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Agrimaremma sca - Loc. Poderone - Magliano in toscana (GR) 58051 - ph. 0564-593011 morellino@agrimaremma.it www.agrimaremma.it

n.25 - aprile 2014 - anno X

N.25

Interview

Giovanni Bulgari Top Ten Preview

Brunello di Montalcino Chianti Classico Chianti Nobile di Montepulciano Vernaccia di San Gimignano Food

I prodotti toscani DOP e IGP DOP and IGP Tuscan products


ph. Alessandro Moggi

Tradizione chiantigiana e una moderna visione dell’enologia è la filosofia di Colle Bereto, azienda vinicola della famiglia Pinzauti. I 60 ettari di terreno della tenuta sono ripartiti sapientemente al fine di garantire un’altissima qualità: ecco che il Sangiovese, vitigno nobile del Chianti Classico, si ritrova nel Chianti Classico e nel Colle Bereto Chianti Classico Riserva, mentre il Pinot Nero ed il Merlot si esprimono al meglio ne Il Cenno e Il Tocco. Il Pinot Nero è anche protagonista della produzione dello spumante metodo classico Colle B, che grazie ad un’identità ben definita e riconoscibile è riuscito in breve tempo a ritagliarsi un posto d’onore fra gli appassionati di bollicine.

Bereto. Storia, “Colle know-how, innovazione. Quando la filosofia del buon bere diventa realtà


AZIENDA AGRICOLA COLLE BERETO di F. L. Pinzauti Radda in Chianti - Siena - Italia - Tel./Fax (+39) 0577.738083 - www.collebereto.it - colle.bereto@collebereto.it


Contents

Toscana Sommelier | April 2014 | N. 25 11 Editorial Qualità ed export

Quality and export

13 Economy Esplosione toscana

Tuscan explosion

14 Wine people Dario Di Vaira la sua storia in un film

Dario Di Varia and his story told in a film

15 Wine people Innovazione, giovani e comunicazione, le ricette di Simone Fabbri

34

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Innovation, Young People and Communication

16 Wine people Andrea Lucchi e la “Lobesia Botrama”

Andrea Lucchi and the “Lobesia Botrama”

17 Wine people Paolo Silvieri e mezzo ettaro di Sangiovese grosso Paolo Silvieri and a half a hectare of land cultivated with big Sangiovese 18 Wine people Bernardo Gondi e la storia di una famiglia millenaria

Bernardo Gondi and the history of a thousand-year-old family

A good year 20 Il 2004 in Toscana

2004 in Tuscany

Wine in progress 22 Il successo del Congresso targato Ais Toscana

The success of an event organized by the AIS Toscana

cover story 26 Bulgari. Il mio gioiello My Jewel

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52

harvest season 30 2011, un’annata fluttuante

2011, a fluctuating year

Montalcino 36 Là dove si scorge l’infinito

There where you can view the infinite

top ten preview 38 Brunello di Montalcino, Annata 2009, Riserva 2008 Chianti Classico 44 Alla corte del re

At the Court of the King

top ten preview 46 Chianti Classico, Annate 2010, 2011 e 2012, Riserva 2010, Gran Selezione

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54 Chianti Nel cuore della Toscana

In the hearth of Tuscany


Struttura corposa e raffinata, sapore dinamico e una qualità senza compromessi da uve selezionate acino per acino. E’ Oreno, connubio perfetto tra la migliore selezione di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot e una tradizione che non conosce uguali. Punta di diamante della storica azienda vinicola Tenuta Sette Ponti, Oreno è prodotto nel cuore della Toscana dal 1999 e da allora vanta premi e riconoscimenti mondiali. Situati tra Firenze e Arezzo, gli oltre 50 ettari dimorati a vigneto dei totali 330 ettari della Tenuta, proprietà della famiglia Moretti, ospitano varietà tipiche come il Sangiovese e grandi internazionali come il Cabernet Sauvignon. Il segreto è un sofisticato lavoro che si coniuga a una concentrata forma d’allevamento e a un basso numero di gemme per ceppo e di acini sul grappolo. Ne risulta una selezione di vini pregiati dall’altissima densità di sapori. Vini che celebrano la Toscana, la sua storia e la sua radicata tradizione vocata alla bellezza. Elegant and full-bodied, dynamic in the mouth and with an uncompromised quality due to the accurate grape selection. This is Oreno, which perfectly combines the best Merlot, cabernet Sauvignon and Petit Verdot grapes with a really unique wine making tradition. Oreno, the flagship product of the historic winery Tenuta Sette Ponti, has been produced in the hearth of Tuscany since 1999 and it has been awarded with prizes and international recognitions. Located between Florence and Arezzo, the over 50 hectares of vineyards that are part of the 330 hectares of the estate owned by the Moretti family, are cultivated with typical varieties like the Sangiovese and international grape varietals like the Cabernet Sauvignon. The secret behind this wine is a complex work combined with concentrated grape growing, a reduced number of grapes per vine and a low number of berries per grape cluster. All this will result in really refined wines that offer a very wide range of flavors. Wines that celebrate Tuscany, its history and its consolidated tradition that is completely devoted to beauty.

Loc. Vigna di Pallino, 52029 Castiglion Fibocchi (AR) Tel 0575 477857 - Fax 0575 431542 tenutasetteponti@tenutasetteponti.it - www.tenutasetteponti.it


Contents

56 Top ten preview Chianti, Annate 2012, 2013 60 Montepulciano Fascino etrusco Etruscan fascination 62 Top ten preview Nobile di Montepulciano, Annata 2011, Riserva 2010 66 Vernaccia Spirito antico

Ancient soul

68 Top ten preview Vernaccia di San Gimingnano, Annata 2013, Riserve 2012, 2011

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70

vertical wine tasting 70 Argentiera Visioni, passioni, un grande progetto e un team di ferro

Vision, passion, a clear project, a robust team

74 Grattamacco La storia di ColleMassari e delle sue eccellenze

The story of ColleMassari and its excellent wines

Ripa delle More 78 Il Castello di Vicchiomaggio ne celebra i 30 anni

Vicchiomaggio Castle celebrates 30 years of Ripa delle More

Azienda Agricola Terenzi 82 Una storia che corre verso il futuro

A story moving towards the future

wine tasting Val di suga 86 Quel ‘tre ‘che fa la differenza When “three” makes the difference tuscan food Igp and dop products 89 La carica dei ‘certificati’

88

The many designations

Event 94 I Grandi Cru della Costa Toscana

78

The Grand Cru wines of the Tuscan Coast

Event 94 L’importanza del bere consapevole

Responsible drinking

rinnovo quota associativa AIS 2014

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E’ possibile rinnovare l’adesione all’AIS nei seguenti modi: Internet, sul sito www.sommelier.it; c/c postale n. 58623208 intestato a Associazione Italiana Sommeliers, Viale Monza n. 9, 20125 Milano, causale ‘Quota AIS 2011; Bonifico bancario, Banca Intesa - Conto intestato a: Associazione Italiana Sommeliers – codice IBAN IT26H0306909442625008307992. La quota associativa è di 80 euro e comprende l’abbonamento annuo alla rivista ufficiale AIS e alla guida Bibenda edizione 2014.


ph. Officine Fotografiche

Presidente - Osvaldo Baroncelli Direttore Responsabile - Marzia Morganti Tempestini Condirettore - Matteo Parigi Bini Direttore Editoriale - Osvaldo Baroncelli Vicedirettori - Teresa Favi, Francesca Lombardi Direttore Marketing - Riccardo Berti Direttore Commerciale - Alex Vittorio Lana Rivista realizzata da: Gruppo Editoriale S.r.l.

Gruppo Editoriale

Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini Via Piero della Francesca, 2 – 59100 Prato - Tel. 0574 730203 Iscrizione al Registro degli Organi di Comunicazione (ROC): 18374 www.gruppoeditoriale.com - redazione@gruppoeditoriale.com Gruppo Editoriale

Responsabili delle Degustazioni: Massimo Castellani, Cristiano Cini, Luigi Pizzolato, Leonardo Taddei Hanno partecipato alle degustazioni: Pamela Bicchi, Paolo Bini, Franco Carlini, Lorenzo Chiappini, Fiorella Chimenti, Pietro Palma, Riikka Liukkonen, Cristian Parravicini In redazione: Matteo Grazzini, Alessandra Lucarelli, Sabrina Bozzoni Hanno collaborato: Sara D’Oriano, Luca Martini, Elena Mazzuoli, Arianna Nieri, Paola Rastelli, Guido Parigi, Michela Tassi Grafica: Chiara Bini, Alessandro Patrizi Traduzioni: Tessa Conticelli, NTL Traduzioni, Costanza Nutini Foto: Marco Delogu, Lorenzo Cotrozzi, Dario Garofalo, Alessandro Moggi, New Press Photo Pubblicità: Gianni Consorti, Alessandra Nardelli Editore: Associazione Italiana Sommelier - AIS Toscana Registrazione Tribunale di Prato n.15 del 29/10/2003 DELEGAZIONI presidente regionale

Osvaldo Baroncelli - presidente@aistoscana.it gRUPPO e DITORIALE vice-presidente regionale Luigi Pizzolato - delegato.elsa@aistoscana.it vice-presidente nazionale Roberto Bellini - champagne.robertobellini@gmail.com consiglieri nazionali

Cristiano Cini - cristianocini71@gmail.it Giovanni Luchetti (revisore dei conti) - g.lucchetti@tin.it Leonardo Taddei - delegato.lucca@aistoscana.it CONSIGLIERI REGIONALI APUANA Lorenzo Chiappini - delegato.apuana@aistoscana.it AREZZO Massimo Rossi - delegato.arezzo@aistoscana.it FIRENZE Massimo Castellani - delegato.firenze@aistoscana.it GROSSETO Antonio Stelli - delegato.grosseto@aistoscana.it LIVORNO Paola Rastelli - delegato.livorno@aistoscana.it ISOLA D’ELBA Antonio Arrighi - delegato.elba@aistoscana.it LUCCA Leonardo Taddei - delegato.lucca@aistoscana.it PISA Guido Ferrini- delegato.pisa@aistoscana.it PISTOIA Roberto Bellini - delegato.pistoia@aistoscana.it PRATO Bruno Caverni - delegato.prato@aistoscana.it SIENA Marcello Vagini - delegato.siena@aistoscana.it VAL D’ELSA Luigi Pizzolato - delegato.elsa@aistoscana.it VERSILIA Andrea Balzani - delegato.versilia@aistoscana.it Segreteria Regionale: Francesco Ruchin - ass.toscana@aistoscana.it Stampa: Tipografia Baroni & Gori - Prato


C’è un luogo, nel cuore della Valdera, che può vantarsi di una storia secolare, strettamente legata alle famiglie che hanno fatto grande la Toscana: la Tenuta Agricola Torre a Cenaia è oggi una realtà apprezzata in tutto il mondo. Un’atmosfera d’altri tempi che si riflette in una produzione vitivinicola realizzata nel rispetto delle antiche tradizioni e di un ecosistema generato in secoli di sperimentazione. Questo rende preziosa e unica ogni bottiglia di Torre del Vajo, frutto dell’uvaggio di tre vitigni nobili: Sangiovese Cabernet Sauvignon e Syrah e del Cenaja Vermentino, che nasce da una rigorosa scelta delle uve in vendemmia. Torre a Cenaia produce inoltre vari tipi di birra artigianale tutti contraddistinti dal marchio Birragricola ed è aperta alle visite e all’accoglienza e enogastronomica.

There is a place, in the hearth of the Valdera region, that boasts a centuries-old history, tightly bound to that of those families that have made Tuscany famous: the world-famous winery Tenuta Agricola Torre a Cenaia. Its atmosphere of other times is reflected by its vinicultural production, carried out followng the ancient traditions concerning the sector and with respect to an ecosystem that is the result of centuries of experimentation. This is what makes every bottle of Torre del Vajo special, wines made from three noble grape varieties: the Sangiovese Cabernet Sauvignon, the Syrah and the Cenaia Vermentino, made after an accurate grape selection during grape harvesting. Torre a Cenaia also produces various types of artisan beer, known by the brand name “Birragricola”, and it is open for tours and food and wine tastings.

Torre a Cenaia è presente a Vinitaly, Pad. 9 stand B13

Torre a Cenaia will be present at Vinitaly Pav. 9, Stand B13

Torre a Cenaia Società Agricola s.r.l. Via Livornese, 55 - 56040 Cenaia - Crespina (Pi) - info@torreacenaia.it - www.torreacenaia.it


Vi aspettiamo al Vinitaly dal 6 al 9 Aprile al Padiglione Toscana 9 stand E8 Via Cegoli, 47 - 59016 Poggio a Caiano (PO) - tel. +39 055 8705401 - fax +39 055 8705833 email: info@piaggia.com - www.piaggia.com


EDITORIAL

text Osvaldo Baroncelli*

Qualità ed export

Un convegno all’insegna dei contenuti che ha visto la parteciapazione di più di 7000 visitatori A conference that has seen the discussion of lot of themes as well as the participation of more than 7,000 people Cari Colleghi, ci presentiamo in questo primo numero di Sommelier Toscana 2014 con alcune brevi riflessioni sul recente passato, sul presente e sul futuro. Il 16 e 17 novembre 2013 si è svolto alla Stazione Leopolda di Firenze il 47° Congresso Nazionale AIS, dal titolo Wine in Progress, che ha visto più di 7000 presenze con un indiscusso successo di pubblico. Un format nuovo che ha coinvolto produttori, addetti al settore, sommelier e appassionati i quali hanno potuto degustare le eccellenze della vitivinicoltura nazionale. Si è conclusa da poco la rassegna delle Anteprime (Chianti Classico, Brunello, Vernaccia, Nobile di Montepulciano, Chianti Rufina, Vino Chianti) importanti appuntamenti che anticipano il Vinitaly e che ogni hanno vedono il supporto di centinaia di sommelier Ais. Già in occasione delle Anteprime si è notato un cambiamento relativo alle vendite di vino all’estero; l’export – per l’anno 2013 – ha dato segni di netta ripresa. Una crescita, quella del vino toscano nel mondo e la sua affermazione in tutti i continenti, che condividiamo come Associazione toscana vantando nelle nostre fila il campione del mondo in carica, Luca Martini, e una Scuola Concorsi che allena professionisti che ricoprono ruoli ai vertici di hotel e ristoranti di eccellente qualità o come consulenti di aziende. Un cambiamento iniziato anni fa, un percorso di valorizzazione intrapreso dall’Associazione Ais Toscana con tutti i delegati, che ci vede a fianco di istituzioni e produttori che hanno creato le condizioni per la crescita qualitativa dei nostri vini sempre più apprezzati all’estero, e noi con loro per comunicare il valore di questi eccellenti prodotti, degli uomini che lo producono con passione e competenza e dei territori ove essi nascono. Parlando di cambiamento, ricordo che il 23 giugno si svolgeranno, in tutta Italia, le elezioni per il rinnovo delle cariche regionali e nazionali dell’Associazione Italiana Sommelier. Un appuntamento quadriennale che auspichiamo porterà ad un nuovo sviluppo la nostra associazione che conta 30.000 soci ed è la più grande associazione qualificata alla promozione del vino nel mondo. Cambieranno nomi e gli uomini, ma la sua filosofia rimarrà la stessa: promuovere e divulgare il bere consapevole con i nostri corsi di formazione, gli incontri tematici, i convegni, gli eventi regionali e di delegazione per fare dell’associazione il punto di riferimento tra il territorio, i produttori ed il consumatore finale. A nome mio e di tutto il Consiglio dell’Ais Toscana, Vi ringrazio per la passione e l’orgoglio di appartenenza che avete dimostrato e che contraddistingue il nostro operare, dove stile di vita e professionalità rappresentano il segno distintivo della nostra associazione.

Dear Colleagues, In this first issue of Sommelier Toscana 2014, we’d like to introduce our self with a few brief reflections on the recent past, the present and the future. On the 16th and 17th of November 2013, at the Stazione Leopolda in Florence , the 47th National Congress of the AIS was held, with the title Wine in Progress. More than 7,000 people attended and it was an undisputed success. It had new a format that involved producers, professionals , sommeliers, and enthusiasts who were able to taste the finest products from Italian wine growers. The series of previews just recently ended ( Chianti Classico, Brunello, Vernaccia, Nobile di Montepulciano, Chianti Rufina, Chianti) important events that anticipate Vinitaly and each year have the support of hundreds of AIS sommeliers. At the time of Previews, a change relating to sales of wine abroad had already been noticed. Export for the year 2013 - has shown signs of revival. It is a source of pride and growth in the world of Tuscan wine and its affirmation in all the continents. As a Tuscan Association, we share these things, proud to boast the reigning world champion, Luca Martini, and a Competition School that trains professionals who hold top jobs in the best hotels and restaurants or as company consultants. This change began years ago in a path of development undertaken by the Ais Tuscany with all the delegates. We stand beside institutions and producers who have created the conditions necessary for the quality growth of our wines, increasingly popular abroad. And with them we communicate the value of these excellent products, and of the men and women who produce them with passion and skill and the territories where they are made. Speaking of change, I remind you all that June 23 in Italy, elections will be held for the regional and national appointments for the Italian Sommelier Association. This is a four-year appointment which we hope will lead to a new development for our association which has 30,000 members and is the largest qualified association for the promotion of wine in the world. The people and the names change, but the philosophy remains the same: to promote and spread responsible drinking with our training courses, theme meetings, conferences, regional events and make the association a reference point for the territory , the producers and the final consumer. On behalf of myself and the entire Board of AIS Tuscany, I thank you for the passion and pride you have shown as members, and that distinguishes our work, where lifestyle and professionalism are the hallmark of our association. *presidente AIS Toscana

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w w w.modulprint.it

ETICHETTE ADESIVE A ROTOLO E A FOGLIO STAMPATI FISCALI - MODULISTICA IN CONTINUO 50041 CALENZANO (FI) - Parco Ind.le del Chiosina - Via Petrarca, 140/142 - Tel: 055.88.25.841/88.11.183 - Fax: 055.88.26.228 E-mail: modulprint@modulprint.it


economy

text Matteo Grazzini

Esplosione toscana Il vino toscano ha fatto boom… dell’export Tuscan wine is ​​booming …in exports

Tuscany pleases all the foreign markets, in all senses. In the most literal meaning of the term, if we think about wine, starting with the taste and bouquet, our eyes above all, especially those of the producers, are enjoying the numbers in exports for 2013. We should start by saying that we are talking about estimates and that the real figures will arrive soon, but one thing is certain; we are going for a record, both in economic and percentage growth terms: about 750 million in export value, and 46% growth in foreign sales in the last five years. Tuscany alone covers 15% of national exports in wine: Veneto and Piedmont are doing better, but the Grand Duchy is celebrating its primacy for red DOPs, with over 352.2 million Euros of red wines sold worldwide in the first nine months of 2013. It is precisely the DOP wines, those with Denomination of Protected Origin, red and white, that are driving exports with 70.6% of the total. As we all know, quality has a price and therefore we need to understand the reason behind such significant growth. The emblematic case is China: in Beijing and the surrounding area, the purchasing power of the medium-high income population has improved at a pace equal to not only growth in exports of Tuscan wine, but also to the increased awareness of the quality of the products. The numbers speak clearly: the export of red DOP wines from Tuscany to China in 2013 registered an increase of 37.5 %, bringing Tuscany’s percentage of the share of Italian DOP and IGP red wines to 24%. What has prompted foreigners to reach out for the Tuscan products exhibited in the wine boutiques around the world is definitely the reputation it has acquired over the years, but there is also the fact that the change of pace in some economies has made the products even more accessible: North America is in fact always a safe haven for Tuscan wine but in 2013 there was further growth in red wine exports by 4%, while DOP whites have increased their foreign trade by 21% in the United States and Canada, where Tuscan wine has always been popular. Is this also a result of new economic policies in the U.S. bringing positive results? It is highly likely, also because there is some proof from Brazil, where increased purchasing power has led to an 8.3% increase in exports of red DOP Tuscan wines. All this without forgetting Russia that have not lost their taste for Italian wines and Tuscan wines in particular.

La Toscana all’estero piace, in tutti sensi. Nell’accezione più letterale del termine se si pensa al vino, a iniziare dal gusto e dall’olfatto, mentre a far godere gli occhi, soprattutto dei produttori, sono i numeri dell’export nel 2013. Bisogna premettere che si parla di stime e che i dati reali arriveranno a breve ma di certo c’è che si va verso un record, sia in termini economici che di crescita in percentuale: circa 750 milioni il valore delle esportazioni, 46% la crescita delle vendite all’estero negli ultimi cinque anni. La Toscana infatti copre da sola il 15% delle esportazioni vitivinicole nazionali: meglio fanno Veneto e Piemonte, ma nel Granducato si festeggia al primato per i rossi Dop, con oltre 352,2 milioni di euro di vini rossi venduti nel mondo nei primi nove mesi del 2013. Sono proprio i vini a denominazione d’origine protetta rossi e bianchi a trainare l’export con il 70,6% del totale: come tutti sanno la qualità ha un prezzo e quindi c’è da capire il motivo di una crescita così importante. Il caso della Cina è emblematico: a Pechino e dintorni la capacità d’acquisto della fascia medio-alta della popolazione è migliorata di pari passo non solo con la crescita dell’export di vino toscano ma anche con la maggiore consapevolezza della qualità dei prodotti. Il risultato numerico è chiaro: l’export dei vini rossi toscani Dop in Cina nel 2013 ha fatto segnare un incremento del 37,5%, portando la percentuale della Toscana sulle quote dell’export italiano di vini rossi Dop e Igp al 24%. A far allungare le braccia degli stranieri verso i prodotti toscani esposti nelle enoteche di tutto il mondo è stata sicuramente la fama acquisita negli anni ma il cambio di passo di alcune economie ha reso gli scaffali ancora più accessibili: il Nord America è infatti da sempre un porto sicuro per il vino toscano ma nel 2013 c’è stata una crescita ulteriore dell’export di vini rossi del 4%, mentre i bianchi Dop hanno aumentato del 21% il loro commercio estero in America, compreso il Canada, dove il vino toscano spopola da sempre. Che sia anche questo un frutto delle nuove politiche economiche statunitensi? Molto probabile, anche perchè c’è la riprova del Brasile, dove la maggiore capacità di acquisto ha portato ad un aumento dell’export di rossi dop toscani dell’8,3%. Tutto questo senza dimenticare la Russia, dove ormai i ricchi non sono più nuovi ma dove non si è perso il gusto per il vino toscano.

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wine people text Paola Rastelli

Il giovane vigneron Dario Di Vaira la sua storia in un film Dario Di Vaira and his story told in a film

Un molisano a Bolgheri, come ci sei arrivato? Negli anni ‘50 diverse famiglie emigrarono dalle Marche e dall’Abruzzo  per acquistare terreni da coltivare, i miei nonni arrivarono qua e iniziarono  subito a produrre vino sfuso. La tua storia in breve? Mi sono interessato fin da ragazzino alla vigna e al vino, e grazie a  mio padre, grande appassionato, mi sono laureato in viticoltura ed enologia per accrescere le mie conoscenze e valorizzare i 5 ettari di famiglia. Dopo la vittoria del concorso a fine 2013 cosa è successo? Beh, la mia storia è diventata un docu-film (dal titolo Respiro, ndr) diretto da Enrico Parenti. Poi la premiazione da Eataly a Roma, e poi ancora sono andato a Bruxelles a rappresentare l’Italia dei giovani agricoltori. Cosa seguirà dopo questo successo? Vorrei ampliare e qualificare le etichette che produco, compreso il Bolgheri superiore, che già sta ottenendo riconoscimenti. Sto sperimentando un nuovo bianco da Viognier e un rosso da Cabernet Franc vitigni che si esprimono molto bene in questo territorio.  Oltre al vino? Un agriturismo e un ristorante a km zero. Quando si dice l’impresa nel sangue! How did someone from Molise end up in Bolgheri? In the 50s, a lot of families moved from Marche and Abruzzo to purchase land for farming; my grandparents arrived here and immediately began producing loose wine. What’s your story, in a nutshell? I’ve been interested in vineyards and wine since I was a young boy. Thanks to my father, a real enthusiast, I completed my degree in viticulture and oenology to increase my knowledge and make the best use of our family’s five hectares. What happened after you won the competition in late 2013? Well, my story became a documentary film (called Respiro, -Ed.) directed by Enrico Parenti. Then I won a prize at Eataly in Rome, and later I went to Brussels to represent young Italian entrepreneurs. After this success, what’s next? I’d like to expand and improve the wine labels I produce, including the Bolgheri superiore, which is already gaining recognition. I’m experimenting with a new white from Viognier and a red from Cabernet Franc, varieties that do quite well in this area.  Any projects beyond wine? A holiday farmhouse and a locally-sourced restaurant. Talk about having business in your blood!

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Dario Di Vaira 32 anni proprietario dell’azienda Eucaliptus a Bolgheri, primo classificato al concorso nazionale ‘Nuovi fattori di successo’ per giovani imprenditori indetto dal Ministero delle politiche agricole, e la sua storia è diventata un film. Dario Di Vaira, 32, owner of the Eucaliptus farm in Bolgheri, ranked first in the national competition “New factors for success” for young entrepreneurs held by the Ministry of Agricultural Policies, and his history has become a film.


wine people text Teresa Favi

Comunicare il vino

Innovazione, giovani e comunicazione, le ricette di Simone Fabbri Innovation, young people and communication Agronomo e manager, il bello di una doppia identità professionale? Fin da perito agrario ho sempre lavorato nel settore vino senza mai perdere l’indole dell’agronomo; per me è un’unica identità a cui ho aggiunto nuove competenze. Il fascino del Sangiovese … Ricordo il Sangiovese di quando ero piccolo, vinificato col raspo e a tino aperto. Quando nel 1980 per la prima volta entrai in cantina e ‘incontrai’ i vini di Sangiovese vinificati senza raspo e con tini chiusi mi si aprì un mondo nuovo! Il tuo grande maestro? Giacomo Tachis, un faro… non solo per me. Poi i Frescobaldi che hanno creduto in me molti anni fa e con i quali ho affrontato molti e avvincenti progetti. Come è percepito il vino toscano nei mercati stranieri? I vini italiani, così il nostro, all’estero sono in continuo aumento di fama e immagine di pari passo con la crescita della qualità media. Una bella sinergia da mantenere con tutte le forze! Vino e comunicazione, come siamo messi in Toscana? Ancora un po’ indietro, gli stessi produttori devono per primi migliorare la qualità delle informazioni che possono dare anima ai vini oltre la scheda tecnica. Vino e futuro. La ricetta di Simone Fabbri? Innovazione, attraverso la valorizzazione di giovani di talento. Agronomist and manager: the best of a double professional identity? Ever since I was a land surveyor, I’ve always worked in the wine industry, and I’ve always been an agronomist by nature; to me, it’s a single identity to which I’ve added new skills. The appeal of Sangiovese ... I remember the Sangiovese from when I was young, made with the grape stalk in open vats. When, in 1980, I walked into a wine cellar and “encountered” Sangiovese wines made without the grape stalk in closed vats for the first time, a whole new world opened up for me! Who is your greatest teacher? Giacomo Tachis - he was a beacon, and not just for me. Then the Frescobaldi family, who believed in me many years ago, and with whom I have taken on a lot of engaging projects. How is Tuscan wine viewed in foreign markets? Italian wines such as ours are constantly growing their fame and image abroad, going hand in hand with the increase in average quality. It’s a great synergy, and we ought to support it as much as we can! Wine and communication: how are we doing in Tuscany? We’re still a bit behind; first of all, the producers themselves need to improve the quality of information, which can give life to wines and go beyond their technical description. Wine and the future: What’s Simone Fabbri’s advice? Innovation - by bringing out the best in talented young people.

