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Sport p.18

maggio 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 66

Cultura p.17

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IL PROVVEDIMENTO

Stop ai camion verso Montagnana MONSELICE, LA PROTESTA

Preoccupazione per i rischi sulle strade

on-line:  In crescita economia e incidenti sul lavoro Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

E’ paradossale pensare che negli ultimi anni questa piaga fosse diminuita fortemente solo perché la crisi aveva rallentato e azzerato molte delle nostre SRL imprese. Eppure gli ultimi dati paiono raccontare proprio cell. 3395739186 · terry.battistella@gmail.com questo: la ripresa economica va di pari passo con la crescita degli incidenti sul lavoro. “C’è un chiaro grido di aiuto – ricordano i sindacati – che ci arriva da migliaia di lavoratori impegnati in aziende in cui si svolgono attività lavorative pericolose. Non bastano più le norme (sistematicamente disattese), non bastano più le proteste sindacali (che rischiano di cadere nel nulla). Occorre una seria analisi degli eventi e controlli sistematici e approfonditi, che oggi non vengono svolti per l’inadeguatezza degli investimenti”. Non serve dunque pensare a nuove leggi, serve servizio a pag 6 ascoltare i lavoratori quando segnalano qualcosa che non va nelle attrezzature o negli impianti, servono più controlli e solleciti fatti alle aziende, servono investimenti e aiuti alle imprese stesse perché possano affrontare le spese necessarie a garantire i lavoratori. “La sicurezza – sottolineano i sindacati – deve tornare ad essere il più importante investimento all’interno delle aziende perché la tutela della vita e della salute rappresentano un diritto fondamentale e inalienabile che va garantito a tutti i lavoratori, diretti e degli appalti, indipendentemente dalla tipologia lavorativa”. Ne è convinta anche Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato, che intervenendo sull’argomento ha definito la situazione una vera e propria emergenza di cui il Parlamento neo eletto dovrà occuparsi al più presto. Sicuramente é il caso che tutti mettano a disposizione un serio impegno per arginare questo triste fenomeno, e che la Regione Veneto sia in prima fila sul fronte di questa giusta battaglia che coinvolge tutti noi.

Monselice, timori diossina scuole verso il trasloco

Infuria la polemica sull’impatto del cementificio, l’azienda respinge le accuse, ma il Consiglio Comunale prende posizione

MONSELICE, INIZIATIVE

Ex canonica Marendole, ecco le idee vincenti MONSELICE, LA STORIA

Dopo gli studi il lavoro c’è, ma in Olanda ESTE, PIANO FATTIBILITÀ

Ipotesi fusione fra quattro Comuni ESTE, IL PROGETTO

Un orto botanico dentro al Castello e meno auto fuori ESTE, MOBILITAZIONE

“Vogliamo un Parco Colli più vicino alla gente” POLITICA

Sicurezza sul lavoro, è emergenza

In crescita economia e incidenti sul lavoro

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Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

L

’ultimo incidente sul lavoro, accaduto alle Acciaierie venete di Padova, ha coinvolto quattro giovani operai, ustionati dal calore dell’acciaio fuso. L’accaduto ha risvegliato in tutti noi l’attenzione su un argomento sul quale non bisognerebbe mai abbassare la guardia: la sicurezza sui posti di lavoro. 29 le vittime da inizio anno ad oggi, un dato che, aggiunto a quello degli infortuni, fa del Veneto la prima regione italiana per incidenti sul segue a pag 3 lavoro.

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Facciamo. il punto

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Stop ai tir verso Montanagna

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I camion per Legnago dovranno servirsi della A31 Valdastico

’ordinanza è stata emanata: stop al traffico pesante lungo il tratto montagnanese di “Padana Inferiore”. Il provvedimento porta la firma del sindaco di Montagnana, Loredana Borghesan, e istituisce il divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate dal chilometro 345+450 al 352+300 della regionale 10, praticamente dai confini con Borgo Veneto a quelli con Bevilacqua. Per i mezzi pesanti viene proposta una viabilità alternativa: per chi arriva da Este, l’obbligo sarà di imboccare l’A31 Valdastico Sud a Santa Margherita d’Adige (abbandonando la regionale 10 all’altezza del centro commerciale Megliadino), di proseguire fino a Badia Polesine (dove termina l’A31) e di accedere alla Transpolesana per POLITICA arrivare fino a Legnago. Stesso percorso vale al contrario. La Sicurezza limitazione sarà sperimentale e durerà un anno. Il sindaco spiesul lavoro, ga il perché di questa scelta: “Il compito primario affidato agli è emergenza enti proprietari delle strade è quello di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione stradale. Non solo. In prospettiva è auspicabile ridurre i costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare e migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini attraverso una razionale gestione del territorio. Non possiamo trascurare la particolare struttura della città di Montagnana: questo è un provvedimento necessario Germana Urbani >direttore@givemotions.it< anche per tutelare dal rischio crepe, crolli e degrado strutturale monumenti per noi fondamentali. Le mura di Montagnana ’ultimo incidente sul lavoro, accaduto alle Acciaiesono una risorsa di cui dobbiamo prenderci cura, anche nel rie venete di Padova, ha coinvolto quattro giovani quotidiano e non solo pensando a costosissimi restauri”. operai, ustionati dal calore dell’acciaio fuso. L’accaduto ha risvegliato in tutti noi l’attenzione su un argomento sul quale non bisognerebbe mai abbassare la guardia: la Nicola Cesaro sicurezza sui posti di lavoro. 29 le vittime da inizio anno ad oggi, un dato che, aggiunto a quello degli infortuni, fa del Veneto la prima regione italiana per incidenti sul È un periodico formato da 15 edizioni localilavoro. mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue

E’ paradossale pensare che negli ultimi anni questa piaga fosse diminuita fortemente solo perché la crisi aveva rallentato e azzerato molte delle nostre imprese. Eppure gli ultimi dati paiono raccontare proprio questo: la ripresa economica va di pari passo con la crescita degli incidenti sul lavoro. “C’è un chiaro grido di aiuto – ricordano i sindacati – che ci arriva da migliaia di lavoratori impegnati in aziende in cui si svolgono attività lavorative pericolose. Non bastano più le norme (sistematicamente disattese), non bastano più le proteste sindacali (che rischiano di cadere nel nulla). Occorre una seria analisi degli eventi e controlli sistematici e approfonditi, che oggi non vengono svolti per l’inadeguatezza degli investimenti”. Non serve dunque pensare a nuove leggi, serve ascoltare i lavoratori quando segnalano qualcosa che non va nelle attrezzature o negli impianti, servono più controlli e solleciti fatti alle aziende, servono investimenti e aiuti alle imprese stesse perché possano affrontare le spese necessarie a garantire i lavoratori. “La sicurezza – sottolineano i sindacati – deve tornare ad essere il più importante investimento all’interno delle aziende perché la tutela della vita e della salute rappresentano un diritto fondamentale e inalienabile che va garantito a tutti i lavoratori, diretti e degli appalti, indipendentemente dalla tipologia lavorativa”. Ne è convinta anche Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato, che intervenendo sull’argomento ha definito la situazione una vera e propria emergenza di cui il Parlamento neo eletto dovrà occuparsi al più presto. Sicuramente é il caso che tutti mettano a disposizione un serio impegno per arginare questo triste fenomeno, e che la Regione Veneto sia in prima fila sul fronte di questa giusta battaglia che coinvolge tutti noi.

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Chiuso in redazione il 11 maggio 2018


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Monselice

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La protesta Intere vie mobilitate

“Il pericolo sulle strade è quotidiano” Dopo la raccolta firme in viale della Repubblica è la volta di via Savellon Molini per la medesima causa”

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a questione della nuova rotatoria di via Padova resta al centro dell’attenzione dei cittadini. Dopo le 60 firme raccolte dai residenti di viale della Repubblica per contrastare il traffico dei mezzi pesanti che non rispettano il parziale divieto di transito, ora si è mobilitata anche via Savellon Molini. Centoventi nuove firme, di cui 15 di ragazzi minorenni che vogliono essere considerati come cittadini consapevoli e protagonisti, sono state protocollate per interpellare il sindaco Francesco Lunghi e l’assessore

ai lavori pubblici Andrea Tasinato a sostegno della stessa causa: maggior sicurezza per quanti vogliono raggiungere il centro di Monselice senza rischiare di essere investiti da mezzi pesanti o veicoli che transitano a velocità ben oltre i limiti senza alcun controllo. “Chiediamo con urgenza la messa in sicurezza dell’attraversamento di via Padova dove oggi manca persino un banale passaggio pedonale - spiega Monica Buson promotrice della petizione - Sarebbe sufficiente installare un semaforo a chiamata, un’i-

Due punti incriminati della viabilità di Monselice oggetto delle recenti proteste

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donea segnaletica orizzontale e verticale e dei dispositivi atti a rallentare la velocità dei veicoli che ci impediscono di raggiungere la città con biciclette o carrozzine senza il rischio di essere investiti”. Insomma la proposta dei limitatori di carreggiata nei pressi del ponte Bagnarolo, già avanzata dai residenti di viale della Repubblica, sarebbe risolutiva sia per il problema della velocità con cui sopraggiungono i veicoli che sarebbero costretti a rallentare, che per il transito dei mezzi pesanti a quel punto obbligati a

utilizzare la nuova rotonda e a percorrere la statale come previsto dall’ordinanza appena emessa da parte dell’amministrazione comunale. “Accogliamo con favore la retromarcia del sindaco e la nuova ordinanza che vieta al traffico pesante via Galilei, via Piave e via Padova verso il centro – aggiunge uno dei firmatari Pierluigi Giaccarello – vanno però introdotte misure che ne garantiscano il rispetto e misure deterrenti per i veicoli che circolano su queste strade ad alta velocità”. Emanuele Masiero

“Movielab”: idee giovani per la prima web serie

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a passione per tutto ciò che riguarda il cinema e il legame con Monselice. Prima la realizzazione della web serie “Corallo”, adesso un nuovo progetto per arrivare alla nascita di un cortometraggio. Prosegue “Movielab”, laboratorio promosso dal Progetto Giovani e dall’assessorato alle Politiche giovanili, finanziato dalla Regione grazie al bando “Fotogrammi veneti: i giovani raccontano” e messo in atto con il coinvolgimento di diverse realtà della zona. L’iniziativa ha permesso di predisporre attività di formazione volte all’acquisizione di competenze negli ambiti della recitazione, della sceneggiatura, del montaggio. Il prodotto finale è stato “Corallo”, frutto dell’impegno di un gruppo di giovani del territorio dai 16 ai 22 anni. Questa serie in cinque puntate, presentata in anteprima lo scorso dicembre presso il patronato del duomo e poi resa disponibile su Internet, richiamava nel titolo il nome dell’ultimo cinema di Monselice, chiuso da alcuni anni e in ristrutturazione, ma si riferiva anche alla fragilità e alla complessità dei giovani. I riscontri di pubblico sono stati positivi. A raccogliere il testimone ora è l’associazione di promozione sociale “Movielab Lighthouse”, che ha visto la luce poche settimane fa. I casting per la selezione dei protagonisti si sono svolti giovedì 12 e sabato 21 aprile presso la sede del Progetto Giovani in via San Filippo Neri: l’obiettivo è quello di creare un cortometraggio che racconterà la storia di due ragazzi e sarà girato nei prossimi mesi in città. (d.p.)


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Monselice

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Tra emergenza e polemiche Il monitoraggio ha messo in luce alcuni valori anomali

Diossina sul monte Ricco, possibile trasloco per le due scuole della zona I

n principio fu la gallina. � stato le di composti potenzialmente un esemplare che viveva in un tossici di importante entità”. Il cortile del monte Ricco, nel cor- provvedimento è stato accolto po del quale uno studio commis- con favore dal movimento civico sionato dagli ambientalisti locali Cambiamo Aria, che lo chiedeha evidenziato tracce importanti va da tempo, mentre la dirigenza di sostanze inquinanti, a far scat- dell’impianto ha reagito duratare tutta una serie di verifiche. mente, giudicandolo illegittimo e Verifiche che hanno via via fat- privo di fondamento: “Dagli eleto emergere esiti preoccupanti. menti in nostro possesso, non vi In particolare il monitoraggio è alcuna correlazione tra l’attività preliminare eseguito da Arpav della cementeria e, segnatamensui suoli del territorio tra Este te, l’impiego dei materiali di cui e Monselice interessato dalla si vuole fare divieto, e le presunte presenza di cementifici ha mes- problematiche ambientali della so in luce in alcuni punti dello città di Monselice”. La questione stesso monte Ricco a Monselice dell’inquinamento riscontrato in la presenza di valori anomali di zona monte Ricco ha già avuto un diossina, benzo-pirene e benzoprimo effetto importante: quelpirilene. Questi risultati hanno lo di ricompattare un consiglio colpito fortemente comunale spesso l’opinione pubblilacerato da tensiointanto ca, suscitando in ni e scontri dai toni il Consiglio particolare l’apben poco ‘istituzioprensione dei genali’. Lo scorso 27 Comunale nitori con figli che aprile infatti è stata approva frequentano la priapprovata all’unaall’unanimità nimità una delibera maria Giorgio Cini e la materna Torche contiene una una delibera torini, collocate ai serie di impegni e sul caso piedi del colle. Si è azioni da adottare. allora cominciato a Tra queste l’avvio ragionare sulla possibilità di spo- di ulteriori monitoraggi anche in stare l’attività delle due scuole. collaborazione con Ispra (Istituto Tra le varie ipotesi, nelle scorse superiore per la protezione e la settimane è stata indicata come ricerca ambientale), la necessità soluzione più percorribile quella di premere affinché si ridiscuta di trasferire i circa 350 alunni nel l’Aia (Autorizzazione integrata monoblocco del vecchio ospe- ambientale) alla cementeria e dale, di proprietà della Regio- si torni ad avere un Parco Colne. Il trasloco potrebbe andare li capace di funzionare a pieno in porto per settembre. Il primo regime, ponendo dunque fine al cittadino a fine aprile ha intanto commissariamento, l’attivazione firmato un’ordinanza per sanci- di un’ulteriore e specifica indagire all’interno della cementeria lo ne epidemiologica per conoscere stop all’utilizzo del ‘prodotto a lo stato di salute della popolaziobase di marna’ in quanto, si leg- ne. Le iniziative di mobilitazione ge nel testo, “la scheda tecnica del movimento Cambiamo Aria, di tale prodotto, pur classificato comunque, non si fermeranno. ‘non rifiuto’, attesta la presenza Davide Permunian nel medesimo di una percentua-

