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CIRCOD’AutoreNUMERO73DICEMBRE2o16

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ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI


eDitoriAle

Con il sostegno di

illustrazione Cirkobalkana

bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno XIX, n. 73, dicembre 2016 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002 Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) h www.jugglingmagazine.it e jugglingmagazine@hotmail.com f 0766 673952 m 347 6597732 Direttore Responsabile Marcello Baraghini Direttore Editoriale Adolfo Rossomando Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h www.ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Pixartprinting Stampato il 20 dicembre 2016 In copertina Brunette Bros in scena al Dinamico Festival, foto di Angelo Farese

Mentre nel mondo le istituzioni culturali prescrivono a tappeto il “preparato” ad alto tasso di audience development/ engagement per arginare il continuo scollamento del pubblico dai secolari luoghi della cultura (opera, musei, cinema, teatro, concerti, balletto, biblioteche…), le Cenerentole del circo contemporaneo e del teatro di strada continuano senza sosta ad ammaliare il pubblico. In attesa che i cacciatori di statistiche puntino i loro monocoli anche sui dati controcorrente del circo, lanciamo una Raccolta Dati, in collaborazione con Censimento Circo Italia, per disegnare i contorni di questa rinascenza del circo in Italia. Nel frattempo, dal continuo scoppiettio che anima la pentola “global” del circo, nella migliore delle tradizioni circensi e per la delizia di tutti gli appassionati, estraiamo qui alcuni caldi, croccanti pop corn, indicatori random Partiamo dallo Smidello stato di salute thsonian Museum delle arti circensi di Washington, all’alba di questo grande istituzione nuovo anno. museale negli USA, che nel suo Folklife Festival, visitato da più di un milione di visitatori, celebrerà il tema del circo. Solcando l’Atlantico, dal Baltico ai Balcani, passando per Polonia (dove la EJC2017 riapproda) e Repubblica Ceca, è un continuo proliferare di progetti e creazioni circensi. Già avvezzi al circo sono al lavoro i legislatori francesi (nasce ArtCena, nuova struttura governativa che accorpa circo e teatro), mentre in Belgio e in Italia si lavora a nuovi impianti legislativi che supportino il circo. E ancora pop corn, questa volta nel Bel Paese: la Compagnia San Paolo con il suo bando OPEN, raro esempio di sensibilità agli sviluppi delle politiche culturali, supporta il progetto Quinta Parete > OPEN; il Festival Mirabilia ospiterà un meeting Circostrada, mentre Altra Risorsa ospiterà a Firenze la conferenza finale del progetto europeo PEYC; i Circuiti Multidisciplinari regionali, sulla scia dell’iniziativa di CLAPs, manifestano l’interesse ad inserire il circo sul proprio territorio; la FNAS iscrive il circo nel suo statuto, avviando un primo concreto supporto alle compagnie sotto tendone; la UISP, e altri enti di promozione sportiva, inseriscono il codice “arti circensi” tra le attività riconosciute… e la saga continua all’interno di questo scoppiettante Juggling Magazine, dove troverete tutte le testimonianze di origine controllata. A tutti/e voi intanto i nostri più sinceri auguri di un Nuovo Anno, ancora insieme. Adolfo Rossomando direttore editoriale Juggling Magazine


foto di Wagner Mela

QuintA PArete > oPen www.progettoquintaparete.it “Quinta Parete > Open” (QP>OPEN) è un progetto di audience engagement elaborato dall’Ass. Giocolieri & Dintorni per avvicinare/coinvolgere il pubblico piemontese e ligure nella pratica e nella conoscenza delle arti circensi contemporanee. QP>OPEN è supportato dalla Compagnia San Paolo, attraverso il bando OPEN 2016, e dal MIBACT, come parte integrante del “Progetto Quinta Parete” a sviluppo nazionale, supportato dal FUS per il triennio 2015/2017. Il progetto “Quinta Parete>Open” prende forma all’interno dell’emergente settore culturale delle performing art, e specificatamente del circo contemporaneo, che permette di far vivere allo spettatore, o al praticante, un’esperienza partecipativa e multidisciplinare, ricca dei più diversi stati d’animo. Capace, attraverso il collante del rischio e dell’attività ludica, di creare empatia tra artisti, praticanti e il pubblico stesso. Un settore particolarmente vivace e in constante crescita in Italia e all’estero, che ha trovato prima nel sostegno del pubblico, ed ora gradualmente anche in quello con le Istituzioni, una leva importante per la sua sostenibilità. Per questa ragione forme di engagement del pubblico si sono già sviluppate negli anni all’interno del settore. Il progetto QP > OPEN, oltre a facilitare processi di coinvolgimento del pubblico presso le organizzazioni partner, intende valorizzare, facilitare, monitorare e documentare questi processi in corso, fornendo alle organizzazioni partner un contributo economico, elementi formativi, strumenti di raccolta dati, supporto alle analisi dei dati, modelli replicabili. www.jugglingmagazine.it

Il processo su cui intende intervenire è sicuramente quello del miglioramento della relazione col pubblico e il suo avvicinamento al mondo della cultura attraverso l’allargamento e il coinvolgimento dei pubblici nei processi organizzativi e artistici delle attività culturali di circo contemporaneo. Ma altri processi importanti di riferimento sono presenti all’interno di QP>OPEN, tra questi: la diffusione del circo contemporaneo, un suo maggiore riconoscimento presso le istituzioni culturali, la facilitazione / elaborazione di un rinnovato immaginario collettivo sul mondo del circo, lo sviluppo dei potenziali personali e professionali delle giovani generazioni, la sensibilizzazione alle tematiche e alle opportunità proposte dall’audience engagement.

Le attività di QP>OPEN avranno luogo in 12 comuni di Piemonte e Liguria, nel periodo novembre 2016 / dicembre 2017 e coinvolgeranno realtà attive nella creazione, produzione, trasmissione e promozione delle arti circensi contemporanee, con un focus particolare sulle scuole di circo educative. Oltre a Giocolieri & Dintorni saranno infatti impegnate nel progetto 12 scuole di circo educativo affiliate al network CircoSfera e 3 festival di circo educativo. Completano la gamma 1 scuola di circo professionale e 2 festival internazionali di circo contemporaneo.


foto di Carla Mondino

a cura di

foto di Carlo Vespertino

con il supporto di

in collaborazione con

elenco delle realtà coinvolte

Il progetto prevede un ampio range di attività di audience engagement a livello, locale, regionale, interregionale. Le attività che verranno condotte sul territorio sono ad ampio spettro e comprenderanno: un piano di comunicazione congiunto che dia visibilità all’iniziativa e ne segua lo sviluppo; workshop in/formativi di base sull’audience engagement riservati ai partner del progetto; attività innovative di audience engagment attraverso laboratori, social media, attività educative, approcci interculturali; raccolta dati su composizione, orientamento, competenze del pubblico; utilizzo del pubblico nel miglioramento e nell’ampliamento delle attività di

comunicazione, produzione e disseminazione di strumenti per la documentazione, sviluppo e replicabilità di attività di audience engagement. Ciascuna realtà impegnerà sul proprio territorio un target group specifico in almeno una attività specifica di audience engagement, con modalità che presentino caratteristiche di innovazione e replicabilità. Tra i target group individuati segnaliamo: bambini adolescenti, adulti, anziani, genitori, mediatori culturali, insegnanti di circo, educatori, studenti e insegnanti della scuola pubblica, community manager; appassionati del mondo dell’arte. Un secondo importante livello di engagement è riservato ai responsabili di progetto di ciascuna organizzazione partner, che saranno coinvolti attivamente, a livello regionale e interregionale, in momenti di confronto e sensibilizzazione finalizzati a stimolare le proprie organizzazioni in processi di trasformazione interna che pongano al centro della mission il miglioramento della relazione col pubblico. Questi momenti in/formativi e di sensibilizzazione sul tema dell’audience engagement ver-

Arcobaleno (Borgosesia, VC), Chapitombolo (Monale, At), Dimidimitri (novara), Flic Scuola di Circo (torino), Fuma che n’duma, (racconigi, Cn), Jaqulè (orbassano, to), teatrazione (torino), Scuola di circo uP (Pocapaglia, Cn), Vertigimn (torino), Festival Mirabilia (Fossano, Cn). A testa in giù (la Spezia, SP), Facciamo Circo (Sarzana, SP), sYnergiKa (Genova), Festival Circumnavigando (Genova).

ranno condotti e sviluppati seguendo le più attuali metodologie sviluppate in seno ad altri progetti specifici sull’Audience Development di rilievo internazionale. I risultati del progetto saranno altresì presentati e condivisi all’interno del gruppo di lavoro sull’Audience presente all’interno del network internazionale Circostrada. Un allargamento dell’esperienza di QP > OPEN è previsto su base nazionale, nel triennio 2018/2020, all’intero circuito delle scuole del network CircoSfera e AltroCirco. j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


lA SCenA Del CirCo CAMBiAto nuoVe Frontiere Dell’iBriDAzione ArtiStiCA

di Silvia Mei*

foto di Domenico Conte

L’interesse crescente verso i fenomeni di circo attuale riposa principalmente nella progressiva ibridazione dei linguaggi che lo ha riguardato, massicciamente, negli ultimi venti anni, producendo esperienze al limite del sapere di genere. Inoltre la vocazione a una comunicazione diretta, il carattere popolare e la malleabilità dei formati hanno reso le arti circensi sempre più appetibili a operatori di vari settori. Al di là di mere considerazioni mercantili e opportunità puramente ministeriali (la “multidisciplinarietà” del legislatore), l’arte del circo si attesta oggi come una speciale piattaforma di osservazione delle mutazioni in atto nella lingua dell’arte, e questo in virtù di tratti “incolti” (la friche di Gilles Clément) che la rendono a pieno titolo uno “spazio indeciso”. In quanto area di accoglienza di alterità linguistiche non banalmente transitorie, si è addirittura giunti ad affermare, seppur con intento provocatorio, che il circo non esiste. E in effetti non esiste più il circo della tradizione – quello che abbiamo in mente, a partire dall’immaginario ottocentesco, e che è oggi residuale, museificato – tantomeno quello “nuovo”, già in fase di storicizzazione, che ha rifondato la disciplina nei primi anni Ottanta del secolo scor-

so. Le esperienze più significative del panorama circense attuale, o comunque quelle che sollecitano maggior interesse e attenzione da parte delle performing arts (la danza e il teatro, ad esempio), sono appunto quelle dai caratteri ibridi e, sempre più, mutanti. L’ibridazione è un fenomeno che interessa trasversalmente la creazione artistica nell’oggi e determina la fumosa quanto onnicomprensiva attribuzione di “contemporaneo”. La perdita dell’originario che connota l’ibrido è di fatto una moltiplicazione che riposa in un’inedita forma – indistinguibile nei suoi componenti primi eppur perturbante – capace di originare nuove linee generatrici.

dio Stellato (La cosa, 2016), rappresentative di una interpenetrazione linguistica che sfocia in esiti difficilmente etichettabili o riconducibili e riducibili ad uno specifico prevalente, complice una formazione artistica multidisciplinare quando non esterna al circo stesso. A volte invece è lo specifico circense a travestirsi o camuffarsi dietro mentite spoglie in complicità con linguaggi artistici disponibili a un dialogo “sensibile”. Dalla scelta dello spazio (spesso non deputato, fuori tendone) al formato, che ricalibra la relazione teatrale sulla dimensione dell’installazione e della forma breve, l’arte circense può anche forzare i propri confini senza snaturarsi, ripensando piuttosto nel confronto con l’altro disciplinare la propria metafisica.

Di casi esemplari possiamo citarne diversi, dei quali la breve rassegna intorno al rapporto del circo col teatro è stata occasione di approfondimento sul n. 70 (marzo 2016) di questa rivista, col dossier Circo {&/@} Teatro. Stando ora alla passata programmazione estiva, è possibile riconoscere un campionario interessante di fenomeni emanati dal circo tra l’ibrido, l’anfibio e il mutante. Si vedano specialmente le ultime creazioni di Baro d’Evel Cirk (Bestias, 2015) e di Clau-

Pensata con canone modulare, per spazi indoor e en plein air, Instant de suspension è un cammeo di danza acrobatica del duo Pauline Barboux e Jeanne Ragu (proposto dal festival torinese Teatro a Corte per la palazzina di caccia di Stupinigi). Formatesi negli stessi anni alla prestigiosa Académie Fratellini di Parigi, la loro tecnica non è affatto granitica bensì fluidificata da abilità e qualità propriamente coreutiche. Se non fosse per la quadrisse – la struttura a quattro sottili trecce di corda nera da loro con-

* Estratto dal Focus Ottobre che la webzine «Culture Teatrali» ha dedicato alla programmazione teatrale della trascorsa estate (L’eterna stagione dei festival, www.cultureteatrali.org, pubblicato il 5/10/2016). Ringraziamo l’autrice per la revisione e i tagli e la redazione bolognese per la gentile concessione alla ristampa parziale. www.jugglingmagazine.it


gegnata – non esiteremmo un solo istante a parlare di danza pura. Come figurine volanti di una rêverie chagalliana, Ragu e Barboux si elevano in lift che rimemorano il volo delle silfidi nel balletto di tradizione. I loro corpi tuttavia sembrano galleggiare o scivolare su distese d’acqua piuttosto che fendere le atmosfere gassose di una nuvola. La fluidità dei movimenti, morbidi, sinuosi come una scultura di Hans Arp, restituiscono anche nella stasi un moto continuo. L’istante di sospensione non è mai una posa quanto l’evoluzione di una materia che si modella e cerca forma nel liquido amniotico. Fin dall’entrata, legate una all’altra come gemelle siamesi (complice una certa somiglianza fisica), il loro corpo a corpo occhieggia al mito dell’androgino, al ricongiungimento del due che si fa uno, in un gioco, vagamente omoerotico, cadenzato dalle sonorità paesane dell’ensemble musicale dal vivo. La tendenza all’astrazione è comunque preponderante per accorgersi dei passaggi tecnici e degli appuntamenti acrobatici. L’impareggiabile tecnica di Barboux e Ragu è paragonabile alla fiamma dentro al vaso di vetro di cui parlava l’attore polacco Cieślak a proposito della partitura fisica: qui la fiamma serpeggia e palpita e arriva a diventare indistinguibile rispetto alla luce che emana e al vetro che la contiene. Similarmente alla quadrisse, anche l’Etoile è un dispositivo fisso che Les Colporteurs, storica compagnia francese di filferristi fondata nel 1996 da Antoine

