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CIRCOCOSMICO NUMERO91 GIUGNO2O21

JUGGLINGMAGAZINE.IT ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI issn 1591-0164 Poste Italiane SpA sped. in a.p. 70% DCB Viterbo. Contiene allegato P. e allegato R. € 3,00


EDITORIALE bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno XXIV, n. 91, giugno 2021 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002 Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) h jugglingmagazine.it h progettoquintaparete.it e jugglingmagazine@hotmail.com f 0766 673952 m 340 6748826 Direttore responsabile Marcello Baraghini Direttore editoriale Adolfo Rossomando Redazione Valentina Barone Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Pixartprinting Stampato il 15 giugno 2021 In copertina Liza van Brakel in Great Catch di Circuscoalitie (NL) ph Gerrit Schreurs design Hanneke Kijkt

Con il sostegno di

Estate 2021. Sarà lei a spazzare via le paure e le restrizioni di questi ultimi tempi, offrendo orizzonti di speranza e il ritorno alla terra promessa dell’Eldorado? Tutti di nuovo al galoppo, per poter correre liberi, lontani, veloci, rilasciando CO2 alla velocità della luce. Ma cosa sarà davvero cambiato dentro ognuno di noi e nella “società” nel suo complesso? Quali buoni propositi coltivati/dichiarati durante i lockdown sopravviveranno ai primi mesi di riapertura? Cosa racconterà ora il circo al suo pubblico e dove punterà i riflettori? Lo scopriremo insieme. Nel frattempo, nell’intersezione di un prima da non dimenticare e di un dopo tutto da costruire, facciamo un giro di ricognizione sulle ali di Juggling Magazine cullati dalle musiche interstellari di Hans Zimmer, per captare e restituirvi i rumori di fondo della galassia circense. Le prime accelerazioni ci proiettano senza indugio tra pionieri e innovatori delle discipline circensi (usate qui e altrove i QRcode per raggiungere le video gallery…). Il viaggio continua in Repubblica Ceca e Olanda, tra le originali soluzioni escogitate per creare eventi partecipati, mentre dall’astronave del SIDE, perennemente in orbita, riceviamo i segnali dei suoi Avvistamenti. Dalle penne di circonauti di lungo corso due distinti approfondimenti: il primo sui temi attuali del dilemma autoriale, il secondo sulla continua trasformazione del circo. Una manovra spericolata ci catapulta nell’arcipelago hawaiiano, tra mito e leggenda di una comunità di giocolieri… prima puntata di una serie. Di ritorno nel Bel Paese ecco la

puntuale carrellata di bio-diversità che artisti e compagnie italiane sempre esprimono, sempre benvenuti sulle pagine di JM. Ancora traiettorie, senza alcuna emissione di CO2, per un’anteprima sui tanti dispositivi di sostegno alle compagnie italiane. Tappa a Milano, dove un nuovo libro racconta le mirabolanti gesta dei suoi Saltimbanchi. Guadagniamo quota spinti dalla poesia, mentre l’altezza allarga il nostro sguardo sulle reti. Un nuovo corso per la FNAS e una nuova divisione per DOC Servizi dedicata a circo e oudoor arts, raccontati dai loro rispettivi neodirettori. Il network INCAm ci presenta due nuovi media project nati tra le sponde del Nordic/Baltic. I consueti spazi a cura dei team Circosfera e AltroCirco chiudono questo numero, riportandoci ai valori di equità, solidarietà, partecipassione, per rientrare alla base e immaginare insieme il circo del futuro. Adolfo Rossomando direttore editoriale Juggling Magazine


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di Claudia Franco La ruota Cyr è una disciplina molto recente rispetto ad altre tecniche circensi tramandate dal circo tradizionale che sono state poi reinterpretate in chiave contemporanea. Prima del suo avvento l'elemento più simile conosciuto e praticato, sia come sport che come tecnica circense, era la ruota tedesca, un attrezzo formato da due cerchi uniti da sbarre orizzontali. La prima immagine a cui ci rimanda la ruota Cyr è quella dell'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci: si tratta infatti di una ruota di metallo poco piú grande di una persona, con cui si realizzano acrobazie ed evoluzioni girando al suo interno. Rientra nella categoria delle discipline di equilibrio, poiché la ruota gira con un solo punto di contatto al suolo e grazie al suo dinamismo si sposa perfettamente con la danza e l'acrobatica.

Elemento ipnotico ed affascinante, la sua forma minimale ed il suo movimento vorticoso hanno conquistato non sono il cuore del pubblico ma anche quello di tantissimi circensi, facendosi largo come nuova specialità in tantissime scuole di circo nel mondo. La ruota Cyr deve il suo nome al suo inventore, Daniel Cyr, artista circense di origine canadese che l'ha progettata alla fine degli anni '90 e che per primo ne ha sviluppato il vocabolario tecnico e di movimento. Daniel la presentò in scena per la prima volta nel 1998 nello spettacolo Excentricus della nota compagnia di circo canadese "Cirque Éloize". Nel decennio a seguire il numero di persone che si sono avvicinate a questa disciplina è cresciuto in maniera esponenziale, moltissimi altri artisti dopo di lui hanno debuttato sulla scena mondiale ed il vocabolario di movimento ha conosciuto una rapida evoluzione, frutto della ricerca di movimento unita alla danza e all'acrobatica, della pratica continua e della veloce diffusione delle informazioni online. Oggi la ruota Cyr è una disciplina largamente diffusa in tutto il mondo, ha calcato i palcoscenici dei più prestigiosi festival circensi e si trova nel repertorio di molte compagnie di circo contemporaneo. Pensate che in Germania è addirittura riconosciuta come uno sport a tutti gli effetti, praticato da giovani e giovanissimi, ragazze e JUGGLINGMAGAZINE.IT

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ragazzi, che si allenano per gareggiare davanti a severe giurie che, come nella ginnastica, valutano le punte dei piedi e i capelli ben pettinati. Tornando al panorama circense, troviamo artisti che praticano la ruota Cyr non solo singolarmente ma anche in duo e in collettivo, in palcoscenici grandi e piccoli. È stata addirittura riproposta come disciplina aerea e con luci led, in stile classico, contemporaneo e clown, dipinti di argento, con i tacchi, scalzi e in calzini, insomma un po' in tutte le salse, e ogni anno se ne vedono di nuove!

Duo Andre Leo

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I SC I P LI NE& /D PROTAGONISTI/

GLI ESORDI IN ITALIA sivo la scelsi senza esitazione come disciplina a cui dedicarmi, diventando la prima allieva di ruota Cyr della scuola, mentre Nicola Bruni azzardava gli stessi primi passi alla vicina "Vertigo". Nel 2010 superai le audizioni alla scuola superiore di circo contemporaneo "ESAC" di Bruxelles, dove negli anni precedenti si erano diplomati solo due studenti in quella disciplina. Anche lì mi aggiudicai il titolo di prima studentessa di ruota Cyr, erano gli anni in cui questa disciplina cominciava ad affacciarsi al panorama circense mondiale e in particolar modo le ragazze che la praticavano si contavano sulle dita di una mano.

David Matz

Daniel Cyr si esibí per la prima volta in Italia in occasione della cerimonia di chiusura dei giochi olimpici a Torino nel 2006. Al suo arrivo a Torino, Daniel Cyr approfittò per visitare la scuola di circo “Flic”. Esperto nella tecnica della scala di equilibrio, si propose per dare alcune lezioni e fu così che incontrò Fabio Fornero, a quel tempo studente di scala. Lo invitò, insieme ad altri alunni, ad assistere alle prove del suo spettacolo, incantandoli con la sua nuova invenzione. Fabio non perse l'occasione e gli chiese di acquistare la sua stessa ruota. Nei mesi successivi iniziò ad esplorare questa nuova disciplina insieme a

Francesco Sgrò, al tempo ex alunno della scuola, successivamente insegnante e direttore artistico: entrambi non tardarono ad inserire la ruota Cyr nei loro spettacoli. Due anni dopo, nel 2008, ho cominciato il mio percorso formativo alla "Flic" ed ho subito anch'io il potente fascino della ruota Cyr, provandola per la prima volta con Fabio Pinna, anche lui allievo che ne stava apprendendo le basi. L'anno succes-

Un paio d'anni dopo, quando tornai alla “Flic” come artista invitata per la festa dei 10 anni della scuola, fu per me una grande sorpresa trovare la palestra letteralmente invasa dalle ruote Cyr; non avevo mai visto prima tante persone girare insieme! Dal 2013 in poi, anno in cui mi sono diplomata, questo attrezzo ha conosciuto un vero e proprio boom, diventando la nuova moda tra i circensi in ogni angolo di mondo.

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GLI ANELLI ALL’ALBA DEL NUOVO MILLENNIO

videocassette di manipolazioni, anche legate all’anello, rivoluzionarie per l’epoca e a giocolieri come Sean Blue, Kati Ylä-Hokkala, Denis Paumier che hanno messo solide basi per una futura evoluzione. Del 2005 viene pubblicato un altro video importantissimo per l’evoluzione e diffusione della manipolazione della giocoleria e degli anelli, “9-1 nordic object”, direttamente dalla Scandinavia, che ci fa conoscere Isak Lindberg, Samuel Gustavsson, Viktor Gyllenberg e sulla scia negli anni successivi Petter Wadsten, Arttu Lahtinen, Emil Dahl. Si tratta di nuovi performer che decidono di evitare il lancio in aria degli anelli, sperimentare nuove manipolazioni e ricercare un contatto con il corpo.

Jochen Schell ph A. Dacos

La globalizzazione dell’informazione ha dato una spinta al progresso in tutti i campi della società e il mondo della giocoleria non ne è stato esente. Alla fine del XX secolo, su una videocassetta o all’interno di un varietà televisivo, un giocoliere poteva ammirare un suo omologo dall’altra parte del pianeta e rimanerne inevitabilmente influenzato. Sono aumentati così, particolarmente nel mondo occidentale, i giocolieri amatoriali e in tanti si destreggiano con gli anelli. Da ultimo, abbiamo assistito alla nascita di nuove forme di spettacolo contemporaneo, alcune diventate presto famose in tutto il globo, come il Cirque du Soleil, fondato nel 1984, punta d’iceberg di un movimento dagli esiti vari e inattesi.

Kati Yla Hokkala

di “Riky” Riccardo Tanca

teruki okamoto

I giocolieri che decidevano di portare sul palco un numero di anelli erano soliti offrire al pubblico una performance classica, con tanti toss, figli di artisti dell’epoca precedente come Sergei Ignatov, Anthony Gatto e Albert Lucas, alla ricerca spasmodica del numero massimo di anelli lanciati in aria. Se negli ultimi vent’anni, tanti e importanti giocolieri hanno fatto progredire la tecnica del toss juggling, come per esempio Delaney Bayles o Pavel Evsukevich, erano ancora pochi quelli che all’inizio del XXI secolo si erano distinti per una manipolazione degli anelli in maniera differente. Tra questi emergono Jay Gilligan, Jeremy James, Jochen Schell, Vladimir Zarkov. Con l’aumento della partecipazione ai raduni di giocoleria e festival, ma soprattutto grazie all’avvento di internet e quindi dei social network, l’evoluzione della manipolazione con gli anelli prende una rincorsa che ancora oggi non si è fermata. Una forte spinta all’originalità nei primi anni 2000 è arrivata grazie al trio Ville Valo, Maksim Komaro, Jay Gilligan, che ha pubblicato

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Gon Fernadez

Wes Peden Patrik Elmnert Tony Pezzo

Non va dimenticato il movimento multiculturale legato al contact juggling capeggiato da Ryan Mellors e del gruppo dei “Ministry of Manipulation”, di cui sopravvive ancora un blog. Appassionante il tentativo (riuscito) di creare un movimento di giocolieri contemporanei in Ucraina, “Raw Art”, di cui ricordiamo uno dei fondatori e ottimo giocoliere con gli anelli che è Taras Podzniakov.

Peden, Patrik Elmnert e Tony Pezzo che hanno saputo unire alla manipolazione toss entusiasmanti. Nasce invece ad oriente uno stile giapponese: da Komei Aoki, Teruki Okamoto, Takaaki Matsumura, dallo stile contemporaneo e pop, a Ouka che porta in auge una manipolazione denominata 8rings. Non posso non citare, infine, ottimi manipolatori che, più che inventare, hanno trasformato, innovato e creato variazioni come Emmanuël Boissé Pinard, Norbi Whitney, Akira Miyano, Tomohiro Kobayashi, Gon Fernandez, David Severins, Filip Zahradnický, Guy Waerenburgh, Kathrin Wagner, Alexander Kulakov, Kyle Driggs,

Con la nascita di YouTube aumenta la sfida non competitiva alla ricerca di originalità nel movimento, a vantaggio e alla portata di tutti i giocolieri più fantasiosi, professionisti e appassionati. Fondamentali per una divulgazione e crescita del movimento sono stati Wes

Juan Marmol, Jean-Baptiste Diot, Zac Mcallister, Jean-Philippe Deltell, Olli Vuorinen, Andrés Torres Diaz, o i nostrani Kiko Porcella, Alessandro Budroni e anche io un po’.

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Olimpiadi Invernali Torino

ELENA ELENABURANI BURANI TREDICI ANNI IN ARIA

di Elena Burani bile. Il mio peso era bilanciato dagli altri quattro interpreti che muovevano la corda dall’altro lato, creando inconsuete dinamiche di movimento. Non posso dimenticare la grande esperienza con NoFit State Circus, che con Bianco mi ha permesso di dirigere un numero collettivo di corde e nel mio solo di giocare con tre corde affiancate. O l’emozione di aver partecipato a tre tour di Luciano Ligabue come unica

NoFitState, Bianco

volo come se l’altalena fosse un trapezio ballant. Dopo essersi nascosto per anni, il circo è tornato a trovarmi ai tempi dell’esame di maturità, quando per ridurre lo stress mi hanno regalato le prime tre palline. Nel 2001 ho preso parte a uno scambio internazionale e sono finita a Madrid, dove ho incontrato tanti artisti alla Scuola di Circo Carampa. Tornata in Italia, ho superato il provino alla Scuola di Circo Flic: uno dei momenti più gioiosi della mia vita, sentivo finalmente di aver trovato la mia strada! Era il 2003, il primo anno di scuola facevi un po’ tutto, e nel mio caso ho approfondito lo studio delle clave e mi sono cimentata nel mano a mano e discipline aeree, per poi scegliere il trapezio come specialità. Finita la scuola ho partecipato alla Cerimonia delle Olimpiadi invernali di Torino - issata coi tessuti a quasi 30 metri con la regia di Finzi Pasca - e nello stesso anno ho iniziato due produzioni molto significative dal punto di vista artistico e per la mia ricerca tecnica. Grazie a queste ho deciso di passare alla corda, di cui mi sono innamorata per la sua essenzialità, che si può adattare alle molteplici espressioni della scena. In Littra, per la regia di Roberto Magro, oltre al solo abbiamo sviluppato un passo a due portato dalla corda che apriva il movimento in orizzontale e verticale. In Invisibile, prima produzione dei 320Chili, ho giocato con due elementi, la corda e un vecchio caschetto da aviatore che poteva cadere in ogni momento. Anche a livello artistico nonostante l’acrobatica aerea fosse la mia dimensione (dove mi sentivo meglio e più forte), è sempre stato fondamentale attingere a più linguaggi per portare in scena l’umano. Per questo non ho mai smesso di studiare e mi sono spinta nel tempo anche verso il clown e il canto. In una dimensione multidisciplinare si muoveva anche la ricerca con i 320Chili. La nostra terza produzione, Ai Migranti, ha rappresentato un ulteriore passo avanti nella ricerca sulle aeree: la corda era lunga 30 metri e si muoveva dentro una carrucola mo320 Chili, Invisibile

