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Sport p.18

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Salute p.27

di Adria

APRILE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 54

Cultura p.17

on-line:  “L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

RESPONSABILITÀ & RISARCIMENTO Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomaServizi: • Risarcimento Servizi: •Risarcimentodanni danni• Malasanità ni del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, • Infortuni sul lavoro • Sinistri gravi •Sinistri gravi e mortali •Malasanità e mortali • Rivalsa datore lavoroRivalsa • Consulenze assicurative al meglio il nostro ha sottolineato che per esportare •Infortuni sul lavoro• datore Dott.ssa Monica Gusella. lavorovino •Consulenze assicurative e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geoAdria (Ro) Via Manzoni, 17 - Tel. 0426 902385 politico stabile dazi, chiusure e tariffe. Porto Viro (Ro) Corso senza Risorgimento, 49 - Tel. 0426 631947 Adria (RO) Manzoni, 17 - Tel. 902385 EccoVia perché la pace nel0426 mondo dovrebbe Porto Viro (RO) P.zza Garibaldi, 3 - Tel. 0426 631947

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ELEZIONI

Affluenza e voto nelle frazioni il 4 marzo SERVIZI

Csa, perso il finanziamento di 5 milioni

interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. servizi alle pagg. Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non può libe-4-8 rarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

Elezioni, si delineano gli schieramenti

La Lega candida Beltrame, Fdi Furlanetto, Ibc-SiAmo Adria Barbierato, M5s Suman. Si lavora a una coalizione Bobosindaco, Pd, Forza Italia con Cavallari

SANITÀ

Le ostetriche sostengono il reparto ADRIA IN FIORE

Si scatena la primavera nel centro BOTTRIGHE

Energia, stabilimento premiato CULTURA

Gioielli tra storia e design in mostra SPORT

La dieta perfetta in un software POLITICA

Casellati, prima donna al Senato

“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, eppure è così. E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopolitica è capace di creare pesanti danni alla bilancia economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Coimpo, via a nuovi controlli L

Provincia e Comuni firmano l’accordo per il monitoraggio

’ora della chiarezza è giunta. Al via nuovi controlli nei terreni interessati dagli spandimenti da parte di Coimpo o Agribiofert. Nei Comuni di Adria, Ceregnano, Gavello, Papozze, Pettorazza Grimani, San Martino di Venezze e Villadose si procederà con il monitoraggio dei fondi dove sono stati distribuiti i fanghi, secondo un protocollo operativo predisposto da Arpav di Rovigo e Servizio osservatorio suolo e bonifiche, di concerto con la Provincia. L’accordo, calibrato in ragione delle diverse esigenze di ogni singola amministrazione, è stato approvato con un decreto del presidente Marco Trombini. La necessità di verificare lo stato dei terreni è sorta a seguito dell’indagine dei Carabinieri della Forestale di Rovigo, conclusasi nei mesi scorsi. E se da un lato la soluzione individuata dalle amministrazioni ha lo scopo di mappare lo stato di fatto dei terreni riceventi i fanghi, dall’altro intende garantire la dovuta chiarezza ai cittadini, preoccupati per le notizie diffuse, a tutela della loro salute e dell’ambiente. “Siamo molto soddisfatti di aver raggiunto l’accordo con i Comuni - commenta il presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini -. Abbiamo condiviso un problema, lavorato sulle possibili soluzioni e trovato l’accordo. Quando c’è Germana Urbani >direttore@givemotions.it< volontà e disponibilità da parte di tutti gli interlocutori, lo scopo si raggiunge. Così è stato in questo caso, abbiamo orall mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, un protocollo uniforme e un procedimento comune da por-eppure è così. tare avanti per dare a tutti le risposte di cui hanno bisogno”. E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopoE conclude: “Ringrazio tutti i Comuni coinvolti per la collaborazione dimostrata ed Arpav per il supporto tecnico”.litica è capace di creare pesanti danni alla bilancia economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomani del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, ha sottolineato che per esportare al meglio il nostro vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geopolitico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non può liberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

“L’Italia ripudia la guerra”

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di Adria

È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Germana Urbani tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 13 aprile 2018


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Elezioni Lega

Emanuela Beltrame

“Vogliamo ricostruire Adria” C

aeperchit odigniant hariem quame volupienit pro cum La Lega candida alle prossime elezioni amministrative adriesi Emanuela Beltrame, attuale consigliere del Cda della casa di riposo di Adria, avvocato del foro di Rovigo. Che sia da sola o in coalizione, sarà questo il nome del Carroccio, come ufficializzato da Gianantonio Da Re, segretario nazionale della Lega Nord Liga Veneta. E chi vorrà seguire la Lega dovrà farlo sotto la sua bandiera. Beltrame, chi vi sosterrà? “Con chi correremo è ancora tutto in fase di organizzazione (al momento in cui andiamo in stampa, ndr). Su futuri accorpamenti non sappiamo ancora nulla”.

C’è anche il rischio o la possibilità che corriate da soli? “Sì, qualora non si raggiungano gli accordi per una coalizione di centrodestra”. Il nome di Cavallari in questo senso vi mette un po’ i bastoni tra le ruote? “Noi non ci stiamo ovviamente, nella maniera più assoluta”. Lei non sarebbe disposta a fare un passo indietro? “No assolutamente. Chi vuole viene con noi”. Quanto contate sull’effetto traino della Lega che si trova al vertice a livello nazionale? “Sappiamo tutti che il voto nazionale non può essere lo specchio del locale, neppure sulle preferenze. Noi ce lo auguriamo con il cuore e ci auguriamo an-

Beltrame: “spero che questo libro di colloqui e intese si possa concludere quanto prima perché la cittadinanza è disorientata su quello che sarà il quadro politico”

che che queste preferenze possano crescere. Ma le dinamiche nazionali e locali sono diverse. Resta tutto da verificare. Spero che questo libro di colloqui e intese si possa concludere quanto prima perché la cittadinanza è disorientata su quello che sarà il quadro politico per le prossime amministrative”. Guardando indietro alla precedente amministrazione cambiereste qualcosa?

“Non giudico la precedente amministrazione. Certo, la storia è nota a tutti, ma auspichiamo di riuscire quantomeno ad arrivare al ballottaggio e poi vinca comunque il migliore. Il nostro programma è mirato alla rinascita locale”. Se il centrodestra è spaccato è dovuto alle dinamiche della precedente giunta? “Ovvio che io nel mio mondo ideale auspico che la destra si possa ricompattare”. È un problema di personalismi? Senza ombra di dubbio. Che avrà riflessi negativi su Adria, che ha bisogno di rinascere, rivivere. Ma una cosa la dico: che io corra da sola o in coalizione, la mia campagna elettorale sarà comunque mirata a comunicare il nostro programma, per costruire Adria e non certo per attaccare in maniera vile quello che è stato l’operato di chi è venuto prima”. Giorgia Gay

Furlanetto candidata. “Il centrodestra punti su di lei”

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i sono messa a disposizione del partito, che ha speso il mio nome. Perciò, da donna di partito, attendo le richieste che questo mi farà e mi rimetto alla scelta del coordinatore regionale Sergio Berlato”. Così Giorgia Furlanetto, candidata sindaco di Fratelli d’Italia alle amministrative del prossimo 10 giugno. Sul tavolo, al momento in cui andiamo in stampa, due sono i possibili scenari: che Furlanetto corra da sola per Fratelli d’Italia, oppure che diventi il candidato unitario del centrodestra, nel caso in cui si riesca a trovare la quadra con le altre tre gambe, Forza Italia, Lega e Noi con l’Italia. Opzione al momento improbabile, considerati gli imbarazzi che attualmente incrinano il rapporto fra verdi e azzurri già in alto, a Roma, nella delicata fase delle consultazioni. A questo progetto di alleanza, nel frattempo, stanno lavorando i vertici territoriali di Fratelli d’Italia: “Come partito - spiega il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia Daniele Ceccarello - abbiamo sempre sostenuto che il centrodestra debba puntare unito su di lei per poter ridare dignità e fare uscire la città dal cono d’ombra in cui è sprofondata. Ad oggi è e rimane l’unica candidata spendibile e credibile per la città”. E aggiunge: “Per prendere in mano le redini di Adria in questo momento serve qualcuno con grinta, coraggio e capacità e nessuno meglio di lei incarna tutti questi requisiti. La speranza - ammette - è che se ne rendano conto anche i piani alti, son settimane che attendiamo la chiusura del cerchio sul tavolo regionale tra gli alleati della coalizione. Solo stando uniti con la Furlanetto - conclude - il centrodestra può vincere”.


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Elezioni comunali/2 Movimento 5 stelle

Elena Suman: “Disuguaglianze, lavoro e sgravi fiscali al centro” E

lena Suman è la candidata alla ridefinizione dell’assetto oralla carica di sindaco del ganizzativo delle Aziende Ulss Comune di Adria. attraverso i portavoce in RegioEntrata in consiglio comunale ne”. a seguito delle dimissioni di CriQuali saranno i punti forti stina Caniato, è stata negli ultimi del programma suo e del MoVimesi il volto dei 5 stelle adriesi. mento 5 Stelle ad Adria? Come sono stati questi mesi “Dal punto di vista del nostro in consiglio comunale? programma ci siamo concentra“Ho cercato con fatica in que- ti su tanti temi, ma sicuramente sti mesi di rimettere al centro su qualcuno in particolare, perdell’azione amministrativa le ché pensiamo che un’amminiidee, i progetti e le proposte pre- strazione debba prendersi cura, sentate agli elettori, ma ho do- soprattutto in questo momento, vuto fare i conti con una realtà del lavoro, delle disuguaglianze complessa e contraddittoria, sociali e dello sgravio fiscale. con una maggioranza equilibrio La classe politica attuale prosempre precario e delicatissimo: pone un vecchio modello di un mix di fallimenti che deve far sviluppo, che abbia come unico riflettere, una fotografia deso- obbiettivo la tutela di interessi lante”. privati, i quali, avAveva già avuto valendosi di una esperienze politipolitica “noi crediamo mancetta che prima? dovuta agli esigui in un “No… è con il posti di lavoro creMovimento 5 Stelati, non si fanno modello le che ho iniziato scrupoli ad ignodi equilibrio la mia attività porare l’impatto amlitica o, come noi bientale causato da controllato” preferiamo defiqueste attività pronirlo, “attivismo”: duttive. dal 2010 ho iniziaMa i tempi sono to a dare il mio contributo imcambiati; noi infatti crediamo in pegnandomi dapprima con le un modello di “equilibrio conamministrative locali nel 2011 trollato”, nel quale lo sviluppo e successivamente quelle del significhi non più crescita e con2016. sumo indiscriminato del territoHo collaborato attivamente rio e delle risorse naturali, come con i meetup del territorio: dal- anche l’inquinamento. la manifestazione nazionale ad Per noi sviluppo significa miAdria contro la centrale di Porto glioramento della qualità della Tolle alle campagne referenda- vita sul nostro stesso territorio, rie contro le trivelle e la rifor- attraverso un controllo serio e ma costituzionale e da ultimo puntuale, che garantisca alle gealle elezioni nazionali. Sono un nerazioni future, ovvero ai nostri operatore sanitario per cui una figli e nipoti, le risorse naturali professione che mi ha permes- necessarie. so non solo di occuparmi della Solo e soprattutto da noi cittarealtà socio-sanitaria locale ma dini deve iniziare il cambiamenaltresì di portare le istanze, i pro- to”. getti e le problematiche legate

Come andò alle ultime elezioni che decretarono l’avvio del Bobo-ter?

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el 2016 era stato rieletto sindaco con il 64,03 per cento di voti Massimo Barbujani, che dopo le vittorie del 2009 e del 2011, era tornato a sedersi sulla poltrona di primo cittadino di Adria. Sostenuto dalle liste BoboSindaco, Lega Nord, lista con Bobo, Forza Italia e Lista Civica Frazioni, aveva ottenuto 5.652 voti. Non era riuscito nella rimonta Nicola Zambon, candidato del centrosinistra sostenuto da Italia dei Valori – Disoccupati e Pensionati, Adria Riparte, Partito Democratico, Finalmente Adria - Nicola Zambon Sindaco, Ora Cambia, rimasto distanziato di oltre venti punti dopo il primo turno, fermando-

si col 35,9% del ballottaggio (3.175 voti totali). Con questi risultati il centrodestra si era portato a casa il premio di maggioranza e il consiglio comunale risultava così composto: 3 seggi alla Bobosindaco, 2 a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega Nord, 1 per Adria Civica Frazioni. All’opposizione, con Zambon, 2 esponenti Pd. Due seggi a Impegno per il Bene Comune, 1 al Movimento 5 Stelle. Alle urne, al secondo turno del 2016, si era recato poco più del 54% degli adriesi, contro il 68% del primo turno. Sul dato aveva inciso, con ogni probabilità, il mancato apparentamento, da ambo le parti, con Caniato e Barbierato, sconfitti al primo turno e i cui elettori erano rimasti a casa.

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Elezioni comunali/3

Coalizione nel nome di Cavallari? Scelta su cui punta Barbujani. Il Pd aveva già ufficializzato la candidatura di Cuberli, ma l’ipotesi di coalizione è ancora in gioco, anzi sarebbe preferibile. Anche Simoni disponibile “per il bene della città”

“N

on ho alcuna informazione in merito”. Risponde così, al telefono, Lamberto Cavallari, da più parti indicato come candidato sindaco in grado di dare vita a una coalizione di moderati che unisca varie anime, di centrodestra e di centrosinistra. Al momento in cui andiamo in stampa l’accordo non è ancora fatto, ma risulta - sentendo le voci dei protagonisti - molto plausibile. A sostenerlo con forza è il sindaco uscente Massimo Barbujani, in prima linea impegnato per la riuscita del progetto: “La candidatura di Cavallari è una soluzione che mi affascina spiega infatti -, ma ci sono ancora da superare vecchie divisioni di destra e sinistra, noi cerchiamo di andare oltre i partiti guardando alle persone. Alla città non serve creare ulteriori divisioni”. L’ipotesi, dice Bobo, è di “creare una coalizione su tre gambe:

Forza Italia, Pd e Bobosindaco. Il Pd potrebbe essere pronto a fare un passo indietro sulla candidatura di Cuberli”. Un’ipotesi che appare verosimile, quella di un passo indietro del segretario dem - che pure nel mese di aprile aveva ufficializzato la candidatura. “Farò di tutto perchè si possa andare in coalizione” dichiara infatti Cuberli, che si dimostra - in teoria , al momento - aperto anche all’ipotesi di un accordo con Ibc-SiAmo Adria. Tuttavia, questa opzione sembra poco percorribile per l’indisponibilità del Pd a rinunciare al simbolo per confluire in una lista civica come richiesto da Barbierato. Qualora l’opzione coalizione non dovesse concretizzarsi, sarà comunque la via del rinnovamento quella scelta dal Pd, che a questo punto confermerebbe la carta Cuberli. 28 anni, laureato in Giurisprudenza, patrocinante

Lamberto Cavallari

avvocato è il simbolo della scommessa sulle nuove generazioni. Quanto al programma - che verosimilmente dovrebbe essere recepito anche dalla coalizione - “sarà ispirato ai principi di trasparenza, partecipazione, legalità, per la tutela della sanità pubblica, delle infrastrutture, dell’ambiente e per l’incremento delle attività economiche” spiega Cuberli.