Rigot e Agathe Olivier, hanno progettato di concerto con artigiani scenografi e designer in sfida al funambolo. Dalla sua installazione, sia sotto il tendone che in spazi pubblici, la scultura-struttura di tubi metallici e funi d’acciaio ha ispirato una filiera di produzione autonoma, intitolata Les Etoiles, che si compone ad oggi di quattro brevi creazioni giocate sul duo/coppia, inteso sia come forma che come tema di ricerca. Concepiti per spazi aperti, i pezzi #3 e #4 vengono abbinati in un fantastico binomio – sempre nella programmazione di Teatro a Corte – che al mito di Arianna a Nasso (Evohè) contrappunta l’appeal femminino di madre e figlia, la fondatrice Agathe con la figlia Coline (Le chas du violon). Marcati entrambi da uno stile fusion, nel primo il tema del filo-corda declina la precarietà e fragilità dell’amore che il funanbolo incarna rispetto al suo mestiere. Il filo è prima la promessa tradita che Arianna, vestita di corde intrecciate e pelle, riannoda, sbriglia e scioglie percorrendo i labirinti dell’isola come grovigli di pensieri e circuiti chiusi in cui crogiolarsi. Poi, con l’arrivo di un Bacco rap che invita a una gioiosa ebbrezza, si trasforma nella corda, effetto sado, che tira e avvinghia due corpi vibranti e inebriati di nuova vita. Se nella coppia di amanti il filo teso e i tubolari sbilenchi funzionano da ostacolo e sfida alla fuga seduttiva di Arianna, con Le chas du violon, letteralmente “la cruna del violino”, la struttura dell’Etoile

diventa l’oggetto estraneo con cui mettere sotto verifica una differente ma comune femminilità: quella elegante in tailleur e tacchi alti della madre accanto a (e non contro) lo stile graffiante e street della figlia in texani e calze a rete. Nessuna tenzone tra le due, è solo una questione di habitus, piuttosto una tensione nell’essere donna e artista, madre e maestra, figlia e allieva, e nella difficoltà di un’arte che mette a dura prova la propria identità. Ancora e diversamente la scultura-struttura di Les Etoiles permette di giocare sul doppio binario della metafora e dell’allegoria mentre rilegge e complica il cavo teso della tradizione. Il cortocircuito tra la storia raccontata e il mestiere del funambolo rimane in filigrana, la tecnica invece è sempre volta al virtuosismo e si dà precisi appuntamenti, delle oasi per gli appassionati e gli artisti che non vogliono dimenticarsi di assistere a uno spettacolo di circo. Dove stiano in effetti procedendo le arti performative del terzo millennio non è questione che meriti giudizi comparativi. L’osservazione delle tendenze oggi in atto è impresa sufficientemente ardua, richiede più specole panoramiche e differenti lenti di ingrandimento. Le frontiere e gli steccati da abbattere sono ancora molti in tempi di alto specialismo di settore e melting pot culturale. Ma com’è ben noto, il sapere organizza, l’arte (la vita) scompagina. j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


foto di Tiziano Ghidorsi

DinAMiCo FeStiVAl di elena Burani direttrice artistica Due sono le maggiori sfide del Dinamico: 1 Portare il circo contemporaneo nelle sue varie forme e dare agli spettacoli un luogo, un tempo e uno spazio adatto a valorizzarli. Per questo Dinamico quest’anno ha scelto di puntare i riflettori sul Circo Contemporaneo Italiano, programmando 11 compagnie Italiane e italo/straniere: Magda Clan, Circo el Grito e Giorgio Bertolotti (con tendone), Brunette Bross, Eia, Zenhir, Amigdala, FabbricaC, BrigataTotem, CieOCifa, El Bechin; Al loro fianco la compagnia francese Les Rois Vagabond e il circo sociale Etiope dei Fekat Circus. 2 trasformare la fisionomia e la vivibilità di una parte della città per dare vita ad un luogo “incantato”, dove le persone si riappropriano del proprio tempo, si aprono alle diversità, all’incontro dell’altro, ad altre storie e altre espressioni. Il circo non è l’unico ingrediente del Dinamico: liberare le gambe nella danza al ritmo della musica dal vivo, “perdere tempo” in un gioco o mangiare assieme un piatto tipico e biologico sui tavoloni di legno all’ombra degli alberi. Per questo Dinamico ha scelto di vivere nei parchi, iniziando dalla periferia per arrivare al cuore della città, i giardini pubblici del centro, contornati da tre teatri e una piazza; un luogo bellissimo che purtroppo da tempo è lontano dalla vita quotidiana dei cittadini, e spesso pericoloso. www.jugglingmagazine.it

8/11 SETTEMBRE. REGGIO EMILIA www.dinamicofestival.it La festa è un momento fondamentale della nostra vita. Un rito antico, che risponde al vitale bisogno dell’uomo di condividere socialmente e pubblicamente il tempo, il gioco, l’arte; è questa che desideriamo generare, mescolando ingredienti diversi che creano un’atmosfera accogliente e fertile all’incontro! Il circo, l’arte popolare per definizione che attira pubblico di ogni età e di ogni ceto sociale, si inserisce perfettamente in questa direzione; i tendoni arrivano da lontano, si installano nello spazio e ne modificano l’aspetto; gli artisti vivono nel parco e finito lo spettacolo si mescolano tra il pubblico; la parata del venerdì mattina attraversa il mercato ed entra nella vita quotidiana della città; nei laboratori pomeridiani il pubblico può sperimentare direttamente sulla propria pelle equilibri, vertigini e danze folk. Quando progettiamo il festival ci soffermiamo tanto nell’immaginare lo spazio e come sarà vissuto: le installazioni luminose, i tendoni, i palchi esterni, l’angolo dei giochi antichi e delle animazioni, la piazzetta della musica , il bar e il “ristorante”: ogni angolo si contamina con l’altro creando una atmosfera da vecchia festa di paese. Come far tornare alla gente la voglia di sdraiarsi sotto l’albero del loro parco cittadino?

Basta il copertone di una ruota appeso ad un ramo a mo’ di altalena o un lungo tappeto steso a terra sotto l’albero più grande e vecchio del parco, con al fianco un pianoforte, a spezzare la consuetudine, cambiare il ritmo e generare incontri, conoscenze improvvisazioni musicali e canore. Luca Prandini, nella vita scultore e scenografo per I Teatri di Reggio Emilia, per noi affezionato del festival e scenografo del parco che ci accoglie; le chiama Installazioni Affettive, che aiutano le persone a riappropriarsi affettivamente dei beni comuni e dei propri luoghi pubblici… Fin dall’origine Dinamico ha il suo quartier generale alla Cooperativa BIOdinamica La Collina, una casa gigante e molto accogliente in campagna, dove siamo cresciuti io e mio fratello Paolo Burani (fondatore con me del festival). Lì vengono ospitati gli artisti che non vivono al parco, lì ci sono le cene di accoglienza e di fine festival e soprattutto da lì provengono i prodotti con cui sono creati i piatti serviti ai punti ristoro del Dinamico. La Collina rimane per noi e per tutti gli artisti che ci sono passati una delle anime del Dinamico, non solo per la sua attenzione all’ambiente e al cibo, ma anche per la storia che ha da raccontare, fatta di 50 anni di vita comunitaria e di accoglienza.


foto di Chiara Baldassarre

CirK FAntAStiK! di natalia Bavar project manager Cirk Fantastik

15 / 25 SETTEMBRE, PARCO DELLE CASCINE - FIRENZE

Il circo è per sua natura nomade e lo chapiteau è un luogo di incontro e di scambio. Il Festival di quest’anno ha lanciato un messaggio di apertura; di porte, di finestre, di muri. Un omaggio a chi migra e a chi accoglie, a chi porta conoscenza e cultura da un luogo ad un altro. Messaggi che ci fanno affacciare su altri modi di vivere, visioni e punti di vista insoliti, criticità sul mondo in cui viviamo, spunti di riflessione e domande lasciate sospese, scoprendo emozioni e riflessioni inaspettate. È con questa idea che ogni anno dal 2010 riorganizziamo Cirk Fantastik, spazio performativo, ma anche momento di incontro e scambio di grande valore sociale e culturale per Firenze, dove non capita spesso avere per 10 giorni, in un parco pubblico, una piccola parte del movimento frizzante e critico del circo contemporaneo italiano e

www.cirkfantastik.com internazionale. Fantastik ha creato intorno allo Chapiteau un villaggio fatto di bar e ristorantini mobili, aree di sosta di riciclo, spazi per giocare liberamente insieme alle scuole di piccolo circo e alle associazioni di autocostruzioni di Firenze. Il Festival è così frequentato sia da chi vuole vedere gli spettacoli, scegliendoli in modo consapevole, sia da chi vuole soltanto trascorrere un pomeriggio esplorando con curiosità o per giocare e assaporarne l’atmosfera. La crescita negli anni di un pubblico critico e attento, che apprezza gli spettacoli tornando anche più volte, è stata la forza per continuare ad organizzare il Festival. Un pubblico ogni anno più numeroso che, oltre alle famiglie, solide sostenitrici di Fantastik, vede affacciarsi anche appassionati di arte che ancora consideravano il Circo Contemporaneo qualcosa da bambini, frikkettoni, o per famiglie. Durante il festival, e in collaborazione con il Progetto Quinta Parete, abbiamo dedicato una serata, proprio allo sviluppo del pubblico, in cui i lavori degli artisti vengono discussi in diretta dal pubblico. È nostra intenzione ripetere e intensificare queste attività di coinvolgimento attivo del pubblico. Importantissimo contributo a Cirk Fantastik in questo senso è dato anche dalla collaborazione con le scuole di Piccolo Circo Toscane, coordinate da Circo

Tascabile, che permettono la continuità e la crescita delle attività di circo nel territorio. La programmazione del 2016 è stata densissima nello Chapiteau di Magda Clan e negli altri due spazi scenici che si sono aggiunti quest’anno: l’Igloo di Juri the cosmonaut e il veicolo-circo dei Brunette Bros Circus. Abbiamo avuto il piacere di ospitare in questa edizione: la compagnia di Circo “eia”, Brunette Bros, Juri the cosmonaut, Teatro Necessario, Magda Clan, Trespertè, Los Filonautas, Zenhir, Nani Rossi, Trio Trioche, Luigi Ciotta, Osvaldo Carretta, Nando e Maila, Guido Nardin, Otp, Vola Tutto, Beppe Tenenti, Aurelia Dedieu, Circo Nai e Max e molti altri ancora. Il Festival è sostenuto con entusiasmo dalle compagnie, che continuano a venire, nonostante le difficoltà e gli imprevisti sempre in agguato per i festival con un budget ridotto. Ed è incredibile il lavoro, la volontà ed il sostegno reciproco che permette ad un progetto così complesso di andare avanti. Queste relazioni e questo sostegno costituiscono ancora oggi, a distanza di 10 anni, l’anima e la forza di Fantastik. Tra gli obiettivi di Cirk Fantastik anche quello di percorrere le strade della Toscana, portando il Festival e le rassegne di Circo in altre città e paesi, durante tutto l’anno e non solo a settembre. Una sperimentazione già avviata quest’anno con dei MiniFantastik di pochi giorni nei paesi vicini a Firenze, dove le persone ci hanno accolto rendendosi subito complici, partecipi ed emozionandosi con noi. j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


leS roiS VAGABonDS www.leroisagabonds.com

foto di Tiziano Ghidorsi

colo era la cosa che mi commuoveva di più. Poi durante uno stage di clown ho incontrato Julia Moa. Julia Ho cominciato molto presto a suonare, a 4 anni toccavo già il violino, e contemporaneamente ho cominciato a fare acrobatica, in corsi per bambini, come pratica ludica. Mia madre è sempre stata appassionata di circo, ha insegnato come maestra di scuola in un circo tradizionale tedesco quando era giovane e ci ha sempre portato a vedere il circo; abbiamo anche accompagnato dei circhi in tournee e io ho l'impressione di essere cresciuta con il circo. Poi a circa 12/13 anni ho cominciato a fare danza e me ne sono innamorata. Danza contemporanea, ma anche danza classica, hip-hop, capoeira,

Brunette BroS CirCuS www.brunettebros.dk luca Vengo da un paesino del nord Italia, molto povero di stimoli e iniziative, che ho lasciato quando ero studente. Mentre frequentavo l’Università ho scoperto la giocoleria, e con lei le convention e i festival. Sono stato catturato da questo mondo e, terminati gli studi, sono partito per un viaggio verso l’india con l’associazione Alia, per un progetto di spettacolo e non violenza. Al ritorno nasceva l’esperienza di Circo Paniko, di cui sono stato uno dei primi artisti. Nei primi anni di viaggio con il Paniko, tra spettacoli di strada e l’esperienza del tendone, abbiamo conosciuto nel 2010 la compagnia Brunette Bros, composta da un'artista danese e una catalana. Un bell’incontro e nel 2011 ci hanno

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intervista a Luca Tapino e Lisa Skjoth Madsen invitato al festival che organizzavano a Christiania, in Danimarca. Siamo diventati amici, abbiamo continuato a vederci, e parallelamente, sempre nel magma del Circo Paniko, Manu insieme a Camillo hanno costruito questo camion che si chiama Capra Grassa, con cui hanno viaggiato,creando uno spettacolo insieme a un’altra ragazza cilena, finché Manu non è diventato il compagno di Lisa, fermandosi a vivere in Danimarca. Intanto il progetto della Capra Grassa era tornato in Italia e ha continuato con altra gente e, quando questi hanno deciso a loro volta di cambiare vita e andare dall’altra parte dell’oceano, hanno proposto a Manu di riprendersi il camion. Nel frattempo Bru-

foto di Luisa Luppolini

intervista di A.R a Julia Moa Caprez e Igor Sellem

foto di Luisa Luppolini

igor Sono arrivato allo spettacolo abbastanza tardi, attraverso la musica. Suonavo in una compagnia di teatro di strada, in Francia, la compagnia Erectus, e con loro montavamo spettacoli musicali, burlesque, e gestuali. Recitavo molto in strada, inoltre ho sempre fatto della ginnastica, e molte scalate… così di colpo il mio corpo era pronto per il circo! Ho cominciato a fare circo a 30 anni un pò da autodidatta e un pò imparando dagli altri artisti. Con la compagnia Erectus ci siamo rivolti sempre più verso il clown, attirati dagli artisti del cinema muto, come Chaplin, Keaton, oppure dai clown del circo. Dopo aver scoperto il clown ho fatto molti stage, ne ero attirato e quando vedevo uno spetta-


foto di Luisa Luppolini

ispirato e influenzato nella ricerca sul clown e nella scrittura di un nostro spettacolo. Una in particolare, Caroline Obin, allora studente al CNAC di Chalon, al tempo in cui Catherine Germain e François Cervantes (un'attrice e una scrittrice autrici di una grande ricerca sul clown) insegnavano l’arte del clown. Caroline ha sviluppato un linguaggio pedagogico che ci ha aiutato tantissimo nella scrittura dello spettacolo di clown, un'attività molto impegnativa. Il nostro spettacolo, per il momento l'unico che abbiamo realizzato insieme, è stato un lungo cantiere per 3 anni; ora sono 6 anni che lo portiamo in giro e non lo riteniamo ancora finito. Abbiamo cominciato a recitare all'aperto con delle gradinate e un palco, poi con un nostro chapiteau, e ora da 3 anni lo portiamo in giro in teatro, continuando a modificarlo. Abbiamo avuto la possibilità di recitare molto, che per un clown è una grande risorsa. Clown tradizionali - come i Fratel-

foto di Stefano Scheda

foto di Luisa Luppolini

foto di Tiziano Ghidorsi

jazz e tango, lavorando con compagnie e nei cabaret. Amavo molto ballare, ma da un punto di vista scenico non ero soddisfatta, così ho ripreso il violino e fatto un po' di circo. Poi a 21 anni su un flyer, leggendo la descrizione di un corso di clown, ho intravisto quella relazione col pubblico e con la scena che non trovavo nella danza, nella musica o nella tecnica pura del circo. Sono partita per l’Argentina ancora giovanissima, poi a Marsiglia e in Olanda, e in questa ricerca sul clown sono arrivata fino al Circus Center di S.Francisco, dove ho scoperto il clown americano, quello per la grandi platee. Una tecnica interessante, ma molto diversa dai clown europei più intimi, ai quali mi sento più vicina. Al rientro in Europa ho incontrato Igor in uno stage di clown. Era il 2006, entrambi eravamo impegnati in una ricerca individuale sul clown e quando ci siamo incontrati era inevitabile che volessimo montare uno spettacolo di clown insieme. Abbiamo fatto diversi stage, incontrando persone che ci hanno

nette Bros produceva la prima versione del suo spettacolo di circo, con i pupazzi, con una tenda gonna, concepito per la strada, il teatro, ma anche per case di amici. Su questa creazione si è innestato il camion. Le idee erano troppe, per realizzale servivano degli aiuti ed è stato scritto e presentato in Danimarca un progetto di spettacolo e trasformazione del camion, per ricreare la dimensione di fiera di circo dei primi del ‘900, con tutti i classici del circo, i freak, I primi spettacoli side show, con l’estetica forte, colorata, da fiera. Il progetto è stato finanziato e nel 2015 è iniziata la produzione, con una residenza di 4 mesi a Colorno, supportati dal comune e

da Teatro Necessario, in cui abbiamo coinvolto moltissimi amici artisti che sono venuti da Barcellona, dalla Danimarca, dall’Italia a dare un loro contributo. Lì sono subentrato io, catapultandomi in questa avventura. Dopo Colorno siamo andati per 2 mesi di creazione in Danimarca, ospitati in un capannone di un’azienda di attrezzi agricoli, da dove siamo poi partiti per un tour dello spettacolo, prima in Danimarca e ora nel resto d’Europa. lisa Brunette Bros è una bizzarra compagnia di intrattenimento, e credo sia basata sul caos. Per quanto ci sforziamo di rendere le cose concrete ed organizzarle in una struttura, la struttura esplode sempre in tutte le direzioni; è incontrollabile, molto elastica, senza alcuno schema. Nessuna delle cose che facciamo ha uno j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


foto di Luisa Luppolini

scopo predefinito: è qualcosa che arriva, cresce, e molto spesso trova un significato solo in seguito. Non abbiamo uno storyboard e l’intero processo di creazione è basato molto sull’improvvisazione. Ovviamente è anche fragile lavorare con il caos, perché il filo si può rompere e il pubblico può perdere completamente la comprensione dello spettacolo. Questo è il primo spettacolo che cerchiamo di strutturare e contestualizzare. Ma è quasi impossibile, sembra non ne siamo capaci! Lo stesso nome Brunette Bros ha un’origine rocambolesca. Ad un piccolo festival in Danimarca io e Maria dovevamo fare uno dei nostri primi show, ma non avevamo ancora un nome. Ci hanno detto “dovete trovarne uno alla svelta, perché stiamo

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foto di Tiziano Ghidorsi

foto di Luisa Luppolini

lini - erano molto forti proprio perché potevano recitare tutte le sere e provare di continuo nuove cose. Una risorsa enorme che ora nel sistema culturale attuale, dove le occasioni per andare in scena sono minori, è difficile ritrovare. Il nostro è uno spettacolo molto fisico e sicuramente con gli anni non sarà più possibile tenere questo ritmo. Ma abbiamo voglia entrambi di continuare ad affinarlo, perché la relazione fra due clown è molto profonda e ci sono moltissime cose ancora da ricercare.