Il mio rapporto con ‘le aeree’ non è stato amore a prima vista. La prima volta che ho provato a salire sui tessuti, ai tempi dell’università a Bologna, non sono riuscita a fare più di mezzo metro! Invece alla Scuola di Circo Flic tutto è sembrato più semplice, in un percorso di crescita umana e artistica che da lì ha preso il via. Come dice anche la disciplina Ayurvedica ho scoperto l’aria (Vata) come il mio elemento, ma anche quanto sia fondamentale l’allenamento a terra e il radicamento, per trovare un movimento fisiologico che superi la fatica. E così ho iniziato a studiare danza regolarmente, in Italia e Europa. Più imparavo a muovermi e a trovare la mia libertà di espressione a terra, più risultava intuitivo riportare il movimento in sospensione. L’assenza di figure fisse è sempre stata nutrita da un mio bisogno di libertà. Imparare come non fare fatica in aria, sfruttando lo spostamento del proprio peso, è fondamentale per spezzare le figure e non estinguere, nella forza e fissità, il racconto. Il movimento diventa un ‘tutto’ in cui, ritmo, pause e gesti, sono dettati dalla scelta espressiva e non costretti dalla tecnica. Quest’ultima diventa un mezzo per andare oltre la fatica e interpretare l’attrezzo a favore della propria ricerca artistica. Sono arrivata al circo intorno ai sei anni, quando per gioco mi esibivo in una trasmissione immaginaria in onda dal giardino di casa mia, nella zona delle altalene. Il punto forte delle mie puntate erano i Trapezisti (che poi ero sempre io!). Usavo le corde per fare la capriola avanti e indietro, poi mi lanciavo in

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artista di circo aereo, e di stare sospesa allo stadio di San Siro di fronte a sessantamila persone. Come ogni storia bella anche questa ha un finale, in un cambiamento continuo che rende autentica la vita. Nel 2016 ho deciso di scendere a terra per dare respiro al corpo, dopo 13 anni di ripetizioni intense di questo ‘movimento aereo’. Ricca, dell’esperienza corpo/attrezzo e di un punto di vista a ‘testa in giù’, la mia ricerca artistica e di vita prosegue in altre direzioni. Ma questa è un’altra storia che ci sarà modo di raccontare più avanti!

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26/30 APRILE 2021 – EVENTO ONLINE czechcircusshowcase.cz

Cirkus TeTy, Peeping Janes

CZECH CIRCUS SHOWCASE di Valentina Barone

abilità raffinate, ma portano anche approcci completamente nuovi alla ricerca artistica e ai concetti del circo contemporaneo. Gli anni che hanno trascorso a contatto con gli artisti di circo europei hanno dato i loro frutti", dice Maršíková. Per cinque giorni, gli spettatori registrati hanno potuto guardare gli spettacoli completi, visitare gli spazi di prova degli artisti attraverso brevi video e ascoltare le interviste dedicate. Il programma ha offerto al suo pubblico anche una talk dal vivo con tutti gli artisti presentati, condotta da Veronika Štefanová, intitolata Czech Circus Talk.

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Filip Zahradnicky ph David Konecny

"Dalle 37 candidature ricevute, abbiamo selezionato 20 progetti che sono produzioni finite o esempi di work in progress prossimi alla prima e alla ricerca di partner, residenze e opportunità di tournée. Questi 20 progetti testimoniano il rapido sviluppo recente della scena ceca di circo contemporaneo. La gamma di tecniche circensi si sta espandendo l'acrobatica, l'acrobatica aerea, i numeri di clown, ma anche la giocoleria e la manipolazione degli oggetti. All’evoluzione della scena circense ceca ha contribuito il ritorno dei diplomati delle scuole di circo professionali, che non solo possiedono

Blaha Starkova Menousek ph David Konecny

Cirqueon - Centro per il Circo Contemporaneo di Praga, in collaborazione con Letní Letná - Festival di Circo Contemporaneo, nel mese di aprile ha presentato l’evento online Czech Contemporary Circus Showcase, una selezione di progetti di circo contemporaneo ceco. La piattaforma ha offerto online, a chi si registrava, la visione gratuita di venti progetti e diciassette artisti cechi, selezionati da una giuria sulla base di un precedente bando. Lo showcase, nato dalla impossibilità di presentare il lavoro in patria o all’estero, è stato pensato principalmente per promotori cechi e internazionali, direttori artistici, giornalisti, critici e rappresentanti di organizzazioni culturali ai quali è stato offerto il meglio del circo contemporaneo ceco. La nuova generazione di artisti circensi porta nuove sfide e impulsi artistici, mentre i nomi noti della scena del circo contemporaneo ceco continuano a produrre nuovi spettacoli e a far progredire la loro arte. Spiega, Šárka Maršíková, direttore artistico di Cirqueon: "La scena del circo contemporaneo ceco è molto dinamica nella sua evoluzione e nelle sue trasformazioni. Attualmente offre una vasta gamma di spettacoli e progetti che riteniamo essere competitivi sulla scena globale. Le nuove creazioni includono progetti sperimentali innovativi su piccola e grande scala. Il nostro obiettivo è quello di sottolineare la grande diversità e le qualità professionali degli artisti cechi di circo contemporaneo. Sono convinto che ogni promotore può trovare un progetto che può essere un successo al suo festival o nel suo teatro. Credo che una vetrina completa e curata aiuterà i nostri artisti di circo a iniziare a collaborare con nuovi promotori cechi e internazionali”. I progetti e gli artisti presenti nella vetrina sono stati selezionati da una giuria di cinque membri, tra cui la giornalista culturale Veronika Štefanová, il direttore artistico del festival di arti di strada Za dveřmi, il direttore del festival Letní Letná Jiří Turek, il co-fondatore del teatro Jatka78 Štěpán Kubišta e il direttore artistico di Cirqueon, Šárka Maršíková.

Artisti e progetti in primo piano: Alžběta Tichá - Stav Balancealots (Aleš Hrdlička e Hannah Lennox) Link the Click Blackout Paradox - Shamaniac Blaha, Stárková, Menoušek - Lavabo Bratři v tricku (The Trick Brothers) Běžkařská odysea / A Cross-Country Skiing Odyssey Cie De Pieds Perchés - OK(N)o Cirk La Putyka - Kaleidoscope Cirk La Putyka - Runners Cirkus TeTy - Voyeurky / Peeping Janes Eliška Brtnická – Hang Out Eliška Brtnická - Fish Eye Filip Zahradnický - A Collection of Skeptical Pleasures Holektiv -Vrány / Crows Jonatán Vnoušek e Michaela Stará – Johnny & Jenny Loser(s) Cirque Company - Collapse Loser(s) Cirque Company - Audition MansterVille - The Propane Punk Circus Ondřej Holba - And Who Is Useless Now? Squadra Sua - Přecházení / Across Viktor Černický - PLI

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Landscape close Marta Kim FASE ph Alexander Browne

CIRCOLO COFFEE CONVERSATIONS 4/11/18/25 MARZO 2021, FORMAT ONLINE festivalcircolo.nl

precedente, la manifestazione ha ideato un ciclo di quattro incontri digitali trasformandosi temporaneamente in un format online a puntate dedicato alla scoperta dei nuovi talenti nazionali. Quando avviene in presenza, l’evento rappresenta anche una vetrina per gli studenti dei due corsi di circo olandesi - ACaPA di Tilburg e Codarts di Rotterdam - una vera e propria piattaforma per il talento, che organizza vetrine di giovani creatori, facilita workshop per i talenti emergenti, offre spazio per la presentazione del BNG Bank Circus Award e partecipa anche a piattaforme di sviluppo artistico come Makershuis Tilburg, PLAN Brabant, e circusnext. Le attività online sono state introdotte dalla direttrice artistica Wendy Moonen e dal direttore organizzativo Marc Eysink Smeets con accesso e registrazione su Zoom. È stato possibile seguire interagire direttamente con gli artisti e anche visionare con anticipo rispetto all’uscita sui social media le interviste curate dalla giornalista e critica di teatro olandese Annette Embrechts. I video delle talk in studio hanno permesso ai partecipanti connessi, grazie anche ad un’accoglienza personalizzata, di

conoscere da vicino gli artisti, condividendo curiosità sul gruppo di lavoro e racconti sulla originalità dei progetti. È stato così possibile interagire con gli ospiti di ogni puntata ponendo direttamente domande concettuali e strutturali sulle creazioni in corso e conoscere meglio il dietro le quinte di ogni singola produzione.

Festival Circolo, in collaborazione con le agenzie di produzione e distribuzione HH Producties e Buro Piket e i programmi di studio di Codarts e Fontys. Great Catch è un progetto virtuoso per contribuire al buon funzionamento del sistema a sostegno della creazione e circuitazione del circo nei Paesi Bassi stimolando i talenti, i luoghi e i pubblici del circo. Dal punto di vista artistico è una proposta formata da tre act delle compagnie La Campistany, Liza van Brakel e TeaTime Company; tre produzioni originali prove-

Familiar Faces ha spiegato meglio le origini e l’evoluzione di Surface, una ricerca di acrobatica e movimenti a terra sulla relazione umana dietro cui si nasconde il bisogno di controllo, che in sala è interamente ospitata su una superficie ricoperta d’acqua. Marta & Kim hanno raccontato FASE, un progetto che vede il corpo al centro della narrazione come un’ecosistema vivo, ideato per essere performato in spazi non convenzionali. Piet van Dycke ha presentato On/Off uno spettacolo sulla luce e l’intermittenza elettrica che si riflette sulle dinamiche di movimento dei tre interpreti in scena, impegnati a far dialogare tre diverse discipline. L’ultimo appuntamento del format è stato dedicato a Great Catch, iniziativa a cura di De Circuscoalitie, MAAS theater en dans, Circusstad Festival, Korzo, TENT e

nienti da una nuova generazione di talenti olandesi dal gusto divertente, commovente e personale. La Campistany trova sul trapezio il suo equilibrio e linguaggio; il suo act è una metafora fisica della condizione umana perfettamente imperfetta. Il trio TeaTime, invece, fonde i diversi background dei suoi artisti e l’energica performance di debutto, Stick-Stok, gioca con il desiderio umano di scoperta, mentre Liza van Brakel combina giocoleria, acrobatica a terra e danza, ispirata dal periodo di isolamento che ha trascorso nella sua stanza.

Familiar Faces ph Jostijn Ligtvoet Fotografie

Liza van Brakel Great Catch ph Thomas Lenden

Circolo Coffee Conversations è un format online ideato da Festival Circolo in attesa della sua prossima edizione dal vivo. Nel mese di marzo 2021, per facilitare l’incontro tra programmatori internazionali e artisti olandesi co-prodotti nell’annualità

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Festival Circolo tornerà dal vivo quest’anno, dal 22 al 31 ottobre al Leiipark di Tilburg. Durante l’edizione in presenza, il format di approfondimento in compagnia degli artisti diventerà Circolo Cocktail Conversations.


LA VERITÀ

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di Raffaele De Ritis

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L'avvento dell'immagine filmata ha reso più facile questa presa di coscienza, introducendo una prova tangibile: ma allo stesso tempo aumentando la diffusione, e dunque in maniera esponenziale le occasioni di furto artistico. Nei primi anni '90, quando il clown italiano David Larible si affermò al Festival di Monte Carlo, i suoi numeri furono trasmessi dalle tv in tutto il mondo. In poche settimane, i tendoni grandi e piccoli del pianeta si riempivano di cloni del celebre artista, iniziando a porre un serio problema alla sua unicità e carriera. Negli stessi anni, il celebre mago David Copperfield giunse in Europa: un artista francese copiò il suo numero del “volo”: per la prima volta approdò in tribunale un caso di proprietà intellettuale vicino al mondo circense. Copperfield vinse la causa, creando un importante precedente, di cui beneficiarono in seguito giocolieri e maghi.

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Verso il 1750, fece scalpore a Parigi il numero di Monetto: era un artista il cui talento consisteva nell'indovinare numeri pensati da uno spettatore. La cosa ancora più peculiare è che si trattava non di un essere umano ma di un barboncino, anche se pochi sapevano che ciò aveva poco di realmente originale. Monetto era infatti il plagio di un suo collega, il cane Munito, che aveva già eseguito un identico numero inventato dal suo padrone, l'italiano signor Castelli. Il caso generò all'epoca una celebre diatriba nel mondo artistico. Con lo sciagurato motto “nessuno ha mai inventato niente”, clown, illusionisti, giocolieri, fantasisti, nel corso dei secoli hanno costruito fortune sulle intuizioni di colleghi più originali di loro. Insinuandosi tra gli alibi dell'ispirazione, dell'omaggio, del “prestito” artistico, spesso creatori originali sono stati sviliti nel loro genio, a volte dando il via a pittoresche sfide in un terreno tra i più scivolosi della proprietà intellettuale: quello del circo, della magia, del teatro fisico. I gesti acrobatici, comici, grotteschi, non hanno il supporto tangibile della parola o della nota musicale per lasciare testimonianza dei loro inventori. Essi invece si tramandano per variazioni e accumulazioni, con difficoltà di testimonianze. Questo però non esclude l'esistenza di artisti che per primi introducono una tecnica, una gag, un gioco di prestigio, una soluzione coreografica.

L'espansione del circo contemporaneo, con l'affermazione di pratiche di “scrittura scenica” vicine alla danza, ha complicato ancora di più il problema. Il 5 febbraio 2021, ha fatto scalpore su Vimeo il video anonimo “L’usage des oeuvres”, in cui si accusava di plagio il coreografo francese Yoann Bourgeois. Nel video sono state poste fianco a fianco quindici sequenze di numeri, da un lato gli originali e dall'altro le copie, in una JUGGLINGMAGAZINE.IT

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sequenza implacabile e imbarazzante. Nel corso dei mesi, i commenti sotto il video hanno generato un interessante dibattito tra artisti. Il caso ricorda un po' le diatribe e i libretti anonimi che animavano le dispute tra prestigiatori di quattro secoli fa. L'aspetto interessante è che, insieme alla stampa di settore, anche la stampa mainstream e il mondo intellettuale in Francia si sono occupati diffusamente del caso, riconoscendo così anche la legittimità di creazione artistica nel campo circense. Il video è diventato virale oltre il mondo del circo; la facoltà di legge dell'Università La Sorbonne ha creato un evento online sul tema. Bourgeois ha risposto, su vari siti e quotidiani, articolando le proprie ragioni. Vale il principio di creazione collettiva? Quello di idee diffuse e simultanee? Di eredità artistica legittima? O la variante di un'ispirazione? Il dibattito è chiaramente vastissimo. L'epoca di lock down, che ha interrotto le pratiche artistiche, sembra aver dato spazio alla riflessione, allo sguardo indietro su sé stessi e sugli altri, generando anche questo tipo di provocazione e dibattito. PROGETTOQUINTAPARETE.IT


Shin Lim Stefano Bronzato smoke

Nello stesso periodo un caso italiano, di natura diversa, ha avuto lo stesso risalto. Il popolare show tv Italia’s Got Talent ha avuto quest'anno come vincitore un giovane illusionista esordiente. Ma il web, implacabile, ha scoperto che il numero era interamente copiato (in forma, idee e contenuto) da quello di Shin Lim, un celebre mago di Las Vegas. Anche in questo caso la stampa nazionale ha subito messo in imbarazzo non solo la legittimità del titolo di vincitore, ma anche autori e giurie di uno dei format televisivi più prestigiosi del pianeta. In tutti questi casi, la veri-

Screen shot video L’usage des oeuvres

tà è certa: anche nel circo esiste e deve esistere la nozione di opera d'arte ed il diritto inviolabile del proprio autore. La risposta a quello che sembra un dilemma è molto semplice: qualora sia dimostrabile e provato che un artista sia stato il primo a introdurre un pezzo o un'idea, va rispettata la titolarità. E tra artisti l'etica ed il rispetto dovrebbero essere più sacri di ogni legge. Di fatto per un circense è estremamente difficile documentarsi, trovare il tempo e le risorse economiche per portare in tribunale le proprie ragioni nel modo giusto, nonostante la sfera protettiva della proprietà intellettuale nello spettacolo dal vivo sia evoluta enormemente negli ultimi anni, anche come settore di ricerca. Quando la verità è appesa a un filo, quel filo è bene che resti ben saldo dov'è.

