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del Miranese Sud

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Periodico d’informazione locale. Anno XX n.32 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

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del Miranese Sud

Periodico d’informazione locale. Anno XX n.32 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Territorio Il Passante fa un rumore infernale

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Mirano Cittadinanza onoraria ai figli d’immigrati

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Spinea Piano norma 22, il centro cambia volto

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EDITORIALE

compostaggio, fonte di guadagno

L’Italia, le urgenze, le tasse ... di Mauro Gambin*

Il problema dello smaltimento dei rifiuti è conosciuto da tutti, quello che però non si è valutato è che questi rifiuti potrebbero avere un valore se utilizzati. La frazione organica dei rifiuti intesi come scarti di cucina e verde, è merceologicamente una delle più pesanti quote dei rifiuti prodotti. pag. 17

summer festival, il calendario e’ pronto

La primavera è arrivata e si inizia a parlare di eventi estivi e ciò che accompagnerà i giovani e gli adulti per i mesi più caldi dell’anno. A Mirano, di certo, tornerà per la settima volta il Summer Festival dell’associazione Volare, divenuto ormai uno dei classici delle ultime stagioni. pag. 18

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Mirano, limitazioni del traffico in centro Il rilevatore dei flussi è in via Porara e successivamente passerà in via Luneo e in via Mariutto

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assante, “tornello”, traffico in centro. Mirano continua a subire gli effetti negativi dell’inquinamento e corre ai ripari, acquistando nuove strumentazioni per regolare il passaggio delle auto in centro. Per risolvere questi problemi e soprattutto garantire la salute dei cittadini, il Comune ha deciso di dotarsi di alcuni apparecchi per il monitoraggio del traffico, tra cui 6 nuovi autovelox e un sistema di varchi elettronici con telecamere per il controllo degli accessi di mezzi pesanti e ingombranti nelle vie

del centro abitato. Per stabilire la migliore collocazione degli apparecchi, il Comune, ha avviato da marzo una serie di analisi strumentali, con l’acquisto di un rilevatore di traffico radar Easy Blue Data, in grado di registrare elettronicamente i flussi di traffico di una strada, in entrambi i sensi di marcia. Il Comune ha deciso di sostenere la spesa, pari a 3.388 euro, perché lo strumento sarà utile anche per altre tipologie di rilevazioni, ad esempio per quelle richieste dai vari comitati cittadini per saggiare lo stato

del traffico nella loro zona di competenza. Ora il Comune ha a disposizione uno strumento di precisione, senza dover ricorrere, sobbarcandosi ulteriori spese, al noleggio da ditte esterne. Attualmente, per le rilevazioni sulla miglior posizione per il sistema di varchi, dopo essere stato posizionato per una settimana in via Dante, il rilevatore è in via Porara e successivamente passerà in via Luneo e in via Mariutto. Tutti quartieri dove è alta la richiesta di monitoraggi del pag. 8 traffico.

’Italia nel dopo voto avrebbe dovuto trovare risposte. Invece. Si sono moltiplicati gli interrogativi. I partiti bisticciano sulle priorità: prima il governo, prima le commissioni speciali o prima il presidente della Repubblica? Pd, Pdl, M5s che oggi si divino quasi in proporzioni uguali il Parlamento, giocano a “morra cinese” e più spesso alle “tre carte” ma non vince nessuno. Non c’è intesa su niente, tutti aspettano che la prima mossa la facciano gli altri e si dicono spazientiti ripetendo ossessivamente come in una “reclame” che “L’Italia non può più aspettare”. Lo dicono a noi che di pazienza ne portiamo più di Giobbe e non ci nascondiamo nemmeno l’eventualità che questo clima di incertezza possa rianimare da un momento all’altro la corsa dello spread e la sfiducia dei mercati. Forse sarà rimasto deluso chi da questa nuova stagione politica si aspettava tutti i nodi al pettine, una distinta riga di demarcazione nell’Emiciclo tra il “nuovo” e il “vecchio” o la buona politica sciolta dall’ideologia, ne è uscito invece un Parlamento diviso tra “Il buono, il brutto e il cattivo” a “geometria variabile” nel senso che è facoltà vostra assegnare di volta in volta il ruolo a chi vi pare. continua a pag. 3 *direttore@lapiazzaweb.it

L’Intervento

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Sanità privata serve una svolta di leonardo Padrin*

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orse è utile dare alcune informazioni relative al dibattito in corso sulla sanità privata nel Veneto. Le polemiche di questi giorni riguardano le strutture private ambulatoriali convenzionate, cioè operatori privati che vengono pagati dalla Regione per erogare ai cittadini dei servizi sanitari con il solo pagamento del ticket. *Presidente della commissione sanità del Consiglio Veneto

continua a pag.

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EDITORIALE

L’Italia, le urgenze, le tasse... Eventi

Per tre giorni a mestre il primo festival della legalità

segue da pag.

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Tanto il risultato pare non cambiare più di tanto. A spadroneggiare è la strategia: quella delle elezioni, non quella delle priorità da affrontare. Tuttavia, l’Italia non è solo la sua classe politica e sarebbe sbagliato addossare a quest’ultima ogni responsabilità della situazione attuale, molte sono responsabilità dirette della così detta “società civile” la stessa che è diventato di moda citare in politica come slogan del candore. Tra qualche settimana, dopo la dichiarazioni dei redditi, sono sicuro resteremo basiti da qualche notizia sulle cifre che la società civile dichiarerà al fisco. Ogni anno con disinvoltura, come si trattasse di una nota di colore o di una “freddura” un po’ volgare vengono diffuse notizie sulle evasioni fiscali: gli orafi vicentini con redditi sotto i 12 mila euro (annui!), i grandi capitali nei paradisi fiscali, il professionista del nero: il bestiario degli evasori è vario e vasto, tanto da stare agli italiani come il detto che ci vuole un popolo di “santi, poeti e navigatori” o “grandi amatori”. Il problema c’è, se la media dei redditi dischiarati all’erario dagli imprenditori si aggira attorno ai 19 mila euro annui. Perché si deduce che il peso fiscale sta quasi esclusivamente su lavoratori dipendenti e pensionati. E’ così, infatti, il gettito arriva per il quasi il 55% dai lavoratori dipendenti, quasi il 24% dai pensionati, solo per il 7% contribuisce il lavoro autonomo e per meno del 4% l’impresa. Certo, chi obbietta che Italia si pagano tasse come in uno stato del Nord Europa e si ottengo servizi come in una paese dell’africa, dice una cosa vera, chi sostiene che il costo per il lavoro dipendente è troppo alto, parla di sacrosanta verità, e chi chiede un patto per il fisco più equo chiede una cosa giusta, le tasse vanno abbassate ma intanto gli italiani, senza necessariamente aspettare che la politica si metta d’accordo, inizino a pagarle. Anche questa è un’urgenza. di Mauro Gambin

Si è svolto il primo “Festivalegalità 2013”, organizzato presso il Palaplip di Mestre e in altri luoghi della città nei giorni 5, 6 e 7 aprile 2013. L’evento nazionale, promosso dal Comune di Venezia, dalla Camera di Commercio di Venezia, dalla Provincia di Venezia, dal Movimento Consumatori e dalla Cooperativa Sesterzo Centrale PLIP, ha portato in città gli esponenti più autorevoli e i testimoni più importanti della lotta alle mafie e alle criminalità organizzate, coinvolgendo la cittadinanza, gli studenti, il mondo istituzionale e dell’economia veneta. Fungo d’oro 2013

premiata l’amministrazione provinciale

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I gruppi micologici di Mirano hanno premiato l’ assessore provinciale Lucio Gianni in segno di riconoscimento per la profonda collaborazione vigente tra le associazioni e la Provincia. E’ stato consegnato “ il fungo d’ oro “ in occasione del festeggiamento dei 34 anni di attività delle associazioni a chi ha saputo valorizzare, patrocinando tutte le iniziative, l’ambiente e il rispetto per la natura. “ Questo riconoscimento - dichiara l’assessore Lucio Gianni - lo condivido con l’amministrazione provinciale che ha saputo svolgere un buon lavoro per agevolare le attività di volontariato presenti nel territorio. I gruppi attualmente attivi sono 6 e svolgono un lavoro importante di studio scientifico e di promozione della micologia, diffondendo il rispetto della natura“.

Miranese Mirano

Amministrative

Villa Bianchini, continuano le chiusure pag.

Spinea

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Le separazioni superano i matrimoni

s.M. Di sala

Provincia

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Il concorso ippico come richiamo turistico pag.

Quattro Comuni al voto nel Veneziano pag.

personaggio

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Sanità convenzionata a rischio chiusura, pagg. 30-31

società

Wireless generation: la generazione online

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cultura

la Venezia di filippi tra ‘800 e ‘900

La fotografia storica sarà il tema di studio e approfondimento della mostra “Venezia tra ‘800 e ‘900 nelle fotografie di Tomasi Filippi” che si terrà in Villa Pisani a Stra fino al prossimo 3 novembre. La mostra, organizzata con Manus, in collaborazione con Ire (istituzioni di Ricvero e di Educazione venezia - Fondo Tomaso Filippi) propone 150 foto e una proiezione su schermo di trenta stereoscopie, una tecnica inventata nel 1832 e che anticipa le attuali versioni del 3D, che accompagnano il visitatore “dentro” Venezia, nel paessaggio dei secoli scorsi. Per i bambini

La mostra “Balene e capelli blu”

Tagli

Martina Calore, promessa della scienza

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Regione

Mostra fotografica

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Venice’s Ring, la band che spopola sul web pag. 27

Tasse In arrivo la stangata di primavera

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“Balene e capelli blu. La fantasia illustrativa di Israele”, è la mostra ideata dall’associazione culturale Teatrio in collaborazione con San Servolo Servizi e patrocinata dalla Provincia di Venezia. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 12 maggio, con ingresso libero. L’esposizione, all’Isola di san Servolo, raccoglie oltre 100 tavole originali realizzate da 23 artisti tra i quali Ofra Amit e Raaya Karas. Ogni sabato e domenica dalle 11 alle 18, sono in programma per i bambini visite-gioco all’esposizione e laboratori creativi.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà da GIVE EMOTIONS Srl

Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea, S.Maria di Sala per un numero complessivo di 16.394 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

Venezia Padova Rovigo Treviso

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REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 28 marzo 2013 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese ENTI LOCALI L’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno previsto dal decreto del governo, sarà di 5 miliardi per gli enti locali, 1,4 miliardi per le Regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali. In Veneto arriveranno 3,4 miliardi nell’arco dei due anni, che diventano 7 miliardi se si considera che la pubblica amministrazione ha 90-100 miliardi di debito verso le aziende

Sbloccato il Patto di stabilità, p

di Alessandro Abbadir

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Dal Negro: ”Si aiutano i sindaci più furbi, che hanno fatto soffrire le imprese”

i allenta il Patto di stabilità e finalmente i comuni veneti possono tornare a respirare, ma non troppo. Le cifre ci sono e a livello nazionale sono imponenti. L’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno previsto dal decreto del governo, sarà di 5 miliardi per gli enti locali, 1,4 miliardi per le Regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali e 800 milioni per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei. Nel bilancio dello Stato viene istituito un unico Fondo da 26 miliardi di euro, articolato in tre sezioni comunicanti tra loro, per il pagamento dei debiti degli enti locali (2 miliardi nel 2013 e nel 2014), delle Regioni per debiti diversi da quelli sanitari (3 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014) e sempre delle Regioni ma per debiti sanitari (5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014). Comuni e Province, entro il 30 aprile, faranno richiesta di autorizzazione al ministero delle Finanze per i pagamenti da effettuare che dovranno essere autorizzati entro il 15 maggio e finanziati con le disponibilità liquide degli enti. Entro il 15 giugno le amministrazioni dovranno comunicare importi e tempistiche alle imprese. Ma quanti soldi arriveranno in Veneto? 3,4 miliardi nell’arco dei due anni, secondo gli uffici studi delle associazioni di categoria, che diventano 7 miliardi se

Un giudizio definitivo sul decreto si potrà dare solo dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi edilizia scolastica

Servono 111 milioni

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vincoli del Patto di Stabilità avevano bloccato anche gli interventi nel settore dell’edilizia scolastica mettendo a rischio la sicurezza dei bimbi che si trovano all’interno. Anci Veneto ha condotto un’indagine in cui chiedeva alle municipalità di indicare gli importi necessari per la sistemazione dei plessi ma bloccati dal patto. Con risposte da parte di 84 Comuni da tutto il Veneto che rivelano una cifra complessiva molto alta: ben 111.254.099,26 euro. Nell’ambito del questionario, le spese maggiori giudicate necessarie sono per i 18 comuni della provincia di Treviso che hanno risposto, con 37 milioni di euro in totale. A seguire le 19 municipalità veronesi con quasi 18 milioni e le 7 veneziane con 21.643.000 euro. Non si scherza neppure nelle 17 municipalità del vicentino (14,5 milioni) e nelle 15 del padovano (8.636.000). 1.169.200 euro costituisce il fabbisogno delle 6 bellunesi, 325mila euro quello delle 2 rodigine, La stessa Anci ha parlato del problema nelle scorse settimane con il prefetto di Verona Perla Stancari. “Il prefetto si è dimostrato sensibile a questo tema – spiega il presidente dell’Anci regionale Giorgio Dal Negro. Legge che ci prescrive tutti gli adeguamenti antisismici e migliaia di bambini che dentro quegli immobili hanno lezione ogni giorno. Continueremo i confronti sull’argomento con gli altri prefetti della regione”.

si considera che la pubblica amministrazione ha 90-100 miliardi di debito verso le aziende. “La scelta di sbloccare 40 miliardi di pagamenti per le aziende è un’ottima notizia. Come Anci Veneto abbiamo preteso con forza questo provvedimento, che salutiamo con favore. In questo modo si ridà fiato alle tante aziende in difficoltà e si liberano risorse fondamentali per far tornare a crescere la nostra economia. Occorre proseguire su questa strada, allentando il patto di stabilità, in modo da consentire ai Comuni di avviare tante piccole e medie opere pubbliche, che renderanno più moderne le nostre città e creeranno lavoro”, ha detto Flavio Zanonato sindaco di Padova. I malumori però ci sono, e sono a tutti i livelli. Il governatore Zaia parla di “nuove blindature” del patto di stabilità che di fatto non permettono di spendere alla Regione un euro in più. “Anche per chi potrà entro il 30 aprile fare richiesta per ammorbidire i vincoli del Patto di Stabilità per pagare i debiti arretrati – spiega Giorgio Dal Negro all’Anci Veneto - il decreto potrebbe rivelarsi poco efficiente”. Facciamo esempio di grosso comune nella nostra regione. Il Comune Bojon di Venezia, per esempio, ha saldato circa un centinaio di Campolongo Maggiore (Ve) di milioni di euroIIIdiStrada arretrati,Zona ma nonArtigianale, è detto che potrà2 stornarli 25 636 nel calcolo del Patto.Tel./Fax Il governo 049 infatti97 prevede un tetto totale di

5 miliardi di euro da suddividersi per tutti i debiti arretrati di tutti i Comuni italiani. Se dovesse venir fuori che il totale dei debiti da saldare è di più di 20 miliardi di euro, allora il tetto di spesa per ogni Comune sarà ridotto a un quarto del debito effettivo da saldare. Il presidente dell’Anci Veneto Giorgio Del Negro che è sindaco del comune di Negrar è stato chiaro. “Il decreto va bene - spiega il presidente dell’Anci - ma senza provvedimenti in programma per allentare il Patto di stabilità, lo strumento serve solo ad aiutare i sindaci più furbi, quelli che hanno fatto soffrire le imprese perché hanno commissionato lavori che sapevano di non poter pagare. I sindaci veneti, in genere, hanno invece bloccato i lavori che sapevano di non poter saldare e quindi l’ammontare dei debiti arretrati è davvero basso. Insomma un decreto che pare fatto per altri”. L’impressione è che per l’ennesima volta, invece di sanzionare certe condotte amministrative, si rischi di aiutare chi si è comportato peggio. Aree del territorio nazionale, fa capire l’Anci Veneto, che si trovano ben distanti da qui. Comunque un giudizio definitivo sul provvedimento si potrà dare solo dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi perché così non è ancora chiaro a quanto ammontano le somme che potranno essere liberate.

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Argomento del mese 5 10 Argomento del mese Nel veneziano

Francesca Zaccariotto

Parla la Zaccariotto

per i comuni i problemi restano Le critiche L’analisi Interviene Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre

“In questa fase, a disposizione solo 500 milioni di euro” di Alessandro Abbadir

L spalla pag 5 per vene-

a Cgia di Mestre, con il suo segretario Giuseppe Bortolussi, dopo aver letto il nuovo decreto sullo sblocco dei primi 40 miliardi di euro di debiti che la Pubblica amministrazione deve onorare nei confronti delle imprese italiane, si pone una domanda precisa “Lo Stato centrale continua a non pagare?”. Bortolussi fa un’analisi al dettaglio. “Ebbene - dice Bortolussi - al netto dei 6,5 miliardi di rimborsi fiscali - tasse che i contribuenti italiani hanno ‘pagato in più’ - e dei 26 miliardi di euro che il Ministero dell’Economia e delle Finanze farà confluire in un apposito fondo a disposizione degli enti locali e delle regioni prive di liquidità, risorse che dovranno comunque essere recuperate tra le pieghe dei loro bilanci e restituite con gli interessi, pare di capire che l’amministrazione centrale metterà a disposizione solo 500 milioni di euro all’interno del pacchetto relativo all’allentamento del Patto di stabilità interno”. Prendendo come buona la stima di 91 miliardi di euro quale debito della P.A nei riguardi delle imprese, la Cgia è convinta che siano molti di più perché nell’indagine campionaria della Banca d’Italia non si tengono conto delle imprese al di sotto dei 20 addetti che costituiscono il 98% di tutte le aziende presenti in Italia e di quelle operanti nei servizi sociali e sanitari. Pertanto, dei 91 miliardi di debito complessivo, ben 44 miliardi sono in capo a Regioni ed Asl. Gli altri 47 miliardi, invece, si distribuiscono tra Comuni, Province e Stato centrale. “Purtroppo, dalle stime della Banca d’Italia non è possibile misurare quant’è il debito da attribuire all’amministrazione centrale. “Tuttavia – conclude Bortolussi – non c’è sicuramente proporzione tra lo sforzo richiesto alle Regioni, alle Ulss ed agli enti locali e quello che dovrà fare lo Stato centrale, visto che di suo sborserà, in questa prima fase, solo 500 milioni di euro”.

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della Provincia I

n Provincia di Venezia, gli enti locali non sono entusiasti del decreto che sblocca denaro allentando il Patto di Stabilità. La prima degli scontenti è la presidente della provincia Francesca Zaccariotto.“Ho accolto con sconcerto questo ennesimo decreto, lo ritengo una grande bufala, che parte da una motivazione sacrosanta, quella dei pagamenti alle aziende, alle imprese commerciali che lavorano per la pubblica amministrazione, solo che noi non ne avevamo bisogno, dal momento che c’era già una legge in vigore, che fissa il termine di pagamento in 30 giorni, e che noi rispettiamo a pieno, con puntualità, avendolo abbassato a 28 giorni. E cosa fa il governo di fronte alla nostra virtuosità? Ci punisce, ci taglia ancora le risorse per altri 5 milioni e 400 mila euro, rispetto ai tagli già previsti di 10 milioni e 300 mila euro, già noti, quindi con un taglio complessivo al bilancio provinciale di 15 milioni 727 mila 459 euro, che diventeranno 16 milioni il prossimo anno. Condivido comunque l’obiettivo del governo di pagare i fornitori che hanno operato al servizio della P.a, e che si trovano in molti casi a dover fungere da banca al proprio committente pubblico per un tempo indefinito, con i tempi biblici di molti enti nell’onorare i pagamenti per i vincoli imposti dal patto di stabilità, oppure a non ricevere mai i dovuti pagamenti”. La Zaccariotto spiega nel concreto i problemi che si vanno ad affrontare. “Si colpisce oltre che l’ente - aggiunge - il territorio, i cittadini, le famiglie, perché per quanto ci riguarda l’avanzo di amministrazione che avevamo accumulato nel 2012, e che nel bilancio 2013 avremmo destinato a nuove opere viabilistiche, alla manutenzione delle scuole e al supporto al lavoro e formazione professionale, dovrà essere interamente utilizzato per mantenere gli equilibri di bilancio, ricorrendo a una nuova manovra di assestamento. Nel Veneto siamo la Provincia più penalizzata, con Rovigo, pur essendo la Provincia più virtuosa, con il livello di indebitamento minore – intorno al 3% contro l’8% previsto per legge – e l’assoluto rispetto del patto. Sono convinta che il Governo non abbia gradito il decreto ingiuntivo che questa Provincia ha vinto contro lo Stato ottenendo un rimborso di 44 milioni di crediti pendenti. Ma mi chiedo, perché ciò che è corretto per altri non deve esserlo per lo Stato? Come questa Provincia rispetta i tempi previsti pagando le prestazioni ricevute nei tempi di legge, altrettanto si rivale nei confronti della stessa pubblica amministrazione quando è lo Stato che non lo fa. E inoltre si penalizza ancora una volta l’ente con minore autonomia finanziaria, che è basata com’è noto sulle imposte di registro e di immatricolazione (rc e ipt) delle auto, ma vorrei ricordare a questo governo che Venezia è unica anche nel suo essere una provincia d’acqua, con un numero di auto decisamente inferiore a quello delle altre province venete”. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni dal canto suo,è moderatamente soddisfatto del decreto governativo anche se critica il Patto di stabilità come vincolo “Il patto di stabilità - ha detto Orsoni - è un cappio al collo delle amministrazioni comunali e il Governo che abbiamo avuto, non è stato di tecnici ma di ragionieri. Se si vuole innovare, il cambiamento deve essere realmente totale sia per gli esponenti del governo che per l’alta dirigenza dello Stato”. Critiche ai vincoli del patto di stabilità erano arrivati dai sindaci di Campolongo Maggiore, Chioggia, Mira, Mirano e del Veneto orientale .Intanto gli uffici di ragioneria dei vari enti locali sono già alle prese con nuove voci che spariranno dal documento di rendiconto: scomparirà, infatti, il fondo di riequilibrio e sarà sostituito dal Fondo di solidarietà dei comuni, mentre il Fondo incentivazione degli investimenti verrà definitivamente abolito. In tutti i comuni della provincia poi si dovrà fare i conti con la Tares , la nuova tassa sui rifiuti, si parla del 20% in più rispetto alla Tia. Una questione quella della Tares che per la maggioranza dei comuni della provincia è affrontata con la partecipata Veritas. Da giugno in poi ripartirà anche il calcolo e pagamento dell’Imu che visto che finora A.A. non è stata ne modificata ne cancellata.


6 Approfondimento Infrastrutture I comuni e l’Ulss13 certificano un forte rischio per la salute dei cittadini

Passante, un rumore infernale

A Spinea, nei valori diurni, 100% di superamenti in via Pacinotti, di notte dall’1 al 100 % di valori in eccesso in via Crea di Filippo De Gaspari

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foramenti continui dei limiti previsti per i livelli acustici. E’ un Passante che fa rumore, troppo, e adesso ci sono i dati ufficiali dell’Arpav a confermarlo. A Mirano sono stati registrati di notte dal 6 al 98% di superamenti dei limiti in via Porara e via Taglio. Significa che, nei diversi tratti analizzati, si è arrivati a sfiorare la totalità delle giornate in cui il rumore generato dal Passante ha superato il limite consentito. Anche via Caltana è osservata speciale, con diversi livelli di superamento della soglia nella zona del civico 23. A Spinea, nei valori diurni, 100% di superamenti in via Pacinotti, di notte invece dall’1 al 100 % di superamenti in via Crea, via Pacinotti e valori massimi prossimi ai limiti in via Villafranca. A Salzano, nei valori notturni, 8% di superamenti in via Villetta, a Martellago, di giorno, 11% di superamento nei pressi del circolo di golf, ma ancora peggio va di notte: dal 41 al 100 % di superamenti in via Mezzaluna, ai confini con Scorzè, via Zigaraga, via Boschi e al circolo golf. Infine Scorzè: qui i superamen-

I dati Arpav segnalano sforamenti continui dei limiti previsti per i livelli acustici ti della soglia vanno dal 15 al 97% in via Spangaro, via Marco Polo, Ariosto, mentre si segnalano valori massimi prossimi ai limiti invia Rossini. C’è di che restare preoccupati. Insorgono tutti i sindaci, a cominciare proprio da Mirano e Spinea, dove i superamenti avrebbero del clamoroso se non fossero solo la conferma di una sensazione percepita giorno dopo giorno dai residenti. “Nonostante l’impegno profuso dai sindaci di Riviera e Miranese, i necessari interventi da parte di Regione, Anas e Cav sulle principali criticità a livello autostradale (e connessa viabilità locale) tardano ad arrivare, arrecando enormi danni alla viabilità del territorio, all’ambiente e alla salute dei cittadini – insorge il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello – in quest’ottica l’inspiegabile pronunciamento

con cui il Consiglio regionale ha respinto l’emendamento che chiedeva di sbloccare almeno una parte dei fondi che spettano al Comune di Mirano per le opere di mitigazione del Passante è un grave errore, che finisce col pesare ancor più sul territorio della città e su quello limitrofo, già messo a dura prova da una situazione di traffico che inizia a creare problemi d’ordine pubblico e da livelli di inquinamento (atmosferico e acustico) che sforano i livelli di guardia. Il sindaco di Spinea Silvano Checchin aggiunge: “E’ necessario e urgente definire soluzioni per il risanamento acustico della situazione” e chiede il rispetto del protocollo del 9 luglio 2009 in cui il commissario delegato per il Passante si impegnava a far installare tutte le barriere necessarie qualora le analisi fonometriche da parte di Arpav rilevassero aree di superamento dei limiti di rumore previsti dalle normative. Ora l’Arpav ha rilevato e il Comune chiede interventi. Il pronunciamento più pesante è tuttavia quello dell’Ulss 13 che, letti di dati Arpav, pone la questione sfo-

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Il Passante nel comprensorio del Miranese ramenti in un’ottica di salute pubblica: “E’ necessaria una riflessione sui dati dei monitoraggi, per valutare e individuare soluzioni tecniche e gestionali finalizzate a ridurre il carico inquinante dovuto al rumore generato dall’apertura del Passante”, scrive il Dipartimento di prevenzione dell’Ulss in una nota, ricordando che: “L’introduzione di un rumore in ambiente rispetto alla situazione preesi-

stente comporta sia un disturbo per la popolazione, sia fattori di rischio per gli effetti extrauditivi”. Sale dunque la tensione lungo il tracciato: a quattro anni dall’apertura del Passante di Mestre i territori attraversati dall’autostrada non hanno ancora ricevuto risposte adeguate e la primavera si preannuncia infuocata sul fronte delle contestazioni.

la regione “Niente soldi a Mirano”

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iente fondi di compensazione per il Passante. Almeno per ora. Doccia gelata dalla Regione su Mirano, creditore di 19 milioni di euro per interventi complementari e di mitigazione. Il Consiglio regionale ha, infatti, respinto a maggioranza un emendamento presentato dal Pd su proposta del sindaco e del presidente della commissione comunale bilancio Giorgio Babato, per l’inserimento di una prima tranche dei fondi, almeno 4 milioni di euro, nel bilancio di previsione 2013, che il Comune non riusciva a sbloccare. Niente da fare: i fondi che spettano a Mirano non si muovono da Venezia e il Comune resta con le opere pubbliche al palo, strozzato dai vincoli di spesa e senza quella preziosa liquidità che gli spetterebbe per contratto. L’accordo è quello del 15 febbraio 2010 e vede le firme messe nero su bianco da Regione, commissario straordinario e Provincia per la liquidazione di 19 milioni di euro a titolo di compensazione per i disagi subiti dalla realizzazione dal Passante. Soldi da investire in opere complementari, per migliorare e rendere più sicura la viabilità locale dopo l’apertura di autostrada, caselli e strade di raccordo. E Mirano ne avrebbe da fare. Ma quei soldi non arrivano. A silurare la città e le sue legittime pretese sono stati il mese scorso Pdl e Lega, che in Consiglio regionale hanno votato contro il documento che chiedeva alla giunta di erogare, già quest’anno, almeno 4 milioni dei 19 totali previsti dall’accordo di programma. Non sono bastati i 18 voti favorevoli di Pd, Udc, Idv, sinistra e Gruppo misto. Le pretese

di Mirano erano già state cassate nei mesi scorsi, prima in fase di assestamento di bilancio 2012 e poi quando il sindaco Maria Rosa Pavanello era andata a batter cassa in commissione regionale Bilancio. “È un gesto di irresponsabilità e insensibilità grave verso i cittadini di Mirano – sentenzia Babato – la maggioranza ha dimostrato incapacità di mantenere gli impegni presi, violando lo Statuto regionale dove parla di leale collaborazione con le autonomie locali. Al di là delle motivazioni di comodo, è chiaro che la Regione non vuole trovare soluzioni per il rispetto dell’accordo”. “Hanno confermato quanto diceva l’assessore regionale al Bilancio Ciambetti, che aveva pronosticato poche chance – aggiunge il sindaco Maria Rosa Pavanello – la nostra speranza però era che nel frattempo si fossero dati da fare per trovare almeno una parte dei fondi di cui Mirano ha diritto. Respingere l’emendamento è stato un grave errore. Non vorrei che in Regione non si avesse alcuna intenzione di rispettare l’accordo. Ricordo che il governatore Zaia di questo accordo è il garante. Non si possono firmare degli atti e poi non F.D.G. impegnarsi per rispettarli”.