Simone Fabbri, direttore dei servizi commerciali del gruppo Frescobaldi, nel vino dal 1980, agronomo dal 1988, comunicatore di cultura del vino dal 1990. Simone Fabbri, manager of business services for the Frescobaldi group, has worked in wine since 1980, has been an agronomist since 1988, and has been a communicator for wine culture since 1990.

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wine people text Elena Mazzuoli

Napa Valley chiama Toscana

Andrea Lucchi e la “Lobesia Botrama” Andrea Lucchi and the “Lobesia Botrama”

Qual è stato il suo apporto alle pratiche di difesa dei vigneti della Napa Valley? In California non conoscevano la pericolosità della tignoletta della vite, Lobesia botrama –insetto di origine europea- e non avevano delle conoscenze specifiche in merito. Adottando la tecnica preventiva della confusione sessuale, basata sulla riproduzione dell’odore emanato dalla femmina di tignoletta, abbiamo scongiurato evidenti danni economici senza impattare sulla biodiversità in vigna. Cosa le ha lasciato questa esperienza durata anni? Ho imparato molto sia come entomologo sia a livello personale. E’ stato interessante conoscere il modo pragmatico, tutto americano, con il quale affrontano le problematiche, e il loro approccio organizzativo sul lavoro. Cosa ha significato per lei ottenere i ringraziamenti di Dave Whitmer, capo storico dell’Agricoltura della Contea di Napa? E’ stato un grande onore essere il “portavoce” italiano di questo gruppo tecnico internazionale, ho partecipato a diversi incontri affiancato anche da Bruno Bagnoli del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) di Firenze, che mi ha accompagnato in questo percorso. What has been your contribution to the methods used in Napa Valley for the protection of vineyards? Californians were not aware of the real danger the European grape berry moth, the Lobesia Botrana, can cause to vineyards, they didn’t have specific knowledge of this insect. The implementation of the preventive method of mating disruption, which actually copies the odors produced by tignolette females , has allowed us to avoid a great economic damage without interfering with biodiversity in vineyards. What did you learn from this years-long experience? A lot, both at a professional and personal level. It has been interesting to see the pragmatic way Americans have to deal with problems as well as their organizational approach at work. What did it mean to you to have gained the gratitude of Napa Valley Agricultural Commissioner Dave Whitmer? It was a great honor to be the Italian ‘representative’ of this international team of experts, I have participated in various meetings with the support of Bruno Bagnoli of the research Council for Agriculture (CRA) of Florence, who has accompanied me in this adventure.

Andrea Lucchi, entomologo dell’Università di Pisa chiamato nel team tecnico che ha difeso i vigneti californiani dalla tignoletta della vite. Andrea Lucchi, professor entomologist at the University of Pisa and member of the technical team that has found out a way to protect Californian vineyards from the grape berry moth.

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wine people text Marzia Morganti Tempestini

La vigna di casa

Paolo Silveri e mezzo ettaro di Sangiovese grosso. Paolo Silveri and a half a hectare of land cultivated with big Sangiovese Com’è iniziata l’avventura dell’azienda La Spada? Dalla mia passione: il territorio. Qui su questo altipiano di Libbiano non c’era niente, lavorando sempre in campagna, decisi di sfidare me stesso mettendo alla prova le mie capacità. Il primo vino è del 2003, solo nel 2005 reimpiantai il mezzo ettaro di vigna, e siccome sono innamorato dei vini rossi decisi per l’F9, Sangiovese grosso, come quello del Brunello per intenderci e Petit Verdot, puntando ad un uvaggio alla francese un po’ dimenticato in cui la sapidità e la salinità dei due uvaggi si combinavano perfettamente. La passione per la vigna? Nasce da sempre, ho sempre lavorato in campagna, a tempo determinato per avere la libertà nel tempo libero di seguire la mia vigna. Tutto questo per scelta. Quando ha capito che la scelta di produrre Libare era vincente? L’ho capito nel 2003 che sarei stato in grado di fare un vino che usciva fuori dalle righe, con un’identità e che gente ferrata nel settore avrebbe capito che questo vino nasceva da un vigneron. Cosa prevede per il futuro della sua azienda agricola? Voglio andare avanti, spero che il sacrificio di coltivare questo fazzoletto di terra, possa avere un futuro, presto impianterò anche del Syrah. Produco, vendo e consegno direttamente: il mio vino lo muovo solo io e quando lo vendo mi dispiace anche! How did the La Spada Farm adventure begin? From my passion: the land. Here on this Libbiano plateau there was nothing. Having always worked in the country, I decided to challenge myself by testing my skills. The first wine was in 2003, and only in 2005 did I replant the half hectare of vineyard, and because I love red wines, I decided to grow the F9, Sangiovese Grosso, like that of Brunello, you understand, and Petit Verdot, aiming for a somewhat French blend, something that had been slightly forgotten, where the flavour and the salinity of the two blends were combined perfectly. The passion for the vine? I’ve always had it. I’ve always worked in the country, for fixed periods to allow me the freedom to look after my vineyard in my free time. All this by choice. When did you realize that producing Libare would be a winning choice? I realized in 2003 that I would be able to make an unusual wine, with an identity, and skilled people in the sector would understand that this wine came from a vigneron. What do you predict for the future of your farm? I want to go forward. I hope that the sacrifice of cultivating this piece of land can have a future. I’ll also plant some Syrah. I produce, sell and deliver directly: I am the only one who moves my wine and I’m sorry when I sell it too!

Paolo Silveri, contadino per passione, vigneron per scelta, coltiva il suo mezzo ettaro di vigneto come fosse un giardino, vicino a San Gimignano, nell’azienda agricola La Spada. Paolo Silveri, a farmer by passion, a vigneron by choice, cultivate his half hectare of vineyard like a garden, near San Gimignano, at the La Spada farm.

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face to face

The Tenuta Bossi in Pontassieve and its cellar

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WINE People text Marzia Morganti Tempestini

Passioni di famiglia

Bernardo Gondi e la storia di una famiglia millenaria Bernardo Gondi and the history of a thousand-year-old family Bernardo Gondi, proprietario della tenuta di Bossi a Pontassieve nel Chianti Rufina, ha scelto di dedicare la sua vita alle sue grandi passioni: la terra, il vino, l’agricoltura. La storia della sua famiglia condensata in poche tappe? Il primo avo di cui abbiamo traccia si chiamava Braccio Filippi e fu nominato Cavaliere da Carlo Magno. I Gondi furono, mercanti e banchieri alcuni diventarono Duchi e Cardinali. Giuliano Gondi a meta ‘400 fece costruire l’attuale Palazzo Gondi da Giuliano da Sangallo dove oggi si trova anche una piccola enoteca. Nel 1592 comprammo la Tenuta di Bossi, oggi vi si producono vino, olio extra vergine di oliva e abbiamo anche un agriturismo. Qual è la filosofia della sua produzione? Continuare a fare vini della tradizione del Chianti Rufina ma anche vini innovativi, con la ricerca della qualità nell’innovazione mantenendo un’identità. Quale il più tradizionale, e il più innovativo? Il Villa Bossi Chianti Rufina Riserva, e i più innovativi, il Cabernet Sauvignon Mazzaferrata e il Ser Amerigo con Sangiovese, Merlot e Colorino. Il vino del cuore? Villa Bossi, è il vino che ho messo a punto, dopo che sono entrato in azienda, dai primi anni Settanta migliorando i profumi ma mantenendone la longevità, e il Pian dei Sorbi, sempre un Chianti Rufina. L’abbinamento ideale tra un suo vino e un luogo di Firenze? Palazzo Gondi che con la sua ‘pietraforte’ rappresenta questo connubio fra i vini di grande corpo e la longevità della nostra famiglia.

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Bernardo Gondi, owner of the Bossi estate near Pontassieve in the Chianti Rufina area, has devoted his life to his great passions: the land, wine and agriculture. Your family history in a nutshell? The first ancestor of which we have any trace was called Braccio Filippi, who was knighted by Charlemagne. Someone of the Gondi family was bankers and then Dukes and Cardinals. In the mid-15th century Giuliano Gondi commissioned Giuliano da Sangallo to build Palazzo Gondi, where the enoteca is now housed. In 1592 we bought the Bossi Estate, where we now produce wine and extra virgin olive oil, and run an agriturismo. What is your production philosophy? To carry on making wines in the Chianti Rufina tradition, but innovative wines as well, aiming for quality in innovation whilst maintaining an identity. Which is the most traditional wine and which the most innovative? The most traditional is the Villa Bossi Chianti Riserva, the most innovative ones are the Cabernet Sauvignon Mazzaferrata and Ser Amerigo, made from a blend of Sangiovese, Merlot and Colorino. The wine closest to your heart? Villa Rossi, the wine I crafted after entering the business in the early 70s, improving the bouquet while retaining its longevity. And Pian dei Sorbi, which is also a Chianti Rufina. The ideal match between one of your wines and a place in Florence? Palazzo Gondi, which, with its pietraforte sandstone, represents this union with the full-bodied wines and the longevity of our family.


a good year text Cristiano Cini

2004: equilibrio ed eleganza Dieci vini toscani capaci di perdersi nel tempo Ten Tuscan wines capable of bringing us back to the mists of time

Credete alla legge dei grandi numeri? In mezzo a due annate storte, si nasconde sempre qualcosa di grande. In Toscana quelle del 2003 e 2005 sono state annate molto calde, in mezzo, è sbocciato un fiore dai colori dell’arcobaleno: un’annata storica, 2004. Un’annata che gioca sull’equilibrio, sull’eleganza più che sulle concentrazioni e sulle opulenze. Mi è stato chiesto di raccontarvela, attraverso dieci etichette toscane. Ecco dunque dieci vini capaci di perdersi nel tempo, di disegnare parabole ancestrali e di scrivere in maiuscolo la grandezza di questa regione. Sono partito da nord, Barberino Val D’Elsa, Castello di Monsanto, e dal suo Il Poggio Riserva 2004 considerata una delle annate più eleganti ed equilibrate dell’ultimo decennio, in una

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Do you believe in the law of large numbers? In between two substandard years, there’s always something great tucked away. In Tuscany, 2003 and 2005 were very hot years; between them, a flower with all the colours of the rainbow has bloomed: a historic vintage, 2004. This is a vintage that plays on balance and elegance rather than on high concentrations and lavishness. I’ve been asked to tell you about this year using ten Tuscan wines. Here, then, are ten wines capable of bringing us back to the mists of time, of retracing ancestral paths and writing out the greatness of this region in capital letters. I started in the north, at Castello di Monsanto in Barberino Val D’Elsa, and with its Il Poggio Riserva 2004, considered one of the most elegant and balanced vintages of the last decade. In a


a good year

parola, classica. Seconda tappa, Radda in Chianti, Monteraponi con la Riserva Il Campitello 2004 (420 m s.l.m., una vigna di 42 anni circondata da bosco): un’annata solida ed elegante che trova giovamento dall’altitudine. Poi Gaiole, Capannelle, dove troviamo una Riserva, fine, elegante, fresca di grande serbevolezza, di perfetta trama tannica. Anche in questo caso un’annata classica e longeva. A sud, Castelnuovo Berardenga, Castell’in Villa, la sua Riserva 2004 sfiderà il tempo oltre ogni convenzione. Poi Montalcino (due versanti diversi, sud-est e nord-est): tenuta Il Greppo Biondi Santi. Vendemmia eccezionale cominciata il 20 settembre per un vino indimenticabile. Il Paradiso di Manfredi gode di meno ore di sole e meno calore ma “ci benedice” con un vino di estrema eleganza che rende “paradisiaco” il Brunello della famiglia Guerrini, buono ora e fantastico tra vent’anni. Monte Amiata patria della denominazione  Montecucco. Colle Massari ha impiegato cinque anni per realizzare la sua Riserva di Sangiovese, il Lombrone, che dopo l’arido 2003 ha dato vita

word, a classic. My second stop was at Monteraponi in Radda in Chianti, with its Riserva Il Campitello 2004 (from a 42-yearold vineyard surrounded by forest at 420 meters above sea level): a solid, elegant vintage that reaps benefits from the high altitude. Next was Capannelle in Gaiole, where we find an exquisite, elegant Riserva, fresh and highly durable, with a perfect tannic texture. This, too, is a classic and long-lived vintage. To the south, Castell’in Villa in Castelnuovo Berardenga will defy time beyond all convention with its Riserva 2004. Next was Montalcino (two different sides - southeast and northeast): the Greppo Biondi Santi estate. Here, an exceptional harvest begun on September 20 has led to an unforgettable wine. Il Paradiso di Manfredi enjoys fewer hours of sunlight and less heat, but it “blesses” us with an extremely elegant wine that brings the Guerrini family’s Brunello close to “paradise”: delicious now, extraordinary in 20 years’ time. Monte Amiata is home to the Montecucco designation. It took Colle Massari five years to make its Sangiovese Riserva, the Lombrone, which after a dry 2003 produced a high sensory pro-

a un alto profilo sensoriale che si esprime già nell’immediato. Torniamo a nord, Val d’Arno di Sopra, Fattoria di Petrolo con uno dei Merlot più famosi e imitati d’Italia, il Galatrona. Il suo equilibrio e volume sono gli artefici di un successo che esprime la freschezza tipica della toscanità Risaliamo ancora fino a Carmignano: Piaggia e il suo elegante Carmignano Riserva dove la muscolarità lascia il passo ad una setosità tutta da scoprire. Punto d’arrivo della nostra passeggiata è il mare: Bolgheri, terra di sole, calda, unica. Vi raccontiamo la 2004 attraverso il Sapaio Bolgheri Superiore dell’omonima tenuta, Podere Sapaio. Una raccolta di eccezionale qualità, in sostanza il miglior Bolgheri, quello che trova l’equilibrio tra potenza ed eleganza, tra qualità tannica, estratto secco e presenza alcolica, cioè un’ottima annata.

file with an immediate impact. Returning north, to Val d’Arno di Sopra, we find Fattoria di Petrolo with one of the most famous and oft-imitated Merlots in Italy: the Galatrona. Its fine balance and volume are the product of a success that brings out the freshness so typical of Tuscan wines. We then climb even higher, to Piaggia in Carmignano with its elegant Carmignano Riserva, in which muscular brawn gives way to a silkiness that’s a delight to discover. The final destination on our journey is the seaside: Bolgheri, that warm, unique land of the sun. Here, you can get a taste of 2004 in the Sapaio Bolgheri Superiore from the estate by the same name, Podere Sapaio. A harvest of exceptional quality, in essence the best Bolgheri, one that strikes a balance between power and elegance, between tannic quality, dry extract and alcohol content; in other words, an excellent year.

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wine in progress text Marzia Tempestini

Wine world

Il successo del Congresso targato Ais Toscana The success of an event organized by the AIS Toscana Il grande successo riscosso il 16 e 17 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze da Wine in Progress e 47° Congresso Nazionale AIS si legge nei suoi numeri: oltre 7.000 presenze al grande tasting delle eccellenze enologiche italiane e in particolare toscane, per un’affluenza al di sopra di ogni previsione, che testimonia come il mondo del vino sia vivo e importante per l’economia nazionale e il settore primario. Ma il dato dell’affluenza preso da solo non inquadra la dimensione dell’evento: 250 produttori diretti, 11 consorzi vinicoli in rappresentanza di 350 realtà per un totale di 600 produttori vitinivicoli, 30 produttori di olio e oltre 1.800 etichette in degustazione, 500 sommelier impegnati nel servizio, 14.000 bicchieri distribuiti di cui circa 6.000 nelle sole degustazioni guidate -, 18.000 bottiglie stappate tra banchi d’assaggio, le 16 degustazioni a tema, l’AIS Wine Contest - al quale hanno partecipato 600 persone di cui 250 sommelier e 350 appassionati - e l’AIS Wine School, che ha coinvolto circa 500 persone. The great success of Wine in Progress and the 47th AIS National Congress, held on the 16th and 17th of November in Florence at the Leopolda Station, is reflected by the numbers registered: with more than 7,000 people participated in this great event dedicated to the tasting of the top Italian wines with special attention to Tuscan wines, turnout has exceeded expectations, thing that proves how the world of wine is alive and important for the national economy and the primary sector, as well. But the number of participants alone doesn’t tell much about the size of the event: 250 direct producers and 11wine consortia representing other 350 wine producers for a total of 600 producers and over 1,800 labels for tasting, 500 Sommeliers on duty, 14,000 glasses allocated –of which about 6,000 during the guided tasting experiences only-, 18,000 bottles uncorked at the tasting stands, 16 themed tastings. And then the AIS Wine Contest –with 600 participants of which 250 were sommeliers and 350 wine enthusiasts- and the AIS Wine School, with about 500 people representing it.

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Alcuni momenti di Wine in Progress: verticali, convegni, premi, ospiti d’eccezione e tavole rotonde hanno scandito la rassegna che ha visto piÚ di 7.000 visitatori e 1.800 etichette in degustazione Some moments of Wine in Progress: vertical tastings, conferences, awards, special guests and round tables at the event that has seen a participation of more than 7,000 visitors and the presentation of 1,800 labels 24


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Above: a view of the estate owned by the Bulgari family, the Podernuovo a Palazzone, in San Casciano dei Bagni Below: Giovanni Bulgari

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Cover story text Teresa Favi

Il mio gioiello

Abbiamo incontrato Giovanni Bulgari nella sua tenuta a San Casciano dei Bagni. Ecco la sua storia di vignaiolo We met Giovanni Bulgari on his estate in San Casciano dei Bagni. Here is his story as a winemaker 25 ettari di vigna a San Casciano dei Bagni, e una bella cantina, progettata da Massimo Alvisi, che utilizza l’energia naturale in modo non invasivo, anche attraverso l’impianto fotovoltaico e quello geotermico (che, tra l’altro, permette il controllo delle temperature di vinificazione) riducendo a zero le emissioni di anidride carbonica. Il vignaiolo in questione è Giovanni Bulgari, rampollo della dinastia romana dell’alta gioielleria, che con il padre Paolo nel 2004 ha acquistato la tenuta. “Quando l’abbiamo acquistato nel 2004 – racconta Giovanni – il vigneto era abbandonato da tempo. E’ stato espiantato e sostituito con Sangiovese insieme ad altri vitigni (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Montepulciano e Merlot, ndr) e nel 2012 siamo riusciti a presentare tre etichette, Therra, Argirio e Sotirio (il nome del bisnonno, ndr). Ha da poco messo a segno un grande outing internazionale: i suoi vini hanno annaffiato la vigilia della vittoria dell’Oscar di Sorrentino a Los Angeles. Chissà che non gli abbiano portato un po’ di fortuna. Cosa è il vino per Giovanni Bulgari? Il vino è oggi la mia unica missione, o vocazione. Vivo in vigna e mi occupo di tutto il processo produttivo e di promuoverlo in giro per il mondo. Fare le cose sempre meglio, avere una cura della vigna maniacale cercando anno dopo anno di capire quali sono le tecniche migliori di allevamento, essere ossessivi in cantina per quanto riguarda il rigore, la pulizia è per me vitale. Una serata indimenticabile? La cena organizzata a Los Angeles la notte prima degli Oscar per tutto il cast de La Grande Bellezza. Abbiamo così passato una serata indimenticabile con Paolo Sorrentino e Toni Servillo in febbrile attesa. Qual è il primo insegnamento che le ha trasmesso suo padre? Mi ha insegnato a valutare le cose - e gli oggetti, allora le pietre - oltre il loro aspetto. Quando ero bambino andavo nel suo ufficio, e lui mi diceva di chiudere gli occhi, e mi metteva una pietra in mano, chiedendomi di dirgli quale pietra fosse senza guardarla. Sentendo il suo peso, valutando la sua forma e percependo la temperatura per capire la qualità della materia. E poi tutto questo progetto è nato proprio da mio padre e dalla sua intuizione. Qual è la sua filosofia dell’azienda? Produciamo circa 100.000 bottiglie sui nostri 25 ettari di vigna, e a regime arriveremo a un 130.000 bottiglie. La nostra ambizione è di produrre un vino che si basa molto sull’espressione del nostro terroir e che abbia un prezzo ragionevole. Al momento siamo distribuiti negli Stati Uniti, il nostro mercato più importante, la Cina, poi Germania, Svizzera,

25 hectares of vineyard in San Casciano dei Bagni, and a beautiful cellar, designed by Massimo Alvisi, which uses natural energy in a non-invasive way, even through its photovoltaic system and geothermal power plant (which, among other things, allows the control of the temperatures of vinification) reducing the emissions of carbon dioxide to zero. The winemaker in question is Giovanni Bulgari, the scion of the Roman jewellery dynasty, who with his father Paolo purchased the estate in 2004. “When we purchased it - Giovanni tells us - the vineyard had been abandoned for years. The old vines were pulled up and replaced with Sangiovese along with other grape varieties [Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Montepulciano, Merlot] and in 2012 we were able to present three labels, Therra, Argirio and Sotirio [the name of his great-grandfather]. He recently organized a great international presentation: his wines were served on the eve of Sorrentino’s victory at the Oscars in Los Angeles. Who knows that they haven’t brought him a bit of luck. What is wine for Giovanni Bulgari? Today wine is my only mission, or vocation. I live in a vineyard and I devote myself to looking after the entire productive process and to promoting our wines all over the world. Always doing things better, taking maniacal care of the vineyard, attempting year after year to understand which are the best cultivation techniques, being obsessive in the wine cellar for what regards rigour, cleanliness is vital for me. An unforgettable evening? The dinner organized in Los Angeles on the night before the Oscars for the entire cast of The Great Beauty. We spent an unforgettable evening with Paolo Sorrentino and Toni Servillo in feverish anticipation. What was the first lesson your father taught you? He taught me to evaluate things - and objects, which then were gemstones - apart from their appearance. When I was a child I went to his office, and he told me to close my eyes, and he put a gemstone in my hand, asking me to tell him what it was without looking at it. Feeling Its weight, evaluating its shape and perceiving its temperature in order to understand the quality of the material. And then, all this project actually originated with my father and his intuition. What is your philosophy regarding the winery? We produce about 100,000 bottles on our 25 hectares of vineyard, and our peak production is expected to reach 130,000 bottles. Our ambition is to produce a wine strongly based on the expression of our terroir and that will have a reasonable price. At the moment we are distributed in the United States, our most important market, in China, then Germany, Switzerland, Denmark

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cover story

La moderna cantina, progettata da Massimo Alvisi, utilizza l’energia naturale in modo non invasivo The modern cellar, designed by Massimo Alvisi, uses natural energy through a non-invasive technology

Danimarca e poco in Italia. Abbiamo anche un fronte aperto in Giappone. Quali vini produce e che tipologie di vini sono? Abbiamo tre vini rossi, un base che si chiama Therra, un blend di Montepulciano, Sangiovese e Merlot e Cabernet Sauvignon; un Cabernet Franc che si chiama Argirio; e un sangiovese in purezze al quale ho dato il nome di mio bis bis nonno Sotirio, e che ha avuto la grande visione di creare dal nulla il grande marchio di gioielli, forse come buon auspicio per quello che stiamo cercando di fare qui a Podernuovo. Cosa beve Giovanni Bulgari a cena con gli amici, se ha voglia di assaggiare qualcosa di diverso? Appena ho l’occasione, provo i vini di altre regioni italiane o vini internazionali. Magari di alcuni ho sentito parlare, di altri mi incuriosisce la provenienza. Un giorno nella sua azienda, qual è il momento che preferisce? Mi alzo presto e vado a camminare in campagna. Questo momento mi piace moltissimo, quando tutto è ancora silenzioso e la giornata è appena iniziata. Dal mondo dell’alta gioielleria al mondo del vino, quali sono gli elementi che uniscono due universi così diversi? Vedo molte similitudini tra i due mondi, ci sono addirittura alcuni strumenti di analisi uguali a quelli che utilizzavo per analizzare le pietre preziose come il raffettometro, per vedere i colori delle pietre preziose, che viene usato anche per il vino. Ma soprattutto ci vedo un mondo fatto di attenzione al dettaglio, di senso per l’eccellenza e per la bellezza, che oggi apprezzo stando in mezzo alla natura, ed è esattamente quello che ho sempre voluto fare. Come vede il vino toscano tra 20 anni? Penso che sia - a prescindere dalle mode del momento - un grande territorio, che dia grandi risultati. In più è una regione dove il territorio viene protetto e ben gestito, e questo mi fa sperare che ci sia sempre più spazio per buoni vini, fatti con cura e visione.

and a little in Italy. We also have an open front in Japan. What wines do you produce and and what types of wine are they? We have three red wines, a base called Therra, a blend of Montepulciano, Sangiovese and Merlot and Cabernet Sauvignon; a Cabernet Franc called Argirio; and a Sangiovese made in purezza which I have named after my great-grandfather Sotirio, who had the vision to create his great jewellery brand literally from nothing, perhaps as a good omen for what we’re trying to do here at Podernuovo. What does Giovanni Bulgari drink at dinner with his friends, if he wants to try something different? As soon as I get the chance, I try wines from other regions of Italy or international wines. Perhaps I’ve heard about some, or I’m curious about the provenance of others. Here on the estate, what is your favourite moment of the day? I get up early and I take a walk in the country. I particularly like that moment, when everything is still quiet and the day has just begun. From the world of fine jewellery to the world of fine wine, what are the elements that unite these two, so different, worlds? I see many similarities between the two worlds, there are actually some strange analysis instruments which are the same as those I used to analyse precious stones, such as refractometers, for seeing the colours of gems, which are also used for wine. But above all I see a world made of attention to detail, of a sense for excellence and for beauty that today, living in the midst of nature, I appreciate and that is exactly what I have always wanted to do. How do you see Tuscan wine in 20 years? I think that it is - regardless of current trends - a great territory, that gives great results. Moreover, it is a region where the territory is protected and wellmanaged, and this leads me to hope that there will always be more space for good wines, made with care and vision.