Che l’opzione Cavallari sia quella più verosimile lo conferma anche l’attuale candidato sindaco di Forza Italia Federico Simoni, che a sua volta si dice disposto a fare un passo indietro e ritirare la propria candidatura “per il bene della città”. Quindi spiega: “Non conta ciò che uno vuole fare per raggiungere un obiettivo personale: chi si candida a qualsiasi livello si deve ri-

cordare che va a rappresentare la città, non lo fa per ottenere un ruolo. L’opzione della coalizione potrebbe essere la più utile per il rilancio sociale, culturale ed economico della città di Adria”. Quanto alle ultime vicissitudini che hanno segnato la fine del Bobo-ter, Simoni sottolinea: “La caduta di Bobo è stata dovuta a una serie di persone che hano voluto colpire il sindaco tramite il sottoscritto, adducendo motivazioni senza fondamento (perché ad oggi non c’è nulla a mio carico). In questo ultimo anno e mezzo non c’è stata politica ma solo guerre personali. Invece, per quanto possibile, noi abbiamo lavorato, anche con la parte costruttiva dell’opposozione, solo per il bene della città”. Giorgia Gay

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Affluenza e voto nelle frazioni il 4 marzo

Elezioni comunali/4 Ibc-Siamo Adria

Barbierato si candida e corre come civico È

Omar Barbierato il candidato sindaco di Ibc-Siamo Adria, che correranno insieme alle amministrative. “Siamo un unico grande gruppo che lavora insieme da due anni in consiglio comunale, nei paesi e nei quartieri, in mezzo alle persone e insieme a loro” commentano in una nota le due civiche. “Il nostro candidato proseguono - sarà Omar Barbierato, perché in questi ultimi sette anni ha interpretato al meglio lo

consiglio comunale la voce degli abitanti. “Vogliamo lavorare insieme con tutti i cittadini del Comune - affermano Ibc e Siamo Adria -, condividendo la loro forza, passione ed autodeterminazione, creando rete e progetti con il Delta e gli altri territori, cercando di fare diventare un punto di forza la posizione strategica di Adria all’interno della provincia”. In questo senso, pongono il loro veto: niente alleanze politiche con chi ha amministrato

È Omar Barbierato

negli ultimi nove anni. “In tutti gli incontri politici avuti - sottolineano - abbiamo proposto la linea del civismo per questo motivo, anteponendola a qualsiasi ragionamento su candidature e ‘poltrone’, mettendo il Bene Comune davanti a tutto”. Gaia Ferrarese

“siamo un unico grande gruppo che lavora insieme da due anni in consiglio comunale, nei paesi e nei quartieri, in mezzo alle persone e insieme a loro” spirito e la passione civica, coinvolgendo sempre più persone nell’unico modo che conosciamo: lavorare insieme per risolvere i problemi e creare progetti”. Civismo, dunque, la parola chiave di Ibc - Siamo Adria, che in campagna elettorale aprono alla discussione sul cammino da percorrere, attraverso la promozione di assemblee civiche con militanti e sostenitori. “Tale metodo assembleare - spiegano le due forze - sarà il nostro criterio per affrontare anche l’eventuale ballottaggio”. D’altra parte, ammettono: “La nostra linea politica è semplice ed aperta a tutti quelli che condividano questa visione per il Comune”. Per un motivo ben preciso: “Adria è stata evidentemente danneggiata dalle scelte delle segreterie di partito locali, provinciali e regionali”. E citano la perdita di infrastrutture come la Transpolesana, il cavalcaferrovia per la tangenziale, e di servizi, l’ospedale e servizi sociosanitari sul territorio in primis. Fra i primi obiettivi post voto, invece, l’istituzione di rappresentanti dei comitati di quartiere e di paese, per portare in

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il 10 giugno la data fissata per le prossime elezioni amministrative, che si svolgeranno anche nel Comune di Adria, commissariato dopo la caduta del sindaco Massimo Barbujani. Al voto sono chiamati gli 15 981 cittadini iscritti nelle liste elettorali. Se fosse confermata la percentuale di affluenza del 4 marzo scorso, ovvero il 77,32 per cento, si recherebbero alle urne circa 12mila elettori. Analizzando l’esito delle ultime elezioni politiche, si osserva che la Lega registra una percentuale di voto molto più elevata nelle frazioni (28,98 per cento) che in città (24,62), con uno stacco di più di 4 punti percentuali. Picchi di gradimento nella sezione 18 di Bottrighe (33,41 per cento) e a Fasana, (33,66). Proprio a Fasana, alla brillante performance della Lega Nord corrisponde la percentuale più bassa di voti a Forza Italia, che si ferma al 6,54 per cento. Non subisce fluttuazioni fra centro e periferia, invece, il voto al Movimento 5 Stelle, che supera il 26 per cento e il 28 per cento includendo i voti espressi solo al candidato, con i migliori risul-

tati nelle sezioni 5 e 15 di Adria (rispettivamente 33,46 e 30,04), a Valliera (30,57) e a Fasana (31,05). Meno bene, invece, nella sezione 7 di Adria e nella 18 di Bottrighe (dove la Lega ha primeggiato), rispettivamente con l’11,11 e il 19,29 per cento. Il Partito Democratico registra un maggior gradimento nella sezione 4 di Adria (23,12 per cento) e nella 19 di Bottrighe (21,64), mentre scende al 12, 75 a Fasana, laddove hanno trionfato Lega e Movimento 5 Stelle. Quanto alle restanti frazioni, a Ca’ Emo prevale il Movimento 5 Stelle, a Mazzorno Sinistro, Baricetta e Valliera la Lega Nord. Vicini, infine, Lega e M5S a Bellombra, con un punto percentuale di stacco a favore della prima. (Ga. Fe.)


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Servizi Patrizia Bartelle (M5s)

Csa, perso il finanziamento di 5 milioni “Revocati con decreto del Direttore Servizi Sociali 162 del 17.12.2017”. E i lavori antincendio dureranno 9 anni

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rutte notizie per il Csa di Adria arrivano dalla risposta di martedì 27 marzo ad un’interrogazione presentata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Bartelle alla Giunta veneta il primo agosto scorso. “Ho dovuto attendere quasi otto mesi – commenta -, nonostante il regolamento del Consiglio regionale imponga alla Giunta il termine di 60 giorni per rispondere, ma ne è valsa la pena perché dalla risposta apprendiamo due informazioni”. La prima: che il finanzia-

mento di 5 milioni di euro ex L.R. 7/2011 è stato revocato con decreto del Direttore Servizi Sociali 162 del 17.12.2017. “In questo modo – commenta la consigliera – ‘le magnifiche sorti e progressive’ che il Presidente del Csa e l’ex Bobo Sindaco ci avevano promesso con la costruzione della nuova casa di riposo, finiscono per sempre ‘nelle urne dei forti’, o Passadore!”. A ciò si aggiunge una seconda notizia: “I lavori antincendio già finanziati e in piccola parte realizzati – spiega Bartelle -, do-

vranno essere terminati in base ad un cronoprogramma della durata di nove anni. E questo significa che per i prossimi nove anni, per mettere in sicurezza gli immobili, il Csa resterà esattamente dov’è oggi, in Riviera Sant’Andrea. Come se ciò non bastasse, nonostante le sfiducie ricevute dal consiglio comunale, le richieste di dimissioni e l’oggettiva cattiva gestione della

Bertini e Casazza neoeletti consiglieri regionali Asac Nella sede del coro “Soldanella” di Adria, nel corso della programmata riunione della consulta provinciale dell’Asac Veneto. L’associazione per lo sviluppo delle attività corali raccoglie oltre 350 cori della regione. A marzo si sono svolte le elezioni dei rappresentanti della provincia di Rovigo per il rinnovo del consiglio direttivo regionale per il triennio 2018/2021. Dopo la relazione sull’attività svolta da parte di Nicola Ardolino, attuale presidente Asac, lo stesso ha ringraziato i consiglieri uscenti Cristiano Roccato e Daniela Casazza, per il loro contribiuto dato all’associazione. Erano presenti otto rappresentanti di coro su dieci iscritti. Daniele Lucchiari, presidente del “Soldanella” è stato nominato a presiedere l’assemblea, segretario verbalizzante Cristiano Roccato, mentre Renzo Marangoni del coro “Voci del Delta” di Taglio di Po e Camelia Cassani del coro “Melos” di Rovigo, hanno ricevuto l’incarico di scrutatori. Ampio il dibattito e gli interventi, da tutti è stata sottolineata la necessità di dare maggiore slancio all’attivitù corale del Polesine. Quindi l’elezione e la proclamazione dei nuovi consiglieri che hanno visto in Daniela Casazza, corista del coro femminile “Eco del Fiume” di Bottrighe la riconferma. Nuovo consigliere regionale, alla sua prima esperienza, è stato invece eletto Giovanni Bertini, corista del coro “Melos” di Rovigo. Primo dei non eletti, Federico Simoni, corista del coro “Soldanella” di Adria. Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<

Nella foto, un momento del video

Ostetriche in rete Singolare iniziativa nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Adria. Per salvare il punto nascite e il loro posto di lavoro, le ostetriche hanno

deciso lanciare una campagna di comunicazione sui social. Creando la pagina Facebook “Adria Ostetriche” e caricando su YouTube un video che spiega con dovizia di particolari perché scegliere di partorire proprio al “Santa Maria Regina degli Angeli” di Adria.Argomento principale l’adesione del nosocomio al progetto Unicef Cure amiche della

CSA che ha comportato anche la perdita di 5 milioni di euro, l’attuale presidente del Csa Sandra Passadore, avrebbe ora dichiarato di volersi candidare alla guida della città adriese. Speriamo – conclude la pentastellata – che i cittadini adriesi si ricordino dell’operato della Presidente Passadore quando si tratterà di votare nelle prossime elezioni comunali”. madre: il reparto di Ostetricia e ginecologia di Adria segue la donna a partire dal test di gravidanza positivo. Inoltre offre la possibilità di eseguire i test della diagnosi prenatale sia invasiva sia non invasiva, di effettuare visite ostetriche e prende in carico le pazienti al termine della gravidanza e, facendo riferimento a al centro di Treviso, offre la possibilità di donare il sangue cordonale. La personalizzazione dell’assistenza passa attraverso un travaglio in posizioni libere e la possibilità di usare la vasca per il travaglio in acqua. L’allattamento comincia in sala parto, subito dopo la nascita, quando il neonato viene avvicinato al petto della madre. Soltanto dopo, tocca al bagnetto e alla profilassi neonatale. Sempre per favorire l’allattamento esclusivo al seno, è stato concepito il roomig-in, la possibilità di permanenza del bambino nella madre durante il periodo della degenza. Una pratica che inoltre consente alla genitrice di acquisire dimestichezza con la gestione del neonato. A questo fine, si svolge in reparto ogni lunedì dalle 16.30 un laboratorio libero di puerperio e allattamento. Assistenza costante anche durante la gravidanza, con incontri specifici, sempre il lunedì, Gaia Ferrarese dalle ore 15.


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Adria .

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Pro Loco Eventi in città

“Adria in fiore”: si scatena la primavera nel centro La città etrusca si immerge nella primavera domenica 29 aprile, con la dodicesima edizione di “Adria in fiore”. La kermesse è organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio dell’amministrazione. Gli aromi, profumi e colori della primavera ravviveranno piazza Garibaldi, Riviera Matteotti, piazza Grotto, piazza Bocchi e piazza Cavour e con la presenza di fiorai e vivaisti provenienti dalle province di Treviso, Padova, Venezia, Rovigo, Adria si trasformerà in un giardino fiorito. Dove sarà possibile acquistare piante, fiori, erbe aromatiche, vasi e terrecotte, attrezzi per il giardinaggio, primizie di stagione, oggetti di artigianato creativo e prodotti

Adria in fiore

tipici di varie Regioni italiane. Previsti anche percorsi culturali per scoprire la città e attività di svago per grandi e bambini. Immancabile la tradizionale mostra “La natura in cornice - L’incanto dei fiori pressati”, presso la Sala Cordella, con opere di Gloria Nives Frigato, che sarà inaugurata sabato 28 alle 17. Sempre nel pomeriggio, si svolgerà la sfilata del concorso “Dillo con i fiori” con la partecipazione di gruppi vestiti a tema. Prevista, poi, la

presenza di artisti di strada e di due postazioni della ludoteca itinerante “La tana dei tarli”. Il trenino dei fiori collegherà il centro storico al centro commerciale “Il Porto”, dove, dal 23 al 29 aprile dalle 15 alle 19, si terrà il labo-

ratorio dedicato ai bambini intitolato “Meravigliorto. Alla scoperta della vita di campagna”. Apertura straordinaria del Museo della Cattedrale di Adria domenica 29, con visite guidate dalle 15.30 alle 18.30, e del Museo Archeologi-

co Nazionale dove l’associazione culturale Studio D presenterà un laboratorio ludico-ricreativo a tema archeologico-floreale rivolto a bambini e ragazzi dai 6 agli 11 anni, intitolato “Nel Segno di Flora in Adria Rinascimentale”.