8 Mirano L’Intervento

Territorio

Sanità privata serve una svolta

Viabilità Il comune corre ai ripari per evitare un forte inquinamento

Traffico, arrivano le limitazioni in centro di Filippo De Gaspari

P

Acquistato un rilevatore di traffico. Ora è collocato in via Porara

assante, “tornello”, traffico in centro. Mirano continua a subire gli effetti negativi dell’inquinamento e corre ai ripari, acquistando nuove strumentazioni per regolare il passaggio delle auto in centro. Per risolvere questi problemi e soprattutto garantire la salute dei cittadini, il Comune ha deciso di dotarsi di alcuni apparecchi per il monitoraggio del traffico, tra cui 6 nuovi autovelox e un sistema di varchi elettronici con telecamere per il controllo degli accessi di mezzi pesanti e ingombranti nelle vie del centro abitato. Per stabilire la migliore collocazione degli apparecchi il Comune, ha avviato da marzo una serie di analisi strumentali, con l’acquisto di un rilevatore di traffico radar Easy Blue Data, in grado di registrare elettronicamente i flussi di traffico di una strada, in entrambi i sensi di marcia. Il Comune ha deciso di sostenere la spesa, pari a 3.388 euro, perché lo strumento sarà utile anche per altre tipologie di rilevazioni, ad esempio per quelle richieste dai vari comitati cittadini per saggiare lo stato del traffico nella loro zona di competenza. Ora il Comune ha a disposizione uno strumento di precisione, senza dover ricorrere, sobbarcandosi ulteriori spese, al noleggio da ditte esterne. Attualmente, per le rilevazioni sulla miglior posizione strumentazione per le rilevazioni per il sistema di varchi, dopo Gli orari peggiori elettroniche, va previsto un margiessere stato posizionato per sono la fascia ne di errore, che, in questo caso, una settimana in via Dante, dalle 7 alle 9 si attesta attorno al 5%. Ed eccoli il rilevatore è in via Porara e del mattino e quella i primi risultati: in via Dante, dal successivamente passerà in dalle 17 alle 20 7 al 12 marzo, il Comune ha rivia Luneo e in via Mariutto. levato picchi di transiti giornalieri Tutti quartieri dove è alta la richiesta di monitoraggi nella giornata di venerdì, quando per via Dante sono del traffico. L’Easy Blue Data, prodotto dalla Sts srl di passati 14.746 veicoli nell’arco delle 24 ore. DomeDesenzano del Garda, è uno strumento ad altissima nica il giorno con meno traffico: solo, si fa per dire, affidabilità, che funziona automaticamente senza 10.613 veicoli. In media sono circa 700 i transiti l’ausilio di controllo umano e fornisce dati già pronti all’ora, mentre gli orari peggiori, quanto a inquinaper l’elaborazione informatica. Come per tutta la mento e pericoli, sono la fascia 7-9 al mattino e quel-

NEWS

Il centro di Mirano durante le ore serali la 17-20 al pomeriggio. Confermata anche la direzione prevalente: la maggior parte dei veicoli registrati infatti erano diretti da Mira a Salzano, quindi verso nord. Più interessante di tutti però è un dato: esclusi i giorni festivi, nella media giornaliera, 14.380 transiti sono di auto, me ce ne sono circa 210 di autocarri sopra le 3,5 tonnellate. Di questi solo una parte è autorizzata a farlo, mentre circa 100-120 mezzi non potrebbero transitare. Del tutto irrisorio invece il transito notturno, con uno, due mezzi pesanti per notte, mentre i bus Actv sono in media 150 al giorno. Anche per quanto riguarda la velocità la media non è particolarmente elevata: 43 chilometri orari.

di leonardo Padrin*

segue da pag.

1

Nel territorio sono inoltre presenti altre imprese private che hanno le stesse caratteristiche autorizzative ma non sono convenzionate. Cioè vendono servizi sanitari rivolgendosi ad un mercato totalmente privato ed il cittadino deve pagare interamente la prestazione che riceve. Il dibattito di queste settimane nasce per due motivi ben precisi: uno strategico ed uno economico. Quello strategico riguarda il decisore cioè il soggetto che in nome e per conto della Regione acquista i servizi sanitari dai privati convenzionati. In passato era la Regione che decideva da chi e quanto si acquistava e poi calava questo accordo nel territorio senza che i direttori generali delle Ulss avessero un ruolo operativo. Non esistevano criteri se non la discrezionalità di accogliere o respingere, in tutto o in parte, quanto veniva richiesto. Questo ha comportato la concentrazione dell’offerta dei servizi sanitari del privato convenzionato dove più ricco era il mercato, secondo una legittima logica d’impresa. Quello economico riguarda invece la diminuzione del budget, cioè della cifra che la Regione intende investire nell’acquisto di prestazioni sanitarie dai privati convenzionati. Su questo aspetto va detto che la diminuzione è stata significativa ma soprattutto il tempo intercorso fra la decisione della Giunta Regionale e la sua applicazione è stato talmente breve che coloro che hanno una organizzazione complessa (e per questo spesso molto qualificata) non sono nelle condizioni di adeguarla senza traumi occupazionali e logistici. È quindi necessario intervenire allungando ragionevolmente i tempi di applicazione delle nuove norme. La questione strategica è invece fondamentale per la Regione perché la delibera della Giunta propone un cambio di mentalità epocale e pone in carico al Direttore Generale la responsabilità della gestione dei servizi sanitari nell’ambito del proprio territorio e quindi decide lui quanto comprare e da chi. La norma prevede che il Direttore debba agire secondo criteri resi pubblici e che saranno verificati dalla Giunta Regionale e dalla V Commissione, entrambi gli organi potranno modificare le decisioni del Direttore Generale di ogni singola Ulss con delle pubbliche motivazioni. Un percorso trasparente alla determinazione del quale tutti i soggetti portatori di interesse potranno concorrere sapendo che l’obiettivo della sanità pubblica o pagata dal pubblico è quello di fornire ai cittadini i migliori servizi possibili in base alle risorse disponibili perché per farlo vengono usati i soldi di tutti. Gli altri aspetti, occupazionali ed aziendali, vanno comunque affrontati e risolti ma necessariamente in modo consequenziale alla programmazione regionale del resto è evidente che chi beneficia dell’essere fornitore della Regione non può agire in modo difforme da quanto prevede il proprio committente. *Presidente della commissione sanità del Consiglio Veneto

Sociale

Servizi: apre il “Telefono Donna”

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pre anche a Mirano “Telefono Donna”. A presentare l’apertura del quarto contatto provinciale, dopo Mestre, Chioggia e Marcon, è stata la segretaria confederale della Cgil Venezia, Teresa Dal Borgo. Telefono Donna è attivo a Mirano nella sede del sindacato in via Porara 99 e risponde al numero verde gratuito 800-200-288 (e-mail: telefonodonna. venezia@veneto.cgil.it). A rispondere saranno volontarie formate per fornire indicazioni su lavoro, mob-

bing, disagi, maltrattamenti e servizi. Nel 2012 sono state 170 le chiamate in tutta la provincia: la maggior parte, circa il 60%, sono di donne vittime di violenza fisica, ma anche mobbing, stalking e altre limitazioni alla libertà della persona. Per il rimanente 40% si tratta di richieste d’aiuto per problemi occupazionali, in buona parte legati al mancato rispetto dei diritti, a cominciare da quelli sulla maternità. Telefono Donna si rivolge a tutte le donne in difficoltà, con problemi di

lavoro, familiari o di orientamento ai servizi presenti sul territorio. All’altro capo del filo ci sono operatrici volontarie disponibili all’ascolto e a fornire indicazioni e orientamenti. Telefono Donna è presente sul territorio dal 1997 e oggi si inserisce anche nel progetto dell’asse europeo Equal che si occupa di promozione della pari opportunità. A spingere l’apertura di un Telefono Donna a Mirano è stato non tanto un indice statistico peggiore che nelle altri parti della provincia per quanto

riguarda le problematiche della parità nel lavoro e nella famiglia: “Ma – spiega Dal Borgo – tra Miranese e Riviera c’è un fattore culturale che ha mostrato lati preoccupanti, dal licenziamento di un assessore donna incinta a Mira, al siparietto di Berlusconi a Mirano nei confronti di un’impiegata donna, con allusioni e doppi sensi: era importante dare un segnale”. Un ottimo servizio che va nella direzione delle pari opportunità. F.D.G.

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Mirano 9 Eventi Le condizioni del parco non rendono possibile la fruibilità nelle giornate del Fai

Villa Bianchini, ancora chiusure Al comune di Mirano toccherà il taglio pesante degli alberi e la loro messa in sicurezza di Filippo De Gaspari

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iente Giornata di primavera in villa Bianchini: doveva aprirsi così la bella stagione a Mirano, con uno degli eventi nazionali del Fai, il Fondo per l’ambiente italiano. Invece è arrivata la smentita dei diretti interessati: “Già da gennaio il programma delle giornate Fai è stato definito e, dato che le condizioni di non sicurezza di Villa Bianchini e del parco circostante non rendono possibile la fruibilità dei luoghi, non è stata prevista alcuna apertura del sito per quest’anno” ha comunicato il capo delegazione Del Fai di Venezia-Mestre, Maria

Premiazioni

Camilla Bianchini d’Alberigo. È una smentita e assieme una conferma delle condizioni ancora precarie dell’edificio con il dipinto del Tiepolo, che rilanciano la questione, i tempi e i termini del recupero della villa, evidentemente ancora lontano. Il Comune conferma il dietrofront sulla Giornata di primavera, parla di tempi tecnici troppo stretti per organizzare l’evento, ma rilancia un nuovo programma di lavori che permetterà di riaprire il parco della villa per metà primavera. Per l’assessore ai Parchi di Mirano Federico Vianello: “Sono mancati i tempi tecnici per

preparare l’apertura. Durante la primavera tuttavia il parco aprirà: manca solo il parere della Sovrintendenza, ma abbiamo pronto un progetto a cui partecipano molte associazioni di Mirano e che ha già ottenuto l’appoggio di Veritas. Prevede la sistemazione del parco per settori, ognuno delegato a ogni associazione”. La proposta recepisce i suggerimenti emersi al tavolo tecnico per la Villa: in particolare il Cai, Club alpino italiano, si era offerto di ripristinare il ponte in legno del parco, le associazioni ambientaliste di ripulire il sottobosco. Al Comune toccherà il

“19 al Paradiso” e’ diventato un marchio

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ra “19 al Paradiso” è anche un marchio. La celebre trattoria di via Lueno valica i confini di Mirano e il ristorante gestito da Vincenzo Fusco diventa franchising. Già aperto un locale con lo stesso nome a Istrana (Treviso). Ma non è finita: la catena vedrà nuovi ristoranti aprire a breve anche

Villa Bianchini taglio pesante degli alberi e la loro messa in sicurezza, mentre l’intera area sarà recintata per isolarla dai vandali e i vialetti verranno rifatti e arredati. La Sovrintendenza ha circa un mese per esprimersi, ma se non rileverà problemi varrà la regola del silenzio-assenso e quindi le associazioni potranno procedere subito, garantendo un’apertura del parco già per la tarda primavera di quest’anno. Le Giornate del Fai saranno dunque questione

ad Agugliaro, sui colli Berici e più avanti anche in provincia di Pordenone. Il “19 al Paradiso”, creato da uno dei miranesi più illustri, quel Manlio “Ciccio” Covin che aprì il ristorante a Luneo nel 1983, diventa dunque catena. Allora il vulcanico gestore decise di chiamare così la sua creatura perché 19 erano i giorni, segnati su una lavagnetta, che mancavano alle agognate ferie, il “paradiso” appunto. Vincenzo Fusco, napoletano trapiantato in Veneto, ha rilevato il ristorante dal 2010 e rilanciato in salsa

da valutare per il 2014. Resta il punto interrogativo sul recupero della villa: terminati i lavori di restauro del tetto, che hanno permesso di bloccare il degrado, resta da avviare il recupero vero e proprio. Vianello ha confermato che il prossimo passo in questo senso sarà effettuare un rilievo statico dell’edificio per poi, perizia alla mano, ragionare sulle proposte di riutilizzo insieme ai cittadini, in ottica di partecipazione.

partenopea, ma senza perdere le tradizioni locali, anzi rilanciandole in grande stile e inserendo nel menù, oltre a piatti tipici, anche la pizza al metro con mozzarella di bufala campana e perfino la speciale pizza fritta. Il locale è pieno tutte le sere ed è diventato sede anche dell’associazione “Incontri culturali culinari tra regioni”. Fusco ne è il presidente e ha lanciato il primo grande evento, con rilevanza nazionale: “La mozzarella di bufala incontra il radicchio di Treviso”. F.D.G.

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10 Mirano Sociale Il sindaco Maria Rosa Pavanello vuol introdurre lo “Ius Soli”

Cittadinanza onoraria ai figli degli stranieri di Filippo de Gaspari

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irano concede la cittadinanza onoraria ai figli di stranieri nati in Italia e residenti in città. Lo farà con una solenne cerimonia che il sindaco Maria Rosa Pavanello ha già detto di voler celebrare entro l’estate. La cittadinanza simbolica spetterà a quasi 400 minorenni nati e residenti in città da genitori immigrati. L’atto di indirizzo è un ordine del giorno approvato a maggioranza dal Consiglio comunale, nonostante centrodestra e centrosinistra non si siano risparmiati stilettate a riguardo. Mirano è comunque uno dei primi comuni del territorio ad anticipare la legislazione, auspicata da più parti, non ultimo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che prevede il conferimento dei diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, il cosiddetto “ius soli”. Nel documento, proposto e approvato con i voti di Pd, lista “Io scelgo Mirano”, Idv e Udc, il Consiglio impegna il sindaco e la giunta “a conferire, come atto simbolico, la cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio italiano e figli di immigrati stranieri legalmente residenti a Mirano”. Pavanello ha subito recepito la volontà del Consiglio e anticipato un provvedimento a breve termine. “Coinvolgeremo già entro maggio le famiglie e le scuole – ha precisato il sindaco – per una grande cerimonia pubblica in cui conferiremo la cittadinanza simbolica ai bambini figli di stranieri sì, ma nati e cresciuti nella nostra città. Con quell’atto abbiamo solo cercato di essere precursori di una legge. Questi bambini sono nostri figli:

La cittadinanza simbolica spetterà a circa 400 ragazzi minorenni residenti Mirano è già la loro città, manca solo un riconoscimento formale. Farli sentire dentro questa comunità, coinvolgendo famiglie e scuole, crea più integrazione di tante parole”. In base ai dati Istat del 2011, a Mirano risultano residenti circa 1800 stranieri, di cui circa 380 hanno meno di 18 anni. Non mancano tuttavia i distinguo: la Lega Nord ha presentato un “contrordine” del giorno (poi respinto), appoggiato da tutta la minoranza, in cui chiedeva di predisporre prima un regolamento per attribuire, come avviene in altri comuni, la cittadinanza simbolica. “Serviva a disciplinare meglio la questione – spiega il capogruppo Giampietro Saccon – dando il giusto peso a un’onorificenza che deve rimanere tra le più alte e onorevoli forme di riconoscimento e gratitudine verso il destinatario. Tra l’altro ovunque il centrosinistra ha concesso il riconoscimento della cittadinanza onoraria, a Mirano la maggioranza

La Lega Nord contraria: si diano aiuti agli italiani in difficoltà a causa della crisi economica

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si è piegata adottando nel suo documento una terminologia che non vuol dire niente: cittadinanza simbolica”. Rincara la dose il neodeputato, sempre della Lega, Emanuele Prataviera: “Il centrosinistra a Mirano ha lanciato una provocazione bella e buona ai suoi stessi cittadini: riconoscimenti del genere andrebbero concessi a quei miranesi che con fatica aprono la saracinesca ogni mattina, invece hanno trovato il sistema per riconoscere diritti invece che benefici a stranieri per i quali non cambierà assolutamente nulla”.

NEWS Via Porara

Parco intitolato a Francesca Morvillo

nella spazzatura?

Cibo per i nostri amici cani e gatti - Datersivi alla spina - Saponi in stecca - Creme - Sapone mani - Shampoo - Bagno schiuma - Candele decorative - Legumi secchi - Cereali per colazione - Miele - Confetture e marmellata artigianale - The - Infusi - Tisane - Caffè sfuso - Riso Grumolo delle Abbadesse - Pasta - Spezie sfuse - Sali dal mondo - Pepe nero, rosa, verde e bianco - Sughi pronti - Salse per formaggi - Maionese, Senape, ecc. Linea Biffi - Aceto balsamico Giuseppe Giusti - Biscotti veneziani di pasticceria - Taralli e Frise pugliesi - Tavole cioccolata a peso - Cioccolatini - Caramelle - Confetti Sulmona - Torroni - Panettoni - Bustine cioccolato monodose 32 gusti Eraclea - Torta Sbrisolona a peso - Olio d’oliva extravergine Olive italiane zona Garda, Liguria, Puglia, Campania - Frutta secca - Salami, Sopresse, Cotecchini de casada - Vino alla spina, Prosecco frizzante, Rosatello frizzante, Chardonay, Tocai, Sauvignon, Verduzzo, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Refosco, Raboso, Pinot nero, Merlot.

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l nuovo parco comunale tra via Porara e via Gramsci ha finalmente un nome: è stato intitolato a Francesca Morvillo. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di autorità comunali e di Lucia d’Alessandro, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Venezia, si è svolta nell’area verde dietro la Casa della Musica, al termine di via Gramsci, ed è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Centro per la pace e la legalità “Sonja Slavik”, il presidio del Miranese di Libera e la Filarmonica di Mirano. Francesca Morvillo, magistrato e moglie del giudice Giovanni Falcone, morì insieme al marito e agli agenti della scorta nell’attentato di Capaci. “Vogliamo ricordare la figura di Francesca Morvillo nella sua interezza - spiega il sindaco Maria Rosa Pavanello - donna, magistrato e, naturalmente, moglie di Giovanni Falcone, al quale era legata da un amore che nemmeno la mafia ha potuto uccidere. Vogliamo ricordarla anche come un simbolo della moltissime donne che per la lotta alla mafia hanno sacrificato la loro vita”. F.D.G.


12 Spinea Scuola All’istituto comprensivo Spinea Uno ci sono acque agitate

Tempo pieno, arriva la protesta dei genitori Al momento la scuola attiverà una sola classe a tempo pieno, al massimo per 20 alunni di Filippo De Gaspari

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genitori chiedono una classe a tempo pieno in più, ma come già accaduto lo scorso anno, la risposta tarda ad arrivare. Famiglie in subbuglio all’Istituto comprensivo Spinea Uno: ai ben noti problemi dovuti alla crisi, si aggiunge ora l’incertezza di non sapere se i propri figli potranno frequentare una scuola elementare a tempo pieno nella zona dove abitano. La protesta ha tutta l’arai di essere solo all’inizio: malumori infatti covano anche all’interno del gruppo di genitori dell’altro istituto comprensivo cittadino. Già lo scorso anno i genitori erano scesi in campo a difesa del tempo pieno. Come ormai accade ogni anno dunque, dopo i pesanti tagli subiti dalla scuola pubblica con l’applicazione della “riforma Gelmini”, le famiglie di Spinea si trovano di nuovo a vivere con la preoccupazione dovuta all’incertezza del futuro scolastico dei propri figli. L’esempio dell’Istituto comprensivo Spinea uno è eloquente: sono 37 le famiglie che hanno richiesto di iscrivere i bambini alla classe prima a tempo pieno, presso la scuola “Goldoni”, e al momento si è certi che la scuola attiverà una sola classe a tempo pieno, capace di accogliere al massimo 20 alunni, mentre è in forse l’assegnazione della seconda classe per i rimanenti 17 bambini. In un incontro con i genitori, la dirigente scolastica ha informato le famiglie della situazione, annunciando che sarà suo compito effettuare e sostenere la richiesta delle due classi

Un’immagine dell’istituto comprensivo Spinea 1

a tempo pieno, ma sarà poi l’ufficio scolastico a decidere se garantire a tutte le famiglie quanto richiesto. “Qualcuno deve risponderci a questa domanda: è possibile chiamare dei bambini che devono entrare alla scuola primaria o alla scuola dell’infanzia, esuberi o eccedenze? – si chiede la presidente del comitato genitori, Lucia Veccia – stiamo parlando della scuola pubblica, di scuola dell’obbligo, stiamo parlando di bambini di 3 o di 6 anni che sono già un esubero per le nostre istituzioni”. Alla base della protesta ci sono poi tutte le preoccupazioni per la gestione delle famiglie stesse in un periodo non facile per tutti: “Qualcuno si è domandato cosa significa rifiutare a una famiglia che chiede il tempo pieno

NEWS Il caso Mason

accolto il ricorso del comune

Un’aula di tribunale

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Tribunale di Roma rimette in corsa Spinea nell’incredibile e annosa vicenda Mason. Il giudice ha infatti accolto il ricorso cautelare proposto dal Comune di Spinea nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze: sospesa l’efficacia esecutiva del decreto presidenziale con cui era stato ordinato al Comune di versare allo Stato oltre tre milioni di euro per una vecchia causa di espropri per cui i privati avevano ottenuto tutela perfino dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Nel caso in esame, lo Stato italiano è stato costretto dalla Corte europea a pagare alla famiglia Mason i 3 milioni quale indennità per aver subito un esproprio per pubblica utilità dal Comune. La vicenda risale al 1981, riguarda alcuni terreni in via Mion e per quella causa persa ora lo Stato pretende, esercitando diritto di rivalsa, che sia il Comune a rifondare la somma sborsata. Soldi che però il Comune non ha e non intende

questa opportunità? – continua Veccia – Chi ha chiesto il tempo pieno è una famiglia con due genitori che lavorano, oppure si tratta di un genitore solo, senza altri aiuti, che deve gestire tutto, oppure ancora, due genitori che il lavoro l’hanno perso e devono usare tutto il loro tempo disponibile per cercarlo. Noi genitori, tutti insieme, non recediamo. A fianco del nostro organismo scolastico territoriale chiederemo che le scelte di queste famiglie vengano rispettate fino alla fine”. Insomma i problemi della scuola si acuiscono sempre più dopo la disastrosa riforma dell’ex ministro Maria Stella Gelmini, che ha portato proteste a non finire negli anni scorsi con tagli indiscriminati ai servizi già in periodo pre - crisi.

Il sindaco Checchin:”No al dissesto dell’ente locale. Pagheremo la nostra parte“

pagare. Per questo ha fatto ricorso al giudice ordinario, dopo che il processo amministrativo non ha dato i risultati sperati. Secondo il Tribunale di Roma, sussistono sia la fondatezza delle pretese del Comune che il pregiudizio grave e irreparabile che deriverebbe dal versare allo Stato tre milioni di euro. Scrive infatti il giudice: “L’immediato pagamento di tre milioni di euro avrebbero indubbie ripercussioni sul bilancio del Comune e quindi sui servizi e sulle attività da svolgersi nel Comune stesso”. Per ora dunque Spinea non deve pagare. Ovviamente la vicenda non è chiusa, trattandosi solamente di una sospensiva a cui probabilmente seguirà un giudizio nel merito della questione. Il Comune intravvede una via d’uscita: il giudice romano ha ritenuto che dinnanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo lo Stato è chiamato a risarcire ai privati il pregiudizio da violazione delle norme comunitarie, ma nel successivo esercizio del diritto di rivalsa è necessario distinguere tra le responsabilità dei vari pubblici poteri (Stato e Comune). Era proprio quello che il Comune chiedeva. Spiega infatti il sindaco Silvano Checchin: “Il Comune non ha mai detto di non avere colpe in questa storia, siamo disposti a pagare la nostra parte e abbiamo per questo messo da parte circa un milione e 200 mila euro per questo tipo di vertenze, ma non ci stiamo ad accollarci l’intera colpa della questione, che ha origine da un vuoto legislativo evidente”. Anche perché, secondo la sentenza di Roma, manca nel caso in esame un’indagine sulla responsabilità effettiva del Comune: per questo motivo il tribunale ha sospeso la pretesa del creditore. Per ora salasso scongiurato. Checchin ora attende le mosse della Presidenza del Consiglio, ma avverte: “Se mai il Comune dovesse essere condannato a pagare, si aprirebbe la procedura di dissesto e a quel punto non rimarrebbe che riconsegnare la fascia al prefetto”. G.Pip. F.D.G.

