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A distanza di vent’anni dall’ultimo concerto, tornano dal vivo a Marostica i Plasticost...

continua a pagina IX

L’associazione “Musei all’aperto del Grappa – Grande guerra 1915-18” ha una nuova sede messa a disposizione dal comune di Cassola...

continua a pagina XIV

campionati italiani assoluti paralimpici Festa grande per il circolo della Spada di Bassano... A pag. XII

ZTL a Bassano

Marostica premia lo shopping

Dal 1° luglio centro storico off-limits alle auto, tutti i giorni feriali dalle 20.30 alle 5.30… Continua a pag. VI

Facendo acquisti nei negozi del centro... il cliente potrà ottenere un coupon per una consumazione gratuita nei bar, enoteche e ristoranti… Continua a pag. VIII

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breganze | territorio

In pieno centro cittadino l’ex fabbrica versa in uno stato di abbandono e degrado

Ex stabilimenti Laverda a Breganze: dalla memoria al recupero? In una tesi di laurea l’ipotesi di un riutilizzo multifunzionale

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ono trascorsi 140 anni da quando un giovane tecnico, nato in una famiglia di agricoltori, fondava la Ditta Pietro Laverda, la più antica ed importante fabbrica di macchine agricole italiana: all’inizio un modesto laboratorio in collina, trasformato in vera e propria industria dopo il suo trasferimento nel centro di Breganze, dove l’attività è rimasta per oltre settanta anni prima del trasloco nella sede attuale lungo la superstrada Gasparona. Inseriti in un contesto urbanistico e ambientale delicato e complesso, gli ex stabilimenti Laverda occupano tuttora una vasta area del centro storico di Breganze. La loro presenza coinvolge tutta la comunità residente, che da anni si interroga sul possibile recupero di un sito che, motore dello sviluppo economico dell’intera zona, versa ora in una situazione

di pericoloso abbandono.

“Non si tratta di un singolo edificio– spiega Alessandra Bizzotto, autrice di una tesi di laurea sull’argomento - ma di una vera e

propria area dismessa di oltre 18.000 metri quadrati – Oltre alla fabbrica, dislocati nei

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dintorni, la famiglia Laverda aveva dotato il paese di un centro di addestramento tecnico, una mensa, un reparto-magazzino mietitrebbie, un campo da calcio, una scuola di addestramento professionale e ben tre nuclei residenziali.” Utilizzati fino alla fine degli anni novanta, gli edifici hanno subito una forzata e fraudolenta rimozione di tutte le parti metalliche, da cui la quasi totale mancanza di vetri e la conseguente infiltrazione delle acque meteoriche, risalita di umidità, proliferazione di muffe e crescita di una folta vegetazione.


Si può ipotizzare in un prossimo futuro un intervento su questa area in degrado valorizzandone gli spazi con un utilizzo multifunzionale? “L’area è di proprietà di privati – spiega ancora Alessandra Bizzotto – e la

sua trasformazione urbanistica ed edilizia è resa assai difficile dall’attuale situazione economica. Le ipotesi di recupero possono essere sostanzialmente due: la completa demolizione e sostituzione dei fabbricati esistenti con nuovi nuclei residenziali, oppure un parziale recupero del patrimonio storico e quindi anche della memoria.” Che problemi presenta la seconda ipotesi?

“ Il problema del recupero e riuso degli edifici consiste nell’adattare materiali, processi e impianti ad un nuovo organismo architettonico che però non deve perdere il suo carattere

originario, ma senza negarsi una nuova vita. In quest’ottica – prosegue Alessandra dell’intero impianto sono stati individuati due corpi di fabbrica sui quali si potrebbe intervenire allestendo un museo delle macchine agricole e una nuova biblioteca comunale, oltre ad un piccolo nucleo residenziale ideato secondo i principi del social housing. Tra i due fabbricati esiste un viale che apre la vista sulla collina a

nord in cima alla quale era posto il capitello in cui si recavano gli operai per le celebrazioni importanti. In questo modo si potrebbe cercare di conservare la memoria storica della ditta Laverda trasmettendo alle nuove generazioni quello che hanno rappresentato gli stabilimenti per la comunità breganzese”.