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IL CIRCO

Hiten CIrcus, Lijiang

Victor Krakinov, Salieri Circus Award

UN’ARTE IN CONTINUA TRASFORMAZIONE

di Antonio Giarola Che io ricordi, la prima volta che in Italia si è affrontato il tema del “circo contemporaneo” in modo concreto e dialettico tra operatori del settore è stato In occasione dei due convegni organizzati dalla Biennale di Venezia nel 2000: “La pista e la scena” a cura di Gigi Cristoforetti e “Circo: modelli avanzati” a cura di Alessandro Serena. In quell’occasione vi partecipai con un intervento intitolato “Il circo contemporaneo: alla ricerca di una nuova identità”. Eravamo all’inizio di una stagione culturale che Gigi Cristoforetti con la sua Festa del circo contemporaneo a Brescia (tra il 2000 e il 2008), aveva saputo interpretare in modo molto efficace. Ben presto l’onda francese sarebbe arrivata seppur lentamente (e con dinamiche di sostegno ministeriale differenti) anche in Italia. La prima Accademia d’Arte Circense nata a Verona nel 1988, di cui sono tra i fondatori assieme ai personaggi più rappresentativi del mondo del circo tradizionale di allora, per volere del suo presidente Egidio Palmiri, ha seguito dal punto di

vista formativo un percorso tradizionale, stile paesi dell’Est. A partire dai primi anni 2000 altre realtà si sono affacciate sul territorio nazionale seguendo di fatto i modelli francesi per poi immettere nel mercato, una volta formati, gran parte dei propri allievi diplomati, nuove compagnie con modelli estetici circensi in continuo divenire. In parallelo si sono moltiplicati i festival circensi all’aperto e le compagnie che si esibiscono con un proprio piccolo chapiteau, mentre le stagioni teatrali da qualche anno hanno inserito nel cartellone anche spettacoli di circo

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contemporaneo italiano e straniero. Lo stesso Ministero della Cultura oramai da una decina d’anni ha iniziato a finanziare questo fenomeno ponendolo in parallelo al circo tradizionale (già sostenuto finanziariamente sin dal 1964) e contribuendone in modo importante all’espansione. Ovviamente non è la sede per approfondire tutto il fenomeno legato alla miriade di palestre e piccole scuole acrobatiche o di danza che hanno affiancato alle loro discipline tradizionali anche quelle di stampo circense, perché il discorso diverrebbe complesso; certo è che tutte queste micro-realtà costituiscono l’humus estetico-culturale su cui la materia ha posto nuove radici per poi crescere concretamente. Un po’ come era avvenuto alla fine del 1800, quando la moda di frequentare le palestre ha di fatto creato una schiera di atleti definiti “palestranti”, in parte poi confluiti in compagnie circensi, rinnovandone il repertorio1.

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Tutto ciò premesso, resta il fatto che con frequenza decennale mi trovo a dover affrontare questo tema a partire dal 1994 quando, in collaborazione con il Ministero della Cultura e della Francofonia attraverso la mediazione dell’allora direttore del Centro, lo scultore Bernard Turin, forse con una sottile intenzione provocatoria, mi presi la responsabilità di portare a Verona (e per la prima volta fuori dalla Francia), in margine ad un festival tradizionale di circo di cui ero il direttore artistico, lo spettacolo della “V promotion du Centre National des Arts du Cirque”. Si trattava di un uno spettacolo “di ricerca” diretto da Philippe Goudard e Maripaule B., titolari dell’omonima com-

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Circo Nikulin, Fantastika ph Vladimir Sazanov

Antonio Giarola è presidente e fondatore dell’ANSAC-CEDAC (Associazione Nazionale Sviluppo Arti Circensi e Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi) di Verona. È tra i fondatori dell'Accademia d'Arte Circense di Verona e del Festival internazionale del circo "Città di Verona" (1992-1994). Ha curato la direzione artistica del Festival Internazionale del circo “Città di Latina” (2001-2009) ed oggi è il direttore artistico del nuovo festival International Salieri Circus Awards (settembre 2021). Regista teatrale e di danza, per il circo ha firmato la regia di spettacoli “classici, tra cui il Clown's Circus, il Florilegio di Darix Togni, il Circus Herman Renz in Olanda, il Circo Nikulin a Mosca e l’HI-TEN Circus in Cina. Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (1997–2002). Ha scritto vari saggi sull’arte circense e libri di poesia. pagnia francese. Tra tutti i saggi della scuola visti sino allora, si trattava certamente di quello più sperimentale e di difficile lettura da un punto di vista generale. E fu così. Ricordo perfettamente lo sguardo straniato e i commenti negativi di tanti ospiti provenienti dal mondo tradizionale del circo, ma anche l’entusiasmo del pubblico giovane e perlopiù vicino al mondo della danza e del teatro contemporaneo… Allora scrissi una nota introduttiva allo spettacolo nel programma di sala, che vorrei riportare perchè ancora corrisponde alle mie convinzioni di allora.

“Mi sono spesso domandato se al Circo sia permesso tutto. O meglio, fino a che punto sia possibile osare con materiali drammaturgici di provenienza circense per creare un prodotto concettuale che corrisponda ad una visione astratta del Circo. È proprio questo il punto: il Circo, se ci è consentito un paragone facile, se rapportato all’arte pittorica ad esempio, è stato sempre un’opera figurativa. Talvolta legata ad un figurativo contemporaneo o ad un bel neoclassico, ma molto spesso purtroppo intrisa di un bozzettistico retorico e artigianale più che artistico. Il problema del Circo è prima di tutto la sua fatica ad evolversi. Vive di stereotipi che spesso lo trasformano da arte a semplice artigianato (per fortuna spesso di buona fattura). Ma se si eccettuano alcuni casi, il Circo rimane lì, ancorato a vecchi schemi che ne determinano col tempo una logica involuzione. C’è la convinzione (la falsa convinzione) che il Circo sia il passato, che la tradizione debba essere legata al ricordo dei nostri padri o nonni e che sia pericoloso cercare nuove vie. Ma l’arte, se è creatività, non deve e non può

vivere di schemi fissi. È piuttosto all’interno di questi schemi che vanno cercate nuove strade. Non sto affermando che quella del CNAC lo sia e che lo spettacolo che viene presentato in ambito di VERONACIRCO’94 sia il Circo del futuro, ma è certo che sperimenti come questi, proprio nella loro esagerazione contribuiscono a dare al Circo contemporaneo una fisionomia rinnovata, certamente d’auspicio per elevarlo ad arte pura.” È ovvio che lo stesso parallelismo esemplificativo lo possiamo trovare in tutte le forme d’arte, poiché evidentemente la materia è complessa e tema di un continuo dibattito tra operatori del settore. Desidero concludere queste brevi considerazioni citando Cristian Taguet “Queste discussioni su cosa sia e come definire questo nuovo filone continuano ancora oggi, ma senza di me! Il problema in Francia, con tutte le scuole di arti circensi, è che si sta creando una nuova sorta di accademismo, una nuova classe di intellettuali che speculano troppo sull’arte circense; Circo-teatro, Nouveau Cirque, Circo Contemporaneo, sono solo etichette, che stanno strette e che rischiano di generare fratture. La cosa importante è creare nuovi lavori, capire che la nostra arte è in continua trasformazione, per cui tutto ciò che è nuovo oggi non lo è più il giorno dopo.”2

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Alberto ZUCCA, Acrobatica e Atletica, Milano, Hoepli, 1902.

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Juggling Magazine #16, settembre 2002, intervista a Christian Taguet del Cirque Baroque

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BELLYACRES HAWAII, DAL 1980 AL 2020 PARTE 1

renegadesescapades.com di Graham Ellis "Se un gruppo di giocolieri amanti del divertimento non può imparare a vivere insieme in armonia, che speranza c'è mai per il mondo?" Hai mai sentito la leggenda sulla banda di clown pazzi che ha comprato un'isola del Pacifico e ha fondato una comune? Beh ... è un mito ... ma si basa su una storia vera. In qualità di fondatore di "Bellyacres", la prima comunità permanente di giocolieri al mondo, condividerò su Juggling Magazine, attraverso una serie di articoli, come è successo, perché è successo e cosa è diventata oggi. In questo primo articolo inizierò il viaggio su una macchina del tempo con un rapido viaggio avanti e indietro attraverso 40 anni di storia epica, aggiungendo alcune mie riflessioni. Nei prossimi articoli ti porterò più in profondità negli argomenti più rilevanti dell'esperienza di Bellyacres.* Inoltre, avendo incontrato così tanti grandi giocolieri e pensatori, condividerò anche alcune delle esperienze che ho vissuto con loro. Per tutti voi che sapete leggere l'inglese e non vedete l'ora di immergervi più a fondo nella storia completa, potete visitare renegadesescapades.com o il libro che ho scritto intitolato "Juggling Fire in the Jungle"

* un report su Bellyacres, scritto da Deena Frooman con l'aiuto di Graham

All'inizio degli anni '80, il mondo delle arti circensi aveva appena iniziato a fuoriuscire dalla ristretta cerchia delle famiglie circensi tradizionali. La giocoleria divenne gradualmente accessibile al grande pubblico e in qualche modo mi raggiunse quando vivevo in mezzo all'Oceano Pacifico, nell'arcipelago più remoto del mondo. Acquistai le mie prime clave da giocoliere e diventai ossessionato dall'arte di lanciare e prendere mentre evitavo gravi lesioni fisiche. Ben presto ero già alla ricerca di altri giocolieri con cui giocare e da cui im-

S.P.A.C.E., 2008

parare e, all'inizio del 1987, questo ragazzo britannico appassionato di viaggi acquistò più di dieci acri di giungla selvaggia nel distretto di Puna della Big Island delle Hawaii, sul pendio del vulcano più attivo. La mia visione era quella di creare una “casa” nella foresta pluviale subtropicale con alcuni giocolieri che giravano per il mondo, con cui avevo stretto amicizia. Da allora, abbiamo creato un ecovillaggio artistico che ora include il Seaview Performing Arts Center for Education (S.P.A.C.E.), sede del famoso circo sociale "HICCUP", e che ha ospitato una scuola pubblica, un vivace mercato degli agricoltori della comunità, programmi di formazione di arti motorie ed un rinomato luogo di ritrovo per i vicini e viaggiatori internazionali. Nel 2012, quando abbiamo celebrato il nostro 25° anniversario, è stato

descritto come uno dei centri culturali più sostenibili al mondo. A Bellyacres abbiamo vissuto sette matrimoni, cinque nascite, sette memoriali, innumerevoli feste di compleanno, sei festival, quattro enormi cene comunitarie, diverse raccolte di fondi di quartiere e dozzine di spettacoli circensi e teatrali. Abbiamo contribuito a costruire il tessuto sociale della nostra comunità, ricevendo riconoscimenti dai residenti locali, così come da molte importanti figure politiche. Bellyacres è arrivata a contare fino a 35 membri nel 2012, originari di Europa, Canada e Stati Uniti, e molti di loro, insieme ad altri loro amici giocolieri, si ritrovarono qui per la grande celebrazione del 25° anniversario. Tragicamente, nel 2010 S.P.A.C.E. era stato raggiunto da un mandato di cessazione delle attività dalla contea, dopo che alcuni vicini si erano lamentati del rumore e del traffico derivanti dalle nostre esibizioni. I nostri bellicosi tentativi di aggirare le restrizioni non vennero accolti bene dalle autorità, così trascorsi i due anni successivi impegnato in dozzine di riunioni, note legali, mozioni per leggi statali e di contea, audizioni della commissione municipale. All'inizio del 2014, la marea aveva completamente colpito il nostro ecovillaggio; il nostro morale aveva toccato il minimo storico. La maggioranza dei membri desiderava un cambio di leadership e concentrarsi su una visione diversa da quella che avevo perseguito. Mi ero stancato di portare Bellyacres sulle spalle per così tanto tempo e vedermi contrastare le soluzioni suggerite dai nostri membri residenti recalcitranti. Di conseguenza lasciai Bellyacres all'inizio del 2015 con la mia famiglia. Trovai un "lavoro regolare", mi trasferii in una "casa normale", avviando un nuovo programma di circo giovanile all'estremità nord dell'isola. Era ora di iniziare un nuovo capitolo nella mia vita. Nel luglio 2017, dopo 36 anni vissuti alle Hawaii,

Ellis, è stato pubblicato su Juggling Magazine # 54 nel 2012.