NEWS Amministrazione

Approvato il bilancio di previsione

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pprovato il bilancio di previsione 2013. Scelte improntate soprattutto all’equità per la giunta Checchin, nel primo anno in cui non esistono più i trasferimenti dello Stato ai Comuni, ma un fondo di solidarietà alimentato dai comuni più ricchi. Le spese correnti previste per l’anno in corso ammontano a 17.193.092 euro. Le spese per i servizi sociali rappresentano la terza voce di spesa all’interno di questa cifra, con 3.324.204 euro. Il Comune ha scelto di non tagliare sui servizi per le persone e le famiglie in difficoltà e di non aumentare il buono pasto per i bimbi delle scuole di Spinea, ritoccandolo solo per l’aggiornamento Istat dovuto per legge: “In questo modo - spiegano dal Comune - possiamo supportare le fasce di popolazione più provate dalla persistente crisi economica”. Gli investimenti previsti per il 2013 ammontano a 1.627.835 euro e derivano da vendite (alienazioni) di beni immobili di proprietà comunale, oneri di urbanizzazione ma anche contributi regionali e sanzioni. La spesa per gli investimenti risente dell’andamento della crisi economica generale che ha colpito il settore immobiliare, facendo diminuire i prezzi di mercato e ha depresso gli introiti derivanti da oneri di urbanizzazione. Tutti i dettagli sulle principali voci di bilancio sono disponibili sul sito internet del Comune. A marzo e all’inizio di aprile la giunta ha incontrato tutti i quartieri della città per spiegare come verranno spesi i soldi dei cittadini e illustrare il piano degli interventi. F.D.G.

ambiente Riapre l’area Q8

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n’area dove tempo fa sorgeva un distributore di benzina, poi un parcheggio chiuso, ora è finalmente tornata agli spinetensi. Non sarà la soluzione del problema delle soste a Spinea ma certamente il piazzale dell’ex Q8 in via Roma è un regalo di Pasqua gradito e inatteso per gli spinetensi, che da alcune settimane possono finalmente usufruirne liberamente. Una saga quella del nuovo posteggio di fronte la biblioteca comunale, lungo la trafficatissima via Roma. Alcune settimane fa l’agognata firma del preliminare di acquisto dell’area, con cui il privato ha ceduto finalmente il parcheggio (già pronto da tempo) alla collettività. Ma quanta fatica! A dicembre, a lavori già completati e stalli tracciati a terra, arrivò la notizia della presenza di inquinanti nel sottosuolo. Il sindaco Silvano Checchin era stato addirittura costretto a firmare un’ordinanza sanitaria urgente per vietare l’utilizzo per alimentazione umana, zootecnica e per scopi irrigui, dell’acqua dei pozzi con profondità inferiore a 50 metri presenti nel raggio di mezzo chilometro dal sito. La zona, prima di diventare parcheggio, era infatti un distributore di benzina: i lavori di chiusura dell’impianto e realizzazione del posteggio per auto avevano evidenziato rimanenze di inquinanti nel terreno, dove si trovavano le vasche di raccolta dei carburanti. Impossibile aprire al pubblico in quelle condizioni, anche perché il Comune non voleva accollarsi i costi della bonifica, che spettava invece al proprietario dell’area. Oggi finalmente la soluzione: il

privato si è accollato i lavori di bonifica, al Comune è arrivato finalmente l’usufrutto del parcheggio. Un passo importante per dotare la biblioteca di un comodo piazzale per auto e biciclette, visto il rilevante numero di studenti e lettori che ogni giorno frequentano Villa Simion. L’assessorato alla Viabilità ha ottenuto, col preliminare, la possibilità di utilizzare da subito il parcheggio, senza tuttavia caricare sul Comune l’attuazione delle operazioni in corso contro l’inquinamento residuale dell’area. “Come amministrazione – spiega l’assessore Gianpier Chinellato – abbiamo ascoltato le richieste dei cittadini e sperimentato subito, appena possibile, la funzionalità del parcheggio. Abbiamo intenzione di aumentare le rastrelliere per incentivare l’uso della bicicletta e della mobilità dolce. È in corso di sperimentazione anche la regolamentazione delle soste”. Il nuovo parcheggio permette, tra le altre cose, di consolidare il polo culturale di Spinea costituito dalla biblioteca, dal cinema-teatro Bersaglieri e dal forno Pasqualetto, attualmente in corso di ristrutturazione, che rappresenta una delle più interessanti testimonianze archeologia F.D.G. industriale della zona.


DETTRAZIONE FISCALE

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14 Spinea Urbanistica Svelato in commissione consigliare il riassetto dell’area più appetibile del territorio comunale

Piano norma 22, il nuovo volto della città L’area interessata è di 86.800 metri quadrati. 33.800 saranno destinati alla costruzione di appartamenti, negozi e alberghi di Filippo De Gaspari

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na moderna piscina semiolimpionica, con una piazzetta antistante, un’ampia zona verde attrezzata, un nuovo parcheggio, una zona residenziale di pregio, un albergo e vari negozi: il Comune svela in commissione il piano norma 22, ovvero l’area più strategicamente appetibile della città. È qui che avverrà la trasformazione urbanistica più importante degli ultimi anni a Spinea. La seconda commissione del Consiglio comunale ha esaminato insieme ai progettisti il piano volumetrico generale relativo all’area, che sorgerà a ridosso della stazione Sfmr, ai piedi del cavalcavia del Graspo d’Uva. Una zona ricca di servizi, attraversata da una pista ciclabile di collegamento con l’area del parco Nuove Gemme e con il centro città. L’area interessata dall’intervento è di 86.800 metri quadrati. Di questi 33.800 saranno destinati alla costruzione di appartamenti, negozi e strutture alberghiere per 18.500 metri quadri di superficie netta di pavimento. Altri 30 mila saranno destinati a strade e parcheggi. L’accordo prevede anche

la cessione gratuita dell’area di circa 26 mila metri quadrati, dove è stato costruito il parcheggio della stazione, ancora oggi di proprietà privata e di ben 23 mila metri quadrati di verde pubblico, all’interno del quale sorgerà la piscina. L’impianto sportivo rimarrà di proprietà privata ma sarà gestito attraverso una convenzione che permetterà al Comune di offrire un servizio a prezzi vantaggiosi per bambini, anziani e categorie svantaggiate. La piscina, inoltre, sarà dotata anche di una vasca esterna e sarà alimentata da una centrale a gas a impatto zero. Con questa soluzione il Comune è finalmente in grado di consegnare le aree sulle quali la Regione ha costruito il parcheggio della stazione: il Comune infatti, si era impegnato a fare tale consegna in cambio dei lavori del parcheggio e di altre opere fin dal 2007. Con questo piano evita l’instaurarsi di contenzioso con la stessa Regione. La giunta vanta anche la capacità di aver ridotto i volumi rispetto alle precedenti ipotesi progettuali e inoltra può ridisegnare strategicamente l’area della

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Sfmr dando un nuovo volto alla porta est di Spinea e connettendo la zona con il centro città. Restano i dubbi e le perplessità di comitati e associazioni, che criticano la corsa alla cementificazione di una città che ha sempre meno spazi liberi e un tasso di consumo di suolo tra i più alti della provincia. Contro il piano norma 22 si erano scagliati già a suo tempo anche gli attivisti del Movimento 5 stelle, pronti ora a dare di novo battaglia. Ma il Comune va avanti sul progetto ormai da molti anni e questi ultimi passaggi buro-

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cratici possono soltanto dare ritocchi alle volumetrie. I tempi tra l’altro appaiono serrati: entro il 2013 verranno realizzate le opere di urbanizzazione, la piscina e la parte commerciale. “Non c’è alcuna colata di cemento in arrivo e nessun vantaggio speculativo per la nostra città - spiega il sindaco Silvano Checchin - ma una modulazione urbana all’altezza delle potenzialità nel rispetto dell’ambiente”.

NEWS La denuncia

Discarica lungo il Passante

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trada di servizio al Passante utilizzata come discarica. A denunciarlo sono i residenti delle vie Crea e Rossini, a Crea, che puntano il dito contro il degrado dello stradello sterrato che costeggia l’autostrada, lato paese: rifiuti, sacchi di immondizia, perfino elettrodomestici. Anche le dune create per mitigare il rumore e l’inquinamento del Passante sono diventate prede dell’incuria: secondo alcuni residenti è stato addirittura rubato un pezzo di terra dalle collinette verdi, per altri è semplicemente franato. In entrambi i casi la manutenzione e i lavori di ripristino tardano ad arrivare. La zona è anche diventata rifugio per le coppiette, visto che non è raro trovare a terra fazzolettini, preservativi e quant’altro. Chiedere una telecamera oggi, visti i bilanci, è forse troppo. I residenti però pretendono almeno una sbarra con lucchetto, per impedire alle auto di entrare nella stradina e scaricare le immondizie, permettendo nel contempo il passaggio a bici e pedoni. Problemi simili anche in via Villafranca dove poco tempo fa è stato scaricato un bancale di depliant pubblicitari. A 4 anni dall’apertura del Passante a Crea insomma restano i problemi legati alle mitigazioni e alla convivenza con un’opera che continua a creare disagi. F.D.G.

societa’ Più separazioni meno matrimoni

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e separazioni superano i matrimoni. Altro dato che fa riflettere in una società sempre più in disgregazione, dove la famiglia non sembra più essere fulcro e rifugio. A portarlo è la realtà di Spinea, controversa al punto giusto da renderla un caso in provincia. Nel 2010 in città si sono celebrati 41 matrimoni civili. Dieci in più di quelli religiosi, fermi a quota 31. Trentadue invece quelli che, con almeno uno spinetense nella coppia, sono stati celebrati fuori città. Per un totale di 72 unioni in città, le separazioni sono state 67. Inversione di tendenza però l’anno successivo: 70 i matrimoni celebrati tra chiesa (37) e municipio (33), ma ben 76 sono state le separazioni di coppia. Saldo confermato e allargato lo scorso anno: nel 2012 a fronte di 71 matrimoni (48 civili e solo 23 religiosi), ci sono state 89 separazioni formalizzate. Insomma, calano, anche se lentamente, le nozze, ma aumentano in modo costante e repentino le separazioni. Viene spontaneo il confronto con un comune di pari popolazione come la vicina Mirano. Qui la tendenza è leggermente diversa: nel 2010 sono stati 56 i matrimoni civili e 41 quelli religiosi. Trentatré quelli celebrati fuori città con uno o entrambi gli sposi miranesi. In totale 97 unioni a Mirano, contro 48 separazioni. Picco di matrimoni anomalo l’anno successivo, in controtendenza: 108 le nozze celebrate a Mirano, ma sono aumentate di gran lunga anche le separazioni: 64. Lo scorso anno invece il calo ha riguardato entrambi: 82 i matrimoni, 37 le separazioni. Va detto però che a Mirano il dato non

tiene conto della residenza, ma del deposito dell’atto di matrimonio, per cui la coppia potrebbe anche non risiedere più in città. Ma sembrano tutti dettagli di fronte al dato principale: Spinea sembra essere la sola ad aver a che fare con un dato che sarà anche statistico, ma la dice lunga sulla trasformazione in atto della società. “Probabilmente la crisi economica incide su queste scelte - afferma il sindaco Silvano Checchin - sia per il calo di unioni, che per l’aumento di separazioni. Le difficoltà di quest’epoca dovrebbero creare unità e invece come Comune ci troviamo a rapportarci sempre più spesso con coppie che non reggono alle sofferenze e al disagio”. A preoccupare Checchin, ma non solo, sono le implicazioni sociali del fenomeno: più separazioni significa più famiglie monogenitoriali, più richieste di aiuto, più difficoltà economiche, da parte di separati, a mantenere l’ex coniuge. Problemi che spesso gravano proprio sul Comune, chiamato a dare risposte in termini di assistenza alle difficoltà dei cittadini. Un tempo risolte all’interno della famiglia, oggi necessariamente in cerca di aiuto verso l’esterno. F.D.G.


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a che punto siamo con il programma? dalla a alla zeta, tutti i risultati I risultati ottenuti da questa Amministrazione? Scopriamoli insieme in ordine alfabetico per categoria: AMBIENTE: Diverse sono le azioni promosse per migliorare la raccolta dei rifiuti. E’ stato attivato il sistema dei cassonetti a calotta consentendo di raggiungere uno straordinario aumento della differenziata, passando dal 59,07% al 72,29 (novembre 2012, ultimo dato disponibile). E’ stata ampliata la fascia oraria dell’ecocentro di via Pascoli e, in alcuni giorni al mese, sono attivi gli ecocentri mobili. Inoltre è stato attivato il ritiro a domicilio degli ingombranti. E’ stato sottoscritto il Patto dei Sindaci, che rappresenta il principale movimento europeo che coinvolge le autorità locali per aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. I firmatari del Patto intendono raggiungere e superare l’obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020. Nel novembre 2012, è stato approvato in Consiglio Comunale il PAES (Piano d’azione per l’energia sostenibile) che definisce tutte le azioni e gli obiettivi, valuta i tempi e le responsabilità assegnate. E’ ormai in dirittura d’arrivo il Piano delle Acque che consentirà di avere una visione completa dello stato idrogeologico della Città e programmare i corretti interventi. Grazie all’accordo, promosso dal Comune, tra Regione e Veritas, si sono avviate le prime fasi per la caratterizzazione delle cave di via Luneo. Gli interventi sulle aree verdi hanno visto la piantumazione di 2400 essenze arboree ed arbustive con la realizzazione del Bosco dei Nuovi Nati e in questi giorni la piantumazione, di 30 alberi in via Murano. Anche l’Oasi del Parco Nuove Gemme ha visto alcuni importanti interventi come il ripristino del ponte e dei camminamenti, oltre che delle aree umide. Da dicembre a marzo, autorevoli relatori hanno dato il loro importante contributo a “Vivere la Scienza”, una rassegna di incontri scientifici con lo scopo di far conoscere il mondo della ricerca attraverso i suoi protagonisti. Un modo semplice per riflettere sull’importanza della ricerca nella vita di tutti i giorni. ANZIANI: il Comune ha potenziato le attività del Centro di via Cici, migliorato il servizio domiciliare con indici di gradimento attestati intorno al 90%. Si continua nelle azioni del 2011 con una maggiore sinergia con tutte le associazioni di volontariato e le parrocchie perché gli anziani possano dialogare con le giovani generazioni. Dal 2012 è nato Sportello Demenze che, attraverso volontari appositamente formati, dà orientamento alle famiglie che si trovano a gestire un anziano malato. Molto innovativa la sinergia fra Uls e servizi sociali per far permanere gli anziani presso la famiglia aumentando il benessere del paziente e dei suoi famigliari. Lo sportello di segretariato sociale permette di orientare e supportare i cittadini in difficoltà a seconda del caso specifico. BIBLIOTECA E CULTURA: Sono oltre 300 le iniziative organizzate nel solo 2012 che coinvolgono strettamente il mondo della scuola, della cultura, delle associazioni e la biblioteca. Nel 2012 la biblioteca ha aderito al sistema bibliotecario regionale migliorando moltissimo il servizio ai lettori ed agli studenti. Il microblog “Letto&detto” ha ottenuto attenzione e riconoscimento a livello regionale e non solo e i gruppi di lettura stanno diventando una realtà culturale emergente nel panorama del territorio. BILANCIO E TRIBUTI: è stato pubblicato il primo “bilancio di metà mandato” con tutte le azioni svolte fra il 2009 ed il primo semestre 2012, con tabelle semplici e chiare per capire le principali dinamiche del bilancio comunale in una ottica di trasparenza e partecipazione. Da ormai 3 anni gli incontri della giunta con i quartieri sono una consolidata tradizione per capire meglio i documenti di programmazione più importanti per Spinea. Nei primi tre anni di mandato il contrasto all’evasione ed elusione dei tributi comunali ha fatto incassare oltre 1 milione di euro al Comune. FAMIGLIE E GIOVANI: A settembre è stato inaugurato “Spazio Giovani” al Villaggio dei Fiori per dare un punto di riferimento agli adolescenti. Sta continuando, potenziata, l’iniziativa “Una finestra sul futuro” dove giovani volontari possono supportare bambini provenienti da famiglie in difficoltà. Casa di Alice offre supporto alle fami-

Sopra la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia sotto il Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi

volontariato presenti nel territorio e le parrocchie. URBANISTICA: il 17 dicembre 2012 è stato approvato il Piano di Assetto del Territorio. Il PAT ha carattere strutturale e non attribuisce diritti edificatori, ma consente di porre le basi per la riqualificazione della città attraverso: · Uno sviluppo edilizio moderato, finalizzato ad obiettivi di qualità funzionale, di riqualificazione edilizia e di sostenibilità energetica e ambientale. Tutto ciò attraverso un limitato consumo del territorio, la tutela dell’area agricola e la creazione di nuove strutture a servizio della collettività. · La costruzione della città pubblica attorno ad un progetto di infrastruttura verde urbana, reperendo nuove aree da destinare ad arredo urbano e attraverso la creazione di una rete ecologica e di opere di mitigazione ambientale. · La riqualificazione della città attraverso la pianificazione di due poli: il primo, in prossimità della nuova stazione ferroviaria di Spinea e il secondo nelle adiacenze del nuovo casello autostradale di Crea. E’ stato pubblicato il Bando per la riqualificazione urbanistica di Piazza Marconi. Il Comune in questo modo avvia un percorso che dà la possibilità ai professionisti interessati di misurarsi con il tema urbanistico più importante di Spinea: la Piazza. Dal 13 marzo 2013 la commissione ha cominciato i lavori per enucleare il vincitore fra le circa 60 domande pervenute. Il Piano Norma 22 con la progettazione della piscina e la rivitalizzazione della stazione SFMR è a buon punto. E’ stato raggiunto l’accordo per l’area dedicata agli spettacoli viaggianti ed a fine 2013 sarà pronto il Nuovo distretto socio-sanitario al Villaggio dei Fiori, vicino alla Residenza Sanitaria Assistita per gli anziani che ha aperto i battenti a luglio 2012. Siamo in attesa tra poco di avere il certificato di agibilità per la nuova Casa delle Associazioni in via Bennati. VIABILITÀ: E’ in via di realizzazione il collegamento tra via Martiri e via Capitanio e la messa in sicurezza di via Martiri. In via Mion sono stati risistemati i marciapiedi e l’illuminazione. E’ stato riasfaltato il tratto di via Roma zona Fossa e attualmente aperto il cantiere in via De Filippo, nel quartiere San Rocco. A breve verrà aperto il cantiere per la pista ciclabile su via Roma ed è pronto il progetto per la pista ciclabile di via Luneo-Mirano. L’amministrazione ha lavorato per realizzare concretamente l’opera più importante delle cosiddette “opere complementari al Passante”. Grazie ad un accordo raggiunto con il Comune di Venezia, si potrà realizzare per intero l’opera più importante ed attesa cioè la tangenziale nord (intervento 9). Sarà costruito quindi l’intero tratto viario dalla Stazione di Maerne alla rotatoria di Asseggiano. Sta proseguendo anche l’allargamento di via della Costituzione con messa in sicurezza e pista ciclabile. Sempre come opera complementare al Passante, sarà realizzato il sottopasso ciclabile alla Fossa. Piazza, nuova viabilità, piste ciclabili, un uso più razionale dei parcheggi chiedono di definire i futuri scenari conseguenti a tali scelte. Lo strumento per definire questo scenario sarà un nuovo P.U.T (Piano urbano del traffico) per aggiornare completamente quello del 2002. Di conseguenza, in questo periodo, metteremo in campo scelte limitate alla messa in sicurezza dell’esistente per rendere l’attuale viabilità più sicura e predisporre alcune sperimentazioni che anticipano e non pregiudicano le scelte future. VOLONTARIATO: Il Progetto “Mi prendo Cura della mia città” ha superato le 200 unità ed è nata la sezione ambientale che aiuta i cittadini in particolare nell’ambito della raccolta differenziata e la sezione che si occupa di monitorare il Parco Nuove Gemme nelle domeniche estive in collaborazione con l’Associazione Nazionale Carabinieri di Spinea. Dal 2012 è nato Sportello Demenze che, attraverso volontari appositamente formati, dà orientamento alle famiglie che si trovano a gestire un anziano malato. E’ stata rafforzata e potenziata la rete di attività e iniziative organizzate e/o sviluppate con le 134 associazioni di volontariato attive sul territorio e con le parrocchie.

glie ed ai bambini in fascia d’età 0 – 5 anni. Con Family network e la Coop. Olivotti si punta all’integrazione delle risorse a favore della famiglia. Continua e si rafforza la collaborazione con tutte le associazioni di volontariato impegnate nel sociale per sviluppare insieme tutte le energie del territorio a favore delle persone più in difficoltà in una ottica di prevenzione e supporto. LAVORI PUBBLICI: In tre anni di mandato il Comune ha investito quasi 2 milioni di euro per risistemare tutti i plessi scolastici. Sono stati conclusi i lavori sugli infissi della Biblioteca, sono stati realizzati interventi contro le infiltrazioni nello stabile di via Cici. E’ stata eseguita la sistemazione del tetto dell’ex scuola Grimm. Sono stati completati gli interventi per l’adeguamento Certificato Prevenzione Incendi (CPI) presso la scuole Goldoni-Collodi. Presso la scuola Ungaretti si è completato l’intervento in Aula magna e alla scuola Nievo si è proceduto con la ridipintura e la sistemazione della nuova segreteria. Interventi vari sono stati eseguiti anche all’Anna Frank e alla Marco Polo. Al quartiere Graspo sono stati eseguiti interventi per oltre 50mila euro. Di rilievo sono anche le attività compiute per le strutture sportive (es. Pattinodromo) e le costanti manutenzioni su tutte le strutture pubbliche del territorio e le caditoie. SCUOLA: Dall’inizio dell’anno scolastico 2012/2013 è stato potenziato il pedibus anche in scuole come Nievo e Goldoni che prima non avevano questo servizio. Il costo del buono pasto è rimasto invariato (c’è stato solo l’aggiornamento istat obbligatorio per legge). È stata ottenuta una sezione in più alla scuola dell’infanzia e della scuola secondaria di primo grado (scuola media) per potenziare i servizi alle famiglie. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze sta sviluppando tutte le sue potenzialità di esperienza democratica e civile per una crescita armoniosa dei ragazzi della nostra città. Inoltre è stata eseguita la sistemazione tetto presso l’ex scuola Grimm. Interventi di adeguamento sono stati eseguiti per il Certificato Prevenzione Incendi alla Goldoni-Collodi e all’Ungaretti. Sono stati completamente riorganizzati gli spazi delle segreterie dei due nuovi Istituti comprensivi. Sono stati eseguiti interventi anche all’Anna Frank. TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE: tutta l’azione amministrativa è dettagliatamente presente non solo sul sito internet ma anche su facebook e twitter con continua interazione con i cittadini che possono lasciare post, commenti ecc.. Ogni anno la giunta incontra i quartieri per spiegare in modo semplice e chiaro i progetti, il bilancio, i risultati ottenuti. Attivati anche hashtag su temi specifici. Costanti le Maggiori dettagli: interazioni e le collaborazioni con tutte le 134 diverse associazioni di www.comune.spinea.ve.it


16 Santa Maria di Sala Eventi A villa Farsetti la 35a edizione delle gare di salto ad ostacoli

Ippica, richiamo turistico nazionale Dal 4 al 6 maggio, contestualmente alle gare: mostre d’arte e stand gastronomici

Un’immagine di un concorso ippico

di Roberta Pasqualetto

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l concorso nazionale di salto ad ostacoli di Santa Maria di Sala giunge quest’anno alla sua trentacinquesima edizione ed è organizzato dall’UGF (unione gruppi sportivi salesi) ed è patrocinato dalla Provincia di Venezia. L’edizione di quest’anno si terrà nei giorni 4, 5 e 6 maggio e si svolgerà a Villa Farsetti a Santa Maria di Sala. Il Concorso Ippico di categoria A è riconosciuto e approvato dal Comitato Regionale Federazione Italiana Sport Equestri, promosso dall’Unione Gruppi Salesi Sport equestre, in collaborazione con il Comune di Santa Maria di Sala (Ve). Durante le tre giornate, circa 300 cavalli e cavalieri professionisti provenienti da varie parti d’Italia ed Europa, si contenderanno il premio del concorso. La kermesse ippica ha raccolto, negli anni, successi e consensi, richiamando migliaia di appassionati. Ogni giorno saranno in programma gare che già si preannunciano tecnicamente spettacolari. Ci saranno inoltre alcune mostre d’arte temporanee nelle sale della villa e sarà aperto un tradizionale stand gastronomico. Un appuntamento che è anche la felicità degli albergatori del paese che in quel periodo di vacche magre come

questo costituisce una indubbia boccata d’ossigeno. “Questo evento è un fiore all’occhiello per l’ Amministrazione comunale – dice il vice sindaco Alessandro Arpi – speriamo di tenere sempre vivo quest’ appuntamento perché è un bel momento di unione. Le casse comunali piangono e quest’ anno è stato un grande sacrificio proporre questo evento sportivo. Per gli anni venturi, ci auguriamo che la situazione contabile possa essere

più rosea altrimenti sarà impossibile mantenere in vita questo evento”. La Presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto ha confermato che l’evento è un’occasione per trascorrere qualche ora all’aria aperta con la possibilità di ammirare e conoscere da vicino la bellezza di un antico sport, che va sostenuto e promosso, e che coniuga lo spirito agonistico dell’uomo con la naturale eleganza dei cavalli.

