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JUGGLINGmaGazINe

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ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI numero 47 giugno 2010


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JUGGLING MAGAZINE bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno IX, n.47, giugno 2010 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002 ©2002 Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) h www.jugglingmagazine.it e jugglingmagazine@hotmail.com f 0766 673952 m 347 6597732 Direttore Responsabile Marcello Baraghini Direttore Editoriale Adolfo Rossomando Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h www.ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Spedim via Serranti, 137 h www.spedim.it Stampato il 20 giugno 2010 In copertina Extreme Convention foto di Patrick Lemineur

editoriale Si è parlato molto di Europa al recente Festival di Mirabilia, il cui ricco reportage apparirà sul numero di settembre, e di Europa si parla molto anche nelle pagine di questo numero di Juggling Magazine. Impossibile non farlo, anche per un progetto come Juggling Magazine, nato e ancora fortemente impegnato nel promuovere e valorizzare soprattutto quello che in termini di arti circensi contemporanee accade in Italia. La necessità e il desiderio di cercare partner, collaborazioni, scuole, network, e di conoscere e apprezzare le creazioni delle centinaia di artisti e compagnie attivi sul Vecchio Continente stanno modificando il panorama e le direzioni dell’intero settore. Un processo che coinvolge organizzatori di eventi, direttori di scuole, federazioni di settore, artisti, insegnanti, tutti impegnati nella costituzione di partenariati forti ed estesi, o nella partecipazione a progetti e bandi di respiro transnazionale. Un trend i cui benefici riguardano anche i semplici appassionati, che all’ormai trentennale appuntamento con la European Juggling Convention, hanno visto aggiungersi ogni anno nuove manifestazioni internazionali concepite per un pubblico ampio e attivamente coinvolto. Un desiderio di valicare le frontiere che non si ferma al nostro continente ma che coinvolge e coinvolgerà sempre di più anche partenariati e network oltreoceano. È questa la conseguenza di congiunture strutturali (l’avvento di internet, dei voli low cost, della moneta unica e delle politiche comunitarie per una cittadinanza europee), ma anche di una itineranza e di una apertura culturale proprie delle arti di strada e della pista. Di fatto sempre di più in tutta Europa si assiste ad un progressivo e crescente riconoscimento delle arti circensi contemporanee come “collante” sociale e tratto fortemente distintivo e innovativo della cultura europea. Un riconoscimento supportato da sostegni e investimenti istituzionali di rilievo, su scala regionale e nazionale. Invece in Italia, dove le arti del circo hanno conosciuto lunghe stagioni di gloria, e dove negli ultimi dieci anni si è assistito ad una vera esplosione che coinvolge decine di migliaia di praticanti, si stenta a trovare l’interesse, l’attenzione, l’apprezzamento, il sostegno, gli spazi e gli interlocutori giusti. Si è parlato anche di questo a Mirabilia: della crisi economica e dei tagli alla cultura; delle prospettive di un intero settore ricco di talenti e potenzialità, apprezzato e seguito da un pubblico sempre più vasto; delle ali tarpate che frenano i suoi slanci. Adolfo Rossomando

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

foto di Andrea Macchia

Pubblicazione sostenuta dal


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Extreme Convention e Atlas Festival Anversa, 15/18 aprile www.ecdf.be foto di Patrick Lemineur

intervista a Marteen Janssens team organizzativo

L’idea della Extreme Convention nasce quattro anni fa, all’interno di El Circo D’ell Fuego, un gruppo di artisti, insegnanti e appassionati (Bert, Joris, Kaat, Benjamin, Arno, Jan, Daan solo per nominarne alcuni...) che condivide una sorta di grande visione comune, e senza il quale l’Extreme non sarebbe mai partita. Esistevano già le juggling convention, le convention di monociclo, di acrobatica, ma volevamo creare qualcosa di diverso, qualcosa di unico e straordinario, come il circo stesso. Un’iniziativa che desse

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l’opportunità a giovani e ragazzi che volevano poi iscriversi a scuole di circo di confrontarsi su più discipline. Un punto di incontro dove praticare e sviluppare le proprie abilità in tutte le tecniche e le attività circensi, anche quelle normalmente escluse dalle scuole circensi. Naturalmente c’era anche una domanda, un’esigenza da parte del pubblico, di avere un appuntamento come questo. L’Extreme vuole essere un grande punto di incontro, il tentativo di mettere assieme tutte le persone che si occupano di circo, ma anche un appuntamento che si caratterizza per l’offerta di workshop e master class con insegnanti

internazionali e di altissimo livello, con gruppi di massimo dieci persone, così che i partecipanti possano essere direttamente seguiti dall’insegnante. Non ci sono soltanto workshop per principianti, ma anche per chi ha già raggiunto un alto livello di performance. Questo ha creato subito un clima positivo, perchè i partecipanti alla convention potevano allenarsi accanto a volti conosciuti del circo. È come se il mondo del circo si rimpicciolisse, si scambiano esperienze avute all’estero, così è più facile restare aggiornati su ciò che accade negli altri paesi. Alla Extreme abbiamo affiancato e sovrapposto quest’anno Atlas, una programmazione di spettacoli di rilievo e un evento che potesse agganciarsi al circuito internazionale dei festival. Un luogo dove anche gli artisti già affermati e i professionisti provenienti da tutto il mondo possano fare sperimentazione. Il festival Atlas, che presenta una selezione dei lavori di molte scuole, non solo europee, è inteso anche come un luogo in cui i giovani che hanno talento possono

farsi conoscere, e i giovani appassionati di circo che assistono alle loro performance hanno la possibilità di scegliere tra le varie scuole, in base ai propri interessi. L’età media dei partecipanti si aggira intorno ai 16 anni, un’età importante in cui più o meno si decide del proprio futuro, se dedicarsi o meno all’arte circense. In questo senso la Extreme è un successo e una grande opportunità per i giovani, ma anche per noi, per tenerci al passo con le novità. Ci sono sia i giovanissimi, che si affacciano ora sul mondo del circo e iniziano con la ginnastica di gruppo, sia ragazzi più grandi, che già frequentano scuole professionali.


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Abbiamo cercato a lungo un luogo adatto, che fosse abbastanza grande per tutti. La prima edizione dell’Extreme è stata organizzata in una grande magazzino abbandonato e vi hanno partecipato 150 giovani. L’anno seguente abbiamo preferito una location più grande, vicino al fiume. E quest’anno siamo qui, all’Hangar 29, con più di 500 partecipanti in un’area di 3000 metri quadrati splendidamente attrezzata, che è ancora troppo piccola per ospitarci tutti. Ma a questo punto qualunque posto sarebbe troppo piccolo! Ovviamente il materiale e le attrezzature sono fondamentali. La Extreme è diversa da tutti gli altri tipi di convention e

festival anche per questo. Qui serve una grande varietà di attrezzi e materiali, che vanno allestiti e poi smontati in tempi record, un’impresa immane! In parte li costruiamo noi, in parte ci viene prestata da associazioni di ginnastica che apprezzano la nostra iniziativa. Qui si crea un connubio interessante e un contatto con un altro mondo molto attratto dalle discipline circensi, che a sua volta ha molto da offrire sul piano tecnico.

È stato interessante riuscire a creare un concept completamente nuovo, che non fosse copiato o ripreso da altri eventi. Inizialmente, l’organizzazione è stata molto difficile. Si trattava di una iniziativa che voleva essere internazionale, ma avevamo pochi contatti al di fuori dell’Europa, anche se già da quest’anno l’organizzazione e il nome della Extreme sono diventati molto noti. Tra le caratteristiche della convention c’è anche quella di stimolare un clima familiare. L’idea è quella di imparare gli uni dagli altri, e per farlo è necessario trascorrere più tempo possibile insieme. Ad esempio, per il cibo abbiamo un gruppo di volontari che prepara da mangiare, una

sorta di mensa comune. Certo, per pranzare magari si deve aspettare un pò, ma è anche in questi momenti che ci si confronta e si discute. Lo staff è composto da un centinaio di persone, molte già parte del Circo d’ell Fuego, buoni amici che forniscono un grande aiuto. L’organizzazione della Extreme richiede più o meno un anno di lavoro, e qualche giorno dopo la convention organizziamo già un incontro per discutere di quella successiva, per capire cosa cambiare e migliorare. A fine maggio iniziamo a viaggiare per vedere gli show organizzati dalle diverse scuole, e decidere con largo anticipo quali ingaggiare per l’anno successivo. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 47 g i u g n o 2010

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Les 7 doigts de la main www.7doigts.com

Intervista a Patrick Leonard, una delle 7 dita‌

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Collettivo Bam

Siamo in sei, tutti francesi e tutti diplomati con la ventesima promozione del CNAC, dove ci siamo incontrati tre anni fa. È lì che il primo anno abbiamo cominciato per gioco a lavorare insieme su una performance. La cosa ci divertiva e prima di lasciare la scuola nel 2008 decidemmo di fondare una compagnia e lavorare ad un progetto comune. Alcuni di noi praticavano la bascula, altri il palo cinese e uno l’acrobatica, e nel tentativo di fondere le varie discipline la bascula si è rivelato l’attrezzo che poteva amalgamare meglio sul palco le nostre competenze, così ora ci presentiamo con lo spettacolo Switch e come un collettivo di bascula. Qualcuno di noi vorrebbe provare chiaramente altre discipline, come il trapezio volante, ma per ora siamo contenti di lavorare a questo spettacolo. La bascula è un attrezzo che offre tante possibilità ed exploit di grande effetto, ma è anche un attrezzo che richiede grande concentrazione per evitare infortuni, e la figura e preparazione del catcher durante gli allenamenti è di fondamentale importanza in termini di sicurezza. Abbiamo imparato a costruirle da soli, uno di noi è diventato un po’ un’ingegnere delle bascule! Se si escludono alcuni parametri legati a questioni di balistica, non ci sono standard rigidi nella sua costruzione, noi per esempio utilizziamo il frassino, un legno elastico e forte al tempo stesso. Ci piace lavorare con materiali naturali, come legno, ferro, corde, non utilizziamo materiali composti come fibra di carbonio, o derivati plastici. Vogliamo stabilire una connessione tra il materiale grezzo e la forza grezza del nostro show, e anche per questo portiamo in scena la costruzione in diretta di una bascula. La trama dello spettacolo

Bret Pfister

www.bretpfister.com

era originariamente imperniata sulla rappresentazione di mostri, sulle paure personali, per poi dare spazio anche al tema dell’individualità espressiva. Siamo un collettivo e questo è il nostro punto di forza, ma vogliamo evidenziare che all’interno del collettivo sono punti di forza

anche le singole individualità, che poi si sovrappongono nello spettacolo. Curiamo noi la regia, ma ricorriamo anche alla consulenza di un coreografo e di un attore che ci seguono nella creazione. Abbiamo terminato la creazione a dicembre e questo è il nostro primo anno di spettacolo. Siamo una compagnia on the road, con 4 tecnici e un amministrativo che ci supportano nel lavoro, ma desideriamo presto trovare un posto dove vivere, allenarci e poter creare nuovi spettacoli.

Vengo dal New England, ai confini col Quebec. Ho fatto ginnastica dai 5 ai 9 anni, fin da bambino seguivo le tournèe estive delle scuole di piccolo circo e finalmente, dopo alcuni summer camp, sono riuscito ad inserirmi e partecipare alle loro tournèe estive. Il mio primo attrezzo è stato la corda aerea, per poi passare al tessuto. Volevo sempre essere un professionista, così ho saltato la formazione liceale e a 16 anni sono entrato all’Ecole National du Cirque di Montreal, dove ho scelto il cerchio come disciplina e dove è cominciata la mia vita professionale. Non avevo molti looper attorno a me, c’erano invece molti artisti dediti a corda e tessuto. In realtà sono interessato alle discipline aeree in generale; credo di aver scelto il cerchio perché mi veniva naturale, perché la vera sfida è inventare qualche movimento che la gente non abbia mai visto prima. Credo che di preferire il cerchio innanzitutto per la sua forma. In molti stanno lavorando a nuove forme geometriche, ad esempio un quadrato o un triangolo, ma sono più attratto dalla classica forma del cerchio. È la forma perfetta. È uno strumento rigido, ma molto versatile, molto più della corda. Può eseguire movimenti in ogni direzione: può oscillare, muoversi circolarmente, alzarsi e abbassarsi e a me piace giocare con le direzioni. Il cerchio aereo si sta diffondendo, conosco molti uomini, e anche donne, che si dedicano a questa disciplina. Quando mi chiedono informazioni su forma e dimensioni, di solito consiglio di usare quello che piace di più e dove sedersi sia più confortevole. In genere si sceglie il cerchio in base alla lunghezza delle gambe, ma io ne utilizzo uno leggermente

piccolo per me, perché mi permette di tracciare rotazioni più strette e veloci. Il cerchio è in acciaio, può essere cavo o pieno, io utilizzo cerchi piuttosto pesanti, perché girano più in fretta e più a lungo. Il mio è costruito, seguendo le mie specifiche, dalla compagnia canadese Barry. È il secondo che uso, ma il primo di dimensioni ridotte. Amo sperimentare, senza per forza esercitare le mie abilità tecniche, ma semplicemente per trovare nuovi modi di usare il corpo in rapporto al cerchio. È possibile lavorare a diverse altezze, ma preferisco stare vicino al terreno per saltare giù più agevolmente. In fondo sono un po’ spaventato dall’allenarmi molto in alto! Credo che il pubblico venga immediatamente sorpreso soprattutto da flessibilità e movimenti delle gambe, che in genere si aspettano da artiste femminili. Mi piace muovermi molto rapidamente sul cerchio e comunicare dinamicità ed energia. Mi ispira molto la musica, il mio lavoro comincia da lì. Sono sempre stato interessato alle oscillazioni del cerchio, e ai modi di agitare il mio corpo per provocarle. Una ricerca nella quale mi ha aiutato anche il mio allenatore a scuola. Invece che spingerlo dal centro, abbiamo provato diversi tipi di spinta, in base alla direzione da imprimere. Tecnicamente, abbiamo lavorato molto su una spinta che permette movimenti più taglienti e oscillazioni più alte e rapide, diverso dal trapezio e da come si oscillava al loop prima, un ambito sul quale sto tenendo molti workshop.

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4Giocoleria Convention Brianza, di alias

della

“La Brianzola”

www.conventiongiocoleriabrianza.it

intervista agli organizzatori a cura di Emanuela Carsana foto di Cristina Fileni e Irene Ferrante

La Brianzola è nata quasi per caso quattro anni fa, dall’esigenza dell’Assessore allo sport il Sig. Vergani che, alla ricerca di nuove idee si è imbattuto, Dio grazie, in Davide e Geppo, che gli hanno spalancato le porte della giocoleria e dei giocolieri. Il progetto è partito un po’ “alla buona”, come un ritrovo di amici tutti giocolieri, ma in poco meno di 4 edizioni si è imposta come la convention più importante d’Italia come numero di partecipanti.

Partirei quindi con l’affluenza... G: Le preiscrizioni erano sui livelli dell’anno scorso, ma a conti fatti abbiamo superato le 600 presenze, contro le 700 della scorsa edizione. Sicuramente le previsioni meteo infauste hanno frenato chi ha deciso all’ultimo, anche se gli stranieri stanno aumentando e cominciamo a temere che si sparga troppo la voce! D: Certo ci piacerebbe allargare il bacino di utenza, ma queste sono le cifre limite che possiamo gestire, oltre, rischieremmo di assistere ad un gran caos. Com’è andata la scommessa del doppio Gran Gala? D: Una vittoria su tutti i fronti, visto il “tutto esaurito” di entrambi gli spettacoli con oltre 2400 spettatori, cosa

piuttosto eccezionale per un galà di giocoleria! Ancora qualche piccolo problema da risolvere legato alla logistica, d’altra parte facciamo questo per passione e non per professione, ma la formula molto probabilmente rimarrà invariata. Mettere a frutto l'esperienza degli anni precedenti ci ha permesso di far ripartire gli artisti con un bel ricordo e con la soddisfazione di aver potuto esprimere al meglio la propria arte. La promessa è di continuare in questa direzione, vogliamo portare in Italia artisti importanti, che altrimenti non si vedrebbero facilmente dal vivo, e dare sempre più visibilità alla giocoleria come forma di espressione artistica e culturale.

