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RASSEGNA STAMPA DICEMBRE 2016


01 DICEMBRE 2016 L'Adige | 01 Dicembre 2016

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Passi Dolomitci, accordo frmato BOLZANO L'annunciato tavolo interprovinciale sui passi dolomitci è isttuzionalizzato ieri a Bolzano con la sotoscrizione di un accordo di programma. Lo hanno frmato gli assessori provinciali altoatesini Florian Mussner (mobilità) e Richard Theiner (ambiente) assieme all'assessore trentno Mauro Gilmozzi. Coinvolt nel progeto anche il sindaco di Selva di Val Gardena, Roland Demetz, il primo citadino di Canazei, Silvano Parmesani, nonché i vertci di Comun Generela de Fascia con la Procuradora Elena Testor e Apt Valle di Fassa e le associazioni turistche Gardena e Alta Badia. «Un passo importante che ha posto le basi per un piano di mobilità sostenibile», ha deto Mussner. Tra i compit del gruppo di lavoro c'è la defnizione di calendario e orari dei cosiddet Green Days (le giornate di stop al trafco) a Passo Sella per l'estate 2017, di garantrne regolarità ed efcacia tramite controllo degli accessi, comunicazione e coinvolgimento degli operatori economici. Le misure dovranno inoltre coordinare gli intervent infrastruturali per promuovere la mobilità sostenibile (e-bike, navete private), monitorare i fussi di auto private sino all'autunno del prossimo anno. Nei Green Days, ha spiegato l'assessore Theiner «l'accesso alle auto sarà limitato per sperimentare nuove forme di tutela di un ecosistema partcolarmente delicato come quello delle Dolomit. In queste giornate Passo Sella sarà riservato ai ciclist, agli escursionist e ai veicoli eletrici». Si vuole inoltre coordinare le corse del servizio di trasporto pubblico locale, con un orario integrato congiunto Alto Adige-Trentno, e integrare l'oferta con gli impiant a fune sul passo. In cantere anche le proposte per potenziare le aree per i post auto e le biciclete. «Non si trata dunque di un divieto di transito, bensì di un management complessivo con l'obietvo di ofrire una mobilità integrata», ha afermato l'assessore Mauro Gilmozzi. A maggior ragione diventa importante la più ampia rappresentanza e partecipazione degli interessi coinvolt sin dalla fase di pianifcazione. Raggiunto questo accordo di fondo, «adesso si lavora per sviluppare un piano dinamico che si concentri sul migliore uso dei diversi mezzi di trasporto», ha concluso Mussner. La discussione sul trafco sui passi dolomitci è di lunga data. Nel febbraio di quest'anno anche il Governo se ne era occupato. Il Governo infat, aveva riconosciuto l'obietvo «di garantre la tutela, la conservazione e la valorizzazione di partcolari aree montane con un elevato valore 2 Rassegna stampa - Dicembre 2016


paesaggistco e naturalistco», e aveva concesso alle due Province autonome di «adotare apposite misure di limitazione al trafco».

Trentno | 1 Dicembre 2016

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Passi da salvare, siglato il pato di ferro di Davide Pasquali BOLZANO Passi dolomitci da tutelare, è arrivato l’accordo tra le Province di Bolzano e Trento e i Comuni di Selva Gardena e Canazei di Fassa. Formalizzato ieri il tavolo tecnico sulla mobilità estva. L’annunciato tavolo interprovinciale sui passi dolomitci è stato isttuzionalizzato ieri a Bolzano con la sotoscrizione di un accordo di programma. Lo hanno frmato gli assessori provinciali altoatesini Florian Mussner (mobilità) e Richard Theiner (ambiente) assieme all’assessore trentno Mauro Gilmozzi (instratruture e ambiente). Coinvolt nel progeto anche il sindaco di Selva Gardena, Roland Demetz, il primo citadino di Canazei, Silvano Parmesan, nonché i vertci di Comun general de Fascia e Apt valle di Fassa nonché le associazioni turistche di Gardena e Alta Badia. «Un passo importante che ha posto le basi per un piano di mobilità sostenibile», ha commentato Mussner. Tra i compit del gruppo di lavoro c’è la defnizione di calendario e orari dei cosiddet Green Days (le giornate di stop al trafco) a Passo Sella per l’estate 2017, di garantrne regolarità ed efcacia tramite controllo degli accessi, comunicazione e coinvolgimento degli operatori economici. Le misure dovranno inoltre coordinare gli intervent infrastruturali per promuovere la mobilità sostenibile (e-bike, navete private) e monitorare i fussi di auto private sino all’autunno del prossimo anno. Durante i Green Days, ha spiegato l’assessore Theiner «l’accesso alle auto sarà limitato per sperimentare nuove forme di tutela di un ecosistema partcolarmente delicato come quello delle Dolomit». In queste giornate «passo Sella sarà riservato a ciclist, escursionist e veicoli eletrici». Si vuole inoltre coordinare le corse del servizio di trasporto pubblico locale, con un orario integrato congiunto fra Alto Adige e Trentno, e integrare l’oferta con gli impiant a fune sul passo. In cantere anche le proposte per potenziare le aree per i post auto e le biciclete. «Non si trata dunque di un divieto di transito, bensì di un management complessivo con l’obietvo di ofrire una mobilità integrata», ha afermato l’assessore trentno Gilmozzi. «A maggior ragione 3 Rassegna stampa - Dicembre 2016


diventa importante la più ampia rappresentanza e partecipazione degli interessi coinvolt sin dalla fase di pianifcazione». Raggiunto questo accordo di fondo, «adesso si lavora per sviluppare un piano dinamico che si concentri sul migliore uso dei diversi mezzi di trasporto», ha concluso Mussner. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Alto Adige | 1 Dicembre 2016

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Turismo da record, quasi 20 milioni di presenze in estate di Maurizio Dallago BOLZANO Quasi 20 milioni di presenze, oltre il 9% in più di arrivi. Secondo i dat Astat sul turismo, la stagione estva 2016 in Alto Adige registra un record assoluto. Dall'analisi stagionale, nel periodo compreso fra maggio e otobre, realizzata dall'Isttuto provinciale di statstca, emerge che le presenze in Alto Adige hanno toccato quota 19,7 milioni. Si trata del valore massimo mai registrato, un record storico confermato dalla crescita sia in termini numerici (+1,4 milioni rispeto al 2015), che percentuali (+9,2% di arrivi, +7,9% di presenze). Gli arrivi sono stat pari a 4,3 milioni. Tra i principali mercat di riferimento spicca la forte crescita di presenza turistca proveniente dalla Germania (+9,6%), mentre il mese di maggiore atrazione si conferma agosto: nel 2016, infat, i pernotament sono stat oltre 5,7 milioni, con una crescita del 4,9% rispeto allo stesso periodo dell'anno precedente. L’andamento positvo della stagione estva 2016 è da atribuirsi all’aumento dei turist dalla Germania (+887 mila presenze pari a +9,3%) e dei turist italiani (+254 mila presenze pari a +4,5%). Increment notevoli si sono registrat inoltre tra gli ospit provenient dalla Svizzera con Liechtenstein (+103 mila presenze, +9,9%) e dall’Austria (+60 mila presenze, +9,7%). In salita sono anche le presenze dalla Danimarca (+18,5%), dal Regno Unito (+12,9%), dalla Repubblica Ceca (+15,6%) e dalla Polonia (+17,3%). Nell’estate 2016 tut e dieci i consorzi turistci hanno confermato aument sia di arrivi che di presenze. Primeggia il consorzio di Merano e dintorni con 5,7 milioni di presenze, seguito da quello di Plan de Corones (2,8 milioni), della Valle 4 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Isarco (2,6 milioni) e di Bolzano - Vignet e Dolomit (2,5 milioni). Se si considerano gli increment percentuali, allora spiccano i consorzi turistci dell’Alta Badia (+10,3%), della Val d’Ega (+9,4%) e dell’Alpe di Siusi (+8,7%).

02 DICEMBRE 2016 L'Adige | 02 Dicembre 2016

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Uno “Spazio alpino” in cità «Un luogo aperto nel centro della cità di Trento dove fare, vedere, pensare, capire, leggere?». Promosso dalla Sat in collaborazione con la Provincia, la Fondazione Dolomit-Unesco, Step e il Muse, lo Spazio Alpino e delle Dolomit Unesco apre le porte oggi, nella sede della Società degli Alpinist Tridentni, in via Manci 57 a Trento, con due iniziatve: alle 17.30 l'inaugurazione della mostra temporanea «MYL-Meet your Landscape» (visitabile fno al 23 dicembre, dal lunedì al venerdì, in orario 14-18), alle ore 18 la proiezione di un classico della cinematografa alpina, il flm 5 Rassegna stampa - Dicembre 2016


«Montagne in famme» di Luis Trenker (Germania, 1931, 95') con la presentazione di Giuseppe Ferrandi, diretore della Fondazione Museo storico del Trentno. Lo Spazio alpino è un luogo dedicato ad iniziatve sulla montagna di tpo culturale, aperto a tut, nella sala al pianterreno della casa della Sat. Una «fnestra dolomitca» sulla cità che sarà sede di esposizioni, proiezione di flm e documentari (introdot da autori, regist, editorialist e giornalist), laboratori per bambini, famiglie, adult e reading . Dopo quello odierno, il prossimo appuntamento sarà lunedì 5 dicembre, alle ore 18,con la proiezione del documentario «Dolomit montagneuoministorie» (Italia, 2016, 52'), sintesi del progeto in sei puntate curato da Pietro Badaloni, in collaborazione con Fausta Slanzi. Martedì 6 dicembre, alle 18, proiezione del documentario «L'economia del bene comune» (Italia, 2016, 45') sulla vita di chi ha scelto di vivere in montagna, lavorando in diversi setori dell'economia alpina. Mercoledì 7 dicembre (dalle ore 8 alle 13), appuntamento per le scuole: due atori leggeranno una scelta di brani di libri che descrivono le Dolomit; nel pomeriggio (dalle ore 16 alle 18) «Laboratorio Visioni Dolomitche» sul tema «Mi piace la Biblioteca della montagna» : Giulia Mirandola e il bibliotecario Riccardo Decarli condurranno i visitatori alla scoperta del patrimonio di libri, meraviglie e curiosità di una delle maggiori biblioteche di montagna al mondo. Martedì 13 dicembre, alle ore 18, proiezione del documentario «La nascita dell'arcipelago» (Italia, 2014, 52'), prima puntata della serie Dolomit montagne-uomini-storie. Mercoledì 14 dicembre, alle 18, inaugurazione dello Spazio Alpino Sat e del Laboratorio Alpino e delle Dolomit Bene Unesco. Ai salut delle autorità farà seguito la proiezione del documentario di Alessandro Filippi «Citadini delle Dolomit» (Italia, 2016, 40'). Il giovane regista, in collaborazione con la Biblioteca della Montagna-Sat, ha realizzato più di cento interviste per svelare il rapporto che l'amante della montagna, ma anche il citadino qualunque, ha con questo patrimonio naturale e culturale. La cornice è costtuita da una riletura della celebre leggenda di Karl Felix Wolf sui Mont Pallidi, condita con ballet e musiche classiche e moderne, flm di famiglia, spetacolari riprese aeree ecc. Giovedì 15 dicembre, alle 18, proiezione del documentario «Dalla scoperta alla conquista» (Italia, 2014, 52') e venerdì 16 dicembre, alle ore 18, di «Il fascino del sublime» (Italia, 2014, 52'). Dalle 16 alle 18 «Mi piace flmare la montagna» con la proiezione del documentario «Alta scuola» di Michele Trentni, con la presenza dell'autore e dei maestri Alberto Delpero e Tommasino Andreata. Martedì 20 dicembre, alle 18, la proiezione del documentario «L'ambiente naturale e la sua tutela» (Italia, 2014, 52') e mercoledì 21 dicembre, alle ore 18, proiezione del documentario «Gli abitant dell'arcipelago» (Italia, 2014, 52'). Giovedì 22 dicembre, sempre alle 18, il sesto documentario della serie, «Dal passato al futuro» (Italia, 2014, 52'). Gli appuntament proseguiranno nel 2017: giovedì 12 gennaio, alle ore 18, proiezione del flm «La montagna che esplode» (Italia, 2006, 52') di Gillian Hazell e Marco Rosi, sulla bataglia per il controllo del Lagazuoi nella Prima guerra mondiale. Dalle ore 16 alle ore 18 «Mi piace disegnare la montagna» con l'illustrazione dell'albo Montanas di Maddalena Matosoper (per bambini dai 5 ai 10 anni). Lunedì 16 gennaio, alle 18, la proiezione del flm «In motocicleta sulle Dolomit» (Austria, 1926, 46') e mercoledì 18 gennaio, alle 18, del flm «Der Zinnenmann» di Christoph Hainz (Italia, 2014, 40') sulla salita della parete nord della Cima Grande di Lavaredo compiuta da Heinz, senza corda e in libera totale, in 48 minut. Film in versione originale con sotottoli. Giovedì 19 gennaio, alle 18, proiezione del flm «Das Berg des Schiksal» , «La montagna del destno» di Arnold Fanck (Germania, 1924, 87'), e dalle ore 16 alle ore 18 «Com'è fato un libro di montagna» . Lunedì 23 gennaio, alle ore 18, il flm «Alpi» di Armin Linke (Germania, 2011, 60') e martedì 24 gennaio, sempre alle 18, «Das blaue Licht» , «La bella maledeta» di Leni Riefenstahl (Germania, 1932, 86'). Giovedì 26 gennaio, alle 17.30, inaugurazione della mostra temporanea «La fuitazione del legname nei disegni di Roswita Asche» , che rimarrà aperta fno al 24 febbraio, dal lunedì al venerdì, ore 14-18. Per informazioni: Biblioteca della Montagna-Sat. tel. 0461-980211; il programma completo è sul sito www.sat.tn.it. 6 Rassegna stampa - Dicembre 2016


L'Adige | 02 Dicembre 2016

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Parco, Daniele Gubert si ricandida MANUELA CREPAZ PRIMIERO Mercoledì, al Comitato di gestone del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martno è arrivata la proposta di un ulteriore candidato alla presidenza dell'ente, dopo quella di Silvio Grisoto. È quella di Daniele Gubert , già candidato nel 2010. Quali le motvazioni per la ricandidatura? «La mia passione per il Parco ha radici lontane. Sono stato nominato nel Comitato di gestone dalla minoranza di Tonadico. Nei primi anni 2000 ho dedicato anima e corpo alla difesa dei valori fondant dell'ente, messi a dura prova da proget infrastruturali molto impatant, come il campo da golf in Val Canali e la funivia sopra i laghet di Colbricón. Senza falsa modesta, penso di avere maturato sufciente esperienza e visione per assumere una responsabilità più grande». Ci sono anche motvazioni politche? «C'è una situazione di monopolio da parte del nuovo comune di Primiero San Martno che ha occupato quasi tute le caselle con la forza dei propri numeri. Il sindaco di Imèr ha proposto la mia candidatura, rappresentando una voglia di protagonismo propositvo anche da parte degli altri comuni fnora sempre esclusi dalla presidenza. Ritene di avere delle possibilità contro il candidato indicato dal comune di Primiero? «Penso di sì: in 15 anni di lavoro ho raccolto stma e simpate personali oltre ad un sostegno politco trasversale, che viene dall'avere sempre pensato al Parco in termini complessivi e dall'essermi impegnato perché le legitme aspirazioni dei territori ed i diversi interessi potessero trovare una sintesi costrutva. il marchio dispregiatvo di "ambientalista" che mi è stato appiccicato agli esordi è stato senz'altro origine di vet e inimicizie, ma penso di aver dimostrato equilibrio e spinta propositva». Un riassunto del suo programma? «Il Parco in questo momento è per cert versi un'anatra zoppa, perché nel tempo ha perso buona parte delle risorse per gli investment, che si sono spostat sulle Ret di riserve, per cui si sono mobilitat territori prima meno considerat nel sistema delle Aree protete. Va recuperata e favorita una presenza proatva del Parco nelle comunità locali, data atuazione alle previsioni della Cets, intercetate come già si sta facendo tute le font di fnanziamento europee e assunta una posizione di leadership territoriale nella promozione delle Dolomit patrimonio Unesco. Con un bilancio sempre più risicato, come pensa di fare? «Serve un po' di creatvità: sfondare qualche muro di consuetudine, uscire dai confni geografci e burocratci del Parco, rinforzando la 7 Rassegna stampa - Dicembre 2016


costellazione di partner che aiutno nel "fare", afdando a sogget esterni alcune gestoni e ofrire servizi a valore aggiunto metendo a fruto l'alta professionalità del personale interno. Si pensi alle opportunità dei bandi Leader o alla collaborazione con l'Ecomuseo del Vanoi (di cui Daniele Gubert è presidente, ndr) e le atvità sul Sentero etnografco di Canal San Bovo». Comunque vadano le cose, lei rimarrà in giunta. È pronto a lavorare con il suo "avversario"? «Potremo senz'altro collaborare perché c'è buona afnità di pensiero. Oltre questo però c'è la prassi: è necessario resttuire protagonismo a tut gli organi del Parco, delegando competenze agli assessori (ora ratfcano decisioni spesso già confezionate dai due diretori e dal presidente) e al Comitato di gestone. Si dovranno riatvare le commissioni interne, quella faunistca e quella di programmazione e ricerca. Vedrei bene inoltre la convocazione degli organi anche fuori dalla sede tradizionale, che sia a Canal San Bovo, in Fiemme o in Fassa». Ma che ne pensa di Silvio Grisoto presidente? «Lui ha un otmo proflo tecnico, ma nessuna esperienza politco-amministratva ed una legitmazione indireta, nel senso che non si è mai sporcato le mani davvero».