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Membri di Bellyacres performing 1992

venni colpito dalle politiche immigratorie di Trump e sono stato rimpatriato nel Regno Unito, dove ora vivo con la mia famiglia di origine e mia moglie, Dena. I miei legami con Bellyacres rimarranno per sempre: non solo a causa della mia membership a vita, delle numerose amicizie, degli alberi che ho piantato e delle strutture che ho costruito, ma perché è un'eredità a cui tengo profondamente. La demografia di Bellyacres è cambiata notevolmente nel frattempo. Attualmente ci sono solo sei membri e pochi affittuari in residenza, con un focus su Bellyacres intesa come casa per giocolieri geriatrici. Ad un certo punto, essendo ora costituito come un Land Trust, ci sarà un'opportunità per una generazione più giovane di giocolieri di sperimentare a modo loro, e la leggenda continuerà a vivere. Forse la ricerca di un ecovillaggio artistico sostenibile diventerà ancora una volta la visione primaria per Bellyacres ... chi lo sa? Quali riflessioni farei adesso sulla mia decisione nel 1987 di dedicare tutte le mie energie e risorse all'esperimento Bellyacres? Non ho mai avuto rimpianti per la mia scelta; anche se, con il senno di poi, avrei fatto un bel po' di cose in modo diverso. La scelta del terreno da acquistare, pur dettata da ragioni economiche, ci offriva un luogo paradisiaco, che aveva però un lato oscuro. Le colate di lava della fine degli anni '80 hanno distrutto Kalapana, il nostro villaggio locale, quelle del 2014 hanno minacciato la vicina città di Pahoa, mentre le recenti colate del 2018, a soli dieci miglia di distanza, hanno distrutto 780 case in cui vivevano molti dei nostri amici. La nostra rete sociale sana e funzionante è stata lentamente distrutta, lasciando Puna inferiore in uno stato di dolore emotivo e afflizione. La minaccia di ulteriori colate di lava è costante. Prima o poi torneranno e l'incertezza di non sapere quando o dove si verificherà il prossimo inevitabile disastro provoca uno stress tremendo. Oltre a tutto questo, abbiamo condiviso

la nostra giungla con zanzare, formiche del fuoco e altre creature; abbiamo sofferto di siccità annuali e tempeste tropicali; malattie polmonare del ratto e leptospirosi; piante infestanti. I fulmini hanno colpito Bellyacres e le zone circostanti, molte volte danneggiando costosi inverter solari, telefoni, modem, elettrodomestici e persino batterie. Le nostre linee elettriche originali non isolate sono state colpite da fulmini, letteralmente spazzando via due residenti, lasciandone uno terribilmente sordo per sei ore. Infine, ci siamo trovati di fronte all'applicazione di autorizzazioni discrezionali da parte delle agenzie statali e della contea per la costruzione di tre suddivisioni di quartiere vicine, che hanno portato un enorme afflusso di nuovi arrivati. Alcuni di loro si sono opposti alla nostra comunità e alla fine sono riusciti a imporre con

stati abbondantemente ricchi di esperienze memorabili, grandi amici e una quantità incredibile di divertimento. Ero abbastanza giovane, ingenuo e molto idealista quando ho fondato Bellyacres. Avendo originariamente scoperto e acquistato la terra, avrei potuto tenerla per me, invece ho scelto di condividerla con un gruppo di clown e giocolieri. Il nostro esperimento è andato molto bene per essere sopravvissuto per così tanto tempo, il che indica che molte delle nostre politiche e pratiche erano solide e ci hanno servito bene. In tutto il mondo, pochissimi gruppi comunitari sono sopravvissuti per 34 anni e certamente nessuno è stato creato da eccentrici artisti di strada. La mia convinzione che un gruppo di giocolieri anarchici potesse imparare a vivere armoniosamente in una giungla hawaiana è stata seriamente compromessa in molti modi, ma questa esperienza mi ha lasciato con un'abbondanza di lezioni di vita e molti

SPACE Farmers Market 2012

successo una tirannia della minoranza. Nel 2014 molti dei nostri più grandi successi a Bellyacres sono stati chiusi dal governo locale. Detto questo, credo che ne sia valsa la pena - anche se non ha funzionato proprio come speravo - e spesso mi è stato ricordato il detto che "i piani sono solo uno scherzo di Dio sugli esseri umani". I miei quasi trent'anni di vita a Bellyacres sono

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bei ricordi. Il collante che ci ha tenuti insieme al Bellyacres è sempre stata la giocoleria, i nostri festival e le nostre feste e, tristemente, con la loro estinzione si sono dissipati anche i nostri legami. Faccio tesoro dei tempi passati a giocare con i miei amici Bellyacres e spero che chiunque legga questo apprezzerà appieno la gioia e il valore delle loro esperienze e coltiverà sempre grandi sogni.


CIRCO PATUF

di Claudia Franco Signore e signori, vorrei presentarvi il progetto del Circo Patuf, anche se non basterebbero tutte le pagine di questo JM per raccontarvi le avventure vissute sotto il loro tendone! Comincio dicendovi che lo scorso anno il circo Patuf ha compiuto 10 anni (senza poterli festeggiare come di dovere…ma ci riproveremo!). Federico, ideatore di questa pazzia, spiega così il suo perché: “Circo è quello che so fare, che respiro, che mi mette in gioco, la mia vita. É un sogno: portarlo avanti e realizzarlo mi stimola, anche se a volte non è così semplice né scontato, così com’è la vita.” Gli spettacoli del Patuf sono sempre nati da una collaborazione tra artisti ed amici italiani ed argentini che avevano una visione in comune: credere fortemente nel potere della risata. Uno dei più poetici aneddoti del circo vuole che un bambino al primo spettacolo abbia detto che “PATUF PATUF” fanno le scarpe del clown quando cammina, e così il nome è rimasto! Contrariamente all’immaginario di vita nomade che abbiamo del circo, il progetto del Patuf nasce da un’esigenza di stabilità: gli stessi artisti che per anni avevano percorso tanti km per portare il loro spettacoli da un festival all’altro, hanno visto nel tendone la possibilità di organizzare una stagione di spettacolo stabile e poter rimanere così più vicini alla famiglia. Sembra una storia tutta al contrario, perché durante i primi anni il circo era stabile ma la compagnia non era fissa: ogni anno

ph Claudia Anedda

ph Sonia De Boni

ph Claudia Anedda

circopatuf.com

artisti provenienti da ogni dove si esibivano in spettacoli formato cabaret dove ognuno presentava il suo pezzo forte. Il tendone all’epoca era a strisce bianche e rosse, un enorme tendone di mille posti montato sul lago d’Iseo! Come dire… un inizio molto ambizioso, ma la difficoltà di riempirlo ha presto riportato gli artisti con i piedi per terra, facendo loro sentire la necessità e l’importanza di una tenda dalle dimensioni più ridotte, dove si potesse ricreare un’atmosfera più intima e sentire la vicinanza del pubblico (che l’avrebbe finalmente riempito)! La tenda attuale è gialla con la cupola rossa, conta circa 200 posti, e… rullo di tamburi… negli ultimi anni la situazione si è ribaltata: il nucleo di artisti che formano parte della compagnia si è consolidato, permettendo la creazione di spettacoli più elaborati, ed il circo ha riscattato il suo spirito nomade cominciando a muoversi. L’identità del circo Patuf è qualcosa di unico: una realtà artigianale, fatta da mani e menti creative, gestito dai sogni delle persone che hanno scelto di vivere insieme questa avventura e che convivono come una famiglia. Si tratta di una proposta culturale da sempre indipendente e autofinanziata, dove la componente umana è il valore più importante e gli artisti che si esibiscono sul palcoscenico sono gli stessi che piantano i picchetti per sollevare il tenJUGGLINGMAGAZINE.IT

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done, che strappano i biglietti e che fanno i pop corn prima dello spettacolo. Anche la tipologia di tournée è per così dire “vecchio stile”: il circo si sposta di piazza in piazza percorrendo brevi distanze, in questo modo i suoi vecchi camion generano il minor impatto ambientale possibile, in piena sintonia con le tematiche sociali e di rispetto dell'ambiente toccate negli spettacoli. Negli ultimi tre anni il circo Patuf si è spostato dentro i confini del Veneto ed ha consolidato un circuito creando forti legami con il territorio e un seguito di affezionati che ogni anno non aspettano altro che tornare al circo per divertirsi ed emozionarsi ancora. “Il pubblico del circo Patuf ha la peculiare caratteristica di entrare a far parte della famiglia, perché poi ti continua a seguire in tutti i progetti, trasciniamo famiglie di cui abbiamo visto crescere i bambini” spiega Fede. L’entusiasmo e l’affetto che il pubblico dimostra è senza dubbio il più importante riconoscimento per la compagnia e una forte motivazione per gli artisti a continuare a trasmettere il messaggio che più hanno a cuore: inseguire i propri sogni! PROGETTOQUINTAPARETE.IT


ph Elisa Nocentini

É MADAME REBIN •

nuale sulla costruzione dei librigame...quindi: • se non sai nulla di Madame Rebiné, vai al paragrafo 3; • se ci conosciamo già, vai al paragrafo 5; • se questo incipit ti sembra orribile, vai al paragrafo 9 e leggine uno magnifico.

2 Alessio ha creato una collana editoria-

le. Si chiama “Il Collier blu” ed è dedicata all’interazione fra la scrittura e lo spettacolo dal vivo. Si è fatto costruire anche una libreria itinerante con cui vendere i libri in strada durante l’estate! • se vuoi sapere di più su “Il Collier Blu”, vai su www.madamerebine.com; • se vuoi sapere cosa ha fatto Max, vai al paragrafo 4; • se vuoi sapere cosa ha fatto Andrea, vai al paragrafo 6; • altrimenti vai al paragrafo 10.

3

Madame Rebiné è una compagnia di circo contemporaneo nata a Toulouse nel 2011 ed è l’evoluzione naturale di un progetto iniziato a Torino anni prima, quando Andrea Brunetto, Alessio Pollutri e Max Pederzoli si incontrano alla Scuola di circo Flic. È una compagnia fondata sull’amicizia che fa del teatro un gioco con cui divertirsi e dare qualità alla propria vita (e poi chissà, magari anche a quella degli altri!). Difficile pensare ai suoi artisti come dei veri e propri circensi ma è senza dubbio la poliedricità del loro talento. Potete incontrarli in strada o in teatro ...quando non ci sono pandemie. • Se vuoi sapere di più sulla compagnia, vai su www.madamerebine.com; • se ti chiedi il motivo per cui Juggling Magazine abbia sprecato una pagina su di loro, vai al paragrafo 5; • se vuoi morire e voltare pagina vai al paragrafo 7.

vai al paragrafo 2;

• altrimenti vai al paragrafo 10.

7 Sei morto. Volta pagina. 8 Che cosa faremo in futuro? Stiamo

Max ha passato gli ultimi due anni a parlare da solo, si è comprato dei pupazzi stupendi e ha creato uno spettacolo di ventriloquismo e magia con cui ha già vinto un concorso (Premio Emilio Vassalli 2021) • Se vuoi sapere di più sullo spettacolo di Max, aspetta qualche mese perché il materiale del sito non è ancora pronto; • se vuoi sapere cosa ha fatto Alessio, vai al paragrafo 2; • se vuoi sapere cosa ha fatto Andrea, vai al paragrafo 6; • altrimenti vai al paragrafo 10.

realizzando un nuovo spettacolo per il teatro e ci sarà tanto circo! Magia, trapezio, bici acrobatica, clown e manipolazione di oggetti…il tutto indossando tre maschere iper-realistiche da anziani, per continuare a esplorare un tema a cui siamo affezionati e lavorare in bilico tra la comicità e la poesia. Racconteremo la storia di un negozio di giocattoli in crisi, non ci sarà la parola e proveremo a fare un passo avanti nella nostra ricerca drammaturgica, sempre tesa a creare degli universi narrativi ben definiti e a farli vivere grazie a vari linguaggi espressivi. Oltre a questo progetto, per celebrare il decennale, ognuno di noi si è fatto un regalo: • se vuoi sapere cosa ha fatto Alessio, vai al 2; • se vuoi sapere cosa ha fatto Max, vai al 4; • se vuoi sapere cosa ha fatto Andrea, vai al 6; • se ti sei annoiato e vuoi morire, vai al paragrafo 7.

5 Siamo qui per festeggiare il nostro de-

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cennale! Al di la di ogni previsione siamo riusciti a sopravvivere e siamo la prova vivente di come l’amicizia renda più di un salto indietro. • Se anche tu non sai fare un salto indietro, vai al paragrafo 8; • se invece sei un acrobatae/o non hai amici vai al paragrafo 7.

6 Andrea si è comprato una super bici e

vuole sabotare la tournée estiva per dare un senso a tutte le ciclabili che stanno costruendo in Europa. • Se vuoi fare qualche chilometro con lui, cerca il suo numero su www.madamerebine.com; • se vuoi sapere cosa ha fatto Max, vai al paragrafo 4;

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ph Francesco Zanet

• se ti sei già annoiato • vai al paragrafo 7 • • • • • • • • madamerebine.com • • • • di Alessio Pollutri 1 In questo periodo abbiamo letto un ma-

• se vuoi sapere cosa ha fatto Alessio,

• • • • • • • • • •

“Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su un canale morto” (Neuromante – William Gibson). • Se adesso vuoi sapere chi è Madame Rebiné vai al paragrafo 3; • altrimenti volta pagina e non pensare più a questi tre sfigati.

10 Grazie…a te che sei stato al gioco e a

Juggling Magazine che ci ha regalato l’onore d’essere qui. È un anno strano e l’orizzonte è fragile... • se sei un circense e cerchi la stabilità vai al paragrafo 7; • altrimenti tieni duro e gioca

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Giuseppe Germini ph Alberto Diaz Gutierrez

GERMOGLI DI CIRCO E maiol.francesco

E giuseppe germini

di Francesco e Giuseppe Germini

LA SCOPERTA DEL CIRCO E GLI ANNI DA INSTABILI A PERUGIA

NELLE SCUOLE DI CIRCO PROFESSIONALI

Francesco e Giuseppe scoprono il diablo alla scuola elementare, poi in un centro estivo trovano filo teso, monocicli, giraffe e sfere di equilibrio. È in un lampo che i conduttori dei laboratori di circo Michele Paoletti e Davide Nobile si trovano con 5 ragazzi determinati a continuare anche in inverno le attività praticate al centro estivo. Nasce quindi Circo InStabile, associazione perugina che si occupa di diffondere e trasmettere il circo educativo nelle scuole pubbliche e attraverso i propri corsi pomeridiani. Il mondo del circo offre ai due fratelli la possibilità di viaggiare e incontrare coetanei che in giro per l’Europa hanno la loro stessa passione. Grazie al programma di scambi proposto da EYCO - European Youth Circus Organization, e grazie alla tenacia di Giocoleria e Dintorni, hanno l’opportunità di visitare Cirque Toamême in Svizzera (2009), Albert and Friends Instant Circus al Fringe festival di Edimburgo (2012 e 2015), poi ancora altre occasioni li portano in Francia (2013) e in Danimarca (Aarhus, 2014). Compagni di viaggio sono spesso i cuneesi di Fuma Che ’Nduma, che ritrovano regolarmente al Raduno Nazionale delle Scuole di Circo di Sarzana prima e al Ruggito delle Pulci poi. Francesco, da sempre interessato al mondo dell’educazione, comincia ad affiancare Michele nelle attività didattiche e pedagogiche di Circo Instabile. Nei tre anni in cui frequenta Scienze dell’Educazione partecipa ai meeting nazionali degli insegnanti di circo e segue alcuni degli stage formativi di Giocolieri e Dintorni, sia come partecipante sia affiancando i docenti nelle sessioni di equilibrio.

Nel 2014 Francesco si trasferisce a Torino per frequentare la Flic, Giuseppe lo raggiungerà un anno dopo per iniziare il suo percorso presso Cirko Vertigo. Francesco sceglie come disciplina il mano a mano, troppo socievole per allenarsi da solo con un attrezzo. Alla Flic incontra Maiol, giovane catalano, ancora oggi compagno di viaggio. Con lui frequenta l’École Supérieure Des Arts du Cirque a Bruxelles, diplomandosi nel 2019. Giuseppe si specializza invece in filo teso, sotto lo sguardo vigile di Arian Miluka. Viene in seguito ammesso al Cnac (Centre National des Arts du Cirque) a Châlons-enChampagne, da cui esce diplomato nel 2020.

I PROGETTI DI OGGI Nel 2019 Maiol & Francesco integrano come duo la compagnia “Overhead Project” (overhead-project.de) per la creazione dello spettacolo What is left, terzo pezzo della trilogia Geometry and politics. Nel progetto lavorano con il coreografo Tim Behren riflettendo sulle relazioni di potere nello spazio, fra individui e fra spazio e individui. Il progetto, che doveva essere presentato a giugno 2020, è stato rinviato a causa della pandemia e verrà finalmente presentato a giugno 2021.