Movimento Cambiamo Aria: “ora il gruppo di lavoro con i tecnici per tutte le analisi dovute”

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primi a far emergere il problema inquinamento in zona monte Ricco sono stati gli ambientalisti locali, che ora non vogliono abbassare la guardia. “La delibera approvata dal consiglio comunale deve diventare prima possibile impegno concreto” sottolinea il portavoce del movimento Cambiamo Aria Francesco Miazzi “Va definito il gruppo di lavoro con Arpav, Ispra, Comune e un tecnico che noi abbiamo già suggerito. Vanno fatte tutte le analisi necessarie per capire l’estensione territoriale degli inquinanti”. Non è questa l’unica priorità: le altre sono predisporre un secondo gruppo di lavoro tra Ulss e Istituto Superiore di Sanità che dia indicazioni sui rischi per la cittadinanza, attivare un’in-

dagine epidemiologica indipendente, preparare un vademecum per residenti, frequentatori dell’area del monte Ricco e consumatori con istruzioni precise sugli alimenti. L’inquinamento rilevato, secondo l’ambientalista, andrebbe poi segnalato alle autorità europee: il colle è classificato infatti come area Sic (sito di importanza comunitaria). Per le scuole Giorgio Cini e Tortorini, invece, “va resa subito esecutiva la procedura per un cambio di sede”. Conclude Miazzi: “Ci attiveremo per coinvolgere la Provincia, la Regione, il prefetto e il Parco Colli. Il percorso sarà lungo e difficile, ma la situazione non ci offre alternative se non quella di una sensibilizzazione degli enti e della popolazione”. (d.p.)

Verso le Elezioni 2018 elezioni

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

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Monselice

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Ex canonica di Marendole largo alle giovani idee

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A vincere il concorso è stata la proposta di realizzare una ciclofficina per potenziare il turismo sulle due ruote

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ocial hackathon per valorizzare l’ex canonica di Marendole nell’ottica di trasformarla in un community hub a trazione giovanile. Il concorso di idee, promosso dal Comune e dall’associazione Due Punti, è stato la tappa conclusiva del percorso di formazione “Capaci nel presente, proiettati nel futuro”, iniziato lo scorso 13 gennaio e coordinato da due esperti di innovazione sociale e culturale, Maurizio Busacca e Paolo Carlucci. Dopo un sopralluogo a Marendole, i partecipanti alla sfida (30 ragazzi divisi in cinque gruppi) si sono dedicati all’elaborazione di un progetto di rigenerazione dello spazio in prospettiva anche di una rivitalizzazione della frazione. Le varie ipotesi sono state presentate e infine giudicate da una giuria

composta dall’assessore alle Politiche Giovanili Andrea Parolo, dal dirigente dell’Area Servizi alla Persona del Comune e da rappresentanti di enti profit e no profit del territorio. A vincere è stata l’idea formulata dal team “Bake & Bike”. Idea che si articola in due filoni: un laboratorio di pasticceria artigianale con un piccolo bar e la possibilità di sviluppare un servizio catering per eventi esterni; un servizio di supporto per il cicloturismo tramite la creazione di un piccolo punto di riparazioni e noleggio bici nel cortile dello stabile. La proposta potrà ora essere sviluppata attraverso un percorso di mentoring che attingerà ad un fondo di 1500 euro. “L’obiettivo è quello di creare un community hub che ha come

Nuovo assetto del mercato tra le polemiche

l’assessore Parolo: “Vogliamo creare un centro capace di aggregare e di autosostenersi, nel quale i giovani possano esprimersi e incontrarsi”

finalità il cibo e il cicloturismo. Sarà un punto di aggregazione e socializzazione, attraverso un laboratorio inclusivo che prevede il coinvolgimento di persone con disabilità e la possibilità di usare la sala polifunzionale, oltre che per incontri pubblici, anche per organizzare corsi di pasticceria o incontri legati all’alimentazione” spiega Parolo.. Davide Permunian

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a debuttato a fine aprile il nuovo assetto del mercato cittadino del lunedì, necessario per liberare alcune vie del centro storico in modo tale da consentire il transito dei mezzi di soccorso. Le polemiche non sono mancate, soprattutto per quei venditori ambulanti che sono stati spostati in via Argine Destro e nella parte asfaltata di Campo della Fiera. A prove fatte, le loro bancarelle risultano isolate rispetto al tradizionale flusso di visitatori e utenti. In piazza Mazzini e in via Roma la situazione è ben diversa e la disparità è evidente. Non solo: sono state segnalate la quasi totale assenza di spazio tra posteggi adiacenti e un’accoglienza ritenuta inadeguata. Il Comune, dal canto suo, ha chiesto tempo per valutare l’impatto di questo nuovo assetto, auspicando che gli stessi commercianti e cittadini indirizzino eventuali feedback agli uffici comunali. (n.c.)


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Monselice

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La storia Dopo la doppia laurea in Italia

Angela sceglie l’Olanda: “Qui le capacità sono valorizzate” Il trasferimento all’estero come opportunità di crescita. Questa è stata la scelta di Angela Ferrato, 23 anni, di Monselice. Dopo la doppia laurea con il massimo dei voti in Economia e Management all’Università di Padova e in International Business presso la Manchester Metropolitan University, la giovane ha operato un anno all’interno di un’agenzia di marketing di Milano. Poi ha deciso di cogliere l’opportunità offerta da Seamore, startup olandese che ricrea i cibi tradizionali servendosi di alghe. “Mi occupo di tenere i contatti con i distributori, mi confronto quotidianamente con colleghi da tutto il mondo e partecipo a numerosi eventi di settore. Un ambiente molto positivo e capace di valorizzare le persone”.

prio in quell’occasione ha vissuto una bellissima esperienza. “Ho sempre voluto lavorare per Giovanni Rana” racconta, “Mi stavo aggirando tra i vari stand quando ho visto il suo”. Angela si così è ritrovata faccia a faccia con il noto

imprenditore veronese. “Gli ho presentato i prodotti di Seamore, in particolare la pasta e il bacon fatti per il 100% di alghe e l’ultima novità, la piadina 50% alghe. Lui era sinceramente interessato, mi ha fatto diverse domande”.

Un domani magari la 23enne di Monselice potrebbe ritentare di realizzare il suo vecchio sogno. Per adesso però pensa solo a dare il meglio di sé nella startup olandese, “una realtà innovativa e stimolante”. (d.p.)

Nuova vita per Cava delle More, la splendida area verde che si staglia nel lato ovest del Montericco. Negli ultimi giorni di festa l’ampio spazio monselicense si è trasformata in parco e ha ospitato centinaia di giovani, concerti e animazioni. Il progetto di recupero del parco è nato nello stesso istante in cui la proprietà, ovvero l’Azienda Agricola Piazza di Marta Zannini, ha acquistato all’astale due cave. “Due autentiche “ferite” sul colle, che, secondo noi, andavano sanate con progetti di recupero nel pieno rispetto della normativa vigente sulle cave dismesse”, raccontano

In alto Angela Ferrato durante l’incontro a Barcellona con Giovanni Rana

Angela vive e lavora ad Amsterdam: “Una città internazionale. La qualità della vita è alta, ci sono tanti parchi e tante piste ciclabili: io stessa mi sposto sempre in bicicletta. Mi mancano la famiglia, gli amici e il sole perché in Olanda piove spesso, ma per il resto sto benissimo. Qui, se in ciò che fai metti l’anima e dimostri quanto vali, il tuo impegno viene riconosciuto”. Dal 16 al 19 aprile la giovane ha preso parte ad “Alimentaria Barcellona”, importante fiera del settore. E pro-

Cava delle more una nuova vita ai piedi del montericco tra animali e feste

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Marta e Carlo dell’azienda. Oggi parte della proprietà è occupata da un allevamento di cani di piccola taglia, ma sono ospitati anche coppie di cavallini, alpaca, mucche nane e altri animali. Si è quindi “testata” una nuova vocazione della Cava delle More: il sedime stesso della cava (un “vuoto” di 800.000 metri cubi) è stato riservato a una giornata di musica e pic-nic. Un’altra festa è in programma il 2 giugno. (n.c.)


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Prove tecniche per la nuova fusione I sindaci di Este, Baone, Lozzo Atestino e Cinto Euganeo hanno aperto il confronto su questa prospettiva con il supporto di una commissione paritetica e la valutazione dello studio di fattibilità sul maxi comune

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ntanto c’è l’intenzione di sondare il terreno. Lo hanno ufficializzato in pompa magna i sindaci di Este, Baone, Lozzo Atestino e Cinto Euganeo. I quattro amministratori, supportati da una commissione paritetica, hanno dato concretamente via al percorso per valutare una fusione a quattro. E’ stato assegnato ad una realtà lombarda - la società Sistema Susio di Cernusco sul Naviglio (Milano) – il compito di valutare lo studio di fattibilità dedicato alla fusione dei quattro enti, che potrebbe dar vita ad un maxi-Comune da 25 mila abitanti e 100 metri quadrati di estensione. Praticamente il secondo Comune padovano, per popolazione e peso politico. Lo studio di fattibilità – che sonderà pregi e limiti dell’eventuali aggregazione - dovrà essere terminato e presentato alla cittadinanza entro il prossimo 31 ottobre. Entro quella data verrà anche diffuso un questionario ai 25 mila abitanti del territorio, ai quali verrà chiesto

un parere circa il percorso di fusione a quattro. “Non partiamo da certezze, ma vogliamo una solida base su cui ragionare - è il pensiero del sindaco Gallana - E’ un dovere che abbiamo nei confronti dei nostri cittadini”. “Da due anni abbiamo introdotto nella nostra agenda politica il tema della fusione - ha aggiunto Luciano Zampieri, primo cittadino a Baone -In questo istituto vediamo la via d’uscita ai problemi stringenti di ogni Comune, soprattutto ai vincoli e alle ristrettezze economiche”. Baone, come Cinto Euganeo, andrà al voto per il rinnovo del consiglio nel 2019: alle future amministrazioni verrà consegnato tutto il “materiale” necessario a valutare l’ipotesi di fusione. “Essere più grandi significa incrementare anche le professionalità. Ovvio, ci vuole molta calma e per questo ci siamo presi tutto il tempo necessario”, sottolinea Lucio Trevisan di Cinto Euganeo. Chiude Fabio Ruffin di Lozzo Atestino: “Vedia-

In basso, sindaci e autorità durante l’inaugurazione di Este in Fiore 2018

mo ogni giorni passarci davanti agli occhi finanziamenti che da piccoli Comuni non riusciamo a raccogliere. Insieme aumentiamo la possibilità di accedere a questi aiuti. Insieme possiamo poi scongiurare pericoli come quello del sottodimensionamento delle

Pfas, indagini sull’acqua Il comitato Chiudi Ospedaletto ha promosso indagini private per accertare la presenza di Pfas nelle acque del territorio comunale: fortunatamente l’esito è negativo. E’ stata campionata l’acqua potabile in quattro zone rappresentative del Comune, in modo da avere un campione attendibile: in via Maggiore, in via Altura, in via Tresto e in via Roma Est. (n.c.)

Accoglienza e carità, l’esempio di Fra Pacifico Per anni ha bussato alle porte della Bassa padovana in cerca di accoglienza e carità. Si è spento qualche settimana fa fra Pacifico Scardoni, religioso francescano che ha vissuto per anni nel convento di Lendinara e che era molto conosciuto a Este e dintorni. Il frate, che era anche cittadino onorario di Lendinara, chiedeva la questua, ma soprattutto aveva una parola di saggezza e di conforto, umano e cristiano, per chiunque. Este era una delle città in cui spesso e volentieri si vedeva camminare il frate, “stereotipo” positivo del frate francescano. (n.c.)

Este riconoscente a Bissaro Docente, preside, guida, attivista, amministratore. Era tutto questo Attilio Bissaro, professore di 91 anni, mancato a inizio aprile. Tra i vari impegni, per ben 34 anni era stato alla guida della Società Operaia Atestina di Mutuo Soccorso riuscendo, con una gestione oculata e attiva, a mantenere in vita il glorioso sodalizio. Il Comune di Este gli ha attribuito, nel 2012, il premio Magnifica Comunità attribuito ai cittadini eccellenti proprio per il suo instancabile impegno. (n.c.)

Folla ad Este in occasione di Este in Fiore, una delle manifestazioni clou della città

Portale on line per il turismo Il meglio che il turismo e l’accoglienza atestina possono offrire ora è comodamente a portata di click.