Quando abbiamo cominciato a scrivere lo spettacolo non avevamo assolutamente idea di cosa avremmo fatto. Man mano che la creazione procedeva ci siamo resi conto che stavamo riproducendo i ruoli del Clown Bianco e dell’Augusto, malgrado non avessimo intenzione di farlo. Alla fine siamo dei clown molto tradizionali, con una relazione molto tradizionale, oppure fuori dal tempo. In uno spettacolo di clown senza parole crediamo che la relazione gerarchica sia quasi inevitabile. Si torna sempre a questa gerarchia del Clown Bianco e l'Augusto. Ma abbiamo lavorato molto anche su questi due ruoli. All'inizio io ero molto cattiva, autoritaria, e tutti ridevano di lui, ma poi ho capito che il Banco non doveva essere per forza cattivo, che la relazione tra i due possa girare su un registro più “gerarchico” che di toni. Ci sono molti clown che ci hanno influenzato in questo,

per presentarvi”. Entrambe avevamo questo amore per i vecchi grandi circhi di una volta, con questi nomi roboanti, come il Barnum & Baile o quelli con Bros alla fine. Ne abbiamo passati al setaccio una decina, tutti quelli che ci venivano in mente nei tre minuti a disposizione, e nella concitazione del momento è uscito fuori “Brunette Bros”!! Lo spettacolo è un contenitore di Brunette Bros, ma è al tempo stesso una matrioska. Inizia con un’idea molto piccola, nata mentre siamo sedute da qualche parte a bere un caffè, come per questo spettacolo, cresciuto sull’immagine di 4 clown che preparano un solo grano di popcorn. La compagnia stessa è partita con un solo piccolo pupazzo, a cui se ne sono poi aggiunti altri. E con lui sono cresciute le tende, le roulotte, le scenografie, la gente che arrivava, e poi col camion. Il significa-

soprattutto Riccardo Del Giudice (Les Chiche Capon), un vero esempio di un Bianco non cattivo e molto emozionante. È stato questo un terreno di ricerca molto forte per noi, perché alla fine l'Augusto è più immediato da trovare, si ride subito di lui. mentre il Bianco è un personaggio difficile e delicato. Continuiamo ad entrare in scena con naso rosso e maschera bianca. Diamo al pubblico un’immagine diversa del clown, che non sia quella stereotipata (e disprezzata) del Mac Donald o dei circhi di terz’ordine. Più il contesto è bello, come un bel teatro all’italiana, più ci rendiamo conto che possiamo restituire al clown un valore forte. Cerchiamo una relazione e la partitura del nostro spettacolo è costruita sulla reazione del pubblico. Io faccio qualcosa, il pubblico reagisce e questo scatena la reazione dell'altro clown. Ma se il pubblico non reagisse, la reazione dell'altro clown avrebbe molto meno senso. Dopo 500 rappresentazioni ci rendiamo subito conto se il pubblico è disponibile, pronto a giocare con noi, e allora lo spettacolo prende il volo. Citando Daniele Finzi Pasca “quando il pubblico diventa un drago a mille occhi si può veramente danzare insieme.”

to che avevamo messo nelle cose all’inizio è cambiato, vi abbiamo aggiunto qualcosa al lato, e poi qualcosa in cima, e continua a cambiare in continuazione, ma al tempo stesso abbiamo un vecchio circo, qualcosa di molto tradizionale. Ci definiscono un circo di avanguardia, abbiamo molte linee estetiche legate al "sogno" dell'epico circo dei primi '900 che Maria, responsabile di tutto il nostro progetto grafico, riesce a ricomporre in un registro capace di rappresentarci tutti. Ma di sicuro non abbiamo bisogno di nuove idee, ne abbiamo tante che potremmo fare più o meno 10 compagnie! Ognuno di noi ha una nuova idea a settimana su come fare un nuovo spettacolo con questo camion. Piuttosto ci stiamo chiedendo come portare un nostro prossimo spettacolo alla gente senza dover viaggiare di continuo da una parte all’altra d’Europa, con questo vecchio camion che va molto piano, il montaggio che prende tanto tempo, e lo spettacolo che non è certo per grandi platee. Non sono riflessioni artistiche, è ovvio, ma sono aspetti importanti che vanno presi in considerazione, perché siamo una compagnia che lavora molto bene insieme e vogliamo trovare il modo di continuare a farlo ancora a lungo.


roMA euroPA FeStiVAl

os foto di pierregr

bois.com

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© Raoul Lemer

ni offre Festival da an Roma Europa ettacoli sp ne io rammaz og pr a su lla ne circense, fortemente dal sapore ocano ed arti del circo ev oppure che le regalaha ci a edizione st ue Q . no ca invo oniriche re surreali ed to le atmosfe ematique" rsione di "Cin della nuova ve tterizzata Claire B, cara di Adrien M & altri softe e ion captur ot m di o us ll’ da rpo. Pierre zione con il co ware d’intera nella sua ha alternato, Rigal invece suggestioni one "Mobile", ultima creazi digitale e io immaginar ll’ da te va ri de

foto di Hexago ne

www.romaeuropa.net

usic Insid(i)e, t It, Domino, M os (P cli, WARMING quotidiano, de enne, Al vivo ro nt st A no e l de urbano critici (Teatro ovimento P), ai giovani ricerca sul m U a un in o ol m nand rco. Co sport con il ci Critica Lab). opo il che coniuga lo do e, e Post It, pr ch s" "Trace In particolar o te at M si ui di "C pleta la serie n ra ma a cu gistrato co re am so gr es cc tà di su pi grande o alla ra 15, riporta Antonaci, fa ec sions" nel 20 n co a dei celebri ne & Confes m ne Ro io a az n ic di comun de la mai ts e ig do il 7 o s tt Le in tu li per le note fogliettini gial lo presentato i de o nic ia m on uno spettaco na im di guaggio iamo le test lin ch al di de i cu , en mondo k, propon rvizio. social networ eroincontri m ze di questo se nu so à gi er re av ce, eppu do attr opr ap in Più recenti inve e o cursioi di formazione post-spettacol ca di de si, i programm a del web, del e Romaeurop ni nel mondo al no ra d io , fondimento ch an e el ch da qual ne m a, d la ci of Un’ lla politisuo pubblico. dello sport, de a, at ic if ciale, ma ferta divers ca, del so nza e del di de si cina, della da or cu lla de e re con perc ch an modo di crea gnanti . Un nuovo di ro i cati agli inse at nt te pu rare nuovi Scuoa ntri, per gene (Destinazione im co pr in a un pubblico ud en ti ed offrire al ria la ), ag li st e st e vi ar st po Danzodialogo, da (Spring Roll, possibilità di i canali di I, N IO IS V f che online su A N of D a are si grafie, st della po o il successo ce, In aeuropa. Dop Let’s Dan m speRo l’e a rt st It po bblico television Po al Drama), al pu ci so tacoli degli spet

“trACeS” De “leS 7 DoiGtS De lA MAin” www.7doigts.com Getullio Del Pivo Guardandolo facevo fatica a definirlo: Teatro…Danza…Circo? Era un tutt’uno, intercambiabile e simpatico, uno spettacolo che ti saresti aspettato in un circo o per strada e non in un ambiente ‘classico’ come quello di un teatro. Hanno reso divertente la storia interagendo col pubblico: uscendo dal palco, rivolgendosi a lui spesso, facendosi incitare per un esercizio che non riusciva ad un artista; segnale che lo avevano conquistato. È incredibile vedere come riescano a rendere facile qualcosa che per noi sembra al di là delle umane possibilità. Ognuno con capacità diverse, ma in tutti c’era agilità, plasticità, equilibrio, concentrazione, comunicatività… 1 ora e mezza è volata, segnale che hanno vinto loro. Un’esperienza importante per il pubblico di giovani in sala, un grande incentivo per ispirarli a intraprendere un percorso di studio su questa particolare arte scenica.

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Jaya Di Domenico È stato uno spettacolo ricco di sorprese, dove ha fatto da padrone la tematica del tempo. Ogni artista aveva il suo tempo, in cui doveva mettere alla prova se stesso. Quindi il tempo: quello dell'esibizione, ricco di emozioni contrastanti, come l'entusiasmo, la gioia di vivere quel momento, quest’ansia da prestazione, un momento della vita che va giocato al massimo e con consapevolezza. Un concetto che può essere traslato nella vita di tutti noi, perché come gli artisti sul palco tutti noi abbiamo un tempo che dobbiamo sfruttare al massimo, mettendoci al centro della nostra vita. È stato uno spettacolo fenomenale. Gli artisti si sono messi a nudo davanti a tutti gli spettatori, si sono raccontati per quello che sono, hanno ricreato momenti di vita quotidiana, sono stati capaci di mettere in risalto la bellezza, l'unicità, l'emozione che nasce da questi momenti, dalla condivisione di una passione comune per il circo.


pubblicare le testimonianze di tre spettatori, con differen ti background, cui il proget to Quinta Parete ha offerto la visione dello spettacolo Tr aces, chiedend o di racconta re a fine spettaco lo le emozio ni vissute in sala .

foto di Valerie Remise

rienza sociale e social anche in teatro e lo sp ettacolo non finisce più quan do si chiude il sipario, ma co ntinua, tanto in sala, quanto in rete. Rimanendo nel solco de lle esperienze vi ssute dagli sp ettatori, ne ap profittiamo per

Donatella ruini Che energia! Che entusiasmo! La loro forza esplosiva arrivava dritto allo spettatore in modo quasi fisico. E questo è successo da subito, provocando moltissimi applausi a scena aperta già solo a pochi minuti dall’inizio dello spettacolo. Tecnicamente ineccepibile da un punto di vista scenico, scenografia interessante, idee video insolite, luci studiate e perfette, musica ad hoc per ogni brano, originale e coinvolgente. Quello che mi ha colpito è stata la capacità di interagire con il pubblico. Ognuno di loro si esponeva non solo come artista ma anche come persona, e il pubblico non poteva non essene conquistato: sentivo che l’energia nella sala era altissima, anche in chi guardava. A ulteriore conferma di tutto ciò, dopo lo spettacolo gli artisti, ancora stanchi e sudati, felici del successo ottenuto, sono tornati sul palco, si sono seduti e accompagnati da un traduttore si sono resi disponibili per raccontare della loro compagnia, della loro relazione, di come vivono le loro giornate. Una serata emozionante. j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


foto di Sandro Giuliani

BAttiti 17 NOVEMBRE / 4 DICEMBRE 2016, ROMA www.teatrofuriocamillo.it

intervista a roberta Castelluzzo e Alessandra lanciotti Siamo alla quarta edizione di BAttiti, con nuove interessanti novità. innanzitutto passiamo da due a tre settimane di programmazione, inserendo una sezione tutta nuova dedicata al “primo studio”, per dare uno spazio ad artisti sotto i 30 anni che desiderino presentare una nuova creazione, magari una prima esperienza di scena professionale o anche solo un nuovo studio. Abbiamo mantenuto una programmazione parallela di spettacoli e di attività formative e per quest’anno abbiamo dato un maggior rilievo al lavoro sul clown: un workshop di regia del circo con Gilles Defacque del Pole national del Arts du Cirque le Prato di lille, realizzato in collaborazione con la FnAS, ed un workshop sull’identità comica del corpo con Andrè Casaca. Due lavori meravigliosi, molto seguiti! Il nostro teatro è sempre molto propositivo per le attività di acrobatica aerea e questo focus si ripercuote anche sulla programmazione degli spettacoli. Tra gli ospiti speciali di quest’anno la meravigliosa Anita Brandolini, con il suo spettacolo Fragile. Un capolavoro di leggerezza in cui il pavimento e la verticalità del tessuto sono due luoghi in cui danzare, cambiando la prospettiva e giocando con la gravità. Il pubblico è rimasto incantato! E poi come sempre tanta acrobatica aerea anche in altri spettacoli: “La zattera di pietra” della compagnia spagnola La Balsa, i due primi studi “Lascia il tempo che trovi” di Teodora Grano e Chiara Lucisano, “Gaia” di Martina Giuliani, e per concludere “Naufraghi”, lo spettacolo della nostra www.jugglingmagazine.it

compagnia Materiaviva, con cui chiudiamo la rassegna. Non da ultimo, “Mesa”, primo studio di e con Claudia Murgioni e Nicolò Bussi, un prodigio dell’acrobatica romana, attualmente allievo del Centre National des Arts du Cirque. All’interno del focus sul clown il teatro C’Art ci ha portato la sua ultima produzione, “Casa de Tabua”. Poesia pura, per dirlo con le parole degli spettatori all’uscita dello spettacolo! E ancora clown surreale e folle con I Circondati e la loro “Linea Rossa”. E tanto clown anche nella sezione Piccoli Battiti, spettacoli di circo teatro per bambini, quest’anno a cura di Clavda e Mr Pope e la compagnia L’orto delle Fate. Battiti è ancora prodotto senza finanziamenti (la storia della cultura in italia…) e cercare spettacoli di rilievo oltre confine senza troppe risorse economiche è davvero un colpo di coraggio! in italia purtroppo c’è ancora un po’ di sovrapposizione tra circo-teatro e circo in teatro. utilizzare le tecniche del circo per un racconto che non sia “frontale”, come avviene per il teatro di strada o per il circo più tradizionale, ma che rimanga a tutti gli effetti un lavoro teatrale, è un percorso sul quale ancora poche compagnie italiane si sono avventurate. Anche per questo ogni anno supportiamo le nuove creazioni che si spingano in questi territori. Quest’anno il bando per la creazione è stato vinto dal giocoliere Maurizio Mancini con “Se ce l’ho fatta io”, un racconto un po’ autobiografico tra circo e ufficio.


Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro, del successo di pubblico, e stiamo già lavorando alla quinta edizione! Sarà speciale! Certamente, vista la nascita della nostra Accademia Materiaviva

– accademia delle arti performative, daremo sempre più spazio alla formazione. Il calore con cui ha risposto il pubblico quest’anno non può che incoraggiarci.