Laverda: un capitolo della storia economica veneta ed italiana La storia di questo insediamento industriale coincide da un lato con l’evoluzione della meccanizzazione agricola di cui l’industria Laverda è stata una protagonista, e dall’altro con la storia dello sviluppo economico del paese di Breganze. Nel 1905 la produzione della Laverda consisteva principalmente in sgranatoi per mais, trinciaforaggi, trebbiatrici, torchi e pigiatrici per vino e soddisfaceva i bisogni della modesta agricoltura dell’epoca. Nel 1912 una svolta importante si ebbe con l’installazione della prima fonderia per la fusione della ghisa, che consentì all’azienda di accrescere notevolmente la produzione. Negli anni trenta i tecnici di Breganze realizzarono delle nuove macchine per la fienagione, il raccolto e, soprattutto, la prima mietilegatrice di produzione italiana, una vera e propria rivoluzione per l’agricoltura: i dipendenti, che all’inizio del secolo erano una cinquantina, raggiunsero presto le 300 unità e la produzione di macchine Laverda crebbe in modo esponenziale. E’ datata 1956 la prima mietitrebbia semovente: un grande successo in un settore dove dominavano le macchine straniere e l’inizio di una vertiginosa espansione che portò in pochi anni l’azienda a superare i 1000 dipendenti e a diventare leader nel mercato italiano. Le impellenti necessità di nuovi spazi portarono alla costruzione di altri capannoni in un’area poco lontana dalla sede storica e alla fine degli anni ‘70, con il progressivo trasferimento di reparti ed uffici nella nuova sede alla periferia del paese, i locali posti nel centro storico di Breganze rimasero vuoti e silenziosi. Si chiudeva così un capitolo importante per la storia locale, una stagione che aveva visto centinaia di lavoratori alternarsi, spesso di padre in figlio, negli angusti capannoni.

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presentazione | indice

Editoriale

Parole chiave Parole chiave: riqualificare, restaurare, rivitalizzare. Da Breganze, dove un ex stabilimento abbandonato abbruttisce la vista a chi entra in centro, passando per Cittadella e le sue mura rinate, fino alla sistemazione della piazza di San Giuseppe di Cassola ed alle consumazioni gratuite di Marostica.

Allegato gratuito a La Piazza - Il quindicinale di annunci e appuntamenti Anno 0 - Numero 5 5 luglio 2013 Autorizzazione Tribunale di Bassano del Grappa n°7/94 del 7/10/94

Si mette mano alle città per renderle più belle, e si cercano nuove strategie per mantenerle vive. Per offrire nuovi motivi per restare, a chi ci abita; per fermarsi, a chi è di passaggio; per tornare, a chi se ne innamora. La città ha un costo: necessita, per sua intrinseca natura, di persone che la percorrano. Una città vuota è solo un monumento. Siano essi turisti, per i quali viene abbellita, clienti che la preferiscono ai centri commerciali, o residenti con la voglia di incontrarsi in piazza, la città ha il dovere di offrire la migliore accoglienza chi vi transita, scopo e senso del suo esistere. Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l’attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che si impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c’era tafano sul dorso d’un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza.

Direttore Responsabile

Cristina Lunardon Editrice

Tabloid

(Italo Calvino, Marcovaldo ovvero Le stagioni in città)

Responsabile notizie

Cristina Lunardon notizie@lapiazza.it

Per la pubblicità

0424.219185

Per inviare foto e/o testi

notizie@lapiazza.it

Indice II

Ex stabilimenti Laverda: dalla memoria al recupero?

In pieno centro l’ex fabbrica versa in uno stato di abbandono

VI

Ztl a Bassano: dal 1° luglio attiva tutti i giorni dalle 20.30

Raggiunta l’intesa tra Comune e commercianti

VII

Cittadella: 1660 metri, nastro da guinness sulla cinta

Gerry Scotti ospite d’eccezione alla festa inaugurale

VIII

Per i clienti dei negozi scaligeri, consumazioni gratuite

Fino al 21 settembre Marostica premia lo shopping in città

IX

Il ritorno a Marostica dei Plasticost dal vivo

A distanza di venti anni dall’ultimo concerto

X

Partiti i lavori della piazza di San Giuseppe

dopo due anni di stand-by del progetto

X XII

6 giorni di Servizio Civile con gli Alpini Quando due bronzi diventano oro e argento nazionali

Protagonisti ai Campionati Italiani Assoluti Paralimpici

XIV

Nuova sede per i “Musei all’Aperto del Grappa”

PROFESSIONALITà VOLONTARIE PER GLI ALLESTIMENTI, CERCASI

XV XVI

Raduno Triveneto: Schio invasa da 30 mila alpini Primi passi per “alleggerire” l’iter burocratico dei Comuni

Tezze sul Brenta è il primo comune del Veneto in cui i certificati anagrafici si stampano da casa

XVIII Da Schio, in viaggio sul plastico più grande d’Italia.

non solo gli appassionati rimarranno a bocca aperta

XIX XX

Il 27 luglio è La Notte del Manghen “Ma che storia”: romanzo e gioco sulla Grande Guerra

Il progetto ideato dal dirigente Enaip di Bassano Loris Giuriatti P

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NOVITA’ CORSI STAGIONE 2013/2014

