acqua. Non mancano infine, le tecnologie legate al web e alla geolocalizzazione: gli impianti vengono dotati di georeferenziazione e nei mezzi vengono inseriti ricevitori Gps, che permettono, attraverso internet, di monitorare l’operatività o di elaborarne i dati per valutazioni E.M. di tipo ambientale.

Il Parco Avventura è aperto tutti i sabati e le domeniche e permette a ragazzi e adulti di provare forti emozioni lungo i percorsi attrezzati giorni) con 12 coetanei turchi, provenienti dal liceo italoturco di Istanbul, con cui vivere questa esperienza col valore aggiunto dello scambio culturale. Oppure i campi itineranti: 6 giorni a piedi con lo zaino in spalla, per attraversare tutto il gruppo dei Colli Euganei, scoprendone i segreti e le ricchezze lungo i sentieri. Riprendono anche le escursioni “al chiaro di luna”. Il 25 maggio “profumi di primavera”: sul Monte Vendevolo, fino al buso della Casara. Ritrovo alle ore 21 presso il parcheggio della chiesa di Valnogaredo. Il 22 giugno il tema sarà “osservando il cielo stellato”: da Villa Beatrice al Monte Gemola. Ritrovo alle ore 21.00 presso il parcheggio di Villa Beatrice. Per entrambe le escursioni il costo è di 5 euro ed è richiesto abbigliamento adeguato per la notte, scarponi e torcia elettrica. Novità fresca di quest’anno, l’apertura del Parco Av-

ventura, tutti i sabati dalle 15 alle 19 e le domeniche dalle 10 alle 19. Il Parco è una fitta giungla di percorsi sospesi per grandi e piccini che regala divertimento ed emozioni immersi nella natura. “Le attività più avventurose come le escursioni, il kayak, l’arrampicata, saranno stimoli per i ragazzi per vincere le proprie paure o per conoscere e affermare il proprio carattere – ha spiegato Gaetano Battocchio, Presidente della cooperativa Terra di Mezzo - Saranno occasioni per i ragazzi per incontrarsi ed entrare in relazione, per collaborare, chiedere aiuto, supportarsi e, ancora una volta, per scoprire se stessi e gli altri. Il ricordo di queste attività, delle serate attorno al fuoco e degli amici conosciuti al campo, rimarrà nei ragazzi come segno forte di un’esperienza di vacanza giocata all’aria aperta, sempre in compagnia di una grande protagonista: la natura”.


18 Noi e gli altri

Noi e gli altri 15

Solidarietà Il primo giugno la maratona sulla pista di atletica in Prato della Valle, l’obiettivo è battere il record del mondo

“Run for Children” ricorda Mennea di Emanuele Masiero

D

opo l’impresa del 2011, che ha portato sulla pista di Prato della Valle 4.531 partecipanti, regalando a Padova il Guinness World Records per il maggior numero di persone che hanno corso ininterrottamente per 24 ore, quest’anno torna Run for Children per ritentare la sfida sulle 12 ore, mancata di un soffio lo scorso anno (2209 staffettisti). Sarà intitolata a Pietro Mennea la nuova staffetta per battere il Guinness World Records e raccogliere fondi a favore dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza. Dalle ore 8.00 alle ore 20.00 del primo giugno prossimo si correrà dunque sulla pista di atletica inaugurata nel 2011 in Prato della Valle. L’obiettivo è percorrere 100 metri a testa in un tempo medio di 18 secondi per riuscire battere il record delle 2.395 persone in 12 ore detenuto da Gaza (23 ottobre 2010, stadio Al-Yarmook). Confermata la partecipazione per il quarto anno di Moreno Morello come testimonial e commentatore della gara. La novità di questa edizione è la sinergia instaurata con il Coni Padova, creando un bellissimo mix di sport e solidarietà. Run for Children si svolgerà infatti in concomi-

tanza con la manifestazione “Tuttosport in Prato”, il tradizionale appuntamento organizzato dal Coni Padova, che dal 31 maggio al 2 giugno porterà in Prato della Valle lo sport padovano giovanile. Sport e solidarietà si uniscono più che mai quest’anno grazie al doppio appuntamento e all’intitolazione a Pietro Mennea, il grande velocista azzurro scomparso lo scorso 21 marzo. Anche quest’edizione di Run for Children è organizzata dal Comitato Padova for Children, nato con l’intento di realizzare grandi eventi sportivi per raccogliere fondi per la ricerca pediatrica. Il Comitato esecutivo di Run for Children 2013 è composto da Francesco Peghin, Gianfranco Bardelle, Stefano Bellon e Nicola Maioli. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione del Coni Padova e del Coni Regionale, di Assindustria, delle Fiamme Oro, della Federazione Italiana Cronometristi – Ficr - e della Federazione Italiana di Atletica Leggera – FIDAL. Alla presentazione hanno partecipato Francesco Peghin, Presidente del Comitato Padova for Children, il Sindaco di Padova Flavio Zanonato, l’Assessore allo Sport del Comune di Padova Umberto Zampieri, l’Assessore allo Sport della Provincia di Padova

Leandro Comacchio, il prof. Giuseppe Basso, Direttore della Clinica di Oncoematologia Pediatrica, Guido Taglia in rappresentanza di Gianfranco Bardelle, Presidente del Coni Veneto, il dott. Scognamiglio in rappresentanza del Questore Montemagno e il prof. Gianluca Gini, Delegato del Rettore. In collegamento da Roma è intervenuto Dino Ponchio, Presidente del Coni provinciale di Padova che ha sottolineato come questo sia un momento in cui lo sport fa sinergia, fa sistema e crea un meccanismo virtuoso di collaborazione: “Abbiamo deciso di intitolare la manifestazione alla memoria di Pietro Mennea, che non è stato solo un grandissimo atleta ma ha dato un messaggio fortissimo allo sport. Ha mostrato che, lavorando e senza scorciatoie, si possono ottenere alti risultati”. Ha concluso la Presidente della Fondazione Città della Speranza Stefania Fochesato, che ha consegnato il Mattone della Città della Speranza a Maria Pia Bergamaschi, capo Settore Tributi del Comune di Padova, per l’attenzione rivolta alla Fondazione. “Il Comitato Padova For Children ringrazia tutti coloro che contribuiranno al successo della manifestazione, divenuta un appuntamento

Gli organizzatori e le autorità alla presentazione dell’edizione 2013 di Run For Children atteso da tutti gli sportivi sensibili ai temi della solidarietà. Un ringraziamento e un invito a partecipare a tutti gli iscritti delle scorse edizioni, 13.036 nelle tre Guinness precedenti, agli oltre 100 volontari che hanno lavorato e lavoreranno alla prossima manifestazione e alle 50 aziende che hanno sostenuto la nuova sfida”. Per partecipare è necessario iscriversi sul sito www.runforchildren.it, versando un contributo di 10 euro. Per le squadre che iscrivono almeno 10 atleti il contributo è di 5 euro a testa.

L’intero ricavato delle iscrizioni andrà a sostenere la ricerca scientifica pediatrica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, il più grande centro di ricerca in Europa sulle malattie infantili inaugurato l’8 giugno 2012 in via della Ricerca Scientifica a Padova. Nel 2012 i 54.250 euro raccolti sono stati devoluti a tre progetti dedicati all’infanzia: le attività di ricerca pediatrica della Fondazione Istituto di Ricerca Città della Speranza e la missione di Suor Laura Girotto ad Adwa in Etiopia.


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Il personaggio 20 16 Personaggio La scrittrice. Nuova edizione del libro dedicato alle massime sull’uva e il vino

Proverbi da ricordare “erano i nostri tweet”

Luisella Fogo ne ha raccolti ben 470 in dialetto insieme a “chicchi di poesia e calici di prosa” di Nicola Stievano

R

accontare il mondo dell’uva e del vino con 470 proverbi in dialetto veneto, regalare al lettore un viaggio fra le tradizioni popolari ancora vive nel nostro territorio. E’ quanto propone Luisella Fogo, dinamica scrittrice padovana, nonché instancabile animatrice culturale, nella nuova edizione, rivista e ampliata, della raccolta “Proverbi veneti su l’ua e sul vin”. Un omaggio appassionato ad un genere intramontabile, quello dei proverbi, “la saggezza di un popolo”, consegnati alla storia ma non del tutto scomparsi. “In fondo i proverbi sono i messaggini di oggi - afferma Luisella Fogo - all’epoca non c’erano né telefonini né sms, né facebook o twitter. Erano i proverbi il mezzo più veloce e sintetico per comunicare, per tramandare sottili arguzie e battute di spirito, ma anche consuetudini della vita quotidiana.

Luisella Fogo alla presentazione del suo ultimo libro C’era un proverbio per ogni situazione, per descrivere ogni persona, per interpretare il bello o il cattivo tempo, per i lavori della terra, per i momenti di svago. E il mondo del vino ne ha ispirati tantissimi”. Così. dopo una prima pubblicazione con 264 proverbi, stampata in edizione tascabile su iniziativa della Provincia, Luisella Fogo ha intensificato le ricerche e dato alle stampe il nuovo libro, diviso in sei capitoli: “La vigna e l’ua”; “La vendemia e el vin”; “A l’Osteria”; “El vin e la Cusina”; “El vin e la Dona”; “El vin e la Vita”. Situazioni della vita quotidiana che rendono al meglio queste espressioni di uso comune, sempre a metà strada fra la “perla di saggezza” il moto di spirito, fra la considerazione di buon senso e la battuta goliardica. E’ la stessa autrice ad offrici una selezione dei proverbi migliori: “Mejo spusare

de vin che de cera”, oppure “A trincar sensa misura, tanto tempo no se dura”, “Chi ga inventà el vin se no ‘l xé in paradiso el ghe xé ła visin”, “Aqua de apriłe, frumento e vin nel bariłe”, “Vin, done e maroni bisogna godarli so ła so’ stajon”, “Ła vigna sensa paeo no stà su”, “A on pranso perfeto, vin s-cieto”. L’opera è arricchita da una parte finale letteraria e poetica dal titolo “Chicchi di poesia e calici di prosa”, un viaggio di 3500 anni e metafore di grandi personaggi della Storia che regalano una parentesi culturale da scoprire. “Ho voluto rendere omaggio ai grandi della letteratura - spiega Fogo - che in ogni tempo hanno cantato il vino, da Mosè a Pablo Neruda, passando per Mario Soldati e Federico Garcia Lorca, dei quali riporto alcuni brani celebri. A dimostrazione che il vino è da sempre una

fonde di ispirazione. Amo il Veneto, amo questa terra e con questo libro ho voluto rendere omaggio alla ricchezza e alla fantasia di chi ci ha preceduto e ci ha lasciato un’eredità da non disperdere”. Luisella Fogo, originaria di Este, vive a Padova da oltre quarant’anni. Dopo un intensa attività come insegnante, critica d’arte, gallerista, articolista, redattrice, organizzatrice di mostre socio - storico educative per le scuole della sua città, realizza molteplici iniziative culturali. Alla fine del 2008 ha presentato la prima ed unica raccolta di proverbi veneti sul vino dal titolo “Proverbi veci su l’ua e sul vin” con la quale per la narrativa edita ha vinto l’ottava edizione del Concorso Nazionale “Il vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema”, a Santo Stefano Belbo, in Piemonte.

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Tre anni fa ha dato alle stampe un interessante contributo su “Padova nel centenario delle prime scuole all’aperto d’Italia”. E’ il racconto documentato e appassionato della nascita, agli inizi del Novecento, sui bastioni delle mura cittadine, delle scuole all’aria aperta per accogliere e istruire i bambini malati di tubercolosi. “Per guarire questi ragazzi - spiega Fogo - avevano bisogno di respirare aria pulita, di uscire dalle case malsane nelle quali vivevano e trascorrere le giornate in mezzo al verde. In queste speciali scuole, “Camillo Aita”, “Francesca Randi” e “Luzzato Dina” venivano istruiti, curati e anche sfamati. Padova è stata la prima ed unica città a scolarizzare in questo modo i bambini ammalati di tubercolosi, contribuendo a vincere quella che era una vera e propria piaga sociale”.

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Cultura provinciale 17 21 L’evento Fino a metà maggio un ricco programma di spettacoli e iniziative coinvolge l’intera città

Prospettiva Danza Teatro a Padova

scienza & co.

“Oltre il visibile” è il tema della quindicesima edizione, opportunità per incontrare artisti e ballerini Sergio Pistoi a Padova

di Laura Organte

U

n mese di eventi, spettacoli, incontri dedicati alla danza, per esplorare questa arte a 360°. Prospettiva Danza Teatro è ormai un appuntamento fisso nel calendario culturale padovano, e torna quest’anno con la XV edizione dal titolo Oltre il visibile. Il programma, che si declinerà tra metà aprile e metà maggio, non comprende solo spettacoli di danza, molti in prima regionale, ma anche occasioni di incontro con artisti e coreografi, laboratori di danza e suono, sulla danza di comunità e stage di tango. Padova sarà dunque, per un mese, la città della danza, luogo in cui potranno accadere incontri inattesi, come quello con Alessia Garbo e Vasco Mirandola, che martedì 16 aprile alle 19 trasformeranno il Caffè della Piazzetta in Via Martino e Solferino 49 nel palcoscenico della loro performance di teatro e danza, Un giorno la cosa diventerà seria. Una inconsueta e suggestiva overture del calendario degli spettacoli che prende il via la sera stessa al verdi con La Compagnia

eventi e mostRe

Bodyvox (USA) in prima regionale presenta “Reverie”, una creazione fondata sull’armonia e la forza della bellezza, creata in risposta all’orrore dell’11 settembre. La kermesse prosegue il 20 aprile, sempre in prima regionale, con “Scattered. Un’improvvisa pioggia di momenti imprevisti” della Compagnia Motiohouse (GB), una coreografia innovativa eseguita su un grande piano ricurvo che scompare verso il cielo, utilizzando la tecnologia delle proiezioni e avvalendosi di imbracature aeree per i numeri più audaci. Un gradito e atteso ritorno è quello di Aterballetto - Fondazione Nazionale della danza, che il 12 maggio porta a Padova una serata con due coreografie d’eccezione: il balletto “Workwithinwork” di William Forsythe composto sui ritmi incalzanti dei Duetti per due violini, vol. 1 (1979-83) di Luciano Berio e “Rossini cards” di Mauro Bigonzetti su musica di Gioachino Rossini, creazione stratta e libera da qualsiasi gabbia drammaturgica. A perfetta conclusione di questa carrellaa cura di Laura Organte

GEK TESSARO E LA GRANDE ARTE All’interno del progetto Città invisibili, per la Biennale di Letteratura e Cultura per l’infanzia, il Museo Diocesano ospita fino al 2 giugno una mostra in cui l’artista e illustratore Gek Tessaro “incontra” con disegni, schizzi e tavole illustrate le opere che hanno segnato la storia dell’arte e che si trovano oggi nei più importanti musei italiani. È un viaggio lungo la nostra penisola durante il quale Gek, davanti a Leonardo, Giotto, Caravaggio e altri artisti, si lascia provocare intessendo con essi e le loro opere un dialogo vivo e appassionato, fatto di parola, colore e segno. Un’esposizione da non perdere per conoscere da vicino l’artista.

