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“mobilitazione antimafia”

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icprata@libero.it

Ottobre 2009

ANNO X - n. 24

il banditore “FALCONE- GELMINI, MAI ABBASSARE LA GUARDIA” ‘’La mafia non solo si combatte ma la si puo’ sconfiggere. Ed e’

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I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Prata P.U. e sez. ass.ta di S.Paolina

Redazione e Amministrazione Prata P.U. via Municipio, tel. 0825/952014 - fax 0825/961814 DIRETTORE RESPONSABILE: DOTT.SSA SILVIA GAETANA MAURIELLO-REDATTORE CAPO:PROF.FLAVIO PICARIELLO www.icprata.it/ www.Repubblica@SCUOLA.it/ www.alboscuole.it/ www.Scuolawebambiente.it/ www.alboscuole.it

Napolitano “raccogliere i frutti del loro impegno” Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non sono solo vittime della mafia, sono “autentici eroi della causa della legalità, della

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Approda a Palermo la nave della legalità: 1400 ragazzi da tutt’Italia insieme per ricordare le vittime della violenza mafiosa. La messa, i cortei festosi e i concerti

“mobilitazione antimafia” IL LANCIO DI MIGLIAIA DI PALLONCINI COLORATI, MUSICA E IL GRIDO CADENZATO, ‘GIOVANNI E PAOLO’ E ‘PALERMO E’ NOSTRA E NON DI COSA NOSTRA’, HANNO ACCOLTO SUL MOLO IL CORTEO DEI “GARIBALDINI DELLA LEGALITÀ” USCITO DALLA NAVE. DEI GIOVANI DEL TEATRO BELLINI DI CATANIA “ARTE CONTRO COSA NOSTRA” HANNO BALLATO SUL RITMO SINCOPATO DI “PRIMA DI SPARARE PENSA” DI FEDERICO MORO, CANTATA AL MICROFONO DA UNA BIMBA DI NOME CHIARA

“NAVE DELLA LEGALITÀ” 2009

I GARIBALDINI

DELLA LEGALITÀ

io, c’ero! a cura della redazione PALERMO, 23 MAGGIO -Una esperienza fantastica e significativa per gli alunni dell’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Prata P.U.( Avellino) che hanno fatto parte della spedizione dei 1400 della “Nave della legalità”. Partita da Napoli è attraccata nel porto di Palermo l’indomani mattina . A bordo studenti provenienti da tutta Italia accompagnati dai responsabili della Fondazione Falcone, che ha organizzato il viaggio, dal Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini e dal Procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso. Durante la navigazione, dopo la cena consumata in mensa dal ministro con alcuni studenti delle consulte, si e’ tenuto un dibattito a cui ha partecipato anche Vincenzo Cotticello, l’imprenditore siciliano che si e’ ribellato al pizzo; ha raccontato la sua vicenda e ha invitato i ragazzi a non sottostare mai alle intimidazioni e a difendere la propria dignita’. Fernanda Contri ha ricordato Giovanni Falcone, con alcuni toccanti episodi e ha concluso: “Voi che siete giovani potete combattere. Il peso del futuro della societa’ e sulle vostre spalle. Coraggio ragazzi, ce la potete fare”. Il ministro Gelmini ha risposto in particolare alla domanda di uno studente sulle raccomandazioni, sottolineando che sono un fatto negativo da contrastare richiamando spesso il valore della legalita’ e l’importanza del ruolo della (continua a pag.2)

Sono i garibaldini della legalità, studenti provenienti da ogni parte d’Italia, salpati da Napoli. Hanno colorato di slogan il capoluogo siciliano dove, alle 9.30, nell’aula bunker il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via alle celebrazioni per onorare la memoria di Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta, trucidati 17 anni fa nella strage di Capaci. Alle cerimonie

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IN 1500 SO TT O L’ALBER O FAL CONE SOTT TTO ALBERO ALCONE

NAPOLI, 22 MAGGIO IMBARCO DEI “GARIBALDINI DELLA LEGALITÀ”

I.C.“C.A.Dalla Chiesa”

Prata P.U.(Av.)

Palermo ha ricordato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta uccisi a Capaci il 23 maggio del ‘92. Ospite d’onore il capo dello Stato Giorgio Napolitano In 1400 hanno sfilato fin sotto l’albero Falcone scandendo i nomi di “Giovanni” e “Paolo”. Così i ragazzi arrivati a Palermo da tutta Italia nel diciassettesimo anniversario della strage di Capaci hanno risposto all’invito rivolto loro poche ore prima dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, intervenuto alle manifestazioni nell’aula bunker dell’Ucciardone, ha detto che ‘’Mai come in queste occa-

PALERMO, 23 MAGGIO SBARCANO “I RAGAZZI ANTIMAFIA”

Pr im ap ag in a del gi on ale pre mi ato

Il Presidente Napolitano premia la redazione de “Il Banditore” Questa la motivazione ”Con fantasia e credibilità il lavoro “Il Banditore” realizza l’edizione straordinaria del giornale che dà la notiCome ogni anno, il MIUR e la Fondazia della sconfitta della mafia mostrando la grande partecipazione zione Giovanni e Francesca Falcone e la creatività degli alunni.Il compito delicato dei media nella prepromuovono in tutte le scuole d’Italia un “Percorso di Educazione alla Legasentazione delle notizie viene proposta in veste grafica accattivanlità” per sensibilizzare i giovani al rite a dimostrazione dell’impegno della scuola nell’approfondimento spetto dei valori in cui i magistrati di tali tematiche”. Falcone e Borsellino hanno creduto: il valore delle regole, il rispetto delle leggi, l’importanza della giustizia, il senso della cittadinanza e l’amore verso la Costituzione. Sono stati, inoltre, banditi due concorsi: “Il giorno dopo la sconfitta della mafia”: rivolto a tutte le scuole primarie e secondarie di I° grado con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti nella realizzazione di un’edizione speciale di un quotidiano che annunci la definitiva sconfitta della mafia; e quest’anno la proposta più creativa e quella con le maggiori possibilità di sviluppo secondo criteri di correttezza e legalità è stata ritenuta dalla commissione quella PALERMO:Aula bunker dell’Ucciardone realizzata dall’ I.C. “Carlo Alberto Dalla Falcone-Napolitano-Gelmini premiano gli alunni vincitori Chiesa” di PRATA P.U. (Avellino).

sioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita’’. Insieme alla moglie Clio il capo dello Stato ha accompagnato battendo le mani il rap cantato dai ragazzini di “Addiopizzo” quindi ha voluto salutare personalmente gli altri studenti riunitisi a piazza Magione, nel quartiere popolare della Kalsa dove nacquero Falcone e Borsellino. Poi la deposizione di una corona in via d’Amelio per ricordare anche i caduti dell’eccidio del 19 luglio. .


Lo sbarco

io, c’ero!

in Sicilia

se gue dalla prima pa gina segue pagina

scuola. Infine Grasso ha riferito la sua esperienza di magistrato accanto a Falcone e a Borsellino e ha fatto notare ai ragazzi come la mafia non sia solo un fatto criminale ma un fenomeno che incide sull’economia e la societa’ e sulla vita di ognuno di noi. All’arrivo della nave nel porto siciliano, come da programma una parte degli studenti sono

“SPEZZIAMO LA MAFIA, RIACCENDIAMO LA SPERANZA” La nave è giunta in Sicilia per il 17esimo anniversario della morte del giudice. A bordo mille e quattrocento studenti da tutta Italia. “Riaccendiamo la speranza”

PALERMO - Hanno le facce un po’ stanche, ma allegre e scanzonate. Hanno attraversato il Tirreno per lanciare il loro grido di libertà contro la mafia. Sono sbarcati in mille e quattocento a Palermo intorno alle 8, nel giorno della memoria, per il 17esimo anniversario della strage di Capaci, nella quale morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Sono studenti di scuole medie e superiori, provenienti da tutta Italia, ritrovatisi i al porto di Napoli per imbarcarsi sulla “Nave della legalità”. Un viaggio speciale organizzato dalla Fondazione Giovanni e Francesco Falcone, e inserita nell’ambito di “Verso sud”, tour della legalità realizzato dal ministero dell’Interno. Sono stati accompagnati dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, e dal Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. In corteo,una parte, ha raggiunto l’aula bunker dell’Ucciardone dove si sono confrontati con chi combatte ogni giorno la criminalità organizzata. Loro il giudice Falcone lo hanno conosciuto soprattutto attraverso le parole degli insegnanti. E si sono preparati durante l’anno per questo giorno, lavorando su progetti legati alla legalità. Conoscenza ed entusiasmo: gli ingredienti con i quali hanno affrontato questa giornata importante e con cui hanno vissuto il momento cruciale del “memorial day”: il corteo che dall’Ucciardone li ha

P IETRO G RASSO ,

NEL

portati all’ “Albero Falcone” dove alle 17.58, ora dell’agguato di Capaci, Palermo si è fermata e tutto ha taciuto per un po’. A parlare sono stati i loro slogan: “Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti”. “Spezziamo la mafia, riaccendiamo la speranza”. “Si può spezzare un fiore ma non si può impedire la primavera”. Ai giovani giunti a Palermo con le magliette bianche, con impressa l’immagine della prima pagina di un giornale il cu i titolo d’apertura era “ Mafia in...galera “ ,a quelli con l’immagine di Giovanni Falcone circondato da ragazzi e la scritta “Il suo lavoro, il nostro presente. Il suo sogno, il nostro futuro”, ha voluto subito rivolgere la parola il procuratore Grasso: “È stato meraviglioso vedervi arrivare e vedere l’immagine di Giovanni Falcone che si avvicinava sempre più verso la sua città”. “Siete straordinari - dice loro Maria Falcone - voi riaccendete la speranza nel cuore degli adulti. E potrete dire in futuro ‘Noi c’eravamo in quel secondo sbarco dei mille. Non vi fermate’”, li ha esortati ancora la sorella del magistrato. Con loro ha viaggiato il ministro Gelmini: “Sono combattenti della legalità, ambasciatori dei veri valori. Non sono qui per una gita: hanno studiato, si sono informati, sanno tutto. Rappresentano veramente la speranza del Paese”. “Per mesi le scuole italiane hanno elaborato lavori e progetti sulla legalità e sulla mafia. Occorre raccogliere questo patrimonio di conoscenze e sensibilità perchè non vada disperso e costituisca una banca dati sulla legalità per le scuole. E la Fondazione Francesca e Giovanni Falcone può essere il centro catalizatore di questo sforzo”. Per questi studenti è stata una mattinata intensa presso l’aula bunker del carcere Ucciardone, il luogo nel quale, venti anni fa, nel febbraio del 1986, iniziò il maxiprocesso che si concluse con 342 condanne di esponenti di Cosa nostra. Hanno partecipato a dibattiti e confronti, con la partecipazione di esponenti del mondo giudiziario, politico, istituzionale. Alle 17.58, ora dell’agguato di Capaci, il suono del silenzio.

2010 “N AVE L EGALITA ’”

Il prossimo anno saranno due le navi della legalita’ che porteranno a Palermo, il 23 maggio del 2010, i ragazzi da tutta Italia. Lo ha annunciato il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso a

stati accompagnati nell’aula bunker dell’Ucciardone dove il Presidente Napolitano ha portato il suo saluto insieme con la Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Maria Falcone. Sempre nell’aula bunker è intervenuta il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il ministro di Giustizia, Angelino Alfano, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace, Emma Marcegaglia Presidente di Confindustria. Dopo l’Inno Contro il Racket di Addio Pizzo, c’è stata la premiazione delle scuole vincitrici dei concorsi nazionali: per ‘Il giorno dopo la sconfitta della mafia’ è stato premiato l’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Prata P.U. , mentre ‘Giovani imprese di legalita’ ‘è andato all’I.I.S:”Cesareo” di Palermo. Alla tavola rotonda ‘Legalita’, impresa e sviluppo’, oltre a Yunus e Marcegaglia, sono intervenuti il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, Francesco Messineo, procuratore di Palermo, Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia e Antonello Montante, delegato di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio. Ai 10 neolaureati sono state consegnate altrettante borse di studio “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino’ per essersi distinti con tesi sulla legalità. Intanto al porto, quando il gigantesco portellone della nave si è aperto e i ragazzi, in corteo, dietro una serie di striscioni iniziano a scendere dalla grande nave, innumerevoli palloncini colorati si sono levati al cielo al suono dell’Inno di Mameli, suonato dalla banda musicale della Polizia di Stato, mentre tantissimi ragazzi/e siciliani fra i 12 e i 16 anni cantano, ballano e urlano in coro e applaudono in segno di gemellaggio e reciproca stima con i loro coetanei provenienti dalla Sardegna alla Valle d’Aosta, dalla Campania al Veneto, da Trieste a Ventimiglia, regione per regione, avvolti nel calore degli applausi dei ragazzi di Palermo per questa gior-

RADDOPPIA

conclusione della manifestazione davanti all’Albero Falcone. “L’anno prossimo - ha detto - ci saranno due navi della legalita’: una intestata a Falcone, l’altra a Borsellino. Speriamo diventi una flotta”.

IL MINISTR O GELMINI AGLI INSEGN ANTI : “NON MINISTRO INSEGNANTI TEMETE DI P ARLARE DI MAFIA A SCUOLA” PARLARE ;”Non bisogna temere di parlare di mafia, di camorra, di criminalità organizzata nelle scuole. Per combatterla bisogna conoscerla”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, partecipando a Palermo, nell’aula bunker dell’Ucciardone, all’inaugurazione della giornata che ricorda il 17/o anniversario della strage di Capaci. Il ministro si è detto entusiasta di aver partecipato personalmente al viaggio con la Nave della Legalità che ha portato oltre 1.400 studenti e professori da Napoli a Palermo, e che, ha rilevato, “idealmente ha attraversato non solo quel braccio di mare, ma tutto il nostro Paese, con una grande energia, sprigionata da tutti i ragazzi che vi hanno partecipato”. “La presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, conferisce un valore istituzionale altissimo a questa giornata, che è diventata un appuntamento irrinunciabile”. Gelmini ha ricordato di aver promosso la materia di educazione alla cittadinanza nelle scuole e ha evocato l’idea di creare un concorso sulla legalità per le scuole. E’ attraccata al molo di Palermo la Nave della Legalità, il grande traghetto della Snav che ha condotto nel capoluogo siciliano oltre 1500 tra studenti, insegnanti, accompagnatori ,volontari, per dedicare una giornata alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel giorno anniversario della strage di Capaci, 17 anni fa. A bordo tutti ragazzi che dall’inizio dell’anno scolastico hanno lavorato a progetti collegati al tema della legalità, mettendo candore, passione, fantasia e persino senso dell’umorismo al servizio del concetto che vuole il rispetto delle regole tra le basi fondanti della democrazia e terreno bruciato per tutte le mafie.Dalla grande bocca dell’imbarcazione sono usciti gli studenti con in testa uno striscione sorretto, tra gli altri, dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso con la scritta: “esistono uomini che vivono cent’anni con la testa chinata, altri soltanto un giorno con la testa in alto”. La nave salpata ieri sera da Napoli ha ospitato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il procuratore nazionale

antimafia Pietro Grasso, l’avvocato Fernanda Contri e Vincenzo Corticello, uno degli imprenditori siciliani che ha denunciato i suoi estortori e che ha per questo pagato con numerosi attentati.Il ministro Gelmini ha cenato al self service del traghetto insieme agli studenti e, dopo la proiezione del film inchiesta sul maxi processo alle cosche di Carlo Lucarelli, i ragazzi si sono assiepati per rivolgere domande ai protagonisti dell’incontro, ascoltando racconti e ricordi legati al periodo in cui Falcone e Borsellino lavoravano a Palermo ed erano protagonisti delle inchieste più scottanti. Fernanda Contri, che in passato ha ricoperto incarichi istituzionali, ha raccontato di Falcone aspetti inediti ma soprattutto ha evocato la sua solitudine di quel periodo, che lo vide bocciato dal Csm alla candidatura di procuratore di Palermo. “Giovanni disse che con quella bocciatura la sua condanna a morte era stata già firmata - ha raccontato Contri ricordando come il magistrato allora “non era davvero simpatico a tutti”. Lo è diventato, ha aggiunto “quando è morto” ed é per questo che rivolgendosi ai ragazzi li ha esortati:”Cerchiamo di aiutare quelli come Falcone quando sono vivi! Noi abbiamo l’obbligo di testimoniare, ma il peso della lotta per la legalità passerà tutto sulle vostre spalle”.Anche il procuratore Grasso ha ricordato tanti episodi di quando nel maxi processo era giudice a latere, o di quando incontrò , libero, uno degli oltre 470 imputati di cui doveva scrivere le motivazioni della sentenza di condanna. “Mi sentiii scoraggiato - dice oggi - ma davanti a me c’erano due scelte, dire chi me lo fa fare, e fare ciò che dovevo. Ho scelto la seconda stradà”. Mentre la Gelmini ha invitato a non sottovalutare anche le piccole illegalità come ad esempio ‘le raccomandazioni’’, che, ha detto ‘sminuiscono il merito’’, Corticelli ha raccontato la vicenda della sua azienda mettendo in guardia dai facili entusiasmi: ‘Non tutti coloro che denunciano il racket poi lo fanno davvero - ha detto - ma va anche sottolineato che lo Stato talvolta fa sul serio: nel mio caso, i tempi di arresti e processi sono stato brevi.

