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il amico nuovo •

fondato nel 1903

settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano • urbino

COPIA OMAGGIO

7 luglio 2013 • Anno 110 • N. 27 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

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fano

Don Michele nuovo parroco a Montelabbate

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urbino

Spiritualità: le proposte di Villa S. Biagio

editoriale

PAPA FRANCESCO IL PRIMO VIAGGIO A LAMPEDUSA

Un salvagente alla Chiesa

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apa Francesco, a sorpresa, ha scelto Lampedusa come meta del suo primo viaggio da Pontefice, per incontrare i migranti, lui figlio di migranti italiani in Argentina, e le comunità di Lampedusa e Linosa. Come non leggere in filigrana in questa scelta del Papa quelle parole dette da cardinale in una delle congregazioni generali prima del Conclave e riferite in un’omelia dal cardinale cubano Jaime Lucas Ortega y Alamino: “La Chiesa è chiamata a uscire da se stessa e a dirigersi verso le periferie, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali: quelle del mistero del peccato, del dolore, dell’ingiustizia, quelle dell’ignoranza e dell’indifferenza religiosa, quelle del pensiero, quelle di ogni forma di miseria. Quando non esce da sé per evangelizzare diviene autoreferenziale e si ammala”. E Lampedusa è certamente periferia geografica, lembo estremo dell’Europa, ma anche periferia esistenziale, luogo di approdo di un’umanità in fuga da terre sfruttate ingiustamente e nell’indifferenza più totale dell’Occidente epulone che non si accorge dei tanti Lazzaro, che bussano e muoiono alla sua porta. Il viaggio del Papa è un indice puntato che ricorda alle nostre coscienze civili e cristiane che i morti in mare c’interpellano, ci riguardano, e non possono lasciarci indifferenti. Ma il Papa ha scelto di “uscire” dalle mura del Vaticano per evangelizzare. Si reca a Lampedusa non per trovare soluzioni politiche all’annoso fenomeno dei migranti - anche se la Chiesa agrigentina e italiana, più volte e in diverse occasioni, ha chiesto con forza di coniugare la legalità con il rispetto della dignità umana e l’accoglienza - ma per dire, proprio da Lampedusa, che un’accoglienza e una convivenza diversa è possibile. Che accanto alla professione di fede in Dio bisogna formulare l’atto di fede nell’uomo. L’avere scelto Lampedusa è già un messaggio forte e chiaro per la Chiesa e se, per assurdo, il Papa non dovesse proferire www.arpaitalia.com parola basterebbe il semplice fatto di averla scelta e visitata per ricordare alla Chiesa che essa è prolungamento di Cristo nella storia. Dagli estremi confini d’Italia e d’Europa, mentre altrove “pezzi di Chiesa ammalata” di carrierismo e affarismo, collusi con i potenti di questo mondo scandalizzano, nel cuore del Mediterraneo, Papa Francesco lancia un salvagente, alla Chiesa, a cui aggrapparsi per non affondare: la scelta preferenziale al servizio dei poveri e degli ultimi. Carmelo Petrone direttore “L’Amico del Popolo” (Settimanale diocesi Agrigento) © Riproduzione riservata

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speciale

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Nuovo museo civico ecclesiastico a Mercatello

Decennale dei Vespri d’organo a Cristo Re

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San Paterniano nell’estate fanese

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DOMENICA 7 LUGLIO IL TRIDUO MERCOLEDÌ 10 LUGLIO LA SOLENNITA’

T enna

L’arte dell’accoglienza

INSERTO / IL MENSILE DEI CARCERATI DI VILLA FASTIGGI

I nostri giorni “sprigionati”

orna “Penna Libera Tutti”, l’appuntamento mensile con l’informazione realizzata dai detenuti del carcere di Pesaro. In questo numero (l’ultimo prima della pausa di agosto) numerose tematiche affrontate tra cui le attività lavorative e didattiche all’interno della casa circondariale. Spazio poi alle riflessioni personali sulla detenzione. Pagg. 9/12

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Apertura Stabilimento termale 3 giugno - 31 ottobre 2013


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Chiesa e Mondo

7 luglio 2013

L a Parola di Dio

Mandati: semplicità, servizio, leggerezza

XIV Domenica del Tempo Ordinario Anno C

misura e di ricchezza. Non conta la forza, il potere, le ricchezze; ma la semplicità, il servizio, la leggerezza.

ontinua il viaggio verso Gerusalemme per dare compimento all’opera di Dio. Il Maestro non smette di programmare il futuro! Dopo aver scelto i Dodici tocca ora ai Settantadue! Un numero maggiore che il Signore ha a disposizione, rappresentativo di universalità e di collaborazione. Alla chiamata segue l’invio! Vocati ad andare: Senza badare a successi o fallimenti. Non è conquista. Non è mestiere! Gesù vuole discepoli nudi. Li invia senza nulla, spogli di ogni sicurezza materiale. La forza dei discepoli non sta nell’organizzazione o nei mezzi impiegati, ma in quell’uragano di passione che riempie la loro vita. Non hanno né borsa, né sandali, né pane, ma il cuore è incandescente di quella Parola che ha sovvertito tutti i criteri di

Vangelo: Luca 10,1-12. 17-20. Il ritratto del discepolo come missionario deve spingere la comunità intera a sentirsi coinvolta nell’annuncio gioioso del Cristo. Il missionario è l’uomo della Parola, non della propaganda. Egli annunzia una salvezza integrale ed è per questo che cerca il bene globale, fisico ed interiore, dell’uomo: “Guarite i malati e dite: E’ vicino a voi il Regno di Dio!” Prima lettura: Isaia 66,10-14. Come testimoniare questa vicinanza e prossimità del Regno se non imitando il Signore che, “come una madre consola un figlio”, così attraverso il mistero della sua Chiesa, si prende cura di ogni donna e di ogni uomo? Mandati a predicare, ma sempre nel senso di consolare annunciando a tutti che il Signore è più vicino a noi di quando si possa immaginare: “Voi lo vedrete e gioirà

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il vostro cuore” a motivo di quella pace e misericordia che viene donata a ogni casa. Seconda lettura: Galati 6,14-18. “Io porto in me le stigmate di Gesù sul mio corpo”. Se di qualcosa Paolo sente di doversi vantare, è della propria debolezza, nella quale si manifesta la forza del Cristo e la novità di vita che da essa prorompe. Meditatio - Sono mandati a due a due, perché la missione parte dalla fraternità, dall’annuncio vitale. Vanno: segno visibile del Dio-comunione, sempre incamminato, amoroso e mai arreso cercatore del cuore. - Sono pronti al contagio. Sono pronti ad annunciare pace, a seminare speranza. Hanno fretta i discepoli. Nel cuore c’è l’urgenza dell’annuncio. Non c’è tempo da perdere, non c’è nulla che possa slegare il cuore dalla priorità del Vangelo. - L’essenzialità, la docilità, la sottomissione, l’arrendevolezza sono le “armi” del genuino

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precisato p. Federico Lombardi: “Il Papa percorrerà un breve tratto in mare su una barca, getterà una corona di fiori in memoria dei molti scomparsi e quindi, arrivato al porto, saluterà le autorità locali e celebrerà una Messa di suffragio”, ripartendo in tarda mattinata. La Chiesa agrigentina, la diocesi a cui appartiene Lampedusa, ha subito accolto “con immensa gioia” la notizia della visita di Papa Francesco alla comunità di Lampedusa. “È un dono di grazia straordinario - scrive mons. Francesco Montenegro, arcivescovo della diocesi siciliana -, del quale intendiamo, sin da adesso, ringraziare la Divina Provvidenza e la premura apostolica del successore di Pietro”. “La scelta dell’isola di Lampedusa, come primo viaggio, da parte del Santo Padre è essa stessa un messaggio forte che ci aiuta a leggere la storia con gli occhi di Dio”. “Lampedusa, per la sua strategica posizione, ormai da diversi anni, è la terra di approdo di migliaia di profughi provenienti dal vicino continente africano e in cerca di una vita dignitosa in Italia e nel resto dell’Europa. Tale fenomeno immigratorio, nella sua complessità e con il carico di sofferenza che manifesta, è l’espressione di un bisogno di giustizia che riguarda milioni di figli di Dio che non può più essere taciuto”. La presenza del Papa, dice, “ci sosterrà nell’impegno affinché il Vangelo doni a tutti forza di libertà, di giustizia e di pace, mentre confermerà la comunità cristiana nell’esercizio della carità e dell’accoglienza”. Sir

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IL SANTO DELLA SETTIMANA 6 luglio

S. Maria Goretti Vergine e Martire

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Aut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

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Non con la forza ma per mezzo dei deboli

La scelta di partire da una periferia

aria Goretti nasce a Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890 e viene battezzata lo stesso giorno. Viene poi cresimata, secondo l’uso dei tempi in piccola età, il 4 ottobre 1896. Nel 1897, i genitori Luigi Goretti e Assunta Carlini essendo braccianti agricoli e stentando nel vivere quotidiano con la numerosa famiglia, decidono di trovare lavoro nell’Agro Pontino come mezzadri insieme alla famiglia Serenelli. Poi i rapporti con il proprietario si guastano. I Serenelli ed i Goretti devono lasciare Paliano. Trovano un’altra sistemazione nella

Oratio O Signore, fa che prima di annunciare ci lasciamo segnare – e profondamente – dall’aratro del Vangelo perché faccia lunghi solchi nella nostra vita, in cui il tuo seme possa germogliare e dare frutti. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola

ANNO DELLA FEDE 15

L’8 LUGLIO PAPA FRANCESCO A LAMPEDUSA

l primo viaggio di Papa Francesco sarà a Lampedusa, l’estrema frontiera delle migrazioni, la Porta d’Europa, luogo simbolico di speranza o, al contrario, di morte e disperazione. Lunedì 8 luglio il Papa celebrerà una Messa nello stadio per gli immigrati e la popolazione locale e getterà una corona in mare per tutte le vittime dei “viaggi della speranza”, oltre 19 mila dal 1988 ad oggi. La notizia è giunta il primo luglio, inaspettata, ma l’invito era partito dalla comunità cattolica dell’isola, che a marzo gli scrisse una lettera nella quale chiedeva al Papa di “farsi pellegrino in questo santuario del creato, dove per migliaia di migranti, senza patria e senza nome, è rinata la speranza del domani nella certezza amica dell’oggi”. “La comunità è emozionatissima, è un sogno che diventa realtà. Per un giorno Lampedusa diventerà il centro del mondo. Non mi aspettavo che avrebbe detto sì, almeno non così presto. - confida don Stefano Nastasi, parroco di Lampedusa -. Anche il nostro arcivescovo mons. Montenegro l’aveva invitato durante la visita ad limina. L’abbiamo saputo una settimana fa, in via riservata”. “Il nostro atteggiamento - afferma - sarà quello dell’ascolto. Abbiamo tanto parlato, ora è il momento di ascoltare quello che il Signore ha da dirci attraverso il vescovo di Roma. Questo è l’atteggiamento che avremo, con molta semplicità, come è nello stile della comunità lampedusana, con quella generosità del cuore che la contraddistingue”. Secondo il parroco, “questo viaggio va letto nell’ottica della scelta del Papa di partire da una periferia geografica ed esistenziale”: “È il suo primo viaggio, Papa Francesco vuole partire da qui per dire che la periferia ha qualcosa da raccontarci. Vuole ascoltare e nello stesso tempo dare un messaggio che parta dalla periferia e vada verso il centro del cuore dell’uomo. Papa Francesco, profondamente toccato dal recente naufragio di un’imbarcazione che trasportava migranti provenienti dall’Africa, ultimo di una serie di analoghe tragedie, intende pregare per coloro che hanno perso la vita in mare, visitare i superstiti e i profughi presenti, incoraggiare gli abitanti dell’isola e fare appello alla responsabilità di tutti affinché ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno. A motivo delle particolari circostanze, la visita si realizzerà nella forma più discreta possibile, anche riguardo alla presenza dei vescovi della regione e delle autorità civili”. La visita a Lampedusa avverrà in mattinata, con la maggiore “semplicità e discrezione possibile”, ha

discepolo. L’incisività del messaggio non sta nel dispiegamento di forze o di mezzi, ma anche oggi passa di cuore in cuore, per un contagio buono. La forza del Vangelo sta nel bruciore del cuore dei discepoli, sta in quella forza che ti fa partire e che ha nome Dio.

tenuta del conte Lorenzo Mazzoleni. Dopo alcuni anni, il padre viene stroncato dalla malaria. Maria conforta la mamma rimasta sola con la famiglia e con un lavoro da svolgere superiore alle sue forze; nonostante che il raccolto fosse buono quell’anno, la famiglia rimane in debito con il conte Mazzoleni. Il proprietario invita la madre a lasciare quel lavoro e la casa, ma dietro la disperata richiesta di mamma Assunta di restare, il conte acconsente purché nel rimanere si associ ai Serenelli. Intanto i rapporti fra il Serenelli padre e Assunta Goretti si incrinano. Il

i fronte agli scandali e alle difficoltà che travagliano la vita della Chiesa è utile leggere un articolo dell’Osservatore romano del 29 giugno dal titolo dove Manuel Nin riporta un tropario (breve preghiera dell’Ufficio bizantino), che riprende un poema liturgico di Romano il Melodo, dedicato a san Pietro. All’apostolo che lo aveva tradito, il Signore chiede di evangelizzare nella misericordia: «Pensando alla tua colpa, abbi compassione di tutti». E ancora, riferendosi al buon ladrone: «Mentre parla al ladrone, è a Pietro che allude, là sulla croce: Ladrone, amico mio, sta con me oggi, poiché Pietro mi ha abbandonato! Eppure a lui e a te io dischiudo la mia misericordia. Piangendo, o ladrone, mi dici: Ricordati di me! E Pietro gemendo: Non abbandonarmi!» Pietro è spronato da Cristo stesso a essere misericordioso: “Abbi compassione dei peccatori, memore della mia misericordia verso di te, perché io ti ho accolto dopo che per tre volte tu mi hai rinnegato”. E Romano poi riprende la figura del buon ladrone, presentato come custode del paradiso e modello anche per Pietro il peccatore perdonato dal Signore: “Tu hai il ladrone a rincuorarti, il custode del paradiso”. Pietro e il ladrone, infine, diventano mediatori, “portinai” del ritorno di Adamo al paradiso da cui era stato espulso: “Attraverso voi Adamo ritorna a me dicendo: Il Creatore ha posto per me il ladrone a guardia della porta e a guardia delle chiavi Cefa». Infine, nel parlare agli apostoli, il Signore dice loro: «Ai miei santi una volta per tutte io dico: Non tormentatevi ora nel vostro cuore. […] Non voglio vincere con la forza: io vinco per mezzo dei deboli». Quanti tormenti nel cuore in meno avrebbe infatti una Chiesa non afflitta e preoccupata per la propria debolezza, ma tutta confidente nella forza di misericordia di Gesù. don Daniele Federici

figlio del Serenelli, Alessandro, aveva intanto raggiunto i 18 anni, di fisico robusto era l’orgoglio del padre. Guardava Maria con occhi diversi da qualche anno prima e comincia a cercare di avere degli approcci non buoni, insidiandola varie volte. Maria per non aggravare i già tesi rapporti fra le due famiglie, tace, rimanendo meravigliata dalla situazione che non capiva. Il 5 luglio 1902 i Serenelli ed i Goretti sono intenti alla sbaccellatura delle fave secche e Maria è seduta sul pianerottolo che rammenda una camicia del giovane Alessandro. Ad un certo punto questi lascia il lavoro e con un pretesto si avvia alla casa. Giunto sul pianerottolo invita Maria ad entrare, ma lei non si muove, allora la prende per un braccio e

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453 e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it Alvaro Coli – Responsabile diocesano.

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 URBINO (PU) Tel. e Fax 0722/378395 e-mail: ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it. Giancarlo Di Ludovico – Responsabile diocesano

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con una certa forza la trascina dentro. Il racconto è dello stesso Alessandro Serenelli al Tribunale Ecclesiastico. Maria capisce le sue intenzioni e dice: “No, Dio non vuole, se fai questo vai all’inferno”. Ancora una volta respinto, il giovane va su tutte le furie e preso un punteruolo comincia a colpirla. Le grida della ragazza fanno accorrere la madre, che la trova in una pozza di sangue. Trasportata nell’ospedale di Orsenico di Nettuno, i medici non riescono a salvarla. Ancora viva e cosciente, perdona al suo assassino, dicendo all’affranta madre che l’assisteva: “Per amore di Gesù gli perdono; voglio che venga con me in Paradiso”. Viene iscritta sul letto di morte tra le Figlie di Maria, ricevé gli ultimi Sacramenti e spira placidamente il 6 luglio 1902.

STAMPA: Galeati Industrie Grafiche/Imola GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITà Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 3 luglio 2013 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 4 luglio


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Socio Politico

7 luglio 2013

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È tempo di Terza Repubblica per ricostruire il Paese

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unedì 24 giugno del 2013 è stato un giorno tutto particolare, per certi versi “storico”. Due fatti hanno segnato la vita politica del Paese: la condanna in primo grado di Silvio Berlusconi da parte del Tribunale di Milano per concussione (con costrizione) e prostituzione minorile; la morte del senatore a vita Emilio Colombo, ultimo costituente italiano. Due fatti che hanno chiuso, non solo simbolicamente, due fasi storiche della vita del Paese. Infatti, si può affermare che in quelle ore, per certi versi drammatiche, è come se fossero state definitivamente affidate alla memoria storica la Prima e la Seconda Repubblica. Emilio Colombo, l’ultimo padre costituente, a 93 anni ha lasciato la scena pubblica, dopo aver presieduto la prima seduta del Senato che ha registrato l’irruzione nell’aula di Palazzo Madama dei “cittadini” del Movimento 5 Stelle. Silvio Berlusconi, il cavaliere che ha menato le danze della politica italiana negli ultimi venti anni, dettandone l’agenda sino a pochi giorni prima della sentenza, ha dovuto subire una durissima umiliazione che ne ha deturpato

Due cardinali, un vescovo esperto di questioni giuridiche, un prelato della Segreteria di Stato e una donna esperta di questioni sociali nonché presidente di un’Accademia pontificia. Sono i cinque autorevoli membri della Pontificia Commissione referente sull’Istituto per le opere di religione (Ior), istituita il 26 giugno, da Papa Francesco.

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apa Francesco, ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti, visto il “dibattito recente” sullo Ior, intende “raccogliere opinioni competenti perché intende consultarsi, prima di prendere delle decisioni”. Non si tratta, dunque, di un “commissariamento”, perché la neonata Commissione “non interviene nella vita dell’Istituto”, che continuerà a svolgere le sue normali attività, ma ha il compito di “studiare e riferire al Santo Padre, in vista di riforme utili per le istituzioni che servono la sede apostolica”. “Raccogliere informazioni sull’andamento dell’Istituto e presentare i risultati al Santo Padre”, è dunque il compito della Commissione, che comincerà la sua attività in questi giorni. Quello della Commissione referente per lo Ior, ha detto padre Lombardi, è “uno sguardo ad ampio raggio, che non si pone limiti particolari” e mira alla “raccolta di elementi in vista di possibili decisioni del Santo Padre”. “Ampio mandato”, dunque, per gli esperti che la compongono, “in vista di possibili riforme”. All’articolo tre del chirografo pubblicato oggi, infatti, è previsto che la Commissione, “qualora sia utile”, si avvalga “di collaboratori e consulenti”. La Commissione ha inoltre il compito di stendere un rapporto conclusivo sulla propria attività, dopo il quale - ha reso noto il portavoce vaticano - è previsto che si sciolga. Con un chirografo del primo marzo 1990, Giovanni Paolo II eresse con personalità giuridica pubblica lo Ior, dando una nuova configurazione all’Istituto e

L’

Egitto è ufficialmente nel caos politico, oltre a trovarsi in piena crisi economica e con una società profondamente spaccata, ormai da anni. Ciò non è solo un problema per gli egiziani, che subiscono in prima persona le conseguenze di questa difficile situazione, ma un pericolo per tutta l’area mediorientale. La situazione a Il Cairo infatti è molto grave e c’è chi teme addirittura una guerra civile. Al momento questa eventualità non sembra la più probabile, ma molto dipenderà da come reagirà il presidente Morsi alle manifestazioni di piazza e da come le forze armate si porranno nei confronti dei Fratelli Musulmani, di cui il presidente è espressione. Negli ultimi giorni in varie città del

oggettivamente il volto pubblico. La sua condanna ha inoltre inferto un colpo pesantissimo ai cardini della Seconda Repubblica. Prima e Seconda Repubblica addio? Non possiamo dirlo con certezza, ma gli indizi ci sono tutti per immaginare che il Paese abbia dinanzi a sé una fase di ricostruzione, in vista della Terza Repubblica. Una stagione lunga o breve lo si capirà presto, anche sulla scorta del comportamento delle due maggiori forze politiche in campo: il Pd e il Pdl. L’una, erede diretta attraverso le sue mutazioni (Pci, Pds, Ds, Pd), della Prima Repubblica. La seconda, espressione palese della Seconda Repubblica, nata con il sogno americano di Berlusconi e tramontata nelle grigie aule giudiziarie di Milano, dove mai un ex Premier avrebbe dovuto essere giudicato per reati oggettivamente infamanti. Per costruire la Terza Repubblica il tempo a disposizione è davvero poco. Le forze politiche, con l’ombrello del Quirinale hanno tracciato un percorso di 18 mesi. Tanto o poco è difficile dirlo. In ogni caso, si tratta di tenere al sicuro il governo in carica perché operi senza smagliature, nella speranza che due condizioni vengano rispettate e che una

circostanza si materializzi. Le due condizioni: conservare sempre la temperatura politica a un livello sopportabile perché nessuno venga preso dalla smania elettorale e conservi la lucidità necessaria (mente fredda) per approntare riforme istituzionali e costituzionali largamente condivise; preservare tenacemente la prospettiva garantista, così che l’imputato principe, Silvio Berlusconi, non abbia mai la tentazione di ribaltare il tavolo delle riforme. Del resto l’essere garantisti, non è una prerogativa assoluta né di destra né di sinistra. È, invece, un caposaldo della fisiologia democratica. Ma in questo Paese di tifosi, si preferisce un nemico distrutto dalle sentenze (giuste o sbagliate non importa) ad un avversario battuto politicamente. L’una o l’altra scelta misurano, però, la qualità della nostra democrazia. Infine la circostanza favorevole: tutti dobbiamo augurarci di vedere presto la fine della Grande Recessione nella quale siamo immersi sino al collo. Speriamo di poterlo raccontare presto. A noi stessi e ai nostri figli. Domenico Delle Foglie

