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Or ti piaccia gradir la sua venuta: libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta. (Dante, Purgatorio, I canto)

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Lanterna periodico dell’associazione studentesca La Terna Sinistrorsa


Libertà è Partecipazione editoriale

Dalla redazione, Elena Argolini

Bentornati e soprattutto benvenuti!

La redazione del vostro Lanterna ha voluto lavorare durante l’estate per accogliervi nel nuovo Anno Accademico. L’anno che viene, come al solito, sarà pieno di attività ed incontri, ci saranno le elezioni studentesche per il consiglio nazionale degli studenti universitari e dovrebbe essere approvato il nuovo Statuto del Politecnico. Bisogna iniziare carichi!! Le elezioni Europee di Giugno appaiono molto lontane; ai tempi però erano nati interessanti dibattiti sulla questione. Ci domandavamo cosa significasse l’Europa per noi e quali fossero i confini reali, quali ricchezze trasportavano così tante culture tutte assieme. Il numero 29 del Lanterna vuole cercare di approfondire avvenimenti internazionali di questi mesi, dalle elezioni, all’Iran, fino alla situazione politica in Cina. Abbiamo voluto riflettere sul ruolo dell’Europa nella vita di tutti i cittadini europei, sul suo importante ruolo, che spesso dimentichiamo, nel garantire democrazia e libertà, che invece non vengono rispettate in tante parti del mondo, a partire di quelle di cui scriviamo in questo numero. Gli spunti di riflessione che proponiamo non vogliono ovviamente essere esaustivi. Vogliono invece presentare un punto di partenza per riflessioni che speriamo vogliate condividere, magari anche alla storica riunione della Terna che si tiene, da 12 anni ormai, tutti i mercoledì alle 18 in interfacoltà (primo piano aule N).



Auguriamo a tutti un buon inizio di anno accademico, ricordandovi che l’università è anche un punto di incontro per confrontarsi e crescere. Le tue idee, i tuoi progetti e le tue domande sono risorse importati che all’interno di un gruppo di rappresentanza possono fare la differenza.

Lanterna


Così è, (se vi pare)

Carta dei Diritti e Doveri degli Studenti del Politecnico di Milano

Mauro Brivio

anche le altre principali rappresentanze ne hanno compreso le potenzialità e si sono cimentate in un lavoro comune che mi auguro possa portare alla deliberazione di quella che è stata ribattezzata “Carta dei Diritti e Doveri delle Studentesse e degli Studenti del Politecnico di Milano” in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione. E’ una Carta importante, che enuncia alcuni principi fondamentali rispetto ai quali non si tornerà indietro, che consolida alcune conquiste recenti e che introduce alcune innovazioni a beneficio degli studenti e dell’intero Ateneo. E’ importante anche perché esplicita diritti e doveri già in parte garantiti o comunque generalmente adottati, ma che proprio in quanto non dichiarati spesso lasciano lo studente in un limbo di incertezza davanti ad alcuni incidenti nel proprio percorso accademico.

Al

termine della passata legislatura il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, a seguito di una lunga elaborazione, ha licenziato lo “Statuto dei diritti e doveri delle studentesse e degli studenti universitari”, nella speranza che potesse essere fatto proprio da tutti gli atenei italiani. Qui al Politecnico di Milano è stata La Terna Sinistrorsa la prima ad impegnarsi affinché lo Statuto fosse adottato apportando migliorie insieme alle modifiche necessarie a renderlo compatibile con le nostre istituzioni; presto

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E’ uno strumento in divenire: non abbiamo la presunzione aver condotto a termine un’opera completa e perfetta. La Carta sarà perfezionata negli anni, da altri rappresentanti, e su di essa si dovrà misurare la crescita dell’Ateneo e la maturazione civile degli studenti. La carta rappresenta per noi uno strumento di grande importanza, che vorremmo divenisse fondante per il nostro modo di essere studenti e di fare rappresentanza: un riferimento solido e fondamentale per ciascuno studente ed un documento programmatico che in futuro raccoglierà le istanze più avanzate sulla didattica, la ricerca ed i servizi. La Carta è pubblicata sui seguenti link: www.ternasinistrorsa.it; www.studentipolitecnico.it)




IL TR

Breve cronologia Europea

25 marzo 1957 Trattato di Roma, sancisce la nascita della Comunità Economica Europea. 1962 l'U.E. introduce la  Politica Agricola Comune, l’unione va incontro alle esigenze alimentari degli stati membri,migliorando le condizioni di vita degli agricoltori, regolarizzando i prezzi di mercato dei beni alimentari e proteggendo il patrimonio rurale.  1974 Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (F.E.S.R.), questo strumento trasferisce, fondi economici, in quelle nazioni che sono considerate povere(sotto la media europea), per riuscire a sanarsi, creando posti di lavoro, sviluppando le infrastrutture e i nodi commerciali.  7/10 Giugno 1979 Prima Elezione Europea, gli Europarlamentari non sono più designati dai parlamentari nazionali, vengono eletti attraverso elezioni fatte dal popolo.  17 febbraio 1986 creazione dell'Atto Unico, Questo documento regolarizza la liberalizzazione degli scambi tra i paesi dell’Unione Europea, per le modifiche legislative, si passa da una maggioranza unanime a una maggioranza qualificata.  15 giugno 1987 Programma Erasmus, una data che tutti gli studenti universitari ricordano con piacere,gli studenti possono studiare all’estero per un anno sovvenzionati dall’U.E., aumentano gli scambi culturali tra le nazioni, un progetto che ha avuto



L’Unione

Europea nasce dalla cooperazione tra Belgio, Lussemburgo, Italia, Francia,Germania dell’Ovest e Olanda, nel 1951 con la firma del trattato basato sulla dichiarazione Schuman. Figlia del Consiglio di Europa del 1949 e ancor prima della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio. Da quel giorno l’U.E. è cresciuta e si è allargata fino a comprendere ben 27 stati. Unite per non commettere più gli errori della prima e della seconda guerra mondiale e per far valere la propria voce nel panorama politico, economico mondiale. L’idea chiamata “Unione Europea”, negli anni si è ampliata, è cresciuta con il tempo, si è ramificata, toccando aspetti nel mondo del lavoro, dell’istruzione e dell’avvicinamento culturale, ha creato solide basi per la sua identificazione nel mondo, diventando una solida realtà.

l’U.E. acquista un potere politico decisionale superiore nei confronti di ogni singolo stato membro Una realtà che ha bisogno di aggiornarsi, di prepararsi verso quelle che sono le sfide del ventunesimo secolo. Tra i progetti in corso d’opera, troviamo il Trattato di Lisbona. Nasce come proposta il 13 dicembre del 2007, e ha come obbiettivo la trasparenza e l’affidabilità, per aumentare la partecipazione del cittadino alle politiche europee. All’idea di Unione Europea. Inoltre vuole rendere l’Europa forte verso le sfide del nuovo millennio,le politiche ambientali, economiche e di sicurezza.

