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numeri & memoria l’università che vorresti tutta la verità sul toefl reportage bERLINO l’importanza di 1 tradizione ricet-terna

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LANTERNA POLITECNICO

GIUGNO 2008

PERIODICO UNIVERSITARIO DE “LA TERNA SINISTRORSA”-------

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ELEZIONI

L’UNIVERSITA’ CHE Vorresti il 10 e l’11 giugno si vota per le elezioni studentesche

di Marina Mascellaro

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gnuno di voi, leggendo questa domanda, si dirà che avere l’università come la si vorrebbe è, e sarà sempre, impossibile, roba da matti e sognatori…E invece no! In pochi anni, il nostro Ateneo ha subito delle vere e proprie trasformazioni. Sono cambiamenti che spesso possono passare inosservati ai più, ma, se solo vi fermate un attimo a guardare, vedrete che in realtà molti di questi sono palpabili. Fino a due anni fa l’unica certificazione di lingua inglese che il Politecnico accettava era il Toefl e tutti noi sappiamo quanto siano struggenti le 4 ore passate davanti al monitor di quel PC. Ora si può usufruire di test differenti, molti di più: TENG di Ateneo, certificazioni British Institutes, certificazioni Cambridge (PET - FCE - CAE – CPE; IELTS ), Trinity College London (ESAMI ISE), certificazioni ETS (TOEIC - TOEFL). Non è poco!

tra persona. Oppure: chi svolge una funzione in nome di altri. SINONIMO: delegato, incaricato.

In entrambe i casi è chiaro che un rappresentante svolge delle attività in cui è particolarmente preparato e capace, ma la deve svolgere in nome di qualcuno, in questo caso degli studenti. E’ come se queste persone che si candidano a rappresentanti chiedessero fiducia agli altri studenti per promuovere iniziative che migliorino il Politecnico. E’ importante che ognuno di noi scelga di andare a votare per migliorare l’università in cui viviamo e probabilmente l’unica che mai frequenteremo. I criteri con i quali si sceglie chi votare dipendono da persona a persona, ma il fatto di SCEGLIERE chi sarà il tuo portavoce è importante a priori. Questo serve ad evitare che a votare vadano solamente gli amici dei candidati, creando un circolo di autoreferenzialità che non porta sicuramente rappresentanti preparati e capaci! Si vota il 10 e l’11 giugno…PENSACI! < marina.mascellaro@gmail.com

Fino ad un anno fa la segreteria non era molto funzionale, ore e ore di fila in piedi senza toilette né macchinette per il caffè. Ora hai il tuo numero e il tuo caffè e puoi aspettare comodamente seduto utilizzando il wi-fi per navigare in internet. Fino a quest’anno il questionario sulla valutazione della didattica che compilate alla fine di ogni corso sembrava inutile. Ora è stato aggiornato e le valutazioni servono a distribuire i fondi anche in base al merito didattico dei docenti. E queste sono solo alcune delle vittorie dei Rappresentanti degli studenti. Mi preme richiamare il dizionario della lingua italiana, alla voce RAPPRESENTANTE. Si dice: chi, in particolari attività o funzioni, rappresenta un’al-