NEWS Sicurezza

allarme truffatori

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iventa sempre più diffuso il problema della truffa da parte di operatori delle utenze domestiche. Il problema si è verificato anche nel comune di Santa Maria di Sala, alcuni cittadini hanno segnalato di essere stati avvicinati da enti telefonici per delle offerte che li contattavano in nome del Comune. Tempi di crisi e situazioni di truffe che aumentano; alcuni di questi truffatori cercano di entrare in casa con un complice che poi ruberà ciò che trova o la visita di agenti commerciali disposti a tutto pur di portare a casa la provvigione sulla vendita di un contratto, fatto sta che sempre di truffa si tratta. Il vice sindaco Alessandro Arpi ha confermato che il Comune era ignaro di questi contatti telefoni e delle offerte fatte ai cittadini e vuole invitare la cittadinanza a fare molta attenzione visti i tempi che corrono e visto l’aumento del trend di truffe a danno soprattutto delle persone più deboli. Il presidente di Federconsumatori, Ermes Coletto, suggerisce alle persone di non aprire a questi agenti nel caso si presentino alla porta perché nessun operatore delle utenze usa questo sistema di approccio e, al limite, fa delle offerte commerciali al telefono. Un altro consiglio utile è quello di leggere attentamente quello che c’è scritto sul contratto e capire se il servizio offerto è quello richiesto, nel caso di persone anziane farsi aiutare da qualcuno nel valutare la convenienza o meno del cambio gestore. R.P.


Santa Maria di Sala 17 Ecologia Arrivano i dati della raccolta differenziata del comune

Compostaggio domestico, fonte di guadagno di Roberta Pasqualetto

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l problema dello smaltimento dei rifiuti è conosciuto da tutti, quello che però non si è valutato è che questi rifiuti potrebbero avere un valore se utilizzati. La frazione organica dei rifiuti intesi come scarti di cucina e verde, è merceologicamente una delle più pesanti quote dei rifiuti prodotti, normalmente costituisce un grande problema di smaltimento ma, per Santa Maria di Sala, potrebbe diventare un’opportunità. Nell’anno 2012 gli abitanti del Comune hanno prodotto: 1833 tonnellate (circa 90 automezzi/anno) di rifiuto da compostaggio pari al 20,6 % dei rifiuti totali corrispondenti a 104 kg/abitante/anno, 1.564 tonnellate (altri 78 automezzi/anno) di verde e ramaglie pari al 17,3% dei rifiuti totali corrispondente a 88 kg/abitante/anno. Per ridurre la quantità di rifiuti che sono smaltiti dalla Veritas l’amministrazione ha deciso di promuovere una serie d’iniziative per favorire il compostaggio domestico (delibera di giunta n.28 del 01-03-2013). Attualmente le famiglie che hanno un compostatore a Santa Maria di Sala sono un migliaio su un totale di 6.000. Esistono due tipi di compostatori: quelli aperti in mucchio e quelli chiusi muniti di fessure per l’aerazione, porta superiore per il carico dei rifiuti e porte inferiori per la rimozione del compost. Questi ultimi sono molto più pratici, inodori ed evitano il transito di animali; possono essere posizionati in prossimità di orti o giardini ma ne esistono anche da terrazza. Passare al compostaggio domestico significherebbe:

Le famiglie che hanno un compostatore sono un migliaio su un totale di 6.000

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NEWS A Veternigo

Lavori pubblici al via

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Sono 1.564 le tonnellate di verde e ramaglie pari al 17,3% dei rifiuti totali deporre in maniera più pratica i rifiuti all’interno del compostatore; far risparmiare al contribuente il 20% sulla tariffa variabile calcolata sul numero di residenti: per una famiglia di 4 persone il risparmio è di circa 21 euro/anno; risparmio del trasporto per il Comune (10.000 euro per ogni 1000 famiglie che aderiscono e tale risparmio sarà reinvestito nell’ambiente). Il compost finale denominato anche humus è un terriccio scuro profumato di bosco, ha un grande valore agronomico ed è utilizzato negli orti ottenendo colture più sane e abbondanti e utilizzabile anche nei vasi da fiori. Chi non possiede un orto può sempre portarlo da qualche vicino considerato che la quantità finale per una famiglia da 4 persone è di 250 Kg/anno. L’impiego di compost riduce l’uso di fertilizzanti chimici e si contribuisce a salvaguardare l’ambiente. Il consigliere con delega all’ambiente Dino Zavan rife-

risce: “Tengo moltissimo a questa iniziativa e prima di proporla con molto entusiasmo alla popolazione ho voluto testarla nella mia famiglia di 5 componenti. Possiedo un compostatore del volume di 200 litri in un piccolo orto da 10 mq in funzione da 4 anni. Ci troviamo benissimo ed è molto comodo e non si sviluppano odori fastidiosi. Rimuovo il compost 1-2 volte/anno per un quantitativo di circa 100 litri”.

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ono in corso nella frazione di Veternigo, i lavori di adeguamento e messa in sicurezza del tratto stradale lungo la SP33 Via Desman compreso tra Via Pianiga e Via Cimitero. La Regione Veneto ha finanziato 280 mila euro per lavori che prevedono la sistemazione dell’area limitrofa agli impianti sportivi, palestra comunale e scuola elementare “Papa Sarto” con la sistemazione della strada di accesso da Via Cimitero, la realizzazione di un ampio parcheggio e la realizzazione di percorsi pedonali. La sistemazione dell’area del cimitero con rifacimento dell’attuale parcheggio e risoluzione dei problemi di smaltimento delle acque piovane e ampliamento verso sud nell’area già adibita a parcheggio ma attualmente con fondo in terra. Mentre per quanto riguarda la sistemazione e messa in sicurezza di Via Desman, nel centro di Veternigo, si sta valutando in concertazione con la Provincia di Venezia (essendo il tratto di strada interessato strada provinciale “SP33”) una soluzione alternativa a quella prevista nel progetto della precedente Amministrazione Bertoldo che andava a sconvolgere e deturpare il centro abitato del paese, dividendolo, di fatto, in due zone: una a nord dove si trova la totalità delle funzioni pubbliche e quella a sud dove invece si trovano collocati i vari esercizi, con tutti i possibili effetti negativi che tale intervento poteva avere nei rapporti sociali, d’interscambio e nella vita collettiva degli abitanti. R.P.


18 Cultura Eventi Appuntamenti a Mirano per tutti i gusti dal 5 al 27 luglio

Summer Festival, la rassegna è pronta La manifestazione si svolgerà nell’area degli impianti sportivi di via Cavin di Sala. L’anno scorso fece 350 visitatori di Alessandro Ragazzo

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a primavera è arrivata e si inizia a parlare di eventi estivi e ciò che accompagnerà i giovani e gli adulti per i mesi più caldi dell’anno. A Mirano, di certo, tornerà per la settima volta il Summer Festival dell’associazione Volare, divenuto ormai uno dei classici delle ultime stagioni e che si svolgerà nell’area degli impianti sportivi di via Cavin di Sala. Lo scorso anno, nei diciotto giorni ininterrotti fra concerti, spettacoli, concorsi musicali e di bellezza che, per i responsabili, sono state 350 mila le persone che hanno visitato l’area degli impianti sportivi, 30 per cento in più rispetto al 2011. Una media di 20 mila presenze quotidiane, dunque, considerando le visite agli stand, le partecipazioni agli happy hour e chi ha fatto anche una semplice toccata e fuga. E quest’anno si punta a far meglio. Intanto una prima novità rispetto al passato sarà la durata, con ben ventitré giorni di eventi e spettacoli. Il periodo scelto, infatti, va dal 5 al 27 luglio, tutti filati e senza interruzioni. A Mirano arriveranno i

Nomadi (26 luglio), in una delle tappe del loro tour per festeggiare i cinquant’anni di carriera del gruppo fondato da Beppe Carletti e Augusto Daolio, morto nel 1992. Il costo del biglietto dovrebbe essere attorno ai 18-20 euro. Di certo ci saranno le cover band ma anche il concorso per i gruppi emergenti. Non mancheranno gli appuntamenti con la bellezza e in particolare con Miss Italia, dove a Mirano è ormai di casa e si assegnerà una fascia regionale. Nell’area enogastronomica ci saranno la cucina, la pizzeria, il kebab, la paninoteca ma anche la gelateria, l’anguriara e la novità, la bruschetteria. Confermati pure i giochi gonfiabili per i più piccoli e le giostre, oltre alle bancarelle dell’artigianato locale. Ma il Summer Festival ha creato pure dei malumori tra i residenti del quartiere. Tante sono state le polemiche degli anni passati e pure in questo 2013, alcuni rappresentanti, Mario Da Lio e Luigi Marchiori, hanno inviato una lettera al sindaco Maria Rosa Pavanello chiedendo che la manifestazione sia spo-

stata altrove. “Ci dispiace a noi abitanti “fortunati” - si legge nel testo - di vedere depauperato un patrimonio paesaggistico, sportivo e di immagine di una Mirano pronta a sacrificare un quartiere così importante nel nome di cosa? Perché il cosa non si capisce bene. La cittadella scolastica è un impegno anche per noi, i flussi di traffico, i parcheggi che spesso non bastano ma è un fatto qualificante e lo accettiamo bene con assoluta dignità”. E poi invitano il sindaco e la sua giunta a fare un passo indietro. “Sia-

mo convinti e disponibili - chiude la missiva - a qualsiasi iniziativa che coerentemente alla nostra denuncia fermi il degrado del quartiere dei campi sportivi”. Ma l’organizzazione assicura che si cercherà di ridurre al minimo di disagi, tanto da aver deciso di dotarsi di un codice di autoregolamentazione che prevederà, tra l’altro, squadre di pulizia continua dell’area e investimenti per migliorare la rete dei sottoservizi e la fornitura elettrica.

TEATRO A Scorzè

Rassegna dialettale all’ Elios

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a preso il via al teatro Elios di Scorzè una piccola rassegna teatrale amatoriale in dialetto veneto. Tre gli spettacoli, tutti a ingresso a 3 euro, che si terranno sempre di sabato alle 21. Il debutto è avvenuto con “Te vojo ben… da morire”, della compagnia “Ridendno s’impara” di Campodarsego (Pd) con la regia di Giovanni Guidotto. Sabato 13 aprile toccherà al Gruppo Adulti di Robegano “In pretura”, un atto unico di Giuseppe Ottolenghi, con la regia di Manola Garbin. Siamo nel periodo in cui si amministrava la giustizia come uno spettacolo. Il solito processo dà lo spunto a una serie di battute e momenti divertenti. Infine, il 20 aprile, spazio a “La bozeta de l’ogio”, spettacolo in tre atti di Riccardo Selvatico, per la regia di Vittorino Levorato. Una vedova timorosa conduce una vita povera ma dignitosa: a movimentare le sue giornate ci sono una figlia innamorata che litiga con il fidanzato, un figlio dedito all’alcool e una vicina di casa invadente. L’iniziativa è curata dall’assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con il circolo Noi di Cappella. Per informazioni, rivolgersi in municipio. A.R.


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VIAGGIO IN

PROVINCIA VENEZIA

Politica A maggio si rinnovano i governi degli enti locali

Amministrative, quattro comuni vanno al voto Occhi puntati sul fenomeno del Movimento 5 Stelle. A San Donà e Martellago si elegge il sindaco con il doppio turno. A Pianiga e San Stino di Livenza, con il turno unico di Alessandro Abbadir

E

lezioni amministrative, in provincia di Venezia, sono 4 i comuni in cui si andrà al voto. Si tratta di Martellago, Pianiga e nel Veneto Orientale, San Donà e San Stino di Livenza. Il tema politico principale sul tavolo è la tenuta delle tradizionali coalizioni di centrosinistra o centrodestra di fronte al fenomeno grillino. Fenomeno che ha investito lo scenario politico italiano e anche quello locale. I dati alle politiche per il Movimento 5 Stelle nei comuni del Veneziano sono importanti. A San Donà, dove adesso governa la leghista e presidente della provincia Francesca Zaccariotto, Grillo è al 25,23%, a San Stino di Livenza 24,62%, a Martellago raggiunge il 32,62% e a Pianiga il 35,60%. Miranese e Riviera del Brenta sono le zone dove il Movimento ha raggiunto i risultati migliori, con il picco di Vigonovo dove i grillini arrivano al 36,52%. Non è un caso per gli attivisti dell’ex comico, che sia l’area dove il Movimento è più rappresentato

nelle istituzioni: c’è infatti il caso di Mira, con il sindaco grillino Alvise Maniero, ci sono tre consiglieri a Mirano, una a Santa Maria di Sala, uno a Vigonovo e uno a Campolongo. Ma andiamo ora comune per comune a vedere la situazione ad un mese dal voto. A Martellago, i candidati in lizza al momento in cui scriviamo e andiamo in stampa, sono quattro. Hanno ufficializzato la loro candidatura Moreno Bernardi (Un comune per tutti), Alberto Ferri (Lega Nord) e Antonio Santoliquido (Movimento 5 stelle). Si è in attesa delle mosse del Pdl, dove vige il massimo riserbo sul candidato, e della lista Monti. Il gruppo di Andrea Causin (lista Monti) che, comunque, ha assicurato di volerci essere non ha ancora sciolto la riserva, se appoggiare il centrosinistra o correre in proprio. Intanto a metà aprile a tenere banco sullo scenario politico sono state le primarie del centrosinistra, alla fine l’ha spuntata Monica Barbiero. Per l’insegnante di musica ha

votato più di un elettore su due e ha preso il 50,19 per cento. Ecco i numeri del responso nel dettaglio : Barbiero (Impegno Comune) 792 voti, Paolo Gatto (Pd) 554, Cosimo Moretti (Pd) 232. Anche a Pianiga si dipana la matassa delle candidature. Il centrodestra si è già fatto avanti ricandidando il sindaco uscente Massimo Calzavara, 39 anni avvocato, con la lista “Calzavara sindaco”. Nel centrodestra ad esempio ci sono il Pdl, la Lega Nord, la lista Pianiga Futura. Il centrosinistra candida a sindaco il segretario del Pd Jessica Pavan, sostenuta, oltre che dal Pd, da Idv e Psi. Jessica Pavan, 34 anni, è dipendente del Movimento consumatori a Mestre. Sarà invece Massimo Nacchi 49 anni, residente a Cazzago, sposato e padre di due figli, impiegato in una onlus padovana il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Pianiga. Fra i partiti, dalle urne di febbraio è emerso come il Pdl sia il maggiore azionista dell’attuale maggioranza con il 16,6, la Lega Nord conserva uno

zoccolo duro del 7,66%. Il Pd porta a casa il 20,79%. A San Donà la candidature principali sono tre, anche se non mancano tante civiche e formazioni minori. Nel centrodestra ad esempio il dopo-Zaccariotto non sarà leghista. Il Carroccio sosterrà Giansilvio Contarin. Il sindaco uscente Francesca Zaccariotto non ricandidabile (ha fatto due mandati), pensa a una lista civica con cui raccogliere voti per favorire la vittoria della sua coalizione. Contarin, attualmente assessore ai lavori pubblici nella giunta di Francesca Zaccariotto, ha 51 anni, architetto, è stato sindaco già nel 1993 in una delle prime giunte di centrosinistra. Il centrosinistra con il Pd in testa ha candidato Andrea Cereser. Cereser si era imposto a dicembre nelle elezioni interne al partito. 45 anni, medico veterinario all’istituto zooprofilattico delle Venezie, sposato, una figlia, consigliere “anziano” più votato con 360 voti alle precedenti comunali, proveniente dal mondo cattolico. La sua è una

delle famiglie più conosciute nel sandonatese. Sarà invece l’ingegner Guido Salvestroni, 56 anni, il candidato a sindaco di San Donà del Movimento 5 Stelle. Nato a Milano il 3 gennaio 1957, una figlia. Guido Salvestroni è un ingegnere meccanico, si è laureato al Politecnico di Milano e prim’ancora ha frequentato il liceo classico. Ha intrapreso la carriera imprenditoriale e in questi anni si è occupato molto di informatica, anche insegnandola. A San Stino di Livenza l’unico candidato sindaco finora designato è il trentenne Matteo Cappelletto per la lista civica “Livenza” di ispirazione di centrosinistra, attuale assessore della giunta in carica di Luigino Moro. Di sicuro infatti cui sarà la lista del movimento di Beppe Grillo. Il Pdl pare sostenere la candidatura a sindaco di Pietro Meda, mentre la Lega Nord sostiene il nome di Antonio Zovatto. A San Donà e Martellago si vota con il doppio turno. A Pianiga e San Stino con turno unico.

CAOS lEGA NORD GlI ESPulSI NEl VENEZIANO Peretti, Paolo Pizzolato, Alessandro Vianello. Nel Veneto Orientale anche se nessuno è fra gli espulsi, restano le tensioni tra “tosiani” e “bossiani” in vista delle amministrative a San Donà e San Stino. Il sindaco di Musile, Gianluca Forcolin, che da solo aveva riconquistato il suo Comune alla destra del Piave, ha dovuto rinunciare alla candidatura per Roma che ha visto l’elezione del giovane ex segretario provinciale, Emauele Prataviera, di San Stino, pupillo di Daniele Stival fedele a Tosi. Francesca Zaccariotto, sindaco di San Donà e presidente della Provincia di Venezia, sempre vicina a Bossi e Giampaolo Gobbo è contestata dalla nuova segreteria sandonatese di Gino Diotto. A.A.

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l caos della Lega Nord a livello regionale, si ripercuote anche a livello provinciale. L’episodio che più ha fatto scalpore è la lite con scambio di pugni e spintoni fra l’ex segretario della Lega Nord di Venezia Paolo Pizzolato e il deputato veronese Metteo Bragantini. L’ala rimasta fedele a Bossi ha contestato la nuova linea del segretario della Liga VenetaLega Nord , il “maroniano” sindaco di Verona Flavio Tosi. Tosi con il consiglio nazionale della Liga Veneta, ha espulso nelle scorse settimane, 35 militanti che avevano contestato Maroni a Pontida. Per l’area di Venezia sono stati espulsi: Claudio Gatti, Pierangelo Del Zotto, Giovanni Furlanetto, Liliana Manente, Claudia Marchiori, Pier Paolo Penzo, Patrizia


Spazi aperti 21 3 Chioggia Bosco Nordio

Il nuovo programma di escursioni naturalistiche U

Mira Porte in Riviera del Brenta

A

l via il nuovo programma di escursioni naturalistiche da parte della cooperativa HylaCoop naturalisti associati, in collaborazione con Veneto Agricoltura. I naturalisti di Hyla avranno il piacere di guidare bambini e adulti alla scoperta del territorio e del suo ecosistema, anche in aree tradizionalmente non accessibili al grande pubblico, come Bosco Nordio. La riserva naturale integrale è la protagonista di ben quattro appuntamenti. Il 1 aprile è stata proposta una visita guidata alla scoperta di quanto rimane dell’antica foresta litoranea tra lecci, querce, frassini e tracce di una fauna misteriosa. Il 14 aprile, dalle 9.30 alle 14.30 all’interno della riserva si è praticato il nordic walking: mezza giornata di attività fisica con l’assistenza di un istruttore. Il 19 maggio, sempre a Bosco Nordio, dalle 9.30 alle 15.30 si praticherà un’esperienza meditativa guidata a contatto sensoriale con l’ambiente del bosco, affinando la percezione dell’unità ecosistemica. Il 1 giugno dalle 19 alle 21 si andrà

La riserva naturale integrale aperta a bambini e adulti in varie iniziative iniziate ad aprile che si protrarranno fino a giugno alla scoperta dei pipistrelli di Bosco Nordio, con una lezione ed escursione serale con la conduzione di un esperto di chirotteri e l’identificazione delle specie con bat-detector. Ma il nostro territorio non offre solo gli incanti della foresta. Il 21 aprile e il 26 maggio, dalle 9.30 alle 12.00, in bicicletta, si andrà alla scoperta del territorio agricolo di bonifica, tra argini, canali e manufatti idraulici, antiche corti e la grande idrovora di Ca’ Bianca. Il 1 maggio e il 9 giugno dalle 10 alle12 si esplorerà il giardino botanico di Porto Caleri, con una visita guidata al gioiello del Delta del Po, tra flora di spiaggia

e barena, boschi e macchia mediterranea, stagni abitati da rare specie di animali. Il 12 maggio e il 23 giugno, in bicicletta, si girerà il territorio tra Brenta e Adige, con escursioni a Isola Verde, tra le foci dei fiumi, gli orti, gli argini, i boschi golenali, la lavorazione delle grasiole e le idrovore. Il 2 giugno ancora una giornata di nordic walking, questa volta a Valle Averto, dalle 9.30 alle 14.30, con la presenza di un istruttore. Per le escursioni in bicicletta è possibile anche noleggiare il mezzo. E’ obbligatoria la prenotazione al 3381755614 M.Bo.

RIAPRE VIllA VAlIER CORÒ

n gioiello dell’architettura di nuovo visitabile. Ha riaperto ad aprile, ma non è certo una nuova costruzione, villa Valier Corò che si trova a Mira Porte in via Di Vittorio lungo le sponde del Naviglio del Brenta. L’incantevole villa del 1500 è stata restaurata nei minimi dettagli Impreziosita da un antico oratorio e un’imponente barchessa, la villa è immersa in un lussureggiante giardino di alberi secolari, per una superficie totale di 20.000mq. Un tempo scenario degli eventi mondani più glamour del territorio, la residenza ebbe l’onore di ospitare alcune tra le più influenti famiglie nobiliari veneziane e fu scelta come abitazione privata da ben due Dogi della Serenissima, i Valier, caso unico nel panorama della Riviera. Ad immortalarne la fama contribuirono i festeggiamenti ufficiali che vi ebbero luogo nel 1666 in occasione del passaggio per gli Stati Veneti di Margherita, figlia del Re di Spagna, in viaggio per raggiungere il futuro marito Leopoldo I d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero: un ricevimento che per sfarzo ed eleganza fece parlare di sé in tutta Europa. Dopo secoli da quello storico evento, questo edificio riprende vita aprendo le sue porte al pubblico. Ma quali saranno i servizi che Villa Valier potrà offrire? Spazi dedicati al business: per meeting, convention e team building aziendali; la location ideale per cene di gala esclusive e spettacoli culturali di alto livello; ma anche l’ambientazione per servizi fotografici ineguagliabili e naturalmente la cornice perfetta per l’evento da sogno per eccellenza: il matrimonio. Villa Valier ha aperto le sue preziose stanze affrescate ad aprile per un pomeriggio dedicato all’imprenditoria e al mondo del turismo, mentre il week end contiguo all’apertura è stato dedicato ai futuri sposi. A.A. Info www.villavalier.it

“DIPlOMATI” 55 NuOVI VOlONTARI DEllA PROTEZIONE CIVIlE NEl VENEZIANO

Sigarette Elettroniche a Noale Il gruppo dei partecipanti al corso di base di formazione della Protezione civile

C

on la consegna degli attestati al magazzino provinciale della protezione civile, a Marcon, si è concluso sabato 23 marzo scorso il corso di formazione base per volontari di protezione civile, organizzato dalla Provincia di Venezia e tenutosi presso il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Mirano. Il corso è iniziato il 23 maggio 2012 ed ha registrato la partecipazione di 55 volontari che hanno affrontato lezioni teoriche (la legislazione specifica di protezione civile, la pianificazione in emergenza, i principali rischi del territorio, la psicologia dell’emergenza) e pratiche (l’utilizzo di apparecchiature radio, le nozioni di pronto soccorso, il rischio antincendio, per i quali verrà rilasciato specifico attestato dal Ministero dell’Interno). Particolare attenzione è stata posta an-

che all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, con un corso apposito che ha integrato la formazione base. Alla cerimonia di conclusione erano presenti, oltre all’assessore provinciale alla Protezione Civile Giuseppe Canali, i sindaci e gli assessori dei comuni dei volontari che hanno frequentato il corso, il dirigente del servizio provinciale di protezione civile Massimo Gattolin e Susanna Babetto. “Continua l’impegno formativo dei volontari, promossa dalla Provincia di Venezia. Si tratta di un compito che l’amministrazione affronta sempre positivamente, - ha commentanto l’assessore Canali - credendo nel ruolo del volontariato di protezione civile ed investendo, anche in tempi economicamente difficili, nella formazione, ben consapevole dello spirito di altruismo di chi si avvicina a prestare questo servizio”.

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22 Mondo scuola

Mondo scuola 5

Il progetto La lotta alla contraffazione entra nelle scuole superiori del Veneziano

neWs

Mille “Giovani originali” di Giovanni Giovetti

L

otta alla contraffrazione, un messaggio che dev’essere veicolato anche a scuola per formare... “Giovani originali”, consapevoli e informati. E’ questo lo spirito che anima l’iniziativa, denominata appunto “Giovani originali”, realizzata dall Provincia in collaborazione con le Forze dell’Ordine, la Camera di Commercio e altri enti del territorio. Fino ad oggi il progetto ha coinvolto circa 1000 studenti del Veneziano. Scopo del progetto è sensibilizzare, attraverso la realizzazione di specifici percorsi formativi, gli studenti veneziani sui molteplici effetti negativi derivanti dal fenomeno illecito della contraffazione, dalla produzione all’acquisto, al consumo di prodotti falsificati. Nell’anno scolastico 2011-2012 hanno partecipato sei istituti superiori per un totale di 32 classi. Gli istituti coinvolti sono stati il Marconi di Cavarzere con 8 classi, il liceo scientifico Benedetti di Venezia con 5 classi, il Lazzari di Dolo con 6 classi, il Levi di Mirano con 3 classi, il liceo linguistico Belli con 7 classi, il Cornaro di Jesolo con 3 classi. Nell’anno scolastico in corso gli interventi negli istituti sono ancora in program-

Formazione professionale

attivato un terzo corso al cfp di chioggia: domande in aumento del 50%

Un’iniziativa volta a sensibilizzare i ragazzi sugli effetti negativi del fenomeno illecito della contraffazione con particolare attenzione al settore alimentare

L’assessore Lucio Gianni al Liceo Benedetti di Venezia

ma.

“Gli istituti che hanno aderito - commenta l’assessore provinciale alle Attività produttive Lucio Gianni - permettono di coinvolgere l’intera provincia di Venezia. Gli incontri realizzati hanno visto una partecipazione attenta da parte degli studenti e in molti casi si sono protratti oltre l’orario

previsto proprio per dare risposta alle diverse sollecitazioni e quesiti emersi. Nei nostri incontri portiamo l’attenzione dei ragazzi anche su tutto ciò che riguarda la contraffazione nel campo alimentare, un settore di estrema importanza perché coinvolge primariamente non solo la nostra economia ma soprattutto la nostra salute”.