Convention bagnata convention fortunata? G: Per fortuna la pioggia è stata poca e tutte le attività si sono svolte regolarmente. La parata è stata un po’ bagnata e scarsa di pubblico ma in compenso le Olimpiadi hanno riscosso un successone. Quest’anno si sono svolte sotto il tendone e certo, la cornice del centro di Imbersago è più suggestiva, ma una pista centrale e tutti gli spettatori ai lati, le tribune, le luci e tutto il contesto, hanno reso speciale anche i giochi indoor. Ho notato molte telecamere aggirarsi per la convention... D: Quest’anno era presente come media-partner la tv locale “Brianza Channel” che ha seguito l’evento e mandato in onda un bel servizio di 20

minuti. G: Chicca d’onore è stata la presenza del tg3 nella giornata di domenica, che ha girato il servizio anche al tg1 nazionale alle ore 20.30; vedere per credere, il servizio è ancora disponibile su youtube! Il rapporto con il territorio? G: È fantastico, i cittadini ci aspettano con gioia. Tantissimi vengono qui anche solo per curiosare e l’affluenza ai laboratori per bambini è altissima. D: Un grazie ai volontari, anche quest’anno gestiti al meglio da Manu, Ludoardo, Picci, Licia e Dante. Addirittura si sono visti arrivare due classi d’asilo in gita! G: Per l’anno prossimo sarebbe interessante iniziare un progetto di piccolo circo sul territorio proprio in vista della Convention …vedremo. Il futuro della convention? G: La formula sarà sempre la stessa, e così lo staff, anche perché “squadra vincente non si cambia”. Qualche maleducato e incivile purtroppo c’è stato anche quest’anno, inoltre ci siamo trovati con troppi cani in giro. Di contro c’È anche tanta gente ben disposta a dare una mano quando serve. D: Stiamo valutando l’idea di un servizio sicurezza esterno per facilitarci la vita, forse è il momento di riconoscere che non è più solo un ritrovo di giocolieri tutti amici, ma un evento a livello nazionale che ha bisogno di standard di sicurezza, organizzazione e gestione.

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Nicolas Cheucle

juggledeaf@gmail.com

www.gettheshoe.com intervista a Florian e Jochen Nel 2001 eravamo a Madrid tutti e tre i compponenti di Take That Out, il trio di passing che portavamo allora in scena. Ma Jochen rimase solo sei mesi, così io e Florian ci allenammo come duo per gli altri sei mesi. Poi tornammo a Berlino e per un anno o due continuammo a esibirci con Take That Out, ma dal momento che Jochen cominciava ad essere sempre più assorbito dal suo lavoro come programmatore informatico, io e Florian ci ritrovammo con tanti trick nuovi elaborati a Madrid e pensammo di mettere su un nuovo spettacolo. All’inizio avevamo l’idea di un numero all’interno di un combattimento, prendendo anche sequenze di film come ispirazione. Avevamo quasi tutto pronto, i trick, la sequenza, ma non trovavamo qualcosa che ci piacesse. Nel 2004 incontrammo il nostro regista, con lui pensammo alla storia delle scarpe e grazie ad un ingaggio di qualche mese al Chameleon di Berlino, che ci permise di portare in scena ogni giorno lo spettacolo e di affinarlo nei dettagli, in un anno riuscimmo ad amalgamare tutto e inserire i personaggi. Nel 2005 fummo invitati a partecipare al Cirque de Demain, fu il nostro debutto nel mondo dei professionisti. Da allora siamo stati in Giappone, in Cina, a Montecarlo... non è facile entrare nello show business a questi livelli, devi lavorare duro, farti vedere in giro il più possibile, ma una volta che sei dentro ti si aprono porte incredibili. Centinaia di date all’anno, una cosa per me bellissima, viaggiare sempre, posti e gente nuova, e avere la possibilità di farlo praticando quella che è la tua passione per me è il massimo. Dopo alcuni anni che ti esibisci con lo stesso act, cominci a pensare anche di voler fare altro, ma non viviamo il numero come qualcosa di vecchio. Abbiamo impiegato due anni perché trovasse la sua forma matura, perché non ci sentissimo più nervosi sul palco e imparassimo a recuperare gli errori con bravura, perché ce ne sono sempre un paio ogni sera! E poi guardandoti intorno vedi grandi professionisti che fanno lo stesso numero da venti anni... comunque al momento stiamo lavorando ad un nuovo

numero con le palline, così da poter offrire due spettacoli diversi. Chiaramente questa notorietà nello show business ha cambiato un po’ le mie aspettative da giocoliere di convention, e ora non vedo più solo trick, trick e tecnica. Il focus è ora sull’acting, sul timing e sulla necessità di adattare il tuo show alle contingenze del posto. Al Flik Flak Circus dovemmo ridurre il numero da 6 a 4 minuti e in altre occasioni abbiamo dovuto preparare una versione per un palco di soli due metri di diametro! Florian è ora un collezionista di scarpe, certamente una conseguenza del numero! Prima ero all’univesrità ed ero un giocoliere hobbista ora sono un professionista di successo, mi piace, e quindi di sicuro questo cambia un po’ la tua personalità. Anche se un po’ mi manca non riuscire ad andare alle convention come una volta. Da un punto di vista emotivo agli inizi noti una continua escalation, cerchi sempre qualcosa di nuovo e di più, un contratto, uno spettacolo… poi arrivi ad un plateau dove cerchi solo grandi cambiamenti, come per esempio sarebbe oggi per noi esibirci con il Soleil. Poi ci sono piccole differenze tra di noi, per esempio Jochen non si allontanerebbe da Berlino per più di tre mesi, mentre se mi offrissero un contratto lontano per due anni partirei al volo!

foto di Brian Brancati

Get the Shoe

Sono nato a Tolouse, nel 1998 ero in giro con amici in Scozia e ad Edimburgo ci siamo imbattuti nella EJC, dove mi sono innamorato della giocoleria. Da lì ho conosciuto altri giocolieri e cominciato ad allenarmi, per poi farlo diventare un lavoro. Mi piace giocolare perché mi diverte, mi piace comunicare con gli oggetti, con le palline, con le mani, attraverso la musica. È un grande piacere giocare sul palco, esprimere musica e ritmo attraverso il corpo, perché il corpo è la base della danza, della giocoleria e della lingua dei segni; caratteristiche per me importanti, dopo esser diventato non udente all’età di 18 mesi. Vedendomi in giro agli spettacoli dove mi esibisco vengo spesso interpellato per tenere laboratori per sordomuti e collaboro tanto con Ch’ange de Travail, un’associazione di circo per ragazzi diversamente abili e non udenti, che organizza per loro animazioni di circo durante le vacanze scolastiche. Per i loro bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni tengo laboratori dove imparano le arti del circo, compresa la giocoleria. La comunicazione tra i sordomuti è molto diretta e i bambini sono felici di praticare e farsi spiegare cose facili da capire, dove la parola viene sostituita dalla memoria visiva e dall’espressione corporea.

Thomas Lins

Ilmago4@hotmail.com vincitore di endurance con 5 e 7 clave Ho visto per la prima volta un giocoliere in televisione 15 anni fa, e utilizzando la sequenza rallentata dei filmati ho imparato da solo usando delle palline da tennis. Ma la prima convention è arrivata solo 10 anni dopo, nel 2005 all’Ecole du Cirque di Bruxelles. La gocoleria è per me una passione che crea quasi dipendenza! Non so perché, ma ho bisogno di giocolare almeno 1 o 2 ore al giorno, e poi alle convention c’è sempre un bell’ambiente che ti motiva a continuare. L’immagine degli oggetti in aria mi è sempre piaciuta, così sono stato naturalmente portato ad allenare numeri con più oggetti, è forse per questo che sono diventato un vero campione nei numeri di endurance Ho studiato architettura e mi piace tutto quello che gira intorno al circo, ma ancora non ho trovato un legame tra le due cose! Comunque per ora ho smesso di studiare e faccio spettacoli, anche col fuoco, perchè voglio provare a vivere di questo. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 47 g i u g n o 2010

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La tecnica al servizio dello spettacolo Abbiamo chiesto ad alcuni dei partecipanti alla Brianzola, su suggerimento di Francesco Sgrò, con quali modalità portassero all’interno dei loro spettacoli i trick acquisiti. Tema interessante, per il quale vi presentiamo alcuni estratti, e al quale dedichiamo un’intera sezione su jugglingmagazine.it. Sul prossimo numero di Juggling Magazine: “Quando l’oggetto cade in scena: opportunità e variabili”

Ri fle ss ion i R i f l e s s i o ni n io i s s e l f i R

Francesco

Sgrò

Riflessioni

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Caspani

Salvo

caspas@alice.it

turi.fraska@gmail.com

Nascono sempre più festival contaminati tra giocoleria, danza, acrobatica e teatro e penso che una delle sfide della giocoleria oggi sia cercare diverse possibilità di spettacolarizzare la giocoleria anche per un pubblico non solo di giocolieri. Questo comporta sempre studiare la tecnica, che è il linguaggio sul quale ci muoviamo, ma anche prestare particolare attenzione alle altre discipline. Per rendere un pezzo di giocoleria spettacolare bisogna essere molto semplici, chiari su cosa si voglia fare, la pura estetica è banale e scontata, e come lo si chiede ai ballerini, bisogna chiedere molto forte anche ai giocolieri cosa ci spinge ad andare in scena, per trasmettere cosa. Spesso per il giocoliere questo non accade perché la tecnica della giocoleria può creare spettacolo anche da sola, ma sarebbe un peccato fermarsi lì, perché la giocoleria ha tantissimo potenziale espressivo da poter sfruttare.

Lavoro sul teatro fisico per mettere la tecnica al servizio dell’espressività del personaggio, il lavoro più difficile. Cerco un’intimità con l’attrezzo, mi piace che siano gli attrezzi e le forme a comunicare emozioni e storie, anche sfruttando la presenza scenica. Ma mi interessa approfondire anche i cambi di ritmo, le linee corporee e quelle che tracciamo, per comunicare anche lo stato d’animo del personaggio. Il pezzo che ho presento è il risultato di uno studio personale condotto alla Flic sulla manipolazione delle palline, sul contact con più oggetti, un percorso di ricerca sugli stop. La base tecnica va acquisita innanzitutto con il corpo neutro per poi lavorare sulla fisicità del personaggio e variare la tecnica a suo favore. Lavoro senza specchio e senza video, cercando di andare avanti a sensazioni, perché lo specchio a volte inganna, è meglio sentirlo nel corpo, anche se è importante sperimentare il work in progress davanti al pubblico.

Un trick ‘ben chiuso’ nutre l’ego affamato d’ogni giocoliere. Ma la cosa più bella è che al 90% dei casi mentre ci si spezza la schiena su un trucco se ne scoprono di collaterali che gonfiano il desiderio di sperimentarsi in nuovi spazi creando così una spirale infinita che bisogna imparare a dominare. Il rischio è di stare continuamente a provare tutto e niente in un universo ‘frattale’. Ma aldilà della perizia tecnica che il trick richiede difficilmente esso servirà isolatamente e così bisogna costantemente praticare gli incastri, le sequenze. Tutto questo determina una routine e l’insieme di routine tecniche, di varie discipline, sfocia in uno spettacolo. Per questa ragione se oggi mi trovo a praticare tanto un trick è molto più probabile che sia la routine o lo spettacolo stesso a suggerirmi d’apprenderlo come frutto di un ragionamento estetico o di un impulso motorio. La ricerca e lo studio dei trick dipende molto anche dal tipo di oggetto che si usa e così a volte è interessante provare a trasferire le conclusioni e il potere che si è acquisito su un oggetto ad un’altro completamente diverso.

Alla Brianzola abbiamo incontrato ed intervistato alcuni dei volti nuovi della giocoleria “made in Italy”, dai giovanissimi Stefano Papia e Yuri Bisegna ai “diplomati” Pietro Selva Bonino, Francesco “Caspas” Caspani, Shay Wapniaz, Matteo “Romeo” Zanaboni, ma anche giovani italiani di talento dediti ad altre discipline, come il verticalista Dino Militano. Sentiremo presto parlare di loro e di tanti altri che si candidano a portare in scena una ventata di nuove interpretazioni delle arti circensi in chiave contemporanea. Qui presentiamo una gallery di scatti fotografici, rimandandovi alle sezioni Giocolieri e Convention e Circo Contemporaneo presenti su jugglingmagazine.it per leggere le loro interviste/riflessioni e visionare i videoclip del loro lavoro.

Le nuove generazioni

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Francesco

320chili@gmail.com


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Get The Shoe

Compagnia I’m

info@gettheshoe.com

www.emiliatau.blogspot.com www.leoperformer.blogspot.com Per riuscire a ritrovare nello spettacolo il nostro respiro, anche se raggiungiamo forme che ci soddisfano, per noi la scrittura resta sempre aperta all’evoluzione della nostra vita. Le improvvisazioni sono state alla base della nostra creazione: libere o su un tema, un’emozione o un’immagine. Abbiamo lavorato tantissimo per costruire nuove figure, strutturando bene il lavoro sulla tecnica. Scriviamo le intuzioni, le memorie, gli schemi delle figure o degli spostamenti nello spazio e i testi poetici. Ma lasciamo anche spazio alle influenze che possono arrivare dal quotidiano, dalla natura o da altre esperienze artistiche. Il lavoro è continuo, è in come guardi le cose, nella gente che incontri, in quello che mangi, nei tuoi ricordi. E le crisi sono soventi. Quando abbiamo deciso di fare una creazione abbiamo trovato naturale giocare con la relazione fra i sessi perché in molti, vedendoci allenare, evidenziavano che nelle posizioni che prendono i nostri corpi in alcune figure, ci fosse qualcosa di erotico. Abbiamo scritto una routine scegliendo delle figure che più ci piacevano ed altre al servizio della drammaturgia. Pian piano siamo diventati padroni della tecnica tanto da poterla nutrire delle nostre emozioni, delle intenzioni. Ora, facendo o spettacolo in pubblico, lo correggiamo in base a ciò che sentiamo: lavoriamo sul ritmo, sull’espressione, su ciò che più ci appartiene.

foto di Robert

a Aries

Cerchiamo i nostri trick senza guardare cosa fanno gli altri, magari anche ricorrendo a software per la generazione dei trick, che poi adattiamo alle nostre esigenze. Per gli spettacoli ci concentriamo prima sulla tecnica, perché per un numero di giocoleria la tecnica rimane uno dei fondamenti. Poi cerchiamo un’idea, un concept, i costumi e la musica, che è molto importante. Per esempio con Get the Shoe avevamo tutti i trick e dovevamo decidere cosa mettere dove. Il processo più lungo rimane consolidare la tecnica, perchè l’idea e il concept possono arrivare in tempi molto brevi, ma amalgamare tutto questo può richiedere ancora tanto altro tempo. Parallelamente pratichiamo e cerchiamo tanti trick vecchi e nuovi, per il puro piacere di chiuderli, anche se non andranno mai in scena!

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Rencontre Des Jonglages 16/18 aprile, Parigi foto di ValĂŠrie Evrard

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Il Rencontre Abbiamo elaborato la programmazione di questo Rencontre in un modo piuttosto classico, dopo aver visionato le varie proposte delle compagnie e degli artisti a conclusione dei loro procesi di creazione, nei festival, nei teatri, nei circhi, in strada, alle convention. Ma presentiamo al Rencontre solo spettacoli che abbiamo seguito dal vivo, perchè i video offrono spesso una replica distorta del lavoro artistico. Nel selezionare consideriamo i postulati dei lavori (quando ci sono) ma ciò che ci spinge ad invitare uno spettacolo è alla fine sempre il coinvolgimento che riesce ad attivare. Inoltre ciò che condiziona le nostre scelte è anche la volontà di presentare varie tipolo-

modo importante: abbiamo accolto quest’anno 30 compagnie in residenze a La Courneuve (regione parigina); Cie Compagny sens dessus dessous; Cie deFracto; Muchmuche; Collectif Petit Travers (Progetto Paille Puits) hanno inoltre goduto di un supporto economico alla creazione. Per la formazione abbiamo realizzato un singolo evento: Master Class con Martin Schwietzke

La Giocoleria oggi Nella giocoleria, come in molti ambiti dello spettacolo, l’asse narrativo si oppone a quello astratto, ed è difficile farsi un’idea su cosa sia preponderante: Pan Pot ou chantant modérément, presente al festival, sviluppa chiaramente un asse astratto, mentre Cabaret Désemboîté coltiva situa-

Intervista a Thomas Guérineau organizzatore dell’evento e direttore della Maison des Jonglages

http://maisondesjonglages.blogspot.com

gie di spettacolo. Quest’anno avevamo in programma tre formati lunghi (1 ora ciascuna), piccolo e medio formato (da 5 a 20 minuti), presentazione di work in progress, nuove creazioni, estratti da spettacoli (non superiori a 20 minuti) e, novità di quest’anno, la programmazione di spettacoli di strada, con Ready della Cie Pol & Freddy, Parce que di Mouvement Alerte e Cirk Urbain della Cie Bankal. Inoltre l’edizione 2010 godeva di un budget del 50% maggiore rispetto a quello del 2009, e questo ci ha permesso di realizzare un festival più ricco in termini di programmazione. L’atmosfera generale sembrava globalmente più festosa. Il responso del pubblico è stato molto buono, ma è sempre difficile intercettare anche i pareri negativi! I più entusiasti descrivono il Rencontre unico nella programmazione e nell’atmosfera; pareri più moderati denunciano meno novità e sorprese rispetto all’anno scorso. Il punto di vista degli artisti e delle compagnie è in genere positivo mentre il feedback delle istituzioni è eccellente. La partecipazione del festival ha superato le nostre aspettative (tutto esaurito) e questo corona con successo un’edizione molto partecipata e dall’atmosfera familiare.