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l problema del riconoscimento della lingua ha assunto particolare importanza al poli, da quando circa due anni fa il Politecnico è passato dal riconoscimento in crediti, al pre-requisito di ingresso dell’inglese. Questo articolo ha l’obiettivo di illustrare quali sono state le vicissitudini in materia e come sono state affrontate dai noi rappresentanti degli studenti . Chi ve le racconta, ha “subito” in prima persona le problematiche relative alla gestione del transitorio e soprattutto, per potersi laureare alla triennale , ha dovuto sostenere il TOEFL ad agosto con un punteggio insufficiente (197/300) per conseguire la LS in ing. aeronautica! Partiamo dal ricordare che non appena è scattata la “mini-rivoluzione”, le facoltà e i corsi di studio, hanno dovuto gestire gli effetti legati alla retroazione del provvedimento e all’effetto “gradino” introdotto tra le due lauree. In particolare, ricordo la gestione del caso nella facoltà di architettura civile (bovisa), dove abbiamo scritto una deroga ad hoc che ha permesso a molti studenti di laurearsi rispettando le regole precedenti. Come non ricordare i problemi dei gestionali, i quali avendo il gradino del 200 erano obbligati a pochi mesi dall’iscrizione alla LS a dover sostenere il toefl…anche lì, siamo riusciti a garantire l’iscrizione attraverso un OFA sulla lingua. In parallelo, abbiamo avviato un costante dialogo con l’amministrazione, affinché venissero avviati i contatti con altre società di riconoscimento linguistico. Nel frattempo, c’era anche chi tra noi rappresentanti, preferiva la richiesta di sedie per l’interfacoltà di leonardo oppure cavalcare l’onda del populismo e della demagogia, proponendo fantomatiche raccolte firme per abolire il TOEFL (!!! Azione Universitaria). Noi rappresentanti della “Terna Sinistrorsa”, abbiamo continuato a chiedere chiarezza al Poli, attraverso una nuova guida lingue che tenesse conto di tutti gli effetti di transitorio; abbiamo inoltre organizzato un evento mirato “l’Assemblea TOEFL”, che permettesse a tutti gli studenti di relazionarsi con i più importanti organi dell’amministrazione del Poli. E adesso?? Adesso la situazione sembra essere a regime, sebbene il vizio di fare populismo, anche per le “nuove” liste di rappresentanza non è passato, soprattutto a chi, nei futuri programmi elettorali ha inserito al terzo punto ulteriori “deroghe TOEFL alla LS” (?!). Concludendo, ritengo importante che il Poli si interessi anche alla nostra formazione linguistica; ritengo fondamentale inoltre che ci dia gli strumenti necessari per farlo (le nuove certificazioni da NOI richieste sono un esempio) e che ascolti le nostre proposte migliorative. Pertanto invito ognuno di voi ad andare oltre le false promesse, segnalandoci le disfunzioni e le nuove proposte, constatando assieme a noi l’importanza che la conoscenza dell’inglese avrà nella nostra vita da futuri ingegneri, architetti, designer e soprattutto di cittadini europei. < marco1.dadamo@mail.polimi.it

POLITECNICO

tutta la verità sul toefl

Due anni di disinformazione, false promesse e… futura propaganda elettorale…

di Marco D’Adamo

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VIAGGI

Berlino

LANTERNA #25 - POLITECNICO

Viaggio fra le nuove architetture berlinesi

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Foto di Lorenzo Spinazzi

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MILANO

NUMERI& MEMORIA La nuova sede della regione

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1 = t, d; 2 = n, gn; 3 = m; 4 = r; 5 = l, gl (dolce); 6 = c (dolce), g (dolce), j (consonantica); 7 = c (duro), g (duro), ch (duro), gh, q, k; 8 = f, v, ph, w (consonantica); 9 = b, p; 0 = z, s, sc (dolce), ch (dolce), sh. Per ricordare facilmente le corrispondenze previste dallo schema di base, si può ricorrere alle seguenti associazioni mentali:

di Marina Mascellaro uesto articolo NON è solo per gli ingegneri. Anzi è soprattutto per architetti e designer, che notoriamente sono presi in giro dai primi per non saper far di conto. Ma diciamo anche che è per tutti: del resto anche gli ingegneri, così bravi a vantarsi delle loro presunte qualità matematiche, appena possono tirano fuori calcolatrice o foglio di calcolo, e alla vista di uno studente di matematica scappano. Ma di cosa parliamo? Facciamo così. Immaginiamo che all’improvviso finisca il mondo. O meglio che tutti gli altri esseri umani scompaiano dalla Terra. Restiamo, spaesati e increduli, solo noi, studenti e studentesse del Poli, in mezzo a tanta natura selvaggia, qualche rottame e casa decrepita. Può essere anche divertente, ma prima o poi dovremmo rimboccarci le maniche. Costruire, produrre energia, inventare soluzioni, spazi. Tutte cose da politecnici. Ma come fare senza libri, biblioteche, computer? Un bel problema, specie per chi quello che impara lo scorda pochi giorni dopo l’esame. Quindi, dobbiamo attrezzarci in tempo. Che non si sa mai. Memorizzare di più, imparare a tenere a mente numeri, formule. E poi anche a fare calcoli mentali veloci, perché le calcolatrici, almeno finchè qualche elettronico non si metta a farne qualcuna, non ci saranno. Ecco allora una serie di trucchi per memorizzare facilmente i numeri e per facilitare il calcolo mentale. Li abbiamo presi qua e là, provati e raccolti per voi. Non credete che li abbiamo provati? Guardate quante cifre mi ricordo del pigreco: 3,14159265357989 :-P