La sede del Centro di formazione professionale di Chioggia

S

ono state tutte accolte le domande di ammissione al primo anno del Centro di formazione professionale di Chioggia, nonostante fossero giunte copiose, ben al di sopra delle possibilità concesse dai due corsi già attivi. La Provincia ha allora deciso di avviare un terzo corso per accontentare i ragazzi che ambiscono ad ottenere una qualificazione professionale nel campo della ospitalità e della ristorazione e le aspettative delle rispettive famiglie. La proposta, partita dall’assessore provinciale alla Formazione e al Lavoro Paolino D’Anna, ha ottenuto, a fine marzo, l’approvazione dell’intera Giunta che ha destinato al nuovo corso un finanziamento di 45mila euro. Una decisione motivata dalla stessa presidente della Provincia Francesca Zaccariotto con l’elevato numero di richieste che quest’anno è superiore del 50 per cento rispetto alle precedenti iscrizioni. Domande che, peraltro, sono pervenute anche ai Cfp, così come per le scuole secondarie di secondo grado, per lo più in modalità on-line. “Chioggia - ha commentato soddisfatta la presidente Francesca Zaccariotto - è un centro qualificato, con ottimi docenti, una sede che abbiamo recentemente rinnovato, e offre a nostri ragazzi, che hanno voglia di confrontarsi a breve col mercato del lavoro, concrete possibilità di occupazione, in un G.G. settore come quello dell’ospitalità e della ristorazione in continua crescita”.


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26 6 Personaggio Salute Malattie cardiovascolari, i progressi grazie ad una giovane del veneziano

Martina Calore, una promessa della scienza

La ricercatrice di Camponogara è stata premiata nel 2011 con il progetto “Donne e Futuro” Roberta Pasqualetto

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artina Calore è nata il 14 luglio 1982 e vive a Camponogara. Si è laureata con il massimo punteggio in biotecnologie industriali e ha conseguito un dottorato di ricerca in scienze cardiovascolari. Martina oggi è una ricercatrice presso l’Università di Padova e, nel 2011, è stata premiata con il progetto Donne e Futuro. Martina ha sentito subito che la sua strada sarebbe stata quella della ricerca nelle scienze cardiovascolari. “Volevo seguire questa strada fin dai tempi del liceo – dice Martina - mi affascinavano le biotecnologie, poi durante il secondo anno di università ho fatto un corso di genetica umana, con la professoressa Alessandra Rampazzo, e ho capito che questa era la mia strada, poi ho voluto fare la tesi sperimentale e l’esame per il dottorato di ricerca con la stessa dottoressa”. Lo studio della professoressa Rampazzo e del suo

staff, dove lavora anche Martina, apre nuove prospettive sulla conoscenza delle cause della morte improvvisa tra i giovani, questo studio è stato pubblicato da poco sull’European Heart Journal. La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è una malattia rara che provoca la morte improvvisa, spesso si lega all’attività fisica e può coinvolgere calciatori o altri atleti famosi. Non mancano casi anche sui campetti di periferia e al di fuori degli ambienti sportivi questa condizione è ereditaria e fa due vittime l’anno (ogni 100 mila persone) sotto i trentacinque anni di età. L’incidenza di questa terribile morte è in calo proprio grazie all’opera di prevenzione sulle persone riconosciute come a rischio. “La scoperta legata alle morti improvvise è provocata da un’alterazione delle proteine desmosomiali, lo studio era già iniziato prima che io arrivassi nel laboratorio ed erano già stati trovati i

geni della malattia. Il nostro studio è stato fatto anche in collaborazione con i belgi e si effettua su una rosa di pazienti già analizzati clinicamente e dai quali estraiamo il Dna che ci riporta a questa malattia”. Si parla sempre di fuga di cervelli per l’Italia, per una volta sembra non essere cosi, ci si augura che un’università come quella di Padova, dove un tempo affluivano le menti più brillanti d’Europa, non perda questo importante prestigio. Martina è fiduciosa, nonostante la sorella si sia trasferita quattro anni fa negli Stati Uniti per lavorare. Lei si augura di restare nel suo paese e di trovare un lavoro. “Io non voglio andare all’estero, mi auguro di restare vicino ai miei genitori e di realizzarmi stando qua. I miei hanno fatto un grande sacrificio per farmi studiare vorrei dargli soddisfazione, trovando lavoro nel mio ambito; spero che questo succeda dopo i sei anni da ricercatrice”. Il

Nella foto Martina Calore

La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è una malattia rara che provoca la morte improvvisa primo obiettivo di Martina è di trovare lavoro, fatto questo potrà progettare anche tutto il resto; la sua fiducia e il suo entusiasmo per il lavoro sono forti: “La ricerca deve continuare, ci sono ancora altri pazienti che non hanno mutazione e quindi si devono scoprire gli altri geni per salvare vite”. Insomma, non è una novità le persone giovani e di valore ci sono anche nei nostri territorio e hanno tutta la

voglia di restare a vivere e lavorare dove abitano. Quello che appare sempre difficile è il sistema burocratico e la logica delle corporazioni, che spesso non fanno accedere ai vertici le persone per meriti e capacità, ma solo per cooptazione e conoscenze. Insomma un sistema inefficace e costoso, che spesso produce solo fughe di cervelli, ma questa volta pare scongiurato. Messaggio pubbliredazionale

“Le Pro Loco fanno grande il territorio” appuntamenti da non dimenticare

• 30 aprile - 1 maggio rock festival Bibione MIRANO • 25 aprile XXXV edizione di “Fiori a Mirano” - il 25 aprile

Piazza Martiri, si trasforma, per un giorno, in un grande giardino e che le vie del centro storico si riempiono di fiori, colori e profumi. Fiori a Mirano, è considerata una delle più prestigiose e qualificate mostre-mercato a invito della Regione, grazie ai suoi oltre 110 espositori di piante, fiori e arredi da giardino, selezionati con cura dagli organizzatori e che crescono ogni anno grazie anche al passaparola tra gli espositori stessi.

• 11/12 maggio I sapori della solidarietà • 25 maggio I zoghi de quando gerimo putei - questa è una

delle manifestazioni più importanti della Pro Loco di Mirano; manifestazione rivolta ai ragazzi delle quinte elementari di Mirano e delle sue frazioni: è una grande gara a squadre che ripropone i giochi del passato, quei giochi che i bambini, oggi, conoscono solo attraverso i racconti dei nonni. La XV edizione, si svolgerà sabato 25 maggio nella frazione di BALLO’, paese della squadra campione in carica.

DOLO • 21 aprile Manifestazione ciclistica “G.C. I Molini Dolo ASD” • 26 aprile Festa Madonna dei Molini Ass. Isola Bassa • 1 maggio Convegno “La Rosa Antica” e regata del 1° Maggio BIBIONE • 24-25 aprile Tipicamente Asparago - 43° festa dell’asparago di Bibione

• 27-28 aprile A piedi per Bibione

MIRANO • 21 aprile L’evento 4x4 consiste nella visita di quattro ville si-

tuate nel Comune di Mira con quattro percorsi diversi, in carrozza, in gondola, in bicicletta ed il percorso proprio. Nel pacchetto sono comprese le visite guidate all’interno delle ville Da segna-

lare, inoltre, una gita in barca prevista per il giorno 2 giugno alla scoperta delle isole della laguna di Venezia.

SPINEA • 1^ Decade di Maggio festa di Primavera in Piazza municipio

SALZANO • 25 e 26 maggio 22^ Festa della Filatura Processo produttivo

del baco da seta. Mostre, spettacoli, intrattenimenti vari, stand gastronomico. 1° Filanda Run.

SCORZE’ • dal 19 Aprile al 6 Maggio Villa Orsini Mostra Antonio Beni • dal 10 al 19 Maggio 37^ Festa dell’Asparago e della Fragola

a Gardigiano di Scorzè

• dal 24 Maggio al 3 Giugno 44^ Festa dei Bisi di Peseggia di Scorzè

PRO LOCO SPINEA

info: 333.3385246 marcogobbin@libero.it

PRO LOCO SANTA MARIA DI SALA

info: 041.487560 - info@prolocoitalia.it

PRO LOCO MIRANO

info: 041.432433 - gallorini.roberto@tin.it


Cultura provinciale 27 9 Musica Da Cavarzere giovani musicisti 2.0

Venice’s Ring, la band che spopola sul web

Il gruppo ha fatto della sorpresa e dell’imprevedibilità il proprio punto forte: una band al passo con i tempi che utilizza tutte le potenzialità di internet per farsi conoscere ed apprezzare, soprattutto fra i più giovani di Nicla Sguotti

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n anonimo furgone bianco che arriva brani eseguiti che fa rimanere di stucco i senza preavviso e nel giro di pochi presenti. Così, tra un flash mob e una registraziosecondi trasforma il luogo prescelto in una sala da concerto, attraendo i passan- ne, la band sta spopolando sul web, dove, appena qualche ora prima di ogni concerto, ti con pezzi originali e coinvolgenti. È questo lo scenario in cui si svolgono vengono indicate la città e l’ora prescelte, le esibizioni dei Venice’s Ring, gruppo nato senza mai indicare il luogo preciso. Una band al passo coi tempi che utia Cavarzere, che ha fatto della sorpresa il proprio punto forte e sta ottenendo sempre lizza tutte potenzialità del web, dove si possono ascoltare alcuni dei brani del cd più consensi, soprattutto tra i più giovani. “Virus”, appena pubLa band è formata da tre giovani Un anonimo furgone blicato e già molto popolare. L’originalità del musicisti, che già in bianco arriva senza passato hanno fatto preavviso e trasforma gruppo riserva altre gradite sorprese, infatparte di gruppi molto il luogo prescelto in apprezzati non solo a una sala da concerto ti, primo caso di cui si abbia notizia, il cd dei livello locale, Andrea Dodicianni voce e al basso, Alberto Gia- Venice’s Ring non si può acquistare ma, se cobbe alle chitarre e Antonio Zanellato alla si vuole averlo, è necessario trovarlo. È questa la brillante idea di marketing batteria. Il fattore che più sembra avere importanza nelle esibizioni del gruppo è che il gruppo ha voluto porre alla base della l’imprevedibilità, anche se è la qualità dei sua attività, infatti per avere “Virus” è ne-

Web. Premio Polo Est ai migliori siti

VINCONO lA PRO lOCO DI SCORZÈ, l’ISTITuTO AlGAROTTI E l’uNIONE RIVIERA DEl bRENTA La premiazione. Foto dal sito www.provincia. venezia.it

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o scorso 15 marzo, a conclusione della XII Settimana web, l’assessore provinciale all’Informatizzazione Claudio Tessari ha premiato, nell’incontro conclusivo, i vincitori del Premio Polo Est destinato al miglior portale di Comuni, Scuole e Associazioni del territorio che hanno partecipato all’iniziativa. Per la categoria associazioni il primo posto è stato assegnato alla Pro loco di Scorzè, www.prolocoscorze.it, “per la veste grafica attraente e coerente con l’immagine dell’associazione”. Il premio speciale servizi on line è stato assegnato al Club alpino italiano di Mirano - www.caimirano.it - “per il disegn raffinato, per l’organizzazione delle informazioni pubblicate e per l’offerta dei servizi on line rivolti agli utenti”. Primo classificato per la categoria scuole è stato l’istituto Algarotti di Venezia, www.istitutoalgarotti.it, “per l’attenzione dimostrata verso l’utenza,

accogliendo lo spazio per gli alunni e quello per i genitori; per la ricercatezza, l’interesse, la varietà dei contenuti”. Il premio speciale contenuti è stato assegnato al blog della scuola media “L. Einaudi” di Marghera, www.einaudideiragazzi.provincia.venezia.it, “Per la ricchezza dei contenuti del blog”. L’Unione dei Comuni “Città della Riviera del Brenta”, www.cittadellariviera.it, ha vinto la categoria dei Comuni mentre il premio speciale trasparenza è andato al Comune di Eraclea, www.comune.eraclea.ve.it, “per la fluidità e la chiarezza dell’imaginazione dei contenuti”. I primi tre classificati hanno ricevuto in premio un tablet che è stato consegnato da Dario Fumi, coordinatore commerciale della Cassa di Risparmio di Venezia sponsor dell’iniziativa che vede anche come partner tecnici la ditta Elinet e Iwa Italia, International Webmasters Association.

“Virus” il cd appena pubblicato non si acquista ma è necessario... trovarlo

I Venice’s Ring in una delle loro tipiche e originali esibizioni cessario ritrovarselo tra le mani, magari in uno dei tanti luoghi in cui i Venice’s Ring si sono esibiti negli ultimi mesi o in cui saranno prossimamente, in un tour che li porterà in una quarantina di città italiane. Una volta trovato il “Virus”, ed esserne quindi rimasti contagiati, si possono scaricarne i brani ed è poi necessario rimetterlo in libertà, per non fermare il contagio e dare la possibilità ad altri di ascoltarlo.

“Per fornire prova dell’avvenuto ritrovamento – spiega Andrea Dodicianni – ci si può fare una foto e postarla sulla nostra pagina facebook, dove già centinaia di persone hanno inserito la loro testimonianza di contagio”. Per essere contagiati da questa sorta di benefica infezione musicale, non c’è altro da fare che rimanere in contatto con i Venice’s Ring attraverso la loro pagina

facebook, in attesa che il Virus tour capiti nella propria zona. Le possibilità di contagio non si fanno attendere, infatti i Venice’s Ring in tutti i fine settimana si esibiscono in una città diversa, in un road tour che si sta sempre più ampliando e di certo farà ancora parlare di questo originale gruppo.

Lirica Dal 14 al 17 maggio

Il secondo concorso internazionale “Tullio Serafin” L

a figura di Tullio Serafin, grande direttore veneto, ha rappresentato per più di un sessantennio un fondamentale punto di riferimento per chi volesse accostarsi al repertorio lirico italiano ma anche a quello tedesco, e in particolare wagneriano. I più apprezzati interpreti lo ricordano con ammirazione e parlano di lui come di un maestro, tutt’ora insuperato, nell’arte di concertare e curare i dettagli di ogni singola rappresentazione. In particolare i cantanti trovavano in lui, più che in qualsiasi altro direttore contemporaneo, la capacità di mettere il canto al primo posto, curando personalmente la scelta degli interpreti e la loro preparazione. Le straordinarie doti nel riconoscere le potenzialità di ciascuna voce lo fanno oggi ricordare come il direttore che più di ogni altro scoprì talenti del bel canto. Da Caruso a Renata Tebaldi, da Joan Sutherland a Carlo Bergonzi, da Rosa Ponselle a Maria Callas per arrivare fino a Pavarotti, tutti i grandi interpreti dei primi sessant’anni del Novecento hanno almeno una volta cantato con lui. È proprio questo legame speciale che unisce Serafin alle più belle voci di sempre che ha spinto il Circolo “Amici del maestro Tullio Serafin” e l’Associazione “Concetto Armonico” di Cavarzere a promuovere la seconda edizione del Concorso Internazionale di canto lirico, nella speranza che il nome dell’illustre direttore possa anche oggi regalare qualche gradita sorpresa in fatto di nuove scoperte del canto. Il Secondo Concorso Internazionale per cantanti lirici “Tullio Serafin”, che si terrà a Cavarzere dal 14 al 17 maggio 2013, si pregia di avere una giuria di personalità di rilievo del mondo della lirica. La presidenza è della grande Daniela Dessì, che con entusiasmo ha subito accettato di onorare il grande maestro con la sua presenza, al suo fianco Bernadette Manca Di Nissa, Franco Moretti,

Il maestro Tullio Serafin Luca Targetti e Richard Barker. Tutte personalità che di certo non hanno bisogno di presentazioni, una vera e propria garanzia per i partecipanti, che saranno accompagnati al pianoforte dai maestri Fausto Di Benedetto e Dario Tondelli. Dopo la fase eliminatoria, i finalisti saranno chiamati a esibirsi nella prova finale in forma di concerto, aperto al pubblico, che si terrà al Teatro Tullio Serafin di Cavarzere nella serata di venerdì 17 maggio. Il Concorso viene promosso dal Circolo “Amici del maestro Tullio Serafin” e dall’Associazione “Concetto Armonico” grazie a un finanziamento della Fondazione della Comunità Clodiense e alla N.S. collaborazione dell’Assessorato alla Cultura di Cavarzere.


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SPORT in PRIMO LO S PORT in PIANO

In breve A Verona, “Nuotatori Veneziani”, in tanti sul podio Il nuoto regala belle soddisfazioni in città e provincia. Al Meeting regionale Esordienti a Verona sono stati protagonisti i ragazzi dei Nuotatori Veneziani. Si sono portati a casa quattro medaglie d’oro con Giulia Berton e Luca Schiavon e una con la staffetta 4x50 mista. Nella prima parte di gare, medaglia d’oro per Giulia Berton, che ha trionfato nei 100 farfalla, chiudendo poi come frazionista nella staffetta 4x50 mista (insieme a Brussolo, Ongarato e Ongaro).

Boxe: Bizzo e Trolese vincono ad Andria Riccardo Bizzo ed Eleonora Trolese, giovani pugili classe 1997 della società New Boxe 2010 di Campolongo Maggiore, hanno vinto il “Trofeo Club degli Azzurrini – Ermanno Marchiaro” indetto dalla Fpi nelle scorse settimane ad Andria.

Summer Volley Camp a Chioggia Volley giovanile l’appuntamento è all’Isola Verde. A grande richiesta torna anche quest’anno l’appuntamento con il Summer Volley Camp, organizzato dal Comitato provinciale Fipav Venezia. A partire dal 9 giugno 2013, e per cinque settimane Isola Verde, a Chioggia, ospiterà i numerosi ragazzi che trascorreranno una vacanza all’insegna di pallavolo e tanto divertimento.

Mira Le ragazze della palla ovale hanno vinto 5 scudetti in 10 anni

In breve Rugby Riviera punta alle finali Rug di Roberta Pasqualetto

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a squadra di rugby femminile Mira gioca con grande grinta e i risultati non mancano, negli ultimi dieci anni, si è aggiudicata cinque scudetti. Da un paio d’anni l’associazione non è più Sitam, ma è diventata Rugby Riviera del Brenta. L’anno scorso la squadra ha vinto lo scudetto nel campionato italiano di serie A. In passato si è classificata prima a tre edizioni del Torneo a 7 “Mirko Petternella” a Rovigo, e a tre edizioni dei Tornei autunnali di rugby. Ben sette atlete della squadra fanno parte della nazionale e partecipano all’importante Torneo “6 Nazioni”. Il campionato di quest’anno sta andando bene, la squadra è seconda in classifica con 34 punti, dopo Benetton (41 punti) e di seguito tutte le altre quattro squadre: Monza (26 punti), Valsugana (20 punti), Colorno (13 punti), Casale (1 punto). La squadra è composta di venticinque giocatrici: Debora Ballarini, Giorgia Berto, Alessandra Colangelo, Chiara Danieli, Lidia Fanfoni, Marta Ferrari, Lucia Gai, Cristina Molic, Anita Nespoli, Chiara Nespoli, Alessia Pantarotto, Francesca Pavan, Silvia Pizzati, Raffaela Plunger, Giulia Raneri Chiuso, Valentina

Maratonina dei Dogi

NUOVE a prima domenica di aprile si è tenuSPORTING NOALE! ta la sedicesima edizione della CLUB “Mavince gaBriele carletti

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Mira Le ra

ratonina dei Dogi” che ha portato, l’Estate piu ’amata dai ragazzi in Riviera del Brenta, oltre duemila partecipanti che si sono ventun Dal 10 giugno al 23misurati agostonei ritornano • Nuovo Camp Notturno! I ragazzi ORARI: chilometri del percorso con partenza e le Vacanze in Piscina, i centri estivi vivranno l’emozionante esperienza tutti i giorni, da lunedì a venerdì, arrivo a Fiesso d’Artico. Gabriele Carletdello Sporting Club Noale più amati di un campeggio notturno in tenda • 7.30-8.30 Servizio accoglienza ti ha vinto la competizione con un’ora, (su richiesta) con gli animatori. da bambini che quest’anno cinque minutieegenitori, venti secondi, seguito da • 8.30-13.00 Attività part-time • Nuove formule di pagamento: si rinnovano completamente per Dario Santoro con il tempo di un’ora sei • prima prenoti più sconti! Più 8.30-17.00 Attività full-time offrire eun’esperienza minuti ventisei secondiindimenticabile! e, per finire, il vittoria, staccando di centinaia di metri (pranzo incluso) più sconti! Più fratelli più Una uno scelta vincente bambiniBer-e settimane terzo dei due fratelli per Dematteis, gli avversari diretti. Fra le donne si è • 17.00-18.00 Servizio baby sitting sconti! ragazzi 3 ai 14dianni. nard, condai il tempo un’ora sei minuti imposta Giovanna Ricotta con il tempo (su richiesta) • Vivi Aquaestate: i ragazzi ogni e• trentacinque secondi.inPartenza Nuove attività acqua:lampo per di un’ora, diciotto minuti e ventotto se- •Possibilità di servizio di trasporto giorno possono divertirsi tra diimparare tutti i top runners, divertendosi in evidenza fiin n condi, seconda Giovanna Pizzato con il •Domenica 19 maggio non a nuotare scivoli, piscine e tanti giochi, prendere impegni! Partecipa dalle prime fasi dell’allegro il marchigiano staff Gabriele tempo di un’ora, venti minuti e quindici compagnia di sempre in compagnia dei loro all’evento lancio delle nuove Carletti, atleta Saucony, che ha guidato Istruttori. Oltre al nuoto tante altre secondi e terza Isadora Castellani con il fino a Dolo. In evidenza anche Scaini e tempo di un’ora, venti minuti e venticinBernard Dematteis. A Dolo lascia la gara que secondi. Un’interessante anteprima il due volte vincitore della competizione, l’ha offerta l’atleta Pietro Martire che Simone Gobbo, afflitto già da alcune con la sua hand bike ha partecipato, coasettimane da un lieve infortunio musco- diuvato da Luca Schiavon, concludendo la • Nuova animazione: lare. Al passaggio del terzo chilometro gara con il tempo di un’ora e venticinque della mascotte Rickyche conduceva minuti. L’edizione del 2014 partirà da guidava la corsa Scaini il gruppo dei più forti. Al quinto chilo- Strà e punta a raggiungere i 2.500 iscritdi muoversi e ballare. metro la situazione non cambiava con i ti; e probabilmente, aprirà le porte anche primi che hanno segnare l’ottimo ai disabili. “E’ stata una corsa dura, con • Nuovi giochifatto e attività: tempo di 15’ e 34’’. Al passaggio del un po’ di febbre e senza Luca Gasparato nono chilometro, coperti in 28’ e 30’’, il – dice Pietro Martire – ma ho trovagruppo di testa si era già frastagliato con to nel ciclista Luca Schiavon un ottimo al comando Scaini tallonato da Carletti compagno di maratona. Lui ha aperto la che staccavano Dematteis e Santoro. Al strada ai disabili per questa competizione quest’anno. RISPARMIA! Promo per iscrizioni dal 21/4 al 19/5 tredicesimo chilometro Carletti staccava che, il prossimo anno, li vedrà partecipaScaini e al diciassettesimo chilometro re anche grazie alla volontà dell’amico R.L. organizzatore Tel 041.442820 De Pol 5,R.P. Noale (VE) - www.sportingclubnoale.it l’atleta marchigiano metteva inSsd tascaa la Stefano- via Trovò”.

A Verona, “Nuotatori Veneziani”, in tanti sul podio Il nuoto regala belle soddisfazioni in città e provincia. Al Meeting regionale Esordienti a Verona sono stati protagonisti i ragazzi dei Nuotatori Veneziani. Si sono portati a casa quattro medaglie d’oro con Giulia Berton e Luca Schiavon e una con la staffetta 4x50 mista. Nella prima parte di gare, medaglia d’oro per Giulia Berton, che ha trionfato nei 100 farfalla, chiudendo poi come frazionista nella staffetta 4x50 mista (insieme a Brussolo, Ongarato e Ongaro).

di Roberta

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a squadra di grande grinta gli ultimi die scudetti. Da un p più Sitam, ma è d ta. L’anno scorso nel campionato i è classificata prim “Mirko Petternell Schiavon, Veronica Schiavon, Giulia Silvestri, Mar- mo vinte”. Nonostante il grande merito di questa Tornei autunnali tina Silvestri, Alice Trevisan, Vaghi, Elisa squadra le partite si giocano Riccardo Bizzo ed Eleonora Trolese, giovani pugili classe 1997 della societànel Newcampo Boxe sportivo squadra fanno pa trovaAzzurrini in condizioni difficili: piove Vigato, Evelin Lycia Maggiore, Zampieri ehanno Ilariavintodiil Mira, 2010Zambotti, di Campolongo “Trofeoche Clubsi degli – Ermanno all’importante To spogliatoi e due terreni sono distrutti. Stivanello; sotto la supervisione degli allenatori: Marchiaro” indetto dentro dalla Fpiglinelle scorse settimane ad Andria. di quest’anno sta Luca Faggin e Luca Derosa. Nel mese di maggio Loppo è l’ultimo socio fondatore rimasto, e parla conda in classific si punti) e di se si disputeranno le ultime partite: le semifinali il della squadra con grande orgoglio. Per il futuro,(41 12 e il 19 con andata e ritorno, Monza-Riviera e augura di vincere il campionato, ma non nascondre: Monza (26 de dei grossi punti interrogativi per latorna squadra che Riviera-Monza. Volley Il 26 maggio si giocherà la finale. è all’Isola giovanile l’appuntamento Verde. A grande richiesta Colorno (13 punt non ha sponsor da due anni e chedal si arrangia “Il campionato andato discretamente – dicecon il il Summer anche èquest’anno l’appuntamento Volleygià Camp, organizzato è composta di ve con i pochi rimasti. Negli ultimi due anni,rini, le Giorgia Bert consigliereComitato e dirigenteprovinciale Rugby Riviera EzioVenezia. Loppo - èA partire Fipav dal 9fondi giugno 2013, e per cinque rugbiste hannoragazzi giocatoche contrascorreranla tuta della Sitam, una squadra umoraleIsola e vinciamo, non siamo settimane Verde, ama Chioggia, ospiterà i numerosi Danieli, Lidia Fa questodiperché l’associazione non ha nemmenoCristina i molto costanti negli ottanta no minuti partita. una della vacanza all’insegna pallavolo e tanto divertimento. Molic, An I risultati ci sono perché abbiamo perso solo due fondi per comprare delle nuove divise con l’attuale sia Pantarotto, F partite contro il Benetton; tutte le altre le abbia- denominazione della squadra. Raffaela Plunger,

Boxe: Bizzo e Trolese vincono ad Andria

Summer Volley Camp a Chioggia

Maratonina dei Dogi

vince gaBriele carletti

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a prima domenica di aprile si è tenuta la sedicesima edizione della “Maratonina dei Dogi” che ha portato, in Riviera del Brenta, oltre duemila partecipanti che si sono misurati nei ventun chilometri del percorso con partenza e arrivo a Fiesso d’Artico. Gabriele Carletti ha vinto la competizione con un’ora, cinque minuti e venti secondi, seguito da Dario Santoro con il tempo di un’ora sei minuti e ventisei secondi e, per finire, il terzo uno dei due fratelli Dematteis, Bernard, con il tempo di un’ora sei minuti e trentacinque secondi. Partenza lampo di tutti i top runners, in evidenza fin dalle prime fasi il marchigiano Gabriele Carletti, atleta Saucony, che ha guidato fino a Dolo. In evidenza anche Scaini e Bernard Dematteis. A Dolo lascia la gara il due volte vincitore della competizione, Simone Gobbo, afflitto già da alcune settimane da un lieve infortunio muscolare. Al passaggio del terzo chilometro guidava la corsa Scaini che conduceva il gruppo dei più forti. Al quinto chilometro la situazione non cambiava con i primi che hanno fatto segnare l’ottimo tempo di 15’ e 34’’. Al passaggio del nono chilometro, coperti in 28’ e 30’’, il gruppo di testa si era già frastagliato con al comando Scaini tallonato da Carletti che staccavano Dematteis e Santoro. Al tredicesimo chilometro Carletti staccava Scaini e al diciassettesimo chilometro l’atleta marchigiano metteva in tasca la

vittoria, staccando di centinaia di metri gli avversari diretti. Fra le donne si è imposta Giovanna Ricotta con il tempo di un’ora, diciotto minuti e ventotto secondi, seconda Giovanna Pizzato con il tempo di un’ora, venti minuti e quindici secondi e terza Isadora Castellani con il tempo di un’ora, venti minuti e venticinque secondi. Un’interessante anteprima l’ha offerta l’atleta Pietro Martire che con la sua hand bike ha partecipato, coadiuvato da Luca Schiavon, concludendo la gara con il tempo di un’ora e venticinque minuti. L’edizione del 2014 partirà da Strà e punta a raggiungere i 2.500 iscritti; e probabilmente, aprirà le porte anche ai disabili. “E’ stata una corsa dura, con un po’ di febbre e senza Luca Gasparato – dice Pietro Martire – ma ho trovato nel ciclista Luca Schiavon un ottimo compagno di maratona. Lui ha aperto la strada ai disabili per questa competizione che, il prossimo anno, li vedrà partecipare anche grazie alla volontà dell’amico R.P. organizzatore Stefano Trovò”.