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bassano | centro storico

Raggiunta l’intesa tra

Comune e commercianti

Ztl a Bassano: dal 1° luglio attiva tutti i giorni dalle 20.30

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al primo luglio, centro di Bassano off-limits alle auto, tutti i giorni feriali dalle 20.30 alle 5.30. Per il weekend, rimarrà chiuso sabato e domenica, sabato mattina compreso, per permettere il

normale svolgimento del mercato. E’ quanto stabilisce il nuovo accordo tra amministrazione, commercianti e residenti, dopo la forte polemica che si era sollevata pochi mesi fa, nel momento in cui, dal Comune, era giunta la proposta di rendere pedonale il cuore cittadino dal lunedì al venerdì dalle 19.00, tenuta fissa la chiusura del fine settimana. Allora, erano stati soprattutto i commercianti a levare gli scudi, per protestare contro quella che definivano “l’ennesima bastonata al commercio del centro storico”. Ad un compromesso pare che si sia dunque arrivati. I sei

varchi che regolano l’accesso al centro, in un raggio d’azione di 200 metri, saranno funzionanti ed attivi, segnalati dai nuovi tabelloni luminosi che avvisano dell’attivazione o meno della ztl. Per il momento si tratta di una soluzione in via sperimentale. E, tra le varie sperimentazioni, c’è anche quella proposta dai negozianti del centro, di modificare l’orario di apertura pomeridiana delle attività, dalle 16.30 alle 20.30. Come dire, un colpo al cerchio, uno alla botte, per rivitalizzare il cuore della città ai piedi del Grappa.

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cittadella | restauri

Gerry Scotti ospite d’eccezione alla festa inaugurale

Cittadella: 1660 metri, nastro da guinness sulla restaurata cinta muraria

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illeseicentosessanta metri. Un nastro da guinness rosso granata si è srotolato lungo il rinnovato e restaurato camminamento di ronda sulle duecentesche mura di Cittadella. 20 anni di lavori, 25 milioni di euro per un’opera unica. Sì, perché Cittadella è l’unica città d’Europa ad avere ancora intatta e percorribile l’intera cinta. E allora un’inaugurazione in grande stile, alla presenza,tra autorità civili, religiose e militari, del presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che ha ricordato gli esordi dei lavori, quando “un gruppo di visionari si riunì con

la convinzione di ridare lustro alla cintura

muraria in un’ottica di valorizzazione del territorio e rilancio del turismo.“ E proprio la vocazione turistico culturale di Cittadella è stata in più occasioni presa in considerazione anche dall’ospite d’eccezione dell’evento, Gerry Scotti. Un insolito padrino, che ha seguito passo per passo la corsa del nastro portato dalle staffette per più di un chilometro e mezzo “tra cielo e terra”. Scotti è tornato nella città dell’Alta Padovana esattamente dopo due decenni.

“Il tempo necessario - ha confermato per vedere e toccare con mano la trasformazione delle mura, che già vent’anni fa avevano un fascino inestimabile”. “Un esempio - ha aggiunto il celebre presentatore – di come l’impegno di

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una comunità e l’amore per la propria terra possano dare ottimi risultati”. Lo stesso sindaco di Cittadella, Giuseppe Pan, non ha mancato

di ricordare i colleghi che l’hanno preceduto e che, al di là dei colori politici e delle difficoltà via via incontrate, non hanno mai allentato la morsa per quanto riguarda il compimento dei lavori di sistemazione della cinta.


marostica | iniziative

Fino al 21 settembre Marostica premia lo shopping in città

Per i clienti dei negozi, consumazioni gratuite con “Restate a Marostica”

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eagire alla crisi facendo rete. Erano più di ottanta gli operatori economici scaligeri che in aprile si sono ritrovati all’assemblea della delegazione Confcommercio di Marostica e che hanno scelto questa filosofia per fare fronte alla particolare congiuntura economica che anche la città sta vivendo. Pensare positivo e lavorare in sinergia, dunque. A crederci per primo, è lo stesso presidente Giampaolo Gasparotto, che ha esortato i colleghi a rimboccarsi le maniche per trovare nuove strategie che rivitalizzino il commercio cittadino. E dalle parole si è passati ai fatti, con l’iniziativa “Restate a Marostica”,

alla quale hanno aderito una trentina di negozi e sette esercizi pubblici.

“Facendo acquisti nei negozi del centro che partecipano a questa campagna promozionale - spiega Gasparotto – il cliente potrà ottenere, raggiunto un certo limite di spesa stabilito da ciascuna attività, un coupon per una consumazione gratuita nei bar, enoteche e ristoranti della città.” Si tratta di una forma di collaborazione trasversale e di sicuro innovativa, che non mancherà di creare dei buoni motivi in più per una visita alla città degli scacchi.

“Vogliamo presentare Marostica come un vero e proprio centro commerciale a cielo aperto – continua Gasparotto – dove le attività operano in sintonia per offrire la massima

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qualità ai clienti. Siamo anche avvantaggiati dal fatto che in città non ci sono problemi per parcheggiare le auto, e che nei giorni festivi i parcheggi sono gratuiti.” Sono molte poi le iniziative culturali che animeranno il centro durante l’estate: spettacoli per bambini, concerti di musica da camera e corale, serate teatrali, mostre, mercatini. “Marostica è viva – prosegue il presidente –

gli eventi sono tanti e spetta anche a noi commercianti, insieme agli organizzatori, farci carico della loro promozione.” Tra gli appuntamenti più attesi, il 16 luglio torneranno in piazza i Plasticost, riunitisi appositamente per un concerto gratuito a 30 anni dalla pubblicazione del loro primo disco.


