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Delta magg2013 n58

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del Delta PORTO VIRO (RO) Piazza Garibaldi, 3 - Tel. 0426 631947 www.infortunisticablu.com

Periodico d’informazione locale. Anno XX n. 58 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Porto Viro Piazza Garibaldi avrà un nuovo volto

pag.

Calcio Delta sfortunato. In coppa Italia ha preso gol anche dal vento

Porto Tolle Nuova spinta alla centrale. “Si parta con la demolizione”

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www.lapiazzaweb.it

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EDITORIALE

Sanità. preoccupazioni per il riordino degli ospedali

Il Veneto vota una nuova identità di Mauro Gambin*

Le informazioni trapelate a riguardo non lasciano certo ben sperare per il Polesine in quanto girano cifre allarmanti rispetto alla riduzione dei posti letto. Si è parlato di un taglio netto di 200 unità. pag. 8

calamità per la pesca, ancora moria di vongole

L’impressionante piena del fiume Po nel mese di maggio non ha preoccupato più di tanto i cittadini del Delta ma ha portato enormi grattacapi ai pescatori delle lagune che hanno visto i loro allevamenti di vongole gravemente compromessi dall’eccessivo afflusso di acqua dolce pag. 13

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il sito del giornale

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I

Bellan è il nuovo sindaco di Porto Tolle L’eredità di Silvano Finotti è passata al consigliere provinciale

È

stata una campagna elettorale, lunga e logorante (per tutti, candidati e cittadini) quella che ha portato Porto Tolle a eleggere il suo nuovo sindaco e a rinnovare il consiglio comunale. Alla fine, come spesso accade, ha vinto il grande favorito: l’assessore provinciale Claudio Bellan si è imposto sugli altri quattro sfidanti raccogliendo il 38,82% dei consensi, pari a 2.331 voti. Dietro di lui la lista civica di Roberto Pizzoli (1.876 voti pari il 31,51%), il renziano Giacomo Bovolenta (806 voti pari al 13,53%), il grillino Massimiliano Battiston

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Entreranno a far parte del consiglio anche tre candidati della lista di Roberto Pizzoli, nella fattispecie si tratta dello stesso candidato sindaco di Silvana Mantovani e Raffaele Crepaldi, Giacomo Bovolenta come capolista della propria lista e Massimiliano Battiston del M5s. Chi per la prima volta rimarrà fuori dal municipio sarà la Sinistra rappresentata da Angelo Motta. “La nostra è una sconfitta lacerante e netta – ha spiegato - mi scuso per non essere riuscito a dare a queste persone una rappresentanza in pagg. 4-5 consiglio comunale”.

L’Intervento

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(652 voti pari al 10,95%) e il rappresentante della sinistra Angelo Motta (308 voti pari al 5,17%). Un’elezione, quella di Bellan, prevedibile ma non certo scontata viste le vicende che hanno fatto da prologo al voto portotollese: lo schieramento del neo sindaco, definito “di progressisti e moderati” comprende il Partito Democratico, l’Udc e i gruppi civici di centro legati a Ivano Gibin e Mirco Mancin. Subito dopo l’ufficialità del risultato Bellan ha dichiarato che lascerà l’incarico in Provincia per dedicarsi esclusivamente alla carica di primo cittadino.

l primo partito è quello degli astenuti. Il dato macroscopico emerso dalla tornata elettorale, che tra la fine di maggio e gli inizi di giugno ha portato al rinnovo dei consigli di quarantasette comuni in Veneto, riguarda in primis le persone che non hanno esercitato il loro diritto di voto. Ovunque l’affluenza alle urne è stata al di sotto della media registrata alle amministrative precedenti, anche dove si è votato recentemente a seguito del commissariamento del municipio. Che questo larga assenza alle urne rappresenti lo scollamento della società dai suoi riferimenti politici è stato detto fino alla noia, tanto da diventare una giustificazione automatica seppur vera. Poi, per carità, anche per il Veneto, volendo, ci si può dilungare in analisi che comprovino la tenuta dei partiti tradizionali grazie alla fedeltà della propria base elettorale, la credibilità dei candidati capaci di fare risultati malgrado il momento di appannamento del proprio partito, il Pd per esempio, lo sfaldamento di quelli “personali”, come il Pdl o il M5s, e l’implosione di quelli fortemente ideologici come la Lega. continua a pag. 3 *direttore@lapiazzaweb.it

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di Giuseppe Bortolussi*

L

’Iva è’ stata introdotta nel nostro ordinamento fiscale 40 anni fa: in questo periodo di tempo l’aliquota ordinaria è variata ben 8 volte raggiungendo il valore massimo del 21%, quello in vigore. *Segretario Cgia Di Mestre

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EDITORIALE

segue da pag.

Il Veneto vota una nuova identità

Agricoltura

Chiesto lo stato di calamità naturale

E’ stato chiesto formalmente alla Regione Veneto di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per gran parte del territorio polesano, dove le produzioni agricole sono state martoriate dalle continue piogge battenti di una primavera che non si vedeva da cinquant’anni. La richiesta è stata inoltrata da Coldiretti non appena finiti i sopralluoghi, che hanno stimato, in alcune zone, un danno ben oltre quel 30 per cento della produzione lorda vendibile aziendale. Riforma della Politica comune della pesca

1

Tutto vero ma a mio avviso c’è qualcosa di nuovo da cogliere nel panorama politico uscito dalle recenti elezioni amministrative ed è il segno di discontinuità che questa regione è riuscita ad imprimere compiendo scelte che in precedenza parevano impossibili. E’ come se i veneti, politicamente ma forse non solo, fossero in cerca di una nuova identità. Per anni lo specchio del Veneto è stata l’idea di essere la “locomotiva del Nord Est”, ossia la macchina da soldi che funzionava bene se veniva ben oliata e soprattutto se aiutata nel proprio incedere togliendo ostacoli burocratici, lacci e laccioli. La Lega, va riconosciuto, è stato il partito più audace nel farsi interprete di queste aspettative e anzi ha contribuito a creare un’immagine fortemente identitaria di questa regione, certo magari un po’ razzista e un po’ arrogante ma ricca e questo bastava per dimostrare che il modello autarchico del “paroni a casa nostra” funzionava. Oggi queste convinzioni paiono incrinate, il Veneto soffre questa crisi nello stesso identico modo delle altre regioni, forse anche di più, il “Miracolo” è finito e i moloch della politica nostrana, come Manuela Dal Lago, a Vicenza, o Giancarlo Gentilini, a Treviso, sono stati letteralmente buttati giù dal piedistallo. Più che la loro abitudine a proporre solo e sempre se stessi, è stata la loro politica a base di parole d’ordine, ormai scaduta, a determinarne il crollo. Gentilini si aspettava una riconferma per tutto quello che aveva fatto per Treviso ma in realtà quello che conta per i trevigiani e quello che si farà a partire da domani. I volti nuovi, gli sganciati dagli apparati della politica (più che gli inquisitori della politica) sembrano essere stati considerati più credibili e persuasivi nel proporre la nuova identità per il veneto del futuro, un’identità forse meno tracotante e sprezzante e forse per questo più convincente. di Mauro Gambin - direttore@lapiazzaweb.it

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Raggiunta l’intesa

E’ stata raggiunta un’intesa tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea sulla riforma della Politica comune della pesca (PCP). “Quella raggiunta è una buona riforma – ha spiegato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo - che presenta ancora alcune criticità, ma che, anche grazie all’azione dell’Italia, tiene molto più in conto le specificità della pesca nel Mar Mediterraneo rispetto al passato. Al riguardo, voglio solo ricordare il riconoscimento formale assicurato al nostro fermo biologico, la revisione del calendario per l’entrata in vigore del divieto di sbarco di tutte le catture, con un margine di tolleranza necessario al fine di consentire alle imprese un adeguato periodo di adattamento. L’intesa sarà formalizzata nei prossimi mesi ed il nuovo assetto normativo entrerà in vigore il 1 gennaio 2014. Consorzio di Bonifica Delta del Po

Presentati i lavori al museo di Ca’ Vendramin

Il Consorzio di Bonifica Delta del Po lo scorso 25 maggio ha presentato i lavori realizzati nell’ambito del progetto predisposto per la realizzazione di un primo lotto funzionale dei lavori di completamento della trasformazione dell’ex idrovora Ca’ Vendramin di Taglio di Po in Museo Regionale della Bonifica, il cui recupero rappresenta l’occasione per la valorizzazione dell’area deltizia sia in chiave storico-culturale che turistica.

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Ultimo appuntamento della settima edizione di “Verso il solstizio d’estate”, feste di poesia musica e arte, sabato 22 giugno a Cà Tiepolo a Porto Tolle alle ore 18,00 in barca sul Delta “Il canto d’api di Virgilio” nella versione di G. Maretti Tregiardini e Marco Munaro, con le tavole di Vittorio Bustaffa e gli interventi musicali alla tromba di Zeno Fatti, itinerario in battello e aperitivo a bordo, il biglietto è di 6,00 euro ed è consigliata la prenotazione – 0426.380314. Proposta di legge

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S.S. per Rovigo entrata da via Ragazzi del ‘99

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Rosolina

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Distaccamento dei pompieri contro il pericolo incendi

Taglio di po

Provincia Elezioni

pag.

L’argine diventa “La via delle ville venete” pag.

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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

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“Verso il solstizio d’estate”

Questa edizione raggiunge le zone di Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Ariano, Porto Tolle per un numero complessivo di 15.457 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Regione Comuni

Bellan e Laruccia sono i nuovi primi cittadini pag. 24

Fusioni: molti ne parlano qualcuno lo fa

Nel 2014 stessi orari

ambiente La fauna cambia a causa degli interventi dell’uomo pag.

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scuola

pagg.

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Arte

E’ suonata l’ultima campanella inzia l’animazione estiva pag.

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Biennale 2013: un’enciclopedia ad alti contenuti pag.

Una proposta di legge di iniziativa popolare verrà presentata per fermare il gioco d’azzardo. All’iniziativa ha aderito anche la Provincia di Rovigo, determinata a mettere al bando un fenomeno che in Italia interessa oltre 15 milioni di persone. Solo in Polesine nel 2011 erano presenti 2534 slot nei bar e 15 sale videolottery. “Immaginiamo di immettere i 90 miliardi spesi in giochi d’azzardo nel 2012 nel circuito dei consumi – ha provocatoriamente commentato l’assessore Marinella Mantovani, facendo un confronto con i 30 mila euro l’anno che invece è necessario sostenere per il recupero di un giocatore dipendente, senza contare i patrimoni dilapidati, il lavoro perso, le ore dedicate al gioco e sottratte all’affettività e alle relazazioni sociali. Trasporto scolastico

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I dirigenti degli istituti superiori hanno incontrato gli assessori provinciali per una “verifica tecnica e armonizzazione degli orari degli autobus con quelli della scuola. Se per il prossimo anno scolastico non è prevista alcuna riduzione di tratte, pende la spada di Damocle dell’adeguamento Istat sul prezzo delle corse, non dovrebbero esserci modifiche. “Una richiesta di adeguamento – hanno osservato i due assessori della Provincia – è arrivata dal Cipriani di Adria chiamato a gestire 56 classi e studenti provenienti da 63 comuni”.

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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 30 maggio 2013 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese Elezioni L’eredità di Silvano Finotti è passata al consigliere provinciale che ha già annunciato le proprie dimissioni da Palazzo Celio. La sfida con il rivale ed ex compagno di partito Pizzoli è stata vinta grazie a poco meno di cinquecento voti di scarto. Tra gli esclusi nomi di spicco: Angelo Stoppa, l’ex segretario del Pd Dino Ravara e l’ex consigliere di minoranza in quota Pdl Virginio Tugnolo

Il neosindaco Claudio Bellan

Claudio Bellan è

di Alessandro Orlandin

È

Pizzoli sarà tra i banchi della minoranza insieme a Silvana Mantovani e Raffaele Crepaldi

stata una campagna elettorale, lunga e logorante (per tutti, candidati e cittadini) quella che ha portato Porto Tolle a eleggere il suo nuovo sindaco e a rinnovare il consiglio comunale. Alla fine, come spesso accade, ha vinto il grande favorito: l’assessore provinciale Claudio Bellan si è imposto sugli altri quattro sfidanti raccogliendo il 38,82% dei consensi, pari a 2.331 voti. Dietro di lui la lista civica di Roberto Pizzoli (1.876 voti pari il 31,51%), il renziano Giacomo Bovolenta (806 voti pari al 13,53%), il grillino Massimiliano Battiston (652 voti pari al 10,95%) e il rappresentante della sinistra Angelo Motta (308 voti pari al 5,17%). Un’elezione, quella di Bellan, prevedibile ma non certo scontata viste le vicende che hanno fatto da prologo al voto portotollese: lo schieramento del neo sindaco, definito “di progressisti e moderati” comprende il Partito Democratico, l’Udc e i gruppi civici di centro legati a Ivano Gibin e Mirco Mancin. Subito dopo l’ufficialità del risultato Bellan ha dichiarato che lascerà l’incarico in Provincia per dedicarsi esclusivamente alla carica di primo cittadino. Non è quindi riuscito lo sgambetto a Roberto Piz-

Sarà Mirco Mancin a ricoprire la carica di vicesindaco, dopo dieci anni spesi all’opposizione

Gli espulsi dal Pd e gli ammessi della Lega

C’è chi viene e chi va

I

n politica, è risaputo, c’è chi viene e chi va, chi cambia casacca e chi la mantiene. Ma anche chi viene espulso o riammesso nelle file di un partito. Il mese di maggio ha portato novità imporIvano Gibin e Roberto Pizzoli tanti da questo punto di vista, almeno per quanto concerne lo scenario portotollese: dieci giorni prima del voto amministrativo che ha visto imporsi Claudio Bellan, la Lega Nord ha riammesso gran parte dei tesserati che si erano sospesi nell’inverno del 2011 in polemica con il segretario provinciale Contiero. Tra di loro anche Ivano Gibin e Paola Sacchetto: il primo, ex assessore ai lavori pubblici, ha fondato il Gruppo Indipendenti e ha sostenuto la candidatura di Bellan; la seconda è stata eletta in consiglio comunale proprio al fianco dell’ex assessore alla pesca. Nel frattempo la Lega Nord locale, privata di oltre cento effettivi, ha sostenuto Roberto Pizzoli nella corsa alla poltrona di sindaco. Difficile decifrare quali potrebbero essere gli effetti di questo nuovo stravolgimento. Acque mosse anche nel Partito Democratico, ma era prevedibile dopo gli strappi post-primarie: la commissione provinciale di garanzia ha infatti espulso i dissidenti portotollesi Roberto Pizzoli, Dino Paolo Ravara, Angelo Stoppa ed Emesto Marangon che a metà aprile si erano smarcati dal partito, fondando una lista civica (con Pdl e Lega Nord) a sostegno dello stesso Pizzoli. Seguita alla lettera l’indicazione dello statuto: “sono escluse dalla registrazione nell’anagrafe degli iscritti e nell’albo degli elettori del Pd le persone che aderiscono ad altri movimenti politici o iscritte a liste alternative al Pd”. Al.Or.

zoli: l’ex assessore, subito dopo le primarie di coalizione che lo avevano visto arrivare secondo dietro a Bellan, aveva messo assieme una lista civica propria, alleandosi con Partito Socialista, Pdl e Lega Nord e provocando un’inattesa scissione all’interno del Partito Democratico. Pizzoli entra in consiglio comunale per occupare i banchi della minoranza assieme ad altri due rappresentanti illustri della Finotti Bis, Silvana Mantovani e Raffaele Crepaldi che hanno raccolto rispettivamente 323 e 339 preferenze. Vicino a lui siederanno i due capi lista di “Adesso per Cambiare” e Movimento 5 Stelle, Giacomo Bovolenta e Massimiliano Battiston. Per la prima volta rimane fuori dal palazzo municipale la Sinistra: i 308 voti colti dalla lista di Angelo Motta non valgono alcun seggio. Sono invece undici i consiglieri che formano la variegata maggioranza del neo sindaco Bellan: tra di loro cinque erano presenti nella precedente legislatura, tre sui banchi della maggioranza, gli altri su quelli dell’opposizione. Tra i primi si trovano Paola Sacchetto (ex Lega Nord), Achille Fecchio e Gianluca Fattorini, già due

volte assessore con Silvano Finotti. Tra i secondi Alberto Bergantin e Mirco Mancin, che nel 2008 erano entrati in consiglio comunale con una lista di centrodestra. Proprio Mancin, sempre più braccio destro di Renzo Marangon, ricoprirà la carica di vicesindaco dopo dieci anni spesi all’opposizione durante l’era Finotti. C’è anche il capitolo degli esclusi eccellenti: tra i candidati della lista di Roberto Pizzoli restano fuori l’ex assessore Angelo Stoppa, l’ex segretario del Pd Dino Ravara e l’ex consigliere di minoranza in quota Pdl Virginio Tugnolo. Fa rumore anche la mancata elezione dell’attuale segretaria del Pd, Katiuscia Grandi che ha raccolto solo 135 preferenze, dieci in meno a quelle necessarie per essere eletta. A pesare nettamente sul risultato finale c’è il partito degli astenuti: l’affluenza a Porto Tolle si è fermata al 70,48%, il peggior dato di sempre per una consultazione elettorale nel comune bassopolesano. Nel 2008 si recò alle urne l’86,14% degli aventi diritto, alle politiche del febbraio 2013 il dato si era attestato a quota 77,65%.


Argomento del mese 5 Gli sconfitti In alto: Roberto Pizzoli e Giacomo Bovolenta. Sotto: Massimiliano Battiston e Angelo Motta

il nuovo sindaco Nuova Giunta e prossimi impegni

Già a lavoro su bilancio e pesca di Elisa Cacciatori

I

l neo sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan si è insediato il 29 maggio nell’ufficio di piazza Ciceruacchio dopo il passaggio di consegne da parte di Silvano Finotti. Chiari e definiti sin dall’inizio del mandato gli obiettivi del sindaco a capo della nuova giunta. “Il primo nodo pesante è il bilancio – spiega Bellan – siamo in attesa di una proroga per fine giugno perché si tratta di una questione fondamentale che necessita ancora di essere definita”. Tra gli impegni da affrontare nell’immediato, la pesca. “Si tratta di una questione inusuale quella vissuta attualmente dal settore – considera - che è stata provocata dalla moria delle vongole e dal drastico calo del prezzo del prodotto. E’ necessario capire al più presto come trovare nuove soluzioni assieme al presidente del consorzio. Per questo la problematica sarà affrontata nell’immediato”. E per quanto riguarda la centrale Enel di Polesine Camerini? “Sono già in contatto sia con Enel sia con le parti politiche per un incontro che si terrà a breve per capire il da farsi. L’obiettivo che intendiamo perseguire è lo smantellamento degli impianti per mettere in moto il volano occupazionale del territorio”. Dopo aver convocato tutti i consiglieri eletti e non eletti (che avranno comunque parte attiva nella squadra) per ringraziarli dell’impegno che ha decretato la vittoria della lista, Bellan ha comunicato i nomi degli assessori. Valerio Gibin scelto dagli Indipendenti di Ivano Gibin si occuperà di lavori pubblici, servizi cimiteriali, viabilità e attività venatoria; due assessori sono stati scelti dal Pd e sono Vilfrido G. Siviero con delega allo sport, relazioni con le frazioni, tempo libero, servizi demografici e informatici e Michela Ferrarese assessore al bilancio, tributi, turismo e attività produttiva escluse pesca e questione Enel. Leonarda Ielasi del gruppo indipendenti in quota al sindaco, ha invece politiche sociali, cultura, pubblica istruzione, volontariato, terza età e politiche giovanili; Mirco Mancin è vicesindaco e assessore all’urbanistica, demanio, politiche della casa, ambiente e servizi e rifiuti. Claudio Bellan ha i referati sicurezza, pesca, protezione civile, affari generali e relazioni col personale, oltre alla questione Enel. Presidente del consiglio è Achille Fecchio, capogruppo Gianluca Fattorini.

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La Sinistra rimane fuori dal municipio I

numeri, nella loro essenzialità, sanno essere freddamente impietosi: con undici consiglieri di maggioranza a sostegno del nuovo sindaco Claudio Bellan è difficile pensare ci possano essere sorprese da qui alle elezioni del 2018. A maggior ragione vista la composizione della nuova minoranza in sala consiliare fatta di anime apparentemente inconciliabili. Gli sconfitti della competizione elettorale portotollese hanno curriculum diversi ed erano partiti con aspettative altrettanto diverse tra loro. Roberto Pizzoli, dopo il clamoroso strappo con il suo partito (il Pd), credeva veramente a un risultato clamoroso, ma è rimasto deluso: “Questo risultato fa parte del gioco e lo accettiamo. Partiamo da qui per provare a cambiare Porto Tolle, in queste elezioni siamo riusciti a fare passare un certo tipo di messaggio, improntato al cambiamento, vedremo di dargli continuità organizzando il nostro gruppo e rimanendo uniti il più possibile. Voglio anche dire grazie a tutti i candidati che hanno corso in questa sfida che sapevamo in salita e a chi ha lavorato dietro le quinte. La nostra non è una macchina che va in giro a fare promesse, la nostra è una politica nuova fatta per stare in mezzo alla gente”. Aspirava invece al ruolo di terzo incomodo Giacomo Bovolenta, fondatore del comitato di sostegno a Matteo Renzi: la sua lista puntava a intercettare il voto dei delusi di centro“Il cambiamento, sinistra dopo le note beghe interne che i giovani, quello che hanno portato a ripetute fratture nel Parla gente chiede a tito Democratico. Nonostante sia arrivagran voce alla fine to lontano dal vincitore, Bovolenta vede non è servito” il bicchiere mezzo pieno: “Considerato che siamo nati da poco tempo, arrivare terzi è un grande risultato. Non avevamo partiti alle spalle, né amministratori uscenti in lista o con cariche provinciali o regionali. In sostanza, arrivare qui con tutti contro, è un risultato che ci sta bene. Il dato significativo è quello degli 800 voti raccolti, le persone hanno chiaramente dimostrato di voler tracciare un solco con la politica del passato e questo ci fa ben sperare per il futuro. Lavoreremo per il bene del nostro Comune e in fondo non credo siano da escludere colpi di scena”. Alla vigilia era lecito attendersi molto di più dal Movimento 5 Stelle, in grado di cogliere duemila voti alle elezioni politiche di febbraio. Un dato che non si è riflesso sul voto amministrativo, se non in misura limitata. Nonostante questo il candidato sindaco Massimiliano Battiston ha ostentato fiducia: “Siamo contenti di essere arrivati in consiglio comunale. Abbiamo 652 motivi per essere presenti, perché il cambiamento logora chi non lo vuole. Adesso inizia il bello, perché non sanno cosa li aspetta. Non abbiamo fatto porta a porta né distribuito santini: abbiamo chiesto alla gente di partecipare e faremo in modo di continuare così”. Il più deluso, e non poteva essere altrimenti, è Angelo Motta, candidato di Porto Tolle a Sinistra, rimasto fuori dal consiglio comunale: “La nostra è una sconfitta lacerante e netta. Il cambiamento, i giovani, quello che la gente chiede a gran voce alla fine non è servito. Abbiamo messo la faccia in quella che noi pensavamo davvero potesse essere una novità. Invece alla fine han vinto cene e pizze. Ringrazio chi ha scelto di votarci e mi scuso per non essere riuscito a Al.Or. dare a queste persone una rappresentanza in consiglio comunale”.


6 Territorio Economia In Regione discusse le modifiche della legge quadro

Turismo, in arrivo una riforma Tra gli obbiettivi previsti: la semplificazione della burocrazia per le aziende turistiche e una riorganizzazione delle competenze per la promozione

di Fortunato Marinata

I

l turismo è la prima industria della nostra regione, con 15 milioni di arrivi l’anno, 12 miliardi di fatturato annuo, 22 mila imprese che danno lavoro a 400 mila occupati, è necessario tenerne conto in tempi come quelli che stiamo vivendo. Ed infatti In Regione ci stanno pensando, attraverso una riforma della legge quadro sul turismo l’obbiettivo è quello di dare nuovo impulso al settore. Nel momento in cui questo giornale è andato in stampa la discussione era ancora aperta, tuttavia il testo è stato redatto facendo sintesi di ben quattro diverse iniziative legislative, una della Giunta di palazzo Balbi, una del Pd e due del consigliere Moreno Teso del Pdl, attorno all’obbiettivo di apportare con il nuovo testo semplificazione, sburocratizzazione, valorizzazione dell’impresa privata attraverso la riduzione al minimo delle prescrizioni e degli adempimenti richiesti alle imprese, grazie al ri-

corso alla segnalazione certificata di inizio attività, la previsione del silenzio-assenso nei procedimenti di autorizzazione per la classificazione delle strutture ricettive e l’eliminazione dell’obbligo di comunicare i prezzi alla Provincia. Questo per quanto riguarda le aziende che operano nel settore dell’offerta e dell’ospitalità turistica ma grande rilievo viene dato anche alla promozione turistica ed è qui che forse si concentra il maggior sforzo rivoluzionario. Si tratta di una riorganizzazione che prevede il superamento dei “sistemi turistici locali”, istituiti con la legge 33 del 2002 e la loro sostituzione con otto “sistemi tematici e territoriali”: Venezia e laguna, mare e spiagge, Dolomiti e montagne, Lago di Garda, Pedemontana, Terme Euganee, delta del Po e città d’arte. Il Veneto deve diventare - ha sintetizzato Vittorino Cenci, presidente della commissione Cultura e Turismo - sempre più compe-

titivo e attrattivo nel mercato mondiale del turismo, coordinando le proprie iniziative di promozione attraverso la società consortile “Veneto Promozione”. La legge, inoltre, regola i compiti degli enti locali. “Alla Regione spettano i compiti - ha spiegato Cenci - di programmare e pianificare lo sviluppo turistico, di migliorare l’offerta e di concedere agevolazioni e sostegni per le attività di commercializzazione, promozione e valorizzazione in Italia e all’estero. Spetta inoltre alla Regione stabilire gli standard minimi di informazione e accoglienza turistica, assegnare le stelle che classificano in modo omogeneo la tipologia dei servizi offerti”. Le Province (fintantochè continueranno a esistere) dovranno promuovere dal punto di vista turistico il proprio territorio di competenza - sulla base del programma di attività di Veneto Promozione - e verificare livelli e qualità dei servizi offerti dagli operatori

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turistici. Infine le Pro loco dovranno valorizzare le tipicità locali e favorire l’attrattività dei loro territori attraverso l’animazione e l’intrattenimento”. Il nuovo disegno di legge ha già avuto i primi commenti, quello del consigliere chioggiotto del Pdl Carlo Alberto Tesserin, ha messo in evidenza l’attuale situazione creatasi attorno al settore turistico a cominciare dal mutato quadro delle risorse pubbliche disponibili e il caos delle competenze che si è creato tra Stato e Regioni con la riforma del titolo quinto della Costituzione e, in tempi più recenti, con la ventilata soppressione delle Province. “La nuova legge - ha auspicato Tesserin - dovrà salvaguardare i livelli di eccellenza del turismo veneto: senza turismo l’economia regionale perderebbe l’8,2 per cento del Pil e 500 mila posti di lavoro”. Per Tesserin, con il nuovo strumento normativo si dovrà garantire un equilibrio tra i diversi tematismi del turismo veneto, evitare sovrapposizioni

nella promozione e commercializzazione, ottimizzare l’uso delle risorse, mettere a moltiplicatore gli investimenti dei privati e dei Consorzi. Per Lucio Tiozzo del Pd, invece, i consorzi andrebbero letteralmente aboliti in quanto hanno già mostrato i loro limiti nella promozione e nell’uso delle risorse. Per il consigliere del Pd, infatti, più che di leggi il turismo ha bisogno di investimenti. “Questo comparto - ha spiegato - esige infrastrutture adeguate, mobilità, piattaforme e reti tecnologiche, reti relazionali ma ormai le risorse regionali destinate al turismo sono state ridotte a un terzo rispetto a quanto stanziato nel 2010”. “La nuova legge – gli ha fato eco il consigliere del Pdl Moreno Teso - non potrà risolvere i grandi problemi del turismo veneto, come ad esempio l’accessibilità delle località turistiche dal vicino aeroporto o casello, ma almeno dovrà evitare di imbrigliare le imprese turistiche in vincoli e oneri”

Gal Quattro milioni di euro per il territorio

S

ono stati i nuovi Bandi di finanziamento al territorio, pubblicati in aprile sul Bur del Veneto, l’oggetto degli incontri tecnici che il GAL Delta Po e il GAL Adige hanno organizzato nei giorni scorsi con tutti i Comuni dei rispettivi territori di operatività, al fine di dare la più ampia diffusione possibile relativamente alle nuove opportunità di finanziamento e coinvolgere maggiormente gli enti pubblici locali nelle scelte di sviluppo condiviso in tema di valorizzazione e promozione degli itinerari di turismo rurale. Agli incontri, svoltisi rispettivamente a Rovigo nella sede del GAL Delta Po, e a S.Bellino nella biblioteca comunale per il GAL Adige, hanno partecipato molti Amministratori locali e dirigenti comunali, ai quali il Coordinatore dei due GAL Stefano Fracasso, ha presentato le importanti opportunità di finanziamento (complessivamente oltre 4 Mln di euro) messe a disposizioni del territorio con i recenti Bandi pubblicati ad aprile. I Bandi in scadenza il prossimo 15 luglio 2013, sono finalizzati alla valorizzazione e riqualificazione del patrimonio architettonico e paesaggistico delle aree rurali; allo sviluppo dell’ospitalità agrituristica, alla nascita di nuove microimprese, e alla promozione e all’informazione degli itinerari di turismo rurale, quest’ultimo di prossima pubblicazione. Durante i due incontri è emerso il particolare interesse alla valorizzazione degli itinerari di turismo rurale attraverso interventi di sistemazione di percorsi, attrezzature di aree di soste, ecc. da parte degli Enti locali, in qualità di soggetti beneficiari dei relativi progetti a regia GAL (12 Comuni per il Delta Po e 13 per il GAL Adige). Nei prossimi mesi inoltre, nell’ambito di una

Alcuni bandi andranno in scadenza il prossimo 15 luglio iniziativa a gestione diretta GAL, il territorio sarà interessato da progettualità ed interventi volti al miglioramento della segnaletica e della cartellonistica legata alle zone di produzione dei prodotti tipici locali e alla promozione di itinerari che si sviluppano lungo i grandi fiumi che attraversano il Polesine (Po, Adige, Fissero-TartaroCanalbianco). Sempre durante gli incontri, sia in Coordinatore Fracasso che il Presidente del GAL Adige Alberto Faccioli, presente all’incontro di San Bellino, hanno presentato i progetti di cooperazione interterritoriale e transnazionale che i GAL hanno già avviato in collaborazione con altri GAL italiani ed europei negli scorsi mesi (i progetti: Tur&Rivers percorsi rurali nelle terre dei grandi fiumi di pianura; Eco Leader Network sulla valorizzazione delle tipicità locali, Destinazione Parchi sulla valorizzazione degli itinerari del Parco del Delta del Po, Lapis su prodotti tipici e artigianato, e MeDIETerranea sulla cultura alimentare della dieta mediterranea).