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n PRIMO PIANO TENETEVI I SOLDI TENETEVI I SOLDI gby Riviera punta alle finali GODETEVI GODETEVI II SALDI SALDI

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rugby femminile Mira gioca con a e i risultati non mancano, neeci anni, si è aggiudicata cinque paio d’anni l’associazione non è diventata Rugby Riviera del Breno la squadra ha vinto lo scudetto italiano di serie A. In passato si ma a tre edizioni del Torneo a 7 la” a Rovigo, e a tre edizioni dei di rugby. Ben sette atlete della arte della nazionale e partecipano orneo “6 Nazioni”. Il campionato a andando bene, la squadra è seca con 34 punti, dopo Benetton seguito tutte le altre quattro squa6 punti), Valsugana (20 punti), ti), Casale (1 punto). La squadra enticinque giocatrici: Debora Ballato, Alessandra Colangelo, Chiara anfoni, Marta Ferrari, Lucia Gai, nita Nespoli, Chiara Nespoli, AlesFrancesca Pavan, Silvia Pizzati, , Giulia Raneri Chiuso, Valentina

Schiavon, Veronica Schiavon, Giulia Silvestri, Martina Silvestri, Alice Trevisan, Eleonora Vaghi, Elisa Vigato, Evelin Zambotti, Lycia Zampieri e Ilaria Stivanello; sotto la supervisione degli allenatori: Luca Faggin e Luca Derosa. Nel mese di maggio si disputeranno le ultime partite: le semifinali il 12 e il 19 con andata e ritorno, Monza-Riviera e Riviera-Monza. Il 26 maggio si giocherà la finale. “Il campionato è andato discretamente – dice il consigliere e dirigente Rugby Riviera Ezio Loppo - è una squadra umorale e vinciamo, ma non siamo molto costanti negli ottanta minuti della partita. I risultati ci sono perché abbiamo perso solo due partite contro il Benetton; tutte le altre le abbia-

Camere, cucine fino al in Camere, salotti, cucine finofino al 60% 60% in meno meno Camere,salotti, salotti, cucine al 60% in meno rimborso dell’intero importo speso con mo vinte”. Nonostante il grande merito di questae e rimborso dell’intero importo speso con squadra le partite si giocano nel campo sportivo e rimborso dell’intero importo speso con di Mira, che si trova in condizioni difficili: piovebuono buono acquisti. acquisti. dentro gli spogliatoi e due terreni sono distrutti. buono acquisti. Solo ii Mobilifici Mobilifici Rampazzo Rampazzo Severino Severino possono possono Loppo è l’ultimo socio fondatore rimasto, e parlaSolo della squadra con grande orgoglio. Per il futuro, si Solo i Mobilifici Rampazzo Severino possono darti un’ occasione di risparmio così elevata augura di vincere il campionato, ma non nascon-darti un’ occasione di risparmio così elevata un’ occasione risparmio de dei grossi punti interrogativi per la squadra cheedarti sulle grandi firme e trasparente trasparente sulle più piùdi grandi firme così elevata non ha sponsor già da due anni e che si arrangia e trasparente sulle più grandi firme con i pochi fondi rimasti. Negli ultimi due anni, ledell’arredamento italiano. dell’arredamento italiano. rugbiste hanno giocato con la tuta della Sitam, promozione ancora dell’arredamento questo perché l’associazione non ha nemmeno La iLa promozione dura duraitaliano. ancora pochi pochi giorni, giorni, fondi per comprare delle nuove divise con l’attuale eeLa puoi approfittarne anche la pomeriggio. puoi approfittarne anche la domenica domenica pomeriggio. promozione dura ancora pochi giorni, denominazione della squadra. Noi ci per Noi ci siamo siamo per darti darti consigli, consigli, preventivi, e puoi approfittarne anche preventivi, la domenica pomeriggio. finanziamenti tutto ciò titi èè utile per finanziamenti tuttodarti ciò che che utile per arredare arredare Noi ci siamoeeper consigli, preventivi, la tua lafinanziamenti tua casa. casa. e tutto ciò che ti è utile per arredare

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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Sulla graticola centinaia di posti di lavoro

Sanità convenzionata a rischio chiusura

Una nuova delibera di Giunta diluirà nel tempo i tagli ai privati, ma molti lavoratori rischiano ugualmente il posto di Germana urbani vede un nuovo nomenclatore tariffario con una diminuzione del 20% per i laboratori e del 2% per le strutture operanti nelle altre branche e la conferma dei budget assegnati ai direttori generali delle Ulss con la delibera 2621 del dicembre scorso” si spiega. La Regione ha peraltro messo sul piatto una ulteriore disponibilità di 23 milioni di euro per prestazioni che verranno erogate con un ulteriore sconto tariffario del 20% per i laboratori e del 13% per le altre branche. Il tutto nell’ottica di un riequilibrio com-

A Padova il corteo di protesta era stato aperto da una bara: la morte della sanità veneta plessivo del sistema. “Abbiamo raggiunto un buon punto di equilibrio – sottolinea l’assessore Luca Coletto – che garantisce prima di tutto la continuità dell’erogazione dei servizi ai cittadini ed una particolare attenzione alle patologie più gravi come quelle oncologiche e cardiache”. Secondo l’assessore, l’accordo “contiene però altre rilevanti partite: la necessaria riduzione dei costi a fronte dei consistenti tagli piovuti da Roma; la garanzia del mantenimento delle stesse prestazioni erogate l’anno scorso; la definizione di un nuovo tariffario più conveniente per gli utenti; l’impegno da parte

dei privati a cessare le proteste, rivedere i licenziamenti e ritirare i ricorsi presentati; l’avvio di un processo triennale di analisi della situazione esistente e di sviluppo di una nuova organizzazione basata su criteri di rete, sull’informatizzazione, sulla distribuzione delle strutture a livello territoriale e sulla loro accessibilità, sulla qualità delle apparecchiature”. Quanto agli anni a venire, il 2014 e il 2015, l’accordo prevede la conferma dei budget assegnati per il 2013; una ulteriore disponibilità di 15 milioni di euro extrabudget all’anno per i laboratori operativi e altri 5 milioni l’anno da riservare alle nuove strutture accreditate; l’istituzione di una commissione tecnica che definirà, tra l’altro, i criteri per i nuovi accreditamenti e per l’assegnazione degli extrabudget. Tali criteri riguarderanno particolarmente l’alta qualità, l’organizzazione, la formazione di una rete, l’informatizzazione, la distribuzione territoriale delle strutture. “Tutti questi extrabudget – sottolinea Coletto – sono il frutto delle economie ottenute attraverso il quotidiano lavoro di razionalizzazione del sistema sanitario veneto e di conseguenza non andranno ad incrementare la spesa”. L’accordo, però, non soddisfa tutti, soprattutto gli operatori che fanno parte del Comitato di Crisi Regionale della Sanità Veneta. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno dichiarato che “l’accordo non risolve

assolutamente la crisi occupazionale e che, pertanto, gli esuberi rimangono ad oggi in essere non esistendo alcuna alternativa per la conservazione dei posti di lavoro, tanto più che non è consentito neppure il ricorso alla cassa integrazione in deroga poiché questo ammortizzatore sociale non è stato previsto per il comparto in questione”. Nel padovano le strutture convenzionate, Data Medica, Cemes, Euganea medica Srl e centro medico di Fisioterapia Srl hanno dichiarato un esubero di personale pari a cento unità. Sono in prevalenza tecnici e amministrativi che rischiano di rimanere

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senza lavoro. Stessa situazione anche nel Veneziano dove resta incerto il futuro di strutture come il Policlinico San Marco, dove sono stati annunciati 54 licenziamenti, e di Villa Salus che, se non porterà a una riduzione del numero di addetti, di sicuro entro qualche mese vedrà passare le attività del Punto nascite, e parte degli addetti, all’ospedale dell’Angelo. Così come non si sa ancora come si risolverà a Rovigo la vicenda dei molti dipendenti per cui il Centro Attività Motorie ha chiesto la mobilità.

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l taglio di 140 milioni di euro imposto dalla spending review nazionale e regionale pesa non poco sul futuro della sanità privata in Veneto e sugli effetti che sta causando sui posti di lavoro e sulle prestazioni erogate ai cittadini. E le decisioni prese a Palazzo Balbi avrebbero potuto dare avvio ad un vero e proprio tracollo per la sanità convenzionata e ad una conta davvero nera per tutti quegli operatori che avrebbero perso il posto di lavoro. Ora la situazione sembra essersi ridimensionata ma i momenti di tensione non sono stati pochi. Le associazioni dei privati si erano rivolte al Tar, dimostrando che con i tagli “selvaggi” della Regione a rischio c’erano 5 milioni di prestazioni, oltre a buona parte dei 3300 dipendenti. Ma un rischio c’era anche per gli utenti che avrebbero potuto vedere allungarsi a dismisura le liste d’attesa. Invece a metà aprile la Giunta del veneto ha formalizzato con una delibera l’accordo triennale 2013-2015 sui budget da assegnare ai laboratori privati convenzionati che erogano prestazioni sanitarie, sottoscritto al termine di un proficuo incontro tra le parti. L’accordo, come spiega una nota della Giunta Regionale, è suddiviso in due parti. La prima che riguarda una parte specifica per l’anno 2013 ed una seconda per gli anni 2014 e 2015. “Per il 2013 si pre-


Il Veneto in primo piano 31 9 Tempi ridotti per Tac e Risonanze

Stop liste d’attesa: la strategia di Zaia di Germana urbani

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na rivoluzione culturale. Così l’ha definita il presidente della Regione Luca Zaia, presentando alle direzioni strategiche delle Ullss e Aziende Ospedaliere del Veneto la delibera di Giunta che prevede che l’intera rete ospedaliera veneta debba essere attivata con nuovi orari e disponibilità entro il prossimo primo settembre, demandando ai direttori generali la definizione operativa e organizzativa su base territoriale. I servizi interessati sono quelli ambulatoriali ma soprattutto radiologici, per ottimizzare al massimo l’utilizzo prima di tutto dei grandi macchinari come Tac e Risonanze Magnetiche. Il cuore della riforma sta nel fatto che gli ospedali resterebbero aperti di notte dalle 20 alle 24 per almeno due giorni alla settimana e nei giorni festivi e prefestivi con l’obiettivo di erogare quelle prestazioni ambulatoriali che sono più di altre protagoniste di lunghe liste d’attesa.

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“E’ una nuova filosofia, una vera rivo- L’intera operazione con circa 30 milioni di euro l’anno, frutto della razionalizzazione di spesa luzione – ha detto Luca Zaia – che sarà finanziata già in atto, destinati al pagamento del si rivolge prima di tutto ai 5 milioni con circa personale e delle spese organizzative. di veneti, che sappiamo curare molto 30 milioni Ai lavoratori, ovviamente, è garantito bene, ma che ci chiedono tempi più di euro l’anno il pieno rispetto degli accordi sindacali. veloci per gli esami e le visite. Avviciniamo la sanità alla gente, rendiamo più efficiente l’intero Laddove apparisse necessario, i direttori generali potranno sistema, creiamo una vera e propria rete di presa in carico attivare anche nuove assunzioni. “E’ una sfida dell’intera del paziente che, attraverso i Centri Unici di Prenotazione, comunità – ha detto ancora Zaia – che lanciamo assieme troverà non solo assistenza per la prenotazione singola, ma a tutti gli operatori della sanità che hanno dimostrato tanta anche per la definizione del percorso di controlli ed esami disponibilità e senso civico e che ringrazio sin d’ora”. Cendopo una fase acuta passata in ospedale. Il tutto nei tempi trale sarà la funzione del Centro Unico di Prenotazione e del più brevi possibili, perché l’obiettivo tendenziale è quello di Cup Manager, la cui attività dovrà essere anche di vera e chiudere le liste d’attesa o, nel peggiore dei casi, di ridurle propria assistenza al cittadino, fornendo indicazioni e conal minimo fisiologico”. L’intera operazione sarà finanziata sigli sulla via più breve e comoda da seguire per ottenere

la prestazione. Dovranno anche essere attivati sistemi di intercettazione delle prenotazioni con tempi di attesa superiori a quanto prescritto e verifiche immediate se il sistema elettronico dovesse indicare tempi anomali e realizzata un gestione integrata delle agende che comprenda anche il privato convenzionato. Ogni direttore generale dovrà realizzare il “Piano aziendale liste attesa” e attivare un tavolo di monitoraggio sulle attese per visite e prestazioni e per i percorsi diagnostico terapeutici. “Lo spirito – ha sottolineato l’assessore Luca Coletto – è quello di avvicinare l’ospedale al territorio e dare una nuova grande opportunità anche a chi lavora ed è costretto a prendersi ferie e permessi per andare in ospedale negli orari abituali. Senza contare che più si usano i macchinari e prima si ammortizzano, ottenendo così anche un obiettivo di ottimizzazione dei costi”.

Introdurre più trasparenza e concorrenza e’ tempo di rivedere i rapporti tra puBBlico e privato

E

’ già tracciata la scaletta di lavoro per il parlamentino veneto che, secondo Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità in Regione, ora deve ridisegnare completamente, o quasi, tutto il modo di rapportarsi ai privati. “Spetta al Consiglio, attraverso la competente commissione Sanità, definire - spiega il presidente della commissione - regole certe e chiare per l’accreditamento, l’erogazione dei servizi e la ripartizione dei finanziamenti. Regole - specifica Padrin - che devono valere sia per i

manager delle aziende pubbliche sia per gli imprenditori della sanità privata”. Oltre a ciò, sempre secondo Padrin, è necessario aumentare la trasparenza e la competizione nel sistema: “La Regione e i direttori generali delle Ulss devono rendere pubblici i criteri di assegnazione dei budget di spesa ai privati convenzionati e i privati devono essere sottoposti a rendicontazione, verificabile in modo trasparente. L’obiettivo è rendere le Ulss una ‘casa di vetro’, dove ogni euro speso sia rendicontato e verificato. Tutto ciò a garanzia del-

la qualità e dell’efficienza dei servizi erogati, sia da parte del pubblico sia da parte dei privati”. Ulteriore elemento di innovazione del sistema dovrà essere la “liberalizzazione” delle strutture private, superando le “rendite di posizione” delle convenzioni che sinora hanno privilegiato alcuni imprenditori e alcune aree geografiche: per Padrin, i centri e le strutture autorizzate, che rispondono cioè agli standard di qualità, sicurezza ed efficienza del sistema sanitarie, devono poter operare nel territorio, entrando in competizione

tra loro nell’aggiudicarsi il ruolo di partner integrativi della sanità pubblica. “E’ mancata sinora nella nostra Regione una seria programmazione dei rapporti tra pubblico e privato in sanità - conclude Padrin - L’occasione di rimediare a questa carenza del nostro sistema ci viene offerta dalle nuove schede ospedaliere e territoriali, previste dal piano sociosanitario approvato nove mesi fa”. Messaggio pubblicitario Messaggio publiredazionale

Edilizia. Il green building arriva nell’alta padovana

Ca’ San Marco, la casa del futuro oggi!

Il primo residenziale di Trebaseleghe che produce più energia di quella che consuma Il nuovissimo complesso residenziale Ca’ San Marco si colloca nel paese di Trebaseleghe (PD), snodo delle tre province di Padova, Venezia, Treviso, a 300 metri dalla nuova linea di metropolitana di superficie Bassano-Venezia. Ca’ San Marco viene pensata come piccolo quartiere dove accedono solo i residenti e i loro ospiti. Il complesso caratterizzato da forme pure e dal dominio del bianco richiama esteticamente l’architettura di Richard Meier. Le tipologie costruttive prevedono due fabbricati da 5 e da 10 abitazioni ciascuna. Dal punto di vista tecnologico, la scelta è stata di usare soluzioni costruttive semplici e tradizionali. Infatti i fabbricati sono realizzati in muratura con telaio strutturale, e il complesso risulta ovviamente antisismico. L’aspetto di coibentazione prevede un cappotto in EPS da 16 cm. L’intervento ambisce a realizzare delle abitazioni a bassissimo consumo energetico ad un prezzo convenzionato con il Comune di Trebaseleghe per un rapporto qualità prezzo unico nel mercato. Attraverso l’esperienza maturata nei lavori residenziali precedentemente effettuati, scegliendo soluzioni costruttive all’avanguardia e utilizzando fonti di energia rinnovabile la Cazzaro Costruzioni Srl, presenta il primo complesso residenziale a consumo energetico zero. Questo significa spese condominiali irrisorie, abitazioni certificate in classe A+, impatti ridotti sull’ambiente, confort abitativo elevato. Il tutto senza trascurare l’aspetto estetico attraverso la scelta di finiture moderne e di un’area verde ampia e curata. È un

complesso moderno realizzato utilizzando accorgimenti volti all’eliminazione dei ponti termici che, uniti a un isolamento termico importante, all’utilizzo di sistemi a pompa di calore, riscaldamento e raffrescamento a pavimento, ventilazione meccanica controllata, vetrate a basso emissivo con gas, rendono ogni abitazione più salubre e meno dispendiosa dal punto di vista energetico. Sul tetto piano del fabbricato saranno allocati gli impianti fotovoltaici destinati a coprire interamente il fabbisogno energetico delle abitazioni. La potenza di produzione di energia elettrica prevista è infatti sufficiente a garantire l’equilibrio con i consumi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Sicurezza e privacy sono altri due elementi di massima importanza per il progetto come dimostrano la certificazione acustica fornita per ogni unità e l’accesso riservato ai residenti. L’aspetto acustico è stato curato in modo maniacale in tutti i particolari costruttivi, oltre che nelle scelte dei materiali. È importante evidenziare che un vano scala serve al massimo 3 unità per evitare le situazioni condominiali troppo complesse ed impersonali. Inoltre tutte le unità, sia al piano terra che al 1°, sono dotate di ampi spazi da adibire a soggiorno all’aperto, elemento inderogabile del modo di abitare proprio della nostra cultura. Vi è inoltre un attico, realizzato interamente in legno xlam che gode di un giardino pensile e di ampie terrazze. Il complesso è stato inoltre selezionato dal Dipartimento di Tecniche del Controllo Ambientale dell’università di architettura di

Venezia (IUAV) per essere oggetto di studio e di verifica delle più attuali tecniche costruttive e del loro impatto sul benessere degli abitanti. Ca’ San Marco rappresenta lo stato dell’arte dal punto di vista energetico, costruttivo e di confort abitativo e un investimento sicuro che si rivaluterà nel tempo. Le prime consegne sono previste per Giugno 2013.

Cazzaro Costruzioni è un’azienda che opera nel campo dell’edilizia da più di cinquant’anni. L’azienda, a conduzione familiare, vanta un’esperienza di tre generazioni che le permette di possedere una conoscenza molto vasta e differenziata delle problematiche della produzione edilizia. L’attenzione costante allo sviluppo e all’evoluzione dei sistemi costruttivi, unita all’opportunità di realizzare opere di una certa complessità tecnica ha permesso all’azienda di crescere enormemente nell’ultimo decennio raggiungendo standard qualitativi molto elevati nel settore. Il focus aziendale si è concentrato nell’ultimo quinquennio nel settore energetico, dalla costruzione di residenze a bassissimo consumo energetico all’installazione di impianti fotovoltaici conto proprio (1.70 Mw di proprietà) e conto terzi. L’impegno nell’ambito dell’edilizia ha permesso all’impresa di qualificarsi ottimamente in importanti settori produttivi e di spaziare nella realizzazione di interventi industriali, complessi residenziali, centri commerciali e di fabbricati con particolari caratteristiche costruttive strutturali quali sale polifunzionali, chiese, palazzetti dello sport, case di cura ed ospedali. L’azienda opera principalmente nell’ambito delle province di Padova, Venezia e Treviso, sia nel settore privato che in quello pubblico


32 10 Il Veneto in primo piano L’inchiesta sui giovani ”Wireless generation e crossmedialità” promossa da Corecom Veneto e condotta dall’Università di Padova

La wireless generation: nella rete già a 8-10 anni I ragazzi nati digitali posseggono uno o due cellulari, aderiscono in massa ai socialnetwork e nella rete parlano molto di sè di Ornella Jovane

S

ono nati con il pc e con gli stumenti informatici hanno una naturale confidenza, sia in termini di utilizzazione sia per quanto riguarda la gestione. Sono i nativi digitali, distanti anni luce dalla generazione degli adulti nel campo delle nuove tecnologie: in esso gli adolescenti si muovono con estrema disinvoltura e liberi da qualsisasi controllo di genitori ed educatori, che sono invece in difficoltà per la carenza di conoscenze e di esperienza e che, per questo, non riescono a “stare dietro” in modo adeguato ai loro ragazzi. E’ uno degli aspetti più significativi che emerge dalla ricerca “Wireless generation e crossmedialità” promossa dal Corecom Veneto e realizzata dall’Università di Padova i cui risultati sono stati resi noti all’inizio di aprile e che sono oggetto di approfondimento in tre focus regionali (a Padova il 9 aprile scorso, a Chioggia il prossimo 23 aprile e quindi a maggio a Vicenza). Dalla ricerca, condotta tramite un questionario on-line somministrato a 1700 ragazzi delle classi prime, terze e quinte delle scuole superiori (quattordici, secidici e diciotto anni),

risulta che la maggior parte degli adolescenti, - naviga con disinvoltura in internet e manifesta per non dire tutti, possiede almeno un cellulare anche una certa tranquillità nel parlare di sè e (soltanto tre di essi hanno risposto di non aver- della propria vita privata nella rete. Un atteggiane uno) se non due (in genere i più giovani mento che è dovuto alla innata familiarità con degli intervistati). Un’esigenza che nasce dalla mezzo ma che può nascondere qualche insidia. “I ragazzi - spiega Barbara Segatto, necessità di diversificare il tipo di contratto, a seconda dell’ultilizzo, per beneficiare delle mi- docente di sociologia all’Università di Padova gliori offerte sul mercato. I ragazzi, infatti, san- - si sentono molto liberi di mettere i loro dati no come fare per contenere i costi muovendosi in rete”. A conferma di ciò il fatto che i profili Facebook della maggior parte dei ragazzi che con consapevolezza sul mercato delle offerte. Il 58 per cento dei ragazzi ha dichiarato sono stati intervistati sono aperti e visibili a tutti. Attraverso i socialnetdi possedere un comwork i giovani intervistati puter a casa. Essi si Un mondo dal quale hanno dichiarato di avere avvicinano alle nuove gli adulti sono “esclusi” mediamenente oltre 600 tecnologie in età sem- perché non hanno le contatti, di cui un terzo pre più giovane, già ad conoscenze adeguate: 8-10 anni navigano in è un problema educativo con sconosciuti. internet e lo fanno per I socialnetwork e la lo più per mettersi in relazione con amici e co- rete, in generale, sono un mondo familiare etanei. Utilizzano i social network in maniera agli adolescenti che quindi manifestano buone massiccia, l’86,7 per cento del campione ha capacità di sapersi tutelare ma i rischi, sopratdichiarato di aderire almeno ad uno di essi, e tutto per i più giovani, di incorrere in spiacevoli anche in questo caso al diminuire dell’età au- incontri sono alti. Il 22 per cento del totale ha menta il numero delle adesioni. La wireless ge- dichiarato di essere entrato in contatto con siti neration - per lo più generazione di autodidatti pedopornografici e con siti violenti o di estre-

molto di Piu’!!!

Dr. Guglielmo Meschia Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria con il massimo dei voti e la lode, collabora con la Cattedra di Odontoiatria Pediatrica dell’Università di Padova dal 2004, svolgendo attività clinica e di ricerca. Master in ortodonzia presso la New York University diretto dal Prof. M.Kuftinec. Specializzato in Ortognatodonzia presso l’Università di Cagliari. E’ Prof a.c. presso l’Università di Padova dal 2007. Si occupa prevalentemente di Ortodonzia estetica vestibolare e linguale nel paziente adolescente e adulto.