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UNA COMMISSIONE PER CONOSCERE MEGLIO LE ATTIVITÀ DELL’ISTITUTO

Ior, la riforma verrà

conservandone il nome e la finalità. Tre gli obiettivi del chirografo di Papa Francesco, nella medesima prospettiva: “Adeguare meglio le strutture e le attività” dello Ior “alle esigenze dei tempi”; “consentire ai principi del Vangelo di permeare anche le attività di natura economica e finanziaria”, seguendo l’invito di Benedetto XVI; “introdurre riforme”, dopo aver sentito il parere di diversi cardinali, vescovi e collaboratori. La Commissione è composta “da un minimo di cinque membri tra cui un presidente che ne è il rappresentante legale, un coordinatore che ha poteri ordinari di delegato e agisce nel nome e per conto della Commissione nella raccolta di documenti, dati e informazioni necessari, nonché un segretario che coadiuva i membri e custodisce gli atti”. I compiti della Commissione sono di raccogliere “documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali”. Non c’è vincolo di segreto d’ufficio, perché - si legge nel chirografo - “il segreto d’ufficio e le altre eventuali restrizioni stabiliti dall’ordinamento giuridico non inibiscono o limitano l’accesso della Commissione a documenti, dati e informazioni, fatte salve le norme che tutelano l’autonomia e l’indipendenza delle Autorità che svolgono attività di vigilanza e regolamentazione dell’Istituto, le quali rimangono in vigore”. Il nuovo organo dello Ior terrà informato il Papa “delle proprie attività nel corso dei suoi lavori” e consegnerà direttamente al Papa “gli esiti del proprio lavoro, nonché l’intero suo archivio, in modo tempestivo alla conclusione dei lavori”. Sir

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SULL’EGITTO L’OMBRA DELLA GUERRA CIVILE

Caos politico Paese si sono svolte manifestazioni a tratti anche violente contro il governo in carica. Centinaia di migliaia di persone si sono radunate in Piazza Tahrir per chiedere esattamente le dimissioni del presidente. Morsi, però, ha dichiarato che non si dimetterà, essendo stato eletto democraticamente dal popolo egiziano. Sono le stranezze della giovane democrazia egiziana, o forse sarebbe meglio dire le conseguenze pratiche delle difficoltà che comporta una transizione democratica in un Paese come l’Egitto, in cui non è mai esistito un regime democratico

indipendente e dove la cultura politica liberale è patrimonio di una netta minoranza. Come previsto da chi era piuttosto scettico sull’esito della Primavera Egiziana e sulla consistenza del fronte liberal, i Fratelli Musulmani sono riusciti a vincere le elezioni, a lasciare una forte impronta sulla nuova costituzione e a occupare molti ruoli chiave sia nel governo che ai livelli più alti della pubblica amministrazione. I leader del fronte laico moderato, fra cui Mohamed El Baradei, ex direttore dell’Agenzia internazionale per l’Energia atomica, sono divisi da

forti personalismi e mentre ampi settori dell’opinione pubblica si oppongono a Morsi perché il suo governo non è stato in grado di risollevare la grave situazione economica del Paese. Al momento è difficile fare previsioni sugli sviluppi a breve termine. Quasi tutto dipenderà da come i Fratelli Musulmani e l’esercito decideranno di giocare le proprie carte, ma la situazione egiziana richiede la massima attenzione da parte di tutta la comunità internazionale. Se il più importante Stato della regione scivolasse in una spirale di violenza, ne seguirebbero conseguenze molto gravi ad ampio raggio, anche perché Israele a quel punto si troverebbe con due Paesi in guerra ai propri confini. Stefano Costalli

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Socio Culturale

7 luglio2013

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a presenza di persone disabili nelle comunità cristiane esige attenzione e cura particolari. Occorrono competenze che consentano non solo di usufruire di «servizi specifici», ma anzitutto di essere visti e riconosciuti come portatori di un dono particolare dello Spirito per l’edificazione della stessa comunità. La parrocchia, in sinergia con le altre alleanze educative, con l’équipe dei catechisti educatori e con la famiglia, può e deve divenire il luogo privilegiato in cui mediante la catechesi, la liturgia e la testimonianza della carità anche le persone disabili possano giungere alla pienezza della vita in Cristo. In appendice :è riproposto il documento dell’Ufficio catechistico nazionale della CEI L’iniziazione cristiana alle persone disabili. Orientamenti e proposte. Nella prefazione Guido Benzi, direttore Ufficio Catechistico Nazionale scrive: «L’esigenza di ristampa di “L’iniziazione

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libri

La catechesi dei disabili

cristiana alle persone disabili. Orientamenti e proposte”, edito a cura dell’Ufficio Catechistico Nazionale nel 2004, e da tempo esaurito, ha offerto l’occasione di una ripresa del documento con qualche riflessione che ne favorisse una maggiore comprensione e attuazione. Siamo davvero grati a suor Veronica Donatello, francescana alcantarina, per aver curato questo agile volume che contiene, oltre al documento, la riflessione di alcuni studiosi ed esperti di catechesi alle persone disabili. L’augurio è che davvero le nostre comunità divengano quel luogo in cui la crescita nella fede è offerta a tutti, anche per l’accoglienza, l’inclusione e l’ascolto della testimonianza di fede che viene da fratelli e sorelle disabili.»

VERONICA DONATELLO, francescana alcantarina è responsabile del settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale della Cei Contributi di: LUCA PALAZZI, sacerdote dell’Arcidiocesi di Modena - Nonantola , è vicedirettore dell’Ufficio catechistico diocesano e membro del gruppo nazionale del settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale. SALVATORE SORECA, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano di Benevento, è membro della Commissione per l’iniziazione cristiana dell’Ufficio catechistico nazionale. FIORENZA PESTELLI, insegnante di

religione dell’arcidiocesi di Pesaro e responsabile dei Settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico diocesano, è membro del Gruppo nazionale del Settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale. a cura di Francesco Gennari

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7 luglio 2013

CANDELARA - TERZA MOSTRA COLLETTIVA “LUCE”

Il ritratto e autoritratto

V

enerdì 12 luglio, alle ore 21, si inaugura nella Sala del Capitano la terza edizione della mostra collet-

tiva “Luce”, dedicata quest’anno al “ritratto e autoritratto”, uno dei temi artistici più affascinanti per un artista. Sigmund Freud nei suoi studi di psicologia afferma che ogni ritratto è allo stesso tempo anche un autoritratto e, simmetricamente, ogni autoritratto è un ritratto; il volto dell’altro è lo stagno di Narciso in cui l’artista cerca sé stesso, affacciandosi sul suo inconscio. Con questa premessa si deduce che la mostra sarà un affascinante viaggio alla scoperta di persone ed artisti immortalati attraverso ritratti e naturalmente delle loro storie. Il ritratto infatti, permette non solo di restituire le fattezze

fisionomiche, ma anche di indagare sia gli interessi e la psicologia dell’effigiato che quelli del pittore. Inoltre, sarà presente una piccola selezione di disegni dedicata al ritratto degli animali da compagnia. In mostra cinque scultore ed una cinquantina tra opere pittoriche, grafiche e disegni. Gli artisti selezionati provengono da diverse località d’Italia. Grazie alla particolarità del tema, molti pittori hanno realizzato per l’occasione un proprio autoritratto. Una parte importante delle opere proviene da collezioni private; spicca tra tutte un prezioso disegno di Pietro Annigoni. La mostra è stata curata da Lo-

renzo Fattori con la collaborazione di Gilberto Grilli. Una novità di questa edizione è una sezione particolare che è stata riservata a giovani artisti, provenienti dal mondo accademico, che è stata curata da Giacomo Cardoni. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 28 luglio con il seguente orario: martedì, venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19; il venerdì e la domenica dalle 21 alle 23. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.candelara. com. Lorenzo Fattori © RIPRODUZIONE RISERVATA

TRE INCONTRI DI “SPECIALE DONNA”

ISTITUTO TEOLOGICO MARCHIGIANO

Licenza in Teologia Sacramentaria “Terra e territorio”

L’

Aggregato alla Facoltà di S. Teologia della Pontificia Università Lateranense Ancona 2013-2014

CORSI FONDAMENTALI Storia della teologia sacramentaria Prof. Ferdinando CAMPANA  Teologia biblica sacramentaria Prof.ssa Rosanna VIRGILI CORSI SPECIALI 313-2013: l’evoluzione del concetto di tolleranza nella storia della Chiesa Prof. Tarcisio CHIURCHIÙ Modelli antropologici ed escatologici nei Padri: Origene, Metodio, Pelagio, Girolamo, Agostino Prof.ssa Benedetta ZORZI. Sacramentaria e speranza Prof. Massimo REGINI Alla radice della sacramentaria: il mistero pasquale e il dono di Dio trinitario Prof.ssa Viviana DE MARCO CORSI OPZIONALI Pro multis. Eucaristia e salvezza Prof. Francesco GIACCHETTA. Liturgia ed inculturazione Prof. Raymond NKINDJI SAMUANGALA. Le esequie ecclesiastiche e i cimiteri. Normativa canonica e civile Prof. Leonardo BUX. Liturgia ed escatologia Prof. Raymond NKINDJI SAMUANGALA.   SEMINARI SEMESTRALI Dimensione escatologica del celibato e della verginità per il Regno Prof. Giovanni FRAUSINI (coord.). Il rinnovamento dell’iniziazione cristiana nelle diocesi marchigiane Prof. Antonio NAPOLIONI. Per informazioni e iscrizioni: I Corsi si tengono il martedì (mattino e pomeriggio) e il mercoledì (mattino e pomeriggio). Segreteria: tel. 071 891851 E.mail: segreteria@teologiamarche.it Sito web: www.teologiamarche.it

Lettere al direttore Maestra davvero speciale

C

aro Nuovo Amico, Suor Oliva, maestra davvero speciale, ci ha voluto stupire fino all’ultimo momento. Dovremo ringraziare anche il Signore che ha donato ai nostri figli l’opportunità di frequentare una scuola altrettanto speciale come la “Scuola Sacro Cuore” di via Amendola di Pesaro. Lo scorso 20 giugno si è concluso l’anno scolastico dei bambini della quinta elementare. Nel pomeriggio tutti i bambini con i genitori hanno partecipato alla S. Messa presso il bellissimo santuario del Beato Sante di Mombaroccio. Alla fine della celebrazione uno dei frati ha chiamato all’altare ogni bambino per consegnargli il diploma elementare. È stata una grandissima emozione. Quanti momenti stupendi come questo abbiamo vissuto insieme

durante questi cinque anni! Ed è proprio suor Oliva l’artefice di tutto ciò. Ha sempre curato ogni cosa nei minimi particolari con tanto amore e dedizione. Nella sua classe tutti era sempre perfetto! Si respirava un clima di gioia, di armonia... perfino gli uccellini in gabbia cantavano felici. Ha saputo coinvolgere genitori e nonni in tante belle iniziative utili per la vita della classe e della scuola. In prima elementare suor Oliva ci ringraziò per averle affidato i nostri bambini. Ora, alla fine di questo cammino siamo noi a doverla ringraziare per come li ha amati, educati, trasformati. Grazie suor Oliva!!! Grazie per tutto quello che hai insegnato non solo ai nostri figli ma anche a noi genitori; grazie per la tua amicizia, per la tua infinita pazienza , per la tua disponibilità, per la tua generosità, per le mille attenzioni che hai avuto in ogni momento per tutti noi. Siamo molto tristi nel doverti lasciare ma il tuo bellissimo ricordo rimarrà sempre nei nostri cuori e siamo confortati dal pensiero che continuerai certamente a pregare per i nostri figli rimanendo punto di riferimento per tutti quelli che lo vorranno. I genitori della classe Quinta

associazione ‘Speciale Donna’ in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino presenta tre appuntamenti sul tema ‘Terra Territorio’ che comprendono storia , arte e cultura. Terra intesa come uno dei quattro elementi , come natura cultura e che comprende il mondo di vita che c’è al suo interno. Il primo dei tre incontri, presentato da Silvia Cuppini dal titolo ‘Terra materia d’arte è in programma mercoledì 10 luglio alle ore 21 presso il Salone degli Affreschi di Villa Caprile. Si prosegue mercoledì 17 luglio con ‘Gli ebrei e il risorgimento nelle terre dell’ex Ducato’ presso la Sinagoga alle ore 21 a cura di Maria Luisa Moscati Benigni. La Sala Consigliare della Circoscrizione di Fiorenzuola di Focara ospiterà mercoledì 24 luglio alle ore 21 il terzo appuntamento realizzato da Maria Chiara Mazzi dal titolo ‘Ludovico Zacconi frate agostiniano: da Trebbiantico a Fiorenzuola passando dall’Europa’. Enrico Morri

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il peperoncino

La soglia dei 70

L

o zio buonanima mi raccontava che l’imperatore Nerone aveva emesso un editto (è un falso storico) per il quale chi avesse superato i 50 anni doveva subire il taglio della testa. Arrivato però anche lui alla fatidica soglia, abrogò la legge. Certo che a quei tempi 50 anni erano l’ingresso nella vecchiaia. Oggi i confini si sono dilatati. Lo scrittore britannico Louis Martin Amis, noto romanziere e docente di scrittura creativa all’Università di Manchester, ha proposto l’installazione di alcune cabine entro le quali possa essere servito un drink associato alla pillola della buona morte per quelli che abbiano superato i 70 anni. A parte il fatto che non ho mai capito cosa sia la scrittura creativa: poesie e romanzi forse; ma la situazione si complica se leggiamo la relazione del bilancio di molte società. Più creativi di così … Ma tornando alla pillola per l’eutanasia sono andato a vedere l’età dello scrittore, attualmente ha 64 anni e forse fra poco potrebbe gradire un drink anche lui. Qualcosa mi dice che cambierà idea. In regime di libertà ognuno può esprimere le stupidaggini che vuole. Quello che è inopportuno è che il Corriere della sera le diffonda senza ritegno. Un mio vicino di casa novantacinquenne, pervicacemente attaccato alla vita e dalla mente fresca e aperta, diceva giorni fa alla moglie, quasi sua coetanea: “Ma t’si sigura che propri tocca murì?” Andate a parlare con lui di eutanasia, farebbe certamente il gesto dell’ombrello. Alvaro Coli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Una esperienza appagante

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aro Nuovo Amico, con la fine dell’anno accademico, presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pesaro, si è concluso il II corso di Greco Biblico tenuto dal prof. Don Marco Di Giorgio. Grande emozione, per noi allievi, quando abbiamo tradotto dal greco classico le tre preghiere fondamentali della religione cristiana:Il Pater, l’Ave Maria, il Gloria. Il merito é del Prof. Don Marco di Giorgio che ci ha guidato verso lo studio di una materia così gratificante! Un grazie particolare è per il nostro Arcivescovo Mons

Piero Coccia, al Rettore dell’I.S.S.R. prof. Paolo Boni, alla segreteria dell’Istituto, retta dall’amico Goffredo Magi. La foto di gruppo è per noi ricordo d’una esperienza appagante, da rinnovarsi negli anni a venire. Bruno Baiocchi

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DON MICHELE LUGLI NUOVO PARROCO A MONTELABBATE

La parrocchia è la vera casa

“L’

uomo ha bisogno di una casa e la parrocchia è la vera casa in cui egli può riposare e trovare pace, perché c’è qualcuno che lo aspetta, lo accoglie, lo alimenta, lo corregge, lo perdona, gli cura le ferite, lo consola. La parrocchia è la casa dove l’uomo può sperimentare l’abbraccio di Dio e ricordarsi di non essere orfano. Una casa fatta di pietre vive, ognuna delle quali è indispensabile alla costruzione, come ogni nota lo è per una sinfonia. Pietre che l’architetto pone dove servono”. Un’immagine corposa quella con cui don Michele Lugli, presenta-

FESTA DELLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

to dall’Arcivescovo Piero Coccia come nuovo parroco della comunità dei Santi Quirico e Giulitta in Montelabbate, ha salutato – domenica 30 giugno – i suoi parrocchiani. Un’immagine, come il sacerdote ha ricordato, che gli si è stagliata nella mente fin da quando, appena terminata l’Università, accettò di collaborare alla costruzione in legno (per la scenografia del Meeting di Rimini) del “Portico di Salomone”, storicamente uno dei quattro portici che delimitavano l’atrio del tempio di Gerusalemme, dove Gesù era solito riunirsi con i suoi discepoli e dove, quindi, era

stata accolta la prima cellula del- te per affrontare il difficile quanto la chiesa, segno della presenza di entusiasmante compito che gli è Dio in mezzo agli uomini. stato assegnato”. Con l’ immagine dunque di un’im- Anche il vice-Sindaco, a nome ponente costruzione don Miche- dell’amministrazione montelable ha fatto il suo ingresso nella batese, ha rivolto alla nuova “augrande “casa” che è la comunità torità religiosa” il suo “benvenuparrocchiale di Montelabbate, su- to”, auspicando che con l’autorità bentrando a don Stefano Brizi e civile “continui quella collaboraall’amministratore parrocchiale zione che sola può permettere di (dall’11 novembre 2012) don Mat- conseguire gli obiettivi di pace e teo Merli. benessere per una società giusta e Ma chi è questo giovane parroco solidale”. (nato il 24 agosto 1970 a Pesaro) e E’ comunque con libertà e con come è arrivato in questa parroc- fedeltà radicale a Cristo che il chia? Lo ha raccontato brevemen- parroco può rispondere pienate lo stesso Arcivescovo, che, tro- mente alla propria vocazione, ha vandosi nella impellente necessità affermato mons. Coccia, che ha di sacerdoti per la nostra arcidio- ringraziato don Michele, un sacesi, ha detto di essersi rivolto sei cerdote fisicamente esile ma “dal anni fa a mons. Massimo Camisa- piglio deciso e vigoroso”, per “la sca – allora rettore della Fraternità semplicità e disponibilità con cui sacerdotale di S. Carlo Borromeo ha accettato la sua richiesta, sollea Roma e attualmente vescovo di vandolo, almeno in parte, da una Reggio Emilia – dal quale ha rice- grande preoccupazione”. vuto il tanto desiderato dono di “La costruzione della casa di Dio due sacerdoti: don Daniele Fede- non è finita” – ha detto conclurici, ora parroco di Colombarone dendo il suo intervento il nuovo e appunto don Michele, ordinato parroco. “Dio vuole completarpresbitero il 21 giugno 2003 e tor- la con noi. Si fida di noi. Non ha nato a Pesaro dopo cinque anni di paura dei nostri carismi e della missione in Spagna e altri cinque nostra creatività. Anche io sono in Cile. un lavoratore e gli dono questo Il nuovo parroco dunque è giova- cammino, sicuro che chi ha cone, ma è già fornito di una ricca minciato in noi questa opera buoesperienza che, come sottolineato na la porterà a compimento”. nel saluto rivoltogli dalla comuniPaola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA tà, “sarà uno strumento importan-

In attesa del Convegno Diocesano 2. Chi sono

i fedeli laici

N

el dare risposta all’interrogativo «chi sono i fedeli laici», il Concilio, superando precedenti interpretazioni prevalentemente negative, si è aperto ad una visione decisamente positiva e ha manifestato il suo fondamentale intento nell’asserire la piena appartenenza dei fedeli laici alla Chiesa e al suo mistero e il carattere peculiare della loro vocazione, che ha in modo speciale lo scopo di «cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio»(14). «Col nome di laici _ così la Costituzione Lumen gentium li descrive _ si intendono qui tutti i fedeli ad esclusione dei membri dell’ordine sacro e dello stato religioso sancito dalla Chiesa, i fedeli cioè, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costituiti Popolo di Dio e, a loro modo, resi partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano»(15). (da Chr L, n. 9).

50mo DI SACERDOZIO DI DON MARINO E DON GIUSEPPE E 60mo DI DON SEVERO

Una grande festa

CHIESA DEL CARMINE CORSO XI SETTEMBRE 227/1 BORGO - PESARO dal 3 Luglio S.S. Messe Feriali ore 7.30 - 18.30 Venerdì 12 Luglio: ore 21 Canti della tradizione popolare Mariana coro S. Maria dei Servi - Pesaro Domenica 14 Luglio: ore 18,00 S. Rosario ore 18,30 S. Messa e “Consegna dello Scapolare” Il programma completo sarà pubblicato sul prossimo numero

don Giuseppe Gaudenzi don Marino Mancini

A

lla fine di giugno, in due parrocchie della nostra arcidiocesi, l’Arcivescovo Piero Coccia ha celebrato due graditissime ricorrenze: sabato 29, nella chiesa di San Paolo in Tombaccia, all’interno della Messa per il conferimento del sacramento della Confermazione, è stato ricordato il cinquantesimo anniversario di sacerdozio del Parroco don Marino Mancini e del suo vicario don Giuseppe Gaudenzi; domenica 30 giugno, nella chiesa di San Michele Arcangelo in Novilara, sono stati festeggiati, con la concelebrazione di numerosi sacerdoti, i sessant’anni di ordinazione presbiterale di don Severo Giagnolini, parroco di quella

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don Severo Giagnolini

comunità da ben 59 anni. Tre vite diverse, ma tutte afferrate e trasformate radicalmente da Cristo, al quale si sono donate con libertà, fedeltà e trasparenza, senza tentennamenti o timidezze. Don Marino aveva solo undici anni quando entrò nel Seminario diocesano. Passato poi al Seminario regionale per maturare e consolidare la sua vocazione, ebbe in quel luogo l’occasione di incontrare don Giuseppe, il quale proveniva dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove si era laureato in Scienze economiche e commerciali. Insieme i due seminaristi intrapresero gli studi di filosofia e teologia, curando la loro formazione umanistica e ascetica; insieme divennero sacerdoti per imposizione delle mani dell’allora Vescovo di Pesaro S.E. Mons. Luigi

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Carlo Borromeo il 29 giugno 1963, pochi giorni dopo l’elezione al Pontificato di Paolo VI. Esattamente dieci anni prima, il 28 giugno 1953, ordinato dallo stesso Vescovo Borromeo, diventava sacerdote don Severo, che l’anno successivo sarebbe stato inviato, con Bolla papale di Pio XII, a reggere la Parrocchia di Novilara. A don Marino, don Giuseppe e don Severo va il sincero ringraziamento di tutta l’arcidiocesi, perché, come ha detto l’Arcivescovo, sono stati fedeli a Dio, alla Chiesa, all’uomo e continuano ad esserlo generosamente, nonostante l’età e l’inevitabile indebolirsi delle forze. Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA

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7 luglio 2013

ORATORI: RIVISITAZIONE DI PINOCCHIO

Una giornata ‘di Chiesa’

Un passo in più Pesaro - Di recente l’oratorio della Parrocchia San Fabiano in Villa Ceccolini ha promosso, con il concorso di bambini, ragazzi educatori e molte famiglie della Comunità plurimi incontri sul tema”Un passo in più, camminiamo e cresciamo assieme”. I ragazzi sono stati invitati a riflettere, scoprire quali siano i valori, i talenti, le persone, le esperienze vissute che concorrono a divenire le persone mature, adulte e consapevoli. Gli animatori si sono rifatti alla favola di Pinocchio, da alcuni considerata un’allegoria della società moderna, la cui morale in sintesi riconduce al tema proposto. Ovvero per divenire veri uomini, per abbandonare le vesti del bambino, ove il medesimo è come un burattino in balia degli eventi, delle tentazioni, degli istinti e degli egoismi, occorre

1903-1923

comportarsi bene, ossia rispettare le norme della morale poiché vi è una giustizi imminente che ricompensa il bene e punisce il male..I personaggi collodiani sono paradigmatici:la fatina è il sopranaturale, lo Spirito che aiuta la crescita della materia in evoluzione cioè gli uomini. Geppetto è l’amore semplice, senza condizione. Le bugie del Burattino, l’indole umana degradata. Il gatto e la volpe le tentazioni quotidiane. Il grillo parlante la coscienza inascoltata. La balena il ventre buio dove ci si rifugia per il dolore di essere divenuti asini. Fuor di allegoria la mutazione del giovane sarebbe compito in primis dei genitori, ma anche della comunità ecclesiale che li affianca, della scuola, della società tutta. Inoltre è stato sottolineato il ruolo importante che le amicizie rap-

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presentano nella crescita adolescenziale del giovane fuorviandolo con lusinghe e proposte allettanti, alla fine distruttive, oppure instradandolo sul sentiero evolutivo del sacrificio dell’impegno soprattutto quello scolastico e culturale. Per crescere occorre anche la riflessione individuale, scoprire i propri carismi coltivarli al meglio per raggiungere le finalità preposte. A questo proposito è quanto mai attinente, ma ardua da attuare l’esortazione socratica:“Conosci te stesso”. Infine Don Matteo a conclusione del convegno ha ringraziato tutti i partecipanti e l’Ufficio Diocesano per gli Oratori che ha favorito l’approfondimento di queste tematiche. Gianfranco Sorisio

Se i popolari...