Trentno | 2 Dicembre 2016

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Laboratorio alpino e delle Dolomit TRENTO La Sat ha recentemente frmato una convenzione con la Provinciadi Trento, Fondazione Dolomit Unesco, Trento Film Festval, Tsm/step e Muse, che riconosce la «Biblioteca della Montagna-Sat» quale depositaria del Fondo librario e documentale dedicato alle Dolomit-bene Unesco e luogo ove ha sede e si svolge il Laboratorio Alpino e delle Dolomit Bene Unesco. Su questa base la Sat promuove la prima edizione del Laboratorio Alpino e delle Dolomit Bene Unesco, che si terrà presso la Casa della Sat a partre dal 2 dicembre. Questa iniziatva è rivolta a tut ed è gratuita; in sostanza si trata di una fnestra dolomitca sulla cità di Trento, che ofre la possibilità di partecipare a svariate atvità: visita di esposizioni temporanee, proiezione di flm e documentari (introdot da testmoni), laboratori per bambini, famiglie e adult, reading ecc. A corollario delle varie atvità nell’atrio della Casa della Sat è stato posto un totem interatvo, grazie al quale chiunque ha la possibilità di ricevere informazioni sul calendario delle iniziatve, vedere flm, otenere informazioni sulle Dolomit e molto altro ancora. La biblioteca conserva anche un Fondo librario e documentale dedicato alle Dolomit-bene Unesco, con migliaia di libri e document, nonché un Archivio storico ricco di 80mila immagini e decine di migliaia di document. Il primo appuntamento oggi pomeriggio alle 18: la proiezione del flm «Montagne in famme» di Luis Trenker (Germania, 1931, 95’). Presentazione di Giuseppe Ferrandi. Sempre all’interno dello Spazio Alpino alle 17.30 sarà inaugurata la mostra Myl-Meet Your Landascape. (ma.be.) 8 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Trentno | 2 Dicembre 2016

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La conferenza spetacolo sulle Dolomit UNESCO di Delia Lorenzi MOENA 9x1=Dolomiti, non è un rebus ma la sintesi per identifcare la “regione dolomitica” vale a dire i 9 sistemi dolomitici che l’UNESCO ha decretato patrimonio dell’Umanità. Per uno, in quanto le Dolomiti non vanno viste come le Dolomiti del Trentino o dell’Alto Adige, non come nove sistemi ma come Dolomiti, “regione”, una, appunto. Con questo titolo, il prossimo 3 dicembre a Moena ci sarà una sorta di conferenza-spettacolo dove con interviste, video, musiche sarà presentato il Bene Naturale che tutto il mondo ci invidia. L’appuntamento è al Teatro Navalge alle 20 e 30. Gli organizzatori, Fondazione Dolomiti e Rete Riserve della Val di Fassa, stanno lavorando in sinergia con molta determinazione. Da quel che abbiamo potuto capire pare si voglia usare una modalità più efcace della consueta comunicazione. «In val di Fassa, per esempio, sono in pochi a conoscere veramente il ruolo della Fondazione, per non parlare dei due criteri con i quali le dolomiti sono entrate a far parte della Lista dei beni Naturali», dicono alcuni amministratori della Val di Fassa. Sarà per questo che la Rete delle Riserve, che fa capo al Comun General de Fascia (la Comunità di Valle locale), ha deciso di passare come si suol dire “dal dire al 9 Rassegna stampa - Dicembre 2016


fare”. La direttrice della Fondazione Marcella Morandini, che lavora da quasi un triennio per costruire reti di collaborazioni costruttive efcaci ha preso la palla al balzo e, detto fatto, lei e Mara Nemela della Rete Riserve Val di Fassa, sono passati dalla teoria ai fatti. Dunque domani, in piccolo anticipo sull’inizio della stagione invernale sul palco del Navalge, oltre ai tradizionali saluti dei padroni di casa (Il sindaco Edoardo Felicetti, l’assessore regionale alle minoranze linguiste Giuseppe Detomas, il presidente Rete delle Riserve Riccardo Franceschetti, la procuradora Comun general dei Fascia Elena Testor), arriverà dal Friuli Venezia Giulia la presidente della Fondazione Dolomiti Maria Grazia Santoro e con lei il vicepresidente Mauro Gilmozzi che è, anche, assessore all’ambiente della Provincia autonoma di Trento, nonché - dicono i ben informati - il vero regista del riconoscimento UNESCO. La parte centrale dello spettacolo sarà animata da Cesare Micheletti e Piero Gianolla, illuminato architetto del paesaggio il primo, geologo di spessore, il secondo: insieme, i costruttori (veri), dell’iter di candidatura, coloro che hanno fatto emergere nella loro limpidità i due criteri che poi, l’UNESCO, ha riconosciuto come eccezionali: la straordinaria importanza scientifca per la storia della Terra e l’eccezionale bellezza paesaggistica del territorio dolomitico. Sul palco anche Giacobbe Zortea amministratore del Primiero e presidente del Parco Paneveggio Pale di San Martino. Vale la pena, a questo proposito, ricordare che i Parchi delle Dolomiti sono, insieme agli abitanti, i veri guardiani del territorio UNESCO. Ci sarà anche Cesare Lasen, botanico soprafne, che la Fondazione ha voluto nel suo comitato scientifco. E, ancora, Andrea Omizzolo, ricercatore all’Accademia Europea di Bolzano - EURAC - che ha contribuito signifcativamente a “fotografare” il territorio dolomitico con studi e analisi approfondite. Ci saranno gli alpinisti Marika Favé e Bruno Pederiva e, ancora, gli imprenditori Sandro Lazzari, presidente Dolomiti Superski e Roberta Silva, gestrice del Rifugio Roda de Vael. E’ probabile che la mobilità sui passi dolomitici sarà argomento di discussione e questo giornale, che tanto si è speso afnché i lettori potessero farsi una loro opinione, potrà avere soddisfazione del lavoro cominciato. Ci sarà una cantante, Laura Bazzanella (i suoi interventi sono ancora top secret), due i conduttori, i giornalisti Rosario Fichera e Fausta Slanzi. Pare che il fnale sia a sorpresa con “efetti speciali” per connotare le Dolomiti come patrimonio davvero di tutti. L’ingresso, naturalmente è libero e aperto a tutti: ladini, fassani, trentini, altoatesini, veneti, friulani, italiani e stranieri tutti coloro che amano le Dolomiti, si sentono parte di esse e hanno a cuore il loro destino nel futuro. E, chissà che 9x1=Dolomiti non diventi un mantra per gli abitanti delle Dolomiti, in primis e per tutti coloro che le amano. Chissà che le comunità locali delle province di Belluno, Bolzano, Pordenone Trento e Udine -metabolizzando il valore aggiunto del riconoscimento UNESCO - non imparino e/o incentivino le collaborazione per lavorare insieme al fne di creare nuovo futuro al Bene Naturale Dolomiti.

03 DICEMBRE 2016 L'Adige | 03 Dicembre 2016

10 Rassegna stampa - Dicembre 2016


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Il valore mondiale delle Dolomit in una conferenza-spetacolo MOENA Nove sistemi, un unico Bene patrimonio dell'Umanità. La Fondazione Dolomit Unesco organizza, in collaborazione con il Comun General de Fascia-Rete delle Riserve e il sostegno di altri partner, fra cui la Provincia autonoma di Trento, una serata-evento con protagonist gli abitant delle Dolomit, inttolata «9 x 1= Dolomit». L'appuntamento è per questa sera al teatro Navalge di Moena, alle 20.30. Lo spetacolo presenterà un format nuovo, frizzante e dal ritmo incalzante per raccontare le nove isole che compongono l'arcipelago fossile Dolomit. Intervalli con musica d'autore, immagini mozzafato, testmonianze direte e intermezzi video si alterneranno sul palco per un viaggio nel tempo e nello spazio condoto da Fausta Slanzi e da Rosario Fichera. Punt di vista diferent, persone in dialogo atorno al valore del riconoscimento Dolomit Unesco: la geologia, il setore imprenditoriale, quello turistco, l'alpinismo, l'economia. A tut è richiesto un intervento di pochi minut incentrato su come sia possibile valorizzare nella quotdianità e nel prossimo futuro il prestgioso riconoscimento Unesco. Sul palco ci saranno l'architeto Cesare Michelet e il geologo Piero Gianolla, consulent scientfci della Fondazione, Giacobbe Zortea, presidente del Parco Paneveggio Pale di San Martno, Cesare Lasen del comitato scientfco della Fondazione, Andrea Omizzolo, ricercatore Eurac, gli alpinist fassani Marika Favé e Bruno Pederiva e Sandro Lazzeri, presidente del Dolomit Superski. Accanto agli intervent di quest ospit, anche quelli dei rappresentant isttuzionali fassani e della Provincia autonoma.

Trentno | 03 Dicembre 2016

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“9X1=Dolomit”: conferenza show con il sigillo UNESCO MOENA La matematca non è un’opinione stando a “9x1 = Dolomit”, ovvero il ttolo della conferenza spetacolo proposta stasera alle 20.30 al teatro Navalge dalla Fondazione Dolomit Unesco, in collaborazione con il Comun General de Fascia -Rete delle Riserve. Una grande serata con protagonist gli abitant delle Dolomit, patrimonio dell’umanità e bene complesso, sia dal punto di vista geografco sia amministratvo, composto appunto da 9 sistemi su un territorio di 142 mila ha esteso in 5 province e 3 regioni. Un arcipelago fossile di nove isole che producono appunto un unico risultato: le Dolomit. La serata è organizzata con un format nuovo dal ritmo incalzante: intervalli con musica d’autore, immagini mozzafato, testmonianze direte e intermezzi video, si alterneranno sul palco per un viaggio nel tempo e nello spazio, guidat dai giornalist Fausta Slanzi e da Rosario Fichera. Punt di vista diferent dialogheranno atorno al valore del riconoscimento Dolomit Unesco: la geologia, il setore imprenditoriale, il setore turistco, l’alpinismo. Per tut pochi minut per raccontare come sia possibile valorizzare nella quotdianità e nel prossimo futuro il prestgioso riconoscimento Unesco. Apriranno questo inedito viaggio nelle Dolomit la Presidente della Fondazione Dolomit Unesco Mariagrazia Santoro, assessore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e il vicepresidente Mauro Gilmozzi, assessore provinciale all’ambiente. Sono annunciat intervent della cantante Laura Bazzanella, del sindaco di Moena Edoardo Felicet, dell’assessore regionale Giuseppe Detomas, di Riccardo Franceschet presidente della Rete riserve val di Fassa, della procuradora Elena Testor, dell’architeto Cesare Michelet e del geologo Piero Gianolla, Giacobbe Zortea presidente del Parco di Paneveggio, Cesare Lasen della Fondazione Unesco, Andrea Omizzolo ricercatore dell’Eurac, degli alpinist Marika Favè e Bruno Pederiva e del presidente di Dolomit superski Sandro Lazzari. Saranno dunque gli abitant delle Dolomit i 12 Rassegna stampa - Dicembre 2016


protagonist della serata, i veri atori del riconoscimento Unesco. Sono annunciate anche delle sorprese e rifessioni inedite. L’idea di questa serata di parole, musica, video dedicata al bene naturale che tuto il mondo ci invidia è di Marcella Morandini, diretrice della Fondazione Dolomit Unesco e della fassana Mara Nemela. (f.m.)

04 DICEMBRE 2016 Corriere delle Alpi | 04 Dicembre 2016

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Via alla commissione aperta sulle chiusure dei passi LIVINALLONGO Il Comune di Canazei ha promosso una commissione consigliare, aperta anche agli operatori turistci dei Passi, fra i quali Osvaldo Finazzer, per accompagnare il provvedimento di chiusura per 10 giornate, l’estate prossima, del passo Sella. «È un’atenzione verso la provincia di Belluno e il Veneto, con i quali vogliamo collaborare», spiega il sindaco fassano Silvano Parmesani. La commissione ha il compito di “correggere” eventuali misure di Trento e Bolzano che possano portar danno agli albergatori e ai ristoratori dei passi dolomitci. «Se verifcheremo che le conseguenze saranno negatve per la provincia di Belluno e per il Veneto - antcipa Parmesani 13 Rassegna stampa - Dicembre 2016


non perderemo un minuto a far convocare anche Belluno e Venezia al tavolo interprovinciale». Parmesani ricorda che al momento il passo interessato alle chiusure parziali di trafco privato è quello del sella, al confne tra Bolzano e Trento. Ma secondo Finazzer, coordinatore del Comitato degli operatori turistci, «è evidente che le conseguenze negatve si riveresanno anche sugli altri valichi, a cominciare appunto dal Pordoi». (fdm)

06 DICEMBRE 2016

Trentno | 06 Dicembre 2016

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Le Dolomit tentano di “fare rete” di Francesco Morandini MOENA Il gelo del teatro Navalge ha ricordato sabato sera, al buon pubblico accorso per scoprire cosa potesse ofrire una conferenza-spetacolo dal ttolo “9x1 = Dolomit” (da un’idea della diretrice della Fondazione Dolomit Unesco, la predazzana Marcella Morandini), il clima delle bellissime cime che si sono alternate sullo schermo del teatro moenese con i numerosi ospit salit sul palco e giunt dal Trentno-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, salutat dal sindaco Edoardo Felicet. 3 regioni, 5 province e 9 “isole” coinvolte in un unico progeto che, come ha sotolineato la presidente della Fondazione Maria Grazia Santoro, non ha un compito facile: «Metere assieme le diverse identtà è una sfda culturale - ha deto - perché fare rete è il contrario di fare front oppost in un’otca non di predominanza, ma di collaborazione». Ma se è difcile far convivere 9 sistemi, 9 territori, potrebbe essere ancor più difcile (qui sta la sfda culturale) far convivere le isole d’interesse che potrebbero collidere e che si sono intuite o delineate nei diversi intervent: il paesaggio (l’architeto Cesare Michelet), la geologia (il diretore del Museo geologico di Predazzo Marco Avanzini e Piero Gianolla dell’Università di Ferrara) l’approccio biologico/protezionista (i 14 Rassegna stampa - Dicembre 2016


president dei parchi delle Dolomit bellunesi Cesare Lasen e di Paneveggio Pale di S. Martno, Giacobbe Zortea) le associazioni alpinistche Cai e Sat, le guide alpine, gli alpinist/escursionist e i fruitori della montagna (la rifugista della Roda de Vael Roberta Silva, e le guide alpine Marika Favè e Bruno Pederiva). E sopratuto l’economia (il presidente del Superski Sandro Lazzari e l’albergatore-maestro di sci friulano Andrea Cella). Non ultma la politca, rappresentata dal vicepresidente della Fondazione e assessore provinciale Mauro Gilmozzi, investto del problema dei passi dolomitci («favorire studi sul turismo e la mobilità sostenibile») e da Giuseppe Detomas («lavorare per riconoscere la lingua ladina»), mentre, per la procuradora Elena Testor, la «Cordanza per l patrimonie naturèl de Fascia» l’unica rete delle riserve che è stretamente legata alla Fondazione, come ha sotolineato il suo presidente Riccardo Franceschet, «deve rappresentare una sentnella delle Dolomit». Il ricco parterre non ha permesso un approfondimento tale da consentre che la serata, condota con una certa enfasi, ma abilmente, da Fausta Slanzi e Rosario Fichera, andasse oltre il taglio celebratvo, con quel tanto di autoreferenzialità da renderla un’occasione per creare coesione, sensibilizzare la popolazione e far capire che non si potrà fare a meno, in futuro, della Fondazione e dei suoi partner, come le ret delle riserve, nel dibatto sulle scelte strategiche da adotare nell’area dolomitca. In questa grande famiglia, non solo dovranno convivere fratelli più ricchi con quelli più poveri (come consapevolmente sono le Dolomit friulane), ma anche i fratelli maggiori (le Dolomit setentrionali) con il piccolo Bleterbach. Peccato per quei due fgli non riconosciut da questo bene seriale, Sassolungo e Sella, il che a molt, nonostante le spiegazioni, resta ancora incomprensibile. Ci sarà da lavorare anche per creare consapevolezza nelle nuove generazioni, come in quei due ragazzi, fra i 9 salit sul palco in maglieta arancione a rappresentare i sistemi dolomitci, che sembravano quasi ignari della stessa esistenza di questo straordinario arcipelago fossile. E lo spetacolo? Sarebbero bastate le montagne, ma è stato aggiunto anche un po’ di Zucchero, di Michael Jackson e di Aretha Franklin, con la voce di Laura Bazzanella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Trentno | 06 Dicembre 2016

15 Rassegna stampa - Dicembre 2016


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Iscrizioni in scadenza per il master sui beni naturali TRENTO Iscrizioni in scadenza al 7 dicembre al Master «World Natural Heritage Menagement», destnato a funzionari, studiosi e professionist di isttuzioni ed organizzazioni pubbliche e private; manager e laureat in possesso di almeno una laurea triennale. Per il Master le cui selezioni saranno il 13 e 14 dicembre, sono disponibili 5 borse di studio e si artcolerà su 320 ore in aula e viaggio studio; 360 di stage e project work. L'obietvo è formare i partecipant nella gestone dei proget sulla tutela e valorizzazione dei beni naturali Unesco. Info: 0461-020060 o step@tsm.tn.it oppure www.tsm.tn.it (d.p.)

