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fondato nel 1903

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COPIA OMAGGIO

8 settembre 2013 • Anno 110 • N. 32 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

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Il cardinale Bagnasco sarà a Pesaro per il ventennale di don Gaudiano

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Alle celebrazioni parteciperà anche il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco. Pag. 2

editoriale

Non è omofobia

“M

atrimonio gay” grande problema! Soprattutto difficile a capirne le ragioni. Gli argomenti si attorcigliano, raramente si confrontano e, se entrano nel dibattito, scadono nella politica. Così in Francia viene usato come stretta elettorale, così negli USA più subdolamente, viene votata dal Parlamento la nota sentenza della Corte suprema in materia. Tutto serve a forzare l’opinione pubblica. Secondo il noto giurista D’Agostino, chi ritiene che sia giunto il momento di allargare i confini del “matrimonio tradizionale”, onde evitare eventuali discriminazioni, non considera che non ci sono diritti di cui gli omosessuali, come persone, non godano. Ma tutelare questi diritti sul piano della coppia genitoriale, ce n’è dello spazio. Fra l’altro non li avvantaggia se non dal punto di vista dell’immagine, e per di più effimera, in quanto basati, per certi versi, su una finzione giuridica, giacché in realtà fisiologicamente, biologicamente, socialmente e perfino nel linguaggio vengono smentiti. Sono indicazioni che vengono dal passato, a fronte di un futuro che non promette tanto. L’esatta conoscenza della realtà non discrimina ma distingue cosa da cosa, circostanza da circostanza, aiuta semmai a conoscere se stessi e a stabilire la propria identità. In una società civile che va oltre il post moderno, irretita da un anticlericalismo laicista ed agnostico, che teme la verità come la peste, difficilmente potrà recepire la grande rivoluzione di pensiero, operato da Gesù di Nazareth, laddove annuncia “la verità vi farà liberi”. Non potrà far altro che far scadere il “grande problema” sul piano politico, fino al punto di impantanarsi nel tema, così distante e improprio, dell’omofobia, ipotizzando un decreto legge sul reato di opinione che manda tutti in crisi, destra, centro e sinistra. Un altro sgarbo alla “verità che vi farà liberi”. Ritorniamo a Francesco D’Agostino il quale è pienamente convinto che la cosa non giova agli omosessuali se non su un piano meramente simbolico e “contribuisce a mettere ulteriormente in crisi l’istituto del matrimonio tradizionale che appare già, in sé e per sé, nel mondo secolarizzato di oggi molto malconcio”. Mi permetto di richiamare infine l’attenzione dei politici (onorevoli) che stanno manipolando una bomba multidimensionale che potrebbe ricadere su di loro con effetti devastanti sul piano culturale, sociale e politico, specialmente sulla loro stessa credibilità. Raffaele Mazzoli

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Convegno Diocesano del 21-22 settembre urbino

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Giovani volontari al Sermig di Torino quadrante

Reportage Terrasanta “Sulle orme di Gesù”

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CHIESA E MONDO

8 settembre 2013

L A PAROLA DI DIO XXIII Domenica del Tempo Ordinario Anno C

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rima di essere la nostra gioia, il Vangelo è il nostro tormento. Quel ritornello “non può essere mio discepolo”, che si ripete tre volte, dopo ogni dichiarata esigenza evangelica, sconcerta. La frase che, a prima lettura, sembra più scandalosa, è quella in cui Gesù ci dice che per essere suoi discepoli è necessario amarlo di più di quanto si amano il “padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita” (Lc 14,26). Gesù chiede che l’amore per lui passi avanti a tutti gli altri amori. La scelta di Gesù deve essere al vertice di tutti i valori. È una scelta radicale e fondamentale, che deve determinare tutte le altre scelte della vita. Non ce ne possono essere due di fondamentali: Gesù e

Al discepolo è chiesto un “di più”

la ricchezza, Gesù e il piacere, Gesù e la carriera, Gesù e se stessi. Ricordiamo la parola del Signore: “Nessuno può servire due padroni” (Mt 6,24), due realtà che si contendono il primato e l’obbedienza dell’uomo. “Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo” (Lc 14,33). Rinunciare a tutto per Gesù significa “non anteporre niente a lui”. “Colui che non porta la propria croce e non vine dietro a me, non può essere mio discepolo” (Lc 14,27). La croce o le croci di cui parla Gesà sono quelle che accompagnano e necessariamente accompagneranno la scelta della sua volontà, del suo disegno di amore. Lo stile cristiano non è sempre facile; è uno stile esigente, incomodo qualche volta e non sempre alla moda. Ma non deve essere giudicato solo da ciò che toglie, ma valutato per ciò che dà. Prima lettura: Sapienza 9,13-18. Quale uomo può conoscere il volere di Dio?... Donaci, o Dio, la sapienza del cuore.

Seconda lettura: Filemone 9-10. 12-17. Accoglilo non più come schiavo, ma come un fratello carissimo. Nessuno può sostituirsi a Dio. Ma tutti possiamo far fruttificare con sapienza i doni di Dio. Vangelo: Luca 14, 25-33. Gesù richiede gente tutta d’un pezzo. Gente seria. Che sappia progettare con intelligenza. Che sia disposta alla fatica, disposta ad acettare anche la croce, pur di arrivare fino in fondo. In poche parole, chi decide di seguire Cristo, deve escludere le mezze misure, i compromessi, le scuse di comodo. Meditatio Gesù fa una proposta forte, radicale, che lascia senza fiato: è l’esigenza di un amore che supera quello dei legami familiari e affettivi. Al discepolo è chiesto un “di più”. Dove si vede, nella nostra vita di cristiani, questo “di più”? - Amo mio marito o mia moglie con questo “di più”, ributtandomi con fiducia nella

volontà di Dio anche nei momenti di incomprensione e di fatica? - Amo mio figlio non legandolo a me, ai miei progetti o desideri e sono pronto a metterlo nelle mani di Dio, al “di più” promesso da Dio? - Amo la mia comunità senza legarla a me, ai miei gusti, senza creare partiti o divisioni, senza escludere nessuno? Oratio Dio, attraverso la croce del Figlio ti sei donato completamente all’uomo manifestandogli definitivamente il tuo amore. Aiutaci a vivere il nostro cammino di fede con lo spirito della vera sequela, nell’assunzione faticosa del nostro impegno quotidiano. Così, con cuore sempre più libero, conosceremo la gioia e la bellezza della vita nuova in Cristo. Amen Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola

IL PAPA AD ASSISI

Sulle orme di San Francesco

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resentato il programma della visita pastorale del 4 ottobre I disabili e gli ammalati, i poveri, il clero, i consacrati e i membri dei consigli pastorali, i giovani umbri. Queste alcune delle tappe della visita pastorale che Papa Francesco compirà ad Assisi il prossimo 4 ottobre. A presentare il programma, oggi ad

Assisi, nella “Sala della spoliazione” nella quale San Francesco si tolse gli abiti facendo la scelta della povertà, è stato il vescovo della diocesi che ospiterà il Papa, monsignor Domenico Sorrentino. Al suo fianco monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale umbra, il sindaco di Assisi Claudio Ricci e il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti. La Chiesa si deve spogliare - Intenso il programma della visita, che si concentra in una giornata. “Voglio spiegare come la Chiesa si deve spogliare”, avrebbe detto Papa Francesco al vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, in occasione del loro incontro, e questa sarà la chiave di lettura della visita di un Papa che “vuole mettersi sulle orme di Francesco”. “Per lui - ha aggiunto monsignor Gualtiero Bassetti - Assisi è il paese dell’anima”, al quale si è voluto legare fin dal nome scelto. E, dopo questo viaggio, nulla sarà come prima. Poveri e malati al centro del pellegrinaggio papale. Andando a sfogliare le quattro pagine del programma, ciò che balza subito agli occhi è che “i poveri e i malati sono veramente i privilegiati in questo pellegrinaggio del Papa”,

ha precisato il presidente dei vescovi umbri. Accompagnato nella visita dai “cardinali prescelti per consigliarlo nel governo della Chiesa universale”, Papa Francesco giungerà nel capoluogo umbro in elicottero e il suo primo gesto sarà la visita ai bambini disabili e ammalati ospiti dell’Istituto Serafico di Assisi, centro di riabilitazione che accoglie ragazzi e ragazze con gravi disabilità fisiche e mentali. In vescovado, nella Sala della spoliazione, incontrerà quindi i poveri assistiti dalla Caritas, con i quali poi si fermerà a pranzo nel centro di prima accoglienza di Santa Maria degli Angeli, accompagnato dal vescovo locale. Solo dopo questi due incontri papa Francesco si recherà al Sacro Convento e, alle 11, celebrerà l’Eucaristia in piazza San Francesco, al termine della quale verrà offerto l’olio per la lampada votiva al Santo Patrono d’Italia, cerimonia che si ripete ogni anno il 4 ottobre. Nel pomeriggio ancora un incontro, a San Rufino, con il clero, le perone di vita consacrata e i membri dei Consigli pastorali della diocesi, mentre nella basilica di Santa Chiara rivolgerà un messaggio alle monache di clausura. Il sesto e ultimo discorso del Papa sarà, infine, per i giovani dell’Umbria, ai quali ha dato appuntamento alle 17.45 sul piazzale della basilica di Santa Maria degli Angeli. a cura di Francesco Rossi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Bagnasco a Pesaro il 26 ottobre per il ventennale di Don Gaudiano

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esaro ricorda don Gianfranco Gaudiano a 20 anni dalla morte”. È questo il titolo scelto dalla Fondazione don Gaudiano per celebrare il ventennale della scomparsa del sacerdote degli ultimi che a Pesaro ha fondato la maggior parte delle più note strutture di solidarietà: la Comunità di via del Seminario 12, la comunità terapeutica di Gradara, la cooperativa T41, la Casa famiglia Canaan, Villa Moscati per i malati terminali di Aids... Le sue opere, ancora oggi presenti a Pesaro, sono il frutto della sua capacità di coniugare la comunità civile con quella ecclesiale. Per mantenere vivo il ricordo di don Gaudiano, la fondazione che oggi porta il suo nome organizza per sabato 26 ottobre una serie di iniziative che avranno come ospite il cardinale Angelo Bagnasco. Si inizia il mattino alle ore 10.30 con alcune testimonianze e un intervento del presidente della Conferenza episcopale italiana. Nel pomeriggio alle ore 17 in cattedrale la S. Messa celebrata dal Cardinale Bagnasco che concluderà la giornata pesarese con una cena a Villa Borromeo in compagnia degli ospiti delle strutture di solidarietà cittadine, esattamente il gesto che scelse di compiere come ultimo atto da arcivescovo di Pesaro. Roberto Mazzoli

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CALENDARIO 8 settembre

Natività della Beata Vergine Maria

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ella data odierna le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita di Maria, la madre del Signore. La fonte prima che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo secondo il quale Maria nacque a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo venne edificata la basilica di sant’Anna e nel giorno della sua dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estese poi a Costantinopoli e fu introdotta in occidente da Sergio I. Dall’eternità, il Padre opera per la preparazione della Tuttasanta, di Colei che doveva divenire la madre del Figlio suo, il tempio dello Spirito Santo. La geneaologia di Gesù proposta dal Vangelo di Matteo culmina nell’espressione «Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo». Con Maria, dunque, è venuta l’ora del Davide definitivo, della instaurazione piena del regno di Dio. Con la sua nascita inoltre prende forma il grembo offerto dall’umanità a Dio perché si compia l’incarnazione del Verbo nella storia degli uomini. Maria bambina infine è anche immagine dell’umanità nuova. Onorando la natività della Madre di Dio si va al vero significato e il fine di questo evento che è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre di Dio. È questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la “nascita al cielo”, come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo.

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Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 4 settembre 2013 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 5 settembre


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Socio Politico

8 settembre 2013

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Nella scuola la Francia rivoluzionaria insegna “morale laica”

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ientro a scuola con sorpresa. Accade in Francia, ma, in questa Europa unita, la questione riguarda anche noi, che pure siamo alle prese con problemi molto più concreti. La novità francese è la decisione del ministro dell’Educazione nazionale, Vincent Peillon, di pubblicare in tutte le scuole, con l’obbligo per docenti e studenti d’illustrarla e applicarla, una “Carta della laicità”, su cui ha attirato l’attenzione il quotidiano “La Croix”. Nulla di nuovo, per carità nei 17 punti, pubblicati anche in Italia, che non fanno che ribadire la definizione di laicità nata con la rivoluzione e passata attraverso due secoli di rivendicazioni, per cui, al fine di assicurare l’adesione ai valori della Repubblica (e del progresso) è necessario fare tabula rasa di tutto ciò che è struttura tradizionale. A partire dalle religioni è il sottinteso: un tempo riferito in modo esclusivo alla religione cattolica, oggi aggiornato alla società globalizzata. Ma non basta. Siccome i francesi hanno uno spirito geometrico, dopo questa prima “Carta” d’impianto

A

nche la pace ha un costo. Ma ce n’è uno sempre inaccettabile e si chiama guerra. “Mai più la guerra” ha ripetuto ieri Papa Francesco, sulle orme di due grandi pontefici, Giovanni XXIII e Paolo VI che le guerre le videro da vicino. Due uomini di Chiesa che, testimoni privilegiati del “secolo breve”, subirono gli orrori della Prima e della Seconda guerra mondiale. I due primi conflitti moderni e globali che hanno preceduto la pace nel mondo, pagata col prezzo altissimo di decine di milioni di morti. Caduti sui campi di battaglia, ma anche sotto il fungo atomico di Hiroshima e Nagasaki. Per non parlare dello scandalo disumano della Shoah. E come dimenticare, poi, la guerra come “inutile strage” di Benedetto XV dinanzi al Primo conflitto mondiale? Tutto questo ci fa dire che c’è una solida coerenza e continuità, nel pontificato di Francesco, nella difesa strenua della pace. L’intervento intenso e tempestivo di Papa Francesco rivela la solida consapevolezza della gravità della crisi siriana come crisi globale. La prima guerra globale - Dio non voglia - del nuovo Millennio. Un rischio di guerra che merita le parole severissime del Papa, forse le più taglienti di questo pontificato: “C’è un giudizio di Dio e anche della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire. Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza”. E qui torna la valutazione sul costo della pace. Quel costo che certamente il dittatore di Damasco, espressione della minoranza sciita siriana, non intende assolutamente pagare perché si vedrebbe sfuggire un regno non dinastico, ereditato da un padre violento e sanguinario. Quel costo che i ribelli, musulmani sunniti come la maggioranza dei siriani, non intendono assolutamente versare dopo essersi illusi di poter chiudere i conti, presto e facilmente, con il regime satrapico di Bashar al-Assad. Quel costo che i Grandi del mondo, come le potenze dell’area, non intendono accettare perché negoziare la pace è difficile. E perché le

generale, dal 2015 sarà impartito, in tutti gli ordini di scuole, un nuovo insegnamento, la “morale laica”, oggetto di un rapporto presentato lo scorso aprile: “Lo scopo della morale laica è permettere a ogni allievo di emanciparsi, poiché il punto di partenza della laicità è il rispetto assoluto della libertà di coscienza. Per dare la libertà di scelta, bisogna liberare l’allievo da ogni determinismo, familiare, etnico, sociale, intellettuale”. È questo il passaggio chiave, avatar sempre seducente di una vecchia e già sconfitta utopia. In realtà per il ministro-filosofo, che aveva dedicato un paio d’anni fa un corposo volume alla “fede laica”, la laicità “è un principio di tolleranza, certo, ma più ancora di filosofia positiva”, cioè attiva, di attacco. È ovvio, allora, che in questo processo la scuola gioca ovviamente un ruolo-chiave perché bisogna “appoggiarsi sui giovani per cambiare le mentalità”. Si chiedeva, recensendo il libro sulla “fede laica”, l’autorevole rivista “Etudes” se questo non fosse semplicemente una “regressione verso

una religione civile impraticabile e pericolosa per le libertà”. Già clamorosamente fallita. La realtà è che le istituzioni, che oggi sono ovviamente sotto pressione di una crisi strutturale, ovviamente non solo economica, non possono cercare nuove risposte in vecchie ricette, ma fare finalmente i conti con la realtà. Le certezze della laicità sette-ottocentesca insomma non persuadono più nemmeno in Francia, anche se sono affermate per decreto ministeriale e si alleano con i principi di “non-discriminazione” che vanno per la maggiore. Questo vale anche per l’applicazione di leggi, come quella sul matrimonio omosessuale, che dovrebbero portare con sé, in nome di un principio di eguaglianza e a pena di sanzioni, la riscrittura dei manuali e dell’insegnamento. È una fatica di Sisifo, inutile e fuorviante. Ma bisogna stare molto, molto attenti. Francesco Bonini

papa FRANCESCO E LA CRISI SIRIANA

Il costo della pace non è mai la guerra Papacontrapposizioni, come ricorda a tutti il Papa, sono cieche. Incapaci innanzitutto di vedere le sofferenze dei popoli e di percepire sino in fondo l’orrore per l’uso delle armi chimiche. Un salto inaccettabile e orrorifico del conflitto. Dinanzi a questo rischio mortale che corre il mondo moderno, cioè di veder scivolare la polveriera mediorientale nel vortice di un conflitto difficilmente contenibile in quell’area, ecco Papa Francesco scegliere, senza incertezza, la strada dell’appello alle coscienze di chi può fermare la corsa verso le armi. E poi la sua decisione di parlare a tutti di pace, perché la pace è di tutti. È un bene incommensurabile per tutti e per i poveri in particolare. Dei cattolici come degli altri cristiani, ma anche di tutti gli uomini che credono. Così come dei non credenti. A tutti chiede di costruire, a partire da piazza San Pietro la sera del 7 settembre, una catena umana perché chi deve decidere sappia da che parte stanno i popoli. E soprattutto chiede ai credenti un atto antico, quello del digiuno che affina la sensibilità, acutizza la consapevolezza, rende più carnale la partecipazione. Ci fa essere, soprattutto noi occidentali più sazi, per un giorno più vicini a quanti manca tutto. A cominciare da quella pace nella quale noi ci siamo adagiati da quasi settant’anni, ma che in un attimo potremmo perdere a causa di una guerra nel cuore del Mediterraneo. Il Papa ci ricorda che quanto accade in Siria è anche affar nostro. E nessuno

pensi, con superficialità, che il Papa non conosca bene il peso delle responsabilità e delle colpe che gravano sugli uni e sugli altri protagonisti della crisi siriana. Ma il Papa, uomo di pace, non può stare che dalla parte della pace. Ad ogni costo e con la sola arma di cui dispone: la preghiera. Perché questo è quello che tocca al Papa e ai credenti. Lui ha la forza per chiedere

MEETING DI RIMINI 2013

Qui la politica non soffoca l’ecclesiale

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n questi giorni è accaduta un’esperienza di amicizia, di incontro di tantissimi ospiti, anche tra di loro, di rapporti che nascono, come quelli di rettori di università di luoghi e fedi diverse che si accordano per collaborazioni culturali, religiose, scientifiche. Questa esperienza documenta il contributo del Cristianesimo al mondo, che non è un progetto politico e ideologico, ma una umanità che testimonia l’Amore che trasforma e rende diversi”. È questo, per Emilia Guarnieri, presidente dal 1993 della Fondazione Meeting, il messaggio principale che lascia la XXXIV edizione del Meeting che si è chiusa il 24 agosto.