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“Falcone-Gelimini”

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un nostro dovere farlo’’. Lo afferma Mariastella Gelmini, ministro dell’ Istruzione, commemorando il 17mo annibersario della strage di Capaci. Gelmini, prima volta per un ministro, e’ arrivata a Palermo da Napoli con la ‘Nave della Legalita’’ piena di studenti arrivati da tutt’Italia per ricordare l’uccisione del giudice Giovanni Falcone.Gelmini, quindi, invita a non aver paura di parlare a scuola di mafia e di criminalita’ perche’ ‘’una coscienza condivisa e’ fondamentale per diffondere la cultura della legalita’ nel Paese’’ ed ha ricordato la sua decisione di ‘’introdurre nelle scuole la materia di educazione alla cittadinanza’’ ed anche la proposta di lanciare un ‘’concorso sulla legalita’ in tutte le scuole’’

nata di memoria e impegno nel nome di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, ma anche di Paolo Borsellino, Rocco di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro e di tutti quelli che nell’esercizio del loro dovere hanno perso la vita per mano di Cosa Nostra. Tutti insieme sui pulman delle forze dell’ordine hanno raggiunto i Villaggi della Legalita’ organizzati dalle scuole nei quartieri di Palermo considerati più degradati: Piazza Magione, Borgo Nuovo, Brancaccio, Zen. Alle 15.30 hanno avuto inizio i due tradizionali cortei, uno da via d’Amelio e l’altro dal carcere Ucciardone; entrambi sono confluiti in via Notabartolo sotto l’albero dedicato a Falcone . Molti tra i partecipanti non erano ancora nati quando 500 kg di tritolo fecero saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, la moglie e la sua scorta quel 23 maggio diciassette anni fa. Altri c’erano ma erano molto piccoli . Il corteo è sfilato per via Duca Della Verdura

per raggiungere l’albero di Falcone, dove è confluito anche l’altro corteo, che ha preso le mosse da via D’Amelio, luogo dell’omicidio di Paolo Borsellino. In testa al corteo il gonfalone della Città di Palermo, e dietro un gruppo di studenti aquilani e i tanti striscioni degli scout d’europa realizzati dalle scolaresche a piazza Magione . Dopo la commemorazione delle 17.58, ora della strage, la giornata è terminata per tutti loro in musica, con la colonna sonora e’ ancora una volta “Pensa” di Fabrizio Moro e i “Cento passi” dei Modena City Ramblers (con un brano dedicato alla memoria dei due giudici) e alle 21.00 è continuata con altri artisti in piazza Magione.

I GARIBALDINI DELLA LEGALITÀ

erano presenti, tra gli altri, anche il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, quello dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Il lungo giorno della memoria nasce dunque sotto il segno degli studenti. Sono state premiate le scuole che si sono distinte nei percorsi di legalità e per questo fa male sapere che la mafia affascina ancora i più giovani. Alcune settimane fa l’Associazione Mafia contro ha, infatti, pubblicato, sottotraccia, i risultati di un questionario diffuso presso quasi 2000 studenti di età compresa tra 13 e 20 anni (in prevalenza palermitani, ma non mancano trapanesi, catanesi, napoletani e persino di Varese). Per il 24% degli studenti la mafia è una risorsa o una tradizione. Soltanto uno studente su due crede che Cosa Nostra sia un danno per l’intera società. E uno su due affronta “poco o mai” con gli amici il tema della criminalità organizzata. Nel giorno del ricordo dei due giudici fatti saltare per aria – Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo – la cosa che più fa male è scoprire che il 22% degli studenti intervistati ritiene che Gaetano Costa e Rocco Chinnici , magistrati uccisi dalle cosche nel 1980 e nel 1983, fossero capimafia. “E’ un pugno nello stomaco apprenderlo”, ha detto Maria Falcone, a capo della Fondazione intitolata a suo fratello e alla moglie, che come ogni anno premia con 10 borse di studio i laureati che si sono distinti con tesi sulla legalità. “Evidentemente ci sono molti insegnanti che danno tante cose per scontate e invece bisogna sempre ricordarsi che la storia delle vittime di mafia è costellata di centinaia di vittime”. La nave della legalità riaccompagnerà gli studenti a casa e sarà importante che le insegnanti, in ogni parte d’Italia, si ricordino di far ripassare alle classi, presenti e future, la storia contemporanea.


Aula bunker

la coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto”, sottolineando che questa “può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri co-

IL PRESIDENTE Ad ascoltare le parole di Napolitano, circa 1.500 studenti provenienti da tutta Italia: guidati dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, sono arrivati a Palermo a bordo della nave della legalità. A aprire le commemorazioni è stata Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente della Fondazione che organizza da anni le manifestazione per gli anniversari dell’eccidio di Capaci e via D’Amelio.

giovani che affollano l’aula bunker”. E di speranza sono anche le parole dei ministri: Gelmini commossa per l’energia e la partecipazione degli studenti e Alfano e Maroni, insieme per ricordare i tanti successi dello Stato

stituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli”. Un richiamo al quale si associa il presi-

nio Manganelli, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo e il sindaco di Palermo, Diego Cammarata.

UN MINUTO DI SILENZIO

PALERMO - Le gabbie in cui, più di 20 anni fa, apparvero, per la prima volta tutti insieme in un’aula di giustizia, i capi di Cosa nostra, oggi sono coperte da disegni. Nel giorno del diciassettesimo anniversario della strage di Capaci, a cui ha partecipato anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano, il bunker del carcere Ucciardone, teatro dello storico maxiprocesso alle cosche, è un mare di colori: il bianco e il celeste delle magliette di oltre 1400 studenti giunti in nave a Palermo da tutta Italia per “ricordare il sacrificio del giudice Giovanni Falcone”; il rosso, il giallo, il verde e il blu degli striscioni che “gridano” la volontà delle nuove generazioni di “riprendersi il futuro”. L’atmosfera plumbea che si respirava nel bunker in cui sfilarono 475

DAVANTI ALBERO DI FALCONE Un minuto di silenzio per ricordare l’ora esatta, le 17.58, in cui il tritolo di Cosa nostra spazzo’ via a Capaci (Palermo) le vite del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta. Ad annunciare il silenzio il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, che insieme ad alcuni ragazzi

Inizia con la voce rotta dall’emozione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il suo ricordo di Giovanni Falcone nell’aula bunker dell’Ucciardone a Palermo. A 17 anni dalla strage di Capaci (in cui persero la vita il giudice antimafia, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro), Napolitano sottolinea che «mai come in queste occasioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita». Commemorando Falcone, il capo dello Stato, che ha anche incontrato i familiari delle vittime di mafia, ha detto che nella lotta alla mafia conta «la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto», e ha sottolineato che essa «può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli».

uomini d’onore è storia passata. E, dai banchi che ospitarono gli avvocati, si levano oggi i cori e i canti degli studenti. Il presidente della Repubblica è accolto da un fortissimo applauso. Commosso, tiene per mano due bambini, mentre le note dell’inno di Mameli aprono il dibattito organizzato nel “giorno della memoria”.

Sullo scranno che ospitò la corte d’assise, che nel 1987 inflisse decine di ergastoli ai capi di Cosa Nostra, oggi siedono il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, i ministri dell’Interno Roberto Maroni, della Giustizia Angelino Alfano e dell’Istruzione Mariastella Gelmini, “sbarcata” a Palermo con la nave della legalità. Accanto a loro, un magistrato che del maxi fu protagonista: Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia che, allora giovane giudice, scrisse lo storico verdetto. Apre il dibattito Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato a Capaci che legge un “messaggio di speranza nella presenza dei tanti

se gue dalla prima pa gina segue pagina

” raccogliere i frutti del loro impegno” convivenza civile, della difesa dello Stato democratico”, ha detto Giorgio Napolitano nell’aula bunker di Palermo dove ha affermato che nel loro ricordo “più che mai tutta la nazione si unisce e l’Italia attorno a queste immagini, simboli, memorie pensa di essere una grande nazione unita”.La commozione è cresciuta sull’onda dei ricordi, della rievocazione delle immagini e delle opere dei due magistrati antimafia: anche il Capo dello Stato ha partecipato all’emozione collettiva e ha ricordato che quel 1992, con le due stragi a distanza di due mesi, l’Italia visse “un momento terribile, tutti noi sentimmo scricchiolare le istituzioni repubblicane sotto l’attacco diretto e spietato della mafia”. Falcone e Borsellino furono per lo Stato “servitori eccezionali per lealtà e professionalità, coraggiosi e sapienti combattenti per la legalità e la difesa della libertà e dei diritti dei cittadini, restano grandi esempi morali”. Bisogna con-

Una cor ona per le vittime di maf ia corona mafia Prima della commemorazione nell’aula bunker dell’Ucciardone, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha reso omaggio alle vittime dell’attentato di Capaci. Il Capo dello Stato si è recato alla caserma Lungaro della polizia, a Palermo, e dopo avere deposto una corona di fiori ha incontrato i familiari di alcune delle vittime della mafia. Erano presenti il presidente del Senato, Renato Schifani, e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Alla cerimonia hanno partecipato anche, tra gli altri, il capo della polizia, Anto-

dente del Senato Renato Schifani, che sul luogo dell’eccidio definisce la mafia “un male assoluto che va

nella lotta ai clan. “Lo Stato c’é e si fa sentire”, dice Maroni che ha scelto di portare con sé a Palermo il figlio di 11 anni “perché vedesse i segni della tragedia della mafia”. Un intervento, il suo, teso a ricordare i successi delle forze dell’ordine nel contrasto a Cosa nostra, fitto di dati: dall’impennata nei sequestri dei beni, nel 2008 triplicati rispetto all’anno precedente, alle decine di operazioni di polizia e agli arresti di pericolosi latitanti. Sulla stessa scia il Guardasigilli che annuncia un “carcere duro ancor più duro” e ricorda i 440 milioni ricavati dai sequestri di beni confluiti nel fondo unico per la giustizia. “Useremo i loro soldi per sconfiggerli”, promette. Quando parla Napolitano gli studenti ascoltano in silenzio. Più volte nel ricordare il sacrificio dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, “eroi di legalità”, il capo dello Stato ha la voce rotta dall’emozione. E commosso ascolta la poesia di tre bambini che sognano una “scuola senza finestre, aper-

della consulta degli studenti ha recitato alcuni brani tratti dalla “ballata dei bambini morti di mafia” di Violante. Il minuto di raccoglimento in cui si sono raccolte le migliaia di persone presenti in via Notarbartolo davanti l’albero Falcone e’ arrivato dopo alcuni momenti di ilarita’ con i comici Ficarra e Picone

“Insieme per non dimenticare”

isolato, debellato e sconfitto”. Dall’aula bunker, nel pomeriggio la scena si sposta sotto l’albero Falcone, assurto ormai a simbolo della reazione della società civile alla prepotenza mafiosa. Migliaia di giovani, partiti dall’Ucciardone e da via D’Amelio, tetaro della strage in cui venne assassinato Paolo Borsellino, si riuniscono davanti a quella che fu la casa del giudice ucciso. Per tutto il percorso che li separa dalla tappa finale della giornata della memoria, cantano, ballano, gridano il loro no alla mafia sulle note de “I cento passi”, la canzone che il gruppo rock Modena City Rambles ha dedicato a Peppino Impastato, giovane che, dalle frequenze della sua radio, denunciava gli interessi del boss di Cinisi Tano Badalamenti. Sul palco, allestito sotto l’albero, oltre a Grasso - che annuncia il varo l’anno prossimo di due navi intitolate a Falcone e Borsellino - e agli studenti, anche i comici Ficarra e Picone che leggono un loro testo di 4 anni fa. “Io non la voglio lasciare questa Sicilia - recita il pezzo - Voglio rimanere perché voglio vincere”.

ta sul mondo”. “Mai come in momenti come questo, uniti nel ricordo incancellabile di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle altre vittime della mafia sentiamo di essere una nazione”, dice ai ragazzi. E ricorda che nella lotta a Cosa nostra conta “la crescita deltinuare a ricordarli e insieme si devono “raccogliere i frutti del loro impegno”. Quei frutti, ha aggiunto, “restano preziosi”. Proprio in questa aula, ha aggiunto, si celebrò lo storico maxiprocesso che ha cambiato la condizione della Sicilia, ha segnato “una svolta decisiva nella lotta contro la mafia, insieme ai provvedimenti di legge che seguirono” e dei quali lo stesso Falcone fu “il principale ispiratore”. Si tratta, ha ricordato, della legge sui pentiti, delle nuove norme processuali e per il carcere duro, l’istituzione della direzione investigativa antimafia e della procura nazionale antimafia. Di quest’ultima e di Pietro Grasso che la guida, Napolitano ha fatto una difesa e un elogio senza sfumature. Quelle norme antimafia restano fondamentali ma vanno aggiornate e affiancate da altre per seguire l’evoluzione continua e le mutazioni della mafia, ha detto il Capo dello Stato apprezzando il lavoro che stanno facendo i ministri Alfano e Maroni e il Parlamento in particolare per le misure di prevenzione personale e patrimoniale. Lo Stato, le forze dell’ordine, la magistratura devono continuare ad impegnarsi, ma c’é anche “un altro versante fondamentale della lotta contro la mafia, quello della mobilitazione collettiva della so-

cietà civile, per trasmettere e diffondere la memoria storica e alimentare la cultura della legalità, per affermare l’imperativo del ‘resistere e reagire alle pressioni e intimidazioni della mafia’”. L’impegno della società civile può essere “determinante” per una maggiore partecipazione democratica. Per questo però occorre anche puntare sulla “qualità della politica, sul prestigio delle istituzioni democratiche, sull’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”. E’ necessaria la crescita della coscienza civica e della fiducia nello Stato di diritto, “che può rafforzarsi solo in un clima di rispetto, in ogni circostanza, degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli, come conta pure ogni intervento capace di incidere sul divario nord-sud e di aumentare l’occupazione qualificata”. Napolitano ha chiuso raccogliendo le espressioni di speranza di Maria Falcone. E’ vero, ha detto, che “vediamo di anno in anno crescere la speranza, smuoversi le coscienze, formarsi i giovani del sud e del nord al culto della libertà e della legalità”. Per sconfiggere la mafia l’Italia si affida all’impegno delle forze dell’ordine e a queste coscienze più mature. 3

Sotto questo slogan dello striscione di apertura e’ partito dall’aula bunker dell’Ucciardone il corteo dei 1.400 studenti della “Nave della legalita’” affiancati da migliaio ragazzi di Palermo, per ricordare la strage di Capaci e

dire ancora una volta no alla mafia. I giovani hanno sfilato su via Duca della Verdura per raggiungere l’albero Falcone, dove è confluito anche l’altro corteo, che ha preso le mosse da via d’Amelio, luogo dell’omicidio di Paolo Borsellino. In testa al corteo il gonfalone della citta’ di Palermo, e dietro un gruppo di studenti aquilani quindi i tanti striscioni degli scout d’europa realizzati dalle scolaresche a piazza Maggione. La colonna sonora e’ ancora una volta “Pensa” di Fabrizio Moro e i “Cento passi” dei Modena City Ramblers.


A Palermo un 23 maggio di festa, nel ricordo di Falcone

1 tsuami di legalità APPRODA

A

PALERMO

LA NAVE DELLA LEGALITÀ: RAGAZZI DA TUTT’ITALIA INSIEME PER

RICORDARE LE VITTIME DELLA VIOLENZA MAFIOSA.

LA MESSA, I CORTEI FESTOSI E I CONCERTI

“Vigilanza democratica” AOSTA-PALERMO IN BICI sconfitta della mafia’ e ‘Giovani imprese di legalita’ ‘. Alla tavola rotonda ‘Legalita’, impresa e sviluppo’, oltre a Yunus e Marcegaglia, sono interenuti poi il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, Francesco Messineo, procuratore di Palermo, Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria

PRESENTI ALLA MANIFESTAZIONE I CICLISTI TEDOFORI DEL MEMORIAL DAY 2008 CHE DOPO AVER ATTRAVERSATO L’ITALIA IN BICI SI SONO IMBARCATI A NAPOLI SULLA “NAVE DELLA LEGALITÀ”.