La maison des Jonglages La Maison des Jonglages sviluppa il proprio lavoro su tre assi: formazione dei giocolieri, sostegno alla creazione, programmazione di spettacoli. Siamo riusciti a sviluppare in modo significativo la programmazione degli spettacoli di giocoleria: tre edizioni del festival Rencontre des Jonglages, e diverse rassegne in teatri e strutture, come Cirque Binet (Parigi), Paris Plage, Le Musée du Petit Palais (Parigi), Le Channel (Calais), L’Hexagone (vicino Grenoble), Théâtre des Sources (regione di Parigi). Siamo riusciti a sviluppare anche il sostegno alla creazione in

zioni molto concrete che tendono all’assurdo. Altri invece si trovano in posizioni intermedie, che io considero poetiche, come L’art pour lardo, di Nathan Israël, dove una presenza fisica bestiale si scontra con la musica barocca del clavicembalo, oppure Un cirque plus juste, di Jani Nuutinen, che racconta le avversità della storia del circo, della canzone francese e di altro ancora creando armonie che fanno ben pensare a un repertorio poetico. La creazione contemporanea non appartiene a nessuna di queste classificazioni e si sviluppa in ciascuno di questi settori così come in settori intermedi. Il concetto di exploit che in tutta la storia circo occupa un ruolo importante, viene chiaramente rivisitato anche nelle creazioni contemporanee. È il caso del numero di giocoleria di forza del Cirque un plus juste, ma anche in Olé! di Morgan o in Viens Tu della Cie Toi d’abord... Lo stile burlesque è sempre molto presente e nella rassegna di quest’anno riporto gli esempi di Ready di Pol & Freddy, Maria di Jonathan Foussadier, Raquette de la balle di Dom Dom, il Cabaret désemboîté…).

Si potrebbe analizzare la giocoleria in base all’attrezzo utilizzato: le clave sembrano tornare in auge, penso che la tendenza dominante nella creazione contemporanea è il toss juggling (non il bouncing, né il contact) e la giocoleria con le clave. Anche la manipolazione dei cappelli conquista spazio nelle creazioni attuali. Parallelamente a nuovi stili di juggling vediamo elaborazioni con la grafica e la giocoleria danzata a volte flirtare con cenni di narrazione (Mucmuche Compagny e Cie Bifase). E anche la «Magie Nouvelle» influenza chiaramente la creazione nella giocoleria contemporanea (Cie 14:20, Yann Frich, Cie Sans Gravité). I movimenti e gli sviluppi di una pratica sono una cosa, la necessità che porta a fonderli è altro. Inoltre, non mi piace dissociare i giocolieri “moderni“ dai “tradizionali“. La giocoleria contemporanea per me è la giocoleria praticata attualmente, indipendentemente dal fatto che provenga dalla tradizione o dalle esperienze moderne.

Quali sono le caratteristiche della giocoleria come forma artistica? Questa è una domanda che mi piace sollevare. La giocoleria è oggetti in movimento manipolati da un corpo umano. Mi si potrebbe contraddire, ma i momenti intensi che ho potuto vivere condividendo una performance di giocoleria come spettatore appartenevano a queste condizioni. E vado oltre: l’interesse che nutro per la giocoleria è nel rapporto tra movimento / immobilità che il corpo del giocoliere instaura con i movimenti / immobilità degli oggetti che utilizza. Questo interesse ritengo provenga dalla sensazione - avvertita durante alcune rappresentazioni di giocoleria - che qualcosa di molto vivo esista nel rapporto tra gli oggetti del giocoliere e il suo corpo. Una cosa del tutto astratta, anche in presenza di elaborazioni di carattere narrativo. Questo tipo di necessità ho potuto avvertirla come un sottofondo comune in esibizioni dove il movimento poteva essere poetico, astratto, l’exploit, comico… È quindi questo il luogo nel quale identifico l’interesse per la giocoleria: un’intensa intuizione fisica per una relazione tra il corpo e l’oggetto.

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alessandro maida alessandromaida@hotmail.com Sono nato a Torino e cresciuto nella ridente, periferica e “palazzosa” Collegno. Un giorno, quando avevo sedici anni, e camminavo al parco con quel tipico andazzo degli adolescenti stanchi e svogliati, mi è

caduta in testa un pallina. Senza pensarci l’ho rilanciata verso il cielo e a quel punto, come risposta, mi è precipitato addosso un giocoliere. Costui, un misto tra un grillo parlante e una vocina nel cervello, mi ha accompagnato per anni insegnandomi i rudimenti della giocoleria e mi ha portato infine alla Scuola di Circo Flic. Qui, in palestra, mi è apparsa, immersa in un

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fascio di luce con frastornanti cori angelici, una sfera d’equilibrio. Mi sono subito chiesto che effetto avrebbe fatto accostare il mio corpo secco e angoloso con una forma così perfetta. Ho intrapreso quindi la carriera del “pallaro” che mi ha portato a formarmi ulteriormente all’ESAC di Bruxelles. In questi anni di studio ho cercato senza sosta un nuovo modo di utilizzare la sfera, mischiando questa disciplina con la giocoleria e l’acrobatica. Grazie al prezioso aiuto di artisti come Philippe Van de Weghe, Stephan Sing, Peter Jasko e molti altri ho sviluppato una ricerca tecnica che mi ha aiutato ad arricchire il mio vocabolario fisico e giocolato. Ma la persona che sicuramente mi ha guidato, aiutato, spronato e consigliato di più in tutti questi anni è stato Roberto Magro, che ha messo in scena il mio numero e mi ha aiutato a trovare una dimensione in cui giocoleria, acrobatica e danza fanno tutt’uno. Ed è proprio questo numero che ho presentato alla terza edizione del Rencontre des Jonglages. Partecipare a questo festival, dove si cerca di riunire tutte le nuove forme di giocoleria, è stato interessantissimo e arricchente, mi ha portato a pormi mille e più domande su che cos’è oggi quest’arte che, dopo quasi dieci anni di pratica ancora non riesco a definire e a comprendere. Ho potuto provare le

brezza, la tensione e l’onore di presentare il mio numero davanti un pubblico di professionisti e di “esperti”, ma soprattutto ho conosciuto delle belle persone e dei giocolieri fantastici, in scena e fuori. Tutti gli spettacoli sono stati di grande qualità, vi farò qualche nome di quelli che più mi hanno colpito e frastornato per la loro geniale freschezza. Jordy Kerol, con un numero di clave e beat-box assolutamente irriverente e preciso come un macchina, la compagnia Les Biphasé, sempre con le clave, con una ricerca stupenda e una teatralità toccante, Martin Schwietzke in un numero di manipolazione con un bastone, un cerchio e un palloncino bianco, leggero, magico e irreale e come non nominare la prima internazionale della Cie Les Apostophé, un fisarmonicista e quattro giocolieri-clown esilaranti capaci di giocolare con qualunque cosa da scope ad imbuti, scalogni e perfino baguettes, il tutto in un atmosfera d’altri tempi. Tutto sommato la giocoleria è lontana dall’esaurire le proprie risorse e “Rencontre” è una prova tangibile del continuo rinnovamento di quest’arte millenaria.


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Krisztián Gora www.gora.hu Intervista a cura di Paolo Mele “Lucignolo”

Invitato l’anno scorso a Stromboli, isoletta delle Eolie dalla “vivace“ attività vulcanica, al Teatro del Fuoco, piccolo festival incentrato sulle possibili declinazioni sceniche della manipolazione dell’elemento, vi ho conosciuto altri artisti con i quali ho poi condiviso l’esperienza di un work-camp nei boschi dell’Ungheria. Il work-camp era organizzato dai Tuzmadarak (Firebirds) ed in particolare da Krisztián Gora, al quale ho rivolto alcune domande… (versione integrale dell’intervista disponibile su: jugglingmagazine.it/arti circensi/fuoco)

Ciao Gora, in che modo ti sei avvicinato alla giocoleria? Dopo l’università lavoravo come programmatore di computer. Ero uno di quei tipi grassi e con gli occhiali, capelli lunghi, nessuno sport e senza la minima idea di cosa avrei fatto della mia vita. Sapevo soltanto che non avrei voluto essere un informatico e trascorrere 14 ore al giorno davanti ad un monitor, così un bel giorno spensi il pc e cominciai a viaggiare. Con la mia chitarra viaggiai in Europa ed India, e un giorno ad un party vidi un giocoliere col fuoco. Una settimana dopo un amico mi insegnò i primi passi col devil stick e da lì non ho più smesso; col tempo divenne la mia passione, la mia professione e parte della mia vita.

Quando e come mai hai cominciato a costruire strumenti di giocoleria? Praticamente in contemporanea. Il mio amico il giorno dopo si portò via il gioco, così andai nel laboratorio e ne costruii uno, poi altri per i miei amici, ma in poco tempo s’erano già rotti! Coi pezzi di una vecchia canna da pesca costruii il primo flower-stick in fibra di vetro, lo chiamai KickStick. Costruire strumenti sempre migliori divenne un’altra mia passione. Come fire-performer sapevo quali caratteristiche ricercare in un buono strumento. Avevo rudimenti di ingegneria, un laboratorio, pazienza e tempo. Provai ogni tipo di materiale e tecnologia realizzando migliaia di prototipi. Testare

materiali, conoscerne le caratteristiche fisiche per costruire strumenti resistenti e con un buon peso è per me una sfida. Da allora ne ho ideato tanti, bacchette infiammabili per devilstick, doppio bastone con collegamento magnetico centrale a croce, nuove tecnologie per il diabolo di fuoco, ma il più famoso è il Dragon Staff, un bastone da contact speciale con un effetto favoloso. La tecnica d’uso del Dragon Staff è si molto simile al Feicha, il tridente, in un’antico stile cinese, ma credo che in fondo sia quasi impossibile inventare cose nuove.

Hai in cantiere qualche nuova performance? Sto lavorando ad un “solo” con le crystal, in collaborazione con un VJ che proietta su un grande schermo i particolari dell’azione in corso, una buona soluzione per la fruizione del pubblico anche distante. Altro progetto è una grande performance di teatro di strada con 8-10 artisti, enormi intallazioni ed effetti visivi. Faccio spettacoli nel gruppo’Firebirds‘ che fondammo dieci anni fa. Fino ad ora ne abbiamo fatti circa 2000 in tutto il mondo. Siamo performer di profes-

sione, viaggiamo insieme e condividiamo tutta la nostra vita, anche se poi ognuno di noi ha un suo lavoro. È come una tribù che condivide un’unica passione. Ogni anno ci incontriamo in due fire-camp, uno in primavera ed uno in autunno.

Quale dei tuoi spettacoli resta nella tua memoria come il più emozionante? Quello in cui fummo ingaggiati dal governo Ungherese per una celebrazione, ci esibimmo sul Danubio all’apice del Ponte della Catena simbolo di Budapest. Ci siamo anche esibiti per l’emiro del Quatar ed al gala del campionato mondiale di cricket, ed è stato un gran piacere essere presente anche al Burning Man. (importante festival di libera espressione. c/o Black Rock desert, Nevada n.d.r.). Ma l‘esperienza più emozionante resta il lavorare per i teatri. Molte volte sono contattato come esperto di stunt ed arti circensi e trovare qualcosa che si confaccia alla scena richiesta è una vera sfida. Una volta mi hanno chiesto una torcia umana, una persona totalmente in fiamme. Mi informai delle possibili tecniche già esistenti ed apportai qualche innovazione, inventando una giacca cui è possibile dare fuoco migliaia di volte. Quando venne usata, sulla scena c’era una sola persona realmente in salvo, ed era quella che andava a fuoco!

(continua sul web…)

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espace Catastrophe > Piste de Lancement www.catastrophe.be > www.pistesdelancement.be foto di Yves Kerstius

intervista a Catherine Magis, fondatrice e direttrice dell’Espace e di Piste Vengo da un paesino della campagna belga dove ho frequentato fin da piccola un corso di ginnastica. Ma al momento di partecipare alle gare agonistiche mia madre mi ritirò dalla palestra… col senno di poi riconosco che è stato un bene che io non sia rimasta chiusa nel mondo dello sport, ma allora ne ho sofferto. Così continuavo a guardare la ginnastica alla tv, ad allenarmi da sola e come potevo nel giardino di casa, costruendomi con mezzi di fortuna trave, parallele, trampolino... ero sempre scalza e non smettevo mai di provare ruote, verticali, rondata flic, tutto da autodidatta. Un approccio all’acrobatica che partiva dalla pancia, come gli africani! Poi mia madre ha capito e mi ha riportato in palestra. Mi è sempre piaciuto il movimento, ma da giovane ho anche letto tanto ed avevo mille aspirazioni: avvocato, psichiatra e un altro mestiere che volevo fare era l’inventrice di giochi! Intanto crescevo e mi confrontavo con l’indipendenza economica, lavorando nei cafè, impiego ideale visto che non amo molto dormire... Poi è scoppiata la passione per il teatro, non quello accademico, e mi sono ritrovata alla Kleine Academy a Bruxelles a studiare col metodo LeCoq, ma forse ero troppo giovane per un percorso del

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genere, il teatro è comunque qualcosa di fortemente ermetico e di relazionale tra gli attori, così ripresi a lavorare sull’acrobatica, e frequentando un corso all’Ecole du Cirque di Bruxelles incontro il circo. Avevo 18 anni e all’Ecole c’era una forte energia a livello relazionale e artistico che mi spingeva a riflettere… partii alla volta dell’Africa per chiarirmi le idee e lì decisi di dedicarmi al circo, inizialmente solo per nutrire il gioco d’attore, ma in seguito lasciandomi appassionare dal filo teso, dalla barra russa, e trovando dei porteur con cui fare l’agile. Dopo aver già insegnato acrobatica mi fu proposto all’Ecole di contribuire alla strutturazione della formazione pedagogica, e avendo incontrato Jan Rok Achard, direttore dell’Ecole di Montreal, decisi che fosse il momento di andare a vedere cosa succedeva oltreoceano. Arrivata a Monteal conosco le emer-

genti compegnie di circo contemporaneo (Carbone 14, Vertigo Dance, Lalala Human Steps, etc.), dialogo faccia a faccia con grandi personaggi, mi integro, e chiaramente maturo l’idea di iscrivermi all’Ecole di Montreal. Così nel 1992 mi sono trovata in strutture bellissime, con tanti professori, molti dell’Est, ginnasti, atleti di trampolino, un ambiente dove l’insegnamento della tecnica di traduzione si sposava con nuove. Tornata in Europa, arrivando da una situazione in cui hai tutto per preparare il tuo progetto, mi sono ritrovata senza un trainer, senza una sala dove poter lavorare al filo teso. Cosa fare? Ripresi a lavorare come formatrice all’Ecole, in cambio dell’utilizzo delle attrezzature, e poi ho coinvolto un’equipe nel mio progetto. Nasce così nel ’93 la Compagnia Catastrophe, con l’obiettivo di ricerca-

re la simbiosi tra la tecnica del circo e l’esplorazione acrobatica e coreografica. Con Arian Miluka, Mark, Benji, Franz Perpette, Mathiew Moerenhout e abbiamo fondato il Circo Bof, partecipando a numerosi eventi e spettacoli in Belgio e all’estero, mentre mi facevo le ossa anche nell’organizzazione di animazioni, coorporate show, spettacoli di strada, trasmissioni televisive, etc. Ma nel corso di una grande produzione mi infortuno alla schiena; sono costretta ad operarmi e rimanere ferma per un anno e mezzo, intanto Circo Bof si scioglie, con tutti i suoi membri che intraprendono carriere proprie, e io mi dedico con più attenzione alla ricerca di uno spazio a Bruxelles dove poter realizzare i miei progetti. Dopo tanti giri un giorno per caso mi imbatto in una ex fabbrica del ghiaccio. Quattro


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mura in parte carbonizzate per un incendio, niente finestre, niente riscaldamento, niente elettricità... ma sembrava il posto giusto per creare un luogo per le arti a 360°, artigianato, pittura, danza, circo, teatro! Due anni dopo, nel ’95, sul luogo della ex Anciennes Glacières di Saint-Gilles, nasceva l’Espace Catastrophe. Ricordo l’inaugurazione, con una finta conferenza stampa con finti giornalisti, e artisti che facevano degli happening calandosi dal tetto. Volevamo attirare l’attenzione dei media, perché in Belgio il circo era conosciuto solo come animazione, mentre nel nostro circuito si viveva di organizzazione di eventi e non di spazi. L’obiettivo dell’Espace era di mettere in uno stesso spazio la creazione, la formazione, a altre attività, un obiettivo che nei successivi 10 anni mi vedrà impegnata nella definizione e sperimentazione di tutte le tessere che avrebbero composto questo bel mosaico, compreso organizzare festival, corsi, la creazione di un network. Intanto avevo ripreso gli allenamenti e le esibizioni, si era ricostituita la Cie Catastrophe, e nel

