L'obesità L' obesità è una malattia che si caratterizza per un accumulo patologico di grasso corporeo, con conseguenze anche importanti per lo stato di salute e la qualità di vita. L'obesità è uno dei maggiori problemi di salute pubblica a livello mondiale e incide in maniera decisiva sulla durata della vita, perché può comportare l'insorgenza di ipertensione, diabete mellito e patologie cardiovascolari. L'obesità viene classi cata grazie all'indice di massa corporea (BMI): quando questo è pari o superiore a 30 Kg/m2 parliamo di obesità, quando è superiore a 25 Kg/m2 parliamo di sovrappeso. L'epidemia da Covid 19 ha rappresentato, oltre alle altre implicazioni negative, un'evento importante perchè ha reso evidente e manifesto come l'obesità sia una delle condizioni più sfavorevoli per la prognosi degli ammalati di Covid, insieme all'ipertensione ed al diabete. Inoltre l'epidemia ha fatto registrare,come evento indiretto, un notevole incremento della popolazione in sovrappeso o obesa. Nel mondo attualmente si stima esserci circa 800 mln di persone obese.
Ferdinando Minieri Medico esperto Area Clinica/Organizzativa /Epidemiologica e sociale dell'AGENAS (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali)
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Prevalenza dell'obesità in EU
Nel 2021 l'epidemia di Covid 19 ha fatto aumentare notevolmente i disturbi relativi alla sfera alimentare, con incremento rilevante degli obesi e delle persone in sovrappeso. La pandemia ha inciso sull'incremento dei soggetti in sovrappeso/obesi particolarmente a causa dell'isolamento; della rilevante suscettibilità e instabilità emotiva; per l'incertezza della condizione lavorativa con la cassa integrazione, i licenziamenti, la disoccupazione e la complessiva condizione lavorativa precaria e incerta;
per la sospensione, come per le altre prestazioni sanitarie, dei controlli/consulenze nutrizionali. Nel 2020 ➔ 2019 sono state erogate circa 145 mln di prestazioni in meno (diagnostica-laboratorioriabilitazione-terapie-visite)
Si è manifestato un incremento medio di peso superiore ai 4 kg, registrato negli italiani affetti da obesità. Tra di essi vi sono in maggioranza disoccupati, smartworker, persone con disagi emotivi importanti e casalinghe sopraffatte dalla paura, dall'insicurezza e dalla condizione di confinamento domestico (studio ADI-Ass.di Dietetica e nutrizione clinica). Lo stile di vita è rimasto, invece, invariato o addirittura migliorato nelle persone obese che durante il lockdown hanno continuato a svolgere la loro
professione mantenendo una condizione economica regolare come i dipendenti pubblici e privati, i pensionati, gli agricoltori o gli artigiani i quali sembrano aver affrontato bene i problemi legati alle restrizioni. Durante i periodi di lockdown, nello studio ADI il 48,8% delle persone intervistate è aumentato di peso, il 27% è diminuito, mentre il 24% è rimasto stabile. Nei pazienti in cui si è verificato l’aumento del peso la condizione di benessere psico-fisico autoriferita è diminuito del 69,6%. Il 56% ha ridotto l’attività fisica, il 68% ha incontrato difficoltà a seguire la dieta, il 58% non si è tenuto in contatto con il proprio centro o consulente, ma soprattutto la maggioranza di essi ha mangiato male riducendo drasticamente la quantità di cibi presenti nella dieta mediterranea. La sostituzione è avvenuta in favore di cibi preconfezionati, precotti, surgelati. o alimenti ultraraffinati. Nel cluster delle persone che sono aumentate di peso è emerso, inoltre, che il 68% di esse avrebbe voluto essere aiutate con i farmaci per l’obesità. Nei soggetti obesi che invece sono riusciti a mantenere un peso invariato o addirittura a dimagrire (57%) si è visto come una condizione lavorativa più stabile, il mantenimento dei trattamenti terapeutici con la telemedicina e una constante attività fisica abbiano influito positivamente sul benessere psicofisico.