marostica | personaggi

A distanza di venti anni dall’ultimo concerto

Il ritorno a Marostica dei Plasticost dal vivo

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ono passati vent’anni dalla loro ultima esibizione, trenta dal loro primo album. Ma la voglia di suonare è rimasta la stessa. E così i Plasticost si riuniranno per un evento speciale, offrendo ai loro fans un concerto gratuito in Piazza Castello a Marostica il prossimo 19 luglio. Con Sergio Volpato (Fox) alla voce e chitarra, Elio Caneva al basso, Tarcisio Lunardon al sintetizzatore, Gianni Nichele alla batteria, il gruppo si forma nel 1981 e debutta sul palco del Teatro di Solagna, in una rassegna dedicata ai...nonmusicisti della zona. All’inizio

si

fecero

chiamare

Plastic Host (“l’ostia di plastica” o “l’ospite di plastica”) ma, all’esordio discografico, nel 1983, pubblicano un mini-lp, Plasticost, che ottiene un ottimo riscontro da parte della critica. In particolare “Canzone Dada”, una sorta di manifesto della band con il testo di Tristan Tzara, che diventò il loro pezzo forte soprattutto come brano di chiusura dei concerti. I loro live show,ricchi di sorprese e situazioni surreali, restano memorabili. Fin dal loro inizio i Plasticost hanno rappresentato una delle realtà più singolari e stravaganti della scena rock italiana. Con il tempo diventarono una vera e propria cult band molto seguita dal vivo

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1984 – Canzone Dada Live >

1985 – Garage Plasticost >

per il suo carattere oltraggioso, sarcastico e a volte grottesco, sempre intriso di un humour sottile.

DISCOGRAFIA 1983  Plasticost - 1987  Evviva Evviva 1989  Pesce Naso - 1992  Black Album 1998  Cerone 2000


cassola | opere

dopo due anni di stand-by del progetto

Partiti i lavori di riqualificazione della piazza di San Giuseppe

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on la posa della prima pietra, alla presenza domenica 30 giugno delle autorità civili e religiose, sono ufficialmente iniziati a San Giuseppe i lavori di riqualificazione dell’omonima piazza. L’intervento è il frutto di un accordo sottoscritto nel 2009 tra l’Amministrazione comunale e la Parrocchia con il quale, a fronte della concessione dell’uso pubblico delle aree circostanti la Chiesa, il Comune si è impegnato a realizzare alcuni lavori di sistemazione del sagrato sulla base di un progetto preliminare condiviso, dell’importo di 500.000,00 euro.

significativo contributo alla riqualificazione dell’intero ambito spaziale del centro di San Giuseppe.

“L’avvio di questi lavori Il cantiere avrà una durata prevista di quattro mesi, necessari per la posa della nuova pavimentazione, con utilizzo di porfido di vario formato, tessitura e colorazione, bordato di lastre in marmo, previa sistemazione degli attuali sottoservizi compresa la pubblica illuminazione. L’intervento, considerata la sua valenza progettuale, in particolare rispetto ai materiali previsti, consentirà di migliorare la qualità urbana dello spazio circostante la Chiesa, apportando inoltre un

– sindaco,

è il Silvia

commento del Pasinato - segna una tappa importante

nella sistemazione e nel miglioramento dei

centri del nostro Paese. Questo importante intervento ha subito rallentamenti tra il 2011 e il 2013 a seguito del rispetto del patto di stabilità e delle incertezze economiche relative ai trasferimenti statali. Ma ora - conclude - siamo in grado di dare una meritata risposta positiva a tutta la comunità religiosa e civile”.

6 giorni di Servizio Civile con gli Alpini Dal 29 luglio al 4 agosto i ragazzi e le ragazze di età compresa tra i 17 e i 26 anni avranno la possibilità di trascorrere qualche giorno con gli alpini della Sezione Monte Grappa in una “full immersion” durante la quale potranno capire, imparare e mettere in pratica tutte le attività in cui la sezione è impegnata. Ci saranno momenti di formazione sulla storia, la tradizione ed il volontariato alpini ed inoltre verranno fornite nozioni di pronto soccorso, di protezione civile ed antincendio, oltre che informazioni sulla donazione, in collaborazione con P

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AIDO, ADMO e Reparto Donatori di Sangue.   A questi incontri si alterneranno esercitazioni pratiche per l’utilizzo delle attrezzature, prove di arrampicata su roccia in Valle Santa Felicita e visite guidate sul Monte Grappa e ai monti vicini.  Interveranno inoltre, medici dell’Azienda Sanitaria Ulss n. 3, i Vigili del Fuoco di Basssano del Grappa, la sezione cittadina del C.A.I. Le iscrizioni si chiuderanno il 12 luglio 2013. www.bassanogiovane.eu


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bassano | sport

Protagonisti ai Campionati Italiani Assoluti Paralimpici

Quando due bronzi diventano un oro e un argento nazionali Grande soddisfazione per il Circolo della Spada di bassano