“COLORADO CAFÉ” A PADOVA Arrivano a Padova, il 17 maggio al Geox, i protagonisti di Colorado cafè, la trasmissione nata nel 2002 da un’idea di Diego Abatantuono che ha riscosso negli anni un enorme successo, riscontrando l’entusiasmo del grande pubblico televisivo. Oggi i comici di Colorado escono dagli studi televisivi per toccare dieci tra i più importanti palazzetti italiani: a farsi applaudire al Gran Teatro Geox di Padova saranno i Fichi d’India, Didi Mazzilli, i Panpers, Andrea Viganò, i Gem Boy, Baz, Apetta e Pintus. Tutti capitanati da Paolo Ruffini, che presenterà la serata in compagnia della simpatica Luna.

MENGONI FA TAPPA AL GEOX Dopo la vittoria a Sanremo, arriva a Padova Marco Mengoni, che si esibirà il 24 maggio al Gran Teatro Geox. Sarà l’occasione per ascoltare live anche i nuovi brani di Marco Mengoni contenuti nell’album #PRONTOACORRERE (etichetta Sony Music), che uscirà il 19 marzo ed è già il primo album su Amazon in prenotazione. Il nuovo disco contiene 15 brani, tutti inediti, prodotti da Michele Canova e registrati tra Los Angeles e Milano.

Premio Galileo incontra i finalisti

I

Per un mese Padova sarà la “capitale” della danza contemporanea ta di grandi artisti il 16 maggio il palcoscenico del Teatro Verdi traboccherà di sensualità e passione grazie allo spettacolo di musica e danza “Zotto en concierto de tango”. Sul palco Miguel Angel Zotto, stella indiscussa e carismatico interprete delle diverse sfumature di questo ballo sensuale e poetico, e considerato dai cultori della materia “uno dei

tre massimi ballerini di tango del secolo”. Il grande danzatore argentino terrà al anche uno stage di Tango il 15 maggio. Solo alcuni degli appuntamenti e delle iniziative, rivolte anche a chi non ha mai avuto esperienza nel campo della danza ma desidera conoscerlo. Informazioni e calendario completo su sito www.prospettivadanzateatro.it.

cinque finalisti del Premio Galileo per la divulgazione scientifica 2013 incontrano i padovani al Centro Culturale Altinate San Gaetano per raccontare le loro opere. Il primo incontro è stato il 9 aprile 2013, ore 21.00, con Frank Close che presenterà il volume “Neutrino”. Seguiranno Giorgio Vallortigara con “La mente che scodinzola”, il 17 aprile, Sergio Pistoi con “Il DNA incontra Facebook - Viaggio nel supermarket della genetica”, il 24 aprile, i tre autori di “Il telescopio di Galileo”, Massimo Bucciantini, Michele Camerota, Franco Giudice, il 29 aprile, e, il 7 maggio, Sam Kean con “Il cucchiaino scomparso e altre storie della tavola periodica degli elementi”. L’attesa premiazione del concorso avverrà invece nel pomeriggio del 9 maggio nell’Agorà del Centro culturale Altinate/San Gaetano. L.O.

Al Teatro Verdi di Padova e al Teatro Elios di Scorzè

Zuzzurro e Gaspare, “Tutto Shakespeare in 90 minuti” “T utto Shakespeare in 90 minuti”? Certo che è possibile, parola di Zuzzurro e Gaspare. E’ questo il nome del nuovo spettacolo di una delle coppie comiche più amate dal pubblico italiano che è riuscita a portare in scena un sunto dell’opera omnia del Bardo nel lasso di tempo di una partita di pallone, un’ora e mezza per l’appunto. Uno dei tanti palcoscenici toccati in territorio veneto dal duo artistico è stato poche settimane fa il Teatro Verdi di Padova e il Teatro Elios di Scorzè, quest’ultimo grazie alla preziosa collaborazione offerta dal Circuito Teatrale Arteven. Un titolo sicuramente azzeccato che non tradisce le speranze dei tanti spettatori accorsi a vedere Zuzzurro e Gaspare (alias Andrea Brambilla e Nino Formicola) alle prese con il riadattamento delle migliori opere del drammaturgo inglese William Shakespeare. Questa la trovata del regista, maestro della comicità, Alessandro Benvenuti: portare sui palcoscenici italiani una versione riadattata di “The complete works of William Shakespeare (Abridget)”, opera teatrale di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield, i quali hanno deciso di rischiare, stravolgendo un vero e proprio simbolo della cultura del loro Paese. E come i tre giovani inglesi irriverenti sono riusciti a toccare i tasti giusti per istigare complicità e divertimento nel proprio pubblico, successo testimoniato da 30

Il celebre duo Gaspare e Zuzzurro in scena a teatro anni di tour nei teatri di Londra, così è riuscito a fare, a partire dal titolo che richiama lo sport sicuramente più popolare in Italia, anche il trio tricolore, composto da due bravissimi attori di alto calibro come Zuzzurro e Gaspare, che proprio con questo spettacolo festeggiano i 35 anni insieme sulle scene. La loro impresa è però ben più ardua di quella del trio di geniali autori inglesi: non tutto il pubblico italiano conosce a menadito vicende e personaggi della sterminata opera del grande drammaturgo, per cui c’è da sudare per riuscire a catturare l’attenzione e suscitare il sorriso con

inverosimili caratterizzazioni dei personaggi, strani intrecci di trame ed irriverenti giochi di parole. Improbabili “Romeo e Giulietta”, balletti rap, partite di calcio in cui tutti i sovrani evocati da Shakespeare si passano e si rubano la corona invece del tradizionale pallone, hanno coinvolto il pubblico presente in un “tour de force” estenuante, che si rivela per i protagonisti una vera e propria prova fisica decisamente impegnativa. Insomma uno spettacolo davvero eccezionale, come forse non se ne vedevano più ormai da anni! L.O.


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LO S PORT in PRIMO PIANO RIMO PIANO

li atleti cheKaRate scenderanno in metaFisica pista nelle competizioni tRibano bRilla

Ciclismo Sono 25 gli atleti che scenderanno in pista nelle competizioni

Ciclistico Este al via Club Ciclistico Este al via di Walter Lotto

P I vincitori del Trofeo mostrano con orgoglio le medaglie vinte el palazzetto dello sport di via XXV aprile l’Us Acli di Padova e l’asd Karate di Noventa hanno organizzato il “Trofeo di Pasqua” di karate, patrocinato dal Comune e dalla Federazione Fijlkam (Federazione italiana judo lotta karate arti I ciclisti in occasione presentazione ciale risermarziali) schierati Comitato regionale veneto. La della gara, che ha visto quasi 300uffi partecipanti, loro liberodaiai 4ragazzi senzasuddivisi secondi nelleestensi che sibambini, adoperano in questo contesto vatatempo agli atleti ai 14 anni, categorie ragazzi ha costituito e al l’occasione mantenimento del club: lelagesta Revicar, finipere la abbiamo scelto non collaborare scuola d’ arti di marziali Metafisicapiù di Tribano per sfoggiare dei l’ Trepi,Vasekova. l’Isbe, la Veronese meccanica, con cheiscritti in realtà solo EugasMirka suoipersone numerosi direttilavoravano dalla pluricampionessa Ecco i premiati alla Vittoria, la Cementi Zillo, permanifestazione. il singolo atletaPrimo o per posto. mettersiWilliam in mostra Lionellol’assicurazione (Rovigo), Laura Meneghetti e Michele alloGiacmo sport, vanno citati tralasciando il beneSecondo comune”. Purtroppo Ongarelli (Olmo). posto: Giacomo l’assessorato Bido (Rovigo), Belon inoltre (Granze), l’Avesani pastifi di Verona e Gottardo laAndrea crisi economica sempre Emilio più stringente Manfio (Rovigo), Spoladore (Rovigo). Terzocioposto: Alessandro Bertoimpianti (Olmo). di Vò. PerQuarto quanto riguarda l’aspetto rischia di farMatteo saltare Canton gli appuntamenti che Puozzo (Granze), (Rovigo), Pietro posto: Saverio Seocchi puntati(Olmo). sui ragazzi che la annualmente venivano anche gato (Granze), Eduardoorganizzati, Tasso (Olmo). Quindiagonistico posto: Pietro Ghiarldo Categoria scorsa stagione hanno in Lazzarin; crescendo, sepiùla numerosa, dirigenza sta lavorando per reperire da 30 iscritti, tutta per la squadra di Omo. Primo postofinito Marco modoVasile. è atteso qualche glisecondo aiuti economici per dare agli ineparticolar Stefano Piva; terzocontinuità Giulio Meneghetti quarto Oanta Quinto postoexploit paRiccardo Verza che per ha dimostrato doti di eventi, a questo proposito la società rimerito di Daniel Shimi con AlbertoindirizGalesso didaGranze. Sesto posto Alberto Zanetti. za un pubblico grazie alle realtà economiche scalatore di razza.

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ARTI MARZIALI. Il team a Due Carrare, Pernumia e Galzignano

tigeR doJo KaRate Fa incetta di medaglie ai campionati inteRnazionali a veRona

“E’

un risultato leggendario, mai avvenuto prima per una singola società”. Queste le entusiastiche parole del Maestro della Tiger Dojo Karatè Andrea Biasiolo, dopo la copiosa vendemmiata di medaglia del team che opera a Due Carrare Pernumia e Galzignano ottenute a Verona nel corso della 3. Edizione del World Championship di Karate organizzato dalla Fekda (Federazione Europea Karate e Discipline Associate) e dalla Eureka (Federazione Karate Romania). La competizione riservata alle rappresentative nazionali ha visto oltre 1200 atleti cimentarsi nelle prove di Kata individuale, Kata a squadre, Kumite individuale e Kumite a squadre.Dopo oltre 16 ore di gara tra le nazionali di Arzerbaijan, Brasile, Russia, Francia, Romania, Marocco, Spagna, Croazia, Slovenia, Polonia, Ungheria, San Marino, Germania, Austria e 5 Rappresentative italiane tra cui Italia Go Ju Te Jitsu (alias Tiger Dojo) il team padovano può vantare la conquista di

18 ori 9 argenti e 4 bronzi. Medaglia d’oro specialità Kata a: Andrea e Nicholas Biasiolo; cat. Pulcini: Emanuela Littamè e Alessandro Turchetto,quest’ultimo bissa il successo tra i cat. Master; cat. Senior e Giovani Andrea Gasparini; cat. Cadetti: Serena Toninello e Laura Sessa. Argento a: Nicholas Galante, Domitilla Di Bella, CostanzaFinotti e Elena Stuparich. Bronzo a: Nicholas Biasiolo; cat. Giovani: Anna Eberrini cat. Cadetti e Stefano Greggio. Nel Kumite doppio oro a: Elena Todaro cat. + 58 kg e cat. – 58 kg. Argento a: Emanuela Littame e Matteo Zago; bronzo a: Gianfranco Galante. Nel Kata a squadre ottima la prestazione di Gaia Masiero e Anna Eberrini oro nella categoria fino ai 17 anni cinture nere. Un oro anche nel Kumite a squadre con il trio Turchetto, Todaro, Zago. Al termine della lunga kermesse un’altra sorpresa attendeva la Tiger Dojo con il 2° posto assoluto nella classifica finale per nazioni a soli 6 punti dal titolo. Walter Lotto

resentati, presso la sala parrocchiale del Prà di Este, atleti e programmi del Club ciclistico di Este, ai nastri di partenza del suo 48. anno consecutivo di storia. Saranno 25 gli atleti che difenderanno le gloriose livree giallorosse: 11 esordienti, numero che negli ultimi vent’anni non è mai stato cosi alto, 8 giovanissimi e 6 allievi, questi ultimi gareggeranno con il marchio “EsteBosaro” dopo il fortunato gemellaggio della scorsa stagione con l’omonima società rodigiana, alla quale è stato nominato presidente Mauro Zancanella, atleta giallorosso degli ani 70. Dal neo dirigente unitamente a Stefania Paluello, massima esponente del club estense emerge con forza la filosofia della società: “ci preme ribadire che il nostro ciclismo non ha assolutamente nulla a che vedere con quello sport poco onesto che ultimamente appare nei media, ma è altresì fatto di passione e sani principi, a questo scopo abbiamo reclutato nuovi accompagnatori maggiorenni e responsabili, che dedicano il

I ciclisti schierati in occasione della presentazione ufficiale loro tempo libero ai ragazzi senza secondi fini e abbiamo scelto di non collaborare più con persone che in realtà lavoravano solo per il singolo atleta o per mettersi in mostra tralasciando il bene comune”. Purtroppo la crisi economica sempre più stringente rischia di far saltare gli appuntamenti che annualmente venivano organizzati, anche se la dirigenza sta lavorando per reperire gli aiuti economici per dare continuità agli eventi, a questo proposito la società indirizza un pubblico grazie alle realtà economiche

estensi che si adoperano in questo contesto e al mantenimento del club: la Revicar, l’ Eugas Trepi, l’Isbe, la Veronese meccanica, l’assicurazione Vittoria, la Cementi Zillo, l’assessorato allo sport, vanno inoltre citati l’Avesani pastificio di Verona e Gottardo impianti di Vò. Per quanto riguarda l’aspetto agonistico occhi puntati sui ragazzi che la scorsa stagione hanno finito in crescendo, in particolar modo è atteso qualche exploit da Riccardo Verza che ha dimostrato doti di scalatore di razza.