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8 Territorio Piano socio sanitario Preoccupazioni per il riordino della Sanità in Polesine

A rischio declassamento e posti letto di Martina Celegato

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Sono allarmanti le cifre circolate nelle scorse settimane, per la provincia di Rovigo la disponibilità di ricoveri potrebbe scendere di 200 unità

anca solo l’ultimo passo perché il piano regionale socio-sanitario sia portato a compimento. L’ultimo passo sono le schede ospedaliere, ossia il documento che mette in pratica le direttive del Piano e conferisce facoltà alle Ulss di erogare servizi alla cittadinanza. Le informazioni trapelate a riguardo non lasciano certo ben sperare per il Polesine in quanto girano cifre allarmanti rispetto alla riduzione dei posti letto. Nelle scorse settimane si è parlato di un taglio netto di 200 unità. Una brusca diminuzione ben superiore a quella preannunciata dal Governatore Zaia: solo i posti letto tolti al Polesine, se la cifra verrà confermata, rappresenterebbero la metà dei tagli previsti per tutta la Regione Veneto. La V commissione regionale si pronuncerà a riguardo a giugno, alcuni segnalano il periodo post tornata elettorale come plausibile, ma a molti la richiesta al Polesine di assorbire le riduzioni di metà Regione sembra eccessiva ed eccessivo il sacrificio richiesto ai cittadini e ai politici, che devono farsi garanti dei servizi primari, di cui la sanità fa inevitabilmente parte. Un impoverimento dei servizi forse troppo ingente per la realtà Polesana e le sue peculiarità ben note a tutti i politici e cittadini, a rischio infatti sarebbero le due realtà provinciali di Trecenta e Adria che, con la loro dislocazione sul territorio garantiscono i servizi a tutti i cittadini. Nel parlare di Sanità in Polesine, come nel par- affermato il consigliere regionale Graziano Azzalin a lare giustizia o comunque tematiche che coinvolgono riguardo dei principi che guidano la riforma socio sanil’intera provincia, bisogna tenere bene a mente la par- taria regionale. E sempre a livello regionale molte sono ticolare conformazione del territorio stesso, molto vasto state le occasioni in cui si sono ribaditi i cardini della rie di estensione orizzontale (quinorganizzazione puntando su una di molto diverso dalle altre realtà Tra gli intenti dei revisione coordinata e ragionata provinciali venete) che richiede dirigenti delle Ulss di tutte le strutture esistenti nel una maggiore decentralizzazione 18 e 19 c’è quello territorio. Ma altrettante sono dei servizi proprio per garantire a di unificare alcuni state le opinioni che i membri tutti i cittadini in egual misura di servizi delle autorità regionali hanno usufruirne. “Indubbiamente la saespresso a riguardo del piano in nità polesana nel suo complesso, come quella di tutto il particolare per tutelare precise realtà locali o sanitarie, resto del Veneto, subirà una trasformazione. Il principio esorcizzando la perdita di qualità e attenzione verso ospedalocentrico è una concezione ormai superata, ma situazioni più localizzate e delimitate che comunque questo non deve significare una perdita di servizi”. Ha rappresentano l’eccellenza della realtà Veneta. Rassi-

Focus

A

curazioni sono invece arrivate dal consigliere della Lega Nord Cristiano Corazzari, e membro della V commissione, sottolineando come i numeri in circolazione non siano per nulla definitivi anche se alcuni tagli dovranno esser fatti. Nel frattempo fra le Ulssdi Adria e Rovigo si sta discutendo sulle possibilità di ridurre le spese con servizi coordinati e condivisi, essenzialmente unendo le forze per garantire un servizio efficiente ed efficace ma al contempo soddisfacente dal punto di vista economico. L’idea dei due dirigenti delle Ulss 18 e 19 è quindi abbassare i costi di gestione unificando alcuni servizi ma mantenere intatti i protocolli per casi emergenza o intervento in loco. Un obiettivo difficile da raggiungere ma che comunque dimostra un impegno dei vertici della sanità locale.

NEWS Il vicepresidente della Provincia, Brusco

“Sull’entità dei tagli non ci sono sentori. Ci sono indizi”

I

l Piano Socio Sanitario Regionale senza dubbio porterà forti sconvolgimenti all’attuale realtà sanitaria del Polesine e visto che i sentori non sono dei migliori anche l’Assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco interpellato Guglielmo Brusco a riguardo ha manifestato la sua preoccupazione. “Non ci sono sentori. Ci sono indizi che ci fanno temere pessime prospettive per il futuro della sanità gestita dal gestore pubblico. Il numero di 202, per quanto riguarda i tagli, è ricavabile da bozze di schede ospedaliere uscite da ambienti della Regione Veneto. Che poi siano veritiere le cifre, questo è da vedere alla fine del percorso”. Alla domanda relativa alle eventuali chiusure ospedaliere in caso fossero confermati i tagli Brusco afferma “Io penso che non ci sia la chiusura di nessun ospedale pubblico delle Ulss 18 e 19. Spero che gli ospedali privati, a parte il settore acuti dell’ospedale privato di Porto Viro, non continuino più la loro attività, con funzioni in gran parte doppioni di quelli pubblici. Se si eliminano i reparti doppioni, spero siano eliminati negli ospedali privati e non i quelli pubblici. Comunque se ciò dovesse succedere segnalerò la cosa alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza”. Ma in caso fossero confermate le riduzioni, come si muoverebbe la politica locale a riguardo, quali sarebbero le azioni? Brusco a tal proposito risponde “Non so come si muoverebbe la politica. La Provincia sono certo si opporrebbe fermamente all’impoverimento della sanità polesana. Io credo che pochi sappiano cosa sta per succedere. Il timore che io ho, è che si continui nella privatizzazione della sanità pubblica. Con grande gioia dei padroni della sanità privata, ma non della maggioranza dei cittadini”. Una forte presa di posizione quindi che non tarderà a farsi sentire nel momento in cui si arriverà ad una conclusione. Ma.Ce.

Azzalin

Le strutture presenti non possono essere dismesse ma dovranno rinunciare ad alcune specialità

nche il consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, è intervenuto a riguardo. “Il rischio è reale. Anche se si tratta solo di anticipazioni, la riduzione di posti letto per il Polesine potrebbe essere più pesante del previsto: da 1.135 a 933, la provincia più penalizzata del Veneto. E’ ovvio che non può essere accettato. La riorganizzazione deve tenere conto delle peculiarità territoriali e dei bacini d’utenza. Se è inevitabile una riduzione, deve essere modulata rispetto alle altre province e accompagnata da

un investimento forte sull’assistenza territoriale. Altrimenti la parità di trattamento dei cittadini veneti va a farsi benedire”. Il ruolo della politica è ben chiaro per il Consigliere PD. “La politica deve dare risposte equilibrate. Nessuno ha intenzione di fare le barricate dinnanzi all’annunciata deospedalizzazione, a patto che si seguano gli indirizzi decisi con il Piano socio-sanitario, con appropriatezza ed equità di cure e servizi, non seguendo logiche clientelari. Sono sicuro che questo sarà il banco di prova per valutare

quale sia l’atteggiamento della Giunta verso il Polesine e per misurare quanto sia capace di fare squadra la politica locale. Le strutture presenti, visti anche gli investimenti, non possono essere dismesse, anche se dovranno specializzarsi e rinunciare ad alcune specialità. Alcune scelte sono inevitabili. E’ necessario dunque un ragionamento complessivo sui servizi e sui bacini d’utenza. In questo caso è naturale che gli ospedali di Trecenta ed Adria saranno chiamati a svolgere un proprio ruolo”. Ma.Ce.

Graziano Azzalin


Porto Viro 9 Turismo Scuola ed ente del Parco insieme per il territorio

La promozione del Delta, fatta in classe Il protocollo d’intesa sottoscritto con l’istituto tecnico economico C. Colombo ha già portato alla realizzazione di diversi progetti

I ragazzi dell’istituto tecnico economico C. Colombo durante la presentazione dei loro progetti

di Elisa Cacciatori

L

’ente Parco Delta del Po e l’istituto tecnico economico C. Colombo di Porto Viro hanno creato una partnership mirata alla valorizzazione del territorio e alla formazione dal punto di vista pratico degli studenti del corso di turismo. Nello specifico, l’accordo siglato tra le due parti è un protocollo d’intesa presentato al visitor center del Parco del Delta del Po che è stato introdotto dal presidente Geremia Gennari davanti ad una platea di studenti per spiegare in che modalità si verrà a creare la collaborazione. Si tratta di trovare le risposte che da un lato vanno

Festa del bastardino

a esaurire le necessità di valorizzazione e di promozione del territorio secondo i bisogni espressi rispettivamente dall’ente Parco e, dall’altro, di impegnare gli studenti preparati ad hoc nell’ambito turistico territoriale grazie allo specifico corso di studi. Durante la giornata, gli alunni hanno avuto modo di presentare i progetti di promozione del Delta già realizzati durante l’anno scolastico. La classe 3B ha così illustrato un video promozionale in cui una pubblicità televisiva preesistente è stata doppiata dagli studenti stessi con dialoghi inerenti il Delta; la 4D ha studiato un video illustrativo di un percorso

Sul podio Saetta, Lapo, Kira, Axel e Luna

E

’ diventata oramai una tradizione consolidata la sesta edizione della “festa del bastardino”, l’appuntamento che puntuale come ogni anno torna a dare rilievo agli amici a quattro zampe meticci. La giornata è stata curata in ogni minimo dettaglio da Rina Bovolenta, presidente dell’onlus Oasi,

nell’area del Delta del Po caratterizzato da stime dei costi reali e punti d’interesse e, infine, una studentessa di 4B ha presentato il progetto “wonderful Delta del Po” con alcune slide. Il presidente Gennari ha inoltre mostrato ai presenti due video promozionali del territorio deltizio, uno dei quali era caratterizzato dalla voce narrante di Alessandro Gassman, in cui le protagoniste erano la flora e la fauna dei paesaggi deltizi. Gennari ha evidenziato poi come il Parco, con i suoi vincoli e provvedimenti, è riuscito a mettere in sicurezza il territorio e che il docu-

che con i volontari si è prestata alla realizzazione dell’evento benefico mirato a sensibilizzare nei confronti degli animali domestici. Per l’occasione il gruppo cinofilo di Cavarzere ha svolto diverse rappresentazione di agility, di soccorso e di difesa oltre ad un piccolo teatrino recitando storielle con protagonisti i cani. Toccante durante la giornata la testimonianza di Erica, una ragazza non vedente che vive in perfetta simbiosi con Lucas; un labrador che le è stato dalla locale sezione dei Lions. La

mento appena firmato, tra le altre cose, “ha lo scopo di diffondere la cultura e la conoscenza dei valori della nostra zona tra i giovani”. Infine, la referente del progetto Maria Luisa Pasini, gli insegnanti Daniela Boscolo e Daniele Bergantin, con i tutor aziendali e Gennari, hanno consegnato gli attestati dell’alternanza scuola lavoro agli studenti della 5A Igea, a seguito degli stage svolti l’anno scorso in aziende locali; un’occasione per incontrare concretamente il mondo lavorativo e di poter inserire l’esperienza nei curricula.

buona riuscita della festa non è stata decretata dal numero di visitatori, ma anche dalla diffusione del messaggio di solidarietà a favore dell’adozione dei cani nei canili. Ben tre dei cani vincitori alla sfilata provengono infatti dalla struttura di Sant’Anna. Vincitori della giornata sono stati Saetta seguita da Lapo, Kira, Axel, Luna. Per i cani di razza Kira, Zara, Lola; premio simpatia a Lilla, Bella, Cleo, Rosso e Tobia; premio eleganza a Luna e premio baby a Falco. El.Ca.

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Impara a valorizzare i tuoi punti di forza

Alla domanda “C’è qualcosa di te che cambieresti a livello estetico?”, sicuramente ognuna di noi avrebbe la risposta pronta! E questo “qualcosa” rischia di diventare un complesso. Ricordate però che i complessi sono innanzitutto una questione di testa. Aspettiamo quindi prima di demoralizzarci o ricorrere alle mani del chirurgo estetico. Premesso che non siamo contrari a priori alla chirurgia estetica, tuttavia si vedono ragazze rifarsi il seno solo perché il loro (tra l’altro bello) era ritenuto troppo piccolo; altre gonfiarsi la bocca perdendo il loro sorriso naturale. E spesso, una volta sperimentata la prima modifica, si tende a perseguire la strada del rifacimento. La bellezza è fatta anche di dettagli: un naso pronunciato, un viso spigoloso, delle rughe di espressione, delle forme morbide… Invece di focalizzarci su ciò che non ci piace di noi, iniziamo a valorizzare i nostri punti di forza! Siamo sicure di averli individuati? Sappiamo esprimerci al meglio? La minigonna è bella, sexy, ma può diventare controproducente se non possiamo permettercela. Magari evidenziamo il nostro bel seno. Sappiamo truccarci in modo da

valorizzare dettagli del nostro viso? Perché non imparare un po’ di accorgimenti? Tra l’altro ci permetterebbero non solo di apparire più interessanti e belle, ma anche di dedicarci del tempo positivo, concentrandoci su ciò che ci piace di più di noi stesse. Si dice che una donna, quando è innamorata, diventi più bella, ed è vero, ma non perché si modifica esteticamente, bensì perché traspare dal suo viso la gioia, la serenità, le emozioni positive! Il nostro stato d’animo, la stima che abbiamo di noi stesse, la consapevolezza del nostro valore, la serenità delle nostre relazioni, tutto contribuisce a rasserenare il nostro volto, i nostri lineamenti, a donarci quella particolare luce che gli altri percepiscono. Gmb Group Academy in collaborazione il centro Estetica Senza Tempo bellezza&lifestyle, hanno pensato di unire le diverse competenze creando una giornata tutta al femminile, che vi permetta di conoscervi meglio, sia fuori che dentro. Per le lettrici de la Piazza una speciale occasione, una giornata imperdibile dedicata alla vostra bellezza, fascino ed eleganza. Un workshop messo a punto dall’Academy af-

Marta Calore mentre consiglia sul make-up durante la fiera Campionaria

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rizzare, e magari lavorare su alcune aree di miglioramento che ci permettano di essere più efficaci nella comunicazione, negli approcci, nella relazioni in generale. In poche parole: diventare più seducenti! Il workshop si terra il giorno 13 luglio 2013 in Via Palestro n.32, Padova. Un’ulteriore data possibile è il 19 luglio 2013. Per l’occasione, per tutte voi lettrici di questo mensile, l’offerta è di 99,00 euro anziché 150,00! Per info e iscrizioni: www.gmbgroupacademy.it info@gmbgroup-academy. it Tel. 049/2023141. Pagine Facebook: Gmb Group Academy oppure Senza Tempo bellezza&lifestyle

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10 Porto Viro Sicurezza stradale L’amministrazione risponde alle richieste dei cittadini

Nove velobox per dissuadere chi ha il piede pesante Non si tratta di autovelox ma di veri e propri ricoveri atti ad ospitare l’attuale unico autovelox mobile in dotazione alla polizia locale portovirese

Uno dei velobox installati recentemente nel territorio del comune di Porto Viro

di Elisa Cacciatori

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ono nove i velobox recentemente installati nel territorio portovirese con lo scopo principale di dissuadere gli automobilisti dall’alta velocità in centro abitato dove, nonostante il limite sia di 50km orari, si possono notare spesso auto che sfrecciano a gran velocità mettendo a rischio l’incolumità dei residenti. Partendo da questo presupposto, sono state scelte per ospitare i contenitori di color arancione le principali arterie del traffico portovirese. Erroneamente da quanto molti pensano, non siamo di fronte a 9 autovelox, ma si tratta di veri e propri ricoveri atti ad ospitare l’attuale unico autovelox mobile in dotazione alla polizia locale portovirese e che, di volta in volta, potrà essere installato in ognuna delle postazioni a disposizione. I dissuasori a cabina, non a caso, sono stati posizionati nelle strade in cui solitamente si tende a schiacciare l’acceleratore nonostante il loro percorso rientri all’interno del centro abitato. Dei complessivi nove dissuasori, uno è stato installato lungo via Murazze vicino all’incrocio con via Cesare Pavese, quattro (due per senso di marcia) lungo l’asse di via Mantovana, via Argine spini e via Dosso che porta al centro dalla Statale Romea; uno si trova lungo via Savoia nei pressi dell’intersezione con via borgo Mimose; uno è stato piazzato poco

Quando il dispositivo sarà attivo, saranno presenti gli agenti di polizia locale prima di piazza Caduti triestini, poco lontano dall’ingresso al centro giovanile salesiano San Giusto nel lato destro del tratto a senso unico di via Mazzini, e due, infine, si trovano lungo via IV novembre, uno per senso di marcia. Quando il dispositivo sarà attivo, saranno presenti nei pressi della cabina anche gli agenti di polizia locale. Il provvedimento, che tanto ha fatto discutere i cittadini portoviresi, si è reso necessario anche a seguito di alcune assemblee pubbliche che hanno visto i residenti chiedere all’amministrazione di prendere provvedimenti a fronte dell’alta velocità con cui gli automobilisti sfrecciavano lungo le strade comunali. E’ questo il caso dei portoviresi che vivono lungo via Mantovana e che già ad ottobre hanno avuto occasione, a seguito della raccolta di oltre un centinaio di firme, di incontrare gli amministratori del territorio per discutere la problematica e per cercare alcune soluzioni in proposito. Dopo il divieto di accesso dei mezzi pesanti lungo al-

cune delle strade che portano al centro di Porto Viro, si è proceduto con l’installazione dei nove velobox scelti in qualità di dissuasori dell’alta velocità. Il costo complessivo delle strutture è pari a 18.000 euro, una somma che è stata ricavata dai complessivi 200.000 euro stanziati per un programma sulla sicurezza e derivanti dai proventi delle sanzioni per le violazioni delle norme al codice della strada del 2012 e del 2013. In futuro, sul fronte sicurezza è previsto anche l’ampliamento della rete della videosorveglianza con l’acquisto di nuove videocamere.

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Gli Artisti del Delta

Mostra a Padova

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li Artisti del Delta che hanno recentemente fatto conoscere la loro arte alla galleria “Città di Padova” nella collettiva di pittura e scultura “Primaverarte 2013” durante la quale il critico d’arte Martina Calvi si è congratulata per le opere ispirate al Delta e sono state poste le basi per una futura collaborazione con i pittori presenti alla manifestazione. “Li ospiteremo nella galleria della nostra sede – spiega la presidentessa Gabriella Dumas - in modo che si possano vedere i quadri dipinti con altre tecniche da pittori a livello molto alto. Il mio sogno è che la nostra galleria possa diventare un centro culturale e artistico a livello internazionale”. Il gruppo, inoltre, ha partecipato alla messa nella chiesa di Santa Maria Assunta di Adria detta della Tomba dedicata agli artisti che hanno donato una loro opera per la Pinacoteca dell’Assunta celebrata da padre Romano Cerantola, durante la quale sono state raccolte oltre trenta opere ed è stata inaugurata la mostra nella cappella della Dormitio Virginis dei quadri donati che andranno a far parte della Pinacoteca. El.Ca.


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12 Porto Viro Urbanistica Oltre allo spazio cittadino verrà rivista anche la viabilità

Piazza Garibaldi avrà un nuovo volto

L’Intervento

“No all’aumento dell’Iva”

di Giuseppe Bortolussi*

di Elisa Cacciatori

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segue da pag.

ono cominciati da qualche settimana, infatti, i lavori per la riqualificazione dell’area che subirà un radicale cambiamento. Il progetto realizzato dall’architetto Claudio Zanirato con la collaborazione degli ingegneri Filippo Tinarelli e Marco Tura, mira a trasformare lo spazio vuoto dell’area in uno spazio simbolicamente colmo che permetta l’incontro sociale della comunità. Per fare ciò sarà attuata una ridefinizione sia della viabilità che della sosta, semplificando le possibilità del transito dei mezzi con l’istituzione di soli sensi unici di marcia. Lungo via Gorizia il senso in prossimità della piazza sarà infatti in direzione sud-nord, mentre per via San Pasquale e nel tratto di confluenza in via Trento l’andamento sarà inverso, nord-sud, il restante tratto di strada suddiviso in due corsie a doppio senso, sarà provvisto di una rotatoria spartitraffico. Dalla situazione preesistente in cui era possibile attraversare l’area in entrambi i sensi di marcia, si modificherà il passaggio trasversale con un corsello sul lato sud dell’area, a senso unico da via Gorizia a via S.Pasquale. Modifiche sostanziali sono previste anche per la sosta. Ci sarà una diminuzione dai 50 posti auto delimitati dalla segnaletica orizzontale nell’attuale piazza ai circa 40 previsti dal progetto che saranno disposti lungo i percorsi di attraversamento. L’area rinnovata si presenterà quindi come una piazza pedonale composta da una piastra rialzata. Ci sarà inoltre quella che viene considerata una possibile contropiazza meridionale, ovvero una possibile futura piazzetta San Pasquale, costituita dallo slargo di via Trento lungo la quale i veicoli potranno continuare a passare, ma in senso unico di direzione (via san Pasquale – via Trento). Sulla piazza saranno installate attrezzature per l’arredo urbano come sedute con pergolati, muretti e schienali vari, saranno piantati alberi e vegetazione decorativa e sarà realizzata una fontana con l’acqua che cadrà, su una parete inclinata. La riqualificazione di piazza Garibaldi rientra nel progetto che prevede la crea-

FOCUS

“R

L’Amministrazione punta a creare uno spazio per la socializzazione

Sulla piazza saranno installate attrezzature per l’arredo urbano come sedute con pergolati, muretti e schienali vari, saranno piantati alberi e sarà realizzata una fontana zione di sei differenti opere pubbliche con inizio a giugno e termine stimato a settembre 2014 i cui lavori sono parzialmente finanziati in parte attraverso la permuta dell’ex campo da calcio di Contarina che potrà essere adibito ad area residenziale. Oltre alla riqualificazione del quartiere Taglio di Donada con l’asfaltatura, l’illuminazione pubblica e la creazione dei marciapiedi di via Luigi Siviero e di via Malipiera e l’intervento di completamento urbano di Piazza Garibaldi, sarà riqualificato il collettore Padano dalla sala Eracle fino a ponte Gramignara con piste ciclabili, un campo di gara kayak in prossimità della citta-

della dello sport, una club house per l’associazione dei canoisti e alcune postazioni per la pesca. Sarà completata inoltre la rotatoria tra via Mantovana e corso Risorgimento e saranno costruiti i marciapiedi in via Torino. Sarà realizzato un piccolo parcheggio in via Nello Fregnan nei pressi della primaria Aldo Moro e sarà terminato lo stadio nella cittadella dello sport con la copertura delle tribune e l’ultimazione degli spogliatoi e dei servizi. Infine, è prevista la manutenzione di diverse strade comunali attualmente dissestate.

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Stiamo parlando dell’Iva, molto probabilmente, subirà un ulteriore incremento di un altro punto percentuale. L’ultimo ritocco è avvenuto nel 2011: nonostante l’aliquota ordinaria sia salita dal 20 al 21%, il gettito Iva, tra la metà di settembre del 2011 ed il dicembre del 2012, è diminuito di 3,5 miliardi di euro. Dall’inizio della crisi alla fine del 2012 il Pil nazionale è diminuito di 7 punti percentuali e la spesa delle famiglie di 5. La caduta di 5 punti corrisponde, in termini assoluti, ad una diminuzione media della spesa pari a circa 3.700 euro a famiglia. Se non scongiuriamo l’aumento dell’Iva previsto tra un mese corriamo il pericolo di penalizzare ulteriormente la domanda peggiorando la situazione economica delle famiglie e quella delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che vivono di consumi interni. Nella Relazione annuale, la Banca D’Italia segnala che in termini pro capite la spesa è tornata ai valori del 1998: quella di 14 anni fa. Dal 1973 al gennaio di quest’anno, l’incremento più importante si è registrato proprio in Italia. Se nel 1973 l’aliquota era al 12% ora si attesta al 21%, con un aumento di 9 punti. Seguono la Germania, con una variazione di + 8 punti (era all’11%, adesso si attesta al 19%), l’Olanda, con un aumento di 5 punti (16% nel 1973, 21% nel 2013), l’Austria e il Belgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso in esame rispettivamente del +4 e del +3. La Francia è l’unico paese che ha visto diminuire il peso dell’aliquota di questa imposta. Se nel 1973 era al 20%, ora si attesta al 19,6% (-0,4). Se è vero che in questi 40 anni abbiamo registrato l’incremento d’aliquota più significativo, è altresì vero che nel 1973 quella applicata in Italia era, ad esclusione della Germania, la più contenuta. Se l’aumento a luglio ci sarà, i consumatori si troveranno a subire l’aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i principali paesi dell’area dell’euro. *Segretario Cgia Di Mestre

Il consigliere Giacon

propone di rivedere viabilità e parcheggi

itengo sia necessario avere un confronto con chi sta vivendo questo disagio e che dall’usufruibilità della piazza si guadagna la giornata”. A prendere la parola è il capogruppo di Uniti per Porto Viro Thomas Giacon facendo capo alle lamentele dei residenti e dei commercianti dopo l’inizio dei lavori che porteranno le modifiche dell’area di piazza Garibaldi. Secondo Giacon è necessario riconsiderare la viabilità del progetto e, in particolare, il senso di marcia. “Non dimentichiamo che il maggior transito di quella zona affluisce da via San Pasquale ver-

so via Trento e da via Trento verso via Gorizia – spiega - pertanto invertire il senso di marcia che attraversa la piazza è un elemento da prendere in seria considerazione, ma anche mantenere il doppio senso di marcia in direzione via Trento - via Gorizia e l’attraversamento della piazza stessa, non è da escludere. L’aggirare la piazza passando per la strada sottostante all’argine è una scomodità con conseguenze negative per i commercianti”. L’auspicio è per Giacon una riconsiderazione da parte dell’assessore alla viabilità e l’assessore al commercio dei lavori confrontandosi il sindaco

e il responsabile del provvedimento. “Inoltre anche i parcheggi sul lato ovest della Piazza non godono di grande apprezzamento, magari un utilizzo a spina di pesce verso via San Pasquale sarebbe la soluzione ideale – suggerisce - e permetterebbe il doppio dei parcheggi previsti dal progetto. Il permettere il carico e scarico merci ai negozi fronteggianti la piazza permettendo l’utilizzo interno della stessa o magari un accesso laterale apposito è un’altra considerazione e modifica che si dovrebbe studiare, anche adesso, durante il periodo di realizzazione”. El.Ca.

