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Periodico bimestrale - Sped. a.p. 45% - Art. 2 comma 20/b - Legge 662/96 - Filiale di Forlì - Contiene I.P. - Dir. Resp. Carlo Andrea Barnabè Aut. Trib. di Rimini n. 185 del 16/8/80 e del 26/8/92 - Red. e Amm. Riccione - Via Montebianco, 27 - Tel. 0541 643884 Stampa: Litografia La.Ser. Coriano - Grafica: Composet Riccione - Anno XXX- N° 5 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2011

www.famijarciunesa.org - info@famijarciunesa.org

CN/RN0665/2010

1° Gennaio 1862: il treno ferma a Riccione

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lA NOSTRA STORIA

1° Gennaio 1862: il treno ferma a Riccione Per Riccione data fondamentale è il 1865, quando le fermate del treno omnibus della linea Bologna-Ancona, realizzata nel 1861, diventano regolari. La prima fermata - sperimentale - alla stazione della Perla verde risale al 1° gennaio 1862 ma occorsero tre anni e l’impegno e l’ostinazione dell’umile e instancabile parroco don Carlo Tonini perché la città avesse un collegamento regolare e costante con i centri limitrofi. La fermata era in corrispondenza del passaggio a livello e del piccolo casello realizzato proprio dove la strada ferrata si incrociava con l’unica arteria che collegava la zona marina col vecchio borgo, cioè, appunto, viale Viola. Nel 1891 avvenne l’inaugurazione della nuova stazione che si trovava dov’è tuttora. L’arrivo del treno rappresenta l’elemento di svolta nella vita della città. Dapprima l’entrata in funzione della linea ferroviaria ebbe effetti negativi sull’economia cittadina: i viaggiatori che prima percorrevano la via Flaminia a cavallo o in carrozza ovviamente preferirono usare il nuovo mezzo, più comodo, rapido e sicuro, col risultato che il movimento dei “forestieri” su cui i riccionesi avevano costruito una, per quanto piccola redditizia attività, ebbe un crollo. Sembrava la morte per quell’embrione di industria dell’ospitalità che fino ad allora aveva caratterizzato la vita del borgo. Il collegamento ferroviario invece fu la prima pietra su cui si sviluppò il turismo riccionese, anche se, a dire il vero, la decisione di far fermare il treno alla stazione della Perla verde ebbe soprat-

Fine ‘800. La prima stazione di Riccione sorgeva proprio in corrispondenza del passaggio a livello. La stazione (l’immagine risale a fine secolo) si trovava sul lato mare della ferrovia e non sul lato monte com’è ora. tutto una motivazione economica di tipo agricolo. Riccione, infatti, era lo sbocco naturale dei paesi dell’entroterra e divenne quindi centro di smistamento dei prodotti coltivati nelle ubertose campagne di Morciano, Coriano, San Clemente e dintorni. Ma l’importante era che il treno si fermasse a Riccione, anche se solo per un minuto, «quasi sdegnoso scrive il numero unico “Riccione estivo” nell’agosto 1894 - di dover perdere un tempo prezioso per nulla». A sfruttarne le potenzialità per lo sviluppo dell’industria del forestiero furono alcuni pionieri

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del turismo della Perla verde, primo fra tutti don Tonini che fu per molti versi il pioniere della fortuna balneare della città. Il fatto è che nella seconda metà del secolo scorso la medicina aveva scoperto i benefici effetti del clima marino sulla scrofolosi, una malattia di tipo tubercolare che colpiva i bambini che vivevano in ambienti insalubri e con regimi nutrizionali poveri. Ii parroco tanto disse e tanto fece che riuscì a lanciare la Perla verde come luogo ideale per la cura della malattia, fino al punto da organizzare soggiorni estivi per i bambini bisognosi.


LA NOSTRA STORIA Molti furono così i piccoli ospiti che dalle città della Regione venivano mandati a curarsi a Riccione a partire già dal 1867, quando arrivarono due gruppi, il primo di 50, il secondo di 56 bambini. Inizialmente erano ospitati dalle famiglie che vivevano nel vecchio Paese (secondo il censimento realizzato nella notte tra ii 31 dicembre 1871 e il 1° gennaio 1872, a Riccione c’erano 76 abitazioni agglomerate in cui vivevano 111 famiglie, e 174 case sparse nella campagna che ospitavano 213 famiglie. La popolazione complessiva era di 1.940 anime). Bene, ogni giorno il buon don Tonini partiva dalla sua abitazione, all’estremità orientale della borgata, e passando di casa in casa raccoglieva i “suoi” bambini. Poi li radunava all’imbocco di viale Viola dove erano in attesa i contadini della zona coi loro carri trainati da buoi e coperti da una tenda che, per affetto verso il loro parroco, si prestavano gratuitamente a fare il servizio di trasporto. Da lì partiva il corteo che lentamente, percorrendo il fondo sconnesso e polveroso della Viola, portava i bambini fino alla spiaggia. Ultimo era don Tonini che seguiva i carri a piedi, immerso nella lettura del breviario. Poi l’ospitalità ai bambini scrofolosi si perfezionò e nacquero gli ospizi marini, il primo dei quali fu, nel 1877, ii Martinelli-Amati. La fama di Riccione si estese. In molte città dell’Emilia-Romagna erano sorti comitati “pro bambini scrofolosi” i cui esponenti raggiungevano in treno la Perla verde per rendersi conto personalmente delle condizioni ambientali e di vita dei bimbi ammalati. Tornavano nei luoghi di provenienza decantando non solo la salubrità ma anche le bellezze di Riccione. Piano piano, grazie alla facilità dei collegamenti con l’Emilia e le città del Nord Italia, la Perla verde divenne meta di “veri” turisti (nobili e benestanti, non più solo di poveri bambini bisognosi di cure) che vi trascorrevano lunghi periodi di quiete e riposo alla benefica aria di mare. La vacanza terapeutica per adulti e la moda dei bagni di mare, già consolidate a Rimini, cominciarono a interessare anche Riccione. Era nata l’industria turistica. Tratto da: “Viale Ceccarini-Riccione” di Gilberto Monaco

Primi ‘900. L’arrivo del treno a Riccione. La regolarità delle fermate fu elemento decisivo per lo sviluppo della borgata.

Date storiche del 2012 150 anni fa – 01 gennaio 1862 Fermata provvisoria a Riccione del treno omnibus linea Bologna Ancona (regolare dal 1865). Inaugurata la nuova Stazione (dove si trova tuttora) nel 1891. 120 anni fa – 25 aprile 1892 Posa prima pietra Ospedale Giovanni Ceccarini. Inaugurato 23 ottobre 1893. 120 anni fa – 24 agosto 1892 Cittadinanza onoraria dal Consiglio Comunale di Rimini a Maria Ceccarini. 100 anni fa – 11 ottobre 1912 Viale Viola viene intitolato a Maria Ceccarini. 90 anni fa – 19 ottobre 1922 Riccione diviene Comune autonomo distaccandosi da Rimini.

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lA NOSTRA STORIA

Don Tonini: il prete che volle il treno Il «convoglio» fatto fermare da Don Carlo Tonini a Rlccione, rappresentava In quegli anni 1860 uno spettacolo di eccezionale attrattiva, tanto che i popolani correvano alla stazione per veder scendere uomini, e animali e cose... La sbuffante manovra di arrivo e partenza era seguita con tanto interesse che qualcuno per poter osservare più comodamente, si portava la sedia da casa... Mentre un Incredulo, pensò di legare addirittura la Vaporiera a un albero, come avrebbe fatto col suo calesse. Se ai suoi tempi ci fosse stata la radio e un intervistatore gli avesse chiesto avvicinandogli il microfono: Reverendo, che cos’è la carità? lo penso che avrebbero udito quell’uomo parlare press’a poco, così: E’ la forza data da Colui che può a quanti credono possibile rimuovere tuttI gli ostacoli che si frappongono fra il desiderio e la realtà, ogni volta che si tratta di recare qualche beneficio alla umanità sofferente... Don CARLO TONINI, parroco di Riccione per investitura, diventa cittadino riccionese al punto di arrivare.- oserei dire a inventare per pio desiderio, più che a scoprire per geniale intuizione. II beneficio di questo mare. Lo dico a voi, giovanissimi, che proprio da questi capitoli di storia casalinga, buttati giù senza pretese, come altrettanti racconti del nonno, vi siete sentiti stimolati dal desiderio di conoscere meglio le nostre origini e i costumi della -nostra Gente-, rude e generosa come tutti I romagnoli in genere. Ed è per voi, che da vecchio maestro elementare, continuo ad elaborare -di queste lezioni-, per darmi l’illusione di avere ancora qualcosa da insegnare, nonostante la fine della mia carriera... Dunque, dicevo: II mare, i lidi, le città

La prima stazione di Riccione altro non era che un casello ferroviario. L’arrivo e la partenza dei treni era seguito con curiosità dai Riccionesi. (Cart. Ed. Bazar Emporio. Rimini - primi 900)

marittime esistevano in Europa e in Italia, anche quando il nome di Riccione, sul finire del XVIII secolo non appariva ancora in nessuna carta geografica. Ma quando il medico patavino, Dr. Brera, indicò la talassoterapia (bagno per immersione in acqua jodata) come il mezzo più efficace per la cura della scrofola, Riccione si inserì principalmente ad opera del Tonini, fra le stazioni di cura e soggiorno. In un precedente articolo, trattando della condizione di miseria della mia gente, mettevo in relazione la mortalità dei ragazzi italiani che la scrofola deturpava e guastava- con la mortalità per denutrizione e quindi T.B.C. dei figli dei riccionesi. Erano - ripeto - anni di glorie risorgimentali, quelli. Torino, la spada d’Italia, trasmetteva il suo mandato storico dl Capi-

tale, a Firenze. Gli Stati italiani facevano la loro storia, ma -in tutt’altre faccende affaccendati-. mentre le grandi malattie sociali erano a carico della pubblica beneficenza. Sicché la duplice pietà del nostro buon prete, lo indusse a rendersi parte attiva allo scopo di poter giovare e agli scrofolosi. e al suoi parrocchiani, riscattandoli non con l’elemosina, ma con l’iniziativa dl un lavoro libero, dalla semischiavltù di un servilismo della gleba ancora imperante. Infatti, per il “lancio” del nostro mare e perché nell’Emilia e nelle Romagne si incominciasse a parlare dl Riccione, egli usò il sistema che, appena qualche anno prima, aveva usato Il Cavour al congresso dl Parigi, affinché nella vecchia Europa si incominciasse a parlare della giovane Italia risorta...

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lA NOSTRA STORIA Ed ecco Il buon parroco invitare nella sua canonica i maggiorenti del Comitato bolognese di beneficenza, metterli a contatto con la realtĂ  e offrire loro la Riccione dei poveri, ossia una Riccione senza pretese, come centro saluberrimo per la cura dei bagni. Inoltre, non appena la ferrovia, congiungendo Bologna ad Ancona, passò attraverso la nostra marina, don Tonini tra una messa e una benedizione, andava tutto solo e senza motivo a Rimini col treno e faceva ritorno con quello successivo, finchè non ottenne, nel 1865, regolare fermata al casello 120. di Riccione. Poi, per dare maggiore importanza a quella stazione dl fortuna dopo l’estate 1865 e fino a tutta la primavera seguente, acquistava un abbonamento per la tratta: Riccione-Rimini e viceversa, onde li traffico dei viaggiatori non risultasse mai nullo. La propaganda medica, ripeto, alla quale il fidente parroco si associò con mirabile slancio dl, mente e di cuore, è la causa occasionale cui fa seguito in lui la visione dell’addivenire di una enorme possibilitĂ  di sfruttamento che offriva questa desolata landa sabbiosa alla povera gente che da sempre era vissuta al suo cospetto, ma che mai aveva saputo valutare la ricchezza di tutto quel-oro blu- che le stava di fronte! Salutato come il precursore del movimento dei forestieri, Don Tonini aveva dato il via alle fortune locali. Inserendo il nome del nostro paese fra le spiagge giĂ  note come stazioni balneari. Nel 1868, allo scopo di mettere in risalto gli effetti salutari esercitati dal mare verso quelli che vi si avventuravano per cure o per lavoro, pubblicava il seguente opuscolo: “CENNI SUL PAESE Dl RICCIONE, E SUOI BAGNI MARITTIMI. Da: â€?La Perla Verdeâ€? di Albo Casadei del Febbraio 1974.

REDAZIONE Direttore Responsabile: Carlo Andrea Barnabè • Capo Redattore: Giuseppe Lo Magro • Redazione: Nives Concolino, Maria Grazia Tosi • Collaboratori di questo numero: Albo Casadei (archivio), Gilberto Monaco (archivio), Augusto Cicchetti (archivio), Edmo Vandi, Luciano Luzzi, Fosco Rocchetta, Marina Giannini, P.Carlo Bilancioni, Vilma Tosi, Emanuela Cicchetti, Antonio Cianciosi, Giovanni Mattoni, Lorenzo Scola, Piero Serafini, Marco Tarozzi, Daniele Casalboni, Marco Innocenti. • Foto: Foto Riccione • Pubblicità: Tel. 338 4304667• Impaginazione e Grafica: Composet Riccione: 0541 606680 • Stampa: Litografia La.Ser. Coriano

La nuova stazione ferroviaria.

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LA NOSTRA STORIA

Ferrovieri Riccionesi

Pionieri della linea Rimini-Ancona Girolomini Giuseppe (26.05.1838) Angelini Filomena (08.07.1845) Da bambino volevo vedere il treno e mia nonna materna, di Cattolica, mi conduceva al passaggio livello del Viale Viola (ora Ceccarini), un giorno mi raccontò che tanti anni prima si costruiva quella linea ferrata a un solo binario da Rimini ad Ancona. Giunta a Cattolica la gente curiosa andava ad osservare i lavoranti per i quali avevano un certo timore ritenuti, per superstizione, al servizio di forze demoniache per costruire la strada ferrata ad una macchina che si muoveva da sola senza il traino delle bestie e preconizzava la fine del mondo. Un giorno si fermò ad osservare i lavoranti, in particolare un giovane di Riccione intento a posare le rotaie. Mia nonna le rivolse un complimento galante e così, pronta alla battuta con risposte garbate simpatizza subito. Da quel giorno s’incontrarono più volte e nacque l’amore, purtroppo tanto contrastato dai genitori per quel giovane ritenuto al servizio del demonio. La linea proseguiva di paese in paese fino ad Ancona e il rapporto fra lei e l’innamorato si fece sempre più serio. Venne il giorno dell’inaugurazione della linea Rimini-Ancona nel mese di Dicembre 1891. Ad inaugurarla viaggiava S.M. Vittorio Emanuele ll - Re d’ltalia. Tutta la gente di Cattolica si spinse al passaggio livello curiosa e intimorita di vedere la macchina infernale dell’Ing. Truveli (Ing. Trovelli?). Mia nonna si attaccò al cancello del passaggio livello pressata da una ammucchiata di persone; quando arriva la vaporiera nera tutta pavesata di tricolore col suo alto camino fumante abbondantemente e si ferma di

fronte al passaggio livello, appare il macchinista vestito di nero e col beretto pure nero, aveva del demonio, alla vista di tutta quella gente, apre le valvole del vapore e investe i presenti impauriti, fuggono gridando ancor più convinti che si tratti di macchina del diavolo. I parenti di mia nonna s’irrigidiscono e decretano di troncare ogni qualsiasi rapporto con quel giovane del diavolo. Non se ne fece nulla, i due giovani si sposarono. Mio nonno fu assunto dalla società privata che gestiva la ferrovia e assegnato al casello con passaggio a livello di Gradara. Lui guardia linea, lei casellante (chiudeva ed apriva i cancelli ad ogni passaggio di treno). Furono per anni felici e contenti del loro stato, avevano avuto 4 figli, colpiti dalla difterite ne morirono 3, la maggiore si salvò perché era a Cattolica dai nonni. II medico di Gradara che li curava usava sfregare loro con la

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pietra focaia la gola con uno strazio indescrivibile. Era morente il terzo bambino e mia nonna in preda al dolore e alla disperazione, bastonò il medico con la bandiera di segnalazione. Mia nonna fu denunciata dal medico all’autorità giudiziaria. Ci fu il processo al tribunale di Pesaro e i giudici sentita la deposizione dei fatti, tenuto conto dello stato psichico del momento ebbero tanta comprensione e l’assolsero con formula piena. L’Amministrazione li trasferì al casello con passaggio livello del Fienile (ora stazione di Misano Adriatico) successivamente passano al casello di Riccione della strada Viola (ora Viale M. Ceccarini) ubicato lato mare, poi demolito per aprire il Viale Spalato. Mia nonna che sapeva leggere e scrivere per qualche tempo ebbe l’incarico di assuntrice (faceva quei pochi biglietti) e casellante. I caselli lungo la linea non avevano mezzi di comunicazione, solo le stazioni erano collegate col telegrafo e gli avvisi di passaggio di treni extra e informazioni sulla linea erano portati a piedi (le “curantele”) da casello a casello percorrendo la linea, compito spesso affidato ai ragazzi dalle gambe veloci. Ebbero altri figli nati nei caselli della ferrovia: Cav. Primo (Capo Stazione a Trieste) che collaborò con d’Annunzio per la presa di Fiume, Enrico (ferroviere a Riccione), Salvatore (Ufficiale di Marina alla Capitaneria di porto di Città del Capo in Sud Africa), Maria -mia madre- sarta maestra di taglio per matrimonio florovivaista detta Maria dei fiori, Giovanna (la maggiore che si salvò dalla difterite) era la mamma di Pico il mediatore. Augusto Cicchetti (Archivio)


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Il Dott. Antonio Manzo è in pensione Dunque Antonio Manzo è andato in pensione. “Pensione” mi sembra un paradosso. Avrà impegni come prima e più di prima. La Croce Rossa, il Volontariato, ma soprattutto i tantissimi pazienti amici che lo seguiranno nella sua attività privata. Mi piace scrivere di lui perchè nelle diverse occasioni della vita nelle quali abbiamo operato (non chirurgicamente) insieme, ho avuto modo di apprezzare il suo carattere straordinario di persona dedita principalmente al bene degli altri. Lo ricordo nelle vesti di Assessore Comunale ai Servizi Sociali. Era un amministratore anomalo. Infatti si preoccupava di aiutare la gente, pensate “senza secondi fini” Lo aspettavano in corridoio, li ascoltava, prendeva appunti e quando arrivava in ufficio aveva quasi smaltito la coda. Era così strano il suo comportamento che, infatti, non venne rieletto (anche perchè in campagna elettorale, mentre i suoi concorrenti correvano di casa in casa, di piazza in piazza, lui persistendo nei suoi disdicevoli comportamenti si era recato in un ospedale del Terzo Mondo ad operare bambini). Antonio è un buono ma non un debole. Alla dogana di Valona, in Albania, siano stati fermati con un carico dl aiuti, dai doganieri (gente strana, viaggiavano da un posto di blocco all’altro su una Mercedes nera targata Milano, avevano dei passamontagna neri con sottili feritoie per gli occhi mentre dai finestrini spuntavano le canne dei Kalashnikov). Antonio parlò loro e poi ci disse sconsolato. “Per farci passare vogliono i sol-

di, ma io non cedo”. Restammo fermi per cinque lunghissime ore. Antonio andava e veniva, poi alla fine ci concessero di ripartire. Avevano ceduto loro.

“Lor j’ha i mitra” disse Antonio ”ma mè ho la tègna”. Infine il “modus operandi” nel suo lavoro. Il mio suocero tedesco resistette per settimane ad una sofferenza intensa a causa di una suppurazione al ginocchio destro. Un giorno entrò in crisi e, sopraffatto dal dolore, mi supplicò di portarlo in ospedale. Occorreva intervenire all’istante per cui scartai il Pronto Soccorso e, come sempre, pensai a “Sant’Antonio”. “E’ in sala operatoria” mi disse un’infermiera - ”ma fra poco dovrebbe uscire”. E così fu. Guardò il ginocchio, fece sedere il mio suocero su uno sgabello nella saletta dei medicinali, prese i suoi ferri del mestiere e, “zac” risolse il problema. li buon Willy era raggiante: Mas wàre in Deutschland nie fùr mòglich gewesen”, (Questo in Germania non sarebbe mai stato possibile). Replicai in dialetto: “Gnènca in Italia!”. Edmo Vandi

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viale ceccarini

Chi sta uccidendo il “salotto”? La sai l’ultima? Potrebbe essere un titolo perfetto per il dibattito su viale Ceccarini. L’ultima risale alla metà di ottobre, lanciata dal designer Marco Morosini - quello del marchio ‘Brandina’ per capirci - durante l’assemblea promossa dal Consorzio d’area e dalla Cna. Morosini è arrivato a rimpiangere il traffico e la <vasca> al volante attraverso il ‘salotto’ della riviera. Ha suggerito di sacrificare, insomma, l’isola pedonale in alcuni giorni dell’anno, in particolare durante l’inverno. Idea balzana, secondo molti dei presenti, e soprattutto per l’assessore alle Attività economiche Lanfranco Francolini: <Far tornare le auto in viale Ceccarini è antistorico _ ha ribattuto _. Cento auto parcheggiate lì non cambiano l’economia di una zona>. Ipotesi bocciata anche da Oscar Del Bianco, il decano dei commercianti del centro riccionese, che sogna di fare di Riccione <la prima città ecologica sul mare>. Auto o no, il problema è certamente serio. La scomparsa di ‘Papete’, la boutique simbolo del salotto, è il segnale più evidente della metamorfosi e del declino delle strade dello shopping, in particolar modo di viale Ceccarini abbandonata dalle boutique e

preda di monomarche, purtroppo di basso e medio profilo. Per un Papete che va, non arriva un Louis Vuitton, un Hermes, neppure un più abbordabile Tod’s. Il futuro del viale-culto si fa sempre più sfumato, colpa degli affitti alle stelle e del calo dei consumi. La fuga dei negozianti storici produrrà effetti nel medio periodo, cosa che non tutti i proprietari degli immobili hanno intuito. Facciamo un esempio concreto: il negoziante costretto a pagare centinaia di migliaia di euro ogni anno per l’affitto delle vetrine molla e fa largo alle grandi aziende. Il proprietario dei muri abbozza e va all’incasso: alza il prezzo e tira avanti. Ma - come è purtroppo successo e sta accaddeno anche in questi mesi - la monomarca come è arrivata, se non ci sono margini significativi, se ne va. A quel punto il cerchio si chiude. Il negozio resta vuoto, altre aziende non si fanno sotto, dei privati è già stata fatta carne da macello. Chi troppo vuole nulla stringe, riassumerebbero i più saggi per rappresentare il complesso fenomeno che sta impoverendo l’offerta commerciale di Riccione. Purtroppo le istituzioni e le organizzazioni territoriali possono interagire relativamente con un meccanismo strettamente privatistico. Serve il buon senso di chi, salvaguardando anche il suo affittuario, mette al sicuro il suo futuro. Basterà?

