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HANDBOOK

#2019

s u m m e r 2 0 1 9 - y e a r LV I I

The Official Costa Smeralda Magazine

PEOPLE

&

STORIES


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RARE AND UNIQUE

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PEOPLE

&

STORIES

Contents GEORGE CLOONEY

I NTERVI EW

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36

La star hollywodiana racconta il suo amore per la terra dove ha girato Catch-22. The Hollywood star tells about his love of the land where he shot Catch-22.

ANTONIO MARRAS

I NTERVI EW

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Collina, ulivi e mare. L'atelier naturale del grande stilista che porta in passerella da vent'anni le suggestioni delle sue origini. Hills, olive trees and the sea. The natural atelier of the great designer who has been drawing inspiration from his homeland for twenty years.

B E AC H WE AR

FA S H I O N

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48

Glam display a filo d'acqua. Interi o due pezzi di stagione dove la parola d'ordine è bon ton. Glamour by the sea. This season’s one or two -piece swimsuits to embrace the ladylike trend.

MARCELLO CHIODINO

PORTFOLIO

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56

La Costa Smeralda vista attraverso l'obbiettivo di un fotografo perdutamente innamorato della natura. Costa Smeralda seen through the lens of a photographer madly in love with nature.

C O S TA S M E R A L D A

DEEP INTO

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67

Dal sogno dell'Aga Khan diventato realtà alla storia ultradecennale del Consorzio. Tra ambiente, progetti, eccellenze e spirito imprenditoriale, anche attraverso il racconto di Piero Angela e le imprese per mare di Renato Azara. From the Aga Khan’s realized dream to the Consortium’s over ten-year history, including environmental protection, products of excellence, projects and entrepreneurial spirit, in Piero Angela’s words and through Renato Azara’s marine enterprises.

H I D D E N PA R I S

T R AV E L

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88

Guida essenziale ai paradisi nascosti della capitale francese. Per pochi, non per tutti. Essential guide to the hidden paradises of the French capital. For a few, not for everyone.

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PEOPLE

&

STORIES

T H E H O R I Z O N H A S B E E N D E F E AT E D

DESIGN

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96

I super-yacht che rivoluzionano il concetto della navigazione in un trionfo di idee, comfort e tecnologia. The super-yachts that revolutionize the concept of sailing by combining ideas, comfort and technolog y.

SHANGAI SURPRISE

ARCHITECTURE

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104

Alla scoperta del nuovo skyline delle meraviglie. Tra disegno futuribile e attenzione alla sostenibilità. Discovering the new skyline of wonders. Between futuristic design and attention to sustainability.

TIMELESS

STYLE

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110

Iris Apfel, Joni Mitchell. Linda Rodin e Carmen Dell’Orefice. L’olimpo dell’eleganza e dello stile ha quattro nuove divinità dai capelli color argento. Iris Apfel, Joni Mitchell. Linda Rodin and Carmen Dell’Orefice. The Olympus of elegance and style has four new divinities with silver hair.

DIVE MASTERS

TIME

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118

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126

I subacquei e i segnatempo da immersione. Underwater and diving watches.

ROB E RTO COI N

I NTERVI EW

Un businessman anticonformista, con la passione per il bello e il ben fatto. An unconventional businessman, with a passion for beautiful and well-made things.

T H E E S S E N C E O F I TA L I A N B E AU T Y

OUTSIDE IN

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132

Le case che danno un nuovo significato alla frase “connesso con la natura”. Houses that give a new meaning to the phrase “connected with nature”.

TH E ART O F W I N E MAKI N G

LIFESTYLE

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140

Le cantine della Napa Valley tra produzioni di eccellenza, innovazioni tecnologiche degne della NASA e progetti architettonici che le pongono tra i riferimenti architettonici del nuovo secolo. The wineries of the Napa Valley of excellent productions, technological innovations worthy of NASA and architectural projects that place them among the architectural references of the new century.

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HANDBOOK T h e O f f i c i a l C o s t a S m e r a l d a Magazine S u m m e r I s s u e 2 0 1 9 – Ye a r LV I I

EDITORIAL TEAM Editor in Chief Roberto Rossi Gandolfi

Co-Editor in Chief Matteo Parigi Bini

Communication and Marketing Director Maurizio Maresca

P u b l i s h e r G r u p p o E d i t o r i a l e  Alex Vittorio L ana & Matteo Parigi Bini

Managing Editor Te r e s a Fa v i

Editor Matteo Grazzini


Contributors

p h . + 3 9 0 5 74 7 3 0 2 0 3

© 2019, all rights reserved. Costa

Emanuele Bigi, Dario Budroni,

redazione@gruppoeditoriale.com

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Alex Vittorio L ana

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la Rossi, Antonia Ruggiero

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Costa

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English Editing

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Centotraduzioni,

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59100 Prato – Italy

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EDITORIAL

Excellence is not an act but a habit. L'uomo guarda verso il cielo per istinto, come se sentisse il bisogno di cercare sfide sempre più impegnative, giorno dopo giorno. Il desiderio di puntare in alto ha a che fare anche con la nostra naturale inclinazione a coltivare un sogno nella speranza che esso si avveri, poiché l'unico modo per spostare in avanti i nostri orizzonti è saper guardare al di là di essi. A quarantaquattro anni dalla nascita, Costa Smeralda Magazine rompe gli indugi e decide di presentarsi al suo pubblico di riferimento con nome, veste e spirito rinnovati. L’aspirazione è quella di continuare a incarnare una parte di quel sogno che è la Costa Smeralda per il suo fondatore, da una parte narrando alcune delle straordinarie storie proprie della destinazione, dall’altra mettendo il meglio del mondo a portata di mano dei propri lettori. Lo stile e i modi sono quelli di una guida intelligente del buon vivere, che rinsalda le radici con la propria terra di riferimento, fino a proiettarle verso lo scenario globale. Per questo il nuovo Handbook – The Official Costa Smeralda Magazine è portavoce di coloro che credono nell'eccellenza e focalizzano il proprio impegno quotidiano nel migliorare se stessi, mostrando come l'abitudine al meglio sia un modo per sentire il cielo un po’ più vicino. Conciso, affilato e dritto al punto: Handbook – The Official Costa Smeralda Magazine è stato concepito in modo da sagomare un corpo armonioso, altero, e per esaltare un’anima che si racconta al mondo mostrando una profonda sensibilità nella selezione dei contenuti. E’ un piacere per gli occhi, attratti dall'armoniosa sequenza di argomenti e immagini fotografiche; e per il tatto, sedotto dal fruscio discreto della carta patinata. L a rinnovata presenza sul mercato del magazine, amplifica globalmente il significato di Costa Smeralda assieme ad un canale digitale nuovo di zecca, www.handbookcostasmeralda.com e ad un portale, www.costasmeraldaportal.com; punti di riferimento utili a portare alla luce il lato più brillante di alcuni linguaggi della cultura: la gente, i luoghi, le cose e i trend che gli esseri umani intelligenti e sofisticati seguono e desiderano. Aristotele

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WOR DS BY RO B E RTO ROS S I GAN DOL F I

Man instinctively looks towards the stars, as if day after day he felt the need to search for ever more demanding challenges. The desire to aim high also has something to do with our natural tendency to nurture a dream in the hope it will come true, because the only way to expand our horizons is to look beyond them . Fort y- eight years after it came into being, Costa Smeralda Magazine went into action and decided to present itself to its readers with a renewed name, look and spirit . The aim is to continue to embody a part of the dream that the Costa Smeralda represents for its founder, on one hand telling some extraordinary stories about the destination, and on the other putting the best of the world at its readers’ fingertips. The st yle is that of an intelligent guide to good living that strengthens its roots with its own land and carries them forward onto the global scene. This is why the new Handbook – The Of ficial Costa Smeralda Magazine is a spokesman for those who believe in excellence, and concentrate their daily ef forts on improving themselves, showing how the habit of the very best is a way to feel a little closer to the heavens. Concise, well-honed and straight to the point: Handbook – The Of ficial Costa Smeralda Magazine has been conceived to draw the profile of a proud, harmonious body, and to exalt a spirit which is narrated to the world through content selected with meticulous care. It is a pleasure for the eyes, attracted by the well-balanced sequence of topics and photographs, and for the touch, seduced by the discreet rustle of glossy paper. The rest yled magazine’s presence on the market gives an enormous boost to communicating the essence of the Costa Smeralda, together with a brandnew digital channel, www.handbookcostasmeralda .com and a portal, www.costasmeraldaportal . com; points of reference to help bring to light the more brilliant side of various aspects – the people, places, things and trends that intelligent, sophisticated human beings are interested in and want to know about . Aristoteles

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E D I T

Si chiama Capucines BB Guinguette Rose ed è il tocco più lussuoso di Louis Vuitton nel mondo delle borse in pelle intrecciata. Quattro colori, marchio bene in vista per la nuova rivisitazione di un classico: l’accessorio che vuol assomigliare ad un cestino.

It’s called Capucines BB Guinguette Rose and it’s Louis Vuitton’s most luxurious touch in the world of plaited leather bags. The revamping of a classic, in four colors and with visible logo: the accessory that looks like a basket.

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E D I T

La primavera / estate 2019 di Fendi nei décolleté colorati della collezione FFreedom. Cambia la tonalità, restano immutati i disegni e le forme: tacco ampio, abbinamento con soprabiti leggeri, borse griffate e shorts da motociclista. In passerella a Milano.

Fendi’s 2019 Spring/Summer colored pumps of the FFreedom collection. Colors may change, but design and shape do not: wide heels, paired with light overcoats, designer bags and motorcyclist’s shorts. Down the runway in Milan.

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E D I T

Le sneakers con l’abito elegante come ricerca di uno stile personale e originale, a patto che la scarpa sia ricercata, magari ricamata. Prada per l’estate 2019 una differenti materiali per le sneakers con suola in gomma con battistrada. Anche in blu navy e azzurro.

Sneakers worn with an elegant suit giving a very personal and original style, provided that the shoes are refined, even embroidered. For summer 2019, Prada uses different materials on the sneakers with rubber sole and tread grip. Even in navy blue and light blue.

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E D I T

Fugace apparizione nella piazzetta di Porto Cervo di una diva anni ’60. Solo un attimo… per poi scomparire. Rimane il mistero sulla sua identità, complici questi fantastici occhiali da sole che Marni firma per la primavera / estate 2019 mixando design hi-tech e gusto retrò.

A sixties-style diva making a fleeting appearance on Porto Cervo’s Piazzetta….and then she’s gone. The mystery of her identity remains unsolved, as she was hiding behind those amazing sunglasses designed by Marni for the 2019 Spring/Summer season by mixing high-tech design and a retro look.

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PROFILE

A living legend. RICK RUBIN

Le doti da fonico di Rick Rubin sono quasi nulle. Sa a malapena usare un mixer, cosa che lo rende un produttore anomalo. Il lavoro che Rubin fa in studio di registrazione è invece quello di gettarsi su un divano, maglietta bianca e bermuda neri, e iniziare sull’artista un lavoro quasi psicanalitico, cercando i punti deboli da evitare e quelli forti su cui fare leva. È una specie di manipolatore, con un fiuto allucinante per gli affari e una capacità persuasiva leggendaria. Ha reso popolare l’hip hop negli anni ‘80 producendo artisti come i Beastie Boys, Public Enemy e i Run DMC, ma ha lavorato con artisti di ogni genere, dai Red Hot Chili Peppers, agli AC/DC, Aerosmith, Mick Jagger, Eminem e molti altri. Resta però scolpita nella pietra la sua collaborazione con Johnny Cash  negli anni Novanta che resuscitò la carriera del mitico countryman. MTV l’ha definito “il produttore musicale più importante degli ultimi 20 anni”, ed è stato inserito dal Time nella lista delle 100 persone più influenti al Mondo. Rick Rubin: la leggenda vivente della musica. Da quando è diventato il produttore di Jovanotti si è innamorato dell’Italia, tanto da comprarci casa.

Rick Rubin has virtually no phonic skills. It’s as much as he can do to use a mixer, something which makes him an anomalous producer. The work Rubin does in his recording studio is, on the other hand, that of throwing himself onto a sofa, in a white tee-shirt and black Bermuda shorts, to start working on the artist almost like a psychoanalyst, searching for his weak points to be avoided and his strong ones to focus on. He is a kind of manipulator, with an amazing nose for business and a legendary persuasive ability. He made hip hop popular in the 80’s producing artists such as the Beastie Boys, Public Enemy and the Run DMC, but he has worked with artists of all kinds, from the Red-Hot Chili Peppers, to the AC/DC, Aerosmith, Mick Jagger, Eminem and many others. However, his collaboration with Johnny Cash in the Nineties, which revived the career of the mythical countryman, remains carved in stone. MTV defined him as “the most important musical producer of the last 20 years”, and Time magazine included him in the list of the 100 most influential people in the World. Rick Rubin: the living legend of music. Since he became Jovanotti’s producer he has fallen in love with Italy, so much so that he has bought a house there. 28

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Rick Rubin is an American record producer and former co-president of Columbia Records. MTV defined him as “the most important musical producer of the last 20 years”.


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PROFILE

An inextricable bond. E L I SA B E T TA C A NA L I S

Alla Sardegna è unita da un filo che somiglia tanto ad un cordone ombelicale inscindibile. Le sue origini, i suoi luoghi, i suoi ricordi: nonostante un presente a stelle e strisce in California per Elisabetta Canalis Alghero, il mare, gli odori ed i sapori di casa rappresentano un richiamo continuo, che lei asseconda appena le è possibile, magari con figlia e marito. Perché la casa attuale della showgirl è a Los Angeles ma il Pacifico non è il Mediterraneo, l’acqua di Venice Beach non ha i colori di quella del mare di Sardegna ed anche i ritmi di vita non sono neppure lontanamente simili. Così non è insolito vedere passeggiare Elisabetta Canalis, splendida quarantenne non più legata ai clichè di bellezza di Striscia la Notizia o dei calendari, nei luoghi natii, libera da vincoli di lavoro: è quindi l’estate il periodo in cui è più facile riappropriarsi di spazi e affetti di famiglia, tornare nei posti amati e godersi la Sardegna in tutte le sue forme. Una soddisfazione che vale la pena di un volo transoceanico.

Her close tie with Sardinia is as strong as an umbilical cord. Her origin, the places she is fond of, her recollections: despite Elisabetta Canalis’ present US experience in California, Alghero, the sea, the aromas and flavours of home represent a constant enticement for her, and whenever possible, she satisfies this craving, often in the company of husband and daughter. This is because the showgirl’s home is currently in Los Angeles but the Pacific ocean is not the Mediterranean, the colours of the water at Venice Beach are nowhere near those of the sea in Sardinia, not to mention the pace of life which is totally alien. So, it is by no means unusual to see Elisabetta Canalis strolling in the places she was born and grew up in, now a splendid forty year old, no longer bound by the glam clichés of Striscia la Notizia (the TV show with which she rose to fame) or a busy schedule, free from work commitments: so summer is the time when she finds it easier to treat herself to some my-time and to bask in the affection of her family, to return to the places she loves and enjoy Sardinia in its many facets. A satisfaction which is well worth a transatlantic flight. 30

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A showgirl, fashion model, actress and entrepreneur, Elisabetta Canalis was born in Sassari in 1978. Deeply fond of Sardinia which she often goes back to, her name became worldwide famous when she was dating George Clooney.


TIMELINE

Leonardo DiCaprio. Californiano di lontane origini calabresi per parte di padre, classe 1974, premio Oscar come migliore attore nel 2016 per Revenant – Redivivo.

1974

He owes his name to his mother, a German woman of Russian origin who, when pregnant, felt him kick for the first time while she was admiring a painting by Da Vinci at the Uffizi Gallery in Florence.

Deve il suon nome alla madre, tedesca di origine russa, che lo sentì muovere in pancia mentre stava ammirando un dipinto di da Vinci alla Galleria degli Uffizi a Firenze. Attore precoce per spot televisivi e telefilm e soap opera è entrato nel mondo del cinema nel 1991 e non ne è più uscito. A 23 anni la consacrazione universale con Titanic.

Californian-born in 1974, with distant Calabrian ancestors on his father ’s side, he was assigned the Academy award for best actor in 2016 for The Revenant.

1991

A child actor in TV commercials, TV series and soap operas, he entered the film world in 1991 and has never looked back since. At the age of 23, he received worldwide acclaim with Titanic.

È l’interprete preferito di Martin Scorsese, ma lavora anche con registi come Steven Spielberg, Sam Mendes, Ridley Scott e Clint Eastwood, fino all’Oscar con Alejandro Gonzales Inarritu.

He is Martin Scorsese’s favourite actor but also works with other directors such as Steven Spielberg, Sam Mendes, Ridley Scott and Clint Eastwood, and in fact earned his Academy Award with Alejandro Gonzales Inarritu.

27 in totale i film girati, 6 le serie tv, 7 le pellicole tra documentari e cortometraggi, 20 le opere cinematografiche o televisive da lui prodotte.

In all, he has appeared in 27 films, 6 TV series, 7 documentaries and short films, while he has personally produced 20 films/ TV programmes.

Ha fondato la Leonardo DiCaprio Foundation, organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla promozione della consapevolezza ambientale. Poco meno di 50 i milioni di dollari destinati a varie cause e raccolte post eventi naturali drammatici.

1998

His partners and girlfriends of the past 25 years comprise Kristen Zang, Gisele Bundchen, Bar Rafaeli and Toni Garrn.

Tra le sue compagne e fidanzate negli ultimi 25 anni Kristen Zang, Gisele Bundchen, Bar Rafaeli e Toni Garrn. Nell’estate 2019 arriva nelle sale con C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino, con Brad Pitt.

He has set up the Leonardo DiCaprio Foundation, a no profit organization focused on promoting environmental awareness. A little under 50 million dollars is the amount donated to various causes and collected in the wake of dramatic natural catastrophes.

2019

HANDBOOK

In the 2019 summer season, the cinemas will be showing Once upon a time in… Hollywood by Quentin Tarantino, starring Brad Pitt.


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PROFILE

Eclectic Dr. House. HUGH LAURIE

Per il pubblico sarà per sempre il medico più maleducato (e amato) della televisione. Ma di Hugh Laurie, attore britannico eclettico e talentuoso, in pochi sanno che nel 1996 ha scritto un romanzo, un thriller che ha scalato le classifiche di vendita The Gun Seller (edito in Italia da Marsilio con il titolo Il venditore di armi) e, cosa più cool di tutte, ha anche fondato una band da un milione di copie grazie alla passione per il Blues a cui non ha mai rinunciato. Con i Band from TV si è esibito per beneficenza in tutti gli States, arrivando poi a produrre due album: Let Them Talk nel 2011 e Did not It Rain, uscito nel 2013. Vincitore di due Golden Globe per la performance in Dr. House, nel 2007 la regina Elisabetta gli ha conferito l’onorificenza di ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. L'estate scorsa Laurie ha girato in Sardegna alcune scene di Catch 22, la serie tv ambientato nella seconda guerra mondiale e diretta George Clooney in cui veste i panni del Maggiore de Coverley, a capo della squadra di stanza nella base di Pianosa.

The public will forever be the most bad mannered doctor (and the best loved one) of the TV scene. But few are aware that Hugh Laurie, eclectic and talented British actor, wrote a novel in 1996, the chart-busting best-seller thriller entitled The Gun Seller. What is coolest is that he also channelled his passion for Blues, which he has never renounced, into the creation of a band that sold one million copies. He performed with his Band from TV in charity shows throughout the United States, finally producing two albums: Let Them Talk in 2011 and Did not It Rain, which was released in 2013. Winner of two Golden Globes for his performance in Dr. House, in 2007 Queen Elisabeth officially made him an Officer of the Most Excellent Order of the British Empire. Last summer Laurie filmed some scenes of Catch 22 in Sardinia. The TV series directed by George Clooney unfolds in World War 2 with Laurie featuring as Major de Coverley, who headed the team stationed in Pianosa. Famous for his role as Dr. House in the namesake TV series, in Catch 22 directed by George Clooney Hugh Laurie (Oxford, 11 June 1959) plays the role of Major de Coverley. Hugh Laurie in two scenes of Catch 22 the TV series filmed in Sardinia and directed by George Clooney for Sky.

HANDBOOK

Hugh Laurie (born in Oxford on June 11, 1959), best-known for his role in the Dr. House series, plays the role of Major de Coverley in George Clooney’s Catch 22 .


I NTERVI EW

HANDBOOK


I NTERVI EW

Catch me (if you can).

WORDS BY EMANUELE BIGI

George Clooney ha stregato il piccolo schermo girando una serie TV in Sardegna. George Clooney went back on TV in the series shot in Sardinia.

Per George Clooney l’Italia è la seconda casa. Quasi vent’anni fa è scoppiato l’amore per “Quel ramo del Lago di Como…”, dove il divo americano ha comprato Villa Oleandra, a Laglio (recentemente Obama gli ha fatto visita). Per non parlare della Sardegna che ha trafitto il suo cuore una decina di anni fa quando frequentava l’ex velina di Sassari Elisabetta Canalis. Insomma è nato qualcosa d’intenso con il Bel Paese: non a caso l’attore Premio Oscar ha scelto Venezia per sposare Amal Alamuddin, da cui ha avuto due gemelli (Ella e Alexander di due anni). La scorsa estate Clooney è ritornato in terra sarda per girare la sua prima serie tv, Catch-22 (andata in onda su Sky Atlantic), basata sull’omonimo romanzo di Joseph Heller  del 1961 (in Italia Comma 22 edito da Bompiani), uno dei classici della letteratura americana del XX secolo. Il protagonista è John Yossarian (Christopher Abbott), un bombardiere dell’USA Air Force di base a Pianosa, attraverso le cui azioni militari e non, viene raccontata, tra dramma e ironia, la follia della II guerra mondiale. George Clooney, in questo caso nelle vesti di attore (interpreta il sadico tenente Scheisskopf, ossessionato dall’addestramento dei giovani soldati), di regista (ha diretto due episodi) e produttore insieme all’amico Grant Heslov, ha trasformato l’aeroporto militare dismesso di Venafiorita, a Olbia, nel quartier generale di Pianosa (Livorno), e le altre location scelte dall’ottore di Gravity sono state Santa Teresa di Gallura, gli scogli di Capo Testa e Capo Ceraso a pochi km da Olbia.

Italy is George Clooney’s second home. Almost twenty years ago, the American star fell in love with “ That branch of Lake Como…”, where he bought Villa Oleandra in Laglio (Obama was a recent visitor). Not to mention Sardinia, which won his heart about ten years ago when he was dating former Sassari-born TV showgirl Elisabetta Canalis. In short, deep feelings grew for the “Bel Paese”. It is no coincidence that the Oscar-winning actor chose Venice for his marriage to Amal Alamuddin, with whom he has twins (two year- old Ella and Alexander). Last summer, Clooney returned to Sardinia to film his TV mini-series, Catch-22 (aired on Sky Atlantic), based on Jo seph Heller ’s 19 61 novel of the same name (Comma 22 in Italy, published by Bompiani), a classic of 20th century American literature. Protagonist of the sto ry is John Yossarian (Christopher Abbott), a US Air Force bombardier stationed on the island of Piano sa, whose military and other exploits underscore the insanity of WWI I in a mixture of drama and satire. George Clooney - here in the roles of actor ( he plays the maniacal Lieutenant Scheisskopf, obsessed with boot camp parades), director (two episodes) and pro ducer, together with his friend Grant Heslov - transformed the former Venafiorita, Olbia military airport into the Pianoso ( Livorno) headquarters. Other locations chosen by the star of Gravity were Santa Teresa di Gallura, the clif fs of Capo Testa and Capo Ceraso, a few kilometres from Olbia .

Com’è stato girare in Sardegna? What was it like f ilming in Sardinia? La Sardegna è un luogo meraviglioso abitato da persone meravigliose. Per non parlare del cibo e del vino. Siamo arrivati in inverno e ce ne siamo andati in estate: abbiamo amato ogni singolo minuto di questa esperienza e abbiamo stretto grandi amicizie che resteranno impresse per la vita. L’Italia è la mia seconda casa.

Sardinia is a wonderful place inhabited by wonderful people. Not to mention the food and wine. We arrived in winter and left in summer – we loved every single minute of this experience, and we made great friendships that will stay in our hearts forever. Italy is my second home.

Che cosa l’ha convinta a ritornare in tv (mancava dai tempi di E. R .- Medici in prima linea) come interprete e per la prima volta come regista?