Visite ed esperienze sul campo: gli studenti incontrano il volontariato Incontri a scuola, visite didattiche ed esperienze sul campo per gli studenti delle scuole superiori coinvolti nelle attività con il Centro servizi volontariato di Rovigo. Un’inizio d’anno particolarmente ricco di attività, che vede anche la collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e la Consulta provinciale degli studenti per la realizzazione del progetto “Volontariato, scuola di cittadinanza”. Sono oltre 200 gli studenti coinvolti in una quindicina di iniziative nei primi mesi dell’anno, con la partecipazione di 13 associazioni locali. Ad Adria la quarta dell’indirizzo

socio-sanitario dell’istituto “Colombo” ha svolto un percorso di conoscenza del volontariato, con un incontro introduttivo in classe, condotto dal Csv, seguito da un laboratorio con le associazioni Effatà, Centro Aiuto alla Vita e Pianeta Handicap. La terza tappa del percorso è stata una visita studio alle sedi delle associazioni, che ha portato gli studenti fuori da scuola, a vedere con i propri occhi ciò che le tre associazioni realizzano per le persone senza casa, le mamme in difficoltà e i ragazzi disabili.


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Bottrighe .

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Storia di un’amicizia nata dal canto Il legame tra Antonella Pavan, Antonella Cassetta e Carla Bizzaro prosegue da quarant’anni Hanno iniziato il loro percorso come voci bianche, oggi dirigono cori e organizzano eventi musicali Nella foto, da sinistra Antonella Pavan, Antonella Cassetta e Carla Bizzaro

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uarant’anni di amicizia nel canto per Antonella Pavan, Antonella Cassetta e Carla Bizzaro. Questa loro passione è iniziata da bambine, quali coriste nell’allora coro di voci bianche, istituito nel 1968, dal parroco di Bottrighe monsignor Vincenzo Polo. Parte da lì una lunga carriera musicale. Con la partenza del parroco Polo, nel 1976, le tre ragazze prendono in mano le redini del suo coro che due anni dopo diventerà l’attuale complesso canoro femminile “Eco del Fiume”, il cui nome- ricordano le tre musiciste- fu ideato da Romano Beltramini, organizzatore con il Soldanella e presentatore del prestigioso concorso nazionale corale al quale, proprio il coro di Bottrighe partecipò alcune volte, arrivando tra i primi posti.

le loro strade non si sono mai completamente divise, anzi le collaborazioni tra le tre sono sempre continuate

Per dieci anni l’attività corale viene portata avanti dalle tre con grande impegno e sacrificio, ma anche con tante soddisfazioni e con il continuo sostegno del compositore Bepi De Marzi. La direzione è di Antonella Pavan, ma anche di Antonella Cassetta, per circa due anni, sino al 1989, quando la direzione

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passerà a Chiara Casazza che lo guiderà per altri ventisette anni. Le strade di Cassetta, Bizzaro e Pavan non si sono mai completamente divise, anzì le collaborazioni tra le tre sono sempre continuate, anche se Antonella Cassetta, succeduta al maestro Luigi Pieressa, dirige dal 1988 il coro Polifonico della Cattedrale

di Adria, Carla Bizzaro, succeduta al maestro Giovanni Finotello, dirige dal 1993 il coro Polifonico della chiesa di San Francesco di Bottrighe e Antonella Pavan ha fondato e diretto nel tempo molti cori, il Biribò, l’Eco dei sette mari, il giovanile Città di Adria ed attualmente, da trent’anni, il “Plinius” di cui fa parte anche Bizzaro in qualità di corista e maestro collaboratore. Pur dirigendo gruppi corali diversi, la loro amicizia è rimasta viva e insieme continuano a progettare e organizzare vari eventi musicali. “Solo la musica, e soprattutto il canto corale, hanno questa forza” hanno infine sottolineato le tre amiche-maestre.

Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<

Eco del Fiume celebra i 40 anni con Diego Basso il maestro di fama internazionale ha aperto i festeggiamenti con il suo coro “stella alpina” Diego Basso, musicista internazionale, direttore d’orchestra del celebre gruppo “Il Volo’’ e di numerosi spettacoli e concerti televisivi, ha tenuto a battesimo, con il suo coro “Stella Alpina” di Treviso, la prima serata che ricorda i 40 anni di attività del coro femminile “Eco del Fiume” di Bottrighe, partecipando, quale ospite, del concerto inaugurale dei festeggiamenti. Il coro di Bottrighe, attualmente diretto da Cristiano Roccato, per ventisette anni è stato diretto da Chiara Casazza e ciò è stato sottolineato da Alessia Ventura, presidente e presentatrice del coro, che l’ha ringraziata per il grande contributo dato in quasi tren’anni di guida artistica. Applauditissimo, in questo primo concerto, il coro bottrighese ha eseguito quattro brani del suo ricco repertorio popolare e di montagna. Poi spazio al coro “Stella Alpina” con una decina di canti che hanno saputo deliziare il pubblico attraverso le loro forti voci virili, di grande impatto emotivo. Apprezzamento e consegna di un quadro con attestato di gratitudine è stato donato al coro “Eco del Fiume” da parte di Nicola Ardolino, presidente dell’Asac Veneto, che raccoglie oltre trecento cori della regione. Al termine del concerto, con l’esecuzione di “Daur San Pieri” a cori uniti e diretti da Diego Basso, i complessi si sono ritrovati in sala polivalente per un ricco buffet, taglio della torta, brindisi e ancora canti. (Ro. Ma.)


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Bottrighe .

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Mater-Biotech Novamont Riconoscimento Legambiente

Stabilimento premiato per efficientamento energetico N

uovo prestigioso riconoscimento, che si aggiunge a quello del 2017, tra le realtà selezionate da Legambiente, è stato conferito allo stabilimento della Mater-Biotech Novamont di Bottrighe, primo impianto al mondo per la produzione industriale di bio-butandiolo da materie prime rinnovabili. Ciò si è svolto nel corso della tappa a Rovigo del treno dell’associazione ambientalista e di Ferrovie dello Stato Italiane con la partecipazione del

ghe- spiega il direttore Dessì- i sottoprodotti della produzione vengono utilizzati per soddisfare il fabbisogno energetico dell’impianto, in questo modo ottimizziamo il ciclo di vita dell’intero processo, secondo un approccio circolare in cui gli scarti tornano ad essere risorse, con notevoli risparmi energetici”. Tra le diverse soluzioni di efficientamento in uso nell’impianto, ci sono un sistema a ricompressione meccanica per lo

Nella foto, un momento della premiazione del dott. Stefano Dessì

sfruttamento di tutti i cascami termici altrimenti dispersi, un sistema di cogenerazione e un biodigestore, soluzioni che hanno consentito di ridurre note-

volmente l’impatto delle emissioni in atmosfera in termini di Co2. Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<

nello stabilimento di Bottrighe, i sottoprodotti della produzione vengono utilizzati per soddisfare il fabbisogno energetico dell’impianto Ministero dell’Ambiente. Questa volta Mater-Biotech è stata premiata per le soluzioni adottate in materia di efficientamento energetico. Soddisfazione per il colosso Novamont che a Bottrighe ha creato un impianto di elevatissima tecnologia, capace di realizzare, attraverso gli zuccheri, un componente essenziale per la produzione di plastiche completamente biodegradabili. Il riconoscimento è stato consegnato al dottor Stefano Dessì, direttore del sito di Bottrighe. Quest’anno l’iniziativa di Legambiente, giunta alla sua trentesima edizione, si propone di disegnare in dodici tappe l’Italia del 2020, un Paese proiettato verso un futuro al 100% rinnovabile e che si prepara alla fine dell’era fossile. Al centro, quindi, i cambiamenti climatici, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, sia con l’obiettivo di chiedere all’Unione Europea target più stringenti in merito al “2030 Climate and Energy Package” sia per sensibilizzare l’Italia rispetto a politiche più ambiziose in tema di decarbonizzazione. “Nello stabilimento di Bottri-

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Lutto, è scomparso Walter Rizzati

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rofondo cordoglio nella comunità di Bottrighe per la perdita, a 64 anni, di Walter Mario Rizzati. Già dipendente di CariVeneto, terminò la sua carriera lavorativa nella filiale di Bottrighe. Persona stimata da tutti, era da sempre impegnato nel mondo del volontariato. Era stato corista del coro polifonico della chiesa di San Francesco. Ma ciò che ha caratterizzato maggiormente il suo impegno di volontariato è stato il pregevole lavoro di supporto, da ventisette anni, della scuola materna “Umberto Maddalena” del luogo. Da quando poi era andato in pensione, giornalmente era presente a tutte le attività della stessa, per lui “la seconda casa”, seguendo, in modo particolare l’attività gestionale e burocratica. La sua presenza e collaborazione non era mancata anche negli ultimi periodi, nonostante l’aggravarsi della malattia. Lascia la moglie Chiara ed il figlio Angelo. Bottrighe perde purtroppo un altro dei suoi pilastri, una persona di grande valore, che rimarrà per sempre nel cuore di tutti. (ro. ma.)

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Rovigo .

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Vaccini, in Polesine quota 97% L’Ulss 5 Polesana e il suo territorio diventano “capofila in Veneto per il senso di partecipazione al bene di tutti”. Circa 140 i nuovi vaccinati e 100 i minori con genitori ancora contrari

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n Polesine la popolazione si vaccina, presentando una copertura dei piccoli e degli adulti al 97%. Lo confermano il direttore generale dell’Ulss 5 “Polesana”Antonio Compostella, i sindaci e i dirigenti scolastici che il mese scorso hanno fatto il punto sul percorso di attivazione dell’obbligo vaccinale. “La popolazione - si legge in una nota dell’Ulss Polesana - ha egregiamente risposto. L’Azienda Ulss 5 e il suo territorio sono capofila in Veneto per il grande senso di comunità e di partecipazione al bene di tutti”. È scaduto lo scorso 10 marzo 2018 il termine fissato dalla legge in materia di obbligo vaccinale, che prevede, per chi non abbia adempiuto all’obbligo stesso, il divieto di accesso ad asili nido e scuola infanzia (0-6 anni). Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (7-16 anni) scatterà invece la procedura che può portare ad

una sanzione da 100 a 500 euro. “La nostra Azienda, rispetto al quadro delineato, ha già provveduto ad inviare a tutti genitori dei bambini e ragazzi di età da 0 a 16 anni, risultati inadempienti per una o per tutte le vaccinazioni, un appuntamento per la somministrazione dei vaccini mancanti oltre ad avere rilasciato ai numerosi richiedenti i certificati vaccinali” per chi aveva già adempiuto all’obbligo, fa sapere l’Ulss Polesana. In questo modo, le scuole sono nella condizione di poter richiedere a tutti gli iscritti l’esibizione di un certificato o di un invito scritto alla vaccinazione. Nel mese di febbraio, e comunque entro il 10 marzo, l’azienda sanitaria aveva inviato circa 1000 inviti a vaccinazione, tramite raccomandata, distribuendo la data di somministrazione dei vaccini tra marzo e novembre 2018, per consentire a tutti i minori di proseguire la regolare frequenza

Il direttore generale Antonio Compostella

scolastica. Quanto alle famiglie contrarie al percorso vaccinale. l’Ulss 5 commenta: “Grazie all’intensa e capillare attività di sensibilizzazione del Servizio di Igiene e sanità pubblica, da settembre 2017 a febbraio 2018, hanno iniziato

il percorso vaccinale circa 140 minori, percorso che andrà concluso entro il 2018. Sono invece circa 100 - conclude - i minori i cui genitori stanno opponendosi in maniera molto decisa”. Gaia Ferrarese


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Cultura .

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Gioielli tra storia I Bontemponi e design in mostra tra gusto e solidarietà ad Adria dal 6 maggio D I gioielli come oggetti che accompagnano donne e uomini nelle tappe più importanti della vita assumendo significati beneauguranti, magicoreligiosi, di status symbol. Sabato 6 maggio, alle ore 16.00 si inaugura al Museo Archeologico Nazionale di Adria la mostra ORNAMENTA. Gioielli tra storia e design, visitabile fino al 22 ottobre. Promossa dal MiBACT – Polo Museale del Veneto e dall’Associazione Venice Design Week, con il patrocinio della provincia di Rovigo, dell’Amministrazione Comunale di Adria e del Comune di Rosolina, la mostra affiancherà ad alcuni gioielli antichi, solitamente conservati nei de-

positi del museo e di recente restauro, i lavori di giovani designer contemporanei selezionati da Venice Design Week. L’allestimento è stato curato con l’obiettivo di mettere in dialogo i gioielli contemporanei con i monili dell’antichità. A rappresentare l’antichità la direzione del museo ha scelto di trarre dai depositi alcuni splendidi orecchini d’oro a filo ritorto e granulazione, di età etrusca, perle in pasta vitrea, pendenti in oro e anelli di età romana, mentre tra i designer contemporanei Venice Design Week ha selezionato i lavori di: Rita Martinez (Costa Rica), Renata Manganelli, Andrea D’Agostino, Alessandra Pasini, Alessandra Gardin, Giovanni Di Vito, Giuliana Di Franco, Anna Fanigina (Bulgaria), Marta Montesi, Yunjung Lee (Corea), Kalliope Theodoropoulou (Grecia), Rosa Tapputo, Ejoy, Chiara Antonietti, Andreina Brengola, Game, Infradeign, Todomodo, Wilson Quispe. Gaia Ferrarese

opo il succcesso della festa d’estate, i Bontemponi sono tornati all’agriturismo “La Salute” di Adria. Ciò nell’ambito di un progetto di valorizzazione delle corti rurali e le aziende agrituristiche del Delta. La piacevolissima festa, ottava edizione, si è svolta all’insegna della più genuina allegria, delle tradizioni, della cultura, del buon gusto e della solidarietà. Il gruppo folkloristico di Bottrighe è stato protagonista nella splendida tenuta di campagna ai piedi del Canalbianco. Sessantadue gli invitati a tavola con prelibate pietanze, intervallate dalle cante e ballate dei Bontemponi, seguiti dai loro musici, con la fisarmonica di Giovanni Pezzolato, la chitarra di Sergio Salmi e con i fiati di Renato Casellato, che hanno saputo divertire tutti i partecipanti, anche con siparietti molto umoristici. Tra i presenti il sindaco di Villanova Marchesana Riccardo Rigotto ed una rappresentanza del coro “Voci del Delta” di Taglio di Po con il loro presidente Luciano Corradin. Occasione anche per parlare di iniziative di solidarietà portate avanti da sempre dai Bontemponi