© RIPRODUZIONE RISERVATA

maggioranza, un governo i conservatori gani del mentorismo fegatoso (esempio, … anarchici e i democratici reazionari, il “Corriere della Sera”) o gli organi del che in questi giorni si sollazzano contro reparto furiosi (esempio, il “Comunista”) i popolari? _ ”. Questo il commento del attaccano investono, ingiuriano, calungiornale diocesano: Già: se i popolari … niano, in un coro strepitoso di mille voci Ma i popolari – che han sempre torto, urlanti di rabbia, in una oscena tregensia che si rifiutino a fare le crisi, sia che da da Sabba romantico, sbavando odio e si associno ad altri gruppi per farle – ma schizzando fiele, - ma, dunque, i popoi popolari – contro i quali, ogni volta che lari che potrebbero, volgendosi a questi scoppia una crisi, abbaia fragorosamente rabbiosi cani da guardia delle istituzioni 11 agosto 1922 L’Idea scriveva così: la canea di tutta la stampa democratica, o meno, le quali, essi, i popolari han sal“Un giornale del mattino pone que- di tutta la stampa conservatrice, di tutta vato dalla rovina, chiedere bruscamente: sti interrogativi: _ E se domani ai la stampa massonica, di tutta la stampa - ebbene, che cosa volete da noi? … - ma i popolari impermaliti saltasse in mente fascistofila, di tutta la stampa socialistoi- popolari non si voltano e proseguono per di dire ai conservatori di destra e di sini- de, di tutta la stampa venduta – ma ripe- la loro via, serenamente, da onesti serstra: _ Signori noi non vogliamo tagliarvi tiamo i popolari – che gli organi sfiatati vitori della patria. Vi sono però, ad ogni la strada, fatela da soli, accomodatevi, della incoscienza nazionale ( esempio, il pazienza, dei limiti … Stefano Giampaoli noi staremo frattanto a vedere? _ Dove, “Giornale d’Italia”), o gli organi del furocome troverebbero e comporrebbero una re senile (esempio, la “tribuna”), o gli or© RIPRODUZIONE RISERVATA

Breviario di notizie pesaresi

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DOMENICA 7 LUGLIO CON IL CAI – A Monte Igno, dalla Madonna di Monte Lago. Accompagnatori: Paolo Giacchini (338/7681533) e Carlo Carboni (335/8364132). LAVORI UGANDESI – Ultimo giorno di mostra nella Saletta della Cassa di Risparmio, in via Rossini ( di fronte allo “Sperimentale” ) a cura del Movimento Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo. Orario continuato dalle 9.00. VISITE A PALAZZO DUCALE – Previsti due turni: alle ore 9.45 ed alle 11.15. Prenotazioni: 338.2629372. Costo euro 7. FESTA DEL PORTO – Inizia con la Santa Messa officiata dall’Arcivescovo in chiesa (ore 10) per concludersi con lo spettacolo pirotecnico (ore 23.15). “VIDERO E CREDETTERO” – La bellezza e la gioia di essere cristiani. Ultimo giorno per la mostra itinerante, curata dal Centro culturale “Città ideale” nell’ambito della Festa del Porto. Dalle ore 16 alle 20. Info: 333.2250751. ANIMAZIONE LUDICA ITINERANTE – Il Ludobus fa tappa a Monteciccardo. Dalle ore 20 alle 23. SAGGIO MUSICALE – Proposto dagli allievi dei Corsi di orientamento musicale del Centro Pantano. A Borgo Santa Maria, Parco dei Tigli, ore 20.30. EROI ED ANTIEROI – Festival del contemporaneo. Rocca Costanza, dalle ore 21.

LUNEDI’ 8 LUGLIO ESTRAZIONE DELLA LOTTERIA DI BENEFICENZA – Nel Salone parrocchiale del Porto, in piazza Doria 8. Ore 10.30. “YES WE CAMP” – Dai 6 agli 13 anni. Inizia oggi, per concludersi il 2 agosto, il Campo scuola promosso dal Centro sportivo Villa San Martino (via Togliatti 2). Info: 377/9552506. NELL’AUDITORIUM PEDROTTI – Concerto degli studenti del Conservatorio Rossini. Musiche di Sor, Boehm Kalliwoda, Doppler, Dvorak, Schumann, Brahms, Neuling, Hindemith. MARTEDI’ 9 LUGLIO TUTTI I COLORI DEL VERDE – Nella Corte di Palazzo Mazzolari Mosca. Ore 18.30. Manuela Tarsi propone: “L’anima delle piante”. Ingresso libero. ESTATE MUSICALE PESARESE – A Rocca Costanza, ore 21: “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti. MARATONA DI LETTURA – “Ciak, si legge”: leggere i romanzi che sono diventati film. Nel giardino della Biblioteca San Giovanni, ore 21.00. MERCOLEDI’ 10 LUGLIO APERITIVI MUSICALE – Musica antica nel Teatro di Gradara. Ore 20.00. Ingresso euro 7. STUDENTI DEL CONSERVATORIO IN CONCERTO – Nell’Auditorium Pedrotti, ore 21. Musiche di Ros-

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sini, Donizetti, Vivaldi, Mozart, Bizet, Puccini, Massenet, Delibes, Debussy, Verdi. GIOVEDI’ 11 LUGLIO CONCERTI AL TRAMONTO – Con il Gruppo “Musicaparole”. Dalle ore 19.30 a Fiorenzuola di Focara (Piazzetta sotto la torre dell’orologio). CAMMINANDO LA SERA… - Pesaro, il centro storico e i suoi monumenti. Ogni giovedì (ore 21) fino al 29 agosto. Visite guidate a cura dell’Associazione pesarese albergatori. Info: 338.2629372. L’ANGOLO DELLA POESIA – Nel cortile di Palazzo Ricci (via Sabbatici). Ore 21.00. MOLTEDO JAZZ BAND – Concerto in piazzale Collenuccio. Ore 21.00. NELLA PIAZZETTA TOSCHI MOSCA – Rappresentazione di Teatro danza Kathakali. L’antica danza sacra dell’India eseguite da Maryse Noiseux. Ingresso libero, Ore 21.30. VENERDI’ 12 LUGLIO “LIBRI” – Nella Corte della Biblioteca Oliveriana, ore 17.30. A cura di Ivano Dionigi: “Barbarie”, BUR 2013. Presentazione di Federico Condello. FANTASTICO VENERDI’ – Mercatino in viale Trieste. Dalle ore 19 alle 24. A NOVILARA – Tagliatelle al Castello. Da oggi a domenica prossima 14 luglio. “JUMP OUT” – Da oggi al 15 lu-

di don Giuseppe Fabbrini*

l 21 giugno abbiamo celebrato la Giornata annuale “OratorInsieme”. Eravamo quasi 2550 nel grande parco di Villa Baratoff. Tutti gli Oratori dell’Arcidiocesi assieme all’Arcivescovo Monsignor Piero Coccia per incontrarci, ascoltarci e fare festa. L’idea di questa Giornata è nata cinque anni fa con lo specifico di vivere concretamente un’esperienza ecclesiale. Infatti “l’oratorio è espressione della cura materna e paterna della Chiesa” (Nota CEI “Il Laboratorio dei Talenti, n.22). Nasce dall’amore della Chiesa, perciò senza “una chiara appartenenza ecclesiale l’oratorio perde la sua identità”(idem); vive di comunione nella Chiesa Locale con il Vescovo che indica le linee educative e gli orientamenti pastorali. Vedere età diverse e i diversi Oratori parrocchiali insieme ha dato l’immagine di una pastorale integrata viva alla cui base sono i criteri educativi ecclesiali. Ogni Oratorio, in particolar modo d’estate, ha il proprio progetto educativo che fa riferimento a quello annuale diocesano; dunque la convergenza di tutti favorisce la valorizzazione di una “ministerialità educativa” in grado di promuovere i carismi, valorizzare i talenti e mettere a frutto i doni suscitati dallo Spirito. Coloro che in Oratorio vengono identificati “Animatori” ed “Educatori”, non lo sono a titolo personle, ma rispondono ad una vocazione a cui fa seguito la formazione; sanno di essere inviati dalla Comunità; il loro non è ‘opera’ o ‘lavoro’, ma servizio, ministero ecclesiale di fatto. Perciò non c’è Oratorio senza Chiesa ed è questa la caratteristica precipua della pastorale oratoriana: non solo educazione attraverso il gioco, i laboratori, le attività, le gite, gli spettacoli (ecc.); ma primariamente educazione attraverso la condivisione della ‘vita buona del Vangelo’ e l’accompagnamento in essa. Tutto il resto è strumento, metodo. A tutti va il ringraziamento. All’Arcivescovo per la parola di pastore. Alla Dott. Catalano per la presenza e il saluto personale e da parte del Sindaco di Pesaro. Ai Padri Comboniani per l’ospitalità. Al Consiglio Diocesano di Oratorio per l’organizzazione. Ai Vigili Urbani per il servizio viabilità. Ai Vigili del Fuoco che ci hanno rinfrescato con il cannone d’acqua. Ufficio Pastorale Oratori

glio nel Campo di Marte (Baia Flaminia). NELLA CHIESA DEL CARMINE – Canti della tradizione popolare mariana con il Coro Santa Maria dei Servi. Ore 21.00. “BANDER POINT COMPILATION” – In piazza Europa (Baia Flaminia), ore 21.30. SABATO 13 LUGLIO MEDIOEVO A TAVOLA – A Gradara: menù medioevali nei ristoranti del Borgo. Un viaggio nella storia attraverso i profumi e sapori di un’altra epoca. Info:

© RIPRODUZIONE RISERVATA

0541/964115. CONCLUSIONE CONCERTI FINALI – Con riferimento all’anno accademico 2012-2013. All’ascolto musiche di Mozart e Schubert proposte dai solisti e dall’orchestra del Conservatorio. Ore 21.00. CNA IDEE IN MODA – Settima edizione. In piazza del Popolo “Gran defilè”, dalle ore 21.00. A SANT’ANGELO IN LIZZOLA – In piazza IV Novembre. Va in scena: “Zona Cesarini”, storie di emigrazione, tango e pallone. Ore 21.15. Ingresso libero.


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Pesaro

7 luglio 2013

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CORSO DI FORMAZIONE PER DOCENTI DI RELIGIONE cattolica

La scuola al centro dell’anno pastorale

“L

a scuola – in questo de- sta di una grande manifestazione cennio 2010-2020 la cui programmata per il 2014 – saemergenza fondamen- ranno riprese questioni emerse tale è stata individuata nell’apposito Convegno organizdai Vescovi italiani nella questio- zato dalla CEI lo scorso maggio a ne educativa – è tornata ad essere Roma. per la Chiesa una indubbia priori- Tra gli appuntamenti più importà, in quanto esperienza decisiva tanti sono da annoverare la 47^ per le nuove generazioni e quindi “Settimana sociale dei cattolici” anche per la costruzione del futu- (Torino 12-15 settembre 2013), ro”. che, all’interno del tema della faLo ha sottolineato il nostro Ar- miglia, metterà a fuoco l’imporcivescovo Piero Coccia introdu- tanza vitale del rapporto tra gecendo i lavori del Corso di for- nitori e docenti e il 2° Convegno mazione per docenti di religione ecclesiale marchigiano (Loreto cattolica promosso dal direttore 22-24 novembre) che alla realtà dell’Ufficio diocesano, dott. Fran- scolastica riserverà uno spazio co Marini, svoltosi giovedì 27 giu- laboratoriale specifico all’interno gno presso il Liceo Scientifico “G. dell’ambito “Chiesa e missione”. Marconi” sul tema “Il professore Del resto, ha proseguito mons. riflessivo”. Coccia, lo stesso Convegno dioLa scuola, ha precisato l’Arci- cesano di settembre sulla correvescovo, sarà infatti al centro di sponsabilità dei laici nella chiesa molti appuntamenti del prossimo evidenzierà la necessità di un laianno pastorale, nel quale – in vi- cato impegnato anche nella scuo-

la: i docenti di religione, dunque, meno abituati al ragionamento e vigore nel 2017 e che, tra le altre sono chiamati in prima linea ad al dialogo) la relatrice ha sugge- cose, richiederà regole più severe essere presenti, a collaborare con rito, per arginare questa dicoto- per il riconoscimento dell’idoneila pastorale scolastica e a curare mia, di essenzializzare i contenuti tà all’insegnamento della religione in modo “permanente” la loro for- dell’insegnamento e di stimolare cattolica. mazione. il pensiero degli alunni a partire Mons. Coccia ha reso noto che a Proprio a quest’ultimo obiettivo è sempre dalla loro esperienza. Sen- livello regionale gli Uffici Scuola stato rivolto l’intervento della re- za dimenticare – ha precisato l’Ar- stanno lavorando per la stesura latrice del Corso, prof.ssa Maria civescovo – che la verifica della di un apposito decreto che, ferma Chiara Michelini, dirigente sco- propria azione educativa va fatta restando l’autonomia di ciascun lastica comandata presso l’Uni- “comunitariamente” e che non ci Vescovo, indicherà, sulla base di versità di Urbino, la quale, richia- si deve mai lasciare strappare la un modello nazionale, gli orientamandosi all’assunto del testo “Il speranza. menti comuni a cui le diocesi doprofessionista riflessivo” dell’ame- Durante i lavori, si è parlato an- vranno attenersi. ricano Donald Alan Schön, che che della nuova Intesa tra Chiesa Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA propone un’epistemologia della Italiana e M.I.U.R. che entrerà in pratica professionale fondata sulla “riflessione nel corso delGUERRINO OTTAVIANI l’azione”, ha ricostruito in modo analitico il processo che un insegnante (come ogni professionista) compie nel fronteggiare le sfide i eravamo visti al mare, assieme alle mogli giornaliere lanciategli dal proprio appena tre giorni prima, ed avevamo riprelavoro: un processo in cui gli sono so una delle nostre lunghe e cordiali converutili non tanto le formule impasazioni che spaziavano dai problemi familiari a quelli professionali. Un’ora di distensione e di rate durante gli studi universitarelax. Guerrino aveva appena 62 anni, ma con ri quanto la continua riflessione un’esperienza umana considerevole. Ci eravamo operata nel corso della pratica diconosciuti quando era vicepreside al “Benelli” ed dattica quotidiana. era la persona a cui chiedere consigli e suggeriDopo un momento assembleamenti. Meravigliava che malgrado le conoscenze e re in cui è stata denunciata l’esperienza non fosse ancora dirigente scolastico. l’”incompatibilità” – per così dire Lo diventò nel 2005 al Laurana di Urbino, poi la carriera lo portò al “S. Marta” – della riflessione (che implica di Pesaro. Scuola difficile e complicata, ma adatta al suo carattere socievole e, pacatezza, silenzio, ascolto) con se del caso, malleabile. Un malore lo ha stroncato mentre trafficava nella sua il nostro tempo (in cui i ragazamata cantina. Ciao Guerrino, prima o poi riprenderemo le nostre simpatiche zi sono iperstimolati dai nuovi chiacchierate. A. C. mezzi di comunicazione e sempre

Scomparso all’improvviso

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necrologi ✞

Il 24 giugno, munita dei conforti religiosi è mancata all’affetto dei suoi cari

maria guerra ved. D’Antonio

Ne danno il triste annuncio il figlio Massimo, la nuora Miranda, i nipoti Giacomo e Federico, i fratelli Mario e Adriano, la cognata Graziella, i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo il 26 giugno presso la Chiesa di Cristo Risorto. Poi l’accompagno al cimitero centrale. Ser. Fun. San Pietro di Giombetti M. Via Faggi 105 - Pesaro - tel. 0721/282549 (24h)

Lunedì 24 Giugno è mancata all’affetto dei suoi cari, munita dei conforti religiosi, all’età di anni 69

Bruna Salvi

Lo annunciano con dolore le figlie DEBORAH e SIMONA, il fratello e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo martedì 25 Giugno nella Chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto. Dopo la funzione religiosa il corteo è proseguito per il Cimitero Centrale. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

✞ È mancato all’affetto dei suoi cari all’età di anni 96

Mercoledì 26 giugno, munito dei conforti religiosi è mancato all’età di 88 anni

Ne danno il triste annuncio le figlie Elia e Liliana, i generi, il fratell9o, la sorella, i nipoti, i pronipoti, i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo il 26 giugno presso la Chiesa di S. Luigi Gonzaga. Poi l’accompagno al cimitero centrale. Ofap – Euro Service di Tonelli-Poderi-Ricci Via Flaminia 287 – Pesaro. Tel. 0721/392425 Via Giolitti 19 Tel. 0721/67070

Giovedì 27 giugno munita dei conforti religiosi, è mancata all’età di anni 83

Lunedì 1° luglio alle ore 7 è mancato all’affetto dei suoi cari, munito dei conforti religiosi all’età di anni 81

Giovanni Torti

Ne danno l’annuncio la moglie Carla, i figli Daniela e Davide, il genero Pierluigi, le nipoti Roberta e Martina, i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo il 28 giugno presso la Chiesa di Soria. Poi l’accompagno al cimitero centrale. Ofap – Euro Service di Tonelli-Poderi-Ricci Via Flaminia 287 – Pesaro. Tel. 0721/392425 Via Giolitti 19 Tel. 0721/67070

✞ Il 26 giugno, munita dei conforti religiosi, è mancata all’affetto dei suoi cari all’età di 78 anni

Graziella Salucci in Ceccolini Ne danno il triste annuncio il marito Benito, le figlie Oriana, Oriella e Marinella, i fratelli, le sorelle, i nipoti Alessandro e Francesca, i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo nella Chiesa di S. Maria del Porto. Poi l’accompagno al cimitero centrale. Ofap – Euro Service di Tonelli-Poderi-Ricci Via Flaminia 287 – Pesaro. Tel. 0721/392425 Via Giolitti 19 Tel. 0721/67070

Pasquina donzelli ved. Santini

Ne danno l’annuncio il figlio Sergio, il genero Giorgio, i nipoti Giulia, Stefano con Mary e Milena con Michele, i pronipoti Sofia, Eva, Samuele, Alessia, Noemi e Lisa, la sorella Caterina, le cognate, i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo sabato 29 giugno presso la Chiesa di S. Terenzio di Cattabrighe Ofap – Euro Service di Tonelli-Poderi-Ricci Via Flaminia 287 – Pesaro. Tel. 0721/392425 Via Giolitti 19 Tel. 0721/67070

Isabella Melani nata il 26/06/1935 morta il 27/06/2013 La funzione funebre è stata celebrata il 29/06/2013 alle ore 16,30 presso la chiesa S. Terenzio (Cattabrighe) O.F. Alma Mater di Stefania Tonelli Via Del Fallo,8 Pesaro-tel. 0721/33100

Pietro Orazietti

Lo annunciano con profondo dolore la moglie ELIA, le figlie NADIA e TIZIANA, la nipote ELENA, la pronipote EMMA, il fratello GIUSEPPE e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo martedì 2 Luglio presso la Chiesa parrocchiale di Borgo S. Maria. Dopo la S. Messa il corteo ha proseguito per il Cimitero di POZZO ALTO. IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n. 11 - Tel. 0721 31494-371444

ANNIVERSARIO 06/07/2006 - 06/07/2013

aurora cesarini ved. Mulazzani Lo annunciano con profondo dolore i figli CARLA e GIORGIO, la nuora MARIA PIA e l’adorata nipote LAURA. La S. Messa di suffragio si è tenuta presso la Chiesa Parrocchiale dei Padri Cappuccini. IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n. 11 - Tel. 0721 31494-371444

DR.