E’ partita da Napoli per giungere a Palermo in mattina: e’ la ‘Nave della Legalita” che anche quest’anno ha portato nel ca-

poluogo siciliano migliaia di studenti che hanno deciso di ‘non dimenticare’ il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e della sua scorta, uccisi dalla mafia nello stesso giorno di 17 anni fa. Quest’anno, tra i temi che hanno caratterizzato le cerimonie di commemo-

Sicilia e Antonello Montante, delegato di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio. Ai ragazzi sono state consegnate borse di studio “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino’ Dalle 9.30 alle 14.00 le attivita’ dei Villaggi della Legalita’ organizzati dalle scuole nei quartieri di Palermo considerati piu’ degradati: Kalsa, Borgo Nuovo, Brancaccio, Zen. Infine, nel pomeriggio, i due tradizionali cortei: quello della Memoria da Via D’Amelio verso l’Albero Falcone e quello ‘Insieme per non dimenticare’, dall’aula bunker verso l’Albero Falcone.

ar e” Cotticello: “ce la potete ffar are”

razione, c’e’ stato anche quello dell”Impresa e dello sviluppo’ particolarmente sentito in territori dove spesso creare un’azienda, fare l’imprenditore, avviare un’attivita’ commerciale sono vere e proprie sfide alla criminalita’ organizzata. Il programma della giornata - che quest’anno ha visto anche la partecipazione del capo dello Stato Giorgio Napolitano - e’ stato molto fitto, ma non sono mancate le occasioni di incontri tra gli studenti provenienti da tutta Italia e i protagonisti della lotta alle mafie, come il procuratore nazionale Pietro Grasso, quello di Palermo Francesco Messineo e il pre-

E’ attraccata nel porto di Palermo la ‘Nave della legalita’’ partita ieri sera da Napoli. A bordo 1400 studenti provenienti da tutta Italia accompagnati

Quattro ciclisti-tedofori, tutti poliziotti in servizio alla Questura di Aosta, sono partiti a mezzogiorno da Aosta con destinazione Sicilia: porteranno la ‘fiaccola della memoria’ a Palermo nell’ambito delle iniziative del Memorial Day, organizzato ‘’per non dimenticare tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalita’’’. I quattro ciclisti - Giuseppe Giovinazzo, Maurizio Ferrero, Carlo Casteller e Paolo Pramotton (nellafoto)- sono arrivati a Napoli da dove si sono imbarcati sulla nave della legalita’. Sono arrivati nel capoluogo siciliano il 23 maggio, giorno in cui cade il 17/o anniversario della strage di Capaci. Assieme a loro sulla nave c’era anche la III A OT dell’Isip di Aosta che con un video contro la mafia ha vinto il progetto ‘Percorso alla legalita’’. E’ invece sfumata l’idea di celebrare l’evento con la scalata del

Monte Bianco: sette alpinisti-poliziotti, quattro italiani e tre francesi, domenica mattina hanno tentato l’ascensione del M o n t e Bianco. A causa del maltempo sono potuti arrivare solo a 3 . 8 0 0 metri, sopra l’Aiguille du M i d i , dove hanno acceso la fiaccola, che ora e’ in viaggio verso Palermo.Tre intense giornate in cui tutti i partecipanti saranno coinvolti in attività, dibattiti, proiezioni di film (tra cui “Fortapàsc di Dino Risi) conferenze, spettacoli musicali strettamente connessi alla lotta contro la criminalità ed il ricordo delle vittime di mafie. Oltre al pernottamento in nave, SNAV ha previsto attività di svago e servizi di ristorazione dedicati esclusivamente ai ragazzi e ai loro accompagnatori.

sottostare mai alle intimidazioni e a difendere la propria dignita’. Fernanda Contri ha ricordato Giovanni Falcone, con alcuni toccanti episodi e ha concluso: “Voi che siete giovani potete combattere. Il peso del futuro della societa’ e sulle vostre spalle. Coraggio ragazzi, ce la potete fare”. Il ministro Gelmini ha risposto in parti-

la societa’ e sulla vita di ognuno di noi. Dalla nave gli studenti sono usciti gia’ organizzati in corteo dietro una serie

colare alla domanda di uno studente sulle raccomandazioni, sottolineando cone, che ha organizzato il viaggio, dal ministro dell’Istruzione Maria Stel-

divisi in due gruppi: uno si è diretto verso l’aula bunker dell’Ucciardone dove è stata fatta una ricostruzione del maxiprocesso mentre il secondo è stato smistato nelle varie piazze palermitane. Alle 15.,30 hanno avuto inizio due cortei, uno da via

altri soltanto un giorno ma con la te-

che sono un fatto negativo da contrastare richiamando spesso il valore

la Gelmini e dal procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso. Ieri sera dopo la cena consumata in mensa dal ministro con alcuni studenti delle consulte, si e’ tenuto un dibattito a cui ha

sta in alto”. Lo striscione e’ tenuto da sei giovani, dal ministro Gelmini e dal

bunker è intervenuto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il ministro di Giustizia, Angelino Alfano, Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace, Emma Marcegaglia Presidente di Confindustria. Dopo l’Inno Contro il Racket di Addio Pizzo, ci stata la premiazione delle scuole vincitrici dei concorsi nazionali: ‘Il giorno dopo la

loncini colorati si sono levati al cielo al suono, quando il portellone destro della nave si è aperto e i ragazzi sono scesi, regione per regione, avvolti nel calore degli applausi dei ragazzi di palermo. I giovani sono stati

dai responsabili della Fondazione Faldi striscioni. In testa quello della scuola elementare Marconi di Venturina che recita “esistono uomini che vivono cento anni con la testa chinata,

sidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, che piu’ volte si e’ fatto portavoce della necessita’ di avviare un processo di riscossa degli imprenditori contro la mafia. Subito dopo l’arrivo della nave della Snav in porto, appuntamento nell’aula bunker dell’Ucciardone dove il Presidente Napolitano ha portato il suo saluto insieme con la Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Maria Falcone. Gia’ qui è stato possibile ascoltare la voce degli studenti che hanno partecipato al percorso della Fondazione. Sempre in aula

Noi siamo il futuro Alcuni di loro non erano ancora nati quando 500 kg di tritolo fecero saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, la moglie e la sua scorta quel 23 maggio di sedici anni fa. Altri c’erano ma erano molto piccoli. “Falcone e Borsellino sono morti perchè lottavano per un futuro migliore: il nostro”. Così recitava al porto di Palermo uno dei tanti striscioni colorati che i ragazzi palermitani avevano preparato, insieme a musica e poesie, per accogliere gli oltre mille ragazzi arrivati in Sicilia a bordo della “nave della legalità”, sulla quale aveva viaggiato anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Sono tutti ragazzi/e fra i 12 e i 16 anni ma sanno bene quanto queste morti siano state il prezzo altissimo pagato dalla società civile, dallo Stato, per difendere dalle mafie il loro futuro che è il presente di oggi. Cantano, urlano in coro e applaudo in segno di gemellaggio e reciproca stima i loro coetanei che poco dopo le 8 del mattino avevano cominciato a scendere dalla grande nave, dopo una traversata di nove ore da Napoli a Palermo, per questa giornata di memoria e impegno nel nome di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, ma anche di Paolo Borsellino, Rocco di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro e di tutti quelli che nell’esercizio del loro dovere hanno perso la vita per mano di Cosa nostra.Innumerevoli pal-

della legalita’ e l’importanza del ruolo della scuola. Infine Grasso ha riferito la sua esperienza di magistrato accanto a Falcone e a Borsellino e ha fatto notare ai ragazzi come la mafia non sia solo un fatto criminale ma un fenomeno che incide sull’economia e

partecipato anche Vincenzo Cotticello, l’imprenditore siciliano che si e’ ribellato al pizzo; ha raccontato la sua vicenda e ha invitato i ragazzi a non 4

procuratore Grasso.

d’Amelio e l’altro dal carcere Ucciardone; entrambi poi sono confluiti in via Notabartolo sotto l’albero dedicato a Falcone. Dopo la commemorazione delle 17.58, ora della strage, la giornata terminerà con il rientro sulla nave. Venerdì nel luogo della strage, invece, alle 23 allo svincolo di Capaci dove ha sede la stele che la ricorda, si è svolta una messa celebrata, fra gli altri anche da Don Ciotti a conclusione di una giornata in cui gli agenti del “Quarto Savona Quindici”, il gruppo scorta d Falcone, sempre sul luogo della strage avevano incontrato molti ragazzi con i quali hanno parlato, si sono commossi, raccontando aneddoti di quei giorni e le sensazioni che li accompagnano ancora oggi . Vito, Rocco e Antonio, come sottolinea Tina Montinaro, moglie di Antonio, “erano uomini normali. Non chiamateli eroi, erano uomini come tutti noi, con affetti e famglie. Mio marito era una persona normale”.


IL FASCINO DI UN VIAGGIO SPECIALE

si imbarca sulla nave della legalità

Gli Alunni delle Classi VB e VC di Ginestra (Circolo Didattico di San Giorgio del Sannio)

di Cinzia Randon della giustizia Alfano, dell’istruzione M. S. Gelmini e il Invitati dal Ministero, 14 ragazzi presidente di Confindustria Marcigaglia. Commovenche fanno parte del coro multiette l’intervento del presidente Napolitano per i maginico di Istituto “ In... canto dal strati simbolo della lotta antimafia definiti eroi “di legamondo”, la loro direttrice prof. lità”, convivenza civile e difesa dello stato. Altri gruppi Cinzia Randon, il docente Michedi studenti si sono ritrovati in altre 4 piazze di Palermo le Mastrotto e il Preside Lorenzo chiamate “villaggi della legalità”. Gli studenti di LoniQuaglio sabato 23 maggio hango si sono ritrovati al Brancaccio. Dopo il pranzo, da no sfilato in corteo a Palermo per vari punti, sono partiti i cortei “della memoria” con lo commemorare la strage di Caslogan “insieme per non dimenticare”: slogan, suoni, paci e proclamare la lotta a qualsiasi forma di mafia. danze e animazioni La partenza è avvenuta hanno accompagnato alle ore 5,30 dal piazzai 2 km percorsi lungo il le della scuola media. Arcentro di Palermo a cui rivati a Napoli alle ore hanno dato il forte e vi16.30 la comitiva è salivace contributo gli ta sulla nave alunni del coro multiet“Toscana”con meta Panico “In...Canto dal lermo. Alle ore 17.00 la mondo” dell’Istituto Ricerimonia di saluto da dolfi suscitando anche parte delle autorità tra cui l’interesse e la parteciil ministro Gelmini ed il pazione degli abitanti procuratore generale andel luogo. Il corteo è timafia Pietro Grasso anquindi confluito all’ “Alch’essi imbarcatisi sulla bero Falcone” dove nave a Napoli con altri sono intervenuti vari te1500 studenti provenienti stimoni della lotta alla mafia con ricordi di G. Falcone, dalle varie scuole d’Italia. Nelle varie multisale, dopo preceduti dagli interventi dei noti Ficarra e la cena, i naviganti hanno assistito a una puntata spePicone.Emozionante è stato il silenzio commemoraticiale di Mixer dedicata a Giovanni Falcone a cui è vo del 17° anno della strage suonato dalla polizia di seguita una tavola rotonda sul tema della lotta alla Stato alle ore 17.58 ( ora della strage) cui è seguito il mafia. All’arrivo a Palermo, la nave è stata accolta commosso raccoglimento di tutti i partecipanti.Al terdalle autorità e dalle scuole palermitane con canzoni mine della manifestazione in piazza i partecipanti si e danze. Quindi un gruppo di docenti si è recato nelsono reimbarcati per il ritorno a Napoli ricchi di una l’aula Bunker del carcere Ucciardone dove si è tenuta forte esperienza dall’alto valore educativo e simbolila cerimonia ufficiale con l’intervento del Capo dello co. Stato G. Napolitano, il ministro degli interni R. Maroni,

Entusiasmo,gioia, curiosità,orgoglio: ecco ciò che abbiamo provato e vissuto, grazie al nostro Giornalino che ci ha permesso di vincere il concorso e di partecipare al fantastico viaggio sulla Nave della Legalità. Quel giorno, il 22 maggio 2009, davanti alla scuola ci aspettava un pulmino; eravamo 6 alunni e 2 insegnanti. Un pugno di chilometri in autostrada ed eccoci nel porto di Napoli. La nave della legalità troneggiava in bella vista e in un attimo ci lasciammo inghiottire dalla immensità dei suoi spazi. Eravamo i più piccoli fra i 1500 studenti partecipanti. L’avventura per noi era cominciata:”Tutti insieme per non dimenticare”. Fummo travolti da mille emozioni:il contatto diretto e prolungato con le nostre maestre, le piccole Cose da gestire in autonomia , un

IL LICEO “G.PEANO” AMBASCIATORI DELLA LEGALITA’ di Gianluca Cavallo , rappresentante degli studenti Liceo Scientifico “ G.Peano” Cuneo “Nella primavera del 1992 io nascevo e non fui certo né il primo né l’unico ad affacciarmi alla vita con la speranza che il mondo prima o poi diventasse più giusto. Nella stessa primavera si concluse l’esistenza di Falcone e dopo poco quella di Borsellino e, ahimè, non furono certo né i primi né gli unici che diedero la vita per una causa giusta. Oggi sono trascorsi diciassette anni e riesco ad ammirare il sacrificio che certuni hanno pagato come dazio alla frontiera della legalità, affinché tutti aprissero gli occhi e denunciassero pubblicamente la corruzione e la violenza di un sistema profondamente sbagliato. Sono trascorsi diciassette anni e forse riesco a intuire il senso della storia che è disposta a lasciare che i suoi paladini, i più onorevoli, muoiano ammazzati dopo essere stati isolati, calunniati denigrati e stigmatizzati in quanto avevano dato voce a verità scomode senza paura, senza inchini, senza servilismi, affinché tutti abbiano a risollevare la testa con fierezza per aver condiviso con loro anche solo la cittadinanza. Sono trascorsi diciassette anni e Falcone e Borsellino sono oggi celebrati da eroi, da servitori dello stato, da partigiani di valori indiscussi e indiscutibili. Essi sono assurti a simbolo della dignità di tutti gli uomini che amano la giustizia e che non ammettono venga calpestata da poteri occulti che si nutrono di omertà” A tale riflessione sono inevitabilmente trasportato dalle travolgenti parole che come un getto d’acqua si infrangono su di noi in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone che si celebra qui, questa mattina, nell’aula bunker. Furono diciassette anni fa esatti che cinquecento chili di tritolo posero fine alla sua corsa. Ed ora, in quest’aula, ho di fronte coloro che prontamente raccolsero il testimone che Giovanni teneva in mano, siedo di fronte a coloro che in questo momento lo stringono con forza, e non ripetendo lo stesso errore, li saluto già adesso da eroi. Qui nell’aula bunker,infatti, si ascoltano le loro parole. Ed è necessario lasciarsi trasportare, guidare, spingere e afferrare da esse. Ti devi liberare di tutto, altrimenti, non sei abbastanza leggero. Infatti solo dopo esserti sgravato di ogni presunzione, verso un supplemento di umiltà e modestia, sarai realmente disposto per sentire ciò che si dirà, cosicché tu possa rimanere ammirato e meravigliato secondo il giusto e doveroso tributo che si meritano le loro gesta. Io, assieme a tutti i presenti, ho tentato di farlo, tutti sembrano averne colto l’esigenza. A poco a poco abbiamo allentato la presa che stringevamo su noi stessi e, infine, l’abbiamo sciolta del tutto, lasciando che le parole ci portassero via. Essi hanno utilizzato le loro, le parole della loro storia, una storia non comune, scritta da gente comune. Non comuni, infatti, le loro parole ci hanno guidato verso un’accorata, comune emozione, attuando un incanto che a questo punto è compiuto. L’aula diventa un unico cuore pulsante, ed è quel cuore libero, candido e puro, amante di giustizia

e nemico dei soprusi che batte nel petto dei giusti; che batte nel petto degli Eroi. I sentimenti altruistici e liberali che si sono accesi e che divampano ora, in ognuno di noi è auspicabile che non scemino quando cessano queste parole, che non si estinguano salutandoci alla fine, che non sbiadiscano col sole del giorno dopo. Questo è quello che sperano i nostri relatori, ciò che loro si augurano di essere riusciti a costruire. Il motivo per cui essi sono venuti oggi. Nel momento in cui decidi di partecipare all’evento che si celebra in aula bunker la mattina del ventitre, è come se pattuissi una promessa a cui poi sei tenuto a tener fede. Firmi con esso il contratto che ti vincolerà per sempre ad onorare con impegno e coerenza ciò che tu nell’aula, tramite battiti di mani e voci d’approvazione corali, il tutto, magari, accompagnato da quell’enfatico e teatrale movimento “in su e in giù” del capo, avrai acclamato quale valore unico e universale. Nell’attimo in cui infilerai la strada per il carcere Lucciardone avrai, dovrai avere maturato tale disposizione d’animo. Dovrai, almeno per una mattina, nutrire la convinzione di esser riuscito ad appagare ciò che, ormai, era divenuto un eterno atto di presunzione che si riprometteva di vincere contro la fiera dell’ipocrisia, coinquilina dell’uomo dalla notte dei tempi. E solo se la belva la senti domata e prona accingiti ad entrare! Poiché dentro udirai le parole di chi quel giorno colmo di fiducia e di convinzione, spinto da una celata speranza, sarà uscito allo scoperto per spiare il tuo sguardo, aspettandosi di guardare negli occhi di un agnello e non in quelli di un lupo! In quest’aula di tribunale, oggi, si alternano a parlare il procuratore Piero Grasso, giudice alatere in questa stessa aula durante il maxiprocesso, ed ora presidente nazionale della commissione antimafia, il procuratore della repubblica di Palermo e la più che rappresentativa figura di Maria Falcone. Seguono poi gli interventi di chi oggi si è unito a loro nella battaglia contro la mafia. Si intercalano nel tempo rimasto i rappresentanti del governo ad esporre ciò che di buono è stato fatto a sostegno della causa. Quest’anno sono stati il ministro degli interni Roberto Maroni, il ministro della giustizia Angelino Alfano e il ministro dell’istruzione Maria stella Gelmini che si definisce entusiasta dei progetti in atto volti all’educazione dei giovani alla legalità. Soprattutto per i ragazzi che vivono in zone in cui è il degrado sociale a fargli da casa natale dove, dice, una mirata educazione sarebbe colpire alla radice quegli ambienti dove dilagano valori opposti. Arriva addirittura la profonda comprensione e solidarietà di due premi nobel come la Williams e Rehamain che tutta la vita hanno combattuto per un mondo più onesto. In ultimo c’è stato il discorso di Giorgio Napolitano il quale, essendo il presidente, porta nel cuore il pianto dell’intera nazione, insorgon sul ciglio suo, lacrime che sono lo sfogo del silente lamento che il nostro paese non riesce più a trattenere, i suoi occhi umidi si velan d’un luccichio e la sua voce è rotta, è l’espressione orgogliosa della patria che rende omaggio a Falcone e Borsellino, è il cuore gonfio dell’Italia che dispera la perdita di due figli, tra quelli che di più ricambiarono il suo amore.

mondo tutto nuovo da scoprire e nuove sensazioni da vivere. Il tempo non bastava ,le iniziative si susseguivano numerose: il discorso della Gelmini ,la sua presenza in mezzo a noi, i discorsi ufficiali ,densi di significati e carichi di messaggi, pronunciati da personaggi illustri. E poi quel lungo corteo per le strade di Palermo ,quegli slogan ritmati,gridati a squarciagola: “PALERMO È NOSTRA E NON DI COSA N OSTRA!” “L EZIONE DI

VITA,

LEZIONE DI CORAGGIO,QUESTO 23 MAGGIO!” “GIOVANNI FALCONE CE L’HA INSEGNATO, LA MAFIA SI VINCE SOLO CON LO STATO! “ Andavamo commossi sotto il sole che scottava ,tra la folla che ci faceva mancare il respiro, finchè non giungemmo davanti all’abitazione di G.Falcone:che emozione! Lì tutto sembrava ci parlasse di lui, del suo coraggio, della sua determinazione. Eravamo esausti, accaldati, affaticati per il lungo È PER NOI IL

cammino,ma consapevoli di vivere un’ Esperienza unica, di cui ci saremmo vantati per sempre.I nostri telefonini squillavano continuamente:erano i nostri genitori che ci stavano guardando In diretta e anche loro vivevano le nostre emozioni. Infine, il rientro nel nostro paese, l’accoglienza calorosa e commossa dei nostri parenti:ci applaudivano come se fossimo stati degli eroi, ci abbracciavano, qualche mamma piangeva. Non indossavamo più le magliette che ci avevano dato sulla nave, ma avevamo imparato a memoria la frase scritta su di esse:”E’ tempo di andare avanti non più confidando sull’ impegno straordinario di pochi, ma con l’impegno ordinario di tutti!” Anche se siamo piccoli, siamo consapevoli che la sconfitta della mafia sarebbe una delle più grandi conquiste della società;perciò dobbiamo impegnarci tutti,fin da ora, a vivere la legalità e la giustizia, attraverso le nostre azioni quotidiane, tra i banchi di scuola, a casa, ai giardini pubblici, per strada…Fin da ora dobbiamo avere il coraggio di affermare la legalità e i valori di fronte a chi prova a negarli;il coraggio di dire no anche quando dire no costa sacrificio e sofferenza!