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RATTATO DI LISBONA Nuove Regole per l’Unione Europea Lorenzo Salciccia

Di fatto l’U.E. acquista un potere politico decisionale superiore nei confronti di ogni singolo stato membro, aumentando la sua importanza e diventando un vero e proprio punto di riferimento. Un pensiero orribile per chi pensa che sia meglio stare da soli ma, che alla fine ha portato a grandi risultati. Questo documento che doveva portare l’UE verso il futuro non è ancora in vigore. L’obbiettivo per l’attivazione del trattato consisteva nell’approvazione e della

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successiva ratificazione a Roma di tutti i 27 stati membri entro il 1° gennaio 2009 , prima delle elezioni europee di giugno. Obbiettivo non raggiunto dato che nazioni come la Germania non avevano ancora ratificato il documento e dato che ancora non era stato approvato dall’Irlanda, unica nazione europea che aveva rifiutato il trattato. Questo gesto è interpretato come una brusca frenata al processo di attivazione del trattato, dato che per la sua entrata in vigore occorre l’unanimità di tutti i 27 paesi.




e che ha ancora un grande successo tra i giovani universitari.  1989 Caduta del Muro di Berlino, un evento storico importante per il mondo e per l’U. E., la Germania si unifica in una sola nazione, la cortina di ferro dei russi cede, e la loro influenza nell’Europa dell’est cala, tanto da permettere nel corso degli anni a numerosi stati rossi di annettersi all’U.E.  7 febbraio 1992 Trattato di Maastricht sull’Unione Europea (T.U.E.), Il più importante tra tutti i trattati, con questo documento si concepiscono tre punti cardini per l’Unione Europea,si crea una cooperazione e una integrazione tra i paesi membri dell’U.E. senza precedenti:  P.E.S.C., le Comunità Europee, la Politica Estera e di Sicurezza Comune.  J.A.I., Cooperazione tra le forze di polizia e cooperazione giudiziaria in materia penale.  U.E.M., Si crea la Cittadinanza Europea, si rafforzano i poteri del Parlamento Europeo e nasce una vera e propria Unione Economica e Monetaria. La Comunità Economica Europea (C.E.E.) diventa Comunità Europea, ormai non siamo più uniti per il solo fattore economico.

17 giugno 1997 Trattato di Amsterdam, consolida i trattati precedenti aumentando di fatto l’importanza dell’Unione Europea nel resto del mondo.  26 marzo 1995 Accordo di Schengen, con questo accordo si permette a ogni cittadino dell’unione europea di varcare i confini degli stati membri senza



Le negoziazioni si sono concluse il 19 giugno portando l’Irlanda ad ottenere autonomie decisionali sull’aborto, la neutralità militare e le tasse, ma, il vero e proprio superamento dell’ostacolo è avvenuto il 2 ottobre quando gli irlandesi sono tornati alle urne per il referendum sul trattato di Lisbona. L’U.E. sta convergendo verso una crescente unità, cosciente che per valere nel mondo moderno occorre unirsi, ci si vuole amalgamare come la pasta del pane. L’”unione” è un processo difficile, le nazioni che fanno parte di questa “cooperazione”, hanno la propria identità nazionale, fondata dal credo religioso, dalla storia, dalla mentalità dei singoli cittadini e non stupisce che ancora non ci si è abituati a questa idea. Si vuole mantenere certe autonomie, per non sentirsi sopraffatti dagli altri ed è giusto perchè, ogni nazione, ogni governo, ha il diritto e il dovere di opporsi e chiedere delle modifiche se non sente che i propri cittadini siano tutelati. Probabilmente in un futuro non molto lontano, si vedranno cadere quelli che sono i limiti creati dalle nazioni, probabilmente, il nome Italia, Grecia, Germania, perderà il significato che diamo noi ora.I nomi delle nazioni indicheranno solo una zona territoriale dell’U.E. . Il Trattato in sé, non costituisce un vero problema, e solo un piccolo passo verso una vera Unione Europea senza confini di sorta, prima di lui, ne sono seguiti tanti altri, e sicuramente questo non sarà l’ultimo e come tutti i suoi precedessori il trattato è uno strumento necessario per identificare uno schema da seguire che rappresenti l’identità dell’Unione Europea. L’importante è che si riesca a garantire, la libertà decisionale di tutti, superando rancori storici, problemi legati alla razza e alla religione, superando preconcetti di superiorità vecchi e scaduti, raggiungendo una coesistenza che risulterà spontanea. Buona Unione Europea.

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Pazza Burocrazia

Patate, Broccoletti ed altre Assurdità Europee Lorenzo Salciccia

Girovagando nella rete e soffermandomi

nel sito dell’Unione Europea, ho notato che come tutte le organizzazioni governative per funzionare ha bisogno di leggi e regolamenti.

Un numero infinito di decreti e disposizioni legati ai diversi aspetti della vita di uomo e della stessa U.E., dall’aborto, all’agricoltura, alla comunicazione, alla costituzione europea. Tutti strumenti che regolamentano la vita quotidiana del cittadino, dall’agricoltore, al produttore televisivo, dall’insegnante alle stesse nazioni. Nel caso non si rispettano i termini stabiliti dall’U.E., si incorre in sanzioni economiche molto gravi, che finiscono per danneggiare tutti quanti noi nel portafoglio. In questo articolo, non saranno presi in considerazione i grandi trattati, che hanno costituito l’Unione Europea, sarà incentrato su quei provvedimenti di piccola “entità” che a volte risultano efficaci e altre volte risultano essere delle vere e proprie ASSURDITA’.

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Sembra quasi di entrare nella parodia di Asterix contro Cesare, dove il nostro eroe doveva affrontare la burocrazia romana, evitando di impazzire. Ultimamente l’Italia si è adeguata con le disposizioni dell’U.E. in materia ambientale e del risparmio energetico, abolendo a fasi alternate nel tempo (il processo di rinnovamento si concluderà nel 2011), tutte le vecchie lampadine ad incandescenza con quelle al neon. Questo porterà un notevole risparmio in termini energetici ed economici, soprattutto per le tasche dei contribuenti. Lo stesso vale per la conversione dei sacchetti di plastica non biodegradabili in biodegradabili. Sicuramente un provvedimento utile per evitare l’inquinamento prodotto dall’abbandono di sacchetti, vere e proprie trappole mortali per gli animali e difficili da smaltire. In questo casi i provvedimenti attuati dall’U.E. sono utili e ben mirati a migliorare le condizioni di vita di ogni singolo cittadino all’interno del territorio.




bisogno di presentare il passaporto, un altro passo verso l’unificazione.  1999 Introduzione dell’Euro, arriva la moneta dell’U. E., ricordo ancora che la vera prima moneta riportava un evidente errore, visto che ancora considerava la Germania divisa in due.  26 febbraio 2001 Trattato di Nizza, Con questo documento si definiscono le linee guida per l’Allargamento dell’Unione Europea, grazie a questo trattato passiamo da 15 a 25 stati membri.  29 ottobre 2004 Costituzione Europea, si raccolgono i vari trattati in un Testo Unico (un po’ come il testo unico sull’edilizia, in materia di sicurezza), a cui viene associato il nome di Costituzione, questo documento ha come obbiettivo la chiarezza, definendo l’assetto politico e organizzativo dell’Unione Europea che fino a quel momento era stabilito dai diversi trattati sopra riportati.  13 dicembre 2007 Trattato di Lisbona, con questo trattato, si vuole rendere più affidabile, trasparente, si vuole aumentare la partecipazione dei cittadini europei, inoltre si vuole rendere all’avanguardia l’U.E. per le sfide di questo nuovo secolo, si pensava che il trattato si sarebbe ratificato nel mese di giugno prima delle elezioni europee, ma dei ventisette paesi membri, 26 hanno firmato il trattato e 23 hanno depositato i loro strumenti di ratifica.  2 ottobre 2009 In Irlanda è stato votato il referendum per ratificare il Trattato di Lisbona