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In 2004 the estate’s vineyards have been planted with Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Montepulciano and Merlot

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harvest season text Luca Martini

2011, un’annata fluttuante

Iniziata con i migliori auspici ha subito un’ondata di caldo africano Started positively, this positive trend was inverted by a wave of hot weather 2011 Tuscan wines have proved to be “fluctuating” wines. This is what emerges from the tasting of the great Tuscan wines at the previews that have just ended... with the best results concerning the styles and the way the producers have come up with “uncertain” years like 2011. 2011 started positively, with a mild Winter and average rain fall that didn’t occur during the most important phases of the “life” of the vines and the grapes; yet, towards the end of the year, this positive trend was inverted by a wave of hot weather. The too hot weather and the absence of rain during August and September - the period of the fruit ripening process - has led to grape dehydration, favoring the accumulation of sugars and accelerating the process of deacidification. This has deeply affected both grape harvest and quality, leading to an early grape harvest and to the fluctuating quality of grapes -on average quality in the end, with highquality results and some low-quality harvests in the different areas of production. Those wines with an above-average alcohol content and a freshness that doesn’t quit last under their strength have been deeply affected by these characteristics, despite their elegance and general balance that have made them so famous. Varietals planted on the hills that are early harvested have been favored, while the contrary has proven to be true for international grape-types; top results for white grape varietals. The decision of harvesting the Sangiovese grape 15 days before the scheduled time has balanced the negative effects resulting from the wave of hot air, leading to a good-quality grape harvest and to a 4-star Brunello di Montalcino. We will have to wait the five years necessary (6 for Reserve wines) to get the confirmation of a wine’s tastiness and quality. According to some unconfirmed report among wine makers, the best results will be in upper areas, while grapes produced at average-low altitudes will re-

Il millesimo toscano 2011 ha un’anima “fluttuante”. E’ quanto emerge dall’assaggio dei grandi di Toscana alle Anteprime appena concluse… al netto degli stili e delle capacità delle aziende di gestire annate “dubbie” come quella del 2011. Iniziata sotto i migliori degli auspici con un inverno mite, precipitazioni nella media ed assenti nei momenti cruciali della vita vegetativa della pianta, verso la fine un’ondata di caldo africano ha fatto crollare tutti i pronostici. Il caldo eccessivo e la totale mancanza di pioggia tra agosto e settembre - periodo di maturazione dell’uva - ha disidratato i grappoli, favorito un grande accumulo zuccheri ed accelerato i processi di disacidificazione. Rese minori, vendemmia anticipata per forza di cose, e qualità altalenanti ma tutto sommato negli standard con picchi di eccellenza e di degenere a macchia di leopardo nelle diverse zone produttive. Il tenore di alcol sopra la media ed una freschezza insufficiente ad equilibrarne la potenza, ha penalizzato quei vini che di eleganza ed equilibrio ne fanno baluardo. Favoriti i vigneti di collina vendemmiati in anticipo, in discesa gli internazionali, ottima per i bianchi. La decisone di raccogliere le uve di Sangiovese 15 giorni prima del previsto ha bilanciato gli effetti dell’ondata di caldo regalando anche per il 2011 una vendemmia del Brunello di Montalcino di buon livello qualitativo e 4 stelle. Bisognerà aspettare i 5 anni previsti dal disciplinare (6 per la Riserva) per avere la conferma della bontà e qualità del vino. Secondo scaramantiche indiscrezioni dei wine maker saranno favorite le zone più alte, i vini di altitudini medio basse rischiano di rimanere marmellatosi e dolciastri. Le previsioni al tempo della vendemmia dicevano grandissimo mille-

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harvest season

L’annata 2011 secondo il Miglior Sommelier del Mondo, l’aretino Luca Martini Luca Martini, World Best Sommelier, describes the harvest season of 2011

simo per il Chianti Classico. La stagione 2011 ha regalato invece una Gran Riserva dall’andamento “instabile” da zona a zona e da azienda ad azienda. Sulle colline argillose più alte il Sangiovese ha sofferto meno lo stress idrico. Grandi risultati nelle zone di Radda, Castellina e Val di Pesa i cui vini mostrano un’ottima acidità e tannini “croccanti” che sembrano avere tutte le carte in regola per garantire un millesimo da regalare ai posteri. Fruttato, speziato, avvolgente; eleganza, struttura, finezza ed equilibrio mantengono le caratteristiche di integrità e riconoscibilità (i vini delle aziende che hanno saputo far fronte in cantina all’emergenza). Altri sono penalizzati da un eccessivo tenore alcolico. A Montepulciano, nonostante la grande presenza di esposizioni Est e Nord-Est e la profondità dei terreni che garantiscono grande risposta e adattabilità dell’area ad annate calde e siccitose, in cantina per avere vini puliti e privi da difetti di “cotto” è stato necessario, una rigorosa selezione delle uve, un minor apporto di internazionali – che hanno subito i danni maggiori- a favore degli autoctoni e una gestione attenta delle macerazioni. Uso non ancora omogeneo, da azienda ad azienda, dei legni. Il Vino Nobile di Montepulciano 2011: elevato grado alcolico, acidità medio-bassa, buone intensità coloranti, tannini abbastanza morbidi ed aromi varietali ben sviluppati anche se sembrano preannunciare un non lunghissimo potere di invecchiamento. Ottima l’annata invece per la sorella bianca delle DOCG toscane, la Vernaccia di San Gimignano. Uve sane, rese nella media degli ultimi anni, l’escursione termica tra luglio ed agosto ha favorito la maturazione fenolica e zuccherina e preservato il bagaglio aromatico: una riserva 2011 con buone gradazioni alcoliche e ben strutturata. Discriminante la gestione del legno.

sult in too sweet wines. The forecasts made during the harvest season of 2011 showed the best results for the Chianti Classico. Instead, the Gran Riserva resulted from it has showed different characteristics according to the different zones and producers. The Sangiovese variety grown on upper hills with clay soils has been less affected by water stress. Great results in the areas of Radda, Castellina and Val di Pesa, with wines characterized by a perfect acidity and “crunchy” tannins that seem to have all the features required to make them promising wines for the future. Fruity, spicy, enveloping wines; their elegance, structure and finesse grant for the integrity and recognisability of the wines (made by the companies that have managed to deal with the difficult situation). Other wines are penalized by a too high content of alcohol. In Montepulciano, despite the vineyards’ exposures East and Northeast and the soil depth that helps vineyards not to suffer during extremely hot and dry periods, a rigorous selection of the grapes has been necessary -in order to have clean and not “cooked” wines-, avoiding to use too much the more affected international varietals in favor of local grape-types and putting a special care in grape maceration. Still different choices for companies concerning the use of woods. The Vino Nobile di Montepulciano 2011: high alcohol content, average-low acidity, texture with good intensity, quite enough soft tannins and well-developed aromas of ripe grapes that seem not to have a long ageing potential, though. Very good results, instead, for the “white sister” of Tuscan DOCG grapes, the Vernaccia di San Gimignano. Good-quality grapes, average results over the last years, the phenolic maturation and the preservation of the aromas favored by the weather conditions: a 2011 Reserve wine selection with a good alcohol content and structure. The use of woods has been a decisive element.

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Brunello di Montalcino Annata 2009 Riserva 2008 Complesssa l’annata 2009 per tutti i produttori. Con grande sacrificio hanno lavorato per mantenere alta la qualità dei vini e realizzato un’accurata scelta delle uve per ottenere un prodotto sempre all’altezza della denominazione. Superbe le Riserve 2008. 2009 was a difficult vintage for all wine producers. They made every effort to keep product quality high and select the finest grapes to meet the wine appellation’s exacting standards. Reserve wines 2008 are superb.

Wine tasting by AIS Toscana commission on occasion of Benveuto Brunello


Montalcino text Guido Parigi

Là dove si scorge l’infinito

Un tour sospeso tra cielo e terra, girando intorno al vino e al suo fascino eterno An itinerary suspended between earth and sky, discovering the world of wine and its eternal fascination Montalcino si erge sulla cima di una collina e, grazie alla sua posizione, la vista può spaziare sulle valli dell’Orcia e dell’Ombrone dove si distendono i suoi famosi vigneti. Il primo nucleo abitato risale al X secolo e la città si sviluppò con le fabbriche per la lavorazione del cuoio. Nel tardo Medioevo era ancora un importante comune indipendente grazie alla sua posizione sulla Via Francigena, ma col tempo entrò nell’orbita della potente Siena, partecipò alle lotte contro Firenze e nel 1555 divenne l’ultimo baluardo della repubblica di Siena. Ma alla fine anche Montalcino entrò a far parte del Granducato di Toscana. La situazione economica della zona è radicalmente cambiata nella seconda metà del XX secolo, da quando è celebrata per la produzione del Brunello di Montalcino e di due Doc: il Rosso di Montalcino e il Sant’Antimo. La città, circondata da un’imponente cinta muraria, è dominata dalla Fortezza, costruita nel 1361. Viene spesso utilizzata per mostre ed eventi, come il Jazz & Wine Festival che si tiene ogni estate. Dai bastioni si ammira un panorama infinito. Scendendo dalla fortezza si trova la piazza principale: Piazza del Popolo con il palazzo comunale, detto anche Palazzo dei Priori (XIII secolo). Un’altissima torre medievale è incorporata nel palazzo. Nel centro storico, fra un dedalo di vicoli, emergono altri palazzi storici e chiese. Il Duomo, elevato nel 1462 a cattedrale da Pio II, ha oggi un aspetto neoclassico dopo la ristrutturazione dovuta all’architetto senese Agostino Fantastici. Nei dintorni, da non perdere una visita a Badia Ardenga e a Sant’Antimo. Badia Ardenga è un monastero vallombrosano fondato nel XI secolo. Di architettura romanica con elementi di cultura artistica lombarda e francese, è oggi molto rimaneggiato. L’abbazia di Sant’Antimo è un complesso monastico premostratense che si trova a Castelnuovo dell’Abate. Si tratta di una delle architetture più importanti del romanico toscano. Il nucleo primitivo dell’abbazia risale al martirio di Sant’Antimo di Arezzo, nel 352. Ebbe importanza quando si sviluppò la via Francigena e le abbazie erano utilizzate come sosta dai pellegrini diretti a Roma. Poi cadde nell’oblio, tanto che nel 1870 l’abbazia era abitata da un contadino che alloggiava nell’appartamento vescovile, utilizzava la cripta carolingia come cantina, la chiesa come rimessa agricola e il chiostro per gli animali. Nel 1992, finalmente restaurata, l’abbazia è stata affidata a una comunità monastica dei Canonici di Sant’Agostino.

Standing on the top of a hill, Montepulciano is an excellent position to enjoy the view of the Orcia and the Ombrone valleys, where its famous vineyards are located. The first inhabited hub of this hill town dates back to the 10th Century while the town developed alongside with the leather manufacturing industry. From the second half of the 20th Century, the economic situation of the town and the surrounding area has totally changed with the starting of the production of the Brunello di Montalcino and of two DOC wines: the Rosso di Montalcino and the Sant’Antimo. Surrounded by strong medieval walls, this town is dominated by the Fortezza, which was built in 1361. It is often chosen as the location for events and exhibitions, like the Jazz & Wine Festival that is held every Summer. The fortress offers an endless view of the surrounding landscapes. Once you get down from the fortress you will reach the town’s main square, Piazza del Popolo with the Communal Palace, also called Palazzo dei Priori (of the 13th Century). A very high Medieval tower is incorporated into the Palazzo. Among the many alleys of the city centre are other historical palaces and churches. The Duomo (Cathedral), consecrated by Pius II in 1462, has today a neo-classical appearance, thanks to the renovation works carried out by Sienese architect Agostino Fantastici The Abbey of Sant’ Antimo is a cloistered complex in use by the Premostratensian Canons. It is one of the most important examples of Romanesque architecture in Tuscany. The original nucleus of the abbey dates back to 352, when St. Anthimus from Arezzo died as a martyr. The development of the Via Francigena made it acquire more importance, since abbeys hosted pilgrims who made their way to Rome. Then it seemed it gradually lost its popularity, to the point that a peasant used as a residence in 1870, living in the Bishop’s apartment and using the crypt under the Carolingian Chapel as a cellar, the church as a warehouse and the courtyard for the animals. Finally restored, it was entrusted to the management of a religious community of Canons Regular of Saint Augustine in 1992.

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Torre del Palazzo dei Priori


top ten preview Brunello di Montalcino 2009- ph. Lorenzo Cotrozzi

Selezionate in anteprima per voi le 10 migliori etichette di brunello di montalcino annata 2009

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Poggio Antico Altero

2009 Rosso rubino di bella trama, vivace. Ottimo fruttato di amarena e ciliegia supportato da una speziatura di chiodi di garofano e cannella, cuoio e liquirizia, floreale di giaggiolo. In bocca ha grandi prospettive per il futuro, le componenti sono ben dosate e si esprimono con armonia e grazia e carattere saldo. Lunga persistenza fruttata, tannini succosi e magistrali. Bright and lively ruby-red colored. Pleasantly fruity on the nose with aromas of sour black cherry. It shows great potential on the palate, well-balanced, harmonious, graceful and firm component parts. Long fruity persistence, juicy and extraordinary tannins.

94 Mastrojanni

Vigna Loreto 2009 Granato trasparente e consistente. Naso ricco e variegato. Frutto e spezie, mineralità unita a suadente speziatura. Vena balsamica a completare un quadro olfattivo di notevole interesse. Bocca dall’ottima sinergia fresco-tannica, saporito e pieno nel sorso.

Appagante e vivace, di gran carattere e persistenza. Clear and solid garnet-red colored. Balsamic hints complete a very interesting aromatic set. Pleasantly fresh and tannic on the palate, tasty and full mouthfeel. Fulfilling and lively, the wine shows personality and persistence.

94 Podere Brizio 2009

Granato di bella tonalità e vivacità. Frutto esuberante, erbe aromatiche, speziatura dolce e varia, cioccolato e mallo di noce, note balsamiche e minerali di grafite a dare ulteriore complessità. Avvolgente e pieno nel gusto, tannini calibrati, esplosione di frutto in bocca. Molto persistente, mix di pienezza ed eleganza. Bright and lively garnet-red colored. The nose offers intense fruity aromas, aromatic herbs, sweet and varied spices, chocolate and nut hull, while balsamic and mineral notes of graphite add further complexity to the bouquet. Mouthfilling on the palate, well-balanced tannins, with a good whack of fruit. Very persistent, a mix of fullness and elegance.

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92 Poggione 2009

Granato luminoso. Intenso nell’espressione olfattiva, fruttato di ciliegia sotto spirito e piccoli frutti neri, viola e speziatura dolce, cipria e cannella. In bocca possiede slancio e vitalità. Spicca l’ottima componente acida e bilanciare struttura e calore. Equilibrio dinamico, pienezza e persistenza. Bright garnet-red colored. Intense on the nose with fruity scents of cherry in alcohol and small black fruit, violet and sweet spicy notes, face powder and cinnamon. Bouncy and lively on the palate. The structure and warmth is balanced with excellent acidity. Dynamic balance, fullness and persistence.

90 Mocali 2009

Bel rosso rubino di buona consistenza. Fruttato dolce di visciole e piccoli frutti rossi, floreale di iris, speziatura scura con netto riconoscimento di liquirizia, nota balsamica mentolata a chiudere. Ingesso fruttato e saporito, supportato da una buona spinta acida. Bocca verticale, fruttata e con evidenti note agrumate. Persistente e piacevole. Thick and bright ruby-red colored. The


top ten preview

A preview selection for you of the top 10 Brunello di Montalcino Year 2009 wines

nose offers sweet fruity scents of sour cherry and small red fruit, floral aromas of iris, dark spices and marked licorice ending on a mentholated balsamic note. Fruity and tasty entry on the palate, backed by good acidity. Vertical mouthfeel, fruity flavours with marked citrus fruit notes. Persistent and enjoyable.

89 Campogiovanni 2009

Rubino che vira al granato, buona vivacità. Olfatto che si apre su note fruttate e speziatura scura, a seguire ricordi di sottobosco e terra, scorza di agrumi. Assaggio vibrante di frutto e freschezza, sapidità presente e tannini già godibili. Persistenza giocata sulla ricchezza del frutto e sulla dinamicità. Lively ruby-red colored verging on garnet. It opens on the nose with fruity and dark spicy notes. Fruity and fresh on the palate, savoury and already pleasantly tannic. Persistence based on fruity richness and liveliness.

88 Argiano 2009

Veste rubino. Frutto rotondo, maturo, amarena e lampone, spezie dolci, tabacco e sigaro, note carnose. Bocca morbida con richiami fruttati, struttura salda sostenuta

da buona acidità e tannini di buono spessore. Persistenza discreta dai ritorni fruttati e saporiti. Ruby-red colored. The nose offers round and ripe fruity aromas of sour cherry and raspberry, sweet spices, tobacco and cigar, fleshy notes. Soft on the palate with the fruit coming back, firm structure backed by good acidity and thick tannins. Good persistence, fruity and tasty on the finish.

88

Madonna Nera 2009 Rubino sfumato sul bordo, buona consistenza. Naso interessante, gelatina di frutta rossa, lampone, tabacco biondo, spezie, corteccia di china e rabarbaro, scorza di arancia amara. Fresco, dinamico, pieno e saporito, tannini ancora da integrare. Giusta persistenza che paga un tannino ancora giovane. Thick ruby-red colored, softened at the rim. Interesting on the nose. Fresh, dyanmic, full and tasty on the palate, the tannins are not well-integrated yet. Persistent enough considering the young tannins.

88 Brunelli 2009

Rubino di buona trasparenza, consistente. Fruttato e floreale vivace, delicata speziatu-

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ra, liquirizia e pepe bianco, accenno balsamico. Coerente, fresco e saporito, tannini appena accennati, dinamico. Discreta persistenza caratterizzata dalla saporosità del frutto. Clear and thick ruby-red coloured. Lively fruity and floral aromas on the nose, delicately spicy, licorice and white pepper, balsamic hints. Consistent on the palate, fresh and tasty, with just a hint of tannins, dynamic. Good persistence and fruity on the finish.

88 Loacker 2009

Rubino profondo. L’olfatto svela toni speziati che riconducono a liquirizia, pepe nero e chiodi di garofano. Poi cuoio e frutto concentrato, confettura di amarena e lampi minerali. Assaggio di vigore che mostra una verve fresca e fruttata domata da tannini ben presenti e di buona estrazione. Generoso e socievole nel suo carattere forte e saporito. Deep ruby-red colored. Spicy aromas on the nose recalling licorice, black pepper and cloves. Lively on the palate, freshness and fruitiness backed by marked and wellextracted tannins. Generous and outgoing, strong and tasty personality.


top ten preview Brunello di Montalcino Riserva 2008- ph. Lorenzo Cotrozzi

Risultati Eccezionali per il brunello di Montalcino riserva 2008

95 Cupano Riserva 2008

Rubino virante al granato, luminoso e consistente. Naso ricco, intenso ed elegante. Bocca completa, sinergia acido-tannica perfetta, tannini magistrali e succosi. Progressione gustativa da campione, finale lungo e inarrestabile. Ruby-red colored verging on garnet, bright and thick. Rich, intense and elegant on the nose. Full on the palate, perfect aciditytannin balance, extraordinary and juicy tannins. The flavour progression is a delight, long and unstoppable finish.

95

Tenuta Vitanza Firma Riserva 2008 Granato continuo e luminoso. Naso dolce, intenso e ricco sui toni fruttati. Impattante, pieno, con sviluppo dei tannini di grande personalità poggiato su un finale morbido. Chiusura di bocca sapida e piena di frutto, ottima persistenza. Bright garnet-red colored. Sweet and intense on the nose. Full on the palate, with evolving tannins displaying a great personality and ending on a soft note. Savoury and fruity on the finish. Excellent persistence.

94 Lisini Ugolaia Riserva 2008 92 Poggio di Sotto Granato trasparente e impalpabile sul bordo, luminoso. Naso esplosivo e composito. Generoso e vivace, di gran carattere, saldo e composto. Tannini perfetti e scia fresco-sapida a conferire nerbo al sorso. Grande persistenza, appagante e avvolgente. Clear and bright garnet-red, impalpable at the rim. Explosive and varied on the nose. Generous and lively, with a great personality, firm and compact. Perfect tannins and a fresh-savoury finish that provides much of the backbone to the wine. Great persistence and mouthfeel.

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Caprili Riserva 2008 Rosso granato. Floreale composito ed elegante, giaggiolo, frutto e spezie dolci, lampi balsamici.  Bocca distesa, impatto lungo e gustoso, ottima tipicità e bevibilità. Freschezza e tannini in armonia, persistenza lunga e fruttata, chiusura sapida. Garnet-red colored. Floral and elegant on the nose. Smooth on the palate, long and tasty entry, very typical and drinkable. Well-balanced freshness and tannins, long and fruity persistence, savoury on the finish.

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Riserva 2008 Granato trasparente e ammaliante. Naso elegante e delicato. Ingresso snello e fresco, mai invasivo, conferma in bocca la compostezza e levità dimostrate all’olfatto. Tannini impalpabili, vicino all’equilibrio. Ottima persistenza e finale gustoso. Clear and inviting garnet-red colored. Elegant and delicate on the nose. Smooth and fresh entry on the palate, never overwhelming, as compact and soft as on the nose. Impalpable tannins, close to achieving balance. Excellent persistence and tasty on the finish.

91 Banfi

Poggio alle Mura Riserva 2008 Granato di bella tenuta e vivacità. Frutto compatto, amarena sciroppata, speziatura burrosa e vanigliata, pepe bianco. Note balsamiche e minerali, ancora in formazione la terziarizzazione dei profumi. Assaggio vitale, frutto fresco e tannini eccellenti. Ancora non ha espresso tutto il suo potenziale evolutivo ma già è apprezzabile e dimostra notevoli qualità. Persistenza ricca e durevole.


top ten preview

Exceptional results for the Brunello di Montalcino Reserve 2008

Lovely and lively garnet-red colored. Compact fruity aromas, sour cherry in syrup, buttery and vanilla spices, white pepper. Lively on the palate, fresh and fruity, eccellent tannins. The wine has not shown all its potential yet, but it is already approachable and displays considerable qualities. Rich and long-lasting persistence.

90 Col d’Orcia

Poggio al Vento Riserva 2008 Granato trasparente. Frutta rossa sotto spirito, carnoso, spezie orientali, curry. Nota calorica tipica dell’areale di provenienza contrastata da una buona componente fresca, tannini serrati e fitti. Saporito, fruttato e di buona lunghezza e progressione gustativa, chiude lievemente amaricante. Clear garnet-red colored. Fleshy red fruit in alcohol, Oriental spices, curry. A warm note typical of the place of origin counterbalanced with the fresh component, tight tannins. Tasty, fruity and long on the palate, slightly bitter on the finish.

90

Uccelliera Riserva 2008 Granato trasparente. Attacco speziato, fruttato evoluto di prugna, cuoio, tabacco, chi-

na e carne. Bocca scorrevole, piacevole ed equilibrata. Pur essendo imponente mantiene un’ottima piacevolezza di beva. Tannini molto ben integrati, persistente e sapido sul finale con ritorni fruttati e spaziati di paprika. Clear garnet-red. Spicy entry on the nose, evolved fruity aromas. Smooth, pleasant and well-balanced on the palate. Imposing and yet extremely drinkable. Very well-integrated tannins, persistent and savoury on the finish with fruity and spicy paprika notes coming back.

89 Barbi

Vigna del Fiore Riserva 2008 Granato tenue di buona trasparenza. Terra e spezie orientali, carnoso e fruttato di ciliegia e amarena in confettura, elegante floreale appassito. Bocca distesa, piacevole freschezza in buon equilibrio con tannini di pregevole fattura, il tutto senza perdere in saldezza e vigore. Buona persistenza con chiusura saporita e sapida. Tradizione. Light and clear garnet-red colored. Earthy and Oriental spicy aromas, fleshy

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and fruity notes of cherry and sour cherry preserve, elegant wilted flower hints. Smooth on the palate, pleasant and wellbalanced freshness with finely-built tannins, while maintaining its firmness and liveliness. Good persistence, tasty and savoury on the finish. The celebration of tradition.

88 La Poderina

Poggio Abate Riserva 2008 Granato con accenni ancora rubino. Mon-cheri, carruba, frutti rosso sotto spirito, ferruginoso e minerale, chiude sulla dolcezza speziata donata dal legno. Bocca ordinata, saporita sui toni fruttati con lievi ricordi vegetali. Buona intensità che prelude ad un finale di discreta persistenza, saporita e godibile. Garnet-red colored with ruby-red nuances. Cherry and brandy-filled chocolates, red fruit in alcohol, irony and mineral notes ending on the spicy sweetness given by the wood. Tasty on the palate with fruity notes and slightly vegetal hints. Good intensity paving the way for a long, tasty and enjoyable finish.