1997 organizzai Bout d’Cirque, un progetto di scambio internazionale con l’insegnante ucraino, Viktor Komenko. Una festa/spettacolo, dove si incontravano artisti ucraini ed europei e che per sei mesi coinvolse e catalizzò energie ed entusiasmi di tutti coloro che frequentavano l’Espace, permettendoci di creare un pubblico per le arti circensi a Bruxelles e in particolare un pubblico per l’Espace Catastrophe. Io continuai ad esibirmi fino al 2003, per passare poi a ruoli di managment e direzione, e successivamente diventare mamma! Intanto l’Espace affrontava la sfida di dare visibilità ai tanti artisti che si erano formati in città e a creare un ambiente per gli operatori del settore. Nasceva così Piste de Lancement, festival arrivato oggi alla sua XI edizione. Un appuntamento sul circo che presentava quest’anno quasi 40 compagnie belga e internazionali, divise tra gli spazi da sala alla Maison Des Cultures et de la Cohesion Sociale di Molenbeek e i due tendoni sistemati nel nuovo Parc Victoria a Koekelberg. Il programm a

era articolato in 8 tradizionali Soirées Composées Tour de Pis(t)e et Piste2, 12 rappresentazioni legate a 3 temi comuni Pistes sur Scène’, ‘Déclinaisons clownesques’ et ‘D’autres Pistes’, un cabaret di e per il profitto di Clowns & Magiciens sans Frontières, la rassegna a premi Coups d’Coeur, riservata agli artisti che propongono il formato “numero”, una giornata Mini_Piste dedicata al pubblico dei bambini, lo spettacolo della compagnia francese Les Têtes en l’Air, senza dimenticare le mostre e le installazioni, gli happening e gli incontri professionali! Un festival seguito da più di 5000 spettatori paganti, che ha visto arrivare 80 operatori dal Belgio e dall’Europa e che contava anche italiani (Nani Rossi, Alessandro Maida, El Grito, Piano C, ed altri). Catastrophe non è una scuola, ma uno spazio che offre un’ampia gamma di strumenti a un pubblico professionale: sale a disposizione per gli allenamenti, schemi e incentivi alla residenza, occasioni di esibirsi per gli esordienti. Nella formazione abbiamo tre setto-

ri: uno aperto a tutti, che coinvolge centinaia di appassionati; uno per i semi-professionali, e poi un settore per i professionisti, che hanno accesso ad allenamenti autonomi, trainer di supporto, Rencontres internazionali, Master Classes, Atelier di Ricerca. Lo staff è composto da un direttore amministrativo Benoît Litt, uno artistico e pedagogico, Catherine Magis, e altro staff e stagisti che si occupano della formazione, promozione, ricerca fondi, progetti speciali. Una struttura a stella, nella quale continuo a supervisionare un po’ tutto, che vede impegnate 50/60 persone a vario titolo, grazie anche ad una convenzione con la Regione. Anche la stagione recentemente aperta dei network nazionali ed internazionali vede l’Espace in prima fila, con la vicepresidenza della nuova Maison du Cirque, e il partenariato insieme alla Grainerie (Balma/Toulouse), la Central del Circ (Barcellona) e Zelig (Torino) nel progetto TRANS-Mission, un progetto sostenuto da Programma Cultura 2007-2013 della EU.

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alla corte di fiamminghi e valloni… A cura di A.R.

foto di Laurent Delvigne

Invitati a Bruxelles dall’Espace Catastrophe, in occasione di Piste de Lancement, e ad Anversa da El Circo d’Ell Fuego, in occasione della Extreme Convention, ne abbiamo approfittato per visitare i luoghi e intervistare i responsabili di altre realtà in una nazione (il Belgio, nelle sue due ripartizioni di lingua fiamminga e francese), e una capitale/stato al suo interno (Bruxelles), che offrono agli appassionati delle arti circensi contemporanee una gamma incredibilmente ricca di eventi, spazi, scuole e associazioni di settore. Il materiale raccolto è risultato, oltre che interessante, così abbondante da costringerci a pubblicare un’anteprima sulla rivista e rimandarvi invece per le interviste alle pagine virtuali e senza limiti di battute di jugglingmagazine.it. L’incredibile sviluppo delle arti circensi contemporanee in Belgio e a Bruxelles è dovuto ad una serie di fattori, non ultimi la vicinanza linguistica col mondo francofono e olandese, la posizione geografica di crocevia europeo, la lungimirante politica di integrazione sociale e di supporto istituzionale alle arti circensi, ma anche la presenza di molte compagnie di danza e di teatro, il cui scambio con le arti del circo informa tutto lo sviluppo del circo contemporaneo. Nella sola Bruxelles convivono, oltre ad un ricchissimo tessuto di venue e spazi dediti alle arti circensi, le eccellenze dell’ESAC, tra le migliori scuole superiori professionali di circo (www.esac.be), l’Ecole du Cirque de Bruxelles, tra i più rinomati istituti di formazione in pedagogia del circo (www.ecoledecirquedebruxelles.be), l’Espace Catastrophe, poliedrico centro di creazione, diffusione e formazione delle arti circensi (www.catastrophe.be), Franco Dragone Entertainment Group, che apre il suo sito web con “the world’s most spectacular showmaker” (www.dragone.be). Inoltre le due ripartizioni amministrative godono della recente fondazione di due organismi territoriali creati e sostenuti dalle istituzioni per la promozione e la diffusione delle arti circensi: Circus Centrum per la parte fiamminga (www.circuscentrum.be) che produce anche Circus Magazine, trimestrale dedicato alle arti del circo, e La Maison du Cirque per la parte francofona (www.lamaisonducirque.be). Entrambi impegnati nel creare e rafforzare i network di settore tra scuole, spazi di creazione, artisti e operatori, alcuni dei quali, come El Circo d’Ell Fuego a Anversa (www.ecdf.be) e Circus in Beweging a Leuven (www.cirkusinbeweging.be) hanno già raggiunto proporzioni e competenze di rilievo internazionale. Per questa ragione a Bruxelles e nel Belgio si è generata anche una grande circolazione di artisti, provenienti anche dalla maggiori scuole di circo europee, un flusso che ha conosciuto negli anni vere e proprie ondate: francese, argentina, inglese e in questi ultimi periodi… italiana! La comunità di artisti italiani stabilitasi a Bruxelles, impegnata a vario titolo in residenze artistiche, formazione professionale, processi di creazione, non è mai stata così vivace e numerosa. In queste pagine ospitiamo l’intervento di Giacomo Costantini, che insieme a Fabiana ha creato la Cie El Grito e qui velocemente, con l’impegno di approfondimenti futuri, citiamo anche Elisa Magni e Raffaele Rizzo del duo Slapstick, Alessandro Maida, Claudio Stellato, Luca Tresoldi e Giovanna Bolzan della duo Piano C, Giulio Lanfranco e Davide De Bardi, diplomati Flic ora in forza all’Esac, Tommaso Negri, impegnato in un anno di formazione pedagogica all’Ecole du Cirque, ma anche Marika Riggio, Laura Petrini, Simone Romanò, Rosetta Pisaniello, Ombretta e Cristina delle Takiti, punta dell’iceberg dell’allegra compagine di artisti italiani, a forte composizione romana, che hanno trovato a Bruxelles le condizioni e le strutture ideali dove perfezionare la propria formazione e lavorare alle proprie creazioni.

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el Grito www.elgrito.net intervista a Giacomo Costantini foto di Francesca Tecardi

L’ultima volta che ho scritto per Juggling Magazine ero in una roulotte in Slovenia, in piena tournée col Circo Acquatico Bellucci. Si parlava del passaggio dalla strada alla pista. Sono passati quattro anni, ed inevitabilmente sono cambiate tante cose. Dal 2007 abito a Bruxelles dove, insieme a Fabiana Ruiz Diaz, ho fondato la compagnia di circo contemporaneo “El Grito”. Appena arrivati siamo stati accolti dall’Espace Catastrophe, che ha creduto in noi. Catherine, la direttrice, è una risorsa incredibile di energia; dobbiamo molto a lei, alla sua passione, ai suoi preziosi stimoli, al suo sostegno. Abbiamo creato “Scratch and Stretch”, il nostro primo spettacolo “di strada” (è uno spettacolo di circo contemporaneo adatto ai festival di strada) che ha debuttato a Bruxelles il 6 giugno 2008. Nella stessa estate lo spettacolo è stato replicato più di 60 volte. Ora, all’inizio della terza stagione estiva, inaugurata il 2 maggio in Francia a “Les Turbulentes”, siamo alla 150 replica tra Italia, Francia e Belgio. Tutto ciò grazie ad un efficace passa parola, senza l’aiuto di un diffusore. Il successo dello spettacolo ha attirato su di noi l’attenzione di differenti realtà artistiche-culturali permettendoci di entrare a far parte del circuito professionale Belga. Adesso infatti siamo coprodotti o sostenuti da una decina di spazi che seguono regolarmente il nostro lavoro. Il ministero della cultura ha sostenuto il nostro nuovo progetto “20 DECIBEL” permettendoci di creare in condizioni ottimali, con grandi professionisti del settore. In questi tre anni abbiamo collaborato con altri progetti. Siamo cofondatori de L’immaginaire Collectif col quale abbiamo realizzato un cabaret debuttato a Bruxelles e replicato a Berlino. La creazione di “Steps”, uno spettacolo debuttato a Mosca, è stata l’occasione per conoscere

Giorgio Rossi di “Sosta Palmizi” (adesso nostri coproduttori). Un’altra grande occasione di crescita è stato l’incontro con Micheline Vandepoel, è stata ed è tuttora una maestra di teatro sensibile e profonda. Ci ha aiutato con “Scratch and Stretch” come occhio esterno ed è la regista di “Alle simple” lo spettacolo della nuova compagnia “Le vent fou” della quale facciamo parte. Adesso sono a Roma per la prima Italiana di “20 DECIBEL”, lo spettacolo di sala con la regia di Louis Spagna. Con lui è nato un rapporto profondo ed autentico. La sua presenza rassicurante è stata una bussola pronta ad indicarci una via praticabile, con lui ci siamo persi e ritrovati. “20 DECIBEL” è un’ esplosione di fantasia e libertà, provocazione e bellezza. Un invito all’ascolto, ad affinare i sensi per percepire il “piccolo” che si nasconde dietro “l’evidente”. Un viaggio in un universo dove acrobazie aeree, colpi di pistola, danze e giocolerie non devono prevalere su immagini e suoni più tenui. Lo spettacolo ha debuttato il 13 marzo 2010 al festival internazionale del circo attuale “Pistes de Lancement” dove è stato accolto molto bene dal pubblico e dai professionisti, ma soprattutto è piaciuto a noi, e anche a mia madre. Sono felice di essere andato via dall’Italia. Fuori da questo paese ho sentito valorizzare me stesso ed il mio lavoro. A Bruxelles ho la sensazione di poter realizzare il mio potenziale, circondato da chi crede che la cultura e l’arte sono il motore di un paese. Lavorare in Italia è spesso difficile, senti sminuire il tuo lavoro che viene macinato dalle situazioni. Spesso per un organizzatore sei solo 45 minuti dove il pubblico si diverte. La mediocrità di questa situazione mi fa schifo e mi da angoscia. Auguro a tutti di incontrare, far nascere e coltivare le “oasi” che esistono in questo deserto culturale. Oasi spesso piccole, sconosciute ed inaspettate…

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NoFit State Circus www.nofitstate.org foto di Mark Robson

a cura di Marika Riggio Tra le compagnie di circo contemporaneo più note in Europa, vanta artisti eclettici e un modo di fare circo innovativo ed entusiasmante. E pensare che venticinque anni fa nessuno dei cinque amici, tutti giocolieri che si esibivano con piccole performance in strada, e con la voglia di formare un gruppo di circo che rompesse con il circo di tradizione, lo avrebbe immaginato! Così racconta Tim Adam, Operations Manager del NoFit State Circus. Dal primo input dato da quei cinque ragazzi il NoFit oggi è una grande compagnia che si occupa di vari progetti: Park Life, altro spettacolo di circo, circo per bambini, workshop, ed anche collaborazioni con il South Welsh Ballet e English National Ballet. Nel 1990 acquistarono uno chapiteau per un nuovo circus-show, ricco di testi e dialoghi, che proponeva una storia con un messaggio, un modo di pensare al circo radicalmente diverso per quei tempi. Nel 1995, dopo aver incontrato la regista Firenza Guidi, diedero vita al primo promenade-show, un community show con circa cento interpreti, cantanti, musicisti e ballerini, andato in scena in un capannone industriale. Seguì Immortal, nel 2004, altro community show diretto da Firenza Guidi, questa volta senza dialoghi e storie, per puntare ad un pubblico internazionale e realizzare un tour europeo per i successivi tre anni. Al rientro decisero di creare un nuovo spettacolo simile al precedente, dando vita a Tabù e invitando sempre Firenza Guidi a condurne la regia. Firenza, milanese di nascita, frequenta da ragazza workshop e stage in Italia, prima di trasferirsi a Belfast, dopo aver vinto una borsa di studio. Lì ha l’occasione di lavorare con artisti come Philippe Foyer, Jacques LeCoq, Dario Fo e a 27 anni si iscrive al Royal Welsh College Music and Drama, formandosi ufficialmente come attrice di teatro. Dagli anni ’90 in poi si dedica alla regia specializzandosi in performance, creando ciò che lei stessa definisce ‘Performance Montage’, un nuovo metodo teatrale e un modo di lavorare e di preparare gli artisti a 360°. Il Performance Montage è sia formazione con ha una serie di cardini, sia stile di presentazione, e individua nel rapporto con il pubblico e con lo spazio alcuni dei suoi punti fondamentali. ‘Per anni ho cercato di problematizzare il punto di vista dello spettatore che nel teatro classico è solitamente seduto aspettando di essere imboccato. In Tabù invece viene continuamente spostato in tutto il tendone, cambiando continuamente la prospettiva visiva’. In Tabù gli artisti rimangono veri, sensuali, molto ironici e assolutamente autoironici, con momenti molto profondi. È uno spettacolo costruito intorno al tema della paura e gli artisti hanno contribuito alla creazione con scritti personali sulla propria vita e le proprie paure. Parallelamente a questa traccia corre Cento anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, che ispira Tabù e fa da ancora a tutto il percorso creativo. Si passa da scene più intime e ravvicinate, con artisti sospesi in aria a poca distanza dal pubblico, come nella scena iniziale, chiamata “coma” per la sensazione di corpi ibernati sospesi nel vuoto, alle atmosfere più caotiche e dinamiche del mondo di Macondo, con tratti che passano dal comico al tragico e soprattutto al reale. Il pubblico stimolato a molteplici immagini e numeri circensi che si svolgono a 360° sotto lo chapiteau, viene mosso costantemente all’interno del tendone da 10 steward dalla presenza forte e coinvolgente, anch’essi iniziati alla performance dalla regista.

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Tabù gode di un cast di performer e musicisti provenienti da tutto il mondo. L’Italia partecipa attivamente, e non solo nella regia, con il contributo di Simone Riccio, Marcella Manzilli e Sandro Spanu. I tre artisti hanno un diverso back-ground ma uno stesso percorso formativo: scuola di circo Carampa di Madrid, Circus Space di Londra e NoFit State Circus. Simone Riccio di origine napoletana, giocoliere e acrobata specializzato in ruota tedesca fa parte del NoFit da tre anni. Personaggio molto colorato (Gastone cerca inutilmente di sedurre Amaranta…), conosceva già il NoFit quando studiava a Londra e quattro anni fa lo incontrò a Toulouse. Nel visitarlo incontrò alcuni


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amici che vi lavoravano, fu invitato a restare con la sua roulotte, e dopo un periodo di allenamento e di vita comune venne ingaggiato. Quello che gli piace del NoFit è che c’è rispetto comune, non si avverte la differenza tra tecnici performer e managment e si può essere se stessi. In più in Tabù, malgrado una struttura forte, c’è sempre grande libertà per i performer e la possibilità di scoprire materiale nuovo sia tecnico sia artistico. Il contatto ravvicinato con il pubblico è inoltre uno stimolo quotidiano per la crescita artistica personale. Infatti Simone, impegnato con il suo “solo” di ruota tedesca, trae grande piacere nei numeri corali e dal continuo contatto e interazione con gli spettatori. Marcella Manzilli anch’essa napoletana, capo clown è letteralmente un’esplosione di ilarità ed energia. La pecora nera della famiglia, si direbbe in certi casi, il suo personaggio è il più anarchico di tutto il cast dedito a sconvolgere continuamente lo svolgimento dello show e importunare il pubblico. Ha iniziato nel 2006 come clown e performer in Immortal, ma in Tabù ha finalmente potuto realizzare il suo sogno: andare in scena con un numero di trapezio volante e portare la sua tecnica clownesca anche in aria. In più i performer vengono spesso seguiti da coach esterni, come i Flying Trapeze. ‘Poter parlare con una persona, guardarlo negli occhi e vederlo a sua volta guardare te… poi perderlo di vista per poi rincontrarlo ancora… così come con i bambini, poterli prendere in braccio, oppure metterli sul triciclo e giocare con loro… in Tabù si ha la possibilità di donare un’emozione diversa, più intima. Siamo un gruppo forte, con una grande energia, come una famiglia e il pubblico lo nota, facendosi coinvolgere attivamente nello spettacolo’. Sandro Spanu, il cognome svela le origini sarde, è alla prima tournè con il NoFit. Dopo aver studiato come performer a Circus Space matura la passione per il rigging, specializzandosi come rigger e lavorando a lungo in Cina. Tornato in Inghilterra si propone al NoFit, dove avrebbe avuto la possibilità di coniugare le competenze di performer e rigger. Josè Arcadio Segundo è il nome del suo personaggio, della famiglia dei Buendìa fondatori di Macondo. Alla sua prima esperienza nel circo Sandro è entusiasta: ‘Ciò che li caratterizza è il modo di essere umili con emozioni e atteggiamenti assolutamente spontanei, è come sentirsi a casa. Non c’è solo un rapporto professionale, ci si aiuta a vicenda… loro vorrebbero essere the circus that every one wants to join in!’

