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Sport p.18

p.33

Salute p.27

on-line:  “L’Italia ripudia

di Chioggia

APRILE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 46

Cultura p.17

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PROMOZIONE

Protocollo d’intesa tra Chioggia e la Saccisica TURISMO

Tante aspettative dopo l’invasione di Pasqua

SCUDO la guerra”

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomani Professionisti del primo raid mosso del da Trump e alleati in Siria, haRisarcimento sottolineato che per esportare al meglio il nostro di Germana Mozzato vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geoVia Cristoforo Colombo 42, Sottomarina di Chioggia (VE) politico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. Tel: 041.49.07.74; info@scudoinfortunistica.it Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. servizio pag 4 Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non puòaliberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

Giudice di pace, chiusura sempre più probabile

Il presidente del Tribunale di Venezia ha comunicato l’impossibilità di funzionamento del servizio. Il sindaco Ferro è amareggiato, il collega di Cavarzere esprime solidarietà

SPIAGGE

L’erosione preoccupa gli operatori FORTE SAN FELICE

Più di 1000 visitatori alle Giornate di primavera PREMIAZIONI

Roberto Rossi è il Clodiense dell’anno PROTAGONISTI

Zouama Bamba e la sua storia di resilienza CA’ LINO

Cerimonia per ricordare i caduti delle guerre POLITICA

Casellati, prima donna al Senato

“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, eppure è così. E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopolitica è capace di creare pesanti danni alla bilancia economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

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Facciamo. il punto

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“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Intesa Chioggia-Piove di Sacco per i turisti di un giorno P

Promozione reciproca e congiunta dei due territori nel protocollo d’intesa presentato dai Lidi di Chioggia e dall’Ipa della Saccisica

Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomani del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, ha sottolineato che per esportare al meglio il nostro vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geopolitico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non può liberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

romozione del territorio. Questa è la parola magica per far decollare il turismo. E se i paesaggi sono vari e l’offerta degli eventi è ricca, allora il risultato non può che essere positivo. E quindi, nel condividere la stessa esigenza, mettere insieme le forze è sembrato, ancora una volta, una strada da percorrere con buone aspettative. E’ questa la filosofia che ha portato ad una collaborazione tra il Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia e l’Intesa programmatica d’area della Saccisica che lo scorso 12 aprile hanno reso noto ed ufficiale il protocollo d’intesa stretto in nome di una sinergia voluta per agevolare la promozione congiunta dei due territori, attraverso la diffusione di materiale informativo e illustrativo della laguna chioggiotta e dell’entroterra padovano ai rispettivi turisti. Da un lato le spiagge e la bellezza della città lagunare, dall’altro un territorio ricco di storia oltre che di natura, e in entrambi i casi una tradizione enogastronomica straordinaria ed eventi numerosi: sono questi i punti di forza che verranno valorizzati • SERRAMENTI IN ALLUMINIO-PVC anche attraverso un servizio di booking che presto sarà operativo nei portali del Consorzio e dell’associazione albergatori di • PORTE PER INTERNI Sottomarina, così come ha avuto modo di anticipare Giuliano • PORTE BLINDATE Boscolo dei Lidi di Chioggia. • TENDE DA SOLE • ZANZARIERE Da parte sua, l’assessore alle Attività produttive di Piove di • TAPPARELLE • VENEZIANE • VETRI Sacco, Luca Carnio, ha voluto sottolineare l’importanza della • PARATIE ACQUA ALTA Saccisica, e in particolare del suo comune, per l’organizzazione Germana Urbani >direttore@givemotions.it< • RIPARAZIONI E MANUTENZIONI di eventi. Piove di Sacco infatti è il comune che in provincia e anche rispetto al capoluogo organizza il maggior numero dill mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, Rivenditore Autorizzato eventi, tra i quali sette o otto di primo piano. Un’intesa cheeppure è così. il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro ha “battezzato” conE anche se il conflitto apparentemente non ci tocil collega di Piove di Sacco, Luca Gianella, con entusiasmo ca,e soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopomilani.infissi@gmail.com · cell. 338 3991390 aspettative. Se son rose... litica è capace di creare pesanti danni alla bilancia Preventivi e sopralluoghi GRATUITI economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

MILANI INFISSI

“L’Italia ripudia la guerra”

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di Chioggia

Borgo San Giovanni di Chioggia (Ve) n. 1165 (di fronte alle Poste)

È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina e Sant’Anna per un numero complessivo di 15.250 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Germana Urbani tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 13 aprile 2018


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Chioggia .

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Servizi La “sentenza” lo scorso 8 aprile

Giudice di pace, chiusura sempre più vicina Il presidente del Tribunale di Venezia comunica l’impossibilità di funzionare regolarmente. Il rammarico del sindaco Ferro

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l Presidente del Tribunale di Venezia Manuela Farini con una nota inviata lo scorso 8 aprile oltre che al Comune ed all’Ufficio del Giudice di Chioggia, anche al Ministero della Giustizia, al Consiglio Superiore della Magistratura VIII Commissione ed alla Camera degli Avvocati sempre di Chioggia ha segnalato l’impossibilità di funzionamento del Giudice di Pace di Chioggia, in base all’art. 3 comma 5 del D.Lgs. 7.09.2002 n. 156, non essendo stato in grado l’Ufficio del Giu-

dice di Pace di funzionare regolarmente. La disfunzione dovuta al trasferimento di due dipendenti, oltre che all’assenza del cancelliere e del facente funzioni, non è stata superata nemmeno con l’arrivo di un’altra dipendete di categoria “C”. La prolungata assenza per malattia del cancelliere non ha reso possibile la formazione della nuova dipendente, necessaria a termini di legge e i tre avvisi di mobilità sono andati deserti da parte del personale del Comune.

Va precisato però che la struttura era fin dall’inizio costituita su presupposti precari, dato che il governo centrale dell’epoca aveva deciso di risparmiare costi a carico del Ministero facendoli in realtà gravare sulle spalle degli enti locali che, seppur volenterosi e disponibili, hanno ben più gravi limitazioni nelle risorse finanziarie e di personale. Non sono infatti previsti finanzia-

menti statali per i comuni che hanno mantenuto aperti i giudici di pace, oltre alla impossibilità di collocare personale interno in tale ufficio senza il consenso del dipendente. Quella che, infatti, è stata una soluzione brillante ed efficace per la contabilità ministeriale si è rivelata un problema pressochè insuperabile per moltissimi dei comuni che si sono assunti in carico la gestione di un

ufficio giudiziario. “Prendo atto della comunicazione del presidente” spiega il sindaco Ferro “la non facile situazione della gestione e del mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace non è di certo un mistero per nessuno, come Amministrazione ed anche in prima persona abbiamo provato a trovare tutte le soluzioni possibili per il mantenimento del servizio, non da ultimo l’arrivo di una dipendente in comando. Abbiamo cercato anche di arrivare ad una accordo con il comune di Cavarzere per la ripartizione delle spese di funzionamento, accordo non ancora raggiunto, non certo per volontà di questo Comune. L’amministrazione non vuole chiudere il servizio e auspico che si possano trovare altre soluzioni per non perdere questo servizio”. Naturalmente l’ufficio non è ancora chiuso. Adesso la palla passa al Ministero che dovrà decidere se e con quali modalità e tempistiche chiudere il servizio e trasferire tutte le incombenze a Venezia.

Il sindaco Tommasi: solidarietà al collega di Chioggia “Era stata trovata una dipendente che si era resa disponibile. Quindi sembrava che ci fosse una soluzione”

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ispiace apprendere la notizia della chiusura dell’ufficio del Giudice di pace, anche perché io ufficialmente non ho avuto nessuna comunicazione, nessun tipo di avvertimento che facesse pensare che si stava andando verso questa direzione. L’ho saputo dai giornali, tutto qua”. Così il sindaco di Cavarzere Henri Tommasi prende atto della fine di una questione che ha tenuto sulla graticola per mesi il suo Comune e quello di Chioggia. “Dal punto di vista pratico, spero si possa ancora fare qualcosa e, sono sincero, non riesco neanche a dare colpe al sindaco di Chioggia per questo finale – ammette Tommasi -. A parte la diatriba che è sorta tra di noi, era stata trovata una dipendente che si era resa disponibile a garantire il servizio e quindi la cosa sembrava andare verso una soluzione. Adesso, da quel che ho capito, a far traballare tutto sarebbe un problema legato alla formazione della dipendente: io ritengo che sia una cosa di cui non si debba però far carico il Comune di Chioggia. Insomma, deve esserci un po’ di collaborazione e flessibilità anche da parte del ministero! Se il personale c’è, se la volontà c’è si riesce sempre Giorgia Gay a trovare la soluzione”.


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Chioggia .

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Turismo Nel week end pasquale Sottomarina e Isola Verde sono state prese d’assalto

L’invasione di Pasqua e Pasquetta apre alla grande la stagione estiva S

i apre la stagione balneare a Chioggia: a dare l’input le belle giornate di Pasqua e di Pasquetta. “Chioggia, Sottomarina e Isola Verde sono state invase dai turisti nel week end pasquale – racconta Silvia Vianello, presidente del consorzio di promozione turistica ConChioggiaSI che conta oggi circa 100 soci fra aziende alberghiere, extra alberghiere, ristoranti e servizi turistici -. La storia, la bellezza del nostro lido, il mare, la buona cucina, e le belle passeggiate rendono la nostra località unica. Sono state due giornate impegnative di apertura che ci entusiasmano per l’inizio della bella stagione”. Non sono disponibili i numeri del fenomeno e probabilmente sono stati più i pendolari dei vacanzieri, ma gli alberghi e le strutture aperte hanno comunque registrato un notevole riempimento, soprattutto nel centro storico di Chioggia, visitato da tanti La notizia turisti stranieri. glamour: la “Un fenomeno in crescita – commenta Vianello –, prestigiosa che fa registrare un notevole rivita Vanity passo in avanti rispetto agli fair ha anni scorsi. Le prospettive – aggiunge – sono buone: graselezionato lo zie alla comunicazione, alla stabilimento partecipazione alle fiere e ai nuovi metodi di prenotazio“Sabbia e sale” ne online prospettiamo una come uno dei buona stagione”. Nel frattempo, è online il migliori dieci nuovo sito di Con Chioggia Sì, posti in Italia ricco di contenuti, con il priper sposarsi mo video dedicato ai piatti tipici della cucina Chioggia che sulla spiaggia in pochi giorni ha raggiunto quasi le 6 mila visualizzazioni. “Vogliamo dare visibilità alla risorsa del turismo – commenta Vianello –, una grande impresa che coinvolge tutti, portando ricchezza e qualità. Basti pensare ai grandi investimenti fatti in questi anni nelle spiagge, nei campeggi, che ormai sono villaggi turistici con servizi ad alta qualità”. È in questo roseo contesto che si inserisce la recente la notizia della selezione, da parte di Vanity Fair, dello stabilimento balneare “Sabbia e Sale” di Isola Verde come uno dei migliori dieci posti in Italia per sposarsi sulla spiaggia”. Da alcuni anni, infatti, lo stabilimento organizza cerimonie nuziali sulla battigia, guardando il mare. Margherita Bertolo

Foto Lorenzo Porcile

Il problema dell’erosione delle spiagge e la preoccupazione degli operatori

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numeri fanno ben sperare, ma la stagione si apre con la costa che versa in condizioni drammatiche sia all’Isola Verde, sia nel tratto Sud del litorale di Sottomarina, a partire dal Granso Stanco. Laddove la diga soffolta ha dimostrato di non poter risolvere il problema dell’erosione: “Le aziende faticano ad aprire in queste condizioni – lamenta il presidente di Cisa camping Luciano Serafini – perché non hanno il posto dove collocare gli ombrelloni e le sedie a sdraio per i propri clienti”. Nel frattempo, urge l’avvio del ripascimento, che va effettuato entro la fine di aprile. È questo il primo nodo che vede impegnati gli operatori balneari, con il Comune che fa da capofila, per la promozione presso la Regione degli interventi necessari. A ciò si aggiunge il problema delle spese: “Alcuni – spiega Serafini – vorrebbero addebitare agli operatori turistici i costi dell’operazione: in questo modo, i conces-

sionari pagherebbero per il godimento di un bene che, di fatto, non hanno. Speriamo che la Regione, così come sta facendo in altre località, si ponga il problema di fornire agli operatori gli strumenti necessari per mantenere vivo il turismo”. Sul tavolo, intanto, c’è anche anche la realizzazione di un protocollo d’intesa che potrebbe prevedere un contributo, da parte dei balneari, alla realizzazione degli interventi necessari, ma escluderebbe a priori l’eventualità di far gravare per intero il costo dell’opera sulle categorie turistiche. Collaborazione da parte dell’amministrazione: “L’assessore Marco Veronese ha dimostrato a più riprese una sensibilità sul tema” assicura Serafini. Ma rimangono alcuni punti da chiarire. “Innanzitutto – conclude il balneare – il litorale va riportato alle sue superfici originali, cosa che non va certo fatta a spese degli operatori”. Ma.Be.