Il Gazzetno | 06 Dicembre 2016

16 Rassegna stampa - Dicembre 2016


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Sito e depliant nuovi per valorizzare il Parco BELLUNO Un sito ridisegnato, appena messo on line. Una serie di nuovi dépliant, azioni portate avant in prima persona, altre da ent pubblici e sogget privat, un impegno costante per gestre e mantenere le proprietà e i sit, una promozione con le scuole che va avant da 20 anni e contnua a raccogliere adesioni e successi. È stato un 2016 ricco di azioni, quelle che il Parco delle Dolomit Bellunesi ha realizzato nel corso degli ultmi dodici mesi. E che ieri sera Antonio Andrich, diretore dell'ente Parco, ha presentato nella sede del Museo naturalistco, proprietà dello stesso Parco, in piazza Piloni, nel corso della Giornata della trasparenza e del Forum della Carta europea per il turismo sostenibile (Cets).Il sito web (www.dolomitpark.it) è il rifacimento del precedente dedicato all'atvità del Parco. Ora si presenta ai visitatori in una veste completamente nuova, sopratuto perché realizzato con la tecnologia del design responsivo che consente al sito di adatarsi grafcamente, reimpaginandosi in maniera automatca e immediata al dispositvo con il quale viene visualizzato. In precedenza esso era stato realizzato per essere leto da computer, adesso invece si adata anche a tablet e smartphone, riducendo la necessità di ridimensionare e scorrere i contenut. Oltre alla veste grafca e alla sua fruibilità, il sito è stato anche arricchito e aggiornato nei contenut, completamente riorganizzat per essere più facilmente consultabili.Sei i nuovi depliant: uno più generale inttolato «Un parco patrimonio dell'umanità»; tre di itnerari nel Parco divisi in ciascuno dei tre setori (est, centrale e orientale) in cui è stata divisa l'area, con percorsi nuovi, ad anello, facilmente percorribili anche dai meno espert; un quinto dedicato a percorsi in bicicleta e infne un sesto riservato al Museo naturalistco di piazza Piloni. In quest'ultmo, già dotato dell'erbario fruto delle ricerche di Cesare Lasen con 2.500 esemplari, a breve confuiranno anche i due preziosi erbari di proprietà del Comune di Belluno: il Sandi della prima metà dell'Otocento, e il Caldart della metà del secolo scorso. Artcolate anche le opportunità per studiosi e student che potranno consultare l'intero museo grazie ai fogli d'erbario che sono stat scansionat e ora consultabili in due postazioni informatche.Ricchissima, infne, l'atvità cone le scuole: nel corso dell'anno scolastco 2015-16 il Parco ha realizzato 108 corsi e ha incontrato 2.529 student: la metà provenient da Comuni del Parco, ma per l'altro 50 per cento da 17 Rassegna stampa - Dicembre 2016


fuori provincia (Treviso, Venezia, Padova, Vicenza e Verona) e anche dalla Francia. Fra gli ent pubblici che promuovono in prima persona azioni di turismo sostenibile, ci sono la Provincia, i Comuni di Feltre, Pedavena, Ponte nelle Alpi e Sedico. Giovanni Santn

Corriere delle Alpi | 06 Dicembre 2016

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Turismo accessibile si parte dal sito web e dalla senteristca di Martna Reolon BELLUNO Nuovo sito internet, nuovi depliant, proget per un turismo “accessibile” e senza barriere. Queste alcune delle azioni che il Parco nazionale Dolomit Bellunesi ha inserito nel Piano quinquennale (2015-2019) per il turismo sostenibile. Un piano fruto di un lavoro di condivisione con il territorio e che mete insieme una trentna tra sogget pubblici e privat. Gli obietvi raggiunt in questo 2016 e quelli in programma per i prossimi anni sono stat illustrat ieri sera nella sede del Museo naturalistco del Parco in piazza Piloni, a Belluno, che ha ospitato la Giornata della trasparenza e l’annuale forum dei sogget aderent alla Cets, Carta europea del turismo sostenibile. «Come Parco abbiamo otenuto la Cets nel dicembre 2015, al termine di un percorso iniziato nel giugno 2014», ricorda il diretore, Antonio Andrich. «Atraverso numerosi incontri sul territorio con privat, imprenditori, associazioni, ent pubblici sono stat raccolt proget e proposte di tut gli operatori interessat. Le idee sono state trasformate in “schede azione”, che vanno a formare il Piano per il turismo sostenibile». E sono diversi i proget già realizzat dal Parco in quest’ambito. «Quest’estate abbiamo predisposto i nuovi depliant», fa presente Andrich. «Ci sono le traduzioni in lingua inglese e tedesca del depliant isttuzionale, ma anche tre novità sulla senteristca: il materiale informatvo è stato diviso tra zona est, centrale e ovest del Parco. In ognuno di quest tre nuovi depliant c’è una cartna con l’indicazione di alcuni anelli del territorio e, sul retro, una sintetca descrizione con tute le informazioni utli al turista: dai senteri tematci a quelli natura, 18 Rassegna stampa - Dicembre 2016


passando per i piccoli anelli a confne con l’area proteta, che il Parco aveva provveduto a sistemare in accordo con i Comuni». Non mancano, poi, il depliant dedicato al Museo naturalistco di Belluno e quello sui percorsi ciclabili a cavallo o all’interno della zona proteta. «L’uso della bici sui senteri del Parco è vietato», precisa Andrich, «e con questo nuovo materiale siamo andat a individuare i percorsi che invece sono apert ai cicloturist». L’altra novità, come si diceva, è il nuovo sito www.dolomitpark.it, realizzato con la tecnologia rwd (responsive web design), che è in grado di adatarsi grafcamente in modo automatco al dispositvo con il quale viene visualizzato. «L’obietvo è otmizzare la consultazione del sito anche con tablet e smartphone», sotolinea il diretore. Il nuovo portale è già visibile in rete da qualche giorno. Questo rifacimento lo rende molto più accessibile e ne migliora la fruibilità. «Il nuovo portale dolomitpark.it è stato anche arricchito e aggiornato nei contenut, completamente riorganizzat per poter essere più facilmente consultabili», aggiunge Andrich. «Il Parco Dolomit Bellunesi è stato il primo in Italia a dotarsi di un sito internet. Questo rifacimento ci consente di restare al passo con le velocissime trasformazioni del web». Ma sono anche altre le azioni messe in campo dal Parco: «In collaborazione con il Circuito Qualità Artgianale stamo partecipando ad alcune fere e abbiamo messo in piedi una collaborazione con Aipd e Assi sulla accessibilità».

Corriere delle Alpi | 06 Dicembre 2016

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Una giornata dedicata al futuro delle Dolomit VALLE Il Cadore dedica una giornata alle sue montagne con appuntamento fssato per sabato, ventquatr'ore in antcipo rispeto alla giornata internazionale della montagna che quest'anno si celebra domenica 11 dicembre. L'occasione riunirà tut i protagonist della montagna cadorina, convocat dalla Magnifca. Si parlerà dei problemi che atanagliano il setore e delle strategie da intraprendere, sia per quanto riguarda la stagione invernale e sia per quella estva. L'incontro si terrà al centro polifunzionale La Tappa di Valle a partre dalle 15 con il programma che inizialmente dedicherà spazio a rifugi e senteri. Nell'occasione saranno presentat i fnanziament fnalizzat all'apertura invernale dei rifugi ed alla loro messa in sicurezza. Important novità sono atese anche sul fronte della manutenzione dei senteri. Proget e provvediment saranno illustrat dal consigliere del Cai nazionale Emilio Bertan e dal presidente del Gal Alto Bellunese Mimmo Da Deppo. «Le sezioni Cai del Veneto, sia di montagna esia di pianura, dovranno lavorare l'una al fanco dell'altro per la gestone unitaria dei senteri». dice Emilio Bertan che antcipa così l'appello che rivolgerà sabato ai partecipant dell'incontro in Cadore. Seguirà la presentazione delle iniziatve ludico sportve in calendario per l'inverno e delle novità escursionistche e alpinistche per la prossima estate. L'evento, denominato Cadore Dolomit in festa, aprirà la stagione del “Cadore regno delle ciaspe”, che quest'anno aggiunge agli ormai tradizionali itnerari che conducono ai rifugi alpini apert d'inverno anche una serie di percorsi di fondovalle che saranno gestt, per quanto riguarda la battura della neve e la manutenzione, dalle Um Val Boite, Centro Cadore e Val Comelico – Sappada.

Corriere delle Alpi | 06 Dicembre 2016

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Documentario sul Col Quaternà, giovedì la presentazione 20 Rassegna stampa - Dicembre 2016


AURONZO Il teatro Kursaal di Auronzo ospiterà l'anteprima dell'ultma fatca di Giovanni Carraro che giovedì alle 21 presenterà due documentari: “Col Quaternà - Il vulcano delle Dolomit” e “Il sentero Olivato al Miaron”. Il videomaker “più famoso del Triveneto”, nato a Pieve ma residente in provincia di Treviso, si appresta a riabbracciare il pubblico più amato per proporre un lavoro tanto certosino quanto emozionante, portato a termine grazie al supporto del fdo Andrea Cecchella. «La parte più emozionante», dice, «riguarda Papa Giovanni Paolo II che il 13 luglio del 1987 salì fno in cima al Quaternà, lasciando la propria frma sul libro di veta. Quel documento è presente nel video, accompagnato dal ricordo di monsignor Zanderigo, arciprete del duomo di Belluno che quel giorno, casualmente, incrociò il Papa lungo il sentero. Fu un momento emozionante perché del tuto inaspetato. Presto si sparse la voce che il Papa era in Comelico e la popolazione accorse sul posto. Fu una grande festa». Monsignor Zanderigo sarà presente al Kursaal di Auronzo al fanco di Carraro, il “mentore” Cecchella e altri ospit important: «Un'altra fgura di rilievo è il giovane geologo Gianluca Piccin», prosegue Carraro, «toccherà a lui raccontare le origini del Col Quaternà, che rappresenta un'anomalia per il territorio. Avrei voluto rinominarlo il Vesuvio delle Dolomit ma a qualcuno non è piaciuto». Da Piccin ad Achille Carbogno, “una miniera di informazioni”, che avrà il compito di spiegare il toponimo Col Quaternà: «Che presenta un errore», antcipa Carraro, «perché la defnizione Quaternà comprende già al suo interno la parola Col. Col Quaternà è un raforzatvo, è come dire Col Col Quaternà». Tra gli ospit della serata fgura anche il presidente della Fondazione Dolomit Unesco Marcella Morandini: «Questo è un partcolare che mi emoziona tantssimo» conclude Carraro, «perché rappresenta la consacrazione del mio percorso di crescita in questo setore dei video escursionistci dedicat alla montagna. Partre da zero e ritrovarsi ad essere benedet dalla Fondazione Dolomit Unesco è qualcosa di straordinario. È la sublimazione di una grande passione». Giovanni Carraro conclude spiegando i motvi che si celano dietro la serata di Auronzo datata 8 dicembre: "C'è voglia di fare festa in un clima allegro e gioviale ma sopratuto c'è la voglia di portare un reale benefcio ai territori di montagna, sopratuto soto il proflo stretamente turistco. Col Quaternà è uno dei post più belli di tute le Dolomit».(dierre)

07 DICEMBRE 2016 Il Gazzetno | 07 Dicembre 2016

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Nel vulcano spento del Col Quaternà Met le montagne del Comelico. Aggiungici un videomaker, di origini cadorine, che è escursionista e scritore. Più uno storico incontro tra monsignor Atlio Zanderigo Jona e papa Giovanni Paolo II. E nel centro del cerchio un vulcano spento delle Dolomit, rarità geologica. Ecco che il nuovo documentario di Giovanni Carraro Col Quaternà, il vulcano delle Dolomit non potrà che essere una nuova perla tra i vari ciack del regista che spesso si accompagna in montagna ad Andrea Cecchella, giornalista di TeleBelluno. Saranno insieme anche per questa prima assoluta al Teatro Kursaal di Auronzo, domani alle 21, grazie all'organizzazione di Consorzio turistco AuronzoMisurina, in collaborazione con Fondazione Dolomit Unesco e Tatana Pais Becher. Sugli schermi verrà proietato, oltre al lavoro sul Quaternà, anche il cortometraggio La ferrata Olivato al Miaron, già apprezzato alla rassegna Oltre le Vete. «Immagini, parole e musica non saranno però i soli protagonist di una serata che ha tute le carateristche per diventare di più di una semplice presentazione - precisa Tatana Pais si ascolteranno le voci di alcuni dei protagonist della storia di quest luoghi». Ad afancare Carraro e Cecchella arriveranno le testmonianze e i comment di ospit d'eccezione. A cominciare dalla diretrice della Fondazione Dolomit Unesco, Marcella Morandini. Il centro della proiezione Vulcano delle Dolomit diventa allora occasione per una dedica al pontefce che tanto amava le vete e i boschi del Cadore e del Comelico: ecco, quindi, la fgura di Papa Giovanni Paolo II, le cui escursioni sulle cime del Comelico verranno narrate da una voce singolare come quella di Atlio Zanderigo Jona, parroco del duomo di Belluno, che il 13 luglio 1987 incontrò il Papa in discesa dal Quaternà. Lo storico Achille Carbogno, già sindaco di Comelico Superiore e past president del Cai Val Comelico, illustrerà, quindi, l'importanza strategica di queste vete di confne e la realizzazione della muraglia fortfcata del Vallo Litorio. «Ma non è fnita qui è l'antcipazione di Pais Becher - perché un altro esperto, Giovanni De Donà, rievocherà vicende e memorie della Grande Guerra, mentre il geologo di Dolomit Project, Gianluca Piccin, esporrà le peculiarità geologiche del Quaternà». L'incontro ha il patrocinio di tre sezioni Cai del Cadore, Auronzo, Val Comelico e Lorenzago, i cui president saranno present in sala. Daniela De Donà

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08 DICEMBRE 2016 Il Gazzetno | 08 Dicembre 2016

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Il Parco delle Dolomit trova gli amici in rete CIMOLAIS Giocare con i social network? Lo ama fare anche il Parco Dolomit Friulane che negli ultmi anni ha creato una Parcommunity di appassionat di montagna e web che amano condividere le loro foto atraverso i canali social. Un successo che ormai ha raggiunto numero ragguardevoli in un mondo dove i like danno la misura della popolarità di una proposta o di un luogo. Da poco sono partt anche alcuni contest sulla piataforma Instagram che sono stat subito molto seguit dagli utent che hanno partecipato numerosi per aggiudicarsi un premio partcolare: una powerbank cioè un carica bateria portatle di riserva, per gli smartphone in modo da non rimanere mai senza ricarica nemmeno lontano da casa o nel corso di qualche passeggiata o escursione. L'ultmo contest riguardava la giornata di playparco ad Andreis ed è stato vinto da una foto postata su Instagram che ha raggiunto ben 392 like. Impressionant i numeri dei seguaci che fanno parte della Parcommunity del Parco Dolomit Friulane: quelli di Facebook.com/dolomitfriulane sono ben 21.289; su Instagram.com/dolomitfriulane ci sono 1.841 iscrit, mentre i follower di Twiter.com/parcoDF sono già 1.082. Insomma il parco ha i suoi estmatori in rete. © riproduzione riservata

10 DICEMBRE 2016

L'Adige | 10 Dicembre 2016

23 Rassegna stampa - Dicembre 2016


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I retli fossili i dinosauri in mostra alla casa Geopark CARISOLO Alla Casa del Geopark c'è DinoMit - retli fossili e dinosauri nelle Dolomit, la mostra dedicata al mondo dei dinosauri che nel periodo preistorico hanno popolato l'area dolomitca. Promossa dalla Fondazione Dolomit Unesco e dalla Rete del Patrimonio Geologico (Provincia di 24 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Trento), realizzata dal Muse, sarà visitabile fno al 13 marzo 2017 e riunisce, per la prima volta, la maggior parte dei fossili più signifcatvi delle Dolomit: ritrovament, numerosi rest di piante fossili e un'incredibile varietà di molluschi, coralli e altri spetacolari organismi marini che hanno consentto la ricostruzione detagliata degli ambient di vita e dell'evoluzione del clima negli ultmi 300 milioni di anni, contribuendo a rendere le Dolomit un'area chiave per la comprensione dell'evoluzione della vita sulla Terra. La mostra si rivolge ad appassionat di scienze naturali e specialist, ma anche a famiglie con bambini e scolaresche. Chi visiterà la mostra potrà vedere repert di eccezionale importanza sia per bellezza che per signifcato scientfco e rarità, accompagnat da informazioni in tre lingue (italiano, tedesco e inglese) riguardant la storia dell'evoluzione dei retli, dalle prime tracce pervenute nelle Dolomit, risalent al CarboniferoPermiano, 300 milioni di anni fa fno alla scomparsa dei dinosauri alla fne del Cretacico 65 milioni di anni fa. La mostra sarà aperta al pubblico nei seguent giorni e orari: dall'8 all'11 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19; dal 26 dicembre al 9 gennaio dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19; dal 13 gennaio al 13 marzo nei giorni dal venerdì al lunedì dalle 15 alle 19. Ingresso: 3 euro con visita anche della Casa Geopark.

