Juggling Magazine #87 - june 2020

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CIRCOVID19 NUMERO87 GIUGNO2O20

JUGGLINGMAGAZINE.IT ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI



EDITORIALE bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno XXIII, n. 87, giugno 2020 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002 Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) h jugglingmagazine.it h progettoquintaparete.it e jugglingmagazine@hotmail.com f 0766 673952 m 340 6748826 Direttore responsabile Marcello Baraghini Direttore editoriale Adolfo Rossomando Redazione Valentina Barone Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Pixartprinting Stampato il 20 giugno 2020 In copertina WET, the show! Foto archivio GOP

Con il sostegno di

Città di Circo 2019 foto di Circusögraphy

Lo spettacolo dal vivo, nella sua interezza e varietà, è tra i settori che maggiormente hanno sofferto le limitazioni innescate dalla pandemia. Un settore fino ad allora vivacissimo, nel pieno del suo sviluppo, ricco al suo interno di una incredibile serie di professionisti e professionalità, si è ritrovato improvvisamente con le gambe tagliate, riscoprendosi estremamente fragile nelle sue frange non tutelate. Eppure, di fronte ad uno stop così istantaneo e senza possibilità di replica, dopo un primo momento di sgomento e incredulità, dopo aver tracciato le coordinate del nuovo, ristretto e protetto “rifugio” in cui ci si ritrovava confinati, come singoli e/o come organizzazioni, si è fatta strada per tutti l’esigenza e il desiderio di reagire. Le testimonianze qui raccolte, precedute da un intervento di Raffaele De Ritis che ci accompagna attraverso la storia, alla ricerca degli anticorpi del Circo, forniscono un quadro molto variegato di questa risposta e dei suoi esiti, alcuni davvero sorprendenti. Artisti, allievi, professionisti, e salendo di scala fino alle scuole di circo, ai centri di creazione, centri di residenza,

ai festival, ai circuiti multidisciplinari, passando ai network e alle associazioni di settore, sono pochi quelli che hanno incrociato le braccia in attesa della ripartenza. “L’uomo è comunque l’unico essere vivente che percepisce come sensata l’idea di migliorare il mondo” leggevo su un libro illuminante ripescato proprio durante il lockdown. Mentre la natura mostrava, con l’arrivo della primavera, la bellezza, l’armonia e la maestosa serenità del suo procedere, in quelle lunghe giornate di “penitenza” che non consentivano alcun inganno dell’attesa, tutti noi abbiamo immaginato una ripartenza, personale e/o professionale. Una ripartenza che interrogasse il nostro ruolo all’interno del settore, il ruolo dell’arte del circo all’interno della società e gli effetti di un consumismo culturale e una mobilità dissennata non più sostenibili. Supportati dalla tecnologia del digitale, dagli strumenti di condivisione online, cullati da un ritmo circadiano più equilibrato, confinati nell’eremo del distanziamento fisico, ritrovandoci dieci, cento volte sulle piattaforme di conferenze online per confrontarci e confortarci, abbiamo trascorso un trimestre “sabbatico” per riflettere su un mondo nuovo, possibile, diverso, migliore, su un settore più unito, forte, tutelato. Speriamo che, nel concitato e confuso ripartire estivo che abbiamo davanti, non venga sciupata l’opportunità che un “buen ritiro” di questa portata e durata ci ha offerto. Speriamo di saper onorare le tante vite reclamate da una Natura, generosa e spietata al tempo stesso, che ha restituito all’uomo il senso della sua inadeguatezza, la vanità del suo ciarlare, la responsabilità mancata di fare comunità senza lasciare nessuno solo e indifeso. Adolfo Rossomando direttore editoriale Juggling Magazine


PER IL CIRCO CHE ASPETTA RESILIENZA E POTERE DI CONTAGIO DEL PIÙ ANTICO SPETTACOLO DEL MONDO: CI SONO ANCORA GLI ANTICORPI?

progettoquintaparete.it/astleys-place-home

di Raffaele De Ritis Il senso di rischiare la vita per arte, essenza della gente del circo, si è sfasciato in pochi giorni come un castello di carte. Tendoni ripiegati gli uni dopo gli altri. Alcune tournée hanno visto solo il tempo di una prova generale, per tornare indietro ai quartieri d’inverno (per chi li possiede). I cavernosi edifici degli “show permanenti”, da qualche decennio avamposti di ambizioni tecnologiche (utopia di migliorare la meraviglia pura dei corpi), spenti come magazzini.

IL VUOTO É UN PUNTO DI PARTENZA (…) PER AIUTARCI A SCOPRIRE OGNI VOLTA COSA É DAVVERO ESSENZIALE PER SOSTENERE LA RICCHEZZA DELLA VOCE E DEL CORPO IN SCENA. Non che il dePeter Brook, “A fior di labbra”, 2018 stino umano fermi ora per la prima volta il circo. Con non minore fragilità di vascelli in tempesta, i circhi sono stati ripetutamente frenati dalla Storia. Circhi stabili divennero bivacchi di soldati durante la rivoluzione russa, o granai in Francia durante la I^ Guerra Mondiale; nel 1978 in Iran, la caduta dello Scià vide il circo di Moira Orfei abbandonato alla fame per mesi; le due Guerre Mondiali sono costate l’estinzione di circhi antichi e gloriosi, per altri la sosta di anni, prima di ripartire. Ci si fermava, si aspettava. Anche il gigante storico, il Ringling bros. And Barnum e Bailey, negli anni ’40 interruppe un tour a metà per le pressioni sindacali: più di mille dipendenti, animali ed artisti senza lavoro e il più grande circo del mondo sul lastrico. E poi il fuoco. Due volte, tra il 1810 e il 1820 l’incendio distrusse il progenitore dei circhi stabili europei, il Cirque Olympique Franconi di Parigi; e due volte il tendone del circo Togni negli anni ’50. E poi inondazioni, trombe d’aria, nevicate hanno atterrato imperi viaggianti di tela in pochi secondi. Ma ancora, ci si fermava, si aspettava. Dopo gli incendi, la famiglia Togni usava ripartire con lo slogan resiliente “come prima, meglio di prima”. Virus, pesti, epidemie, hanno decimato nei secoli milioni di persone, e hanno cambiato le forme di economia, produzione e divertimento dell’uomo: ma non hanno mai sconfitto il circo. Il fatto è che il circo, più d’ogni altra forma, rinasce dalle proprie ceneri. È dovuto alla sua natura unica tra ogni genere di spettacolo: la propria universalità. Non si lega troppo all’età, alla lingua o alle culture di chi va a vederlo. Sa riadattare la propria JUGGLINGMAGAZINE.IT

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economia e l’offerta artistica, e muoversi rapidamente, dove serve, attraverso il pianeta. Il circo è peggio di un virus. Perciò ci si ferma, si aspetta. L’adattabilità è l’arma di sopravvivenza dei più durevoli organismi, si sa; ed il circo è là da secoli. Anzi, dopo ogni tragedia, la sua vitalità ha sempre contaminato un nuovo pezzo di pianeta. Ma il circo di oggi? Ha ancora gli anticorpi storici per riadattarsi al mondo? Negli ultimi due decenni, una parte del circo si è fieramente legittimata nel mondo della “cultura”. Ha conquistato un sistema di pratiche in genere assenti dalla sua storia secolare: danaro pubblico, tempi e luoghi per “creare”, équipes artistiche, pubblico delle arti, un’economia passata dall’itineranza di un intero spazio scenico al confort delle sale teatrali; dal sistema a incasso a quello meno incerto del cachet. In breve: il “circuito culturale”. Un sistema in cui il pubblico non va cercato casa per casa, e in cui non ci si porta più dietro la propria. Laddove teatro, musica e danza hanno una storia di sussidio pubblico riconducibile almeno al XV secolo, ciò è solo recente per acrobati e clown, non nella natura storica del circo. Ove il teatro si é storicamente basato su tali sistemi di funzionamento, il circo si è sempre salvato grazie ad un anticorpo specifico: la ricerca del pubblico ovunque attraverso il pianeta. Una caratteristica faticosa, un travaglio folle, più da libri di avventure che da mondo reale. Ma è quella che ha scolpito nel tempo il successo planetario del circo. PROGETTOQUINTAPARETE.IT


Tale natura è stata condivisa anche con alcune forme di teatro, vicine al circo: le compagnie di giro (prosa, rivista e commedia musicale, fino all’avanspettacolo). Quel teatro cioè che la critica e le istituzioni hanno sempre definito con qualche distanza “spettacolo popolare”. Il circo ha per secoli resistito con un sistema ben definito: la trasmissione dei saperi tramite le figure dei “maestri”; la simbiosi dei tempi di creazione e di quelli della rappresentazione (da cui l’”improvvisazione” come tecnica); la fedeltà essenziale di uno spazio scenico (la pista di 13 metri); l’immediatezza dello spettacolo senza badare a “contenuti” altri dal dare emozioni; la costante innovazione del repertorio (sì, innovazione, per secoli, e molta); la capacità istintiva nella ricerca di nuovi mercati. Con molti problemi. sicuramente: la ricerca delle piazze, le invenzioni per pubblicizzarsi, la concorrenza, la burocrazia.

Ma questo è stato per secoli il dna del circo, e meglio di un virus esso si é adattato al mondo ed ha resistito. I problemi dei nuovi circensi sono diversi. Non sono fatti più della fatica di piazze, affissioni, camion, letame, ruggiti, altoparlanti; ma del sudore borghese a tavolino: rivendicando una patente di “contemporaneità”. Fradicio sotto un’impalcatura mentale di bandi, progetti europei, domande ministeriali, “processi creativi”, “residenze”: nozioni che riempiono dibattiti, confronti, chat, anche con compiacimento; in alcuni casi come ragione stessa di esistenza. Ma dentro? Si é ancora riflettuto poco su quanto i contenuti artistici di questo nuovo sistema abbiano realmente rafforzato la natura del circo ed i propri anticorpi: quanto rimanga ancora di popolare, immediato, universale; quanta meraviglia, quanto divertimento. Quanto l’evoluzione attuale sia stata fedele all’eternità del circo come forma specifica. Quanto un teatro acrobatico postmoderno, fatto di tanto pensiero, orfano dei codici della pista e di ogni animalità istintiva, possa essere forte nella durata. Saprà questo circo “culturale” resistere al cambiamento? Quanto esso è resiliente? Quanto fedele alla natura organica delle proprie origini?

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JUGGLING MAGAZINE, PRIMAVERA 2020

COME LEGGERE LE PAGINE CHE SEGUONO

jugglingmagazine.it

Questo numero di Juggling Magazine è interamente dedicato agli effetti, contro effetti, riflessioni, iniziative che il nostro settore ha subito/attivato nei primi 3 mesi della crisi, in risposta alla pandemia, al lockdown, all’interruzione delle attività. Una “istantanea”, composta da testimonianze dirette, che fotografa la resilienza della nostra comunità in un arco di tempo dato, di fronte ad una condizione inedita e difficile. In queste pagine, e su quelle web collegate, nella forma di un reportage diffuso, abbiamo raccolto le testimonianze di oltre 50 soggetti, tra i tanti che costituiscono la scena italiana. Un campione significativo, certamente non esaustivo, che potesse dare voce all’ampio numero di professionalità e di sentimenti che il nostro settore aggrega. Su jugglingmagazine.it/news/covid-19-reloaded troverete le altre numerose testimonianze, tutte ugualmente autentiche ed interessanti, che per ragioni di spazio non abbiamo potuto includere in questo numero, e il link al sondaggio online per inviarci la vostra testimonianza e vederla pubblicata online. Il racconto collettivo che seguirà si dipanerà a partire da 6 domande, uguali per tutti:

di A.R. La galassia delle attività amministrate da Giocolieri e Dintorni ha giocoforza registrato un drastico stop in questi primi 3 mesi della crisi sanitaria e nelle pagine che seguiranno troverete le riflessioni partorite all’interno dei programmi Progetto Quinta Parete, AltroCirco e CircoSfera. L’agenda 2020 di Juggling Magazine prevedeva nel suo primo semestre - oltre ad una attività “ordinaria” di presenza ai festival di settore, incontri di rete, promozione dell’intero settore attraverso Juggling Magazine, la sua newsletter e i suoi social - una serie di ulteriori iniziative di rilievo. Tra queste una campagna di promozione, con un crowdfunding collegato, per la creazione di 30 corner di Juggling magazine in 30 luoghi disseminati lungo tutta la penisola; un sondaggio per il restyling di jugglingmagazine.it seguito dalla messa online del sito; una accelerazione sulle attività del network INCAm, con il coordinamento di due meeting che sarebbero stati ospitati a marzo da Festival UP,

1 Impatto

A COSA HAI/AVETE DOVUTO RINUNCIARE DEL TUTTO IN QUESTI PRIMI MESI E PER LA STAGIONE/LE STAGIONI A VENIRE

2 Resistenza&Resilienza

COSA HAI/AVETE REALIZZATO COMUNQUE IN QUESTI MESI, NONOSTANTE LE RESTRIZIONI/CANCELLAZIONI IN CORSO

3 Opportunità

QUALE FUTURO INTRAVEDI/INTRAVEDETE IN QUESTO MOMENTO E COSA HAI/AVETE INTENZIONE DI ATTIVARE

4 SOS

COSA CHIEDI/CHIEDETE COME SUPPORTO, CON QUALI MODALITÀ DI EROGAZIONE E A CHI

5 Aneddoti

EVIDENZIA/TE LA COSA PEGGIORE E LA COSA MIGLIORE CHE TI/VI È CAPITATA DALL’INIZIO DELLA CRISI

6 IN PRIVATO DOMANDA OPZIONALE

RIFLESSIONI E INIZIATIVE INNESCATE IN QUESTO PERIODO CHE TOCCANO LA TUA/VOSTRA VITA PRIVATA E CHE VORRESTI/E CONDIVIDERE CON I LETTORI Agli intervistati abbiamo lasciato la libertà di poter rispondere specificamente ad ogni domanda, oppure di comporre un testo corrente che le toccasse tutte. Le loro scelte apparranno evidenti nella composizione delle loro pagine.

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in Belgio, e a maggio da Imaginarius, in Portogallo. Dopo lo spumeggiante inizio dell’anno celebrato sotto gli chapiteau del Demain, di Montecarlo e tra gli spettacoli di Smells like Circus, niente faceva pensare che l’intero settore avrebbe dovuto congelare le sue programmazioni da lì a poco. Il nostro servizio news su eventi ed appuntamenti di circo è diventato in breve una lunga serie di cancellazioni, che hanno coinvolto subito i mesi primaverili, per poi allungarsi alla stagione estiva. Mandare in stampa e distribuire il numero di JM di marzo, ricco di reportage da eventi ed attività di fine 2019/inizio PROGETTOQUINTAPARETE.IT


Convention Brianzola foto di Giada Calamida

2020, tutti di grande richiamo per il pubblico, in un momento in cui invece l’intero settore cominciava a bloccarsi e le strade diventavano sempre più deserte, ci ha lasciato con la stessa sensazione di aver confezionato un bel regalo per qualcuno che avesse invece dovuto cancellare last minute la sua festa per motivi familiari. Con la variante che quel regalo dovevamo comunque consegnarlo ai lettori, tra mille difficoltà, se non altro con l’augurio al settore di poter ritrovare presto tutta quella libertà, gioia, ricchezza di risorse e di contenuti. Durante questo trimestre di incertezze e distanziamento abbiamo tenuto le antenne aperte verso i tanti segnali di reazione che pure lentamente cominciavano ad arrivare dal settore. Ci s i a m o compiaciuti di come la

comunicazione, nostro cardine di intervento, fosse diventata la scialuppa di salvataggio per un intero settore mosso dal forte desiderio di non perdersi, di non rimanere isolato, né all’esterno, né al suo interno. Una serie di iniziative, alcune delle quali raccontate all’interno di questo speciale, che abbiamo seguito con interesse, sorpresa, attenzione. Questo settore, sempre schiacciato sulla comunicazione e sulla condivisione da calendari e attività che non lasciavano respiro, riscopriva in questo “ritiro forzato” il piacere, la necessità, l’utilità di fare comunicazione, di fare comunità. Dai talk show alle iniziative di valorizzazione del patrimonio, dalle tavole rotonde, alle video conferenze e ai tavoli di lavoro, tante piccole an-

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO core creavano tasselli di resistenza&resilienza durante l’incedere ciclonico della pandemia. Ora che la tempesta sta passando ci piacerebbe impegnarci a tenere vive le energie e le buone pratiche di comunicazione fiorite in quel trimestre, offrendo il nostro contributo ed impegno per creare un palinsesto sostenibile, integrato, condiviso.

Andiamo in stampa con questo numero quando il periodo di “confinamento&raccoglimento” si è già concluso, lasciando il passo ad una nuova fase di prima, limitata riapertura delle attività, che indagheremo nel prossimo numero di Juggling Magazine. Più avanti, quando l'orizzonte apparirà meno nebuloso, affideremo al nostro programma Osservatorio Circo Italia una raccolta dati più approfondita, i cui risultati possano tornare utili al settore in fase di conclamata ripartenza. Le tutele del FUS ci hanno permesso di attraversare questa crisi senza dover rinunciare alle collaborazioni che garantiscono l’operatività della nostra redazione, che non ha mai sospeso le sue attività. Il periodo iniziale di sgomento e smarrimento generale, quello

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in cui l’attenzione era monopolizzata dalle notizie sulla pandemia, ci ha dato anche la possibilità di velocizzare il completamento e la messa online della nuova versione di jugglingmagazine.it, un’impresa che in tempi di “ordinaria follia” avrebbe richiesto molto più tempo. Contiamo inoltre di portare a conclusione entro fine anno anche la campagna per la creazione in Italia dei 30 corner di Juggling Magazine, lasciando al 2021 l’eventualità di riprogrammare i meeting del network INCAm presso festival di rilievo internazionale.

Personalmente, avendo contratto subito dopo il rientro dal Demain una tostissima influenza con annessa bronchite (e chissà che non mi abbia fatto visita il signor Covid19 in persona!), ho visto agganciarsi malattia e convalescenza al periodo di lockdown, in un continuum ai “domiciliari” di 3 lunghi mesi. Un tempo tra le mura di casa fronte mare inimmaginabile per me prima d’ora, spesso anelato. Venendo da un ventennio cadenzato da continue trasferte, quasi ogni settimana, in una destinazione nazionale o internazionale, con una media di 180 giorni l’anno fuori casa, ho riassaporato, come tanti nel settore, il piacere e la necessità di vivere ritmi più stanziali, e per certi versi anche più produttivi e intensi. Una dimensione che mi sforzerò di conservare negli anni a venire, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra mobilità e giornate a km zero, meditazione e produttività, affetti e passioni.


Devizes, UK foto di My!Laika

giornaletti, i telegiornaletti e i loro bollettini tendenziosi o semplicemente irragionevoli. Concordiamo che preservare la vita, in generale, debba essere imperativo e assoluta priorità della politica ma non potendo più discernere il vero dal falso, la nostra opinione sulla realtà medica-epidemica è sospesa. Invece, sulla restrizione delle libertà l’opinione è sempre la stessa: la riduzione indifferenziata dei diritti è sempre nociva alla società. “Repressione e controllo” è il titolo di un incubo foucaultiano che ci sveglia di soprassalto. La scelta funesta del governo di usare la parola assembramento, poi, ci da pelle d’oca, anzi vomito. La sua connotazione ci riporta in un sol balzo a crimini di ieri. Un vento gelido separa le lettere della parola libertà e rotolano sparse sul precipizio. Le orme degli stivali nel fango, le nuvole nere che si addensano all’orizzonte, i proclami patriottici dell’ultimo dei cretini, sono segnali che ci preoccupano e nemmeno un’emergenza sanitaria li autorizza a esistere. Esiliati in casa proviamo a capire gli sviluppi del nostro lavoro. Sentimenti discordi corrono sul rettilineo finale e l’incertezza taglia il traguardo. Ma da sempre l’incertezza è la nostra campionessa. Da quando abbiamo deciso di fare questo lavoro che poi è questa vita. La prossima stagione: come sarà? Chi può dirlo. Sempre così; prima di tornare dopo i lunghi inverni a Kiev o Mosca: che succederà l’anno prossimo? dove lavoreremo? Finite le scuole: in strada? nei varietà? Quando siamo andati a vivere in Francia: e la prossima stagione? in teatro? chi sapeva? Quando decidemmo di lasciare il teatro per lo chapiteau: dove avremmo girato con un tendone? O più semplicemente, domani, la prossima città, la prossima data: come sarà il pubblico e il terreno per i picchetti? Il nostro spettacolo sarà adatto? E a natale? Insomma, l’incertezza noi l’abbiamo scelta. Non c’è niente più stabile del precario. Adesso, mentre stiamo fuori dalla pista, vogliamo difendere la nostra professione. Difendere lo spettacolo dal vivo dal tentativo, voluto o no, sicuramente maldestro, di sminuire o di mettere in stand-by il valore della nostra arte. Incensurabile, scomodo, non in regola, non riconosciuto, il nostro lavoro è minacciato dalla recrudescente virtualizzazione d’ogni cosa. La corrente ghiacciata è forte e anche al-

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L ALAN ONOSTRA CAMPIONESSA S T R A C

LA NOSTRA CAMPIONESSA Donnafugata, Sicilia foto di My!Laika

mylaika.com

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO di Salvatore Frasca e Philine Dahlmann

cuni colleghi si lasciano trascinare in gorghi commerciali. No. Non ci stiamo dentro …un display. Lotteremo per portare il pubblico fuori dalle case, staccarlo dalla tv, dalla rete, dai telefonini, e portarlo nel nostro mondo parallelo. Rapirlo dallo schifo che ci assedia. Come abbiamo sempre cercato di fare. Come ci ricordano gli esperti, la legge statale che disciplina il circo è una legge che riconosce la funzione sociale del circo, non la funzione social. Ripartiremo. Il treno che si è fermato in piena corsa ha lasciato l’eco d’un fischio nelle nostre orecchie. La condizione del non-lavoro si somma a quella del nonviaggio e per noi, che abbiamo trascorso gli ultimi vent’anni senza fermarci mai, ci riporta a un’altra vita, a noi aliena, quella del nostro pubblico. Vivere la condizione di “fermo” come si dice in gergo, ci fa comprendere meglio il valore delle origini nomadi del nostro genere. Sospiriamo, dietro barricate fatte coi libri. Ancora un sogno, e saremo di nuovo in viaggio. Come, dove, quando sono nodi da sciogliere nel solito rebus del futuro. L’avvenire appartiene a tutti ma è un percorso privato, intimo. Difenderemo le nostre scelte e andremo avanti verso la nostra prossima avventura con tutto il coraggio che ogni salto, ogni tecnica, ogni spettacolo rispettabile esige per esistere. Il circo sopravviverà alle miserie con la sua fantasia, con la sua capacità straordinaria di adattamento e tutto il suo nobile fascino selvaggio. Forse.