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Contemporaneamente a questo progetto Il duo si unisce alla Compagnia di circo Eia per la nuova creazione NUYE, uno spettacolo di circo umano che vuole riflettere sulla natura della coppia nel senso più ampio del termine, sulla relazione fra uno e l’altro. Lo spettacolo verrà presentato in prima assoluta a luglio 2021 in occasione del Festival Grec di Barcellona. Coinvolti in questi progetti Maiol e Francesco hanno sospeso momentaneamente la creazione del loro progetto “Radici” – avviato con il sostegno di RSGT/FLIC - Residenza Surreale. Una forma breve dove il linguaggio del mano a mano si mischia con quello musicale: sul palco con loro i rispettivi strumenti, piano e chitarra. Giuseppe ha la possibilità, come ogni studente diplomato al Cnac, di integrare una creazione collettiva e quindi una tournée che gli offre un’inserimento professionale. In questo contesto partecipa dunque alla creazione dello spettacolo Le Cycle de l’Absurde, messo in pista da Raphaelle Boitel - cie L’Oublié(e), e programmato alla Villette a Parigi. Nel frattempo insieme a due compagne e due compagni crea il progetto L’Envers d’un monde, sostenuto da Coal-Culture et Diversité. Si tratta di uno spettacolo accompagnato da alcune azioni culturali con le quali si interroga la relazione tra non vivente e vivente nello spazio naturale. Giuseppe continua parallelamente a nutrire la sua ricerca con Neurospasta, un progetto di lungo getto che nasce nelle scuole frequentate e dove esplora il dialogo tra il filo teso (inteso come attrezzo di circo), il cavo libero (inteso come oggetto) e sé stesso (inteso come si può). Neurospasta, germogliato grazie al sostegno RSGT/FLIC - Residenza Surreale, è un punto di appoggio sul quale galleggiare per poter disturbare e interrogare le linee che lo attraversano.

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PROGETTI FUTURI E IL DESIDERIO DI TORNARE Sono finiti lontani, uno in Spagna e uno in Francia, ma entrambi sognano un rincontro, un ritorno. Partiti da Perugia nel 2014, l’unica esperienza artistica condivisa sono state due settimane di spettacoli di strada nel 2018, due settimane che hanno confermato in loro il desiderio di un progetto comune, di tornare a condividere il palco come negli anni della piccola scuola di circo. Oltre al sogno di un progetto che li riunisca condividono il desiderio di tornare in Italia. Assaggiare la vita da artisti in paesi dove il circo è meno fragile, conferma in loro questa volontà, per contribuire alla crescita di un mondo che in Italia non trova ancora lo spazio che merita.

CARINA LA BIO, MA IL CIRCO COS’È PER VOI?

Francesco Germini ph Sander De Clerq

G: Trovo che il circo sia difficile da definire perché è di natura eterogenea e ibrida, ci sono tante definizioni diverse quante persone che lo definiscono. Personalmente non voglio definirlo come qualcosa di fisso, quindi ecco una definizione possibile e momentanea: Il circo per me non è attraversare le frontiere, ma camminarci sopra. Il circo è essere nel presente, ”il presente della vita quotidiana, quello della percezione della luce, della sensazione dello spazio qui, e del tempo adesso.” (Corine Pencenat) F: Volendo restare il più generico possibile definirei il circo come forma di espressione e comunicazione. Il circo, come il mondo, è bello perché è vario. Sto cercando ancora di capire qual è il circo che vorrei portare avanti nel mio lavoro personale e sono lontano dal saperlo: apprezzo molto il gesto tecnico, ma da solo il gesto tecnico non basta. Ciò che più apprezzo nel circo è la relazione fra le persone, fra gli attori, fra attore e pubblico, fra insegnante e allievo.

PERCHÉ IL MANO A MANO, PERCHÉ IL FILO? G: Oggi per me il filo è più di un attrezzo, è un vero e proprio fratello, porteur, prisma attraverso il quale osservare il mondo. Amo non solo danzarci sopra ma anche contorcermi intorno e insieme a lui. Mi interessa smontarlo e esplorare il suo potenziale plastico e scenografico manipolando i vari pezzi che lo compongono. Il cavo in particolare è capace di catturare l’attenzione grazie a forme inattese e equilibri improbabili. Il filo è un amico onesto e schietto, un compagno capace di cullare, un fedele sconosciuto. F: Nel mano a mano sento più presente che mai la relazione umana. Il mano a mano è una costante condivisione di un percorso, di un tempo, di uno spazio, di un'azione con un’altra persona. È una ricchezza che mi nutre nel quotidiano e della quale sono sempre affamato. Il primo piacere che ho nel creare qualcosa è la possibilità di condividerlo. Grazie a chi resiste, propone, crea, diffonde e trasmette il circo in Italia.

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CIRCO MADERA circomadera.it di Silvia Laniado Lo spettacolo fine a se stesso a volte non basta: la pulsione creativa può spingere l’artista a immaginare e disegnare lo spazio dove rappresenterà la sua arte. Inventare un luogo equivale a creare una scenografia, ma all’interno della realtà: è una forma di scultura sociale. Circo Madera vuole essere quel luogo, in cui lo spettacolo viene avvolto da una cornice viva, in simbiosi con il proposito degli artisti. Il termine Madera, significa legno in spagnolo, ma indica anche la stoffa, l’attitudine, il talento, quello stampo innato necessario al raggiungimento di un obiettivo. Il termine contiene le componenti primarie della compagnia e la natura che caratterizza i suoi artisti. Abbiamo deciso - in quanto artisti e anche in quanto genitori - di recuperare alcune tradizioni del circo e del tea-

tro viaggiante per rendere accessibile alcune tra le forme più innovative di arte vivente e figurativa al pubblico che incontriamo nel nostro viaggiare. Abbiamo una tenda bianca, nera e bordeaux. Dalle mani dello scultore Bruno Geda, il circo prende la struttura e l’atmosfera, mentre dagli ar-

tisti prende la forma narrativa, la spettacolarità, la vita! Questi sono gli ingredienti del nostro contenitore d’arte itinerante. Il nostro scopo è quello di creare un Circo/Agorà aperto a tutti che, per il tempo del suo passaggio, invita il territorio all’interno di una metafora e che, come un’astronave, lascia al suolo un cerchio perfetto di erba più chiara e il ricordo di un’esperienza al confine tra realtà e magia. Un luogo dove si possano incontrare diverse forme artistiche che diventino un terreno fertile per scambi, evoluzioni artistiche e musicali, una bomba artistica la cui esplosione duri per qualche settimana. Circo Madera nasce in un momento strategico per investire nella cultura e nello spettacolo dal vivo... Lo chapiteau ha cominciato ad essere costruito proprio a marzo 2020 in perfetta concomitanza con l’inizio della pandemia. Nonostante i primi dubbi abbiamo deciso di non fermare il progetto, ed anzi abbiamo sentito ancora più chiaramente la necessità di creare uno spazio intorno a noi che potesse ospitare l’atmosfera dell’incontro con il pubblico e conservarla più a lungo come parte dell’esperienza dal vivo. Il dibattito messo in luce dalla recente pandemia su quali siano beni essenziali e quali superflui ci ha portato a riflettere sul nostro ruolo di artisti e su ciò che noi

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reputiamo essenziale nel teatro, nel circo, nell'arte, nel rito condiviso. L’idea è quella di creare un teatro mobile, un progetto che mette insieme un ensemble misto e accordato grazie alla sinergia degli artisti poliedrici che ne fanno parte: attori teatrali, musicisti, cantanti, circensi e pittori, uniti dall’idea di plasmarsi ed evolvere insieme. Nel vuoto di un 2020 in cui eravamo impossibilitati ad esibirci in pubblico, ci siamo dedicati alla nostra prima creazione originale: Hesperus. Uno spettacolo tragicomico tra la vita e la morte, un gioco autoironico in cui si celebra la morte dello spettacolo dal vivo, un paradosso che nella commemorazione della morte contiene un inno alla vita. Hesperus è uno spettacolo di teatro-circo adatto a tutti che miscela musica dal vivo, acrobatica, comicità e non-sense. È stato concepito come una macchina del tempo per ripercorrere l’esistenza dello spettacolo dal vivo, dalla sua nascita alla sua dipartita. È una rappresentazione scenica che nasce dall’esigenza di porsi una domanda: lo spettacolo dal vivo, è vivo? È morto? Non si sente tanto bene?! Attraverso virtuosismi e risate, sveliamo la nostra visione: un futuro pieno di speranza e vitalità in cui lo spettacolo dal vivo torni ad essere parte centrale della nostra esperienza di vita, riprendendo con forza il suo straordinario ruolo: coinvolgere, stupire, divertire e far crescere.

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SEA BEMOLLE MUSICA E CIRCO PER IL MEDITERRANEO E seabemollecollettivo di Collettivo Sea Bemolle A bordo di Nuages, cinque artisti marinai fan rotta sui grandi palchi e si tuffano nelle jam: in cambusa la saudade del choro brasiliano, nei gavoni le sonorità nomadi gipsy manouche e del balkan. A poppa il balanço di Capo Verde e il rollio d'anche del forrò; sul sartiame si sfidano le leggi dell'equilibrio, a prua molto improvviso. Tra barometro e metronomo,tra tango e tangone, la vela Maestra dirige l'orchestra. Tra mazurca e trinchetta, tamburi e tambucci, si balla sui bagli al gran lasco. Tutto con l'umile scopo di far star a galla la barca. Suoniamo in teatro, in banchina, in strada e in rada. Sale da concerto, bettole posticce, e bordi di bolina. In porto o mare aperto àncora e ancora. Sea Bemolle è un progetto musical-marinaresco spinto dal vento e dall'idea poetica di portare arte e musica attraverso il mare, un collettivo che si sposta per il Mediterraneo navigando con una barca a vela, Nuages, che realizza concerti e spettacoli nei porti e nei luoghi in cui approda.L'onda musicale è un viaggio nelle sonorità del mondo: dal Mediterraneo passa per Capo Verde fino l'America del Sud. Lo spettacolo unisce il circo contemporaneo alla musica dal vivo ed usa la barca e la sua struttura come palco: gli acrobati e i musicisti a bordo e il pubblico in banchina. L'albero alto 13 metri, le crocette a 8 metri, le sartie e le manovre correnti, diventano la giostra su cui sperimentare nuovi equilibri, cullati dal rollio irregolare del mare. Il tessuto o la corda fissati alla testa d'albero, il trapezio sbalzato sopra le onde dal tangone e il boma come ribalta. Sea Bemolle in tre anni ha navigato e portato musica e spettacoli in Sardegna e in Sicilia. Il comandante della barca è un musicista, già parte del collettivo Circo Paniko, che per anni ha suonato in giro per l'Europa con l'orchestra NemaProblema. Un nomade, dunque, da diverso tempo, per cui coinvolgere amici circensi e musicisti nelle scorribande per mare è stato facile e naturale. Nelle città e nei porti in cui la barca approda si creano connessioni e collaborazioni con gli artisti del luogo arricchendo il bagaglio e il numero del collettivo Sea Be-

ph Peppe Zummo molle; ed è questo il tesoro più prezioso. A fine agosto 2020 c’è stata la prima di Allegro Andante con Moto Ondoso, a Pantelleria, dove poi Nuages ha trovato riparo per l'inverno scampando ai mali del mondo e approfittando per asciugarsi fuori dall'acqua. Ora l'equipaggio è pronto a riprendere il largo in una rotta ancora da scrivere dalla piccola perla pelagica risalendo verso nord lungo le coste tirreniche.

portarci casa e palcoscenico, auto-organizzando (o meglio nauto-organizzando) il nostro lavoro/sogno in un tempo strambo in cui i teatri sono chiusi, l'arte distanziata e il Mediterraneo è teatro macabro piuttosto che bacino d'unione. In Europa e nel mondo ci sono numerosi progetti artistici che si muovono in barca: storica la Nave dei Folli; mitici i francesi di Armada che si spostarono nel 2013 con undici barche a vela in flotta per il Mediterraneo, esperienza da cui nacque FestinaLente, tra i promotori del primo Festival intergalattico di barche spettacolo

Tutta l'esistenza a bordo è all'insegna della precarietà. La poesia spesso lascia spazio alla nausea e al disagio umido, alle notti insonni in preda ai marosi e ai danni inevitabili all'attrezzatura. A questo si aggiunge l'intimità forzata negli spazi ridottissimi e i costi di manutenzione e di approdo che sono proibitivi nel mondo elitario della vela. Ed il vento mette sempre l'ultima parola. Sorge spontanea la domanda: chi ve lo fa fare? La gioia di fare un concerto fuori stagione su un'isola, i tuffi mattutini e i tramonti perfetti, la speranza che la flotta si allarghi come il pubblico e l'enorme libertà di

(Bretagna 2018) insieme al catamarano giallo musicale Honky Tonk; non ultimi i Sea Clown Sailing Circus di base in Grecia. Pochi i progetti finora attivi in Italia… che queste parole possano essere esca, non tanto per abboccare quanto per far rete.

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DALL’ITALIA

IN EUROP

Brianzola 2019 ph Giada Calamida

VERSO L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL CIRCO CONTEMPORANEO ITALIANO

di Valentina Barone Una delle vocazioni del circo è quella di esplorare il mondo portando realtà immaginarie a contatto delle culture più diverse. Al fine di concretizzare una presenza diffusa della creatività italiana nel tessuto di relazioni del circo in Europa, il 2021 porta nel nostro paese una rinnovata motivazione a sostegno della progressiva crescita di artisti e compagnie nazionali, invitate a candidarsi e partecipare a percorsi strutturati per ampliare le proprie competenze e favorire un crescente riconoscimento professionale nel panorama internazionale. Con azioni mirate a sostegno di identità artistiche dalla forte componente originale, nel loro insieme le proposte del biennio 2021-2022 si delineano come esperienze fondanti e risorse preziose per la crescita degli artisti e organizzatori di oggi. L’auspicio è che questi dispositivi possano sedimentare sul territorio, strutturarsi nel tempo e re-immettere in circolo le competenze che ogni percorso offre ai partecipanti. Nei prossimi numeri di Juggling Magazine approfondiremo ogni progetto da vicino, ma in attesa del loro avviamento anticipiamo i tempi con una panoramica complessiva. Attraverso il bando Boarding Pass Plus 2021-2022 istituito dal MiC, quattro cordate italiane hanno potuto creare format di sviluppo internazionale, in partenariato con altre organizzazioni europee, a favore dello scambio di saperi e della condivisione di buone pratiche a sostegno delle compagnie professioniste presenti sul territorio italiano. Brà•vo! Italian Circus on the move è il progetto a cura di Sistema23 - Circo El Grito in collaborazione con Aria Network Culturale - Cirk Fantastik e Giocolieri e Dintorni - Juggling Magazine, che vedrà il ritorno dello chapiteau di Circo El Grito a Bruxelles come sede di un focus di circo italiano. Con la tenda installata presso Espace Catastrophe, il progetto porterà in Belgio 10 artisti italiani e 5 operatori, accompagnandoli nell’evoluzione strutturale di ciascun percorso JUGGLINGMAGAZINE.IT

artistico e nella restituzione finale in Italia, con la complicità dei partner stranieri Acolytes (Francia), EnCirque (Svizzera), Zanni Produções Artísticas (Brasile), Asociación ACirc (Puerto Rico), Side Kunst Cirque (Francia), con una promozione internazionale sostenuta dal network INCAm attraverso Circus Talk (USA) e Zirkolika (Spagna). SOLO BUT NOT ALONE è un percorso volto ad accompagnare all'estero 5 artisti di circo contemporaneo italiani impegnati in creazioni individuali. Il raggruppamento promotore è formato da Quattrox4 insieme a Circo all’inCirca, Dinamico Festival e MagdaClan, con i partner stranieri Berlin Circus Festival (Germania), Cirkorama (Croazia), Cirkusfera (Serbia), Cirqueon (Repubblica Ceca), Erva Daninha (Portogallo), INAC (Portogallo). Il progetto promuove la crescita del lavoro artistico di autori in contesti stranieri, prevede la realizzazione di Focus Circo Italia all'estero e restituzioni nei territori italiani, insieme all'attivazione di un’intensa attività di networking tra gli enti italiani e stranieri. CirkAround si rivolge all’internazionalizzazione delle carriere di artisti e organizzatori under 35. Il progetto, vincitore del bando Boarding Pass Plus del MiC per il terzo anno, è ideato e curato da Circuito CLAPS (capofila) in partnership con Fondazione Teatro Co-