0 = la parola zero inizia per per z; 1 = la forma dell’1 è simile a quella di una t; 2 = ci sono 2 tratti verticali in una n; 3 = ci sono 3 tratti verticali in una m; 4 = la forma del 4 è simile a quella di una r rovesciata; 5 = la parte superiore del 5 (ruotata di 90, in senso antiorario) ha una forma simile a quella di una L; 6 = la forma del 6 ricorda quella di una g; 7 = la forma del 7 è simile alla parte inferiore di una K (ruotata di 90, in senso orario); 8 = la forma dell’8 ricorda quella di una f, in corsivo; 9 = la forma del 9 è simile all’immagine speculare di una p. Ora vediamo un’esempio. Per esempio, desiderando tenere a mente il codice dí avviamento postale di Firenze 50100, si ossono scegliere seguenti abbinamenti: 5 l, 0 s, 1 d, 0 z, 0 s, arrivando a ricavare l’ironica locuzione la sediziosa (che alluderebbe alla storia tumultuosa della citt‡ di Firenze: tumulti vari, ripetute contestazioni ai dirigenti della locale squadra di Calcio, ecc.). Per risalire da tale chiave mnemonica al numero di partenza basta eliminare tutte le vocali in essa presenti e ricordare, poi, le varie corrispondenze esistenti tra le lettere rimanenti e le relative cifre. Nel caso precedente, togliendo tutte le vocali da “la sediziosa”, si ottiene la sequenza: l s d z s; da questa, poi, in base alla codifica stabilita, si ricava: l 5, s 0, d 1; z 0, s 0.

Anzitutto c’è da dire che è più facile tenere a mente delle sequenze di lettere che degli insiemi di cifre numeriche. Per questo motivo, le tecniche più funzionali per la memorizzazione dei numeri si basano sulla loro trasformazione in opportune parole. Un ingegnoso sistema per ottenere un simile risultato venne messo a punto nel 1634 da Pierre Hèrigon. Il principio su cui si fonda consiste nell’associare in maniera permanente ciascuna delle dieci cifre da 0 a 9 a una particolare consonante (o a una gamma di suoni consonantici affini). Un funzionale

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schema di abbinamenti, adattato al lessico italiano (e ai termini stranieri in esso incamerati), può essere il seguente:

Vediamo ora qualche veloce trucchetto per il calcolo mentale. Su internet ne trovate molti altri! - moltiplicare per 11 un qualsiasi numero di 2 cifre: se le due cifre sono a e b allora il risultato ha come centinaia a, come decine a+b e come unita’ b. Esempio: 54*11=594. Figo, no? - elevare al quadrato un numero di 2 cifre che finisce 4

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contemporanee sarebbero un nulla di fatto. Il mio non è affatto un giudizio reazionario, dimostra solo un rendersi conto effettivo di quello che è l’architettura oggi, di quello che siamo noi, di forze e stilemi più o meno antichi che influenzano tuttora questo campo. Non me ne voglia un lettore fissato solo ed esclusivamente con le forme “mosce” alla Libeskind: a lui dico senza nessuna offesa e con la massima trasparenza, di documentarsi e di appassionarsi veramente a tutto ciò che è tradizione in architettura, non vista come conservatorismo, ma come importante libro aperto da cui possiamo pescare e nutrirci a piene mani di cultura vera.