AnitA BrAnDolini

foto di Lucia Gardini

con il tessuto, con il quale ho instaurato un rapporto di complicità e rispetto reciproco. Il tessuto ti avvolge, a www.anitabrandolini.com volte ti strattona; non è sempre un rapporto piacevole, Danzatrice, inizia il suo percorso artistico in giovane età con il pattinaggio artistico su ghiaccio e la ma è sicuramente materno, e danza classica, grazie anche agli stimoli ricevuti sin da bambina dagli spettacoli di marionette e buratquando arriva qualche tini della mamma. Laureata con tesi in Storia della Danza e del Mimo, matura un interesse per la ricerschiaffone sai che ti serve ca sul movimento, approfondendolo attraverso incontri con professionisti della Danza, del Teatro e per crescere. Ovviamente il del Teatro Fisico, sviluppando un progetto di investigazione teatrale e coreutica basato sullo studio di tessuto ha una forte compotre elementi essenziali: corpo/i, movimento e spazio. Si specializza a partire dal 2008 in Danza Aerea nente di rischio, ma avendo sui tessuti, intesa come forma di espressione coreutica, dedicandosi all’insegnamento e realizzando fatto sport ho imparato a gli spettacoli “Ritorno al semplice”, “A piene mani”, “nonsolocorpisoli” e “Fragile”. gestire il rischio senza fare imprudenze e senza la smania di adrenaliIl casuale incontro con l'aerea durante un molto precisi, all'inizio avevo molti na forte, nemmeno nelle cadute, dove workshop in Svizzera mi ha fatto rivivere problemi a lavorare col pavimento, questa sensazione è ricorrente. Bisogna delle sensazioni vissute già da piccola, perché lo identificavo come il luogo sapere sempre quali sono i tuoi limiti, durante la mia infanzia trascorsa a stretto dove non bisognava cascare, quasi mantenere un ascolto costante, capire contatto con la natura. Arrampicarmi non pericoloso. Invece col tempo ho capiquante energie ho e per cosa possono era una sensazione nuova, ma qualcosa to che è il mio alleato, che mi aiuta e servirti. che già conoscevo, e questa familiarità, mi accoglie. Stessa cosa è successa Al tessuto sei sulla testa delle persone, insieme all'idea di poter lavorare col corpo ed è facile essere sempre al centro delattraverso un nuovo strumento, mi hanno l'attenzione. Nel contemporaneo c'è un subito catturata. Il movimento, come tutti caos enorme sul discorso della relazione i linguaggi, si stratifica dentro di noi fin da col pubblico, con nuove interessanti dinabambini, per poi crescere durante la vita. miche, ma anche tanti clichè riduttivi. Io mi Ma non abbiamo molta coscienza e consasforzo di essere sincera, di avvicinarmi in pevolezza di questo potenziale linguaggio modo autentico attraverso il mio movidi cui disponiamo. Per me invece il movimento i miei gesti, non voglio che mi vedamento è vita e non riesco a concepire qualno come un'extraterrestre. Nel mio quoticosa che sia vivo se non in movimento, diano faccio il pane, faccio arrampicata esterno e/o interiore. con il mio compagno, leggo, adoro il Sul tessuto il punto su cui ruota il movimare, cerco momenti di relax per ricarimento cambia in continuazione; puoi muocarmi. Oltre che un'artista sono una perverti in una dimensione sferica, totale e sona, e voglio rimanere me stessa anche questo è molto interessante. Ma è intein scena. Sono interessata ad accomunare ressante anche il lavoro col pavimento, esperienze e percorsi, traiettorie diverse con un partner, con un altro oggetto, un tra loro. Più che il virtuosismo mi interessuono, un colore, un’emozione. Sono tutti sa condividere un'emozione, porre delle elementi che aiutano a sviluppare qualcoriflessioni, trovare delle risposte anche sa da comunicare all'esterno. grazie alle reazioni del pubblico. Lo stesso La dimensione aerea non è per me separa“Fragile” è nato da una mia urgenza di ta da quella terrestre, piuttosto ne rapaffrontare la questione della fragilità, di presenta il naturale prolungamento. instaurare un dialogo col pubblico su queVenendo dallo sport, dalla danza classica, sto tema. dove i movimenti nello spazio hanno codici

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ConCentriCA teAtro Fuori MerCAto

10 NOVEMBRE / 4 DICEMBRE, TORINO www.rassegnaconcentrica.net prima volta anche in Liguria. Nato dalla spinta del Teatro della Caduta, Concentrica riunisce in un team creativo e operativo alcune delle più interessati realtà della scena performativa piemontese, offrendo ad un pubblico allargato un cartellone artistico stimolante e non omologato. In questa edizione hanno collaborato con il Teatro della Caduta quattro solide

Ideata da FLIC Scuola di Circo di Torino, la rassegna propone spettacoli internazionali di circo contemporaneo. Come per i tre anni precedenti, questa quarta edizione si è svolta al Teatro della Concordia di Venaria Reale (TO), in collaborazione con Fondazione Via Maestra, e si arricchisce di alcuni nuovi appuntamenti pensati in sinergia con Fondazione Piemonte dal Vivo e Gelateria Popolare di Torino: uno spettacolo alla Lavanderia a Vapore, un concerto alla Scuola Holden e una conferenza sui primi 15 anni di nuovo circo in Italia. Il primo appuntamento di “Citè 2017” è musicale e si svolge alla Scuola Holden di Torino il 20 gennaio con il concerto del gruppo Jur, di cui fanno parte alcuni poliedrici artisti della Cie Cridacompany, impegnati il

foto di Tiziano Ghidorsi

Concentrica, rassegna di spettacoli nata nel 2013 come un cantiere aperto, partecipato e multidisciplinare, capace di colonizzare luoghi diversi, è oggi una opportunità reale, uno spazio prezioso di visibilità e di crescita non solo per il network di compagnie che la promuovono, ma soprattutto per gli artisti ospiti. La IV edizione si è svolta in 10 sedi, arrivando per la

realtà piemontesi: la Fondazione Via Maestra/Teatro della Concordia (Venaria), il Teatro Sociale di Valenza (AL), l’Officina Teatrale degli Anacoleti (Vercelli) e, nuovo ingresso nel network, la Piccola Compagnia della Magnolia, oltre a FondazioPiemonte dal ne Vivo/Lavanderia a Vapore (Collegno), Interplay Festival, Coorpi e FLIC Scuola di Circo, che a Concentrica presenta il programma della rassegna CITÈ con una performance nel foyer dei suoi allievi e le presentazioni sul palco di due studi per nuovi spettacoli fra teatro, danza, musica e tecniche circensi: “Ah, com’è bello l’uomo” della compagnia Zenhir e di “Venti Minu(et)ti” del collettivo Fabbrica C.

Fabbrica C è un progetto a lungo termine concepito da Francesco Sgrò, Riccardo Massidda, Maristella Tesio, Luca Forte, Teresa Noronha Feio e Luca Carbone, con il proposito di collaborare con le realtà che si occupano di circo contemporaneo in Italia, facilitare e incoraggiare la ricerca artistica come punto di partenza nella creazione circense, supportare la difficile fase di sviluppo di uno spettacolo. “Venti Minu(et)ti” è il titolo di uno spettacolo in creazione www.jugglingmagazine.it

“Venti Minu(et)ti” COLLETTIVO FABBRICA C che parte dalla domanda: può una serie di frammenti nel suo complesso donare la chiarezza dell’intero? Nel tentativo di rispondere a questa domanda gli elementi del collettivo stanno lavorando sull’elaborazione di venti pièce della durata di 1 minuto ognuno, ciascuna di esse indipendente e non legata alle altre. Ogni pièce avrà come

elementi chiave il circo, l’essere umano, il movimento fisico e la necessità di comunicazione. L’intento del collettivo è evocare una drammaturgia che sia frutto dell’unione delle venti pièce e non della prevalenza di una rispetto alle altre, che lasci il pubblico libero di intendere l’atto scenico secondo la propria esperienza personale.

Il nome Zenhir nasce dall’incontro fra lo Zenith ed il Nadir. Giulio Lanfranco alla scala cerca l’uno mentre Elena Bosco con le verticali cerca il suo opposto. Così è avvenuta la fusione e la H nel mezzo rappresenta Flavio Cortese, un tecnico particolare che crea il punto di incontro, l’Azimut. Giulio è un ex allievo della FLIC e componente anche della compagnia MagdaClan anch’essa composta principalmente da ex allievi FLIC. La regia di “Ah, com’è


“Citè”

rASSeGnA Di CirCo A teAtro 20 GENNAIO / 1 APRILE 2017 www.flicscuoladicirco.it giorno dopo nello spettacolo “Mañana es mañana”. Il 25 febbraio viene presentato “Santa madera” della compagnia “Les Mains, les Pieds et la Tête Aussi”, conosciuta anche come Compagnie Mpta, fondata a Lyon nel 2001 da Mathurin Bolze, Jérôme Fèvre e Julie Grange. Il 18 marzo sarà la volta del debutto nazionale dello spettacolo “En ettendant la suite” di cie La main s’affaire, un collettivo di circo attuale

ed esplosivo che riunisce artisti provenienti da importanti scuole di circo europee. Il 1 aprile 2017 la chiusura della rassegna sarà alla Lavanderia a Vapore di Collegno, con lo spettacolo “Vu” della compagnia Sacekripa. In programma anche la conferenza “Prospettiva Circo”: la formazione in ambito circense, i primi 15 anni di nuovo circo in Italia, risultati, fragilità, modelli internazionali e nuove sfide per il futuro.

“Ah, CoM’è Bello l’uoMo” COMPAGNIA ZENHIR bello l’uomo”, che presenta tecniche di scala d’equilibrio, mano a mano, verticali, acrobatica e danza, è di Albin Warette. In scena un uomo ed una donna attraversano l’evoluzione dell’essere umano nei suoi ultimi secoli, esplorano con entusiasmo i diversi modi di comunicare e le maniere di relazionarsi, passano attraverso sei fasi simboliche ed

arrivando ad esplorare con uno sguardo tenero e acerbo la comunicazione contemporanea che gira principalmente sugli smartphone. Il terzo individuo, il tecnico cosmico, si diverte della situazione. Manipola allo stesso tempo luce e musica, senza dimenticare i personaggi, ai quali confida preziosi regali, provocando i cambiamenti. j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


foto di Gianpaolo Angioni

SA ruGA di S.M.

21/22 OTTOBRE, CAGLIARI

Il Festival di Arti di Strada “SA Ruga” si svolge nel quartiere storico di Stampace che per due giorni viene completamente stravolto da un’invasione di artisti e spettatori. Obiettivo degli organizzatori, sin dal primo anno è stato infatti concentrarsi sulla strada e sul quartiere, consapevoli delle infinite potenzialità dell’arte di strada, e coscienti della particolarità di Stampace, un quartiere centralissimo che vede attenzione e splendore un unico giorno all’anno. In occasione della sfilata di Sant’Efisio (grande evento religioso-folkloristico che celebra la liberazione della Sardegna dalla peste nel 1656) il quartiere vede arrivare migliaia di persone letteralmente da tutta l’isola e turisti da tutto il mondo, ma già dal giorno dopo le strade tornano vuote e Stampace viene nuovamente dimenticato. Diversamente dagli altri quartieri storici infatti non si è mai fatto un vero e proprio investimento per rivalutarlo e creare un’offerta/attrattiva né turistica né commerciale né notturna. Ma il problema non è solo a livello di rivalutazione storico turistica, ciò che più manca a Stampace è la presenza di spazi di aggregazione, le viuzze antiche e i vicoli stretti non sono chiusi al traffico e risulta impossibile e pericoloso per chiunque, adulti e bambini, vivere la strada. Da tutto questo e da una più generale mancanza di una manifestazione che celebrasse l’arte di strada nella città di Cagliari nasce l’idea di Sa Ruga, il nome in sardo significa la strada perché la strada, la sua riconquista, la sua restituzione ai cittadini è il punto focale del Festival. Dietro al festival Sa Ruga non c’è infatti solo la voglia di valorizzare e far conoscere le antiche e peculiari arti circensi, ma anche la voglia di riportare la gente fuori dalle proprie case, abbandonando realtà fittizie offerte dalla televisione, e godendosi un momento di sana convivialità. C’è la voglia di portare gli abitanti a vivere con emozione i luoghi della propria città, aumentando il coinvolgimento verso il patrimonio culturale

www.sarugafestival.com e artistico che li rappresenta. Il Festival restituisce alla comunità questi valori, usando la spontaneità ormai persa della strada per ricreare un’atmosfera avvolgente con forte connessione al tessuto sociale e promuove oltre che l’arte, l’importanza della convivialità e del divertimento intelligente. Così da tre anni è cominciato un lavoro con gli Stampacini, abitanti del quartiere dove il Festival è ospitato, che partecipano attivamente e accolgono il pubblico di concittadini che dagli altri quartieri “entrano a casa loro” ospiti per due giorni. Un lavoro importante fatto di piccoli momenti, legami, contatti umani, molte soddisfazioni e, come sempre capita, qualche difficoltà. Le strade del quartiere vengono chiuse al traffico e vige il divieto di sosta e transito, così alle tre del pomeriggio del venerdì comincia la magia: transenne, concitazione degli organizzatori, un vai e vieni ai vari varchi di staff e volontari e nel giro di qualche minuto le strade si svuotano, spariscono le macchine e i rumori, arriva la gente, le famiglie, i bambini che corrono liberi e le carrozzine al centro della carreggiata si impadroniscono della strada, naturalmente. Ed è un’immagine bellissima. Il silenzio viene rotto da un ritmo, parte la prima parata musicale e via tutti dietro a seguirla. Il bello è che le persone, i cittadini se ne rendono conto e lo apprezzano davvero e così per la strada si possono sentire i commenti di chi non ci può credere, di chi: “Via Azuni senza macchine è una meraviglia”, di chi: “prendere una birra nel tavolino all’aperto sotto la Chiesa di San Michele è un lusso”, di chi: “sembriamo turisti in una città d’arte, ci sono spettacoli in ogni piazza”… Questo è già un grande successo, poi viene il programma, gli artisti, il clima, il Festival insomma e tutte le altre grandi soddisfazioni. j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


FeStiVAl Del CirCo Città Di lAtinA di rocco liguori

13/17 OTTOBRE, LATINA

www.festivalcircolatina.com

foto di Cristophe Roullin Le luci sono to rnate ad illum inare la pista rus so Giya Eradze, “Gold del Festival e Par- zione che avrebbe girato l’inla città di Latin tner” del Festival, ha ga a, per qualch ran tito tera Russia, per diventare e giorno, è to la partecipazione delle rnata ad esse ecc el- famosa anche all’estero. Nel re una sorta di ca lenze russe in fatto di pitale mondial 2010 ha conseguito il titolo di all est ie delle Arti ci menti per il Circo e lo rcensi capace “accademico” presso l’Accaspe tta di calamitare colo dal vivo; con artisti, espe demia di Stato del Circo in RusEradze, rti, operatori di se inf atti, sono giunte a ttore ed appa sia in ragione dei suoi meriti La tin a ssionati da nu quasi 100 persone tra merosi Paes per la promozione del Circo e art ist i, i. Imponenti le ballerine, tecnici ed op strutture ch della sua tradizione; nel 2013 eratori e hanno ospitato sp ecializzati: una pic la XVIII edizione è stato premiato dal Ministro co la del Festival: comunità che ha inteso una superficie per la Cultura della Russia per pre di oltre 4.000 sentare alla platea int m2 è stata il lavo ern ro profuso al fine di proazi otr asformata in un nale del Festival a delle più gran muovere le arti circensi e nel il forte di cittadelle impatto emozionale de del Circo. Q 2015 riceve il Master Award a l Circo uest’anno la pr tra dizionale russo anche oduzione è st Soc hi per il suo show “The qu an ata connotata in do, declinato in chiave modo particol Roy al Circus”. Eradze è automo de rar e dalla forte na, riesce a coniugare collaborazio re, produttore e direttore del eff ica ne italo-russa: da cemente Circo, Danza una parte l’A blasonato show circense “Five , Musica ssociazione Cu e Teatro. Le note biogra lturale “Giulio Continents” che, nel 2011, è fic he Montico”, da di Eradze parlano chiaro 18 anni alla gu stato premiato in Russia come : nato ida della kerm nel 1979 a Tbilisi, in esse circen “Show del 21º secolo”. CapitaGio rgi a, se , dall’altra il Ro quando questa era sgoscirk, cele nata da Giya Eradze, la compaancora berrima com pa rte dell’Unione Sovie pagnia statal gine russa degli artisti in gara tic a, e russa per lo comincia a praticare il spettacolo ci è risu cir ltata una vera “corazzaco già rcense. Tale ci a 11 anni e nel 1990 è ass rcostanza, un ta”. Tre grandi attrazioni ist en ita alla preziosa te insegnante al So amicizia tra hanno incantato la platea: il yuzGoil Festival di La sT sirk, l’antica organizz tina ed il Ro num ero di “gighitti”, un classiazi on e yal Circus del regi circense centrale so sta e produtto co della tradizione cosacca, vietica, re che da lì a breve si rappresentazione dell’ancesarebbe trasformata nel RosG strale amicizia tra uomo e osTsirk, l’attuale compagnia cavallo, presentato da 10 giocircense di stato russa. Lì Giya vani amazzoni; il “quadro acrocostruisce i sui primi spettaco batico”, equilibrismo, verticali li, confluiti poi in una grand e tessuti aerei presentati tra e produwww.jugglingmagazine.it