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un risultato leggendario, mai 18 ori 9 argenti e 4 bronzi. Medaglia d’oro avvenuto prima per una singola specialità Kata a: Andrea e Nicholas Biasiolo; società”. Queste le entusia- cat. Pulcini: Emanuela Littamè e Alessandro stiche parole del Maestro della Tiger Dojo Turchetto,quest’ultimo bissa il successo tra i Karatè Andrea Biasiolo, dopo la copiosa ven- cat. Master; cat. Senior e Giovani Andrea Gademmiata di medaglia del team che opera a sparini; cat. Cadetti: Serena Toninello e Laura Due Carrare Pernumia e Galzignano ottenute Sessa. Argento a: Nicholas Galante, Domitilla a Verona nel corso della 3. Edizione del World Di Bella, CostanzaFinotti e Elena Stuparich. Championship di Karate organizzato dalla Bronzo a: Nicholas Biasiolo; cat. Giovani: Fekda (Federazione Europea Karate e Disci- Anna Eberrini cat. Cadetti e Stefano Greggio. pline Associate) e dalla Eureka (Federazione Nel Kumite doppio oro a: Elena Todaro cat. + Karate Romania). La competizione riservata 58 kg e cat. – 58 kg. Argento a: Emanuela Littame e Matteo Zago; bronzo a: Gianfranco alle IL rappresentative ha visto oltre PRENDI NOTA, DAI TUO nazionali 5x1000 A FISM. Galante. Nel Kata a squadre ottima la presta1200 atleti cimentarsi nelle prove di Kata inNon dimenticare questo numero quando andrai a firmare per il 5x1000. zione dilaGaia Masiero e Anna Eberrini oro Kata Kumite È il numero che ogni anno dividuale, ci aiuta a afisquadre, nanziare la individuale ricerca contro sclerosi multipla. Scegli anche tu di donare il 5x1000 alla Fondazione nella categoria fino ai 17 anni cinture nere. e Kumite a squadre.Dopo oltre 16 ore di gara Italiana Sclerosi Multipla, firmando sulla dichiarazione dei redditi nel Un oro anche nel Kumite a squadre con il tra ricerca le nazionaliscientifi di Arzerbaijan, Russia, riquadro “finanziamento della ca Brasile, e della università” e inserendo il codice fiscale 95051730109. Francia, Romania, Marocco, Spagna, Croazia, trio Turchetto, Todaro, Zago. Al termine della Anch’io ho scelto di vivere in un mondo libero dalla sclerosi multipla. lunga kermesse un’altra sorpresa attendeva Slovenia, Polonia, Ungheria, San(Gianluca Marino, Ger-Zambrotta) www.aism.it - numero verde: 800.094.464 mania, Austria e 5 Rappresentative italiane la Tiger Dojo con il 2° posto assoluto nella tra cui Italia Go Ju Te Jitsu (alias Tiger Dojo) classifica finale per nazioni a soli 6 punti dal Codice Fiscale FISM: 95051730109 il team padovano può vantare la conquista di titolo. Walter Lotto


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Sulla graticola centinaia di posti di lavoro

Sanità convenzionata a rischio chiusura

Una nuova delibera di Giunta diluirà nel tempo i tagli ai privati, ma molti lavoratori rischiano ugualmente il posto di Germana Urbani

I

l taglio di 140 milioni di euro imposto dalla spending review nazionale e regionale pesa non poco sul futuro della sanità privata in Veneto e sugli effetti che sta causando sui posti di lavoro e sulle prestazioni erogate ai cittadini. E le decisioni prese a Palazzo Balbi avrebbero potuto dare avvio ad un vero e proprio tracollo per la sanità convenzionata e ad una conta davvero nera per tutti quegli operatori che avrebbero perso il posto di lavoro. Ora la situazione sembra essersi ridimensionata ma i momenti di tensione non sono stati pochi. Le associazioni dei privati si erano rivolte al Tar, dimostrando che con i tagli “selvaggi” della Regione a rischio c’erano 5 milioni di prestazioni, oltre a buona parte dei 3300 dipendenti. Ma un rischio c’era anche per gli utenti che avrebbero potuto vedere allungarsi a dismisura le liste d’attesa. Invece a metà aprile la Giunta del veneto ha formalizzato con una delibera l’accordo triennale 2013-2015 sui budget da assegnare ai laboratori privati convenzionati che erogano prestazioni sanitarie, sottoscritto al termine di un proficuo incontro tra le parti. L’accordo, come spiega una nota della Giunta Regionale, è suddiviso in due parti. La prima che riguarda una parte specifica per l’anno 2013 ed una seconda per gli anni 2014 e 2015. “Per il 2013 si pre-

vede un nuovo nomenclatore tariffario con una diminuzione del 20% per i laboratori e del 2% per le strutture operanti nelle altre branche e la conferma dei budget assegnati ai direttori generali delle Ulss con la delibera 2621 del dicembre scorso” si spiega. La Regione ha peraltro messo sul piatto una ulteriore disponibilità di 23 milioni di euro per prestazioni che verranno erogate con un ulteriore sconto tariffario del 20% per i laboratori e del 13% per le altre branche. Il tutto nell’ottica di un riequilibrio com-

A Padova il corteo di protesta era stato aperto da una bara: la morte della sanità veneta plessivo del sistema. “Abbiamo raggiunto un buon punto di equilibrio – sottolinea l’assessore Luca Coletto – che garantisce prima di tutto la continuità dell’erogazione dei servizi ai cittadini ed una particolare attenzione alle patologie più gravi come quelle oncologiche e cardiache”. Secondo l’assessore, l’accordo “contiene però altre rilevanti partite: la necessaria riduzione dei costi a fronte dei consistenti tagli piovuti da Roma; la garanzia del mantenimento delle stesse prestazioni erogate l’anno scorso; la definizione di un nuovo tariffario più conveniente per gli utenti; l’impegno da parte

dei privati a cessare le proteste, rivedere i licenziamenti e ritirare i ricorsi presentati; l’avvio di un processo triennale di analisi della situazione esistente e di sviluppo di una nuova organizzazione basata su criteri di rete, sull’informatizzazione, sulla distribuzione delle strutture a livello territoriale e sulla loro accessibilità, sulla qualità delle apparecchiature”. Quanto agli anni a venire, il 2014 e il 2015, l’accordo prevede la conferma dei budget assegnati per il 2013; una ulteriore disponibilità di 15 milioni di euro extrabudget all’anno per i laboratori operativi e altri 5 milioni l’anno da riservare alle nuove strutture accreditate; l’istituzione di una commissione tecnica che definirà, tra l’altro, i criteri per i nuovi accreditamenti e per l’assegnazione degli extrabudget. Tali criteri riguarderanno particolarmente l’alta qualità, l’organizzazione, la formazione di una rete, l’informatizzazione, la distribuzione territoriale delle strutture. “Tutti questi extrabudget – sottolinea Coletto – sono il frutto delle economie ottenute attraverso il quotidiano lavoro di razionalizzazione del sistema sanitario veneto e di conseguenza non andranno ad incrementare la spesa”. L’accordo, però, non soddisfa tutti, soprattutto gli operatori che fanno parte del Comitato di Crisi Regionale della Sanità Veneta. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno dichiarato che “l’accordo non risolve

assolutamente la crisi occupazionale e che, pertanto, gli esuberi rimangono ad oggi in essere non esistendo alcuna alternativa per la conservazione dei posti di lavoro, tanto più che non è consentito neppure il ricorso alla cassa integrazione in deroga poiché questo ammortizzatore sociale non è stato previsto per il comparto in questione”. Nel padovano le strutture convenzionate, Data Medica, Cemes, Euganea medica Srl e centro medico di Fisioterapia Srl hanno dichiarato un esubero di personale pari a cento unità. Sono in prevalenza tecnici e amministrativi che rischiano di rimanere

senza lavoro. Stessa situazione anche nel Veneziano dove resta incerto il futuro di strutture come il Policlinico San Marco, dove sono stati annunciati 54 licenziamenti, e di Villa Salus che, se non porterà a una riduzione del numero di addetti, di sicuro entro qualche mese vedrà passare le attività del Punto nascite, e parte degli addetti, all’ospedale dell’Angelo. Così come non si sa ancora come si risolverà a Rovigo la vicenda dei molti dipendenti per cui il Centro Attività Motorie ha chiesto la mobilità.

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Il Veneto in primo piano 25 9 Tempi ridotti per Tac e Risonanze

Stop liste d’attesa: la strategia di Zaia di Germana Urbani

U

na rivoluzione culturale. Così l’ha definita il presidente della Regione Luca Zaia, presentando alle direzioni strategiche delle Ullss e Aziende Ospedaliere del Veneto la delibera di Giunta che prevede che l’intera rete ospedaliera veneta debba essere attivata con nuovi orari e disponibilità entro il prossimo primo settembre, demandando ai direttori generali la definizione operativa e organizzativa su base territoriale. I servizi interessati sono quelli ambulatoriali ma soprattutto radiologici, per ottimizzare al massimo l’utilizzo prima di tutto dei grandi macchinari come Tac e Risonanze Magnetiche. Il cuore della riforma sta nel fatto che gli ospedali resterebbero aperti di notte dalle 20 alle 24 per almeno due giorni alla settimana e nei giorni festivi e prefestivi con l’obiettivo di erogare quelle prestazioni ambulatoriali che sono più di altre protagoniste di lunghe liste d’attesa.

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E

“E’ una nuova filosofia, una vera rivo- L’intera operazione con circa 30 milioni di euro l’anno, frutto della razionalizzazione di spesa luzione – ha detto Luca Zaia – che sarà finanziata già in atto, destinati al pagamento del si rivolge prima di tutto ai 5 milioni con circa personale e delle spese organizzative. di veneti, che sappiamo curare molto 30 milioni Ai lavoratori, ovviamente, è garantito bene, ma che ci chiedono tempi più di euro l’anno il pieno rispetto degli accordi sindacali. veloci per gli esami e le visite. Avviciniamo la sanità alla gente, rendiamo più efficiente l’intero Laddove apparisse necessario, i direttori generali potranno sistema, creiamo una vera e propria rete di presa in carico attivare anche nuove assunzioni. “E’ una sfida dell’intera del paziente che, attraverso i Centri Unici di Prenotazione, comunità – ha detto ancora Zaia – che lanciamo assieme troverà non solo assistenza per la prenotazione singola, ma a tutti gli operatori della sanità che hanno dimostrato tanta anche per la definizione del percorso di controlli ed esami disponibilità e senso civico e che ringrazio sin d’ora”. Cendopo una fase acuta passata in ospedale. Il tutto nei tempi trale sarà la funzione del Centro Unico di Prenotazione e del più brevi possibili, perché l’obiettivo tendenziale è quello di Cup Manager, la cui attività dovrà essere anche di vera e chiudere le liste d’attesa o, nel peggiore dei casi, di ridurle propria assistenza al cittadino, fornendo indicazioni e conal minimo fisiologico”. L’intera operazione sarà finanziata sigli sulla via più breve e comoda da seguire per ottenere

la prestazione. Dovranno anche essere attivati sistemi di intercettazione delle prenotazioni con tempi di attesa superiori a quanto prescritto e verifiche immediate se il sistema elettronico dovesse indicare tempi anomali e realizzata un gestione integrata delle agende che comprenda anche il privato convenzionato. Ogni direttore generale dovrà realizzare il “Piano aziendale liste attesa” e attivare un tavolo di monitoraggio sulle attese per visite e prestazioni e per i percorsi diagnostico terapeutici. “Lo spirito – ha sottolineato l’assessore Luca Coletto – è quello di avvicinare l’ospedale al territorio e dare una nuova grande opportunità anche a chi lavora ed è costretto a prendersi ferie e permessi per andare in ospedale negli orari abituali. Senza contare che più si usano i macchinari e prima si ammortizzano, ottenendo così anche un obiettivo di ottimizzazione dei costi”.

Introdurre più trasparenza e concorrenza e’ tempo di RivedeRe i RappoRti tRa pubblico e pRivato

’ già tracciata la scaletta di lavoro per il parlamentino veneto che, secondo Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità in Regione, ora deve ridisegnare completamente, o quasi, tutto il modo di rapportarsi ai privati. “Spetta al Consiglio, attraverso la competente commissione Sanità, definire - spiega il presidente della commissione - regole certe e chiare per l’accreditamento, l’erogazione dei servizi e la ripartizione dei finanziamenti. Regole - specifica Padrin - che devono valere sia per i

manager delle aziende pubbliche sia per gli imprenditori della sanità privata”. Oltre a ciò, sempre secondo Padrin, è necessario aumentare la trasparenza e la competizione nel sistema: “La Regione e i direttori generali delle Ulss devono rendere pubblici i criteri di assegnazione dei budget di spesa ai privati convenzionati e i privati devono essere sottoposti a rendicontazione, verificabile in modo trasparente. L’obiettivo è rendere le Ulss una ‘casa di vetro’, dove ogni euro speso sia rendicontato e verificato. Tutto ciò a garanzia del-

la qualità e dell’efficienza dei servizi erogati, sia da parte del pubblico sia da parte dei privati”. Ulteriore elemento di innovazione del sistema dovrà essere la “liberalizzazione” delle strutture private, superando le “rendite di posizione” delle convenzioni che sinora hanno privilegiato alcuni imprenditori e alcune aree geografiche: per Padrin, i centri e le strutture autorizzate, che rispondono cioè agli standard di qualità, sicurezza ed efficienza del sistema sanitarie, devono poter operare nel territorio, entrando in competizione

tra loro nell’aggiudicarsi il ruolo di partner integrativi della sanità pubblica. “E’ mancata sinora nella nostra Regione una seria programmazione dei rapporti tra pubblico e privato in sanità - conclude Padrin - L’occasione di rimediare a questa carenza del nostro sistema ci viene offerta dalle nuove schede ospedaliere e territoriali, previste dal piano sociosanitario approvato nove mesi fa”.