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esta grande per il Circolo della Spada di Bassano, visto il prezioso bottino conquistato ai campionati italiani di Trieste. Due gli atleti in carrozzina in trasferta, Francesco d’Alessandro e Sara Bortoletto, che hanno rispettivamente vinto la medaglia d’oro e d’argento nel fioretto, e il bronzo nella spada. “Durante la fase di qualificazione a gironi di spada per la categoria C – racconta il presidente Giovanni Sponza - Francesco si è classificato in posizione

intermedia, incontrando poi in semifinale Ivan Lombardi e conquistando un meritatissimo terzo posto.  Sara, dopo la fase a gironi di spada categoria A, conquistava la semifinale ma per l’accesso alla finale incontrava la bravissima Marcella Li Brizzi, vincitrice poi del titolo Italiano, che la obbligava ad accontentarsi così di un bronzo, bello come quello dell’anno scorso”. E’poi con il fioretto che arriva la sorpresa: Francesco D’Alessandro conquista il primo Titolo  Italiano Assoluto

individuale della storia del  Circolo della Spada Bassano, battendo in finale il palermitano Giuseppe Milazzo.

“L’anno scorso - dice Sara - mi ero imposta di superare Arianna Ricucci e ci sono riuscita conquistando l’argento. Ora il mio prossimo obiettivo è di battere Li Brizzi.”

“Sono felicissimo per la medaglia d’oro confessa l’atleta - ma la cosa che mi entusiasma quasi di più è di esser riuscito a fare grandi progressi dall’anno scorso, quando in spada ero arrivato ultimo ed ora sono il numero tre d’Italia”.

“Sono entusiasta dei risultati – afferma Sponza - ma soprattutto dei progressi raggiunti dai nostri atleti. In un anno hanno saputo trasformare un bronzo in oro e argento, anche grazie a tutti i nostri iscritti normodotati, che tirando “da seduti” in carrozzina per allenare i nostri campioni paralimpici, hanno creato uno spirito di gruppo davvero unico”.

Sara, che in fondo preferisce il fioretto alla spada, ha raggiunto la finale battendo la torinese Arianna Ricucci. Ed incontrando ancora Marcella Li Brizzi, ha vinto il secondo posto sul podio.

Sponza ricorda inoltre l’appoggio offerto da associazioni, cittadini e amministratori bassanesi che si sono adoperati per fornire il Circolo della Spada di attrezzature a norma e conformi a quelle utilizzate nelle gare. “Un ringraziamento speciale – aggiunge il presidente va anche a

BirgitRastetter della Medicina Sportiva ed a Cinzia Arcamone, nostro prezioso preparatore atletico.”

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cassola | iniziative

PROFESSIONALITà VOLONTARIE PER GLI ALLESTIMENTI, CERCASI

A Cassola la nuova sede dei “Musei all’Aperto del Grappa”

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“Musei all’aperto del Grappa – Grande guerra 1915-18” ha una associazione

nuova sede messa a disposizione dal comune di Cassola nella caserma San Zeno. Oltre a malga col Andreon, base logistica dei lavori di recupero storico sul massiccio del Grappa, i volontari avranno un’importante base operativa, che fungerà anche da piccolo museo di cimeli storici della Grande guerra e da biblioteca tematica.

“Il nostro auspicio

– spiega il presidente Alberto Calsamiglia – è, nell’immediato, di sollecitare l’apporto

di volontari in forma di professionalità specifiche, come un architetto, uno scenografointerior designer, un tecnico audio ed elettricista, per l’allestimento dell’ampia sede messaci generosamente a disposizione

Grappa, con un percorso di una quarantina di chilometri che si sviluppa interamente su sentieri militari, attraversando i siti bellici restaurati.

dall’amministrazione di Cassola. La nostra associazione, nata nel 1998, da sempre si è retta unicamente con il contributo di volontari e con proventi derivati dalle opere pubblicate in proprio, quali libri e cd inediti. L’invito è esteso a chiunque voglia mettere a disposizione le proprie competenze per rendere un servizio volontario utile alla collettività, perché – tiene a precisare - ne beneficeranno in particolare scuole provenienti da tutta Italia, ed associazioni”.

“I lavori di recupero delle memorie storiche – prosegue il presidente Calsamiglia - sono stati organizzati tenendo conto delle risorse di ciascun gruppo di lavoro ed assegnando perciò proporzionali carichi di fatica”.

