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TURISMO d’AFFARI

Numero 4 • ottobre - novembre - dicembre 2016

Business Travel • Ospitalità • Tmc • Transportation

Poste Italiane SpA - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano. In caso di mancato recapito si restituisca al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa. Euro 4,20

TICKETING

IATA: COME CAMBIA LA DISTRIBUZIONE TENDENZE

ANDAR PER FIERE COVER

STORY

I PAGAMENTI? SOLO VIRTUALI HÔTELLERIE

FLEET

RISPARMIARE NON BASTA

LA “SVOLTA ELETTRICA” È ANCORA LONTANA

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MANAGEMENT

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Sommario

n° 4 - 2016

6 / EDITORIALE 8 / COVER STORY I pagamenti? Solo virtuali di Giorgio Maggi

14 / CORSO DI FORMAZIONE Bt e numeri: adesso ne so di più di Giovanni Fassola

18 / AVIAZIONE CIVILE Parte la guerra all’anidride carbonica di Giovanni Fassola

24 / CARLSON WAGONLIT TRAVEL Un anno di agilità per i travel manager di Matteo Rocca

32 / NEWS Check in

A cura della redazione

36 / TICKETING Iata: come cambia la distribuzione di Giorgio Maggi

38 / HÔTELLERIE Risparmiare non basta di Giovanni Fassola

52 / FLEET MANAGEMENT La “svolta elettrica” è ancora lontana 54 / RAILWAYS Sono sicure le nostre ferrovie? di Ferdinando Farba

41 / LISBONA CONVENTION BUREAU Lisbona per il business di Sabrina Piacenza

58 / WORLDWIDE Business lungo la Via della Seta di Michele Arrigoni

42 / BUSINESS TRAVEL E MICE Magica Madrid!

di Michele Arrigoni

di Simona Zin

30 / HOGG ROBINSON GROUP HRG, un anno ricco di soddisfazioni

44 / NEWS Reception

62 / NEWS Block notes

A cura della redazione

64 / INDIRIZZI

A cura della redazione

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di Alessandro Rigatto

di Nicoletta Giraldi

26 / TENDENZE Andar per fiere

di Matteo Rocca

48 / CAR FLEET Berlina, station wagon o monovolume, quale scegliere?

66 / COLOPHON

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Le convention non devono essere convenzionalli Un viaggio d’affari a Madrid fa sembrare il lavoro molto meno duro del solito. Tempo soleggiato, sedi congressuali comodamente raggiungibili e pranzi da buongustai sono solo alcuni dei punti forti della cià per chi la visita in viaggio d’affari. Dopo una giornata intensa i famosi musei e gli eleganti negozi di Madrid sono un oimo modo per ricaricarsi prima di assaporare la sua vivace vita nourna. Rilassatevi con qualche tapas in un caffè all’aperto o ballate fino all’alba. Qualunque cosa facciate, Madrid è il business.

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Editoriale

BUSINESS TRAVELLER, PIONIERI DELLA FRONTIERA VIRTUALE di Paola Olivari

I

l business travel corre veloce verso il futuro. Tanto veloce da rendere il confine tra l’oggi e il domani sempre meno definito. È la piattaforma per sperimentare nuove tecnologie, l’avamposto di fusione tra i modelli comportamentali della vita quotidiana e quelli lavorativi. Sempre più il Bt vive di dati e di stringhe e, smartphone alla mano, i viaggiatori sono iperconnessi. Tutto transita rapidissimamente via web 24 ore al giorno, sette giorni su sette: richieste, autorizzazioni, prenotazioni, cambi, alert, informazioni e... pagamenti. E proprio su quest’ultimo aspetto si aprono ora, grazie ai progressi tecnologici, scenari pionieristici che vedono i viaggiatori d’affari italiani in pole position. Già qualche mese fa alcuni studi sottolineavano infatti come mobile e virtual payment stessero guadagnando un riconoscimento sempre più ampio tra i travel manager a livello globale e il Belpaese si dimostra uno dei mercati più interessati alle soluzioni digitali nell’ambito delle transazioni. Adottare una strategia improntata al virtual può apportare notevoli benefici al travel program di un’azienda. Dal punto di vista dei costi, prima di tutto. Basti pensare che per ogni numero di carta rubato la perdita è di circa duecento dollari e il costo annuale di riconciliazione dei dati delle carte aziendali è elevatissimo. Sul fronte del controllo, poi, i sistemi virtuali permettono di porre un limite alle spese dei traveller e precise restrizioni ai fornitori, aumentando in questo modo la possibilità che i viaggiatori rispettino la compliance aziendale. Senza contare la gran quantità di dati travel che possono essere facilmente raccolti utilizzandole, visto che ogni virtual card possiede un proprio e unico Id in grado di tracciare direttamente quanto sta spendendo il viaggiatore e come. Per conoscere lo stato dell’arte ne abbiamo parlato con gli esperti nella cover story di questo numero ricco di spunti tecnologici e no. Buona lettura. 6 06 TdA 4-16 Editoriale.indd 6

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JAPAN’S ONLY

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Cover story di Giorgio Maggi

Tutelarsi dalle frodi, gestire i fornitori ed effettuare le transazioni senza contanti. Il virtual payment è la nuova frontiera del business travel e se oggi sono ancora poche le agenzie che hanno già deciso di “convertirsi” alla tecnologia per amministrare in toto la propria contabilità, il cambiamento è alle porte. E l’Italia è un trendsetter

I PAGAMENTI? SOLO VIRTUALI

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i contante neanche a parlarne, ma anche per le carte di credito cui siamo abituati il futuro potrebbe non riservare nulla di buono. La nuova frontiera nei pagamenti del business travel si chiama invece virtual payment, ovvero rendere quanto più possibili cashless i passaggi di denaro tra tra aziende, agenzie di viaggio, tmc e fornitori di servizi. «Ormai nel nostro mondo non si parla più di plastica (le carte di credito, ndr), ma di pagamenti virtuali e di sistemi che consentono di elaborare tutti i dati di spesa di chi viaggia per lavoro», dice Carlo Liotti, Vice President e General Manager, Head of Merchant Services and Corporate Payments di American Express Italia, che ha da poco lanciato sul mercato una piattaforma che ha nelle transazioni virtuali la propria ragion d’essere.

delegato di AirPlus Italia (nella foto) – la conoscenza e la diffusione di nuovi tools possono semplificare i processi di gestione dei viaggi d’affari, ottimizzare i costi e permettere di raggiungere gli obiettivi aziendali con una maggiore conoscenza complessiva sul sistema

travel, sulle scelte da effettuare e sulla certezza che queste scelte possono condurre ai risultati prefissati nel pieno rispetto di budget improntati a una maggiore efficienza». E anche se il virtual payment viene oggi utilizzato soprattutto per il pagamento degli hotel, la ricerca metteva in evidenza come questa tecnologia potrà essere usata in futuro per pagare una più ampia varietà di spese. Se a ciò si aggiunge il fatto che il mobile payment sta decollando nel mercato consumer grazie alle iniziative di aziende come, per esempio, Apple, Google e Samsung, non è difficile capire come mai l’importanza dei pagamenti via mobile fosse riconosciuta da una proporzione decisamente più alta di viaggiatori (76%) che non di travel manager (61%).

Arrivano i pagamenti digital A richiamare l’attenzione sul ruolo sempre più importante dei pagamenti digitali nel mondo del business travel, d’altronde, ci aveva pensato già qualche mese fa l’AirPlus Travel Management Study di AirPlus (vedi infografico qui accanto), che sottolineava come mobile e virtual payment stanno guadagnando un riconoscimento sempre più ampio: a livello globale, circa tre quinti dei travel manager e tre quarti dei viaggiatori d’affari intervistati, infatti, affermavano che questi mezzi hanno già prodotto effetti nel settore Bt. «In questo senso – spiegava Diane Laschet, amministratore

Fonte: AirPlus International Travel Management Study 2016

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Italia davanti a tutti E non è tutto, perchè l’importanza dei pagamenti digitali è inevitabilmente destinata a crescere nei prossimi anni quando i protagonisti dei viaggi d’affari saranno, per la maggior parte, Millenials. A questo proposito, una quota relativamente alta di travel manager, il 37%, indica un sensibile effetto sui viaggi d’affari da parte delle app mobile; eppure solo il 27% ritiene che un effetto altrettanto deciso provenga dalla fascia più giovane di viaggiatori, nonostante si possa affermare che è proprio l’utilizzo esteso di app a rappresentare un comportamento distintivo di questo gruppo demografico. Risultato: i viaggiatori più giovani devono essere trattati diversamente, per esempio lasciando loro più flessibilità nel come e che cosa prenotare? O, piuttosto, le policy devono essere le stesse per tutti i colleghi, indipendentemente dall’età? E l’Italia? In questa fase di cambiamento epocale, il nostro Paese non ha niente da invidiare agli altri. «L’Italia è un trend setter nei digital payment – osservava a margine dello studio Patrick W. Diemer, Ceo di AirPlus International – con una quota pari all’88 per cento degli intervistati che

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si dicono convinti dell’importanza dei pagamenti virtuali. La percentuale diminuisce se si considera lo specifico ambito dei mobile payment, dove una quota molto importante, ma ferma al 54 per cento dei rispondenti, si dice convinta che abbiano un impatto diretto sul business travel». Se poi si alza lo sguardo sulle business app per il travel si vede che il 68 per cento degli intervistati a livello mondiale le considera molto importanti, mentre in Italia la percentuale scende al 59 per cento. Italia: il bt rappresenta il dieci per cento del mercato digitale dei viaggi Ma la conferma che il business travel sta compiendo già oggi passi da gigante verso la digitalizzazione arriva anche dai dati contenuti nell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano. Ebbene, se in assoluto nel 2016 il mercato digitale del turismo in Italia è cresciuto dell’8 per cento e vale 10,3 miliardi di euro, le spese legati ai viaggi d’affari hanno inciso per oltre il dieci per cento del transato online (attestandosi in valore assoluto oltre il miliardo di euro), dimo-

«L’Italia è un trendsetter nei digital payment con una quota pari all’88% degli intervistati che si dice convinta dell’importanza dei pagamenti virtuali», ha dichiarato Patrick W. Diemer, Ceo di AirPlus International

strando, secondo i curatori dell’indagine, di essere uno degli ambiti dai quali ci si può aspettare la maggiore crescita in futuro. Non solo: una recente survey di Hrs indica come i responsabili della gestione dei viaggi d’affari ricorrano abitualmente a strumenti digitali per il controllo della spesa (53%) e per una contabilizzazione che permetta una riduzione considerevole dei tempi amministrativi (52%). Il tutto utilizzando strumenti come i sistemi di pagamento elettronici (89%), quelli per la rendicontazione delle spese di viaggio (68%)

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e tool informatici in grado di monitorare e analizzare le spese dei viaggi/missioni (67%). Ancora molta strada, però, rimane da fare nell’universo dei self booking tool. «Rappresentano il futuro – ha detto presentando i risultati della ricerca Marco D’Ilario, Managing Director di Hrs Italia - e a oggi hanno registrato un tasso di penetrazione nel Centro-nord Europa pari al cinquanta per cento. Hrs è integrata con i più diffusi self booking tool internazionali e con quelli sviluppati localmente da Tmc come Uvet e Cisalpina. Attraverso queste integrazioni, riusciamo a migliorare il contenuto disponibile sia per ampiezza degli hotel disponibili e accessibilità a tariffe scontate, sia per la migliore customer experience dei travel manager e degli utilizzatori». Frodi: per ogni carta rubata la perdita va dai 150 ai 205 dollari Quando si parla di transazioni, però, per quale motivo l’automazione del pagamento virtuale e le carte di credito virtuali dovrebbero produrre maggiori benefici di metodi tradizionali come carte di credito aziendali e conti business travel? A dirlo è un recente white paper prodotto dalla divisione Bcd Travel’s Research & Intelli-

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mettono di porre un limite alle spese dei traveler e precise restrizioni ai fornitori, aumentando in questo modo la possibilità che i viaggiatori rispettino la compliance aziendale. Un secondario – ma molto prezioso – vantaggio, infine, è la gran quantità di dati travel che possono essere facilmente raccolti utilizzando le carte di credito virtuali. Ognuna ha un proprio e unico ID che traccia direttamente quanto sta spendendo il viaggiatore e con chi.

«I self booking tool rappresentano il futuro e a oggi hanno registrato un tasso di penetrazione nel Centro-nord Europa pari al cinquanta per cento», spiega Marco D’Ilario, Managing Director di Hrs Italia gence, dal titolo quanto mai eloquente: A Virtual (Payment) Reality. Leggendolo si scopre così che una strategia improntata al virtual può apportare benefici al travel program corporate di un’azienda riducendo, in primo luogo, il rischio di frode: una carta di credito virtuale è valida solo per un breve periodo di tempo, ha un limitato margine di spesa e può essere utilizzata solo in determinati mercati. «Nel solo business aereo, che muove oltre ottocento miliardi di dollari, il costo delle frodi va oltre i due miliardi», sottolinea Damiano Sabatino, vicepresident per Sud Europa e Nord Africa di Travelport. Non solo: l’anno scorso quasi due terzi delle organizzazioni sono state obiettivo

di frodi di pagamento, secondo una survey dell’Association of Financial Professionals. La stessa survey ha trovato che un terzo delle aziende ha avuto a che fare con truffe sui conti delle carte commerciali. Per ogni numero di carta rubato, poi, la perdita va dai 150 ai 205 dollari, mentre il costo annuale di riconciliazione dei dati delle carte aziendali si aggira introno ai 22,7 milioni di dollari (vedi infografico qui sotto). Sul fronte del controllo dei costi, inoltre, le carte di credito virtuali per-

Carte di credito virtuali: per ora servono soprattutto per gli hotel Ma come funziona una carta di credito virtuale? Anche se agisce come una carta di plastica, la virtual credit card viene creata ad hoc per i viaggiatori che non posseggono carte aziendali. Funzionano nei principali circuiti e possono essere utilizzate praticamente ovunque sono accettate le carte di plastica, e in ogni valuta. Insomma, se l’inserimento di pagamenti e carte di credito virtuali nel travel program aziendale è particolarmente indicato nei casi in cui esistano numerosi dipendenti in viaggio senza carte aziendali, o le mete raggiunte siano caratterizzate da un elevato rischio di frodi, i punti di attenzione sono parecchi. Innanzitutto, l’implementamento di una tale strategia

Fonte: businesstravel@bcdtravel.it | www.bcdtravel.it

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Se il virtual payment viene oggi utilizzato soprattutto per il pagamento degli hotel, questa tecnologia potrà essere usata in futuro per pagare una più ampia varietà di spese

rende necessario più di un adeguamento sia nelle funzioni operative interne all’azienda (dalle risorse umane alla sicurezza, dall’Information Technology ai viaggiatori) che nei player esterni: dalle tmc agli emittenti delle carte, dai fornitori agli online booking tool provider. Altro particolare non trascurabile, a oggi i pagamenti virtuali funzionano principalmente con le prenotazioni degli hotel, a tutto discapito di trasporto aereo e via terra. Come se non bastasse, un’indagine sponsorizzata dalla U.S. Bank rilasciata da Gbta Foundation nel 2015 ha scoperto che solo il 53 per cento dei fornitori accetta le carte di credito virtuali, mentre il novanta per cento accetta carte di credito aziendali fisiche. Attenzione, però. Perchè nei prossimi anni l’abbandono della ‘plastica’ sarà favorito dalla progressiva diffusione in tutto il mondo di forme di pagamento alternative: da Apple Pay a Samsung Pay, da Google Wallet a Bitcoin. Modelli consumer che possono replicarsi nel B2B, a patto che la sicurezza non intacchi la fruibilità del prodotto. Per non parlare della rivoluzione mobile, grazie alla quale in futuro i dispositivi mobile dei business traveler potrebbero essere utilizzato per generare il numero di una carta di credito virtuale.

Agenzia di viaggio: una su tre usa ancora sistemi di pagamento fatti in casa Ma qual è veramente lo stato dell’arte dei pagamenti tecnologici nel nostro Paese? Se ovviamente le grandi Tmc hanno da subito cavalcato l’onda dell’innovazione, per le agenzie di viaggio vere e proprie le cose stanno in modo ben diverso. «La gestione dei pagamenti dei fornitori è un argomento di grande attualità per il

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settore», ha commentato Daniele Aulari, sales and partnership director di AirPlus Italia, presentando i dati di una ricerca sui sistemi di pagamento delle agenzie. «La maggior parte delle agenzie, però, non ha ancora indagato a fondo come affrontare al meglio questo aspetto del proprio business o, spesso, non riesce a mettere a fuoco l’esigenza. Quando si parla di sicurezza, per esempio, gli operatori non sono ancora consapevoli che le carte di credito virtuali – come l’AirPlus Travel Agency Account – sono oggi estremamente affidabili sia per quanto riguarda i processi interni sia esterni. Per i primi, la carta di credito virtuale permette di disporre di codici interni che fanno sì che si possa identificare l’operatore che l’ha generata. Per la sicurezza esterna, le carte di credito virtuali generate dall’AirPlus Travel Agency Account sono concepite per pagare spese esclusivamente inerenti ai servizi di viaggio, sono single use e scadono dopo ogni utilizzo; infine, rispondono a tutti i requisiti di sicurezza». Più nel dettaglio, la survey condotta da

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Cube: tutte le spese bt a portata di mano Si chiama Cube e serve a gestire i pagamenti e le spese legate ai business travel raccogliendo le informazioni sulle transazioni effettuate sui circuiti American Express in un formato standard integrato con i dati delle agenzie. «Il problema oggi non è tanto raccogliere i dati, ma saperli analizzare – dice Carlo Liotti, Vice President e General Manager, Head of Merchant Services and Corporate Payments di American Express Italia – e la nostra nuova piattaforma permette di fare una cosa che nessun altro prodotto presente sul mercato può offrire». In sostanza, Cube permette alle aziende di avere a disposizione una serie di informazioni strategiche per il business, per il monitoraggio dei costi legati ai viaggi d’affari dei loro dipendenti e il loro relativo impatto finanziario. Dall’altra, le agenzie di viaggio possono ottimizzare i propri processi gestionali, grazie alla riconciliazione dei dati e a processi di pagamento omogenei. «Per prima cosa distribuiremo la piattaforma alle agenzie che già utilizzano i nostri sistemi di pagamento, ma non ci sono preclusioni per le agenzie che invece non ne dispongono, solo qualche procedura in più per la sua integrazione. Si tratta anche di uno strumento ideale per ogni tipo di agenzia, non serve avere elevati fatturati sul business travel per poterlo utilizzare», ha proseguito Lotti. Al momento, i test sono stati effettuati su alcune tra le Tmc italiane più importanti, «ma entro la fine dell’anno contiamo di coprirne altre, arrivando a circa l’85 per cento del mercato bt della penisola». In arrivo anche una serie di iniziative di promozione sul territorio. Primo obiettivo, i network. Inntanto, per poter intercettare tutti i possibili target di clientela – «dalla multinazionale agli studi professionali, che spesso viaggiano molto» – American Express ha creato la divisione Global Commercial Payments, specializzata nell’offrire un sistema integrato di strumenti e servizi di pagamento utili ad aiutare le aziende a gestire con maggiore efficienza il capitale circolante (work capital optimization) e a controllare al meglio le spese quotidiane di viaggio, i pagamenti esteri e le esigenze di finanziamento delle imprese. t&e consultancy per conto di AirPlus Italia interrogando un campione di circa 1.600 punti vendita ha messo in luce come, per i sistemi di pagamento dei propri fornitori, un’agenzia su tre utilizza modelli “fatti in casa” piuttosto che strumenti gestionali professionali. Lo studio ha poi accertato che il 15,6 per cento delle agenzie utilizza un solo strumento per pagare i propri fornitori (in genere il bonifico), il 46,5 ne utilizza due (corrispondenti all’accoppiata bonifico/carta di credito nella quasi totalità dei casi) e il 37,8 tre (carta di credito, bonifico e Rid). A questo si aggiunge il dato che il 5,1 per cento dei rispondenti afferma di non aver utilizzato nessuno dei sistemi tecnologici di transazione, e che il venti per cento di agenzie di viaggi ha, invece, problematiche dovute alla sicurezza delle transazioni (36%) e all’esaurimento/ ripristino del plafond (28%), che vengono anche indicati insieme in un ulteriore nove per cento dei casi, cui fa seguito il dieci per cento di coloro che dichiarano problemi tecnici.