Corriere delle Alpi | 10 Dicembre 2016

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Auronzo, ricordi e raccont sulle Dolomit AURONZO Grande successo ad Auronzo per il debuto del nuovo documentario "Col Quaternà, il vulcano delle Dolomit". Oltre trecento persone, accomunate dalla passione per la montagna, si sono lasciate coinvolgere dalle immagini del regista Giovanni Carraro e dagli inedit approfondiment culturali. E, guarda caso, ieri sera a Lorenzago Carraro ha ricevuto dal consiglio comunale e specifcatamente dal sindaco Mario Tremont la citadinanza onoraria. «È un oriundo che ci ha sempre onorato della sua presenza, ma anche dal suo sostegno» ha spiegato Tremont. Tornando ad Auronzo, oltre all'escursionismo, si è parlato di Grande Guerra ma anche del poco noto Vallo Alpino del Litorio voluto da Mussolini, della salita al Col Quaternà compiuta da Papa Giovanni Paolo II nel 1987, delle peculiarità geologiche di questa strana montagna e dell'atvità della Fondazione Dolomit Unesco. Andrea Cecchella, di Telebelluno, ha condoto la serata al Kursaal a fanco del suo ormai inseparabile compagno di escursioni Giovanni Carraro, scritore e regista, che 25 Rassegna stampa - Dicembre 2016


recentemente sta producendo, una dopo l'altra, pellicole il cui tema principale sono la montagna e la sua cultura. Molt gli ospit illustri che si sono avvicendat sul palcoscenico intervistat da Cecchella, arricchendo con curiosità e aneddot l'evento. Dopo il saluto del sindaco, Daniela Larese Filon, è intervenuta Tatana Pais Becher, organizzatrice della serata insieme al Consorzio Tre Cime Dolomit, che ha voluto ricordare al pubblico la giornata del 25 agosto 2009, quando la Val D'Ansiei fu per un giorno capitale delle Dolomit grazie al conferimento del sigillo di Patrimonio dell'Umanità. A seguire, gli intervent di Achille Carbogno, già sindaco di Comelico Superiore e past president del Cai Val Comelico, e di Giovanni De Donà. Momento toccante quello raccontato dal Mons. Atlio Zanderigo, sull'incontro con Wojtyla il 13 luglio 1987 ai piedi del Quaternà. Sono seguit Marcella Morandini, diretrice della Fondazione Dolomit Unesco, il presidente di Dolomit Project, Gianluca Piccin, alcuni rappresentant del Cai. L'evento si è concluso con la proiezione del secondo documentario di Carraro in programma, "Il Sentero Olivato al Miaron". (fdm)

11 DICEMBRE 2016 L'Adige | 11 Dicembre 2016

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“Al rifugio Antermoia lascio il mio cuore” RIFUGIO ANTERMOIA Almo Giambisi lascia la gestone del rifugio Antermoia, la strutura di proprietà della Società degli alpinist tridentni. La notzia è ufciosa e benché nell'aria da qualche tempo, nel mondo della montagna del Trentno, c'è un po' di rammarico. Sì perché Almo ha gestto quel rifugio per 27 anni imponendosi per il suo carisma, la sua semplicità e cordialità. Da tempo andava dicendo che si preparava a lasciare quel lavoro, ma tut pensavano volesse festeggiare lassù il suo otantesimo compleanno. Il forte 26 Rassegna stampa - Dicembre 2016


alpinista fassano, che è guida alpina, ha 78 anni portat con ferezza, ma sopratuto con l'energia di un giovanoto. Il mondo alpinistco che frequenta le Dolomit e in partcolare il Gruppo del Catnaccio, dove alla quota di 2.497 metri nei pressi dell'omonimo lago si trova il rifugio gestto per tant anni da Almo Giambisi e dalla moglie Fiorenza, perde un punto di riferimento. Il carisma di Almo Giambisi nel mondo dell'alpinismo è forte, non solo per la caratura delle sue imprese, ma per l'umanità che lo contraddistngue e ha sempre caraterizzato la sua gestone. Una umanità che ha mantenuto anche da alpinista, come quando a 8.200 metri sul K2 rinunciò a salire in veta per aiutare un alpinista in difcoltà. Giambisi ha una intensa atvità alpinistca in Dolomit, sulle Alpi e in tuto il mondo. Nel 1985 in compagnia di Sergio Martni, l'alpinista roveretano suo grande amico, e di un giovane Fabio Stedile scalò il Makalù, compiendo la prima salita italiana. Anche l'anno dopo, nel 1986 sempre con Martni e Fausto Destefani, Almo frmò la prima salita italiana all'Annapurna. La sua ultma ascesa su di un otomila è stato lo Shisa Pangma, salito in compagnia di Angelo Giovanet e il compianto Oskar Piazza nel 1988. Uno stle riservato che sale le vete con un'etca che prevede il rispeto e atenzione agli uomini. Almo, da tempo dicevi di voler lasciare l'Antermoia, ma non ci aspetavamo volessi festeggiare lassù gli 80 anni. «Non ho ancora scrito la letera ufciale alla Sat, ma ho comunicato ufciosamente l'intenzione di lasciare la gestone del rifugio. Dal commento che ho fato a una foto pubblicata su Facebook molt si sono allarmat e mi hanno chiamato». Hai passato lassù 27 estat e non solo. «Ho preso la gestone nel 1990, sono rimasto su, con mia moglie Fiorenza, buona parte della mia vita. Sì perché se è vero che la stagione dura dal 20 giugno al 20 setembre devi andar su prima possibile, quando va via la neve a preparare per l'apertura, poi dopo il 20 setembre se non si allungava di qualche giorno si rimaneva su a fare pulizia. E poi si andava a vedere, anche in altri periodi. Io l'ho defnita, mi perdoni la Sat, la mia casa, perché amo la montagna, quelle montagne e l'Antermoia in partcolare». Sei più famoso come gestore che come alpinista. «Ho fato l'alpinista per tant anni, anche adesso vado a scalare, ai livelli che la mia età mi consente, ma essendo all'Antermoia per molt anni sono più famoso come rifugista. Un po' mi spiace, perché credo di aver lasciato qualche traccia sulle vete». Lasci adesso che il rifugio è stato ristruturato ed è più comodo. «Sono sempre stato per uno stle piutosto semplice ed essenziale nella mia vita e nella gestone. I tempi sono cambiat e il rinnovamento l'ho fato anch'io. Senza dubbio l'Antermoia oggi è più comodo, grazie alle moderne tecnologie, sia per i client, che per il gestore, ma io alla mia età (a febbraio faccio i 79) ho rifetuto molto. Alle soglie degli 80 anni credo sia la scelta migliore anche perché mia moglie non riesce a stare al rifugio, per seguire la mamma. All'Antermoia andrò ancora, ma come escursionista, perché è un luogo che amo e fa parte della mia vita e lo sarà per sempre».

Corriere delle Alpi | 11 Dicembre 2016

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Sempre meno risorse per senteri e rifugi di Gianluca De Rosa VALLE I protagonist della montagna cadorina si sono ritrovat a Valle per celebrare le Dolomit in un evento caraterizzato da un clima di festa ma anche di confronto. Soto la regìa della Magnifca hanno aderito all'invito tute le sezioni Cai i cui rappresentant, sedut l'uno al fanco dell'altro, hanno rinnovato l'intenzione di collaborare in maniera concreta per il bene delle montagne di casa in un'otca di sviluppo turistco. Sviluppo, per quanto riguarda il Centro Cadore, che ruota atorno all'oferta escursionistca. Per questo motvo i temi tanto scotant quanto atuali di Dolomit in festa sono stat senteri e rifugi. «La gestone della senteristca sul territorio veneto è sempre più difcile per la carenza cronica di risorse da impegnare», ha spiegato il consigliere nazionale del Cai Emilio Bertan, già presidente del Cai Veneto per sei anni, «la Regione Veneto ha disposto per quest’anno un contributo di duecentomila euro da destnare alla cura dei senteri. La metà di questa cifra è stata dedicata alle ferrate. Il Cai nazionale dal canto suo ha implementato la disponibilità economica con ulteriori 400mila euro; cifra che ridivisa tra tute le sezioni a livello nazionale è sicuramente piutosto limitata anche se in quest'otca va apprezzato lo sforzo sostenuto». Dai senteri ai rifugi: «Anche su questo fronte il sostegno soto forma di fnanziament non è mancato e non mancherà», prosegue Bertan, «anche se l'argomento rifugi oggi presenta più di una lacuna, sopratuto in termini di regolamentazione, visto che le leggi nazionali equiparano le struture di montagna agli alberghi di Jesolo giusto per fare un esempio. Si trata di un afronto agli imprenditori della montagna e alle difcoltà che sono costret ad afrontare». Il consigliere nazionale prosegue l'analisi sul fronte dei rifugi allargando ulteriormente gli orizzont: «Il Cai ha isttuito di recente un fondo rifugi di duecentomila euro ma sopratuto ha promosso forme di mutualità da destnare agli operatori del setore che avranno a disposizione tassi agevolat e senza interessi per efetuare investment sulle proprie struture». Ancora i rifugi rientrano a pieno ttolo tra le principali atvità future allestte dal Cai in vista del nuovo anno: «Innanzituto efetueremo un radicale censimento tra i rifugi del territorio veneto perché oggi molt di quest sono diventat 28 Rassegna stampa - Dicembre 2016


veri e propri alberghi e questo non è un bene», conclude Bertan, «un altro aspeto importante riguarda i rifugi present sul territorio dolomitco patrimonio Unesco che dovranno presentare specifcità uniche che avranno il compito di caraterizzarli rispeto a quelli present in altre zone di montagna». In materia di fnanziament anche il Gal Alto Bellunese, rappresentato dal diretore Adriana De Loto, ha annunciato una serie di misure da lanciare nei primi mesi del 2017: «La Regione Veneto ha approvato il nostro progeto chiave denominato destnazione turistca Dolomit Veneto per una cifra complessiva di tre milioni e centomila euro», ha ufcializzato la De Loto, «saranno fondi destnat all’adeguamento delle struture ricetve anche in funzione di una potenziale apertura durante la stagione invernale. Il bando uscirà entro marzo 2017. Un altro bando riguarderà invece gli agriturismi. Contestualmente partranno altri due intervent a regìa che vedranno protagonist gli ent pubblici per un altro milione e mezzo di euro che verranno impiegat nel recupero di edifci di pregio e nella realizzazione di itnerari e percorsi turistci».

13 DICEMBRE 2016 Il Messaggero | 13 Dicembre 2016

p. 30 ed. Gorizia

Sempre meno neve la sfda diventa il nuovo turismo di ELEONORA VALLIN La stagione invernale 2016-2017 si apre con un generale e moderato otmismo degli operatori a Nordest. Ma più si scende di quota, più peggiorano le previsioni. La stagione 2015-2016 ha lasciato l’amaro in bocca sia agli sciatori bisognosi di neve per scivolare giù dai mont, sia agli addet ai lavori, costret a creare artfciose lingue bianche in un panorama di terra ed erba. Poco piacevole anche agli occhi. Anche quest’anno sarà il meteo il principale pericolo del turismo stagionale 29 Rassegna stampa - Dicembre 2016


invernale. Le previsioni di Skipass Panorama parlano, per la montagna italiana, di un +3,2% di arrivi e +3,8% di presenza con un soggiorno medio di 4,3 not. Stranieri in crescita del 5,7%, italiani a +19%. Ma con le temperature fn troppo alte, registrate fno agli ultmi giorni, è stato difcile anche sparare le neve con i cannoni. Così in Friuli Venezia Giulia che sconta gli impiant alle quote più basse. Meno in Veneto, mentre in Alto Adige la stagione è già partta alla grande con iniziali nevicate e, sopratuto, temperature più fredde che hanno favorito anche i focchi artfciali. Investre per innevare È tutavia evidente che la prima necessità, derivante dal fatore climatco, è rendere possibile l’innevamento. Via quindi ai grandi investment per creare artfcialmente ciò che la natura non ofre più. «Quest’anno abbiamo potenziato la capacità di fare neve», conferma Marco Tullio Petrangelo, diretore Promoturismo Fvg, società pubblica che gestsce 34 impiant in Friuli Venezia Giulia (512 mila primi ingressi nel 2015). «Abbiamo investto sui bacini di contenimento dell’acqua piovana, sulla loro impermeabilità e sullo stoccaggio, aumentato il numero dei cannoni e la potenza». «La fliera dell’innevamento», annuncia Petrangelo, «sarà nuovamente oggeto di investment anche nei prossimi anni. Abbiamo preso ato delle temperature alte e che abbiamo a disposizione meno giorni di neve e non siamo ad alte quote». «Il 2015 è stato un anno orribile», aggiunge Thomas Mussner, diretore di Dolomit Superski, che gestsce dodici valli e, con 1.200 chilometri di piste e 450 impiant di risalita, è di fato il comprensorio più grande. «Quest’anno le condizioni erano otmali e abbiamo aperto in antcipo, già il 17 novembre. C’è voglia di sciare e siamo scelt per l’ampiezza del comprensorio e la qualità della neve. Una fducia guadagnata sul campo: quest’estate abbiamo investto 80 milioni in piste nuove, in confort e trasport, 20 milioni solo per l’innevamento.Questa stagione ci presentamo con sete nuovi impiant, tre nuove piste e tre impiant ristruturat». «Ci aspetamo la neve e una stagione diversa dal 2015, che comunque è stata record perché siamo comunque riuscit a garantre l’innevamento», spiega Daniela Vecchiato, diretore dell’azienda per il Turismo Alpe Cimbra per i comprensori di Folgaria-Lavarone e Luserna (40 mila presenze in stagione). «Abbiamo aperto il 3 dicembre: non c’era neve, quindi ci siamo atezzat». Piacere, wellness, cucina Questa sarà comunque una stagione di ritorno agli sci, complici le promozioni e le agevolazioni proposte, specie per i bambini. Ma gli operatori sanno che la tendenza è sempre più “esperienziale” e le tre richieste del turista oggi sono: piacere, benessere e cucina. «Nelle nostre valli vantamo tredici ristorant e cuochi a stelle Michelin, 10 mila struture ricetve di prim’ordine con Spa e wellness, scuole di sci professionali specializzate anche nel freestyle, guide e accompagnatori professionist per far conoscere il territorio. Proponiamo aperitvi sulla neve, sauna in quota, logistca e trasferiment a bordo slita», spiega Mussner. «Sarà una stagione di event», aggiunge Vecchiato, diretrice di quelle che sono le montagne di molt venet. «Prove su pista di nuovi marchi di sci e scarponi, rafing ed event enograstronomici, arrampicata, sci alpinismo ma anche cartoni animat in pista per i più piccoli». Alpe Cimbra si presenta con un marketng promozionale tuto rivolto alle famiglie, con tarife agevolate per mamme e papà con bimbi sui pass giornalieri, baby park in pista e, in hotel, il programma «Family emoton» per afdare ad animatori e maestri di sci, dalla matna alla sera, i propri pargoli e provare, nella solitudine ricercata della coppia, una cavalcata sulla neve o a guidare una slita o scendere in mountain bike giù per le piste. Investment a monte Più complessa la situazione in Friuli Venezia Giulia: «Apriamo con le stesse piste del 2015», spiega Petrangelo, «gli investment li abbiamo fat a monte, perché uno non scia con l’erba». Almeno non sono state toccate le tarife degli skipass, ma dopo il fallimento dei privat, in Fvg, anche il pubblico oggi fatca. «All’alba dei tempi gli impiant in Fvg erano in mano ai privat, tut fallit negli anni ’80, e così la Regione ha rilevato tuto», spiega il dg di Promoturismo Fvg. «Nel 2000 intervenne un grosso piano strategico di investment nel comparto sciistco da parte della giunta Illy per 200 milioni. Quest’anno spenderemo gli ultmi 3,5 milioni a Forni di Sopra, in 15 anni abbiamo investto tuto». E adesso? «Il privato qui non ci viene perché ci perde soldi, senza il 30 Rassegna stampa - Dicembre 2016