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Lâ&#x20AC;&#x2122;INTERVISTA

Bartolini: taglia il traguardo del Palas

Appena nominato amministratore delegato della Palariccione, nel luglio del 2009, un amico bagnino gli aveva augurato buona fortuna, dicendo: â&#x20AC;&#x153;le è dura.., adès ut toca pidalè (è dura, devi pedalare)â&#x20AC;?. Matteo Bartolini, fatte sue quelle parole, ha davvero tagliato lâ&#x20AC;&#x2122;importante traguardo. Missione compiuta? Direi proprio di sĂŹ. Oggi posso andare da quel bagnino del centro e salutarlo con orgoglio. In che senso? Nel palacongressi câ&#x20AC;&#x2122;erano 21 negozi allo stato grezzo, senza impianti, pavimenti e controsoffitti. La galleria era abbandonata, mentre per il cinema, i precedenti gestori non corrispondevano il canone dâ&#x20AC;&#x2122;affitto, nĂŠ le utenze. Come non bastasse, le rate dei mutui non venivano pagate e i conti correnti erano fuori fido con i fornitori alla porta che â&#x20AC;&#x153;bussavanoâ&#x20AC;? inferociti per incassare le loro fatture. Câ&#x20AC;&#x2122;erano circa 50 milioni di debito e nessuna prospettiva di vendita dei negozi nel cuore di Riccione: uno strazio! Comâ&#x20AC;&#x2122;è arrivato al Palas? â&#x20AC;&#x153;Il sindaco Pironi mi ha chiamato per avere unâ&#x20AC;&#x2122;informativa sui conti della PalaRiccione. Mi ha quindi chiesto subito se ero disposto ad accettare lâ&#x20AC;&#x2122;incarico di amministratore delegato. Da lĂŹ è cominciata unâ&#x20AC;&#x2122;esperienza superimpegnativa, piena di soddisfazioni, con qualche arrabbiatura, ma incredibilmente fortunata. Ho lavorato come un pazzo e i risultati sono arrivatiâ&#x20AC;?. Dal punto di vista finanziario come avete operato? â&#x20AC;&#x153;In 24 mesi, con il cda della Palariccione abbiamo contrattualizzato vendite immobiliari per circa 25 milioni euro, dei quali solo 4 ancora da incassare. Sono stati dilazionati o ridotti 7 milioni con i fornitori. Gli ultimi pagamenti a saldo li ho fatti prima di dimettermi; Il mon-

te debiti quando sono arrivato era di 50 milioni di euro, di cui 40 con le banche. Pensi che maturavano interessi passivi di circa 5.000 euro al giorno. Numeri da brivido! Abbiamo risolto i problemi immobiliari e finanziari a testa bassa, senza concedere sconti a nessuno, riducendo tutte le spese e facendo le giuste proposte a potenziali compratori e gestoriâ&#x20AC;?. Qual è stato lo scoglio maggiore? â&#x20AC;&#x153;Far capire agli interlocutori, fornitori e potenziali compratori che si ragionava di numeri , non di raccomandazioni e qualcuno si è pure offesoâ&#x20AC;Śâ&#x20AC;? Alcuni esempi? â&#x20AC;&#x153;Un fornitore che non riusciva a essere saldato, mi aveva convocato dal sindaco per far presente â&#x20AC;&#x153;che ero troppo duroâ&#x20AC;?. Durante la trattativa per una vendita, invece, un compratore mi ha detto â&#x20AC;&#x153;con lei non mi trovo, non è un politico, è uno del mestiereâ&#x20AC;?. Un compratore deluso perchĂŠ non aveva defini-

to lâ&#x20AC;&#x2122;acquisto con me, ha dichiarato alla stampa che gli avevamo raddoppiato il prezzo rispetto alle trattative precedenti, ma omettendo di dire che, viste le nostre difficoltĂ  economiche, aveva offerto lo stesso prezzo per comprare 2 negozi invece di uno!â&#x20AC;? Ha subĂŹto sgambetti? â&#x20AC;&#x153;In unâ&#x20AC;&#x2122;azienda che sta â&#x20AC;&#x153;saltando per ariaâ&#x20AC;? è spesso difficile capire chi â&#x20AC;&#x153;sinceramente ti aiuta e invece chi ti aiuta ad affogareâ&#x20AC;Ś.però alla fine è andato tutto bene e in fondo mi è dispiaciuto lasciare lâ&#x20AC;&#x2122;incarico e i tanti che mi hanno aiutatoâ&#x20AC;?. PerchĂŠ si è dimesso? â&#x20AC;&#x153;Il mio compito, che era quello di valorizzare i 21 negozi e il cinema, era finito. Câ&#x20AC;&#x2122;è ancora molto da fare per la gestione congressuale, ma in quel settore gli aspetti politici e di visibilitĂ  prevalgono e quindi il mio apporto sarebbe modesto. Inoltre la scelta dellâ&#x20AC;&#x2122;amministrazione sin dallâ&#x20AC;&#x2122;inizio del mio incarico è stata quella di far seguire la gestione congressuale a Lucio Berardi e Paola Pierelliâ&#x20AC;?. Che pensa di questa â&#x20AC;&#x153;Fusione freddaâ&#x20AC;? con il Palas di Rimini? â&#x20AC;&#x153;Il debito residuo di 20 milioni euro va accollato alla proprietĂ  immobiliare e scorporato dalla societĂ  attuale. Eâ&#x20AC;&#x2122; evidente che la contestuale nascita di un â&#x20AC;&#x153;mega palazzo dei congressiâ&#x20AC;? a Rimini con 43 sale impone al territorio una collaborazione che però è difficile da rendere operativa, soprattutto se ci sono troppi debiti finanziari da ripagare e scelte sempre da mediare â&#x20AC;&#x153;con la politicaâ&#x20AC;?. Conclusa la mission, ĂŠ tornato nel suo studio di commercialista ed esperto immobiliare? â&#x20AC;&#x153;Si, con grande gioia, anche se di fatto non ho mai lasciato il mio lavoroâ&#x20AC;?.

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la scuola del paese

Cent’anni ben portati “Andèm ancora la scòla te Paes”

Era il 1910 quando iniziava la costruzione della scuola elementare di Paese. Non fu una scelta facile fin dall’inizio, come testimonia la lettera di un illustre riccionese. D.F. Pullé “Egregio Sig. Direttore, sulla questione delle erigende scuole, che tuttora pervade e affatica gli animi dei Riccionesi,…mi consenta di dire,….che ritenevo inadatta l’area tra la Via Viola e la Flaminia di fronte all’ospedale Ceccarini… Si ha dunque ragione di dire che non si ci sa proprio spiegare perché a Riccione nella scelta della località per l’edificio scolastico sia stata data la preferenza alla località più esposta alla polvere e più ristretta.” Con queste osservazioni di carattere medico/sanitario iniziava la vita della Scuola Primaria Paese. La storia della scuola racconta la storia della nostra città: rifugio per molti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale,danneggiata dagli eventi bellici e riparata nel dopoguerra, teatro di mille storie che ancora molti riccionesi ricordano e raccontano. Spaccati di vita vissuta e divertenti aneddoti dove risuonano i nomi di Martèin ad Baldac, il bidello claudicante,il maestro Cenci detto bafùti, che ogni giorno arrivava da Rimini in bicicletta, la maestra Magrini severa ed esigente e la Capelli dolce e comprensiva . Ci piace concludere con le parole di un ex alunno, Edmo Vandi :….”Tante generazioni hanno occupato le sue aule dai soffitti stratosferici e con finestre molto alte… Si spera che queste testimonianze così solide, così massicce possano continuare le loro funzioni all’infinito, senza che nulla cambi, con la gioia e l’emozione che si rinnovano ogni volta che noi vi passiamo davanti”.

Anno 1916. Edificio scolastico “Borgata”, via Flaminia. (Gilberto Monaco)

Per la celebrazione del centenario della scuola di Paese, sono previsti festeggiamenti nelle giornate del 15 e 16 dicembre, presso l’Auditorium della Scuola di Fontanelle, sita in via Capri 8 ,con la partecipazione delle autorità scolastiche e cittadine, degli alunni e degli insegnanti di ieri e di oggi .

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Scuola elementare "Paese vecchio" L'edificio scolastico è stato costruito nell'anno 1910 in fregio alla strada statale Flaminia, attualmente C.so F.lli Cervi, in angolo con l'attuale Viale Ceccarini, allora denominato "Viola". La scuola era composta da un piano rialzato, un primo piano ed un seminterrato ad uso ripostiglio per un totale di 6 aule, distribuite tre per piano, oltre ai servizi ed un locale uso biblioteca al primo piano. La scuola attualmente ha mantenuto la medesima consistenza. Nello stesso lotto di pertinenza era ubicato un piccolo fabbricato di un solo piano (tre vani + un servizio igienico e un ripostiglio) ad uso abitazione del custode che è stato demolito attorno agli anni '65-'68 per ampliamento del giardino a disposizione della scuola. Nell'immediato dopoguerra sono state eseguite opere di riparazione cause eventi bellici. Saltuariamente sono state eseguite opere di manutenzione ordinaria e straordinaria che non hanno alterato l'originaria impostazione architettonica dell'edificio.


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Quelli delle caldarroste Eccoli i caldarrostai di F.A. che ogni sabato e domenica di Ottobre nel gazebo posizionato in Viale Ceccarini, castrano, cuociono e propongono il delizioso frutto autunnale caldo e invitante a turisti e indigeni che affollano il centro della Perla verde. L’appuntamento con la caldarrosta si ripete da tanti anni con immutato gradimento e il contributo offerto consente di realizzare il Progetto dono 2011, destinato all’ospedale Ceccarini per l’acquisto di una apparecchiatura radiologica. Da sin. Teresio, Giuseppe, Marco, Liliana, Ernesto, Paolo, Aldo, Giancarlo, Bruno, Romano, Natale, Remo. Assenti al click: Antonio B., Antonio C.

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CAPITANERIA DI PORTO

Trani in pensione, al suo posto Pinzon Cambio di guardia alla Capitaneria di porto di Riccione. Dopo 17 anni di servizio in città e 40 in forze sulla costa marchigiano-romagnola, il Comandante Saverio Trani, 60 anni, é andato in pensione. Al suo posto è subentrato Ivan Pinzon, Capo prima classe, nato a Mestre nel 1948. Dalla lotta ai vu’ cumprà all’istituzione della festa della Madonna del Mare, passando attraverso altre battaglie fatte in spiaggia, il comandante ripercorre con noi gli anni del mandato riccionese. E’ stato lei l’antesignano di questa lotta? “Si. Sulla spiaggia di Riccione tra il 1994 e il 1995 c’erano circa 850 ambulanti abusivi. Capita l’entità del problema abbiamo cominciato subito a lavorare da soli con i nostri marinai. Non è stato facile, abbiamo preso anche le botte. Un giorno che eravamo in sei, ci massacrarono e qualcuno finì anche all’ospedale. Con il tempo assieme al gruppo interforze (Nac, Nucleo antibusivismo commerciale della Polizia municipale, e carabinieri ndr.) abbiamo sgominato il fenomeno”. Tra le sue “spine” al fianco l’imboccatura del porto sempre insabbiato, vero? “Si. Appena arrivato qua, ho promesso che non sarebbe più stato così. Con la Geat abbiamo fatto il massimo per tenere il porto agibile anche nel periodo invernale”. Per l’area portuale si annunciano nuovi progetti. Se ne starà in disparte? “Sono a disposizione di chiunque mi voglia contattare”. Appena insediato si è pure accorto che qui non c’era la festa della Madonna del mare… “Vero. Così mi sono adoperato con don

Romano Nicolini per farla organizzare. Finché sul porto è stata collocata anche la statua di Maria”. Gli operatori di spiaggia la temevano per il suo rigore. Esageravano? “Ero consapevole della loro grande organizzazione, ma andava messa in luce la presenza dell’autorità marittima. Soprattutto perché allora le competenze dell’arenile non erano state demandate ancora ai Comuni e alle Regione. Facevano capo tutte a noi. Ho mostrato disponibilità a collaborare, ma nel rispetto delle regole. Credo che questo atteggiamento nel tempo sia stato capito, visto che i rapporti con gli operatori e i loro vertici sono stati eccellenti”. Si è pure battuto per cambiare la spiaggia? “Ai singoli bagnini, alla fine degli anni Novanta, era vietato mettere gli ombrelloni davanti alle tende. Indagando ho scoperto che c’era un ordine di scuderia

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che lo impediva. Mi sono mobilitato e da allora le cooperative sono state costrette a concedere le autorizzazioni”. Intanto sognava i chiringuiti tra le cabine, vero? “Sempre negli anni Novanta ne avevamo concesso uno al Bagno 73 assieme al ristorante Da Carlo. Fiorello lì festeggiò pure un suo compleanno, ma i bagnini, che ora lo chiedono in coro, l’osteggiarono al massimo”. Contemporaneamente ha lottato per dare in dotazione ai salvataggi le moto d’acqua? “Certo. Io e l’ex sindaco Massimo Masini avevamo attivato tre postazioni, al Marano, in piazzale Roma e San Martino, ma c’erano continue discussioni, così dopo quattro anni, è finito tutto. Nel frattempo per la prima volta sono riuscito a dotare di salvataggio anche le spiagge libere”. Non possiamo dimenticare la battaglia per l’identificazione dei bay watch! “E’ stata dura! Ci sono state tante resistenze, abbiamo dovuto fare tante multe, finché la scritta “salvataggio” è stata riportata sul retro dei pantaloncini e col tempo sulle maglie. L’ultimo obiettivo è stato quello delle nuove torrette”. Va in pensione con tanti riconoscimenti, emozionato? “Un po’ si. Ho lasciato i miei genitori a Salve (Lecce) nel 1968. Sono stato in forze a Rimini, Cattolica e Pesaro, per la prima volta comandante a 26 anni. Ho ricevuto diversi titoli (Cavaliere al merito della Repubblica italiana, Cavaliere ufficiale dell’Ordine equestre di Sant’Agata di San Marino e Benemerito della Repubblica italiana), una medaglia d’oro per il lungo comando e una Stella d’oro per i 40 anni di servizio”. Nives Concolino


INIZIATIVE DI F.A.

Quelli dell’89° Compleanno di Riccione

In bella parata la “squadra” di Famija Aciunesa che ha condotto in porto, con strepitoso successo, i festeggiamenti dell’89° Compleanno di Riccione Comune autonomo del 19 ottobre scorso

presso il nuovo Palazzo dello sport aperto appositamente per una anteprima di prim’ordine. Le mansioni erano le più disparate: ideazione scenografia e montaggio, accoglienza all’ingresso, distribuzione torta e spumante, riprese video e fotografiche, organizzazione premiazioni... per alcuni novità assolute rispetto al lavoro quotidiano, ma affrontate con la “incoscienza del volontario”. Tutto è andato magnificamente bene grazie all’impegno e alla passione. Meritata ampiamente la gustosa pizza e i fantasiosi crostini presso il Ristorante Ranch Saloon (venerdi 21 ottobre u.s.) in una allegra serata ricca dei racconti degli episodi più curiosi capitati durante la manifestazione. Da sin. in alto: Riccardo, Secondo, Paola, Alberto, Marisa, Claude, Fernanda, Franco S., Teresio, Paolo S., Franco B., Paolo M., Maria, Giancarlo, Antonio, Mila Jimmy, Gianni. In basso: Ernesto, Luisa, Liliana, Massimo, Cristina, Giuseppe.

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Pironi taglia le poltrone (e i Socialisti) C’è la crisi, diamoci un taglio. Così anche la giunta di Riccione ha ridotto drasticamente il numero degli assessori. Nel rimpasto di settembre il sindaco Massimo Pironi ha ridotto da nove a sei il numero dei componenti della giunta, accorpando le deleghe e - questo è il dato politico più rilevante - rimettendo al centro dei giochi il Partito democratico, uscito rafforzato dalla verifica. Entra in squadra Maurizio Pruccoli, escono per ora i socialisti. Al primo il sindaco ha attribuito deleghe pesantissime come L’Urbanistica, tutte legate all’universo del ‘mattone’. Settori per anni gestiti da Loretta Villa, la persona che più di altre esce sconfitta da questo valzer di poltrone. La Villa è fuori gioco ma anche il suo partito subisce un durissimo ridimensionamento. Colpa soprattutto della faida interna che si è consumata a settembre tra i pochi ma agguerriti notabili socialisti. L’assessore uscente e il segretario (commissariato?) Mario Maggioli, in mezzo Stelio Bossoli. Ma si sa, tra i litiganti il terzo gode. Per ora ad approfittarne è stato il Pd, che incassa le poltrone che hanno permesso ai socialisti di continuare a contare sulla scena politica riccionese, nonostante le ormai striminzite percentuali rastrellate di volta in volta alle ultime tornate elettorali. La regola potrebbe valere anche per Bossoli, che da tempo mira ad occupare un assessorato che la Villa ha tenuto per sè lasciando il ‘compagno’ a secco prima con Imola poi con Pironi. Il sindaco ovviamente è stato al gioco per non rompere gli equilibri; così ha garantito ai socialisti che, quando la tempesta sarà passata e il nome indicato, un loro assessore entrerà a far parte della giunta. Ma le deleghe più in vista sono già state assegnate, dunque i socialisti dovranno accontentarsi di uno strapuntino.

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Con la festa di San Silvestro partono gli eventi del cartellone “Riccione 90”, che nel 2012 oltre a festeggiare i 90 anni dell’autonomia comunale, celebrerà il 150esimo anniversario della fermata del primo treno, il 120esimo della posa della prima pietra dell’ospedale, dedicato a Giovanni Ceccarini, e il 100esimo dell’intitolazione del viale Viola alla moglie Maria. Per l’occasione, come annunciato dal sindaco Massimo Pironi e dall’assessore al Turismo Simone Gobbi, spiaggia, viali, lungomare, ville, parchi, giardini e piazze saranno teatro di incontri, spettacoli, esposizioni, performance ed iniziative, nuove e consolidate. Avranno la forma del logo, anche alcuni totem, da installare in vari punti della città, compreso la rotatoria da costruire davanti all’ospedale, all’incrocio tra Corso Fratelli Cervi e Viale Ceccarini. Lo stesso marchio caratterizzerà i gadget come borse, portachiavi e tazze. A creare il logo che si ispira a una guida di Riccione del 1939, firmata da Nico Rosso e la Torre Novecento del Grand Hotel risalente al 1935 è stato l’architetto Giovanni Tommaso Garattoni che ha inteso proporre l’immagine di una città positiva, dinamica, contemporanea, eclettica e creativa. La direzione artistica degli eventi è stata, affidata a Simone Bruscia, che è pure al timone di Riccione Teatro. Al suo fianco nel comitato organizzatore ci sono i direttori della Biblioteca comunale, Daniele Montebelli, e del Museo e Galleria d’Arte Moderna, Daniela Grossi, Fabio Bruschi per la parte storica e Claudio Villa, per gli eventi mediatici. Il coordinamento, invece, è a cura dell’assessorato alla Cultura. ni.co.

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TURISMO domani

Atollo o son desto?