in 5. Si prende la cifra delle decine e la si moltiplica per se stessa + 1 e la si mette davanti a 25. Esempio: 65^2 -> 6*(6+1)=42 -> 4225 - moltiplicare 2 numeri di 2 cifre con la stessa cifra delle decine e la con la somma delle unita’ pari a 10. Come prima, solo che al posto di 25 si mette il prodotto delle unita’ (da notare che il caso precedente rientra in questo). Esempio 33*37 -> 3*(3+1)=12 -> 3*7=21 -> 33*37=1227 Certo, la speranza è che il mondo non finisca. Speriamo che cambi un po’, che migliori. Però qualche trucchetto è sempre meglio impararlo, potrà sempre esserci utile se la calcolatrice si scarica oppure a fare una bella figura da “ingegneri” quando c’è da calcolare quanto pagare al ristorante. <

La mia non vuole essere una tediosa filippica, è soltanto la constatazione di un problema latente, ma non da sottovalutare, perché è certo che i progettisti più affermati di fronte a un lauto compenso e a copertine su riviste patinate, passano sopra anche ai loro stessi ideali che ad inizio carriera li avevano fatti conoscere al grande pubblico. Mi sento di difendere tutti coloro che pur non appartenendo al novero delle archistar a livello internazionale, faticano per perseverare le loro idee sempre e comunque, fregandosene dei principi architettonici elitari che la società di questi tempi ci sta purtroppo, offrendo. Cosa sarebbe l’architettura senza questi pionieri e sperimentatori attivi? Grigiore, monotonia e scempio, solo un capriccio snob di un vecchio architetto strapagato. In questo l’università ha un compito fondamentale, che è quello della ricerca, della passione disinteressata, delle grandi conquiste oltre ovviamente a formare persone, architetti, donne e uomini su cui si baserà il futuro. Anche l’università purtroppo ha le sue colpe, non sempre è dalla parte degli studenti e anzi troppe volte stimola in modo sbagliato verso una progettazione per costruzioni belle solo da guardare e non da vivere.

MILANO

l’importanza di una tradizione La nuova sede della regione

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di Lorenzo Ruggeri ll’alba dei tanto discussi grattacieli per le vecchie aree dismesse della fiera campionaria, della ormai conclusa nuova sede dell’università Bocconi e dei numerosi progetti in corso nell’area milanese, ci si chiede e si torna nuovamente a discutere sull’effettiva originalità e pertinenza degli stessi, all’interno di un costruito segnato profondamente dalle vecchie mode, quale è Milano. Il giudizio di un progetto non deve basarsi totalmente sulla sua originalità, perché mai come in questi tempi questo aspetto dell’essere architetto sta assumendo un significato estremo, una linea di confine oltre la quale spingersi ogni volta che si vuole fare della “buona architettura contemporanea”. Le novità costruttive, le forme ricercate e scultoree e le soluzioni hi-tech, visti dagli studenti, ormai con qualche esperienza in più di un cittadino generico (quindi fruitore passivo di architettura) sono motivo di interesse non prettamente formale, ma anzi possono diventare un incredibile spunto per lo studio e un utile punto di riferimento nel percorso di ognuno di noi. Bisogna però ricordarsi, e non mi stancherò mai di dirlo, di avere un occhio di riguardo a quello che è il passato, fin troppo dimenticato e fin troppo labile nel nostro bagaglio culturale, e di convincersi che senza di esso le grandi opere

Perché essere così pedanti su questo tema? Perché l’architettura traduce delle necessità economiche, culturali e delle esigenze pratiche in realtà, è il mezzo attraverso il quale si arriva all’obiettivo, ma non deve essere per questo eccessivamente pragmatica, fine a se stessa e priva d’anima. Pertanto mi sento di consigliare a tutti quelli che progettano, di andare ben oltre i solidi principi di questa splendida disciplina, addentrandosi con tutti loro stessi nelle vere problematiche sociali cui si va incontro, e ovviamente di sperimentare guardando anche al passato, cosa tanto difficile quanto rara e bella. <

