Velocità 2.0 N°7 DICEMBRE

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ANNO 1 NUMERO 7 DICEMBRE 2017 COPIA GRATUITA

ALLACCIATE LE CINTURE.

AUDI RS4 EICMA MIURA SBK FABIO GRANDI WWW.VELOCITADUEPUNTOZERO.COM


Sommario

4 Nuova Audi RS4

18

12 Eicma

Miura

30 Autofficine 2.0

24 Wall Dream 28

Fabio Grandi SBK a modo mio


REDAZIONE Riccardo Giorgi Valentina Roma Fabio Grandi Riccardo Grandi Mauro Stanzani Fabrizio Carrubba www.velocitaduepuntozero.com


THE ZEN WAY: MORE FROM LESS Nuova Audi RS4 Avant

0 -100 KM/H: 4,1 S +170 CV -80 KG


Foto: AUDI PRESS Testo e grafica: RICCARDO GIORGI

C

è sempre un’ elettricità nell’aria quando si accendono i riflettori sul salone di Francoforte. Le case automobilistiche sono pronte a rivelare le loro ultime creazioni: Bmw, Audi e Mercedes sono costantemente in gara per stabilire quale sia l’auto con la a maiuscola. Audi è pronta a stupire di nuovo con la sua RS4 Avant. La casa dei quattro anelli ha messo come priorità non solo la potenza ma anche la leggerezza. La station wagon sportiva basata sulla nuova generazione di A4, abbandona il V8 per un V6 TFSI 2.9 biturbo, in grado di sviluppare 450 CV di potenza e 600 Nm di coppia massima, ottenendo 170 cv in più. Prestazioni: La nuova Audi RS 4 Avant brucia lo scatto da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi; la velocità massima limitata è di 250 km/h, che salgono a 280 km/h con il pacchetto RS Dynamic Package. Scendono i consumi, che ammontano a 8,8 l/100 km e 200 g/km di CO2, e il peso, di 1.790 kg, contro i 1.870 della versione precedente.

RICCARDO GIORGI | VELOCITÀ 2.0


DESIGN AREODINAMICO.

RS4

Estetica: la Audi RS 4 Avant si distingue per i cerchi in lega forgiati da 19”, le prese d’aria di maggiori dimensioni, i parafanghi allargati di 30 mm, il diffusore posteriore che integra i terminali di scarico ovali e l’alettone posteriore.


SEDILI IN PELLE.

CAMBIO AUTOMATICO 8 MARCE CON COMANDI AL VOLANTE.


FARI MATRIX LED.

UNA TIGRE TROVATE LE DIFFERENZE...

Sicurezza: la RS4 dispone dei nuovi fari matrix led.

opposta. I segnali stradali sono illuminati

I proiettori suddividono la luce in tanti piccoli diodi

in modo particolare con una luminosità

luminosi, che si attivano in combinazione con le

ridotta per garantire che il conducente della

lenti o i riflettori posti sopra di loro. I Proiettori a

vettura non venga abbagliato dal riflesso.

LED Audi Matrix presentano caratteristiche ottiche

Attraverso lo spostamento del centro della luce

uniche: la luce anabbagliante funziona in modo

è possibile curvare la direzione dei Proiettori

simile ad un occhio ed è formata da undici diodi

a LED Audi Matrix. Utilizzando il sistema di

luminosi che richiedono solo 20 watt di potenza.

navigazione MMI Navigation plus opzionale,

La tecnologia LED Audi Matrix permette di attivare

i dati di rotta permettono di curvare la luce

e disattivare i singoli LED secondo le necessità.

prima che avvenga il movimento dello sterzo.

L’unità di controllo riceve le informazioni da una

La luce lampeggiante dinamica si irradia nella

telecamera posta sullo specchietto retrovisore.

direzione in cui il conducente sta effettuando la

Inoltre, è possibile attenuare la luce di ogni LED

svolta, comunicando un chiaro segnale anche

su una scala di 64 livelli. La superfice della strada è

a tutti gli utenti della strada, altra importante

illuminata con una luce simile a quella diurna, che

funzionalità offerta dai Proiettori a LED Audi

evita di abbagliare le auto provenienti nella direzione

Matrix.


UTILIZZANDO IL SISTEMA DI NAVIGAZIONE MMI NAVIGATION PLUS OPZIONALE, I DATI DI ROTTA PERMETTONO DI CURVARE LA LUCE DEI FARI PRIMA CHE AVVENGA IL MOVIMENTO DELLO STERZO.

CERCHI IN LEGA DA 19”.

V6 TFSI 2.9 BITURBO, 450 CV DI POTENZA E 600 NM

FRENI CARBOCERAMICI.