Il link è www.estedavivere.it: si tratta del nuovo portale dedicato al turismo della città di Este, inaugurato qualche settimana fa. Lo racconta il sindaco Roberta Gallana: “Este merita di essere conosciuta perché è a tutti gli effetti una città d’arte con una ricchezza e varietà che non ha eguali:

scuole”. C’è qualche rammarico per la mancata partecipazione di Arquà Petrarca e Vo’, ma anche molta fiducia, corroborata dal fatto che una fusione portata a termine può garantire fino a 30 milioni di euro in un decennio. Nicola Cesaro

dall’archeologia ai monumenti, musei, palazzi, chiese e ville, fino alle opere di grandi interpreti come Cima da Conegliano, Zanchi o Giambattista Tiepolo. Este è una città che attrae e accoglie, con uno straordinario patrimonio da comunicare”. Da qui la scelta di “digitalizzare” questo patrimonio: “Fare comunicazione turistica è un’attività primaria per una città come Este. Ho da sempre sostenuto che il marketing turistico fosse alla base di una buona strategia di promozione turistica e, come tutti sappiamo, internet è uno degli strumenti principali di informazione per i turisti. Da subito, quindi, abbiamo avviato la realizzazione di un portale web che presentasse la città e ne valorizzasse le attrattive turistiche culturali, paesaggistiche, enogastronomiche”. Sottolinea l’assessore al Turismo, Sergio Gobbo: “Il portale che presentiamo oggi è una vetrina sul mondo per la nostra città. Abbiamo utilizzato immagini accattivanti e video emozionali, testi snelli e di facile lettura, per un sito che vuole essere il biglietto da visita di Este. Un portale che presenta gli elementi dell’offerta turistica legati alla tradizione, alla storia e ai capisaldi dell’arte della città”. Nicola Cesaro


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“Orto botanico” dentro al Castello e meno auto davanti alle mura Con Ascom e Università al via i progetti di rigenerazione urbana. Il sindaco: “Sarà un cantiere di idee sul futuro urbanistico della città per il rilancio del turismo”

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n “orto botanico” dentro al castello e poi un parcheggio più “leggero” davanti alle mura. Sono questi gli aspetti principali dei progetti presentati lo scorso 8 maggio da Ascom, Università di Padova e Comune di Este. La città atestina è stata infatti teatro di lavoro per Ascom ed Università, impegnate nella progettazione e nella rigenerazione di aree del territorio provinciale bisognose di essere riqualificate e nella valorizzazione di nuovi flussi turistici, economici e sociali capaci di produrre il riscatto di aree urbane che necessitano di essere riorganizzate, secondo quella filosofia che l’architetto Renzo Piano chiama del “rammendo urbano”. Il gruppo di lavoro – coordinato dal professor Edoardo Narne del Dipartimento di ingegneria civile dell’Università – ha ipotizzato innanzitutto la creazione, indicativamente nell’area appena dietro la scuola Isidoro Alessi, di una struttura polifunzionale dedicata in parte a serra, con una saletta attigua per piccole lezioni botaniche. Una sorta di Orto Botanico di Padova delocalizzato. Ma non è l’unica idea calata sulle mura atestine: l’equipe ha lavorato sulla riqualificazione dell’area di parcheggio davanti alle mura: gli esperti che hanno lavorato all’idea hanno ripreso l’idea già approvata dalla Soprintendenza e voluta dall’allora sindaco Giancarlo Piva, ossia di azzerare gli spazi di parcheggio, coniugandola però alle esigenze turistiche e commerciali della città. L’idea di fondo, come è stato sostenuto da tutti gli attori negli incontri di preparazione, è quello di sostenere, attraverso l’impegno progettuale, un cantiere di idee. Ne è nato, quindi, un progetto di alleggerimento degli spazi di sosta (ne viene proposto il dimezzamento) con la creazione di una fascia di protezione delle mura e di spazi alberati per il posteggio delle bici. Una barriera “naturale”, oasi per la mobilità debole ma anche schermo per il ben poco estetico spazio destina-

Il Castello di Este è coinvolto nei progetti di “rigenerazione”

to alle vetture. Commenta il sindaco Roberta Gallana: “Abbiamo valutato con convinzione e sostenuto l’impegno progettuale dell’Università e dell’Ascom perché riteniamo che la progettazione sia sempre necessaria come cantiere di idee sul futuro urbanistico della città, che sta vivendo un positivo momento di rilancio turistico e culturale, in linea con il suo glorioso passato ma che necessita di nuove opportunità oltre che di nuove strutture”. Nicola Cesaro

Cheerleader vincenti Grandi soddisfazioni per la Cheer School Click di Este ai recenti campionati italiani di cheerleading 2018 a Caorle. La società atestina ha portato più di trenta atleti. Il risultato più sorprendente è lo storico terzo posto, su 12 squadre, del quintetto Raptors nella categoria Open Trophy Group Stunt all girl level 5. (n.c.)

Obiettivo sul Parco Il Parco Colli bandisce la seconda edizione del concorso fotografico “Obiettivo sul Parco”, per promuovere e valorizzare il territorio e l’opera di cittadini e turisti. Il concorso è gratuito e strutturato in due aree tematiche, “Il Paesaggio storico dei Colli Euganei” e “Colori e forme della natura nel Parco”. Consegna il 31 maggio. (n.c.)


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Parco Colli, “più vicino alla gente” Il coordinamento delle associazioni ambientaliste chiede un deciso cambio di rotta rispetto al passato “Il modello di gestione affidato ai soli sindaci si è dimostrato fallimentare, servono anche altri esponenti”

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l Parco nelle mani di chi lo vive. Cittadini, associazioni ambientaliste, agricoltori, operatori turistici e del commercio, artigiani. E’ questa la richiesta mossa ufficialmente dal Coordinamento delle associazioni ambientaliste del Parco Colli, che in questi giorni sta portando avanti una campagna nei confronti della Regione Veneto sul futuro dell’ente Parco. La Seconda commissione regionale sta infatti vagliando l’ennesima versione della proposta di legge di riforma del Parco: “Rispetto al disegno originale, in questa versione è stata abbandonata la parte che prevedeva di ridurre le competenze dell’ente Parco ai soli aspetti “naturalistici” - hanno spiegato gli ambientalisti Gianni Sandon e Francesco Miazzi, membri del Coordinamento - A preoccuparci, ora, è il capitolo dedicato alla governance dell’ente”. Che, a detta del Coordinamento, deve subire una svolta rispetto al passato:

la proposta è quella di allargare la rappresentanza ai portavoce del territorio, agricoltori, operatori turistici, commercianti

“Il modello di gestione affidato ai soli sindaci si è rivelato fallimentare - ha sottolineato Sandon - Ai 15 sindaci vanno aggiunti nel direttivo anche esponenti del territorio, protagonisti attivi della vita del Parco: associazioni ambientaliste, agricoltori, operatori turistici e del commercio, artigiani”. Il Coordinamento proporrà di rive-

dere la proposta di legge proprio alla luce di questa necessità. Aprire la governance del Parco alla gente comune e ai portati di interesse – secondo i promotori di questo “emendamento” – equivale anche a garantire maggiore trasparenza e maggiore apertura. Elementi, questi, che negli ultimi anni sono mancati al Parco Colli.

E proprio a testimoniare questa esigenza, il Coordinamento ha lanciato un’altra proposta concreta: abbattere il muro che divide la sede del Parco di via Ca’ Mori dall’area verde del Parco Mario Rigoni Stern (oggi peraltro teatro di bonifica ambientale). “Vuole essere un gesto concreto e dal forte valore simbolico - hanno spiegato i promotori dell’idea che sta a testimoniare la necessità di aprire il Parco alla gente. Questo muro un tempo aveva un varco, che apriva il palazzo - oggi sede dell’ente - alla città. Abbattiamo il muro tra il Parco e la cittadinanza”. E a proposito di muri e barriere: “Oggi dialogare con il Parco è impossibile - hanno sottolineato - visto che l’ente è affidato ad un commissario che nemmeno risponde alle mail e agli inviti di noi sindaci. Servono apertura e trasparenza e occorre ridare una guida locale al Parco è un passo fondamentale in questo Nicola Cesaro senso”. .

I soldi dell’autovelox pagano i lavori in strada il Comune finanzia un piano di interventi da quasi 200 mila euro lungo la Strada Regionale 10

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i mette mano alla regionale 10 e il Comune investe quasi 200 mila euro. L’amministrazione comunale di Roberta Gallana ha approvato la sistemazione di un ampio tratto di regionale 10, la Padana Inferiore. Il piano di lavori richiederà un investimento pari a 181.820 euro. Soldi, questi, in larga parte coperti grazie all’accordo con Veneto Strade: 133.579,60 euro arriveranno infatti dalle sanzioni amministrative racimolate tra il 2015 e il 2016 lungo la nuova regionale 10, dove la competenza è appunto di Veneto Strade. Il 30% delle multe fruttate dall’autovelox di Schiavonia sono infatti destinati al Comune di Este per la sicurezza stradale. L’amministrazione comunale ha deciso di impiegare questo importante bottino nel ripristino del manto stradale della Padana Inferiore, ed in particolare dal chilometro 363+950 al 365+350, ossia dall’incrocio con via Versori a quello in cui insiste la rotatoria di via Cesare Battisti. In totale verranno riasfaltati 900 metri di strada. Il programma di lavori prevede anche altri interventi di manutenzione stradale sulle vie Settabile, Caldevigo e Callido, dove il deterioramento del manto è evidente. Non è stata resa nota la data di apertura del cantiere. (n.c.)


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Rampazzo Severino apre a Cadoneghe il “mobilificio del futuro” Esposizione scenografica e curata in ogni minimo dettaglio, con inediti e accoglienti angoli verdi e un mini museo che ripercorre i quasi cinquant’anni di storia dell’azienda. Lungo la Statale del Santo il quarto punto vendita che ospita anche le cucine firmate da Lube e Creo. Dal Salone del Mobile di Milano tutto il meglio per l’arredo casa

Nelle immagini due momenti dell’inaugurazione del nuovo mobilificio, un dettaglio dello spazio espositivo e una veduta dell’esterno. (foto Zanon)

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ffonda le radici agli inizi degli anni Settanta la storia dei Mobilifici Rampazzo Severino, da decenni un nome di spicco in un settore che ha conosciuto grandi trasformazioni. E in quasi mezzo secolo di attività l’azienda della famiglia Rampazzo ha saputo affrontare e addirittura anticipare i cambiamenti, incontrando i gusti della clientela e spesso anticipando nuove tendenze sul fronte dell’arredamento. E’ la storia di un’azienda nata dall’impegno di una famiglia intera, che in questi giorni ha inaugurato il nuovo punto vendita di Cadoneghe. Dopo Piove di Sacco, Codevigo e Rovigo ecco il nuovo grande negozio, in uno stabile di proprietà completamente ristrutturato, lungo la Statale del Santo. Un bel traguardo che ripaga anni di lavoro e di impegno e che permette all’azienda di consolidare la propria presenza a nord di Padova, dove già operava con un precedente punto vendita. Al taglio del nastro della sede di Cadoneghe la famiglia Rampazzo ha festeggiato questo ulteriore risultato insieme ai propri collaboratori.

A presenziare l’inaugurazione il sindaco Michele Schiavo che a nome dell’amministrazione e della comunità ha dato il benvenuto all’azienda nella ricca compagine economica e produttiva che caratterizza Cadoneghe, vedendo nella scelta di aprire un nuovo punto vendita un’iniziativa lodevole che porterà benefici in tutta l’area. Il nuovo punto vendita in realtà è l’insieme di due grandi negozi: da una parte il mobilificio Rampazzo Severino, a fianco invece lo show room di Cucine Lube con Creo Cucine, dedicato per l’appunto alle

proposte di questi due grandi e prestigiosi marchi, senza dubbio all’avanguardia e caratterizzate dall’originalità delle proposte. Nell’azienda fondata da Severino Rampazzo lavorano da anni i figli Federico, Diana, Sandra e Francesco, già con la propria mansione e il proprio settore da seguire e sviluppare. “Per il nuovo punto vendita di Cadoneghe abbiamo lavorato senza sosta per un anno intero - racconta Federico Rampazzo - perché volevamo dare vita ad uno spazio innovativo, non una semplice esposizione ma una vera e propria esperienza

per i nostri clienti. Abbiamo voluto un ambiente molto scenografico e coinvolgente, ecco allora le luci sensoriali lungo il percorso, gli angoli con il verde e alcune auto e moto d’epoca, il piccolo museo che ripercorre attraverso foto d’epoca la storia della nostra azienda fin dalla sua fondazione a Piove di Sacco. Abbiamo voluto dare un’impronta molto scenografica, ricreando fedelmente i diversi ambienti della “casa dei sogni” dei nostri clienti, in modo da farli subito sentire a proprio agio nel visitare le esposizioni in

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cui presentiamo anche le ultime novità dal Salone del Mobile di Milano. Qui a Cadoneghe lavorano due direttori e dieci tra venditori e addetti alla reception. La disponibilità di ben 1.700 metri quadrati di superficie ci ha permesso di curare molto nei dettagli lo spazio espositivo in modo da valorizzare al massimo i nostri prodotti, insieme alle cucine di Lube e Creo. Ora lasciamo che sia il cliente a giudicare - conclude Federico - noi continueremo a metterci tutto il nostro impegno e la nostra passione”.