Walther Sabattini

Sei sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori. Una S. Messa sarà celebrata oggi, Sabato 6 Luglio nella chiesa di S. Maria del Porto alle 18.30. Si ringrazia quanti si uniranno nel ricordo e nella preghiera. Manuela, Maria, Elena O.F. Marinelli-Via Del Governatore,4 Pesaro-Tel. 336/284055-337/635960

✞ Lunedì 1° luglio alle ore 5 è mancato all’affetto dei suoi cari, munito dei conforti religiosi, all’età di anni 90

valter Ciarloni

Lo annunciano con profondo dolore i figli FERNANDO e MIRIA e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo mercoledì 3 Luglio presso la chiesa parrocchiale di S. MARIA di LORETO. IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n. 11 - Tel. 0721 31494-371444

anniversario Sabato 6 Luglio ricorre il terzo anniversario della scomparsa del caro

Ottavio Ciaffoni

Lo ricordano con amore e rimpianto la moglie MARIA, il figlio GIULIANO, la sorella NOVELLA, i cognati,i nipoti, gli amici e parenti tutti. Una S. Messa in suffragio è stata celebrata Sabato 6 Luglio alle ore 18.30 nella Chiesa parrocchiale di Madonna di Loreto. Si ringraziano quanti si sono uniti nel ricordo e nella preghiera. O.F. Marinelli-Via Del Governatore,4 Pesaro-Tel. 336/284055-337/635960

anniversario Mercoledì 3 Luglio ricorre il primo anniversario della scomparsa del caro

Augusto Del Baldo

Lunedì 1° luglio alle ore 4 è mancata all’affetto dei suoi cari, munita dei conforti religiosi

✞ Giovedì 27 giugno è mancata all’ affetto dei suoi cari

Mario Sperindei

anniversario A due anni dalla scomparsa del

Dott. Alfonso Blandini

La moglie Mariella, le figlie Nicoletta, Silvia ed Alessandra lo hanno ricordato ad amici e conoscenti con una S.S. Messa celebrata in Cattedrale lunedì 1 Luglio IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n. 11 - Tel. 0721 31494-371444

Lo ricordano con amore e rimpianto il figlio TONINO, la nuora PAOLA, il nipote CHRISTIAN e parenti tutti. Una S. Messa in suffragio sarà celebrata Domenica 7 Luglio alle ore 10 nella Chiesa di S. Giovanni Battista a Babbucce. Si ringraziano quanti si uniranno nel ricordo e nella preghiera. O.F. Marinelli-Via Del Governatore,4 Pesaro-Tel. 336/284055-337/635960

anniversario Mercoledì 3 Luglio ricorre il terzo triste anniversario della scomparsa del caro

Dott. ROBERTO BENEDETTI

Lo ricordano con amore e rimpianto i fratelli, le sorelle, i cognati, i nipoti e parenti tutti. Una S. Messa sarà celebrata SABATO 6 LUGLIO ore 19 nella Chiesa parrocchiale di S. CARLO BORROMEO. “Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta.” Si ringraziano quanti si uniranno nel ricordo e nella preghiera. IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n. 11 - Tel. 0721 31494-371444


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il amico nuovo •

enna

libera tutti

Redazione della Casa Circondariale di Villa Fastiggi - Str. di Fontesecco, 88 - 61122 Pesaro (PU) - Anno II - Numero 9 del 7 luglio 2013 CONTATTI info@ilnuovoamico.it - tel 0721/64052 fax 0721/69453

” i t a n o i g i r p s “ i n r o i g i r I nost S

econdo la “smorfia” napoletana il giorno 13 è un giorno molto fortunato. Per noi detenuti del carcere di Villa Fastiggi, giovedì 13 giugno è stata una giornata diversa e divertente. Abbiamo iniziato dalle prime ore del mattino con i preparativi per l’evento “Arte Sprigionata” che, in collaborazione con la biblioteca San Giovanni di Pesaro, presentava il risultato del lavoro svolto nel corso dell’anno 2013 (vedi foto). I preparativi della nostra sala teatro, che ormai è diventata una realtà della città di Pesaro per eventi di vario genere, sono iniziati con il posizionamento di tutti gli strumenti con i quali il maestro percussionista Maurizio Savoretti ha diretto poi le musiciste del reparto femminile del carcere. Sono stati eseguiti ritmi tribali sulle orme musicali del “Circledrum”, richiamando delle forti emozioni intervallate da musica e parole. Dopo i ritmi e le poesie c’è stata una breve pausa per permetterci di cambiare la scenografia e improvvisamente si è passati dalle forti emozioni alle grandi risate, con le “gag” comiche dei ragazzi dell’associazione “VIP Claun Ciofeca di Senigallia” che si sono esibiti insieme ai detenuti del reparto maschile. Sono andate in scena le rappresentazioni delle giornate tipiche del detenuto: la sveglia, la conta, la doccia, il colloquio, il cambio lenzuola… Doverosamente ringraziamo la direzione e tutto lo staff delle operatrici dell’area pedagogica che ci hanno permesso questa giornata divertente e assolutamente diversa dalla nostra solita routine quotidiana ma ringraziamo anche tutti i volontari che partecipano assiduamente a tutte le attività all’interno di questo istituto, preparandoci ad un eventuale reinserimento socio lavorativo. La redazione di “Penna Libera Tutti”

Editoriale

Il mio ultimo articolo dall’interno (forse?)

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on è facile scrivere un articolo sia sui sentimenti che ho vissuto durante il periodo di detenzione che su quelli che ho provato da quando esiste la nostra redazione di “Penna Libera Tutti”. Questo per me è un periodo “buono”, in quanto sono in attesa di una risposta dal Magistrato di Sorveglianza, che dovrà decidere se mandarmi a casa per gli ultimi cinque mesi di condanna che mi restano da scontare per mettere in pratica, con i fatti, tutti i miei buoni propositi sui quali ho seriamente riflettuto nel corso degli anni. Io continuo a sperare che le famose valutazioni che verranno fatte nei miei riguardi (quelle di cui ho tanto parlato nei miei articoli precedenti), vengano considerate in base all’intero percorso rieducativo che ho intrapreso dal giorno del mio arresto. Di conseguenza spero che ci sia una risposta favorevole alla richiesta che ho presentato per poter essere inserito in un programma territoriale e alternativo

al carcere. Anche perché credo di meritarlo, avendo svolto con impegno tutte le possibilità che mi sono state offerte dal carcere. Ho frequentato vari corsi, tra cui appunto, quello di giornalismo, che mi ha regalato grandi soddisfazioni quando ho riscontrato che i nostri articoli venivano letti con molto interesse da tantissime persone. Quindi credo, e sinceramente spero, che questo sia uno degli ultimi articoli che scriverò da qui dentro. Sicuramente da casa potrò continuare via mail a collaborare con la redazione che ho fortemente contribuito a realizzare all’interno del muro. In effetti adesso che ci penso, le emozioni che ho vissuto qui dentro sono state davvero tante. Se pensate che siamo partiti scrivendo gli articoli con carta e penna all’interno delle nostre celle, mentre adesso, dopo innumerevoli richieste alla direzione, abbiamo una vera e propria redazione con tanto di computer e stampante anche grazie alle vostre donazioni. Considerando il nostro impegno

e le tante difficoltà che ho incontrato nel corso del tempo, il risultato è bello e grande, che visto da fuori può sembrare poco, ma vi assicuro che qui dentro assume un valore inestimabile. Insomma, il mio percorso qui è quasi finito, spero di aver contribuito a migliorare la vivibilità all’interno della struttura carceraria di Pesaro che, per quanto sia migliore di altre realtà, rimane sempre un luogo di enorme sofferenza. Almeno per chi come me ha provato quel grande senso d’impotenza che ti provoca la perdita di questo bene prezioso che è la libertà. Che ti nasconde momentaneamente ogni visione di un possibile futuro. Ecco mi piace pensare che anche grazie alla nostra redazione di “Penna Libera Tutti”, per chi (purtroppo) arriverà qui dentro dopo di me, ci saranno sicuramente più mezzi e possibilità di essere ascoltato e considerato come una persona, piuttosto che semplicemente come un numero di matricola. Grazie! Spartaco


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10 7 luglio 2013

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libera tutti

… ma la mia mente è libera

arcere… ma cosa significa realmente? Molti sentendo questa parola, pensano ad un luogo tetro, con dentro criminali. Ci vedono dei mostri, come nei libri delle favole che si raccontano ai bambini. Invece non è cosi. Finche non le si vive sulla propria pelle, certe esperienze sono difficili da capire. Noi siamo delle persone normali, ognuno con la propria storia Abbiamo la nostra dignità anche se purtroppo abbiamo sbagliato. Nessuno è perfetto, capita a tutti di sbagliare. C’è chi sbaglia di più e chi di meno, ma nessuno è senza peccato. Io personalmente ho capito tanto da questa triste esperienza e a tanto sono dovuta arrivare per capire determinate cose. Questa dura realtà mi ha riaperto gli occhi e la mente, è un’esperienza che non potrò mai dimenticare, mi lascerà un segno nel cuore per tutta la vita. Avevo una vita normale, ero

un’adolescente come tante altre, vivevo con mia madre, il suo compagno e i due miei fratelli. Ora la loro lontananza mi ha fatto capire quanto siano importanti per me. La famiglia, l’amore e la fede sono i valori più importanti della vita. Ho frequentato persone sbagliate, avevo la testa dura, non davo retta a nessuno, facevo sempre di testa mia, ero egoista. Nel mio cuore provavo rabbia, dolore e rancore. Ho fatto del male a me stessa e anche ad altre persone, finche non ho toccato il fondo e sono arrivata qui in carcere. E’ stato un duro colpo per me ma con pazienza e senza perdere la speranza non mi sono mai arresa. Mi sono rialzata, nonostante le tante difficoltà. Ho conosciuto tante persone e da ognuna ho imparato qualcosa. Pensavo di aver perso tutto e invece ho scoperto che c’è chi crede ancora in me e non mi ha mai abbandonata. La mia fede è stata la mia salvezza

nei momenti più bui e soprattutto l’esperienza unica e bellissima dell’amore gratuito che ho vissuto in una casa famiglia mi ha cambiata molto. L’amore ha cambiato il mio cuore e il mio viso. A questa famiglia devo molto, perché mi hanno insegnato e dato tanto, mi vogliono bene e mi hanno accettato cosi come sono. Mi hanno fatto riscoprire la bellezza e la semplicità della mia vita dandogli un senso, facendomi capire che ancora non è perduta. Ora mi sento in pace con me stessa e non sono più sola. Mi manca tanto la mia libertà, da qui dentro ho capito quanto sia preziosa, ma la mia mente è libera. Non vedo l’ora di tornare in famiglia, che mi sta aspettando, ho scelto la strada più difficile, ma quella giusta, vorrei lanciare un messaggio a tutti i giovani, di stare attenti alle scelte che si fanno e alle conseguenze che portano, di dare ascolto ai genitori ed apprezzare di più quello che si ha perché si capisce soltanto

La biblioteca del carcere

enna

quando lo si perde. Vorrei poi mandare un messaggio alla giustizia. Dare più opportunità e alternative ai detenuti nelle case famiglia. Solo l’amore ti può cambiare e diventare una persona migliore. La vita è troppo breve e preziosa ed è un peccato buttarla senza vedere una luce. Eugenia (sezione femminile)

L’influenza dei media sui delitti

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o scorso 22 aprile sono stato invitato a partecipare ad un seminario sulle biblioteche presso la “mediateca Montanari” di Fano, per dare testimonianza del funzionamento della nostra redazione “Penna Libera Tutti” e della biblioteca interna al carcere di Pesaro. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con altre persone e raccontare il funzionamento dei prestiti e dei resi che svolgo quotidianamente con i libri, ma soprattutto il valore aggiunto della videoteca che conta più di 500 VHS. Certo per me non è stato facile parlare davanti ad una platea di “intellettuali” (tutti laureati). L’emozione è stata così forte da farmi entrare nel pallone, tanto che quasi dimenticavo ciò che mi ero ripromesso di dire, compreso il fatto di parlare anche del nostro giornale “Penna Libera Tutti”. Alla fine gli applausi ricevuti sono stati gratificanti e mi hanno fatto capire che quanto ho detto è stato recepito nel migliore dei modi. I complimenti poi sono la cosa

Cucina P galeotta Tagliatelle alla bolognese VORREI RICORDARE AI NOSTRI AMICI E LETTORI, CHE NON SI CUCINA SOLO PER RIEMPIRE LO STOMACO MA PER DIMOSTRARE L’AMORE VERSO CHI MANGERA’ CON VOI. CUCINATE SEMPRE CON TANTO AMORE E VEDRETE CHE SARETE SEMPRE RICAMBIATI. GRAZIE!

migliore che potevo immaginare. C’erano personalità come il garante dei detenuti per la regione Marche, il Magistrato di Sorveglianza, gli insegnanti delle scuole superiori che operano in tutti gli istituti penitenziari, il comandante dei Carabinieri di Macerata Feltria, tantissimi educatori, giornalisti e persino il sig. Lorenzo Sabbattini (coordinatore progetto SBCR – Sistema bibliotecario carcerario regionale) insieme al presidente AIB Marche Tommaso Paiano che coordina tutte le biblioteche regionali presenti nei penitenziari. Alla fine posso aggiungere che è stato davvero istruttivo partecipare a questa manifestazione e che proprio per esserci, avevo chiesto ed ottenuto un permesso premio al Magistrato di Sorveglianza di Ancona che doverosamente voglio ringraziare. Allo stesso modo il mio intervento ringraziamento particolare va anche a tutti i nostri lettori che ci seguono con affetto. Leonardo Basiricò

remesso che da qualcuno di voi lettori mi aspetto, quantomeno, un invito a cena per la dimostrazione pratica nella preparazione di questi piatti, oggi prepareremo una “tagliatella alla bolognese”. Prendete una cipolla, una gamba di sedano e una carota, pulitele e tagliate in pezzi molto sottili per favorirne la cottura. Li metterete poi a soffriggere con un filo d’olio extra vergine in una pentola piuttosto alta, mescolando con cura. Ricordate sempre che più l’accarezzate e più riuscirete a dargli il giusto sapore facendo attenzione a non far bruciare. Quando mescolando vi accorgerete che le verdure si sono ammorbidite, aggiungete 400g di carne macinata di vitello, continuerete a cuocere lentamente fino a quando la carne perderà del tutto il colore rosso sangue, poi dovrete sfumare il tutto con mezzo bicchiere di vino bianco, a quel punto aggiungerete due barattoli di polpa di pomodoro da 500g , sale a piacere e io consiglio sempre del peperoncino piuttosto del pepe. Lascerete cuocere lentamente anche per diverse ore, almeno quattro, fino a quando mescolando e accarezzandolo con cura, non vi accorgerete che la densità raggiunta sia quella ottimale. Bello cremoso mi raccomando e non troppo liquido. A quel punto se i vostri commensali sono affamati, mette-

na volta commesso un reato, che per qualche ragione, incontra il clamore della stampa e delle televisioni, le fonti di informazione, rimangono sulla notizia per mesi e mesi tendendo ad influenzare ed a confondere l’opinione pubblica. L’inquinamento causato dall’influenza dei media, provoca veri e propri processi virtuali. Ci si trova sottoposti alla gogna mediatica ben prima che sia emessa la sentenza. Così facendo le trasmissioni televisive causano disorientamento e schieramenti nell’opinione pubblica prima ancora che si celebri un processo vero. I vari talk show e notiziari televisivi ci bombardano ripetutamente per settimane, a volte per mesi, sulla stessa notizia (vedi i casi di Sarah Scazzi, Meredith Kercher, Melania Rea). Notizie che generano ancora più confusione interpellando fior-fior di criminologi, consulenti vari, medici legali ed anche con l’ausilio delle opinioni rilasciate dai cittadini per strada tramite interviste che, sinceramente, non aiutano l’evolversi delle indagini sui casi in fattispecie. A mio modesto avviso “questi processi nei processi” vengono messi in onda per pura questione di audience. Una delle pericolosità risiede nel fatto che dette trasmissioni influenzino anche i magistrati stessi facendo in modo che non si arrivi mai ad alcuna reale svolta delle indagini degli inquirenti. Le moderne risorse permettono anche la soluzione dei cosiddetti cold-case. Grazie alle nuove tecnologie e tecniche investigative si risolvono anche casi rimasti senza un colpevole per anni. Ecco perchè non si dovrebbe spettacolarizzare troppo i delitti prima dei verdetti definitivi. Tony e Luca

te a bollire l’acqua in una pentola alta e preparate 500g di tagliatelle all’uovo. Raggiunta l’ebollizione aggiungerete un pugno di sale grosso e “buttate” la pasta, nell’acqua mi raccomando, non nel secchio! La cottura è breve, quindi controllatela spesso, perchè se scuoce non è buona. Scolatela e condite abbondantemente con il vostro “ragù” mescolando sempre con cura, servite nei piatti e aggiungete una bella nevicata di parmigiano reggiano grattugiato. Sicuramente riceverete dei complimenti che, detti alla bolognes, suoneranno cosi: “Sochmel che buono!” Quindi, buon appetito e alla prossima e non dimenticate l’invito. Grazie! Ingredienti: Una cipolla Una carota Una gamba di sedano olio extra vergine sale e peperoncino Due barattoli di polpa di pomodoro da 500g 500g di Tagliatelle all’uovo 400g di carne macinato di vitello


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enna

libera tutti

7 luglio 2013

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LA STRADA DELLA MIA VITA DAL CARCERE ALLE ASPETTATIVE

Le scarpe per andare a scuola

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icordo molto bene i tanti sacrifici fatti dalla mia famiglia per me e per le mie quattro sorelle. I miei ci portavano a casa del nonno per farci comprare le scarpe per andare a scuola. Per me è un ricordo bellissimo che mi porterò per sempre. A scuola ero un bravo alunno, mi piaceva molto

studiare, in particolare la materia “educazione tecnica”. Ricordo che la mia mamma, pur con tutta l’indigenza, sapendo che era la mia materia preferita non mi faceva mai mancare le righe nuove, il compasso ecc… Poi all’età di quattordici anni la scuola non era più nel mio cervello. Sono andato a lavorare in un bar del mio quartiere, ma lì non si vedevano tante cose belle ed ho preferito andare con mio padre a fare il suo mestiere di fabbro. Anche questa volta non è andata bene perché mio padre, a soli cinquant’anni, ha incominciato ad avere problemi con il cuore. A quel punto ho trovato un nuovo lavoro, questa volta come muratore e per due anni tutto è andato bene. In quel periodo ho conosciuto anche la donna che oggi è mia moglie. Sono riuscito a mettere da parte qualche risparmio e all’età di diciannove anni ci siamo sposati. Dopo un po’ mi sono trovato di nuovo senza lavoro perché la ditta in cui lavoravo chiuse. Da allora in me è nata una grande rabbia. Ho incominciato a delinquere. Credevo che quello fosse il modo giusto per risolvere la mia si-

tuazione, invece quel modo di vivere ha fatto sì che i miei problemi aumentassero. Così sono finito in galera per la prima volta ed essendo incensurato, ho scontato solo un anno. Quando sono uscito ho continuato a delinquere e sono tornato in carcere. Questa volta mi sono trovato a scontare due anni e mezzo e nonostante ciò non sono riuscito a capire che quella non era la strada giusta da seguire. Quest’ultima e lunga detenzione che sto scontando nel carcere di Villa Fastiggi mi ha fatto conoscere persone diverse da quelle che ho conosciuto a Napoli. Una di queste è proprio l’insegnante che ci segue nel corso di approfondimento della lingua italiana che mi ha fatto capire che, per continuare ad andare avanti, devo darmi forza proprio sulla sofferenza che ho vissuto. In questi anni di detenzione, per me sono cambiate molte cose e sarei talmente contento di uscire da qui per cercare finalmente tutto un altro percorso di vita. Alfonso

Fuori non ho nessuno… qui ho un pasto caldo C i trovi operai, camionisti, imprenditori, artisti. Puoi incontrare muratori, maggiordomi, designer, camerieri. Ti confronti con professori, con dottori, notai e studenti. Potresti pensare di essere incappato in qualche meeting a cinque stelle o festival delle diversità etnico-culturali, poi invece ti accorgi che in giro non c’è un palco dal quale un megafono intrattiene i presenti o girando per i corridoi non trovi stand che dispensano gadget o stuzzichini ristoratori. Sei in carcere. Il pensiero che accomuna la “bio diversità” di questo luogo e il pensiero del domani. Quel futuro diventato ignoto, sbiadito, privo di speranza. Senza alcuna certezza, ci sono quelli che parlano dei vecchi tempi, quando il lavoro non mancava mai e la sera rivedevi la tua poltro-

C’

na e la cena calda che tua moglie ti preparava. Certi altri invece si lamentano per quel maledetto datore che non si è preso la briga di rinnovarti il contratto solo perché sei in carcere, “dove lo trovano un altro bravo come me?” Poi ti stupisci se altri affermano di stare bene qua. Fuori non ho nessuno… qui ho un pasto caldo, un letto per dormire e qualche anima buona che mi offre una sigaretta. Siamo uniti in tutto e per tutto ai padri di famiglia che tutti i giorni fanno sempre più fatica a mettere insieme le idee e i progetti a lungo termine per le proprie famiglie. “Futuro” è diventata una parola impegnativa, quasi pericolosa che sempre più di frequente stimola pensieri funesti se non audaci. Fra le mura del “grande punitore” la stessa parola diventa

che anni di carcere hanno negato fin dentro l’anima, ma che nel profondo egli ha coltivato come un seme prezioso pronto a regalare i suoi frutti. Vorrei per me e per i miei compagni un futuro migliore, che renda le nostre vite felici e piene di speranza. Amici, prendete in mano il vostro futuro, in esso vi è la materia di cui sono fai i nostri sogni. Siate certi che là fuori ci sarà sempre qualcuno pronto a darci una mano. Faccio mio e spero che altri possano seguire il pensiero di un grande poeta che più di cento anni fa illuminava i cuori dei nostri avi: “Si aggiusterà, caro amico ogni cosa appena avrai fiducia in te saprai gia vivere”. (GOETHE) Claudio Meletti

Il pazzo dove lo piazzo?