What persuaded you to return to TV (after being absent since the days of E. R.) as an actor and as director for the f irst time?

Catch-22 è uno dei romanzi più importanti della storia degli Stati Uniti. Come potevo dire di no a un progetto del genere? Raramente si trova del materiale così

Catch-22 is one of the most significant novels in American history. How could I say no to such a project? You rarely find such good material

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buono in giro, inoltre si racconta dell’assurdità della guerra.

around, and what’s more it’s about the absurdity of war. Does the theme still resonate today?

È un tema sempre attuale? In America abbiamo un esercito di volontari e quindi ci si dimentica che molti dei nostri ragazzi sono in Afghanistan. Oggi l’argomento trainante non è più la guerra come accadeva durante i conflitti in Vietnam o nel Golfo, ma con Catch-22 vogliamo soprattutto far riflettere sulle decisioni dissennate di uomini che manipolano le sorti dei più giovani, di uomini di potere che traggono vantaggio dai conflitti e dalle vite di chi le combatte. Nella serie si è ritagliato anche il ruolo del cattivo tenente Scheisskopf. Non potevo tirarmi indietro, dovevo interpretarlo a tutti i costi: mi è bastato capire il significato del suo nome (scopritelo ndr). E poi mi ha permesso di urlare a chiunque sul set: l’ho trovato terapeutico. Sorride Nel cast di Catch-22 spiccano anche Hugh Laurie di Dr. House, Kyle Chandler (nei panni del Colonnello Cathcart) e il nostro Giancarlo Giannini, che interpreta Marcello, il proprietario di un bordello di Roma. È stato un onore lavorare con Giancarlo Giannini. Quando è arrivato sul set in Sardegna tutti si sono fermati a salutarlo, era come se si fosse presentato un re: era lui il divo della serie.

In America we have a volunteer army, and so we forget that many of our boys are in Afghanistan . War is no longer a leading issue like it was during the conf licts in Vietnam or the Gulf, but what we want above all with Catch-22 is to make people think about the senseless decisions made by older men with the fate of younger men in their hands, men in power who reap benefit from wars and the lives of those who fight them . In the series you also take on the role of maniacal Lieutenant Scheisskopf. I couldn’t resist it, I had to play him at all costs when I found out what his name means. ( look it up - Ed .). And it meant I could yell at anyone on the set, I found that therapeutic. (Smiles). The cast of Catch-22 also includes Hugh Laurie of Dr. House fame, Kyle Chandler (in the role of Colonel Cathcart) and our own Giancarlo Giannini, who plays Marcello, the owner of a Roman brothel . It was an honour to work with Giancarlo Giannini. When he arrived on set in Sardinia everyone stopped to say hello to him, it was as if a king had appeared . He was the star of the series. How has the TV series scene changed since E. R.?

Da E. R . ad oggi come è mutato il panorama delle serie tv?

When I was acting in E. R., there were the first signs that television was beginning to change – think of The Sopranos. In the meantime, quality has improved and productions have become almost “cinematographic”. In the past 5 – 6 years, broadcasts have transformed the audio -visual industry, of fering great opportunities to directors, actors and scenographers. A film like Good Night, and Good Luck (Clooney’s directorial debut - Ed .) would not be possible for the cinema, but would be perfect for streaming platforms looking for new talents. Besides quality films and TV, you’re particularly involved with humanitarian work.

Quando recitavo in E.R. la televisione stava iniziando a cambiare, c’erano i primi segnali, pensiamo a I Soprano. Nel frattempo la qualità è migliorata e i prodotti sono diventati quasi “cinematografici”. Negli ultimi 5-6 anni i broadcast hanno trasformato il mondo dell’audiovisivo offrendo a registi, attori e sceneggiatori grandi opportunità. Oggi un film come Good Night, and Good Luck (l’opera prima di Clooney regista ndr) non sarebbe possibile per il cinema, ma sarebbe perfetto per le piattaforme streaming, in cerca di nuovi talenti. Oltre al cinema e alla tv di qualità è particolarmente attento a chi è in difficoltà.

On first page: a picture of George Clooney taken by Fabrice Dall'Anese. Right and next page: some scenes of Catch 22, the TV series shot by Clooney in Olbia and Santa Teresa di Gallura (ph. Antonello&Montesi).

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Ho lottato contro la Guerra in Darfur, ho lavorato per raccogliere fondi dopo tragiche calamità naturali che hanno colpito molti territori, come L’Aquila. Noi artisti non siamo dei politici che risolvono i problemi, ma possiamo aiutare a far riflettere su determinati argomenti.

I fought for an end to the war in Darfur, I’ve worked to raise funds after tragic natural disasters that have af fected many areas, such as L’Aquila . We artists are not politicians who resolve problems, but we can help them think about certain matters. There are some who would like to see you in the White House. How do you feel about that?

Alcune voci la vorrebbero alla Casa Bianca. Che cosa ne pensa?

“Politics doesn’t seem like a very logical place for me. I have other talents, and unlike politicians, in my line of work I don’t have to make compromise about things I stand for. It’s a very nervous time around the world and many countries are sliding towards authoritarianism . However, I happen to be an optimist - sooner or later things will change.

La politica non è il luogo ideale per me. Ho altri talenti, e poi nel mio mestiere non devo scendere a compromessi, a differenza dei politici. Il mondo sta vivendo un periodo di tensione e molti paesi stanno scivolando verso posizioni autoritarie. Sono comunque ottimista: prima o poi le cose cambieranno.

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WORDS BY RICCARDO LO RE

T H E C L O O N E Y F O U N D AT I O N F O R J U S T I C E FIGHTS FOR HUMAN RIGHTS

Tra le varie iniziative dell’associazione, spiccano i progetti TrialWatchÒ, The Sentry e The Docket. Among the organization’s various initiatives are its f lagship projects TrialWatchÒ, The Sentry and The Docket.

Spesso si parla di giustizia e di tutela dei diritti inviolabili dell’individuo, ma molto spesso ci si dimentica di quanto l’argine che divide l’uguaglianza formale da quella sostanziale sia ancora ampio. Per questo, George Clooney si è messo in prima linea in difesa dei più deboli. Molti si ricorderanno della sua ampia attività umanitaria in Sudan insieme al padre Nick, arrivando a documentare nel dettaglio la difficile situazione sociopolitica dei rifugiati nella zona del Dartfur. Questo impegno civile si è di fatto rafforzato con Amal Alamuddin, giurista specializzata in diritto internazionale. L’incontro non solo si è tramutato in un matrimonio florido, ma ha portato anche alla creazione di Clooney Foundation for Justice, un’associazione il cui scopo è di far emergere le ingiustizie in regioni dove spesso i riflettori dei media non si diffondono come dovuto. Per farlo, George e Amal Clooney hanno attivato diversi progetti. Uno di questi ha il nome di TrialWatchÒ, un sistema di monitoraggio costante di alcune istituzioni giudiziarie che, anziché preservare il principio di eguaglianza, commettono delle violazioni di diritti umani nei confronti di oppositori politici o di minoranze etniche. CFJ offre inoltre un supporto finanziario notevole al team investigativo di The Sentry, co-fondato dallo stesso Clooney e da John Prendergast e che si offre di rintracciare il denaro sporco riciclato dai criminali di guerra e dai suoi collaboratori responsabili di alcuni dei più atroci crimini avvenuti in Africa. The Docket è infine una nuova proposta che si prefigge di assicurarsi che individui complici di reati internazionali abbiano nelle sedi competenti un processo legale che attesti la gravità dei loro gesti, in nome della verità e della preservazione della memoria storica.

We frequently speak of justice and safeguarding the individual’s inviolable human rights, but we often forget how wide the gap between of ficial and real equalit y still is. This is why George Clooney has put himself on the line in defence of the most vulnerable. Many will recall his humanitarian work in Sudan, where he and his father Nick made a documentary about the devastating socio -political situation of the refugees of Darfur. This social activism intensified on meeting international human rights lawyer, Amal Alamuddin. The encounter not only blossomed into marriage, but also led to the creation of the Clo oney Foundation for Justice, an organization whose purpose is to highlight injustice in regions often ignored by the media . George and Amal Clooney have set up various projects to do this. One of these is TrialWatchÒ, an initiative focused on monitoring some judicial systems which rather than upholding the principles of equalit y, pose a high risk of human rights violations against political opponents or ethnic minorities. CFJ also provides significant financial support to The Sentr y, an independent investigative team co -founded by George Clooney and John Prendergast that follows the dirt y money looted by the war criminals most responsible for Africa’s deadliest conf licts. Finally, The Docket is a new initiative that aims to ensure that individuals and corpo rations that are complicit in international crimes face justice before courts that recognize the gravit y of their actions in the name of truth and collective cognizance.

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The true meaning of universal love.

WORDS BY M A RTA I N N O C E N T I C I U L L I

Antonio Marras vive lì, l’atelier naturale dove la sua creatività esplode. Antonio Marras lives there, in the natural atelier where his creativity runs free.

Sfilano una dietro l’altra, è l’uscita che conclude la sfilata. Per ultimo lui, il bambino della porta accanto. Sorride, nei suoi abiti mescolanza di memoria, tradizione e poesia. Sorride per la sua curiosità intellettuale che gli ha regalato senza clamore, peso e spessore nel luccicoso mondo della moda. In fondo Marras l’ha sempre detto che non gli interessano le tendenze, “non so cosa andrà nella prossima stagione” dice. Quegli occhi neri perforanti esplorano realtà e culture differenti. E le fa sue mixando gli stili, ricercando gli opposti da conciliare, ossequiando la tradizione sarda, il kimono giapponese, il cinema, l’arte, la musica, la danza, il teatro: per lui la moda è un nodo avviticchiato con gli altri linguaggi. Tutto questo mentre continua a vivere fuori dal mondo concorde con le leggi della moda, lui vive nella sua Sardegna, nella sua Alghero, nella sua casa atelier di fronte alla irruenza di quel mare sardo vicino a Capo Caccia. L’esperienza di nascere su un’isola, su una terra limitata, evidentemente forgia i caratteri, accettando il viaggio come condizione permanente di vita e di lavoro

They walk down the runway, one after another, it’s the fashion show’s finale. He’s the last in line, as happy as a child. He smiles, thinking of his collection, a mixture of memories, tradition and poetry. He smiles, because of the intellectual curiosity that won him a place of prestige in the glittering world of fashion. After all, Marras has never gone after trends, “I have no idea what is going to be fashionable the next season”, he says. His black, piercing eyes explore different worlds and cultures. His style is a mix and match of styles, in a tribute to Sardinian tradition, Japanese kimonos, art, music, ballet, theatre. To Marras, fashion is a language intertwined with other languages. And he does all this from his house-atelier in Alghero, Sardinia, before the impetuous sea near Capo Caccia. The experience of being born on an island, on a land surrounded by water on all sides, clearly moulds one’s character, having to learn to accept travelling as a permanent condition in one’s personal and professional life. You were born in Sardinia, an island. Are islanders better at fashion design?

Lei è nato in Sardegna, un’isola. Gli isolani fanno meglio la moda? No, non credo. Noi, isolani, abbiamo solo la fortuna di essere circondati da sollecitazioni costanti ed infinite dovute a tradizioni millenarie che in un’isola si mantengono più forti e più integre, meno inquinate dalla globalizzazione. Dalla Sardegna si traggono storie, colori, procedimenti artigianali ed elementi stilistici. Cerco di riconoscere, interpretare, ravvivare e riportare alla luce ciò che, stratificato nel tempo, costituisce l’essenza dell’isola. La Sardegna è un’isola straordinariamente affascinante, si trova al centro del Mediterraneo, in una posizione privilegiata. E’ stata crocevia di scambi, incontri e confronti con tanti popoli, si può dire che qui siano arrivati tutti, dai Fenici ai Punici, passando per Greci, Bizantini, Arabi, Catalani e tutti hanno lasciato segni, impronte, e caratteristiche tipiche di ogni cultura.

No, I don’t think so. But islanders have the privilege of being constantly and endlessly spurred by millenary traditions which are stronger and more resilient on an island, for they are less easily corrupted by globalization. Sardinia is an ongoing source of inspiration because of its stories, colors, artisan methods and stylistic details. I strive to recognize, interpret, revive and bring back to light the island’s essence, which has become stratified over time. Sardinia is an extraordinarily fascinating island and it is located in the middle of the Mediterranean sea, in a privileged position. Sardinia has always been at the crossroads of different cultures and peoples that have all landed on the island, from the Phoenicians to the Punics, Greeks, Byzantines, Arabs, Catalans and they all left their mark and contributions of each culture. You work in the fashion business, but your headquarters are based in Sardinia. How do the two things coexist?

Lavora nella moda ma il suo headquarter è in Sardegna. Come convivono queste realtà? Abito e lavoro in campagna, in una casa in collina, tra ulivi e mare, la mia isola personale. Una casa-laboratorio, in cui i confini tra spazio privato e lavorativo sono molto sfumati. Qui si progettano e sperimentano soluzioni che verranno poi trasferite nella produzione industriale; qui nasce la Linea Laboratorio, che racchiude e riassume il mio modus operandi. E’ uno spazio, una stanza, che mi sono ritagliato e difendo dalla tirannia dell’industria. Una linea di capi in edizione limitata, realizzata completamente a mano e interamente in Sardegna. Frutto del sapiente lavoro di sarte e ricamatrici di eccezionale bravura,

I live and work in the countryside, in a house in the hills, between olive trees and the sea, my own private island. A house-workshop, in which the boundaries between private and professional spaces are quite blurred. Here is where I design and test solutions which are then applied to the industrial production, here is where the Laboratorio Line, which is the fullest expression of my mode of operating, is created. It is a space, a room, which I have carved out for myself and I protect from the tyranny of the fashion industry. A collection of limited edition garments, entirely made by hand and in Sardinia. The fruit of the skillful 42

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custodi di dettami tramandati da millenni. Milano è la mia città d’adozione. Mi piace tantissimo e mi trovo perfettamente a casa. A Milano ho l’headquarter come showroom per la vendita e l’uffico stampa e soprattutto esiste Nonostante Marras un grande concept store vissuto come spazio polifunzionale, luogo non esclusivamente legato all’esposizione e alla vendita, ma luogo in cui si sta bene, riservato e aperto, accogliente, “ospitante” nel senso che questa parola aveva nell’antica Grecia, in Sardegna, nel Mediterraneo, dove lo straniero, l’ospite, era sacro ed era considerato un delitto violare le leggi dell’ospitalità. Nonostante sia un luogo in cui ci si muove liberamente, come in un abito. L’abito è il primo spazio che ha l’uomo, difesa, protezione, sicurezza (l’etimologia di abito è la stessa di abitare, deriva dal verbo latino habeo, habere che vuol dire avere, possedere). Lo spazio si amplia, poi, nella stanza, nella casa, nel quartiere, nella città, nell’isola, nel mondo. Io mi divido tra questi due mondi (Alghero e Milano) senza alcun problema né trauma. Mi sono ritagliato gli spazi a mia propria immagine e somiglianza.

work performed by extraordinarily clever dressmakers and embroiderers, the guardians of traditions handed down for millennia. Milan is my city of adoption. I love it and feel perfectly at home there. My showroom and press office are based in Milan, as well as Nonostante Marras, a large concept store designed to be a multipurpose space, not only for showcasing and selling my collections, but rather an open, cozy and welcoming place, hospitable in the meaning this word once had in ancient Greece, in Sardinia, in the Mediterranean area, where foreigners, guests, were sacred and breaking the laws of hospitality was a crime. It is, nonetheless, a space where one can move about freely, like in a piece of clothing. Clothing is man’s first form of defense, protection and safety. The etymology of the Italian word “abito” (clothing) is the same as “abitare” (to live in), they both derive from the Latin verb habeo, habere, which means “to have”, “to own”. Then the space extends into the room, the house, the neighborhood, the city, the island, the world. I divide my time between these two worlds (Alghero and Milan) without any problem or stress. I created these spaces in my own image.

Il designer è una persona che… The designer is a person who… Ama sperimentare, ricercare, lavorare con le mani come un artigiano. Enjoys experimenting, researching, doing manual work like an artisan.

Cosa è la moda per lei.

What is fashion to you?

Un pretesto per fare altro e di più. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi permette le commistioni più impensate. Ogni sfilata, infatti, è l’incontro di linguaggi differenti che generano cortocircuiti. Io sono sempre stato un fautore e un grande sostenitore delle sfilate. Niente e nessun’altra formula riesce a comunicare, a far passare un messaggio, a dare una lettura di un mondo, un punto di vista, una visione come la sfilata. La sfilata è il momento topico, il coronamento di una fatica bellissima. Rappresenta l’acme di tutto il lavoro non solo degli ultimi sei mesi ma di tutto quello che, volente o nolente, ti porti addosso in tanti anni di lavoro. Il tuo lavoro e quello degli altri. Una sfida, un continuo confronto/scontro. Un esame con una commissione implacabile, spesso annoiata e giustamente molto esigente. Per me la sfilata riassume tutto quello che avrei voluto fare: regia, scenografia, coreografia, musica, costumi. Con la sfilata mi sono costruito un palcoscenico dove rappresentare e far vivere il mio mondo.

An excuse to do something different and more. I have the privilege of doing a job that allows me to mix and match in the most unexpected ways. Every fashion show, in fact, brings different languages together, generating “short circuits”. I’ve always been a great supporter of fashion shows. Nothing is able to communicate, convey a message, a reading of the world, a point of view, a vision as much as a fashion show. The fashion show is the key moment, the crowning of a beautiful struggle. It represents the highest point of the hard work of not only the last six months but, whether you like it or not, of everything that you have been carrying with you in many years of work. Your work and that of others. A challenge, an ongoing fight. An examination before an implacable examining board, usually bored and very demanding. To me, the fashion show is the summary of everything I would have enjoyed doing in life: direction, set design, choreography, music, costume design. The fashion show represents my own personal stage where I share my world with the audience.

Mantonio Marras, fall/winter 2019 ready-to-wear collection fashion show

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È stilista, sarto, costumista, poeta, pittore, scenografo e regista teatrale. Cosa l’appassiona di più?

You’re a fashion designer, dressmaker, costume designer, poet, painter, stage designer and theatre director. What are you the most fond of?

Non faccio distinzioni tra moda, arte, cinema , danza, letteratura, teatro. Tra cultura”alta “ e cultura popolare. Per me sono un tutt’uno. Amo la contaminazione, la variazione e penso che solo dalle relazioni fra le arti possano nascere strade nuove. Non esiste separazione tra le arti. Io, poi, ho la fortuna di fare un lavoro che mi permette le commistioni più impensate. Dalla moda non faccio che sconfinare in altri ambiti. Non faccio alcuna distinzioni, una delle mie caratteristiche è proprio il mescolare, mettere insieme, invadere e scoprirne gli effetti.

I do not make a distinction between fashion, art, cinema, ballet, literature, theatre, between high culture and popular culture. To me, they are a unified whole. I love contamination, variations and I believe that only the relations between arts lead to new paths. There is no separation between arts. Personally speaking, I am continuously crossing over from fashion into other fields. One of my distinctive traits is that of mixing and mingling, “invading” other fields to see what happens.

Il suo modo di esprimersi con la moda è un po’ malinconico. Perché? Perché è la mia natura. Lo “strazio” di cui parla Marcello Fois mi appartiene. Lo “strazio” è una condizione di strappo perenne continuo che ti accompagna, è una precisa connotazione delle isole. Lo è solo per l’isolare perché la sua percezione di spazio cambia: il viaggio per lui

Your fashion style has quite a melancholic feeling to it. Why? Because it’s my nature. “Torment”, as described by Marcello Fois, is deeply ingrained in me. “Torment” is a condition of endless “tearing oneself away from”, which is rooted in all islanders.

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è uno “sradicamento” perenne. Le sue collezione non seguono una tendenza.

Islanders have a unique perception of space: to them travelling is a perennial “uprootedness”. My collections do not follow a trend. Your collections, in fact, do not follow a trend. Your fashion style is highly imaginative, based on a combination of styles, on a mixture of inspirations.

Appunto, le sue collezioni non seguono una tendenza. Lei porta avanti una moda immaginosa, giocata sugli incroci di stili, su una mescolanza di riferimenti. “Isola” significa “nel mare” e il mare per me è movimento continuo, agitarsi di onde, andare, venire. Il mare è libertà, non “isola” affatto la terra che circonda, anzi invita al viaggio. Per questo chi nasce in un’isola sente il bisogno di partire e poi tornare. La voglia di andare restando. Una semplice lettura dei titoli delle mie collezioni rivela il mio mondo, le mie donne, in apparenza così lontane tra di loro, in realtà tutte forti, intelligenti, creative e indipendenti. Ogni collezione racconta una storia diversa, non esiste un tema ricorrente e neppure un preciso tipo di femminilità a cui io mi riferisca. Confesso che temo sempre la domanda sulla mia donna ideale: la donna sarda, forte e fiera o una donna più globale e ideale? Mi sembra poco rispettoso ridurre le donne a un “tipo”, a uno stereotipo da prendere a modello. La realtà femminile è variegata, stratificata, molteplice e in un abito, nei suoi segni, nelle sue forme e, soprattutto, in quello che racconta, deve riconoscersi e scoprire la storia della propria identità. Ci sono donne che mi attraggono, ad esempio Pina Bausch, Silvana Mangano, Isabelle Huppert. Certo, quando disegno sogno una donna libera che possa esprimere e realizzare sogni e desideri. Così sono nate le collezioni dedicate a tante donne, Maria Lai, “Fili Lai Lai”, Ligazzos rubios, Annemarie Schwarzenbach, Badd’e Salighes, Il sogno di andar restando, L’amore quando ti colpisce…, Gonario e Luisedda, Amelie, Eleonora d’Arborea, Rina de Liguoro, Casa di bambola, Sorelle Altara, Ofelia, Charlotte Salomon, Camille Claudel, Blanquita Suarez, Paska Devaddis…

“Island” means “at sea” and, to me, the sea is ongoing motion, the constant coming and going of waves. The sea is freedom, is doesn’t actually “isolate” the land it surrounds, on the contrary, it is an incitement to travel. That is why those who are born on an island always feel the need to leave and then come back. The longing to stay and go at the same time. The names of my collections clearly express my vision of the world and of women, seemingly so different from one another, but actually all so strong, smart, creative and independent. Each collection tells a different story, there is never a recurring theme and not even a specific type of femininity I draw inspiration from. I must admit that I always dread the question about my ideal type of woman: the Sardinia woman, strong and proud, or the more global and ideal type? I believe it is not respectful to reduce women to a stereotype that many do not fit into. The female world is varied and diversified and each woman must recognize herself in and identify with the clothes she wears. There are women I’m very much attracted to, such as Pina Bausch, Silvana Mangano, Isabelle Huppert. When I design my collections, I picture an independent woman who is free to express her dreams and wishes. That is how I created collections dedicated to many different women: Maria Lai, “Fili Lai Lai”, Ligazzos rubios, Annemarie Schwarzenbach, Badd’e Salighes, Il sogno di andar restando, L’amore quando ti colpisce…, Gonario e Luisedda, Amelie, Eleonora d’Arborea, Rina de Liguoro, Casa di bambola, Sorelle Altara, Ofelia, Charlotte Salomon, Camille Claudel, Blanquita Suarez, Paska Devaddis…

I 5 luoghi segreti di Antonio Marras in Sardegna Antonio Marras’ five secret places in Sardinia. La speranza – Alghero. A wild beach with green rocks, very close to my house. Naracone – Santa Teresa di Gallura. A traditional farmhouse, a corner of paradise. Laerru – Anglona. My mother’s hometown, my childhood’s place of the heart. Bosa- a town sandwiched between the river and the sea. Unique. Asinara –After the closure of the top security prison, the island has become a natural park.

La speranza – Alghero. Spiaggia selvaggia dalle rocce verdi a pochi minuti da casa mia. Naracone – Santa Teresa di Gallura. Uno stazzo, un angolo di paradiso. Laerru – Anglona. Il paese d’origine di mia mamma, luogo del cuore dell’ infanzia. Bosa – cittadina divisa tra fiume e mare. Unica. Asinara – chiuso il carcere di massima sicurezza l’isola diventa parco naturale.

Your whole professional life is imbued with feelings. What feeling would you like to share with us?

Tutta la sua vita lavorativa è imperneata di sentimento. Ci regali un pensiero di sentimento. “Tutto l’universo obbedisce all’amore” canta Franco Battiato.

“The universe obeys to love”, as Franco Battiato sings. What would you want that you never had?