UE 2019 :% di persone in sovrappeso o obese 60 50 40 30 20 10
Ro m an ia Ita Bu lia Pa lga es ri iB a a Fr ssi an ci Ci a Sp pro ag n Sv a ez ia Da Bel Lu nim gio ss a em rc bu a rg Gr o e A cia Po ust rto ria g Li allo t Ge uan rm ia a P nia Re Sl olo pu ov nia bb acc lic hi a a C Sl ec ov a en ia Fi U nl K an Es dia to Cr nia o Le azia t Un ton gh ia e Irl ria an d M a al ta
0
Obesità grave
Sovrappeso
Salvo diversa indicazione, il sovrappeso si riferisce a un BMI compreso tra 25 kg e 29,9 kg/m², l'obesità si riferisce a un BMI superiore a 30 kg/m². Made with
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L'Obesità come malattia
L' obesità è una malattia che non riceve attenzione commisurata alla sua prevalenza e all'impatto, che sta crescendo più rapidamente nelle economie emergenti. L' obesità è una gateway per molte altre malattie non trasmissibili e malattie mentali (linee guida dell'obesità) ed è ora un fattore importante nelle complicanze del COVID-19 e della mortalità. Nel 2021 diverse centinaia di studi (tra cui pazienti in paesi europei, USA, Messico e Cina), 40 revisioni sistematiche e quasi 20 meta analisi sono stati pubblicati a conferma di un maggiore bisogno di servizi medici per le persone che vivono con sovrappeso che sviluppano la malattia COVID 19. È stato dimostrato che un indice di massa corporea (BMI) più elevato risulta essere associato ad un aumentato rischio di ricovero, in terapia intensiva o in area critica e la necessità per la ventilazione meccanicamente assistita. BMI più alto aumenta anche il rischio di morire a causa della malattia. Questi sono stati riscontrati come maggiori rischi, dopo l'adattamento per età, etnia, reddito e altri dati demografici e fattori socio-economici. In molte società, l' obesità non è riconosciuta come una malattia, ma come un fallimento dell'autorealizzazione personale. Tuttavia, sembra confermato che dal 40% al 70% dell'obesità può essere attribuito alla genetica. Geneticamente, la maggior parte della popolazione mondiale è programmata per immagazzinare grasso al fine di evitare la fame. Mentre questo è un utile meccanismo di sopravvivenza durante i periodi di carestia, non è utile nella nostra società moderna ricca di stimoli obesogenici. Gli ambienti obesogenici sono ambienti che hanno effetti negativi sull'alimentazione e sull'attività fisica. Oggi viviamo in ambienti in cui predomina la proliferazione di cibo a basso costo e disponibile ad alta densità energetica, mentre le opportunità di essere fisicamente attivi sono ridotte, causando di conseguenza un aumento di peso eccessivo. L'obesità quindi non è un problema di fallimento personale, ma una malattia ed uno stato sviluppatosi in risposta ad un ambiente obesogenico.
Fonte:Global Obesity Observatory
I dati ufficiali attualmente in possesso relativi al 2019, in epoca prepandemica, mostrano che in UE nel 2014 il 46,1% delle persone di età pari o superiore a 18 anni che vivono nell'Unione europea (UE) ha un peso normale, poco più della metà degli adulti (51,6%) è considerata sovrappeso (35,7% pre-obesi e 15,9% obesi) e un ulteriore 2,3% come sottopeso. In altre parole, nel 2014 quasi 1 persona su 6 di età pari o superiore a 18 anni era obesa. L'obesità è un grave problema di salute pubblica, che può essere statisticamente misurato utilizzando l'indice di massa corporea (BMI) degli adulti. Nel 2019-20 in U.E mentre la quota dei soggetti sovrappeso è sembrata diminuire, di converso è aumentata invece la quota dei soggetti francamente obesi (18,2%). Gli incrementi più elevati, per i soggetti obesi, vedi grafico, si ritrovano a Malta nel Regno Unito,Ungheria Lettonia, mentre gli incrementi più bassi si rilevano in Romania,Italia e Bulgaria . Per le persone sovrappeso invece La Romania in UE ha la percentuale pià elevata (47,7%),seguita da Croazia (41,7%) Grecia (41%),Rep.Ceca (40,1%). La percentuale più bassa di persone sovrappeso è detenuta da Irlanda (28,6%) e Lussemburgo (31,9).