LICEO Socio Psico Pedagogico Paritario “San Giovanni Battista” Via San Martino, 143 - 63039 San Benedetto del Tronto AP Tel/fax 0735-583706 e-mail istitutosgbattista@tin.it

Anno scolastico 2008-2009

Palermo, 23 maggio 2009 – A volte un viaggio d’istruzione non riesce a coinvolgere i ragazzi che vi prendono parte; a volte, nonostante i propositi degli insegnanti, una “gita” si rivela soltanto un’occasione di svago e di interruzione della monotona routine scolastica; a volte, invece, si riesce inaspettatamente a creare quell’interesse che riesce a lasciare qualcosa di duraturo che arricchisce il bagaglio di esperienze di un ragazzo. È questo il caso del viaggio-premio che ci ha portato a riflettere sulla vicenda e, di conseguenza, sulle idee dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi vittime della furia omicida mafiosa. Il programma della manifestazione ci ha portati innanzitutto a Piazza Magione; lì si è svolto un piccolo concerto di alcune scolaresche autoctone. Alla fine di questo momento musicale è salito sul palco il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha espresso il suo compiacimento per l’alto numero di studenti presenti. Nel pomeriggio ci siamo recate presso l’Aula Bunker, punto di partenza del corteo che si sarebbe poi snodato per le strade della città. Già questa prima parte di giornata è stata per noi tutte davvero emozionante; il fatto di essere proprio lì a far sentire la voce di studenti provenienti da tutta Italia che gridavano slogan come “Palermo è nostra e non di Cosa Nostra!” ha fatto sì che si riaffermasse in noi il dovere, da cittadine italiane, di fare qualcosa di forte per ostacolare la criminalità organizzata.Ritornate sul traghetto, abbiamo condiviso insieme i pensieri ispirati dalla mattinata e siamo giunte a una conclusione: tutto ciò che di positivo questa esperienza ci ha trasmesso lo porteremo con noi cercando, se possibile, di tenerne vivo il messaggio partecipando ai prossimi incontri. Staffilani Francesca -Paoletti Valeria- Cozzolino Silvia Classe 2^ - 2008/2009 5


V ia ggio nella le galità di Abate Vittorio - Pascale Christian Classe V B -Guardia Sanframondi-BN

Il giorno 22 maggio noi bambini di quinta (due per ogni classe) siamo partiti con la nave della legalità. La partenza era prevista per le ore 12:00, quindi, abbiamo avuto il tempo di salutare i nostri genitori con felicità, perché il viaggio era emozionante,ma con un po’ di tristezza, perché li avremmo rivisti solo dopo tre giorni. Arrivato l’atteso momento (di fuoco a causa dell’alta temperatura), siamo partiti da piazza Municipio dopo aver salutato la Dirigente che, in quel momento, ci stava scattando delle foto. Ad accompagnarci al porto di Napoli è stato un amico del papà di Christian , in macchina c’era una tale tensione che ci faceva restare muti. Arrivati al porto io ho pensato che la nave era fantaverso piazza Magione, dove c’era il raduno di tutti i manifestanti. Ci siamo riuniti urlando slogan come: “ Palermo è nostra e non di Cosa Nostra”, cantando canzoni e mantenendo i nostri cartelloni. Ci siamo riposati e poi siamo andati al carcere per vedere l’aula “Bunker”, dove anni fa è stato condotto il maxiprocesso alla mafia. Abbiamo percorso le vie di Palermo con Maria Falcone fino ad arrivare all’albero dedicato al fratello. Abbiamo ricordato Giovanni, l’uomo che ci ha aperto gli occhi e ci ha detto di reagire. E’ stato fantastico perché abbiamo ascoltato canzoni, poesie, discorsi e uno sketch di Ficarra e Picone. Siamo tornati alla nave e il giorno dopo eravamo a casa. E’ stata un’esperienza emozionante. stica. Era molto grande e, per ricordare Falcone e Borsellino, dietro era coperta da due grandi immagini dei medesimi. Siamo entrati un po’ spaesati e abbiamo preso maglietta e cappello del progetto “ Legalità”. Sul retro della maglietta era stampata una frase di Giovanni Falcone: “ E’ tempo di andare avanti, non più confidando sull’impegno straordinario di pochi, ma con l’impegno ordinario di tutti”. Sulla nave eravamo 1500 ragazzi, giunti da tutta Italia, per manifestare contro la mafia. Le nostre cabine erano al ponte numero sette. Prima di andare a dormire, però, abbiamo ammirato la nostra partenza e abbiamo visto un video su Giovanni. Il giorno dopo eravamo a Palermo! Siamo usciti dalla nave con i cartelloni preparati a scuola. Fuori ci attendeva Maria Falcone. Ci siamo diretti, in pullman,

Navigando per la Legalità Scotto I.C. “G. Mazzini” Porto S.Stefano di Daniela Scott

La Scuola Media “Giuseppe Mazzini” di Porto Santo Stefano, rappresentata da sei alunni e due docenti delle classi III A e III B, nei giorni 22 – 24 maggio 2009, ha preso parte al viaggio sulla Nave della Legalità da Napoli a Palermo per celebrare il XVII anniversario della strage di Capaci. Il gruppo di alunni aveva partecipato al concorso nazionale “Il giorno dopo la sconfitta della mafia” promosso dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” classificandosi al secondo posto. Il lavoro prevedeva la realizzazione di un numero speciale di un quotidiano di quattro pagine che annunciasse la definitiva sconfitta della mafia. Il buon piazzamento ha permesso a questi alunni di fare un percorso formativo di legalità. L’esperienza è iniziata a bordo della nave della Compagnia SNAV, con una tavola rotonda sul tema della lotta alla mafia a cui hanno partecipato tra gli altri il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso e il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Uno dei momenti più emozionanti è stato lo sbarco a Palermo con la cerimonia di accoglienza da parte delle scuole siciliane che hanno scandito slogan come “Palermo è nostra e non di Cosa nostra” e lanciato palloncini. Dopo lo sbarco i 1500 alunni provenienti da tutta Italia sono stati divisi in sei gruppi che hanno raggiunto alcuni luoghi simbolo della

“Nave della Legalità: tra incubo e sogno” di Giuseppe D’Amario IV A T.I.M. - Annalisa Minervini V A T.A.M.

Per noi ragazzi dell’I.P.S.I.A. “U. Pomilio” di Chieti raccontare questo viaggio è un po’ come raccontare un sogno. Un sogno che in alcuni momenti ha vestito i colori scuri dell’incubo. Mentre noi ci preparavamo al viaggio è accaduto l’irreparabile: nessuno può e deve dimenticare la notte del 6 aprile. A L’Aquila la vita di tanti ragazzi come noi si è fermata in quell’istante. Ma torniamo un attimo indietro: il nostro istituto, grazie all’entusiasmo di un’insegnante, aveva partecipato al Concorso “Giovani imprese di legalità” e il nostro progetto è stato riconosciuto tra i migliori inviati, dandoci così la possibilità di unirci ai ragazzi della Nave della Legalità e di essere presenti alla commemorazione della morte dei giudici Falcone e Borsellino nell’aula bunker di Palermo, alla presenza del nostro Presidente della Repubblica, del Ministro della Pubblica Istruzione, On. Maria Stella Gelmini e di tante illustri autorità. Non potevamo però vivere questo sogno da soli...Volevamo condividere quest’esperienza con i ragazzi aquilani, per far sentire loro che eravamo vicini al dolore e al lutto ma anche alla loro voglia di ripartire e di ricostruire. Il sogno si è trasformato però in un incubo: loro non avevano più niente, nemmeno i documenti necessari per ottenere il pass d’ingresso all’aula bunker. I miracoli, qualunque sia la vostra opinione, avvengono ancora e sono stati in tanti a realizzare proprio questo miracolo. Vogliamo ringraziare la nostra Preside, la prof.ssa Anna Maria Giusti, il Direttore generale, dott. Carlo Petracca e i funzionari del Ministero con i quali abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione. L’incubo è svanito e il sogno ci ha portati in un attimo a bordo di una nave sulla quale campeggiavano due gigantografie: i volti di Falcone e Borsellino dall’alto ci guardavano e ci dicevano: “Ragazzi dell’Abruzzo, i vostri sogni si possono realizzare...dovete solo desiderarli con tutta la vostra forza interiore...” E ritrovarci tra mille e cinquecento sguardi, sorrisi, abbracci di

città. I ragazzi dell’Istituto “G. Mazzini” si sono recati in parte all’Aula “bunker” dell’Ucciardone e in parte nel quartiere Borgonuovo. Presso l’Aula “bunker”, sede storica del maxi processo, gli studenti hanno assistito alla celebrazione dell’anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca e degli uomini della scorta, ricordati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da altri rappresentanti delle Istituzioni. Il gruppo che si è recato a Borgonuovo ha invece assistito a uno spettacolo organizzato dai ragazzi delle scuole del quartiere e all’intervento del Procuratore Lari. Alle ore 16 dall’Aula “bunker” e da via D’Amelio, luogo dove fu ucciso il giudice Paolo Borsellino con la sua scorta, sono partiti due grandi cortei che hanno sfilato per le vie di Palermo tra rap contro il pizzo e la mafia. I cortei si sono poi riuniti in via Notarbartolo, sotto l’Albero Falcone dove sono intervenuti tra gli altri la Presidente della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” Maria Falcone e Piero Grasso. Alle 17.58, ora della strage di Capaci, è stato suonato il “silenzio” dalla Polizia di Stato. A conclusione della cerimonia gli studenti santostefanesi hanno lasciato una copia del loro giornale “Molo Garibaldi. Una difesa contro tutte le illegalità” sotto l’Albero Falcone.

SENSAZIONALE AD ANNOZERO DI PIETRO : “DOVEVO MORIRE ASSIEME A

BORSELLINO’’

tanti ragazzi provenienti da tutta Italia, ci ha fatto dimenticare l’incubo e ci ha dato speranza. Il nostro Presidente ha stretto le nostre mani, appena lavate dalla polvere delle macerie e con il suo sorriso ha soffiato via la polvere che copriva i nostri cuori. Ma il sogno non era ancora finito: il corteo per la strade di Palermo non è stata una manifestazione formale, stile “commemoriamo gli eroi dello Stato”. Piuttosto è stata un fiume, una cascata, un mare d’amore e di voglia di vivere in un mondo migliore. I nostri striscioni ci facevano da guida tra la folla, come un faro che segna la strada per non perdersi nel buio. In realtà non conoscevamo i ragazzi aquilani che sono venuti con noi, ma noi giovani siamo portati a bruciare le tappe ed è stato come se ci conoscessimo da sempre. Con loro siamo riusciti a scherzare e a ridere, pur rispettando il loro dolore e il loro sconforto e non si sono sentiti soli. Spesso le istituzioni ci sembrano

lontane: sono parole vuote che fatichiamo a riempire di significato. Il 23 maggio invece abbiamo sentito lo Stato, quello con la “esse” maiuscola, non come qualcosa che si studia sui libri, non come un’entità astratta, ma come un’organizzazione fatta di persone, di cuori, di sangue con a capo Falcone e Borsellino che per lo Stato hanno dato la vita. Anche noi vogliamo dare la nostra vita: per la ricostruzione dell’Abruzzo e per la costruzione di un’Italia migliore, capace di trasformare gli incubi, che l’uomo non può prevedere ed evitare, in sogni a lieto fine.A lieto fine proprio come questo viaggio L’Aquila-Palermo-L’Aquila, sotto lo sguardo fiero di Falcone e Borsellino che adesso anche noi possiamo finalmente col cuore chiamare “I NOSTRI EROI”!

6

“C’era un’informativa dei Ros dei carabinieri, che avvertiva che - dopo la morte di Falcone - c’erano due magistrati nel mirino: uno era Paolo Borsellino, l’altro era Antonio Di Pietro”: lo ha rivelato lo stesso Di Pietro nella puntata di Annozero, spiegando che la nota era talmente circostanziaata che a lui e a sua moglie fu dato un passaporto falso perché si rifugiasse all’estero.“Il mio nome - dice Di Pietro - era Marco Canale e finii insieme a mia moglie in Costarica. Se hanno avvertito me, al punto da spingermi ad andare all’estero, hanno avvertito anche Borsellino. Oppure no: e allora perché?”.In studio Massimo Ciancimino introduce molti spunti di riflessione su una vicenda per larga parte ancora oscura. Il giudice Paolo Borsellino sapeva della trattativa fra Stato e mafia e per questo fu ucciso. Nella puntata di Annozero, Santoro ha annunciato che questa ipotesi - mai finora confermata dalle indagini sulla morte del giudice assassinato a via D’Amelio - è più che fondata. In apertura di trasmissione è stato anche letto un appello di Agnese Borsellino - in questi anni silenziosa e in disparte - a “chi sa come sono andate le cose” di farsi avanti e parlare. A questo proposito, Ruotolo ha dato anche un’altra notizia: che Agnese Borsellino, l’estate scorsa, ha incontrato il Procuratore capo di Caltanisetta che segue le nuove indagini, per farsi ascoltare come “persona in(Ottobre 2009) formata dei fatti”.


La strage di via d’Amelio fu un attentato di stampo mafioso messo in atto il pomeriggio del 19 luglio 1992 a Palermo in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta. L’attentato segue di due mesi la strage di Capaci, in cui fu ucciso il giudice Giovanni Falcone, segnando uno dei momenti più tragici nella lotta alla mafia. L’esplosione, avvenuta in via Mariano d’Amelio dove viveva la madre di Borsellino e dalla quale il giudice quella domenica si era recato in visita, avvenne per mezzo di una Fiat 126 contenente circa 100 chilogrammi di tritolo.Secondo gli agenti di scorta, via d’Amelio era una strada pericolosa, tanto che era stato chiesto di procedere preventivamente ad una rimozione dei veicoli parcheggiati davanti alla casa, richiesta però non accolta dal comune di Palermo. Oltre a Paolo Borsellino morirono gli agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto è Antonio Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l’esplosione, in gravi condizioni. La bomba venne radiocomandata a distanza ma non è mai stata definita l’organizzazione della strage, nonostante il giudice fosse a conoscenza di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per essere utilizzati contro di lui. Si sospetta che il detonatore che ha provocato l’esplosione sia stato azionato dal Castello Utveggio. In via D’Amelio un albero è stato posto a memoria del luogo dell’uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta Dopo l’attentato, l’”agenda rossa” di Borsellino, agenda che il giudice portava sempre con sè e dove annotava i dati delle indagini, non venne ritrovata. Walter Eddie Cosina, 31 anni, nativo di Norwood, Australia. Era arrivato a Palermo dieci giorni dopo la strage di Capaci. Non era alla sua prima esperienza: infatti già a Trieste faceva parte del nucleo scorte. Ferito, ormai in fin di vita, è stato trasportato all’ospedale, ma vi è giunto cadavere. Venne ucciso in un attentato mafioso in via d’Amelio a Palermo insieme ai colleghi Catalano Agostino, Traina Claudio, Loi Emanuela, Li Muli Vincenzo . I cinque agenti erano, insieme ad un sesto poliziotto, i componenti della scorta del Procuratore Aggiunto di Palermo Paolo Borsellino che stavano accompagnando in visita a casa della

Il Sap ricorda: Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie. Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica. Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto entrata a far parte di una squadra di agenti addetta alla protezione di obiettivi a rischio. Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il piu’ giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo. Claudio Traina, 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua citta’: Palermo. (ANSA) VM 19-LUGmadre. Una auto carica di tritolo , posteggiata nella via venne fatta esplodere da uomini della mafia, dilaniando il giudice Borsellino , Catalano, Traina, Li Muli, Cosina e Loi . Il sesto agente della scorta ed altre 23 persone rimasero gravemente ferite.L’attentato fu deciso dalla “ Cupola “ di Cosa Nostra, decisa ad eliminare Paolo Borsellino il principale ostacolo ai traffici mafiosi rimasto dopo l’assassinio del giudice Giovanni Falcone, ucciso il 23 Maggio dello stesso anno insieme alla moglie ed agli agenti Di Cillo, Montinaro e Schifani componenti della sua scorta, sull’autostrada Palermo Trapani da una bomba della mafia.Mandanti ed esecutori della strage vennero individuati ed arrestati nei mesi successivi e successivamente condannati all’ergastolo. L’assistente capo Agostino Catalano, lasciò due figli. Appena poche settimane prima aveva salvato un bambino che stava per annegare in mare, dinanzi alla spiaggia di Mondello. L’agente scelto Walter Eddie Cosina era giunto volontariamente a Palermo alcune settimane prima, subito dopo la strage di Capaci, proveniente dalla Questura di Trieste. L’agente Claudio Traina era sposato e padre di un bimbo in tenera età.L’agente Emanuela Loi, lasciò i genitori, una sorella ed un fratello ed il fidanzato. Fu la prima agente donna della Polizia di Stato a venire uccisa in servizio. L’Agente Li Muli lasciò i genitori ed i fratelli. Nella strage di Via D’Amelio la Polizia di Stato subì le perdite più pesanti dal 1945.