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Veglia con il vescovo Presa di posizione contro precarietà e sfruttamento

“Libero, creativo e solidale ecco il lavoro che vogliamo” P

er la prima volta è una fabbrica ad accogliere la veglia diocesana per il lavoro. Il vescovo di Padova Claudio Cipolla ha scelto le Officine Facco di Campo San Martino per l’appuntamento di riflessione, all’indomani del Primo Maggio, e di preghiera sul valore del lavoro. “Libero, creativo, partecipativo, solidale: il lavoro che vogliamo” è la parola d’ordine che ha accompagnato l’appuntamento che quest’anno ha coinvolto tutte le associazioni di categoria e i sindacati. Da segnalare anche la presenza straordinaria di mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, impegnato in prima persona nelle vicende che riguardano l’Ilva di Taranto. Massimo Finco, presidente delle Officine Facco, ha ringraziato la Diocesi “di aver scelto questo capannone per uscire dalle mura della chiesa. Anzi questa è Chiesa oggi e noi tutti siamo orgogliosi di esserne protagonisti”. Pregare per il lavoro in un luogo di lavoro è diventato anche un auspicio per il futuro: “Mi piacerebbe – ha sottolineato il vescovo Cipolla – che questa fosse la prima tappa di un viaggio da compiere nei prossimi anni in tanti altri luoghi di lavoro” perché “i nostri luoghi di lavoro sono “terre sacre”, da proteggere rispetto a tutto ciò che le profana: ingiustizia, pigrizia, violenza, disonestà, inequità, furbizia, pressapochismo, sufficienza, precarietà, appiattimento, spersonalizzazione, avidità, arrivismo, competizione cattiva, insicurezza e pericolo per la vita”. La riflessione del vescovo si è poi concentrata su tre tratti essenziali «che sono in grado di scalfire la “durezza” del lavoro, facendo emergere i suoi tratti più pienamente umani». Tratti su cui anche la Chiesa e, nello specifico territoriale, la Chiesa di Padova hanno preso impegni precisi. In primo luogo il vescovo ha ricordato che «Il lavoro è umano quando è alternato al riposo e alla festa», perché «C’è una bellezza nel lavoro che risalta nella festa, e per i credenti, nella lode a Dio per i frutti del lavoro. Un tempo ritmato tra lavoro e festa, è un tempo pienamente umano, ed è più umano quel lavoro che si adatta al tempo ritmato dalla festa e dalla lode». In secondo luogo: «Il lavoro è umano e meno duro quando è

fatto insieme». E se oggi la dimensione comunitaria sembra “smarrita” e sono cambiate le forme organizzative il vescovo ha invitato a non «perdere il valore della solidarietà nel lavoro, e il senso che il lavoro è un’opera comune”. Ma ha anche ricordato che la Chiesa in alcune situazioni prende chiara posizione, ad esempio sulla vicenda Pfas che coinvolge il Montagnanese : “A noi pare che oggi il grido che si leva dalla terra inquinata e dalle popolazioni che ne

Il vescovo Cipolla durante la veglia per il lavoro alle Officine Facco.

subiscono le conseguenze chieda di essere sostenuto, non contro qualcuno, ma per uno sviluppo migliore, per un lavoro più rispettoso dell’ecologia integrale”. Infine: “Il lavoro è umano e meno duro quando produce valore per molti, e quando chi lo compie ha la percezione che sta producendo valore per sé e per gli altri, e non si sente sfruttato”.

Abbonamenti bus agevolati, rinnovo facile

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ovità per migliaia di utenti del trasporto pubblico locale. Da fine aprile i possessori di tessera agevolata per gli abbonamenti di Busitalia potranno rinnovare l’abbonamento a Padova nel punto vendita della Stazione Ferroviaria e in quello di piazza dei Signori, oltre naturalmente a via Rismondo, finora unico sportello aperto a questa possibilità. Si tratta di una novità molto richiesta dall’utenza, composta da persone con disabilità, che si trovava in difficoltà a raggiungere via Rismondo per il rinnovo delle tessere. L’apertura alle persone con disabilità degli sportelli della Stazione e di piazza dei Signori è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale e dall’azienda: «Vogliamo essere sempre più attenti alle esigenze della cittadinanza, come con la modifica dei percorsi e il rafforzamento delle linee.– ribadisce il presidente di Busitalia, Andrea Ragona – Anche questa novità contribuisce a rendere il trasporto pubblico più efficiente ed efficace, e quindi più vicino ai cittadini, anche a quelli deboli. Rinnova-

re gli abbonamento in stazione o in piazza dei Signori consente di avere un trasporto pubblico più aperto: magari un piccolo passo, ma che va nella direzione verso cui vogliamo muoverci». La novità riguarda i possessori di tessera rilasciata dalla Provincia di Padova che beneficiano dello sconto dell’80% o del 95% e degli ulteriori sconti riservati ai residenti nei comuni di Padova, Albignasego, Cadoneghe, Ponte San Nicolò, Selvazzano e Vigodarzere. In Stazione FS e piazza dei Signori si potrà fare solo il rinnovo, mentre la prima emissione di abbonamento dovrà essere fatta in via Rismondo.


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Provincia .

Gasolio nel fiume allarme ambientale nel Muson dei Sassi Allarme inquinamento lungo il corso del Muson dei Sassi, interessato dallo sversamento di gasolio. Il Comune di Padova aveva fatto collocare lungo il corso d’acqua le barriere assorbenti per limitare i danni e circoscrivere il fenomeno. Verso la fine di aprile le barriere di contenimento sono stati tolte e l’allarme, che ha coinvolto anche i volontari della protezione civile di Vigodarzere e Cadoneghe, è rientrato. Alla segnalazione erano state subito collocate delle barriere di contenimento e quindi i “salsicciotti” per assorbire l’inquinante, sia a monte della barriera di contenimento, sia a valle per trattenere eventuali residui. Dopo la rimozione è stato confezionato un “big bag” con i salsicciotti e uno con i rifiuti trattenuti dalle barriere. A completare l’opera, ovvero l’aspirazione del liquido non assorbito ma trat-

tenuto dalle barriere, è intervenuta una autobotte attrezzata per questo genere di interventi. Il materiale recuperato è stato temporaneamente stoccato in un impianto impianto di stoccaggio di AcegasApsAmga per essere avviato successivamente a smaltimento. “Abbiamo tenuto costantemente monitorata la situazione - spiega l’assessora all’Ambiente Chiara Gallani - assieme all’Arpav, ai volontari della Protezione civile di Vigodarzere, Cadoneghe e Padova e ai tecnici di AcegasApsAmga. L’attento controllo e l’azione immediata hanno permesso di intervenire efficacemente per la protezione dell’ambiente e dell’acqua e voglio ringraziare tutti i tecnici e i volontari che si sono attivati prontamente per il loro impegno, fondamentale per intercettare il liquido inquinante”. Continuano intanto le indagini per individuare le responsabilità dello sversamento, seguite attentamente anche dagli agenti della Polizia Locale di Padova che si coordinano con le altre forze dell’ordine intervenute.

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Fondazione Cariparo inizia l’era Muraro A

vanzo di esercizio record di 112,3 milioni di euro, un patrimonio di quasi due miliardi di euro, oltre 48 milioni di euro assegnati alle erogazioni nel 2017 e 45 milioni di euro stanziati per quelle del 2018: questi i numeri del bilancio 2017 della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In 26 anni di attività, dal 1992 ad oggi la Fondazione ha distribuito sul territorio qualcosa come 1,4 miliardi di euro finanziando i progetti e le attività più disparate, un po’ in tutti i settori, da sociale alla cultura, dalla sanità all’istruzione, dall’ambiente allo sport. Con l’approvazione del bilancio chiude anche l’era di Antonio Finotti, ora presidente emerito. Il consiglio generale della Fondazione ha nominato presidente per i prossimi 4 anni Gilberto Muraro. Padovano, professore emerito di Scienza delle Finanze presso l’Università degli Studi di Padova, ha rivestito numerosi incarichi, tra cui Rettore dell’Ateneo patavino, Presidente della Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica (Ministero Economia e Finanza). È stato anche vicepresidente del Consiglio superiore di sanità. Oltre ad una lunga carriera come professore universitario ha svolto numerose ricerche

Gilberto Muraro, neo presidente della Fondazione

applicate per conto dell’Ocse, di amministrazioni pubbliche e di centri di ricerca pubblici e privati. Tornando al bilancio, l’avanzo di 112,3 milioni di euro è il più alto degli ultimi dieci anni e in crescita rispetto ai 98,2 milioni di euro dell’anno precedente. Sul fronte delle erogazioni nel 2017 sono stati approvati 416 interventi e sono stati assegnati 45,3 milioni di euro: 6,9 alla Ricerca Scientifica, 13,2 all’Istruzione, 10,2 all’Arte e alle Attività Culturali, 1,8 alla Salute e all’Ambiente, 9,8 all’assistenza 3,4 all’attività sportiva, alla Protezione Civile, alla Sicurezza Alimentare e all’Agricoltura di Qualità.


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Cultura .

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“La grande bellezza da difendere” Il sottosegretario Borletti Buitoni presenta la “Carta nazionale del Paesaggio” a Due Carrare, comune simbolo dell’aspro confronto per la realizzazione del centro commerciale a due passi da edifici di pregio

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’ingombrante mole del centro commerciale è ancora lì, congelata da un vincolo paesaggistico posto della Soprintendenza del Veneto al quale Deda Srl, la proprietaria dell’area in cui lo shopping center avrebbe dovuto nascere, ha già annunciato il ricorso al Tar. Sicura di vincere. Intanto però a Due Carrare un sospiro di sollievo è stato tirato, dopo mesi di battaglie in difesa del paesaggio “prezioso” delle pendici dei Colli Euganei, con incastonate pietre preziose come il castello del Catajo, quello di San Pelagio o villa La mincana, la tregua è già un bel risultato. Soprattutto per le associazioni ambientaliste e il numero, davvero considerevole, di “semplici” cittadini che hanno dato battaglia ad uno dei colossi del commercio per la difesa del proprio paesaggio. Ecco questa è forse la vera novità rispetto al passato, il grande traguardo che si può già dire sia stato tagliato e che trasforma la “questione” da un

tema afferente agli uffici dell’urbanistica e della burocrazia in un vero tema culturale. Nostro. Del territorio, di cui Due Carrare è diventato in qualche modo il simbolo, tanto che lo scorso 8 maggio qui è stata presentata la Carta nazionale del Paesaggio. Una carta licenziata proprio alla fine di marzo dall’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio e da alcuni Ministeri, tra cui quello del Turismo, redatta sulla base dell’ampio quadro delineato dal Rapporto sullo stato delle politiche del paesaggio e dei contributi presentati agli Stati generali del paesaggio, il cui scopo è quello di coniugare la tutela e la valorizzazione del paesaggio con forme compatibili di sviluppo durevole, equo e di�uso. Gli assunti sembrerebbero centrare proprio i temi che per mesi sono stati al centro dell’affaire del Centro Commerciale, ma che in realtà colgono un nuovo modo di concepire il valore di ciò che ci circonda. “La Convenzione europea

Il Sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni con l’ex deputata Giulia Narduolo

del paesaggio – ha spiegato il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, che di fatto in qualità di presidente dall’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio ha stimolato la nascita di questo documento - definisce quest’ultimo come componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni. Ossia è il racconto di quella che è la vita delle comunità che lo popolano, per questo è fondamentale gestire le sue trasformazioni attraverso un impianto normativo coordinato ed e�cace ai diversi livelli di governo. Il paesaggio non

va ingessato, ma va fatto evolvere in ragione di quelle scelte che non ne compromettano anche la funzione identitaria”. Strumento fondamentale sarà l’educazione alla bellezza del paesaggio, per questo il tema è profondamente culturale, promuoverne la conoscenza e la coscienza come valore storico, estetico, civico e sociale presso cittadini, istituzioni e operatori economici. Questi sono gli impegni dati dalla Carta nazionale del paesaggio, insieme all’attuazione delle politiche di valorizzazione del paesaggio come occasione e

volano di sviluppo sostenibile. “La Carta nazionale – ha concluso il sottosegretario, Borletti Buitoni - si rivolge a tutti i cittadini e a quanti avranno future responsabilità di governo ai diversi livelli istituzionali, indicando una strategia nazionale per il paesaggio, affinché la sua qualità venga assunta come fondamento dello scenario strategico per lo sviluppo del nostro Paese, e smetta di essere il risultato di programmazioni condotte in modo casuale e improvvido. Negli anni l’assenza di una visione organica, basata su una qualsiasi ragionevole riflessione sulla vita delle persone, sulle reali previsioni di crescita demografica e senza alcuna valutazione dei danni permanenti che si sarebbero prodotti, ha assegnato al nostro Paese, purtroppo, un sinistro primato in termini di abusivismo, cementificazione delle coste, degrado urbano e consumo di suolo che deve, per forza di cose, finire”.

Biennale d’arte Fidapa “Pensieri e colorate forme dell’universo femminile”, questo il messaggio che accompagna la Biennale d’arte Fidapa, fino al 17 giugno a “La Rinascente” a Padova. La mostra propone un insieme di lavori recenti realizzati da alcune socie che si dedicano alle arti visive e alla poesia e hanno ottenuto nel corso degli anni importanti riconoscimenti.