ORA NON AVRETE PIÙ SCUSE PER ANDARE A FARE LA SPESA: LA AUDI RS4 CONSUMA IL 17% IN MENO DELLA VERSIONE PRECEDENTE (CICLO MISTO DI 8.8 LITRI/100 KM)


1996

2014

AUDI RS2 AVANT

AUDI RS4 AVANT NOGARO SELECTION

2017


EICMA

2017:

VIAGG DELL NEL SALO IO E MER NE AVIGL IE FOTO E TESTO FABRIZIO CARRUBBA

L’Esposizione Internazionale del Ciclo e Motociclo risponde a tutte le richieste degli amanti delle due ruote, con tante novità pronte a soddisfare ogni esigenza per il mercato 2018.

UNA MOTO CHE ROMPE LA TRADIZIONE DEI MOTORI BICILINDRICI DELLA CASA DI BORGO PANIGALE PROPONENDO UN INEDITO V4 QUATTRO CILINDRI.

erano riservato alle supersportive. Si tratta di moto concepite sostanzialmente per viaggiare comodi su asfalto, ma capaci di non fermarsi nemmeno davanti a qualche facile sterrato, riprendendo la moda delle vecchie enduro anni ’80. BMW ICMA si conferma un appuntamento classico di fine stagione ed anche in questa ha fatto da apri pista nel settore, con il fenomeno GS, instaurando una gara alle edizione è pronta ad accogliere il grande pubblico nei giorni di apertura da giovedì 9 massime prestazioni che ha coinvolto i a domenica 12 novembre. Pubblico sempre diretti concorrenti. La nuova tendenza è però quella di avere un mezzo più più numeroso, con un record nella scorsa edizione di oltre 600.000 presenze, che non fruibile e ovviamente Honda ha aperto fa altro che confermare il trend positivo del la nuova strada lanciando lo scorso anno l’Africa Twin: minore cilindrata, potenza settore moto. più gestibile e maggiore attitudine al Tante le proposte, volte a soddisfare a fuoristrada. Apprezzatissima sul mercato, 360° l’intero panorama delle due ruote per i forti richiami alla leggendaria prima a motore. Si spazia dei veicoli elettrici, serie da 650cc, l’Africa Twin si presenta ad agli insostituibili, nel traffico cittadino, EICMA con la nuova versione Adventure scooter, fino alle maxi supersportive pronta ad un utilizzo ancora più off-road. dalle prestazioni da record, passando ovviamente per le più facili medie cilindrate Le altre case non stanno certo a guardare e dal settore più ricco di novità, quello delle e per il settore delle medie off-road ecco arrivare la versione aggiornata di BMW F off-road. 850 GS, seguita da Triumph che rivede la Proprio questo settore sta ritagliando nel mercato i numeri che nel decennio passato fortunata serie Tiger 800 e 1200. Yamaha

E


NUOVA PANIGALE V4 DI DUCATI, MOTO DALLE PRESTAZIONI ESTREME, OLTRE 225 CV PER MENO DI 195 KG.

PER EICMA MILANO PUBBLICO SEMPRE PIÙ NUMEROSO, CON UN RECORD NELLA SCORSA EDIZIONE DI OLTRE 600.000 PRESENZE


IL SETTORE OFFROAD SI STA FACENDO SPAZIO NEL MERCATO: NUMERI CHE NEL DECENNIO PASSATO ERANO RISERVATO ALLE SUPERSPORTIVE. SI TRATTA DI MOTO CONCEPITE SOSTANZIALMENTE PER VIAGGIARE COMODI SU ASFALTO, MA CAPACI DI NON FERMARSI NEMMENO DAVANTI A QUALCHE FACILE STERRATO, RIPRENDENDO LA MODA DELLE VECCHIE ENDURO ANNI ’80.


e KTM sono pronte alla sfida, con gli interessanti concept Ténéré 700 e KTM 790 Adventure, sempre più vicini alla produzione di serie. La voglia di moto facili, adatte a motociclisti di prima esperienza o motociclisti “di ritorno” permette di vedere molte novità nel settore delle medie cilindrate e delle naked, molte delle quali dal sapore Vintage, come impone la moda. Benelli Leoncino e Ducati Scrambler sono mezzi dalla comoda impostazione di guida e con il giusto look per distinguersi, mentre la serie CB di Honda spazia su tutte le cilindrate per soddisfare ogni palato, dalla piccola 125 alla facile 300 fino alla maxi 1000 con linee minimaliste. Per gli amanti del classico ecco l’elegante CB1100, capace di scontrarsi tra gli amanti del genere con la reinterpretazione di un classico di casa Kawasaki, che ripropone in chiave moderna la sua Z900 anche in versione con cupolino retrò. L’Italia dei motori non sta certo a guardare, e come da tradizione vince in stile e prestazioni. Linee classiche e stilose per Moto Guzzi, che propone diversi allestimenti per i due modelli di punta V7 e V9, e per il gradito ritorno di Moto Morini, che presenta ad EICMA la Milano

