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Rivista mensile - n° 1 gennaio - febbraio 2012 € 5,16 - Poste Italiane SpA - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano. In caso di mancato recapito si restituisca al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa

GENFEB | 2012

numero

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COVER STORY

Le ultime frontiere del LUSSO

pag. 46

SUPPLEMEN

TO

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Lombardia

’Italia

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sommario 01 2012 editoriale

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Sotto la voce “sviluppo”

cover story lusso

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Fiat luxus

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Vado al massimo HOT TOPICS

Lusso e Mice: un binomio possibile?

meeting comment Marco Garavaglia: esiste oggi un’economia incentive comment

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Alan Pini: l’età dell’innocenza

Villa Le Maschere: dove si incontra il lusso Park Hotel Villa Grazioli: la storia e il cambiamento report

location del mese Cenobio dei Dogi: una tavola rotonda sul mare under the spotlight

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Come cambia l’evento corporate

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Ritorno al futuro

speciale tecnologia

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GHS: ethical feel-good, ma non solo... Congress Centrum Alpbach: icona austriaca Intrigante Montenegro Travel Trend: torna l’edizione romana

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Il futuro che ritorna

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Il meeting? È sempre più mobile

La grande spa di Borgo Brufa

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Questo l’ho fatto io Mode che vanno, mode che vengono

breaking news

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Tecnocoference - TC Group: un anno di grandi numeri 101 dossier location

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Fondazioni competitive

35 SITE INSPECTION

in my opinion

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l’altra metà del cielo – Luca Corsi zanità – Mauro Zaniboni cronache marziane – Margherita Ruggiero ex libris – Ugo Canonici

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chains & club

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L’ecosostenibilità si fa “Royal”

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coffee break – Aldo Lo Re

news location

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Best Western Italia: maestri d’accoglienza on the road 116 119

Vestas Hotels & Resorts: il partner ideale

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sommario 01 2012

hotel

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La tv cinese negli hotel italiani

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Palace Hotel Como: un hotel, due anime

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Hotel Mulino Grande: lusso in campagna

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Grand Hotel del Mare: nuovo spazio per il Mice Hotel Ambasciatori: tutta l’accoglienza romagnola Nel blu con il Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast Nova Yardinia Resort: grandi eventi nel verde

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Borgobianco Resort & Spa: relax ed eleganza

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Sesto di Pusteria: meta per intenditori

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Lussino: l’isola che c’è PARTNER

news persone e poltrone

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congressi

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Airconsult: meeting nella natura

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Food Couture: il gusto dell’eccellenza

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Charme e business a Corte Bracco

destination

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Enic: sempre più grandi

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Le quattro stelle del Park Hotel Centro Congressi Potenza 142

Un anno con Meeting Planner

Best Western ai Cavalieri Hotel: araldo di ospitalità

ProEvent: scenografie digitali

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Alessandro Rosso Group: incentive alla francese

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Domina Home Zagarella: suggestioni Mice Kempinski Hotel Adriatic: il lusso prima di tutto location per eventi

Lavanderia a Vapore: la fabbrica degli eventi Gli agenti Allianz al Palazzo del Ghiaccio Un’esperienza unica al Mediolanum Forum

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Il Ciocco Tuscany Resort: rinnovarsi con stile

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Romano Collection: nel segno degli award news destinazioni

incentive

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Costa Edutainment, Capurro Ricevimenti: Mice sostenibile186

Il meeting a Palazzo Pugliese incentive resort

M&P Informatica: finalmente non solo congressi

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news supplier

NETWORKING

workshop and exhibition Full Contact: collezione autunnale

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Mce Cee: il Mice che avanza

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Federcongressi

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notiziari e associazioni Site Italy

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indirizzi

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I NOSTRI PROSSIMI EVENTI TRAVEL TREND ROMA 9 maggio 2012 Spazio Novecento – Roma FULL CONTACT INCENTIVE DESTINATIONS 8-9 Giugno 2012 Colonna Resort – Porto Cervo FULL CONTACT MEETING PLANNER 29-30 Giugno 2012 Villa Le Maschere – Una Poggio dei Medici – Mugello TRAVEL TREND MILANO Data da definire Location da definire FULL CONTACT LUXURY VENUES Data da definire Location da definire

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colophon Presidente: Marco Biamonti Direttore operativo: Lucia Rancati Direttore editoriale: Marco Garavaglia Direttore PR: Nino Vermicelli Resp. comunicazione e marketing: Lorenzo Bini Ediman Srl Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 (r.a.) Fax 02.55.23.14.86 info@ediman.it Sito internet: www.ediman.it MC online: www.mconline.it

LA RIVISTA DELLA MEETING INDUSTRY Organo di consultazione per dirigenti, industrie, associazioni, ordini professionali, studi di pubbliche relazioni e di consulenza aziendale, agenzie di pubblicità, sindacati, partiti politici, organismi internazionali, agenzie di viaggio, ecc. Prezzo della copia: €5,16 più spese di spedizione DIRETTORE RESPONSABILE Marco Biamonti – marco.biamonti@ediman.it DIRETTORE EDITORIALE Marco Garavaglia – marco.garavaglia@ediman.it COORDINAMENTO EDITORIALE Simona P. K. Daviddi – coordinamentomc@ediman.it CONSULENZA PER LA GRAFICA Massimo Bernardi CONSULENZA PER I TESTI Alessandra Boiardi, Aldo Lo Re PROGETTO GRAFICO Silvia Ferri – www.silviaferri.com SEGRETERIA DI REDAZIONE Elena Bernabei – elena.bernabei@ediman.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Fabio Alcini, Manuela Bellini, Ugo Canonici, Giulio Carloni, Teresa Chiodo, Assunta Corbo, Luca Corsi, Pier Giorgio Cozzi, Giulia Di Stefano, Stefano Ferri, Elisa Ferro, Ofelia Figus, Domenico Matarazzo, Matteo Piganzoli, Alan Pini, Luciana Francesca Rebonato, Matteo Rocca, Michela Rossi, Margherita Ruggiero, Nino Vermicelli, Mauro Zaniboni, Simona Zin fotolito e stampa: Prontostampa Srl - Zingonia (Bg) Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 177 del 27/04/1973

Tiratura del presente numero: 11.000 copie

ANNO 40° - N. 1 gennaio-febbraio 2012 Abbonamento annuo €150,00 (Estero €200,00) L’abbonamento comprende anche la “GUIDA” delle Sedi Congressuali e va eseguito con versamento sul Conto Corrente Postale N.15717200 intestato a Ediman Milano (specificando la testata cui si desidera abbonarsi) oppure con rimessa diretta. La rivista non è in vendita nelle edicole e viene spedita direttamente agli abbonati.

Redazione (diretto): 02.57.31.15.32 mc@ediman.it Ufficio abbonamenti: Grazia Tolotti

Tel. 02.57.31.15.13 – grazia.tolotti@ediman.it Cap.soc. s 93.600 i.v. Le pubblicazioni Ediman: • Meeting & Congressi • Convegni Interactive • Guida Meeting e Congressi • Ville, Castelli e Palazzi • International Venues Directory • Annuario di Incentivare • IT Yearbook • Turismo d’Affari • Guida di Turismo d’Affari • Wellness to Business • Ville e Castelli Sposi Gli eventi Ediman: Travel Trend Milano • Travel Trend Roma • Full Contact Discover Italy • Full Contact Incentive Destinations • Full Contact Large Events • Full Contact International Venues • Full Contact Luxury Venues • Full Contact Meeting Planner • Full Contact Pco

PROMOZIONE E PUBBLICITÀ Senior Sales Manager & Corporate Clients: Graziella Corbari – graziella.corbari@ediman.it

Traffico e materiale pubblicitario: Jessica A. Presa – jessica.presa@ediman.it

ITALIA

ESTERO

MILANO, ALTO ADIGE, FRIULI VENEZIA GIULIA: Graziella Corbari EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 graziella.corbari@ediman.it MILANO, MANTOVA, EMILIA ROMAGNA, MARCHE: Antonella Madotto EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.49 - Fax 02.55.23.14.86 antonella.madotto@ediman.it MILANO, BERGAMO, BRESCIA, VENETO, TRENTINO: Patrizia Maggi EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 patrizia.maggi@ediman.it MILANO, COMO, CREMONA, LODI, PAVIA, SONDRIO, VARESE, LIGURIA, PIEMONTE, VALLE D’AOSTA: Angela Maspero EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 angela.maspero@ediman.it LIGURIA, TOSCANA: Maria Assunta Forte Cell. 347.75.07.274 mariassunta.forte@ediman.it LAZIO, UMBRIA, ABRUZZO: Mizar sas Fiorella Ferrante Cell. 393.94.38.033 - Tel. 06.98.26.18.64 - Fax: 06.98.26.18.65 fiorella.ferrante@ediman.it Emiliano Palmieri Cell. 338.46.76.920 - Tel. 06.98.26.18.63 - Fax: 06.98.26.18.65 emiliano.palmieri@ediman.it ROMA, FROSINONE, LATINA, CAMPANIA: Annamaria Betrò Via Archippo, 3 - 00125 Roma Tel./Fax 06.52.16.93.19 - cell. 347.81.61.893 anna.betro@ediman.it ROMA, RIETI, VITERBO, TOSCANA, UMBRIA: Guido Zaccagnini Cell. 340.22.68.473 guido.zaccagnini@ediman.it BASILICATA, CALABRIA, PUGLIA: Vito Di Savino Cell. 347.78.03.446 vito.disavino@ediman.it SICILIA: Promoservice – Vincenzo Morreale Via Lancia di Brolo, 167 - 90145 Palermo Tel./Fax 091.68.19.344 - Cell. 348.51.06.384 vincenzo.morreale@ediman.it SARDEGNA: Pamela Perone Via Baunei, 12 - 09044 Quartucciu (Ca) Cell. 347.05.19.798 pamela.perone@ediman.it

FRANCIA, PRINCIPATO DI MONACO, SPAGNA: Graziella Corbari EDIMAN - Via Ripamonti, 89 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 Fax 02.57.23.14.86 graziella.corbari@ediman.it BELGIO, CIPRO, MALTA, PORTOGALLO, SVIZZERA, NORD AFRICA, MEDIO ORIENTE: Antonella Madotto EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 antonella.madotto@ediman.it AUSTRIA, CROAZIA, GERMANIA, GRECIA, MONTENEGRO, REP. CECA, SERBIA, SLOVENIA, TURCHIA: Irena Vergani EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.28 - Fax 02.55.23.14.86 irena.vergani@ediman.it

RAPPRESENTANTI LOCALI ALL’ESTERO CINA, HONG KONG, MACAO: Daniele Solari Cell. +86.13.56.49.19.437 daniele.solari@theblenders.com.cn REGNO UNITO, EIRE: MW Media - Maureen Wingham maureen.wingham@mwmedia.uk.com RUSSIA, UCRAINA, BIELORUSSIA: Dmitry Golovaty Cell. +7.91.62.97.51.04 dgolovaty@htmsinternational.com SPAGNA: Luis Andrade Publicidad Internacional Madrid: landrade@luisandrade.com Barcellona: cgarcia@luisandrade.com THAILANDIA, MALESIA, SINGAPORE, GIAPPONE: Publicitas (Thailand) Ltd major@asiaaccess.net.th UNGHERIA: Agnes Teket agnes.teket@media-print.hu

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editoriale Il Mice in Italia è un tema non nell’agenda dei “sacrifici”, ma in quella delle “azioni per lo sviluppo”. Tante potrebbero essere le iniziative governative che ricadrebbero sul benessere dei territori, grazie a investimenti infrastrutturali e al recupero di efficienza nei servizi collegati agli eventi

MARCO BIAMONTI Direttore responsabile marco.biamonti@ediman.it

Sotto la voce “sviluppo” uesto governo sta dimostrando di avere un approccio sistemico ai mali e alle storture del nostro Paese. Cioè, prima individua le aree del problema, poi definisce le priorità di intervento, studia le soluzioni più efficaci, e infine le applica. Con una visione dall’alto, scientifica, di certo non “politica” (da leggersi nel senso di “parziale”).

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Del settore congressuale non ha dato finora alcun segno di volersi occupare, ma – se dura – prima o poi potremmo anche noi beneficiare delle sue attenzioni. In largo anticipo, dunque, rispetto a quel momento – e quindi destinate a cadere nel vuoto – ecco le mie due raccomandazioni. La prima: il nostro mondo non esprime corporazioni che difendono privilegi o “diritti acquisiti”, non c’è quindi nulla da sottrarre. Quel poco di aggregazione che siamo riusciti a produrre ha invece – da sempre – cercato di far comprendere alle Istituzioni il sostanziale valore aggiunto che, innegabilmente, l’attività congressuale è in grado di produrre, soprattutto se integrata in più ampi sistemi economici e turistici efficienti e moderni.

Il Mice in Italia è dunque un tema non nell’agenda dei “sacrifici”, ma decisamente in quella delle “azioni per lo sviluppo”, di cui spero a breve sentiremo parlare. Tante potrebbero essere le iniziative governative che – favorendo l’attività congressuale – ricadrebbero sul benessere dei territori, grazie a investimenti infrastrutturali e al recupero di efficienza nei servizi collegati agli eventi. La seconda: non toglieteci il convention bureau nazionale. È stato ventilato, per risparmiare. Ma sarebbe un grande errore, poiché si sopprimerebbe un motore di sviluppo di cui l’Italia ha un assoluto bisogno strategico. Per non correre questo rischio, deve però lo stesso Cb nazionale dimostrare, possibilmente in tempi brevi, di essere operativamente all’altezza, senza offrire il fianco a osservazioni che – in periodi come questo – potrebbero rivelarsi perniciose. Che lavori bene, e lo dimostri, e starà in una botte di ferro.

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HOT TOPICS TOPICS HOT meeting comment

Esiste oggi un’economia... oggi un’economia (e il termine economia è scelto Econsiste cura) i cui attori hanno ormai coscienza della propria identità, del valore collettivo che già manifestano e del potenziale ancora inespresso che di certo un giorno sapranno rivelare. Tuttavia questa economia non è – e non si sente – opportunamente rappresentata, a nessun livello, meno che meno istituzionale. Comunque si voglia chiamare questo mercato (Mice, meeting industry, turismo congressuale o comunicazione per eventi: definizioni d’aree operative in buona parte sovrapponibili, ma mai del tutto coincidenti), esso rappresenta un modo di concepire la comunicazione strategica delle aziende che è sempre meno imperniata sul puro advertising e che vede, invece, una crescente fetta d’investimenti orientarsi su eventi corporate, business to business e business to consumer, capaci d’instaurare un rapporto interattivo con una pluralità di pubblici di riferimento e di diffondere in contemporanea messaggi in grado di perseguire più obiettivi. Questo mercato, in continua evoluzione e sviluppo, oggi non ha praticamente una voce adeguata, né mai l’ha avuta finora. Non ce l’ha a livello fieristico, non esistendo una kermesse capace davvero di interpretare i bisogni di networking che stanno emer-

gendo nella filiera degli eventi nella sua globalità: Eibtm, Imex, Confex, Btc, Travel Trend... si tratta sempre e comunque di fiere parziali, settoriali e in qualche misura anacronistiche, non ancora capaci di interpretare il trend di “eventizzazione” che i meeting e i congressi hanno subìto in questi anni. Non ce l’ha dal punto di vista editoriale, dal momento che la stampa – quella autorevole, quella in grado di proporsi come opinion maker riconosciuto; i grandi quotidiani, insomma, per dirlo a chiare lettere – non dedica al tema nemmeno un rigo (se non in Cronaca, dove quel rigo non serve certo a destare le coscienze e a mettere in moto il business). Non ce l’ha, ça va sans dire, a livello istituzionale: mancando un’opinione pubblica informata e un networking serio fra gli operatori, manca anche la cultura politica necessaria a raccogliere le istanze di un mercato strategico anche per il Pil nazionale e per – parola magica oggigiorno – lo sviluppo del Paese. Al punto che si teme vogliano già cancellare il neonato Convention Bureau Italia. La facile conclusione è questa: sarebbe utile e molto proficuo colmare questi vuoti. Sì grazie, Garavaglia, ma come? Io ho fiducia – povero me? – nelle persone, o almeno in alcune di esse, quelle di buonsenso. E ho fiducia – o almeno voglio averne

Il nostro mercato ha ampliato le strade della comunicazione strategica aziendale. E per questo vale un sacco di soldi, anche in tempo di crisi. Però non lo sa nessuno – nella voglia di cambiamento che si respira in questo esatto momento storico, dall’Africa alle Americhe, passando per l’Europa. Credo, quindi, che mettendo da parte personalismi, cadreghini, interessi di bottega e politiche di corto respiro che alla lunga non danno alcun vantaggio, si possa formare una forte coalizione di operatori che fanno parte di questa nostra “economia”. A partire delle associazioni di settore, che più di chiunque altro dovrebbero avere a cuore l’opportunità di “pesare” significativamente, di contare davvero qualcosa nella stanza dei bottoni. Federcongressi, più Assocumunicazione, più Unicom, più Assorel, più Adico, più MPI, più ICCA, più Fiavet, più Federalberghi, più Chi Più Ne Ha Più Ne Metta... La somma di queste forze – che prese singolarmente non contano granché – può dare vita a una massa critica sufficiente a squarciare il velo che oggi copre la realtà. Cosicché finalmente in Italia ci si renda conto, a tutti i livelli, che “esiste oggi un’economia”...