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Sette giorni ricchi di eventi, di dibattiti, di approfondimenti, sul tema “Emergenza uomo”, con studiosi ed esperti ma anche di politici ed esponenti di Governo. Una presenza che ha suscitato moltissime polemiche, rispedite al mittente dalla presidente, che ribadisce: “il Meeting è un luogo di confronto libero e aperto. “Crediamo che la politica sia un servizio nobile, alto, importante, del quale l’organizzazione umana ha bisogno. A Rimini invitiamo politici e governanti con i quali chiediamo di poterci e potersi confrontare - come si è visto in questi giorni - sulle questioni reali di cui il Paese

ha bisogno. Abbiamo parlato di Europa, di lavoro, di economia, di carceri, di giustizia. Sono uscite cose concrete, suggerimenti e indicazioni reali. Il Meeting è un luogo dove questo può accadere se la libertà di chi viene desidera che ciò accada”…. “Credo che la risposta più bella sia quella contenuta nel messaggio al Meeting di Papa Francesco. Il Pontefice ci ha ricordato che il cuore dell’uomo è un mistero di povertà e di domanda. Ha insistito sul fatto che non dobbiamo farci rubare il desiderio e la speranza ma avere il coraggio di essere felici. Io credo che l’antidoto sia proprio l’apertura di cuore a Dio da cui scaturisce la

“alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di guardare all’altro come a un fratello e intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato”. Incontrarsi, dialogare e negoziare è ancora possibile. Domenico Delle Foglie

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Emilia Guarnieri, presidente dal 1993 della Fondazione Meeting, respinge al mittente le critiche: “Questo è un luogo di confronto libero e aperto” grazia di un incontro”…. “Nel messaggio del Papa c’è proprio la sottolineatura che è Dio la risposta al mistero dell’uomo. Chi ha fatto l’incontro di Cristo ha una grande responsabilità: andare incontro a tutti, verso il mondo. Ed è ciò che sentiamo fortemente e sul quale desideriamo essere impegnati ogni momento”. Daniele Rocchi

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Socio Culturale

8 settembre 2013

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MARTINI UN ANNO DOPO

Il suo amore per Gerusalemme

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er amore di Sion non tacerò”: questa frase del profeta Isaia riassume la vocazione del cardinale Carlo Maria Martini. Ho avuto la fortuna di avere padre Martini come professore di “critica textus” al Pontificio Istituto Biblico. Fu per me una sorpresa ritrovarlo a Gerusalemme 30 anni dopo. Voleva scrutare il mistero della città santa prima di avvicinarsi all’incontro finale. Era incatenato dallo Spirito e non sapeva cosa lo aspettasse in Oriente.

Gerusalemme, la città spirituale e magica, aveva attratto il cardinale da tempo. La città racchiudeva nella sua storia e nelle sue mura tanto fervore, ma anche tanta violenza che fino ad oggi paralizza le memorie. Il cardinale mi ricordava questa tradizione giudaica: “Quando Dio creò il cielo e la terra divise le bellezze del mondo in dieci parti: nove furono date a Gerusalemme e una sola al resto del mondo. Ma le stesse proporzioni furono fatte per la sofferenza. A Gerusalemme Ebrei, Cristiani e Musulmani hanno sofferto e soffrono. La città ha bisogno di consolatori come chiede il profeta: ‘Consolate il mio popolo’. Come Gesù fu il grande intercessore, la Chiesa deve intercedere per il mondo. E uno dei motivi della mia scelta di Gerusalemme. Sono d’accordo con Chouraqui quando dice: Gerusalemme è centrale per Israele, centrale per la Chiesa universale e per la casa dell’Islam perché essa si erge all’incrocio in cui l’Asia incontra l’Africa e si volge all’Occidente. Di qui nasce la speranza che è in questa città che possiamo riconoscere in ogni uomo il nostro fratello perché Gerusalemme è la madre di tutti. Solo il giudaismo e il cristianesimo in un dialogo serio possono promuovere la pace del mondo”. Incontrai il cardinale il venerdì santo nel cortile della scuola Omarya dove comincia la Via Crucis. Il cardinale era in borghese e mi disse: “Purtroppo qui ci sono tante divisioni e voglio essere un uomo di riconciliazione. Per incontrare Cristo vivo contemplando la tomba vuota ci vuole una grande semplicità. Dove Cristo ha portato la corona di spine, la sofferenza del mondo prende un senso”. Il cardinale venne alcune volte allo Studium Biblicum di Gerusalemme per parlarci del suo primo amore, il Codex Vaticanus che continuava a studiare. Mi disse: “Abbiamo dimenticato che la prima missione del sacerdote è di essere l’uomo della parola di Dio. Mosé affidò la Torah al fratello Aronne”. Poi aggiunse: “Sono contento che Bagatti abbia ripreso lo studio dei giudeo-cristiani. Che significato teologico può avere a Gerusalemme la ripresa di una comunità di Ebrei cristiani, che si dichiara erede della comunità primitiva? Gerusalemme non è soltanto memoria, è

profezia di una Chiesa che ritorna alle sue origini”. Il ricordo più commovente è legato all’Università Ebraica di Gerusalemme dove i professori dopo aver tradotto il suo libro su Gerusalemme lo presentarono al pubblico. Dopo gli elogi fatti al “porporato” vestito di nero, il cardinale disse: “Da giovane gesuita mi hanno insegnato a nascondere i miei sentimenti. Adesso che l’età ha preso il sopravvento, mi è difficile nasconderli. Sono commosso. Gerusalemme è sempre stata per me un centro spirituale di primo ordine. Ho fatto tutto affinché sacerdoti e seminaristi possano venire alle sorgenti della salvezza.

Isaia dice che da Sion è uscita la Torah. Sono convinto che la città ha una vocazione profetica. Se dimentica questa vocazione conosce tempi di sclerosi. Ieri come oggi. Non posso dimenticare che la città contiene il Monte Moriah dove Abramo voleva sacrificare il figlio. E il luogo dove Gesù con la sua morte e Risurrezione ha voluto fare di due popoli un solo popolo di figli di Dio”. La conversazione continuò l’indomani per via telefonica. Parlando del mistero di Gerusalemme, mi disse: “Se è vero come dice Urs von Balthasar

che la verità è sinfonica, Dio deve essere musica. I Salmi che recitiamo ci invitano tante volte a cantare, a lodare Dio. Come la musica ci introduce in un mondo diverso, cosi Gerusalemme ci apre le porte di un mondo che non abbiamo finito di scrutare. A Gerusalemme, altopiano roccioso, si canta e si danza la gioia dell’essere”. Grazie, cardinale Martini, per il suo amore a Gerusalemme.

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Monsignor Pietro Parolin

Nuovo segretario di Stato

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apa Francesco ha nominato monsignor Pietro Parolin, nuovo segretario di Stato. Succede al cardinale Tarcisio Bertone che ricopre questo incarico dal 2006. È il più giovane segretario di Stato dai tempi di Eugenio Pacelli

Cenni biografici

L’attuale nunzio apostolico in Venezuela l’arcivescovo Pietro Parolin, 58 anni, veneto (è nato il 17 gennaio 1955 a Schiavon, provincia di Vicenza), è stato scelto da Papa Francesco come nuovo segretario di Stato. Nella sua lunga carriera diplomatica (è nel servizio diplomatico della Santa

Sede dal 1986) monsignor Parolin si è fatto apprezzare in numerose occasioni per la sua preparazione (conosce bene il l’inglese, il francese e lo spagnolo) e la sua capacità di affrontare questioni anche particolarmente delicate, quali per esempio le condizioni delle comunità cattoliche in Cina e Vietnam. Parolin, ordinato prete a Vicenza il 27 aprile del 1980, ha studiato alla Pontificia Università Gregoriana dove si è laureato in diritto canonico. I primi Paesi dove ha prestato servizio sono stati la Nigeria e il Messico. Nel 1992 Parolin è stato chiamato a Roma nella seconda sezione della Segreteria di Stato che si occupa

che lo divenne nel 1930 quando non aveva ancora 54 anni. Assume questa responsabilità in un momento particolarmente delicato per la Chiesa, per l’Italia e per il mondo. La gioia della diocesi di Vicenza, Chiesa natale dell’arcivescovo.

dei rapporti con gli Stati. Dieci anni dopo Giovanni Paolo II lo ha nominato sotto-segretario della sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ed è diventato così di fatto il “viceministro” degli Esteri del Vaticano. Sono questi gli anni in cui si occupa in particolare delle relazioni tra la Santa Sede e i Paesi orientali. Oltre a questo il nuovo segretario di Stato ha seguito anche i non facili negoziati tra Israele e Santa Sede. Nell’agosto del 2009 Benedetto XVI nomina Parolin arcivescovo (sede titolare di Acquapendente) e gli affida la nunziatura di Caracas nel Venezuela di Hugo Chávez, dove ha svolto un ruolo rilevante nel riavvicinamento tra Stato e Chiesa dopo le molte tensioni del passato.


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Regione Provincia

8 settembre 2013

PERSO QUASI UN MILIARDO DI EURO IN UN ANNO

Banca Marche commissariata G

iovedì 29 agosto, all’arrivo dei commissari, i dipendenti della Banca delle Marche hanno partecipato allo sciopero indetto dai sindacati Fisac Cgil, Fiba Cisl e Dicredito per protestare contro il piano industriale dell’istituto che prevede la vendita di alcuni asset della banca con l’uscita di 400 addetti e il prepensionamento volontario di altri 300 bancari. La pessima semestrale di Banca Marche ha spinto infatti la Banca d’Italia a commissariare l’istituto. La decisione è stata comunicata alla banca il 27 agosto e resa pubblica nel giorno in cui sono stati presentati i conti e si sono insediati i due commissari Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni. Il Testo Unico Bancario prevede che Bankitalia possa prendere temporaneamente in gestione un istituto – sospendendone gli organi amministrativi per un massimo di due mesi – per motivi diversi, compresa la previsione di gravi perdite del patrimonio. È proprio il caso della banca marchigiana, che dopo avere perso 526 milioni nel 2012 ha chiuso il primo semestre di quest’anno con un rosso di 232 milioni. Le rettifiche di valore sui crediti portano il patrimonio di Banca Marche al di sotto del livello minimo previsto dalla regolamentazione (8 per cento dell’attivo). E così Bankitalia ha deciso la gestione provvisoria per due mesi di Banca Marche. Ne ha dato notizia lo stesso istituto di credito in una nota. “La Banca d’Italia, con provvedimento del 27 agosto, ha disposto la sospensione, in via temporanea, degli organi con funzioni di amministrazione e controllo di Banca delle Marche. Come commissari sono stati nominati Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni. Gli organi si sono già insediati”,

La vignetta della settimana Senza parole

spiega il comunicato. In ogni caso la clientela – specifica l’Istituto attualmente controllato dalle Fondazioni Cassa di risparmio di Pesaro, Cassa di risparmio di Macerata e Cassa di risparmio di Jesi - potrà continuare a rivolgersi “come di consueto agli sportelli della banca, che prosegue regolarmente la propria attività”. A complicare il quadro si aggiungono due esposti presentati nei mesi scorsi alla Procura

di Ancona dalla nuova gestione di Banca Marche sulle posizioni dubbie di 16 clienti (imprese di costruzioni ma non solo) che nel tempo avrebbero compromesso i conti della banca. Tuttavia potrebbe essere già pronta una cordata di imprenditori interessati a partecipare all’aumento di capitale di Banca Marche.

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ALLARME LAVORO – INTERVIENE LA FILCA CISL PESARO E URBINO

Non si può sperare solo nella Caritas C

i troviamo a ricominciare a settembre con di fronte alcune vertenze ancora da affrontare, alcune fra le tante PICA, FEBAL, MOBILIFICIO FOGLIENSE, IRD senza tralasciare il settore Edilizia e artigiano di cui il nostro territorio vive. Per la PICA abbiamo raggiunto un accordo per un contratto di solidarietà per un anno estendibile a un altro anno anche se al momento si è dovuto procedere ad una riduzione di personale vicino alle 47 unità circa. La Febal Cucine ha aperto una procedura di mobilità per un totale di 50 dipendenti. La IRD ex Rossi Dimension di Rio Salso ora sotto controllo della IFI spa, ha aperto una procedura di mobilità per

17 unità. Il Mobilificio Fogliense ha già effettuato licenziamenti essendo arrivati alla fine di percorsi di CIGS non più rinnovabili per procedure concorsuali. Queste sono alcune delle aziende che purtroppo hanno dovuto procedere a licenziamenti alla fine di percorsi di cigs più o meno lunghi. Abbiamo due casi” positivi “come ad esempio la BERLONI dove, dopo ampia concertazione con nuovi acquirenti si è riusciti non senza difficoltà ad ottenere garanzie di salvaguardia di posti di lavoro per almeno 120 dipendenti, con percorsi formativi per i restanti posti in cigs (totali tra chi lavora e in cigs 315 dipendenti). Azienda SIFA spa dove percorso simile alla Berloni, 88 dipendenti su 88 sono stati riassunti da una nuova società : SIFA INDUSTRIAL DESIGN che ha dato possibilità di far continuare l’attività aziendale. Veniamo all’edilizia: settore fortemente in crisi che al momento ha tenuto grazie alle grandi opere A14 anche

se non ha portato grande occupazione tra i nostri lavoratori edili. Per il settore artigiano (aziende settore legno) si rischia che circa 2000/3000 lavoratori perdano a settembre il posto di lavoro. Inoltre siamo sempre più sopraffatti da richieste di recupero salario più TFR di lavoratori che dopo aver perso il posto di lavoro non riescono neppure a riscuotere le loro spettanze. In questo caso i tempi di riscossione (anche 2/3 anni) mettono tante famiglie a dura prova. Non si può pensare che solo la Caritas possa fare ancora di più di quello che sta facendo anche grazie all’aiuto di tanti volontari e anche lavoratori che si prodigano a volte anche economicamente per il pagamento delle bollette. Si chiede che anche la politica faccia la sua parte nell’affrontare insieme al sindacato la difficilissima situazione in questo momento di difficoltà straordinaria. Responsabile zonale PESARO URBINO - FILCA CISL MARCHE - PAOLO FERRI

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Confronto sulle scelte gestionali

A

seguito del provvedimento della Banca d’Italia che ha disposto la sospensione in via temporanea per due mesi degli organi di amministrazione e controllo di Banca delle Marche, assegnando la gestione provvisoria a due commissari, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro ha anticipato a lunedì 2 settembre la riunione del Consiglio di amministrazione e del Consiglio generale per un esame della situazione. Nel corso degli incontri, il Presidente Gianfranco Sabbatini ha riferito che il provvedimento è stato assunto alla luce dei risultati del primo semestre e del loro impatto sui coefficienti patrimoniali a seguito delle consistenti rettifiche sui crediti disposte dalla Banca. La gestione provvisoria, operando sotto la supervisione dell’organo di vigilanza, dovrà completare l’azione di risanamento già avviata dalla Banca individuando le necessarie iniziative di rafforzamento patrimoniale. Il Consiglio di amministrazione ed il Consiglio generale, preso atto di quanto riferito dal Presidente in merito ai recenti avvenimenti, hanno condiviso la necessità di intraprendere ogni iniziativa utile alla Banca ed alla tutela del proprio investimento, nella ferma convinzione che debbano essere adeguatamente valorizzati il radicamento territoriale, le estese relazioni di clientela, le professionalità dei dipendenti, le potenzialità di una ripresa del ciclo economico. La Fondazione fa peraltro presente che, nonostante la ridotta disponibilità di risorse conseguente alla mancata distribuzione di dividendi da parte della partecipata Banca delle Marche, nel primo semestre del 2013 sono stati deliberati interventi per complessivi 1,6 milioni di euro e liquidati, a valere anche su impegni assunti in precedenti esercizi, 3,2 milioni di euro. Per l’attività del secondo semestre, già in avanzata fase di istruttoria, si prevede l’impegno di ulteriori 2 milioni di euro circa. In previsione della predisposizione del piano programmatico 2014, da presentare entro la fine del prossimo mese di ottobre, la Fondazione riunirà i propri organi istituzionali (Assemblea dei Soci, Consiglio generale, Consiglio di amministrazione, Collegio sindacale) in una seduta congiunta, allargata alla partecipazione di Enti ed Istituzioni del territorio per confrontarsi sulla scelte gestionali con particolare riguardo alla partecipazione in Banca Marche. Fondazione della Cassa di Risparmio di Pesaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’Olimpiade Enigmistica a Bagni Gilberto è ormai … nazionale!