Da anni ci lavorano, ma sotto traccia, convinti che prima o poi Riccione avvererà il sogno coltivato per decenni: conquistare nuove terre, colonizzare un lembo di terra davanti alla costa patria. L’atollo è diventata una fissazione per gli indigeni. Se ne parlò la prima volta alcuni decenni fa, ai tempi di Terzo Pierani sindaco, quando uscì dai cassetti l’atollo progettato da Arnaldo Tausani.

mo delle radici, quell’essere pescatori prima ancora che imprenditori turistici. Fatto sta che continuamo a costruire ponti verso l’ignoto. Perché di questi dopo tutto si tratta: gettarsi in avventure che difficilmente potranno andare a buon fine. Anche questa volta i rischi di affondare sono altissimi. Il Pd, erede di una tradizione che da queste parti è

Negli stessi mesi, racconta l’architetto Franchini di Rimini, un altro disegno prendeva forma nel suo studio, non ottenne la stessa eco del primo, ma è ancora nelle sue mani e negli archivi riccionesi. Negli anni si è tornati più volte a vagheggiare di atolli, isole artificiali, più terreni pontili; diversi i progetti e gli obiettivi, ma sempre la stessa filosofia: spingersi oltre, verso il mare, nel mai confessato desiderio di allungare il nostro limitato orizzonte. Sarà colpa dell’affollamento di uomini e impianti che in spiaggia offusca la vista di chi si avventura al mare. Oppure del richia-

improntata alla conservazione, sembra restio a buttarsi nell’impresa. Meglio il metrò di costa, l’edilizia che spreme il territorio come un limone, gli affari sicuri. Oltre che di scarso coraggio il partito deve rispondere di altre accuse, prima tra tutte quella di navigare a vista. L’atollo probabilmente resterà un sogno, ma non per questo bisogna smettere di sognare. Prima o poi succederà che i riccionesi riusciranno ad andare là dove nessuno osa. Così è nata la riviera, grazie all’entusiamo di un manipolo di visionari. Poi ci sono quelli che preferiscono galleggiare cullati dalla bonaccia.

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Tutte le tasse al sole Tassati per pagare il Palas. Bersaglio i turisti a cui difficilmente verrà risparmiato l’ingrato compito di versare uno, due, anche tre euro al giorno per soggiornare in un albergo di Riccione. La tassa di soggiorno è praticamente una necessità, i sindaci della riviera faticano ad ammetterlo ma la sua introduzione sembra ormai certa. La Regione ha più volte allertato i primi cittadini della costa per organizzare un vertice a Bologna; all’ordine del giorno il balzello delle vacanze che le città d’arte come Roma, Venezia e Firenze hanno già introdotto. C’è una certa resistenza, ma i tagli governativi agli enti locali rendono inevitabile l’applicazione della tassa. Così i sindaci fanno a gara per studiare soluzioni e immaginare come impiegare il gruzzolo che dovrebbe aggirarsi intorno ai 16 milioni di euro, ogni anno, da Bellaria a Cattolica. Per Riccione si è ipotizzato l’utilizzo della cifra incassata per ripianare i debiti del palazzo dei congressi, costretto a pagare una rata di un milione e 200 mila euro ogni dodici mesi per onorare il mutuo. Ma le tasse, purtroppo, girano sempre in gruppo. Anche il nuovo palazzo dei congressi di Rimini ha fatto sapere, tramite il presidente della Fiera Lorenzo Cagnoni, che gli albergatori saranno obbligati a versare le cosiddette royalties alla società che gestirà la struttura, ovvero un contributo da versare per ogni congressista che alloggerà negli alberghi della riviera e varcherà l’ingresso del Palas. Insomma, per gli albergatori piove sul bagnato. Chissà, forse la prossima estate non saranno tanto soddisfatti di come è andata la stagione, come è successo quest’anno. Speriamo almeno nel tempo bello...


BENESSERE

Rigeneranti coccole alla SPA

Stress, lavoro, impegni, preoccupazioni... Basta! É il momento di staccare la spina e dedicare un po’ di tempo a me stessa. Mi regalo un pomeriggio di coccole alla Spa in compagnia del mio lui. Varcando la soglia dell’esclusivo Centro Benessere dell’Hotel Corallo di Riccione, ci troviamo in un ambiente di luce soffusa, rumori ovattati, temperatura gradevole, colori tenui... Mi sento già meglio. Ci accoglie il bel sorriso di Patrizia Dionisi, spa manager del Corallo Bay e ci illustra le tante proposte del Centro. C’è l’imbarazzo della scelta tra programmi e trattamenti benessere, oltre 20 tecniche di massaggio, servizi di estetica... Noi optiamo per un Percorso Self Care di coppia: una speciale formula che include nell’ingresso anche un vassoio di prodotti da utilizzare personalmente senza l’intervento dell’operatore durante la permanenza nella zona umida.

Dopo esserci cambiati nel comodo spogliatoio, Patrizia ci spiega accuratamente l’impiego dei vari cosmetici e ci accompagna verso l’area del bagno turco. In pochi minuti il benefico bagno di vapore prepara la pelle ai trattamenti e predispone il nostro corpo e la nostra mente al relax. Passiamo poi dalla sauna finlandese alla cascata del ghiaccio e ancora dalla corroborante secchiata d’acqua fredda della doccia scozzese al suggestivo percorso sensoriale delle docce emozionali con colori, aromi e getti d’acqua a temperature

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differenti. Ci pervade subito un’incredibile sensazione di benessere. Nell’intimo salottino relax su comode chaise-longue reintegriamo i liquidi persi gustando una squisita tisana e bocconcini di frutta fresca. Poi è il momento della relax pool: un sogno turchese di piacevole tepore con ampie vetrate affacciate direttamente sul mare. Qui al Corallo Bay è tutto incredibilmente curato fin nei minimi dettagli e anche l’ambiente della piscina è piacevolmente profumato. Patrizia ci ha spiegato che non si sente odore di cloro perché qui non ne usano, l’acqua è igienizzata con il Sale di Cervia che sostituisce l’uso di sostanze chimiche normalmente utilizzate per la disinfezione. Ci immergiamo e, mentre il mio compagno va alla scoperta del percorso vascolare passeggiando sui ciotoli tra getti massaggianti e lame cervicali, io per un po’ mi lascio cullare in un rigenerante dolce far niente. Adesso mi sento veramente bene! Mentre mi rivesto, accarezzo la mia pelle morbida e setosa, osservo allo specchio il mio volto e mi rendo conto che basta davvero poco per ricaricare le pile e cancellare lo stress. Quando esco dallo spogliatoio Roberto è già alla reception e sta parlando con Patrizia. Colgo solo qualche parola della loro conversazione: “sorpresa”... “abbonamento”... Faccio finta di niente e mentre sorrido sogno già di tornarci! Antonietta Righetti


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Era il decano dei bagnini di Riccione. Uno â&#x20AC;&#x153;scrignoâ&#x20AC;? di memorie che spaziava dagli albori del secolo scorso ai nostri giorni, passando attraverso gli anni della guerra e del boom economico. Giuseppe Angelini, classe 1922, coofondatore ed ex consigliere della Cooperativa bagnini, se nâ&#x20AC;&#x2122;è andato per sempre nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, lasciando nel dolore la moglie Dea (89 anni), sposata 66 anni fa, e i figli Massimo e Nunzia. Giuseppe, soprannominato â&#x20AC;&#x153;e Biènchâ&#x20AC;? per decenni è stato il concessionario di uno dei primi bagni (ora zona 80) del vecchio borgo marinaro. Un arenile piĂš volte rimbalzato agli onori delle cronache, anche perchĂŠ, trovandosi davanti a Villa Mussolini, era un percorso obbligato per il Duce, diretto dal suo bagnino Pasquale Corazza, oltre lâ&#x20AC;&#x2122;attuale piazzale Roma. A due passi dal blasonato viale Ceccarini. Come testimonia nel libro â&#x20AC;&#x153;Villa Mussolini, una finestra su Riccioneâ&#x20AC;?, Angelini incontrò piĂš volte il â&#x20AC;&#x153;Presidenteâ&#x20AC;? che, mentre camminava sulla lunga passerella in legno, spesso si rivolgeva a lui e ai suoi amici con delle battute. Di mattina arrivava in compagnia dei questurini e di Ranguzzi, sua guardia del corpo, mentre di sera al suo fianco câ&#x20AC;&#x2122;era la moglie, Donna Rachele. La coppia passava da lĂŹ , quando Giuseppe con la famiglia cenava nel â&#x20AC;&#x153;capannoâ&#x20AC;?. Una posizione strategica. LĂŹ, infatti, si vedeva, o meglio, si sentiva il Duce che sulla terrazza della sua villa â&#x20AC;&#x153;strapazèva e viulèinâ&#x20AC;?. In tanti anni Giuseppe che dâ&#x20AC;&#x2122;inverno, come i suoi antenati, si dava alla pesca delle anguille con il â&#x20AC;&#x153;cogolloâ&#x20AC;?, ha accolto migliaia di turisti. Tra i tanti Bettino Craxi , qui ospitato per diversi giorni prima dellâ&#x20AC;&#x2122;esilio, con la figlia e il nipotino. Lâ&#x20AC;&#x2122;anziano bagnino era fiero della sua concessione che con quella dei confinanti Manzi, nel 2005 aveva festeggiato i 110 anni di attivitĂ . Le concessioni, contrassegnate da una marca da bollo da 50 centesimi con lâ&#x20AC;&#x2122;effige di Umberto I, furono rilasciate dal Ministero della

Marina nel 1885. Ad avviare il bagno 80 con la moglie Teresa, fu Giuseppe Angelini. Poi subentrò il figlio Cesare, quindi il nipote, il nostro Giuseppe, che ha poi ceduto le redini a suo figlio Massimo e alla moglie Liviana. I loro rampolli Nicola e Silvia hanno scelto unâ&#x20AC;&#x2122;altra strada, ma quando possono, corrono in spiaggia coi loro bimbi. â&#x20AC;&#x153;Angelini è stato il mio maestro - ricorda tra le lacrime Enzo Manzi, presidente della Cooperativa Bagnini -. Mi consigliava nei lavori. Era una persona lungimirante, ma soprattutto onesta, seria e altruista. La sua e la mia famiglia hanno lavorato gomito a gomito, rispettandosi, fin dal 1885. Giuseppe ha vissuto la storia di Riccione da protagonista. Era una figura rappresentativa. Serio, rispettoso e molto affabile con i clienti. Ci è sempre venuto a trovare fino allâ&#x20AC;&#x2122;anno scorso. â&#x20AC;&#x153;Eâ&#x20AC;&#x2122; stato un padre esemplare, mi ha trasmesso valori e professionalitĂ  -sottolinea commosso il figlio Massimo-. Nel ricordo dei bagnanti è rimasta la sua gentilezza. Angelini riposerĂ  per sempre nel vecchio camposanto, vicino ai suoi avi. Nives Concolino

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sono unite nel dolore alla moglie Marisa e ai figli Luca e Paolo, che dal padre hanno ereditato loquacità, verve, senso d’imprenditorialità e, come sottolinea don Giorgio Dell’Ospedale anche i valori. “Conoscevo Luciano da 44 anni – racconta il parroco -. Il suo funerale è stato come una festa serena, un arrivederci gioioso, com’era lui nella sua vita. E’ stato un uomo, un padre e un marito che ha vissuto con serietà e responsabilità i vari ruoli, sempre con quel sorriso sul volto e quella gioia che ha trasmesso a tutti quelli che l’incontravano. E’ stato un nonno ideale. Il capocomico della famiglia. Ha dato sempre fiducia e speranza ed è stato ispiratore di tanti successi dei figli. Mi fa piacere sentire spesso Paolo che durante i suoi spettacoli ripete: “Mio babbo diceva…, mia mamma diceva… E’ segno che ha ricevuto quei valori che ora decanta. Con benevola ironia Paolo esclama, intanto: “W il nonno Luciano. Adesso imbandirà una tavola Celeste e intratterrà moltitudini infinite con una simpatia sfrenata”.

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Ha vissuto il boom turistico di Riccione da protagonista, facendo della cordialità e dell’ospitalità il suo vessillo professionale. Luciano Cevoli, padre di Paolo, noto comico di Zelig, e di Luca, direttore dell’Associazione Albergatori di Riccione, l’11 ottobre se n’è andato in cielo con quel sorriso che lo ha sempre contraddistinto. Nato a Santarcangelo nel 1927, a 25 anni andò in cerca della fortuna in Australia, dove lavorò fino al 1956. Quattro anni di grande impegno e sacrifici, durante i quali, come racconta il figlio Luca “periodicamente inviava tutti i suoi risparmi al padre Pietro”, già conosciuto a Riccione come capomastro per aver costruito il tetto della chiesa di Gesù Redentore, a Riccione Alba. Con l’aiuto di quel gruzzolo di soldi, i Cevoli acquistarono un lembo di terreno per costruire la Pensione Cinzia, aperta nel 1956 con dieci camere, alle quali presto se ne aggiunsero alte otto. Un numero modesto, sufficiente, però, a ospitare anche una settantina di turisti contemporaneamente. Erano gli anni dei letti a castello, del massimo sviluppo balneare e dei grandi numeri. Luciano portò avanti il suo lavoro sempre accanto all’adorata moglie, Marisa Falleroni che faceva la cuoca. Migliaia i clienti, in gran parte stranieri, ospitati fino al 1990. Anno in cui, con la marginalità degli hotel, la pensione ha lasciato si è trasformata in civile abitazione, come tanti altri piccoli alberghi. Dai 12 ai 21 anni, i due figli, hanno affiancato i genitori. Poi Luca si è iscritto all’università, Paolo si è laureato e hanno mollato l’attività. “Mio padre era un cuor contento, sempre pronto alla battuta - racconta Luca -. Con i clienti aveva un rapporto straordinario. Si fermava a chiacchierare e a giocare con loro, finché instaurava delle vere e proprie amicizie. Lo dimostra il fatto che, dopo tanti anni, figli e nipoti di quei villeggianti ci vengono ancora a trovare. Centinaia le persone che per le esequie, nella chiesa della Pentecoste, si

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Il Patto di stabilitĂ  a Riccione fa saltare la costruzione del teatro. Nellâ&#x20AC;&#x2122;area della vecchia fornace, il Comune ha cosĂŹ progettato unâ&#x20AC;&#x2122;arena, capace di accogliere circa 500 spettatori. SarĂ  realizzata davanti allâ&#x20AC;&#x2122;ingresso della fornace, dovâ&#x20AC;&#x2122;era previsto uno specchio dâ&#x20AC;&#x2122;acqua, al riparo di una delle due muraglie costruite di

ne costa 2.400.000 in tutto. Il Comune interverrĂ  con altri 600 mila euro. Ecco alcuni dettagli. La platea dellâ&#x20AC;&#x2122;anfiteatro avrĂ  le spalle rivolte su viale Massaua e il teatro verso il rio Melo. I posti auto, circa 250, saranno realizzati sulla vasca di laminazione. Lâ&#x20AC;&#x2122;intervento prevede anche il recupero della palazzina su quattro

recente, davanti al vecchio fabbricato. A proposito, tanti riccionesi ci hanno chiesto lumi su questa barriera. Di fatto, come spiega Ivo Castellani, dirigente dei Lavori pubblici che segue lâ&#x20AC;&#x2122;intervento con lâ&#x20AC;&#x2122;architetto del suo staff, Gianni Morri â&#x20AC;&#x153;I muri, alti 4 metri e lunghi 50, sono stati richiesti dallâ&#x20AC;&#x2122;Arpa per proteggere la scuola dal traffico e dalla Sovrintendenza di Ravenna per diminuire lâ&#x20AC;&#x2122;impatto acustico-visivo della strada, previsto soprattutto nel momento in cui la nuova parallela di viale Massaua sarĂ  ultimata, allacciandosi a viale Berlinguerâ&#x20AC;?. La protezione per un breve tratto schermerĂ  anche la pista ciclabile. Come stabilito in un incontro che si è tenuto in Regione a settembre, i soldi stanziati, 1.800.000 euro, verranno dirottati sulla nuova opera che, compreso i lavori di viabilitĂ ,

piani (due abitabili, un sottotetto e lâ&#x20AC;&#x2122;interrato), accanto alla vecchia fornace. Un piano di circa 130 metri quadri, sarĂ  riservato agli uffici della scuola e il resto alle attrezzature del teatro. In quanto alla parte della vecchia fornace, piĂš vicina al Melo, verrĂ  messa in sicurezza consolidando i muri. Per terra sarĂ  sparso del ghiaino, per poter cosĂŹ sfruttare quella struttura per delle performance. Lâ&#x20AC;&#x2122;area conterĂ  pure un sistema Wi.Fi. Con lo stesso finanziamento, infine, si costruirĂ  un cavalcavia ciclopedonale, lungo 100 metri, che, partendo dalla pista lungo il rio, si allaccerĂ  a viale Massaua. VerrĂ  cosĂŹ collegato anche lâ&#x20AC;&#x2122;Arboreto Cicchetti. Fin qui il primo intervento. Il secondo, piĂš avanti, interesserĂ  lâ&#x20AC;&#x2122;altra sponda del corso dâ&#x20AC;&#x2122;acqua. Nives Concolino

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MONDO SCUOLA

“Volta” e “Fellini” azzerati, nasce l’Isiss La legge sulla scuola del ministro Mariastella Gelmini ha colpito anche Riccione. Dove in un primo momento si temeva l’accorpamento del “Fellini” con il Liceo Artistico di Viserba. Poi ecco il colpo di scena: l’Istituto d’Arte, nel frattempo diventato Liceo Artistico e il “Volta” sono stati azzerati. Dal primo settembre, infatti, i due licei formano un nuovo unico istituto con una sola dirigenza e segreteria. La notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno, durante uno degli ultimi consigli d’istituto dello Scientifico, ha sconvolto allievi, docenti e genitori, in fibrillazione, perché temono che che questa indesiderata operazione faccia svanire la storia e l’identità delle due scuole. Le autorità scolastiche hanno assicurato che questo non avverr��, ma le perplessità restano.Chiara la lettera sulla “riorganizzazione della rete scolastica per l’anno 2011-2012”, inviata ai licei poche settimane prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, dalla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Agostina Melucci. Nella missiva si legge che il provvedimento è stato assunto per “coordinare le operazioni amministrativo-contabili di entrambe

le istituzioni scolastiche in indirizzo (Scientifico e Artistico). Così dal primo settembre, sempre sotto la guida della preside Donatella Zoffoli, è nata una nuova “istituzione scolastica” con nuovo codice. Sulla “morte della scuola”, con una lettera aperta aveva assunto posizione il presidente del consiglio d’istituto del “Volta” Claudio Premi, esprimendo “ tristezza e rassegnazione per questa incomprensibile decisione, assunta con-

"da Tonino"

tro ogni parere espresso da tutti gli organi collegiali dello Scientifico, e riconoscenza al “Volta “per la sua attività che ha segnato la storia di Riccione, formando l’educazione di tanti ragazzi”. Infine l’augurio, affinché il nuovo istituto possa proseguire il proficuo lavoro, “inserendosi come il vecchio Liceo nell’architettura delle istituzioni della città e nell’anima civile dei suoi cittadini”.“Il Liceo   “Volta-Fellini”   di Riccione manterrà l’identità culturale e pedagogica dei due preesistenti Licei”, assicura con una nota la Melucci. “ La denominazione di “Istituto statale   di Istruzione secondaria superiore  (Isiss)” non cancella l’identità liceale di entrambi gli Istituti e ha una funzione  temporanea e meramente    amministrativa” In sintesi: “le felici tradizioni preesistenti non andranno perdute”. Il preside Giuseppe Ciampoli, ex reggente del “Fellini” , a questo punto manterrà la dirigenza del “Savioli” che annovera circa 500 alunni, oltre i circa 150 dei corsi serali e di San Patrignano. Per i due Licei resta la complessità del lavoro, dovuta al numero degli iscritti. In complesso si contano oltre 1.100 ragazzi, di cui circa 350 solo all’Artistico. Nives Concolino

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ANNI 60-70

C’era una volta... il Dancing Il mio amico Valentino Fioravanti, grande giornalista, compagno di follie giovanili, vi ha raccontato la Riccione mondana vissuta negli anni ‘60/ ‘70 . Io preferisco farlo con immagini di costume e modi di essere diversi da oggi. Sono Luciano Luzzi e ho gestito per 48 anni lo studio fotografico “Foto Luzzi” in Via Virgilio. Dal mio archivio ho selezionato delle fotografie che possono dare l’idea di quante situazioni sono cambiate da allora ad oggi nel modo di vestire, di divertirsi, di essere. E rendersi conto che, gira e rigira, c’è sempre nostalgia degli anni sessanta/settanta, i meravigliosi e favolosi anni ‘60/’70. La gioventù era desiderosa di divertirsi senza cadere in eccessi antisociali quali l’imbrattare i muri, abbandonare o rompere bottiglie in terra, girare a torso nudo, schiamazzare come ossessi. C’erano regole comportamentali

Acconciatura per il gran “Bal en Tête”.

non scritte che venivano seguite da tutti, come l’uscire la sera in giacca e cravatta per andare nei locali da ballo. Le signore indossavano abiti eleganti, corti, lunghi, anche pantaloni morbidi e luccicanti con lo scopo di attirare gli sguardi e perchè no?...sedurre. In qualità di fotografo mi trovavo a lavorare nei locali da ballo che allietavano la stagione estiva e ammira-

Le “Sorelle Bandiera”.