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Mille prestigiatori si sono dati appuntamento al 9° Congresso Magico di Saint Vincent che si è tenuto tra il Grand Hotel Billia, il Casino de la Vallée e il Palais Saint Vincent. Un cast d’eccezione di artisti da tutto il mondo, un calendario fittissimo di eventi, conferenze, concorsi e spettacoli e un’organizzazione impeccabile hanno reso questo appuntamento un evento unico per la magia italiana, dandole la visibilità e il prestigio che le spettano a livello internazionale. Il Congresso è stato coronato da un Gran Galà trasmesso in prima serata dalla Rai, chiaro segno del rinnovato interesse della televisione pubblica per la magia, nell’arco del quale si è svolta anche la finale del Primo Campionato Italiano di Magia alle cui selezioni si sono presentati centinaia di prestigiatori da tutta Italia. Un fenomeno senza precedenti che ha visto partecipare i migliori talenti della magia italiana e molte giovani promesse, prova evidente della nuova passione che suscita la magia tra le nuove generazioni. Vinci-

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Congresso magico di Saint Vincent 19/23 maggio a cura di Giorgio Enea foto di Francesca Tecardi

tore del concorso è stato Luca Bono, giovane illusionista torinese che ha presentato un numero molto vario e ben ritmato con colombe, carte da gioco, palline, foulard con tanto di apparizione finale di una ragazza. Il premio come migliore giovane promessa è andato invece al romano Novas che si è esibito a ritmo di tango argentino in una fluente e brillante manipolazione di carte colorate. Numerosi gli ospiti internazionali che si sono esibiti nell’arco dei quattro giorni e che hanno trasmesso le loro preziose conoscenze nelle intense lecture: Lennart Green, cardician svedese dall’impareggiabile ironia, ha messo ordine in maniera imprevedibile nel caos delle carte da gioco; Mike Michaels, inventore e creatore di numeri ed illusioni che sfruttano le tecnologie più avanzate, ultima tra tutte un elicottero ad apparizione e una chitarra elettrica volante,

si è esibito con il suo famoso numero dell’uomo robot; Charlie Frye, virtuoso artista di Las Vegas che unisce sapientemente magia, giocoleria, clownerie e slapstick ha fatto riaccendere sul palco le luci del varietà; Dan Sperry, mago in stile dark che si destreggia con colombe colorate che ha aperto il Gran Galà entrando in scena togliendosi dal volto una maschera e trasformandola istantaneamente in colomba; Jonathan Goodwin, escapologista che interpreta in chiave contemporanea i classici dell’arte della fuga, si è libe-

rato da una camicia di forza mentre era legato a testa in giù con la testa immersa sott’acqua; Aaron Crow, mentalista e performer che fonde magia, suspense e pericolo, ha centrato tre bersagli retti da tre spettatori diversi con tre armi diverse dopo essersi chiuso gli occhi con cera bollente ed essersi bendato; Bill Kalush direttore del Conjuring Arts Research Center, il più grande centro di ricerca sull’arte magica, ha tenuto una conferenza sulle origini della cartomagia in Italia, rivelando anche nuove scoperte in campo bibliografico. Non sono mancati momenti di grande divertimento in compagnia di due maestri del comedy magic: Bill Malone e David Williamson che hanno coinvolto il pubblico di maghi in situazioni paradossali ed esilaranti. Esibizioni e conferenze che hanno suscitato grande interesse sono state quelle di Steve Forte, il maggior esperto al mondo di tecniche dei bari, tanto da diventare consulente alla sicurezza per numerosi casinò di Las Vegas, dell’inglese Guy Holligworth, che si è contraddistinto per lo stile “british” della sua magia e per le sue idee originali e di Michael Weber che ha lasciato tutti di stucco indovi-


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nando un disegno fatto da uno spettatore. Nestor Hato ha presentato durante il Gran Galà del venerdì sera il suo pluripremiato numero di manipolazione di carte; Kevin James, una delle menti più creative della magia ha rivisitato in chiave comica e freaky l’illusione dell’uomo tagliato a metà; Ed Alonzo, creatore di grandi illusioni per Michael Jackson e special guest nell’ultimo tour di Britney Spears ha regalato alcuni momenti emozionanti della sua stramba e grottesca magia. Quattro gli artisti italiani presenti al Galà: Erix Logan ha animato un magico Luna Park, Gaetano Triggiano ha fatto apparire tre assistenti in tre secondi, Alberto Giorgi ha stupito il pubblico con il suo personaggio arcano e misterioso, Eleonora Princess of Magic, unica donna presente nel cast, ha unito nella sua performance magia, coreografia e fascino femminile. Stevie Starr ha paralizzato la platea con il suo One Man Show: soprannominato “Il Rigurgitatore”, è l’unico artista al mondo che per professione ingoia monete, palle da biliardo, butano, pesciolini vivi e li rigurgita. Ospite a sorpresa della convention l’illusionista americano David Blaine che ha parte-

cipato a una tavola rotonda con molti degli ospiti internazionali del congresso. Inoltre non si possono dimenticare le magik fest tutte le sere, il party ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, la partita di calcio della nazionale prestigiatori, il Crazy Night Show, il concorso “miglior gioco per rimorchiare”, il Jabba’s Theatre che ha fatto rivivere le atmosfere dei sideshow di un tempo, il Guinness dei primati per lo spettacolo con più prestigiatori della storia, le continue incursioni dei Masters of cerimony Samuel, Francesco Scimemi, Raul Cremona e Mr. Forest, la presenza sempre calorosa dei maestri italiani Silvan, Binarelli e Alexander e ancora l’incontro su Denis Moroso, unico italiano a vincere nel 1952 il campionato mondiale organizzato dalla FISM (Federazione Internazionale delle Società Magiche), l’evento internazionale più importante per il mondo dell’illusionismo. E a proposito di FISM chissà se l’organizzazione Masters of Magic, guidata da Walter Rolfo insieme ai principali circoli magici italiani, non riesca a ospitare presto in Italia questo evento. Possiamo finalmente dire che ci sono al momento tutti i presupposti perché ciò avvenga.

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Fine primavera, tempo di saggi e di verifiche per le scuole di circo; una buona occasione per riflettere su contenuti, modalità, obiettivi e percorsi che gli allievi e l’intero staff affrontano nella messa in scena di fronte ad un pubblico…

L’allievo e la scena circo come forma di divertimento e Dallo spazio vuoto1 alla Città Vuota Scuola Romana di Circo www.scuolaromanadicirco.net foto di Francesca Tecardi

A cura di Leonardo Angelini e Daniele Antonimi Ops è lo spettacolo della Scuola Romana di Circo che nel 2010 ha portato in scena gli allievi del corso professionale e dei corsi amatoriali. Con la regia di Daniele Antonini, Ops ha debuttato in aprile – con i soli allievi del corso professionale – al Festival di Piccolo Circo di Sarzana. A fine maggio è poi approdato a Kimere, rassegna di circo contemporaneo organizzata dalla Scuola Romana di Circo. In una versione più ampia – alla quale hanno collaborato anche gli allievi dei corsi serali di Giocoleria, Acrobatica, Discipline Aeree, Clown e Arte di Strada – più di 50 giovani attori circensi hanno riempito il palco del Teatro Vascello di Roma. Per la creazione dello spettacolo è stata fondamentale la forte unione degli allievi, che ha prodotto una inesauribile fonte di idee e di dinamiche di gruppo, alle quali è stato poi necessario dare un ordine e costruire attorno un “contenitore” affinché il tutto potesse essere presentato al pubblico. L’intero cast è stato guidato dallo spirito della scuola: “…dedicata a chi intende fare del circo la propria professione o semplicemente è appassionato di

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di sport…”. L’obiettivo è stato quello di portare in scena gli allievi mescolando le tecniche individuali con la ricerca di autenticità. Creare un gruppo sempre più compatto e affiatato, ricercare il proprio sè in scena e prediligere momenti corali: sono questi i passi che la scuola ha individuato per sviluppare una consapevolezza tecnico/artistica valida per l’intero gruppo di allievi. Ciascuno di loro ha inoltre ricevuto specifiche attenzioni in funzione del proprio, personale – infinito! – percorso di formazione di attore di circo contemporaneo. Lo staff della scuola ha sviluppato, ampliato e ottimizzato – ognuno secondo le proprie competenze – alcune parti dello spettacolo, dando vita ad una sfida che si prefigge di trasformare il “saggio di fine anno” in un vero e proprio spettacolo. Naturalmente non sono mancate le difficoltà, ma nonostante ciò la passione che scorre in tutti gli elementi dello staff è stata trasmessa con determinazione agli allievi. E così, come ogni anno, è nato uno spettacolo semplice, ma interessante e ricco di sorprese, che ha raccolto il tutto esaurito e sempre più convinti consensi e apprezzamenti. Appuntamento al 2011… Ricordiamo che la scadenza per presentare la domanda di iscrizione al corso di formazione professionale per l’anno accademico 2010/2011 è fissata al 1° settembre 2010!

Flic, scuola di arti circensi www.flicscuolacirco.it foto di Valentina Bosio

A cura di Matteo Lo Prete L’artista, circense e in genere, non può fare a meno del rapporto con il pubblico e con lo spazio scenico, il luogo dove tutto succede e la realtà si trasforma in poesia. È per questo che fin dai primi mesi di formazione, all’interno della Scuola di Circo FLIC, viene proposto un percorso riguardante la presenza e la relazione con lo spettatore con il quale si cerca di creare un rapporto vivo e complice. Inoltre il circense deve acquisire familiarità con gli apparati di scena (oltre che con i suoi attrezzi) e l’allestimento di quest’ultima. A tale scopo la FLIC organizza una rassegna mensile, “Circo in Pillole”, come momento conclusivo di ogni fase del lavoro tecnico e di ricerca, con la supervisione di consulenti artistici esterni ed insegnanti: l’allievo sperimenta quanto appreso, il conseguente effetto sul pubblico e le sensazioni provate prima, dopo e durante l’esibizione. Inoltre, al termine del primo anno di corso, gli allievi presentano un saggio collettivo nel quale si riconferma la sensibilità verso il pubblico, viene addestrata la capacità al lavoro corale, dove il gruppo è protagonista più dell’individuo e la riuscita è legata all’armonia e alla coordinazione di tutti gli elementi. A conclusione del biennio formativo viene messo in scena uno spettacolo di fine corso, una creazione artistica affidata a registi affermati nel panorama del circo contemporaneo internazionale e realizzata in collaborazione con la direzione pedagogica ed artistica. È il momento, per gli allievi di presentare una sintesi del loro percorso formativo, dando comunque spazio alle competenze individuali, in un determinato settore o una certa specialità, in modo da poter esprimere al meglio la pro-

pria personalità artistica. Lo spettacolo conclusivo del biennio 2008/2010 è stato Città Vuota, diretto da Johnny Torres, artista catalano proveniente dalla compagnia “Circo della Sombra”. Questa creazione descrive la vita all’interno di uno spazio immaginario: nella Città Vuota gli acrobati, i giocolieri, i trapezisti e i funamboli prendono vita. Ci parlano con il linguaggio e gli attrezzi del circo, raccontano, attraverso la gestualità, come si possono riempire gli spazi vuoti e ci svelano, la loro evoluzione in poeti del circo. Narrano il difficile cammino che si deve percorrere per arrivare al cuore degli altri e la forza che nasce dalla condivisione e dallo stare insieme. Narrano il difficile cammino che si deve percorrere per arrivare al cuore degli altri e la forza che nasce dalla condivisione e dallo stare insieme. Audizioni biennio 2010/2012: 13,14,15 settembre 2010. 1 Peter Brook, “Lo spazio vuoto”, Roma, Bulzoni editore, 1998


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La vocazione della scena Scuola di Cirko Vertigo www.scuoladicirko.it foto di Roberta Arias

A cura di Dario Duranti Giugno, tempo di saggi, anche alla Scuola di Cirko Vertigo che porta a termine quest’anno il settimo biennio di Formazione per Artista di Circo Contemporaneo gestito da Forcoop Agenzia Formativa. Obiettivo della scuola è la realizzazione di un “nuovo circo” di creazione, portatore di un linguaggio in cui sia presente il gioco fisico degli artisti, ma soprattutto in cui l’acrobazia o il virtuosismo non siano fini a se stessi. Agli allievi si dà una base più vasta possibile sapendo che in seguito ciascuno seguirà il proprio cammino. Proprio per questo lo spettacolo di fine anno non viene vissuto come un mero saggio di abilità, bensì il prodotto di un percorso che dura due anni ed inizia il giorno successivo alle selezioni di ammissione; è il momento conclusivo di questo percorso che si conclude con il diploma. Lo spettacolo finale nasce come sintesi delle individua-

lità, come amalgama delle differenze e dei progetti individuali e il ruolo del regista (in questo caso Luisella Tamietto, già autrice di Circo su Tela, nel 2009) non è quello di imporre una drammaturgia o un copione, bensì di “mettere in scena” i ragazzi, dar loro un’espressività artistica matura e garantire coerenza alle parti. I docenti a loro volta all’interno delle proprie lezioni curano con gli elementi di tecnica e mettono a punto le coreografie. I ragazzi partecipano ad ogni fase della creazione, propongono le idee ai compagni e alla regista, cui spetta il compito di dare un senso a tutti gli input, ma anche di equilibrare le energie del gruppo e motivare gli artisti, fino ad allora non ancora professionisti. È questa la sfida del tirocinio che conclude il corso: sottoporre i ragazzi alla creazione dello spettacolo, alla sua messa in scena e alla cura di una tournée in tutti i suoi aspetti: dalla stesura di una scheda tecnica, al carico dei mezzi, dalla creazione dei materiali all’allestimento della scena, fino all’esibizione pura: l’adrenalina del pubblico, la delusione di un “fiasco”, l’emozione di un’intervista o di una standing ovation. Lo spettacolo di fine biennio generalmente debutta all’interno del Festival Sul Filo del Circo di Grugliasco prima di effettuare repliche in altri contesti, ma quest’anno, grazie al progetto PasseparCirque, Primo! è stato invitato a debuttare a Chambéry nel cartellone del Festival Cirq’ule organizzato da Arc en Cirque dove ha riscosso entusiasmo e apprezzamento. Un impegno importante, ma altamente stimolante. Per tutti i futuri artisti di circo contemporaneo, l’appuntamento è per il 15 e il 23 settembre con le selezioni per l’ammissione all’ottavo Corso di Formazione Professionale per Artista di Circo Contemporaneo.

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Open Street

www.open-street.eu

a cura di Alessio Michelotti - Fnas

La FNAS e il Festival Veregra Street di Montegranaro (FM) tra il 2010 e il 2011 danno vita ad un progetto di cooperazione e ad un FORUM internazionale per lo sviluppo delle arti di strada in Europa. Il piano di attività è sostenuto dalla Comunità Europea nell’ambito del Programma Cultura e prevede momenti di dialogo con le istituzioni, movimentazione di artisti da e verso l’Europa, importanti vetrine per le compagnie del settore nello splendido territorio del fermano. “OPEN Street” è un progetto di cooperazione internazionale volto allo sviluppo e alla diffusione delle arti di strada sul territorio dei paesi aderenti. In particolare, gli enti impegnati nella cooperazione, a partire dal confronto delle rispettive esperienze nazionali, si pongono l’obiettivo di costruire una piattaforma di iniziative e strategie comuni che favoriscano la fruizione di queste forme artistiche negli spazi urbani, in un’ottica di condivisione di informazioni e metodologie, di realizzazione di

una rete di infrastrutture e servizi, di confronto dei sistemi normativi locali, di scambio e integrazione tra le diverse culture. Oltre al Festival “Veregra Street” organizzato dal Comune di Montegranaro, il progetto coinvolge in prima persona la Federazione Nazionale Arte di Strada dell’AGIS, il festival “La Strada” di Brema (D), il festival “Namur En Mai” di Namur (BE). Hanno aderito come partner del progetto anche amministrazioni ed enti di assoluto rilievo come Ciudad de Barcelona (E), laVille de Arles (F); Province du Limbourg (B); Conseil Général de l’Essonne (F) ; Ville de Luxembourg (LUX); la Regione Marche (I); la Provincia di Fermo (I) ; Senator für Kultur Bremen (D); Ville de Namur (B) ; 12 Comuni della provincia di Fermo e le relative associazioni per la promozione turistica; la Facoltà di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Macerata; circuiti teatrali italiani e stranieri; Festival Internazionali d’Arte di Strada in Italia,

Kermesse

annuario italiano dello spet tacolo di St rada e di Pista Federazione Nazionale Arte di Strada (Fnas/Agis)

Info e prenotazioni www.fnas.org

Un vero “must” per artisti e promotori, offre una panoramica sui servizi del settore, il calendario dei festival con mappa di ubicazione sul territorio, un’ampia sezione dedicata agli artisti, interventi su storia, idee sull’arte di strada e del circo.