Cosa vorrebbe che non ha avuto. La voce di Carmelo Bene.

Carmelo Bene’s voice.

Antonio Marras, resort 2020 collection

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Christian Dior Red-edged one-piece swimsuit with shoulder straps crossing at the back


Hot summer day. CREDITS Marta Innocenti Ciulli PHOTO Alessandro Bencini MAKE U P AND HAI R Lara Navar rini


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Hermès Two-piece Lycra patterned swimsuit with high-waisted bottom

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Emporio Armani Striped Lycra one-piece swimsuit


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Dolce & Gabbana Fifties-style big floral-patterned swimsuit with half-cup bra


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Fendi One-piece logo-patterned swimsuit, strapless and with ruffled bra

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Marcello Chiodino. L'artista del paesaggio. The landscape artist.

“A volte non trovo le parole per descrivere quello che vedo e percepisco esplorando la mia Terra. È il volto multiforme di un'isola, così diversa e affascinante in ogni suo angolo, che ti porta ad un immediato contatto con la sua natura più remota”. Marcello Chiodino è molto più che un fotografo. Nato in Sardegna, dove tutt’ora vive e lavora, anche se spesso lo vedi partire alla scoperta di nuovi scenari naturali nel Nord Europa, Africa e Sud America, è innamorato da sempre della natura e del mare. Marcello ha trasformato le sue passioni nell'arte della fotografia paesaggistica, affinata con una Laurea in Pianificazione del Paesaggio e poi con un Master Europeo per giugnere ad elaborare in modo unico e originale la connessione tra ambiente e territorio, spinto anche da una forte a vocazione per la conservazione e tutela del paesaggio. Le sue immagini straordinarie, come quelle di questo servizio dedicato alla Costa Smeralda, hanno infatti la capacità di superare i limiti della staticità propri della fotografia e trasmettono all’osservatore emozioni e sensazioni tali da comunicare in pochi attimi la conoscenza profonda di un paesaggio. Questa prospettiva inedita gli permette di collaborare con riviste e quotidiani di rilievo internazionale, progettare campagne pubblicitarie e di essere inserito in prestigiose collezioni di libri.

“At times I cannot find the words to describe what I see and perceive when I explore my Land. It is the multifaceted face of an island, whose every corner is so different and fascinating, that you instantly establish contact with its most remote nature”. Marcello Chiodino is much more than a photographer. Born in Sardinia, where he currently lives and works, he often sets off on a journey of discovery, seeking new natural scenarios in Northern Europe, Africa and South America. He has always been in love with nature and the sea. Marcello turned his passions into the art of landscape photography, which he perfected with a Degree in Landscape Planning and then with a European Master’s Degree to finally process the link between environment and land with a unique and original approach, also driven by a powerful calling for landscape preservation and protection. His extraordinary images, and those of this feature on the Emerald Coast, overcome the static limitations of typical of photography and convey feelings and sensations that instantly communicate deep knowledge of a landscape. This unusual perception is highly appreciated in his partnerships with international magazines and dailies and in advertising campaigns designed by him. Indeed, his works have also been published in prestigious book collections.

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PORTFOLIO

Padula Piatta is located in the town of Palau, near Porto Pollo. It is the extension of the Costa Serena beach.

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Cala Coticcio is in the north-eastern area of the island of Caprera, in La Maddalena Archipelago. Some call it Tahiti because of its colors evocative of tropical landscapes. It is one of the Mediterranean sea’s most beautiful inlets, with its typical granitic rocks framing the crystal-clear waters.


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Laura Deiana diving into the waters of La Celvia, on Costa Smeralda. The crystal-clear sea is incredibly fascinating.

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The Pink Beach on the Budelli Island- La Maddalena Archipelago- is worldwide famous for the pink colors of its sand due to the microscopic fragments of Miniacina miniacea shells it contains. It is a forbidden paradise: sailing and bathing are not allowed.

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UNIQUE PROPERTIES SINCE 1974


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Capriccioli, Pirate’s Beach. Capriccioli, which in the local dialect means “baby lambs”, is located on Costa Smeralda in the town of Arzachena and includes several inlets and beaches. The Pirate’s Beach is along the promontory’s western side.

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" We are an ancient land of long silences, of vast and pure horizons, of glum plants". —

Capo di Ferro lighthouse.

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GRAZIA DELEDDA


Nasce Pacifico Rosemary, ristorante gourmet con un pizzico di nostalgia.

È forse più un sogno carico di nostalgia e di ricordi che un business l’apertura di Pacifico Rosemary, il nuovo ristorante di Liscia di Vacca, nel cuore della Costa Smeralda. Jacopo e Leonardo Signani, che insieme a Guillaume Desforges hanno creato quella che, oramai, è la catena di ristoranti Pacifico, già presenti a Milano e Roma, hanno infatti trascorso le estati della loro infanzia e giovinezza a pochi metri dall’antica Rosemary. Qui venivano con i nonni ed i genitori in quelli che erano gli anni d’oro della Costa Smeralda. Rosemary nasce nel 1969, su volontà di una allora giovane Susan Ayme, inglese di nascita, che decide di aprire un ristorante con una cucina semplice, contaminata da spunti britannici e mediterranei, in cui il grande barbecue posto nel giardino fronte mare ed i dolci erano assoluti protagonisti. L’architettura e gli arredi erano semplici, nel rispetto della casa all’interno della quale il ristorante era ospitato, ovvero il vecchio “staz-

zu” di proprietà della famiglia Orecchioni, prima ed unica famiglia di Liscia di Vacca, tutt’oggi proprietaria dell’immobile. Per decenni, questo luogo semplice ma a suo modo raffinatissimo è stato il luogo favorito da scrittori, finanzieri, artisti e star del cinema, che qui trovavano un servizio informale e rilassato, una sorta di nascondiglio tra la vegetazione della macchia di vegetazione mediterranea. Rosemary è stato, per oltre 40 anni, il ristorante più famoso ed affascinante della Costa Smeralda. È Pacifico Rosemary si pone come obiettivo principale quello di recuperare e di essere ambasciatore di quello spirito che caratterizzò gli “Anni d’oro” della Costa Smeralda. Naturalmente l’attuale versione del ristorante è rinnovata e “rinfrescata” per soddisfare il gusto e le esigenze della clientela contemporanea. Il design ed il decoro del locale - curati dalla interior designer Marsica Fossati e progettati dell’architetto Simone Colombo dello Studio SC+ e Associati di Milano- sono stati pen-

sati per conservare e proseguire la tradizione di Rosemary, che affonda le proprie radici negli stilemi semplici e colorati degli anni ‘70: mobili rustici dipinti a mano, sedute di bambù e giunco, tavoli di ginepro locale, tessuti marini; tutto richiama un’epoca in cui la semplicità e la spensieratezza erano le parole d’ordine. Anche i leggendari murales floreali e la grande scritta ‘Rosemary’ sono stati restaurati e riportati agli antichi splendori. Il giardino panoramico, affacciato sulla baia di Liscia di Vacca, vuole proseguire la macchia mediterranea, con una successione di lentischi, fichi d’India, alberi di fico selvatico e cespugli di rosmarino. Il concept di cucina è memore della tradizione mediterranea di Rosemary: per la prima volta, Pacifico amplierà la propria proposta culinaria, affiancando alla cucina -Peruviana-nikkei - DNA del gruppo, di cui il famoso ceviche è star assoluta - una carta “Grill Mediterranea”, grazie all’imponente barbecue posto al centro del giardino panoramico,

ed una sezione del menu “Raw Bar” dedicata alle specialità di pesce crudo di ispirazione italo-giapponese, come carpacci, sushi e grandi piatti di crostacei e conchiglie. La maggior parte della materia prima ittica è di provenienza locale, anche grazie ai numerosi pescherecci indipendenti presenti nella zona. Vera e propria star del menu barbecue è poi la vacca di Wagyu 100% Giapponese: l’intero animale viene macellato in esclusiva per Pacifico Rosemary e proposto in molteplici tagli, anche i più inconsueti, nell’arco di tutta l’estate, con la possibilità da parte dei clienti di grigliare personalmente alcune selezioni di tagli su mini-barbecue ai tavoli. Alla guida della cucina Jaime Pesaque, Corporate Chef ed un po’ anima gastronomica di Pacifico, affiancato da Nicolas Schmidt come Exectutive Chef. Una tappa fondamentale nella crescita del gruppo? ‘Sì’ dice Jacopo Signani ‘anche se stiamo pensando ad altri importanti progetti’.


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DEEP INTO

Costa Smeralda, unconditional love.

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Over the deep blues sea.

WORDS BY ANTONIA RUGGIERO

La Costa Smeralda attraverso lo sguardo e le riflessioni di Piero Angela. The Costa Smeralda through the eyes and thoughts of Piero Angela.

Se esiste un luogo dove il mare chiama, come direbbe Alessandro Baricco, con i suoi colori, con la voce del vento e le rocce lunari, questo è la Sardegna. A chi ha occhi sensibili per comprendere il linguaggio della natura, quest’isola è un’esplosione di bellezza che richiede cura e tutela. Il Consorzio Costa Smeralda ha recentemente premiato Piero Angela per il suo contributo alla divulgazione scientifica e per l’utilizzo della sua immagine volto a sensibilizzare, diffondere e promuovere la cultura del rispetto dell’ambiente marino. Un racconto della sua esperienza al Premio Costa Smeralda e dei luoghi che ha visitato in quell’occasione. I premi sono molto importanti, non tanto in sé ma in quanto mostrano che il lavoro che si fa viene poi apprezzato da un numero di persone che, come in questo caso, hanno competenza sugli argomenti trattati, come ad esempio l’inquinamento marino. Qui in Costa Smeralda ho ammirato l’ulivo millenario di Luras, dichiarato Monumento Naturale e poi, per la prima volta, un nuraghe. Sono stato colpito dall’imponenza di questi grandi monumenti e da questa civiltà scomparsa ma che ha lasciato testimonianze impressionanti. Prima di allora aveva mai ammirato le bellezze della Sardegna? Ho avuto modo di visitare la Sardegna per brevi occasioni professionali. Tra l’altro ho avuto una laurea honoris causa in Biologia dall’Università di Cagliari. La mia prima visita è stata nel 1968, con mia moglie e i miei figli all’isola della Maddalena, con qualche escursione a Caprera e al Museo di Garibaldi. Però, improvvisamente, sono dovuto rientrare col primo volo a Roma, richiamato in redazione per gli scontri della Primavera di Praga. Infine, ad Alghero ho avuto la mia prima esperienza d’immersione subacquea. Anche se sono un animale terrestre e preferisco stare sulla terra, devo ammettere che è stato molto bello vedere il mare della Sardegna da laggiù. Quali aspetti dell’isola approfondirebbe per un servizio a Superquark: storia millenaria, natura, costumi, morfologia? La Sardegna è un posto bellissimo dove la natura è ancora molto forte. Del resto, è un’isola che proprio per la sua posizione è rimasta fuori dalle grandi colonizzazioni, quindi anche la popolazione è rimasta omogenea e ha conservato una forte personalità culturale. Fra tutte le bellezze naturali della Sardegna forse per Superquark, che è un programma di approfondimento scientifico, mi soffermerei sull’ambiente del mare. La nuova edizione di Superquark è tornata su Raiuno dal 26 giugno con 8 nuovissime puntate: ci dà qualche anticipazione?

If there is a place where, as Alessandro Baricco would say, the sea calls, with its colours, the voice of the wind and lunar-like rocks, it is Sardinia. To those who have the sensitivity to understand the language of nature, this island is an explosion of beauty demanding care and protection. The Consorzio Costa Smeralda has recently honoured Piero Angelo for his contribution to the public understanding of science and the use of his image to raise awareness, disseminate and promote a culture of respect for the marine environment. Tell us about your experience at the Premio Costa Smeralda and the places you visited on that occasion. Awards are very important, not so much in themselves but for how they show that the work one does is then appreciated by a number of people who, as in this case, have expertise in the issues in question, like marine pollution for example. Here on the Costa Smeralda I admired the millennial olive tree in Luras, given Natural Monument status, and then, for the first time, a nuraghe. I was struck by how imposing these great structures are, and by this lost civilization which left behind such impressive testimonies. Had you ever enjoyed the beauty of Sardinia before now? I have had occasion to visit Sardinia briefly for professional reasons. Among other things, I received an honorary degree in Biolog y from the University of Cagliari. My first visit, with my wife and children, was in 1968 to La Maddalena island, with excursions to Caprera and the Garibaldi Museum. However, I was suddenly recalled to the newsroom because of the Prague Spring confrontations and had to take the first flight back to Rome. Finally, I had my first scuba diving experience in Alghero. Even if I’m a terrestrial animal and prefer to stay on land, I have to admit it was amazing to see the Sardinian sea from down there. Which aspects of the island would you explore in depth for a Superquark report: its millenary history, nature, customs or morpholog y? Sardinia is an incredibly beautiful place where nature is still very strong. Furthermore, it is an island which, precisely due to its position, has escaped the great colonisations, so also the population has remained homogeneous and preserved a strong cultural identity. Among all of Sardinia’s natural beauties, I would probably feature the marine environment for Superquark, which is a programme with a scientific focus. A new season of Superquark is back on Raiuno from 26 June with 8 brand new episodes: can you give us a small preview? The extremely interesting BBC series opening the programme

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Davvero interessante la serie della BBC in apertura del programma e molti servizi sulle novità in materia di scienza e tecnologia. Ad esempio, sempre per restare in Sardegna dove il vento è uno scultore che plasma la natura, mostreremo l’innovativa galleria del vento dove si misura e si testa l’aerodinamicità delle navi. Quanto è importante per l’umanità la tutela del mare? Del mare mi sono occupato in varie occasioni, soprattutto dal punto di vista ambientale. Tra l’altro ho scritto un libro Oceano-Il gigante addormentato sull’inquinamento marino e il riscaldamento globale. E’ molto importante capire le conseguenze di questi fattori sul mare in un Paese come l’Italia, immerso nelle acque del Mediterraneo. I nostri politici dovrebbero seriamente occuparsi di questo tema, prevedere norme concrete per combattere l’incuria e il mancato rispetto di regole. Il mare non è una discarica ma una grande risorsa per il nostro Paese e le sue bellissime isole. Il mare è di tutti e bisogna che tutti si impegnino a fare la loro parte per questo immenso patrimonio dell’umanità da tutelare. Lei è stato il primo in Italia ad avere esercitato il giornalismo culturale di divulgazione scientifica. Il segreto della sua lunghissima carriera. Impegnarsi, studiare, essere creativi. Essere sempre dalla parte del pubblico, non ingannarlo mai.

and many reports on the latest developments in science and technolog y. For example, staying with Sardinia, where the wind is a sculptor that shapes nature, we will show the innovative wind tunnel where ships’ aerodynamics are measured and tested. How important for humanity is safeguarding the sea? I have dealt with the subject of the sea on a various occasions, especially from an environmental perspective. Among other things, I wrote a book Oceano-Il gigante addormentato (Ocean – The Sleeping Giant) on marine pollution and global warming. It is essential to understand the consequences of these factors for the sea in a country like Italy, surrounded by the waters of Mediterranean. Our politicians should deal seriously with this issue and introduce specific norms to combat neglect and the lack of respect for the rules. The sea is not a dumping ground but a great resource for our country and its beautiful islands. The sea belongs to everyone, and it is vital that everyone commits to playing their part in protecting this immense human heritage. You were the f irst in Italy to practice popular science journalism. What is the secret of your long career? Being committed, studying, being creative. Always being on the side of the public and never misleading it.

Piero Angela (born in Turin on December 22, 1928), an Italian science communicator and famous journalist, writer and anchorman

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The dream of the Aga Khan.

WORDS BY DARIO BUDRONI

Come è nato e come si è sviluppato il Consorzio Costa Smeralda. The story of the Costa Smeralda Consortium.

L a nascita del Consor zio Costa Smeralda coi ncide con il sogno, p oi diventato realtà, di trasforma re un fa ntastico scena rio naturale i n una e sclusiva meta di turismo p er una elite di viaggiatori di tutto il mondo. I l sogno, o meglio il progetto, era quel lo del Pri ncip e Ka ri m Ag a Kha n, che 57 a nni fa trasformò la sua il lumi nata visione i n realtà: il 14 ma r zo 19 62 venne così fondato il Consor zio, un’asso ciazione senza scop o di lucro con sei fondatori: oltra al Pri ncip e c’era no a nche Patrick Gui nne ss, Felix Bigio, John Dunca n Mil ler, Andrè Ardoi n e René Po d bielski, a suggel la re le ca ratteristiche di i nternazionalità del l’idea . Viene redatto lo statuto, e viene i niziato il lavoro f i naliz zato al lo svilup p o urb a nistico e territoriale e al control lo a rchitettonico del l’a rea, al lora p o co più che selvaggia e con la Natura gra nde protagonista . I l p asso seguente al la nascita del Consor zio fu l’istituzione di un pre stigioso Comitato di Architettura i nca ricato di redigere pia ni di svilupp o attenti e di e sercita re un control lo a rchitettonico che g a ra ntisse ta nto la conser vazione del p atri monio naturale pree sistente qua nto di deli nea re uno stile cap ace di coniug a re la b el lez za naturale con ele menti del la tradizione costruttiva di que sta p a rte del la Sa rdegna .  A fa r p a rte del Comitato furono chia mati a rchitetti di chia ra fa ma: Luigi Vietti, Jacque s Couël le, Michele Busi ri Vici, discendente da una fa miglia p atrizia roma na che e sercitava l’a rchitettura f i n dal l’età b a ro cca, e Antonio Si mon Mossa . Dal le loro menti, dal le loro e sp erienze di progettazione, dal la loro visione del l’a rchitettura abbi nata al la salvagua rdia del l’a mbiente pre se sosta nza l’idea del Pri ncip e Ag a Kha n, che i n pri ma p ersona guidò il Comitato nel la costruzione di i nsedia menti a nte signa ni del lo svilupp o sosteni bile. I l risultato sono qualità urb a nistica e assetto del territorio e sempi di svilupp o turistico sa no ed equili brato. I l Consor zio Costa Smeralda è stato p oi negli a nni prosecutore del progetto, svilupp a ndo una zona sotto il control lo degli org a ni tecnici e p ae saggistici del Consor zio ste sso.

Th e birth of th e Cons orzio Co sta Sm era lda co in cided with th e dream which th en b ecam e a rea l it y, transforming fanta stic natu ra l s cen ery into an exclusive tou rist destination for an él ite of travel lers from a l l over th e world . Th e dream, or more accu rately, th e project, wa s that of Prin ce Karim Aga Khan, who, 57 years ago transform ed his il lu minated vision into rea l it y: s o, on 14th March 19 62 th e Cons ortiu m wa s fou nded, a nonprofit a ss o ciation with six fou nders: in addition to th e Prin ce th ere were a ls o Patrick Gu inn ess, Fel ix Bigio, John Du n can Mil ler, Andrè Ardo in and Ren é Po dbielski, s ea l ing th e internationa l natu re of th e idea . Th e Articles of Ass o ciation were drafted and work to carry out th e u rban and territoria l developm ent and architectu ra l monitoring of th e area, th en l ittle more than wild and with Natu re a s th e great protagonist, b egan . Th e n ext step wa s to establ ish a prestigious Architectu re Committee app o inted to draft mindful developm ent plans and to carry out an architectu ra l monitoring which would guarantee pres ervation of th e pre- existing natu ra l h eritage and outl in e a st yle which could blend th e natu ra l b eaut y with elem ents of th e bu ilding tradition of this part of Sardinia . Famous architects were invited to jo in th e Committee: Lu igi Vietti, Jacq ues Couël le, Mich ele Busiri Vici, a des cendent of an aristo cratic Roman family of architects dating back to th e end of th e Baro q ue p erio d, and Antonio Simon Mo ssa . From th eir minds, th eir design exp erien ce and th eir vision of architectu re, combin ed with safeguarding th e environm ent, sprang th e idea of Prin ce Aga Khan, who p ers ona l ly led th e Committee in bu ilding s ettlem ents which were th e foreru nn ers of sustainable developm ent . Th e result in terms of town-planning q ua l it y and layout of th e territory is an example of h ea lthy and ba lan ced tou rist developm ent . Over th e years, th e Cons orzio Co sta Sm era lda continued th e project, developing an area u nder th e control of its own technica l and lands cap e b o dies.

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Swedish model Olimpia Hruska, poses against a rock on the Costa Smeralda 1964 (ph. Slim Aarons)

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Wonderland.

WORDS BY DARIO BUDRONI

Costa Smeralda, dove la natura ha dipinto lo sfondo, l’ingegno umano ha fatto il resto. A land of natural beauty enhanced by human spirit.

L a Costa Smera lda è u n p erfetto equ i l i brio tra b el lez ze a mbienta l i e visioni lu ngi mi ra nti. Colori, profu mi e a rchitettu re fa nno di que sto a ngolo di Sa rde gna u n i ntra monta bi le mito del tu rismo d’él ite. Una lu ng a e affa s ci na nte storia comi nciata tra la f i ne de gl i a nni Ci nqua nta e i pri mi a nni S e ssa nta, qua ndo u n grupp o di i nve stitori venuti da lonta no decis e di s commettere su u n ma re u nico a l mondo e su quel fa nta stico gio co di ro cce gra nitiche e macchia mediterra ne a che rende i l p ae saggio a ncor più i nca ntevole. «Arriva i a Porto Cer vo con quattro o ci nque a mici, su u na b a rca di do dici metri. Non c’era niente. Fu la pri ma volta che vidi la Costa Smera lda du ra nte l’e state. Volevo vedere u n piccolo terreno che avevo comprato» è i l ricordo i n bia nco e nero che u n giova nissi mo Pri nci p e Ka ri m Ag a Kha n, l’uomo che diede forma e s osta nza a l s ogno smera ldi no, aff idò orma i p a recchi a nni fa a l la televisione ita l ia na . Perché quel lo del la Costa Smera lda è u n mito che nacque proprio così. Da l nul la . In u na fetta di Ga l lu ra chia mata Monti di Mola, u n luogo p overo e qua si disa bitato, s enza strade né s er vizi, dove si contava no s olo p o chi staz zi e dove le capre e le mucche p a s colava no a fatica tra le ro cce e la f itta ve getazione. In precedenza già a lcu ni i ndustria l i ita l ia ni era no ri ma sti folgorati da l le b el lez ze di que sta magnif ica terra . Ma la svolta a rrivò con u n i mp orta nte f i na nziere i ngle s e di nome John Du nca n Mi l ler, che, dop o e ss ersi i nna morato dei colori del ma re, con entusia smo p a rlò del le b el lez ze del la Ga l lu ra nei ci rcol i f i na nzia ri di Londra, dei qua l i faceva p a rte lo ste ss o Ag a Kha n. Le acque crista l l i ne, la sa bbia bia nchissi ma e le ro cce mo del late da l vento si appre stava no così a diventa re i l cuore pulsa nte di u n progetto che avrebb e s critto la storia del tu rismo i nternaziona le. Nel gi ro di p o chi me si a Monti di Mola pre s e i l via la compravendita dei terreni, che app a rteneva no p erlopiù a due gra ndi fa migl ie g a l lu re si che risp ondeva no a i cognomi di Aza ra e Orecchioni. Terre che a ncora oggi ricadono nel Comu ne di Ar zachena, mentre s olo la piccola fetta più a sud si svi lupp a a l l’i nterno dei conf i ni del Comu ne di Ol bia. Grazie a nche a l s oste gno di a lcu ni e sp onenti del la p ol itica lo ca le, a comi ncia re da l consigl iere re giona le Giova nni Fi l igheddu, di Ar zachena, i niziò a prendere forma u n progetto pionieristico s enza precedenti i n Ita l ia . I l 14