Chianti Classico Annate 2010, 2011 e 2012 Riserva 2010 Gran Selezione 2010 Il Chianti Classico si arricchisce da quest’anno della Gran Selezione, tipologia concepita e prodotta per divenire la punta di diamante della Denominazione. Buona qualità per i Chianti Classico “annata” 2012, vini già vicini all’equilibrio e ricchi in frutto e definizione. Sono sottolineare l’elevata qualità e la rispondenza territoriale e varietale. The Chianti Classico wines will be upgraded with the Great Selection, conceived and produced to become the flagship category of the Chianti Classico portfolio. Average good quality for the Chianti Classico wines of the year 2012: nearly balanced, rich in fruit and full-bodied. Wine tasting by AIS Toscana commission on occasion of Chianti Classico Collection


From top, clockwise: The Ama Castle,The Brolio Castle, Pieve di Santa Maria Novella, a garden of the Brolio Castle, a road in Panzano with the Church of Santa Maria Assunta in the background


chianti Classico text Guido Parigi

Alla corte del re

Una strada, mille volti. Un giro nel Chianti Classico a caccia di eccellenze A road, a thousand faces. A tour in the Chianti Classico to discover its top quality products Ce la invidiano in tutto il mondo, quella parte di terra racchiusa nel cuore della nostra regione che gli inglesi hanno ribattezzato Chiantishire. Qual è la magia del territorio? Paesaggi dalla bellezza incontaminata, giardini d’arte naturali, ritmi e stili di vita che sembrano essere sospesi nel tempo, vini magici. Greve in Chianti, terra del grande navigatore Giovanni da Verrazzano, ha epicentro in piazza Matteotti, che il sabato ospita un mercato da non perdere. La piazza è circondata da grandi loggiati: si trovano botteghe dove acquistare prodotti del territorio e locali dove bere un buon bicchiere di vino. Al Museo del Vino, preziosa enobiblioteca, sono esposti strumenti e macchinari antichi tipici del settore. A pochi km merita una visita Montefioralle, uno dei più piccoli e antichi borghi del Chianti, che conserva ancora il suo aspetto medievale. A Panzano la Chiesa di Santa Maria Assunta è arroccata al culmine del centro storico. Merita una visita la Pieve di San Leolino, risalente all’VIII secolo, con preziose opere d’arte fra cui due tabernacoli di Giovanni della Robbia. In provincia di Siena, uno dei borghi più significativi della doc è Radda in Chianti. Nel centro storico si erge il Palazzo del Podestà (risalente al XV secolo). Gli stretti vicoli portano alla piazza principale dove si affaccia la Chiesa di San Niccolò, di origini romaniche. Nei dintorni meritano una visita la pieve di San Giusto in Salcio (3 km a sud) e la pieve di Santa Maria Novella (3 km a nord). E’ a Gaiole in Chianti, borgo commerciale, che ha origine la Strada dei Castelli: tra i più belli Brolio (dove Bettino Ricasoli dettò i canoni del Chianti), Cacchiano, Meleto, Vertine, San Polo in Rosso e Ama, famoso anche per le numerose opere d’arte contemporanea. Castellina in Chianti è un delizioso centro di origine etrusca, il terzo comune del Chianti storico. Delle antiche mura oggi è rimasto il camminamento coperto - via delle Volte - dove sono nate oggi botteghe artigiane e ristoranti. In centro, in via Ferruccio, si trovano Palazzo Banciardi e Palazzo Squarcialupi con l’Enoteca Antiquaria, prezioso archivio storico delle caratteristiche originali del Chianti Classico.

Throughout the world, they envy us for it, that bit of land enclosed within our region that the English call Chiantishire. What is so magical about that area? The landscapes with their pristine beauty, the natural art gardens, the rhythms and lifestyles that seem suspended in time, and the magical wines. Greve in Chianti is the hometown of the great navigator Giovanni da Verrazzano, and its epicentre is in Piazza Matteotti. Here, every Saturday, a must-see market is held. The Piazza is surrounded by tall arcades: there are shops and venues where one can buy local products and drink a good glass of wine. The Museo del Vino, the Wine Museum, a great font of information, including a library all about wines, hosts an exhibit of ancient tools and machinery for winemaking. A few kilometres away is Montefioralle, one of the smallest and most ancient villages in Chianti, and well worth a visit. It still preserves its medieval look. In Panzano, the church of Santa Maria Assunta is perched on high in the historical centre. Also worth a visit is the Pieve, or parish church of San Leolino, which dates back to the 8th century and preserves fine works of art that include two tabernacles by Giovanni della Robbia. In the province of Siena, the first village one encounters is Radda in Chianti. In the historical centre stands the Palazzo del Podestà (dating back to the 15th century). The narrow streets lead to the main square, where the church of San Niccolò is located, of Romanesque origins. Of the nearby attractions, the parish church of San Giusto in Salcio (3 km to the south) is well worth a visit, as well as the parish church of Santa Maria Novella (3 km to the north). The “Strada dei Castelli”, the Castle Route, starts in Gaiole in Chianti, a market town. Some of the finest are Brolio (where Bettino Ricasoli dictated the rules of Chianti), Cacchiano, Meleto, Vertine, San Polo in Rosso and Ama, also famous for its numerous works of modern art. Castellina in Chianti is a charming town of Etruscan origin, the third largest municipality in the historic Chianti. Today, all that remains of the ancient walls is the covered walkway - Via delle Volte - where craft shops and restaurants have now sprung up. In the centre, in Via Ferruccio, are Palazzo Banciardi and Palazzo Squarcialupi with the Enoteca Antiquaria, a valuable historical archive on the original characteristics of Chianti Classico.

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top ten preview Chianti Classico Annate 2010/2011/2012 - ph. Lorenzo Cotrozzi

Buona qualità per i Chianti Classico “annata” 2012, vini già vicini all’equilibrio e ricchi in frutto e definizione

88 Chianti Classico

San Giusto a Rentennano 2012 Rubino profondo di ottima vivacità, veste il bicchiere con pienezza e consistenza. Olfatto di grande eleganza. Ingresso in bocca grintoso, giocato su freschezza e tannini nobili di grande prospettiva futura. Polposo e coerente nei ritorni fruttati, lunga persistenza e chiusura sapida e di carattere. A deep, lively ruby red color. The nose is very elegant. It immediately releases a strong sensation in the mouth due to its freshness and to its noble tannins which give it promise for the future. Full in fruit, well balanced with the fruity notes in the background, long persistence, tasty and strong on the finish.

86 Chianti Classico

Rocca di Montegrossi 2012 Veste rubino trasparente e di vivace luminosità. Profilo olfattivo gradevolmente fruttato e floreale. Ingresso fresco e di buona avvolgenza, ottima bevibilità garantita dalla vena fresco-sapida e da tannini ben integrati. Di piacevole fruibilità, media persistenza e finale pulito.

Transparent ruby red of lively brilliance. On the nose, it reveals pleasant fruity and floral notes. The mouth is fresh and enveloping, the wine’s perfect drinkability is ensured by its freshness and tastiness as well as by its well integrated tannins. Pleasantly enjoyable, average persistence and clean finish.

86 Chianti Classico

Renzo Marinai 2011 Rubino vivo e concentrato. Quadro olfattivo ricco e austero. Bocca di grande determinazione, coerente, ricca e di buona prospettiva futura seppur già apprezzabile fin da adesso. Seducing, concentrated ruby red in color that anticipates this wine’s full extracts. The olfactory profile is rich and rigorous. The sensation it gives in the mouth is really strong, balanced and rich, giving it promise for the future, even though already appreciable.

86 Chianti Classico

Ormanni 2010 Rubino tenue, trasparente e luminoso. Impatto floreale, dolce speziatura variegata e non invadente. Attacco vibrante, ottima piacevolezza di beva, tannini scalpitanti domati parzialmente da una ricchezza alcolica

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importante. Media persistenza e chiusura dolcemente fruttata. Light, transparent, bright ruby red. The nose is dominated by floral notes. The mouth is vibrating, perfectly pleasant drinkability and strong tannins, partially tamed by the wine’s high alcoholic content. Average persistence and sweet fruity notes on the finish.

86 Chianti Classico

Rocca di Castagnoli 2012 Rosso rubino pieno e luminoso. Piccoli frutti rossi dolci e ciliegia, violetta e lampi balsamici e minerali ad incorniciare il tutto. Il sorso è sferzante, giovanile e brioso, notevole freschezza e ottimi tannini ancora da domare. Intenso e pieno, media persistenza molto saporita con finale caldo e fruttato. Full, bright ruby red. Hints of red berries and cherries, violets as well as mineral and balsamic notes complete the olfactory profile. The mouth gives energetic, young and lively sensations, with a remarkable freshness and good tannins that still need to be tamed

86 Chianti Classico

Lornano 2011 Rubino a trama fitta e consistente. Esordio


top ten preview

Average good quality for the Chianti Classico wines of the year 2012: nearly balanced, rich in fruit and full-bodied

fruttato dolce di visciola e more, felce e radice di china, speziatura discreta di liquirizia e noce moscato. Attacco potente con le durezze in rilievo, tannini da attendere e piacevole acidità sono sostenuti da una buona ricchezza materia. Discreta lunghezza, chiusura fruttata e lievemente astringente. Ruby-red. It opens with fruity notes. The mouth is powerful, with sensations of hardness and pleasant acidity that are supported by the wine’s richness. Moderate length, fruity and slightly astringent finish

85 Chianti Classico Terre di

Prenzano Vignamaggio 2011 Rubino vivace e luminoso. Attacco fruttato di gelatina di more, fiori di campo, eco balsamica mentolata e speziatura vanigliata appena accennata. In Bocca è piacevole ed elegante, mutevole e dinamico, tannini ancora da attendere. Buona la persistenza, finale caldo e fruttato. Lively, bright ruby red. Dominating fruity notes of blackberries and wildflowers followed by a balsamic, mentholate touch and vanilla-flavored hints of spices. The mouth is pleasant and elegant, changeable and dy-

namic, the tannins still to be revealed. Good persistence, enveloping and fruity finish.

85 Chianti Classico

San Fabiano Calcinaia 2011 Rosso rubino profondo e vivace. Intenso nei profumi, miscela di piccoli frutti neri ben maturi, mirtillo, erbe officinali e rabarbaro, speziatura scura di pepe nero, frutta secca. Sorso generoso, dinamico e coerente. Buona eleganza e apprezzabile vena fresco-sapida. Discreta persistenza, una buona promessa per il futuro. Deep, lively ruby red texture. Intense aromas. Generous feel in the mouth, dynamic and well structured. Elegant with appreciable freshness and tastiness. Moderate persistence, it holds good promise for the future.

85 Chianti Classico

Colle Bereto 2011 Rosso rubino vivace. Apertura dolce, floreale, lieve speziatura e note minerali e carnose. Entra in bocca fresco e vibrante, corpo ben definito e frutto in evidenza. Gradevole equilibrio acido-tannico, chiusura netta e di media persistenza. Lively ruby red. It opens with sweet notes

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of currants and wild strawberries accompanied by floral notes of peonies, spicy hints of cinnamon and mineral, juicy notes. The moth-feel is fresh and vibrant, the body well-structured with prominent fruit flavors. Pleasant balance between acidity and tannic levels, decisive finish of average persistence.

84 Chianti Classico

Isole e Olena 2012 Rubino mediamente intenso e di buona consistenza. Grande intensità olfattiva. Bocca polposa e saporita, tannini ancora lievemente da addomesticare in questo momento prevalgono sulla componente fresca. Coerente, buona lunghezza dai piacevoli ritorni fruttati. Ruby red of average intensity and good consistence. Intense olfactory profile with fruity notes of currants and black cherries, withered violets and mineral, humus scents. Juicy and tasty in the mouth, with tannins that still need to be slighlty tamed, prevailing on the wine’s freshness. Well-balanced, good consistence with pleasant fruity back notes.


top ten preview Chianti Classico Riserva 2010

elevata qualità e rispondenza territoriale e varietale sono ormai ampiamente diffuse in tutto il del Chianti Classico

90 Chianti Classico

Felsina Riserva Rancia 2010 Veste rosso rubino luminoso e gradevole. Esordio fruttato di ribes e marasca, poi grani di caffè, noce moscato a arancia sanguinella. Bouquet di fiori appassiti. In bocca è espressivo e di grande tipicità. Lunga pesistenza, coerente e sapida. Bright, pleasant ruby-red texture. It opens with fruity notes of currants and marasca cherries followed by notes of coffee grains, nutmeg and blood orange. Bouquet of withered flowers. In the mouth, its expressive flavors and typicality are enhanced by its freshness and supportive tannic structure. Long persistence, well-balanced and tasty.

90 Chianti Classico

Castello di Fonterutoli Riserva Ser Lapo 2011 Luminoso e ammaliante rosso rubino, consistente. Olfatto composito, dal fruttato di marasca, cassis e lampone si passa ai petali di rosa e ad un’elegante speziatura di cioccolato, tabacco biondo e legno di cedro fino ai ricordi minerali di grafite. Tannini promettenti e

di egregia fattura. Lunga e piena persistenza fruttata. Bright, seducing ruby red of great intensify. Complex olfactory profile with fruity notes of marasca cherries, cassis and raspberries followed by rose petal aromas and elegant spicyflavored chocolate, blonde tobacco and cedar tree notes with mineral notes of graphite on the finish. Promising, perfectly structured tannins. Long and full fruity persistence.

90 Chianti Classico

Panzanello Riserva 2010 Rubino profondo, vaste scura e consistente. Olfatto ricco e intenso, amarena sotto spirito, tabacco e liquirizia, giaggiolo, erbe aromatiche, rosmarino e mirto. Struttura e avvolgenza espressi con giovanile esuberanza. Caldo e di grande persistenza, frutto masticabile. Deep ruby red in color, dark and consistent texture. Rich and intense olfactory notes of spirited black cherries, tobacco and licorice, iris, aromatic herbs, rosemary and myrtle. This wine’s structure and enveloping flavors are expressed with a young exuberance. Intense and of a great persistence, chewable fruit notes.

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89 Chianti Classico Montera-

poni Riserva Baron’Ugo 2010 Rosso granato trasparente e luminoso. Al naso si esprime con finezza ed eleganza. Floreale di malva e lavanda, frutto variegato, amarena, fragoline di bosco e ciliegia in confettura. In bocca si dimostra altrettanto elegante e di personalità. Lunga persistenza. Transparent, Bright garnet red. Refined and elegant on the nose. Floral notes of mallow and lavander, variegated fruit, black cherries, wild strawberries and preserved cherries. A very elegant wine of character in the mouth as well. Long persistence.

89 Chianti Classico

Castello di Volpaia Riserva 2010 Rosso granato di buona vivacità. Naso dai caratteri fruttati scuri, gocce di china e fiori appassiti. Speziatura che riconduce al cacao in polvere, liquirizia e anice stellato, fondo minerale di humus. Sorprende per personalità con avio fresco e tannini integrati. Finale di buona persistenza. Garnet red with liveliness in tonality. The nose reveals notes of dark fruits, quinine


top ten preview

THE high quality and the combination between grape variety and terroir, are currently common traits of all the different areas of the Chianti Classico

drops and withered flowers. Spicy aromas of powdered cocoa, licorice and star anise with mineral hints of humus in the background. A wine that surprises us with its fresh taste and integrated tannins.

89 Chianti Classico Poggio

al Sole Riserva Casasilia 2011 Radioso rubino fitto e consistente. Erbe medicamentose, ginepro e alloro, note balsamiche, in questa fase il fruttato è in secondo piano, mallo di noce e rabarbaro. In bocca è forte ed esuberante, molto ben fatto. Giovane e nervoso, ottimi tannini e lunga persistenza. Bright ruby red with a dense, consistent texture. Officinal herbs, juniper, laurel oak and balsamic notes with fruity aromas in the background, walnut hull and rhubarb. Strong, abundant, very well-structured mouth feel.

89 Chianti Classico Principi

Corsini/Villa le Corti Riserva Cortevecchia 2010 Rubino concentrato e consistente. Naso composito dove si svelano note di frutta rossa matura, visciola e piccoli frutti di bosco, floreale di viola e giaggiolo, the verde e liquirizia, chiodi di garofano e pepe nero. Impatto deciso, caldo e

fruttato con freschezza tannino persistente. Concentrated ruby red of consistent quality. Complex notes of ripe red fruits, sour cherries and wildberries on the nose, accompanied by scents of violets and iris, green tea and licorice, cloves and black pepper. Powerful, hot and fruity mouth feel, whose freshness is overshadowed by a strong tannic structure.

88 Chianti Classico

Rocca delle Macìe Riserva Famiglia Zingarelli 2010 Rosso rubino di media intensità. Apre sulla frutta rossa matura, ciliegia sotto spirito e dolce speziatura di tabacco e pepe, floreale di violetta e fondo vegetale che ricorda la drupa d’oliva. Assaggio che rivela costante carattere di freschezza, tannini in buona evoluzione. Discreta persistenza dalla chiusura fruttata. Ruby red of average intensity. It opens with notes of ripe red fruits, spirited cherries on the nose, sweet scents of tobacco and pepper, floral notes of violets and a vegetal touch of olive drupes in the background. Moderate persistence and fruity finish.

88 Chianti Classico Fattoria Viticcio Riserva Viticcio 2011

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Rosso rubino ricco dai riflessi ancora purpurei. Intenso ed esuberante fruttato di ribes e ciliegia, poi erbe aromatiche e speziatura suadente, orientaleggiante. Pieno e strutturato, dai tannini fitti e maturi. Giovane ed esuberante, di carattere grevigiano e lunga persistenza. Ruby red with purple reflections. Intense, exuberant fruity notes of currants and cherries followed by spicy, seducing, oriental scents of aromatic herbs. Notes of blonde tobacco, leather and natural rubber on the finish. Young and exuberant, long persistence.

88 Chianti Classico Riserva

Vigna Casi 2011, Castello di Meleto Trasparente e vivace ribino diluito sul bordo. Spiccata florealità di viola appassita, piccoli e dolci frutti di bosco, scorza di arancia e note mentolate. In bocca è delicato e deciso, grintosa acidità e da tannini mai fuori tono. Lunga e saporita persistenza dal finale fruttato. Transparent, lively ruby red to a lighter touch on the rim. Intense floral notes of withered violets, sweet mixed berries, orange peel and mint. Powerful acidity and tannins that are never aggressive. Long and tasty persistence with a fruity finish.


top ten preview Chianti Classico Gran Selezione 2010

Il grande

La nuova realtà d’eccellenza del Chianti Classico presentata in anteprima The preview presentation of the new top-quality category of Chianti Classico DOCG La sua storia ha inizio novanta anni fa, il 14 maggio del 1924, quando un gruppo di trentatre produttori si riunisce a Radda in Chianti per dar vita ad un consorzio per la difesa del vino Chianti. Il Gallo Nero della Lega Militare del Chianti assume così le vesti di simbolo del consorzio, un Gallo che sarebbe diventato emblema del vino di qualità in tutto il mondo. Arriviamo al 1932, quando vengono individuate sette distinte zone di produzione del vino: a quello prodotto nei confini geografici del Chianti viene riconosciuta la territorialità, concedendo l’aggettivo “Classico”. Molte saranno le conquiste del Chianti Classico, una denominazione che accetta nuove scommesse, spinta da un forte desiderio di evoluzione. E’ così che, insieme alla Annata e Riserva si aggiunge a partire da quest’anno una nuova eccellenza che prende il nome di Gran Selezione. Una scala di qualità ancora più alta, interamente prodotta con uve del Gallo Nero, che la vede in cima alla denominazione Chianti Classico. Una categoria, al top di gamma, che a luglio 2014 verrà commercializzata secondo rigidi controlli di tipo organolettico e dopo un periodo di invecchiamento di 30 mesi. Un affinamento più lungo e un prodotto di maggiore qualità per proporsi a una nicchia di consumatori più esigenti. Gran Selezione vuole arrivare a un pubblico più ampio, che ama il buon vino ma che è curioso di conoscere e imparare il complesso mondo dell’enologia. Molto più di una scommessa, questa, che segna l’ennesima vittoria di un grande consorzio. Nella pagina che segue selezionati per voi i 5 top wine Gran Selezione degustati in anteprima.

The history of Chianti Classico started ninety years ago, on the 14th of May 1924,when 33 producers met in Radda in Chianti to give life to a Consortium for the Protection of the Chianti Wine. The Black Cock of the military covenant Lega del Chianti Militare became the symbol of the Consortium too, and it was destined to be associated with top quality wine all over the world. In 1932, Italian wine regulators divided the Chianti area into seven different zones: the wine produced in the original Chianti territory was given the name of Chianti Classico. A wine that was destined to reach many achievements, a denomination that has always seemed ready to face new challenges thanks to its great potential for development. Therefore, beside the Chianti Classico and Reserve wines, a new top Chianti category, the ‘Gran Selezione’ (Selection), has been introduced this year. Higher quality wines, 100% from grapes grown in the Chianti Classico area, the top among those under the Chianti Classico denomination. From July 2014, this top category will enter the market, after an evaluation of the products’ organoleptic characteristics and after an aging period of 30 months. A longer fining period and higher quality products which are worth high demanding consumers. Gran Selezione is destined to a larger number of consumers who love good wine and are willing to get to know and learn of the complex reality of oenology. This is more than a challenge, it is the umpteenth success achieved by a great Consortium. On the following page you will find the top 5 Great Selection wines we have selected for you from preview wine tastings.

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top ten preview Chianti Classico Gran Selezione 2010

alla Annata e Riserva si aggiunge a partire da quest’anno una nuova eccellenza che prende il nome di Gran Selezione beside the Chianti Classico and Reserve wines, a new top Chianti category, the ‘Gran Selezione’

92 Chianti Classico Barone

Ricasoli Gran Selezione Castello di Brolio 2010 Rubino luminoso di buona tessitura. Esuberante apertura legata ai frutti rossi, amarena matura e fragola, dolci richiami floreali e speziati, cannella e liquirizia su fondo minerale, olfatto elegante e composito. Tannini austeri percepibili anche nel finale, molto persistente. Bright ruby red with good texture. Exuberant opening notes of red fruits, ripe black cherries and strawberries, hints of spices and flowers, cinnamon and licorice with mineral background, elegant and heterogeneous olfactory profile. Dominant tannins that can be perceived on the finish as well, very persistent.

92 Chianti Classico Fontodi

Gran Selezione Vigna del Sorbo 2010 Rubino compatto, consistente e di bella vivacità. Olfatto fine ed elegante, molto fruttato. Amarena in confettura e piccoli frutti di bosco, petali di rosa e glicine. Bocca coerente ed altrettanto nobile, tannini da manuale. Compact ruby red with a lively texture. Refined, elegant on the nose with fruity notes of

preserved black cherries and small mixed berries, rose and wisteria petals. Well-structured and noble mouth-feel, perfect tannins.

90 Chianti Classico

Bindi Serigardi Gran Selezione Particella 89 Mocenni 2010 Rosso rubino tenue con cenni granati. Marasca e prugna, buona florealità e speziatura dolce di vaniglia, chiude balsamico e lievemente vegetale. Bocca decisa e di carattere, evidente nota fresca frenata da un tannino ancora giovanile. Buona intensità Light ruby red with garnet shades. Marasca cherries and plums, intense floral notes and sweet scents of vanilla with a balsamic and slightly vegetal touch on the finish. The mouth-feel is assertive and full of character, with a perceivable freshness contrasted by the wine’s still-young tannins. Good intensity.

89 Chianti Classico Ruffino

Gran Selezione 2010 Rosso rubino di bella pienezza e tenuta. Complesso, amarena e frutta rossa in confettura, toni balsamici, muschio e sottobosco dolce speziatura di anice stellato e pepe bianco. Ingresso saporito, fruttato e deciso,

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acidità presente, tannini fitti e ben presenti. Persistenza lunga e appagante. Ruby red with a full, persisting texture. Complex notes of black cherries and preserved red fruits, balsamic scents, moss and underbrush, sweet spicy notes of star anise and white pepper with a mineral and blood touch. The mouth is tasty, fruity and assertive. Long, satisfying persistence.

88 Chianti Classico

Castello di Vicchiomaggio Gran Selezione 2010 Rubino vivace con lampi granato, consistente. Sottile e delicato, fiori freschi di campo, ciliegia, macchia boschiva ed eucalipto, noce moscato e tabacco buondo, finale minerale di grafite. Freschezza fruttata incorniciata da tannini saldi e decisi. Lively ruby red with garnet shades and consistent texture. Light and delicate notes of wildflowers, cherries, forest vegetation and eucalyptus, nutmeg and blonde tobacco with a mineral finish of graphite. This wine’s fruity freshness is accompanied by a firm and powerful tannic structure.


Chianti Annate 2012 e 2013 Annate dissimili per andamento climatico ma entrambe esigenti della massima attenzione negli ultimi giorni prevendemmiali. Il Chianti con le sue Sottozone mantiene “in anteprima” la promessa di gusto vivace ed esuberanza; un 2012 più strutturato, un 2013 di personalità raffinata nel ci hanno regalato sensazioni olfattive gradevoli ed un’ottima bevibilità. Very different years, weather-wise; yet, they are similar concerning the care needed during the last days before the harvest: The Chianti with its sub-zones grants the promise of lively tastiness and exuberance; the year 2012 more structured and the 2013 with a more elegant personality. Wine tasting by AIS Toscana commission on occasion of Anteprima Chianti


chianti text Guido Parigi

Nel cuore della Toscana

Itinerario nel Chianti Docg dai Colli Aretini alle Colline Pisane, passando dal Montalbano e il Chianti Rufina Itinerary in the Chianti Docg area, from the Colli Aretini to the Pisa Hills through the Montalbano and the Chianti Rufina regions Il Chianti è terra di antiche tradizioni, civilizzata dagli Etruschi e dai Romani. Fino a tutto il 1700 il Chianti veniva prodotto utilizzando solo sangiovese; dai primi anni dell’Ottocento si iniziò ad applicare la pratica di mescolare varietà diverse di uve per migliorarne la qualità. Fu il Barone Bettino Ricasoli intorno al 1840 a divulgare la composizione più idonea per ottenere un vino rosso piacevole e di pronta beva. Non essendo la produzione dei tre comuni storici (Radda, Gaiole e Castellina ) in grado di far fronte alla domanda si cominciò a produrre vino, con gli uvaggi utilizzati nel Chianti, anche nei territori limitrofi fino ad ampliarsi a una vasta zona della Toscana. Una fascia inizia a nord verso Rufina e Pontassieve, prosegue lungo i monti del Chianti fino ad arrivare a Cetona. L’altra si origina sul Montalbano e si allaccia alla Val di Pesa. Il nucleo centrale è contornato dai sistemi collinari dell’Aretino e del Senese, del Pistoiese, del Pisano e del Pratese. Oggi il Chianti Docg è suddiviso in zone omogenee di produzione: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli, Rufina. Fuori dagli itinerari più scontati e conosciuti merita una visita la Fortezza rinascimentale di Lari, sulle Colline Pisane. Nel complesso sono visibili reperti etruschi, romani e rinascimentali, affreschi medievali e rinascimentali, il “Salone dei tormenti”, le carceri, i sotterranei detti “l’inferno”. Salendo a Fiesole, il museo Archeologico documenta i ritrovamenti di epoca etrusca e romana emersi dagli scavi effettuati nell’area fiesolana.
Il museo è unito all’area archeologica per consentire una fruizione integrata delle due importanti attrazioni culturali. Facendo un salto nel Senese, all’ingresso di Castelnuovo Berardenga si affaccia imponente la Villa Chigi Saracini. Notevole il parco, ispirato al tipo romantico, progettato da Agostino Fantastici nel 1834 e ricco di alberi e arbusti raggruppati secondo le diverse tonalità di verde delle piante. Il tenore Andrea Bocelli ha voluto a Lajatico, in provincia di Pisa, il Teatro del Silenzio, un anfiteatro creato sfruttando la conformazione di una collina. La struttura è nata per ospitare un solo spettacolo l’anno (da qui il nome “Teatro del Silenzio”) con il palcoscenico circolare al cui centro campeggia un’imponente scultura dello scultore Igor Mitoraj.