I Bontemponi omaggiano Fabio Crepaldi e Paola Zago

nei confronti delle malattie genetiche e tumorali. Con il brano “Oh Bottrighe!” sono stati ricordati il fisarmonicista Loris Cominato, tra i fondatori del gruppo, ed il corista Ermes Borella “Mece”, a dieci anni della loro scomparsa. Alla signora Paola Zago, padrona di casa, insieme al figlio Fabio Crepaldi, soddisfatti della riuscitissima serata, a nome del gruppo è stato infine donato un omaggio floreale. Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<

Quando l’arte genera l’arte e dà spazio ai giovani

CONCESSIONARIO

affascinati da “monsieur Pétitwell”, due artisti hanno proposto la loro interpretazione

“È

bello quando l’arte genera altra arte. E quando un artista affermato è fonte di ispirazione e si trova a dialogare con artisti più giovani, l’arte è viva” così la direzione del museo archeologico di Adria a commento della mostra “Le Illusioni di un Genio di carta” che si è da poco conclusa. Affascinati dalle installazioni di Michel Massi nella mostra “Monsieur Pétitwell. Un genio senza importanza”, Matteo Tosin e Andrea Piva, due giovani artisti adriesi, hanno voluto proporre la loro interpretazione artistica di alcune delle opere in mostra. È nata così un’esposizione di elaborati artistici diversi: la tecnica mista di Andrea Piva e la tecnica grafica di Matteo Tosin. I due artisti hanno già lavorato nella loro città con la realizzazione del fumetto su Luigi Groto, il Cieco di Adria (insieme alla giovane Irene Boccato), un lavoro promosso dalla Pro Loco e diretto da Vanni Boccato. “Il Museo, ospite straordinario di questi due eventi tra loro così legati, non veste solo i panni di custode dell’arte dei tempi antichi, ma si ricopre del ruolo di promotore dell’arte dei nostri giorni – si legge nella nota -. Un doppio filo rosso che collega il passato al presente, continuando nel difficile compito di lasciare una vivida testimonianza per il futuro”.

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Sport .

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La dieta perfetta in un software Nasce da un’idea di Paolo Braghin, 57 anni di Adria, un software di nutrizione basato sulla scomposizione bromatologica. Elabora piani alimentari basati sulla dieta mediterranea

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aolo Braghin, 57 anni di Adria, è la classica persona che gli anglosassoni definiscono un self made man, cioè uno che si è fatto da sé, che deve il successo professionale esclusivamente alla propria attività. Braghin che, per anni ha gestito ad Adria la palestra del centro sportivo Vidale, nel 2000, con la collaborazione di una commissione medico scientifica, ha ideato un software di nutrizione per il campo estetico, del fitness e del benessere. Nel 2013 il progetto si è concretizzato con la realizzazione del software Keyum, insieme al figlio Dennis e al supporto di una commissione medico scientifica, è stato ideato il primo ed unico software on line con diritti di autore. La sede principale è a Boara Polesine, con due uffici operativi anche a Bologna e Valli di Chioggia, e vi lavorano una decina di professionisti. Di che si tratta? Il software nu-

Nella foto, il team di Keyum

trizionale si basa sulla scomposizione bromatologica, scienza che studia la composizione chimica, le alterazioni e la conservabilità delle sostanze alimentari. In sostanza, sono state catalogate le etichette alimentari di settemila alimenti, reperibili sullo scaffale del supermercato, ed elaborate oltre quindicimila ricette diverse; grazie al supporto del biologoricercatore Enzo Spisni dell’Università Alma Mater di Bologna, tutti gli alimenti e le ricette sono stati vagliati per circa 24 allegrie ed intolleranze e 18 stati patologici creando delle mappe alimentari di compatibilità. Il software è anche in grado di elaborare piani alimentari sulla base del modello alimentare mediterraneo e grazie ad un calcolo esatto, preciso e minuzioso di tutti i componenti contenuti negli alimenti e nelle ricette, è possibile costruire una dieta personalizzata e su misura. Il metodo Keyum, è in grado di

garantire importanti risultati anche in ambito sportivo, per le differenti discipline e a tutti i livelli. Chi segue il metodo pensato da Braghin è anche il rugbista polesano Nicola Quaglio, pilone del Benetton Treviso, convocato da Conor O’Shea, nel recente 6 Nazioni. “Sì, dice Braghin, Nicola è

un nostro cliente, ma sono molti i rugbisti veneti che vengono nel mio centro. Non solo rugby visto che seguiamo anche i triatleti Nicola Battocchio, Omar Bertazzo e Michele Aglio, i ciclisti Marcello Pavarin, Liam Bertazzo, Filippo Fortin e molti altri ancora.” Sono oltre 8mila le persone che

dal 2013 hanno frequentato i centri di Braghin. “La nostra chiave vincente è guidare il cliente in un percorso nutrizionale, senza troppe rinunce: mantenendo ciò che piace per soddisfare il palato e non solo”, spiega Elisa Mancini, biologa nutrizionista, responsabile scientifica della piattaforma e membro del team scientifico di Keyum, “Chi l’ha detto che chi intraprende una dieta non può mangiare il cioccolato? Il trucco è intraprendere un percorso nutrizionale guidato da un professionista: mantenendo in un primo approccio ciò che più ci piace si garantirà il risultato senza troppe fatiche; ciò è possibile grazie ad una scomposizione dettagliata e minuziosa di tutti gli alimenti che introduciamo nella giornata”. Cristiano Aggio

Un altro bottino di medaglie per Adria Nuoto

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inque medaglie, due d’oro e tre di bronzo, sono il bottino della partecipazione dell’Adria nuoto alla manifestazione del circuito Supermaster Fin a Padova, al 5° Memorial Max Zuin, manifestazione inserita nel circuito regionale Veneto e organizzata dalla società 2001, che ha visto la presenta complessiva di 666 atleti, dei 717 iscritti. Nella manifestazione, la società adriese, ha gareggiato con nove atleti, e si è classificata 32° rispetto le 56 società partecipanti, ottenendo un punteggio complessivo di 4.942 punti. Doppia medaglia d’oro per Dino Barboni M65, nei 100 farfalla, con il tempo di 1’40”91 e nei 100 misti, con il tempo di 1’47”69. Due medaglie di bronzo per Bruno Roccato M60 nei 50 dorso, con il tempo di 44”77 e nei 100 misti, con il tempo di 1’41”46; la terza medaglia di bronzo se l’è aggiudicata Franco Moretti M55 nei 100 dorso, con il tempo di 1’58”80. Ecco gli altri nuotatori adriesi che si sono distinti con i seguenti stili e tempi: Giuliana Pregnolato M45 9° nei 100 misti, con il tempo di 1’49”12 e 5° nei 50 farfalla, con il tempo di 56”93, Chiara Crepaldi M30 7° nei 100 dorso, con il tempo di 1’46”31 e 16° nei 100 misti, con il tempo di 1’46”49, Alessandro Osti M40 14° nei 50 rana, con il tempo di 46”63 e 19° nei 100 misti, con il tempo di 1’34”38, Melissa Milani M45 5° nei 50 rana, con il tempo di 56”44 e 9° nei 50 stile libero, con il tempo di 43”53; Manuel Ferro M30 21° nei 50 rana, con il tempo di 44”76 e 28° nei 50 stile libero, con il tempo di 34”21; Franco Moretti M55 9° nei 50 stile libero, con il tempo di 43”04; Diego Rizzo M50 26° nei 50 stile libero, con il tempo di 42”69. (cr. ag.)


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#Politica

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Casellati, prima donna al Senato

Padovana, deputata di lungo corso di Forza Italia, ricopre la più alta carica mai raggiunta da un veneto. “E’ un onore da condividere con tutte le donne”. “Orgogliosa della mia terra, ora l’autonomia sia una priorità”

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uaLo ha detto già poche ore dopo la sua elezione a presidente del Senato, seconda carica della Repubblica, la più alta mai raggiunta da un veneto, “porto la mia terra nel cuore”, lo ha ribadito a Venezia durante la visita ufficiale nella sede della Giunta Regionale, “quando si parla di Veneto il mio cuore batte più forte”. Maria Elisabetta Alberti Casellati, padovana con natali rodigni, nelle prime settimane sta tenendo fede al suo impegno e si fa vedere spesso tra la sua gente. E’ stata accolta a Palazzo Balbi in Regione con tutti gli onori, ha inaugurato il Vinitaly a Verona, ha tagliato il nastro a “Sapori di Primavera” nella sua Padova. Insomma, appena i numerosi impegni istituzionali glielo consentono non manca di tornare “a casa”. Una scelta del cuore, senz’altro, ma anche un atto politico ben preciso, ribadito con orgoglio proprio durante la sua visita a Venezia. “L’autonomia sia una priorità nell’agenda politica del nuovo governo, perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario. - ha dichiarato di fronte al go-

vernatore Zaia - Ci sono questioni importanti che investono questa regione: Venezia, la sua tradizione culturale che non può essere ignorata ed è da sempre punto di riferimento nel mondo. Mi auguro che il nuovo governo metta in agenda l’autonomia come priorità perché c’è la reale necessità di un completamento di questo riassetto. Io sarò sempre presente, sempre con voi, con il presidente Zaia ci sarà una collaborazione istituzionale efficace. Essere qui è un orgoglio e una responsabilità perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario in virtù anche del formidabile sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni”. Parlamentare di lungo corso, berlusconiana della prima ora, avvocato matrimonialista, fino a qualche mese fa componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Casellati corona la sua carriera politica sedendo sullo scranno più alto del Senato, grazie all’accordo fra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Non sono

mancati i distinguo e anche alcune prese di posizione polemiche sulla sua attività politica e la sua fedeltà a Berlusconi ma ora l’intenzione della stessa Casellati è quella di svolgere fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre. Lo ha ribadito anzitutto nel discorso di insediamento in Senato. “Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l’intera collettività: la consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi. Questa elezione rappresenta per me una responsabilità e un onore che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che con

le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l’Italia di oggi. Il tema delle riforme sarà centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell’assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali. L’epoca della globalizzazione offre opportunità e conoscenza, portando con sé, allo stesso tempo, il rischio di nuove marginalizzazioni, un rischio che non può essere ignorato né sottovalutato. A partire dall’economia reale. A partire dal lavoro”. Intanto la strada è tutta in salita proprio per la formazione del nuovo governo e non è escluso che la stessa Casellati possa giocare un ruolo significativo per cercare una mediazione fra le forze politiche.

Zaia ai neo parlamentari veneti: “Facciamo squadra per l’autonomia” Sono 77 i parlamentari veneti eletti alla Camera o al Senato alle ultime politiche. Una cinquantina ha risposto all’invito di Zaia che li ha voluti incontrare a Venezia per invitarli a trovare piena convergenza sull’obiettivo dell’autonomia regionale. “Questa partita alla fine si deciderà in Parlamento, perché è lì che si concluderà questo importante percorso istituzionale, sino a ora unico nella storia italiana, innovativo e di grande impatto, da noi avviato nel giugno del 2014: voi avete un ruolo fondamentale e i veneti si aspettano dai loro parlamentari che facciano squadra, superando le appartenenze di partito, nell’esclusivo interesse di quei

quasi 2,5 milioni di nostri corregionali che nell’ottobre scorso si sono recati alle urne per chiedere quasi unisono una sola cosa: l’autonomia”. Ai nuovi onorevoli e senatori è stata presentata la delegazione trattante nel negoziato con lo Stato, ed è stato loro consegnato un ampio ed esaustivo dossier, contenente tutti i documenti e gli atti ufficiali che hanno scandito le varie tappe del cammino fin qui compiuto. “La Regione mette al primo posto del suo programma e delle sue aspettative la conquista dell’autonomia – ha sottolineato Zaia –, un’autonomia a geometria variabile, realizzata come un abito

sartoriale secondo le esigenze e le peculiarità dei territori. Abbiamo aperto una strada, infatti, che altre Regioni, se lo vorranno potranno seguire: già lo hanno fatto Lombardia ed Emilia Romagna, insieme alle quali abbiamo avviato nei mesi scorsi il negoziato che ha portato alla firma dell’accordo preliminare del 28 febbraio scorso, e sembrano siano pronte a seguire la strada tracciata Piemonte, Puglia, Campania e Toscana”. “A darci forza nella trattativa con il Governo – ha precisato il governatore – è stato quel 58% circa di elettori che si è recato alle urne a quel referendum avvallato dalla Corte Costituzionale, superando abbondantemente il quorum e

dimostrando democraticamente, con i numeri, che l’autonomia è una questione trasversale ai partiti, che riguarda tutti”. Zaia ha poi precisato che il Veneto continuerà a chiedere la competenza diretta su 23 materie, come previsto nei 66 articoli della legge statale, approvata dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso novembre. “Nell’accordo preliminare le competenze di cui si prevede l’attribuzione alla Regione sono quelle relative alle politiche

del lavoro, all’istruzione, alla tutela della salute e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema – ha rilevato il presidente veneto –. Ma sia chiaro che si tratta solo di un primo assaggio: noi le vogliamo tutte e 23”. “Al di là delle appartenenze e delle diverse sensibilità politiche – ha concluso Zaia – vi chiedo di lavorare insieme per il raggiungimento di questa meta storica, facendo sentire la voce del nostro territorio alla Camera e al Senato”.