Il recupero storico di siti della prima guerra mondiale proseguirà anche nel 2013, in vista delle celebrazioni del centenario della fine del conflitto. I lavori riprenderanno in primavera nelle trincee, per recuperare gli ultimi siti facenti parte del progetto di congiungere valle Santa Felicita a Cima

E sono davvero tanti i gruppi che collaborano al progetto: i Kaiserschützen austriaci, l’associazione Fanti della provincia, gli alpini e gli ufficiali in congedo di Lodi, la Protezione Civile Ana Milano, le sezioni alpini di Parma, Venezia, Bassano e Dueville, giovani universitari, il gruppo Unuci (unione nazionale ufficiali in

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la dimenticanza perde i popoli, perchè i popoli non sono che memoria Niccolò tommaseo

congedo d’Italia) di Bassano del Grappa e l’associazione nazionale Artiglieri di Schio. Oltre alla squadra “ArbeitsKommando Steiermark”, composta da volontari

della Croce Nera d’Austria, che ha restaurato un’intera postazione di artiglieria nei pressi di malga Andreon, a quota m. 1064”.

www.museiallapertodelgrappa.it

Raduno Triveneto: Schio invasa da 30 mila alpini Sono stati almeno trentamila, gli alpini che il 16 giugno hanno invaso Schio in occasione del raduno triveneto delle penne nere. Era la prima volta che la città dell’Alto Vicentino ospitava un simile evento, accogliendo alpini giunti,in realtà, un po’ da tutta Italia. In prima linea l’ANA Montegrappa, con più di duemila presenze dal bassanese e pedemontana, a conferma dello spirito che anima una terra storicamente legata al corpo delle penne nere. Ed è stata anche la prima adunata per il neo eletto Presidente nazionale ANA, Sebastiano Favero, che non ha nascosto la duplice emozione di guidare gli

alpini in una manifestazione così sentita e partecipata, ma soprattutto di trovarsi nella sua terra, il vicentino, accanto a chi lo ha sempre sostenuto e spronato nella sua scalata alpina. Sempre suggestivo il passaggio di Cristiano Dal Pozzo, reduce d’Abissinia, con oltre un secolo di vita, che da Rotzo, sull’Altopiano, ha raggiunto Schio per sfilare nel cuore della città, fianco a fianco dei suoi e del tricolore. Al suo arrivo, davanti alla tribuna d’onore, tanti gli applausi e gli abbracci per una figura, quella dell’alpino Dal Pozzo, simbolo vivente di chi ha combattuto per la patria e per la libertà.

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Cristiano Dal Pozzo, reduce d’Abissina


tezze sul brenta | servizi

Tezze sul Brenta è il primo comune del Veneto in cui i certificati anagrafici si stampano da casa

Primi passi per “alleggerire” l’iter burocratico dei Comuni

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erve uno stato di famiglia? Oppure un certificato di nascita? Per i residenti del comune di Tezze sul Brenta basta un click. Niente più file davanti all’ufficio anagrafe, basta permessi al lavoro per recarsi di persona in Municipio. Una vera e propria rivoluzione informatica - di cui il comune tedaroto è capofila nel Veneto – che permette di stampare gratuitamente da casa, 24 ore su 24, qualsiasi tipo di documento anagrafico. Si chiama Ghostsign, ma si pronuncia “certificazione on line”, il progetto per il quale il sindaco Valerio Lago ha siglato lo scorso luglio un protocollo

di intesa con il Prefetto di Vicenza, con il duplice obiettivo di semplificare la vita ai cittadini facendo risparmiare loro tempo e denaro, ma anche di razionalizzare le spese municipali migliorando allo stesso tempo i servizi.

“ Il nostro Comune copre un territorio molto vasto – spiega il primo cittadino – e per recarsi in Municipio dalle frazioni è spesso necessario prendere la macchina. Ho pensato di rendere le cose più facili ai miei cittadini, che ora devono solo registrarsi nel sito comunale per ottenere le proprie credenziali di accesso e recarsi all’ufficio anagrafe una prima ed unica volta per la relativa abilitazione.” Unica incombenza, dunque, l’acquisto delle eventuali marche da bollo.

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XVI

“Abbiamo incontrato molte difficoltà a livello burocratico – spiega il sindaco – perché chi si collega all’anagrafe ha a che fare con dati sensibili, ma il sistema adottato impedisce qualsiasi forma di abuso. Siamo i primi nella nostra Regione ad aver attivato questa procedura, spero che il nostro esempio sarà seguito anche da altri Enti Locali”. Ma quanti sono i cittadini che sfruttano questa opportunità?

“Non abbiamo ancora elaborato delle statistiche – prosegue il primo cittadino – lo scoglio maggiore è l’informazione, abbiamo distribuito volantini e organizzato lo scorso ottobre due incontri aperti alla cittadinanza per spiegare il funzionamento dell’anagrafe on line. Ma le novità, è noto, hanno bisogno di un po’ di tempo per essere recepite.”


nuovo show room a bassANO

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schio | intrattenimento

non solo gli appassionati rimarranno a bocca aperta

Da Schio, in viaggio sul plastico più grande d’Italia.