The Chianti area is a land of ancient traditions, civilized by the Etruscans and Romans. Throughout the 1700s Chianti was made exclusively from Sangiovese, then, from the first years of the 19th century, different grape varieties began to be blended to improve the quality. It was Baron Bettino Ricasoli who, around 1840, recommended the most suitable blend for obtaining an agreeably youthful and easy drinking red wine. As the production of the three historic townships (Radda, Gaiole and Castellina ) was not sufficient to meet demand, wine began to be made, with the grapes used in Chianti, in adjoining areas as well, gradually extending to take in a vast zone of Tuscany. One strip begins to the north towards Rufina and Pontassieve, and runs along the Chianti hills as far as Cetona. The other starts on the Montalbano and connects to the Val di Pesa. The central core is surrounded by the hill ranges of the Arezzo and Siena areas, and those around Pistoia, Pisa and Prato. Chianti DOCG is now subdivided into homogeneous production zones: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli, Rufina. Venturing beyond the most obvious and well-known itineraries, the Renaissance fortress complex of Lari, in the Pisan Hills, is well worth the trip. Here visitors can see Etruscan, Roman and Renaissance finds, plus medieval and Renaissance frescoes, the Salone dei tormenti (“the hall of torments”), prisons, and underground areas known as the “Inferno”. Up in Fiesole, the Archaeology Museum contains finds from the Etruscan and Roman age, which came to light during digs in the Fiesole area. The museum is connected to the archaeological area so as to permit a combined visit to two important cultural attractions. For anyone making a short trip to the Siena area, at the entrance to Castelnuovo Berardenga there is the imposing Villa Chigi Saracini, which has a fine park of romantic inspiration, laid out by Agostino Fantastici in 1834 and with a wealth of trees and bushes grouped according to the different shades of green. Situated in Lajatico, in the province of Pisa, is the Theatre of Silence. The brainchild of tenor Andrea Bocelli, it is an amphitheatre that exploits the natural shape of a hill. The structure was built to host just one show a year (hence the name), with a round stage in the centre of which there is an imposing sculpture by Igor Mitoraj.

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From the top clockwise: The Teatro del Silenzio, The rocky outcrops of the Valdarno region, Fortezza in Lari, Archeological Museum of Fiesole


top ten preview Chianti 2012, 2013 - ph. Lorenzo Cotrozzi

un 2012 più strutturato, un 2013 di personalità raffinata

86 FATTORIA I VERONI


Chianti Rufina 2012 
(90% Sangiovese – 5% Colorino – 5% Canaiolo) Rubino lucente; elegante violetta e mora di rovo, tabacco biondo, stacchi di anice stellato e trait-d’union balsamico; in bocca coinvolge con pienezza di sapori, il frutto stringe a sé note mentolate, piacevole acidità e trama tannica di grandissima prospettiva, estensione gustativa ragguardevole. Bright ruby red; elegant notes of violets, blackberries, blonde tobacco and contrasting notes of star anise; balsamic nose. Very captivating in the mouth, full-bodied, fruits ripe flavor with mentholated notes, pleasant acidity and long tannic intensity.

84 CASTELLO DEL TREBBIO

Chianti 2013 (85% Sangiovese – 15% Canaiolo) Fitta trama; mammola in apertura ma complessità da scoprire: visciola e lampone schiudono a riverberi floreali, percezioni ferrose e riaperture di ribes e chinino; in bocca ha personalità, a spicchi di arancia in entrata seguono variegati ed appaganti sapori sui quali mollerà presto la presa un tannino molto pro-

mettente. Heavy texture; this wines opens with violet notes before revealing its complexity: sour cherries and raspberries give way to notes of flowers, iron and further hints of currants and quinine; in the mouth, it reveals its personality, opening with notes of orange followed by varied and gratifying flavors.

84

LA QUERCE
 Chianti Colli Fiorentini 2012 
 (90% Sangiovese – 5% Canaiolo – 5% Merlot) upo ed intrigante; al naso appassiona con prevalenze di erbe officinali, ginepro e amarena; vigoroso nel suo approccio gustativo: succo di mirtillo in maturazione con tannino ancora da addolcire e una lieve nota chinata su un finale sapido, già duraturo, dai ritorni retroolfattivi di cannella e fiori. Chianti Colli Fiorentini 2012 
(90% Sangiovese – 5% Canaiolo – 5% Merlot) A dark red, intriguing wine; captivating notes of officinal herbs, juniper and black cherries on the nose; strong sensations in the mouth: ripening blueberry fruit, a tannic structure that still needs to be sweetened to taste.

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84 POGGIOTONDO


Chianti Superiore 2012 
(80% Sangiovese – 10% Merlot - 5% Colorino – 5% Syrah) Rubino mediamente profondo; profumi di arancia e tamarindo, pot-pourri, effluvi d’eucalipto e ciliegia sotto spirito; in bocca mostra buon equilibrio ed energia, apre fresco e poi rilascia sapori di marasca aromatizzati da rabarbaro sul finale; buona persistenza. Ruby red of average depth; orange and tamarind flavored with floral bouquet and notes of eucalyptus and spirited cherries; well balanced and strong on the palate, opening fresh and revealing notes of rhubarb-flavored black cherries on the finish; good persistence.

84

AZIENDA AGRICOLA TRAVIGNO-

LI
 Chianti Rufina 2012
(100% Sangiovese) Tonalità impenetrabili, apre con profumi di malva, durona e foglia di the; incipit gustativo quasi austero con tannicità in evidenza e di prospettiva; assaggio piacevole di buona lunghezza. Impenetrable red. This wine opens with notes of mallow, black cherries and tea leaves;


top ten preview

A more structured Chianti 2012 and a more refined personality for the Chianti 2013

intense in the mouth with a dominating tannic feeling and good perspective of ageing; pleasant taste and good length.

83 CASTELVECCHIO


Chianti 2013
 (90% Sangiovese – 10% Canaiolo) Veste cromatica intensa, esordisce con attraenti spruzzi balsamici che arricchiscono la mora in maturazione, glicine e nuove dolcezze quasi vanigliate; ben fatto e pieno anche nel gusto, la sua frutta rossa è carnosa, bagnata da gocce chinate di gioventù ma nel complesso già fruibile e di considerevole lunghezza. Intense chromatic marks; this wine opens with intriguing balsamic notes that enrich its ripening blackberry, wisteria and sweet vanilla notes; well-structured and full in flavor, with full ripe berries and fresh.

83 CASTELLO DI GABBIANO


Chianti 2013
 (90% Sangiovese – 10% vari) Luminoso di riflessi tipicamente giovanili; intenso floreale misto e frutta gelée con ritorni di fragoline; coerente al palato, di marasca masticabile e buona sapidità che sorregge un sapore piacevole e doma un tannino espressivo. Bright red wine with young reflections; in-

tense notes of flowers and fruit jellies with hints of wild strawberries in the background; very coherent on the palate with notes of chewable black cherries, its full flavor accompanies its pleasant taste with a dominating tannic feeling

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PODERE IL POZZO
 Chianti Rufina 2012
(100% Sangiovese) Vivaci nuances purpuree su gradazioni tenui; naso di fragoline di bosco e freschi fiori di campo, lievi note di felce, muschio e dolci riproposizioni fruttate; scatto gustativo di arancia rossa, poi fini percezioni di ciliegia, marcati da un corpo ben fatto ma ancora da levigare; buona persistenza. Lively purple red color with subtle nuances; notes of wild strawberries and freshly cut wildflowers on the nose, as well as soft notes of fern and moss and sweet fruity flavors; in the mouth, it strongly opens with a red orange flavor followed by hints of cherries; full flavor still to be smoothed out; good persistence

82 TENUTA CANTAGALLO

Chianti Montalbano 2013
 (100% Sangiovese) Porpora scuro, sensazioni olfattive intense di

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ribes nero e frutti di bosco in maturazione, petali di giaggiolo arricchiti da sentori di terra e piacevoli essenze vegetali; una struttura di rilievo che svela al palato polpa succosa di amarena sospinta da spiccate note fresche e tannino rotondo. Dark purple red; intense olfactory notes of blackcurrants, ripening wild berries and iris petals enriched by flavors of earth and pleasant vegetal essences; its structure revealing notes of juicy black cherries on the palate followed by intense, fresh notes and a round tannic finish

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FATTORIA CASALBOSCO
 Chianti 2013
 (90% Sangiovese – 10% Merlot) Vivacità purpurea; naso d’impatto con rosa canina, lievi accenni vegetali poi lamponi e piccoli frutti rossi; entrata in bocca avvincente, già ben equilibrato con tannini setosi e facilità di beva. Lively purple red; very intense on the nose with wilde rose notes and soft vegetal flavors followed by notes of raspberries and red berries; captivating in the mouth, with an already balanced structure of soft tannins and easy drinkability.


Vino Nobile di Montepulciano Annata 2011 Riserva 2010 L’annata è complessivamente di buon livello. La selezione delle uve ha permesso di preservare le aromaticità, contenere l’apporto alcolico e le spigolosità tanniche. A good year on the whole. Careful selection of grapes has been a key factor in preserving the aromas, moderating both the alcohol intake and the tannic impact.

Wine tasting by AIS Toscana commission on occasion of Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano

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Montepulciano text Guido Parigi

Fascino etrusco

Nobile non solo per il vino da cui nasce. A caccia delle bellezze straordinarie di Montepulciano Noble not only for the wine produced here. Discovering the extraordinary beauties of Montepulciano E’ una cittadina di origine etrusca, fondata secondo la leggenda da Porsenna lucumone di Chius, borgo medievale a forma di “S”, racchiuso entro tre cerchia di mura, costruite verso il XIV secolo. Dai suoi seicento metri, a metà strada fra Firenze e Roma, domina a levante la Valdichiana e a ponente la Val d’Orcia. Tutt’intorno un paesaggio che degrada fra vigneti e oliveti, mentre la bonifica della Valdichiana ha favorito lo sviluppo agricolo del fertile fondovalle tanto che la cittadina si è imposta come principale mercato agricolo dell’area. Ma non dimentica i tesori culturali e d’arte accumulati nei secoli e che arricchiscono il suo centro storico. Il Rinascimento fu il suo periodo d’oro, nel quale si concentrano le maggiori opere d’arte racchiuse in chiese, palazzi, edifici pubblici. Fu importante anche come centro di cultura: emersero uomini che hanno lasciato un’impronta indelebile, come Angelo Ambrogini, detto il Poliziano, considerato il maggiore tra i poeti italiani del XV secolo. Il cuore di Montepulciano è Piazza Grande, una delle piazze più belle d’Italia, in cui si contendono lo spazio la Cattedrale (incompiuto gioiello rinascimentale: da non perdere il Trittico dell’Assunta, dipinto da Taddeo di Bartolo nel 1401), il Palazzo del Capitano del Popolo (quasi una copia del Palazzo della Signoria di Firenze), il pozzo dei Grifi e dei Leoni con lo stemma dei Medici disegnato dal Sangallo e alcuni dei palazzi più belli di Montepulciano progettati dai migliori architetti del Rinascimento. Per avere un’idea del centro si scende per via Ricci, via del Poggiolo, Piazza delle Erbe, la centralissima via di Gracciano (dove, in piazza Michelozzo, svetta la torre dell’Orologio di Pulcinella). E’ il percorso al contrario del Bravio delle Botti, la sfida tra le otto contrade di Montepulciano con due spingitori che fanno rotolare sulla salita di un chilometro una botte da 80 chili. Da non perdere anche il Bruscello Poliziano, una forma di teatro popolare e contadino, recitato e cantato da attori non professionisti, rappresentazione a volte epico-drammatica, a volte farsesca si ripete ogni anno sul sagrato della Cattedrale, in piazza Grande. Meritano una visita la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, un paio di chilometri verso Nottola dove nel 1514 un’immagine della Madonna rese a sanguinare, e la chiesa di San Biagio, subito fuori le mura, summa degli studi rinascimentali sulla pianta a croce greca e realizzata da Antonio da Sangallo il Vecchio.

This village has Etruscan origins, and according to the legend, was founded by King Lars Porsenna of Chius, on a “S” shaped medieval village closed within three circular walls, built around the 14th century. From its six hundred meters, halfway between Florence and Rome, it dominates the Chiana Valley to the East and the Val d’Orcia to the West. The surrounding countryside slopes down into vineyards and olive groves, and the reclamation of the Chiana Valley has encouraged the development of the fertile agricultural valley floor to the point that the town has become a major agricultural market in the area. But we mustn’t forget the wealth of cultural and art treasures that have accumulated over the centuries and embellish the historical centre. Its golden period was the Renaissance. The heart of Montepulciano is Piazza Grande, one of the loveliest squares in Italy. Here, fighting for space are the Cathedral (unfinished Renaissance gem: do not miss the triptych of the Assumption, painted by Taddeo di Bartolo in 1401), the Palazzo del Capitano del Popolo (almost a copy of the Palazzo della Signoria in Florence), the well of the Griffins and the Lions with the Medici coat of arms designed by Sangallo and some of the most beautiful buildings in Montepulciano designed by the best architects of the Renaissance. To get an idea of the centre, one only has to walk down Via Ricci, Via del Poggiolo, Piazza delle Erbe, the central Via di Gracciano (where the Clock Tower of Pulcinella stands in Piazza Michelozzo). Going in the opposite direction, this becomes the route for the Bravio delle Botti, the competition between the eight districts of Montepulciano in which two people push and roll a barrel of 80 kilos uphill for a kilometre. And do not miss the Bruscello Poliziano, a form of popular rural theatre in which non-professional actors sing and perform epics, dramas, and sometimes farces, every year in the churchyard of the Cathedral in Piazza Grande. Also worth visiting is the Church of Santa Maria delle Grazie, a couple of kilometres in the direction of Nottola, where in 1514, an image of the Madonna was seen bleeding. The church of San Biagio, just outside the walls, is the summa of Renaissance studies on the Greek cross plan, and was built by Antonio da Sangallo the Elder.

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Piazza Grande in Montepulciano


top ten preview Nobile di Montepulciano 2011 - Riserva 2010 - ph. Lorenzo Cotrozzi

la temuta Annata 2011 si è dimostrata di buon livello Prducendo alcuni vini azzeccati

95 BINDELLA

NOBILE DI MONTEPULCIANO SELEZIONE I QUADRI 2011 Rubino vivace. Al naso frutti rossi fragranti, ciliegia, fragola, una viola appassita, spezie sul finale di cannella, pepe bianco. L’assaggio incanta per avvolgenza regalando sensazioni fruttate intense esaltate da scie fresche e minerali. Tannini giovani e ben fatti. Lively ruby red. Juicy red berrei on the nose, as well as notes of cherries, strawberries, withered pansies and a spicy finish of cinnamon and white pepper. Enchanting in the mouth with an enveloping flavor that provides intense fruity sensations enhanced by fresh, mineral notes. DEI NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA BOSSONA 2010 Rubino compatto. L’olfatto si arresta su note di frutti rossi e neri maturi, amarena in confettura, mirtilli, schiude poi su spezie dolci, tabacco biondo, chiodi di garofano, un soffio balsamico. Bocca di carattere con freschezza fruttata avvolta da un tenore alcolico importante e tannini potenti.

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Compact ruby color. Dominating red and black fruits on the nose, preserved black cherries and blueberries followed by notes of sweet spices, blonde tobacco, cloves with a balsamic touch. The mouth has distinctiveness of character and a fruity freshness, precluding to an intense alcoholic and tannic finish.

92 MONTEMERCURIO

VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO MESSAGGERO 2011 Veste rubino. Richiami floreali anticipano le sensazioni olfattive, glicine, viola. Frutti rossi dolci e succosi, ciliegia, mora di gelso e spezie delicate. Bocca vibrante ripercorre un fruttato intenso, la scia fresco-sapida è in giusta coerenza con un tannino di nobile interpretazione. Ruby red color. Dominating olfactory notes of wisteria and violets. Flavors of sweets, juicy red fruits, cherries, mulberries and delicate spices. The mouth is fresh and powerful, rich in fruity notes; the way this wine turns fresh and tasty expresses its noble tannic structure.

90 LE BERNE

NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 2010 Rubino concentrato. I profumi regalano in-

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tensità fruttate in confettura, mirtilli, more che si fondono con spezie intriganti, liquerizia, chiodi di garofano. Scie balsamiche, un cenno di grafite e giaggioli. Intense, dark ruby red. Notes of preseerved blueberries and blackberries on the nose that gently mix with notes of intriguing spices, licorice and cloves. A balsamic touch and hints of graphite and iris.

90 POLIZIANO

NOBILE DI MONTEPULCIANO 2011 Rubino trasparente. I fiori tracciano il profilo olfattivo, glicine, rosa rossa. Frutti rossi dolcissimi e fragranti, visciole, fragole, ricordi di spezie, cacao, corteccia. L’impatto gustativo evidenzia un perfetto equilibrio fresco-sapido generoso di frutto, tannini eleganti. Transparent ruby red. Dominating floral notes of wisteria and red roses on the nose. Very sweet and fragrant red fruits, sour cherries, strawberries as well as hints of spices, cocoa and bark. Its fresh tastiness is perfectly balanced in the mouth, generous ripe fruit.

89 FATTORIA DEL CERRO VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO 2011


top ten preview

The dreaded year 2011 has given good results in the end. With exceptionally good wines

Rubino luminoso. Concerto olfattivo giocato su sensazioni speziate, cannella, sottobosco, leggero balsamico, frutti rossi in confettura, amarena, scorze di arancia, cenni floreali. La tipicità permea l’assaggio che svela freschezza fruttata e tannini di nobile esecuzione. Chiude asciutto, minerale. Bright ruby red color. Full range of notes on the nose: spices, cinnamon, underbrush, a light balsamic touch, preserved red fruits, black cherries, orange peel and hints of flowers. In the mouth, a fruity freshness and a noble tannic structure.

89 AVIGNONESI

NOBILE DI MONTEPULCIANO 2011 Rubino vivace. Frutti rossi dolci e note floreali disegnano il profilo olfattivo, lampone, fragola di bosco, spezie impalpabili. Impatta elegante e fresco arricchito da ritorni fruttati delicati. Struttura non possente dai tannini nobili, finale d’indubbia persistenza. Lively ruby red. Notes off sweet red fruits and flowers on the nose, raspberries, wildberries, impalpable spices. Elegant and fresh in the mouth with delicate fruity notes in the background.

87 SALCHETO

NOBILE DI MONTEPULCIANO 2011 Rubino profondo. Naso intenso e avvincente, emergono spezie dure, liquerizia, corteccia, tabacco chiaro. Frutti rossi e neri in confettura, mirtilli, visciole, rabarbaro e scorze di arancia sul finale. In bocca è potente, ricco di estratto, avvolge una trama tannica da smorzare e ben definita. The nose is Intense and captivating, dominated by hard spices, licorice, bark, light tobacco. Notes of preserved red and black fruits, blueberries, sour cherries, rhubarb and orange peel on the finish. The mouth is powerful, round on the fruit and with a well-defined tannic structure that still has to be smoothed out, though.

85 LUNADORO

NOBILE DI MONTEPULCIANO TRADIZIONALE 2011 Rubino con accenni granati. Richiami speziati dolci, frutta rossa cotta, ciliegia, chiodi di garofano, liquerizia, leggero vegetale, grafite. In bocca si ritrovano tonalità fruttate generose ben supportate dal contesto acido-sapido.

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Tannini giovani ma già apprezzabili nella loro composizione. Ruby red with grenade reflections. Notes of sweet spices, cooked red fruits, cloves, licorice, a light vegetal touch, graphite. The mouth Is characterized by a wide range of fruity notes enhanced by the wine’s acidity/tastiness. Young tannins of appreciable structure.

85 IL MACCHIONE

VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO 2011 Rubino continuo. Bouquet variegato dove si apprezzano frutti macerati, ciliegia rossa, lampone, gelatina di fragole. Iris e viole si fondono a spezie solitarie. Bocca sontuosa, convincente che mostra una freschezza inaspettata, i profumi si riflettono nell’assaggio ingentilendo tannini scalpitanti. Persistent ruby red. The bouquet offers variegated sensations of minced fruits, cherries, raspberries, strawberry jelly. Iris and violet notes blend with spicy notes. The mouth is full and convincing, with an unexpected freshness and richness in the flavors that soften the powerful tannic structure.


Vernaccia di San Gimignano Annata 2013 Riserve 2012 e 2011 Piacevolezza e freschezza sono i caratteri dell’annata 2013 con colori carichi e riflessi luminosi. Ancora un passo in avanti verso una qualità crescente nel tempo. Tanti vini con un carattere deciso e mineralità appagante. Esaltanti ed affascinanti le Riserve ed i vini prodotti dalla selezioni delle uve Pleasantness and freshness are the main features of the wines of the year 2013, as well as their intense colors with bright reflections. A further step towards an ever greater quality. Many wines with a definite character and satisfying minerality. The Reserve wines and the wines made from grape selections are very stimulating and charming Wine tasting by AIS Toscana commission on occasion of Anteprima Vernaccia di San Gimignano

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VERNACCIA text Guido Parigi

Spirito antico

L’animo di San Gimignano palpita di suggestioni tutte da toccare con mano San Gimignano’s soul pulses with suggestions that are ready to be discovered with one’s own eyes La storia si diverte spesso a giocare con le contraddizioni apparenti: e se la Val d’Elsa è stata un tempo via fondamentale - la Francigena, la strada dei pellegrini verso Roma - negli ultimi cent’anni ha vissuto appartata, e penetrarla oggi significa deviare dagli itinerari più consueti. Grazie a questa sua riservatezza Colle e San Gimignano concentrano le caratteristiche distintive dell’identità toscana: l’arte, il paesaggio, le dimore contadine. Centri d’arte, ma anche di vita: San Gimignano oltre che per le sue torri è celebre per la Vernaccia e lo zafferano; Colle s’identifica in piazza Arnolfo e nel Castello, ma è anche il top del cristallo italiano. E una visita a queste cittadine, molto vicine fra loro (da San Gimignano a Colle Val d’Elsa ci sono 15 km), permette di spaziare in realtà storiche e artistiche diverse, attraversando un ambiente naturale assai vario: dalle colline ricche di oliveti e vigneti di Vernaccia per salire a San Gimignano e che poi scendono verso l’Elsa con epicentro l’abitato di Colle. La città delle belle torri svetta fra le colline che profumano di Vernaccia. Nel 1300 se ne contavano 72: a quei tempi la ricchezza di San Gimignano erano i commerci e i mercanti mostravano il loro benessere con torri sempre più alte. Alla fine il Comune decretò che nessuna torre poteva superare quella comunale, così qualcuno ne costruì due affiancate. Oggi ne sono rimaste quattordici, con un centro storico intatto nella sua fierezza medievale ma anche nella sua totale armonia. Sulla sommità della collina si aprono le due piazze: quella della Cisterna e quella del Duomo con il palazzo del Comune e la Collegiata. Ma l’anima di San Gimignano si svela nella Spezieria di Santa Fina. Vi sono custoditi le memorie dell’assistenza ai pellegrini della Francigena, e Santa Fina è l’anima popolare di una città che ogni giorno aveva a che fare con la religione. L’anima Contemporanea di San Gimignano si chiama invece Galleria Continua: nata nel 1990, oggi è un’eccellenza mondiale dell’arte contemporanea italiana. Colle di Val d’Elsa è divisa fra il borgo antico, arroccato su una collina, e la parte bassa, con l’attiva piazza Arnolfo. La città offre infinite suggestioni: da quelle del Museo civico, nel palazzo dei Priori, a quelle del Museo Ranuccio Bianchi Bandinelli con le rarissime “kelebai” volterrane. Non si può mancare una visita al Borgo, dove nella casatorre in via del Castello si narra sia nato Arnolfo di Cambio.

Funny how history often offers us many apparent contradictions: the Val d’Elsa has once been an important way to go through –because of the Via Francigena, the pilgrim route to Rome- yet, it has been a secluded place over the last hundred centuries, and entering it means diverting from the most common itineraries. Thanks to its secluded position, Colle Val d’Elsa and San Gimignano have all the characteristics typical of the Tuscan identity: art, landscape, the peasants’ dwellings. Two centres of art and life: San Gimignano is famous not only for its towers, but also for Vernaccia grape and saffron; the symbols of Colle Val d’Elsa are Piazza Arnolfo and the Castle, though it is also the best concerning the crystal production in Italy. And visiting these towns, not too distant from each other (15 kilometers separate San Gimignano from Colle Val d’Elsa) allows us to discover completely different histories and artistic realities through a really varied landscape: from the hills lined with olive groves and vineyards (when the Vernaccia grapes are grown) that lead us up to San Gimignano and then slope down to the Elsa Valley through its inhabited heart: Colle Val d’Elsa. The town with its beautiful towers stands on hills flavored with Vernaccia grapes. In 1300 there were 72 towers: at that time San Gimignano’s economy was based on commerce and the local merchants had high tower-houses built to show off their wealth. The Commune finally made a regulation forbidding citizens to build towers higher than that of the Commune, yet someone ignored it and erected two twin towers. Today only 14 towers survive and the medieval appearance of the town’s historical center as well as its harmonic features have remained almost intact. On top of the hill the two squares of the town: Piazza della Cisterna and Piazza del Duomo with the Palazzo Comunale and the Collegiata. But the true essence of San Gimignano is the Spezieria di Santa Fina. Here on display are pieces of furniture and objects related to the medical assistance provided to the pilgrims traveling along the Via Francigena, and Saint Fina is the Pa Colle di Val d’Elsa is divided in two parts: the upper hill old town and the lower part of Colle with its animated Piazza Arnolfo.

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San Gimignano and Colle Val d’Elsa (below on left)


top ten preview Vernaccia di San Gimingnano 2013 - Riserve 2012/2011 ph. Lorenzo Cotrozzi

Esaltanti e affascinanti le Riserve e i vini prodotti dalla selezioni delle uve. promettente L’annata 2013

91 TENUTA LE CALCINAIE

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA VIGNA AI SASSI 2011 Paglierino caldo. Profumi dolci di pesca bianca matura, susina gialla. Bello il fiore di tiglio e un tocco di erbe aromatiche accarezzano il fondo. L’assaggio è penetrante, sinuoso e fresco, generoso di frutto. Allunga persistente su toni sapidi e tipicamente minerali. Hot straw yellow in color. Sweet flavors of ripe white peaches and yellow plums. A beautiful touch of lime flowers and aromatic herbs in the background. In the mouth, the aromas are penetrating, complex and fresh, generously fruit-driven.

90 CASALE FALCHINI

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA VIGNA A SOLATIO 2011 Paglierino vivo e lucente. Elegantissimo al naso con successioni di frutti dolci e richiami floreali, pesca gialla, litchi, mandarino, ginestra. Le fragranze fruttate s’impongono all’assaggio, ottimo il timbro fresco-sapido. Suadente il finale che scopre un cenno di sottile ammandorlato.