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Inghilterra, Irlanda, Belgio, Polonia, Olanda, Ungheria, Serbia ed altri paesi. Ciascuno di questi soggetti prenderà parte al Forum Internazionale, un’occasione di confronto e condivisione che si avvarrà di 3 sedi permanenti presso i coorganizzatori del progetto, nonché di occasioni di incontro nei rispettivi paesi. L’obiettivo del forum sarà quello di individuare le strategie d’azione per la diffusione delle arti di strada nei paesi cooperanti, raccogliendo proposte ed indicazioni da tutti i

soggetti coinvolti, sostenendo progetti relativi a nuove infrastrutture e nuovi servizi per il settore. Nei prestigiosi Festival organizzati dai coorganizzatori del progetto verrà favorita la mobilità degli artisti dei paesi aderenti a “OPEN Street”, permettendo ad un certo numero di produzioni di circuitare all’interno degli appuntamenti del network. Dal 14 al 17 Ottobre 2010 il piano di attività del progetto prevede la realizzazione di una importante vetrina internazionale riservata ad Artisti e Operatori di tutto il continente che sarà allestita a Fermo e provincia, tra incantevoli piazze e piccoli teatri all’italiana. Un’occasione irrinunciabile per lo spettacolo italiano ai fini di un migliore accesso ai circuiti internazionali. Per l’iscrizione (gratuita) alle vetrine e la selezione degli artisti che si esibiranno, sta per essere inaugurata una nuova piattaforma multimediale che ospiterà i video di ciascuna compagnia che vorrà registrarsi


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Toulouse, è tempo di andare. (Soldizero-Energiatanta). Elske scivola sul ghiaccio: distorsione alla caviglia. Non può nemmeno camminare. Di notte si parte lo stesso per le selezioni finali JTCE. Magia, chimica, omeopatia, canti tribali, woodoo, impacchi pacchi e il piede si sgonfia piano piano, chilometro per chilometro. Il furgone con dentro lo spettacolo, le nostre speranze, paure, debolezze, certezze e silenzi interminabili, barzellette stupide, attraversa Francia, Italia, Slovenia ed arriva in CROAZIA, Zagabria. La via del teatro si chiama MLAKA e ovviamente lo interpretiamo come un segnale positivo, è la nostra strada! È domenica, suona la campana. Tocca a noi. Emozione per tutto il popolo di My!Laika. (Crolla il tavolo, si graffia Philine, stringe i denti Elske). Gira la bici e grida la chitarra elettrica, piange il piano, luci ed ombre, mano mano e testa testa perfetto, proiezioni e popwww.mylaika.com corn. Applausi: si va al colloquio. Tavolo stile ONU: esperti, programmatori, inquisitori norwww.jeunestalentscirque.org dici, pezzi grossi con cartellino di provenienza, look artistoide. Domande tante, risposte precise alla tedesca. Inglese buono all’olandese, ancora un po di tensione poi alla fine risate all’italiana. Uscendo : “Thank you” e “Ciao”. ITALIA Trieste. (Neve-StradaDiRitorno) La linea è continua fino alla frontiera. Ci si stira e ci si allunga in furgone. Uno strano Sms: Compressa cronologia Congratulations. Aprile 2009 Festa nella Repubblica Itinerante di My!Laika! Esigenze e esistenziale d’una compagnia riflessioni sul futuro. Eva, Argentina, entra a far parte della compagnia. Maggio 2010 FRANitinerante che nel suo Gennaio 2007 UKRAINA CIA Vaur-La Commanderie, Auch-Circuits. Siamo tra i 10 progetti che verranno accompapercorso incontra Jeune Kiev (Neve-ScuolaDiCircognati per circa 2 anni da una poderosa organizzazione che coopera a livello internazionaTalents Cirque Europa, Delirio) cricca internaziole, siamo felici e riconoscenti. Consapevoli di essere molto fortunati che il nostro lavoro importante programma nale: Italia/ Salvo, Olanabbia trovato l’appoggio che tutte le compagnie dovrebbero avere. Ma il nostro progetto europeo di supporto artistico da/Elske, Germania/Philiesiste in maniera indipendente perchè proveniamo dalla strada e siamo cresciuti costruenper artisti emergenti nel ne. Si delira, si scherza, ci do tutto il necessario da campo delle arti circensi. si allunga e ci lamentiamo soli, allenandoci, facensu un tappeto in un appardo la grafica, le telefonaa cura di Salvo tamento sulla fermata te alla banca e al meccadella metro, Lukianivska: nico. Guidando per notti la decisione è presa. Spetintere, cercando bottiglie tacolo. Giugno 2008 SPAGNA Barcellona (PlatosCombinados-Lavoro-Teatro) di plastica per portare al Eccoci a lavorare nello spettacolo Circ de Sara. Si delira, si scherza, ci si allunga furgone 10 € di prezioso e ci lamentiamo sul palcoscenico di un teatro: la decisione è irremovibile. gasolio. Cucendo i costuNostro spettacolo. Marzo 2009 FRANCIA Toulouse (Cena-Delirio-FineScuolaLimi sul cruscotto, trascido) Ecco le prime idee. Si delira, si scherza, ci si allunga a casa di Elske. Le connando per tutta Europa dizioni personali di ciascuno sembrano propizie: salto nel vuoto. Comincia la amplificazioni malconce creazione. Agosto 2009 ITALIA Ponsacco (VaiColLiscio-DossierDiCreazione-Pore facendo cappello. QuetoBanana) Alle prese con la fantasia, le esigenze e le possibilità. Si sogna e scristo è la nostra forza vera ve ogni cosa, cominciamo a muoverci negli sterminati spazi della concezione di dalla quale proveniamo. uno spettacolo ma in una piccola palestra. Settembre 2009 ITALIA Roma (CapOra possiamo proseguipuccino-Renegade-SaltimbanchiAllaRomana) Katia dice “Bella storia! vi appogre la costruzione dello giamo” e la Scuola Romana di circo è il primo partner. JTCE reputa valido il spettacolo più comodanostro dossier ci invita alle selezioni finali di marzo. Residenza a Frosinone Teamente ma certamente il tro Mattatoio (Freddo-Tecnica-Chopin) Dicembre 2009 OLANDA (PatateFrittemetodo di lavoro e il Pioggia-BabboNataleèNero!) My!Laika è già in grado di camminare, testa le pronostro modo di essere e prie forze a Nijmegen, prende la mira, alcuni applausi poi torna in palestra ad di pensare difficilmente affilare le armi. Gennaio 2009 FRANCIA Toulouse-Grainerie, Mirys mix-Art, cambieranno. Ai sogni Ramonville-Centro Culturale, Tournefeuille-L’Usine. (Roulottes-Neve-Delirio) Il bisogna sempre aggiunLido e la Grainerie si aggiungono al sostegno. Le residenze si moltiplicano insiegere un casino di sforzi, me agli sforzi, gli scazzi, le risate, i dolori ed i minuti in scena. Florent Bergal è di studio e d’allenamenl’occhio esterno che spiana discussioni e lancia la palla più in alto. Lola Kirchner to... e viceversa. si introduce nella compagnia in qualità di costumista e consigliera. Marzo 2009 foto di Daniela Salton

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Buskers Pirata Bologna, 21/26 maggio www.buskerspirata.blogspot.com www.circopaniko.net foto di Bertrand Depoortere

a cura di Leo (team organizzativo)

Il progetto Buskers Pirata nasce nel 2008 dalla voglia di un piccolo gruppo di artisti, bolognesi e non, di creare un evento nuovo per la città, una manifestazione in grado di coinvolgere tutta la cittadinanza con spettacoli ruotanti attorno all’universo del circo. Nel giro di due anni il festival ha vissuto un enorme sviluppo, fino ad arrivare alla sua terza edizione, con una sei giorni di spettacoli, arte e libertà. Organizzata in collaborazione con la compagnia Circo Paniko, quest’ultima edizione ha vantato uno squadrone di più di trenta compagnie, con spettacoli in strada il week-end, e una programmazione serale giorni sotto lo chapiteau e nella grande “arena pirata”. Il venerdì il pubblico a potuto assistere ad un provocatorio punKabaret ed il sabato ad un elegante Galà con ospiti di fama internazionale. Importante momento quello dell’assemblea aperta il giorno pre-festival, dove una ciurma di 70 artisti ha discusso delle criticità che ci affliggono in Italia oggi: libertà di espressione, mercificazione della nostra arte, insufficienza di strutture formative e per gli allenamenti. Da qui l’esigenza di creare una nuova rete nazionale fra gli

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artisti, la raccolta firme che abbiamo fatto partire a favore dell’arte di strada e per una nuova legislazione nazionale che tuteli gli artisti e permetta loro di esibirsi ovunque. Più che un festival Buskers Pirata è in effetti una manifestazione socio/politica autogestita, autonoma e autofinanziata che utilizza l’arma del teatro di strada, del circo e della musica per promuovere un messaggio e lanciare denunce. Prima fra tutte la falsa e ipocrita politica sulla sicurezza promossa dal governo Berlusconi e poi attuata sul territorio comunale, che ha limitato in molte città, tutte quelle manifestazioni recanti “disturbo” per l’ordine e la quiete pubblica, tra cui suonare nelle piazze o anche semplicemente starvici seduti, fare spettacoli. Questo festival è un segno dell’intenzione di riappropriarci delle nostre città, del nostro spazio urbano e pubblico. Voglia-

mo una città viva e colorata, strade piene di musica, spettacoli, eventi, e piazze luogo di scambio ed incontro fra le persone, giorno e notte che sia. Ci piacerebbe che anche nel Bel Paese, vittima di mostruose manipolazioni e scandali nel mondo televisivo e mediatico, il teatro di strada ed il circo contemporaneo fossero valorizzati e supportati, così come lo è in Europa. In Italia l’organizzazione dei principali Festival di teatro di strada è gestita da una stretta cerchia di enti ed impresari, manager che operano spesso con una logica capitalista, e le cui scelte sono determinate dalla direzione del mercato, a discapito di tutto ciò che è “ricerca”. Questo sistema va a discapito degli artisti, che vengono posti in una situazione competitiva fra loro e obbligati di anno in anno a creare spettacoli nuovi, spesso più commerciali, per poter restare sul mercato. Organizzando questo festival vogliamo denunciare questo sistema creando una breccia in esso, proponendo una manifestazione organizzata dagli artisti stessi, aperta a tutte le proposte, e rendendoci promotori delle nostre creazioni artistiche senza restrizioni dovute a selezioni o filtri di alcun tipo.


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Festival Internazionale dell’arte Comica Castelfiorentino (FI), 10/21 aprile 2010 www.teatrocart.com a cura di Martina Beria

foto di Antonio D'Ambrosio

Prezzi abbordabili, una pluralità di proposte dal punto di vista stilistico e del coinvolgimento attivo del pubblico sono stati gli elementi di innovazione di questa proposta teatrale, per così dire, decentrata rispetto ai tradizionali circuiti. Sempre più spesso accade che i pubblici (perché è proprio di una pluralità di aspettative e prospettive di cui vogliamo parlare) si mobilitino per partecipare ad eventi che rispettino il binomio semplicità e qualità aprendo alla conoscenza e al dialogo diretto fra gli attori e i fruitori del Teatro. Non possiamo che valutare questo fenomeno come un segnale positivo!

foto di Stefano Lanzardo

Il Teatro del Popolo di Castelfiorentino: persone in festa in una musica accattivante e ritmata, papere gialle che volano e un clown bianco sul palco che sventola un’enorme bandiera rossa. È così che si è concluso il Festival Internazionale dell’Arte Comica 2010 promosso dal Comune di Castelfiorentino, da GialloMare Minimal Teatro e dal Teatro C’arT di André Casaca che ne ha curato la direzione artistica e si occupa di comicità e formazione sul territorio da dieci anni. Il clown spagnolo Leo Bassi ha chiuso il 21 aprile la manifestazione che ha proposto tre settimane di spettacoli d’eccezione, una conferenza e una formazione intensiva per una trentina di artisti e sperimentatori da tutta Italia. Nella preziosa cornice del Teatro del Popolo appena restaurato, un pubblico numeroso e variegato ha aderito agli appuntamenti con calore, animando la Piazza Gramsci di voci e risa. La compagnia del Teatro C’arT ha aperto le danze presentando Matrimonio Italiano, lavoro rinnovato da una scenografia vivente e dalla regia di André Casaca che, con l’attrice Teresa Bruno, interpreta la vicenda silenziosa di una coppia goffa, e innamorata dei propri gesti, alle prese con il tempo che passa e la trasformazione degli affetti. È in scena la quotidianità bizzarra, ed allo stesso tempo normale, di una casa e dei suoi angoli segreti dove marito e moglie sono alla ricerca di un equilibrio personale e relazionale che sembra essere svanito improvvisamente con una folata di vento. La settimana centrale del Festival ha poi visto l’artista francese Yves Lebreton condurre i partecipanti del seminario Il Corpo Energetico in un viaggio d’esplorazione delle potenzialità espressive del corpo attraverso lo sviluppo delle quattro energie fondamentali dell’essere, in connessione con i quattro elementi. Il gruppo in formazione, proveniente da tutta Italia, ha trascorso una settimana intensa vivendo i pomeriggi nel maestoso Teatro del Popolo, allenandosi e scambiando suggestioni e stimoli nello spazio laboratorio del Teatro C’arT, cucinando, mangiando e suonando nelle serate della residenza toscana messa a punto dal team del Teatro C’arT. A conclusione della settimana Yves Lebreton ha presentato Eh?…, uno dei suoi spettacoli più classici e senza tempo. Mr Baloon, un personaggio che l’artista si è cucito addosso negli anni come una seconda pelle, attira e travolge un pubblico di ogni età con emozioni semplici e profonde quali lo stupore di fronte al mondo per quello che può essere nelle sue inedite possibilità. La settimana conclusiva era riservata all’eccentrico e poetico clown di origine fiorentina Leo Bassi che ha condotto una seratalaboratorio di sperimentazione attiva delle tecniche del comico e dell’interazione spontanea fra esseri umani. L’artista spagnolo ha poi conquistato la platea con Utopia, un caleidoscopio di mondi possibili, minuscoli ed enormi personaggi che lo popolano, rischi e scherzi serissimi, una esilarante messa a nudo della modernità nei suoi aspetti sferzanti e per opposizione poetici e fiduciosi.