‘Non dimentichiamo il sacrificio del giudice Paolo Borsellino ma anche quello dei 5 ragazzi della scorta, la cui eta’ oscillava tra i 22 e i 43 anni. A questi eroi, troppo spesso dimenticati, va il nostro ricordo, il nostro pensiero e la nostra eterna riconoscenza. Noi non li dimenticheremo mai!’. E’ quanto afferma la Segreteria Generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, che ha pubblicato sul proprio sito internet www.sap-nazionale.org una scheda dei 5 poliziotti morti assieme al giudice Borsellino nell’attentato di 17 anni fa in via D’Amelio a Palermo.

“SONO MORTI PER NOI e NOI LI STIAMO FACENDO MORIRE UN ALTRA VOLTA” “Sono morti per noi e abbiamo un grosso debito verso di loro; questo debito dobbiamo pagarlo gelosamente continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, facendo il nostro dovere; la lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità; ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse “La gente fa il tifo per noi”; e con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze”Queste le parole pronunciate il 20 giugno 1992 a Palermo da Paolo Borsellino per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

GIO VANNI, PAOL O... ma anc he Agostino, ...ma anche GIOV OLO

Walter Eddie, Emanuela, Vincenzo, Claudio, Antonio, Rocco e Vito Vito Schifani

ni... sappiate che anche per voi c’è pos-

Vito Schifani (Ostu-

vi dovete mettere in ginocchio, se ave-

ni,1965 -Capaci,23 mag-

te il coraggio di cambiare... ... ma non

gio1992) è stato un

cambiano!» Nel settembre 2007 lo Sta-

agente di Polizia italiano.

dio delle Palme di Palermo è stato a lui

Agente della scorta di

intitolato, in quanto, oltre ad essere un

Giovanni Falcone, ven-

agente, Schifani era un promettente at-

ne ucciso nella strage di

leta,

Capaci. Era al volante

metri.Un’iniziativa tanto lodevole, a lun-

della prima delle tre Fiat

go sostenuta da Repubblica. Ma spes-

Croma che riaccompa-

so rallentata, ostacolata e per diverso

gnavano il magistrato, appena atterrato a Punta Raisi

tempo dimenticata. L’idea originale ri-

da Roma, a Palermo. Al suo fianco stava l’agente scelto Antonio Montinaro, sul sedile posteriore l’agente Rocco Di Cillo; Falcone guidava la Croma bianca

Antonio Montinaro

sibilità di perdono: io vi perdono, però

specialista

nei

400

Rocco Di Cillo

sale a diversi anni fa, subito dopo la strage. Ma dopo il memorial Schifani del 1993, è stato per lungo tempo tutto fermo. Gli amici di Vito, l’hanno perseguita

Rocco Di Cillo (Triggia-

con inusuale tenacia, scontrandosi con prevedibili lun-

no, 13 Aprile1962 -

che li seguiva, sulla quale viaggiava anche la moglie

gaggini burocratiche e con i silenzi delle istituzioni. Ci

Francesca Morvillo). Nell’esplosione, avvenuta sull’au-

sono volute tre amministrazioni comunali, prima di

Capaci, 23 Maggio

tostrada A29 all’altezza dello svincolo per Capaci, i tre

arrivare al nulla osta. Vito era “Un ragazzo spensiera-

1992) è stato un agen-

agenti morirono sul colpo, dato che la loro Croma

te scelto di Polizia ita-

marrone fu quella investita con più violenza dalla de-

liano. Agente della

fragrazione, tanto da essere sbalzata dal manto stra-

scorta di Giovanni Fal-

dale in un giardino di olivi a più di dieci metri di distan-

cone, ucciso nella stra-

za. Schifani aveva 27 anni e lasciò la moglie Rosaria

ge di Capaci. Di Cillo

Costa e un figlio di appena 4 mesi. Quando, nella

viaggiava sul sedile

camera ardente allestita a Palazzo di Giustizia a Pa-

posteriore della prima delle tre Fiat Croma che riac-

lermo, il presidente del senato Spadolini si avvicinò alla vedova, lei gli disse: «Presidente, io voglio sentire

compagnavano il magistrato, appena atterrato a to, con la leggerezza dei suoi 27 anni, ma anche il

Punta Raisi da Roma, a Palermo. L’auto era gui-

senso del dovere di chi ha sacrificato la vita per lo

una sola parola: lo vendicheremo. Se non puoi dirme-

Stato, con un figlio di quattro mesi”. Amava lo sport,

la, presidente, non voglio sentire nulla, neanche una

l’atletica prima di tutto, ma anche il paracadutismo.

data da Vito Schifani, al cui fianco sedeva Antonio Montinaro (Falcone guidava la Croma bianca che

parola.» Le parole che poi Rosaria pronunciò ai fune-

li seguiva, e su cui viaggiava anche la moglie Fran-

rali del marito, di Falcone, della Morvillo e del resto

cesca Morvillo). Nell’esplosione, avvenuta sull’au-

della scorta fecero presto il giro dei notiziari per la

tostrada A29 all’altezza dello svincolo per Capaci, i

disperazione ma anche lucidità che ne traspariva: «A

tre agenti morirono immediatamente; la loro Cro-

nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Sta-

ma marrone fu quella investita con più violenza

to, chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, ades-

dalla defragrazione, tanto da essere sbalzata dal

so. Rivolgendomi agli uomini della Mafia, perché ci

manto stradale in un giardino di olivi a più di dieci

sono qua dentro (e non)... ma certamente non cristia-

metri di distanza. 7

Antonio Montinaro (Calimera, 1962 Capaci, 23 maggio 1992) è stato un poliziotto italiano. Assistente della Polizia di Stato, era il capo della scorta di Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci. Montinaro viaggiava nella prima delle tre Fiat Croma che riaccompagnavano il magistrato, appena atterrato a Punta Raisi da Roma, a Palermo. L’auto era guidata da Vito Schifani, sul sedile posteriore stava l’agente Rocco Di Cillo (Falcone guidava la Croma bianca che li seguiva, e su cui viaggiava anche la moglie Francesca Morvillo). Nell’esplosione, avvenuta sull’autostrada A29 all’altezza dello svincolo per Capaci, i tre agenti morirono immediatamente, poiché la loro auto fu quella investita con più violenza dalla deflagrazione, tanto da essere sbalzata dal manto stradale in un giardino di olivi a più di dieci metri di distanza. Montinaro, di origine calimerese aveva 30 anni e lasciava la moglie e due figli.In sua memoria il Comune di Calimera ha intitolato una piazza ed eretto un piccolo monumento costituito da un masso estratto dal luogo dell’attentato e da un albero di mandarino di Sicilia. Riguardo la sua rischiosa mansione di scorta al giudice Falcone commentò: «Chiunque fa questa attività, ha la capacità di scegliere tra la paura e la vigliaccheria. La paura è qualche cosa che tutti abbiamo: chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange. È la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell’ottica umana.» Avrebbe detto scherzando a Michele Naccari, un fotografo di cronaca nera: «Dai che prima o poi mi faranno saltare in aria ed allora farai davvero uno scoop.»


DELITTI DI MAFIA (1943-1998) 6/8/1980: Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo. Aveva appena firmato sessanta ordini di cattura contro altrettanti mafiosi, dopo che i suoi sostituti si erano rifiutati di farlo.

8/10/1998: ucciso il sindacalista Domenico Geraci. 15/9/1993: ucciso padre Pino Puglisi, parroco della chiesa di San Gaetano a Brancaccio (quartiere di Palermo).

4/5/1980: a Monreale (Palermo) il capitano dei carabinieri Emanuele Basile.

27/7/1993: a Roma, un’autobomba esplode nel piazzale antistante il vicariato, dietro la basilica di San Giovanni in Laterano. poco dopo cinque morti: quattro vigili urbani accorsi sul posto e un extracomunitario che dormiva su una panchina.

6/1/1980: il presidente della regione Sicilia Piersanti Mattarella, politico della sinistra democristiana.

27/5/1993: a Firenze, esplode un’autobomba in via dei Georgofili, cinque morti.

25/9/1979: a Palermo il giudice istruttore Cesare Terranova e il suo autista, il maresciallo di polizia Lenin Mancuso.

14/5/1993: a Roma, esplode un’autobomba in via Fauro al passaggio dell’auto con a bordo il conduttore televisivo Maurizio Costanzo.

21/7/1979: Boris Giorgio Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo.

8/1/1993: a Barcellona (Messina) viene ucciso Beppe Alfano, giornalista del quotidiano “La Sicilia”. 19/7/1992, ore 13:45: strage di via D’Amelio (Palermo), muoiono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, prima donna poliziotto ad aver perso la vita in un attentato della mafia.

12/1/1988: ucciso Giuseppe Insalaco, sindaco di Palermo per pochi mesi, avversario politico di Lima e Ciancimino, aveva apertamente denunciato i condizionamenti dei vari comitati d’affari sul comune. 5/8/1985: Antonino Cassarà, vicequestore di Palermo e l’agente di polizia Roberto Antiochia. 28/7/1985: Beppe Montana, capo della squadra catturandi della polizia di Palermo.

23/5/1992, ore 17:58: strage di Capaci (sull’autostrada Palermo-Punta Raisi), muoiono Giovanni Falcone, già magistrato a Palermo, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, superstite l’agente Giuseppe Costanza che viaggiava sull’automobile guidata da Falcone.

2/4/1985: Barbara Asta e i suoi due bimbi Giuseppe e Salvatore muoiono al posto del giudice Carlo Palermo, bersaglio dell’attentato lungo il tratto stradale PizzolungoTrapani.

29/8/1991: ucciso Libero Grassi, imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo agli esattori della mafia.

2/12/1984: Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia, viene ucciso appena uscito dal manicomio dove era stato rinchiuso.

9/8/1991: cade in un agguato Antonio Scopelliti, sostituto procuratore in Cassazione. Da lì a poco avrebbe dovuto sostenere l’accusa nel primo maxi-processo a Cosa nostra.

5/1/1984: a Catania, Giuseppe Fava, fondatore del settimanale “I Siciliani”.

21/9/1990: Rosario Livatino, 38 anni, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Agrigento, ucciso sulla strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Porto Empedocle.

29/7/1983: autobomba di via Pipitone Federico (Palermo) muoiono il capo dell’ufficio istruzione del tribunale Rocco Chinnici, due carabinieri della scorta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.

19/6/1989: sulla scogliera dell’Addaura (Palermo) viene trovato un ordigno destinato a Giovanni Falcone, la cui villa delle vacanze si trova poco distante. 27/9/1988: a Trapani Mauro Rostagno, giornalista e sociologo. 25/9/1988: lungo la strada che porta da Canicattì a Palermo vengono assassinati il presidente di Corte d’Appello di Palermo Antonino Saetta e il figlio Stefano. Aveva condannato in appello i capimafia Michele e Salvatore Greco per l’attentato a Rocco Chinnici ed i killer del capitano Emanuele Basile, scandalosamente assolti in primo grado (ma il processo era stato annullato dalla cassazione), si apprestava a presiedere l’appello del maxiprocesso. 14/1/1988: a Palermo assassinato Natale Mondo, l’agente di polizia sopravvissuto all’agguato in cui avevano perso la vita Cassarà e Antiochia.

13/6/1983: Monreale (Palermo). Assassinato il capitano dei carabinieri Mario D’Aleo, comandante della locale compagnia. Con lui cadono l’appuntato Bonmarito e il carabiniere Marici. D’Aleo aveva preso il posto del cap. Basile. 25/1/1983: Giangiacomo Ciaccio Montalto, giudice di Trapani. 3/9/1982: Palermo. Strage di via Carini. Uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo, l’autista che li seguiva sull’auto di servizio. 16/6/1982: agguato al furgone che stava trasportando Alfio Ferlito dal carcere di Enna a quello di Trapani. Oltre al boss catanese, muoiono tre carabinieri di scorta e l’autista del mezzo. 30/4/1982: Pio La Torre, segretario del P.C.I. siciliano e il suo autista Rocco Di Salvo. Il giorno dopo il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa è nominato prefetto di Palermo.

... un a

12/7/1979: a Milano viene ucciso Giorgio Ambrosoli, avvocato liquidatore dell’impero economico di Michele Sindona, il giorno dopo averne presentato la documentazione. 26/1/1979: a Palermo ucciso il cronista del Giornale di Sicilia Mario Francese. 9/5/1978: Giuseppe Impastato, militante antimafia. E’ stato il boss Tano Badalamenti ad ordinarne l’eliminazione per le accuse che gli rivolgeva dai microfoni di una radio locale. 20/8/1977: il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e l’insegnante Filippo Costa vengono uccisi mentre passeggiano nei boschi della Ficuzza. 5/5/1971: Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo e il suo autista Antonino Lo Russo. Per la prima volta nel dopoguerra la mafia colpisce un tutore della legge. 16/9/1970: Mauro De Mauro, redattore del quotidiano “L’Ora”, rapito a Palermo e mai più ritrovato. 30/6/1963: strage di Ciaculli. Una “giulietta” carica di tritolo uccide sette tra poliziotti, carabinieri e artificieri. 30/3/1960: ucciso il commissario Cataldo Tandoy (provincia di Agrigento). 1944/1966: lotta per l’occupazione delle terre contro la mafia che spalleggia gli agrari, muoiono 38 sindacalisti, uccisi da campieri, guardaspalle e boss emergenti (6/8/1944 Andrea Raja, 7/6/1945 Nunzio Passafiume, 4/1/1947 Accursio Miraglia, 10/3/1948 Placido Rizzotto, 6/3/1955 Salvatore Carnevale, 20/7/1960 Paolo Bongiorno, 24/3/1966 Carmelo Battaglia). 1/5/1947: massacro di Portella della Ginestra (collina vicino Palermo), la banda Giuliano apre il fuoco su una folla di contadini che celebra la festa del lavoro: 11 morti e 56 feriti. 2/9/1943: a Quarto Mulino di San Giuseppe Jato, Salvatore Giuliano, un contadino dedito alla borsa nera, uccide il carabiniere Antonio Mancino il quale aveva intercettato i suoi traffici.

m at ta nz a! 8


“La meglio gioventù”

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“La meglio italianità”

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PALERMO-MONTEPORZIO CATONE Nello stesso giorno, alla stessa ora la redazione de “Il banditore” e’ stata premiata nell’aula bunker dell’Ucciardone a Palermo e in Villa Vecchia di Monteporzio Catone consegnata da Maurizio Torrealta, giornalista di Rai News 24 che si è complimentato per il nostro lavoro di giovani redattori ed ha definito Il Banditore “un giornale per giovani scritto da giovani”. L’emozione è stata tanta anche perché nell’accogliente sala del

Repubblica e dell’Ordine dei giornalisti ed ha lo scopo di far riflettere noi ragazzi sulle problematiche ambientali attraverso la comunicazione. La targa è stata

Primo premio assoluto Giornalisti nell’Erba 2009: a Federica Bono, 14 anni, di Pietra Ligure per l’articolo e il videogiornale su “La città del Carbone”. Fascia 5-9 anni

SEZIONE ARTICOLI

limpidi per non avere pregiudizi. I giornalisti migliori sono quelli che cercano tutta la vita di conservare lo sguardo che avevano da bambini.” I lavori dell’edizione 2009, incentrati sul tema delle energie rinnovabili, sono stati giudicati da una giuria d’eccellenza composta, tra gli altri, da Giampiero

1° Quarte della Primaria San Nilo di Grottaferrata, per un giornate completo in ogni suaparte, totalmente fatto a mano sulle energie rinnovabili (e medaglia Ordine dei Giornalisti) 2° Scuola Primaria Latini di Mozzano, in provincia di Ascoli Piceno3° La Quarta C della Primaria Scudillo di Napoli

SEZIONE DISEGNI 1° II elementare Don Milani di Bologna 2° Scuola Infanzia la Fonte PERUGIA 3° Scuola Infanzia “E.D’Arborea” di Sedini, Castelsardo

SEZIONE FOTO E SPOT 1° IV della primaria di Mombaruzzo (Asti) 2° le IV dell’IC G.E. Lutzu di Oschiri (Olbia) Medaglia della Presidenza della Repubblica ai 31 bambini della scuola Primaria Uditore di Palermo che hanno realizzato il video su “Sostenibilità con ogni mezzo”

SEZIONE POESIE E RACCONTI 1° Giovanni Castellotti (5anni) di Roma 2° III elementare di Pietraroja (Benevento) 3° Irene Sebastianelli “COLLODI” (Albano - Roma) Fascia 10-13 anni

lussuoso hotel c’erano tantissime persone, alunni, insegnanti, genitori provenienti da tutte le regioni italiane. All’inizio della manifestazione, la segretaria del concorso, Helene Duval, ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, di Giancarlo Loquenzi, direttore dell’Occidentale, che ha scritto che non è stato facile stabilire le graduatorie, perché in tutti i lavori c’era sincerità, freschezza, inventiva, passione, ed infine di Paolo Fallai del Corriere della Sera che ha scritto il messaggio che ci è piaciuto di più: “Fare i giornalisti significa non accontentarsi di guardare la realtà.