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Politica

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Addio metropolitana di superficie. Quasi trent’anni buttati al vento D

opo tante inaugurazioni con caschetti gialli e slogan, viste soprattutto in tempi in cui era Governatore Galan e assessore ai Trasporti Chisso, con un miliardo di euro speso per dare risposte parziali e strutture a volte sottoutilizzate, ora siamo a un punto morto. E’ stata l’Assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti a dichiarare chiuso per sempre il cantiere del SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Tra i principali motivi addotti i costi non più sostenibili. Quasi sei miliardi di investimento previsti e suddivisi per varie fasi sono diventati troppi. In trent’anni, però, diverse cose sono state fatte: pochine a dire il vero! L’Assessore ha evidenziato gli interventi realizzati sulla rete rispetto a quelli inizialmente previsti: 9 nuove stazioni sulle 37 previste, 24 nuovi treni acquistati su 120, 22 adeguamenti di fermate esistenti su 162, 66 passaggi a livello eliminati su 407. Niente metropolitana veneta, dunque, ma, assicura l’assessore, saranno sistemate alcune urgenze. Tra gli interventi che saranno attivati, assicura l’assessore De Berti, c’è l’adeguamento a doppio binario dell’attraversamento del fiume Brenta sulla linea PadovaCastelfranco, il raddoppio per 25 km della tratta Maerne-Castelfranco, l’eliminazione

di 24 passaggi a livello su varie linee, nonché i 18 km di raddoppio ferroviario sulla Castelfranco-Bassano con l’eliminazione di 16 passaggi a livello e l’adeguamento di 5 stazioni ferroviarie. Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità relative alle linee Rovigo-Verona, Rovigo-Chioggia e MestreAdria. “La cosa più grave emersa dalla discussione in commissione trasporti – affermano i Consiglieri di opposizione Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Claudio Sinigaglia – è la mancanza di un piano regionale della logistica, che coinvolga infrastrutture autostradali, ferroviarie e nodi portuali e aeroportuali. L’assessore nell’affrontare la discussione e rispondendo alle nostre domande sulle prospettive future, parla di ‘politica del buon senso’. Le fa onore, ma non si può governare solo con quello, ci vuole programmazione. La revisione del vecchio Piano regionale trasporti datato 2005 deve essere una priorità urgente da affrontare e portare a termine entro questa legislatura - dicono ancora i Consiglieri del PD - Anche perché nel territorio c’è una situazione troppo disomogenea: nelle aree dove il servizio è stato ammodernato, si vedono i primi risultati in termini di regolarità e di gradimento, ma in altre tratte come la Rovigo-Verona o la Rovigo-Chioggia, la criticità è invece endemica”.

Animali domestici sepolti in giardino Proprio per la redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, la Giunta Regionale ha adottato un disegno di legge con il quale si stanziano 300.000 euro (150.000 nel 2018 e 150.000 nel 2019). “Il Piano è uno strumento fondamentale – ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia – per il futuro sviluppo della mobilità sostenibile nel Veneto, che disegnerà il sistema dei trasporti e della logistica per i prossimi 10/15 anni. Un Piano che deve mettere insieme, coordinare e valorizzare le numerose innovazioni che abbiamo introdotto in questi ultimi anni, dal cadenzamento dell’orario dei treni ai notevoli passi avanti nell’intermodalità, dal potenziamento del nostro sistema regionale ‘su ferro’ derivante dalla stipula del contratto di servizio con Trenitalia per il periodo 2018-2032 e dall’accordo quadro con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare le infrastrutture ferroviarie all’Accordo Programmatico tra Regione e Anas per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete stradale veneta”. Germana Urbani

Da cementifici ad inceneritori: no, grazie! Il Consiglio regionale vota compatto per impedire l’uso dei cementifici in inceneritori di rifiuti speciali Il Css combustibile è in origine un rifiuto speciale che, a determinate condizioni previste dalla normativa, può essere utilizzato ai fini della produzione di energia da parte di centrali termoelettriche e cementifici. “Sul tema dell’impiego del Css Combustibile e più in generale sulla possibilità, ammessa dall’ordinamento, da parte di impianti costruiti e pensati per determinati cicli di produzione, in questo caso i cementifici, di trasformarsi nei fatti in impianti di riciclaggio di rifiuti sono state sollevate da più parti critiche e perplessità” ha spiegato Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

presentatore della mozione illustrata in aula notando come i dubbi riguardano sia le questioni ambientali e di tutela degli ecosistemi ancor più “sui danni alla salute pubblica”. L’esponente di Liberi Uguali ha poi sottolineato come dei 69 centri di produzione un terzo sono concentrati in Pianura Padana e di questi 6 in Veneto al centro di denunce da parte di comitati di cittadini tra i quali “Lasciateci respirare” di Monselice, “che hanno evidenziato i riscontri di seri inquinamenti prodotti nelle aree circostanti”. La mozione approvata dal Consiglio “impegna la giunta regionale a farsi

parte attiva presso il governo affinché proceda senza indugio ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22 e della afferente normativa successiva, insistendo affinché sia valutata la revoca, in virtù del principio di precauzione, di ogni atto funzionale a consentire la riconversione dei cementifici in inceneritori”

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n Veneto è ora possibile seppellire il proprio cane o gatto nel giardino di casa o in aree attrezzate allo scopo, definite “cimiteri per animali”. La decisione è stata presa in conformità ad uno specifico Regolamento Comunitario, con la specificazione che il sotterramento deve avvenire in modo che gli animali carnivori o onnivori non possano accedervi. “Siamo di fronte a un atto solo apparentemente banale, ma che in realtà è un grande atto di amore verso i nostri animali domestici – fa notare il Presidente della Regione Luca Zaia – Riconosciamo infatti quello che sta diventando sempre di più un fenomeno sociale: il possesso da parte di persone e famiglie di un animale domestico e il rapporto affettivo che ne consegue. Per farsene un’idea basta navigare qualche minuto sui social per trovare storie, allegre, tenere, o tristi, legate al rapporto tra un essere umano e il suo, o i suoi, animali da compagnia”. Per questi motivi è sembrato un segnale di attenzione dare la possibilità di seppellire l’animale morto in terreni privati o in aree dedicate visto che per tanta gente, l’animale da compagnia ha un significato che va oltre le parole, perché determinato dal cuore, e poter tenere vicino a sé l’amico di tanti anni che se n’è andato non è un desiderio da banalizzare.


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Politica .

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Lo zucchero di casa mia

L’Assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan

Subito un patto europeo ed etichette tricolori per tutelare eccellenze produttive come lo zuccherificio di Pontelongo

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n ‘patto’ in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori – ha rilanciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando oggi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo - Di

fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli – ha promesso Pan - coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento,

l’onorevole Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente. Lo zucchero italiano, che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro, è presidio indispensabile della qualità alimentare del ‘made in Italy’, a cui non intendiamo rinunciare”.

Dal canto suo, la Regione Veneto – ha ricordato l’assessore – ha già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.

“Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.

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editoriale Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo

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Medico e paziente: rispetto dei valori reciproci Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove

Più giovani e più belli con la medicina estetica

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na tavola rotonda inserita in un importante convegno organizzato nella Sala degli Arazzi della prestigiosa Accademia dei Concordi a Rovigo, di cui era socio, è stata dedicata esclusivamente al ricordo della figura di Giovanni Federspil, docente universitario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Padova, scienziato, umanista e filosofo, nato a Rovigo nel 1938 e deceduto a Padova nel 2010. Di fronte a un parterre molto attento e qualificato si sono succeduti, dopo la presentazione del Presidente dell’Accademia G. Boniolo e con la regia di F. Scaranello, illustri oratori quali B. Fantini (Univ. Di Ginevra), A. Pagnini (Univ. Di Firenze), P. Giaretta, C. Scandellari e R. Vettor (Univ. Di Padova), M.P. Garavaglia (direttore “L’ arco di Giano” e già Ministro della Sanità), con ricordi oltre che di natura professionale anche di frequentazione personale. Una particolare e commossa accoglienza è stata dedicata alla vedova del prof. Federspil presente alla manifestazione. La famiglia di Giovanni Federspil, di notevole prestigio, giunse in Italia, a Rovigo, dove si stabilì agli inizi del secolo scorso dalle terre austro-ungariche e dove nacque appunto Giovanni nel 1938. Federspil non mi è stato maestro durante il corso dei miei studi di Medicina e Chirurgia, in quanto allora i Direttori di Clinica Medica e di Patologia Speciale Medica erano Patrassi e Fiaschi; le nostre frequentazioni, oltre che in convegni scientifici, avvenivano per lo più in un piccolo bar del centro storico di Rovigo, “Al Cogheto” di proprietà della famiglia Federspil dagli inizi. Un locale cui era molto legato e in cui tornava spesso e lì, seduti ad un tavolino con davanti una tazza di caffè fumante, specialità del locale, ho avuto modo di apprenderne e apprezzarne le molteplici conoscenze e virtù che lo hanno reso un medico, uno scienziato, un umanista e un filosofo di incredibile spessore. Il grande contributo che ha portato alla Medicina si rileva dalle sue riflessioni sul ragionamento, sulla metodologia clinica e sperimentale, sconfinando nell’epistemologia, nella psicologia e nella filosofia.

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Ponteziate le “Palestre della salute”, utili a chi ha patologie croniche

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a regione ha definito e potenziato in questi giorni il sistema delle 14 “Palestre della Salute”, che si trovano nelle Ulss venete. Nascono nel 2015 per offrire ai portatori di patologie croniche non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, diabete, obesità, osteoporosi e alcune patologie tumorali, segnatamente colon e mammella) la possibilità di effettuare l’utilissima pratica sportiva in palestre altamente specializzate dove operano spiccate professionalità specifiche. Oggi è previsto il coinvolgimento di personale medico adeguatamente formato, e che l’esercizio fisico si svolga sotto il controllo di una laureato magistrale in scienze motorie con indirizzo in attività motoria preventiva e adattata, in strutture idonee riconosciute dalla Regione e chiamate, appunto, “Palestre della Salute”.

“L’attività fisica con valenza terapeutica – fa notare Coletto – è prevista nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 e, con l’ultima modifica decisa a livello nazionale, è stata anche inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che prevedono la promozione di Programmi strutturati di esercizio fisico per soggetti a rischio. Anche in questo caso la sanità veneta ha anticipato fin dal 2015 un’offerta di salute diventata obbligo due anni dopo”. “Che lo sport sia anche sinonimo di salute e di prevenzione – aggiunge l’Assessore Corazzari – è convinzione universale e scientificamente supportata. Tutti d’accordo, ma poi bisogna tradurre le parole in azioni, e in questo le Palestre della Salute sono la dimostrazione che la Regione Veneto, ovunque possibile, sa tradurre la teoria in pratica. Si tratta di un percorso nel quale si fondono

importanti professionalità specifiche e la qualità strutturale di molte palestre pubbliche e private del Veneto”. La delibera appena approvata definisce requisiti e procedimento per la certificazione di “Palestra della Salute” e fornisce gli indirizzi per la prescrizione e somministrazione dell’esercizio fisico e indica le figure professionali, specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici dello sport titolate alla prescrizione. L’esercizio fisico, una volta prescritto sulla base della situazione e della patologie di ogni singola persona, viene erogato da un laureto in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, che abbia seguito e completata un percorso formativo di 120 ore in strutture sanitarie specificamente identificate.

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l’editoriale

Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo Il suo pensiero, riprendendo le radici ippocratiche per cui le malattie non sono altro che il prodotto di fenomeni naturali, lo portava a sostenere che il medico è e deve essere naturalista, o, in termini più moderni uno scienziato. “Questa è la tesi fondamentale sulla quale si basa ancora oggi tutto il nostro sapere medico: - dall’osservazione della morfologia cellulare e dall’analisi dei meccanismi biochimici cellulari fino ai trapianti, alle applicazioni di radioisotopi, alla risonanza magnetica e alle più innovative terapie attuali - è una scienza della natura che fa corpo con tutte le altre scienze empiriche: la fisica, la chimica, la biologia, l’etologia etc”. Ne deriva che la preparazione del Medico e la sua continua formazione siano rivolte all’assimilazione e all’integrazione di concetti acquisiti e ripensati, alla riflessione metodologica, alla cultura biologica. Federspil è stato un oppositore del progressivo insinuarsi nell’educazione e nella professione medica di una mentalità riduzionistica, non certo per negare l’importanza delle ricerche molecolari, ma per contrastare l’inadeguatezza di una medicina che pone la conoscenza dei meccanismi molecolari come la forma fondamentale di un sapere medico che ritiene di spiegare fenomeni di una certa complessità strutturale organica con i fenomeni degli elementi più semplici che costituiscono i fenomeni più complessi. Gli studi di fisiopatologia lo hanno portato a sostenere con Azzone (Patologo Clinico) che “malattia e patologico sono termini che che si riferiscono a processi che riguardano la vita e non il comportamento delle molecole. Entrambi implicano un pericolo per la sopravvivenza dell’organismo, pertanto il termine malattia può essere applicato a quei processi che, pur avendo un’origine molecolare e cellulare,coinvolgono un’alterazione del sistema”. Qui viene fuori Federspil filosofo con i suoi ragionamenti sulla natura dell’uomo e sulla concezione di persona umana, che è sostanzialmente diversa dalla sua caratterizzazione come organismo o individuo e che deve essere alla base dell’attività del medico. Il Medico diagnostica una malattia ma le cure sono verso la persona, termine attorno cui ruota il massimo problema della medicina moderna, attratta da un tecnicismo esasperato e rivoluzionata da progressi scientifici che hanno posto evidenti problematiche di ordine bioetico, dal problema dell’embrione e dell’aborto all’utero in affitto e alle cellule staminali, dall’accanimento terapeutico, al testamento biologico e all’eutanasia. “Il Medico ha certamente a che fare con un corpo e questo corpo costituisce un “oggetto” conoscibile con gli strumenti razionali e con le tecniche empiriche che sono proprie della scienza. Tuttavia la Medicina non si ferma a questo, come ha ricordato K. Jaspers: l’agire del medico poggia su due pilastri: da un lato la conoscenza scientifica e l’abilità tecnica, dall’altro l’ethos umanitario”. Il Medico ha a che fare con un suo simile, con una persona che vive, spera, ama, odia, progetta, esattamente come lui, per cui non tutto ciò con cui il medico entra in contatto è trasferibile in un processo oggettivo della scienza naturale; la malattia per il malato non è un evento naturale fra tanti, ma ha un significato per quella persona ed è fondamentale per colui che la vive, in quel momento, in quell’ambiente, in determinate condizioni psicologiche e sociali. “Un Medico che voglia essere medico di una persona e non soltanto di un organismo, non può non essere consapevole del fatto che la malattia può essere conosciuta, cioè descritta e spiegata secondo i canoni del sapere naturalistico, ma viene anche vissuta, come la vive chi ne è affetto”. Ricordavo che Giovanni Federspil non mi è stato maestro durante gli studi universitari, non mi è stato maestro nel saper fare il medico, ma mi è stato grande maestro, con le sue opere e nei nostri incontri in quel piccolo locale rodigino, con la sua scienza metodologica, umanistica e filosofica nel saper essere medico, in una professione in cui sono coniugate e inscindibili una preparazione scientifica e tecnologica unite ad un’etica e una deontologia che hanno come oggetto del proprio interesse una persona, con tutto il suo vissuto, le sue esperienze, le sue abitudini, in un rapporto che si instaura fra due esistenze nel reciproco rispetto dei valori di ciascuno.