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Giullari Senza Frontiere www.giullarisenzafrontiere.it foto di Davide Bozzalla, Natalia Bavar e Tina Di Martino

a cura di di molti volontari, quindi meglio Anche quest’anno i GSF approbianca che avessero visto e spesStefano Guarino Grimaldi spacciarci per turisti spendacciodano in uno dei paesi consideraso ci siamo fermati ad analizzarci ciccioparadise@gmail.com ni! Fischiettando come se nulla ti tra i più poveri del mondo, l’un l’altro. Gli unici bianchi che fosse accaduto, ci dileguiamo al l’Etiopia, terra d’Africa. Fin dalle avessero mai visto erano geneautore anche prime ore del nostro arrivo Addis ralmente missionari e responsadel diario di viaggio pubblicato sud che si presenta come l’ Africa che ci aspettavamo, tanta Ababa ci offre uno scenario di bili di interventi umanitari, presu jugglingmagazine.it campagna piena di gente merabaracche fatiscenti per l’80% senti quindi nella zona per donasezione Extra vigliosa! Le condizioni di povertà delle costruzioni ed una quantità re generi di ogni tipo. Ci è capitarivo presentiamo il nostro spetta(sempre secondo i canoni occienorme di gente che dorme in to spesso dopo lo spettacolo che colo nell’ ospedale pubblico dentali) sono elevate. Tutte le strada (stimate 70mila persone). la gente ci chiedesse dei soldi o “Black Lions” di Addis. Rompiacase sono tukul (baracche di Veniamo accolti da Giorgia, dei vestiti, e questo ci ha fatto mo subito il ghiaccio, senza fango e tetto di paglia). Molti vilragazza italiana che lavora per il capire come fossimo veramente lasciare il tempo nè al fuso orario laggi sono senza corrente elettriCiai, ONG italiana con la quale agli antipodi della nostra cultura! nè ai globuli rossi (siamo a 2500 ca e l’acqua potabile non esiste, abbiamo collaborato anche in La gente qui nasce vive e muore mt di altitudine) di seguire il ciclo anzi per recuperare un po d’ Cambogia. Giorgia vive ad Addis senza mai uscire dal proprio vilnaturale di ambientamento. acqua contaminata donne e bamda 5 anni e gestisce una cooperalaggio. Per noi è stato molto inteVeniamo subito travolti dalla bini percorrono a piedi ogni giortiva di ragazzi che fanno circo, il ressante lo studio antropologico mole di lavoro e prima ancora di no anche 10 km per dissetare le Fekat Circus. L’incontro è una della risata. Spesso la risata viene aver capito come si dica “buonbestie (fondamentali per la esplosione di energia, le nostre provocata dal parodiare dei punti giorno” in amarico abbiamo già sopravvivenza delle comunità) e curiosità si fondono immediatadi riferimento comuni, dal romfatto 7 spettacoli in orfanotrofi e poter cucinare. Tutti i lavori mente con il loro entusiasmo, pere ritmi e schemi classici. Il nelle strutture di MadreTeresa per pesanti sono lasciati a donne e ritrovando la fatica che tutti noi bello in Etiopia è che non esistosieropositivi. Siamo in una bambini, gli uomini sono “guerfacciamo per continuare a no elementi da parodiare o da Repubblica Federale Democratirieri” ma visto che di guerre, sopravvivere di circo e spettacoli. smantellare!! Crescono in branco ca, tante parole per nascondere escluso le zone di confine, non ce Il Fekat Circus è una realtà bellise le dinamiche sono quelle scanun’altra dittatura, ci scontriamo ne sono, trascorrono in disimpesima per il circo etiope. Formato dite da un ritmo di vita rurale e di fatto con il problema di fare gno tutto il giorno e al massimo si da ragazzi di età media sui 20 decisamente più naturale del spettacolo liberamente in strada. dedicano alla sartoria. anni, con numeri tecnici di altissinostro. Tante menate che ci facPresentiamo al Ministro della Tutti ci accolgono benissimo, la mo livello, e impegnati nel circo ciamo qui per fare numeri ricerCultura le nostre intenzioni ma gente non ha molto da offrirti ma sociale ci hanno passato una cati, sviluppare tecniche, rendere Giorgia e altra gente che lavoradivide volentieri con te il poco serie di contatti importanti per sempre più originali e incomno per ONG ci fanno presente che ha. In molti villaggi eravamo programmare il nostro viaggio. prensibili i numeri, vengono sopche il governo non sposa la causa tra le pochissime persone di pelle Grazie a loro, il giorno dopo l’arpiantate dalla semplicità, la chia-

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anche per la minima inezia che rezza del gesto e dell’intenzione fanno. La spedizione si conclude sono alla base della comunicaad Addis dopo 67 giorni di viagzione. In Etiopia esistono 84 lingio, 5000 km (una vera avventugue diverse e al sud poche persora su queste strade...!), 54 spettane per villaggio parlano l’amaricoli, 7 laboratori. Il nostro spettaco e praticamente nessuno l’incolo è stato visto dal vivo da più glese, ma per fortuna il linguagdi 30 mila persone e, grazie a gio del corpo e sopratutto dei diverse apparizioni sull’unico sorrisi comunica molto di più di canale televisivo etiope, siamo qualsiasi parola. Il nord si presenstati visti da tutta l’ Etiopia. Abbiata più sviluppato e decisamente mo fatto spettacoli in villaggi con più risorse ambientali e turisperduti, negli orfanotrofi, nelle stiche. La gente vive in condizioni scuole, nei mercati, nelle carceri, più agiate, ma sulla base di una nelle viuzze delle baraccapoli, nei povertà diffusa. Gli incontri più bar, lungo le strade, alle scimmie, interessanti al nord sono le piccoalle zebre e nei teatri. le e grandi realtà di circo. A Sentiamo di cuore di dover rinMakelle, capitale del Tigray ai graziare tutte le persone che confini con l’Eritrea troviamo una sostengono e sosterranno il fucina di circensi di altissimo livelnostro progetto e in primis per lo, sono fortissimi con le palline a questa spedizione le Arti Distratte rimbalzo, il contorsionismo, l’icadi Empoli e la Rassegna “Tanto di riano e l’acrobatica. Molti di loro Cappello” che ci hanno offerto la lavorano nel circo Mother Africa, possibilità di raccogliere tutti i una super produzione che raccosoldi necessari per la sopravviglie i migliori artisti africani e li venza lì sul posto. Un grazie infiporta in tournè per mezzo nito va alla Play che ci ha donato mondo. Nonostante siano artisti tutto il materiale per il nostro dalle qualità supreme tutti i spettacolo più due cartoni di ragazzi si distinguono soprattutto oggetti da distribuire, regalando per la loro “umiltà”, qualità nuovi stimoli e possibilità a tantisormai carente in tanti artisti eurosimi ragazzi! pei che amano autocelebrarsi j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 47 g i u g n o 2010

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estetica del Circo Contemporaneo

Jon Udry

Abbiamo tradotto per voi l’interessante testo di presentazione di Jean Michel Guy e Julien Rosemberg del DVD di Hors Les Murs

Il giovane talento britannico della giocoleria, intervistato da Sara Barozzino al Festival Internazionale di Teatro di Strada di Torino

Circo de Todo mundo

Secret e monstration

Belo Horizonte, Brasile. News dal progetto di circo sociale nato per il riscatto dei minori in situazione di rischio personale o sociale

Ultima creazione di Johan Le Guillerm, mente pensante di Cirque ICI e tra i primi diplomati a Chalon. Shay Wapniaz report

Ass. Giocolier Juggling Magazine mercantia 14/18 luglio – Certaldo (FI)

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Appuntamento con uno dei festival di arti di strada più importanti, dal programma ricco di protagonisti e avvenimenti

www.mercantiacertaldo.it

LuglioBambino

IX Festival Sul Filo del Circo

2/18 luglio - Campi Bisenzio (FI)

2/28 luglio – Grugliasco (Torino)

Articolato programma di spettacoli che saranno visionati da una giuria di giornalisti e una di bambini delle scuole

festival di circo contemporaneo di grande rilievo che a spettacoli di artisti consolidati affianca creazioni di giovani artisti

www.comune.campi-bisenzio.fi.it

www.sulfilodelcirco.com

Funambolika

Teatro a Corte

11/14 luglio - Pescara

8/25 luglio - Residenze Sabaude (Torino)

quarta edizione della rassegna diretta da Raffaele De Ritis, specialista tra i più riconosciuti nel panorama internazionale

Nella suggestiva cornice delle residenze sabaude teatro urbano, teatrodanza, nouveau cirque, teatro equestre e altro ancora

www.funambolika.com

www.teatroacorte.it


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alla Corte di Fiamminghi e Valloni Ecole du Cirque de Bruxelles, ESAC, Maison du Cirque, Circus Centrum, tutti gli approfondimenti e le interviste

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rop ili. o decisontidilip ri dispottneib b Abbiamra ta info i le e d la lettu e Libri di JugglingMagazine.it tu dinarli. e su come or Alla sezion onti per i soci enuti, sugli sc sui loro cont

www.eYCO.org Finalmente online il sito della European Youth Circus Organisation; approfondimenti alla sezione Circo per Bambini e Ragazzi

Guida per l’artista

l’Operatore culturale e l’ Imprenditore dello Spettacolo Ass. Italiana Professionisti dello Spettacolo www.aipsc.net DVD non in vendita. Riservato ai soci AIPSC VII edizione di questo utile strumento di informazione e di lavoro con aggiornamenti sugli argomenti giuridici, fiscali, contributivi delle attività artistiche ed imprenditoriali legata al mondo della cultura e dello spettacolo. Formulari, modelli, appendici con circolari, normative e leggi.

masters of magic 384 pag, illustrato € 40 Fausto Lupetti Editore

33° european Juggling Convention 24 luglio / 1 agosto – Joensuu (Finlandia) quest’anno EJC a base a base di grandi nomi della giocoleria, worshop e spettacoli, renne, saune e sole di mezzanotte (o quasi...)!

Per il neofita che si volesse addentrare nell’affascinante mondo della magia segnaliamo il primo annuario dedicato alla magia italiana, un elenco completo dei prestigiatori professionisti, semiprofessionisti e amatori, dei circoli magici e delle scuole, con tanto di prefazione storica sulla storia di quest’arte in Italia.

17 balls

www.ejc2010.org

Thomas Dietz

Convention Trentina di Giocoleria

dvd autoprodotto per ordini: kontact@jongeur-thomas-dietz.de

4/5 settembre, Trento (TN) I giocolieri dell’Ass. Giratutto! vi invitano ad entrare a Trento per una trotterellante convention con workshop, spettacoli

www.giratutto.org

Convention Giocoleria emiliana

Vedere Thomas allenarsi e provare trick stratosferici uno dopo l’altro è davvero un piacere, se poi a questo aggiungi una ricca serie di jam session in synchro con Christof, Joelle Huguenin, Manuel, Thomas Janke, Peter Gerber e un’intervista dove racconta perché questo DVD si titola 17 balls, le ragioni per procuraselo sono già abbastanza!

9/12 settembre, monteveglio (BO) Apputamento emiliano dedicato a giocolieri e ai motociclisti con un galà a premi,occasione di felici contaminazioni

www.giocolieriemiliani.it

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Raduno Nazionale delle Scuole di Piccolo Circo Sarzana (LS), 23/24 aprile www.facciamocirco.it

foto di Carla Mondino

Prendi una splendida fortezza del Cinquecento, con tanto di fossato, piazza d’armi, torri e torrioni. Disponi con cura, negli spazi più appropriati e suggestivi, piccoli e grandi attrezzi circensi: ruote di Rohn, monocicli e pali cinesi; palchi per l’acrobatica aerea; trampoli e altre diavolerie circensi; un cavallo per il volteggio. Nella grande sala delle capriate allestisci anche una mostra d’arte con quadri, illustrazioni e terrecotte che raccontano il circo. Adesso riempi la fortezza di centinaia di bambini e ragazzi di ogni età, che vengono da tutta Italia e frequentano ben 17 tra scuole e corsi di arti circensi a livello amatoriale. Ecco: hai messo in scena il Raduno nazionale delle Scuole di Piccolo Circo che ha festeggiato il suo 5° compleanno secondo un copione ormai ben rodato: workshop e giochi/allenamenti liberi durante il giorno; esibizioni sul grande palco della piazza d’armi, davanti a un vasto pubblico, la sera, con il gran finale affidato agli allievi di un corso professionale; quest’anno della Scuola

Romana di Circo con il loro Ops. Novità del 2010 sono stati i workshop di antipodismo (Emilia Tau), palo cinese (Enrico Giacometto), calcio e giocoleria (Benno Wessteiner), corda molle (Paolo Danesi), swap (Federico Benuzzi). Attività, molto gettonate dai ragazzi, che si sono affiancate alle più tradizionali: acrobatica aerea (Eli Manni e Rosetta Pisaniello), trampoli (Italo Fazio, Federico Faggioni, Claudio Maestrelli), ruota di Rohn (Elisa Lamberti, Fabrizio Fanizzi), volteggio equestre (Luisa Monico). Ideato e promosso dall’Ass. facciamoCIRCO con il sostegno e il contributo di Comune di Sarzana, Regione Liguria e Ipercoop, il Raduno è ormai un appuntamento di riferimento nel calendario annuale di molte scuole italiane. La bellezza della location, la ricchezza del programma, l’entusiasmo dei ragazzi e la disponibilità degli istruttori creano un’atmosfera di gioia e condivisione che sorprende e stupisce ogni volta e che attira l’attenzione dei media locali e nazionali, dando al mondo del circo amatoriale per bambini e ragazzi quella eco e visibilità indispensabili per uscire dalla nicchia in cui è confinato e dispiegare le sue grandi potenzialità. (a cura di Alina Lombardo, organizzatrice dell’evento)

foto di Camilla Bonadonna

Festival di Circo per bambini e ragazzi

Circo Follia montecastello (Pontedera - PI) 29 maggio www.antitesiteatrocirco.it Un festival giovane, nuovo, coinvolgente e con una dose di sana follia, a cura della Scuola di Circo Antitesi con il sostegno del Comune di Pontedera (PI), il cui filo conduttore è la cultura del teatro-circo, intesa sia come dimensione artistica ed espressiva che come strumento formativo. Al centro delle diverse iniziative si è data molta importanza alla dimensione sociale, educativa e formativa delle discipline circensi, sia per adulti sia per bambini e ragazzi. Il festival si è infatti aperto nel caratteristico borgo di Montecastello con la partecipazione di oltre 100 bambini provenienti dalle realtà del piccolo circo toscano (oltre ad Antitesi hanno partecipato: Circo Tascabile (FI), Chez nous…le cirque! (Cascina, PI), En Piste di Grassina (FI), Feluna (LU), I maghi incartati (S.Polo in Chianti, FI) e S-

cavalcando di (Chianni, PI)), che attraverso laboratori ed esibizioni hanno avuto la possibilità di conoscersi e scambiarsi esperienze, ma anche di far conoscere ad altri bambini e genitori la bellezza e le potenzialità di queste discipline. Grazie al “Corso di formazione in Circo Sociale” promosso da Antitesi con il sostegno del CESVOT (Centro Servizi Volontariato Toscana) sono stati effettuati laboratori in collaborazione con centri che si occupano di persone con handicap fisici e psichici, ma anche con gruppi classe delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Il festival ha offerto anche momenti di spettacolo di spessore internazionale, con la partecipazione di artisti affermati, come lo spettacolo “Bestiario” per la regia di Firenza Guidi (ideatrice e regista di Immortal e Tabù per NoFitState Circus) che ha coinvolto in un workshop artisti circensi di varie scuole di circo europee tenuto con docenti di grande rilievo internazionale.

Prodotti di Giocoleria Aquiloni Freesbie Boomerang Libreria Ambientale Strumenti Musicali del Commercio Equo e Solidale

Via dei Volsci 81, 00185 Roma tel. 347 0872921, 06 44709062, lorbitaroma@yahoo.it

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Circo... In Piazza! Pisa, 30 maggio www.museodelcirco.it

foto di Luca Marmugi

Centinaia di bambini ed adulti hanno dato vita alla prima edizione di questo raduno delle Scuole toscane di Piccolo Circo. P.za C. Gambacorti ha fatto da splendida cornice a questa festa di bambini e per i bambini, destinata a diventare un appuntamento fisso del calendario di eventi del Comitato UISP di Pisa, organizzatore e promotore della manifestazione. La festa è iniziata la mattina, con i bambini delle scuole di circo in parata attraverso il centro storico che lanciavano clave e palline, camminvano su trampoli e monocicli, sotto gli occhi meravigliati di cittadini e turisti. Lorenzo Bani, presidente del Comitato UISP di Pisa, ha dato il via alla manifestazione e per tutta la mattina la festa è continuata, con i bambini presenti impegnati, sotto l'attento controllo degli istruttori, in camminate

più o meno sicure su trampoli, filo teso e molle, in lanci di foulard, palline e diablo, capriole e verticali. Molti adulti presenti non hanno saputo resistere alla tentazione di provare anche loro quello che facevano i più piccoli, un esempio di come le arti circensi siano davvero accessibili a tutti e ottimo veicolo per favorire la conoscenza, l'integrazione e il divertimento. Nel pomeriggio si sono esibiti i bambini di alcune delle scuole di circo intervenute: La Compagnia delle Arti Distratte, Chez nous, ...le cirque! e Il Nuovo Fontanile. Riconoscimenti della UISP anche ad altre scuole presenti: Antitesi Teatro Circo, Circo Tascabile, En Piste!, la Sig.ra Olga Gorbunova e al patrocinio di Giocolieri & Dintorni. Un grazie alla Sezione Soci Coop di Pisa, che ha offerto il pranzo, al Comune e alla Provincia di Pisa, il cui patrocinio è stato fondamentale per la buona riuscita dell'evento. Appuntamento a Pisa il prossimo anno!