26 10 Il Veneto in primo piano L’inchiesta sui giovani ”Wireless generation e crossmedialità” promossa da Corecom Veneto e condotta dall’Università di Padova

La wireless generation: nella rete già a 8-10 anni I ragazzi nati digitali posseggono uno o due cellulari, aderiscono in massa ai socialnetwork e nella rete parlano molto di sè di Ornella Jovane

S

ono nati con il pc e con gli stumenti informatici hanno una naturale confidenza, sia in termini di utilizzazione sia per quanto riguarda la gestione. Sono i nativi digitali, distanti anni luce dalla generazione degli adulti nel campo delle nuove tecnologie: in esso gli adolescenti si muovono con estrema disinvoltura e liberi da qualsisasi controllo di genitori ed educatori, che sono invece in difficoltà per la carenza di conoscenze e di esperienza e che, per questo, non riescono a “stare dietro” in modo adeguato ai loro ragazzi. E’ uno degli aspetti più significativi che emerge dalla ricerca “Wireless generation e crossmedialità” promossa dal Corecom Veneto e realizzata dall’Università di Padova i cui risultati sono stati resi noti all’inizio di aprile e che sono oggetto di approfondimento in tre focus regionali (a Padova il 9 aprile scorso, a Chioggia il prossimo 23 aprile e quindi a maggio a Vicenza). Dalla ricerca, condotta tramite un questionario on-line somministrato a 1700 ragazzi delle classi prime, terze e quinte delle scuole superiori (quattordici, secidici e diciotto anni),

risulta che la maggior parte degli adolescenti, - naviga con disinvoltura in internet e manifesta per non dire tutti, possiede almeno un cellulare anche una certa tranquillità nel parlare di sè e (soltanto tre di essi hanno risposto di non aver- della propria vita privata nella rete. Un atteggiane uno) se non due (in genere i più giovani mento che è dovuto alla innata familiarità con degli intervistati). Un’esigenza che nasce dalla mezzo ma che può nascondere qualche insidia. “I ragazzi - spiega Barbara Segatto, necessità di diversificare il tipo di contratto, a seconda dell’ultilizzo, per beneficiare delle mi- docente di sociologia all’Università di Padova gliori offerte sul mercato. I ragazzi, infatti, san- - si sentono molto liberi di mettere i loro dati no come fare per contenere i costi muovendosi in rete”. A conferma di ciò il fatto che i profili Facebook della maggior parte dei ragazzi che con consapevolezza sul mercato delle offerte. Il 58 per cento dei ragazzi ha dichiarato sono stati intervistati sono aperti e visibili a tutti. Attraverso i socialnetdi possedere un comwork i giovani intervistati puter a casa. Essi si Un mondo dal quale hanno dichiarato di avere avvicinano alle nuove gli adulti sono “esclusi” mediamenente oltre 600 tecnologie in età sem- perché non hanno le contatti, di cui un terzo pre più giovane, già ad conoscenze adeguate: 8-10 anni navigano in è un problema educativo con sconosciuti. internet e lo fanno per I socialnetwork e la lo più per mettersi in relazione con amici e co- rete, in generale, sono un mondo familiare etanei. Utilizzano i social network in maniera agli adolescenti che quindi manifestano buone massiccia, l’86,7 per cento del campione ha capacità di sapersi tutelare ma i rischi, sopratdichiarato di aderire almeno ad uno di essi, e tutto per i più giovani, di incorrere in spiacevoli anche in questo caso al diminuire dell’età au- incontri sono alti. Il 22 per cento del totale ha menta il numero delle adesioni. La wireless ge- dichiarato di essere entrato in contatto con siti neration - per lo più generazione di autodidatti pedopornografici e con siti violenti o di estre-

misti politici. Il problema è che questo mondo on line - che comunque i ragazzi hanno dimostrato di saper ben distinguere dalla vita reale - è per lo più sconosciuto agli adulti che quindi si ritrovano privi di strumenti e mezzi per tutelare e riuscire ad educare i propri figli ad un uso corretto. “I ragazzi hanno dimostrato di essere competenti e di saper dominare i mezzi tecnologici - spiega ancora Segatto - e dimostrano anche di essere consapevoli dei rischi che possono incontrare nella rete”. La questione di fondo riguarda lo scarso dialogo con gli adulti su questo tema. Solo il 9,6 dei ragazzi si confida con i genitori sui contenuti a rischio con cui viene a contatto durante la navigazione on line, il 22,7 per cento ne parla con gli amici, il 37,8 non ne parla affatto.

“Il mondo dei ragazzi - ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato - avvia l’approccio alle nuove tecnologie in età sempre più giovane, avvertendo però meno di noi adulti i pericoli che ne derivano. E fa pensare soprattutto il fatto che non ne parlino con insegnanti e famiglie, ma pochissimo anche tra loro”. Questo, prosegue Ruffato, “dipende anche da noi, che non riusciamo ad educarli e che dobbiamo quindi pensare come fare per insegnare loro come saper scegliere nel visitare la rete”. “La nostra ricerca - lo ha detto anche il presidente del Corecom del Veneto Alberto Cartia - intende avviare un percorso che, in primo luogo, garantisca la tutela dei minori, costruendo forme di prevenzione all’insorgere dei pericoli”.

NUOVE IDEE TECNOLOGICHE PER LA SANITÀ DEL FUTURO

Il concorso @Two!Salute! si rivolge ai ragazzi delle scuole superiori

L

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a Regione e la Sanità veneta si rivolgono ai giovani, nativi digitali, per raccogliere nuove idee “tecnologiche” che possano migliorare il servizio sanitario. E’ @ Two!Salute!, il concorso dedicato ai ragazzi nati nell’era dell’informatizzazione, organizzato dal Consorzio Arsenàl - il Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale - per coinvolgere i giovani sul tema dell’innovazione applicata alla sanità. Il concorso è rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole secondarie venete e invita, appunto, a proporre idee per la sanità del futuro. L’innovazione introdotta dai nuovi strumenti (computer, internet, mobile phone, etc.) ha profondamente cambiato le modalità di erogazione e di fruizione dei servizi in tutti gli ambiti della vita quotidiana (homebanking, acquisto di beni e servizi...). Allo stesso modo, la pratica sanitaria è sottoposta ad una forte spinta di evoluzione per offrire ai cittadini servizi più veloci ed efficienti. La complessità organizzativa, la normativa e l’importante componente etica di questo settore hanno però costituito fattori di resistenza al cambiamento. D’altro canto, la necessità di migliorare le prestazioni

di cura e di efficientare il sistema, rendendolo economicamente più sostenibile, hanno reso inevitabile l’avvio di un processo di riflessione e di trasformazione che porta all’applicazione delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione (Ict) alla pratica sanitaria. Tramite il concorso gli studenti hanno l’opportunità di proporre un’idea di modello o servizio che si avvalga delle nuove tecnologie per migliorare il sistema sanitario regionale. I giovani interessati possono partecipare, singolarmente o in gruppo, iscrivendosi compilando online l’apposita registrazione entro e non oltre il 6 maggio prossimo nell’area dedicata del sito www.consorzio arsenal.it. I contributi digitali dovranno essere inviati entro e non oltre il 6 maggio 2013 e saranno valutati in base all’innovatività, il risparmio per il sistema sanitario e per i cittadini, la semplicità d’uso, l’utilità/risposta a bisogni reali e l’efficacia comunicativa. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 0422-216122 o consultare il link http://www.consorzioarsenal.it/web/guest/cosa-facciamo/twosalute/cosa-e


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Veneto in primo piano 11 28 Il Veneto in primo Ilpiano Tasse

E’ in arrivo la stangata di primavera Quasi 40 miliardi usciranno dalle tasche dei contribuenti italiani solo tra maggio e luglio. L’Erario colpisce soprattutto autonomi e artigiani di Germana Urbani

S

arà una stangata ma poteva andare anche peggio. Con un Decreto dell’ultimo minuto il Governo ha deciso di rispondere all’appello di quanti chiedevano che l’entrata in vigore della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, venisse sospesa o rimandata. Detto fatto, dunque. Ma il nuovo balzello è stato solo rimandato di pochi mesi e i contribuenti se lo ritroveranno tra le scadenze di fine anno, insieme all’Imu e al conguaglio Irpef. Le associazioni dei consumatori già chiedono che sia rimandato direttamente al 2014, un modo per aiutare famiglie e commercianti che in quel periodo saranno alle prese con le feste natalizie. “Per dare una boccata di ossigeno a famiglie ed imprese - spiega Federconsumatori - la soluzione reale è il rinvio di tale tributo al 2014, continuando a far pagare per il 2013 la Tia/Tarsu”. Su questo fronte il decreto del Governo introduce un elemento importante: la Tares, infatti, viene definita sempre come “tributo” e quindi, in nessun caso, su di essa dovrà essere applicata l’Iva. “Per quanto riguarda il nuovo tributo - dice ancora Federconsumatori - chiediamo che in sede di conversione del Decreto, oltre al rinvio al 2014, vengano mantenute le forme di pagamento attuali e venga prevista una forma di “bonus” per i bassi redditi

o situazioni particolari in cui siano sopraggiunte mobilità, disoccupazione, condizioni di difficoltà, stante il crescente fenomeno della morosità e/o insolvenza”. A maggio comunque le tasse sui rifiuti si pagano, con la vecchia Tarsu o Tia (cresciuta lo scorso anno del 30%) si risparmieranno per ora circa 80 euro rispetto a quanto si sarebbe dovuto pagare se la Tarsu fosse stata riscossa ora. Ma questo risparmio è poca cosa rispetto al salasso complessivo che gli italiani subiranno in soli tre mesi e che è stato

Dopo aver pagato tutte le tasse che lo Stato ci chiede, resteranno i soldi per le vacanze? conteggiato in poco meno di 40 miliardi di euro. I rifiuti porteranno nelle casse erariali i primi 2 miliardi. A giugno va a scadenza il pagamento della prima rata Imu sulla quale potrebbero pesare anche aumenti delle addizionali comunali, ma per ora nessun sindaco le ha annunciate, nonostante le casse dei comuni siano paurosamente al verde. Comunque sia, secondo i calcoli di Cgil, Cisl e Uil, l’imposta sulla casa così com’è oggi peserebbe altri 11,6 miliardi di euro. Sempre a giugno anche le imprese

verseranno lacrime amare: a loro l’onere di versare all’erario 8 miliardi tra saldo 2012 e acconto 2013 dell’Ires. Ma a pagare di più, ben 4,4 miliardi, saranno paradossalmente alcuni soggetti che sentono particolarmente la crisi: lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e imprese per la parte di loro competenza dell’Irpef. E non è tutto. Il piatto della bilancia per loro potrebbe essere ben più pensante visto che le regioni avranno la possibilità di aggiungere alla loro aliquota base fissata dallo Stato all’1,23% un ulteriore 0,5. Una percentuale che nel 2014 potrà salire fino all’1,1%. Aumento che non dovrebbe interessare la regione Veneto, visto che non è soggetta a nessun piano di stabilizzazione finanziaria. Come se non bastasse a luglio arriverà anche un’ulteriore stangata con l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% su prodotti di largo consumo, che porterà via negli ultimi sei mesi dell’anno un altro miliardo e ottocento milioni di euro. E che pagheranno tutti i cittadini che ancora possono permettersi di spendere qualcosa. E insieme a loro lo pagheranno i commercianti. Molti di loro non riusciranno a sopportare un nuovo calo dei consumi, tanto che, secondo le nere previsioni di Confesercenti quest’anno chiuderanno bottega in 145mila. Ma a rischiare grosso sono anche le

piccole medie imprese, specie se regione e comuni decideranno di far leva sulle addizionali. “In una fase in cui le piccole e micro imprese sono sempre più stressate dal fisco e a corto di liquidità – afferma il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi – l’appuntamento fiscale di inizio estate rischia di spingerne moltissime fuori mercato. Per questo invitiamo i leader politici a trovare un accordo, affinché si costituisca in tempi brevi un Governo che affronti le emergenze economiche che sono sul tappeto. Mi riferisco, per esempio, alla necessità di scongiurare l’aumento dell’Imu sui capannoni, altrimenti molti piccoli imprenditori saranno costretti, loro malgrado, a chiudere definitivamente i cancelli o le saracinesche delle proprie attività. Inoltre, bisogna assolutamente evitare che dal 1° luglio si verifichi l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%. Se ciò non avverrà, i consumi subiranno

un’ulteriore contrazione, penalizzando proprio le piccolissime imprese che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Infine, bisogna immettere liquidità al sistema economico, agevolando l’accesso al credito e sbloccando da subito i 70 miliardi di pagamenti che la Pubblica amministrazione deve alle imprese”. Uno scenario davvero preoccupante che lascia sul tappeto una domanda non da poco: gli italiani riusciranno quest’anno ad andare in vacanza o pianteranno l’ombrellone in giardino? Il settore turistico del Veneto, da sempre trainante sul fronte economico e nazionale, quanto ne risentirà? Qualcuno, la politica in primis, dovrebbe rispondere a domande come queste, considerando che una vacanza felice serve al buon umore ma anche e soprattutto all’economia generale di un Paese.

STIPENDI E PENSIONI PIÙ LEGGERI, E DI QUANTO?

A

ddizionali regionali e comunali quando e se scatteranno peseranno non poco su stipendi e pensioni, come ha dimostrato uno studio del Centro assistenza fiscale della Cisl. A quanto pare l’aumento del prelievo scatterà per tutti sulle addizionali regionali e sarà dello 0,33 per cento. “Questo vuol dire - spiegano al Caf-Cisl - che chi percepisce un reddito di 1.200 euro lordi al mese (15.600 all’anno) si vedrà trattenuti ulteriori 51 euro in un anno, e se il Comune ha già stabilito l’aumento dell’Irpef comunale, la trattenuta potrà arrivare fino a 98 euro, sempre annui. Naturalmente le cifre crescono al crescere del reddito. Per un lavo-

FAI UNA CROCE SUL QUADRATO PER ADERIRE AD UNA DELLE ASSOCIAZIONI ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI DEL SANGUE ASSOCIAZIONE ITALIANA DONATORI ORAGANI ASSOCIAZIONE DONATORI MIDOLLO OSSEO (limite età 18-37 anni)

ratore con reddito basso, 1700 euro lordi al mese, 22.100 all’anno, l’aumento annuo dell’addizionale regionale sarà di 73 euro e con un eventuale incremento massimo, come già deciso ad esempio dal comune di Catanzaro, dell’Irpef comunale, si arriverà fino a 139 euro annui in più. Fortunatamente non tutte le amministrazioni comunali hanno deciso di utilizzare la leva dell’aumento dell’Irpef comunale per aumentare i propri introiti, così come concesso dalla manovra di Ferragosto firmata da Tremonti-Berlusconi che ha riconosciuto ai Comuni la possibilità di deliberare, a partire dal 2012, quindi dall’inizio di questo anno, aumenti fino ad un livello massimo dello 0,8 per

cento. Nessuno dubita comunque che prima o dopo tutti, o quasi tutti i Comuni faranno ricorso a questa possibilità, visti i bilanci sempre più in negativo delle città italiane, anche quelle più piccole. Una buona notizia c’è, comunque, ma non si sa fino a che punto sia davvero buona, considerato che riguarda soltanto i percettori di redditi bassissimi. Solo i pensionati e i dipendenti con introiti talmente sottili da non dover pagare neppure l’Irpef principale, non dovranno subire aumenti di addizionale regionale e comunale. I pensionati che prendono fino a 7.535 euro all’anno e quelli oltre i 75 anni con reddito fino a 7.785. E i lavoratori con stipendio fino a 8.030 euro lordi all’anno.