pubblico gli impiant non si reggono in piedi da soli. E qui le difcoltà sono anche nella ricetvità», dice il manager. Lo conferma Paola Schneider, albergatrice a Sauris e presidente di Federalberghi Fvg: «Per Natale e Capodanno abbiamo un buon ritmo, fno all’Epifania si lavora poi si vedrà, abbiamo molta clientela dall’Est ma anche l’Italia si sta muovendo. Stamo iniziando ad atrezzarci e vediamo fnalmente i primi alberghi con piscine ma con Spa e wellness ce ne sono pochi. Si possono fare grandi sforzi ma è una partta immensa», precisa, «e noi abbiamo altre peculiarità: dobbiamo unire la montagna, anche d’inverno, con l'esperienza del vino, tra cantne, degustazioni e agroalimentare, specie oggi che sulla neve dobbiamo fare meno afdamento: bisogna pensare a nuovi tpi di turismo». «Ma i nostri albergatori», aggiunge, «hanno difcoltà a ristruturare gli immobili e, oltre alla concorrenza leale dei compettor, c'è anche quella sleale dei nuovi protagonist, come Airb&b, che erodono parte delle quote di mercato prima in mano all’albergatore, e avere meno soldi signifca anche meno possibilità di ristruturare». La corsa verso Cortna2021 Si respira invece un sano otmismo nelle Dolomit venete a partre dalla sua perla, Cortna, al top dell’ultmo osservatorio Skipass Panorama come meta più ambita, famosa, e appena dopo Madonna di Campiglio alla voce trendy, anche se penalizzata nel setore ricetvo. «Abbiamo fato il pienone per l’Immacolata ma Natale va a rilento perché gli italiani aspetano la neve. C’è una richiesta minore di giorni di permanenza, da 7 a 3-5. Qui vincono, più che le piste, la vita sociale, gli event e le feste», spiega Gianluca Lorenzi, a capo degli albergatori locali. Ma all’orizzonte ci sono i Mondiali di Cortna 2021: «La Regione», prosegue, «ha messo in piedi due bandi per contribut a fondo perduto fno a 200 mila euro che è poco ma è un primo aiuto e gli imprenditori stanno rispondendo bene, partranno molte ristruturazioni». «Cortna ha un po’ dormito sugli allori delle vecchie Olimpiadi e dei vip che l’hanno scelta per anni», conferma Marco Michielli, presidente di Federalberghi Veneto. «Ora, in vista del 2021, c'è un fervore teso a migliorare la qualità di alberghi e impiant, si respira un’aria positva di investment. Ma saranno i mondiali di tuta la montagna bellunese perché si respira voglia di fare ovunque, non solo a Cortna», precisa. E quanto alla stagione alle porte, aggiunge: «Siamo moderatamente otmist, speriamo di chiudere con segno positvo, più 4-5% per le presenze. Dal 2007, con la crisi, la montagna ha perso per anni molt punt, ci vorrà molto per recuperare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Messaggero | 13 Dicembre 2016

p. 34 ed. Nazionale

“Mondiali di Cortna, si alla sostenibilità” 31 Rassegna stampa - Dicembre 2016


di PAOLO POSSAMAI Si scrive “vision”. Si può leggere all'inglese, ovvero secondo il dialeto veneto. Cambia l'accento e del tuto il senso. In un caso signifca capacità di immaginare futuro. La seconda interpretazione, invece, ha a che fare con fumisterie e ipotesi irrealistche. Da una parte una scommessa sull’innovazione, dall’altra la convinzione che fantasia e creatvità siano parent stret della irrazionalità. E vedrete da voi stessi, leggendo di seguito le visioni di Riccardo Donadon, presidente del Comitato organizzatore dei mondiali di sci a Cortna, se credete alle auto eletriche come trato carateristco della conca ampezzana, assieme al treno delle Dolomit stle Bernina Express, assieme ai droni per il trasporto delle persone, assieme agli alberghi concepit in chiave green e alle piste interconnesse con la Val Badia. Insomma, la coniugazione tra crescita del turismo montano, sostenibilità ambientale, tecnologia, cultura e fascino italiano. Del resto, per evocare il fascino italiano e delle Dolomit non basta forse leggere anche una sola pagina di Gofredo Parise in “Accadde a Cortna”? Presidente Donadon, cosa accadrà a Cortna? «In primis vorrei dire che parliamo di una partta storica, che vale per tute le Dolomit e non solo per Cortna. Pensiamo a un evento che deve fare ponte tra le vallate e costtuire per tuto il comprensorio una occasione di valorizzazione sulla scena mondiale. Un evento che può innescare investment per centnaia di milioni e raccontare su scala globale un patrimonio assolutamente unico: le Dolomit». Come sta assieme questo ambizioso disegno di rilancio economico e il tema della eco-compatbilità? «Puntamo a un grande evento ecosostenibile. È un must. Vogliamo trasformare Cortna in una smart city, connessa con gli standard tecnologici più avanzat, con sensori, non intrusiva. È un progeto cui credo molto. Parlo in partcolare di mobilità eletrica. Potremmo lanciare la tesi che occorre puntare su questa tecnologia, anche con auto che si guidano da sole. Ne stamo ragionando con Cisco e altre aziende primarie dal punto di vista delle tecnologie». Ma è davvero persuaso che da qui al 2021 ci siano il tempo e le condizioni per questa rivoluzione? «Tute le grandi case automobilistche stanno puntando al segmento eletrico, nel giro al massimo di due anni avremo l’inizio di un cambiamento epocale. Nel 2021 anno del Mondiale avremo un mercato che si sarà molto convertto verso i motori ibridi e eletrici. Quanto a noi, di sicuro pulmini e navete, auto di cortesia non devono fare rumore e non devono inquinare. Vedremo se sarà possibile avere tecnologie eletriche anche per batpista e motoslite. La montagna deve essere pulita e splendere, la vacanza deve essere sostenibile». A che punto siete con i programmi di lavoro? «Dal punto di vista autorizzatvo e amministratvo, siamo alla conclusione dell'iter per canterare tut gli intervent relatvi all’evento sportvo. E in questo senso devo ringraziare il commissario Carlo De Rogats, oltre al diretore della Fondazione Cortna 2021 Paolo Nicolet, con cui abbiamo condiviso l’assunto di fondo: non intendiamo bruciare risorse senza lasciare una forte eredità in termini di infrastruture, di legacy, di rilancio culturale per le Dolomit». Che volume di investment complessivi immagina? «Il comitato organizzatore in sé è un abilitatore, un promotore, un aggregatore molto più che un investtore direto. Il nostro budget totale vale 20-30 milioni. La prossima primavera devono essere canterat gli intervent sulle piste e sull’area di gara, che devono fnire nel 2018. Vorrei lasciare un segno architetonico sull’ area di arrivo delle gare. Come delle Olimpiadi del ’56 è rimasto il trampolino, dobbiamo avere l'ambizione di segnare lo skyline oggi. La Nuvola di Fuksas a Roma secondo me è bellissima, con un potere atratvo straordinario, dobbiamo tentare pure noi di seguire lo stesso schema mentale. Ma a parte la nostra iniziatva, ricordo il concerto di atvità in rampa di lancio. Mi auguro che nel 2017 ci siano i primi intervent dell'Anas: i Mondiali possono riordinare la viabilità e la mobilità dell'area dolomitca. Abbiamo poi chiesto a Terna di chiudere l’anello di alimentazione per l’energia eletrica, in modo da scongiurare defnitvamente il rischio isolamento delle vallate. E per le infrastruture eco-compatbili teniamo conto della riatvazione del progeto del treno delle Dolomit». Che non sarà comunque sui binari per il 2021. «Zaia mi dice che di sicuro arriverà, ma 32 Rassegna stampa - Dicembre 2016


ovviamente non per il Mondiale. Può essere uno dei fgli postumi di questo evento, sebbene non ne abbia ancora ben capito il progeto. E poi occorre sviluppare l’aeroporto. Ben venga l’imprenditore che ci crede e investe». Ma l’aeroporto è coerente con il tema della sostenibilità ambientale? «Cortna ha bisogno di un moderno aeroporto. Le polemiche sull’aviazione rumorosa e invasiva le dobbiamo dimentcare. In Silicon Valley stanno testando i droni gigant che ci porteranno diretamente a casa. Gli aerei del futuro prossimo faranno salt tecnologici clamorosi. Non ha senso bloccare nulla, dobbiamo saper fare le cose e farle belle. In generale, la crescita del turismo dolomitco e della economia del territorio dipende dalla capacità dell'imprenditoria privata di cogliere la sfda e le enormi opportunità implicite nel Mondiale». Ma lei è persuaso che gli albergatori, per esempio, stano credendo a questa sfda e siano pront a modernizzare un sistema di hotel complessivamente di mediocre livello? «Ci saranno anche quelli che non vogliono prendere rischi, ma se non lo faranno adesso quando potranno? Ho incontrato tant imprenditori alberghieri che ci credono, confdo che arriveranno fno in fondo. Abbiamo fato una fondamentale riunione tra albergatori e Cassa deposit e prestt, dove Cdp ha raccontato fondi e strument fnalizzat a risistemare gli hotel. Cdp è pronta anche a investre su un nuovo albergo, sfrutando le competenze di gestone del proprietario. Vedremo quant sapranno cogliere l'opportunità». E vedremo anche quant investranno sugli impiant di risalita. «Questo è un altro punto cruciale. Cerchiamo un imprenditore che, in project fnancing dal rendimento garantto, creda sulla necessità di interconnetere le piste dolomitche e in partcolare la Val Badia. Dobbiamo restaurare l’immagine di Cortna e delle Dolomit come tempio dello sport e della modernità, fermo restando il rispeto ambientale. In questo disegno ci sta anche la questone del rilancio culturale». Cosa intende per rilancio culturale? «La vita culturale di Cortna si è un po’ spenta e in pari tempo si è ridota la stagione. Stamo defnendo un palinsesto di event e stamo stmolando aziende e isttuzioni afnché promuovano i loro event a Cortna. L’animazione culturale fa parte della animazione economica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

14 DICEMBRE 2016 Trentno | 14 Dicembre 2016

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“Landscape Week” al Muse una setmana dedicata al paesaggio con focus sulle Dolomit TRENTO È partta ieri la “Landscape Week”, quatro giornate di atvità formatve e informatve sul conceto di paesaggio che si inseriscono nell’iniziatva più ampia de “Le setmane tematche” del Muse. Diverse proposte, rivolte a tute le fasce di età, faranno chiarezza sul tema paesaggio e ne declineranno la complessità e la trasversalità. Laboratori educatvi e visite guidate nelle sale espositve accompagneranno i partecipant alla scoperta di paesaggi dolomitci, sonori, mobili, utopici e marini. Il corner “Le montagne più belle del mondo”, in modalità storytelling, permeterà di avvicinarsi alle Dolomit Unesco toccando con mano repert, testmonianze e immagini del paesaggio dolomitco. Nelle sale espositve, la mostra didatca itnerante “Il paesaggio del Trentno: un percorso tra natura e intervent umani” - progetata e realizzata da Tsm-Step, in collaborazione con Muse e Fondazione Museo Storico del Trentno - compone un quadro sintetco degli aspet materiali del paesaggio e dei signifcat che i diversi element che lo costtuiscono, assumono per le singole comunità. Le atvità laboratoriali sono: “Paesaggi mobili. Creare e comporre con l’alfabeto della natura a cura di Arte Sella e Cantere Natura Cooperatva Coccinella, “Paesaggi sonori” a cura dell’Area educazione del Mart, “Paesaggi utopici” a cura di Step Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, “Itnerari azzurri” a cura della Cooperatva Atlantde, “C’era una volta… il paesaggio nei raccont” a cura di Muse e Step, “Le grandi bellezze. I paesaggi delle Dolomit Unesco” a cura di Muse e Step e “Idrosommelier: acque, rocce e paesaggi del Trentno” a cura di Muse. Maggiori informazioni per le classi e i gruppi organizzat interessat alle atvità sul sito www.muse.it nella sezione “Impara”.

Il Gazzetno | 14 Dicembre 2016

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De Rogats allarga il Parco d'Ampezzo A placare i tmori degli ambientalist, sull'utlizzo a scopi idroeletrici del Ru Bosco, in Val Padeon, può intervenire la delibera di consiglio comunale di Cortna, con cui il commissario straordinario Carlo De Rogats esprime il parere favorevole all'ampliamento del perimetro del Parco naturale regionale delle Dolomit d'Ampezzo. Recepisce il verbale del comitato scientfco del Parco, del 20 setembre 2013, che prevedeva questa come una ipotesi di minima, ata a tutelare sopratuto la parte fnale del torrente Ru Bosco, che scorre in una forra dalle singolari carateristche 34 Rassegna stampa - Dicembre 2016


geomorfologiche. E' prevista pure un'area di pre-parco, individuata a tutela delle risorse idriche costtuite dal Ru Bosco e dal Ru Felizon. La proposta di ampliamento del Parco considerava una superfcie di 94 etari, nella zona della strada di Valgranda. Si avvia così a soluzione una vicenda che si trascinava da anni, anche per le tensioni fra l'amministrazione comunale dell'ex sindaco Andrea Franceschi e le Regole d'Ampezzo, con il presidente Gianfrancesco Demenego. La proposta era stata approvata a larga maggioranza dall'assemblea delle Regole, il 27 aprile 2015, con 707 favorevoli e 18 contrari. In seguito si creò una controversia fra Comune e Regole, senza che fosse possibile trovare la soluzione. Il 19 agosto 2015 ci fu una lunga discussione in consiglio comunale, con la contrarietà della maggioranza, nel tmore che ampliare i confni potesse togliere competenze al Comune, in materia urbanistca. Intervennero anche i cacciatori della locale riserva, preoccupat per le limitazioni all'atvità venatoria, derivant dall'ampliamento dell'area tutelata. In quel consiglio, il gruppo di minoranza lamentò la mancanza di concertazione fra le due isttuzioni. Ora la delibera del commissario dirime molte questoni. Il parere favorevole riguarda anche altre aree: Cason dei Casonate; ruderi del Brite de Padeon; ampliamento Brite de Ra Stua; realizzazione sentero naturalistco sorgent Lago Rufedo; ciclabile da località Ra Nona a Bain de Dones; ferrata Col dei Bos; sentero di Valgranda. Non è invece favorevole all'altro ampliamento richiesto, sulla riva del torrente Felizon, dove sorge la caseta del centro visitatori del Parco.

15 DICEMBRE 2016 Trentno | 15 Dicembre 2016

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Nasce lo spazio alpino della SAT TRENTO 35 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Con lo Spazio Alpino Sat nasce, dentro lo splendido palazzo rinascimentale che ospita la Casa della Sat, un luogo fsico, aperto tuto l’anno sulla cità, interamente dedicato alla cultura di montagna. Un progeto che ha visto il coordinamento di ent diversi: Film Festval, Scuola del Territorio e Paesaggio, Muse e Fondazione Dolomit Unesco. “Con Sat come capofla – ha sotolineato l’assessore provinciale Mauro Gilmozzi – la rete di interazioni che abbiamo creato avrà quel riferimento popolare che era uno degli scopi primari di questa iniziatva, ma avrà anche, tramite il fnanziamento provinciale del fondo librario alla biblioteca Sat e alla strutura che ospita il Laboratorio Alpino, una garanzia di contnuità, oltre che una sua dimensione culturale imprescindibile in un territorio Alpino”. Luana Bisest, diretrice del Film Festval ha defnito il nuovo spazio alpino “ il coronamento di 30 anni di collaborazione con SAT, alla quale ogni anno vengono donat i libri che le case editrici presentano a Montagna Libri ed al contempo la nascita di una ofcina dove i flm della rassegna possono diventare patrimonio permanente di tuta la comunità trentna”. Signifcatvo anche l’apprezzamento di Michele Lanzinger diretore del Muse “ la Sat ha avuto un grande ruolo sociale – ha ribadito - che porta avant con una buona innovazione, fornendo sempre nuove formule di letura dei nostri territori”. Di “cordata” ha parlato la diretrice di Fondazione Dolomit Unesco Marcella Morandini”, persone che si uniscono in uno spazio di contaminazioni positve, dove quasi ogni giorno si tengono proiezioni di flm, laboratori, reding, presentazione di libri, mostre ed incontri culturali. Il diretore di Step Gianluca Cipollaro si è sofermato invece sulla crescente sensibilità nei confront dell’ambiente alpino. A fare gli onori di casa il presidente della SAT Claudio Basset ed Anna Facchini presidente della Comissione Cultura e Biblioteca. (e.b.b.)