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Chioggia .

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Parco degli Orti: da zona di pregio a discarica

Torna il Treno del Mare ma non per Sottomarina

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Beniamino Boscolo denuncia il degrado di un’area che una decina d’anni fa sarebbe dovuto diventare un’area turistica importante

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a zona di grande pregio paesaggistico a discarica. Tale la condizione in cui versa il “Parco degli Orti”, un’area di 234 ettari compresa tra Viale Mediterraneo, il mare Adriatico, il fiume Brenta e la località di Brondolo. A denunciare la situazione, presentando una ordine del giorno che verrà discusso al prossimo consiglio comunale, il consigliere di Forza Italia Beniamino Boscolo Capon: “Lontano da occhi indiscreti, con la complicità del crepuscolo, qualcuno riversa, elettrodomestici, materiale edile, eternit, teli di nylon che andrebbero smaltiti pagamento”. Una vera e propria discarica, che danneggia l’ambiente e l’agricoltura. Correva l’anno 2008, la giunta Romano Tiozzo aveva pensato di dare un indirizzo alla zona. La riqualificazione sarebbe avvenuta tramite la costruzione di nuovi agriturismi, di piste ciclabili, di una cittadella dello sport in project financing. Con la predisposizione di parcheggi e servizi per il turismo,

la ristrutturazione dei casoni, la ricostruzione dei filari alberati lungo i canali ed i fossi, il disinquinamento del Lusenzo. La Regione avrebbe realizzato le piste ciclabili, i Patti Territoriali avrebbero finanziato la viabilità, inoltre c’era un accordo di programma per la costruzione del Ponte sul Brenta. Ma oggi, “a distanza di 10 anni, in Comune non se parla più - dichiara Boscolo -. Anzi, si perde il finanziamento di 550 mila euro per le piste ciclabili, si rimanda l’utilizzo dei soldi dei Patti Territoriali per la viabilità (2,3 mln di euro, ndr)”. Così come è rimandata la costruzione del Ponte”. Non solo: alcuni privati, intenzionati a investire sulla costruzione di una darsena offrendo in cambio, oltre ai costi di costruzione e agli oneri di urbanizzazione, la sistemazione di via Morosini, per un valore di 1,2 milioni di euro, non avrebbero ancora ricevuto una risposta parte dell’amministrazione. “Con il mio ordine del giorno – conclu-

Beniamino Boscolo Capon Il degrado del Parco degli Orti

de Beniamino Boscolo -, invito il consiglio comunale a dare un indirizzo alla giunta per lavorare nella direzione di portare casa qualche risultato”. Margherita Bertolo

orna il treno del mare dopo 16 anni di attività e quattro di interruzione, ma non per ChioggiaSottomarina che si è vista esclusa. La Regione ha infatti ripristinato il servizio per le spiagge del Veneto orientale, senza tener conto di quelle di Sottomarina e Isola Verde. Una mancanza di attenzione che l’assessore locale al Bilancio Daniele Stecco non ha potuto fare a meno di sottolineare con il collega regionale De Berti al quale ha proposto di valutare il collegamento VeronaRovigo per raggiungere, così, le spiagge sia di Sottomarina e Isola Verde ma anche di Rosolina e Delta del Po. “Il nostro Comune e immagino anche Rosolina e il Delta del Po – commenta l’assessore Stecco – è ben disposto ad incentivare lo sviluppo di servizi collaterali a supporto dei turisti che arrivano in treno, come servizi navetta e bike sharing. E sono sicuro che gli stessi operatori turistici sono disponibili a collaborare, magari predisponendo dei pacchetti soggiorno mirati”.


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Chioggia .

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Giornate di primavera da record per il Forte San Felice con quasi 1000 visitatori Più del 40 per cento proveniva da fuori Chioggia e anche da fuori regione. Grande soddisfazione del presidente del Comitato Erminio Boscolo Bibi

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trepitoso successo delle Giornate di Primavera del FAI al Forte San Felice. Tra sabato 24 e domenica 25 marzo sono stati quasi mille i visitatori entrati al Forte, a gruppi di sessanta persone. Più del 40 per cento provenienti da fuori Chioggia: da tutte le province del Veneto, da Milano, Bologna, Pordenone, Modena. “Tutti sono stati presi dallo stupore della scoperta” racconta il presidente del comitato Forte San Felice Erminio Boscolo Bibi. “Una partecipazione anche emotiva prosegue - a sostegno dell’impegno per il recupero di un patrimonio di tale valore”. A guidare i visitatori gli studenti delle classi 4A e 4B dell’indirizzo turistico dell’Istituto Cestari. “Hanno superato la prova in modo eccellente e hanno ricevuto lodi da tutti i visitatori. Per loro è stata sicuramente una bella esperienza che speriamo possa essere un esempio per altri giovani per apprezzare la storia e il patrimonio culturale e ambientale della città” afferma presidente del comitato per il Forte, che ha sostenuto la complessa organizzazione delle visite insieme ad alcuni Giovani del Fai di Venezia e alla Protezione Civile. “Dobbiamo ringraziare il Fai - ricorda Erminio Boscolo Bibi - che, raccogliendo la richiesta venuta dalle 25122 firme ottenute dal Forte nel censimento dei Luoghi del Cuore 2016, ha voluto inserirlo nelle Giornate di Primavera, indicandolo tra i siti di maggior interesse con una grande copertura mediatica”. Un’ulteriore spinta verso la realizzazione degli obiettivi previsti dal protocollo d’intesa sottoscritto a gennaio tra i Ministeri e il Comune: smilitarizzazione, destinazione ad uso pubblico, inizio del recupero degli edifici storici con i fondi delle misure compensative del Mose. Nel frattempo, il Comitato prosegue la sua attività di sensibilizzazione, puntando sulla conoscenza diretta del sito. Già ottenuta dal Comune l’autorizzazione a un programma di visite con prenotazione obbligatoria il 12 maggio, il 9 giugno, il 7 luglio, l’8 e il 22 settembre. “Auspichiamo - conclude Ermi-

Lungo il murazzo e dentro il castello, con i ragazzi dell’Istituto Cestari a fare da ciceroni. Alcuni momenti

nio Boscolo Bibi - che per la prima visita possa essere già realizzato almeno in parte dal Comune il progetto finanziato dal FAI di implementazione dei percorsi di visita, per poter così mostrare ai cittadini che si è già iniziato ad intervenire per il recupero, con nuovi punti di visita sopra i bastioni”.

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Clodiense dell’anno, vince un sorpreso Roberto Rossi Il presidente del Comitato No Gpl è stato scelto per la sua capacità di coinvolgere tutta la cittadinanza in una mobilitazione massiccia per tutelare l’ambiente e tutto il suo territorio

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lodiense dell’anno 2017 è Roberto Rossi. Un po’ sorpreso, ma assai entusiasta del riconoscimento, il presidente del Comitato NoGpl ha subito sottolineato che il premio va attribuito a tutti coloro che si stanno battendo per fermare l’impianto - già in fase avanzata di allestimento - che rischia di danneggiare la vita e l’economia della città di Chioggia. Sul palco dell’Auditorium comunale il 23 marzo 2018 Stefania Lando, presidente del Comitato “Clodiense dell’anno”, ha presentato questa quarta edizione del premio, un’iniziativa sostenuta dalla Banca Patavina, alla presenza dei rappresentanti delle autorità religiose e civili. La cerimonia si è aperta con un intermezzo musicale del giovane musicista Alex Bacci, già finalista nella precedente edizione, e con i saluti del vicario generale della diocesi di Chioggia, mons. Francesco Zenna, e del sindaco Ales-

sandro Ferro. La dott. Lando ha brevemente illustrato la biografia dei 5 finalisti del premio che con la loro attività ed esperienza hanno reso onore alla città di Chioggia nel corso del 2017: il giovane motociclista 21enne Federico Boscolo Bisto, già affermato campione distintosi in numerosi gran premi internazionali (e la sua moto era proprio sul palco dell’Auditorium); Giuliano Boscolo Cegion, presidente dell’Asa - associazione albergatori - intraprendente protagonista della promozione turistica a tutti i livelli; Paolo Padoan, appassionato ed esperto musicologo che nella sua ultima pubblicazione “Un palco al Garibaldi” del 2017 ha condensato il bagaglio culturale di un’intera vita dedicata allo studio e alla passione per il melodramma e lirica; Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di promozione del radicchio Igp che non manca di far conoscere questo

Urologia di Chioggia affidata al primario Giorgio Artuso di Dolo L’Urologia di Chioggia è stata affidata al Primario della Urologia di Dolo, il dottor Giorgio Artuso. La nomina arriva dalla Direzione Generale della Ulss 3 per sostituire il dottor Giuseppe Tuccitto che, dopo sei anni di primariato a Chioggia, ha scelto di lasciare l’incarico. “Diamo il benvenuto al dottor Artuso – ha dichiarato il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – che ha accettato fintantoché non si concluderà l’iter amministrativo per un nuovo direttore di reparto nell’Ospedale di Chioggia. Artusi è un professionista preparato, che sa lavorare in squadra e che continuerà a garantire ai pazienti urologici di Chioggia lo standard elevato tipico di questo reparto”.

Il dialetto chioggiotto in tv Che il ciosoto fosse uno dei dialetti veneti più particolari lo aveva già intuito a suo tempo Carlo Goldoni che nelle sue “Baruffe” lo fece diventare protagonista assoluto della scena teatrale. E così, ancora oggi, rimane uno degli aspetti più caratterizzanti di una città e dei suoi abitanti, com’è stato sottolineato anche di recente nella rubrica “Come parliamo” in onda su Rai 3, nel Tg Veneto, lo scorso 31 marzo. Nel servizio di Marco Marchesini è stata ritratta una famiglia, nel momento del pranzo, tra battute, botta e risposta, e quella cadenza così particolare di goldoniana memoria che fa di questo dialetto un’arte.

tipico ortaggio locale nelle più importanti fiere internazionali; e infine Roberto Rossi, presidente del Comitato NoGpl - poi scelto quale vincitore del “Leon d’oro 2017” premio consegnatogli dal sindaco di Chioggia - capace di coinvolgere tutta la cittadinanza in una mobilitazione massiccia per tutelare l’ambiente e tutto il

suo territorio. E l’azione del Comitato NoGpl proseguirà ancora con più determinazione poiché ritiene ancora possibile l’obiettivo di interrompere la realizzazione dell’impianto così come auspica anche il sindaco Ferro, pronto ad impegnarsi per far interessare il nuovo governo della problematica que-

stione. Nel corso della serata di premiazione sono state consegnate due targhe alla memoria: una per don Italo Fantoni (ritirata da don Rossano, direttore dell’Oratorio Salesiano) e una per Luigi De Perini (ritirata dalla moglie Donatella Seganti). Eugenio Ferrarese

La cerimonia di premiazione. Roberto Rossi riceve il Leon d’oro dal sindaco Alessandro Ferro

Il tecnico di laboratorio col pallino dell’ambiente Nato a Chioggia il 23 gennaio 1955, Roberto Rossi si è diplomato all’Itis Righi di Chioggia. Istituto dove tutt’ora lavora in qualità di tecnico di laboratorio ed è sposato da 42 anni con Silvia, con cui ha cresciuto il figlio Stefano. Parlando con Roberto, emerge subito quella che è da sempre stata la sua più grande inclinazione: lavorare per la difesa dell’ambiente. Questa passione, che lui definisce come “uno degli elementi cardine della mia vita”, nasce grazie all’attività nello scautismo locale nell’oratorio salesiano, che lo ha coinvolto fin da giovanissimo e che tutt’ora prosegue con il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani M.A.S.C.I. Il motivo conduttore dell’agire di Roberto è sintetizzato dal moto scout “guida la tua canoa”, che significa: sii protagonista, non lasciare gli altri decidere per te e, soprattutto, ama e difendi la tua città.

“Ho sempre avuto il pallino della tutela ambientale” racconta “Ritengo che economia ed ecologia debbano viaggiare strettamente collegate.” A partire dagli anni ’80 Rossi ha iniziato a battersi per il territorio con un comitato costituito per la difesa del bosco Nordio. Negli anni ‘90 ha coordinato il primo comitato per la Sicurezza della statale Romea. È stata poi la volta dell’impegno politico, con la costituzione della prima lista Verde a Chioggia in occasione del referendum sul nucleare, movimento in cui è rimasto per oltre 20 anni ricoprendo diversi incarichi a livello provinciale e regionale. Nel 2010 costituisce assieme ad altri concittadini il comitato per l’indizione del referendum abrogativo sul nucleare. Nel 2016 venne

creato il comitato No Gpl, di cui è stato eletto presidente. Il riconoscimento arrivato a Rossi in virtù del suo impegno per la salvaguardia del territorio locale sembra essere un segnale di appoggio e unità della città su un tema cruciale. Questo premio, ha dichiarato Rossi, non va solo a lui: “Sono molto contento e voglio ringraziare la giuria perché questo significa che è stato riconosciuto il grande lavoro svolto dal comitato No Gpl. Infatti, come ho detto durante la premiazione, so che questo titolo è andato a me in rappresentanza di tutto il gruppo. Un nucleo straordinario di persone, che sta mettendo a disposizione la propria intelligenza e la propria banca del tempo per un percorso difficile e importante.” Dichiarando soddisfazione per i risultati ottenuti - tra cui l’aver conquistato l’appoggio della Regione - Rossi conclude: “Credo che questo premio sia un’occasione da sfruttare per coinvolgere i soggetti economici, sociali e politici che ancora restano “diffidenti”. Anche se, al punto in cui siamo, possiamo ormai dire che la città è compatta su questo tema. Stiamo già verificando i primi risultati in questi giorni con l’appoggio di Ascom, che ha deciso di sostenerci anche con un contributo econoDaniela Savian mico”.