SEZIONE ARTICOLI

Gramaglia (direttore dell’Ansa), Giancarlo Loquenzi (direttore dell’Occidentale), Natalia Augias (Rai), Tullio Berlenghi (scrittore e ambientalista), Paolo Butturini (segretario dell’Associazione Stampa Romana), Paolo Fallai (Corriere della Sera), Claudia Fusani (l’Unità), Carlo Giacobbe (Ansa), Flavio Natalia (Sky), Massimo Martinelli (Il Messaggero), Gaetano Savatteri e Pietro Suber (inviati del Tg5), Flavia Taggiasco (Cnn), Maurizio Torrealta (Rai News 24) e dal noto documentarista televisivo Mario Tozzi.

23 maggio 2009 - Giornalisti nell’erba GRANDE SUCCESSO,INDISCUSSO, VISTA LA FOLLA CHE SI È ACCALCATA ALL’INGRESSO DELL’HOTEL VILLA VECCHIA A MONTE PORZIO PER LA PREMIAZIONE DI GIORNALISTI NELL’ERBA, TERZA EDIZIONE. Alconcorso organizzato dall’associazione Il Refuso hanno partecipato quest’anno quasi 1500 bambini, da nord a sud, isole comprese (e anzi attivissime). E i sono arrivati in seicento, finalisti di ciascuna delle tre sezioni di concorso, per assistere alla proclamazione dei vincitori, più menzioni. Una flotta di cappellini colorati, un sottofondo di risatine adolescenziali,una curiosità impellente di scoprire i premi tanto attesi, il mescolarsi dei dialetti regionali: la mattinata della premiazione è stata anche questo. Giornalisti nell’Erba sembra mettere tutti d’accordo, adulti e piccini, adolescenti e nonni, insegnanti e studenti, giornalisti e genitori. Lo dimostrano i numeri della terza edizione. Ci hanno creduto i piccoli protagonisti-reporter, che con fantasia e innocenza hanno elaborato notizie complesse sulle energie rinnovabili, tema di questa edizione. Ci hanno creduto genitori e insegnanti, stimolando i piccoli a partecipare e sobbarcandosi, con estrema coerenza, viaggi in treno, in aereo, in nave o in pullman con i loro ragazzi, sfidando caldo e stanchezza per essere presenti alla cerimonia. Ci ha creduto la giuria - composta da Natalia Augias (Rai), Tullio Berlenghi (scrittore e ambientalista), Paolo Butturini (segretario Associazione Stampa Romana), Gloria Chiarini (direttore Toscana Tascabile), Paolo Fallai (romanziere e vice capo cronista Corriere della Sera), Claudia Fusani (l’Unità), Carlo Giacobbe (Ansa), Giampiero Gramaglia (direttore Ansa), Armando Guidoni (direttore Controluce), Giancarlo Loquenzi (direttore l’Occidentale), Massimo Martinelli (Il Messaggero), Flavio Natalia (direttore comunica-

Tutti i premi dell’edizione 2009

Bisogna sforzarsi di capirne i colori, i sapori, le sfumature per cercare, con umiltà, di raccontarla. E avere gli occhi

Un altro prestigioso riconoscimento premia il nostro giornale d’istituto. Sabato 23 maggio, presso l’hotel Villa Vecchia di Monteporzio Catone, ai Castelli Romani, Il Banditore ha ricevuto il 3° premio per

la sezione inchieste, alla terza edizione del Concorso “Giornalisti nell’erba”, un concorso indetto da Il Refuso, dal titolo “RinnovabiliSSSimo”, che si avvale dell’alto patronato della Presidenza della

GIORNALISTI NELL’ERBA

1° Claudia Lombardo di Palermo, 2° la terza media Santa Maria Filippini di Nettuno (Roma) 3° parimerito le quinte elementari di Gallicano nel Lazio e Rebecca Vitelli, 12 anni, di Carpineto Romano

SEZIONE INCHIESTE, TELEGIORNALI 1° Marlene La Bella, Stefano Magnabosco e Alessandro Battisti della III media Negrelli di Merano (medaglia della Presidenza della Repubblica) 2° I redattori della I, II e III media della Oriani di Sant’Agata dei Goti (Benevento) 3° ex aequo: i redattori dello speciale del “Codice da Paola” di Genova sulle rinnovabili e i redattori de Il Banditore della scuola Carlo Alberto Dalla Chiesa di Prata di Principato Ultra (Avellino)

SEZIONE FOTO E SPOT 1° Le quinte elementari della De Amicis di Spongano (Lecce) 2° Le quinte delle elementari Sant’Antonino di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)

SEZIONE VIGNETTE 1° La seconda C dell’Istituto Bartolomeo Lorenzi di Fumane (Verona) 2° La III L della media Giulio Cesare Marzabotto di Brindisi 3° Antonio Gugliemo e Sabrina Martino della Media Salvo D’Acquisto MESSINA

SEZIONE POESIA E RACCONTI zione prodotto Sky), Gaetano Savatteri (romanziere e inviato Tg 5), Pietro Suber (inviato di guerra Tg 5), Flavia Taggiasco (CNN), Maurizio Torrealta (Rai News 24), Mario Tozzi (ricercatore) e Amodio Di Luccio (presidente dell’Unione Imprese Solari che ha esaminato i lavori per assegnare un premio speciale) - che con scrupolo e divertimento ha esaminato tutti gli elaborati in concorso. Ci hanno creduto i media partner (Ansa, Castellinews.it e EcozoomTv) e quanti hanno offerto i premi per i giovanissimi giornalisti un pannello (fra gli altri, Agenzia Spaziale Europea, Banca di Credito Cooperativo del Tuscolo di Rocca Priora, casa editrice Creativamente, Sirius srl di Monte Porzio che ha offerto il primo premio assoluto, un pannello solare). Ci hanno creduto persino dai piani più alti, e così ai vincitori di Giornalisti nell’Erba 2009 sono andate anche alcune prestigiose medaglie conferite dalla Presidenza della Repubblica (consegnate ai vincitori mentre la presentatrice leggeva le righe scritte da Giorgio Napolitano per i piccoli GnE), dalla Presidenza della Camera dei Deputati e dal Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, per particolari meriti giornalistici, consegnate dal consigliere Ugo Armati a nome del presidente Del Boca. Grande successo,indiscusso, vista la folla che ieri si è accalcata all’ingresso dell’Hotel Villa Vecchia a Monte Porzio per la premiazione di Giornalisti nell’erba, terza edizione.Ma soprattutto, e prima di tutti, ci hanno creduto gli organizzatori, che con entusiasmo, sforzo, sorrisi e impegno hanno lavorato a questo progetto. “Siamo orgogliosi di essere riusciti a mettere insieme la più grande e giovane redazione ambiente del mondo – ha detto il presidente de Il Refuso Paola Bolaffio – Grazie a tutti i nostri piccoli giornalisti nell’erba per il grande lavoro svolto da ogni parte d’Italia”. La terza edizione del concorso gode del r iconoscimento della Presidenza della Re-

pubblica , della Presidenza della Camera dei Deputati e del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti . In collaborazione con : Regione Lazio, Centro Regionale Educazione e Informazione Ambientale, Banca di Credito Cooperativo del Tuscolo di Rocca Priora. Medaglie offerte da: Presidenza della Repubblica , Presidenza della Camera dei Deputati , Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti , Il Refuso . Con il patrocinio di : Regione Lazio - Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli, Comune di Monte Porzio Catone, Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, Associazione Nazionale Energia del Vento, Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabile, Parco Regionale dei Castelli Romani, Società Tuscolana Servizi, Unione Imprese Solari. Media Partner: Ansa, Castellinews.it, Ecozoom.tv Premi offerti da: Il Refuso, Sirius Srl, Ansa, Banca di Credito Cooperativo del Tuscolo di Rocca Priora, EsaEsrin, Tuscolana Arte e Cultura, Casa Editrice Creativamente, Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, Svolta Solar, Hotel La Collina di Collevalenza (Todi), Anima Mundi (Cesena), Casa Editrice Orecchio Acerbo, Castellinews.it, Isola del Bel Canto e della Musica, Legnami Luciani, Parco Catone, Comune diMonte Porzio Catone, Farmacia Costanzo, Videoteca Film One, Il mio computer, Oreficeria Ricciardi, Video Club Catone, Tabaccheria Leonardi, Beauty Point Monte Porzio, Edicola Katiuscia, Farmacia Subrizi, Edicola Rapa, Tabaccheria Luca Adinolfi, Farmacia Nobili (Cori), Nazzarena Maciucca, Teresa Vittori, Associazione Nazionale Energia del Vento, Unione Imprese Solari. Si ringrazia inoltre: Teosgrafica che ha collaborato alla stampa degli attestati, Sonnenkraft, Eurospin che ha offerto l’acqua, Ecozoom Tv che ha ripreso tutta la manifestazione, Roberto Ferranti regista del film della premiazione. 11

1° La Quinta della scuola elementare Rizzo Marino di Mazara del Vallo 2° Federica Pignataro, della I media C della Giulio Cesare di Brindisi 3° . parimerito - la Quinta primaria S. Domenico di Guzman (La Spezia) 3° parimerito - Viviana Abbate, Luana Migliastro e Sabrina Cannetti a rappresentanza della III media M dell’istituto Petri di Santa Teresa di Riva (Messina) Fascia 14-18 annI

SEZIONE ARTICOLI 1° Rita Spedicati, 17 anni, di Lecce 2° Gaia Mutti, 18 anni di Roma. 3° ex aequo Gaetano Barone di Rieti e Martina Cavallaro di Tradate menzioni speciali: - Michela Popio -Liceo Artistico di Bari - Elena Valzano di Lecce Sezione Inchieste 1° Giacomo D’Alessandro, 18 anni, di Genova 2° la V E liceo Leonardo da Vinci di Umbertide (Perugia) 3° l’Ecocomitato della Leonardo da Vinci di Umbertide (Perugia)

SEZIONE SPOT 1° I ragazzi della V del liceo Scientifico Marconi di Foligno 2° Nardino Fresu, di Ozieri 3° ex aequo, Davide Magnanimi di Roma e Elena Prati di Alessandria Sezione Internazionale 1° Michel Kondombo, 15 anni, di Grottaferrata (Roma) Menzione speciale: redattori della V E dell’istituto Leonardo da Vinci di Umbertide


SESTA EDIZIONE DEL MEETING ALBOSCUOLE

Premio Nazionale “Giornalista per 1 giorno”

Chianciano Terme aprile 2009

Ancora un’affermazione per “il Banditore”, il giornale dell’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, che, dal settembre del 2006, continua ancora oggi ad offrire ai suoi studenti una finestra aperta nel mondo della scuola che si collega on line, grazie alla rete ideata dall’Associazione Nazionale Alboscuole, presieduta da Ettore Cristiani. Vincitore tutti gli anni del premio nazionale, anche quest’anno una delegazione della giovane redazione studentesca era presente alla sesta edizione del meeting nazionale che si è svolta a Chianciano Terme nei giorni 25, 26 aprile. Accompagnati dai docenti 47 studenti hanno vissuto l’indimenticabile esperienza di trascorrere tre giorni insieme a tutti gli studenti convenuti da ogni parte d’Italia. Dalle Alpi alla Sicilia, i ragazzi hanno avuto modo d’incontrarsi, conoscersi, scambiare esperienze, divertirsi insieme soprattutto nelle due serate danzanti che si sono tenute presso il salone

FORFAIT DE “ IL BANDITORE” ALLA XII EDIZIONE PREMIO “CITTA D’ISERNIA - GIORNALINO SCOLASTICO”

ORGANIZZATA dall’ufficio scolastico provinciale di Isernia, con la collaborazione delle amministrazioni provinciale e comunale ed il patrocinio della Camera di Commercio, si è svolta il 28 maggio la quattordicesima edizione di Scuola viva (rassegna di spettacoli e prodotti scolastici ).Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti il dottor Giuseppe Boccarello, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale del Molise, il dirigente dell’ufficio scolastico per la provincia di Isernia, Rossana Di Pilla che hanno assistito all’esibizione teatrale e musicale dell’istituto tecnico-commerciale “Enrico Fermi” con la rappresentazione comica di Vincenzo Salemme “Premiata pasticceria Bellavista” e all’esecuzione di brani musicali e ad un collage di balli eseguiti dagli stessi studenti. Protagonisti della giornata anche i ragazzi del liceo scientifico “Majorana” che si sono esibiti in un concerto dio musica rock (l’istituto ha partecipato anche interpretando “Le improvvisazioni di Versailles” di Molière. A seguire, l’esibizione della scuola primaria di Venafro dell’istituto comprensivo “Don G. Testa” con una rappresentazione di genere fantastico di Moscatiello “Melina, la gatta cenerina”. I più piccini della scuola primaria di Sesto Campano-Taverna hanno invece interpretato “La giara” di Pirandello mentre i piccoli studenti della scuola primaria della San Giovanni Bosco di Isernia si sono esibiti in una commedia musicale, “Favole sfasate” rivista e diretta da Diana Maddonni. Che ha curato la regia del musical “E’ tutta un’altra storia” interpretata ancora dai bambini del primo circolo didattico Con uno sguardo anche alle tradizioni del Molise, la scuola secondaria di primo grado di Sant’Eusanio dell’istituto comprensivo “Galilei” di Monteroduni ha scelto ed interpretato, lunedì scorso, una comicissima “Veglia funebre” di Giambattista Faralli seguita da un prodotto multimediale “La dimensione europea della scuola italiana” pre-

Nervi al Parco Acquasanta delle Terme. Ma la giornata speciale è stata la mattinata della cerimonia delle premiazioni. La redazione irpina, oltre a ricevere il premio per l’importante e qualificata attività redazionale per cui ha conquistato uno dei primi posti tra i 1.021 giornali scolastici attivati, è stata insignita di un altro premio. Il primo premio al concorso nazionale “il migliore articolo” bandito sempre da Alboscuole, grazie ad un lavoro eseguito dalla studentessa Ida De Santis (2 A) che è stata chiamata sul palco per ricevere il meritato applauso dalla giovane platea oltre, naturalmente, la preziosa pergamena. Una bella affermazione questa del giornale scolastico irpino che oltre a raccogliere consensi, dà la possibilità agli studenti del piccolo istituto avellinese di raccontare, attraverso le rubriche del giornale, se stessi, il mondo che li circonda, i fatti della scuola e tutto ciò che possa rientrare nella loro sfera di interessi.

Grazie a tutti e di tutto…grazie ai docenti e alla Preside per i due stupendi giorni che ci avete fatto trascorrere a Chianciano terme. Per noi che frequentiamo la prima media è stata la prima volta e, probabilmente, se lavoreremo bene nel prossimo anno scolastico, parteciperemo al prossimo meeting. Siamo tornati nel nostro paese con le lacrime agli occhi e con un sorriso inimmaginabile. Grazie abbiamo fatto un’esperienza che non dimenticheremo mai più! E’ stata utile e divertente la lezione di giornalismo fatta da Marco Lui , sia per me che per gli altri ragazzi; abbiamo imparato tante cose… l’importanza della comunicazione e i diversi modi per esprimersi, la differenza fra chi potrà avere successo e chi no, la necessità di avere fiducia in sé stessi. Sono stati tanti i momenti belli incontrare e fare amicizia con tanti coetanei

provenienti da altre realtà scolastiche; la premiazione sul palco e i compagni della nostra scuola selezionati per gli articoli. Non me l’aspettavo, giuro!! Siamo ancora emozionati, nonostante siano passati già tanti giorni. Indimenticabile poi la serata danzante, oltre a ballare abbiamo visto dei ragazzi di altre scuole davvero carini. E come non parlare poi del mitico Albertone? E’ stato bravo! La sua musica ci ha accompagnato anche durante il ritorno: alcuni di noi cantavano ancora (tipo me) e alzavano le mani in alto quasi a toccare il soffitto del pullman, come ci avete insegnato voi, con i telefonini accesi in aria quando passavamo sotto una galleria.Qualcuno al di fuori ci avrà scambiati per dei veri matti e… forse, avrà creduto che ci stavamo dirigendo al manicomio. Con affetto la prima A.

PREMIO ELIA ROSA, VINCONO GLI AFRODUM DELL´ISTITUTO “DE CHIRICO”.TERZO L’I.C. DI PRATA P.U. edizione si aggiudicarono la piazza d ’ o n o r e . U n o d e i ta n t i o s p i t i d i eccezione giunti al “Villaggio del Fanciullo” di Rovigliano per rimarcare l’altissimo valore anche sociale di una kermesse che, organizzata dall’Associazione “Amici di Elia” con il supporto della Therapoint Eventi, a s p i r a a d u n a c r e s c i ta c o n t i n u a mirando, in futuro, a divenire competizione nazionale.