Thomas Giacon


Porto Tolle 13 Centrale di Polesine Camerini Il nuovo sindaco rilancia l’impegno per la riconversione

Aspettando Enel, intanto si cominci con le demolizioni Oriboni ha esortato il ministro Zanonato di scavalcare i ministeri all’Ambiente e allo Sviluppo e fare un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, come fatto per altre centrali dal Governo Monti di Alessandro Orlandin

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l ricambio ai vertici dell’amministrazione portotollese ha inevitabilmente sancito una nuova ondata di appelli su tempi e modalità dell’ormai chimerica riconversione a carbone della Centrale di Polesine Camerini: nei giorni successivi all’elezione a sindaco di Claudio Bellan è stato riproposto, da più parti, il tradizionale vocabolario istituzionale fatto di “tavoli di confronto”, “opportunità”, “risposte immediate” e di tutte quelle formule che da ormai un lustro riempiono le pagine della cronaca locale, oltre che il dibattito politico. A gettare il sasso nello stagno per l’ennesima volta è stata l’assessore regionale Maria Luisa Coppola, che in un recente intervento ha caldeggiato l’inizio dei lavori di smantellamento dell’attuale stabilimento portotollese: “Qualunque sarà domani la destinazione del sito, bisogna prima di tutto effettuare questo percorso facendone, sin da subito, un’opportunità di lavoro per le aziende polesane e venete che è ciò che da tempo la Regione chiede con determinazione ai livelli romani. Quanto poi la riconversione della centrale rientri nei programmi dell’Enel e del governo lo scopriremo solo vivendo, in quanto sono tanti e da troppo tempo gli ostacoli che hanno lastricato il cammino di questo progetto”. Parole

condivise solo parzialmente dal neosindaco Bellan, che non ha risparmiato un’evidente frecciatina alla Coppola: “Vogliamo la riconversione. La crisi finirà e l’Italia avrà bisogno di energia. Se partiamo ora, la centrale non sarà pronta che fra cinque anni. Non c’è un momento da perdere: non bisogna guardare la punta del proprio naso ma ragionare per il futuro. II maggior ostacolo a Enel in questi anni è stata la Regione. Mi meraviglio che la Coppola non abbia detto queste cose una settimana fa, in campagna elettorale: la lista da lei appoggiata (la civica di Roberto Pizzoli – ndr) diceva cose ben diverse”. Già all’indomani dell’elezione di Bellan ci aveva pensato Emilio Oriboni, direttore di Consorzio Polesine, a rimettere il piede sull’acceleratore ed a sollecitare la nuova amministrazione: “Bellan era l’unico candidato possibile per portare avanti la questione: conosce bene il progetto come assessore provinciale alla Pesca e ha già combattuto insieme a noi. Abbiamo parlato anche con il ministro Flavio Zanonato, al quale abbiamo spiegato di scavalcare i ministeri all’Ambiente e allo Sviluppo e fare un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, come fatto per altre centrali dal Governo Monti, per partire intanto con le demolizioni”. Sulle reali inten-

Nelle foto piccole: da sinistra l’assessore regionale Isi Coppola e il neo sindaco Claudio Bellan. Sopra: il ministro Flavio Zanonato e il direttore di Consorzio Polesine, Emilio Oriboni zioni di Enel, Oriboni non ha dubbi: “Con Enel lavoriamo da dieci anni e ha impegnato risorse economiche, ma la burocrazia e i ricorsi hanno bloccato tutto. Porto Tolle è l’unico piano che ha l’azienda, perché le centrali a olio combustibile e a turbogas sono ferme e importiamo energia”. Curiosamente, anche l’ex consigliere di

Rifondazione Comunista Claudio Bortolotti si trova in sintonia col fronte pro-demolizioni: “Fa piacere che oggi si rifletta su questa eventualità, che già avevo proposto in consiglio comunale con alcuni ordini del giorno del 2010 e del 2011, mai presi in considerazione dall’amministrazione”.

IN BREVE Moria di vongole

Pescatori ancora senza risposte

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’impressionante piena del fiume Po nel mese di maggio non ha preoccupato più di tanto i cittadini del Delta, ormai abituati a tale fenomeno, ma ha portato enormi grattacapi ai pescatori delle lagune che hanno visto i loro allevamenti di vongole gravemente compromessi dall’eccessivo afflusso di acqua dolce. L’emergenza era già stata denunciata a inizio maggio dagli operatori della laguna del Canarin e ora interessa anche quelli stanziati nella laguna del Basson. Il minimo comune denominatore è il medesimo in entrambi i casi: l’acqua dolce del fiume scesa con la piena del Po ha alterato gravemente la salinità delle lagune, rendendole non adatte alla proliferazione delle vongole. La situazione del Basson è critica anche perché la zona è utilizzata dai pescatori come deposito per il novellame da seminare nelle altre lagune del portotollese. Arpav e Consorzio di Bonifica hanno già accertato l’effettiva gravità della situazione e per questo cresce la preoccupazione dei pescatori e dei loro rappresentanti istituzionali: il mercato della molluschicoltura occupa circa 1.500 persone per un indotto che sfiora i cinquanta milioni di euro. “Malgrado i nostri disperati allarmi – ha dichiarato il presidente del Consorzio cooperative pescatori del Polesine, Maurizio Crepaldi - non abbiamo ancora avuto concrete risposte da parte delle istituzioni, e questo ci amareggia molto. Da settimane gridiamo la nostra disperazione ma abbiamo finora ottenuto l’attenzione degli organi di informazione ed un incontro con l’assessore regionale alla pesca Manzato: ma spenti i riflettori di giornali e televisioni noi non abbiamo visto nemmeno l’inizio di un percorso che porti a risolvere i problemi che determinano queste situazioni che sono, lo ripetiamo ancora una volta, risolvibili con interventi immediati e tecnicamente possibilissimi, per realizzare i quali anche noi siamo disponibili ad impegnarci economicamente. Torniamo a chiedere attenzione al prefetto, perché vogliamo sia chiaro al rappresentante del governo nel nostro territorio che qui la situazione è assolutamente drammatica”. Al.Or.

Consorzi arrabbiati

L’assessore Manzato non si è fatto vedere

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on c’è solo la situazione critica nelle lagune a tenere sulle spine le rappresentanze dei pescatori del Delta, ma anche alcune mancate risposte sul piano istituzionale in cui evidentemente riponevano molta fiducia: non si spiegano altrimenti le dichiarazioni del presidente del Franco Manzato Consorzio delle Cooperative Pescatori di Scardovari sull’assessore veneto alla pesca Franco Manzato, accusato di non aver fatto abbastanza per raccogliere le istanze dei lavoratori del comparto ittico: “Manzato – ha detto Crepaldi - deve ancora dare risposte di impegni concreti e solidarietà ai pescatori. Mi aspettavo che facesse visita al Consorzio, invece non l’abbiamo mai visto da quando è stato eletto assessore regionale. È venuto solo ad appoggiare una lista di candidati per una scadenza elettorale. I pescatori lo aspettano da quando è stato eletto e più volte abbiamo tentato di organizzare visite ufficiali, puntualmente disattese. Manzato non è mai venuto nel territorio a visitare e conoscere le nostre lagune, il nostro sito produttivo e a guardare in faccia le centinaia di famiglie di pescatori oggi messe in ginocchio dalle gravi morie subite nelle settimane scorse a causa dei latenti interventi di manutenzione ordinaria alle lagune. Sono settimane che attendiamo risposta a una lettera con carattere d’urgenza nel tentativo di richiamare la sua attenzione rispetto a quanto sta accadendo nelle nostre lagune”. Le critiche sono state respinte al mittente dalle assessori regionali Coppola e Donazzan: “L’assessore a suo tempo ha ricevuto Crepaldi nel suo ufficio, comunicandogli immediatamente uno stanziamento di 200mila euro da investire contro la crisi del settore, scrivendo subito al prefetto per un intervento congiunto”. Al.Or.

Un’alleanza WWF Coldiretti per favorire la proliferazione degli sterminatori di zanzare

La rivincita dei pipistrelli

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a tradizione popolare non ha mai manifestato simpatia per i pipistrelli, animali dal volo particolare, che agli occhi dell’uomo appare strano, imprevedibile e pertanto minaccioso, tanto che tali volatili sono stati in qualche caso associati ai vampiri e alle leggende nere che fanno capo a Dracula. Ma oggi i pipistrelli si prendono una decisa rivincita sulle nefaste Giuriolo e Boschetti dicerie, riabilitati dalla scienza che li valorizza presentano una bat.box nell’ambito dell’equilibrio biologico, come sterminatori di insetti nocivi ed in particolare delle fastidiosissime zanzare. In Polesine da alcuni anni il Wwf sta conducendo una importante campagna a favore di questi chirotteri (nome scientifico dei pipistrelli) censendone le varie specie e favorendone la proliferazione posizionando in luoghi idonei delle “bat-box”, ovvero cassettine idonee a fungere da rifugio. E un importante sostegno a questa iniziativa è venuta recentemente dalla Coldiretti, cosicché varie aziende agricole (25 per la precisione) da Melara a Porto Tolle si sono manifestate disponibili ad ospitare una sessantina di bat box costruite con legno riciclato ad opera della falegnameria di Ca’ Rossa, comunità terapeutica per persone con disagio mentale, sotto la supervisione di Corrado Carone, volontario del Wwf. Le imprese agricole della Coldiretti le hanno acquistate con contributo volontario che andrà a finanziare il progetto. L’annuncio di questa alleanza Wwf-Coldiretti - nata per promuovere il primo progetto veneto di osservazione e ricerca scientifica sui pipistrelli di ampiezza provinciale -è stato dato lo scorso 14 maggio presso l’azienda agricola Corte Benetti, a Buso di Rovigo. L’osservazione della colonizzazione delle bat-box permetterà agli studiosi di verificare l’utilità delle casette e di analizzare le specie presenti in Polesine, valutandone anche i comportamenti. “Sono orgoglioso di poter sostenere con convinzione questo progetto - ha dichiarato Fabio Benetti, giovane titolare dell’azienda ospite - perché tutti gli animali hanno un ruolo importante nella vita degli uomini e ne sono parte integrante. Fra l’altro, il pipistrello è grande divoratore di zanzare (ne può mangiare duemila al giorno) e, quindi, contribuisce alla biodiversità del nostro territorio”. Mauro Giuriolo, presidente di Coldiretti Rovigo, ha ventilato gli sviluppi del progetto: “Son certo che le nostre aziende di Campagna amica saranno anche amiche dei pipistrelli e sapranno far conoscere ed apprezzare questo piccolo mammifero alle scolaresche, ai gruppi, con serate o attività didattiche”. Li.Se.


14 Rosolina Sicurezza La regione ha deliberato 20 mila euro per l’alloggiamento di uomini e mezzi

Contro il pericolo incendi un distaccamento di pompieri Le elevate temperature estive e la presenza di una fitta vegetazione costituiscono un pericolo latente. La stazione dei vigili del fuoco sarà operativa a luglio e agosto

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a stagione estiva a Rosolina sta per partire, nelle prossime settimane centinaia di turisti inizieranno a raggiungere la principale località balneare deltizia per i soggiorni estivi o semplicemente per trascorrere una giornata di mare. Insieme al numero di persone, però, aumenteranno anche i rischi ambientali, soprattutto quelli legati agli incendi. La compresenza di un periodo caldo se non addirittura siccitoso, come lo scorso anno, e di una fitta vegetazione non di rado ci ha abituati ad immaginare un latente pericolo, a volte causato dall’autocombustione, a volte dalla disattenzione ma anche da comportamenti dolosi. Il rischio, insomma, c’è ma anche le contromisure per ridurre il pontenziale distruttivo. Infatti, anche quest’anno, la giunta veneta ha accordato un contributo straordinario per l’attivazione di un distaccamento stagionale di una squadra di vigili del fuoco presso Rosolina Mare. “Sul fronte della sicurezza, è una bella notizia per Rosolina hanno commentato l’assessore regionale, Isi Coppola, e del sindaco Franco Vitale - è un intervento di prevenzione importante – ha proseguito l’assessore regionale - perché garantisce la sicurezza del territorio e della popola-

Una foto aerea di Rosolina Mare, nella quale si distingue perfettamente la fascia di pineta che separa la campagna dalle spiagge

zione che ha un incremento esponenziale durante la stagione turistica in questa località in cui, a ridosso della spiaggia, c’è una delle più belle pinete di tutto il litorale. Se questo rappresenta un’attrattiva sul piano paesaggistico, pone comunque l’intera zona in una particolare condizione di rischio in relazione al pericolo di incendi boschivi e per le conseguenze che ne possono derivare”. Con il provvedimento approvato, la giunta regionale ha previsto quindi un contributo di 20 mila euro per l’alloggiamento di uomini e di

mezzi per l’attività di prevenzione a Rosolina Mare. Il distaccamento sarà operativo nei mesi di luglio e agosto. La deliberazione regionale impegna, inoltre, 7 mila euro a favore del Gruppo Comunale di Adria volontari specializzati in antincendio boschivo, come contributo per lo svolgimento delle attività di protezione civile, che fa da supporto ai vigili del fuoco dal venerdì alla domenica con un presidio specifico presso la sede del casello idraulico di Rosolina Mare, dotato di attrezzature uomini e mezzi.

Ripascimento delle spiagge 430.000 euro dalla Regione

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nterventi per 430.000 euro per il ripascimento delle spiagge polesane erose dalle frequenti mareggiate dello scorso inverno. E’ la somma stanziata dalla Regione del Veneto, da ripartirsi in quattro interventi urgenti che ripristinino la situazione pre-esistente in tempo per Cristiano Corazzari l’inizio della stagione balneare. A darne notizia è il consigliere regionale leghista, Cristiano Corazzari, che ha citato anche le opere in corso di realizzazione. “Si tratta - spiega - di 600 metri di spiaggia in corrispondenza del villaggio Rosapineta Nord a Rosolina (200.000 euro), di 400 metri di lungomare a Boccasette (30.000 euro), di 800 metri di estensione a Barricata (50.000 euro) e di 250 metri alle Conchiglie (150.000 euro) in territorio di Porto Tolle. In particolare, quest’ultimo intervento, in un’area limitrofa alla Sacca degli Scardovari, aveva destato preoccupazione nei pescatori per la presenza di ‘nursery’ di vongole, in un periodo delicato per la loro riproduzione. A seguito di incontri con i rappresentanti del Consorzio è stata individuata una modalità operativa per il dragaggio che elimina ogni effetto negativo sui molluschi, prevedendo anzi il ripristino della sezione del canale della bocca lagunare nella parte di collegamento con l’Adriatico, contribuendo allo scambio mare-laguna. Era fondamentale - conclude il consigliere leghista polesano - dare immediatamente una risposta non solo ai pescatori, ma anche agli operatori del turismo, all’inizio della stagione balneare che ogni anno porta nelle nostre coste centinaia di migliaia di ospiti. Grazie alla disponibilità dei tecnici del Genio, è stato possibile stanziare una cifra sufficiente per questi quattro interventi d’urgenza, per valorizzare i litorali in particolare di Porto Tolle e le attività economiche collegate”.

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18 Taglio di Po Ambiente Al Villaggio Perla, tra la 5° strada e Piazza della Repubblica

A luglio sarà attivo il distributore dell’acqua Per l’approvvigionamento sarà necessario acquistare presso i negozi convenzionati una tessera di Silvia Boscaro

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n’acqua buona, sicura e a buon prezzo. E presto disponibile per i tagliolesi a partire dai primi di luglio. Sarà infatti installata al Villaggio Perla, in prossimità della 5° strada e Piazza della Repubblica, un distributore automatico di acqua potabile. L’idea, messa a punto dall’Amministrazione Comunale ed in particolare dall’assessore all’ambiente Alberto Fioravanti, si avvale della collaborazione dell’azienda friulana “Acqua Chiara”, specializzata nell’installazione di casette dell’acqua e nella fornitura della stessa. “Siamo un Comune certificato Emas, - spiega l’assessore Fioravanti nella conferenza stampa di presen- Nella foto l’incontro tra l’Amministrazione Comunale e l’zienda per la casetta acqua tazione – e quindi particolarmente attenti al risparmio energetico e alla preservazione dell’ambiente. Oltre ad un risparmio in termini ambientali, disinfettanti, microfiltrata con filtro meccanico per togliere le impurità e anche la cittadinanza potrà risparmiare sul portafoglio”. Presenti alla con un filtro a carboni attivi per togliere le sostanze chimiche. Un terzo conferenza stampa anche due rappresentanti dell’azienda interessata, filtro a lampada UV, uccide infine eventuali cariche batteriche residue”. L’approvvigionamento di acqua dalla casetta è Daniele Nonino e Luciano Gollino: “La nostra molto semplice: è necessario acquistare presso azienda è totalmente italiana – spiegano – e si Il prezzo varia i negozi convenzionati una tessera (o più) da 5 avvale del lavoro di dieci piccole aziende friulane e dai 3 centesimi a o 10 euro. Tale tessera deve essere avvicinata venete. L’approvvigionamento dal distributore au- litro per la naturale all’apposito display posto sulla casetta; su di esso tomatico porta a diversi vantaggi: innanzitutto, si ai 7 centesimi è indicato il credito residuo e il quantitativo che si tratta di un acqua più sicura di quella imbottigliata per la gasata vuole acquistare. L’acqua disponibile è sia naturale perché controllata quotidianamente; permette un forte risparmio per l’ente locale in termini di smaltimento della plastica che gasata ed il prezzo varia dai 3 centesimi a litro per la naturale ai ed inoltre, i negozi del paese che intenderanno vendere le tessere pre- 7 centesimi per la gasata. La macchina sarà operativa indicativamente pagate per l’acquisto dell’acqua, avranno un piccolo guadagno extra. Si dalle 6 di mattina a mezzanotte, data la necessaria disinfettazione quotratta di un’acqua sicurissima, perché addizionata alla fonte con sostanze tidiana dell’impianto.

NEWS Ulss e Comune e associazioni

Impegnati per una serata di beneficienza a favore di malati oncologici

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i è svolta in Sala Europa, lo scorso 11 maggio, una splendida serata di beneficienza, promossa dal Comune di Taglio di Po per una raccolta fondi a favore del progetto sostenuto dall’Ulss 19 di Adria e dalla Conferenza dei Sindaci “A Casa del Paziente con un Tablet”. Il progetto, messo in piedi a favore di malati oncologici, è di natura sperimentale ed si pone l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita del malato e del suo stesso nucleo famigliare, in perfetta simbiosi con i servizi sanitari offerti attualmente alla popolazione locale. Il paziente, tramite questa originale novità, sarà in contatto reale con la struttura che lo ha in cura e sarà assistito, anche da punto di vista sanitario e psicologico, senza doversi recare alla struttura ospedaliera, ma restando a casa propria. La serata di beneficienza, si è svolta soprattutto grazie alla partecipazione e alla disponibilità della Compagnia Instabile Tagliolese, impegnata a portare in scena la commedia in tre atti, scritta da Paolo Starvaggi, “ll Signore è Servito”. Una serata dedicata alla solidarietà, come sottolinea l’assessore ai servizi sociali, Veronica Pasetto: “Il Comune di Taglio di Po, - afferma – ha voluto aderire attivamente a questa iniziativa per divulgare questo progetto, promuovendo la solidarietà all’interno della comunità tagliolese, da sempre particolarmente sensibile e vicina alle diverse problematiche che affliggono la nostra società. Questa Amministrazione Comunale ha trovato un valido supporto, nel promuovere l’iniziativa, nella compagnia teatrale locale, esibitasi gratuitamente per una nobile causa”. Si.Bo.

Gemellaggio con Omisalj legami sempre più stretti Una delegazione tagliolese è stata recentemente sull’isola di Krk n occasione delle celebrazioni per la festa, istituita nel 1993, per rievocare la miracolosa scomparsa dell’epidemia di colera dopo la processione della statua della Madonna Assunta

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rosegue, sempre più affiatata e vicina, l’amicizia tra la comunità tagliolese e quella di Omisalj, cittadina croata gemellata con il Comune. Una delegazione tagliolese composta dal sindaco Francesco Siviero, dall’assessore all’associazionismo Doriano Moschini, dal comandante dei carabinieri di Taglio di Po Giuseppe Attisani e dai componenti del Comitato Amici Di Omisalj Giuseppe Crepaldi, Gentile Tamburin e Paolo Lazzaroni, ha difatti recentemente fatto visita alla comunità di Omisalj in occasione delle celebrazioni per la festa del Comune. Tale festa, istituita nel 1993 per rievocare la miracolosa scomparsa dell’epidemia di colera dopo la processione della statua della Madonna Assunta, rappresenta uno degli appuntamenti maggiormente attesi dell’isola di Krk e mescola tra loro aspetti sia religiosi che civili. Per la cittadina di Omisalj, questa festa rappresenta anche la rinascita alla vita sociale, politica ed economica, dopo la devastante guerra nella ex Jugoslavia che tanto tragicamente l’ha coinvolta. La delegazione tagliolese, al suo arrivo, è stata accolta dalla presidente del Comitato Amici di Taglio di Po Anj Zuvic, dal sindaco Tomo Sparozic e dal presidente del consiglio comunale Nicola Dapcic. I festeggiamenti, sono quindi proseguiti, con la deposizione di corone di fiori con i colori delle rispettive bandiere al Monumento ai Caduti. Il

corteo si è diretto poi in chiesa per la messa, concelebrata dai diciotto parroci dell’isola di Krk. I festeggiamenti, dopo la conclusione del rito religioso, sono proseguiti con il pranzo, cui ha fatto seguito una splendida visita in alcune caratteristiche locali della costa croata, e nel tardo pomeriggio, una serie di cerimonie tradizionali. Il sindaco Siviero, accolto da calorosi applausi, ha rivolto i saluti all’intera comunità, ringraziando per l’invito e la condivisione partecipata dei momenti della festa. Il giorno successivo, la delegazione tagliolese, è stata accompagnata alla visita della città romana di Fulfinium, alla località balneare di Nijivice e alla visita, molto toccante, ad un piccolo monumento che ricorda la visita di Giovanni Paolo II avvenuta dieci anni prima. Infine, la delegazione è ritornata a casa, rinnovando l’invito, alla comunità di Omisalj, a tornare di nuovo a Taglio di Po. Si.Bo.


Taglio di Po 19 Pista ciclabile Inaugurato il nuovo corso del tratto arginale che collega Taglio di Po con Mazzorno Destro

L’argine diventa “La via delle ville venete” Per il Comune si tratta di un’iniziativa volta a valorizzare la storia terriera e della bonifica, tra paesaggi fluviali, garzaie, golene, canali rettilinei e campagna bassopolesana ma l’iniziativa non è piaciuta a tutti

Giornata dedicata all’educazione stradale

Giovani automobilisti modello

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La foto di gruppo a conclusione del progetto

di Silvia Boscaro

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’ stata inaugurata lo scorso 1° giugno, alla presen- è deciso di destinare il tratto esclusivamente a pedoni e za dell’Amministrazione Comunale al completo, ciclisti, ad eccezione di frontisti, autorizzati e ospiti delle del commissario di Polizia Locale Maurizio Finessi, attività ricettive. La scelta non è stata facile date le abitudell’assessore provinciale Laura Negri, dell’Onorevole dini pluridecennali di chi utilizza l’argine in auto per colDiego Crivellari e di numerose autorità, il nuovo percorso legarsi con Mazzorno Destro. La decisione purtroppo non ciclopedonale, denominato “La via è stata quindi condivisa da tutti. delle ville venete”. Il tratto, che par- Frontisti L’obiettivo finale sarà quello di te dall’attracco che si trova in pros- e ospiti delle rendere esclusivamente pedonale simità di via San Basilia, si snoda attività ricettive e ciclabile l’intero tratto di argine per 9,5 km lungo l’argine destro del dispensati dal destro che arriva alla località BaPo di Venezia e collega Taglio di Po divieto di transito cucco, con la realizzazione in socon l’abitato di Mazzorno Destro. “Il stanza di un percorso di circa 40 tratto interessato, - ha spiegato l’assessore all’ambiente chilometri”. “Sono diversi mesi che lavoriamo a questo Alberto Fioravanti durante la conferenza stampa di pre- progetto, - ha precisato l’assessore alla viabilità Davide sentazione, - è da sempre “senza” regole. Molto frequen- Marangon – e l’idea è sempre stata quella di dare una tato da pedoni e ciclisti a tutte le ore del giorno, necessita filosofia al progetto: non solo pista ciclabile ma parte indi una regolamentazione diversa. Di conseguenza, anche tegrante di un elemento del Parco del Delta del Po. La in un’ottica di rilancio cicloturistico della nostra zona, si valenza di questo progetto è, inoltre, altamente culturale

perché vuole far risaltare un percorso che si snoda tra diverse ville venete lungo un asse viaria che collega la storia terriera e della bonifica, tra paesaggi fluviali, garzaie, golene, canali rettilinei e campagna bassopolesana. È stato difficile, ma la prospettiva è quella di superare la logica dei localismi per arrivare ad un pubblico più vasto, magari turistico”. La segnaletica del tratto, ha poi spiegato il commissario Maurizio Finessi, è stata completamente rivista e aggiornata con strettoie lungo il percorso, per rallentare gli eventuali veicoli che transiteranno. Presenti all’inaugurazione anche le associazioni A.s.d. Ciclo Delta, il gruppo podisti Avis, l’ A.s.d. Running e il gruppo di Nordic Walking. È stata inoltre annunciata, in anteprima, la realizzazione di una nuova e inedita pista ciclabile lungo la centralissima viale Kennedy. Taglio di Po sempre più “green” quindi, in grado di mettere a frutto la recente certificazione Emas marcando una decisa impronta ecosostenibile.

ome consuetudine da diversi anni, è stata riproposta anche per quest’anno, dalla Polizia Locale di Taglio di Po in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Istituto Comprensivo, una giornata dedicata all’educazione stradale in piazza IV Novembre, il 29 maggio scorso, e rivolta ai piccoli studenti. La diffusione della materia stradale e l’opportunità di sentirsi sempre più coinvolti dalle importanti regole della circolazione stradale sono state il filo conduttore di questa bella iniziativa. I piccoli, durante la prova “su strada”, effettuata alla guida di un’autovettura elettrica a due posti (uno per lo studente e uno per un adulto), hanno dimostrato senso di responsabilità nell’affrontare un percorso con segnaletica stradale, semaforo, rotatorie, attraversamenti pedonali e sotto l’occhio “vigile” della Polizia Locale, della Protezione Civile, dei Nonni Vigili, dei docenti e del pubblico presente. I giovani guidatori hanno conservato la “Patente di merito alla guida”, un documento personale contenente 20 punti patente, decurtabili per violazioni stradali da genitori, docenti, addetti alla vigilanza, uno strumento educativo per stimolare la responsabilità nel mantenere i punti patente, da esibire necessariamente anche nell’edizione del prossimo anno. Si.Bo.