fontane, ballerine classiche ed un gigantesco pianoforte; l’altalena russa, una delle più pericolose e spettacolari discipline del Circo. Oltre alle doti tecniche di tutti gli artisti, ciò che più ha sorpreso il pubblico è stata sicuramente la cura prestata alle coreografie; lo stesso Giya Eradze, peraltro, è stato regista di tutti gli spettacoli in pista a Latina. Il corpo di ballo del “Royal Circus” di Giya Eradze ha poi completato l’opera, conferendo omogeneità e continuità alla sequenza delle attrazioni in competizione. Impressionante lo sfarzo degli innumerevoli costumi di scena: una moltitudine di abiti, tessuti, lustrini sapientemente ideati e realizzati ad hoc hanno impreziosito ogni esibizione. L’aver individuato ed assegnato il ruolo di “regista” del Festival ad un professionista esperto rappresenta una “prima volta” per il Festival di Latina; un motivo di particolare innovazione e l’indicatore di una concreta volontà di ricerca tesa al potenziamento ed alla maturazione del Festival quale evento internazionale di


complesso risultato spesso spettacolo capace di compea precisa etiassociare loro un tere con le massime produziolina di riferichetta o discip ni di settore. Tale approccio mento. volto all’innovazione, declinaione prestaLa speciale attenz ini to in modo speciale nei term la regia del ta da Eradze al di una possibile ed auspicabile ente alla colFestival, unitam “contaminazione” tra le divera di Tommy nz laudata esperie se forme dell’espressione alità di Diretqu lla Cardarelli ne artistica – Circo, Danza, Teao fatto sì che tore di Pista, hann tro, Musica, Canto – non segna o presentato a Latina sia stat un distacco dalla tradizione , un evensh vero grande ow un fa essa di io, trar con ma, al prima ancora to circense, ma tesoro, ne accoglie le atmocolo dal vivo. un grande spetta sfere ed i canoni, ne salvamemoria di Negli occhi e nella guarda le peculiarità nella cerenuti siano nv co ciascuno dei tezza che il Circo sia un patrimodo viviin si es pr rimaste im monio culturale da tramandaoni, colori: a do immagini, su re, pur nella necessità di un re esplicito, posteriori appa opportuno adeguamento agli l’incontro fra al o nque, l’invit du di ni uzio prod e dell standard culture diffepopoli, nazioni e spettacolo contemporanee. ce Elena Zaïka renti che la pittri Nella medesima pista, in ente rappreha così brillantem modo armonico ed in assoluta ole lavoro ev eg ntato nel pr se la ato trov no han ità, continu quale “visual” su tela adottato giusta collocazione perforival. ufficiale del fest mance talmente care alla tradizione circense da essere assurte, nel tempo, ad una connotazione leggendaria – pensiamo, ad esempio, alle eccelse partecipazioni dei Fratelli Pellegrini e di Vinicio Canestrelli Togni nella qualità di “guest star” fuori concorso – insieme ad esibizioni di assoluta novità, al punto che sia

Giocolare tra immagini e parole Studio Ruggieri Poggi, più che un’agenzia, un laboratorio di idee per dare forma alle passioni. Facciamo conoscere la tua arte con un progetto personalizzato di “comunicazione integrata”, giocolando tra immagini e parole. Dall’offline al web ai social, raccontiamo quello che fai e che ti emoziona.

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GiornAte Di StuDio Dell’Arte CirCenSe Per la prima volta in ambito accademico un approfondimento a 360 gradi sul circo contemporaneo italiano: questo l’esito più importante dell’ottava edizione delle Giornate di Studio sull’Arte Circense, il classico appuntamento all’Università degli Studi di Milano che ha portato nelle aule del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali ben 6 compagnie del nostro Paese: tra i partecipanti, infatti, quest’anno ci sono stati artisti del Circo El Grito, Compagnia Zenhir, Circo Paniko, Side Kunst-Cirque e Circo Patuf; in collegamento da Bangkok, il video-maker Valerio Morini ha presentato il suo documentario su La Capra Grassa, un’altra interessantissima realtà italiana. Arricchito dai dati emersi col Censimento Circo Italia di Filippo Malerba e Gaia Vimercati, il dibattito è stato particolarmente vivace. Tutte le compagnie sono state concordi nel rifiutare l’etichetta di “circo contemporaneo” intesa come rigida separazione dalla tradizione o come costrutto teorico formulato a priori. L’aperta passionalità che caratterizza tutte le compagini intervenute le avvicina di fatto allo spirito dei circhi classici, fatto di manualità e gusto del viaggio come scelta di vita. “Andando a vedere un circo a pochi chilometri da casa” ha ricordato Giacomo Costantini del Grito evocando un suo ricordo “mi sembrava di essere in un Paese più esotico del Messico!”. È il fascino del circo come “mondo altro” separato dall’esterno dal tendone, elemento spesso

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7/11 NOVEMBRE, MILANO www.opencircus.it www.circoedintorni.it foto di SProduction ripreso dalle nuove leve proprio per la sua iconicità. Rispetto agli chapiteau storici c’è magari più attenzione alla drammaturgia e maggiore commistione con altre arti (una multidisciplinarietà frequente in questi artisti), ma la poetica della meraviglia rimane intatta; “Il circo è quella cosa che ti fa dire: Oooh” ha commentato a tal proposito Salvatore Frasca del Side Kunst-Cirque. Parlando del processo creativo, Federico Braguinsky (presente assieme ad Aurelio Rota, distributore della compagnia nonché direttore di Lonato in Festival) ha spiegato che si

tratta di un lavoro collettivo: il Circo Patuf è una famiglia che si ritrova assieme per costruire uno show partendo dalle proprie esperienze. Allo stesso modo il Circo Paniko, nelle parole di Federico Bassi, è un gruppo di giovani provenienti da più parti del mondo uniti dall’intento di cercare nuove forme espressive. In questo senso di comunità e di condivisione, forse, risiede il tratto saliente comune tra circo tradizionale e circo contemporaneo. Organizzate dal progetto Open Circus, diretto dal Professor Alessandro Serena, docente di Storia dello Spettacolo Circense e di Strada, le Giornate di Studio sull’Arte Circense hanno previsto anche quest’anno un workshop di giocoleria che si è riconfermato uno dei momenti più apprezzati dagli studenti (una settantina), nessuno dei quali, ad una domanda specifica di Adolfo Rossomando, ha saputo indicare un’esperienza più intensa provata nelle aule universitarie. Tra gli altri ospiti Raffaele De Ritis, Alessio Michelotti di Anap, il pittore Silvio Sangiorgi, Arianna Pianesi del Cedac, Fabrizio Gavosto (Mirabilia), Luca Bonomelli e Giovanni Spadaro Norella della Piccola Scuola di Circo di Milano, Marco Migliavacca, Enrico Bonavera (intervenuto durante la giornata organizzata in collaborazione con la Fnas), Paride Orfei, Sneja Nedeva e Barbara Zappellini del Piccolo Circo dei Sogni, Maurizio Accattato con i suoi P.I.C. e i videomaker Adriano Sforzi, Luigi Cuomo e Roberto Guideri.


CirCo PAtuF www.circopatuf.com foto di Domenico Conte Una musica classica accompagna l’entrata del pubblico nel tendone. Luci soffuse. Da quattro oblò luminosi fanno capolino all’improvviso i marinai. Così inizia “In alto mare”, il nuovo spettacolo di Circo Patuf. La compagnia italo-argentina ha infatti trasformato il proprio chapiteau in un transatlantico, e ogni sera porta con sé il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo, ripercorrendo le rotte che un secolo fa hanno portato i nostri avi dall’Europa al Nuovo Mondo. Come in ogni nave che si rispetti non mancano le vele, le corde, la sala da ballo con candelabri di cristallo, e i corridoi di terza classe dove si accumulano valigie e speranze. Il pubblico viene invitato a intraprendere il viaggio alla ventura di Buenos Aires, proprio come molti italiani hanno fatto all’inizio del secolo scorso, in cerca di fortuna. La ciurma della nave è fatta di personaggi eccentrici: marinai in preda al mal di mare, nobildonne dai mille vestiti di piume, viaggiatori circondati da bauli antichi, loschi figuri a cui sembra che il mare abbia fatto perdere qualche rotella… ognuno alle prese con la propria esperienza di viaggio, e il pubblico insieme a loro. Allontanandosi dal porto e dalla real-

tà quotidiana il mare diventa grande e selvaggio; spaventa e fa crescere i dubbi, che si manifestano sotto forma di tempesta: la nave ondeggia, il sotto e il sopra si ribaltano… la tempesta obbliga a fare i conti con se stessi e con le proprie convinzioni. E quando la tempesta finisce, nella calma che ritorna, niente sarà più come prima e si è pronti per arrivare al Nuovo Mondo. Una storia quanto mai attuale, e per nulla casuale: Fede Scoch, il “papà” di Circo Patuf, è argentino di nascita ma italopolacco di sangue; El Nino del Retrete, cofondatore della compagnia, passaporto argentino, ma nonni italiani e belgi. Entrambi più di 15 anni fa hanno fatto il viaggio contrario a quello dei propri avi, tornando a trasferirsi in Europa. E dopo averla girata tutta coi propri spettacoli di strada hanno deciso di imbarcarsi nella più coraggiosa delle avventure: avere il proprio tendone da circo, fermandosi in Italia. Nel 2010 il sogno è diventato realtà e Circo Patuf è andato in scena con il primo spettacolo. Nelle stagioni a seguire tanti artisti provenienti da tutto il mondo si sono avvi-

cendati sul palco Patuf, arricchendo gli spettacoli con stili e discipline differenti, fino ad arrivare nel 2015 alla formazione di una vera e propria compagnia. A “bordo” della compagnia viaggiano i due fondatori Fede Scoch e Nino del Retrete, nel ruolo di clown, musici e giocolieri. Al loro fianco Lidia “Pepita” Maestrello, trasformista e ballerina di tip-tap, e Marta “Maldimar” Finazzi, danzatrice e acrobata aerea. E quando non sono nei panni degli emigranti Fede Scoch scatena risate con lo spettacolo di strada “Psircotropico”, in sella alla sua fedele minibicicletta. El Nino del Retrete gira il mondo con “Cartoon Toylette”, un solo di clown oscuro, mimo, playback e teatro físico. Marta Finazzi ha tenuto col naso all’insù migliaia di persone con gli spettacoli di Duo Artemis, e col progetto solista Maldimar porta nel teatro di strada l’acrobatica aerea. Nel suo spettacolo “Immaginaria”, vero e proprio inno alla fantasia, porta in scena una marionetta aerea. Lidia è la più versatile dei componente della compagnia: oltre a incantare i bambini col suo spettacolo di magia comica “Pepita show” è una bravissima costumista e sarta teatrale. Tutti i costumi della compagnia sono frutto delle sue mani magiche! Al timone del tour 2017 Aurelio Rota, organizzatore di eventi e festival (Lonato in Festival, per citarne uno), rappresentante del gruppo di lavoro circhi in FNAS, e da quest’anno tour manager della compagnia.

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foto di Alessandro Acerbi

C.l.A.P.SPettAColoDAlViVo

La nostra storia, che oggi ci vede programmare eventi di circo, teatro, musica e danza, parte da lontano. Io ho fatto danza da quando avevo 11 anni, studiando all’Accademia a Venezia e formandomi poi con la danzatrice americana Tery Weikel. Mi sono poi occupata di community dance, seguendo nel 2000 un percorso formativo universitario e cominciando in quegli anni a programmare Festival. Mario Gumina arriva invece dal teatro, con una formazione di attore che lo ha portato alla scuola di Marcel Marceau a Parigi, al teatro fisico e al cinema. Dopo aver conosciuto Dominique Lajoux e fondato la Cie Excuse si è stabilito in Francia, realizzando spettacoli di successo, non ultimo Homo Catodicus. Io e Mario ci incontriamo nel ‘92 e diventiamo presto compagni di vita. Lui risiedeva in Francia e io lavoravo in una scuola di danza

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www.claps.lombardia.it a Brescia. Gli propongo così di aprire un centro formativo di teatro, danza e altro, e nel 1995 nasce Danzarte. Nel ‘98 vinciamo un bando dell’assessorato alla cultura per l’organizzazione di un festival di danza e da lì comincia la mia storia di organizzatrice. La danza è in quegli anni il nostro focus principale. Il nostro Brescia Festival di Danza viene riconosciuto dal MiBACT nel 2003, per poi diventare circuito di danza nel 2004. Nella danza contribuiamo anche nel partenariato della rete AnticorpiXL, che coinvolge 34 operatori in 15 Regioni e premia giovani danz’autori, nonchè alla nascita della NID – Nuova Piattaforma della Danza Italiana, di cui nel 2015 abbiamo organizzato la terza edizione. Il circo lo scopriamo girando fin dal 1995 con Mario e le sue creazioni per i festival di tutta Europa. Nel 2000 intanto a Brescia nasce il Festival del Circo Contemporaneo, organizzato da Gigi Cristoforetti, che diventava, nella stagione nazionale dei grandi eventi, palcoscenico di grandi compagnie di genere. foto di Alessandro Acerbi

intervista a luisa Cuttini direttrice artistica di C.L.A.P.Spettacolodalvivo (ex Danzarte)

Nel 2008 lanciamo il festival La Strada, centrato sul teatro urbano e il circo, che si svolge nel centro storico di Brescia e che nel 2017 celebra la decima edizione. La forza de La Strada festival è stata di lavorare sul territorio, con le comunità, gli anziani. Ci affianca infatti nella gestione delle attività un folto gruppo di “Stradini”, volontari doc formati da professionisti, dirigenti scolastici, ma anche tanti giovani, che aiutano i tecnici, accompagnano gli artisti, tengono le relazioni con il pubblico. Gli Stradini DOC, il gruppo più impegnato degli Stradini, addirittura cominciano a vedersi ad ottobre, per fare delle scelte organizzative ed artistiche insieme alla direzione artistica del festival. A La Strada si è poi affiancata da due anni La Strada Winter, che propone programmazioni analoghe sia in centro storico sia nei teatri di Brescia. Nel 2014 arriva intanto C.U.L.T. Circuito Urbano Lombardo Teatro. Poi, con l’entrata in vigore della nuova normativa FUS, e partendo da tutte queste esperienze già consolidate, abbiamo propo-


foto di Alessandro Acerbi

Attivo anche nel settore del teatro sociale, offre un corso nazionale di alta formazione per operatori di danza di comunità. La Stradina è invece un’iniziativa dedicata a bambini e ragazzi, coinvolti con giochi e spettacoli il cui tema ruota ogni intorno ad un oggetto-simbolo diverso. E dopo la scarpa, il cappello, l’aquilone, la maschera, il punto di domanda, la chiave, la scala, il soffritto quest’anno il filo rosso dell’evento sarà proprio il Circo L’elenco delle compagnie e degli artisti di circo ospitate negli anni è davvero lungo. Qui di seguito ne presentiamo una variegata selezione: Nino Costrini, Jean Mening, Gaby Corbo, D’Irque&Fien, Ulik, C.ie L’Excuse, Sebas, 320 Chili, Teatro Necessario, Peter Weyel, Circo de la Sombra, Envol, Jashgavronsky, The Pitts family, Gandini juggling, Malasangre, Circ Panic, Malu Circo, Emiliano Sanchez, Teatrapo, Baccalà Clown, Atempo Circ, Five Quartet Trio, Mattatoio Sospeso, Le due e un quarto, Duoacrobat, Nando&Maila, Baladeux, Circo Pitanga, Milo&Olivia, Magda Clan, Circo El Grito, Giulio Lanzafame, Leandre, C.ia foto di Pierangela Flisi

foto di Veronica Capozzoli

sto al MiBACT un progetto che le unisse e le ampliasse, venendo riconosciuti come Circuito Multidisciplinare Regionale. La multidisciplinarietà delle arti è uno degli obiettivi principali di C.L.A.P.Spettacolodalvivo, che propone spettacoli di teatro, danza e circo contemporaneo in forte dialogo con la musica dal vivo, il video e le arti visive, ed è stato il primo degli 11 circuiti regionali a presentare una programmazione anche di circo per il triennio 2015/2017. Il coinvolgimento diretto con le realtà locali (aziende di promozione turistica, musei, commercianti, artigiani, ecc.) rappresenta poi un tassello fondamentale del progetto. Il Circuito collabora inoltre con Assessorati alla Cultura, Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili di alcuni Comuni e con diverse Università, Conservatori e Accademie di Belle Arti. Propone laboratori di danzeducativa, teatro-danza e arti circensi, percorsi di educazione alla visione, inseriti nel piano dell’offerta formativa e curriculare presso le scuole di ogni ordine e grado delle città lombarde coinvolte nel progetto.