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consegnare presso la sede AVIS di Cavarzere, presso Ospedale Civile - Tel. 0426 316436 (segr. Tel.)


A Kranjska Gora, dalla parte divertente delle Alpi!

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18.3.2013 15:03:17


30 Voci da palazzo

Voci da palazzo 13

Consiglio Approvato lo scorso 21 marzo il “Previsionale” delle “grandi ristrettezze”

Zaia: “Il bilancio più difficile della storia della Regione” Al Veneto verranno a mancare un miliardo e 300 milioni di euro di risorse finanziare, il 26% in meno rispetto allo scorso anno

I

l governatore del Veneto lo ha definito il bilancio più difficile della storia emergenza sociale, con la manovra emendativa si è voluto dare risposta della Regione, e non perché per la sua approvazione si è andati avanti anche ad alcune richieste puntuali o di settore: 140 mila euro vanno a fino alle quattro di mattina, ma piuttosto perché con questo esercizio incentivare l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi scontando per tre anni la economico la Regione è stata chiamata a mettere mano su alcune delle tassa automobilistica regionale, 100 mila euro all’avvio dei fondi sanitari tante situazioni difficili che il Veneto, come il resto d’Italia, sta attraversan- integrativi regionali, 150 mila per istituire la Fondazione Andrea Zanzotto do. Così, lungo la giornata dello scorso 21 marzo fin dal mattino si sono a Pieve di Soligo, 500 mila euro per sostenere l’attività di promozione avvicendati gli interventi dei vari consiglieri presentando nuovi ordini del teatrale svolta da Arteven, 50 mila euro per aiutare le imprese ortoflorogiorno, emendamenti, chiedendo, ad esempio, venisse ritirata la delibera frutticole a realizzare in sede punti di vendita dei loro prodotti. Il maxiecon la quale è stato tagliato il budget per la sanità privata, di reinserire i mendamento conferma inoltre le risorse destinate al trasporto pubblico fondi per gli interventi di adeguamento sismico degli edifici, quelli per il ri- locale su ferro e su gomma (in totale 406 miioni di euro), modificandone pristino delle coste erose dalle mareggiate: un tira e molla estenuante però i criteri di assegnazione: 150 milioni ai treni regionali e 256 milioni malgrado la giunta avesse recepito parte delle richieste giunte dai gruppi al trasporto su bus e su acqua così ripartiti (49,5 per cento per i servizi di minoranza in un maxiemendamento di 24 articoli, tra i quali quello coi extraurbani, 34,5 per cento per i servizi urbani e 16 per cento per i servizi 12 milioni di euro da stanziare a sostegno dei disoccupati e delle famiglie di navigazione). Nel dettaglio i 12,5 miliardi del bilancio 2013 saranno in difficoltà. “Tutti - ha spiegato il presidente Luca Zaia al termine delle così ripartiti: a sanità e sociale quasi 8,8 miliardi di euro, per la mobilità votazioni - abbiamo dovuto confrontarci con una situazione mai vista in regionale (infrastrutture) 759 milioni, per l’istruzione e la formazione passato, con pesanti tagli orizzontali piovuti da Roma che hanno messo a 425 milioni, per la salvaguardia di Venezia e della laguna 250 milioni, per rischio anche le poste più rilevanti per il futuro dei nostri concittadini, dal le politiche per la casa 174 milioni, per la tutela del territorio 132 milioni, welfare ai trasporti, alla dotazione finanziaria per far fronte alla dramma- per il lavoro e l’occupazione 119 milioni, per l’agricoltura 98 milioni, per tica crisi economica. Il lavoro comune - sottolinea Zaia - ha portato buoni le piccole e medie imprese 71,4 milioni, per l’energia 43,4 milioni, 23,4 frutti: ne è infatti scaturito il miglior bilancio possibiper il turismo, 6,7 per il commercio, 3,4 per promole, dove ogni euro disponibile è destinato ad essere Per la prima zione e fiere. Sul fronte ambientale sono previsti speso per sostenere al massimo le esigenze dei volta in flessione 70 milioni per le politiche per l’ecologia, 46,7 miveneti”. Infatti, il bilancio 2013 risente su tutti i anche il fondo lioni per il ciclo integrato delle acque, quasi 52 mifronti delle “grandi ristrettezze” della finanza pub- sanitario lioni per la protezione civile. I fondi destinati alla blica visto che, tra patto di stabilità e riduzione dei regionale cultura ammontano a 16,8 milioni di euro, allo trasferimenti in Sanità, nel 2013 al Veneto verransport e il tempo libero vengono assegnati 1,8 miliono a mancare un miliardo e 300 milioni di euro di risorse finanziare. Il che ni. Infine per pagare interessi e oneri per mutui e prestiti sono previsti 584 significa che la quota di spesa a libera destinazione per la Regione si ridu- milioni, per il personale, le sedi e le spese di funzionamento della Regione ce così a 993 milioni, “il 26 per cento in meno rispetto allo scorso anno”, 223 milioni e per il funzionamento di Giunta e Consiglio 53,4 milioni. La calcolando anche i 40 milioni di euro di introiti attesi dalla vendita del pa- ‘cura dimagrante’ ha riguardato anche la legge finanziaria, asciugata a trimonio immobiliare regionale (attese dimezzate rispetto allo scorso una ventina di articoli, che introduce specifiche misure di spesa all’interno anno, dopo che due aste sono andate deserte) e per la prima volta, anche del bilancio 2013: 500 mila euro per la tutela dei prodotti a denominazioil fondo sanitario regionale, tradizionalmente sempre in aumento, sarà in ne d’origine protetta, 200 mila euro di contributo al Centro per la ricerca flessione: si passa dagli 8.444,9 milioni del 2012 agli 8.355,1 del in viticoltura ed enologia dell’Università di Padova (Cirve), 300 mila euro 2013. La manovra emendativa finale apportata alla Finanziaria dal maxi- per la promozione del cicloturismo e del cicloescursionismo, 50 mila euro emendamento della Giunta e dal lavoro del Consiglio è riuscita a recupera- per i 150 anni del Cai, 40 mila euro per il meeting dei giovani veneti resire una cinquantina di milioni di euro, in parte sforbiciando decine di capito- denti all’estero, 100 mila euro per promuovere a livello locale i ‘contratti li del bilancio ordinario sin all’azzeramento di alcune voci (viene cancellata di fiume’. Le novità più consistenti introdotte dall’aula, con un emendala Scuola regionale di polizia locale), e in parte reimmettendo in circolo le mento a sorpresa approvato da una maggioranza ‘trasversale, sono i 2 risorse di vecchi fondi accantonati presso Veneto Sviluppo, nei Confidi o nei milioni di euro stanziati a favore dei pescatori del Basso Polesine e di fondi di rotazione a beneficio dello sviluppo delle piccole e medie imprese Chioggia e la possibilità - proposta dal gruppo della Lega e approvata con e del turismo. Le risorse così recuperate sono orientate in via privilegiata consenso unanime - per i fornitori della Regione e degli enti sussidiari, Ulss alle famiglie e delle imprese, attraverso l’istituzione del nuovo fondo a comprese, di certificare i crediti e ottenere così dal sistema creditizio l’antisostegno dei disoccupati e dei nuclei familiari in difficoltà (come detto cipo delle spettanze. Sul fronte delle entrate la finanziaria 2013 disciplina 12,3 milioni di euro, di cui 4,3 a sostegno degli affitti e del diritto alla le sanzioni per chi viola le prescrizioni stabilite dalla Regione per la costrucasa, 5 di compartecipazione alla spesa dei Comuni per l’inserimento la- zione e l’esercizio di centrali a biomassa, biogas e biometano e riduce vorativo in occupazioni socialmente utili e 2,8 per contrastare le situazioni l’ecotassa a quei comuni che incentivano la raccolta differenziata. Sul di povertà ed emergenza sociale) e 23,1 milioni di euro per lo sviluppo del fronte normativo, la finanziaria 2013, consente di ampliare gli edifici in sistema produttivo, ottenuti accorpando e razionalizzando fondi giacenti zona rurale sino ad un massimo di 800 metri cubi e dimezza a 250 euro presso Veneto Sviluppo. Altre risorse per le aziende, circa 21 milioni di il contributo che le ditte di autonoleggio devono pagare a Regione e Comueuro di cui 15 per lo sviluppo delle aziende polesane, vengono recuperate ni per gli autobus che hanno oltre 15 anni di vita e ne consente la circolasmobilizzando risorse accantonate e non utilizzate in programmi regionali, zione sino a 30 anni dall’immatricolazione senza più distinguere tra autonazionali e comunitari. Analoga operazione è stata fatta anche per soste- mezzi usati per il gran turismo e gli scuolabus. La finanziaria, infine, dà nere progetti turistici innovativi e sinergie tra i diversi comparti per prolun- mandato alla Giunta di predisporre, entro 90 giorni, la ristrutturazione e la gare la stagionalità: le risorse, che ammontano a 6 milioni di euro, vengo- razionalizzazione delle società controllate, anche prevedendo l’uscita della no recuperate dal fondo di rotazione per il turismo istituito nel 2002. Altri Regione da quelle società dove detenga, direttamente o indirettamente, 12 milioni di euro sono destinati alle imprese agricole colpite dalle eccezio- quote minoritarie. E autorizza la Giunta a mettere in vendita palazzo Tornali avversità atmosferiche. Insieme a imprese, famiglie e situazioni di res-Rossini, la sede ausiliaria del Consiglio veneto acquistata nel 2003.

Palazzo Ferro Fini sede del consiglio regionale del Veneto

L’opinione Lucio Tiozzo, Partito Democratico

“chisso dia le dimissioni”

“D

ue - dichiara - sono le svolte cruciali di questo bilancio che non sarebbero mai arrivate senza il pressing del Pd: l’aver recuperato ben 62 milioni di euro dormienti, che stavano Lucio Tiozzo nei cassetti della Regione e di Veneto Sviluppo e che ora vengono messi a disposizione delle imprese. Oltre a ciò, l’aver istituito il Fondo per le emergenze sociali. Su un terzo punto, quello del trasporto pubblico, la partita resta drammaticamente aperta. Riteniamo infatti che il riparto approvato sia illegittimo, in contrasto con la legge regionale vigente. Tanto basta per ritenere doverose a questo punto le dimissioni dell’assessore Chisso: un atto di coerenza che, senza equivoci, gli chiediamo di fare. Chisso infatti - prosegue Tiozzo assieme a Bruno Pigozzo, vice presidente della commissione Trasporti - ha previsto ed inserito una ripartizione di risorse prima ancora che le commissioni competenti, che avevano il compito di determinare i costi standard, i servizi e le tariffazioni minime, avessero chiuso il loro lavoro. In questo modo ha completamente scavalcato un percorso che, per legge, prevede la consultazione degli enti locali, delle aziende di trasporto e della commissione Trasporti. Il risultato è che viene penalizzato pesantemente il servizio su gomma regionale e quello di navigazione per Venezia, che in due anni ha subito decurtazioni per 11 milioni di euro”. Antonio Pipitone, Italia dei Valori

“bilancio insoddisFacente, maggioRanza iRResponsabile”

E’

un commento negativo quello che il consigliere regionale dell’IdV, Antonino Pipitone, dà al Bilancio e alla finanziaria regionale Antonio 2013. “Hanno bloccato per settimane il bilancio - scrive in una Pipitone nota l’esponente dipietrista - occupati a litigare per le loro marchette. In sanità tagli drammatici confermati, nel sociale orizzonte nero, nel lavoro si sono recuperati 40 milioni ma solo perché non erano stati utilizzati negli anni passati. Situazioni che stridono con i 400mila euro da spendere in sagre per l’identità veneta o i 500mila concessi dalla Giunta senza colpo ferire per associarsi ad Arteven. Un esempio lampante dell’ipocrisia della maggioranza prosegue Pipitone - è la bocciatura del nostro ordine del giorno che voleva ritirare la delibera che ha tagliato il budget per la sanità privata convenzionata. Il bilancio - sottolinea Gennaro Marotta - è una coperta corta che non ci soddisfa affatto”. Stefano Valdegamberi, Udc

“la FinanziaRia Regionale non taglia gli appaRati”

“S

i è fatto un gran parlare di riduzione dei costi degli apparati e delle strutture - ha spiegato in una nota il consigliere Stefano dell’Udc - razionalizzando gli enti, a partire dai consigli di Valdegamberi amministrazione, ma alla fine, come sempre, si è concluso con un nulla di fatto. Le mie proposte di accorpamento delle Ulss, di abolizione della legge pasticciata sulle unioni dei comuni montanti, dell’accorpamento delle Ater, etc, sono state, una dopo l’altra, rigettate. Anzi, invece di ridurre gli enti se ne sono creati di nuovi: è stata costituita una fondazione e si è diventati soci di una società per la promozione del teatro. Tutto al contrario degli indirizzi sulla spending review. Peccato, un altra occasione persa”.

