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I super cibi che curano

RIZA

NUOVO

I super cibi che curano

Ecco gli alimenti che agiscono come farmaci per superare ogni problema di salute PER IL CUORE

Affidati ad avena, anacardi, barbabietole, kefir e non farti mancare le uova

PER L’INTESTINO

Salvi il colon con pere, finocchi, riso integrale, lamponi e anche il tarassaco

RIZA

Ci vogliono pomodori castagne, quinoa, frutti di bosco e pesce azzurro

PER IL CERVELLO

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Sommario Introduzione: il cibo nella storia La storia umana si intreccia con quella dell’alimentazione: vediamo come, nel tempo, è cambiato il nostro modo di stare a tavola. Pag. 6

Cervello e sistema nervoso Vediamo quali sono i nutrienti in grado di proteggere i nervi, e dare al cervello ciò che lo può difendere da ogni disturbo.

Pag. 24

Il cuore e la circolazione L’apparato circolatorio necessita di un continuo rifornimento di sostanze antiossidanti. Pag. Ecco gli alimenti in cui ne trovi di più. 40

Il sistema respiratorio In alcuni cibi possiamo trovare le sostanze che difendono le mucose respiratorie e stimolano Pag. anche la capacità polmonare. 56

L’apparato muscolo-scheletrico Che il cibo dia forza lo sappiamo da sempre. Ma la qualità conta più della quantità. Ecco quelli che servono a muscoli e articolazioni. Pag. 68

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L’apparato digerente Le recenti scoperte sul microbiota intestinale hanno rivoluzionato le nostre conoscenze Pag. sull’impatto che il cibo ha sulla salute. 80

Il sistema genito-urinario Cistiti, infezioni e problemi renali dipendono anche dall’alimentazione. E i nutrienti giusti calmano i sintomi legati al ciclo mestruale. Pag. 96

L’apparato endocrino Le ghiandole traggono da ciò che portiamo a tavola i costituenti per la produzione ormonale. Vediamo quali sono i più importanti. Pag. 104

I disturbi più comuni Un’appendice che serve a dare suggerimenti alimentari per aiutare a superare problemi Pag. di salute di varia natura e gravità. 112

direttore pubblicità Doris Tieger

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stampato in Italia da: Stampato da Rotolito Spa Via Brescia 65 20063 Cernusco sul Naviglio (Mi)

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distribuzione per l’Italia: So.Di.P “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) Associato a:

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Il cibo nella tradizione ayurvedica In questi testi che risalgono a 7000 anni fa ci sono indicazioni di grande modernità. Già allora l’alimentazione era considerata il primo presidio per la difesa della salute

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l rapporto con il cibo è sempre stato contraddistinto da una sorta di dualismo: da una parte, storicamente, troviamo l’arte culinaria e la ricerca del buono. Dall’altra, invece, possiamo vedere come determinati precetti mirassero al sano, più che al soddisfacimento della gola e del gusto. Questo dualismo ha origini veramente antichissime e possiamo trovarne traccia già in alcuni degli scritti più antichi della storia umana: i veda. Si tratta di scritti risalenti almeno a 3500 anni fa (i Rig-veda), che tuttavia costituiscono la sistematizzazione di una tradizione orale antecedente e quindi molto più antica.

asserivano già in quel tempo che il cibo, assimilato, diventava parte di noi. Insieme all’acqua e all’aria che respiriamo possiede un effetto sottile sul nostro organismo. Ecco allora che per mantenere il corpo (e la mente) in salute, dobbiamo conoscere le caratteristiche di ciò che portiamo a tavola e nutrirci quindi di quanto ci può aiutare a mantenere salute fisica e serenità interiore.

La freschezza e l’energia I veda contengono informazioni molto precise riguardo al tipo di effetto che gli alimenti hanno sul corpo umano. Il cibo, infatti, possiede un prana, un’energia, che può essere in sintonia con la nostra o meno. Le teorie ayurvediche moderne si spingono a dire anche che il cibo fresco è quello più ricco di prana, che via via scema quando viene sottoposto a conservazione (di qualsiasi genere) o a cotture.