Gazzetno | 15 Dicembre 2016

p. 11 ed. Pordenone

I turist in auto pagheranno il pedaggio Così le valli proteggono l'ambiente CLAUT Le valli principali del Comune di Claut, Val de Gere e Val Setmana, interne al territorio del Parco naturale delle Dolomit Friulane, sono molto frequentate nel periodo estvo e nei fne setmana. Al fne di recuperare delle risorse per la cura di quest meravigliosi sit e mantenerne la funzionalità, il 36 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Comune ha deciso di introdurre dei parchimetri all'imbocco delle due valli al fne di disciplinarne l'ingresso con veicoli a motore. Il pedaggio - solo nei periodi di alta stagione - è di un euro giornaliero per i motocicli, un euro all'ora o 5 euro giornalieri per le auto e 2 euro all'ora o 10 euro giornalieri per furgoni e camper, ad esclusione dei resident dei Comuni del Parco delle Dolomit Friulane, per i quali la sosta contnua ad essere gratuita. Nei periodi di maggiore frequentazione, oltre all'utlizzo di strumentazione automatca, si è data una possibilità di esperienza lavoratva a numerosi giovani student del comune di Claut, che hanno presidiato le aree dei parchimetri al fne di verifcare il pagamento del tcket da parte dei fruitori. Il tuto si unisce alla valorizzazione del Pian del Muscol, area che è stata implementata e curata per un miglior utlizzo da parte dei turist e allo sgombero dai rifut abbandonat all'ingresso della Val Setmana.© riproduzione riservata

16 DICEMBRE 2016 Corriere delle Alpi | 16 Dicembre 2016

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Ampliamento del Parco, sì del Comune di Marina Menardi CORTINA Arriva il parere favorevole da parte del Comune per l'ampliamento del Parco naturale delle Dolomit d'Ampezzo. Ci sono volut oltre due anni, le dimissioni del consiglio comunale e l'arrivo del commissario straordinario Carlo De Rogats per avere il parere favorevole da parte dell’Amministrazione alla variante al Piano ambientale del Parco delle Dolomit d'Ampezzo, gestto dalle Regole. Con i poteri del consiglio comunale, infat, il Commissario ha espresso il parere di competenza sulle variant necessarie perchè l'approvazione della giunta regionale possa completare l’iter ed approvare un provvedimento ad oggi ritenuto quanto mai urgente. Lo scorso 25 otobre, infat, è stata rilasciata la concessione dalla provincia di Belluno per la costruzione di una centralina idroeletrica sul torrente Ru Bosco, nella zona tra l'incrocio della val Padeon e la val 37 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Granda, su terreno di proprietà delle Regole d'Ampezzo, al confne con il Parco. Per contrastare l'ennesimo tentatvo di sfrutamento delle acque da parte di società private, le Regole avevano approvato, nell'assemblea generale del 27 aprile 2014, la richiesta di modifca dei confni del Parco naturale. Avevano chiesto infat l'ampliamento dell'area proteta per un totale di 320 etari in val Padeon e in val Granda, e per poco più di un etaro nei pressi del ponte Felizon, ovvero nella zona che comprendeva l'area dove dovrebbe essere costruita la centralina idroeletrica da parte della Dolomit Derivazioni srl, rappresentata da Valentno Vascellari, che presentò l'istanza il 25 giugno 2012. Il consiglio comunale, nei due anni successivi alla richiesta, ha portato l'argomento più volte all'ordine del giorno, rinviando il punto e lasciando la situazione in sospeso, favorendo così la possibilità per il privato di otenere la concessione per la costruzione della centralina. Con la deliberazione numero 20 del 6.12.2016 (pubblicata poi il 13 di questo stesso mese), ora il parere fnalmente arriva, entro i sessanta giorni di tempo utli per eventuali ricorsi contro la costruzione della centralina. Parere che non è tutavia favorevole su tute le variant richieste dalle Regole: viene infat esclusa l'area denominata "Ponte Felizon" per una superfcie di Ha 1.15 «in quanto la pianifcazione di tale area è strategica anche nella prospetva di riatvazione dell'aviosuperfcie in previsione dei Mondiali di sci Cortna 2021, e la stessa non può essere demandata unicamente all'ente regoliero ma dovrebbe essere oggeto di una concertazione urbanistca - pianifcatoria; pertanto non si concorda con la proposta unilaterale di ampliamento di questa piccola zona», si legge nella delibera. Rimangono anche escluse, in quanto non ricadent nell'ambito vigente del Piano nel Parco, il Cason dei Cazadore - località val di Padeon; l'ufcio informazioni del Parco località Ponte Felizon; il sentero val Pomagagnon, il sentero Zumeles - Croda dei Zestelis. Rientrano invece nelle variant approvate il Cason dei Casonate, i Ruderi del Brite de Padeon, ampliamento del Brite de Ra Stua -località Ra Stua, realizzazione sentero naturalistco "sorgent e laghi di Rufedo", realizzazione ciclabile/sentero in località Ra Nona - Bai de Dones, ferrata col dei Bos, sentero di Valgranda.

Trentno | 16 Dicembre 2016

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Documentari e libri allo Spazio Alpino TRENTO Proseguono le atvità presso lo Spazio Alpino alla Casa della Sat. Oggi 16 dicembre, dalle 16 alle 18, secondo appuntamento del Laboratorio Visioni Dolomitche in compagnia di Giulia Mirandola. Per una migliore gestone del laboratorio si consiglia di arrivare dieci minut prima. Mi piace flmare la montagna è il ttolo dell’appuntamento, durante il quale verrà proietato il documentario «Alta scuola» di Michele Trentni, con la presenza dell’autore e dei maestri Alberto Delpero e Tommasino Andreata. Sempre oggi presso lo Spazio Alpino, alle 18, proiezione del documentario Dolomit montagne-uomini-storie: l’ambiente naturale e la sua tutela di Piero Badaloni, in collaborazione con la Fondazione Dolomit Unesco. Domenica 18 dicembre alle 11, sempre presso lo Spazio Alpino, presentazione del libro Le oto montagne di Paolo Cognet alla presenza dell’autore. L’alpinismo di Giorgio Espen. La sezione Sat Ravina propone questa sera alle 20.30 presso la Sala circoscrizionale di Ravina una serata che avrà come ospite Giorgio Espen, alpinista ed accademico del Cai. Camminata d’oro. Domenica 18 dicembre è in programma la XIX Camminata d’oro da Laives al Santuario di Pietralba organizzata dalle Sezioni Cai Alto Adige di Appiano, Bassa Atesina, Bronzolo, Laives e Salorno. Il ritrovo per tut i partecipant è dalle 8 alle 8.30 a Laives. Il tempo di percorrenza fno a Pietralba è di circa 3, 30 ore. Alle 12.30 è in programma la S. Messa nel Santuario con il Coro Laurino di Bolzano. In occasione della Camminata si raccoglieranno fondi per le zone terremotate di Amatrice e dintorni.(ma.be.)

Alto Adige | 16 Dicembre 2016

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Natonal Geographic premia Gruzza BOLZANO Va bene, esageriamo, ma diciamo che chi è in possesso del calendario 2016 del Cai di Bolzano, è come se avesse appeso al muro un... Oscar alla fotografa! Ed è meglio che fra un paio di setmane, quando il 2016 fnisce, se lo tenga, quel calendario. Ci spieghiamo subito: le foto del calendario del Cai sono, ancora una volta, opera di Alessandro Gruzza, grande fotografo naturalista trentno, e una di quelle foto, quella che illuminava il mese di marzo, ha otenuto in riconoscimento internazionale di grandissimo valore. Lo facciamo dire allo stesso Gruzza. «Con grande gioia - spiega il fotografo - sono felice di annunciare che la mia immagine “Wild rink” ha 39 Rassegna stampa - Dicembre 2016


vinto il secondo premio nel concorso fotografco Nature Photographer of the Year, categoria “Paesaggi”, organizzato dal Natonal Geographic. Questo prestgioso riconoscimento ha un signifcato ancora maggiore, essendo questa immagine stata scatata vicino a casa, sulle meravigliose Dolomit, dove sono cresciuto fotografcamente e dove tante volte ho vissuto moment di magia a contato con Madre Natura. Il premio è dedicato a lei, alla natura. Nella foto (qui a lato), i primi freddi giorni invernali hanno congelato la superfcie di uno stagno e la prima nevicata ha rivelato la sua delicata bellezza. In condizioni di bassa pressione, vent da sud-ovest spingono le nuvole contro le paret vertcali delle Pale di San Martno. Al crepuscolo, un lungo tempo di posa esalta il movimento delle nuvole atrono al Monte Cimon de la Pala (3.184 metri), una delle più alte cime delle Dolomit.

17 DICEMBRE 2016 L'Adige | 17 Dicembre 2016

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Senteri nella natura, nuova guida VAL DI FASSA Una ventna di itnerari in ambient diversi, unit dal flo condutore della biodiversità e dalla rilevanza naturalistca dei luoghi, sono il «cuore» di una nuova guida dedicata alla Val di Fassa. Maurizio Fernet e Sandro Zanghellini sono gli autori della pubblicazione dal ttolo «Val di Fassa Senteri nella natura. Passeggiate ed escursioni alla scoperta di habitat, piante e animali» (Valentna Trentni Editore, Trento, 196 pagine, 14,90 euro), opera dedicata sia ai resident sia agli ospit dal momento che, grazie allo stle divulgatvo che non rinuncia alla precisione scientfca, è un otmo strumento per la «scoperta» delle ricchezze naturali atraverso una facile passeggiata a un percorso di medio impegno. Occasione per realizzare la guida è stata la nascita dela Rete di riserve, la «Cordanza per l patrimonie naturèl de Fascia», isttuita con vari obietvi fra i quali anche la valorizzazione sostenibile delle ricchezze ambientali. Ed è un patrimonio di assoluto rispeto, 40 Rassegna stampa - Dicembre 2016


come ricordano gli autori, con sei sit della Rete Natura 2000, nove riserve naturali locali, due sit del Patrimonio Dolomit Unesco e l'ambito fuviale dell'Avisio. Con la nuova guida, quindi, si può partre per un «viaggio» ben documentato fra le specie e gli habitat, fra gli ambient e i secolari usi delle risorse del territorio ad opera delle comunità della valle di Fassa. Del resto, passione e competenza sono carateristche dei due autori: Fernet è accompagnatore di media montagna, istrutore di Nordic walking, appassionato naturalista, alpinista, speleologo. Zanghellini, accompagnatore di media montagna, laureato in scienze naturali, ha efetuato un gran numero di campagne di ricerca scientfca su animali, piante ed ecosistemi delle Alpi per conto di Parchi, Musei, Università e vari ent. Accanto alle descrizioni dei percorsi, orientate agli aspet naturalistci con scheda tecnica e cartografa, la guida vanta 40 schede di approfondimento su aspet partcolari e unici, naturalistci e culturali (dai minerali all'ermellino, dalla Grande guerra al santuario di S. Giuliana): 40 temi che consentono di otenere un quadro sufcientemente esaustvo degli aspet di maggior interesse della natura della valle - spiega Zanghellini - dando nel contempo spazio a quegli argoment di caratere sociale ed etnografco fondamentali per comprendere l'infuenza delle atvità umane sull'asseto dei beni ambientali. F. T.

L'Adige | 17 Dicembre 2016

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«Mobilità, partamo dal fondovalle» Transdolomites: corse ogni mezz'ora da Cavalese ai passi FIEMME E FASSA Nei primi mesi del 2017, Transdolomites presenterà, prima alla Provincia e poi alla popolazione, i risultat degli studi sulle nuove proposte di trasporto pubblico nelle valli di Cembra, Fiemme e Fassa. Poco più tardi, il 20 aprile 2017, organizzerà un evento internazionale, nell'ambito della strategia macro-regionale Eusalp, per entrare nel merito delle proposte di connessioni ferroviare 41 Rassegna stampa - Dicembre 2016


transalpine - fra la Svizzera e Venezia - che interessano il Trentno, «afnché si possa arrivare spiega il presidente Massimo Girardi - a dei protocolli d'intesa sui proget». Due nuove tappe, dunque, di un percorso che l'associazione porta avant instancabilmente e che fanno seguito ai «segnali incoraggiant» (è la defnizione di Girardi) uscit da un tavolo di lavoro consultvo che, meno di un mese fa, ha riunito rappresentant delle Province di Trento e Bolzano, Transdolomites, Qnex, Apt Val di Fassa e Trentno Trasport. «Anche al convegno di Rovereto sulla borsa del turismo - ricorda Girardi - era emerso il convincimento della necessità di intervenire sulla mobilità nelle valli dolomitche: dal tavolo è emersa la convinzione che bisogna ragionare su azioni concrete non solo sui passi, ma intercetando il problema sul fondovalle in direzione dei passi». Transdolomites - spiega il presidente - ha formulato alcune proposte: «Anzituto, quella di un pullman ogni mezz'ora per l'intero arco della giornata sulla trata Cavalese-Canazei, con corse ogni 15 minut negli orari di punta». Poi, comunicazione e informazione: «Partendo dall'esistente, va creata una fliera dalle società di trasporto al singolo albergo, dove l'Apt può creare una centrale di informazione e gestre il servizio di trasporto dei bagagli e la stessa vendita dei bigliet». Terzo, il biglieto unico: «Il servizio va reso capillare sul territorio - argomenta Girardi - e con un documento di viaggio unico, risolvendo l'integrazione con gli impiant di risalita». In primo piano, naturalmente, rimane l'obietvo della ferrovia Trento-Penia, alla luce del progetovisione della «Ferrovia delle Dolomit» illustrato dalla Sad, che ipotzza di collegare via treno Bolzano con Cortna d'Ampezzo atraverso la Val Gardena, Passo Gardena, la Val Badia e Passo Falzarego. «Teniamo conto dello scenario che si sta evolvendo - osserva Girardi - con i due punt fermi della Provincia di Bolzano: la Bolzano-Cortna e la Venosta-Engadina. In questo scenario, da qui al 2030, si colloca la ferrovia Trento-Penia collegata alla ferrovia del Brennero. Molto importante è il sì del Comun general allo studio di fatbilità e, sul piano del fnanziamento, è possibile fare un ragionamento coraggioso con obietvo l'autofnanziamento sul territorio, ad esempio atraverso una tassa di scopo». E qui Girardi cita varie possibilità, la prima delle quali modellata sull'esempio svizzero del nuovo tunnel ferroviario del Gotardo, lungo 57 km: «È costato circa 11 miliardi di euro - dice Girardi - ed è stato fnanziato per il 65% con una tassa sui tr, per il 25% con un'accisa sulla benzina e per il 10 con l'Iva. Una strategia nazionale, d'accordo, ma dà il senso delle possibilità di fnanziamento con azionariato difuso o in house atraverso il pedaggio, anziché sui passi, all'ingresso della valle, mirato alla realizzazione dell'infrastrutura. Ma la più bella ferrovia d'Europa, in mezzo alle Dolomit - prosegue Girardi - può atrarre fnanziament dall'estero e ricordo che a livello di Unione europea c'è disponibilità di fnanziament per questo tpo di opere». Il presidente di Transdolomites conclude con due osservazioni: «Il sacrifcio ambientale lo sta vivendo la valle ed è generato dal trafco motorizzato, dal 2009 ad oggi nessuno ha prodoto delle alternatve alla ferrovia e oggi bisogna capire se sopravvive l'obietvo di non fare niente, di stare fermi. Un'infrastrutura così può generare lavoro sul territorio per dieci anni, e come Transdolomites stamo ragionando sulla possibilità di un referendum, a Trento e nelle valli dell'Avisio, afnché dopo dieci anni si arrivi a prendere una decisione». F. T.

22 DICEMBRE 2016 Corriere delle Alpi | 22 Dicembre 42 Rassegna stampa - Dicembre 2016


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Domani la corsa di Santa Klaus CORTINA Tuto pronto a Cortna per la maratona di Babbo Natale. Un fume coloratssimo di simpatci runners, tut vestt con il tradizionale costume rosso di Santa Klaus, domani invaderà la Conca ampezzana nell'appuntamento organizzato da Stagnet& Partners, con il patrocinio del Comune di Cortna e della Fondazione Dolomit Unesco, e con la fatva collaborazione delle società sportve di Cortna. Ragazzi e ragazze, genitori con i bimbi in passeggino, adult giovani e “giovani dentro” sono invitat a partecipare alla prima edizione della corsa dedicata a Babbo Natale. Il percorso è certamente adato a tut: è infat di circa due chilometri e parte da piazza Angelo Dibona per arrivare, entro un'ora, allo stadio Olimpico del ghiaccio. Le iscrizioni sono aperte sul sito maratonababbonatale.it oppure si potranno efetuare oggi sino alle 21 e domani dalle 9 alle 16 nel gazebo appositamente allestto davant al municipio. Il costume di Babbo Natale e il petorale verranno consegnat all'iscrizione. Per i bambini soto i 12 anni e i diversamente abili l'iscrizione è gratuita. I ragazzi dai 12 ai 17 anni pagano 12 euro e gli adult 15. Chi si iscrive on line ha uno sconto di 5 euro. I concorrent si raduneranno in piazza Dibona domani alle 16: sarà in quella zona che, con un'animazione studiata ad hoc, si terrà il riscaldamento. Alle 17 partrà la maratona che poterà i Babbi Natale all'Olimpico, dove ci saranno il ristoro con la cioccolata calda, le coppe per le prime tre Babbe ed i primi tre Babbi, il diploma di partecipazione e le foto ricordo. Per garantre la possibilità ai corridori di passare senza problemi lungo la strada che porta all'Olimpico, il comandante della Polizia Locale, Ines De Biasi ha emesso un'ordinanza che vieta il transito dalle 16 alle 19 di domani su piazza pitori Fratelli Ghedina, via del Castello ( tra i civico 1 e il 38) e su tuta via Bonacossa. Dalle 14 di oggi, e sino alla fne della manifestazione, ci sarà anche il divieto di sosta in via Bonacossa, davant al Planetario Nicolò Cusano, davant all'Olimpico ed in piazza pitori Fratelli Ghedina. (a.s.)