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Prevalenza dell'obesità in ITALIA Eccesso di Peso/Obesità periodo 2017-2020 nelle varie Regioni
I dati ufficiali attualmente in possesso relativi al 2019, si ricorda in epoca prepandemica, mostrano che in Italia il 33 % delle persone di età pari o superiore a 18 anni ha un peso eccedente i valori normali.Il 11,7
Naturalmente questi dati si riferiscono ad un periodo antecedente l'esplosione pandemica di Covid 19. La situazione è stata ulteriormente complicata dall’impatto che la pandemia da Covid-19 ha
invece è francamente obesa.Mentre fra le donne, nel 2019 le percentuali sono del 10,7% di obesità grave e di 26,4% di sovrappeso.
determinato sul territorio a seguito delle restrizioni sofferte per il lockdown, data anche l’impossibilità di svolgere attività fisica in strutture dedicate e la concomitante incidenza di una alimentazione scorretta e ipercalorica, tanto che dagli specialisti è stato stimato un incremento di almeno il 30% dei
disturbi alimentari. Eccesso di Peso/Obesità periodo 2014-2020 in Italia
Adulti 2019
11,7%
Adulti 2017-2020
10,8%
31,6%
Adulti 2016-2019
10,8%
31,5%
Adulti 2014
17,1%
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5
33,9%
43,5% 10
15
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25
Fonte:Global Obesity Observatory
Obesità grave La popolazione maggiormente esposta a rischio di obesità è quella maschile: 11,7% tra gli uomini e 10,3%. fra le donne. Quando poi si considera l'obesità grave, individuata da un indice di massa corporea pari o superiore a 35, di cui in Italia soffre oltre un milione di persone pari al 2,3% degli adulti, le donne risultano maggiormente colpite: nelle classi di età più anziane presentano prevalenze quasi doppie rispetto agli uomini e tra le donne anziane del Mezzogiorno la quota supera addirittura il 5%.
30
35
40
45
50
55
60
Sovrappeso La Regione Campania è quella che risente maggiormente del fenomeno rilevando, dopo la Basilicata (39%) in sovrappeso e Calabria (14,1%) di obesi, la quota di maggiore percentuale (38,3%) di soggetti in sovrappeso e di obesi (13,6%). In Campania una persona su 2 ha eccedenza di peso o è obesa. A questa condizione concorrono numerosi fattori dietetico alimentari e la scarsa attività fisica, come dimostrano gi ultimi dati della Sorveglianza "PASSI".
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Eccesso di Peso/Obesità periodo 2017-2020 nelle varie Regioni
Fonte:Occhio alla salute valori %
Campania Basilicata Calabria Puglia Umbria Abruzzo Molise Sicilia ITALIA Emilia Romagna Friuli V. Giulia Marche Veneto Sardegna Piemonte Lazio Liguria Toscana Pr.Bolzano Valle d'Aosta Pr.Trento 50
40
30
20
10
Sovrappeso
0
10
20
30
40
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Obesi
I fattri di rischio periodo 2017-2020 nelle varie Regioni: la sedentarietà Per l'attività fisica nel periodo 2017-2020 la Sedentarietà percentuale dei soggetti che non svolgono nessuna attività fisica in Campania è stata pari al 54,7% Abruzzo 40,3% rispetto ad una media italiana del 36,6%, ottenendo il peggiore risultato fra le varie Regioni. Parliamo di dati tutti antecedenti al lockdown dovuto alla Basilicata 49,1% pandemia Covid 19, per cui è da ritenere che la situazione attuale sia sostanzialmente peggiore di Calabria 46,1% quella rappresentata.L'attività fisica è particolarmente importante soprattutto per le persone più anziane, per farli rimanere indipendenti ed autonomi, Migliora Campania 54,7% l'autonomia funzionale in un'ottica di prevenzione delle cadute e delle fratture.Essa ha come risultato Provincia 11,8% complessivo, per tutti, la riduzione di peso, la au.Bolzano normalizzazione della pressione arteriosa, l'abbassamento dei livelli di colesterolo e delle LDL Veneto 20,5% (lipoporoteine ad alta. densità), mantenendo la buona salute e prevenendo ictus e infarti, mantenendo 0 10 20 30 40 l'organismo in complessiva buona salute.