Dario Bond, Popolo delle Libertà

“lanciato impoRtanti segnali a impRese e Famiglie”

“C

ome Pdl avevamo proposto il sostegno ai fondi di solidarietà già nel dicembre scorso – spiegano Dario Bond e PiergiorDario Bond gio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale - per questo possiamo dire di aver centrato l’obiettivo. Non si tratta di mero assistenzialismo ma di un insieme di misure di welfare volte al reinserimento lavorativo e al ruolo attivo dei Comuni, che vengono individuati come nuovi centri della solidarietà. Sono poi importanti anche i segnali lanciati al mondo dell’impresa e alle aree più problematiche come il Bellunese e il Polesine”, sottolineano i due esponenti del Popolo della Libertà. “A fine gennaio, in prima Commissione, avevamo auspicato lo “smontaggio” della bozza di bilancio. Oggi, con il lavoro di tutti, possiamo dire di aver fatto un passo avanti, un cambio di mentalità che sarà utile anche per gli anni a venire”.


32 14 Cultura veneta Arte Nel 50esimo della tragedia, un’opera di Cagol invita ad andare oltre

Diga del Vajont: un raggio per nuove prospettive Un lampo, una luce per non dimenticare la tragedia. Un bagliore, che aiuti a smantellare questa grande lapide ancora lì presente di Alain Chivilò

S

ono trascorsi cinquant’anni dal tragico evento del Vajont e tutta l’area conserva e fa traspirare un’aria di pensiero funebre per coloro che vivono, per chi passa vicendevolmente dal Friuli al Veneto e per coloro i quali ritengono la meta “turistica” da visitare. La rabbia, il dolore, la commozione e il rispetto devono essere sempre mantenuti alti, però tutto il territorio è inteso solamente come uno scempio determinato dall’ottusità dell’uomo. Tale ambito è un dato di fatto, però è necessario fare un passo in avanti senza dimenticare. Le potenzialità di ripartenza esistono e l’Arte potrebbe tracciare la via giusta che dalla memoria guarda “oltre”. Da questo concetto parte e si genera la performance artistica dell’artista trentino Stefano Cagol (Trento 1969). Lo scorso 5 marzo è partita la I tappa di un progetto internazionale denominato “La fine del confine (della mente)”. Da una postazione mobile un potente generatore irradia un forte raggio di luce che taglia orizzontalmente il paesaggio. Ecco che lungo la strada che porta a Erto e Casso, in

un’area parcheggiabile proprio sopra e centralmente la diga, Cagol ha fatto partire un lampo improvviso che ha squarciato la fine della vallata, facendosi osservare anche nella parte terminale dell’area di Longarone. Un messaggio che in questo luogo vuole indicare la ripartenza per un possibile ed effettivo slancio futuro grazie anche all’arte. Ecco una testimonianza dell’artista. La fine del confine (della mente). Una performance europea che parte dalla Diga del Vajont. Il luogo diventa effettivamente centrale perché il destino ha fatto si che s’incontrasse con il mio modo d’intendere l’arte. Il progetto è nato per la Barents Art Triennale di Kirkenes in Norvegia ed è un’idea di arte pubblica. Da questa località, posta sul confine della Russia oltre il circolo polare artico sul Mare di Barents, parte un potente raggio di luce che supera questo difficile confine. Un’idea, se vogliamo semplice, che assume connotati storici, simbolici molto forti. Per sviluppare la performance anche in Italia ho pensato a Dolomiti Contemporanee che già avevo apprezzato negli anni passati per il loro agire.

In successione dopo un incontro con Gianluca D’Incà Levis, aver visitato il museo presso l’ex scuola di Casso e nel contempo aver visto per la prima volta dal vivo il luogo della diga del Vajont, ho capito che questo progetto doveva essere fatto in questo territorio. L’ambiente ha fatto assumere maggiore importanza imprimendo forti significati: un raggio di luce che oltrepassa e supera la diga nel cinquantenario dal tragico evento. Una luce che vuole decretare una fine del confine inteso nella sua totalità, al fine di non dimenticare la tragedia per immediatamente superarla con un bagliore, che aiuti a smantellare questa grande lapide ancora lì presente che si erge ancora immobile. Cercare dunque di andare oltre a quello che è accaduto perché non lo si può distruggere, bensì è possibile superarlo contemporaneamente attraverso segni simbolici dell’arte di oggi, riuscendo così a pensare a un futuro che deve esistere per tutta l’area. Non guardarsi sempre indietro, ma oltrepassare nel ricordo questo confine che è in tutti noi. Un luogo che potrebbe essere inteso come ricerca, stimolo,

Il grande fascio di luce attraversa la valle, teatro della tragedia che costò la vita a oltre 2.000 persone cultura, arte e situazioni positive. Non una visita di turisti per vedere i resti di una tragedia, bensì una meta per un futuro che non si fermi solo a cinquant’anni fa. Dalla Diga del Vajont alla Tofana di Rozes di Cortina. Dalla Tofana di Rozes parte invece il progetto così com’era stato pensato. Ossia un lungo viaggio verso il nord d’Europa toccando la Germania, la Danimarca fino alla Norvegia. C’è un sottotitolo al progetto “la fine del confine” che ritengo molto importante: “della mente”. Noi essere umani siamo pieni di confini e questa luce che faccio viaggiare traccerà i cieli per un futuro e un superamento ulteriore. A Cortina voglio dare una visione delle Dolomiti diversa dalla

classica iconografia a cui tutti siamo abituati. Montagna che diventa futuro centrale del mondo. Nel 2011 la partecipazione alla Biennale di Venezia. Anche nel 2013? Il progetto di due anni fa è legato a questa luce che irradio ora. Si trattava di evocare e provocare il confine. Quindi una stimolazione per arrivare a questo attuale livello. Ho utilizzato mezzi primari e simboli antichi come il fuoco che rivitalizzasse questo confine della vita, del corpo e delle idee. Nell’edizione del 2013 partecipo all’interno del neo padiglione delle isole Maldive, ossia una nazione che a fine secolo sarà sommersa dall’oceano.

Arte e montagna

Gipsoteca di Possagno

TECNOLOGIA PER ANTONIO CANOVA

Un granitico progetto per Dolomiti d’oggi

L

I

l percorso è già stato tracciato qualche anno fa con “la danzatrice con i cembali”: la tecnologia contemporanea viene in aiuto alla Gipsoteca di Antonio Canova di Possagno restaurando quelle sculture che furono danneggiate dal bombardamento del 1917, essendo stata la pedemontana del Grappa scenario bellico. Sono passati quasi cento anni e le opere sono rimaste monche. Una alla volta, negli anni futuri, si potranno ammirare nella loro completezza grazie a un processo inverso di restauro. Se il gesso era fondamentale per il ripristino del marmo, ora l’originale stesso viene utilizzato per ripristinare “l’opera prima” sita nella Gipsoteca. Attraverso l’utilizzo di una scansione tridimensionale dell’opera unica, che può essere sita in tutto il mondo dato i cambiamenti di proprietà e di luoghi,

si creano con il gesso le parti mancanti che andranno poste a ripristino di quelle rovinate a Possagno. Grazie alla generosità delle Associazioni dei Rotary Club International di Bassano del Grappa, Asolo e Pedemontana del Grappa, Bassano Castelli, Vicenza Nord – Sandrigo e Asiago – Altopiano dei sette comuni, la statua del principe Henryk Lubomirski della Gipsoteca, un armorino con arco faretra e frecce, avrà la sua testa partendo dall’originale in marmo, che si trova presso il castello di Lubomirski a Lancut in Polonia, distante 400 km da Cracovia. La statua nacque quando il giovane principino Henryk, in viaggio in Italia con la zia Elzbieta Lubomirski Chartoriski, nel 1788 entrò in contatto con lo studio del Maestro a Roma, luogo in cui fu commissionata l’opera. Furono necessari 5 anni e nel 1793 fu ultimata proprio da Antonio Canova. Al.Ch.

’Arte nella montagna è possibile? In un territorio privilegiato per l’uomo turistico contemporaneo da millenni di cambiamenti geologici, l’Arte può essere volano per produrre ricchezza e valore aggiunto per una cultura a vari livelli? L’archeologia industriale della montagna e luoghi andati in oblio possono essere delle ripartenze? La risposta è già stata tracciata da tre anni ed è senza dubbio affermativa: sì. Nel 2011 nasce il progetto Dolomiti Contemporanee che divulgando l’Arte nella montagna ha utilizzato siti industriali dismessi che hanno trovato nuova vita dopo le manifestazioni artistiche. Dalla fine del 2012 la scuola elementare di Casso, dopo un accurato restauro, rinasce per ospitare eventi d’Arte. Un luogo propulsore di vita, simbolo di ripartenza e non di ricordo passivo. Nella’ambito della performance di Stefano Cagol abbiamo incontrato il curatore dell’innovativo progetto Gianluca D’incà Levis. Un progetto originale e innovativo. Il titolo, che racchiude svariate iniziative, è Dolomiti Contemporanee. Il nostro scopo è d’intendere le Dolomiti non come cartolina, dato l’elevato target turistico, bensì come alto contenuto culturale. Il termine contemporanee non vuole assumere l’aspetto temporale perché individua temi di vario tipo da trattare attraverso spunti innovativi. Il volano di partenza è stato dall’inserimento di questi luoghi nell’Unesco, assumendo così maggiori significati fisici e metaforici. Qual è agire effettivo? L’idea verte nel portare l’arte contemporanea nella montagna uscendo dai consueti luoghi delle grandi città italiane e da una visione alpina tradizionale. E’ una modalità per avvicinarsi a questo peculiare paesaggio in modo nuovo. E’ un sistema che non decora l’area alpina con manifestazioni

artistiche, perché propone contenuti dall’alto valore aggiunto anche dopo la conclusione dell’evento. A Casso c’è uno spazio espositivo permanente Nell’area della Diga del Vajont è necessario vivere e assumere una nuova identità contemporanea dove sia possibile generare immagini nuove. E’ necessario che si superi la tragedia di mezzo secolo fa. Questo non vuol dire dimenticare o fare andare nell’’oblio il tragico evento accaduto, ma tale area deve lanciare scenari alternativi. Al drammatico passato, che rimarrà sempre aperto, è necessario affiancare anche un futuro di ulteriore partenza. La performance di Stefano Cagol è significativa perché fornisce un’immagine nuova alla diga non più leggibile come solo una lapide. Parliamo di questi luoghi con contenuti nuovi, in quanto non vogliamo fare come i più di 200 mila turisti che si fermano solo a guardare e poi vanno via. Vogliamo generare nuove spinte culturali, nuove riflessioni con modalità alternative di gestione delle risorse del territorio. Nuovi eventi per il 2013? Si e li stiamo ancora delineando. E’ già confermato l’utilizzo del Castello di Andraz a Livinallongo in partnership con il Museo Rimoldi di Cortina d’Ampezzo. Al.Ch.


16 Cultura veneta

Cultura veneta 33

Archeologia A palazzo della Ragione fino al prossimo 17 novembre

Venetkens, iniziato il viaggio tra gli antichi veneti di Mauro Gambin

“U

na mostra che non ha precedenti, una mostra che difficilmente potrà essere eguagliata. E’ il meglio del meglio che c’è”. Alla presentazione della mostra dedicata ai Veneti antichi, “Venetkens” ospitata all’interno del Palazzo della Ragione di Padova fino al prossimo 17 novembre, sono state usate parole importanti, sia dall’assessore alla Cultura del comune patavino, Andrea Colasio, sia dal Sovrintendente beni archeologici del Veneto Vincenzo Tinè che, ovviamente, dal promotore del progetto Claudio Capovilla, presidente gruppo Icat. “In passato – ha spiegato l’assessore Colasio – ai Veneti antichi sono state dedicate mostre locali, contingenti al concludersi degli scavi archeologici

In mostra la selezione di tutto ciò che appartiene a quei mille anni in cui si è originata e sviluppata una civiltà

Nelle foto alcuni reperti in mostra nella prima foto a sinistra situla Benvenuti

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e conseguenti convegni. Parliamo comunque di eventi sporadici, l’ultima in termini cronologici è quella tenutasi ad Este, nel ’98, “Lungo l’Adige ridente” ma riguardava esclusivamente i ritrovamenti dell’area atestina e montagnanese. In questa occasione, invece, abbiamo perseguito l’obbiettivo di raccogliere la selezione di tutto ciò che è stato trovato in quell’area vastissima compresa tra Po, Alpi, Tagliamento e mare Adriatico: Veneto antico, la casa per quasi mille anni, dal X al II sec. a.C., di quelli che a tutti gli effetti possiamo considerare i nostri progenitori. Una terra che rappresenta un unicum nella protostoria, l’uomo di 3500 anni fa, infatti, per motivi ancora in larga parte sconosciuti abbandonò la fascia prealpina per trovare rifugio nella pianura veneta ed è l’unico territorio dove non hai mai smesso di dimorare e di esercitare l’arte della palafitticultura nelle lagune adriatiche che è poi l’origine di un singolare e prezioso isolamento dei secoli successivi, quell’isolamento che finì anche con il dare forma a Venezia e il

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favorire una mentalità molto autonomista che resiste tuttora. Trovare continuità nel carattere dei veneti antichi con gli attuali forse non sarebbe difficile o almeno non lo è più di quanto non sia stato difficile prendere coscienza della presenza di questa civiltà. Solo verso la fine dell’800, infatti, il numero e la qualità di reperti diventarono elementi inconfutabili della presenza di una cultura che andava separata da quella successiva dei romani e non aveva niente da invidiare a quella etrusca, degli osci o degli apuani, coetanei dei veneti. Anzi, per grandezza, per raffinatezza e per la durata di entrambe si può tranquillamente affermare che per troppi secoli i veneti antichi sono stati sottostimati da quelli contemporanei. I principali musei archeologici del veneto hanno messo a disposizione alcuni dei loro oggetti di incredibile bellezza e importanza, reperti, alcuni dei quali, mai esposti prima: l’ambra del baltico che veniva semilavorata nel Polesine prima di riprendere la via del Mediterraneo, le collane di perline in pasta vitrea che oggi si vendono nei principali negozi di souvenir del mondo o il pettine d’avorio identico a quello esposto al museo di Alaior a Minorca attribuito alla civiltà talaiotica: tracce di autentica modernità come se il mondo da allora non avesse mai smesso di essere globalizzato. Vasi, situle in rame (la Benvenuti merita da se il biglietto), bronzetti, schizzi di scrittura, le cose di tutti i giorni e quelle che designavano il rango, presentate in sequenza cronologica, in percorsi educativi, con ricostruzioni virtuali molto efficaci per rivivere quegli antichi riti. Lo spazio dedicato al culto dei morti, quello dei cavalli o ai rapporti con gli altri popoli affacciati al Mare nostrum, restituiscono fin dentro ai particolari le paure, i motivi di orgoglio e i rapporti con il resto del mondo che facevano parte della vita politica e privata di allora. La mostra dunque è di valore, è moderna nella proposta al visitatore (auspicabile una massiccia presenza delle scuole) che attraverso laboratori didattici e di approfondimento ne uscirà sicuramente coinvolto. Ah, per chi lo volesse sarà anche possibile uno scavo simulato e la visita degli scavi sotto il Palazzo della Ragione.