è un tempo per costruire e uno per distruggere, ma distruggere senza un progetto per ricostruire è roba da pazzi. Il 31 marzo scorso gli ospedali psichiatrici, meglio conosciuti come OPG, avrebbero dovuto chiudere i battenti. Poi la data è stata posticipata al 1 aprile 2014. E’ da pazzi che esistono ancora, perciò tutti fuori; per andare dove? E’ da pazzi non saperlo ancora. Quando si costruirono i manicomi criminali si ragionò pressappoco così: “Non è giusto punire un pazzo perché non è responsabile, non è però neppure giusto che la società sia esposta alla sua irresponsabilità”. In pratica la prigione è un’ingiustizia, la libertà è un pericolo. Allora il pazzo dove lo piazzo? In un ospedale con le sbarre, ma non per un tempo di castigo ma per un tempo di pericolo secondo la malattia. Peccato che la pericolosità è prorogabile e ci si è accorti che il “pazzo” sta scontando un ergastolo bianco in strutture definite da una commissione parlamentare: “Un’immensa latrina”. Sapete come

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quasi un’eresia, una chimera spaventosa che fagocita speranze e progetti nati e coltivati nei minimi particolari nella mente di giovani volenterosi, personalità eccentriche e poveri diavoli che pregustano il momento fatidico dell’apertura dei cancelli come una nuova nascita, l’inizio di una vita perfetta. La realtà è spesso crudele e cinica. La crisi sputa in faccia a chiunque e si fa beffa di uomini marchiati dal timbro della vergogna che si avvicinano alla società in punta di piedi con un pugno di speranze nelle tasche e che come in una lotteria, sperano nel colpo di fortuna. Sognano di incontrare il loro angelo custode che li prenda per mano e non li giudichi per il loro passato, ma li apprezzi per il loro presente, un nuovo cittadino pronto a fare quel bene

c’è finito? Per un episodio…da “pazzo”, per esempio dovuto ad una spinta ad un agente di polizia, seguite da urla e ingiurie, condannato per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di servizio pubblico. Torniamo ai fatti, che iniziano circa 5 anni fa, grazie ad un decreto ministeriale a favore della chiusura dei lager-OPG. E questa è la nuova incognita, il tempo è scaduto, circa 1400 “pazzi”, “malati”, e reputati “pericolosi” attendono una nuova collocazione. La patata bollente passa alle Regioni che avrebbero il compito di trasferire i “pazzi” dalla sanità penitenziaria a quella ordinaria, in nuove strutture adeguate, pulite, rispettose nei diritti di un “pazzo” uomo. Come al solito non siamo pronti, è tutto un gridare per trovare nuove soluzioni diverse dai manicomi, perché il tempo di costruire chiede maggior fatica del radere al suolo. Compito difficile, assolvibile, se si tiene conto di quel “pensiero pazzo” che governare è vocazione e fatica di servire. Alessandro

Il bicchiere mezzo pieno

ercare di vedere il bicchiere mezzo pieno anche in situazioni di estremo disagio è molto importante. Riuscire a tirare fuori il positivo, (crescere) in questi ambienti non è impossibile. Non volendo cadere sempre nella solita polemica, (quella che il carcere è sovraffollato e che di conseguenza è difficile “muoversi”) che di sicuro non aiuta a crescere e oscura anche quel poco di buono che ci viene offerto dalla direzione di questo istituto di pena, posso dire che volendo ci si può ritagliare il proprio spazio di crescita. Sono uno tra i tanti che ha voglia di crescere e di migliorare le cose e le condizioni di vita all’interno di questo carcere, so anche che non sarà facile, ma arrendersi alle prime difficoltà non è mai stato il mio forte. Partendo dal presupposto che qui non siamo stati invitati e comunque servirebbe un po’ più di consapevolezza

e ammissioni delle proprie responsabilità, dobbiamo inevitabilmente pensare a come impegnare il tempo cercando di renderlo costruttivo. L’area pedagogica di questo centro, diretta con maestranza e grande professionalità dalla dottoressa Enrichetta Vilella, ci mette a disposizione degli strumenti, che volendo possono essere utili, proprio ai fini rieducativi. Ci sono varie attività, alle quali si può aderire facendo richiesta con l’apposita domandina. Se hai voglia di continuare a vivere e cercare di cambiare, senza oziare nella cella, puoi iniziare a pensare in positivo, rendendoti partecipe in quello che più ti piace. Se vuoi fare il falegname, c’è un corso di falegnameria che ti permette di creare dei piccoli oggetti utili e anche di imparare un mestiere che forse un domani potrebbe esserti utile per un eventuale reinserimento lavorativo. Se invece hai voglia di rilassarti e magari ritrovare te stesso,

meditando e riflettendo, puoi richiedere, sempre facendo la “famosa” domandina, di partecipare al corso di yoga. Al contrario, se sei uno attento alla forma fisica, c’è anche una piccola palestra, dove sfogare quel nervoso accumulato che ti logora la mente. Se invece poi, vorresti acculturarti maggiormente, sempre su richiesta, puoi aderire alla sala lettura, dove troverai un’offerta di ben ottomila libri. Chiaramente, per chi ne avesse bisogno, c’è anche la scuola elementare e media. Inoltre, ci sono due corsi per esprimere il proprio lato artistico, uno è il teatro, che sicuramente aiuta nell’espressività individuale con l’aiuto del regista, l’altro invece è il corso di arte circense, ovvero, si cerca di sdrammatizzare l’oscuro mondo del carcere, creando delle “gag” comiche sullo svolgimento delle giornate all’interno del muro. Volendo dedicarci alla natura e alla preparazione di giardini e coltivazioni biologiche, possiamo richiedere di partecipare al corso di floricoltura, che ci insegna come far nascere una pianta

dal seme alla raccolta. Dalla padella alla brace, sempre per sdrammatizzare un po’ e se hai voglia d’imparare a cucinare, puoi sempre richiedere di fare il corso di cucina, dove troverai degli “chef “prestigiosi e riconosciuti, (ma solo se ti mostrano i documenti ah!ah!ah!.) Insomma, come dico sempre io, basta volerle le cose e magari cercarle con un po’ più d’attenzione e alla fine si trovano. La voglia di cambiamento è sicuramente soggettiva, ma è anche alla base di tutto, quindi,” il bicchiere mezzo pieno” si vede solo se lo si vuole veramente, altrimenti, tutti questi “strumenti” messi a disposizione dalla direzione del carcere risultano inutili. Ma potremmo e sicuramente vorremmo, essere ancora più contenti se ci fosse la possibilità di adeguarci alle normative Europee, rispetto alla nostra sessualità, nel senso che, si potrebbero creare degli spazi dove poterla esprimere con le nostre rispettive compagne, senza dover inevitabilmente reprimerla. Grazie. Spartaco


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libera tutti

7 luglio 2013

IL TELEGRAMMA ARRIVA QUATTRO GIORNI DOPO IL DECESSO

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Neppure l’ultimo saluto alla mia mamma

on mi viene facile iniziare questo articolo. Il 14 maggio scorso alle ore 17 mi trovavo in cella e stavo preparando il tavolo per la cena con i miei compagni quando vedo arrivare l’agente della polizia penitenziaria. Mi consegna un telegramma su cui era scritto che la mia mamma era venuta a mancare. Non ci credevo. Mi sono sentito travolgere come da un macigno. Il dispiacere era tale che mi sentivo impazzire dal dolore. Iniziai a piangere dalla rabbia di non poter essere presente e vicino a lei. Non potevo credere che fosse toccato proprio a me. Sin da subito chiesi di vedere l’ispettore del mio reparto, provando con fatica a spiegare cosa mi fosse successo. Lui ha subito richiesto un permesso straordinario per potermi recare al funerale, per rendere omaggio alla mia mamma in forma privata. Ma le esequie erano già state celebrate. Come è potuto accadere questo ritardo? Tra rabbia, dolore e sconforto, provai a cercare qualcuno che mi aiutasse a capire il motivo della lentezza nella consegna del telegramma. La data del decesso scritta era infatti di ben quattro giorni prima. Siccome la mia posizione giuridica non è di definitivo ho dovuto presentare una ulteriore richiesta alla Corte d’Appello di Ancona, la quale mi rispondeva in primo

Poesie

di Jonathan Salvatori

Stellina, anche se sei lontana da un gelido silenzio da te innalzato, anche se il destino ha eretto queste mura, forgiato queste fredde e desolanti sbarre… Mai niente e nessuno riuscirà a dissolvere questo mio infinito amore. **** Tu stellina che ogni notte guidi i miei sogni tu sei l’emozione che dona la luce al mio cuore ogni mattina, tu sei diamanti di lacrime che diventano tesori nei miei pianti tu sei l’immensa gioia che colora i pensieri oltre l’arcobaleno che sfuma di verde la mia speranza

luogo che non era possibile mandarmi a casa in quanto il decesso era avvenuto quattro giorni prima della mia richiesta e poi mi hanno contestato il fatto che la stessa richiesta era formulata in modo non chiaro. Ora mi chiedo se esiste un modo per esprimere il dolore e la tanta rabbia che provo nei confronti delle istituzioni che anche davanti alla perdita di una madre nega la possibilità di salutarla per l’ultima volta. Balzano agli occhi le grandi differenze della legge che, al contrario di me, ha concesso a criminali incalliti e mafiosi lo stesso permesso che avevo chiesto io. Perché succede questo? Dov’è la giustizia in Italia? Chi mi risponde? Mi chiedo: perché mi è stata negata questa possibilità pur avendo un fine pena non troppo lontano? Come hanno potuto dire di no davanti ad una simile perdita? Ma oltre la legge, dov’è l’umanità di cui sento spesso parlare? Eppure io sono cresciuto con quei valori di rispetto verso i genitori, mentre adesso mi ritrovo ad dover accettare la parola di un Magistrato che forse non ha la mia stessa sensibilità di fronte ad un tale dolore. Tengo a precisare che ho fatto ricorso a tutte le loro risposte negative e che presto dovrò andare a discutere la questione davanti al tribunale di Ancona. Sono ansioso di sentire le loro giustificazioni. A

dipinge di rosso la mia passione mi manchi, solo tu rendi viva la mia esistenza **** Ora vedo il mondo la vita in un immenso buio e senza più la stella che illumina la strada per la felicità. Vorrei che tu fossi un angelo E farti addormentare tra le ali della mia anima Vorrei i tuoi occhi Per addormentarmi Più lontano da questo dolore. Vorrei che tu avessi i miei occhi, per farti vedere il mio infinito amore perché gli occhi sono lo specchio dei sentimenti. Vorrei solo portarti oltre l’amore.

mio modesto parere il motivo del diniego va imputato alla grave crisi economica ed è probabile che non hanno voluto coordinare il mio trasferimento perché il costo sarebbe stato troppo elevato, visto che avrebbero dovuto scortarmi fino al cimitero di Torino. Poi però penso che ai soldi che comunque si dovranno spendere per portarmi avanti e indietro fino ad Ancona per il processo di ricorso che ho successivamente presentato.

So che chi legge può immaginare la mia rabbia che fortunatamente ho saputo controllare anche grazie all’aiuto di qualche compagno. Avrei potuto “scoppiare” aggravando di sicuro la mia posizione. A chi si è permesso di negarmi l’ultimo saluto alla mia mamma non auguro di provare cosa significhi l’impotenza di dover stare dietro le sbarre in un momento come questo. Doti Pancrazio

Attività scolastiche

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ltre alle tante attività che si svolgono all’interno dell’istituto penitenziario di Villa Fastiggi di Pesaro, di cui abbiamo ampiamente raccontato nei nostri precedenti articoli, teniamo a sottolineare che durante l’anno scolastico partito da settembre 2012 e concluso in giugno 2013 dopo ben 400 ore di studio con l’aiuto dei professori: Barcaccia M. Antonietta, D’Isabella Paolo e Paolini Marco del C.T.P. di Pesaro presso l’istituto Olivieri, ai quali va un ringraziamento speciale per aver pazientato nell’istruire ben 11 ragazzi detenuti di varie nazionalità, sei dei quali del reparto protetto, oggi 26/06/13 hanno ricevuto il loro diploma di Licenza Media dopo aver sostenuto gli esami scritti per le materie d’Italiano, matematica e Inglese e gli orali terminati il giorno 20 giugno. I cinque ragazzi del reparto ordinario che con molta buona volontà hanno conseguito la loro Licenza Media sono: Florio Antonio, Ahlal Mohammed, Elhasba Said, Gihouzlani Mohammed e non per ultimo anche Muca Adrian che si è distinto anche nelle vesti di attore nelle molteplici rappresentazioni nel nostro teatro. Ci sono stati anche 29 iscritti al corso di scuola primaria (elementare) due dei quali purtroppo hanno abbandonato gli studi, 16 invece sono stati trasferiti in altri istituti e in 13 hanno terminato il corso con ottimi risultati. Doverosamente ringraziamo anche il maestro Stefano Danti che nonostante le molteplici difficoltà si è dedicato a loro con estrema pazienza. Congratulazioni quindi a tutti i detenuti che hanno svolto i loro esami, dando prova che comunque, anche se in situazioni di estremo disagio, “Volere è Potere”. LA REDAZIONE “Penna Libera Tutti”.

Lettere in redazione

Per scrivere alla redazione della Casa Circondariale di Pesaro indirizzare una e-mail a info@ilnuovoamico.it oppure scrivere a Redazione di Penna Libera Tutti c/o Casa Circondariale di Pesaro – Str. Fontesecco 88 – 61122 Pesaro (PU)

suo sentire. Coltivi la sua dote e vedrà che sarà, negli anni prossimi, un valido sostegno. Francesca Renga (insegnante di letteratura italiana e latina)

Coltivi la sua dote

Alessandro, ho appena terminato la lettura del suo nuovo articolo (Penna Libera Tutti di maggio 2013) “…profumo di mamma” e desidero esporle alcune mie riflessioni, sull’onda dell’emozione. Ancora una volta mi ha colpito la sua abilità nell’usare la penna: il discorso scorre fluido e leggero, il lessico appropriato ed incisivo, in qualche punto si fa quasi poesia. E’ proprio vero quello che soleva ripetere il mio professore dell’università: composizione e poesia sono due parole che esprimono un atto materiale solo apparente. Non si tratta, infatti, di riempire una pagina bianca con delle parole, dei pensieri più o meno belli, perché in questo caso, ci troveremo davanti ad uno sfoggio retorico, si tratta invece di portare alla luce esterna, dal segreto della nostra anima e della nostra mente, il nostro mondo interiore, concretato immutevolmente, per mezzo del linguaggio, dinanzi all’occhio e all’osservazione di tutti. Lei, Alessandro, sembra avere innata questa capacità di trasmettere, a chi legge, il

Noi abituati a non farci mancare nulla

Alcune frasi rimasteci impresse leggendo Penna Libera Tutti: “Per noi le feste sono solo giorni sul calendario segnati in rosso”; “Per uscire dall’inferno bisogna prima attraversarlo”. A nostro avviso queste considerazioni sintetizzano chiaramente che cosa significhi per un detenuto essere privato della propria libertà, elemento essenziale della condizione umana. Questa privazione non deve essere sminuita col “ non poter andarsene” ma comprende anche l’essere costretti a condividere spazi e tempi 24 ore su 24 con persone provenienti da altre realtà e culture. Noi, abituati a non farci mancare nulla (ma sempre convinti che ci manchi qualcosa) ci lamentiamo se non ci aggrada la persona seduta accanto a noi in treno, mentre loro vivono in celle con letti a castello a tre piani per mancanza di spazio. Così, ci siamo resi conto di quanto (volenti o nolenti) queste persone abbiano maturato un’estrema capacità di adattamento e tolleranza verso l’altro, cancellando, nella propria routine quotidiana, qualsiasi abitudine personale antecedente alla carcerazione. Qui sembra tutto un conto alla rovescia, ogni giorno è “un giorno in meno”, che comincia sempre con lo stesso sforzo di

volontà e finisce sempre con lo stesso sospiro di sollievo! A nostro modesto parere, basterebbe camminare nei corridoi all’interno della struttura per accorgersi che i nostri stereotipi e pregiudizi possono essere facilmente messi in discussione. Siamo stati particolarmente colpiti dal fatto che dalle pareti del carcere si respiri il bisogno di “liberarsi” dei detenuti guardando affreschi, quadri e poesie che esprimono la loro immaginazione, sensibilità, fragilità e la grande paura del domani. Proprio in riferimento a questa paura, ci terremmo a far notare che molti detenuti, purtroppo, cadono nella recidiva proprio perché “Noi” non siamo capaci di offrire a queste persone una seconda possibilità. Dai rapporti che si sono instaurati tra noi e loro, ci sentiamo di dire che ogni uomo ha una sua storia ed un suo vissuto, che non possono esaurirsi ed essere compresi alla luce di un unico gesto. Don Oreste Benzi ha lasciato detto : “L’uomo non è il suo errore”. Forse, la vera rieducazione non resta confinata tra le mura del carcere, ma dipende anche dalla nostra capacità di riconoscere chi fra loro ha veramente la volontà di rimettersi in gioco nel rispetto della società civile. Ringraziamo tutte le persone che ci hanno permesso di vivere questa esperienza, in particolare la redazione del “Penna Libera Tutti” e gli educatori della casa circondariale di Villa Fastiggi di Pesaro, che ci hanno accompagnato in questo percorso (molto) costruttivo. Giovanni Masetti e Sara Tartaglia (criminologi tirocinanti)


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7 luglio 2013

Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola PATRONO DELLA CITTÀ E DELLA DIOCESI DI FANO

Festa di San Paterniano

FANO – Mercoledì 10 luglio è in programma la Festa di San Paterniano, patrono della città e della diocesi di Fano. Riportiamo, di seguito, gli appuntamenti: sabato 6 luglio ore 21.15 – omaggio a Maria rappresentazione religiosa su Maria a cura del gruppo “Fraternità S. Francesco” di Pesaro domenica 7 luglio ore 18.30: Triduo presieduto da S.E.R. Mons. Armando Trasarti ore 21.15: concerto d’organo dei Maestri Giovannimaria Perrucci e Luca Muratori (in collaborazione con il Festival organistico Castelli d’Aria) lunedì 8 luglio ore 18.30: ore 18.30: Triduo pre-

sieduto da S.E.R. Mons. Armando Trasarti ore 21.15: Anche tu sei stato un embrione. Puoi metterci la firma. Incontro-dibattito con la dottoressa Maria Pia Ambrosini e raccolta di firme per iniziativa europea “Uno di noi” martedì 9 luglio ore 18.30: Triduo presieduto da S.E.R. Mons. Armando Trasarti ore 21.15: concerto dell’orchestra di fiati “Fanum Fortunae” diretta dal maestro Sauro Nicoletti mercoledì 10 luglio Festa del Patrono orario Sante Messe: 7.00-8.00-9.00-10.30-17.00-18.3021.15 (dopo la Messa conclusiva delle 21.15 concerto itinerante del complesso bandistico “Città di Fano”

diretto dal maestro Giorgio Caselli da Piazza Sansovino fino a Piazza XX Settembre) ore 10.30 – Solenne Messa Pontificale presieduta dal vescovo Mons. Armando Trasarti ore 22.30: tombola di San Paterniano in piazza XX Settembre sabato 13 luglio Pedalata per il Patrono ore 16: ritrovo sul piazzale della Basilica per l’annuale pedalata alla Grotta di San Paterniano organizzata dall’associazione ForBici di Fano Nei giorni della festa, sarà allestito un mercatino di beneficenza curato dall’Ordine Francescano Secolare di San Paterniano in favore delle Missioni dei Cappuccini.

vallato e fenile in festa

QUINTO PELLEGRINAGGIO ESCURSIONISTICO

Dalla Grotta al Santuario

FANO – Domenica 14 luglio è in programma il quinto pellegrinaggio escursionistico dalla Grotta di San Paterniano (loc. Caminate) al Santuario del Santo Patrono. Programma: ore 16: ritrovo presso la Grotta di San Paterniano (loc. Caminate) e ce-

lebrazione della Santa Messa partenza per il pellegrinaggio ore 20 (circa): arrivo a San Paterniano e preghiera al Patrono. Ristoro per tutti i partecipanti. E’ obbligatorio indossare scarpe da ginnastica o da trekking Alle ore 15.30 partirà un pullman gratuito dal parcheggio degli ex carri di Carnevale diretto alla Grotta di San Paterniano (corsa unica – solo andata)

a cura di Matteo Itri

In occasione della solennità dei primi martiri della Chiesa di Roma, di Fano, hanno festeggiato i loro patroni. Di seguito riportiamo un due parrocchie della nostra diocesi, quella del Vallato e di Fenile estratto delle celebrazioni presiedute dal vescovo Armando. PARROCCHIA S. PAOLO APOSTOLO AL VALLATO

PARROCCHIA SANTI PIETRO E ANDREA APOSTOLI IN FENILE

“Colonne di riferimento del magistero” Essere testimoni luminosi del Risorto

Nel tardo pomeriggio di sabato 29 giugno, il vescovo Armando Trasarti ha presieduto la celebrazione eucaristica presso la parrocchia di San Paolo apostolo al Vallato di Fano, in occasione della festa per il patrono. Una ricorrenza che porta tutti a riflettere sulle figure di Pietro e Paolo, due “colonne di riferimento del magistero” – come le ha definite il Vescovo –, una comple-

tamente diversa dall’altra: «Hanno saputo far dialogare istituzione e carisma. Entrambi, al termine del loro percorso, hanno conservato la passione per Cristo; quante volte noi, invece, terminiamo il nostro cammino fuggendo dalla Chiesa o, peggio, smettendo di educare alla fede?». Da qui l’invito ad attendere e non disperare, a combattere senza cadere nello sconforto, così

come fecero gli apostoli. Paolo, infatti, cadendo e rialzandosi ha imparato a servire Gesù. Un’esperienza che è metaforicamente identica a quella di Pietro, il quale ha compreso che tutto quello che siamo dipende unicamente dalla grazia, passando per il bagno di umiltà delle lacrime e l’abbandono di quel fanatismo che spesso caratterizza la nostra esperienza di credenti.