In altri casi invece ci si chiede perchè si è perso del tempo a produrre dei documenti e di conseguenza delle leggi da rispettare che non hanno senso, totalmente superflue. Un vero e proprio spreco di carta. Il 5 dicembre 2008 è entrato in vigore il regolamento C.E. 1221/2008 in materia di prodotti agricoli, questo strumento aggiorna quello precedente eliminando punti che riguardavano le misure standard di alcuni specifici ortaggi, come i cavoli cappucci o la cicoria witloof. Principalmente il motivo per cui erano entrati degli standard a descrivere come doveva essere una zucchina era per tutelare quelle nazioni, che erano in grado di “soddisfare” quelle specifiche proteggendo i loro prodotti, al contrario di altri paesi che avevano la zucchina più piccola di mezzo centimetro. Il regolamento però non fa piazza pulita di tutte le specie vegetali. Ancora seleziona dei parametri qualitativi che le nazioni dell’U.E. devono rispettare. Una cosa assurda e un enorme spreco se devo pensare che ogni frutto che non rispetti un dato peso o una data colorazione deve essere buttato via. Infatti non è così, ce ne accorgiamo tutti andando dal fruttivendolo o al supermercato, in ogni cassetta messa in vendita c’è sempre la classica mela marcia. Sta a noi, consumatori decidere cosa acquistare e gli agricoltori non hanno il potere di costringere le piante a fare dei frutti D.O.C., rischiando tra l’altro di prendere delle multe, anche salate. L’esempio è divertente ma in altri casi, si rischia di incorrere in sanzioni gravi, il che mi fa pensare che in un organizzazione, le maglie troppo strette portano a un malcontento generale, e non si può regolarizzare ogni singola cosa, si finisce per entrare in un vortice di leggi, un vero e proprio caos dove non si capisce cosa sia utile e cosa sia superfluo. Dopotutto per alcune decisioni non occorre l’aiuto dell’intera comunità europea, basta solo un briciolo di buon senso.

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Come spendiamo i fondi europei Appunti sul bilancio dell’UE e sulla gestione italiana dei fondi comunitari Denis Gervasoni

La tematica è, come si può immaginare,

di grande importanza, tuttavia si tratta di argomenti poco dibattuti e poco conosciuti dagli italiani. Cercherò di fare un po’ di chiarezza, senza tuttavia entrare nello specifico perché si tratta di tematiche complesse per cui non abbiamo lo spazio né la pretesa di approfondire.

Il bilancio dell’UE

Tutti sappiamo che ogni stato devolve parte delle sue risorse all’Unione Europea e tutti sappiamo che queste risorse vengono uti-

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lizzate per politiche di diverso tipo verso i paesi membri. Ma quante? Il bilancio dell’UE è di circa 130 miliardi di euro e corrisponde circa all’1% al PIL dell’Intera UE. Per regola non esiste debito pubblico, quindi tanti soldi entrano e tanti escono. L’aspetto più interessante riguarda il modo in cui vengono spesi: il 45% di essi vengono utilizzati per un insieme di politiche, riguardanti lavoro, ricerca, sviluppo, coesione e formazione. Rientrano in questa voce i fondi strutturali per lo sviluppo delle aree più svantaggiate, il “fondo sociale europeo” per la formazione, i programmi per




il lavoro e l’occupazione. Una grossa fetta del bilancio, il 43% è invece speso nella politica agricola comune, un insieme di politiche specialmente distributive con lo scopo di incentivare e proteggere l’agricoltura del vecchio continente rispetto a quella, dai prezzi più competitivi, dei paesi meno sviluppati. Basta dire che ben 4 miliardi di euro necessari per finanziare il progetto “Galileo” (l’equivalente europeo del GPS) sono stati reperiti in pochi giorni togliendoli della spesa per l’agricoltura, senza che nel complesso essa venisse penalizzata. È un esempio sui tanti per spiegare quanto consistente sia questa voce di bilancio, che forse merita un ripensamento. L’Italia e la gestione dei fondi strutturali Tra i finanziamenti europei vi sono come specificato poco sopra, quelli per lo sviluppo e la coesione territoriale, tra i quali i due più consistenti sono il FESR (fondo europeo sviluppo regionale) e il FSE (fondo sociale europeo, per la formazione). Tali fondi sono assegnati alle regioni italiane in base al Quadro Strategico Nazionale, definito dal governo ogni 7 anni, il quale recepisce le regole europee definendo le aree a maggior povertà (che ricevono più finanziamenti), quelle intermedie e i fondi disponibili per tutte le regioni. Il periodo 2007-2013 per l’Italia ha significato circa 29 miliardi di €, dei quali 23 per le regioni del sud e 4,9 per le aree in crisi economica del nord. Per essere chiari, è previsto che questi soldi vengono usati per costruire opere pubbliche, per politiche di formazione e per aiuti alle imprese.

Un aspetto fondamentale sono i criteri di assegnazione dei fondi ai diversi territori che ne hanno diritto, che in Italia a partire dagli anni 90 hanno segnato un’ondata di innovazione rispetto alle precedenti pratiche di distribuzione “a pioggia” (ad esempio la Cassa per il Mezzogiorno), generalmente inefficaci e non prive di sprechi. I criteri europei prevedono selettività e premialità, cioè concentrazione delle risorse in alcuni progetti – i migliori – selezionati con meccanismi trasparenti e controllo della loro attuazione con possibili premi o sottrazione di fondi in base al rispetto degli obiettivi prefissati. Purtroppo mentre molti paesi europei si sono sviluppati grazie ai fondi europei (Irlanda, Spagna, europa dell’Est), in Italia l’implementazione di politiche regionali di coesione territoriale ha registrato, ad eccezione di alcuni buoni esiti, un sostanziale fallimento. Talvolta le procedure molto burocratizzate e la tempistica da rispettare ha prodotto interventi di scarsa rilevanza e poco efficaci, spesso alla logica della selettività ha prevalso la distribuzione delle risorse in modo uniforme per interessi di consenso politico. Oggi il mito dell’Unione Europea sembra essere finito tra gli amministratori pubblici e l’innovazione che aveva portato tende a perdere importanza. Il rischio che, invece che migliorare i sistemi di finanziamento introdotti dall’UE, si torni a meccanismi come i precedenti è reale, come alcune recenti dichiarazioni su una ricostituzione della cassa per il mezzogiorno sembrano confermare.

Infine, Che cosa è L’Unione Europea? L’Unione Europea, è nata come strumento per mantenere la pace e per riuscire a contrastare le potenze economiche di questo secolo e di quello passato,ma non solo. Nel corso degli anni, si è plasmata, è cresciuta, fino a diventare un organismo complesso, fatto di diverse nazioni, culture e modi di pensare, che però hanno deciso, di collaborare tra loro, di integrarsi, di contagiarsi l’una con l’altra, in quello che è l’Unione Europea odierna. Io sono certo che sia un organismo in continuo miglioramento, che dimostra ogni giorno della sua esistenza, che la cooperazione funziona e fa fronte ai problemi che ci circondano.