Ultima data in Svizzera. Poi l’autostrada deserta, si torna in Italia. Nel giorno che precede la serrata totale di un paese “in crisi sanitaria”, alla frontiera, a controllare chi entra e chi esce, non c’è nessuno... Ci sparpagliamo: A Torino, a Toulouse, il resto scivola al quartiere d’inverno: la base di My!Laika e il Circo SIDE, in Toscana. Campagna, primavera, fuochi, portico e loncia, allenamenti marziali, manutenzione strutture, sala musica, e il mondo vada a farsi benedire. L’ecatombe, per noi tangibile, è quella degli spettacoli. Una dopo l’altra, le date della nostra tournée appena iniziata saltano. Prima le disdette arrivano dall’Italia, ovviamente. Poi in ordine di calendario. Cancellano dalla Polonia, dalla Germania, dalla Lituania, dall’Olanda. Restiamo attoniti a guardare il trionfo della politica del panico. Inevitabilmente pensiamo alle iper-restrittive leggi antiterrorismo che hanno strangolato gli eventi culturali negli ultimi anni. Pensiamo alla continua diffusione di allarmi rossi meteo per ogni acquazzone, il terrore quotidiano della diffusione di teorie catastrofiste sui social, la paura di un’apocalittica invasione di migranti. Pensiamo a tutte quelle catastrofi che ci hanno spruzzato negli occhi giornali e politici e osserviamo la realtà tangibile. Tuona la sacra parola della demagogia: “Siamo in guerra”. E noi no. Quindi non ci rimane che disertare i social, i JUGGLINGMAGAZINE.IT

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1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS

E Stream Circus

IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO AL MONDO DI CIRCO CONTEMPORANEO ON LINE. TANTISSIMI SPETTATORI ON-LINE PER ASSISTERE AL CIRCO IN STREAMING, MA I CIRCENSI DISERTANO di Leo Cristiani & Erika Salamone portavoce progetto NO!StreamCircus Ventitrè compagnie tra le più prestigiose in Europa per la prima volta si sono riunite per organizzare il più grande spettacolo di circo contemporaneo on-line mai realizzato finora. La trasmissione è andata in onda domenica 10 maggio 2020 alle ore 18.00 ed è stata seguita da tantissime persone, anche se non sono mancate le sorprese. L’evento, dopo aver generato grande attesa visti i nomi degli artisti in programma, ha riservato un inaspettato colpo di scena. Il pubblico virtuale si è trovato davanti la diretta streaming di un teatro completamente vuoto. Durante l’ora e mezza in cui si sono alternate le riprese del palco, della platea, e del parcheggio, tutti rigorosamente vuoti, i commenti degli utenti online hanno contribuito ad animare il dibattito sulle misure imposte a causa del Covid-19, ovvero il blocco di tutte le attività, anche

extra-spettacolo, per le realtà che operano nel mondo dello spettacolo dal vivo. Il palco disabitato ha quindi lasciato spazio di espressione al pubblico che attraverso i commenti è diventato parte attiva del dibattito che finora aveva coinvolto solo gli operatori del mondo della cultura. A conclusione della “vuota” trasmissione gli artisti hanno pubblicato un manifesto spiegando il perché si oppongono alla realizzazione di spettacoli dal vivo in streaming. “Dove il pubblico non c’è, il circo non c’è. La difesa di un genere non può avvenire con una proposta di un cambio di genere.” Gli organizzatori di NO!STREAM CIRCUS ci tengono a sottolineare che: “Il circo contemporaneo in Italia ha svolto un grandissimo lavoro sullo sviluppo di un nuovo pubblico, contribuendo a rivitalizzare la cultura del paese. Abbiamo lottato, seppur indirettamente, contro un’aggressiva tendenza verso la digitalizzazione della vita, con il nostro linguaggio trasversale, ed autenticamente popolare, abbiamo trascinato nelle piazze, nei teatri e negli chapiteau un target di pubblico straordinariamente ampio ed eterogeneo. Diffondere la cultura dello spettacolo in streaming per noi è un atto diseducativo, che distrugge il lavoro fatto finora per conquistare questo nuovo pubblico al quale abbiamo dovuto insegnare di spegnere i loro smartphone. Ovviamente, il mondo del circo non ha niente contro le arti audiovisive. Ci sono numerosi esempi di creazioni circensi realizzate per essere trasmesse attraverso uno schermo, come ci sono tantissimi spettacoli dove si sono utilizzati video e proiezioni. Si tratta di processi artistici che non si prefiggono di sostituire lo spettacolo dal vivo ma di integrarlo attraverso

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nuove tecnologie. Ma chiedere ad una compagnia di circo contemporaneo di diffondere il proprio spettacolo in streaming, significa chiedergli di cambiare genere.” Questo “happening virtuale”, ha voluto quindi attirare l’attenzione sul tema della trasposizione di uno spettacolo dal vivo su formato digitale. Una mutazione, che a noi risulta come un controsenso. Non si può fare il circo on-line come non si può fare il falegname on-line. Il circo ha una grande capacità di adattamento, ma non può prescindere dalla presenza del pubblico dal vivo perché è un RITUALE collettivo che avviene attraverso un continuo scambio tra artista e spettatore. “Stream Circus” è il nome che abbiamo voluto dare ad un atto performativo, poetico e provocatorio, che invece di concentrarsi sulla presenza si concentrasse sull’assenza. Tra gli obbiettivi non c’è mai stato quello di esprimere un giudizio negativo verso gli artisti individuali che per necessità o per volontà hanno scelto il mezzo informatico per condividere il proprio lavoro. La libertà di poter scegliere il mezzo deve essere assoluta per ciascun individuo, ma la forte spinta verso questo mezzo, in primo luogo nelle alte sfere e dallo stesso nostro Ministro alla Cultura, deve essere ragione di confronto urgente all’interno della comunità artistica. In questo contesto uno dei fini di “Stream Circus” era voler creare uno spazio di riflessione, dialogo e dibattito, in ambito sia nazionale sia internazionale, ed il manifesto, che è stato pubblicato subito dopo la performance, nei giorni successivi è stato sottoscritto da circa un centinaio di altre realtà che si sono sentite vicine alla riflessione posta dagli organizzatori.


FABBRICA fabbricac.it

1 Impatto

zioni dovrebbero garantire la messa a sistema di una nuova/diversa modalità che si adatti meglio ai cambiamenti che hanno avuto e avranno luogo.

Quella che noi chiamiamo “bolla” ci ha colto di sorpresa in un momento in cui la compagnia si preparava a rincontrarsi dopo il periodo di pausa invernale che era dedicato ai progetti solisti. In primis ci siamo ritrovati a dover annullare parecchi spettacoli, ma contestualmente abbiamo dovuto mettere in pausa le creazioni dei nuovi progetti e ragionare su nuovi modi di immaginare la creazione e nuove collaborazioni. Ora molte idee rimangono sospese. Per una compagnia come la nostra che ha componenti sparsi in diversi luoghi in Italia e in Europa il divieto di mobilità e raggruppamento è stato particolarmente pesante. Ci ha impedito di ritrovarci, sia per provare e prepararci ai futuri spettacoli, sia per ideare e progettare i successivi passi della compagnia. Tutto ciò si è anche tradotto in una riflessione sulla condizione lavorativa ante-pandemia, l’insostenibilità del ritmo che avevamo prima.

5 Aneddoti

Il calvario di Maristella che si è trovata in mezzo all’Europa e ha dovuto inventarsi un modo per rientrare a Toulouse, senza trovarne uno per ritornare in Italia. Attualmente è ancora in Francia aspettando la riapertura delle frontiere. Gli aspetti positivi sono stati molti, la migliore forse è avere trovato tanta disponibilità nel momento in cui abbiamo cominciato a chiamare il mondo del circo per le “C_onversazioni”, tante persone che abbiamo sentito vicino in un momento complesso.

6 IN PRIVATO

2 Resistenza&Resilienza

Una delle prime cose che abbiamo realizzato è stato accogliere la pausa forzata e di conseguenza la ricerca del nostro posto all’interno di questo nuovo modo di vivere. In risposta a questo sono nate alcune iniziative legate alle esigenze del momento chiamate tra di noi le “C_uarantena productions”. Casa Hangar nasce come risposta al primo spettacolo annullato ed è stato un tentativo per restare vicino al proprio pubblico di Riccardo, che ha coinvolto in diverse forme gli altri componenti della compagnia. Le “C_onversazioni tra circensi spiaggiati” (meeting live FB organizzato da Fabbrica C) sono nate invece per rispondere al desiderio di avvicinarsi alle comunità allargate e disperse del circo contemporaneo.

3 Opportunità

La nostra visione di futuro è ancora da maturare, non abbiamo una risposta certa su come affrontare le richieste che ci saranno fatte. Prendiamo questo tempo incerto per porci la domanda. Emerge il bisogno di una maggiore consapevolezza da parte nostra delle motivazioni per creare e delle modalità dello stare in scena oltre alla necessità di pensare a nuovi modi per avere un impatto sociale e superare la probabile diffidenza e necessità del nostro pubblico. Grazie alle “C_onversazionii” , abbiamo avuto occasione di confrontarci con molti artisti, direttori di festival, lavoratori del settore sociale e amatoriale condividendo pensieri e proponendo nuove ipotesi per il mondo dello spettacolo. Instaurare dialoghi di fiducia è per adesso una delle azioni che sentiamo di portare avanti.

4 SOS

Il nostro paese ha dimostrato di avere un sistema di assistenza per gli artisti, assolutamente migliorabile ma comunque esistente. Quello che manca è una visione strategica per il futuro perchè l’assistenza e il sussidio possono rispondere ad un problema acuto come la pandemia, ma senza una strategia a futuro il dramma rischia solo di spostarsi più avanti. Ciò che riteniamo importante o almeno auspicabile è la redazione di un albo professionale in maniera che sia riconosciuta una professionalità e venga sostenuta la comunità che questa sottende. Il sistema di produzione a lungo termine, poi, dovrebbe essere ripensato dall’alto: le istitu-

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La sensazione, vi confessiamo molto apprezzata, che abbiamo avuto dopo qualche giorno è stata quella di poterci non sentire in colpa nel fare assolutamente niente. Prima, quando si aveva un'ora di distacco dalla frenesia di sempre, quella che definivamo “pausa”, era utile in realtà per ricordare a noi stessi quante cose avevamo ancora da portare a termine, posizionando così la nostra mente su un virtuale tapis roulant. Staccare, del tutto, l'abbiamo fatto soltanto in queste ultime settimane e ci auguriamo che questo genuino far niente, ogni tanto, possa essere riconsiderato anche quando inizieremo la vita post-pandemia. Un post-it con su scritto “ricordati anche di non fare niente” sul proprio frigo per il futuro? Perchè no.

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1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO

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gennaio 2020. Dopo ventiquattro ore di nave, io e la mia famiglia arriviamo in Sicilia. Ci accoglie una compagnia di diciotto artisti, con uno chapiteau nero e giallo di 36 metri con 900 posti a sedere. Lo spettacolo è fresco e dinamico, il Paranormal Circus, “la paura non è mai stata così divertente”. La tournée siciliana va alla grande. Palermo,Trapani, e poi Catania, un pubblico stupendo che risponde con standing ovation.

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marzo 2020. Un decreto ministeriale dichiara l'emergenza sanitaria ed interrompe gli spettacoli. Un ottimo contratto, con termine a maggio, svanisce nel nulla, mentre i festival in programma a giugno misterdavid.it restano bloccati. Dopo poco, iniziano anche a saltare gli eventi previsti per settembre ed ottobre 2020. Diciamo che l'incertezza non è mai stata così sicura. Che fare? Dove andare? Come comportarci? Riunione di famiglia: io suggerisco di rimanere ancora un po' in Sicilia e capire come si svilupperà l'emergenza, ma i miei figli mi convincono a seguire il grande carrozzone del circo. Bisogna fare in fretta. Nel giro di un’ora prepariamo tutto, e insieme ad altri trentacinque mezzi, tra abitazioni e bilici, attraversiamo lo Stretto di Messina. Il tramonto è mozzafiato, ma l'incertezza sul futuro preoccupa un po' tutti. Il direttore del circo affitta un terreno tra Saline Joniche e Melito Porto Salvo, a 20 km da Reggio Calabria. Arriviamo con il buio, ci addormentiamo senza neanche capire bene dove siamo finiti. Ci svegliamo la mattina in un mondo nuovo. Gli abitanti di Saline Joniche inizialmente sono diffidenti, vedere arrivare così tanta gente nel piccolo paesino crea un po' di panico. Il mare è vicino ed è bellissimo. Pensavamo di essere in una zona tranquilla, ma dopo solo tre giorni chiudono i paesi vicini per l'insorgenza di due focolai. Siamo completamente isolati. Trascorriamo le giornate all'interno del nostro spazio. La gente del posto, che nel frattempo ha imparato a conoscerci, ci prende a cuore e ci supporta con ogni mezzo. Il fatto di non essere soli e di vivere all'aria aperta, ci aiuta ad affrontare questa situazione con spensieratezza.

La quarantena ci ha anche regalato il primo numero di passing di clave di famiglia, e il primo flash di sette palline del figlio più grande. Si ha più tempo, tutto è rallentato. Era un sacco di tempo che non mi soffermavo a guardare i fiori che sbocciano sui prati e i frutti che maturano sugli alberi. La Calabria, la mia terra di origine, è meravigliosa. La sera si passeggia verso la montagna in attesa del tramonto sull'Etna. Il dopocena è il momento più difficile, ci manca l'adrenalina della pista, il contatto e il calore del pubblico. Cerchiamo di non fermare la fantasia, ascoltiamo musica, pensiamo a come migliorare il nostro spettacolo, proviamo a far partire nuovi progetti. Ho deciso di raccogliere le storie più bizzarre di chi ha trascorso questi giorni con noi e di creare un libro di fumetti sulla gente del circo durante il lockdown. Siamo fermi, e per noi è veramente strano, in attesa che diano il via per ripartire, per rimettersi in viaggio e in gioco. Il lavoro ci manca, ma a differenza del primo periodo in cui pensavo solo a quello, ora mi rendo conto che sia stato giusto fermare tutto, salvare più vite umane possibili, risolvere questo problema, per poi ripartire più forti di prima. Cerco di non preoccuparmi per il futuro. Mi sono esibito in grandi circhi, teatri, programmi televisivi, ma artisticamente sono nato in piazza venticinque anni fa. La strada mi ha insegnato a trovare sempre nuove soluzioni e spazi dove esibirmi. Mi concentro sul presente e non su quello che ho perso. La vita è oggi, un palco è ovunque, su una pista e dentro un teatro, ma anche in una piazza o in un cortile, in un ristorante o in un parco. Penso che la gente abbia bisogno di provare emozioni e di condividerle. Prima o poi torneremo ad abbracciarci e a gioire delle urla e degli applausi del nostro pubblico. Lo dico con affetto, aspettando il prossimo spettacolo.

MISTER DAVID & THE FAMILY DEM

Siamo una quarantina di persone, artisti, circensi storici, operai, anziani e bambini, dai sei mesi ai novant’anni. Una decina di famiglie che ogni giorno cercano di allontanare i pensieri negativi, occupando la giornata in modo creativo. Come punto di ritrovo abbiamo un piccolo tendone da circo montato nel centro del terreno. C'è chi pittura i propri mezzi, chi salda per costruire nuovi attrezzi da portare in pista, chi fa ginnastica, e chi, come noi, si allena.

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COSTANZA BERNOTTI

foto di Shay Wapniaz

circobipolar.com

Sono acrobata aerea dal 2008, ho iniziato ad allenarmi con il trapezio fisso e i tessuti aerei a Roma, e da tre anni studio trapezio ballant. Vivo a Torino, ma pochi giorni prima della quarantena mi trovavo a Forlì, in residenza per la creazione del nuovo spettacolo insieme al mio compagno Shay. Anche se già si parlava di probabili limitazioni e chiusure, non avrei mai immaginato di dover trascorrere due mesi in isolamento. Una serie di decisioni ci ha portato ad appoggiarci per questo periodo a casa di una persona allora sconosciuta, amica di una maestra di mio figlio, che ci ha accolti nella sua cascina in campagna vicino a Torino e messo a disposizione uno spazio per montare la struttura aerea del trapezio ballant. Ho quindi avuto la possibilità di poter continuare ad allenarmi altà, e volare sul trapezio tutti i giorni, di stare nella natura, pastrovare seggiare nei boschi, rallentare i pensieri. Comprendere in soluzioni modo più cosciente che ogni cosa che ci accade nasconde per manteuna possibilità, sta a noi decidere di seguire la strada in nere viva la discesa o quella in salita. voglia e la speSo che il mio è un vissuto controcorrente, ranza di riprenma a me questo periodo ha portato più dere a fare quello cose positive che negative. Ho doche per tanti di noi è vuto rinunciare alla mia routiuna vocazione. Che sia ne, a tante date lavoracondividere conoscentive cancellate, ze, condividere emozioni, alle mattinate condividere sogni. Alla fine libere di il circo è proprio questo, condivisione. Penso che tutto con il tempo si appianerà, sicuramente quando non tornerà come prima, ma si mio figlio creeranno nuovi equilibri. Noah ancora andava Trovo essenziale, in generale, ma soa scuola (tempi lontani!), prattutto in questo periodo, unirci, ma sento di essermi dedicata a fare rete, condividere informazioni e cose ugualmente importanti, il mio alleidee, supportarci. Abbiamo una namento individuale, la lentezza del tempo pasgrande fortuna, che è quella di far sato in campagna che mi ha portato a profonde riparte tutti di una grande famiglia, flessioni e nuove consapevolezze. e come diceva qualcuno: “famiLa cosa migliore che mi è capitata in questo periodo glia significa che nessuno viene surreale è stata di aver trovato il tempo di fermarmi abbandonato o dimenticato”. e riprendere il contatto con me stessa. Il momento E mentre ci ritroviamo nelpeggiore l’ho vissuto una delle poche volte che sono l’oblio di decreti, indennità e uscita per necessità. Davanti al supermercato c’era burocrazie, è importante una signora anziana che non riusciva ad accendere ricordarci che non siamo l’auto, ci ha provato per svariati minuti, e una decina di soli, che possiamo da persone in fila per fare la spesa, ognuno con la sua mauna parte appoggiarci scherina e a distanza di sicurezza, la osservava immobia qualcuno e dall’alle. Mi è sembrato di trovarmi all’interno di un film. Dopo tra aiutare qualcun essere andata ad aiutarla ho riflettuto su quanto per alaltro, per provare cune persone sia più importante attenersi alle regole ria sostenere avanspetto all’essere umani. ti non solo noi Dopo due mesi trascorsi tra lavori nell’orto e nella fattoria stessi, ma tutta sono tornata con una nuova energia a Torino, e ho iniziato la nostra necessariamente a muovermi per riprendere l’attività lavogrande corativa. Attualmente sto svolgendo lezioni individuali di acromunità di batica aerea e partecipando alla riapertura dopo il lockdown circo. di Progetto Slip. I miei obiettivi attuali sono diversi. Uno è quello di continuare la creazione del nuovo spettacolo insieme a Shay (insieme formiamo la compagnia Circo Bipolar) e quindi trovare co-produzioni e residenze che ci permettano di presentare lo spettacolo per la stagione 2021-22. Uno, molto più pragmatico, è quello di trovare soluzioni realizzabili a breve termine per poter lavorare questa estate, nel rispetto delle improbabili norme a cui saremo sottoposti. In questo preciso momento è importante navigare a vista, essere flessibili. É necessario adattarsi a questa nuova e temporanea reJUGGLINGMAGAZINE.IT

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MARIANNA DE SANCTIS

fFoto di Silvia Dee

mariannadesanctis.com

chi non ha In questi questa fortuna offrendo mesi di chiusura ed isolale mie lezioni, la mia presenza, un mento, ho dovuto rinunciare a molti mio sincero “come stai?”. aspetti della mia sfera professionale, per non Allo stesso tempo ho scoperto quanto avessi parlare di quella umana, che ne è parte integrante. paura di ritornare ad una vita normale, al contatto Il contatto fisico e la vicinanza con il pubblico mi hanno con gli altri, a quanta continua pressione esercitassi sempre regalato qualcosa di importante: scoprire che quesu di me per soddisfare l’altro, il pubblico o i miei stessi sta relazione e questa prossimità può modificare e migliorare colleghi. Dopo aver lavorato e cercato in me stessa, mi quello che faccio, finanche me stessa, e in realtà sono sempre sono preparata a questo momento di ritorno alla vita con fortemente dipesa da questo tipo di relazione con il pubblico. gli altri e mi accorgo di vedere le cose diversamente, di Chiaramente, molte delle date previste, sono state annullate una non dover più correre per cercare di sopravvivere o piadopo l’altra. Ho cominciato quindi a tenere workshop online, a fare il cere, proprio grazie a questo “fermarmi e osservarmi”. coaching artistico (un’attività che non avevo mai osato perseguire) Il miracolo? Sono riuscita ad attivare delle entrate lavoed a sviluppare il mio metodo formativo “EmoHoop” con l’hula-hoop rando da casa, proprio quando ho lasciato andare il bied altri attrezzi. Un sogno nel cassetto che, nel turbinio del viaggiasogno di “fare soldi” o il dirmi “io sono sfortunata”… re e lavorare, custodivo come progetto per la mia pensione. Ho cercato una soluzione dentro di me e Ho studiato le persone, capito di più cosa avviene in uno stato con me senza aspettare supereroi. emotivo in difficoltà, o di bisogni umani, e come arrivare a Ma lo sono diventata, seppur loro con una soluzione e non attraverso un’ulteriore lanel mio piccolo. mentela di me stessa e della mia situazione. Ho la fortuna di vivere in un paese come la Francia che sostiene la cultura e la creazione artistica, e sono felice di poter supportare

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ACHILLE ZONI MUSICISTA charango.it

4 SOS

Foto di Achille Zoni

1 Impatto

La situazione sanitaria ha completamente sconvolto la mia quotidianità, fatta di circo, musica e spettacolo dal vivo. In questo senso, penso che la rinuncia più grave sia stata il dover fare a meno dell’impulso creativo dato dall’incontro con altri artisti e colleghi. Per quanto mi riguarda, la creatività più profonda si innesca attraverso lo scambio reciproco: in questo senso, il distanziamento è stato molto incisivo. In senso più pratico, ciò che mi è mancato maggiormente è stata la presenza collettiva della mia compagnia, MagdaClan, riunita sotto il nostro chapiteau.