Agenda del vescovo 8 - 14 LUGLIO lunedì 8 luglio ore 10, presso la casa circondariale di Fossombrone presiede l’Eucaristia in occasione di San Basilio martedì 9 luglio ore 10, presso il Centro Pastorale diocesano incontro con l’equipe Caritas mercoledì 10 luglio ore 10.30, presso la Basilica di San Paterniano Solenne Pontificale in occasione di San Paterniano, patrono della città e della diocesi giovedì 11 luglio ore 7.30 Santa Messa presso il monastero delle Benedet-

tine di Rosciano in occasione di San Benedetto ore 21, Santa Messa alla Spiaggia dei Talenti sabato 13 luglio ore 18, a Loretello presiede l’Eucaristia in occasione della riapertura dalla chiesa di San Giovanni domenica 14 luglio ore 11, presiede l’Eucaristia presso la parrocchia di San Pio X. Sarà presentato il nuovo vice parroco don Giacomo Cardinali ore 18, presso la parrocchia del Ponte Metauro presiede l’Eucaristia in occasione del 60° anniversario di sacerdozio di don Gualfardo Innocenzi A cura della Segreteria Vescovile

La comunità parrocchiale, che sfigurati o rimaniamo fermi ad vede unite a quella di Fenile an- una rattristante osservanza?». che le due realtà di Carignano e Nella pericope evangelica, si scoSant’Andrea in Villis, domenica pre il lato esigente di Gesù, ma 30 giugno ha festeggiato insieme che però non diventa intransigeni tre santi martiri patroni: San- te di fronte alle mancanze. «Gesù t’Andrea, San Pietro e San Paolo. ha il potere dell’amore e non della Commentando le letture del gior- paura – ha proseguito il Vescovo no, il vescovo Armando Trasarti, –. Se abbiamo infatti bisogno della che ha presieduto la Santa Mes- paura per credere, rifiutiamo quesa vespertina, ha illustrato come sta proposta di fede così lontana grazie a Gesù il calvario diventa dal Vangelo». Una rassicurazione un percorso di amore. Tante le che però non coincide con la meprovocazioni per la vita di cia- diocrità che spesso riserviamo al scuno: «Gesù si rivolse al calva- nostro vivere da credenti. Dunque rio come un atto di amore. E noi l’invito ad essere testimoni lumipartecipiamo alle celebrazioni nosi del Risorto, perché spesso per obbedienza o perché sentia- raccontiamo una fede senza gioia, mo il richiamo dell’amore di Dio? mentre la proposta di Cristo è tutQuando usciamo, poi, siamo tra- t’altra.


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

7 luglio 2013

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DANIELE GAROTA A FENILE PER I FESTEGGIAMENTI DEI SS. PATRONI

“Siate testimoni pensosi” Fenile – La Parrocchia di Fenile, in occasione della festa dei Santi patroni Pietro e Andrea, ha organizzato venerdì 28 giugno una serata di dialogo e confronto con Daniele Garota, scrittore, testi-

mone della fede, padre di famiglia e socio fondatore della Cooperativa Alce Nero. Daniele Garota ha aperto l’incontro con una profonda riflessione su Ponzio Pilato, un uomo che viene ricordato anche nel Credo che recitiamo ogni Domenica e che ci ricorda come la fede, la nostra fede, si sia incarnata e sia entrata nella storia. Il credente – ha detto Garota – deve tenere in una mano la Bibbia e nell’altra il giornale, dobbiamo incarnarci nella storia, saper leggere il giornale alla luce

della Parola di Dio. Oggi corriamo il rischio di non conoscere la Bibbia, di non interrogarci su quanto accade attorno a noi, assistiamo a fatti storici epocali, viviamo un epoca di grandi sconvolgimenti dove la fede rischia di scomparire. La fede è consapevolezza della storia e di ciò che accade – ha proseguito Daniele – e allo stesso tempo è impegno nel pensare, nel riflettere, per poter poi vivere e comunicare con la vita stessa quanto incarnato. In questa società sembra che si sia perso il senso

CONCLUSO IL CAMPO SCUOLA GIOVANISSIMI A BORGO PACE

“Almeno credo”

FANO - Dal 19 al 23 Giugno presso l’hotel “La Rupe” di Borgo Pace si è svolto il primo campo scuola giovanissimi della diocesi firmato azione cattolica “Almeno Credo”. Le parrocchie coinvolte sono state quelle di Cuccurano, Vallato, Gran Madre di Dio e Duomo. 44 i ragazzi di 15-16 anni che hanno riflettuto sulla loro fede partendo dal credo (testo sentito e ripetuto tante volte a Messa ma mai approfondito parte per parte). Nelle varie giornate si è parlato della figura di Gesù vero Dio-vero Uomo, lo Spirito Santo, la Chiesa, la comunione dei santi, la risurrezione della carne e la vita eterna. Sicuramente argomenti difficili e impegnativi ma spinti dalla curiosità sono stati trattati con molta serietà e dedizione. Non sono mancati momenti di confronto, preghiera, gioco, divertimento e svago in quella cornice naturale splendida che è Borgo Pace. Da segnalare il clima familiare che si è creato e la grande integrazione dei ragazzi che hanno instaurato tante nuove amicizie destinate a

continuare nell’estate che è appena cominciata. Un’esperienza di ecclesialità che non è sempre facile da far capire ai ragazzi legati troppo alla loro parrocchia di appartenenza. E’ stato grande l’impegno degli educatori e dei 2 sacerdoti Don Steven e Don Marzio ma il più come sempre l’ha fatto il Signore con la sua presenza invisibile ma reale. Inaspettate e belle sono state le impressioni dei ragazzi scritte spontaneamente su facebook appena tornati dal campo Chiara Montalbini: “grazie a tutti per questi magnifici 5 giorni, ho conosciuto persone davvero speciali. Grazie!” Gioele Rizzani “Un grazie a tutti coloro che hanno organizzato e partecipato a questo campo perché hanno trasformato 5 giorni in una grande esperienza di vita e di divertimento.... grazie ancora a tutti” L’estate è quindi cominciata alla grande e non rimane che augurare a tutte le altre parrocchie buona preparazione e buoni campi scuola. Davide Cecchini

del peccato, che non si sia più capaci di percepire che il male viene dal di dentro, dal nostro essere isolati e non fare ciò che è nostro dovere fare o dal non dire ciò che è dovere dire. Senza domande non si pensa e senza pensiero non si entra nella Fede, non produciamo più pensiero, contenuti, e il nostro parlare diventa vuoto rendendoci incapaci di ascoltare. Siate “testimoni pensosi” ha detto infine Daniele alle tante famiglie presenti all’incontro, poiché il pensiero ci apre il cuore e Dio

è sensibile al cuore e non alla ragione ! L’incontro si è concluso con un breve saluto del parroco don. Giuseppe Tintori che, nel ringraziare tutti per la numerosa partecipazione, ha espresso una profonda speranza che la comunità che si dimostra in cammino verso Dio sicuramente saprà far crescere la propria Fede attraverso l’ascolto e la testimonianza di vita. Marco Gasparini

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Una grande testimonianza di vita e volontà

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a scorsa settimana, Alessandro, un ragazzo italiano cieco ormai da 4 anni e in viaggio per il mondo già da alcuni mesi, é venuto a Beira per conoscere da vicino i ragazzi dell’Istituto non vedenti. Alessandro é uno dei membri dello staff di Universal Access e già da tempo aveva accompagnato il progetto “Computador sem limite”. Arrivato in Istituto Alessandro é stato letteralmente avvolto dai ragazzi. Un mix di entusiasmo e di curiosità nel conoscere da vicino una persona con tutta questa passione e carica di vita, che sta riuscendo a portare avanti da solo una grande avventura personale, soprattutto una persona con grande conoscenza informatica, autonomo nel gestirsi con chiamate, messaggi e non solo. Con il suo Iphone Alessandro ha dato esempio delle potenzialità di questo mezzo e i ragazzi sono rimasti senza parole...

anche perché non avevano mai visto da vicino una cosa simile. Sono abituati a usare comuni telefoni che non sono per loro accessibili, si muovono con grande abilità perché ricordano i vari movimenti, ma per leggere messaggi e non solo, hanno sempre bisogno di un aiuto esterno. Alessandro, ci ha lasciato una grande testimonianza di vita e di volontà. Gli auguriamo tutto il meglio che questa avventura possa offrirgli. Ci saranno sempre piccoli momenti di sconforto e di tristezza, ma come sappiamo bene, tutto passa... Barbara Zenobi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Per chi vuole avere maggiori informazioni sul viaggio di Alessandro, può visitare questo link: http://www. lightheplanet.net/il-viaggio/travelling-nozambique/

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IN SCENA NEL TEATRO DELLA CASA DI RECLUSIONE DI FOSSOMBRONE

“O’ Cafè”

FOSSOMBRONE - Sabato 29 giugno, un sanno fa /co’ à ricetta ch’à Ciccirinella / singolare appuntamento teatrale ha avu- compagno di cella ci ha dato mammà …’ to luogo in uno spazio altrettanto parti- canta Fabrizio De Andrè ironizzando su colare. Nel teatro della casa di reclusione ‘la filosofia del caffè’ nella bellissima ‘Don di Fossombrone è andato in scena ‘O’ Raffaè’. CAFE’. L’evento scenico diretto dal regi- “Il teatro mette sempre in ‘gioco’ la vita sta Fabrizio Bartolucci ha visto in scena ‘dice il regista Bartolucci,’ e l’attore nel gli attori del laboratorio teatrale inte- suo paradosso attraverso le storie proietgrato ‘Levante’, progetto che da anni lo ta se stesso. La rappresentazione come stesso regista, in collaborazione con la sempre ha offerto vivaci occasioni di Associazione culturale La Pioletta, coor- confronto e di approfondimento”. dina presso l’istituto penitenziario che ha In un gioco divertito di rimandi tra realdato vita ad una compagnia formata da- tà e finzione, il Caffè diviene un luogli attori detenuti che hanno preso parte go sospeso tra passato e presente dove al laboratorio annuale e da attori e attrici prendono vita vicende e personaggi in dell’associazione . un’anomala storia corale di gente che va Lo spettacolo O’ Cafè trae liberamente e viene e tra i tavoli e le sedie, di questo spunto da Goldoni, Fassbinder, Eduardo strano locale dove passa di tutto: chi è rie De Andrè, in una libera riscrittura sce- spettabile e chi è losco, chi discute e chi nica realizzata con i partecipanti che ha è discusso, quella che finge e quello che per oggetto il rito del caffè. fugge, chi si è perso e chi non ha altro da Un costume profondamente italiano, che fare che stare al caffè. mescola e abbina al piacere della bevanda, L’iniziativa è realizzata dall’Associazione la possibilità di socializzare, di instaurare culturale ‘La Pioletta’ in collaborazione relazioni, di intensificare i rapporti uma- con La Casa di Reclusione di Fossomni, facendo circolare sensazioni, emozio- brone – Area Trattamentale, e fa parte ni, idee. Il rito del caffè è un’abitudine del progetto unitario per le Marche ‘Teaconsolidata, nelle case, negli ambienti di tro in Carcere’ col sostegno dell’Ambito lavoro e anche e soprattutto in carcere… Territoriale n.1 di Pesaro e dell’ Ambito “…A che bell’ò cafè /pure in carcere ‘o sociale n.7 di Fossombrone.

LE PROPOSTE DI VILLA SAN BIAGIO

E-state con la bibbia

FANO – Per i mesi di luglio e agosto la casa di spiritualità Villa San Biagio propone le seguenti attività: serate bibliche e musicali ore 21.00 – 22.30 luglio 2013 - Venerdì 26 - Martedì 30 agosto 2013 - Venerdì 2 - Martedì 6

- Venerdì 9 - Martedì 13 mercoledì 14 Agosto Ecco la tua Madre… Veglia mariana per l’Assunta 17 - 20 agosto 2013 “Mettimi come sigillo sul tuo cuore” CAMMINO DI MATURITÀ AFFETTIVA NEL CANTICO DEI CANTICI Visita la mostra: “Arte come dono” Info e prenotazioni: Tel 0721.823.175 d.alesiani@virgilio.it - Sito: http://www. sanbiagiofano.it

DA SABATO 6 lugliO RASSEGNA ESTIVA DELLA CAPPELLA MUSICALE DEL DUOMO

“I suoni e la Parola” FANO – Al via la V edizione de “I Suoni e la Parola”, la tradizionale rassegna estiva organizzata dalla Cappella Musicale del Duomo (ingresso libero). Riportiamo, di seguito, il programma: sabato 6 luglio, ore 21.15, Chiesa del Suffragio Concerto dei Cori Schola Cantorum del Duomo di S.Leo (RN) - direttore Nicoletta Carletti Associazione Corale Madonna di San Giovanni di Ripatransone (AP) - direttore Nazzareno Fanesi Cappella Musicale del Duomo di Fano - direttore Stefano Baldelli mercoledì 10 luglio, ore 21.15, Basilica di S.Paterniano Messa solenne animata dalla CMDF presieduta dal Vescovo S.E. Mons. Armando Trasarti in occasione della festa di S.Paterniano del Patrono di Fano

sabato 13 luglio, ore 21.15, Cattedrale di Fano Concerto straordinario Coro dell’Exeter College di Oxford (UK) - direttore George de Voil venerdì 19 luglio, ore 21.15, Chiesa di S.Domenico Concerto strumentale e vocale Musiche di Viviani, Scarlatti, Bach, Melani Luca Muratori, clavicembalo Giovanna Donini, canto Vincenzo Tribullini, tromba mercoledì 24 luglio, ore 21.15, Cattedrale di Fano Concerto per l’inaugurazione del nuovo organo positivo della Cattedrale Stefano Baldelli, organo Anna Maria Soria, soprano Cappella Musicale del Duomo di Fano


• il• amico nuovo FANO - Con l’intento di promuovere e valorizzare le collezioni d’arte fanesi si propongono per questa estate incontri gratuiti presso il Museo e la Pinacoteca civica, destinati ad un pubblico adulto ed ai bambini. Le visite guidate per adulti sono itinerari che, partendo dalle sale del Palazzo Malatestiano, si sviluppano nel tessuto della città con l’intento di far conoscere anche altre emergenze monumentali. Le visite animate sono rivolte ai bambini ed alle loro famiglie e prevedono incontri ludici e sensoriali che renderanno indimenticabile per i più piccoli il loro incontro con gli spazi museali. Per queste visite è previsto un contributo spese di € 5 a bambino, mentre per chi accompagna la visita sarà gratuita. Le visite guidate per adulti e quelle animate per bambini sono a cura della Cooperativa Sistema Museo.

VISITE GUIDATE GRATUITE domenica 7 luglio – Domenica 4 agosto – Domenica 1 settembre dalle ore 18.00 alle 19.30 circa. ITINERARIO: Pinacoteca di Palazzo Malatesta, Tombe Malatestiane e Chiesa di San Pietro in Valle. Luogo d’incontro: ore 18, Museo Archeologico e Pinacoteca di Palazzo Malatesta, Piazza XX Set-

Fano Fossombrone Cagli Pergola

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MUSEO ARCHEOLOGICO E PINACOTECA DEL PALAZZO MALATESTIANO

Le iniziative dell’estate 2013

tembre (cortile) Prenotazione obbligatoria al: 0721/638271 massimo di 35 persone giovedì 11 luglio – giovedì 8 Agosto – giovedì 12 settembre Dalle ore 21.00 alle 22.30 circa. ITINERARIO: Museo archeologico, area archeologica (sottostante la Mediateca Montanari Memo), Arco d’ Augusto. Luogo d’incontro: ore 18, Museo Archeologico e Pinacoteca di Palazzo Malatesta, Piazza XX Settembre (cortile) Prenotazione obbligatoria al: 0721/638271 massimo di 35 persone

VISITE ANIMATE PER BAMBINI E FAMIGLIE Martedì 16 Luglio ore 21.00 Animali tratti, ritratti e distratti Animali che perdono la propria casa…una rana che dallo stagno salta in un quadro, cani che non hanno voglia di abbaiare, un gatto mammone assorto e una pecora assonnata! Storie che saltano all’occhio per animali di carta che stanno in pie-

di…compresa la pecora! Età: bambini dai 3 ai 10 anni Durata: 1 ora e 30 minuti circa Luogo d’incontro: ore 21.00 Museo archeologico e pinacoteca di palazzo Malatesta, Piazza XX Settembre. Costo: € 5,00 a bambino (gratuito per i genitori accompagnatori) Prenotazione obbligatoria 0721/638271- max 25 bambini

Martedì 20 agosto ore 21.00 Alice casca in mare Il buon caro Rodari ha voglia di scherzare? Beh, noi di più! Lo porteremo al Museo e lo faremo sguazzare in un mare d’arte... lasciando tante tracce marine di calco BLU. Età: bambini dai 3 ai 10 anni Durata: 1 ora e 30 minuti circa Luogo d’incontro: ore 21.00 Museo archeologico e pinacoteca di palazzo Malatesta, Piazza XX Settembre. Costo: € 5,00 a bambino (gratuito per i genitori accompagnatori) Prenotazione obbligatoria 0721/638271- max 25 bambini

Martedì 3 settembre ore 21.00 Corolle monelle e boccioli figlioli Minuscoli fiori disseminati tra le sale del museo e un profumino soave ci accompagna. E se i fiori diventassero giganti e noi piccolini? Che cosa ci vuoi far? Età: bambini dai 3 ai 10 anni

Durata: 1 ora e 30 minuti circa Luogo d’incontro: ore 21.00 Museo archeologico e pinacoteca di palazzo Malatesta, Piazza XX Settembre. Costo: € 5,00 a bambino (gratuito per i genitori accompagnatori) Prenotazione obbligatoria 0721/638271- max 25 bambini

PRESENTATO IL VOLUME DEL DOTTOR PAOLO VITALI

Il palazzo Cassi a San Costanzo FANO - Venerdì 28 giugno, è stato presentato il prezioso tomo di oltre seicento pagine dal titolo Palazzo Cassi a San Costanzo, redatto dal dottor Paolo Vitali ed edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano. Proprio nella sala di rappresentanza di quest’ultima, oltre all’autore, sono intervenuti il sindaco di San Costanzo,

Margherita Pedinelli, il presidente della Fondazione, Fabio Tombari, lo storico Franco Battistelli ed il presidente del Centro studi “Perticari”, Alberto Berardi. L’uscita di questo libro coincide con il termine dei lavori di ristrutturazione del suddetto palazzo, consegnato con una nuova funzionalità all’amministrazione cittadina pro-

prio il 26 maggio scorso. Nell’introdurre gli interventi, Tombari ha ripercorso le molteplici opere realizzate dalla Fondazione negli ultimi anni, riconoscendo il fatto che non vengono più erogati contributi a pioggia, ma con cadenza ed importi nettamente diversi. Una politica che ha reso possibile la realizzazione del nuovo centro per malati di Alzheimer, che sarà aperto a Fano nel prossimo ottobre. Allo storico Battistelli, è stato affidato il compito di calare i presenti all’interno del contesto dell’epoca: «La nobiltà del tempo a cui fa riferimento il tomo, della quale erano rappresentanti sia i

TUTTI I MERCOLEDÌ DI LUGLIO

Le aperture serali del Teatro della Fortuna

FANO – Un motivo in più per frequentare il centro storico di Fano nelle calde sere d’estate. Tutti i mercoledì di luglio, dalle 20.30 alle 22.30 il Teatro della Fortuna resterà aperto per consentire a tutti, fanesi, turisti, italiani e stranieri, di visitare i foyer del pian terreno e la sala grande del Teatro cittadino. Sarà lo stesso personale della

Fondazione Teatro suscitato un interesse ed un sucdella Fortuna ad ac- cesso al di là delle previsioni, ricogliere i visitatori sultato che ha spronato il Teatro per raccontare la a ripetere l’esperimento una volta storia del passato e alla settimana per tutto il prossidel presente di uno mo mese. Tanti gli stranieri, in dei più bei teatri particolare francesi e tedeschi che marchigiani, gioiel- sono rimasti incantati dalla bello del neoclassici- lezza del luogo. smo, che ha ripreso Un piccolo aneddoto che vale la la sua attività nel pena di raccontare per la sua va1998, dopo circa 50 lenza “simbolica” e socio-antropoanni di chiusura per logica. Un signore francese usceni danni procurati do dal teatro dopo la visita ha dall’ultimo conflitto mondiale. 15 ringraziato ed ha voluto lasciare anni durante i quali il Teatro della un obolo di 2 euro, non per l’adFortuna ha riacquisito il ruolo che detto che l’aveva accompagnato, gli competeva in quanto maggio- ma per il teatro. Un gesto che la re istituzione culturale cittadina, dice lunga sulla grande differenza diventando, malgrado le difficoltà “culturale” che c’è tra l’Italia e gli del periodo, ormai uno dei sog- altri Paesi europei (e non solo) in getti di produzione culturale tra i merito all’importanza che le arti e più importanti nella regione. la cultura hanno nella vita sociale Mercoledì 26 giugno la prima e nella percezione degli stessi citapertura, “pilota” e, in sordina, ha tadini.

Cassi, che i Perticari, non usava andarsene al mare, piuttosto si ritirava in campagna, nelle “ville”. Il palazzo Cassi, acquistato in una prima parte nel 1814, costituì proprio una di queste residenze». Proseguendo nell’analisi tout court dell’opera, Battistelli ne ha riconosciuto il pregio, arrivando ad asserire che leggere questo libro equivale a ricostruire parte della storia di San Costanzo. Berardi, dal canto suo, ha raccontato l’importanza del citato comune nel contesto culturale, riportando aneddoti riguardanti il teatro ed il soggiorno di molti artisti, quali lo stesso Gioacchino

Rossini: «Tutta la sua storia si presta a fare di questo borgo un faro della cultura locale, così come lo fu nei gloriosi anni addietro». A completare questo concetto si è inserito l’intervento dell’autore Paolo Vitali che, dopo aver ringraziato la Fondazione, di cui egli stesso è consigliere generale, ha ricordato ancora una volta l’importanza di palazzo Cassi: «Questo non fu uno dei tanti palazzi nobiliari, ma una delle poche residenze culturali del territorio, grazie anche all’attenzione importantissima del conte Francesco». Matteo Itri © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTIZIE IN BREVE ◆ TORNEO DI PALLAVOLO – MEMORIAL ANDREA FURLANI BELLOCCHI – La parrocchia San Sebastiano, il circolo Acli di Bellocchi e l’AC settore Giovani organizzano il III torneo di pallavolo memorial Andrea Furlani in programma dal 29 luglio al 10 agosto nella pista parrocchiale. Le iscrizioni scadono il 20 luglio. ◆ “GLI ULTIMI GIORNI DI GIACOMO LEOPARDI” FANO – L’assessorato alla Cultura del Comune di Fano in collaborazione con il “Teatro La Bugia” presentano “Gli ultimi giorni di Giacomo Leopardi” è la lettura/spettacolo in programma venerdì 5 luglio, alle ore 21.30, alla Corte Malatestiana, scritta diretta e interpretata da Carlo Simoni che vuole regalare alla sua città natale una suggestiva interpretazione di testi e storie di vita del grande poeta marchigiano arricchita da musiche di Rossini, Verdi, Wagner, Mozart, Chopin, Beethoven, Bach, Gounod e Hendel. In scena l’attrice Maria Flora Giammarioli del “Teatro La Bugia”. Lo spettacolo sarà proposto con un biglietto simbolico di 5 euro. ◆ CONCERTO OMAGGIO A LUCIO DALLA MONTEMAGGIORE – Sabato 6 luglio, alle ore 22, è in programma “Piazza Grande”, concerto omaggio a Lucio Dalla. Accanto a Stefano Fucili (voce e chitarra) ci sarà Fabrizio Bartolucci (attore e regista teatrale) che reciterà racconti e testi di Lucio. I grandi successi di Dalla (4/3/43, Piazza Grande, Canzone, Futura, Anna e Marco, Caruso etc.) saranno suonate nelle versioni live originali dalla band di alto livello composta da Enzo Bocciero (piano e tastiere), Tommy Baldini (chitarre), Roberto Panaroni (basso) e Marco Pacassoni (batteria).