Luglio Bambino Campi Bisenzio (FI) 9/23 luglio www.lugliobambino.it LuglioBambino nasce nel 1993 da un’idea dell’Amministrazione comunale: creare un momento di aggregazione nel territorio dove realizzare una serie di attività rivolte all’infanzia. Obiettivo è realizzare una città a misura di bambino e proprio in questa ottica rientra il grosso investimento di quegli anni sull’arredo dei giardini pubblici. Fin dalle prime edizioni la partecipazione registrata conferma che il teatro, e più in generale ogni esperienza creativa, rappresenta un insostituibile strumento di formazione sociale e culturale. Nascono i laboratori con la finalità di rendere i bambini attivi e protagonisti; non un prolungamento del lavoro didattico scolastico, ma un momento di festa dove, attraverso il gioco, si sviluppano le attitudini creative in tutta libertà. A luglio il bambino è libero di scegliere tra spettacoli, animazioni, cinema e laboratori nella più completa autono-

mia. Negli spazi laboratoriali grande affluenza anche di intere famigli: nonni che rivivono momenti dell’infanzia, si divertono, imparano cose nuove; genitori che colgono l’opportunità di consolidare le loro scelte dal confronto con altre famiglie e di fare qualcosa con i propri figli. Risultato di diciassette anni di un lavoro di cui è solo la punta emergente dell’”iceberg”, LuglioBambino è il frutto di un progetto fatto di opere, di azioni e di storie, cioè di produzioni di spettacoli, ospitalità di compagnie ed artisti, incontri culturali, mostre, installazioni, laboratori. L’edizione di quest’anno apre una finestra sull’Europa con la sezione “Luci dalle Città”, che sarà dedicata ad un festival e ad un paese diverso ogni anno. Cominciamo dalla Catalogna (ospiti nel festival 9 compagnie catalane) che ci è sembrata un esempio per l’attenzione che il governo mostra per lo sviluppo dell’arte. Un territorio di innovazione che stimola le avanguardie e investe nella crescita dei suoi artisti. La stessa attenzione che riconosciamo al governo della nostra regione e che vorremmo rafforzata grazie ad una rete europea costruita intorno ad un progetto di sviluppo culturale. Perché l’arte, si sa, è superflua e perciò indispensabile come l’amore. È il più potente mezzo di comunicazione al mondo, un megafono universale, multilinguistico. L’arte è un diritto per tutti. (a cura di Sergio Aguirre & Manola Nifosi, organizzatori dell’evento)

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Registro Nazionale Corsi/Scuole di arti Circensi per bambini e ragazzi Il Registro, in via di completamento, pur non comprendendole tutte, intende promuovere le realtà che operano nel settore e fornire informazioni più dettagliate sul loro lavoro. Il Registro delle Scuole viene regolarmente pubblicato su Juggling Magazine, mentre gli aggiornamenti in tempo reale, e le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.jugglingmagazine.it

Piemonte Flic Scuola di Circo via Magenta 11, 10128 Torino Dario Sant’Unione 338 8394275 www.flicscuolacirco.it

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Fuma che n'duma via XX Settembre 30, 10022 Carmagnola (TO) Giuseppe Porcu 333 2742858 fumachenduma@yahoo.it Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Sportica via Cattaneo 41, 10064 Pinerolo (TO) Paola Martina 340 4644248 sportica@libero.it Teatrazione via Rismondo 39/f, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com Vertigimn via Parma 29/bis, 10154 Torino Fabrizio Fanizzi 338 4189800 www.vertigimn.it Il Balzo via Fezzan 6, 20144 Milano Adriano Adriolli 02 47710541 www.balzo.it Piccola Scuola di Circo via Elba 7, 20144 Milano Camilla Peluso 02 42290574 www.piccolascuoladicirco.it Piccolo Circo dei Sogni via Carducci 7/17, 20068 Peschiera (MI) Paride Orfei 02 5471337 www.piccolocircodeisogni.com Scuola di Arti Circensi e Teatrali via Sebenico 21 , 20124 Milano Maurizio Accattato 348 6054623 www.maurizioaccattato.org Scuola Nazionale Teatro e Arte Circense via N. Torriani 19, 20124 Milano Marco Bizzozzero 02 6692943 www.teatrocirco.it SpazioCirco via Carrobbio 6, 20093 Cologno Monzese (MI) Sonia Belotti 338 7813115 www.spaziocirco.it Ambaradan via Gaetano Donizetti 16, 24020 Torre Boldone (BG) Lorenzo Baronchelli 035 363089 www.ambaradan.org Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Rita Vaz Pato 334 8192033 giocolarte@yahoo.it Animativa via Max Valier 11, 39011 Lana (BZ) Josef Marmsoler 0473 249564 www.animativa.org Arteviva via Bari 73/5, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 associazione.arteviva@virgiliio.it Circomix via Tulpe 1c 39030 Vandoies (BZ) Sigrid Federspiel 0472 869479 www.circomix.it Bolla di Sapone via S. Antonio 20, 38100 Trento Tommaso Brunelli 348 8852925 bolladisaponetrento@yahoo.it Luden’s Circus c/o Ermete onlus v.le Verona 102, 37022 Fumane di Verona (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 www.ermete.it Facciamo Circo v.le Guido Cavalcanti 26, 19038 Sarzana (LS) Alina Lombardo 339 5878441 www.facciamocirco.it Body Studio via Paradisi 7a, 42100 Reggio Emilia Susi Alberini 338 1397924 www.bodystudio1.com Microcirco viale Colombo 18, 47042 Cesenatico (FC) Carla Acquarone 337 266505 www.microcirco.it Piccolo Circo KR scuola elementare Roosvelt, 50051 Castelfiorentino (FI) Shanti Venier 333 8892174 www.kappaerre.org Scuola di Circo “En Piste” via Torino 28, 50063 Figline Valdarno (FI) Julien Morot 380 7560377 www.myspace.com/enpiste Il Circo Aereo dei Maghi Incartati pz. Musignana 13, 50022 S. Polo in Chianti (FI) Elena Manni 334 1974550 www.elirudyzuli.it Circo Tascabile via Belgio 12, 50126 Firenze Lapo Botteri 348 9241326 www.circotascabile.it Antitesi Scuola di Circo Trick via Don Mazzolari 25, 56025 Pontedera (PI) Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Chez Nous, ...Le Cirque! via di Lupo Parra 151, 56023 S. Prospero, Cascina (PI) Cristiano Masi 339 3212486 www.museodelcirco.it Feluna via Pesciatina 280, 55010 Lunata (LU) Luisa Pucci 338 6279646 info.feluna@alice.it La Valigia delle Meraviglie Via Frazione San Michele 28/A 60044 Fabriano (AN) Maria Pia Santoro 340 2380553 www.lavaligiadellemeraviglie.com Circo Instabile via Birago 4, 06124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 www.circoinstabile.it Circus Bosch piazza San Pancrazio, 7 00152 Roma Valeria Zurlo 333 6888554 www.circusbosch.com Scuola Romana di Circo Lungotevere Flaminio 55, 00196 Roma Catia Fusciardi 338 3552831 www.scuolaromanadicirco.net Chiaradanza via San Filippo 10, 80122 Napoli Linda Martinelli 081 2461173 www.chiaradanza.it Circo dei Sogni c/o Reve Danza c.so V. Emanuele, via Troise 5, Napoli Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 www.revecentrodanza.it Circo Laboratorio Nomade vico La Catena 9, 74012 Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 myspace.com\circolaboratorionomade Il Girotondo via Pizzilli 13, 75100 Matera Nicola Scoditti 339 2464721 girotondo.n@libero.it Il Giglio c/da Baronia Capo Milazzo, 98057 Milazzo (ME) Alfredo Asdia 090 9281313 www.ilgiglio.org Le strade di Macondo via Goldoni 68, 09131 Cagliari Pietro Olla 338 2362816 www.pietroolla.it

Scuole che avviano anche al volteggio equestre Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.cascinacampi.it/campacavallo sCavalcando via Campagna 157, 56030 Chianni (PI) Luisa Monico 349 5773202 scavalcando@poderecasavecchia.it Cavalgiocare Pod. La Casella, 264, 53018 Sovicille (SI) Margherita Gamberini 0577 314323 www.lacasellacavalgiocare.it

Progetti di Circo Sociale e Terapeutico Il Muretto via delle Verbene 9 bis, 10151 Torino Clown Dado 338 4848254 myspace.com/clowndado Viviamo in Positivo Progetto Circostanza via Cristalliera 25, 10139 Torino Luca Marzini 011 7499917 www.clownterapia.it Fondazione Mago Sales via Cavour 33/35, 12062 Cherasco (TO) Mago Sales 335 473784 www.magosales.com Parada Italia via Breda 54, 20126 Milano Francesca Mangano 02 25539237 www.parada.it Circo dell’Imprevisto villaggio SOS viale Trieste, 36100 Trieste Ancis Aureliano www.dottorclownitalia.org Car't Teatro Via Giuseppe Brodoloni 9, 50051 Castelfiorentino (FI) Andrè Casaca 349 4700420 www.teatrocart.com Cospe Via Slataper 10, 50134 Firenze Eleonora Migno 055 473556 www.cospe.org A.M.I.G.A piazza G. Winckelmann 5, 00162 Roma Marina Maciocci 335 5282221 flabigi@tin.it Circo Corsaro Via Labriola Lotto 1 N, 80145 Scampia (NA) M.Teresa Cesaroni 081 19560383 www.puntacorsara.it

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Programma di Formazione per Operatori di Progetti di Circo per Bambini e Ragazzi

Giocoli&rDi intorni con il sostegno del

Maggiori informazioni su www.jugglingmagazine.it o dietro richiesta a giocolieriedintorni@hotmail.com

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Castelfiorentino (FI) 20/24 settembre 2010

meeting Nazionale degli Operatori di arti Circensi per Bambini e Ragazzi in collaborazione con

Ass. Kappaerre

e con il patrocinio del

Comune di Castelfiorentino

Il Meeting è rivolto agli operatori del settore e fornisce loro l’occasione per un aggiornamento professionale e per un reciproco scambio sulle metodologie e le tecniche acquisite. La formula prescelta vede il gruppo dei operatori partecipanti, provenienti da tutta Italia in rappresentanza di varie associazioni, concentrarsi per cinque giornate su un intenso programma di interventi, workshop, laboratori con bambini, confronti e allenamenti.

Molte novità in cantiere per il Meeting di quest’anno. Ai laboratori/percorso con le classi e agli interventi tenuti dai relatori si affiancheranno gruppi di lavoro su temi di ampio interesse per il settore. Non mancherà una programmazione serale di spettacoli, con la partecipazione di Circo Paniko. Seminar internazionale sulla formazione - Al Meeting sarà possibile incontrare e conoscere i responsabili della formazione degli altri paesi europei, convocati a Castelfiorentino per un seminar internazionale che verterà sull’allineamento e il confronto delle formazioni di base degli operatori. Aggiornamento Registri Scuole/Corsi/Operatori di Circo per bambini e ragazzi - Per allineare standard e competenze ai livelli degli altri paesi europei, ci si confronterà al Meeting anche su un aggiornamento degli elenchi da noi promossi, al fine di fornire entro fine anno al pubblico e agli addetti un quadro aggiornato del panorama italiano. Tutti i dettagli sul programma saranno online entro fine luglio.

Programma

Castelfiorentino (FI) 24/26 settembre 2010

Stage introduttivo Le basi tecniche e pedagogiche delle arti circensi Ass. Kappaerre e con il patrocinio del Comune di Castelfiorentino stage introduttivo con Patrice Jorrey e Patrick Pinchon riservato a coloro che desiderino scoprire le discipline circensi e svilupparne l’insegnamento in ambito pedagogico nelle scuole, nelle palestre, nelle associazioni. Valore pedagogico,metodologia, didattica, preparazione e valutazione di una lezione/di un corso annuale; presentazione di progetti; basi tecniche delle discipline circensi.

in collaborazione con

approfondimenti specifici con diverse realtà su tutto il territorio nazionale Tra le tante proposte: Metodologie e Applicazione delle arti circensi in situazioni di disagio (con M.L.Mirabella), Il Clown, identità comica del corpo (con A.Casaca), Dalla creazione alla messa in scena di spettacoli (con P. Pinchon), Introduzione al Mimo (con M.Cionini), Nuove Piste: Break Dance e Arti Circensi (con A.Martina), Mini-Tramp e Trampolino (con G. Paci), Psicomotricità e Circomotricità (con S.Alberini).

in collaborazione con

Roma, ottobre 2011 / giugno 2012

2° Corso Universitario per lo Studio delle attività motorie applicate alle arti Circensi ll Corso di Studio in Scienze Motorie, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Il corso, primo del suo genere in Italia, sottolinea l’apertura e l’interesse del mondo accademico verso la trasmissione delle arti circensi, antichissima e nobile arte, che fonde il brivido del gesto atletico all’emozione dell’interpretazione artistica. Articolato in 310 ore di lezioni frontali e tirocinio tenuti da docenti universitari dell’Università di Tor Vergata ed esperti di arti circensi.

in collaborazione con

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CaroCircoBus Giornate di circo in piazza per bambini e ragazzi associazioni che sostengono Juggling magazine Giocoli&rDi intorn

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ARTEREGO ASS. c/o Blogos, via Mille > 40033 Casalecchio di Reno (BO) > Sandro Sassi 333 2800913 www.arterego.org ARTI DISTRATTE via Valtellina 1 > 50053 Empoli (FI) > Tiziana Taraballi 392 2119082 www.artidistratte.it IL CERCHIO MAGICO ASS. via Tomadini 3 > 34070 Villesse (GO) > Andrea Subani 333 4777548 andreasubani@live.it CIRCO CANAJA palestra popolare Lungomare Da Vinci 1 > 60019 Senigallia (AN) www.myspace.com/circocanaja CIRCOLÌ ASS. via S. Serena 19 > 00143 Roma > Elena Cornacchia 339 3916952 www.circo-li.it CLOWN & CLOWN ASS. via Vittorio Emanuele 24 > 62015 Monte S.Giusto (MC) > Paola Sabbatini 331 9996765 www.clown&clown.org UN CLOWN PER AMICO via G. Costantino 5 > 70123 Bari > Michele Diana 328 4270390 clownarturo@hotmail.it IL DRAGHETTO via grotta di navarra 14 > 67100 L’Aquila > Anna Del Beato 338 1864156 www.atestaingiu.net ENDAXI ASS. via G.di Montpellier 52 > 00166 Roma > Paolo Scannavino 328 9473371 www.spazioendaxi.it FAMILUPI'S ASS. via IV Novembre 10 > 12051 Alba (CN) > Andrea Anolli tel 335 8128805 www.familupis.it FOGLI VOLANTI ASS. via Università 61 > 09100 Cagliari > Riccardo Tanca 328 4149915 artistidistrada.multiply.com GIOCOLIERI EMILIANI ASS. via Panigale 90 > 40132 Bologna > Pietro Morea 347 7121221 www.giocolieriemiliani.it IL GIROTONDO via dell'Industria 7 II^ traversa > 72015 Fasano (BR) > Nicola Scoditti 339 2464721 girotondo.n@libero.it JOKERS ASS. Via Badia di Cava 56 > 00142 Roma > Catia Fusciardi 338 3552831 www.scuolaromanadicirco.net KARACONGIOLI ASS. via San Marco 443/D > 55100 Lucca > Andrea Vanni 329 3659034 opplero78@hotmail.com KAPPAERRE ARCIRAGAZZI ASS. via della Repubblica 34 > 50051 Castelfiorentino (FI) > Sara Spini 349 5779462 www.kappaerre.org MAGO SALES ONLUS FONDAZIONE via Bioletto 20 > 10098 Rivoli (TO) > Don Silvio Mantelli 335 473784 www.sales.it PALESTRA GIOCOLIERI CATANIA Centro Sociale Auro Catania > Riccardo Strano 320 0752460 rickystrano@yahoo.it PARMA JUGGLING CREW Via del Taglio 2 > 43100 Parma > Gabriele D'Avino 349 1281151 gabriele.davino@gmail.com SOPRA LA PANCA via Genova 59 > 70022 Altamura (BA) > Francesco Laterza 338 3662252 www.myspace.com/sopralapanca LA TENDA IN CIRCOLO ASS. via Italia 1 > 65010 Villa Raspa di Spoltore (PE) > Cristiano Coia 340 2630126 latendaincircolo@gmail.com

Info su queste realtà e sulle modalità per sostenerci alla sezioneLink/Sostenitoridi

www.jugglingmagazine.it

viale della Vittoria, 25 - 00053 Civitavecchia (Roma) Italy - P.IVA/C.F. 06894411005 t/f +39 0766 673952, m +39 347 6597732 mail giocolieriedintorni@hotmail.com web www.jugglingmagazine.it

“CaroCircoBus” è un’iniziativa curata dall’Ass. Giocolieri e Dintorni, da anni impegnata nella promozione delle arti circensi e nella formazione dei suoi insegnanti, per creare nelle piazze d’Italia momenti di incontro con le arti circensi. Un furgone opportunamente attrezzato e guidato da operatori di Piccolo Circo allestisce in una piazza prescelta uno spazio per offrire a gruppi di bambini e ragazzi un gioioso, istruttivo e coinvolgente laboratorio di Piccolo Circo.

OGNI LIBRO DEGNO DI NOTA É UN ATTENTATO ALL’ORDINE E UN OLTRAGGIO AL PUDORE. Marcel Jouhandeau

Nuovi Equilibri _ C.P. 97 _ 01100 Viterbo tel. 0761 352277 _ fax 0761 352751 _ ordini@stampalternativa.it _

Per richiedere libri e catalogo _

www.stampalternativa.it

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Juggling Magazine #47 - june 2010  

quarterly italian magazine dealing with contemporary circus arts

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