e la Scrambler. Ma l’Italia è anche la patria dei motori da corsa per eccellenza, ed ecco allora la regina del salone, ovvero la nuova Panigale V4 di Ducati, moto dalle prestazioni estreme, oltre 225 CV per meno di 195 Kg. Una moto che rompe la tradizione dei motori bicilindrici della casa di Borgo Panigale proponendo un inedito V4 quattro cilindri. EICMA non rimane solamente la vetrina delle motociclette che presto o tardi troveremo dai concessionari. EICMA diventa un punto di incontro per appassionati e curiosi, per toccare con mano i prodotti, per capire le mode, per vivere e sognare a 360 gradi il panorama motociclistico, per incontrare da vicino i piloti ed i personaggi famosi che spesso sono ospiti degli stand, circondati anche dalle splendide ragazze che da sempre fanno da cornice all’evento. EICMA è tutto quello che ruota attorno al mondo delle due ruote: accessori, abbigliamento specifico e tecnico, tendenze, sicurezza, sensibilizzazione verso le problematiche stradali legate all’uso delle due ruote. Un vero universo che nel mese di novembre trasforma il polo fieristico di Rho Fiera Milano, nel punto di riferimento assoluto per il settore.


D

opo anni trascorsi come ombrellina accanto a famosi piloti, direttamente sulle piste di Monza, Misano, Imola la passione per le moto ha iniziato a stimolarmi curiosità creativa. Il lavoro come modella mi ha permesso di entrare a stretto contatto con i bikers, essere fotografata su moto di prestigio mi ha trascinato ad amare l'arte delle “moto custom”, da qui nasce il desiderio di potere realizzare su tela scaturendo in me, una forte gratificazione. La mia più grande passione è creare qualcosa di unico, che emozioni l'osservatore rendendo l'opera un valore universale. Entrando in simbiosi con i centauri, mi incuriosisce dipingere su tela moto iperrealistiche.

VALENTINA ROMA

ARTE E MOTORI “LA MIA PIÙ GRANDE PASSIONE È CREARE QUALCOSA DI UNICO CHE EMOZIONI L’OSSERVATORE”



IPER-REALISMO

MOTO TRIUMPH DIPINTA A MANO AD ACRILICO DIMENSIONI 2.30 M PER 1.35 M

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FOTO: FABIO GRANDI CORTESIA MUSEO FERRUCCIO LAMBORGHINI

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MIURA


A

l salone di Torino del 1965 La Lamborghini espose un autotelaio in lamiera scatolata denominato TP400 dalla posizione del motore e dalla sua cilindrata . Vi erano stati installati, con poche modifiche, il motore e le sospensioni che già equipaggiavano la 400 GT. Il progetto era un’iniziativa dei tecnici Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, i quali, pur consapevoli dell’avversione di Lamborghini per le corse, avevano utilizzato lo schema a motore centrale di alcune automobili da competizione dell’epoca, quali la Ford GT40 o la Ferrari 250 LM. Su queste due vetture il motore era però in posizione longitudinale, mentre quello Lamborghini era montato trasversalmente tra l’abitacolo e l’assale posteriore, soluzione che permise di ridurne considerevolmente l’ingombro. In quel periodo la maggior parte delle Gran Turismo sportive adottavano la configurazione motore anteriore e trazione posteriore. Nuccio Bertone, presente alla rassegna, ne fu affascinato al punto di dichiarare a Lamborghini: “Io sono quello che può fare la scarpa al tuo piede”. Quest’ultimo, anche a fronte del notevole entusiasmo suscitato nella potenziale clientela, si lasciò convincere ad approvare il progetto nonostante il suo scetticismo: “Sarà una buona pubblicità”, dichiarò ai suoi tecnici, “ma non ne venderemo più di 50”. La scelta di Bertone come carrozziere fu determinata anche dal fatto che l’azienda di Grugliasco non aveva rapporti di collaborazione con Ferrari e Maserati, i principali concorrenti di Lamborghini, ma soprattutto dal fallimento alla fine del 1966 della carrozzeria Touring, che aveva disegnato le precedenti 350 e 400 GT. La nuova auto fu disegnata in soli 4 mesi dal giovane stilista Marcello Gandini, da poco divenuto capo disegnatore di Bertone per sostituire Giorgetto Giugiaro che se ne era andato alla Ghia. Ferruccio Lamborghini, che era nato sotto il segno del toro, volle battezzare la vettura ultimata col nome Miura in onore dell’allevatore di tori da combattimento Don Eduardo Miura Fernandez. La Miura fu la prima di una lunga tradizione di auto costruite da Lamborghini e battezzate con nomi ispirati alla tauromachia. Inoltre la sigla del telaio perse la T nonostante la meccanica non avesse subito si-