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Cultura locale 21 Giovani promesse Presentato il singolo della cantautrice polesana

Un videoclip per lanciare Anna Nani nel mondo della musica Alternativa, ricorda Rino Gaetano nei testi taglienti e irriverenti, racconta l’essere umano che rincorre il tempo scandito non più dai propri bisogni, ma da quello che decide il mercato commerciale

Introduzione. “E’ l’ora che ai naviganti intenerisce il core” (Dante) Da una vetrata panoramica dell’ospedale “Madonna della salute” dominava retto e altero verso il cielo ilmaestoso campanile di Ca’ Donà * che nel silenzio dell’imbrunire dava l’impressione della lontananza disegnata dagli ultimi raggi solari non ancora spenti ma colorati. E così, nella quiete del tramonto si udivano i lenti rintocchi dell’Ave Maria portati dall’eco che suggerivano conforto e speranza a chi desiderava benedizione nel nome del Signore.

di Elisa Cacciatori

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opo una lunga gestazione Inizio promettente. e per il lavoro svolto da Christian ha visto la luce il videoclip Più di1000 Zecchin, produttore e ideatore del di Tempo in Promozione, visualizzazioni videoclip, girato con la tecnica singolo d’impatto che vuole lan- su youtube cinematografica del green screen. ciare nel mercato discografico la in pochi giorni La realizzazione delle immagini cantautrice arianese Anna Nani, in computer grafica in 3D è frutto un’artista alternativa per il panorama musicale italiano del lavoro di Zecchin e Antonio Seganfreddo. Un proche ricorda Rino Gaetano nei testi taglienti e irriverenti. dotto tutto veneto che si ispira alle grandi produzioni Il brano, come spiega l’autrice, “racconta in maniera holliwoodiane e che mira a catturare l’attenzione del ironica l’essere umano che rincorre il tempo scandito pubblico italiano. Il video è stato girato anche nei luonon più dai propri bisogni, ma da quello che decide ghi di origine di Anna Nani, dove nelle scene è ben il mercato commerciale. Da qui si apre il ritornello riconoscibile il campanile diroccato di Rivà, nel cuore che grida: ridatemi il mio tempo, quello spazio im- del Parco del Delta. E’ un progetto, quello che vede menso”. Moltissimi i musicisti coinvolti nel progetto, protagonista la “cantautora”, come ama definirsi

“Uno speciale tramonto”

La cantautrice polesana nel video girato nel Delta del Po Anna Nani, che è solo all’inizio e che ha già superato le 1000 visualizzazioni su youtube in pochi giorni e che punta a conquistare il mercato nazionale. Zecchin è già all’opera per dare seguito al video con un nuovo brano che, insieme a Tempo in Promozione, andrà a dar vita al primo cd di Anna Nani.

Il pensiero era là presente con Fede per ringraziare la Bontà infinita del Creatore del mondo. * Ca’ Donà è Donada il paese che ha preso origine dalla famiglia dei nobili veneziani Donà (ramo genealogico: Delle Rose) cui la Serenissima aveva consegnato i terreni emersi dopo il Taglio di Porto Viro nel 1604. di Mario Naia

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Lo

Sport in primo piano

Campionato italiano a squadre di braccio di ferro

Eurobody sul secondo gradino del podio

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l team Eurobody è tornato vittorioso dal 16° campionato italiano a squadre di braccio di ferro che si è tenuto sabato 25 maggio al complesso fieristico di Reggio Emilia all’interno della manifestazione American’s Fun. Il team nella categoria a squadre è infatti riuscito a distinguersi raggiungendo il secondo posto e avanzando così di un gradino sul podio rispetto alla vittoria nell’edizione precedente. A darne notizia è l’allenatore Ermanno Marangon, entusiasta per la coesione del gruppo e per i risultati raggiunti. “Un ringraziamento di cuore – spiega Marangon - va a tutti i componenti del Team “Eurobody” di Braccio di Ferro, sia i veterani che i nuovi atleti emergenti inseriti in squadra. Tutti si sono ben distinti per agonismo, impegno e spirito di gruppo (aiutando ed incitando i compagni in gara) permettendo così di conquistare, in trasferta a Reggio Emilia, un secondo posto meritatissimo ai campionati italiani a squadre, migliorando il terzo posto raggiunto lo scorso anno, in casa, a Rosolina Mare”. Al primo posto nella classifica dei campionati si è piazzata la squadra “Il branco” di Torino con 134 punti, seguita dal team portovirese dell’Eurobody con 117 punti che ha pareggiato con la squadra “Popeye” di Livorno. Al terzo posto gli “Over Mas” di Brescia con 107 punti e al quarto i “Bracciodiferro” di Cesena. Gli atleti portoviresi cha hanno gareggiato sono: Kevin Corona nella categoria 55 e 60 kg classificatosi al secondo posto, Gianluca Russotto nei 65 kg al sesto posto, Sonny Corona nei 70 kg al quinto posto, Enrico Marangon negli 80 kg al secondo posto, Ermanno Marangon negli 80 kg al quarto posto, Marco Finotto nei 90 kg al quinto posto, Menotti Tessarin nei 110 al secondo posto e nei +110 al quarto posto, Lorena Pizzighello nei 45 e 50 kg al primo posto, Elena Negri nei 55 al quarto posto, Giulia Visentin nei 70 kg al secondo posto, Desy Pregnolato nei +70 al terzo posto e Laura Panfilio nel +70 al secondo posto. El.Ca.

Calcio Delta sfortunato in Coppa Italia

Niente da fare contro Turris e Ischia di Cristiano Aggio

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quando Gherardi quasi allo scadere di tempo supera Sollo e Biagini salva sulla linea, si dispera. I tifosi della Turris incitano a gran voce i propri beniamini, capendo le reali difficoltà della squadra, e quasi per incanto, l’angelo argentino Sebastian Horacio Gasparini, subentrato, al bomber e idolo della Turris Vitale, sbuca dalle retrovie e sigla il nuovo vantaggio, proprio lì, dove ci sono i tifosi della Turris che esplodono. Un gol a tempo scaduto è una mazzata psicologica non da poco, accentuato ancor di più se viene segnato in una finale. A poco serve aver giocato meglio, come ha fatto il Delta, certamente non tutelato da un arbitraggio a dir poco approssimativo di Aristide Capraro. A mettere i titoli di coda per il 3-1 finale, tale Salvati, difensore di professione, 11 presenze su 34 partite, che trova un eurogol su punizione. Insomma, alla Turris ha girato tutto bene, al Delta un po’ meno. Contro l’Ischia, il Delta ha perso 2-1, in una giornata di fine maggio che sarà ricordata per due cose: il tempo meteorologico con pioggia e vento incessanti per tutta la giornata e per l’incredibile autogol del portiere Del Bino del Delta (dovuto al fortissimo vento) che ha fatto il giro di

l Delta Porto Tolle, sono indigeste le squadre campane! Mettiamola così, visto che la squadra di Fabrizio Zuccarin, protagonista in campionato con la vittoria del proprio girone in serie D con relativa promozione in Lega Pro, nella storica partita contro il Pordenone, ha dovuto alzare bandiera bianca nelle due finali disputate la prima al Renato Curi di Perugia nella finale di Coppa Italia di categoria contro la Turris, e in terra toscana nella finale scudetto contro l’Ischia. Contro la Turris, i campani hanno ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo. Una strana partita quella vista al Curi, con un Delta che inizia con il piglio giusto, con Marangon che sembra avere il piede caldo, lanci precisi, sgroppate sulle fasce, con i partenopei non pervenuti. Da una leggerezza difensiva del Delta, la Turris trova non solo il gol del vantaggio ma anche lo sblocco psicologico. Il Delta non si scompone più di tanto, consapevole delle proprie forze e continua a fare la partita. La logica conseguenza, è il meritato pari confezionato sull’asse sinistro MarangonMaiese e Zanardo bomber. Aumentano le certezze dei deltini, mister Zuccarin osserva i suoi in piedi e

Il portiere del Delta, Del Bino

Del Bino beffato da un suo rilancio, il pallone torna indietro ed entra in porta tutti i social network ritagliandosi uno spazio anche sulla “prestigiosa” rubrica di Cristiano Militello su “Striscia lo striscione” di Striscia la notizia. Nonostante tutto, bravo Delta, promosso in Lega Pro e capace di centrare due finali prestigiose.

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e Stefania Rocca

Doppio risultato per Fregnan e Moregola

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ncora importanti vittorie per l’asd Eurobody di Porto Viro. I campioni Andrea Moregola e Stefano Fregnan si sono riconfermati medaglia d’oro nell’open di katame no kata, portando l’Italia al primo posto nei campionati d’Europa che si sono tenuti a Cottonera (Malta) e che hanno visto la partecipazione di ben 112 coppie provenienti da 18 nazioni diverse. Dopo la prima vittoria nella classe di appartenenza nel katame no kata tra le dieci coppie nel gruppo under 45 che rappresentavano Tuchia, Spagna, Olanda, Francia, Germania, Svezia ed Italia, gli azzurri Andrea Fregnan e Stefano Moregola, che partivano con il sorteggio per ultimi in quanto teste di serie, sono riusciti a competere non solo piazzandosi al primo posto negli under 45, ma anche il giorno seguente nell’open. Ancora una volta gli atleti dell’asd Eurobody di Porto Viro e per il secondo anno consecutivo, sono riusciti a dimostrare di essere i migliori d’Europa in un campionato molto competitivo con gli azzurri pressati da una Spagna molto forte e da una Francia che ormai è una potenza del kata europeo. A Reggio Emilia, invece, al 5° Memorial Bisi valido come terza prova del Gran Prix di Kata Fijlkam 2013, i campioni azzurri Fregnan e Moregola non sono riusciti ad andare oltre il secondo posto, superati dalla coppia umbra composta dal Proietti (ex campione europeo, Italiano e pluri medagliato ai campionati mondiali degli ultimi 6 anni, e Ukè Varazzi da poco nel circuito agonistico del

Kata Judo. Nella Finale la coppia Fregnan e Moregola, con un Moregola febbricitante e per questo non al 100%, pur avendo tentato di ribaltare il risultato non sono riusciti a dare di più anche totalizzando un punteggio di 460 punti, venendo superati di 3 punti, dalla coppia Proietti-Varazzi. L’asd Eurobody al palazzetto di Onigo di Pederobba ha inoltre partecipato al 33° Trofeo judo Pederobba riservato alle classi esordienti “A” e “B”, cadetti, junior e senior. Con l’allenatore Giuseppe Arillotta hanno partecipato gli atleti dell’Eurobody Nicolò Rossi, vice campioni regionale classe esordienti “A” kg 40, che ha vinto 4 combattimenti prima di perdere per un soffio la finale aggiudicandosi l’argento. Nella categoria cadetti l’asd Eurobody ha schierato due atleti: negli 80 Kg Cesare Baldo, che alla sua seconda gara si è aggiudicato la seconda medaglia di bronzo, e il veterano Stefano Boscolo che nella categoria dei 60 El.Ca. kg si è distinto al terzo posto.


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VIAGGIO IN

PROVINCIA ROVIGO

Piano dei rifiuti urbani e speciali La Provincia ha fatto le sue osservazioni

Maggiore distanza tra impianti e abitazioni Per la Gulmanelli: “Positivi la diminuzione delle discariche e il rendere chiari i criteri di prossimità ed indispensabilità degli impianti per la lavorazione dei materiali speciali”

Elezioni amministrative

di Fortunato Marinata

bellan e laruccia Sindaci

Giuliana Gulmanelli

L

o scorso 21 maggio sono decorsi i termini per presentare le osser- le si persegue un risultato economico necessario per compensare i costi vazioni in merito nuovo piano di gestione dei rifiuti urbani e speciali, di gestione degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani, in costante auche la Giunta della Regione Veneto ha approvato il 5 marzo. Il Pia- mento. In poche parole, con i ricavi che si realizzano dallo smaltimento no, destinato a sostituire lo strumento vigente, che risale al 2004, acco- in loco dei rifiuti speciali e del combustibile dai rifiuti (il cosiddetto Cdr) muna per la prima volta nella normativa regionale rifiuti urbani e rifiuti dovrebbe trovare una maggiore sostenibilità anche lo smaltimento dei speciali, proponendo una strategia parallela e sinergica di raccolta, smal- rifiuti urbani. La Provincia di Rovigo in merito ha fatto pervenire le sue timento e valorizzazione. Lo scopo è ovviamente quello di contenere osservazioni sottolineando che da tempo era attesa la redazione di un nuovo piano di gestione dei rifiuti urbani e speciale spese di smaltimento dei rifiuti tossico/speciali li. “I mutamenti normativi, da una parte, e quelli (oggi acquistati a caro prezzo da impianti esteri) Rifiuti urbani, relativi alle esigenze territoriali in questo ambito, valorizzando e adeguando gli impianti esistenti al in Veneto se dall’altra, lo richiedevano con estrema urgenza – trattamento anche di questo tipo di scarti perico- ne produce 1,2 ha commentato l’assessore competente Giuliana losi. Per i rifiuti urbani (in Veneto se ne produce chilogrammi al in media 1,2 chilogrammi al giorno per abitante) giorno per abitante Gulmanelli”. Ma l’amministratrice di Palazzo Celio è entrata anche nel dettaglio delle osservazioni il piano punta deciso sulla raccolta differenziata: entro il 2020 il 70 per cento dei rifiuti dovrà essere differenziato e da apportare al nuovo regolamento, soprattutto per quanto riguarda le avviato al riciclo o riuso. Tra le strategie di contenimento e riutilizzo dei distanze tra gli impianti di smaltimento e le abitazioni. “Aumentare lo rifiuti il piano indica la promozione del compostaggio domestico, l’eco- spazio tra i luoghi in cui vengono stoccati e trattati i rifiuti speciali e centri scambio, le giornate del riuso, la vendita di detersivi e liquidi vari (acqua abitati – ha commentato l’assessore – non sarebbe male”. Ha sottolicompresa) sfusi e alla spina, la promozione del vuoto a rendere, la di- neato inoltre i meriti che il piano contiene, in primis il fare chiarezza sui stribuzione degli alimenti invenduti nelle mense sociali, la promozione criteri di prossimità ed indispensabilità degli impianti per la lavorazione degli spacci agricoli e delle ‘filiere corte’, dal produttore al consumatore, dei materiali speciali, la provincia di Rovigo in più occasioni si è trovata la promozione dei pannolini lavabili e progetti di educazione ambientali. in impaccio nel concedere l’autorizzazione degli insediamenti per queste Analogamente, il piano punta ad abbattere il flusso di ‘esportazione’ dei attività, e la riduzione delle discariche in Veneto. Ora il piano ritornerà rifiuti speciali, con l’obbiettivo di effettuare sia il trattamento e che lo in commissione, con le relative osservazioni, per iniziare il percorso di smaltimento in Veneto. Anche in questo caso oltre all’aspetto ambienta- esame istruttorio preliminare al voto finale d’aula.

CENTRO PER l’IMPIEGO RISOlTO Il PROBlEMA DEllE luNGHE CODE

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questionari di “customer satisfaction” sul servizio accoglienza del centro di accoglienza al Centro per l’impiego di Rovigo contenevano note di biasimo per il servizio: soprattutto per quanto riguarda i tempi di attesa, l’utilizzo dell’auto-consultazione e il comfort degli ambienti. Le note lasciate dagli utenti davano anche precisi riferimenti, a Badia e Adria il servizio era migliore. Per il centro Rodigino, dunque è stato necessario correre ai ripari. Recentemente, seppur in via sperimentale, il nuovo servizio è stato realizzato, in osservanza delle prescrizioni indicate, dal personale dell’area Lavoro di Palazzo Celio, cercando di intervenire sulla versatilità dell’aula multimediale e sulla riorganizzazione logistica e funzionale, in modo da ridistribuire i flussi agli sportelli dedicati ed eliminare le code, con buon profitto per il tempo di attesa, reso più confortevole, la privacy e lo stress per gli operatori del Cpi. Fo.Ma.

Il nuovo sindaco di Porto Tolle e quello di Trecenta

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a tornata elettorale per il rinnovo dei consigli comunali in Polesine non ha dato luogo a sorprese, i risultati usciti dalle urne hanno in qualche modo confermato le attese, l’affluenza dei votanti, invece, non è stata un disastro come nel resto d’Italia ma comunque si è abbassata rispetto alle amministrative di cinque anni prima. A Porto Tolle gli aventi diritto erano 8.779, 6.188, quelli andati al seggio, pari al 70,48%, nel 2008 si era raggiunto l’86,15%, mentre Trecenta l’afflusso è stato sensibilmente più basso: dei 2.486 elettori, 1.714 hanno espresso il loro voto, ossia il 3,42% in meno rispetto ad un anno prima. A porto Tolle ad imporsi è stato Claudio Bellan supportato dalla lista civica “Progressisti e moderati”, che ha raccolto il 38,82% dei consensi staccando di poco più di 400 voti l’altro uomo del Pd Roberto Pizzoli che dopo aver perso le primarie, proprio contro lo stesso Ballan, aveva dato vita ad una sua lista “Pezzoli Sindaco” raccogliendo 31,51% dei voti. Terzo ancora un uomo del Partito Democratico, Giacomo Bovolenta, anche lui deciso a far correre da solo l’ala “renziana” del partito sotto il nome di “Adesso per Cambiare” che ha raccolto il 13,53% dei voti disponibili. Quarto è arrivato la lista del Movimento 5 Stelle, con candidato sindaco Massimiliano Battiston, che è riuscito a fare sua neanche la metà dei voti raccolti dal partito di Beppe grillo qualche mese prima. Alle elezioni politiche di febbraio il Movimento aveva ottenuto quasi il 25% dei voti dei portotollesi mentre alle amministrative il consenso si è fermato al 10,95%. A chiudere la competizione Angelo Motta e la lista Sinistra-Porto Tolle cha ricevuto solo 308 preferenze, troppo poche per portare in Consiglio un proprio rappresentate. A Trecenta, invece, il confronto si è risolto in un testa a testa dal quale è uscito ancora largamente vincitore Antonio Laruccia con il 66,95% delle preferenze. Il neosindaco, infatti, ha dovuto ricandidarsi dopo che la sua stessa maggioranza aveva deciso di tornare alle urne in seguito alle polemiche nate sulla sua incandidabilità in quanto membro del Cda del Consorzio Rsu. Per lo sfidante, Giampietro Panziera, non c’è stata comunque storia, ha raccolto solo 543 preferenze delle 1643 assegnate. Fo.Ma.


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Slovenia: tradizione Wellness Green, Active and Healthy: ecco le tre parole che sono in grado di riassumere l’anima di questa terra. Quest’ ultima si riferisce anche all’antica tradizione termale slovena nata dalle proprietà terapeutiche delle acque che hanno richiamato per secoli un costante flusso di visitatori, rendendo celebri i centri termali sparsi su tutto il territorio, sia sulla costa che nell’entroterra. In un’epoca di grande attenzione per la salute psicofisica e per l’aspetto estetico del proprio corpo, cresce il numero di quanti – e si commetterebbe un errore pensando che si tratti in maggioranza di donne – si concedono una vacanza con intenti salutari. Le località termali della Slovenia, con le loro moderne attrezzature, l’elevato livello ricettivo e il buon rapporto prezzoqualità, si rivelano ideali per questo scopo. Infatti su una superficie inferiore a quella della Lombardia si concentrano ben 22 stazioni termali, di cui le 15 maggiori riunite i un’apposita associazione, con 87 diverse sorgenti, distribuite dalla riviera adriatica alle Alpi fino alla pianura pannonica ad est, con una disponibilità complessiva di 13.500 posti letto e di 37.000 m2 di superfici acquatiche, il che ne fa la nazione

con la maggior concentrazione termale. Tutte queste località sono raggiungibili in meno di due ore e mezzo d’auto da Trieste, alcune in meno di un’ora. Il livello qualitativo dei servizi specialistici offerti ed il loro costo contenuto e decisamente competitivo rispetto all’Italia, costituiscono uno dei motivi di richiamo per i turisti italiani, che ormai da anni occupano il primo posto tra i ospiti stranieri. Appare significativo il fatto che ogni tre pernottamenti in alberghi sloveni, uno di questi avvenga in strutture termali. Nel caso di Catez, Portorose e Rogaska Slatina, tre dei centri maggiori e più famosi, gli italiani rappresentano una percentuale rilevante nelle presenze straniere. Oltre alle benefiche acque minerali e termali si impiegano fanghi salutari, peloidi minerali e torba, acqua marina e salmastra. E poi ci sono innumerevoli possibilità di gite, passeggiate, avvenimenti culturali, manifestazioni, occasioni di shopping, sport e svaghi, casinò compresi. Occorre tenere presente che in Slovenia vige il concetto mitteleuropeo delle terme: non tanto un luogo di cura riservato ad invalidi, anziani ed ammalati, quanto una destinazione di vacanza, di svago e di relax dove si può fare anche qualcosa per conservare e migliorare il benessere, la forma e la salute, prevenendo i malanni. Tutte le terme slovene hanno predisposto dei programmi comuni di wellness, cioè di benessere, per puntare a stare bene sia fisicamente che mentalmente. In estrema sintesi essi si basano congiuntamente su alimentazione, movimento, riposo e trattamenti estetici. Ai margini della pianura pannonica si trovano le terme di

Radenci, famose per l’acqua minerale con i tre caratteristici cuori rossi in campo verde che già all’inizio del secolo scorso si beveva alla corte di Vienna e in Vaticano. Buon punto di partenza per visitare la regione attorno al fiume Mura sono le terme di Moravske Toplice, di Radenci e di Lendava, le prime dotate anche di campo da golf, mentre nel cuore della Stiria slovena la bellissima cittadina di Ptuj, di origine romana, ospita le terme omonime sulle rive del fiume Drava. Una tradizione ultrasecolare vantano le terme di Rogaska Slatina, la cui acqua risulta unica per l’elevato contenuto di magnesio e la purezza batteriologica, frequentate già nell’800 dalla nobiltà asburgica. Le vicine terme di Olimia possiedono una serie di piscine ben strutturate, mentre un’antica tradizione possiedono anche quelle di Dobrna e di Lasko. Le più giovani sono quelle di Zrece, collegate con il centro sciistico, sportivo ed escursionistico del monte Rogla. Sempre in collina si trovano le terme di Topolsica, interessanti per il loro clima. Ampie e diversificate strutture ricettive offrono le terme di Catez, le cui piscine scoperte e coperte formano la maggior riviera termale d’Europa; non lontane da Novo Mesto si trovano quelle di Smarjeske Toplice e di Dolenjske Toplice, poi si passa al litorale adriatico per trovare infine le terme di Strugnano e di Portorose, quest’ultima il maggior centro balneare sloveno, che eseguono la talassoterapia con l’acqua marina. Esistono poi alcuni alberghi, a 4 e 5 stelle, che dispongono al loro interno di impianti termali e di strutture per il fitness.


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Spazi aperti 23 29 Ambiente Il presidente del Wwf provinciale Eddi Boschetti ha fatto il punto della situazione

La fauna del Delta cambia a causa degli interventi antropici Soprattutto in campagna stanno sparendo alcune specie di uccelli. E’ sempre più raro avvistare rondini, barbagianni, pipistrelli, passeri, saltimpali, beccamoschini e allodole di Denise Formigaro

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l Polesine è un territorio ricco di bellezze che continuano a sorprenderci. A partire dal Delta del Po, una zona ancora giovane e che, grazie alla forza erosiva del fiume Po, si sta lentamente modificando. Proprio qui, troviamo una delle zone protette esistenti nel nostro territorio e che ospita esemplari unici di uccelli che nidificano in questa area naturale chiamata Parco del Delta del Po. “La creazione di zone protette è stata un’operazione positiva per la fauna che le popola – sostiene Eddi Boschetti presidente del Wwf provinciale di Rovigo - perché ha migliorato le capacità portanti dell’ambiente. Una conseguenza diretta di questo è il numero di uccelli svernanti che popolano il Delta: negli ultimi anni sono più che triplicati. Tra questi possiamo osservare il Piovanello Pancianera che si nutre principalmente di insetti e molluschi e ama muoversi in stormi. Un altro esemplare che possiamo ammirare dal 1994 è il Fenicottero, specie di origine sud africana che si è spostata, nel corso degli anni, anche verso nord. Un’altra specie proveniente dall’Africa che abita le rive del Delta, è il Gruccione che ama scavare cunicoli nelle dune di sabbia. Sempre parlando di uccelli rari, abbiamo avvistato anche l’Airone Guardabuoi che ha il piumaggio color bianco e il becco giallo. Nella Sacca degli Scardovari è possibile ammirare la Pernice di mare che abita valli prosciugate o isolotti e la Sterna Zampanera che popola principalmente le valli da pesca”. Non tutto il territorio, però, vede una crescita degli esemplari di uccelli. Nelle campagne, infatti, molte specie stanno diminuendo progressivamente: “Negli ambienti agrari è sempre più raro avvistare rondini, barbagianni,

ANCHE I PESCI AuTOCTONI STANNO SPARENDO IMPERVERSANO Il SIluRO E I GAMBERI DEllA luISIANA Il 70% degli esemplari di pesci non sono originari del Polesine, ma arrivano dall’America e dell’Africa

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nche per quanto riguarda le specie ittiche la situazione è in cambiamento. “Nei corsi secondari la situazione è molto critica – afferma Eddi Boschetti. Basti pensare che circa il 70% degli esemplari di pesci non sono originari del Polesine, ma arrivano dall’America e dell’Africa. Tutto ciò non ha giovato al nostro ecosistema. Stanno scomparendo, infatti, il Luccio e la Tinca per lasciare il posto al pesce siluro e al gambero della Louisiana. Stanno proliferando anche le Tartarughe Trachemys, una specie commerciale di piccole tartarughe che la gente compra e che libera quando cresce contribuendo al cosiddetto inquinamento biologico. Questa nuova specie sta provocando una diminuzione della nostra testuggine palustre”. È molto pericoloso, infatti, liberare animali esotici o non appartenenti al nostro territorio perché danneggiano la fauna autoctona in maniera imprevedibile. Assieme alla fauna sta cambiando anche la flora dei nostri fiumi: “Una volta i nostri canali erano ricchi di ninfee bianche, di tifa, di canneti. Molto importante era il miriofillo, ovvero una pianta acquatica che depurava l’acqua e forniva riparo per alcuni specie di pesci come lo Spinarello. Oggi queste tipologie di piante sono sempre più rare da vedere”. Esistono, però, anche delle oasi incontaminate dove la natura segue un altro corso:

“Ci sono tante zone che il Wwf sta cercando di proteggere: come il parco Langer e l’Oasi di Concadirame, dove sono state trovate le Rane di Lataste; e la Valle della Buora dove possiamo ammirare una specie protetta e di anatra, la Moretta Tabaccata. Inoltre, troviamo una specie particolare di passero, il Migliarino di Palude e un uccello chiamato Codibugnolo arrivato dopo il miglioramento ambientale effettuato dai nostri volontari. Grazie ai canneti che crescono anche d’inverno, nella valle abbiamo visto il ritorno di un altro piccolo volatile chiamato Pendolino”. De.Fo.

Alcuni animali presenti nel del Delta del Po

pipistrelli, passeri, saltimpali, beccamoschini e allodole. Sono, invece, aumentate le gazze ladre, i merli e i corvi, specie più adattabili rispetto alle precedenti. Questo cambiamento è avvenuto a causa dell’azione umana sulla natura: l’eccesiva meccanizzazione agricola e l’uso dei prodotti con particolari principi attivi (come i nicotinoidi) entrano nella catena alimentare degli uccelli provocando una diminuzione delle specie meno adattabili. Proprio a causa di queste sostanze, molti rapaci che hanno mangiato qualcosa di nocivo, rimangono intossicati rischiando di morire”. Insomma un danno enorme per le specie che hanno sempre abitato il nostro territorio. È necessario, perciò, che tutti noi prestiamo più attenzione alla salute dell’intero ecosistema per non danneggiarlo in modo irreparabile. Cambiamenti, inoltre, sono stati registrati anche nei mammiferi e la causa sembra essere sempre un cambiamento ambientale: “Anche per questa categoria di animali i problemi maggiori li abbiamo in campagna, dove stanno diminuendo i pipistrelli, in particolar modo la specie dei Rinofili. Questi, infatti, sono abituati a vivere in luoghi freddi e un tempo costruivano la loro casa nelle cantine, nei vecchi edifici e nei granai che ormai stanno scomparendo. Abbiamo, però, il ritorno di alcuni mammiferi, come le volpi, i tassi, i gufi, le puzzole, lo scoiattolo grigio e l’istrice. E anche l’introduzione di specie nuove, come il Geco, una lucertola notturna trovata vicino alle stazioni ferroviarie; nelle campagne abbiamo avvistato la minilepre originaria del nord America. Infine, in città, possiamo trovare il Mustiolo, un piccolo mammifero che si nutre di insetti lungo appena 3 centimetri e mezzo”.