Lively and bright straw yellow. Very elegant on the nose with a range of sweet fruity and floral notes, yellow peaches, lychee, tangerins, broom. Dominating fruity flavors in the mouth, perfect freshness and tastiness.

89 TENUTE GUICCIARDINI

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA 2011 Giallo paglierino di buona concentrazione. Bouquet floreale impreziosito da nette sfumature erbacee aromatiche, salvia, gelso bianco, pesca. Il timbro vegetale-aromatico segna un assaggio di viva freschezza. Vena minerale, quasi gessosa sul finale esalta la piacevolezza al palato. Straw yellow of good intensity. Floral bouquet enriched by definite hints of aromatic herbs, sage, white mulberry, peaches. Lively fresh in the mouth due to the wine’s vegetalaromatic character.

87 SIGNANO

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA LA GINESTRA 2012 Paglierino intenso e luminoso. Il profilo olfattivo si arricchisce di un elegante nota floreale e speziata, ginestra e spolvero vanigliato, es-

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senze di mandarino e polpa di melone bianco. L’attacco gustativo corre su note di decisa freschezza e sapidità bilanciata dai richiami intensamente fruttati. Intense, bright straw yellow. On the nose, it reveals elegant floral and spicy notes, broom, a touch of vanilla, tangerine and white melon essences. The wine’s strong freshness and tastiness are balanced by its intense fruity notes.

87 PANIZZI

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO PANIZZI 2013 Paglierino con accenni verdolini. Il bouquet delicato rivela note fruttate di nespola, pesca bianca, fiori di mandorlo e una sottile fragranza aromatica di timo limoncello. In bocca sprigiona una freschezza briosa, accattivante il richiamo fruttato di mela verde con una persistenza finemente aggrumata. Straw yellow with light green reflections. Delicate bouquet of fruity notes of medlars, white peaches, almond blossoms and a delicate aromatic flavor of thyme and limoncello. In the mouth, it reveals Its lively, intriguing freshness with fruity hints of green apples and an elegant, citrus-flavored finish.


top ten preview

Reserve wines and wines resulting from an accurate grape selection: both really stimultating and fascinating

85 LUCII LIBANIO

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO VIGNA CELLORI 2013 Paglierino dai toni delicati. I profumi scandiscono ricordi floreali di tiglio, camomilla, mimosa, pesca bianca, litchi. Le note floreali imprimono all’assaggio una sottile eleganza esaltata da un apporto fresco-sapido importante. Soffio minerale a chiudere. Delicate straw yellow. The nose is dominated by floral notes of lime, chamomile, mimosa, white peaches, lychee. The mouth reveals floral notes that add a light elegance to the wine, enhanced by the wine’s strong freshness and tastiness. Mineral notes on the finish.

85 IL PALAGIONE

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA ORI 2012 Paglierino luminoso. Naso ben articolato su fragranze di fiori campestri ed erbe aromatiche, rosmarino, timo, melissa, melograno sul fondo. Il sorso è una conferma di assoluta tipicità, piacevolmente sapido con chiusura ammandorlata. Bright straw yellow. Well structured notes of

country flowers and aromatic herbs on the nose with hints of rosemary, thyme, lemon balm and pomegranate in the background. In the mouth, this wine absolutely confirms its typicality, pleasantly tasty with an almond-flavored finish

84 CESANI

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO SANICE 2011 Paglierino vivo. I profumi sono un gioco di ginestre e fiori di mandorlo impreziositi da frutti bianchi maturi e un tocco di arancia sul finale. In bocca sprigiona freschezza con rimandi minerali e aggrumati che ne esaltano la piacevolezza. Lively straw yellow. Notes of broom and almond blossoms dominate the nose, enriched by the aromas of ripe white fruits and the touch of orange on the finish. In the mouth, it releases its freshness, as well as mineral and citrus notes that enhance this wine’s pleasantness.

84 IL LEBBIO

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO TROPIE 2013 Paglierino tenue. Al naso schiudono profumi di gelso, fragranze aromatiche di salvia rossa e

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pianta di liquerizia. L’assaggio è un trionfo di frutto giovane, mela verde e susine gialle su rimandi di palpabile freschezza e sapidità. Light straw yellow. It opens with mulberry notes and aromatic flavors of red sage and licorice tree on the nose. In the mouth it reveals its magnificent structure of young fruit with notes of green apples and yellow plums, exhibiting its palpable freshness and tastiness.

83 CAPPELLA SANT’ANDREA

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RIALTO 2013 Paglierino acceso. Apre su profumi gentili di fiori campestri che si fondono a frutti bianchi maturi, camomilla, pera, pesca e scorze di mandarino. Al palato è discretamente fresco cui seguono rintocchi sapidi fruttati di piacevole fragranza. Bright straw yellow. This wine opens with the gentle aromas of country flowers that blend with those of ripe white fruits, chamomile, pear, peach and tangerine peel. Discreetly fresh on the palate with tasty, pleasantly fragrant notes of fruits in the background.


vertical wine tasting text Marzia Morganti Tempestini - ph. Lorenzo Cotrozzi

Là dove il mare luccica

Argentiera. Visioni, passioni, un grande progetto e un team di ferro Argentiera. Vision, passion, a clear project, a robust team “La vita è fatta di sfide”, esordisce così Marcello Fratini, proprietario con il fratello Corrado di Tenuta Argentiera, 1000 ettari di macchia mediterranea, e soprattutto 70 ettari di vigneto a Bolgheri, zona tra le più prestigiose al mondo per la produzioni di vini eccellenti. “Nella mia vita ho sempre venduto il lusso e anche nel mondo del vino ho voluto partire dal top, dopo alcuni anni quando i nostri vini hanno iniziato a conquistare premi di rilievo internazionale come l’IWS a Londra, dove mi sentii ‘giovane’ produttore tra marchi blasonati, mi sono divertito ad immaginare la faccia dei francesi nel trovare il nostro vino in ristoranti come quello di Alain Ducasse”. Per fare un grande vino non ci vogliono solo quelle vigne baciate dal sole che guardano il mare fino a poggiare lo sguardo sul profilo dell’Isola d’Elba, ma occorre un progetto chiaro. “I Fratini, grandi imprenditori italiani - afferma Federico Zilieri dal Verme, enologo e managing director - hanno avuto fin da subito le idee chiare e questo ha aiutato a raggiungere il successo in pochi anni. Qui in Argentiera, c’è la visione e la passione dell’imprenditore unita al mio legame con l’agricoltura, tutto affidato ad una squadra che lavora con armonia e con passione. Chi sceglie di venire a lavorare qui sposa una filosofia: fare vini di grande qualità che siano la massima espressione del terroir, di questo altopiano unico al mondo: vicino al mare, ventilato con l’influenza della macchia mediterranea. Anno dopo anno vogliamo rendere i nostri vini sempre più straordinari. Proprio qui 15 anni fa quando ancora in questo luogo di sogno scorrazzavano i cinghiali, ho capito cosa vuol dire terroir”. Ad Argentiera tutti riconoscono la lungimiranza di Incisa della Rocchetta che negli anni quaranta per caso piantò il Cabernet Sauvignon. “E’ una bella storia che rende grande Bolgheri e il Sassicaia è stato un punto fondamentale per tutti - chiosa Fratini - se non ci fossero stati Ornellaia e Sassicaia oggi non saremmo qui”. “In questo territorio anche tra i produttori c’è armonia e collaborazione”, precisa Zilieri. Oggi Tenuta Argentiera è la terza azienda sul territorio, il loro mercato è destinato per il 30% all’Italia e il 70% all’estero, i Paesi più importanti sono Svizzera, Stati Uniti, Germania, Canada e Russia con nuovi mercati in espansione. A Bolgheri i Fratini sono gli unici a fare il Cabernet Sauvignon in purezza “E’ il vino dedicato ai nipoti - afferma sorridendo Marcello Fratini - e proprio per questo deve essere unico ed irripetibile, ma soprattutto rappresentare, per il momento, la nostra ultima sfida, dedicata alle generazioni future”.

“Life is full of challenges,” begins Marcello Fratini, coowner with brother Corrado of the Argentiera Estate, a 1,000-hectare stretch of Mediterranean maquis shrub land and 70 hectares of vineyards in Bolgheri, one the world’s most prestigious regions for excellent wine production. “In my life, I’ve always sold luxury, and in the world of wine, too, I wanted to start at the top. After a few years, when our wines started to win important international awards such as the IWS in London—where I was a ‘young’ producer among other successful brands—I enjoyed imagining the faces of the French when they discovered our wine in restaurants such as that of Alain Ducasse.” To make a great wine, it takes more than sun-kissed vineyards overlooking the sea—it takes a clear project. “The Fratini are great Italian entrepreneurs,” affirms Federico Zilieri of Verme, enologist and managing director, “and they have had clear ideas from the beginning, and this has helped them attain success in few years. Here in Argentiera, entrepreneurial vision and passion are united with agriculture, all entrusted to a team that works in harmony, and with passion. Those who choose to work for us embrace a philosophy: to make great quality wines that are the ultimate expression of the terroir, of this plateau of land that is unique in the world—close to the sea, aired by the Mediterranean. Year after year, it’s our wish to make our wines evermore extraordinary. Right here, 15 years ago, when wild boars were still scampering about this dreamland, I understood the meaning of terroir.” In Argentiera everyone recognizes the foresight of the Incisa della Rocchetta family, who in the 1940s planted Cabernet Sauvignon vines. “It’s a good story, one that makes Bolgheri great, and Sassicaia was a fundamental point for all of us,” adds Fratini. “If not for Ornellaia and Sassicaia, we wouldn’t be here today. In this region, there is harmony and collaboration among wine producers,” says Zilieri. Today the Argentiera Estate is the third largest of the region, with a market comprised of 30% within Italy and 70% abroad—most notably Switzerland, United States, Germany, Canada, and Russia, with new markets growing. In Bolgheri, the Fratini are the only producers of pure Cabernet Sauvignon. “This wine is dedicated to my grandchildren,” says Marcello Fratini, smiling, “for this reason it must be unique, one-of-a-kind, but above all it represents, for the moment, our finale challenge, one dedicated to future generations.”

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Some moments of our tasting experience, some pictures of the winery (vineyards and cellar), Marcello Fratini (above, on the right), Federico Zilieri dal Verme (right in the middle)


Vertical wine tasting degustazione a cura della commisione di assaggio AIS Toscana

2011 2007

2010 2006

72

2009 2005

2008 2004


Vertical wine tasting

VINO ARGENTIERA Primissima annata la 2003 poche bottiglie, annata caldissima, vigne ancora non pronte. Dalla 2004 incominciano ad arrivare espressioni più equilibrate e di territorio. The earliest vintage was in 2003, a hot year, with immature vineyards resulting in very few bottles produced. In 2004, the vines began to take on the balanced expressions of the territory.

2011

Non ancora uscita, ci sono grandi aspettative in tutto il bolgherese. Concentratissimo. Naso ricco e denso di profumi. In bocca entra caldo con un tannino ancora da smussare con il tempo e dalla permanenza in bottiglia. In prospettiva è il vino con maggiori potenzialità. Still not released on the market, yet there are great expectations for this vintage, especially throughout the Bolgheri area. Highly concentrated, with a rich and densely perfumed aroma. The first sip is warm, with a tannic element yet to be mellowed with aging. A wine with great future potential.

2010

Tanto sole e stagione diluita bene dal punto di vista idrico. La pianta non è mai andata sotto stress. Rubino intenso e luminoso. Naso dai cenni boschivi e vegetali. La bocca è armoniosa, potente ed elegante dal finale assolutamente da riscrivere a lungo. A season comprised of much sun and the right amount of rain meant vines did not endure stress. Intense and bright ruby red. Hints of forest and vegetation in the aroma, a harmonious, powerful, and elegant mouthfeel, and a finish to remember.

2009

Grande selezione in vigna per via del CAB che non si era ben espresso. Quindi buon frutto e per via della selezione ottima annata. Il Merlot supera il Cabernet Sauvignon. Concentrato e di grande appeal nel bicchiere. Si apre con un fruttato variegato spinto da un alcol che non si cela. Anche in bocca necessita forse di qualche anno ancora per raggiungere un equilibrio gustativo perfetto. Non mancano le componenti per pensare ad un lungo

cammino davanti. A great selection in the vineyard due to the CAB that did not develop well, and overall excellent vintage selection so all turned out well. The Merlot surpassed the Cabernet Sauvignon. Concentrated and highly appealing in the glass. It opens with a complex fruitiness driven by discernable alcohol. A flavor that with a few years more perhaps will obtain the perfect flavor balance. We shall meet this vintage at the end of its journey, with much more to consider.

2008

Poco ventilata ma grande annata. Migliore del 2007 perché più elegante. Splendida veste nel bicchiere. All’olfatto è aristocratico ed elegante. Al gusto sorprende per saper contenere in un grande equilibrio potenza e tannini fini ed eleganti. Il finale saporito è lungo come da copione. Vino molto coerente. A not terribly windy but excellent year. Surpasses 2007 with its superior elegance. Gorgeous in the glass. The aroma is aristocratic, stylish, and the flavor surprises as it balances at length the potency with the fine, elegant tannins. The finish is flavorful and long. A very consistent wine.

2007

Settembre molto asciutta con tramontana! (Maturazione velocizzata). Potenza. Ancora concentrazione nel bicchiere, di grande fascino. Naso inizialmente chiuso, poi boiserie, cuoio, tabacco Kentucky, frutto maturo, petali di rosa sotto spirito. In bocca non manca di potenza, ma sembra essere sotto controllo da un tannino ben fatto e dalla buona sapidità che si percepisce. Finale caldo, asciutto e fruttato con cenni di sambuco. The dry north wind dominated September, speeding up maturation. Potent, again concentrated in the glass, a fascinating wine. The aroma, closed at first, opens up to reveal woodiness, leather, Kentucky tobacco, ripe fruit, and an under-hint of rose petal. The potency is countered with the right tannins and a good, discernable flavor. Warm finish, dry and fruity, with hints of elderberry.

2006

Più concentrato dei precedenti. Il frutto è denso, croccante, integrato da ricordi di macchia

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mediterranea, alloro, ginepro, leggera mineralità. Al palato entra con personalità, alcol e tannini ben bilanciati con una trama elegante che riesce a esprimersi soprattutto nel finale lungo. Even more concentrated than its predecessors. Densely fruity, crisp, infused with the Mediterranean shrub essences with bay leaf and juniper, and slightly mineral. It reaches the palate with personality, alcohol and tannins wellbalanced with an elegant texture that allows this wine to express itself with a long finish.

2005

Elegante ma non ha dato il massimo secondo l’azienda. Buona concentrazione, compatta e limpidezza. Note di tabacco seguite da un frutto che diventa più invadente e spiazzante. In bocca l’ingresso è più contenuto e armonioso anche se il finale non è lungo. La bocca è però più appagata: questo è il suo momento! An elegant vintage but one that has not reached full potential according to the wine-makers. A good concentration, density, and clarity. Notes of tobacco followed by a fruitiness that grows overpowering, disorienting. The flavor is contained and harmonious, although the finish not long. The mouth is gratified however, and for a moment that is enough.

2004

Ottima annata per Bolgheri e nuovi anche i vigneti (impianti dal 1999 al 2000 per il 50% dei produttori). Rubino intenso concentrato. Non perfettamente limpido. Naso di caffè e torrefazione dolce. Macchia mediterranea intrisa mirabilmente da note di frutta sotto spirito, olive in salamoia, sbuffi di capperi. Seguono liquirizia e pelle inglese. Ingresso in bocca potente dove la componente alcolica riesce ad equilibrarsi con tannino levigato quanto basta per donare gusto al sorso e lunghezza. An excellent year for Bolgheri, and with vineyards young (planted from 1999 to 2000 for 50% of the producers). Intense, deep ruby red. Not perfect clarify. An aroma of mild roasted coffee, with the Mediterranean maquis coming through in the notes of fruit, alcohol, olives, capers, followed by licorice and English leather. Powerful in the mouth, the alcohol component balanced enough with the smooth tannins for lingering flavor.


vertical wine tasting text Teresa Favi

Tre diamanti per un sogno

La storia di ColleMassari e delle sue eccellenze nel Montecucco, a Montalcino e a Bolgheri Three diamonds for a dream. The story of ColleMassari and its excellent wines in Montecucco, Montalcino and Bolgheri Un’avventura iniziata 15 anni fa, quando Claudio Tipa con la sorella Maria Iris decisero di realizzare un sogno legato alla terra, al vino e alla Toscana. L’azienda ColleMassari, di cui sono proprietari, ne è la concretizzazione. Tre tenute diverse ma che condividono la stessa visione legata al terroir rispettato con un profondo senso d’appartenenza e ad uno spirito imprenditoriale dinamico e strategico. La storia del Castello di ColleMassari, tra le province di Grosseto e Siena, inizia nel 1998. La collina Montecucco, che presta il nome alla denominazione, si trova all’interno dei 1200 ettari che compongono la tenuta. Più recente l’acquisizione di Fattoria Poggio di Sotto, che gode di una posizione invidiabile nella Doc del Brunello di Montalcino: i vigneti sono posti a diverse altitudini, ben illuminati e attraversati dal vento che risale dalla valle del fiume Orcia fino al Monte Amiata. L’acquisto di Grattamacco nel 2002 fu un fatto del tutto casuale. Il precedente proprietario, un pioniere del Bolgheri, per cedere la proprietà a cui aveva dedicato tutto sé stesso dal 1977, cercava un personaggio che potesse garantirgli la continuazione della stessa filosofia di produzione. Lo trovò in Claudio Tipa, e i risultati che ne sono conseguiti non hanno tradito il preesistente spirito aziendale. Siamo a 100 metri sul livello del mare, tra Castagneto Carducci e Bolgheri, in una zona particolarmente vocata - dato il clima asciutto e mite e le notevoli escursioni termiche - alla produzione di corposi vini rossi. Dei 35 ettari della tenuta, 14 sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica con vitigni di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, certificati dal 1998. La natura diversificata dei terreni conferisce al podere una grande versatilità, caratteristica apprezzabile nella forte struttura delle produzioni. La annate di Grattamacco Bolgheri Rosso Superiore Doc degustate qui di seguito raccontano questa grande storia di rispetto, di passione e di sfide.

An adventure which began 15 years ago, when Claudio Tipa, together with his sister Maria Iris, decided to fulfill a dream tied to the land, to wine and to Tuscany. The ColleMassari winery, of which they are the owners, is the fulfilment of their dream. Three different estates but all sharing the same vision linked to the terroir, respected with a deep sense of belonging and a dynamic and strategic entrepreneurial spirit. The history of the Castle of ColleMassari, between the provinces of Grosseto and Siena, began in 1998. The Montecucco hill, which lends its name to the wine denomination, is situated within the 1,200 hectares comprising the estate. The more recently acquired Fattoria Poggio di Sotto enjoys an enviable position in the DOC area of Brunello di Montalcino: the vineyards are located at different altitudes, well exposed to the sun and crossed by the wind that rises from the valley of the Orcia river up to Monte Amiata. The purchase of Grattamacco in 2002 came about completely by chance. The previous owner, a pioneer of Bolgheri wine making, wanting to sell the property to which he had devoted his whole self since 1977, was looking for someone who would guarantee him the continuation of the same production philosophy. He found the right person in Claudio Tipa, and the results achieved have not betrayed the pre-existing spirit of the winery. We are located at 100 m asl, between Castagneto Carducci and Bolgheri, in an area particularly suitable - given the dry and mild climate and the considerable temperature fluctuations – for the production of full-bodied red wines. Of the estate’s 35 hectares of land, 14 are cultivated according to organic farming principles with Sangiovese, Cabernet Sauvignon and Merlot certified since 1998. The diversified nature of the terrains gives the farm great versatility, a valuable characteristic in the strong structure of its productions. The vintages of Grattamacco Bolgheri Rosso Superiore DOC described in the tasting notes below tell this great story of respect, passion and challenges.

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On the left page: Claudio Tipa Here, images of Grattamacco winery in Bolgheri


Vertical wine tasting degustazione a cura della commisione di assaggio AIS Toscana

Grattamacco Bolgheri Rosso Superiore DOC 65% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot, 15% Sangiovese Prodotto da una vigna di 10 ettari, a 100 metri sul livello del mare. Matura e si affina 18 mesi in barrique di primo e di secondo passaggio; 12 mesi almeno in bottiglia. Produced from a vineyard of 10 hectares, at 100 m asl. Matures and ages for 18 months in barrique in first and second passage; bottle refinement of at least 12 months.

1999

Nel calice è rosso aranciato, consistente. Al primo impatto arachidi e anacardi, burro di arachidi. Poi col passare dei minuti riaffiorano sentori di frutta particolarmente matura e una spezia non più raffinata come le annate che lo hanno preceduto. Freschezza, alcolicità e morbidezza sono ancora percettibili. Una chiusura degna del nome che porta. In the glass it is orange red, consistent. A first impact of peanuts and cashews, peanut

butter. Then within minutes, hints of particularly ripe fruit emerge, as well as a spice, not as refined as in previous years. Freshness, alcohol and smoothness are still perceptible. A finish worthy of its name.

2003

Rosso granato evoluto, consistente. Avvicinando il calice al naso affiorano sentori di frutta matura nera con note speziate (cannella), questo è etereo! Perde un po’ di struttura (non ha i connotati del 2004). Di fatto piacevole al palato con freschezza e alcolicità bilanciata che sorreggono ancora il vino, ormai maturo. Garnet red, evolved, consistent. Approaching the glass to the nose hints of ripe black fruit emerge together with spicy notes (cinnamon); this is ethereal! It loses a bit of structure (it does not have the characteristics of the 2004). Pleasant on the palate with a good balance of freshness and alcohol still supporting the now mature wine.

2004

Nel calice rosso granato e consistente. Al primo naso colpisce la solita sensazione ol-

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fattiva valutata sulla guida AIS duemilavini del 2008, basilico e poi erbaceo con sentori di bacca di ginepro, aghi di pino ed ancora ampiamente speziato, note dolci di cannella, balsamico (eucalipto) e per non dimenticarsi i sentori fruttati, mirtillo e ribes nero leggermente etereo. Al palato caldo ed avvolgente con in contrapposizione una chiara freschezza e tannini finissimi. Maturo. Grande eleganza e sublimemente raffinato. Meravigliosamente armonico. Un’ottima annata! In the glass it is garnet red and consistent. The nose at first presents the usual olfactory sensation evaluated in the A.I.S. Duemilavini 2008 wine guide, basil and then herbal with hints of juniper berry, pine needles and yet quite spicy, with sweet notes of cinnamon, balsamic (eucalyptus), not to mention the slightly ethereal fruity hints of blueberry and blackcurrant. On the palate, it is warm and enveloping, with a contrast of clean freshness and fine tannins. Mature. Great elegance and sublimely refined. Wonderfully balanced. An excellent vintage!


Vertical wine tasting

2005 Si presenta nel calice rosso granato, colorandolo. Sentori olfattivi evoluti oltre al Cassis, terziari acetati accompagnati da note di macchia mediterranea (resine e bacche di ginepro). Al palato colpisce l’elegante morbidezza dove l’alcol potenzia la sensazione. Gustativamente perfetto elegante e persistente. Armonico. Garnet red, it colours the glass. Evolved olfactory notes in addition to blackcurrant, tertiary acetates accompanied by notes of Mediterranean scrub (resins and juniper berries). On the palate, a striking, elegant smoothness where alcohol enhances the sensation. Gustatorially perfect, elegant and persistent. Harmonious.

2006

E’ di colore rosso granato ad indicare la maturità del tempo trascorso. Al naso, sentori evoluti di frutti neri, (creme de cassis) confettura di prugna e note erbacee. Al palato particolarmente alcolico di buona morbidezza e non del tutto equilibrato. Chiude con una nota amaricante.

Garnet red colour which indicates the maturity developed over time. On the nose, evolved hints of black fruits, (crème de cassis) plum jam and herbal notes. On the palate, it is particularly alcoholic with good smoothness and not entirely balanced. Finish with a note of bitterness.

2008

Rosso rubino con chiusura granata. Al naso percezioni di frutta matura, mora e mirtillo con evidente speziatura e riconoscimenti di note di pepe bianco. Al palato è avvolgente, morbido e di buona freschezza, di interminabile persistenza gusto-olfattiva armonico e di grande eleganza. Ruby red tending to garnet. The nose presents sensations of ripe fruit, blackberry and blueberry and evident spiciness with notes of white pep-

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per. In the mouth, it is enveloping, smooth, with good freshness, and endless, harmonious and elegant gustatory and olfactory persistence.

2009

Rosso rubino intenso di grande consistenza. Al naso si presenta con sentori fruttati di cassis e mirtillo nero (fragranti), spezie dolci che ricordano cannella e noce moscata, chiude con note balsamiche. Al palato si apprezza per la grande eleganza, la pronunciata freschezza, delinea una evoluzione in divenireGiovane. Intense ruby ​​red with great consistency. The nose presents fruity hints of cassis and black raspberry (fragrant), sweet spices reminiscent of cinnamon and nutmeg, ending with balsamic notes. The palate is notable for its great elegance, pronounced freshness, presenting an evolution in the making.Young.


vertical wine tasting text Massimo Castellani

Verticale d’autore

Il Castello di Vicchiomaggio celebra i 30 anni del Ripa delle More Vicchiomaggio Castle celebrates 30 years of the Ripa delle More Siamo a due passi da Greve in Chianti, in cima ad un tipico poggio chiantigiano che domina la Val di Greve. Il Castello, di origine longobarda, diventò nel Rinascimento una villa signorile nella quale soggiornarono anche Leonardo da Vinci e Francesco Redi. Sangiovese il vitigno principale, insieme ad un po’ di Canaiolo; Cabernet Sauvignon e Merlot furono aggiunti negli anni. Gli oltre 30 ettari di vigneto danno luogo prevalentemente a Chianti Classico. I vitigni internazionali sono invece complementari del Sangiovese negli IGT Ripa delle Mandorle e Ripa delle More fino ad arrivare al Merlot in purezza, fatto in un numero limitatissimo di bottiglie a partire dal 2004. Il Ripa delle More è stato il veicolo della sperimentazione e nel corso degli anni ha subito importanti variazioni di uvaggio e vinificazione. Rappresentò una trasgressione dell’uvaggio chiantigiano, quando uscì nel 1980 come Sangiovese in purezza. Successivamente ha sposato vitigni internazionali prima con l’introduzione del 20% di Cabernet Sauvignon e poi anche di un 10% di Merlot fino ad arrivare all’uvaggio attuale dato da 50% di Sangiovese, 30% di Cabernet Sauvignon e 20% di Merlot. La sua verticale parte dalle annate più recenti, in cui il Sangiovese è solo la metà dell’uvaggio e anche se è inizialmente offuscato dall’impeto degli internazionali (2009 e 2010), dopo qualche anno di affinamento in bottiglia emerge con la sua tipica personalità chiantigiana (2006). Ma il tempo dà giusto riconoscimento alle scelte assunte in precedenza: il Ripa delle More supera brillantemente il traguardo dei 10 anni come dimostrano le vendemmie 2001 e 2004 ed andando più indietro continua a sedurre con classe ed eleganza.