S i è svolta, al Villaggio del Fanciullo di Rovigliano, la serata finale della terza edizione del premio “Elia Rosa - la musica dei ragazzi”. La terza edizione del premio “Elia Rosa”, dedicato alla memoria del sassofonista torrese prematuramente scomparso nel 2004, è andata agli “Afrodum”. Il trio di percussionisti, dell’ Istituto Statale D’Arte “G. De Chirico” di Torre Annunziata, si è aggiudicato, oltre l’ambito trofeo finale, anche una borsa di studio dal valore di cinquecento euro. Superato, dunque, in finale, il gruppo irpino, dell’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” d i P r a t a P. U . , c h e n e l l a pa s s a ta

Queste le scuole finaliste: - Istituto comprensivo Anardi di Scafati; - Istituto comprensivo “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Prata P.U. (Av); - Istituto comprensivo D´Angiò di Trecase; - ISA de Chirico di Torre Annunziata; - Liceo classico Pitagora di Torre Annunziata; - Liceo scientifico Cantone di Pomigliano d´Arco; - Scuola media Parini VI di Torre Annunziata; - Scuola media Pascoli di Torre

sentata dai ragazzi delle classi terza, quarta, quinta B del liceo scientifico “Giovanni Paolo I” di Agnone. E’ toccata alla scuola primaria di Ceppagna del “Leopoldo Pilla” di Venafro, l’interpretazione delle opere di Trilussa con “Trilussa cats” seguita da una sperimentazione musicale dell’orchestra dell’istituto comprensivo del “D’Agnillo” di Agnone. A concludere la scuola secondaria di primo grado del Leopoldo Pilla di Venafro con l’orchestra che ha eseguito brani di

Mozart e Tchaicowsky. Nella giornata di ieri, protagonisti gli studenti dell’Itis “Mattei” di Isernia che hanno presentato un dvd di un programma scolastico “fuori-classe” concernente le problematiche del mondo giovanile a cui è seguita l’interpretazione della commedia “Il povero Piero” di Campanile eseguita dagli studenti del Cuoco. A concludere la commedia “Il pomo d’oro”di Clarke: sul palcoscenico gli studenti del classico “Fascitelli” e dell’istituto d’arte “Manuppella”di

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Isernia. La manifestazione si è conclusa con l’accoglienza delle delegazioni delle scuole vincitrici dei concorsi per la decima edizione del premio “Città d’Isernia-giornalino scolastico” tra le quali l’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Prata P.U.e per la sesta edizione del premio speciale per le consulte provinciali nazionali con la consegna delle targhe di “Scuola viva”.


Santa PaolinaNews

CLASSI I E II

Noi alunni delle classi I e II della scuola primaria di Santa Paolina abbiamo letto un bel racconto: Il Gigante Tenerone e abbiamo partecipato al progetto lettura insieme ai nostri coetanei di Prata P.U. e ai bimbi della scuola materna. La

Una mattina tra i libri della biblioteca di Avellino.

Addio scuola primaria … ho già nostalgia di te!

CLASSE TERZA

CLASSE V

Il 26 maggio la mia classe, cioè la terza di Santa Paolina, con la prima è andata alla biblioteca per ragazzi di Avellino con le maestre Michela e Gabriella. Siamo stati portati nella stanza culturale dove si possono prendere in prestito i libri adatti alla n o s t r a e t à . I n q u e s ta sala c’era un gruppo di tavoli dove ci siamo accomodati. La direttrice della biblioteca, la signorina Carmelina Iandiorio, ci ha detto come funziona una biblioteca, ci ha spiegato che ai piani superiori di questo edificio antico c’è il museo e la biblioteca provinciale “Capone”. Ci ha mostrato un libro pieno di testi, poesie e narrazioni che è stato pubblicato dalla scuola di Venticano. Ci ha anche raccomandato di leggere sempre e amare la lettura perché è importante. Poi è arrivata una signora di nome Rossella che ci ha fatto sedere su un tappeto molto grande e ci ha raccontato due storie di gatti, che a noi sono piaciute moltissimo. Dopo aver fatto merenda, Rossella ci ha fatto disegnare dei gatti per poi farne dei segnalibri. Ognuno ha disegnato gatti diversi, tutti colorati e bizzarri. Quando abbiamo terminato, Rossella ci ha dato i segnalibri. Abbiamo salutato e ringraziato e siamo andati a prendere il pullmino per far ritorno a scuola. (Alfonso, Ca-

Sembra ieri, ma 5 lunghi anni sono già passati e noi presto faremo nuove amicizie perché ci ritroveremo in una scuola diversa: la scuola dei grandi!Abbiamo già in mente stupendi ricordi degli anni passati, quello del primo giorno di scuola, della classe I^, che sicuramente non ci abbandonerà mai per tutta la vita, delle maestre che ci hanno accompagnato in questo percorso di crescita per 5 anni, anche di quelle che abbiamo avuto solo per qualche anno .“Un grazie Gigante” va alle nostre maestre che ci hanno insegnato tante cose con pazienza, soprattutto come superare le difficoltà giornalmente, perché con noi bambini, e specialmente con noi di questa classe che siamo birichini, di pazienza ce n’ è voluta tanta.Un grazie speciale va alla maestra Gabriella che con tanta pazienza è riuscita ad organizzare delle bellissime uscite scolastiche che ci hanno permesso di fare nuove esperienze ricche di significato.Noi le porteremo tutte sempre nel nostro cuore e le ricorderemo anche quando in questo ci sarà solo un piccolo spazio . UN GRANDE E PROFONDO AUGURIO ALLE MAESTRE DI V^.

L’inferno della scuola (La poesia vincitrice del primo premio a Ceppaloni) Dopo una notte che pensai qualcosa di assai strano,

millo, Raffaele e Sabato )

il sogno mi prese per la mano. Al poco cammin di nostra vita, mi ritrovai in una scuola oscura in cui l’uscita era smarrita. Non sapevo cosa fare; morire o restare. Ormai era lavoro forzato; due alternative: promosso o bocciato. Di scienze studiai la rosa dei venti,

storia è divertente e piena di episodi: il Gigante Tenerone ha attraversato il bosco perché vuole salvare gli animaletti da una bufera di neve. All’apparenza sembra essere cattivo e tutti gli abitanti del bosco hanno paura di lui; ma quando arriva la bufera il gigante riesce, con il suo cappello magico, a fermare la tempesta di neve e salvare tutti gli animaletti. Questo racconto ci trasmette sentimenti molto belli come l’amicizia e la bontà. Spesso noi ci soffermiamo davanti alle apparenze e abbiamo paura di creare nuovi rapporti di amicizia con le persone “ diverse” da noi. “Diverse” per modo di dire perché possono avere sentimenti e valori che potrebbero esserci di insegnamento, come ci ha fatto capire la storia del nostro amico Gigante.

matematica...sottrazioni, italiano... gli accenti. POESIA

CIUF – CIUF…… SI PARTE: destinazione Benevento

15enne una bicicletta inventai

SCUOLA AMICA MIA! oltrepassai una finestra e scappai.

CLASSE SECONDA

Da Torino a Novara a Milano

Sono Ilaria e frequento la classe seconda della Scuola Primaria di Santa Paolina.Quest’anno la mia scuola ha organizzato una gita a Benevento. Lo scuolabus ci ha portati alla stazione ferroviaria di Prata P.U., dove abbiamo preso il treno e siamo scesi alla fermata Arco Traiano di Benevento.Abbiamo visitato la città e visto tanti monumenti: la chiesa di Sant’Ilario, l’Arco Traiano, il Museo. Poi siamo andati al ristorante “ Il Vicoletto” e nel pomeriggio siamo tornati a casa.

e arrivai così là salvo e sano. Era notte, vidi un giardino, c’era un albergo là scalai il muro, aprii una finestra ma mi accorsi che era l’Università. Io volevo scappare, ma mi presero e fui costretto a lavorare; tutto questo doveva finire, e così fui costretto a morire. Federico De Guglielmo classe IV

CLASSE V Cinque lunghi anni son già passati e con lo studio ci siam impegnati. Maestre e genitori non sempre contenti dei nostri sforzi e comportamenti. Le medie saranno sempre più dure e noi le affronteremo senza paure. Prof. ancora più severi con i quali affrontare i nostri doveri. Ci piace essere bravi studenti e diventare grandi sapienti. Le nostre maestre porterem nel nostro cuore poiché ci han insegnato con tant’amore. (Errica , Giusy , Letizia, Angelo , Aurelio , Carmine)

(SARRO ILARIA)

Una giorno a Benevento in rima

Il mio primo viaggio in treno è stata un’esperienza bellissima. Non avevo mai visto un treno da vicino ed avevo tanta paura, ma la curiosità era così grande che quando sono salita mi è passata. Il viaggio non è stato molto lungo, ma è stato bello guardare dal finestrino le immagini che scorrevano così veloci. (MARTINA RICCIO)

A Benevento siamo andati con il treno siam partiti. Entusiasmo ed allegria

La mia prima esperienza sul treno l’ho fatta il 28 Aprile, quando le nostre maestre ci hanno portato in gita a Benevento.Il treno era vecchio e andava piano. Abbiamo attraversato molte gallerie e dal finestrino vedevo in lontananza paesini e boschi. E’ stata una bellissima giornata che vorrei ripetere di nuovo. (NATALIA GNERRE)

ci han accompagnati per la via. L’Arco di Traiano abbiam visitato ed una guida ci ha spiegato.

Il viaggio in treno è stato bello e molto emozionante. Nel treno c’erano tanti posti e altri passeggeri. Io mi sono seduta vicino al finestrino, perché volevo guardare fuori e osservare il paesaggio: ho visto tanti alberi, alcuni animali e delle case. E’ stata un’esperienza bellissima e spero di ripeterla al più presto. (ANNA CARPENITO)

Il liceo artistico ci ha ospitati dopo che ci eravam rifocillati. Attività e d esperienze abbiamo fatto

Io nel treno mi sentivo benissimo. Ero seduto vicino ad Ilaria e con noi avevamo piccoli zainetti con la merenda, l’acqua, i fazzoletti…Siamo arrivati a Benevento e abbiamo visitato la città. Poi siamo andati al ristorante e abbiamo mangiato tutti insieme.Io in Bulgaria avevo viaggiato in un treno grande con tante carrozze, invece il treno che ci ha portato a Benevento era piccolo e aveva solo due carrozze.(ROSEN IVANOV ROSENOV)

e tante epigrafi abbiamo letto. Di tutto questo siamo grati all’insegnante Gabriella che ci ha indirizzati. Per l’anno venturo noi chiediamo

Andare in treno a Benevento mi è piaciuto molto. Siamo passati sotto le gallerie e io avevo paura perché era buio. Mi sono tanto divertita a

altre esperienze, e con lei andiamo. Gli alunni della classe terza. 13


L’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” finalista al Concorso “Cercasi eco-idee per la tua città” dell’ENEL

Decennale della nascita

PRATA: un “ Cinque più uno” al PlayEnergy 1999-2009 PREMIATA LA CREATIVITÀ IRPINA SULL’USO SOSTENIBILE E RAZIONALE DELL’ENERGIA attestati in campo nazionale ed internazionale per la PRATA, AGOSTO- Come si sa le scuole si sono risparmio energetico ed economico. Le giurie, testata storica di Prata, ma chiude anche la carriera chiuse il 12 giugno, ma per la redazione de “il composte da rappresentanti Enel, delle istituzioni, del docente responsabile che dal prossimo anno Banditore on-line” c’é stato un ritorno a scuola per del mondo scolastico e dell’informazione, hanno andrà in pensione. Un giornale, insomma, “storico” portare a termine il progetto “Cercasi eco-idee per la valutato i progetti elaborati dagli studenti di ogni per la scuola media pratese, la cui prima uscita tua città” relativo al concorso PlayEnergy, bandito Regione, in base a criteri di attinenza al tema, risale al 1999. Una “creatura” voluta dal docente dall’Enel ed incentrato sull’uso sostenibile e creatività, coerenza e fattibilità decretandone i referente che ha seguito e curato nei minimi dettagli razionale dell’energia. L’obiettivo del team irpino è finalisti. Per l’impegno e la creatività dimostrati, le di ogni numero per tutti questi anni. Alla base di stato quello di osservare con occhio attento classi vincitrici saranno premiate con una stampante questa sua testardaggine, nonostante le l’impiego quotidiano dell’energia elettrica per a basso impatto ambientale con dotazione di carta. incomprensioni, le delusioni, le amarezze, la individuare soluzioni ottimali di utilizzo in grado di Ma non è ancora finita! La giuria regionale ha convinzione che il giornale scolastico era e sarà trasformare le città in modelli di efficienza assegnato anche delle menzioni speciali. Vincitori e sempre un modo per dare voce agli studenti, un energetica, a beneficio dell’intera comunità e per menzionati potranno tutti accedere alla selezione modo per unificare molteplici interessi ed attività, un sensibilizzare la cittadinanza a un uso più nazionale. Ecco l’elenco dei finalisti delle selezioni modo per favorire una partecipazione responsabile consapevole dell’energia. Come sempre e regionali che gareggeranno per la vittoria a livello alla vita della scuola. Un modo per sfruttare la comunque l’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” ha nazionale... potenzialità didattica di risposto con grande entusiasmo questo tipo di attività che all’appassionante sfida lanciata dalla ha il potere di incanalare più grande e più importante Azienda Per la Regione Campania i finalisti sono: diverse competenze italiana produttrice di energia, (comunicative, grafiche, -la classe 3A dell’Istituto Comprensivo G. Mazzini di Ceppaloni (BN) realizzando un vademecum per logiche, sociali, l’utilizzatore finale della corrente • la classe 3H della Scuola Secondaria di Primo grado G. Gigante di Napoli relazionali, operativo elettrica, cioè tutti. Titolo del lavoro “1 • le classi dell’Istituto Comprensivo Carlo Alberto di Prata Princ. Ultra (AV) manuali, informatiche…) piccolo gesto,1 grande contributo” ; nonché attivare la • la classe 2A della Scuola Secondaria di Primo Grado G. Falcone di Napoli sottotitolo (Consigli pratici per un fantasia e sviluppare il risparmio energetico). La premessa: senso critico. All’inizio il Impiegare l’elettricità in modo corretto Banditore era il frutto di tanto lavoro a poche mani ha molteplici vantaggi. Ridurre gli sprechi, infatti, non di scrittura ( macchina da scrivere, Olivetti Lettera vuol dire solo spendere di meno, ma anche gestire E con questo ulteriore riconoscimento ferragostano 36) prima, poi videoscrittura (computer vecchia meglio impianti e macchinari, quindi produrre in la scuola di Prata chiude il 2009 con un “cinque + generazione). Oggi con le tecnologie a disposizione modo più efficiente, o almeno impiegare in modo 1”: (Premio per il migliore Giornale scolastico si è stati in grado di ottenere un giornale che non è più consapevole, una risorsa preziosa come internazionale di S.Nicandro; “Giornalista per 1 solo cartaceo ma anche multimediale, di larga l’energia. A seguire consigli come evitare gli sprechi giorno” Alboscuole-Chianciano Terme-; “Giornalisti diffusione con la pubblicazione sul sito scolastico nel privato (case) come nel pubblico (scuole, uffici, nell’erba” - Monteporzio Catone (ROMA); “Nave (www.icprata.it) e, soprattutto, con poca spesa. ospedali). Un capitolo a parte è stato dedicato agli della legalità”; XII edizione “Città D’Isernia”. Un Oggi esiste una vera e propria redazione, costituita elettrodomestici che sono il tallone di Achille per il premio estivo, questo, che come la ciliegina sulla dai rappresentanti (redattori) di ogni classe che 100% della popolazione. Quantizzato anche il torta, chiude un anno scolastico ricco di premi ed

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“il Banditore” raccolgono i materiali prodotti dalle proprie classi. Pratiche di scrittura diverse: la descrizione, la narrazione, il racconto, la relazione di una gita o di un’esperienza scientifica, la poesia, inchieste, resoconti di attività, riflessioni su fatti accaduti, storie fantastiche, recensioni letterarie, la corrispondenza, la redazione di testi pubblicitari e altro. Li selezionano, li impaginano e poi correggono le bozze Tutte forme di scrittura che trovano una realizzazione pratica nelle attività legate alla creazione del giornalino scolastico e che si svolgono quotidianamente nelle classi ma che non rimangono solo nei quaderni.. Molto gettonate attività creative come acrostici, calligrammi, indovinelli in rima, limerik, non sense, giochi linguistici come cruciverba, memory, tutti illustrati e redatti dai bambini stessi al computer. La pubblicazione e la distribuzione del Giornale scolastico è stato sempre il momento culminante del percorso di lavoro, carico di aspettative, infatti, un giornale ha ragione d’essere se viene letto da qualcuno, non solo da chi lo ha scritto. A questo riguardo la rete internet ha amplifica il numero potenziale di lettori ed ha consentito alla scuola intera di essere contemporaneamente autoreeditore-distributore. Anche la pubblicazione in rete del giornale è stato il frutto di un lavoro didattico finalizzato anche a sviluppare capacità progettuali e comunicative specifiche per il web: gestione della comunicazione, progettazione grafica, aspetti tecnici e, qualche nozione di linguaggio html.Tutto questo ha un nome e cognome:FlavioPicariello.(fonte “ Corriere” del 21 agosto 2009 )


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1DSROLWDQR Ă›UDFFRJOLHUH L IUXWWL GHO ORUR LPSHJQRĂœ Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non sono solo vittime della mafia, sono “autentici eroi della causa della legalitĂ , della

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Approda a Palermo la nave della legalità : 1400 ragazzi da tutt’Italia insieme per ricordare le vittime della violenza mafiosa. La messa, i cortei festosi e i concerti

ÂłPRELOLWD]LRQH DQWLPDILD´ IL LANCIO DI MIGLIAIA DI PALLONCINI COLORATI, MUSICA E IL GRIDO CADENZATO, ‘GIOVANNI E PAOLO’ E ‘PALERMO E’ NOSTRA E NON DI COSA NOSTRA’, HANNO ACCOLTO SUL MOLO IL CORTEO DEI “GARIBALDINI DELLA LEGALITĂ€â€? USCITO DALLA NAVE. DEI GIOVANI DEL TEATRO B ELLINI DI CATANIA “ARTE CONTRO COSA NOSTRAâ€? HANNO BALLATO SUL RITMO SINCOPATO DI “PRIMA DI SPARARE PENSAâ€? DI FEDERICO MORO, CANTATA AL MICROFONO DA UNA BIMBA DI NOME CHIARA