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Territorio Dopo il risultato delle elezioni

Il sindaco: “Di Maio ci aiuterà a fermare l’impianto Gpl” L’amministrazione comunale chiederà al Ministero dello Sviluppo la convocazione di una nuova conferenza dei servizi sulla questione deposito Gpl a Chioggia. “All’indomani delle elezioni politiche del 4 Marzo, in previsione della formazione del nuovo governo, - afferma il sindaco Alessandro Ferro – sembra giunto il momento propizio per testare la reale volontà di proseguire nell’ultimazione del deposito di Gpl. Il Candidato premier Di Maio si era già impegnato per bloccare il deposito nella campagna elettorale per le comunali, qualora ne avesse la possibilità”.

“Ogni tentativo di provare a trovare una soluzione va fatto, - aggiun ge il vicesindaco Marco Veronese - ci auguriamo che il nuovo Ministro, speriamo più vicino al colore politico dell’amministrazione comunale, ab-

bia il buon senso di rivedere le posizioni sul deposito di Gpl di Chioggia. Va infatti ricordato che la strategicità del sito di Chioggia è a nostro avviso molto dubbia dati i vari fattori di incompatibilità che

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L’Ascom sostiene la battaglia del Comitato No gpl Un sostegno formale e uno un po’ più sostanziale. In ogni caso la loro posizione è ormai ufficiale ed inequivocabile. Anche l’Ascom sostiene la battaglia del Comitato No Gpl per fermare la realizzazione del deposito in Val da Rio. Lo scorso 4 aprile l’associazione dei commercianti ha espresso la volontà di prendere parte alla manifestazione del Comitato programmata in un primo tempo per fine mese e poi posticipata con ogni probabilità al prossimo 5 maggio, pochi giorni prima dell’udienza del Tar. I commercianti lo faranno abbassando le serrande per

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Il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro

Infatti il cambio di governo con una composizione politica radicalmente diversa dalla precedente fa intravedere la possibilità di ridiscussione del progetto. “In ogni caso, qualsiasi sarà il colore del nuovo governo e del nuovo Ministro al Mise, proveremo con il tentativo di riunire tutti i soggetti competenti in una conferenza dei servizi per discutere la situazione attuale del progetto” è il commento del primo cittadino.

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un’ora e con le vetrine listate a lutto, per ribadire anche da parte della loro categoria la contrarietà alla realizzazione dell’impianto. Il sostegno più sostanziale, invece, è quello economico destinato a contribuire in modo sostanzioso alle azioni del Comitato. “Non è mai stato indubbio il nostro no al deposito” ha commentato il presidente di Ascom Alessandro Da Re. Soddisfatto Roberto Rossi, il presidente del Comitato , che incassa l’adesione di un’altra importante rappresentanza dei settori economici cittadini.


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La grande lezione di Zoumana Bamba La bella storia di un ragazzo di 30 anni, fuggito dalla Costa D’Avorio a causa della guerra, che vive in una struttura di Chioggia. Ha puntato tutto sulla scuola e la cultura. Oggi lavora, fa il volontario e ha vinto anche un premio al concorso “Storie di resilienza”

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l termine resilienza indica, in fisica, la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Allo stesso modo, in psicologia, un individuo resiliente è una persona che sa far fronte alle difficoltà della vita uscendone più forte di prima. La storia di Zoumana Bamba ne è un esempio. Bamba è un ragazzo di trent’anni originario della Costa d’Avorio, paese da cui è fuggito a causa della guerra. È stato accolto come ospite in una struttura di Chioggia e qui con impegno ha iniziato a costruire la sua nuova vita. “Quando sono arrivato qui ero davvero disperato.” racconta Bamba “Le persone che ho incontrato a Chioggia mi hanno restituito la voglia di vivere. Le difficoltà sono state tante, quando sono arrivato non riuscivo a comunicare. Così mi sono dato da fare, concentrandomi nello studio e poi è arrivato il resto…”.

A destra Zoumana Bamba, con Barbara Penzo, alla premiazione del concorso sulle storie di resilienza (foto di Lorenzo Porcile)

In breve tempo infatti Bamba ha ottenuto con ottimi risultati la licenza media e si è iscritto alla scuola superiore serale. Ha trovato lavoro a Venezia, dove, grazie alla conoscenza delle lingue e all’indole socievole, si occupa

di accogliere i turisti alle fermate dei vaporetti. Quando torna svolge un tirocinio per diventare OSS all’ospedale San Camillo e spesso, nonostante la stanchezza, partecipa alle iniziative dell’associazione Chioggia Accoglie, di

LA TRADIZIONE

ITALIANA

AL PASSO CON I TEMPI

cui è diventato a sua volta volontario. Inoltre aiuta altri ragazzi ad imparare l’italiano alla scuola Penny Wirton. Proprio qui è arrivata la proposta di partecipare al concorso “Storie di resilienza”, promosso dalla commissione europea. L’iniziativa ha voluto dare risalto a persone con una storia difficile alle spalle che hanno saputo riscattarsi grazie all’istruzione e che hanno deciso di mettere il loro vissuto a disposizione degli altri. Esperienze dure di immigrazione, ma anche di carcere, malattie e altre difficoltà, tra cui è stata scelta e premiata anche quella di Zoumana Bamba. Alla premiazione svoltasi a Firenze, Bamba è stato accompagnato da Barbara Penzo, consigliera comunale impegnata con Chioggia Accoglie. Fin da subito Barbara Penzo ha creduto in lui sostenendolo nel percorso dell’integrazione e del riconoscimento, purtroppo non ancora

concluso dal punto di vista burocratico. “Ho conosciuto Bamba quando era appena arrivato - racconta - Abbiamo stretto subito amicizia, mi ha fatto un’ottima impressione: è un ragazzo molto intelligente e disponibile. Ha sempre dimostrato di volersi mettere a disposizione degli altri dando una mano al prossimo. È amato da tutti qui a Chioggia: oggi è uno di noi e una persona fondamentale per la nostra associazione. Io non credo di aver fatto niente di straordinario: la rete di Chioggia Accoglie e il territorio l’hanno accolto con affetto semplicemente perché se lo merita”. Bamba con la sua esperienza positiva lancia un messaggio di speranza a tutti: “Ai giovani della mia età voglio dire di non mollare mai anche se sono disperati, perché c’è sempre un’opportunità”. Daniela Savian

Silvia Zennaro testimonial della onlus Titoli minori

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i ha messo la faccia la velista olimpica Silvia Zennaro per aiutare la onlus “Titoli minori” a sostenere la sfida che quest’anno la cooperativa sociale si è posta come obiettivo, quella di realizzare un appartamento in cui le persone disabili potranno vivere in autonomia. Il progetto “Casa mia” si inserisce nel percorso avviato dalla legge “Dopo di noi” e prevede inoltre, per i ragazzi con difficoltà e disabili, l’intervento di un team specializzato di educatori e psicologi - insieme con associazioni, istituzioni, Usl e volontariato del territorio - affinché essi possano realizzare le proprie ambizioni in ambito lavorativo e personale. L’atleta delle Fiamme gialle è testimonial della campagna di “Titoli minori” finalizzata alla raccolta di fondi attraverso il 5x1000. Compare nei manifesti che hanno tappezzato la città e in un videoclip, pubblicato sulla pagina Facebook della cooperativa, che è attiva a Chioggia e nel Basso Polesine. Nel video Silvia Zennaro compare con alcuni ragazzi disabili e lancia l’appello di sensibilizzazione spiegando nel dettaglio il progetto e le finalità della cooperativa. Chi volesse aderire all’invito può farlo destinando, nella dichiarazione dei redditi, il 5x1000 a Titoli minori, il cui codice fiscale è 03209900277


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La cerimonia Il prossimo 12 maggio a Ca’ Lino

Prevenzione oncologica: vita e alimentazione sane

Un cippo in marmo per ricordare i caduti delle guerre I

l “Ca’ Lino ai suoi Caduti 1915/1945. Alla memoria di chi ha dato la sua vita combattendo per la Patria”. Riporterà queste parole la targa in ottone apposta all’imponente cippo marmoreo che verrà inaugurato sabato 12 maggio a Chioggia, in località Ca’ Lino. L’iniziativa è partita dall’ex dipendente del comune di Chioggia Maria Antonietta Bonetto e Paride Costa, vicepresidente della sezione bersaglieri locale. “Ero stupita che a Ca’ Lino, diversamente dalle altre frazioni di Chioggia, non ci fosse alcun monumento a commemorazione dei caduti delle due grandi guerre – ha riferito Bonetto – Così, dopo alcune ricerche negli archivi storici del territorio dalle quali sono riuscita a rintracciare i nomi di 5 caduti del luogo nella Grande Guerra, e 14 nella seconda Guerra Mondiale, mi è venuta l’idea di fare il possibile per erigere a loro memoria un cippo commemorativo, visto anche l’imminente ricorrenza del centenario dal termine del grande conflitto mondiale”. Appoggiandosi quindi all’ANB, Associazione Nazionale Bersaglieri, di Chioggia è stato fondato un “Comitato Monumento ai Caduti Ca’ Lino”, del quale fanno parte anche le attività della zona che generosamente hanno contribuito gratuitamente alla realizzazione del manufatto. C’è, infatti, chi ha fornito il blocco di marmo da 4 tonnellate, chi la targa in ottone, chi ha realizzato il basamento in cemento, chi la gru per il posizionamento, chi la sistemazione dell’aiuola dove vi troverà collocamento, insomma, ognuno ha sentito proprio questo progetto cogliendo il giusto spirito di riconoscenza per gli abitanti del posto che nei due tragici conflitti hanno perduto la vita per la Patria. Si attende quindi ora solo il momento dell’inaugurazione, che avverrà sabato 12 maggio, alle ore 17.45, presso la chiesa di Ca’ Lino. Il terreno sul quale troverà posto il cippo è stato infatti concesso dalla Curia. Alla cerimonia saranno presen-

ti le più alte autorità civili, militari e religiose locali e regionali, nonché il Prefetto di Venezia e un picchetto in armi del Reggimento Lagunari “Serenissima”. E saranno presenti anche i parenti rintracciati dei caduti, ai quali verrà consegnata una pergamena in ricordo dell’evento. Al termine della cerimonia verrà poi celebrata una messa

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solenne in ricordo dei Caduti, officiata dal vescovo di Chioggia mons. Adriano Tessarollo. Infine, spazio anche a un momento di festa, con un concerto della fanfara bersaglieri di Montevarchi (Arezzo) che la sezione ANB di Chioggia ospita in vista del raduno Nazionale Bersaglieri “Piave 2018”. Margherita Bertolo

Il cippo in memoria dei caduti

che quest’anno Delegazione Lilt di Chioggia promuove all’inizio della primavera la “Settimana Nazionale della prevenzione oncologica” con lo scopo di diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita organizzando anche un convegno sul tema “Il segreto della longevità: alimentazione e attività fisica” che si è tenuto il 23 marzo scorso nella chiesa della SS. Trinità. Nel suo intervento il dott. Massimo Boscolo Nata, dirigente medico ospedaliero dell’Ulss 3, ha sottolineato come l’aspettativa di vita si sia allungata di circa 20 anni. Una vita più lunga deve essere accompagnata da uno stato di benessere favorito dall’attività fisica e da una sana alimentazione. A Chioggia c’è però ancora poca attenzione alla prevenzione ed è ancora bassa l’adesione agli screening. Per il chinesiologo dott. Davide Sanchini per avere una vita longeva occorre prendersi cura di sé, imparando attraverso il silenzio ad ascoltare il proprio corpo e il respiro, ma con continuità per costruire sane abitudini. Che cosa ci fa ammalare? La sedentarietà, la cattiva alimentazione, la dipendenza da alcol e fumo e lo stress. Gli errori della alimentazione sono collegati ad un eccesso di zuccheri, grassi e proteine, mentre per contro abbiamo una carenza di prodotti integrali, carboidrati, frutta, verdura e pesce, come è stato illustrato dal nutrizionista dott. Pier Paolo Pavan. E una forte riduzione della attività fisica ha favorito un aumento non controllato dell’obesità e sovrappeso, tutti elementi che favoriscono le malattie cardiovascolari, il diabete, i tumori. Le diete sono varie e cambiano con la moda, ma l’unica affidabile e riconosciuta dal patrimonio dell’umanità rimane la dieta mediterranea. Il referente della Delegazione Lilt di Chioggia ing. Luca Romio ha ricordato che continuano le visite dermatologiche mensili in collaborazione con l’Ospedale di Chioggia e l’equipe del professore Mauro Alaibac di Padova e la campagna per la sensibilizzazione senologica con “Ottobre Rosa”. L’attività della Lilt può essere sostenuta anche con il contributo del 5x1000 nella dichiarazione dei redditi (codice fiscale 90059600271). Eugenio Ferrarese


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Territorio .