Il cibo come parte di noi I testi vedici contengono osservazioni che sono di fondamentale importanza e che stupiscono per modernità e consapevolezza. Gli antichi autori induisti, infatti,

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Così influenza il corpo L’effetto del cibo sul corpo dipende dal tipo di energia che contraddistingue la singola persona. Si tratta di quello che viene definito dosha e ognuno di noi ne possiede in proporzione variabile. Ce ne sono tre e la perfezione si ottiene grazie a un equilibrio perfetto tra loro. Questo è di per sé labile e può essere corretto (ma anche alterato) per via alimentare. Vediamo quali sono i dosha.

L’importanza dei sapori e il loro ruolo nel corpo La profonda correlazione che lega tutte le cose dell’universo si può trovare anche nel cibo, secondo la tradizione ayurvedica. Come avviene in numerose altre culture, l’induismo si struttura su alcuni principi cardine, che nel caso specifico sono i cinque elementi costitutivi fondamentali che corrispondono a terra, acqua, aria, fuoco ed etere. Questi elementi hanno una relazione con i sapori fondamentali, che sono dolce, salato, aspro, pungente, amaro e astringente (tannico). La relazione può essere così riassunta:

1 - vata pitta kapha Governa il movimento del corpo. Se eccede bisogna eliminare gli alimenti che ne contengono.

1 – Il sapore dolce (tipico di zuccheri e amidi) è dato dall’unione di terra e acqua. 2 – Il sapore salato (quello del sale, ma anche delle alghe) dipende da acqua e fuoco. 3 – Il sapore aspro (tipico della frutta) dipende da terra e fuoco.

2 – Pitta (acqua e fuoco) È l’energia metabolica che, se troppa, crea problemi digestivi e di ansia e irritabilità.

4 – Il sapore pungente (quello delle spezie, che prevede anche la piccantezza) viene dall’unione di fuoco e aria. 5 – Il sapore amaro (legato alle erbe) è dato dall’unione di aria ed etere. 6 – Il sapore astringente, tannico (della melagrana e del tè) viene dall’unione di terra e aria.

3 – Kapha (terra e acqua) È definita come un’energia di coesione e governa i fluidi corporei. Se alterata, questa energia rende apatici, stanchi e pigri.

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Con il caffè sei più lucido

Non solo perché tiene svegli: questa bevanda contiene anche polifenoli che allontanano il rischio Alzheimer

Tarassaco

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l caffè è una bevanda che non manca mai, all’interno di uno stile di vita mediterraneo, e ben sappiamo come quest’ultimo (se ben seguito) sia in grado di rallentare moltissimi processi di invecchiamento. Il caffè, al di là della caffeina che stimola il sistema nervoso, contiene anche molte sostanze antiossidanti che svolgono un’azione positiva sulla salute dei neuroni. Si tratta di acidi clorogenici che hanno dimostrato di avere una spiccata azione protettiva nei confronti delle malattie neurodegenerative. L’azione dell’acido clorogenico viene potenziata dai tanti polifenoli presenti nella bevanda.

Tre al giorno è la dose perfetta Secondo i ricercatori dell’Istituto farmacologico Mario Negri, un individuo in buona salute può trarre la quantità ottimale di antiossidanti dal caffè bevendone 3 tazzine al giorno. Gli esperti dell’istituto di ricerca italiano ammoniscono però che il consumo dovrebbe avvenire rigorosamente senza zucchero, poiché il caffè dolcificato produce sbalzi glicemici che finiscono poi con l’interferire con altri meccanismi biologici.

Una ricerca curiosa: meglio caldo che freddo Una ricerca statunitense, condotta da ricercatori del dipartimento di chimica e biochimica della Thomas Jefferson University di Philadelphia, ha dimostrato che l’assimilazione delle sostanze antiossidanti avviene in maniera più rapida e completa quando si assume la bevanda calda, rispetto a quella fredda. Il segreto è contenuto nella quantità di acidi titolabili totali, che reagiscono più facilmente alle alte temperature, dando quindi vita a composti benefici con maggiore facilità. Un’altra curiosità: il caffè decaffeinato, pur privato della sostanza eccitante, mantiene intatte le sue proprietà antiossidanti.