30 Mondo scuola

Mondo scuola 25

L’8 giugno è suonata l’ultima campanella Per i genitori si pone il problema della custodia dei figli

Finiscono le scuole parte l’animazione estiva A ospitare queste attività sono gli stessi edifici scolastici ma più spesso sono piscine e campi da gioco di Mattia De Poli

E

state, tempo di vacanza. Ma il bambino dove lo metto? Sabato 8 giugno è suonata la campanella dell’ultimo giorno di scuola ed ora per i giovani studenti è tempo di relax. Ma per i genitori, impegnati al lavoro, si pone il problema della custodia dei figli, soprattutto se sono piccoli. Cessate le attività scolastiche istituzionali, iniziano altre attività che, attraverso escursioni, giochi, laboratori creativi e divertimento, si propongono uno scopo formativo. Spesso l’animazione estiva nasce dalla sinergia tra le amministrazioni locali e vari enti sportivi

FocuS

Il servizio non è certamente gratuito e peserà sui bilanci familiari o culturali. Ad ospitare queste attività, a volte sono gli stessi edifici scolastici ma più spesso sono piscine e campi da gioco. Il Comune di Rovigo, ad esempio, propone un’animazione estiva in collaborazione con il Csi locale presso i plessi “Tintoretto” e “Papa Giovanni XXIII”. A Porto

Viro, invece, c’è la possibilità di scegliere se giocare sui campi del centro sportivo Acras Murazze oppure fare un tuffo nella piscina comunale sotto la guida dei maestri della società “Adria nuoto”. “Acqualandia 2013” è un’analoga iniziativa promossa da “Acqua più - Occhiobello nuoto”, che si svolge presso la piscina del comune transpadano. A Lendinara, invece, Comune e Centro turistico giovane propongono di andare “In vacanza nella nostra città” per scoprire il luogo e l’ambiente locale “per un futuro ecosostenibile”. Nonostante

la varietà delle proposte, il servizio è importante per le famiglie ma non copre tutto il periodo estivo: se l’animazione portovirese dura dal 10 giugno al 2 o al 9 agosto, a Lendinara si inizia solo il 15 luglio e si arriva fino al 30 agosto. L’offerta, inoltre, è limitata anche nell’arco della giornata: dal lunedì al venerdì, le attività di norma si svolgono dalle 8, talvolta con la possibilità di accoglienza dei bambini già dalle 7.30, fino alle 13 o alle 14 per chi usufruisce

della mensa. Se è comunque importante, il servizio non è certamente gratuito e peserà sui bilanci familiari: i costi di iscrizione si aggirano intorno a 80 euro al mese. A volte sono previste delle agevolazioni, ad esempio riduzioni per il secondo figlio, oppure è possibile limitare la spesa frazionando il periodo in un numero di settimane inferiore. Un costo ma, spesso, anche una necessità in una società in cui i nonni quasi non esistono più.

Rosolina

il dopoScuola Si chiama “mare giovani. campuS ctg 2013”

S

i chiama “Mare giovani. Campus Ctg 2013” ed è una proposta di vacanza di gruppo, promossa dal Centro turistico giovanile e dalla Regione del Veneto nell’ambito del progetto “Art co-working for region”, finanziato dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo. E’ l’esperienza di una settimana, tra il 20 giugno e il 6 luglio a seconda della fascia di età, da trascorrere a Rosolina, a

pochi passi dal mare in un albergo a tre stelle, con la possibilità di fare escursioni nel bosco litoraneo o lungo la battigia insieme a un esperto biologo alla scoperta della vegetazione pioniera e della fauna marina. Di notte, grazie alla collaborazione del Gruppo astrofili polesani, ci sarà l’opportunità di scoprire le sagome che le stelle disegnano nel cielo e di apprendere nozioni fondamentali di orientamento. Se il cibo

proposto sarà prevalentemente a chilometro zero, la vacanza offrirà l’occasione di fare un tuffo nella conoscenza della lingua d’oltre Manica: tra le attività è previsto anche un corso di inglese parlato, che durerà almeno un’ora al giorno e che sarà gestito da alcuni animatori esperti. Testi di canzoni e modi di dire saranno al centro di giochi e M.D.P. discussioni, che animeranno l’estate polesana. messaggio pubblicitario

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32 26 Personaggio Il libro di Tania Bacchiega “Tutta storta come sono”

Tra le pagine la lotta alla depressione La scrittura è stato un modo per sconfiggere gli attacchi di panico e convivere con la propria malattia di Denise Formigaro

“La mia vita è piena di momenti di gioia e di pazzia perché io sono una persona fuori dal comune” questa sensazione si è trasformata in un pensiero di morte: stavo affrontando l’inizio della depressione. A 15 anni, infatti, ho avuto il mio primo attacco di panico. Così, mi sono rivolta a una psicologa per trovare conforto. Ma non mi aiutò affatto: mi disse che stavo male perché avevo già avuto rapporti sessuali. Rimasi senza parole e non tornai più da lei. Seguì un periodo sereno della mia vita che finì a 21 anni quando arrivò una grande crisi e iniziai una nuova cura accompagnata dai farmaci che mi aiutarono tantissimo. I 10 anni che seguirono furono bellissimi. Stavo molto bene. Ma in cuor mio sapevo che il “mostro” (la depressione e l’ansia), mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. Infatti a 32 anni un’altra crisi arrivò. Ma questa volta mi ha trovata più forte e

più consapevole di me stessa e delle mie capacità”. Una storia di sofferenza quella descritta nel libro che accomuna, però, molto persone: “Non è stato facile per me scrivere questa autobiografia. Quello che mi aiutava a proseguire nel racconto era la voglia di aiutare le persone che come soffrono di depressione e di attacchi di panico. Quando ho iniziato a combattere questa malattia mi vergognavo, facevo fatica ad accettarmi, pensavo di essere l’unica ad avere questo male e mi sentivo terribilmente sola. Ho trovato conforto leggendo alcuni forum in rete di persone che come me soffrivano di depressione. Così continuavo a scrivere perché con il mio libro potevo far compagnia a tutte le persone simili a me e far capir loro che è importante accettarsi per quello che si è, chiedere aiuto a un professionista e voler guarire”. Nel libro, però, si raccontano anche momenti felici: “La mia vita è piena di momenti di gioia e di pazzia perché io sono una persona fuori dal comune che ha tanta voglia

Nella foto l’autrice di “Tutta storta come sono”, Tania Bacchiega

di vivere. Ci sono momenti anche comici di quanto sono con gli amici. E, infine, c’è l’amore: come ho vissuto la sessualità nei diversi anni della mia vita e come ha passato molti anni felici con il mio primo amore”. Insomma una storia a 360 gradi che mostra come, nei momenti difficili della vita, non bisogna mai gettare la spugna perché

comunque vada la felicità tornerà sempre a invaderci. Come tutti gli scrittori, però, Tania ha già in programma un altro libro molto diverso dal primo: “Ho un sacco di idee in testa. Voglio scrivere qualcosa che non racconti più di me e delle mie esperienze. Forse un racconto inventato”.

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eggere è un hobby che aiuta a crescere, che ci fa scoprire mondi lontani e che ci tiene compagnia nei momenti di solitudine. Ma un libro può fare molto di più: è in grado di dare conforto nei momenti bui che nel corso della vita si devono affrontare. Con questo intento è nato “Tutta storta come sono” scritto da Tania Bacchiega, ragazza di 35 anni originaria di Lendinara. “Ho iniziato a scrivere fin da quando ero bambina – racconta Tania; ho composto molte poesie che però non ho conservato. Questa passione si è consolidata alle medie e mi ha accompagnato negli anni fino ad arrivare a pubblicare il mio primo libro “Tutta storta come sono”. Scrivevo di notte perché di giorno lavoravo e rigorosamente su carta perché è l’unico modo in cui riesco a far uscire le idee”. Il romanzo racconta la storia autobiografica di Tania e mette a nudo la sua battaglia contro il “mostro” con cui sta ancora lottando: “Ho sempre sentito delle sensazioni strane, fin da quando ero piccola. Crescendo


Cultura provinciale 29 33 Incontri con l’autore La storia di due donne e di un testo miniato

letteratura

Il libro di Mush

“Dov’è la Vittoria?”, l’ultima fatica di Lorenzo Busson

L

Antonia Arslan, intervistata a “Fiumi di libri” ha parlato del suo recente romanzo definito “Una riflessione su quanto possa essere assoluto il male” di lino Segantin

“I

l libro di Mush” è il titolo dell’ultima opera di narrativa due donne che, prima di abbandonare la loro terra oltraggiata, di Antonia Arslan, apprezzata scrittrice e saggista pado- rintracciano, nel monastero di Mush, uno storico scritto miniato vana, da sempre legata al Polesine anche per la prove- (“Il libro di Mush” da cui prende nome il romanzo) che porterannienza lendinarese della madre. A Rovigo la Arslan è giunta per no con sé e che oggi, rintracciato e restaurato, costituisce uno dei parlare del suo libro, invitata nell’ambito della manifestazione più importanti documenti d’arte del popolo armeno, conservato “Fiumi di Libri” dedicata alla piccola e media editoria, un’ini- nella biblioteca di Yerevan , la città delle 101 chiese. Si tratta ziativa che ha animato il centro storico per tre intense giornate di un grande manoscritto (alto circa un metro e del peso di 30 chilogrammi) miniato nel 1202, già all’enell’ultimo fine settimana di maggio. Un poca sfuggito ad una strage dei mongoli e romanzo “Il libro di Mush” che, come La Turchia riscattato dai monaci di Mush. gli ultimi lavori dell’autrice, riattualizza i tuttora si Dell’immane tragedia sopravvivono tragici giorni del genocidio subito dal po- ostina a negare racconti tramandati oralmente, come polo armeno, portato per la prima volta la storica realtà alla luce dalla “Masseria delle allodole”, del vile massacro quello delle peripezie vissute dalle due donne armene in fuga con il prezioso libro della stessa autrice, un libro questo che ha avuto un successo editoriale straordinario con traduzioni in molti miniato (diviso in due per sopportarne equamente il peso) che paesi del mondo. “Il libro di Mush è una riflessione su quanto la Arslan la raccolto durante uno dei suoi viaggi negli Stati Uniti, possa essere assoluto il male e sul destino dell’essere umano”, dove vive una attiva comunità armena. “Dei mille villaggi armeni della piana di Mush – ha sotha osservato l’autrice, che ha parlato dell’uragano di violenza si è improvvisamente abbattuto il 24 aprile 1915 sul popolo arme- tolineato la scrittrice – oggi resta solo la memoria dei pochi no. Una popolazione inerme e del tutto impreparata all’immane superstiti in esilio, essendo la zona stata colonizzata da popolatragedia, alla quale solo pochi sono sopravvissuti fuggendo dalla zioni turche. Soltanto nelle aree più alte, sulle montagne che si Turchia, il cui governo tuttora si ostina a negare la storica realtà elevano verso l’Ararat, esistono ancora i resti di qualche villaggio del vile massacro. Ai superstiti, assieme all’immenso dolore, è abbandonato, nelle cui case in rovina è ancora possibile rintracaffidato il compito di tener viva la memoria dell’orribile evento, ciare qualche segno della fede del popolo armeno”. Un romanzo che avvince quello scritto da Antonia Arslan nel cui contesto si iscrivono anche pagine di grande umanità, (proposto da Kira edizioni) e nel contempo un’opera per non come quelle che animano il romanzo di Antonia Arslan. E’ la storia di cinque scampati al massacro, in particolare di dimenticare.

in breve A Fratta Polesine, convegno sul Palladio

Quando l’architettura diventa gioco

D

oppio appuntamento con l’arte in occasione della chiusura della mostra “n x 500 - i designer interpretano Andrea Palladio”. L’esposizione, ospitata presso la villa Badoer di Fratta Polesine, chiude i battenti il 16 giugno tra i fuochi d’artificio: un convegno e una videoinstallazione. Nell’ambito delle manifestazioni volte a celebrare il cinquecentesimo anniversario della nascita del celebre architetto, la mostra ha raccolto le opere di alcuni “colleghi” contemporanei del maestro, di designer e di orafi, che hanno cercato di reinterpretare il concetto palladiano dell’architettura attraverso l’ideazione di vari oggetti, anche di uso quotidiano. Accanto ad essa, venerdì 14 giugno alle ore 16 la villa palladiana di Fratta, patrimonio dell’Unesco, ospita un convegno sul tema “Il sistema costruttivo di Andrea Palladio: quando l’architettura diventa gioco”. Il giorno seguente alle ore 17, invece, è in programma la presentazione della videoinstallazione “Così parlò Palladio”, realizzata da Biljana Bošnjakovi� appositamente per la ricorrenza. L’autrice attraversa Palladio inventando la “Gentildonna vitruviana”, che nei movimenti e nelle parole simula le linee fondamentali dell’architettura palladiana, e celebra così la capacità dell’intelletto di trasformare lo spazio selvaggio, la materia morta in qualcosa di vivo e vivibile dall’uomo. Le varie iniziative frattensi intendono richiamare l’attenzione su un genio che seppe trasformare lo sviluppo economico e la modificazione del paesaggio in arte. M.D.P.

La scrittrice è padovana ma da sempre è legata al Polesine anche per la provenienza lendinarese della madre

Consorso “maglietta della poesia”

c’è tempo Fino a luglio per iScriverSi

Gi

ugno è stato un mese denso di appuntamenti per il Gruppo autori polesani nel segno della memoria e delle novità editoriali, guardando con trepidazione all’arrivo dell’estate. Angioletta Masiero ha proposto la lettura di alcuni testi di Giovanna Manzolli Modonesi, raccolti nell’opera memorialistica “Ca’ Rosa”. Giuliano Visentin ha presentato il suo terzo romanzo “Destini sospesi”, attento ad analizzare la precarietà e la complessità della vita contemporanea. Le due diverse proposte di lettura, entrambe molto interessanti per il periodo estivo, hanno fatto da trampolino di lancio per un’altra iniziativa ormai consolidata: il concorso letterario “Sport e poesia. Momenti di emozione”, realizzato in collaborazione con il comitato “Polisportiva Tassina” e giunto alla sedicesima edizione. La presidentessa del Gruppo autori polesani, Aurora Gardin, è orgogliosa del successo che incontra ogni anno la manifestazione, unica in Italia nel proposito di coniugare poesia (o prosa) e sport. Altro fiore all’occhiello è la “maglietta della poesia”, per la quale viene scelta una breve frase che propone una riflessione sulla poesia. Poesie e racconti possono essere dedicati non solo allo sport ma anche ai temi più vari, e una sezione è riservata alle opere che riguardano il quartiere Tassina o la città di Rovigo. Tutti, bambini, adulti e anziani, possono partecipare inviando i testi entro la metà di luglio alla presidente. Il bando completo è consultabile sul profilo face book dell’associazione. M.D.P.

a pubblicazione dell’ultimo romanzo di Lorenzo Busson è coincisa quasi perfettamente con l’uscita nelle sale cinematografiche del film “Il grande Gatsby” e forse non è stata solo una coincidenza. Le analogie con il celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald non mancano ma “Dov’è la Vittoria?” racconta una vicenda contemporanea e tutta polesana, anzi rodigina. Attorno alla storia d’amore tra Marco e Vittoria, due studenti di Rovigo, si delinea una società schizofrenica, priva di solidi punti di riferimento, che abitua all’apatia, all’indifferenza, al cinismo. La scuola, la famiglia: gli ambienti tradizionalmente deputati all’educazione dei giovani non hanno alcuna credibilità. I protagonisti compiono azioni senza pensare agli effetti che produrranno e senza avere particolari sensi di colpa: una società fluida, direbbe Zigmund Baumann, in cui tutto è effimero e, nell’istante, ci si ferma alla superficie, all’apparenza. Tutti conoscono il solo modo per provare emozioni forti, fino allo sballo: sciogliere in un bicchiere, magari di superalcolici, una “pasta” arancione con la faccina arancione incisa. La storia di amore e di droga non è ambientata nell’America frenetica degli anni Venti ma in una città di provincia, dove si incontrano sempre le stesse persone, inevitabilmente. I luoghi sono chiaramente riconoscibili: tutto avviene in uno spazio ben definito, uno spazio familiare all’autore. Busson, docente di materie giuridiche nelle scuole superiori del capoluogo polesano, non è nuovo alla scrittura: nel 2001 ha incontrato l’apprezzamento dei lettori con il romanzo d’esordio “Studenti serpenti” e nel 2002 è stata la volta di “Bar Nordest”. Oggi, con la casa editrice “Compagine”, si è tolto la soddisfazione di presentare la sua fatica letteraria M.D.P. all’ultima Fiera del libro di Torino.

23 giugno all’Archivio di stato

la moda in poleSine ai tempi di goupil

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a mostra di palazzo Roverella “Il successo italiano a Parigi negli anni dell’impressionismo: la Maison Goupil” si appresta a chiudere i battenti il 23 giugno. In prossimità di questa scadenza, venerdì 21 alle ore 17.30 l’associazione culturale “Minelliana” e l’Archivio di stato di Rovigo propongono un incontro presso la sede dello stesso Archivio in via Sichirollo, volto a ricostruire l’influenza della moda francese nel Polesine all’epoca della Maison Goupil. Nell’occasione, dopo i saluti istituzionali di Luigi Contegiacomo, in qualità di direttore dell’Archivio, e di Mario Cavriani, presidente della “Minelliana”, la studiosa Ludovica Mutterle illustrerà il volume “Tra un sigaro e l’altro - Farfalle. La moda di fine ‘800 nel Corriere del Polesine”. All’incontro interverrà anche l’autrice, Isabella Agujari. Il “Corriere del Polesine” è stato un quotidiano stampato a Rovigo dal 1890 al 1927, periodo che coincide in parte con la decennale attività della galleria parigina. Fondato da Giovanni Battista Casalini, fu diretto inizialmente da Cesare Chiusoli e tra il 1893 e il 1898 da Alberto Bergamini che più tardi passò al “Corriere della sera”, fondò “Il giornale d’Italia” e inventò la “terza pagina”. “Tra un sigaro e l’altro” era una rubrica rivolta a un pubblico eterogeneo, che si occupava di diversi argomenti: fatti curiosi e personaggi singolari, libri e mondanità, poesia e galateo, senza trascurare la moda. Molte informazioni erano attinte da altre riviste e giornali italiani ma anche europei, inglesi e francesi. M.D.P.


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IL VENETO

in PRIMO PIANO Fusioni dei comuni: molti ne parlano qualcuno lo fa

Risparmiare si può Auspicabile un saggio riordino degli enti locali

Cogliere lo spirito dei tempi non è da poco, specie se questo significa lasciarsi dietro le spalle una parte della propria storia di Germana urbani

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isparmi certi e servizi migliori. Sono questi l’assessore regionale Roberto Ciambetti - e’ che in sintesi i grandi vantaggi che ricaverebbe- si possa eleggere il nuovo Consiglio comunale ro i Comuni che decidessero di fondere i nella primavera del 2014, alla naturale scadenpropri campanili, propri uffici amministrativi e so- za del mandato delle attuali amministrazioni. prattutto i propri cittadini. Oltretutto, è stata ap- Questi ultimi passaggi chiudono un percorso provata a livello regionale una legge che garanti- iniziato anni or sono, ma che ha già portato a grandi sinergie tra rebbe loro dei contributi i due comuni con importanti da spendere A fine ottobre risultati veramente per la riorganizzazione il referendum per la di uffici e servizi ma prima fusione dei comuni importanti, ai quali mi auguro guardino con non solo. Non resta che polesani. Nascerà interesse anche altre avviare i processi ma Civitanova Polesine amministrazioni. Cito per farlo occorre che i politici siano dotati di visioni di lungo periodo e di un fatto che e’ indicatore delle opportunità che coraggio. Quello che serve per spiegare ai propri nascono dalla sinergia e dal lavorare assieme: cittadini che “perdere” una parte dell’identità Vas e Quero, grazie a una campagna comune di storica e civica garantirà loro una più alta qualità informazione e coinvolgimento della cittadinanin fatto di servizi e risparmi. Solo due mesi fa za, sono riusciti nel volgere di pochissimo tempo la Regione ha dato il via libera alla fusione di a passare dal 60 all’85 per cento di raccolta due comuni feltrini, Vas e Quero, presto divisi differenziata, un dato a dir poco nordeuropeo, solamente dal Piave. Infatti adesso la parola dimostrando un livello singolare di efficienza e ritorna ai cittadini che dovranno esprimersi con qualità”. “E’ una questione di sopravvivenza un referendum consultivo che comunque, non – afferma Andrea Biasioitto, sindaco di Vas sarà vincolante. “La mia speranza – afferma - Se la fusione dovesse saltare il futuro del no-

Scelte lungimiranti

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comuni del Veneto sono oggi 581, solo una piccola parte degli oltre 8000 sparsi in ogni angolo d’Italia. E se si vuol fare un ragionamento di un qualche peso, rispetto alla necessità di tagliare la spesa pubblica, occorre tener presente che l’Italia conta circa 60 milioni di abitanti residenti in questi 8000 comuni, per una popolazione media di circa 7000 abitanti. Ma sono moltissimi i Municipi con popolazioni ben al di sotto dei 5000 abitanti. Detto ciò, basta dare uno sguardo oltralpe per capire dove sta uno dei tanti nostri problemi:

Immagine tratta dal sito www.rovigooggi.it

stro Comune è comunque a rischio. Avremmo l’elezione di un sindaco e sei consiglieri senza nemmeno la possibilità di nominare assessori. Una gestione meramente di facciata, con il rischio di non potere più erogare i servizi che finora, pur con sacrificio, siamo riusciti a fornire ai cittadini. Parlo di mensa e trasposto scolastico, servizi sociali e persino la luce pubblica”. Dalla fusione il nuovo Comune ricaverà dei risparmi ma anche fusione un sostegno economico sia dello Stato sia della Regione. Stando al decreto sulla revisione della spesa pubblica, il contributo straordinario previsto dalla normativa nazionale ai municipi che si fondono e’ pari al 20 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti nel 2010. Non vanno poi dimenticati i contributi previsti dalla legge regionale n. 18 del 2012 predisposta pro-

prio per spingere le amministrazioni locali fino a 5.000 abitanti a concentrare uffici e risorse al fine di ottenere risparmi di scala. E sono decisi a cogliere l’opportunità anche gli amministratori di sei comuni polesani che hanno già scelto il nome del “nascituro” nuovo comune: Civitanova Polesine. I sindaci dei sei comuni, Antonio Bombonato (Costa di Rovigo), Claudio Rosa (Arquà Polesine), Ennio Pasqualin (Frassinelle Polesine), Renzo Visentini (Pincara), Valerio Galvan (Villamarzana) e Fabio Giacometti (Villanova del Ghebbo) hanno terminato a metà maggio il tour nei sei municipi di assemblee pubbliche per la presentazione ai cittadini del progetto di fusione mentre lo studio di fattibilità, che contiene lo studio sul territorio del nuovo comune e i vantaggi che ne derivano, in termini di risparmio,

Sopra l’assessore regionale Roberto Ciambetti è in fase di discussione. Il processo di fusione è talmente a buon punto che esiste già il sito internet del nuovo comune che conterà circa 12mila abitanti, su una estensione di 101 km quadrati. Nel sito viene spiegato come siano significativi i risparmi economici dovuti al taglio dei costi fissi sostenuti oggi dai singoli comuni, si dà conto della possibilità di ricevere contributi statali e regionali e si assicura che rimarrà inalterata l’identità del singolo territorio con il mantenimento del toponimo. Inoltre si manterranno i municipi in ogni comune, inclusi i servizi primari resi ai cittadini, e si svolgeranno pure le elezioni per i sei consigli di municipalità scelti dai cittadini, i cui membri eletti non percepiranno alcuna identità. Se tutto andrà per il meglio, come sembra, il referendum tra la popolazione si svolgerà ad ottobre.

ma Quanto ci coStano i campanili? la Germania, per esempio, ha 80 milioni di abitanti e circa 1600 comuni, per una popolazione media di circa 50.000 abitanti. L’ultima riforma degli enti locali ha tagliato il numero dei consiglieri e degli assessori comunali in modo trasversale e, paradossalmente, non ha tagliato il personale politico di altri enti che spesso appaiono più inutili e hanno bilanci di spesa ben più pesanti e grigi. Il caso Fiorito, esploso come un bubbone in seno al consiglio regionale del Lazio ha messo ben in evidenza il problema. Tornando ai comuni, però, non

sono pochi coloro che sostengono che sarebbe stato meglio che la legge obbligasse i piccoli comuni a fondersi piuttosto che tagliare il numero dei consiglieri. Se si tien conto che nel 2008 i comuni italiani hanno speso complessivamente 83,682 miliardi di euro, cioè il 10,8% della spesa pubblica totale, e di questi, quasi un terzo, 24,5 miliardi, se ne sono andati per “l’amministrazione, la gestione ed il controllo”, ossia per la mera esistenza della burocrazia comunali, ben si comprende come sia assolutamente necessario imboccare

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la via maestra per la razionalizzazione della spesa pubblica locale: quella della fusione dei comuni. Questa operazione consentirebbe di sfruttare delle economie di scala per ridurre considerevolmente gli sprechi ed ottimizzare i servizi. Se si arrivasse ad avere circa 2000 comuni (di 30.000 abitanti di media) si potrebbero unificare servizi, fondere uffici, razionalizzare il personale e risparmiare diversi miliardi di euro all’anno.

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Il Veneto in primo piano 35 11 Padova e provincia

Proposte concrete e frenate convinte Se si votasse oggi il 27% dei cattolici non voterebbe. Solo uno su tre confermerebbe il suo voto al centrodestra e il 14% voterebbe Grillo di Germana urbani

S

arà la crisi e quel che ne consegue ma non sono pochi i comuni che anche in provincia di Padova stanno parlando in modo più o meno concreto di fondersi in un unico grande comune. I più convinti in questo senso sono Este e Ospedaletto, i cui sindaci, entrambi di centrosinistra, hanno da tempo iniziato ad analizzare la fattibilità del processo e le economie di scala che ne deriverebbero e i due consigli comunali hanno approvato già un anno fa una delibera che dava ufficialmente il via alla fusione. “Verosimilmente - afferma Giancarlo Piva, sindaco di Este – potremmo arrivare al referendum già la prossima primavera”. “La fusione dei Comuni – continua Piva - rappresenta senza dubbio lo strumento migliore per consentire una maggiore capacità e celerità operativa nell’analizzare i bisogni del territorio e dare risposte adeguate ai cittadini, perché svincolata dalle sovrastrutture che le forme associative quali l’unione o la

convenzione necessariamente comportano: duplicazione di organi, apparati, luoghi di confronto e concertazione. Siamo convinti che la fusione dei comuni di Este ed Ospedaletto Euganeo consentirebbe l’aumento della qualità dei servizi erogati ed una riduzione dei costi, grazie alle sinergie ed alle economie di scala che si possono realizzare. In particolare la standardizzazione dei servizi risulterebbe conveniente e strategica nei settori organici dei servizi alla persona e della promozione e sviluppo del territorio e delle attività economiche, produttive e ricettive in esso inserite”. Certo è che se l’operazione andasse a buon fine il nuovo ente locale potrebbe contare circa 23.000 abitanti, dislocati in un territorio di 54,17 Kmq. Una realtà indubbiamente significativa nel contesto di tutta la Provincia di Padova e specificatamente della bassa padovana. In questo stesso territorio era nato un dialogo per la fusione anche tra Carceri e Vighizzolo

ma ad oggi non ci sono sviluppi significativi. Tutto tace anche sul progetto di fusione che vedeva coinvolti i comuni di Boara Pisani, Barbona, Stanghella e Vescovana, per un totale di quasi 10 mila residenti. Il Comune di Boara, capofila dell’iniziativa, aveva incaricato la Consulting snc di Padova di redarre uno studio di fattibilità non ancora presentato alla collettività. Sarebbe convinto, invece, il sindaco Barison, riconfermato alla guida del comune di Albignasego, che ha più volte lanciato la proposta di fusione ai comuni di Casalserugo e Maserà. Il sogno di Barison è di creare qualcosa di grande da lasciare ai posteri: una città da 40 mila abitanti, un ente di peso che avrebbe una voce diversa qualora si tornasse a parlare concretamente di città metropolitana. I primi cittadini Nicola De Paoli, di Maserà, e Elisa Venturini, di Casalserugo, anch’essi riconfermati, pur ritenendo necessario condividere la gestione di alcuni servizi ritengo-

Piva e Barison credono molto nella necessità di fondere i comuni no sia prematuro parlare i fusione. Decisamente contrari anche i sindaci di Limena e Campodoro chiamati in causa dal sindaco di Villafranca, Luciano Salvò, il quale vedrebbe come un’opportunità imperdibile la fusione dei tre comuni. In un’altra zona della provincia la proposta per un referendum di fusione arriva, invece, da Cartura per bocca di Gessica Rostellato, neo deputata del Movimento 5stelle. “Siamo venuti a conoscenza – afferma in una nota del Movimento - che l’Assessore

al Bilancio del Comune di Due Carrare ha proposto l’idea di fondere insieme i comuni di Due Carrare, Cartura, San Pietro Vimininario, Pernumia e Bovolenta. La proposta incontra il nostro favore e lo strumento individuato per questo percorso è quello del referendum, attraverso il quale saranno i cittadini a decidere se il loro comune dovrà sciogliersi per diventare parte di un’identità più grande”. Ma la proposta ha ottenuto subito un secco no, grazie!