2 Resistenza&Resilienza Ho lavorato molto per una realtà di cui sono felice di essere parte, che è Forum Nuovi Circhi, ed ho dedicato gran parte del tempo allo studio di alcuni strumenti e tecniche. Ho lavorato poi ad un mio sito, charango.it, con cui provo a diffondere la cultura di questo meraviglioso strumento andino. Ho anche lavorato ad alcuni progetti di innovazione urbana sulla città in cui vivo, Venezia, e l’arcipelago della sua laguna.

3 Opportunità

“Felicità a momenti e futuro incerto”. Il mio punto di vista si è spostato maggiormente dall’individuale al collettivo: continuano ad interessarmi la creazione e l’espressione artistica personale, ma la cura del contesto in cui le attuo è ora imprescindibile. Come lavoratore dello spettacolo ho sicuramente ampliato la coscienza del mio ruolo nel panorama italiano, la tutela del nostro settore è davvero diventata imprescindibile per le mie azioni future.

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5 Aneddoti

Ogni forma di supLe due, coincidono: la cosa più bella e traporto dall’alto, in gica è stata vivere Venezia vuota, deserta, questo momento, silenziosa. Camminare nelle calli e vedere deve essere orienchiuse le vetrine dei negozi spazzatura per tata ad un drastico turisti. Osservare la laguna immobile, miglioramento senza un’onda - così come deve essere delle condizioni del per sua natura - e immaginare il potenziasettore. Lo spettale creativo di una città che potrebbe essecolo dal vivo va unire un grande teatro e che invece è stata ficato. Vanno introvittima delle peggiori speculazioni econodotti strumenti di miche del nostro paese. supporto e tutela reali, a partire dall’emersioIN PRIVATO ne del lavoro nero. Questi Spettatori e artisti in mascherina, strumenti devono anche esdistanziamento fra le sedute, sanisere equi: in un settore dove ficazione degli spazi di spettacolo. la stragrande maggioranza Mi chiedo se sia veramente possidei lavoratori appartiene a bile uno spettacolo dal vivo all’inpiccole compagnie, sarebbe terno dei parametri del “distanziaintollerabile scoprire che a mento sociale”. Certo, tutti noi beneficiare delle misure di possiamo essere sul palcoscenico intervento fossero solo le davanti ad un pubblico distanziato, grandi fondazioni ed i grandi sanificato, sterilizzato, ma non c’è festival che dispongono il rischio che in questo modo, in fin delle risorse necessarie. Ma dei conti, diventi sterile il nostro non mi illudo che avvengastesso spettacolo? Ancora più no miracoli, e quindi non grave è l’approccio ad uno spettaperdo occasione di ripetere colo distanziato online, come la che è il settore stesso che proposta di una piattaforma deve innanzitutto prendere streaming per lo spettacolo dal coscienza di sé. Circo, musivivo. Credo sia miope pensare che ca, danza, teatro: siamo il problema possa essere risolto tutti sulla stessa barca, che in questo modo, senza riconoscesta affondando, e dobbiamo re una volta per tutte che l’unica remare tutti nella stessa divera azione ministeriale nel nostro rezione. Dobbiamo parlare campo dovrebbe essere volta al con una voce sola. rinnovamento dell’intero settore.

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CARLO PORRONE RIGGER orionriggers.com

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO Gli avvenimenti degli ultimi mesi sono stati rivoluzionari, probabilmente ci vorrà almeno un anno per riuscire a comprendere come gli sconvolgimenti di questi mesi si rifletteranno sulla nostra quotidianità, su come si supererà l’impatto economico e sociale, e sulla necessità di vivere i cambiamenti come un bagaglio positivo da non abbandonare. Avere una vita girovaga e cadenzata da numerose date in tour richiede una buona capacità di adattamento, ma scoprire il giorno stesso della partenza che tutto sarebbe stato rimandato, ha innescato in me sensazioni contrastanti. La preoccupazione per gli aspetti sanitari e sociali, oltre al lavoro azzerato, si insinuava nell’imprevista condizione di dover rimanere chiusi in casa. Il primo periodo di “clausura” - raramente sono riuscito a stare a casa fermo per più di un mese consecutivo - mi ha permesso di “resettare” tutte le abitudini e gli affanni di un lavoro che assorbe ogni energia e pensiero, obbligandomi ad una pausa e a nuove riflessioni sulle direzioni da prendere. Avere molti interessi e spirito di iniziativa mi ha permesso di affrontare vari progetti lasciati da tempo in sospeso, cercando nuove modalità per proporre alcune delle attività formative che già organizzo con alcuni colleghi e amici tra un periodo di tour e l’altro. L’esigenza di continuità professionale e contrattuale di molti lavoratori, o il desiderio di continuare ad allenarsi in casa, mi hanno portato molte e interessanti richieste di corsi di formazione e consulenze tecniche a distanza.

Ad esempio, ho ricevuto numerose domande da parte di persone che cercavano di sospendere in casa propria il tessuto o il cerchio, rendendosi conto delle difficoltà nel mantenere un buon livello di sicurezza. Il comodo “rifugio” e magazzino costruito nel tempo nel garage sotto casa, mi ha dato la possibilità di attrezzarmi e, con una webcam, “invitare” le persone interessate a seguire online delle lezioni introduttive sulle tematiche di sicurezza e tecniche per le performance aeree. Un riuscito esperimento di formazione a distanza tra Torino e Bari, ha permesso ai tecnici lavoratori del Teatro Petruzzelli di dedicare il tempo della quarantena in attività di formazione certificata, con una prima parte del corso su sicurezza e rigging, consapevoli che il percorso formativo continuerà dal vivo appena le condizioni sanitarie lo permetteranno. In seguito a questa esperienza, è nata l’iniziativa “Rigging Garage”, grazie anche al supporto da remoto di validi colleghi e a qualche strumento informatico che ha dato una struttura ai contenuti (anche se la tecnologia non è solo risolutiva, anzi, l’ansia di aver improvvisamente perso per giorni la connes-

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Foto di OrionRiggers sione a internet, per colpa del gestore telefonico, è stata superata solo dopo aver teso un lungo cavo dalla finestra dei vicini). Questa iniziativa ha riscosso un notevole e inatteso successo, richiedendo addirittura una replica e l’ideazione di sistemi di partecipazione più sofisticati: oltre alla piattaforma di meeting Zoom, ho sperimentato anche le dirette social su Facebook, che mi hanno stimolato a produrre delle pillole video sul canale YouTube, per poter trasmettere gli aspetti essenziali di tecnica e sicurezza del settore. La mia intenzione è sicuramente continuare con questi strumenti, da affiancare alle classiche e indispensabili lezioni in presenza, per poter soddisfare al meglio i partecipanti. Questo periodo mi ha portato a riflettere sull’importanza che spesso sottovalutiamo di investire in crescita e formazione, per poter essere persone diverse e migliori ogni giorno che passa. La creatività e la cultura della sicurezza devono essere condivise e diffuse: la sensibilità a questi temi è sempre più presente tra tecnici, performer e insegnanti, con un bel senso di responsabilità nei confronti di sé stessi e degli altri.


1 Impatto

MASSIMILIANO TODISCO

Ho dovuto rinunciare al contatto. Per indole, preferisco avere davanti una persona, non ho mai amato il telefono o la forma scritta senza avere anche un contatto diretto, mi mette a disagio. Inoltre, la distanza dal cliente ha complicato le cose: la difficoltà a comunicare in modo efficace allunga i tempi di produVIDEOMAKER zione e porta a improvvisare qualcosa che normalmente andrebbe pianificato.

2 Resistenza&Resilienza

In questo periodo sono saltati alcuni lavori ma ne sono entrati altri, diversi. In qualche modo è stato anche divertente, ho monta-

1 Impatto

LUCA CARBONE parade78.com

ANDREA MACCHIA Q andrea._.macchia

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La rinuncia più grande è stata il palcoscenico. Per me tutto è iniziato il 23 febbraio 2020. Siamo in teatro, in provincia di Milano, e alle 21 è fissata la prima replica pubblica del DIRETTORE TECNICO nuovo spettacolo della compagnia Trioche, Papagheno Papaghena. Nel primo pomeriggio, a circa metà della prova tecnica, siamo interrotti dalla regista, che ci comunica la necessità di lasciare il teatro nelle due ore successive, giusto il tempo di fare una generale a porte chiuse. Nell’ultima settimana di febbraio ho trascorso ancora qualche giorno in laboratorio per la scenografia di Parade78. Dai primi giorni di marzo, invece, è stato tutto un susseguirsi di telefonate,

Le politiche e le necessità di distanziamento di questo periodo ci hanno obbligato a rinunciare alla prossimità. Da questo distanziamento è dipesa la sospensione temporanea della praFOTOGRAFO tica della fotografia, del mio lavoro principale. Senza un tempo condiviso in uno spazio di prossimità, emozionale, in cui gli sguardi si avvicinano e si allontanano anche se talvolta non si incontrano mai - è venuto meno, per me, uno dei fattori necessari per realizzare fotografie: la condivisione con l'altro. Il mio lavoro di fotografo e la mia ricerca iniziata nel 2000 intendono rappresentare il mondo ed il reale attraverso ciò che prende vita sulla scena. Un pò come il personaggio di Novecento, che conosce il mondo osservando la gente che passa sulla nave in cui vive, la mia pratica fotografica è legata al palcoscenico ed a ciò che gli ruota attorno. Il mio racconto del mondo passa attraverso il fotografare la scena. In questi giorni ho pensato ed immaginato mille possibilità di realizzazione di reportage che racPROGETTOQUINTAPARETE.IT


to video registrati con il cellulare dagli studenti di circo, persone senza una formazione specifica nel video ma spesso creative. Le soluzioni trovate mi hanno piacevolmente sorpreso e fatto sorridere.

3 Opportunità

Riguardo al futuro, onestamente non saprei, spero di riuscire a continuare a lavorare e mi piacerebbe attivare meccanismi di collaborazione stabili nel tempo.

4 SOS

Nel mondo di oggi servono video, mi piace pensare che sia soprattutto per diffondere cultura. Il problema è che chi fa cultura

che inizialmente rinviavano le date in programma e in un secondo momento confermavano l’annullamento di spettacoli, residenze ed eventi.

2 Resistenza&Resilienza

Compreso che la nostra categoria sarebbe stata tra le ultime a ripartire, le prime settimane di stop obbligatorio sono state un buon momento per riorganizzare alcuni lavori. Sin dall’inizio della bolla, però, è nata la domanda: ragionare ad un alternativa temporanea di lavoro o coltivare la possibilità di tornare a praticare il mestiere di tecnico dello spettacolo? Credo che i prossimi mesi saranno un continuo mettersi in discussione, e avere delle risposte con un ritmo lento. In qualche modo, la bolla ci accompagnerà fino a quando torneremo a lavorare dal vivo.

spesso non ha le risorse per permettersi video di qualità, e troppo spesso mi trovo a dover lavorare in condizioni scomode per mancanza di budget. Ci vorrebbe un supporto economico dallo stato per coloro che hanno bisogno di fare video, soprattutto per chi lavora in ambiti culturali. Il resto vien da sé.

5 Aneddoti

La cosa migliore è avere più tempo per stare con la mia famiglia, ma sto apprezzando anche il silenzio e l'aria più pulita. La cosa peggiore è stata non poter passeggiare in bicicletta.

3 Opportunità

Con la riduzione dei contagi, e grazie anche alla trasmissione prodotta da Fabbrica C “C_onversazioni tra circensi spiaggiati”, che ha creato confronti nel settore, il telefono ha ricominciato a squillare e le riunioni dei diversi festival con cui collaboro hanno ripreso ad essere fitte. Pur non avendo ancora delle direttive specifiche, i vari tavoli di lavoro hanno iniziato a fabbricare ipotesi creative per la gestione di pubblico e artisti, per esser pronti a ripartire appena ci sarà la possibilità. Quest’anno non potremo realizzare i festival così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, ma è molto stimolante poterli mettere in discussione ed essere costretti a ripensarli con strutture nuove.

4 SOS

Trovo molto positivo che grazie a questa situazione d'urgenza e di difficoltà economica i lavoratori dello spettacolo abbiano iniziato ad auto-organizzarsi e che si siano uniti. Per la prima volta, almeno negli ulti-

6 IN PRIVATO

Mi ritengo fortunato, non ho avuto contagi tra i miei affetti, forse per questo posso permettermi di dire in modo sereno che mi piacerebbe il mondo rallentasse più spesso, senza l'intervento di una pandemia. È costato molte vite ed è stato troppo caro il prezzo che abbiamo pagato, ma spero che la riflessione innescata sull'utilità di un mondo così veloce, e così sbilanciato tra benessere e profitto, sia stata collettivamente condivisa.

mi vent’anni, sta nascendo un tavolo nazionale che unisce i diversi collettivi di maestranze, attori, musicisti, circensi, ballerini, artisti di strada ed ogni categoria che lavora per lo spettacolo dal vivo. Spero che il lavoro fatto fino ad oggi venga preso in carico dal governo attraverso tutti i sindacati, che possa tradursi, in una prima fase, in una facilitazione per la ripresa delle nostre attività, e più a medio termine, in un contratto nazionale che tuteli tutti i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo.

5 Aneddoti

Uno dei lati negativi è stato quello di avere la conferma che la nostra non è ancora una categoria lavorativa riconosciuta, nonostante le migliaia di lavoratori, lavoratrici ed economie che ruotano attorno alla filiera culturale. Tra i lati positivi, c'è stato quello di fermarsi e aver modo di pensare alla struttura lavorativa, al ritmo frenetico a cui siamo stati abituati fino ad oggi. Ecco, quando ripartiremo sarebbe bello poter lavorare senza l'acceleratore pigiato al massimo.

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 6 IN PRIVATO contassero il presente, o la pubblicazione di foto di archivio. Ho anche cominciato diversi lavori, non che mancassero soggetti, idee, possibilità. Tutto risultava frantumarsi contro un vuoto cosmico. Un vuoto di silenzio e rispetto per tutti. Forse questa distanza ha avvicinato agli altri. E spero di questo terremo memoria. Ho così semplicemente sospeso tutto, in un tempo ed uno spazio altro. La rinuncia si è però trasformata nel rivolgere lo sguardo altrove: la famiglia e gli affetti, lo studio, la scoperta, la progettazione. Anziché “posare lo sguardo”, attraverso la fotografia, sulla vita, è rimasto l’essenziale della vita. La musica non ha mai smesso di suonare. E di questo ho cercato di fare il più possibile tesoro. Poi è tornato il tempo di uscire, di riscoprire insieme, dopo mesi

lontano dalla città, i boschi e la natura, in maniera profondamente diversa da prima. Riscoprire quanto dato per scontato, ma davvero tutto è tornato al suo posto? I servizi fotografici pianificati in primavera o estate sono stati perduti o rinviati in tempi da definirsi, così come i festival a cui avrei dovuto partecipare. Alcuni sono al momento sospesi, alcuni rinviati, altri presentati in formato digitale. E mi mancheranno tremendamente gli incontri, l’adrenalina degli spettacoli, le nottate di lavoro, le feste e tutti i rituali e le ricorrenze che nelle giornate di festival accadono. Il lavoro attuale ha preso la direzione della progettazione e dello studio, e sono certo renderà la riapertura un momento magico. Questa sospensione è anche portatrice di paure ed incertezze. Non tanto per il mo-

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mento attuale, in cui con tutti si è cercato di essere vicini e, nelle proposte, nelle azioni e nel lavoro, alzare lo sguardo ed immaginare il futuro, quanto per il futuro, mai così come in questo momento, totalmente incerto e nebuloso. Quello che mi piacerebbe accadesse, è sapere che gli artisti di circo, e delle arti sceniche nel loro complesso, potessero tornare al loro lavoro, a cominciare dalla creazione, ed avessero a disposizione spazi e risorse necessarie per approfondire la loro ricerca, a prescindere dalla messa in scena. In questo tempo sospeso e nebuloso allentare, e ripensare laddove lacunose o contorte, a tutte le normali consuetudini a favore di una crescita di tutti e da tutti condivisa. Sono ottimista, e so che insieme, tutti, supereremo anche questo.


PRODUTTORI E RIVENDITORI di A.R. Abbiamo chiesto ai produttori e rivenditori di attrezzi circensi quali siano stati gli effetti della pandemia sulle loro attività. Un comparto cardine nello sviluppo delle arti circensi in Italia e nel mondo, la cui crescita è andata nei decenni di pari passo con lo sviluppo del settore circo, per certi verso contribuendo a determinarlo. È grazie a questo comparto che ogni artista, appassionato, formatore, allievo professionale o amatoriale, può oggi facilmente reperire gli attrezzi circensi più adatti agli svariati utilizzi che ne vengono fatti, con la possibilità di scegliere all’interno di una vasta gamma di dimensioni, colori, forme, pesi e caratteristiche tecniche, le più disparate e funzionali. Nello scenario di iniziale smarrimento e successiva reazione del settore nei primi mesi della crisi sanitaria un indicatore importante, peraltro positivo, ci arriva proprio dal segmento dei produttori e rivenditori di attrezzi circensi. Al momento del lockdown, per coloro che si sono attrezzati con le vendite online, la chiusura dei negozi non ha impedito di continuare a vendere attrezzi circensi. Questo gli ha permesso di intercettare la richiesta di attrezzi da parte di molti appassionati e corsisti che, non potendo più accedere alle scuole di circo dove avevano a disposizione tutti gli attrezzi, hanno deciso di acquistare quelli preferiti per poter continuare gli allenamenti da casa. Un segnale interessante che mo-

stra la profonda vitalità e passione dei tanti praticanti oggi esistenti in Italia. Inoltre molte famiglie che cercavano giochi sani da poter proporre ai propri figli durante la lunga quarantena, hanno trovato anche negli attrezzi di base della giocoleria una proposta convincente ed economicamente abbordabile. È molto bello poter immaginare che, mentre l’intero settore del circo vedeva cancellati i suoi eventi e programmazioni, nelle case e nei giardini d’Italia e del mondo un esercito di appassionati e professionisti non ha mai smesso di far pulsare la sua passione. Continuando ad allenarsi con regolarità, adattandosi agli spazi a disposizione e alle limitazioni sanitarie imposte, tenendo strette le relazioni e condividendo le emozioni che la pratica delle arti circensi sempre regala. Oltre ad evadere gli ordini, produttori e rivenditori hanno approfittato di questo periodo per riorganizzare le linee di produzione e i magazzini, aggiornare i siti web, rispondere alle tante domande che i consumatori gli hanno rivolto da casa in questi mesi, JUGGLINGMAGAZINE.IT

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1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS produrre materiale informativo e protocolli di sicurezza che potessero essere di supporto all’utilizzo dei materiali e alla loro sanificazione. Per maggiori dettagli su come ciascun produttore e/o rivenditore di attrezzi circensi abbia affrontato questi primi tre mesi della crisi sanitaria vi rimandiamo alla sezione online del nostro sito, dove pubblichiamo le numerose testimonianze che non trovano spazio nelle pagine di questo numero. Ne approfittiamo per ringraziare i produttori e rivenditori di attrezzi circensi per il prezioso contributo economico che continuano a garantire al progetto di Juggling Magazine, nelle cui pagine trovate i loro riferimenti. PROGETTOQUINTAPARETE.IT


CEDAC cedacverona.org

di Arianna Pianesi responsabile gestione collezioni

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 4 SOS

A seguito della pandemia per Covid-19 il CEDAC (Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi), con sede a Verona, ha dovuto cancellare un tirocinio, l’evento con presentazione di un libro in concomitanza del WCD, una mostra, alcune lezioni sul circo in collaborazione con l’università di Verona, una visita di studenti dell’Accademia di belle arti di Verona, e tutti gli appuntamenti fissati con studenti che si erano prenotati per condurre ricerche tra gli archivi. Ma già il 23 febbraio, il giorno prima che si scatenasse il caos, abbiamo realizzato un laboratorio di riciclo sul tema del clown, al quale erano iscritti 10 bambini, ma ne sono venuti 3 perché i genitori erano allarmati. Sempre in seguito alla pandemia, il CEDAC ha deciso di pubblicare anticipatamente il progetto ArchiCEDAC, il cui lancio era previsto per l’estate 2020, al fine di agevolare il servizio di consultazione e studio anche a distanza nel periodo non solo di chiusura degli uffici per l'emergenza sanitaria, ma anche nel futuro. Il progetto si pone l’obiettivo di rendere progressivamente disponibile, in modalità open source, o fondi del CEDAC. Il lavoro di digitalizzazione e di catalogazione che in questi anni ha reso disponibile migliaia di contenuti bibliografici sui cataloghi ACNP (Archivio Catalogo Nazionale Periodici) e SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale), si è arricchito di questa nuova piattaforma denominata ArchiCEDAC, realizzata con il software di catalogazione Archiui. I documenti sono stati descritti secondo i principali standard di catalogazione internazionali e proponendo un incrocio tra dati bibliografici e archivistici che permettono di effettuare ricerche per tipologia di soggetto (enti, persone, famiglie), temi, link ed approfondimenti. Il lavoro di inserimento in questa fase ha riguardato circa 2500 documenti, prettamente di natura storica, comprendenti programmi, manifesti, locandine antiche, cartoline, carteggi ed illustrazioni. Si tratta di una prima selezione del materiale custodito presso il Centro di Documentazione e nello specifico in alcuni fondi, tra cui quello di Massimo Alberini, Antonio Giarola, Edgardo Meda e di Alessandro Cervellati, che piano piano verrà implementata ed affinata al fine di garantire agli utenti, quali ricercatori, professionisti, studenti o semplici appassionati, un periodico aggiornamento delle schede e dei contenuti ed una navigazione ricca di spunti di ricerca. L’obiettivo del progetto ArchiCEDAC è quella di porsi come collettore informativo in collegamento con enti, associazione e collezionisti.