Mirò a Palazzo Zabarella 85 opere da ammirare Joan Miró: Materialità e Metamorfosi, fino al 22 luglio a Palazzo Zabarella, raccoglie ottantacinque tra quadri, disegni, sculture, collages e arazzi provenienti dalla straordinaria collezione di opere del maestro catalano di proprietà dello Stato portoghese. Fulcro della mostra, che spazia lungo sei decenni di attività, è la naturalezza fisica dei supporti impiegati dall’artista. Nella sua esplorazione della materialità, in cui fu eguagliato forse solo da Paul Klee, Miró allargò in maniera decisiva i confini delle tecniche di produzione artistica del Ventesimo secolo.

Bruno Pedrosa all’Altinate A cinquant’anni dalla sua prima mostra in Brasile, Bruno Pedrosa giunge a Padova a raccontarci la sua arte, carica di tutto quello che ha raccolto e introiettato perlustrando il mondo. E lo fa con una poetica raffinata che non ha bisogno del figurativo, nel quale peraltro eccelle. La sua mostra personale “Intingendo il calamaio nel legno” è aperta fino al 27 maggio al Centro Culturale Altinate, ad ingresso libero. Antico e moderno, semplicemente e straordinariamente contradditorio.

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Luana Deiana


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Sport

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Intervista Catia Tresin e Ilaria Fecchio

Catia e Iliaria esultano e mostrano con orgoglio le medaglie delle maratone

La maratona unisce figlia e mamma S

ono una coppia senza precedenti: mamma e figlia, belle, simpatiche, tenaci e runner al quadrato. Catia Tresin, 51 anni lavora nel settore amministrativo. Ilaria Fecchio, 22 anni, è studentessa di ingegneria biomedica. Oltre al legame generazionale sono unite dalla passione per la corsa che hanno coltivato sempre in tandem, raggiungendo traguardi inaspettati. Bellissime da vedere insieme, chi le conosce sa che sono anche estremamente gentili e simpatiche. Se poi ci metti i risultati nella corsa, allora il mix diventa perfetto. Catia, quando e come è nata questa passione per la corsa? Io ho sempre fatto corsette per divertimento, ma al massimo 5-6 chilometri. Poi con mia sorella

Giulia ho iniziato a fare qualche giretto più lungo. Una passione che ho mantenuto anche quando mia figlia era piccolina e mi seguiva in bicicletta. Quando avete iniziato ad allenarvi insieme? Praticamente quando Ilaria ha iniziato l’università. E’ stato allora che abbiamo iniziato a fare qualche marcia. Lei prima ha sempre praticato il nuoto. Ma cosa vi ha portate a fare un salto di qualità? Un giorno ci siamo dette “perchè non provare” e così il 3 aprile 2016 abbiamo partecipato alla maratona di Parigi per la prima volta insieme. Ilaria ha avuto un problema fisico e sembrava che non riuscissimo ad arrivare alla fine. Ma con grande tenacia sia-

mo riuscite a portarla a termine e a conquistare la prima medaglia. Da quel giorno ci siamo caricate di entusiasmo e non ci siamo più fermate. A che eventi avete partecipato? A Firenze abbiamo fatto la seconda maratona dove abbiamo ridotto i tempi e migliorato la nostra prestazione. A Marzo del

2017 siamo andate a Barcellona. In novembre invece abbiamo partecipato alla maratona di New York che probabilmente è stata l’evento più importante dove sono riuscita a segnare un tempo finale di 4 ore e 14 minuti nonostante la pioggia e la tensione. Basti pensare che quel giorno ci siamo alzate alle 4.30 del mattino per iniziare a correre alle

10. Infine l’8 aprile di quest’anno abbiamo corso a Roma conquistando una medaglia anche qui. Quale sarà la prossima sfida? Stiamo pensando di andare a Valencia. Diciamo che mediamente cerchiamo di prepararci per due maratone all’anno perchè per noi è una sfida, ma anche divertimento. Quando partecipiamo ad un evento ne approfittiamo per visitare paesi nuovi portando con noi anche il resto della famiglia. Sono dei bei momenti per stare insieme e divertirsi. Siete una coppia unica! Abbiamo sempre avuto un bel rapporto e questa esperienza ci ha legate ancora di più anche se naturalmente non mancano i momenti di discussione spesso dettati dalla tensione della competizione sportiva. E per te Ilaria, quali sono gli obiettivi per il futuro? Mi piacerebbe provare una ultramarathon oppure passare al triathlon. Ma di sicuro più avanti perchè per ora voglio dare la priorità agli studi. Emanuele Masiero

“Giornate dello Sport” Padova Marathon 2018 coinvolti 1.600 ragazzi vince il pupillo di Pertile

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ei mattinate dedicanon corre dello più, in tenche allasediffusione certo sportun e dei suoisenso valorihatravinto le ancora lui. Ruggero Pertile nuove generazioni. Monsesaluta del suo lice ha l’affermazione ospitato “Le Giornaallievo Mogos Shumay, te dello Sport”, durante prile mo atleta eritreo asportive imporsi quali le associazioni nella Padova locali hanno Marathon incontrato(in il 2 ore 12’23”). la 19^Protaediziomondo dellaMa scuola. ne dell’evento organizzato gonisti oltre 1600 bambini eda Assindustria Sport sie chiude ragazzi di elementari medie, che hanno avuto la possibilità di con altri due risultati da l’etiope Mekasha cimentarsi in numerose copertina: attività: dal calcioWaganesh al rugby passando migliora il primato della gara femminile tagliando il traguardo per pallacanestro, nuoto, volley, tennis, arti marziali, tiro con in 2 orepattinaggio 29’18” (il precedente, della kenianaben Florence Kepsoi, era l’arco, e molte altre. Coinvolte 24 realtà sportive datato 2011: 2 ore 29’25”), con l’italiana Rosalba Console terza in del territorio. “Avevo presentato la proposta delle “Giornate dello 2 ore 37’26”; la portoghese Sara Catarina Costa Pontes Ribeiro fa Sport” all’inizio dell’anno scolastico e grazie a un positivo lavoro lo stesso nella mezza in un’ora 15’50” (precedente un’ora 16’09”, di squadra siamo riusciti a realizzarla. - commenta soddisfatto della keniana Jackline del 2017). A completare il l’assessore Giorgia BedinAtudonyang, -Ai ragazzi è stato lanciato un messaggio quadro, il successo nellamigliora mezza maschile del keniano Victor importantissimo: lo sport il benessere fisico ed è un’ottiKiplimo in un’ora prova maschile. Il gruppo ma palestra di vita,02’57”. perchéVibrante insegna la l’educazione e il rispetto. Ma dei favoriti passa compatto in un’ora 5’ a metà percorso, a Teolo, si è trattato di un’opportunità anche per le nostre associazioni, e poihanno in un’ora trentesimo All’ingresso nel che avuto33’30”al a disposizione una chilometro. vetrina per farsi conoscere”. comune di Padova (34° chilometro) rimangono in tre: i keniani I partecipanti hanno ricevuto una maglietta ricordo donata da StepheneOmiso Arita,scolastico Paul Maina e Shumay. Arita il primo a Despar ogni plesso è stato premiato conèuna coppa staccarsi, il finale Shumay Maina a del Coni. Ima pullman perè ilcombattuto: trasporto degli alunniallunga sono stati messi undisposizione paio di chilometri dal traguardo, guadagnando una quaa dalle Fiamme Oro, mentre i Podisti monselicensi si rantina di metri; Maina si rifàdei sotto e lo affianca in Piazza dei sono occupati dell’allestimento gazebi. L’iniziativa, promossa Signori; Shumay riaccelera all’altezza della Basilica del Santo dalla Regione, è stata organizzata dall’assessorato allo Sport del («Un’accelerazione afferma, scherzando ma non Comune di Monseliceda in pistard», collaborazione con le associazioni sportitroppo, “Rero” Pertile, che ha seguito la prova in bicicletta) e, ve e con il contributo del comitato provinciale del Coni e di Aspiag stavolta, non viene più ripreso. Service. (d.p.)


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#Politica

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Sicurezza sul lavoro I sindacati chiedono a Zaia azioni concrete

Dal primo gennaio ad oggi 29 incidenti mortali sul lavoro in Veneto S

ciopero generale per la sicurezza to che lavorava presso l’Aso di Vallese sul lavoro. E’ solo questa l’arma Oppeano di Verona. Stiamo monitoin mano ai sindacati che nel tempo rando i dati ed emerge con chiarezza hanno chiesto revisione di impianti e che gli infortuni e gli incidenti aututele che tardano a venire. mentano in due settori del compar“Quello che è accaduto alle Accia- to metalmeccanico: lavoratori delle ierie Venete di riviera Francia, nella acciaierie e lavoratori di aziende in zona industriale di Padova, non do- appalto. Qui sta la vera emergenza, veva succedere”. Così il segretario ge- occorre intervenite per far rispettare nerale della Uilm, Rocco Palombella, le regole e le leggi e per garantire il sull’ennesima tragedia che ha colpito rispetto dell’incolumità fisica. Molquattro operai metalmeccanici, di cui te aziende sono sorde rispetto a dedue diretti dipendenti dell’azienda nunce dei delegati sindacali e della e gli altri due collegati a ditte in apsicurezza. La formazione deve essere palto. L’azienda, rileva, “aveva assi- più qualificata, insieme agli investicurato una revisione degli impianti menti”. a Pasqua, ma qualcosa purtroppo ha Dal primo gennaio ad oggi in Veneceduto sul piano strutturale. In azien- to sono avvenuti 29 incidenti mortali de come queste i ritmi di lavoro sono sul lavoro censiti dall’Osservatorio insostenibili e molto spesso non ven- Indipendente di Bologna (che esclugono rispettate le distanze di sicurez- de gli incidenti in itinere ma assume za”. una platea più vasta Da tempo, sottolinea rispetto a quella dell’ i sindacati: Palombella, “stiamo Inail). In particolare i “molte aziende morti sul lavoro sono chiedendo maggiore responsabilità e magstati 6 a Venezia, 2 a sono sorde giori investimenti in Belluno, 1 a Padova, rispetto alle salute e sicurezza sul 1 a Rovigo, 3 a Vicenlavoro. Occorre sopratza, 8 a Verona e 8 a denunce dei tutto creare una cultura Treviso che eguagliadelegati della sicurezza sul lano la grande Milano. voro che investa tutti a sindacali e della Tale cifra va incre360 gradi”. mentata di un ultesicurezza” “È il terzo grave inciriore 30% di incidenti dente in una acciaieria in itinere che nella nel Veneto dall’inizio dell’anno - di- stragrande maggioranza dei casi avchiara Massimiliano Nobis, segreta- vengono al ritorno dal lavoro (quasi rio Fim Veneto - questo incidente si mai in andata) e sono spessissimo aggiunge ad altri due infortuni mor- imputabili a stanchezza a seguito del tali che hanno coinvolto un operaio lavoro. L’incremento delle morti sul della Acciaierie Beltrame lo scorso 22 lavoro in regione è indicato dall’Inail febbraio e il 31 gennaio, ad un opera- in un +18% nel primo trimestre 2018 io manutentore di una ditta in appal- rispetto allo stesso periodo del 2017.

Secondo un recente studio delle Cgil regionale un lavoratore veneto su 5 nel corso degli ultimi 5 anni è stato colpito da un incidente sul lavoro. Sono 375.135 gli infortuni denunciati all’Inail dal 2013 al 2017. Significa che nell’arco di 5 anni un lavoratore su 5 si fa male sul lavoro riportando lesioni di varia gravità, fino a menomazioni permanenti e, in 560 casi, addirittura la perdita della vita. Il dato (essendo riferito al totale degli assicurati Inail in cui rientrano anche categorie a basso rischio) incide in modo ancora più sensibile sui settori più esposti, a partire dall’edilizia e da alcuni comparti industriali (metalmeccanico in testa), oltre che dall’agricoltura. Ed è particolarmente accentuato negli appalti e nelle esternalizzazioni dove minori sono le tutele sul lavoro. La provincia con il maggior numero di incidenti è Verona (79.831 eventi) cui seguono Vicenza e Padova che però sopravanzano il capoluogo scaligero per numero di morti. Uno stillicidio che vede ogni anno il Veneto funestato da 75.000 infortuni e più di 110 morti sul lavoro, pari a una media di 2 morti ogni 5 giorni lavorativi e 335 infortuni per ogni giornata di lavoro. “La recrudescenza di infortuni e morti sul lavoro – ha ribadito Christian Ferrari, segretario regionale della Cgil – cui stiamo assistendo negli ultimi mesi in Veneto rappresenta una vera e propria emergenza sociale che non può più essere sottovalutata da nessuno, e che deve vedere una risposta immediata di contrasto sia da parte del sistema delle imprese, che da parte del mondo politico e istituzionale, a cominciare dalla Regione”.

L’opinione

Presidente Casellati: “Lavoro, priorità del Parlamento” “La notizia del grave incidente avvenuto alle Acciaierie Venete di Padova - scrive la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati mi addolora profondamente. Non è concepibile che il posto di lavoro diventi un luogo in cui si rischia la vita. La fatalità è per sua natura qualcosa di eccezionale, ma gli incidenti e le morti bianche sono ormai in costante aumento nel nostro Paese e si deve parlare di vera e propria emergenza. Mi auguro che questo dramma sociale sia tra i primi punti all’ordine del giorno dell’agenda del nuovo Parlamento e di tutte le istituzioni, per individuare correttivi e soluzioni legislative finalmente efficaci. La sicurezza e la vita dei lavoratori devono essere una priorità”.