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36 Il Veneto in primo piano 12 Nuova legge regionale

Riordino del turismo: più privato più mercato

Spariscono i consorzi di promozione turistica così come li abbiamo conosciuti, snellita la burocrazia, stop a nuove strutture alberghiere Il 10% del Pil di Germana urbani

L

e potenzialità turistiche del Veneto sono note a tutti ma si può e si deve fare di più e, possibilmente con i soldi dei privati, visto che il bilancio regionale piange ma il comparto merita. Solo lo scorso anno, infatti, in piena crisi economica si sono registrate più di 16milioni di turisti per un fatturato annuo di 12 miliardi. Le imprese di settore sono 23 mila e danno lavoro a oltre 400 mila persone. I problemi però non mancano. Basti pensare che “i 12 milioni di euro di finanziamento regionale per gli Iat del 2010 si sono ridotti a 3,5 nel 2013”, ha ricordato l’assessore al turismo Marino Finozzi. Ecco dunque che i soldi, grazie alla nuova legge sul turismo dovranno arrivare per altre vie e soprattutto dovranno essere distribuiti in altro modo. Gli 87 sportelli di informazione turistica sparsi per il Veneto (Iat), sinora gestiti dalle Province con risorse trasferite direttamente dalla Regione, dovranno diventare uffici di informazione e di accoglienza, gestiti in forma associata tra pubblico e privato, sul modello europeo, nei quali i turisti potranno prenotare e

acquistare la sistemazione alberghiera, i biglietti di trasporto, l’ingresso a manifestazioni e fiere, prodotti enogastronomici. Alla Regione spetterà solo il compito di stabilire e garantire gli standard minimi dei servizi e delle prestazioni di accoglienza. L’idea di fondo della legge è dare organicità e razionalità al lavoro di promozione affidandone la regìa della Regione, che si avvarrà nella programmazione triennale (e nei piani annuali di attuazione) della consulenza del comitato regionale per le politiche turistiche (organismo composto non solo da rappresentanti di Regione ed enti locali, ma anche di tutti i diversi operatori del settore, consorzi, categorie, sistemi tematici, pro loco, associazioni) e, per l’organizzazione delle iniziative, si appoggerà al braccio operativo dell’agenzia regionale Veneto Promozione. Le singole località o destinazioni turistiche potranno promuoversi e commercializzare i propri prodotti anche in forma autonoma, creando specifiche organizzazioni pubblico-private in raccordo però con il sistema territoriale di appartenenza. La

regionale viene dall’industria del turismo vero motore dell’economia veneta

commercializzazione turistica (ricettività, iniziative di animazione, vendita di prodotti) viene affidata ai consorzi di imprese turistiche che, a differenza di quanto è avvenuto sinora, dovranno essere costituiti esclusivamente da imprese private e potranno accedere ai cofinanziamenti regionali in base ad appositi bandi. La legge conferma il ruolo delle Province affidando loro funzioni di promozione turistica e di vigilanza e controllo sugli standard dei servizi offerti dagli operatori turistici. Alla Provincia di Belluno riconosce piena competenza e relative risorse nella gestione turistica del proprio territorio, dando così una prima concreta attuazione all’articolo 15 dello Statuto regionale. Anche sulle attività di ricezione ci sono delle novità. D’ora in avanti non sarà più la provincia a giudicare le strutture alberghiere e a dar loro le famose stelline di qualità ma sarà l’albergatore stesso con un’autocertificazione ad auto-giudicarsi. Lo stesso dovranno fare anche i bed&breakfast che trovano

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Marino Zorzato e Pietrangelo Pettenò in questa nuova normativa uno stop deciso al loro proliferare indiscriminato. “Con l’abrogazione del comma 3 dell’art. 30 da me proposta - commenta il consigliere Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra - si è sventato il tentativo di coloro che volevano utilizzare alloggi destinati al mercato abitativo, trasformandoli in impropri bed & breakfast. Nella legge, però, rimangono alcuni punti critici come l’incerta normativa sull’ospitalità diffusa”. All’interno della semplificazione delle tipologie ricettive complementari (che scendono da 13 a 5) viene introdotto, infatti, l’albergo diffuso, definito come struttura ricettiva articolata in più edifici sparsi all’interno di un borgo storico, di un’area montana o di un’isola. Altra novità di rilievo è il superamento dei Sistemi turistici locali, cioè del frazionamento del Veneto in 15 aree geografiche che ha trovato espressione nella costituzione di altrettanti consorzi di promozione e commercializzazione turistica. Ai sistemi turistici locali subentrano nove sistemi tematici (Venezia e laguna, Dolomiti; montagna veneta; lago di Garda; mare e spiagge; Pedemontana e colli; Terme Euganee e termalismo veneto; Po e suo delta; città d’arte, centri storici, forti e ville venete) che dovranno promuoversi in modo unitario e organico sui mercati turistici nazio-

nali e internazionali. Contributi agevolati sono previsti per il turismo sostenibile e per favorire l’accessibilità delle strutture turistiche anche alle persone anziane e disabili. A sostegno delle imprese turistiche viene istituito, inoltre, un fondo di rotazione per finanziare investimenti e miglioramenti strutturali; al fondo si affianca il sistema di garanzie offerto dai consorzi fidi, per favorire l’accesso al credito per le imprese turistiche, e la possibilità che la Regione stessa, attraverso Veneto Sviluppo, diventi socia del capitale di rischio delle imprese. Offerta turistica, strutture recettive, sistemi tematici e tutta la ricca gamma delle iniziative turistiche e di promozione turistica si potranno avvalere del marchio regionale di qualità, che dovrà promuovere e rafforzare l’immagine unitaria del ‘sistema turistico’ veneto e coniugare il ‘brand’ Veneto con il nome “Italia”. Viene istituito, infine, l’Osservatorio regionale per il turismo, come strumento di studio e monitoraggio dell’andamento sociale ed economico del settore. Per le attività di promozione, i consorzi e il funzionamento dell’Osservatorio regionale la legge stanzia 3,2 milioni di euro per il 2013 e riserva 250 mila euro per spese di investimento per potenziare, qualificare e l’ammodernare le imprese turistiche.

Dipendenti in via di licenziamento

mai piÙ carrozzoni del turiSmo!?

“G

razie alla nuova legge – affermano i conisglieri Pd Lucio Tiozzo e Roberto Fasoli - che, grazie al nostro lavoro è stata emendata e ha visto accolte importanti novità, i consorzi turistici non saranno più i carrozzoni che conoscevamo e che vivevano di finanziamenti regionali ma diventeranno a tutti gli effetti soggetti privati di commercializzazione. Potranno partecipare a bandi regionali su progetti e collaborare a livello territoriale con le organizzazioni di gestione delle destinazioni, che rispetto al passato, potranno avere, più voce in capitolo nel lavoro di programmazione e di promozione della Regione”. Legge fatta punto e a capo. Ma non è proprio così. Lo sanno bene i dipendenti i dipendenti dell’Azienda speciale della Provincia di Padova “Turismo Padova Terme Euganee” preoccupati per la salvaguardia dei posti di lavoro e il futuro dei servizi di informazione e accoglienza turistica. Dei 25 dipendenti dell’Azienda speciale padovana 14 sono stati licenziati ad aprile perchè la Provincia non ha più risorse, a seguito della spending review e del taglio dei trasferimenti regionali in materia di turismo. “Ora è la Provincia di Padova ad esercitare in modo diretto le funzioni di accoglienza, promozione e assistenza turistica - ha spiegato Aldo Marturano, a nome di Cgil, Cisl e Uil - integrando nel proprio organico 11 dei 25 dipendenti dell’azienda speciale messa in liquidazione. Per gli altri 14 dipendenti, al momento, non ci sono né prospettive occupazionali, né ammortizzatori sociali”. “La nuova legge - ha assicurato il presidente Ruffato - darà una soluzione al problema, che è ben presente a tutte le forze politiche e non riguarda solo la Provincia di Padova. Intanto, Regione e Provincia di Padova dovranno concordare un intervento transitorio per accompagnare il passaggio delle aziende di promozione turistica ai nuovi modelli organizzativi dei servizi di accoglienza e orientamento turistico che la nuova legge andrà a codificare”. “In attesa dell’applicazione della nuova legge quadro - ha prospettato Stefano Peraro, Udc, - Regione e Provincia dovranno reperire le risorse e gli strumenti per non affossare il servizio e mantenere figure professionali che saranno indispensabili anche per il nuovo organismo di gestione turistica, Destination Management Organization, previsto dalla legge”. “Abbiamo già presentato un emendamento al testo in discussione domani - ha anticipato Claudio Singaglia, Pd - perché la trasformazione delle aziende di promozione turistica in consorzi misti pubblico-privati valorizzi in via prioritaria dipendenti e professionalità già esistenti. Serve ora il coinvolgimento diretto della Provincia di Padova e dell’amministratore unico dell’azienda speciale Luisa Serato per reperire le risorse necessarie e concertare con la Regione i tempi della fase transitoria”.


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Dimagrire è difficile. È una realtà che non si può negare. E che spesso rende la vita dolorosa e triste. I chili di troppo riducono la mobilità, le energie, rallentano le attività fisiche e mentali e aumentano in generale i rischi per la salute. Per non parlare della mancanza di autostima. È vero che l’obesità è un disturbo del metabolismo che può favorire l’insorgenza di numerose malattie, come ad esempio il diabete, l’invecchiamento precoce dei vasi sanguigni, l’ipertensione, un maggior rischio di ictus e infarto, malattie croniche degenerative delle articolazioni... Ma talvolta il peso in eccesso è per colpa nostra. Ciò significa che ci stiamo facendo del male da soli. Proprio per questo è assolutamente necessario affrontare il problema con decisione, per risolverlo in modo efficace. Il problema del sovrappeso viene affrontato, con risultati più o meno positivi, da molti adulti, ma ciò che preoccupa maggiormente è il numero crescente, registrato negli ultimi due decenni, di bambini obesi. Alle Terme Šmarješke Toplice ci occupiamo da oltre dieci anni dei problemi legati al moderno stile di vita. Il Centro di wellness medico Vitarium Spa&Clinique ha, infatti, iniziato la propria missione proprio con i programmi di detossificazione e dimagrimento sano. Abbiamo iniziato a rendere consapevoli le persone del fatto che, per essere protagonisti attivi della propria vita quotidiana, è necessario essere in condizioni fisiche e psichiche ottimali. Vitarium è considerato oggi uno dei servizi più completi mirati alla prevenzione delle cosiddette malattie della società moderna. Gli efficaci programmi rilassanti sono un primo passo verso la buona salute, il benessere, il rinnovamento delle energie del corpo, la bellezza esteriore e la perfetta forma fisica e mentale.

tessuti adiposi dove si accumulano generalmente i nocivi xenobiotici. Il programma di detossificazione con digiuno alimentare tiene inoltre in considerazione il benessere mentale, per questo comprende anche benefici massaggi rilassanti con oli essenziali spremuti a freddo, che riducono lo stress, e, inoltre, particolari trattamenti del corpo. Oggi possiamo affermare con certezza che il programma risulta molto convincente, non solo per le solide basi scientifiche su cui è fondato, ma anche per la varietà dell’offerta, nonché per l’entusiasmo con cui i terapisti svolgono il loro lavoro e l’evidente soddisfazione degli ospiti, che tornano sempre volentieri a sottoporsi a quello che ormai è diventato quasi un rito. Primario Tomislav Majic, dott. med., spec. medicina interna: “La detossificazione del corpo è un ottimo metodo per ristabilire l’equilibrio all’interno dell’organismo. Per evitare l’insorgere di eventuali problemi di salute, è necessario però eseguirla in modo corretto e sotto il controllo di esperti.”

Per vincere... Ma vi siete mai chiesti PERCHÉ è così difficile dimagrire? Le risposte sono, generalmente, le stesse per tutti: poca costanza, scarsa motivazione, poco tempo a disposizione, mancanza di denaro, errato approccio alla dieta. La pluriennale esperienza dei nostri esperti e i risultati ottenuti dai nostri ospiti dimostrano che i nostri programmi di dimagrimento si stanno rivelando davvero efficaci e soddisfacenti. Il comune denominatore di tutti i nostri programmi è un connubio tra attività fisica, dieta, applicazione di metodi fisici e motivazione nel raggiungimento della meta prefissata. Ci adoperiamo costantemente per risolvere i problemi metabolici e migliorare le condizioni psicofisiche delle persone che si affidano a noi per vincere la loro battaglia con i chili in eccesso.

Per iniziare... Al giorno d’oggi è molto difficile, se non impossibile, riuscire ad evitare l’introduzione di sostanze nocive nel nostro organismo, poiché ciò avviene costantemente e sfugge spesso al nostro controllo. L’insorgere delle cosiddette malattie della società moderna e delle patologie collegate – malattie cardiovascolari, cancro, malattie del metabolismo, ipertensione e obesità – è una conseguenza dello stile di vita di oggi che impone alle persone cambiamenti troppo repentini, che sovente non sono in grado di affrontare adeguatamente. Ognuno di noi può fare molto, a livello personale, per mantenere efficiente il proprio sistema immunitario, ma può essere di grande utilità affidarsi a persone esperte e sottoporsi ai nostri programmi specifici. L’esclusivo programma di detossificazione VitaDetox, eseguito sotto la supervisione di un consulente nutrizionista e un personal trainer, favorisce l’eliminazione delle sostanze nocive dal corpo e migliora l’equilibrio energetico. Parte integrante del programma è l’attività fisica personalizzata (PACE, Pilates, training in altura, cardiocross). L’esercizio fisico agisce positivamente sul funzionamento degli organi di secrezione, perché la migliore circolazione sanguigna ne favorisce le funzioni e contemporaneamente, grazie al dimagrimento, si riducono i

valori calorici e gli indici glicemici; voi dovrete descrivere il vostro attuale stile di alimentazione, le preferenze alimentari, le eventuali allergie e semplicemente fornire altre eventuali informazioni di questo tipo. In base alle abitudini alimentari e al fabbisogno energetico, il nutrizionista vi proporrà un menù contenente tutte le sostanze necessarie al vostro organismo, tenendo comunque conto degli alimenti che, per motivi di salute o personali, non volete o non potete assumere.

Saper cogliere i doni della natura Come mantenersi in salute, essere in equilibrio con se stessi e sentirsi in splendida forma, ogni giorno, sono domande che ciascuno di noi si pone costantemente. La risposta, chiara e inequivocabile, risiede nei nostri geni. Alle Terme Šmarješke Toplice abbiamo perciò arricchito i nostri efficaci programmi di mantenimento e di aumento della salute con un programma speciale che permette di conoscere, in base ad un’analisi genetica, le specifiche esigenze del vostro corpo. Il programma Vita-Gen si fonda infatti sulla nutrigenomica: gli esperti valutano i risultati dell’analisi genetica ed elaborano un programma di alimentazione e attività fisica personalizzato. Con un’alimentazione adeguata e uno stile di vita corretto, è possibile prevenire l’insorgenza di determinate malattie (ad es. malattie cardiovascolari, diabete di tipo II, osteoporosi).

Vivere una vita sana...

Un nuovo stile di vita... ... è assolutamente indispensabile se avete dei chili in eccesso e non volete più correre il rischio di essere affetti dalle tipiche malattie causate dal sovrappeso, come il diabete, l’invecchiamento precoce dei vasi sanguigni, l’ipertensione, il maggior rischio di ictus e infarto, le malattie croniche degenerative delle articolazioni. Alle Terme Šmarješke Toplice, tutti quelli che soffrono di disturbi metabolici potranno perdere peso in modo sano e iniziare a vivere meglio e in salute. Il programma Slim Fit è un insieme di attività fisiche, alimentazione dietetica, applicazione di metodi fisici e motivazionali per il raggiungimento del traguardo prefissato, finalizzato ad eliminare, a lungo termine, i disturbi metabolici e migliorare le capacità psicofisiche. Il suo vantaggio è la personalizzazione. Prima di iniziare l’attività fisica, vi sarà certamente di conforto pensare di potervi rivolgere ad un esperto che saprà consigliarvi il tipo di esercizio più adeguato alla vostra situazione. In questo programma l’istruttore, grazie ad un cardiotest, valuterà la vostra resistenza fisica, la risposta del vostro corpo a varie attività, e pianificherà, in base ai risultati ottenuti, degli obiettivi realistici, scegliendo le attività fisiche più adatte, per esercitarsi in sicurezza e senza rischi per la salute. Il fattore più importante del dimagrimento è certamente l’alimentazione, per questo abbiamo previsto anche un colloquio con un nutrizionista che vi illustrerà i modelli di alimentazione, la composizione degli alimenti, i

... è il cardine fondamentale su cui si basa la strategia di prevenzione delle Terme Krka. La solita scusa “ho poco tempo” non è più accettabile. Sarete voi a scegliere il dimagrimento mensile guidato “da casa”, quando VOI preferite, e tutte le relative attività si svolgeranno alle terme soltanto quando VOI avrete tempo. Quindi... non ci sono più scuse! Sarete voi ad impegnarvi. Per voi stessi. Benvenuti su questo nuovo percorso, in questa nuova vita, in cui potrete finalmente stare e sentirvi bene, liberi dai “pesi” che vi hanno limitato fino ad oggi. Sarete di nuovo vitali, sani, creativi e orgogliosi di voi stessi.

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16 Cultura veneta 40 Esposizione Internazionale d’Arte Venezia fino al 24 novembre

Biennale 2013: un’enciclopedia ad alti contenuti “Il Palazzo Enciclopedico” è il titolo dato da Gioni a questa edizione della Biennale, ispirandosi all’omonima opera dell’artista autodidatta Marino Auriti di Alain Chivilò

E

’ di scena fino al 24 novembre a Venezia la più importante Esposizione Internazionale d’Arte al mondo. In laguna 88 nazioni di cui 10 debuttanti quali Angola, Bahamas, Bahrain, Costa d’Avorio, Kosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay, Tuvalu e Santa Sede, distribuite nelle sedi dei Giardini, Arsenale e Venezia con isole incluse. Attorno a questo universo, 47 Eventi Collaterali ufficialmente riconosciuti si stagliano in differenti luoghi della città. Più di 100.000 mq di superficie complessiva sono dedicati alla produzione artistica che il nostro pianeta, attraverso metodi di selezione, propone ai visitatori di tutte le etnie. Dal 1998, come afferma il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, le edizioni di Arte e Architettura sono “fondate su due grandi pilastri: la mostra per padiglioni nazionali con propri progetti curatoriali e la mostra internazionale del curatore della Biennale nominato con questo preciso compito”. In tale ambito, il lombardo Massimiliano Gioni è stato incaricato a tessere le fila di

un percorso espositivo che, dal Padiglione Cen- con 136 piani distribuiti su 700 metri d’altezza. trale (ex Italia) dei Giardini fino all’Arsenale, in- Un progetto, che fu tradotto in un modello reale, clude più di 150 artisti provenienti da 38 nazioni visibile proprio all’inizio del percorso espositivo con tecniche realizzative più disparate dal video, presso lo spazio dell’Arsenale. Un’idea che parte alla fotografia, alla scultura, alla pittura fino alle dal tentativo della tradizione storica di organizzainstallazioni. “Il Palazzo re il sapere per immagini Enciclopedico” è il titolo Un percorso e spazi. Partendo da quedato da Gioni a questa inteso come un sta base ideologica, per il edizione della Biennale, museo temporaneo curatore “la mostra non ispirandosi all’omonima dove sviluppare è un libro, ma uno spazio opera dell’artista autodi- un’indagine in cui risuona l’essenza datta Marino Auriti che della Biennale di Venezia concepì, con brevetto nel 1955, come nuovo dove essa stessa diventa un teatro della memomuseo immaginario. Un luogo che avrebbe ria, un’architettura in cui si collocano immagini dovuto abbracciare tutto il sapere dell’umanità che si spera verranno ricordate e che catturino idealmente posto nella città di Washington DC, un modo di pensare e un modo di essere”. Un

Tra Rovigo e Padova

EGITTO, ANTICO ED INEDITO

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na delle più interessanti e approfondite esplorazioni dell’antico Egitto è proposta tra la città di Rovigo e Padova in cinque sedi prestigiose alle quali è legata una specifica tematica. Singole tessere di un percorso che unite insieme creano “Egitto in Veneto” un’esposizione che nella sua totalità propone al visitatore più di 300 reperti archeologici. Si parte a Rovigo all’interno del Museo dei Grandi Fiumi con “L’Egitto all’Accademia dei Concordi”, per passare a Padova negli spazi del Cam (Centro di Ateneo per i Musei) che propone “Esplorando l’Egitto: viaggio nella cultura egizia”, dei Musei Civici agli Eremitani – Museo Archeologico con “Il Veneto e l’Egitto nell’antichità: relazioni e scambi”, del Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte la cui tematica è “Lo scavo e la ricerca archeologica patavina in Egitto”, concludendo con l’ultima sede del piano nobile dello Stabilimento Pedrocchi con “L’Egittomania a Padova”. La chiave di lettura di questo iter didattico verte nel legame che, dall’antichità al secolo scorso, unì la terra dei Faraoni con l’area dell’attuale Veneto. I traffici commerciali, che collegavano il Nilo e Alessandria con l’area estesa della laguna veneziana, sono stati i primi fondamenti di un rapporto che continuò nei secoli successivi soprattutto nell’Ottocento con l’archeologia. Il primo fu Giovan Battista Belzoni (Padova 1778 - Gwato 1823) che divise, nei suoi tre viaggi, le esplorazioni in Egitto attraverso le scoperte delle tombe di Ramesse I, Mentuherkhepeshef, Seti I e dell’ingresso nella piramide di Chefren a Giza, successivamente Valsè Pantellini che, da un punto di vista commerciale, svolse interessi imprenditoriali dal settore alberghiero a mercante di antichità, fino a Carlo Anti che nel 1928 fece una campagna di scavi nell’oasi del Fayum a Tebtynis. Come afferma la curatrice Paola Zanovello “Il patrimonio egizio in Veneto è costituito da numerosi materiali di varia tipologia, età, provenienza, luoghi di conservazione. E’ un patrimonio diffuso nel territorio e lo spirito di questa mostra, distribuita su più sedi, mira proprio a rendere conto di questa peculiarità veneta”. Moltissimi materiali, custoditi nei musei dei quali per la prima volta esposti, permettono al visitatore di apprezzare documenti e reperti come mummie, sarcofaghi, vasi, diverse stele, monili, perle, papiri, una ricostruzione di una tomba dell’antico regno, l’elaborazione di un volto di persona inumata in 3D, un flauto in canne. Un’interessante disamina dell’antico popolo egiziano che affascina ancora oggi a distanza di millenni. Al.Ch.

percorso inteso come una grande mostra-ricerca, un museo temporaneo dove sviluppare un’indagine. Un Palazzo Enciclopedico che proprio dai Giardini inizia il suo iter con il “Libro Rosso” di Carl Gustav Jung, per la prima volta in Italia e mai esposto assieme a lavori d’arte moderna e contemporanea, dal quale si conduce il visitatore a riflettere su tutto ciò che troverà nelle opere della mostra, suddivise tra sogno e immagini personali. In sintesi creazioni del passato unite a nuove produzioni di artisti contemporanei che, come afferma Gioni, sono all’interno di “una condizione che condividiamo tutti: quella di essere noi stessi media, conduttori d’immagini e persino posseduti dalle stesse immagini”. Infine grande patos emozionale si è creato durante la

premiazione dei prestigiosi “leoni d’oro” alla carriera che sono andati alla torinese Marisa Merz (1926) per la riflessione artistica sullo spazio domestico e femminile, in coabitazione con la viennese Maria Lassnig (1919) per la complessa indagine sulla rappresentazione umana. Inoltre leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale all’Angola e per il miglior artista “Enciclopedico” a Tino Sehgal (1976). Leone d’argento come promettente giovane a Camille Henrot (1978) e menzioni speciali a Sharon Hayes (1970), Roberto Cuoghi (1973) e ai Padiglioni di Cipro, Lituania e Giappone. In conclusione, un interessante viaggio artistico di livello superiore in confronto all’edizione passata, che merita di essere visitato nella sua complessità e vastità.

Premio Internazionale Carlo Scarpa

Un piccolo orto botanico in Islanda

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a Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso da ventiquattro edizioni, nell’ambito del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, seleziona un luogo che trasmetta contenuti di ricerca scientifica, di naturalismo, di memoria passata rivolta al futuro, di salvaguardia e di sperimentazione avendo come principale finalità la sensibilizzazione della cultura inerente al “governo del paesaggio”. Quest’anno la giuria, con verdetto unanime, ha decretato come vincitore l’orto botanico di Skrúður (Skrudur) situato nella regione nord occidentale dell’Islanda. Un luogo, unito alla scuola, alla chiesa e alla fattoria del villaggio di Núpur, nel quale una comunità, all’inizio del secolo scorso, diede vita a un ardito progetto consistente nel coltivare la terra in condizioni climatiche aspre, al fine di arrivare a un processo in cui il fattore naturale diventi maestro di vita. L’orto giardino fu un esperimento estremamente coraggioso ideato dal pastore protestante Sigtryggur Guðlaugsson (1862 – 1959), che nel 1909 inaugurò un luogo che partiva dal punto di vista teorico da un programma scolastico, atto a migliorare le condizioni agricole arretrate con idee diffuse in Islanda dal pastore danese Nikolai Frederik Severin Grundtvig. Si unirono quindi pratica e teoria per quarant’anni in un co-

stante dialogo con la natura, dove una landa climaticamente arida è divenuta coltivabile, permettendo la crescita di vegetazione in un’area priva per la sua vicinanza al circolo polare artico. Un’appezamento di circa 70 metri di lunghezza per circa 35 di larghezza in cui alberi, piante, ortaggi, fiori crescevano con apassionata cura. Dagli anni cinquanta, anno dopo anno, l’orto perse le costanti cure necessarie alla sua vita e prese la via dell’abbandono fino a metà degli anni ’90, momento in cui un gruppo di persone dal comune intento decise il suo ripristino, partendo dal diaro del reverendo Sigtryggur che delineava il progetto e l’evoluzione originale. In Fondazione, tra gli eventi programmati divisi tra conferenze, seminari e concerti di musica è in corso una mostra che permette al visitatore di entrare in contatto con la filosofia di Skrúður, Núpur. Un allestimento suddiviso in tre sezioni, che dai caratteri geografici del luogo, passando per la storia e la cultura islandese, arriva a illustrare l’orto giardino nei suoi primi quarant’anni di vita. Invece la testimonianza della rinascita, partita dagli anni ’90, vive attraverso un interessante filmato che mostra il duro lavoro e la grande dedizione degli apassionati nel recupero e ripristino dell’intera area dell’orto botanico. Al.Ch.

appuntamenti d’eState e non Solo 7.2, inizia il tour

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state, voglia di evasione, di altrove, di grandi spazi e ovviamente voglia di musica. Da sei anni, in Veneto, l’appuntamento che riunisce tutto questo, insieme a 10 mila persone tra i 18 e 40 anni, è “One-night del 7.2”: D’estate in versione beach sulle coste adriatiche (Sottomarina – Venezia), d’inverno, invece, necessariamente indoor ma sempre per il grande pubblico. Saranno sei, gli appuntamenti del Tour 7.2 in calendario per quest’anno, si partirà il prossimo 16 giugno a Sottomarina, presso l’InDiga, per continuare il 14 luglio ed il 15 agosto nella medesima location mentre per il periodo invernale gli appuntamenti saranno per halloween e capodanno.


