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RASSEGNA STAMPA FEBBRAIO 2018

1 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


LONELY PLANET ALLA BIT DI MILANO E A ‘UNA MONTAGNA DI LIBRI’ | FEBBRAIO 2018 Corriere delle Alpi | 9 Febbraio

p. 29 Dolomiti superstar al Borsa del Turismo di Walter Musizza BELLUNO Dal 1980 richiama a Milano operatori turistici da tutto il mondo e costituisce, oltre che una finestra sull'offerta internazionale di viaggi e soggiorni, anche un check-up dello stato di salute dei tanti settori legati al tempo libero. È la Bit, Borsa internazionale del turismo, che si tiene a Fieramilanocity, nel centro di Milano, da domenica a martedì.Il primo giorno è aperta a tutti, gli ultimi due è riservata invece ai professionisti, ovvero decision maker, esperti e buyer provenienti dalle aree geografiche a più alto tasso di crescita economica e da tutti i settori della filiera. Oltre a ciò, costituisce anche un evento formativo, con oltre un centinaio tra convegni e seminari sulle ultime tendenze, innovazioni e strategie di mercato. La Regione ha affidato alla società Veneto Innovazione la partecipazione con uno stand regionale di 400 metri quadrati (Padiglione 3) nel quale figurano anche coespositori della provincia bellunese. Tra questi quattro di Cortina d'Ampezzo, ovvero Se.Am (Servizi Ampezzo), le Funivie/Cable cars Tofana e Marmolada, l'Hotel de la Poste e l'Hotel Alaska, e uno di Livinallongo del Col di Lana, la Arabba Fodom Turismo. Alcuni Consorzi turistici del Bellunese hanno preferito concentrarsi su altre rassegne europee, come nel caso del Consorzio Tre Cime Dolomiti, che sarà alla Itb di Berlino il prossimo mese. Negli spazi espositivi della Regione saranno comunque realizzati 2 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


spazi di esposizione e incontro connotati da immagini di grande impatto, anche con l'utilizzo di supporti multimediali, che pubblicizzeranno le principali destinazioni turistiche del Veneto, tra cui naturalmente le Dolomiti Bellunesi. Dolomiti Bellunesi che saranno coinvolte direttamente anche nella Guida interregionale dedicata alle Dolomiti da Lonely Planet e realizzata con la collaborazione di Fondazione Dolomiti Unesco. Essa propone molteplici e interessanti percorsi su tutto il territorio dei nove sistemi dolomitici Patrimonio Mondiale Unesco e, oltre a fornire informazioni su geologia e paesaggio, include anche utili indicazioni per pianificare una vacanza sulle Dolomiti, come escursioni, attività per famiglie, manifestazioni, offerta ristorativa e strutture ricettive. La presentazione avverrà con conferenza stampa domenica alle ore 14.30, nello stand della Regione del Veneto. Saranno presenti gli autori Giacomo Bassi, Denis Falconieri e Piero Pasini, l'assessore Federico Caner, il direttore di Lonely Planet Italia Angelo Pittro e il direttore della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini. L'incontro vedrà inoltre la partecipazione del giornalista Gianbattista Zampieri in qualità di moderatore. Fra gli svariati argomenti trattati nei tanti convegni spalmati sulle tre giornate e suddivisi in quattro categorie (Mice, Bit4job, Betech e Bit No Frills) da segnalare la destagionalizzazione dei flussi turistici, la fidelizzazione dei clienti e il fascino vintage della cartolina recuperata all'interno di nuovi sistemi di comunicazione e marketing. Info: www.bit.fieramilano.it. Corriere delle Alpi | 13 Febbraio 2018

p. 13 Lonely Planet per scoprire le Dolomiti BELLUNO La guida Lonely Planet dedicata alle Dolomiti protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano. Lo stand allestito a Fieramilanocity dalla Regione Veneto ha ospitato domenica la sua presentazione. Già nel 2016 Lonely Planet aveva fatto uscire la guida del Veneto, in cui il territorio della provincia di Belluno aveva trovato ampio spazio. E ora questo nuovo volume rappresenta qualcosa di inedito, in quanto finora la casa editrice, la Edt, non aveva mai realizzato una guida interregionale. Nella pubblicazione sono descritti i nove sistemi dolomitici, dislocati tra tre regioni e cinque province. «Questa guida è uno strumento fondamentale per organizzare il proprio viaggio nello straordinario arcipelago fossile delle Dolomiti», ha sottolineato Marcella Morandini, direttore della Fondazione Dolomiti Unesco. «Il visitatore ha ora a disposizione tutte le informazioni utili ad attraversare lo spazio e a compiere anche un viaggio nel tempo, apprezzando ancora di più il valore di questo immenso patrimonio».«Una destinazione che non ha confini per un turista a cui i confini non interessano», ha messo in risalto l'assessore 3 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


al turismo della Regione Federico Caner. «L'iniziativa rappresenta il riconoscimento di un patrimonio naturalistico già noto e di una straordinaria realtà culturale, di tradizioni e di esperienze umane per molti ancora da scoprire». Di qui l'invito rivolto al direttore di Lonely Planet Italia a provvedere al più presto alla traduzione in varie lingue della guida. E proprio il direttore di Lonely Planet Italia, Angelo Pittro, ha voluto evidenziare come siano gli stessi viaggiatori i primi a muoversi senza conoscere i limiti amministrativi: «Il nostro prodotto editoriale risponde quindi prima di tutto a questa esigenza», ha affermato.Presente a Milano anche il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: «Spesso il nostro territorio, in cui ricade la maggior parte del bene Unesco, è poco rappresentato dal punto di vista mediatico e una guida interregionale risponde proprio all'esigenza di fare rete. Un grande veicolo di promozione turistica però dev'essere anche il binomio Venezia-Dolomiti, su cui occorre puntare sempre di più». La parola è andata quindi ai tre autori della guida, i giornalisti Giacomo Bassi, Denis Falconieri e Piero Pasini, che hanno percorso migliaia di chilometri in auto e centinaia di chilometri a piedi per raccontare ogni aspetto naturalistico e antropico della Dolomiti, partendo dai nove sistemi e allargando poi lo sguardo a tutto il territorio circostante compresi i fondovalle. Dalla cucina all'arte, dalla storia alle tradizioni fino alle indicazioni più pratiche ed utili.(m.r.) Corriere delle Alpi | 15 Febbraio 2018

p. 33 Dolomiti, presentazione della guida Lonely Planet CORTINA "Una Montagna di Libri" presenta domani la Guida Lonely Planet Dolomiti, fresca di stampa. Alle 18, in sala cultura "don Pietro Alverà", gli autori Denis Falconieri e Piero Pasini presenteranno il volume, conversando con Giovanni Stefani, caporedattore Rai Tgr Veneto. Intervengono Gianpaolo Bottacin, assessore all'Ambiente e Protezione Civile regione del Veneto, Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina, Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, Angelo Pittro, direttore Lonely Planet Italia, e Giuliano Vantaggi consulente marketing turistico della Fondazione Unesco. Il racconto delle montagne che dal 2009 sono Patrimonio Unesco viene fatto attraverso la lente della guida forse più famosa al mondo.L'incontro, ad ingresso gratuito, sarà anche un'occasione per scoprire il dietro le quinte di un manuale che racconta al resto del mondo che cosa sono, davvero, le Dolomiti. (a. s.) 4 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