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L’ambiente, dal locale al contesto europeo Lo scorso 25 marzo si è svolto il convegno “Ambienteuropa” nel quale i relatori hanno illustrato, partendo dalla realtà locale e giungendo fino ad una prospettiva di ambito europeo, la situazione attuale , le criticità e cosa possiamo fare per migliorare la situazione

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mbienteuropa”, convegno svoltosi nel mese di marzo 2018 al Museo Civico della Laguna Sud di Chioggia, ha permesso di cogliere la portata dell’ambiente in Europa in alcuni suoi aspetti fondamentali. Per quanto riguarda il territorio locale il vicesindaco Marco Veronese ha illustrato l’approvazione del regolamento del verde e la valorizzazione ambientale e culturale del forte San Felice, ma anche altri eventi significativi: la Giornata dell’albero, con la piantagione di 200 alberi, Keep clean and run + Ride 2018, nel quadro dell’European clean up day, promossa per la riduzione dei rifiuti, la ZTL in centro storico e il completamento di piste ciclabili. L’amministrazione ha installato un eco compattatore per la raccolta della plastica e ha compiuto la ricognizione della presenza di amianto. Matteo Boscolo Anzoletti, assistente nella facoltà di giurispru-

I relatori che sono intervenuti al convegno “Ambienteuropa”

denza dell’università di Padova, ha sottolineato il carattere trasversale della sostenibilità ambientale: l’uso dell’energia, della terra e delle acque, ma anche l’agricoltura, le infrastrutture e l’istruzione. La realizzazione di un ambiente sostenibile è quindi un impegno di tutti. L’attenzione ai cambiamenti climatici è stata al centro

dell’intervento di Salvatore Patti, dell’ARPA del Veneto. L’aumento della temperatura media globale è stato di 0,8° C rispetto al periodo preindustriale e si registra un aumento medio marino globale di 3 millimetri all’anno. Quali soluzioni adottare? Ridurre le emissioni di gas serra, riscaldare e rinfrescare le abitazioni con attenzione al consumo

energetico, usare apparecchi a basso consumo e usare fonti rinnovabili. Partendo da un’esperienza del passato, “Chioggia sentinella dei fiumi”, Pier Giorgio Tiozzo Gobetto ha ricordato che Chioggia è situata alla foce di fiumi che sgorgano molto più a monte e che nel suo territorio giungono quantità di inquinamento molto elevato.

Così come è avvenuto nel passato, si possono trovare efficaci soluzioni per il presente, ma anche per il futuro. Lucio Gentilini, storico dell’età contemporanea, ha considerato il carattere profondamente innovativo dell’Unione europea, che consiste nel trovare punti di convergenza tra popoli che per secoli si sono dilaniati con guerre sanguinose. E’ stato però possibile costruire un’Europa con politiche ambientali comuni, dove il comune interesse a un ambiente sano permetterà a ognuno di vivere in condizioni di vita ben migliori. Il cambiamento del paesaggio è testimoniato dall’arte, come ha ben evidenziato Dino Memmo: dal mondo greco passando attraverso gli affreschi di Giotto e Simone Martini fino all’avveniristico quartiere della Defense a Parigi. L’uomo nel corso del tempo modella l’ambiente in cui vive. Eugenio Ferrarese


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Cultura .

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Il maestro Banzato fa scuola a Cambrige L’Opera “Va’! Scolpisci”, composta dal maestro cavarzerano sarà presentata a fine aprile nella prestigiosa univesità inglese. La composizione racconta la storia dello scultore Domenico Paneghetti

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’opera “Va’! Scolpisci!”, com- accademico: nel 2013 le è stata posta dal M° Renzo Banza- infatti dedicata una tesi di Laurea to, varca i confini nazionali per Magistrale in Filologia Moderna approdare in Inghilterra, dove presso l’Università degli Studi di sarà presentata dall’autore stesso Padova e nello stesso anno è staa fine aprile. L’imponente comta presentata al Conservatorio di posizione per soli, doppio coro e Trento, nell’ambito dei seminari orchestra sinfonica, con la quale di analisi e composizione. il M° Banzato ha voluto far riviDella prima esecuzione dell’overe, attraverso l’arte musicale pera è stata inoltre realizzata la e a distanza di pubblicazione quasi due se- L’evento si terrà presso del Dvd e la ricoli, la meravipresa televisila facoltà di Musica gliosa storia di va, seguita da dell’Università di Domenico Pauna vasta planeghetti e della tea di telespetCambrige, che è il sua devozione centro universitario più tatori. verso il CrociL’evento, fisso custodito antico del Regno Unito realizzato in nel Santuario collaborazione di S. Domenico a Chioggia, sarà con i Cambridge Fairhaven Sinpresentata presso l’Università di gers (uno dei più rinomati cori Cambridge. inglesi), si terrà presso la FacolL’opera, pubblicata da Edi- tà di Musica dell’Università di zioni Musicali Carrara di Berga- Cambridge che, insieme a quella mo (con ottime recensioni sulla di Oxford, è il centro universitastampa nazionale), ha già incon- rio più antico del Regno Unito e trato l’attenzione del mondo fra i migliori a livello mondiale.

Si tratta di una significativa affermazione per il M° Banzato, rilevante punto di riferimento musicale grazie a un prestigioso curriculum. Già insegnante nei Conservatori di Trento e Riva del Garda, attualmente è docente al Conservatorio di Adria; è fondatore e direttore dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin e della Serafin Youth Symphony Orchestra; ha conseguito quattro lauree, rispettivamente in Composizione, Direzione d’orchestra, Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro e ha studiato Organo; è autore di oltre 40 composizioni e ha tenuto più di mille concerti in Italia e all’estero; apprezzato trascrittore e arrangiatore, ha realizzato 14 incisioni e ha più volte collaborato con il Teatro La Fenice; fa parte di commissioni giudicatrici in concorsi musicali internazionali e ha all’attivo numerose pubblicazioni con i principali editori musicali.

Il maestro Renzo Banzato

Gianni Xodo presenta il suo libro su Rosmini a Chioggia Proseguono le presentazioni del libro “Rosmini a Correzzola” che racconta del grande pensatore e teologo

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roseguono le presentazioni del libro scritto da Gianni Xodo in merito alla figura di Rosmini, questo grande pensatore nato a Rovereto a fine ‘700. Antonio Rosmini, una delle figure più eminenti dell’800 italiano: non solo filosofo, ma anche teologo, giurista, teorico della politica, oltre che fondatore di congregazioni religiose. Purtroppo poco conosciuto rispetto alla grandezza del suo pensiero, i suoi ideali vengono riscoperti ora, per la sorprendente attualità. E’ stato proclamato infatti Beato nel 2007 da Papa Benedetto XVI. Il suo capolavoro fu “le Cinque Piaghe della Santa Chiesa”, scritto in gran parte proprio a Correzzola, in un suo breve soggiorno alla Corte Benedettina. Tuttavia Rosmini passò una parte della propria vita a Chioggia, infatti iniziò a muovere i primi passi della sua attività intellettuale proprio nella città lagunare. Fu dunque ordinato prete nel 1821 proprio nella chiesa della SS. Trinità, detta anche dei Rossi, nella quale fu posta una lapide a ricordo di questo evento. Il prossimo 20 aprile, presso la Pinacoteca Santissima Triminità a Chioggia si terrà la presentazione del volume di Gianni Xodo “Rosmini a Correzzola. Dialogo in quattro scene”. F. Trivellato

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Sport .

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Maratonina dei Dogi, vince il gambiano Ousman Jaiteh Jaiteh ha una storia particolare: è arrivato in Italia da profugo all’inizio del 2016, facendo la traversata dalla Libia a Lampedusa in barcone. In Italia ha scoperto la corsa e continua a migliorarsi

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l gambiano Ousman Jaiteh e l’etiope Gedamnesh Yayeh (per le donne) hanno vinto la 21 esima “Dogi’s Half Marathon” che si è svolta in aprile con partenza e arrivo a Stra. Ousman Jaiteh, 27 anni, residente a Borgo Valsugana e tesserato per il Trentino Running Team, ha condotto la gara in solitaria dal primo all’ultimo metro. Jaiteh ha una storia particolare: è arrivato in Italia da profugo all’inizio del 2016, facendo la traversata dalla Libia a Lampedusa in barcone. In Italia ha scoperto la corsa e continua a migliorarsi. Al secondo posto è giunto il vicentino Simone Cortiana (Vicenza Marathon) mentre terzo lo svizzero Roman Kessler. Nella gara femminile trionfo di Gedamnesh Yayeh, etiope dell’Atletica

Brugnera, che ha preceduto Izabela Leonida Romanas (Team Km Sport) e Anna Busetto (Due Torri Sporting Noale). Vicenza Marathon ha vinto il Trofeo Team Elite, classifica a squadre, davanti ai veronesi del Team Km Sport e all’Atletica Riviera del Brenta. “Un’altra edizione della Dogi’s Half Marathon da ricordare - commenta Michele Stellon, presidente dell’Atletica Riviera del Brenta - circa 1800 atleti hanno corso, in assoluta sicurezza, su un percorso chiuso al traffico, in una giornata in cui tutto è andato a meraviglia. Dietro le quinte della Dogi’s Half Marathon c’è un gruppo di amici che lavora un anno intero per realizzare una manifestazione di questo livello”. L’appuntamento è al prossimo anno quando

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la Dogi’s Half Marathon partirà e arriverà a Mira. Classifica uomini: 1) Ousman Jaiteh (Trentino Running Team) 1h05’47”, 2) Simone Cortiana (Vicenza Marathon) 1h13’27”, 3. Roman Kessler (Svi) 1h13’43”, 4) Claudio Brandalise (Emme Running Team) 1h13’57”, 5) Lorenzo Masi (Jalmicco) 1h13’59”, 6) Matteo Penazzato (Atl. Riviera del Brenta) 1h14’19”, 7) Davide Fontana (Vicenza Marathon)

1h15’06”. Donne: 1) Gedamnesh Yayeh (Atl. Brugndera) 1h19’58”, 2) Izabela Leonida Romanas (Team Km Sport) 1h23’22”, 3) Anna Busetto (Due Torri Sporting Noale) 1h24’29”, 4) Federica Verdoya (Atl. Riviera del Brenta) 1h27’17”, 5) Manuela D’Andrea (Podisti Cordenons) 1h27’50”, 6) Rossella Guariniello (Team Km Sport) 1h28’40”, 7) Elena Camali (Venicemarathon) 1h29’08” Giacomo Piran

Ciclismo, ecco il campionato giovanissimi

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resentato il “Campionato Provinciale per Società Giovanissimi 2018” manifestazione ciclistica organizzata dal Comitato provinciale della Federazione Ciclistica Italiana presieduto da Gianpietro Bonato. I corridori, delle categorie giovanissimi maschili e femminili, parteciperanno a corse su strada, fuoristrada, gimkana, pista e primi sprint. Il regolamento prevede di premiare i primi cinque atleti della provincia di Venezia giunti al traguardo di ciascuna categoria. La manifestazione prevede le seguenti tappe: 25 aprile “Sportivi di Pramaggiore” promosso dalla Sorgente Pradipozzo, 1 maggio “4’ Trofeo Città di Caorle Mtb” organizzato dall’Olimpicaorle. 6 maggio “6’ Memorial Zatti Eugenio” a Marcon a cura del Gc Marcon, 29 giugno “17’ Gp Pista Comune di Martellago – Trofeo C.S.” promosso dall’Uc Martellago mentre 3 luglio “2 giorni di Portogruaro” organizzato dall’Asd Velodromo Mecchia. (g.p.)