Th e Co sta Sm era lda is a p erfect ba lan ce b etween environm enta l b eaut y and far-s eeing visions. Colou rs, s cents and architectu re make this corn er of Sardinia an eterna l myth of él ite tou rism . A long and fa s cinating history b egan b etween th e end of th e Fifties and th e b eginning of th e Sixties, wh en a group of investors coming from far away decided to wager on a s ea which is u niq ue in th e world and on tho s e fanta stic granite ro cks and Mediterran ean s crubland which makes th e lands cap e even more b eautiful . «I arrived in Porto Cervo with fou r or five friends, on a 12-m etre yacht . Th ere wa s nothing th ere. It wa s th e first tim e I had s een th e Co sta Sm era lda du ring th e su mm er. I wanted to s ee a sma l l plot of land I had b ought » this is th e m emory in black and white that a very you ng Prin ce Karim Aga Khan, th e man who gave shap e and substan ce to th e Co sta Sm era lda dream, confided s evera l years ago to Ita l ian television . Becaus e th e Co sta Sm era lda is a myth which wa s b orn just l ike that . From nothing. In a sl ice of Ga l lu ra ca l led Monti di Mola, a p oor and a lmo st u ninhabited place, with no ro ads or s ervices, wh ere th ere were only a few anima l p ens and wh ere go ats and cows grazed with dif ficult y among th e ro cks and thick vegetation . In th e pa st, s om e Ita l ian industria l ists had b een impress ed by th e b eauties of this magnificent land . But th e tu rning p o int arrived with an imp ortant British finan cier ca l led John Du n can Mil ler, who, after fa l l ing love with th e colou rs of th e s ea, sp oke with enthusia sm ab out th e b eauties of th e Ga l lu ra area with th e finan cia l circles of London, to which th e Aga Khan hims elf b elonged . Th e crysta l l in e waters, th e white sand and th e ro cks mo del led by th e wind prepared th ems elves to b ecom e th e throbbing h eart of a project which would write th e history of internationa l tou rism . In just a few months, at Monti di Mola, th e pu rcha s e and sa le of plots of land, which b elonged more or less to two large Ga l lu ra famil ies ca l led Azara and Orecchioni, b egan . Land which stil l to day b elongs to th e M u nicipa l it y of Arzach ena, while only th e sma l l sl ice more to th e s outh is fou nd within th e b orders of th e M u nicipa l it y of Olbia. Thanks a ls o to th e supp ort of s om e lo ca l p ol itica l exp on ents, starting from th e regiona l cou n cil lor Giovanni Fil igh eddu, from Arzach ena, a pion eering project without precedents in Ita ly b egan to take shap e. On 14 March 19 62, th e Cons orzio Co sta Sm era lda

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ma r zo del 19 62 venne fondato i l Cons or zio Costa Smera lda, a ncora oggi la ca bi na di re gia del l’i ntero mondo smera ldi no. S ei i s o ci fondatori: Ka ri m Ag a Kha n, Patrick Gu i nne ss, Fel ix Bigio, John Du nca n Mi l ler, Andrè Ardoi n e René Po d bielski. Una a ss o ciazione s enza s cop o di lucro che, s otto la gu ida del la mente i l lu mi nata del Pri nci p e Ag a Kha n, vide la luce con l’obiettivo di pia nif ica re lo svi lupp o u rb a nistico ed economico di quel la che sa rebb e pre sto diventata u na del le mete più e s clusive del tu rismo mondia le. Per cre a re u n qua lcosa di dav vero u nico e origi na le, l’Ag a Kha n chia mò i n Sa rde gna a lcu ni dei migl iori a rchitetti del temp o: Lu igi Vietti, Jacque s Couël le, Michele Busi ri Vici e Antonio Si mon Mossa. Quattro gig a nti del l’a rchitettu ra che, ognu no s econdo la propria s ensi bi l ità, diedero vita a u no sti le cap ace di i ns eri rsi p erfetta mente nel conte sto natu ra le e di tra rre a nche ispi razione da l la tradizione costruttiva lo ca le. Pia n pia no vennero costru iti i pri mi hotel, le pri me vi l le e natu ra l mente i l b orgo di Porto Cer vo, con i suoi vicol i, le sue piaz ze e le sue b outique. Fu u no svi lupp o ordi nato ed equ i l i brato, fondato su i va lori del la s osteni bi l ità

(Co sta Sm era lda Cons ortiu m) wa s fou nded, stil l to day th e control room of th e whole Co sta Sm era lda world . Th ere were six fou nding m emb ers: Karim Aga Khan, Patrick Gu inn ess, Fel ix Bigio, John Du n can Mil ler, Andrè Ardo in and Ren é Po dbielski. A no -profit a ss o ciation which, led by th e il lu minated mind of Prin ce Aga Khan, saw th e l ight with th e aim of planning th e town-planning and economic developm ent of what would s oon b ecom e on e of th e mo st exclusive tou rist destinations in th e world . In order to create s om ething truly u niq ue and origina l, th e Aga Khan invited s om e of th e b est architects of th e tim e to Sardinia: Lu igi Vietti, Jacq ues Couël le, Mich ele Busiri Vici and Antonio Simon Mo ss a. Fou r giants of architectu re who, each according to his own s ensibil ities, gave l ife to a st yle capable of blending p erfectly into th e natu ra l context and a ls o drawing inspiration from lo ca l bu ilding tradition . Th e first hotels, vil la s and natu ra l ly th e vil lage of Porto Cervo, with its a l leys, sq uares and b outiq ues, were bu ilt . It wa s a tidy and ba lan ced developm ent, ba s ed on th e va lues of sustainabil it y and protection of

American actor Kirk Douglas holidays at Porto Cervo with his wife Anne Buydens, August 1967 (ph. Slim Aarons).

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Spiaggia del Principe (Prince's beach, ph. Marcello Chiodino)

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e del la tutela del le b el lez ze a mbienta l i. Nel gi ro di p o co temp o la Costa Smera lda divenne così i l buen retiro del jet s et i nternaziona le. Attori, attrici, mo del le, nobi l i, f i na nzieri, i ndustria l i, sp ortivi e ro cksta r s copri rono que sta magnif ica fetta di Ga l lu ra e la fecero pre sto f i ni re sul le cop erti ne p ati nate del le riviste di mez zo mondo. Una re a ltà che p er gl i a bita nti del luogo rappre s entò, e conti nua a rappre s enta re, u na i mp orta nte e i rri nu ncia bi le fonte di b ene ss ere e progre ss o. I l Pri nci p e Ka ri m Ag a Kha n, nel 19 63, fondò addi rittu ra u na comp agnia aere a p er p orta re i tu risti i n Ga l lu ra: l’Al isa rda, p oi Meridia na e oggi Ai r Ita ly. A Ol bia venne riap erto i l vecchio aerop orto di Venaf iorita, s ostitu ito p o co dop o con l’attua le s ca lo che p orta i l nome del la Costa Smera lda . Una de sti nazione, quel la smera ldi na, che a ncora oggi rappre s enta i l top del le mete tu ristiche d’él ite. L a Smera lda Holdi ng, s o cietà ita l ia na control lata da l fondo s ovra no Qata r Inve stment Authority e proprieta ria di a ss et i mmobi l ia ri e terreni sul ma re, da l 2012 g a ra ntis ce cre s cita e svi lupp o s enza ma i ri nu ncia re a quei pri nci pi che qua si s e ssa nt’a nni fa diedero vita a u n s ogno i nvidiato i n tutto i l pia neta .

environm enta l b eauties. Within just a short tim e, th e Co sta Sm era lda b ecam e th e buen retiro of th e internationa l jet s et . Actors, actress es, mo dels, aristo crats, finan ciers, industria l ists, sp ortsm en and ro ck stars dis covered this magnificent sl ice of Ga l lu ra and s oon made it app ear on th e glo ssy covers of magazin es a l l over th e world . A rea l it y which, for th e lo ca l inhabitants repres ented, and continues to repres ent, an imp ortant and u na l ienable s ou rce of wel ln ess and pro gress. In 19 63, Prin ce Karim Aga Khan fou nded an airl in e to bring tou rists to Ga l lu ra: Al is arda, later b ecoming Meridiana and cu rrently Air Ita ly. Th e old Venafiorita airp ort wa s reop en ed in Olbia, replaced shortly afterwards by th e cu rrent airp ort b earing th e nam e of th e Co sta Sm era lda . Th e Co sta Sm era lda, a destination which stil l to day repres ents th e top of tou rist destinations for th e él ite. Sm era lda Holding, an Ita l ian company control led by th e Qatar Investm ent Authorit y s overeign fu nd and th e own er of rea l estate a ss ets and land looking out over th e s ea, sin ce 2012 guarantees growth and developm ent n ever lo sing sight of tho s e prin ciples which a lmo st sixt y years ago gave l ife to a dream envied by th e whole world .

" The sea here can turn particular shades of colour ranging from dark blue to the purest green". —

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PRINCE KARIM AGA KHAN (1964)


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Prince Karim Aga Khan on Sardinia with his development Costa Smeralda in the background on 1st August 1967 (ph. Lichfield)

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At sea, today as in yesteryears.

WORDS BY M AT T E O G R A Z Z I N I

Tradizione ed innovazione nel cantiere SNO Yachts. Tradition and innovation in the SNO Yachts shipyard.

Il legame tra un’isola e il proprio mare è ovviamente imprescindibile e i sardi, che sono un popolo di navigatori fin dalle origini ma che poco sono conosciuti rispetto ad altri per questa propensione alla navigazione, hanno nel loro dna anche l’ingegneria navale, fin dai tempi dell’età del ferro e del bronzo, quando affrontare il mare significava affidarsi al volere degli dei e alla guida delle stelle. A distanza di millenni dalle prime uscite in aperto Mediterraneo la Sardegna continua ad offrire genio e innovazione ed a distinguersi anche in campo navale. Un esempio è alle porte della Costa Smeralda, con Novamarine, che proprio nelle acque cristalline di questa zona vara le proprie imbarcazioni ed in particolari i gommoni, segno distintivo del brand. Ma non inganni il nome, perché stiamo parlando di imbarcazioni non tradizionali, con tubolari gonfiati ad aria, ma di prodotti realizzati in materiale espanso: un mezzo più unico che raro sul mercato e per questo esempio di innovazione e coraggio imprenditoriale. Tutto nasce all’interno del cantiere SNO Yachts di Olbia, dove ingegneri, designers, maestranze qualificate ed operai specializzati lavorano in team: la tecnica usata è quella dell’infusione, con tubolari in politilene espanso a cellula chiusa per ottenere stabilità di navigazione e maggiore spazio interno. Tra l’altro tutto personalizzabile dal cliente visto che gran parte dei componenti è realizzata a mano, legame questo con la tradizione e l’artigianalità tipiche della zona. Ma visto che i millenni passato e le sensibilità aumentano e cambiano nella Costa Smeralda del 2019 c’è spazio anche per la certificazione ISO 9001:2008 assicurata da Novamarine. E se il “cliente” non è un privato ma riferibile al campo militare c’è la linea “Professional” che rende i gommoni adatti al pattugliamento delle coste, al controllo o al salvataggio in mare. Le altre quattro linee in produzione sono Black Shiver, mezzi nautici dagli 8,5 ai 24 metri, HD, imbarcazioni più robuste, RH con il tubolare gonfiato ad aria, ed i Tender per i maxi yachts, che in Costa Smeralda rappresentano non solo un classico ma anche un grande sbocco di mercato. Il resto lo fa il mare, lo stesso che vide partire i popoli nuragici con imbarcazioni in legno dirette verso sud o verso la costa italica sia per commerciare che per battaglie di cui sono rimaste pochissime tracce ma molte leggende.

The bond between an island and its surrounding sea is obviously fundamental, and the Sardinians, who have always been navigators but are less known than others for this aptitude, have also had ship building in their DNA since the Iron and Bronze Ages, when going to sea meant putting one’s life in the hands of the gods and relying on the stars for guidance. Thousands of years after those first sorties into the open Mediterranean, Sardinia continues to of fer brilliance and innovation, and make its mark also in the nautical field . One example is just along from the Costa Smeralda, where Novamarine launches its boats, and especially the brand’s signature dinghies, into this area’s crystalline waters. But don’t be deceived by the name, because we are not talking about the traditional kind of dinghy with air-inf lated tubes, but of products in expanded material, in a class of their own and an example of innovation and entrepreneurial courage. Everything takes place at the SNO Yachts shipyard in Olbia, where engineers, designers, trained and skilled shipwrights and workers cooperate as a team . The technique used is that of infusion, with closed cell expanded polyethylene tubes to provide stability and greater inside space. Furthermore, everything can be customized by the customer since most of the components are handmade, a link with the traditional craftsmanship typical of this area . However, seeing that centuries have passed and awareness increases and changes, on the Costa Smeralda of 2019 there is also a place for the ISO 9001:2008 certification guaranteed by Novamarine. Should the customer be not private but military, there is the “Professional” line which makes dinghies suitable for coastal patrols, surveillance or sea rescues. The other four lines in production are the Black Shiver range of 8. 5 to 24 metre boats, the semi-rigid H D, the air-inf lated RH and Tenders for mega-yachts, which are not only a fixture on the Co sta Smeralda, but also a great market outlet The sea does the rest, the same sea that saw the Nuragic people set sail in wooden boats heading south or towards the Italic coast, either to trade or for battles of which very few traces but many legends have survived .

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Black Shiver 120 FB by Novamarine

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C O S TA S M E R A L DA

A guide called Adelasia.

WORDS BY M AT T E O G R A Z Z I N I

La rotta di Renato Azara verso un sogno possibile. Renato Azara’s course towards a possible dream.

“E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni”. Parole di oltre sei secoli fa pronunciate da chi di mare se ne intendeva, Cristoforo Colombo, che solcando le onde ha fatto scoprire un mondo nuovo ed ha aperto una nuova era. Far scoprire un mondo antico, molto antico, è invece l’obiettivo, non solo il sogno, di Renato Azara con il suo progetto Adelasia Spirit of Sardinia, una fondazione che l’imprenditore sardo ha creato per portare la cultura della Sardegna nel mondo attraverso lo sport, la ricerca scientifica e la salvaguardia del mare. Tutto nel nome di una regina vissuta ottocento anni fa nel cuore della Sardegna, stimolo ed esempio di coraggio per Azara, skipper abituato a regatare, anche con successo, in mari agitati e stimolanti al tempo stesso. Qual è il suo rapporto con l’isola? Io sono un cittadino del mondo, ma sono nato in Costa Smeralda 62 anni fa, figlio di genitori sardi e quindi ho un legame molto forte. Ho lavorato da ragazzo al Pitrizza e poi ho fatto le mie esperienze in giro per il mondo. Ho passato anni lontano dalla Sardegna ma ci sono tornato definitivamente a 40 anni. Più passa il tempo e più il rapporto diventa profondo e per questo ho pensato di donare parte di me a questa terra, affinché venga raccontata, conosciuta e promossa. Si è dedicato a questa terra in molteplici vesti, dallo sport alla politica. Si sente ricambiato? È molto difficile essere ricambiati, viviamo in un momento di grande disorientamento, soprattutto da parte dei giovani che oggi non hanno la consapevolezza del passato e della storia e quindi con i nuovi media guardano più a quello che è lontano anziché a quello che è vicino. Così si allontanano dall’essere sardi nella propria terra. Così è più difficile trovare condivisione di quello che si fa e a me piace partecipare attivamente alle azioni sociali, come il candidarsi per fare politica, il condividere ideali, visioni. E una di queste azioni è il navigare, portando questi messaggi a bordo di Adelasia. Il progetto America’s Cup ha quindi seguito un altro vento? Per l’America’s Cup siamo entrati in una sorta di oblio e alla fine abbiamo detto di no, dopo essere stati vicini per tre volte alla partecipazione. Purtroppo anche in quell’ambito non veniva riconosciuto lo spirito con il quale il progetto e il messaggio di Adelasia erano nati. Alla luce di quello che sta succedendo per quella competizione, con tutta la tecnologia delle barche ed i continui rinvii, forse la Coppa America non era il giusto canale per far conoscere la Sardegna. Ma il viaggio continua su altre rotte sportive, culturali e scientifiche e durerà per i prossimi 15 anni, non abbiamo fretta. Il primo luogo dove porterebbe chi non è mai stato in Sar-

“And the sea will grant each man new hope, as sleep brings dreams”. Words said over six centuries ago by someone who knew a thing or two about the sea, Christopher Columbus, who crossed the oceans to discover a new world and start a new era. By contrast, rediscovery of an ancient, very ancient world, is not just the dream but the aim of Renato Azara with his Adelasia Spirit of Sardinia project, the foundation created by the Sardinian businessman to promote Sardinia’s culture worldwide through sport, scientific research and protection of the sea. All in the name of a queen who lived eight hundred years in the heart of Sardinia and an inspiration and example of courage for Azara, a skipper used to racing, with success, in rough but nevertheless exciting seas. What is your relationship with the island? I’m a citizen of the world, but I was born on the Costa Smeralda 62 years ago, the son of Sardinian parents, and so I have very strong ties with it. I worked at the Hotel Pitrizza as a youngster, and then acquired lots of experience around the world. I spent many years away from Sardinia, but I came back for good when I was 40. The more time passes, the deeper the relationship becomes and that’s why I decided to give a part of myself to this land so that its story becomes known, acknowledged and promoted. You have dedicated yourself to this land in many roles, from sport to politics. Do you feel appreciated? It’s very difficult to be appreciated; we’re living in greatly disorienting times, especially for today’s young people who have no awareness of the past and history and so with new media they look more at what is far away rather than at what is close at hand. In this way they distance themselves from being Sardinians in their own land. So it’s more difficult to find sharing of what one does, and I like to take an active part in social actions such as running for political office, sharing ideals and visions. And one of these activities is sailing, carrying these messages aboard Adelasia. So the America’s Cup project has followed another wind? With the America’s Cup we entered into a sort of black hole, and after being close to taking part three times, in the end we said no. Unfortunately, the spirit on which the Adelasia project and message are based was not recognized even in those circles. In the light of what is happening with that competition, with all the technology and the continuous postponements, perhaps the America’s Cup wasn’t the right channel for making Sardinia known. But the voyage continues on other sporting, cultural and scientific routes and will last for the next 15 years - we’re not in any hurry. Which is the first place you would take someone who has never been to Sardinia?

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Adelaisia Spirit of Sardinia's sailing team.

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degna? Il fatto di aver scoperto Adelasia, questa giudicessa, donna fortissima completamente oscurata dalla storia tramandata dagli stessi sardi mi indurrebbe a portare chiunque all’interno, dove le persone hanno ancora la luce negli occhi. Nei boschi del Goceano, dove Adelasia ha vissuto gli ultimi anni della sua vita e dove si trovano alture, montagne e il suo castello di Burgos. Un pregio ed un difetto dei sardi. Il pregio è di essere nati e di vivere in Sardegna, dove ci sono sì dei ritardi che però possono diventare risorse. Il difetto è di non essere consapevoli di questa fortuna. L’azione di Adelasia e del mio team di velisti, archeologi e di persone che vogliono affrontare questo viaggio è mirata a far sì che questa consapevolezza cresca nei giovani, nelle scuole, ovunque.

The fact of having discovered Adelasia, this Judge, an incredibly strong woman completely overlooked by the history passed down by the Sardinians themselves, would induce me to take anyone into the interior, where people still have light in their eyes. In the woods of Goceano, where Adelasia lived the last years of her life, and were there are uplands, mountains and her castle in Burgos. One merit and one defect of Sardinians The merit of being born and living in Sardinia, where some things are backward it’s true, but they can become resources. The defect is not being aware of this good fortune. The actions of Adelasia and my team of yachtsmen, archaeologists and people who want to take this voyage are aimed at making sure that this awareness is heightened among young people, in schools, everywhere.

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Renato Azara


FILIGHEDDU COSTRUZIONI SRL LOC. Abbiadori 07020 Porto Cervo (Arzachena) T/F +39 0789 96324 - info@filigheddu.net www.filigheddu.net


UN’IMPRESA DAL CUORE ANTICO CHE GUARDA AL FUTURO Vanta la costruzione di alcune tra le più prestigiose ville della Costa Smeralda ed è in grado di rispondere alle esigenze più complesse nella realizzazione di piscine tecnologicamente avanzate offre soluzioni personalizzate grazie alla manualità di un gruppo di abili artigiani, autentici maestri della tradizione.

A FORWARD-THINKING COMPANY AT THE HEART OF AN ANCIENT TRADITION

We have built some of the most prestigious villas on the Costa Smeralda and are able to meet the most complex demands using the very latest swimming pool technology. We provided personalised solutions with the help of the manual skill of our team of accomplished craftsmen, who are genuine experts in pool building.


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Hidden Paris.

WORDS BY MARIANGELA ROSSI

Avventurarsi nella sua dimensione più nascosta. Venturing into its hidden dimension.

Si torna e si ritorna a Parigi, e poi vi si torna ancora. La capitale europea è la più amata dagli Italiani, ma ogni volta, grazie ai suoi angoli più nascosti, ai luoghi da veri “locali”, alle rotte fuori dal turismo di massa, ci si continua a sorprendere con gioia. In molti hanno anche scritto libri e guide, da “Parigi insolita e segreta” di Jacques Garance e Maud Ratton (ed. Jonglez) a “I segreti di Parigi. Luoghi, storie e personaggi di una capitale” di Corrado Augias (ed Mondadori), ma è bello avventurarsi nella sua dimensione più nascosta semplicemente camminando e lasciandosi trasportare dai sensi. La prima tappa è nei musei più amati dai parigini, come il Jacquemart-André, in un esclusivo hôtel particulier del XIX secolo nel cuore della Parigi haussmaniana, che custodisce la collezione d’arte fiamminga e rinascimentale della coppia Edouard André e Nélie Jacquemart, lasciata in eredità all’Institut de France: si gira di salone in salone, tra tele, arazzi, busti e affreschi di rara bellezza e si termina con una pausa nel delizioso salone da tè, allìinterno della loro ex sala da pranzo. Altri posti privati, appartamenti vissuti da artisti oggi trasformati in musei, sono il Musée Edith Piaf, tra i ricordi della cantante nel quartiere Ménilmontant, e il Musée Eugène Delacroix, con l’omonimo atelier nel giardino, in Place Furstenberg, do ve il famoso pittore lavorò e rimase sino alla sua morte. A proposito di verde, sono tanti gli spazi green e i parchi botanici con sentieri e angoli meno scontati. Tra questi, il giardino del Musée Rodin, che circonda il palazzo in stile rococò dove il noto scultore visse sino al 1917 e

Paris is the one city you can never get enough of. It is the Italians’ favorite European destination, but every trip to Paris, because of its many hidden gems, its off-the-tourist-path addresses that seem to be known only to the “locals”, is a joyfully surprising experience. Many are the books and travel guides about Paris, from Secret Paris by Jacques Garance and Maud Ratton ( published by Jonglez) to I segreti di Parigi. Luoghi, storie e personaggi di una capitale by Corrado Augias ( published by Mondadori), but it is nice to explore the city’s most hidden places by simply walking and letting the senses take over. Our first stop is one of the Parisians’ most beloved museums, the Jacquemart-André, housed in an exclusive nineteenth-century hôtel particulier, in the heart of the Haussmann district. The museum showcases the works of Flemish and Renaissance art which Edouard André and Nélie Jacquemart collected over their lives and bequeathed to the Institut de France: a tour of rooms filled with paintings, tapestries, busts and frescoes of rare beauty, crowned by a delicious tea break in the former owners’ dining room. Other private homes of artists converted into museums are the Musée Edith Piaf, containing the singer ’s memorabilia in the Ménilmontant district, and the Musée Eugène Delacroix, including the atelier by the same name in the garden, on Place Furstenberg, where the famous painter worked until his death. Speaking of gardens, many are the green spaces and botanical parks full of lesser-known paths and corners. Among them is the Musée Rodin’s garden, which surrounds the roco -

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A view of Paris with rooftops and Tour Eiffel.


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MusĂŠe Rodin.