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Il futuro è nell’integrazione tra prodotto e pagamento Insomma, il quadro evidenzia un approccio poco strutturato con cui le agenzie di viaggi affrontano la gestione amministrativa e in generale la digitalizzazione. In sintesi, oltre un operatore su tre si espone a una serie di potenziali problematiche legate, per esempio, all’integrazione dei sistemi di pagamento, al controllo di gestione e al monitoraggio continuo. Ma non è tutto, perchè nonostante la situazione messa in evidenza dai dati sopra citati, l’ottanta per cento degli intervistati dichiara di non riscontrare

Nell’immediato futuro l’obiettivo è rendere quanto più possibili cashless i passaggi di denaro tra tra aziende, agenzie di viaggio, tmc e fornitori di servizi

«Nel nostro mondo non si parla più di plastica ma di pagamenti virtuali e di sistemi che consentono di elaborare tutti i dati di spesa», dice Carlo Liotti, Vice President e General Manager, Head of Merchant Services and Corporate Payments di American Express Italia

particolari problematiche nel sistema di pagamento utilizzato attualmente. Una cifra, sottolineano i responsabili di AirPlus International, che si inserisce perfettamente nel panorama descritto: data la scarsa conoscenza degli strumenti oggi disponibili molti operatori pensano di essere già ben organizzati e si fanno bastare quelli attualmente in loro possesso. Risultato: la strada da fare è ancora molta, anche se sicuramennte può valere la pena percorrerla. «I pagamenti tramite le credit card virtuali sono innovativi – prosegue Sabatino - perché il prodotto viene creato al momento della transazione. Le piattaforme distributive hanno sempre inteso la prenotazione come la vera transazione, invece che lo scambio di soldi. Erano percorsi distinti, oggi invece questa integrazione unisce prodotto e pagamento in un unico modello di transazione. È l’efficientamento dell’agenzia di viaggi». E la prova che proprio il momento del pagamento è il passo fondamentale per il successo dell’acquisto viene dai dati in possesso di Travelport. Il fenonemo dell’abbandono del carrello d’acquisto su internet, per esempio, ha un costo. «Il traffico sul sito delle linee aeree conferma che chi abbandona il carrello lo fa nel 53 per cento dei casi perché sta perdendo tempo – conclude il manager –, il 36 per cento, invece, perché non è contento del modello di pagamento tra grafica, barriere d’accesso alle carte di credito e impossibilità di acquistare ancillary».

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Travel management di Giovanni Fassola

BT E NUMERI: ADESSO NE SO DI PIÙ

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onoscere i numeri e leggere i dati del business travel? Niente paura. A insegnare che cosa fare della valanga di cifre e analisi che, in molti casi, sommergono il lavoro di travel manager e resposabili di travel management, ci ha pensato l’edizione appena conclusasi del corso di formazione “Data analysis and reporting for travel business intelligence”, tenuto da Andrea Guizzardi, professore di statistica economica all’Università di Bologna. Partito a maggio, con lezioni fino alla fine di settembre, sponsorizzato da AirPlus International, Amadeus, Bcd Travel, Carlson Wagonlit Travel e Sarce – con la nostra rivista Turismo d’Affari come media partner –, la seconda edizione del corso aveva un obiettivo preciso. Obiettivo: insegnare la cultura dei dati «Volevamo insegnare ai nostri travel manager – racconta Guizzardi – a ridurre il gap informativo che in azienda ostacola le best practice insegnando ai partecipanti come il valore aggiunto di un professio-

Durante il corso di formazione svoltosi all’Università di Bologna, oltre alle lezioni, non sono mancate le testimonianze di alcuni dei più importanti stakeholder italiani. Tutto per insegnare ai travel manager a utilizzare la statistica per analizzare i dati e la corretta comunicazione dei risultati nista del travel management non risieda solo nella capacità di interpretare e capire i dati, ma anche in quella di trasmettere ai suoi colleghi e superiori solo le informazioni statistiche veramente necessarie. E comprensibili a tutti». Il tutto, avvalendosi dell’esperienza ma-

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turata durante l’Osservatorio Business Travel di Turismo d’Affari e delle preziose testimonianze offerta da alcuni protagonisti dell’industria dei viaggi d’affari. Per questo, durante le lezioni l’analisi statistica è stata messa al servizio delle grandi basi di dati travel, consentendo attra-

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Sponsorizzato da AirPlus International, Amadeus, Bcd Travel, Carlson Wagonlit Travel e Sarce – con la nostra rivista Turismo d’Affari come media partner – il corso aveva un obiettivo preciso: insegnare la cultura dei dati

verso la produzione di misure statistiche di sintesi la valutazione della produttività e dell’efficienza dell’intero processo di gestione delle trasferte, dalla scelta dei fornitori, alle procedure di autorizzazione, prenotazione, rendicontazione e pagamento. «Più che insegnare nuovi strumenti ho pensato che era meglio passare in rassegna le tecniche già conosciute, insegnando a sfruttarne tutte le potenzialità e a sfatare i luoghi comuni che esistono quando si parla di dati e numeri», prosegue il docente. «I partecipanti sono stati così in grado di utilizzare il ragionamento statistico per rispondere in modo efficiente alle esigenze di mobilità delle imprese, offrendo un supporto scientifico per governare i processi interni e quelli di ottimizzazione della spesa per il travel». Risultato: tra i partecipanti al corso, ben tre saranno in grado di presentare durante l’evento conclusivo in programma

a metà dicembre a Rimini altrettanti progetti di analisi dei dati. «Sono molto soddisfatto di quanto è stato fatto, siamo riusciti a trasmettere ai partecipanti la cultura dei dati», conclude Guizzardi. AirPlus: comunicare in modo efficace è sempre fondamentale «Nel business travel, come in molti altri settori, è essenziale gestire in modo accurato la grande mole di informazioni che le aziende hanno a disposizione – dice Diane Laschet, amministratore delegato di AirPlus Italia – mettendo i manager nelle condizioni di prendere le migliori decisioni tattiche e strategiche. Diviene quindi indispensabile sviluppare competenze in grado di organizzare e analizzare i dati per governare l’intero processo delle trasferte all’interno di un’organizzazione, ma anche di sapere comunicare in modo efficace ai decision maker aziendali le criticità e i punti di forza dei processi di acquisto e gestione del travel. Per questo noi di AirPlus, per il secondo anno consecutivo, abbiamo sostenuto il corso di formazione dell’Università di Bologna e portato la nostra testimonianza di realtà che supporta le aziende in questo importante lavoro di business intelligence».

«Più che spiegare nuovi strumenti ho pensato che era meglio passare in rassegna le tecniche già conosciute, insegnando a sfruttarne tutte le potenzialità e a sfatare i luoghi comuni che esistono quando si parla di dati e numeri», spiega il professor Andrea Guizzardi

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Amadeus: nel corso non c’è solo la teoria «Anche quest’anno Amadeus ha deciso di rinnovare la collaborazione con il corso di formazione per travel manager – commenta Geronimo Pirro, direttore marketing di Amadeus Italia – perché crediamo molto nel valore della formazione, in particolare in un ambito, quale è quello del business travel, in cui le iniziative nel nostro Paese sono ancora molto limitate. Il corso, oltre a veicolare contenuti molto validi, prevede il coinvolgimento in prima persona dei player del settore, che intervengono direttamente in aula. Non si tratta quindi solo di teoria ma anche di condivisione di esperienze e di best practice con chi, in azienda, si occupa di gestione dei viaggi. Si tratta di occasioni di confronto che possono rivelarsi concretamente utili per far evolvere nel nostro mercato il segmento del business travel, che nel corso degli ultimi anni si sta rivelando sempre più pronto a recepire le opportunità di semplificazione e ottimizzazione offerte dalla tecnologia». Bcd: condividiamo gli obiettivi formativi del corso «Contribuire alla realizzazione di una realtà unica nel panorama della formazione di alto livello in Italia è motivo di assoluto orgoglio ed è una delle ragioni profonde che hanno spinto Bcd Travel Italia a credere nel corso», dice Davide Rosi, General Manager Bcd Travel Italia. «Oltre alla stima per il professor Guizzardi, figura preziosa per preparazione, profilo e imparzialità nel settore travel, la nostra adesione e la mia partecipazione diretta dietro la cattedra si inseriscono in un percorso che ci trova in assoluto allineamento con

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Non si è trattato solo di teoria ma anche di condivisione di esperienze e di best practice con chi in azienda si occupa di gestione dei viaggi

gli obiettivi formativi del corso. Sia nella nostra quotidiana relazione con clienti e prospect sia nella partecipazione a eventi o a iniziative di questo tipo, tutto il team Bcd è impegnato in un lavoro costante di upgrade e di ripensamento del profilo del travel manager e della sua autorevolezza all’interno della propria realtà aziendale. Far sì che i nostri interlocutori siano sempre più preparati sui temi dell’analisi del dato, in grado di comprendere tutti i meccanismi e le dinamiche del settore e, quindi, anche di “metterci in discussione” con argomentazioni pertinenti alla mano giustifica il nostro ruolo di consulenza completa rispetto all’area di competenza travel in azienda. Siamo sempre in cerca di opportunità che facciano propria questa vision e possiamo dirci assolutamente felici quando, come in questo caso, possiamo farne parte di modo attivo».

Cwt: la priorità è conoscere gli strumenti per analizzare i dati «In Italia, rispetto a qualche anno fa, la figura del travel manager si sta ricavando riconoscibilità e autorevolezza crescenti in azienda anche grazie alla maggiore consapevolezza e preparazione acquisita tramite le iniziative di formazione permanente promosse sul mercato. Percorsi di formazione altamente qualificati come quello proposto dall’Università di Bologna sono dunque una preziosa occasione e, non a caso, Cwt lo sostiene con convinzione sin dalla sua prima edizione, vedendolo crescere di anno in anno e affinare la proposta formativa sempre più sulle esigenze – teoriche ma anche operative – di che gestisce il business travel in azienda. Una delle priorità oggi è, in particolare, sviluppare know-how e strumenti utili per analizzare e interpretare la

grande mole di informazioni a disposizione delle aziende, provenienti sia dall’interno sia da fonti esterne, trasformando i Big Data in Smart Data grazie a una lettura ancora più “intelligente”. I nuovi, avanzati strumenti di business intelligence – capaci per esempio di consolidare la spesa in tempo reale o di evidenziare in modo dinamico i diversi comportamenti di acquisto ma anche le possibili ottimizzazioni in ottica proattiva – rendono ora a portata di mano analisi ancora più personalizzate e approfondite, ma è necessario saperne sfruttare tutte le potenzialità. Accrescendo le proprie competenze in ambito statistico e tecnico, dunque, e confrontando esperienze, necessità e soluzioni in aula con il docente e altri colleghi – così come avviene durante i corsi del professor Guizzardi –, diventa più semplice gestire i dati della spesa travel, organizzarli in funzione degli obiettivi, effettuare proiezioni, identificare e valutare in modo critico scenari alternativi e, in definitiva, portare ulteriore valore aggiunto alla propria azienda», spiega Alessandra Pisanu, Senior Director Program Management Cwt Italy. Sarce, esperienza ed esigenze a confronto «Per lo sviluppo e la crescita della propria soluzione di Travel & Expense Management – spiega Antonello Bartolone, Marketing & Communication Manager di Sarce – la nostra azienda ha sempre guardato con molta attenzione alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e alle più innovative best practice per la gestione aziendale. Il corso organizzato dal professor Guizzardi è stato per noi un luogo ideale dove poter raccontare la nostra esperienza maturata su oltre duecento progetti realizzati ma anche dove aprire un confronto proficuo con altri importanti player del mondo del Bt e dove apprendere le nuove esigenze dai manager di prestigiose aziende che vogliono migliorare i propri processi di T&E».

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Aviation di Giovanni Fassola

PARTE LA GUERRA ALLʼANIDRIDE CARBONICA

Mentre all’orizzonte si studiano i modi per utilizzare carburanti rinnovabili e far volare aerei ibridi, l’Icao ha raggiunto un accordo sui nuovi standard di emissione di CO2 per gli aerei commerciali, sempre più performanti

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ltre settecento milioni di tonnellate di CO2 a livello globale. In sintesi, una cifra pari al 12 per cento del totale prodotto dalla voce “trasporti” e il due per cento della CO2 attribuito alle attività umane. Ad emetterle, però, non è una nazione industrializzata senza troppe preoccupazioni in tema di rispetto per l’ambiente ma il settore aeronautico che, a livello mondiale, inquina più o meno come Germania e Corea del Sud, finendo a pieno titolo nella top ten mondiale degli inquinatori mondiali. Da qui ai prossimi

decenni, poi, l’inquinamento generato dagli aerei è destinato ad aumentare ulteriormente, se è vero – stando ai calcoli della Iata — che entro il 2034 raddoppierà il numero dei passeggeri trasportati, passando dagli attuali 3,6 a sette miliardi. Emissioni libere fino al 2028 Per limitare la crescita esponenziale delle emissioni inquinanti l’Icao, l’organismo dell’Onu che riunisce le autorità per l’aviazione civile di 191 Stati, ha compiuto all’inizio dell’anno (e approvato in via de-

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finitiva in un’assemblea svoltasi alla fine di settembre a Montreal) una vera e propria rivoluzione nei cieli, stabilendo i nuovi limiti sulle emissioni di CO2 degli aerei. Il tutto, con l’obiettivo di orientare la certificazione dei velivoli per aumentarne i livelli di efficienza, soprattutto per quanto riguarda le tipologie di aereo di grandi dimensioni, dato che proprio i velivoli sopra le sessanta tonnellate incidono per più del novanta per cento delle emissioni totali dell’aviazione. In particolare, i nuovi standard si applicheranno a partire dal 2020, ma solo per le nuove produzioni; dal 2023 questi obblighi verranno allargati anche a tutti gli altri aerei in servizio fino a un punto (il 2028) a partire dal quale ogni aereo autorizzato al volo dovrà rispettare le norme, pena la messa a terra. Risultato: nei prossimi dieci anni non cambieranno solo i motori degli aeromobili, ma anche la progettazione degli aerei: dall’aerodinamica alla struttura degli apparecchi, passando per il miglioramento dei materiali utilizzati. Secondo l’Unione europea, fino al 2040 i nuovi standard sulle emissioni potranno portare a un risparmio di 650 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

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Le reazioni dei player Di fronte all’accordo faticosamente raggiunto in Canada dopo sei anni di estenuanti negoziati e il lavoro di una task force di 170 esperti internazionali provenienti da 22 Paesi, il coro di istituzioni e addetti ai lavori è stato unanime. A cominciare dal plauso del numero uno della Iata Tony Tyler. «Siamo di fronte a un buon l’accordo. I nuovi standard di certo non risolveranno del tutto i nodi relativi all’inquinamento ma rappresentano un momento importante della strategia complessiva che vuole ridurre le emissioni in maniera definitiva. Noi come industria puntiamo a una crescita zero dell’inquinamento da CO2 dal 2020 fino a mettere in pratica una riduzione del cinquanta per cento dal 2050». Sulla medesima linea anche Unione Europea e Usa, grandi registi dell’accordo, per proseguire con i colossi del settore, Airbus e Boeing, entrambi soddisfatte per l’adozione da parte dell’Icao del carbonoffset system. «La famiglia 787 Dreamliner – sottolinea l’azienda americana - riduce il consumo di carburante e le emissioni di CO2 dal 20 al 25 per cento rispetto agli aerei che sostituisce. Il 737 Max, con la prima consegna prevista nel 2017, ridurrà il consumo di carburante e le emissioni del venti per cento rispetto al 737 Next-Generation». Più o meno lo stesso concetto espresso anche da Airbus, che per bocca del suo presidente e Ceo Fabrice Brégier, ha messo in evidenza come «il consorzio europeo sia impegnato su tutti i pilastri dell’industry climate action plan del settore attraverso la fornitura degli aerei più efficienti al mondo nei consumi, soste-

Secondo le associazioni ambientaliste l’accordo Icao non avrà in pratica conseguenze di nessun tipo fino al 2028, con un taglio delle emissioni di solo il quattro per cento nei prossimi 12 anni

nendo la diffusione di miglioramenti operativi in tutto il mondo e facilitando una più ampia adozione di carburanti alternativi sostenibili». Si poteva fare di più? Di tutt’altro avviso le associazioni ambientaliste, secondo cui l’accordo non avrà in pratica conseguenze di nessun tipo fino al 2028, con un taglio delle emissioni di solo il quattro per cento nei prossimi 12 anni. Il risultato è che sono troppo pochi gli aerei privi dei requisiti. Nessun problema ad esempio per Boeing e Airbus, i cui modelli più recenti – per esempio il 737 Max o l’A320 Neo – già oggi superano gli

I velivoli sopra le sessanta tonnellate incidono per più del novanta per cento delle emissioni totali dellʼaviazione

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I carburanti si fanno rinnovabili L’anno scorso è stata la volta del lancio dell’A350 Xwb, capace di ridurre del 25 per cento le emissioni di CO2 grazie alla tipologia di materiali utilizzati per la costruzione (per più della metà si tratta di plastica rinforzata con fibra di carbonio).

Il settore aeronautico inquina più o meno come Germania e Corea del Sud, finendo a pieno titolo nella top ten mondiale degli inquinatori

China Airlines, comfort a bordo del suo primo A350-900 presentato a Tolosa È stato recentemente consegnato presso l’Airbus Delivery Centre di Tolosa, in Francia, nelle “mani” del Chairman di Nuan-Hsuan Ho, il primo dei 14 nuovi A350-900 Xwb già acquistati da China Airlines e in consegna fino al 2018, con un ritmo di tre-quattro ogni anno. Inizialmente in servizio su tratte interregionali tra Taiwan e Hong Kong, da gennaio 2017 l’A350 di Cal sarà operativo anche per voli a lungo raggio con partenze da Amsterdam e, da febbraio, anche da Vienna e da Roma per arrivare a operare insieme 16 voli non-stop a Taipei a settimana e almeno due al giorno. Un’operazione che consente così a China Airlines di diventare il vettore con il maggior numero di voli diretti non-stop tra Taiwan e l’Europa, con una diminuzione della durata del tragitto di circa quattro ore. Configurato con un approccio customer centric, l’A350 della compagnia di Taiwan dispone di tre classi per un totale di 306 posti: 32 Premium Business Class, con sedili convertibili fino a 180 gradi per assicurare il massimo confort, 31 Premium Economy e 243 sedili nella parte centrale dell’aeromobile. La fusoliera più ampia dell’aeromobile ha permesso inoltre una maggiore ampiezza delle 325 poltrone fra economy e business class. Maggiore spazio anche nelle cappelliere portaoggetti per più di un bagaglio a mano per passeggero. Con una cabina interna contraddistinta da un

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Nel 2020 inizieranno le consegne del nuovo Boeing 777X, anch’esso capace di essere almeno il venti per cento più efficiente rispetto ai modelli precedenti. Ma per ridurre in modo significativo le missioni di CO2 nell’atmosfera, l’industria del trasporto aereo sta mettendo a punto anche altre misure. «Occorre volare in modo più efficiente, modificare le traiettorie degli aerei», ha detto recentemente Antonio De Palmas, president Boeing Italy and Southern Europe. Ma tutto questo non basta, bisogna

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standard richiesti. Gli aerei più vecchi ancora in produzione, come il 747 e i jumbo jet A380, A330 e 777, dovranno invece essere eliminati entro il 2028 o resi più efficienti. «Un accordo vincolante per i velivoli in produzione dal 2023 sarebbe stato più significativo», ha detto Daniel Rutherford, direttore dei programmi per l’aviazione dell’International Council on Clean Transportation. Rutherford sottolinea infatti che la proposta di Icao non costringerà ad apportare modifiche agli aerei già in produzione: «I reali requisiti iniziano nel 2028, tempo in cui i modelli non conformi non saranno comunque più in produzione». Critica anche l’Ong europea Transport & Environment, secondo la quale le nuove regole sarebbero “inefficaci” perché l’Icao “è vittima di pressioni commerciali”. Altro punto controverso è quello dell’entità della riduzione di CO2, che secondo la Casa Bianca sarà di 650 milioni di tonnellate tra il 2020 e il 2040. Di tutt’altro parere Transport & Environment, per la quale il quantitativo sarà molto minore, circa trecento milioni di tonnellate. A detta dell’International Council on Clean Transportation, invece, la proposta prevede una riduzione pari ad appena il quattro per cento delle emissioni entro i prossimi 12 anni.