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munale Città di Vicenza, Industria scenica, Tutti Matti per Colorno e compagnia Artemakìa. È aperta la call per selezionare 10 artisti e organizzatori italiani under 35, membri di compagnie attive in Italia da almeno 2 anni, che seguiranno un percorso di formazione a contatto con i partner internazionali: André Casaca (Brasile), CINARS (Canada), Circostrada (Francia), Daki Ling (Francia), Institut Ramon Llull (Spagna), La Baldufa (Spagna), La Villette (Francia), Move to Circus Academy (Israele), Teatr Brama (Polonia). Il Circo nello Spazio è il percorso di capacity building ideato da Teatro Necessario con Ultimo Punto - Artisti in Piazza e Tony Clifton Circus, in collaborazione con i partner stranieri Rīga cirks (Lettonia), Bùssola (Portogallo) e Rara Woulib (Francia), in cui 6 artisti italiani parteciperanno a diverse tappe di formazione dedicate alla performance nello spazio pubblico, partecipata e immersiva. Il progetto si propone di integrare il circo contemporaneo e le sue svariate dimensioni disciplinari, dal clown all’acrobatica, dalla giocoleria alla magia, con la dimensione performativa che occupa lo spazio urbano pubblico e coinvolge la comunità locale nella realizzazione dello spettacolo. Per il secondo anno è attivo Take Off 2.0, a cura di Fondazione Cirko Vertigo, Sarabanda - Circumnavigando Festival e Ideagorà - Mirabilia Festival, con con la collaborazione e il supporto di Fondazione Crt, Fondazione Piemonte dal Vivo, Molecola, Reply e con i partner stranieri La Brèche (Francia), CIRCa (Francia) e Lost in Translation Circus (Regno Unito), con un focus sulla danza e sul circo contemporaneo. La struttura di questa edizione si sviluppa in 4 bandi: il bando di mobilità estera e diffusione internazionale, quello per il sostegno alla creazione e all’internazionalizzazione, il concorso di videotelling per le arti performative e il percorso di formazione professionale per agenti di diffusione di arti performative multidisciplinari. Dalle call saranno selezionati 10 compagnie e 10 diffusori di circo che parteciperanno a percorsi di creazione artistica e formazione professionale.

Carole Madela ph Marco Bellucci

Altra azione di sostegno agli artisti italiani è la call Trampolino, a cura di ACCI - Associazione Circo Contemporaneo Italia, che dopo il successo della sua prima edizione si ramifica in due azioni complementari a sostegno delle compagnie professionali. Trampolino Vetrina permetterà ai selezionati di andare in scena durante l’edizione 2021 di Mirabilia Festival, mentre Trampolino Borsa di Studio permetterà ai partecipanti di sviluppare la propria idea artistica in un’ottica di ricerca, innovazione e sperimentazione, anche legata a una possibile futura produzione, favorendo gli elaborati di studio più artisticamente organici, originali e innovativi. In ambito internazionale, anche per gli artisti e producer italiani è possibile partecipare alla selezione di proposte artistiche di Perform Europe, progetto dedicato alla creazione di tournée internazionali sostenibili e inclusive rivolte a spettacoli di performing art in tutti i paesi dell’Unione Europea. Sostenuto dal programma Creative Europe della EU e gestito da un consorzio composto da IETM international network for contemporary performing arts, European Festival Association (EFA), dai network Circostrada e European DanceHouse Network e dall’agenzia IDEA. In questo numero di Juggling Magazine approfondiamo Perform Europe nell’articolo curato da Federico Toso della OCA-DOC e la sua intervista a Stéphane Segreto-Aguilar, direttore di Circostrada.

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SALTIMBANCHI A MILANO

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funamboloedizioni.net di Claudio Madia

foto archivio Claudio Madia

Avevo uno scatolone pieno di cartoline, riviste e ritagli di giornale che avevo iniziato a conservare quando mi ero reso conto che in passato nessuno si era preoccupato di fare altrettanto lasciandoci ignoranti circa la nostra eventuale storia. In quelle foto, nei miei appunti, si docu-

somma il peso della forzata inutilità, ci sentiamo come una musica senza il sonoro o come un salto mortale eseguito al buio. Difficile sopravvivere. Storicamente gli arlecchini sono stati sempre i primi a soccombere per loro intrinseca fragilità e scomodità... ma sono i più at-

mentano gli ultimi trent'anni del novecento dell'arte di strada, limitatamente ai cosiddetti saltimbanchi e al solo territorio meneghino, onde evitare un campo decisamente troppo vasto. Ora con questo libro i dati sono stati raccolti in bell'ordine e finalmente posso buttare al macero lo scatolone ormai inutile, anzi, qualcuno è interessato alla collezione completa di Kaskade? Questo è un tempo ferale per gli arlecchini! Alla fame atavica si

Piccolo Circo Kinesis

La scorsa estate, spinto da un obbligo di riconoscenza, ho messo in ordine un lavoro di documentazione sull'arte di strada abbandonato vent'anni fa. Da quando frequento questo mondo ho visto molti compagni trovare altre strade, cambiare vita, trapassare a una migliore e con questo annuario volevo ricordare coloro che per me sono, ciascuno a proprio modo, degli eroi che non hanno lasciato traccia se non quella flebile di gesso sull'asfalto, che non sono assurti alla gloria del web e non sono mai stati citati – se non forse in giudizio! Certo è una storia minima e risibile ma che spero stimoli a dare valore non alle grandi imprese, ai nomi immarciscibili di onnipresenti direttori e presidenti, ma a quei corpi e quelle anime effimere e anonime come farfalle. Spero che queste pagine resistano più a lungo e tramandino il loro leggero battito d'ali.

L’ACROBATA divagazioni a cura di A.S.

Da trapezio a a trapezio, nel silenzio dopo dopo un rullo di tamburo di colpo muto, attraverso attraverso l’aria stupefatta, più veloce del del peso del suo corpo che di nuovo di nuovo non ha fatto in tempo a cadere.

rubrica ad alto tasso circense

Solo. O anche meno che solo, meno, perché imperfetto, perché manca di manca di ali, gli mancano molto, una mancanza che lo costringe a voli imbarazzati su una attenzione senza piume ormai soltanto nuda.

Le Cirque Bleu Marc Chagall 1953

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I Salterillos

trezzati a resistere: chi cammina sul filo sa bene che può cadere – fermarsi a curare le ferite – e ricominciare da capo con una opportunità in più, perché le asperità del percorso sono il pane quotidiano e ogni sfida cercata, il sale. Per questo dobbiamo resistere come novelli Don Chisciotte e continuare a crederci, adottando ogni possibile strategia di sopravvivenza, di decrescita, di risposta creativa, tenendo viva la passione senza la quale non è possibile nessuna rivolta, nessun cambiamento. Personalmente ero quasi del tutto fermo da ben prima. Le condizioni lavorative erano compromesse da difformità già da almeno vent'anni. Non mi lamentavo allora, non lo faccio adesso. Ho cercato e cerco ancora di dare il mio contributo a trovare ipotesi creative sostenibili, a dimensione minima come il Circincà o lo spazio LEA, un'area verde inutilizzata resa disponibile e accogliente per la libera espressione artistica. Dopo un anno di fermo e

con la convinzione che niente possa e debba tornare come prima, ho dismesso spazi e velleità e studio da suonatore di sega – cosa che mi riesce benissimo – nella speranza di conquistarmi il gradino più alto sul sagrato della chiesa dietro casa. Sono stato un previlegiato come molti colleghi ben pagati e sono arrivato quasi alla pensione, felice: non faccio testo. Consiglio questa pubblicazione per sostenere l’editoria indipendente! Perché c'è il

Con faticosa leggerezza, con paziente agilità, con calcolata ispirazione. Vedi come si acquatta per il volo? Sai come congiura dalla testa ai piedi contro quello che è? Lo sai, lo vedi con quanta astuzia passa attraverso la sua vecchia forma e per agguantare il mondo dondolante protende le braccia di nuovo generate? Belle più di ogni cosa proprio in questo proprio in questo momento, del resto già passato. Wisława Szymborska, traduzione di Pietro Marchesani

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vostro nome o quello di vostri amici; perché troverete molte curiosità e aneddoti inediti; perché prendo allegramente in giro il nostro direttore Adolfo, polemizzo con un Santo e contraddico Dario Fo; perché la prefazione è di Mister Forest... Infine perché, come da tradizione di noi saltimbanchi, posso affermare che tutti gli introiti verranno devoluti ad un'opera benefica: la costruzione di un impianto sportivo con tanto di piscina (presso il giardino di casa mia).


FNAS Faber Teatro, il Grande Piano

fnas.it

Il lavoro svolto in questi ultimi cinque anni è un’importante eredità di progetti ed idee che dovremo portare a termine e far di Eleonora Ariolfo crescere, interpretando la visione che gli artisti stessi Eleonora Ariolfo, project e i soci vorranno dare alla manager di importanti realFNAS. Mi auguro, quindi, tà nell'ambito delle arti che questi mesi siano l’iniperformative, è la nuova zio di un lungo e proficuo direttrice della Federazione cammino, all’insegna del Nazionale Arti in Strada e reciproco scambio e della racconta così l'inizio di quecondivisione di idee, prosta nuova avventura. getti e azioni per il futuro. Diventa sempre più centraL’ultimo anno è stato un le il ruolo dell’artista che periodo di grandi camattraverso il suo intervento biamenti, che sicuramentrasforma lo spazio, lo te ha segnato ognuno di rende “qualcos’altro”. Mennoi. Nell’arco di pochi tre il pubblico ritornerà a vimesi ho perso affetti cari vere i luoghi in maniera die tutto ciò su cui ho lavoversa. Il nostro compito è rato ed investito per anni valorizzare le diverse espeè sembrato svanire nel rienze che emergono dalla nulla. Un anno senza evenfruizione e dal concetto ti da organizzare, senza “spazio pubblico”, attraverspettacoli, rassegne e feso un approccio innovatistival da programmare. vo e dinamiche di relazioNon ho perso, però, la fidune diverse tra gli attori cia ed ho investito sul camcoinvolti nei processi che biamento. Ho continuato a si attivano: artisti – publavorare cercando nuove blico – istituzioni. strade e nuove modalità per In questi anni la FNAS ha mettere a servizio del settosviluppato la propria misre le mie conoscenze e comsion abbracciando l’arte, lo petenze. I tempi duri non spettacolo di strada e tutti sono finiti, sarà un anno imgli eventi performativi, con pegnativo in cui siamo chiaun’attenzione al loro immati come Federazione a ripatto sullo spazio urbano portare in strada e in scena lo da qualsiasi punto di vista spettacolo dal vivo che deve urbanistico, architettonico, ritrovare luoghi e pubblico. sociale - con una visione geJUGGLINGMAGAZINE.IT

nerale che ne ha colto ogni aspetto e forma, sia libera e/o spontanea, sia professionale. Oggi la FNAS ha davanti a sé un intero anno di nuove attività ed importanti cambiamenti. FNAS Creativity Lab è il progetto che permetterà agli artisti di sperimentare e lavorare con professionisti del settore per apprendere le abilità necessarie a trasformare un’idea in un progetto artistico site specific nell’ambito della rigenerazione e valorizzazione degli spazi urbani. Grazie al Progetto AaaRea nell’ambito del Culture Solidarity Found, la FNAS diventa la vetrina italiana della creatività contemporanea in Europa. Inoltre, la FNAS fa parte della costituente dell’associazione che sta prendendo vita dall’esperienza del

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FAS – Forum Arte e Spettacolo, impegnato da mesi nello sviluppo di importati azioni per la riforma di tutto il comparto dello spettacolo dal vivo. Infine, saranno attive nuove convenzioni e servizi per i soci in linea con la riforma del Terzo Settore e con le nuove necessità e urgenze emerse dalla crisi pandemica. Non mancheranno attività per la promozione ed il rilancio dello spettacolo dal vivo nello spazio pubblico nell’ambito di eventi, manifestazioni e pubbliche amministrazioni. FNAS sarà partner della 27a Festa della Musica in programma il 21 giugno 2021 e del Torino Fringe Festival per la realizzazione dell’open call per artisti nell’ambito nella IX edizione del Festival in programma dal 2 al 12 settembre 2021.

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INCAM (International Network of Circus Arts media projects) riunisce i media project sulle arti circensi attivi nel settore. In questo numero presentiamo Dynamo Magazine e Cirkus Syd, due innovativi progetti che arrivano dai paesi del BNCN (Baltic Nordic Circus Network), una regione molto attiva negli ultimi decenni nello sviluppo del circo contemporaneo

Sharks on board ph Cosmin Cirstea

circusartsmagazines.net

di Elena Stanciu

DYNAMO MAGAZINE dynamoworkspace.dk issuu.com/dynamoworkspace

il primo numero di DYNAMO Magazine! Ci siamo subito resi conto che il progetto non era solo nato dalla reazione all’isolamento, ma aveva un senso per la nostra mis-

stiche che lo rendono una forma d’arte necessaria e capace in modo unico di approcciarsi a temi sociali e culturali come la diversità, l’inclusione, la mobilità, l’accettazione e la tolleranza tutti aspetti della vita di cui il circo può regalarci lezioni importanti. Ci dedichiamo a portare alla luce le complesse sfaccettature del circo e ad illuminare la sua moltitudine di espressioni artistiche. Essendo una forma d'arte relativamente nuova in Danimarca (a livello istituzionale), il nostro lavoro sta gettando le basi per il futuro del circo nella nostra nazione. La lingua che abbiamo scelto per la rivista è l'inglese, per condividere il nostro lavoro e le prospettive con la comunità internazionale di artisti e creatori. Negli ultimi quattro anni, siamo stati significativamente internazionali, con una miscela equilibrata di programmazione danese ed estera. Revue regret ph Emma Langmoen

DYNAMO è un centro attivo in Danimarca dal 2017 a Odense, la terza città più grande del paese. Al momento è l'unico spazio scenico e di produzione dedicato al circo contemporaneo nella Danimarca meridionale. Lavoriamo per produrre e co-produrre circo, ma abbiamo anche un solido programma stagionale di spettacoli ospiti. Siamo particolarmente soddisfatti del nostro programma di residenze artistiche, che porta una media di 8-10 compagnie all’anno a lavorare qui, permettendogli in piena libertà di utilizzare la struttura per produrre il loro lavoro. Per quanto riguarda lo sviluppo del circo come forma d'arte in Danimarca, siamo molto fortunati a curare un programma per un pubblico che altrimenti non entrerebbe in contatto con questa forma d’arte, il che ci dà una soddisfazione incredibile. Lavoriamo a stretto contatto con le istituzioni artistiche locali, regionali e nazionali, e poniamo una forte enfasi sulla collaborazione con altre organizzazioni danesi dedicate alle arti sceniche. DYNAMO Circus Festival è l'unico festival annuale dedicato al circo in Danimarca che invita compagnie e artisti sia danesi che internazionali. Quando abbiamo dovuto chiudere le porte e il palco non ha più potuto mostrare il circo al nostro pubblico, nel contesto della pandemia attuale, abbiamo deciso di condividere il circo in un modo diverso, attraverso un canale che non avevamo mai provato prima. Nell’agosto del 2020 è uscito

sion: avvicinare il circo alla gente e promuoverlo in Danimarca e in Scandinavia. L’obiettivo della rivista è quello di presentare le dimensioni del circo che non sono immediatamente visibili; vogliamo creare una piattaforma intorno alla rivista, dove i lettori possono ritrovarsi in un dialogo che inizia con il circo, ma porta a temi più ampi. Crediamo che l’etica del circo e ciò che lo rappresenta siano le caratteriJUGGLINGMAGAZINE.IT