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Politica

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Disoccupati: la Regione rifinanzia i progetti per lavori di pubblica utilità L

a Regione Veneto rifinanzia con 4 milioni di euro progetti per offrire a disoccupati e persone svantaggiate una opportunità di lavoro. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore al lavoro, dà continuità all’esperienza avviata in via sperimentale nel 2009 con la leva del Fondo sociale europeo e che nell’ultimo triennio ha coinvolto oltre il 70 per cento dei comuni veneti e offerto una forma di inserimento lavorativo a 2500 disoccupati. Solo nel 2017 sono stati 228 comuni in Veneto ad aver avviato progetti per lavori di pubblica utilità, con un cofinanziamento regionale di 2.235.000 euro, che ha consentito di creare opportunità temporanee di lavoro per un migliaio di persone. Le esperienze di lavoro proposte si sono svolte nei servizi bibliotecari e museali, nel riordino archivi, nella valorizzazione, custodia e promozione dei beni culturali e

artistici, nella manutenzione del verde e nell’abbellimento urbano, nella vigilanza di impianti, attrezzature sportive, centri di aggregazione sociale e luoghi pubblici, nell’assistenza agli anziani, nel supporto scolastico, nel controllo del territorio e nella tutela dell’ambiente “Obiettivo del nuovo bando 2018-2020 che si rivolge a Comuni, società partecipate ed enti pubblici, in partenariato con gli enti di formazione accreditati –

conferma l’assessore al lavoro – è offrire un percorso di inserimento lavorativo e di cittadinanza attiva ad almeno 600 persone svantaggiate, disoccupati di lunga data. L’esperienza maturata in Veneto in un decennio di sperimentazione conferma che questo tipo di interventi, volti ad offrire una opportunità concreta di lavoro per sei mesi, integrata da iniziative di orientamento e di formazione, rappresenta un approccio valido, inclusivo e non

assistenzialistico per contrastare Veneto erogherà 5 mila euro per povertà e marginalità sociale e ogni lavoratore assunto, i partaffiancare così, in modo dignito- ner pubblici e privati del progetso e solidale, le persone più fragi- to integreranno per almeno il 35 li e a rischio”. per cento la quota pro-capite al “Abbiamo dimostrato in que- fine di garantire ai destinatari un sti nove anni – aggiunge l’asses- contratto di lavoro per sei mesi sore - che dare una opportuni- (minimo 20 ore la settimana) e tà di lavoro, trovare modalità di relativo stipendio, ma anche inserimento con un accompa- azioni di orientamento e accomgnamento forte, pagnamento, e un rimotiva le perso- l’obiettivo è offrire aiuto nella ricerca ne, le riqualifica attiva di un lavoro lavoro e reddito in prosecuzione sia in termini occupazionali che dell’impiego soa circa 600 morali. Lavorare ciale. persone è dare dignità ed Tutte le espeè l’esatto opposto rienze di lavoro in difficoltà dell’assistenza e proposte sarandel sostegno al reddito che sa- no organizzate come ‘training’ rebbe, a mio avviso, diseducativo all’inserimento lavorativo: la per i cittadini e uno spreco di ri- qualità dei progetti verrà misusorse pubbliche per le istituzioni rata, infatti, anche valutando le pubbliche”. esigenze e l’impatto sociale ed Il nuovo bando, di prossima economico nel territorio di rifepubblicazione, conferma la si- rimento e monitorando gli esiti nergia tra Regione, Comuni e sog- in termini di inserimento sociale getti pubblici e privati: la Regione e lavorativo.

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Editoriale Hikikomori, la nuova piaga sociale giovanile

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L’attenzione dei genitori favorisce la salute dei più giovani Misurina, centro d’eccellenza per l’asma pediatrica

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Attenzione a naso chiuso, sternuti, occhi arrossati

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i chiamano hikikimori, termine giapponese da hiku (tirare indietro) e Komoru (ritirarsi). Sono il popolo silenzioso dei reclusi in casa, affetti da una sindrome sociale che si sta diffondendo in modo preoccupante. Mentre in Giappone sono oltre un milione, nella quasi totalità di sesso maschile, in Italia il loro numero è in rapida crescita, e si stima che attualmente possano raggiungere i centomila con il 30% dei casi di sesso femminile. Hanno un’ età per lo più compresa fra i 13 e i 30 anni, non studiano né lavorano, non escono dalla loro camera, in una sorta di autoreclusione, che li isola dalla vita sociale. Pranzano e cenano con un vassoio passato attraverso la porta socchiusa delle loro stanza, non hanno rapporti amicali, non comunicano con la famiglia,evitano qualsiasi contatto con assenza di relazioni significative. Il loro tempo, alterato fra sonno e veglia, trascorre in una realtà virtuale, fra videogame, trasmissioni televisive, fumetti ed internet, che con le chat e i social network rimangono l’unico aggancio con il mondo esterno.

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Vaccini: più di 85 mila gli inadempienti

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5.676 soggetti inadempienti. Questo fa riferimento alla tabella ministeriale il numero preciso dei bambini e contenuta nell’allegato 2 della circolare ragazzi, di età compresa tra gli 0 ed i 16 del 16/08/2017 che scandisce, per ogni anni che non hanno completato il ciclo fascia d’età, il numero di vaccinazioni di vaccinazioni previste dalla legge. Di e dosi sufficienti per considerare questi, 22.311 sono in età pre-scuola un soggetto adempiente, al netto di dell’obbligo, ovvero eventuali esenzioni. tra gli 0 ed i 6 anni. E’ quindi bene Molti minori tra I dati sono ricordare, che il stati forniti dalla gli 0 e i 16 anni sono profilo di soggetto Regione, nell’ottica inadempiente di tenere monitorata in regola con alcune non coincide con la situazione di quello di soggetto vaccinazioni ma adempienza alla non vaccinato legge nazionale o addirittura di non con tutte sull’obbligo vaccinale soggetto contrario n. 119 del 2017, la alle vaccinazioni, ma Regione del Veneto ha provveduto a spesso rappresenta un soggetto che non calcolare a livello regionale, e per singole è in regola o semplicemente in ritardo Aziende Ulss territoriali, il numero di col numero corretto di dosi o con tutte le inadempienti.  vaccinazioni previste. In Regione Veneto Per la definizione di inadempiente si sono complessivamente inadempienti

85.676 soggetti, tra bambini e ragazzi, di età compresa tra gli 0 ed i 16 anni. Di questi, 22.311 sono in età pre-scuola dell’obbligo, ovvero tra gli 0 ed i 6 anni. Ai fini di approfondire la tematica si è calcolata la quota di soggetti che hanno già fissato un appuntamento per una delle vaccinazioni obbligatorie, dato che tali soggetti hanno già espresso una volontà di continuare o iniziare l’iter vaccinale.  A livello regionale la quota di inadempienti con almeno un appuntamento già fissato dalla relativa Azienda Ulss è del 25,6% (21.964) tale quota sale nel sottogruppo 0-6 anni al 35,2% (7.853).    Per differenza risulta che sono 63.712 i soggetti inadempienti e senza alcun appuntamento fissato tra tutti gli elementi coinvolti, di questi, sono 14.458 in età 0-6.

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l’editoriale

Hikikomori, la nuova piaga sociale giovanile Anche dal punto di vista clinico non sempre è agevole inquadrare tali atteggiamenti. Spesso vengono classificati come depressi e trattati come tali, oppure considerati internet-dipendenti, ragion per cui viene negato loro l’utilizzo di ogni dispositivo elettronico, togliendo così l’unico mezzo di comunicazione, ancorchè virtuale, con il mondo esterno: una vera pena per un giovane hikikimori. Oppure “il loro disagio viene confuso con l’inettitudine e la mancanza di iniziativa delle nuove generazioni che ha trovato terreno fertile nel dibattito politico fornendo stereotipi come “bamboccioni”, definizione dell’ allora ministro Padoan Schioppa o “giovani italiani choosy” (schizzinosi) dell’ex ministro Elsa Fornero, o “ragazzi senza studio né lavoro”. Nella prefazione del libro “Hikikimori. Narrazione da una porta chiusa” di C. Ricci, le cause che più frequentemente sono alla base di tale fenomeno, secondo Mazzoni, sono di diversa natura, da quelle sociali, come l’incapacità di stringere relazioni, l’ insicurezza, la perdita del lavoro, vergogna, la mancanza di motivazioni, la crisi economica che ritarda l’ ingresso nel mondo del lavoro, la cultura dell’immagine esasperata dalla diffusione dei social network; a quelle scolastiche quali il bullismo, la competizione, il fallimento degli esami, i cattivi risultati, il rifiuto della scuola; da quelle familiari come pressioni per risultati sempre più performanti e paragoni con i compagni, difficoltà di relazioni, padre assente e madre iperprotettiva, il calo delle nascite con l’ aumento di figli unici,sottoposti di norma a maggiori pressioni ; a quelle individuali, ma molto distanziate, legate a problemi di natura psicologica. Il senso di inadeguatezza e la disistima che spesso si associano a fronte ad aspetti valoriali di una società che ha i suoi miti nell’apparenza e nel successo porta negli hikikimori ad una ansia sociale che si traduce in un ritiro sociale e auto esclusione. “E’ un male che affligge tutte le economie sviluppate - spiega Marco Crepaldi, fondatore di “Hikikimori Italia, la prima associazione nazionale di informazione e a supporto sul tema dell’ isolamento sociale volontario - Le aspettative di realizzazione sociale sono una spada di Damocle per tutte le nuove generazioni degli anni duemila: c’ è chi riesce a sopportare la pressione della competizione scolastica e lavorativa e chi, invece, molla tutto e decide di autoescludersi”. E’ nel periodo scolastico, più frequentemente negli anni delle medie e delle superiori, che si verifica quello che viene definito come il fattore scatenante, ovvero l’ evento che porta all’ allontanamento dai genitori e dagli amici. “Un avvenimento innocuo agli occhi delle altre persone, ma che contestualizzato in un quadro psicologico fragile e vulnerabile, assume un’ importanza rilevantespiega Crepaldi - E’ la prima fase dell’ Hikikimori: il ragazzo comincia a saltare i giorni di scuola utilizzando scuse di qualsiasi genere, abbandona tutte le attività sportive, inverte il ritmo sonno-veglia e si dedica a monotoni appuntamenti solitari come il consumo sregolato di serie TV e di videogame”. Accorgersi in tempo di questi disagi, comprendere le motivazioni dei nuovi eremiti domestici, dediti ad una realtà virtuale, incuranti delle gioie della loro età, degli amici, delle famiglie, è di fondamentale importanza per intervenire, in questo primo stadio, per dare un aiuto immediato e riportare questi ragazzi alla vita vera.

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Misurina, centro d’eccellenza per l’asma pediatrica T

enere sotto controllo l’asma e migliorare la qualità di vita dei bambini che ne soffrono. Su questo lavorano gli specialisti di Mesurina che sempre di più si danno da fare per studiare i casi più problematici. Aiutare i bambini a respirare meglio è anche l’obiettivo dell’iniziativa ‘Respirare secondo natura’ che già lo scorso anno ha coinvolto una trentina di piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma affetti da asma. L’asma, soprattutto tra i bambini, è in aumento in tutta Europa. Rappresenta ormai la causa principale di ricovero in pronto soccorso e la prima condizione cronica tra le cause di assenze a scuola. In Italia ne soffre un bambino su dieci e circa il 5% è affetto da una forma di asma ‘difficile’ o ‘grave’ persistente, le più resistenti alle normali terapie utilizzate. Respirare secondo natura coinvolge pazienti tra gli 8 e i 16 anni di età con asma ‘grave’ ed è un’iniziativa sostenuta dalla Fondazione Bambino Gesù Onlus. A Misurina il loro stato di salute è studiato in un ambiente privo di sostanze ‘allergizzanti’ come l’acaro degli ambienti domestici, i pollini e l’inquinamento dell’aria a cui si è esposti di solito nei grandi centri urbani. Durante il soggiorno i ragazzi, accompa-

gnati dai loro familiari, parteciperanno ad un programma che spiegherà come comprendere e gestire la malattia. I risultati emersi verranno confrontati con quelli regi-

Malattie rare: primo centro servizi all’ospedale ai Colli

strati 6 mesi prima e 6 mesi dopo il ricovero in alta quota. Il progetto rientra nell’ambito della convenzione triennale stipulata tra il Bambino Gesù e il centro d’eccellenza di

Avis, la cultura della donazione è pratica di cittadinanza attiva “D

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n nuovo sportello per il primo Centro servizi malattie rare in veneto è stato attivato nel complesso sanitario ‘Ai Colli’ dell’Ulss 6 Euganea. Il Centro è nato per iniziativa dell’Associazione p63 sindrome E.E.C. International Onlus, presieduta da Giulia Volpato, per offrire un punto di ascolto, di orientamento, di assistenza e di cura a quanti sono affetti da patologie genetiche poco diffuse, di difficile diagnosi e spesso ‘orfane’ di farmaci e cure. Si definiscono ‘malattie rare’ le patologie che colpiscono in media una persona nota su 2 mila. Si calcola che in Veneto le persone affette da patologie rare siano complessivamente 34 mila. Il centro sarà aperto al pubblico due giorni la settimana (il lunedì e il giovedì dalle 9 alle 14, gli altri giorni lavorerà su appuntamento, cell. 333 3063353)

e sarà gestito dagli operatori appositamente formati dall’Associazione p63 sindrome E.E.C. International. Si propone come punto di snodo della rete informativa, di consulenza e di presa in carico per le persone affette da malattie rare e le loro famiglie, ‘porta’ di accesso ai centri di eccellenza esistenti in Veneto e in Italia, nonché punto di riferimento per gli operatori delle diverse discipline sanitarie e sociali coinvolte, in sinergia con il Coordinamento regionale per le malattie rare in Veneto e l’Istituto superiore di sanità. Lo ‘sportello’ con relativo centro di riferimento (attivo online da nove mesi, centroservizimalattierare@gmail.com sito www.csmr-centroservizimalattierare.eu) sarà inaugurato domani, a mezzogiorno, nel padiglione 6 del complesso sanitario di via dei Colli 4.