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on serve essere appassionati di treni e non è necessario misurare meno di un metro per riuscire a restare almeno un’ora, a bocca aperta, di fronte al plastico più grande d’Italia, che ha trovato la sua sede ideale a Schio, in via Baratto, in una stanza dell’omonima casa di riposto

che lo ospita. Su circa cinquecento metri di binario, che occupano una superficie complessiva di cento metri quadrati, possono viaggiare fino a 40 treni e nelle giornate di intenso traffico passa anche più di mezzo’ora prima di rivedere transitare un convoglio nel

medesimo punto. Sono quattro le stazioni riprodotte lungo il percorso: Cittadella, Chiusaforte, Schio e Vicenza, le ultime due collegate da una linea secondaria, come è di fatto nella realtà. Ma ciò che sorprende è anche il paesaggio che fa da cornice alla ferrovia, ed i particolari che

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rivela ad ogni nuovo sguardo: gli orti coltivati davanti alle case di montagna, il luna park con ruota panoramica funzionante, l’intervento dei pompieri per l’incendio di un edificio, gli alpinisti in arrampicata lungo un costone, una grande fornace, i passaggi a livello, i vigneti, una teleferica sono solo alcuni esempi. E proprio il fatto che non esiste un punto di vista dal quale poter cogliere l’intero sviluppo del tracciato, obbliga il visitatore a seguirlo e, dunque, a scoprirlo passo passo. Il plastico, costruito a partire dagli anni ottanta, riproduce l’ambiente italiano degli anni settanta in tutti i suoi dettagli. Federmodellisti Alto Vicentino, l’associazione che lo ha realizzato e che tuttora si occupa della manutenzione e della gestione della struttura, annovera oltre settanta soci iscritti, che garantiscono

l’apertura per la visita gratuita del plastico ogni prima domenica del mese e in occasione di alcune festività particolari. Annesso al plastico si trova anche il Museo del treno in

miniatura, nato dalla donazione da parte del prefetto Aligi Razzoli, scomparso nel 2003, della sua collezione iniziata nel dopoguerra e composta da oltre mille esemplari.

Il 27 luglio è La Notte del Manghen Si pedala, si cammina o si pattina. In massima sicurezza, perchè il traffico veicolare sarà vietato. E accompagnati dalla luna, visto che l’escursione è prevista in notturna. E’ la Notte del Manghen 2013, un’arrampicata fino all’omonimo passo con partenza da Telve o da Molina di Fiemme dalle 20.00 alle 20.30 e arrivo previsto al Rifugio Manghen verso mezzanotte, ora di inizio del Pasta Party. Un’esperienza unica per gli amanti della montagna e per chi ama le sfide sulle due ruote, visto che questo passo rappresenta una delle salite mitiche nel panorama delle Dolomiti trentine, con i suoi 23 chilometri di salita e 1670 metri di dislivello. “Lo scorso anno abbiamo registrato un migliaio di partecipanti – spiega il presidente degli operatori turistici dell’associazione Valsugana Lagorai Val di

Sella, Enrico d’Aquilio – provenienti da tutta Italia. E’ una notte indimenticabile per tutti, perché dopo la fatica si festeggia insieme e sono ben pochi quelli che, per il ritorno, scelgono di utilizzare la navetta, preferendo ripercorrere la strada magari alle prime luci dell’alba, visto che il traffico rimane chiuso fino alle 6 del mattino.”

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comprensorio | cultura

Il progetto ideato dal dirigente Enaip di Bassano Loris Giuriatti

“Ma che storia”: un romanzo e un gioco di ruolo sui luoghi della Grande Guerra CHE STORIA!

Una ventina di volontari a disposizione per accompagnare scolaresche e turisti dopo i gloriosi soldati del Grappa, le sue vicende sono solo quelle, spesso scarne, che emergono dai libri scolastici. Per loro tutto il vissuto e tutte le esperienze che non hanno trovato spazio nelle pagine ufficiali, andranno perduti. E saranno perdute per sempre anche le tracce vivide di tanti giovani che furono comparse fugaci nelle terribili vicende belliche.

la Grande Guerra raccontata ai ragazzi i potrebbero riassumere in poche parole le immagini e i ricordi evocati dal nome del Monte Grappa. Si tratta spesso di memoria di vicende familiari, o del ricordo di letture e studi vecchi di diversi decenni, o forse del frutto di racconti faticosi di chi sul Grappa aveva combattuto e visto morire compagni d’arma, amici e fratelli. Il Grappa è soprattutto il monte della sofferenza, della fame, del dolore della Grande Guerra. Per i ragazzi del duemila, quelli che sono nati cento anni

È da questi spunti e dal desiderio di tenere viva per le giovani generazioni la “Grande Guerra dei piccoli uomini” che il dirigente dell’Enaip di Bassano Loris Giuriatti, con il supporto di Davide Pegoraro per le vicende storiche, ha ideato il progetto “CHE STORIA!”

“L’idea è nata dalla mia professione – spiega Giuriatti tutti i giorni sono a contatto con i giovani. Da loro è arrivato lo spunto: per parlare di storia ai ragazzi è necessario usare il loro stesso linguaggio e il loro modo di esprimersi”. Quindi ha scritto “L’Angelo del Grappa” per raccontare loro la storia della Grande Guerra.