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Non solo denti dritti, ma

“Il mondo dei ragazzi - ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato - avvia l’approccio alle nuove tecnologie in età sempre più giovane, avvertendo però meno di noi adulti i pericoli che ne derivano. E fa pensare soprattutto il fatto che non ne parlino con insegnanti e famiglie, ma pochissimo anche tra loro”. Questo, prosegue Ruffato, “dipende anche da noi, che non riusciamo ad educarli e che dobbiamo quindi pensare come fare per insegnare loro come saper scegliere nel visitare la rete”. “La nostra ricerca - lo ha detto anche il presidente del Corecom del Veneto Alberto Cartia - intende avviare un percorso che, in primo luogo, garantisca la tutela dei minori, costruendo forme di prevenzione all’insorgere dei pericoli”.

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misti politici. Il problema è che questo mondo on line - che comunque i ragazzi hanno dimostrato di saper ben distinguere dalla vita reale - è per lo più sconosciuto agli adulti che quindi si ritrovano privi di strumenti e mezzi per tutelare e riuscire ad educare i propri figli ad un uso corretto. “I ragazzi hanno dimostrato di essere competenti e di saper dominare i mezzi tecnologici - spiega ancora Segatto - e dimostrano anche di essere consapevoli dei rischi che possono incontrare nella rete”. La questione di fondo riguarda lo scarso dialogo con gli adulti su questo tema. Solo il 9,6 dei ragazzi si confida con i genitori sui contenuti a rischio con cui viene a contatto durante la navigazione on line, il 22,7 per cento ne parla con gli amici, il 37,8 non ne parla affatto.

Il concorso @Two!Salute! si rivolge ai ragazzi delle scuole superiori

L

a Regione e la Sanità veneta si rivolgono ai giovani, nativi digitali, per raccogliere nuove idee “tecnologiche” che possano migliorare il servizio sanitario. E’ @ Two!Salute!, il concorso dedicato ai ragazzi nati nell’era dell’informatizzazione, organizzato dal Consorzio Arsenàl - il Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale - per coinvolgere i giovani sul tema dell’innovazione applicata alla sanità. Il concorso è rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole secondarie venete e invita, appunto, a proporre idee per la sanità del futuro. L’innovazione introdotta dai nuovi strumenti (computer, internet, mobile phone, etc.) ha profondamente cambiato le modalità di erogazione e di fruizione dei servizi in tutti gli ambiti della vita quotidiana (homebanking, acquisto di beni e servizi...). Allo stesso modo, la pratica sanitaria è sottoposta ad una forte spinta di evoluzione per offrire ai cittadini servizi più veloci ed efficienti. La complessità organizzativa, la normativa e l’importante componente etica di questo settore hanno però costituito fattori di resistenza al cambiamento. D’altro canto, la necessità di migliorare le prestazioni

di cura e di efficientare il sistema, rendendolo economicamente più sostenibile, hanno reso inevitabile l’avvio di un processo di riflessione e di trasformazione che porta all’applicazione delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione (Ict) alla pratica sanitaria. Tramite il concorso gli studenti hanno l’opportunità di proporre un’idea di modello o servizio che si avvalga delle nuove tecnologie per migliorare il sistema sanitario regionale. I giovani interessati possono partecipare, singolarmente o in gruppo, iscrivendosi compilando online l’apposita registrazione entro e non oltre il 6 maggio prossimo nell’area dedicata del sito www.consorzio arsenal.it. I contributi digitali dovranno essere inviati entro e non oltre il 6 maggio 2013 e saranno valutati in base all’innovatività, il risparmio per il sistema sanitario e per i cittadini, la semplicità d’uso, l’utilità/risposta a bisogni reali e l’efficacia comunicativa. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 0422-216122 o consultare il link http://www.consorzioarsenal.it/web/guest/cosa-facciamo/twosalute/cosa-e


Veneto in primo piano 11 34 Il Veneto in primo Ilpiano Tasse

E’ in arrivo la stangata di primavera Quasi 40 miliardi usciranno dalle tasche dei contribuenti italiani solo tra maggio e luglio. L’Erario colpisce soprattutto autonomi e artigiani di Germana urbani

S

arà una stangata ma poteva andare anche peggio. Con un Decreto dell’ultimo minuto il Governo ha deciso di rispondere all’appello di quanti chiedevano che l’entrata in vigore della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, venisse sospesa o rimandata. Detto fatto, dunque. Ma il nuovo balzello è stato solo rimandato di pochi mesi e i contribuenti se lo ritroveranno tra le scadenze di fine anno, insieme all’Imu e al conguaglio Irpef. Le associazioni dei consumatori già chiedono che sia rimandato direttamente al 2014, un modo per aiutare famiglie e commercianti che in quel periodo saranno alle prese con le feste natalizie. “Per dare una boccata di ossigeno a famiglie ed imprese - spiega Federconsumatori - la soluzione reale è il rinvio di tale tributo al 2014, continuando a far pagare per il 2013 la Tia/Tarsu”. Su questo fronte il decreto del Governo introduce un elemento importante: la Tares, infatti, viene definita sempre come “tributo” e quindi, in nessun caso, su di essa dovrà essere applicata l’Iva. “Per quanto riguarda il nuovo tributo - dice ancora Federconsumatori - chiediamo che in sede di conversione del Decreto, oltre al rinvio al 2014, vengano mantenute le forme di pagamento attuali e venga prevista una forma di “bonus” per i bassi redditi

o situazioni particolari in cui siano sopraggiunte mobilità, disoccupazione, condizioni di difficoltà, stante il crescente fenomeno della morosità e/o insolvenza”. A maggio comunque le tasse sui rifiuti si pagano, con la vecchia Tarsu o Tia (cresciuta lo scorso anno del 30%) si risparmieranno per ora circa 80 euro rispetto a quanto si sarebbe dovuto pagare se la Tarsu fosse stata riscossa ora. Ma questo risparmio è poca cosa rispetto al salasso complessivo che gli italiani subiranno in soli tre mesi e che è stato

Dopo aver pagato tutte le tasse che lo Stato ci chiede, resteranno i soldi per le vacanze? conteggiato in poco meno di 40 miliardi di euro. I rifiuti porteranno nelle casse erariali i primi 2 miliardi. A giugno va a scadenza il pagamento della prima rata Imu sulla quale potrebbero pesare anche aumenti delle addizionali comunali, ma per ora nessun sindaco le ha annunciate, nonostante le casse dei comuni siano paurosamente al verde. Comunque sia, secondo i calcoli di Cgil, Cisl e Uil, l’imposta sulla casa così com’è oggi peserebbe altri 11,6 miliardi di euro. Sempre a giugno anche le imprese

verseranno lacrime amare: a loro l’onere di versare all’erario 8 miliardi tra saldo 2012 e acconto 2013 dell’Ires. Ma a pagare di più, ben 4,4 miliardi, saranno paradossalmente alcuni soggetti che sentono particolarmente la crisi: lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e imprese per la parte di loro competenza dell’Irpef. E non è tutto. Il piatto della bilancia per loro potrebbe essere ben più pensante visto che le regioni avranno la possibilità di aggiungere alla loro aliquota base fissata dallo Stato all’1,23% un ulteriore 0,5. Una percentuale che nel 2014 potrà salire fino all’1,1%. Aumento che non dovrebbe interessare la regione Veneto, visto che non è soggetta a nessun piano di stabilizzazione finanziaria. Come se non bastasse a luglio arriverà anche un’ulteriore stangata con l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% su prodotti di largo consumo, che porterà via negli ultimi sei mesi dell’anno un altro miliardo e ottocento milioni di euro. E che pagheranno tutti i cittadini che ancora possono permettersi di spendere qualcosa. E insieme a loro lo pagheranno i commercianti. Molti di loro non riusciranno a sopportare un nuovo calo dei consumi, tanto che, secondo le nere previsioni di Confesercenti quest’anno chiuderanno bottega in 145mila. Ma a rischiare grosso sono anche le

piccole medie imprese, specie se regione e comuni decideranno di far leva sulle addizionali. “In una fase in cui le piccole e micro imprese sono sempre più stressate dal fisco e a corto di liquidità – afferma il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi – l’appuntamento fiscale di inizio estate rischia di spingerne moltissime fuori mercato. Per questo invitiamo i leader politici a trovare un accordo, affinché si costituisca in tempi brevi un Governo che affronti le emergenze economiche che sono sul tappeto. Mi riferisco, per esempio, alla necessità di scongiurare l’aumento dell’Imu sui capannoni, altrimenti molti piccoli imprenditori saranno costretti, loro malgrado, a chiudere definitivamente i cancelli o le saracinesche delle proprie attività. Inoltre, bisogna assolutamente evitare che dal 1° luglio si verifichi l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%. Se ciò non avverrà, i consumi subiranno

un’ulteriore contrazione, penalizzando proprio le piccolissime imprese che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Infine, bisogna immettere liquidità al sistema economico, agevolando l’accesso al credito e sbloccando da subito i 70 miliardi di pagamenti che la Pubblica amministrazione deve alle imprese”. Uno scenario davvero preoccupante che lascia sul tappeto una domanda non da poco: gli italiani riusciranno quest’anno ad andare in vacanza o pianteranno l’ombrellone in giardino? Il settore turistico del Veneto, da sempre trainante sul fronte economico e nazionale, quanto ne risentirà? Qualcuno, la politica in primis, dovrebbe rispondere a domande come queste, considerando che una vacanza felice serve al buon umore ma anche e soprattutto all’economia generale di un Paese.

STIPENDI E PENSIONI PIù lEGGERI, E DI QuANTO?

A

ddizionali regionali e comunali quando e se scatteranno peseranno non poco su stipendi e pensioni, come ha dimostrato uno studio del Centro assistenza fiscale della Cisl. A quanto pare l’aumento del prelievo scatterà per tutti sulle addizionali regionali e sarà dello 0,33 per cento. “Questo vuol dire - spiegano al Caf-Cisl - che chi percepisce un reddito di 1.200 euro lordi al mese (15.600 all’anno) si vedrà trattenuti ulteriori 51 euro in un anno, e se il Comune ha già stabilito l’aumento dell’Irpef comunale, la trattenuta potrà arrivare fino a 98 euro, sempre annui. Naturalmente le cifre crescono al crescere del reddito. Per un lavo-

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ratore con reddito basso, 1700 euro lordi al mese, 22.100 all’anno, l’aumento annuo dell’addizionale regionale sarà di 73 euro e con un eventuale incremento massimo, come già deciso ad esempio dal comune di Catanzaro, dell’Irpef comunale, si arriverà fino a 139 euro annui in più. Fortunatamente non tutte le amministrazioni comunali hanno deciso di utilizzare la leva dell’aumento dell’Irpef comunale per aumentare i propri introiti, così come concesso dalla manovra di Ferragosto firmata da Tremonti-Berlusconi che ha riconosciuto ai Comuni la possibilità di deliberare, a partire dal 2012, quindi dall’inizio di questo anno, aumenti fino ad un livello massimo dello 0,8 per

cento. Nessuno dubita comunque che prima o dopo tutti, o quasi tutti i Comuni faranno ricorso a questa possibilità, visti i bilanci sempre più in negativo delle città italiane, anche quelle più piccole. Una buona notizia c’è, comunque, ma non si sa fino a che punto sia davvero buona, considerato che riguarda soltanto i percettori di redditi bassissimi. Solo i pensionati e i dipendenti con introiti talmente sottili da non dover pagare neppure l’Irpef principale, non dovranno subire aumenti di addizionale regionale e comunale. I pensionati che prendono fino a 7.535 euro all’anno e quelli oltre i 75 anni con reddito fino a 7.785. E i lavoratori con stipendio fino a 8.030 euro lordi all’anno.

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Voci da palazzo 13

Consiglio Approvato lo scorso 21 marzo il “Previsionale” delle “grandi ristrettezze”

Zaia: “Il bilancio più difficile della storia della Regione” Al Veneto verranno a mancare un miliardo e 300 milioni di euro di risorse finanziare, il 26% in meno rispetto allo scorso anno

I

l governatore del Veneto lo ha definito il bilancio più difficile della storia emergenza sociale, con la manovra emendativa si è voluto dare risposta della Regione, e non perché per la sua approvazione si è andati avanti anche ad alcune richieste puntuali o di settore: 140 mila euro vanno a fino alle quattro di mattina, ma piuttosto perché con questo esercizio incentivare l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi scontando per tre anni la economico la Regione è stata chiamata a mettere mano su alcune delle tassa automobilistica regionale, 100 mila euro all’avvio dei fondi sanitari tante situazioni difficili che il Veneto, come il resto d’Italia, sta attraversan- integrativi regionali, 150 mila per istituire la Fondazione Andrea Zanzotto do. Così, lungo la giornata dello scorso 21 marzo fin dal mattino si sono a Pieve di Soligo, 500 mila euro per sostenere l’attività di promozione avvicendati gli interventi dei vari consiglieri presentando nuovi ordini del teatrale svolta da Arteven, 50 mila euro per aiutare le imprese ortoflorogiorno, emendamenti, chiedendo, ad esempio, venisse ritirata la delibera frutticole a realizzare in sede punti di vendita dei loro prodotti. Il maxiecon la quale è stato tagliato il budget per la sanità privata, di reinserire i mendamento conferma inoltre le risorse destinate al trasporto pubblico fondi per gli interventi di adeguamento sismico degli edifici, quelli per il ri- locale su ferro e su gomma (in totale 406 miioni di euro), modificandone pristino delle coste erose dalle mareggiate: un tira e molla estenuante però i criteri di assegnazione: 150 milioni ai treni regionali e 256 milioni malgrado la giunta avesse recepito parte delle richieste giunte dai gruppi al trasporto su bus e su acqua così ripartiti (49,5 per cento per i servizi di minoranza in un maxiemendamento di 24 articoli, tra i quali quello coi extraurbani, 34,5 per cento per i servizi urbani e 16 per cento per i servizi 12 milioni di euro da stanziare a sostegno dei disoccupati e delle famiglie di navigazione). Nel dettaglio i 12,5 miliardi del bilancio 2013 saranno in difficoltà. “Tutti - ha spiegato il presidente Luca Zaia al termine delle così ripartiti: a sanità e sociale quasi 8,8 miliardi di euro, per la mobilità votazioni - abbiamo dovuto confrontarci con una situazione mai vista in regionale (infrastrutture) 759 milioni, per l’istruzione e la formazione passato, con pesanti tagli orizzontali piovuti da Roma che hanno messo a 425 milioni, per la salvaguardia di Venezia e della laguna 250 milioni, per rischio anche le poste più rilevanti per il futuro dei nostri concittadini, dal le politiche per la casa 174 milioni, per la tutela del territorio 132 milioni, welfare ai trasporti, alla dotazione finanziaria per far fronte alla dramma- per il lavoro e l’occupazione 119 milioni, per l’agricoltura 98 milioni, per tica crisi economica. Il lavoro comune - sottolinea Zaia - ha portato buoni le piccole e medie imprese 71,4 milioni, per l’energia 43,4 milioni, 23,4 frutti: ne è infatti scaturito il miglior bilancio possibiper il turismo, 6,7 per il commercio, 3,4 per promole, dove ogni euro disponibile è destinato ad essere Per la prima zione e fiere. Sul fronte ambientale sono previsti speso per sostenere al massimo le esigenze dei volta in flessione 70 milioni per le politiche per l’ecologia, 46,7 miveneti”. Infatti, il bilancio 2013 risente su tutti i anche il fondo lioni per il ciclo integrato delle acque, quasi 52 mifronti delle “grandi ristrettezze” della finanza pub- sanitario lioni per la protezione civile. I fondi destinati alla blica visto che, tra patto di stabilità e riduzione dei regionale cultura ammontano a 16,8 milioni di euro, allo trasferimenti in Sanità, nel 2013 al Veneto verransport e il tempo libero vengono assegnati 1,8 miliono a mancare un miliardo e 300 milioni di euro di risorse finanziare. Il che ni. Infine per pagare interessi e oneri per mutui e prestiti sono previsti 584 significa che la quota di spesa a libera destinazione per la Regione si ridu- milioni, per il personale, le sedi e le spese di funzionamento della Regione ce così a 993 milioni, “il 26 per cento in meno rispetto allo scorso anno”, 223 milioni e per il funzionamento di Giunta e Consiglio 53,4 milioni. La calcolando anche i 40 milioni di euro di introiti attesi dalla vendita del pa- ‘cura dimagrante’ ha riguardato anche la legge finanziaria, asciugata a trimonio immobiliare regionale (attese dimezzate rispetto allo scorso una ventina di articoli, che introduce specifiche misure di spesa all’interno anno, dopo che due aste sono andate deserte) e per la prima volta, anche del bilancio 2013: 500 mila euro per la tutela dei prodotti a denominazioil fondo sanitario regionale, tradizionalmente sempre in aumento, sarà in ne d’origine protetta, 200 mila euro di contributo al Centro per la ricerca flessione: si passa dagli 8.444,9 milioni del 2012 agli 8.355,1 del in viticoltura ed enologia dell’Università di Padova (Cirve), 300 mila euro 2013. La manovra emendativa finale apportata alla Finanziaria dal maxi- per la promozione del cicloturismo e del cicloescursionismo, 50 mila euro emendamento della Giunta e dal lavoro del Consiglio è riuscita a recupera- per i 150 anni del Cai, 40 mila euro per il meeting dei giovani veneti resire una cinquantina di milioni di euro, in parte sforbiciando decine di capito- denti all’estero, 100 mila euro per promuovere a livello locale i ‘contratti li del bilancio ordinario sin all’azzeramento di alcune voci (viene cancellata di fiume’. Le novità più consistenti introdotte dall’aula, con un emendala Scuola regionale di polizia locale), e in parte reimmettendo in circolo le mento a sorpresa approvato da una maggioranza ‘trasversale, sono i 2 risorse di vecchi fondi accantonati presso Veneto Sviluppo, nei Confidi o nei milioni di euro stanziati a favore dei pescatori del Basso Polesine e di fondi di rotazione a beneficio dello sviluppo delle piccole e medie imprese Chioggia e la possibilità - proposta dal gruppo della Lega e approvata con e del turismo. Le risorse così recuperate sono orientate in via privilegiata consenso unanime - per i fornitori della Regione e degli enti sussidiari, Ulss alle famiglie e delle imprese, attraverso l’istituzione del nuovo fondo a comprese, di certificare i crediti e ottenere così dal sistema creditizio l’antisostegno dei disoccupati e dei nuclei familiari in difficoltà (come detto cipo delle spettanze. Sul fronte delle entrate la finanziaria 2013 disciplina 12,3 milioni di euro, di cui 4,3 a sostegno degli affitti e del diritto alla le sanzioni per chi viola le prescrizioni stabilite dalla Regione per la costrucasa, 5 di compartecipazione alla spesa dei Comuni per l’inserimento la- zione e l’esercizio di centrali a biomassa, biogas e biometano e riduce vorativo in occupazioni socialmente utili e 2,8 per contrastare le situazioni l’ecotassa a quei comuni che incentivano la raccolta differenziata. Sul di povertà ed emergenza sociale) e 23,1 milioni di euro per lo sviluppo del fronte normativo, la finanziaria 2013, consente di ampliare gli edifici in sistema produttivo, ottenuti accorpando e razionalizzando fondi giacenti zona rurale sino ad un massimo di 800 metri cubi e dimezza a 250 euro presso Veneto Sviluppo. Altre risorse per le aziende, circa 21 milioni di il contributo che le ditte di autonoleggio devono pagare a Regione e Comueuro di cui 15 per lo sviluppo delle aziende polesane, vengono recuperate ni per gli autobus che hanno oltre 15 anni di vita e ne consente la circolasmobilizzando risorse accantonate e non utilizzate in programmi regionali, zione sino a 30 anni dall’immatricolazione senza più distinguere tra autonazionali e comunitari. Analoga operazione è stata fatta anche per soste- mezzi usati per il gran turismo e gli scuolabus. La finanziaria, infine, dà nere progetti turistici innovativi e sinergie tra i diversi comparti per prolun- mandato alla Giunta di predisporre, entro 90 giorni, la ristrutturazione e la gare la stagionalità: le risorse, che ammontano a 6 milioni di euro, vengo- razionalizzazione delle società controllate, anche prevedendo l’uscita della no recuperate dal fondo di rotazione per il turismo istituito nel 2002. Altri Regione da quelle società dove detenga, direttamente o indirettamente, 12 milioni di euro sono destinati alle imprese agricole colpite dalle eccezio- quote minoritarie. E autorizza la Giunta a mettere in vendita palazzo Tornali avversità atmosferiche. Insieme a imprese, famiglie e situazioni di res-Rossini, la sede ausiliaria del Consiglio veneto acquistata nel 2003.

Palazzo Ferro Fini sede del consiglio regionale del Veneto

L’opinione lucio Tiozzo, Partito Democratico

“chisso dia le dimissioni”

“D

ue - dichiara - sono le svolte cruciali di questo bilancio che non sarebbero mai arrivate senza il pressing del Pd: l’aver recuperato ben 62 milioni di euro dormienti, che stavano Lucio Tiozzo nei cassetti della Regione e di Veneto Sviluppo e che ora vengono messi a disposizione delle imprese. Oltre a ciò, l’aver istituito il Fondo per le emergenze sociali. Su un terzo punto, quello del trasporto pubblico, la partita resta drammaticamente aperta. Riteniamo infatti che il riparto approvato sia illegittimo, in contrasto con la legge regionale vigente. Tanto basta per ritenere doverose a questo punto le dimissioni dell’assessore Chisso: un atto di coerenza che, senza equivoci, gli chiediamo di fare. Chisso infatti - prosegue Tiozzo assieme a Bruno Pigozzo, vice presidente della commissione Trasporti - ha previsto ed inserito una ripartizione di risorse prima ancora che le commissioni competenti, che avevano il compito di determinare i costi standard, i servizi e le tariffazioni minime, avessero chiuso il loro lavoro. In questo modo ha completamente scavalcato un percorso che, per legge, prevede la consultazione degli enti locali, delle aziende di trasporto e della commissione Trasporti. Il risultato è che viene penalizzato pesantemente il servizio su gomma regionale e quello di navigazione per Venezia, che in due anni ha subito decurtazioni per 11 milioni di euro”. Antonio Pipitone, Italia dei Valori

“Bilancio insoddisfacente, maggioranza irresponsaBile”

E’

un commento negativo quello che il consigliere regionale dell’IdV, Antonino Pipitone, dà al Bilancio e alla finanziaria regionale Antonio 2013. “Hanno bloccato per settimane il bilancio - scrive in una Pipitone nota l’esponente dipietrista - occupati a litigare per le loro marchette. In sanità tagli drammatici confermati, nel sociale orizzonte nero, nel lavoro si sono recuperati 40 milioni ma solo perché non erano stati utilizzati negli anni passati. Situazioni che stridono con i 400mila euro da spendere in sagre per l’identità veneta o i 500mila concessi dalla Giunta senza colpo ferire per associarsi ad Arteven. Un esempio lampante dell’ipocrisia della maggioranza prosegue Pipitone - è la bocciatura del nostro ordine del giorno che voleva ritirare la delibera che ha tagliato il budget per la sanità privata convenzionata. Il bilancio - sottolinea Gennaro Marotta - è una coperta corta che non ci soddisfa affatto”. Stefano Valdegamberi, udc

“la finanziaria regionale non taglia gli apparati”

“S

i è fatto un gran parlare di riduzione dei costi degli apparati e delle strutture - ha spiegato in una nota il consigliere Stefano dell’Udc - razionalizzando gli enti, a partire dai consigli di Valdegamberi amministrazione, ma alla fine, come sempre, si è concluso con un nulla di fatto. Le mie proposte di accorpamento delle Ulss, di abolizione della legge pasticciata sulle unioni dei comuni montanti, dell’accorpamento delle Ater, etc, sono state, una dopo l’altra, rigettate. Anzi, invece di ridurre gli enti se ne sono creati di nuovi: è stata costituita una fondazione e si è diventati soci di una società per la promozione del teatro. Tutto al contrario degli indirizzi sulla spending review. Peccato, un altra occasione persa”.

Dario bond, Popolo delle libertà

“lanciato importanti segnali a imprese e famiglie”

“C

ome Pdl avevamo proposto il sostegno ai fondi di solidarietà già nel dicembre scorso – spiegano Dario Bond e PiergiorDario Bond gio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale - per questo possiamo dire di aver centrato l’obiettivo. Non si tratta di mero assistenzialismo ma di un insieme di misure di welfare volte al reinserimento lavorativo e al ruolo attivo dei Comuni, che vengono individuati come nuovi centri della solidarietà. Sono poi importanti anche i segnali lanciati al mondo dell’impresa e alle aree più problematiche come il Bellunese e il Polesine”, sottolineano i due esponenti del Popolo della Libertà. “A fine gennaio, in prima Commissione, avevamo auspicato lo “smontaggio” della bozza di bilancio. Oggi, con il lavoro di tutti, possiamo dire di aver fatto un passo avanti, un cambio di mentalità che sarà utile anche per gli anni a venire”.