MARCO GARAVAGLIA Direttore editoriale Ediman marco.garavaglia@ediman.it

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Un Centro Congressi che coniuga bellezza, qualità e comodità. Avere tutto non è mai stato così facile. Facile scegliere quando si ha a disposizione un Centro Congressi come i Magazzini del Cotone: 12 sale di varie dimensioni, un auditorium spettacolare, 8500 metri quadrati coperti di spazi espositivi. E poi, l’intero Porto Antico di Genova per aggiungere fascino e valore ai vostri eventi, alle vostre promozioni, ai vostri momenti di incontro. Già, facile scegliere un centro congressi nel cuore della città, a due passi da tutto: aeroporti, stazioni, alberghi, luoghi di interesse culturale Patrimonio dell’Umanità. Ma, poi, perché scegliere, quando potete avere tutto? PORTO ANTICO DI GENOVA S.P.A. Edificio Millo - Calata Cattaneo, 15 - 16128 Genova - T. +39 010 2485611 - F. +39 010 2758929 - www.centrocongressi.portoantico.it - centrocongressi@portoantico.it


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HOT TOPICS TOPICS HOT incentive comment

L’età dell’innocenza

el 1993, durante la prima crisi post-anni Ottanta, N quando ancora tutti ci illudevamo che il sistema fosse destinato a riprendersi una volta per sempre (poveri illusi!), una mia conoscente, laureatasi da poco e stagista in una grande agenzia di pubblicità, mi confidò di nutrire seri dubbi sulle possibilità di essere assunta a fine stage. Però – aggiunse speranzosa – la sua tutor le aveva detto che un modo per garantirsi l’impiego c’era: quello di rendersi “indispensabile” (testuale). In tutta franchezza credo di non avere mai sentito un consiglio dato con più malafede. Ditemi voi: come può una ventiseienne fresca di studi rivelarsi indispensabile a qualcuno? Quali competenze può avere maturato, al di là di quelle teoriche – e per carità preziose – dei libri di scuola? Sono convinto che se l’Europa sta rischiando il fallimento, la colpa, oltre che di chi ci governa, sia un po’ di tutti. Anche di quelli che elargiscono le perle di cui sopra, forse con l’idea balzana che per incentivare, per motivare, la leva psicologica sia così importante da giustificare perfino le panzane. Vorrei ricondurre questo ragionamento alla nostra industria, e gli amici Pco mi perdoneranno se riguarda pure loro. A me pare che affidare mansionichiave a stagisti o neoassunti con poca esperienza, e soprat-

tutto facendo pochi sforzi per migliorarne la preparazione, non faccia altro che ridurre la potenzialità delle agenzie. Prendiamo per esempio la gestione degli acquisti di servizi per gli eventi. Non è per niente detto che redigere una lista della “spesa” e affidarla alla collaboratrice junior sia il modo più efficiente di procedere. E se il senior ne sapesse di più? Non eviterebbe costose perdite di tempo? Dice: il senior costa. Bella scoperta, certo che costa. Ma credetemi, confondere il trainee con il trainer finisce per costare molto di più, perché l’inesperienza non paga. C’è troppa gente che fa finta di non averlo capito. È vero (lo dico con tutto l’orgoglio con cui sento di appartenere a questa industria) che i periodi di apprendistato da noi si concludono molto spesso con l’assunzione. Ed è anche comprensibile che molti Pco si facciano un punto d’onore di non affidare agli stagisti mansioni dequalificanti, la cui ripetitività è indegna di laureati giustamente carichi d’aspettative: le fotocopie tutti i giorni, i pacchi da spedire in posta, lo stazionamento alla macchinetta del caffè per conto dei colleghi. Lungi da noi. Ma qui si rischia l’eccesso opposto. L’apprendista, pur se ad alto potenziale, resta un apprendista. Lavora principalmente per imparare,

L’apprendista è pur sempre soltanto un apprendista: lavora per imparare, non per produrre. E nessuna agenzia dovrebbe affidargli alcunché di cruciale non per produrre, e l’agenzia (o l’azienda) che lo accoglie non dovrebbe far affidamento su di lui per alcuna attività "cruciale", quanto piuttosto per migliorarne la preparazione, così da potergli affidare poi sì, a tempo debito, le agognate mansioni di responsabilità. Lo deve trattare con la massima attenzione, affiancandolo a un esperto, facendo in modo che costui lo segua ovunque, gli trasmetta le proprie conoscenze e verifichi che le abbia interiorizzate. Cosa che richiede tempo. E paglia. All’estero trovo anche in questo un equilibrio maggiore. Il neoassunto è “junior” a parole e a fatti. Lo è nel senso più pieno del termine: né al caffè né a livelli direzionali. E nemmeno – udite udite – a fare l’account a tempo pieno. Il rapporto con la clientela e con i fornitori non è roba da poco. Le aziende italiane, che hanno molto bisogno di new business, dovrebbero comprendere l’inopportunità di delegarne in toto la ricerca ai giovani. Costano meno e si accontentano, lo so, ma alla fine sono i senior che hanno già i contatti nel loro portafoglio...

ALAN PINI Chief executive officer Teknocongress www.teknocongress.it alan.pini@teknocongress.it

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HOT TOPICS TOPICS HOT breaking news

ASSUNTA CORBO

IL MICE UNISCE RIMINI E RICCIONE La Riviera di Rimini intende promuoversi a livello internazionale come destinazione congressuale. Per quest’anno, l’Agenzia Marketing Turistico prevede, infatti, un budget di 70mila euro volto proprio a finanziare attività promozionali in questa direzione. L’intenzione è quella di spingere il neonato Palacongressi di Rimini, ma anche la struttura di Riccione. Le due strutture, quindi, si promuoveranno congiuntamente sui mercati esteri. «Vogliamo incentivare la sinergia tra tutte le strutture congressuali che ci sono in Provincia. É l’unica maniera per non farsi la guerra fraticida, negativa per il territorio» ha dichiarato Fabio Galli, assessore al Turismo della Provincia di Rimini.

IL GARDA TRENTINO GUARDA AL FUTURO Gli operatori del Garda Trentino e le amministrazioni comunali hanno presentato la proposta del piano strategico di Ingarda che ambisce a una crescita importante della destinazione anche dal punto di vista congressuale. Il piano chiama infatti tutti gli stakeholder operanti sul territorio a lavorare insieme attraverso una governance il più estesa e collaborativa possibile. Sfide importanti che guardano al futuro con fiducia visti i dati ottenuti nel 2011: +6,3 per cento di presenze turistiche. Proprio a valorizzare ulteriormente l’impegno che ha permesso di raggiungere questi risultati è diretta l’adozione del nuovo metodo partecipativo, per migliorare sempre più l’offerta turistica e il marketing territoriale. Si guarda al consolidamento e all’innovazione delle motivazioni alla vacanza tra cui anche quella congressuale-fieristica, alla garanzia e al controllo della qualità delle strutture ricettive nelle varie tipologie, all'utilizzo coerente ed integrato delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Un piano strategico finalizzato a “fare meglio”: il futuro si gioca sulla competitività dell’ambito, per mantenere il vantaggio concorrenziale acquisito; sulla governance, per superare la frammentazione e le difficoltà di coordinamento; sulla capacità di innovare e diversificare il prodotto turistico per far fronte alla rapida evoluzione e ai cambiamenti delle tendenze e delle esigenze del mercato, puntando tra le altre cose sull’internazionalizzazione della clientela, sulla destagionalizzazione e su alleanze strategiche anche internazionali.

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METTI UN EVENTO A WESTMINSTER

In tempo di crisi ci si inventa di tutto. Anche di trasformare Westminster in una esclusiva location per eventi. Il celebre Palazzo del Parlamento britannico sta lavorando a un programma “cash for cocktails” che, se approvato, consentirebbe alle aziende di organizzare eventi di grande prestigio. Si parla di duemila sterline per avere accesso agli storici locali e alla terrazza panoramica con vista sul Tamigi. Oltre alla creazione del club privato, che porterebbe nelle casse del palazzo circa 53 milioni di sterline, Westminster si prefigge di far pagare alle aziende 20mila sterline l’anno per avere la possibilità di invitare i propri ospiti nelle sale da pranzo e da riunione del Palazzo. La proposta include anche la maestosa Westminster Hall del 1067, dove si sono svolte le esequie di Wiston Churchill e della Regina Madre e dove recentemente hanno parlato il Papa e Barack Obama. Tra le numerose idee del progetto, che verrà valutato formalmente in primavera, figura anche la possibilità di organizzare un tè da 36 sterline a testa e un tour per vip con tartine e champagne a 250 sterline a persona. L’obiettivo di questa iniziativa, ovviamente, è di sostenere gli importanti costi di gestione della Camera dei Comuni pari a 224 milioni di sterline all’anno.


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TORINO AVRÀ UN NUOVO SPAZIO CONGRESSI Il Consiglio comunale di Torino ha da poche settimane firmato un accordo con la Fondazione Crt per l’intervento sul complesso ottocentesco dell’ex area Westinghouse che prevede la creazione di un polo espositivo museale e della ricerca scientifica ma anche di un centro congressuale. Il progetto, ancora in via di definizione, prevede la creazione di spazi polifunzionali, commerciali e di ristorazione con relativi parcheggi interrati. Sono in via di definizione anche eventuali partnership per il nuovo spazio che si svilupperà su una superficie di 25mila metri quadrati.

NEW YORK AVRÀ IL CENTRO CONGRESSI PIÙ GRANDE DEGLI STATI UNITI Andrew Cuomo, governatore dello stato di New York, ha annunciato l’intenzione di dare il via alla costruzione del più grande centro congressi degli Stati Uniti. La struttura sorgerà nel quartiere del Queens dove oggi si trova il Javits Convention Center e si svilupperà su una superficie di oltre 370 mila metri quadrati. A occuparsi della costruzione, che sorgerà nei pressi dell’ippodromo Aqueduct Racetrack e del nuovo casinò di New York inaugurato lo scorso ottobre, sarà il gruppo maltese Genting di Kuala Lumpur. La prima fase del progetto potrebbe terminare entro il 2014 mentre nel 2015 sarà inaugurato il nuovo hotel da tre mila camere che sarà situato nei pressi del centro congressi.

ELITE PLATINUM PER L’EXCELSIOR PALACE HOTEL DI RAPALLO

L’Excelsior Palace Hotel di Rapallo, storico albergo ed unico 5 stelle lusso di tutta la Riviera Ligure di Levante, ha ottenuto la certificazione Elite Platinum ricevuta dall’Advisory Board di Elite Meetings International con sede a Santa Barbara, California. Si tratta di un riconoscimento particolarmente significativo: Elite Platinum rappresenta, infatti, un nuovo livello di approvazione delle strutture alberghiere da parte dell’Emab (Elite Meetings Advisory Board), associazione internazionale indipendente composta da organizzatori congressuali e dal mondo dell’hôtellerie che hanno definito gli standard per le strutture alberghiere operanti nel settore dei meeting e degli incentive. I criteri Elite Platinum sono stati individuati in base alle richieste provenienti da oltre 20.000 professionisti che utilizzano EliteMeetings.com per ricercare e prenotare per eventi i migliori alberghi nel mondo. Per l’Italia le strutture selezionate sono soltanto 31 e l’unico albergo a rappresentare l’intera Liguria è proprio l’Excelsior di Rapallo.

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VICENZA AVRÀ UNA NUOVA FIERA

É stato approvato dal Comune il progetto per costruire la nuova fiera di Vicenza che prevede un investimento di 32 milioni di euro. La partenza dei lavori è prevista per l’inizio dell’anno e darà vita a una struttura avveniristica. La nuova fiera sorgerà sull’area dell’ex hotel Holiday Inn e avrà una superficie totale di 15mila metri quadrati. È prevista un’area meeting che potrà essere gestita autonomamente. Punto di forza del progetto sarà il parcheggio di otto piani che potrà contenere 600 auto e che sarà collegato al centro congressi. La fine dei lavori è prevista per ottobre 2013, nella prospettiva di inaugurare i nuovi spazi espositivi con la prima fiera dell'oro di gennaio 2014.

HILTON FA POKER A ROMA Il nuovo Hilton Garden Inn Rome Claridge arricchisce il portfolio di hotel di Hilton Worldwilde a Roma che attualmente comprende l’Hilton Garden Inn Rome Airport, l’Hilton Rome Airport e il lussuoso Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts. L’Hilton Garden Inn Rome Claridge, la cui inaugurazione è prevista nei primi mesi dell’anno, sarà l’ottavo Hilton Garden Inn aperto in Italia dal 2006 e il secondo hotel del marchio a Roma. Il precedente Hotel Claridge verrà ristrutturato per poter offrire tutte le caratteristiche distintive del marchio Hilton Garden Inn e sarà rebrandizzato Hilton Garden Inn Rome Claridge. Situato nel quartiere Parioli, a due chilometri da via Veneto e a meno di un chilometro da Villa Borghese, l’hotel disporrà di tre suite e 90 camere, più di tre quarti delle quali con balcone privato. A disposizione degli ospiti anche i migliori comfort propri del marchio Hilton Garden Inn. Per gli eventi l’hotel offre 242 metri quadrati di spazi congressuali suddivisi in quattro sale separate. L’Hilton Garden Inn Rome Claridge è, inoltre, dotato di un bar ristorante aperto tutto il giorno e del Pavilion Pantry, tipico di questo marchio e aperto 24 ore su 24, per spuntini leggeri e drink rinfrescanti. Gli ospiti potranno utilizzare in qualsiasi momento anche il centro business, l’accesso gratuito al Wi-Fi e il centro fitness con sauna e bagno turco.