vo e ritraevo belle donne dalle generose scollature “protette” da stole di visone. Allora questi luoghi d’incontro non erano pensati per fasce d’età, il divertimento era per tutti, giovani e meno giovani. Al Florida, al Vallechiara, al Savioli, si ballavano tutti i ritmi, dai classici ai moderni, dai folk agli esotici dell’ultima ora sino al sempre desideratissimo, e spesso richiesto direttamente agli orchestrali, “ballo della mattonella”, che permetteva di annullare le distanze ed avere approcci ravvicinati con la partner del momento, preludio di calde intimità. Le parole d’amore correvano a fiumi, ben consapevoli, da ambo le parti, che forse già la settimana seguente, si sarebbero guardati altri occhi e magari parlato un’altra lingua. Quando sento dire che Riccione era più bella allora come città mi inalbero un po’, perchè non è così...Riccione è più bella oggi. Ha un lungomare favoloso che tantissimi ci invidiano, strutture sportive tra le più moderne e funzionali che ospitano eventi mondiali, servizi in spiaggia che soddisfano ogni esigenza, negozi eleganti, ristoranti che offrono menù di qualità, hotel con tutti i comfort e, in aggiunta a tutto ciò, la cordialità, tale e quale alla classica ciliegina sulla torta. Di negativo c’è che la

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Sandra Mondaini con Pietro Angelini del Metropol.

buona educazione sembra volatilizzata, la cortesia non abita più qui, svanito anche il rispetto delle cose e c’è un “gusto torbido” ad essere sgarbati e sfrontati ad ogni occasione. Così l’immagine della città risulta danneggiata e sono vanificati in parte gli sforzi per migliorarla. Si dirà che questi, ormai, sono problemi di tutto il mondo, ma visto che Riccione è una città un “pò speciale”, e lo ha dimostrato nel tempo con le sue innovazioni, poi imitate da tante altre località, nulla vieta di pensare ad ammorbidire alcune situazioni. Un ritorno alle belle maniere, il convivere in armonia, cercare la gioia di una serata in allegria, dovrebbero essere l’impegno di ognuno di noi. Crediamoci. Luciano Luzzi


LIBRI

Silvio Lombardini: un uomo perbene Per i tipi dell’editore Panozzo di Rimini, è uscito di recente un libro che vorrei segnalare ai lettori di Famija Arciunesa: “Silvio Lombardini 18661935 Un uomo perbene. Tra Santarcangelo, Forlì e Riccione”. La pubblicazione delinea il percorso umano e professionale di Silvio Lombardini, attraverso documenti, resoconti giornalistici, fotografie, ed integra in un certo senso il saggio che Manlio Masini aveva già scritto su Riccione in “Dall’Internazionale a Giovinezza Riccione 1919-1929 Gli anni della svolta”, volume sempre edito da Panozzo. L’autore tratteggia, nei suoi principali momenti, la vita di Silvio Lombardini funzionario, imprenditore e amministratore pubblico: ne scaturisce la figura d’un uomo probo, ricostruita in base ad una meticolosa ricerca di fonti primarie, quali periodici d’epoca e documenti d’archivio, parte dei quali avuti dai parenti del Lombardini. Con questo nuovo lavoro, va ulteriormente riconosciuto a Masini il pregio di ovviare ad un torto della storiografia, che fino ad ora aveva ingiustamente relegato Lombardini nel dimenticatoio, e di tributargli, seppur in ritardo, quel doveroso riconoscimento di uomo giusto, che non ebbe né in vita né dopo la morte: gratitudine che gli fu negata prima dal fascismo e poi anche dall’antifascismo. Appena diplomato in ragioneria, con il grado di caporal maggiore di contabilità, viene inviato in Etiopia ed è coinvolto nella campagna d’Africa. Rientrato in patria, è impiegato presso la Cassa operaia di prestiti e risparmi di Santarcangelo, e successivamente, quale segretario comunale, presso vari comuni italiani . Nel 1901, ormai riconosciuto esperto nel diritto, nella legislazione e pratiche amministrative, fonda il mensile “Lo Stato Civile Italiano”, uno strumento molto utile per i funzionari di stato civile, rivista che avrà una diffusione nazionale, ed otterrà l’apprezzamento di Giolitti e Zanardelli. Nel 1905 lascia il lavoro di funzionario statale,

per dedicarsi all’editoria. Finita la Grande Guerra, in cui Lombardini perdette un figlio, comincia un periodo di lotte politiche e sociali che condurranno alla presa del potere da parte del fascismo. Nel 1921 crea il settimanale “La Riviera Romagnola”, periodico che si batterà per lo sviluppo turistico della riviera, e per la modernizzazione di tutta l’area romagnola, indicando come priorità, le ferrovie, i porti, gli acquedotti, le colonie marine, l’igiene urbana, l’istruzione pubblica. Si augura inoltre che venga realizzata la regione Romagna, regione storica d’Italia, con i suoi confini naturali che spaziano anche nei territori toscani e marchigiani. Il curatore della “Riviera Romagnola”, da anni trascorre le vacanze estive a Riccione dove, alla fine del primo conflitto mondiale, erano riprese le battaglie per l’autonomia comunale. A questa rivendicazione dei riccionesi, che ritiene del tutto fondata, offre il suo

bagaglio di conoscenze giuridiche ed amministrative, tanto che sarà proprio lui ad avere il compito di redigere la domanda per il distacco di Riccione dal comune di Rimini. Raggiunta l’autonomia, viene eletto consigliere comunale di Riccione, e poi nel 1923, anche grazie alla sua riconosciuta esperienza amministrativa e dirittura morale è eletto sindaco. L’anno prima, Lombardini, repubblicano, aveva lasciato la carica di commissario prefettizio a Forlì, città dove viveva, per non “fare da paravento ai ras locali”. Durante il suo mandato, Riccione da misera borgata di Rimini, si trasforma nella “Perla verde dell’Adriatico”, stazione balneare che raggiunge una fama internazionale. Gestisce la cosa pubblica della cittadina romagnola dal 1923 al 1928, prima come sindaco, e poi, allorquando il Primo cittadino non sarà più eletto dal popolo con l’avvento delle leggi fasciste, come podestà. Masini spiega che Lombardini ricevette la tessera del partito fascista “ad honorem”, ma contro la sua volontà, tanto che ad un certo punto la restituisce, dando pure le dimissioni. Ma tutto il paese di Riccione si riversò a Forlì pregandolo di tornare, e Lombardini decise di acconsentire. Nel 1928, ormai insofferente ai diktat del regime, rassegna le dimissioni dalla carica di podestà, che questa volta vengono immediatamente accolte. Lombardini, che tanto aveva amato Riccione, “esce di scena in silenzio, allontanato in malo modo, toglie il disturbo, senza ricevere un briciolo di ringraziamento per il contributo d’ingegno e di sapienza offerto alla città nel momento più critico della propria storia, senza un’espressione di gratitudine”. Riprenderà la sua attività editoriale, ostacolata in un modo o nell’altro dal regime. Morirà nel 1935, ed al suo funerale le autorità riccionesi assisteranno come ad un atto dovuto. Fosco Rocchetta

Manlio Masini, giornalista e studioso di storia, è direttore responsabile di “Ariminum”, periodico di arte, storia e cultura della provincia di Rimini e direttore editoriale delle collane librarie “Artisti Riministi” e “Quaderni di Ariminum”, entrambe edite da Panozzo. Ha pubblicato diversi volumi e tra questi: 1999; Dall’Internazionale a Giovinezza, Riccione 1919-1929.

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FESTA DI FINE ESTATE

Oltremare e F.A. per una giornata spettacolo Organizzata da Famija Arciunesa e Parco Oltremare si è svolta al termine della stagione una suggestiva manifestazione che ha portato sulla collina riccionese oltre 6.000 persone, equamente divise tra locali e turisti. Parco aperto domenica 25 settembre dalle 10,00 del mattino sino alle 18,30 per una ininterrotta sequela di spettacoli: Volo dei rapaci, Alchimia, Fattoria, con visite alle meravigliose vasche dei pesci del mediterraneo e dei cavallucci marini del mondo intero e incursioni all’ Imax per le proiezioni sul super-maxi-schermo con protagonisti “Il mare” e il “T-Rex”. Il finale poi non poteva che essere nella splendida laguna dei Delfini, stracolma di grandi e piccini, per ammirare le evoluzioni di quei mammiferi marini tanto amici dell’uomo. Prima dello spettacolo il “Babbo” di Famija Arciunesa, Giuseppe Lo Magro, ha dato la parola all’architetto Leandro Stanzani che, in rappresentanza della Direzione di Oltremare, ha fatto gli onori di casa. Il ringraziamento del pubblico è stato sorprendente: invitato ad esprimersi in una ”OLA” ha dato mostra di capacità rilevabili unicamente negli stadi dei mondiali di calcio. Tanto che ha concesso pure il BIS! E si è autoapplaudito! La giornata ha avuto il suo epilogo con l’attesa estrazione dei numeri della sottoscrizione coi premi offerti dai gioiellieri di Riccione. I sedici bimbi chiamati al sorteggio, unitamente ai relativi vincitori hanno aggiunto una ulteriore dose di gioia per una giornata veramente straordinaria. L’appuntamento al 2012 era negli occhi di tutti. Oltremare e Famija Arciunesa sono d’accordo!

La marea di spettatori.

Sottoscrizione a premi offerti dai gioiellieri di Riccione. Montepremi 5.000 euro Tamburini gioielli Vagnini Orafo Baleani Alta Gioielleria Maison Baleani Mengucci Valerio Filipucci Nello Gazza Ladra Bartorelli Maison L’Argento Spadarella Gioielli Oro Moda Iris Bijoux Le Gioie di Erika Gioielleria Battistelli Mengucci Giuseppe Gioielleria Torsani

V.le Ceccarini V.leVeneto V.le Ceccarini C.so F.lli Cervi V.le Dante V.le Gramsci V.le Emilia V.le Dante Via Virgilio Via Virgilio V.le San Martino V.le Dante V.le Gramsci C.so F.lli Cervi C.so F.lli Cervi V.le San Martino

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I vincitori dei premi della sottoscrizione col cons. Riccardo Angelini e il Vice pres. Dott. Giovanni Olivieri di F.A.

I vincitori: Blasi Paolo, Ruffini Federica, Tamburini Daniele, Tonini Filippo, Spera Calogera, Crescentini Barbara, Manca Rita, Natale Walter, Ranieri Michela, Baratti Franco, Baroncini Andrea, Facci Filippo, Casadei Massimo, Vannucci Eva.


Immagini e numeri dellâ&#x20AC;&#x2122;89° Compleanno di Riccione 1922 - 19 ottobre - 2012 Play hall Palazzo dello Sport

COMUNE DI RICCIONE

6 Cittadini meritevoli premiati con Spilla dâ&#x20AC;&#x2122;argento di F.A.

Giuseppe Lo Magro (Pres.) e Maria Frisoni Da oltre tre lustri Presidente di Anni dâ&#x20AC;&#x2122;Argento â&#x20AC;&#x153;Amici di Casa Serenaâ&#x20AC;?. Attivissima allâ&#x20AC;&#x2122;interno della Consulta della SoldarietĂ . Impegno nel volontariat senza soste, in particolare si è dedicata agli anziani e alle loro esigenze con raccolta fondi per i bisognosi.

Teresio Spadoni (Cons.) e Gina Codovilli Madre coraggio. Autrice del libro sui problemi dellâ&#x20AC;&#x2122;autismo â&#x20AC;&#x153; Il mio Principeâ&#x20AC;?. Ha ottenuto un grande successo ed interesse a livello nazionale con inviti ad incontri con esperti del settore ricevendo prestigiosi premi.

Riccardo Angelini (Cons.) e Marina Zoffoli Amatissima insegnante di scuola materna, da oltre due lustri è presidente dellâ&#x20AC;&#x2122;IPAB â&#x20AC;&#x153;Ceccarini. Sempre impegnata nel volontariato e nella raccolta a scopo benefico. Ha fatto qualche â&#x20AC;&#x153;escursioneâ&#x20AC;? come autrice nella poesia dialettale.

Omar Montanari e Giovanni Olivieri (vice Pres.) Baritono di alto livello. Rappresenta una delle voci piĂš apprezzate nella lirica. Sta calcando i palcoscenici piĂš prestigiosi del mondo. Eâ&#x20AC;&#x2122; orgogliosissimo della suaâ&#x20AC;?riccionesitĂ â&#x20AC;?, nato nel quartiere â&#x20AC;&#x153;Fontanelleâ&#x20AC;?, nel quale fa tappa in ogni pausa dagli impegni.

Fosco Rocchetta e Antonio Cianciosi (Cons.) GiĂ  direttore della Biblioteca Comunale di Riccione è oggi validissimo ricercatore di fatti e personaggi che hanno dato lustro alla â&#x20AC;&#x153;Perla verdeâ&#x20AC;?. Autore di numerose pubblicazioni sulla storia locale è tra i collaboratori di spicco del bimestrale di Famija Arciunesa.

Franco Baratti (Cons.) e Gianni Zangheri Fotografo. Cura con amore un immenso archivio di immagini su Riccione. Autore di innumerevoli mostre fotografiche locali e nei paesi limitrofi. Collabora attivamente alle attivitĂ  di Famija Arciunesa ed è il â&#x20AC;&#x153;responsabileâ&#x20AC;? delle immagini del bimestrale.

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600 Spettatori

1 Presentatore: E. Vandi • 1 Sindaco: M. Pironi • 1 Babbo: G. Lo Magro

COMUNE DI RICCIONE

100 Coristi

Coro Lirico Perla verde

2 Donazioni

10.000 €

alla radiologia dell’Ospedale G.Ceccarini. Ricevono l’assegno il primario dott. Fabio Denicolò e il dir.san. Romeo Giannei

1.500 € alla Fondazione Cetacea. Riceve l’assegno il pres. Sauro Pari

Coro Le allegre note

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COMUNE DI RICCIONE

6 Grandi interpreti della lirica per il taglio della torta

1 Mezzosoprano: Laura Brioli •1 Baritono: Omar Montanari • 1 Maestro direttore d’orchestra: Giorgio Leardini • 2 Maestri di coro: Gianmarco Mulazzani e Fabio Pecci 1 Maestro Pianista: Fabrizio Di Muro insieme a Giuseppe Lo Magro (Pres.), Giovanni Olivieri (Vice Pres.), Massimo Pironi, (Sindaco), Edmo Vandi (Presentatore)

La splendida Laura Brioli

Il M° Giorgio Leardini

Il coinvolgente Omar Montanari

Merry Christmas! Stefano Abbati, Roberto Spadarella

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Immagini e numeri dellâ&#x20AC;&#x2122;89° Compleanno di Riccione 1922 - 19 ottobre - 2012 Play hall Palazzo dello Sport

COMUNE DI RICCIONE

800 Porzioni di una torta da â&#x20AC;&#x153;leccarsiâ&#x20AC;? i baffi! I volontari della Famija alla torta...

100 Bottiglie di spumante

... e allo spumante!

Glauco il mago delle torte col Sindaco Pironi

100 Nuovi lettori

... se leggono da piccoli...

Manifesto per il 90°

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tra volontari (accoglienza, distribuzione torta e spumante, assistenza sanitaria) e tecnici (luci, suoni, impiantistica, riprese video e fotografiche) Via il telo! Presentato in anteprima al pubblico riccionese. AccompagnerĂ  tutte le manifestazioni del 2012

CALZATURE E ABBIGLIAMENTO SPORTIVO

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CURIO ITà senzaetà di Maria Grazia Tosi

La principessa al palazzetto Una bellissima principessa avvolta nel suo elegante abito lungo color cipria, era ciò che sembrava la nostra Laura Brioli. Nostra perché la bravissima mezza soprano è una riccionese, e la città è felice quando tra una tournée e l’altra viene a regalarci un po’ del suo bel canto. Un canto che in occasione del compleanno di Riccione ha rivestito di fascino le mura del nostro nuovo Palasport. Qualche giorno… e poi via di nuovo, questa volta per Montecarlo dove canterà in un’opera di Massenet. Ma l’intenzione di Laura è anche quella di restare in futuro un po’ di più, per aprire una scuola proprio qui a Riccione. “Negli anni passati presso l’Istituto Musicale è sempre venuto il mio maestro Savastano ad organizzare dei Master Class di canto lirico - spiega Laura

-, e quest’anno ho pensato: perché non farlo io?! Del resto ho dietro le spalle un’esperienza ventennale, che mi permette d’insegnare non solo quelle che sono le tecniche vocali ma anche l’interpretazione che è richiesta ad una cantante che calca il palco di un teatro”. Lo scorso settembre, così, ha proposto per la prima volta il suo Master a una quindicina di amanti del canto, più o meno preparati, che si sono impegnati in una settimana tutta a lui dedicata. “Insegnare è un proseguimento naturale della mia professione di cantante, anche se

è molto impegnativo. Non è come educare ad un normale strumento… perché in questo caso lo strumento è dentro di noi; insegnare a cantare porta ad un contatto con l’anima della persona che, supportata ovviamente da un’adeguata tecnica respiratoria, non solo viene indotta a cantare nel modo giusto, ma altresì ad inoltrarsi in un percorso quasi terapeutico. La musica è un contatto spirituale, è armonia pura, e l’interprete il filo elettrico che porta energia; ma è anche un contatto col proprio corpo, perché è lui che fa la voce, il cui timbro, infatti, è dato da un insieme di caratteristiche fisiologiche determinanti la tessitura vocale”. Un progetto che se si concretizzerà accrescerà l’espressività artistica del nostro territorio. “Nel primo Master che ho tenuto – conclude -, ho già sentito delle belle voci e anche nei cori riccionesi ci sono vocalità già formate e con potenzialità enormi”. (laura@laurabrioli.it) Onore al principe Si sta prospettando un autentico caso letterario quello di Gina Codovilli. “Il mio Principe”, il libro presentato al Palazzo del Turismo il 5 dicembre scorso, è piaciuto tanto, e non solo ai riccionesi che la conoscono e che sono rimasti colpiti dalla capacità nel raccontare la commovente e divertente storia dei primi ventiquattro anni di suo figlio Andrea, ragazzo autistico; ma, oltre ogni inimmaginabile previsione, è stato onorato da una pioggia di premi: tra gli altri il secondo posto al prestigioso Premio letterario “Giovane Holden” a Lucca, il Premio speciale della giuria al Premio Mondolibro, nonché al Premio Nazionale Valentina di Ascoli Piceno. Per non parlare della partecipazione televisiva al Maurizio Costanzo Talk, al Meeting di Rimini, e a tantissime altri appuntamenti culturali che l’hanno vista protagonista in convegni e scuole; persino quando, nonostante la sua assenza, alcune pagine tradotte sono state lette a Strasburgo in occasione di un convegno internazionale sull’Autismo. Anche Famija Arciunesa

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l’ha omaggiata tra i cittadini più meritevoli durante il compleanno di Riccione appena festeggiato. E’ rimasta lei per prima sbalordita, per come la sua storia raccontata col cuore e senza ostentare forme linguiste arzigogolate, sia riuscita a conquistarsi una così forte ed emozionale benemerenza. Ma oltre alle soddisfazioni pubbliche, cosa ha regalato il libro all’autrice e cosa ai suoi lettori? “Mi sta regalando davvero tantissimo – dice Gina -: telefonate, complimenti, mail da tutta Italia di genitori sopratutto giovani che si trovano nella disperazione dopo aver ricevuto la diagnosi di “autismo “ per il proprio figlio. Mi ringraziano per aver raccontato la mia storia, per la forza che trasmetto loro e per i suggerimenti anche pratici che ne traggono. Ma anche persone che non si trovano a vivere questa condizione mi ringraziano per la speranza che il libro infonde, perché comunque vengono trattati temi e interrogativi che fanno parte della vita di ciascuno di noi. Credo che il lettore, mentre chiude il libro, pensi che la vita è veramente il dono più bello che ci è dato e, anche se in certi momenti è attraversata dal dolore, bisogna guardare avanti, farsi sorreggere dalla speranza e viverla sempre al meglio.” E le stelle stanno a guardare A proposito di Principi… “Il Piccolo Principe” è stato il testo magistralmente recitato degli attori Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni i quali, preceduti da altri nomi illustri del teatro italiano ad iniziare da Umberto Orsini , Alessandro Gassman, Isabella Ragonese, Fausto Paravidino..., sono stati i ‘coprotagonisti’ della 51esima edizione del Premio Riccione per il Teatro, il 17 settembre al Gran Hotel. Premio vinto da Michele Santeramo con il testo “Il guaritore”, oltre a Lorenzo Piccolo che con “La casa di carta” si è aggiudicato il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” riservato ai concorrenti sotto i trent’anni d’età; a Roberto Scarpetti la segnalazione speciale alla memoria di Franco Quadri. A condurre la serata il direttore Simone Bruscia affiancato dalla giovane attrice Valentina Cenni.


cativa di spunti creativi (che la sua profonda fede religiosa non può che accrescere). Un elemento naturale affascinate quello delle stelle e delle comete in particolare, che attraverso la loro bellezza simboleggiano quello che è il passaggio dell’uomo su questa terra, veloce e pieno di significati. Girando tra le altere mura del castello ci si imbatte in interpretazioni stellari che l’artista ha elaborato attraverso forme e volumi totalmente differenti l’uno dall’altro; pezzetti di stelle in cartoncino colorato che librano sospese ad una cornice, un’enorme stella tridimensionale di legno laccato nei colori delle nubi, un vecchio tavolaccio marino con lucine di stelle incastonate dentro… Linearità mista a movimento, che fonde probabilmente le due anime di Andrea, quella più architettonica che come professionista crea linee e volumi ma anche, nel suo caso, elementi che li arredano, a quella più squisitamente artistica, dove il blu del mare e quello del cielo spesso si fondono. La sua prima mostra è stata infatti “Tra cielo e mare” nel 2009, attraverso la quale intendeva condurre l’anima del visitatore alla bellezza naturale della nostra città: dal mare e dal cielo che la sovrastano, alle bellissime colline che le fanno da sfondo. Per passare nel 2010 alla mostra “Les arcs en ciel”, dedicata ad un altro elemento della natura: l’arcobaleno, vera sintesi del colore, che è presente in ogni cosa che ci circonda. Meglio essere architetto o artista? “Sicuramente l’artista, a differenza dell’architetto, dispone di una libertà totale d’espressione, perché più legata all’anima e quindi priva di regole. L’architetto invece è anche tenuto tecnicamente a rispettarle, così come deve ascoltare con empatia le persone che si rivolgono a lui per tradurre in un progetto un loro pensiero o desiderio. E’ ovvio che nei miei lavori un mestiere condiziona l’altro, arricchendosi reciprocamente.”