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DANIELE ANTONINI CLOWN, MAESTRO DI CIRCO, SCRITTORE E PROFESSIONISTA DELLA RELAZIONE LUDICA TRA ADULTI E BAMBINI Sp a

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danieleantonini.net in m Fla

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Foto di Flaminia Spada

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In questi ultimi mesi “pandemici” la vita è sicuramente cambiata e non saprei dire, effettivamente, se in meglio o in peggio. Si dice che “la vita è movimento e il movimento è vita”, in fondo è tutto relativo! Ho cercato di trovare in me tutta l'elasticità e le risorse possibili per sostenere un cambio di vita radicale e per cercare di guardarmi sempre più intorno e, per quanto possibile, essere di aiuto alle persone “meno fortunate di me”. Poi ho iniziato ad essere produttivo, anche per non impazzire dentro casa, nel vuoto lavorativo e sociale che si era creato. Mi sono dedicato alla vendita dell'Imperfetto Ludico, anche per inviare i proventi in beneficenza, e ho iniziato a scrivere altri due libri per bambini. Il mio mestiere è legato principalmente al mondo dei piccoli e, anche lì, ho provato a sostenere le loro difficoltà legate a questo periodo pandemico con libri che parlano di storie, giochi ed esperimenti scientifici a tema Covid e Quarantena. I momenti peggiori in questo periodo li ho avuti osservando le scene di chi soffriva

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO con una “S” disegnata sul petto e un mantello rosso, per aiutare con i superpoteri chi ne ha bisogno e, il tutto, alla velocità della luce! Uau, sarebbe proprio fantastico...

per il Covid, consapevole di non poter far nulla, o quasi nulla. Sarebbe bello scoprire di avere sotto i vestiti una tuta rossa e blu,

“MA GIÀ IL GIOCOLIERE SAGGIA NELLA ASSA “MA GIÀMANO IL GIOCOLIERE SAGGIA GR ALL’INDIETRO, ED ORA È LUI CHE EMETTE UN RAUCO NELLA MANO ASSASSINA DEI VIA DALLA SUA MANO, SIBILA ATTRAVERSO LAUNO SCENA E LUNGHI PUGNALI; VICINO AL CORPO DELLA RAGAZZA CROCIFISSA. BUTTA IL TORSO IN UN ORA PUGNALI RILUCENTI E MENTRE LE SUEALL’INDIETRO, GRIDA SI ED SUSSEG È LUI CHE EMETTE UN RAUCO GRIDO BESTIALI, ANZI SEMPRE PIÙ ARDENTI, SFRECCIANDO ESOTICO, MENTRE IL COLTELLO FISCHIANDO COLTELLI ATTRAVERSO L’ARIA VIBRANTE, BATTONO CON VOLA VIA DALLA SUA NCORNICIANO L’ESILE CORPO, LE DELICATE BRACCIA N MANO, SIBILA SEMPRE SORRIDE, RIGIDO E SOGGIOGATO, SUPPLICE E divagazioni a cura di A.S.

La fille sur le ponte, 1999

regia di Partice Leconte con Vanessa Paradis

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circusartsmagaznes.net INCAM (INTERNATIONAL NETWORK OF CIRCUS ARTS MAGAZINES) RIUNISCE I MEDIA PROJECT SULLE ARTI CIRCENSI ATTIVI NEL SETTORE.

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS di A.R. Anche per il network INCAM, che riunisce i media project di circo contemporaneo, il primo semestre del 2020 si annunciava molto intenso. Due meeting del network, ospitati presso due importanti festival internazionali (Festival UP a marzo, in Belgio, e Imaginarius a maggio, in Portogallo) e coordinati dalla redazione di Juggling Magazine, erano stati organizzati per intensificare il confronto interno al network, condividere le proprie esperienze e strategie di comunicazione, progettare future collaborazioni, realizzare reportage sui festival che ci avrebbero ospitati. I due festival sono stati poi cancellati, mandando in fumo il tanto lavoro investito nella preparazione dei due meeting. Insieme a Festival UP e Imaginarius sono stati progressivamente annullati tutti gli altri festival primaverili ed estivi in programma in Europa, e con loro tutte le altre attività di circo artistiche, formative, residenziali e ricreative. Improvvisamente tutti i media che si occupano di circo contemporaneo hanno dovuto confrontarsi con uno stop totale del settore. Quale è stata la loro reazione? quale la narrazione di questa nuova attualità? quali le difficoltà che hanno dovuto affrontare? Nel corso di due incontri online, di cui uno pubblico ospitato da Circus Talk all’interno della serie “Circus and Changing Realities 2020”, una rappresentanza del network ha affrontato questi temi. Varie sono state le soluzioni via via trovate per garantire una comunicazione utile al settore e, al tempo stesso, garantire la continuità del progetto mediatico. Molto interessante per tutti è stato notare come lo stop delle attività avesse innescato maggiore disponibilità, attenzione e creatività nell’aprire momenti di

dibattito e approfondimenti online, con la partecipazione attiva di tutte le componenti, dagli artisti ai programmatori, dai tecnici alle direzioni artistiche. Tutte le testate hanno quindi rimodulato i loro piani editoriali per dare visibilità a questa galassia di iniziative/contenuti che si rendevano disponibili e, in parallelo, tenere aggiornato il settore sul susseguirsi di misure di contenimento e limitazione delle attività, sulla disponibilità di risorse economiche emergenziali, sulle prospettive di ripresa del settore. Ma la crisi sanitaria ha innescato anche una crisi economica. La sostenibilità di questo comparto del settore, tanto importante quanto fragile, dipende da una varietà di supporti (governativi, commerciali, privati) ma soprattutto da un impegno redazionale continuo, forte dell’entusiasmo e della passione delle sue “penne” e dei suoi direttori editoriali. In particolare le testate che vivono grazie al supporto economico di sponsor e stakeholder hanno registrato con lo stop del settore una ridotta raccolta pubblicitaria, mettendo in crisi l’intero progetto. Non è raro il caso di meritevoli media project nati e terminati nell’arco di pochi anni, nonostante l’altissima qualità dei loro contenuti, proprio a causa di un mancato supporto istituzionale/privato, e questa crisi rischia di accelerare il processo. Anche per i media project, così come per le altre categoria del settore, la contingenza dell’emergenza sanitaria ha fornito quindi l’opportunità di riflettere sul proprio ruolo, sulla propria sostenibilità, sul desiderio e le necessità di fare rete, di convergere in un lavoro di advocacy per un maggiore riconoscimento e supporto economico strutturale.

ASSINA UNOLA DEI PUGNALI; BUTTA IL TORSO ATTRAVERSO SCENALUNGHI E CON UN COLPO SORDO SI CONFICCA NEL LEGNO NERO VICINO AL CORPO DELLA RAGAZZA CROCIFISSA. VOLA RIDO ESOTICO, MENTRE IL COLTELLO FISCHIANDO IN UN BALENO EGLI HA LE DUE MANI PIENE DI PUGNALI RILUCENTI MENTRE LE SUE GRIDA SI SUSSEGUONO SEMPRENEL PIÙ RAPIDE, E ESEMPRE CON UN COLPO SORDO SI CONFICCA LEGNO NERO PIÙ BESTIALI, ANZI SEMPRE PIÙ ARDENTI, SFRECCIANDO BALENO HASI LE DUE MANI PIENE DI SEMPRE PIÙEGLI RAPIDI SUSSEGUONO I COLTELLI ATTRAVERSO L’ARIA VIBRANTE, BATTONO CON RITMO GUONO RAPIDE, SEMPRE PIÙ SEMPRE SEMPRE PIÙ RAPIDO PIÙ NEL LEGNO, INCORNICIANO L’ESILE CORPO, LERAPIDI DELICATE BRACCIA NUDE, SEMPRE PIÙUN INCORNICIANO VOLTO CHESI PURSUSSEGUONO SEMPRE SORRIDE, I E SOGGIOGATO, SUPPLICE E PROVOCANTE, N RIGIDO RITMO SEMPRE PIÙ RAPIDO NEL LEGNO, ARDITO ED ANGOSCIANTE INSIEME”. NUDE, INCORNICIANO UN VOLTO CHE PUR HERMANN BROCH, ESCH O L’ANARCHIA PROVOCANTE, ARDITO ED ANGOSCIANTE INSIEME”. rubrica ad alto tasso circense

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BENEAMATO PUBBLICO

foto di Pierre Borasci

progettoquintaparete.it carospettatore.it

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 6 IN PRIVATO

di A.R. Il Progetto Quinta Parete prevedeva quest’anno una serie di attività specifiche, oltre a quelle di sviluppo e coinvolgimento del pubblico già declinate negli altri progetti di Giocolieri e Dintorni. Tra questi un’accelerazione sull’iniziativa Astley’s Place, con una serie di serate Nuovo Cinema Circo ospitate all’interno di festival ed eventi del settore; la conclusione del progetto biennale Quinta Parete > Circus Community, con il completamento della creazione collettiva Trasbloc, l’evento di chiusura e le attività di disseminazione dei risultati; la partecipazione ad appuntamenti internazionali con un focus importante sull’AD/AE; la preparazione a fine anno di una raccolta dati a cura di Osservatorio Circo Italia, per analizzare la crescita del settore e l’impatto generato dai primi due trienni del FUS. Nessuna di queste iniziative è uscita indenne dal trimestre iniziale della crisi sanitaria. Alcune sono state rimandate a data da destinarsi, altre legate alla stagione estiva sono ancora in stand by, in attesa di nuovi ordinamenti sull’accessibilità ai luoghi dello spettacolo, altre ancora hanno perso di senso/fattibilità in questo nuovo scenario e andranno rimodulate completamente. Ma se le iniziative di audience engagement hanno subito anch’esse cancellazioni, rin-

vii o rimodulazioni, come ha reagito invece il pubblico delle arti dal vivo? Un gruppo di operatori del settore culturale delle arti dal vivo ha deciso di indagare il sentire degli spettatori attraverso un sondaggio online dal titolo “Caro Spettatore, come stai?”. Un'iniziativa volontaria diffusa a livello nazionale, che abbiamo con piacere sostenuto e promosso. Il sondaggio, rimasto aperto per 22 giorni, si è concluso il 3 giugno ed ha coinvolto, oltre a 9 professionisti che lo hanno concepito e realizzato, 9 enti partner, 100 enti aderenti, totalizzando 5887 risposte, provenienti per lo più dalle regioni del centro nord (Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana), mentre per le fasce d’età quelle più rappresentate sono state 21/35 e 36/59, che insieme hanno rappresentato oltre l’80% del campione. Un campione che nella sua quasi totalità esprime una forte predilezione per le arti dal vivo, e che durante il lockdown ha preferito in primo luogo i film, documentari, serie tv (23,3%) e al secondo posto gli spettacoli (19,7%), seguono poi altre preferenze (concerti, formazione in streaming, visite virtuali a musei, attività per bambini, performance create per piatta-

forme online, dirette streaming di incontri e dibattiti, letture sceniche in streaming). Anche qui il gradimento per l’esperienza è molto alto, oltre l’80%, ma la preferenza per la visone dal vivo di quei contenuti è il sentire pressoché comune. Interessanti anche le preferenze espresse per la fruizione culturale desiderata espressa alla fine del lockdown. Primeggiano sempre i contenuti sul grande schermo, seguiti dagli spettacoli dal vivo, ma c’è un interesse crescente verso le dirette streaming di incontri di formazione e dibattiti con artisti o intellettuali. Per i 3 / 4 del campione l’idea di tornare a partecipare ad iniziative culturali dal vivo induce benessere, entusiasmo e gioia, mentre, in uno scenario di misure di contenimento del contagio, le condizioni più scoraggianti risultano le lunghe attese in coda all’entrata e all’uscita e il divieto di sedersi accanto alla persona con cui si vorrebbe condividere l’esperienza. Per il 69,5% ciò che è mancato di più è l’esperienza dal vivo della performance artistica, seguito dall’incontro con le persone (18,5%) e dall’abitudine di frequentare quel particolare luogo di aggregazione (8%). Questi ed altri dati interessanti sono il risultato di questo sondaggio, che speriamo possa essere replicato su un campione più vasto e rappresentativo dell’intero paese. Per una lettura più dettagliata dei dati ed una loro analisi vi rimandiamo al sito www.carospettatore.it

RUGGIERIPOGGI.IT

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MIRABILIA FESTIVAL festivalmirabilia.it

di Fabrizio Gavosto direzione artistica

1 Impatto

L'impatto del Covid sulle nostre attività artistiche è stato forte, come per tutti. Quest'anno si preparava la BI-CAP, ossia la prima Biennale Internazionale del Circo e delle Arti Performative, programmata a Cuneo dall’ 1 al 6 settembre 2020. Una città più grande e con maggiori strutture rispetto a quelle in cui aveva operato il festival fino al 2019, ma anche una città nuova. In 6 giorni avremmo quindi concentrato le prime, i debutti e i progetti di tutta una serie di grandi compagnie europee, in buona parte sostenute dal Festival durante la creazione. Per il circo, Rasposo, Cie du Chaos, Cirque Aital, Ronaldo, i nuovi progetti di Fabbrica C, tutti spettacoli meravigliosi che si sarebbero svolti nei ben 5 tendoni delle compagnie previsti. Accanto a ciò era prevista una grande attività nei teatri ed in spazi teatralizzati, con nomi di spicco assoluto, e soprattutto grandi spettacoli urbani, eventi di dimensioni gigantesche che raramente arrivano in Italia, quali Cie L'Homme Debut e le sue gigantesche marionette alte 12 metri, Teatro dei Venti con Moby Dick, strutture aeree, trapezi, danza verticale in tutta la città. Questo programma è ora chiaramente impensabile nella fase 2, perché concepito in modo da creare assembramenti di migliaia o decine di migliaia di persone, e va completamente rimodulato.

foto di Andrea Macchia

2 Resistenza&Resilienza

Resistere per tornare ad esistere! I festival hanno la responsabilità di far vivere il territorio, di sostenere i percorsi artistici innovativi e soprattutto di essere luogo di sperimentazione, ambiente in cui far crescere nuove progettualità, funzioni tanto più necessarie di prima in questo momento particolare. In questi mesi, oltre a riprogrammare tutto per 4 volte, abbiamo sviluppato vari percorsi online che sono andati a sostituire e integrare alcune attività del festival. Due tra tutte sono sicuramente lo ShowBox, una vetrina virtuale, dedicata agli oltre 80 operatori iscrittisi da Europa ed Asia, per le compagnie della programmazione originaria di Mirabilia, e Mirabilia Talks, una serie di incontri con artisti ed operatori del settore, che raccontano in diretta su instagram aneddoti, momenti emozionanti, incidenti ed imprevisti, in modo spesso divertente e curioso, e a volte emozionante, rendendo gli artisti e la loro vita più tangibili, e creando una curiosità e un interesse notevole presso il normale pubblico.

3 Opportunità

Mirabilia continua, la BI-CAP è spostata al prossimo anno, e le modalità di programmazione e costruzione dovranno sicuramente cambiare ed adeguarsi ad una situazione diversa. Nuovi progetti artistici, assolutamente inaspettati, nuove modalità di interazione con il pubblico, e un nuovo rapporto tra pubblico e spettacoli, stanno prendendo vita intorno a noi. È un cambiamento storico ed epocale, che ci trasporta in un nuovo futuro diverso e sconosciuto, forse per molti versi più umano e che da maggior valore all’atto scenico, divenuto ora raro e prezioso.

5 Aneddoti

La cosa peggiore è stata avere figli e famigliari in mutande alla ricerca di vestiti che passavano sullo sfondo di incontri online molto impegnativi e ufficiali (lavoro in camera da letto di fianco agli armadi che sono di tutti). La migliore, è sicuramente la rete di solidarietà tra festival, operatori, artisti, tecnici, che si è creata e che nasce dalla nuova coscienza che siamo tutti parte di un unico ecosistema da sostenere e difendere nella sua completezza e complessità.

4 SOS

È fondamentale che le istituzioni e gli enti mantengano la loro intenzione di sostenere l’intero settore e permettere alle strutture di continuare a esistere anche ove non sia possibile svolgere le attività previste. Inoltre, qualunque attività anche piccola presuppone nuovi costi di sanificazione, gestione del pubblico, adeguamento alle normative, comunicazione e organizzazione enormi che la rendono totalmente insostenibile senza l’aiuto delle istituzioni. I tempi di erogazione dei contributi sono in questa fase cruciali e devono essere brevissimi, per impedire un’implosione del settore che rischia di creare un deserto culturale nel momento del riavvio.

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6 IN PRIVATO

Credo che questo sia un momento molto importante, uno stop forzato all’intero fragile concetto del consumismo moderno, una pausa di riflessione che ci porta a ripensare e rivalutare la nostra esistenza e le nostre modalità di vita. Penso che continuerò a dedicare molto più tempo alla mia famiglia, ai miei figli, vedendo il lavoro in un’altra ottica, dando valore alle piccole cose, incluso il fatto di essere ancora qui.