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La Cina dieci anni dopo... Considerazioni di uno studente italiano a 10 anni dalla strage di Piazza Tien An Men Luca Maggiolini Cacciamani

Il 4 giugno di quest’anno ero in piazza

dei primi a fare domande scomode ai nostri professori italiani in evidente difficoltà. E’ Tienanmen. un tipo molto diretto e molto orgoglioso. Venti anni prima l’Esercito di Liberazione Sostanzialmente la discussione si è conclusa del Popolo era stato mandato per massacra- con io che cercavo di spiegare a lui e a me re e disperdere gli ultimi studenti, operai e stesso quali sarebbero stati gli evidenti vanabitanti di Pechino ancora rimasti in piazza. taggi dell’instaurazione della democrazia Mentre ad Hong Kong decine di migliaia di in Cina. Qui a Shanghai, dove gli standard persone si radunavano per ricordare insieme, di vita sono occidentali, è semplicemente a Pechino la gigantesca piazza era percorsa ridicolo che non si possa eleggere nemmesolo da qualche turista, qualche reporter no il sindaco, ma cosa succederebbe se 800 free-lance e migliaia di uomini del governo milioni di abitanti delle zone rurali acquifra giovani volontari del partito, poliziotti, sissero improvvisamente il diritto di voto e militari, servizi speciali, e finte comitive di pretendessero i loro diritti? La Cina come turisti con ombrelli. Gli ombrelli, abbiamo la conosciamo noi non esisterebbe neppure. scoperto successivamente, oltre che ri- In una nazione enorme come la Cina l’inparare dal sole servivano anche coprire la stabilità tipica di un governo democratico visuale delle telecamere della ABC e CNN è impensabile. Il governo cinese affronta (guardate il grottesco video su youtube). disuguaglianze sociali enormi, separatismi In piazza potevi davvero sentire sulla millenari e una popolazione di oltre 1300 tua pelle la dittatura totale sotto cui milioni di persone a colpi di censura e eser1,300,000 di persone vivono oggi in Cina. cito. Gli scioperi dei tassisti, che da noi provocano code infinite in stazione, in Cina Ma è davvero così? causano guerriglia urbana con auto della Poco tempo fa ho avuto la mia prima, e finopolizia in fiamme e barricate. Le code aura unica, conversazione seria di politica con tostradali di agosto sono bazzecole insignifiun ragazzo cinese privo di educazione occicanti se comparate al gennaio cinese in cui, dentale. Questo ragazzo, di nome Maurizio, dal più umile al più ricco, tutta la Cina torna è stato mio compagno di classe per un anno intero e si è distinto per essere sempre uno alle loro rispettive case. In quell’occasione abbiamo visto interi plotoni dell’esercito

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gestire le folle immense che si radunano A tutto ciò si aggiunge un controllo complealle stazioni ferroviarie. L’esercito, che a to dei mezzi di informazione e il costante riShanghai non si vede quasi mai, ha circon- chiamo da parte degli uomini di facciata del dato con un cordone umano la stazione di partito all’armonia, il principio regolatore di Shanghai in un raggio ogni cosa in Cina. Armonia di centinaia di metri. è la mancanza di contrasti Armonia è la mancanza Le rivolte sono molto e qualunque cosa crei condi contrasti e qualunque più frequenti di queltrasto in Cina viene subito lo che si legga sui eliminato; questo è da tecosa crei contrasto in Cina giornali occidentali: nere sempre ben presente viene subito eliminato poco prima di quelquando si parla di Cina. la dello xinjiang un Gli studenti universitari e suicidio poco chiaro nel completamente la classe media in genere condividono l’opicinese Hubei aveva provocato la guerriglia nione che il governo cinese debba necessaurbana con oltre 70,000 persone per strada, riamente essere stabile e armonioso. Difficiledifici e macchine della polizia in fiamme. mente approverebbero la censura su interE nessuno sa cosa realmente è successo. net, ma questa non è percepita. Qui viene Il sistema economico cinese non collassa il nodo centrale: la censura che il governo perché ogni cittadino cinese è clandestino opera su internet interessa principalmente i nel suo paese. Nessuno si può muovere dal mezzi di comunicazione usati dagli occidensuo luogo di residenza per cercare lavoro tali. Ad oggi Facebook, youtube blogspot e i altrove senza un’apposita autorizzazione. principali blog in inglese riguardanti la Cina Ecco così creato un esercito di schiavi irre- sono completamente bloccati. Il governo golari senza nessun diritto, che emigra verso non si sognerebbe mai di bloccare i provider le zone industrializzate in cerca di un lavoro di blog in cinese perché provocherebbe una che gli permetta di sostenere la sua famiglia. vera e propria rivoluzione armata. Si limita

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solo a tagliare tutti i ponti che la più grande comunità virtuale del mondo, già lontana per questioni linguistiche, ha con il resto del mondo. Nessun Cinese usa Facebook o youtube wikipedia. Non sanno neanche che esistono. A Maurizio non poteva interessare di meno che questi siti fossero stati bloccati. E così il governo che apparentemente apre la Cina al mondo con le Olimpiadi e l’Expo 2010 di Shanghai, in realtà non fa altro che cercare in tutti i modi di evitare che avvengano reali contatti fra occidentali e cinesi (pochi) che parlano inglese. Eppure la Cina e il resto del mondo sembrano avere talmente poco da spartire che a nessuno dei nostri compagni sembra importare molto questo fatto. Il punto è che il momento della democrazia per la Cina era vicinissimo nel 1989. Pochi occidentali e nessun Cinese sa che molto dell’establishment dell’epoca era effettivamente a favore del cambiamento. Il segretario del partito comunista dell’epoca e le sue scuse pubbliche per non essere venuto prima ad ascoltare la folla di Tienanmen sono stati rimossi dalla memoria collettiva.

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Come anche i motivi che avevano spinto migliaia di studenti delle migliori università di Pechino (quelle dei figli di partito) a protestare in piazza e a costruire una statua della democrazia davanti al ritratto di Mao. Quello ora non sono altro che ribelli. Non esiste il momento giusto per la libertà di pensiero e qualunque trauma uno stato deve affrontare per raggiungere questo scopo è pienamente giustificato. Non è vero che la Cina non ha le basi per avere una democrazia. I primi movimenti democratici nascono nel 1911 e lo stato dell’epoca non era molto diverso da quello italiano di Giolitti (perdonatemi l’estrema generalizzazione). La democrazia in Cina è sempre stata prevista, ma è solo la sete di potere di un partito anacronistico e attaccato al potere che costringe il suo popolo all’isolamento e alla rosea prospettiva della migliore armonia. Mi è chiaro ormai che l’armonia di cui parlano sempre è un popolo di zombie inoffensivi votati solo al guadagno. Le prime elezioni sono previste ora per il 2040.

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COMPAGNO PRESIDENTE...

Il Cile dal socialismo democratico al golpe nel ricordo di Salvador Allende Denis Gervasoni

L’11 settembre per un occidentale, ma

probabilmente per tutti è una data che difficilmente si può dimenticare, per gli avvenimenti tragici legati agli attacchi terroristici negli Stati Uniti, dei quali quest’anno ricorre l’ottavo anniversario. Gli avvenimenti di New York tuttavia non sono l’unico, seppur importante, motivo per ricordare questa triste data. Proprio 36 anni fa a Santiago del Chile il governo democraticamente eletto del Socialista Salvador Allende veniva destituito attraveso un violento colpo di stato dell’esercito, non senza il coinvolgimento dei servizi segreti degli Stati Uniti. Seguirono 27 anni bui con la dittatura del Generale Pinochet, particolarmente opprimente e violenta con gli oppositori. Vogliamo ricordare questi

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avvenimenti proponendovi alcuni stralci di due discorsi del presidente Allende, ancora molto attuali nei loro contenuti, sia per le parole di lealtà alla democrazia che per i temi sociali.

Università di Guadalajara (Messico), 2 dicembre 1972

[...]Molti anni fa, non chiedetemi quanti, anch’io ero un giovane universitario, ma un giovane che non cercava soltanto un titolo di studio. Come dirigente degli studenti, fui espulso dalla mia università. Vorrei che però voi sappiate, che non esista nessuna querelle generazionale. Ci sono giovani vecchi e vecchi giovani, in questi ultimi io mi trovo.