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Nell’Airbus Delivery Centre di Tolosa, in Francia, la compagnia di Taiwan ha ricevuto il primo dei 14 A350-900 Xwb già acquistati

design con curve morbide e linee fluide, l’A350 Xwb assicura massimo confort ai passeggeri grazie all’innovativo sistema di illuminazione a led in grado di generare un ambiente piacevole e rilassante, accompagnando le diverse fasi di volo con luci che mimano l’alba e il tramonto per una riduzione degli effetti legati al jet-lag. Aria fresca del venti per cento in più grazie ai sistemi di gestione dell’aria, progettati per un rinnovo in cabina ogni due tre minuti e che mantengono così un ambiente sempre a temperatura ottimale. Tecnologia e innovazione protagonisti anche nell’intrattenimento di bordo, definito di quarta generazione grazie alla fibra ottica a banda larga con possibilità di trasmettere video ad alta definizione per tutti i passeggeri, anche in economy dotata di schermi a 12 pollici. Il nuovo A350-900 Xwb strizza l’occhio anche all’ambiente con il settanta per cento di materiali compositi avanzati, titanio e leghe di alluminio moderni utilizzati per la sua costruzione e che ne riducono il peso e ne aumentano la sicurezza. La dotazione degli ultimi motori RollsRoyce, che oltre a una minore rumorosità esterna e interna, consentono anche una diminuzione delle emissioni di carbonio del 25 per cento a ogni volo rispetto ai modelli analoghi e di consumo di carburante del -17 per cento. L’A350 Xwb viene oggi utilizzato su cinquanta rotte per un trasporto di oltre tre milioni e mezzo di passeggeri. 810 il numero di A350-900 Xwb ordinati da 42 compagnie aree di tutto il mondo oltre a China Airlines. S.P.

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Dopo i carburanti rinnovabili, la nuova frontiera dellʼaviazione green è rappresentata dagli aerei ibridi cambiare il carburante. «E crediamo che lo sviluppo di biocarburanti sostenibili sia la strategia più importante per la decarbonizzazione del trasporto aereo. Occorre trovare carburanti liquidi alternativi». Il problema è che al momento quelli disponibili costano troppo e non sono prodotti in quantità sufficiente. A oggi, per esempio, sono già stati duemila i voli operati con biocarburanti prodotti in larga parte dall’azienda finlandese Neste; tra questi, quelli effettuati da Lufthansa, Klm e Sas all’aeroporto di Oslo utilizzando come materia prima olio di camelina certificato. Il carburante viene miscelato al cinquanta per cento con il jetfuel tradizionale e poi distribuito tramite il sistema tradizionale già in uso nell’aeroporto. In rampa di lancio su questo fronte è anche un biocarburante ricavato dal tabacco sviluppato dall’azienda Sunchem di Arma di Taggia, in provincia di Imperia. Il primo test del biocarburante si è svolto lo scorso luglio, quando un Boeing di linea di South Africa Airways ha volato alimentato al 50% dal nuovo combustibile.

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A oggi sono già stati duemila i voli operati con biocarburanti, prodotti in larga parte dallʼazienda finlandese Neste

un rivoluzionario sistema di alimentazione a idrogeno, a emissione zero, che permetterebbe di risparmiare ogni anno cinquantamila tonnellate di carburante e le conseguenti emissioni. «L’idea si basa sull’utilizzo di una cella a idrogeno combustibile – ha spiegato lo scorso febbraio Ian Davies, Head of engineering del vettore - posizionata nella stiva dell’aereo. Questo sistema a emissione zero permette di immagazzinare energia quando l’aereo frena in fase di atterraggio e viene utilizzato per ricaricare le batterie ultraleggere del sistema. In questo modo, l’aeromobile può usare l’energia accumulata senza il bisogno di impiegare i motori, per esempio nella fase di rullaggio. L’unico prodotto di scarto del procedimento sarebbe l’acqua pulita, che potrebbe essere riutilizzata per ricaricare il sistema idrico durante il viaggio». E a dimostrazione che la strada intrapresa da easyJet sia quella giusta, pochi mesi fa anche Airbus si è buttata nel business firmando con Siemens un accordo di collaborazione nel campo della propulsione elettrica ibrida. I due giganti economici selezioneranno un team di circa duecento addetti «con lo scopo di accrescere la leadership europea nell’innovazione e nello sviluppo dei velivoli alimentati elettricamente.

Arrivano gli aerei ibridi? Ma dopo i carburanti rinnovabili, la nuova frontiera dell’aviazione green si chiama aerei ibridi. È la promessa di easyJet che conta di fare i primi test sui propri aeromobili già nel 2016. L’obiettivo è ridurre entro il 2020 le emissioni di CO2 del sette per cento. Il progetto, ispirato dai lavori di alcuni studenti dell’università di Cranfield, consiste in

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Carlson Wagonlit Travel di Matteo Rocca

UN ANNO DI AGILITÀ PER I TRAVEL MANAGER

Le previsioni di CWT per il 2017 evidenziano stabilità nelle tariffe ma anche la necessità di intervenire rapidamente per correggere la rotta in caso di imprevisti

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anti i fattori di impre- attenzione e agilità per povedibilità che potreb- tersi adattare rapidamente a bero influenzare le ogni evoluzione. tariffe dei viaggi nel 2017: Il nuovo studio fornisce l’impatto previsioni della Brexit, La chiave sull’andamenl’esito delle per gestire to delle tariffe elezioni amedi voli, hotel, con successo ricane, i rischi trasporti via legati alla si- i viaggi dʼaffari terra e servizi curezza, oltre nel 2017 starà per meeting alle consuete nel saper osservare ed eventi nel possibili flut- il mercato 2017, infortuazioni dei mazioni che tassi di interesse e del prez- possono supportare i responzo del petrolio. Nonostante sabili viaggi aziendali nella questo, il nuovo Global Tra- pianificazione del budget di vel Price Outlook realizzato spesa per il nuovo anno. da CWT e GBTA Foundation indica che le tariffe sono at- LE PREVISIONI PER L’ITALIA tese stabili o con aumenti In Italia sono attese lievi solo marginali; tuttavia, gli riduzioni per le tariffe aesviluppi geopolitici ed eco- ree (-0,6%), in controtennomici globali richiedono ai denza con lo scenario glotravel manager la massima bale (+2,5%) ed europeo

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CWT Fare Tracking, per acquistare le migliori tariffe aeree Le tariffe aeree sono estremamente diversificate e variabili, il che rende sempre difficile cogliere il momento per l’acquisto più conveniente. CWT mette a disposizione un servizio di monitoraggio delle prenotazioni aeree, pre e post emissione del titolo di viaggio. La procedura è applicabile soprattutto su viaggi intercontinentali in classe Business o Premium, e ha lo scopo di individuare nuove opportunità di acquisto a tariffe inferiori (al netto di eventuali penali) per lo stesso itinerario e orario. In presenza di condizioni favorevoli, entro 48 ore dalla partenza la prenotazione viene modificata e il biglietto riacquistato a tariffa inferiore. Il saving ottenuto viene suddiviso tra l’azienda e CWT. (+0,5%). Un punto d’attenzione importante sarà rappresentato dai costi dei servizi ancillari – scelta del posto, bagaglio extra, fast track e simili – che hanno un peso sempre maggiore nel fatturato delle compagnie, motivo per cui i travel manager dovranno tenerne conto nel corso delle negoziazioni. Il mercato alberghiero presenta diversi fattori di cambiamento: con ogni probabilità la grande fusione Marriott-Starwood non darà luogo a cambiamenti nel breve periodo, ma il crescente ruolo giocato anche

nel business travel dalle stanza omogenei per tutte strutture non alberghiere e le categorie (+1,9% per gli dai canali alternativi, come hotel up-scale, +1,7% per le piattaforme della sharing quelli di fascia media). Per economy, poil trasporto trebbe favo- Il nuovo Global via terra le rire una certa Travel Price Outlook tariffe in Itavolatilità, an- realizzato da CWT lia sono preche se gli ho- e GBTA Foundation viste in legtel rimangono gera flessione indica che le tariffe la soluzione (-0,5%), in di gran lunga sono attese stabili linea con le preferita dai o con aumenti performanv i a g g i a t o - solo marginali ce degli altri ri d’affari in grandi mercavirtù dei servizi offerti. Per ti europei, grazie all’elevata ora si stima per il mercato competizione nel settore. italiano un lieve aumento Segnali incoraggianti ridell’1,8% del prezzo del- guardano le dimensioni le camere, con dati abba- dei gruppi che partecipano

Cost Watching Travel, un pilota automatico per i viaggi d’affari Come misurare il grado di maturità ed efficienza della propria gestione del business travel? Il servizio di CWT effettua un’analisi diagnostica sui costi, traccia previsioni di spesa e calcola i saving ottenibili, confronta la propria performance con quella di aziende simili e suggerisce – grazie a una consulenza gratuita da parte di un esperto di CWT - gli interventi correttivi da adottare e. Le aziende che si sono affidate al Cost Watching Travel e al servizio CWT hanno ridotto il costo medio della trasferta dal 12 al 27%, senza pregiudicare la qualità dell’esperienza di viaggio.

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a meeting ed eventi: dopo anni di sostanziale contrazione potrebbero aumentare del 3-6% in varie aree del mondo (Europa, Nord America e Asia-Pacifico), a conferma di un mercato in ripresa. «In questo scenario, caratterizzato da stabilità ma in cui si fanno largo numerosi elementi di cambiamento, appare evidente l’importanza di disporre di informazioni approfondite – fa notare Loretta Bartolucci, Senior Director Sales, Marketing & Advanced Client Solutions di CWT Italia. Per andare incontro a queste esigenze CWT ha sviluppato efficaci soluzioni che permettono di monitorare rapidamente le tariffe aeree (CWT Fare Tracking, vedi box) e la gestione complessiva del budget destinato al business travel (Cost Watching Travel, vedi box), permettendo ai responsabili aziendali di individuare le aree di miglioramento, fare saving e ottenere la massima efficienza possibile nelle negoziazioni con i provider dei servizi di viaggio». A Indirizzo a fine rivista

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Tendenze di Michele Arrigoni

ANDAR PER FIERE

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eeting, congressi, workshop o roadshow. Alzi la mano chi non ha mai partecipato, in Italia o all’estero, a nessuno di questi eventi, ovviamente ciascuno per quanto attiene il proprio settore. Eh sì, perchè all’interno del mare magnum del business travel, fatto di viaggi intorno al mondo come di trasferte dietro casa, una percentuale non trascurabile di spostamenti si deve proprio alla partecipazione a manifestazioni fieristiche e saloni specializzati. Ancora oggi, in un’epoca 3.0, il modo migliore per mettere alla prova le proprie potenzialità e conoscere le strategie delle aziende concorrenti. Fiere: il concept cambia ma il successo rimane Esattamente come accadeva secoli fa quando mercanti e banchieri del Belpaese frequentavano le fiere della Champagne o di Lione per commerciare e speculare sui cambi, all’inizio del terzo millennio le “exhibition” non hanno perso lo smalto dei giorni migliori, pochissimo se non per nulla sostituite da parziali surrogati come le conference call, i collegamenti via skype o i webinar. Per un’azienda quindi, partecipare a un evento fieristico non rappresenta solo il preciso termometro della propria attività,

I viaggi d’affari legati alla partecipazione a manifestazioni espositive e convegni mostrano, anche nei dati dell’ultimo Osservatorio sul Business Travel, una dinamica importante. Un segnale preciso che le aziende italiane ritornano a investire nella formazione scientifica e tecnologica del personale ma anche un luogo privilegiato per osservare le nuove tendenze di mercato e strumenti strategici per l’internazionalizzazione. Caratteristiche, queste, che non sono destinate a cambiare neppure in futuro, nonostante sia ormai evidente che il concetto classico di meeting fieristico stia evolvendo verso un futuro in cui lo spazio espositivo sarà meno amplificato rispetto a oggi. Risultato: le fiere offriranno sempre più contenuti esperienziali, visto che l’obiettivo non è soltanto quello di presentare beni e servizi, ma l’esperienza che ne

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deriva, creando emozioni e sensazioni attraverso il loro utilizzo. Proprio per questo, forse, nonostante gli elementi di crisi degli ultimi anni, tutto ciò che è exhibition ha dimostrato una buona capacità di tenuta, rivelandosi centrale per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese e delle principali filiere produttive di un Paese come il nostro, il cui il grado di internazionalizzazione del sistema produttivo resta comunque inferiore a quello dei principali Paesi europei, Germania in testa.

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A essere presenti alle fiere sono adesso anche i liberi professionisti, non a caso nuovo target per una serie di soluzioni legate ai pagamenti virtuali appena lanciate sul mercato

Italia: internazionalizzazione ancora indietro Solo a titolo di esempio, infatti, alla metà degli anni Novanta l’economia tedesca presentava, in termini di apertura, livelli simili a quelli italiani. La differenza, però, risiede nel fatto che è poi riuscita pressoché a raddoppiarli (oltre il 45%), distanziando nettamente l’Italia dove l’internazionalizzazione continua a interessare un numero relativamente limitato di imprese. A questo proposito, basta citare un dato indicativo: il dieci per cento per cento delle imprese esportatrici continua a coprire il settanta per cento del totale dell’export italiano. Per gli investimenti all’estero, poi, la concentrazione è ancora più elevata. Se dunque la forza della Germania deriva anche da un numero molto più rilevante – assai superiore alla media degli altri Paesi europei – di imprese internazionalizzate, per il Belpaese diventa prioritario l’obiettivo di aumentare il numero delle imprese italiane in grado di vendere e di competere sui mercati internazionali. Il tutto, ovviamente, attraverso adeguate politiche di promozione commerciale. Senza contare che ciò è ancora più vero in un contesto come quello italiano dove le Pmi continuano a rappresentare l’asse portante dell’economia nazionale, in misura assai superiore rispetto alle altre maggiori economie avanzate. Proprio le Pmi, del resto, rappresentano la parte della struttura produttiva italiana che si è dimostrata più flessibile rispetto agli effetti della crisi, tanto che negli ultimi anni le microimprese, quelle con meno di dieci addetti, sono anche riuscite a incrementare l’occupazione: 375mila posti di lavoro in più fra il 2011 e il 2015.

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Viaggi all’estero: non solo Pmi Se le piccole e medie imprese italiane sono riuscite a superare meglio di altre le insidie della recente crisi economica si deve però anche alla loro elevata propensione all’export. Un esempio? Il peso delle Pmi sul commercio internazionale dell’Italia traspare anche dai dati che quantificano le quote di export sulla base della dimensione d’impresa. I dati Ocse, a questo proposito, mettono in luce come le imprese con oltre 250 addetti realizzino una quota di export che oscilla fra il 47 per cento della Spagna e oltre il settanta per cento degli Stati Uniti (in Italia è il il 44 per cento). Attenzione, però. Tutti gli esperti concordano su un punto. Per affrontare le

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Le fiere non hanno perso lo smalto dei giorni migliori, pochissimo – se non per nulla – sostituite da conference call, collegamenti via skype o webinar

sfide legate al cambiamento strutturale imposto dai mutamenti nella tecnologia e dalla globalizzazione dell’attività economica, le Pmi italiane devono puntare ancora di più sull’internazionalizzazione: il radicamento nel territorio e i legami con il tessuto produttivo locale, tradizionale punto di forza di molte imprese, soprattutto quelle appartenenti ai distretti produttivi, non possono più bastare. Ma nel contesto attuale non sono più solo le Pmi ad avere necessità di viaggiare, cercando nuovi contatti sui mercati esteri attraverso la partecipazione a missioni e fiere di settore. Più che in passato, a essere sempre pronti con la valigia in mano sono adesso anche gli studi di liberi professionisti, non a caso nuovo target per una serie di soluzioni legate ai pagamenti virtuali appena lanciate sul mercato. E non è tutto, perché la conferma di come il mondo delle professioni libere sia sempre in movimento viene anche dall’edizione di un paio d’anni fa dell’Osservatorio “Professionisti e innovazione digitale” del Politecnico di Milano. Nel Per un’azienda partecipare a un evento fieristico non rappresenta solo il preciso termometro della propria attività, ma anche un momento privilegiato per osservare le nuove tendenze di mercato e gli strumenti strategici per l’internazionalizzazione

nostro Paese, infatti, quasi un lavoratore su quattro passa metà della giornata lavorativa fuori ufficio, in viaggio oppure no, una percentuale che passa a circa il cinquanta per cento nel caso dei liberi professionisti. Un trend che rispecchia in pieno le stime della società statunitense Idc (giugno 2015), che prevede come entro i prossimi cinque anni la forza lavoro “mobile” americana ammonterà a tre quarti dei lavoratori totali. Obt, le aziende tricolori viaggiano di più per fiere ed eventi Più viaggi d’affari, per aprirsi ai mercati esteri, ma anche per investire in capitale umano. Che la necessità di aumentare la spesa destinata al business travel per partecipare a fiere ed eventi sia riconosciuta dal tessuto produttivo italiano arriva anche dall’ultima edizione dell’Osservatorio Business Travel, realizzato dal Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna con la collaborazione di HRG Italia, HRS e Vueling e il supporto di AirPlus International Italia. «Un’azienda che non investe in rapporti con i fornitori e in capitale umano,

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ovvero nella formazione di chi viaggia, significa che non ha capacità di fare investimenti in spese strategiche», spiega il curatore della survey Andrea Guizzardi, che per questo ha scelto di dedicare una parte della propria ricerca a individuare le motivazioni sottostanti ai viaggi d’affari del mercato italiano. «A conferma delle attese, i viaggi per meeting extra-aziendali, incentive, conferencing ed exhibition mostrano una dinamica importante (+3,0%) molto vicina a quella del mercato nel complesso. La crescita di questo tipo di viaggi segnala che le aziende italiane ritornano a investire nella formazione scientifica e tecnologica del personale», si legge nell’Osservatorio, dove si sottolinea come questo dato abbia un rilievo particolare perché investire nell’innovazione di processo, di prodotto e nel capitale umano rappresenta spesso un passaggio che accelera l’uscita dai periodi di recessione. Purtroppo – continua l’indagine – si registra un gap tra imprese a capitale solo italiano e imprese con partecipazioni azionarie estere: le prime – in media e senza considerare eventi straordinari – destinano al Mice il sette per cento del loro travel budget, le seconde il 13. Una differenza che, pur in diminuzione rispetto a quanto registrato nel 2014, rimane comunque significativa e potrebbe penalizzare le prospettive di crescita macroeconomica per il 2016. Il condizionale è comunque d’obbligo, visto che tra i rispondenti i “top spender” attuano una gestione del Mice che è spesso indipendente da quella del business travel.