La Strada Festival foto di Alessandro Acerbi

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti

tura sono in contrapposizione allo spettacolo dal vivo, cioè il virtuale. Ed ecco che nascono alcuni progetti tra cui: La Finestra sulCortile - Prontuario delle Arti Sceniche. Ogni martedì e giovedì artisti e professionisti dello spettacolo dal vivo raccontano curiosità, approfondimenti ed esperienze sul Teatro, la Danza, il Circo Contemporaneo e la Musica. Ispirata al celebre film di Hitchcock, straordinaria lezione di teoria del cinema e inesauribile fonte di spunti concettuali per uno studio del cinema, la rubrica è un piccolo manuale in cui sono esposte le nozioni più importanti relative a tutto quello che riguarda le Arti Sceniche. In questi tempi siamo chiamati ad agire responsabilmente per tornare al più presto alla normalità e riaprire le porte dei luoghi della cultura: Spazio Danzarte di Brescia, luogo di IntercettAzioni - Centro di Residenza ha attivato delle lezioni virtuali di danza contemporanea, circo contemporaneo, tessuti aerei, teatro, yoga, flexibility e Tai chi. In collaborazione con Jazz on the road e il teatro Der Mast abbiamo realizzato una serie di appuntamenti in una rubrica on line dal titolo “A casa in Jazz.” Lo stato di sospensione in cui siamo immersi ci impedisce in ogni caso di pensare al 2021, per ora dobbiamo salvare il salvabile. Si sono certamente intensificati i dialoghi con le istituzioni da una parte e con le produzioni dall’altra: ci sentiamo tutti dentro una tempesta e uniti possiamo affrontare la situazione fuori dall’ordinario che claps.lombardia.it ci è caduta addosso con la forza di uno Tsunami. di Luisa Cuttini direttore artistico Circuito Claps Il supporto economico per la realizzazione dei progetti è quello che stiamo chiedendo in primis al nostro Ministero di riferimento, oltre Per quanto riguarda il Circuito Claps e il Centro di Residenza Interche alle istituzioni regionali e locali, alle Fondazioni e agli sponsor, cettAzioni, oltre al progetto ministeriale Boarding Pass Plus, più ma lo sforzo che chiediamo è di affrontare insieme l’emergenza, che parlare di ciò a cui abbiamo rinunciato, parlerei di come abbiacome parte di un unico sistema. Il dialogo deve essere ancor più mo rimodulato e ripensato i progetti. Qualche Festival primaverile serrato tra tutti gli “attori” chiamati a combattere il nemico. è stato posticipato in autunno, così come per le residenze creative, La cosa peggiore che ci è capitata è stata quella di cancellare alcune iniziative si sono trasformate in incontri virtuali, alcuni spetspettacoli o Festival senza possibilità di rinviarli. La cosa migliore tacoli sono stati riprogrammati nel 2021, certi progetti si sono ridiè stata quella di avere potuto iniziare il percorso formativo con gli mensionati ma continuano a dare il proprio segno di presenza, etc. artisti e gli organizzatori selezionati all’interno del progetto CirUn esempio: La Strada Festival Internazionale non potrà essere KAround per Boarding Pass Plus presso il Teatro Comunale di Virealizzato a giugno nel formato consueto ma alcune compagnie di cenza nei giorni di marzo appena antecedenti l’inizio del lockdown. circo contemporaneo italiane, compatibili con le richieste del protoIo penso che la realtà abbia superato la fantasia e la nostra imcollo, potranno essere ospitate a Brescia. Se consideriamo solo maginazione sia stata colta in fallo: ciò che stiamo vivendo lascel’aspetto numerico certamente c’è una grande differenza tra il prerà un segno in ciascuno di noi e per tutte le generazioni il Covid 19 ventivato e quello che ad oggi abbiamo realizzato: nel 2020 erano sarà un indelebile ricordo, parte della memoria storica. programmati 700 spettacoli tra festival, stagioni teatrali, rassegne, iniziative ed eventi, ad oggi ne sono saltati circa 300. Il Circuito e il Centro di Residenza, tentando di organizzare quanto era stato programmato da settembre in poi, integreranno le ospitalità ricollocandole in autunno ma tutto dipenderà da come si evolverà lo stato di emergenza in cui ci troviamo attualmente. Il progetto Boarding Pass Plus è stato rimodulato rinviando le azioni e gli spostamenti internazionali degli artisti e degli organizzatori selezionati, concentrando il lavoro nei mesi di settembre e ottobre nei paesi europei designati. Se non riuscissimo a organizzare in presenza la Masterclass internazionale prevista a settembre a Milano con docenti provenienti da Svezia, Israele, Francia, Spagna, Lettonia e Canada, la realizzeremo in remoto. La creatività è ciò che caratterizza il nostro ambito e di fronte alla necessità abbiamo affilato le armi, anche quelle che per na-

CIR C U I T O CLAPS

CENTRO DI RESIDENZA I N T E R C E T TA Z I O N I

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Gran Galà du Cirque foto di Gabriele Tomè

CIRCO E DINTORNI circoedintorni.it

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità di Nicola Campostori project manager Circo e dintorni agisce prevalentemente in quattro settori: diffusione della cultura circense, produzione di show, realizzazione di eventi e collaborazione con parchi di divertimento. In tutti questi ambiti l’emergenza coronavirus ha comportato annullamenti e rimandi di diverse attività, oltre a nuove sfide da fronteggiare. Per quanto riguarda Open Circus, progetto di audience development sostenuto dal MiBACT, i corsi di circo della scuola Karakasa e le conferenze programmate sono state sostituite da lezioni online, dirette Facebook, tavole rotonde virtuali. Tra le molte iniziative realizzate, lo streaming di Una Notte per Moira, show tributo a Moira Orfei, e la pubblicazione sul canale Youtube dell’Associazione Ateatro dello speech che il nostro direttore artistico Alessandro Serena avrebbe dovuto tenere alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Serena ha anche partecipato (con David Larible, Andrea Togni, Valeria Valeriu e Livio Togni) a Racconti in tempo di peste, serie di Sergio Maifredi e Corrado d’Elia che ha coinvolto artisti quali Paolo Rossi, Tullio Solenghi e Giuseppe Cederna in letture e riflessioni sull’emergenza e sui possibili scenari futuri. È stato sospeso Youth Acrobata World, percorso formativo di imprenditoria dello spettacolo sostenuto dal programma Erasmus+ della Commissione Europea avviato in collaborazione con l’Università IULM coinvolgendo artisti italiani, kenyani e colombiani. Sul fronte del teatro-circo, il coronavirus ha cancellato le sei date finali del tour invernale dei Black Blues Brothers, appena tornati da un mese all’Adelaide Fringe Festival in Australia, dove il loro show è stato scelto dal giornale The Advertiser come miglior spettacolo di circo. Soprattutto, ha bloccato la ricca tournée estiva, composta da due formazioni per coprire le numero-

sissime richieste in Italia e all’estero, che sarebbe culminata con il Festival di Anversa e, per il secondo anno consecutivo, il Fringe di Edimburgo. Diverse le manifestazioni rinviate, tra le quali la seconda edizione del Festival Open Circus a San Donà di Piave (che avrebbe ospitato Arturo Brachetti) e la terza edizione di Con la testa all’insù a Lecco. Sembra proprio che anche il Gran Gala du Cirque di Funambolika, classico appuntamento di luglio a Pescara, dovrà aspettare. Attualmente Circo e dintorni sta riprogrammando le tournée e gli eventi rimandati, un lavoro continuo di contatto con teatri, comuni e realtà coinvolte. Quest’anno alcuni parchi di divertimento non apriranno, altri ci proveranno tra qualche tempo. Ciò implica non solo il mancato ingaggio dei nostri artisti ma anche problematiche di tipo logistico. Il caos che ha travolto i viaggi in Italia e all’estero ha bloccato quattro nostri performer kenyani a Bergamo. Una situazione simile è stata affrontata per quattro artisti italiani al Circo Nikulin di Mosca, impossibilitati sia a lavorare che a tornare in patria. Di solito in estate, tra tournée, eventi e parchi di divertimento, Circo e Dintorni ha all’attivo una sessantina di impiegati; ora invece è rimasto operativo “solo” lo staff di base, dieci collaboratori a tempo indeterminato. È stata attivata la cassa integrazione parziale; in attesa che arrivino i fondi l’azienda sta anticipando gli stipendi. Si prova, giocoforza, a cogliere qualche opportunità da questa inedita situazione. Oltre all’aggiornamento del materiale informativo (dossier, video, siti), vengono sviluppate riflessioni sul nostro modello gestionale (cosa possiamo migliorare, quali sono i punti di forza) e un’attenzione maggiore alle attività online. Serena partecipa ai tavoli di discussione delle associazioni di categoria (ACCI, ANAP, ENC) che propongono spunti per affrontare la crisi e tengono unite le varie realtà circensi italiane. Si fa progettualità a lungo termine, lavorando su nuove produzioni, nuove idee, nuovi obiettivi. È il momento di guardare lontano, osando pensare in grande, per un rilancio che si auspica essere il più vicino possibile. È difficile dire cosa riserva il futuro. Ovviamente dipenderà anche dall’evoluzione della pandemia e dalla reazione del mondo e dei singoli stati. Circo e Dintorni è una compagnia solida, che realizza circa 200 repliche all’anno e migliaia di show nei parchi divertimento, facendo progetti di inclusione sociale e lavorando con artisti di tutto il mondo, con quello spirito comunitario che ha sempre caratterizzato il circo. La speranza è di poter rincontrare presto il pubblico con tutte le nostre iniziative.

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foto di Bartolomeo Rossi

CIRCO ALL’INCIRCA circoallincirca.it

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS di Davide Perissutti direttore Circo all’inCirca Quello a cui abbiamo dovuto rinunciare del tutto in questi primi mesi sono sicuramente le persone. Circo all’inCirca, come molte altre, è un’organizzazione il cui patrimonio non si misura con un estratto conto. La cifre dei nostri business plan si misurano con i grazie del pubblico per quello che facciamo in città; i report riguardano le compagnie di giovani artisti che scelgono il Friuli per continuare il proprio percorso di crescita; nella nostra contabilità fanno la differenza le persone che dopo il proprio allenamento, di fronte ad una birra, ci dicono che il circo ha cambiato le loro vite. Dunque quello a cui noi siamo stati costretti a rinunciare è il nostro patrimonio, le persone. Certo, non solo noi, tutti hanno vissuto tragicamente il cosiddetto “distanziamento sociale”, domandandosi il senso di una tale manipolazione semantica. Perché la distanza dev’essere sociale e non fisica? È proprio questo il punto, senza corpo non c’è spirito, lo sa bene il performer che lavora respirando addosso al proprio pubblico. Così è stato un vero e proprio distanziamento sociale, non solamente fisico. Per le stagione a venire abbiamo dovuto sospendere Terminal, il nostro evento più grande. Nulla però è ancora perduto; la Regione Friuli Venezia Giulia merita un riconoscimento in tal senso. È un’istituzione che riconosce il valore degli eventi culturali sul territorio, per i quali investe ogni anno più di due milioni e mezzo di euro. In questa congiuntura sta lavorando per rimanere vicina alle organizzazioni che finanzia e che sostiene con le proprie

politiche. Anche il Comune di Udine, nel quale si svolge il festival, ha riconosciuto il valore sociale della propria programmazione culturale. Sta cercando di rimanere aperto alle soluzioni che noi operatori porteremo perché, così dice, intende offrire alla città uno strumento per ripartire attraverso la cultura. Molto probabilmente Terminal si svolgerà ugualmente a Udine entro il 2020, non conosciamo ancora quale sarà la forma di una edizione speciale. Sicuramente passerà alla storia. Sarà una edizione meno internazionale. Forse sarà l’occasione per riflettere sul senso che ha programmare artisti che giungono dall’altra parte del mondo per qualche ora di spettacolo; globalizzare un settore che, pur usando un linguaggio universale, nel proprio DNA ha una forte connessione con il territorio locale e con le comunità con cui viene in contatto. Condivisione di spazi, situazioni, luoghi e persone per lunghi periodi: è una strada che il festival e l’Associazione Circo all’inCirca già stava prendendo e che ha acquisito in questi mesi ancora più senso. Come garantire un ricambio e la freschezza della proposta? Bella domanda. La risposta si trova probabilmente nell’altrettanto interessante fenomeno che stiamo notando: una rete italiana di circo sempre più consapevole e trasversale. Una rete informale che non tiene conto delle caratteristiche delle organizzazioni. Perché probabilmente una scuola di circo e una compagnia professionale con tendone hanno molte più cose in comune che due tendoni o due scuole di circo con background completamente differenti tra loro. È questo un aspetto molto interessante della piega che ha preso l’emergenza: JUGGLINGMAGAZINE.IT

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riflessioni, incontri, conversazioni. È successo su più fronti, non solo su quello circense: ci siamo stupiti qui a Udine, noi del Circo all’inCirca, di esserci trovati nella stessa videochiamata con gli operatori culturali mastodontici. Quelli che portano allo stadio Bruce Springsteen. Non saranno loro i nostri interlocutori in futuro, certo. Però è importante che il nostro lavoro sia interpretato da chi fa le leggi come un lavoro tanto necessario quanto quello della Rock Star allo stadio. Nel futuro ci immaginiamo in dialogo con chi lavora per sviluppare le comunità locali, con chi normalmente è concentrato sulla produzione e la programmazione dei propri spettacoli, che per un po’ non potrà lavorare come fa normalmente. Tra i vari dialoghi che in questo periodo abbiamo condotto a distanza ci è capitato di parlare con Achille Zoni dei Magda Clan rispetto al forum nuovi circhi: di sicuro questo è un momento in cui essere piccoli comporta problemi economici, ma ha anche interessantissime potenzialità di crescita culturale. Per questo stiamo lavorando per ripensare l’offerta che siamo in grado di offrire alla città e al territorio locale. Ora più che mai serve una azione di lobbing, una comunità trasversale: serve che i festival conversino con le scuole, con gli artisti i programmatori. Che la comunità del circo abbia un organo di rappresentanza, che si occupi di advocacy, che possa dire qualche cosa ai “policy maker”. È questo l’SOS che mi sento di lanciare dall’angolo remoto del Friuli Venezia Giulia, dove, un po’ per orgoglio e un po’ per una effettiva lontananza del resto del mondo – sia essa reale o solo percepita – siamo troppo abituati a cavarcela da soli. PROGETTOQUINTAPARETE.IT


foto di Alessandra Canini

QUATTROX4 RIPENSARE È RI-ORGANIZZARE quattrox4.com

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti di Gaia Vimercati, Marco Dellabianca, Filippo Malerba, Clara Storti, Elisa Angioni In questi mesi di improvvisa incertezza e di spaesamento epocale, ci siamo detti spesso che il circo deve ripensarsi, reinventarsi. Ma come fare in un momento in cui le relazioni e i rapporti umani sono a rischio e sono un rischio? Da un giorno all’altro il nostro spazio si è svuotato, abitato ogni settimana da quasi 500 tra bambini, ragazzi e adulti, si è fatto d’improvviso deserto e muto. La terza edizione della nostra rassegna internazionale di circo contemporaneo, è sparita in un momento, come in un trick di magie nouvelle. Con la sospensione di corsi, workshop, progetti, allenamenti liberi, abbiamo improvvisamente dovuto rinunciare a ciò che mai avremmo messo in dubbio: l’uso di uno spazio associativo come una grande casa che racchiude una passione comune, un luogo dove costruire con lo strumento “circo” un pezzetto di futuro condiviso. Anche FUORI ASSE, la nostra rassegna di circo contemporaneo a Milano, ha subito un brusco stop, sono svaniti nel nulla i due spettacoli di chiusura, previsti al Teatro Gerolamo nei mesi di Marzo e Aprile, con le compagnie internazionali: La Triochka, Elodie Donaque e Solta. Le rinunce attuali quindi si fanno sentire, e quelle future spaventano ancora di più perché difficili da inquadrare, soprattutto a fronte dei continui mutamenti delle previsioni, delle ordinanze e delle linee guida, nello specifico del caso lombardo.

Resistenza o resilienza? La resistenza è sempre il fine, la resilienza il mezzo. In questi mesi siamo riusciti a tenere alta la partecipazione per ogni fascia di età con proposte digitali ad hoc. Abbiamo organizzato lezioni on-line in videoconferenza per i gruppi di adulti e ragazzi, con una proposta mirata principalmente al mantenimento della preparazione fisica. Per i più piccoli, ma disponibili per tutti, abbiamo sviluppato una serie di contenuti con finalità didattiche, di intrattenimento e/o di espressione creativa. CIRCOINOMBRA è stato un bellissimo esperimento in questo senso: grazie alla collaborazione con Nadia Milani, artista e autrice di teatro di figura, che ha creato con noi un breve ciclo di storie animate a tema circense. Con un po’ di tempo in più a disposizione, ci siamo dedicati a SGUARDI SUL CIRCO: note sulle nuove declinazioni delle arti circensi, un progetto di divulgazione teorica sulla storia e lo sviluppo del circo contemporaneo dagli anni ’70 in poi. Tutti questi contenuti rimangono disponibili sui nostri canali. In questo delicato momento di transizione, è molto difficile capire quale futuro ci attenderà, ma proviamo a disegnarlo. Siamo fiduciosi di tornare a fare circo, pronti a ripensare nuovi format per la pratica e la scena, fino a quando il rispetto delle norme sanitarie non snaturerà le nostre azioni. Anche se procedure e modalità sono da ridefinire, rifondare il corpo a corpo sarà ancora necessario e lo sarà più che mai. Sicuramente vogliamo mantenere forti le connessioni con le realtà a noi più vicine: da una parte associazioni e teatri attivi sul terri-

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torio di Milano, dall’altra la comunità circense con cui abbiamo condiviso pensierie preoccupazioni di quarantena, partecipando a molte iniziative di confronto interessanti, per citarne qualcuna: circ.Onda di CircoSfera, le C_onversazioni di Fabbrica C e le birrette con il presidente di Circo all’Incirca. Nelle difficoltà attuali, il supporto di cui abbiamo principalmente bisogno è il sostegno emotivo dei nostri soci, che hanno restituito una risposta impeccabile in quanto a solidarietà, entusiasmo e piena fiducia nella nostra capacità di riprogettazione. Riconoscere che la nostra fan base è solida ci fa sentire più forti. Vogliamo poi continuare a dialogare con le istituzioni, fiduciosi che in questo momento di grande ripensamento i nostri principali sostenitori (Comune di Milano, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo) possano contestualizzare al meglio il nostro lavoro affinché la riprogettazione che ci attende nei prossimi mesi possa continuare a crescere nella reciproca fiducia. Se dovessero chiederci la cosa più bella di questo lockdown, penseremmo alla capacità delle realtà di circo di reinventarsi, confrontarsi e di rispondere a un periodo di chiusura e distanza con intenti di apertura, confronto e unità. Pensiamo che anche nei periodi difficili, questa sia la strada giusta da seguire. La cosa peggiore? Aver acquistato il regalo di fine anno per tutti i bambini, uno yoyo brandizzato, e non poterlo consegnare di persona… Forse che in tutto questo trambusto ci riscopriremo postini?


UP, SCUOLA DI CIRCO upscuoladicirco.com P Quarantina

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO di Maria Grazia Ielapi presidente e responsabile pedagogica Up asd

foto di Fabio Monasterolo

9 marzo 2020. lockdown. Dopo un primo tentativo di adottare maggiori sicurezze per poter continuare i corsi in palestra, decidiamo che Eticamente è giusto fermarsi. Ci si confronta sul da farsi, sia da un punto di vista sportivo che umano. Cosa sta accadendo? Cosa non sappiano di ciò che sta accadendo? Nell’attesa di informazioni attendibili, rimaniamo fedeli a ciò che il circo ci ha insegnato: rimarremo uniti come una famiglia, nessuno viene abbandonato o dimenticato. Nonostante la forte contrarietà alle lezioni on line, ci vediamo costretti a organizzarci in tale modo. Ci siamo confrontati con le famiglie e, dopo aver ascoltato esigenze, bisogni, criticità, abbiamo creato un palinsesto di incontri con lezioni, sportelli di ascolto, allenamenti specifici, trasmissioni radio, interventi televisivi, letture di fiabe, laboratori per creare giochi e attrezzi a casa. Abbiamo comunicato con le newsletter, indicato link e video per raccontare la nostra storia e quella del circo; il telefono con una disponibilità senza limite; per qualsiasi cosa: chiamate. Congelate le quote, abbiamo tenuto le lezioni per tutti i gruppi, dai piccolini agli adulti, inserito nuovi corsi per i genitori, fratelli o sorelle dei nostri allievi. Di cosa abbiamo paura ora? Di nulla, a livello umano e pandemico. L’energia che abbiamo condiviso è tornata con un raggio 1000 volte più grande. La nostra famiglia di circo esiste ed è unita, è attenta e responsabile perché, attraverso il circo, ha imparato ed insegnato che le regole esistono per sostenere e non per limitare. Mascherine? Si, ma sono fazzoletti che, una volta tolte dal viso perché rispettiamo le distanze di sicurezza, diventano foulard per giocolare, mascherarsi e fare teatro, coprire il capo per proteggersi dal sole, tovaglioli per la merenda. Di cosa abbiamo bisogno? Di sostegno economico per non affondare e poter ripartire. I costi sono andati avanti mentre tutto si fermava. Le quote incassate già spese per far vivere la scuola. Soldi zero, guadagni fermi, lavoro da sostenere senza compenso. Abbiamo bisogno di un aiuto economico vero, concreto e a fondo perduto. Il complimento più bello che abbiamo ricevuto è stato: “Tutto si è fermato, tutto è cambiato, voi siete rimasti la nostra routine, il nostro appuntamento quotidiano, i nostri maestri di energia”. Non è stato lo sport, il movimento, il circo a mancare; sono state le relazioni che si sono create attraverso lo sport, il movimento e il circo. Noi non esistiamo senza i nostri allievi e le loro famiglie e loro senza di noi. La più grande scoperta? Siamo relazioni che vivono in equilibrio, apertura, confronto e sostegno reciproco. L’impatto più duro? Non poter raggiungere le famiglie e i ragazzi che a causa dei disequilibri creati nel conflitto scuola-lavoro, didattica a distanza, non hanno potuto rimanere in contatto con noi. Ora il lockdown è terminato. Abbiamo deciso di non tornare negli spazi chiusi ma di creare un nuovo progetto all’aperto. Quello che abbiamo sentito più forte come esigenza era riunirsi, e lo faremo, nei boschi di Pocapaglia, sede della scuola, con lezioni di teatro, equilibrio, arrampicata e giocoleria in natura e con attrezzi personali costruiti insieme.

Con Franscesco Sgrò ho creato un video di sensibilizzazione su cosa abbiamo vissuto, su cosa ricordare e cosa abbiamo imparato da questo lockdown: l’uomo è un essere sociale, e la condivisione e il contatto sono indispensabili per il suo benessere. Il luogo dove abbiamo creato la nostra scuola è importante ma il contenuto di più, e il contenuto siamo noi. Quindi sono emerse due parole: circo e Circo. Apparentemente uguali, ma profondamente diverse: la prima identifica l’edificio, la seconda la comunità, nell’essenza di ciò che questa parola significa: gruppo di persone che condividono passioni, regole, sogni, doveri, diritti, ideali, mission. In questo meraviglioso viaggio abbiamo vissuto momenti di grande contrasto. Il peggiore: non aver avuto le forze economiche per sostenere tutto lo staff, costretto a cercare lavoro altrove. Il migliore è che in ogni crisi c’è una nuova ripartenza, una nuova opportunità, una sensibilità maggiore. Fermarsi ed osservare ci ha dato modo di chiederci più profondamente cosa volessimo. Vogliamo benessere per noi, i nostri allievi e le loro famiglie. Essere riconosciuti per quello che siamo, con la voglia di essere dei professionisti. Strutturare il nostro settore, la forma giuridica nella quale rientrare, chiedere che le nostre formazioni siano riconosciute ed integrabili sulle piattaforme educative e scolastiche.

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ACCADEMIA MATERIA VIVA

foto di Marco Bellucci

accademiamateriaviva.it

di Roberta Castelluzzo direzione artistica

1 Impatto

Sia i corsi amatoriali che i corsi professionali sono stati bruscamente interrotti l’8 marzo. Di colpo nessun allievo ha potuto più entrare in teatro. Il nostro lavoro, molto fisico e fatto di relazioni e scambi, è stato congelato facendo perdere di fatto una parte importantissima della didattica per il lavoro del gruppo professionale e una attività importante per tutti i ragazzi dei corsi amatoriali di aerea, giocoleria, teatro e palo cinese. La perdita è stata enorme da tanti punti di vista, non solo economico per noi come organizzazione, ma anche didattico ed emotivo.