Corriere del Veneto | 15 Febbraio 2018

p. 13 segue dalla prima Dolomiti «on the road» Itinerari e sapori in pagina A otto anni dalla consacrazione a Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, le Dolomiti hanno la loro guida. È con una mucca ritratta in copertina in un accattivante filtro ottico in stile Instagram che fa il suo ingresso nella biblioteca della iconica guida Lonely Planet il volume interamente dedicato ai Monti Pallidi. La guida più conosciuta al mondo si occupa, finalmente, di questo territorio a fortissima, quasi esclusiva vocazione turistica eppure sempre difficile da raccontare nella sua integrità, trattandosi di regione di frontiera: Belluno, Trento, Bolzano, il Friuli, con qualche sconfinamento nell’Austria... Quali siano i confini esatti delle Dolomiti è difficile a dirsi e si capisce fin dalle prime pagine. La guida che è in libreria da dicembre e che è stata realizzata con il decisivo aiuto della Fondazione Dolomiti Unesco - porta un contributo alla promozione del territorio più importante del lavoro di questo o quell’ufficio stampa. Come sempre, la gran parte della Lonely Planet - nata sulla strada, nei primi anni Settanta, dalla coppia di viaggiatori Tony e Maureen Wheeler - è occupata dalla sezione «On The Road», ovvero dai consigli dettagliati di viaggio. A volo d’uccello, passiamo dall’estremo ovest delle Dolomiti di Brenta al «cuore» del territorio dolomitico, rappresentato dalla Marmolada, dalle Odle della Val Badia e da Cortina, fino alle Dolomiti Friulane e d’Oltrepiave. Del Bellunese la Lonely Planet rintraccia ogni angolo: da Arabba, descritta come «il crocevia strategico dello sci», al Passo Falzarego con il Lagazuoi, al solitario, magico Passo Giau, al Cadore nella sua bellezza selvaggia, passando per gli storici rifugi, come il Nuvolau e il Cinque Torri, fino ai musei (particolarmente ben segnalati i tanti della Grande Guerra). La Lonely Planet propone anche vari itinerari a piedi, sulle tracce dell’Uomo di Mondeval, nelle Alte Vie, intorno alle Tre Cime oppure alle sorgenti del Piave, o intorno al Civetta e alla Moiazza, in bicicletta e ancora sugli sci, come il 5 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


Sellaronda, tra i passi Sella, Pordoi, Gardena, Campolongo. Segue una esauriente sezione che si muove tra storia, cultura e tradizioni. A Dino Buzzati è dedicato un riquadro veloce, mentre Carducci che dedicò un’ode al Cadore e la scrittrice e resistente Giovanna Zangrandi che scrisse le Leggende delle Dolomiti non figurano nella guida. Ma è vero che l’oblio sulla letteratura è generale e non si può imputare al lavoro certosino di Giacomo Bassi, Denis Falconieri e Piero Pasini, che da non-dolomitici si sono dovuti informare moltissimo nelle settimane che hanno passato in zona per raffigurare pienamente il territorio. Anzi, il merito della guida è anche nella grande varietà di interessi: c’è la cucina dolomitica, tra canederli e speck, ci sono i percorsi per lo sci di fondo e per le immancabili ciaspole, ma ci sono anche pioniere del turismo come l’albergatrice pusterese Emma Hellensteiner e preziosi suggerimenti culturali. A proposito. Anche i più accorati campanilisti trentini e sudtirolesi devono riconoscere che il territorio bellunese, con Cortina, è il baricentro geografico, la cerniera delle Dolomiti. Eppure la Lonely Planet, nella Top 15 delle località da visitare, mette al primo posto assoluto Trento, capoluogo pedemontano che rispetto al cuore delle Dolomiti è un po’ decentrato. Le ragioni forse sono anche politiche ed economiche, si dirà, nell’Italia divisa tra statuti ordinari e speciali. Ma questa è un’altra storia. L’Adige | 16 Febbraio 2018

p. 27 Dolomiti versione Lonely Planet La guida Il volume di Giacomo Bassi, Denis Falconieri e Piero Pasini presentato oggi a Cortina d'Ampezzo. Dal Brenta al Friuli, i Monti Pallidi sono raccontati, fotografati e descritti da tre autori per la prima volta in una guida «Lonely Planet»: 366 pagine formano il volume «Dolomiti» opera di Giacomo Bassi , Denis Falconieri e Piero Pasini , prima guida interregionale mai realizzata dalla casa editrice EDT di Torino, partner italiano di Lonely Planet. 6 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


Dopo le «vetrine di Roma in dicembre e di domenica scorsa alla Bit di Milano, la guida viene presentata oggi nel territorio dolomitico, a Cortina d'Ampezzo (ore 18, Palazzo delle Poste) da due dei tre autori, Falconieri e Pasini, in dialogo con Angelo Pittro , direttore di Lonely Planet Italia, e Marcella Morandini , direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco che ha collaborato alla realizzazione, con la moderazione del giornalista Francesco Chiamulera . «A scandire la ripartizione del testo non sono le suddivisioni amministrative, ma i nove Sistemi dolomitici del Bene Unesco - informa la Fondazione - che diventano altrettanti nuclei, in stretta relazione tra loro, da dove si dipanano i percorsi proposti dagli autori». Sistemi come «base narrante», paesaggi e geologia come valori chiave delle Dolomiti Unesco che gli autori hanno attraversato in lungo e in largo per illustrarne le straordinarietà e fornire informazioni per programmare una vacanza, d'inverno e d'estate. E quindi escursioni, attività per famiglie, manifestazioni, ospitalità, ristorazione, collegamenti, strade, impianti di risalita, piste da sci, ma anche i centri urbani come Trento, Bolzano, Belluno, secondo gli standard Lonely Planet. «Un passo ulteriore verso la promozione comune del territorio - ci spiega Marcella Morandini - e uno strumento nuovo per chi vuole conoscere le Dolomiti in cui i tre autori, con scelte autonome secondo lo stile Lonely Planet, raccontano anche storie di ospitalità e di accoglienza. Sono soddisfatta di aver collaborato per presentare le Dolomiti in maniera congiunta facendone emergere le varie specificità». «È stato un lavoro impegnativo - ci dice uno degli autori, il valdostano Denis Falconieri - nelle varie settimane trascorse nelle Dolomiti, sia d'estate che d'inverno. Complessivamente ho percorso 5 mila chilometri in auto e 200 chilometri a piedi, facendo migliaia di metri di dislivello per provare tutto ciò che viene descritto, dalle escursioni ai rifugi. Ho trovato sentieri curatissimi e ben indicati, ho salito la Marmolada dalla cresta ovest scendendo dal ghiacciaio e da Punta Rocca ho compreso l'arcipelago fossile, vedendo dall'alto gli atolli dolomitici. Come autore si viaggia in incognito ma tante persone disposte a raccontare il proprio territorio hanno cercato di darmi un valore aggiunto e ad un altro autore della guida è capitato di essere ospitato in una casa privata a causa della neve. Come in tutte le guide Lonely Planet conclude - si cerca di far scoprire il territorio in maniera itinerante fornendo anche spunti e suggestioni. E le Dolomiti mi sono così piaciute che ho deciso di tornarci». F. T. Corriere del Trentino | 16 Febbraio 2018

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p. 4 segue dalla prima Dolomiti, ecco la guida Lonely Falconieri: «In Trentino ci ha colpito la cura maniacale del territorio» Amos Sandri TRENTO «Volevamo far passare il messaggio che le Dolomiti sono un territorio unico che va al di là dei confini politici». Il giornalista Denis Falconieri spiega così la nascita della guida sulle Dolomiti targata Lonely Planet che verrà presentata stasera alle 18 al Palazzo delle Poste di Cortina d’Ampezzo. «È una guida diversa da quella che Lonely solitamente propone proprio perché è interregionale, non riguarda un singolo Paese o una singola città ma va a toccare cinque provincie e tre diverse regioni» continua l’autore aostano che assieme a Piero Pasini e a Giacomo Bassi ha redatto la guida. «Abbiamo battuto tre zone diverse tenendoci bene in contatto, vista l’eterogeneità del territorio» spiega Falconieri. Come tutte le Lonely Planet, anche questa segue il formato ormai divenuto famoso in tutto il mondo: vengono suggeriti una serie di itinerari diversi in base al tempo a disposizione, ci sono gli eventi principali che vengono organizzati nel territorio, i consigli su come pianificare al meglio il viaggio, ma si parla anche di gastronomia e cultura, oltre alle fondamentali informazioni utili per visitare i famosi Monti Pallidi. Trento spicca al primo posto della Top 15 delle località da visitare, ma gli autori rassicurano i bellunesi, che già se ne sono lamentati: solo una scelta geografica. Denis Falconieri, lei si è occupato in particolare delle Dolomiti del Bletterbach, Sciliar-Catinaccio e Latemar, PuezOdle/Puez-Geisler e Marmolada. Da cosa nasce la sua passione per la montagna?