We are not far from Greve in Chianti, on top of a typical Chianti hill overlooking the Val di Greve. The Castle, with Lombard origins, in the Renaissance became a manor house where Leonardo da Vinci and Francesco Redi also stayed. Sangiovese is the main grape variety along with a little Canaiolo. Cabernet Sauvignon and Merlot were added over the years. More than 30 hectares of vineyards are cultivated to produce primarily Chianti Classico. The international varieties are complementary to Sangiovese in the IGTs Ripa delle Mandorle and Ripa delle More, arriving at Merlot for purity, made in a limited number of bottles since 2004. The Ripa delle More has been the vehicle for experimentation and over the years has undergone major changes in blends and winemaking techniques. It represented a transgression in Chianti blends when it came out in 1980 as Sangiovese. Later it was blended with international varieties. First came the introduction of 20% Cabernet Sauvignon and then also a 10% Merlot, arriving at the current blend of 50% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon and 20% Merlot. Its tasting starts with the most recent years, when Sangiovese was only half of the blend, and while it is initially overshadowed by the force of the international varieties (2009 and 2010), after a few years of aging in the bottle, its typical Chianti personality emerges (2006). But time gives due recognition to the decisions taken earlier: Ripa delle More brilliantly passed the 10 year milestone as shown by the 2001 and 2004 vintages, and going further back continues to seduce with class and elegance.

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On left:John and Paola Matta, and their sons. Here, above: view on the Vicchiomaggio castle where Leonardo da Vinci and Francesco Redi also stayed ; below: details of the 30 hectares of vineyards of the property


Vertical wine tasting degustazione a cura della commisione di assaggio AIS Toscana

2010

2009

2006

2004

2001

2000

1997

1994

1991

1988

1980

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Vertical wine tasting

Toscana IGT Ripa Delle More

Circa 20 mesi in barrique nuove con tostatura medio-bassa ed essenze legnose poco invadenti; riposa un ulteriore anno in cantina prima dell’imbottigliamento. About 20 months in new barrels with mediumlow heating and unobtrusive woody essences; it rests another year in the cellar before bottling.

2010

50% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot. 14,5% alcol Rubino profondo con riflessi vivaci. Esuberanza di profumi fruttati e balsamici con ciliegia, gelso e ribes insieme a mentolo, violetta, legno di sandalo e cuoio. Pieno ed avvolgente, tannino non ancora completamente domato, deciso l’attacco fresco che assicura un lungo percorso evolutivo. Deep ruby red with bright reflections. Exuberant fruity and balsamic perfumes with cherry, mulberry and red currant along with menthol, violet, sandalwood and leather, finishing with bitter chocolate. Full and enveloping tannins are not fully tamed.

2009

50% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot. 14,5% Rubino profondo luminoso. All’olfatto amarena, sottobosco, poi pepe, liquirizia e vaniglia, per finire con accenni minerali. Rotondo con tannino integrato che contribuisce alla struttura insieme alla sapidità, ma si assottiglia nel finale. Un vino in divenire, chiude balsamico. Deep luminous ruby red. Nose of black cherry, underbrush, then pepper, liquorice and vanilla, finishing with mineral hints. Round with integrated tannins that contribute to the structure along with the flavour, but tapering away at the end. A wine in the making, balsamic finish.

2006

50% Sangiovese, 30% Cabernet sauvignon, 20% Merlot. 14,5 % Colore cupo ammaliante. Bouquet forte ed elegante. La composta di prugne e amarene introduce i tratti più emblematici del sangiovese come la foglia di tabacco, la terra, la carne, poi chiude con l’eucalipto. Ha tannini straordinari, sapidità e acidità, finale di rosmarino e liquirizia. Dark captivating colour. Bouquet strong and elegant. The composition of plum and black cherry introduces the most emblematic features of Sangiovese, such as tobacco leaf, earth, meat, then closes with eucalyptus. The tannins are extraordinary, beautiful finale of rosemary and liquorice.

2004

60% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon, 10% Merlot. 13,5% Rubino luminoso con accenno granato sul bor-

do. Si avverte l’evoluzione al naso con fiori appassiti, confettura di susine e scorza d’arancio, carruba, tabacco, cannella, anice stellato, selvaggina. In bocca è succoso con tannini perfettamente integrati. Lunghissima scia finale di arancia sanguinella. Bright ruby red with a hint of garnet on the rim. The development starts in the nose with dried flowers, plum jam and orange peel, carob, tobacco, cinnamon, star anise, game. The palate is juicy with perfectly integrated tannins and good acidity. The finale is a long trail of blood orange, influenced by the drying sensation of alcohol.

2001

60% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon, 10% Merlot. 13,5% Incantevole alla vista il colore rosso rubino. Intensità, complessità ed eleganza conquistano l’olfatto con espressione floreale accattivante, confettura di ciliegie e more, tabacco da pipa, pepe, liquirizia, carne. Ingresso morbido con grande percezione di frutta, tannino perfetto. Enchanting bright and deep ruby red colour. Intensity, complexity and elegance, capturing the sense of smell with captivating floral notes, cherry and blackberry jam, pipe tobacco, pepper, liquorice, meat. First taste is soft with great perception of fruit, perfect tannin.

2000

80% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon. 13,5% Rosso granato pieno e luminoso. Bouquet evoluto con succo di mora e scorza d’arancio, erbe aromatiche e humus, sangue, tabacco, cuoio, cannella, caramella inglese, cioccolato, nocciola tostata, caffè. Caldo e morbido con tannino setoso, sensazione fruttata integra, sapido e fresco. Fermo nel suo percorso gustativo con finale fumé. Full and bright garnet red. Bouquet evolved with blackberry juice and orange peel, herbs and humus, blood, tobacco, leather, cinnamon, English Toffee, chocolate, toasted hazelnut, coffee. Warm and soft with silky tannins, intact fruity sensation, flavourful and fresh. Firm in its development of taste with a smoky finale.

1997

80% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon. 13,5% Rosso granato compatto. Olfatto variegato con prugna secca, scorza di arancio, ciliegia sotto spirito, cipria, sigaro toscano, nocciola tostata, cioccolatino al caffè e rabarbaro, infine anche note ferrose. Ingresso pieno in bocca, sviluppo lineare con ritorni aromatici vegetali. Ha acidità, bel frutto, sapidità e buona PAI. Compact garnet red. Varied nose with dried plum, orange peel, cherries in alcohol, face powder, Tuscan cigar, toasted hazelnuts, coffee chocolate and rhubarb, and finally also ferrous notes. Full bodied in the mouth, linear development with lingering aromas of aromatic plants. It has

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acidity, good fruitiness, flavour and good PAI.

1994

100% Sangiovese, 13% Rosso granato con riflessi aranciati. Profumi tutti terziari con scorza d’arancio e cedro candito, rabarbaro, chiodo di garofano, selvaggina, nocciola tostata e legno di sandalo. Nonostante note ossidative al gusto è interessante la sensazione di arancio e l’acidità. E’ snello e dinamico con tannini perfettamente integrati e buona persistenza, chiude con arancia rossa e caramella balsamica. Garnet red with orange reflections. All tertiary perfumes with orange peel and candied citrus peel, rhubarb, clove, venison, roasted hazelnuts and sandalwood. It is lean and dynamic with perfectly integrated tannins and good lingering aromas, terminating with blood orange and balsamic candy.

1991

100% Sangiovese, 13% Rosso granato scarico tendente all’aranciato. I profumi sono sottili ma integri e fini. Confettura di prugne, tabacco da pipa, cardamomo, cioccolato. Sottile anche al gusto con sensazioni fruttate piacevoli, tannino delicato ma corretto, fresco e sapido Sorprendentemente integro! Pale garnet tending to orange. The scents are subtle but intact and fine. Plum jam, pipe tobacco, cardamom, chocolate. Subtle pleasant fruity sensations, delicate tannin but balanced, fresh and fruity. Surprisingly intact!

1988

100% Sangiovese. 13% Rosso granato luminoso. Colpisce il bouquet di gelatina di lampone e farina di castagne, nocciola, burro di arachidi, juta, humus, alloro. La grande freschezza del Sangiovese è protagonista con tannino ancora integro e buona sapidità data dalla forza delle vecchie vigne. Pale garnet red. It has a striking bouquet of raspberry jelly and chestnut flour, hazelnut, peanut butter, jute, humus, laurel. The freshness of the great Sangiovese is the protagonist with flavour and tannin still intact, and good flavour from the strength of the old vines.

1980

100% Sangiovese. 13% Rosso granato tendente all’aranciato. Espressione delicata di evoluzione con cipria, sciroppo di tamarindo e di lampone, medicinale, marron glacé, juta, essenza balsamica. Tannino stranamente asciugante malgrado i 30 anni. Godibilissimo Garnet red to orange. Delicate evolution with powder, tamarind syrup and raspberry, medicinal hints, marron glacé, jute, balsamic essence. Tannin strangely dry despite the age of 30 Very enjoyable.


Located in the Scansano area, the Terenzi farm is comprised of 62 hectares of vineyards that, in addition to 14 hectares of splendid olive groves


vertical wine tasting text Sara D’Oriano

Tra modernità e tradizione

L’azienda agricola Terenzi: una storia che corre verso il futuro Between Modernity and Tradition. The Azienda Agricola Terenzi: a story moving towards the future Non ha una lunga storia, è nata infatti solo nel 2001, ma l’azienda agricola Terenzi porta con sé tutto il sapore antico di una terra, la Maremma, che ha molto da insegnare in fatto di genuinità e schiettezza. E forti del coraggio di uomini e donne, nobili, butteri e contadini, che nei secoli hanno sfidato questa natura tanto bella quanto ribelle e difficile da domare, riuscendo nel loro intento, così la famiglia Terenzi ha raccolto la sfida di una terra difficile da gestire ma che ripaga con prodotti senza pari. La storia dei Terenzi è intrisa di un amore viscerale per le proprie radici, per il lavoro tra i filari di vite che li spinge, con semplicità e modestia a portare il proprio originale contributo e a trasmettere la tradizione che li ha plasmati a loro volta. Oggi, l’azienda agricola si distingue per prodotti molto eleganti e puliti, in contrasto con ciò che la Maremma ha finora offerto, caratteristica che avvicina i vini alle produzioni della Toscana più interna. L’azienda sorge nel comprensorio di Scansano e può contare su 62 ettari vitati che, oltre a 14 ettari di splendidi ulivi secolari, producono in monovitigno il Sangiovese, da cui vengono ricavate tre tipologie di Morellino di Scansano, caratterizzati quindi da una purezza distintiva. Vermentino e Viognier, un Doc Maremma e un Igt completano il quadro di una cantina funzionale e moderna di 3.000 mq costruita in armonia con il paesaggio e dotata delle più moderne tecnologie. L’intero processo produttivo è gestito e visionato da Giuseppe Caviola, uno dei primi enologi a livello italiano e internazionale, una garanzia di qualità, cura e passione che coinvolge l’intero staff di questa azienda dal sapore schiettamente familiare, proprio come la Maremma in cui è nata.

It doesn’t have a long history-it was started in 2001-yet the Terenzi farm captures all the ancient flavor of the land known as the Maremma, a land with much to teach us about authenticity and sincerity. And of strong men and women of courage, of nobles, butteri cowboys and peasant farmers, who over the centuries have challenged this beautiful, rebellious, difficult-to-tame land and won. Like them, the Terenzi family has faced the challenge of lands that are tough to manage but that also reward efforts with unequaled products. The Terenzi story is steeped in a visceral love of their own roots, of working among the vines that drive them with simplicity and modesty to create an original contribution of their own, while transmitting the traditions that have shaped them along the way. Today the farm is known for its very elegant product, in contrast with that which the Maremma has offered before, a feature that comes closer to the wines produced in more central Tuscany. Located in the Scansano area, the farm is comprised of 62 hectares of vineyards that, in addition to 14 hectares of splendid olive groves, produce a single varietal, Sangiovese, from which it obtains three types of Morellino di Scansano characterized by a distinct pureness. Vermentino and Viognier, a DOC and an IGT Maremma complete this picture of a modern, fully-functional wine producer, including the 3,000 square-meter cellar constructed in harmony with the surrounding landscape and equipped with the most modern technology. The entire production process is managed and overseen by Giuseppe Caviola, one of the first winemakers on the Italian and international levels-a guarantee of quality, care, and passion that involves the entire staff of the farm, genuine as the Maremma in which he was born.

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Vertical wine tasting degustazione a cura della commisione di assaggio AIS Toscana

2005 2009

2006 2009

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2007 2010

2008 2010


Vertical wine tasting

TERENZI

Morellino di Scansano DOCG Riserva Affinamento: 12 mesi in tonneaux e botte grande di Slavonia, 6 mesi in bottiglia Uve: 100% Sangiovese Fining: 12 months in tonneaux and Slavonian oak barrels, 6 months in bottles. Grapes: 100% Sangiovese Morellino di Scansano DOCG Riserva Madrechiesa Affinamento: 12 mesi in botte grande di Slavonia, 6 mesi in bottiglia Uve: 100% Sangiovese Fining: 12 months in tonneaux and Slavonian oak barrels, 6 months in bottles. Grapes: 100% Sangiovese

Morellino di Scansano Riserva 2005

Rosso granato di buona consistenza e vivacità. Frutta rossa in confettura, amarena e prugna cotta, pout-purrì di petali macerati, tostatura e accenni di humus e sottobosco. Bocca equilibrata, tutte le componenti agiscono in sinergica armonia per disegnare un insieme composto, misurato ed elegante. Finale lungo, dai piacevoli ritorni fruttati e salini. Garnet ruby red with consistent and lively texture. Notes of preserved red fruits, black cherries and stewed plums, potpourri of macerated petals with roasted notes and hints of humus and underbrush. The mouth is well balanced, all the components in perfect harmony leading to a complex, well-balanced and elegant taste. Long finish with pleasant fruity and salty notes.

Morellino di Scansano Riserva 2006

Rosso rubino pieno con lampi granato. Frutti rossi maturi, speziatura di pepe nero e chiodi di garofano, mineralità ferrosa e arancia sanguinella. In bocca mostra carattere e slancio, tannini ben presenti, freschezza in rilievo a equilibrare la dolcezza del frutto e la componente alcolica. Centro bocca pieno e deciso, lunga persistenza che chiude sul frutto e su una lieve astringenza. Full ruby red with garnet bright reflections. Ripe red fruits, spicy notes of black pepper and cloves, iron mineral notes and blood orange. In the mouth it reveals its character and liveliness, very present tannins, its dominating freshness creates a beautiful harmony between the sweetness of the fruit and the wine’s alcoholic content. Full and definite center mouth, long persistence with a bit of sweet fruit in the finish and light astringency.

Morellino di Scansano Riserva 2007

Morellino di Scansano Riserva Madrechiesa 2009

Colore rosso rubino vivace con accenni granato. Inizialmente compresso, col tempo si apre su un fruttato maturo e variegato, completato dalla dolce speziatura di cannella e pepe nero, fino ad arrivare a note di rabarbaro, china e sottobosco. In bocca è esuberante, frutto e ricchezza materia sono bilanciate da una piacevole freschezza. Sul filo dell’equilibrio, buona persistenza. Lively ruby red with light garnet reflections. Concentrated at the beginning, it slowly reveals notes of ripe, variegated fruits accompanied by the sweet scents of cinnamon and black pepper followed by notes of rhubarb, quinine and underbrush. Exuberant in the mouth with perfect balance between fruit concentration and richness of texture due to the wine’s pleasant freshness. “Razor’s edge” of balance, good persistence.

Colore rubino, trasparente e luminoso. Apertura elegantemente floreale, poi un tripudio di piccoli frutti rossi maturi, grafite e pietra bagnata, note di terra, cipria e felce. Ingresso sottile e delicato, minerale e fresco, poi esplodono il frutto e la componente tannica, donando dinamicità e profondità al sorso. Coerente, saporito e fruttoso, esecuzione tecnica perfetta. Transparent, bright ruby red. It opens with elegant floral notes followed by intense scents of ripe red berries, graphite, wet stones, earth, face powder and fern. The mouth-feel is soft, delicate, mineral and fresh until this wine’s explosive fruit character and tannic structure are revealed to make it more dynamic and deeper. Well-structured, tasty, perfectly made and balanced.

Morellino di Scansano Riserva 2008

Morellino di Scansano Riserva 2010

Rubino di media vivacità che si diluisce sul bordo. Amarena Fabbri, note mentovate, spezie orientali, curry e pepe rosa, rabarbaro e anice stellato. Sorso austero, caratterizzato dalla forza tannica legata ad una salinità spiccata che dona grinta e verticalità. Grande personalità e potenziale per il futuro. Media lunghezza, finale teso e fruttato. Ruby red of average liveliness with some lightening on the edges. Wild cherries in syrup, mentholated notes, oriental spices of curry and pink pepper, rhubarb and star anise. Austere, its strong tannic structure underpinned by veins of salinity contributes to the wine’s powerful and impression of verticality. Great personality and potential for the future. Average length, intense and fruity finish.

Morellino di Scansano Riserva 2009

Rosso rubino di media luminosità. Piccoli frutti rossi in gelatina lasciano il posto ad un suadente floreale di iris e violetta, note minerali, speziatura raffinata di liquirizia e legno di cedro, lieve tostatura. Ricco e avvolgente, possiede freschezza e un ottimo corredo tannico. Buona progressione gustativa, finale lungo e intensamente fruttato. Ruby red of average brightness. Notes of jelly red fruits followed by seducing floral scents of iris and purple violets, mineral notes, elegant spicy aromas of licorice and cedar tree and light roasted notes. A rich and enveloping wine, fresh and with a perfect tannic structure. Very good progression of fresh aromas, long and intense fruity finish.

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Rubino di media intensità, consistente. Intrigante fruttato di amarena e ciliegia matura, a seguire note floreali e speziatura scura di china e corteccia. Al palato è intenso, giocato sulla saporosità del frutto e sul buon equilibrio tra la ricchezza alcolica e la vena fresco-tannica. Lunga persistenza, coerente, fruttata e lievemente astringente. Ruby red of average intensity and consistent texture. Intriguing fruity notes of black cherries and ripe cherries followed by floral and dark, spicy notes of quinine and bark. The mouthfeel is intense, revealing the tastiness of the fruit and the good balance between the wine’s rich alcoholic content and fresh-tannic vein. Long persistence, well-structured and balanced, fruity and slightly astringent.

Morellino di Scansano Riserva Madrechiesa 2010

Veste rosso rubino vivace. Notevole intensità olfattiva, ribes e fragoline di bosco, speziatura delicata, lampi minerali e balsamici. Ingresso deciso e fresco, il sorso poi si amplifica in progressione dimostrando grande avvolgenza e struttura. Lievi asperità giovanili che il tempo provvederà a smussare. Cavallo di razza, possiede carattere e grinta, persistenza calda e fruttata. Lively ruby red texture. Olfactory profile of remarkable intensity, currants and wild strawberries, delicate spices, mineral and balsamic scents. The mouth-feel is powerful and fresh, slowly becoming fuller and revealing its enveloping character and structure. Light young tannin that will be smoothed out over time. A thoroughbred that has character and determination, hot and fruity persistence.


wine tasting text Sara D’Oriano

Brunello di Montalcino Val di Suga - Vigna Spuntali

Quel ‘tre ‘che fa la differenza

Val di Suga e i suoi tre vigneti posti nei tre versanti più vocati al miglior Brunello di Montalcino Val di Suga and its three vineyards grown on the three slopes that are best for Brunello di Montalcino Val di Suga is an unusual winery for the Montalcino area: it is one of the few to have vineyards growing in several places in the hill and the only winery having vineyards planted on the most suited slopes for the production of Brunello di Montalcino wine, allowing to get the very best out of the grapes and produce well-balanced wines that combine Sangiovese Grosso’s typical longevity with immediate enjoyment. 55 hectares planted with Sangiovese grapes on three slopes, with three different exposures to sunlight and three different soil types. Vigna Spuntali is a 14-hectare vineyard set near Sant’Angelo in Colle, at 300 meters above sea level, with a South-West exposure. The Brunello wine coming from this vineyard is full-bodied, well-structured and alcoholic, with a rich bouquet ranging from ripe fruit to spices evolving into notes of tobacco and chocolate. The vineyard with South-East exposure, Poggio al Granchio, spreads over 18 hectares, planted near Abbazia di Sant’Antimo, at 320 to 380 meters above sea level. These wines feature a higher alcohol content, but the lightness of the soil lends elegance and delicacy of aroma. Vigna del Lago is the part of Val di Suga’s vineyards surrounding the winery. It covers 23 hectares, of which five overlooking the small lake that gives its name to the vineyard. The area’s mild climate is due to the proximity of the lake. That is why this Brunello wine features harmonious and graceful aromas and structure, balancing perfectly between body and elegance. Instead, Brunello Val di Suga is a blend of the grapes from the southern vineyards and the northern vineyards: a wine that aims to achieve the perfect balance between the three terroirs’ characteristics.

Val di Suga è una azienda inconsueta nel territorio montalcinese: è una delle poche a detenere vigneti in punti diversi della collina e l’unica a possederli nei tre versanti più vocati per la produzione del migliore Brunello di Montalcino, caratteristica che permette di sfruttare i differenti frutti producendo vini molto equilibrati e armoniosi, che coniugano alla proverbiale longevità del Sangiovese Grosso una pronta godibilità. 55 ettari complessivi coltivati a Sangiovese nei tre versanti, con tre esposizioni e tre realtà geologicamente diverse. La “Vigna Spuntali” è un vigneto di 14 ettari situato nelle vicinanze di Sant’Angelo in Colle , posto a 300 mt s.l.m., con esposizione a Sud-Ovest. Il Brunello proveniente da questo vigneto è robusto, strutturato ed ha un importante tenore alcolico, con un bouquet ricco che varia dalla frutta matura alle spezie ed infine al tabacco ed al cioccolato. La vigna esposta a Sud–Est, ‘Poggio al Granchio’, è formata da 18 ettari, collocati nei pressi dell’Abbazia di Sant’Antimo, ad un’altitudine compresa tra 320 e 380 mt. S.l.m.. I vini sono più alcolici, ma con la leggerezza del suolo acquistano in eleganza e delicatezza di profumi. La “Vigna del Lago” è una parte del vigneto di Val di Suga circostante la cantina. Qui gli ettari sono complessivamente 23, solo 5 quelli prospicienti il piccolo lago da cui prendono il nome. La vicinanza del Lago influenza il microclima circostante, rendendolo particolarmente mite. Ciò permette di ritrovare in questo Brunello dei caratteri equilibrati ed armoniosi nei profumi e nella struttura, bilanciando perfettamente corpo ed eleganza. Il Brunello Val di Suga invece è un blend determinato dall’unione del vino ottenuto dai vigneti a sud e da quelli a nord: un vino che aspira al perfetto equilibrio tra le caratteristiche dei tre terroir.

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wine tasting degustazione a cura della commisione di assaggio AIS Toscana

Brunello di Montalcino 2009 Val di Suga Rosso rubino con lampi granato. Profumi dolci e giovanili di piccoli frutti rossi, floreale di violetta e lavanda, legno di sandalo, anice e rosmarino, speziatura discreta di cipria. L’ingresso in bocca è fresco e giocato sulla saporosità del frutto, poi emergono le note calde e tannini misurati e ben calibrati. Centro bocca pieno e di buona densità. Media persistenza e finale piacevolmente caldo e fruttato. Ruby red with shades of garnet. Sweet, fresh aroma of red berries, violet flowers and lavender, sandal wood, anise and rosemary, and subtle powdery hints. The first sip is fresh and teases out the fruity flavors, followed by warm notes of moderate, finely-calibrated tannins. The mouth-feel is full and dense, with medium persistence and a pleasantly warm and fruity finish.

Brunello di Montalcino Poggio al Granchio 2009 Rosso rubino vivace. L’olfatto si esprime in modo vigoroso e variegato, regalando un’ottima successione di profumi. In bocca è deciso e avvolgente, di grande struttura senza perdere

in eleganza. Calore e tannini scalpitanti si contendono la scena, poggiati su una vena frescosapida che riesce a non far perdere slancio al sorso. Lunga persistenza, fruttata e appagante, chiude lievemente astringente. Grandi prospettive future. Vibrant ruby red. A vigorous and complex range of scents, with a decisive and well-rounded flavor structure that does not compromise elegance. Warm and biting tannic properties contend with each other, relying on a fresh, flavorful vein that maintains momentum with each sip. Long, fruity, satisfying finish, lightly astringent. A wine with a promising future.

Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2009 Vivace rosso rubino. Al naso si presenta misurato e aggraziato, mai esuberante o invadente, di impianto tradizionale. Il sorso è verticale e di carattere deciso. La forza alcolica è domata dalla grande sinergia tra tannini didascalici e omogenei e la componete fresca ben presente. Persistenza notevole, finale coerente, dai ritorni agrumati e salini. Lively ruby red. The aroma is measured and graceful, never overpowering or invasive, from

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a traditional vineyard. The first sip soars and is decidedly strong. The alcoholic strength is tamed by the perfect synergy between consistent tannins and a well-presented freshness. Remarkable persistence, with a rounded, citrusy, salty finish.