2 Resistenza&Resilienza

Abbiamo continuato a tenere vivo il fermento creativo dando stimoli continui al gruppo professionale e creando attraverso piattaforme specifiche classi virtuali in modo da poter dare loro quanti più contenuti possibili a distanza, sia con lezioni in diretta, sia con contenuti registrati. Queste proposte sono state fatte azzerando completamente ogni forma di scambio economico e focalizzandoci sulla sola necessità di mantenere l’allenamento fisico, la ricerca creativa e dare al gruppo degli stimoli emotivi per minimizzare il peso della distanza ed il senso di spaesamento. Allo stesso modo e per gli stessi motivi, ciascun insegnante dei corsi amatoriali, ha mantenuto una cadenza di appuntamento identica a quella prevista nel corso ordinario dell’anno, modulando il programma e trasformandolo là dove l’impossibilità di utilizzare ad esempio strumenti aerei imponga di trasformare la proposta didattica in forme di allenamento a terra che si-

mulino problematicità o attivazioni di equivalenti gruppi muscolari. Questo impegno costante ci ha permesso di conservare un dialogo giornaliero con gli allievi dandoci un senso di appoggio reciproco e di “consolazione” nei momenti più pesanti di scoraggiamento.

3 Opportunità

Non è affatto facile organizzare un futuro non avendo nessuna certezza su tempi e modi possibili. Cerchiamo di trasformare questo tempo in opportunità pianificando i progetti futuri, che siano spettacoli, video. Siamo molto disorientati perché tutto ciò che facciamo prevede un lavoro di gruppo, un lavoro con oggetti e strumenti, un’assistenza fisica al movimento. Man mano che si “libereranno” opportunità di muoverci ed incontrarci, riprenderemo a farlo e stiamo pianificando un prossimo anno accademico di grande eccellenza, con proposte didattiche serrate e molto stimolanti per poter compensare quanto abbiamo perso negli ultimi mesi, per poter ospitare tutti gli insegnanti che sarebbero dovuti essere ospiti di questa fine anno. Sicuramente il prossimo anno accademico sarà per iperattivi!

4 SOS

In questo momento sarebbero necessarie sia forme si supporto economico per il mantenimento della struttura (la nostra sede è in un teatro e le spese vive sono le stesse anche a teatro chiuso!) ma sarebbe necessario anche una forma di incentivo per il riavvio dell’attività con forme ad esempio di contributo per poter dare agli allievi del corso professionale borse di studio per il prossimo anno, perché il mo-

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mento economicamente è difficile anche per loro e dovrebbero essere sostenuti nella loro volontà di studio. Sostenuti da chi? In un mondo migliore lo stato dovrebbe farsi carico di questo, neanche a dirlo, ma abbandonando le utopie sarebbe auspicabile che anche entri privati, fondazioni o sponsor possano investire nella formazione. Utopia!

5 Aneddoti

La cosa migliore: la vicinanza e l’affetto degli allievi, il sostegno con donazioni, il sostegno emotivo continuo come si fa in una famiglia. Non mi riferisco solo al gruppo professionale che essendo più piccolo è anche in qualche modo il più “protetto” ma mi riferisco in particolare agli allievi dei corsi amatoriali che sin dal primo giorno hanno deciso di prendersi cura di noi insegnanti come se improvvisamente tutto l’amore ricevuto a lezione fosse pronto per essere restituito. Non ci hanno mai lasciato da sole ed anno trovato ogni modo per essere di supporto. È un’emozione impagabile sentire questa rete a sostenerci. La cosa peggiore: non poter stare in aria! E qui non ho null’altro da dire, è una sensazione che non si può spiegare, è una sensazione molto fisica, simile a un dolore lento.

6 IN PRIVATO

Tutto è diventato vita privata, perché ogni cosa innesca meccanismi di riflessione e milioni di domande. Sopra a ogni altra la sensazione dell’impotenza e dello spaesamento e una grande, grandissima determinazione per non far sfuggire le cose belle come acqua tra le dita.


FLIC SCUOLA DI CIRCO flicscuolacirco.it

di Stevie Boyd direttore artistico Gli allievi, gli insegnanti, gli spettacoli e il pubblico sono tutte componenti fondamentali del nostro lavoro che nel periodo di lockdown non hanno potuto esprimersi nelle forme abituali. Le mancanze più gravi sono state il rapporto diretto tra insegnanti e allievi e l’impossibilità di utilizzare i nostri spazi attrezzati. Come direzione pedagogica e artistica abbiamo subito un enorme contraccolpo nel non poter utilizzare i nostri “vecchi” metodi d’insegnamento ma immediatamente, noi e i nostri docenti, ci siamo cimentati con il “nuovo” mondo degli strumenti digitali per perseguire il nostro principale obbiettivo, la formazione di qualità degli allievi.

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza

La sfida è stata quella di creare contenuti importanti, che non fossero “buttati lì” per occupare il tempo ma che, al contrario, contribuissero a sfruttarlo appieno. Una sfida che abbiamo vinto mantenendo un forte rapporto di fiducia con gli allievi ed ottenendo da loro grande disponibilità e ottimi risultati. Oltre a predisporre schede di preparazione fisica corredate da video esplicativi, lezioni online su tecniche motorie, circensi, di danza contemporanea, di teatro e sui principi dell’attore di circo, abbiamo ampliato le ore dedicate a materie teoriche anatomia funzionale, illuminotecnica, audio tecnica, grafica, fotografia, social media management e story telling - alle quali normalmente veniva dedicato meno tempo.

All’inizio abbiamo anche inserito una conferenza di Mauro Berruto, ex allenatore della nazionale di pallavolo, sul tema “Allenare l’inallenabile”, per spiegare ai ragazzi che ci era stato regalato del tempo e che non avremmo dovuto sprecarlo. In parallelo non abbiamo mai dimenticato l’importanza del nostro pubblico e dell’espressione fisica e attoriale dei ragazzi, coinvolgendoli con successo nella creazione di video-progetti che abbiamo pubblicato e promosso sul web, diversi autoprodotti dagli stessi allievi con loro elaborazioni artistiche e altri più complessi, come quello di danza contemporanea “1m2” e quelli creati in sostituzione di spettacoli che avevamo in cartellone, attraverso i quali siamo riusciti a fare un importante lavoro di gruppo.

KATELL BOUNDRANDI PRIMO ANNO

GIOIA SANTINI TERZO ANNO La vita tutto ad un tratto si è fermata e ciò che più mi è mancato è stata la mia libertà. La libertà di proseguire gli studi alla FLIC e di finire il lavoro sul mio progetto artistico iniziato a settembre, la base per la realizzazione dei miei obiettivi. Un’altra libertà che probabilmente non avrò sarà quella di lavorare questa estate con la mia compagnia, i GioAllaTerza, perché ad oggi non sappiamo come e quando torneremo a fare spettacoli. Un vero ringraziamento va direttamente alla FLIC, che sin da subito ci è stata vicina attraverso ogni mezzo possibile. È stato duro il passaggio tra la scuola vissuta prima e la scuola attraverso uno schermo, ma ci siamo adattati e siamo andati avanti insieme e a non perdere la determinazione che avevamo raggiunto. Ora sogno più che mai di poter terminare la mia formazione e sono serena perché so che questo è ciò che alla FLIC hanno veramente a cuore e che faranno tutto il possibile. Adesso sto pensando a come adattare il mio lavoro e gli spettacoli a questa nuova realtà, come artista ma anche come organizzatrice, perché faccio parte dello staff di un festival che si svolge nella zona in cui sono nata, la Tuscia (VT). Ho avuto la fortuna in questo periodo di vivere in un camper vicino ad uno spazio di circo dove ho potuto trascorrere la maggior parte del mio tempo e una cosa importante che ho capito in questi mesi, anche grazie alla mia scuola, è l’inutilità di fermarsi, che bisogna sempre andare avanti, prendere coraggio, accettare e agire. JUGGLINGMAGAZINE.IT

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In questi mesi ho dovuto rinunciare ad avere un ritmo di allenamento sostenuto e all’ambiente della mia scuola, fondamentale per la preparazione fisica che per l'arricchimento artistico. Per la stagione che verrà sicuramente ci saranno cose alle quali dovrò rinunciare ma cerco di non pensarci e di andare avanti in ciò che posso fare. Ho avuto la fortuna di far parte di un progetto video con la mia classe del Primo Anno. Per diversi giorni abbiamo lavorato ognuno sul proprio video e poi vedere il risultato comune che abbiamo ottenuto è stato super bello. Ho realizzato dei miei piccoli progetti video, mi sono arrivate ispirazioni per delle creazioni future e, naturalmente, ho continuato ad allenare i miei muscoli che ho sviluppato nei mesi prima con tanta fatica. Nel futuro prossimo spero di poter tornare ad allenarmi alla FLIC. È stato molto difficile allenarmi a ritmo sostenuto senza poter andare nella mia scuola. Poi vorrei avere la possibilità di proseguire la mia formazione di artista di circo e poter fare tanti spettacoli. PROGETTOQUINTAPARETE.IT


3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO Una parte della didattica è stata anche dedicata alla storia del circo e alla visione di spettacoli con connesse analisi registiche e drammaturgiche. L’incertezza sul quotidiano e sul futuro è una delle sensazioni più dure con le quali ci stiamo ancora confrontando, in particolare per la preoccupazione che ciò possa frenare i sogni degli allievi. Una sensazione che svanisce però quotidianamente quando sentiamo la loro partecipazione attiva, il loro entusiasmo e il loro desiderio di ritornare a lavorare vicini, tra fatica e risate, sudore e follia. Adesso, subito dopo il Dpcm del 17 maggio, stiamo pensando all’organizzazione di una serie di spettacoli solisti da mettere in scena allo Spazio FLIC, con un pubblico ridotto se sarà possibile, e da trasmettere

in streaming, affinché gli studenti possano creare ed esibirsi in uno spazio scenico per un pubblico in diretta e, allo stesso tempo, interagire con telecamere e strumenti digitali in una nuova esperienza che potrà tornare utile. Le disposizioni sanitarie attuali sono per noi un grande problema, perché prevedono grandi sforzi organizzativi ed economici ma soprattutto perché impediscono la vicinanza fisica, sia tra gli artisti sia tra artisti e pubblico. Se lo spettacolo in streaming entrerà a far parte stabilmente del nostro futuro è una questione da valutare. Sicuramente rientra tra i nostri desideri quello di formare al massimo delle possibilità i nostri aspiranti artisti e di farlo con tutti gli strumenti utilizzabili.

La cosa peggiore per me è stata dover rinunciare alla mia quotidianità, agli amici e alla scuola. La cosa migliore è stata quella di scoprire l’importanza del tempo dedicato a me stessa e di scoprire che posso e s s e r e molto creativa se non mi faccio prendere dalla frenesia. Ho vissuto la quarantena in Francia, a casa mia, e mi sono resa conto dell’importanza della famiglia e degli amici cari. Quindi prendiamoci cura dei nostri cari!

FEDERICA PINI SANDRELLI SECONDO ANNO

Qualsiasi siano gli sviluppi futuri, è auspicabile che si creino maggiori opportunità di lavoro per gli artisti di circo contemporaneo e che si arrivi ad ottenere un’adeguata tutela per tutti gli operatori dello spettacolo dal vivo, temi sui quali sono convinto che la FLIC potrà dare il proprio contributo. Personalmente la crisi mi ha portato a nuove consapevolezze, ad apprezzare ogni azione e ogni relazione che vivo e a ricordarmi l’importanza del tempo e del giusto spazio che deve occupare. Parlare attraverso uno schermo mi ha fatto riflettere sul tempo che dedichiamo agli altri, sui dettagli della comunicazione vis-à-vis e ai sottili movimenti corporei che aumentano la profondità di una banale (forse) conversazione. Dettagli ritrovati che non voglio più perdere.

La quarantena mi ha fatto perdere i mesi più caldi della mia formazione alla FLIC e la creazione del mio Progetto Personale, un momento importante nel quale per la prima volta sarei stata regista ed interprete di me stessa. Ho però la fortuna di essere allieva di una scuola che si muove in ascolto delle necessità dei suoi studenti e che ha saputo rinnovarsi trasformando in positivo il difficile momento. Ho potuto approfondire materie importanti ho continuato a crescere animata dagli stimoli di chi non ha mai smesso di prendersi cura di noi con creatività, sensibilità e passione. In questo periodo ho anche affrontato le audizioni per le scuole superiori europee – anche se online e perdendo un’esperienza sicuramente intensa – e sono stata ammessa al Centre National des Arts du Cirque di Chalôns en Champagne! Una bella notizia in un momento di grande incertezza. La cosa che più ho sofferto è stato il senso di ansia e di libertà rimandata. La cosa migliore è stato scoprire che il tempo libero, soprattutto in casa, può essere una meravigliosa possibilità di crescita personale. Pazienza creativa e volontà attuativa sono le parole che riassumono per me questo periodo. Ho capito che le abitudini possono cambiare molto più facilmente di quanto crediamo e ho visto le grandi risorse che ho dentro di me e che spesso lascio inutilizzate. La prima cosa che farò quando potrò essere libera sarà tornare sul trapezio. La sua mancanza mi ha confermato che è necessario per il mio benessere.

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1 Opportunità 3 Aneddoti 5 Impatto

CIRKO VERTIGO

foto di Valerio Tosi Beleffi

cirkovertigo.com

di Elena Andreasi La candidatura all'Unesco per il riconoscimento del circo contemporaneo come bene intangibile, la creazione della piattaforma multimediale Nice e la stagione in streaming “Solo in teatro”. Sono i tre nuovi progetti con cui la Fondazione Cirko Vertigo ha risposto all'emergenza Coronavirus. La Fondazione, diretta da Paolo Stratta, con queste azioni, passa direttamente alla fase tre dell'epidemia, perché “la situazione che stiamo vivendo non permette altri rinvii”, sostiene Stratta,che, a causa del Covid, ha dovuto congelare l'attività in presenza di formazione professionale per artista di circo contemporaneo, i corsi ludici, gli spettacoli della stagione, la programmazione del festival estivo Sul Filo del Circo e la partenza del nuovo corso per insegnanti di arti circensi. Il primo passo per attuare una trasformazione rivolta al digitale è la riconversione del personale, che, con il dovuto supporto formativo, viene preparato per sviluppare attività nuove e ulteriori rispetto a quelle precedenti, per concorrere alla messa a punto di una progettualità, la cui infrastruttura virtuale è prevista entro l’autunno del 2020. Si tratta insomma, per Vertigo, di ripensare completamente il modo di intendere e di proporre cultura e formazione. Da subito è stata organizzata e assicurata agli allievi del corso professionale una formazione a distanza, con una programmazione fitta di lezioni, scaglionate durante tutta la settimana. Come servizio alla citta-

dinanza, invece, è stato creato un gruppo Facebook nel quale due volte a settimana vanno in onda lezioni di stretching per bambini e adulti, fruibili da tutti gratuitamente. La candidatura per il riconoscimento del circo contemporaneo come bene intangibile dell’Unesco è frutto di un accordo quadro con la Fondazione LINKS. Lo strumento per veicolareil percorso sarà la piattaforma Nice, acronimo di “Network for International Circus Excellence”, articolata in quattro sezioni: un archivio digitale o virtual repository, uno spazio virtuale dedicato alla formazione a distanza o virtual classroom, uno spazio di riflessione e produzione di idee sul circo contemporaneo, con pubblicazione di articoli di esperti di livello e fama internazionale e una sezione dedicata alla programmazione di eventi trasmessi online. In quest'ultima sezione rientra il progetto “Solo in teatro”, ideato e curato dall’autrice Caterina Mochi Sismondi, regista e coreografa della compagnia blucinQue. “Solo in teatro” è il primo programma sul quale si lavorerà, coinvolgendo gli spazi del Teatro Café Müller di Torino. Attraverso questa iniziativa si trasformerà lo spazio in una sorta di set cinematografico in cui si muoverà solo un artista per ogni spettacolo. Con una squadra minima di supporto, composta da un rigger, un tecnico audio e luci e un video-maker, coordinati dalla regista, per una settimana l’artista svilupperà la propria idea di spettacolo, che sarà presentato in streaming sulla piattaforma Nice. Tra i primi artisti, con i quali viene creato un percorso tra la scena e il dietro JUGGLINGMAGAZINE.IT

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le quinte, segnaliamo Salvo Cappello, Alex Duarte, Elisa Mutto, Bea Zanin, Esa Abrate, Bobo Zibetti e Silvia Gribaudi. Il risultato sarà, tra il live e i contributi post prodotti durante la residenza che viene offerta al Café Müller, una monografia che metterà in valore l’autenticità degli artisti e dei processi creativi. Il format, che non vuole sostituirsi all’esperienza dello spettacolo dal vivo, ha l’obiettivo di consentire immediatamente agli artisti di poter riprendere la professione in sicurezza e di intercettare pubblici potenzialmente infiniti anche a chiusura dell’emergenza sanitaria, rendendo democratica la fruizione dell’arte teatrale a tutte quelle persone che non potranno fruire dello spettacolo nell’edificio teatrale. Per attuare questo progetto, la Fondazione ha potuto, grazie all’assenso dei principali enti sostenitori come Fondazione Crt, Compagnia di San Paolo e Iren, ricollocare parte delle risorse destinate storicamente ad attività di pubblico spettacolo verso la nuova progettualità. Inoltre, la modalità di trasmissione on line tramite la piattaforma Nice prevederà un intervento, anche di carattere economico, da parte delle istituzioni locali, come la Città di Grugliasco, e di eventuali bandi ad hoc, al fine di dotare delle strutture tecniche necessarie, come fibra ottica e dispositivi audio e video, gli spazi di pubblico spettacolo e formativi assegnati alla Fondazione Cirko Vertigo nel Parco Culturale Le Serre.

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Fonderie Teatrali Limone foto di Andrea Macchia

2 Resistenza&Resilienza 4 SOS 6 IN PRIVATO

GUENDA BOURNENS SECONDO ANNO

IMMERSA IN UN “MARE DI LATTE” È questa la sensazione che mi ha accompagnato in quelle giornate uggiose, quando la luce bianca filtrata dalle nuvole quasi abbaglia, ed io, immersa in quel mare di latte, confidavo che i raggi del sole riacquisissero vigore, aiutandomi a sopportare l’eco di dolore di un mondo che fa i conti con la sua vulnerabilità. Il Covid 19 ha preso forma e corpo all’indomani della presentazione del mio progetto personale, costringendomi in un tempo sospeso abitato dalla sola tecnologia che della socialità offre un surrogato. A minare un già fragile equilibrio la paura di affacciarmi ad un lavoro che sembra non esistere e l’urgenza di specchiarmi in occhi che non fossero i miei per vedermi restituito un senso di esistenza. E in questo tempo così dispersivo la presenza della Vertigo ha rappresentato un contenimento, restituendomi quel senso di esistenza minato, unitamente alla dignità e al riconoscimento sociale di un lavoro troppo spesso confuso con un hobby e tacciato di inutilità. Lavoro solo apparentemente inutile ma che, come il sapere “inutile” degli antichi, nei momenti di crisi rivela la sua indispensabilità, offrendo quella consolazione mai disimpegnata ma sempre attiva e consapevole, ludica e lucida, che sola permette di affrontare l’assurdità di questo tempo.

EMMANUEL CARO (ENANO) SECONDO ANNO

RACHELE GRASSI SECONDO ANNO

“AGUANTAR” (SOPPORTARE)

RESILIENZA: CAPACITÀ DI UN MATERIALE DI ASSORBIRE UN URTO SENZA ROMPERSI

Era il 23 febbraio, giornata dedicata ai nostri progetti per l’Exit. Insieme ai miei compagni non vedevamo l‘ora di metterci in gioco, di allenarci e di portare a termine il nostro percorso con una creazione che sarebbe nata dalle nostre esperienze e dal nostro essere; ma come una doccia d’acqua fredda è arrivata la notizia della sospensione delle lezioni e della chiusura della scuola. Inizialmente abbiamo dato poca importanza alla situazione, ma poi, quando ci siamo resi conto della sua gravità, è stato come essere scaraventati dentro un incubo, senza un posto sicuro in cui allenarsi, senza professori e senza compagni; i nostri progetti e il nostro futuro sembravano dissolversi nell’aria. La scuola però non ci ha abbandonati; anche se non è stato semplice abbiamo ripreso presto la nostra routine di allenamento attraverso lezioni online. Per fortuna ho potuto attraversare questo difficile periodo insieme a Rachele, mia compagna di mano a mano e di vita; abbiamo imparato tanto, soprattutto ad essere pazienti, ad avere fiducia e ad adattarci ad ogni situazione che si presentava. Abbiamo fatto lo sforzo più grande, rimanere in movimento anche quando il mondo si ferma. Credo che questa caparbietà appartenga alla natura degli artisti, la nostra attesa rimane attiva e la nostra mente e il nostro corpo non si possono fermare perché rappresentano il nostro materiale di lavoro. È per questo che il sogno di creare uno spettacolo e di poter formare la nostra compagnia rimane forte e vivo.

Mi sento ammaccata e privata, ma intera e funzionante. Durante questo periodo trovare un equilibrio non è stato scontato, alternare allenamento e riposo, non sentirmi in colpa quando la voglia era poca e adattarsi alle lezioni online cercando di non distruggere casa: circuito di forza con barattoli di marmellata come pesi, sbarre di danza classica improvvisate con gli stendini e libri come mattoncini per le verticali. Ho provato sensazioni differenti, percepivo il tempo come una lunga pausa, tutto congelato e sospeso, compresa me stessa. La sensazione poi è mutata, io continuavo a rimanere immobile mentre le cose intorno a me scorrevano velocemente. Ho ripensato al modo di dire “perdere il treno”. Per me in quest’ultimo periodo è stato come perderlo continuamente. Come se quel treno dovesse recuperare tutto il tempo che era rimasto congelato, senza accorgersi di me e senza darmi la possibilità di salire. Quando riuscirò a sincronizzare il mio passo con il suo, dove mi porterà? I progetti pensati saranno realizzabili? Riuscirò a trovare un posticino in questo mondo? Tanti punti di domanda e tante incertezze ma so quello che voglio. So che voglio creare uno spettacolo con il mio porteur, Enano, so che voglio continuare a formarmi, fare del circo il mio lavoro e so di poter contare sul sostegno della mia scuola, che ringrazio di cuore per le opportunità che continua a darci. Questi sono piccoli ma grandi punti fermi da cui partire, che mi permetteranno finalmente di salire su questo treno, con un bagaglio ancora più ricco.