WORLDHOTELS: TRE NUOVI INGRESSI IN ITALIA Cresce il ventaglio di strutture unite sotto il brand Worldhotels. Il gruppo alberghiero accoglie infatti tre nuovi hotel italiani. La Residenza di Ripetta è posizionata a pochi passi da Piazza del

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Popolo e Piazza di Spagna a Roma. Inserita in uno splendido edificio del XVII secolo, la struttura è dotata di un giardino interno, una terrazza panoramica e sei sale meeting. La più grande di queste è il salone Bernini che può ospitare fino a 220 persone a platea. Molto elegante e particolare anche la biblioteca i cui arredi includono un’elegante libreria antica. La Residenza dispone di 69 camere. È invece una storica villa palladiana la Villa Cipriani di Asolo che si trova a 65 chilometri da Venezia e che ospita 31 camere in stile fio-

rentino arredate con preziosi mobili antichi. È una location perfetta anche per meeting e team building esclusivi. Ottimo il menu del ristorante che propone i piatti della tradizione veneta. Inserito nella splendida cornice del Lido di Venezia, l’Hotel Excelsior Venice, la terza new entry Worldhotels, è un elegante e lussuoso cinque stelle dotato di 197 camere, due ristoranti, tre bar, piscina all’aperto, palestra e spiaggia privata dotata di 400 capanne bianche caratteristiche del Lido. Il centro congressi può ospitare fino a 600 persone. Fiore all’occhiello dell’hotel è la sala Stucchi, affacciata sul mare e decorata con stucchi delicati e lampadari di Murano.


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Location del mese: Cenobio dei Dogi

Una tavola rotonda sul mare 18 | 01 2012 | MC


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L’Hotel Cenobio Dei Dogi, affacciato in splendida posizione sul Mar Ligure, ha uno spirito complesso, diffuso nella planimetria e fluido nella funzionalità tecnologica; per eventi aziendali e incentive di misura emozionale TERESA CHIODO

Seduzioni fin de siecle e comfort. È il binomio che identifica l’Hotel Cenobio dei Dogi, fra allestimenti ineccepibili e alta qualità

ompatta, quasi immobile nella sua fissità temporale, Camogli incanta e C sorprende a un tempo. La suggestione nasce dai dettagli, minimi e nascosti: in fondo ai carruggi, le tipiche stradine, negli anfratti accessibili solo al soffio dello scirocco e al fragore cadenzato delle onde. Nasce dalla scenografica serigrafia delle alte case d’epoca, dipinte di rosso, ocra, giallo e verde che si stagliano su un anfiteatro naturale formato da pini marittimi e ulivi. Al porticciolo antico si vedono ancora le reti dei pescatori, gli stessi che di notte partono con le loro lampare per rientrare all'alba carichi di pesce freschissimo. Il centro storico del borgo, con la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, il Castello Dragone e le altre costruzioni variopinte, è rimasto essenzialmente

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intatto. Sullo stesso lungomare, nitore, serenità e comfort disegnano gli ambienti dell’Hotel Cenobio dei Dogi, un’architettura reale che arriva a fondersi con il paesaggio. Oltre a essere un raffinato contesto per soggiorni leisure è un punto di riferimento impareggiabile in grado di fornire servizi di alto livello a organizzatori e operatori del segmento congressuale.

Camogli (Ge)

L’armonia versatile degli spazi polifunzionali e a geometria variabile si attrezza con le più moderne tecnologie per servizi congressuali, adatte a qualsiasi tipologia di evento

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IMMANCABILE LA VISTA MARE La struttura, già al primo impatto, è un implicito invito a entrare in una dimensione sospesa. La vista che si ammira dalle terrazze e dai balconi gioca sempre un ruolo strategico: abbraccia in un colpo d’occhio il declivio della spiaggia lambito dal mare e lo skyline del borgo, coloratissima tavolozza di architetture marinare. Un preponderante genius loci riecheggia nelle 105 camere luminose, arredate ciascuna in modo differente. Il binomio bianco-blu ha dato vita a chiaroscuri di materia sottolineata da toni di azzurro, turchese, blu oltremare. Si avverte una interpretazione peculiare, dinamica delle classiche tematiche dell’architettura locale, un senso di freschezza e contemporaneità, e insieme una spiccata, quasi urbana attenzione al comfort. Si passa dalle camere standard alle camere classic

fino ad arrivare alle suite, tutte finemente arredate con grande cura del dettaglio. Sono ambienti dotati di ogni comfort business oriented: aria condizionata, Tv satellitare, minibar, cassaforte, telefono e sistema wi-fi gratuito. ATMOSFERE LIVING Gli spazi comuni diventano luoghi intimi, quasi familiari, sublimati da una continua attenzione per il comfort. Nella zona della reception le cromie pastello si fondono con i toni caldi delle pareti, nella lounge i divani corallo di gusto delicatamente eccentrico, si coniugano agli arredi di gusto classico.


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Certe mattine dalle camere, guardando il mare, si ha la sensazione di averlo attraversato, come da un punto di congiunzione che non ha ancora deciso se approdare o solcare di nuovo le acque

Questo mix di materiali e di stili è presente nel bar, parte integrante del living, ideale per un incontro d’affari informale. A colpire è soprattutto la vista sulla baia, i cui mutevoli riflessi e i guizzi di luce vibrano attraverso le ampie vetrate che corrono lungo l’ampia sala del ristorante Dei Dogi. Cultura regionale, perizia e creatività: ecco la ricetta esclusiva consigliata dagli chef di questa officina del gusto, all’interno dell’hotel. La tradizione ligure si rinnova in soluzioni che restano attaccate alle radici e si aprono alle influenze esterne, con le classiche proposte internazionali. Tutto questo è valore

aggiunto a disposizione per eventi, serate di gala e cocktail party. Anche il ristorante La Playa è un laboratorio di idee per il gusto ed è a disposizione per incontri di lavoro e lunch, per arrivare a una capienza fino a duecento persone. PER GLI OPERATORI DEL SETTORE Per meeting, incentive di alto livello e team building l’estetica fruibile dell’hotel è capace di fornire un valore aggiunto allo spazio e, nel contempo, di soddisfare il desiderio di raffinatezza dei clienti. Prendono forma ambienti e allestimenti su misura, sempre caratte-

CENOBIO DEI DOGI Splendidi arenili e un mare da navigare. E poi la storia e i segreti degli antichi borghi... rizzati da una magistrale attenzione per il dettaglio. La passione di uno staff di preparati professionisti, il metodo e il dialogo con i clienti, permettono all’hotel di porsi come partner altamente qualificato, oltre che come consulente ideale per la scelta dei fornitori, anche per la spettacolarizzazione di un evento. Momenti di grande suggestione accompagnano coffee break e welcome cocktail se serviti sul panoramico Bar-Terrazza del Doge, da cui si può godere dell’incredibile giostra cromatica di cielo e di mare, che sempre fa da quinta scenica all’Hotel Cenobio dei Dogi.

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Cenobio dei Dogi Camogli (Ge)

RISORSE INESAURIBILI Numerosi sono gli itinerari che si irradiano da Camogli per raggiungere note località nei dintorni. Suggestivi sentieri a picco sul mare si inerpicano dall’area marina al monte di Portofino per incontrare per esempio il complesso di San Fruttuoso. Qui, incastonato in un'insenatura della Baia di Capodimonte, si apre uno degli angoli più belli e celebrati d'Italia: un piccolo borgo marinaro con a fianco l'antica Abbazia di San Fruttuoso e la torre dei Doria. E

SPAZI PER OGNI ESIGENZA Per eventi, serate di gala e cocktail party gli spazi si moltiplicano, si diffondono; gli ambienti prendono forme diverse a seconda delle esigenze. Classe ed eleganza, immutabili nel tempo, sono percepite in ogni spazio a disposizione degli ospiti. Assistenza tecnica e attrezzature audiovisive particolari sono disponibili su richiesta; così come il servizio hostess, organizzazione attività di team building, post congress, incentive e intrattenimento. ¢ SALE CONGRESSI Numero sale: 7

¢ SALA PRINCIPALE

Capacità ad aula: 130 posti Capacità a teatro: 200 posti

¢ ALTRE INFORMAZIONI

Ristorante: 180 posti Parcheggio: 120 posti auto

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¢ SERVIZI TECNICI E AUDIOVISIVI Schermo, lavagna a fogli, impianto microfonico con microfoni fissi e a gelato, podio oratore

¢ CAMERE

Numero totale camere: 105 Suite: 5 Doppie: 92 Singole: 13

poi l’esclusiva Portofino, con il porticciolo appartato ed elegante – dove ormeggiano yacht da favola –, i carrugi bordati di case color pastello e le colline, verdissime e “incombenti” a fare da scenografica quinta naturale. Santa Margherita, fra i più importanti centri della Riviera di Levante, è un'elegante meta del turismo internazionale dall'inconfondibile atmosfera; raccolta attorno al porto, è particolare per il suo aspetto che mescola il borgo marinaro alle ambientazioni Belle Epoque. Ricca qui è l'offerta di sport; troviamo noleggi di imbarcazioni, un circolo velico e diversi diving center. E proprio in barca si possono fare escursioni di rara suggestione, ammirando dal mare perle di infinita bellezza. Per esempio si raggiungono facilmente Le Cinque Terre fra calette inaccessibili e scogliere vertiginose. Ma anche la raffinata Sestri Levante e l’appartata Levanto. Oppure si può salpare alla volta della Superba e trascorrere una giornata a Genova, dove è possibile visitare la rinnovata area del Porto Vecchio, sede di opere del famoso architetto Renzo Piano. Qui troviamo il più grande Acquario in Europa, ma anche un meraviglioso centro storico con un labirinto di vicoli e carruggi – cantato e decantato da uno dei suoi cittadini più illustri, Fabrizio De Andrè – che racchiude una città nobile, ricca di cultura, di musei e palazzi, d’arte e di architettura. Godersi il mare in assoluta privacy e tranquillità è un lusso sempre più raro, molto apprezzato dagli ospiti del


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Cenobio. La spiaggia privata con accesso diretto lascia più tempo da dedicare al puro relax. Chi preferisce prendere il sole in terrazza può sdraiarsi a bordo della splendida piscina contornata da palme, fiori e l’immancabile vista sul mare. Chi ama invece vivere il mare da protagonista scoprirà numerose attività come pagaiare in kayak alla ricerca di insenature nascoste, munirsi di maschera e pinneggiare tra gli scogli, o esplorare il mondo sommerso dell’area marina protetta con immersioni subacquee organizzate dalla B&B Diving Camogli. Non mancano le possibilità di praticare altre attività sportive all’aria aperta: il prestigioso Golf Club di Rapallo dista pochi chilometri, mentre tennis e cal-

cetto sono disponibili sul posto. La nozione di benessere viene declinata secondo una prospettiva olistica in una cornice di grande armonia, grazie al rigenerante apporto di un accessoriato centro benessere presso il Portofino Kulm, nel cuore del Parco di Portofino. Un vero e proprio tempio della selfindulgence dedicato alla ricerca assoluta di una pausa da riservare esclusivamente a se stessi. L’area beauty propone, sotto la guida di personale attento e qualificato, una lista personalizzata di trattamenti. A completare l’offerta una vasca Jacuzzi, bagno turco, sauna, doccia emozionale, cabine per massaggi e un piccolo centro fitness.

Al ristorante Dei Dogi, che si protende come la prua di una nave, l’allusione al viaggio e la componente estetica si mescolano alle suggestioni culinarie di una gastronomia tipica e raffinata

indirizzi a fine rivista

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La grande spa di Borgo Brufa Il posto merita anche solo per la magia che lo permea: Borgo Brufa, infatti, è un agglomerato in pietra immerso nel quieto verde umbro. Ma l’elegante struttura si è di recente arricchita di una spa esclusiva, che ne esalta ancor di più lo charme NINO VERMICELLI

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Riconciliarsi con se stessi e con il frenetico mondo circostante soggiornando in una splendida villa settecentesca, incastonata come una pietra preziosa tra le verdi e rilassanti colline umbre è sicuramente più facile, ma se a un tale eden aggiungiamo anche una nuovis-

sima ed esclusiva spa di ben 1.200 metri quadrati, allora la remise en forme è totale e assoluta. È questa, infatti, la grande sorpresa che Borgo Brufa ha riservato ai propri ospiti; inaugurata a settembre, la nuova spa è sicuramente tra le più vaste presenti nel panorama alberghiero italiano e ha comportato un investimento di circa tre milioni di euro, realizzato da Andrea Sfascia, coraggioso quanto illuminato imprenditore. Innumerevoli sono le “coccole” che ci si può concedere all’interno della spa, che dispone di una piscina interna e una esterna panoramica con acqua calda collegate tra loro e dotate di postazioni idromassaggio (lettini, getti d’acqua e rilassanti “botti”) dalle quali ammirare il tramonto su Perugia; un lago salino dove abbandonare ogni pensiero mentre il corpo galleggia accompagnato da musicoterapia e


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cromoterapia subacquea; sauna, bagno turco e vitarium (quest’ultimo a sessanta gradi). E poi ancora docce sensoriali, la fontana di ghiaccio, il bagno rasul (un antico rituale orientale che prevede una magica combinazione di sapone nero, caldo vapore e profumi avvolgenti) e la stanza delle stelle (un ambiente che favorisce la meditazione e il relax grazie al sapiente utilizzo dell’illuminazione). Voluttuosi anche i trattamenti, che prendono spunto dal territorio, a iniziare dal rituale “Cioccole Perugine” che prevede, tra l’altro, un bagno al cioccolato, per continuare con il rituale “Rosso del Borgo”, un inno a Bacco immersi nel vino, solo per citarne un paio. Per il Mice alla ricerca di esclusività e privacy totale, inoltre, le tre private spa presenti all’interno della struttura wellness possono essere unite e formare il Borgo Luxury, un centro benessere di 130 metri quadrati con piscina idromassaggio, cromo e musicoterapia subacquea, bagno turco, vasca imperiale, biosauna e lettini ad acqua, adatto a ospitare fino a dieci persone, con la possibilità, ovviamente, di abbinare al percorso anche trattamenti e massaggi e di allestire un corner-aperitivo, con flute di bollicine e accompagnamento di stuzzichini vari.

i momenti conviviali, dalla prima colazione al pranzo, dallo spuntino pomeridiano – un’altra coccola quotidiana per viziare gli ospiti – alla cena, ovviamente accompagnati dalle migliori etichette del territorio. E se, dopo cena, si volessero assaporare ancora le luci di Perugia, si può sorseggiare un cocktail o un caffè al bar della struttura, accompagnati da musica dal vivo, per rendere l’atmosfera davvero suggestiva. TUTTI GLI SPAZI FORMATO MICE Per i momenti di lavoro, la meeting industry può contare su quattro sale conferenze di dimensioni diverse – alcune illuminate da luce naturale e affacciate sullo splendido panorama circostante – capaci di accogliere fino a 220 congressisti. Non solo. Una location così particolare come Borgo Brufa non può non avere anche spazi suggestivi e “unconventional” da proporre al Mice, come la scenografica terrazza panoramica, perfetta per cocktail e aperitivi, o l’accogliente sala del camino, ideale per coffee break dall’atmosfera ricercata.