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dove alloggiarono anche Matisse e Cocteau, tra fontane, boschetti e roseti in cui spiccano alcune opere dello stesso Rodin. Ma anche il seicentesco Jardin des Plantes, che seppur sia l’orto botanico più grande di Francia è tra i più “sussurrati”, e il Jardin du Panthéon Bouddhique, oasi Zen annessa al Museo Nazionale delle Arti Asiatiche- Guimet, ricca di bambù e ben mimetizzata nel caos parigino. Chi predilige altri indirizzi orientali ad alto tasso di quiete e di silenzio apprezza anche La Pagode, cinema-teatro nato nel 1896 nel VII arrondissement, con l’aspetto di una vera pagoda giapponese e un grazioso giardino dove oggi si può anche sorseggiare un tè. Sono numerosi i luoghi più appartati dove scoprire la capitale francese in un modo unico, anche per fermarsi per mangiare o prendere un aperitivo. Ad esempio, il Bistrot des Dames, “il miglior segreto del quartiere”, un patio-résto quasi invisibile tra piazza Clichy e Batignolles, circondato da edera e platani. Mentre il Pavillon Puebla si trova in un padiglione serra ottocentesco, nello storico parco des Buttes- Chaumont, Le Perchoir, della stessa proprietà, è già diventato uno degli indirizzi da non perdere grazie anche alla terrazza con vista sul Sacré- Coeur. Di panorama in panorama. Si ammira quello sulla vicina Tour Eiffel dal Café de l’Homme, ristorante gourmet a cui arrivare passeggiando senza fretta lungo Les Berges de Seine, le banchine lungo il fiume. Lo shopping intéllo è nella libreria che lo stilista Karl Lagerfeld aveva aperto nel 1999: si chiama 7L e si trova, ovviamente, al numero 7 di rue de Lille e nel VII arrondissement,

co -style building where the famous sculptor lived until 1917 and which was also home to Matisse and Cocteau, amidst fountains, thickets and rose beds dotted with works by Rodin. But also the seventeenth-century Jardin des Plantes which, although it is France’s largest botanical garden, it is one of the less “talked-of ”, and the Jardin du Panthéon Bouddhique, a Zen oasis located within the National Guimet Museum of Asian Arts, a bamboo garden well-hidden from the hustle and bustle of Paris. To those who enjoy the quiet and silence of Oriental-style gardens, we also recommend La Pagode, a theatre established in 1896 in the 7 th arrondissement, built in the style of a Japanese pagoda and featuring a lovely garden where one can have tea. There are also a number of “secluded” restaurants, where one can dine or simply have a drink, for a unique glimpse into Paris. Bistrot des Dames, for instance, the neighborhood’s “best-kept secret”, is a nearly invisible résto -patio between Place Clichy and Batignolles, surrounded by ivy and sycamore trees. Pavillon Puebla is housed in a nineteenth-century conservatory in the historic Buttes-Chaumont park, while Le Perchoir, by the same owner, has become one of the city’s go -to places because of the terrace with view of the SacréCoeur. From one view to the next. Café de l’Homme, a gourmet restaurant reachable by leisurely walking along Les Berges de Seine, a pedestrianized stretch of the river, affords a fine view of the nearby Eiffel Tower. The must-stop to fill one’s intellectual shopping cart is the bookshop that fashion designer Karl Lagerfeld opened

Left page: Passage du Grand Cerf. Following page: Musée Jacquemart-André (ph. Atout France).

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"To see beyond the surface and know how to capture the hidden dimensions". — COR RADO AUG IAS

nei pressi di Saint Germain de Près. Tra centinaia di volumi di fotografia, arte, moda, design e architettura, le stesse passioni che avevano scandito la sua vita. E se si capita in rue Saint-Honoré, zona culto dello shopping, cercando magari qualche moda “très parisien”, ci si può fermare alla boutique di Anne Fontaine. La particolarità, qui, oltre alle sue iconiche camicie bianche, è soprattutto la spa firmata da Andrée Putman al piano inferiore: 500 mq benessere dal decor essenziale e chic, con hammam e sale trattamenti. Per rilassarsi con un massaggio a quattro mani, la tranquillità più assoluta e anche la dolcezza del puro cotone. E poi ci sono i Passages, le gallerie nate alla fine del Settecento che attraversano gli isolati facendosi strada tra i palazzi, di solito con soffitti di vetro decorati in stile Art Nouveau, tra cui il Passage du Grand Cerf, oppure all’aperto, ad esempio L’Homme, o più moderne e nuovi templi della gastronomia, come il Beaupassage. Un tempo rappresentavano un mondo a parte, lontano dal rumore della strada, nella Parigi ancora buia dell’epoca. Balzac, Baudelaire, Zola o Aragon le descrissero bene, Céline vi era cresciuto e i surrealisti le amavano. Ma ancora oggi è incantevole ritrovare qui quell’atmosfera speciale, in una Parigi diversa e un po’ sospesa nel tempo.

in 1999: it is called 7L and it is obviously located at number 7 Rue de Lille, in the 7 th arrondissement, near Saint Germain de Près. The shop bursts with photography, art, fashion, design and architecture books, the same passions that marked the designer ’s whole life. And if you’re on Rue Saint-Honoré, the city’s cult shopping area, in search of some “très parisien” fashion, we recommend the Anne Fontaine boutique. In addition to the designer ’s iconic white blouses, the shop features a spa designed by Andrée Putman on the lower f loor: a minimalist-style and chic 500-square-meter space including a hammam and treatment rooms. The go -to place for a four-hand massage, absolute tranquility and the softness of pure cotton. And, finally, the Passages, the covered passageways built in the late 1700s which cut through the city blocks and alongside buildings, usually featuring Art Nouveau-style glass roofing, such as the Passage du Grand Cerf, or outdoors, L’Homme, or more modern and new culinary temples, like the Beaupassage. Once they were a world apart, far from the noisy streets, at a time when Paris streets were still narrow and dark. Balzac, Baudelaire, Zola and Aragon described them well, Céline grew up there and the surrealists loved them. And still, to this day, they retain a special atmosphere, as if suspended in time.

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The horizon has been defeated.

WORDS BY N AT H A L I E A N N D O D D

I nuovi yacht rivoluzionano il concetto del navigare, a suon di design e hi-tech. The ultimate concept yachts f launt design trends that drastically change the idea of sailing.

Negli ultimi anni nautica e yacht design stanno affrontando progetti sempre più ambiziosi coniugando l’ingegneria navale con l’architettura internazionale, e prestando grande attenzione a nuovi materiali, eco-sostenibilità ed estetica. Il viaggio dunque diventa più importante della meta, e la qualità del tempo trascorso a bordo diventa inscindibile dalle prestazioni del natante. Il panorama che si staglia è a dir poco spettacolare: prendono forma yacht-atolli, spuntano piscine pop-up vista oceano, cucine high-tech accolgono chef stellati, e piste di atterraggio per elicotteri diventano un must-have. Emblematico è il caso di 500 Wallyace, design innovativo e straordinarie prestazioni. Il nuovo super yacht dislocante coniuga perfettamente l’inconfondibile stile Wally con l’architettura navale di Laurent Giles NA. Gli spazi esterni comunicano con le aree interne più private in uno scambio fluido e continuo privilegiando la vista sul mare. Anche il beach club diventa un tutt’uno col mare, trasformandosi in spiaggia, e consentendo un’esperienza pieds-dans-l’eau. Gli alloggi possono ospitare fino a 10-12 ospiti, 10 persone di equipaggio, e i sistemi di stoccaggio sono progettati per crociere lunghe e in totale autonomia. Silhouette cool ed esplorazione senza limiti. Ispirandosi a questi concetti il designer Stefano Pastrovich ha progettato il mega yacht MY 77m X R-Evolution, formato da una grande imbarcazione-base che nasconde in sé moduli veloci e piccoli, utilizzabili per allontanarsi e godere del mare aperto. Oltre agli appartamenti, lo yacht accoglie una piscina, un giardino e una spiaggia con palme. Lo scafo che si contraddistingue per la grande leggerezza è realizzato in fibra di carbonio con ponti galleggianti in titanio e grandi aperture. Grandi volumi e ampia vivibilità sono la cifra stilistica dello yacht 48 m Silver Fox di Baglietto. Forte di 350 mq di area totale, ne riserva gran parte alla convivialità e alla vita all’aria aperta, prevedendo

Internationally famous designers and stars are now called to meet new demands and taste, to harmonise the external and interior design of vessels, rethinking them with new interpretative styles. Aware of the altered approach to the project, designers propose innovative stylistic trends that clearly underscore the difference between living “on land” and at sea, seeking harmonious solutions that meet the shipowner’s needs in terms of personality and lifestyle. They propose high performance vessels that do not renounce the luxury and comfort of the most exclusive homes. The view before our eyes is spectacular: atoll yachts, pop-up swimming pools with ocean view, high-tech kitchens transformed into the creative labs of highly acclaimed chefs, and helicopter landing pads become a must. 500 Wallyace is an iconic example. It stands apart for innovative design and extraordinary performance. The ultimate super yacht with displacement hull perfectly merges the unmistakable Wally style with the naval architecture of Laurent Giles NA. External areas are specially studied to communicate with the most private internal areas in a fluid and continuous exchange that privileges the sea view. Even the beach club is one with the sea, transformed into a beach with the highlight of a pieds-dans-l’eau experience. The vessel can host up to 10-12 guests and a crew of 10. Storage systems are designed for long and entirely independent cruises. Cool profile and unrestrained exploration. Inspired by these concepts, the designer Stefano Pastrovich conceived the mega yacht MY 77m X R-Evolution comprising a large basic vessel that conceals small and rapid modules, which can be used to sail out into open seas. Besides apartments, the yacht includes a swimming pool, a garden and a beach with palm trees. The hull stands out for its remarkable lightness. In fact, it is made of carbon fibre with titanium floating decks and large awnings.

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MY 77m X R-Evolution.

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una grande piscina infinity, un’area pranzo centrale e un’ampia zona prendisole. Gli interni hanno uno stile contemporaneo raffinato, caldo e accogliente dai colori neutri, tessuti soft touch ed essenze naturali che valorizzano le opere degli artisti Arcangelo, Shafik, Barnils and Velez. Boutsen Design, in collaborazione con l’interior design del cantiere, ha curato il decoro delle aree interne. “La semplicità è l’ultima sofisticazione”. Ispirandosi alle parole di Leonardo da Vinci, Duelle Yacht Design e il designer Michele Lubrano Lobianco hanno coniugato competenze di alto livello a scelte stilistiche di grande effetto nel mega yacht 65 metri Gladius. Il designer ha optato per uno stile minimale, privilegiando linee sportive ed essenziali ispirate alla forma di una spada. Il 72 metri Tankoa Solo non è solamente uno yacht splendido, progettato con sapienza da Francesco Paszkowski e dalla interior designer Margherita Casprini, ma è anche uno degli yacht tecnicamente più avanzati, eco-friendly e ben equipaggiato. Come tutti gli yacht della gamma Tankoa, è dotato di sistema di timoneria indipendente; accoglie 12 ospiti, una master suite armatoriale, una suite VIP e quattro cabine doppie. Da sogno è la zona pranzo, con pannelli vetrati che consentono di osservare il mare mentre si cena. Spettacolare e ricco di fascino è il super yacht Spectre di Benetti, la cui silhouette sportiva è stata raggiunta grazie al dinamismo dei volumi e delle proporzioni, ottenendo prestazioni paragonabili a quelle di uno yacht in alluminio. Il design degli esterni è stato realizzato dal designer Giorgio M. Cassetta e la progettazione dello scafo è opera di Mulder Design. È un’imbarcazione di impostazione classica, dalla prua lunga e inclinata, con volumi di sovrastruttura estesi e filanti che

Large living areas define the style of Silver Fox, the 48 m yacht designed by Baglietto. With a total surface area of 350 m2, most of which is centred on hospitality and outdoor life, it features a huge infinity pool, a central dining area and a large sun deck. Interiors enhanced by a refined, warm and cosy contemporary style feature neutral hues, soft touch fabrics and natural wood types, the ideal setting for works by artists Arcangelo, Shafik, Barnils and Velez. Boutsen Design created the interior decorations, in partnership with the shipbuilder’s interior design department. “Simplicity is the ultimate sophistication”. Inspired by Leonardo da Vinci’s words, Duelle Yacht Design and designer Michele Lubrano Lobianco combined impressive high standard stylistic choices to create the 65 m mega yacht Gladius. The designer chose a minimalist style, privileging sporty lines and details inspired by the shape of a sword. The 72 m Tankoa Solo is not only a magnificent yacht expertly designed by Francesco Paszkowski and by interior designer Margherita Casprini, but it is also one of the most technically cutting edge yachts. Its fittings are amazing with environmentally friendly solutions. Like every yacht in the Tankoa collection, it has an independent steering system and can host 12 guests. It features a master suite, a VIP suite and four double cabins. The dining area is a dream with glass panels that offer a sea view during meals. The super yacht Spectre by Benetti is spectacular and fascinating. Its sporty silhouette converges dynamic volumes and proportions, achieving performance that is comparable to that of an aluminium yacht. Exterior by designer Giorgio M. Cassetta and hull designed by Mulder Design. The vessel has a classical layout with a long and inclined bow and a large

Left page: Tankoa Solo. Following page: A105 by Arcadia Yachts.

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Living between the sea and the sky. The celebration of calm and freedom. A haven of privacy and exclusivity. scivolano dolcemente verso poppa. Elemento distintivo dello scafo è il design ispirato alle atmosfere liberty e alle boutique francesi di fine ‘800. Maestoso ed elegante, con Riva 50 metri si avvera il sogno di Carlo Riva che, spinto dalla volontà ambiziosa e geniale di andare oltre i limiti, realizzò tra gli anni ’60 e ‘70 i celebri grandi yacht in acciaio. Nato per offrire un’eccelsa esperienza di navigazione, fatta di comfort, eleganza e arte nautica, lo yacht è un’opera navale all’avanguardia che unisce le più avanzate soluzioni tecnologiche a uno stile inconfondibile. Leggerezza ed eleganza al cubo. Il design dello yacht ISA Alloy 43 di ISA Yachts, con scafo e sovrastruttura in alluminio, è nato da una ricerca stilistica che intendeva esaltare il carattere sportivo ed elegante dell’imbarcazione, coniugando innovazione e tradizione in una sorta di moderna classicità. L’architettura navale è di Francesco Rogantin, mentre il design è firmato da Luca Dini. Ribattezzata “Agora III”, sarà l’imbarcazione privata più grande con base in Giappone. Rispetto per l’ambiente e la natura. Da qui parte il concept dell’A105 di Arcadia Yachts, che, grazie ad ampie aperture che limitano l’uso dell’aria condizionata, pannelli solari e soluzioni vetrate ad altissimo isolamento termico, consente un’efficienza e un risparmio energetico senza precedenti. L’ampiezza degli spazi interni ed esterni, oggettiva e anche percepita, è la forza del progetto, le cui linee “mascoline” e decise ne rappresentano il tratto caratteristico. L’A105 è uno yacht

flowing superstructure that gently glides towards the stern. The hull stands apart for the design inspired by Liberty style atmospheres and French boutiques in the late 1800s. Majestic and elegant, Riva 50m materialises Carlo Riva’s dream. Driven by the ambitious and brilliant intention to overcome limitations, he created the famous large steel yachts in the 1960s and 1970s. Conceived to offer an excellent sailing experience in terms of comfort, elegance and nautical artwork, the yacht is an edge of the line product of naval architecture that combines ultimate technological solutions and an unmistakeable style. Lightness and elegance to the umpteenth power. The yacht ISA Alloy 43 by ISA Yachts, with aluminium hull and superstructure, is the outcome of stylistic research focused on enhancing the vessel’s sporty and elegant personality by merging innovation and tradition into a sort of modern classicism. Naval architecture by Francesco Rogantin, and design by Luca Dini. Renamed “Agora III”, it will be the largest private vessel based in Japan. Environmentally friendly and nature oriented, the concept behind A105 by Arcadia Yachts presents large openings to reduce the use of air conditioning, besides solar panels and glass panels with very high thermal insulation for unprecedented efficiency and energy saving. The spacious internal and external spaces, both objective and perceived, define the project’s power and strength. In fact, the determined “male” lines are its

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DESIGN

totalmente progettato dall’interno verso l’esterno, e che guarda avanti, in tutti i sensi. Concludiamo con un progetto icona del design nautico internazionale che evoca i sistemi strutturali organici delle formazioni marine. Il super yacht Jazz, di 128 metri, progettato dalla compianta archistar Zaha Hadid per Blohm+Voss, presenta una struttura ad esoscheletro consistente in una serie di supporti intrecciati che variano di spessore e conferiscono alla parte superiore una struttura a rete, connotando l’esterno dello yacht di un’estetica naturale; questo esoscheletro crea un’intensa connettività tra i vari ponti e gli elementi del progetto. Perché come afferma Herbert Aly, CEO e Managing Partner di Blohm+Voss, “La forza del design non sta solo nella sua funzionalità e forma, ma anche nella sua facile adattabilità”.

typical trait. A105 has been entirely designed starting from the inside and moving outwards. It looks ahead in every sense. We shall close with an icon project, whose international nautical design evokes the organic structural systems of marine formations. The super yacht Jazz, 128 m, designed by the highly renowned company Zaha Hadid for Blohm+Voss, features an exoskeleton made up of a series of interwoven supports that vary in thickness, endowing the top part with mesh-like structure and defining the yacht’s exterior with natural aesthetics. This exoskeleton establishes intense connectivity between the various decks and elements of the project. Indeed, as Herbert Aly, CEO and Managing Partner of Blohm+Voss says, “The strength of design does not only lie in its functional features and shape but also in its easy adaptability.”

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ARCHITECTURE

Shanghai surprise.

WORDS BY M AT T E O G R A Z Z I N I

Viaggio virtuale nel Bund, guardando i grattacieli che sfidano il vento. A virtual journey amidst skyscrapers that brave the wind .

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ARCHITECTURE

È probabilmente l’emblema principale di un mondo che è cambiato così rapidamente da lasciare tutti sorpresi e meravigliati, il profilo quasi fantascientifico del quartiere finanziario di Pudong, a Shanghai. La corsa verso le stelle ha trasformato gli anni 2000 in un esercizio di stile, architettura, genio e coraggio, con impiego di idee, soldi e braccia come mai prima di allora. E in tutto questo la Cina, la nuova Cina, non poteva stare a guardare e adesso dieci tra i venti grattacieli più alti del mondo sono nella patria dei nipoti di Mao, che probabilmente non avrebbe mai immaginato che dalla sua Grande rivoluzione culturale proletaria sarebbe nata la potenza economica più grande al mondo. Ma nonostante la storia sia ormai già scritta nei libri di testo ed anche nei manuali di architettura, arrivare sul Bund di Shanghai è sempre una sorpresa: tra led colorati, fasci di luce e mega schermi svettano le sagome di tre torri, imponenti ed eleganti al tempo stesso, testimoni superbe di un paese che sta cambiando il corso della storia. A dominare la scena, maestosa ma affatto pesante nella struttura, è la Shanghai Tower, l’ultima arrivata tra i moderni monumenti della megalopoli cinese: 632 metri di altezza, 127 piani, 149 tra ascensori e montacarichi, fondamenta che si spingono per 86 metri nel sottosuolo a dispetto della grande quantità di acqua presente in tutta la zona. Da tre anni è il secondo grattacielo più alto del mondo ma rispetto al Burj Khalifa non ha guglie né si restringe al vertice, anzi, la sua forma spirale costante (un grado per piano) gli consente di compensare la forza del vento, che nelle stagioni in cui i tifosi colpiscono l’Asia si fanno sentire anche a Shanghai. Un gigante che fa sembrare quasi “normale” il grattacielo dello Shanghai World Financial Center, quello dalla forma più curiosa, tanto da meritarsi il soprannome di “Cavatappi”: 474 metri, emblema della crescita economica del Paese, meta di tu-

It is probably the core symbol of a world that has changed so rapidly as to leave everybody surprised and amazed. The profile of the Pudong financial district in Shanghai is worthy of sci-fi. The race to the stars has turned the 21st century into an expression of style, architecture, genius and courage, exploiting ideas, money and workforce as never before. And China, the new China, could not stand apart and watch the events. Indeed, today, ten of the twenty tallest skyscrapers in the world are in the hometown of Mao’s offspring. He would probably never have imagined that its great proletariat cultural revolution would generate the world’s largest economic power. But though history has already been written in textbooks and also in architectural handbooks, stepping into Shanghai’s Bund is always a surprise: the impressive and elegant shapes of three towers stand out among coloured LED lights, light beams and mega screens, the superb witnesses of a country that is transforming the progress of history. The scene is dominated by the majestic but light structure of the Shanghai Tower, the latest addition to the modern monuments of the Chinese megalopolis: 632 m in height, 127 floors, 149 lifts and elevators, with foundations reaching a depth of 86 m underground, despite the large amount of water present in the entire area. For the past three years it has been the second tallest skyscraper in the world but, compared to the Burj Khalifa, it neither has spires nor a narrow top. Instead, its constant spiral shape (one degree per floor) compensates for the force of the wind during the Asian typhoon seasons that deeply affect Shanghai. A giant that makes the skyscraper of the Shanghai World Financial Centre seem almost “normal”, the one with the most curious shape that has been nicknamed “Corkscrew”: 474 m, the symbol of the

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Left page: Shanghai World Financial Center Pudong view.


"The Shanghai Tower is the latest arrival: 632 metres high, 127 floors, 149 elevators and service lifts".


risti attratti dal panorama che si gode dai suoi osservatori affacciati sull’infinito, l’ultimo dei quali, trasparente e adatto ai coraggiosi, è proprio sulla sommità. E poi c’è la Jin Mao Tower, che nonostante i quasi venti anni di vita, rimane per gli esperti e gli amanti dell’architettura contemporanea l’edificio più bello di Shanghai: una pagoda di acciaio e cristallo alta 420 metri, dove stile e simmetria vanno a braccetto e dove a sorprendere è più l’interno che l’esterno, grazie ad un atrio che si innalza dal 56° all’87 ° piano con un effetto ottico unico al mondo. Una struttura che unisce lo stile alla tecnologia, con un avanzato sistema di trasporto interno verticale che quasi azzera i tempi di attesa degli ascensori e con sistemi di sicurezza e di pulizia delle pareti esterne assolutamente innovativi. Ma quale dazio hanno dovuto pagare a questa scalata al cielo l’ambiente e Shanghai, che già aveva i noti problemi di inquinamento dell’aria? E qui arriva un’altra sorpresa, perché anche i grattacieli fanno parte del grande progetto della Cina in termini di sostenibilità e riduzione dell’impatto del progresso sul territorio. La Shanghai Tower ad esempio unisce progettazione sostenibile e

country’s economic growth, the target of tourists attracted by the view from its scenic terraces that overlook the infinite, the last of which is at the very top, the transparent goal of the most courageous. And then we find the Jin Mao Tower which, despite the almost twenty years of life, remains the most beautiful building of Shanghai for experts and lovers of contemporary architecture: a 420 m tall steel and crystal pagoda where style and symmetry walk arm in arm, and where the interior is more amazing than the exterior. Indeed, a hall rises from the 56th to the 87th floor with a unique optical effect. A structure that combines style and technolog y with an advanced system of vertical internal transport to cancel the waiting times of lifts. It also features absolutely innovative safety systems and external wall cleaning systems. But what was the cost of this climb to the sky both in terms of environment and Shanghai, which already had the widely known problems of air pollution? And here we find another surprise because the skyscrapers too are part of China’s great project for sustainability and reduced impact of progress on the

Preview page: Lujiazui skyline, as seen from the Bund, across the Huangpu River, the tallest building being Shanghai Tower. Right page: three towers of Pudong.

Going to Shanghai’s Bund is always a surprise: the shape of three towers, superb proof of a country that is changing the course of history, stand out amid coloured leds, beams of light and mega screens. HANDBOOK


ARCHITECTURE

architettura futuristica: è un edificio ad altissima efficienza energetica, in classe A, realizzato dallo studio di architettura  Gensler con giardini verticali e aree verdi che migliorano il microclima e la qualità dell’aria, con la  facciata  in doppio strato di vetro  trasparente che assicura  illuminazione naturale, ottima  coibentazione e diminuzione dei consumi energetici di riscaldamento e raffrescamento. Sulla cima, dove il vento la fa da padrone, ci sono turbine eoliche  ad asse verticale che generano fino a 350.000 kWh all’anno di energia elettrica, nel seminterrato ci sono un  impianto geotermico, un  sistema di raccolta e riciclo delle acque piovane e un impianto combinato di produzione di calore ed energia elettrica da 3,0 MW. Se cercate il domani fate quattro passi sul Bund.

land. The Shanghai Tower, for instance, combines sustainable design and futuristic architecture. With very high class A energ y efficiency, it was built by the architectural firm Gensler with vertical gardens and green areas to improve the microclimate and the quality of air. The façade’s double sheet of transparent glass ensures natural lighting, excellent insulation and reduced energ y consumption for heating and air conditioning. At the top, where the wind is the master, there are wind turbines  with vertical axis that generate up to 350,000 kWh a year of electricity. The basement contains a geothermal plant, a system to collect and recycle rainwater, and a combined system for the production of 3.0 MW of heat and electricity. If you are looking for tomorrow, take a stroll along the Bund.

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STYLE

Timeless.

WORDS BY ARIANNA PINTON

Iris Apfel, Joni Mitchell, Carmen dell’Orefice, Linda Rodin. Dee coi capelli color argento. Iris Apfel, Joni Mitchell, Carmen dell’Orefice, Linda Rodin: today the world of style has a new Olympus populated by goddesses strictly with silver hair.