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FORUM NUOVI CIRCHI bologna.cittadicirco.it/forum-nuovi-circhi

Fermi foto di Acido

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO di Aurelio Rota Forum Nuovi Circhi Il Forum Nuovi Circhi, dopo una gestazione di un paio di anni in FNAS si è costituito in associazione autonoma il 30 gennaio scorso e da subito si è tuffato nell’organizzazione di Città di Circo, prevista nel mese di marzo a Bologna. Un’ottima occasione per presentare il nuovo corso del Forum, con un corposo programma di spettacoli, un convegno molto interessante e il solito villaggio di chapiteau che allieta il parco di Villa Angeletti per un mese. Peccato che l’incalzante succedersi di decreti ministeriali Covid, nonostante abbiamo tentato di resistere fino all’ultimo, ci abbia costretti ad annullare l’evento il giorno prima di iniziare il montaggio degli chapiteau. Fatica per il lavoro organizzativo, costi e tanto dispiacere per il mancato appuntamento con il nostro pubblico ed il conviviale incontro tra artisti. Una rinuncia non indolore, con la prospettiva di navigare a vista nella programmazione della prossima edizione, in attesa di superare distanziamenti, presidi sanitari e limitazioni che la snaturerebbero, impedendo il fattore umano dell’incontro e della convivialità, caratteristiche che rendono Città di Circo unica e inimitabile tra gli eventi di circo contemporaneo. Questa però è solo la punta dell’iceberg, perché il Forum non vive di vita propria, ma riunisce e rappresenta 11 compagnie con chapiteau, che hanno Riflettendo sul futuro subito la cancellazione totale dei foto di Eleni Albarosa tour fino ad ottobre, e dopo ottobre pochi organizzatori si sono avventurati nella programmazione. Questo ovviamente è un danno gravissimo per le compagnie, per gli artisti e per tutti gli addetti dello staff, solo in piccolissima parte mitigato dai sussidi del governo. Non è solo un danno economico, il circo, per lo meno i nostri circhi, vivono di relazioni umane e di interazione col pubblico e tra gli artisti. Stare lontano da tutto ciò è molto faticoso. Questi mesi di fermo obbligato, comunque non sono stati sprecati, il Forum Nuovi Circhi li ha dedicati all’organizzazione interna, strutturandosi con gruppi di lavoro tematici che coinvolgono i componenti delle compagnie e tecnici esterni. I temi di attualità ovviamente sono il lavoro, idee e soluzioni per ripartire, protocolli sanitari e di sicurezza per la ripartenza, sussidi. Abbiamo anche partecipato a vari tavoli di lavoro sullo spettacolo dal vivo, nati come i funghi nell’era della pandemia, alcuni molto interessanti, speriamo che durino ben oltre la pandemia, il nostro settore ne ha un gran bisogno. JUGGLINGMAGAZINE.IT

Per parte nostra, come Forum Nuovi Circhi, pensiamo al futuro con un orizzonte che va ben oltre la pandemia, vogliamo crescere e far crescere i nostri circhi, ci aspettiamo che ci venga riconosciuto il giusto ruolo nel panorama culturale e artistico nazionale, ci aspettiamo di giocare un ruolo importante nello sviluppo del settore, nei rapporti con le istituzioni e nel miglioramento delle normative di riferimento. Parte di questo percorso dovrà consistere nel riconoscimento del valore artistico, culturale e sociale e dell’impegno economico che le nostre compagnie devono affrontare per esistere e operare. Se la componente socio-culturale può apparire velleitaria e poco quantificabile, l’impegno economico per l’acquisto e il mantenimento delle strutture e delle attrezzature di una compagnia con chapiteau è facilmente quantificabile e non può essere sottoposto agli stessi parametri di una compagnia che lavora esclusivamente nei teatri e nei festival (salvo progetti speciali). Nell’immediato però si deve pensare alla riapertura, e qui i problemi sono di due tipi: le prescrizioni sanitarie, ad oggi lacunose, soprattutto per quanto riguarda la componente artistica e tecnica, e fortemente penalizzanti per quanto riguarda la capienza delle strutture ed i costi per la gestione sanitaria. Si devono fare i conti con la sostenibilità economica di una riapertura a ranghi ridotti e con costi sanitari ancora non facilmente quantificabili. Quindi cosa chiediamo? Certamente un supporto istituzionale, basato sul difficile lavoro che dovremo affrontare d’ora in avanti, e non su quello che abbiamo fatto l’anno scorso. A questo dovrebbe pensarci il MIBAC, che qualcosa ha fatto ma che potrebbe fare di più se riuscisse ad uscire dai soliti schemi. Un supporto da Regioni, Comuni e altri Enti Locali, commisurato alla capacità di ripartire ed essere presenti sul territorio. Se poi non si riuscisse a ripartire presto bisognerebbe pensare a contributi straordinari per la creazione, la formazione e nel nostro caso per i costi di mantenimento e gestione di strutture, mezzi e attrezzature. La cosa peggiore e quella migliore capitataci in questo periodo: la peggiore, anche se di poco conto, è stata ricevere delle multe per divieto di sosta di due camion bloccati nel parcheggio a Bologna per l’annullamento di Città di Circo causa Covid, la migliore è stata trovare il tempo e la disponibilità dei circhi per lavorare alla strutturazione e crescita del Forum.

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I SASSOLINI DALLA SCARPA fnas.it spaziopubblicodalvivo.it

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 6 IN PRIVATO

di Federico Toso direttore FNAS La narrazione dell’era Covid inizia a Carnevale e nessuno di noi poteva immaginare la portata dell’azione che ne sarebbe derivata, né il cambio dei paradigmi conosciuti: lavoro, benessere, diritti civili, fiducia, coraggio, progettualità. Tutto è stato messo in discussione, in crescendo. Come quando nel cerchio della piazza peschi il volontario sbagliato, quello esuberante che ti ruba la scena e mette a rischio gli istanti cruciali che tengono con te il pubblico. Covid-19 è stato esattamente questo: il volontario sbagliato.

Nel frattempo, lo spettacolo è andato avanti. Abbiamo imparato cose nuove e abbiamo avuto conferma di cattive abitudini che nemmeno l’emergenza, l’obbligato isolamento, la perdita di date, il mancato profitto e il distanziamento fisico hanno scalfito: l’autarchia a tutti i costi, il desiderio di primeggiare, l’eccessivo intellettualismo, l’atavica frammentazione del settore, la scarsa conoscenza dei propri diritti, un’idea di professionismo casereccio, la poca volontà di riconoscersi come parte di un unico comparto di lavoratori dello spettacolo. Quello che prima c'era, dopo è rimasto. Quella che non c’era, la partecipazione attiva e diffusa, è apparsa all’inizio della crisi ed è scemata subito dopo. Mi sono chiesto, e mi chiedo, perché? Perché nemmeno una sberla così forte è stata capace di produrre una rivoluzione? In FNAS il lavoro non è diminuito e il tempo di connessione a reti e movimenti è stato continuativo. In Italia, a livello nazionale e locale, sono successe miliardi di cose. Coordinamenti, movimenti, appelli, manifesti, riunioni online fino a tarda notte, manifestazioni simboliche, incursioni in trasmissioni, tavoli improbabili, che pur confusamente, tendevano verso la medesima direzione: chiedere che la voce del settore più colpito dall’emergenza, lo Spettacolo dal Vivo, potesse avere un interlocutore politico disposto ad ascoltare.

Il limite è allora nella nostra testa, come è stato detto in uno dei tavoli. Ragioniamo su nuovi protocolli per facilitare la ripartenza dello spettacolo, quando esistono protocolli che permettono già di fare cose simili o più pericolose. Lo spettacolo nello spazio pubblico segue

Così il programma ordinario FNAS ha virato verso Spazio Pubblico dal Vivo (SPdV), promuovendo un coordinamento nazionale nato solo dopo aver partecipato ad altri movimenti in corso per coprire quel che rimaneva scoperto. SPdV è un territorio di confluenza degli operatori culturali che, nello spazio pubblico, contribuiscono a comporre le stagioni culturali che portano arte e spettacolo fin nei paesi più isolati. Tutto un mondo, spesso sommerso, che ha sempre prodotto numeri molto più grandi, in termini di attività, pubblico ed economie, di quelli che appaiono nei conteggi istituzionali. Al suo interno abbiamo incontrato qualche vecchia conoscenza, sempre agguerrita, e tanta gente nuova. È questa un’occasione inattesa di ritrovarci tutti assieme, superando le divisioni, uniti nella consapevolezza che la fragilità del sistema può essere superata, chiedendo a voce unica una riforma scritta insieme agli artisti. Queste voci dove stavano e dove stanno ora che si sta costruendo un programma politico di proposte che li riguardano? “La partecipazione è libertà”, cantava Gaber. Se la partecipazione non c’è o è spesa male duplichiamo gli sforzi per fare cose simili. Identità, manifesti, etica, sono state parole spese a profusione in questi due mesi, parole che invece di unire, hanno acuito la separazione.

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dinamiche più vicine alla vita quotidiana che non a quelle dello spettacolo tradizionale. È con le prime che dobbiamo trovare le similitudini, anche nelle differenze, per non creare noi per primi (ormai convinti che lo spettacolo sia la vera causa del contagio) proposte di normazione che ci impediscano di fare l’unica cosa che vogliamo fare: andare in scena… In SPdV, abbiamo deciso di trattare l’approccio alla ripresa delle attività, non con l’ennesima scrittura normativa, ma esplicitando i principi a cui il legislatore dovrebbe ispirarsi. Così è per l’invito a non confondere tra spettacolo all’aperto e nello spazio pubblico, per la coerenza di trattare la salute pubblica come un bene comune che necessita di un’assunzione di responsabilità di tutta la filiera, pubblico compreso. L’abbiamo fatto per l’evidenza improcrastinabile di trovare soluzioni che facciano emergere il sommerso, seguendo la natura della formazione e della professionalizzazione continua come elementi fondanti di questo lavoro. In tutta questa riflessione personale, non c’è il professionista o il direttore o l’artista o l’uomo, c’è tutto questo insieme. Questa coerenza delle parti nel tutto, che ho ritrovato anche nei compagni vecchi e nuovi di cammino nonostante la fatica dell’impresa, è forse la conferma che più mi porto cara in questa era scandita da un dannato microscopico virus. Peccato non esserci tutti.



ACCI

ASSOCIAZIONE CIRCO CONTEMPORANEO ITALIA

associazionecircocontemporaneo.it

1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS di Paolo Stratta Presidente e Luisa Cuttini Coordinatrice ACCI (Associazione Circo Contemporaneo Italia) è l’organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa del circo contemporaneo in Italia. La presenza al suo interno di realtà consolidate ed emergenti in tutti gli ambiti, dalla formazione alla distribuzione, dalla produzione alla programmazione, rende vitale e accreditata l’Associazione nata con l’obiettivo di riconoscere e salvaguardare le identità artistiche di tutto il settore, non solo dei membri. Lo spirito che ha contraddistinto e animato i suoi promotori, è stato anche quello di supportare le organizzazioni che desideravano essere riconosciute dal MiBACT attraverso uno sportello gratuito: oggi le stesse sono sostenute dal FUS. Tale autorevolezza ha permesso all’Associazione di diventare membro di Agis/Federvivo, poter quindi essere costantemente presente ai tavoli di lavori riguardanti lo spettacolo dal vivo, partecipare alle discussioni e alle conseguenti decisioni nazionali, essere in tempo reale aggiornati su tutti i decreti e le ordinanze che si susseguono vorticosamente nella situazione emergenziale che stiamo vivendo. Per questi motivi abbiamo potuto essere presenti attivi e partecipi ai tavoli di crisi di Agis/Federvivo riguardanti: lo stanziamento di adeguate risorse integrative a sostegno dell’intero sistema e in particolare a soccorso degli organismi di ogni ambito (compagnie, teatri, festival, circuiti, enti di promozione, artisti, tecnici e maestranze) che stanno subendo e subiranno ingenti danni artistici ed economici; l’intervento d’urgenza a sostegno dei lavoratori del settore con l’introduzione di specifici ammortizzatori sociali; la richiesta

per i soggetti sostenuti dal FUS di saldo 2019 e anticipazione 2020 con neutralizzazione dell’anno in corso e definizione di criteri di deroga ai parametri previsti per la rendicontazione del Fus 2020; un cospicuo investimento per campagne promozionali di rilancio dello spettacolo dal vivo su tutto il territorio nazionale. È stata inoltre inviata a tutti i soggetti aderenti a Federvivo una scheda per la raccolta dati riguardo le perdite avvenute fino ad oggi ma che si riferiscono anche all’immediato futuro. Uno dei più importanti tavoli ha riguardato la preparazione del protocollo per le riaperture che ha prodotto il documento LO SPETTACOLO IN ITALIA NELLA FASE 2. Proposte per la ripartenza delle attività e per la riapertura al pubblico, redatto dagli enti dello spettacolo dal vivo e del cinema in seno ad Agis/Federvivo. Il protocollo, che prevede una revisione periodica delle misure adottate allineandole alla riduzione del rischio sanitario, riguarda la realizzazione di spettacoli outdoor e indoor, oltre che le attività di prove, residenze creative, uffici e laboratori. Tale protocollo presentato al comitato tecnico scientifico è stato accolto ed è oggetto di rinnovate valutazioni. Di fronte alla trasformazione profonda e radicale delle attività di tutto il comparto, attraverso il gruppo di WhatsApp, la mailing list, gli incontri digitali costanti, ACCI ha assicurato a tutti, in tempo reale, un forte sostegno. La stessa volontà di supporto all’intero panorama del circo contemporaneo si è espressa nelle scelte artistiche e poetiche con il progetto Circ_Up – finanziato dal MiBACT – e in particolare con l’azione Trampolino. Non essendo certi di poter ospitare le performance delle compagnie selezionate in presenza di pubblico, come nei due anni precedenti, si è deciso di rimodulare il progetto destinando una somma di 5.000 euro per sostenere la creazione artistica degli autori. L’orientamento dei membri di ACCI è

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stato quello di cercare di riorganizzare immediatamente le proprie attività con determinazione: nell’ambito della formazione le scuole hanno mantenuto costante il contatto con gli allievi attraverso gli streaming, le compagnie hanno continuato a creare, a progettare e ad allenarsi in attesa di tornare in scena, i festival si sono divisi tra cancellazioni e rinvii all’autunno 2020 o al 2021, anche immaginando una riprogrammazione in luoghi all’aperto con capienze di pubblico ridotte. I tre progetti nazionali del bando ministeriale Boarding Pass Plus, tutti gestiti da membri di ACCI, risponderanno a queste incertezze rimodulando i progetti. Tra i soci c’è inoltre un interessante dibattito sull’utilizzo della tecnologia a supporto della diffusione dello spettacolo dal vivo. L’evoluzione continua e costante è stata contraddistinta da aggiornamenti in tempo reale e l’Associazione ha interagito quotidianamente con i membri che vogliamo ringraziare per la loro voglia di trasformare i limiti in opportunità.


CIRCOSFERA

foto di Rosa Mantovani

circosfera.it

di Giulia Marro e Marco Marinelli CircoSfera Youth Forum

1 Impatto

Uno dei punti di forza del team Circosfera, il fatto di essere dislocati in diverse regioni italiane, è diventato alla fine un’arma a doppio taglio, data la restrizioni sugli spostamenti fra le regioni. Ci siamo quindi ritrovati a dover cancellare le riunioni di lavoro programmate, rinunciando alle relazioni in presenza che generano un valore significativo nel nostro operato. La chiusura delle regioni ha influito inoltre sul nostro corso “Sfera”, che coinvolge oltre 20 iscritti anch’essi dislocati sul territorio nazionale. Gli incontri previsti dal programma formativo sono stati rimandati a data da destinarsi, pur mantenendo attiva la relazione con gli allievi. Per la stessa motivazione, anche il gruppo “ CircoSfera Youth Forum”, composto da circa 25 giovani rappresentanti delle scuole di circo italiane , ha dovuto cancellare gli incontri prefissati in questi mesi. A causa della chiusura delle frontiere internazionali tutti i progetti europei del programma Erasmus+ che ci vedono come partner, e gli incontri di rete del network EYCO, di cui siamo membri, hanno visto cancellati i meeting di formazione e consolidamento della rete europea. Al momento non abbiamo ancora deciso se anche quest’anno sarà possibile realizzare il Meeting degli Operatori di Circo, appuntamento annuale per il settore, giunto alla sua XIX edizione, che nel tempo ha saputo tenere stretta e far crescere un’intera community.

2 Resistenza&Resilienza

La nostra grande forza è la rete cresciuta con noi negli anni. Per questo motivo abbiamo da subito cercato di utilizzare la tecnologia a nostra disposizione per far fronte ai nuovi bisogni della community. Gli incontri del team sono stati realizzati in videoconferenza, e così anche alcuni incontri di rete internazionali. Per la rete delle scuole italiane abbiamo invece attivato il progetto “Circ.Onda”, una serie di webinar dove esperti di settore hanno potuto condividere idee, buone pratiche e riflessioni su temi di rilevante interesse per le scuole di circo e in risposta alle limitazioni imposte dal Covid-19. Questi incontri, rivolti dapprima ai direttori delle Scuole di Circo associate, e in seguito anche agli allievi di Sfera, ai membri dello Youth Forum CircoSfera, alle scuole del network AltroCirco, hanno visto la partecipazione di oltre 50 scuole di circo italiane, dimostrando quanto la nostra comunità sia attiva e desiderosa di ripartire.

3 Opportunità

Il grande stop imposto dalla pandemia, e le conseguenti limitazioni hanno innescato nel team CircoSfera, e in tutta la rete delle scuole di circo, un rinnovato entusiasmo e desiderio di lavorare insieme. Il ricorso a piattaforme digitali e strumenti di videoconferenza hanno fornito invece l’opportunità di facilitare l’incontro e il confronto, interno ed esterno. Pur prediligendo le relazioni dal vivo e le modalità di JUGGLINGMAGAZINE.IT

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team work in presenza, immaginiamo di intensificare l’utilizzo di questi strumenti anche nel prossimo futuro per stimolare la crescita delle realtà nella nostra rete.

4 SOS

La rete delle scuole di circo in Italia è nella sua maggioranza costituita da associazioni no profit sportive dilettantistiche che operano in strutture per lo più afferenti alla categoria delle palestre e dei centri sportivi. Alcune tutele per gli operatori sportivi messe a disposizione dallo Stato hanno in parte coperto alcune esigenze contingenti, ma il lungo stop a tutte le attività delle scuole di circo ha seriamente minato la sostenibilità delle strutture. Sicuramente abbiamo necessità di maggior chiarezza da parte delle autorità sulle possibilità e modalità di ripartenza del nostro settore. Ma anche di avviare con la rete un percorso di riconoscimento del settore e delle sue professionalità, ancora oggi schiacciate tra ordinamenti e affiliazioni che né il mondo dello sport nè quello della cultura da soli riescono a rappresentare, valorizzare e tutelare. Una necessità, avvertita da tempo dal settore, e che in questo frangente ha mostrato nuovamente, e in modo ancora più forte, tutta la sua importanza.