Cultura veneta 17 41 Grandi eventi Il 10 agosto 1913 venne messa in scena per la prima volta L’Aida

Cento anni di lirica all’Arena di Verona Dal 14 giugno all’8 settembre, 58 appuntamenti con 6 titoli d’opera e 4 serate di gala compongono la 91esima edizione dedicata al grande compositore Giuseppe Verdi in occasione del bicentenario della nascita Vesna Maria Brocca

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’inaugurazione del Festival lirico, a metà giugno, da quasi un secolo rappresenta un importante evento mediatico e culturale per la città di Verona e per tutti gli appassionati di opera nel mondo. Nel 2013 si festeggeranno i 100 anni dalla prima rappresentazione di Aida in Arena, con un programma ricco di eventi ed ospiti internazionali, a coronare cent’anni di successi ed inaugurare i prossimi cento. “Mio padre era seduto a un tavolino del Löwenbrau, - racconta Nina Zenatello Consolaro, figlia del tenore Giovanni Zenatello - insieme al maestro Tullio Serafin, a Ferruccio Cusinati, a Ottone Rovato e alla cantante Maria Gay. Naturalmente parlavano di musica, di opera lirica e di Giuseppe Verdi. A un tratto mio padre addita l’Arena e con accento di trionfo dice: Ecco, questo è il teatro che io cerco. Qui si potrebbero fare delle rappresentazioni uniche al mondo”. Il tenore Zenatello e l’impresario te-

Per gentile concessione della Fondazione Arena di Verona atrale Ottone Rovato si assumono quindi il rischio finanziario di promuovere in Arena una grandiosa manifestazione lirica per il centenario della nascita di Giuseppe Verdi: il 10 agosto 1913 va in scena Aida, con lo stesso Zenatello nel ruolo di Radamès ed Ester Mazzoleni come Aida; sul podio Tullio Serafin e lo scenografo Ettore Fagiuoli. Il successo è strepitoso, decretato da un pubblico proveniente da tutto il mondo. Fra gli ospiti più illustri figurano Arrigo Boito, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Ildebrando Pizzetti, Riccardo Zandonai, Massimo Gorki e Franz Kafka. Da quell’evento l’Arena di Verona diventa il primo teatro lirico italiano

all’aperto, nonché il più grande del mondo: un primato che mantiene ancora oggi. Il 2013 è l’anno del festival del centenario, che celebra il primo secolo del Festival lirico all’Arena di Verona ed inaugura i prossimi 100 anni all’insegna della grande opera. Dal 14 giugno all’8 settembre, 58 appuntamenti con 6 titoli d’opera e 4 serate di gala compongono la 91esima edizione dedicata al grande compositore Giuseppe Verdi in occasione del bicentenario della nascita. Per questo eccezionale avvenimento il Festival del Centenario 2013 vedrà Plácido Domingo in qualità di Direttore Artistico Onorario. Inaugura il Festival il nuovo allestimento

della celeberrima Aida, per l’attesissima regia della Fura dels Baus. Aida, titolo areniano per eccellenza, viene riproposta dal 10 agosto anche nella “rievocazione” del 1913 a cura di Gianfranco de Bosio. Dal 15 giugno sempre per la regia di De Bosio in scena il dramma di Nabucco, accanto alla trilogia popolare verdiana composta da La Traviata (dal 22 giugno) per la regia di Hugo de Ana, Il Trovatore (dal 6 luglio) nell’allestimento di Franco Zeffirelli e Rigoletto (dal 9 agosto) per la regia di Ivo Guerra. Ritorna in cartellone dal 31 agosto Roméo et Juliette di Charles Gounod, titolo stabile del repertorio areniano, per la messa

in scena di Francesco Micheli. Ancora Verdi con la Messa da Requiem il 13 luglio: diretti da Myung-Whun Chung Orchestra e Coro dell’Arena di Verona insieme a Orchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia. Al compositore di Busseto sarà ancora intitolato il gala del 17 luglio. Quest’anno si festeggia anche il compositore tedesco Richard Wagner. A lui e a Verdi sarà dedicata la serata di gala del 15 agosto. Completa il programma il gala del 20 agosto, dove Daniel Oren dirigerà il maestro Domingo e i vincitori delle ultime edizioni del concorso Operalia.

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42 2 Rubriche Appuntamenti Dall’11 al 13 settembre a Padova Fiere

Flormart, grandi opportunità green Convegni dedicati al verde urbano e premiazioni. Novità di quest’anno l’ingresso gratuito riservato agli operatori del settore

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l verde, che sia passione o lavoro, è un appuntamento che di anno in anno si rinnova in fiera a Padova sotto il nome di Flormart, la fiera che oltre a costituire il punto d’incontro e di riferimento per il settore italiano del florovivaismo, con tutti i protagonisti della floricoltura e del vivaismo nazionale e internazionale, dall’altro permette di valutare dal vivo la situazione del settore, con le migliori potenzialità per instaurare nuove relazioni commerciali, per rinsaldare quelle esistenti e per porre le migliori basi per il rilancio di tutto il settore. L’importante appuntamento dedicato al “green”, che quest’anno si terrà dall’11 al 13 settembre, sarà anche momento per l’approfondimento delle tematiche di maggior attualità grazie ad un nutrito programma convegnistico e formativo. E’ il caso della gestione del verde urbano che vedrà l’espansione di quella che è l’evoluzione di T-Verde, il Salone del Verde Tecnologico che permette di far conoscere tutte le fasi di produzione dei sistemi proposti in esposizione. Inoltre, il Flormart sarà anche l’occasione di premiazioni, la tre giorni, infatti, ospiterà la cerimonia di consegna del Premio “La Città per il Verde”, iniziativa della casa editrice Il Verde Editoriale di Milano giunta alla 14a edizione. Il riconoscimento nazionale assegnato alle

amministrazioni comunali e provinciali che si sono distinte per l’incremento e la gestione del patrimonio verde pubblico si arricchisce quest’anno del premio speciale “Il Comune più organico”, dedicato agli enti che hanno attuato sul proprio territorio politiche informative e operative rivolte alla filiera riduzione-recupero-riciclo dei rifiuti biodegradabili e compostabili, patrocinato da Assobioplastiche, Cic – Consorzio italiano compostatori e Conai – Consorzio per il Recupero degli imballaggi. Aggiornamenti, approfondimenti e novità sono le chiavi di lettura di un Flormart 2013 ancora più attento e sensibile alle esigenze del settore. PadovaFiere infatti propone tariffe espositive più contenute, possibilità di pagamento dilazionato del proprio spazio espositivo grazie a diverse formule di finanziamento a condizioni agevolate. “Una Fiera come la nostra - dichiara Paolo Coin AD di PadovaFiere – ha il compito di studiare il mercato, prevederne le evoluzioni e prendere decisioni che consentano alle aziende di resistere alla turbolenze economiche a cui sono sottoposte. Ed è per questo, continua Coin, che abbiamo deciso di affiancarle, in questo momento economico, proponendo le migliori soluzioni a nostra disposizione, come il nuovo servizio di finanziamento dilazionato, che riscuote già larga approvazione”.

Paolo Coin Tempo di ferie

chi mi innaFFia le piante Se Sono in vacanza!

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na volta bastava suonare il campanello del vicino o telefonare ad un parente e si poteva partire tranquilli: al ritorno dalle ferie le nostre piante d’appartamento sarebbero state in forza e l’orto non ne avrebbe risentito per nulla. Oggi, però, non è più così. La solidarietà tra vicini è poca, se oltretutto l’inquilino della porta accanto è costretto dalla crisi a rimandare le vacanze chiedergli questo favore potrebbe essere fuori luogo. Quindi meglio far da sé. Se partite lasciando un intero giardino a se stesso, qualche settimane prima spendete un po’ di tempo e denaro per interrare un buon impianto a goccia. E’ il metodo d’irrigazione più sostenibile sia per l’orto che per il giardino. Si tratta di un tubo per l’irrigazione, bucherellato, da distribuire accanto al solco della semina in modo che l’acqua che vi scorre venga rilasciata lungo il percorso una goccia dopo l’altra. Questo tipo di irrigazione consente al terreno di appropriarsi dell’acqua in piccole quantità, facendo tesoro di tutta quella che riceve ed evitando che evapori o vada altrove. A questo va aggiunta poi una buona tecnologia per gestire l’irrigazione in modo razionale ed efficiente. Le alternative sul mercato sono numerose e comprendono la possibilità di associare al sistema di irrigazione desiderato un pannello di controllo da tenere in casa e dal quale regolare il tempo, la durata e le zone di irrigazione. Potete anche decidere di affidarvi a sistemi di rilevazione wireless che sentono il livello di umidità nell’aria e percepiscono se è appena avvenuto un temporale o se al contrario è in procinto di scatenarsene uno. Se collegati al pannello di controllo possono ricevere informazioni dalle centrali meteo e quindi agire in modo proattivo rispetto alle previsioni. In questo modo, si evita l’irrigazione quando non necessaria o superflua perché ci ha pensato madre natura o sta per farlo. Se volete risparmiare esistono metodi fai da te con i quali una settimana o due si superano facilmente senza bisogno che nessuno vi sostituisca con l’innaffiatoio in mano. Per prima cosa ricordate di riunire i vasi in un unico punto della casa e ben illuminato e di lasciare lì vicino dei recipienti pieni d’acqua cosicché l’acqua, evaporando, creerà un ambiente umido. Se invece le piante si trovano all’esterno spostatele in una posizione meno soleggiata possibile. Se sarete assenti per più di una settimana potete garantire loro l’acqua di cui hanno bisogno usando per ognuna una grande bottiglia o un contenitore. La bottiglia dovrà essere posizionata vicino al vaso ma ad un’altezza superiore. Riempite la bottiglia d’acqua e immergetevi da 3 a 10 strisce di stoffa già bagnate e interrate l’altro capo nella terra del vaso per qualche centimetro. In questo modo l’acqua passerà dalla bottiglia alla terra con facilità.


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36 Sì, viaggiare

Sì, viaggiare 45

TOSCANA

Silenzio, parla l’Elba

LA PIÙ GRANDE ISOLA DELL’ARCIPELAGO TOSCANO HA OSPITATO LA PRESENTAZIONE DELL’EDIZIONE 2013 DELLA GUIDA RELAIS DU SILENCE CHE SEGNALA PICCOLI HOTEL E ALTRI APPARTATI LUOGHI DI ACCOGLIENZA DOVE VIVERE LA VACANZA ALL’INSEGNA DEL CONTATTO CON LA NATURA E DEL BUON CIBO E’ STATA L’OCCASIONE PER CONOSCERE LUOGHI INCANTATI DEL TERRITORIO ELBANO COME CAPO SANT’ANDREA E L’OASI DI CAPOLIVERI NONCHÈ LE VILLE DOVE NAPOLEONE VISSE LA SUA PRIGIONIA DORATA

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le stelle stanno a guardare! I francesi, che la sanno lunga in fatto di ospitalità e di buon cibo, hanno deciso che le “stelle” non bastano più. Nè quelle che classificano gli alberghi, nè quelle che segnalano i migliori ristoranti. Intercettando quei nuovi flussi di turismo culturale che vedono nel silenzio, nelle atmosfere sintonizzate con la natura e nel buon cibo dei nuovi valori di riferimento, i francesi hanno creato una guida originale. Quella dei Relais du Silence, i relais “del silenzio”. Ovvero strutture non sempre di lusso ma che hanno il pregio di trovarsi in luoghi particolarmente incantevoli, dove si può vivere una vacanza all’insegna di un più stretto rapporto con la natura e gustando i prodotti tipici della zona. Che sono anch’essi valori di cultura materiale di un territorio. «Il silenzio è d’oro e la parola è d’argento», all’insegna di questo noto adagio si muovono i Relais du Silence della Société Européenne d’Hotellerie, di cui di recente è stata presentata all’isola d’Elba la Guida 2013. «In un ambiente propizio alla meditazione, si potrà ritrovare se stessi circondati da una natura incontaminata, rassicurante e distensiva», dice il direttore generale della Seh, Stéphane Barrand, che assicura la meticolosità nella scelta degli alberghi da associare. Alberghi, oggi sparsi un po’ in tutta Europa, che devono rispondere ai requisiti richiesti dal gruppo premiato nel 2009 con il marchio di qualità turismo su autorizzazione del Ministero del Turismo francese. Duecento le strutture associate, in dieci paesi. 22 in Italia. La presentazione della Guida 2013 dei Relais du Silence www. relaisdusilence.com, è stata organizzata con la collaborazione di Atout France Italie, l’Ente del Turismo Francese www.rendezvousenfrance. com, rappresentato dalla Responsabile per i Media, Barbara Lovato, al fine di far conoscere le strutture tutte immerse nella natura che offrono soluzioni uniche di soggiorno. La catena, nata in Francia, a Grenoble, e gradualmente sviluppatasi in tutt’ Europa, ha

Nella Foto graNDe uNo scorcio Di capo saNt’aNDrea; a Destra iN alto il giarDiNo Dell’oMoNiMo albergo e uN Dettaglio Della costa. sotto, Da siNistra iN alto: scorcio Dell’oasi Di capoliVeri, il Museo Della Villa NapoleoNica ViciNo a portoFerraio, uNa Delle Ville Della teNuta Delle ripalte, lo cHeF Matteo caNtarello (a Destra) coN il suo aiuto, uN piatto Di sauro Del saNt’aNDrea, la VeccHia MiNiera Di MagNetite a capoliVeri, il ristoraNte calaNoVa e i VigNeti Della teNuta Delle ripalte a capoliVeri

selezionato fra i suoi soci i proprietari di case patrizie, ville, castelli, fattorie, mulini, antichi “alberghi di posta”, chalet, tutti diversi, ma tutti egualmente accoglienti e ricchi di fascino e di comfort. Ad accogliere gli ospiti all’isola d’Elba sono stati l’ “Hotel Sant’Andrea” tel. 0565908006 www.hotelsantandrea.com, già associato da qualche anno, che si trova sulla costa settentrionale dell’isola a circa 30 km da Portoferraio e la new entry, “La Tenuta delle Ripalte” di Capoliveri tel. 056594211 (www. tenutadelleripalte.it), posizionata sull’estremità sud-orientale dell’isola. La famiglia Garbati, titolare del Sant’Andrea, da 15 anni punta sull’accoglienza «perché – come ha detto Sauro, il titolare e chef del ristorante – vogliamo, più che un cliente, un amico che possa ritornare». La posizione dell’albergo è straordinaria: una finestra su un golfo dalle acque cristalline e i fondali dai mille colori. Ad aiutare Sauro in cucina è la figlia Serena mentre Elisa e la moglie Teresa si occupano dell’accoglienza. Molto amata dagli ospiti è la terrazza – giardino panoramica

che si affaccia sull’incantevole baia di Capo Sant’Andrea, che con le sue rocce granitiche ricorda scorci dell’isola di La Digue nell’arcipelago delle Seychelles. La cucina è il fiore all’occhiello di Casa Garbati, per l’elevata qualità proposta, per la creatività e per la presentazione di piatti tipici locali, tutti preparati con cura e amore così come vengono coltivate le verdure e la frutta, ricche di tutto il sole e i sapori che contraddistinguono la terza isola d’Italia. Situata nel Parco nazionale dell’arcipelago toscano è l’ampia struttura della Tenuta delle Ripalte, di proprietà oggi del veronese Paolo Ederle e diretta da Riccardo Pironi, a cui si accede dopo aver attraversato il borgo di Capoliveri percorrendo 9 chilometri di strada panoramica e sterrata che oltrepassa le miniere di Monte Calamita. La Tenuta di 450 ettari è ricca di pini, frutteti, vigne e macchia mediterranea ed è circondata da 12 chilometri di costa, con spiaggette, cale e scogliere. Nel cuore di un verde altipiano sorge la villa ottocentesca, che fu dimora estiva dal 1896 del marchese Tobler

che amava la coltivazione della vite. L’intero comprensorio, che rappresentava la più grande azienda agricola dell’Elba, fu poi abbandonato dai successivi proprietari e solo nel 1977 fu rilevata dall’attuale società “Tenuta delle Ripalte” che l’ha poi trasformata in struttura turistica. Le fattorie agricole e la villa padronale furono ristrutturate con le altre ville vicine. La Tenuta oggi può contare sui quindici ettari di nuove vigne che producono il piacevolissimo Aleatico, il passito della tradizione elbana ed il vermentino profumato e deciso, il rosso di grande carattere nonché l’ ultimo nato, il “Rosato delle Ripalte”, prodotto da uve “aleatico”. Il Ristorante Calanova, al quale si accede anche dal mare, consente di pranzare e cenare all’aperto all’ombra di antiche querce di sughero. Lo chef Matteo Cantarello, padovano di Este (ex Cipriani Londra e con all’attivo uno stage alle Calandre) ha da sette anni la responsabilità della cucina, davvero molto curata ed arricchita dalle gustose marmellate preparate da Simona con i frutti e le spezie del suo orto.

Presto la tenuta ospiterà il primo “Glamping” italiano (sta per glamour-camping): dieci tende da safari, molto grandi e dotate di ogni comodità (persino la Jacuzzi), che saranno allestite fra il verde. I turisti che arrivano dal Nord Europa vanno matti per questa soluzione di accoglienza molto “nature”. Interessante la visita alle miniere di magnetite, chiuse soltanto nel 1981, ma ancora in stand by nel piano minerario nazionale. La visita con guida permette di entrare nei cunicoli dove ancora ci sono le rotaie e i vagoncini che trasportavano all’esterno il materiale… Emozionante! Nell’occasione sono stati presentati da Enrico Ieri, Direttore per l’Italia di Seh, i tre nuovi alberghi indipendenti che faranno parte della catena Relais du Silence, tra questi proprio la Tenuta delle Ripalte, il Relais Pian delle Starze a Marina di Camerota, nel cuore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed il Mirador Resort situato in Puglia a Laureto, una frazione di Fasano.


26 Concerti e non solo 46

mille e ancora mille...

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pagina a cura di graziano edi corazza

in veneto FABRI FIBRA in concerto. Venerdì 19 luglio 2013 ore 21:45. Hydrogen live Festival - Piazzola sul Brenta (PD)

anche il rap di Fabri Fibra Sul palco dell’hydrogen FeStival

Venerdì 19 luglio arriverà Fabri Fibra sul palco dell’Hydrogen Festival a scaldare i fans con il suo irriverente rap. Per la prima volta il pubblico di Piazzola sul Brenta potrà assistere all’esibizione del rapper di Senigallia che proporrà dal vivo i grandi successi del passato e gli inediti del nuovo album. Il “Guerra e Pace Tour” segna la fine della lunga attesa per i fans del rapper che potranno rivederlo in concerto dopo due anni di assenza dal live. La tappa dell’Hydrogen Festival sarà dunque un’occasione imperdibile per ascoltare brani come “Tranne Te”, “Applausi per Fibra” e il nuovissimo “Ring Ring” eseguiti sul palco con la carica e l’energia che contraddistingue Fabri Fibra. “Guerra e Pace”, il nuovo album uscito lo scorso 5 Febbraio ed anticipato dal singolo “Pronti partenza via”, ha confermato il successo del cantante e ha già conquistato il disco d’oro. “Ring Ring” invece, secondo singolo estratto e attualmente in rotazione nelle radio, è stato accompagnato dal videoclip diretto dal famoso regista Gaetano Morbelli. Sabato 31 AGOSTO 2013 VIllAFRANCA DI VERONA (VR) al Castello Scaligero

the bloody beetrootS (unico show in italia), Salmo e i tre allegri ragazzi morti

eventi

primo disco da solista, The Island Chainsaw Massacre, esce nel 2011 e riscuote in poco tempo un grande successo a livello nazionale, sconvolgendo i canoni dell’attuale scena italiana grazie al suo rap sperimentale con parole che trasudano negatività ed introspezione, ritmate su beats pesanti tendenti al metal, alla drum n’bass e all’elettronica. Nel 2012 Salmo incide in una sola settimana il suo secondo disco, Death USB. “C’è vita nella musica italiana”, commenta Lorenzo Jovanotti dopo aver ascoltato l’album. Il 2 aprile è uscito Midnite su etichetta indipendente Tanta Roba (fondata da Guè Pequeno dei Club Dogo e da Dj Harsh). L’ultimo lavoro di studio debutta alla posizione numero uno nella top ten degli album più venduti in Italia sia su iTunes che da classifica Fimi-Nielsen. Il primo singolo, Russel Crowe, è salito al vertice delle classifiche. Ogni traccia di Midnite è densa di carica emotiva: tra testi rap con sonorità elettro-punk, suggestioni da horror movie, e commistione di suoni tra old school e dubstep, elettronica e punk-rock, Salmo ha destabilizzato i canoni del rap, italiano e non solo. I suoi live sono carichi, adrenalinici e visionari, grazie anche a riferimenti ai film di fantascienza e all’uso di una maschera. I TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI Nota band del panorama musicale italiano, i Tre Allegri Ragazzi Morti si sono formati a metà anni Novanta per iniziativa del chitarrista e fumettista Davide Toffolo e del batterista Luca Masseroni a cui si è poi aggiunto il bassista Enrico Molteni. Originari di Pordenone si muovono dapprima con l’autoproduzione realizzando tre dischi tra il 1994 ed il 1996, a cui fa seguito il primo LP, Piccolo Intervento A Vivo, fino alla firma con la BMG Ricordi, con cui pubblicano Mostri E Normali. Nel 2000 i TARM aprono la loro etichetta personale, La Tempesta Dischi, con la quale pubblicano i successivi album: La Testa Indipendente (prodotto da Giorgio Canali), Le Origini (raccolta dei primi tre album autoprodotti e mai stampati su CD), Il Sogno del Gorilla, La Seconda Rivoluzione Sessuale, Primitivi del Futuro (pubblicato successivamente in versione dub). Durante i live infatti la band suona dietro maschere/teschio, divenute simbolo dell’immaginario evocativo dei testi. L’ultimo album, Nel Giardino dei Fantasmi (pubblicato nel settembre 2012) vede la band avvicinarsi a strumenti finora non frequentati dal trio, come il mandolino, l’ukulele, il balafon, i cucchiai ed il cajon.

THE BLOODY BEETROOTS Con oltre due milioni di copie vendute in tutto il mondo con Romborama, il disco di debutto, più di 45 remixes realizzati in tempo record e numerossisimi live set e dj sets, torna dal vivo uno dei produttori italiani più apprezzati a livello mondiale. Dopo il live di marzo in un affollatissimo Alcatraz di Milano, nuova data italiana per Sir Bob Cornelius Rifo. Ha partecipato a numerose colonne sonore di Film, Tv Series e videogames vantando collaborazioni con CBS, Interscope, Ultra, Dim Mak , EMI e Universal. Il Primo Album “ROMBORAMA” ha venduto più di due milioni di copie nel mondo underground.

area in concerto

SALMO Nato e cresciuto in Sardegna, classe 1984, Salmo è attivo sulla scena musicale sin dall’età di 13 anni. Musicista, rapper, beat maker, writer, incide le sue prime strofe tra il 1997 ed il 1998. Dopo numerose collaborazioni (tra cui la rinomata Machete Mixtape) il

GIOVEDI’ 11 LUGLIO A CASTELFRANCO VENETO (TV), PARCO DI VILLA BOLASCO, LA LEGGENDARIA BAND-PROG ITALIANA TORNA AD ESIBIRSI DAL VIVO IN OCCASIONE DI VENETO JAZZ NELLA CORNICE SUPERLATIVA DI VILLA BOLASCO, PER UN CONCERTO SPERIMENTALE E SENZA

Giovedì 11 luGlIO 2013 - CASTElFRANCO VENETO (TV) – PARCO DI VIllA BOlASCO

BARRIERE STILISTICHE. Gli Area sono tornati: Patrizio Fariselli (pianoforte e tastiere), Paolo Tofani (chitarra, live electronics, voce) e Ares Tavolazzi (contrabbasso e basso elettrico), ovvero tre dei componenti storici di un gruppo che ha segnato indelebilmente le vicende musicali degli anni Settanta e la cui influenza è arrivata sino a noi. Si ricollegano al loro glorioso passato e guardano con grande vitalità al presente, al futuro. La nostalgia è bandita, anche se nel cuore e nella mente non possono non mancare Demetrio Stratos (compianto leader e genio musicale assoluto) e Giulio Capiozzo, compagni di innumerevoli, entusiasmanti battaglie musicali. Lo spirito di avventura rimane dunque immutato, insieme all’ironia e all’irriverenza, che traspare anche dalla copertina del nuovo CD, Area live 2012, un doppio registrato dal vivo durante i concerti del Reunion Tour 2011/12, e pubblicato a marchio congiunto del gruppo con l’etichetta indipendente Up Art Records. Sguardo a Nordest

Sigur roS: Si aggiunge un’altra data al tour eStivo della band iSlandeSe 23 luglio, tarviSio (ud), piazza unita’ IMMENSI, INTIMI, EMOZIONANTI. SONO RIUSCITI A CONQUISTARE IL GRANDE PUBBLICO E I MEDIA GRAZIE ALLA LORO MUSICA HANNO SCRITTO LE PAGINE PIÙ POETICHE E BIZZARRE DELL’ARTE DELLA MUSICA, CONQUISTANDO NEGLI ANNI I FAVORI E GLI APPREZZAMENTI DI STAR DEL CINEMA, DELL’ARTE, DELLA MUSICA E TV, DIVENTANDO IN POCO PIÙ DI 15 ANNI DI CARRIERA LA MASSIMA ESPRESSIONE DI QUEL ROCK CHE DIVENTA PURA ARTE A 360 GRADI. La storia dei Sigur Rós inizia nel 1994, il giorno stesso della nascita della nipote di Birgisson, chiamata per l’appunto Sigurros. Inizialmente nato come terzetto, la band si fa subito notare dalla connazionale Bjork, ma ci vorranno ancora tre anni affinchè i meriti artistici valichino i confini islandesi ed è con l’album Von che la band inizia a farsi conoscere. Nel corso degli anni è stata proprio la straordinaria capacità di creare musica emozionante a rappresentare il tratto caratteristico dei Sigur Rós, complice anche il fatto di cantare testi in islandese o, in alternativa, in un particolare linguaggio completamente inventato da Jonsi Birgisson, tra islandese ed inglese (hopelandic), accompagnati da un’incredibile forza espressiva e coinvolgente di Jónsi. A maggio 2012 è uscito Valtari, un ritorno alle origini per le sonorità della band, a cui ha fatto poi seguito il dvd The Valtari Mistery Film Experiment, la raccolta di 14 video realizzati da video maker che, commissionati dalla band, si sono lasciati trasportare ed ispirare dall’ascolto dei brani assegnati, nella massima libertà creativa. Il 18 giugno su etichetta XL Recordings e’ uscito il nuovo atteso album di studio della band. Anticipato da “Brennisteinn”, “Kveiku”r è il primo disco registrato dai Sigur Rós come trio, dopo l’abbandono del poli-strumentista Kjartan Sveinsson, e segna un decisivo cambio di rotta nelle scelte musicali della band.

eventi a nordeSt KISS Monster Tour 2013 lunedì 17 giugno 2013 Villa Manin - Codroipo

NICOLA CONTE COMBO Grado Festival Ospiti d’Autore 2013 martedì 9 luglio 2013 Diga Nazario Sauro - Grado

ZUCCHERO La Sesiòn Cubana World Tour sabato 20 luglio 2013 Villa Manin - Codroipo

FRANCO BATTIATO Apriti Sesamo Live domenica 28 luglio 2013 Piazza Unità - Tarvisio

SIMONA MOLINARI La Felicità in Tour sabato 22 giugno 2013 Cantera Social Club - Sistiana

RAMMSTEIN Made In Germany giovedì 11 luglio 2013 Villa Manin - Codroipo

SIGUR ROS Summer Tour 2013 martedì 23 luglio 2013 Piazza Unità - Tarvisio

DAVID GUETTA sabato 3 agosto 2013 Stadio Comunale G. Teghil - Lignano Sabbiadoro

MARIO BIONDI Sun, il tour sabato 29 giugno 2013 Diga Nazario Sauro - Grado

BENNY BENASSI Sound Of Waves Festival sabato 13 luglio 2013 Spiaggia Costa Azzurra - Grado

DEEP PURPLE Now What ?! mercoledì 24 luglio 2013 Area Concerti Festival - Majano

ROBIN MCKELLE & THE FLYTONES Ex Abbazia Benedettina Monastier venerdì 14 giugno 2013

AL DI MEOLA Plays Beatles And More mercoledì 3 luglio 2013 Diga Nazario Sauro - Grado

BRIAN MAY & KERRY ELLIS Born Free Tour 2013 martedì 16 luglio 2013 Diga Nazario Sauro - Grado

ELIO E LE STORIE TESE Sound Of Waves Festival venerdì 26 luglio 2013 Spiaggia Costa Azzurra - Grado

MANU KATCHÈ QUARTET Ex Abbazia Benedettina Monastier venerdì 21 giugno 2013

GORAN BREGOVIC Guca sul Carso 2013 venerdì 5 luglio 2013 Borgo Grotta Gigante Trieste - Sgonico

ZUCCHERO La Sesiòn Cubana World Tour venerdì 19 luglio 2013 Piazza Unità - Tarvisio

FABRI FIBRA Guerra e Pace in Tour sabato 27 luglio 2013 Area Concerti Festival - Majano

INMUSIC FESTIVAL Lago Jarun - Island Of Youth Zagabria - Croazia lunedì 24 giugno 2013

PLAVI ORKESTAR Borgo Grotta Gigante Trieste venerdì 28 giugno 2013 IRIO DE PAULA SAMBA JAZZ TRIO Ex Abbazia Benedettina venerdì 28 giugno 2013 DUBIOZA KOLEKTIV Borgo Grotta Gigante Trieste sabato 6 luglio 2013 Sgonico MODENA CITY RAMBLERS Borgo Grotta Gigante Trieste venerdì 12 luglio 2013 Sgonico MORCHEEBA Piazza Libertà sabato 13 luglio 2013 Azzano Decimo


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i nostri Esperti Messaggio pubblicitario

PODOLOGIA - LA CURA DEL PIEDE

Dott.ssa Sofia Biasioli

Il piede diabetico: l’importanza della prevenzione

Con il termine “piede diabetico” si intende quella complicanza che può interessare gli arti inferiori dei soggetti colpiti da questa malattia metabolica e che si caratterizza per l’associazione tra neuropatia distale, vasculopatia periferica e, a volte, infezione. La neuropatia diabetica coinvolge il sistema nervoso periferico e induce un’alterazione della percezione sensitiva, per cui il soggetto si accorge di avere una sensibilità anomala, soprattutto della sfera tattile e termo-dolorifica. L’arteriopatia periferica, invece, è un’ostruzione progressiva delle grosse arterie dell’arto inferiore, il sangue non fluisce dinamicamente ai piedi, per cui le gambe risultano fredde e dolenti alla deambulazione, la cute è fragile, le unghie diventano distrofiche e si può arrivare, nei casi più gravi, alla formazione di ulcere e necrosi. Da qui deriva l’importanza di fare

diagnosi precoce individuando i soggetti diabetici a rischio e, quindi, poter attuare tutti i principi di prevenzione. La professione sanitaria del Podologo è di fondamentale importanza nell’affiancare il medico diabetologo nella cura del “piede diabetico”. Il suo compito è quello di prevenire le eventuali lesioni e infezioni conseguenti alla presenza di ulcere, ma, soprattutto, quello di valutare lo stato della cute di gambe e piedi del soggetto diabetico. Per fare ciò egli effettua un esame neurologico e uno vascolare, utilizzando specifici strumenti. Nel primo caso vengono verificate la sensibilità superficiale, profonda, tattile e termo-dolorifica dell’arto inferiore tramite diverse indagini cliniche; nel secondo caso, invece, si vanno a reperire i principali polsi a livello podalico anche con l’ausilio di un mini doppler, oltre

che calcolando l’indice di Winsor (o indice caviglia-braccio), ovvero lo stadio di vasculopatia periferica. Lo scopo è quello di evidenziare e prevenire la comparsa di eventuali complicazioni, nonché di ottenere le indicazioni per indagini più approfondite. E’ molto importante educare il soggetto diabetico circa la prevenzione, dato che giocano un ruolo fondamentale anche l’età, il peso, l’altezza, eventuali patologie sistemiche, la pressione arteriosa e l’abitudine al fumo e/o all’alcol. Nel caso del Podologo, si consiglia al paziente di ispezionare giornalmente i piedi, di utilizzare calzature e plantari adeguati, di evitare l’autotrattamento, gli ambienti umidi e le temperature estreme, di controllare spesso la glicemia, ma soprattutto di effettuare visite mediche regolari e periodiche. L’informazione continua al paziente è al primo posto!