Un’edizione a sua volta ‘teatrale’, sceneggiata in una maniera particolarmente brillante: non solo per le stelle dello spettacolo che ne hanno fatto parte, ma anche per quelle che sovrastavano il suggestivo scenario allestito davanti ad un Grand Hotel per l’occasione rivestito dell’antico lustro. Il palco era posizionato contro le sue mura balconate, dove diventavano quinte le imponenti porte dietro alle quali si intravedevano arredi moderni nella loro antichità, e una platea elegante affollava un lussureggiante angolo di giardino. Interessanti le immagini proiettate direttamente sulla facciata, nelle quali è scorsa la storia del Premio, i suoi attori, autori e promotori, nonché ritratti della nostra città nelle sue molteplici trasformazioni. “Riccione dal 1947 mette in scena grazie a questo Premio un proprio autoritratto – spiega Simone Bruscia -. E continua a farlo, specchiandosi con le parole e i volti del teatro e della cultura italiana. E come il teatro, e come la drammaturgia, anche Riccione sta cambiando tantissimo in questi anni puntando sulla creatività e sui valori della cultura. Una frase di Pier Vittorio Tondelli che ho voluto diventasse il titolo del nuovo corso del Premio Riccione, rispecchia il modo in cui dobbiamo pensare anche alle politiche culturali nella nostra città: “Senza temere l’Utopia”. È tempo di acquisire un deciso spirito di frontiera, scommettendo senza paura sul rinnovamento: il teatro, la cultura, l’arte sono la vera ricchezza, una parte profonda del nostro vivere nella società.” Comete nel castello Le stelle sono scese dal cielo per abbellire di arte il Castello degli Agolanti. Dal 3 all’11 settembre scorso con la mostra “le Comete”, il riccionese 38enne Andrea della Rosa ha presentato un’altra sua Personale che, come le precedenti, ha fatto alzare gli occhi verso il cielo, quale fonte incommensurabilmente evo-

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GENTE DI CASA NOSTRA

Ines Ronci: un fascino senza età Chi meglio di una riccionese di 97 anni ci può riportare indietro di quasi un secolo, per percepire qualche piccola sensazione di quella che era Riccione?! Ines Ronci, dall’alto della sua età, racconta un po’ della sua lunga vita; e lo fa con perfetta lucidità, con indomabile spirito (“maresciallo dei Carabinieri, l’apostrofa scherzando il figlio Aldo che per un momento rientra in casa durante l’intervista), e ostentando tratti del viso a cui il tempo non ha tolto bellezza, e dove due consapevoli occhi chiari si irrorano di lacrime ogni qualvolta accenni al marito, scomparso a soli 38 anni, o dei nipoti che dovrà lasciare quando un giorno anche lei non ci sarà più. Una ‘arzdora di mare’, che con la fierezza tipica delle donne di un tempo è stata il fulcro della propria amatissima famiglia, una delle più vecchie della zona Alba, assieme ai Bugli, ai Tosi, ai Villa... Nata a Santa Maria in Cereto, Ines è riccionese da ben 92 anni, ed è stata sposata a Renato Semprini padre di Aldo (noto commerciante di materiali edili) e figlio di Paolo, che assieme ai fratelli Renato e Sillio furono i costruttori d’importantissimi ‘monumenti’ locali: dal Palazzo del Turismo, alla chiesa dell’Alba, al Savioli, nonché tante ville e strutture ricettive. E così anche dell’Hotel Poker, che assieme al Club, della famiglia di Mirna moglie di Aldo, e al Margareth invece acquistato nel ’98, sono ancora oggi tre preziose realtà balneari. Prima della guerra lavoravano anche per la costruzione delle linee ferroviarie, gestendo sino a 1700 operai; attività chiusa dopo la fine dei fuochi, quando le commesse, però, non vennero saldate. Che ricordi ha degli anni drammatici della guerra? “Nel ’40 ci capitò un tre-

mendo episodio: il figlio di mio suocero, Armando, precipitò con il suo piccolo aereo proprio qui all’Alba, sull’Hotel Imperiale. E mi ricordo anche il periodo tremendo dove come tante altre famiglie sfollammo a San Marino. Siamo stati 27 giorni rinchiusi in una grotta a pane e acqua; e quando il fronte era andato a Cesena rientrammo a Riccione. Ma qui non c’era niente, solo sabbia e miseria. Come ha vissuto dalla morte di suo marito Renato? “Ho vissuto dal 1960 con mio figlio Aldo e sua moglie Mirna, che per me è come una figlia, nella villetta dietro al Poker, occupandomi della casa e dei miei nipoti Renata, Paolo e Stefano, permettendo così la gestione di un’attività alberghiera che sviluppandosi nel tempo ha coinvolto un po’ tutta la famiglia; e anch’io aiutavo in questo, con qualche lavoretto in cucina, in lavanderia, o in sala. Da queste parti era normale, la conduzione familiare è stata

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il fondamento del nostro sviluppo alberghiero.” Com’era essere giovani così tanto tempo fa? “La gioventù di una volta era bellissima… e i genitori severissimi. Le serenate che ho avuto io… non le ha avute nessuno! Ma non potevo scendere e neanche rispondere perché mio babbo diceva “non ti muovere che t’ammazzo!”; allora per dire grazie accendevo una lampadina. Di domenica si andava a ballare al Kursal (diventato poi Teatro Dante, e poi più nulla), ovviamente sempre accompagnate. Una volta i giovani erano più semplici e sinceri, ora non ci capisco più niente, troppe mode diverse sono cambiate in tanti anni, come sono cambiate le libertà. Pensi che ancora il giorno che dovevo andare, verso sera, a provare il vestito da sposa mio babbo mi disse di no, perché aveva ‘già suonato l’Ave Maria’!” Dice lei di essere vissuta per l’amore della sua famiglia. Ma qualche spazio tutto suo? “Sono andata tante volte a visitare città lontane, Parigi, Vienna, Mosca, Praga, con i pellegrinaggi di Don Grotti di Rimini. E poi mi è sempre piaciuto tantissimo ricamare ‘ad intaglio’. Ancora oggi ho il lavoro avviato e mi fa piacere lasciare questi pezzi ai miei nipoti (autentici capolavori!)” Lo sa che lei è la più anziana abbonata di Famija Arciunesa? “Davvero?! Io leggo da sempre il giornale, perché mi piace molto ritrovarci dentro delle belle storie e tante vecchie fotografie, dove spesso riesco a distinguere le fisionomie di riccionesi che nei tantissimi anni della mia vita ho avuto modo di conoscere.” Maria Grazia Tosi


VITA DEI CLUB

Un giardino per Melvin Jones L’inaugurazione della targa commemorativa dedicata al fondatore  del Lions Club International Melvin Jones   nel giardino che ospita la Conchiglia, un importante spazio simbolo del turismo riccionese, è stata accolta con entusiasmo dalla cittadinanza che ha partecipato numerosa alla cerimonia. La scoperta della targa di marmo, dove è scolpita la frase che ricorda il motto del fondatore “Non si può andare lontano finchè non si fa qualcosa per qualcun altro”, si è svolta domenica mattina alla presenza del sindaco della Perla Massimo Pironi, autorità istituzionali, militari e cariche Lions tra cui il Governatore del distretto 108/A Giulietta Bascioni Brattini, il presidente del Lions club di Riccione Maurizio Fabbri,  i past governatori Gianfranco Buscarini, Ezio Angelini e Marco Scaini, affiancati dal presidente di zona Quinto Salucci. A fare gli onori di casa è intervenuto il socio Claudio Villa che ha salutato e ringraziato gli amici Lions, arrivati anche dai club delle città vicine e le autorità presenti alla cerimonia. La scelta del giardino, come luogo di apposizione della targa, a pochi metri dal Palazzo dei Congressi, è stata presa proprio in considerazione della presenza

di soci Lions che, in occasione di meeting e convegni, arrivano nella nostra città da ogni parte del mondo. A tal proposito è stato annunciato ufficialmente il congresso distrettuale che si terrà il 5 e 6 maggio 2012 al Palazzo dei congressi. Marina Giannini

Premi professionali 2011 e Gianfranco Pettinari. In sintesi le motivazioni sono le seguenti: Armando Semprini – Ha fatto di Riccione il maggior interesse della sua vita, inseguendone la storia, l’arte, la cultura, collezionando ogni cosa che appagasse queste sue aspirazioni, anche svolgendo attività politica in campo economico e sanitario, guadagnandosi stima e rispetto per la serietà con cui affrontava ogni incarico. Giovanni Morganti - Nella sua persona vogliamo premiare in realtà una azienda, una famiglia che per tre generazioni (qualcuno ha detto “...col legno nel sangue”) ha occupato una posizione sempre migliore nel mercato, nella città, in una attività artigiana ( Morganti arredamenti) creata dal nulla e giunta ad un invidiabile successo. Gianfranco Pettinari – Da giovanissimo ha avviato una improvvisata attività artigiana che con impegno, intuito e idee brillanti è diventata una importante azienda industriale (Gruppo FOM) fino a raggiungere il primato nazionale prima e la leadership mondiale poi, allevando una generazione di successori di ottimo livello.

Il Rotary Club Riccione-Cattolica ha assegnato, nell’ottobre scorso, i Premi professionali “ Jimmy Monaco 2011” a tre personaggi di spicco della “Perla verde” : Armando Semprini, Giovanni Morganti

Pier Carlo Bilancioni

info@termoidrosistem.it 39


Marmellata di Cipolle

La cucina della nonna di Vilma Tosi

1 kg di cipolle rosse di Tropea 500 gr. di zucchero 1/2 bicchiere di aceto 1 cucchiaino di sale 50/100 gr di zenzero fresco grattugiato 150 gr di uvetta

Tagliare a fettine le cipolle e cuocerle in pentola a pressione per 20 minuti con lo zucchero, il sale, l’aceto e lo zenzero, oppure in una pentola normale per 2 ore rimestando ogni tanto con un cucchiaio di legno. Aggiungere l’uvetta pochi minuti prima di terminare la cottura. Mettere nei vasi di vetro quando è ancora calda, avvitare bene il tappo e capovolgere i vasi fino al raffreddamento della marmellata. E’ ottima servita con bolliti e altri piatti di carne.

FOTOGRAFIA

Photoshop in pillole. Correggere luminosità e il colore di Daniele Casalboni

Figura 1

Figura 2

Vi sono diversi strumenti per corregere i colori in photoshop (le più semplici luminosità e contrasto e correzione colore) , uno strumento più preciso e che permette un miglior controllo dell' immagine è il comando LIVELLI (nel menù Immagine>Regolazione>Livelli). Selezionando il comando vi appare una finestra (fig. 1), i comandi che dovete utilizzare sono quelli sotto l'istogramma dei livelli in input. Rispettivamente, spostando verso destra il cursore di sinistra aumenterete il contrasto dei neri , spostando a sinistra quello di destra aumenterete il contrasto dei bianchi e spostando cursore centrale potete controllare il la luminosità generale della foto. È importante non eccedere con i due cursori del nero e del bianco, perchè il programma elimina i dati dell' immagine ed una volta salvati non si possono più recuperare. Per migliorare il colore delle vostre foto , utilizzate il comando BILANCIAMENTO COLORE (nel menù Immagine>Regolazione>Bil anciamento colore). La finestra di controllo (fig 2) è molto intuitiva basta spostare il cursore dal lato del colore che volete modificare, per avere un miglior risultato vi consiglio di utilizzare anche il bilanciamento del tono specialmente nella sezione delle ombre.


vicende riccionesi

Il casello dellâ&#x20AC;&#x2122;autostrada a Riccione Rispolverando un evento di particolare importanza per lo sviluppo di Riccione, come centro internazionale di turismo balneare, faccio mie le parole: â&#x20AC;&#x153;La cittĂ  è come lâ&#x20AC;&#x2122;uomo, non può vivere senza memoriaâ&#x20AC;? (L. Quaroni). Sfogliando le numerose pagine del libro delle memorie di mio padre, Augusto Cicchetti, la mia attenzione è caduta sulla vicenda della legge per la tratta dellâ&#x20AC;&#x2122;Autostrada A14 Bologna â&#x20AC;&#x201C; Canosa di Puglia. In quegli anni, mio padre, Direttore dellâ&#x20AC;&#x2122;Azienda di Soggiorno, allora Ente locale del Turismo, lavorò alacremente con i Presidenti dei Consigli di Amministrazione, che erano rinnovati ogni cinque anni, e con tutti i dipendenti, nessuno escluso, per la rinascita della â&#x20AC;&#x153;Perla Verdeâ&#x20AC;?. Tutte queste iniziative davano fastidio a tante altre Regioni turistiche. Da anni, gli Amministratori e il Direttore dellâ&#x20AC;&#x2122;Azienda di Soggiorno si battevano negli Uffici romani perchĂŠ lâ&#x20AC;&#x2122;Autostrada adriatica diventasse una realtĂ  e la Romagna avesse lo stesso trattamento della Versilia e delle Regioni turistiche del Tirreno, che giĂ  godevano dellâ&#x20AC;&#x2122;Autostrada del Sole. I Presidenti, che si susseguirono in quel periodo, e il Direttore affrontarono politici e altissimi burocrati che non volevano riconoscere lâ&#x20AC;&#x2122;importanza turistica di Riccione, localitĂ  non presente nei centri del potere. Al contrario, altre Regioni turistiche, carenti dellâ&#x20AC;&#x2122;intraprendenza e dellâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa romagnola, erano considerate per le loro entrature politiche a Roma. Quando, finalmente, uscĂŹ la legge sul tronco dellâ&#x20AC;&#x2122;Autostrada Bologna â&#x20AC;&#x201C; Pescara, tutti i responsabili con stupore ed amarezza notarono che non era previsto il casello a Riccione, che avrebbe dovuto essere servita dai caselli di Rimini Sud e Cattolica. Lâ&#x20AC;&#x2122;allora giovane Presidente del Consiglio di Amministrazione, Giancarlo Dâ&#x20AC;&#x2122;Orazio,

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di famiglia riccionese, desideroso di continuare lâ&#x20AC;&#x2122;opera di miglioramento delle strutture turistiche, e mio padre Augusto presero lâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa di affrontare una lotta di protesta contro il Ministero del Lavori Pubblici. Con rapiditĂ  prepararono una contromossa per dimostrare, con una documentazione statistica ricca di dati, quale e quanto fosse, nella stagione turistica, giornalmente, il traffico veicolare su gomma con targa fuori provincia di ForlĂŹ e il flusso automobilistico europeo verso Riccione, attestanti lâ&#x20AC;&#x2122;importanza turistica della nostra cittĂ . Alla fine della stagione, con unâ&#x20AC;&#x2122;ampia indagine, redatta con cura, Dâ&#x20AC;&#x2122;Orazio si precipitò a Roma per dimostrare al Direttore Generale del Ministero dei Lavori Pubblici che era stato un errore madornale privare Riccione del casello autostradale. Fu una lotta dura per il Presidente che giunse, dopo un anno e mezzo di chiacchiere, con le quali non si arrivava a concludere nulla, ad un violento scontro verbale. Decise di recarsi al Ministero, per lâ&#x20AC;&#x2122;ultimo incontro, con lâ&#x20AC;&#x2122;onorevole romagnolo Gino Mattarelli. Quando, per lâ&#x20AC;&#x2122;ennesima volta, le argomentazioni furono accolte dal Direttore Generale con un sorrisino di compatimento, Dâ&#x20AC;&#x2122;Orazio scattò come una molla, rosso in volto, si avvicinò alla scrivania e a voce alta, insistendo sullâ&#x20AC;&#x2122;importanza turistica di Riccione, minacciò di condurre lâ&#x20AC;&#x2122;indomani al Ministero i settecento al-

bergatori della cittĂ , se la legge non fosse stata rivista. Alla solita risposta â&#x20AC;&#x153;Non è possibile, non è proprio possibile!â&#x20AC;?, sempre in piedi, con lâ&#x20AC;&#x2122;onorevole Mattarelli che lo tirava per la giacca cercando di farlo sedere, con tono concitato proseguĂŹ dicendo che, per riparare a unâ&#x20AC;&#x2122;ingiustizia, il Ministero doveva rivedere subito la legge. Se ciò non fosse avvenuto, lâ&#x20AC;&#x2122;indomani sarebbe successo uno scandalo perchĂŠ lâ&#x20AC;&#x2122;Azienda di Soggiorno avrebbe indetto una conferenza stampa durante la quale il Ministero dei Lavori Pubblici sarebbe stato citato in giudizio per il grave attentato allâ&#x20AC;&#x2122;economia riccionese e per la palese ingiustizia. Il Direttore del Ministero, diventato pallido, perduto il sorrisino burocratico, chiese di parlare privatamente con lâ&#x20AC;&#x2122;onorevole Mattarelli. Non si sa cosa si siano detti, cosa e come sia avvenuto, ma la legge sullâ&#x20AC;&#x2122;Autostrada Bologna â&#x20AC;&#x201C; Canosa fu rivista e corretta. Riccione ottenne il suo tanto sofferto casello. Dâ&#x20AC;&#x2122;Orazio, allora impegnato politicamente nella Democrazia Cristiana, che aveva dinanzi a sĂŠ una brillante carriera politica, battendosi come un leone per Riccione, divenne per la Direzione nazionale del Partito una persona scomoda, con tutte le conseguenze che un tale giudizio comporta. Le conquiste sono sempre il frutto di sacrifici e rinunce personali. Emanuela Cicchetti

ogni giorno il Pescatore porta in tavola la ricchezza del mare nel rispetto della tradizione romagnola

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LA PAGINA DEL DIALETTO La mi Mà e e taramòt de Zdòt

Mia Mamma e il terremoto del Diciotto

Te mèz dla nota, prèima una giuc-lida ligira cumè la mèna cla fa scrulì la còna.

Nel mezzo della notte prima un tremare leggero come la mano che fa dondolare la culla.

E po’ la scosa forta, e un’ènta e un’ènta ancora, se tèt ch’us sbruclèva sora la tu testa, Mà.

E poi la scossa forte, e un’altra e un’altra ancora, col tetto che si sbriciolava sopra la tua testa, Mamma.

Durmivte sal gambe artrate. E camèin ut è casch duvè prèima t’evte i pì.

Dormivi con le gambe ritratte. Il camino è caduto dove prima tenevi i piedi.

L’urle ad chj’èlt dla tu famija e po’ giò ad vulèda tla schèla cla saltèva cumè te.

L’urlo degli altri della tua famiglia e poi giù di volata lungo la scala che saltava come te.

Ad fura e vènt nir dla nota ut bateva tla frounta cumè la mèna d’un mort.

Fuori il vento nero della notte ti batteva in fronte come la mano di un morto.

E pajèr dla paja, da ch’l’èlta pèrta dl’èra, l’eva già una grota, (i vèc, che in sa piò de diavl i i’eva già pèns).

Il pagliaio della paglia, dall’altra parte dell’aia, aveva già una grotta ( i vecchi, che ne sanno più del diavolo ci avevano già pensato).

T’evte vint’an te, Mà, sla tu lènga camisa biènca, se vènt ilà ‘dfura che e fèva frulì la pula cumè una niva zala.

Avevi vent’anni tu, Mamma, con la tua lunga camicia bianca, con il vento là fuori che faceva turbinare la pula come una neve gialla.

La guèra la stèva per fnì ma j’èmne i’era ancora ilà, se Piave, tla lèca dal trincee mentre te e i vèc a cumbatevie contra qualcòsa ch’l’an si vidèva ma ch’l’era ancora piò trésta.

La guerra stava per finire, ma gli uomini erano ancora là, sul Piave, nel fango delle trincee, mentre tu e i vecchi combattevate contro qualcosa che non si vedeva ma che era ancora più cattiva.