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Italia
la salute e per il raggiungimento degli Obiettivi di
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20 10
** M ol ise Ca la br ia Ca m pa ni a
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% Consumo quotidiano di almeno 3 prz.di frutta e verdura
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** Sl ov en ia Li tu an ia Le tto ni a
Ita lia
ia Be lg io Sp ag na
0
Nel 2019, il 9% delle persone di età pari o superiore a 15 anni nell'UE ha bevuto quotidianamente bibite zuccherate, mentre il 6% ha bevuto tali bevande 4-6 volte a settimana e il 19% le ha bevute 1-3 volte a settimana. Il consumo giornaliero di bibite zuccherate era più comune per gli uomini che per le donne (12% degli uomini contro il 7% delle donne). Inoltre, più la fascia di età è anziana, minore è la frequenza di consumo di queste bevande: la quota più alta è stata registrata tra i 15-24 anni (14%), mentre quelli tra i 65 ei 74 anni e le persone dai 75 anni in su hanno avuto la più bassa azioni (circa il 5%). Tra gli Stati membri dell'UE, la percentuale di persone che hanno riferito di aver bevuto bevande analcoliche zuccherate almeno una volta al giorno è stata la più alta in Belgio (20%), seguito da Malta, Germania, Ungheria, Polonia e Bulgaria (tutti intorno al 12% ). umo bevande gassate persone 11 a e
30
20
Assunzione stimata pro capite di bevande zuccherate
40
Sa rd eg Pr ov na .d it re nt o To sc an a Ve ne to
% Consumo quotidiano di almeno 3 prz.di frutta e verdura
sviluppo sostenibile. Nella speciale classifica italiana desta preoccupazione che Le Regioni che consumano meno frutta e verdura siano le Regioni del sud (Campania Calabria e Molise) dove è prevalente la vocazione agricola con prodotti a Km. 0, rispetto a Sardegna prov. Trento,Toscana e Veneto.
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Adulti Italia: Consumo di bevande zuccherate 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 FV G
ribadire l’importanza della frutta e della verdura per l’alimentazione umana, per la sicurezza alimentare, per
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Si ci lia
mettere in campo azioni di sensibilizzazione per
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** Lo m ba rd …
una propensione che raggiunge in entrambi i paesi l’84%). Calano i consumi a volume di ortofrutta. Occorre
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Pu gl ia Ba sil ic at a
posto ed è superata solo dall’Irlanda e dal Belgio (con
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Ge rm an
cui la propensione al consumo di frutta è più elevata (la media Ue nel 2017 era del 64%). Per quanto riguarda la verdura, l’Italia si posiziona al terzo
80
n° di porzioni
Nel 2019, il 77% degli italiani over sei anni ha consumato giornalmente frutta; meno diffuso il consumo di verdura, che riguarda in media poco meno della metà della popolazione (solo il 47% la mangia almeno una volta al giorno). Nel complesso, l’81% della popolazione in Italia assume almeno una porzione di frutta o verdura al giorno. Rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, l’Italia è il Paese in
Adulti U.E. Consumo di bevande zuccherate
Um br ia Pr ov .d it …
Adulti Consumo di frutta e verdura
nzione stimata pro capite di bevande zucche
Stili di vita e fattori di rischio periodo 2017-2020 nelle varie Regioni: il consumo di frutta e verdura
% Consumo bevande gassate persone 11 a enni e +
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Stili di vita e fattori di rischio periodo 2017-2020 nelle varie Regioni: i consumi alimentari
Adulti Consumi alimentari (pane,pasta,latte,snack, legumi,dolci) Adulti: consumi alimentari (pane, pasta, latte, legumi, dolci
Adulti :consumi di farine integrali pro capite (simati)
La strutturale riduzione del consumo di pane e dei componenti essenziali della dieta mediterranea sembra confermata anche per il 2019-20. Anch'esso ha risentito della grave situazione connessa alla pandemia Covid. Tra le varie tipologie di pane emerge, in particolare, un trend positivo di leggera ripresa
Relativamente ai principali consumi e nutrienti, in Europa è importante rimarcare che il consumo italiano di alimenti sulla base di farine integrali è molto basso.