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Costa degli

Ulivi Hotels Perle di Sicilia, eventi indimenticabili

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HRG, UN ANNO RICCO DI SODDISFAZIONI

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a solidità finanziaria è sicuramente un plus per una Tmc globale, perché le permette di proporsi come un partner affidabile sotto molteplici punti di vista. È quindi con evidente soddisfazione che Hogg Robinson Group ha reso pubbliche le cifre dell’ultimo esercizio, rivelatisi pienamente in linea con le aspettative e con segni ampiamente positivi. Il risultato ante imposte ha registrato una crescita in doppia cifra (+15%, per un totale di 26,7 milioni di sterline, ovvero 30,7 milioni di euro), mentre l’utile operativo è cresciuto del 5% (44,8 milioni di sterline, circa 51 milioni di

A sinistra, David Radcliffe Ceo di Hogg Robinson Group; a destra Claudio Miglio, amministratore delegato di HRG Italia

euro). Una performance che conferma la solidità di HRG e l’ottimo stato di salute del suo volume d’affari globale, a cui si aggiunge l’efficacia di

una strategia di riorganizzazione e ristrutturazione delle attività che nel corso dell’ultimo anno ha generato un risparmio di 4 milioni di ster-

30 30-31 TdA 4-16 Redaz HRG - 2.indd 30

line (in euro fanno 4,6 milioni circa). A differenza di gran parte delle società di settore, Hogg Robinson Group è quotato alla London Stock Exchange e nonostante il periodo di incertezza e volatilità sui mercati finanziari, ha saputo ripagare i suoi azionisti con un aumento dell’8% (pari a 2,51 pence) del dividendo per azione. I vertici dell’azienda sono pertanto ottimisti anche in vista

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Lʼultimo bilancio conferma la solidità di HRG e lʼottimo stato di salute del suo volume dʼaffari globale, a cui si aggiunge lʼefficacia di una strategia di riorganizzazione e ristrutturazione delle attività

del nuovo anno. Il 2016-17 si annuncia stabile per quanto riguarda i viaggi corporate, soprattutto in America del Nord e Regno Unito – dove HRG gioca in casa e dove continuerà a cogliere opportunità di business, a dispetto della Brexit. L’obiettivo dichiarato di HRG è quello di realizzare un’ulteriore crescita nel fatturato e negli utili, e in questa strategia sembra destinata a giocare un ruolo importante la nuova divisione tecnologica, Fraedom, lanciata nel 2015, come confermato dalle parole del Ceo David Radcliffe: «Il nostro comparto di travel management continua ad aiutare

i clienti a ottimizzare le spese di viaggio attraverso la propria piattaforma tecnologica, offrendo servizi di valore ai clienti in portafoglio, mantenendo al tempo stesso un livello di redditività in linea con le aspettative. Al tempo stesso Fraedom è in forte ascesa e ha saputo intercettare l’elevata domanda di tecnologia nelle aree di gestione dei viaggi, dei pagamenti e delle spese a esse correlate». Claudio Miglio, amministratore delegato di HRG Italia, non nasconde la sua soddisfazione per i risultati d’e-

sercizio positivi e per le nuove prospettive di sviluppo: «I clienti si affidano alla nostra competenza ed esperienza per implementare soluzioni innovative ed efficaci di gestione dei programmi di Business Travel in funzione dei loro obiettivi aziendali. Sono sempre più diffuse le soluzioni che prevedono l’utilizzo di strumenti di prenotazione online e mobile per il controllo dei costi, il rispetto della

Per saperne di più http://investors.hoggrobinsongroup.com/ hrg/en/investor-relations/presentation

travel policy e la semplificazione dei processi interni. Per questo motivo è importante il supporto della Tmc nella scelta delle modalità di implementazione del servizio. In HRG operiamo attraverso un’attenta analisi degli obiettivi aziendali sui temi di maggior interesse: ottimizzazione dei costi, analisi e monitoraggio dei dati pre e post viaggio, sicurezza del viaggiatore, revisione continua della travel policy e dei processi autorizzativi interni, ottimizzazione dei tempi di gestione delle prenotazioni.» Fondata in Inghilterra nel 1845 e con sede a Basingstoke, la società ha da poco festeggiato i 170 anni di attività: oltre un secolo e mezzo di storia, che unitamente a una presenza a livello internazionale fa di questo gruppo un assoluto protagonista del panorama BT attuale, con un volume di affari globale di circa 13 miliardi di dollari all’anno. Presente in oltre 120 Paesi in tutti e cinque i continenti, il gruppo ha circa 14.000 dipendenti tra società di proprietà e partner: un’autentica forza che può essere messa al servizio dei clienti per progettare e individuare soluzioni di ogni tipo in tutto il mondo sul fronte del business travel. A Indirizzo a fine rivista

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a cura della redazione

Al debutto la nuova Delta Premium

BOLOGNA

Record di business traveller nella lounge del Marconi

Delta Premium, la nuova cabina di Delta Air Lines debutterà su una selezione di voli di lungo raggio a fine 2017. Grazie a un maggiore spazio personale, un servizio di qualità e dettagli esclusivi offerti in virtù della collaborazione con brand rinomati per design e qualità, Delta ridefinisce l’esperienza di Premium Economy. Nel 2014, Delta ha cominciato ad introdurre esperienze di viaggio differenziate per i suoi passeggeri grazie a una precisa selezione di opzioni di cabina che consentono di adattare il viaggio alle proprie esigenze specifiche. Le classi Delta One, Delta e Delta Premium e Delta Comfort + offrono un’esperienza di livello superiore, mentre la Main Cabin è l’opzione economica. Tutte le classi garantiscono un alto livello di servizio e l’ineguagliabile affidabilità operativa di Delta.Delta Premium sarà caratterizzata da più spazio per le gambe con una distanza tra i sedili di circa un metro, una larghezza di 48 cm e oltre 17 cm di reclinabilità, oltre a poggiagambe e poggiatesta regolabili, biancheria Westin Heavenly e amenity kit Tumi con prodotti da viaggio Malin+Goetz, un’esperienza gastronomica di alto livello, schermo da 33,7 centimetri ad alta risoluzione per l’intrattenimento in volo, prese di alimentazione a poltrona per grandi e piccoli dispositivi, e comodi spazi per riporli a portata di mano, servizio di Sky Priority, che include check-in e controlli di sicurezza più veloci, imbarco prioritario e servizio bagagli più rapido.

Matteo Quaini, passeggero di Lufthansa in partenza per Chicago via Monaco, è stato il centomillesimo ospite annuo della Marconi Business Lounge, la Sala Vip dell’Aeroporto di Bologna che per la prima volta ha raggiunto questo importante traguardo. Con una crescita degli ingressi del 18% sullo stesso periodo del 2015 e un’offerta di servizi di alta gamma sempre più importante, la Lounge è ormai una realtà consolidata per i passeggeri del Marconi. Tipicamente rivolta a frequent flyer e viaggiatori d’affari, la sala registra una grande presenza di passeggeri stranieri, arrivati a rappresentare il 47% del totale. La maggior parte degli ospiti, inoltre, viaggia dalle sei alle dieci volte all’anno, mentre il 33% degli ospiti viaggia oltre dieci volte all’anno. L’ingresso nella Lounge è riservato ai passeggeri che viaggiano in First o in Business Class e ai possessori delle principali tessere Gold, Platinum e Priority Pass. Indipendentemente dalla compagnia aerea e dalla classe di volo, è comunque possibile accedere alla sala acquistando l’ingresso alla reception o sul sito dell’aeroporto, modalità studiata specificamente per offrire ad aziende, professionisti e privati uno strumento flessibile e veloce, sempre più apprezzato dai passeggeri, per ottimizzare i propri tempi di viaggio. RICONOSCIMENTI

Star Alliance premiata agli Skytrax World Airline Awards Star Alliance, l’alleanza fra compagnie aeree con la più ampia rete di collegamenti a livello globale, è stata eletta Best Airline Alliance agli Skytrax World Airline Awards. L’Alleanza ha anche ricevuto per il secondo anno consecutivo il premio come Best Airline Alliance Lounge Award grazie alla prestigiosa lounge di Los Angeles. Mark Schwab, Ceo di Star Alliance, ha dichiarato: «Ritiro questo premio a nome degli oltre 430mila dipendenti

che forniscono i servizi a oltre 640 milioni di passeggeri ogni anno. Ricevere di nuovo questo riconoscimento dimostra che investire in tecnologia a vantaggio dei clienti dell’Alleanza sta dando i suoi frutti e che i passeggeri stanno notando la differenza. A seguito della recente decisione del nostro Chief Executive Board, continueremo a investire ulteriormente nei moderni sistemi così da migliorare ancora di più l’esperienza di viaggio per

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chi sceglie la nostra Alleanza». Star Alliance è stata la prima alleanza fra compagnie aeree a ricevere il Best Alliance Award da Skytrax quando la categoria è stata introdotta, nel 2005, e da allora ha ottenuto questo riconoscimento per sette volte. Cinque vettori membri di Star Alliance si sono classificati fra i primi dieci: Singapore Airlines terza, Ana quinta, Turkish Airlines settima, Eva Air ottava e Lufthansa decima.

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FIUMICINO

Il primo volo dell’A350-900 di Cathay Pacific Una nuova esperienza di volo è recentemente decollata da Fiumicino con la partenza dell’Airbus A350-900, nuovo gioiello dei cieli di casa Cathay Pacific Airways, che ha effettuato il suo primo servizio intercontinentale dallo scalo romano. Con l’entrata in vigore dell’orario invernale il nuovo top di gamma della Compagnia effettua quattro collegamenti a settimana (lunedì, mercoledì, venerdì e sabato) tra Roma Fiumicino e l’Aeroporto Internazionale di Hong Kong. Con tre classi – Economica, Premium e Bu-

siness – completamente rinnovate e una cabina wide-body progettata per garantire ai passeggeri condizioni ottimizzate di pressurizzazione e umidità, interni ancora più rilassanti e spaziosi, nuovi servizi personalizzati e connettività on board, l’aeromobile porta a un livello superiore la qualità dell’esperienza offerta dalla Compagnia di Hong Kong alla quota crescente di passeggeri in transito verso l’Oriente dall’aeroporto romano. Ma non solo: con prestazioni ancora più efficienti e un risparmio nei con-

STATI UNITI

LOMBARDIA

Frontier Airlines è il primo vettore a ricevere l’A320neo con motori Cfm

Frontier Airlines, con sede a Denver, in Colorado, ha ricevuto il 19 ottobre il primo A320neo. Frontier è il primo vettore degli Stati Uniti a ricevere un A320neo equipaggiato con motori Cfm. L’aeromobile è inoltre il primo di ottanta aeromobili della Famiglia A320neo ordinati dal vettore low-cost. Tutti gli aeromobili della famiglia A320neo ordinati da Frontier saranno dotati di motori Leap-1A di Cfm International. La famiglia A320neo racchiude le più recenti tecnologie, fra le quali motori di nuova generazione e dispositivi alari Sharklet che, insieme, generano una riduzione di oltre il 15 per cento dei consumi di carburante dal primo giorno e di oltre il venti per cento entro il 2020. Con oltre 4.800 ordini ricevuti da parte di 87 clienti dal suo lancio, avvenuto nel 2010, la famiglia A320neo detiene oltre il sessanta per cento della quota di mercato. MULTILINGUE

Ana, intrattenimento accessibile per tutti Ana, compagnia aerea giapponese a 5 stelle, è il primo vettore del Paese a offrire sui suoi voli internazionali un sistema di intrattenimento universalmente accessibile. Sono infatti stati introdotti nel sistema sottotitoli per aiutare i passeggeri con problemi di udito a comprendere i dialoghi e i contenuti musicali, nonché spiegazioni audio che illustrano le scene sullo schermo per i non vedenti. Sia i sottotitoli sia le spiegazioni audio sono disponibili in inglese e/o giapponese. Inoltre, per attirare un sempre maggior numero di viaggiatori internazionali e diventare una compagnia aerea leader a livello mondiale, Ana sta incrementando la programmazione in lingua straniera. Sui voli internazionali Ana offre contenuti in 12 lingue e a bordo è anche fruibile una programmazione originale per meglio conoscere il Giappone: la serie “Sky Eye”, che presenta le singole regioni del Giappone, è disponibile in inglese e giapponese. Il programma tematico “Is Japan cool?” invece è disponibile in inglese, cinese e giapponese.

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sumi pari al 25 per cento, l’Airbus A350900 costituisce un tassello fondamentale nella politica di sostenibilità abbracciata da Cathay Pacific e rafforza il suo impegno nei confronti dell’ambiente.

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Tariffe preferenziali per i soci Aci

Automobile Club Bergamo, in collaborazione con Sacbo, società di gestione dell’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio, ha sottoscritto un accordo commerciale con ViaMilano parking di Sea che riserva tariffe preferenziali ai soci Aci per l’utilizzo dei parcheggi negli aeroporti di Orio al Serio, Malpensa e Linate. Sea, come gestore dei parcheggi dei tre aeroporti, mette a disposizione dei viaggiatori oltre 16mila posti auto situati direttamente all’interno dei sedimi aeroportuali, suddivisi in 11 tipologie di parcheggio, garantendo i più alti standard di servizio richiesti dal mercato. Per usufruire delle tariffe promozionali il socio Aci dovrà accedere al parcheggio prescelto senza utilizzare le corsie dedicate al Telepass, chiudere l’autovettura portando con sé la chiavi e il ticket d’ingresso. Al rientro dal viaggio, prima di ritirare il proprio veicolo, dovrà recarsi alla cassa parcheggi presidiata con operatore esibendo il ticket d’ingresso e la propria tessera Aci in corso di validità, al fine di poter effettuare il pagamento secondo le tariffe preferenziali concordate. Le tariffe preferenziali non sono applicabili in caso di pagamento alle casse automatiche e non è prevista la possibilità di prenotazione dei posti auto.

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AIR EUROPA

TECNOLOGIA

Entra in flotta da Madrid il nuovo Boeing 787 Dreamliner Madrid-Santo Domingo sarà la rotta che coprirà il terzo dei 22 aeromobili di nuova generazione. Air Europa, la compagnia aerea spagnola del Gruppo Globalia, ha così annunciato l’arrivo del terzo dei 22 Boeing 787 Dreamliner che andranno a rinnovare la flotta a lungo raggio del vettore. Dopo le rotte di Miami e Bogotà, introdotte rispettivamente ad aprile e giugno 2016, il nuovo fiore all’occhiello della compagnia collegherà Madrid a Santo Domingo. In seguito, entro la fine dell’anno, entreranno a far parte della flotta altri due Boeing 787, destinati a rotte più business: uno coprirà la rotta Madrid–New York, mentre l’altro volerà verso Buenos Aires dal prossimo gennaio 2017.

NON SOLO BT

L’aeroporto Marconi ospita gli avvocati Aeroporto Marconi di Bologna ospiterà dal 18 al 20 gennaio 2017 la IX edizione del Wala Annual Conference, il congresso mondiale che riunisce avvocati, consulenti e operatori dell’industria aeroportuale. Nel corso della due giorni bolognese saranno trattati tutti i più attuali temi della regolamentazione del business e delle attività aeroportuali, con grande attenzione verso la sicurezza, l’innovazione tecnologica e la Passenger Experience. Nel presentare l’appuntamento, l’amministratore delegato e direttore generale dell’Aeroporto di Bologna Nazareno Ventola ha dichiarato: «Bologna storicamente si distingue da più di 900 anni come luogo di elezione per i “cultori della giurisprudenza”, a partire dalla fondazione della più antica Università d’Europa e del mondo. Oggi siamo lieti di confermare questa tradizione, in un luogo di incontro e aggregazione del Terzo Millennio come il nostro aeroporto, in un periodo pieno di stimoli e di sfide». Il congresso sarà anche l’occasione per un incontro privilegiato degli ospiti internazionali con il territorio bolognese, essendo già in cantiere iniziative mirate al fine di promuoverne la conoscenza.

Alitalia aumenta la sicurezza per i consumatori con Experian

Alitalia, la principale compagnia aerea italiana, ha scelto la piattaforma FraudNet di Experian, leader mondiale nei servizi informatici, per prevenire i rischi di frode informatica. L’accordo consentirà di effettuare transazioni online per l’acquisto dei biglietti aerei in completa sicurezza e piena soddisfazione per i viaggiatori. La piattaforma antifrode di Experian, operando su due piani distinti, apporta un doppio vantaggio: rende più efficace il contrasto alle frodi e, allo stesso tempo, garantisce un rapido riconoscimento dei clienti affidabili in base al contesto storico del profilo dell’account e dei dispositivi. Oltre a far registrare un tasso di falsi positivi tra i più bassi del settore, FraudNet non richiede controlli antifrode invadenti che interrompono il processo d’acquisto. La soluzione FraudNet analizza i comportamenti dei clienti bloccando i truffatori e permettendo ai clienti legittimi di procedere all’acquisto senza ostacoli e di utilizzare il servizio in modo ottimale. Inoltre permette di identificare comportamenti atipici per l’utente in base al contesto storico del profilo del suo account e dei dispositivi.

LUXAIR

Caselle amplia il network con la nuova rotta Torino-Lussemburgo La compagnia aerea Luxair ha inaugurato recentemente il nuovo volo diretto tra Torino e Lussemburgo. Il collegamento è operato con quattro frequenze settimanali nei giorni lunedì, martedì, giovedì e venerdì. Il volo è al servizio del tessuto economico piemontese con interessi in Lussemburgo e di tutti coloro che per motivi di lavoro devono raggiungere le varie istituzioni europee che vi hanno sede. I giorni dei voli consentono inoltre ai viaggiatori di po-

ter trascorrere l’intero weekend nel Granducato e di scoprire la città di Lussemburgo. Il volo apre le porte di Torino e del Piemonte anche ai turisti provenienti dal cuore dell’Europa: non solo ai lussemburghesi, ma a tutta la numerosa comunità internazionale che vive per motivi di lavoro nel Granducato. I voli sono operati con aeromobile Bombardier Q400 da 76 posti, in grado di rispondere alla crescente domanda da parte di viaggiatori business.