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Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove Merito anche di quanti collaborano alla raccolta delle dichiarazioni ddi volontà

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er la donazione e il trapianto di organi e tessuti, il 2017 è stato un anno record, con indicatori in aumento in tutta Italia rispetto al 2016 ma, in questo quadro, il record dei record è del Veneto, le cui percentuali di crescita sono ben superiori a quelle nazionali, pur positive. Merito di un’organizzazione sanitaria di qualità, di un Centro Regionale Trapianti efficiente, di una stretta collaborazione tra il sistema istituzionale, in particolare Regione e Comuni, e le organizzazioni del volontariato, con l’Associazione Italiana Donatori Organi (Aido) a fare la parte del leone. E’ questo il quadro presentato a Palazzo Balbi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, dalla Presidente nazionale Flavia Petrin e da quella regionale Bertilla Troietto. Dai dati presentati emergono tre record nazionali per il Veneto. Il primo è stato quello delle donazioni, passate, dal 2016 al 2017, da 146 a 196, con un aumento del 34,2%, a fronte

di una crescita nazionale del 15,8%. Il secondo riguarda I trapianti effettuati, passati da 590 nel 2016 a 646 nel 2017 (più 9,5% rispetto al più 6,8% nazionale). Terzo record veneto, particolarmente significativo, è quello dei dinieghi alla donazione, che in Italia sono calati dal 32,8% del 2016 al 28,5% del 2017, ma in Veneto hanno fatto registrare la percentuale di “no” più bassa in assoluto: il 15,6% nel 2017, contro il 27,3% dell’anno precedente. Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti e la diminuzione dei dinieghi, il Veneto è riuscito anche nell’impresa di abbassare le liste d’attesa, scese da 1353 pazienti nel 2016 a 1296 nel 2017, con una diminuzione del 4,3%. “Il Veneto deve essere orgoglioso dei dati raggiunti – ha detto la Presidente Nazionale di Aido Petrin – anche perché in questa Regione la collaborazione istituzionale ha raggiunto livelli eccellenti: Regione e Comuni interagiscono quotidianamente con noi e

hanno fatto sì che Aido sia divenuto parte integrante e ufficiale della filiera. I risultati numerici e percentuali sono eloquenti, e sono determinati proprio dal lavoro di squadra, che parte da molta informazione, passa per la generosità della gente e arriva in un sistema sanitario ben organizzato. Siamo tutti operativi h24 per 365 giorni all’anno”. “Sono orgoglioso di queste due donne – ha esordito Coletto riferendosi alla Petrin e alla Troietto: sono due venete, e comandano sia

a livello nazionale che regionale quella che definirei una corazzata dell’altruismo e del volontariato. Le Istituzioni fanno bene la loro parte. Come Regione mettiamo in campo un’organizzazione capillare e ai massimi livelli scientifici e tecnologici, l’efficienza dei Centri Trapianti di Padova, Verona, Treviso e Vicenza, investimenti continui in tecnologie e professionalità. I Comuni e le Ullss stanno collaborando con sempre maggiore impegno alla raccolta delle dichiarazioni di

volontà. Ma tutto questo non servirebbe a nulla senza il grande cuore dei veneti che, anno dopo anno, aggiornano i loro record di generosità. Quindi, prima di tutto, grazie a tutti i cittadini del Veneto”. Coletto, Petrin e Troietto hanno unanimemente posto l’accento sulla possibilità di fare ancora meglio, lavorando sulla diffusione di conoscenza e cultura della donazione e del trapianto e rafforzando i sistema di raccolta delle volontà. L’adesione alla donazione può essere espressa da anni rivolgendosi all’Aido (anche per via informatica) e alle Ullss, ma sta avendo successo anche il recente Progetto “Una Scelta in Comune”, che Aido ha lanciato in collaborazione con i Comuni per rendere possibile alla gente l’espressione di volontà a donare nel momento del rinnovo della carta d’identità. In Veneto vi hanno già aderito 202 Comuni, che hanno già registrato 83.415 dichiarazioni, delle quali 69.301 favorevoli alla donazione. I Comuni che hanno aderito sono 50 in provincia di Vicenza, 36 a Treviso, 30 a Venezia, 26 a Padova, 24 a Verona, 21 a Belluno e 15 a Rovigo. Proprio in questi giorni, il totale delle dichiarazioni complessivamente raccolte in Veneto ha superato quota 300 mila, arrivando a 300.062.

Centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura allergie e intolleranze alimentari

Più giovani e I più belli con Cla medicina estetica Un premio alla miglior ricerca clinica dell’anno  

l dottor Camillo Aliberti direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel corso di una cerimonia tenutasi a LOS Angeles nell’ambito del Congresso annuale della Society of Interventional Radiology (SIR), è stato insignito del premio quale migliore ricerca clinica dell’anno. Tale prestigioso ed amformazione in Medicina e Chirurgia Estetioniugare bellezza e benessere psicofibito riconoscimento, da ca ed in Nutrizione Clinica, socia SIME (Sosico: questo è lo scopo della Medicina tempo non attribuito ad un cietà Italiana Medicina Estetica) e figura Estetica, della italiano, medicina alla quale gruppobranca di lavoro di riferimento di Centro Medico- Bianalisi un arriva numeroa sempre coronaremaggiore un im- di uomini e Veneto nello specifico ambito diagnostico. donne si rivolgono pegno durato 4 ogni anni anno, che conducenMazzotta, in Azienda quale modo Dr. Camillo Dottoressa Aliberti Direttore Radiologia do l’Italia i primi oltre dieci che Paesi al mondo è statotra condotto, Ospedaliera Padova la Medicina Estetica consente di piacersi per dal numero di trattamenti Dr. Camillo Alibertimedico-estetici e maggiormente? richiesti. Medico– Bianalisi Veneto tro, ha dimostrato come l’approccio dal Dr.Centro Riccardo Carandina, Radiologo “La Medicina Estetica si di occupa di mipuòInterventista fornire una soluzione problemi di sa- vincente dello IOV,aidal Prof. Umberper il trattamento questa gliorare gli e di prevenire lutetoche abbiano una rilevanza estetica. La tipologia Cillo - coautore - direttore dell’UOC sia inestetismi quello integrato sinergico l’involtoBiliare e del corMedicina Estetica è infatti una spe- evecchiamento Chirurgia Epatobiliare A.O. delle Padova, combinato tracutaneo ChirurgodelEpato Il ricorsocon ai trattamenti medicoedestetici cialità erogate dalla nonchè dalla suastruttura, equipe. recentemen- epo. Radiologo il coinvolgimento il consenteclinico di trattare problematiche quali ad te entrata a far parte del Ha riguardato 421Gruppo pazientiBianalisi, affetti supporto (epatologo-oncologo). esempio cicatrici, rughesulla e macrealtà a livello nazionale nell’eseda leader epato carcinoma trattati con teraI risultaticellulite, sono stati pubblicati chie cutanee, caduta dei edand eccesso cuzione di analisi di intrarteriose laboratorio eepatiche indagini rivista pie locoregionali JVIR - Journal of capelli Vascular di peli”. diagnostiche persona. ablazioni ealla resezioni parte dei quali tra- Interventional Radiology che ha avuto Come influisce sul dibenessere psicofiAllo scopo di conoscere più approfondi- un elevatissimo piantati. numero link e citaziodella propria imtamente l’argomento, abbiamo intervistato Il lavoro che vanta la casistica più nisico da ilcuimiglioramento l’attribuzione del prestigioso magine? la dottoressa in riconoscimento ampia al Laura mondoMazzotta, per un Specialista singolo cenconsegnato a Padova. “I trattamenti medico-estetici conIgiene e Medicina Preventiva con specifica

he succede? Se lo stanno chiedendo in molti e la denuncia di qualche cosa che non va arriva proprio dal basso. A coglierla il Consiglio regionale del Veneto che ha votato all’unanimità una mozione perché la “Giunta regionale si attivi per non depotenziare il centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari costituito presso l’azienda ospedaliera di Padova, una delle eccellenze della sanità veneta’. sentono l’eliminazione degli inestetismi, In particolare, la L.R. n. 26 del 26 permettendo all’individuo di avvicinarsi novembre istituito, presso all’immagine2004 di sé ha che più preferisce. Si l’Azienda Ospedaliera di Padova, il ‘Centro tratta quindi di una medicina non soltanto di Specializzazione Regionale per lo Studio curativa ma orientata ad assicurare anche eil benessere la Cura delle Allergie eindelle individuale tuttaIntolleranze la sua comAlimentari’, plessità”. che in questi anni si è affermato come polo della sanità Qual è ild’eccellenza grado di invasività dei veneta trattaementi italiana. medico-estetici? L’Azienda Ospedaliera, tuttavia, delle sta “In Medicina Estetica la soluzione inspiegabilmente depotenziando il Centro, varie problematiche è affrontata con metoprocurando un grave siaalla al reparto diche non invasive che,danno rispetto Chirursia alle migliaia di pazienti che confluiscono gia estetica, consentono di agire riducendo da tutte le Regioni. La mancanza, infatti, complessità, rischi, sofferenze e costi”. di Quali risorsesono economiche, di spazi adeguati i trattamenti maggiormenete personale richiesti? dedicato non permetterà di mantenere il livellopiù d’eccellenza del Centro, “I trattamenti richiesti sono i filler, nuocendo anche all’immagine della utilizzati principalmente per lastessa correzione Regione Veneto. rappresentati da rughe e degli inestetismi La Mozione, quindi, impegnadelle il cicatrici, per aumentare la dimensione

Agire sulla propria immagine per migliorare il benessere psicofisico

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labbra, correggendone eventuali asimmetrie, ed inoltre rimodellare il profilo dell’arcata sopraciliare, degli zigomi e del mento. Esistono diversi prodotti farmaceutici che si possono utilizzare in maniera totalmente sicura, che differiscono per densità, durata, capacità volumizzante e capacità idratante. Uno dei più utilizzati è l’acido ialuronico, una sostanza normalmente presente nella nostra pelle e nel tessuto connettivo”.

Quale accorgimento è utile seguire nel caso in cui si sia intenzionati a sottoporsi a trattamenti medico-estetici? “E’ fondamentale affidarsi a laureati in medicina e chirurgia che abbiano acquisito una preparazione specifica in questo campo. E’ quindi assolutamente indispensabile verificare che il professionista sia iscritto a società scientifiche, aggiornato e competente”.

Dott.ssa Laura Mazzotta Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Presidente Zaia ecala formazione Giunta regionale ad di operatività con specifi in Medicina e Chirur-adeguati per consentire il attuare tutti i provvedimenti necessari gia Estetica e Nutrizione Clinica proseguimento dell’attività, mantenendo affinché l’Azienda Ospedaliera di Padova il livelloVeneto di eccellenza, nonché a estendere Riceve presso Centro Medico-Bianalisi fornisca al Centro Regionale per lo Studio la cura e il trattamento delle allergie e delle ROVIGO - Tel. 0425 31681 e la www.centromedicorovigo.it Cura delle Allergie e delle Intolleranze intolleranze alimentari anche ai pazienti Alimentari fondi, spazi, personale e spazi adulti.


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Salute

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Trapianti record: in Veneto Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, più donazioniAstigmatismi che altrove IMerito anche di quanti

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In relazione all’entità del difetto, possono essere er la donazione e il trapianto di organi e utilizzate tecniche chirurgiche differenti tessuti, il 2017 è stato un anno record, ed in particolare per difetti leggeri-medi, con indicatori in aumento in tutta Italia si può usare un trattamento laser, mentre rispetto al 2016 ma, in questo quadro, il questo non è indicato se il difetto è elevato record dei record è del Veneto, le cui perin quanto il tessuto da asportare con il centuali di crescita sono ben superiori a laser sarebbe eccessivo ed il processo di quelle nazionali, pur positive. Merito di guarigione potenzialmente più turbolento. un’organizzazione sanitaria di qualità, di Per eliminare quindi una miopia, per un Centro Regionale Trapianti efficiente, esempio, di 15 diottrie, non potendo di una stretta collaborazione tra il sisteeffettuare un trattamento laser, possiamo ma istituzionale, in particolare Regione e agire inserendo una lente all’interno Comuni, e le organizzazioni del volontadell’occhio. Queste lenti sono state riato, con l’Associazione Italiana Donatori utilizzate in diverse foggie e materiali, ma il Organi (Aido) a fare la parte del leone. E’ migliore ed ormai collaudato è un collamero questo il quadro presentato a Palazzo Balbrevettato da una ditta americana. bi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, La mia esperienza personale con questi dalla Presidente nazionale Flavia Petrin e da impianti data da oltre 20 anni e le migliorie quella regionale Bertilla Troietto. Dai dati introdotte in questo lungo periodo hanno presentati emergono tre record nazionali visto modificare la forma di queste piccole per il Veneto. Il primo è stato quello delle lenti che, essendo inserite dietro all’iride, donazioni, passate, dal 2016 al 2017, da 146 sono posizionate davanti al cristallino a 196, con un aumento del 34,2%, a fronte

collaborano alla raccolta delle dichiarazioni ddi volontà

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di una crescita nazionale del 15,8%. Il secondo riguarda I trapianti effettuati, passati da 590 nel 2016 a 646 nel 2017 (più 9,5% rispetto al più 6,8% nazionale). Terzo record veneto, particolarmente significativo, è quello dei dinieghi alla donazione, che in Italia sono calati dal 32,8% del 2016 al 28,5% 2017, ma la in pupilla). Veneto hanno fatto (piccoladellente dietro Le migliorie registrare la percentuale piùd’oggi basdi forma hanno permessodial“no” giorno sa in assoluto: il 15,6% nel 2017, contro il di correggere anche ipermetropie ed 27,3% dell’annodiprecedente. Con l’aumento astigmatismi grado elevato con una delle donazioni e dei trapianti e la diminuzione dei dinieghi, il Veneto è riuscito anche nell’impresa di abbassare le liste d’attesa, scese da 1353 pazienti nel 2016 a 1296 nel 2017, con una diminuzione del 4,3%. “Il Veneto deve essere orgoglioso dei dati raggiunti – ha detto la Presidente Nazionale di Aido Petrin – anche perché in questa Regione la collaborazione istituzionale ha raggiunto livelli eccellenti: Regione e Comuni interagiscono quotidianamente con noi e