Misurina per la cura, diagnosi e riabilita- no Gesù” IRCCS di Roma e un laboratorio zione di questo tipo di malattie in età pe- di Medicina in quota quale il “Pio XII” rapdiatrica. presenta un’opportunità, sia quale terreno “Un soggiorno climatico di tipo tera- di ricerca scientifica, sia per l’integrazione peutico ed educazionale a Misurina – di- delle opzioni terapeutiche, in particolare chiara il dottor Renato sotto il profilo della conCutrera, responsabile L’asma, soprattutto tinuità assistenziale e di Broncopneumologia della riabilitazione”. del Bambino Gesù - non Il Centro in quota tra i bambini, è in viene scelto a caso. Qui “Pio XII” di Misurina è aumento in tutta l’unica struttura sociosi trovano risorse di professionalità e struin Italia e la Europa. Rappresenta sanitaria mentali eccellenti per più alta d’Europa per la la cura dell’asma in età cura, diagnosi e riabiliormai la causa pediatrica. tazione in alta quota dei Il tutto in un ambien- principale di ricovero disturbi del respiro in te libero da inquinanti età pediatrica e nell’ain pronto soccorso dolescenza. e sopra i 1.700 metri di altitudine: quindi con L’intero processo di una concentrazione di acaro della polvere presa in carico del bambino è certificato inesistente. In tale ambiente il ragazzo è qualitativamente dal Sistema Qualità UNI valutato ogni giorno da un’equipe interdi- EN ISO 9001-Bureau Veritas. Situato sulla sciplinare, con il coinvolgimento della fa- sponda sud del Lago di Misurina, a mezz’omiglia nella gestione della malattia e delle ra da Cortina d’Ampezzo nelle Dolomiti, è sue complicanze”. dotato di 100 posti letto accreditati per la “Per i disturbi del respiro del bambino e degenza di bambini e adolescenti fino al dell’adolescente – spiega il dottor Ermanno 18° anno di età e di 50 posti letto per acBaldo, nuovo Direttore clinico del “Pio XII” compagnatori e familiari. È una ONLUS e – lo sviluppo di una reale collaborazione tra tutti gli eventuali utili sono reinvestiti nelle Centri clinici di eccellenza come il “Bambi- attività della struttura.

onare il sangue è un vero gesto di amore. La cultura della donazione deve entrare nelle scuole, a cominciare da quelle primarie: perché è quando si è bambini e ragazzi che si comincia a capire che il sangue è vita e che una delle prime forme di solidarietà sociale è aiutare la vita donando il sangue”. E’ quanto ha sottolineato l’assessore regionale al Sociale, Manuela Lanzarin, intervenendo a Peschiera all’assemblea dell’Avis regionale Veneto. “Donare il sangue è la prima forma di cittadina attiva, un atto di responsabilità verso gli altri e anche verso se stessi, perché implica uno stile di vita sano e attento al benessere individuale e sociale”, ha aggiunto.. Con 131 mila soci, 6 Avis provinciali (Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza) e 324 Avis comunali o equiparate, è la grande associazione di volontariato del Veneto. Grazie all’Avis e alla generosità dei suoi donatori, vengono assicurate ogni anno alle strutture sanitarie della regione emazie, plasma e piastrine per fronteggiare tutte le necessità di trasfusione e per poter sostenere anche la domanda di regioni carenti. “L’invecchiamento della popolazione e la dinamica demografica in atto anche nel volontariato coinvolgono anche un’associazione storica e importante come l’Avis – ha riconosciuto l’assessore – Per questo l’istituzione regionale continuerà a promuovere l’appello delle associazioni  a irrobustire le file dei donatori, e ad affiancare le sezioni e i centri di raccolta nel garantire tutela, sicurezza, facilità e accessibilità

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Il sangue è vita e una delle prime forme di solidarietà sociale è aiutare donandolo

alla pratica della donazione”. “Ringrazio, a nome di tutti i veneti, i donatori dell’Avis e quanti continuano a operare da volontari nell’associazione, anche se magari hanno superato la soglia di età o i requisiti previsti per i donatori attivi - ha concluso l’assessore – La Regione vi è debitrice per il grande lavoro di formazione sanitaria che svolgete, in affiancamento e a volte anche in supplenza al servizio sanitario”.


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Salute

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Attenzione a naso chiuso, starnuti, occhi arrossati L’aumento delle malattie allergiche definito come “epidemia del terzo millennio” è dovuto oltre ad una predisposizione genetica anche a fattori più visibili quali inquinamento ambientale

L’

arrivo della primavera rappresenta per un numero sempre crescente di persone la comparsa di sintomi importanti scambiati spesso per raffreddamento. Moltissime persone durante questa stagione manifestano ostruzione nasale, sternuti ripetuti, prurito al naso,occhi arrossati,tosse e problemi alla respirazione. Tutti sintomi tipici delle allergie stagionali. Allergia, termine che deriva dal greco e significa”reazione anomala”, infatti è dovuta ad una risposta esagerata e dannosa prodotta da meccanismi di difesa del sistema immunitario del soggetto verso sostanze innocue per i soggetti non allergici. Il sistema immunitario dell’allergico provoca una anomala ed esagerata reazione anticorpale quando viene sollecitato da allergeni inalanti, sostanze presenti nell’ambiente in cui viviamo quali pollini, acari, epiteli animali, muffe, lattice. La primavera è uno dei periodi peggiori per gli allergici,che rappresentano circa il 30% della popolazione generale (valore sottostimato),

Gli aspetti negativi della patologie allergiche interessano non solo la qualità di vita del soggetto (progressivo peggioramento clinico) ma anche gli aspetti socio-economici (perdita di giornate di scuola e lavoro,difficoltà alla concentrazione, stanchezza). L’aumento delle malattie allergiche definito come “epidemia del terzo millennio” è dovuto oltre ad una predisposizione genetica anche a fattori più visibili quali inquinamento ambientale sia outdoor che indoor,ed ai cambiamenti climatici che molta rilevanza hanno sullo stile di vita odierno. E’ molto importante effettuare ai primi sospetti di allergia una visita specialistica allergologica al fine di fare una diagnosi tempestiva ed evitare l’aggravarsi del quadro clinico. Sono molti i soggetti che possono sviluppare un’allergia anche in età adulta. Oggi sono a disposizione del paziente terapie efficaci in grado di controllare i sintomi e garantire una vita normale. L’importante è effettuare i test allergici che possono essere eseguiti in qualsiasi periodo dell’anno,non

solo in primavera al comparire dei sintomi come frequentemente si è portati a pensare. I test da eseguire sono i prick test,chiamati anche test cutanei,che consistono nell’applicare una goccia dell’estratto standardizzato allergenico sulla cute del paziente in genere dell’avambraccio e quindi effettuare una piccola puntura con una lancetta sterile. Se c’è una reazione positiva,cioè si è allergici ad una o più sostanze,entro pochi minuti si forma un ponfo roseo e pruriginoso là dove l’allergene specifico è stato depositato. Per ulteriori approfondimenti occorre effettuare il rast,ovvero un test basato su di un prelievo di sangue e sulla ricerca di

anticorpi specifici presenti per una o più sostanze allergizzanti. La visita medica specialistica allergologica in sinergia con test diagnostici appropriati indicheranno la corretta terapia e l’utilizzo nei casi selezionati dell’immunoterapia specifica ,nota anche

come vaccino,la quale è in grado di ridurre la sensibilizzazione,il rischio di sviluppare nuove allergie,e di intervenire sull’evoluzione delle malattie allergiche dell’apparato respiratorio in particolare sulla marcia allergica rinite-asma bronchiale.

Dott. Stefano Casotto Medico chirurgo Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica nei centri Affidea Padova, Monselice e Piove di Sacco www.affidea.it

Vitreolisi: trattamento per corpi mobili, miodesopsie, “mosche volanti” L

e “mosche volanti” sono una patologia molto frequente nella popolazione adulta ed il paziente che sperimenta questa sensazione vive spesso con angoscia questo fastidio. La spiegazione di questo fenomeno risiede nella struttura del corpo vitreo, gelatina trasparente che riempie l’occhio. In giovane età il vitreo, aderente alla retina, è perfettamente omogeneo ma nel corso del tempo, a causa dell’invecchiamento può alterarsi e perdere la sua trasparenza. Nel processo di contrazione si distacca e si possono generare aggregati di fibre più o meno isolati. Le mosche volanti, chiamate più propriamente MIODESPOSIE, fanno si che si formino delle ombre mobili sulla retina. Possono essere classificate genericamente in 3 gruppi: • filamenti vitreali fibrosi: riscontrati soprattutto nelle persone più giovani e appaiono nel soggetto affetto come punti multipli o sottili ragnatele; • miodesopsie sparse: a forma di “nube”, spesso causate da un naturale processo di invecchiamento; • miodesopsie a forma di anello detto di “Weiss”: un grosso corpo fibroso distante sia dal cristallino che dalla retina legato al

Vitreolisi Pre e Post

distacco del corpo vitreo dal nervo ottico. Poiché i corpi mobili seguono i movimenti oculari questi possono disturbare in qualunque situazione; inoltre, un soggetto affetto da miodesopsie può presentare la percezione di fotopsie (lampi di luce) dovute a trazioni sulla retina sia al buio sia ad occhi chiusi (è presente infatti una casistica importante di soggetti che presentano distacchi di retina in seguito alla percezione dei floaters). Fino a poco tempo fa non esistevano cure semplici per eliminare questi corpi mobili e si doveva ricorrere ad una vitrecto-

mia, procedura chirurgica di alto livello non scevra da rischi. Recentemente è stato perfezionato un tipo particolare di laser, YAG Laser, già usato da anni per sezionare membrane ed aderenze all’interno dell’occhio. Nell’ultima versione sono state realizzate delle modifiche che lo rendono adatto alla vaporizzazione delle miodeospsie. La “Vitreolisi Yag” è una procedura non invasiva, indolore di circa 20 minuti di durata che può eliminare il sintomo visivo mediante vaporizzazione dei corpi mobili. La procedura si completa in 3-4 sedute duran-

te le quali le opacità vengono vaporizzate L’oculista, oltre ad avere un’ottima maed il gas si riassorbe riducendo la dimen- nualità nell’utilizzo del laser, deve essere in sione della miodesopsia stessa. grado di selezionare in maniera consona il Presso il centro SEKAL è presente lo Yag paziente che può essere soggetto a questo Laser di ultima getipo di trattamento: nerazione ELLEX La “Vitreolisi Yag” è una i floaters devono ULTRA Q, l’unico al trovarsi ad almeno procedura non invasiva, 2 mm di distanza momento nato con lo scopo di poter indolore di circa 20 minuti dalla retina e dal focalizzare corpi cristallino e questi di durata che può mobili anche nella ultimi non devono parte posteriore eliminare il sintomo visivo essere associati a mediante vaporizzazione una patologia o a del vitreo, grazie ad un particolare un’infiammazione dei corpi mobili. specchio oscillanin fase attiva. te. Le complicanze Questo Laser ottimizza il percorso ottico di tale trattamento sono comunque rare, impiegando la metà della potenza riducen- si può associare un rialzo della pressione do di conseguenza i rischi dovuti all’impat- intraoculare o, molto raramente, una catato acustico delle micro vaporizzazioni. ratta.