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Ticketing di Giorgio Maggi

IATA: COME CAMBIA LA DISTRIBUZIONE

È

durato 45 anni, ma adesso la Iata ha detto basta. È così che il Bsp (Bank Settlement Plan), il sistema che per quasi mezzo secolo ha semplificato la distribuzione e i pagamenti tra compagnie aeree, Tmc e agenti di viaggio totalizzando nel solo 2015 oltre 230 milioni di dollari, ha imboccato il viale del tramonto. Non più adatto al contesto in cui si trovano oggi a operare vettori e agenzie, e per questo destinato nel giro di pochi anni ad essere sostituito da un nuovo protocollo, il NewGen Iss. «Il nuovo sistema di pagamento garantirà un maggiore valore aggiunto sia a compagnie aeree sia alle agenzie di viaggi fornendo più flessibilità e sicurezza finanziaria», ha spiegato Aleks Popovich, Senior Vice President Iata for Financial and Distribution Services di Iata. Il grado di rischio dipende dall’agenzia Più nel dettaglio, il NewGen Iss adotta un sistema semplificato di transazione della liquidità con processi d’automazione che ottimizzano la riduzione dei costi operati-

Secondo l’International Air Transport Association le regole che hanno governato distribuzione e pagamenti tra compagnie e Tmc vanno cambiate. E sono in arrivo il NewGen Iss e One order, il nuovo protocollo collegato alla Ndc vi e moltiplicano le modalità di pagamento a scelta della Tmc/adv. Mentre con il Bsp, infatti, esisteva un unico programma valido per tutti, ora invece le soluzioni proposte saranno diverse, permettendo di scegliere quella che meglio si adatta alle proprie esigenze. Risultato: mentre prima la gestione del rischio era identica per tutti, adesso il presupposto è che non esiste lo stesso rischio di inadempienza tra le imprese di viaggi. In altre parole, il punto vendita

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che accede al Bsp dovrà autodeterminare e predefinire il livello di rischio della propria attività per attivare le ottimali condizioni di gestione del rischio stesso. In questo modo, l’agenzia potrà scegliere l’accreditamento al Bsp del tipo standard con vendite effettuate in contanti o un altro modello legato alle carte di credito. Nel nuovo quadro di gestione dei rischi, poi, i criteri applicabili per eseguire la valutazione finanziaria delle Tmc/adv saranno legati al modello di accreditamento

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selezionato. In particolare verrà analizzata la perfomance storica nel sistema Bsp, la sua puntualità e capacità nei pagamenti, le sue recenti perfomance finanziarie, la frequenza di rimessa. Parte Easy-Pay, alternativa a contanti e carte di credito Tra le novità del nuovo protocollo messo a punto dall’International Air Transport Association, un posto di rilievo lo occupa Iata EasyPay: si tratta di un nuovo sistema di pagamento, che potrà essere scelto dalle agenzie, basato su un modello “Pay-as-you-go” (termine con cui nei Paesi anglosassoni si indicano le carte prepagate), e sarà un’alternativa ai pagamenti in contanti e via carte di credito. Gli agenti potranno scegliere volontariamente se usarlo o meno. Inoltre, il New Gen Iss prevede anche l’innovazione dell’accreditamento “Multi-Country” ovvero un modello che dovrà essere adottato da quelle Tmc/adv che operano in più Bsp (e quindi in diversi Paesi del mondo) con un modello ad hoc di gestione dei rischi. Nel caso poi di gruppi di agenzie, sarà il capo-gruppo delle agenzie aggregate che dovrà garantire la sicurezza finanziaria a

copertura delle vendite effettuate dai vari punti vendita del gruppo stesso. Last but not least, il sostituto del Bsp introduce una sorta di cauzione finanziaria opzionale, alternativa alla fideiussione bancaria, denominata Global Default Insurance. Ma non è finita, perchè in attesa che il nuovo sistema di pagamenti entri in vigore tra il 2017 e il 2018, la Iata

Dopo Ncd arriva One Order La promessa nel corso del World Passenger Symposium di Dubai è di quelle da non lasciarsi scappare. Se entro il 2030 i passeggeri mondiali passeranno dai circa 3,8 miliardi (stima per il 2016) a oltre 7 miliardi, la Iata non sta con le mani in mano. «Da una gestione delle frontiere in linea con le esigenze di efficienza del trasporto aereo – ha sottolineato Alexandre de Juniac – a una crescente attenzione per le necessità del passeggero, tutto si trasformerà e la Iata sta già lavorando su questi nuovi scenari attraverso l’elaborazione di un modello Stb, Simplifying The Business, che curerà ogni singolo aspetto del prodotto aereo finalizzato a realizzare una nuova esperienza dei passeggeri che tocca tutti i processi di consumo, dal transfer all’esperienza di sosta in aeroporto, dallo shopping a bordo alla sicurezza». E se Stb è articolato in diversi piani d’intervento, a cominciare dalla Smart Security, una iniziativa congiunta con Airports Council International (Aci) per rendere i punti di controllo di sicurezza aeroportuale più efficienti e meno invasivi, il punto forte è la rivoluzione del ticketing già iniziata con il piano di sviluppo di Ndc (New Distribution Capability), che consentirà alle Tmc – secondo la Iata – di avere accesso a prodotti e servizi attualmente disponibili solo sui siti delle singole compagnie aeree, rendendoli commissionabili e accrescendo così l’area di business. Strettamente collegato a Ndc c’è però lo standard One Order, un protocollo il cui obiettivo ultimo è sostituire il sistema di ticketing adottato fino a questo momento. Via dunque i record multipli di prenotazione e spazio a un unico numero d’ordine contenente tutte le informazioni sul viaggio, dal volo acquistato ai servizi aggiuntivi, fino ai dati di fatturazione e di pagamento. Risultato: il passeggero potrà essere identificato con un solo numero di riferimento lungo tutto il suo viaggio.

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Il nuovo sistema di pagamento garantirà un maggiore valore aggiunto fornendo più flessibilità e sicurezza finanziaria ha anticipato lo studio di un modello di gestione dei rischi che avrà l’obiettivo di ridurre al minimo le perdite di default nell’attuale Bsp. A tal proposito è stato costituito un team di lavoro con rappresentanti dei vettori aerei e degli agenti di viaggi per garantire all’intero schema NewGen Iss un’alta flessibilità operativa a seconda dei Paesi dove viene adottato. «Stiamo lavorando fianco a fianco a questo ultimo punto chiave del NewGenIss per rispondere al meglio alle richieste di flessibilità delle agenzie e al contempo creare una struttura che garantisca vendite più sicure e una maggiore protezione» ha concluso Popovich.

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Hôtellerie di Giovanni Fassola

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n mercato che, a livello mondiale, vale più o meno 320 milioni di dollari. E dove la parola magica per far quadrare i conti – ottimizzando la spesa e rispettando i parametri delle travel policy – si chiama traveller centricity. A dirlo è l’ultimo white paper presentato da Acte in collaborazione con Hrs, dal titolo quanto mai emblematico: Strategic Hotel Sourcing Priorities for Corporations, elaborato intervistando più di trecento travel buyer in tutto il mondo, in prevalenza europei e nordamericani, chiamati a dire la loro sulle ultime tendenze in fatto di procurement alberghiero. Focus sul viaggiatore «Se l’84 per cento dei partecipanti alla survey riconosce che i saving alberghieri, in ultima istanza, si ottengono rispettando la compliance, ben il 75 per cento di loro vede nel miglioramento dei servizi al viaggiatore la migliore chiave per ottenere i risparmi in prospettiva futura», ha detto introducendo i risultati della ricerca Greeley Koch, Executive Director Association of Corporate Travel Executives. «I travel manager sono ormai pronti a inserire la centralità del viaggiatore come

RISPARMIARE NON BASTA Sono sempre più numerosi i travel manager che, a livello mondiale, puntano sulla traveller centricity all’interno dei programmi alberghieri e anche in Italia si fanno strada i nuovi trend del settore un parametro chiave per rispettare gli obiettivi della policy, ma ancora oggi si scontrano con l’abitudine dei management a utilizzare altri kpi (key performance indicator, ndr). L’importante, però, è che il cambiamento sia iniziato». A ben guardare, in effetti, sono anco-

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ra una minoranza i travel manager che guardano con occhi nuovi alla questione. «Meno della metà (il 42%) si preoccupa di ricevere feedback sull’effettiva esperienza di viaggio che i dipendenti hanno avuto durante il loro soggiorno», si legge nel white paper.

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Italia ottavo mercato mondiale per il bt Del resto, che quello dell’hôtellerie sia un ambito dove esistono ancora ampi margini di miglioramento, emerge anche da un’altra analisi, questa volta relativa al mercato italiano. «Pur essendo l’ottavo mercato al mondo per spesa nel business travel (31 miliardi di dollari) e uno di quelli dove l’offerta alberghiera è più frammentata (con l’88% di strutture indipendenti), il nostro Paese vede una gestione della spesa alberghiera ancora concentrata prevalentemente su costi e procurement», ha sottolineato Flavio Ghiringhelli, Vice President Corporate Solutions Western, Southern, Eastern Europe, in apertura dell’interessante Corporate Travel Forum, l’evento annuale organizzato da Hrs svoltosi qualche mese fa a Milano. Anche nel Belpaese però, le cose stanno cambiando, e da un’idea di travel management in cui l’unico obiettivo era la riduzione dei costi, con i travel manager quasi interamente focalizzati sui processi di acquisto, oggi incominciano ad affacciarsi altre priorità. «Da un’idea tradizionale dove tutti i processi di gestione del business travel erano completamente centralizzati, si è passati a una fase 2.0, in cui hanno la meglio procurement e riduzione dei costi attraverso l’outsourcing. Mercati più avanzati del nostro, poi, sono già a uno step successivo, dove l’attenzione si è spostata sulla gestione del rischio e della sicurezza, oltre che sui servizi di geolocalizzazione e assistenza dei viaggiatori. Paesi come Usa, Germania, Giappone, UK e Francia, poi, sono già nella fase della consumerizzazione, dove app, mobile e metodi di pagamento avanzati che di

«Il nostro Paese vede una gestione della spesa alberghiera ancora concentrata prevalentemente su costi e procurement», spiega Flavio Ghiringhelli, Vice President Corporate Solutions Western, Southern, Eastern Europe di Hrs

solito vengono utilizzati nel leisure, sono entrati nei processi del corporate travel», ha spiegato ancora Ghiringhelli. Priorità per tutto ciò che è Safety&Security Ma l’appuntamento milanese ha fornito l’occasione anche per tracciare i trend del futuro nel comparto alberghiero. A delinearli la ricerca Travel priorities 2016 elaborata di Diciottofebbraio, che ha preso in considerazione le prospettive di travel manager e mondo dell’hôtellerie a proposito di argomenti come i costi delle trasferte, l’utilizzo dei self booking tool, il comportamento dei Millennials e le tematiche relative alla sicurezza di chi viaggia.

«Per quanto riguarda il cosiddetto costo totale della trasferta, mentre le aziende, per ottimizzarlo, puntano a scegliere alberghi che offrono servizi di transfer gratuiti (per aeroporti e stazioni) e a limitare i servizi ancillari e di qualità che i dipendenti possono acquistare in albergo, gli alberghi si muovono sul fronte opposto, focalizzandosi sul miglioramento di quegli stessi servizi e su un’offerta tariffaria molto aggressiva per prenotazioni effettuate con largo anticipo», ha detto David Jarach, presidente della società di consulenza. Sul fronte della sicurezza, invece, aziende e alberghi la pensano allo stesso modo: il viaggiatore deve essere tutelato di più, ragion per cui i travel manager richiedono requisiti più stringenti per inserire gli hotel nelle proprie travel policy, soprattutto nelle destinazioni percepite come a maggior rischio. Per quanto riguarda, poi, la gestione delle prenotazioni di viaggio, la completa

I travel manager sono pronti a inserire la centralità del viaggiatore come parametro chiave per rispettare gli obiettivi della policy, ma ancora oggi si scontrano con lʼabitudine dei management a utilizzare altri kpi

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Hotel e tecnologia: che cosa cercano veramente i business traveller Hotel e tecnologia: che cosa cercano veramente i business traveller Non c’è solo il wi-fi in cima alle preferenze dei viaggiatori d’affari in albergo. Secondo una recente survey della Global Business Travel Association (Gbta), infatti, le app sono diventate il nuovo passatempo per chi si trova in trasferta, tanto che il 61% dei viaggiatori nordamericani intervistati ha scaricato, nell’ultimo anno, l’applicazione di almeno una delle più grandi catene alberghiere, mentre un numero superiore alla metà ne ha sul proprio device almeno due. Ma a cosa servono le app scaricate? Per la gestione delle prenotazioni e del programma fedeltà (43%) o la prenotazione del soggiorno (39%). Interessanti anche le differenze per età: i Baby Boomers (+55 anni) prediligono il controllo dello status della prenotazione, mentre i Millennials (18-34 anni) utilizzano le app per verificare i servizi disponibili degli alberghi, contattare il personale e ordinare il servizio in camera. Molti, invece, i plus che i manager vorrebbero trovare in una camera d’albergo, e che invece non ci sono: si va dal maggiore numero di prese per la corrente e di prese Usb ai caricatori per smartphone e computer, dai servizi di streaming come Netflix e Hbo Go alla possibilità di personalizzare i servizi delle stanze secondo le proprie esigenze. Infine, come evidenziato dalla ricerca, gran parte dei viaggiatori ha riferito che sarebbe incline alla prenotazione diretta tramite app se ricevesse in cambio la connessione wi-fi gratuita (se non prevista) o ad alta velocità (se prevista con una banda lenta). automazione è un traguardo ancora lontano da raggiungere: fra i travel manager, il 30% sostiene che nell’anno in corso utilizzerà una totale automatizzazione dei processi attraverso i self-booking tool, mentre il 57% adopererà ancora un processo misto, non eliminando una gestione diretta con l’agenzia o la singola struttura alberghiera convenzionata. Dal canto loro, gli alberghi sono ancora più impreparati, visto che la stragrande maggioranza di loro (il 78%) accetta ancora prenotazioni (in parte) anche offline, e il 13% esclusivamente offline.

Focus sui Millennials Tra i altri temi affrontati dalla ricerca non è mancato un accenno all’impatto della sharing economy sull’hotellerie. Quando si tratta di soggiorni long stay, come si

La parola magica per far quadrare i conti – ottimizzando la spesa e rispettando i parametri delle travel policy – si chiama traveller centricity

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Per gli hotel manager circa la metà dei Millennials manifesta un comportamento diverso dai loro padri e fratelli maggiori, con una spiccata preferenza per soluzioni come check-in online, free wi-fi e servizi di palestre o spa

comportano i tanto decantati Millennials? «È prima di tutto confermato come sui soggiorni sopra le nove notti la competizione sul servizio di ospitalità si allarghi, estendendo la scelta dai soli alberghi (43%) ai residence/aparthotel (40%), appartamenti affittati con contratti settimanali/mensili (8%), bed&breakfast (7%), appartamenti affittati attraverso canale online a giornata (2%). Poiché si parla di soggiorni prolungati, in effetti la sharing economy sembra impattare da un minimo del 2% a un massimo del 10%». E non è tutto, perché nelle risposte fornite dei travel manager, la generazione dei nati negli Anni ‘80 si dimostra essere molto affidabile: il 55% di loro, infatti, si attiene alle travel policy, contro un 42% parzialmente divergente e solo il 3% che effettua scelte al di fuori dei dettami aziendali. Per gli hotel manager, invece, circa la metà dei Millennials manifesta un comportamento diverso dai loro padri e fratelli maggiori, con una spiccata preferenza per soluzioni come check-in online, free wi-fi e servizi di palestre o spa; il 19%, poi, è un vero e proprio appassionato di tecnologia, con la richiesta di servizi quali Smart TV/Netflix, Smart Key, online checkout e sistemi di pagamento virtuali. Poco o nullo, invece, il ricorso a tutto ciò che va sotto il nome di bleisure. Sia nel caso dei Millennials, che dei viaggiatori più maturi infatti, la tendenza di estendere la permanenza sul luogo di lavoro oltre il periodo della trasferta non è ancora molto diffusa: eppure più della metà dei travel manager si dichiarano disposti a valutare «caso per caso» eventuali richieste.

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Lisbona Convention Bureau

di Sabrina Piacenza

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isbona è davvero una città unica, dal carattere popolare ma al tempo stesso vanta un aspetto di respiro decisamente internazionale. Ha subito cambiamenti sostanziali negli ultimi anni, diversi gli interventi di riqualificazione che le hanno dato nuovo smalto recuperando quell’allure tipica delle città che hanno la fortuna di affacciarsi sull’acqua. In città è possibile contare sulla presenza di hotel d’eccellenza che offrono comfort e servizi al top, molti dei quali totalmente rinnovati. In particolare, il cinque stelle Hotel Tivoli Lisboa, una struttura situata nella zona storica della città lusitana, oggetto di un profondo intervento di ristrutturazione tuttora in corso che sta caratterizzando la sua architettura con una combinazione di stile classico e contemporaneo e che si concluderà nella primavera 2017. Da oltre ottant’anni l’Hotel Tivoli Lisboa rappresenta una location da vedere e vivere grazie anche alla sua spettacolare hall Cosmopolitan o al suo sorprendente Sky Bar che offre una vista mozzafiato sulla città. Un luogo perfetto per i top manager che qui possono organizzare incontri di lavoro esclusivi nell’attrezzato centro congressi ed eventi. L’offerta di soluzioni per soddisfare qualsiasi esigenza di ospitalità abbinata alla cultura è davvero notevole, alle numerose nuove aperture di hotel, infatti, si affiancano diverse sedi museali di grande fascino ideali per organizzare eventi esclusivi come il Museu Da Farmácia, dove al suo interno è situato un bellissimo ristorante perfetto per le cene di gala, o il Picadeiro Real al Museu Nacional Dos Coches. Due location raffinate che completano e arricchiscono il ventaglio di venues presenti in città e in grado di soddisfare

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LISBONA PER IL BUSINESS Capitale dinamica e meta perfetta per il turismo dʼaffari internazionale grazie a un’offerta variegata di location esclusive e strutture ricettive che soddisfano tipologie di target differenti

totalmente gli uomo d’affari sotto ogni aspetto. Per i ricercati momenti di svago, invece, si può scegliere di gustare un’ottima cena portoghese nei numerosi ristoranti sparsi un po’ in tutta Lisbo-

na. Tra i tanti il ristorantecaffeteria dell’Espaço Espelho D’Água, un edificio modernista degli anni ’40 recentemente riportato alle splendide condizioni originali svelando un prezioso murales di Sol Lewit

o l’Ibo Restaurante, un ottimo ristorante di cucina portoghese e sapori del Mozambico nel centro storico con un’invidiabile vista sul fiume Tagus. Ma non solo, molti uomini d’affari europei scelgono Lisbona come metà lavorativa anche perchè vanta ottimi collegamenti aerei con le principali città, grazie alla comoda vicinanza al centro cittadino dell’Aeroporto Aeroporto Humberto Delgado. A Indirizzo a fine rivista

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Business travel e Mice

di Simona Zin

MAGICA MADRID! Immersa nel verde, tra parchi, viali alberati e giardini, e perfettamente collegata al mercato internazionale, la capitale spagnola rappresenta un luogo apprezzatissimo dai viaggiatori d’affari e da tutto il mercato corporate

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ultura, ospitalità, eventi, infrastrutture e servizi Mice: questo e molto altro rappresenta Madrid. La capitale spagnola, forte dell’attività del suo Convention Bureau, si distingue nel panorama congressuale e incentive europeo per una serie di plus che la rendono una destinazione sorprendente per il settore. TRA PUBBLICO E PRIVATO Creato dal comune, in collaborazione con alcune aziende pubbliche e private, il Convention Bureau di Madrid

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promuove la città come meta di congressi nazionali e internazionali e coordina tutte le operazioni e le attività che possono contribuire alla migliore riuscita di un evento. La capitale spagnola vanta 336 hotel a 3, 4 e 5 stelle che la rendono in grado di accogliere più di 81.672 persone, con tariffe competitive rispetto ad altri Paesi europei. Le eccellenti infrastrutture, gli alberghi e le location attrezzate costituiscono la base per l’accoglienza in città di qualsiasi tipo di evento: a questi si unisce una serie di caratteristi-

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La capitale spagnola vanta 336 hotel a 3, 4 e 5 stelle che la rendono in grado di accogliere più di 81.672 persone con tariffe competitive rispetto ad altri Paesi europei

La città è collegata per via aerea con le principali mete europee e del mondo e vanta un trasporto pubblico efficiente e veloce

che che fanno di Madrid una destinazione all’avanguardia come poche altre in Europa e nel mondo. In primis, la città è collegata via aerea con le principali mete europee e del mondo, vanta un trasporto pubblico efficiente e veloce, ristoranti stellati e una varietà impressionante di altre opzioni per la ristorazione. CENTRO CULTURALE PULSANTE Immersa nel verde, tra parchi, viali alberati e giardini lussureggianti, la capitale spagnola ospita 89 musei: tra questi, alcune tra le più belle gallerie d’arte del mondo, come il Centro d’Arte Museo Nazionale Reina Sofia, il Museo Thyssen Bornemisza e il Museo del

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Prado. Il calendario di Madrid comprende per tutto l’anno innumerevoli appuntamenti tra spettacoli e proposte di

intrattenimento, oltre a offrire negozi e boutique che ne fanno anche un paradiso per lo shopping. Oltre ai monumenti

e alle bellezze della città, nelle sue vicinanze si trovano anche altri luoghi di grande interesse storico e patrimonio dell’Unesco, come Aranjuez e El Escorial, un tempo residenza della famiglia reale, o Alcalá de Henares, Avila, Segovia e Toledo, centri monumentali del Medioevo e del Rinascimento: facile immaginare qui, dunque, anche affascinanti post congress alla scoperta di una città e di un territorio di grande bellezza. A Indirizzo a fine rivista

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Reception

a cura della redazione

POLTRONE

Hrs, due nomine per potenziare l’area Hotel Solutions Hrs Group, provider leader per i viaggi d’affari, ha potenziato l’area Hotel Solutions: Antonio Casale (a sinistra) è stato nominato Head of Regional Sales Central/ South Italy and Malta e Marco Bigatello (a destra) Head of Regional Sales North Italy. Nei nuovi ruoli, i due manager gestiranno i team di Hotel Sales Manager e di Hotel Account Manager nelle loro funzioni di acquisizione di nuovi hotel e di gestione degli hotel partner. Casale e Bigatello riportano direttamente al Director of Hotel Solutions europeo Keith Watson. «Grazie a queste due nuove nomine – ha dichiarato Marco D’Ilario, Ma-

naging Director Hrs Italia – intendiamo rafforzare il team di Hotel Solutions per avvicinare sempre di più il settore alberghiero italiano alle esigenze delle grandi e medie aziende, oggi ancora più orientate verso innovative soluzioni di pagamento con carta di credito virtuale, gestione del-

la fatturazione, duty of care, sourcing e online mice purchasing and management». Antonio Casale, 37 anni, è entrato in Hrs nel 2009 ricoprendo different i ruoli commerciali all’interno del gruppo. Tra le sue precedenti esperienze nel settore travel, è stato Manager del tour operator IperClub e responsabile delle attività sales per la Germania di Bellitalia GmbH. Marco Bigatello, classe 1983, è in Hrs dal 2014 dopo un’importante esperienza maturata in Expedia nel ruolo di Supervisor Properties Assistance Coordinator e in precedenza come WebSales-Direct and Online Marketing Expert presso strutture ricettive della provincia di Treviso seguendo progetti speciali di incoming.