27 DICEMBRE 2016

43 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Corriere delle Alpi | 27 Dicembre 2016

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Serata al Rifugio Cità di Fiume BORCA DI CADORE Giovedì alle 17 al Rifugio Cità di Fiume è in programma la presentazione del reportage «Dolomit. Montagne - Uomini - Storie», realizzato da Piero Badaloni. Il focus è sui due criteri che hanno determinato l’iscrizioni delle Dolomit nella lista Patrimonio dell’Umanità. Sarà presente il diretore della Fondazione Dolomit Unesco Marcella Morandini. Ingresso libero, vin brulè e dolcet per tut. Per la cena è invece richiesta la prenotazione. (320 0377432)

Corriere delle Alpi | 27 Dicembre 2016

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Caso Marmolada la Fondazione UNESCO farà da 'sentnella' 44 Rassegna stampa - Dicembre 2016


di Francesco Dal Mas ROCCA PIETORE La Fondazione Unesco come sentnella della Marmolada. «La vigilanza sarà massima», assicura la presidente Mariagrazia Santoro, assessore regionale del Friuli Venezia Giulia. «Siamo cert che la valorizzazione di quell’importante montagna avverrà secondo il programma a suo tempo stpulato fra le varie isttuzioni e non con impiant che non siano compatbili». Il programma di valorizzazione è quello che la Provincia di Trento ha sotoposto al Veneto e che Venezia ha chiesto di integrare con la messa in sicurezza del Fedaia. L’impianto compatbile è al momento quello per cui l’ingegner Mario Vascellari ha otenuto 3 milioni di investmento dalla Regione: per il collegamento tra Serauta e Sass del Mul, in modo da poter tratenere gli appassionat dello sci fno a primavera inoltrata. Ma per realizzare l’impianto, si sa, Vascellari ha bisogno dell’autorizzazione di Rocca Pietore. Ormai se ne parlerà dopo l’Epifania. In queste feste le piste della Marmolada stanno registrando un discreto afusso di sciatori. «Non ci lamentamo anche se - ammete il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin - fnchè non nevica non ci sarà il pienone. Le piste sono perfetamente innevate, manca però lo scenario di contorno». Gli sforzi per l’innevamento artfciale sono stat straordinari, in queste setmane. La sua parte l’ha fata anche il Comune di Rocca Pietore irrobustendo l’acquedoto municipale da cui possono atngere gli operatori sopra Malga Ciapela per le piste di rientro dal Padon e dalla Marmolada. «Abbiamo investto 500 mila euro di potenziamento della rete e in questo modo - aferma De Bernardin - possiamo dire di aver salvato il Natale sugli sci». In prospetva, dunque, i nuovi impiant verso il Padon, con i fondi di Confne (5, 4 milioni euro) e quello, appunto, sulla Marmolada, nella parte bellunese. Di là da venire l’ipotesi - che al momento resta soltanto sulla carta - del collegamento dal Fedaia a Punta Rocca (voluto da Canazei) e dal Fedaia a Porta Vescovo, desiderato sia da Canazei che da Arabba. Ed è l’ipotesi infrastruturale che più viene temuta a Rocca Pietore, perché signifcherebbe il declassamento del Padon e una morte per asfssia della funivia da Mala Ciapela a Punta Rocca. «La Regione Veneto - antcipa l’assessore Federico Caner - è pronta a sotoscrivere la proposta per il Fedaia presentata da Trento (salvo alcune integrazioni) ma mai acceterà di ritoccare i confni perché Canazei se ne approft investendo in nuovi collegament che signifchino la moria dei nostri». Sostanzialmente concordano gli stessi ambientalist e la Fondazione Unesco: il ghiacciaio non sia ulteriormente sfrutato, ma valorizzato. «In caso contrario siamo pront al ricorso», minaccia Luigi Casanova»

28 DICEMBRE 2016 Corriere delle Alpi | 28 Dicembre 2016

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Il Museo di Luciani nell'UNESCO CANALE D'AGORDO Ha riaperto ieri il Museo di papa Luciani. È visitabile ogni giorno, tranne il martedì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Sono stat ben 3300 i visitatori, dal 26 agosto quando è stato inaugurato e nonostante più di un mese di chiusura. Numeri che soddisfano il sindaco Rinaldo De Rocco e il suo vice, Marco Arcieri. Sempre più numerosi, tra l'altro, i gruppi. E adesso arriva l'intuizione del diretore Loris Serafni di fare del Musal uno dei sit culturali, oltre che religiosi, da afdare alla Fondazione Dolomit Unesco. Serafni lo ha antcipato parlando a Tesero, in Val di Fiemme, dove è intervenuto con Pia Luciani, nipote del papa del sorriso, e don Davide Fiocco, vicepostulatore. «Luciani è nato nel cuore delle Dolomit, si è innervato dei valori di questa terra, queste montagne le ha ricordate spesso da vescovo, da patriarca di Venezia e da pontefce. La sua spiritualità e la sua pastoralità atngono da questa esperienza». Luciani, dunque, il papa delle Dolomit Unesco. Sarà uno dei temi che il Musal porterà avant nella prossima stagione, aperta, l'altro ieri, dalla visita dei Nomadi, il gruppo musicale che con i suoi temi si trova in sintonia con quelli di Luciani. Beppe Carlet, lo storico fondatore con Augusto Daolio, ha accompagnato in visita gli altri artst e le loro famiglie, present in valle del Biois per un concerto a Falcade. Il gruppo, accolto dal sindaco De Rocco, il vice Arcieri e Paola Binoto in rappresentanza del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Papa Luciani, da Laura Busin, Chiara Fontanive e Loris Serafni del Consiglio di Amministrazione della Fondazione - ha visitato il Musal in forma privata. «Questo papa lo sentamo nostro, vicino ai poveri», hanno confermato i musicist. Un papa che avrebbe apprezzato anche le loro canzoni, per i temi sociali che evocano. Carlet e i suoi si sono sofermat davant alle reliquie più simboliche, tra le quali gli occhiali che Giovanni Paolo I ha portato nei 33 giorni di pontfcato. A conclusione della visita, il gruppo ha ricevuto un paio di occhiali da sole Blackfn, ofert da una dita di Taibon Agordino sponsor del museo. A Canale d'Agordo, intanto, si spera che questo sia quello buono per l'annuncio delle beatfcazione, o al più tardi il prossimo, nel 50° 46 Rassegna stampa - Dicembre 2016


dell'elezione di don Albino al soglio pontfcio. Ăˆ quanto è emerso anche nella recente serata a Tesero, che ha visto protagonist Pia Luciani, nipote del papa, don Fiocco e Serafni. Pia Luciani ha parlato dello zio come di una persona semplice ed umile, ma allo stesso tempo grande, tale da far venire il desiderio, non solo di pregarlo, ma anche di seguirne l'esempio. Francesco Dal Mas

29 DICEMBRE 2016 Corriere delle Alpi | 29 Dicembre 2016

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UNESCO, via libera alle tre terrazze con vista Dolomit VALLE DI CADORE I primi balconi dolomitci della Fondazione Unesco si materializzeranno nel 2017. Ne saranno costruit tre: in cima al monte Rite a Cibiana, sul col Agudo ad Auronzo e in localitĂ Farverghera sul 47 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Nevegal. L'altro ieri si è tenuto l'incontro tecnico, a Valle di Cadore, per gli ultmi detagli progetuali sulle terrazze. L'investmento non sarà di poco conto: più di 40 mila euro a sito, quindi tra i 120 e i 130 mila euro. L'obietvo delle terrazze panoramiche, così come concepite dalla Fondazione, è di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del territorio Patrimonio Unesco. Ben 31 i sit individuat in tuto il sistema dolomitco. Il primo realizzato, a cura della Provincia di Bolzano, è quello sul monte Specie, a 2.307 metri, nel Parco Fanes-Senes-Braies. Il panorama spazia tra l'altro sulle cime di Sesto e Braies, i Cadini e il Cristallo. Sul Rite è stato scelto un angolo della veta, a 2.180 metri, da cui si può ammirare il cuore delle cime dolomitche a 360 gradi: dal Pelmo all'Antelao, dalla Civeta al Sassolungo di Cibiana, dalle Tofane alla valle del Cadore. Il sentero di accesso verrà atrezzato per essere percorso anche dai disabili, che sul Rite potranno salire in naveta. Il semicerchio del balcone presenterà, sagomat, tut i mont visibili, con le indicazioni anche della loro origine geologica. Questa terrazza come le altre sarà usufruibile anche dai non vedent che potranno contare su scrite in braille. La sistemazione sull’Agudo è molto vicina al rifugio. La vista spazia sulle Tre Cime di Lavaredo, sulla Croda de Toni, sulle Marmarole, sul Cridola, in lontananza sul Peralba e in partcolare sulla valle di Auronzo ed il lago. Il terzo balcone non si trova in territorio soto protezione Unesco, ma è stato scelto dalla Provincia di Belluno, perché ofre uno spazzato di quale sia il paradiso dolomitco ma anche il contesto più generale in cui insiste. La terrazza verrà costruita sulla cresta delle Prealpi, in località Faverghera, sopra il Nevegal, lungo la pista che porta al Col Visentn. Il quadro d'insieme che si presenta a nord è stupendo: in primo piano lo Schiara, alle sue spalle, in lontananza, il Civeta, il Pelmo, addiritura la Marmolada, le pale di San Lucano. Basta girare lo sguardo di 180 gradi ed ecco il Cavallo, il Pizzoc e poi la pianura veneta, fno alla laguna, da Venezia a Trieste, con il campanile di San Marco ben visibile ad occhio nudo, nelle giornate terze come quelle appena trascorse. I lavori partranno la prossima primavera, tenendo conto, però, della necessità di completare la raccolta dei fondi; oggi la disponibilità arriva alla copertura di due terrazze, mancano quindi i soldi per la terza. Tra l'altro i progetst hanno confermato l'idea di voler illuminare le sagome delle montagne riprodote sul balcone per renderle visibili anche di note a chi volesse provare l'emozione di un'osservazione al chiaro di luna. Francesco Dal Mas

L'Adige | 29 Dicembre 2016

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Soto le Pale tant libri locali 48 Rassegna stampa - Dicembre 2016


Regina Dellavalle PRIMIERO Sarà presentato oggi alle 17.30 al Palazzo delle Miniere il libro «Con il naso all'insù cerco la mia stella» di Liliana Simion . È una storia divertente: nell'oscurità delle miniere, tra i canopi e il Folleto della Montagna, sulle rovine del Castel Pietra e ai bordi del torrente Canali, avvolto dal mistero delle Guane, Marco, il protagonista, vive delle avventure indimentcabili. Non è il solo libro per bambini ? con un occhio pure agli adult ? edito nel 2016 che ha come protagonist Primiero e i propri abitant. C'è pure il prolifco Mario Corona che con il fratello Renzo pubblica «In Mèrica: le incredibili avventure di Barba Sèp», all'anagrafe Francesco Giuseppe Betega , deto Bepi, americanizzato in Sep. È scrito in dialeto con traduzione in italiano e riguarda l'emigrazione dei primierot al di là dell'oceano, con meravigliose illustrazioni e stampato per DBS Edizioni di Rasai. Parla di emigrazione anche «Ve salùde, stéme bèn», l'ultma pubblicazione di un altro scritore di Mezzano, Fiorenzo Simion . Trata le storie di emigrazione primierota di seconda, terza e quarta ondata, stampato in primavera dalla Tipografa Leonardi di Imèr. Tra i temi fort di questo 2016, la prima guerra mondiale, di cui fno al 2018 si celebra il centenario. Uscito in quest giorni, è il diario di guerra di Leonardo Bancher , edito dalla fondazione Museo Storico del Trentno a cura di Luca Brunet e Angelo Longo : fa parte della collana di test «Archivio della scritura popolare». Bancher nel 1914 è arruolato nei repart di Sanità come portaferit e inviato in Galizia, dove tene il proprio diario. Il suo è un racconto quasi quotdiano del tentatvo del suo reparto di barellieri di avvicinarsi alla zona di guerra. Il volume raccoglie anche le letere scrite tra il 1916 e il 1917 alla moglie, ai familiari e agli amici, che rivedrà quando tornerà a Primiero. In appendice al volumeto, ci sono pure alcune letere di Donato Fontana e di altri amici di Siror, come i Molineri, i Coronei, i Lini, i Longhi, tut citat con i loro soprannomi e tut commilitoni di Bancher. Luca Salvagno , uno dei maestri del fumeto italiano, frma la graphic novel per ragazzi dedicata alla prima guerra mondiale «El Sanguanel de Refavaie», un racconto immaginario trato dalla realtà storica. Stampato in primavera per Edizioni DBS su iniziatva della Pro Loco Prade Cicona Zortea, il fumeto è stato pubblicato nell'ambito del progeto «Il Fronte di Fronte» con riconoscimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un accenno alla flatura di Ormanico (ora località Fol) chiusa nel periodo bellico, si trova nell'interessante approfondimento «Grigioverde dal telaio alla trincea. Le fabbriche biellesi nella Grande Guerra» a cura di Danilo Craveia e Marcello Vaudano , del Centro Studi Biellesi, fresco di stampa. L'imprenditore Giuseppe Ubertni, ufciale di carreggio e salmerie a Primiero, spinto dal suo spirito biellese e la formazione industriale, va a visitarla, accompagnato dalla moglie del proprietario, internato a Firenze. Vi rimane allibito per la vetustà dei macchinari, ma testmonia chi vi erano 50 fusi, un aspo per fare matasse; tre carde molto antche; c'era pure la tntoria con due o tre caldaie e al piano terra la botega: «stofe di lana fortssima, ma di poca apparenza e punto lusso». Avrebbe avuto sicuramente buoni spunt per la valorizzazione, ma non trovò terreno fertle. Nel 50° dell'alluvione, non potevano mancare gli approfondiment: Ervin Filippi Gilli frma «Event naturali estremi: cambiament climatci nelle valli di Primiero», edito dalla Botega del Nordest. Oltre all'alluvione del '66, la ricerca raccoglie le descrizioni di 200 fenomeni occorsi a Primiero e Vanoi tra il 596 e il 2016. Il libro contene inoltre 183 immagini tra riproduzioni di cartoline d'epoca e foto (molte delle quali inedite) e 35 tabelle che raccolgono dat di precipitazione ma anche di temperatura. Sulla storia primierota più ampia, si inserisce Mateo Melchiorre , che ripercorre in prima persona e in modo originale «La via di Schenèr», (Marsilio Nodi) su cui hanno transitato le vite plurisecolari 49 Rassegna stampa - Dicembre 2016


di due comunità: quella feltrina e quella primierota, legate da quell'antca mulatera. L'autore ne scrive confrontando grandi scritori, archivi vescovili, comunali e privat, mappe, registri notarili e pure un astrologo, senza dimentcarsi dei tant mort lungo quell'orrido. A corredo del libro, le illustrazioni dell'ecletco artsta di Mezzano Jimi Troter , diventate per l'occasione, mostra fotografca ancora visitabile nel bel centro storico di Pieve. Ha aperto invece il 2016 «L'amore di una vita. Un secolo di storia, ricordi, afet e passioni a San Martno di Castrozza», scrito da Manuela Crepaz ed edito da Publistampa edizioni con il patrocinio della Fondazione Dolomit Unesco. Racconta le vicende della nota località turistca atraverso gli occhi e i ricordi di Giacomo «Meto» Faoro , memoria storica del paese, impiantsta di lungo corso e amministratore locale. Pure Marco Tofol si dedica alla storia di San Martno da fne ?800, atraverso le vecchie cartoline e le pubblicità di un tempo, con la riedizione, impreziosita da immagini e contenut relatvi ai dépliant turistci del libro «San Martno di Castrozza ? la storia», pubblicato da DBS Edizioni con piccoli capolavori a frma di maestri italiani della grafca quali Depero, Lehnart, Berann Raimondi, De Zulian

L'Adige | 29 Dicembre 2016

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“Secco no alla cultura dei bot” VALLE DI FASSA Un secco no ai bot di Capodanno. Arriva dal presidente della Ual, Michele Anesi, che chiede ai propri concitadini di adoperarsi per evitare ogni forma...esplosiva per festeggiare il nuovo anno. «La flosofa della fondazione Dolomit Unesco - dice Anesi - incoraggia la partecipazione delle popolazioni locali alla tutela del loro patrimonio culturale e naturale. Proprio la tutela naturale del nostro territorio tra pochissimi giorni verra' messa in discussione dai bot di capodanno, usanza decisamente poco "montanara", ma si sa viviamo in una valle a vocazione turistca. In questa occasione tre categorie saranno in allerta: Prima di tuto medici, infermieri ed il corpo volontari soccorso che come ogni anno,con grande abnegazione e un po' di rabbia per questa stupida "follia" che potrebbe essere risparmiata, dovranno "rappezzare" adult e bambini. Seconda categoria ; gli animali, sia selvatci che domestci, vitme di questa sciocca usanza incivile. Gli animali infat non conoscono i fuochi artfciali, non sanno cosa succede: il risultato è il panico totale! I fort rumori getano gli animali nel terrore, inducendoli a reazioni istntve e incontrollate, a volte con conclusioni tragiche. Non ci rendiamo conto che il nostro territorio, fato di montagne favolose , panorami mozzafato, ospita tantssime specie di animali; ungulat, suddivisi in camosci 50 Rassegna stampa - Dicembre 2016


caprioli cervi mufoni stambecchi, tetraoni (gallo forcello,gallo cedrone),oltre a rapaci ,volpi ,scoiatoli e marmote. Insomma nei nostri boschi vive una fauna che raggiunge quasi i diecimila capi, una popolazione faunistca che ha lo stesso numero degli abitant della valle di Fassa. Terzi, ma non ultmi i vigili del fuoco ,che mai come quest'anno dovranno passare le loro notate di fne anno, con le radioline sempre accese per la paura di incendi boschivi per l'assenza di neve. Pochi giorni fa la giunta provinciale ha frmato un'ordinanza nella quale si dispone il divieto assoluto di accensione e lancio di fuochi artfciali per evitare incendi. Ma in molt casi si traterà, purtroppo, solo di un divieto formale dato che moltssimi non rinunceranno al loro "boto" e sanzionarli sarà davvero complicato. Rispetare l'uomo e l'ambiente inizia dalle piccole cose: per esempio evitare veri e propri at di inciviltà come i bot di capodanno. È ora di rispetare e amare il nostro territorio, la nostra cultura, valorizziamo ciò che noi ladini siamo ed abbiamo, con sentmento d'orgoglio per le nostre partcolari origini. Per questo motvo l'Unione Autonomista Ladina esprime grande soddisfazione per la decisione presa dal Presidente Rossi, dai sindaci fassani e trentni-sudtrolesi per aver emesso l'ordinanza che vieta l'utlizzo di petardi, bot e artfci pirotecnici di ogni genere su tuto il territorio regionale».