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16 Cultura veneta

Cultura veneta 39

Archeologia A palazzo della Ragione fino al prossimo 17 novembre

Venetkens, iniziato il viaggio tra gli antichi veneti di Mauro Gambin

In mostra la selezione di tutto ciò che appartiene a quei mille anni in cui si è originata e sviluppata una civiltà

Nelle foto alcuni reperti in mostra nella prima foto a sinistra situla Benvenuti

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e conseguenti convegni. Parliamo comunque di eventi sporadici, l’ultima in termini cronologici è quella tenutasi ad Este, nel ’98, “Lungo l’Adige ridente” ma riguardava esclusivamente i ritrovamenti dell’area atestina e montagnanese. In questa occasione, invece, abbiamo perseguito l’obbiettivo di raccogliere la selezione di tutto ciò che è stato trovato in quell’area vastissima compresa tra Po, Alpi, Tagliamento e mare Adriatico: Veneto antico, la casa per quasi mille anni, dal X al II sec. a.C., di quelli che a tutti gli effetti possiamo considerare i nostri progenitori. Una terra che rappresenta un unicum nella protostoria, l’uomo di 3500 anni fa, infatti, per motivi ancora in larga parte sconosciuti abbandonò la fascia prealpina per trovare rifugio nella pianura veneta ed è l’unico territorio dove non hai mai smesso di dimorare e di esercitare l’arte della palafitticultura nelle lagune adriatiche che è poi l’origine di un singolare e prezioso isolamento dei secoli successivi, quell’isolamento che finì anche con il dare forma a Venezia e il

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“U

na mostra che non ha precedenti, una mostra che difficilmente potrà essere eguagliata. E’ il meglio del meglio che c’è”. Alla presentazione della mostra dedicata ai Veneti antichi, “Venetkens” ospitata all’interno del Palazzo della Ragione di Padova fino al prossimo 17 novembre, sono state usate parole importanti, sia dall’assessore alla Cultura del comune patavino, Andrea Colasio, sia dal Sovrintendente beni archeologici del Veneto Vincenzo Tinè che, ovviamente, dal promotore del progetto Claudio Capovilla, presidente gruppo Icat. “In passato – ha spiegato l’assessore Colasio – ai Veneti antichi sono state dedicate mostre locali, contingenti al concludersi degli scavi archeologici

favorire una mentalità molto autonomista che resiste tuttora. Trovare continuità nel carattere dei veneti antichi con gli attuali forse non sarebbe difficile o almeno non lo è più di quanto non sia stato difficile prendere coscienza della presenza di questa civiltà. Solo verso la fine dell’800, infatti, il numero e la qualità di reperti diventarono elementi inconfutabili della presenza di una cultura che andava separata da quella successiva dei romani e non aveva niente da invidiare a quella etrusca, degli osci o degli apuani, coetanei dei veneti. Anzi, per grandezza, per raffinatezza e per la durata di entrambe si può tranquillamente affermare che per troppi secoli i veneti antichi sono stati sottostimati da quelli contemporanei. I principali musei archeologici del veneto hanno messo a disposizione alcuni dei loro oggetti di incredibile bellezza e importanza, reperti, alcuni dei quali, mai esposti prima: l’ambra del baltico che veniva semilavorata nel Polesine prima di riprendere la via del Mediterraneo, le collane di perline in pasta vitrea che oggi si vendono nei principali negozi di souvenir del mondo o il pettine d’avorio identico a quello esposto al museo di Alaior a Minorca attribuito alla civiltà talaiotica: tracce di autentica modernità come se il mondo da allora non avesse mai smesso di essere globalizzato. Vasi, situle in rame (la Benvenuti merita da se il biglietto), bronzetti, schizzi di scrittura, le cose di tutti i giorni e quelle che designavano il rango, presentate in sequenza cronologica, in percorsi educativi, con ricostruzioni virtuali molto efficaci per rivivere quegli antichi riti. Lo spazio dedicato al culto dei morti, quello dei cavalli o ai rapporti con gli altri popoli affacciati al Mare nostrum, restituiscono fin dentro ai particolari le paure, i motivi di orgoglio e i rapporti con il resto del mondo che facevano parte della vita politica e privata di allora. La mostra dunque è di valore, è moderna nella proposta al visitatore (auspicabile una massiccia presenza delle scuole) che attraverso laboratori didattici e di approfondimento ne uscirà sicuramente coinvolto. Ah, per chi lo volesse sarà anche possibile uno scavo simulato e la visita degli scavi sotto il Palazzo della Ragione.


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Sì, viaggiare 41

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Sotto il segno dei Gonzaga

MANTOVA E SABBIONETA UN TEMPO FIERE RIVALI ENTRAMBE RESE GRANDI DALLA POTENTE E ILLUMINATA SIGNORIA LOCALE OGGI SONO ACCOMUNATE DALLA TUTELA DELL’UNESCO UN BELLISSIMO ITINERARIO CONSENTE DI AMMIRARE I LORO STRAORDINARI TESORI E DI CONOSCERE LA LORO STORIA A PARTIRE DALLE GESTA DI VESPASIANO NONCHÈ DI DEGUSTARE PIATTI TIPICI COME I TORTELLI DI ZUCCA E IL RISOTTO ALLA PILOTA DA SCOPRIRE IN BUS O IN BICICLETTA Sabbioneta e Mantova costituiscono un unicum straordinario. Tanto che l’Unesco le ha inserite insieme nel Patrimonio dell’umanità, meritevoli quindi della massima tutela. Dal 9 marzo scorso è stata istituita persino una linea di collegamento “lento” (comodo e dedicato) tramite il Bus Unesco. Un’alternativa valida e conveniente all’utilizzo dell’automobile, un viaggio di 45 minuti, senza fermate intermedie, con agevolazioni per gruppi e famiglie. Il biglietto di andata e ritorno costa 8 euro a persona (5 la sola andata). Per i gruppi 6 euro, mentre viaggiano gratis i bambini sotto i 12 anni. Due le tipologie di viaggio disponoibili per turisti e amanti dell’arte: un servizio fisso nei giorni festivi e prefestivi e uno a chiamata, personalizzato per gruppi, a prezzo agevolato (dal lunedì al venerdì). La Linea Unesco è pensata anche per il cicloturista: il carrello agganciato al bus può contenere fino a 40 biciclette. Informazioni: www.apam.it Esiste anche una ciclovia che permette di compiere i 47 chilometri del tragitto fra le due città sulle due ruote attraversando suggestive zone di campagna. I due eventi clou dal punto di vista culturale sono programmati per i primi di settembre: a Sabbioneta la “Notte bianca della cultura” e a Mantova il “Festivaletteratura”. Info: www.mantovasabbioneta-unesco.it

Q

uesta è la storia di un piccolo borgo padano di contadini che alla metà del ‘500 si trasformò in pochi anni in una capitale di respiro europeo... Non si può cominciare a parlare di Sabbioneta senza parlare di Vespasiano Gonzaga, il principe illuminato che l’ha pensata, creata e in pochi decenni resa grande e bella. Armoniosa e superba. Vespasiano ha fatto tutto come per incanto, come avviene in una favola. Perchè Sabbioneta in fondo è una favola, sospesa com’è in una dimensione onirica, dove passato e presente si fondono armoniosamente. In un mix di arte, cultura e paesaggio.Sabbioneta è per definizione una delle “città ideali” del Rinascimento, come lo fu ad esempio Pienza, costruita per diventare il modello di un’epoca. Ieri come oggi è legata fortemente a Mantova, nel segno soprattutto dei Gonzaga, alla cui corte in fondo Vespasiano si è ispirato per il suo progetto. Concepito più per rivaleggiare fieramente in fatto di bellezza e di potenza proprio con la stessa Mantova, a dire il vero, perchè nelle sue intenzioni la città fortezza doveva diventare un’altra capitale. Uno scrigno di tesori d’arte. E il suo sogno Vespasiano l’ha in parte realizzato, come tutt’oggi si può riscontrare, seppur al termine di un’esistenza travagliata, spesa fra guerre, vita di corte (a 15 anni venne mandato dalla zia Giulia Gonzaga alla corte di Spagna...), gloria, vari matrimoni e tanti lutti. Come quello per la morte del figlio Luigi, perito a 15 anni in un incidente occorsogli mentre era a cavallo. Incidente sulla cui natura però gli storici rimangono scettici, in quanto persiste il sospetto che il ragazzino possa essere stato ucciso incidentalmente proprio dal padre. Il trionfo di Vespasiano è datato 1577, quando dall’imperatore Rodolfo II d’Asburgo ottenne il titolo di Duca e di Principe del Sacro Romano Impero. Così in quel momento furono due i duchi Gonzaga al trono contemporaneamente:

un’iMMagine FaTaTa di ManToVa VisTa da uno dei suoi Tre lagHi, il palazzo duCale di ManToVa VisTo dall’alTo. sopra: una VeduTa di sabbioneTa, CiTTÀ ideale del rinasCiMenTo, deTTa anCHe “piCCola aTene” per i suoi Tesori. a desTra uno delle sale aFFresCaTe piÙ FaMose di palazzzo Te a ManToVa, TorTelli ManToVani e il TeaTro all’anTiCa di sabbioneTa. nella FoTo di CoperTina: Vespasiano gonzaga (a sinisTra) e la sua CorTe: le Celebri sTaTue lignee sono ConserVaTe al palazzo duCale di sabbioneTa. in alTo a sinisTra: il CenTro di sabbioneTa e una VisTa aerea di ManToVa

Vespasiano, personaggio forte e fiero, onorato in Europa, e Guglielmo che a Mantova accumulava ricchezze, ma era confinato nella sua misantropia e nella sua limitaata mentalità provinciale. E per di più era di salute cagionevole e gobbo. Vespasiano ricostruì Sabbioneta con gusto e ambizione, partendo dalla Porta Imperiale, dal Palazzo Ducale e da quello del Giardino, sino al Teatro all’Antica, che volle nel 1587 dopo un viaggio a Venezia. Scelse persino i marmi del mausoleo che lo avrebbe accolto dopo la morte. La fiera indipendenza di Sabbioneta non durò molto. A Vespasiano successe la figlia superstite Isabella che tentò di dare un futuro al sogno del padre, ma ben presto la città venne di nuovo inglobata a Mantova sotto il segno (e il controllo politico e militare) dei Gonzaga. Già, Mantova. Una delle capitali europee

del Rinascimento. I Gonzaga la governarono per quattro secoli, arricchendola d’arte e di cultura. Grazie al loro mecenatismo la città, che ancora oggi si dipana attorno al Palazzo Ducale, è diventata un concentrato di splendori. La presenza di tre laghi intorno al borgo medievale l’ha protetta da uno sviluppo sconsiderato, evitando le deturpazioni che purtroppo, specie nell’ultimo dopoguerra, hanno rovinato altri centri storici. Dickens ne rimase incantato. Mentre Orio Vergani, in tempi molto più recenti, definì quell’isolamento fisiologico, quasi genetico, che la caratterizza “una solitudine come destino”. La genesi di Mantova è ammantata di leggende. La storia invece dice che è stata, dapprima, insediamento di Etruschi e Gallocenomani. Nel 214 a.C. Mantua divenne “oppidum” romano e poi “municipium”. Bisogna però attendere il XII secolo

perchè Mantova diventi libero comune e riesca a intraprendere quel cammino di crescita che la portò a diventare una delle città più importanti dell’Italia di allora. I Gonzaga la resero sfarzosa e culturalmente progredita. La città di Virgilio vanta una concentrazione di monumenti unica, a cominciare (oltre naturalmente all’imperdibile Palazzo Ducale, reggia dei Gonzaga) da quel Palazzo Te che ricorda vagamente i fasti gioiosi di Versailles. Costruito tra il 1525 e il 1535, Palazzo Te è una fastosa villa suburbana, unita alla città grazie al prosciugamento del lago Paiolo e la copertura della Fossa Magistrale. Nella seconda metà del Quattrocento lasciò importanti tracce della sua arte a Mantova il pittore padovano Andrea Mantegna, uno dei grandissimi innovatori della sua epoca, maestro della prospettiva e del “trompe l’oeil”. La visita della sua casa fa parte

di ogni itinerario di scoperta della città. Ma Mantova è bella da percorrere anche senza metà. In piazza delle Erbe e dintorni c’è sempre una bella animazione. I mantovani sono gioviali, amano indugiare all’ora dell’aperitivo nei tanti locali che occhieggiano sotto i portici o lungo le vie centrali. Da non perdere anche il Museo Nuvolari, dove sono conservati i cimeli conquistati dal leggendario pilota del secolo scorso. E non si può andare a Mantova senza assaggiare i tortelli di zucca, vero patrimonio gastronomico di cui la città vanta la primogenitura. E quindi la ricetta originale, oggi imitatissima. Ma la cucina mantovana propone anche il sorbir d’agnoli, gli agnolini in brodo, il risotto alla pilota con carne di maiale. E poi lo stracotto d’asino con la polenta, il cappone con uvetta e pinoli e la torta sbrisolona. Invita al brindisi il vivace Lambrusco locale.


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La nuova frontiera del camping si chiama Glamping Un nuovo modo di campeggiare glamour, all’insegna del relax e dell’ecologia di Vesna Maria brocca

D

opo la delusione di una gita di Pasquetta fuori porta con l’ombrello a portata di mano e la sciarpa al collo, sembra che ad aprile il bel tempo abbia deciso di farla da padrone. Ed ecco che, con il profumo dei fiori e la brezza tra i capelli, la voglia di partire per una settimana di vacanza diventa irresistibile. Ma dove andare? E come fare se il budget a disposizione scarseggia e noi siamo delle persone ormai abituate ad ogni confort e i panni dell’avventuriero tout court all’Indiana Jones ci stanno stretti? Nessun problema, oggi la nuova frontiera delle vacanze si chiama “glamping”, una campeggio glamour ed ecologico dotato di tutti i confort e in piena armonia con l’ambiente. L’era del campeggio spartano è finita. Mai più ore interminabili sotto il sol leone a montare una tenda o in piedi in fila per le docce nei vari camping del mondo. È giunta l’ora di dire basta anche alle

punture di zanzare quale trofeo da mostrare ad amici e parenti di essere uno spirito libero e anche un po’ selvaggio e in sintonia con la natura. Adesso il mercato offre delle tende molto chic arredate come una vera casa, bagno privato, rete wi-fi e… spingetevi pur oltre con la fantasia perché se lo desiderate potete avere a vostra disposizione anche un maggiordomo. E allora, vi starete senz’altro chiedendo, il vero spirito del campeggio dov’è finito? Non esiste forse più? È proprio questa la novità assoluta: queste casette mobili dalla svariate forme (dalla classica tenda, all’igloo fino ai carri del vecchio west) sono immerse, e quasi sperdute, nella natura e costruite secondo standard ecocompatibili di qualità. Insomma, sarete sempre immersi nella totale tranquillità della natura ma il vostro “appartamento” sarà dotato di ogni lusso desiderato. Se immaginate, ad esempio, il vostro campeggio in una tenda in stile Indiani d’America, esiste.

L’avventura non è mai stata così a portata di tutti Se invece volete provare il brivido di dormire in una vecchia carovana spagnola… c’è anche quella. Questa moda è nata negli USA e poi si è diffusa nel resto del mondo, soprattutto Africa ed Europa, ma sta muovendo i primi timidi passi anche in Italia. I prezzi e le caratteristiche variano moltissimo, partendo da un minino di 30 euro a notte a salire. Sbizzarritevi pure con la lista dei desideri, perché oggi quasi tutto è possibile, specialmente all’estero dove il rapporto qualità-varietà-prezzo è molto concorrenziale. Per verificare se esiste davvero un campeggio di lusso come lo desiderate voi provate a consultare il sito “Go Glamping”, il primo sito sull’argomento e sicuramente il più ricco di contenuti e proposte “around the world”. Per rendere l’idea nel concreto, di seguito riportiamo il programma tipo di un campeggiatore che decide di partire con famiglia al seguito per una vacanza “all’aria aperta” e praticare il cosiddetto ciclismo da montagna e, visto che ci siamo, provare

anche il brivido del rafting, l’ormai nota discesa su un particolare gommone (chiamato per l’appunto “raft”) lungo un fiume. Quindi abbiamo la componente dell’avventura, ma con il “glam camping” aggiungiamo un tocco di glamour. Esempio calzante è una possibile vacanza negli Stati Uniti e più precisamente nello Stato dello Utah in quella zona nota con il nome di Moab che si trova a poche ore di macchina a sud-est di Salt Lake City. Questo luogo si potrebbe definire come il paradiso per chi ama il ciclismo da montagna e fare rafting nel Colorado River. Trovandoci negli USA dove è nato per l’appunto il “glam camping”, non sarà difficile trovarne uno che soddisfi le nostre aspettative. La giornata tipo inizia dopo il check-in che consente di abitare la nostra super tenda. Se si vuole cucinare subito fuori dalla tenda per assaporare lo spirito del campeggiare, è possibile farlo a pic-nic nel campo e si può usufruire anche di barbecue nelle aree pic-nic designate. Se però vi manca la materia prima, basta chiedere al personale che provvederà a tutto, preparandovi pure la merenda con le prelibatezze tipiche del posto da portare al sacco. E se di notte volessimo guardare le stelle e fare filò accanto

ad un fuoco? Nessun problema, il personale vi fornirà un kit con tutto il necessario per accendere un fuoco all’aria aperta di notte nel deserto fuori dalla tenda. Non avete portato con voi una mountain bike o un’automobile? È possibile noleggiare tutti i modelli desiderati e più adatti all’escursione prevista. E se fa troppo caldo nel deserto? Beh, la tenda ovviamente ha l’aria condizionata. E se la mattina non ho voglia di preparare la colazione? Basta ordinarla. Il campeggio rappresenta ormai la soluzione ideale per scappare dal traffico e dallo smog cittadino e vivere la natura in totale sicurezza. Non servono più corsi di sopravvivenza estremi per provare il brivido di dormire tranquilli all’aria aperta sotto le stelle, accendere un falò nel mezzo del deserto o salire in sella e partire verso mete ormai non più ignote. Mai più notti insonni a lottare con zanzare, tafani e serpenti, oppure boccheggiare per il caldo insopportabile. Oggi l’avventura viaggia di pari passo con il confort e la sicurezza, anche a prezzi accessibili e soprattutto in strutture ecosostenibili. Basta un click.


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Luoghi da conoscere

L’abbazia cistercense di Follina

Collocata nell’alta valle del Soligo, deve il suo nome alla follatura della lana attuata nella zona probabilmente sin dall’epoca preromana e, su scala industriale, in quella romana e medioevale

di Vesna Maria brocca

L

a storia del Comune di Follina e delle sue bellezze paesaggistiche e architettoniche corrono di pari passo con la storia della Vallata nella quale trovano collocazione il noto Castelbrando (ex Castello Brandolini) a Cison di Valmarino, i laghi di Tarzo e di Revine, il Passo di Praderadego e il percorso ciclo-turistico Claudia Augusta Altinate. L’ambito della Vallata riguarda la pedemontana Trevigiana dal Piave alla Val Lapisina e comprende il versante sud delle prealpi, l’alta valle del Soligo e le prime corde collinari da Tarzo a Valdobbiadene sul Piave. Situata in posizione incantevole nell’alta valle del Soligo, Follina deve il suo nome alla “follatura” della lana, attuata nella zona probabilmente sin dall’epoca preromana e, su scala industriale, in quella romana e medioevale. La zona ebbe uno sviluppo notevole dopo il Mille, ad opera di un gruppo di dodici monaci cistercensi provenienti dall’abbazia di Chiaravalle

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Luoghi da conoscere

Grande Guerra

L’abbazia cistercense di Follina

SACRARIO AuSTRO-uNGARICO DI FOllINA DEDICATO AllA GRANDE GuERRA

segue dalla pagina precedente

(Milano) che bonificarono la valle paludosa e fondarono la celebre abbazia di Follina, meta di frequenti pellegrinaggi. Fin dal 1170 i monaci cistercensi iniziarono da subito un importante opera di bonifica dei terreni che gli vennero donati da Sofia Da Camino e proprio grazie al loro paziente lavoro di “risanamento”, la valle circostante prese il nome di “Sanavalle”. Il santuario fu eretto intorno alla metà del XII secolo, in stile romanico e successivamente ampliato in forme gotiche tra i secoli XIII e XIV. Di particolare bellezza architettonica l’originale torre campanaria di stile romanico a pianta quadrata, il più antico manufatto presente nel complesso architettonico dell’abbazia, che si erge dall’incrocio della navata centrale con il transetto di destra. Degno di nota poi l’adiacente e suggestivo chiostro romanico che è in sostanza il giardino chiuso dove i monaci pregavano, meditavano e da cui accedevano a tutti gli altri spazi dell’abbazia. Il chiostro venne costruito nel 1268 (prima della basilica), quando cioè i monaci cistercensi si insediarono nel monastero, come dimostra l’incisione su pietra posta sulla parte nord del chiostro stesso; oggi è ancora perfettamente conservato nell’elegante effetto di movimento creato

I monaci cirstercensi di Chiaravalle bonificarono la valle paludosa e fondarono l’abbazia dalle colonne che lo costituiscono. L’attuale basilica presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside rivolta a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.

All’interno della basilica sono da segnalare diverse opere da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio. L’abbazia di Follina è visitabile tutti i giorni dalle ore 7.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00; non è permessa l’entrata in basilica con gruppi di visita durante lo svolgimento delle funzioni religiose. Per ulteriori informazioni e visite guidate al complesso abbaziale è possibile contattare i padri dell’abbazia al tel. 0438-970231.

T

ra il 1917 e il 1918 la Marca trevigiana fu teatro di uno dei fronti più importanti della Grande Guerra: lungo il corso del Piave si scontrarono per la battaglia decisiva gli eserciti di Italia ed Austria-Ungheria e dei loro alleati. Numerose sono ancora oggi le tracce sul territorio trevigiano di quei tragici eventi. Una di queste è il cimitero austro – ungarico di Follina che nasce durante l’occupazione austriaca della Vallata nel novembre del 1917 in appoggio allo Feldspital 1505, l’ospedale militare austriaco allestito presso l’ex lanificio Andretta che oggi ospita la Casa di Riposo S. Giuseppe. In questo cimitero militare, dove allora ebbero sepoltura oltre ottocento soldati di Austria, Ungheria, Cechia, Germania, Polonia, Slovacchia, Romania, Bosnia - Erzegovina, Croazia, Slovenia, Ucraina, ed Italia, è stato realizzato un monumento sacrario nel quale riposano, all’ombra delle loro bandiere unite a simbolo di ritrovata fratellanza fra i popoli, le 77 salme recuperate anche se rimane sconosciuto il numero di quanti in questo prato hanno ancora mantello e sepolcro.


I nostri esperti 45

46 AFFARI DI FAMIGLIA Amministrazione di sostegno A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

Che cos’è? Quando si fa? Nell’interesse di chi?

Care lettrici e lettori, questo mese Vorrei sottoporre alla Vs attenzione una questione che in più di un’occasione mi è stata posta da alcuni di Voi. Mi riferisco all’istituto dell’Amministrazione di Sostegno e a quando è necessario ricorrerVi per tutelare la posizione di un soggetto incapace. Dunque, che cos’è l’amministrazione di sostegno? L’amministrazione di sostegno è un istituto disciplinato dall’articolo 404 e segg del codice civile, introdotto nel 2004 con la Legge n. 6 del 9/01/2004, con cui si vogliono proteggere e tutelare quei soggetti che, per effetto di un’infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Dunque, l’amministrazione di sostegno si presenta, per sua natura, come misura dal contenuto flessibile che si adatta ai diversi gradi di disabilità e ai conseguenti bisogni di protezione di ciascuna persona. Metaforicamente è paragonabile, pertanto, ad un vestito sartoriale che, consentendo di individuare una rete di protezione costruita secondo le esigenze della singola persona non esclude la sua capacità di agire. A questo proposito il giudice tutelare è tenuto ad individuare con precisione gli atti che l’amministratore nominato nell’interesse del beneficiario ha il potere di compiere in nome e per conto di questi una serie di atti ben individuati. Quali sono i presupposti per richiedere l’amministrazione di sostegno? I presupposti sono due: la malattia o la menomazione e l’impossibilità conseguente a tale stato di provvedere ai propri interessi. Affinché la misura possa essere concessa è necessario che sussistano entrambi i presupposti e, in particolare, che il primo sia causa del secondo. L’amministrazione di sostegno si applica quindi alle persone che sono affette da un’infermità o da una menomazione fisica che non le rende in grado, in tutto o in parte o anche temporaneamente, di esercitare i propri diritti o di soddisfare i propri bisogni vitali, rischiando per questo di recare danno a se stesse o di essere danneggiate dai terzi. Di particolare interesse l’ammissibilità dell’amministrazione di sostengo per le persone anziane. Di certo, l’età avanzata non è di per sé una menomazione o un’infermità tale da giustificare una misura di protezione ma può comportare menomazioni fisiche e psichiche che incidono sull’autonomia e che rendono l’anziano non più in condizione di provvedere a se stesso e ai propri interessi nel modo più giusto. Qual’è il procedimento per accedere all’amministrazione di sostegno? La procedura si instaura con un ricorso

che va depositato avanti il giudice tutelare dove la persona interessata ha residenza o domicilio. I soggetti legittimati a proporre ricorso sono rispettivamente il pubblico ministero e i responsabili dei servizi sanitari e sociali (obbligati) ed i parenti, il coniuge, gli affini, i conviventi stabili nonché l’interessato (facoltizzati). Il ricorso potrà essere presentato personalmente oppure con la rappresentanza e la difesa tecnica di un avvocato. La procedura ha tempistiche che, per

la giustizia italiana, potrebbero dirsi fulminee dal momento che il giudice tutelare, una volta raccolte le debite informazioni, emana il decreto con cui istituisce l’amministrazione di sostegno entro sessanta giorni dal deposito del ricorso. Quali sono le principali differenze rispetto all’interdizione e all’inabilitazione? Con questo istituto il legislatore ha messo al centro della tutela la persona, i suoi bisogni e le sue aspirazioni,

differentemente da quanto fatto con l’inabilitazione e, ancor più, con l’interdizione. Per questo, ad oggi, l’amministrazione di sostegno deve essere considerata, in linea generale, la misura di protezione ordinaria mentre l’interdizione e l’inabilitazione rappresentano misure di carattere residuale rispetto alla prima. Nell’amministrazione di sostegno il beneficiario viene sostituito nel compimento di determinati atti e assistito nel compimento di altri atti da

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un amministratore, mentre conserva la capacità di agire per tutti gli altri atti mentre nell’interdizione il soggetto interdetto, salvo i c.d. atti minimi della vita quotidiana (es. comprare il giornale, il pane), è sostituito da un tutore nel compimento degli atti che lo concernono. Limitazioni meno estese ma comunque intense operano nel caso dell’inabilitato. Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può fare testamento? Conservando il soggetto beneficiario la capacità d’agire, non può che discendere la capacità dello stesso di disporre per testamento. Tuttavia, proprio la natura dell’atto di ultima volontà, escluderebbe per lo stesso l’assistenza o la rappresentanza dell’amministratore di sostegno. Tale conclusione, teoricamente corretta, viene ad infrangersi con le particolarità dei casi concreti in cui l’amministrato, a causa dell’infermità che lo colpisce, non è in grado di esprimere in modo compiuto la propria volontà testamentaria o di manifestarla autonomamente e per iscritto (si pensi ai malati di SLA). Per dare una risposta a tali casi, alcuni Tribunali (es. Varese e Forlì), hanno forzato la lettera della legge e, con l’esplicitato intento di tutelare a pieno l’incapace, hanno ammesso la rappresentanza o l’assistenza dell’amministratore o di un curatore nella redazione del testamento. Non v’è dubbio che la soluzione individuata da alcuni tribunali, se da una parte sembra tutelare in via immediata l’incapace dall’altra si espone a numerose critiche e, cosa ancor più importante, espone il testamento a possibili iniziative caducatorie. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.


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