In realtà l’Angelo del Grappa è molto di P

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più. È stato necessario un grande lavoro di ricerca, nel quale per fortuna Davide mi ha supportato, aiutandomi a scrivere la parte storica con esattezza. La vicenda del sodato Antonio, invece, si è come scritta da sola: ho visto prendere vita una serie incredibile di coincidenze che hanno di volta in volta condotto quasi autonomamente e dipanato la storia, fino all’incredibile ma vero finale. Siamo curiosi… riassunto?

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breve

Angelo è un ragazzo padovano, ricco e svogliato. Un’estate è costretto suo


Angelo è un ragazzo padovano, ricco e svogliato. Un’estate è costretto suo malgrado a seguire la famiglia in una vacanza sul Monte Grappa dove il papà ha deciso di andare a trovare un suo giovane amico.

malgrado a seguire la famiglia in una vacanza sul Monte Grappa dove il papà ha deciso di andare a trovare un suo giovane amico. L’avventura di Angelo inizia con l’incontro con uno strano personaggio che consegna al ragazzo il diario manoscritto di un soldato del Grappa. Il montanaro gli dice “ qui dentro, se saprai cercare, troverai un tesoro”. Inizia così per

Angelo una ricerca, prima storica e poi… basta così! Posso solo aggiungere che chi l’ha già letto ha voluto verificare di persona quanto scritto. Perciò ha visitato il nostro Grappa, e quindi … obiettivo raggiunto!

traccia per un gioco di ruolo. Con Stefano Adriani, un caro amico specializzato nelle simulazioni e giochi di ruolo, abbiamo creato un evento diverso che coinvolge i ragazzi in una ricerca storica attraverso la quale svelare il mistero del diario. Adesso speriamo di coinvolgere i ragazzi delle scuole medie del Bassanese e dei dintorni. Finora abbiamo accompagnato nel percorso sul Grappa ragazzi veneziani, e del padovano. Sono arrivati gruppi di Dolo, Conselve, Piove di Sacco: già circa 250 presenze, ed abbiamo ancora diverse richieste!

Hai detto che il libro è solo l’inizio del progetto, il resto come si articola?

Sappiamo tutti che per le scuole le questioni economiche sono particolarmente complesse e vincolanti. Come riescono gli istituti ad accompagnare le scolaresche sul Grappa?

Diciamo che il libro è come un “master” per usare un termine caro ai ragazzi, ovvero una

È un tasto dolente: le famose gite scolastiche, sono sempre più difficili da realizzare.

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Proprio per questo motivo, lo scorso novembre, in accordo con l’associazione storica IV Novembre di Schio, il Comune di Bassano del Grappa e l’UNPLI abbiamo progettato un corso di formazione per accompagnatori del tempo libero. Sono persone appassionate di montagna, di storia ma anche di gastronomia locale e prodotti tipici, motivati a questa attività dalla voglia di raccontare e condividere esperienze e passioni. Siamo un gruppo di venti persone divise tra Bassano, il Pasubio e il Novegno e accompagniamo i gruppi in maniera completamente gratuita. Quindi siete praticamente delle guide turistiche?

Le guide turistiche sono dei professionisti. Accompagnare le persone è il loro mestiere e per questo sono pagate. L’accompagnatore del tempo libero offre la sua disponibilità e la sua conoscenza delle vicende e del


Il Gruppo Cimone >

territorio per passione, e per la gratificazione di trasmettere cultura ed entusiasmo per la Storia, ma anche l’amore per il territorio, le sue leggende e la sua cucina! In altre parole, di solito quando ci va bene mangiamo gratis! Ma allora perché lo fate?

Dove si può trovare il libro?

Per passione. Solo per quello e non mancano i riconoscimenti, l’ultimo proprio di oggi e firmato direttamente dal Presidente della Repubblica.

Lo abbiamo già presentato per tutto il mese di marzo in Grappa, presso la baita Monte Asolone, poi in provincia di Padova, alla scuola media di Romano d’Ezzelino e in diversi circoli privati.

Mi ha parlato di ragazzi, ma a gruppi di adulti o di anziani, potete offrire lo stesso servizio?

Anche a Sorso, in Sardegna, che è il luogo nativo di uno dei protagonisti del racconto.

Noi siamo al servizio della Pro Loco e quindi accompagniamo chi lo desidera. Sono esperienze diverse: di solito i ragazzi sono più interessati a boschi e gallerie, mentre gli adulti chiedono spesso Cima Grappa e i musei. In questo caso collaboriamo con guide professioniste che assistono i visitatori nella parte a noi non consentita.

Lì era presente solo Davide Pegoraro, che ha avutola grande sorpresa del picchetto d’onore da parte della Brigata Sassari, mentre io e l’assessore Zonta in rappresentanza del comune di Bassano, insieme a Claudio Zen in perfetta tenuta da ardito alpino, abbiamo fatto un collegamento molto emozionante, via skype dal Ponte vecchio.

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Il libro è disponibile per il prestito presso le biblioteche della zona, oppure si può richiedere direttamente scrivendo a: lorisgiuriatti@gmail.com.

Loris Giuriatti >


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