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«Tutto nasce nel 2015 quando ho iniziato un corso di sci d’alpinismo e ho scoperto un altro tipo di montagna. Fino ad allora facevo solo qualche semplice camminata alla portata di tutti anche se ho sempre sognato di scalare il monte Cervino e il monte Bianco. Scalate che da lì a poco sono riuscito a completare». Qual è l’aspetto che più l’ha colpito delle Dolomiti? «Da valdostano ho trovato delle montagne completamente diverse, più selvagge. Caratterizzate da questa collina verde a ridosso di una verticalità veramente importante. Un’altra cosa che ho notato, sopratutto in Trentino, è la cura quasi maniacale del territorio. Insomma, si può proprio dire che sono rimasto folgorato da queste montagne e una volta all’anno dovrò tornare a visitarle». Quanto tempo è servito per creare questa guida? «È stato un lavoro molto lungo. Abbiamo iniziato le ricerche a febbraio dello scorso anno e poi per cinque settimane, due nel periodo invernale e tre in quello estivo, abbiamo girato in lungo e in largo questi territori. Personalmente ho fatto 200 chilometri a piedi e più di 15 mila metri di dislivello solo nel periodo estivo». All’interno della guida, come da tradizione Lonely Planet, c’è spazio anche per la top 15 delle località da visitare. Al primo posto spicca la città di Trento. Con che parametri è stato stilato quest’ordine? «La Top 15 non è una classifica. Semplicemente le 5 migliori destinazioni per ciascun autore sono state ordinate in senso geografico partendo da Ovest andando verso Est». Una guida di 400 pagine: non sono poche. «Inizialmente la guida prevedeva 250 pagine, ma data la ricchezza del territorio e i tanti temi da trattare si è arrivati a 400 pagine. Abbiamo comunque dovuto fare delle scelte, scartando alcune località».

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AURONZO: CARTELLO ‘COMUNE DELLE DOLOMITI UNESCO’ | FEBBRAIO 2018 Corriere delle Alpi | 8 Febbraio 2018

p. 36 Dolomiti UNESCO, nuovo cartello AURONZO Si terrà il 14 febbraio la cerimonia di inaugurazione del cartello stradale che il Comune di Auronzo, primo del Veneto, ha deciso di dedicare alle Dolomiti Unesco. All'incontro, in programma nella sala convegni dell'istituto Pio XII a Misurina alle 11.30, parteciperà anche l'assessore regionale al turismo Federico Caner che sarà affiancato dal presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e dal direttore della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini. A fare gli onori di casa sarà il sindaco Tatiana Pais Becher, fautore dell'iniziativa dei cartelli stradali dedicati alle Dolomiti patrimonio Unesco, collocati in quattro punti del territorio, due agli ingressi del centro abitato e due nella frazione di Misurina. L'idea di abbinare ai tradizionali cartelli stradali uno speciale recante la scritta "the Dolomites Unesco World Heritage" è stata promossa dalla Fondazione Dolomiti Unesco nell'estate scorsa e raccolta dal Comune di Auronzo che si è messo al lavoro per realizzarli. Il braccio operativo è quello del responsabile dell'ufficio tecnico del Comune Tommaso Piovesana. All'incontro di Misurina parteciperà anche Giovanni Carraro, videomaker e scrittore testimonial della Fondazione Dolomiti Unesco. I cartelli stradali dedicati alle Dolomiti hanno già esordito lo scorso 6 gennaio nel corso della trasmissione Linea Bianca di Rai Uno. In quella circostanza il sindaco Pais Becher aveva annunciato l'intenzione di convocare nel breve periodo un incontro pubblico dedicato all'iniziativa. (dierre)

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Corriere delle Alpi | 15 Febbraio 2018

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p. 27 segue dalla prima Turismo, “serve un cambio di marcia” di Gianluca De Rosa AURONZO Auronzo capofila di un progetto interregionale che ruota attorno alla valorizzazione delle Dolomiti patrimonio Unesco in ambito internazionale. In questo contesto si pone in maniera simbolica l'inaugurazione del nuovo cartello stradale istituito dal comune cadorino recante la scritta "The Dolomites Unesco World Heritage", rigorosamente in lingua inglese per venire incontro alle pressanti esigenze dei turisti stranieri che in maniera sempre più numerosa affollano le montagne bellunesi, Tre Cime di Lavaredo in testa. «Degli 85 comuni (una trentina quelli veneti) coinvolti attorno al bene Dolomiti Unesco, solo Auronzo finora ha sposato un progetto lanciato ufficialmente dalla Fondazione nel luglio scorso dopo un iter amministrativo durato più di un anno», spiega il direttore della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini, intervenendo a Misurina alla cerimonia di presentazione dell'iniziativa. «Il cartello stradale collocato a Misurina e nel centro abitato di Auronzo ha un forte valore simbolico ma non solo. Il progetto nasce, infatti, da una richiesta sempre più insistente che arriva dai turisti stranieri che raggiungono l'area cuore del patrimonio Unesco, non solo sul territorio veneto. Riceviamo molte lamentele legate alla mancanza di un'adeguata informazione dei siti, soprattutto in lingua straniera. Nasce da qui l'idea di istituire un cartello stradale in lingua inglese».Cartello stradale ma non solo: le Dolomiti nella versione patrimonio Unesco hanno avuto il merito di ampliare notevolmente il ventaglio di presenze turistiche provenienti da rotte estere fino a pochi anni fa completamente sconosciute. «Questa dev'essere vista come una grande opportunità per gli operatori del settore, pur senza mai perdere di vista il concetto della sostenibilità», prosegue la Morandini. «Sotto questo punto di vista, però, il lavoro da fare è ancora tanto e si concentra principalmente nella formazione. Le aziende di promozione turistica presenti sul territorio, con le quali ci confrontiamo, ci segnalano che il turismo dolomitico, anche grazie al ruolo centrale svolto dall'Unesco, sta cambiando in maniera rapida e al tempo stesso significativa. Si è internazionalizzato notevolmente e questo significa che gli operatori economici sono di fronte a una grande sfida da cogliere al volo, evitando così di farsi trovare impreparati: oggi è fondamentale imparare almeno una seconda lingua, in primis l'inglese. E poi ci sono da migliorare in fretta le informazioni, soprattutto in lingua straniera, a partire dalla cartellonistica che in alcuni siti anche importanti si presenta incompleta e vetusta. Questi sono aspetti che i turisti stranieri considerano di primaria importanza».«Essere un sito Unesco», conclude, «presuppone un continuo confronto con il resto del mondo. Pensare di ospitare turisti provenienti dai continenti oggi non è una chimera, è la realtà. Una realtà tanto dura quando elettrizzante, che impone a tutti di rivedere i canoni standard alzando la qualità dell'offerta. In questo contesto il territorio di Auronzo sta già offrendo importanti segnali, l'auspicio è che anche altri comuni seguano a ruota le indicazioni provenienti da questo angolo paradisiaco della provincia bellunese».

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Gazzettino | 15 Febbraio 2018

p. 42 edizione Belluno segue dalla prima Auronzo, ora l’UNESCO dà il benvenuto AURONZO DI CADORE Le Dolomiti patrimonio mondiale dell'Unesco, ma come farlo sapere ai turisti che le visitano? Il Comune di Auronzo è il primo tra gli 85 su cui insistono le montagne riconosciute tra i beni paesaggistici da proteggere 13 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


ad esporre all'ingresso del paese e del villaggio di Misurina i cartelli predisposti dalla Fondazione con il simbolo e la scritta in inglese The Dolomites Unesco World Heritage. L'INAUGURAZIONE Ieri c'è stata l'inaugurazione ufficiale di questa istallazione proprio a Misurina, in un contesto paesaggistico che, se ce ne fosse stato bisogno, faceva capire quale sia il patrimonio che l'Unesco riconosce come ricchezza dell'umanità. Sulla piana e le acque gelate del lago il manto bianco riflettente il sole del mezzogiorno, in alto un azzurro intenso, attorno la corona di rocce innevate delle Tre Cime di Lavaredo, dei Cadini, del Sorapiss, del Cristallo. Dei tanti luoghi splendidi che caratterizzano le Dolomiti, sicuramente Misurina è uno dei più conosciuti e la sindaca di Auronzo, Tatiana Pais Becher, ha scelto la sua perla d'alta quota per ufficializzare la nuova cartellonistica che dovrebbe informare i turisti che i luoghi in cui soggiornano sono tra i più belli del mondo. Nella saletta dell'Istituto Pio XII, un tempo Grand Hotel Misurina, sotto il quadro della Regina Margherita di Savoia, che lo frequentò nei primi anni del Novecento, la sindaca ha sottolineato l'importanza dell'informazione riguardo alla bellezza unica delle Dolomiti bellunesi, auspicando che possa essere realizzato proprio a Misurina, nella ex casa cantoniera in riva al lago un museo dell'alpinismo dolomitico. Presenti alla cerimonia inaugurale l'assessore della Regione Veneto al turismo, Federico Caner, il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, la presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, Marcella Morandini. Per l'assessore Caner è importante che la montagna veneta sia fatta conoscere assieme alla capitale, non solo amministrativa ma soprattutto artistica e culturale, che è Venezia. LA PROMOZIONE E' stato presentato alla Fiera del turismo di Milano la nuova sigla del territorio veneto The Land of Venice, in inglese par far capire in misura maggiore che Venezia ha un retroterra che vale la pena di conoscere. Gli ha dato ragione Roberto Padrin, che ha ricordato come siano stati programmati degli investimenti per il 2018 proprio per maggiori strumenti informativi sul territorio dolomitico provinciale. La presidente Marcella Morandini si è complimentata con il Comune di Auronzo per la decisione di installare i cartelli segnaletici, ma ha anche espresso un rammarico ed una sollecitazione affinchè molti altri Comuni del territorio dolomitico Unesco facciano altrettanto, perchè i visitatori sappiano di essere ospiti di un luogo di bellezza protetta. Lucio Eicher Clere