Kickboxing, i campioni a Palazzo Ferro Fini

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na delegazione di atleti, dirigenti e tecnici, a marzo sono stati accolti in Regione dal Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti. A dare il benvenuto agli atleti della Fikbms (Federazione Italiana Kickboxing, Muay Thai, Savate, Shoot Boxe, Sambo) anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari e l’assessore Elena Donazzan. Grande emozione ed orgoglio anche per i dirigenti, molti della Riviera del Brenta e del veneziano, che hanno accompagnato gli azzurri veneti, tra di loro Nicola Traina e Raffaele di Paolo, i direttori tecnici della nazionale Michele Surian e Manuel Nordio e l’arbitro internazionale Oriano De Bei. L’incontro fortemente voluto dal consigliere regionale Franco Ferrari rivierasco, ha dato risalto ad una disciplina considerata erroneamente “minore”e ha concesso ai responsabili regionali e nazionali di questa disciplina sportiva di sottolineare il valore educativo che va al di là del gesto sportivo e della credenza popolare che vuole gli sport da combattimento paragonati ad attività violente. Ciambetti ha premiato i presenti consegnando una pergamena dedicata alla giornata. Premiati per i risultati ai mondiali di Kick Boxing Wako disputati a Budapest in Ungheria: Carlotta Pra ed Enrico Coccato entrambi veneziani vincitori nelle rispettive categorie del titolo mondiale nel pointfighting master. Luca Padoan e Mendy Luna medaglie d’argento Giulia Compagno medaglia d’argento nel Kick Light e medaglia di bronzo nel Light Contact Roberta Cargno medaglie di bronzone Light Contact . Assieme a loro gli altri azzurri veneti Paolo Niceforo, Francesca Barison, Marco Caviderucci, Michele Cerrato.


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#Politica

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Casellati, prima donna al Senato

Padovana, deputata di lungo corso di Forza Italia, ricopre la più alta carica mai raggiunta da un veneto. “E’ un onore da condividere con tutte le donne”. “Orgogliosa della mia terra, ora l’autonomia sia una priorità”

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uaLo ha detto già poche ore dopo la sua elezione a presidente del Senato, seconda carica della Repubblica, la più alta mai raggiunta da un veneto, “porto la mia terra nel cuore”, lo ha ribadito a Venezia durante la visita ufficiale nella sede della Giunta Regionale, “quando si parla di Veneto il mio cuore batte più forte”. Maria Elisabetta Alberti Casellati, padovana con natali rodigni, nelle prime settimane sta tenendo fede al suo impegno e si fa vedere spesso tra la sua gente. E’ stata accolta a Palazzo Balbi in Regione con tutti gli onori, ha inaugurato il Vinitaly a Verona, ha tagliato il nastro a “Sapori di Primavera” nella sua Padova. Insomma, appena i numerosi impegni istituzionali glielo consentono non manca di tornare “a casa”. Una scelta del cuore, senz’altro, ma anche un atto politico ben preciso, ribadito con orgoglio proprio durante la sua visita a Venezia. “L’autonomia sia una priorità nell’agenda politica del nuovo governo, perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario. - ha dichiarato di fronte al go-

vernatore Zaia - Ci sono questioni importanti che investono questa regione: Venezia, la sua tradizione culturale che non può essere ignorata ed è da sempre punto di riferimento nel mondo. Mi auguro che il nuovo governo metta in agenda l’autonomia come priorità perché c’è la reale necessità di un completamento di questo riassetto. Io sarò sempre presente, sempre con voi, con il presidente Zaia ci sarà una collaborazione istituzionale efficace. Essere qui è un orgoglio e una responsabilità perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario in virtù anche del formidabile sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni”. Parlamentare di lungo corso, berlusconiana della prima ora, avvocato matrimonialista, fino a qualche mese fa componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Casellati corona la sua carriera politica sedendo sullo scranno più alto del Senato, grazie all’accordo fra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Non sono

mancati i distinguo e anche alcune prese di posizione polemiche sulla sua attività politica e la sua fedeltà a Berlusconi ma ora l’intenzione della stessa Casellati è quella di svolgere fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre. Lo ha ribadito anzitutto nel discorso di insediamento in Senato. “Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l’intera collettività: la consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi. Questa elezione rappresenta per me una responsabilità e un onore che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che con

le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l’Italia di oggi. Il tema delle riforme sarà centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell’assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali. L’epoca della globalizzazione offre opportunità e conoscenza, portando con sé, allo stesso tempo, il rischio di nuove marginalizzazioni, un rischio che non può essere ignorato né sottovalutato. A partire dall’economia reale. A partire dal lavoro”. Intanto la strada è tutta in salita proprio per la formazione del nuovo governo e non è escluso che la stessa Casellati possa giocare un ruolo significativo per cercare una mediazione fra le forze politiche.

Zaia ai neo parlamentari veneti: “Facciamo squadra per l’autonomia” Sono 77 i parlamentari veneti eletti alla Camera o al Senato alle ultime politiche. Una cinquantina ha risposto all’invito di Zaia che li ha voluti incontrare a Venezia per invitarli a trovare piena convergenza sull’obiettivo dell’autonomia regionale. “Questa partita alla fine si deciderà in Parlamento, perché è lì che si concluderà questo importante percorso istituzionale, sino a ora unico nella storia italiana, innovativo e di grande impatto, da noi avviato nel giugno del 2014: voi avete un ruolo fondamentale e i veneti si aspettano dai loro parlamentari che facciano squadra, superando le appartenenze di partito, nell’esclusivo interesse di quei

quasi 2,5 milioni di nostri corregionali che nell’ottobre scorso si sono recati alle urne per chiedere quasi unisono una sola cosa: l’autonomia”. Ai nuovi onorevoli e senatori è stata presentata la delegazione trattante nel negoziato con lo Stato, ed è stato loro consegnato un ampio ed esaustivo dossier, contenente tutti i documenti e gli atti ufficiali che hanno scandito le varie tappe del cammino fin qui compiuto. “La Regione mette al primo posto del suo programma e delle sue aspettative la conquista dell’autonomia – ha sottolineato Zaia –, un’autonomia a geometria variabile, realizzata come un abito

sartoriale secondo le esigenze e le peculiarità dei territori. Abbiamo aperto una strada, infatti, che altre Regioni, se lo vorranno potranno seguire: già lo hanno fatto Lombardia ed Emilia Romagna, insieme alle quali abbiamo avviato nei mesi scorsi il negoziato che ha portato alla firma dell’accordo preliminare del 28 febbraio scorso, e sembrano siano pronte a seguire la strada tracciata Piemonte, Puglia, Campania e Toscana”. “A darci forza nella trattativa con il Governo – ha precisato il governatore – è stato quel 58% circa di elettori che si è recato alle urne a quel referendum avvallato dalla Corte Costituzionale, superando abbondantemente il quorum e

dimostrando democraticamente, con i numeri, che l’autonomia è una questione trasversale ai partiti, che riguarda tutti”. Zaia ha poi precisato che il Veneto continuerà a chiedere la competenza diretta su 23 materie, come previsto nei 66 articoli della legge statale, approvata dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso novembre. “Nell’accordo preliminare le competenze di cui si prevede l’attribuzione alla Regione sono quelle relative alle politiche

del lavoro, all’istruzione, alla tutela della salute e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema – ha rilevato il presidente veneto –. Ma sia chiaro che si tratta solo di un primo assaggio: noi le vogliamo tutte e 23”. “Al di là delle appartenenze e delle diverse sensibilità politiche – ha concluso Zaia – vi chiedo di lavorare insieme per il raggiungimento di questa meta storica, facendo sentire la voce del nostro territorio alla Camera e al Senato”.


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Politica

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Addio metropolitana di superficie. Quasi trent’anni buttati al vento D

opo tante inaugurazioni con caschetti gialli e slogan, viste soprattutto in tempi in cui era Governatore Galan e assessore ai Trasporti Chisso, con un miliardo di euro speso per dare risposte parziali e strutture a volte sottoutilizzate, ora siamo a un punto morto. E’ stata l’Assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti a dichiarare chiuso per sempre il cantiere del SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Tra i principali motivi addotti i costi non più sostenibili. Quasi sei miliardi di investimento previsti e suddivisi per varie fasi sono diventati troppi. In trent’anni, però, diverse cose sono state fatte: pochine a dire il vero! L’Assessore ha evidenziato gli interventi realizzati sulla rete rispetto a quelli inizialmente previsti: 9 nuove stazioni sulle 37 previste, 24 nuovi treni acquistati su 120, 22 adeguamenti di fermate esistenti su 162, 66 passaggi a livello eliminati su 407. Niente metropolitana veneta, dunque, ma, assicura l’assessore, saranno sistemate alcune urgenze. Tra gli interventi che saranno attivati, assicura l’assessore De Berti, c’è l’adeguamento a doppio binario dell’attraversamento del fiume Brenta sulla linea PadovaCastelfranco, il raddoppio per 25 km della tratta Maerne-Castelfranco, l’eliminazione

di 24 passaggi a livello su varie linee, nonché i 18 km di raddoppio ferroviario sulla Castelfranco-Bassano con l’eliminazione di 16 passaggi a livello e l’adeguamento di 5 stazioni ferroviarie. Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità relative alle linee Rovigo-Verona, Rovigo-Chioggia e MestreAdria. “La cosa più grave emersa dalla discussione in commissione trasporti – affermano i Consiglieri di opposizione Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Claudio Sinigaglia – è la mancanza di un piano regionale della logistica, che coinvolga infrastrutture autostradali, ferroviarie e nodi portuali e aeroportuali. L’assessore nell’affrontare la discussione e rispondendo alle nostre domande sulle prospettive future, parla di ‘politica del buon senso’. Le fa onore, ma non si può governare solo con quello, ci vuole programmazione. La revisione del vecchio Piano regionale trasporti datato 2005 deve essere una priorità urgente da affrontare e portare a termine entro questa legislatura - dicono ancora i Consiglieri del PD - Anche perché nel territorio c’è una situazione troppo disomogenea: nelle aree dove il servizio è stato ammodernato, si vedono i primi risultati in termini di regolarità e di gradimento, ma in altre tratte come la Rovigo-Verona o la Rovigo-Chioggia, la criticità è invece endemica”.

Animali domestici sepolti in giardino Proprio per la redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, la Giunta Regionale ha adottato un disegno di legge con il quale si stanziano 300.000 euro (150.000 nel 2018 e 150.000 nel 2019). “Il Piano è uno strumento fondamentale – ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia – per il futuro sviluppo della mobilità sostenibile nel Veneto, che disegnerà il sistema dei trasporti e della logistica per i prossimi 10/15 anni. Un Piano che deve mettere insieme, coordinare e valorizzare le numerose innovazioni che abbiamo introdotto in questi ultimi anni, dal cadenzamento dell’orario dei treni ai notevoli passi avanti nell’intermodalità, dal potenziamento del nostro sistema regionale ‘su ferro’ derivante dalla stipula del contratto di servizio con Trenitalia per il periodo 2018-2032 e dall’accordo quadro con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare le infrastrutture ferroviarie all’Accordo Programmatico tra Regione e Anas per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete stradale veneta”. Germana Urbani

Da cementifici ad inceneritori: no, grazie! Il Consiglio regionale vota compatto per impedire l’uso dei cementifici in inceneritori di rifiuti speciali Il Css combustibile è in origine un rifiuto speciale che, a determinate condizioni previste dalla normativa, può essere utilizzato ai fini della produzione di energia da parte di centrali termoelettriche e cementifici. “Sul tema dell’impiego del Css Combustibile e più in generale sulla possibilità, ammessa dall’ordinamento, da parte di impianti costruiti e pensati per determinati cicli di produzione, in questo caso i cementifici, di trasformarsi nei fatti in impianti di riciclaggio di rifiuti sono state sollevate da più parti critiche e perplessità” ha spiegato Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

presentatore della mozione illustrata in aula notando come i dubbi riguardano sia le questioni ambientali e di tutela degli ecosistemi ancor più “sui danni alla salute pubblica”. L’esponente di Liberi Uguali ha poi sottolineato come dei 69 centri di produzione un terzo sono concentrati in Pianura Padana e di questi 6 in Veneto al centro di denunce da parte di comitati di cittadini tra i quali “Lasciateci respirare” di Monselice, “che hanno evidenziato i riscontri di seri inquinamenti prodotti nelle aree circostanti”. La mozione approvata dal Consiglio “impegna la giunta regionale a farsi

parte attiva presso il governo affinché proceda senza indugio ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22 e della afferente normativa successiva, insistendo affinché sia valutata la revoca, in virtù del principio di precauzione, di ogni atto funzionale a consentire la riconversione dei cementifici in inceneritori”

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n Veneto è ora possibile seppellire il proprio cane o gatto nel giardino di casa o in aree attrezzate allo scopo, definite “cimiteri per animali”. La decisione è stata presa in conformità ad uno specifico Regolamento Comunitario, con la specificazione che il sotterramento deve avvenire in modo che gli animali carnivori o onnivori non possano accedervi. “Siamo di fronte a un atto solo apparentemente banale, ma che in realtà è un grande atto di amore verso i nostri animali domestici – fa notare il Presidente della Regione Luca Zaia – Riconosciamo infatti quello che sta diventando sempre di più un fenomeno sociale: il possesso da parte di persone e famiglie di un animale domestico e il rapporto affettivo che ne consegue. Per farsene un’idea basta navigare qualche minuto sui social per trovare storie, allegre, tenere, o tristi, legate al rapporto tra un essere umano e il suo, o i suoi, animali da compagnia”. Per questi motivi è sembrato un segnale di attenzione dare la possibilità di seppellire l’animale morto in terreni privati o in aree dedicate visto che per tanta gente, l’animale da compagnia ha un significato che va oltre le parole, perché determinato dal cuore, e poter tenere vicino a sé l’amico di tanti anni che se n’è andato non è un desiderio da banalizzare.