OnArts e naturalmente il Cirque Bidon, la cui tournee italiana della scorsa estate abbiamo organizzato nella sua tappa lombarda. Nel mondo della danza ho seguito e accompagnato tutto il cambiamento che è maturato negli anni ‘90 e che poi ha portato alla NID e ai riconoscimenti che la danza ha oggi. Vedo ora nel circo le stesse potenzialità e dinamiche che abbiamo vissuto allora con la danza, e spero che quello che è accaduto nella danza accada anche nel circo. Chiaramente c’è bisogno di tanto ascolto tra le varie figure del settore, e uno sforzo da parte delle compagnie verso modelli organizzativi più strutturati. Noi stessi, per sostenere un circuito regionale multidisciplinare abbiamo dovuto profondamente ristrutturaci, assumendo 10 persone e coinvolgendo stagisti e collaboratori. Un team con grande entusiasmo, dall’età media di 28 anni, con persone che hanno anche esperienza, formazione e sensibilità da artisti, un bagaglio che favorisce il lavoro su un progetto così impegnativo.

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rACColtA DAti Sulle nuoVe DeClinAzioni Del CirCo

CASA è un progetto EU prodotto da 5 organizzazioni: MiramirO (BE), CircusInfo Finlandia (FIN), Cirqueon (CZ), FiraTàrrega (ES) e Subtopia (S) e supportato dal programma europeo Creative Europe. CASA prevede workshop formativi, tour esplorativi e 5 pubblicazioni sulla diffusione del circo in ciascun paese membro del progetto, a testimonianza di un settore in continuo sviluppo e con la necessità di offrire strumenti di conoscenza e di promozione. 10 laboratori Comunicazione e Marketing, corsi di formazione di un giorno, guidati da esperti internazionali, con particolare attenzione a strategie e strumenti di comunicazione e di marketing, per migliorare le competenze professionali. Questi laboratori hanno coinvolto gratuitamente almeno 250 professionisti.

www.jugglingmagazine.it

www.progettoquintaparete.it La sua compilazione è aperta a tutti i soggetti che promuovono il circo, incoraggiandone la pratica e la visione; richiede solo 6 minuti del vostro tempo!

I dati forniti, nel rispetto della privacy, verranno aggregati e pubblicati sotto forma di statistiche di settore e resi disponibili a istituzioni, policy maker e player del settore. Vi ringraziamo per il contributo che potrete dare a questa iniziativa! foto di Hexagone © Raoul Lemercier

Progetto Quinta Parete è un'iniziativa dell'Ass. Giocolieri e Dintorni, supportato dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo.

Questa raccolta dati rientra nel programma di indagini e studi condotto dal progetto Quinta Parete nel corso del triennio 2015/2017 ed è promossa in collaborazione con Censimento Circo Italia per realizzare una mappatura del nuovo settore circense italiano e di coloro che contribuiscono al suo sviluppo su molteplici fronti.

CASA www.casa-circuits.eu 5 tour esplorativi Una serie di 7 giorni di viaggi in ciscuno dei paesi partner del progetto, per aprire nuovi orizzonti, opportunità di lavoro, nuove connessioni, approcci innovativi, nuove forme di sviluppo e di partecipazione del pubblico. Almeno 50 professionisti europei sono stati selezionati per beneficiare di questa opportunità.

5 Guide multimediali Ciascuna guida, distribuita in digitale in formato pdf è anche disponibile in un agile formato stampato di 32 pagine e formato A5 con punto metallico. La struttura dei contenuti è la stessa per ognuna delle guide: una breve storia dello sviluppo del circo contemporaneo nel proprio paese; un quadro delle relazioni e del supporto istituzionale al circo; una panoramica sui Festival e sui luoghi del circo; sulle compagnie e gli artisti del settore, sui programmi formativi, sulle residenze e i luoghi di creazione, sulle agenzie di advocacy; progetti di marketing e di audience development di successo. I paesi esplorati dalle guide sono Belgio, Finlandia, Spagna, Repubblica Ceca, Svezia e il materiale multimediale pubblicato, raccolto durante le attività del progetto, è disponibile sul sito web dedicato.


CirCoStrADA e il CirCo in CroAziA 17/19 NOVEMBRE, ZAGABRIA (CROAZIA)

www.circostrada.org

Il recente Meeting del network CircoStrada a Zagabria, organizzato in collaborazione con Mala Performerska Scena e in occasione della undicesima edizione del Festival Novog Cirkusa, ha fornito l’opportunità per visitare e conoscere più da

e in programmi che toccano la regione dei Balcani. A Zagabria abbiamo conosciuto ed incontrato progetti, organizzazioni e

FB Dziu Medika

Il centro culturale autonomo Medika esiste dal 2008. Nato come squat nella vecchia fabbrica di medicinali nel centro di Zagabria, è stato poi dato in concessione dalle autorità locali all' Autonomous Cultural Centre Attack che ha condiviso lo spazio con altre realtà artistiche e culturali della città. Oggi questo spazio ospita atelier d'arte, galleria, night club, studio cinematografico, studio di musica e, naturalmente, c'è un posto per il circo. Dziù Medika, o Spazio per le arti dello spettacolo, offre uno spazio teatrale e una sala per l'acrobatica. Tre/quattro organizzazioni circensi utilizzano stabilmente lo spazio, offrendo corsi di formazione, workshop, performance, cabaret e molti nuovi artisti del circo croato hanno mosso qui i loro primi passi prima di diventare artisti professionisti.

foto di Tena Bošnjaković

Dziù MeDiKA

vicino gli artisti e le organizzazioni da anni impegnate nello sviluppo del circo contemporaneo / teatro di strada in Croazia

CirKoBAlKAnA

www.cirkobalkana.org

Cirkobalkana è la piattaforma regionale del circo contemporaneo nei Balcani, fondata nel 2013 per favorire il networking tra le realtà della regione, organizzare percorsi di formazione per operatori e di creazione per giovani artisti. In mancanza di strutture di circo stabili sul territorio il progetto si è avvalso al suo avvio dell'aiuto di partner della Francia che hanno portato i loro tendoni da circo a Belgrado, Zagabria e Pola. Cirkobalkana è stato lanciato con un festival di sei settimane prodotto da tre organizzazioni circensi: Cirkusfera (Serbia), Cirkorama (Croazia) e Le Cirk'Oblique (Francia). Una settimana di spettacoli, formazione per rigger, workshop intensivi per giovani, adulti e ragazzi delle scuole, un palco aperto e la residenza per la creazione di uno spettacolo collettivo itinerante cabaret-Cirkobalkana. www.jugglingmagazine.it

artisti che animano da tempo la regione e che con Rjeka, European Capital of Culture 2020, avranno una nuova

CirKorAMA

www.cirkorama.org

Il colletivo di performer Cirkorama è stato fondato nel 2008, con l'obiettivo di promuovere l'arte circense attraverso la formazione, spettacoli, performance, azioni di strada ed eventi. I suoi fondatori erano parte del gruppo informale 'Crazy Mama New Lodge' nato all'interno dell'Autonomous Cultural Center Attack, ed è stato tra i primi gruppi a portare le arti circensi per le strade delle città croate. Cirkorama è impegnata nello sviluppo dei circo nella regione con progetti internazionali come Laboratory of Circus Art e Cirkobalkana, ed è partner nel programma Medika SubScena. Oltre a spettacoli di strada Cirkorama ha prodotto diversi spettacoli di circo, incluso 'Danse Macabre - an Attempt of a Vertical Return' e il recente 'Tortures', oltre a pubblicare il suo primo LP musicale, con la colonna sonora di 'Danse Macabre'. L’Istituto Francese per la Cultura, attraverso il suo programma Teatroskop ha riconosciuto il potenziale di questo progetto e ha fornito a Cirkobalkana la possibilità di un salto di qualità, producendo la creazione dello spettacolo collettivo "Oldness". Negli anni CirkusBalkana ha stretto collaborazioni con Čarobnjakov šešir (Pula, Croazia) e My! Laika Kunst Cirque (FR / IT) e dal 2015 ha dato inizio ad un progetto internazionale di cooperazione insieme a Cirkusfera (RS), Cirkorama (CRO), Fabrika Radosti (BIH) e la scuola di circo Turbul (FR). Con l'intenzione principale di sviluppare la pedagogia del nella regione e creare le basi per una scuola di circo, realizzando workshop, tavole rotonde, residenze, spettacoli, stage di pedagogia del circo, incluso due visite alla scuola di circo Turbull a Nimes (FR), cui hanno partecipato operatori provenienti da Croazia, Serbia, Bosnia e Erzegovina.

Un programma molto intenso che ha coinvolto le città di Belgrado e Zagabria, svoltosi simbolicamente in spazi culturali che stanno lottando per una loro autonomia. Sul fronte del supporto alla creazione artistica CirkoBalkana ha riunito nel 2013 gli artisti di Le Cirk 'obliqua, Cirkusfera e Cirkorama per il primo Cirkobalkana Cabaret, replicando la produzione negli anni successivi e circuitando lo spettacolo nelle città balcane con diversi artisti, ma sempre con lo stesso spirito. Un successo, sulla base del quale il programma Teatroskop ha deciso di supportare la creazione dello spettacolo "Oldness" e nel 2015 una performance all'avanguardia dal titolo RADO VAN, che ha unito gli artisti di My! Laika, Cirkorama, Cirkusfera, ispirandosi al lavoro e alla vita di Radovan Ivšić. Cirkobalcana sta raccogliendo ora fondi per l'acquisto di un tendone da circo dove ospitare e far crescere le tante attività del progetto.


opportunità promozionale. Questo l’elenco delle tante testimonianze lasciate al Meeting CircoStrada: Kresimir Fijacko – Teatar Puna Kuca / Triko Cirkus Teatar / juggling scene e Croatian Juggling Convention; Matija & Tatjana Vuletic – Cirkuska Udruga Razbibriga / Cu'Fus festi-

val e Croatian Hulahoop convention; Nikola Mijatovic – Laboratorij cirkuske umjetnosti / Cirkorama; Kristina Lisica & Tereza Kaurinovic – Circo Art, Zadar; Jana Milovanovic – Clowns with Borders, Croatian-Slovenian project; Nikolina Komljenovic – Ekscena art project; Lana Paic – Cie l’Estock Fish art project Presentiamo in queste pagine le schede di alcune delle realtà incontrate…

CuFuS

www.cufus.net

Attivo nella città di Samobor CUFUS è un’organizzazione che realizza eventi di circo e teatro di strada nelle vie, parchi e piazze di Samobor. Oltre agli spettacoli CUFUS offre laboratori per i bambini, concerti,installazioni e nel 2016 ha esplorarto le aree del circo con la sperimentazione di nuovi media (musica, danza contemporanea, mimo, teatro fisico, arte digitale) offrendo gratuitamente al pubblico una nuova esperienza.

niKolinA KoMlJenoVić www.nikolinanina.tk

Sono una danzatrice di contemporaneo, acrobata aerea e coreografa. Ho una vasta gamma di conoscenze e un grande interesse per la sperimentazione con diversi materiali. Il mio interesse è nell'esprimere attraverso il corpo dell'esistenza, l'apertura di spazi interni, il subconscio, le dinamiche interne, coniugate con la possibilità di incontro e condivisione con il pubblico. Lavoro sulle strutture che nascono dalla relazione, fuori della reciprocità, e costruisco lavori basati sulla trasmissione del peso, concettualmente e fisicamente. Negli ultimi anni sto inoltre sviluppando tecniche di acrobatica aerea utilizzando fasci di lenze di pesca, una mia invenzione.

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FeStiVAl noVoG CirKuSA 10/24 NOVEMBRE, ZAGABRIA (CROAZIA)

intervista ad ivan Kralj direttore di Mala Performerska Scena

foto di tea Gabud

ho cominciato a frequentare qualche corso di circo qui a Zagabria, e poi ad esibirmi con la giocoleria, il fuoco, il monociclo, il clown. Qui in Croazia molti si cimentavano in spettacoli dal vivo nei festival come nei centri commerciali, che in quegli anni spuntavano come funghi.

Lavoravo come giornalista, viaggiavo molto, cominciavo a visitare festival di circo all’estero, e a un certo punto pensai che fosse il momento di creare una connessione con questo movimento, perché qui in Croazia c’erano solo street show e busker. Tra di noi parla-

MiGuel GiGoSoS ronDA www.miguelgigososronda.com Sono cresciuto a Valladolid e quando ero studente mi piaceva nel tempo libero dedicarmi alla pittura, oppure andare sullo skate, che a 14 anni avevo scoperto essere la mia passione. Quella sensazione di rimanere concentrato su cosa facevo e imparavo, era un mix bilanciato di quello che volevo. Poi un giorno per strada ho visto esibirsi in strada un giocoliere. Era la prima volta che vedevo questo tipo di arte e negli anni successivi mi sarei accorto che poteva diventare una professione. Cominciai così a 18 anni ad allenarmi da autodidatta, per poi approfondire la tecnica ad un summer camp. Complice un ennesimo infortunio abbandonai lo skate e cominciai a dedicarmi esclusivamente alla giocoleria. Sono andato in fissa con i video su you tube e nella mia camera non facevo altro che giowww.jugglingmagazine.it

colare, oltre a studiare fisica all'Università! Dopo due anni avevo fatto tanti progressi, sentivo l'esigenza di andare altrove, di fare una scuola di circo, e con il programma Erasmus mi trasferii Toulouse, dove incontrai la scuola Le Lido. Non superai le audizioni e mi iscrissi invece alla scuola di circo di Lyon. Era il dicembre del 2009, avevo 21 anni, e avevo deciso che avrei fatto il giocoliere, nonostante la contrarietà dei miei genitori. Il mio cuore lo aveva capito subito, anche se avevo impiegato tre anni prima di farne una scelta di vita. Dopo un anno a Lyon superai con successo l'audizione a Le Lido e più avanti ho conosciuto Iris, del Cirque Plume, che ancora oggi mi guida in un percorso di formazione e creazione artistica. Il mio stile di giocoleria è particolare. Ho

foto di Mundhi-Ling Gunawan

Sono il direttore del Festival Novog Cirkusa e i miei primi ricordi del circo risalgono all’infanzia. Tra le tante figure della pista mi colpì il contorsionista che entrava nella cassa di vetro; le possibilità infinite del corpo umano mi hanno affascinato fin da piccolo, trasformandosi nell’adolescenza in passione per le performing art; così, oltre a frequentare lezioni di teatro mi divertivo allenandomi da solo con acrobatica e stretching. All’inizio degli anni ‘2000, a venti anni,

www.cirkus.hr

vamo molto di far partire una convention di giocoleria, ma non si andava oltre il parlarne. Io, che avevo capacità ed esperienze organizzative, decisi di investire i miei risparmi per produrre un festival di circo e sfruttare i contatti di giornalista affinché i media prestassero attenzione a questo fenomeno artistico. Il circo non era ancora considerato un’arte qui da noi, e agli inizi il mondo del

cominciato a giocolare come un nerd, riproducendo tutto quello che trovavo. Ma col tempo volevo anche io trovare un mio stile bello e particolare, ed essendo abbastanza creativo ho cominciato ad inventare nuovi trick. Ero bravo ad inventare cose nuove,


teatro non voleva collaborare, al punto che già alla seconda edizione due teatri con cui avevamo un accordo per l’utilizzo delle strutture ci negarono l’ingresso con giustificazioni davvero inconsistenti. Fummo costretti a organizzare il festival in una ex-fabbrica, allestendo tutto ex novo. Questo generò uno scandalo che montò anche sulla stampa, giocando a nostro favore, perchè il Mini-

stro della Cultura decise di venire al festival a vedere cosa mai stesse causando quel subbuglio, e da quel momento cominciarono a sostenerci. Col tempo il festival acquistò popolarità, un maggiore riconoscimento delle istituzioni e diventò un evento culturale che non poteva essere ignorato, attraendo la critica teatrale e persone di cultura, grazie anche ad una programmazione che non ha mai fatto compro-

ma non abbastanza elegante da porle in un modo fluido. Poi ho capito che quello era il mio stile, che dovevo accettarlo e svilupparlo. Così mi sono liberato da tutte quelle frustrazioni e ho dato via alla mia ricerca personale, facendo quello che mi piaceva, nel modo in cui mi veniva meglio. Ho scelto le palline, dopo in primo periodo con i cigar box, perchè mi sento davvero bene con questi oggetti, mi piace l'essenzia-

messi col botteghino. Qui al Festival Novog Cirkusa abbiamo sempre programmato spettacoli originali, di ricerca. Sperimentiamo molto e da questo festival sono passati alcuni spettacoli che poi hanno avuto successo anche in Europa. Gli esiti artistici delle compagnie dell’Europa dell’est, soprattutto di soggetti che non hanno avuto una formazione in scuole di circo, possono essere anche molto originali, e sempre di più i programmatori europei

le, e le palline per me sono l'essenziale nella giocoleria, inoltre sono più pratiche da portare nello zaino delle clave!! Nella mia vita sono stato influenzato da Rodney Mullen, uno skater che ha rivoluzionato lo stile sullo skate, dal primo giocoliere che vidi per strada, e poi da Loïc Faure, da cui ho capito quanto è importante quello che riesci a esprimere col corpo e non solo con le palline; poi Dulce Duca, oppure Wes Peden per il suo genio creativo, naturalmente Iris, per come riesce a tirami fuori le cose.

guardano con attenzione a queste produzioni. Negli anni abbiamo costruito una nostra reputazione che ci permette anche di osare, come proporre uno spettacolo sui side show e freak show, oppure progetti di fetish art. Ogni anno il festival ha un focus su un soggetto differente: aree geografiche, la nuova magia, le donne al circo, le identità artistiche. Insieme agli spettacoli programmiamo sempre momenti di confronto sui temi scelti, attraverso conferenze e dibattiti, i cui contenuti pubblichiamo e facciamo vivere oltre il festival. Il festival è diventato ora biennale, e questa prima edizione del nuovo corso ha offerto una programmazione più corposa, con 12 spettacoli, ad un pubblico con un certo bagaglio culturale, con un’educazione formale, che hanno il scelto il circo come genere. Mala Performeska Scena, l’organizzazione che dirigo e che gestisce il festival, è impegnata a tutto tondo nella divulgazione delle arti circensi. Organizziamo corsi, iniziative nel sociale, cicli di film sul circo, e abbiamo creato un circus information centre che ha pubblicato libri, un sito web e newsletter online mensili per tutti gli appassionati.