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A livello regionale ed europeo, DYNAMO è membro di BNCN - Baltic Nordic Circus Network, e partner in diversi progetti di collaborazione internazionale. Cresciamo seguendo un sano modello di cooperazione, con partner sia in Scandinavia, nella regione baltica e in Europa. Come centro di residenze riconosciuto, siamo molto felici di offrire molteplici possibilità di residenze ogni anno dedicate ad artisti europei e ora che DYNAMO Magazine è parte della rete internazionale di INCAm lo siamo ancora di più. PROGETTOQUINTAPARETE.IT


CIRCUS THINKERS PLATFORM cirkussyd.com

di Lina B.Frank

illustrazioni di Valentina Barone Circus Thinkers Platform e la nostra pubblicazione co-creata, Reflections 2020, è parte di questa visione. Un luogo rilassato per incontrare altre persone che amano pensare al circo, parlarne e condividere idee con gli altri. Gli argomenti nascono spontaneamente dal materiale che leggiamo e nell'ultimo anno abbiamo trattato aspetti diversi, come: “Che aspetto ha l'economia circense? Il circo è mai stato sovversivo? Cosa causa la stagnazione artistica? Tutto il circo è porno? Cos'è il circo come articolazione?” E molti altri ancora. Il punto non è sapere cosa dire, ma catturare un pensiero ed esplorarlo con il gruppo nel processo. Alcuni di questi pensieri vengono sviluppati nella pubblicazione, alcuni rimangono con noi nelle discussioni, lasciano una traccia, e alcuni spariscono. Oltre alla pubblicazione, a volte facciamo anche esercizi di scrittura creativa collaborativa, o di scrittura libera per incapsulare e documentare le idee. Stiamo anche esplorando la possibilità di ospitare conferenze post spettacolo e laboratori creativi.

Cirkus Syd è una piattaforma di rete per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione. Cosa intendiamo dire? Siamo un'associazione di singoli membri e la nostra attività funziona un po' come una palestra per il cervello del circo. Siamo interessati al processo, in particolare al processo del pensiero creativo e a come il pensiero gioca un ruolo nella creazione di nuovi significati. Amiamo le persone, quelle che pensano, fanno e hanno il desiderio di comunicare e condividere le loro idee con gli altri. Tutti pensano, e come tale tutti possono e sono benvenuti a diventare membri di CS, ovunque siano nel mondo. La nostra piattaforma crea incontri tra le persone in un contesto internazionale, incontri che possono favorire il pensiero, portare avanti lo sviluppo e innescare progetti. Nel gennaio 2020 ci è stato dato un posto nel programma di incubazione di un anno al Centro Culturale Stenkrossen e da allora abbiamo la nostra sede lì. È attraverso questo programma di incubazione che CS è veramente decollato. Registrata come ONG internazionale, abbiamo lavorato su come creare una piattaforma di rete per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, essendo democratica e sostenibile ma senza compromettere la qualità. Abbiamo iniziato a sperimentare lavorando con format specifici, gruppi di studio per coinvolgere i nostri membri e questo si è sviluppato fino a come lavoriamo oggi, una serie di gruppi di persone che si riuniscono regolarmente per imparare, discutere e creare insieme. Come organizzazione cerchiamo di usare una mentalità open source, in modo che chiunque lavori con CS sia autore del proprio lavoro. La proprietà delle idee porta alla costruzione di una diversità di prospettive e noi siamo interessati a ciò che ognuno ha da dire. La sensazione migliore è quando nasce un'idea e altre persone si uniscono, allora si espande e prende vita propria. Tutti i membri possono proporre progetti o essere coinvolti per dar loro forma.

La nostra competenza di nicchia è il circo, ma il nostro mondo è più grande e riguarda l'arte, la cultura e la società. È quando combiniamo la prospettiva ristretta con quella estesa che le nostre menti possono creare nuovi percorsi neurologici. Oltre a Circus Thinkers, nell'ultimo anno abbiamo anche gestito Cirkus Syd Cinema, cinema online, Circus Speakers Platform - che si concentra su come parliamo di circo - e anche Circus Network Coordinators Peer Socials, seminari di capacity building e serate live work in progress. Per il biennio 2020-2022 siamo co-ospiti del Baltic Nordic Circus Network insieme a R –I ga cirks e gestiamo tutti i progetti, le attività e lo sviluppo strategico della rete. Nel 2021 speriamo di lanciare la nostra casa editrice Circus Thinks, quindi unitevi a noi (!). Diventa un membro, iscriviti alla nostra mailing list e scopri di più su cirkussyd.com

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Partecipassione porta sempre a PARTECIPASSIONE altrocirco.it di doppiamente illuminante: sul “vero! non ci avevo pensato p di Ilaria Bessone referente Studi e Ricerca di AltroCirco,

Il Convegno Altra Risorsa nella sua prima edizione online si è concluso con grande soddisfazione sia da parte del direttivo di AltroCirco che ha curato programma e organizzazione, che da parte de* partecipanti che hanno apprezzato la multidisciplinarietà, l’arricchimento professionale, il senso di appartenenza ad una rete, le modalità interattive e coinvolgenti di interventi e laboratori. La ParteciPassione è stata numerosa: 110 le iscrizioni da tutta Italia e dall’estero e una media di circa 60 partecipanti alle presentazioni. Le conclusioni “poetiche” qui riportate intessono parole e riflessioni di relatori e relatrici, che teniamo ancora una volta a ringraziare di cuore.

COSA È PARTECIPASSIONE?

Ascoltare il cuore il battito, la risonanza, un coro, un’orchestra il coraggio di prendere parte di fare esperienza del far parte. È appoggiarsi su a radici profonde su strutture, saperi rigore e metodo dare senso, peso, dignità. Partecipassione ... È, ma anche SI FA.

Consape Quando so già come voglio che vada a finire quando ho già la soluzione non è partecipassione.

Partecipassione è lasciare spazio e avere fiducia nell’intelligenza altrui e nell’intelligenza collettiva prendere sul serio.

Va organizzata, interrogata con studi, esperienze sul campo, competenze specifiche Partecipassione è voler vedere la complessità, metterla in luce e lasciare che viva solo dalla complessità spuntano le domande giuste, solo dalla domanda giusta emergono le giuste risposte

Partecipassione porta sempre a qualcosa di sorprendente, spiazzante di doppiamente illuminante: sul risultato inaspettato, e “sull’arroganza di aver capito tutto”: “vero! non ci avevo pensato prima!”

ascolto, pazienza, anche resistenza sentirsi scomode, portare nel cerchio l’imbarazzo, la difficoltà.

Partecipassione non è questione di TANTA e travolgente è passione, ma con...“partecipi” procede a piccoli passi, sale e scende scale e attraversa passaggi chiave ci mette anni di cura e determinazione non viene spontanea non è questione di carattere o di bravura ma di “cosa fai di diverso?” di RUOLI.

È sospendere il giudizio aspirare al cambiamento.

Di voci, tante, diverse, moltiplicate e ascoltate

Partecipassione è integrare gli opposti

Azione, non solo contemplazione, responsabilità. È eroismo condiviso, perché ci vuole molto coraggio per cambiare le cose dividere il potere fa paura. Partecipassione è: “voglio ascoltarti, sorprendimi”.

La passione di c chi siamo NOI?

Gli spazi di partecipassione devono essere veri, non possono essere dispositivi finti, vuoti, retorici.

non basta consultare.

È equilibrio tra potenza e profondità contenuto e restituzione esito e processo. È spazio coraggioso presa di coscienza risveglio.

La passione di chi? chi siamo NOI? e LORO allora?

La partecipassione sviluppa l’abitudine ad essere sensibili al contesto, a vedere e non ignorare le relazioni di potere.

Piemonte Fondazione Uniti per Crescere Insieme via Pacchiotti 79, 10146 Torino Sara Sibona 011 19836531 unitipercrescereinsieme.it Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 jaqule.com Teatrazione via Artom 23, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 teatrazione.com Sportica Gym via Cattaneo 41, 10064Pinerolo (TO) Paola Martina 012 1795590 sportica.it

Lombardia Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Bruna Ventura 349 1470123 giocolarte.wordpress.com Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 campacavallo.com Quattrox4 via Andolfato 10, 20126 Milano Elisa Angioni 348 2269315 quattrox4.com Spazio Bizzarro via del Portone 6, 23887 Olgiate Molgora (LC) Nicola Bruni 333 1903879 spaziobizzarro.com Spazio Circo Bergamo corso Roma 84 A, 24068 Seriate (BG) Manlio Casali 393 0082506 spaziocircobergamo.it Spazio Kabum via Guicciardini 114, 21100 Varese Alessandra Pessina 349 4568018 spaziokabum.it

Veneto Ancis Aureliano via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) dottorclownitalia.org Circo in Valigia via Falgare 31, 36015 Schio (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 0445 1716634 circoinvaligia.it Kervan-Circolarte via Fiorano1D, 35100 Padova Valentina Sperandio 351 2169653 E Associazione Kervan Ludika Loc. Corbellar 7, 37020 Marano di Valpolicella (VR) Sara Marchesini 345 2153828 ludicacirco.com

Friuli Venezia Giulia Circo all’inCirca via Cividina 17, 33100 Udine (località Molin Nuovo) Alessandro Papa 340 6052371 circoallincirca.it JUGGLINGMAGAZINE.IT

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REGISTRO NAZIONALE PROGETTI DI CIRCO SOCIALE

PROGETTOQUINTAPARETE.IT


qualcosa di sorprendente, spiazzante l risultato inaspettato, e “sull’arroganza di aver capito tutt rima!” Consapevolezza. La partecipassione non si contratta, si esplora. Non ha ragione o torto. Non ci sono ricette ma dinamiche.

Ci si allena alla partecipassione attraverso l’ascolto attivo ci si allena all’ascolto attivo attraverso il gioco e l’umorismo. Partecipassione è un invito a stare nel corpo è una danza: “balli con me?” è scrivere poesie è un circo che invade il paese, accoglie chi trova, fa ridere di cuore, commuove.

evolezza Ci vogliono tutte le voci per fare la partecipassione, anche quelle scomode che proprio non abbiamo voglia di sentire. Ci vuole la giustizia epistemica, narrativa, che include modi diversi di vedere il mondo. Si può, se si sta al gioco, alle regole altrimenti si rischia la superficialità, la finta apertura di spazi, i discorsi soporiferi che non sono quelli che fanno dormire o che annoiano ma quelli che non ci fanno vedere il meccanismo, che bloccano il salto quantico da una cornice all’altra. I discorsi soporiferi vanno banditi, è una delle regole. Ascoltare ed essere ascoltata. Nessuno sotto attacco.

Partecipassione è chiedersi ogni giorno: quanta partecipassione c’e nelle nostre organizzazioni, nelle reti che costruiamo, nel modo in cui progettiamo, programmiamo, strutturiamo? nel modo in cui ci relazioniamo con colleghi e colleghe? con il pubblico?

Quali proposte facciamo per poter salire la scala della partecipazione? Perché, per chi, con quale incisività? Quanto potere abbiamo e quanto potere condividiamo? sappiamo partecipare? vogliamo partecipare, possiamo partecipare? creiamo gli spazi perché altri sappiano, vogliano, possano partecipare?

chi? e LORO allora? Partecipassione vuol dire accogliere il conflitto, guardarlo negli occhi e lasciare che scompigli tutto il lavoro fatto finora, aprire al caos senza manipolazione o desiderio di pacificazione.

Per partecipare con passione bisogna concentrarsi sui futuri desiderabili, non su quelli probabili.

Trentino-Alto Adige Animativa via Max Vailer 11, 39011 Lana (Bz) Reinhard Demetz 0473 239564 animativa.org Emilia Romagna Arterego via Piave 19, 40033 Casalecchio di Reno (BO) Roberto De Marchi 339 7508734 arterego.org Circo Sotto Sopra piazza dei colori, 40138 Bologna Mariagrazia Bazzicalupo 328 7312861 circosottosopra.com TaDam Circo via Allevi 13/A, 29122 Piacenza Dario Rigolli 333 1532976 tadamcirco.com

Toscana Antitesi Teatro Circo via Guidiccioni 6b, 56017 Ghezzano-San Giuliano Terme (PI) Martina Favilla 349 6304211 antitesicircoteatro.it Badabam strada valacchio casella 30, 53018 Sovicille (SI) Margherita Gamberini 347 7856564 badabam.it Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino Samuele Mariotti 333 4022331 circoliberatutti.it Circo Tascabile p.zza Cairoli 4/c, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 circotascabile.com En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 enpiste.it Saltimbanco c/o Nuovo Teatro delle Commedie via G.M. Terreni 5, 57122 Livorno Enrico Pellegrini 329 9523295 saltimbancoscuolacirko.it

Lazio Circosvago via delle Mole 32, Albano Laziale (Rm) Jacopo Beretta 331 868114 circosvago.it Campania Circo Corsaro via Dietro la Vigna 14, 80145 Scampia (NA) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 E Scuola di Circo Corsaro Puglia CircoLaboratorioNomade via Sferra Cavallo Snc, loc. Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 E Circo.LaboratorioNomade Cirknos via vecchia Frigole 36, 73100 Lecce Giorgia Basilico 333 410 916 E cirknos Un Clown per Amico/Circo Botero st. Modugno Carbonaro 4/8, 70123 Bari Michele Diana 348 0535875 unclownperamico.com

Sicilia Circ’Opificio via Ammiraglio denti di Piraino 1, 90142 Palermo Marika Riggio 340 3928905 circopificio.it Clatù via San Josè Maria Escrivà 3, 95030 Tremestieri (CT) Maria Elena Rubbino 340 1723934 E Clatù

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spazio a cura del Comitato Scientifico Circosfera

INFANZIA, ADOLESCENZA, PANDEMIA

di Silvia Accattoli (Save the Children)

Come descriveresti la condizione di bambini/e e degli adolescenti durante questo momento pandemico? La situazione per i bambini/e preadolescenti e adolescenti non è certamente semplice. Tra le tantissime questioni c'è sicuramente quella economica che ha interessato molte famiglie. Un altro aspetto molto delicato da tenere in considerazione è quello del diritto all'istruzione, che è stato intaccato in questo periodo dal gap digitale, che era già presente, ma che è aumentato con il covid. Si sono accentuate fratture e distanze tra soggetti rimasti indietro perché non tutte le famiglie hanno gli strumenti digitali necessari per permettergli di seguire la dad. Ecco che accanto alla povertà economica c’è anche la povertà educativa.

anche come luogo di aggregazione, la mancanza di questa parte ha generato il protrarsi di una situazione in cui l’isolamento sociale va sempre più ad acuirsi. Molti ragazzi intervistati da Save the Children hanno riferito delle loro difficoltà nel concentrarsi, della noia nel seguire le lezioni a distanza. Sono molte ormai le voci di esperti, sia in ambito pedagogico che clinico, che hanno lanciato un allarme rispetto alle condizioni di “reclusione”, con un costo altissimo per il loro sviluppo e la loro crescita, soprattutto negli adolescenti. Uno studio dell’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova ha evidenziato la presenza di molte possibili ricadute a livello emotivo e psicologico su bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni. Alcuni disturbi sono aumentati durante il periodo di lockdown e il periodo successivo: disturbi d'ansia o somatoformi, ad esempio la sensazione della mancanza d'aria, e tutti i disturbi del sonno, cambiamenti del tono dell’umore, disturbi psicosomatici quali mal di testa e mal di pancia. Inoltre credo che la pandemia abbia causato dei cambiamenti nell’approcciarsi al proprio corpo. Molti ragazzi hanno bisogno di ri-connettersi al proprio corpo, è venuta meno la consapevolezza del gesto, l’ascolto del proprio corpo e dei suoi movimenti anche relativa al riconoscimento del proprio schema corporeo. Questo è allarmante perché le procedure che regolano il controllo motorio sono le stesse che stanno alla base del cognitivo.