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Politica .

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Lo zucchero di casa mia Subito un patto europeo ed etichette tricolori per tutelare eccellenze produttive come lo zuccherificio di Pontelongo

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n ‘patto’ in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori – ha rilanciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando oggi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo -  Di fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli – ha promesso Pan - coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento, l’onorevole Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente. Lo zucchero italiano, che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro, è presidio indispensabile della qualità alimentare del ‘made in Italy’, a cui non intendiamo rinunciare”.  

L’Assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan

Chioggia Piazzale Poliuto Penzo 3, Tel 041 400543 Dolo 041 413841 Mira 041 421159 Mestre 041 8626900 Marghera sede provinciale 041 5314696

Dal canto suo, la Regione Veneto – ha ricordato l’assessore – ha già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.  “Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata,  e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”.  “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.


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Editoriale Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo

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Medico e paziente: rispetto dei valori reciproci Ortopedia: mal di schiena, l’importanza di osservare i sintomi a pag 29

Le malformazioni cardiache congenite

a pag 30

na tavola rotonda inserita in un importante convegno organizzato nella Sala degli Arazzi della prestigiosa Accademia dei Concordi a Rovigo, di cui era socio, è stata dedicata esclusivamente al ricordo della figura di Giovanni Federspil, docente universitario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Padova, scienziato, umanista e filosofo, nato a Rovigo nel 1938 e deceduto a Padova nel 2010. Di fronte a un parterre molto attento e qualificato si sono succeduti, dopo la presentazione del Presidente dell’Accademia G. Boniolo e con la regia di F. Scaranello, illustri oratori quali B. Fantini (Univ. Di Ginevra), A. Pagnini (Univ. Di Firenze), P. Giaretta, C. Scandellari e R. Vettor (Univ. Di Padova), M.P. Garavaglia (direttore “L’ arco di Giano” e già Ministro della Sanità), con ricordi oltre che di natura professionale anche di frequentazione personale. Una particolare e commossa accoglienza è stata dedicata alla vedova del prof. Federspil presente alla manifestazione. La famiglia di Giovanni Federspil, di notevole prestigio, giunse in Italia, a Rovigo, dove si stabilì agli inizi del secolo scorso dalle terre austro-ungariche e dove nacque appunto Giovanni nel 1938. Federspil non mi è stato maestro durante il corso dei miei studi di Medicina e Chirurgia, in quanto allora i Direttori di Clinica Medica e di Patologia Speciale Medica erano Patrassi e Fiaschi; le nostre frequentazioni, oltre che in convegni scientifici, avvenivano per lo più in un piccolo bar del centro storico di Rovigo, “Al Cogheto” di proprietà della famiglia Federspil dagli inizi. Un locale cui era molto legato e in cui tornava spesso e lì, seduti ad un tavolino con davanti una tazza di caffè fumante, specialità del locale, ho avuto modo di apprenderne e apprezzarne le molteplici conoscenze e virtù che lo hanno reso un medico, uno scienziato, un umanista e un filosofo di incredibile spessore. Il grande contributo che ha portato alla Medicina si rileva dalle sue riflessioni sul ragionamento, sulla metodologia clinica e sperimentale, sconfinando nell’epistemologia, nella psicologia e nella filosofia.

Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi a pag 30

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Ponteziate le “Palestre della salute”, utili a chi ha patologie croniche

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a regione ha definito e potenziato in questi giorni il sistema delle 14 “Palestre della Salute”, che si trovano nelle Ulss venete. Nascono nel 2015 per offrire ai portatori di patologie croniche non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, diabete, obesità, osteoporosi e alcune patologie tumorali, segnatamente colon e mammella) la possibilità di effettuare l’utilissima pratica sportiva in palestre altamente specializzate dove operano spiccate professionalità specifiche. Oggi è previsto il coinvolgimento di personale medico adeguatamente formato, e che l’esercizio fisico si svolga sotto il controllo di una laureato magistrale in scienze motorie con indirizzo in attività motoria preventiva e adattata, in strutture idonee riconosciute dalla Regione e chiamate, appunto, “Palestre della Salute”.

“L’attività fisica con valenza terapeutica – fa notare Coletto – è prevista nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 e, con l’ultima modifica decisa a livello nazionale, è stata anche inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che prevedono la promozione di Programmi strutturati di esercizio fisico per soggetti a rischio. Anche in questo caso la sanità veneta ha anticipato fin dal 2015 un’offerta di salute diventata obbligo due anni dopo”. “Che lo sport sia anche sinonimo di salute e di prevenzione – aggiunge l’Assessore Corazzari – è convinzione universale e scientificamente supportata. Tutti d’accordo, ma poi bisogna tradurre le parole in azioni, e in questo le Palestre della Salute sono la dimostrazione che la Regione Veneto, ovunque possibile, sa tradurre la teoria in pratica. Si tratta di un percorso nel quale si fondono

importanti professionalità specifiche e la qualità strutturale di molte palestre pubbliche e private del Veneto”. La delibera appena approvata definisce requisiti e procedimento per la certificazione di “Palestra della Salute” e fornisce gli indirizzi per la prescrizione e somministrazione dell’esercizio fisico e indica le figure professionali, specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici dello sport titolate alla prescrizione. L’esercizio fisico, una volta prescritto sulla base della situazione e della patologie di ogni singola persona, viene erogato da un laureto in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, che abbia seguito e completata un percorso formativo di 120 ore in strutture sanitarie specificamente identificate.

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L’editoriale

Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo Il suo pensiero, riprendendo le radici ippocratiche per cui le malattie non sono altro che il prodotto di fenomeni naturali, lo portava a sostenere che il medico è e deve essere naturalista, o, in termini più moderni uno scienziato. “Questa è la tesi fondamentale sulla quale si basa ancora oggi tutto il nostro sapere medico: - dall’osservazione della morfologia cellulare e dall’analisi dei meccanismi biochimici cellulari fino ai trapianti, alle applicazioni di radioisotopi, alla risonanza magnetica e alle più innovative terapie attuali - è una scienza della natura che fa corpo con tutte le altre scienze empiriche: la fisica, la chimica, la biologia, l’etologia etc”. Ne deriva che la preparazione del Medico e la sua continua formazione siano rivolte all’assimilazione e all’integrazione di concetti acquisiti e ripensati, alla riflessione metodologica, alla cultura biologica. Federspil è stato un oppositore del progressivo insinuarsi nell’educazione e nella professione medica di una mentalità riduzionistica, non certo per negare l’importanza delle ricerche molecolari, ma per contrastare l’inadeguatezza di una medicina che pone la conoscenza dei meccanismi molecolari come la forma fondamentale di un sapere medico che ritiene di spiegare fenomeni di una certa complessità strutturale organica con i fenomeni degli elementi più semplici che costituiscono i fenomeni più complessi. Gli studi di fisiopatologia lo hanno portato a sostenere con Azzone (Patologo Clinico) che “malattia e patologico sono termini che che si riferiscono a processi che riguardano la vita e non il comportamento delle molecole. Entrambi implicano un pericolo per la sopravvivenza dell’organismo, pertanto il termine malattia può essere applicato a quei processi che, pur avendo un’origine molecolare e cellulare,coinvolgono un’alterazione del sistema”. Qui viene fuori Federspil filosofo con i suoi ragionamenti sulla natura dell’uomo e sulla concezione di persona umana, che è sostanzialmente diversa dalla sua caratterizzazione come organismo o individuo e che deve essere alla base dell’attività del medico. Il Medico diagnostica una malattia ma le cure sono verso la persona, termine attorno cui ruota il massimo problema della medicina moderna, attratta da un tecnicismo esasperato e rivoluzionata da progressi scientifici che hanno posto evidenti problematiche di ordine bioetico, dal problema dell’embrione e dell’aborto all’utero in affitto e alle cellule staminali, dall’accanimento terapeutico, al testamento biologico e all’eutanasia. “Il Medico ha certamente a che fare con un corpo e questo corpo costituisce un “oggetto” conoscibile con gli strumenti razionali e con le tecniche empiriche che sono proprie della scienza. Tuttavia la Medicina non si ferma a questo, come ha ricordato K. Jaspers: l’agire del medico poggia su due pilastri: da un lato la conoscenza scientifica e l’abilità tecnica, dall’altro l’ethos umanitario”. Il Medico ha a che fare con un suo simile, con una persona che vive, spera, ama, odia, progetta, esattamente come lui, per cui non tutto ciò con cui il medico entra in contatto è trasferibile in un processo oggettivo della scienza naturale; la malattia per il malato non è un evento naturale fra tanti, ma ha un significato per quella persona ed è fondamentale per colui che la vive, in quel momento, in quell’ambiente, in determinate condizioni psicologiche e sociali. “Un Medico che voglia essere medico di una persona e non soltanto di un organismo, non può non essere consapevole del fatto che la malattia può essere conosciuta, cioè descritta e spiegata secondo i canoni del sapere naturalistico, ma viene anche vissuta, come la vive chi ne è affetto”. Ricordavo che Giovanni Federspil non mi è stato maestro durante gli studi universitari, non mi è stato maestro nel saper fare il medico, ma mi è stato grande maestro, con le sue opere e nei nostri incontri in quel piccolo locale rodigino, con la sua scienza metodologica, umanistica e filosofica nel saper essere medico, in una professione in cui sono coniugate e inscindibili una preparazione scientifica e tecnologica unite ad un’etica e una deontologia che hanno come oggetto del proprio interesse una persona, con tutto il suo vissuto, le sue esperienze, le sue abitudini, in un rapporto che si instaura fra due esistenze nel reciproco rispetto dei valori di ciascuno.

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Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove Merito anche di quanti collaborano alla raccolta delle dichiarazioni ddi volontà

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er la donazione e il trapianto di organi e tessuti, il 2017 è stato un anno record, con indicatori in aumento in tutta Italia rispetto al 2016 ma, in questo quadro, il record dei record è del Veneto, le cui percentuali di crescita sono ben superiori a quelle nazionali, pur positive. Merito di un’organizzazione sanitaria di qualità, di un Centro Regionale Trapianti efficiente, di una stretta collaborazione tra il sistema istituzionale, in particolare Regione e Comuni, e le organizzazioni del volontariato, con l’Associazione Italiana Donatori Organi (Aido) a fare la parte del leone. E’ questo il quadro presentato a Palazzo Balbi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, dalla Presidente nazionale Flavia Petrin e da quella regionale Bertilla Troietto. Dai dati presentati emergono tre record nazionali per il Veneto. Il primo è stato quello delle donazioni, passate, dal 2016 al 2017, da 146 a 196, con un aumento del 34,2%, a fronte

di una crescita nazionale del 15,8%. Il secondo riguarda I trapianti effettuati, passati da 590 nel 2016 a 646 nel 2017 (più 9,5% rispetto al più 6,8% nazionale). Terzo record veneto, particolarmente significativo, è quello dei dinieghi alla donazione, che in Italia sono calati dal 32,8% del 2016 al 28,5% del 2017, ma in Veneto hanno fatto registrare la percentuale di “no” più bassa in assoluto: il 15,6% nel 2017, contro il 27,3% dell’anno precedente. Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti e la diminuzione dei dinieghi, il Veneto è riuscito anche nell’impresa di abbassare le liste d’attesa, scese da 1353 pazienti nel 2016 a 1296 nel 2017, con una diminuzione del 4,3%. “Il Veneto deve essere orgoglioso dei dati raggiunti – ha detto la Presidente Nazionale di Aido Petrin – anche perché in questa Regione la collaborazione istituzionale ha raggiunto livelli eccellenti: Regione e Comuni interagiscono quotidianamente con noi e

hanno fatto sì che Aido sia divenuto parte integrante e ufficiale della filiera. I risultati numerici e percentuali sono eloquenti, e sono determinati proprio dal lavoro di squadra, che parte da molta informazione, passa per la generosità della gente e arriva in un sistema sanitario ben organizzato. Siamo tutti operativi h24 per 365 giorni all’anno”. “Sono orgoglioso di queste due donne – ha esordito Coletto riferendosi alla Petrin e alla Troietto: sono due venete, e comandano sia

a livello nazionale che regionale quella che definirei una corazzata dell’altruismo e del volontariato. Le Istituzioni fanno bene la loro parte. Come Regione mettiamo in campo un’organizzazione capillare e ai massimi livelli scientifici e tecnologici, l’efficienza dei Centri Trapianti di Padova, Verona, Treviso e Vicenza, investimenti continui in tecnologie e professionalità. I Comuni e le Ullss stanno collaborando con sempre maggiore impegno alla raccolta delle dichiarazioni di

volontà. Ma tutto questo non servirebbe a nulla senza il grande cuore dei veneti che, anno dopo anno, aggiornano i loro record di generosità. Quindi, prima di tutto, grazie a tutti i cittadini del Veneto”. Coletto, Petrin e Troietto hanno unanimemente posto l’accento sulla possibilità di fare ancora meglio, lavorando sulla diffusione di conoscenza e cultura della donazione e del trapianto e rafforzando i sistema di raccolta delle volontà. L’adesione alla donazione può essere espressa da anni rivolgendosi all’Aido (anche per via informatica) e alle Ullss, ma sta avendo successo anche il recente Progetto “Una Scelta in Comune”, che Aido ha lanciato in collaborazione con i Comuni per rendere possibile alla gente l’espressione di volontà a donare nel momento del rinnovo della carta d’identità. In Veneto vi hanno già aderito 202 Comuni, che hanno già registrato 83.415 dichiarazioni, delle quali 69.301 favorevoli alla donazione. I Comuni che hanno aderito sono 50 in provincia di Vicenza, 36 a Treviso, 30 a Venezia, 26 a Padova, 24 a Verona, 21 a Belluno e 15 a Rovigo. Proprio in questi giorni, il totale delle dichiarazioni complessivamente raccolte in Veneto ha superato quota 300 mila, arrivando a 300.062.