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artecipanti locali sì ma anche di Roma, Milano, Como, Modena e Mantova, può davvero dirsi ormai nazionale la Olimpiade Enigmistica Bagni Gilberto di Stefano Tombari giunta alla VII edizione! Ad emergere nel risolvere i giochi inediti ideati come sempre da Leone Pantaleoni (il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica), sono stati Filippo Mazzoli, Viola Reali e Mattia Aleotti (categoria Giovanissimi); tra i Ragazzi, Lucia Sorbini e Chiara Tamburini hanno preceduto sul filo di lana Sofia Taddei e Arianna Galanti. Tra gli adulti, Alberto De Negri (già vincitore di edizioni scorse) ha avuto la meglio su Giuseppe Gatti. Al termine, foto di gruppo e premi in gadget e consumazioni. Nella foto: il gruppo, i giovanissimi, ragazzi e ragazze e il De Marchi (adulti).

REBUS PER L’ESTATE

L

o speciale giochi pubblicato sul Nuovo Amico del 28 luglio scorso è stato vinto dal Sig. ENZO MACCI che si aggiudica una cena per due persone presso il ristorante dell’hotel Alexander Museum Palace di Pesaro. lo spazio giochi di Leone Pantaleoni torna domenica 15 settembre.


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8 settembre 2013

Pesaro

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro Tel. 0721 64052 - Fax 0721 69453 E-mail: pesaro@ilnuovoamico.it

INGRESSO DEL NUOVO PARROCO DI S. FABIANO IN VILLA CECCOLINI

Don Mario: Gesù, parrocchia, storia G

PS: Gesù, Parrocchia, Storia. Ha utilizzato la sigla del sistema di posizionamento e di navigazione satellitare don Mario Florio nel presentare le linee del suo ministero alla comunità cristiana di S. Fabiano in Villa Ceccolini, di cui è stato nominato nuovo parroco dall’Arcivescovo Piero Coccia e nella quale ha fatto il suo ingresso domenica 1 Settembre. Gesù, centro della vita ecclesiale; la Parrocchia, luogo di fedeli costantemente in cammino e aperti a tutti; la Storia, come realtà generativa a cui si appartiene e a cui sentirsi riconoscenti. “La mia storia personale, innanzitutto”, ha detto don Mario, parroco per la prima volta, dopo essere stato docente e preside dell’Istituto Teologico Marchigiano, direttore degli Uffici Catechistico ed Ecumenico della nostra arcidiocesi e aiuto pastorale nella Parrocchia di San Carlo Borromeo; un cammino fatto di incontri e di persone, a partire dai suoi genitori e dalla sua maestra elementare, suor Clelia, anche lei presente alla celebrazione. La Storia, inoltre, della Parrocchia di S. Fabiano: guidata da tanti parroci, di cui sono stati ricordati con particolare gratitudine quelli degli ultimi venti anni, da don Elio Fattori a don Giuseppe Scarpetti, don Massimo Regini, i padri Saverio e Giacomo, fino all’ultimo in ordine cronologico, don Matteo Merli. Questo passato comunque – è stato l’auspicio di un rappresentante della comunità – deve sempre attualizzarsi, perché la Chiesa oggi deve fare i conti con il processo di scristianizzazione e trovare forme nuove di missionarietà. La Storia, infine della nostra Arcidiocesi: don Mario ha riaffermato il suo desiderio e proposito di vivere in comunione con l’Arcivescovo e con i presbiteri diocesani, anche quelli malati e sofferenti; per questo ha detto di aver

voluto incontrare, la mattina stessa, alla Casa tutte le possibili alleanze umane (politiche, del Clero, il suo coetaneo don Riccardo, per economiche, educative) di cui oggi si avverte vivere con lui un semplice e concreto gesto di assoluto bisogno. unità. Con “attesa”, rivolti cioè sempre alla positività Al nuovo parroco e alla sua comunità, mons. della prospettiva finale, la “resurrezione dei Coccia – dopo aver sentitamente ringraziato giusti”. don Matteo, chiamato ora alla guida di un’al- Il rito di ingresso del nuovo parroco – carico tra parrocchia – ha espresso l’augurio di vi- di gesti simbolici, quali l’aspersione dell’asvere la fede secondo le caratteristiche indica- semblea con l’acqua benedetta, l’incensazione te dalla liturgia del giorno. dell’altare, il rinnovo delle promesse sacerCon “mitezza” (da non confondersi con un dotali, l’occupazione della sede presidenziale generico buonismo), cioè con umile e totale – si è concluso con l’affidamento di don Mario affidamento al Signore, nell’intelligente con- e di tutta la comunità di Villa Ceccolini alla sapevolezza dei propri limiti umani. protezione di Maria e di San Fabiano martire. Con “certezza”, perché Gesù è il “Mediatore Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA della Nuova Alleanza”, vero fondamento di

CONVEGNO DIOCESANO – 21/22 SETTEMBRE CINEMA LORETO

“I laici nella chiesa : presenza di corresponsabilità”

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resentiamo il programma dell’ormai prossimo Convegno diocesano, promosso da S.E. Mons. Piero Coccia con una duplice finalità. Valorizzare, innanzitutto, la presenza dei laici nella chiesa, direzione peraltro da tempo intrapresa dalla nostra arcidiocesi e motivata non tanto dalla carenza di sacerdoti, quanto dalla consapevolezza, consolidatasi con il Concilio Vaticano II, del ruolo di “corresponsabili” (oltre che di collaboratori) svolto dai laici nella Chiesa. Promuovere, inoltre, l’istituzione dei Consigli pastorali parrocchiali o potenziare quelli

già esistenti, dal momento che tali Consigli sono i luoghi in cui “istituzionalmente” si esercita di più la suddetta corresponsabilità. Certamente questo, come ha scritto l’Arcivescovo, comporterà per la nostra diocesi un ulteriore impulso alla formazione dei laici e un’incessante conversione mentale e pastorale. PROGRAMMA GIOVEDI’ 19 SETTEMBRE 2013 Ore 21.15 Cattedrale: Mandato per Operatori Pastorali VENERDI’ 20 SETTEMBRE 2013 Ore 21.15 Cattedrale: Rassegna di

cori e canti per la liturgia: “Cantiamo la nostra fede” SABATO 21 SETTEMBRE 2013 Ore 21.15 Preghiera S.E. Mons. Piero Coccia, Arcivescovo di Pesaro “ Introduzione” Prof. Sergio Belardinelli, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Bologna “I laici nella chiesa:una presenza di corresponsabilità” DOMENICA 22 SETTEMBRE 2013 Ore 9.00 Preghiera Ore 9.45 Testimonianza diocesi di Udine (don Igino Schiff, dott.ssa Piera Burba e Grazia Fuccaro) Ore 10,30 Testimonianza diocesi di Rimini (Ilva Urbinati e Luigi Bianchini) Ore 12.30 Coffee Break Gruppi di lavoro e conclusioni dell’Arcivescovo S. Messa, celebrata da don Stefano Brizi, Vicario Generale Per la sera del 21 sarà offerto un servizio per non udenti (chiedere a Fiorenza) Per la mattina del 22 verrà garantito un servizio di baby sitter

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razie a tutti i parrocchiani di S. Fabiano in Villa Ceccolini per la cordialissima e affettuosa accoglienza che mi hanno manifestato, insieme a Don Matteo, in occasione del mio ingresso di Parroco, domenica 1 settembre. Il servizio del Parroco è per il bene di tutta la comunità: comunità con Gesù al centro, comunità in cammino, comunità con la sua storia nella storia più grande della diocesi e della Chiesa nel mondo. Grazie all’Arcivescovo per avermi guidato con amorevolezza in questi primi passi. Grazie al Presbiterio che ha pregato per me e il nuovo ministero che sto iniziando: un particolare grazie ai fratelli preti, ammalati e anziani, della Casa del Clero. Martedì 3 settembre ho incontrato i membri del Consiglio pastorale e mercoledì 4 quelli del Consiglio per gli affari economici: un segno bello che, alla scuola del Concilio Vaticano II, mi dà conferma del valore e impegno dei laici nella vita della Chiesa e nel mondo. Grazie agli ammalati che hanno pregato e continueranno a pregare per me e per la Parrocchia di S. Fabiano. Grazie alla Comunità parrocchiale di S. Carlo Borromeo che, dopo 10 anni della mia presenza pastorale, mi ha manifestato nella S. Messa di venerdì 31 agosto e nella festa che è seguita la sua amicizia e il suo affetto: continuate a portarmi nella vostra preghiera. Un particolare grazie al Parroco Don Massimo e a Don Guido per questi anni vissuti insieme. Ciao, don Mario

IN BREVE

FESTA DI S. EUROSIA E 25° DI DON CERNUSCHI

L’unità pastorale delle Comunità parrocchiali Candelara ed Arzilla si prepara alla Festa parrocchiale di S. Eurosia. Il parroco don Giampiero Cernuschi nella sua lettera di invito scrive: «Nel mio piccolo ho molto da ringraziare il Signore per il frutto della fede e del dono della Vocazione Sacerdotale: quest’anno festeggerò il mio 25°di ordinazione sacerdotale nella S. Messa delle Cresime alle 11.30, presieduta dall’Arcivescovo Piero Coccia». Il programma della festa prevede tra l’altro: domenica 8 settembre ore 9.30 S. Maria Arzilla: S. Messa della prima comunione / ore 11.30 Pieve: S. Messa con la celebrazione della Cresima. / ore 17.00 Festa dei nonni S. Messa con celebrazione del Sacramento dell’Unzione dei malati. / ore 21.00 dalla Pieve processione di S. Eurosia con i bambini della prima Comunione e i ragazzi della Cresima Con il Complesso bandistico di Candelara. / ore 21.30:“!Momento di Festa Insieme con rinfresco con il quale festeggeremo anche il 25°Sacerdozio del Parroco Don Giampiero Cernuschi. / ore 22.45 circa Grande spettacolo pirotecnico. IN CAMMINO VERSO LA CRESIMA Inizierà giovedi’ 26 settembre alle ore 21.15 presso la sala della curia (via Rossini, 66) il secondo percorso diocesano di formazione per giovani e adulti. il percorso prevede 12 incontri (sempre il giovedì) e si prolunga fino ai primi di dicembre. Per info: Ufficio catechistico diocesano e.mail: catechesi@arcidiocesipesaro.it telefono : 0721 30043 (curia)

DA PADRE PIO

Il gruppo di preghiera “S. P. Pio” della parrocchia di S. Francesco d’Assisi in Pesaro, organizza per sabato 12 e domenica 13 ottobre un pellegrinaggio a Pietrelcina e S. Giovanni Rotondo. Al ritorno visita al Santuario di S. Michele Arcangelo e Monte S. Angelo. Partenza ore 2 dal parcheggio di S. Decenzio. Per informazioni Ornella Dini 0721/451855 o 338/1546509 – Organizzazione e trasporto Itermar Salvadori Cattolica.

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Pesaro

8 settembre 2013

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SETTEMBRE – RIAPRE L’ISSR “GIOVANNI PAOLO II”

Laurea in Scienze Religiose C

on il mese di settembre si riaprono le iscrizioni all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” di Pesaro. Il percorso dell’Istituto offre varie possibilità. Anzitutto quella dello studente ordinario che intende conseguire la Laurea in Scienze Religiose, il titolo triennale che, assieme alla Laurea specialistica, è richiesto per l’insegnamento della religione cattolica in ogni ordine di scuola. Poi quella dello studente uditore che sceglie liberamente di frequentare uno o più corsi, tra i 33 attivati. Molti sono i motivi che spingono a partecipare alle lezioni del “Giovanni

Paolo II”. Assieme al conseguimento della Laurea, c’è il desiderio di approfondire la conoscenza biblica in maniera sistematica o quello di sapere rendere ragione della propria fede. Oltre alle discipline bibliche e teologiche, un ampio spazio ricevono quelle filosofiche o delle scienze umane. La sede dell’Istituto si trova presso villa Borromeo (Seminario nuovo), in via Avogadro 40. Le iscrizioni si ricevono nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 17 alle 19. Altre informazioni si possono ricevere consultando il sito www. issrpesaro.it., oppure telefonando ai numeri 0721/52109 e 3383064497. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il concerto eseguito per la prima volta nel 1945

MOSTRA FOTOGRAFICA DEL GIOVANE ARTISTA URBINATE

“Interludio” alla Rocca Costanza Asylum di Serretti all’Alexander

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Breviario di notizie pesaresi

plendida l’inaugurazione di questa nona edizione di Interludio, con l’Orchestra Rossini diretta da Federico Mondelci e con la fenomenale pianista Jin Ju, ben nota al pubblico di Pesaro. Dopo una breve presentazione del programma e degli artisti fatta dal presidente Chiocci, - non ha mancato di ringraziare doverosamente gli Enti che hanno concorso a realizzare la manifestazione che , in concomitanza con il Rof, arricchisce il panorama culturale pesarese-, la parola è passata alla musica e precisamente al celeberrimo concerto di Cajkovskij per piano e orc. Op. 23 in si bem. min., (eseguito per la prima volta a Boston nel 1875 sotto la direzione di Bülow); partitura dif-

ficilissima, affidata alla travolgente sicurezza di questa straordinaria pianista che sa trasmettere a chi l’ascolta l’entusiasmo per ciò che ella suona, nonché l’emozione della sua grande interpretazione. Nessun altro concerto “si apre” con una tale sequenza di accordi i quali dominano la tastiera e con cui il pianoforte sottolinea la maestosità del tema iniziale, cantato dall’orchestra (tema divenuto tra i più noti di tutta la letteratura pianistico-sinfonica); indimenticabile è pure il tema del secondo movimento caratterizzato dal dialogo fra pianoforte e violoncello, inframmezzato dal delizioso motivo di valzer, nonché dalle giocose virtuosistiche variazioni in cui viene esaltato il valore della pianista; le sue mani guizzano sicure sfidando ogni limite esecutivo. Il terzo movimento è tale da trascinare il pubblico all’entusiasmo. Questo concerto era stato eseguito a Pesaro per la prima volta, domenica 3 giugno 1945, dalla compianta Lui-

A cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 8 SETTEMBRE CON IL CAI – Escursione al Gran Sasso d’Italia. Accompagnatori: Michele Gorgoglione (348/8818500) e Roberto Annibalini (347/1451759). VISITE A PALAZZO DUCALE – Previsti due turni: alle ore 9.45 ed alle 11.15. Prenotazioni: 338.2629372. Costo euro 5. “VERSO IL CIELO” – Si conclude oggi, nel Centro arti visive Pescheria, la mostra Eliseo Mattiacci. A cura di Ludovico Pratesi. Orario: 10-12.30 e 16.30-22. Ingresso con biglietto. NEL CASTELLO DI PAOLO E FRANCESCA – Itinerari guidati a tema. Oggi dalle ore 11. Anche martedì (ore 10.30) e giovedì (ore 16). Prenotazioni: 0541/964115. RISERVA STATALE GOLA DEL FURLO – Alla scoperta degli animali della riserva. Dalle ore 14. Info: Esatour travels & events, viale Mameli 72/c. Tel. 0721/404959. “MARTINO 2013” – Si conclude, oggi, la 24^ festa della Comunità: “Siamo e restiamo una famiglia”. Apertura alle ore 15.30 con la “Caccia al tesoro”. Alle ore 17 entrano in funzione gli stand gastronomici, quindi cena insieme (ore 20) e musica con l’Orchestra Palazzi. “LA TERRA DI AGRA’” – Termina oggi, a Candelara, la mostra di Natale Patrizi. Nella Sala del Capitano, ore 17-19 e 21-23. MERCATINO DELL’ARTIGIANATO – In viale Cristoforo Colombo (zona mare). Dalle ore 18 alle 24. Ultimo giorno. RICORDO DI ALCIDE DE GASPERI – Santa Messa solenne, in Catte-

sa De Sabbata. Poi, i dischi a 78 giri ne divulgarono la celebre interpretazione del mitico Arthur Rubinstein; questi, di tale concerto fu il profeta; Weissemberg, sotto la direzione di Von Karajan, ne fu l’apostolo, Jin ne è la musa, capace di esprimere tutta la dirompente energia, così come di svelarne l’abbandono romantico mediante una vellutata delicatezza di tocco. In risposta agli interminabili applausi, Jin ha concesso due bis: “Le stagioni” di Cajkovskij Ed un pezzo inconfondibilmente cinese. Poi, la VII Sinfonia di Beethoven, sul cui arduo impegno esecutivo ogni commento sarebbe superfluo; ma l’orchestra ha ben corrisposto agli intelligenti suggerimenti direttoriali del M° Federico Mondelci, il quale, anche dal podio, stupisce per la completezza della sua statura musicale. Una deliziosa frescura serale, all’interno dello storico cortile sforzesco, ha accompagnato l’ascolto di questa autentica festa della musica: ciò, dopo una giornata torrida, ha aggiunto benessere al piacere! Fulvio La Rosa

drale, alle ore 18.30, presieduta da S.E. mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica. Concelebra S.E. mons. Piero Coccia, arcivescovo metropolita di Pesaro. PROIEZIONE CINEMATOGRAFICA – Nel cortile dei Musei civici, ore 21. Sullo schermo: “La nave dolce” di Daniele Vicari. LUNEDI’ 9 SETTEMBRE GUARDIA MEDICA TURISTICA – E’ attiva da lunedì a venerdì per l’intero mese di settembre. A Pesaro, in viale della Vittoria 189 (tel. 0721/21344), dalle ore 8 alle 10; a Gabicce Mare, in viale Battisti 86 (tel. 0541/830562), dalle 11 alle 13. UNIVERSITA’ DELL’ETA’ LIBERA – Nella sede di via Nanterre (Campus scolastico), tel. 0721/416704, sono in corso le iscrizioni per l’anno accademico 2013-2014. Orario di segreteria da lunedì a venerdì con inizio alle ore 8.30. “LA (S)CULTURA IN BANCA” – Prosegue, nella sede della Banca dell’Adriatico, in via Gagarin 216, fino al 31 ottobre, la mostra di Claudio Cesarini (bronzi e marmi). IL SERRAGLIO DI NUNZIO – In mostra nella Galleria Mancini (corso XI Settembre 254), fino al 30 novembre, da lunedì a sabato. Orario: 9.30-13 e 14.30-19. MARTEDI’ 10 SETTEMBRE FIERA DI SAN NICOLA – Nei viali della zona mare fino a giovedì 12/9: bancarelle, gastronomia e animazione. Dalle ore 9 alle 24. BUCCI-DOLCINI-SASSI – Mostra dedicata ai tre artisti: “Oltre il territorio”. Palazzo Mosca - Musei Civici

E’

stata inaugurata nei giorni scorsi, presso l’Hotel Alexander Museum, la mostra di fotografie di Edoardo Serretti dal titolo “Asylum’’. «Si tratta di un nome – spiega il giovane artista urbinate – che viene dall’inglese “manicomio’’ e dal latino “luogo inviolabile, rifugio. Ho dato questo titolo alla serie di fotografie, perchè vorrei rappresentare ciò che l’essere è, svincolato dai fattori sociali che lo circondano. Nella profondità del luogo intimo, l’individuo, inviolato, è libero di esternare le proprie peculiari specificità, talvolta distorte, talvolta mutilate, sfigurate o allucinate». Asylum è dunque un lavoro introspettivo che ha origine nella solitudine e nel personale rapporto con se stessi, per se stessi. Guardando la successione dei volti senza occhi e deformati in una fotografia in bianco e nero, non si può non notare la serietà professionale e la maturità di Edoardo Serretti che, dopo essersi distaccato dalla fotografia tradizionale, ha intrapreso uno studio del linguaggio visivo che utilizza il mezzo fotografico per creare il non visibile e l’immaginabile. Elemento fondante su cui si concentrano tutti i lavori risulta essere l’io, dal rapporto di profondità intima con se stessi ai rapporti che si innescano con la società, sia come essere unico e autentico, che sociale. In questa serie di fotografie, che danno vita ad una serie di ipotetico fotomontaggio dei volti non volti, si ritrova la cultura del XX secolo, che ha in Francis Bacon il precursore in pittura e gli alter ego nel cinema, con l’ultimo Pasolini di “Petrolio’’ e l’opera distruttrice del corpo del regista canadese David Cronenberg. Si può parlare anche nelle fotografie di Edoardo Serretti di dissoluzione del corpo e delle forme? Non vi è più in lui una ricerca interiore? «Si – dice l’artista - continuo a ricercare nell’intimo umano i sentimenti e i valori morali, anche se il senso di inquietudine che evidenzia lo stato di isolamento dell’uomo contemporaneo». Paolo Montanari © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(piazza Toschi Mosca 29). Orario fino al 30 settembre: da martedì a domenica 10-13 e 16.30-19.30. CHIESA DEL NOME DI DIO – In via Petrucci 23. Da oggi a domenica prossima. Ultima settimana di visite. Orario: 16.30 – 19.30. MERCOLEDI’ 11 SETTEMBRE VILLA IMPERIALE – Visite guidate sono possibili, ogni mercoledì, fino al 25 settembre, dalle ore 16. Prenotazione obbligatoria: IAT, p.le della Libertà (tel. 0721/69341). Euro 12. GIOVEDI’ 12 SETTEMBRE VISITE TEMARICHE A CASA ROSSINI – Oggi, dalle ore 17.30, e per i restanti giovedì del mese di settembre. Costo euro 4. Prenotazione obbligatoria: 800.983858. UNA SERA D’ESTATE DEL 1450 – Appuntamento con il Medioevo a Gradara. Info: 0541/964115 e 340/1436396. VISITA GUIDATA ALLA SINAGOGA – In via delle Scuole, ore 21. Costo euro 3. Prenotazione obbligatoria: 0721/387541. VENERDI’ 13 SETTEMBRE INFORMA GIOVANI – Nella sede della Biblioteca San Giovanni (via Passeri 102) con ingresso in via Severini (tel. 0721/38775). Ultimo giorno di apertura secondo l’orario estivo: 9-12.30 e 17-20. MUSEO DELLA MARINERIA – Villa Molaroni, in viale Pola 9 (tel. 0721/35588). Fino al 30 settembre è aperto al pubblico nelle giornate di venerdì, sabato, domenica e festivi con orario 10-13 e 16-19. Ingresso gratuito.

BURRACO INTERNAZIONALE – Torneo proposto dal Centro socio culturale Maria Rossi nella sede di via Toschi Mosca 20, tel. 34804. Quota euro 5. Dalle ore 16.30. AREA ARCHEOLOGICA DI COLOMBARONE – In strada della Romagna 136/8. Aperta al pubblico fino al 29 settembre, dal venerdì alla domenica, con orario 17-20. Info: Ante Quem 389/6903430. IL CINEMA DI PUPI AVANTI – Conversazione di Paolo Montanari, storico del cinema. Sala del Consiglio comunale, otre 17. I TREDICI DI FATIMA – A Santa Maria dell’Arzilla, nel Santuario della Madonna della Misericordia. Santo Rosario (ore 21) e Santa Messa (ore 21.30).

SABATO 14 SETTEMBRE EDUCATORI BENEMERITI – Si ritrovano, per il convivio d’estate, nella sede del Ristoro ODA (ore 12.30). ITINERARIO “ROSSINI A PESARO” Oggi, dalle ore 17.30, e per le successive giornate di sabato del mese di settembre. Prenotazione obbligatoria. Costo euro 5. Info: 800.983858. “CASTELLI D’ARIA” – Itinerari organistici nella provincia di Pesaro e Urbino. Nella Cattedrale di Fossombrone (ore 21.15) Ensemble Girolamo Frescobaldi con Mario Caldonazzi (tromba), Fabio Mattivi (trombone) e Antonio Camponogara (organo). Info: “Il Ponticello” 0721/482607 – 338.7145465.


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Pesaro

8 settembre 2013

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RICORDO DELLE SORELLE DI VIA AMENDOLA E SUFFRAGIO IN ALBANIA

Suor Elisena in dialogo con ortodossi, musulmani e atei R

iunite per dare l’ultimo saluto a suor Elisena, le esprimiamo la nostra gratitudine per averci lasciato una profonda testimonianza di fede e di serenità nell’accogliere la sua malattia e nel prepararsi all’incontro con Dio. Domenica 21 luglio, ha voluto incontrare il sacerdote per la Confessione e poi, in chiesa con la comunità riunita, ha ricevuto il Sacramento dell’Unzione degli Infermi. Dopo due giorni ha chiesto dì salutare i suoi familiari, consapevole che l’ultima ora si avvicinava. Ha atteso lo Sposo con serenità e fede, abbandonandosi nelle braccia di Dio e confidando nella Vergine Maria, senza alcuna lamentela. Era nata a Elice, in provincia di Pescara, il 10 marzo 1932, pochi mesi prima della scomparsa del beato Carlo Liviero. All’età di 23 anni, lasciò la famiglia ed entrò a Città di Castello tra le Piccole Ancelle del Sacro Cuore. Dopo alcuni anni di servizio come cuoca, conseguì il diploma di insegnante di scuola materna ed esercitò il compito educativo con i bambini in diverse comunità delle Marche. Ma l’esperienza più significativa della sua vita, che la segnò fino all’ultimo respiro, fu l’esperienza pastorale in Albania. Il servizio nella chiesa di Lushnjë e coronò il sogno missionario che portava in cuore fin da giovane e che coltivò anche successivamente, quando fu costretta a rientrare in Italia per il male incurabile che, a distanza di 8 anni, si ripresentò. In Albania si arricchì della conoscenza e della capacità di dialogare con ortodossi, musulmani e non credenti. Mostrava un profondo rispetto delle persone, delle loro posizioni religiose e culturali, anzi si documentava per comprendere meglio e coltivare il dialogo in modo efficace. Questo spiega perché abbia dato il suo consenso subito e con gioia, appena le fu chiesto di inserirsi a Pesaro nel Consiglio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, regalando con la sua presenza una luminosa testimo-

nianza. Donna ricca di interessi, tenace nell’appropriarsi dì quelle conoscenze che avrebbe potuto poi, con lo stupore e la gioia di un fanciullo, donare agli altri; a qualsiasi persona, sapeva sempre trovare il registro adatto per comunicare. La sua comunità di Pesaro in viale Amendola, dove ha trascorso l’ultimo tratto di vita, così si rivolge a lei: “Cara Suor Elisena, avevi l’anelito e lo spirito missionario che portava il tuo pensiero e la tua preghiera ai giovani e ai bambini albanesi che tanto ti stavano a cuore. Segno della tua delicata sensibilità è stata l’attenzione e la cura verso i bambini diversamente abili accolti nella nostra scuola, dedizione che vivevi in parallelo con quanto comunque facevi in collegamento con l’Albania. Dopo aver profuso come meglio potevi le tue energie nella scuola,

utilizzavi il tuo tempo nel realizzare oggettini da vendere per devolvere il ricavato ai poveri, i tuoi prediletti. Noi abbiamo avuto la gioia dì averti tra noi come un dono. Eri amante della Parola di Dio che vivevi, comunicavi e condividevi con chi incontravi. Passavi tra noi sempre raccolta, come chi custodisce costantemente in sé la grande Presenza. E alzavi il tuo sguardo avvolto nel sorriso. Sobria e attenta all’essenziale, fin da giovane eri appassionata della catechesi, amante delle missioni e dei giovani, ma anche del calcio e ti entusiasmavi nel seguire la tua squadra del cuore, la Juventus. Grazie per essere stata una testimonianza credibile di fede e di carità”. Non possiamo tralasciare la testimonianza viva della comunità cristiana di Plug Albania che ieri pomeriggio si è riunita per la celebrazione eucaristica in suffragio di suor Elisena.

Tutti noi abbiamo avuto la straordinaria fortuna di conoscere il grande cuore della nostra suor Elisena, la sua immensa saggezza e la sua enorme capacità di far respirare a tutti noi un’atmosfera serena ovunque passasse. Ognuno di noi la porterà sempre nel cuore per averci donato preziosi aneddoti, tanti consigli e moltissime metafore su ogni nostro percorso di vita, su Dio e i suoi insegnamenti, ma anche su tanti piccoli ostacoli o problemi di tutti i giorni. Nei nostri cuori custodiremo sempre tantissimi suoi ricordi, dal suo batter cinque con la mano ad ogni scherzosa battuta, al suo chiedere piccole cortesie in modo timido e sempre gentile, fino al suo dolcissimo modo di dirci ogni mattina sempre con un amichevole sorriso: ‘BUONGIORNO PER TUTTO IL GIORNO. Questo dimostra quanto fosse oltre che una suora e un anima devota a Dio e alla fede, anche una donna ironica, capace di rapportarsi umilmente e gioiosamente con tutti noi laici. Ma soprattutto tutti noi ricorderemo e trarremo insegnamento dalla sua naturale capacità di amare ogni suo bambino, dalla premura che aveva con tutti loro nel preoccuparsi che mangiassero, che fossero sereni e giocosi, ai suoi gesti amorevoli per ognuno di loro, senza nessuna preferenza o simpatia li amava tutti indistintamente. Probabilmente oltre che a noi mancherà molto anche a loro perché pur non avendo mai partorito è riuscita ad essere una madre per ogni bambino. Forse la sua missione terrena è stata proprio questa e siamo convinti che continuerà ad accarezzarli e a guidarli da lassù proprio come un angelo. Dolcissima Suor Elisena tutti noi non possiamo che pregare per te, perché tu faccia buon viaggio e possa riposare in pace. Ciao Elvira e Pamela © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nota Locale

Martini un anno dopo

di don Giorgio Giorgetti

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enerdì 30 agosto alla vigilia del 1° anniversario della morte di Carlo Maria Martini, su iniziativa dell’Apostolato biblico dell’arcidiocesi di Pesaro, si è ricordata la figura e le prospettive teologiche, culturali ed ecclesiali di questo fratello che papa Francesco ha chiamato “padre per tutta la chiesa” affermando che “la memoria dei padri è un atto di giustizia”. Dovunque i suoi scritti sulla Bibbia (quasi sempre meditazioni dettate per corsi di esercizi e omelie e interventi occasionali) hanno nutrito la spiritualità di ogni cristiano aiutando la Chiesa a passare da un’epoca in cui la Bibbia era considerata fonte di problemi e di discussioni divergenti con la cultura contemporanea, a una fonte quotidiana di spiritualità per il popolo di Dio come dice la Dei verbum. Il ricordo di Martini è avvenuto presso la casa comboniana di Villa Baratoff, nel contesto dell’incontro nazionale dei responsabili dei gruppi di lettura popolare della Bibbia guidati da Tea Frigerio e Maria Soave. L’appuntamento si è aperto con la proiezione del Dvd del regista Nocita, che ripercorre le tappe della vita e i temi teologici ed ecclesiali attraverso alcune interviste. Ci si è soffermati sull’incontro con papa Benedetto, la consegna del pro memoria dei mali della Chiesa e si è terminato ascoltando echi e testimonianze tra cui quella di Salvatore Frigerio che ha ricordato l’incontro con Martini a Camaldoli sulla regola Pastorale di S. Gregorio Magno che è al contempo fonte di ispirazione della spiritualità benedettina come del progetto che sottostà alla Dei verbum. I temi e le interviste del Dvd sono un ottimo strumento per l’inizio di un corso parrocchiale sulla Parola di Dio nel far cogliere continuamente il nesso tra la Parola e la vita, tra fede e cultura. © RIPRODUZIONE RISERVATA

necrologi ✞

Il 28 luglio, munito dei conforti religiosi, è mancato all’affetto dei suoi cari all’età di anni 74

ANTONIO ROMANELLI Ex Direttore Patronato ACLI

L’Arcidiocesi ricorda don Antonio Barbieri Nella mattina del 22 Luglio, verso le ore 8, appena ricevuta la S. Comunione nella sua stanza della Casa del Clero, è tornato alla Casa del Padre don Antonio Barbieri, organista emerito del Duomo. Verrà ricordato nel prossimo numero del Nuovo Amico.