gnificative modifiche. Presentata al Salone dell’automobile di Ginevra del 1966, La Miura P400 fu un successo senza precedenti. La vettura lasciò senza fiato tutti i visitatori facendo invecchiare di colpo tutte le supercar dell’epoca e dando l’inizio ad una nuova era nel settore delle automobili sportive. Evoluzione P400 Gli esemplari di produzione differivano sensibilmente dal prototipo di Ginevra, che era stato allestito in tempi brevissimi. Le ruote a raggi vennero sostituite con altre in lega di magnesio della Campagnolo. Il senso di rotazione del cambio fu invertito perché generava vibrazioni. La frizione a triplo disco all’ingresso del cambio fu soppiantata da una monodisco montata all’estremità dell’albero motore. Al posto della copertura in plexiglas del motore fu applicata una persiana fissa, sempre di plastica, per migliorare la dispersione di calore del motore. Tale motivo a listelli paralleli ricorreva in molti elementi stilistici fra i quali gli sfoghi del radiatore e le insolite “ciglia” che circondavano i fari anteriori a sollevamento elettrico. Immutata fu la carrozzeria in acciaio, alta appena 110 cm, con i cofani anteriore e posteriore in alluminio. La vettura aveva solo un piccolo portabagagli dietro al motore poiché tutta la zona anteriore era occupata da serbatoio, radiatore e ruota di scorta. I vetri delle porte erano privi di cornice ma mantenevano il massiccio traversino posteriore, nel quale era integrata la presa d’aria del motore (anch’essa adornata da listelli paralleli). Insolita la posizione di diversi comandi che erano montati sul soffitto, dietro allo specchio retrovisore interno. Il motore installato sulla P400 era il V12 da 3,9 litri di cilindrata progettato da Giotto Bizzarrini; rispetto alla 400 GT il cambio era stato sistemato a fianco dell’albero motore all’interno di un unico basamento in alluminio. Vennero installati quattro nuovi carburatori Weber 40IDL3C tricorpo in luogo dei sei bicorpo e la lubrificazione divenne a carter umido. La potenza dichiarata era di 350 hp (260 kW). Il successo della Miura fu immediato e travolgente: a fronte di una produzione prevista di una ventina


di esemplari all’anno, la Lamborghini ne consegnò 108 nel solo 1967, pur non riuscendo a soddisfare tutta la richiesta. Nei circa due anni e mezzo di produzione della P400 furono prodotti complessivamente 275 esemplari. P400S Posto guida di una “P400S” del 1968 Alla fine del 1968 venne immessa sul mercato la versione S, con potenza aumentata a 370 hp (276 kW) grazie a sostanziali modifiche all’aspirazione e alle camere di combustione. L’abitacolo aveva ricevuto miglioramenti alle tappezzerie ed erano stati installati i vetri elettrici. Esternamente era riconoscibile solo per le cornici del parabrezza e dei fari cromate. Durante la produzione la S subì modifiche alle sospensioni e ricevette freni a disco autoventilanti. Questa fu la versione di maggior successo commerciale, con 338 vetture costruite. P400SV La SV del 1971 La versione definitiva della Miura, la SV (acronimo di SuperVeloce) arrivò nel marzo del 1971. La potenza aumentò ancora fino a 385 hp (287 kW). La parte posteriore della carrozzeria fu allargata per consentire l’installazione di pneumatici più larghi e i fari anteriori persero le caratteristiche ciglia. La produzione della SV fu di 150 esemplari. L’ultima Miura costruita, una SV nera consegnata a Luigi Innocenti (figlio dell’inventore della Lambretta) e destinata al figlio Gianfranco, all’epoca ventenne, lasciò la catena di montaggio il 15 gennaio 1973. Questa Miura beneficiava di un V12 potenziato su richiesta e di altri optional particolari come il bocchettone del serbatoio cromato a vista e le cornici cromate, modifiche che i più facoltosi esigevano e che l’azienda si occupava di soddisfare. In totale ne vennero prodotte 764. Fu sostituita dalla Countach solo nel 1974.







FABIO GRANDI:


SBK

A MODO MIO

LA VELOCITÀ, L’ADRENALINA, LA SFIDA CONTRO IL TEMPO CATTURATI DAGLI SCATTI DEL FOTOGRAFO SPORTIVO FABIO GRANDI