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STYLE

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STYLE

"Respect your elders and let these ladies teach you a thing or two about living life to the fullest".

— ARI SETH COHEN

Nel 2008, il fotografo Ari Seth Cohen ha creato il blog Advanced Style, per raccontare, attraverso i suoi scatti realizzati per le strade di New York, lo stile e l’eleganza di donne e uomini dai capelli d’argento. A quei tempi, quando l’estetica era dominata da un’ideale di bellezza strettamente collegato alla giovinezza, immortalare i look di persone âgée era una scelta coraggiosa e forse un po’ bizzarra. Invece, l’idea di Ari Seth Cohen ha finito per dimostrare come si possa essere alla moda e di tendenza a qualsiasi età. Il concetto si trasforma presto in un fenomeno di culto e dà il via a un trend che ha conquistato davvero tutti. Oggi, avere più di sessant’anni non è più considerato un limite, bensì rivela una chiave per il successo. A patto che si abbiano stile e carattere da vendere. Lo dimostrano alcune donne dalla grande personalità e rigorosamente con i capelli sale e pepe che, grazie a un mix di originalità, sapienza e carisma, sono diventate fonte d’ispirazione per il mondo della moda e della bellezza. Basti pensare all’incredibile Iris Apfel, famosa collezionista, arredatrice d’interni e imprenditrice che, alla veneranda età di novantasette anni (98 il prossimo 29 agosto 2019) continua a imporsi grazie alla sua immagine unica e perfettamente riconoscibile, condita da una buona dose di saggezza stilistica e un’ammirevole ironia. È del primo febbraio 2019 l’annuncio della sua firma con la nota agenzia di modelle americana IMG Models, per curare la sua immagine e le future apparizioni come

In 2008, photographer Ari Seth Cohen launched his blog Advanced Style in which his pictures taken on the streets of New York portrayed the stylish elegance of silver-haired men and women. At the time, when aesthetics were ruled by a concept of beauty centred on youthfulness, presenting mature people was a courageous and perhaps somewhat bizarre choice. Instead, Ari Seth Cohen’s idea underscored the fact that people can be fashionable and trendy at any age. The concept soon became a cult, a trend that was a huge success with everybody. Being over 60 is not considered a limit anymore but a key to success. As long as you have a remarkable style and personality. We find evidence of this in certain women who have become a source of inspiration for the fashion and beauty scene by combining an amazing personality, strictly salt and pepper hair and a blend of originality, wisdom and charisma. Suffice to mention stunning Iris Apfel, famous collector, interior decorator and entrepreneur. At the venerable age of ninety-seven years (98 on 29 August 2019) she still wins the public with her unique and highly recognisable image underpinned by a good dose of stylish wisdom and admirable irony. 1 February 2019 marked the announcement of her contract with the famous American model management agency IMG Mo dels to manage her image and future

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STYLE

Joni Mitchell for Yves Saint Laurent. Preview pages: Iris Apfel for Magnum.

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testimonial e modella. Con i suoi grandi occhiali tondi, oramai diventati iconici, le labbra perennemente tinte di rosso e gli eccentrici gioielli preferibilmente in bakelite, collabora con diverse case di moda e presta il suo volto a svariate campagne pubblicitarie. In passato è stata modella per & Other Stories, protagonista del documentario “Iris” di Albert Maysles, e nel 2016, il department store parigino Le Bon Marché ha omaggiato il suo spirito eclettico con una mostra e un negozio temporaneo, intitolati “Iris in Paris”. Ultimamente poi, l’inarrestabile Iris ha collaborato a una collezione di gioielli tecnologici con il marchio WiseWear ed è stata l’interprete della campagna mondiale della nuova Citroën DS 3. Proprio in quest’ultimo spot, Iris racconta che qualcuno una volta le avesse detto: “Non sei bella e mai lo sarai, ma non importa, tu hai qualcosa di meglio: tu hai stile”. A incarnare la stessa filosofia, potenziata da una simpatia impareggiabile, è Helen Van Winkle, nome d’arte Baddie Winkle, che oramai è una vera e propria webstar. Ironica, irriverente e solare, ama indossare abitini coloratissimi, shorts e body aderenti, sul suo profilo si

appearances as both testimonial and model. With her iconic large round spectacles, eternally red painted lips and eccentric jewellery, especially Bakelite, she has partnered several fashion houses and her face has become the image of many advertising campaigns. She was a model for & Other Stories and protagonist of the documentary “Iris” by Albert Maysles. In 2016 the Parisian department sto re Le Bon Marché paid tribute to her eclectic spirit with an exhibition and temporary store called “Iris in Paris”. Untiring Iris recently presented a collection of technological jewels by the brand WiseWear, and featured in the international advertising campaign of the latest Citroën DS 3. In this advert, she says that somebody once told her, “You are not and will never be beautiful but that doesn’t matter, you have something better, you have style”. The same vision enhanced by unrivalled charm is embodied by Helen Van Winkle, whose stage name is Baddie Winkle. She is now a genuine Webstar. Ironical, cheeky and sunny, she f launts colourful mini dresses, shorts

Being over 60 is not considered a limit anymore but a key to success. As long as you have a remarkable style and personality.

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STYLE

legge: “Ruba il tuo uomo dal 1928”. Definita ironicamente “la nonna più famosa di Instagram”, il suo account vanta oltre due milioni di follower e, a ben ottantanove anni (90 il prossimo 18 luglio), è annoverata come fonte d’ispirazione da Gwen Stefani, Nicole Richie e anche dalla regina delle provocazioni pop Miley Cyrus. Si è presentata all’Ice Bucket Challenge sfidando Beyoncé, ha risposto agli hater coprendosi gli occhi con banconote arrotolate e, se non fosse per qualche ruga, nulla lascerebbe trasparire la vera età. In una recente intervista ha dichiarato: “Sono in buona salute, sono in ottima forma e ho raggiunto una buona età. Penso che dovrei vantarmi di me stessa”. E se la simpatia, l’irriverenza e la forte personalità si rivelano gli ingredienti vincenti in una società che è stanca di aspirare a canoni di bellezza troppo convenzionali, anche il fascino e il talento sembrano oltrepassare i valichi del tempo e rimanere intatti in eterno. Lo dimostra la cantautrice Joni Mitchell, classe 1943, che con le sue morbide tuniche, i capelli lunghi e lisci e i sandali sempre ai piedi, è stata il simbolo della rivoluzione californiana e dello spirito libero della cultura hippy. Cura personalmente la grafica e le copertine dei propri album. Negli anni, ha mantenuto intatti il suo charme e il suo stile personale tanto da essere stata scelta da Hedi Slimane come volto di Saint Laurent, per la collezione primavera estate 2015. Il designer ha detto di lei: “È sempre stata se stessa, non c’è nulla di più chic di questo”. Il Guinness dei primati alla modella più longeva va invece a Carmen dell’Orefice, classe 1931, un metro e settantotto di altezza, sguardo aristocratico, zigomi alti e gambe lunghissime: una leggenda vivente. Ha avuto la sua prima cover su Vogue nel 1947 e oggi continua a lavorare per le

and clinging leotards. On her profile we read, “She has stolen your man since 1928”. Ironically called “the most famous granny on Instagram”, her account counts more than two million followers and, at the remarkable age of eighty-nine (90 on 18th July), she is a source of inspiration for Gwen Stefani, for Nicole Richie and even for the queen of pop provocations, Miley Cyrus. She participated in the Ice Bucket Challenge, confronting Beyoncé. She responded to haters by covering her eyes with rolled up banknotes and, with the exception of a few wrinkles, nothing reveals her actual age. In a recent interview she said, “I am healthy, feel fit and have reached a good age. I think I should be proud of myself ”. Indeed, if a charming, cheeky, powerful personality are the winning ingredients in a society that is tired of excessively conventional aesthetic canons, fascinating talent seems to cross the boundaries of time to be ever effective. Joni Mitchell, born in 1943, confirms this with her f lowing tunics, long smooth hair and unfailing sandals. She was the symbol of the Californian revolution and of the free spirit of the hippy culture. She personally edits the graphics and co vers of her albums. She has maintained her charm and personal style over the years, and was Hedi Slimane’s choice as the face for Saint Laurent’s 2015 Spring Collection. The designer described her as, “Always true to herself, and nothing could be more chic than this”. Instead, Carmen dell’Orefice, born in 1931, won the Guinness Record for the model with the longest career. She is a living legend: 1. 78 m tall with aristocratic gaze, high cheekbones and

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più importanti maison di moda. Nel 2011 ha indossato una sofisticata creazione di Alberta Ferretti per sfilare a Palazzo Pitti. Nel 2012 ha preso parte a un documentario realizzato dal fotografo e regista Timothy Greenfield-Sanders per HBO, intitolato “About face: the supermodels, then and now”, un film che racconta proprio il concetto di bellezza legato a quello della vecchiaia. Anche Linda Rodin ha fatto della bellezza una vera e propria arma per proseguire il suo successo ma in modo del tutto personale. Donna dallo stile semplice ma impeccabile, i capelli di un bianco accecante e il sorriso dal piglio fanciullesco, è stata fashion editor per Harper’s Bazaar e ha curato come stylist l’immagine di donne meravigliose, come Laetitia Casta, Madonna, Halle Berry, Gisele Bundchen, Adriana Lima. Ora, superati i settant’anni, è una vera e propria beauty guru, grazie alla sua linea di cosmetici Rodin Olio Lusso, venduta nei migliori store, amata da tantissime star e acquisita nel 2014 da Estée Lauder. La linea beauty rispecchia lo stile e la filosofia sans-souci di Linda, sostenitrice del motto: “non importa quanti anni hai, indossa quello che ti fa sentire più a tuo agio”. Jeffrey W. Miller, giornalista del New York Times ha detto di lei: “About Linda, about any person with real style — they make you look at the world in a different way — and rethink everything. They know how to create tension — and tension is what creates beauty”. Una frase che ben testimonia l’avvento di una nuova idea di bellezza contemporanea i cui confini vanno oltre l’età, per coinvolgere molti più aspetti della natura umana come l’onestà intellettuale, il buon gusto e la consapevolezza di se stessi.

very long legs. Her first cover on Vogue dates back to 1947 and, today, she still works for leading fashion houses. In 2011 she wore a sophisticated creation by Alberta Ferretti on Palazzo Pitti’s catwalk. In 2012 she participated in a documentary by the photographer and film director Timothy Greenfield-Sanders for HBO entitled, “About face: the supermodels, then and now”. The mo vie relates his concept of beauty asso ciated with a mature age. Even Linda Rodin has made beauty her weapon to pursue success with an entirely perso nal approach. A woman with a simple but impeccable style, dazzling white hair and a youthful smile, she was fashion editor for Harper ’s Bazaar and stylist for the image of wonderful wo men, such as Laetitia Casta, Madonna, Halle Berry, Gisele Bundchen and Adriana Lima. Now she is over seventy and ranks as a genuine beauty guru with her cosmetic line Rodin Olio Lusso sold by the best retailers and favoured by a multitude of stars. The brand was acquired by Estée Lauder in 2014. The beauty line mirrors Linda’s style and sans-souci vision. Indeed, her motto is, “Never mind your age, wear what makes you feel at ease”. Jeffrey W. Miller, journalist for the New York Times, said, “About Linda, about any person with real style — they make you look at the world in a different way — and rethink everything. They know how to create tension — and tension is what creates beauty”. A statement that witnesses the advent of a new concept of contemporary beauty that reaches beyond age, involving multiple facets of human nature, such as intellectual honesty, good taste and self-awareness.

Left page: Carmen Dell'Orefice.

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TIME

Dive masters.

WORDS BY T E R E S A FAV I

Sub e Rolex, un binomio scolpito nel tempo Rolex and divers, a duo that has stood the test of time

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Pochi oggetti nella storia del costume hanno conosciuto una parabola di successo come quella degli orologi subacquei, strumenti di altissima precisione che hanno attraversato i decenni perfezionandosi e raggiungendo un pubblico sempre più ampio. Oggi fedeli compagni fuori e dentro l’acqua, la loro nascita è legata ad un nome leggendario nel settore degli orologi sportivi di classe, Rolex che in questo speciale segmento dell’orologeria ha spinto senza compromessi ricerca estrema e audace spirito di avventura. Uno dei suoi orologi iconici è il Rolex Oyster, il primo orologio subacqueo da polso che, nel 1926, cambia l’industria degli orologi per sempre. La rivoluzione sta tutta nel nome, Oyster (ostrica). La cassa protegge l’orologio come il guscio del mollusco protegge l’ostrica. Ma il padre di tutti gli orologi subacquei è l’Oyster Perpetual Submariner, invitto in tutte le classifiche dei modelli da immersione più amati. Nasce nel 1953 ed è il primo orologio da polso subacqueo e automatico, capace di resistere fino a 100 metri di profondità. Negli anni ’50 Rolex conduce una serie di test per un segnatempo subacqueo sperimentale il Deep Sea Special che dieci anni dopo - nella sua terza versione in grado di resistere alle condizioni esterne più estreme - è al centro di un’impresa straordinaria, quella il batiscafo sperimentale  Trieste.  Guidato dal luogotenente Don Walsh e accompagnato da Jacques Piccard il sommergibile si immerge nella fossa delle Marianne, la depressione più profonda al mondo (Challenger Deep) stabilendo un record nella storia delle immersioni oceaniche in profondità col primato di 10.916  metri. Quando il Trieste riemerge è in perfette condizioni così come il Deep Sea Special che è rimasto attaccato al suo scafo per tutta la durata dell’immersione. Nel 1967 nasce l’Oyster Perpetual Sea Dweller Deepsea, una versione specia-

Few things in the story of costume have had a parabola of success like that of underwater watches, high precision instruments that have been perfected over the decades to reach an ever-wider public. Now faithful companions in and out of the water, their development is linked to a legendary name in high class sports watches – Rolex, which has never ceased to inno vate in this special area of watchmaking with no compromises and a bold spirit of adventure. One of its iconic watches is the Rolex Oyster, the world’s first waterproof wristwatch, which in 1926 changed the watchmaking industry forever. The revolution is there in its name, Oyster. The case protects the mechanism like the shell of the mollusc protects the oyster. But the father of all divers watches is the Oyster Perpetual Submariner, unbeaten by the most popular diver ’s watches in all categories. Launched in 1953, it was the first diver’s automatic wristwatch waterproof to a depth of 100 metres. In the Fifties, Rolex made a series of prototypes of an experimental underwater timepiece, the Deep Sea Special, which ten years later, in its third version, able to withstand the most extreme external conditions, was at the centre of an extraordinary adventure, that of the experimental bathyscaphe Trieste. Piloted by US Navy Lieutenant Don Walsh together with Jacques Piccard, the submersible descended to the deepest point on earth, the Challenger Deep in the Mariana Trench, setting a record of 10,916 metres for deep ocean dives. When the Trieste re-emerged, it was undamaged, as was the Deep Sea Special, which had been strapped to the outside of the hull for the entire duration of the dive. Launched in 1967 as a special ver-

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Left page: the first Oyster watch, 1926


le del Submariner, impermeabile fino a 610 metri. Un orologio creato per soddisfare le richieste espresse dai subacquei professionisti, che nella versione del 1978 (impermeabile fino 1.220 metri) arriva a dotare la cassa di una valvola a rilascio di elio affinché, durante le lunghe fasi di decompressione nella cassa iperbarica, l’elio delle miscele gassose utilizzate possa essere espulso senza alcun rischio per l’orologio. Da quel momento la Casa della Corona ha continuato a migliorare la resistenza alla pressione dei propri orologi, fino a ridurre il rischio di penetrazione dell’acqua a una profondità di 3.900 metri, nel 2018, quando lancia il nuovo Deepsea capace di tale straordinaria performance. Ma le sfide sperimentali nel mondo sottomarino di Rolex sono sottolineate anche dall’impresa del 2012 che doppia quella del 1960 del Trieste con un orologio sperimentale, il Sea Dweller Deepsea Challenge, affidato al regista ed esploratore  James Cameron (autore di film come Titanic e Avatar). Cameron realizza la prima immersione in solitario calandosi di nuovo nella fossa delle Marianne, a bordo del sommergibile Deepsea Challenger, fino ad arrivare una profondità

sion of the Submariner, the Oyster Perpetual Deepsea Sea Dweller was waterproof to a depth of 610 metres. Designed to meet the demands of professional divers, the case of the 1978 version (waterproof to 1,229 metres) was fitted with a helium release valve so that during the prolonged periods of ascent in decompression chambers, any gas trapped inside the case could be expulsed without damage to the watch. From them on, Rolex continued to improve the resistance to pressure of its watches, reducing the risk of water penetration to a depth of 3,900 metres with the new Deepsea, unveiled in 2018. Rolex’s experimental underwater challenges were underscored by the 2012 venture which duplicated that of the Trieste in 1960, when film director and explorer James Cameron ( Titanic, Avatar etc.) made the first solo dive to the deepest part of the ocean, navigating the Deepsea Challenger submersible to a depth of 10,906 metres to reach the Mariana Trench, carrying an experimental watch, the Deepsea Challenge.

Right page: bathyscaphe Trieste, 1960.

Rolex’s experimental underwater challenges were underscored by the 2012 venture which duplicated that of the Trieste in 1960, when film director and explorer James Cameron. HANDBOOK


TIME

di 10.898 metri. L’orologio fissato anche questa volta all’esterno dello scafo ha un diametro di 51,4 mm e spessore di 28,5 mm. SI caratterizza per una complessa architettura di cassa composta da tre parti, che ha come base un anello di supporto in lega di acciaio inossidabile e azoto molto resistente. Inserito nella cassa composta da una superlega di acciaio inossidabile 904L, sostiene un vetro zaffiro di forma semisferica dello spessore di 14,3 mm, in ossido di alluminio purissimo, e un fondello avvitato di 5,3 mm in titanio grado 5. Quest’anno, una nuova versione fa il suo ingresso nella gamma degli orologi subacquei Rolex, l’Oyster Perpetual Sea Dweller, completamente impermeabile fino a 1.220 metri, un esempio di robustezza e di affidabilità.

The watch, once again attached to the exterior of the hull, has a 51.4 mm diameter and is 28.5mm high. The intricate three-piece case architecture features a highly resistant nitrogen-alloyed stainless steel support ring. Placed inside the middle case made of 904L stainless steel superalloy, it supports a 14.3mm thick domed sapphire crystal made of high-purity aluminium oxide, and a 5.3mm screw-down back case in grade 5 titanium. This year a new version will be introduced to the range of Rolex diver’s watches, the Oyster Perpetual Sea Dweller, completely waterproof to a depth of 1,220 metres, an example of ultra-resistance and reliability.

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WA T C H E S

È la nuova versione dell'Oyster Perpetual Sea Dweller di casa Rolex, in acciaio Oystersteel e oro giallo 18 ct. La lunetta è dotata di un disco graduato 60 minuti che permette di leggere il tempo di immersione in sicurezza.

It’s the new version of the Oyster Perpetual Sea Dweller by Rolex, in Oystersteel and 18-carat yellow gold. It features a 60-minute graduated bezel which makes it the perfect underwater exploration tool.

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WA T C H E S

Ăˆ il modello 5168G-001, proposto da Patek Philippe nel 2017 per i 20 anni della collezione Aquanaut, in un'inedita dimensione di 42,2 mm di diametro. Quadrante a rilievo, lunetta con finiture satinate e cassa in oro bianco.

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It’s the 5168G-001 model, designed by Patek Philippe in 2017 for the twentieth anniversary of the Aquanaut collection, in an uncommon 42,2 mm size. It sports a raised dial, a satin-brushed bezel and white gold case.

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WA T C H E S

Audemars Piguet si tuffa fino a 300 metri, con il Royal Oak Offshore Diver della collezione Funky Colour. Meccanismo caricato dai movimenti del polso, lunetta girevole interna dotata di scala sessagesimale, con zona da 60 a 15 minuti in evidenza.

Audemars Piguet lets you go deep up to 300 meters with its Royal Oak Offshore Diver from the Funky Colour collection. Self-winding mech anism, a rotating inner bezel with diving scale and zone from 60 to 15 minutes in evidence.

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WA T C H E S

Big Bang Unico Italia Independent Titanium Teak by Hublot. A limited edition of 100 pieces. A 45mm titanium case. Skeleton dial and teak bezel . Chronograph flyback movement and water-resistant to 100 meters.

Big Bang Unico Italia Independent Titanium Teak di Hublot. Edizione di 100 esemplari. Cassa 45 mm in titanio. Quadrante scheletrato e lunetta con legno di teak. Cronografo flyback e 100 metri di resistenza all'acqua.

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BRILLIANCE

NO RULES Roberto Coin Un businessman anticonformista, con la passione per il bello e il ben fatto. Un amore che, dopo i successi nell’hôtellerie, lo ha portato a dedicarsi al mondo della gioielleria, fino alla creazione dell’omonimo brand, nel 1996. Da allora, esperti artigiani e la sua inesauribile creatività danno vita a gioielli unici, che non si distinguono per un codice che si ripete di volta in volta, ma per la loro personalità e per la sua, ormai famosa, firma nascosta: un infuocato rubino rosso.

An unconventional businessman, with a passion for beautiful and well-made things. A love which, after his successful achievements in the hotel business, led him to a career in the world of high jewelry and the creation of his own brand in 1996. Since then, skillful artisans and his endless creativity have created jewelry unique of its kind, which stands out for its personality and for a now-famous signature detail: a fiery-red ruby gemstone.

Come nasce la sua passione per l’alta gioielleria?

How did you develop a passion for high jewelry?

Prima di lavorare in questo settore ero un albergatore e vivevo a Guernsey, un'isola inglese. Ero appassionato di moda, amavo gli abiti di alta moda e rimanevo affascinato dalle donne elegantissime che frequentavano il mio hotel. Fu quasi naturale lanciarmi in un’avventura nel modo creativo. Ho scelto i gioielli perché rappresentano eleganza e valore, senza soccombere alla velocità a cui viaggia il mondo della moda. Mi piace pensare che i gioielli non siano dei prodotti di moda, ma dei prodotti di stile.

Before working in this field, I was a hotel owner and I lived in Guernsey, a British island. I was passionate about fashion, I loved haute-couture clothing and I was fascinated by the very elegant women who frequented my hotel. So it was only natural to want to venture into a creative territory. I opted for jewelry because it represents elegance and value, without moving at the breakneck speed of the fashion industry. I enjoy thinking that jewelry is not a fashion product, but a product of style. Naturally unconventional. In what way do you recognize yourself in your jewelry?

Anticonformista per natura. In cosa si riconosce nei suoi gioielli? Exactly in the fact that it is not recognizable! My mission is that of offering every woman the opportunity to choose her own piece of jewelry, which must be different from that of others. I celebrate diversity, not standardization. That is why the ruby, the hidden signature of my every creation, is the only visual anchor that connects all our jewelry together.

Proprio nel fatto che non si riconoscono! La mia missione è dare a ogni donna la possibilità di scegliere il suo gioiello, che deve essere diverso dagli altri. Io celebro le diversità, non l’omologazione. Per questo inserisco il rubino, firma nascosta di ogni mia creazione, l’unica àncora visiva che lega tutti i nostri gioielli.

What type of woman is it designed for?

Per quale tipo di donna sono pensati?

For every type, as no two women are the same and every woman is free to be unique and to choose.

Per ognuna, mai uguale ad un’altra e quindi libera di essere unica e di scegliere.

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Roberto Coin, a businessman and dreamer in love with creativity.

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What are your favorite materials?

Quali sono i suoi materiali prediletti? Mi piace sperimentare, è un modo per crescere. Ma le mie preferenze sono solide e rimangono l’oro 18 carati come metallo e il diamante, che è un simbolo troppo potente per non conquistarmi. Però il mio preferito non è un diamante qualsiasi, nel 2003 abbiamo lanciato il diamante Cento, tagliato in 100 sfaccettature diverse invece delle solite 57/58. Rappresenta la perfezione e la sua luce è incomparabile, come un caleidoscopio.

I enjoy experimenting with a range of materials, as a way to grow professionally. But I have some solid preferences, which are 18-carat gold and the diamond, which is too powerful a symbol to resist. My favorite diamond, however, is not just any diamond: in 2003, we launched the Cento diamond, cut into 100 different facets, instead of the usual 57/58. It represents perfection and its sparkle is matchless, like a kaleidoscope. What is Roberto Coin’s iconic piece of jewelry?

Qual è il gioiello iconico di Roberto Coin?