FORMARE ALL’AZIONE Ecco come liberare le potenzialità umane e professionali ai giorni nostri

Formazione significa “formare all’azione”. Che riguardi il singolo o l’organizzazione, in entrambi i casi aiuta a diventare più abili nel realizzare gli obiettivi. Siamo davvero capaci di ottenere ciò che vogliamo o desideriamo? Sia esso un obiettivo lavorativo piuttosto che un accordo con una persona, migliorare una relazione, gestire situazioni conflittuali o di stress. L’obiettivo di Gmb Group Academy è proprio questo: fornire gli strumenti necessari alle persone per migliorare la qualità delle proprie relazioni, private e lavorative, imparare a gestire le risorse umane “liberando” le loro potenzialità in modo che possano esprimersi al meglio. Quale imprenditore non vorrebbe che i propri collaboratori producessero al meglio? Quale genitore non vorrebbe che il proprio figlio si realizzasse in modo soddisfacente? Purtroppo la società ci porta spesso a una introversione, a rinunciare, a soccombere, e spesso solo per una questione di scarse abilità sociali e comunicative. Gmb Group Academy è un progetto che nasce dai concetti di sinergia e di relazione, che a nostro avviso sono particolarmente indispensabili in questo periodo storico. Un pool di professionisti che offre una vasta gamma di consulenza e formazione: spunti, idee, strumenti per migliorare la qualità della nostra vita e attività lavorativa. Non solo nozioni che arricchiscano il nostro sapere, bensì soprattutto “modi”, “abilità”, “capacità” che ci permettano di esprimerci al meglio e far esprimere al meglio chi ci sta attorno.

FORMAZIONE IN ROSA Gmb Group Academy ha voluto dedicare dei percorsi alle donne che vogliono conoscersi meglio, migliorare la propria vita, stare bene con se stesse e con gli altri, confrontandosi su tematiche che riguardano la propria crescita interiore, lo sviluppo di abilità sociali, il miglioramento della propria autostima, la gestione della vita quotidiana, famigliare, lavorativa e interpersonale. Le possibilità sono diverse, partire da serate loro dedicate (BEN-ESSERE DONNA), su temi di volta in volta diversi, fino a corsi specifici:

I FONDATORI GIAN MARIA BERTIN Imprenditore esperto nelle aree della comunicazione e nella costruzione di ambienti aziendali moderni e innovativi attraverso il metodo della “maieutica relazionale e aziendale” sostenuto dalle tecniche del Quick turning e Visioning, pone il focus sul trasferire ad imprenditori e manager una cultura rivoluzionaria attraverso la quale imparare ad estrarre velocemente e con efficacia dalle risorse umane, attitudini e talenti per ottenere il massimo potenziale esprimibile. Diverse le aree di competenza: “Public speaking, coaching”, training mirato per start up e Franchisor, consulenza “one to one” per affiancare gli imprenditori nell’innalzamento del “problem solving”, nell’autorigenerazione e ridimensionamento dei problemi. Nel corso degli anni matura una profonda conoscenza sulla creazione di brand a cui collegare sviluppo di reti commerciali dedicate a core business diversi con particolare attenzione al settore immobiliare e alla consulenza nel Real Estate di lusso. CRISTINA BORDIN Psicologa clinica, formata in psicoterapia cognitivo comportamentale, è esperta nelle aree dello sviluppo delle risorse personali, delle abilità sociali e relazionali. Oltre all’attività clinica ha svolto ruoli di coordinamento e formazione di risorse umane. Responsabile di redazione, consulente commerciale, imprenditrice, negli anni ha collezionato una varietà di esperienze che le permettono di avere una visione ampia a livello manageriale, dalla gestione grazie alla conoscenza dei profili psicologici, fino a quella organizzativa dei processi di comunicazione. Oltre a dirigere la Gmb Group Academy, in qualità di psicologa clinica, si occupa personalmente dell’area educativa (corsi dedicati a genitori, insegnanti, aspiranti tate), dello sviluppo delle risorse psicologiche (autostima, gestione del conflitto e dello stress), delle abilità comunicative e relazionali. Nei contesti aziendali, spesso il gruppo vive i successi come luce riflessa, come qualcosa che non gli appartiene direttamente bensì che rimane esclusivamente di proprietà del leader, dell’imprenditore. Questa base motivazionale è insufficiente e fondamentalmente inumana, pertanto ogni imprenditore o manager che prosegue incurante nel trasferimento della sua leadership per induzione, prima o poi dovrà fare i conti con il turn-over aziendale. Nei periodi di crisi, gli scopi personali, vengono drasticamente a galla e le aziende ed i gruppi, apparentemente coesi, in realtà si identificano con le proprie incoerenze. Lo sviluppo di un’azienda si muove di pari passo con la guida sicura, rapida e lucida del suo leader e di chi, con lui, condivide

mete da raggiungere e direzioni da seguire. La costruzione di un progetto si delinea come trasformazione coerente degli scopi personali e dalla perseveranza nel mantenerli immutabili, valori intramontabili di fronte alle intemperie. Crediamo nella splendida energia dell’essere umano e della sua progressiva abilità di auto rigenerarsi partendo da se stesso, attraverso uno sviluppo cosciente e reale della propria ambizione perché possa,con essa, imparare a guidarne le meravigliose scoperte senza sentirne il peso… anche quando fuori tutto sembra rallentare. Vogliamo avvicinarci così agli imprenditori ed ai manager che desiderano affrontare un percorso di matura consapevolezza, perché prima di ottenere risposte possano

QUANTO MI PIACCIO?! Mira al potenziamento dell’AUTOSTIMA. Non esistono ricette magiche per migliorare la propria autostima, bensì è necessaria l’intenzione di conoscersi meglio e fare un percorso personale di crescita. Liberarsi dalle credenze che ci limitano e sostituirle con nuove che ci permettano di riprendere in mano la nostra vita verso una maggiore auto realizzazione e soddisfazione. CHE TIPO DI DONNA SEI RAZIONALE, IMPULSIVA O EMOTIVA? Sei una donna riservata, formale, ti fai guidare dalla ragione, controllata nelle emozioni, ordinata e organizzata… Sei una donna tesa all’affermazione di se stessa, dinamica, dominante, spesso impulsiva, passionale e non le mandi a dire… Sei una donna solare, gentile, sentimentale, ti fai guidare dall’esperienza e hai bisogno del contatto con le persone… Incontri per conoscerci meglio e valorizzare la nostra autenticità attraverso la conoscenza di quelli che sono i punti di forza e le “aree di miglioramento” per gestire in modo più efficace la comunicazione, migliorare le abilità sociali ed evitare inutili conflitti. Il LABORATORIO DI AUTOBIOGRAFIA è un progetto rivolto a persone che desiderano, partendo dalla propria storia personale, affrontare un percorso di autoconoscenza. Ricostruire la propria storia, partendo dal ricordo di semplici episodi, è un’avventura mentale che può aver profondo valore di ricerca della propria identità, liberazione catartica di nodi rimasti irrisolti, comprensione di dinamiche familiari e personali. DAL MAL-ESSERE AL BEN-ESSERE E’ un percorso che ha l’obiettivo di aiutare i partecipanti a scoprire quali sono le cause sottostanti alle preoccupazioni che hanno condotto alla condizione di stress psicofisico, ad imparare delle tecniche di rilassamento, a modificare l’approccio cognitivo guardando alle situazioni in un’ottica nuova, meno spaventosa sviluppando capacità di affrontare i problemi e risolverli nella maniera più efficace.

info@gmbgroup-academy.it Sede Operativa: via Palestro 32/a 35129 Padova TEL e FAX 049 2031141

MESSAGGIO PUBBLIREDAZIONALE

LA MAIEUTICA SOCRATICA SBARCA IN AZIENDA Socrate aveva come obiettivo la spontanea estroversione del suo interlocutore affinchè lo stesso “liberasse” le proprie idee ed opinioni sincere senza imposizioni. La Maieutica è un approccio formativo moderno, integralmente dedicato all’effettivo sviluppo del potenziale umano, il cuore di ogni azienda che si rispetti. Il dialogo è il punto focale del processo, perché ha come premessa la corretta attenzione verso l’altro, che esclude l’omissione delle reali intenzioni (interessi). Il principio della comunicazione estrattiva prevede di insegnare alle aziende la reciprocità nel trasferimento di ciò che si pensa e non di “ciò che si pensa di dover dire” per mantenere immutati o mutevoli i personali interessi. Quando un organico ed un gruppo scambia esclusivamente per interessi e finalità personali, ogni giornata è in realtà calarsi in una parte recitata. Il principio delle aziende “teatri” è proprio questo, si conoscono i ruoli e le parti di chiunque, ma non si conosce mai davvero chi collabora con noi. Da qui il meccanismo delle interpretazioni quali difese che scattano automaticamente dallo scetticismo. Questi nemici, demoliscono le migliori ipotesi di aumento della crescita collettiva e di conseguenza aziendale.

acquisire con grande dignità la capacità di farsi le giuste domande.


I nostri esperti 35 45 INFORMAZIONE SOCIALE

Dott. Laura Traversi

L’assegno di cura regionale

Nell’ambito delle prestazioni di natura economica di cui può beneficiare una persona non autosufficiente, la Regione Veneto ha sistematizzato nel 2006, all’interno di un più ampio ragionamento sulle politiche a sostegno della domiciliarità, un contributo istituito già negli anni ’90 e che ora prende il nome di “assegno di cura”. Nel disegno complessivo si colloca a fianco di altri interventi, di competenza di Comuni e Aziende Sanitarie, per favorire la permanenza a domicilio di persone non autosufficienti (anziani e disabili) che possono essere adeguatamente assistite da familiari o da personale privato; le buone intenzioni legislative sono quelle di sostenere, con un incentivo economico, la scelta di mantenere a casa la persona malata anziché ricorrere a percorsi di residenzialità (Case di riposo, Istituti di ricovero). Pur trattandosi di contributi regionali, il procedimento di richiesta ed erogazione è gestito prevalentemente dai Servizi Sociali dei Comuni: essi ricevono le domande, valutano la sussistenza dei requisiti di

accesso al contributo, gestiscono il flusso informativo con la Regione ed infine liquidano l’eventuale assegno; la domanda può essere presentata dalla persona non autosufficiente o da un suo familiare quando si verificano alcune condizioni tra cui: essere una persona che necessita di una assistenza continuativa e importante, per esempio perché non è più in grado di camminare; avere una malattia (Alzheimer e altre forme di demenza, Parkinson) che richiede una stretta supervisione se non la presenza continuativa di qualcuno in casa; essere una persona non autosufficiente con una assistente familiare privata (badante) anche solo per alcune ore della giornata. A differenza dell’indennità di accompagnamento (di cui abbiamo già parlato), il diritto a percepire l’assegno di cura è vincolato ad una condizione di reddito posseduto dall’interessato/a e dalla famiglia con lui/lei residente, calcolato attraverso lo strumento dell’ISE di cui senz’altro ci occuperemo prossimamente. Una volta presentata la domanda (valida una volta per tutte anche per gli anni successivi),

corredata dalla documentazione reddittuale che dimostri di possedere i requisiti richiesti, l’Assistente Sociale del Comune di residenza del beneficiario e il suo medico di base compilano una scheda di rilevazione del bisogno assistenziale e sanitario; la scheda, utilmente inserita nel programma informatico regionale dagli Uffici Comunali, esprimerà un punteggio di gravità del caso e lo stesso sistema definirà sempre in modo automatico l’importo teorico mensile da assegnare alla persona. A questo punto per il cittadino l’iter è concluso: gli rimarrà il compito di segnalare eventuali modificazioni della situazione che potrebbero determinare una modifica del punteggio e quindi dell’importo dell’assegno (aggravamenti), o la sospensione del beneficio (con l’ingresso in struttura residenziale si perde il diritto all’assegno) e annualmente di presentare ai Servizi Sociali la certificazione reddittuale (ISE). Da qui in poi invece, per ciò che riguarda la tempistica e il funzionamento del procedimento di erogazione dell’assegno di cura, va osservato come le buone intenzioni

Assistente Sociale Laura Traversi

regionali si scollino dalla realtà dei bisogni delle persone e delle loro famiglie, queste ultime fin troppo investite di compiti di cura e assistenza e poi lasciate sole ad organizzarsi e a far tornare tutti i conti. Anzitutto la prestazione richiesta oggi, quand’anche riconosciuta, verrà materialmente erogata tra un anno e mezzo circa, con buona pace della famiglia che nel frattempo dovrà farne senza o anticipare di tasca propria; in secondo luogo, considerato che si tratta di fondi regionali che dipendono dalla disponibilità di bilancio annuale, potrebbero di anno in anno ridefinirsi, venendo meno l’elemento di certezza del beneficio; l’entità dell’assegno poi (da un minimo di 50 ad un massimo di 400 al mese circa) nella maggior parte dei casi non è determinante per la costruzione di un serio progetto di domiciliarità; infine possiamo senz’altro aggiungere che in questo momento non è possibile sapere se e come l’assegno sia utilizzato dai beneficiari per un effettivo miglioramento della propria qualità di vita, con comprensibili riserve sulla valutazione di efficacia della prestazione. www.percorsi.pd.it Messaggio publiredazionale

CAF CIA PADOVA Le novità del Modello 730/2013

La Regolazione Naturale della Fertilità (RNF)

di Magdalena Buszynska (magda.bus@gmail.com)