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Il cioccolato

è un toccasana per l’umore

Quello fondente svolge un doppio ruolo: rasserena ed è ricco di sostanze che proteggono l’organismo. Sistema nervoso compreso

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ben noto, anche solo per Schisandra l’esperienza comune, come il cioccolato sia da considerare a tutti gli effetti un “comfort food”, cioè uno di quegli alimenti che, appena messi in bocca, subito determinano una sensazione di benessere. Il motivo di ciò va ascritto alla presenza di triptofano, una sostanza che concorre alla produzione della serotonina, l’ormone che stabilizza (in positivo) il tono dell’umore. Inoltre consente di recuperare anche una certa lucidità, similmente a quanto fa il caffè, poiché contiene magnesio e polifenoli in grande quantità. E queste sostanze hanno un effetto tonico sull’attività cerebrale.

Ne va consumato poco e solo fondente

Allontana lo stress

La prima importante indicazione riguarda il fatto che il cioccolato che fa bene è quello fondente e non quello al latte: il primo (proprio per la sua maggiore purezza), è più ricco di sostanze benefiche rispetto a quanto non accada per il secondo che, invece, è molto caratterizzato dagli zuccheri e dalla palatabilità offerta dai grassi del latte. Bisogna inoltre sapere che si può consumare cioccolato a patto di farlo in piccole quantità (uno, due quadretti alla volta; gli esperti dicono che il peso della singola dose dovrebbe essere di sette grammi) e che quest’ultimo sia fondente con una percentuale minima di cacao del 70%.

Ci sono anche altri composti che rendono il cioccolato così utile a migliorare il tono dell’umore e tra questi citiamo senz’altro la feniletilammina e l’anandamina, che hanno la capacità di contrastare l’azione degli ormoni dello stress, come l’adrenalina e la noradrenalina. Ecco perché, quando siamo in una situazione di stanchezza psicofisica, il cioccolato possiede questo grande potere consolatorio. Bisogna però limitarsi nel consumo, se si vuole ottenerne un beneficio reale.

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CosĂŹ puoi aiutare a tavola

la

circolazione

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Cuore, vene, arterie risentono di ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno. La storia insegna che la dieta mediterranea è quella che protegge di più

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opo avere visto quali sono i cibi che aiutano a prevenire o a curare i disturbi del sistema nervoso, compresi quelli del tono dell’umore, approcciamo adesso un altro capitolo molto importante: quello relativo agli alimenti in grado di eseguire lo stesso compito sul sistema cardiocircolatorio e vascolare. Prenderemo allora in considerazione i nutrienti che servono a proteggere il cuore, ma anche a difendere la salute di arterie e vene. Senza dimenticare i piccoli vasi, la cui sofferenza spesso anticipa quella dei vasi più grandi. Vedremo anche come evitare la formazione di placche aterosclerotiche che mettono in pericolo la salute delle arterie. Parlando di circolazione non possiamo poi dimenticare l’importanza di tutti gli alimenti che servono a mantenere bassi i livelli di pressione sanguigna, poiché è proprio l’ipertensione uno dei peggiori fattori di rischio per il sistema circolatorio. E gli studi scientifici hanno

dimostrato che gli errori alimentari possono determinare un’alterazione dei valori pressori. Scopriremo così che moltissimi degli alimenti consigliati fanno parte di quella che è stata chiamata “dieta mediterranea”. Ciò non deve sorprendere, poiché (lo ricordiamo), questo regime alimentare venne apprezzato soprattutto per la sua capacità di ridurre infarti, ictus, ischemie e altri eventi acuti a carico dell’apparato circolatorio. Oggi, paradossalmente, sono proprio i Paesi mediterranei quelli che hanno visto peggiorare le statistiche riferite alle malattie vascolari; ciò è dovuto al fatto che mentre il mondo comprendeva il valore della tradizione alimentare delle antiche popolazioni mediterranee, queste ultime si facevano “sedurre” da stili di vita importati dall’estero, specialmente dai Paesi anglosassoni, rigettando quelle sane e millenarie abitudini. Vediamo allora attraverso quali cibi possiamo fare del bene al nostro cuore e alla rete di vasi che il cuore stesso alimenta.