Centro di specializzazione Ortopedia: mal di schiena, regionale per lo studio e la cura l’importanza di osservare i sintomi I mal di schiena può rappresentare una allergie e intolleranze alimentari Ogni Un premio alla miglior ricerca clinica dell’anno  

FISIOTERAPIA – RIABILITAZIONE

l dottor Camillo Aliberti diAMBULATORIO POLISPECIALISTICO rettore dell’Unità OperatiDIAGNOSTICA STRUMENTALE va Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di he succede? Se lo stanno chiedendo in Padova, nel corso di una molti e la denuncia di qualche cosa che cerimonia tenutasi a LOS non va arriva proprio dal basso. A coglierAngeles nell’ambito del la il Consiglio regionale del Veneto che ha Congresso annuale della votato all’unanimità una mozione perché la Society of Interventional “Giunta regionale si attivi per non depoten Sistema Sanitario Radiology (SIR), è stato ziare il centro di specializzazione regionale Dott. Bortolato, quali sono insignito del premio qua-i sintomi più generici brale, ovvero il restringimento del canale per vertebrale lo studio e la cura delle allergie e delda non sottovalutare caso alimentari costituito presso le migliore ricercaperché clinicapotrebbero segnalare lombare ad uno o più livelli. Si verifica inlequesto Nazionale (S.S.N.) intolleranze unadell’anno. patologia a carico della colonna vertebrale? un “conflitto” tra il contenente che è lal’azienda parte ossea ospedaliera di Padova, una delle “Ci Tale sono prestigioso diversi campanelli cioèdella le sanità veneta’. ed am-d’allarme. Dolori nella del canale vertebrale stesso, ed il contenuto,  eccellenze Inail zonabito lombare che s’irradianodaad una o ad entrambe delicate strutture nervose che si trovano al suo inriconoscimento, In particolare, la L.R. n. 26 del 26 le gambe, soprattutto tempo non attribuitoquando ad un persistenti, spesso terno”. novembre 2004 ha istituito, presso  Mutua Marittima segnalano sofferenza discale. Un’altra patologruppo una di lavoro italiano, l’Azienda Ospedaliera di Padova, il ‘Centro gia arriva molto afrequente, spondiloartrosi, malattia Nelle donne la menopausa può essere un fattore coronare èunla imdi Specializzazione Regionale per lo Studio degenerativa cronica invalidante che colpisce sia di rischio per problemi alla schiena? pegno durato 4 anni che  Unisalute, Previmedical, e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Dr. Camillo Aliberti Direttore Aziendal’osteoporosi le vertebre che i dischi intervertebrali. Si manifesta “A volte,Radiologia può manifestarsi vertebrale, è stato condotto, oltre che che in questi anni si è affermato Ospedaliera Padovaossea con Alimentari’, nell’età avanzata, maggiormente in soggetti che caratterizzata da rarefazione conseguente dal Dr. Camilloe Aliberti e come polo d’eccellenza della sanità veneta Maggiori network sanitari hanno attività lavorativeRadiologo usuranti, carattefragilità dellecome vertebre che possono rompersi. Talvoldal eseguito Dr. Riccardo Carandina, tro, ha dimostrato l’approccio e italiana. rizzata da doloredello vertebrale con rigidità di un verodiequesta proprio crollo vertebrale ed è Interventista IOV, dalpersistente Prof. Umbervincente ta, persiiltratta trattamento L’Azienda sta Bortolato, Dott. Mario tipicamente da un dolore violento e persistente più Ospedaliera, tuttavia, to Cillo -mattutina”. coautore - direttore dell’UOC tipologia riconoscibile sia quello integrato sinergico Direttore sanitario: Dott. Mario Bortolato inspiegabilmente depotenziando il Centro, frequentemente o dorso lombare”. Chirurgia Epatobiliare A.O. Padova, e combinato tra Chirurgo lombare Epato Biliare procurando un grave danno sia al reparto Talvolta ci sono persone che lamentanoe Radiologo una cui quelle sopradescritte: discopatie degenerative, la nonchè dalla sua equipe. con il coinvolgimento ed il Aut. san. Nr 53 de 15/7/13 sia alle migliaia distenosi pazientidel checanale confluiscono forte difficoltà nel camminare. E’ anche questa una clinico Dottor Bortolato, quali sono le terapie? vertebrale e fratture o crolli verteHa riguardato 421 pazienti affetti supporto (epatologo-oncologo). da antinfiamtutte le Regioni. mancanza, infatti, situazione può essere legata l’utilizzo braliLacausati dall’osteoporosi. Queste tecniche handa epatochecarcinoma trattati cona una tera-patologia I risultati “Generalmente, sono stati pubblicati sulladi farmaci VIA VESPUCCI N°135/136 30015 di risorse economiche, di spazi adeguati Zaiaspesso e la Giunta regionale ad di operatività adeguati per (VE) consentire il della vertebrale? matori, di corsetti ortopedici i tempi rapidi, piecolonna locoregionali intrarteriose epatiche rivista JVIR - Journal of Vascular ande la fisioterapia è utile no importanti vantaggi sia perPresidente SOTTOMARINA DI CHIOGGIA e personale nongiorni permetterà di siaattuare tutti i provvedimenti TEL. necessari proseguimento dell’attività, mantenendo “La cosiddetta claudicatio dif- nelle Radiology forme iniziali. il mal di schiena diventadedicato solo 1-2 di ricovero, per le alte probabilità ablazioni e resezioni parte spinalis, dei quali ovvero tra- la Interventional che Ma ha se avuto 041.490754 - FAX. 041.5548329 il livello delcura. Centro, affinchépossono l’Azienda Ospedaliera di Padova il livello di eccellenza, nonché a estendere ficoltà di camminare se non per pochi metri, un causa persistente ed diinvalidante va presa in mantenere consideraziodi d’eccellenza successo della Gli interventi essere piantati. elevatissimo numero link e citazioinfo@poliambulatoriovespucci.it anche eseguiti all’immagine della locale fornisca Centro Regionale per lo Studio la cura e il trattamento delle allergie e delle la comparsa di forti dolori elaformicolii cariconidella la chirurgiadel mini-micro-invasiva chenuocendo rappresenta anchestessa in anestesia ed inalday-hospital, Il lavoro che vanta casistica apiù da cui ne l’attribuzione prestigioso www.poliambulatoriovespucci.it e la Cura delle intolleranze alimentari anche ai pazienti regione lombosacrale e di un unosingolo o entrambi Si oggi una soluzionea rapida non soloVeneto. per il che consente una ripresa immediata, con Allergie rapido e delle Intolleranze ampia al mondo per cen-gli arti. riconoscimento consegnato Padova.ed efficace,Regione La Mozione, quindi, impegna il Alimentari fondi, spazi, personale e spazi adulti. tratta verosimilmente della stenosi del canale verte- l’ernia al disco ma anche per molte altre patologie tra ritorno alle proprie occupazioni quotidiane”.

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patologia a sé che dev’essere trattata specificatamente. Il Dottor Bortolato ci illustra alcune delle situazioni più frequenti che richiedono opportune indagini diagnostiche

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Le malformazioni cardiache congenite I

l termine “cardiopatia congenita” indica un’alterazione della struttura o della funzione cardiaca presente alla nascita, e che di regola manifesta precocemente i primi sintomi. In alcuni casi però viene scoperta più tardivamente, durante l’infanzia, l’adolescenza o addirittura nell’età adulta. Le malformazioni cardiache sono le anomalie congenite più frequenti che un bambino può manifestare. Rappresentano, da sole, il 40% di tutte le malformazioni diagnosticabili subito dopo il parto, e hanno una prevalenza che va da 6 a 10 casi ogni 1000 nati vivi. Fortunatamente i difetti cardiaci più frequenti non sono i più severi, e possono essere sospettati durante una visita di routine, o in presenza di alcuni sintomi tipici, come i soffi cardiaci. Tra questi i piccoli difetti del setto ventricolare (la parete che separa i due ventricoli) o del setto atriale (quella che separa i due atri) e le anomalie valvolari minori. Altri sintomi, come la cianosi (colorito bluastro delle mucose o della cute) o le aritmie, possono essere la manifestazione di patologie più severe. Le cardiopatie congenite più semplici sono di regola del tutto asintomatiche. I bambini appaiono perfettamente sani, e presentano una normale tolleranza allo sforzo fisico. Molte di queste non richiedono alcun trattamento, e, in alcuni casi, “guariscono” letteralmente da sole. Altre necessitano solo di una più o meno stretta sorveglianza; altre infine (le più severe) necessitano di un trattamento interventistico (trattamento dei difetti utilizzando le vie venose ed arteriose periferiche), o chirurgico. Per alcuni altri difetti esistono sintomi “di allarme” che un genitore deve considerare, chiedendo sollecitamente un parere al proprio pediatra di famiglia. Questi sono: una perdita di coscienza improvvisa, specie in corso di attività fisica; la (più rara) comparsa di cianosi a riposo o dopo sforzo; quando il bambino riferisce palpitazioni intense,

o dolore toracico significativo o ripetuto, particolarmente dopo sforzo; infine quando risulta evidente un cambiamento nelle prestazioni fisiche di un bambino che prima “non era mai stanco”. Nei lattanti forse il sintomo più importante che un genitore può osservare, oltre alla già citata cianosi, è la difficoltà di alimentazione, associata ad una più o meno evidente difficoltà di respirazione, specie durante i pasti. La causa delle cardiopatie congenite è complessa, spesso multifattoriale. Il rischio di danno al cuore del feto, che è elevato specie nel primo trimestre di gravidanza, può essere legato all’esposizione materna ad agenti teratogeni quali farmaci, infezioni, alcool. La prevenzione prenatale, o addirittura preconcezionale, si attua pertanto evitando, per quanto possibile, l’esposizione a questi fattori esterni. Saper riconoscere in un neonato i segni e i sintomi di una cardiopatia congenita può migliorare notevolmente la prognosi del piccolo paziente, grazie agli interventi che si devono mettere in atto per stabilizzarne le condizioni. Dopo l’età neonatale, le indagini diagnostiche vanno comunque eseguite non appena sorge il sospetto della presenza di una cardiopatia. LA VISITA CARDIOLOGICA PEDIATRICA La valutazione cardiologica di un bambino si serve degli stessi mezzi diagnostici utilizzati nell’età adulta, ma il bagaglio di conoscenze necessarie per diagnosticare o escludere un difetto cardiaco congenito è molto diverso da quello richiesto per curare il cuore degli adulti. È inoltre fondamentale approcciare correttamente il bambino, che, specie nei primi anni di vita, può essere spaventato dalla visita, e per niente “disponibile” alle manovre, peraltro assolutamente non dolorose, a cui deve essere sottoposto. La visita prevede la valutazione clinica completa, che naturalmente comprende una attenta ascoltazione

Le malformazioni cardiache sono le anomalie congenite più frequenti che un bambino può manifestare. I bambini appaiono perfettamente sani, e presentano una normale tolleranza allo sforzo fisico

del cuore, nelle condizioni più basali possibili. A questa seguono l’elettrocardiogramma, eseguito nel bambino più piccolo con elettrodi adatti, e l’ecocardiogramma. Quest’ultimo, che è un completamento fondamentale dello studio del bambino di qualunque età, fornisce una elevatissima qualità delle immagini, grazie a strumentazioni (l’ecocardiografo) sempre più sofisticate ed affidabili, se corredate con trasduttori di lunghezza d’onda adeguata alle diverse età e “taglie” del bambino. Le tre indagini (visita, elettrocardiogramma, ecocardiogramma) sono di regola sufficienti a formulare una diagnosi corretta dei difetti cardiaci congeniti, evitando nella maggior parte dei casi indagini più invasive e potenzialmente più rischiose.

ormai da alcuni decenni. Le indicazioni più frequenti sono la familiarità, il diabete mellito materno, la presenza di altre malformazioni nel feto, o proprio l’evidenza (o il forte sospetto) di un difetto cardiaco. Talvolta è semplicemente difficile, per motivi materni o di posizione fetale, visualizzare correttamente il cuore, che misura, all’epoca della diagnosi morfologica classica, solo poche decine di millimetri. L’individuazione del tipo di cardiopatia e della sua gravità saranno il cardine della condotta ostetrica. Non è quasi mai indicato alcun trattamento dei difetti cardiaci in utero, ma la programmazione del parto in sicurezza e nelle strutture dove opera personale esperto e dedicato può fare la differenza nella storia clinica del nascituro.

uscito a febbraio 2018 L’ECOCARDIOGRAFIA FETALE Circa il 2% di tutti i nati vivi ha una malformazione strutturale già presente in utero, e molte possono essere scoperte con gli ultrasuoni; circa il 25% di queste malformazioni sono cardiache. Per tali motivi lo studio approfondito del cuore fetale è suggerito, di solito dall’ecografista ostetrico, ad un gruppo selezionato di gravide con precisi fattori di rischio, individuati e stabiliti

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Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi I

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per difetti leggeri-medi, si può usare un trattamento laser, mentre questo non è indicato se il difetto è elevato in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe eccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente più turbolento. Per eliminare quindi una miopia, per esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente all’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate in diverse foggie e materiali, ma il migliore ed ormai collaudato è un collamero brevettato da una ditta americana. La mia esperienza personale con questi impianti data da oltre 20 anni e le migliorie introdotte in questo lungo periodo hanno visto modificare la forma di queste piccole lenti che, essendo inserite dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino

(piccola lente dietro la pupilla). Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una

qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia

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superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!