Brunello di Montalcino Vigna Spuntali 2009 Rosso rubino a trama fitta e compatta. Olfatto caldo e ammiccante, figlio dell’assolato versante Spuntali. L’impatto gustativo è ricco e avvolgente, dotato di buona freschezza e tannini apprezzabili. Progressione gustativa importante, che si amplifica in bocca, facendo apprezzare le singole componenti del vino. Forza ed eleganza procedono a braccetto, lunga persistenza speziata e boisé. Dense ruby red, with a warm and alluring aroma, a product of the sun-drenched Spuntali slope. The first flavor hints are rich and inviting, with discernable tannins and freshness, followed by a notable flavor progression that surges in the mouth, distinguishing every individual component of the wine. Strength and elegance entwine, with a long, spicy, woody finish.


wine world

La famiglia Palazzo -Loia tra vino, natura e passione The Palazzo family between wine, nature and passion La storia della Società Agricola Palazzo è anzitutto una storia d’amore, quella tra Cosimo e Antonietta, marito e moglie che acquistarono la proprietà di questa straordinaria fattoria nel versante sud/est di Montalcino nel 1983. Accomunati da origine contadine e da una condivisa passione per l’agricoltura e il lavoro della terra, Cosimo e Antonietta, dopo un periodo trascorso all’estero, decisero infatti di seguire il proprio cuore, che suggeriva loro di tornare in Italia e coltivare quei 12 ettari della loro proprietà. Il terreno arido e sassoso, particolarmente vocato alla coltivazione della vite, si dimostrò un ottimo alleato per la produzione di Brunello, che iniziò nel 1995, raggiunti gli anni necessari per la giusta maturazione della vite. Da quella prima vendemmia, la famiglia Loia-Palazzo è cresciuta, così come la cantina e, soprattutto, la qualità dei vini, che hanno raggiunto un livello di eccellenza tale da riflettere l’integrità e la dedizione del nome che portano. Fondamentale, a questo proposito, l’apporto dei quattro figli, impegnati attivamente nell’azienda e la cui esperienza è già destinata a proseguire con la terza generazione, quella dei nipoti di Cosimo e Antonietta, ancora piccoli, ma che spontaneamente coinvolti e attratti dalla vita della fattoria. La produzione è volutamente di dimensioni ridotte, circa 22 mila bottiglie l’anno, per far sì che sia la famiglia stessa ad occuparsi dell’intera filiera, dalla coltivazione della vite, alla vinificazione, l’invecchiamento, l’affinamento, l’imbottigliamento ed il confezionamento, fino alla vendita del vino. Le uve vengono raccolte rigorosamente a mano ed accuratamente selezionate per garantire la massima qualità. Il risultato, una selezione di Brunello di Montalcino che spazia dalla riserva al rosso, fino alla grappa.

The story of the Società Agricola Palazzo is a love story in the first place, the love story of Cosimo and his wife Antonietta, who purchased, in 1983, this extraordinary wine farm located south east of Montalcino. They both were born into a peasant family, sharing the same love for agriculture and farm life, and so it was that, after a period spent abroad, they decided to follow their heart and come back to Italy to cultivate the 12 hectares of land they owned. The soil was dry and stony, particularly suitable for grape cultivation, and this proved to be an element in favor of the production of Brunello, which officially started some years later, in 1995, when the vine maturation process was completed. The Loia-Palazzo family has grown from that first grape harvest, and the same is true for their cellar and the quality of their wines, which has improved dramatically over time, thus becoming a symbol of the integrity and passion that are currently associated to the name of Palazzo. A very important contribution to this comes from the couple’s four children, actively involved in the management of this winery farm house, management that will continue with the third generation of the family -grandson Cosimo and granddaughter Francesca are still young, but they already have a spontaneous love as well as a desire to actively participate in it. The Palazzo’s production is deliberately small –about 22,000 bottles per yearso that every step of the production chain can be supervised by the family members: grape vine cultivation, wine making, the aging process, wine bottling and packaging to the selling of the finished products. Rigorously hand-picked, grapes are accurately selected to ensure the maximum level of quality. The result is a Brunello di Montalcino selection that ranges from reserve to red wines and grappas.

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focus food text textelena Elena Mazzuoli Mazzuoli

La carica dei ‘certificati’

Viaggio nel panorama sconfinato e veriegato dei prodotti toscani a marchio IGP e DOP Discovering the endless and variegated IGP and DOP Tuscan products There are many ways to introduce an area. Its museums, the art, landscapes, and monuments. To convey an image of its culture to the world, Tuscany has a treasure trove of delights: its traditional products. Each one is a little book of material history, a legacy of the peasant and artisan cultures. Each one is a cultural, socio-economic identity card of the community that produces it. DOP and IGP products are an expression of our people, the peasant culture, the attention to detail that is expressed in the precise production process, today codified in production rules that ensure consumers the certainty of the origin of basic ingredients and respect for traditional workmanship. But traditional products tell an even longer story, for anyone who wants to listen. They also recount the architecture and landscape of Tuscany that man has helped to design in harmony with nature. In these products, there is the ability to best use any resource, from the rain to the sun, from the winds to the mists, to enrich flavour and preserve them in the best possible way. The creation of the typical product is therefore the result of a peasant wisdom passed down to us through centuries of a rich and complex oral tradition, now maintained by the denominations or appellations of origin. Typical products are authentic ambassadors of Tuscany. They tell us that the earth is always the same, that it has not lost its ties with the past, with the goodness and genuine quality of its flavours, products that are found everywhere along the coast, in the hills and the villages. It is a Tuscany of a thousand souls, each one different and full of sober and essential flavours, from Lunigiana with the Borgataro IGP mushroom to DOP honey, from the Apuan Alps and the quarry workers who exalted IGP Lard in their ‘marble cradles’, rocky mountains that soften in the Apennines near the Garfagnana with

Ci sono molti modi di far conoscere una terra. I musei, le opere d’arte, i paesaggi, i monumenti. La Toscana per trasmettere al mondo l’immagine della sua cultura ha uno scrigno di delizie: i prodotti tradizionali. ognuno è un piccolo libro di storia materiale, un’eredità della civiltà contadina e artigiana. Sono beni culturali, carta di identità socioeconomica della comunità che la produce. I prodotti DOP e IGP sono espressione della nostra gente, della cultura contadina, dell’attenzione per i particolari che si esprime nell’accurato processo produttivo, oggi codificato in disciplinari di produzione che assicurano al consumatore la certezza della provenienza delle materie prime e del rispetto della tradizione nella lavorazione. Ma i prodotti tradizionali raccontano ancora di più, a volerli ascoltare raccontano anche l’architettura e il paesaggio della Toscana che l’uomo ha contribuito a disegnare in armonia con la natura, in essi c’è la capacità di utilizzare al meglio ogni risorsa dalla pioggia al sole, dalle nebbie ai venti per arricchirne il sapore e conservarli al meglio. La creazione del prodotto tipico è dunque il frutto di una sapienza contadina giunta a noi attraverso secoli di tradizione orale complessa e ricca, oggi salvaguardata dalle denominazioni di origine. I prodotti tipici sono autentici ambasciatori della Toscana, ci dicono che la terra è sempre la stessa, che non ha perso i legami con il passato con le caratteristiche di bontà e genuinità dei suoi sapori che si incontrano ovunque lungo la costa, sulle colline, nei borghi. Una Toscana dalle mille anime, ognuna diversa e ricca di sapori sobri ed essenziali, dalla Lunigiana con il fungo di Borgataro IGP al miele Dop, alle Apuane con i cavatori che hanno sublimato il Lardo IGP nelle loro ‘culle di marmo’, montagne rocciose che si ammorbidiscono nell’Appennino dove

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face to face

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DOP honey from the Lunigiana


face to face

IGP Lard

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food

Rigorosi disciplinari di produzione assicurano al consumatore la certezza della provenienza delle materie prime e della lavorazione Codified in production rules that ensure consumers the certainty of the origin of basic ingredients and respect for traditional workmanship

incontriamo la Garfagnana con il Farro IGP e la Farina di neccio DOP, alla ‘Svizzera Pesciatina’ con il raro Fagiolo di Sorana IGP, il Mugello e il Pratomagno con i Marroni IGP, in mezzo le colline che regalano vigneti famosi in tutto il mondo e l’olio, unico condimento accettato dalla cucina toscana che vanta l’IGP per la produzione di tutta la Toscana con le sottozone del Chianti Classico, Terre di Siena, Colline di Firenze e Lucca, tutti DOP. Ed anche pascoli dove greggi brucano erbe profumate per delicati Pecorini DOP e fattorie dove il maiale ha un posto d’onore regalando saporiti salumi, il prosciutto DOP e il Suino Cinto Senese DOP che si sposano al pane toscano DOP. Le pagine dei sapori toscani sono molte, ben 14 le DOP e 12 le IGP, hanno interessato una superficie agricola pari quasi a 66 mila ettari ed hanno impegnato 13.631 imprese. A questa squadra di eccellenze certificate sono da aggiungere 463 Prodotti Agroalimentari Toscani, detti PAT su un totale nazionale di 4698. Il percorso per ottenere il riconoscimento dato dalla Comunità Europea ad un prodotto agricolo DOP (Denominazione d’Origine Protetta) e IGP (indicazione Geografica Protetta) è complesso, ma è una garanzia per il consumatore e un vero patrimonio gastronomico per la Toscana. La DOP ha un collegamento oggettivo e stretto tra qualità del prodotto e origine geografica, le fasi di trasformazione e elaborazione sono tutte nell’area geografica delimitata ed è riferita ad ambiente geografico comprensivo di fattori naturali ed umani come il clima, il suolo, la tradizione e conoscenza delle tecniche locali, l’IGP è legata alla reputazione del prodotto e fa riferimento all’origine geografica. Gustando questi prodotti si scopre l’anima più intima della Toscana, della sua gente, della sua storia e della sua civiltà.

its IGP Spelt and DOP Chestnut flour , from the ‘Svizzera Pesciatina’ with the rare IGP Sorana bean, the Mugello and Pratomagno with their IGP Marroni or chestnuts. They are here in the hills with the most famous vineyards in the world, and the oil, the only condiment accepted by Tuscan cuisine that boasts the IGP for the production of all Tuscany with subzones of Chianti Classico, Terre di Siena, Florence and Lucca hills, all DOP. And there are also the pastures where flocks graze on fragrant herbs for delicate DOP Pecorino cheese, and farms where the pig has a place of honour for its tasty salami, DOP cured raw ham and DOP Cinta Senese pork that goes well with DOP Tuscan bread. There are many pages in the book of Tuscan flavours, as many as 14 DOPs and 12 IGPs, covering an agricultural area of almost 66 thousand hectares and involving 13,631 farms and businesses. In addition to this team of certified excellence are 463 Tuscan Food Products, known as PAT, for a national total of 4698. The path for achieving recognition by the European Union for an agricultural DOP product (Protected Designation of Origin) and IGP product (Protected Geographical Indication) is complex, but it is a guarantee for the consumer and a true gastronomic heritage for Tuscany. The DOP has a close objective connection between the product quality and geographical origin. The processing and preparation phases are all located in the geographical area and the reference is the geographical environment including natural and human factors such as climate, soil, tradition and knowledge of local techniques. The IGP is linked to the reputation of the product and refers to the geographical origin. Enjoying these products, one discovers the innermost soul of Tuscany, its people, its history and its civilization.

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In alto: Fagiolo di Sorana IGP, In basso: prosciutto toscano DOP Above: IGP Sorana bean Below: DOP cured raw ham Next page: White San Miniato Truffle IGP, the DOP Cinta Senese pork, the IGP Spelt, DOP Pecorino cheese


Event textTeresa Favi

Sapore di mare

I Grandi Cru della Costa Toscana e il loro territorio unico The Grand Cru wines of the Tuscan Coast and their unique terroir In Francese il verbo crescere si traduce croitre, e il participio passato cresciuto si dice cru. Cru è un francesismo molto usato nell’italiano e ha assunto, soprattutto nel mondo del vino, una definizione che supera i confini di un semplice “vigneto cresciuto con delle specifiche caratteristiche”. La parola “Cru” identifica e qualifica, i vini di un particolare territorio con una grande tradizione vitivinicola, ricco di peculiarità e unicità. Nel 2003 è nata l’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana, per iniziativa di dodici aziende vitivinicole (oggi diventate un’ottantina), per difendere, promuovere e diffondere, la cultura della qualità dei vini prodotti nei territori delle cinque province della Costa Toscana (Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto). E’ il mare con i suoi venti e i suoi profumi che forma il carattere di questi vini anche se ogni zona di produzione possiede una sua caratteristica originale. Tra le manifestazioni, che l’Associazione promuove, spicca l’Anteprima Vini della Costa Toscana che si svolge una volta all’anno a Lucca nel Palazzo dell’ex Real Collegio. La tredicesima edizione si tiene nei giorni di sabato 10 e domenica 11 Maggio 2014 dove è possibile conoscere en primeur vini emozionanti e piatti spettacolari in un percorso che si snoda tra paesaggi mozzafiato e produzioni dal carattere unico e irripetibile. Dalle Apuane alla Maremma, la Toscana che si specchia sul mare presenta il meglio della produzione enologica del territorio.

The French verb for “to grow” is croitre and its past participle is cru. Cru is a French term very much used in Italy and, in particular, in the wine world, where the word does not simply refer to “a vineyard having specific characteristics”. The term Cru designates wines produced from vines grown in a special area, having a deeply-rooted winegrowing tradition and certain unique qualities. In 2003, the Tuscan Coast’s Grand Cru Wines Association was started by twelve wineries (which are about eighty by now) to protect, promote and make known the culture of quality wines produced in the five provinces on the Tuscan Coast (Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto). It is the sea breeze and the scents it brings that gives these wines their character, although every production area has its own unique style. Among the events promoted by the Association is Anteprima Vini della Costa Toscana, held once a year at Palazzo del Real Collegio in Lucca. The thirteenth edition of the event will take place on Saturday, May 10 and Sunday, May 11, 2014 and offers visitors the chance to enjoy the en primeur tasting of wonderfully unique wines paired with delicious dishes in a setting of breathtaking beauty. From the Apuan Alps to the Maremma area, the Tuscan Coast presents the best of its wine production.

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Evento text Elena Mazuoli

Il futuro è ‘junior’

Il Borro ospita il concorso Miglior Sommelier Junior d’Italia 2014 ‘Junior’ is the future. The Borro estate hosts the competition ‘Junior Best Junior Sommelier of Italy’ 2014 The final round of the competition Best Junior Sommelier of Italy 2014 has taken place at the Il Borro winery in San Giustino Valdarno in the province of Arezzo, owned by the Ferragamo family. The winners of the competition- at the end of the examination stages valued by a jury presided over by National Responsible for AIS Competitions Cristiano Cini (to which also Co-Responsible for AIS Competitions Maurizio Zanolla and AIS Supervisor and Commissioner Lorenzo Giuliani have been part)- have been Pierre Meynet (Ipra di Chatillon, Aosta) in the Under category and Jessica Michelutti (Isis B. Stringher in Udine) in the Over category. The second and third classified in the Under category have been Carlotta Mollar (Formont Institute Valsusa di Oulx, Turin) and Rosa Roca (Ipssar Manlio Rossia Doria, Avellino). The other female winners (second and third position) in the Over category have been Sara Minini (Catering Institute of Molfetta, Bari) and Ylenia Mezzapelle (Istituto G. Casini of La Spezia). The 20 semi-finalists in the competition from all over Italy, 10 in the Under category and 10 in the Over category, have been selected among the students at Catering Institutes attending the first three-year qualifying course in Catering Service Trainee or the following two-year specialization course in Sommellerie or other specialization courses.In the first eliminatory round, competitors had to pass a series of theory exams testing their knowledge of oenology, special wines, cocktails, catering service, tasting and the most important wine grape zones of Italy, while the finalists have been named after a last practical examination in wine decanting and communication for the Over category and an examination in wine serving and communication for the Under category, with special regard of the relative difficulties of both the examinations. Furthermore, AIS seems to have made an auspicious choice this year, since it is here that the fortunate year of the AIS Delegation supervised by Massimo Rossi had seen the young promises of Italian Sommellerie crowned: Luca Martini as the Best World’s Sommelier, Claudia Bondi as Champagne’s Ambassador, Luca Degl’Innocenti as Best Sommelier of Tuscany and the AIS Delegation of Arezzo as the winner of the first Surgiva Prize for the quality of the events organized to promote and give value to the role of Sommelier.

La finale del concorso Miglior Sommelier Junior d’Italia  2014 si è svolta alla   Tenuta Il Borro a San Giustino Valdarno in provincia di Arezzo e proprietà della famiglia Ferragamo. Ad aggiudicarsi il titolo, al termine delle prove valutate da una  giuria presieduta dal responsabile nazionale dei concorsi AIS Cristiano Cini (e composta, tra gli altri, da Maurizio Zanolla corresponsabile concorsi AIS e  Lorenzo Giuliani relatore e commissario AIS) sono stati Pierre Meynet (Ipra di Chatillon, Aosta) per la categoria Under e a Jessica Michelutti (Isis B. Stringher di Udine) per gli Over. Seconda classificata nella  categoria Under Carlotta  Mollar (Istituto Formont  Valsusa di Oulx, Torino), terza Rosa Roca (Ipssar Manlio Rossi  Doria di Avellino). Podio tutto femminile per gli Over con, al secondo posto, Sara Minini (Istituto Alberghiero di Molfetta, Bari) e Ylenia  Mezzapelle (Istituto G.  Casini di La Spezia). Venti i semifinalisti, 10 per la categoria Under  e 10 gli  Over, provenienti da tutta Italia e selezionati tra gli studenti degli  Istituti Alberghieri che nel triennio frequentano il corso di qualifica per  operatori ai servizi di sala-bar o che nel biennio di postqualifica  frequentano la specializzazione in sommelerie o corsi  analoghi. Nella prima fase eliminatoria i venti aspiranti sommelier si sono  misurati in prove di conoscenza teorica su enologia, vini speciali, cocktail,  servizio, degustazione e zone vitivinicole italiane di rilevante  interesse, mentre la classifica finale si è  definita al termine  di una prova pratica di decantazione e comunicazione per gli Over e una prova di servizio di una  bollicina e comunicazione per gli Under, tenendo conto di un diverso  coefficiente di difficoltà. Per la quarta volta consecutiva l’Associazione Italiana Sommelier ha  scelto l’aretino per disputare la finale del concorso, riconoscendo a questo  territorio un grande valore enologico. Ma in più, quest’anno, la scelta assume  anche un particolare significato beneaugurale, perché queste giovani promesse  della sommellerie sono state incoronate qui nell’annata d’oro della  delegazione guidata da Massimo Rossi: Luca Martini Campione del Mondo, Claudia  Bondi Ambasciatore dello Champagne, Luca Degl’Innocenti Miglior Sommelier di  Toscana e la stessa Delegazione di Arezzo vincitrice del primo Premio Surgiva  per la qualità degli eventi organizzati per la promozione e valorizzazione  della figura del sommelier.

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Location della manifestazione è la sede della Provincia di Arezzo


Wine culture text Michela Tassi

Bere consapevole

La giornata nazionale AIS della cultura del vino e dell’olio dedicata alla diffusione della cultura del bere bene The 2014 National Wine and Oil Culture Day of AIS is dedicated to the communication of the culture of good drinking Si rinnova l’appuntamento con la Giornata nazionale AIS della cultura del vino e dell’olio. La data fissata per l’edizione 2014 è sabato 17 maggio e si svolgerà in contemporanea in diverse sedi su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo non soltanto i sommelier, ma anche medici, storici e altri esperti, i quali possono entrare in contatto con addetti ai lavori, semplici appassionati e tutti coloro che a vario titolo desiderano saperne di più su due dei prodotti più importanti per l’economia nazionale. Per la Toscana, l’evento è organizzato dalla Delegazione AIS di Arezzo guidata da Massimo Rossi e si tiene ad Arezzo presso la Sede della Provincia, dalle 10.30 alle 15.30. La giornata si apre con i saluti del Presidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli e delle istituzioni presenti e proseguirà con una conferenza su temi di attualità, tra cui la riscoperta delle antiche pratiche nella coltivazione della vite e produzione del vino con un particolare focus sulla Toscana e gli sviluppi del panorama professionale contemporaneo, verità e conseguenze della recente  crisi di immagine dell’olio extravergine d’oliva italiano e le nuove possibilità del marketing territoriale, soffermandosi sulle particolarità del territorio di Arezzo visto con gli occhi dei wine e food blogger. Conclude il simposio un appello al bere consapevole e all’importanza della tradizione del vino in tavola, per poi aprire al pubblico una degustazione di vini del territorio aretino. L’appuntamento, che si configura come momento di divulgazione della cultura dell’olio e del vino, si conferma anche una occasione per mettere in risalto l’importanza dell’aspetto comunicativo nel mondo della sommellerie e la necessità che questo abbia una connotazione altamente professionale, sia in ambito didattico che nelle relazioni con l’ambiente esterno. L’headline della giornata “Dal 1965 coltiviamo la cultura del vino”, riassume gli obiettivi e i principi cardine che da sempre, fin dalla sua costituzione, vengono portati avanti con impegno e passione dalla più grande realtà associativa di Sommelier nel Mondo. Per la sua valenza culturale, la manifestazione ha ricevuto fin dalla prima edizione la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con questa onorificenza ha voluto sottolineare l’importanza del tema e la sensibilità della massima carica dello Stato per il mondo del vino, dell’olio, dei prodotti di qualità e della loro cultura.

The 2014 National Wine and Oil Culture Day of the Italian Sommelier Association (AIS) has been fixed for Saturday 17 May, with events taking place concurrently around the country. These will involve not only sommeliers but also doctors, historians and other experts, who will be able to meet those working in the trade, simple enthusiasts and everyone who, for various reasons, would like to know more about two of the most important products of the nation’s economy. In Tuscany the event is being organized by the AIS delegation of Arezzo, led by Massimo Rossi, and will be held in the central office of the Province of Arezzo from 10.30am to 3.30pm. The day will get under way with the welcome of the president of the AIS of Tuscany, Osvaldo Baroncelli, and of the various institutional bodies present, and will continue with a conference on topical issues, including the revival of ancient practices in vine cultivation and wine production. There will be a particular focus on Tuscany and developments on the contemporary professional scene, the truth about and consequences of the recent blow to the image of Italian extra virgin olive oil and the new possibilities for territorial marketing, looking in particular at the distinctive features of the Arezzo area as seen through the eyes of wine and food bloggers. Towards the end of the symposium there will be an appeal for sensible and informed drinking and the importance of the tradition of serving wine with meals, followed by a public tasting of wines from the Arezzo area. The event, which is first and foremost an opportunity for enhancing knowledge of and for promoting the culture of oil and wine, is also an occasion to stress the importance of communication in the world of the sommelier, and the need for this to be highly professional, both in teaching terms and in relations with the broader external sphere. The headline of the day, “We have been cultivating the culture of wine since 1965”, sums up the goals and key principles pursued with commitment and passion by the world’s largest sommelier association ever since it was first set up. The cultural value of the event is such that it has received, since the first year it was held, the Medal of Representation of the President of the Italian Republic, Giorgio Napolitano, who, with this honour, emphasized the importance of the theme and the sensitivity of the head of state for the world and the culture of wine, oil and quality products.

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news

L’impegno de I Balzini a sostegno dei giovani

Una coppia di ferro nella vita e nel lavoro. Antonella e Vincenzo D’Isanto, proprietari dell’azienda I Balzini a Barberino Val d’Elsa, appassionati sostenitori della tradizione ma sempre entusiasti del nuovo hanno deciso di istituire una borsa di studio per i sommelier professionisti che hanno frequentato il corso AIS nella delegazione di Firenze. Il premio per il vincitore sarà la quota di iscrizione del 3° livello del corso. An iron couple, both in life and at work. Antonella and Vincenzo D’Isanto, who own I Balzini winery in Barberino Val d’Elsa, have always showed a particular love for tradition accompanied by a great appreciation for innovation, and they have decided to provide a scholarship for sommeliers who have passed the qualifying course organized by the AIS Delegation of Florence. The winner will receive a full scholarship for the 3rd level AIS course.

Master of wine a Firenze con IGM

Aleatico

Dopo 30 anni di tappe in tutto il mondo, il Simposio dell’Institute of Masters of Wine, l’appuntamento mondiale a cadenza quadriennale approda in Italia, a Firenze dal 15 al 18 maggio 2014. Al centro dell’evento sponsorizzato dall’Istituto del Vino Italiano di qualità Grandi Marchi che radunerà nel capoluogo toscano i massimi esperti del settore e oltre 400 delegati tra Masters of Wine provenienti da tutto il mondo, un dibattito trasversale su “Identità, Innovazione e Immaginazione”, spaziando dal marketing globale alle nuove frontiere della ricerca vitivinicola e dal cambiamento della geografia mondiale del vino fino a quello dei media. After 30 years of gatherings all around the world every four years, the Symposium of the Institute of the Masters of Wine will finally be held in Italy, from the 15th to the 18th of May in Florence. In occasion of the event, sponsored by the organization in the wine sector Istituto Grandi Marchi, the most qualified experts of the sector as well as more than 400 delegates for the Institute of Masters of Wine from all over the world will gather in the capital of Tuscany, and a transversal debate on “Identity, Innovation and Imagination” will take place, discussing different themes, like global marketing, the new frontiers of the research in the vine and wine sector, the changes concerning the world’s geography of wine and the media.

All’isola d’Elba nasce l’antico passito di cui si innamorò Napoleone, un Aleatico che “manda fuori di testa”, come disse Veronelli, e diventato Docg sfida Porto e Madeira. Per diffondere la conoscenza di questa pregiata produzione di nicchia elbana il 13 aprile 2014 si svolge a Portoferraio la manifestazione ElbAleatico organizzata e curata dall’AIS Toscana, delegazione Elba.

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in grande stile

The Elba Island is the native land of what had become the favorite drink of Napoleon during his exile, the passitostyle Aleatico wine: a wine “that will turn heads”, as Veronelli once said, was awarded its DOCG classification and now rivals best Porto and Madeira. In order to diffuse the knowledge related to this kind of high-value niche production of the Elba Island, Portoferraio is going to be the location of the event ElbAleatico, organized and curated by the Elba Delegation of the AIS Toscana, which will take place on the 13th of April 2014


ph. Alessandro Moggi

Tradizione chiantigiana e una moderna visione dell’enologia è la filosofia di Colle Bereto, azienda vinicola della famiglia Pinzauti. I 60 ettari di terreno della tenuta sono ripartiti sapientemente al fine di garantire un’altissima qualità: ecco che il Sangiovese, vitigno nobile del Chianti Classico, si ritrova nel Chianti Classico e nel Colle Bereto Chianti Classico Riserva, mentre il Pinot Nero ed il Merlot si esprimono al meglio ne Il Cenno e Il Tocco. Il Pinot Nero è anche protagonista della produzione dello spumante metodo classico Colle B, che grazie ad un’identità ben definita e riconoscibile è riuscito in breve tempo a ritagliarsi un posto d’onore fra gli appassionati di bollicine.

Bereto. Storia, “Colle know-how, innovazione. Quando la filosofia del buon bere diventa realtà


trimestrale - spedizione in abbonamento postale 45% - art. 2, comma 20/b, legge 662/96 firenze - euro 3,50 FREE Copy

Agrimaremma sca - Loc. Poderone - Magliano in toscana (GR) 58051 - ph. 0564-593011 morellino@agrimaremma.it www.agrimaremma.it

n.25 - aprile 2014 - anno X

N.25

Interview

Giovanni Bulgari Top Ten Preview

Brunello di Montalcino Chianti Classico Chianti Nobile di Montepulciano Vernaccia di San Gimignano Food

I prodotti toscani DOP e IGP DOP and IGP Tuscan products


Ais n25  
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