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7 luglio 2013

Urbino

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado

Libri Una nuova biblioteca nei locali della Pro Urbino aperta a tutti pagina

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L’ANNIVERSARIO DELLA MORTE RICORRE IL 9 LUGLIO

Mercatello si prepara a festeggiare Santa Veronica

MERCATELLO SUL METAURO. Nell’anno della fede la celebrazione della festa di santa Veronica riveste una luce nuova per la preziosa testimonianza di fede che ci ha lasciato, racchiusa in quel tesoro che è il suo Diario, solo in parte divulgato. La sua vita, interamente conformata a Gesù Crocefisso, rivela un’esistenza umana che si è lasciata plasmare dall’Amore, camminando nella gioia del dono di sé per il bene dei fratelli. Una risorsa a cui attingere per risvegliare e rinvigorire la nostra fede in questo anno celebrativo. Santa Veronica ha avuto fenomeni mistici che restano racchiuMercatello sul Metauro - Sabato 29 giugno, accolti dalle note del gruppo “Gioachino Orchestra”, composta da giovanissimi strumentisti, si è tenuta nella bella chiesa di san Francesco la cerimonia inaugurale dell’ampliamento del Museo civico-ecclesiastico di arte antica. Dopo un lungo ed impegnativo intervento di restauro e risanamento, promosso ed attuato dall’Amministrazione comunale, dalla Parrocchia S. Veronica Giuliani e dalla Pro-Loco sin dal 1996, con un impegno economico ingente, ora si può dire ultimata la ristrutturazione di tutti gli immobili del complesso. Utilizzando gli spazi lasciati liberi dalla casa di riposo per anziani trasferitasi nel 2007, è stato possibile l’allestimento della nuova sede museale dove è esposto un cospicuo patrimonio artistico proveniente in gran parte dalla stessa chiesa di S. Francesco, dalla chiesa Collegiata e da altre chiese urbane e rurali di Mercatello. La raccolta è compoPEGLIO. Sabato, 15 giugno 2013 l’Arcivescovo Monsignor Giovanni Tani ha conferito il sacramento della Confermazione presso la Chiesa San Fortunato di Peglio ai seguenti cresimandi: Alice Andreatti, Mirko Bicchiarelli, Eva Brau, Enrico Lucciarini, Samuele Lucciarini, Daniele Ugolini. La celebrazione è stata presieduta dall’Arcivescovo e concelebrata da don Antonino Maluccio, padre comboniano Tarcisio Pazzaglia, dal parroco di Peglio don Roger Nkou e dal diacono Giuseppe Mangani. Per la comunità parrocchiale è stata una cerimonia particolarmente importante dato che l’ultima volta in cui si è celebrato il Sacramento della Confermazione a Peglio risale al 25 giugno 2000, ossia tredici anni fa, con il compianto mons. Gino Uguccioni, allora Amministratore diocesano. Durante l’Omelia l’Arcivescovo,

si nel disegno di Dio per il bene dell’umanità e per confondere la sapienza umana, ma che poco incidono sulla nostra vita quotidiana, restando alquanto impensabili. Questo, tuttavia non fa brillare la santità di Veronica che risplende, invece, per la radicale sequela del Signore Gesù nell’esemplare pratica della Fede, Speranza e Carità. Lei si è messa alla scuola del Maestro entrando per la porta della croce. S. Veronica si è progressivamente abbandonata all’Amore di Dio riconoscendo la piccolezza della creatura di fronte al Suo Creatore, ma con l’audacia di chi ha sperimentato la potenza della Grazia che ci rende figli di Dio in Gesù Cristo. Per questo sono numerosi gli episodi descritti in cui santa Veronica prega per il bene dei fratelli, esponendosi a unirsi ai patimenti di Cristo, unica sorgente di merito e di grazia, per ottenere dal Signore il beneficio richiesto. Un esempio dello sguardo di fede

di Veronica negli avvenimenti quotidiani lo ritroviamo nel periodo in cui Città di Castello era soggetta a frequenti terremoti. Lei annota nel suo diario ai primi di febbraio 1703, della sua afflizione perché pensava che la ragione di tanti mali fossero i suoi peccati. Il Signore le rivela che non è lei la causa, ma che “Iddio è molto offeso, per via di tante vanità; di tanti peccati… Così Veronica si fa au-

dace e mostra tutto il suo amore per i fratelli: “avendo io cognizione di me stessa e conoscendo la mia indegnità di ricevere la grazia, ma tutta fede e speranza in Dio, dicevo: «Dio mio, diffido di me, confido in Voi. Io, creatura indegna di stare sopra la terra, vi prego per i vostri santi meriti e per il sangue preziosissimo che avete sparso per noi, a volerci concedere tempo di penitenza»”.

Confidiamo nell’intercessione di santa Veronica perché ci aiuti a tenere lo sguardo sempre rivolto al Signore Gesù per partecipare alla gioia dell’amore e avere la forza di rispondere con il coraggio della fede alle esigenze della vita quotidiana. Le sorelle Cappuccine di Mercatello © RIPRODUZIONE RISERVATA

Programma per le celebrazioni MERCATELLO SUL METAURO. La solennità di Santa Veronica sarà preceduta, anche quest’anno da un triduo di preparazione: dal 6 all’8 luglio nel chiostro del monastero delle Cappuccine alle 18 padre Marzio Calletti presiederà l’eucaristia e terrà la meditazione sul tema “In ascolto della vita con la luce della fede”. Il triduo sarà animato dal coro delle Cappuccine, dalla schola cantorum “Santa Veronica Giuliani” della Collegiata e dal Coro Polifonico “Icense” di Mercatello. Martedì 9 luglio, solennità di Santa Veronica, dalle 6 possibilità delle confessioni nella chiesa di Santa Croce. Nella chiesa del monastero delle Cappuccine: sante messe a partire dalle 6. Alle 10 l’eucaristia sarà presieduta da padre Giulio Criminesi, ministro Provinciale o.f.m. cap. Alle 18 verranno celebrati i Vespri solenni. In Collegiata: alle ore 11 padre Marzio Calletti presiederà la santa messa e alle 20.30 si terrà il solenne Pontificale presieduto da S. E. R. mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado. Al termine della celebrazione avrà luogo la tradizionale processione per le vie del paese.

UN VANTO DI MERCATELLO

Il nuovo museo civico ecclesiastico

sta di opere su tavola, tele, argenti, croci medievali, statue lignee, reliquiari, reperti archeologici e materiai cartacei, pergamenacei e lapidei. Le opere abbracciano

un arco di tempo che spazia dal ‘200 al ‘800. Il Museo di S. Francesco è collegato con un’altra realtà culturale ed artistica: la raccolta d’arte contemporanea situata nel

palazzo Gasparini aperta nello scorso mesi di aprile. Alla cerimonia inaugurale l’assessore Alfiero Marchetti ha ripercorso tutto il lungo impegno economico-amministrativo della ristrutturazione della chiesa e del museo. Di seguito sono intervenuti il sindaco Giovanni Pistola, l’arcivescovo mons. Giovanni Tani, il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci, Maria Rosaria Valazzi soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche, il presidente della Comunità Montana Alto e Medio Metauro Alceo Serafini, il presidente della Pro-loco Mercatellese Cruciani Luigi e mons. Davide Tonti vicario episcopale per la cultura e l’arte. Il progetto dell’ampliamento del museo è sta-

to affidato all’architetto Gabriele Muccioli di Mercatello che aveva sapientemente curato il restauro della chiesa e l’allestimento dei primi spazi espositivi del museo. Il Museo di S. Francesco arricchisce la rete museale dell’Arcidiocesi e si unisce al Museo Albani di Urbino, al Museo Leonardi di Urbania, al Museo civico-ecclesiastico S. Maria extra Muros di Sant’Angelo in Vado. Soddisfazione e apprezzamento sono stati manifestati da tutti gli intervenuti per l’alta qualità delle opere conservate e l’allestimento degli spazi adeguatamente ed opportunamente restaurati, arricchiti anche da una sala multimediale e dal laboratori per attività didattiche. Don Fabio Bricca

dere testimonianza della fede ed al Vangelo ricevuto. Noi abbiamo fiducia in questi nuovi ragazzi. Dopo la celebrazione, presso il terrazzo della casa parrocchiale, si è tenuto un momento di condivisione al quale hanno partecipato l’Arcivescovo, don Antonino, Don

Roger, il Diacono Mangani e la moglie Itala, le catechiste, il coro parrocchiale “San Fortunato” di Peglio, i membri dei consigli economico ed pastorale e altri collaboratori della Parrocchia. Michaela Sotriffer

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CONTINUANO LE CELEBRAZIONI IN TUTTA L’ARCIDIOCESI

Il Sacramento della Confermazione a Peglio

parlando diretto ai ragazzi ha manifestato lo stretto legame che unisce i cresimandi della parrocchia e rende evidente il mandato: una missione di testimonianza, di docilità allo Spirito tra le persone del nostro tempo; inoltre ha rammentato la grande responsabilità e il compito della scelta. Ognuno dei ragazzi e delle ragazze prima si è presentato e poi è stato chiamato con il proprio nome ricevuto il giorno del battesimo, personalissimo e indice di una vocazione cristiana singolare: impegno e compito a crescere sempre più consapevoli nella fede, nella

speranza e nell’amore, sapendo di essere sorretti dalla preghiera dell’intera comunità. Difatti dietro ai giovani cresimandi vi erano i padrini e le madrine, i genitori, i familiari, gli amici e la comunità riunita in un’unica assemblea liturgica. Nel momento di grazia ogni giovane cresimando, sul quale l’Arcivescovo Mons. Tani ha steso la mano per tracciare il segno con l’olio profumato, ha ottenuto il sigillo del Signore insieme al dono dello spirito Santo, che lo farà diventare unito e conforme a Cristo: persona credente che diventa coraggiosa e forte nel ren-

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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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NELLA RICORRENZA DELL’EDITTO DI COSTANTINO

Un itinerario nel segno della croce

URBINO. Nella ricorrenza dell’Editto promulgato dall’Imperatore Costantino nel 313, l’itinerario nell’Arcidiocesi di Urbino-Urba-

nia-Sant’Angelo in Vado propone la ricerca dei “segni della croce”, che contraddistinguono il culto e la cultura della Chiesa locale. Su indicazione di AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani) la nostra Arcidiocesi compare con le più importanti Diocesi italiane ed europee nelle celebrazioni costantiniane, con un’attività che coinvolge la Rete Museale e importanti siti chiesastici del territorio. La storia della croce coincide con le vicende di cui sono protagonisti Costantino e sua madre Elena, nel contesto della trasformazione culturale e religiosa dell’Impero Romano, che ha avuto inizio a Milano nel 313. L’era cristiana voluta dall’Imperatore sancisce la libera espressione per la prima comunità credente, che diventa ben presto punto di riferimento per lo Stato romano e per la cultura del

tempo. Per ogni cristiano la ricerca della croce, sulle orme di Elena, è verità della propria esistenza. La Chiesa riscopre i suoi più preziosi tesori, i martiri, coloro che nella carne hanno vissuto la croce di Cristo; sono i marmi funerari di questi testimoni a costituire il lessico simbolico della fede dei primi secoli, ad esprimere la speranza nella Resurrezione, che, dal buio delle catacombe romane, conquista la cristianità di tutto l’Impero. Nei secoli, la liturgia e la preghiera dei cristiani si stringono attorno alla croce: in questo territorio, prediletto dagli ordini mendicanti, le trecentesche croci dipinte dai giotteschi riminesi diventano un elemento caratteristico delle grandi fondazioni francescane. I cicli e le pale d’altare dedicati alle storie della vera croce, la costituzione di confraternite, l’erezione di edifici

di culto ad essa intitolate, i preziosissimi reliquiari in smalto, oro e argento raccontano una speciale devozione espressa nei secoli, attraverso modalità e linguaggi artistici propri delle diverse epoche. Chiese ed oratori, custodi di fede e di bellezza, aprono le porte a fedeli e visitatori per tutto il periodo estivo, dal 30 giugno al 22 settembre 2013. Il 30 giugno, in collaborazione con Assessorato alle Attività Produttive e al Turismo del Comune di Urbino, l’Arcidiocesi ha organizzato una visita ai principali luoghi del percorso Nel Segno della Croce, che coinvolge siti significativi per la memoria costantiniana. Un ringraziamento particolare va all’Assessore Maria Francesca Crespini che ha offerto ai turisti questa opportunità unica di scoprire sotto una luce nuova, Urbino e il suo territorio. Il per-

COLBORDOLO. I ragazzi che SETTIMANA DI APPROFONDIMENTO PER I CRESIMANDI DI MORCIOLA riceveranno il sacramento della Confermazione, si sono incontrati con il parroco don Salvatore per una “settimana di approfondimento”, a completamento del percorso di catechismo parrocchiale. mana è poi proseguita con una se- molto interesse il racconto di conGli incontri sono iniziati con la rie di meditazioni: la missione di versione di Francesco un giovane visita al vescovo Giovanni in epi- Giona; i doni dello Spirito Santo; del Camerun che da quattro anni scopio. Accogliendo i 44 ragazzi l’impegno personale dopo la Cre- ricevendo il battesimo ha lasciato che il prossimo 15 settembre rice- sima; la missione nella Chiesa. l’Islam per diventare cristiano. veranno la Cresima, l’Arcivescovo Momento culminante di queste Domenica 16 giugno con la giorha sottolineato l’importanza di giornate è stata l’esperienza di nata di fraternità, al santuario del essere testimoni del Signore e di “deserto” a villa Baratoff dai Com- Beato Sante di Mombaroccio, si investire la vita per gli ideali che boniani. A tal proposito è stata si- è conclusa la settimana di approrealmente contano. Il Vescovo ri- gnificativa la testimonianza di fra- fondimento che ha visto come prendendo le parole del rito: “Ri- tel Valentino vissuto in Africa per protagonisti i genitori degli stessi cevi il sigillo dello Spirito Santo più di quaranta anni; raccontando cresimandi. Una coppia di coniuche ti è dato in dono”, ha concluso dei simpatici aneddoti di questa gi Giuliana e Lamberto, invitati che il “Sigillo” o “Sfraghis” è un esperienza africana ha messo in per l’occasione, hanno esortato segno indelebile di appartenenza a luce il valore della condivisione. le coppie a darsi da fare perché i Dio che ci accoglie e ci fa suoi per Mentre padre Renzo ha spiegato genitori cristiani siano sempre la missione nel mondo. Questa ai ragazzi che per un credente la più consapevoli che educare alla giornata è terminata in cattedra- lettura del Vangelo è importante e fede è conseguente alla loro scel- de, come invece avviene per la le con una preghiera corale a San va fatta nella fede e nella preghie- ta del matrimonio cristiano e del catechesi, programmi e orari. La Crescentino martire e testimone ra aprendo il cuore al Signore per- battesimo dei figli e che educare celebrazione eucaristica che ha della Chiesa di Urbino. La setti- ché si riveli e ci parli. Ha suscitato alla fede in famiglia non richie- concluso la giornata è stata una

corso culturale è stato animato da storici dell’arte e studiosi che hanno reso interessante e viva la visita, riscoprendo autentici tesori d’arte e di fede: Sara Bartolucci, Don Fabio Bricca, Fabio Fraternali, Anna Fucili, Mons. Davide Tonti. Questo è l’itinerario: Urbino, Museo Diocesano Albani, Oratorio della Grotta; Montefabbri, Pieve di S. Gaudenzio; Urbania, Museo Leonardi, Fondazione Istituto Culturale e Sociale Arcidiocesano, Concattedrale di S. Cristoforo; Mercatello sul Metauro, Chiesa Collegiata dei SS. Pietro e Paolo, Oratorio di S. Croce, Chiesa e Museo di S. Francesco; Sant’Angelo in Vado, Concattedrale di S. Michele Arcangelo, Chiesa di S. Filippo; Sassocorvaro, Rocca Ubaldinesca, Chiesa SS. Trinità. Sara Bartolucci © RIPRODUZIONE RISERVATA

La celebrazione il prossimo 15 settembre

sorta di mandato a genitori e cresimandi. Gra © RIPRODUZIONE RISERVATA

Grande successo per il primo Grest Solennità dei Santi Pietro e Paolo FESTA CONCLUSIVA CON GENITORI E PARENTI A S. SPIRITO

URBINO – Non poteva concludersi meglio la prima esperienza di Grest (GRuppo ESTivo) svoltasi a Urbino nei locali della parrocchia della Cattedrale. La festa finale, che si è svolta venerdì 28 giugno alle 20:30 presso la palestra del vicino Istituto Pascoli, ha visto infatti la presenza di tanti genitori, nonni, parenti e amici dei 51 bambini e ragazzi partecipanti, convenuti per assistere ad uno spettacolo riassuntivo delle varie attività svolte nelle tre settimane precedenti. A fare da colonna portante della serata vari balli di gruppo animati da tutti i ragazzini iscritti, dai temi più diversi: la pace nel mondo, il cantico delle creature, il corpo umano… Tra una danza e l’altra però le parole di don Andreas Fassa, parroco del Duomo, hanno riassunto tutte le premesse iniziali, gli scopi prefissati, gli obiettivi raggiunti e le attività svolte. L’idea di riaprire dopo tanti anni l’oratorio di S.

Spirito era infatti da mesi uno degli obiettivi del neo-parroco, che si è concretizzato in prima battuta da aprile ogni giovedì pomeriggio, per poi pensare di estenderlo anche alle prime settimane estive. Contestualmente è arrivato l’appoggio di otto studenti di scienze motorie, che con la loro disponibilità continuativa hanno reso possibile l’organizzazione di un tema generale da sviluppare (il corpo) e la divisione in gruppi per partecipare ai vari laboratori. Infine l’impegno di suor Maria, suor Annie, le catechiste e la preside del “Pascoli” ha completato il tutto, concretizzando nei fatti ogni migliore auspicio. Come infatti ha ribadito don Fassa: “Avevamo pensato in piccolo, un po’ per non illuderci e un po’ perché non ce l’aspettavamo proprio. Invece siamo contenti che l’iniziativa abbia avuto questo grande successo, con bambini provenienti da tutte le parrocchie dell’Unità Pastorale

di Urbino. È anche bello infatti condividere, affrontare insieme il percorso cristiano in un clima di unione cittadina e non di frazionamenti”. Il tema conduttore delle tre settimane è stato “Il corpo”, sia come veicolo di relazione, sia come mezzo di esercizio fisico. I partecipanti si sono quindi cimentati in scatenati balli e percorsi ginnici, creati appositamente dai tirocinanti, e hanno riflettuto su brani biblici dall’omonimo tema. Contemporaneamente vari laboratori dividevano le tre squadre (occhi, orecchie e bocca) in varie attività creative: lavorazione della pasta di sale, pittura di un sipario ispirato a S. Francesco, gioielli di pasta, creazione di mini-aquiloni, disegni sui sassi e gioco del calciotappo. Saggi di queste attività sono stati esposti al termine della serata, assieme ad alcuni cartelloni illustrativi del tema, con le mani e i piedi degli stessi bambini immersi nella tempera e figure di un ragazzo e una ragazza colorate da tutti loro. Non sono mancati i momenti di gioco, di cui due riproposti anche nello spettacolo, che hanno fatto da intermezzo ai lavori e alle riflessioni. I partecipanti, cui va il più doveroso ringraziamento, hanno unanimemente richiesto una riedizione più lunga: al prossimo Grest dunque, con l’auspicio di bissare l’inaspettato successo di questo meraviglioso primo anno. Giovanni Volponi © RIPRODUZIONE RISERVATA

URBINO. La festa dei Santi Pietro e Paolo è stata solennizzata anche ad Urbino, dove la devozione per il Principe degli apostoli e per l’Apostolo delle genti è particolarmente sentita. Una statua lignea dorata realizzata a Roma tra il 1623 e il 1635, dallo scultore fanese Girolamo Ghirlanda, facendo riferimento alla più famosa opera di Arnolfo di Cambio collocata in San Pietro. Nel 1692 l’opera viene portata ad Urbino e sistemata nella controfacciata della Cattedrale. Nella ristrutturazione ottocentesca del Duomo, seguita al terremoto, la statua viene trasferita nella collocazione attuale, nel primo altare della navata di destra, dove i fedeli si raccolgono in preghiera, sfiorano con la mano il piede del santo martire e non mancano di tenere accese le lampadine votive davanti all’altare. L’opera è stata restaurata, per iniziativa dell’arcivescovo Francesco Marinelli durante il suo episcopato, da Isidoro Bacchiocca che ha anche ripristinato la doratura; ora la scultura si può ammirare nella pienezza del suo aspetto originale. Anche quest’anno, per la ricorrenza della festa, la statua è stata rivestita degli abiti pontificali che le hanno conferito una particolare suggestione.