BENEFIT CORPORATION

B-Corp, The Church Palace di Roma il primo a ottenere la certificazione È il The Church Palace a Roma il primo albergo italiano a ottenere la certificazione Benefit Corporation. Il riconoscimento individua tutte quelle aziende che intraprendono un nuovo modello di business e che, oltre a perseguire i propri obiettivi aziendali, mirano a creare impatti positivi su persone, ambiente e più in generale su tutti gli stakeholder. «Credo sia un segnale importante della crescente attenzione del mondo dell’impresa alberghiera alla sostenibilità intesa in senso sempre più ampio», ha dichiarato Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria

Alberghi. «L’attenzione e la sensibilità a certi temi contribuisce al benessere degli ospiti e arricchisce l’esperienza del

soggiorno oltre a consolidare sempre più il ruolo della struttura nella collettività in cui opera».

CONFINDUSTRIA ALBERGHI

Palmucci è l’Hotel expert of the year Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, ha ricevuto il premio Hotel expert of the year. La premiazione è avvenuta durante l’Hospitality Award di Tourism Investment con queste motivazioni: per il contributo prestato al turismo alberghiero, per lo spirito associativo e per l’impegno all’internazionalizzazione delle realtà alberghiere italiane. «Sono davvero emozio-

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nato e felice per questo importante riconoscimento», ha dichiarato Palmucci. «Rappresentare le aziende del comparto ed essere il portavoce degli associati è una responsabilità grande che si ripaga anche grazie a riconoscimenti come questi. Il premio rappresenta una spinta utile ad affrontare con energia ed entusiasmo le future sfide del mercato e della vita associativa».

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NEW ENTRY

RESTYLING

A Firenze apre l’Hotel Glance

Worldhotel Ripa Roma tra sinergie e novità

Florence Gold Congress Venues, il circuito che raccoglie alcune tra le strutture alberghiere più prestigiose della città di Firenze, si è arricchito di una nuova location. È dello scorso settembre, infatti, l’apertura del nuovissimo quattro stelle Hotel Glance. L’hotel si trova a soli 150 metri dalla stazione ferroviaria di Firenze Santa Marioa Novella e dispone, dal primo al quinto piano, di 68 camere dotate di tutti i comfort. Al sesto piano trova spazio una piscina con una terrazza di circa duecento metri quadrati, dalla quale si gode una magnifica vista panoramica a 360° sulla città. Al primo piano è a disposizione una sala insonorizzata e con luce esterna, completamente attrezzata.

Continua l’innovazione al Worldhotel Ripa Roma e dopo il completo restyling del 7° piano, anche per il 2017 sono in cantiere una serie di novità. Situato nel cuore di Trastevere, il Worldhotel Ripa Roma – con le sue 199 camere e spazi meeting firmati dai famosi architetti Papiri, Micheli e King Roselli – punta a soddisfare un mercato corporate sempre più attento e con nuove esigenze. Importante novità è la sinergia tra il Worldhotel Ripa Roma e la Conference Center Ecomap Roma Sala da Feltre, che si presentano come centro meeting ed eventi nel centro della città.

COMPLEANNO

Nhow, dieci anni all’insegna del continuo mutamento Il 2016 rappresenta un traguardo importante per NH Hotel Group: da una sua intuizione infatti dieci anni fa nasceva il brand nhow con l’idea di creare una nuova esperienza di soggiorno, coinvolgente e fuori dagli schemi, all’interno di strutture all’avanguardia e di design situate in contesti urbani creativi e in continua evoluzione. Capostipite del brand è nhow Milano, nato nel 2006 e ispirato al concetto Design & Fashion. A oggi il brand conta altri due hotel – nhow Berlino nato nel 2010 e caratterizzato dal tema musica e nhow Rotterdam, che prende vita nel 2013 contraddistinto da forti

richiami all’arte e all’architettura – con la prospettiva di inaugurare altre tre strutture nei prossimi anni: a Santiago del Cile nel 2018 e ad Amsterdam e Londra nel 2019. “Elevate your stay” è il motto del nhow, dove tutto è possibile anche in ambito business travel. Che si tratti di una riunione di lavoro o un incontro esclusivo, l’hotel milanese mette a disposizione spazi versatili e personalizzabili per rispondere a ogni esigenza. Come la nhow Suite che grazie alla sua anima multifunzionale e spazi divisibili e dinamici, è perfetta per incontri one-to-one ed eventi privati.

RICONOSCIMENTI

Meliá, a Escarrer Juliá l’Hall of Fame Award Gabriel Escarrer Juliá, fondatore del Gruppo Meliá Hotels International, leader nel settore dell’ospitalità in Spagna e terzo a livello europeo, ha ricevuto l’Hall of Fame Award, il premio assegnato dall’Hotel Investment Conference Europe e attribuito alle personalità che sono riuscite ad apportare un contributo importante all’industria europea dell’ospitalità. Il riconoscimento assegnato a Escarrer Juliá coincide con il 60° anniversario del gruppo Meliá Hotels International; fondato nel 1956, quando

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Escarrer Juliá aveva solo 21 anni, il Gruppo è nato con l’apertura di un hotel a Maiorca e, oggi, possiede e gestisce più di 375 proprietà in 42 Paesi, con quasi centomila camere in tutto il mondo. «Le aziende hanno bisogno di reinventarsi e modernizzarsi continuamente», ha dichiarato. «Sviluppare nuove esperienze e concept è sempre stata la filosofia chiave di Meliá Hotels International e, infatti, ci siamo posizionati al primo posto nella trasformazione digitale dell’ospitalità».

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UAPPALA

APERTURE

A Pesaro e Viareggio le prime strutture affiliate a Mercure Entra nel vivo la già annunciata collaborazione tra il gruppo italiano Uappala Hotels e Accor. Entro fine anno, infatti, i due quattro stelle Uappala Hotel Viareggio nell’omonima località turistica della Toscana e Uappala Hotel Cruiser di Pesaro saranno le prime due strutture a essere affiliate al brand Mercure. «Si tratta di un primo passo all’interno di un articolato piano di sviluppo dei nostri alberghi 4 stelle, capaci di distinguersi sul mercato per location e qualità dei servizi offerti, per le quali è prevista l’affiliazione ai brand Mercure o Novotel», dichiara Leonardo Piagneri, direttore Affari Generali del gruppo Uappala Hotels. Precise le motivazioni che hanno portato all’ingresso in Mercure per i primi due Uappala. «Per il nuovo Uappala Hotel Viareggio avevamo l’esigenza di un supporto commerciale che permettesse alla struttura, aperta tutto l’anno, di spiccare il volo anche per la stagione invernale. Il grande bacino di utenti corporate fidelizzati Mercure rappresenta un buon alleato per raggiungere questo obiettivo», spiega Marco Palermi, direttore generale del comparto Hotels Collection e Club. Per Pesaro, invece, Uappala ha identificato nell’affiliazione a Mercure il riconoscimento di un brand internazionale già presente con successo sulla Costa Adriatica e capace, dunque, di indirizzare i mercati prospect verso questa destinazione. Per lo storico cinque stelle Grand Hotel Palazzo di Livorno (5 stelle) è già stata ottenuta l’affiliazione a MGallery, la collezione di hotel boutique che, all’interno della catena alberghiera Sofitel di Accor, si contraddistinguono per forte personalità, storia e bellezza architettonica. VENEZIA

Nh Hotel Group, al via i lavori per una nuova struttura

Arriverà nel 2018, a Venezia, una nuova location firmata Nh Hotel Group. Continua così la crescita del gruppo nel nostro Paese dopo la recente inaugurazione del Nh Collection Roma Palazzo Cinquecento. La struttura si trova a Rio Novo, a pochi minuti da piazzale Roma e dalla stazione S. Lucia, e la ristrutturazione di quello che fu un edificio dell’Enel inizierà nel prossimo settembre. L’hotel, in terzo nel capoluogo lagunare, sui suoi cinque piani sarà dotato di 144

camere, diverse sale meeting attrezzate allo stato dell’arte, area fitness, giardino esterno e terrazza con vista panoramica. Per gli ospiti anche easy wifi gratuito, televisori led, docce emozionali effetto pioggia. Ristorante e bar completeranno l’offerta. Con la nuova struttura, fa sapere il gruppo, trova conferma la volontà di investire nel nostro Paese, “puntando sulla valorizzazione del territorio italiano come polo attrattivo internazionale per il business e il turismo”.

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Best Western Italia, un Mirage alle porte di Milano

Best Western Mirage Hotel Fiera è il nuovo 4 stelle del Gruppo e si trova, in posizione strategica, a Paderno Dugnano, da cui è possibile raggiungere facilmente sia il centro di Milano sia la Fiera di Rho. L’albergo dispone di 65 camere, tra cui 2 Junior Suite, è stato rinnovato nel 2013 ed è dotato di pannelli fotovoltaici per la produzione del proprio fabbisogno di elettricità e acqua calda. Per eventi e convegni l’hotel mette a disposizione cinque sale meeting modulari capaci di accogliere fino a 250 persone. L’offerta per il segmento corporate si completa con il ristorante, all’interno dell’albergo, soluzione ideale anche per business lunch & dinner, banqueting e buffet grazie alle formule di qualità nei menu e alla ricca carta dei vini. Francesco Fazio, amministratore delegato dell’hotel e neo-Socio Best Western, ha commentato così l’ingresso nel Gruppo: «Abbiamo puntato molto su questa struttura e l’ingresso in Best Western rappresenta uno step importante nella nostra strategia di sviluppo. Grazie al supporto del Gruppo l’obiettivo nel breve periodo è potenziare il segmento corporate e consolidare le relazioni commerciali». Alla Global Convention di Best Western Hotels & Resorts da poco conclusasi Giovanna Manzi (nella foto), Ceo Best Western Italia, ha preso parte al Leadership Panel, momento di incontro che ha visto riuniti sei Ceo da altrettanti Paesi in cui il brand è presente.

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BEST WESTERN PREMIER BHR TREVISO HOTEL ti offre più di un motivo per organizzare il tuo evento a Treviso

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BW PREMIER BHR Treviso Hotel

una moderna struttura 4 stelle Superior alle porte la città, a soli 2 km dall’Aeroporto Canova di viso e a meno di 25 km dal Marco Polo di Venezia. Con le sue 133 camere e 13 sale modulabili, in grado di ospitare oltre 1300 persone, è diventato oggi il punto di riferimento dei grandi eventi congressuali dell’entroterra veneziano e fra le più prestigiose location del Nordest.

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CON BW PREMIER BHR Treviso Hotel H SI CENA AL MUSEO!

Fino al prossimo 17 aprile BHR Treviso o Hotel offre l’imperdibile opportunità di organizzare un evento a Treviso, visitare la Mostra “Storie dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin” e concludere in bellezza un congresso o un meeting aziendale con uno speciale ed esclusivo momento conviviale.

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Un’indimenticabile esperienza per coniugare arte e buona cucina. pe

Solo co on BHR Catering DiVino, il catering ufficiale della m mostra, aziende e associazioni potranno far trascorrere ai loro ospiti una serata indimenticabile, ammirando i capolavori dei maggiori esponenti dell’impressionismo, con una visita guidata privata, concludendo la serata con un’esclusiva cena gourmet servita fra i quadri di alcuni tra i maggiori artisti italiani del secondo ‘900.

BEST WESTERN PREMIER BHR Treviso Hotel Via Postumia Castellana, 2 | Quinto di Treviso (TV) Tel +39 0422 3730 | email events@bassohotels.it www.bhrtrevisohotel.com


Car Fleet di Alessandro Rigatto

BERLINA, MONOVOLUME O STATION WAGON, QUALE SCEGLIERE?

La Casa sudcoreana Kia delle Optima e delle Carens è l’unica che in Italia offre sette anni di garanzia

La libertà lasciata al dipendente di spaziare tra più modelli della stessa Casa convenzionata o della medesima fascia di prezzo consente una valutazione finale in base anche alle esigenze personali

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ella policy aziendale la scelta dell’auto per agenti o dipendenti è influenzata dalla possibilità di concedere al collaboratore l’uso illimitato della vettura, quindi anche per l’utilizzo privato nei fine settimana e nelle vacanze. In queste circostanze, al personale potrebbe essere vantaggiosamente lasciata la scelta tra più modelli della stessa Casa convenzionata o della stessa fascia di prezzo per consentire di ponderare la valutazione finale in base anche delle proprie esigenze personali. Così, tra berlina, station wagon e mo-

novolume, a parità di prezzo (o di canone di leasing o di noleggio a lungo termine) la scelta può essere demandata a chi dell’auto farà uso. Normalmente le differenze di prezzo sono limitate a poche migliaia di euro, che possono essere computate nel pacchetto retributivo, una ricaduta positiva nel sistema motivazionale del quadro o dell’agente. Per esemplificare questa possibilità abbiamo scelto tre Case automobilistiche “fleet oriented” che offrono nella stessa classe di prezzo e cilindrata tre modelli in rappresentanza delle categorie ber-

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lina, wagon e MPV, con qualche novità interessante: la Kia Optima Sportswagon, le Peugeot 508 berlina e Traveller, e la Renault Talisman Sporter, che poniamo a confronto con le rispettive sorelle dotate di motorizzazione turbodiesel commonnrail analoga. Kia La Casa sudcoreana è l’unica che in Italia offre sette anni di garanzia e, nel suo processo di rinnovamento, ha da poco introdotto in gamma la Optima Sportswagon, una bella giardinetta sportiveggian-

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te nella linea e nel posto guida, piuttosto rasoterra, spaziosa e curata nelle finiture, caratterizzata da consumi contenuti e da un’ampia dotazione di dispositivi di sicurezza. Per la Sportswagon, come per la berlina (486 centimetri di lunghezza) e per la monovolume Carens, che offre sette posti e un baule ampliabile da 103 a 1649 decimetri cubici, c’è lo stesso gruppo motopropulsore: il 1.7 Crdi da 141 cavalli abbinato al valido cambio a doppia frizione e sette marce, che assicura un ottimo comfort nella guida in città e uno scatto brillante. Ovviamente c’è anche una trasmissione manuale a sei rapporti, con cui le Optima e le Carens consumano un po’ meno (4,2 e 4,9 litri per cento chilometri rispettivamente). L’abitacolo è spazioso, molto più rispetto a quanto offrono i modelli di prestigio di pari formato, come BMW Serie 3 e Mercedes-Benz Classe C. E il bagagliaio è sempre all’altezza della situazione, sia per la nuova Sportswagon (da 552 decimetri cubici, e in più c’è il divano posteriore abbattibile in tre parti quaranta-venti-quaranta per cento) sia per la berlina (510 decimetri cubici), mentre la monovolume Carens, la cui progettazione è meno recente, è condizionata dall’impiego della terza fila di sedili e dagli ingombri più compatti (453 centimetri). I prezzi: con il cambio a doppia frizione la

Normalmente le differenze di prezzo sono limitate a poche migliaia di euro che possono essere computate nel pacchetto retributivo, una ricaduta positiva nel sistema motivazionale del dipendente Optima berlina in allestimento Classe costa 31.500 euro, la Sportswagon 33.000 euro e la Carens 26.000 euro. Peugeot Per la Casa francese la novità del momento è la grande monovolume Traveller, che nasce con l’esplicito obiettivo di rimpiazzare in un sol colpo sia la 807 sia la 5008 di prima generazione sia l’Expert Tepee e di far concorrenza a modelli di Case concorrenti, come la Volkswagen Multivan. Per la Mpv transalpina il motore più adatto all’impiego aziendale è il due litri da 180 cavalli abbinato al cambio automatico a sei marce: lo stesso che ritroviamo al vertice della gamma 508, dove la berlina

– che per qualche tempo non è più stata importata in Italia – è tornata a listino proprio con l’obiettivo di rivolgersi al mondo delle flotte aziendali in alternativa alla versione station wagon, che già ha conquistato tanti consensi prezzo l’utenza professionale. Sul versante delle prestazioni le 508 dotate del motore da 180 cavalli (230 chilometri orari per la berlina, 226 per la station wagon, che consumano rispettivamente 4,2 e 4,4 litri ogni cento chilometri nel ciclo combinato) prevalgono nettamente rispetto alla Traveller (170 chilometri orari, 5,7 litri ogni cento chilometri), che si avvantaggia agli occhi di chi ha una famiglia numerosa grazie al suo abitacolo configurabile a sei, sette o otto posti con sedili agevolmente ripiegabili e smontabili. Bauli a confronto: 515 decimetri cubici per la berlina, da 560 a 1598 decimetri cubici per la station wagon, capacità massima di 2381 decimetri cubici per la monovolume Traveller. La berlina e la

Per Peugeot la novità del momento è la grande monovolume Traveller, che ha l’obiettivo di rimpiazzare sia la 807 sia la 5008 di prima generazione sia l’Expert Tepee

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La novità Renault è rappresentata dalla Talisman Sporter, la bella station wagon derivata dalla già nota quattro porte francese

I prezzi sono riportati a puro scopo indicativo. Sono stati verificati all’atto della stesura dell’articolo ma possono essere cambiati dalle Case in qualsiasi momento

station wagon, inoltre, sono disponibili con propulsori ancor più parsimoniosi: il 1.6 BlueHdi da 120 cavalli (da 31.000 euro in allestimento Business), anche con cambio automatico (mille euro in più) e il 2.0 BlueHdi da 150 cavalli, solo con il sei marce manuale (da 32.600 euro). Lo spazio in abitacolo e i consumi contenuti, unitamente al grande serbatoio di gasolio da 72 litri, che garantisce un’autonomia di quasi 1500 chilometri tra un “pieno” e l’altro, sono i punti di forza della 508, che però presenta qualche comando discutibile, tra cui il pulsante di avviamento sul lato sinistro della plancia. Prezzi a confronto: 37.500 euro per la 508 berlina 2.0 BlueHdi Feline da 180 cavalli, 38.100 euro per la station wagon Allure, 38.300 euro per la monovolume Traveller Active con passo lungo e sbalzo standard. Per tutte, due anni di garanzia con chilometraggio illimitato.