quello composto da farine di frumento integrale o semi-integrale, con un'inversione di tendenza anche se il consumo individuale è ancora molto basso rispetto agli altri Paesi UE % Consumo di pane e pasta … % Consumo di pane e almeno pasta alm…
ITALIA
0,91
Malta
4,06
Grecia
4,08
Francia
7,2
Cipro 9,68 Danimarca
15,32
Lettonia
17,03
Bulgaria
17,56
ITALIA
76,7
Piemonte
74,8
Valle d'Aosta
76,1
Liguria
73,8
Portogallo 18,16
Lombardia
72,7
18,71
Trentino Alto Adi…
70,7
Slovacchia
Provincia…
64,7
Svezia
18,83
Provincia…
76,7
Veneto
69,8
Friuli-Venezia…
69,7
Emilia-Romagna
69,7
Toscana
Regno Unito 17,56 Ungheria
17,87
Belgio 20,53 Croazia
22,06
Polonia
22,54
Finlandia
23,71
78,4
Lituania
23,96
Umbria
83,5
Spagna
23,96
Marche
80,1
Paesi Bassi
25,23
Lazio
76,6
Estonia
26,07
Romania
27,22
Abruzzo
83
Molise
82,6
Campania
80,4
Puglia Basilicata Calabria
76 81,7 84
Sicilia
84,4
Sardegna
72,4
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90
g/ giorno
Lussemburgo 28,36 Slovenia
29,48
Germania
29,67
Austria
33,01
Repubblica… 40,75 Irlanda 0
45,07 10
20
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U.E .Obesità e cancro
Il Cancro come comorbilità dell'obesità
L’associazione tra sovrappeso, obesità e rischio di sviluppare molti tipi di cancro è nota da tempo. In alcuni casi il legame appare più chiaro, mentre in altri sono necessarie altre ricerche per giungere a conclusioni definitive.
Cancro: come frazione (%) attribuibile all'obesità
Casi di Cancro (in tutte le sedi entrambi i sessi) in Europa nel 2012 atttribuibili ad eccesso di perso, per Paese
Albania Denmark Montenegro Cyprus Bosnia an… Greece Macedonia… Iceland Switzerland Sweden Ireland Austria Estonia France Norway Luxembourg Portugal Malta Spain Netherlands Finland Belgium United… Italy Latvia Slovenia Croatia Lithuania Serbia Germany 0
8,95 14,49 16,41 16,49 16,73 16,79 19,44 19,65 20,84 21,26 22,02 22,43 22,76 23,74 24,17 25,94 26,19 27,03 27,46 28,10 28,93 29,41 29,75 30,23 31,13 31,67 32,12 32,84 34,74 36,04
0
2
4
6
8
10
12
14%
Senza dubbio lo stato di infiammazione cronica che l’obesità genera nell'organismo innesca una serie di
5 10 15 20 25 30 35 40
Casi x 100.000 ab. Fonte: International Agency for research on cancer
meccanismi cellulari e molecolari che possono influenzare il rischio di tumori come quello del pancreas, dell’esofago e di molti altri ancora. L’obesità si accompagna spesso anche a resistenza all’insulina, che può creare problemi al buon funzionamento del fegato, portando in alcuni casi anche alla trasformazione tumorale delle cellule. Le persone obese, hanno spesso livelli ematici di insulina e del fattore di crescita-1 insulino-simile, o IGF-1, alti. Questa condizione, nota come iperinsulinemia o insulino-resistenza, precede lo sviluppo del diabete di tipo 2 e può promuovere lo sviluppo di tumori del colon, dei reni, della prostata e dell’endometrio. Sebbene non sia stato dimostrato ancora un nesso diretto, sono sempre più numerosi gli studi clinici condotti in tutto il mondo dai quali emergono dati che associano il grasso corporeo in eccesso ad un aumento del rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro. Tanto è vero che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha indicato l’obesità come la seconda causa prevenibile (dopo il fumo) di cancro.
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