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CUCINA

SECONDO PIATTO: Insalata di Pollo, Fragole e Provola affumicata Tempo di preparazione: 35 minuti Ingredienti per 4 dosi: ½ kg di petto di Pollo, ½ bicchiere di Vino Bianco, 120 g di Provola affumicata, 100 g di Fragole, 80 g di Pancetta affumicata, 4 cucchiai d’Olio, 1 cucchiaio d’Aceto bianco, 3 coste di Sedano, 1 cespo di Lattuga, Sale e Pepe q.b. Preparazione: Mettete i petti di pollo in una casseruola, bagnate con il vino, salate, pepate e cuocete coperto a fuoco basso per 15-20 minuti. Lasciate raffreddare e tagliate a cubetti. Lavate il sedano e riducetelo a fettine. Lavate le fragole e tagliatele a metà. Tagliate la provola a striscioline. Stendete la pancetta, tagliata a fette sottili, su una teglia ricoperta da carta da forno, e passatela al grill per qualche minuto. Nel frattempo lavate e asciugate la lattuga e suddividetela in 4 piatti. Riunite in un’insalatiera pollo, sedano, fragole e provola e condite il tutto con olio,aceto,sale e pepe. Distribuitelo poi sulle foglie di lattuga e cospargete con i pazzetto di pancetta croccante e servite. Vino: Trentino Muller Thurgau <

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on so come, ma oggi mangiando Paglia e Fieno al ragù, mi è venuto in mente che spesso la fantasia in cucina ci manca oppure il tempo a nostra disposizione per cucinare è veramente poco…Così lo studente medio finisce per mangiare panini, pizza o, nel migliore dei casi, un’insalata a mezzogiorno, pizza, pasta o un secondo veloce a cena… Non va molto bene così… Le “Linee Guida per una sana alimentazione italiana” dettate dall’Istituto Nazionale della Nutrizione danno consigli utili su una dieta corretta, a cui spesso risulta difficile sottostare quando si è spesso fuori casa come noi studenti. Io ne sono il primo esempio!!! Ora vorrei solo darvi qualche BUONA ricetta semplice, ma veloce, economica e genuina! Propongo anche una selezione di vino, non si sa mai… può essere prevista una cenetta romantica! Ricordatevi di segnare gli ingredienti sulla lista settimanale, altrimenti, anche con tanta buona volontà, difficilmente il piatto riuscirà!

CONTATTI info@ternasinistrorsa.it www.ternasinisrorsa.it tel. 02.2399.2639

REDAZIONE Lorenzo Spinazzi, Marina Mascellaro, Lorenzo Ruggeri, Marco D’Adamo

DOVE SIAMO LEONARDO: Aule rappresentanti (vicino V.2) BOVISA-LAMASA: Aula rappresentanti accanto alla CLUP BOVISA-DURANDO: Aule rappresentanti vicino all’ovale

www.ternasinistrorsa.it

RIUNIONI Tutti i mercoledì alle 18 nell’Aula Terna in Interfacoltà a Leonardo

GRAFICA Spino (spino@votnamec.com)

Lanterna è solo una delle tante iniziative e produzioni de “La Terna Sinistrorsa”: il gruppo dei rappresentanti degli studenti del Politecnico di Milano che riunisce tutti gli studenti di sinistra che vogliono vivere l’università in modo attivo e propositivo; se vuoi collaborare contattaci! Quest’anno ci saranno le elezioni studentesche, vota Terna!

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stampato da “Acheias di S.Siragusa” Milano - 2008

di Marina Mascellaro

Gustose ricette per studenti

INTERAMENTE FINANZIATO DAL POLITECNICO DI MILANO

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PRIMO PIATTO: Linguine alla Ricotta Tempo di preparazione: 20 minuti Ingredienti per 1 dose: 60 g di Linguine, 70 g di Ricotta Vaccina, 2 cucchiaini rasi d’Olio, 1 spicchio d’Aglio, 1 pezzetto di Peperoncino piccante, ½ cubetto di Dado, 60 g di Passata di Pomodoro, Sale q.b. Preparazione: Fate soffriggere l’aglio nell’olio, aggiungete il passato di pomodoro, il dado sbriciolato e il peperoncino. Fate cuocere per qualche minuto; togliete dal fuoco ed unite la ricotta, che in precedenza avete schiacciato bene con una forchetta, e mescolate il tutto. Versate il sughetto ottenuto sulla pasta al dente. Mescolate e servite. Vino: Bianco d’Alcamo


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