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

Un premio alla miglior ricerca clinica dell’anno  

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qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla hanno fatto sì che Aido sia divenuto parte integrante e ufficiale della filiera. I risultati numerici e percentuali sono eloquenti, e sono determinati proprio dal lavoro di squadra, che parte da molta informazione, passa per la generosità della gente e arriva in un sistema sanitario ben organizzato. Siamo tutti operativi h24 per 365 giorni all’anno”. “Sono orgoglioso di queste due donne – ha esordito Coletto riferendosi alla Petrin e alla Troietto: sono due venete, e comandano sia

l dottor Camillo Aliberti direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel corso di una cerimonia tenutasi a LOS Angeles nell’ambito del Congresso annuale della Society of Interventional Radiology (SIR), è stato insignito del premio quale migliore ricerca clinica dell’anno. Tale prestigioso ed ambito riconoscimento, da tempo non attribuito ad un gruppo di lavoro italiano, arriva a coronare un impegno durato 4 anni che Dr. Camillo Aliberti Direttore Radiologia Azienda è stato condotto, oltre che Ospedaliera Padova dal Dr. Camillo Aliberti e dal Dr. Riccardo Carandina, Radiologo tro, ha dimostrato come l’approccio Interventista dello IOV, dal Prof. Umber- vincente per il trattamento di questa to Cillo - coautore - direttore dell’UOC tipologia sia quello integrato sinergico Chirurgia Epatobiliare A.O. Padova, e combinato tra Chirurgo Epato Biliare nonchè dalla sua equipe. e Radiologo con il coinvolgimento ed il Ha riguardato 421 pazienti affetti supporto clinico (epatologo-oncologo). da epato carcinoma trattati con teraI risultati sono stati pubblicati sulla pie locoregionali intrarteriose epatiche rivista JVIR - Journal of Vascular and ablazioni e resezioni parte dei quali tra- Interventional Radiology che ha avuto piantati. un elevatissimo numero di link e citazioIl lavoro che vanta la casistica più ni da cui l’attribuzione del prestigioso ampia al mondo per un singolo cen- riconoscimento consegnato a Padova.

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia a livello nazionale che regionale quella che definirei una corazzata dell’altruismo e del volontariato. Le Istituzioni fanno bene la loro parte.Dott. ComeMassimo Regione mettiamo in campo Camellin un’organizzazione capillare e ai massimi liOftalmologo velli Via scientifici e tecnologici, l’efficienza dei Dunant, 10 - Rovigo Centritel. Trapianti di Padova, Verona, Treviso 0425 411357 e Vicenza, investimenti continui in mail: segreteria@sekal.it tecnologieweb: e professionalità. I Comuni e le Ullss www.lasek.it stanno collaborando con sempre maggiore impegno alla raccolta delle dichiarazioni di

superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su volontà. Ma tutto questo non servirebbe a se stessa. Una volta all’interno dell’occhio nulla senza il grande cuore dei veneti che, questa si svolge e viene posizionata anno dopo anno, aggiornano i loro record di al di sotto dell’iride. L’intervento dura generosità. Quindi, prima di tutto, grazie a mediamente cinque minuti ed il paziente tutti i cittadini del Veneto”. rimane bendato due giorni. Il recupero Coletto, Petrin e Troietto hanno unanivisivo è veloce e già in seconda giornata la memente posto l’accento sulla possibilità di visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti fare ancora meglio, lavorando sulla diffusiomiopici ma esiste anche l’astigmatismo ne di conoscenza e cultura della donazione e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato e del trapianto e rafforzando i sistema di alla non sfericità della superficie corneale, raccolta delle volontà. L’adesione alla donasimile ad un pallone da rugby invece che zione può essere espressa da anni rivolgensferica) può essere associato alla miopia dosi all’Aido (anche per via informatica) e o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il alle Ullss, ma sta avendo successo anche il contrario della miopia e qui l’occhio è più recente Progetto “Una Scelta in Comune”, corto. Una preoccupazione dei pazienti che Aido ha lanciato in collaborazione con i è la durata di queste lenti. Il materiale è Comuni per rendere possibile alla gente l’eperfettamente biocompatibile e la durata spressione di volontà a donare nel momeneterna! to del rinnovo della carta d’identità. In Veneto vi hanno già aderito 202 Comuni, che hanno già registrato 83.415 dichiarazioni, delle quali 69.301 favorevoli alla donazione. I Comuni che hanno aderito sono 50 in provincia di Vicenza, 36 a Treviso, 30 a Venezia, 26 a Padova, 24 a Verona, 21 a Belluno e 15 a Rovigo. Proprio in questi giorni, il totale delle dichiarazioni complessivamente raccolte in Veneto ha superato quota 300 mila, arrivando a 300.062.

Centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura allergie e intolleranze alimentari C

he succede? Se lo stanno chiedendo in molti e la denuncia di qualche cosa che non va arriva proprio dal basso. A coglierla il Consiglio regionale del Veneto che ha votato all’unanimità una mozione perché la “Giunta regionale si attivi per non depotenziare il centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari costituito presso l’azienda ospedaliera di Padova, una delle eccellenze della sanità veneta’. In particolare, la L.R. n. 26 del 26 novembre 2004 ha istituito, presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, il ‘Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari’, che in questi anni si è affermato come polo d’eccellenza della sanità veneta e italiana. L’Azienda Ospedaliera, tuttavia, sta inspiegabilmente depotenziando il Centro, procurando un grave danno sia al reparto sia alle migliaia di pazienti che confluiscono da tutte le Regioni. La mancanza, infatti, di risorse economiche, di spazi adeguati e personale dedicato non permetterà di mantenere il livello d’eccellenza del Centro, nuocendo anche all’immagine stessa della Regione Veneto. La Mozione, quindi, impegna il

Presidente Zaia e la Giunta regionale ad attuare tutti i provvedimenti necessari affinché l’Azienda Ospedaliera di Padova fornisca al Centro Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari fondi, spazi, personale e spazi

di operatività adeguati per consentire il proseguimento dell’attività, mantenendo il livello di eccellenza, nonché a estendere la cura e il trattamento delle allergie e delle intolleranze alimentari anche ai pazienti adulti.


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Algeria da mille e una notte di Renato Malaman

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’Algeria oggi è un buco nero nella mappa del Mediterraneo. Un luogo “non luogo”, che respinge e allo stesso tempo attira. Che mette paura per le evidenti ripercussioni psicologiche causate da recenti fatti di cronaca (sequestri, uccisione di ostaggi) ma che al contempo genera curiosità per effetto della storia straordinaria che ha alle spalle e delle bellezze assolute che può offrire agli occhi dei suoi visitatori. L’Algeria, paese più grande dell’Africa, è oggi tanti paesi in uno, dove viaggiare è indubbiamente complicato (i gruppi sono costantemente scortati – seppur in modo

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discreto - da un’unità della Polizia, che fa staffetta a ogni confine di provincia) ma dove si possono trovare così tanti spunti di interesse che della “blindatura” ci si dimentica presto. Anche perché i poliziotti al seguito sanno come rendersi gradevoli e rivelarsi alla lunga maestri di ospitalità. Di una cosa ci si accorge subito sbarcando ad Algeri dopo un’ora e mezza di volo da Roma: che la presenza coloniale della Francia, durata ben 132 anni – dal 1830 al 1962 – ha lasciato segni permanenti nell’architettura urbana, nelle abitudini, nella vulgata e in un certo senso anche nei modi di vivere. continua alla pag. seguente


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Algeria da mille e una notte

Il più grande paese dell’Africa oggi è visitabile sotto scorta, ma in cambio offre bellezze uniche: città romane perfettamente conservate, oasi con milioni di palme e i villaggi millenari della Pentapoli che ispirarono l’architetto Le Corbuisier di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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artiamo proprio dalla guerra di Indipendenza (1954-62), una ferita aperta e mai rimarginata. Otto anni di sangue che hanno lasciato tracce anche nella coscienza dei francesi per il comportamento poco onorevole tenuto dalle proprie truppe e dai propri governanti nel tentativo, rivelatosi inutile, di reprimere l’anelito di libertà espresso dal popolo algerino. Quegli anni spiegano l’origine di tante tensioni che ancora oggi rendono l’Algeria un paese irrequieto, incerto nel cammino verso una democrazia vera. Diciamo tutto questo in premessa per ribadire però che questo paese è uno dei più belli del Mediterraneo e che comunque merita di essere visitato. Anche chiudendo un occhio sui tanti controlli – per lo più preventivi - a cui si viene sottoposti strada facendo. Tutto sommato utili a garantire la propria sicurezza. L’Algeria era il granaio di Roma. Nell’età imperiale sono sorte città che tuttora lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e la ricchezza dei reperti ritrovati. Città di estensioni ragguardevoli con tanto di archi, anfiteatri e terme. L’itinerario classico parte da Costantina, città sorprendente per gli eleganti palazzi e i ponti sospesi su una spettacolare fenditura naturale. L’antipasto di questa romanità solenne d’Algeria lo offre Tiddis sulle pareti di una montagna, dove è riconoscibile persino un bordello dell’epoca. A Setif sono conservati invece alcuni dei mosaici più grandi e più belli mai realizzati nelle regioni dell’Impero, primo fra tutti quello dedicato al Trionfo di Bacco. Nella vicina Djemila, la romana Curculum fondata dall’imperatore Nerva, svettano l’arco di trionfo, l’anfiteatro, le terme e il foro. Ma il sito più clamoroso per fascino e maestosità è Timgad, gioiello archelogico inserito in un contesto naturale di grande bellezza con colline e monti a far da scenario. Una città romana perfettamente conservata con il suo castrum, le mura con le quattro porte, il foro con i templi, le terme, le fontane… Insomma, una piccola Roma in terra africana. Proseguendo verso sud i colpi di scena non mancano. Vedi lo spettacolare canyon dell’Abiod, una gola dove la Resistenza algerina tese molti agguati ai francesi. Il canyon offre la vista del villaggio abbandonato di Ghoufi, le cui abitazioni sono scavate nella roccia. Dopo aver attraversato una zona di biancheggianti saline si raggiunge l’oasi di El Oued, antica capitale del Souf con le sue case bianche e le rose del deserto. Quindi, dopo la grande oasi di Ouargla, Touggourt con le singolari tombe dei re e un’oasi con oltre un milione di palme. Sempre a Touggourt, nella piazza del mercato c’è un monumento che ricorda la prima traversata transahariana. Quella realizzata nel 1922 da André Citroën con un mezzo a ruote e cingoli progettato per l’impresa. Timbouctu venne raggiunta in due settimane! Nella vicina Tamacine c’è un’origi-

La capitale Algeri distesa sulla baia più bella del Mediterraneo schiude oggi i vicoli della sua misteriosa casbah, dove poco più di mezzo secolo fa iniziò la sanguinosa guerra combattuta dal popolo algerino per liberarsi dopo 132 anni dell’occupante francese

NELLA FOTO DI COPERTINA IL MAESTOSO ARCO A TRE FORNICI DI TIMGAD. IN QUESTA PAGINA DALL’ALTO E POI DA SINISTRA: UNA VEDUTA DELLA BAIA DI ALGERI; LA GRANDE MOSCHEA E IL MONUMENTO AI MARTIRI DELLA RESISTENZA SEMPRE NELLA CAPITALE; UNO SCORCIO DI COSTANTINA; DONNA MOZABITA A EL ATTEUF, DATTERI DELLA VARIETÀ DEGLET NOUR; UNA VEDUTA DI GHARDAIA; PANORAMA SULLA CITTÀ ROMANA DI TIMGAD, L’ANFITEATRO DI DJEMILA, ARCO ROMANO A TIDDIS; UNO DEI MOSAICI DI SETIF; LA MOSCHEA DI SIDI BRAHIM A EL ATTEUF E UNA SPETTACOLARE VEDUTA DEL VILLAGGIO DI GHOUFI NEL CANYON DI ABIOD

nale moschea a giustificare la sosta. Meta agognata di questo itinerario verso il centro dell’Algeria è Ghandaia, la biancoceleste capitale della Pentapoli del M’zab, Patrimonio dell’Umanità Unesco la cui oasi sopravvive grazie a un ingegnoso sistema di distribuzione dell’acqua con 270.000 pozzi profondi 60 metri dai quali viene sollevata acqua 24 ore al giorno con l’opera di muli, asini e cammelli. La Pentapoli, abitata da fiere popolazioni berbere sottoposte a un pressante processo di arabizzazione (ecco il motivo di tante tensioni in quest’area), è un piccolo mondo di tradizioni antiche, dove le donne sono avvolte da un telo bianco che lascia scoperto solo un occhio. La visita di Melika, Beni Isguem, Bou Noura e El Atteuf (famosa quest’ultima perché il grande architetto Le Corbuisier vi trasse fonte di ispirazioni per i suoi rivoluzionari principi dell’architettura che rispetta la natura) offrono suggestioni uniche, che da sole valgono il viaggio. Le città della Pentapoli hanno oltre mille anni e furono fondate dagli Ibaditi, un ramo dell’Islam moderato.