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ATTIVITA’ PROMOSSE DALLA FONDAZIONE | FEBBRAIO 2018 Alto Adige | 13 Febbraio 2018 p. 33 Le scuole raccontano la storia delle Dolomiti DOLOMITI C'è anche una classe delle Marcelline di Bolzano fra i partecipanti alla sfida per capire come i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado riescono a interpretare il tema dell'acqua in rapporto alla storia delle Dolomiti, attraverso esperimenti, ricerche, ma anche video o fumetti. La #FossilSeaChallenge è un concorso promosso dalla Provincia di Trento nell'ambito delle Reti Patrimonio Geologico e della Formazione e Ricerca Scientifica della Fondazione Dolomiti Unesco e mira a coinvolgere le scuole superiori delle province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone nell'elaborazione di progetti di ricerca scientifica, tecnico scientifica o di divulgazione. Su cosa? Su ciò che ha modellato e modella ogni giorno qual Patrimonio al cospetto del quale viviamo, lavoriamo, studiamo e che un tempo giaceva in fondo al mare; sull'azione, cioè, che l'acqua ha compiuto nel processo di formazione delle rocce e che ancora oggi continua a compiere nel definire modellare, arricchire il modo in cui le Dolomiti si presentano allo sguardo stupefatto di chi le abita o le frequenta. Sono stati ammessi al concorso tre progetti presentati da scuole della provincia di Trento (la Scuola ladina di Fassa, il Liceo Scientifico Galilei e l'Istituto Rosa Bianca), due dalla provincia di Belluno (entrambi dell'Istituto Val Boite), uno da quelle di Bolzano (il Liceo Linguistico Marcelline) e di Pordenone (il Collegio Don Bosco). Gli studenti dunque sono già all'opera e stanno elaborando i loro progetti e i loro programmi, con la guida dei loro insegnanti e dei docenti che il 13 gennaio scorso hanno preso parte a una giornata formativa organizzata al Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo, con l'intervento di vari esperti che hanno contribuito a fornire una cornice utile a definire meglio i singoli percorsi didattici che condurranno ai lavori finali.(e.d.) Alto Adige | 6 Febbraio 2018

p. 34 I paesaggi della Grande Guerra SAN VIGILIO DI MAREBBE 15 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


È approdata al Centro Visitatori del Parco naturale di Fanes-Senes-Braies a San Vigilio di Marebbe, dove rimarrà fino al 18 marzo, la mostra itinerante intitolata "Montagne in Guerra - uomini, scienza e natura sul Fronte Dolomitico 191518".Si tratta di un'esposizione originale, che consente di introdurre un punto di vista non sempre scontato sul conflitto combattuto tra le vette e i ghiacciai dolomitici. La natura è spesso stata rappresenta solo come un "teatro", uno "scenario" del conflitto: il percorso promosso dal Muse di Trento, dalla Fondazione Dolomiti Unesco - Rete del Patrimonio Geologico, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, ideato e curato da Marco Avanzini e Isabella Salvador e dal Muse, ha invece il merito di portare le montagne in primo piano. Se la loro conformazione ha condizionato le operazioni belliche tanto da comportare sacrifici disumani ai giovani in armi e con soluzioni tecniche e scientifiche inesplorate prima del 1915, si può dire anche affermare che le operazioni belliche stesse abbiano profondamente mutato il paesaggio dolomitico. Come si legge nella presentazione della mostra proposta in queste settimane al Centro Visitatori del Parco naturale di Fanes-Senes-Braies a San Vigilio di Marebbe: "La Prima Guerra mondiale comportò una profonda e diffusa militarizzazione del paesaggio, iniziata già negli anni precedenti. Esso scardinò totalmente i modi che le popolazioni locali avevano fino a quel tempo adottato nell'uso dei loro pascoli e boschi". E questo non solamente per la realizzazione di mulattiere, baraccamenti, teleferiche, forti, acquedotti, ma anche per quelle ferite ancora oggi ben visibili come le trincee e i crateri causati dagli esplosivi e dall'artiglieria pesante.Ecco dunque che la mostra rende conto di quel "paesaggio di guerra" oggi ancora in parte visibile e che rappresenta una testimonianza fondamentale sugli avvenimenti che un secolo fa videro le Dolomiti non come un semplice teatro di guerra ma, "loro malgrado", come protagoniste del conflitto. (e.d.) Alto Adige | 20 Febbraio 2018 p. 33 Le Dolomiti da catturare in fotografia DOLOMITI Il progetto "Best of Dolomites", ideato e lanciato dal fotografo e scrittore Alberto Bregani, viene realizzato in collaborazione con Trekkingfotografici.it e Fondazione Dolomiti Unesco. "Best of Dolomites" è dedicato in particolare agli appassionati del binomio "montagna e fotografia", per vivere e celebrare al meglio il Patrimonio che l'Unesco ha riconosciuto come un valore inestimabile per tutta l'umanità.Il cuore pulsante di "Best of Dolomites" è rappresentato da nove splendidi trekking fotografici, suddivisi nei nove sistemi dolomitici ai quali iscriversi per vivere un'esperienza unica, non solo per la bellezza degli ambienti attraversati ma anche per la formula proposta e il coinvolgimento emotivo che viene promesso. A ogni trekking è collegato un tema per renderlo ancora più interessante, originale e ricco di suggestioni. "Best of Dolomites" è realizzato con la stretta collaborazione, la supervisione tecnica e logistica di TrekkingFotografici, tra le più conosciute e affidabili realtà italiane del settore, fondata dal fotografo e filmmaker professionista Mirko Sotgiu che, insieme ad Alberto Bregani, accompagna lungo i sentieri dei trekking."Best of Dolomites" rappresenta un nuovo invito a celebrare l'unicità delle Dolomiti. La fotografia diventa in questo progetto uno strumento narrativo per conoscere i valori eccezionali, universali che stanno alla base del riconoscimento delle Dolomiti a Patrimonio Mondiale Unesco, l'importanza geologica per la storia della Terra e anche la bellezza paesaggistica. La Fondazione Dolomiti Unesco partecipa attivamente a questo progetto in quanto trasmette ai partecipanti - anche attraverso il supporto prezioso garantito dalle Guide Alpine - le peculiarità di un ambiente montano unico al mondo. La verticalità, la varietà di forme e i colori di questi paesaggi sapranno certamente ispirare i fotografi e regalare loro emozioni autentiche da trasformare in immagini.(e.d.)