“Mobius” è il mio primo “solo” show, coprodotto dal Festival Novog Cirkusa, e prende spunto dal nastro di Mobius, proponendolo come metafora della vita. Nello spettacolo porto me stesso e racconto attraverso la giocoleria le cose che mi piace fare, come dipingere, andare in skate, vedere gli amici e la famiglia, cucinare. È un lavoro molto impegnativo trovare quali sono le cose che ti piacciono e come raccontare questa storia usando solo le palline e senza parola. Lavoro molto non solo sugli oggetti, ma su tutto il movimento del corpo e mi piace portare sul palco sempre delle emozioni.

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foto di Andrea Vanni

di Daniele Giangreco

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25 agosto Porto Palo di Capopassero, splendida spiaggia siciliana, nel mio lettino sotto l’ombrellone, circondato da arancini e birra ghiacciata sfoglio un quotidiano. Leggo dei morti e della distruzione del terremoto che ha colpito Amatrice, Accumuli e parte del centro Italia. Sono Umbro e conosco il terremoto. Subito partono degli scambi whatsapp con gli altri del direttivo Altrocirco. Bisogna fare qualcosa anche noi. Laboratori, animazioni, cabaret sul posto… No, i soccorritori giustamente non vogliono intralci, ci sono già troppi problemi. Servono soldi. Facciamo una campagna di sostegno. Non basta. Facciamo un cabaret e l’incasso lo devolviamo? Uno solo per calmare i sensi di colpa.. No per noi conta la durata nel tempo di un progetto. Allora pensiamo allo sciame sismico che si protrae nel tempo e che colpisce varie zone. Anche noi vogliamo fare lo stesso; creare uno sciame di eventi che si protragga nel

La Magnitudo è l’energia rilasciata dai terremoti. “MAGNITUDO CIRCO” è l’energia rilasciata dal mondo del circo sociale per contribuire alla ricostruzione dei danni provocati dal sisma che ha colpito il centro Italia questa estate

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tempo e che colpisca diverse città. Facciamo appello a tutte le associazioni che aderiscono ai progetti di Giocolieri&Dintorni “Altrocirco” e “Circosfera” . Ci vuole un nome. Magnitudo.. è l’energia rilasciata dai terremoti. Si “Magnitudo Circo” sarà l’energia rilasciata dal circo sociale per contribuire alla ricostruzione. Quando arriveranno i soldi a chi li daremo? Non è facile, in Italia si ha sempre paura che qualcuno “ce magna”. Sesa da brava umbra trova un interlocutore, le Brigate della Solidarietà Attiva. Agiscono dal basso, si occupano di zone più nascoste, nel loro sito hanno un bilancio trasparente e soprattutto ci sembrano dotati di grande umanità. Li conosciamo, sono pronti ad accogliere il nostro contributo. Si parte, il primo cabaret lo organizza Altrocirco. all’inter-

no del Meeting degli Operatori di Circo a Pontedera (Pi). Tommaso e Luca sistemano il comunicato stampa, preparano loghi e cartoline da pubblicare. Dopo il primo cabaret Edoardo inserisce un “Magnitudo” dentro il festival Young station di Prato. Il 28 ottobre è la volta di Vicenza, organizzano Pippi e Nico di “Circo In Valigia”. IL 25 novembre è Spazio

Bizzarro nel comune di Casatenovo (LC) e poi il 27 novembre Margherita con l’associazione “Badabam” a S.Rocco a Pilli (SI); il 17 dicembre Merano (BZ) con associazione “Animativa”, il 18 dicembre sarà Leo con “BigUp” a Roma; in preparazione il 22 gennaio “CircoOpificio” Palermo e Firenze con “Vola Tutto” ed il 4 marzo ad Ancona ci penserà Valeria con “Visionaria”, sempre ad Ancona si sta organizzando scuola di circo “Revolè” e CircOplà di Serra dei Conti (AN). Intanto altre città, altre associazioni ci chiedono informazioni: Perugia, Torino, Foligno. La prima fase è partita, alcuni


Hanno provocato 300 morti, circa 40.000 sfollati, crolli in oltre 100 comuni, di cui alcuni completamente rasi al suolo. Norcia, Castelluccio, Arquata e Pescara del Tronto, Accumuli, Amatrice, sono solo alcuni dei borghi che rendono meraviglioso il nostro territo-

foto di Daniele Gorelli

soldi sono stati raccolti, donati e pubblicati in un registro delle entrate che si trova sul sito di Altrocirco. In una seconda fase, quando l’emergenza si sarà calmata, cercheremo di organizzarci per andare sui luoghi colpiti con i nostri cabaret, i nostri laboratori, le nostre animazioni. Le Brigate della Solidarietà stanno costruendo un centro

ricreativo ad Amatrice (anche con i nostri contributi) nel quale vorremmo portare la nostra esperienza. Tra il 24 agosto ed oggi (1511-2016 n.d.r.) sono state registrate 22.000 scosse di cui 290 tra magnitudo 3 e 4, 20 scosse tra 4 e 5, poi 5 scosse con una magnitudo tra il 5 e il 6.5.

rio e che oggi non ci sono più. Il terremoto è passato nel loro paese ed ha fatto tanti danni… Sesa ci racconta che a Foligno fino a pochi giorni fa la gente era nelle strade, aveva paura di stare in casa. Erano terrorizzati. In molti hanno dormito in macchina. Chi conosce il terremoto del 1997 si ricorda che

durò un anno. Un anno dove ad ogni boato pensi che qualcosa già danneggiato crollerà. Poi la vita nelle tende, nelle casette di legno, nei container. Ci vuole molto tempo prima che ritorni la normalità. La gente è nelle strade ed usa le app del telefono per comprendere la magnitudo dell’ultima scossa o capire dove è stato l’epicentro. La gente nelle strade non vuole star sola, tutti si parlano, la comunità si stringe insieme e come una volta la piazza torna ad essere luogo di scambio. Il terremoto con il suo terrore ha ridato alla strada quella umanità ormai persa nell’individualismo. A Norcia la temperatura è sotto lo zero. Hanno smantellato il campo tenda ed hanno chiesto agli abitanti di trasferirsi in delle strutture alberghiere al lago Trasimeno, un’ora e mezzo dal loro paese. Si sono ribellati, hanno fatto ripristinare il campo tenda. Non vogliono lasciare la loro terra, i loro animali, la loro cultura. Si ribellano per rimanere nella loro terra, al freddo senza paura di morire. Il loro orgoglio, la loro forza d’animo è commovente e rappresenta tutta la bellezza dell’uomo di montagna. In Umbria, Marche, Abruzzo e nel Lazio, In molti hanno riaperto gli occhi ed hanno trovato tutto distrutto. Distrutte le

loro radici… Ma in molti, riaprendo gli occhi hanno anche trovato uomini e donne che non conoscevano, scavare nelle macerie delle loro case, portare loro dei vestiti e del cibo, salvare i loro cari rischiando la propria vita. Forse in queste persone troveranno una speranza… Magnitudo Circo vorrebbe contribuire a questa speranza. Se anche tu vuoi contribuire come artista od organizzazione non esitare a contattarci.

altrocirco@gmail.com

REGISTRO NAZIONALE PROGETTI DI CIRCO SOCIALE Il Registro nasce con l’intento di fornire informazioni sul lavoro delle associazioni, promuovere e facilitare le collaborazioni, gettare le premesse per un riconoscimento del settore e la creazione di un network nazionale. Le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.jugglingmagazine.it

Piemonte Fondazione Uniti per Crescere Insieme Via Pacchiotti 79, 10146 Torino Sara Sibona 011 19836531www.unitipercrescereinsieme.it

Lombardia

Friuli Venezia Giulia Veneto Emilia Romagna Toscana Lazio Campania Puglia

Fuma che n’duma via XX Settembre 30, 10022 Carmagnola (TO) Giuseppe Porcu 333 2742858 www.bimbocirco.wordpress.com Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Teatrazione via Rismondo 39/f, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Bruna Ventura 349 1470123 www.giocolarte.wordpress.com Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.campacavallo.com Quattrox4 via Privata Pericle 16, 20126 Milano Elisa Angioni 348 2269315 quattrox4.com Spazio Bizzarro via del Portone 6, 23887 Olgiate Molgora (LC) Nicola Bruni 333 1903879 www.spaziobizzarro.com Circo all’inCirca via Piemonte 84/8, località Padernò, Udine Davide Perissutti 340 6052371 www.circoallincirca.it Ancis Aureliano Onlus via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) www.dottorclownitalia.org Circo in Valigia via Panzotti 6, 36040 Salcedo (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 349 1632427 www.circoinvaligia.it Ludica Circo viale Verona 107, 37100 Fumane (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 www.hermete.it Circostrass via Gilioli 48, 41012 Carpi (Modena) Cosetta Bottoni 347 1718894 www.circostrass.it Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino Samuele Mariotti 333 4022331 www.circoliberatutti.it Circo Tascabile via Filicaia 2, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 www.circotascabile.com Inerzia via Francesco Grimaldi 127, 00146 Roma Leonardo Varriale 347 6531329 www.inerzia.org Circo Corsaro via Dietro la Vigna 14, 80145 Scampia (NA) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 FB Scuola di Circo Corsaro Social Circus Quartiere Leuca, Lecce Dario Cadei 335 5407829 FB Social Circus Quartiere Leuca Un Clown per Amico/Circo Botero st. Modugno Carbonaro 4/8, 70123 Bari Michele Diana 348 0535875 www.unclownperamico.com

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ConFeSSioni Di un inSeGnAnte Di CirCo di Steven Desanghere

foto di Maurizio Villasco

Alla PEYC juggling masterclass a Torino intervistiamo Steven Desanghere, formatore, studioso e facilitatore esperto in modelli di apprendimento, gestione delle dinamiche e dei conflitti di gruppo, applicate alla pedagogia del circo.

Tutto il vuoto emotivo che sentivo era stato colmato dalla giocoleria. La noia era scomparsa. Nelle settimane successive ho continuato ad allenarmi e ho imparato altri pattern, e dopo poche settimane ho inserito anche la quarta pallina. Con la giocoleria ho avuto modo di conoscere in breve tempo nuovi amici più esperti che mi hanno portato a CircusPlaneet, nuovo spazio circo inaugurato a Ghent. Questo luogo divenne immediatamente la mia nuova casa. Praticavo giocoleria tre sere a settimana e ho potuto conoscere tante nuove persone che proprio come me avevano scoperto nella giocoleria e in altre abilità circensi un grande strumento per il relax e la comunicazione, una scusa per avvicinarsi a persone altrimenti socialmente insicure. Abbiamo continuamente condiviso trick ed è stato per lo più ‘educazione tra pari’, senza insegnanti di giocoleria in “cattedra”. Stavo apprendendo delle skill senza avvertirlo come un dovere sociale, ma per la gioia di farlo.

Quando ero un ragazzino, mio padre mi ha insegnato a camminare sulle mani. Mi è costata tanta fatica, ma a 14 anni riuscivo a stare su per diversi minuti di fila, ed era bello mettersi in mostra con gli amici. Negli anni ‘80 non c’erano scuole di circo nelle Fiandre, e certamente non nella regione in cui sono cresciuto. Ho visto questa abilità appena acquisita come una sorta di regalo o talento, ma non ha fatto alcuna connessione con altri potenziali. Ero un bravo studente a scuola, imparavo quello che i miei insegnanti mi chiedevano di imparare, anche se le materie non mi entusiasmavano. I miei genitori, entrambi cresciuti in una fattoria, avevano deciso di non continuare l’attività agricola per offrire ai propri figli mobilità sociale e una vita meno dura. Investire nella nostra formazione sembrava il modo migliore per raggiungere questo obiettivo e apprendere era diventato un dovere per me. In quegli anni due miei amici avevano imparato a far girare tre palline, ma io non mi ci ero cimentato. “Non ho talento per questo” mi ero detto, e in fondo mi sembrava un’abilità ‘inutile’. All’Università, ho continuato a imparare le cose che i miei professori insegnavano. Inoltre leggevo molto. Ma non percepivo queste letture nel tempo libero come una forma di apprendimento. Sono cresciuto www.jugglingmagazine.it

con l’idea che lo status sociale si conquistasse con le cose che ti permettono di guadagnare buoni voti a scuola. Non bastava “sapere”, per non parlare del “saper fare”. Apprendere richiedeva successo, evitando più possibile il fallimento. Eppure la noia nell’apprendimento era una sensazione standard per me in quegli anni di istruzione formale. Dopo l’università ho fatto tutti i tipi di lavori saltuari, nutrendo diffidenza verso i tradizionali posti di lavoro da colletti bianchi cui avevo accesso con la mia laurea. Ho lavorato duro per anni, senza farmi mancare grandi party, e con un atteggiamento del tutto nichilistica per la vita. Ero “finalmente libero”, dopo più di venti anni di educazione formale, e non sapevo cosa fare di quella libertà. Avevo fatto tutti i miei “compiti”, avevo il mio titolo, ma non mi sentivo soddisfatto. Cosa fare? Poi una sera, quando avevo 29 anni, ho conosciuto una persona, e dopo qualche ora ha voluto insegnarmi come giocolare. Ci ho provato, perché questa persona e la fiducia che mi accordava mi piacevano. Ha mostrato tanta pazienza e gioia con me, in una calda notte all’aperto a Ghent, e dopo un paio di giorni ero riuscito a destreggiarmi abbastanza bene con la cascata a tre palle. Sembrava magia per me!

Imparare a giocolare ha trasformato tutta la mia vita. La mia capacità di relazionarmi erano migliorate, mi sentivo emotivamente più stabile, ho iniziato a vivere più sano, l’immagine che avevo di me stesso era drasticamente cambiata, e cominciavo anche a guadagnare qualcosa con i primi lavori. Inoltre imparare a giocolare mi ha dato la convinzione che potessi imparare tutto quello che volevo, che potevo eccellere in tante cose se mi ci fossi dedicato con energia e costanza. Aveva anche cambiato il mio punto di vista politico: ora sapevo che “un altro mondo è possibile”.


www.peyc.eu Come posso creare uno “spazio di apprendimento sicuro”, un luogo in cui nessuno si senta escluso o lasciato indietro, e dove l’apprendimento è ottimale? Alla ricerca di risposte, ho incontrato autori e teorie molto interessanti su apprendimento, conflitti e dinamiche di gruppo. La maggior parte di questa letteratura non viene dal mondo del circo, ma può sicuramente essere applicato ad esso.