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Ci sono giovani vecchi che comprendono per esempio, che essere universitario è un privilegio straordinario per l’immensa maggioranza del nostro continente. Questi giovani vecchi, credono che l’università esista per soddisfare la necessità di preparare tecnici e che questi debbano ritenersi soddisfatti della mera acquisizione di un titolo professionale. Questo gli consente di avere un rango e una scalata sociale, carramba! Che strumento dramaticamente pericoloso, quello che da la possibilità di guadagnarsi la vita partendo da condizioni di superiorità rispetto alla maggioranza dei suoi concittadini! E questi giovani vecchi però, se sono architetti non si domandano di quante case mancano nei nostri Paesi e spesso nel loro proprio Paese. Ci sono studenti che con un criterio estrinsecamente liberale, fanno della propria professione il mezzo onesto per guadagnarsi la vita, però in un ottica di soli propri interessi. Ci sono molti medici (ed io sono un medico) che non comprendono che la salute si compra, e ci sono migliaia e migliaia e migliaia di uomini e donne, in America latina che non possono comprare la salute [...] Per questo parlo così in questa vostra università di Guadalajara, chè è una università all’avanguardia [...] affinché non si dimentichi che questa come le altre, è una università dello Stato che è pagata dai contribuenti e che la stragrande maggioranza di questi è rappresentata dai lavoratori e che deplorevolmente in questa università come in quelle della mia Patria, i figli degli operai e dei contadini, mancano tuttavia di un tasso adeguato di presenza! [...] Senza dubbio, data la realtà cilena, l’unico cammino che abbiamo potuto e voluto mettere in atto è stato quello istituzionale, attraverso la lotta elettorale, anche se in questo continente, specialmente dopo la rivoluzione cubana, sembrerebbe più di moda seguire tattiche guerrigliere o da eserciti popolari di liberazione. [...] Un esempio personale, quando ero uno dei leaders del gruppo universitario “Avance”

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(il gruppo più vigoroso della sinistra) un giorno del 1931, fu proposto di firmare un manifesto per la realizzazione dei soviet in Cile, composti da operai, contadini, soldati e studenti. Io dissi che era una scemenza e che mai avrei firmato qualcosa da studente che poi da professionista, non avrei potuto accettare. Ebbene, 395 dei miei compagni di allora, votarono per la mia espulsione. Dei 400 che eravamo, attualmente solo in 2 continuiamo nella lotta sociale. Gli altri fino al giorno della formazione del mio governo, che ha nazionalizzato banche e monopoli, avevano depositi bancari (spesso all’estero) erano proprietari di latifondi, o azionisti di banche o monopoli. A me che cacciarono come come reazionario, oggi i lavoratori del paese mi chiamano compagno presidente.

Santiago del Cile, 11 settembre 1973

Sicuramente questa sarà l’ultima opportunità in cui posso rivolgermi a voi. La Forza Aerea ha bombardato le antenne di Radio Magallanes... Io vi chiamo per dirvi di avere fiducia. La storia non si ferma, né con la repressione, né con il crimine. Questa è una fase che verrà superata, questo è un momento duro e difficile. È possibile che ci annientino, ma il domani apparterrà al popolo, apparterrà ai lavoratori. L’umanità avanza verso la conquista di una vita migliore. [...] Costoro posseggono la forza, potranno sottometterci, ma non è con il crimine, né con la forza che si guidano i processi sociali. [...] Mi rivolgo ai giovani, a coloro che hanno cantato e hanno portato la loro allegria e il loro spirito di lotta; mi rivolgo all’uomo cileno, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a coloro che saranno perseguitati [...] Altri uomini supereranno il momento cupo e amaro, quel momento in cui è il tradimento a voler imporsi. Dovete sapere che presto si apriranno grandi viali dove passerà l’uomo, libero di costruire una società migliore.

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Elezioni in Iran Cronaca da Teheran Daniele Adamo

Siamo in aperta campagna elettorale. A sole due

settimane dalle elezioni, Ahmadinejad, proprietario di tutte le emittenti televisive nazionali e candidato conservatore, ha dovuto constatare, con qualche malumore imprevisto, la rapida ascesa del partito riformista ai sondaggi nazionali guidato da Mir Hassein Moussavi, ex primo ministro, e Mehdi Kroubi, ex presidente del parlamento. Il 12 giugno i cittadini Iraniani sono stati chiamati al voto per le elezioni del nuovo Presidente. E, con una massiccia mobilitazione, l’affluenza del 85% degli aventi diritto ha fatto

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registrare un record nella storia del paese. Insomma, cifre da capogiro per un italiano. Del resto l’Iran, nella storia del suo popolo, ha sempre dimostrato un forte attaccamento alla vita religiosa e politica manifestandola nei momenti di maggior bisogno,in una nazione dove ancora i due poteri, temporale e spirituale, sono saldamente uniti. Rispolverando un po’ di storia, ricordiamo nel ‘51 come Mohammad Mossadeq porta a segno un golpe di stampo popolare a capo del fronte nazionale iraniano nell’intento di nazionalizzare la compagnia petrolifera “Anglo-Iranian Oil Company” agente sul territorio e gestita da autorità inglesi e americane. La situazione durò tre anni, periodo in cui le potenze europee boicottarono il petrolio della Persia, fino a quando la CIA, stanca di quel raffreddore medio orientale, aiutò l’esercito dei guardiani a ripristinare il controllo ricreando un regime accentrato e autoritario basato sull’appoggio straniero. Un regime durato fino al ‘79, prima degli spari della polizia sugli studenti in manifestazione che hanno riacceso il fermento nazionale con dimostrazioni e proteste in tutte le piazze pubbliche. Le recite di poesie dei persiani classici e l’assidua partecipazione di massa dei dimostranti ogni 40 giorni sono stati gli strumenti che hanno avuto la meglio sulle coscienze dei militari impegnati nelle “operazioni di pulizia”, che dopo aver ascoltato per tanti e tanti giorni, deposero le carabine e segnarono la fine dello Shah (imperatore in persiano). Ritornando a noi, quel 12 giugno 2009 viene eletto Ahmadinejad a guida del governo, ma qualcuno non ci sta. Migliaia di manifestanti, sotto il nome internazionalmente riconosciuto di Onda Verde, scendono nella piazza principale di Teheran per 5 giorni consecutivi accusando il governo di brogli elettorali e alcuni giornalisti esteri vengono allontanati e arrestati con accuse di istigazione. I giornali e le televisioni locali tacciono sugli scontri e sulle forze paramilitari inviate per sedare i rivoltosi, mentre i cineasti Mohsen Makhmalbaj e Marjane Satrapi – autrice del fumetto