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Trentino | 25 Febbraio 2018

p. 55 I trekking fotografici di “Best of Dolomites” Sono già ufficialmente online sito e pagina Facebook di “Best Of Dolomites | Montagne e fotografia”, il nuovo progetto di Alberto Bregani, fotografo professionista di montagna e scrittore, dedicato a tutti coloro che amano camminare dentro e intorno alle Dolomiti, alla ricerca del proprio modo di raccontarle grazie ad uno scatto. L’iniziativa vuol mettere loro a disposizione, nel tempo, servizi e informazioni per vive- re al meglio questa passione. Il cuore pulsante di Best Of Dolomites sono nove splendidi trekking fotografici, suddivisi per i nove sistemi dolomitici, ai quali iscriversi per vivere un’esperienza unica, non solo per la bellezza degli ambienti attraversati ma anche per la formula proposta. A ogni trekking è collegato un tema per renderlo ancora più interessante, originale e ricco di suggestioni. Ogni appuntamento prevede incontri con personaggi ed esperti locali che, con le loro testimonianze, regaleranno curiosità e particolarità dei luoghi visitati, per portare il partecipante dentro la loro storia, la cultura e le tradizioni, valorizzandoli una volta di più. "Proporre questa formula di trekking fotografico così particolare e completa, spiega Alberto Bregani, significa per me offrire tutto ciò che conosco di esse, tutti gli ingredienti e i consigli per fotografarle. Non per inseguire necessariamente le classiche immagi- ni iconografiche che tutti conosciamo e alle quali siamo un po’ troppo spesso vincolati; ma per aiutare ogni partecipante a uscire da questa visione ed entrare nella sua personale, ricercando con la fotografia ciò che sente più vicino al suo modo di vivere e percepire la grandiosità di queste montagne". Best Of Dolomites è realizzato con la stretta collaborazione di TrekkingFotografici, tra le più conosciute e affidabili realtà italiane del settore, fon- data dal fotografo e filmmaker professionista Mirko Sotgiu che, insieme ad Alberto Bregani, accompagnerà i partecipanti lungo i sentieri dei trekking previsti dal programma. Best Of Dolomites rappresenta, infine, un nuovo invito a celebrare le unicità delle Dolomiti in tutte le loro espressioni. Per questo ha ottenuto il patrocinio e la collaborazione della Fondazione Dolomiti UNESCO. Informazioni: www.bestofdolomites.com

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Corriere del Veneto | 27 Febbraio 2018

p. 13 Le Dolomiti «accessibili» a tutti Le Dolomiti accessibili a chiunque. È stato l’obiettivo primario del progetto promosso dalla fondazione Dolomiti Unesco, in collaborazione con enti e associazioni del territorio e grazie al finanziamento del Mibact, rivolto a chi ha difficoltà a muoversi. Disabili, ma anche persone anziane e bambini piccoli. Da fine mese, accedendo al sito www.visitdolomites.com , sarà possibile accedere a 23 percorsi virtuali distribuiti nei nove sistemi dolomitici riconosciuti dall’Unesco. Nel link saranno indicati non solo il livello di difficoltà del percorso, ma anche la mappa dettagliata dell’itinerario, le coordinate Gps, le caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona. Oltre a un’anteprima dell’itinerario con «Google street view», per una valutazione a 360° sulla possibilità di intraprendere il percorso scelto. «È la risposta a una richiesta del territorio e a un dovere di civiltà: garantire il diritto universale a godere di una bellezza altrettanto universale» spiegano dalla Fondazione

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EVENTI PATROCINATI DALLA FONDAZIONE | FEBBRAIO 2018 L’Adige | 1 Febbraio 2018

p. 35 Un weekend sul clima e il meteo VIGO DI FASSA Torna il «Weekend meteorologico» da domani 2 a domenica 4 febbraio. L'evento, promosso dalla Pro loco di Vigo di Fassa in collaborazione con Dolomiti Meteo ed il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco, porterà per il secondo anno consecutivo molti nomi illustri della meteorologia e delle scienze climatiche nazionali come Gianluca Tognoni, Piero Gianolla, Dino Zardi, Flavio Galbiati, Alessandro Ceppi e Giovanni Tesauro . Ogni giornata dei lavori aperti al pubblico sarà dedicata all'approfondimento di un tema tramite una sessione congressuale pomeridiana e una sessione serale con dibattiti. Domani si affronterà il tema dei ghiacciai e le azioni da intraprendere per evitarne il progressivo ritiro. Particolare attenzione al Ghiacciaio della Marmolada grazie all'esperto Andrea De Bernardin e al nivologo Gianluca Tognoni; sabato 3 febbraio il tema sarà l'acqua in montagna e la siccità del 2017. I meteorologi Flavio Galbiati e Alessandro Ceppi cercheranno di illustrare i motivi di questa anomalia pluviometrica. Domenica 4 febbraio si parlerà di cambiamenti climatici con Giovanni Tesauro e il professor Galbiati. L'iniziativa è abbinata al concorso fotografico «Acqua in Montagna» (sabato la premiazione) e ad una mostra fotografica sul tema Info: www.weekendmeteo.it.

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L’Adige | 5 Febbraio 2018

p. 20 Marmolada: addio ghiacciaio in 10 anni VIGO DI FASSA Purtroppo l'approccio scientifico alla climatologia e ai segni del tempo impressi sulle montagne e sui ghiacciai che ci circondano, non viene considerato materia di divulgazione avvincente: questo il pensiero che più ha penalizzato il primo interessantissimo pomeriggio di apertura del weekend meteorologico organizzato nella sala del consiglio comunale dell'ex Municipio di Vigo di Fassa. Infatti al pubblico che ha potuto partecipare alla prima della tre giorni dedicata ai ghiacciai, acqua e cambiamento climatico, è stato offerto un viaggio eccezionale tra la storia geologica del nostro arcipelago dolomitico e una panoramica su cosa sta accadendo, con dati e centimetro alla mano, ai nostri ghiacciai terrestri, con un focus sulle realtà più territoriali. Ciceroni illustri di questo percorso, Marcella Morandini direttore della Fondazione Dolomiti Unesco, il geologo dolomitico Piero Gianolla e Gianluca Tognoni di Meteo Trentino. Presenti al pomeriggio, una delegazione dei rifugisti della Marmolada, che hanno lasciato il testimone, la sera, al generale Luigi Telmon, istituzione quasi leggendaria per i tanti appassionati di montagna e maestri di sci e tra i fondatori del servizio Meteomont, ente italiano che monitora e analizza valanghe e fenomeni nevosi (ma anche l'uomo che ha introdotto l'Arva in Italia dopo averlo visto e studiato in Svizzera). «Abbiamo voluto fare una passeggiata figurata tra le ere raccontate dalle cime delle nostre Dolomiti» ci rivela il professor Gianolla, che durante la serata di dibattito ha voluto riassumere velocemente alcune curiosità che i nostri monti pallidi ci raccontano. «Attorno a noi abbiamo dei testimoni silenziosi di tutti quei cambiamenti climatici che nelle ere hanno portato al cambiamento degli equilibri, e al mutamento delle condizioni terrestri. Ecco così che si sono formati strati di fondi marini millenari, increspati dalla forza del movimento delle zolle terrestri; zone in cui è possibile ritrovare fossili di ittiosauri, ma anche straordinarie orme e resti, per lo più denti, di quei dinosauri che abitavano il gruppo del Sella, Plan de Corones, e le altre isole di questo arcipelago, milioni di anni prima di noi. Ciò che vediamo ci permette di capire che i mutamenti che stiamo vivendo sono parte di un'altra era geologica, un ciclo dall'esito non prevedibile e accelerato dall'interazione dell'uomo, che dal riscaldamento globale ci porta verso un'altra glaciazione». Una strada che vede la scomparsa graduale dei ghiacciai, quindi, e un percorso globale che non risparmia neppure i ghiacciai più vicini. I risultati, riportati dal professor Tognoni, non sono incoraggianti: «Come Meteo Trentino ci occupiamo anche di monitorare i mutamenti dei ghiacciai che ci circondano, e i dati raccolti l'anno scorso in particolare 20 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


confermano in pieno la previsione più pessimistica. A causa della poca neve e dell'anomalo aumento delle temperature rispetto ai decenni precedenti, la Marmolada sta inevitabilmente arretrando. Si vede in modo chiaro dalle foto, ma abbiamo rilevato una diminuzione consistente in tutti i punti di misurazione, anche quelli che in un ghiacciaio vitale dovrebbero quanto meno rimanere stabili. Siamo arrivati a più di 40 metri di ghiaccio in meno, con tratti scoperti da quel manto di neve che dovrebbe proteggere la parte più delicata del ghiacciaio. La prognosi è seria, come è seria quella di tutti i ghiacciai del mondo, e si prevede l'addio al ghiacciaio della regina delle Dolomiti entro una decina di anni». Un andamento climatico impossibile da invertire, in cui l'attenzione alla vita sostenibile ha ancora un ruolo determinante. Gianolla: «applicare uno stile di vita più attento non porterà a cambiamenti immediati, come detto i cicli di riequilibrio della Terra sono molto lunghi, eppure è un cambio di atteggiamento doveroso. Di tipo politico, di tipo etico, per rendersi più consapevoli del nostro impatto distruttivo». Tema approfondito con ancor più attenzione nel resto del weekend, in cui si parla di scarsità d'acqua e cambiamento del clima in ordine più generale. Un programma quanto mai interessante, degno di sfidare questa neve di «candelora», anomala quanto anomalo è stato questo inizio anno. Messaggero Veneto | 6 Febbraio 2018

p. 44 Lo sguardo dell’aquila con i narratori friulani da Calut a Socchieve di MELANIA LUNAZZI Esperire, attraversare, sognare, incontrare la montagna e poi scriverne raccontandola in un inedito. È l'obiettivo della settima edizione del premio letterario "Lo sguardo dell'aquila", promosso dall'Unione 21 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