L’om – tam racuntavte- l’ha quatre nemigh: e fugh, l’aqua, e taramot e la guèra”. D’arzènza d’givte: “Ma ènca la scaja l’an scherza”.

“L’uomo- mi raccontavi- ha quattro nemici: il fuoco, l’acqua, il terremoto e la guerra”. In aggiunta dicevi: “Ma anche la miseria non scherza”

Edmo Vandi

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I rasunamènt per capì la vita di Edmo Vandi

La mej la sarvés per dej al colpe che t’an po’ dè me guvèrne. Un gnè gnint ch’ut fa pèrd e tèmp cumè la prescia. E notle e sta bèn tachèd a testa in giò basta ch’un ui vènga la sciolta Enca un arlòg ferme l’ha rasoun dè volte al dé. Al corne agl’è cumè e dènt de giudizie al fa mèl snè quand al spunta. A so e piò fort a fè l’amor! L’ha pèns lò ...e po’ l’ha zquèrt che lia la eva l’èsma.

La diferenza tra... di Giuseppe Lo Magro

Lavès t’una vasca da bagn o fès una décia... L’è cumè bé de vèin bon o trucì dl’aquadécia


Calendario appuntamenti dicembre- gennaio

Programma completo su www.fratelliditaglia.com

A RICCIONE LA CULTURA DÀ SPETTACOLO AL TEATRO DEL MARE Con la Stagione 2011/2012 il Teatro del Mare di Riccione, sotto la direzione artistica dei Fratelli di Taglia, supera i confini, di genere e geografici, promuovendo il piacere dell’arte con appuntamenti - dal 12 novembre al 2 giugno - in grado di emozionare un ampio pubblico. La novità Variety Circus: la magia del circo insieme ai sorrisi del varietà nei debutti di ALESSANDRA CASALI e dei belgi HOPLA CIRCUS, nel ventennale del Circus Colombazzi dei FRATELLI DI TAGLIA e nel concerto per bolle di sapone di MICHELE CAFAGGI. Per la Prosa spazio ai 150 anni dell’Unità d’Italia con gli eroi del libro Cuore del TEATRO DUE MONDI e il Risorgimento raccontato dall’istrionico ROBERTO MERCADINI, l’eccentrico Sogno di una notte di mezza estate de LA PICCIONAIA e, in collaborazione con Incontri del Mediterraneo, l’omaggio a De Andrè di ARTENOVECENTO & DENIO DERNI. Dialetto doc per il Re Lear anglo-romagnolo di PIZZOL/BARTOLINI/BONCI DEL BENE e la novità Lingua Madre con le degustazioni poetico-musicali in compagnia di GIANNI FUCCI, ANNALISA TEODORANI, GIANFRANCO MIRO GORI e FRANCESCO GABELLINI Il Teatro Comico nei colori del Mistero Buffo nella nuova versione pop 2.0 di PAOLO ROSSI, VITO Medico dei Pazzi, l’ironico omaggio di GIANCARLO RATTI a Majakovskij. Cabaret: BRUCE KETTA ed ENRICO ZAMBIANCHI aprono le selezioni di LOCOMIX. Inverno con le stelle di Riccione Inn Jazz sulle note di FRANCO CERRI TRIO (Premio alla Carriera), FRANCESCO CAFISO & DINO RUBINO, RAY MANTILLA LATIN TINGE, FRANCO D’ANDREA QUARTET, JAZZLIFE SEXTET & GEGÈ TELESFORO. Gospel natalizio sotto l’albero con NATE BROWN & ONE VOICE Teatro e Memoria nell’Amore senza vocabolario dei racconti dal lager di Gino Pagliarani con le letture di FRATELLI DI TAGLIA, il live painting di MASSIMO MODULA e la musica di BAIAFONDA. Per la Liberazione i Ricordi con Guerra di FONTEMAGGIORE TEATRO. E ancora le domeniche pomeriggio con le Favole dAmare, Diversamente Theatro su diversità e integrazione, il Campionato Nazionale ImpròCUP 2012, il teatro amatoriale di In dialèt l’è mej, la Danza e il Musical dell’Accademia di Danza e Musica di Riccione, Per gli studenti rappresentazioni in matinèe e accesso agevolato agli spettacoli serali. Biglietti a prezzo ridotto per under 18 e over 65 e per i Soci Coop e Touring Club. Un nuovo sorprendente allestimento del foyer bio-ecologico a cura di Emporium arteArtigianato, con la collaborazione dei giovani creativi del Liceo Statale A. Volta – F. Fellini di Riccione, per fare del Teatro del Mare uno spazio dove incontrarsi o intrattenersi prima e dopo lo spettacolo degustando le specialità del corner equo-solidale.

GEGè TELESFORO FRANCO CERRI

PAOLO ROSSI

PROSA Venerdì 2 dicembre 2011 ore 21:15 Arte Novecento “D’a me riva” Tributo a Fabrizio De Andrè in collaborazione con Incontri del Mediterraneo VARIETY CIRCUS Sabato 3 dicembre 2011 ore 21:15 Fratelli di Taglia “Circus Colombazzi” TEATRO PER LE FAMIGLIE Domenica 4 dicembre 2011 ore 16:00 Elsinor “Cipì” VARIETY CIRCUS Sabato 10 dicembre 2011 ore 21:15 Michele Cafaggi “Ouverture des Saponettes” Un concerto per bolle di sapone Aspettando Riccione 90 VARIETY CIRCUS Domenica 11 dicembre 2011 ore 16:00 Michele Cafaggi “Ouverture des Saponettes” Un concerto per bolle di sapone Aspettando Riccione 90 TEATRO PER LE FAMIGLIE Domenica 18 dicembre 2011 ore 16:00 Fratelli di Taglia “Cappuccetto Rosso” RICCIONE INN JAZZ Martedì 20 dicembre 2011 ore 21.15 Concerto Gospel Nate Brown & One Voice COMICO D’AUTORE Mercoledì 11 gennaio 2012 ore 21:15 Nuova Scena – Arena del Sole Teatro Stabile di Bologna Associazione Arte e Salute onlus “Al dutåur di mat” da Il medico dei pazzi di Edoardo Scarpetta regia Nanni Garella con Vito e con gli attori di Arte e Salute RICCIONE INN JAZZ Venerdì 20 gennaio 2012 ore 21:15 Francesco Cafiso Dino Rubino Duo Francesco Cafiso, sax Dino Rubino, tromba e piano

VITO GIANCARLO RATTI

FRANCESCO CAFISO

DIALETTO D’AUTORE Sabato 21 gennaio 2012 ore 21:15 Centro Diego Fabbri, Rosaspina Un teatro, Compagnia Bella “Relier ovvero..Leardo è Re” commedia anglo-romagnola TEATRO DIALETTALE Sabato 28 gennaio 2012 ore 21:15 La Carovana “In maschera’ …mai piò!”

Informazioni, prenotazioni e abbonamenti: Teatro del Mare - Via Don Minzoni,1 - Tel. 0541 690904


PARI... O DISPARI? A cura di Maria Grazia Tosi, con Cosima Avantaggiato, Cinzia Bernardini, Ulrike Bonfini, Sara Bordoni, Catia Loprete, Oriana Nicosia, Maurizia Petrucci, Valeria Pizzolante, Annalisa Sanchi, Assunta Sorvino, Emanuela Tonini, Anna Maria Viviano.

Dottor Manzo: un medico delle donne

Anche Riccione contro la violenza

Manifesto pubblicitario ‘sgarbato’

La festa a sorpresa che a settembre nella sala del Palazzo del Turismo è stata organizzata per il Dottor Antonio Manzo, ha regalato attimi di commozione e di sorrisi a lui e all’affollatissima platea di amici, colleghi, cittadini. I filmati, le testimonianze dal vero, le parole brillantemente modeste del dottore hanno lasciato sicuramente un segno. Come CPO intendiamo porgergli anche i nostri omaggi, soprattutto perché può essere lui definito ‘medico delle donne’: l’impegno che ha portato avanti in questi anni, mirato a salvaguardare la salute della collettività riccionese e non solo, è stato infatti principalmente rivolto a loro. Impegno dimostrato attraverso un’attenta professionalità, ma è importante sottolineare il ‘modo’ speciale col quale questa è stata applicata: un modo discreto e a tratti schivo, ma empatico nel cercare di comprendere gli occhi ansiosi delle donne che molto spesso si trovava dinanzi, rispettoso nel contempo di ciascuna loro individualità. Un alleato prezioso, che ha concretizzato la propria opera attraverso le campagne a favore della prevenzione del tumore al seno, e con la tempestività nell’intervenire qualora si fosse trovato di fronte a casi gravi che non permettevano tempi lunghi. Se aggiungiamo poi a tutto ciò la perseverante azione ‘sul campo’ a favore di popolazioni in difficoltà, esplicitata nelle sue tante missioni umanitarie all’estero, Albania, Bulgaria, Sri Lanka…, lo si può simbolicamente definire un autentico paladino del concetto di Pari Opportunità nel suo significato più ampio, quello cioè di difesa dei diritti delle donne, e quindi anche della loro salute, ma altresì di salvaguardia di tutte quelle fasce di popolazione che per svariati motivi vengono discriminate.

Si è concluso l’8 settembre il ciclo di seminari proposto dal Progetto Dafne, dedicato alla formazione per l’anno 2011 degli operatori della Rete Antiviolenza (assistenti sociali, medici e infermieri di pronto soccorso di ostetricia e ginecologia, educatori, associazioni , forze dell’ordine). I tre incontri, coordinati dalla Dott.ssa Russo, si sono svolti presso la sede AUSL di Rimini. Il programma dei lavori ha proposto temi interessanti e relatrici qualificate con l’obiettivo di: 1) ampliare le conoscenze sulle tematiche inerenti la violenza contro le donne 2) acquisire strumenti tecnici specifici 3) monitorare la rete di contrasto nella Provincia. Si è discusso degli strumenti giuridici nazionali ed internazionali a tutela delle vittime, con la partecipazione delle avvocate dell’Associazione Donne Giuriste di Modena ; quindi la psichiatra napoletana Elvira Reale (fondatrice di uno dei primi Centri di Salute Mentale specializzato in tal senso) ha affrontato l’aspetto della risposta dei servizi sanitari e dei criteri d’intervento clinico nei confronti delle donne maltrattate; infine la psicoterapeuta Teresa Bruno, operatrice del Centro Antiviolenza Artemisia di Firenze, ha trattato dello stress degli stessi operatori rispetto al delicato compito di interagire con queste ultime. Nella folta platea di operatori quasi assenti gli uomini, segno dell’estremo disagio che anche affermati professionisti ancora hanno nel rapportarsi col fenomeno. Provenienti da Consultorio, Sportello sociale e Polizia municipale, al ciclo di seminari hanno partecipato numerose donne operanti a Riccione, a testimonianza di un impegno che, a molti livelli, la nostra città ha preso e intende mantenere per combattere ogni forma di violenza.

Ha fatto molto parlare di sé lo striscione che tra agosto e settembre si è accaparrato un posto altamente visibile imperando in fondo al Viale Ceccarini. Una pubblicità per tanti considerata un insulto al buonsenso comune e soprattutto all’immagine della donna che, strumentalizzata per divulgare un messaggio ambiguo che di commerciale nel senso più comune del termine aveva ben poco, ne ledeva la dignità. Un messaggio non certo di tipo educativo e fraintendibile se letto da occhi ancora ingenui, anche se si è sperato che tra la miriade di manifesti e scritte varie che soprattutto nella bella stagione tappezzano la città, non sia stato particolarmente notato: riportava la frase “mi chiamo Maddalena, faccio la escort, ma non sono una ragazza facile”. Una promozione provocatoria con la palese intenzione di far parlare di sé, tant’è che se ne è parlato, e non solo a Riccione, ma anche in tante città italiane, dove è stato aspramente criticato e in molti casi rimosso (anche qui la GEAT per quanto rientrava nelle sue competenze ne ha contribuito all’oscuramento). Tenendo conto che come CPO abbiamo operato per fare sì che il 25 novembre 2010 in Consiglio Comunale si approvasse all’unanimità la Moratoria contro le immagini lesive all’immagine femminile, il nostro sdegno in merito allo striscione incriminato (in un secondo tempo ne sono stati avvistati altri sparsi in diversi punti della città e segnalati da tanti cittadini) è stato espresso sulla stampa, sperando abbia contribuito a far riflettere i lettori sul significato ‘sgarbato’ di tali tipologie pubblicitarie. Il paradosso è che si è tanto disquisito sul contenuto di tale messaggio… che nessuno è riuscito a memorizzarne la marca di prodotto che l’ha veicolato! Informazioni: Nuova sede Sportello Donna presso CPO al piano seminterrato del Comune di Riccione. Il Legale riceve il martedì dalle 15.30 alle 18.00. Tel. 0541 608317. Per appuntamento: Tel. 0541 426033 Tel. 0541 608111 pariopportunita@comune.riccione.rn.it

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amici che se ne vanno

Carla, “dolce regina” della Pasticceria Tristano pelli nel 1949, proprio un anno dopo l’apertura della pasticceria, che in Corso Fratelli Cervi divenne subito tappa d’obbligo per i ghiotti. Clara stava sempre in negozio, ma nel dopoguerra, quando ancora l’attività non era munita di furgoncino, prendeva le casse piene di dolci e fissatele alla sua bici, saliva in sella per portarle in fretta agli hotel che le commissionavano. Per il resto non abbandonava mai il suo bancone, dove ha avuto l’onore di servire pure personaggi del calibro di Lucio Dalla, Fred Bongusto, che ai tempi del Dancing Florida chiedeva sempre i bomboloni, Nico Fidenco, il pugile Dante Cané e il campione di Superbike Pierfrancesco Chili. Nomi di spicco che con il tempo hanno ceduto il passo ad altri, come Martina Colombari e Marco Simoncelli. “Mia madre era una persona schiva. Amava lavorare nell’ombra, sempre accanto a mio padre, scomparso nel 1993 - racconta il figlio Silvio -. Ma è sempre stata disponibile e non ha mai detto no a nessuno”. Nives Concolino

Con la pacatezza e quei tenui sorrisi che l’hanno sempre contraddistinta, se ne stava dietro al bancone della Pasticceria Tristano, dove per decenni ha venduto paste e torte a riccionesi, turisti e personaggi illustri. Claudia (Clara) Villa, per i golosi diventata un’istituzione, è scomparsa il 17 settembre al “Ceccarini”, dov’era ricoverata da alcuni giorni per un ictus. La notizia ha destato commozione in tutta la città che si è stretta nel dolore, nella vecchia chiesa di San Martino, assieme ai tre figli Giancarla, Silvia e Silvio che da tempo ha preso in mano le redini del negozio. Nata a Riccione il 27 febbraio del 1928, la Villa aveva sposato Vittorio (Tristano) Ca-

Luigi, il Bud Spencer riccionese, ora sorride dal cielo Era il Bud Spencer dei teatri scolastici e parrocchiali, un bravo animatore, capace di riportare il sorriso sui volti più imbronciati. Luigi Tontini, soprannominato di “Ciriga”, se n’è andato lo scorso il 10 ottobre, a 69 anni, lasciando nel dolore la sua famiglia, in particolare la moglie Rita, i figli Mauro, Silvia e Simone, e la sorella Vittoria, tanti amici e conoscenti. Intensa la vita di Luigi che ha fatto dell’impegno sociale il suo portabandiera, diventando presto popolare. Dopo aver lavorato nella bottega artigianale di Pimmaco Montanari, a Riccione Paese, è stato assunto nella sua fabbrica di scarpe a Coriano. Dai 18 ai 23 anni ha fatto pure il bagnino nella zona 99, “Bagni Rina”. Poi, con la moglie Rita e la suocera Maria, ha portato avanti anche l’ultimo storico negozio di generi alimentari (la bottega de la Maria ad Frasckein) rimasto al Ghetto del Rio. Ha lavorato, infine, nel Campeggio Fontanelle. Numerose le attività svolte come volontario. Negli anni Ottanta Tontini è stato una

colonna portante dei carri allegorici che sfilavano a San Lorenzo e, nelle ultime edizioni, anche sul lungomare. Era anche uno degli attori della compagnia teatrale La Carriola, che don Giovanni Tonelli, allora cappellano, aveva formato all’ombra del campanile con un gruppetto di giovani studenti. Sempre in parrocchia si è prestato come animatore, così nei teatri degli asili e delle scuole alimentari, dove per tutti era diventato un gioioso “Bud Spencer”. “Luigi ha lasciato un grande vuoto in famiglia e in tutti coloro che lo hanno conosciuto – premette la sorella Vittoria -. C’era chi lo conosceva come uno dei “Ciriga”, ma noi in famiglia lo chiamavamo “Lopez” perché da “burdlac” si travestiva sempre da pirata, con due stracci e una benda nera sull’occhio. E’ stato uno dei volti più noti e più simpatici del Ghetto del Rio e della parrocchia di San Lorenzo. Si vestiva anche da Babbo Natale per portare i doni con il suo trenino, per questo era la gioia di tutti i bambini. Innamorato del suo mare, ogni giorno faceva un giretto al porto con la sua papalina blu dal vistoso pon pon rosso. D’estate era uno spasso vederlo girare sul lungomare con la sua bicicletta tutta illuminata con le lucine natalizie. Regalava sorrisi e battute maliziose, ma mai volgari, a tutti. Resterà sempre nel nostro cuore”. Nives Concolino

Riccione - Viale D’Annunzio, 133 Tel. 0541 646006 - Bus Stop n. 41 otticabacchini@libero.it

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ARTE DOLCIARIA

Mo.ca. ospita i giovani ambasciatori del gelato italiano nel mondo Dodici studenti liceali americani in viaggio con l’azienda MO.CA S.p.A. - azienda corianese leader nel settore commerciale delle materie prime, macchinari ed arredi per gelaterie, pasticcerie, panetterie - alla scoperta dei borghi dell’entroterra romagnolo, sulle tracce delle materie prime genuine che la nostra generosa terra è in grado di offrire, in particolare per la produzione del gelato artigianale di qualità. I giovani statunitensi, dell’età compresa tra i 15 e 18 anni, provenienti da vari paesi e città d’oltreoceano sono stati graditi ospiti nel luglio scorso e protagonisti di un’esperienza di apprendimento interculturale promossa dall’organizzazione internazionale senza scopo di lucro Experiment in International Living (EIL). L’organizzazione promuove il coinvolgimento degli individui in esperienze  attraverso programmi di ospitalità in famiglia, viaggi di gruppo, programmi di studio e volontariato all’estero, attività per l’apprendimento linguistico, scambi lavorativi e altri programmi culturali. MO.CA, in linea con la propria filosofia aziendale, ha voluto aderire a questo progetto per il secondo anno consecutivo nella convinzione che la forte vocazione turistica e l’ospitalità romagnola debba esprimersi anche attraverso la divulgazione e la valorizzazione delle tante realtà presenti nel proprio territorio. Un luogo dove la bellezza dei colori e la forza dei sapori è ancora quella di una volta, dove è importante condividere con altri imprenditori l’intraprendenza, l’ottimismo, la passione e la cultura del buon gusto, dove è doveroso darsi da fare per contribuire al successo di quelle che sono considerate le eccellenze italiane in tutto il mondo, come lo è sicuramente il gelato artigianale. Dal 1° luglio fino al 27, i ragazzi, dopo aver soggiornato a Treviso, Parma, Bologna e Roma, prima di partire per Venezia, sono stati alloggiati per una settimana all’Hotel Dory di Riccione e hanno partecipato ad un fitto programma di attività completamente organizzate e gestite da MO.CA. Ovviamente i responsabili di MO.CA non hanno fatto mancare ai giovani ospiti americani tante piacevoli occasioni per gustare le specialità della buona cucina romagnola, godersi la spiaggia riccionese e il mito della sua movida notturna. Li hanno quindi accompagnati: alla Fattoria didattica Le Querce di Gemmano per vedere da dove arriva

il latte di alta qualità, ma anche il buon vino, l’olio, la carne bovina, per scoprire come si produce il formaggio e quante uova fa ogni giorno una gallina. Poi al frutteto dell’amico Mario Tenti (a Meleto) in una rilassante passeggiata tra gli alberi dei suoi campi. Al magnifico borgo di Montegridolfo, per le testimonianze e le memorie storiche conservate nel Museo della Linea dei Goti. In un’altra giornata tutti nell’aula-laboratorio di MO.CA e sperimentare personalmente, sotto la guida del noto maestro gelatiere Paolo Vescini, l’intero ciclo di produzione del gelato artigianale. Poi i giovani americani si sono sfidati tra loro in un’entusiasmante gara di torte-gelato di propria produzione, davanti ad una giuria tecnica di MO.CA.. E’ seguita una importante visita-incontro con pranzo alla comunità-azienda San Patrignano, allo scopo di conoscere da vicino un altro centro di eccellenza del nostro territorio. Infine il gruppo parte per Venezia, ultima tappa del tour nel nostro Paese. E’ l’ora dei ringraziamenti, dei saluti, degli abbracci. Noi di MO.CA siamo certi di aver fatto gli onori di casa e siamo orgogliosi di aver virtualmente assegnato a ciascun giovane studente americano il titolo di “Ambasciatore del Gelato Italiano nel Mondo”.