Ne danno il triste annuncio la moglie Franca, i figli Roberto e Elena, la nuora, il genero, i nipoti, i fratelli, le sorelle e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo il 30 luglio nella chiesa parrocchiale di S. Croce O.F. EUROSERVICE - Via Flaminia 287 Pesaro tel. 0721/392425

Sabato 31 agosto alle ore 10.30 è tornata alla Casa del Padre

MARIA ROSSI

Lo annunciano con profondo dolore il marito FRANCESCO, i figli ENRICO e GIANFRANCO. La S. Messa esequiale è stata celebrata Lunedì 2 Settembre alle ore 16 nella Chiesa parrocchiale di S.Giuseppe.in Paviglianiti IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11Tel. 0721 31494-371444

ringraziamento Simonetta, Davide e Gianluca abbracciano e ringraziano tutti quelli che hanno voluto essere insieme a loro per salutare il caro e indimenticabile

RICCARDO ZICCARELLI Richi

Un ulteriore grazie anche al personale del 118 che è intervenuto con ogni mezzo fino alla fine, dimostrando tanta umanità e partecipazione. Grazie a tutti O.F. San Pietro di Giombetti Marco – Via Fastiggi 105 – Pesaro – tel 0721/282549

Lunedì 02 settembre 2013 è mancato all’ affetto dei suoi cari

Fiorino Giommi

Lunedì 02 settembre 2013 improvvisamenteè mancato all’affetto dei suoi cari all’età di anni 68

anniversario Il 29 luglio primo anniversario della scomparsa di

GILBERTO PAZZAGLIA

Le sorelle MARSILIA e MARIA, i cognati PIERO e LUIGI, i nipoti BARBARA, ANDREA, FRANCESCA e DANIELA, la compagna MARIANA e PIETRO e parenti tutti ne danno il doloroso annuncio. Il funerale avrà luogo domani Martedì 3 Settembre alle 10 partendo dall’abitazione per la Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta di Serravalle di Carda. Dopo la S. Messa proseguirà per il Cimitero locale. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11Tel. 0721 31494-371444

ROSA CASSIANI ved. MARINELLI

La ricordano con affetto i figli Evelina e Guerrino, il genero Renato, i nipoti Sauro, Davide, Maurizio e Daniela, i pronipoti e i parenti tutti. Una S. Messa è stata celebrata lunedì nella chiesa Parrocchiale di Villa Fastiggi. O.F. San Pietro di Giombetti Marco – Via Fastiggi 105 – Pesaro – tel 0721/282549

Domenica 01 settembre 2013 è morta

Marilena rossi

nato il 27/09/1932 morto il 02/09/2013 La funzione funebre è stata celebrata il 04/09 ore 15,30 nella chiesa parrocchiale dei padri Cappuccini.

nata il 25/11/1955 La funzione funebre è stata celebrata lunedì 2/09/2013 nella chiesa di S. Maria del Porto

O.F. Alma Mater di Stefania Tonelli Via Del Fallo,8 Pesaro-tel. 0721/33100

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8 settembre 2013

Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola La nostra diocesi alla 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani a Torino

“La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”

FANO - Anche la Diocesi di Fano parteciperà, con una sua delegazione, ai lavori della 47° Settimana Sociale dei cattolici Italiani, che quest’anno si svolgerà a Torino

dal 12 al 15 settembre e che ha per tema: “la famiglia, speranza e futuro per la società italiana”. Il tema di questa Settimana Sociale è quanto mai delicato ed

attuale: la famiglia. Ma l’obiettivo non è semplicemente di approfondirne il valore antropologico, o di riaffermare semplicemente il valore culturale che essa rappresenta, e non solo per i cattolici, ma di esplorarne ulteriormente gli aspetti sociali ed economici, affinché in un momento di crisi la famiglia possa rappresentare – se opportunamente supportata con adeguati provvedimenti giuridici – uno dei motori della ripartenza: la “speranza ed il futuro”, così come opportunamente indicato nel titolo. Per fare ciò in maniera concreta, gran parte delle tre giornate di lavoro prevedono la suddivisione degli oltre 600 delegati, provenienti da tutte le Diocesi d’Italia, in otto gruppi di lavoro:

BENVENUTO DEL VESCOVO ALLE SUORE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO

1) La missione educativa della famiglia; 2) Le alleanze educative, in particolare con la scuola; 3) Accompagnare i giovani nel mondo del lavoro; 4) La pressione fiscale sulle famiglie; 5) Famiglia e sistema di welfare; 6) Il cammino comune con le famiglie immigrate; 7) Abitare la città; 8) La custodia del creato per una solidarietà intergenerazionale. 1) La missione educativa della famiglia 2) Le alleanze educative, in particolare con la scuola 3) Accompagnare i giovani nel mondo del lavoro 4) La pressione fiscale sulle famiglie 5) Famiglia e sistema di welfare 6) Il cammino comune con le famiglie immigrate 7) Abitare la città 8) La custodia del creato per una solidarietà intergenerazionale

La famiglia è un soggetto fondamentale nell’architettura organizzativa della nostra società. Ancora oggi c’è una grande - grandissima maggioranza - di “famiglie normali”, ossia quelle famiglie che non divorziano né si separano, continuano a farsi carico del futuro dei figli e sono fondate sull’amore fra un uomo e una donna. Sono le famiglie che non fanno notizia (mentre ne fanno quelle che presentano problemi o patologie negative che sono lo specchio dell’individualismo e dell’egoismo della cultura emergente degli ultimi vent’anni), a ulteriore dimostrazione del famoso proverbio che recita: “fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce”. Gabriele Darpetti Direttore dell’ufficio per la pastorale sociale e del lavoro © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna, a Fano, la Fiera della Sostenibilità

Le Adoratrici Perpetue a Cartoceto Le risorse per rinascere CARTOCETO – Da circa un mese le suore Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento risiedono nel convento di Santa Maria del Soccorso a Cartoceto, dopo il trasferimento dei padri agostiniani. Arrivati al convento,appena fuori dal centro storico e immerso nel verde del monte Paternio, si respira un’aria di silenzio e pace. Varcato l’austero portone, vengo accolta, con grande ospitalità e diposnibilità, da suor Maria Nazareth e dalla presidente suor Maria. Con il sorriso di chi vive, con grande devozione egioia, la propria vocazione, mi raccontano la loro storia e il loro impegno nella formazione delle novizie. “Siamo qui a Cartoceto da circa un mese, dopo il trasferimento dei padri agostiniani. Siamo venti suore comprese dodici novizie, dai 18 ai 35 anni, provenienti da diversi Paesi quali Italia, Croazia, Filippine, Africa e Brasile. Il carisma dell’ordine, fondato nel 1789 da madre

Maria Maddalena è l’Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento”. Mi comunicano che il 31 agosto, alle ore 9, il nostro Vescovo celebrerà la Santa Messa e darà il benvenuto alle suore a Cartoceto. Dopodichè inizierà la clausura. Chiedo come è scandita la loro giornata. “Facciamo tutto in silenzio. Alle ore 5 ci svegliamo. Alle ore 5.30 il mattutino e la preghiera del Cuore. Alle ore 7 le Lodi e alle 7.30 la Santa Messa con l’esposizione solenne del Santissimo Sacramento. Alle ore 8.40 la colazione per iniziare, alle ore 9 e proseguire fino alle 12.30, il lavoro (pulizia delle stanze, paramenti sacri, icone e ceri). Alle ore 11 il momento di formazione per le novizie. Alle ore 12.45 l’ora sesta e si prega la Corona dell’Addolorata. Alle ore 13 il pranzo. Alle ore 15.30 l’ora nona e alle ore 16 un’ora di studio personale. Alle ore 17 la lectio divina e alle ore 18 la reci-

Ristorante Lo Squero

di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

ta del Vespro e del Rosario. Alle ore 19 un momento di ricreazione in attesa della cena alle ore 20. Alle ore 21.15 la compieta e alle ore 22.30 l’Adorazione che prosegue, a turno, per tutta la notte”.

EP

FANO – 2013, ancora un anno di grande crisi. Quali sono le ricchezze, le energie naturali, umane, finanziarie, sociali e la conoscenza di cui disponiamo per mettere in atto un processo di trasformazione verso un mondo più equo e prospero? Una città con spazi idonei alla vita di tutti i suoi abitanti ? Un ruolo e un coinvolgimento sociale adeguato per tutti ? Prodotti per nutrirsi salubri e buoni ? La capacità di relazionarsi e convivere nel rispetto reciproco? Attraverso un impegno sia personale che collettivo, utilizzando al meglio i diversi talenti e competenze, coinvolgendo tutti coloro che si vogliono sentire parte attiva della trasformazione, si vuole fare una attenta ricerca ed un’analisi di quelle che sono le fonti a cui possiamo attingere per soddisfare nuovi e vecchi bisogni. Di tutto questo si parlerà, dal 20 al 22 settembre a Fano in Largo Porta Maggiore “ Pincio”, alla “Fiera della Sostenibilità 2013 Persone, Prodotti e Progetti che fanno bene al Pianeta” organizzata da: Associazione Naturalistica Argonauta, REES Marche, Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola, Salix Alba, GAS Fano Fortunae, Emporio ae, ACLI Pesaro Urbino, Fano In transizione con il patrocinio e il sostegno del Comune di Fano, dell’Assemblea Legislativa delle Marche con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino. Per info: www.fieradellasostenibilita.org

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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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SPECIALE CAMPO MISSIONARIO REGIONALE – IL RACCONTO

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al 20 al 28 Luglio le Marche hanno vissuto un grande evento che ha toccato molte persone, non sto parlando del terremoto avvenuto la sera tra il 20 e il 21 luglio, ma di un altro tipo movimento, non della terra, ma dei giovani! In questa settimana si è svolta la GMG a Rio de Janeiro, dove milioni di giovani da tutto il mondo, sono accorsi per incontrare il Papa e per mostrare il volto giovane della Chiesa, qui nelle Marche è stato organizzato un campo itinerante per tutti coloro che sono rimasti e che non sono partiti per Rio. Eravamo oltre 100 giovani da tutta la regione, che hanno visitato le maggiori città delle Marche, abbiamo incontrato le famiglie, le persone sole e abbandonate, abbiamo animato le piazze, coinvolto giovani, adulti e bambini, tutto espresso nella condivisione e nella gioia di stare insieme, uniti dall’incontro che ha cambiato la nostra vita: l’incontro con Gesù! Il pomeriggio è stato animato da due belle figure di missionari: fr. Damiano, mis-

LA TESTIMONIANZA DI PIETRO

Ora inizia il campo… nella vita quotidiana sionario in Benin da 4 anni, che ci ha parlato della sua esperienza e che ha dato l’impronta spirituale a questo campo e p. Adriano Sella, che ci ha proposto i nuovi stili di vita, un nuovo rapporto con le cose, le persone, la natura, la mondialità e con Dio. Se penso che proveniamo da cammini ed esperienze di fede diverse, sono ancora più contento e il mio cuore si riempie di speranza! Mi rendo sempre più conto di come si possa fare del mondo una sola famiglia: questi giovani sono stati capaci di essere contagiosi per tutte le persone che hanno incontrato, hanno vissuto realmente le parole di Gesù, quando diceva “vi riconosceranno dall’amore che avrete gli uni gli altri!” E’ proprio questa l’esperienza che abbiamo fatto: le persone ci chiedevano, ma chi siete voi che girate per le

strade, abbracciate le persone ed augurate la pace, chi siete voi che dedicate il vostro tempo a persone sole e abbandonate, chi siete voi che incontrate i malati e vi fermate a dargli sollievo, chi

siete voi che giocate con bambini di paesi, culture e religioni diverse? Ecco il volto vivo e gioioso della Chiesa, ecco il volto di una Chiesa che vuole essere missionaria, che vuole farsi prossima a chi

soffre, che vuole condividere con l’altro l’esperienza gioiosa di aver incontrato Cristo nella propria vita! Siamo stati contagiosi! Che bello vedere giovani delle varie città che visitavamo aggiungersi a noi dopo aver incontrato il nostro entusiasmo, che bello incontrare tante persone e condividere con loro la nostra esperienza di Cristo! Ecco la mia esperienza di questo campo regionale, spero tanto che i semi che sono stati piantati in noi, possano produrre frutti nella nostra vita, nei nostri sogni e desideri che portiamo nel cuore, perché è in essi che Dio ci parla ed è solo ascoltando la sua voce e offrendo la nostra vita che potremmo lasciare un’impronta in chiunque incontreremo sul nostro cammino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Anche i leoni si fanno il segno della Croce L’arte dello scultore

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nche i Leoni si fanno il segno della Croce”, con questa frase Padre Enzo Tonini, missionario Saveriano, stempera l’atmosfera un po’ stanca che ha caratterizzato questa prima giornata del campo regionale missionario. I Giovani partecipanti si sono incontrati la mattina al Centro Giovanni Paolo II dove, dopo un attento identikit eseguito dagli animatori, con tanto di foto e targhetta di riconoscimento, si è dato il via alla divisione in gruppi, così da garantire un primo contatto tra i 60 ragazzi presenti. La mattina poi è stata un susseguirsi di presentazioni e attività di conoscenza. Dopo pranzo i ragazzi si sono impegnati nell’organizzazione della Festa che verrà poi presentata ogni sera nelle varie città delle Marche visitate. Tra scherzi e risate sono stati creati i sei gruppi: Recitazione, Canto, Ballo, Tecnici, Scenografia e Ufficio Stampa. La creazione della festa è trascorsa piacevolmente, poi con un po’ di malinconia i partecipanti al cam-

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ella nostra prima giornata di formazione al campo missionario, Padre Adriano, missionario con esperienze in Amazzonia e in Italia, promotore della campagna “Nuovi stili di vita”, ci ha subito posto di fronte alla necessità di un cambiamento del nostro stile di vita che parta dal quotidiano. “Spesso – ha sottolineato P. Adriano – ci viene fatto credere dalla società che non possiamo far niente per cambiare le cose: è falso. Gli uomini devono, attraverso l’esperienza e la sperimentazione, capire le proprie capacità per cambiare la loro vita. Occorre dare uno sguardo alla realtà: viviamo nell’iperconsumismo che agisce come un perverso specchio deformante. Circa 30.000 pubblicità al giorno ci fanno credere che senza un determinato prodotto non possiamo vivere, ci fanno compensare i bisogni con le cose. Eppure l’essere umano è sempre più triste, violento. Questo perché sono le relazioni che soddisfano veramente i nostri bisogni, non gli oggetti che appesantiscono sempre più le nostre vite, assorbono il nostro tempo e ci fanno entrare in uno stato di povertà relazionale dove non solo le relazioni umane diminuiscono, ma perdono anche di qualità. I bambini vengono così lasciati soli davanti alla TV, i giovani nel loro disagio, gli adulti nel malessere e gli anziani soli e abbandonati. Cambiare stile di vita – ha concluso P. Adriano - è ricercare una sobrietà felice che non è privazione bensì riscoperta dell’essenziale della vita: la semplicità. Per questo la sobrietà è l’arte dello scultore: bisogna imparare a togliere per dare forma”. È necessario però non fraintendere, gli oggetti non vanno nemmeno demonizzati, le cose sono utili, ma non essenziali come le relazioni. La sobrietà felice ci fa usare queste cose come cose utili e non come merce. Danilo Ciccolessi

po hanno raggiunto la sala conferenze del Centro Giovanni Paolo II, dove, dopo una buona e fresca merenda a base di anguria, Padre Adriano ci ha intrattenuto con un’interessante conferenza sul consumismo. Arrivate le 18:30 i ragazzi sono andati in cappellina per recitare i vespri e per iniziare successivamente il Pellegrinaggio verso La Basilica di Loreto. Giunta poi l’attesissima cena verso le 22:00 i giovani missionari, stanchi ma allo stesso tempo soddisfatti, sono andati a letto accompagnati da un canto e da una bella preghiera all’aperto sotto le stelle. Agostino Spinazzola

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Una serata dedicata alla scoperta del continente africano

“Reminescence of John Dowland” ’FANO - Mercoledì 11 settembre alle ore 21,15 presso la Chiesa di San Francesco a Fano si terrà la serata musicale dal titolo “REMINISCENCE OF JOHN DOWLAND“del musicista Marco Poeta (con chitarra a dodici corde) accompagnato da Alessandra Losacco e con le voci recitanti di Giulia Poeta e Marco Florio. Una iniziativa questa che, dopo il successo di Marco Poeta alla Corte Malatestiana, vuole proseguire il cammino di sostegno dei progetti di cooperazione dell’Associazione don Paolo Tonucci – Apito Marche in Brasile. Il ricavato dell’iniziativa sarà infatti interamente devoluto all’Apito per le sue attività di promozione umana in Brasile e precisamente a nella diocesi di Camaçari, nella quale don Paolo Tonucci (missionario fanese della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola) ha svolto per 13 anni il suo servizio di parroco poi continuato da Don Marco Presciutti (attuale Vicario

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per la Pastorale) e don Luigi Carrescia di Jesi. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Fano con il contributo del C.S.V. (Centro Servizi Volontariato) Marche e della Banca di Credito Cooperativo di Fano. Ingresso 10 € prevendita Botteghino del Teatro di Fano Piazza XX. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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I RAGAZZI VOLONTARI AL SERMIG DI TORINO

â€œĂˆ dai giovani che parte il futuroâ€?