Territoriale intercomunale delle Valli e delle Dolomiti Friulane (con partner il Festival dei Giovani delle Dolomiti, la Fondazione Pordenonelegge.it, la Libreria Baobab, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco). Il premio - su cui tutte le informazioni si trovano qui: festivalgiovanidolomiti.it/concorso-letterario-lo-sguardo-dellaquila-2017 oppure scrivendo a cultura@vallidolomitifriulane.utifvg Tel 0427 76038 - è articolato in diverse sezioni, la prima aperta ad autori italiani di tutte le età, una sezione per giovani, articolata in Junior (12-15 anni) e Senior (16-25 anni) e una per le scuole secondarie di primo e secondo grado. La "deadline", la data ultima per l'invio degli elaborati è il 16 aprile 2018 mentre il tema a cui ispirarsi è quello de "Lo spazio è (in)finito", che prevede testualmente l'invio di un elaborato inedito di massimo 20 mila caratteri e un "racconto di spazi e orizzonti, restituendo lo sguardo che, immerso nelle atmosfere di montagna, riesce a cogliere prospettive geografiche e simboliche, stati d'animo, emozioni, suggestioni di persone e luoghi così come le emozioni, i sentimenti, le abitudini e tradizioni che affiorano col respiro della montagna". I racconti verranno pubblicati in una raccolta. L'edizione 2018 prevede l'accostamento, a partire dal 15 febbraio, di una rassegna di autori che raccontano il paesaggio e il modo di vivere la montagna, cominciando da Giuseppe Festa, autore dei romanzi come "Il passaggio dell'orso", che si presenterà ai ragazzi dell'istituto comprensivo di Monterale Valcellina nella Scuola di Claut. La casa editrice Morganti Editori sarà il 3 Marzo a Travesio a palazzo Toppo Wasserman con Violetta Traclò, Maristella Leandrin, Maria Cristina Vitali, Manuela Quaglia, Stefania Conte e "Le creature dell'acqua. Agàne, anguàne e krivapete". Nicolò Giraldi presenterà a Meduno, il 16 marzo, il suo ultimo romanzo "Nel vuoto" edito da Ediciclo. Il 23 marzo al teatro Verdi di Maniago racconti e storie della Grande guerra con lo spettacolo musicale "E Tornerem a Baita" con la cantautrice Erica Boschiero, il fumettista Paolo Cossi e il fisarmonicista Sergio Marchesini. Il 24 Marzo Paolo Morganti farà tappa a Socchieve con la giovane Ilaria Tuti autrice del romanzo giallo "I fiori sopra l'inferno" (Longanesi), ambientato nelle montagne friulane. Il 12 e 13 aprile l'incontro sarà con Mauro Daltin a Poffabro e Maniago con "Il punto alto della Felicità”. Corriere delle Alpi | 25 Febbraio 2018

p. 12 Due serate su antiche varietà e reddito FELTRE Coltivazione di orti e campi con due possibilità quella dell'integrazione di reddito e di conservazione del paesaggio. Di antiche varietà coltivate e di creazione di piccole economie, basate sul principio di coltivazione a chilometri zero, si parlerà giovedì alle 20,30 nella sala delle ex scuole di Lasen, ora sede del gruppo alpini. La prima relazione sarà affidata al relatore Giuseppe Pellegrini dell'ordine degli agronomi e forestali di Belluno, dirigente dell'ispettorato agrario. A seguire, semi e varietà con loro conservazione, metodi di raccolta a cura di Tiziano Fantinel, fondatore del gruppo "Coltivare condividendo" al quale si deve l'importante merito del recupero di antiche 22 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


sementi nostrane. Toccherà poi a Valerio Giusti, presidente del consorzio Noce Feltrino, illustrare le peculiarità di questa varietà un tempo diffusissima nell'intero feltrino e fonte di reddito, la "Nos che se spaca con man". L'agrotecnico Stefano Sanson, docente all'Agrario Della Lucia ed esperto in materia, spiegherà infine il passaggio dagli orti di sola sussistenza alle opportunità di produrre e realizzare integrazioni di reddito, mediante la trasformazione e vendita di prodotti locali genuini ad esempio mais sponcio, fagioli gialet, mela prussiana, orzo e farro e da ultimo il prezioso zafferano. La serata sarà moderata dal botanico Cesare Lasen. L'iniziativa gode del patrocinio del Comune, del Cai, del Parco, dell'Ordine Agronomi e Forestali e della fondazione Unesco.Il secondo appuntamento, è previsto nella serata di giovedì 8 marzo nella sala sopra la latteria turnaria di Arson con argomenti interessanti, a cominciare dalla corretta lavorazione e fertilizzazione del suolo (Fabio Alessio formatore agrario), alla lotta biologica ai parassiti per arrivare ai danni da ungulati. Nel nostro territorio, i cervi e sopratutto i cinghiali stanno creando danni ingenti. Di questo parlerà l'esperto Michele Cassol. Spetterà poi a Alessandro Bedin, dottore forestale, soffermarsi su orticoltura intesa anche "come attività fisica e mentale che rilassa e fa bene alla salute in tutti i sensi", per concludere con interventi ed esperienze di produttori locali sul tema della pianificazione stagionale colture protette, e della coltivazione in proprio di frutta e ortaggi. (l.m.)

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EVENTI E ATTIVITA’ DA SEGNALARE | FEBBRAIO 2018 Corriere delle Alpi | 2 Febbraio 2018

p. 32 Expo Dolomiti: la sala espositiva ad alta quota di Alessandra Segafreddo CORTINA Sarà inaugurato oggi il Lagazuoi Expo Dolomiti, location d'eccezione, a 2.778 metri di quota, che ha aperto le sue porte al pubblico il 10 gennaio.Quattro sale espositive su tre piani, sulla vetta del monte Lagazuoi, accanto allo storico e omonimo rifugio, con un panorama mozzafiato sulle Dolomiti patrimonio Unesco. Il nuovo locale espositivo, nato per volontà della società Lagazuoi presieduta da Stefano Illing, si compone di zona caffè e terrazza bar, è stato realizzato senza barriere architettoniche sia per l'accesso alla funivia al passo Falzarego che nell'edificio. Ospiterà mostre temporanee dedicate alla fotografia, all'arte del passato e a quella contemporanea, alla storia e alla preistoria del territorio. La prima mostra, aperta da gennaio, sarà presentata oggi alle 12 ed è intitolata "Ötzi e Valmo. Quando gli uomini incontrarono le Alpi": ripercorre i 2.700 anni che separano Ötzi (l'uomo venuto dal ghiaccio - Iceman - vissuto 24 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