DAL BENESSERE TOTALE ALLA BUONA TAVOLA Una remise en forme globale non può prescindere dalle “coccole” gastronomiche e il ristorante di Borgo Brufa vizia i propri ospiti con piatti genuini e salutari basati su una cucina naturale, dove la qualità e la freschezza dei prodotti regionali di stagione viene esaltata dalle sapienti mani degli chef, nella creazione di specialità ricercate e gustose, che si declinano durante tutti

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La nuova spa di Borgo Brufa si estende su una superficie di 1.200 metri quadrati: qui il benessere totale regna sovrano

RELAX E ARTE Improntate al relax completo e totale anche le cinquanta camere – quasi tutte con vista panoramica –, con caldi soffitti in legno a cassettoni, curatissime in ogni dettaglio e arredate con mobili raffinati che creano contesti diversi in ognuna di esse, mantenendo l’eleganza come comune denominatore. Anche l’arte trova a Borgo Brufa la sua, scenografica, collocazione, in una fusione quasi totale con la suggestiva natura circostante: i filari d’uva, le morbide colline, i riposanti pianori diventano infatti quinte e scenari d’eccezione per “Le sculture di Brufa”, una sequenza di opere d’arte maestose, frutto della creatività di noti artisti contemporanei. L’UMBRIA TUTT’INTORNO Benché non venga facilmente la voglia di uscire da Borgo Brufa, appena oltre i suoi cancelli c’è tutto lo splendore umbro ad attendere il visitatore, che

può decidere di concedersi una rilassante passeggiata – a piedi, in mountain bike o a cavallo – senza meta nel verde infinito, oppure di andare alla scoperta di uno degli innumerevoli gioielli che punteggiano la regione. Primo fra tutti il capoluogo, Perugia, città frizzante e cosmopolita, ricca di angoli di raro valore artistico; seguita da icone come Assisi, Gubbio, Spoleto famose per la spiritualità che le permea e per l’atmosfera culturale che le avvolge; e ancora da località famose in tutto il mondo come Orvieto e il suo Duomo, o appartate come Spello e la sognante Bevagna. Anche l’enogastronomia è assolutamente ben rappresentata sul territorio e, anzi, si presta per post-congress e team building speciali: dalla visita ai frantoi disseminati sul territorio alle degustazioni del nettare di Bacco locale direttamente nelle cantine, passando per gli assaggi a base di cioccolato e di tartufo nero di Norcia, due delle eccellenze umbre per antonomasia. Un ultimo elemento arricchisce ancora un soggiorno a Borgo Brufa: la possibilità di assistere a manifestazioni folkloristiche e culturali di grande richiamo internazionale. Umbria Jazz, per esempio, attira appassionati da ogni parte del globo, nelle sue due edizioni annuali – quella estiva a Perugia (in luglio) e quella invernale a Orvieto (a gennaio) – così come il Festival dei Due Mondi di Spoleto, che vanta un calendario con i nomi più importanti del panorama artistico. Imperdibili, infine, sono anche la scenografica Corsa dei Ceri di Gubbio, la poetica Infiorata di Spello, il coreografico Calendimaggio di Assisi e la storica Giostra della Quintana di Foligno. indirizzi a fine rivista

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GHS: ethical feel-good, ma non solo… Non si arresta la voglia di crescita del gruppo siciliano, che affronta il 2012 con una vision chiara. Tutto ruota intorno a un forte senso etico, senza mai dimenticare gli ospiti e l’economia locale. Ne abbiamo parlato con il presidente Di Domenico TOMMASO CROCIERA

l 2011 è stato un anno da ricordare per gli alberghi palermitani del gruppo G IHotels: se da un lato non si arrestano i sucHS

cessi dell’Astoria Palace Hotel di via Monte Pellegrino, dall’altro il Grand Hotel Garibaldi al Politeama ha ottenuto il Certificato di Eccellenza 2011 di TripAdvisor, mentre l’Hotel Vecchio Borgo – che è entrato a far parte del gruppo alberghiero all’inizio di quest’anno – ha ricevuto da Expedia Insiders’ Select 2011, come uno dei cinquecento alberghi migliori al mondo. Cosa riserverà allora al gruppo il 2012 appena iniziato? Lo abbiamo chiesto direttamente a uno dei tre patron di G HS , il presidente della F.Ponte SpA, Daniele Di Domenico. Dottor Di Domenico, GHS Hotels ha investito negli ultimi anni diversi milioni di euro

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nel restauro di due “storici” hotel palermitani (l’Astoria Palace Hotel e il Grand Hotel Garibaldi al Politeama ) e per la recentissima apertura di un terzo albergo (l’Hotel Vecchio Borgo). Quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine di questi investimenti in controtendenza rispetto alla crisi? «Nonostante l’andamento del mercato finanziario, un’azienda ha una propria esistenza, da esso indipendente, e scandita da un suo ritmo “biologico” definito “ciclo di vita”. In letteratura economica il ciclo di vita aziendale è composto da quattro fasi: quella progettuale, quella di partenza, quella di sviluppo ed espansione e, infine, quella della maturità. GHS Hotels è un gruppo giovane che sta crescendo in modo solido e che al momento sta per superare la seconda


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fase del suo ciclo di vita per entrare nella terza, ossia per consolidare il proprio sviluppo e dedicarsi all’espansione. Ecco quindi qual è, a mio parere, la ricetta per mantenere in piedi una grande azienda in un momento come quello che oggi stiamo attraversando: avere delle buone e solide fondamenta sulle quali continuare a costruire, senza quella “paura frenetica” della crisi. I nostri obiettivi di medio-lungo termine? Continuare a crescere!». Quali strategie commerciali caratterizzano la mission di GHS Hotels nell’attuale e così “liquido” ambiente di mercato? Per esempio, quanto conta per voi – al di là dei luoghi comuni – la customer satisfaction? «Se c’è un settore nel quale un’impresa deve seguire le leggi del mercato e la volontà del consumatore è sicuramente quello commerciale. Il consumatore oggi viene definito un internauta, ossia un esperto navigatore del web, capace di trovare qualsiasi risposta alle proprie esigenze e rendere queste, di conseguenza, sempre più variabili e dinamiche. Proprio per questo GHS Hotels sta investendo moltissimo in due settori, definibili, a mio avviso, come il “core” del commerciale, ossia: il web marketing e il Crm, customer relationship management, due reparti che hanno ancora una breve storia alle loro spalle, ma sicuramente un grande avvenire stimolato dai numerosi risultati raggiunti attraverso il loro operato. Non è per semplificare ma la soddisfazione del cliente è la soddisfazione dell’impresa intesa come la soddisfazione di tutti gli shareholder che gravitano attorno alla realtà aziendale». Dal punto di vista di marketing, GHS Hotels si è connotata come estremamente attenta alla sostenibilità sia per il sociale (con l’adesione a un progetto per il ricovero di bambini africani con patologie che necessitano intervento chirurgico e con diverse donazioni Telethon), sia per l’ambiente (con lo sviluppo del segmento Green Meeting e l’applicazione di tecnologie volte al risparmio energetico), sia infine per l’economia, sostenendo la crescita economica siciliana attraverso forniture di origine locale. Vuole illustrarci meglio questi programmi? «GHS Hotels, essendo un gruppo “giovane” vuole e deve essere attento alle problematiche sociali, ambientali ed economiche e non per un mero fine di “marketing”, ma in qualità di azienda che si definisce “ethical feel good”. Sosteniamo il sociale perché crediamo che i più grandi debbano sempre aiutare i più piccoli. Sosteniamo l’ambiente e il suo “green development” perché pensiamo sia nostro dovere proteggere le risorse natu-

rali per le generazioni future, perché un mondo più verde è certamente un mondo più sano e bello da vivere. Nello specifico per quanto concerne i Green Meeting stiamo lavorando affinché le nostre strutture siano in grado di gestire eventi in modo sostenibile e quindi per esempio: evitando inutili sprechi di carta, utilizzando stoviglie in porcellana e vetro e non in plastica, evitando eccessivi consumi energetici. Sosteniamo l’economia locale perché crediamo nella Sicilia, nelle sue risorse e potenzialità e soprattutto perché vogliamo collaborare a condizionare positivamente il nostro mercato del lavoro cercando di generare e sostenere l’occupazione in Sicilia».

Nella foto, Daniele Di Domenico, presidente del Gruppo alberghiero siciliano Ghs, che annovera l’Astoria Palace Hotel, il Grand Hotel Garibaldi e l’Hotel Vecchio Borgo

E sul fronte meeting, a parte i già citati eventi green, quali atout mette in gioco GHS Hotels? «GHS Hotels e il Mice, probabilmente un binomio da non sottovalutare! Da molti anni, il nostro cavallo di battaglia per il mercato congressuale, l’Astoria Palace Hotel, è una garanzia per chi deve organizzare eventi, meeting o congressi a Palermo. Questo è dotato di un ampio e moderno centro congressi e di un impareggiabile staff che riesce a soddisfare le esigenze dei nostri clienti non dimenticando mai la velocità nel servizio e la cura nel dettaglio. Con l’arrivo dell’Hotel Garibaldi, dotato anch’esso di sale meeting, riusciamo a coprire buona parte della domanda congressuale di Palermo, offrendo al nostro ospite un servizio sempre più personalizzato. Il nostro “atout”? Essere una squadra!». Insomma, il segreto sembra essere quello di avere una vision chiara e seguirla? Assolutamente sì. E quindi concluderei proprio riportando la nostra “vision” aziendale, che in sintesi descrive i nostri obiettivi: ¢ raggiungere l’eccellenza nel campo dell’Hospitality, attraverso un servizio orientato dalla “lente del cliente” e mirato alla soddisfazione totale dell’ospite, da conseguire anticipando e superando le sue aspettative ¢ permanere con successo nel mercato globale, promuovendo la trasparenza e l’ethical feel-good, agendo per il supporto del sociale, del territorio in cui operiamo e dell’ambiente, dando il nostro contributo positivo per il futuro delle generazioni a venire ¢ garantire formazione, sviluppo e sicurezza ai nostri collaboratori e l’integrità dell’equity agli stakeholder, confermando la solidità della nostra azienda». indirizzi a fine rivista

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Icona austriaca Congress Centrum Alpbach, in Austria: un’icona per spazi e capacità, un masterpiece di design e funzionalità in una destinazione walking distance e… da cartolina! Per accontentare anche il Mice più esigente LUCIANA FRANCESCA REBONATO

lpbach, famosa per ospitare il sepolcro di Erwin Schrödinger, è incastoA nata fra i monti a 975 metri di altitudine, nel cuore del Tirolo e nel distretto di Kufstein, a una trentina di minuti di macchina da Innsbruck. Menzionata per la prima volta in un documento del 1240, la destinazione ha mantenuto intatto il suo fascino incentrato su tradizioni e tipicità tirolesi e a preservare la località dal turismo di massa e dall’ec-

cessiva modernizzazione è stata la prolungata assenza di vie di comunicazione. Sino al 1920, infatti, Alpbach, non era connessa alla rete stradale della Valle Inntal. Un vero e proprio borgo montano con imponenti sagome di rilievi millenari che fanno da cornice a un agglomerato di casette, tutte rigorosamente di legno: a volerle così è un regolamento edilizio degli anni Cinquanta. Ne è valsa la pena: Alpbach è stato nominato il “più bel paese dell’Austria” e anche il “più bel paese dei fiori d’Europa”. Una destinazione assolutamente walking distance, con un’icona congressuale: il Congress Centrum Alpbach. IL FUTURO È ADESSO Il centro rappresenta un masterpiece di design, ambiente, funzionalità e tecnologia all’avanguardia. Scolpito e incorporato nel pendio roccioso della montagna, il Congress Centrum Alpbach vanta 1.585 metri qua-

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Congress Centrum Alpbach Sale meeting: 6 | |Capienza sala maggiore: 500 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 740 | Sala banchetti interna | Pranzo in piedi: 500 posti | Pranzo seduti: 300 posti | Possibilità organizzazione post congress

drati di superficie – su due livelli – articolata in sei sale meeting modulari: la principale in grado di accogliere cinquecento persone, le altre cinque seminar room con una capacità dalle venti alle duecento persone. La luce è la grande protagonista del centro congressi che vanta facciate in vetro e un cono centrale per l’illuminazione naturale con tanto di vista spettacolare sulla località e sul paesaggio circostante. Facilmente accessibile dall’aeroporto di Innsbruck – dal quale dista poco più di cinquanta chilometri - il Congress Centrum Alpbach è da tempo immemore – in estate (il prossimo anno dal 16 agosto al 1° settembre) – sede annuale del “Forum Europeo Alpbach”, evento a tema che consente a circa quattromila partecipanti provenienti da oltre sessanta paesi del mondo di dialogare e confrontarsi tra loro sulla tematica stabilita in un ambiente informale, aperto e costruttivo. La particolarità dell’evento ha promosso ad Alpbach la fama di “paese dei pensatori” mentre il suo centro congressi oltre a essere un punto di incontro internazionale prediletto dai massimi esponenti del mondo della politica, cultura, economia e scienza – inclusi i vincitori del premio Nobel – è una location perfetta per green meeting ed eventi all’insegna della salvaguardia del pianeta. Il Congress Centrum Alpbach, infatti, è il promotore di un “Green meeting standard” messo a punto in occasione di un recente European Forum: logistica basata sul trasporto pubblico, attenta gestione dei materiale e dei rifiuti, green catering e risparmio energetico.

OLTRE I CONGRESSI Dopo il business, l’amusement è un piacere irrinunciabile, ad Alpbach. Durante la stagione estiva la meeting industry più sportiva può sbizzarrirsi con una pluralità di sport e sfidarsi in adrenalinici team building, percorrere la fitta rete di sentieri escursionistici che conducono alle cime delle montagne così come provare l’emozione di un volo con il parapendio, del rafting in acque selvagge, di una bella arrampicata o di un percorso in mountain bike. Durante l’inverno, il Mice appassionato di sci o di snowboard trova un’eccellente area sciistica, premiata dalla rivista “The Good Skiing and Snowboarding Guide” come “miglior piccola area sciistica dell’anno”. Nella valle di Alpbach, infatti, vi sono 52 chilometri di piste e venti impianti di risalita, mentre gli amanti dello snowboard hanno a disposizione un funpark con un halfpipe. Nel territorio, infine, ci sono circa cinquanta chilometri di piste per sci di fondo.

La luce è la grande protagonista del Congress Centrum Alpbach, che vanta facciate in vetro e un cono centrale per l’illuminazione naturale

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Intrigante Montenegro Nella spettacolare natura del Montenegro, una delle leading hotel company, Montenegro Stars Hotel Group, invita il Mice nel suo pool di strutture prestigiose, accomunate dal massimo comfort LUCIANA FRANCESCA REBONATO

prerogativa della compagnia alberSuperare sempre le aspettatiLve aghiera? della clientela in termini di servizi, attenzione ai dettagli e facility. Una vocazione all’eccellenza che inizia con il core business del Gruppo, ovvero “riflettere le ricchezze di una terra che è una vera e propria culla di meraviglie naturali con alberghi progettati per offrire tradizione e innovazione, il tutto incastonato in panorami mozzafiato”. Natura e tecnologia vanno di pari passo nelle strutture di Montenegro Stars Hotel Group, nelle quali gli ospiti trovano servizi “hands on” che promuovono

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il massimo dell’agio e “fanno sentire a casa propria”. Un firmamento di stelle, quello di Montenegro Stars Hotel Group, in una destinazione che avvince perché non ancora esplorata in tutte le sue declinazioni. I suoi punti di forza? Città storiche, scrigni d’arte e cultura cui si aggiungono i contrasti degli scenari naturali, dalle vette con nevi perenni agli assolati trecento chilometri di costa senza dimenticare quattro parchi nazionali fra i quali spicca quello di Durmitor, con cime che svettano sulle acque del vicino fiume Tara – patrimonio dell’Unesco – il cui canyon, ben 1.300 metri di profondità, è il più profondo al mondo dopo quello del Colorado. Una destinazione, il Montenegro, perfetta per eventi e incentive memorabili. ADRIATICO STRATEGICO Ubicato sul mare a Becici, l’hotel Splendid Conference & Spa Resort crea un trait d’union tra le bellezze naturali e il comfort a cinque stelle. Nel desiderio di creare un posto che rifletta le splendide attrattive del Montenegro, il gruppo alberghiero non ha trascurato nessun

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1-3 / Montenegro 4-6 / Splendid 7-8 / Blue Star

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dettaglio e il risultato è un’armoniosa sontuosità di ambienti, dalla piacevole atmosfera del giardino invernale – vicino alla piscina – all’elegante smoking room: ogni spazio è stato progettato per visualizzare il Mar Adriatico e per conferire nuovi significati alla parola “lusso”. Agli eventi la struttura dedica oltre settecento metri quadrati di sala congressi concepita per 780 persone e provvista di tecnologia all’avanguardia, mentre al relax del Mice provvede il centro benessere dell’hotel Splendid Conference & Spa Resort con rigeneranti massaggi, hammam, sauna termale o alle erbe con luci infrarossi e piscina indoor con acqua riscaldata. I più sportivi, invece, possono allenarsi in una modernissima sala fitness. Completano l’offerta della struttura una piscina outdoor – con acqua calda –, la spiaggia privata, un campo da mini golf e una pluralità di boutique. Ristorazione d’autore, infine, nei ristoranti dell’albergo, nei quali apprezzare prelibatezze locali e, al contempo, il meglio della cucina internazionale. DUE CHE AVVINCONO Situato sulla costa – con spiaggia privata – e circondato da giardini esotici, l’hotel Montenegro di Becici è stato progettato per offrire un’ampia gamma di comfort agli ospiti e deve la sua eccellente reputazione al nuovo look – risultato di un recente e accurato restyling – e agli alti standard di livello internazionale. Quattro stelle con un conference centre provvisto di tecnologia all’avanguardia, articolato in tre sale in grado di ospitare sino a 150 partecipanti. Via libera a programmi di remise en forme nel centro wellness della struttura, una vera e propria oasi di armonia nella quale rinnovare l’energia grazie a

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massaggi, tre piscine esterne e una interna con acqua calda, due saune, tre cabine idromassaggio e bagno turco. Dalla reception al pool bar passando per il prestigioso centro business, l’Hotel Montenegro rappresenta la nuova location per eventi top level. Ancora eccellenza nell’Hotel Blue Star, situato nel centro storico di Budva, quattro stelle che accolgono gli ospiti più esigenti dal 2004, una struttura perfetta per il business e anche per i momenti leisure del Mice. La sala congressi Sirius è stata concepita per accogliere trenta persone all’insegna della tecnologia mentre nel ristorante e nel coffe bar della struttura il Mice può scoprire le gustose specialità del Montenegro in una cornice di elegante raffinatezza. indirizzi a fine rivista

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MONTENEGRO DA UNESCO

Fra le innumerevoli attrattive della destinazione ve ne sono due imperdibili, annoverate nel patrimonio dell’Unesco: ¢ Kotor, racchiusa da mura fortificate, forziere di una trentina di chiese e con un centro storico scandito da 12 piazze

¢ Le Bocche di Kotor (Cattaro), il più grande fiordo del Mediterraneo. Penetra all’interno della costa per 28 chilometri

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UNAWAY Hotel Bologna-Fiera: la scelta vincente per i vostri meeting.