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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

7 luglio 2013

DAL 1° LUGLIO AL 31 OTTOBRE NUOVA SPERIMENTAZIONE CENTRO STORICO

Libero accesso nei giorni feriali dalle 16.30 alle 18.30

URBINO. Da lunedì 1° luglio, fino al 31 ottobre 2013 sarà in vigore, in via sperimentale, una fascia di libero accesso, senza autorizzazione e senza pagamento, alla Zona a Traffico Limitato presente nel centro storico. Nel dettaglio: il libero accesso al centro storico sarà possibile tutti i giorni feriali dalle ore 16.30 alle 18.30. L’ingresso dovrà avvenire esclusivamente dai varchi di via delle Mura, via Raffaello e via Bramante. Al fine di evitare eventuali intasamenti, la sosta libera sarà possibile esclusivamente lungo via Mazzini e via Battisti, per un massimo di 30 minuti, con esposizione del disco orario. La sperimentazione durerà fino al 31 ottobre 2013. Per motivi legati alla tutela del patrimonio storico – artistico, rimane esclusa dalla sperimentazione, e quindi dalla fascia oraria di libero accesso, la zona monumentale di Piazza Rinascimento e aree limitrofe. Dunque, il varco n.1 di via Matteotti non potrà essere utilizzato da

chi non ha un permesso: in questo caso le targhe dei non autorizzati saranno rilevate dalle telecamere e scatterà la sanzione prevista. Questo nuovo provvedimento è stato adottato ritenendo che le osservazioni presentate dalle Associazioni delle categorie produttive possano essere in generale ritenute condivisibile, purché non vadano a snaturare la disciplina che regolamenta l’ingresso e la sosta nella ZTL di Urbino. Il problema dell’ingresso dei veicoli nel centro storico si trascina ormai da molti anni ed una soluzione definitiva appare ancora lontana. La questione non è semplice. Per continuare ad essere una città viva ed attiva, Urbino deve essere facilmente accessibile. In centro vivono residenti (sempre di meno) e studenti; sono presenti uffici pubblici (Municipio, Università, Soprintendenza, Agenzia delle Entrate, Tribunale, Archivio di Stato, Guardia di Finanza) e studi professionali; operano attività commerciali e ne-

gozi artigianali; hanno la loro sede l’arcivescovato e la curia con relativi uffici, hanno sede musei, pinacoteche, biblioteche, alberghi. Senza contare il Duomo e le altre chiese che richiamano fedeli da tutta la città e l’arcidiocesi che hanno bisogno di poter entrare in auto perché vengono da località non sempre servite da mezzi pubblici e, spesso, non sono più tanto giovani. Tutto questo richiede che i movimenti di persone e mezzi siano resi agevoli il più possibile, altrimenti chi vi risiede continuerà a lasciare il centro, mentre chi deve venire da fuori in città lo farà soltanto per le cose strettamente necessarie e per il resto si recherà altrove. Cosa che sta già avvenendo. In passato in città era tutto un via vai di cavalli, buoi, carri, carrozze, carrette e via discorrendo che facevano il loro bel rumore e lasciavano parecchi “ricordi” per terra e “odori” per l’aria. Forse c’era chi brontolava ma così andava il mondo a quei tempi. Oggi ci si muove in auto

URBINO – In una città ricca di cultura come Urbino non mancano le biblioteche pubbliche e private. C’è infatti una moltitudine di enti con archivi o biblioteche proprie, non sempre facilmente fruibili per varie ragioni dalla collettività: l’Archivio di Stato, la biblioteca centrale dell’Università e quelle dei diversi dipartimenti ed istituti; quelle delle scuole e dei licei (tra cui la storica del “Raffaello”), la donazione di Carlo Bo, l’archivio e la biblioteca della Soprintendenza, l’archivio della Cattedrale, la biblioteca del convento francescano, quella dell’Accademia Raffaello, il prezioso archivio della Cappella Musicale. Insomma un elenco veramente lungo e forse incompleto, che però fa riflettere: tutte queste biblioteche non sono sempre di facile accesso e comunque molti cittadini si sentono fuori luogo a frequentare ambienti a loro non familiari. Soprattutto mancava la disponibilità di una raccolta di

I VOLUMI NELLA SEDE DELLA PRO URBINO

e non si può non tenere conto di come vanno adesso le cose. Ci sono anche i mezzi pubblici, e funzionano, ma non sono in grado di soddisfare, ed anche questo è un dato di fatto, tutte le esigenze. La gente ha fretta, vuole far presto e se non si può entrare in Urbino ci si dirige altrove. Un buon aiuto è venuto dal centro commerciale Consorzio con il suo parcheggio e un altro verrà

da Santa Lucia con i suoi 500 posoti auto. Per mantenere vivo il centro storico occorrerà comunque creare sempre le migliori condizioni di accesso e iniziative allettanti per favorire la residenza e attirare urbinati dagli altri quartieri e gente dai centri vicini senza sottoporli alle forche caudine dei divieti. gdl © riproduzione riservata

Una nuova biblioteca aperta a tutti

libri e pubblicazioni in cui la gente potesse recarsi volentieri e sentirsi a proprio agio. In questa direzione da venerdì 28 giugno un passo in avanti è stato fatto con l’inaugurazione della Biblioteca civica di proprietà della Pro Urbino, in una sala di Palazzo Boghi in via S. Domenico, 1. La

stanza, concessa dal comune all’associazione attiva in vario modo per la città (dai concorsi di poesia alle Vie dei Presepi), ospita infatti da tempo circa tremila volumi, frutto di tantissime donazioni private, pubbliche e di enti, raccolti e catalogati dall’indefesso e amorevole lavoro di Giuliano Donini, che si è in-

stancabilmente prodigato a favore dell’apertura, avvenuta dopo anni di trasferimenti e rinvii: “Non solo per recare un altrimenti inesistente servizio ai cittadini, ma anche per rispetto nei confronti di chi questi libri li ha donati, che voleva vederli consultati e non impolverati dentro scatoloni”. Ogni lunedì, mercoledì e venerdì mattina dalle 9:30 alle 12:30 sarà quindi possibile sfogliare questo patrimonio librario, che ha una peculiarità: vuoi per rimanere fedele allo scopo dell’ente, vuoi per l’esiguo spazio dell’unica stanza, i libri presenti sono limitati al nostro territorio provinciale, esteso al più alla regione. Troviamo quindi opere di autori urbinati o che hanno lavorato a Urbino; libri editi a Ur-

Quasi un diario 1.Risalire a Mercatello sul Metauro è stato, per me, ripercorre gli anni del secolo passato, quelli della semplicità, del tempo che non scorre mai, della risata spontanea e popolare. Questo è l’effetto che mi ha fatto il pomeriggio del 29, quando è stato inaugurata la parte nuova del Museo San Francesco. C’era il dottore del paese che era stato in seminario con me. Ci eravamo accorti che era passato molto tempo da allora e di essere grandi. Lui, a integrazione di tale constatazione, mi raccontò che gli era capitato un caso curioso. Frequentemente di notte veniva chiamato da un ragazzo che, per ogni nonnulla, s’era messo in testa di morire, allora alle rassicurazioni del medico, la madre con fare deciso e cinicamente con poco affetto filiale, si intromise dicendo:”E inutile che tiri indietro il sedere, tanto si deve morire”. Questa frase, pronunciata in dialetto,

di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

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Urbania e dintorni di Raimondo Rossi

scatenò la nostra risata. 2. Paese sempre vivo, una grande famiglia (a meno che le apparenze non mi ingannino), pieno di gente. Nella strepitosa chiesa di San Francesco, presenti il Vescovo, il parroco, i Carabinieri, le autorità della Soprintendenza ai beni culturali, provincia e comunità montana. La sovrintendente Maria Rosaria Valazzi ha ricordato Vero Baldeschi, il mercatellese che difese a denti stretti le opere artistiche del suo paese. Tutti attenti alla presentazione delle novità e delle nuove sale e sorpresi della bella donazione di oggetti etruschi per la parte archeologica. Ho approfittato di scattare una foto alle due statue del ‘500,

Ristorante Lo Squero

bino e dintorni; libri che trattano del nostro territorio; studi e collane di enti locali e istituzioni; tutti i numeri del “Ducato”; cataloghi di mostre svoltesi nei dintorni; libri sull’arte rinascimentale o su artisti locali distintisi altrove. Insomma tutto ciò che si cerca sul nostro territorio, con il valore aggiunto di un bibliotecario appassionato quale Donini, che a memoria sa illustrare trama, vita dell’autore e magari anche un aneddoto personale. Insomma vale proprio la pena farci un salto; unica controindicazione, rimanere stregati dai volumi e finire per diventarne dipendenti! Ma è un rischio che si può correre. Giovanni Volponi

lignee e dorate, dei santi Pietro e Paolo nel giorno della loro festa. (foto) 3.Giunti due cataloghi d’arte: Irene Podgornik giovanissima della campagna dei dintorni di Urbino; l’altro di Augusto Salati, più maturo, anconetano dai capelli bianchi. Due mie conoscenze che pensano alto. La ragazza incide e disegna, educata nell’accademia di Urbino in grafica d’arte, è stata attratta dalla vita delle api la cui perfezione”porta con sé un segno dell’infinito”, come scrive la poetessa Mariarita Stefanini. Salati racconta che si è fatto stregare dal tremolio delle fronde del suo giardino: gli hanno suggerito gli

elementi grafici e pittorici per interpretare il “Requiem di Mozart” nel ciclo pittorico di 13 opere di grandi dimensioni donato al Museo civico di Villa Coppetta di Castelbellino (AN). E’ disposto a donare un altro ciclo pittorico sull’opera di Schubert: 24 metri di pittura per una altezza media di tre metri. Due artisti in continuità della terra marchigiana. 4. Dopo aver apprezzato molto l’impostazione dell’ultimo numero dell’Amico (ma di tutti gli altri), attento alla vita sociale, alla politica, alle idee che circolano in questo mondo, alla capacità di selezionare e di sintesi dei fatti della settimana, ho pensato a quelli che, incontrandomi, e accade spesso, dicono di leggere il mio striminzito diario infarcito spesso, a mio parere, di quisquiglie. Vorrei dire: leggete il resto? Bravo direttore don Nello! 5. Lunedì 8 luglio alle ore 17,30, nel cortile del Museo Leonardi (ex museo diocesano di Urbania), lettura del racconto “L’harmonium” della scrittrice Maria Grazia Maiorino, a cura del Palchettone.

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arte cultura sport

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PREZIOSA GUIDA CURATA DALL’UNILIT DI CAGLI

Un volume di Paioncini sull’abbadia di Naro URBINO. Cultura, dialettica, signorilità , determinazione fanno dell’Università della Terza Età di Cagli (Unilit) un polo educativo d’eccellenza. Scolasticamente è operativo da novembre a maggio, con riflessi culturali in tutto l’arco dell’anno e riscontri editoriali per gli studiosi della storia locale e per la grande storia. Il volumetto di Tersicore Paioncini Abbazia di Santa Maria Nuova ad Abbadia di Naro (Cagli), è stato progettato come guida per gli studenti in visita il 2 maggio 2013 all’Abbadia di Naro. Edito con cura ed eleganza da Lucio Palazzetti dell’Unilit di Cagli. Una guida preziosa di buona bibliografia, costruita con criteri scientifici. Merita un posto nelle biblioteche di famiglia e in quelle pubbliche. PerchÊ l’Abbadia di Naro è una testimonianza millena-

ria della rinascita italiana dopo il tracollo dell’Impero romano. Massimo Cacciari è andato oltre, affermando che non ci sarebbe l’Europa senza il monachesimo. E l’area cagliese e tutto il territorio della Flaminia hanno avuto un ruolo fondamentale nella ripresa spirituale, economica e sociale del paese. Basti pensare che qui ha operato San Pier Damiani che Dante colloca nel VII cielo del Paradiso (canto XXI) e San Romualdo, ampiamente citati dall’autrice che tratta nello specifico di Naro, ma non trascura i percorsi benedettini della zona, frutto dell’ora et labora, di digiuni, di preghiere, sacrifici, risparmi ed investimenti. Castelli ed Abbazie sorgono ovunque lungo il nostro itinerario che guarda verso Roma. La gente vi trova protezione, lo spirito della fede, la forza del sacri-

ficio per la realizzazione dei grandi progetti condivisi. Nella sfida col tempo, del castello di Montellabbate di Naro rimangono rari reperti archeologici sparsi tra la vegetazione mordente; la chiesa di Santa Maria Nuova, dopo piÚ di mille anni, è ancora in piedi e svolge tuttora funzioni pastorali ed ha il parroco (Don Luigi Parolini). Dell’originale ha mantenuto la maestosità della navata centrale. Mantiene indizi di moduli bizantini, per i quali gli studiosi convergono sull’ipotesi di un edificio pre-esistente all’insediamento benedettino, che l’autrice cita, sottolineandone poi i cambiamenti successivi, inevitabili nello scontro dei poteri e nel transito delle culture. E conclude scrivendo che Santa Maria Nuova mantiene la sua importanza storica ed il suo fascino ambientale

auspicando la prosecuzione degli scavi e degli studi. Per proseguire, aggiungiamo noi, l’opera di San Pier Damiani che riuscÏ nel suo tempo a coniugare la piccola con la grande storia e a dare un senso alla vita degli umili e dei potenti, nel nome del Vangelo e della romanitas che, semplificando vuol dire, assicurare al popolo cibo e condizioni di lavoro nell’arte della communio intesa come solidarietà e amore per la conservazione ed il progresso del creato. Un augurio a Core e Palazzetti di continuare. Il territorio si esalta e si difende an-

che con queste iniziative. Cagli ha concluso l’anno accademico nel Castello di Frontone con un concerto di Laura Muncaciu. La sua vocalità morbida e luminosa ha esaltato brani di opera italiana ed europea e l’estensione della sua voce si allungava, abile e leggera, nel superbo paesaggio frontonese per confermare che la musica lirica e la voce di Laura sono una espressione di quell’anima che muove anche l’Unilit di Cagli e tutta l’Unilit. Sergio Pretelli

VICTOR L’INVEROSIMILE AGENTE SEGRETO

Al Collegio Raffaello il romanzo di Borghi

Urbino – La sala degli incisori del Collegio Raffaello ha fatto da cornice alla presentazione del romanzo “Victor, l’inverosimile

agente segreto� dell’urbinate Mario Borghi, incisore e pittore molto noto ed affermato, apprezzato docente di materie artistiche nelle

scuole secondarie, il quale, ad un certo punto della sua vita ha deciso, pur senza trascurare la sua vena di artista, di fare nuove esperienze, decidendo di intraprendere la strada della scrittura: poesie e romanzi. Ecco dunque “La vera storia di Guidubaldo�, ecco “Nel golfo magico di Policastro� ed ecco “Victor� le cui vicende di agente segreto sono oggetto dell’ultimo suo romanzo. Alla presentazione sono intervenuti Gastone Mosci, Sergio Pretelli dell’Ateneo urbinate che hanno parlato del libro dal punto di vista letterario e storico, mentre don Romano Ruggeri, anch’egli docente all’Uni-

versitĂ Carlo Bo, si è soffermato su “Cristianesimo e Islam: aspetti e problemi tra culture e scienze religiose diverseâ€?. Il romanzo, infatti, ha come scenario di fondo il Sahara algerino con le sue meraviglie, il suo assordante silenzio, gli spazi infiniti. Gli agenti segreti con in testa il protagonista Victor, capo della missione, nello svolgere il loro lavoro nel cuore del deserto sono attratti e frastornati dallo sconfinato territorio, dalle distese di guglie e torrioni di arenarie, dalle innumerevoli dune, dal mare di sabbie finissime dalle quali si levano faraglioni e selve di pinnacoli rocciosi che sembrano cattedrali e

A MONDAINO IL 14 LUGLIO

Gare senza frontiere e senza barriere “Gare senza Frontiereâ€? e senza no le due squadre ed il tifo Barriere si svolgerĂ il 14 di luglio stesso e si confronteranno nella splendida cornice della piaz- creando situazioni esilaranza di Mondaino, una delle piazze ti. Questa voglia di giocare piĂš belle d’Italia. La festa avrĂ  ini- insieme vuole essere il modo zio alle ore 19, perchĂŠ di festa si migliore per festeggiare il 10° tratta. anniversario della festa del Chi non ricorda con entusiasmo volontariatoâ€? CUORE e FANi famosi giochi senza frontiere? TASIAâ€? con allegria ed ironia. Nei quali diverse nazioni con dei Non mancheranno stand gaconcorrenti piĂš o meno giovani si stronomici, spettacoli, intrataffrontavano in gare di vario tipo tenimenti vari e bancarelle di e tenevano tutti noi incollati al te- artigianato. levisore nelle serate estive. Gioca con noi !!!, entra nelIl contesto sarĂ  proprio quello la squadra ROSSA o nella dei giochi senza frontiere e senza GIALLA e porta il tuo grupBARRIERE, in quanto potranno po alla VITTORIA. Gare senpartecipare tutti coloro che lo za frontiere e senza barriere è vorranno e sia i concorrenti sia una festa organizzata dai gioil pubblico saranno divisi in due vani dell’Alta Valconca, che si squadre: la squadra GIALLA e la firma “ gli amici di Mondainoâ€?. squadra ROSSA. “Gli amici di Mondainoâ€? sono un I giochi saranno di vario tipo : gruppo digiovani e non, che da abilitĂ , agilitĂ , culturali, quiz mu- sempre seguono con affetto ed sicali e non, performance attoriali amicizia diverse persone ricovee di danza. rate a “Luce sul mareâ€?, struttura La piazza sarĂ  divisa in due parti di Igea Marina che assiste e cura contrapposte le quali costituiran- diverse disabilitĂ  e patologie.

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castelli tanto che, nelle serate intorno ai falò degli accampamenti i pensieri e le parole portano a percepire la presenza dell’Invisibile sia esso il Dio dei Cristiani o dei musulmani. Borghi ha parlato della sua esperienza nel deserto, ha illustrato il suo dire con immagini fotografiche del Sahara e con brani musicali degli anni cinquanta-cinquantacinque, all’incirca il periodo in cui si sviluppa la vicenda narrata (quello della guerra d’Algeria per l’indipendenza del Paese dalla Francia), ha ripercorso le tappe e le fasi attraverso le quali si è andato delineando e concretizzando il contenuto del libro. L’incontro, vivamente apprezzato dai partecipanti, è stato moderato dal giornalista Giancarlo Di Ludovico. gdl Šriproduzione riservata

Angolo della poesia

L’Incoscienza una Fede

Incoscienza spirito ardente di una vita che muore facendo posto all’anima che sale fra celesti solennita’ nell’alto dei cieli,tra le nubi il sereno. Tu che muori incoscienza insieme al corpo.... lasci il vuoto nel ricordo Questo gruppo di giovani “ gli amici di Mondainoâ€? o se preferite gli “amici della Valconcaâ€? o meglio ancora “ gli Amiciâ€? sono un gruppo apolitico, aconfessionale con la volontĂ di includere tutti coloro i quali abbiano nelle loro corde la

volontĂ di FARE, di costruire abbattendo gli steccati e le diversitĂ , ma nel rispetto, e considerando le stesse diversitĂ  una ricchezza, con una utopia quanto mai necessaria : cooperare per il benessere comune.

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d’un uomo che hai servito finche’ supremo intelletto non lo chiama al cospetto. Marco Giombetti

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7 luglio 2013

Decimo compleanno per il Festival Organistico Internazionale dei Vespri d’organo a Cristo Re. La prestigiosa rassegna, che si aprirà il prossimo 10 luglio, celebra questa importante ricorrenza con un’edizione ricca di appuntamenti davvero speciali sotto la direzione artistica dell’organista pesarese

N

ove gli appuntamenti in programma che vedranno l’alternanza di recitazione, proiezione di un famosissimo film muto, “Christus” accompagnato da improvvisazioni organistiche, organo solo, o accompagnato da voce o altri strumenti come violino e ottoni. Diverse saranno le cornici degli spettacoli: la Chiesa di Cristo Re dove è ubicato il grande e storico organo Mascioni del 1906, la Chiesa del Nome di Dio, splendido esemplare barocco dove è collocato uno degli organi più antichi delle Marche, opera dell’organaro marchigiano Antonio Pace, nel 1631; un’altra chiesa gioiello di Pesaro, l’Annunziata che non è dotata di strumenti funzionanti e farà da sfondo all’esibizione dell’Ensamble “Il Giardino Barocco”. Infine, la sera di Ferragosto aprirà le sue porte la Basilica Cattedrale dedicata all’Assunta per il concerto d’organo a quattro mani di Giuliana Maccaroni e Martino Pòrcile.

PROGRAMMA Si partirà mercoledì 10 luglio, a Cristo Re, con una serata davvero speciale che prevede la proiezione del film muto “Christus” diretto da Giulio Antanamoro nel 1916, in cui si narra la storia della vita di Cristo divisa in tre parti chiamate “Misteri”. La proiezione del film sarà a cura dei Cineclub Shining. Le immagini saranno accompagnate dalle improvvisazioni organistiche di Roberto Marini. La serata del 17 luglio, sempre a Cristo Re, sarà un tripudio di note delle “Quattro stagioni” di Vivaldi trascritte per violino e organo ed eseguite dall’organista Marco Ruggeri e dalla violinista lituana Lina Uinskyte. Il 24 luglio, ancora a Cristo Re si terrà la prima delle due serate affidate a Lucia Ferrati che quest’anno renderà omaggio alla figura di Papa Francesco, gesuita modello di semplicità e povertà, con letture tratte dalle fonti francescane, l’”Alleanza del Beato Francesco con Madonna Povertà” e “Consigli per un papa”di Bernardo Di Chiaravalle. Le letture della Ferrati saranno accompagnate dall’organista tedesco Johannes Seudlick. Il 31 luglio l’ appuntamento sarà all’Annunziata con l’Ensemble “Il giardino Barocco” con Nelita Maiolatesi all’oboe, Maria Sole Mosconi al flauto e Lorenzo Antinori al clavicembalo. Il 7 agosto si tornerà a Cristo Re con la voce recitante della Ferrati accompagnata dall’organista tedesco Burkhard Ascherl. Il 15 agosto, in Cattedrale avrà luogo l’omaggio degli organisti titolari di Cristo Re e della Cattedrale, Giuliana Maccaroni e Martino Pòrcile ai dieci anni della rassegna con un concerto a quattro mani “come un’intera orchestra”. Il 21 agosto il Festival si sposterà nella suggestiva cornice del Nome di Dio con un concerto omaggio a Federico Barocci nel quarto centenario della sua morte. Le musiche rinascimentali saranno eseguite dall’Ensemle Bella Gerit di Urbino con la voce di Enea Sorini e l’organo di Giuliana Maccaroni. Il 28 agosto, a Cristo Re dove l’organo sarà l’unico protagonista con l’artista spagnolo Ignacio Ribas. Nell’ambito della rassegna è inserita la tradizionale Messa del Turista, il 14 agosto, alle 21, nella Chiesa di Cristo Re, celebrata dall’Arcivescovo Cosmopolita di Pesaro Mons. Piero Coccia e animata dai Cori “Cristo Re” e “San Terenzio”. Tutti i concerti avranno inizio alle 21, 15. L’ingresso è libero. Info: 072133038- www.vespridorgano.it Laura Guidelli

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Giuliana Maccaroni. L’evento è promosso dalla Parrocchia di Cristo Re con il sostegno e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro, della Presidenza del Consiglio provinciale, dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio.

DAL 10 LUGLIO AL 28 AGOSTO NELLE PIU’ BELLE CHIESE DI PESARO

Dieci anni di Vespri d’organo a Cristo Re

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«Il Nuovo Amico» n. 27 del 7 luglio 2013  

«Il Nuovo Amico» n. 27 del 7 luglio 2013

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