Quali sono le novità principali del Modello 730 di quest’anno? Il 730 del 2013 presenta alcune importanti novità: le più significative sono quelle riguardanti l’introduzione e la Lanatura RNF èsostitutiva naturale, perché CONSONA dell’Imu. Ma non è con la natura umana, è tutto: vista l’importanza degli non immobili contraccezione con uso dei mezzi entrano in gioco anche le modifiche alle naturali. Il mio intervento fondato popolari detrazioni del 36% èe del 55%. sulCome concetto che l’uomo è un essere si esplicano le modifiche all’Iragionevole e che in ogni persona è mu? presente l’aspirazione al bene,l’Ici, allain L’Imu, che dal 2012 sostituisce dignità, allava libertà. molti casi a sostituire anche l’Irpef e Alepartire da questo è possibile relative addizionali dovute sucostruire terreni e insieme una società dove ci sia fabbricati. Nella fattispecie, nell’spazio ambito per e dove le diversità sono capaci deitutti terreni, qualora non affittati, l’impodistaconvivere. aspirazione è municipaleQuesta comprende anche l’Irpef parte irrinunciabile della natura umana, e le addizionali sul reddito dominicale, indipendentemente dallerimane epoche mentre il reddito agrario legato storiche. La convinzione che ci sia (per una i alle ordinarie imposte sui redditi legge morale naturale universale ovvero terreni affittati, invece, sono dovute sia INVARIABILE nel tempo, animava Pio XII, l’Imu sia l’Irpef). Paolo VI, Giovanni Paolo II, E dunque, relativamente ai Benedetto fabbricati, XVI per indicare all’umanità unacontrivia come si deve comportare un maestra per affrontare la questione della buente? sessualità in generale regolazione Per quanto concerneeidella fabbricati, la nuodei concepimenti. I papi si espressero va tassa sostituisce l’Irpef purché a gli difesa Vita, locati. appoggiandosi sugli stessi della non siano Inoltre, solo Imu STUDI di varie quali anchemedici per quelli che discipline, sono stati iconcesconfermarono che la RNF è consona con si in comodato gratuito. Naturalmente lal’Irpef natura con umana quindi con la DIGNITA’ tutte le relative addizionali,

continuano a sussistere nelle ipotesi di terreni e fabbricati affittati. L’Irpef va corrisposta, se dovuta, anche per gli immobili che godono dell’esenzione dall’ Imu, anche se “liberi”. Per indicare quedella persona. esistono le caselle 9 e 12 sta tipologia Mentre, comee sono affermò Josef nel RÖTZER, del modello collocate quadro il Afondatore del primo metodo naturale (terreni) e nel quadro B (fabbricati). sintotermico, “lapopolari pillola detrazioni non è degna Riguardo alle 36% die 55% noi” cosa e non possiamo delegare la accade quest’anno? nostra RESPONSABILITA’ di conoscere La casa, in materia di detrazioni di imil posta, ciclo rimane femminile a dei farmaci lo regina indiscussa, che al pundistruggono, quindidetrazioni distruggono unae to che le popolari del 36% parte di noi (senza contare quelle che ci del 55%, prima sottoposte al rinnovo perdono la vita o diventano sterili). Papa legislativo annuale, hanno ottenuto la Ratzinger scrisse in Veritatae”: stabilizzazione nel“Caritas Tuir e,innel 2013, si “Non può avere solide basi una apprestano alla ricongiunzionesocietà in una che mentre afferma valoriQuest’anno quali la sola– modalità di sconto. dignità persona,alla36% giustizia e la parlaredella di detrazione è sbagliato, pace – si contraddice radicalmente almeno parzialmente, in quanto le spese accettando le piùedilizie diverse riguardantieletollerando ristrutturazioni efforme di disistima e violazione della fettuate dal 26 giugno scorso al 30 vita giuumana”. gno 2013 rientrano nella detrazione al La50%, contraccezione, avviso, una invece il tettoadimio spesa per ilè quale forma disistima, perché passa comporta si può di usare l’agevolazione da 48 una lesione della femminilità nel corpo a 96 mila euro. e Come nella si psiche e rifiuta l’esercizio della suddivide lo sconto nel 2013? conoscenza e della RAZIONALITA’ A partire da quest’anno, lo sconto sinei diprocessi legati alla vita umana e alla vide in 10 quote annuali per tutti i citmeravigliosa avventura della tadini, indipendentemente dall’relazione età. Fino diall’ coppia basata sul dialogo. anno scorso i contribuenti con età in-

feriore a 75 e 80 anni potevano scegliere una detrazione ripartita in modo abbreviato, 5 o 3 rate. Quali sono le scadenze da rispettare per le agevolazioni e il “risparmio Urge quindi degli un cambio energetico” edifici? di mentalità; un GRADUALE passaggio dalla Il 30 giugno rappresenta il termine ulCATENA: contraccezione – aborto timo anche per quel che concerne la malattie veneree ( le quali comportano detrazione Irpef/Ires del 55% relativa sterilità) – fecondazione assistita con ai lavori volti al risparmio energetilacosperimentazione e la morte degli degli edifici. Il primo luglio, infatembrioni, surrogati, ti, il bonusuteri energia si unirà eutanasia, con quello clonazione … In questa CATENA il ristrutturazioni(la nuova agevolazione corpo umano ha un signifi cato negativo a tempo indeterminato, già determinata dinell’articolo un materiale16-bis grezzodel da Tuir manipolare e nella mil’uomo diventa una massa a disposizione. sura del 36% su spese non superiori a Propongo invece a passare ad una 48mila euro, si chiamerà “Detrazione visione positiva, razionale, ecologica, delle spese per interventi di recupero del cristiana, dove il corpo viene vissuto patrimonio edilizio e di riqualificazione come espressione di un’anima. energetica degli edifici”). LaInfine collana propongo la promozione va che ricordato che, ècon l’ultimo tredella Vita attraverso la RNF, genitorialità no utile, sono rientrati nella 55% anche i responsabile, terapie (dove possibile) costi sostenutileper la sostituzione di boidella infertilità, lacon crescita dialogo e ler tradizionali scaldanel acqua a pomnella pa dimutua caloreaccoglienza. dedicati alla produzione di Accoglienza di un Io e di un Tu acqua calda sanitaria. reale, non virtuale. In Italiadelstanno a Quali sono le altre novità Modello disposizione degli interessati i centri 730 di quest’anno? nei quali vengono proposti questi I contributi sanitari obbligatori versapercorsi di crescita: WOOMB ti al Servizio sanitario nazionale(world con il organisation ovulationdimethod Billings,cii premio assicurativo responsabilità

centri INER del professore RÖTZER e il centro ambrosiano CAMEN. Sembrano dei nomi tanto lontani ma insegnano ad osservare una realtà vicinissima, i segnali di fertilità della donne in tutte le sue tappe: la pubertà, l’adolescenza, la ricerca della gravidanza, l’allattamento, il periodo dopo il parto, la premenopausa, come osservarsi dopo la sospensione di un contraccettivo ormonale, come vivere quando non si cerca una gravidanza. Urge tornare o scoprire quella dimensione di cui parla Giovanni Paolo II nella MassiMo lazzarin, responsabile provinciale servizi alla lettera “Mulieris dignitatem” 1988( “La persona cia dignità donna”), dovemoto uomo e vile per della i veicoli (automobili, ecc..) donna accolgono di essere creati solad potranno essere portati in deduzione immagine e somiglianza di Dio e che tanto per la parte eccedente i 40 euro. in questa risiede il fulcro della Infine,somiglianza ultima novità, il modello CUD persona e della natura umana, degna di necessario per la presentazione della RISPETTO. Dichiarazione dei Redditi non verrà Inpiùquesta c’è Ilanche una inviatodimensione ai pensionati. Patronato perfetta pari dignità tra l’uomo e la e CAF della Cia sono a completa didonna. La donna non deve gareggiare sposizione dei pensionati per la stamcontro l’uomodel mamodello. nel volto di iGesù pa gratuita Tutti penscopre la sua dignità, cioè chi è. sionati si possono rivolgere presso gli

uffici della Confederazione di Padova.


A tavola 53 37 Salotto e ristorante Piazza garibaldi, 6 Adria www.terrazzainpiazza.it

CUCINA

CUCINA

LA RICETTA RAVIOLI CON MAIALINO

INVOLTINI DI CARPACCIO SU PUREA DI ZUCCHINE E MELA INVOLTINI DI CARPACCIO LEGGERO, FARCITI CON PROSCIUTTO COTTO ED UN PO’ DI PANE RUSTICO E CEREALOSO: NON IL PIÙ SCONTATO RIPIENO FILANTE, MA QUALCOSA DI PIÙ COMPATTO E RICERCATO. VERA CHICCA DEL PIATTO È LA SALSINA DI ZUCCHINE E MELA: OLTRE AD ARRICCHIRE L’ESTETICA DELLA PRESENTAZIONE DEL PIATTO, DÀ UNA MARCIA IN PIÙ A QUESTI INVOLTINI, CONFERENDO UNA NOTA DOLCINA E CREMOSA.

INGREDIENTI 1,5 KG MAIALINO, PEPE NERO, GINEPRO, CANNELLA. PER LA SALSA: CAROTE, SEDANO, CIPOLLE,TIMO, MADERA E OSSA DI MAIALE

PER I CONTORNI: LARDO, PUREA DI PATATE, CIPOLLOTTO. ESECUZIONE TAGLIARE A PEZZI IL MAIALE, METTERLO A MARINARE 24 ORE CON SALE GROSSO, PEPE E GINEPRO. IL GIORNO DOPO LAVARLO ACCURATAMENTE, ASCIUGARLO E DISPORLO IN UNA PLACCHETTA D’ALLUMINIO CON LE SPEZIE, COPRIRLO INTERAMENTE CON LO STRUTTO E CUOCERLO PER CIRCA 10 ORE A 115°. PRIMA DI SERVIRE SCOTTARE IN FORNO FINO A RENDERE CROCCANTE LA PELLE. PER LA SALSA: TOSTARE LE VERDURE, COPRIRE CON MADERA E RIDURRE A METÀ, AGGIUNGERE IL FONDO DI MAIALE O DI VITELLO E PASSARE IL TUTTO AL COLINO, MONTARE AL BURRO PRIMA DI SERVIRE. PER LE GUARNIZIONI: PREPARARE I RAVIOLI DI LARDO RIPIENI DI PUREA DI PATATE. PRIMA DI SERVIRE SCALDARE LA SALAMANDRA. AFFETTARE LE PATATE E CHIUDERLE TIPO ROMBO CON UN PEZZO DI CIPOLLOTTO

INGREDIENTI PER 8 INVOLTINI: PER GLI INVOLTINI: 465G CARPACCIO DI VITELLONE 95G PROSCIUTTO COTTO A FETTE 15G PANE AL FARRO E CEREALI 1/2 DADO CUORE DI BRODO ALLE VERDURE MAGGIORANA AGLIO IN POLVERE

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BRANDY

COCKTAILS by Paolo Marani

OLIO EVO

SALE, PEPE NERO

PER LA SALSA: 1 ZUCCHINA 95G MELA GIALLA 1 CUCC.NO MIELE D’ACACIA SALE, PEPE BIANCO

I CONSIGLI DI PAOLO

KAROL

INGREDIENTI :

INGREDIENTI:

6/10 VODKA RUSSKY, 2/10 CORDIAL CAMPARI, 2/10 BANANA BOLS, CUCCHIAINO DI GELATO SI PREPARA NELLO SHAKER CON GHIACCIO. SI SERVE NELLA COPPA COCKTAIL. DECORARE CON UNO SPRUZZO DI SCIROPPO DI ROSA FABBRI. DI COLORE BIANCO OPACO CON SFUMATURE ROSA E CON RIFLESSI GIALLASTRI, HA PROFUMO DI LIMONE E FRUTTA TROPICALE. IL GUSTO È CALDO, DOLCE, MORBIDO, QUASI VELLUTATO PER CONSISTENZA. GLI AROMI SONO QUELLI DEL GELATO AL LIMONE, DEI LAMPONI MATURI CON SPLENDIDRE SENSAZIONI DI MACEDONIA TROPICALE.

DISTRIBUIRE SULLE FETTINE DI CARPACCIO IL PROSCIUTTO ED UN PEZZETTO DI PANE; ARROTOLARE A FORMARE GLI INVOLTINI. SCALDARE IN UNA PADELLA UN FILO D’OLIO CON L’AGLIO IN POLVERE, METTERE LA CARNE ED INSAPORIRE CON IL DADO, LA MAGGIORANA ED IL SALE. PORTARE A COTTURA BAGNANDO CON IL BANDY. TAGLIARE LA ZUCCHINA E LA MELA A DADINI MOLTO PICCOLI, CUOCERLE ASSIEME IN UN PENTOLINO INSAPORENDO CON IL MIELE, SALE E PEPE. QUANDO SI SARANNO COTTE, SCHIACCIARLE CON UNA FORCHETTA, FINO A FORMARE UNA PUREA ANCORA GRUMOSA. DISTRIBUIRE SUL FONDO DEL PIATTO LA PUREA, ADAGIARVI POI GLI INVOLTINI E SPOLVERARE DI PEPE NERO. MANUELA E SILVIA BIZZO

AL LIMONE.

PAOLO MARANI

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FASCINO LA PASSIONE ARDE E CREPITA, ATTENTI A NON BRUCIARVI SPECIE CON LE INEDITE TRASGRESSIONI CHE VI ATTENDONO DIETRO L’ANGOLO · S ALUTE IL BUON UMORE VA E VIENE E LE GAFFE SONO DIETRO L’ANGOLO. VI FAREBBE BENE FARE ATTIVITÀ ALL’ARIA APERTA

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ristorante·pizzeria

Villa Momi’s permette anche cene e pranzi di lavoro, con la massima tranquillità e distensione per i propri colloqui d’affari. Alla sera i locali sono destinati anche a chi desidera un po’ di intimità, con un’armonia che solo il lume di candela riesce a creare. Due sale separate in due piani. Giardino estivo. Oltre 300 posti a sedere. Locale rustico in chiave moderna unico nel suo genere, immerso nel verde.

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Villa Momi’s è il luogo ideale per matrimoni, cresime ed ogni altro tipo di ricorrenza. Per gli sposi e i loro invitati è riservata un’ospitalità particolare, con aree e intrattenimenti privati. Località Santa Maria, 3/B Cavarzere Venezia 0426.53538

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La Piazza di Padova ovest - 2013mar n42