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HOT TOPICS under the spotlight

Travel Trend: torna l’edizione romana Il workshop dedicato alla meeting e incentive industry si rinnova nella capitale con una nuova formula e una nuova location, per un appuntamento da non perdere, il prossimo 9 maggio

grande richiesta torna nella capitale uno degli appuntamenti più A apprezzati della meeting e incentive industry, Travel Trend, il workshop che fa incontrare i rappresentanti della migliore offerta di strutture, destinazioni e servizi per eventi, incentive, congressi e business travel con i key buyer del settore – attesi in più di mille. L’edizione romana proporrà due importanti novità: una nuova location e una nuova formula. Travel Trend, tradizionalmente ospitato allo Sheraton Roma, si terrà presso Spazio Novecento, in zona Eur, non solo comodo da raggiungere per tutto il pubblico romano, ma anche location molto suggestiva e versatile.

Nuovo per Roma anche il concept del workshop, che replica il successo delle recenti edizioni milanesi con un evento “no stress” studiato per allietare i partecipanti direttamente nell’area espositiva: Travel Trend aprirà alle 16 e fino alle 21,30 permetterà a domanda e offerta di fare networking in un contesto friendly, con servizio di open bar e catering continuo, così che i momenti di business e quelli di socializzazione siano completamente gestiti da tutti i partecipanti con i propri tempi e secondo le proprie esigenze. Ecco allora uno dei primi appuntamenti dell’anno da mettere già in agenda, per martedì 9 maggio.

ALESSANDRA BOIARDI

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HOT TOPICS in my opinion

l’altra metà del cielo

Il salto di qualità Un invito per il 2012 a tutti gli event manager che ci leggono: mettiamo insieme idee e riflessioni per rilanciare con forza la cultura dell’evento LUCA CORSI Responsabile Comunicazione & Eventi Vorwerk Folletto luca.corsi@folletto.it

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mio 2012 comincia con un Sulle colonne di MeeItinglritorno. e Congressi cominciai a scrivere storie di eventi e di viaggi una decina di anni fa. Ci torno da questo numero e – non è retorica – è un po’ come fare ritorno a casa. È un piacere tornare a scrivere su questa testata, è un piacere ritrovare tanti amici ed è per questo che ringrazio Marco Biamonti per avermi affidato uno spazio di riflessione su questo magazine. E la prima riflessione che si impone è questa: in dieci anni, da quando è cominciata la mia collaborazione con questo giornale, il nostro settore ha conosciuto cambiamenti veramente enormi. Non è soltanto una considerazione sul tempo che passa; è e vuole essere, un’ulteriore presa di coscienza sulla realtà in cui operiamo tutti i giorni, il mondo degli eventi e dell’incentive. Partiamo da un dato di fatto, in cui tutti ci possiamo riconoscere: oggi l’evento, parola che forse è stata impiegata in modo improprio in tanti altri ambiti, è diventato sempre più parte di una logica di

comunicazione integrata. Oggi l’evento si è trasformato in un macrocontenitore in cui sono presenti e declinati i contenuti rivolti a tutti i target. È questa la prima essenziale differenza rispetto a dieci anni fa, quando l’evento era calibrato, indirizzato a un destinatario preciso. Lo dico – si badi – senza alcun intento polemico; analizzo una situazione che è sotto gli occhi di tutti gli operatori del settore. Le ragioni di questo stato di cose sono essenzialmente due: da un lato l’esigenza di una comunicazione sempre più integrata da parte delle aziende, che uniforma in questo modo i propri messaggi e il proprio porsi nei confronti dei vari target di una stessa realtà; dall’altro, e questa è la grande differenza rispetto a dieci anni fa, la necessità di prestare grande attenzione alle economie d’esercizio. Come si traduce questo stato di cose negli eventi che gestiamo? Lo dico senza tema di smentita: in un impoverimento. Ed ecco che si ridisegnano le figure dei due attori in gioco: il fornitore e il cliente. Il primo, vincolato da budget sempre più ristretti, finisce per svolgere un ruolo puramente logistico. Addio quindi al contributo di idee che, come professionista del settore, poteva offrire all’evento. Oggi, per molti, “supplier” è sinonimo di “operatore del set-

tore logistica”: falso. Non è così, non è sempre stato soltanto questo. Era anche molto di più, e quel molto ce lo siamo via via perso. Dal punto di vista del cliente l’attenzione rivolta esclusivamente al budget rivela una svolta che non può e non deve lasciarci indifferenti: l’evento è sempre più considerato spesa e sempre meno investimento. Qual è il rischio di un evento più povero? Che comunichi meno. So di parlare soprattutto a event and communication manager e so l’importanza di tenere legati i due aspetti; non di distanziarli o di separarli, pena una minore efficacia del lavoro. Questa l’analisi, che collego però a un invito. Non perdiamoci di vista; non perdiamo l’occasione di ribadire il valore del nostro lavoro. E per far questo, per comunicare anche fra noi, non ritiriamoci nelle aziende. Detto che l’evento è cambiato e cambierà ancora, mettiamo insieme idee, riflessioni per rilanciare con forza la cultura dell’evento. È anche questo un modo per guardare al futuro, perché anche quello degli eventi e degli incentive è un settore con un peso economico di tutto rispetto. Dico questo riaprendo una collaborazione che, guarda caso, apre un nuovo anno di Meeting e Congressi e di lavoro. Lo dico perché riflettere e lavorare su questi aspetti significa non solo affermare la nostra dignità di professionisti e la cultura dell’evento, ma puntare a un salto di qualità vero, sia nella comunicazione integrata sia nella cultura delle persone.


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HOT TOPICS zanità

in my opinion

La quadratura del “campo” certo che pochi di voi abbiano mai letto, su questa So suono altre riviste del settore meeting, parole come “gruppo di ricerca”, “tutoraggio”, “stage postlaurea”. Prima volta, vero? Eppure anche questi termini dovrebbero a pieno titolo rientrare nell’uso comune dell’Educazione continua in medicina, cosa di cui invece si parla eccome. Se ne parla, però, sempre e soltanto per due tipologie formative su tre: la formazione residenziale (corsi, convegni, congressi e altro) e quella “a distanza” (solitamente web-based). Punto. Mai che ne venga fuori la terza anima: la formazione “sul campo”. Che pure è importante! Vuoi mettere l’effetto dell’esperienza pura e semplice su una professionalità “di trincea” – costruita sulla quotidianità della malattia e della sofferenza – come quella di un medico? La Fsc (è questo l’acronimo, e scommetto che anch’esso vi risulta nuovo) in genere si fa per piccoli numeri ed è riconosciuta, da un punto di vista di apprendimento, come la più efficace di tutte. Non a caso il rapporto docente-discente è di uno a due o al massimo di uno a tre. Nessun corso, nemmeno il più raffinato, può arrivare a livelli così ottimali di efficienza didattica. E allora perché non decolla, questa benedetta Fsc? Ve lo spiego io, il perché: è troppo burocratica ed eccessivamente costosa.

Fsc: formazione sul campo. In ambito Ecm si parla sempre di “formazione residenziale” e di “formazione a distanza”, ma volete mettere l’effetto dell’esperienza pura e semplice nella professione medica? E allora perché non se ne fa mai? Le regole Ecm non fanno eccezione: qualsiasi attività si desideri avviare, che sia un congresso da mille partecipanti o una Fsc per pochi intimi, la trafila di moduli, carte e vidimazioni bisogna percorrerla per intero. Il che, già difficile da tollerare per un evento a cui i medici s’iscrivono a frotte, in cui il gran numero di adesioni permette quanto meno di ammortizzare l’investimento in risorse umane richiesto dagli adempimenti, diviene proibitivo e irragionevole quando gli iscritti sono due. Ve lo vedete un organizzatore dedicare tutto il suo staff e ore di lavoro a… due partecipanti? Poi, i costi. Stesso discorso: minore è il numero degli utenti, meno valgono le economie di scala. Qualche mese fa ho accreditato un evento residenziale per cinque psicologi. Prevedeva una frequenza ogni sabato per quattro mesi. In totale facevano 32,5 crediti per 26 ore. Niente male. Il problema è che le tasse Ecm ammontavano a 1.686 euro, i quali, divisi per i cinque discenti, davano un addebito pro-capite di 337 euro. A cui andavano sommati i costi vivi (per i docenti, le pratiche e così

via). Inconfrontabile con la tassazione media di un grande evento: provate a dividere quei circa 1.600 per, che so, i 1.500 iscritti a un congresso nazionale. Vien fuori poco più di un euro a testa. Pensate forse che, con l’aria che tira, ci siano tanti presidenti di società scientifiche disposti a chiudere un occhio di fronte a una differenza così abissale? Certo che no. Difatti il professore committente mi ha già detto che l’anno prossimo rinuncerà all’accreditamento Ecm. Lo ha fatto suo malgrado, probabilmente, perché gli psicologi, data la natura della loro specializzazione, di formazione per piccoli gruppi hanno proprio bisogno. E nel panorama della sanità ce ne sono diverse altre, di professioni, per le quali la stretta interazione fra discenti è prerequisito indispensabile delle iniziative di aggiornamento. In genere si sopperisce con convegni da 25-30 persone. Ma se l’organizzazione di un evento Fsc richiedesse una dose meno esosa e più ragionevole di scartoffie e denaro... Che ne dite? Non saremmo alla quadratura di un gran bel cerchio?

MAURO ZANIBONI presidente di Emmezeta Congressi mauro.zaniboni@mzcongressi.com

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HOT TOPICS in my opinion

cronache marziane

Eyn chaya kazo È ebraico e significa: “Creature così non possono esistere”. Come certi meeting, che però ti tocca organizzare lo stesso, in virtù di alcune “premonizioni” MARGHERITA RUGGIERO Co-proprietaria e direttore marketing strategico di Motivation m.i.c.e. margherita.ruggiero@motivation.it

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uardando intensamente il monitor, senza mai chiudere G le palpebre, la pupilla si dilata, lo schermo appare circonfuso di luce e il piano si scompone in figure geometriche regolari che favoriscono lo stato di meditazione. Ho davanti agli occhi il paragrafo “Diete speciali”, con l’elenco di vegani, diabetici, celiaci e allergici, anche se la signora è allergica al pesce ma preferisce decidere sul momento se mangiarlo o no. Però il meeting a cui stavo lavorando non esiste. Manuela, infatti, mi ha scritto oggi per spiegarmi che possiamo lasciar perdere tutte le opzioni che avevamo fissato per lei perché il meeting su cui lavoravamo tutti da una settimana, quello di cui fa parte il paragrafo “Diete speciali”, in realtà non esiste. Anzi, per dirla con le sue parole, non esiste “ancora”. Dice Manuela che con queste gare online non c’è mai abbastanza tempo per mettere insieme con calma un’offerta fatta bene. Allora, per essere pronta per quando mai dovesse arrivare il momento, mi ha mandato una richiesta di fantasia, un’intuizione potremmo dire, o anche una premonizione dato che l’ha pensata prima ancora che le aziende per cui lavora avvertissero l’esigenza

di organizzare il meeting. E chissà se poi ha pensato che alcune decine di persone avrebbero lavorato per lei inutilmente. Anzi no, anticipatamente, direbbe Manuela. Praticamente si potrebbe sviluppare una nuova qualità del consulente, quella di prevedere la richiesta di eventi futuri. Ecco, teniamoci pronti. Metti che da qui al 2020 mi arrivasse una richiesta di progetto a cui non ho tempo di lavorare? E a questo punto devo valutare anche le eventuali necessità connnesse. Tra dieci o quindici anni l’età pensionabile potrebbe superare l’età media della popolazione e allora nel progetto io devo pensare alle nuove esigenze del congressista. Manu, quando inventi i meeting del futuro, aggiungici un altro paragrafo, subito dopo le “Diete speciali”: «Vi preghiamo di voler prendere nota delle seguenti note speciali: A) Oratori: Mr Estebanos è affetto da malattia idiopatica di Parkinson, pertanto non manovrerà personalmente la freccia laser, si richiede la presenza di un tecnico sul palco; il professor vanOven fornisce qui in allegato le specifiche tecniche dell’impianto di protesi acustica digitale per un corretto inserimento dei dati in cabina regia; la professoressa Collen è affetta da turbe vertiginose, si richiede la predisposizione di un supporto ascellare fisso al podio e numero due hostess di sostegno nelle fasi di salita e discesa da scale e passerelle in legno». Ora sono proprio concen-

tratissima, infatti continuando a fissare lo schermo le figure geometriche sembrano muoversi e questo è il segno che la meditazione sta riuscendo bene. «B) Partecipanti: la dottoressa Bajocchi segnala l’impianto di protesi all’anca destra, cammina lentamente ma può velocizzare il passo se necessario; Mr Liberman fa espressa richiesta di evitare l’accanimento terapeutico qualora le circostanze richiedessero intervento sanitario, a tal fine riportiamo in allegato il suo testamento biologico con trascrizione in ebraico del nominativo completo». Lo stato di trans meditativa aiuta a calmare i nervi. Certo mi pare che i colleghi mi stiano guardando un po’ preoccupati ma non posso distogliere lo sguardo. «C) Varie: vi informiamo che le bombole di ossigeno e i presìdi medici per i partecipanti che ne hanno fatto richiesta saranno consegnati alla reception debitamente etichettati con i singoli nominativi. Si allegano gli elenchi dei regimi dietetici e delle terapie farmacologiche in corso per ciascun partecipante. I paragrafi in appendice e gli allegati sono da considerarsi parte integrante del contratto». I colleghi non ce la fanno proprio più. Il viso rotondo di Giulio, l’addetto alla contabilità, fa capolino poco sopra il monitor: «Ma che cosa stai facendo?». Ecco, fine della meditazione: «Ero concentrata – ribatto io –, respiravo, mi calmavo e pensavo ai meeting che ancora non esistono. Ma perché, tu non sai nulla del messaggio di Manuela?». Può un esperto in contabilità sopportare una risposta così? «Eyn chaya kazo – risponde Giulio –, che poi in ebraico significa che creature così non possono esistere!”». «Giulio, era un complimento?».