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LR FĂ™HUR D FXUD GHOOD UHGD]LRQH PALERMO, 23 MAGGIO -Una esperienza fantastica e significativa per gli alunni dell’I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesaâ€? di Prata P.U.( Avellino) che hanno fatto parte della spedizione dei 1400 della “Nave della legalitĂ â€?. Partita da Napoli è attraccata nel porto di Palermo l’indomani mattina . A bordo studenti provenienti da tutta Italia accompagnati dai responsabili della Fondazione Falcone, che ha organizzato il viaggio, dal Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini e dal Procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso. Durante la navigazione, dopo la cena consumata in mensa dal ministro con alcuni studenti delle consulte, si e’ tenuto un dibattito a cui ha partecipato anche Vincenzo Cotticello, l’imprenditore siciliano che si e’ ribellato al pizzo; ha raccontato la sua vicenda e ha invitato i ragazzi a non sottostare mai alle intimidazioni e a difendere la propria dignita’. Fernanda Contri ha ricordato Giovanni Falcone, con alcuni toccanti episodi e ha concluso: “Voi che siete giovani potete combattere. Il peso del futuro della societa’ e sulle vostre spalle. Coraggio ragazzi, ce la potete fareâ€?. Il ministro Gelmini ha risposto in particolare alla domanda di uno studente sulle raccomandazioni, sottolineando che sono un fatto negativo da contrastare richiamando spesso il valore della legalita’ e l’importanza del ruolo della

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Sono i garibaldini della legalità , studenti provenienti da ogni parte d’Italia, salpati da Napoli. Hanno colorato di slogan il capoluogo siciliano dove, alle 9.30, nell’aula bunker il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via alle celebrazioni per onorare la memoria di Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta, trucidati 17 anni fa nella strage di Capaci. Alle cerimonie

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,1 6277 62772 772 /¡$/%(52 $/%(52 )$/&21( $/&21( Palermo ha ricordato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta uccisi a Capaci il 23 maggio del ‘92. Ospite d’onore il capo dello Stato Giorgio Napolitano In 1400 hanno sfilato fin sotto l’albero Falcone scandendo i nomi di “Giovanniâ€? e “Paoloâ€?. CosĂŹ i ragazzi arrivati a Palermo da tutta Italia nel diciassettesimo anniversario della strage di Capaci hanno risposto all’invito rivolto loro poche ore prima dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, intervenuto alle manifestazioni nell’aula bunker dell’Ucciardone, ha detto che ‘’Mai come in queste occa-

3$/(502 6%$5&$12 , 5$*$==, $17,0$),$ , & ', 35$7$ 3 8 ,O 3UHVLGHQWH 1DSROLWDQR SUHPLD OD UHGD]LRQH GH Ă›,O %DQGLWRUHĂœ Come ogni anno, il MIUR e la Fonda- Questa la motivazione â€?Con fantasia e credibilitĂ il lavoro “Il Banzione Giovanni e Francesca Falco- ditoreâ€? realizza l’edizione straordinaria del giornale che dĂ la notine promuovono in tutte le scuole d’Ita- zia della sconfitta della mafia mostrando la grande partecipazione lia un “Percorso di Educazione alla e la creativitĂ degli alunni.Il compito delicato dei media nella preLegalitĂ â€? per sensibilizzare i giovani sentazione delle notizie viene proposta in veste grafica accattivanal rispetto dei valori in cui i magistrati te a dimostrazione dell’impegno della scuola nell’approfondimento Falcone e Borsellino hanno creduto: di tali tematicheâ€?. il valore delle regole, il rispetto delle PALERMO:Aula bunker dell’Ucciardone leggi, l’importanza della giustizia, il senso della cittadinanza e l’amore verso la Costituzione. Sono stati, inoltre, banditi due concorsi: “Il giorno dopo la sconfitta della mafiaâ€?: rivolto a tutte le scuole primarie e secondarie di I° grado con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti nella realizzazione di un’edizione speciale di un quotidiano che annunci la definitiva sconfitta della mafia; e quest’anno la proposta piĂš creativa e quella con le maggiori possibilitĂ di sviluppo secondo criteri di correttezza e legalità è stata ritenuta dalla commissione quella realizzata dall’ I.C. “Carlo Alberto Dalla Chiesaâ€? di PRATA Falcone-Napolitano-Gelmini premiano gli alunni vincitori P.U. (Avellino).

sioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita’’. Insieme alla moglie Clio il capo dello Stato ha accompagnato battendo le mani il rap cantato dai ragazzini di “Addiopizzo� quindi ha voluto salutare personalmente gli altri studenti riunitisi a piazza Magione, nel quartiere popolare della Kalsa dove nacquero Falcone e Borsellino. Poi la deposizione di una corona in via d’Amelio per ricordare anche i caduti dell’eccidio del 19 luglio. .

Aprile 2009

Acccendi la luce del tuo benessere

ANNO X- n. 14 FEBBRAIO icprata@libero.it fragole dall’Andalusia APRILE Uva dal Cile-Argentina-Sud Africa. Mele e pere dalla Nuova Zelanda. Giornalino scolastico edito dall’I.C. di Prata P.U. e sez. ass.ta di S.Paolina MAGGIO I cocomeri spagnoli e Redazione e Amministrazione Prata P.U. via Municipio, 1 0825/952014 - fax 0825/961814 Israeliani LUGLIO E AGOSTO DIRETTORE RESPONSABILE: DOTT.SSA SILVIA GAETANA MAURIELLO-REDATTORE CAPO:PROF.FLAVIO PICARIELLO

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17esimo anniversario dell’attentato a Paolo Borsellino : primato dell’indifferenza

19 luglio, via D’Amelio:

forfait di Stato

VIA D’AMELIO, ANNIVERSARIO POLEMICO CERIMONIA DESERTA E NIENTA AUTORITÀ AMAREZZA DELLA FAMIGLIA ALLE CELEBRAZIONI UFFICIALI. LA SORELLA DI BORSELLINO DICE: “ PALERMO NON HA DIMENTICATO LE AUTORITÀ ASSENTI PER NON ESSERE CONTESTATE” I MESSAGGI DI NAPOLITANO, FINI E DEL MINISTRO ALFANO Ministri e autorità locali disertano la commemorazione della strage. Pochi anche i cittadini

Via d’Amelio 17 anni dopo:la vergogna dell’indifferenza L’accusa di Salvatore Borsellino: hanno preferito la giornata di sole

Via D’Amelio, anniversario polemico Cerimonia deserta e niente autorità UN PUGNO NELLO STOMACO

Legalità e giustizia: lo striscione del comitato antimafia «19 luglio 2009»

Governo, Parlamento e autorità locali disertano la celebrazione in ViaD’Amelio. Pochi anche i palermitani in corteo. Balconi chiusi, solo tre lenzuoli bianchi. Salvatore Borsellino: «La città si svegli». Palermo ricorda Paolo Borsellino, ma governo, Parlamento, autorità regionali e comunali, disertano la commemorazione. Nel 17esimo anniversario della strage di mafia che costò la vita al giudice e a cinque agenti di scorta, via D’Amelio resta semivuota. Assenti anche la magistratura (che però ha ricordato Borsellino il giorno prima a Palazzo di Giustizia) e parte della cittadinanza. Balconi e serrande quasi tutti chiusi, soltanto tre lenzuoli appesi alle finestre. Al punto che il piccolo corteo, circa un centinaio di palermitani, alcuni con i figli piccoli in braccio, d’un tratto grida: «Vergogna,vergogna». Il presidente della Repubblica Napolitano ha inviato un messaggio alla vedova Agnese in cui elogia «l’eredità preziosa della mobilitazione della società civile, e in specie delle nuove generazioni, nell’opporsi e nel reagire alle intimidazioni e attacchi della criminalità». Telegrammi da Fini e Alfano. NESSUN MINISTRO PRESENTE Alla manifestazione, però, non è presente nessun ministro nè sottosegretario del governo. Gli unici due politici presenti sono il vicepresidentedella Commissione AntimafiaBeppe Lumia e la neoeurodeputata IdV Sonia Alfano. Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni era presente ieri sera alla consueta fiaccolata organizzata da Azione

Giovani. Unico magistrato presente, a parte il collegamento telefonico con il pmantimafia Luca Tescaroli, è il procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari. Nel corso della giornata sul palco sono saliti soltanto associazioni, tra cui «Ammazzateci tutti», parenti di vittime della criminalità organizzata e del terrorismo, come Luca Tarantelli, figlio del sindacalista ucciso dalle Br, Chicco Alfano, fi-glio del giornalista Beppe, Gianluca Manca, fratello di Attilio. «SONO ANDATI AL MARE» E dal microfono Salvatore Borsellino, fratello maggiore di Paolo, ha avuto parole indignate: «Speravo che i palermitani oggi (ieri, ndr) si svegliassero. Al di là del comitato organizzatore, qui non c’è nessuno. Palermo ha dimenticato la promessa fatta nel giorno del funerale di Paolo. Evidentemente l’attrattiva di una giornata al mare è stata più forte. Purtroppo molti condomini di Via D’Amelio il 19 luglio chiudono casa e si trasferiscono infastiditi dalla confusione». Solo parzialmente d’accordo la sorella Rita: «Basta dire che i palermitani sono assenti. Chi non ha risposto è lo Stato che ha mancato al suo dovere». Lacommemorazione è durata fino alle 16,55, ora della strage. Poi, dopo un minuto di silenzio e un lunghissimo applauso, il corteo di 300 persone si è mosso verso piazza Magione. Ieri mattina invece, alla caserma Lungaro, erano presenti giudici, tra cui il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, il sindaco Cammarata, prefetto, questore e vicecapo della polizia di Palermo.(fonte l’Unità)

Sono al mare, in vacanza, e leggo dai giornali che il 17esimo anniversario della strage di Via D’Amelio è passato nel silenzio più assoluto sia delle Istituzioni che dei cittadini palermitani. E questo per me che ho avuto la fortuna ed il privilegio di vivere, grazie alla Fondazione Falcone,l’esperienza del 23 maggio 2009, è stato un vero e proprio pugno allo stomaco. Non riesco a capacitarmi come sia possibile che a distanza di pochi mesi il Governo, il Parlamento e le autorità locali abbiano potuto disertare la celebrazione in ViaD’Amelio. Pochi anche i palermitani in corteo. Balconi chiusi, solo tre lenzuoli bianchi. Eppure due mesi primi per la commemorazione di Giovanni Falcone, la città di Palermo era stata “invasa” da migliaia di studenti, di cittadini e autorità di ogni ordine e grado. Ancora oggi avverto quell’energia esplosiva che riempiva piazza Magione, la piazza “storica” di Palermo. Ho ancora il cuore e gli occhi colmi delle immagini, dei colori , dei suoni e delle emozioni raccolti a Palermo.. Come dimenticare il rumore, il colore, il profumo, la musica di tanta sana gioventù disseminata a Nord e a Sud dello Stivale e che,sebbene, non fosse ancora nata, quando il 23 maggio 1992, 500 kg di tritolo fecero saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, la moglie e la sua scorta, era lì a manifestare e a condannare la mafia, nonchè a testimoniare tutta la loro solidarietà alle famiglie che hanno perso i loro cari a causa della mafia. Altri c’erano ma erano molto piccoli. Quel 23 maggio nel capoluogo siciliano si era, infatti, investiti da un flusso ininterrotto di onde rigeneranti capaci di rinnovare l’immagine di una terra : non più feudo della mafia, non più tomba della legalità, ma madre di giovani pieni di vita, fucina di creatività, sorgente di speranza . Condivido pienamente la rabbia di Salvatore Borsellino, fratello maggiore di Paolo che il 19 luglio ha detto: «Speravo che i palermitani oggi si svegliassero. Al di là del comitato organizzatore, qui non c’è nessuno. Palermo ha dimenticato la promessa fatta nel giorno del funerale di Paolo. Evidentemente l’attrattiva di una giornata al mare è stata più forte. Purtroppo molti condomini di Via D’Amelio il 19 luglio chiudono casa e si trasferiscono infastiditi dalla confusione» (f.p.)

300 giovani con le agende rosse in mano: “via D’Amelio strage di Stato”

Al grido di “Resistenza. L’agenda rossa esiste” e’ partita questo pomeriggio da via D’Amelio la “marcia” voluta da Salvatore Borsellino, per commemorare il fratello Paolo, procuratore aggiunto ucciso il 19 luglio del 1992 assieme agli agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie

Cosina e Claudio Traina. Nessun politico, pochi palermitani, tanta gente del Nord alla marcia che ha il sapore della protesta piu’ che del ricordo. Protesta contro lo Stato che “ha fatto – ha detto Salvatore Borsellino – davvero poco in 17 anni” per scoprire i mandanti di quella strage che avvenne a soli 57 giorni dall’uccisione dell’altro magistrato, Giovanni Falcone. Circa trecento persone si sono messe in marcia verso castello Utveggio (ex sede del Sisde, da cui, secondo i parenti di Borsellino, sarebbe forse partito il segnale per uccidere il magistrato) con le agende rosse in mano, che rappresentano quella del giudice che non fu mai ritrovata, e tenendo lo striscione “Via D’Amelio, strage di Stato”. Alla testa del corteo, oltre a Salvatore Borsellino, c’era anche l’ex pm Luigi De Magistris, esponente di Italia dei valori. “La lotta alla mafia procede per due vie diverse – ha detto Salvatore Borsellino -. Da un lato una parte delle forze dell’ordine e della magistratura che conduce una lotta serrata, dall’altro lato ci sono 16

altre istituzioni, come la politica, che si contraddistinguono per una fortissima carenza di provvedimenti contro la mafia”. Le nuove indagini sulle stragi aprono adesso spiragli di speranza verso l’affermazione della verita’. “Oggi finalmente, dopo anni di tenebre – ha proseguito Borsellino -, la lotta che si sta conducendo nelle procure di Palermo e Caltanissetta sta andando nel verso giusto”. La sorella, Rita, parlamentare europeo del Pd, si chiede pero’ “perche’ queste piste vengano fuori solo dopo 17 anni. Ho molti dubbi, ma non accuso nessuno”. Per Salvatore Borsellino “Se pentiti come Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino non avevano parlato fino adesso e’ perche’ forse non avevano trovato le interfacce giuste all’interno della magistratura”. Proprio affinche’ i pm continuino a lavorare “bisogna vigilare – ha detto De Magistris – perche’ non vengano fermati da parte di pezzi deviati delle istituzioni che hanno operato e opereranno per ostacolare la magistratura”.PALERMO, 18 LUG (ANSA)

PALERMO - Amarezza per il 17esimo anniversario dell’attentato a Paolo Borsellino, mentre imperversano le polemiche dopo le rivelazioni di Totò Riina, apparse oggi sui giornali, che accusa i servizi e lo Rita e Salvatore Borsellino Stato della strage di via D’Amelio. Il giorno dopo la marcia delle agende rosse, commozione e tristezza alla manifestazione organizzata per rendere omaggio alla memoria del giudice e della scorta uccisi nella strage di 17 anni fa, ma anche l’amarezza della famiglia che questa mattina non ha avuto vicini il calore dei cittadini e ha notato l’assenza delle autorità dello Stato, di fatto rappresentato dal procuratore antimafia Piero Grasso e dalle autorità locali. “Ma per tutta la giornata di ieri si sono succedute le manifestazioni”, precisa la sorella del giudice Rita: “I palermitani non hanno dimenticato. Sono le autorità - conclude - ch hanno preferito non venire per evitare le contestazioni”. Più amara la considerazione del fratello salvatore: “Speravo che i palermitani si svegliassero. Al di là del comitato organizzatore in via D’Amelio, non c’è nessuno. Palermo ha dimenticato la promessa che aveva fatto a Paolo il giorno del suo funerale”(fonte la Repubblica)

I messaggi Napolitano:”eroico protagonista della legalità” Molti i messaggi destinati alla vedova Agnese Borsellino, a cominciare da quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “A 17 anni dal tragico attentato, rendo commosso omaggio alla memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti addetti alla sua sicurezza, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina”. Paolo Borsellino, scrive il capo dello Stato, è stato un eroico protagonista della battaglia per la legalità e la difesa dello stato democratico. La sua dedizione e passione civica rappresenta “eredità preziosa per la mobilitazione della società civile - e in specie delle nuove generazioni - nell’opporsi e reagire alle intimidazioni e agli attacchi

Fini: “un simbolo di eroismo” “La figura di Paolo Borsellino scuote le coscienze e rappresenta un perenne simbolo di eroismo, sensibilità istituzionale, etica della legalità e della libertà” scrive il presidente della Camera Fini nel telegramma inviato alla moglie del magistrato, Agnese, e alla sua famiglia, per esprimere “ il senso della più profonda vicinanza mia e di tutta la Camera dei deputati”. Quello di Borsellino, aggiunge Fini “è l’esempio nobile della determinazione, del coraggio e della coerenza nella lotta contro la mafia. La sua lezione dimostra che la battaglia per la cultura dello Stato e della democrazia deve essere combattuta insieme dalle Istituzioni e dalla società civile: l’impegno dello Stato per la legalità si deve avvalere della partecipazione attiva e consapevole dei cittadini”.

Alfano:”un eroe senza tempo” “Paolo Borsellino è un eroe senza tempo, che ha contribuito a emancipare le coscienze dei siciliani dai ricatti e dalle paure innescate dalle efferate logiche di mafia. A diciassette anni dalla terribile strage mafiosa che lo ha sottratto ai suoi cari e alla sua alta missione, il suo esempio e il suo messaggio di legalità rappresentano ancora oggi quei parametri etici e di giustizia a cui è necessario rifarsi” afferma, in una nota, il ministro della Giustizia Angelino Alfano.


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