Viale Veneto 27/a (zona San Lorenzo) Tel./Fax 0541 647 748 - Riccione www.vagniniorafo.it 47


riccione verde

“La spiaggia… com’una volta”

1ª PARTE

L’Orto Botanico delle Sabbie di Riccione Riccione vanta una delle più belle spiagge della riviera Adriatica. Durante l’estate la linea di costa si trasforma, vista dall’alto appare come un infinito “arcobaleno” variopinto che si protende dal molo di Rimini fino alle pendici del colle di Gabicce, tende, ombrelloni e brandine creano colori ed effetti cromatici inaspettati. Riccione non è stata sempre così, ci si rende subito conto che molto è cambiato, se si vanno a rivedere le vecchie cartoline in bianco e nero, sbiadite dal tempo, quelle con la scritta “Saluti da Riccione” che molti riccionesi sicuramente conservano ancora in un cassetto. La spiaggia degli anni trenta, si presentava “spoglia” c’erano pochissime infrastrutture: alcune tende, qualche cabina in legno e niente più, per il resto... era solo sabbia e mare, nelle zone non centrali si scorgevano formazioni dunali, i nostri nonni li chiamavano “i montaloni” (i còc). Le dune del litorale costituivano uno dei complessi ecologici più caratteristici e interessanti dal punto di vista botanico per la sua unicità. La spiaggia è un ambiente estremo, fortemente selettivo per la vegetazione, il substrato sabbioso è instabile ed è soggetto a forte calore e a periodi di aridità, la scarsità di nutrienti e la presenza di acqua salata, inducono ogni forma di

CALCATREPPOLA

ZIGOLO DELLE SPIAGGE vita vegetale a complessi adattamenti. Questi ambienti estremi oggi sono pressoché scomparsi, ne restano solo alcuni modesti relitti, nell’unica duna ancora esistente di fronte all’Hotel “Le Conchiglie” e in una piccola area sottratta alla cementificazione in prossimità della ex colonia Bertazzoni, In questa ultima area è conservato un campione rappresentativo di notevole importanza dal punto di vista testimoniale e didattico: “l’Orto botanico delle sabbie”, una superficie sabbiosa di circa duemila metri quadrati racchiusi tra il piazzale Caduti del mare, la ex colonia Bertazzoni, viale Torino e gli impianti balneari, corrispondente alla fascia di spiaggia formatasi tra il 1820 e il 1915, sopravvissuta sino ai giorni nostri, nonostante i numerosi tentativi per screditarne la validità didattica/testimoniale. L’Orto Botanico delle Sabbie è stato realizzato dal Comune di Riccione e viene gestito dall’associazione WWF, è segnalato da apposite plance esplicative, è possibile visionare le piante mediante un percorso interno dove vengono evidenziate le specie più significative presenti. La tarda primavera e l’estate sono le stagioni migliori per osservarle. La rarefazione delle piante della spiaggia riguarda ormai l’intero litorale nazionale per cui anche i modesti relitti rivestono grande interesse scientifico dal punto di

vista della biodiversità vegetale. Tra le specie più interessanti presenti nell’”Orto delle sabbie” di Riccione vi è il Vilucchio marittimo, un convolvolo strisciante dai fiori “campanelle” rosa e dalle foglie carnosette, a rischio di estinzione per la scomparsa degli ambienti sabbiosi lungo le coste italiane. Ancor più vistosa è l’Enagra comune, pianta a ciclo biennale con fusto legnoso che supera il metro e mezzo di altezza e fiori gialli che si notano a distanza nella tarda estate. Questa specie appartiene all’ampio contingente di piante di origine americana naturalizzate negli ambienti italiani. Sopravvivono esclusivamente nell’Orto Botanico delle Sabbie, l’Eringio marino, dalle larghe foglie cinerine e cerose, e la Pastinaca spinosa, ombrellifera dal portamento a pulvino, con le foglie modificate in spine. La Silene colorata, una cariofillacea dalla corolla rosa intenso è presente con numerosi individui nell’Orto. Sono presenti due specie di Erba medica, leguminose tipiche dell’ambiente costiero: la Medica marina e la Medica litorale. La prima si distingue per la fitta peluria argentea che ricopre le piccole foglie. Tipica specie psammofila (pianta adatta ed amante degli ambienti sabbiosi) è lo Zigolo delle spiagge, ampiamente rappresentata all’interno dell’ Orto. (segue) Antonio Cianciosi

YUCCA

MARE, RETI, UOMINI, NELLA SUGGESTIONE DELL’ALBA PER LA FIRMA DI FRANCO FRANCIA

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Riscaldamento e condizionamento:

Sicurezza, prevenzione e risparmio a cura di Michelotti Roberto

La caldaia: il cuore pulsante della nostra casa Rieccoci al secondo appuntamento con questa rubrica contenente informazioni e consigli utili a conoscere e mantenere al meglio questa macchina che ormai fa parte della nostra quotidianità e ci regala ogni giorno quei confort dei quali non possiamo più fare a meno… il riscaldamento e l’acqua calda! Conosciamola meglio: La caldaia è l’elettrodomestico fondamentale nell’impianto di riscaldamento delle nostre case. Ha il compito di trasformare l’energia generata da un combustibile in calore che di conseguenza viene distribuito sotto forma di acqua o aria calda che circolano in un sistema di tubi e radiatori nei vari ambienti che compongono la nostra abitazione. I combustibili più usati nelle caldaie sono il gas Metano e GPL. Le caldaie murali sono le più diffuse per quanto riguarda l’uso domestico. Sono molto compatte e possono essere installate sia all’interno della casa che all’esterno con apposite coperture. Oltre allo scambiatore primario, hanno uno scambiatore a scambio rapido per la produzione istantanea di acqua calda per uso sanitario oppure il bollitore di dimensioni più o meno ridotte. Possono essere a camera aperta o a camera stagna: Caldaia a camera aperta: prende l’aria per la combustione dall’ambiente in cui si trova e scarica i fumi in una canna fumaria a tiraggio naturale: deve essere collocata in locali areati muniti di prese d’aria con diametro adeguato alla potenza e posizionate in una parete esterna o all’aperto, per prevenire la formazione di ossido di carbonio per carenza di ossigeno. E’ assolutamente vietato installarla nei bagni, nelle camere da letto e in locali dove siano presenti camini o altro che possa mettere in depressione l’impianto.

Caldaia a camera stagna: La combustione avviene appunto in una camera stagna (isolata rispetto all’ambiente circostante). L’aria viene prelevata dall’esterno tramite un elettroventilatore che forza i fumi di scarico verso l’esterno. Questo tipo di caldaia è ideale per l’utilizzo in ambienti domestici in quanto i fumi non sono a contatto con gli ambienti interni. Per l’installazione esterna all’abitazione ne esiste una tipologia appositamente omologata, dotata di protezioni per resistere a condizioni climatiche difficili. L’efficienza di una caldaia viene calcolata tramite il rendimento di combustione. Esso è quantificabile come la percentuale di energia prodotta dalla combustione, trasferita all’acqua o all’aria. Maggior rendimento equivale a maggior risparmio. Nel D.P.R. 660/96 è definita la classificazione delle caldaie secondo la loro efficienza energetica. In base alla potenza nominale vi sono quattro classi di riferimento: Caldaie a 1 stella * • Caldaie a 2 stelle ** • Caldaie a 3 stelle *** • Caldaie a 4 stelle *** Le caldaie a 4 stelle sono quelle che permettono un maggiore risparmio energetico e quindi economico, anche se prevedono un investimento iniziale più esoso. Le caldaie a 4 stelle possono essere a premiscelazione o a condensazione… Ma questa è un’altra storia che tratteremo nel prossimo articolo dove oltre all’approfondimento su queste tipologie di generatori di calore vi guideremo nella scelta della caldaia che fa per voi e vi faremo una panoramica delle possibilità di detrazione. Al prossimo appuntamento… Per maggiori informazioni vi consigliamo di contattare i nostri uffici allo 0541/602044 oppure visitare il sito www.michelottisantini.it

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PERSONAL TRAINER

BLUE LINE P alestra in Riccione

L’ICONA DEL BENESSERE Potrebbero essere gli anni 80/90 quando ancora ci arrampicavamo sugli alberi perché avevamo il tempo di farlo, potrebbero essere i battiti a riposo nel periodo dell’innamoramento, mi riferisco alle cotte adolescenziali. Questi numeri invece si riferiscono alla Waistline, ovvero alla misura del girovita presa a due centimetri sopra l’ombelico. Sono misure altrettanto importanti perché correlate a malattie cardiovascolari che affliggono l’uomo moderno. La misura è strettamente correlata al grasso viscerale, quello responsabile di problemi cardiovascolari (ictus, infarto ecc). Nei paesi occidentali quasi 6 persone su 10 muoiono a causa di malattie cardiovascolari. Prendere la misura del girovita è facile, è divertente e non è invasivo, potrebbe essere un metodo per non allarmarci, ma semplicemente di sentirci, di metterci a dieta, o meglio ancora cambiare il nostro stile di vita limitando i cibi zavorra e soprattutto muoverci di più. Nelle popolazioni Europee la circonferenza secondo le linee guida dovrebbe essere inferiore o uguale a 80 centimetri nelle femmine, e inferiore o uguale a 94 centimetri nei maschi. Per approfondimenti www.giovannimattoni.it

STAR BENE

Dolori d’autunno e non...

corteccia del fusto e delle radici di Uncaria, sotto forma di estratto secco standardizzato è molto utilizzata per le sue proprietà lenitive oltre a presentare una notevole efficacia come immunostimolante, cicatrizzante e antivirale. Una nuova sostanza da poco utilizzata è il Picnogenolo,che ha una marcata azione antinfiammatoria nei disturbi del sistema osteo-articolare. E’ uno dei complessi più antiossidanti e potenti presenti in natura, estratto dal Pino marittimo. La composizione chimica di questo composto è costituita da diversi polifenoli, che agiscono in sinergia, potenziando reciprocamente la propria attività antiossidante, e riducono l’infiammazione, l’edema e la degradazione della cartilagine. Il Picnogenolo favorisce la diminuzione del dolore, il miglioramento della rigidità articolare e della mobilità, il recupero della funzionalità articolare. In caso di traumi dell’apparato osteoarticolare e muscolare il rimedio: è l’ARNICA. Nota fin dall’antichità si utilizza sotto forma di gel, creme o pomate per uso esterno e come compresse o granuli omeopatici per uso interno. Ha proprietà antinfiammatoria e antiedemigena. La medicina indiana ci ha fatto conoscere un’altra pianta molto utilizzata in caso di artrite reumatoide, reumatismo infiammatorio cronico, reumatismo periarticolare, tendiniti e borsiti: è la BOSWELLIA. Visto che i dolori osteoarticolari possono essere dovuti anche ad un deficit di mineralizzazione ossea, come nel caso dell’osteoporosi, esistono piante che possiedono azione rimineralizzante e che devono essere assunte con continuità e per periodi prolungati, anche associate alle piante con azione antinfiammatoria e analgesica che abbiamo visto prima o a farmaci di medicina convenzionale. Queste sono il Bamboo, l’Equiseto (coda cavallina) e la CARTILAGINE DI SQUALO. Quest’ultima, come dice il suo nome, se il problema è dovuto ad una riduzione dei livelli di cartilagine. Associate all’uso di piante, l’idroterapia migliora molto la sintomatologia dolorosa, si fa in stabilimenti termali con acque ricche di zolfo e magnesio e aiuta a lenire i dolori articolari e l’infiammazione dei tessuti circostanti. Vi sono anche due fiori di bach utilizzati per combattere dolori fisici e rigidità psicologica; combattendo la seconda si alleviano anche i primi. Sono Rock Water e Oak. Scola dr Lorenzo

Le articolazioni possono essere colpite da molteplici disturbi quali artrite reumatoide, osteoartrite,mal di schiena, scoliosi, borsite, spalla bloccata o artrite psoriasica. Tutti questi disturbi tendono a ridurre in maniera più o meno marcata la mobilità e la flessibilità delle  articolazioni, causare dolore e spesso compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane, anche le più semplici. Le malattie reumatiche si distinguono in: malattie reumatiche intra-articolari: quando interessano le strutture interne all’articolazione (cartilagine, membrana sinoviale, capsula sinoviale); malattie reumatiche extraarticolari: quando interessano le strutture adiacenti all’articolazione ( tendini, legamenti e fasci muscolari). In questi casi,vi sono diverse situazioni in cui i rimedi naturali possono rappresentare una soluzione complementare o alternativa per tenere sotto controllo i disturbi osteoarticolari. Una pianta che mostra una notevole azione lenitiva è l’Artiglio del Diavolo (harpagophytum procumbens), pianta originaria dell’ Africa, così come il Ribes nero. Utilizzato come estratto secco o come macerato glicerinato 1 DH, é adatto nelle manifestazioni sia acute che croniche. La Spirea Olmaria è la classica “aspirina vegetale” utilizzata popolarmente nelle manifestazioni dolorose di varia natura, stati febbrili e influenzali e cefalea. Anche la

Parafarmacia

Esperienza, Competenza e Professionalità

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personaggi RICCIONESI

Glauco Balena e l’Araldo della salute Rivista precorritrice delle medicine alternative A fianco della scienza e della medicina convenzionale, da tempi memorabili esiste un complesso eterogeneo di pratiche diagnostiche e terapeutiche non inserite ufficialmente nella medicina scientifica moderna. Ovvero, un universo composto da testi sapienziali, dottrine, nonché applicazioni, contrapposte alla ricerca “accademica”, che si esplica ed opera nel medesimo ambito scientifico. Ci si riferisce a quel mondo per il quale la natura e le sue leggi sono, primariamente, il propulsore della vita sia animale che vegetale. Val la pena di rammentare che il naturismo, lo yoga, il vegetarianismo, unicamente per citarne alcune, rappresentano pratiche e cure da sempre avversate dalla scienza “scolastica”. Al giorno d’oggi vengono accettate terapie che sino agli anni Sessanta del Novecento erano ritenute cialtroneria o poco più: basti pensare all’elioterapia e all’idroterapia, spesso derise nell’Ottocento allorché venivano praticate dall’abate bavarese Sebastian Kneipp, uno dei maggiori e più noti naturopati d’Europa. Pur tuttavia va riconosciuto alla Riviera di Romagna, prima con l’esperienza degli ospizi marini, e poi delle colonie, d’essere stata largamente partecipe di quella tendenza che sosteneva i notevoli benefici delle cure marine, associate ad una corretta esposizione ai raggi solari. Immediatamente il pensiero va alle migliaia di bambini scrofolosi che dall’ultimo trentennio dell’Ottocento ai primi decenni dello scorso secolo, vennero ospitati in tali strutture: di costoro, tantissimi ebbero il primo approccio con il mare, e trovarono giovamento in quel “memorabile” soggiorno sulla costa romagnola. La stessa considerazione può farsi per diverse pratiche che erano giudicate con scherno e derisione fino ad un passato non troppo lontano, mentre, da un certo tempo a questa parte, risultano particolarmente apprezzate: si consideri il favore che riscontrano oggi l’agopuntura, la fitoterapia, l’ipnosi, la fangoterapia. A Riccione, paese che da pochi anni s’era emancipato da Rimini, con la raggiunta autonomia comunale, nel 1928 nacque l’“Araldo della Salute”, rivista “d’igiene, alimentazione sana, e divulgazione dei principi curativi per la rigenerazione fisio-psichica dell’uomo (naturismo)”, come si legge nel sottotitolo di questo periodico popolare. Un fatto che ha dello sbalorditivo, se si ha presente lo scarso retroterra culturale in cui sorse e si sviluppò quel progetto, che andava ben oltre il mero aspetto editoriale. Quell’ iniziativa “rivoluzionaria”, costituisce pertanto un ulteriore merito del suo promotore, il riccionese Glauco Balena (1888-1973), che dev’essere annoverato tra i precursori delle medicine alternative, sebbene anche per lui varrà a tutto tondo la locuzione latina: “Nemo propheta in patria”. Molto legato al futurismo

ed al suo fondatore Filippo Tommaso Marinetti, tramite la Federazione Nazionale dei Gruppi Naturisti-Futuristi, cui aveva aderito, ideò e diede vita ad una rivista, diffusa in tutta Italia, che ebbe un ruolo di battistrada nella promozione di metodologie naturali nella cura delle malattie. Rivolgendosi ai neofiti del “Naturismo”, l’Araldo della Salute, si proponeva di contrastare “lo stolto pregiudizio per cui l’uomo crede di poter impunemente combattere le peggiori violazioni contro le leggi naturali”, diffondendo i principi della giusta dietetica, basati sulla fisiatria, studio diretto a mantenere sano il corpo e a ricuperare la sanità perduta, senza bisogno di ricorrere alle medicine o alle

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operazioni inutili, dannose, deturpanti e talvolta mortali. Questo originale divulgatore della naturopatia, oltre a raccogliere nella sua rivista le principali teorie ascrivibili al naturismo, si adoperò perché le stesse trovassero una congrua applicazione. Tra le cliniche in cui furono attuati i principi propri del naturismo, si ricorda la “Sanar”, presso Villa Ida a Lanzo Torinese, con la supervisione del medico riminese Mario Mancini, membro della Società Italiana di Medicina Costituzionalista, autore, tra l’altro, dell’importante libro “Mondo malato: dall’atomo al cancro, dalla patologia umana a quella sociale, dalla materia bruta alla nascita della vita”. In tale casa di cura si praticavano varie terapie come l’elioterapia, la fangoterapia e l’uvoterapia (l’utilizzo dell’uva per fini terapeutici); ad ogni buon conto, il secondo conflitto mondiale, la caduta del fascismo poi, e soprattutto di Mussolini, che ammaliato dalle teorie naturiste aveva appoggiato l’iniziativa, posero fine all’esperienza dell’ Araldo della Salute. Nel 1963, Balena cercò di far rinascere la rivista, che si presentava del tutto uguale nella forma e nel contenuto dell’originaria sorta trent’anni prima. Ebbe poco successo: sicuramente i tempi erano mutati, ed in quegli anni, caratterizzati dal cosiddetto miracolo economico, occorrevano nuove e più aggiornate metodologie di comunicazione, in un campo, quello del naturismo e delle medicine alternative, che avrà invece un crescente ed esponenziale sviluppo. In conclusione si può affermare che l’Araldo della salute è stato un precursore di un variegato settore qual’ è quello del naturismo e delle medicine alternative, che ha visto poi germogliare e crescere un considerevole numero di periodici e di iniziative collaterali. Alcuni vicini di casa ricordano il fatto che Balena mandava una figlia a cuocere in un forno del paese il pane di segale da lui stesso preparato, e che la giovane veniva da più persone irrisa, perché “E pèn e duveva ès biènch e na nir”! Amante della natura e degli animali, come ci ricorda Edmo Vandi, ci preme ribadire che Glauco Balena fu un acerrimo nemico della vivisezione, poiché riteneva che non vi potesse essere alcuna giustificazione sotto il profilo etico per il massacro di animali, che quegli esperimenti comportavano. A tal proposito, l’ideatore dell’Araldo della salute, era talmente convinto di quella battaglia di civiltà, dal far stampare nel retro delle buste delle lettere della sua corrispondenza, l’immagine di un cane sottoposto a quelle atroci pratiche, seguito dal seguente scritto: Ecco uno dei tanti supplizi imposti agli animali in certi laboratori di fisiologia per trovare il segreto della salute. Esperimenti della più inumana crudeltà, inutili e dannosi…. Fosco Rocchetta


“ Un’Accademia da sogno dedicata alla Danza “

INAUGURAZIONE Domenica 18 Dicembre 2011 Siete tutti invitati all’apertura della nuova sede in via Carpi c/o playhall di Riccione dalle ore 17.00

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Memorial di tennis per Barnabè

Ai primi di ottobre si è svolto al tennis club di Villa Mussolini un torneo intitolato a Giancarlo Barnabè, il più volte consigliere comunale e candidato sindaco, scomparso dieci anni fa a 57 anni. Il memorial di tennis, promosso dal circolo che Barnabè aveva rilanciato alcuni anni prima di morire, ha visto la partecipazione di soci del club, amici e tennisti. La manifestazione è stata promossa dalla figlia di Barnabè, Antonia, che guida il circolo e ha fatto gli onori di casa durante il memorial. A ricordare la figura del politico scomparso è stato l’ex sindaco, ora presidente di Aeradria, Massimo Masini, che ha tratteggiato la figura di Giancarlo e il suo lungo impegno politico.