Presto scoprii che mostrare i trick che apprendevo non era così eccitante per me quanto insegnare quei trick. Soprattutto alle persone che, proprio come me una volta, erano del tutto ignari del loro potenziale di apprendimento. Tutti gli insegnanti di arti circensi conoscono l’energia che si libera quando qualcuno apprende qualcosa di nuovo che pensava di non poter mai apprendere. Anche solo mettendosi in gioco su un solo trick aprendo tutti i sensi, e liberando il corpo da vincoli sociali, semplicemente esplorando giocosamente - è un’attività così liberatoria, un’esperienza bellissima di cui essere testimoni. La maggior parte delle persone che incontro in circostanze “normali” non si muovono in modo giocoso, e tendono a nascondere le loro emozioni nel profondo del loro corpo. Negli spazi aperti del circo si respira invece una tale gioia di condivisione, un clima di cameratismo, la libertà di ‘essere se stessi’, che raramente sperimento in altri ambienti.

Negli ultimi dieci anni ho investito molto tempo ed energie nella creazione di ogni tipo di progetti di circo “sociale”, con persone che vivono più ai “margini” della società fiamminga: persone in prigione o in manicomio, ragazzi con diversabilità fisiche, giovani con problemi comportamentali o di apprendimento, etc. Grazie alla mia esperienza sulle dinamiche di apprendimento mi concentro molto sui benefici (per lo più nascosti) dell’imparare a giocolare, camminare sul filo, fare una piramide, etc. Sono convinto di aver fatto sentire più vive tante persone nei miei progetti di circo, liberandoli temporaneamente del loro dolore e delle preoccupazioni. Il circo sociale, e il circo in generale, possono produrre risultati sorprendenti e motivare una grande varietà di persone. Nel mio lavoro intenso ho affrontato molte sfide, tra le quali: a) Come posso superare la resistenza ad apprendere nuove cose, che la maggior parte di noi possiede? b)

Negli ultimi anni ho viaggiato molto nelle Fiandre e in Europa per insegnare alcune di queste intuizioni attraverso l’apprendimento esperienziale e la condivisione delle conoscenze. Sono convinto che tanti insegnanti di circo siano veri e propri “maestri”, con molta più esperienza e propensione naturale di me. Allo stesso tempo la maggior parte di loro non ha un background pratico-teorico che gli permetta di condividere le loro competenze educative con altri colleghi. Attraverso l’uso di alcuni modelli di apprendimento di base è più facile condividere le nostre esperienze, porre domande profonde e cercare ulteriori arricchimento personale come insegnante. Per questo nei miei corsi cerchiamo di validare le proprie esperienze attraverso la discussione di alcuni modelli di insegnamento, di conflitto e dinamiche di gruppo. Utilizziamo la piramied delle necessità di Maslow, il modello del Flow, gli insegnamenti di Vygotski, i modelli di conflitto di Mindell, e molti altri, ma sempre con un link alle nostre esperienze quotidiane. Perché, ancora una volta, io sono solo un educatore, ma i partecipanti dei miei corsi sono i veri esperti. Io semplicemente li aiuto a scambiarsi le loro capacità ed esperienze, a crescere in una modalità di apprendimento ottimale.

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MeetinG CirCoSFerA

di Stefano Bertelli direttore progetto CircoSfera

foto di Andrea Vanni

Fin dalla sua costituzione nel 2002 Giocolieri e Dintorni ha individuato, come piano strategico per lo sviluppo della pedagogia del circo in Italia, la programmazione di percorsi formativi per gli operatori e la costituzione di un network italiano delle scuole di circo educativo. Con gli anni questo percorso, insieme al movimento che promuoveva, è cresciuto così tanto da richiedere la costituzione di un progetto specifico che se ne occupasse con continuità. Nasce così fra le pieghe di Giocolieri e Dintorni il progetto CircoSfera, un programma ambizioso che ha come scopo, oltre alla diffusione, l’innovazione e lo sviluppo del circo educativo in Italia, anche l’attivazione di collaborazioni, partenariati e scambi con le altre realtà europee che si occupano di circo educativo. CircoSfera, generosamente concretizzato da un manipolo di operatori con grande volontà e determinazione, da quest’anno finalmente si dota di un team concepito per curare i molteplici aspetti del progetto: formazione, comunicazione, networking, rapporti con l’estero, riconoscimento professionale e ricerca. Dall’esigenza di creare un momento di confronto ampio su tutti questi aspetti, nasce già nel 2002 a Cecchina, in un piccolo borgo dei castelli romani, il Meeting Nazionale degli Operatori di Circo, che

vedeva riuniti per quella prima edizione quindici operatori di circo. Da allora il “Meeting”, giunto alla sua XV edizione, ha costituito l’incontro di riferimento su scala nazionale per un movimento che oggi conta nella nostra penisola più di 70 scuole di circo, alimentate da un comparto di circa 400 operatori di circo educativo e circo sociale. Il “Meeting”, evento unico nel suo genere, offre agli operatori del settore cinque intense giornate di confronto/discussione, formazione, contaminazione e ricerca. Negli anni, per accogliere le esigenze di un settore in pieno sviluppo, ha cambiato forma e location, mantenendo però intatta quella sostanza di cui sono fatti i sogni di coloro che credono nel circo come strumento di crescita, missione, come speranza e alternativa.

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Il successo della formula “Meeting” è dovuto, oltre naturalmente all’entusiasmo e alla partecipazione degli operatori, a uno stretto partenariato triangolare composto da Giocolieri e Dintorni / progetto CircoSfera, un’associazione / scuola di circo locale, l’Amministrazione Locale. Queste tre realtà collaborano insieme per assicurare continuità e qualità al Meeting, per offrire un setting e una programmazione ottimale agli operatori che vi partecipano. Grazie ad attività laboratoriali

all’interno delle scuole pubbliche, incontri con docenti, conferenze e spettacoli serali, il “Meeting” stimola inoltre attività continuative di circo nel medio e lungo termine sul territorio che lo ospita. Far comprendere alle Istituzioni di ogni genere e grado la qualità del nostro fare non sempre è stato facile. Per fortuna la perseveranza non manca nel nostro mondo. Ma continuare a organizzare il “Meeting” su base annuale, con puntuali ritardi nella ratifica degli accordi di partenariato, che ne hanno spesso messo in forse la sua realizzazione, non è più concepibile. All’alba della sua XVI edizione il “Meeting” ha la necessità di acquistare un respiro più ampio, sia in termini di programmazione sia in termini di sostenibilità. Per questa ragione il team CircoSfera ha deciso di lanciare una call, pubblicata online su www.circosfera.it, per l’interesse e il supporto del “Meeting” su base triennale da parte delle associazioni / scuole di circo e amministrazioni locali interessate a ospitarlo e farlo crescere. Anno 2017, sedicesima edizione, il popolo del circo è chiamato a prendersi cura di questo viaggiare: il “Meeting” cerca in questo inverno una casa che lo possa ospitare il prossimo settembre e per tutto il triennio 2017/2019. Se interessati contattateci a circosfera.it@gmail.com


REGISTRO NAZIONALE CORSI/SCUOLE DI CIRCO EDUCATIVO Il Registro nasce con l’intento di fornire informazioni sul lavoro delle scuole, promuovere e facilitare le collaborazioni, gettare le premesse per un riconoscimento del settore e la creazione di un network nazionale. Le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.circosfera.it

Piemonte Arcobaleno via delle Fontane 60, 13011 Borgosesia (VC) Ilaria Sitzia 348 8123417 www.sportarcobaleno.it

Lombardia

Trentino Alto Adige

Friuli Venenzia Giulia Veneto

Liguria

Emilia Romagna

Toscana

Marche Abruzzo Umbria Lazio

Basilicata Puglia Sicilia Sardegna

Chapitombolo via Baldichieri 18, 14013 Monale (AT) Olivia Ferraris 339 7740738 www.chapitombolo.it Circo Clap via Don Giovanni Minzoni 17, 28041 Arona (NO) Laura Cantù 328 8891533 www.circoclap.it Dimidimitri via Sforzesca 2, 28100 Novara Marco Migliavacca 333 1866430 www.dimidimitri.com Flic Scuola di Circo via Magenta 11, 10128 Torino Dario Sant’Unione 339 8394275 www.flicscuolacirco.it Fuma che n’duma via dei Salici 16, 12035 Racconigi (CN) Giuseppe Porcu 333 2742858 bimbocirco.wordpress.com Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Macramè Strada dei Sent 16, 12084 Mondovì (CN) Marco Donda 347 8251804 www.scuoledicircomacrame.blogspot.it Sportica via Cattaneo 41, 10064 Pinerolo (TO) Paola Martina 340 4644248 www.sportica.it Squilibria via G. di Barolo 5, 10124 Torino Francesca Casaccia 334 3012576 www.squilibria.it Teatrazione via Artom, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com UP Str. Salimau 1/E int. 1 12060 Pocapaglia (CN) Maria Grazia Ielapi 339 7532815 www.upscuoladicirco.com Vertigimn via Mottalciata 7, 10154 Torino Fabrizio Fanizzi 338 4189800 www.vertigimn.com Ambaradan viale Lombardia 53, 24020 Torre Boldone (BG) Lorenzo Baronchelli 339 5695570 www.ambaradan.org Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.campacavallo.com Giocolarte via Acerbi 33, 27100 Pavia Marco Lam 393 8392809 giocolarte.wordpress.com Hops via Lanzi 51, 20872 Cornate (MB) Sara Papadato 348 0069417 hops.asd@gmail.com Kabum via Guicciardini 114, 20100 Varese Alessandra Pessina 349 4568018 www.spaziokabum.it Piccola Scuola di Circo via Messina 48, 20154 Milano Camilla Peluso 0234690170 www.piccolascuoladicirco.it Quattrox4 via Privata Pericle 16, 20126 Milano Elisa Angioni 346 0026972 www.quattrox4.com SBOCC via V. Veneto 1, 21010 Cardano al Campo (VA) Luana Facchetti 347 2785195 www.sbocc.it Spaziocirco via Carrobbio 6, 20093 Cologno Monzese (MI) Sonia Belotti 338 7813115 www.spaziocirco.it Spazio Circo Bergamo via Gaetano Scirea 11, 24060 Telgate (BG) Manlio Casali 393 0082506 www.spaziocircobergamo.it Teatro Circo Puzzle Str. Padana Superiore 28, 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) Silvia Vetralla 348 7461009 www.teatrocircopuzzle.com Animativa via Max Valier 11, 39011 Lana (BZ) Reinhard Demetz 0473 239564 www.animativa.org Arteviva via Bari 73/5, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 cooperativa.arteviva@gmail.com Bolla di Sapone via S. Antonio 20, 38100 Trento Tommaso Brunelli 348 8852925 www.bolladisaponetrento.it Circomix via Tulpe 1C, 39030 Vandoies (BZ) Sigrid Federspiel 0472 869479 www.circomix.it Circo all’inCirca via Piemonte 84/8, 33100 Padernò (UD) Davide Perissutti 340 6052371 www.circoallincirca.it Skiribiz via Marinelli 6, 33033 Codroipo (UD) Marco Grillo 340 8304849 www.skiribiz.com Ancis Aureliano via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) Giovanni Evaristo Arnaldi 347 2261288 www.dottorclownitalia.org Barbamoccolo via delle Motte 12/c2, 30020 Martellago (VE) Manuela Polacco 3394652122 www.barbamoccolo.it Circo in Valigia via Panzotti 6, 36040 Salcedo (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 349 1632427 www.circoinvaligia.it Ludica Circo Loc. Corbellara, 37020 Marano di Valpolicella (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 www.ludicacirco.com A testa in giù Progetto circo via Ada Negri 9/A, 19126 La Spezia (SP) Chiara Martini 339 5772543 www.atestaingiu.it/progetto-teatro/progetto-circo Circo Mirtilla strada Ronchi Brighei 1/c, 18100 Imperia Nadir Spagnolo 329 2950023 www.2clown.com Facciamo Circo via Segalara 5, 19038 Sarzana (SP) Alina Lombardo 339 5878441 www.facciamocirco.it sYnergiKa piazza Palermo 12, 16129 Genova Annalisa Alcinesio 338 1172011 www.synergikaasd.com A testa in giù Compagnia Via Tolara di Sopra 90 40064 Ozzano dell’Emilia (BO) Nando e Maila 328 6493203 www.nandoemaila.it Body Studio via Paradisi 7a, 42100 Reggio Emilia Susi Alberini 338 1397924 www.bodystudio1.com Circolarmente via Mantova 4/b, 43100 Parma Albert Horvath 347 3131604 www.circolarmente.it LIV Scuola di Circo & Teatro per Bambini via R. Sanzio 6, 40133 Bologna Nicola Pianzola 051 9911785 www.liv-bo.com/scuola-di-circo-per-bambini Microcirco viale Colombo 18, 47042 Cesenatico (FC) Carla Acquarone 337 266505 www.microcirco.it Antitesi Scuola di Circo via Guidiccioni 6b, 56017 San Giuliano (PI) Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Badabam via Montarioso 9, 53100 Siena Margherita Gamberini 347 7856564 www.badabam.it Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino (FI) Samuele Mariotti 333 4022331 www.circoliberatutti.it Circo Libre via Sambre 32, 50014 Fiesole (FI) Raffaella Fileni 388 7439717 www.circolibre.it 100% Circo Casa la Marga 69, 52010 Subbiano (AR) Simona Serafini 339 3840294 centopercentocirco.wordpress.com Circo Tascabile P.zza Cairoli 4/c 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 www.circotascabile.com En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 www.enpiste.it La Casella strada Valacchio Casella 30, 53018 Sovicille (SI) Margherita Gamberini 347 7856564 www.lacasellacavalgiocare.it Le Cavallette via Fortunato Garzelli 11, 57128 Livorno Silvia Poggianti 347 5138729 www.lecavallette.com Mantica Scuola di Circo via del Terminillo 20, 58100 Grosseto Ilaria Signori 328 9089250 www.compagniamantica.it Saltimbanco Scuola arte del cirko via degli Acquaioli 60, 57121 Livorno Enrico Pellegrini 329 9523295 www.saltimbancoscuolacirko.it Circoplà piazza Nenni 8, 60030 Serra de Conti (AN) Elisa Mencarelli 338 1545063 www.circopla.it Pindarica via A. Moro 20, 60044 Fabriano (AN) Ambra Martelli 329 5477125 FB Pindarica Danza Aerea Visionaria via Maestri del Lavoro, Teatro Panettone, Ancona Valeria Mastropasqua 338 7587532 www.visionaria.org Il Circo della Luna via D’Aurelio, 66020 San Giovanni Teatino (CH) Valentina Caiano 347 0082304 FB Circo Della Luna Circo Instabile via Birago 4, 06124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 www.circoinstabile.it Sul Filo e Dintorni Località Padella 37, 05018 Orvieto Soledad Prieto 389 4318892 www.lastronauta.com Bigup Scuola di Circo piazza Lodi 10, 00182 Roma Leonardo Varriale 347 6531329 www.bigupcirco.it Catapulta Teatro Circo via Terme di Traiano 38, 00053 Civitavecchia (RM) Novella Morellini 333 2004091 FB Catapulta Teatro Circo SIACC via Giorgio Perlasca 71, 00155 Roma Paolo Pristipino 06 21808595 www.scuolanazionaledicirco.com Vola Voilà via Senofane 157, 00124 Roma Anna Paola Lorenzi 342 5451353 www.volavoila.it Il Girotondo Recinto Cappuccini 6, 75100 Matera Nicola Scoditti 339 2464721 www.scuoladicircoilgirotondo.it Circo Laboratorio Nomade via Serracavallo snc 74012 Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 FB Circo LaboratorioNomade Un Clown per Amico / Circo Botero strada Modugno Carbonaro 4/8, 70123 Bari Michele Diana 348 0535875 www.unclownperamico.com Circ’Opificio via Lanza di Scalea 960, 90100 Palermo Marika Riggio 340 3928905 www.circopificio.it Il Giglio c/da Baronia Capo Milazzo, 98057 Milazzo (ME) Alfredo D’Asdia 090 9281313 www.ilgiglio.org Edu Clown via Alghero 84, 07100 Sassari Daniele Zucca 320 0262024 asso.educlown@gmail.com j u g g l i n g m a g a z i n e numero7 3 d i c e m b r e 2 0 1 6


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Juggling Magazine #73, december 2016  

italian quarterly pubblication dealing with contemporary circus

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