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HOT TOPICS ex libris

in my opinion

Elogio della follia vunque il guardo io giro” vedo una situazione a dir “O poco agghiacciante. Per cui, pensa che ti ripensa, sto maturando una decisione. Avere il coraggio di cambiare tutto. Ed ecco l’idea geniale: apro un baracchino che vende gelati (all’italiana) su una spiaggia dei Caraibi. L’idea mi sembra buona e originale. Provo a parlarne con un collega-amico. «Come, anche tu?», mi dice. Perché “anche tu”? Be’, insomma sembra che questa idea abbia già illuminato la mente di un esercito di “coraggiosi”. Ma se lo facciamo tutti, non vale! E pensare all’Australia? Ampi spazi, poche persone, lavoro per tutti. Pare che i biglietti siano già esauriti. E allora il Brasile, l’Argentina, la Cina... No eh? Sembrano tutte strade già abbondantemente investigate da plotoni di colleghi. D’altra parte, sempre girando lo sguardo, non si può non vedere che qui e adesso ci troviamo a fronteggiare situazioni, già mille volte segnalate, ma che non accennano a cambiare. Per quanto si facciano grandi dichiarazioni di riconoscimenti al valore comunicativo degli eventi, si arriva sempre a constatare che l’ultima cifra, in fondo a destra, di una proposta è quella che determina la scelta dopo, forse, una distratta occhiata a tutto quello che precede.

Si hanno momenti di ira mal repressa quando si capisce chiaramente che tra i molti (troppi) concorrenti a una gara vengono scelti “i soliti” e agli altri neanche la soddisfazione di sentirsi spiegare “perché no”. Non si riesce a non stupirsi quando ci si rende conto che, tra i fornitori, tutti si dicono capaci di fare tutto... e non si riesce a non stupirsi ancora di più che i clienti ci credano. Ci tocca constatare che in questa situazione si scatena una tragica “guerra dei poveri”. E tutti sappiamo che le guerre sono sempre cose “non buone”. Ma almeno quando si combatte per un ideale (giusto o sbagliato che sia) c’è una spinta che può anche rispettare qualche regola di correttezza. Nelle guerre dei poveri invece no. Si combatte per sopravvivere, per sconfiggere la fame, per annientare il nemico prima di essere annientati. È una guerra potremmo dire “cattiva”. In questo panorama non possiamo fa altro che verificare come tanto le aziende quanto gli operatori cadano come mosche. Bene, questo è lo scenario, di andare a vendere gelati nei Caraibi nemmeno a parlarne, e allora cosa si fa? Credo che si debba trovare il colpo d’ala. «In ogni attività, la passione toglie gran parte delle difficoltà», sosteneva Erasmo da Rotterdam nel suo “Elogio della

Folle proposito per il 2012: stare attenti a cogliere le opportunità, proporre nuovi rapporti con i colleghi e non abdicare mai alla qualità. Con il sorriso sulle labbra follia”, e aggiungeva: «Le idee migliori non vengono dalla ragione ma da una lucida, visionaria follia». E allora bene, follia sia. Ho deciso: mi fermo qui. So che tutto sta cambiando, so che i tempi passati non ritornano, so che sarà dura, ma so anche che con un po’ di accorgimenti qua e là, con gli occhi aperti, con le orecchie dritte e “con la passione” si possono superare un po’di difficoltà. Ma soprattutto: con un bel sorriso stampato sul volto. “Ma che te ridi?”. Non rido, ma mi sono stancato di digrignare i denti, di ringhiare ogni volta che apro bocca. Cercherò di stare attento a cogliere le opportunità, proporrò nuovi rapporti con i colleghi e soprattutto non abdicherò mai alla professionalità e alla qualità. Cercando anche di diffondere “il verbo” col sorriso sulle labbra. La cosa potrà essere scambiata per follia ? Forse, ma io dico: “Viva la follia”. Forte del fatto che “la fortuna ama le persone non troppo sensate”. Speriamo sia vero!

UGO CANONICI Presidente di Cleis ugo_canonici@cleis.it

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HOT TOPICS in my opinion

coffee break

Parla come mangi I puristi della lingua italiana si rassegnino! La realtà è in continuo cambiamento e ciò che oggi può sembrare ancora inglese, un giorno sarà italiano corrente ALDO LO RE giornalista aldolore@alice.it

hi cerca una soluzione per uscire dalla crisi dell’industria C dei congressi e dell’incentive si imbatte in proposte più o meno condivisibili invariabilmente definite restyling. Ma c’è anche chi propone un re-design degli eventi che per avere successo dovrebbero essere ispirati a un concept definito look&feel. Vi pare esagerato? Macché! Un operatore italiano della “vecchia guardia”, ci ha riferito con un malcelato spirito critico che nel settore sta prendendo piede un esagerato uso dell’inglese. A sostegno ci ha fatti assistere alla trafila di partecipazione a un congresso, il cui invito richiedeva prima di tutto una conferma telefonica. Dopo due tentativi andati a vuoto, l’addetta al recall dello studio professionale incaricato dell’organizzazione tecnica ci ha dato conferma della nostra complimentary registration, precisando che maggiori informazioni sul programma ci sarebbero arrivate via email. Dopo pochi minuti abbiamo ricevuto il messaggio che precisava, fra l’altro, che il viaggio aereo per Roma era del tipo buyit yourself e che era consigliabile fissare subito un posto last minute per evitare un probabile

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overbooking dato che a lot of people aveva già dato l’ok. Il corporate planner ci assicurava che i partecipanti avrebbero trovato un tour leader al banco del check-in e che sarebbero stati accompagnati al gate da uno steward e due hostess che potevano aiutarli a risolvere gli eventuali problemi al controllo del metal detector. Uno special counsellor, presente nel duty free, si sarebbe poi reso utile per lo shopping e, una volta arrivati a Roma, gli entertainer in servizio nella lounge dell’hotel assegnatogli sarebbero stati a disposizione per l’intera durata dell’event. Naturalmente, nella lobby della sede universitaria i partecipanti avrebbero trovato il programma definitivo con l’indicazione del nome del moderator e del discussion leader. E alla chiusura della plenary session si sarebbero potute organizzare brevi break out session. Durante i lavori era accettato l’abbigliamento casual ma non quello di tipo sneakers, necessario il blazer per il gala dinner. Per i social programm, infine, gli organizzatori consigliavano di indossare jeans, shirt o capi ready to wear. Ecco, che nell’organizzare un evento nazionale che si svolge a Roma si debba fare un così massiccio uso di parole inglesi non appariva normale al nostro informatore, nonostante fosse abituato a confrontarsi con le terminologie congressuali di matrice anglosassone usate per snobismo culturale. Eppure, l’uso della lingua più diffusa nel mondo è

una conseguenza dell’attuale globalizzazione che integra la funzione che ha avuto la scuola nel processo di diffusione della lingua scritta e parlata in Italia. Siamo proprio sicuri, infatti, che la lingua che consideriamo “nostra” sia tutta nata in casa? Dalle Alpi alla Sicilia usiamo come se fossero italiane molte parole di origine straniera perché la penisola, in ogni tempo, ha dovuto ospitare eserciti arrivati da fuori la cui presenza ha finito per contaminare la lingua parlata in loco. Sono così diventate italiane parole come “elmo” e “briglia” lasciateci dai Goti insieme ai nomi di località come Goito e Rovigo. Ai Longobardi dobbiamo: “scaffale”, “stamberga” e Marengo, come i nomi di persona Anselmo e Baldovino, così come dai Bizantini sono arrivati “galea” , “ormeggio” e “divano”. Dagli spagnoli abbiamo preso “lindo” ed “etichetta”; dalla Francia “bidé”, “ragù” ,”comò”; dagli Arabi “algebra” e Marsala. Sono ormai entrate nell’uso comune le parole inglesi “weekend”, “computer”, “manager”, ”target” e “trend”. I puristi, sempre meno numerosi, si lamentano per il crescente ingresso di parole straniere nella lingua italiana ma devono rassegnarsi a una realtà in continuo cambiamento. Anche queste note, del resto, si presentano sotto i titoli “hot topics”, “in my opinion”, “coffee break” che non sono certo espressi con la lingua di Dante.


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LUSSO

Mentre tutti parlano di crisi, un solo comparto sembra attraversare questo periodo turbolento con assoluta nonchalance: quello del lusso. Un lusso che non è sinonimo soltanto di status symbol per pochi, ma anche di “buona qualità”, alla quale aspirano tutti GIULIO CARLONI

arlare di lusso senza farsi influenzare da retaggi ideologici o morali non è P facile. Il lusso è in sé evidente ostentazione di status e come tale s’impone all’attenzione, all’invidia ma anche alla critica. Al sostantivo, che ha origini latine (luxus -us, “eccesso, sovrabbondanza”), corrisponde in quella lingua l’identico aggettivo che significa “slogato, messo di traverso”: lussato, insomma. E se questo non è un giudizio di valore, ditemi voi che cos’è...

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D’altro canto, nella storia del pensiero il lusso ha spesso goduto di pessima stampa. Almeno a partire da Epicuro, che identificava la felicità nella mancanza di turbamento e di dolore, raggiungibile solo se l’uomo s’accontenta di soddisfare i bisogni naturali necessari, rinunciando a quelli naturali ma non necessari e ancor più quelli non naturali e non necessari fra cui, certamente, va annoverata la ricerca di raffinatezze. Il Cristianesimo ha rimarcato la condanna, con i ricchi avvezzi agli agi che entreranno nel Regno dei Cieli più difficilmente di quanto un cammello possa passare dalla cruna di un ago. Che poi la Chiesa sia assai spesso andata a braccetto con i ricchi e con i potenti, accumulando sostanze e averi essa stessa, è la vecchia storia del “don’t do as I do, do as I say” (non fare quello che faccio, fai quello che dico). Ancora di recente, il 4 dicembre scorso,


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LUSSO

all’Angelus, il pontefice Benedetto XVI ha invitato i cristiani a scegliere la sobrietà e il cambiamento interiore, a lasciar perdere il lusso – specialmente in attesa del Natale – per seguire lo stile ascetico di Giovanni il Battista. Probabilmente non saranno in tanti a seguire volontariamente il suo suggerimento; un buon numero di persone dovrà obtorto collo adottare stili di vita più morigerati, non per un’improvvisa conversione spirituale che muove a maggiore austerità, bensì per la crisi economica che induce lo stesso effetto pratico. Chi può, invece, da noi continuerà tranquillamente a vivere visibilmente nel privilegio, con tutti i suoi simboli ben ostentati: tanto più che un effetto generale della crisi globale è stato quello di allargare la forbice, d’impoverire ulteriormente chi aveva di meno e di rendere più ricchi i già ricchi, che di morigeratezza non vogliono neppure sentir parlare.

soprattutto ai mercati esteri: Stati Uniti, Canada e “grande Cina” (comprese cioè Hong Kong e Taiwan), che è ora il secondo mercato mondiale del gruppo. E analoghi discorsi si possono fare per tutti i beni di lusso: i gioielli, la pelletteria, gli orologi, la cosmetica, gli hotel sontuosi, i superalcolici e i vini di gran pregio… Il mercato del lusso continua a parlare americano, ovviamente, come ricordava Olivier Guyot in un suo recente articolo su FashionMag.com: i mercati cosiddetti maturi rappresentano ancora il 70 per cento del mercato mondiale del lusso. Nel 2010, il numero dei super-ricchi negli Stati Uniti è cresciuto del 10 per cento – ma la Cina è diventata un protagonista di spicco e si deve rimarcare il peso crescente di Brasile, India e Medio Oriente.

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UN MERCATO CHE TIENE Basta leggere le pagine economiche dei giornali per averne conferma; una recente analisi dell’ufficio studi di Mediobanca su otto giganti del Made in Italy di lusso (Armani, Dolce & Gabbana, Diesel, Ferragamo, Max Mara, Prada, Tod’s e Zegna) fa notare come nel 2010 questi abbiano registrato 9,8 miliardi di ricavi, pari al +13,3 per cento, e 814 milioni di profitti, equivalenti al +69,7 per cento. La tendenza dovrebbe essere convalidata, se non addirittura migliorata, nel corso del 2011. Nei primi tre trimestri dell’anno, i fatturati dei tre campioni della moda italiana quotati in borsa – Ferragamo, Prada e Tod’s – hanno conseguito incrementi a due cifre in tutti i mercati in cui sono presenti, e i margini hanno avuto aumenti percentuali superiori a quelli delle vendite. Anche fra le supercar si registrano incrementi da record. La Ferrari, nei primi nove mesi del 2011, ha visto il fatturato impennarsi del 18,9 per cento, grazie

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LUSSO

VIVA L’ITALIA Che poteva mai fare Maserati per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia? Una fuoriserie, ovviamente, che è in sé emblema di lusso. La GranTurismo S Limited Edition è stata presentata dalla casa automobilistica del Tridente al MotorShow di Bologna 2011; questa patriottica vettura coniuga le sue linee eleganti e aggressive con una scelta cromatica particolare: il colore “Blu Sebring” della carrozzeria, opaco e satinato, richiama l’azzurro intenso della maglia della nazionale. Negli interni curatissimi, fra i tanti particolari in carbonio, spicca una targa celebrativa dell’anniversario. Il motore è il V8 4.7 litri da 440 CV che lancia la Maserati Gran Turismo S alla velocità massima di 295 km/h. Il prezzo, rispetto al modello standard, sale di circa 43.000 euro, per un totale di 166.253 euro. Bazzecole, direbbe

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il Sultano del Brunei, che però non potrà mai averla: la supercar è prodotta in soli dodici esemplari, e solo per il mercato italiano. LUSSI NECESSARI Peraltro, se i fustigatori dei costumi fastosi hanno nuove frecce al loro arco, in tempi di crisi in cui c’è chi fa fatica ad avere il necessario, ci sono anche quelli che han deciso di mollare i sensi di colpa identificando il lusso come motore del progresso culturale ed economico; fra questi, Thierry Paquot, filosofo e professore universitario francese, produttore della prestigiosa emittente radiofonica France-Culture e autore di numerose opere, tra cui “L’Art de la sieste” che ha riscosso grande successo internazionale. Nel suo libro “L’elogio del lusso – la via dell’agio e la gioia di vivere”, uscito nel 2007 e di recente riveduto e corretto, afferma che se non fosse stato per la vocazione ad avere “di più” che ci distingue dalle altre creature, mangeremmo ancora carne cruda e bacche arboree. Non ci sarebbero né la cucina, né i vestiti, né invenzioni meravigliose come il letto, la sedia, la finestra. Senza gli ori e le sete importati dall’Oriente non ci sarebbero neppure i colori

e gli ori della pittura antica. Per Paquot, però, le frontiere del lusso riguardano merci rare ma anche stati mentali come il tempo, la spaziosità, il silenzio. In Italia, due esperti di brand identity come Cecilia Gandini e Marco Turinetto hanno pubblicato nel 2008 “Lusso necessario – alla ricerca del valore per vincere la crisi”, in cui puntualizzano l'estesa e crescente domanda di nuovi lussi: una realtà in fermento, dove le proposte si ampliano, le mode mutano, i desideri evolvono. Una realtà dinamica in cui l’accelerazione conta più della tradizione, l’innovazione (di qualità) più della conservazione, ad avvalorare la tesi che le aziende di nuova vocazione possono accedere all’importante, crescente mercato del Lusso Necessario. Insomma: gli intellettuali intervengono, la dottrina disquisisce, analizza, indica lussi immateriali... ma sostanzialmente decolpevolizza quelli materialissimi che fanno impennare le quotazioni dei produttori di luxury goods sui mercati internazionali. Tutto bene, dunque, il mercato del settore cresce, brindiamo ai risultati positivi e avanti così, col vento in poppa? TRA DIRITTI E OSTENTAZIONE In realtà, molte cose stanno cambiando. Se da un lato vengono proposti nuovi beni e servizi per un pubblico sempre più esclusivo, dall’altro l’aspirazione al lusso via via più estesa fa sì che si cerchi di contrabbandare per lusso democratico, alla portata di molti, quel che un tempo si sarebbe definita semplicemente buona qualità. Lo spot della nuova Lancia Y, con Vincent Cassel che dichiara che l’ostentazione è morta,


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Una cornice d’eccezione per meeting ed eventi indimenticabili. MGallery è una collezione esclusiva di hotel unici, in cui ogni soggiorno è ricco di emozione e scoperta. Un network internazionale di hotel d’alta gamma, dall’inimitabile personalità, dislocati nel cuore delle città d’arte o nelle più esclusive località resort. Palazzi ammantati di storia o oasi di benessere immerse nella Natura, centri congressi modulari con tecnologie all’avanguardia, soluzioni personalizzate e cura del design: il denominatore comune di MGallery è l’amore per il Bello che, fuso con le più moderne esigenze di ospitalità e assistenza, ne fa il setting ideale per esaudire le vostre esigenze MICE e per offrirvi esperienze di soggiorno memorabili. MGallery in Italia: Capovaticano (VV), Castellaneta Marina (TA), Firenze, Lecce, Milano, Napoli, Venezia.