FANO - Sermig. Una sigla che non crea grandi aspettative ad una prima lettura. Si presenta come strana e misteriosa, un po’ come lo stato d’animo dei 16 ragazzi che il 29 luglio sono saliti su un treno veloce con una valigia carica di vestiti e la testa piena di dubbi. Nessuno di noi sapeva bene cosa lo aspettasse in quel monumentale ex arsenale, che è ora una casa della pace. Solo il lavoro e la preghiera erano gli aspetti noti. Appena arrivati nell’edificio ci ha subito accolto un cortile suggestivo che presenta edera, giardinetti d’acqua e un “monumentoâ€? con la frase “la

bontà è disarmante�. Da quel cortile si accede alla cappella, un luogo di preghiera costruito con i residui dell’ex arsenale; il tabernacolo è stato ricavato da un forno. Ogni ambiente è cosÏ curato e ricco di simbolismo da sembrare un monastero. In effetti la vita del Sermig contiene in sÊ alcune caratteristiche di quella monastica: orari stabiliti, duro lavoro per meritarsi il cibo, preghiera, riflessione, spazi immensi ma circoscritti. Le mattinate iniziavano con le lodi e un momento di preghiera, in una chiesa che è un capolavoro di arte contemporanea. Il lavoro era l’al-

TORRETTE - 13 Agosto – ore 21. Prima, una grande voce, Barbara Calzolari, accompagnata dalla talentuosa chitarra di Enzo Vecchiarelli; poi, l’eclettico Luca Vagnini, bravissimo sia nell’esibizione chitarra e voce sia con la band; infine, il coinvolgente gruppo dei Docenti Indecenti. Il pubblico non ha mai smesso di applaudire. Nel vasto prato che affianca la chiesa nuova di Torrette, martedÏ 13 agosto, l’allestimento era quello tipico di grandi concerti. Luci stroboscopiche, quattro telecamere, palco e impianto audio delle grandi occasioni. Tutto dedicato a Maria. Per l’antivigilia della Festa dell’Assunzione, era stato chiesto a quotati artisti di Fano di scegliere e cantare alcune canzoni famose che potessero essere dedicate alla Vergine Maria. Ne

Concerto a Torrette per l’Assunta

NOTIZIE IN BREVE â—† FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL BRODETTO Monumenti della cittĂ aperti, visite guidate alla Fano sotterranea, aperitivi accompagnati da stuzzichini a base di pesce, degustazioni di moretta, vetrine dedicate alla celebre zuppa di pesce fanese, un corso di Brodetto,

tro aspetto cardine, che sembrava “terrorizzareâ€? un po’ tutti. Gli impieghi erano tra i piĂš disparati: smistamento dei vestiti, magazzino, falegnameria, il laboratorio creativo chiamato “Di tutto un po’â€?, cucina, pulizie, preparazione liturgia e poi “Cumianaâ€?. Quest’ultimo consisteva nel recarsi in questa localitĂ , da cui partono gli aiuti raccolti dal Sermig per i paesi bisognosi. La preghiera ci ha accompagnato all’inizio e alla fine del lavoro ed è stato il collante tra noi ragazzi volontari. I momenti di riflessione pomeridiana erano incentrati sulla co-

“Una voce per Mariaâ€? è risultato uno spettacolo variegato che ha incuriosito e coinvolto tutti i presenti. Dall’Ave Maria di Gounod (riproposta nella versione di Noa), alle canzoni di tema religioso di Fabrizio De AndrĂŠ, George Harrison, Nek La serata è stata chiamata “Una voce per Mariaâ€? ed è alla sua seconda edizione. E’ il frutto piĂš recente nato da un ‘piccolo albero’ che ormai cresce saldo nella parrocchia di Torrette. A piantare il seme, fu una evangelizzatrice forte e zelante, Gabriella Lambertini. Dalla Cittadella di Assisi, negli anni ’50, Gabriella iniziò la sua opera di avvicinamento dei giovani

alla fede vera per mezzo dell’arte in generale e del teatro in particolare. Fu lei ad ideare la Festa di popolo del 15 agosto che ormai da tanti anni si tiene nella spiaggia libera centrale a Torrette di Fano, tutte le mattine del Ferragosto, dalle 10.00 alle 12.00. Torrette - 15 Agosto ore 10.00. Tra canti e messaggi mariani, sono stati inviati al cielo dai bambini, palloncini multicolore con scritti di lode, di preghiera e desideri del cuore. I bagnini locali hanno avviato poi al cielo un bouquet di rose con palloncini bianco-celesti in onore dell’Assunta. Per le cattive condizioni

musica, spettacoli, e per finire la tappa finale della Staffetta del Bianchello e un concorso di cocktail da brodetto targato Aibes. E’ l’Anteprima del Festival, in programma in Piazza XX Settembre (Fano) martedÏ 10 e mercoledÏ 11 settembre 2013. Per la prima volta il Festival internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce si apre al centro storico con due serate dense di iniziative con le

quali l’organizzazione si propone di gettare un ponte tra mare e città , dando il via all’evento il cui clou si svolgerà comunque in zona Lido da giovedÏ 12 a domenica 15 settembre 2013. ◆ NOTTE GIALLA DI TENNIS Il Circolo Tennis Sant’Orso, in collaborazione con l’ASI, ha organizzato tra venerdÏ 16 e sabato 17 agosto 2013 la 1° notte

scienza, soprannominata “la bella addormentataâ€?, colei che trascuriamo e ignoriamo essendo sprofondati nel vortice della routine e dei mass-media. Il venerdĂŹ sera, ultima serata, abbiamo festeggiato i 30 anni del Servizio Missionario Giovani, cioè da quando Ernesto Olivera e i suoi amici hanno invaso quell’ex fabbrica di guerra, per renderla la sede della pace. Davvero un’esperienza che cambia, fa maturare, destabilizza ma poi ci ricostruisce con materiali ancora piĂš robusti! La paura è quella di perderne il gusto a causa della routine, perchĂŠ è davvero difficile

ridimensionarsi nella propria quotidianitĂ , ma questa diventa la nostra sfida: portare il messaggio di pace nella vita di tutti giorni. Un messaggio fatto di preghiera, ma anche di validi insegnamenti. Tra tutti, la chiara dimostrazione che se crediamo fermamente in qualcosa e ci diamo da fare, possiamo ottenerla. Ăˆ vero bisogna faticare e anche collaborare, specialmente quando l’obiettivo che si vuole raggiungere è immenso, però non bisogna mai disperare e questo perchĂŠ al nostro fianco c’è sempre Lui.

del mare non sono riusciti a lanciare in mare aperto il tradizionale mazzo di rose che di solito –in rappresentanza di tutte le marinerieviene dedicato alla Vergine, Stella del mare, in ricordo delle numerose vittime del mare. Anche quest’anno si è pregato per Gabriella Lambertini. E’ impressionante vedere ogni anno il numero eccezionale di bagnanti che si raduna attirato dalla musica e dai palloncini. Come tutti gli anni, anche lo scorso 15 agosto, si sono avvicinati in tantissimi, si sono ricordati della festa dell’Assunta, hanno pregato, ascoltato le testimonianze, si sono commossi e chiesto ulteriori informazioni. Negli ultimi due anni, un turista stagionale proveniente da Carpi si è unito al gruppo musicale con le sue percussioni. Da 5 anni, un signore

di Milano viene a fare le vacanze portando con sÊ ogni anno un nuovo enorme aquilone da lui progettato e fabbricato in onore della Madonna. Se Gabriella Lambertini sembra aver gettato un seme importante, come il seminatore della parabola evangelica, sicuramente fino ad oggi ha trovato un terreno buono in alcuni parrocchiani di Torrette (e loro amici) che lo ha fatto fruttificare. Tuttavia si chiede che questo seme possa riuscire a radicarsi anche in quel terreno che sono i giovani di Torrette, senza l’aiuto dei quali l’opera non potrà essere continuata in futuro e i promotori dovrebbero dare ragione, sconsolati, all’altra storia evangelica: nessuno è profeta in patria. Giuseppe

gialla di tennis, che ha visto la partecipazione di bambini, ragazzi e adulti nelle varie categorie, provenienti sia da Fano sia dai Circoli Tennis dell’entroterra. Numerosi partecipanti si sono scontrati dalle 19 alle 9 senza sosta, prima in tornei di doppio e successivamente di singolare. All’interno del Circolo Tennis è stata allestita un’area con tende e sacchi a pelo per riposarsi

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dopo gli incontri. “La notte gialla – ha sottolineato Angelo Vicelli, organizzatore dell’evento - è stata accolta con grandissimo entusiasmo, essendo la prima iniziativa di questo genere, vorrei ringraziare coloro che hanno collaborato per la riuscita della manifestazione, ovvero Antonio Vicelli, Sara Pretelli, Enrico Terzini, Giuseppina Ercolaniâ€?.

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8 settembre 2013

Urbino

Accademia belle arti

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it

Giorgio Londei è il nuovo presidente

Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado URBINO. A tutti, anche a chi non ha partecipato di persona alla Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, hanno lasciato un segno le parole ed i gesti compiuti da papa Francesco in occasione del grande raduno dei giovani. È vero, da Urbino è partito un solo giovane per incontrare – con altri milioni di giovani – il papa, ma si è creato un tenace, anche se sottile, filo tra quanti erano a Copocabana e noi: la nostra Arcidiocesi ha infatti messo in cantiere in occasione della Veglia, sabato 27 luglio, un incontro diocesano dei giovani al Santuario del Pelingo. In prima linea l’arcivescovo mons. Giovanni Tani con la collaborazione della neo nata equipe diocesana di Pastorale Giovanile. L’incontro è iniziato alle 18 con il raduno dei pellegrini alla stupenda abbazia di San Vincenzo al Furlo, dove ha avuto inizio il breve ma sentito pellegrinaggio sino al Santuario. Lì, al calar della notte, dopo la condivisione di una lauta cena al sacco e un momento di animazione si è svolta

DAL 25 SETTEMBRE AL 6 OTTOBRE SULLA SCIA DELLA GMG DI RIO

Inizia la missione diocesana

la caccia al tesoro (rappresentato torio, partenze di campi scuola ed dal messaggio di papa Benedetto altro. Ma lo sappiamo: il Signore per la GMG). La messa, animata ama chi dona con gioia. dal coro parrocchiale di Urbania, Ora, terminata la GMG, le ferie, presieduta dall’Arcivescovo e con- il pellegrinaggio in Terra Santa e celebrata dai numerosi sacerdoti – per non troppi ragazzi, speriamo presenti, ha visto la presenza di – anche gli esami di riparazione, ci oltre 150 persone che, al termine, aspetta un anno nel quale saremo si sono radunate dinanzi al maxi chiamati a mettere in pratica le schermo per seguire la Veglia parole di papa Francesco: “Andate del Santo Padre. La nottata dei – Senza paura – Per servire”. Tanti pochi ma decisi “temerari” è poi sono gli impegni che ci stanno dacontinuata con la preghiera per- vanti; primo tra tutti la missione sonale dinanzi all’Eucaristia, sino diocesana, dal 25 settembre al 6 alle 5 di mattina, quando dopo la ottobre, destinata particolarmente preghiera delle lodi e la colazione a giovani e famiglie, che avrà come siamo tornati nelle nostre comu- momento centrale l’ordinazione nità. Esperienza sicuramente po- diaconale del nostro seminarista sitiva, tenuto conto che i giovani Andrea Righi, di Canavaccio. Ben dell’equipe di PG hanno cercato ritrovati e buon cammino. di fare l’impossibile, nonostante Don Andreas Fassa © RIPRODUZIONE RISERVATA la concomitanza di feste dell’ora-

IL “RESPONSORIO DI S. CRISTOFORO MARTIRE” AD URBANIA

Le esecuzioni della Schola cantorum

URBANIA. Il 20 luglio 1904 il nuovo maestro di cappella della cattedrale di Urbania, il canonico don Giuseppe Fini, firmava il suo “Responsorio di S. Cristoforo M.”, un brano per coro a 3 voci pari, 3 solisti ed organo. Il giovane maestro si era diplomato l’anno prima (1903) al Liceo musicale “Rossini” di Pesaro in Organo e Musica Sacra, ed appena tornato in patria, al termine degli studi, i suoi con-

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fratelli canonici l’avevano immediatamente nominato maestro di cappella della cattedrale, carica che era vacante da alcuni anni. Nella cattedrale di Urbania era già utilizzato da secoli un testo devozionale, quello usato ancora oggi, che inizia con le parole Si quæris admiranda: questo componimento poetico nacque forse come una sorta di ex voto per lo scampato pericolo in occasione del disa-

UNA CELEBRAZIONE MOLTO ANTICA E SENTITA DAGLI URBINATI

La tradizione della Madonna dell’Homo

URBINO. Sabato 24 agosto nella chiesina omonima si è celebrata la festa della Madonna dell’Homo, venerata come “Maria aiuto dei cristiani”. La chiesa, un tempo ubicata in aperta campagna ma ora inglobata nel quartiere di Piansevero, contiene un prezioso dipinto di Ottaviano Nelli, famoso pittore eugubino quattrocentesco, raffigurante la Vergine che con il suo manto copre e protegge la schiera dei fedeli. La ricorrenza ha presso avvio con la processione che ha raggiunto il vicino ospedale dove ci si è fermati per un momento di preghiera per gli ammalati. È seguita la recita del rosario al termine della quale è stata celebrata la santa messa dal parroco mons. Sandro de Angeli e da padre Joseph. Nell’omelia don Sandro ha ricordato il suo viaggio in Uganda e tutte le persone che, pur essendo più povere di noi, riescono a fare della loro chiesa un luogo di accoglienza. La celebrazione è stata animata nei canti da Stefano Mancini Zanchi. Fausto Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA

stroso terremoto della Pentecoste nell’anno 1781, ed in effetti, tra le virtù attribuite al Santo elencate nel testo, si dice anche motus et terræ sistit, ossia che per sua intercessione i terremoti si arrestano. Don Giuseppe Fini compose il suo nuovo Responsorio su questo testo, ma non fu il primo maestro di cappella della cattedrale urbaniese a musicarlo. Prima di lui, durante l’800, già l’urbinate Filippo Tommasoli e l’urbaniese Gaetano Cozzi avevano provveduto a comporre le loro versioni. Si trattava però di brani tipicamente ottocenteschi, di ostentata ispirazione operistica, stile allora molto in voga ma che nel 1903 venne definitivamente bandito da un importante Motu proprio del papa Pio X che aveva per oggetto proprio la musica sacra. Secondo il papa si doveva tornare all’antico, alla polifonia classica, o comunque ad un gusto musicale sacro completamente privo di ispirazioni profane. Da queste nuove rego-

lamentazioni scaturì lo stile che noi oggi chiamiamo ceciliano, del quale allora i più importanti seguaci furono Perosi, Refice, Casimiri, e l’insegnante del nostro don Giuseppe Fini al Liceo di Pesaro, Antonio Cicognani. Ovvio dunque che il brano appena composto dal ventiseienne maestro, concepito secondo le nuove regole liturgico-musicali, doveva di fatto andare a sostituire gli inni composti ed eseguiti in precedenza, ma per alcuni anni non fu così. In tutt’Italia si avvertiva infatti un certo moto reazionario, sia tra il popolo che tra il clero: alcuni infatti si opponevano al nuovo stile imposto dal papa Pio X, perché molto più affezionati allo stile ottocentesco. Così fu anche ad Urbania, dove il maestro Fini ebbe il suo da fare per proporre e rendere tollerato (parole sue) le nuove forme musicali. Non sappiamo con esattezza a quando risalga la prima esecuzione del Responsorio di Fini, né

quando questo divenne l’unico inno ufficiale mettendo da parte i precedenti; tuttavia è ragionevole supporre che già dal 1904 il nuovo brano venisse accostato ai precedenti, in una pacifica coesistenza mirata ad accontentare sia i paladini del movimento ceciliano, sia i reazionari ottocenteschi. Da tantissimi anni, il Responsorio viene cantato dalla Schola cantorum della Concattedrale di Urbania nelle sere del 24 e 25 luglio. Quest’anno, inoltre, il brano è stato oggetto di un accurato studio filologico a cura dello scrivente, per riportarlo alle condizioni originali volute dal compositore e restituirgli così una veste ancor più ufficiale. Le due esecuzioni, quella del 25 peraltro alla presenza dell’Arcivescovo S. E. Mons. Giovanni Tani, si sono segnalate particolarmente per la loro buona riuscita: un plauso alla Schola cantorum, ai solisti, e per estensione a tutti gli urbaniesi, gelosi custodi di questo piccolo tesoro musicale sacro. Lorenzo Antinori Organista della Schola Cantorum della Concattedrale di Urbania © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CITTÀ HA RESO OMAGGIO ALLA SUA PATRONA

Festa di S. Veneranda a Fermignano

FERMIGNANO. Con grande partecipazione di popolo lo scorso 26 luglio si è svolta nella cittadina metaurense la festa patronale di santa Veneranda. Momento culminante della giornata è stata la santa messa celebrata nella piazza centrale e presieduta da mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado. La celebrazione in notturna ha reso ancora più suggestiva

la cerimonia. Al termine la statua della santa è stata portata in processione attraverso le vie della città e poi riportata nell’antica chiesa a lei dedicata, nel centro storico. Eretta nel sedicesimo secolo, dentro le mura, grazie alla Confraternita del Gonfalone, e dedicata alla Santa scelta come protettrice del Paese, venne completamente distrutta dal terremoto del 1781 e riedificata su progetto dell’ar-

chitetto urbinate Tosi. Al suo interno conserva il dipinto del Rondelli dedicato a S. Francesco di Paola. Allo stesso Rondelli, plastico e decoratore urbinate attivo nella seconda metà del 700, pare possano attribuirsi gli stucchi che decorano l’arco trionfale, l’abside, gli altari ed il fonte battesimale. gdl © RIPRODUZIONE RISERVATA


Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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ACQUALAGNA. “Amicizia, gioco e cammino di fede”. Sono questi i tre cardini della settimana più giovane dell’anno per la parrocchia di Santa Lucia in Acqualagna. E quest’anno sono cinquantasei i ragazzi che, tra animatori ed animati, hanno partecipato con entusiasmo al campo scuola dal 5 all’11 Agosto a Calvillano, nel verde dei boschi della Carpegna. Fra i laboratori artistici, i giochi e le attività proposte dagli organizzatori i ragazzi tra gli undici e i quindici anni hanno trovato quel sano divertimento che, giorno e notte, non si è mai spento. Il parroco, don Piergiorgio Angelini, ideatore e responsabile di tutto il campo scuola, è riuscito a coinvolgere i ragazzi persino durante la Santa Messa, momento centrale della giornata: un rappresentante, scelto a rotazione da ognuna delle cinque squadre formate, al momento dell’omelia saliva all’ambone e illustrava a tutti gli altre le proprie riflessioni sul Vangelo maturate con il gruppo in mattinata. Tutti hanno dato il meglio di sé; anche le cuoche “Ive & Mary”, aiutate ogni giorno da qualche genitore, non hanno fatto mancare nulla a tavola. E’ stato un susseguirsi di giornate “autogestite” armoniose, a tema della storia “Le

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AMICIZIA, GIOCO E CAMMINO DI FEDE

I ragazzi di Acqualagna al campo scuola

Quattro Lune e la Sinfonia della Luce”, in un crescendo di amicizia e collaborazione. Alcuni cittadini di Calvillano hanno accolto con gioia i giovani acqualagnesi, confidando a qualche educatore che i ragazzi con la loro vivacità sono un bene per il paesino. Nel pomeriggio di mercoledì 7 agosto Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Giovanni Tani ha fatto visita ai giovani del campo scuola: con le Sue profonde meditazioni li ha esortati a cercare il Signore, che non abbandona mai chi si affida pienamente alla Sua Misericordia. Alla fine della settimana nessuno è tornato a casa a mani vuote: l’esperienza unica del campo scuola si continua a vivere tutto l’anno nelle amicizie riscoperte e consolidate.” E.R. © RIPRODUZIONE RISERVATA

INIZIATIVA PATROCINATA DAL COMUNE DI URBINO

Seminario dell’istituto di scienze religiose

Valore e ruolo degli anziani Quale realismo? Urbino – Sempre in località Cesane di Urbino, presso il sito “Belvedere” si è tenuto, dal 1° al 20 luglio 2013, l’ennesimo “ Soggiorno Estivo Diurno” per anziani patrocinato dal Comune di Urbino. Nella località già nota per le sue prerogative e caratteristiche climatiche ed ambientali, un’ottantina di “villeggianti” di Urbino e dintorni, ha trascorso tre settimane di vero gradimento in tutte le sue fasi, operative, logistiche e ludiche. Molto gradita dagli ospiti la visita, dell’undici luglio, degli Amministratori locali, durante la quale il Sindaco Corbucci ha ribadito e sottolineato il valore dell’anziano e il ruolo che ancora può avere nell’ambito del nostro

tessuto sociale mentre l’Assessore alle Politiche Sociali M. Clara Muci ha preso atto, tra l’altro, del potenziamento in corso dei vari servizi socio – sanitari. Assai apprezzata anche la visita dell’arcivescovo mons. Giovanni Tani che ha dato al Soggiorno un tocco di spiritualità e con un linguaggio affabile e cordiale “stile Bertoglio” ha ribadito i fondamenti della fede e ricordato a tutti i presenti la doverosa necessità di essere di esempio e stimolo ai giovani. L’intero gruppo dei partecipanti al Soggiorno Estivo intende, infine, ringraziare ancora una volta tutto il personale guidato da Anna Maria Bernardini delegata responsabile, del comune di Urbino, effi-

cacemente coadiuvata da Chiara Compagnucci, Wanda Sifini, Mariana Simon, Giuseppina Ranocchi e Luigi Scalbi che, in qualità di assistenti e volontari, hanno contribuito non poco al buon andamento del Soggiorno stesso. Vanno ricordati con simpatia anche i sempre puntuali e solerti Marco, Maurizio, Luca, e Paolo dell’ottimo e sempre qualitativo servizio mensa nonché l’amico Nino Antonelli sempre attivo e indaffarato nell’ambito del gruppo. Per concludere, prenotiamo sin d’ora l’estate 2014, per altre belle, salutari e rilassanti giornate ricche di verde e di sole. Luciano Zazzeroni © RIPRODUZIONE RISERVATA

Quasi un diario

1. “Acquisto di Chili 118 di Musica di Cozzi a Lire zero e centesimi al chilo £, 0,20 (totale £.) 24,00”. Mentre correggevo le bozze, ho rubato questa interessante nota storica dallo studio di Lorenzo Antinori che sta pubblicando un volume sul sacerdote musicista Don

Giuseppe Fini, una biografia estesa alla storia della Cappella Musicale della Cattedrale di Urbania. La nota riguarda il maestro di cappella Gaetano Cozzi, urbaniese, che servì la Cattedrale di Urbania fin dalla più tenera età, prima come putto cantore,(voce bianca) e poi come tenore stipendiato. (18151895), per cinquant’anni. L’acquisto della musica manoscritta fu fatto dal Capitolo della Cattedrale dalla nipote Annetta Polignani. I manoscritti si trovano nell’Archivio Musicale dell’ex Palazzo Vescovile, nel piano superiore del Museo

URBINO. Ha preso il via venerdì 6 settembre l’annuale seminario urbinate di studi promosso dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini”, giunto oramai alla sua XX edizione. A riunire un folto gruppo di filosofi e teologi provenienti da varie università italiane è quest’anno il tema Quale realismo?, che intende affrontare e sviluppare la discussione sul cosiddetto “nuovo realismo”, che da qualche tempo, almeno in Italia, si presenta come una delle più vivaci in ambito filosofico. La formula “nuovo realismo” è stata recepita nel dibattito filosofico italiano più che altro come una formula polemica per dichiarare il superamento di quelle correnti, come l’ermeneutica e il pensiero debole, che hanno impersonato lo spirito filosofico della post-modernità sulla base del principio “non esistono fatti, ma soltanto interpretazioni”. Il seminario urbinate intende riflettere sulle effettive istanze teoriche del “nuovo realismo”, cercando di andare oltre la polemica tra scuole o indirizzi di pensiero contrapposti, e di cogliere la sua portata e il suo significato attuali tanto per il pensiero filosofico quanto per quello teologico. Introdotti dal prof. Piergiorgio Grassi (foto) e dal prof. Marco Cangiotti, si sono avvicendati relatori principali il prof. Maurizio Ferraris (Università di Torino), il prof. Paolo Pagani (Università di Venezia), il prof. Diego Marconi (Università di Torino) e il prof. Francesco Botturi (Università Cattolica di Milano). Gli atti del seminario, arricchiti dagli interventi degli altri partecipanti, saranno pubblicati nell’annuario di filosofia e teologia Hermeneutica.

Urbania e dintorni Leonardi. Un poco di lavoro per i giovani, trovato, senza tanti giri, se si volesse. 2. Dato che siamo in argomento musicale, trovo che “ Al Baritono Dini di S- Angelo in Vado, fu pagato il doppio che al Maestro Pavoni di Urbino per il Pontificale del nuovo Vescovo Valbonesi” (1902). Questo pensando al tenore che ha cantato il pezzo a solo dell’Inno a S. Cristoforo (25 luglio) in occasione della festa del Patrono della città di Urbania. 3. Per fortuna un altro concerto wagneriano lava gli schiaffi dalla

faccia. (E’ l’arguto Paolo Isotta che scrive) E’ di Francesco Libetta. Questi è un pianista leccese di circa quarant’anni, al centro di un successo già da venti per essere uno dei virtuosi più sofisticati che esistano al mondo, uno capace di eseguire quei pezzi ineseguibili che magari solo Moskowski e Sofronitzki nella storia avevano fatto”. 4. Sabato 3 agosto, ore 20,30, a Fermignano si è tenuto un incontro per Toni Battistini, in via A. Meucci, presso il centro commerciale di Giusto Gostoli, nella torna-

di Raimondo Rossi

ta delle “Conversazioni di Palazzo Petrangolini. Parteciperanno A. Calavalle, S. Cuppini, A. Ferretti, C. Luminati, G. Mosci, R. Rossi, Mons. Pippo Tabarini. 5 “Giochi d’estate, n. 21” Resiste il Palchettone da tutti quegli anni a mettere in scena uno spettacolo di varietà con canti, balli, sketch, all’insegna dell’allegria (quella di cui parla sempre Papa Francesco) e la tradizionale partecipazione di due attori che impersonano S. Cristoforo e la Lumaca, che chiacchierano sulle vicende di Urbnia, paese e città.


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IL PRESTIGIOSO ISTITUTO HA IL NUOVO PRESIDENTE

Giorgio Londei all’Accademia di Belle Arti Urbino – Il sen.Giorgio Londei è il nuovo presidente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. Lo ha nominato il Ministro dell’Istruzione e dell’Università ed assumerà l’incarico nel prossimo mese di ottobre. Prenderà il posto del professore, storico dell’arte, scrittore e critico Vittorio Sgarbi. La nomina è giunta a Londei al termine del mandato alla presidenza

dell’Istituto Superiore Industrie Artistiche (Isia) che ha retto per sei anni, imprimendo un forte impulso allo sviluppo, all’ampliamento ed al rinnovamento della Scuola _ che richiama giovani da tutta Italia moltissimi dei quali non possono essere accolti perché c’è il numero chiuso _ e procedendo al radicale e completo recupero, restauro e valorizzazione dell’ex monastero di Santa Chiara, riferito pressoché unanimemente a progetto di Francesco di Gior-

gio Martini, che è stato restituito all’antico splendore. Non solo, durante i lavori sono venute alla luce le tracce della primitiva struttura monastica sulla quale non mancheranno studi appropriati. All’Accademia di Belle Arti Londei porterà sicuramente il suo motivato impegno a dare ulteriore slancio alla grande tradizione ed al riconosciuto prestigio della Scuola che ha la sua sede centrale nell’ex convento dei Carmelitani Scalzi al Monte e sezioni stacca-

te nell’edificio precedentemente occupato del Liceo Classico e poi dallo Scientifico e in alcuni ambienti del vecchio ospedale di via Raffaello, che danno su via Timoteo Viti. Quest’ultima in particolare, ma un po’ tutte le strutture hanno bisogno di interventi di risanamento e adeguamento alle crescenti neccessità dell’Accademia. L’ex convento degli Scalzi è un edificio di notevole valore architettonico la cui origine potrebbe addirittura essere fatta ri-

SUCCESSO DELLA MOSTRA “PER UNA ESEGESI DELLA COMPLESSITÀ”

trauma di un universo offeso, dilaniato dall’incuria, dai deliri di bramosia, dai delitti di uomini alla ricerca di un “ falso benessere”, di una menzognera civiltà. Quel metallico volto che ci rappresenta tutti, quell’uomo, tutti gli uomini, tecnologico, altezzoso, nella sua comoda condizione borghese, ci mette di fronte alle nostre colpe, alle nostre responsabilità, ci osserva e ci fa specchiare, nudi e senza difese, sulle nostre delittuose leggerezze. Deliziosi gli acquerelli di Caty Fiol: sensazioni, emozioni, visioni oniriche, delicate immagini risalite dall’intimo, assunte dagli occhi e dal cuore; l’autrice ce le descrive, dona loro forma, colore, profumo quasi, le accarezza, ce le rappresenta in tutta la loro malia, in tutto il loro fluttuante, poetico incanto. Ed è un Mediterraneo mobile e ferace o un dolcissimo spaventapasseri tra papaveri, grano, lucenti colline, a braccia aperte nell’aria dorata. Belle favole per tutti. Preziose, azzurre incisioni ci offre Anne Brechbuhl, sul complesso tema delle moderne città tra tradizione e novità, dove tutto è presente,

BANDO DI ASTA PUBBLICA

Locazione di immobile già adibito a casa di ricovero

URBINO. Il giorno 20.09.2013 alle ore 11,00 presso la Sala del Consiglio Comunale, Comune di Urbino, via Puccinotti n. 3, dinanzi apposita commissione, si svolgerà un’asta pubblica, con metodo delle offerte segrete, ai sensi dell’art. 73, lettera c) e dell’art. 76 del R.D. 23.05.1924 n 827, per la locazione dell’immobile già adibito a Casa di Ricovero Anziani, sito in Urbino in Via A. De Gasperi n. 2 (Località Piansevero) costituito di tre unità immobiliari. Canone annuo di locazione a base d’asta Euro 66.600,00 Per partecipare all’asta ogni concorrente deve far pervenire in plico chiuso controfirmato sui lembi di chiusura al Comune di Urbino, Via Puccinotti n. 3, entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 19.09.2013 a mezzo servizio postale con raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo corriere o a mezzo consegna diretta a mano all’Ufficio Protocollo del Comune. Informazioni e copia del bando possono essere richieste all’Ufficio Contratti Contenzioso del comune di Urbino, Via F. Puccinotti n. 3 – 61029 Urbino, Tel.: 0722.309258, (email fpaleani@comune.urbino.ps.it) nei giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

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UNIVERSITÀ DI URBINO

Zazzeroni, Artioli, Fiol, Brechbuhl alla Bottega Giovanni Santi Urbino - “ Per una esegesi della complessità” è l’esplicativo titolo della mostra tenutasi nella casa natale di Raffaello da quattro artisti di provata fama che hanno voluto, insieme, darci una dimostrazione di quali mete sia possibile raggiungere con genio, infaticabile impegno e viva, profonda, viscerale passione. Ed i nuovi interpreti della “complessità” sono Gianfranco Zazzeroni, Mario Artioli, Caty Fiol, Anne Brechbull, i quali, ognuno con un personale linguaggio, cercano di insegnarci a vedere le molteplici sfumature di una realtà che abita nel sogno, nel profondo, nell’abisso del tempo e dello spazio, che scuote ed agita la percezione della vita e del suo rapido transito in improvvisi, successivi, diamantini lampi di rivelazione, di scoperta, di meraviglia espressi in quella sempre stupefacente, enigmatica lucidità, scolpita quasi nel diamante. Prodigio dell’arte. Tipica di Gianfranco Zazzeroni, è l’interrogazione dell’io, la sua parossistica attenzione all’ evoluzione delle cose, dal primigenio al futuribile, ad un immaginario in fieri, in quell’incessante divenire che si fa concretezza, spessore, consistenza. Eccitamento, smagliante esaltazione del colore proiettano baluginanti territori della memoria, della coscienza e della psiche esplorati da chi, ricco di interiorità, di cose da dire, da confessare, da suggerire, si fa antesignano di idee, di dottrine, di modelli di forme e di bellezza. Mario Artioli, scultore, modella col semplice ausilio di martello e scalpello opere apparentemente lievi; il suo uovo della “Creazione”, frantumato, ferito da mani incuranti, simbolo di una società in disfacimento, ci racconta del

salire al Trecento. Indagini e studi recenti, anche se non esaustivi, porterebbero in quella direzione e il neo presidente non si lascerà sfuggire l’occasione per approfondire le ricerche in tale direzione e di compiere un altro miracolo: restaurare l’esistente e dare strutture appropriate alla Scuola che è, anch’essa, un punto di riferimento per studenti italiani e stranieri, compresi alcuni cinesi. giancarlo di ludovico

Dati positivi sull’andamento delle iscrizioni

in un gioco di realtà e fantasia, dal virtuale al reale, dall’ipotetico al certo, fucina di contraddizioni e dissonanze, ma anche di speranze e armonie e quella infinita scalinata persa nel blu, metafora della vita, le rappresenta nella propria pura, metafisica, esegetica “complessità”. Fiorella Attili

URBINO. Primi positivi segnali in merito all’andamento delle iscrizioni al nuovo anno accademico dell’Ateneo Carlo Bo. In attesa dei dati che verranno successivamente elaborati, per il 2013-2014 registrano il tutto esaurito corsi che hanno già raggiunto il numero massimo tabellare come quello per il conseguimento della Laurea Magistrale in Farmacia e quello in Scienze della formazione primaria, che hanno già coperto i cento posti a disposizione, nonché il corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche. In questo caso, saranno in 292 (il 15% in più dello scorso anno) a concorrere per i 250 posti da occupare a seguito dell’esame di ammissione. <Trarre altre considerazioni dai dati generali, come ogni anno di questi tempi, è ancora prematuro> ricorda il rettore Stefano Pivato <ma intanto registriamo con soddisfazione queste indicazioni che ci fanno ben sperare>.

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PERSONALE DI MAURO BRACONI

Il mio Finistère

Urbino - Si inaugura una personale di Mauro Braconi nella Bottega di Giovanni Santi, Casa natale di Raffaello, intitolata ”Il mio Finistère”. La mostra apre al pubblico il 13 settembre 2013 alle ore 17,30 e si concluderà il 23 settembre 2013.