30 DICEMBRE 2016 L'Adige | 30 Dicembre 2016

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Vigo di Fassa fra i borghi più belli d'Italia VIGO DI FASSA Accetata e riconosciuta la richiesta di adesione del comune di Vigo di Fassa al rinomato Club «I Borghi più belli d'Italia», associazione nata nel 2001 per valorizzare il patrimonio d'arte, cultura, ambiente e tradizioni su impulso della Consulta del turismo dell'Associazione nazionale comuni italiani. Un traguardo raggiunto per il sindaco di Vigo Leopoldo Rizzi e per la sua giunta comunale che hanno creduto nell'iniziatva dal momento in cui Luca Moschini l'ha proposta, nell'agosto scorso. 51 Rassegna stampa - Dicembre 2016


«La richiesta di adesione al Club porta, a livello nazionale e internazionale, ad important vantaggi in termini di promozione del territorio» sotolinea il sindaco Rizzi, «con grandi opportunità di commercializzazione dell'oferta turistca e culturale di Vigo e della Val di Fassa; un'oferta che come sindaco di questo paese vorrei promuovere a tut i livelli isttuzionali. Essere annoverat tra i "borghi più belli d'Italia" - sostene Rizzi - è un risultato turistco e storico davvero importante per noi vigolesi e per tuta la Val di Fassa, perché l'ingresso in questa prestgiosa associazione ci aiuterà a promuovere il nostro patrimonio, fato di bellezze storiche, artstche e culturali, nonché dei tesori paesaggistci e naturali delle nostre montagne, oggi patrimonio Unesco dell'umanità». Alla richiesta ha fato seguito un esame scrupoloso da parte di una commissione nazionale che ha vagliato il rispeto dei parametri e delle carateristche di ciascun comune. Vigo di Fassa ha dimostrato di avere tute le carte in regola consentendo ai sei borghi antchi San Giovanni, Val, Costa, Larzonei, Vallonga e Tamion di entrare in un circuito di fascia alta del turismo internazionale. F. Gio.

L'Adige | 30 Dicembre 2016

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Ghiacciai in ritro contnua il trend FABRIZIO TORCHIO Dopo l'autunno secco del 2015 e un inverno avaro di neve, già alla fne di giugno, nell'estate scorsa, i ghiacciai trentni mostravano a chi vi ci avvicinava ghiaccio esposto, anziché la copertura nevosa bianca. «Gran parte della neve caduta da gennaio in poi se ne era andata - riassume il diretore di Meteotrentno Alberto Trent - ed anche se il calore estvo è stato nella media, il risultato per i ghiacciai è stato negatvo: la causa principale è stata la scarsità della neve più fredda, la neve 52 Rassegna stampa - Dicembre 2016


invernale». A confermare il trend di arretramento dell'ultma annata di monitoraggio dei ghiacciai trentni sono i primi dat della campagna di rilievi glaciologici, che viene condota nella nostra provincia da Meteotrentno, dal Muse e dalla Sat. «La negatvità del bilancio glaciale è stata infuenzata dalla carenza di neve invernale. L'autunno del 2015 è stato secco, solo con qualche "spolveratna riassume Trent - e in gennaio c'è stata un po' di neve, ma la quanttà maggiore è arrivata in primavera: neve utle per tante cose, ma che ha fato presto a sciogliersi, non si è consolidata molto. Dal punto di vista della quanttà di neve ce n'era, ma era sopratuto neve primaverile». I rilievi sui sei ghiacciai trentni che vengono monitorat da Provincia, Muse e Sat prevedono le misurazioni a partre dai massimi accumuli primaverili (verso la fne di maggio e l'inizio di giugno). «L'estate scorsa per fortuna non è stata delle peggiori, il calore medio estvo è stato abbastanza nella media in alta quota - osserva Trent -; alla fne dell'estate, i rilievi vengono fat quando si può vedere la massima perdita di ghiaccio e dappertuto, anche a quote elevate come a 3.300-3.400 metri, la neve era andata via; soltanto sul ghiacciaio di La Mare, sopra i 3500 metri, a fne stagione erano rimaste delle zone con una ventna di centmetri di neve. Sul ghiacciaio del Careser, nel gruppo Ortles Cevedale, la perdita media di spessore è stata di 1,80 metri, con punte massime che arrivano fno ai 2,70 metri nella parte bassa, frontale, ad una quota intorno ai 2700 metri». Dat medi negatvi si registrano anche nel gruppo dell'Adamello e in quello di Brenta: «Sul ghiacciaio della Lobbia - ci spiega Trent - la perdita media è di circa 1,60 metri, mentre sul ghiacciaio d'Agola è stata di 1,50 metri. Per il ghiacciaio di La Mare (Cevedale) il dato medio è di 1,70 metri circa di perdita. In generale, quindi, un anno abbastanza negatvo che trova la sua causa principale nella scarsità di neve invernale. È un anno che si colloca nella media degli anni caldi; di fato da circa trent'anni a questa parte l'unico segnale in controtendenza è stato nel 2014, quando a fne estate molt ghiacciai erano ancora copert da neve dopo un'estate piovosa e nevosa. Un anno eccezionale, che poteva testmoniare situazioni che erano normali a inizio - metà del Novecento quando il clima era mediamente più fresco. Dalla metà degli anni Otanta - osserva Trent - c'è stata un'impennata di temperature a livello globale e anche in Trentno». Oltre alle misurazioni annuali per defnire i bilanci di massa e le variazioni di superfcie, Meteotrentno, Muse e Sat lavorano a defnire con precisione la situazione glaciale nell'intera provincia. È in programma, infat, la defnizione del Catasto aggiornato dei ghiacciai del Trentno: «Nel setembre 2015 sono stat fat i rilievi con strument laser e fotografci, dal cielo, di tut i ghiacciai del Trentno, e li abbiamo riperimetrat. Un primo dato sulla situazione del 2015 è di circa 120 ghiacciai per una superfcie complessiva di 32 chilometri quadrat». Rispeto alla cosiddeta «Piccola età glaciale», nel corso di circa 150 anni i ghiacciai trentni si sono ridot quindi di circa il 70%. «Fra la Piccola età glaciale e il 1990 - argomenta Trent - la perdita di superfcie glaciale media era fra lo 0,4 e lo 0,6% l'anno. Dopo il 1990 e fno ad oggi la perdita media annua è dell'1,5% circa. Dopo il 1990 il ritmo di ablazione quindi è triplicato - osserva Trent -; un dato afdabile, basato su rilievi laser molto precisi, è la diferenza fra il 2003 e il 2015. Nel 2003 nel Trentno avevamo 39 chilometri quadrat di superfcie glaciale, nel 2015 ne avevamo 32, per una perdita del 18%».

Corriere delle Alpi | 30 Dicembre 2016

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Da Calalzo fno a Cortna in 70 minut di Fancesco Saltni BELLUNO «È in partenza dal primo binario il “Venezia, Tre Cime di Lavaredo, Cortna, Val Pusteria, Bolzano. St. Moritz». A quando l'annuncio dagli altoparlant della stazione Santa Lucia di Venezia? Fra una decina d'anni, almeno, per le Tre Cime, una quindicina, forse anche qualcuno di più, per Dobbiaco. Gli studi di fatbilità, però, sono già pront e verranno perfezionat entro qualche setmana, in modo da essere illustrat a inizio primavera. I tecnici della Regione Veneto hanno completato l'analisi sociale ed economica del progeto, adesso ultmeranno quella fnanziaria, quindi dei cost, per recapitare poi al Governo la richiesta di fnanziamento. Siamo in grado di antcipare che il tracciato che passa per la Val d'Ansiei, quindi o per Auronzo, è lungo 48 km e 223 metri, ha un tempo di percorrenza di 70 minut e presenta un trato in galleria di ben 18 chilometri, da Somadida alla periferia di Cortna. Queste le stazioni ipotzzate, dopo Calalzo: Domegge, Lozzo, Cima Gogna, Auronzo, 3 Cime, San Marco, Cortna Centro. L'altra ipotesi, che riguarda la Val Boite, è più corta di 15 km, infat è di 33 km e 194 metri. Prevede gallerie per oltre 23 km, quindi solo 10 allo scoperto per ammirare il Pelmo, l'Antelao e, infne, le Tofane e il Cristallo. Il tempo di percorrenza è di 63 minut e le stazioni sono quelle di Valle di Cadore, Vodo, Borca, San Vito, Cortna Centro. La diferenza di costo tra l'uno e l'altro va dai 100 ai 200 milioni. Gli studi erano stat promessi per la fne di quest'anno, ma i tecnici non ce l'hanno fata; lavorano insieme quelli di Venezia (Regione) e quelli di Bolzano (Provincia). Un'inezia, però, questo ritardo, si osserva a palazzo Balbi, sede della Regione¸ tenendo conto che per realizzare l'opera ci vorranno 54 Rassegna stampa - Dicembre 2016


10 anni e per completarla, fno alla Val Pusteria, una quindicina. Per i Mondiali di sci a Cortna, nel 2021, sarà dunque operatvo - come nuova infrastrutura - soltanto l'aeroporto nuovo. Ma sarà pure atva l'eletrifcazione dell'anello ferroviario sud, da Castelfranco a Montebelluna, fno a Feltre e Belluno e, dall'altra parte, da Conegliano a Ponte nelle Alpi, fno alla cità capoluogo. Prima lo scalo aereo, dunque, e dopo il treno, infrastrutura ben più complessa. «Con l'aeroporto a Fiames, investmento esclusivamente di privat, possiamo rispetare puntualmente la tempistca che ci siamo dat per quest'opera», conferma il governatore veneto Luca Zaia. «In pista, dunque, volando. Per il treno speriamo che il cantere nel 2021 possa essere un po' oltre la posa della prima pietra». Al governatore, tutavia, preme metere le mani avant: «Chi preferisce la ferrovia perché ambientalmente non sarà di alcun impato, sappia che non lo sarà neppure l'aeroporto, che verrà costruito rispetando alla radice la Carta di Cortna». La Carta di Cortna? È il pato tra le isttuzioni, perché nemmeno un grafo venga portato a quel patrimonio dell'umanità che è proteto dall'Unesco. Il treno, dunque, è in fase di studio di fatbilità. «Nessun progeto esecutvo, posso ribadire che le ipotesi di tracciato sono due, una per la Val Boite e la seconda per la Val d'Ansiei. E che a scegliere, tra le due, saranno le comunità locali, alle quali gli studi verranno sotopost dalla prossima primavera». Nel suo sviluppo complessivo il treno, da Calalzo alla Val Pusteria, costerà un miliardo, più probabilmente un miliardo e 100 milioni. La nuova ferrovia non ripercorrerà il vecchio tracciato, oggi occupato dalla ciclabile, un percorso tra i più frequentat delle Alpi. I tecnici si sono orientat al transito sulla destra del Boite, quindi passando all'esterno dei paesi. Da tener presente anche l'incognita delle frane, che preoccupa sopratuto sul versante della statale Alemagna, quindi dei paesi. Il tracciato che oggi ha più chance pare, quindi, quelloper Auronzo e la Val d'Ansiei. Forte è il richiamo delle Tre Cime di Lavaredo. In faccia al gruppo, quindi all'inizio della Val Marzon, tra Auronzo e Palù San Marco, troverà spazio una stazioncina. «Di una suggestone unica, infat, sarà il treno Venezia-Tre Cime, o Bolzano-Tre Cime», conviene il presidente della Regione. Non è escluso che in futuro si potrà salire alle Tre Cime proprio da questa parte, in funivia, come chiedono gli ambientalist, sempre più decisi a contrastare l'assalto delle auto a Misurina e, sopratuto, ai piedi delle Tre Cime. Il compito della Regione Veneto è di arrivare fno a Cortna, ben s'intende portando anche l'eletrifcazione dei treni. Il trato successivo sarà a carico della Provincia di Bolzano.

31 DICEMBRE 2016 Trentno | 31 Dicembre 2016

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“Parco, laboratorio di economia verde” di Rafaele Bonaccorso PRIMIERO In atesa di sapere come andrà a fnire la contesa fra i Comuni di Primiero San Martno di Castrozza e Imer riguardo alla nomina del nuovo presidente del Parco di Paneveggio Pale di San Martno (il primo ha designato Silvio Grisoto, mentre il secondo vorrebbe Daniele Gubert), speta a Giacobbe Zortea, presidente uscente, che non intende ricandidarsi, trare le somme del 2016. Zortea, cosa può dire dell'atvità e del ruolo del Parco nel contesto del territorio? Senza ombra di dubbio posso afermare che il Parco di Paneveggio Pale di San Martno ha assunto un ruolo chiave nelle politche di sviluppo sostenibile del territorio da esso interessato ed è diventato sempre più “laboratorio” di sviluppo locale, condividendo con i sogget facent parte del territorio idee e scelte. In questo contesto l’approvazione del nuovo Piano del Parco e il conseguimento della “Carta europea del turismo sostenibile” hanno permesso di atvare atvità signifcatvamente partecipate. E i lavori efetuat sul territorio rappresentano intervent struturali a servizio di una migliore fruizione dei luoghi. Fra i più important come il “Balcone panoramico delle Dolomit, la riqualifcazione di alcuni contest naturalistci del biotopo “Prà delle Nasse” a San Martno di Castrozza e della Val Noana, la valorizzazione del Sentero della Cavallazza. Come si pone il Parco nelle relazioni fra i diversi sogget privat e isttuzionali (Comuni, Comunità, Provincia)? Pur nel complesso momento dove è evidente la contnua riduzione delle risorse fnanziarie, il Parco oltre ad essere una risorsa, è in ogni caso un atore di primo piano in quanto essere “laboratorio” di una nuova economia verde, è sicuramente in grado di coniugare i temi dello sviluppo e della pianifcazione (naturalmente in concerto con le isttuzioni), con quelli della sostenibilità e della conservazione intelligente del 56 Rassegna stampa - Dicembre 2016


territorio a favore degli abitant del territorio stesso. Con quali azioni e obietvi è possibile raggiungere tuto questo? E’ importante fondare la nostra azione sulla conoscenza, sull’identtà, sui saperi tradizionali, ma anche sulla creatvità e sulla costruzione di “scenari possibili”. Ciò signifca valutare gli impat non solo ambientali, ma anche sociali, traendo forza dalle comunità locali e dai valori che rappresentano il territorio e che in efet il Parco ormai conosce bene. Infat, come ci dimostra già la situazione atuale, l’ambiente sarà in futuro un elemento fondamentale sul piano sociale, culturale ed economico. Questo anche rispeto all’importante e sempre più presente tema della qualità della vita. Il nostro Parco si caraterizza, sempre più, come un polo atvo di sviluppo locale, con una sua identtà chiara ed un modello di lavoro riconoscibile, sempre all’interno delle sue competenze.

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