5.300 anni fa in val Senales a 85 km in linea d'aria dal Lagazuoi, la cui mummia è stata ritrovata sul ghiacciaio a 3.200 metri di quota fornendoci un patrimonio di oggetti e informazioni uniche ed eccezionali sull'Età del Rame) e Valmo (l'Uomo di Mondeval, vissuto 8.000 anni fa vicino al passo Giau, a 2.150 metri di quota e a 8 km in linea d'aria dal Lagazuoi, la cui sepoltura, unica e preziosa, ci racconta la vita di un cacciatore mesolitico sulle Dolomiti) e illustra i cambiamenti climatici che hanno permesso la colonizzazione delle Alpi e condizionato il loro stile di vita. Per fabbricare i propri utensili, ad esempio, Valmo usava la selce e Ötzi anche il rame. Valmo e Ötzi dovevano affrontare il freddo della montagna, procurarsi il cibo e difendere il loro gruppo.La mostra illustra, con repliche e calchi, come i due abbiano perfezionato le tecniche e le conoscenze fondamentali per vivere in alta quota, un bagaglio di esperienze conosciute da Valmo e trasmesse a Ötzi lungo le 80 generazioni che li separano. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore, l'associazione Tramedistoria, l'Università degli Studi di Ferrara, il Neanderthal Museum di Mettmann (Germania), Geo, il museo Archeologico di Bolzano e l'associazione Amici del Museo della Val Fiorentina. La mostra è visitabile fino al 2 aprile, tutti i giorni dalle 9.30 alle 16.30; l'ingresso costa 5 euro per gli adulti, gratis per gli under 6, e 3 euro per i ragazzi dai 6 ai 14 ani. Lagazuoi Expo Dolomiti è raggiungibile in 3 minuti con la funivia con partenza dal passo Falzarego, Il posteggio a valle della funivia è gratuito. Corriere delle Alpi | 6 Febbraio 2018 p. 24 Gli Scoiattoli al “Trento Film Festival” CORTINA Gli Scoiattoli di Cortina protagonisti stasera al Trento film festival 365 nello "Spazio alpino Sat" (Società degli alpinisti Tridentini). Alla presenza di Alberto Gaspari, presidente degli Scoiattoli, e di uno dei registi, Vinicio Stefanello, sarà proiettato il film "Rosso 70 - Storie e memorie di 70 anni di alpinismo degli Scoiattoli di Cortina", presentato al 58° Trento Film Festival. L'opera ripercorre i 70 anni di attività degli Scoiattoli di Cortina. Nelle testimonianze dirette, che s'intrecciano con straordinari filmati d'epoca, si susseguono uomini e pareti, alpinismo e vita, felicità e dolore, sullo sfondo di una Cortina che lentamente si trasforma. Cambiano le generazioni, l'alpinismo e l'arrampicata, ma non il legame che fa da collante tra passato e presente: la passione per la montagna, per l'arrampicata, per le Dolomiti e per il proprio paese. Un sentimento che in tutti i 70 anni della loro storia ha permesso agli Scoiattoli di mantenere la propria identità e allo stesso tempo di progredire e di sperimentare nuovi orizzonti, tanto da diventare il simbolo della città di Cortina e delle sue montagne. Un sentimento e un'esperienza di cui parleranno gli stessi Alberto Gaspari e Vinicio Stefanello, ospiti della serata che avrà inizio alle 18 nella sede del Sat a Trento. (a. s.)

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Corriere delle Alpi | 16 Febbraio 2018

p. 27 Popena, c’è un progetto per ricostruire il rifugio AURONZO Galeotta fu la visita a Misurina dell'assessore regionale al turismo Federico Caner. L'occasione è stata utile, un po' a sorpresa, per svelare il progetto di ristrutturazione del rifugio Popena. Per la serie: dalle parole ai fatti, il tutto per la felicità dello scrittore ed alpinista Mauro Corona, che per primo ne ha caldeggiato la ricostruzione ottant'anni dopo l'incendio che lo rase al suolo in circostanze ancora oggi misteriose.«Meno di un mese fa abbiamo presentato in Regione, in collaborazione con il Comune di Auronzo, uno studio di fattibilità ed una bozza progettuale di quello che sarà il nuovo rifugio Popena», annuncia il presidente del Cai di Auronzo, Stefano Muzzi, «avrà una forma che riprenderà lo stile della nuova malga Maraia con una grande vetrata panoramica affacciata sul gruppo delle Marmarole. Sarà una struttura moderna ma contiamo di mantenere in vita gli ultimi resti di quello che era un tempo il rifugio. Il problema più grande a cui si dovrà trovare una soluzione è legato all'approvvigionamento di acqua, visto che in quell'area non esistono risorse naturali da sfruttare».Al momento, stando alle prime indiscrezioni trapelate da palazzo Balbi, la risposta istituzionale di fronte al progetto è stata interlocutoria.«Non ci aspettavamo un sì immediato», prosegue Muzzi, «questo perché il progetto si presenta nella sua completezza particolarmente oneroso. Per riportare in vita il rifugio Popena servirà non meno di un milione, ma in questo senso il gioco di squadra sarà l'arma vincente. Un soggetto solo infatti non è in grado di portare a compimento il progetto, servirà mettere insieme più forze a partire proprio dalla Regione passando per il Comune di Auronzo, il Cai e l'Unione Montana. Allora sì che tutto diventerà più semplice».Ad oggi risulta difficile riuscire a stabilire una tempistica, ma la sezione Cai di Auronzo ha un'idea che vuole seguire.«Alla luce della buona predisposizione mostrata dai vari soggetti istituzionali, ci piacerebbe effettuare la posa della prima pietra nella primavera del 2019», annuncia Stefano Muzzi; che si sofferma anche sulla tipologia di turista in grado di strizzare l'occhio alla realizzazione di un rifugio nell'area della val Popena, all'ombra del gruppo del Cristallo proprio sulla linea di confine tra i territori di Auronzo e 26 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


Cortina.«Si tratta di una zona facilmente raggiungibile, sia da Misurina e sia da Carbonin. Soprattutto nel periodo invernale, l'area del Popena è da considerarsi una delle mete preferite degli appassionati di scialpinismo: merito della lunga discesa che riporta a Carbonin, frazione strategica dal punto di vista geografico essendo il crocevia di più flussi provenienti da Cortina, Dobbiaco e Cadore».A proposito della ricostruzione del rifugio Popena, un curioso siparietto ha accompagnato la visita di Caner a Misurina mercoledì. Nella circostanza, infatti, proprio grazie all'aiuto di Muzzi, l'assessore regionale al Turismo ha voluto conoscere il luogo preciso dove sorgeva il vecchio Popena; e ha aggiunto: «A primavera tornerò per farci un salto di persona».Gianluca De Rosa Alto Adige | 18 Febbraio 2018

p. 33 Dobbiaco, contributi per gli enti e associazioni DOBBIACO La giunta di Dobbiaco ha deliberato la concessione di una serie di contributi. In particolare, all'Aiccre viene destinato un contgributo di 190,15 euro, all'Associazione nazionale dei Comuni italiani - Anci 620 euro, alla Comunità Comprensoriale Valle Pusteria 3.360 euro, al Consorzio dei Comuni è ptrevista la concesdsione di 7.560,92 euro, all'Uncem 150 euro, all'Associazione Alleanza per il Clima 220 euro, alla Fondazione Dolomiti Dolomiten Dolomites Dolomitis Unesco 500 euro, alla C.O. "Pustertaler Ski-Marathon" 1.800 euro, all'Associazione delle biblioteche altoatesine 50 euro, per un totale di 14.451,07 euro.I contributi sono stati decisi e vengono liquidati sulla base del regolamento comunale per la concessione di finanziamenti e benefici economici ad enti pubblici e soggetti privati approvato con deliberazione del consiglio comunale del 25 settembre 2012. "I contributi - precisa la giunta nella relativa delibera - vengono concessi per lo svolgimento dell'attività istituzionale e per questo risultano esenti dalla retribuzione d'acconto".

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Trentino | 19 Febbraio 2018

p. 15 Mobilità innovativa sui passi dolomitici MATTARELLO Giovedì 22 febbraio, alle 20.45, in sala "Alberto Perini" nel centro civico San Vigilio, la locale sezione Sat e Mountain Wilderness propongono un incontro su: "Passi dolomitici: una mobilità innovativa per valorizzare ambiente, paesaggio, residenti ed ospiti". E' il terzo di sei appuntamenti organizzati da quattro associazioni del sobborgo dal titolo: "Viaggi, persone, paesaggi". L'obiettivo è stimolare una riflessione sul viaggio non solo dal punto di vista turistico.(g.m.) Alto Adige | 22 Febbraio 2018 p. 32 In biblioteca oltre 26 mila prestiti DOBBIACO Il 2017 è stato un anno importante per la biblioteca "Hans Glauber" di Dobbiaco, è stato l'anno del 30° anniversario dalla fondazione e di grandi numeri: circa 1.350 lettori attivi hanno utilizzato la biblioteca, prendendo in prestito almeno una volta un media. Nell'utilizzo attivo della biblioteca rientrano le soste per studiare o incontrarsi. Per questo si possono considerare come fruitori attivi anche i circa 33.900 visitatori conteggiati nel 2017.Dei 26.090 prestiti quasi due terzi si riferiscono a libri e riviste, il resto riguarda altri media.Il team della biblioteca si impegna molto nella consulenza e assistenza nell'utilizzo della biblioteca-online contribuendo alla crescita della sua dotazione. Per rivolgersi anche a questa tipologia di utenti, nel 2018 verrà organizzato un E-Reader-Happening.Il 2017 è iniziato con un progetto variopinto, dal motto "Scarica lo stress con il lavoro a maglia!". Giovani e meno giovani hanno ricoperto di lavoro a maglia colonne, poltrone, coprivasi e altri oggetti negli spazi interni ed esterni della biblioteca. Sono state organizzate 28 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