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8 settembre 2013

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fede Reportage dalla Terrasanta sulle orme di Gesù

di arte cultura sport pagina PESARO – Dal 17 settembre al 27 ottobre al Teatro Rossini va in scena la 66^ edizione del Festival Nazionale d’Arte Drammatica a cura degli “Amici della Prosa”. Un appuntamento per gli appassionati di teatro e per le compagnie amatoriali di tutta Italia che si rinnova ininterrottamente dal 1948. Nove gli spettacoli in cartellone. Si comincia venerdì 20 settembre (tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21) con “Non ti pago” di Eduardo De Filippo a cura della Compagnia Teatrale “Masaniello” di Torino: la commedia, dalla trama surreale, la commedia, dalla trama surreale, risale al 1940 e risente dell’influsso delle precedenti frequentazioni fra De Filippo e Pirandello. “Vincenti” è il titolo dell’amara pièce di Alain Krief proposta da Luci della Ribalta – Bolzano: i vincenti seguono un’unica legge, quella del più forte e ad essa sono disposti a sacrificare tutto e tutti (27/9). Estravagario Teatro – Verona porta in scena “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” di Alessandro Capone e Rosario Galli: quattro amici da anni si incontrano intorno a un tavolo da poker per giocare e per raccontarsi le proprie vite. All’improvviso un’idea inaspettata sconvolge la routine... (1/10). Un classico di George Bernard Shaw, “Pigmalione”, per l’Accademia Teatrale F. Campogalliani – Mantova: uno spunto da favola diviene lo strumento per una critica aperta al classismo britannico e alla superficialità dell’alta borghesia (4/10). La Compagnia pesarese Teatro Accademia porta in scena una divertente commedia di Neil Simon con tre storie diverse, ambientate in un lussuoso appartamento del “Plaza Hotel” di New York dal titolo “Tutto in una suite ovvero Appartamento al Plaza” (8/10). L’appuntamento successivo è con “La torre d’avorio” di Ronald Harwood: la Compagnia del Giullare di Salerno mette in scena la vicenda del direttore d’orchestra Wilhelm Furtwängler e i suoi rapporti con il nazismo (11/10). Una lettura giocosa e attuale de “I Promessi sposi” è quella di Roland Benoit e Roberto Zamengo, curata dall’Associazione culturale Teatroimmagine di Salzano (VE) (15/10). “Se ci fosse luce” (I misteri del caso Moro) di Giancarlo Loffarelli è lo spettacolo proposto dall’Associazione culturale “Le Colonne” di Sezze (Latina) con l’intento di sollevare dubbi e domande che attendono ancora una risposta a 35 anni dall’assassinio dell’onorevole Moro

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DAL 17 SETTEMBRE AL 27 OTTOBRE AL ROSSINI DI PESARO

Festival d’Arte Drammatica: da 66 anni la passione del teatro

di Maria Rita Tonti

(18/10). Fuori concorso, a cura di Pianeta Musical – Pesaro, verrà presentato il celebre musical “Jesus Christ Superstar”, che ha segnato la storia del genere. In questa edizione traduzione e regia sono di Lorenzo Piscopiello (20/10). La rassegna si conclude con uno spettacolo fuori abbonamento nell’ambito del Gad Festival Ragazzi (Teatro Sperimentale, 22/10, ore 18). Teatrolinguaggi di Fano propone “Oh! Orfeo. Una favola barocca”: Orfeo, il grande cantore ha perso la voce e i bambini del pubblico ripercorrendo le

sue avventure cercheranno di capirne il motivo. Numerosi e interessanti gli eventi collaterali: presentazione del 66° Festival e conversazione di Ivana Baldassarri su “Le prime star. Lina Cavalieri e Francesca Bertini”(17/9 ore 18, Sala della Repubblica, Teatro Rossini); dal 4 al 6/10 Laboratorio sulla commedia dell’arte diretto da Francesco Facciolli; Passeggiata nel teatro segreto e successivo brunch al Teatro Rossini a cura del Direttore artistico Cristian Della Chiara (13/10 ore 11.30); Teatro di Marca. Figure marchigiane del

teatro di prosa del ‘900. Presentazione della pubblicazione: “La scenografia di Francesco Calcagnini – Viaggio nella mente del regista” a cura di Andreina Bruno (25/10 ore 18, Sala della Repubblica, Teatro Rossini); Premiazione del 66° Festival e ricordo di Arnaldo Ninchi (27/10 ore 10.30, Sala della Repubblica, Teatro Rossini). [Info Botteghino Teatro Rossini, tel. 0721.387621. Il costo dell’abbonamento va da 35 a 110 €, quello dei biglietti da 5 a 15 € con riduzioni per soci, giovani under 30 e under 19]. ©riproduzione riservata

IL CONCERTO FA PARTE DEL PROGETTO IDEATO DA PADRE ARMANDO PIERUCCI

Trentacinque orchestrali marchigiani, bosniaci e palestinesi

L

a chiesa monumentale di San Giovanni Battista a Pesaro ha accolto i trentacinque musicisti delle Marche, di Sarajevo e di Gerusalemme che, nella serata del 29 agosto, si sono presentati al pubblico in un repertorio di piacevole musica classica. Fraterna e generosa l’accoglienza

della comunità dei Frati Minori del convento di San Giovanni Battista e del maestro organista Nunzio Randazzo. Il concerto di Pesaro è inserito nel progetto ideato da padre Armando Pierucci, fondatore della Scuola Magnificat di Gerusalemme, ed è seguita dall’associazione Premio Vallesina

onlus per creare occasioni di scambio culturale tra i giovanissimi musicisti. Nel corso del concerto gli allievi musicisti, diretti dal maestro Stefano Campolucci, si sono fatti apprezzare nelle più belle arie d’opera tratte dalla Boheme e dal Gianni Schicchi di Puccini, dalla Traviata e dal Rigoletto di Verdi e dal Milton di Spontini. La formazione, composta da 30 violini, 4 violoncelli, 1 contrabbasso e 5 cantanti, si esibirà in altre tre date nelle Marche (30 agosto ore 21 a Recanati in Comune, 31 agosto a Fabriano nella chiesa di San Nicolò e 1° settembre a Loreto, in Basilica) e poi si trasferirà a Sarajevo e Mostar per proporre due serate concerto. Nel corso dell’esibizione, padre Armando Pierucci ha espresso il ringraziamento per l’affetto che ha trovato a Pesaro, dove è vissuto per circa 20 anni e dove è stato insegnante al conservatorio “Rossini” il cui presidente, dott. Maurizio Gennari ha

preso parte alla manifestazione dimostrando ammirazione per l’iniziativa e per i musicisti. Coinvolgenti le testimonianze delle insegnanti della due scuole straniere: la prof. ssa Maja Budimir della Scuola di Musica a Danza “Novo Sarajevo” di Sarajevo e Hania Soudah Sabbara, direttrice accademica dell’Istituto musicale Magnificat di Gerusalemme e direttrice del coro omonimo. Entrambe hanno sottolineato il valore di progetti di scambio per giovani che vivono in terre segnate dalla guerra e che possono costruire ponti di amicizia e di solidarietà con i loro coetanei. Tra i brani studiati ed eseguiti anche “Emina” della cultura bosniaca, “The path of peace” proveniente da Gerusalemme e un’aria di Spontini che rappresenta la regione Marche. Gli allievi partecipanti al progetto musicale hanno un’età compresa tra i 12 e i 21 anni e sono stati scelti tra le scuole di musica “G. B. Pergolesi” di Jesi, “Bettino Padovano” di Senigallia, dell’Accademia Musicale di Ancona, della Civica Scuola di Musica “Beniamino Gigli” di Recanati, della Scuola di Musica e Danza “Novo Sarajevo” di Sarajevo e dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme. ©riproduzione riservata


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8 settembre 2013

REPORTAGE DALLA TERRASANTA

Pagina a cura di Giovanni Volponi

Verso la Terra Promessa

A

Sulle orme di Gesù

GERUSALEMME – Tre, due, uno… arrivati a Nazareth! Tra battute più o meno serie ma soprattutto tra tanti momenti di preghiera e riflessione si è snodata la settimana di don Natale Albergucci, la sapiente guida che ha accompagnato i pellegrini nel luoghi Santi affacciati sul Mediterraneo e sui laghi di Tiberiade e del mar Morto. I suoi stimoli, i suoi messaggi probabilmente non li scorderanno più, così come anche la sua ricerca affannosa di una misteriosa “signora”, curioso ed efficace metodo per attirare l’attenzione nei momenti in cui, viste le numerose tappe previste, la stanchezza si affacciava sui pellegrini. Tuttavia la soddisfazione alla fine è stata generale, tanto che al ritorno già c’era chi parlava di futuri viaggi, non del tutto appagato da questo concentrato ma breve assaggio di Terra Santa. E il merito va sicuramente all’Opera Romana Pellegrinaggi, che con

la sua organizzazione sa curare al meglio ogni dettaglio e rispondere alle esigenze del momento. Va anche all’Arcivescovo di Urbino-Urbania-S. Angelo in Vado mons. Giovanni Tani, che ha saputo completare con delle profonde meditazioni ogni momento del viaggio. Va ai sacerdoti che hanno coadiuvato il nostro pastore nel portare la giusta spiritualità in ciascun istante. Va ai pellegrini, che si sono coesi pur da perfetti sconosciuti in un gruppo omogeneo e affiatato, rendendo i giorni dei momenti di condivisione tra amici di sempre. Va ai nostri fratelli ebrei e musulmani, che pur nelle differenze ci hanno accolto in casa loro e fatto trovare un clima nonostante tutto tranquillo e caratteristico. Ogni meta toccata, ogni luogo visitato ha avuto una peculiarità tutta sua capace di fartelo appezzare appieno, ma sicuramente il monte delle beatitudini o il Santo Sepolcro, la

basilica dell’Annunciazione o quella della Natività hanno toccato il cuore dei pellegrini con particolare intensità. E tutto ciò ha fatto slittare in secondo piano il mondo che ci circonda, con guerre all’orizzonte e dissapori mai sopiti, come hanno sapientemente illustrato il Vescovo ausiliare del Patriarcato e un suo sacerdote in due incontri che hanno portato tutti a capire fino in fondo la complicata realtà di quei luoghi. Tanto altro si potrebbe aggiungere, ma ogni parola in più è superflua se paragonata alle sensazioni di Vescovo e pellegrini, scaturite dal cuore nel contesto dell’Anno della Fede, con un occhio già rivolto all’imminente missione diocesana, che come tra i discepoli di Terra Santa vorrebbe portare ad unire tutto il nostro territorio in un unico cuore, in un unico intento: quello di seguire incondizionatamente Gesù.

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bbiamo vissuto un pellegrinaggio nell’Anno della Fede, nei luoghi dove si sono svolti i fatti che sono all’origine della nostra fede cristiana. Più volte, nelle celebrazioni eucaristiche, si diceva: qui, in questo luogo… sentivamo che il mistero contemplato andava al di là di quel luogo circoscritto, ma intanto avevamo come una esperienza di quell’inizio nel quale il mistero aveva avuto le dimensioni temporale e spaziale. Un pellegrinaggio è un vero dono. Uno in Terra Santa è un dono speciale: lo puoi ripetere molte volte ma ti riserva sempre una novità. La Terra Santa è quel piccolo angolo della nostra terra nel quale Dio ha voluto iniziare a fare storia con l’uomo. Una terra che pur con le sue tensioni rimane il crocevia della storia di tutta l’umanità. Abbiamo pregato per la pace, abbiamo pregato molto, perché eravamo nel luogo, Betlemme, dove è nato il Principe della Pace. Abbiamo pregato rivolgendoci a Maria, la Regina della Pace. La Terra Santa ti imprime una speranza anche attraverso le sue pietre: consumate dal tempo e dal passaggio incessante dei pellegrini, ti raccontano tante vicende, anche molto tragiche e dolorose, ma ti dicono anche la memoria permanente del Dio fatto uomo. Una memoria che va oltre le pietre, ma che esse in qualche modo materializzano. La speranza non muore e fa di noi dei permanenti pellegrini, gente che non cammina senza meta, ma cammina verso la Terra Promessa, dopo aver imparato la vera direzione indicata dal Dio-con-noi che ha messo i suoi piedi su quel piccolo angolo del Medio Oriente. + Giovanni Tani

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La voce dei pellegrini Un brivido mi ha attraversato di fronte alla tomba di Gesù… e grande gioia al luogo dove è nato. Emozioni grandi ed intense per tutto il viaggio. Non ti dimenticherò mai Terra Santa. Patrizia Lapilli Quando pochi anni or sono dissi come S. Tommaso: “Se non vedo non credo”, Gesù mostrò anche a me la “piaga del suo costato” e da quel giorno la mia vita è stata totalmente stravolta, cambiata, invertita, facendomi capire che avrei dovuto affidarmi totalmente a loro, Maria e Gesù, aggiungendo una “D” davanti a IO. Cominciato ad interessarmi a loro però ho iniziato a crearmi mentalmente una realtà dei fatti distorta, fiabesca. Questo pellegrinaggio in Terra Santa ha tolto il velo alle mie errate visioni. Tutto ciò è potuto accadere vedendo, toccando, percependo e vivendo emozioni, che hanno fatto sgorgare lacrime di gioia a cui è stato impossibile sottrarsi. Ferrino Un percorso di pietre che diventa carne. Andare in Terrasanta è stato per me la possibilità di rivivere ciò che è accaduto all’umanità di Gesù e di rivederci la vicinanza amorosa di Dio verso di me, di scoprire altre sfumature che arricchiscono la conoscenza dello stile originale e irriducibile di Cristo. Mi hanno poi fatto molta compagnia l’esperienza umana e le amicizie di Gesù, Maria e il suo sì, la fragilità di Pietro scelto come pastore. Ultima ma non ultima la presenza dell’Arcivescovo, dei preti dell’intero gruppo diocesano; in particolare quella del piccolo gruppo della mia parrocchia di San Giorgio mi ha dato la percezione di sentirmi parte di un popolo in cammino. Don Daniele Brivio Siamo partiti otto giorni fa con lo zaino pieno di curiosità, aspettative, domande e

lo riportiamo carico di emozioni, risposte, nuovi perché… Abbiamo camminato insieme ad altre 48 persone su questa terra resa Santa dal passaggio di Gesù, con l’aiuto del nostro Arcivescovo, di alcuni sacerdoti e di una guida eccezionale, don Natale; ci siamo potuti immergere nella profondità del mistero che si è svelato proprio in questi luoghi: l’incarnazione di Gesù, la sua vita, passione, morte e risurrezione per amore degli uomini. Il nostro cuore deve diventare come la mangiatoia di Betlemme, ci ha esortato mons. Tani, per essere capace di accogliere questo amore sconfinato di Dio per ciascuno di noi, l’unico amore in grado di aiutarci a vincere la paura che ci tiene prigionieri del male e dare luce e senso alla nostra vita. Antonia, Mario, Barbara e Riccardo Questo pellegrinaggio è stato un momento significativo della nostra vita e la realizzazione di un desiderio cresciuto nel tempo. Presieduto dal nostro Arcivescovo, con una guida competente e impegnata e la collaborazione di tre sacerdoti, è stata un’esperienza unica, fatta di preghiera, ascolto, riflessione e, perché no?, di silenzio. Unitamente a queste belle cose siamo rimasti tuttavia colpiti dalla sofferenza che s’incontra in questa Terra così bella, Santa, ma anche così contesa. Grazie alle nostre figlie per averci aiutato nel decidere, grazie alle nostre cugine che ci hanno fatto compagnia e a tutti gli altri pellegrini. Luciana e Mario Corsini È stato un pellegrinaggio ricco di continue emozioni, ma è stato visitando il monte Calvario e “toccando con mano” il luogo dove Gesù ha dato la vita per noi che ho detto il mio sì al Signore affidandogli la mioa vita, la mia famiglia e la vocazione di mia figlia. Grazie Gesù, confido sempre in te! Margherita Un’esperienza spirituale bellissima, con la

presenza dei nostri sacerdoti, di una brava guida, ma soprattutto del nostro Arcivescovo, che ad ogni posto significativo ci ha saputo opportunamente dare il suo pensiero spirituale. Il gruppo di Urbania Ogni mattina, salendo sul pullman che ci accompagnava nella “Holy Land”, ci scambiavamo con l’autista un significativo saluto: Buongiorno!, a cui lui rispondeva cortesemente: Anche per te sia un giorno di luce! E così ogni giorno cominciava sotto un luminoso auspicio. A Cana di Galilea noi sposi abbiamo rinnovato le promesse matrimoniali: mons. Tani ha paragonato il matrimonio di noi coniugi a quello di Dio con l’umanità, un amore indissolubile del quale Cristo morto per noi è il testimone. Alla basilica della Natività, come i pastori, abbiamo dovuto prima “abbassarci” all’ingresso, detto porta dell’umiltà, e in seguito chinarci ancora sotto l’altare, fino a strisciare. E lì abbiamo portato come offerte la nostra umana povertà, promettendogli amore tra noi e verso i nostri fratelli. In una giornata torrida siamo anche scesi sulle sponde del Giordano, come Gesù, rinnovando gli impegni battesimali. Negli 8 giorni, per sentire cosa il Signore aveva da dirci e da darci, ci siamo predisposti ad ascolto e silenzio. Meditazioni sulla Parola, l’Eucaristia quotidiana e i vari momenti di gioia comunitaria ci hanno arricchiti ulteriormente. Benedetta e Giuseppe Bovi

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«Il Nuovo Amico» n. 32 del 8 settembre 2013  

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