CALCIO

è “nato” lo Juventus Club

Il giorno Lunedì 3 Ottobre alle ore 21 si è svolta presso il ristorante Ranch Saloon a Riccione la prima assemblea dello Juventus Club Riccione 2011. Il club, nato il giorno 13 Luglio 2011, annovera ben 307 associati e si contraddistingue per essere l’unico punto di riferimento per i tifosi juventini in tutta la Riviera Romagnola. L’associato più giovane ha sette anni, il più anziano quasi novanta. Per rappresentare al meglio giovani e meno giovani, il Consiglio Direttivo è stato costituito rispettando anche un criterio anagrafico, con consiglieri di età compresa tra 18 e 72 anni. Alla serata ha partecipato il Dott. Ezio Morina, coordinatore mondiale di tutti gli Juventus Club Doc; un ospite quanto mai gradito che non solo ha assistito all’assemblea ma è intervenuto rispondendo ai numerosi quesiti posti dagli associati, dimostrando stile, passione e competenza tipici del modo

Juve. Lo Juventus Club Riccione 2011 ha puntato fin da subito sul web e sulle nuove tecnologie, dotandosi di un sito web modernissimowww.jcriccione.org, di una casella di mail certificata, di un’altra casella mail, di un forum e infine creando un gruppo facebook (juventus club riccione 2011) con quasi 200 iscritti. Tale idea vuole avvicinare sempre di più gli associati al club ed al consiglio direttivo che in tal modo può rispondere in tempo reale a domande, proposte e suggerimenti. Il club dispone inoltre di due strutture utilizzate come punto di riferimento ed incontro per gli associati: la sede presso il Ristorante Ranch e il Punto Juve presso il Caffè Panoramica. Tali luoghi permetteranno anche in futuro di costituire non solo un gruppo di associati ma di amici legati dalla passione e dall’amore per l’ unica squadra italiana con 29 scudetti vinti con merito sul campo. Forza Juve!

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Bergamonti La leggenda di Angelo Bergamonti è iniziata in un cupo giorno di pioggia del 1971, a Riccione. Succede spesso: i miti nascono quando le vite si spezzano troppo presto, e poi raccontano quelle vite senza mezzi toni, nè colori tenui. Tanto si è detto e scritto dell’incidente drammatico in cui perse la vita,

che in qualche modo cambiò la storia del motociclismo. Molto meno di tutto quello che c’è stato prima: chi era, cosa sognava, dove voleva arrivare Angelo Bergarnonti. Ripercorrendo la sua vita scopriamo (o riscopriamo) un campione di razza che ha sempre corso controvento, sacrificando il tempo alla passione, lottando contro un awersario troppo forte che si chiama destino. Quello, Bergamonti lo ha sempre avuto contro. E da quello è stato frenato, messo alla prova, ingiustamente castigato tante, troppe volte. Finché ha potuto, è caduto e si è rialzato, con un sorriso amaro. Guardando sempre avanti, cercando il traguardo che non è mai arrivato. Quarant’anni dopo, il nome di Angelo Bergamonti riaccende ricordi, emozioni, commozioni in chi gli è stato vicino, e ha conosciuto l’uomo prima ancora del campione. Sua moglie, le sue figlie, piccolo mondo in cui si rifugiava dopo ogni vittoria e dopo ogni dispiacere. Gli amici, quelli veri, quelli del paese della Bassa cremonese dove era cresciuto e di cui sentiva sempre forte e chiaro il richiamo. Sono loro a raccontare un talento delle piste che è stato anche un esempio di umanità, umiltà, dedizione al mestiere. Una storia bella che vale la pena non dimenticare. Quella di Angelo Bergamonti, il motociclista che non conobbe la fortuna.

TENNIS CLUB RICCIONE a cura di Piero Serafini

Cronaca del nostro 2011 Iniziamo con uno straordinario evento agonistico giovanile. Protagonisti 3 giovanissimi della nostra scuola, che nella categoria under 10 mista, si sono fregiati del titolo di campioni regionali 2011 a squadre. Per rendersi conto dell’importanza di questo successo, c’è da notare che l’Emilia-Romagna occupa uno dei primi posti in campo tennistico nazionale. L’impresa non può che esaltare gli autori Borroni Giorgia, Pecci Alessandro e Sforza Andrea, preparati con perizia da Federica Cerri coadiuvata da Eduard Miron, con la supervisione del D.T. Fabrizio Serafini. Vive congratulazioni sono state espresse dai dirigenti del Tennis Club a tutto il team. Già nel 2001 e 2003 la squadra composta da Del Bianco Riccardo, Vanucci Umberto, Del Bianco Federico [ e Mularoni Alberto, subentrato 2003] condotta dal M.o Fabrizio Serafini, aveva ottenuto altrettante vittorie,che sommate alla succitata, hanno realizzato un “TRIS” che pochi circoli possono vantare. Ed ora è doveroso elencare i giovani agonisti che con successo hanno partecipato a numerose gare. Qui di seguito i nomi e i simboli dei risultati V/vittoria- F/finale- S/semi-Gregoroni V/1- F/1Galeazzi S/2- SforzaV/2-F/2- S/2-PecciF/1- S/4- Palma F/1- D’Erasmo F/1-VanucciS/1 MorottiV/1 F/2-.Squadre U.12-14-16 femm. masch. agonisti , Borsetti Bianca, Ricci Giulia, Pratelli Agnese, Capelli Cristiana, Palma Nicolò, Vanucci Giovanni, D’Erasmo Andrea, Galeazzi Federico, Morotti Tommaso,Sforza Gianluca, Valentini Alberto, Conti Nicola . Nell’arco del 2011 il nostro sodalizio ha organizzato numerosi eventi che hanno registrato un flusso di circa 1000 presenze partecipando a tutte le manifestazioni che si sono succedute, mentre i nostri agonisti, in trasferta, si sono distinti in numerosi tornei con ottimi risultati. Gli “Over” meritano una menzione particolare per aver ottenuto 2 promozioni: dalla cat. D/3 a D/2 e dalla cat. D/4 a D/3 per il 2012. Passando alle manifestazioni organizzate dal nostro circolo, segnaliamo il torneo naz “open” sing. masch. di primavera- naz. sing. femm. “Masi” 4.cat.- torneo reg. sing, m/f under 10/12/14 “super tour”Australian - “memorial Anna Olivieri” femm.,per non dimenticare la nostra carissima amica ed apprezzata dirigente.- “24 ore”, maratona di tennis libera a tutti.In sintesi la cronaca : partecipanti oltre 200 – divisi in 2 squadre: Djokovic contro Nadal. Alla fine dei 132 incontri e 1577 giochi disputati, ha prevalso il team serbo su quello spagnolo per 846 contro 731. Un sentito ringraziamento ai sottocitati sponsor: Berardi Finance- Bodeguita del medio-Ceac-Conad Romagna-Flaminia bevande- Goccia blu- Mix sport – Marchigraph- Moca- Cattolica assicurazioni.Ultimi, ma non meno importanti, i componenti lo staff tecnico: FabrizioEddie-Federica-Ermete-Emanuela-Alex e Monica .Torneo di doppio misto per amatori “c’era una volta il tennis “. Sono di rigore racchette di legno e tenuta bianca. A chiusura dell’anno i 50.mi campionati sociali masch. e femm.. A seguire le premiazioni durante la cena sociale.Uscendo questo numero a ridosso delle feste natalizie, formuliamo i più sinceri auguri a tutti i lettori di questa rivista. Nel fotomontaggio da in alto a sx in senso orario: i neo campioni regionali, attorniati dai tecnici e genitori –il gruppo dei superstiti della maratona -24 H – Anna Olivieri - il nostro logopremiazioni memorial Anna Olivieri: da sx la segr. Alex la vincitrice Mirella Mancini - il dottor Giovanni Olivieri, vice presidente della Famija Arciunesa - la finalista Federica Bartolini e la presidente del T.C Riccione dott.ssa Franca Grossi Mancini.

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! s e w n r t p o s sportnews!

POLISPORTIVA COMUNALE RICCIONE

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Le manifestazioni 2011/2012

Anche per l’annata sportiva 2011/2012 lo Stadio del Nuoto di Riccione si conferma il principale impianto nazionale per il nuoto. Numerose sono le manifestazioni che si terranno nella nostra piscina a partire già dal primo week-end di dicembre, per concludersi con quello che sarà il più imponente appuntamento sportivo mai ospitato da Riccione: i Mondiali Master di Nuoto 2012 che vedranno al via più di 10mila atleti. Una grande occasione turistica per tutta la Perla Verde. Almeno due le occasioni in cui la Rai sarà presente in città: gli Italiani Assoluti invernali e primaverili. Di seguito, l’elenco delle manifestazioni in programma. 3/4 dicembre 2011 Coppa Città di Riccione di Nuoto Master 16/17 dicembre 2011 Campionati Italiani Assoluti Invernali di nuoto 6/12 marzo 2012 Campionati Italiani Assoluti Primaverili di nuoto 30 marzo/4 aprile 2012 Campionati Italiani Giovanili di nuoto 26/27 maggio 15ª edizione del Trofeo Italo Nicoletti di nuoto 3/17 giugno Mondiali Master di nuoto Nella foto Federica Pellegrini sarà ancora a Riccione.

Al lavoro!

Lavori in corso in piscina in vista dei mondiali Master 2012 di nuoto. Nell’immagine si può vedere come sarà lo Stadio del Nuoto una volta ultimati i lavori che sono ormai ripresi da alcuni mesi. Attualmente si sta lavorando, oltre che nella parte prospiciente via Emilia (dove sarà costruita la nuova piscina scoperta per la pallanuoto), anche nel giardino che guarda verso via Monte Rosa. Lì sarà costruito il nuovo bar/ristorante, proprio a ridosso della strada, aperto anche a chi non usufruisce dei servizi dello Stadio del Nuoto. Da notare che alla fine dei lavori, dove prima c’era la vecchia piscina, si creerà un nuovo spazio verde di circa 800 metri quadrati che si assommerà a quello esistente dalla parte di via Monte Rosa. Tutta l’area esterna sarà circondata da tigli. A quelli esistenti, se ne aggiungeranno altri 30. L’investimento è di un milione e 800mila euro che la Polisportiva investirà a fronte di una concessione d’uso, da parte del Comune, di 25 anni.

A Gennaio, si ricomincia! Dopo le feastività natalizie, riprendono i corsi di tutte le società e le sezioni della Polisportiva Comunale Riccione. A partire dalle attività in piscina per bambini, ragazzi ed adulti, compresi i corsi di aquawellness, ginnastica evolutiva e yoga, nonché dalle attività delle varie sezioni (subacquea, tuffi, pallanuoto, nuoto e nuoto master). Si prosegue con il pattinaggio artistico, l’atletica leggera, la ginnastica, l’Atr, il basket, la pallavolo, il podismo, l’hockey in line, il calcetto, il karate, il pugilato la thai-boxe. Tutti sport di competenza delle diverse società aderenti alla Polisportiva Comunale Riccione. Per avere informazioni più dettagliate su orari, costi ed effettivo inizio di corsi e lezioni, si può telefonare alla segreteria della Polisportiva Comunale Riccione allo 0541643559; alla reception dello Stadio del Nuoto allo 0541644410; o si può scrivere alla e-mail: info@polcomriccione.com, infine il sito www.polcomriccione.com

Aquawellness, prosegue l’attività Continua la rinnovata offerta dei nostri corsi di aquawellness, anche seguendo i suggerimenti dei nostri clienti (vedi l’articolo di ringraziamento). Due le tipologie d’abbonamenti (ad ingressi o a tempo); quattro le tipologie di lezione: aquagym, aquabike, bici ellittica e tapis roulant in acqua. Come sempre, per saperne di più, chiedete alla segreteria della Polisportiva Comunale Riccione allo 0541643559; alla reception dello Stadio del Nuoto allo 0541644410; oppure scrivete alla casella di posta elettronica info@polcomriccione.com. Infine, potete consultare il sito www.polcomriccione.com

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sporstn poe rw tnes w!s!

info@polcomriccione.com

Vogliamo ringraziarvi per avere risposto al questionario che i nostri addetti vi hanno sottoposto durante il periodo estivo. Abbiamo ricevuto più di 100 risposte! Sulla base delle vostre considerazioni e dei vostri pareri, abbiamo apportato una serie di modifiche ai nostri corsi di wellness: 1) da qualche mese sono cambiate, sia la tipologia degli abbonamenti, sia i loro prezzi 2) viene eliminato il numero minimo di partecipanti per dare il via a una qualsiasi lezione di aquawellness 3) sono state create nuove lezioni “a circuito” 4) sono state acquistate 30 nuove cinture per galleggiamento 5) il personale insegnante è già stato impegnato e usufruirà anche in seguito, di continui corsi di aggiornamento ... tutto questo grazie alla vostra collaborazione. Dunque, ancora una volta, GRAZIE!

“Amico sport” e “Sport a scuola“

Con l’inizio dell’anno scolastico sono partiti due progetti d’educazione motoria nelle scuole riccionesi. Si tratta di “Amico Sport” (nelle scuole dell’infanzia) e di “Sport a Scuola” (nelle primarie). Entrambe queste iniziative sono finanziate dal Comune di Riccione e gestite da alcune associazioni sportive coordinate, per il terzo anno consecutivo, dalla Polisportiva Comunale Riccione la quale utilizza una dozzina d’insegnanti altamente qualificati, tutti laureati in Scienze Motorie. Queste due iniziative prevedono incontri quindicinali con gli alunni per tutto l’anno scolastico. Fra gli obiettivi: valorizzare il gioco motorio, sviluppare abilità specifiche nei bimbi, promuovere un’azione educativa.

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Cinquant’anni e non sentirli Nel 2012 la Polisportiva Comunale Riccione compie 50 anni. Un traguardo importantissimo per il nostro sodalizio che in questi anni è cresciuto e si è imposto all’attenzione di tutte le delle federazioni sportive italiane. Naturalmente sono previsti festeggiamenti ed iniziative sulle quali terremo informati voi riccionesi sia dalle pagine di “Famija”, sia in tutti i modi possibili. Ci teniamo a festeggiare questo compleanno con tutti voi!

POLISPORTIVA COMUNALE RICCIONE

Gentili clienti dei corsi di aquawellness: GRAZIE!


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A settembre grande rientro per gli amanti del Taekwondo della Palestra Sparta per iniziare un nuovo anno ricco di emozioni e novità da condividere con chi ha voglia di grinta e provare una affascinante esperienza. ORARI

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Riaprono i corsi 2011-2012 Il Taekwondo, che conta il maggior numero di praticanti in tutto il mondo, è l’ arte del combattimento, difesa personale, tecnica di precisione e potenza ed evoluzioni dinamiche e spettacolari. Una disciplina orientale completa, che aiuta il bambino ad integrarsi nel gruppo riuscendo ad acquisire maggiore sicurezza in se stesso, donandogli disciplina e maturità in un contesto sportivo, sano e divertente. L’ adulto imparando un’ arte marziale energetica e competitiva, trae beneficio mentale e fisico scaricando tensioni e stress accumulato quotidianamente. Il Taekwondo WTF, rappresentato unicamente dall’ Associazione Fist Academy, ha partecipato all’ evento mondiale WTKA. 90 nazioni, 300 arbitri, 4000 atleti. Numeri che sbalordiscono! Tutte le discipline di arti marziali sono state riunite al Festival dell’ Oriente nel centro fieristico di Massa Carrara nei giorni 27-28-29-30 ottobre in cui anche i dirigenti e rappresentanti del Taekwondo Riccione hanno fatto parte all’ evento insieme al gruppo Fist Academy. Per l’inaugurazione della cerimonia di apertura il Presidente della Repubblica ha omaggiato la sua presenza e durante

CORSI

il Festival numerose televisioni tra cui Italia uno e Sky hanno partecipato all’ evento. Una manifestazione di grande rilevanza, in cui si disputava il campionato del mondo WTKA e dove padiglioni interi erano dedicati a spettacoli folkloristici, prodotti orientali e stage di arti marziali in cui il Taekwondo Fist ha avuto un ottimo successo.

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Taekwondo Riccione ‑ Song Moo Kwan. Centro Specializzato che si avvale della lunga esperienza e serietà del D.T. M° Geo Ottaviani C.N. 6° Dan, diplomato alla World Taekwondo Federation Seul Korea. Allievo del Grande Maestro Chung Kwang Soo 9° Dan. Ambasciatore per I’Europa e D.T. FIST Taekwondo Academy coadiuvato dal M° Roberto Betti 5° Dan e degli aiutanti­istruttori Gianluca Lotti 4° Dan e Uguccioni Luna 3° Dan. MARTEDÌ, GIOVEDÌ E VENERDÌ DALLE 17.00 OGNI ORA FINO ALLE 22, 00 CORSI DI DIFESA PERSONALE HONSULSIL (si può imparare a qualsiasi età) per DONNE che vogliono farsi rispettare

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FOTOGRAFIA

“Nel giardino degli incanti” tastico dicendole: “Tu dovrai essere un fantasma! ”E lei: “Non capisco!” “Fa niente te lo racconterò”. Siamo andati dopo pochi giorni nel giardino di un hotel di Riccione ed ho scattato questa fotografia che mi fa rivivere, ancora oggi, le stesse sensazioni, emozioni ed incantesimi vissuti in quel pomeriggio d’autunno quando ancora ero un bambino. Giugno 2009 Innocenti Marco

Il proverbio Alzarsi alle 6 Mangiare alle 10 Cenare alle 5 A letto alle 10 ...l’ispirazione per questa fotografia mi è venuta sfogliando a notte fonda e quasi con sufficienza, il vocabolario della lingua italiana appoggiato sul tavolo di casa. Era un periodo in cui stavo sperimentando la fotografia con pellicola all’infrarosso ed ero alla ricerca di un qualcosa che si prestasse a questo genere di fotografia ma che non fosse il solito paesaggio. Mi ono soffermato casualmente sulla parola “BISBIGLIO” e subito mi è venuta in mente “La casa dei fantasmi”, una villa poco distante da casa mia, abitata solo d’estate da forestieri, sulla quale s’immaginavano storie di fantasmi, streghe e strani esseri. Quando avevo circa 10-11 anni con alcuni miei amici della stessa età,

al pomeriggio dopo i compiti, ci si incontrava per giocare sulla strada vicino a questa casa avvolta dalle nostre suggestioni e dalle nostre paure. Nel suo giardino c’erano delle statue, alcune della quali talmente ricoperte d’edera da alterarne le forme facendole sembrare delle creature misteriose; così come quelle finestre chiuse da persiane di color verde scuro da cui, in un tardo pomeriggio d’autunno, sbirciando dal cancello uno di noi -non ricordo chi fosse- disse: “SSSSSSS, ho sentito un BISBIGLIO provenire da quella finestra !” e noi, impauriti, scappammo via. Così mi è venuta subito l’idea ed ho proposto ad una ragazza di mia conoscenza di posare per questo mio ricordo fan-

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Fa viver l’uomo dieci volte 10


POESIA

CICLOTURISMO

8 riccionesi (s)corrono lungo il Danubio

Eccoli in una foto nella Hauptplatz di Linz, terza città d’Austria, che li ritrae tutti assieme: da sin. Gigliola Vincenzi e Lanfranco Francolini, Gianni Piccioni e Anna Rita Angelini, Luigi Cavallucci, Sebastiano Sciara. Cinzia Casadei e Raul Baiocchi.

Sono partiti in 8 da Riccione capitanati dal Vice Sindaco Lanfranco Francolini e hanno percorso, in sella alle loro biciclette, i 330 km di pista ciclabile lungo il Danubio, da Passau (Germania) a Vienna (Austria). Si tratta di uno dei percorsi piu’ amati dagli appassionati del turismo sulle due ruote perché, oltre alle bellezze paesaggistiche, come la splendida ansa di Schloegen, la famosa “via del vino” della Wachau con i suoi vigneti e frutteti, non mancano spunti per deviazioni culturali, quali il convento di Wilhering con i suoi 1000 angeli disegnati, la basilica

barocca nello splendido borgo di Maria Taferl, la ricchissima abbazia benedettina di Melk, ma anche il tristemente famoso campo di concentramento nazista di Mauthausen.II percorso, che con le numerose deviazioni sfiora i 400 km, risulta comunque di semplice approccio anche alle famiglie, proprio per la sua caratteristica pianeggiante. II nome di Riccione è scivolato via pedalando lungo le anse del bel Danubio blu, anche grazie alle magliette che gli 8 ciclisti vacanzieri avevano fatto stampare, con il logo della nostra città, in previsione della vacanza!

Enzo Travaglini è nato nel 1966, a Riccione. E’ sposato con Sabrina, con la quale ha due figli, Riccardo e Andrea. Lavora come infermiere professionale. Ha fatto parte della compagnia teatrale “Teatro Per”, diretta dal poeta e regista Pasquale D’Alessio. Alcuni suoi testi sono stati pubblicati sul periodico locale “Famija Arciunesa”. Questo è il suo primo libro di poesie. Bellissima la dedica! A mio babbo che se ne andava via, on una poesia nel portafoglio appena più in là della carta d’identità.

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Come eravamo Nozze d’oro Cesarina Maestri (1943) e Sergio Casadei (1944) il prossimo 14 dicembre festeggeranno i cinquant’anni di unione sentimentale assieme al figlio Luca e alla nuora Miriam. Il fatidico “Sì” a suggellare il loro matrimonio nella chiesa Mater Admirabilis di Riccione marina è infatti datato 1961. A loro gli auguri della Redazione. 1961

2011

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Riccione. Bar Roma di corso F.lli Cervi. Da sin.: Tommaso Dionigi, Renzo Righini, Umberto “Ribo” Baldassarri, Renzo “Zimbo” Montebelli, Silvano “Pupo” Rinaldi, Martino Balducci, Puricelli il bagnino.

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Marzia Boschetti Walter Pesaresi Emporio dell’Alba Edicola Via Dante 297/c Via La Spezia / Portofino

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Famija Arciunesa