The first one I created is the first that comes to my mind when I am asked this question. It is the Appassionata collection. I wanted to create a piece of jewelry as sinuous as a golden fabric and it took me two years to achieve the perfect result. It was the year 1996 and Appassionata was my first collection with the hidden ruby. We still sell it and, last year, I happened to run into it by chance in the window of an antique dealer in Hong Kong: there was an Appassionata bracelet on display. I saw it as a great recognition of my work: I had created not only a piece of jewelry, but a piece of art.

Il primo che creai rimane quello che mi viene in mente quando mi fanno questa domanda. Si tratta della collezione Appassionata. Volevo creare un gioiello sinuoso come un tessuto dorato e ci misi ben due anni per raggiungere il risultato perfetto. Era il 1996 e Appassionata fu anche la prima collezione che firmai con il rubino nascosto. La vendiamo ancora oggi e l’anno scorso mi sono imbattuto per puro caso nella vetrina di un antiquario di arte ad Hong Kong e ho visto un bracciale di Appassionata esposto. Per me è stato un grandissimo riconoscimento: avevo creato non solo un gioiello ma un pezzo di arte.

And the one you are the fondest of ?

E quello che più ha amato?

Undoubtedly, the Animalier line. I have been creating jewelry since the eighties and every year we develop at least one new piece of jewelry. The atelier has become an enchanted zoo populated with animals inspired by fairy tales, Oriental legends…these creations are very communicative and popular all over the world.

Senza dubbio la linea Animalier. Creo animali gioiello sin dagli anni ’80 e ogni anno ne sviluppiamo almeno uno di nuovo. L’atelier è diventato uno zoo incantato che negli anni si è popolato anche di animali ispirati al mondo delle fiabe, delle leggende orientali… queste creazioni sono fortemente comunicative e amate in tutto il mondo.

Please tell us something more about the ruby. My signature ruby was inspired by my love of ancient legends. I once read the story of the three ruby legends, in which this precious stone represents a very powerful amulet, if it comes into contact with the skin. It is my personal wish of good luck.

Ci racconti qualcosa in più del rubino. La firma del rubino viene dal mio amore per le leggende antiche. In uno dei miei libri mi sono imbattuto nelle tre leggende del rubino, in cui questa pietra preziosa rappresentava un portafortuna potentissimo, se messo a contatto con la pelle. Da allora decisi di mettere un rubino in ogni mio gioiello, posizionato in un punto interno, per consentirne il contatto con la pelle. È il mio personale messaggio di buon augurio.

The celebrities who wear your jewelry? Many movie and music stars wear our jewelry. My favorite celebrity is Oprah Winfrey, because she is an icon of freedom. What do you draw inspiration from for your new collections?

Le celebrity che veste con i suoi gioielli? Tante star del cinema e della musica indossano i nostri gioielli. La mia preferita è Oprah Winfrei, perché è una icona di libertà.

I have a house in Venice, where I go on all my free weekends. I have found inspiration for many collections among the Venetian “calli”.

Roberto Coin's renowned jewels are an exclusive mix of imagination and aesthetic sensitivity.

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" My signature ruby was inspired by my love of legends". Artisans working every day and dealing with the departments in charge of innovation.

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Then my trips around the world, coming in contact with dif ferent cultures and with fascinating peo ple and stories. And, last but not least, nature, the source of creativity “par excellence”.

Da dove prende ispirazione per le nuove collezioni? Ho una casa a Venezia dove vado tutti i weekend liberi. Tra le calli veneziane ho trovato ispirazione per moltissime collezioni. Poi ci sono i viaggi che mi portano a contatto con culture diverse, persone e storie affascinanti. E infine la natura, fonte di creatività per eccellenza.

How do you combine craftsmanship and the over 1,000 boutiques across the world where your creations are found?

Come riesce a coniugare artigianalità e le oltre 1.000 boutique distribuite in tutto il mondo dove si possono trovare le sue creazioni?

Ours is a small, big company. We have artisans working every day and dealing with the departments in charge of innovation, so there is daily dialogue between them and technolog y mingles with tradition, enhancing it rather than replacing it . A successful balance, if constantly fueled .

La nostra è una piccola grande azienda. Abbiamo gli artigiani che lavorano tutti i giorni e si confrontano con i dipartimenti che si occupano di innovazione, così si crea un dialogo quotidiano e la tecnologia riesce a mescolarsi con la tradizione, esaltandola invece di sostituirla.

Your next piece of jewelry? Il prossimo gioiello? I never say, in order not to spoil the surprise…and I love surprises.

Non lo dico mai, sennò non c’è più sorpresa… e io adoro sorprendere.

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The essence of Italian beauty. WORDS BY T E R E S A FAV I

Gli architetti italiani campioni nella progettazione di edifici ecosostenibili. Italian architects champions in the design of eco -sustainable buildings.

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Quando nel 2006 l’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Al Gore, realizzò il documentario An Inconvenient Truth (Una scomoda verità) sul riscaldamento globale, vincitore dell’Oscar l’anno successivo, non furono poche le critiche che gli furono mosse per le tesi catastrofiche esposte. Ma in oltre un decennio ci siamo resi conto in modo, a volte, anche drammaticamente reale delle conseguenze del cambiamento climatico, negli Usa, soprattutto nel SudEst asiatico, ma anche in Europa, i cui effetti, hanno colpito e colpiranno sempre di più le città. Sono infatti le città il cuore della sfida climatica del futuro, in tutto il mondo. E’ nelle aree urbane che si produce la quota più rilevante di emissioni ed è qui che l’intensità e la frequenza di fenomeni meteorologici estremi rischia di determinare sempre più danni crescenti, alle persone e alle infrastrutture. Per queste ragioni, non solo grandi capitali globali come Londra, Parigi e Sydney, ma anche polarità europee di alto prestigio come Copenaghen, Rotterdam ed Amsterdam, per il loro rapp sorto genetico con l’acqua, hanno deciso, già da anni, di rigenerare le proprie politiche urbanistiche orientandole alla sostenibilità per una connessione sentimentale con la natura. L’architettura contemporanea, perciò, diventa una estensione della natura, in una relazione pacifica e non antitetica. Tra le sfide abitative d’avanguardia ci sono le floating homes, ossia case galleggianti come barche. Nel prossimo futuro non è escluso che questa tipologia costruttiva possa diventare una scelta quasi obbligata per quei territori – si pensi a Venezia – che potrebbero finire, letteralmente e fisicamente, sott’acqua. Ma come sono costruite queste “hou-

When in 2006 former US Vice-President Al Gore made the documentary An Inconvenient Truth on global warming, which won an Oscar the following year, not a few criticisms were raised against him for the catastrophic theories put forward. However, in over a decade, sometimes in a dramatically real way, we have come to understand, the consequences of climate change in the USA, and especially in South East Asia, but also in Europe, where it has affected, and will increasingly affect, cities. Indeed, cities all around the world are at the heart of the challenges posed by climate change. It is in urban areas that the highest levels of emissions are produced, and where the intensity and frequency of extreme weather conditions risk causing ever-greater damage to people and infrastructures. This is why not only great world capitals such as London, Paris and Sydney, but also European cities such as Copenhagen, Rotterdam and Amsterdam, due to their genetic relationship with water, have for years now decided to renew their urban planning policies, steering them towards sustainability for an emotional connection with nature. Modern architecture therefore becomes an extension of nature, in a peaceful, ethical relationship. Among the cutting-edge housing challenges are the f loating homes. It cannot be ruled out that in the near future this type of construction may become an almost obligatory choice for those areas – one thinks of Venice – which could literally and physically end up under water.

Waternest 100. Following page: Seimilano.

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seboats”? Per una esaustiva risposta, ci affidiamo all’esperienza della società olandese “Dura Vermeer”, coordinatrice del progetto europeo “Floatec”, il cui obiettivo è quello di sviluppare abitazioni capaci di resistere alle inondazioni. Il gruppo olandese ha sviluppato un sistema che prevede l’impiego del polistirene espanso sinterizzato (EPS). Questo polistirolo modificato, molto leggero come materiale, è inserito in un multistrato tra le falde di composito e cemento creando moduli che possono essere facilmente assemblati in una struttura di sostegno sufficientemente grande, al pari dei blocchi di costruzione, su cui viene gettato successivamente il calcestruzzo. Su queste “boe”, poi, viene sistemato il volume architettonico, costruito, con modalità prefabbricata, in legno. Con questo materiale che viene sempre preferito non solo per la sua leggerezza e flessibilità, ma anche per le sue intrinseche proprietà fisiche-meccaniche che lo predispongono naturalmente a garantire il massimo comfort energetico domestico. WATERNEST 100 Un modello di casa galleggiante a basso impatto ambientale è rappresentato dal Waternest 100, che porta proprio la firma di un’équipe italiana, il Giancarlo Zema Design Group, studio di architettura nato a Roma nel 2001, specializzato in strutture innovative, le cui principali caratteristiche sono le linee morbide che richiamano le forme biomorfe. “Waternest 100” è un vero e proprio villaggio di case galleggianti sospeso sulle acque del Tamigi e ciascun involucro abitativo presenta, difatti, una forma tondeggiante con un diametro di 12 metri e un’altezza di 4 metri, per un totale di 100 mq. Si alimenta energeticamente grazie ai 60 mq di pannelli solari posti sul tetto ed è realizzata esclusivamente in legno lamellare e alluminio, materiali riciclati e riciclabili fino al 98%. L’ESPERIENZA DI MARIO CUCINELLA IN ITALIA Una delle voci italiane più rappresentative della architettura sostenibile è Mario Cucinella. Ha vinto due volte il Mipim (Marché International des Professionnels d’Immobilier) nella categoria green-building e l’anno scorso ha curato il Padiglione Italia per la Biennale d’Architettura a Venezia. I suoi edifici iper

How are these “houseboats” built? For a comprehensive answer, we turn to the experience of Dutch company “Dura Vermeer ”, coordinators of the European “Floatec” project, which aims to develop homes able to resist f loods. The Dutch group has developed a system which entails the use of expanded polystyrene ( EPS). The modified polystyrene is inserted in multiple layers in between stratums of composite and concrete and divided into beam-like modules that can easily be assembled into a bigger supporting structure ‘a bit like building blocks’. The modules are arranged in a f loating grid into which the concrete is cast. The prefabricated building, in wood, is then assembled on these “buoys”. This material is always preferred not only for its lightness and f lexibility, but also for its intrinsic physical-mechanical properties that make it naturally predisposed to ensure maximum comfort and domestic energ y savings. WATERNEST 100 Waternest 100 is a low environmental impact f loating house designed by the Italian Giancarlo Zema Design Group, the architectural firm founded in Rome in 2001 and specialising in innovative buildings whose main features are soft lines that recall biomorphic forms. “ Waternest 100” is a village of f loating houses on the waters of the Thames, with each rounded 12m diameter, 4m wide 100 sq.m. residential unit made entirely of recycled laminated timber and aluminium, materials recyclable up to as much as 98%. MARIO CUCINELLA’S EXPERIENCE IN ITALY One of the Italian voices most representative of sustainable architecture is Mario Cucinella. He has twice won the MIPIM (Marché International des Professionnels d’Immo bilier) in the green-building catego ry, and last year he curated the Italy Pavilion for the Venice Architecture Biennale. His super hi-tech buildings actually have an ancient vocation, harking back to when housing solutions were dictated by the lo -

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hi-tech hanno in realtà una vocazione antica: riportano a quando le soluzioni abitative erano dettate dal clima circostante. Tipo le abitazioni delle zone calde del mondo che, per non surriscaldarsi, sono bianche, scavate anche nel sottosuolo, magari con gallerie del vento oppure con rivoli d’acqua. Tra le sue realizzazioni ricordiamo il Sino Italian Ecological Building a Pechino, la nuova sede del Comune di Bologna, la Torre Unipol realizzata nel quartiere Porta Nuova di Milano che negli ultimi anni è stato teatro della ventata architettonica più innovativa del Paese. Sempre a Milano, ma nella periferia sud-ovest, il progetto di rigenerazione urbana SeiMilano: 500 appartamenti a basso impatto ambientale, inseriti in un contesto che favorisce il benessere fisico e mentale delle persone che vi risiederanno – e pensato come luogo in cui nasceranno delle “community” contemporanee: per favorire questo processo di aggregazione e integrazione, verranno installate infrastrutture tecnologiche d’avanguardia, come WiFi pubblico e molte strutture di servizio,  fra le quali percorsi ciclopedonali, aree fitness con percorsi vita per il wellness. IL BOSCO VERTICALE NEL CUORE DI MILANO Il quartiere Porta Nuova di Milano accoglie anche un altro iconico edificio, simbolo della rinascita verde delle città italiane. Si chiama Bosco Verticale ed è firmato da Stefano Boeri: due grattacieli tappezzati da  11 mila piante  rampicanti e 5 mila arbusti, nati per rispondere a una necessità contemporanea: vivere in un contesto ecosostenibile senza rinunciare a comfort, centralità e sicurezza. Il fogliame infatti ha il ruolo fondamentale di filtrare l’aria dai gas e lo smog cittadino, rendendo l’aria più salubre, e  abbassa gli effetti negativi del buco dell’ozono. Inoltre, le piante rappresentano un ottimo deterrente contro l’inquinamento acustico urbano.

cal climate. Such as houses in the world’s hot zones, which to pro tect against overheating are white, sometimes dug underground, perhaps with wind tunnels or rivulets of water. Among his buildings we recall the Sino Italian Ecological Building in Beijing, the new Cit y of Bologna headquarters, the Torre Unipol built in Milan’s Porta Nuo va district, which in recent years has been the scene of a wave of the most innovative architecture in the country. Still in Milan, but in the south-western suburbs, the SeiMilano urban regeneration project: 500 low- environmental impact ap partments set in a context that fosters the physical and mental wellbeing of the residents. It has been designed as a place where modern “communities” will develop, and to promote this process of aggregation and integration, cutting- edge technological infrastructures will be installed, such public Wi-Fi and various service structures,  including cycle/pedestrian paths and areas with fitness trails for wellness. TH E VERTICAL FOREST IN TH E H EART OF M I LAN Milan’s Porta Nuova district also houses another iconic building, a symbol of the greening of Italian cities. Called the Vertical Forest, it was designed by Stefano Boeri. Two residential towers hosting 11 thousand climbing plants and 5 thousand shrubs, designed to respond to a modern need – to live in an eco -sustainable context without foregoing comfort, centrality and safety. The vegetation plays a fundamental role in filtering gas and city smog from the air, making it more salubrious, and reducing the negative ef fects of the hole in the ozone layer. Furthermore, the plants are an excellent protection against urban acoustic pollution .

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LE RISPOSTE DELL’ARCHITET TURA CINETICA Il progetto più innovativo del momento sembra essere la Dynamic Tower dell’architetto italo israeliano David Fischer. L’edificio, un grattacielo girevole di 80 piani per 420 metri di altezza, è in via di realizzazione a Dubai e dovrebbe essere concluso entro il 2020. Noto anche come Torre da Vinci, ha piani che si muovono indipendentemente l’uno dall’altro e la sua dinamicità lo renderà capace di ruotare su se stesso di 360° in soli 90 minuti. L’energia necessaria alla rotazione e sufficiente ad alimentare i 200 appartamenti, di diversa metratura, viene prodotta per mezzo delle 8 turbine eoliche disposte in ogni interpiano. Altre 40 turbine, insieme ai pannelli solari disposti sul tetto contribuiranno alla produzione di un surplus di energia, la quale potrà essere rivenduta, costituendo di fatti un esempio di ecosostenibilità. Il ricorso alle energie rinnovabili sono sicuramente un punto vincente per la torre rotante di Dubai. Secondo le stime, il grattacielo potrà produrre in un anno 190 milioni di Kilowatt di energia, per un guadagno di 7 milioni di euro.

THE ANSWERS OF KINETIC ARCHITECTURE The most innovative project of the moment seems to be the Dynamic Tower by Italian-Israeli architect David Fischer. The building, a 420-metre-tall, 80 f loor rotating skyscraper, is under construction in Dubai, and should be completed by 2020. Known also as the Da Vinci Tower, each f loor is designed to ro tate individually, with a full 360° rotation taking about 90 minutes. Sufficient energ y needed for ro tation and to power the 200 appartments of various sizes will be produced by 8 wind turbines sandwiched between the f loors. A further 40 turbines, along with solar panels covering the roof, will contribute to generating excess energ y which could be sold, constituting an example of eco -sustainability. The use of sustainable energ y is without doubt a winning card for the Dubai rotating tower. According to estimates, the skyscraper could generate 190 million kilowatts of energ y every year worth 7 million euro.

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Sino Italian Ecological Building in Běijīng.


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The art of winemaking. WORDS BY M AT T E O G R A Z Z I N I

Le grandi cantine della Napa Valley tra utopia, sogni, design e follie. The great wineries of Napa Valley between utopia, dreams, design and follies.

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Per qualcuno è la Toscana della California ma a reggere è solo il binomio vino-architettura perché il resto è decisamente diverso: clima, natura e morfologia del territorio della Napa Valley hanno infatti pochi punti in comune con il Chianti o la costa di Bolgheri e quindi più che similitudini si possono fare raffronti. Ma non è il paragone tra un Brunello nato a Montalcino e un Pinot lavorato sotto il sole della California che ci accompagna nel tour lungo la verde valle che si sviluppa a poco più di un’ora di auto da San Francisco, a sua volta probabilmente la più europea tra le grandi città statunitensi. Quello che fa della Napa Valley la nuova frontiera del West è infatti l’architettura delle cantine che, negli ultimi decenni, hanno trasformato un angolo ancora isolato degli States in una meta imperdibile per i turisti, anche per quelli astemi. Il fiorire delle winery nella Napa Valley e nella vicina Sonoma Valley ha portato ad una serie di interventi su vecchie strutture già esistenti o a vere e proprie costruzioni ex novo che hanno portato alla nascita di vere e proprie cattedrali del vino. La degustazione del vino diventa così solo l’ultimo momento di una esperienza multi sensoriale che inizia già con il raggiungimento delle cantine percorrendo le strade che partono verso nord come raggi di sole dalla San Pablo Bay: laghi, colline verdi e ocra e vigne a perdita d’occhio già prima di arrivare a Napa. Proprio nei dintorni di Napa, a Yountville, c’è l’esempio più noto e studiato di questa nuova accoppiata tra vino e architettura, la Dominus Estate, un edificio progettato dallo studio svizzero Herzog & de Meuron per la famiglia Moueix, fondatrice dell’azienda vinicola nata in un luogo dove le vigne sono arrivate nel 1836. Nel mezzo della pianura si nota la

Someone sees it as California’s answer to Tuscany, as Tuscany and Napa Valley are both known for their amazing designer wineries, but the comparison stops here, since Napa Valley and the Chianti countryside or the Bolgheri Coast have nothing in common when it comes to climate, nature and geomorpholog y. However, the comparison between a Brunello wine produced in Montalcino and a Pinot born under the Californian sun is the last thing on our mind as we tour through the green valley about a one-hour drive from San Francisco, America’s most European city. What now makes Napa Valley the new American frontier is the high design of its wineries which, in the past few decades, have transformed a secluded corner of the States into a great tourist destination, even for non-drinkers. The f lourishing of wineries in the Napa Valley and nearby Sonoma Valley led to renovation projects on old, existing structures, as well as to the construction of new buildings, veritable modern-age cathedrals of winemaking. And so, wine tasting is only the final phase of a multisensory experience which begins the moment you hit the roads radiating, like sun rays, from the San Pablo Bay: lakes, green and ochre hills and vineyards as far as the eye can see long before you reach Napa. Located in Yountville, in Napa County, is one of the best-known and most studied examples of this new winemaking - architecture marriage, the Dominus Estate, a building designed by the Swiss Herzog & de Meuron firm for the Moueix family, the founders of the winery based in an area where the first vineyards were planted in 1836. This monumental parallelepiped- 135 meters long, 8 meters high and 24 meters

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Left page: Dominus Estate.


forma a parallelepipedo monumentale, lungo 135 metri, alto 8 e largo 24 che funge quasi da monumento contro lo sfondo dei monti Mayacamas. Eppure gli oltre 4.000 metri quadrati di struttura non impattano sull’ambiente, ma lo completano, grazie alla scelta fatta dallo studio di architettura di prendere spunto dalle costruzioni rurali in pietra tipiche del luogo. Per realizzarla è stato usato un sistema di gabbie con rete d’acciaio riempite di pietre basaltiche irregolari e raccolte dal vicino American Canyon: la luce filtra tra le rocce e la vista sulle vigne è assicurata dai due varchi di ingresso, soprattutto quello in asse con il percorso lineare che attraversa tutto il vigneto. Due i livelli sfruttati: allo zero la sala con le cisterne cromate per la prima fase della fermentazione del vino, la cantina per i visitatori con le file dei barili in quercia francese, la sala di degustazione e i magazzini; al livello superiore invece i servizi e gli uffici con i balconi. Ancora qualche chilometro più a nord, a St. Helena, c’è la Merus Winery, in apparenza un vecchio gra-

wide- rises in the middle of the plain at the foothills of the Mayacamas Mountains. And yet, this 4,000-square-meter building has no impact on the surrounding environment, for it blends wonderfully in with the landscape, owing also to the architectural firm’s choice to use the typical local rocks to form the outer façade. The winery, in fact, was built by using a system of gabions, wire mesh cages filled with irregular basalt rocks from the nearby American Canyon: the light filters through the rocks into the interior spaces, while the two roads that trisect the building frame the vineyards and hills beyond. The building spreads over two levels: the zero level houses the room with the chrome fermentation tanks, the wine cellar lined with French oak barrels, the wine tasting room and the storehouses; on the upper f loor, facilities and offices with balconies. Located a few kilometers northwards, in St. Helena, is the Merus Winery, with the looks of an old, finely renovated barn, but actually the example of the perfectly

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Merus winery.


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naio egregiamente ristrutturato ma in realtà straordinario esempio di equilibrio tra un antico simbolo country e un moderno spazio espositivo e produttivo. Uxus Design ha giocato tra il legno della struttura originaria e il rustico delle cantine sotterranee, che sono il vero valore di Merus: lì sono le botti laccate, usate anche come elementi decorativi, lì è la sala degustazione, ultima tappa di un percorso tra sapori e colori, che si rifanno al pluripremiato Cabernet sauvigno, fiore all’occhiello della casa. Il legno è l’assoluto protagonista anche nella vicina Joseph Phelps Wineyards, oltre 45 anni di storia e una cantina che ricorda molto le vecchie distillerie di whisky ritratte nelle pellicole americane anni ’50:

achieved balance between an old country symbol and a modern exhibition and production space. Uxus Design played on the contrast between the original structure’s wood and the rustic underground cellars, which are Merus’s real value: the cellars house the wine barrels with a high-polished finish, used also as decorative elements, and the wine tasting room, the last stop of a journey through f lavors and colors, to taste the multi-awarded Cabernet Sauvignon wine, the winery’s signature label. Wood is also the star of the nearby Joseph Phelps Vineyards, with over 45 years of history and a winery which looks very much like old whisky distilleries in American movies of the fifties: 150 hectares of vineyards

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Joseph Phelps winery.


150 ettari di vigneti che convergono tutti sulla sommità di una collina dove si staglia una struttura in legno con ampie vetrate e verande per una degustazione all’aperto. Al piano superiore la sala ovale, con divani in pelle e enormi botti con il vino da gustare, mentre quelle per la fermentazione sono in luoghi più riparati dal declivio della collina e dal verde circostante.Atmosfere più kitch ma per questo sorprendenti da Artesa, che ha realizzato la sua cantina in una sorta di bunker dalle linee che richiamano i Maya e le loro scalinate, arrampicate sulle pendici dei monti Carneros Winery, tra vasche artificiali, zampili di fontane e sculture di arte contemporanea. Infine il vero punto di contatto tra Toscana e California, per quanto artificiale: il Castello di Amorosa, un’oasi medievale nel cuore del Golden State. “Il fascino dell’Italia, il gusto del vino” è lo slogan che caratterizza la struttura che troneggia sulle campagne di Calistoga: 107 stanze e 8000 tonnellate di pietre tagliate a mano per riprodurre un borgo toscano. De gustibus…

all converging at the top of the hill where a wooden building with large glass doors and porches for outdoor wine tastings rises. On the upper f loor, an oval room with leather sofas and huge wine barrels for tasting, whereas the fermentation barrels are kept in a more well-sheltered place. Artesa opted for a more extravagant design by building its winery in a sort of bunker evocative of steep Maya stairs, set into a high hill at the foothills of the Carneros Mountains, amidst artificial basins, spurting fountains and contempo rary art sculptures. Last but not least, the real point of contact between Tuscany and California, although artificial: the Castello di Amorosa, a medieval-inspired oasis in the heart of the Golden State. “ The charm of Italy, the taste of wine”, is the slogan of this winery that dominates the Calistoga countryside: 107 rooms and 8,000 tons of hand-cut stones to replicate a Tuscan village. Well, there’s no accounting for taste…..