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LUSSO

chiedendosi se il lusso consista nel piacere che ti dà una cosa o nel fatto di possederla – per concludere con un solo apparentemente mite: “A volte il vero lusso sta nelle cose più semplici. A cosa serve il lusso se non sai godertelo? Il lusso è un diritto” – è in sé un piccolo capolavoro di corretta percezione del desiderio diffuso di lusso, combinato però a una malaccorta manipolazione del vero. Ma chi volevano convincere, quelli dell’Armando Testa, asserendo che l’ostentazione è morta? E quell’affermazione finale sul diritto al lusso, in un’epoca in cui nemmeno il diritto a un lavoro tutelato ed equamente remunerato è garantito, per tanti precari giovani e meno giovani, a più d’uno ha fatto l’effetto di un calcio in uno stinco. Sarà un diritto per lui, attore famoso e strapagato, baciato dalla fortuna sino ad avere per moglie quel sogno erotico di massa che risponde al nome di Monica Bellucci, accidenti! Ma per chi si deve barcamenare tra il mutuo, le scuole dei figli, le rate per la macchina e le tante altre spese ricordate quotidianamente da una moglie che in genere non ha molto in comune con la Bellucci (di femmine così, purtroppo, ne nasce una ogni morte di papa), il lusso è un miraggio, altro che un diritto. Poi, lo spot è cambiato, nel sequel Cassel butta in un altoforno badilate di gioielli e

l’oro si fonde formando la calandra della vetturetta, che esce a farsi ammirare perché: “L’eleganza è un diritto”. Sempre sopra le righe come il primo episodio, ma meno estremo, proprio perché l’eleganza può essere per sua natura molto più estesa del lusso, che è giocoforza riservato a pochi e definirlo un diritto sembrava una bestemmia in un’Italia che conta 8,3 milioni di poveri, il sette per cento più che nel 2010, secondo un rapporto della Caritas Italiana. In breve: la pretesa di far passare la Y per un’auto di lusso non è riuscita, ma almeno la patente d’eleganza è verosimile e congrua con la tradizione originale di casa Lancia. Più di quanto non sia l’invito “Parti per un viaggio fuori dai luoghi comuni” abbinato alla sedicente “ammiraglia che unisce due mondi”, che ripropone il blasone Lancia e il nome Thema su un carrozzone americano come la Chrysler 300, peraltro sul mercato dal 2004: roba da far venire la pellagra a chi s’è appassionato al mito delle Lancia Stratos, 037 e Delta Integrale, regine dei rally negli anni Settanta e Ottanta. PER MOLTI, ANZI PER TUTTI Anche il lusso si polarizza, tende a diventare extralusso o a farsi invece più accessibile, nobilitando il mass market nella sua sezione più affluente. Nel mondo della moda già si usa il termine masstige, crasi fra mass e prestige, neologismo orrendo ma abbastanza efficace nell’indicare l’incontro del mercato di massa col mondo del lusso. Le caratteristiche produttive e distributive del mercato di massa – velocità di consegna e produzione seriale – s’accompagnano a formule comunicative e d’immagine tipiche del lusso, quindi edizioni limitate, utilizzo di testimonial famosi e griffe di fama internazionale. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di un calo di tono, rispetto al mondo del lusso classico, e avrebbe forse ragione; ma queste proposte trovano posto anche nei guardaroba più sofisticati, grazie all’ormai osannata formula del mix and match. Templi del masstige sono gli outlet, in cui però l’aspetto di massa tende a essere molto evidente e ipso facto non sempre gradevole, e ancor più i siti per lo shopping online di articoli di prestigio. Vente-privee.com è sorto in Francia, Asos.com e Net-a-porter.com in Gran Bretagna,


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LUSSO Yoox.com in Italia, Ruelala.com, Gilt.com, Myhabit.com,Shopbop.com negli USA... il fenomeno delle vendite griffate in rete ha ben presto dilagato in tutto il mondo. Qui, il contatto con la massa è eliminato, le griffe sono quelle che i magazine di moda osannano nei servizi sulle sfilate e gli sconti, spesso, sono cospicui. Per i cacciatori d’affari, una tentazione irresistibile. L’Italia, come spesso capita in ambito web, è arrivata più tardi, e la diffusione dei luxury shop virtuali non è ancora piena. È stato illuminante uno scambio d’opinioni con Carla Coduri de’ Cartosio, International Category Director di BuyVip.com – una delle principali realtà italiane del settore, parte del gruppo Amazon. Coduri ha una solida esperienza nel marketing del lusso; in precedenza, era stata License Director in Ferragamo, dove ha seguito personalmente la joint venture con Bulgari per lo sviluppo e il lancio dei profumi. «Nei siti online – ci spiega –, l’extra-lusso non c’è. Le maison di punta dei gruppi PPR e LVMH, le due holding che fanno capo a FrançoisHenry Pinault e a Bernard Arnault, sono molto attente a tutelare la propria esclusività, perché anche sull’essere destinati a un novero ristretto di privilegiati si basa il loro appeal. C’è invece un’ottima scelta di proposte di “trusted brands”, marchi aspirazionali riconosciuti e apprezzati dai consumatori, che con la loro stessa griffe fungono da garanzia per gli acquirenti. Chi compra online non vede il prodotto; ci sono più foto, una descrizione dettagliata e soprattutto c’è la reputazione del marchio a rassicurare circa la qualità e il prestigio di quel che stanno acquistando. Si tratta di lusso massificato, in un certo senso, che consente determinati volumi e dunque si rende accessibile a un più ampio numero di fruitori; del resto, la maggior parte delle case di moda si dedica principalmente alla produzione di modelli prêt-à-porter, l'alta moda rimane come vetrina delle capacità tecniche e creative della casa. Ecco, l’alta moda resta vero lusso esclusivo cui solo pochissimi hanno accesso». All’obiezione che gli acquisti via internet non contemplano la gratificazione di girare per le boutique degli stilisti di grido, di provare gli abiti, di esibire gli shopper firmati che già da sé attirano l’attenzione e l’invidia della gente, la manager ribatte indicando altri punti di vantaggio: «Oggi il tempo è un bene prezioso, e lo shopping online permette un giro virtuale per boutique in una manciata di minuti. Le consegne sono rapide e sicure. E le offerte vantaggiose permettono magari di fare un acquisto in più che, a prezzo pieno di negozio, non sarebbe stato fatto».

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UN NOME, UNA GARANZIA Il nome è quello di Stuart Hughes, stilista nato a Liverpool nel 1971, magari non particolarmente noto al grande pubblico. Ma funziona da garanzia per i facoltosissimi clienti che, per permettersi una sua creazione, sono disposti a spendere autentiche fortune. La sua versione dell’iPhone 4S, denominata Elite Gold, è rivestita in oro a 24 carati, tempestata di diamanti e presentata in una custodia di platino massiccio dove sono incastonate parti d’osso di T-Rex e pietre preziose. Il tutto per un prezzo record di sei milioni di sterline, circa sette milioni di euro. Praticamente un nonnulla, se si pensa che lo “History Supreme”, lo yacht allestito dal designer britannico per un anonimo uomo d’affari malese, è venuto a costare 3 miliardi di sterline. E naturalmente s’è occupato di case, di

auto (Rolls Royce, ça va sans dire, ma anche 500 Abarth), di arredamento, di apparecchi tecnologici… sempre all’insegna dello sfarzo più assoluto. Ma non era una qualità tipicamente inglese, l’understatement?

NON TUTTO HA UN PREZZO Nell’accezione quali-quantitativa corrente, il discorso non fa una grinza. Perché se affidiamo al brand o alla griffe il ruolo di garante, allora è evidente che il marchio di lusso dovrà apportare al consumatore un senso di selettività, farlo sentire eccezionale, ma deve anche proporgli dei prodotti innovativi e una esperienza straordinaria. E poter trovare le offerte migliori al miglior prezzo lusinga l’ego di ogni "smart-shopper”. Però... Però, anche nell’imperante cultura dell’esibizione che è figlia della globalizzazione, sotto sotto lavora il ricordo di un lusso fatto di dettagli unici, di materiali di qualità, di sapienza artigianale nel confezionare i manufatti, di discernimento e conoscenza dell’acquirente che sa apprezzarne con sicurezza il valore. Un compito impegnativo, certo: perché essere in grado di giudicare con competenza autentica un’auto o un cappotto, un paio di scarpe o un mobile, valutare le doti delle materie prime e il lavoro di chi le ha trasformate, e di conseguenza la pregevolezza del risultato, richiede una sensibilità lungamente coltivata. Il lusso vero, non basta comprarselo: bisogna capirlo, per meritarselo.

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Vado al

LUSSO

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massimo

è detto e s’è scritto più volte che la crisi ha lasciato un segno profondo S’ sulle diverse discipline che afferiscono al mondo Mice. Perlopiù sotto forma di tagli e riduzioni di budget, ma non esclusivamente: nel caso dell’incentive travel, per esempio, i viaggi “alto di gamma” – costosi, raffinati, destinati a un target troppo influente per rischiare di demotivarlo – sono stati quelli meno toccati dalla generale tendenza al risparmio. Sono magari più brevi (il tempo libero è davvero il lusso supremo della nostra era), ma sono sempre curatissimi, in luoghi affascinanti, presentati nei loro aspetti più raffinati ed esclusivi. La forza motivazionale del viaggio consiste soprattutto nell’effetto “wow”: l’obiettivo che l’incentive deve centrare è quello di creare un’esperienza memorabile e straordinaria, non riproducibile in caso di viaggi individuali. Considerando che i partecipanti a questi viaggi appartengo-

Per le loro caratteristiche motivazionali, i viaggi aziendali “alto di gamma” sono stati quelli meno toccati dalla tendenza al risparmio. Così come l’offerta alberghiera si è allargata sempre più alle griffe della moda. Perché l’ospitalità di lusso, comunque tira no quasi sempre a target privilegiati, dall’elevato e talvolta elevatissimo potere d’acquisto, l’eccezionalità non è certo generata dal prezzo corrisposto per gli hotel e i trasferimenti, né per i pranzi e le cene in ristoranti di prim’ordine; il pregio è determinato da un insieme perfettamente coerente nel quale l’idea portante sulla quale il viaggio è costruito si sviluppa con naturalezza in momenti successivi, ciascuno dei quali arricchisce e dà vigore agli altri, suscitando ogni volta emozioni nuove. Il perché è comprensi-

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QUANDO IL LUSSO VA SU ROTAIA

Una soluzione apparentemente anacronistica e forse anche per questo particolarmente affascinante, quella del viaggio in treno: ma solo se locomotiva e carrozze sono state concepite per riflettere incomparabile raffinatezza e servizio impeccabile. Ecco allora il Venice-Simplon Orient Express, il treno più famoso al mondo, coi suoi diversi itinerari che dalla Laguna portano in modo suggestivo a Parigi, a Istanbul, a Vienna, a Budapest o a Praga.

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O il Royal Scotsman, anch’esso del gruppo Orient Express, che consente di ammirare in maniera unica gli avvincenti scenari scozzesi. O ancora l’Eastern-Oriental Express, per attraversare in maniera incantevole le atmosfere magiche della Malesia, della Thailandia, di Singapore e del Laos, o il Maharajas’ Express dagli interni sontuosi, ideale per vivere i panorami e i colori dell’India avvolti in un lusso principesco. bile: dovendo giocoforza escludere destinazioni troppo lontane per essere visitate nel tempo ristretto che questi personaggi possono concedersi per un viaggio (andare e tornare dall’Oceania nel giro d’una manciata di giorni sarebbe un tour de force, non un incentive), cresce il pericolo di proporre una destinazione già conosciuta. Il viaggio avrà allora tanto più successo quanto più riuscirà a reinterpretare la meta offrendone una chiave di lettura particolarissima, e facendo vivere questo fil rouge in maniera sorprendente, anche in ambiti inconsueti.