70 offerte e iniziative di diverso tipo: conferenze, incontri con l'autore, flashmobs, performance, workshop, escursioni, concorsi artistici ed esposizioni, oltre alle 130 unità per scuole dell'infanzia e scuola primaria. Tra i vari autori, hanno dato un contributo Armin Zöggeler, l'illustratore di libri Martin Baltscheit e l'esperto del legno Erwin Thoma. Le escursioni alla ricerca di erbe di montagna con degustazione, condotte da Gottfried Hochgruber e Pia Ploner, hanno coinvolto 100 partecipanti.La biblioteca si è poi avventurata in sentieri nuovi, quali i due concerti spontanei e i flashmobs nella piazza del paese. Dal punto di vista artistico il 2017 è stato ricco. In agosto Johannes Stötter, pluripremiato campione di Bodypainting nel 2012, ha rappresentato le Tre Cime con cinque modelle in una performance dal vivo. Alcune settimane dopo ha tenuto un workshop di bodypainting in biblioteca. Il concorso fotografico "DoloMystic", bandito dalla biblioteca, ha attirato partecipanti dall'Italia e dalla Germania. All'apertura dell'esposizione il vincitore è stato insignito del premio speciale delle Dolomiti Unesco e la leggenda di Dona Dindia è stata inscenata con una performance fatta di racconto, musica e ballo. La festa di anniversario, poi, si è svolta nel Giorno delle Biblioteche, il 21 ottobre. Alla presenza di numerosi ospiti d'onore del mondo della cultura e della politica e numerosi amici della biblioteca, la ballerina Orsolya Kovacs, proveniente dalla Transilvania e residente a Dobbiaco, ha ballato numerose danze ungheresi. Jones dal Ghana ha presentato uno spettacolo di tamburi e gli alunni di scuola dell'infanzia, primaria e media hanno recitato attraverso la danza e il canto i loro auguri di compleanno originali e colorati. La ciliegina sulla torta è stato il buffet allestito da dieci cittadini stranieri residenti a Dobbiaco e dintorni. La biblioteca opera in collaborazione, tra gli altri, con il Comitato della formazione permanente e il Parco Naturale Tre Cime, con cui nel 2017 ha portato a conclusione il progetto DolomitArt. Corriere delle Alpi | 22 Febbraio 2018

p. 24 Alta Vai numero 2 pronta l’offerta per gli escursionisti FELTRE Offerte per 15 giorni, 6 giorni e week-end di 3 notti, servizi coordinati con il Primiero e valorizzazione enogastronomica per intercettare i gusti degli escursionisti e attirarli sul tratto dell'Altavia numero 2 che da Passo Valles scende a Feltre. Sono le tre tipologie di prodotti studiati dal consorzio turistico Dolomiti Prealpi in collaborazione con l'Apt di San Martino di Castrozza e il sindaco di Sagron-Mis nell'incontro operativo che si è svolto a Fiera di Primiero per promuovere la parte alta dell'itinerario. La riunione si è incentrata sullo studio di un piano d'azione che verrà presentato a breve ai partner pubblici e privati del progetto partito a fine 2017. «L'idea è di declinare l'offerta sull'Altavia in tre prodotti differenti, a cominciare dagli escursionisti "classici" che desiderino percorrere l'itinerario nella sua interezza», spiega la vicepresidente del consorzio Dolomiti Prealpi Alessandra Magagnin. «A loro offriremo la possibilità di compiere il tragitto inverso, con partenza da Feltre e arrivo a Bressanone, perché ormai la tipologia del turista, soprattutto straniero, è cambiata, sempre più in favore dell'aereo a scapito 29 Rassegna Stampa – Febbraio 2018


dell'automobile».Ecco quindi che gli aeroporti di riferimento sono Venezia e Treviso, e «diventa così logico partire da Feltre, in modo da poter dormire in rifugio già la prima notte dopo l'arrivo in aereo», prosegue la vicepresidente del consorzio turistico, che parla anche dei pacchetti di 6 giorni (long weekend) e di 3 giorni (week-end). «Sono due offerte innovative che permettono da un lato di venire incontro alle esigenze di un turista che ha sempre meno tempo per una vacanza unica di 15 giorni e che preferisce viaggiare più spesso e per periodi più brevi, e dall'altro di valorizzare al massimo le peculiarità di due territori, il Feltrino e il Primiero, simili ma anche complementari». Entrando nel dettaglio, l'offerta di 6 giorni da Feltre al Passo Valles permette di unire idealmente il Parco nazionale delle Dolomiti e il Parco naturale di Paneveggio, mentre il pacchetto di tre giorni offrirà due esperienze complementari: il Palaronda Trek, che già esiste ed è un punto di forza dell'offerta turistica dell'Apt di San Martino, al quale si affiancherà la Traversata delle Vette.«Contiamo di definire al più presto gli aspetti operativi, mettendo in rete i vari soggetti, dai rifugi ai servizi di trasporto, lavorando anche sui menù con i ristoranti di valle», dice Alessandra Magagnin. «Bisognerà poi stilare una Carta dei servizi per adeguare e coordinare i prezzi, tenendo conto delle differenze tra i due territori che hanno numeri turistici e flussi diversi». Anche il lato della sentieristica sarà oggetto di studio e i Comuni del Primiero stanno lavorando anche ad una segnaletica complementare che permetta di spiegare al meglio cosa si trova nel fondovalle. Senza dimenticare le operazioni di marketing. Per quanto riguarda il budget a disposizione del progetto, nel complesso ci sono circa 100 mila euro da spendere nella promozione: 75 mila a carico dei Comuni della Comunità del Primiero e circa 20 mila per la parte del Feltrino: «Entro fine mese contiamo di completare la raccolta di tutti i dati necessari», conclude Magagnin, «in modo da partire operativamente con il lavoro di costruzione delle offerte». Raffaele Scottini Gazzettino | 23 Febbraio 2018

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p. 11 edizione Belluno L'Altavia 2 si promuove con pacchetti turistici FELTRE Un pacchetto di 6 giorni e l'offerta di 3 giorni sono i due prodotti innovativi che andranno ad arricchire la proposta turistica lungo l'Altavia n. 2, tracciato con grandi potenzialità ma ad oggi poco sfruttato. Nei giorni scorsi i rappresentanti del Consorzio Dolomiti Prealpi hanno incontrato a Fiera di Primiero i colleghi dell'Apt di San Martino di Castrozza e Luca Gadenz, sindaco di Sagron Mis per discutere delle tre proposte progettuali per la promozione dell'Altavia n° 2, in particolare del tratto che dal Passo Valles scende a Feltre. «L'idea è di declinare l'offerta sull'Altavia in tre prodotti differenti spiega Alessandra Magagnin, vicepresidente del Consorzio che possano incontrare i gusti di una fetta sempre più grande di escursionisti. A cominciare dagli escursionisti classici, che desiderino percorrere l'Altavia 2 nella sua interezza. A loro offriremo la possibilità di compiere il tragitto con partenza da Feltre e arrivo a Bressanone». Ma i due prodotti interessanti sono il pacchetto di 6 giorni e l'offerta di 3 giorni. «Queste sono due offerte innovative spiega Magagnin - che permettono da un lato di venire incontro alle esigenze di un turista che ha sempre meno tempo per una vacanza unica di 15 giorni e dall'altro di valorizzare al massimo le peculiarità di due territori, il Feltrino e il Primiero».Entrando nel dettaglio, l'offerta di 6 giorni, da Feltre al Passo Valles, permette di unire idealmente il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi e il Parco naturale di Paneveggio, mentre il pacchetto di 3 giorni potrà offrire due esperienze complementari: il Palaronda Trek e la Traversata delle Vette. «Contiamo di definire al più presto i vari aspetti operativi commenta Alessandra Magagnin - mettendo in rete i vari soggetti, dai rifugi ai servizi di trasporto. La situazione di partenza è buona, si tratta di mettere insieme il tutto in un'offerta coesa e coerente». Anche il lato della sentieristica sarà oggetto di studio. «La segnaletica è buona in quasi tutto il tragitto aggiunge la vicepresidente - resta una criticità nel tratto denominato passo del Comedòn che andrà segnalato adeguatamente». Nel Piano di azione saranno studiate anche operazioni di marketing e promozionali. Per quanto riguarda il budget, nel complesso ci sono circa 100mila euro da spendere nella promozione: 75mila a carico dei Comuni della Comunità del Primiero e circa 20mila per quanto riguarda la parte del Feltrino.

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Rassegna stampa del mese di febbraio 2018  
Rassegna stampa del mese di febbraio 2018  
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