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Castello di Amorosa.


NOTHING ELSE

Iseo • Aquariva Super • Rivamare • 56’ Rivale • 63’ Virtus • 66’ Ribelle • 76’ Perseo 76’ Bahamas • 88’ Domino Super • 88’ Florida • 90’ Argo • 100’ Corsaro • 110’ Dolcevita a Ferretti Group brand www.riva-yacht.com

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SELECTED

Electric blue. È l’ultimo arrivato sulla scena degli yacht ibridi: il varo prima delle prove in mare giusto prima dell’arrivo dell’estate, che servirà a rodarlo. Poi la consegna. Il Tankoa S501 Hybrid debutterà ufficialmente al Monaco Yacht Show a settembre, portando il made in Italy alla ribalta grazie allo stile e alla tecnologia di cui si può fregiare. Questo 50 metri ha una motorizzazione ibrida, con una coppia di MTU 8V4000M54 da 895 kW abbinata a da due propulsori elettrici da 300 kW che in modalità Diesel Electric Mode sono alimentati da due generatori a velocità variabile che permettono di raggiungere una velocità di 10,5 nodi e un’autonomia massima di 4900 miglia. In modalità ibrida uno dei due motori principali, con il motore elettrico sul proprio asse che agisce da alternatore, fornisce la potenza elettrica per alimentare il secondo motore elettrico per la propulsione e i servizi di bordo. Silenzio e risparmio di carburante vanno a braccetto con 5 cabine con suite armatoriale sul main deck e quattro cabine ospiti sul ponte inferiore, una palestra e un beach club, divani, lettini e vasca Jacuzzi.

The ultimate release in the scene of hybrid yachts: it will be launched before the sea trials, just before summer sets in, the ideal season for a run in. Then it will be delivered. Tankoa S501 Hybrid will make its official début at the Monaco Yacht Show in September, proudly carrying Made in Italy into the spotlight for style and technolog y. This 50 m hybrid yacht features two MTU 8V4000M54 engines with 895 kW combined with two 300 kW electric propellers that in Diesel Electric Mode are powered by two variable speed generators that can reach a speed of 10. 5 knots and maximum autonomy of 4,900 miles. In hybrid mode, one of the two main engines, with the electric engine on its axis acting as alternator, supplies power to the second electric engine for pro pulsion and on-board services. Silent operations and fuel saving features. 5 cabins with master suite on the main deck and four guest cabins on the lower bridge, a g ym and a beach club, sofas, sunbeds and a Jacuzzi bath.

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Tankoa S501 Hybrid.


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Timeless style. È un classico che si sa rinnovare, un must per chi ama il mare ma anche per chi ha il gusto della competizione, come dimostra la partecipazione all’ultima Swan Rolex Cup di Porto Cervo. L’ultimo modello dello Swan 65 della finlandese (ma di proprietà italiana, di Leonardo Ferragamo) Nautor è un upgrade di un’imbarcazione simbolo nel mondo delle barche a vela, già dalla sua prima apparizione nel 1972 a Sparkman & Stephens: Germàn Frers ha ideato le nuove linee di una gamma che ha quattro modelli tra 54 e 78 piedi. Questo è un 20,11 metri con chiglia telescopica, cabina armatoriale a prua e randa avvolgibile nel boma ma in realtà tutto è personalizzabile. L’eleganza tipica del modello non viene meno, anzi, viene aumentata e integrata con prestazioni eccellenti durante la navigazione. Frers infatti ha previsto una carena con doppia timoneria senza spigoli e con volumi estremamente morbidi. La barca ha un pescaggio massimo di  4,2 metri con chiglia a T, ed è estremamente godibile sia con le brezze medio forti ma anche con quelle più leggere.

This is an insightfully revisited classic, a must for seafarers and for those with a taste for competition, as evidenced by participation in the latest Swan Rolex Cup in Porto Cervo. The latest Swan 65 model by the Finnish Nautor (owned by Italian Leonardo Ferragamo) is an upgrade of an icon vessel in the scene of sailing boats since its first appearance at Sparkman & Stephens in 1972. Germàn Frers designed the new lines of a collection that counts four mo dels from 54 to 78 feet. This is a 20.11 m vessel with telescopic keel, master cabin at the bow and furling mainsail in the boom. However, every detail can be customised. The model’s typical elegance is enhanced and underpinned by its excellent sailing performance. Indeed, Frers has designed the bottom with double steering compartment and gently curved lines free of sharp corners. The vessel has a maximum draught of  4. 2 m with a T-shaped keel. It offers a pleasant sailing experience both with moderate breezes, strong winds and even mild breezes.

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Swan 65.


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Silent thunder. L’elettrico è il presente e sarà il futuro dell’auto, almeno a giudicare dal trend degli ultimi anni. E se nel mondo dell’elettrico sbarca anche la Ferrari significa che questa è più una realtà che una previsione. La SF90 è il primo vero passo della casa di Maranello nel mondo dell’ibrido dopo LaFerrari in edizione limitata, e come ogni debutto le aspettative sono molte. Trattandosi di un top di gamma niente è stato lasciato al caso: il sistema è un vero ibrido plug-in, con ricarica alla spina; l’autonomia in modalità totalmente elettrica è limitata a 25 chilometri con una velocità di 135 km/ h, ma si tratta di una novità assoluta importante per chi magari abita nei centri urbani e vuol evitare restrizioni o rumori. Il resto è pura Ferrari: 1.000 cavalli di potenza, il massimo mai raggiunto da una vettura del cavallino, il sistema ibrido è composto da un motore V8 4.0 da 780 Cv e 800 Nm abbinato a tre motori elettrici della potenza complessiva di 220 Cv, la trazione è integrale, il cambio a otto marce. Si va da 0 a 100 in 2,5 secondi, seduti in una vettura con cruscotto digitale con uno schermo multifunzione da 16”.

Electric power is the present, and will be the future of cars, at least to judge by the trend of recent years. And if Ferrari too steps into the electric powered world, it means that electric vehicles are a reality rather than a forecast. SF90 is Ferrari’s first actual step in the hybrid world, after the limited edition of LaFerrari. Indeed, as with every début, there are many expectations. Since it is a top of the range vehicle, no detail has been left to chance: the system is a genuine hybrid plug-in that recharges with a plug and socket. Autonomy in totally electric mode is limited to 25 km with a velocity of 135 km/h, but it is an important absolute novelty for those who live in city centres and want to avoid restrictions and noise. The rest is pure Ferrari: 1,000 horsepower, the maximum ever reached by a Ferrari vehicle. The hybrid system is made up of a V8 4.0 engine with 780 hp and 800 Nm combined with three electric engines featuring 220 hp overall power, four-wheel drive, and eight-speed gearbox. Seated in a vehicle with digital dashboard and multifunctional 16” screen, you can switch from 0 to 100 in 2.5 seconds.

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Ferrari SF90.


Sul tuo yacht, nella tua villa, nel nostro salone.

PORTO CERVO ABBIADORI LUGANO PARADISO

Piazza del Principe 25. Tel. +39 0789 924 10 Centro Comm. Lo Smeraldo, 16. Tel. +39 0789 971 115 Riva Paradiso, 2 - c/o Horizon Club Palazzo Mantegazza. Tel. +41 763 580 866

info@robertaportocervo.com www.robertaportocervo.com Info: 0039 334 301 648 1 / 0041 763 580 866


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Green Summer. 18 buche, più di sei chilometri di tracciato incastonato tra il verde del campo e il blu del mare, un par 72 che è garanzia di grande competitività e di piacevole difficoltà: il Pevero Golf Club è un gioiello che si sviluppa tra il Golfo del Pevero e Cala di Volpe e rende questo angolo di Costa Smeralda un paradiso per chi ama il golf e la natura. Rocce, laghetti naturali, cespugli profumati tipici della macchia sarda e erba al limite della perfezione accompagnano i golfisti nella ricerca del “giro” migliore sul percorso tracciato da Robert Trent Jones, un architetto che ha fatto la storia dei green di mezzo mondo. Dal 1972 ad oggi il Pevero ha accresciuto la sua fama, fino ad entrare stabilmente nei top 100 club mondiali, forte anche delle recensioni tecniche dei tanti campioni che si sono esibiti sul percorso. E l’estate è la stagione in cui la vita sportiva si anima ulteriormente, con competizioni in ogni fine settimana di luglio (tra queste la Audi Quattro Cup 2019 e l’Ermenegildo Zegna Golf Club), mentre ad agosto sono ben tredici i trofei in palio, dalla Coppa del Presidente del 2 alla Coppa Matteo Pala Rugs del 28.

A 6 km, 18 hole track framed by the green golf course and the blue sea, a pleasantly difficult par 72 that guarantees excellent competition: Pevero Golf Club is a jewel that unfolds between the Gulf of Pevero and Cala di Volpe. It makes this corner of the Emerald Coast a paradise for those who love golf and nature. Rocks, natural pools, scented shrubs typical of the Sardinian maquis, and perfect grass accompany golfers in their quest for the best “circuit” along the path traced by Robert Trent Jones, an architect who made the history of gold courses in half the world. Pevero’s fame has soared from 1972 to date, settling among the top 100 clubs in the world, also strengthened by the technical reviews of the many champions who have performed on its course. Summer is the season when sports activities are further enlivened with competitions held every weekend in July (including the Audi Quattro Cup 2019 and the Ermenegildo Zegna Golf Club). August offers thirteen trophies, ranging from the President’s Cup on 2nd August to the Matteo Pala Rugs Cup on 28th August.

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Pevero Golf Club.


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Dark passion. È una Sardegna vista con gli occhi di una donna all’indomani della Seconda Guerra Mondiale quella raccontata da Michela Murgia nel suo “Accabadora”, il romanzo che è valso alla scrittrice il premio Campiello del 2010. Nonostante siano passati dieci anni dall’uscita del libro il testo rimane assolutamente godibile, intenso, testimone di un’isola che è sì cambiata ma ha mantenuto anche la sua musicalità nella lingua, la sua durezza nei paesaggi dell’interno, la drammaticità del trasferimento nel “Continente” per lavorare e cercare un futuro più sicuro. La storia è quella di un rapporto tra madre e figlia che nasce con una sorta di adozione ma che poi prosegue con amore, affetto e coinvolgimento, anche se intorno alla figura di una delle protagoniste si crea un alone di mistero che verrà svelato pagina dopo pagina. Quindi niente mare limpido, niente ambientazioni mondane ma il volto autentico di una Sardegna conosciuta molto bene dai suoi abitanti e poco da chi guarda all’isola con occhi distaccati o vacanzieri, in poco più di 150 pagine che assicurano una lettura coinvolgente ed emozionante.

It presents Sardinia seen through the eyes of a woman on the day after World War 2, Sardinia related by Michela Murgia in her novel “Accabadora”, which won her the Campiello award in 2010. Ten years have elapsed since the book was published, and yet it is absolutely absorbing and intense. It speaks of an island that, despite the many changes, has maintained its music in the language, its hardness in the landscapes of the hinterland, and its dramatic aspects in the move to the “Continent” to work and seek a safer future. The story describes a relationship between mother and daughter that stems from a sort of adoption, and continues with love, affection and involvement. One of the protagonists is wrapped in a cloud of mystery that is revealed one page after another. Hence, we neither find the clear blue sea nor mundane settings but the genuine face of a Sardinia that is well known to its inhabitants and little known to those who look at the island with detached eyes, or with the eyes of holidaymakers. Little more than 150 pages ensure an absorbing reading experience charged with feelings.

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Accabadora, by Michela Murgia, Einaudi, 2009.


NIKKI BEACH COSTA SMERALDA

Season Opening Friday, June 28, 2019 LOC. CALA PETRA RUJA, PORTO CERVO ARZACHENA, SARDINIA, ITALY

NIKKI BEACH POP UP BAR & LOUNGE AT THE WATERFRONT

Season Opening Saturday, July 6, 2019

MARINA DI PORTO CERVO, PORTO VECCHIO, ARZACHENA, SARDINIA, ITALY

T E L L O N LY YO U R B E S T F R I E N D S

FOR MORE INFO: RESERVATIONS.SARDINIA@NIKKIBEACH.COM / +39 334 655 6235 WWW.NIKKIBEACH.COM


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Deliciously homemade. La battaglia per la definitiva affermazione del concetto di Km0 va avanti ormai da tempo ma pare proprio che l’estate 2019 sia quella della definitiva consacrazione del prodotto del territorio. Km0 e sostenibilità vanno infatti di pari passo e pochi termini sono usati oggi nel mondo come quello che richiama attenzione all’ambiente e alla buone pratiche. Anche in cucina. E’ così sulle tavole estive di case e ristoranti bando agli sprechi alimentari, massima attenzione a ridurre i rifiuti e lista della spesa incentrata su prodotti locali: ovviamente la parte del leone è per frutta, verdura e carne, con un occhio alla linea e l’altro alla provenienza. A beneficiarne è senz’altro il gusto, anche perché spesso Km0 significa genuinità e sapore. Quindi prodotti di filiera corta tanto nei negozi quanto nei mercatini. Pane carasau, ortofrutta e dolci sono il classico in un paniere sardo ma non solo: anche marmellate e carne non mancano e sono realizzati in Sardegna con la frutta del luogo anche i prodotti per il bagno che si trovano in alcuni hotel della Costa Smeralda.

The battle for the final victory of the 0KM concept has been raging for a while now, but summer 2019 seems to mark the final consecration of the land’s produce. Indeed, 0KM and sustainability progress together. Indeed, few terms are used in the world today as those which draw attention to the environment and to good practices. Even in the kitchen. Hence, there will be no more wastage on the summer tables of houses and restaurants. The utmost care will be given to reduce waste, and the shopping list will centre on local products. Fruit, vegetables and meat will obviously rule the scene with an eye on the figure and another on the source. Taste will doubtless benefit by this, also because 0KM often means genuineness and flavour. Short production line items will be available both in shops and in markets. Carasau bread, fruits, vegetables and sweets are the traditional Sardinian basket of produce, which also includes jams and meat. Even bath products made in Sardinia with local fruits can be found in certain hotels on the Emerald Coast.

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Carasau bread.


Dal 1967 portiamo in tavola il profumo del mare.

Chiudete gli occhi per un istante. E immaginate di essere già qui. Nei nostri piatti c’è l’intensità del sole di Sardegna, gli odori accarezzati dal vento e la vista spettacolare su Baja Sardinia, a soli 10 minuti da Porto Cervo.

Piazzetta Due Vele, Baja Sardinia www.barracudabajasardinia.it Ph. 0789.99084 BARRACUDASRL

BARRACUDA BAR-RISTORANTE


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Grapes of gold. Il Vermentino è un vitigno ricco di colore e di estratto tipico della costa tirrenica, che in Sardegna, in particolare in Gallura trova una delle sue massime espressioni. Questo vitigno è stato importato dalla Spagna alla fine del Trecento, durante la dominazione degli Aragonesi, passando prima dalla Corsica. Il vino che se ne ricava è un bianco di grande freschezza, complessità e sapidità, capace di prestazioni maiuscole e di grande aderenza al territorio, ben si abbina a piatti di pesce. Il Vign’angena 2017 di Capichera è un vino vibrante e di volume, con un magistrale equilibrio di struttura e un finale lungo e persistente. Pieno e avvolgente il Roccaìa 2015 prodotto dalla cantina Masone Mannu, un vino sapido e speziato con una vibrante freschezza, dalla grande capacità di invecchiamento. Il Bèru 2015 della cantina Siddùra è un vino di corpo e volume, levigati da una freschezza iodata e minerale che lascia in secondo piano le rotondità. Vino brioso con un incedere fresco, sapido e minerale, e un finale di mandola verde è lo Stellato 2017 della cantina Pala. Ambat 2017, una delle quattro nuove etichette di Sella & Mosca, nate dalla collaborazione tra la famiglia Moretti e lo stilista Antonio Marras, regala volume e leggiadria, e un bel finale croccante, sapido e marino di grande intensità e freschezza.

Vermentino is a richly-coloured grape variety widely planted on the Tyrrhenian coast, and which finds one of its purest expressions in Sardinia, particularly in Gallura. This variety was imported from Spain by way of Corsica in the late 1300s during the rule of the Aragonese. The wine made from this grape is a white with great freshness, complexity and minerality, capable of great performance and well reflecting its territory of origin. It pairs well with seafood and fish. Capichera’s Vign’angena 2017 is a vibrant wine with good body, a masterly balanced structure and a long, persistent finish. Full and enveloping, Roccaìa 2015, produced by the Masone Mannu winery, is a mineral, spicy wine with a lively freshness and great ageing potential. Bèru 2015 from the Siddùra winery is a full bodied wine enlivened by fresh iodine and mineral notes. A lively wine with a fresh, sapid, mineral gait and a green almond finish is Stellato 2017 from the Pala winery. Ambat 2017, one of Sella & Mosca’s four new labels and the result of cooperation between the Moretti family and designer Antonio Marras, is full-bodied and graceful with a good crisp finish with intense, fresh mineral and marine notes.

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From left: Vign’angena by Capichera, Roccaìa by Masone Mannu, Bèru by Siddùra, Stellato by Pala, Ambat by Sella & Mosca+Antonio Marras.


L’eleganza del golf, l’incanto del golfo, la cucina di Mario. Nella location esclusiva del Pevero Golf Club, la Terrazza Restaurant offre una vista panoramica che spazia dal mare di Porto Cervo a Cala di Volpe. Propone una cucina di altissima qualità con piatti gourmet sia di carne che di pesce e una cantina vini di assoluto livello.

Via del Golf, 20, 07021 Cala di Volpe OT, Italy www.laterrazzaportocervo.com


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Guardians of Sardinia. Uno dei ventotto guerrieri di pietra lo hanno chiamato Sisinnio. Un omaggio a Sisinnio Poddi, il contadino che arando i suoi campi a Mont’e Prama, la Collina della Palma — a Cabras, Oristano —, nel 1974 scoprì il primo dei 5.178 frammenti che sarebbero venuti alla luce con le successive campagne di scavi, durate fino a tutto il 1979. I pezzi di ventotto statue in pietra locale ribattezzati i giganti di Mont’e Prama per la loro stazza fisica. I guerrieri, o giganti — visto che sfiorano il metro e novanta d’altezza —, sono ancora adesso un gruppo di statue straordinarie e misteriose. Rappresentano 16 pugilatori, 5 arcieri e 5 guerrieri. L’epoca oscilla tra il XII e l’VIII secolo avanti Cristo. Solo alcune statue della Grecia e dell’Antico Egitto possono vantare una datazione precedente nel bacino del Mediterraneo. Si tratta di esemplari che rappresentano esclusivamente figure maschili. Sono considerati i guardiani della Sardegna. Vederli dal vivo è un’esperienza unica e indescrivibile! Al Civico Museo Archeologico di Cabras a Oristano, orari estivi: lunedì-sabato 9-13, 16-20, domenica 9-13, 15-20.

They named one of the twenty-eight stone warriors Sisinnio. A tribute to Sisinnio Poddi, the farmer who, while ploughing his fields in Mont’e Prama, (the Hill of Palm Trees) in Cabras, Oristano in 1974, discovered the first of the 5,178 fragments which would come to light during subsequent excavation campaigns lasting until the end of 1979. The pieces were of twenty-eight sculptures in local stone, christened the giants of Mont’e Prama for their physical size. The warriors, or giants – seeing that they are about 1.90m in height – are still an extraordinary and mysterious group of statues. They represent 16 boxers, 5 archers and 5 warriors. The era fluctuates between the XII and the VIII century B.C. In the Mediterranean basin, only some statues from Greece and Ancient Egypt can boast an earlier dating. The examples depict exclusively male figures, and are considered the guardians of Sardinia. Seeing them at first hand is a unique, indescribable experience! At the Cabras Civic Archeological Museum in Oristano, summer opening times: Monday to Saturday 9.00a m – 1.00pm, 4.00 to 8.00pm, Sunday 9.00am – 1.00pm, 3.00 - 8.00pm.

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One of the ancient twentyeight stone call Giants.


In Piazza del Principe si cena da re. Un’atmosfera elegante, curata, avvolgente, disegnata dall’architetto Le Suisse, accoglie gli ospiti in una armoniosa composizione di tendaggi, tessuti e preziosi dettagli della tavola che rendono l’ambiente estremamente confortevole. La stessa cura si ritrova nel menu proposto dai nostri chef che offre una sapiente cucina mediterranea tradizionale ala quale si aggiungono diversi piatti vegani e vegertariani, sempre con un’attenzione imprescindibile alla qualità e alla presentazione.

Piazza del Principe, 1, 07021 Porto Cervo OT Telefono +39 0789 92347

FIOR D’ACQUA by I&L


REPUBLISHING

Ex Machina. La coscienza è ciò che ci distingue dalle macchine. Parola di Federico Faggin. Conscience is what separates us from machines. Words of Federico Faggin.

Federico Faggin, physicist and entrepreneur, inventor of the microchip and the touchscreen.

Federico Faggin, fisico e imprenditore quasi sconosciuto in Italia, è l’idolo di scienziati e appassionati di tecnologia di tutto il mondo. Vicentino, si trasferisce nel 1968 nella Silicon Valley, dove tra gli anni ’70 e ‘80 inventa dispositivi che hanno contribuito a plasmare il presente. Realizza il primo microprocessore, un computer con un briciolo d’intelligenza, piccolo, a buon mercato, che consuma poco ed è affidabile. Si apre un’autostrada: quell’oggetto è la matrice dei nostri telefonini e della chiavetta USB che teniamo in tasca. Negli anni ’80 inventa il touchpad e il touchstcreen. Apre altre start up, il successo economico gli sorride ma Faggin - come racconta nell’autobiografia appena uscita, dal titolo Silicio e edita da Mondadori - si sente più insoddisfatto di quando aveva iniziato.  Ha contribuito a creare macchine che, secondo l’opinione comune, prima o poi faranno meglio dell’uomo. Ma è proprio vero? Iniziano a farsi largo domande che aveva sempre evitato di approfondire preso dai suoi impegni: qual è il senso della vita? e che cosa voglio, io, dalla mia? Sono questi dilemmi, insieme con gli studi di un computer cognitivo, che portano Faggin alla sua ultima intuizione: “Mi chiesi per la prima volta cosa fosse la coscienza. Nessuno ne parlava”. Allora molla tutto e inizia a fare ricerche in questa direzione e a finanziarne altre con una fondazione creata da lui e dalla moglie, la Federico & Elvia Faggin Foundation. Oggi nelle sue conferenze che tiene in giro per il mondo sostiene che le macchine non potranno mai essere meglio di noi perché non hanno e non avranno mai una coscienza, convinto che fra 10 o 20 anni le sue teorie possano diventare l’idea prevalente.

Almost unknown in Italy, physicist and entrepreneur Federico Faggin is the idol of scientists and technolog y buffs the world over. Born in Vicenza, he moved to Silicon Valley in 1968, where between the 70s and 80s, he designed devices that have contributed to shaping the present. He designed the first microprocessor, a computer with a grain of intelligence, small and cheap that consumed little and was reliable. This opened a virtual highway – that object is the matrix of our cell phones and the USB flash drive we keep in our pocket. In the 80s, he pioneered the touchpad and the touchscreen. He created other start- ups and fortune smiled on him, but as he recounts in his autobiography Silicio, published by Mondadori, Faggin felt more dissatisfied than when he had started out. He contributed to creating machines which, according to common opinion, will sooner or later perform better than man. But is it really true? Questions began to arise that he had always been too busy to examine closely: What is the meaning of life? and What do I want from mine? It was these dilemmas, together with the study of cognitive computing that led Faggin to his latest insight. “For the first time, I asked myself what conscience is. Nobody talked about it”. So he left everything and began to carry out research in this direction and finance others with a foundation created with his wife, the Federico & Elvia Faggin Foundation. Today, at the conferences he holds around the world, he maintains that machines can never be better than us because they do not and will never have a conscience, and is convinced that in 10 to 20 years’ time his theories will become the prevailing idea.

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Handbook 2019  

The official of Costa Smeralda magazine

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