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Lo yogurt greco contro la stomatite

Contiene sostanze lenitive e probiotici che servono a sfiammare le mucose. Inoltre è facile da assumere, quando la bocca è in fiamme

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a stomatite è una malattia che può avere varie cause. Può infatti essere la conseguenza di una aggressione di tipo virale oppure l’effetto di una sofferenza intestinale che si presenta poi con la comparsa di queste lesioni nella bocca. Altre volte l’origine è traumatica e può dipendere da un graffio sulla mucosa, dalla temperatura troppo calda del cibo e così via. Qualsiasi sia la causa che dà origine alle lesioni è importante sapere quali sono gli alimenti che abbinano due qualità fondamentali: possiedano nutrienti in grado di curare il problema e una consistenza che si adatti bene alla sofferenza delle mucose, dato che impedisce di nutrirsi con agio.

Poco lattosio e molti fermenti

Se ne può prendere tutti i giorni

Lo yogurt greco è un alimento che si sposa molto bene con le esigenze di coloro che sono alle prese con la sofferenza causata da una stomatite poiché si tratta di un alimento piuttosto magro (la percentuale di grassi, con questa lavorazione, è inferiore rispetto a quella dello yogurt tradizionale), sicuramente fresco al palato e quindi facile da deglutire, che contiene un ridotto contenuto di zuccheri ma, allo stesso tempo, è ricco di fermenti lattici benefici, della famiglia dei bifidobatteri e dei lattobacilli. Sono proprio questi fermenti che, nell’intestino, svolgono l’azione disinfiammante che serve, più o meno direttamente, a curare i fastidi delle mucose della bocca.

Nel periodo di maggiore sofferenza il consumo di yogurt può essere anche quotidiano. Quando la situazione migliora e si può ricominciare a mangiare in modo più vario, il consumo può diminuire ma è comunque bene mantenerlo nelle rotazioni, specialmente a colazione. Arricchito con frutta fresca ed eventualmente un po’ di miele diventa una fonte di vitamine e minerali che aiutano le mucose orali a restare in salute.

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La papaya

può curare le afte

Se compaiono queste lesioni vanno assunti cibi che sono in grado di stimolare i processi di cicatrizzazione. La papaya è uno di essi

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no dei fastidi che caratterizzano le afte è la loro persistenza nel tempo. Chi ne soffre sa bene che la sofferenza della bocca, nella sua fase più intensa, può durare anche una settimana e, dalla comparsa della lesione fino alla sua scomparsa, possono passare fino a quindici giorni. In quelle due settimane ogni toccatura, urto, frammento di cibo o bevanda provocano fastidio e, qualche volta, un dolore molto intenso. Ecco perché bisogna conoscere quali sono i cibi che velocizzano il processo di guarigione.

Il segreto è nella vitamina A La papaya ha spiccate proprietà curative per ciò che riguarda tutto l’apparato digerente. Quindi ne approfittiamo anche per dire che si tratta di un alimento capace di disinfiammare tutte le mucose, da quelle della bocca a quelle dell’esofago e via via fino a quelle intestinali. Il motivo di tanto potere curativo va cercato nelle alte concentrazioni di betacarotene, che è un precursore della vitamina A, la quale svolge un’azione riparatrice delle cellule. Aiuta quindi a velocizzare il processo di cicatrizzazione e, nei casi più fortunati, può addirittura bloccare lo sviluppo dell’afta, riducendo notevolmente il periodo di disagio.

la PaPaiNa sVolGe UN’aZioNe iMPortaNte Oltre alla vitamina A la papaia possiede un composto specifico, che si chiama papaina, il quale ha dimostrato di essere in grado di lenire i processi flogistici a carico delle mucose. Che siano quelle della bocca, dell’esofago o del colon è indifferente: la papaya può essere assunta in dosi da 100 grammi al giorno.

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