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Algeria da mille e una notte di Renato Malaman

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’Algeria oggi è un buco nero nella mappa del Mediterraneo. Un luogo “non luogo”, che respinge e allo stesso tempo attira. Che mette paura per le evidenti ripercussioni psicologiche causate da recenti fatti di cronaca (sequestri, uccisione di ostaggi) ma che al contempo genera curiosità per effetto della storia straordinaria che ha alle spalle e delle bellezze assolute che può offrire agli occhi dei suoi visitatori. L’Algeria, paese più grande dell’Africa, è oggi tanti paesi in uno, dove viaggiare è indubbiamente complicato (i gruppi sono costantemente scortati – seppur in modo

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discreto - da un’unità della Polizia, che fa staffetta a ogni confine di provincia) ma dove si possono trovare così tanti spunti di interesse che della “blindatura” ci si dimentica presto. Anche perché i poliziotti al seguito sanno come rendersi gradevoli e rivelarsi alla lunga maestri di ospitalità. Di una cosa ci si accorge subito sbarcando ad Algeri dopo un’ora e mezza di volo da Roma: che la presenza coloniale della Francia, durata ben 132 anni – dal 1830 al 1962 – ha lasciato segni permanenti nell’architettura urbana, nelle abitudini, nella vulgata e in un certo senso anche nei modi di vivere. continua alla pag. seguente


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Algeria da mille e una notte

Il più grande paese dell’Africa oggi è visitabile sotto scorta, ma in cambio offre bellezze uniche: città romane perfettamente conservate, oasi con milioni di palme e i villaggi millenari della Pentapoli che ispirarono l’architetto Le Corbuisier di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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artiamo proprio dalla guerra di Indipendenza (1954-62), una ferita aperta e mai rimarginata. Otto anni di sangue che hanno lasciato tracce anche nella coscienza dei francesi per il comportamento poco onorevole tenuto dalle proprie truppe e dai propri governanti nel tentativo, rivelatosi inutile, di reprimere l’anelito di libertà espresso dal popolo algerino. Quegli anni spiegano l’origine di tante tensioni che ancora oggi rendono l’Algeria un paese irrequieto, incerto nel cammino verso una democrazia vera. Diciamo tutto questo in premessa per ribadire però che questo paese è uno dei più belli del Mediterraneo e che comunque merita di essere visitato. Anche chiudendo un occhio sui tanti controlli – per lo più preventivi - a cui si viene sottoposti strada facendo. Tutto sommato utili a garantire la propria sicurezza. L’Algeria era il granaio di Roma. Nell’età imperiale sono sorte città che tuttora lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e la ricchezza dei reperti ritrovati. Città di estensioni ragguardevoli con tanto di archi, anfiteatri e terme. L’itinerario classico parte da Costantina, città sorprendente per gli eleganti palazzi e i ponti sospesi su una spettacolare fenditura naturale. L’antipasto di questa romanità solenne d’Algeria lo offre Tiddis sulle pareti di una montagna, dove è riconoscibile persino un bordello dell’epoca. A Setif sono conservati invece alcuni dei mosaici più grandi e più belli mai realizzati nelle regioni dell’Impero, primo fra tutti quello dedicato al Trionfo di Bacco. Nella vicina Djemila, la romana Curculum fondata dall’imperatore Nerva, svettano l’arco di trionfo, l’anfiteatro, le terme e il foro. Ma il sito più clamoroso per fascino e maestosità è Timgad, gioiello archelogico inserito in un contesto naturale di grande bellezza con colline e monti a far da scenario. Una città romana perfettamente conservata con il suo castrum, le mura con le quattro porte, il foro con i templi, le terme, le fontane… Insomma, una piccola Roma in terra africana. Proseguendo verso sud i colpi di scena non mancano. Vedi lo spettacolare canyon dell’Abiod, una gola dove la Resistenza algerina tese molti agguati ai francesi. Il canyon offre la vista del villaggio abbandonato di Ghoufi, le cui abitazioni sono scavate nella roccia. Dopo aver attraversato una zona di biancheggianti saline si raggiunge l’oasi di El Oued, antica capitale del Souf con le sue case bianche e le rose del deserto. Quindi, dopo la grande oasi di Ouargla, Touggourt con le singolari tombe dei re e un’oasi con oltre un milione di palme. Sempre a Touggourt, nella piazza del mercato c’è un monumento che ricorda la prima traversata transahariana. Quella realizzata nel 1922 da André Citroën con un mezzo a ruote e cingoli progettato per l’impresa. Timbouctu venne raggiunta in due settimane! Nella vicina Tamacine c’è un’origi-

La capitale Algeri distesa sulla baia più bella del Mediterraneo schiude oggi i vicoli della sua misteriosa casbah, dove poco più di mezzo secolo fa iniziò la sanguinosa guerra combattuta dal popolo algerino per liberarsi dopo 132 anni dell’occupante francese

NELLA FOTO DI COPERTINA IL MAESTOSO ARCO A TRE FORNICI DI TIMGAD. IN QUESTA PAGINA DALL’ALTO E POI DA SINISTRA: UNA VEDUTA DELLA BAIA DI ALGERI; LA GRANDE MOSCHEA E IL MONUMENTO AI MARTIRI DELLA RESISTENZA SEMPRE NELLA CAPITALE; UNO SCORCIO DI COSTANTINA; DONNA MOZABITA A EL ATTEUF, DATTERI DELLA VARIETÀ DEGLET NOUR; UNA VEDUTA DI GHARDAIA; PANORAMA SULLA CITTÀ ROMANA DI TIMGAD, L’ANFITEATRO DI DJEMILA, ARCO ROMANO A TIDDIS; UNO DEI MOSAICI DI SETIF; LA MOSCHEA DI SIDI BRAHIM A EL ATTEUF E UNA SPETTACOLARE VEDUTA DEL VILLAGGIO DI GHOUFI NEL CANYON DI ABIOD

nale moschea a giustificare la sosta. Meta agognata di questo itinerario verso il centro dell’Algeria è Ghandaia, la biancoceleste capitale della Pentapoli del M’zab, Patrimonio dell’Umanità Unesco la cui oasi sopravvive grazie a un ingegnoso sistema di distribuzione dell’acqua con 270.000 pozzi profondi 60 metri dai quali viene sollevata acqua 24 ore al giorno con l’opera di muli, asini e cammelli. La Pentapoli, abitata da fiere popolazioni berbere sottoposte a un pressante processo di arabizzazione (ecco il motivo di tante tensioni in quest’area), è un piccolo mondo di tradizioni antiche, dove le donne sono avvolte da un telo bianco che lascia scoperto solo un occhio. La visita di Melika, Beni Isguem, Bou Noura e El Atteuf (famosa quest’ultima perché il grande architetto Le Corbuisier vi trasse fonte di ispirazioni per i suoi rivoluzionari principi dell’architettura che rispetta la natura) offrono suggestioni uniche, che da sole valgono il viaggio. Le città della Pentapoli hanno oltre mille anni e furono fondate dagli Ibaditi, un ramo dell’Islam moderato.

Infine Algeri, la leggendaria Algeri con la sua baia considerata la più bella del Mediterraneo e la sua misteriosa casbah dove si combattè la famosa battaglia di Algeri, che porto all’indipendenza del paese e che il regista Gillo Pontecorvo raccontò in un memorabile film del 1966. Algeri che oggi conserva anche parte del suo fascino francese, soprattutto nella parte bassa che si snoda sul lungomare. Il monumento che celebra l’indipendenza ospita un museo che va assolutamente visitato per capire di più della storia recente di questo paese straordinario di 40 milioni di abitanti ancora in cerca di un suo equilibrio politico. I viaggiatori più arditi, poi, non manchino l’escursione nel profondo sud, ovvero nel deserto dell’Hoggar Tassili che offre i paesaggi più emozionanti del Sahara. L’Algeria, va ribadito, è un paese che non può mancare nel taccuino dei ricordi di ogni viaggiatore avventuroso ed esperto. Troppo importante per capire quel variegato mosaico che è l’Africa mediterranea.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Farro ai bruscandoli

Spiedini di verdure al curry

Dessert di fragole

Ingredienti: 200 g di farro - acqua - sale - 2 cipolle - 2 foglie di alloro - peperoncino - 300 g di bruscandoli - 2 spicchi d’aglio - 1 pizzico di prezzemolo tritato - olio q. b.

Ingredienti: 2 carote - ½ finocchio - 4 ravanelli - 2 coste di sedano - 10 cm. di radice di daikon o sedano rapa - 4 foglie di lattuga - 1 pizzico di curry - ½ limone - 1 punta di cucchiaino di senape - olio e sale q. b.

Ingredienti: 800 g di fragole - 4 C di jogurt - 1 C di miele - 1 C di vaniglia - 200 g di mandorle tritate - il succo di un limone - 100 g di biscotti sbriciolati - 4 foglie di menta.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: cuocere il farro (come da ricetta base) con le foglie di alloro e la cipolla tritata. A fine cottura lasciare riposare almeno 10 minuti, condire con i bruscandoli precedentemente passati in padella con l’aglio e la cipolla. Amalgamare bene, unire il prezzemolo tritato e l’olio crudo.

Preparazione: pulire e tagliare a dadini di circa 1 cm. tutte le verdure, avendo cura di condire ogni tipo in una apposita ciotola. Prendere i bastoncini e infilare i vari tipi di verdura alternando i colori. Quindi servirli sulla foglia di lattuga.

Preparazione: passare al frullatore le fragole, il miele, la vaniglia, il succo di limone e le mandorle tritate. Unire alla crema ottenuta lo jogurt, amalgamare dolcemente. Con i biscotti rivestire le coppette passate precedentemente con il miele. Riempire le coppette e decorare con le foglie di menta. Tenere in frigorifero.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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Ariete Se il destino non vi porta quello che sperate, iniziate a pensare di andarvelo a prendere. Coraggio!

Toro Potreste avvertire un sottofondo di tristezza per qualcosa che non va come desideravate. Siate positivi

Aprile L’energia ritrova la via per cambiare prodigiosamente il corso di molti eventi. La luce rinnoverà corpo e mente

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Bilancia Per voi tanto affetto, ma anche tanti desideri di conquista: alcuni li appagherete; altri li lascerete sfumare

Scorpione Non mancheranno le polemiche e rischierete di essere sin troppo aggressivi. Pensate due volte prima di agire

Gemelli

Sagittario

Avete bisogno di stare in compagnia: conoscere gente, andare in giro, scoprire nuovi posti e nuovi interessi

Concedetevi qualche momento in più di divertimento o di relax. Le preoccupazioni diventeranno meno pressanti

Cancro

Capricorno

Il mese favorirà il cuore e i progetti familiari o legati alla sfera sociale che vi stanno più a cuore

E’ in atto un grande cambiamento che vi porterà alti e bassi. Dedicatevi tempo e coccole, un viaggio

Leone

Acquario

Mese difficile per i rapporti personali. Fate attenzione a non offendere nessuno e moderate le esternazioni

Gli affetti dovranno fare i conti con ostacoli e insoddisfazioni. Affrontate quanto vi turba con razionalità

Vergine

Pesci

Periodo ricco di buoni propositi e anche di cambiamenti. Concentratevi e attenti al cuore

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Pazienza al limite, mettete i puntini sulle i e fate valere le vostre ragioni o sicuramente subirete dei torti


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