Bisogna, inoltre, prestare attenzione a tutti i livelli: non sottovalutare i traumi che ricadono sul piede, i quali possono essere meccanici, ad esempio dovuti alle scarpe inadeguate, oppure chimici, se indotti da callifughi, o agenti esterni, quali spilli, chiodini, sassolini o altri oggetti appuntiti e termici, se causati da ustioni. Alla prevenzione primaria si associa l’educazione sanitaria di gruppo dove si chiariscono tutti gli accorgimenti necessari per evitare l’instaurarsi di danni a lungo termine. Per quanto concerne la prevenzione secondaria, il Podologo effettua periodicamente il curettage dei

piedi, l’esame baropodometrico elettronico per studiare l’appoggio pressorio plantare, realizza ortesi plantari e digitali su misura, fornisce al paziente consigli utili circa le calzature più idonee al caso e cura le complicanze con dispositivi medicali e ortesici. In conclusione, si ritiene necessaria anche la figura del Podologo all’interno di un’équipe medica nel quadro clinico del “piede diabetico” al fine di individuare precocemente le anomalie della cute e delle unghie e migliorare lo stato di salute del paziente.

DOTT.SSA BIASIOLI SOFIA –Podologo e Tecnico ortopedico- Tel. 377/9982047- Chioggia (fronte ospedale)

Lo spazio dell’etica

La Regolazione Naturale della Fertilità (3) La RNF è naturale, perché CONSONA con la natura umana, intesa come un’insieme di corpo, anima e spirito. La RNF non è contraccezione con uso dei mezzi naturali. Il mio intervento è fondato sul concetto che l’uomo è un essere ragionevole e che in ogni persona è presente l’aspirazione al bene, alla dignità, alla libertà. A partire da questo è possibile costruire insieme una società dove ci sia spazio per tutti e dove le diversità sono capaci di convivere. Questa aspirazione è parte irrinunciabile della natura umana, indipendentemente dalle epoche storiche, è un valore universale. La convinzione che ci sia una legge morale naturale universale ovvero INVARIABILE nel tempo, animava Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI per indicare all’umanità una via maestra per affrontare la questione della sessualità in generale e della regolazione dei concepimenti. I papi si espressero a difesa della Vita, appoggiandosi sugli STUDI scientifici di varie discipline, i quali confermarono

che la RNF è in armonia con la natura umana quindi con la DIGNITA’ della persona. Mentre, come affermò Josef RÖTZER, il fondatore del primo metodo naturale sintotermico, “la pillola non è degna di noi” e non possiamo delegare la nostra RESPONSABILITA’ di conoscere il ciclo femminile a dei farmaci che lo distruggono, quindi distruggono una parte di noi (senza contare quelle donne che ci perdono la vita o diventano sterili). Papa Ratzinger scrisse in “Caritas in Veritatae”: “Non può avere solide basi una società che – mentre afferma valori quali la dignità della persona, la giustizia e la pace – si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana”. La contraccezione, a mio avviso, è una forma di disistima, perché comporta una lesione della femminilità nel corpo e nella psiche e rifiuta l’esercizio della conoscenza e della RAZIONALITA’ nei processi legati alla vita umana e alla meravigliosa avventura della relazione

di Magdalena Buszynska (magda.bus@gmail.com)

di coppia basata sul dialogo. Urge quindi un cambio di mentalità; un GRADUALE passaggio dalla CATENA: contraccezione – aborto malattie veneree ( le quali comportano sterilità) – fecondazione assistita con la sperimentazione e la morte degli embrioni, uteri surrogati, eutanasia, clonazione … In questa CATENA il corpo umano ha un significato negativo di un materiale grezzo da manipolare e l’uomo diventa una massa a disposizione. Propongo invece a passare ad una visione positiva, razionale, ecologica, cristiana, dove il corpo viene vissuto come espressione di un’anima. La collana che propongo è la promozione della Vita attraverso la RNF, la genitorialità responsabile, le terapie (dove possibile) della infertilità, la crescita nel dialogo e nella mutua accoglienza. Accoglienza di un Io e di un Tu reale, non virtuale. In Italia stanno a disposizione degli interessati i centri nei quali vengono proposti questi percorsi di crescita: WOOMB (World Organisation

Ovulation Method Billings, i centri INER del professore RÖTZER e il centro ambrosiano CAMEN. Sembrano dei nomi tanto lontani ma insegnano ad osservare una realtà vicinissima, i segnali di fertilità della donne in tutte le sue tappe: la pubertà, l’adolescenza, la ricerca della gravidanza, l’allattamento, il periodo dopo il parto, la premenopausa, come osservarsi dopo la sospensione di un contraccettivo ormonale, come vivere quando non si cerca una gravidanza. Urge tornare o scoprire quella dimensione di cui parla Giovanni Paolo II nella lettera “Mulieris dignitatem” 1988( “La dignità della donna”), dove uomo e donna accolgono di essere creati ad immagine e somiglianza di Dio e che in questa somiglianza risiede il fulcro della persona e della natura umana, degna di RISPETTO. In questa dimensione c’è anche una perfetta pari dignità tra l’uomo e la donna. La donna non deve gareggiare contro l’uomo ma nel volto di Gesù scopre la sua dignità, cioè chi è.


48 I nostri esperti

OTTICA MICAGLIO NOALE >noale@micagliogroup.it<

Per info su questo articolo m.nuvoletti@gmail.com

L’ARCHItEttO

Rubrica a cura di Renzo Carturan, architetto

Le costruzioni in legno, una valida alternativa alle costruzioni tradizionali in muratura (parte prima) La costruzione degli edifici in legno si sta affermando quale valida alternativa alle costruzioni in muratura; nei paesi del nord Europa e nelle nostre zone alpine il sistema costruttivo ha già una tradizione e si sta sempre più diffondendo anche in altre regioni della Penisola con clima più caldo ed umido. La storia delle case in legno prefabbricate trae origine nel dodicesimo secolo; anche Leonardo da Vinci nel 1494 si cimentò con questi tipo di costruzioni realizzando una casa mobile nel parco della duchessa Isabella Sforza. La costruzione in serie si diffuse in America del diciottesimo secolo per la necessità che gli immigrati avevano di costruire in tempi brevi le loro case. Nel 1833 un carpentiere inglese inviò in Austria per nave i moduli prefabbricati per la costruzione di case di abitazione. Anche il famoso architetto Walter Gropius si dedicò, dal 1927, alla progettazione di case in legno e fondò, con un suo socio, una delle prime fabbriche per la produzione di elementi per la costruzione di case in legno. La crisi economica ante guerra e la seconda guerra mondiale rallentarono lo sviluppo delle costruzioni in legno; nel dopo guerra, con la ricostruzione e la ripresa economica, cresce l’esigenza di disporre di nuove abitazione; in Germania ed in Austria, spesso, vennero costruite delle semplici case di piccole dimensioni e con pareti sottili, con spessore massimo di 10 centimetri, e di scarsa qualità. Queste case provvisorie, certamente poco confortevoli, diffusero in Europa l’idea che la casa in legno fosse sinonimo di scarsa qualità. La ricerca continua, gli innumerevoli studi e la sperimentazione di nuovi materiali hanno consentito, negli anni più recenti, l’affermarsi delle costruzioni in legno grazie alla qualità abitativa, all’efficienza dell’isolamento

Foto 1: La costruzione della struttura portante di una casa in legno con pannelli multistrato

Foto 2:Pannelli multistrato x-lam

Foto 3: Costruzione a telaio con pareti prefabbricate complete di infissi ed impianti

termico ed acustico, ai requisiti statici ed alla qualità ecologica, caratteristiche che attraggono l’attenzione di chi si costruisce la casa, preferendo spesso, anche nelle

Foto 4: Sistema costruttivo a telaio

nostre zone, la costruzione in legno a quella tradizionale in muratura e calcestruzzo. In Austria e nelle nostre zone alpine una casa su tre

viene costruita con la tecnologia del legno e sempre più sul mercato vengono proposti prodotti innovativi, segno dell’interesse, anche commerciale, che il sistema costruttivo sta diffondendo. I sistemi costruttivi in legno sul mercato sono molteplici; in Italia i più diffusi sono due: il sistema a pannelli multistrato (foto 1 e 2) ed il telaio (foto 3 e 4) che, all’occorrenza, si possono integrare in un sistema misto. Il sistema costruttivo in pannelli multistrato (foto 1 e 2), conosciuto anche con la denominazione X-lam, separa la struttura portante dall’isolamento; in questo caso il pannello multistrato si sostituisce alla muratura tradizionale ed il processo costruttivo è simile nel senso che si costruisce prima il grezzo portante e, successivamente, le partizioni interne, il cappotto esterno, gli impianti e le finiture. Rispetto al telaio (foto 3 e 4), che vedremo di seguito, il sistema costruttivo in pannelli di legno multistrato è più flessibile: in corso d’opera si possono ancora apportare modifiche come ad esempio alla dimensione dei locali, alla posizione delle porte interne, all’installazione degli impianti, ecc. Potremmo dire che la flessibilità in corso di costruzione è la stessa della costruzione in muratura, con qualche limite per i pannelli delle strutture portanti e dei solai che arrivano in cantiere già col taglio dei fori grezzi per le finestre e le porte. I pannelli sono ottenuti con l’incollaggio di tavole di legno, generalmente di conifere, incrociate in 3, 5, 7 strati; per l’incollaggio si usano colle con basso contenuto o assenza di formaldeide. Sul mercato ci sono anche pannelli chiodati oppure pannelli formati da elementi in legno massiccio con giunti ad incastro ed in più strati con tasselli di legno duro che lavorano per attrito senza ricorrere a collanti. (Segue nel prossimo numero)

Per quesiti sugli argomenti trattati in questa rubrica il Lettore può inviare una mail a carturenzo@studiocarturan.it messaggio pubblicitario

PIANETA HANDICAP: una realtà solidale

Un’associazione che valorizza le potenzialità delle persone disabili L’Associazione PIANETA HANDICAP di Rovigo, nata dall’idea di istituire un’associazione di volontariato che si occupasse di disabilità, è stata fondata il 16 giugno del 1999 e conta a tuttoggi 60 soci. Obiettivo delle azioni ed attività principali dell’associazione svolte a tuttoggi, è quello di costituire sostegno umano alle famiglie, oltre a quello primario di far emergere le potenzialità latenti delle persone con disabilità per il raggiungimento della massima autonomia personale. Grazie alle opportunità offerte dal C.S.V. di Rovigo, ha posto in essere delle collaborazioni con altre associazioni della provincia, ideando delle nuove attività di tipo creativo (ceramica, lavorazione metalli, pittura su vetro, mosaico). Con tali coprogettazioni, chiamate così proprio perchè attività di più associazioni, è stata intrapresa, fin dal 2006, l’esperienza di autonomia in appartamento nei week-end ed è stato possibile far decollare i laboratori di ceramica a Castelmassa ed a Rovigo. Per questi ultimi, un ruolo fondamentale è dovuto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha avuto fiducia nell’associazione. Nel febbraio del 2012 è stata costituita la Sezione di Adria, ove è stato attivato un laboratorio di mosaico. Recentemente ha organizzato a Rovigo, tra ottobre e novembre 2012, un corso di formazione sull’Amministratore di Sostegno e si sta attualmente adoperando per attivare uno Sportello per l’A. di S., assieme al Comune di Rovigo e ad alcuni avvocati resisi disponibili gratuitamente. Altra attività importante è quella dell’attività motoria in palestra, divenuta nel tempo Team Edera

Il Laboratorio di ceramica L’EDERA a Rovigo

L’obiettivo di base del laboratorio di ceramica è stato quello di fornire azioni di stimolo, per far emergere le potenzialità residue dei disabili, specie in ambito creativo, tramite l’intelligenza delle mani. Il laboratorio di Rovigo, denominato L’EDERA, è attivo due pomeriggi la settimana e vede la presenza di circa 8 ragazzi/e, seguiti da altrettanti volontari che stimolano a fare, senza peraltro sostituirsi. Quello che conta è la disponibilità all’ascolto e l’assoluta gratuità dell’essere lì per loro. Tutto questo viene percepito e spesso si hanno buoni risultati di crescita, sia nella socializzazione, che nella gratificazione personale, con acquisizione di fiducia in sé stessi. Il laboratorio L’Edera è guidato dall’Arch. Rizzo Luciano e si autogestisce con le risorse derivanti da piccole e grandi commesse di oggetti personalizzati, formelle, vasi, ecc., che sono sempre molto apprezzate per la loro originalità.

Il laboratorio di mosaico

Attività primaria dell’Associazione ad Adria è il laboratorio creativo di mosaico, denominato “Mosaico’s Friends”, che accoglie un giorno la settimana cinque ragazzi speciali ai quali viene insegnata questa tecnica che consente loro di esprimere la creatività, la manualità, nonchè di trascorrere alcune ore in un contesto di socializzazione e rapporto umano positivo. I ragazzi sono coadiuvati da ben 12 volontari, che si ritrovano anche il lunedì sera per organizzare le attività. Tutto ciò avviene in un’area della ex scuola elementare “Anna Frank” di Borgo Dolomiti, concessa in comodato d’uso dal Comune.

Week-end in autonomia

Il Laboratorio Le Farfalle a Castelmassa Fin dalla sua attivazione, avvenuta nel 2006

presso l’I.S.A. di Castelmassa, il laboratorio di ceramica “Le Farfalle” si è dimostrato essere un punto di riferimento per le famiglie di disabili residenti nell’Alto Polesine, dove non esistevano e non esistono tuttora simili strutture di supporto alla disabilità. I ragazzi che frequentano il laboratorio provengono da Trecenta, Badia Polesine, Bergantino e Sermide, per un totale di circa 12-13 ragazzi, mentre le attività sono guidate da due insegnanti ceramisti; i volontari che si sono avvicinati al laboratorio sono presenti in 4-5, assieme a studenti dell’ISA, che fungono anch’essi da volontari. A maggio di quest’anno è stato organizzato un corso di alfabetizzazione di ceramica che si svolge tutti i mercoledì pomeriggio nel laboratorio di Castelmassa, allo scopo di far acquisire competenze pratiche di ceramica a nuove persone del territorio locale; l’obiettivo finale è quello di reclutare potenziali nuovi volontari del laboratorio, in modo da essere di aiuto ai ragazzi disabili che lo frequentano.

Incontri con le famiglie L’Associazione da vari anni organizza incontri con i genitori dei ragazzi che frequentano i laboratori ed il basket, con lo psicologo Dott. Achille Ferrari, che la accompagna costantemente. Le famiglie spesso si sentono sole e si chiudono in sé stesse, ritenendosi incapaci di intervenire in qualcosa di ineluttabile, che vivono con grande dolore; la persona disabile, ancorchè con ritardo mentale, essendo ipersensibile, coglie inconsciamente le paure dei genitori e si ritrae sempre più in sé stessa. Obiettivo dell’associazione è stato quello di aiutare i genitori ad accettare i figli con i loro problemi e di convincerli che da lì bisogna partire con gli strumenti mentali a disposizione, dimenticando il sogno del figlio ideale.

I fine settimana con i ragazzi, avviati nel 2006 nell’ambito di una Cooprogettazione finanziata dal C.S.V. di Rovigo, continuano tuttora, dopo aver cambiato il luogo fisico di svolgimento. Trattasi essenzialmente della gestione di un appartamento per accogliere nei week-end alcune persone diversamente abili e di accompagnarle in un percorso di autonomia e di graduale distacco dalla famiglia. Tale esperienza solidale ha coinvolto nel tempo circa 30 ragazzi e venti volontari. In generale, nei ragazzi si è notata una positiva evoluzione, una ricerca di autonomia volta a “provare a farcela da solo”. Il mettersi alla prova in un contesto “libero”, ma allo stesso tempo protetto, ha contribuito a rafforzare l’autostima di ognuno di loro ed è diventato stimolo per cominciare a porre le basi di un progetto di vita. Dal 2012, i week-end si svolgono in un appartamento dell’Ass. Amici di Elena, che ne ha dato la disponibilità all’utilizzo, nell’ambito di un’ampia collaborazione in più attività. L’esperienza del progetto appartamento ha dato risultati di grande rilievo: sul piano della crescita personale, dell’autonomia, della crescita di fiducia verso se stessi e gli altri, del distacco dalla famiglia, della fiducia della famiglia nelle capacità dei propri figli.

INFO: Tel. e fax : 0425.24826 info@pianetahandicap.it www.pianetahandicap.it

Basket, che passione Il tutto ha avuto inizio nel 2008 quando, su richiesta di una mamma, si è iniziata l’attività motoria nella palestra dell’Istituto Marco Polo di Rovigo. Ben presto si è riscontrato un grande impegno e gioia di partecipazione nei ragazzi: si è di fatto creato un gruppo coeso di 13-14 ragazzi che hanno socializzato tra loro, tramite il gioco ed il movimento corporeo ed hanno costituito il nucleo di una futura squadra di basket, in seguito all’incontro del coach Maurizio Ventura, divenuto allenatore della squadra, coadiuvato nel tempo da Marco Gregnanin e Denis Maragno. Negli anni successivi, e fino ad oggi, è stato tutto un susseguirsi di partite con varie squadre che si sono prestate al confronto, fino all’iscrizione al Team Special Olympics Italia, resa possibile dall’affiliazione con UISP nel 2011. Il primo Torneo Regionale SOI di Basket Unificato del Veneto 2011-2012, è stato vinto dopo 6 vittorie consecutive; nell’ultima edizione 2012-2013, il Team Edera ha fatto il bis e si è aggiudicata il primo titolo nello stesso torneo regionale, ricevendo la coppa della vittoria nell’incontro conclusivo di Cerea.


I nostri esperti 49

58 AFFARI DI FAMIGLIA

giuridico perché consentono a chi è proposto alla tutela di queste situazioni delicatissime di concretamente intervenire prima che succeda il peggio. materialmente come si fa? Una donna soggetta a molestie, maltrattamenti o violenze, anche solo minacciate, potrà rivolgersi ai Carabinieri e/o alla Polizia e sporgere denuncia- querela dei fatti subiti e/o minacciati. che cos’è la querela? La querela è quell’atto con cui la

persona offesa dal reato chiede all’Autorità Giudiziaria di procedere nei confronti dell’autore dello stesso affinché sia punito. La querela, prevista per determinati reati, è quindi lo strumento per l’avvio dell’azione penale. Questa va presentata generalmente entro 3 mesi dalla conoscenza del reato; termine che sale a 6 mesi per determinati reati (es. Violenza sessuale e Stalking). La querela dovrà essere presentata al pubblico ministero <http://it.wikipedia.org/wiki/

Pubblico_ministero> o alla polizia giudiziaria <http://it.wikipedia. org/wiki/Polizia_giudiziaria> (Carabinieri/Polizia) e potrà avere forma scritta od orale. Cosa sono gli ordini di protezione e a chi si applicano? Proprio al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, illegislatore, con legge n. 154 del 5.04.2001, ha introdotto una serie di misure contro la violenza nelle relazioni familiari che prendono il nome

a Chioggia e Sottomarina

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Cari lettrici e lettori, in questo edizione vorrei affrontare la delicata questione, purtroppo portata nuovamente alla nostra attenzione anche dai recenti fatti di cronaca svoltisi a Corigliano Calabro (CS), in danno di Fabiana Luzzi, una ragazza di 16 anni che è stata orrendamente uccisa dal proprio fidanzato dopo che questa gli aveva negato, almeno così pare, di avere un rapporto sessuale con lui. Non v’è dubbio che i fatti sopra descritti sono riconducibili al fenomeno del femminicidio, espressione questa che ricomprende ogni forma di discriminazione o violenza volta ad annullare la possibilità per la donna di godere dei suoi diritti fondamentali proprio perché donna. Il termine femminicidio ricomprende, come un grande contenitore, tutti gli atti di violenza e soprusi sulle donne sino alla loro uccisione in quanto donne (femmicidio). come tutelarsi? In data 28 maggio 2013 la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità gli 81 articoli del DDL, che ora passerà al Senato per l’approvazione, dando il via libera alla ratifica della Convenzione del Consiglio di Europa su “prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”, siglata ad Istanbul l’11 maggio del 2011. Questa convenzione prevede e contrasta ogni forma di violenza fisica e psichica sulle donne, dallo stupro alla mutilazione genitale, allo stalking, promuove la cooperazione internazionale tra gli Stati, nonché “la parità effettiva dei sessi rafforzando l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne”. In attesa che ciò venga effettivamente postoin essere, allorquando una donna fosse soggetta a maltrattamenti e/o soprusi, anche solo minacciati da parte di un uomo, ritengo primariamente importante che la stessa non rimanga in silenzio, vuoi per vergogna o nella speranza che ciò non avvenga più, e che denunci i fatti alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria nonché si faccia assistere da un Centro Antiviolenza, presenti sul territorio. Come noto, questi Centri svolgono un’importante funzione nella misura in cui concorrono a determinare un’inversione della concezione della donna da vittima - soggetto passivo e debole - a soggetto forte e capace di affrontare situazioni, anche di violenza, per proteggere se stessa ed i figli. Inoltre, la ricerca di aiuto in modo formale, ovvero ricorrendo alle forze dell’ordine e all’Autorità Giudiziaria, assumono rilevanza sia sotto un profilo psicologico, in quantoconsentono alla donna di assumersi la responsabilità della propria vita oltre che di quella dei propri figli in maniera consapevole e concreta, nonché sotto un profilo

di ordini di protezione contro gli abusi familiari, disciplinati dagli artt. 342 bis e 342 ter del codice civile. Gli ordini di protezione sono provvedimenti che il giudice può adottare nei confronti del coniuge o di altro convivente che tiene una condotta pregiudizievole dell’integrità psico – fisica o della libertà dell’altro coniuge o convivente. L’applicazione degli ordini di protezione non è circoscritta alla coppia ma opera, in quanto compatibile, anche nei confronti di altri membri del nucleo familiare quali figli o fratelli. Inoltre, al fine di assicurare una tutela effettiva, questi trovano applicazione anche se tra vittima ed aggressore non c’è uno stato di convivenza o se lo stesso è venuto meno. Il procedimento per l’emissione di un ordine di protezione prevede un’apposita istanza che deve essere presentata dalla parte, anche personalmente, al Tribunale del luogo di residenza o domicilio del richiedente. Il Presidente del Tribunale previa verifica ed escussione delle parti adotta alla fine del procedimento una decreto immediatamente esecutivo. La durata dell’ordine di protezione non può essere superiore ad un anno e può essere prorogata su istanza di parte solo in presenza di gravi motivi e per il tempo necessario. Con l’ordine di protezione viene prescritto al destinatario di desistere dalla condotta pregiudizievole, di allontanarsi dalla casa familiare e, ove occorra, di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dall’istante (es. luoghi di lavoro, luoghi d’istruzione dei figli della coppia). Il giudice può anche disporre, se necessario, l’intervento dei servizi sociali o di un centro di mediazione familiare nonché il pagamento di un assegno periodico a favore delle persone conviventi che, a seguito dell’ordine di protezione, rimangono privi di mezzi adeguati.

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A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

Femminicidio, femicidio e le misure preventive contro la violenza sulle donne

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The House (la casa) • Due topi vanno davanti ad un cinema: “Entriamo?” Dice uno. “No, ci sono solo quattro gatti.” • Che cosa fa un maiale che cade dal quinto piano? Speck. • Una funga dice a un fungo: “Non fare il porcino!” • Un signore che deve andare a lavorare esce di fretta da casa e si avvia verso la macchina. Dopo qualche metro si rende conto di un uccellino che svolazzando è finito contro il vetro davanti dell’auto. Allora scende, lo raccoglie e lo porta a casa. Lo mette in una gabbietta con pane, acqua e una copertina e poi va a lavorare. Dopo un’ora l’uccellino si sveglia. Vede le sbarre e le guarda sorpreso. Vede il pane e lo guarda sorpreso. Vede l’acqua e la guarda sorpreso. Vede la coperta e la

guarda sorpreso. Poi dice: “Cavolo, devo averlo mandato proprio fuori strada per esser stato mandato in prigione.” • Un signore entra in un cinema con un elefantino e chiede alla cassiera: “Mi può dare due biglietti per lo spettacolo delle 22:30?” La cassiera gli risponde: “Signore, gli animali all’interno del cinema non sono ammessi.” Il signore se ne va e ritorna dopo 20 minuti circa. Ha con se l’elefantino messo in mezzo a due fette grosse di pane. La cassiera spazientita sta per riprendere di nuovo il signore ma lui l’anticipa e le dice:”Oh, io dentro il panino ci metto quello che mi pare!” • Un’elefante apre il frigorifero e dice: “Ele-fante?” • Tra pesci: “Ti dico un segreto. Mi raccomando però, acqua in bocca!”

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