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Persepolis – denunciavano nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles il colpo di stato in atto in Iran. I due hanno presentato la fotocopia di un documento che sarebbe una certificazione del risultato del voto della Commissione elettorale iraniana, nella quali a Moussavi erano assegnati 19.075.423 voti, 13.387.103 a Mehdi Kroubi, e soltanto 5.498.217 a Ahmadinejad, dichiarato invece poi vincitore. Non vi erano però certezze sull’autenticità del documento. «Ahmadinejad ha avuto solo il 12 per cento, non il 65 per cento dei voti» ha denunciato Satrapi. «Moussavi – ha riferito dal canto suo Makhmalbaj – alla fine dello spoglio dei voti fu chiamato dalla Commissione elettorale che gli comunicava la vittoria e gli diceva di prepararsi per il discorso. Poco dopo alcuni militari sono entrati nel suo ufficio, gli hanno detto che non avrebbero consentito una rivoluzione verde. Poi, la televisione di Stato ha annunciato la ‘vittoria’ di Ahmadinejad». Makhmalbaj ha esortato «la comunità internazionale a non riconoscere ufficialmente la vittoria di Ahmadinejad. Quello che è successo non sono brogli elettorali, è un vero e proprio colpo di Stato. Se qualcuno si chiedeva se il popolo iraniano è pronto per la democrazia, la risposta è sì, lo abbiamo espresso nel voto, ma siamo stati derubati del voto. Ora abbiamo bisogno del sostegno internazionale». Intanto il capo partito riformista Moussavi, il terzo giorno della rivolta, decide di prendere le redini di questa marea e di “cavalcare l’onda”, anche se caldamente sconsigliato dai suoi amici e parenti, dopo che furono arrestati 25 tra giornalisti e dipendenti del suo giornale, il Kalemeh Sabz. La situazione inizia a farsi sempre più tesa, molti atenei sono in rivolta, le associazioni per i diritti umani iniziano a farsi sentire sempre più forte tanto che il 30 giugno, nel venerdì di preghiera,scende in campo la suprema guida iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei con un discorso alla nazione dove invita i manifestanti a smettere e rinvigorisce il sostegno al Consiglio dei Guardiani legittimando l’esito del voto.

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Il suo discorso è trasmesso su tutte le reti televisive, interrompendo le trasmissioni già in atto, con una visibilità che l’Ayatollah non riceve nemmeno in occasione della fine del Ramadam quando, come di consueto, parla alla città. «La gente ha scelto chi voleva» ha detto  Khamenei,«Il sistema islamico non manipolerà mai il voto del popolo, commettendo tradimento. Le strutture legali del sistema e le regole elettorali di questo paese non permettono brogli». Da parte sua Ahmadinejad, oltre che al largo potere mediatico, come muscoli aggiuntivi al suo pugno duro può contare sull’aiuto di forze militari e paramilitari: i Pasdaran e i Basiji. I primi, di cui Ahmadinejad è un ex dell’ordine, è il corpo delle Guardie Islamico, chiamato anche Esercito dei Guardiani, istituito dopo la rivolta islamica del ‘79. Sono massimamente fedeli al Capo Supremo e raccolgono al loro interno dei nuclei d’azione volontari chiamati Basiji, che sono un’altro corpo affiliato, istituito al tempo della guerra Iran-Iraq, per ospitare quei soldati “o troppo giovani o troppo vecchi” per il servizio militare. Dei fuori corso in pratica, che vigilano da terra le possenti mura di questa fortezza del regime. Intanto in piazza il 6 Luglio, a poco più di tre settimane dal voto e a seguito degli scontri avvenuti in tutta la città, si registravano in tutto, secondo giornali indipendenti, più di un centinaio di persone uccise negli scontri dai Basiji , con 34 giornalisti e più di 1200 tra studenti, professori e intellettuali arrestati mentre erano in piazza a manifestare. Accusati di azioni contro la sicurezza nazionale, quando vengono arrestati, ai manifestanti non è loro consentito di vedere e sentire nessuno - nemmeno un proprio avvocato. Portati nelle carceri vengono picchiati e maltrattati. Non si sa dove siano tenuti e vengono messe sotto controllo mail e cellulari. Ecco che allora il governo parte con la censura delle emittenti straniere. Sempre il 6 Luglio La Bbc ha denunciato l’oscuramento del suo segnale, sia in inglese che in farsi

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(la lingua maggiormente parlata in Persia), due giornalisti della televisione pubblica olandese sono stati espulsi perché filmavano gli scontri, mentre due reporter belgi sono stati fermati per un’ora. Anche i responsabili delle televisioni tedesche Zdf e Ard hanno lamentato che ai loro inviati è stato impedito di lavorare. E proprio due giorni dopo le dichiarazione internazionali di Ahmadinejad e le sue promesse di cambiamento, il 10 Luglio un gruppo armato di paramilitari ha assalito, nella notte dopo la manifestazione dei riformisti, la casa dello studente dell’Università di Amirkabir di Teheran. Durante l’attacco, «diversi studenti sono stati percossi e feriti, mentre altri sono stati arrestati e portati via dai paramilitari. Sono inoltre stati procurati dei danni all’aula di studio, al bagno e alla piccola moschea della stessa struttura studentesca» scrive il giornale studentesco ‘Amirkabir’. Secondo un altro sito riformista, ‘Bamdadkhabar’, «i paramilitari avrebbero minacciato di ripetere, anche questa notte, l’aggressione agli studenti». A due mesi di distanza, ora che le voci sui presunti brogli sono state provate, nessuno parla più di loro. Degli studenti, dei manifestanti, la loro voce si è persa tra le troppe botte subite e il silenzio. Le azioni diplomatiche iraniane e il presunto nucleare catalizzano tutto l’interesse mediatico, e d’altro canto, un sostegno internazionale in Iran rischierebbe di diventare l’ennesima “operazione democratica di pace” che, con la scusa sempre più crescente della detenzione di materiale nucleare, ci porterebbe a ritornare all’inseguimento di quelle armi di distruzione di massa che non si sono trovate nemmeno sotto il panciotto di Saddam. Ma quella guerra, se sarà, arriverà solo a rivolta sedata. Mentre noi,che ancora non rischiamo niente, non rischiamo i pestaggi a sorpresa a casa, non rischiamo gli arresti e gli abusi, ci chiediamo se facciamo abbastanza?

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Chiare, fresche et dolci acque La privatizzazione della gestione dell’acqua potabile Claudio Avella

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“ onte insostituibile di vita, l’acqua deve essere considerata un bene comune patrimoniale dell’umanità e degli altri organismi viventi, l’accesso all’acqua, potabile in particolare, è un diritto umano e sociale imprescrittibile”. Il manifesto del comitato italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua sembra essere assolutamente inequivocabile. Più che l’enunciato di un principio, sembra essere la conclusione di un’analisi approfondita della storia dei popoli, dei loro spostamenti e dei loro conflitti. Senza andare a scavare troppo nel passato, si scopre che i conflitti che nel mondo vengono scatenati e alimentati da motivi legati alle risorse idriche sono innumerevoli: dal conflitto Israelo-Palestinese, a quello emergente tra Turchia e Siria, dovuto alla costruzione di dighe in Turchia che, deviando i flussi a scopo agricolo e industriale, impediscono il flusso naturale verso la Siria. Purtroppo il diritto all’acqua, come diritto naturale e universale, non ha ancora ricevuto una piena e soddisfacente codificazione da parte della comunità internazionale. La tendenza sembra essere, anzi, in controtendenza: durante il Forum mondiale dell’acqua a L’Aja del 2000, l’acqua è stata dichiarata una risorsa naturale in via di rarefazione a causa di inquinamento e sprechi, quindi sempre più cara. Per gestirla in maniera “efficace”, bisognerà perciò trattarla come un bene economico, non come bene sociale.