PROGETTOQUINTAPARETE.IT


Umbria Circo Corsaro piazza Vanvitelli 1/a, 06034 Foligno (PG) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 E Scuola di Circo Foligno Circo Instabile via Birago 4, 00124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 circoinstabile.it Sul Filo e Dintorni Località Padella 37, 05018 Orvieto Soledad Prieto 389 4318892 lastronauta.com

Lazio Accademia Materia Viva via M. Marulo 54, 00143 Roma Roberta Castelluzzo 06 45491296 accademiamateriaviva.it Bigup via del Fosso di Papa Leone 24 – 2, 00148 Roma Daniele Pinzi 351 9366333 bigupcirco.it Circoraggio via Baccano 10, 00188 Roma Ombretta Di Simone 339 8258627 E Scuola Circo Circoraggio Circo Svago via delle Mole 32, 00041 Albano Laziale (RM) Jacopo Beretta 331 8681147 circosvago.it Circus Bosch c/o Villaggio Globale Largo Dino Frisullo, 00153 Roma Valeria Zurlo 333 6888554 circusboschtuttoilcirco.com Vola Voilà via dei Pescatori snc, 00124 Roma Anna Paola Lorenzi 342 5451353 volavoila.it

Puglia Circo Laboratorio Nomade via Sferracavallo snc, 74012 Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 E Circo LaboratorioNomade Circobotero strada Modugno Carbonaro 4/8, 70131 Bari Michele Diana 348 0535875 unclownperamico.com

Sicilia Circ’Opificio via Ammiraglio denti di Piraino 1, 90142 Palermo Marika Riggio 329 7169258 circopificio.it Gigliopoli via S. Antonio 6 Capo Milazzo, 98057 Milazzo (ME) Alfredo D’Asdia 090 9281274 gigliopoli.org

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REGISTRO NAZIONALE CORSI/SCUOLE DI CIRCO EDUCATIVO CIRCOSFERA.IT

Il circo educativo nell’ambito del lavoro Piemonte Academy Chapitombolo con i giovani sta crescendo in tutta EuropaVia Baldichieri 18, 14013 Monale (AT) Milo Scotton 331 7992651 chapitombolo.it Arcobaleno via delle e in passato i paesi membri confluitiFontane in 60, 13011 Borgosesia (VC) Ilaria Sitzia 348 8123417 sportarcobaleno.it Flic via Magenta 11, 10128 Torino Matteo Lo Prete 011 530217 flicscuolacirco.it EYCO hanno fatto molto per professionaFuma che n’duma via dei Salici 16, 12035 Racconigi (CN) Giuseppe Porcu 333 2742858 bimbocirco.wordpress.com lizzare il settore, creando Jaqulè il viaCircus Lazio 2, Adult 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 jaqule.com Training (CATE) e invitando formatori e perMacramè Strada dei Sent 16, 12084 Mondovì (CN) Marco Donda 347 8251804 scuoledicircomacrame.blogspot.it sonale amministrativo a masterclass nel Asti c.so Alfieri 381, 14100 Asti Carla Acquarone 337 266505 microcirco.it Microcirco c/o Chapitombolo processo di professionalizzazione Sportica Gym via(PEYC). Cattaneo 41, 10064 Pinerolo (TO) Paola Martina 0121 795590 sportica.it Teatrazione 23, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 teatrazione.com Questo partenariato molto fortevia haArtom inoltre UPun Str.progetto Salimau 1/Ediint. 1 12060 Pocapaglia (CN) Maria Grazia Ielapi 339 7532815 .upscuoladicirco.com avviato nel luglio 2018 formazione per assistant trainer (ASK). Lombardia Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 campacavallo.com Durante tutte questi Circotondo progetti èc.so diventato XXII Marzo 63, 20129 Milano Valentina Sordo 339 8072575 valentinasordo.it chiaro che affrontiamo gliviastessi obiettivi. Hops Lanzi 51, 20872 Cornate (MB) Sara Papadato 348 0069417 scuola-circo-hops.it Uno dei più importanti,Kabum che accomuna gli 114, 11 21100 Varese Alessandra Pessina 349 4568018 spaziokabum.it via Guicciardini paesi coinvolti nei progetti è migliorare il si-10, 20126 Milano Elisa Angioni 02 36525176 quattrox4.com Quattrox4 Via Andolfato Scuola di arti circensi e teatrali via Sebenico 21, 20124 Milano Maurizio Accattato 348 6054623 milanoclownfestival.it stema di formazione dei formatori, miglioraSpazio Circo Bergamo via Gaetano Scirea 11, 24060 Telgate (BG) Manlio Casali 393 0082506 spaziocircobergamo.it re l’educazione pedagogica dei formatori. Trillino Selvaggio Tolstoj 14/a, 20146 Milano Giuditta Pino 334 2765052 trillinoselvaggio.it Con LCL, realizzato con il supporto delviaproUlulì EU via Candiani 20158 Milano Paolo Dei Giudici 347 9199465 terzotempoululi.com gramma Erasmus+ della (project71,code 2018-2-DE04-KA205-016780), Trentino Alto Adige Animativa via vogliamo Max Valier 11, 39011 Lana (BZ) Reinhard Demetz 0473 239564 animativa.org scoprire come l’apprendimento dovrebbe Arteviva via Bari 32/L, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 E Arteviva Cooperativa essere organizzato nel modo migliore Bolla di sapone via S.nel Antonio 20, 38100 Trento Tommaso Brunelli 348 8852925 bolladisaponetrento.it circo educativo come parte dell’educazione Friuliformale. VeneziaI Giulia all’inCirca via Cividina non metodiCirco di insegnamento LCL 17, 33100 Molin Nuovo (UD) Irene Giacomello 340 6052371 circoallincirca.it spostano il focus dell’istruzione dall’istrutVeneto Ancis Aureliano via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) Giovanni Evaristo Arnaldi 347 2261288 dottorclownitalia.org tore all’allievo. MoltiBarbamoccolo insegnanti via di Maestri circo del Lavoro 36, 30037 Scorzè (VE) Manuela Polacco 339 4652122 barbamoccolo.it Circo ineValigia viaèFalgare usano già questo approccio questo uno 31, 36015 Schio (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 0445 1716634 circoinvaligia.it Circo Volante Via Scortegara 116, 30035 Mirano (VE) Laura Ugolini 340 8598292 circovolante.it dei motivi per cui il circo educativo in Europa LudicaCon Circo Loc. Corbellar conquista tanto successo. questo pro- 7, 37020 Marano di Valpolicella (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 ludicacirco.com getto vogliamo sviluppare e condividere Liguria Circo Galleggiante Corso Cavour 433, 19122 La Spezia Chiara Martini 339 5772543 circogalleggiante.it strategie e idee su come i metodi Circoutilizzare Mirtilla Str. Ronchi Brighei 1/c, 18100 Imperia Arianna Pastorelli 329 2950023 2clown.com LCL nel lavoro quotidiano di insegnamento. Facciamo Circo via Segalara 5, 19038 Sarzana (SP) Alina Lombardo 339 5878441 facciamocirco.it Con le metodologie LCLSiRCUS gli insegnanti circo 16123 Genova Giorgio Vecchio 339 5472285 sarabanda-associazione.it Vico dellediCarbaghe, sYnergiKa Palermo avranno una comprensione piùpiazza chiara dei 12, 16129 Genova Annalisa Alcinesio 338 1172011 synergikaasd.com loro metodi di insegnamento e saranno più Emilia Romagna ArtinCirco Via Tolara di Sopra 90, 40064 Ozzano dell’Emilia (BO) Ferdinando D’Andria 329 2347981 artincirco.it consapevoli del loro approccio educativo nei Circolarmente via Mantova 4/b, 43123 Parma Albert Horvath 347 3131604 circolarmente.it confronti dello studente. Circo Sotto Sopra via Corsica 6, 40033 Casalecchio di Reno (BO) Mariagrazia Bazzicalupo 328 7312861 circosottosopra.com Il progetto avrà termine a dicembre 2020 TaDaM Circo via Allevi 13, 29122 Piacenza Dario Rigolli 333 1532976 tadamcirco.com e vedrà coinvolti i rappresentanti delle 11 Toscana Antitesi22 via Guidiccioni 6b, 56017 S. Giuliano Terme (PI) Martina Favilla 349 6304211 antitesiteatrocirco.it organizzazioni partner, formatori Badabam strada della Tressa 4, 53100 Siena Margherita Gamberini 366 4811081 badabam.it esperti, un team internazionale di coordiCirco Libera TuttidaviaforMarconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino (FI) Samuele Mariotti 333 4022331 circoliberatutti.it namento dei contenuti composto Circo Libre via Sambre 32, 50014 Fiesole (FI) Raffaella Fileni 388 4228248 circolibre.it matori, esperti e una rappresentanza Circo Tascabile p.zza Mosca, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 circotascabile.com dell’EYCO Youth Forum. 4 project meeting En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 enpiste.it e 2 training - 13/17 settembre in Gschwend K-production piazza Viani 6, 55049 Viareggio (LU) Claudia Sodini 328 1447868 E Kproduction - teatro circo scienza (Germania) e 9/13 marzo 2020 in Tolouse Mantica via del Terminillo 20, 58100 Grosseto Ilaria Signori 328 9089250 compagniamantica.it (Francia) - e 3 eventiPasse-Passe moltiplicatori costi-50, 50026 San Casciano in Val di Pesa (FI) Julien Morot 371 1287774 passepasse.it via Sorripa Nuovo Teatro delle Commedie via G.M. Terreni 5, 56121 Pisa Enrico Pellegrini 329 9523295 saltimbancoscuolacirko.it tuiscono il calendarioSaltimbanco di lavoro. c/o I risultati Sottosopra via Pievan attesi del progetto saranno raccolti in Landi un 42, 52100 Arezzo Simona Serafini 339 3840294 E SottoSopraasd manuale online su “LCL nel circo”, un sito Marche Aria di Circo via Achille Grandi 45, 60121 Ancona Caterina del Giudice 388 7533247 ariadicirco.com web dedicato, una serie di video, raccoCircoplà c/o Spazioplà Via Vanoni 11, 60030 Serra dÈ Conti (AN) Elisa Mencarelli 338 1545063 circopla.it mandazioni per i curricula nazionali. Visionaria via Maestri del Lavoro 3, Teatro Panettone, 60131 Ancona Valeria Mastropasqua 338 7587532 visionaria.org


altrocirco.it

di Tommaso Negri Direttore AltroCirco

1 Impatto

La data prevista per il convegno internazionale Altra Risorsa, era il 4-5 aprile: esattamente i giorni successivi alla fine supposta del primo lockdown. Fino all’ultimo ci abbiamo sperato. Poi anche questo, con tuttii mesi di sudore e preparazionealle sue spalle, come tanti altri moduli formativi, progetti europei e scambi internazionali, è stato inghiottito nella grande bocca della sospensione indeterminata, lasciandoci increduli e senza tempo.

2 Resistenza&Resilienza

Dall’incredulità e dall’impotenza ci siamo liberati, come dal fango e dalla melma, o forse ce ne stiamo ancora liberando, lottandoci ogni giorno e guardando l’orizzonte. E all’orizzonte è comparsa una comunità più forte e solidale di quanto non ci saremmo aspettati. Mettendo insieme il bisogno crescente di tutt* di condivisione e ascolto, la rete di AltroCirco si è raccolta intorno alle necessità condivise emerse da questa emergenza, cercando di mettere insieme le proprie forze per moltiplicare le

nostre risorse. Ed ecco crescere diversi tavoli di lavoro, da Catania a Udine, in cui insegnanti, operatori/operatrici, scuole di circo e circo sociale riversano il proprio entusiasmo e la propria passione per sostenersi vicendevolmente in un momento così difficile. Si inizia ad immaginare un futuro postemergenziale insieme: piattaforme didattiche online per raccogliere quei difficili, eppur necessari, video e tutorial per cui i nostri alliev* sono così riconoscenti; una rassegna di chiusura dell’anno, per sentirsi parte di un movimento più grande e appro-

REGISTRO NAZIONALE PROGETTI DI CIRCO SOCIALE Piemonte Fondazione Uniti per Crescere Insieme via Pacchiotti 79, 10146 Torino Sara Sibona 011 19836531 unitipercrescereinsieme.it Fuma che n’duma via dei Salici 16, 12035 Racconigi (CN) Giuseppe Porcu 333 2742858 bimbocirco.wordpress.com Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 jaqule.com Teatrazione via Artom 23, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 teatrazione.com Sportica Gym via Cattaneo 41, 10064Pinerolo (TO) Paola Martina 012 1795590 sportica.it

Lombardia Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Bruna Ventura 349 1470123 giocolarte.wordpress.com Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 campacavallo.com Quattrox4 via Andolfato 10, 20126 Milano Elisa Angioni 348 2269315 quattrox4.com Spazio Bizzarro via del Portone 6, 23887 Olgiate Molgora (LC) Nicola Bruni 333 1903879 spaziobizzarro.com Spazio Circo Bergamo corso Roma 84 A, 24068 Seriate (BG) Manlio Casali 393 0082506 spaziocircobergamo.it Spazio Kabum via Guicciardini 114, 21100 Varese Damiano Petitti Roreto 3494568018 spaziokabum.it

Veneto Ancis Aureliano via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) dottorclownitalia.org Ludika Loc. Corbellar 7, 37020 Marano di Valpolicella (VR) Sara Marchesini 345 2153828 ludicacirco.com Barbamoccolo via Maestri del Lavoro 36, 30037 Scorzè (VE) Manuela Polacco 339 4652122 barbamoccolo.it Circo in Valigia via Falgare 31, 36015 Schio (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 0445 1716634 circoinvaligia.it

Friuli Venezia Giulia Circo all’inCirca via Cividina 17, 33100 Udine (località Molin Nuovo) Alessandro Papa 340 6052371 circoallincirca.it

JUGGLINGMAGAZINE.IT

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PROGETTOQUINTAPARETE.IT


fittare per conoscere scuole e realtà diverse; un cabaret online per raccogliere fondi per le realtà più a rischio che collaborano con le scuole della rete; radio e canali per raccogliere l’esperienza di tutt* noi; e un gruppo di progettazione condivisa che analizzi risorse e contributi per far fronte al post emergenza, non come singole realtà isolate, ma come corpo unico e settoriale.

3 Opportunità

Oggi più che mai è necessario lavorare in rete, comunicare, condividere informazioni e far leva sulla nostra massa critica. L’essenza del nostro lavoro, a livello didattico, sociale ed educativo, coincide in maniera sorprendente con tutto ciò che oggi è più demonizzato e proibito: contatto, relazione, gruppo, accoglienza, vicinanza, dinamicità, condivisione, collaborazione, espressione, sudore! È quindi più che mai necessario avviare delle riflessioni di settore, perché se da un lato siamo una delle attività più a rischio di non ripartire,o partire con tempi logoranti, dall’altra rappresentiamo anche ciò di cui più si sente la mancanza, ciò di cui abbiamo, avremo più bisogno. Trovare forme di tornare a “fare circo” insieme corrisponderà ad un’esigenza primaria a cui le famiglie, le istituzioni e le scuole, dovranno in qual-

che modo far fronte. Per questo stiamo potenziando le attività in rete, la comunicazione fra scuole e membri. Per questo invece che annullare la nostra formazione FiX, abbiamo deciso di adattarla alle condizioni attuali, limitandone i costi e gli spostamenti richiesti e proponendo dei moduli online. Non perché crediamo che il contatto sia sostituibile dalla didattica online, ma perché crediamo nella necessità del nostro lavoro, che dovrà trovare una maniera di andare avanti, trasformandosi. Del resto, la capacità di trasformazione è una delle matrici primarie del circo.

4 SOS

Non credo che oggi noi si debba chiedere niente. Oggi dobbiamo fare, creare e offrire spazi di dialogo, di riflessione e azione. Siamo tutt* in crisi, e il nostro progetto, come molti altri, rischia seriamente di crollare se non potremo presto riaprire le attività. Ma la risposta credo debba arrivare da una presa di coscienza del settore, che si muova come tale e non come singoli. Da lì possiamo trarre la forza e il supporto di cui abbiamo bisogno.

5 Aneddoti

Era previsto da tempo il Tavolo delle Associazioni, incontro e assemblea di tutte le

scuole aderenti alla rete. Per ovvie ragioni non si è potuto fare. In compenso è stato proposto virtualmente. Ed il successo ottenuto ha superato senza dubbio ogni aspettativa. Per noi il contatto e l’interazione, sono e rimangono la base delle nostre relazioni, eppure dobbiamo riconoscere che qualcosa possiamo imparare da questa reclusione forzata, e che nuove metodologie di incontro e collaborazione sono sempre possibili e benvenute.

6 IN PRIVATO

Chi ha detto che avremmo avuto tanto tempo in questa quarantena? Chi ha parlato di annoiarsi? Le prime due settimane sono state come se avessero aperto la valvola dell’ossigeno a un sub. Poi l’apnea, poco a poco, è ricominciata, risucchiandoci nel vortice delle liste di cose da fare. Del resto, fare circo oggi significa far da commercialisti, carpentieri, avvocati, imprenditori, comunicatori, grafici, venditori, video-maker, artisti, progettisti e quando non dobbiamo imparare un nuovo mestiere, ci si riposa allenandosi. Da un lato mi chiedo quando potrà realmente finire questa quarantena per noi, dall’altro aspetto il momento in cui potremo aver l’impressione di starci annoiando.

ALTROCIRCO.IT Trentino-Alto Adige Animativa via Max Vailer 11, 39011 Lana (Bz) Reinhard Demetz 0473 239564 animativa.org Emilia Romagna Circo Sotto Sopra via Corsica 6, 40033 Casalecchio di Reno (BO) Bologna Mariagrazia Bazzicalupo 328 7312861 circosottosopra.com TaDam Circo via XXIV Maggio 51 (PI) Dario Cadei 333 1532976 tadamcirco.com

Toscana Badabam strada valacchio casella 30, 53018 Sovicille (SI) Margherita Gamberini 347 7856564 badabam.it Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino Samuele Mariotti 333 4022331 circoliberatutti.it Circo Tascabile p.zza Cairoli 4/c, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 circotascabile.com En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 enpiste.it Saltimbanco c/o Nuovo Teatro delle Commedie via G.M.Terreni 5, 57122 Livorno Enrico Pellegrini 329 9523295 saltimbancoscuolacirko.it

Lazio Bigup Circo via del Fosso di Papa Leone 24-2, 00148 Roma Leonardo Varriale 347 6531329 bigupcirco.it Circosvago via delle Mole 32, Albano Laziale (Rm) Jacopo Beretta 331 868114 circosvago.it

Campania Circo Corsaro via Dietro la Vigna 14, 80145 Scampia (NA) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 E Scuola di Circo Corsaro Puglia CircoLaboratorioNomade via Sferra Cavallo Snc, loc. Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 E Circo.LaboratorioNomade Un Clown per Amico/Circo Botero st. Modugno Carbonaro 4/8, 70123 Bari Michele Diana 348 0535875 unclownperamico.com

Sicilia Circ’Opificio via Ammiraglio denti di Piraino 1, 90142 Palermo Marika Riggio 340 3928905 circopificio.it Clatù via San Josè Maria Escrivà 3, 95030 Tremestieri (CT) Maria Elena Rubbino 340 1723934 E Clatù

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2020 NUMERO87GIUGNO


1 Impatto 2 Resistenza&Resilienza 3 Opportunità 4 SOS 5 Aneddoti 6 IN PRIVATO

SGUARDI DIARI DI UNA SCUOLA DI CIRCO SOCIALE IN QUARANTENA

E Scuola di Circo Corsaro

di Maria Teresa Cesaroni direttrice Circo Corsaro Da fine febbraio, come tutti i nostri colleghi, anche noi del progetto Scuola di Circo Corsaro abbiamo dovuto interrompere le attività della nostra scuola di circo ed in particolare il progetto di circo sociale che dal 2008 portiamo avanti a Napoli nel quartiere di Scampia. Il progetto condotto dal 2017 in partenariato con Fondazione Patrizio Paoletti e rivolto a ragazz* e bambin* del quartiere, sviluppa un’azione educativa per il contenimento della devianza giovanile e il contrasto alla dispersione scolastica. Per riuscirci collabora attivamente con le educative territoriali del Comune di Napoli ed altre realtà educative. Consapevoli delle condizioni di svantaggio in cui vivevano i beneficiari del progetto, e del valore educativo che questo rappresentava per loro e per il quartiere, abbiamo deciso di trovare fin dalle prime settimane di lockdown delle nuove modalità e forme per proseguire il progetto educativo. Ripensare nuovi modi di fare educazione sociale, in un momento critico e difficile come questo che ha visto e che vede i territori fra-

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gili subire i maggiori disagi, è stata al tempo stesso un’urgenza e una necessità. Sapevamo infatti che rimanere nelle proprie case non offriva a tutt* le stesse condizioni. Molte famiglie residenti a Scampia vivono di lavori informali o di lavoro al nero e nel periodo della quarantena hanno ovviamente perso ogni forma di sostentamento. Inoltre sappiamo purtroppo che la situazione familiare di molt* de* nostr* beneficiar* non è serena e doverci convivere senza poter usufruire di progetti di sostegno avrebbe creato chiaramente gravi scompensi. Per questo, insieme ai miei colleghi, Geronimo Previati e Jack Sanchez McGuirk e insieme a Marco Benini, responsabile di progetto per Fondazione Paoletti, ci siamo lanciat* nella folle idea di proseguire il progetto a distanza, utilizzando mezzi di comunicazione virtuale. Certo, molte altre scuole di circo lo hanno fatto, ma noi siamo una scuola di circo sociale, e la storia per noi è un po’ diversa. In questo periodo, così come in passato, proprio per la natura del progetto, nessun* di noi ha mai avuto i contatti dei e delle ragazz*. Ogni appuntamento, comunicazione o incontro è sempre stato per necessità mediato e organizzato dalle educatrici. Chiaramente fino a quando gli incontri dal vivo sono stati possibili il rapporto, almeno in teatro, non doveva essere mediato e si riusciva a stabilire una comunicazione autentica. Ma ora che incontrarsi non era più possibile, dover passare per ogni minima comunicazione per le educatrici non è stato semplice ed ha richiesto un grande lavoro. Ad ogni modo la nostra folle idea non solo ci ha portato a voler continuare un progetto così difficile e fragile, ma addirittura ci ha fatto prospettare di mettere in scena un nostro lavoro nella stessa data che avevamo stabilito per lo spettacolo finale. Ed è così che è nato “Sguardi, diari di una scuola di circo sociale in quarantena”, un medio metraggio diretto dal regista Michele Bandini, presentato il 30 maggio in una diretta youtube. Il video mette in scena i giorni del lockdown di ragazz* e bambin* chiusi nei palazzi della periferia nord di Napoli mentre insieme, collegat* online, sognano la loro scuola di circo, l’emozione dello stare insieme, la fatica e la bellezza di vincere i propri limiti e sentirsi capaci. Lontani dal voler dire che il circo può essere riprodotto o praticato in video, siamo però molto felici di aver avuto la forza di aver trovato nuove forme per praticare circo sociale in un contesto già di per sè difficile, e per di più in un momento critico come quello che abbiamo attraversato e che stiamo tutt’ora vivendo. Ora ci chiediamo tutti quale futuro ci attenda, quali possano essere le possibilità di sopravvivenza di un progetto come il nostro, di tanti altri progetti simili, del circo e dell’arte in genere. Come direttrice della Scuola di Circo Corsaro esco da questa esperienza certamente rafforzata, ma anche molto turbata e stanca dell’uso della tecnologia, dalla quale ho sempre cercato, per quanto possibile, di fuggire. Ora avverto il bisogno di riequilibrarmi, ritrovare spazi per me e per il mio allenamento, ma anche di fare silenzio, dopo tanto baccano d’informazioni. Sto per trasferirmi in campagna, una decisione che ho trovato il coraggio di prendere grazie al brutto periodo appena trascorso. Spero che il silenzio mi dia la forza di affrontare con ancora più grinta le grandi incognite che ci attendono alla fine dell’estate.

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