Quali sono le loro problematiche che hai riscontrato più frequentemente in questo periodo? Sicuramente problematiche relative alla concentrazione e all’attenzione o fragilità derivanti da situazioni di isolamento sociale. Bambini e ragazzi vedono la scuola

Sei insegnante di circo ludico educativo e sociale da molti anni. Che risorsa può rappresentare il circo in questo difficile momento? Sono convinta che in un'ottica educativa e sociale il circo offre sicuramente una grande opportunità a tutti i bambini e ra-

intervista di Giuditta Pino Silvia Accattoli, di formazione psicologa, da anni opera nel campo della pedagogia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, si occupa di formazione informale, è formatrice senior e coordina un centro educativo per Save the Children Italia Onlus a Milano. Accanto al lavoro psico-educativo puro, e a capacità tecniche maturate nel circo contemporaneo, conduce da anni progetti nell’ambito del circo sociale e del circo ludico educativo.

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gazzi per riconnettersi con se stessi e con il proprio corpo: si ritrova la consapevolezza corporea, lo schema corporeo associato alle emozioni in movimento, ad esempio attraverso degli esercizi di circoteatro. Molto importante anche il risvolto sulla sfera emotiva e psicologica, perché permette ai bambini di esprimersi in un contesto protetto, ma comunque libero, e dona loro la possibilità di superare le difficoltà che hanno vissuto o che stanno vivendo, sublimandole in modo positivo. Il circo può sicuramente promuovere e potenziare questa sfera che ha un aspetto fortemente sociale, in quanto promuove le relazioni tra i pari attraverso lo stare insieme, il ritrovarsi in momenti anche di gioco attraverso il circo. Anche la parte più psicologica e individuale emotiva viene comunque manifestata, espressa, vissuta e non rimossa e questo è importante. Inoltre credo che le discipline del circo offrono ai ragazzi la possibilità di rompere più velocemente quella barriera che a volte generiamo per difesa, andando a stimolare l’area del non verbale, del simbolico e immaginativo, spesso non presente nella quotidianità, che qui ritrova una propria strada, un proprio spazio e tempo per svilupparsi. Quali sono le parole chiave da tenersi da non dimenticare in questo periodo nel nostro lavoro con l’infanzia? Sicuramente emozioni. E poi ascolto e presenza, la capacità di stare con quello che c'è e che abbiamo. L'ultima è lo sguardo proiettato, saper guardare più in là, per non dimenticarsi di guardare lontano.

La versione integrale dell’intervista e del relativo podcast sono disponibili su Circosfera.it

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CIRCUS COMPETENCIES CATALOG E 3C Circus Competencies Catalog circotascabile.com Quatprops.net

scopo di fornirne una chiara descrizione e motivare i lettori interessati alla consultazione ed all’eventuale traduzione dei testi. Il materiale è disponibile per un download gratuito dal sito di Circo Tascabile.

di Lapo Botteri 3C è un progetto nato dall’idea di Veronika Gallyas e finanziato dal programma europeo Erasmus +. Il suo obbiettivo era centrato sullo studio, lo sviluppo e la divulgazione della pedagogia circense come strumento di lavoro nell’ambito sanitario, educativo e sociale, per informare e formare i professionisti dei vari settori. Ognuno dei tre partner di progetto (Hungarian Juggling Association - Ungheria, Cirqueon - Repubblica Ceca, e Circo Tascabile – Italia) ha selezionato un team di operatori competenti su vari aspetti della pedagogia circense, creando così un gruppo di lavoro allargato e internazionale che aveva tra gli obiettivi anche la realizzazione di varie pubblicazioni. Il team mi ha visto coinvolto insieme a Craig Quat, Stefano Bertelli, Alice Petrucci, Lorenzo Baldoni e Giacomo Fini, oltre ai collaboratori esterni di QuatProps Francesco Boni e Marc Bielert. Claudia Brandani si è occupata dell’amministrazione. 3C, avviato nel settembre del 2019, ha concluso in questi mesi i due anni di attività previsti e la produzione letteraria è stata indubbiamente la parte più lunga e complessa del progetto, dove abbiamo investito il maggior numero di risorse.

Un primo testo “Motor capacities in the educational circus, theory and practice” è stato scritto da me, con la supervisione di Stefano Bertelli ed è scaricabile gratuitamente dal sito di Circo Tascabile. Il manuale descrive il circo educativo dall’ottica dell’educazione motoria, comparando e analizzando i prerequisiti specifici delle discipline circensi secondo i parametri della teoria e metodologia del movimento umano. Una seconda pubblicazione, “Functional juggling, a book about juggling” di Craig Quat, è un testo innovativo che spiega ampiamente e dettagliatamente la giocoleria funzionale secondo il metodo QuatProps. Il libro è al momento già disponibile nella sua versione originale in inglese e in quella spagnola. A breve saranno disponibili anche le versioni in italiano e tedesco. Il testo, scaricabile gratuitamente dal sito della Quat Props, a poche settimane dalla sua uscita aveva già raccolto più di duemila download in tutto il mondo. Un altro outcome è “Core of circus pedagogy”, nato dalla selezione, letture e recensione di dieci testi legati alla pedagogia circense, reputati utili come conoscenze di base per un operatore di circo educativo e sociale. Anche se i testi sono tutti in inglese, le recensioni sono state scritte in italiano con lo

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“Scientific results” è un lavoro che si pone invece come obbiettivo di analizzare e fare chiarezza sul significato e sulla validità di alcuni studi scientifici riguardanti la giocoleria. A questo proposito il neuroscienziato Giacomo Fini ci ha spiegato chiaramente come si struttura una ricerca scientifica, analizzando per noi gli studi di Dragansky (Changes in gray matter introduced by training) e Sholz (Training induces changes in white matter architetture) e condividendo altri argomenti a lui cari, come insight e giocoleria. Il risultato di questo lavoro sono quattro video in italiano, sottotitolati in inglese, disponibili sul mio canale youtube. L’outcome “Workshop of functional juggling” aveva l’obiettivo di ristrutturare e migliorare il workshop di giocoleria funzionale creato da Craig Quat. Per conseguirlo abbiamo organizzato una settimana di studio e formazioni dedicata all’insegnamento della giocoleria funzionale, in collaborazione con il comune di Castagneto Carducci (LI). L’esperienza è risultata molto interessante e formativa, al punto che abbiamo deciso di trasformarla in un appuntamento costante di formazione dedicata sia ai neofiti sia agli esperti del metodo QuatProps. Un primo workshop residenziale sul tema si terrà a Castagneto Carducci la prima settimana di settembre.


Arcobaleno via delle Fontane 60, 13011 Borgosesia (VC) Ilaria Sitzia 348 8123417 sportarcobaleno.it Flic via Magenta 11, 10128 Torino Matteo Lo Prete 011 530217 flicscuolacirco.it Fuma che n’duma via dei Salici 16, 12035 Racconigi (CN) Giuseppe Porcu 333 2742858 fumachenduma.it Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 jaqule.com Macramè Strada dei Sent 16, 12084 Mondovì (CN) Marco Donda 347 8251804 scuoledicircomacrame.blogspot.it Sportica Gym via Cattaneo 41, 10064 Pinerolo (TO) Paola Martina 0121 795590 sportica.it Teatrazione via Artom 23, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 teatrazione.com UP Via Mercantini 9,12042 Bra (CN) Maria Grazia Ielapi 339 7532815 upscuoladicirco.com

Lombardia Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 campacavallo.com Hops via Lanzi 51, 20872 Cornate (MB) Sara Papadato 348 0069417 scuola-circo-hops.it Kabum via Guicciardini 114, 21100 Varese Alessandra Pessina 349 4568018 spaziokabum.it Quattrox4 Via Andolfato 10, 20126 Milano Elisa Angioni 02 36525176 quattrox4.com Scuola di arti circensi e teatrali via Sebenico 21, 20124 Milano Maurizio Accattato 348 6054623 milanoclownfestival.it Spaziocirco via Carrobbio 6, 20093 Cologno Monzese (MI) Sonia Belotti 338 7813115 spaziocirco.it Spazio Circo Bergamo c.so Roma 84/a, 24068 Seriate (BG) Manlio Casali 393 0082506 spaziocircobergamo.it Trillino Selvaggio via Tolstoj 14/a, 20146 Milano Giuditta Pino 334 2765052 trillinoselvaggio.it Ululì via Brioschi 55, 20141 Milano Paolo Dei Giudici 347 9199465 terzotempoululi.com

Trentino Alto Adige Animativa via Max Valier 11, 39011 Lana (BZ) Reinhard Demetz 0473 239564 animativa.org Arteviva via Bari 32/L, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 arteviva.bz.it Bolla di sapone via S. Antonio 20, 38100 Trento Tommaso Brunelli 348 8852925 bolladisaponetrento.it

Friuli Venezia Giulia Circo all’inCirca via Cividina 17, 33100 Molin Nuovo (UD) Irene Giacomello 340 6052371 circoallincirca.it Veneto Barbamoccolo via Maestri del Lavoro 36, 30037 Scorze (VE) Manuela Polacco 339 4652122 barbamoccolo.it Circo dell’Imprevisto via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) Giovanni Evaristo Arnaldi 347 2261288 E Circo dell’imprevisto Circo in Valigia via Falgare 31, 36015 Schio (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 0445 1716634 circoinvaligia.it Circo Volante via Pacinotti 5/c, 30034 Mira (VE) Laura Ugolini 329 3330986 circovolante.it Ludica Circo Loc. Corbellar 7, 37020 Marano di Valpolicella (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 ludicacirco.com

Liguria Circo Galleggiante via Castelfidardo 1, 19122 La Spezia Chiara Martini 339 5772543 circogalleggiante.it Circo Mirtilla Str. Ronchi Brighei 1/c, 18100 Imperia Arianna Pastorelli 329 2950023 femspettacoli.com SiRCUS Centro delle Arti del Circo Vico delle Carabaghe, 16123 Genova Barbara Vecchio 366 3733654 sarabanda-associazione.it sYnergiKa piazza Palermo 12, 16129 Genova Annalisa Alcinesio 338 1172011 synergikaasd.com

Emilia Romagna Arterego via Piave 19, 40033 Casalecchio di Reno (BO) Roberto De Marchi 339 7508734 arterego.org ArtinCirco Via Tolara di Sopra 88, 40064 Ozzano dell’Emilia (BO) Maila Sparapani 329 2347981 artincirco.it Circolarmente via Mantova 4/b, 43123 Parma Albert Horvath 347 3131604 circolarmente.it Circo Sotto Sopra p.zza dei Colori 28/a, 40138 Bologna Mariagrazia Bazzicalupo 328 7312861 circosottosopra.com TaDaM Circo via Allevi 13, 29122 Piacenza Dario Rigolli 333 1532976 tadamcirco.com

Toscana Antitesi Teatro Circo via Guidiccioni 6b, 56017 Ghezzano-S. Giuliano Terme (PI) Martina Favilla 349 6304211 antitesiteatrocirco.it Badabam strada della Tressa 4, 53100 Siena Margherita Gamberini 366 4811081 badabam.it Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino (FI) Stefano Bertelli 340 0810499 circoliberatutti.it Circo Tascabile p.zza Mosca, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 circotascabile.com En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 enpiste.it K-production piazza Viani 6, 55049 Viareggio (LU) Claudia Sodini 328 1447868 E Kproduction - teatro circo scienza Mantica via Cere 13/15, 58100 Grosseto Ilaria Signori 328 9089250 compagniamantica.it Passe-Passe via Sorripa 50, 50026 San Casciano in Val di Pesa (FI) Julien Morot 371 1287774 passepasse.it Saltimbanco c/o Nuovo Teatro delle Commedie via G.M. Terreni 5, 57122 Livorno Enrico Pellegrini 329 9523295 saltimbancoscuolacirko.it Sottosopra via Pievan Landi 42, 52100 Arezzo Simona Serafini 339 3840294 arezzosottosopra.it

Marche Aria di Circo via Achille Grandi 45, 60131 Ancona Caterina del Giudice 388 7533247 ariadicirco.com Circoplà c/o Spazioplà Via Vanoni 11, 60030 Serra dÈ Conti (AN) Elisa Mencarelli 338 1545063 circopla.it Visionaria via Gabrielli, Teatro Panettone, 60131 Ancona Valeria Mastropasqua 338 7587532 visionaria.org

Umbria Circo Corsaro piazza Vanvitelli 1/a, 06034 Foligno (PG) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 E Scuola di Circo Foligno Circo Instabile via Birago 4, 00124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 E Circoinstabile Sul Filo e Dintorni Località Padella 37, 05018 Orvieto (TR) Soledad Prieto 335 389432 E Cirko Andando

Lazio Accademia Materia Viva via M. Marulo 54, 00143 Roma Roberta Castelluzzo 06 45491296 accademiamateriaviva.it Bigup via del Fosso di Papa Leone 24 – 2, 00148 Roma Daniele Pinzi 351 9366333 bigupcirco.it Circoraggio via Baccano 10, 00188 Roma Ombretta Di Simone 339 8258627 E Scuola Circo Circoraggio Vola Voilà via dei Pescatori snc, 00124 Roma Anna Paola Lorenzi 342 5451353 volavoila.it

Campania Circo Corsaro via Dietro la Vigna 14, 80145 Scampia (NA) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 E Scuola di Circo Corsaro Puglia Circo Laboratorio Nomade via Sferracavallo snc, 74012 Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 circolaboratorionomade.com Un Clown per Amico / Circobotero Str. Modugno Carbonara 4/8, 70131 Bari Michele Diana 348 0535875 unclownperamico.com Cirknos via Vecchia Frigole 36, 73100 Lecce Giorgia Basilico 333 4100916 E Cirknos

Sicilia Circ’Opificio via Ammiraglio denti di Piraino 1, 90142 Palermo Marika Riggio 329 7169258 circopificio.it Gigliopoli via S. Antonio 6 Capo Milazzo, 98057 Milazzo (ME) Alfredo D’Asdia 090 9281274 gigliopoli.org

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REGISTRO NAZIONALE CORSI/SCUOLE DI CIRCO EDUCATIVO CIRCOSFERA.IT

Piemonte Academy Chapitombolo Via Baldichieri 18, 14013 Monale (AT) Milo Scotton 331 7992651 chapitombolo.it

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Juggling Magazine, #91 – june 2021  

quarterly italian magazine dealing with contemporary circus arts

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