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Il passo è breve. Molti Stati si dotano di legislazioni che permettono, o obbligano, la privatizzazione dei servizi di gestione della risorsa, affinché venga affidata alle leggi di mercato e di libera concorrenza. Quest’ultimo è il caso dell’Italia: il 6 agosto del 2008 il decreto legge nr. 112 del 25 giugno 2008 viene convertito in legge. La legge 133 disciplina il settore dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (compresi i servizi idrici): il comma 23bis dichiara in sostanza che l’acqua è un bene economico e che i comuni sono obbligati a metterne a gara la gestione, affidandola a soggetti (imprenditori o società in qualunque forma costituite) individuati mediante procedure competitive, allo scopo di favorire la diffusione di principi di concorrenza, libertà di stabilimento, libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale. Esistono casi e contesti in cui l’affidamento può essere dato a soggetti pubblici, ma solo se viene dimostrato che le condizioni economiche, sociali, geomorfologiche e ambientali non rendono efficace il ricorso al mercato. In Italia la legge Galli, che divide il territorio italiano in Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), permetteva già l’affidamento della gestione del servizio a enti privati: alla fine del 2007 su 106 enti gestori, 5 erano società private, 31 società a capitale misto pubblico-privato, 64 enti interamente pubblici e 6 di altra natura (dati del rapporto del Comitato di vigilanza delle risorse idriche

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al Parlamento). L’esperienza vissuta dove la regionale: 144 consigli comunali richiedono gestione è affidata a privati non risulta es- un referendum regionale per l’abrogazione. sere sempre positiva: in Toscana su sei enti Segue un anno di trattative. Alla fine il regestori del servizio, cinque sono a capitale ferendum non si fa: con l’arrivo della crisi misto pubblico-privato, a maggioranza pub- economica l’affidamento a soggetti privati blica e uno a capitale interamente pubblico. non sarebbe stato efficace ed efficiente, per Tutte sono società per azioni, tra i quali soci cui la Commissione Ambiente della Regione privati figurano sosi vede costretta ad acprattutto la francese cettare le proposte dei La legge, valida in tutti Suez, ACEA, Iride e sindaci. i comuni tranne Milano, Monte dei Paschi di D’altra parte sarebbe sostanzialmente lasciava Siena. A Firenze, ad stupido nascondere che esempio, a un comil servizio idrico in Italia tutti i costi a carico della portamento virtuoso presenta comunque dei collettività e tutti gli dei cittadini, che problemi: le perdite di introiti ad imprese private rete sono mediamente hanno ridotto del 5% il consumo di acqua, del 35%, che vanno dal è corrisposto un aumento delle tariffe del 16,5% circa della Lombardia a punte del 60% 10% per colmare il vuoto dovuto ai mancati nel Sud Italia. Questi dati non sono, però introiti dell’azienda. certo trascurati dal Comitato Italiano per Negli ATO di Arezzo e di Latina, a capitale misto, si sono registrati aumenti tariffari dal 50% al 300% e si prevede, che per permettere la convenienza della gestione privata, sarà necessario un aumento dei consumi del 18%. In Lombardia la legge 133 era stata già anticipata da una legge regionale, varata il 6 agosto 2006, secondo cui la gestione e l’erogazione vanno separate, affidando l’erogazione a enti privati e la gestione a enti pubblici. La legge, valida in tutti i comuni tranne Milano, sostanzialmente lasciava tutti i costi a carico della collettività e tutti gli introiti ad imprese private: per “erogazione” si intende, infatti, quel tratto di rete dove sono presenti praticamente solo i contatori dell’acqua. La storia lombarda si conclude con l’abrogazione della legge

un Contratto Mondiale sull’Acqua e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che propongono una legge di iniziativa popolare: “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” . La legge, per la quale fin’ora sono state raccolte 406.626 firme, stabilisce i termini per rendere nuovamente pubblici i servizi idrici, gestire la risorsa e distribuirla, basandosi sul principio del diritto all’acqua per tutti e su quello del governo partecipativo del servizio idrico integrato. E’ giunta l’occasione di impegnarsi per sfatare il mito “privato eccellente, pubblico scadente”.

“Ingegneria Senza Frontiere è un’associazione nata in Europa, attiva da alcuni anni anche in Italia. A Milano l’associazione nasce nel 2003 ad opera di un gruppo di studenti, docenti e professionisti con lo scopo di utilizzare le conoscenze ingegneristiche per promuovere uno Sviluppo Sostenibile. ISF-Milano è attiva all’estero in Congo, Senegal, Perù con progetti di Cooperazione allo Sviluppo e in Italia con progetti, campagne di sensibilizzazione e di formazione sullo sviluppo sostenibile. Un ruolo fondamentale nell’associazione lo assumono gli studenti del Politecnico di Milano che partecipano ai progetti e alle campagne. Per maggiori informazioni visita: www.isf.polimi.it o scrivi a segreteria@isf.polimi.it o info@isf.polimi.it

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Un anno da presidente

Bilancio di un anno profiquo per la rappresentanza

Mauro Brivio

È passato un Anno Accademico; sento l’esi-

genza di fare un bilancio del lavoro svolto, di misurare l’avanzamento delle istanze della componente studentesca nel nostro Politecnico, in un anno straordinariamente fruttuoso per la rappresentanza e di conseguenza per gli studenti dell’Ateneo.

Proverò qui di seguito a sintetizzare i risultati più significativi del lavoro svolto quest’anno negli organi centrali (Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione e Presidenza del Consiglio degli Studenti) da me insieme ad altri rappresentanti.

Progetto università aperta 24h/24

In seguito ad un’intensa collaborazione con l’Amministrazione sono stati ultimati i lavori di riqualificazione del patio nella sede di Architettura e Società, che ci consentiranno di prolungare l’orario di apertura della biblioteca, del patio stesso e di alcune aule adiacenti fino alle 2 del mattino.

Tra gli interventi realizzati a supporto dell’iniziativa, il patio è stato coperto da rete wi-fi e cablato con torrette per l’accesso all’elettricità, inoltre la nuova sistemazione della biblioteca garantirà un accesso ai libri continuato fino all’orario di chiusura.

Ampliamento Sottocommissione per il Diritto allo Studio

Con l’assenso dell’Amministrazione ho coinvolto i rappresentanti eletti dalle due principali case dello studente del Politecnico nei lavori della Commissione Permanente

Studenti (un tavolo di lavoro perenne cui siedono studenti, delegato del Rettore e dirigenti dell’Amministrazione) in materia di Diritto allo Studio, per meglio intercettare le istanze degli studenti, con una conseguente eccezionale accelerazione nell’affrontare e risolvere i problemi che affliggono le case dello studente.

Poli tam-tam ed iniziative culturali degli studenti

Da settembre agli strumenti in uso legati a poli tam-tam, in particolare rispetto alla pubblicizzazione delle attività culturali promosse dagli studenti, sarà affiancata una news-letter a cadenza periodica compilata dagli stessi rappresentanti, per una comunicazione più puntuale e frequente delle attività in corso nell’Ateneo.

Progetto merito e pubblicazione valutazione della didattica dei docenti

La mobilitazione che ci ha impegnati per diversi mesi lo scorso autunno, in seguito alla legge 133, ha portato qui al Politecnico all’approvazione da parte del Senato Accademico di una delibera che costruisce un sistema di valutazione che rende visibile il contributo individuale di ciascun docente all’Ateneo, in termini di didattica e ricerca prodotte, nonché di carico gestionale. Tale sistema contempla anche la costruzione di un format di curriculum vitae che ciascun docente dal prossimo anno dovrà compilare e pubblicare sul sito di Ateneo, nel quale è riportata anche la valutazione della didattica (operata dagli studenti tramite i questio-


nari al termine di ciascun insegnamento) mediata negli ultimi tre anni. Tale soluzione richiede ancora qualche piccolo affinamento, ma rappresenta una sostanziale vittoria dei rappresentanti, che per anni hanno condotto la battaglia per la pubblicazione.