Infine Algeri, la leggendaria Algeri con la sua baia considerata la più bella del Mediterraneo e la sua misteriosa casbah dove si combattè la famosa battaglia di Algeri, che porto all’indipendenza del paese e che il regista Gillo Pontecorvo raccontò in un memorabile film del 1966. Algeri che oggi conserva anche parte del suo fascino francese, soprattutto nella parte bassa che si snoda sul lungomare. Il monumento che celebra l’indipendenza ospita un museo che va assolutamente visitato per capire di più della storia recente di questo paese straordinario di 40 milioni di abitanti ancora in cerca di un suo equilibrio politico. I viaggiatori più arditi, poi, non manchino l’escursione nel profondo sud, ovvero nel deserto dell’Hoggar Tassili che offre i paesaggi più emozionanti del Sahara. L’Algeria, va ribadito, è un paese che non può mancare nel taccuino dei ricordi di ogni viaggiatore avventuroso ed esperto. Troppo importante per capire quel variegato mosaico che è l’Africa mediterranea.


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Food & Drink L’ASPARAGO DI CIMADOLMO IGP PRESTO PROTAGONISTA ALLA PROVA DEL CUOCO SU RAI 1

“bianco

fresco

Il meteo ha frenato la partenza, ora si attende il bel tempo per rilanciare la stagione 2018 sto prodotto costituisca oggi un importante volano per l’economia del territorio ”. Ed è quello che auspicano i 60 produttori appartenenti alla Denominazione Cimadolmo IGP, che anche quest’anno riforniranno i tanti locali coinvolti nell’imponente rassegna gastronomica dislocati nei 12 Comuni lambiti dal fiume Piave o ad esso molto prossimi: Cimadolmo, Breda di Piave, Fontanelle, Mareno di Piave, Maserada sul Piave, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, San Polo di Piave, Santa Lucia di Piave, Spresiano, Vazzola.   “Il consumatore pare apprezzare la genuinità

di questo alimento prezioso che a Cimadolmo passa direttamente dal campo alla tavola dei tanti locali che lo servono, sempre fresco di giornata –prosegue Dall’Acqua - Tant’è che lo scorso anno, in questa piccola Denominazione, la rassegna ha potuto contare su 20.000 presenze “a tavola”. A testimoniare il crescente appeal di questa rassegna, segnaliamo l’ingresso di alcuni locali: Ristorante Locanda Dussin (Piavon di Oderzo);   Antico Ristorante 4 Corone – Oderzo; Ristorante Gaia da Camino – Camino di Oderzo;  Steakhouse Al Scarpòn – Spresiano; Osteria Àe Calière – Lovadina di Spresiano.

dolce

asparago” Stagione 2018 - A tavola con l’Asparago bianco di Cimadolmo I.G.P.

Dal 6 Aprile al 28 Maggio, Cimadolmo cuore dei festeggiamenti Ristorante Il Carro

Villa Dirce

DUNA VERDE - CAORLE (VE) - Tel. 0421.299478

VAZZOLA (TV) - Tel. 0438.488210

VENERDÌ 6 APRILE 2018

Trattoria Da Metino SABATO 7 APRILE 2018

TEMPIO DI ORMELLE (TV) - Tel. 0422.745193

A pranzo con l’Asparago

Pro Loco Camalò

Agriturismo Antonio Facchin

MARTEDÌ 24 APRILE 2018

AGRIUMBRIA: 50 ANNI DI BELLISSIMI ANIMALI

DOMENICA 6 MAGGIO 2018

SAN POLO DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.743550 - 329.0583053

Mozzarella di Bufala e Asparago Bianco di Cimadolmo IGP

Festa del Verdiso a Combai “L’Asparago e il Verdiso” LUNEDÌ 7 MAGGIO 2018

MARTEDÌ 24 APRILE 2018

COMBAI (TV) - Tel. 0438.893385

DOMENICA 8 APRILE 2018

COLLALTO (TV) - Tel. 338.2916580

L’Asparago di Cimadolmo incontra i vini bianchi Piave Doc

Osteria Torre Morosini

Ristorante Antico Podere dei Conti

PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 348.1445969

SANT’ANNA DI SUSEGANA (TV) - Tel. 0438.895380

CAMALÒ DI POVEGLIANO (TV) Tel. 338.7897373 - 335.6931237

Osteria della birra

BREDA DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.600153

COMUNE DI CIMADOLMO

Fabrizio Nonis

GIOVEDÌ 12 APRILE 2018

Ristorante Ronco del Gelso VENERDÌ 13 APRILE 2018

RONCADELLE DI ORMELLE (TV) - Tel. 340.1235142

Ristorante Ai Sette Nani

GIOVEDÌ 26 APRILE 2018

MARTEDÌ 8 E MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2018

L’Asparago in oasi GIOVEDÌ 10 MAGGIO 2018

VENERDÌ 27 APRILE 2018

MARENO DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.499204 - 346.6156651

Trattoria Al Vecio Morer

Locanda Roma

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.202188

VENERDÌ 27 APRILE 2018

VENERDÌ 11 MAGGIO 2018

Ristorante Da Domenico

Ristorante Grave di Papadopoli

PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.858169 - 339.2138636

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.803425 - 041.5210252

VENERDÌ 13 APRILE 2018

NEGRISIA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.854640

Al Gabbiano

VENERDÌ 27 APRILE 2018

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.853725

Cà Lozzio

Birreria Ludwigs Krone Original Kapuziner

PIAVON DI ODERZO (TV) - Tel. 0422.752111

SPRESIANO (TV) - Tel. 0422.880537 - 346.3137584

SABATO 14 APRILE 2018

DOMENICA 15 APRILE 2018

Osteria Da Tizio

GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018

Agriturismo Le Grave

MARENO DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.28348

SANTA LUCIA DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.27137 - 349.6117406

Ristorante Alla Botte GIOVEDÌ 19 APRILE 2018

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.743173

Ristorante Casa D’Arsiè VENERDÌ 20 e SABATO 21 APRILE 2018

PELLET 2018/2019 tel/fax 0426 950185

Osteria con cucina Modì SABATO 21 APRILE 2018

SANTA LUCIA DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.700317

Trattoria La Rosa SABATO 21 APRILE 2018

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Trattoria All’Isetta GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2018

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Locanda Ottoboni VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

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Ristorante-Locanda Dussin VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

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Ristorante-Pizzeria Gaia Da Camino VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

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Steakhouse Al Scarpon VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

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SERATA DI CHIUSURA

Stand Pro Loco LUNEDÌ 28 MAGGIO 2018 CIMADOLMO (TV)

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È GRADITA LA PRENOTAZIONE

Si chiama “C’è”, pesa 1.640 kg ed è il toro di razza CHIANINA più grande grande d’Italia. È allevato a Perugia dall’azienda agricola fratelli Lucchetti - Ad Agriumbria, di scena a Umbriafiere di Bastia Umbra (PG) fino a domenica 8 aprile, sarà premiato l’esemplare di Chianina più grande al mondo. Al centro dell’attenzione la genetica delle razze bovine che in Italia è un fiore all’occhiello. I semi riproduttivi delle razze italiane sono i più richiesti al mondo. La maggior parte degli allevamenti di carne americani (gli Usa sono i più grandi allevatori al mondo) è “firmata” da riproduttori italiani. Ma in fiera grande spazio è dedicato alla Cunicoltura: dalla fata perlata alla pezzata tricolore: in Italia oltre 100 specie diverse di conigli di cui 43 puramente italiane. Oltre 20 specie a rischio di estinzione. Ad Agriumbria la rassegna dei conigli più belli del mondo. Agriumbria è dunque imperdibile: giunta alla cinquantesima edizione, si conferma uno dei saloni più importanti per l’agricoltura italiana, prima in Italia nel settore zootecnico.

GRAFICHE FG - PONTE DI PIAVE (TV) - 0422.852100

Una rassegna senza precedenti quella che ha per protagonista l’ortaggio Igp più saporito della primavera e che si svolgerà dal 6 aprile al 28 maggio presso i migliori ristoranti dei 12 comuni interessati alla coltivazione. Testimonial della stagione dell’Asparago di Cimadolmo IGP quest’anno sarà un volto amato dagli spettatori del piccolo schermo: Fabrizio Nonis.  Macellaio gourmet meglio noto come ‘el Beker’, nickname veneto riconosciuto in tutta Italia, Nonis è un professionista eclettico apprezzato per le sue spiccate doti di comunicatore, che ha debuttato in tv come collaboratore di Canale 5 nella rubrica TG5 Gusto, per diventare dapprima corrispondente del Gambero Rosso Channel dove ancora collabora alternando il suo ruolo di inviato per Antonella Clerici ne La Prova del Cuoco. E’ stato proprio lui a prendere a battesimo quest’anno la stagione dell’Asparago di Cimadolmo IGP 2018 con l’avvio della grande rassegna gastronomica del Paese alla presenza  anche dei 12 Comuni appartenenti alla denominazione.  “Ringrazio tutti i produttori –  ha affermato l’assessore Giuseppe Pan  -  che con il loro impegno affrontano non poche difficoltà rendendo accessibile questo ortaggio meraviglioso a noi tutti. Il settore ortofrutta da solo vale almeno un miliardo, con il contributo importante dell’asparago veneto che nelle sue tre denominazioni -Bassano, Badoere, Cimadolmo - su un totale di 1500 ettari con una resa pari a 6,6 ton/ha,  garantisce al consumatore 10.000 tonnellate/anno”.   Questo frutto, apprezzatissimo già dagli antichi romani residenti nella zona di Cimadolmo per le sue straordinarie qualità salutistiche oltre che per l’inconfondibile sapore, è diventato simbolo stesso del territorio di produzione nonché cruciale driver per l’economia di quest’area. “Purtroppo quest’anno a causa del maltempo e del freddo che si sono protratti più a lungo rispetto alle medie stagionali, i circa  100 ettari riservati alla coltivazione tutelata non hanno ancora visto la completa maturazione del prezioso turione tanto atteso dal consumatore, afferma il presidente della Strada dell’Asparago di Cimadolmo Igp, Graziano Dall’Acqua,  ma contiamo che nelle prossime settimane, con il tempo che volge al bello e l’arrivo di più miti temperature, la coltivazione arrivi alla produzione ottimale del comparto che, ricordo, lo scorso anno ha potuto superare i 600.000 chilogrammi, per un valore stimato di qualche milione di euro. Un dato che testimonia quanto que-


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Ariete Se il destino non vi porta quello che sperate, iniziate a pensare di andarvelo a prendere. Coraggio!

Toro Potreste avvertire un sottofondo di tristezza per qualcosa che non va come desideravate. Siate positivi

Aprile L’energia ritrova la via per cambiare prodigiosamente il corso di molti eventi. La luce rinnoverà corpo e mente

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Bilancia Per voi tanto affetto, ma anche tanti desideri di conquista: alcuni li appagherete; altri li lascerete sfumare

Scorpione Non mancheranno le polemiche e rischierete di essere sin troppo aggressivi. Pensate due volte prima di agire

Gemelli

Sagittario

Avete bisogno di stare in compagnia: conoscere gente, andare in giro, scoprire nuovi posti e nuovi interessi

Concedetevi qualche momento in più di divertimento o di relax. Le preoccupazioni diventeranno meno pressanti

Cancro Il mese favorirà il cuore e i progetti familiari o legati alla sfera sociale che vi stanno più a cuore

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Capricorno E’ in atto un grande cambiamento che vi porterà alti e bassi. Dedicatevi tempo e coccole, un viaggio

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Mese difficile per i rapporti personali. Fate attenzione a non offendere nessuno e moderate le esternazioni

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Pesci Pazienza al limite, mettete i puntini sulle i e fate valere le vostre ragioni o sicuramente subirete dei torti


Venerdi 4 maggio dalle ore 14.00 alle ore 18.00

Open Day INVISALIGN

Durante la giornata, previo appuntamento, gli specialisti saranno disposizione per una visita nel corso della quale ricevere tutte le informazioni necessarie a valutare i vantaggi di INVISALIGN. La tecnica INVISALIGN permette, tramite l’utilizzo di mascherine trasparenti, gli allineatori, di correggere le anomalie di posizione dei denti in maniera personalizzata, sicura e non invasiva.

Dott. Alessandro Perri Nato a Padova, il 12/04/1983

Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Padova, conseguita nella sessione di Luglio 2007 con votazione 110/110 Lode. Specializzazione in Ortognatodonzia presso la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia, Università degli Studi di Ferrara, Direttore Prof. G. Siciliani, conseguita nel 2012 con votazione 20/20 Lode. Tutor Clinico presso reparto di Ortodonzia della Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Padova da settembre 2012.

Sarà possibile prendere agevolmente le impronte con il nuovo ed innovativo Scanner Intraorale e queste saranno subito visibili immediatamente al computer. Su questa immagine dei denti si programma, secondo una simulazione virtuale, lo spostamento progressivo dei denti fino a raggiungere la posizione desiderata. Secondo le esigenze del paziente. I vantaggi di INVISALIGN rispetto all’ortodonzia tradizionale sono estetici, il materiale innovativo trasparente riduce l’impatto visivo indesiderato dell’apparecchiatura metallica e pratici, le mascherine sono così sottili da non causare disagio, permettono di mantenere un’ot-

tima igiene orale e, inoltre, sono facili da utilizzare. Le mascherine devono essere indossate per 22 ore al giorno, si possono togliere solo durante i pasti, si sostituiscono ogni 2 settimane al massimo con nuovi allineatori che si susseguono secondo il piano di trattamento. Durante le visite di controllo, l’ortodontista controlla i progressivi miglioramenti e si assicura che corrispondano a quelli programmati. Con INVISALIGN si può intervenire sulle problematiche ortodontiche dell’adolescente e dell’adulto, permettendo ai pazienti di sorridere ed essere disinvolti pur indossando un apparecchio ortodontico. Il Dott. Perri, specialista in ortognatodonzia ed esperto della tecnica INVISALIGN, definisce quindi le varie fasi di spostamento e stabilisce il percorso del trattamento. A questo punto vengono realizzati gli allineatori, ognuno dei quali ha l’informazione necessaria a effettuare gradualmente lo spostamento deciso, fino a raggiungere l’obiettivo finale. La durata dell’intero trattamento dipende dalla complessità del caso.

Adria apr2018 n54  

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