Renault La novità è rappresentata dalla Talisman Sporter, la bella station wagon derivata dalla già nota 4 porte francese: oltre a condividere la stessa motorizzazione di punta 1.6 dCi, con 130 e 160 cavalli, quest’ultimo anche con cambio a doppia frizione a sei marce, disponibile anche sulla monovolumecrossover Espace, le vetture della Casa transalpina dispongono del sistema di sterzatura integrale 4Control che migliora nettamente la maneggevolezza nei percorsi ricchi di curve strette e in città e la stabilità nei tratti veloci, visto che le ruote posteriori sterzano in fase con quelle anteriori. Il punto di forza delle tre Renault è rappresentato dallo spazio disponibile: sia in abitacolo (ma solo l’Espace ha sette posti) sia nel vano bagagli (608 decimetri cubici per la berlina, 572/1681 per

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la Sporter, 247/2101 decimetri cubici per la monovolume Espace). E dai consumi, anche se i risultati migliori vengono ottenuti con il motore da 130 cavalli abbinato al cambio manuale (4,2-4,3 litri ogni cento chilometri per le Talisman 1.6 dCi con cambio manuale, 4,5 per l’Espace) e, sulle Talisman, con il 1.5 dCi da 110 cavalli (3,7 litri ogni cento chilometri). Il serbatoio è relativamente piccolo (52 litri per le Talisman, 58 litri per l’Espace), ma l’autonomia è nell’ordine dei mille chilometri. Cercando di stupire, la Renault ha arricchito la plancia dell’Espace e delle Talisman con un enorme touch screen da 12 pollici disposto verticalmente che permette il controllo del sistema multimediale, della grafica della strumentazione riconfigurabile e delle principali funzionalità della vettura: ha il vantaggio di eliminare molti tasti fisici della consolle, ma le regolazioni sono meno intuitive. Non del tutto convincenti le finiture: alcune parti in plastica rigida originano scricchiolii, altre in pelle gratificano tatto e vista, alcuni particolari, come la tendina scorrevole per la chiusura del portaoggetti sul tunnel, denotano una cura notevole nel dettaglio. La garanzia è di tre anni.

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Holiday Inn Rome Eur Parco dei Medici Viale Castello della Magliana, 65 00148 Roma - Italia Tel 06.65581- Fax 06.6557005 E-mail: info@holidayinn-eur.it Web: www.holidayinn.com/rome-parcoi Facebook: www.facebook.com/holidayinnparcodeimedici Meeting & Congressi 06.65581.820 - conference@holidayinn-eur.it ®2013 IHG. Tutti i diritti riservati. La maggior parte degli hotel è di proprietà e a Gestione indipendente.


Fleet management di Nicoletta Giraldi

Ai mobility manager non convincono la durata delle batterie, i costi elevati per l’acquisto e il noleggio e i tempi di ricarica

LA “SVOLTA ELETTRICA” È ANCORA LONTANA

L’

elettrico in flotta? Bello, ma... Se il desiderio di ecosostenibilità aleggia anche tra i fleet manager sono però ancora molti i dubbi, come spiega la recente ricerca “Le flotte aziendali verso una svolta elettrica... ancora lontana” promossa da Top Thousand, l’Osservato-

rio sulla mobilità aziendale composto da fleet e mobility manager di grandi aziende, con il patrocinio di Cei Cives, che ha preso in considerazione un campione di sessanta grandi aziende di diversi settori con oltre 52mila veicoli complessivi. Nonostante i numerosi investimenti sui

In Italia i veicoli elettrici rimangono un business di nicchia, in cui però le flotte aziendali e il noleggio già oggi rivestono un ruolo da protagonista

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veicoli elettrici (Ev), in Italia questi rimangono un business di nicchia (1.287 veicoli immatricolati nei primi nove mesi del 2016), in cui le flotte aziendali, e il noleggio in particolare (692 veicoli immatricolati nei primi nove mesi del 2016, il 54% del totale), già oggi rivestono però un ruolo importante. Ma molta strada è ancora da percorrere. Se oggi il numero di vetture elettriche nei parchi auto aziendali è decisamente limitato, esiste un ampio potenziale per questi modelli, se si considera che il 45 per cento dei veicoli delle aziende intervistate percorre meno di cento chilometri al giorno, mentre il 55 ne percorre tra i cento e i duecento. Si riducono le emissioni di CO2 Il continuo turnover dei veicoli aziendali e la conseguente immissione in flotta di nuovi mezzi ha prodotto negli ultimi anni un netto calo nella produzione di emissioni di CO2. Il Diesel si conferma l’alimentazione “regina” delle flotte con l’88 per cento del totale. Il dato interessante riguarda però la pur graduale crescita delle motorizzazioni alternative, che

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in totale rappresentano il nove per cento dei parchi auto (metano 4,5%, Gpl 3,5%, ibride ed elettriche 1%) e molto dipenderà dalle evoluzioni normative e dagli interventi di sostegno. Quanto sono “electric friendly” le car policy? Partendo dalla possibilità di ricoverare gli Ev, requisito importante per favorire la ricarica, è emerso che solo il 4,2 per cento dei veicoli viene ricoverato in un’area chiusa e solo il cinque per cento delle aziende dichiara di aver già varato incentivi (non solo economici), il 13 ci sta lavorando e il restante 82 non prevede politiche di sostegno. Ma perché le aziende e soprattutto i driver sono ancora restii ad attivare soluzioni per sostituire i veicoli aziendali tradizionali con quelli elettrici? Le principali ragioni restano incentrate sulla limitata autonomia (indicata dal 43% dei driver) e sulla rete di alimentazione distribuita a macchia di leopardo sul territorio (lo segnala il 25% e la percentuale cresce nel CentroSud) e sui tempi di ricarica ancora non ottimali (10%). Interessante elemento di novità che emerge dall’analisi riguarda le perplessità sul rapporto costi/benefici: i prezzi di questi veicoli sono alti, così come i canoni di noleggio (11%), senza contare che chi predilige una vettura elettrica si confronta con una ridotta gamma di modelli/versioni con optional limitati. Chiude l’elenco delle criticità il tema delle decisioni, pubbliche o aziendali che siano; serve chiarezza ed è necessaria una presa di posizione affinché la scelta sia

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Perché i driver sono poco propensi

razionale e ben condivisa, supportata da opportuni incentivi che rafforzino i vantaggi percepiti dal driver. Delle sole aziende che hanno dichiarato di avere veicolo elettrici in flotta, solo il 23 per cento ha stretto accordi con le Utility dell’energia (Enel, A2A eccetera). La mag-

gior parte si affida solo alla rete pubblica dei punti di ricarica (complessivo 63%, di cui il 18% dichiara di stare lavorando a un accordo) oppure si è attrezzata per la produzione di energia fotovoltaica (9%), il cinque per cento, può contare su colonnine installate dalla società di noleggio.

È necessario che la scelta sia razionale e ben condivisa, supportata da opportuni incentivi che rafforzino i vantaggi percepiti dal driver

Quanto e che cosa manca per la svolta elettrica Secondo i fleet manager la maggiore diffusione dei veicoli elettrici potrà passare solo dall’aumento della durata delle batterie (35%) e dal contestuale ampliamento della rete di approvvigionamento (34%). Inoltre, le soluzioni di ricarica rapida (14%) e la riduzione dei canoni di noleggio (8%). «Di fatto – commenta Riccardo Vitelli, presidente di Top Thousand – sono ancora diversi gli step da compiere per vedere crescere significativamente il numero dei veicoli elettrici nelle flotte aziendali. C’è bisogno che tutti gli attori facciano la propria parte: le Case automobilistiche attraverso il lancio di un maggior numero di modelli a prezzi più contenuti e che permettano percorrenze più rilevanti, le istituzioni, attraverso l’ampliamento dell’attuale rete di rifornimento su tutto il territorio nazionale, gli operatori di noleggio con canoni più sostenibili. Non ultimo, i mobility manager dovranno prevedere car policy più premianti per i driver che scelgono questa opzione. Senza questi contributi, l’elettrico è destinato a restare al buio e a essere un’opportunità mancata ancora per molti anni».

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Railways di Ferdinando Farba

SONO SICURE LE NOSTRE FERROVIE?

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o scorso 12 luglio due treni si sono scontrati tra le stazioni di Ruvo di Puglia e Corato causando 23 morti. Esaminando i fatti, avvenuti su una linea secondaria, tireremo le nostre conclusioni anche sulle linee principali inclusa l’alta velocità, i cui treni sono maggiormente usati dai business traveller. Stando a quanto emerso, sulla BariBarletta circolava materiale rotabile moderno prodotto da Stadler e da Alstom ma la linea era per 33 chilometri a doppio binario e 37 chilometri a binario semplice e è su questo tratto che è avvenuto l’ incidente. Ma se è vero che una linea a doppio binario è più sicura di una a binario semplice, è altrettanto vero che con le odierne tecnologie Scmt Sistema Controllo marcia Treno e/o Ssc Sistema Supporto alla Condotta, anche un binario unico può essere sicuro come uno doppio. Nel caso citato, invece, si tratta di una ibrida “ferrotramvia” gestita da una società privata di interesse regionale e nel tratto incriminato non c’era dialogo tra infrastruttura e computer a bordo treno e la comunicazione tra le stazioni avveniva tramite... fonogramma.

Molte sono le differenze tra l’alta velocità e le tratte tradizionali ma per i travel manager, che con sempre maggiore frequenza imbarcano i propri viaggiatori sui treni, la domanda è comunque di attualità dopo il grave incidente dell’estate

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Fonogrammi nel 2016? La domanda è d’obbligo in quanto il fonogramma definito come “messaggio trasmesso per mezzo del telefono o del radiotelefono e raccolto per iscritto” (cfr. dizionario di italiano Sabatini Coletti) ci ricorda un sistema in auge più tra le stazioni… dei carabinieri da filmografia d’antan che non tra quelle ferroviarie, collegabili ai nostri giorni in rete mediante pc e dotando capitreno e macchinisti di smartphone con traccia delle conversazioni. Invece le stazioni si inviavano fonogrammi l’una con l’altra, in assenza – nessuno l’ha citato – di un “Ufficio Movimento” col compito di seguire la posizione e gli orari di marcia dei treni in tempo reale e di intervenire prontamente in caso di errori, come quello commesso di non aver rispettato l’orario di incrocio tra le stazioni.

I provvedimenti presi Il primo è della stessa Ferrotranviaria, il gestore della Bari-Barletta, che ha iniziato la costruzione del secondo binario tra Ruvo e Canosa sostituendo la tratta con bus (così si apprende il suo sito). Il secondo è stato preso dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti assoggettando le ferrovie concesse all’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, con l’obbligo per loro di allinearsi agli standard delle ferrovie principali, pena da subito la percorrenza limitata a cinquanta chilometri orari. Il tutto avviene in un quadro di finanziamenti della Bei, la Banca Europea degli Investimenti, con la concessione di una prima tranche di 950 milioni per l’ammodernamento delle linee regionali, già erogata a febbraio 2015. Ne dovrebbero seguire altre due.

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I 1350 chilometri di linee ad alta velocità della tratta Torino-Milano-Salerno sono tutti gestiti col sistema Ertms - European Rail Train Management System ideato in Italia e adottato dalla Ue come standard comune di riferimento

Sicurezze di altri tempi? L’Italia ha sempre vantato un alto grado di sicurezza delle proprie linee, grazie a regolamenti pignoli e a dispositivi precisi. Sino agli Anni 70 del secolo scorso era in auge il “blocco semiautomatico FS” (tout court, “il blocco”) che è stato rispolverato all’ultima Expo Ferroviaria di Torino facendolo dialogare con un moderno schermo digitale Scmt (vedi foto). Lettori e lettrici non si annoieranno se spiego brevemente come funzionava. Ogni stazione disponeva di un “blocco” di colore rosso con due maniglie alla cui sommità c’era un pulsante nero che, premuto, veniva udito a mo’ di campanello nella stazione intercomunicante. Per “chiedere il

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La Torre di controllo nazionale ■ Controlla 9mila treni al giorno, 24mila chilometri di binari e 2.200 stazioni ■ Visualizza i principali nodi ferroviari della rete ■ Dispone di 35 operatori sulle 24 ore per gestire criticità rilevanti ■ È dotata di schermi touch e impianti high tech

consenso” a inviare un treno la stazione mittente ruotava la manopola di sinistra a cui seguiva la risposta della stazione ricevente che ruotava quella di destra “concedendo il consenso”. A questo punto il treno partiva e la stazione richiedente ruotava ulteriormente la manopola di richiesta a significare “treno partito” e dall’altra parte analoga manovra confermava “messaggio ricevuto” facendo spuntare in automatico una barra laterale nera coi bordi bianchi la cui comparsa ammoniva “non chiedere o concedere consensi” e, se si trasgrediva, i congegni risultavano bloccati: un plauso all’ingegnere inventore di questo sistema! Solo quando il treno giungeva nella stazione ricevente, quest’ultima riportava la maniglia in posizione – diremmo oggi – “di default” e così facendo spariva la barra, con analoga manovra della stazione mittente che solo da quel momento poteva chiedere un nuovo consenso per inviare un treno. Eravamo ancora in epoca analogica, i cui sistemi potevano gestire soltanto la metà dei treni circolanti attualmente, ma non c’è da arrossire se diciamo che ancora oggi il sistema è in auge su diverse linee secondarie, tra cui in Lombardia nella tratta Seveso-Asso e Brescia-Edolo delle Ferrovie Nord: magari il sistema fosse stato in auge anche sulla Bari-Barletta.

L’Italia ha sempre vantato un alto grado di sicurezza delle proprie linee, grazie a regolamenti pignoli e a dispositivi precisi

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I dati di Rfi Rfi Rete Ferroviaria Italiana e Gestore della rete FS, scrive nel proprio web che dei 16.726 chilometri delle sue linee, ben 12.336 adottano il doppio sistema Scmt-Ssc, l’alta velocità dispone di ben di più, ossia del sistema Ermts di livello 2 - standard europeo di riferimento di cui abbiamo più volte scritto e le rimanenti linee a binario semplice, sono a norma con l’adozione dell’Ssc e a sicurezza pressoché totale. Proprio le direttrici fondamentali e le linee Av, le più trafficate e le più utilizzate dai business traveller, sono alla prova dei fatti le più sicure sia per le tecnologie impiegate sia per l’esiguo o quasi nullo tasso di incidentalità. Sono i 3528 chilometri di linee concesse a essere nel mirino dell’Ansf ma anche qui la stragrande maggioranza risulta già a norma e chi ancora non lo è, come la Ferrotranviaria, si sta mettendo in regola sollecitata anche dalle proteste dei suoi pendolari per la velocità limitata a cinquanta chilometri orari che causa ritardi.

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Secondo Rfi la sicurezza sui binari è altissima: dei 16.726 chilometri delle sue linee, ben 12.336 adottano il doppio sistema di sicurezza Scmt-Ssc e lʼalta velocità lʼErmts di livello 2

La sicurezza sulle linee av I 1350 chilometri di linee ad alta velocità della tratta Torino-Milano-Salerno sono tutti gestiti col sistema Ertms - European Rail Train Management System ideato in Italia e adottato dalla Ue come standard comune di riferimento. Per dirvi come funziona, piuttosto che usare termini tecnici ve lo descrivo con un esempio di un viaggio su un treno alta velocità Milano-Roma. La Stazione Centrale di Milano dispone di 23 binari suddivisi in sei “fasci” da quattro ciascuno controllati dai dirigenti della cabina Acei - Apparati centrali elettrici a itinerari - visibile alla sinistra del parco binari. Un computer regola i flussi in entrata e in uscita dei treni azionando scambi e segnali e un paio di minuti prima della partenza il segnale si posiziona sul giallo ricordando al macchinista che dovrà uscire dal groviglio dei binari a una velocità massima di sessanta chilometri orari. Le porte si chiudono in anticipo per dar tempo al bord computer di fare il check e se qualcosa non è “a norma” una spia rossa rimanda alla “diagnostica” per identificare e risolvere il problema. Una volta uscito dalla stazione, il macchinista aziona la “codifica” che riproduce sul cruscotto i colori dei prossimi sei segnali regolando la velocità: in questo lo aiuta il bord computer e le “barre di segnalamento velocità” a fianco dei binari. Dopo Milano Rogoredo si entra sulla tratta ad alta velocità con cambio della tensione di rete dai 3000 Volt ai 25000

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Volt, a prova di errori su istruzioni del computer, e scompaiono i segnali a fianco della linea. Questi, infatti, sono superflui perché il sistema Ertms “impone” ai macchinisti la velocità da adottare tramite boe dislocate sui binari che trasmettono gli impulsi a bordo da una centrale operativa (in tal caso Bologna; ne abbiamo parlato su TdA numero 6/2009) e le boe trasmettono a loro volta alla centrale i dati sulla marcia e il posizionamento del treno. Così funziona l’alta velocità a trecento chilometri all’ora e al macchinista sono richiesti riflessi pronti per obbedire alle variazioni di velocità che, se non rispettate, portano all’arresto automatico del treno, previo segnale d’allarme in cabina. Du-

rante il percorso sino a Roma si segnalano le procedure codificate e distribuite ai passeggeri su eventuali emergenze in galleria mentre tra Settebagni e Roma Tiburtina si seguono le procedure di uscita dalla linea alta velocità e di rientro nella linea classica con il “cervellone” di Roma Termini che instrada il treno sul binario prefissato. Al di là della strumentazione, macchinista, capotreno e centrale a terra sono sempre in contatto tramite smartphone mentre la centrale operativa gestisce i treni a distanza di sicurezza. L’attuale limite di velocità è di 320 chilometri orari e sarà portato a 360 a fine 2017 dopo un upgrading sulIe linee. Infine, in tema di sicurezza, Rfi ha presentato a Roma lo scorso 16 giugno la nuova “Torre di controllo nazionale ultratecnologica”, della quale diamo alcune specifiche in tabella. La tecnologia ci rende tutti più sicuri e controllati, e non arrabbiamoci troppo se un toplino rosicchia una boa sulla linea mandando tutto in default sino a che il problema è localizzato e risolto… La ferrovia, tutto sommato, ci pare ancora un mezzo molto sicuro per viaggiare.

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Worldwide di Michele Arrigoni

BUSINESS LUNGO LA VIA DELLA SETA

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embra un luogo comune, in questo caso però è tutto vero. Certo, le città da cartolina sono fatte in modo diverso ma in pochi luoghi al mondo come a Tashkent la sensazione di trovarsi in una continua macchina del tempo non ti lascia mai. Nella vecchia capitale del regno di Tamerlano, ancora oggi metropoli più importante della Repubblica dell’Uzbekistan con i suoi quasi tre milioni di abitanti, le atmosfere da ex-soviet convivono senza problemi con i segni inconfondibili della modernità, in uno skyline che riesce a tenere insieme i profili dei minareti e i grattacieli tutto acciaio e vetro. La città di Tamerlano I turisti italiani ci arrivano solo per volarvi via subito verso Samarcanda – da pochi anni raggiungibile con il treno veloce Afrosyob, un paio di ore di viaggio attraverso la steppa - e Bukhara, mitiche tappe lungo la Via della Seta che ha fatto per secoli la fortuna dell’Uzbekistan. Oggi, invece, che la ricchezza del Paese sono le immense risorse naturali ed ener-

Sulle tracce di un passato millenario, l’Uzbekistan e la sua capitale Tashkent si sono ormai lasciati alle spalle i retaggi della dominazione sovietica, riconquistando quel ruolo di snodo economico e commerciale di tutta l’Asia centrale posseduto per secoli getiche di cui dispone (petrolio, gas naturale, oro e cotone), Tashkent è diventata una meta sempre più gettonata anche da chi viaggi per affari, attirato da una nazione capace di crescere a livelli del 7-8% ogni anno. Eppure, proprio la capitale dell’Uzbekistan, con il suo passato millenario di snodo dei traffici dell’intera Asia Centrale, ha

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un fascino da scoprire lentamente, scavalcando le contraddizioni che la animano già a prima vista. Così, attraversando la città, le case di fango e i dedali di viuzze percorsi solo da carretti carichi di noci e frutta secca, lasciano improvvisamente il posto a enormi boulevard alberati – il più famoso è quello dedicato a Tamerlano il Grande – circondati da palazzi da

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Informazioni di viaggio ■ Lingue principali: uzbeko (lingua ufficiale) 74,3%, russo 14,2%, tagiko 4,4%, altro 7,1%. ■ Religione principale: Islam 88% (maggioranza sunnita), Chiesa Ortodossa orientale 9%,

altro 3%.