Linee Guida per l’Attribuzione dei Fondi alle Attività Culturali degli Studenti

Nella Commissione Permanente Studenti di luglio sono state vagliate le nuove linee guida per l’attribuzione dei fondi alle attività culturali degli studenti, che dovrebbero essere definitivamente adottate in settembre. L’elaborazione di questo nuovo documento è frutto di un comune sforzo volto a rendere il più possibile trasparente il processo decisionale in materia di attribuzione dei fondi da parte della Commissione.

di riqualificazione di alcuni spazi strategici dell’Ateneo, nel polo di Città Studi. Ad oggi il Politecnico soffre di una quantità limitata di spazi per lo studio libero degli allievi; questo indice per altro, penalizza la nostra università nelle classifiche internazionali. Il progetto prevede la riqualificazione sia dell’Interfacoltà, che vorremmo diventasse uno spazio più che altro di relazione, con attrezzature funzionali a consentire la riunione di gruppi e associazioni, che di tutta una serie di spazi collaterali, spesso sottoutilizzati, dislocati in sedi diverse anche nello stesso campus. Il nostro proposito è quello di allestire ed articolare tutti gli spazi a disposizione in modo da garantire agli studenti la possibilità di studiare, lavorare o semplicemente di stare in spazi di qualità elevata. Probabilmente ciascuno degli spazi in oggetto avrà una caratterizzazione diversa, secondo la propria vocazione architettonica e posizione.

Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti del Politecnico di Milano

Riforma Centri Stampa

E’ una Carta importante, che enuncia alcuni principi fondamentali rispetto ai quali non si tornerà indietro, che consolida alcune conquiste recenti, garantisce alcuni diritti in parte garantiti per prassi, e che introduce alcune innovazioni a beneficio degli studenti e dell’intero Ateneo.

Riqualificazione solarium (piazza soprastante l’Acquario in Città Studi)

Ha avuto approvazione definitiva nel Consiglio di Amministrazione di luglio; ad essa seguirà il Decreto del Rettore nel mese di settembre: in questo modo avremo la possibilità di comunicare a dovere i contenuti della Carta. Frutto di un anno di mediazioni, rappresenta l’attuazione al Politecnico, fortemente voluta dalla Terna sinistrorsa, dello Statuto dei Diritti e Doveri degli Studenti Universitari, già licenziato la scorsa legislatora dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Progetto spazi per lo studio libero ed il lavoro

I centri stampa sono stati riformati. Sono stati portati all’interno dei poli (biblioteca PK in Campus Durando e Poliprint in Città Studi): questo perché in precedenza erano collocati in posizioni davvero scomode per gli studenti; è stato abolito il sistema di pagamento con tessera acquistata in Clup: d’ora in poi i pagamenti avverranno in contanti presso la cassa degli stessi centri stampa, come in normali copisterie. La stampa infine non avviene più passando per diversi terminali, ma come in ogni altra copisteria si consegna la chiavetta al responsabile del centro e la stampa è immediata.

Nel corso di questi mesi estivi sono stati eseguiti i lavori di riqualificazione della mensa (su iniziativa degli attuali gestori, vincolati dal recente contratto di appalto) e della piazza soprastante l’acquario.

Concertato con il Rettorato e con l’Amministrazione sta prendendo forma un progetto

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Palazzo della Rappresentanza

Nei prossimi mesi gli spazi di città studi in concessione alle liste di rappresentanza saranno razionalizzati e riposizionati: saranno collocati ai quattro piani dell’edificio Nave, così da caratterizzarlo come la sede della rappresentanza studentesca dell’Ateneo. In questo modo, anche grazie ad un’integrazione della segnaletica, sarà più facile per gli studenti rintracciarci.

Borse di studio

Si trattava di investire 800.000 euro derivanti dal progressivo accumulo di tutta una serie di donazioni elargite al Politecnico nel corso dei secoli a partire dalla sua fondazione. La soluzione approvata è stata quella di costruire un certo numero di borse da erogare nei prossimi 3 anni a studenti del Politecnico ed a studenti stranieri, finalizzate alla realizzazione di tesi e progetti di ricerca all’estero per i primi, a Milano per i secondi. Rispetto a queste borse verrebbe costruito un bando di gara che privilegi progetti su paesi in via di sviluppo. Nel prossimo semestre sarà pubblicato il bando che darà avvio alla procedura per l’assegnazione delle borse.

Riforma servizio di ristorazione per studenti borsisti

Ad oggi gli studenti borsisti che accedono al servizio di ristoro sono costretti a consumare i propri pasti in alcune mense. Nell’ultimo anno, attraverso un percorso virtuoso di collaborazione tra i rappresentanti degli studenti di Ateneo, quelli degli studentati e l’Amministrazione, siamo giunti ad una riforma sostanziale di tutto il sistema di ristorazione, la quale prevede un elevato numero di punti di ristoro di varia natura convenzionati con il Politecnico (circa 60, distribuiti sui vari poli) presso i quali i borsisti potranno accedere tramite tesserino magnetico. Queste e altre trasformazioni minori saranno gradualmente inserite e portate a regime nell’anno 2009/2010.

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Contribuzione studentesca

Il passaggio dal sistema ICE a quello ISEEU ha portato ad una ridefinizione dei contributi di ciascuno studente ed ha comportato un sostanziale incremento del gettito: si è deciso informalmente di reinvestire l’extragettito in due direzioni: la prima riguarda alcuni investimenti sui servizi agli studenti; la seconda ci ha consentito per quest’anno di mantenere invariata la contribuzione (senza adeguare il tasso di inflazione del 2%), cosa che conti permettendo potremo fare anche il prossimo anno. Inoltre i rappresentanti della Facoltà del Design sono anch’essi giunti ad un accordo che fissa la cessazione della tassa di scopo entro 2 anni, a precise condizioni.

Queste sono le principali innovazioni in-

trodotte lo scorso anno dalla rappresentanza studentesca dell’Ateneo, ma riguardano solo la gestione degli organi centrali:ho citato solo quelle che ho seguito personalmente. Molto altro lavoro poi è stato svolto nelle facoltà e nei consigli di corso di studi. Altri progetti ancora sono in elaborazione. Ad ogni modo vi invito a considerare nel suo insieme quest’elenco di cose fatte in un anno: io credo che sia piuttosto impressionante in senso positivo. Tutte queste conquiste, capaci di cambiare in meglio la vita di uno studente, sono frutto del lavoro di altri studenti, che nel corso dell’anno sono stati capaci di conciliare il proprio percorso di studi con il proprio impegno civile, che talvolta hanno declinato nella politica universitaria, talvolta nell’organizzazione di attività culturali o nell’associazionismo, oppure anche solo in semplice partecipazione. Questo vale a dire che per far cambiare le cose, basta volerlo.

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Gaetano Belvederi, Ballo intorno all’albero della libertà, 1849, olio su tela, 1850 circa. Il dipinto illustra i festeggiamenti tenutisi a Bologna il 12 febbraio 1849 in seguito alla nascita della Repubblica Romana e alla fine del potere temporale della Chiesa. Museo civico del Risorgimento di Bologna

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Redazione

Elena Argolini, Denis Gervasoni, Lorenzo Salciccia, Mauro Brivio, Giulia Pasetti

tel. 02.2399.2639

DOVE SIAMO

LEONARDO: Aule rappresentanti (vicino V.2) BOVISA-LAMASA: Aula rappresentanti accanto alla CLUP BOVISA-DURANDO: Aule rappresentanti vicino all’ovale

RIUNIONI

Tutti i mercoledì alle 18 nell’Aula Terna in Interfacoltà a Leonardo

Lanterna è solo una delle tante iniziative e produzioni de “La Terna Sinistrorsa”: il gruppo dei rappresentanti degli studenti del Politecnico di Milano che riunisce tutti gli studenti di sinistra che vogliono vivere l’università in modo attivo e propositivo.

Interamente finanziato dal Politecnico di Milano

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Lanterna #29  
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