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 • Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it


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I

nseguire il condor, sempre più in alto. Inseguire quelle ali dispiegate e armoniose che sfiorano vette, picchi e pianori della parte più solenne delle Ande per poi scoprire che, anche quando si tocca il cielo con un dito, il condor resta sempre più in alto. E sembra irriderti, ricordandoti che l’uomo non può sfidare oltre la natura. Un viaggio in Perù è proprio come un volo, fisico e metaforico. Un viaggio perennemente proiettato oltre il limite, su un mondo le cui origini sono in parte ancora avvolte nel mistero (vedi le inquietanti e mai “spiegate” linee di Nazca) e impastate di riti ancestrali e storie cruente che rimandano sia all’epoca precolombiana che alla “conquista” spagnola. Il Perù – quattro volte l’Italia e 30 milioni di abitanti - è una delle mete più affascinanti del pianeta, un magnete del mappamondo che attira visitatori da ogni dove: attualmente circa 4 milioni all’anno, dei quali 80.000 italiani (dato in crescita costante). La destinazione simbolo di questo paese del continente latino-americano è sicuramente Machu Picchu, città incastonata tra montagne dai pendii arditi di cui si era persa traccia dall’epoca della prima colonizzazione e ri-scoperta solo nel 1911 – per caso – dall’archeologo americano Hiram Bingham, che in realtà cercava il leggendario tesoro degli Incas. Machu Picchu che, liberata dalla selva che l’aveva nascosta e protetta per tre secoli, oggi è tra le meraviglie del mondo. Città carica di mistero che – prosaicamente ma saggiamente - i peruviani vedono come un inesauribile “bancomat”: per entrare si pagano 45 euro (senza contare quelli necessari per salire sul treno di lusso tra Cuzco e Aguas Calientes) e il flusso di turisti è inarrestabile tutto l’anno.

laPiazza del Turismo

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Perù da sogno, sulle ali del condor Il paese andino si svela in un viaggio ad alta quota sui misteri irrisolti di Machu Picchu e di Nazca, sul fascino coloniale di Cuzco e Arequipa e sulle isole galleggianti degli Uros sospese sul lago Titicaca di Renato

Malaman

Da Lima a Puno imperversa la febbre calcistica da Mundial: un ritorno atteso da 36 anni e festeggiato con il rito collettivo (e un po’ nostalgico) dello scambio di figurine Panini in tutte le piazze Perù e grandi altitudini sono sinonimi e il “volo” è il loro trait d’union. Si vola anche quando si viaggia su quattro ruote e si superano valichi – come il Mirador de Los Andes, tra Arequipa e Chivay – che superano i 4.900 metri. Lo stesso lago Titicaca, il più grande specchio lacustre navigabile del mondo, è a 4.000 mila metri d’altezza, non paralizzato dai ghiacci solo perché il Perù è prossimo all’Equatore. Lago “abitato” in mini villaggi (costruiti su isole galleggianti) da indios di etnia Uros, maestri nel realizzare barche e capanne con la totora, giunco che si ricava da una pianta palustre locale. Il Perù di oggi scommette molto sul turismo. Passata l’emergenza terrorismo degli anni ’80-‘90, che era la conseguenza esasperata di una situazione sociale e politica esplosiva (chi non ricorda il movimento di ispirazione maoista Sendero Luminoso e suoi sanguinosi attentati?), il governo di Lima ha intrapreso una vasta campagna di investimenti per migliorare le infrastrutture di collegamento, per rendere i servizi più al passo con i tempi e soprattutto per restaurare monumenti , città d’arte e siti archeologici. Oggi un metro quadro in centro a Cuzco costa come a New York e il motivo c’è. L’antica e potente capitale degli Incas, a cui gli spagnoli nel XVI secolo hanno praticamente “sovrapposto” la loro città barocca con chiese e piazze sfarzose (per dare un segnale chiaro su quali mani fosse finito il potere e quale fosse la religione da seguire,

NELLA FOTO PRINCIPALE IL MAESTOSO VOLO DEL CONDOR NELLA VALLE DEL COLCA. DALL’ALTO, A DESTRA: UNA SPETTACOLARE VISTA SU MACHU PICCHU, CITTÀ INCAS RITROVATA SOLO NEL 1911; DONNE ANDINE INTENTE A FILARE, LA MUMMIA DI JUANITA, BAMBINA SACRIFICATA AL VULCANO SEI SECOLI FA; UN VICOLO DI SAN BLAS A CUZCO; LO CHEF RAFAEL RODRIGUEZ CON IL COLLEGA FRANSUA ROBLES. NELLA FASCIA SOTTO: LA PIAZZA DI CUZCO; IL MONASTERO DI SANTA CATALINA AD AREQUIPA; IL LAGO TITICACA; DONNE UROS SU UN’ISOLA GALLEGGIANTE; UNA FESTA POPOLARE A CUZCO E UN PIATTO DI CEVICHE

processo facilitato da un’abile operazione di sincretismo con i precedenti riti), è oggi una delle capitali culturali dell’America Latina. Bella e seducente, pittoresca ed elegante nelle sue architetture d’epoca e nelle sue atmosfere coloniali. Gustare un Pisco, distillato di uve autoctone che è “l’espiritosa bandera nacional”, in uno dei suoi locali è un piacere che va oltre il rito dell’aperitivo perché evoca l’anima di questo paese, sempre in sospeso fra tradizione e sete di futuro. Ammaliante anche Arequipa, stesso fascino coloniale e stessa storia, ma declinata in vari colori. Come quelli vivacissimi del Monastero di Santa Catalina. Misteriosa nell’esposizione delle mummie di bambine sacrificate sei secoli fa dagli Incas in alta quota per conquistarsi la benevolenza del vulcano. Piccole mummie restituite dai ghiacci eterni solo nel 1994, come Juanita, testimonianza di un passato cruento anche prima della violenza praticata dagli spagnoli.

Perù che è anche molto altro da vedere: dal cosmopolita e scintillante centro storico di Lima (dietro le cui quinte tuttavia – separate da un muro - sopravvivono periferie di evidente povertà), alla costa percorsa dalla Panamericana (Ica, Pisco, Paracas e isole Ballestas, regno dei leoni marini), alla parte amazzonica celata dalla foresta pluviale, alla città andina di Ayacucho. Perù che in questi giorni è in preda alla febbre da Mundial. C’è arrivato dopo uno spareggio e non viveva questa gioia calcistica dal 1982, quando in Spagna pareggiò anche con gli azzurri del cittì Bearzot e Paolo Rossi, poi trionfalmente vincitori del “mundial”. Febbre da mondiale in Russia che si coglie anche nelle piazze che ogni sera brulicano di grandi e piccini (a Puno il fenomeno è incredibile) che si scambiano le figurine Panini per completare l’album dedicato al torneo. Tutto il mondo è paese, si dice. Qui però bisogna coniugare

questo concetto con l’altitudine, che può dare anche alla testa, in tutti i sensi, anche letterale del termine, perché il Soroche (malessere da debito di ossigeno) colpisce alla cieca e prostra il fisico. Chi lo ricompensa è l’enogastronomia peruviana, basata sulla straordinaria biodiversità dell’agricoltura, dell’allevamento (avete presente i lama, l’alpaca e la vigogna per la pregiata lana?) e della pesca. Rafael Rodriguez, chef peruviano ormai nell’elite italiana della cucina (presto apre in Costa Smeralda il “Nuna”), dice: “Non solo Ceviche, questa è una cucina nuova dalle radici antiche”. Karina Ruiz, giovane peruviana che in Italia ha creato il tour operator Vuela specializzatosi proprio nella destinazione Perù, è convinta che il suo paese è una terra da amare, anche con le sue contraddizioni: “Il paese piano piano cresce - dice - e può guardare in alto”. Sempre inseguendo il volo regale e armonioso del condor, appunto.


laPiazza del Gusto

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PRIMAVERA DEL PROSECCO SUPERIORE, PERCORSI DI GUSTO, DI VINO E CULTURA perdere “Corbanese nel bicchiere”, evento in programma per giovedì 24 maggio sotto la guida degli esperti sommelier di AIS Veneto. Da segnalare, inoltre, l’appuntamento di mercoledì 30 maggio con “Golosi e Curiosi – il sapore del cibo, il gusto del vino”, cena che permetterà ai partecipanti di scoprire i migliori accostamenti tra le prelibatezze culinarie e i vini del territorio, affinando la sensibilità delle proprie papille gustative.

Una full immersion nella terra natia del Prosecco dal punto di vista naturalistico e storico vi attende da domenica 20 maggio fino alla prima domenica di giugno per la celebrazione della Primavera del Prosecco Superiore. Il 20 maggio si terrà anche la visita guidata “Conegliano tra Natura e Storia” e lo spettacolo “Festival Folk” con animazione e body painting. A Corbanese di Tarzo, invece, inizierà anche la “49a Mostra del Vino Superiore dei Colli”, una rassegna enogastronomica che fino al 3 giugno vedrà il vino al centro di degustazioni e serate musicali. Sabato 19 maggio la rassegna si aprirà con l’inaugurazione ufficiale della mostra e degli stand gastronomici che, per tutta la durata della mostra, proporranno moltissime degustazione, tra cui il tradizionale spiedo con polenta bianca, la costata ai ferri e la paella di pesce. Non mancheranno i momenti per ammirare il paesaggio grazie a “Colline di natura e storia”, una passeggiata guidata in programma per domenica 20 maggio che farà riscoprire agli interessati le bellezze del territorio. Chi volesse imparare di più riguardo alla pratica della degustazione, non potrà assolutamente

A Corbanese di Tarzo inizierà la Mostra del vino superiore dei Colli, una rassegna enogastronomica visitabile fino al 3 giugno Tante le iniziative culturali in programma, grazie alla collaborazione con la Gipsoteca Canova di Possagno, il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto e la Mostra “Teodoro Wolf Ferrari” a Palazzo Sarcinelli a Conegliano. Tutti i visitatori delle Mostre del Vino potranno infatti ritirare un buono per l’ingresso ridotto ai Musei, da utilizzare nei mesi della Rassegna.

FESTA DELLA CILIEGIA IGP DI MAROSTICA

ALTO ADIGE, LA NOTTE DELLE CANTINE

“La Ciliegia di Marostica IGP”, come vuole il marchio di valenza europea di Indicazione Geografica Protetta, sarà la regina del territorio per promuovere le eccellenze cerasicole  della zona. Le ciliegie certificate hanno calibro minimo di 23 mm, un colore rosso uniforme e corrispondono alle varietà regolate dal disciplinare di produzione. La 74esima mostra mercato della cigliegia Igp di Marostica inizierà sabato 26 maggio con la Notte rossa, nel centro storico della cittadina. Domenica 27 si terrà la la tradizionale mostra mercato, spettacoli, intrattenimenti musicali e degustazioni. Per quattro giorni la cittadina metterà al centro il rosso frutto, offrendo al pubblico numerose occasioni per gustare le diverse varietà ma anche per far festa ed animare la città.  Le degustazioni e le feste dedicate a questo frutto prelibata si susseguiranno sabato 2 e 3 giugno tra Molvena e Mason Vicentino.

Torna il 9 giugno la Notte delle Cantine, la manifestazione organizzata dalla Strada del Vino dell’Alto Adige che rende visitabile per una notte intera decine di cantine del territorio, aperte ai visitatori dalle 17 fino alle 24. Alla Cantina Tramin a Termeno si organizzano visite guidate alla cantina, splendido esempio di architettura moderna, realizzata nel 2010 dall’architetto Werner Tscholl

oltre zie oti n 0 0 0 . 18 a: n o z a u della t IVIO PIÙ L’ARCHIO DEL AMP TO! VENE

e ispirata alla vite e alla sua morfologia. Oltre ai Gewurztraminer sarà possibile gli altri vini bianchi che hanno reso celebre la cantina guidata da Willi Sturz. Ci sarà la possibilità di approfittare delle diverse proposte gastronomiche del ristorante allestito appositamente nella sala panoramica o nei diversi angoli della cantina.

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crostini alla salsa di asparagi Ingredienti: 200 g di asparagi - 1 pizzico di paprika - sale e olio q.b. - 1 cipolla - 80 g di ricotta.

Barchette di zucchine Ingredienti: 6 zucchine - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 7-8 asparagi - 1 pizzico di peperoncino - 1 C di parmigiano - 2 C di pane grattugiato - olio e sale q. b.

Crostata di frutta fresca Ingredienti: 180 g di farina per dolci - 75 g di zucchero integrale - 60 g di tahin - 1 uovo - 2 c di lievito - 1 bustina di vanillina - 1 pizzico di sale - 4 hg di fragole alga agar-agar.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: sbucciare gli asparagi, tenere da parte le punte (che si cuoceranno a vapore), tritare la cipolla, metterla in una pentola con gli asparagi tagliati a pezzetti, il sale, la paprika e un po’ d’olio. A fine cottura aggiungere la ricotta, frullare bene il tutto e guarnire con le punte degli asparagi.

Preparazione: lavare le zucchine e dividerle a metà, con un cucchiaino togliere la parte interna. Tritare questa polpa con gli asparagi precedentemente cotti con la cipolla e l’aglio e far rosolare il tutto in una padella con un po’ d’olio; aggiustare di sale e peperoncino e riempire le zucchine con questo composto. Adagiarle in una teglia da forno oliata, cospargere con parmigiano e pane grattugiati. Coprire la teglia e metterla in forno a temperatura media per 15-20 minuti. Passato questo tempo scoprire e terminare la cottura.

Preparazione: in una terrina mettere la farina, lo zucchero, l’uovo, il lievito, la vanillina, il sale e il tahin. Amalgamare bene tutti gli ingredienti; lasciare riposare l’impasto in un luogo fresco per almeno 15 minuti. Quindi spianare l’impasto con il matterello, disporlo in una teglia unta d’olio e cosparsa di pane grattugiato e passare in forno per 15 minuti. La crostata non deve essere troppo cotta. Lasciar raffreddare e intanto preparare la gelatina con l’agar-agar. Disporre la frutta fresca, unire la gelatina e tenere in luogo fresco.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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l’

Ariete Vi attendono incontri frizzanti e piacevoli. Espandete la cerchia delle amicizie e concedetevi qualche viaggio extra

Toro Attenti agli imprevisti: un grande amore, inaspettato e sconvolgente, qualcosa in famiglia, la scelta di una persona

Maggio

Bilancia Non mancheranno le complicazioni che vi impediranno di godere appieno del tempo libero. Usate la vostra grinta

L’estate alle porte ci regala già molti effetti positivi: buonumore e desideri vengono rinvigoriti, nuovi incontri per tutti i gusti!

Scorpione La vostra energia interiore si manifesterà con una grande decisione e vi darà forza, attenti all’aggressività

Gemelli

Sagittario

Vita sociale appagante, varia, ricca di occasioni, di divertimento forse perfino dei primi viaggi, ottimo!

Affronterete al meglio situazioni incerte o che richiedono una certa grinta. Nel complesso, un periodo positivo

Cancro Cautela: non mancheranno gli ostacoli. Siate chiari e diretti con tutti e le cose andranno meglio verso fine mese

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