■ Moneta: l’unità monetaria dell’Uzbekistan è il Som-coupon (Som). ■ Prefissi internazionali: +998 prefisso per il Paese; 71 Tashkent (o 712). ■ Fuso orario: 4 ore avanti rispetto all’Italia (3 ore avanti con l’orario legale). ■ Visti: per l’ingresso nel Paese è richiesto il passaporto in corso di validità. Il visto deve

essere richiesto presso il Consolato dell’Uzbekistan a Roma, con un anticipo di almeno due settimane dalla data prevista per la partenza. Si raccomanda di chiedere il previsto permesso di soggiorno entro il terzo giorno dall’arrivo in Uzbekistan. Tale permesso di soggiorno va chiesto presso il ministero dell’Interno, Ufficio dell’Ingresso/Uscita e della Cittadinanza. Esso può essere chiesto personalmente o tramite gli uffici degli alberghi. La mancanza del permesso di soggiorno comporta il pagamento di una multa, anche cospicua, che viene inflitta in rapporto al numero dei giorni di permanenza nel Paese. ■ Carte di credito: normalmente negli alberghi si richiede ai turisti di pagare il conto in valuta estera (dollari o euro). Esiste tuttavia, almeno nelle migliori strutture, la possibilità di farlo con le carte di credito (le più accettate sono Visa e American Express).

Tashkent è oggi una meta sempre più gettonata anche da quanti viaggiano per affari, attirati da una nazione capace di crescere a livelli del 7-8% ogni anno

Mille e una notte come il recente Palazzo dei Congressi: una sorta di bianchissimo Partenone rivisitato, che al suo interno può ospitare fino a 2200 posti a sedere. Ma anche questo è nulla rispetto alla gigantesca Mustaqillik maydoni (Piazza dell’Indipendenza), voluta dai russi e dall’attuale presidente Islom Karimov – 78 anni, al potere dal 1991 e da poco rieletto con il 90,3 per cento dei voti - per celebrare la grandeur del potere: dieci ettari di verde con monumenti, palazzi per concerti, biblioteche e persino una similCasa Bianca, il tutto circondato da grandi edifici e casermoni in puro stile sovietico.

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Facebook? No, grazie Insomma, un perfetto mix tra fascino antico e amore del Kitsch, che agli occhi di un occidentale potrebbe causare qualche senso di spaesamento. Il motivo? Non tanto la paura del radicalismo religioso – in Uzbekistan esiste il divieto per le don-

ne di andare in giro con il velo – e neppure il fatto che l’antico regno di Tamerlano sia composto da una popolazione particolarmente giovane (quasi il 40% ha meno di 18 anni e il 65% deve ancora compierne 30), ma piuttosto la strisciante guerra che il regime combatte contro internet e social network. Rigidamente regolamentato l’accesso alla rete (anche se i cittadini connessi in tutto il Paese sono circa 12,7 milioni su una popolazione complessiva di trenta milioni), in Uzbekistan la propaganda contro Facebook e similari si fa con

Uzbekistan sul web ■ Ambasciata Italiana a Tashkent: www.ambtashkent.esteri.it/ambasciata_tashkent ■ Ambasciata dell’Uzbekistan a Roma:

www.uzbekistanitalia.org/home/ambasciata/contatti-ambasciata.

■ Camera di Commercio Italia Uzbekistan: www.ciuz.info. ■ News sull’Uzbekistan (in inglese): www.uzdaily.com/index.htm ■ Notizie in italiano utili specialmente ai turisti:

http://uzbekistan.progetti.informest.it/link.htm

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Dove mangiare Con una popolazione cosmopolita e un’atmosfera viva, Tashkent non solo offre un panorama culinario degno di una metropoli occidentale, ma anche la migliore vita notturna che sia possibile trovare nel mondo islamico a Est di Beirut (o almeno di Baku). Tra cucina russa, uzbeka, o mediorientale, i piatti tipici rimangono gli shahhlyk, spiedini di carne alla brace, e il pvlov: riso, montone e carote. Secondo la tradizione locale, tutte le portate dagli antipasti alle zuppe, alla carne ei dolci, sono serviti in tavola allo stesso momento. Un autentico pvlov, per esempio, si trova al Central Asian Plov Centre (1 Iftihor ko’chasi; tel. +998 71 234 29 02), mentre una vera e propria cucina fusion si trova all’April Verdant Restaurant, anche con musica dal vivo (Zakirova St., 63; tel. +998 90 912 53 33). Per i nostalgici dei piatti italiani, l’indirizzo giusto è il Caravan (Abdulla Qahhor 22; tel +998 71 255 62 96).

i social network del governo: in totale, sono stati una quarantina le piattaforme lanciate nel corso degli ultimi anni nel tentativo di contrastare i 450mila utenti di Fb e gli oltre 900mila del suo concorrente russo, Odnoklassniki. L’obiettivo è semplice: ottenere i dati degli utenti e monitorarli, per evitare sul nascere ogni tentativo di rivolta. Il Corano più antico del mondo Sarà colpa dell’imponente ridisegno urbanistico sovietico durante gli anni dell’occupazione russa, sarà stato il terribile terremoto che ha colpito la città nel 1996, ma dell’antica Tahskent è rimasto poco. La Città Vecchia (in uzbeko eski shahar, in russo stary gorod) inizia nelle vicinanze del bazar Chorsu e del

La capitale dell’Uzbekistan, con il suo passato millenario di snodo dei traffici dell’intera Asia Centrale, ha un fascino da scoprire lentamente

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Chorsu Hotel. Le viuzze in terra battuta, su cui si affacciano basse case in mattoni di fango, formano un vero e proprio labirinto, costellate di moschee e vecchie medressa. Così, la grandiosa Medressa di Kulkedash, che risale al XVI secolo, sorge su una collina che domina il bazar

Dove dormire Tra gli hotel ideali per un soggiorno di lavoro quello più recente è l’Hyatt Regency Tashkent Hotel, appena finito di costruire, con 301 camere, delle quali bel il 15% sono appartamenti e suite (www.hyatt. com). Altri brand internazionali presenti sono il Wyndham Tashkent (www.wyndham.com), il Radisson Blu (www.radissonblu.com) e il Ramada Tahskent (www. ramada.com). Tra i grandi alberghi ‘locali’ invece, i migliori sono il Grand Mir Hotel (www.grandmirhotel.com) e l’International Hotel Tashkent (www.ihthotel.com)

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Come arrivare

In pochi luoghi al mondo come a Tashkent la sensazione di trovarsi in una continua macchina del tempo non ti lascia mai

La capitale dell’Uzbekistan si raggiunge comodamente con voli via Istanbul di Turkish Airlines (www.turksihairlines.com) e via Mosca di Aeroflot (www.aeroflot.com) e con collegamenti diretti dall’Italia effettuati da Uzbekistan Airways (/www.uzairways.com). La compagnia opera voli settimanali diretti da Roma Fiumicino e Milano Malpensa, e suo il passenger sales agent (Psa) per il mercato italiano è Mst (www. mstrappresentanze.com).

Chorsu, accanto alla principale Moschea Juma (del venerdì) della città, edificata negli anni ’90 sul sito di quella del XVI secolo distrutta dai russi. Tashkent, infatti, è una meta importante anche per i fedeli musulmani: nella biblioteca della moschea di Tellya Sheikh, infatti, è custodito il Corano di Osman, ritenuto il più antico esistente al mondo. Questo venne portato prima da Tamerlano a Samarcanda, poi a San Pietroburgo nel 1868, e infine riportato a Tashkent da Lenin nel 1924 come gesto di benevolenza verso i musulmani del Turkestan. Per chi non ne avesse ancora abbastanza

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Nella vecchia capitale di Tamerlano le atmosfere ex-soviet convivono con i segni inconfondibili della modernità, in uno skyline che tiene insieme i profili dei minareti e i grattacieli di di questo tuffo nella storia, è necessario sapere che proprio nella capitale si trovano i principali musei dell’Uzbekistan: dal Museo delle Belle Arti al Museo delle Arti Applicate.

Ma quello che è d’obbligo fare una volta giunti nella parte più antica della città, è perdersi tra le strade della sua parte più meridionale. Qui, sotto un’immensa cupola verde, il mercato agricolo più famoso di Tashkent offre un panorama difficilmente dimenticabile: grandi quantità di spezie disposte in piramidi dai colori brillanti, enormi sacchi di grano, interi capannoni dedicati ai dolciumi, ai prodotti caseari e al pane; e per finire, frutti di stagione e souvenir insoliti, dai kurpacha (materassi coloratissimi), a zucchetti e chapan (cappotti trapuntati) per tutti i gusti.

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Block notes

a cura della redazione

RICERCHE

Amadeus indaga il futuro dei viaggi online “Online Travel 2020: Evolve, Expand or Expire” è il titolo provocatorio scelto da Amadeus IT Group per la ricerca condotta con l’obiettivo di preparare i player del turismo online ai diversi scenari del prossimo futuro. La ricerca, realizzata dalla Divisione Strategy and Innovation di Amadeus IT Group Customer Group, evidenza che gli operatori online dovranno prepararsi all’evoluzione degli scenari da qui ai prossimi 3-5 anni, scenari che riserveranno eventi imprevedibili o la comparsa di nuovi competitor. Amadeus ha mappato le tendenze in atto e delineato probabili sequenze di eventi che i protagonisti di oggi devono tenere in considerazione per poter mantenere un ruolo di primo piano anche in futuro. Quattro le tematiche principali: la crescita dei Mega Online Travel Retailers, l’arrivo sul mercato dei tour operator online,

l’ascesa di operatori puramente mobilee al formazione didi nuovo marketplace dei viaggi. «Questi fattori di evoluzione – ha commentato Francesca Benati, amministratore delegato di Amadeus Italia – possono essere affrontati non come una minaccia ma come un’opportunità di innovazione: i player online possono trasformali in veicoli di successo. Come Amadeus stiamo continuando ad investire per fornire sempre maggiori contenuti e tecnologie di ricerca per aiutare il trade ad offrire la migliore esperienza di acquisto di viaggi online. Costruire il futuro in anticipo anziché doversi adattare è l’atteggiamento che cambia le regole del business». La ricerca “Online Travel 2010: Evolve, Expand or Expire” è disponibile gratuitamente, in lingua inglese, al link http://www.amadeus. com/documents/otas/online-travel-2020.pdf.

TREND

TUNISIA

Il bleisure secondo Cwt

L’aggiunta di tempo libero in occasione di una trasferta di lavoro potrebbe sembrare un fenomeno nuovo. Ma l’analisi su 29 milioni di viaggi di affari effettuata da Cwt Solutions Group mostra che la quota di viaggi “bleisure” è rimasta la stessa negli ultimi cinque anni. I risultati dell’analisi quantitativa evidenziano che un viaggiatore d’affari su cinque prenota almeno un viaggio bleisure all’anno, pari al 7 per cento di tutti i viaggi di lavoro. In quasi la metà dei casi, i giorni bleisure vengono aggiunti alla fine della trasferta, nel 34 per cento all’inizio, mentre per il restante venti il momento di svago personale è duplice, a inizio e fine trasferta. «Si parla sempre più spesso della tendenza dei viaggiatori d’affari di aggiungere giorni per il tempo libero in occasione delle trasferte di lavoro - sottolinea Catalin Ciobanu che ha curato la ricerca di Cwt Solutions Group -. È sta-

Chaabani nuovo direttore dell’Ente nazionale del turismo

to dunque sorprendente rilevare che in realtà non vi è stato alcun aumento del fenomeno bleisure di recente. Notiamo però che i viaggiatori d’affari tendono a fare uno o due viaggi bleisure ogni anno, indipendentemente dal numero totale di viaggi effettuati». «Questi risultati sono interessanti per chi si occupa di business travel, perché aiutano a capire meglio il fenomeno bleisure - continua Ciobanu -. Per i travel manager aziendali, è importante prendere in considerazione nella gestione delle trasferte anche la possibilità di opzioni bleisure, in particolare in presenza di un elevato volume di voli a lungo raggio. Ma ci sono indicazioni utili anche per i provider dei servizi di viaggio: sapere chi ha più probabilità di realizzare esperienze bleisure permetterà loro di anticipare e soddisfare ancora meglio le esigenze dei viaggiatori d’affari».

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Dopo il passaggio di consegne con Dora Ellouze, Souheil Chaabani è il nuovo direttore per l’Italia dell’Ente nazionale tunisino per il turismo. Laureatosi a pieni voti in “Relazioni internazionali e sviluppo” all’Université de Sousse, Chaabani approda negli uffici dell’Ente a Tunisi dieci anni fa, dove assume in poco tempo un ruolo di rilievo, arrivando a dirigere la Divisione Marketing per l’Italia, Malta, Grecia, Bulgaria e Turchia. A soli 35 anni è tra le figure chiave più giovani dell’Ente del Turismo ed è pronto ad affrontare questa nuova sfida con tanti nuovi spunti e progetti. «Sono molto onorato per il nuovo incarico che mi è stato affidato», ha commentato il neodirettore. «L’Italia è un mercato strategico a livello turistico per la Tunisia e il mio primo obiettivo è quello di trasformare i segnali di ripresa che si sono registrati in questi mesi in una decisa ascesa della destinazione. Innanzitutto rilanceremo i prodotti di punta della Tunisia con nuove proposte: questo implicherà azioni mirate rivolte al consumatore finale, un ulteriore rafforzamento della sinergia con agenti di viaggio e to e nuove partnership con attori locali e internazionali del comparto».

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EUROPCAR

ROMA

Il viaggiatore italiano è digitale È quanto emerso durante in occasione della presentazione da parte del Politecnico di Milano dei dati dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo, di cui Europcar, il leader europeo dell’autonoleggio, è partner. La ricerca sottolinea un percorso di digitalizzazione a cui Europcar ha già risposto da tempo. «Europcar, già da inizio anno, ha lanciato il progetto Mobile Firs, che prevede un fitto programma di release e nuove funzionalità sul web», dichiara Leonardo Cesarini, Sales&Marketing Director Europcar Italia. «Abbiamo costituito a livello europeo Europcar Lab, laboratorio di ricerca e sviluppo nell’ambito della mobilità del futuro ed è recente il lancio in Francia di Drive&Share: si tratta

Inaugurata la Nuvola di Fuksas

di un rivoluzionario servizio all in one che prevede il noleggio a medio termine di un’auto nuova e l’opportunità, al fine di ottimizzarne i costi, di condividerla in car sharing sulla piattaforma del nostro partner GoMore, senza dimenticare il nostro recente ingresso in Wanderio, piattaforma che in una sola soluzione unisce ricerca, confronto, prenotazione e acquisto di diversi mezzi di trasporto».

MEETAGO

Un portafoglio di location in un one-stop shop Hrs, global hotel solutions provider, grazie alla recente partnership con meetago, azienda tedesca specializzata nel segmento meeting & gruppi, è in grado di fornire alle aziende un portafoglio globale di location alberghiere - tra le quali un elevato numero di hotel indipendenti - tramite un one-stop shop. Tutto è ottimizzato affinché l’organizzatore possa ricevere offerte uniformemente strutturate con un’unica richiesta sulla base di criteri prestabiliti. A partire dal primo ottobre, meetago è stato reso disponibile a tutte le aziende clienti di Hrs sia con competenza locale sia internazionale. «La nostra focalizzazione sul Mice, grazie a meetago e ai clienti che l’hanno già adottata, ci consente di offrire consulenza specifica rispetto agli eventi annuali», ha spiega Marco D’Ilario, Managing Director Hrs Italia. «Le aziende possono fare affidamento sulle nostre soluzioni per effettuare prenotazioni di gruppo in modo rapido e competitivo, abbattendo costi e tempistiche. La ricerca attraverso i nostri strumenti può essere affinata indicando le caratteristiche e le dotazioni tecnologiche, gli allestimenti e i metodi di pagamento ottenendo risposte in tempi brevissimi».

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Si è svolta con una lunga diretta televisiva su Rai Uno l’inaugurazione del Roma Convention Center La Nuvola, l’attesissimo centro congressi dell’Eur firmato dall’archistar Massimiliano Fuksas. La struttura – a dir poco avveniristica –sembra sfidare la logica della gravità: in una teca di acciaio e vetro, infatti, galleggia letteralmente una candida nuvola dalle forme sinuose, al cui interno si apre l’auditorium in legno di ciliegio americano, dalla sorprendente acustica. Impressionanti anche i numeri dell’imponente opera, in grado di ospitare fino a ottomila persone, circa seimila delle quali nella plenaria – modulabile e riconfigurabile in svariati modi – e 1.762 nell’auditorium. E poi foyer, aree espositive, agorà, altre 16 sale riunioni. Il tutto disposto su più livelli, collegati tra loro da scenografiche scale mobili (tra le più alte d’Europa) e da 28 ascensori, otto dei quali panoramici. Infine, 18mila tonnellate di acciaio e 42mila pannelli di vetro sono i numeri della teca esterna.

CONVENTION

Ventura festeggia i suoi primi quarant’anni Riccione è stata recentemente invasa dagli agenti di viaggio Ventura per InConvention 2016, con la quale il Gruppo ha salutato i suoi primi quarant’anni. Fitta la scaletta di interventi: dopo il benvenuto del presidente Adriano Baso, sono intervenuti Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci, e Stewart Harvey, presidente Emea di Bcd Travel. A Davide Rosi, General Manager Ventura, è spettato il compito di tratteggiare, in un arco ideale, il passato-presente-futuro della società. «Con l’annuncio in anteprima della riconferma della partnership con Rcs come fornitori ufficiali del 100° Giro d’Italia, il rafforzamento della nostra apertura internazionale in ambito business travel e lo stretto legame con Bcd Meetings & Events anche a livello di sinergie organizzative, ci aspetta un

2017 positivo e di crescita», ha spiegato Rosi. «Che fa seguito a un anno, quello che si sta avviando alla conquista della vetta di 330 milioni di turn over, ricchissimo di progetti su tutti i fronti. Ultimo in termini cronologici è il prossimo lancio del nuovo Corporate Solution Portal, la piattaforma completamente rinnovata per la gestione business travel lato Cliente, che nel 2017 vedrà la luce con il completamento dell’estensione a tutte le aree territoriali».

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TURISMO d’AFFARI Direttore responsabile Marco Biamonti Consulente editoriale Paola Olivari redazionetda@ediman.it

Hanno collaborato: Michele Arrigoni, Carola Cappelletti, Ferdinando Farba, Giovanni Fassola, Nicoletta Giraldi, Giorgio Maggi, Sabrina Piacenza, Alessandro Rigatto, Matteo Rocca, Simona Zin

Segreteria di redazione Jessica A. Presa jessica.presa@ediman.it Grafica e impaginazione Massimo Bernardi Fotolito e stampa Prontostampa Srl Zingonia (BG)

Prezzo di copertina: Turismo d’Affari € 4,20 Abbonamento annuo: € 45,00 (Estero € 65,00) Registrazione Tribunale di Milano n° 135 del 4.4.1981

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Turismo d'Affari - Ott Nov Dic 2016  

Turismo d’Affari è la rivista per il travel manager, colui che è delegato a gestire policy e costi di viaggi e trasferte del personale azien...