L’UNCONVENTIONAL CHE VINCE Di un viaggio a Parigi studiato e imperniato sul concetto dell’arte si può pensare che, in fondo, il tema è abbastanza abusato: la visita alla Gare d’Orsay e a Montmartre, a respirare l’aria che ha ispirato Lautrec e Modigliani, Picasso e Braque, non è certo una novità, anche nei programmi più classici. Farlo soggiornando in un boutique hotel di grande raffinatezza, arricchito da opere di artisti emergenti come fosse esso stesso una galleria, è senz’altro meno consueto. Ma deliziare occhi e palato alla cena di gala nel ristorante sito al sesto piano del Centre Pompidou, dopo aver visitato le celebri collezioni d’arte moderna e contemporanea, e scoprire che su richiesta specifica degli organizzatori gli chef hanno allestito un menù inedito, con gli antipasti di mare e di verdure disposti sul piatto a riquadri regolari di colori contrastanti, come un quadro di Mondrian, con tratti di separazione al nero di seppia, e la vellutata alla Pollock con dripping di verdure policrome sulla superficie, il filetto alla Fontana con tre tagli profondi che squarciano la crosta di pasta che lo avvolge, i macaron del dessert appesi in equilibrio a una sottile struttura di fili d’acciaio, quasi fossero un mobile di Calder, beh, questa è una cosa di cui si continuerà a parlare per anni... Ogni portata diventa un happening, l’attesa si trasforma in aspettativa partecipata, si fanno pronostici sull’opera che seguirà... arte culinaria e arte tout court si compenetrano, sino a strappare l’applauso per lo chef e per la curatrice delle Belle Arti che assieme hanno realizzato questo banchetto sorprendente. E Parigi – già visitata magari tante volte – assume così un tono tutto speciale. Certo, un viaggio fuori dagli schemi richiede più impegno, più creatività, più tempo per sopralluoghi, e il tutto si traduce molto spesso in costi più elevati: ecco perché gli incentive di gamma alta sono quelli che hanno sofferto meno della stretta in corso (a parte i viaggi cassati tout court, molti di quelli di medio costo sono stati brutalmente prosciugati di risorse sino a diventare viaggetti quasi low cost, e quelli che già erano low cost sono stati sostituiti da altre forme di gratificazione dal valore unitario ancor più


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Il connubio fra moda e hotellerie ha preso piede prepotentemente, allargando l’offerta degli alberghi griffati, andando oltre il mero concetto di lusso. Fra i tanti esempi il Bulgari di Milano (sopra) e l’Armani di Dubai (qui sotto)

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contenuto). Ma che la crisi non fosse democratica, che enfatizzasse le differenze, era cosa già nota. GRIFFE SENZA FRENI Il lusso ha avuto minori opportunità d’influenzare convegni e convention: dove i partecipanti non considerano l’esborso aziendale come un riconoscimento meritato, in qualche modo “dovuto” e correlato alle prestazioni già da loro erogate; le spese elevate sarebbero anzi notate e stigmatizzate come pratica inopportuna, in un momento in cui tutte le aziende sono focalizzate sui tagli del superfluo. Peraltro, i codici deontologici di autodisciplina adottati da Farmindustria (l’associazione delle aziende farmaceutiche) e Assobiomedica (l’analogo sodalizio fra i produttori di apparecchi e dispositivi sanitari) avevano addirittura vietato di utilizzare hotel cinque stelle per i convegni, le riunioni scientifiche, le conferenze formative e i workshop rivolti a medici ed altri professionisti della salute. Nel maggio 2011, l’Antitrust ha però decretato che non si possono precludere a priori gli hotel di una certa categoria, poiché questa esclusione sarebbe contraria al principio di libera concorrenza; sta infatti alla direzione di ciascuna struttura alberghiera decidere a quale prezzo offrire i suoi servizi, e certi cinque stelle potrebbero risultare dunque più convenienti di hotel con una stella in meno. L’autorità garante della concorrenza ha così dato ragione all’allora ministro del Turismo Brambilla che, accogliendo le proteste degli albergatori, aveva sollevato la questione. Ma dove il lusso è considerato politically correct, c’è davvero da sbizzarrirsi, a cominciare dalle soluzioni per l’accoglienza in grande stile: anche e soprattutto in senso estetico. Uno dei primi connubi fra moda e hotellerie è stato quello di Krizia, col K Club di Barbuda inaugurato nel 1988, progettato dall’architetto Gianni Giamondi ma curato direttamente dalla stilista milanese per l’interior design, con stoffe e colorazioni dalle

sfumature tenui d’indubbia classe. Palme, bel mare, possibilità di praticare attività sportive e spa in cui sentirsi coccolati dalle cure estetiche e dai massaggi sono benefit assodati, in resort di questo livello; lo stile Krizia è invece la nota distintiva, quella che fa la differenza, indispensabile per attirare l’attenzione di chi al lusso è abituato: come Lady Diana Spencer, che era ospite abituale del Club. Poi altri mostri sacri della moda hanno seguito l’esempio, in una corsa all’albergo griffato che ha coinvolto le principali stelle del fashion system. Nel 1994 l'imprenditore padovano Renzo Rosso, proprietario del marchio Diesel, ha aperto il suo “Pelican Hotel” nel Deco district di Miami: venticinque stanze una diversa dell'altra, arredate con mobili vintage e realizzate con disegni e arredi che ricordano un piccolo set cinematografico in stile art deco. Nel 2000 Donatella Versace ha inaugurato un hotel incredibilmente lussuoso sulla Gold Coast australiana: duecentocinque stanze con annesse ville e suite esclusive per soddisfare le esigenze dei clienti più esigenti. Un edificio che riecheggia la grandezza dei grandi palazzi europei, un insieme di eleganza e magnificenza che strizza l'occhio a stili diversi, dal barocco al neoclassico, riflettendo la sontuosità opulenta e il senso di bellezza propri del marchio della medusa. Non poteva mancare Bulgari, con l’elegantissimo hotel nel cuore di Milano – un’oasi preziosa di pace, col suo giardino di quattromila metri quadri, in una città che non brilla certo per tranquillità – e col


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LUSSO resort di Bali, quindi con la ristorazione d’altissima classe a Tokio e prossimamente, nel 2012, con un albergo anche a Londra. Armani ha aperto il primo dei suoi hotel a Dubai (nel Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo) e solo da pochissimo, nel novembre 2011, è stato inaugurato l’hotel milanese, novantacinque stanze nel palazzo di via Montenapoleone che già ospita il suo quartier generale. Sempre a Milano (città della moda, e conseguentemente dei fashion hotel) era stata inaugurata la Maison Moschino nell’antica stazione neoclassica di Viale Monte Grappa 12, che fu aperta nel 1840 per la tratta ferroviaria Milano-Monza: sessantacinque camere tutte diverse tra di loro, su quattro piani, ispirate al tema surreale delle favole, perché dormire è sognare e i sogni sono favole che ci permettono di vivere le esperienze in prima persona. Intanto a Parigi Christian Lacroix ha disegnato le stanze de l'Hotel du Petit Moulin, Philip Treacy quelle del G Hotel di Galway in Irlanda, mentre Rosita Missoni in persona ha seguito lo styling degli hotel della griffe a Los Angeles, in Kuwait e a Edimburgo. VOGLIA DI ECCENTRICITÀ All’origine erano pochi i boutique hotel, eccentrici e raffinati, orientati a una clientela particolare. Poi sono arrivati i design hotel progettati da architetti di gran fama (uno fra tutti: Philippe Starck). Ora i fashion hotel spopolano… Anche nelle strutture di lusso ci sono tendenze che variano nel tempo. Indubbiamente, a un hotel di clas-

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LO CHIC COSTA MENO Il settore degli hotel di lusso, che nel 2009 aveva registrato un calo globale di fatturato pari al 20 per cento, nel secondo trimestre del 2010 ha invertito il trend con una lieve ripresa (+3 per cento). Nel 2011 si prevede che il mercato raggiunga un giro d’affari pari a 111 miliardi di euro. L’Hotel Price Index, l’analisi sull’andamento dei prezzi delle camere d’albergo di tutto il mondo effettuata da Hotels.com, per il primo semestre 2011 rileva un calo di prezzi piuttosto diffuso. Un 5 stelle a Parigi, per esempio, costa in media il 39 per cento in meno rispetto all’anno prima: 188 euro per camera a notte, con un risparmio di 122 euro. A Miami, calo del 22 per cento e costo medio di 201 euro a notte. In diminuzione anche

Helsinki (-21%), Città del Capo (-15 per cento) e New York (-10 per cento), che comunque si conferma tra le metropoli più care al mondo, con una media di 379 euro a notte per camera, contro i 422 dell’anno precedente.

se non basta essere confortevole: il punto di vista estetico richiede ora credenziali solide e indiscutibili, così come l’attenzione per la gastronomia (uno chef stellato Michelin nel ristorante dell’albergo e un barman dalla riconosciuta capacità di coniugare la creatività “classica” alla preparazione di cocktail insoliti al bancone sono una buona garanzia in un’epoca in cui i gourmet, autentici o sedicenti tali, si sprecano), un raffinato centro benessere per prendersi cura dei clienti con trattamenti rilassanti, termali ed estetici, in molti casi anche un’area fitness, una piscina e un solarium. Ma fondamentale è soprattutto la formazione del personale, chiamato a svolgere funzioni nuove: come accade a Milano con i lifestyle manager dell’Armani Hotel o i butler del Town House Galleria – il primo hotel certificato a 7 stelle al mondo (nella foto a sinistra) – impegnati ad assistere la clientela in ogni momento della giornata. Insomma, far sentire il cliente al centro dell’attenzione: questo è il must, che implica una grandissima attenzione all’ospite e a tutte le sue esigenze, in particolar modo se si tratta di un cliente abituale che deve sentirsi riconosciuto, circondato da persone intente a fornirgli il servizio nel modo da lui preferito, senza dimenticarsi d’inventare ogni volta qualcosa di nuovo per sorprenderlo. Ricordandosi che il cliente di lusso, oltre ad aspettative molto elevate, ha anche i mezzi per pretendere la soddisfazione dei suoi desideri: da coloro cui s’è rivolto… o dai loro principali concorrenti, se non si riterrà appagato dal trattamento ricevuto.

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Lusso e Mice:

un binomio possibile? Cinque stelle da Mille e una notte, servizi in guanti bianchi, location da favola. L’offerta per il mercato degli eventi ne è piena. Ma funzionano anche ora? Lo abbiamo chiesto a numerosi dirigenti di alberghi e di società del ramo luxury, scoprendo che... STEFANO FERRI

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acciamoci una domanda (anzi, facciamola a chi di questo tema è esperto): F nel nostro mercato Mice, il lusso è davvero un’arma in più al servizio dell’offerta congressuale e incentive italiana? Il mondo degli eventi, che non sono necessariamente luxury, apprezza davvero nei fatti – i quali spesso sconfessano le teorie – location e servizi top di gamma? La multiforme anima del mercato degli eventi offre tipologie di meeting molto diverse tra loro (Icca nel 2000 arrivò a contarne addirittura 917!) e, pertanto, è ben difficile dare una risposta univoca. Fatti salvi quei casi in cui il lusso sia una

business proposition (per esempio un incentive riservato ai top dealer di una multinazionale del gioiello o giù di lì) non sempre il binomio “evento sfarzoso” ha senso... basti pensare a un meeting scientifico sulla ricerca contro il cancro! Le risposte possibili alla nostra semplice domada sono quindi tante e complesse. Le abbiamo raggruppate in macro-categorie, grazie all’aiuto di autorevoli rappresentanti dell’offerta. UN LUSSO “DI CATENA” «Il lusso aiuta eccome», asserisce convinto Eduardo Bosch, direttore commerciale di NH Hoteles, catena con numerose strutture di lusso e con un focus particolare sul mercato Mice (nel 2010 ha lanciato il prodotto Ecomeeting). «I nostri clienti hanno necessità di approfondire e facilitare la comunicazione sia all’interno delle loro aziende sia verso l’esterno. In tutti i casi, va trasmesso un messaggio al quale, quale che esso sia, il


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1 / L’NH Hotel siciliano Donna Fugata, esclusivo ed elegante 2 / Il celebre NHow di Milano, caratterizzato da un lusso contemporaneo che crea atmosfera 3 / Votato alla meeting industry più esclusiva, il Fairmont Monte Carlo 4 / Colonna Resort di Porto Cervo, uno dei più begli alberghi della Costa Smeralda

lusso a 360 gradi conferisce un valore aggiunto imprescindibile». NH è una catena che si distingue per l’impostazione moderna e raffinata. Soprattutto in alcune strutture (vedi il celebre NHow di Milano) è caratterizzata da un lusso contemporaneo, dettagliato, che crea atmosfera. Anche il prodotto Ecomeeting, che disciplina l’erogazione di servizi ecosostenibili per eventi, si presta bene a interagire con questa declinazione del lusso. «Registriamo spesso richieste per l’organizzazione di consigli d’amministrazione – continua Bosch – che in quanto tali si configurano come meeting di alto profilo, per cui ben si addicono a strutture come le nostre di Amalfi o in Sicilia (Donna Fugata, ndr), prettamente esclusive. Sempre riguardo a Donna Fugata, cito volentieri il caso di un produttore di elettrodomestici che proprio lì ha lanciato un nuovo prodotto, con

l’intenzione di posizionarlo come esclusivo». Il lusso, dunque, come forma di comunicazione e veicolo di atmosfera. IL LEGAME CON IL MICE A Cannes, uno dei principali simboli del lusso nel mondo, gli operatori della ricettività, di fatto, sono tutti specializzati in meeting industry. Non ce n’è uno che non abbia una ricca struttura congressuale. Lo fa notare Stefano Lai, direttore dell’Hotel Colonna Resort di Porto Cervo (uno dei più begli alberghi della Costa Smeralda, dotato di un centro congressi con due sale per 608 posti a sedere in totale, oltre a numerose meeting room). «I due mercati – lusso e Mice, ndr – stanno molto bene in simbiosi», considera. «Tanto più che il Mice non è uguale sempre e dovunque. Ce n’è di vari livelli. Prendiamo per esempio il prodotto-cena, uno dei più gettonati. C’è la cena convi-

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Soirée Royale (www.soireeroyale.com) è un progetto esclusivo dell’agenzia XComm, che proprio attorno a una delle espressioni universali del lusso (lo champagne) fa ruotare un’innovativa idea di evento: un’occasione off the box per attivare le relazioni di business a un elevato livello di stile ed efficienza. Consiste in una forma nuova di marketing relazionale: un “percorso nelle bollicine” che motiva gli interlocutori al raggiungimento di obiettivi comuni sotto la moderazione di uno degli ambasciatori dello champagne, gli Chevalier de l’Ordre des Coteaux de Champagne, esperti conoscitori che contribuiscono,

EDUARDO BOSCH, direttore commerciale NH Hoteles: «In tutti i casi, nell’ambito degli eventi di comunicazione, va trasmesso un messaggio al quale, quale che esso sia, il lusso a 360 gradi conferisce un valore aggiunto»

CAMERIERE, CHAMPAGNE! con il loro apporto personale, a far conoscere al mondo la magia di questa nobile bevanda. Grazie all’ulteriore apporto di chef in grado di creare menù personalizzati proponendo soluzioni originali da abbinare alle migliori Cuvée, ne sortiscono occasioni che non sono “soltanto” conviviali, ma autentiche esperienze incentivanti ed esclusive, personalizzabili e integrabili ai contesti più vari (eventi di formazione, crociere, viaggi di ogni tipo e meta ecc). Al termine, su richiesta, un business kit di lusso è consegnato a ogni partecipante, a suggello e ricordo dell’esperienza.

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A TAORMINA IL PRIMO CORINTHIA HOTELS ITALIANO È previsto per la fine del 2012 il debutto in Italia di Corinthia Hotels. La catena alberghiera di base a Malta ha deciso infatti di aprire una struttura a Taormina, il Corinthia Golf & Spa Resort, di nuova costruzione e di proprietà. Si trova all'interno dell'area di Giardini Naxos, e conterà 157 tra camere e suite, oltre a 68 unità residenziali su quattro

STEFANO LAI, direttore dell’Hotel Colonna Resort di Porto Cervo: «I due mercati – lusso e Mice – stanno molto bene in simbiosi. Tanto più che il Mice non è uguale sempre e dovunque. Ce n’è di vari livelli, secondo le esigenze»

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piani. L’hotel potrà contare anche su una spa, su più piscine outdoor (di cui una riscaldata) e su un campo da golf a 18 buche, disegnato da Costantino Rocca. In omaggio alla vocazione business della catena, i cui alberghi sono tutti dotati di strutture per eventi, anche questo resort avrà le sue sale meeting. Ne sono previste due, diverse per metratura. viale normale, che non deve necessariamente essere raffinata. E c’è quella che costa ai partecipanti 250 euro a testa, per la quale invece si pretende, e si attende, un grande sfarzo e grossi sforzi di esclusività. Ci sono dunque incastri fra questi due mercati che funzionano moltissimo e danno risultati d’immagine e prestigio, oltre che economici. Ciò, lo vediamo a Porto Cervo, fa crescere anche la location, si riverbera su di essa. Il circolo virtuoso è molto efficace». Lo dimostra un altro grande albergo, il Fairmont Monte Carlo, che ha sponsorizzato recentemente le tessere dei soci di MPI Italia Chapter: un caso in cui il link fra lusso e meeting industry ha agito direttamente (in modo diremmo quasi virtuale) sul marketing di prodotto. LUSSO ED EMOZIONI C’è un altro legame imprescindibile fra le due industrie: le emozioni. Il lusso dà emozioni, e l’industria degli eventi cerca incessantemente di suscitarle. Ce lo dice

Alessandro Augier, direttore del Grand Hotel Principe di Piemonte (Viareggio), storico e prestigioso hotel di lusso, con tre sale congressi la più grande delle quali accoglie sino a 150 persone. «Il lusso attuale è personalizzabile, su misura, non ostentato e pertanto ancor più capace di emozionare. Ciò aiuta a vendere i meeting, perché i meeting vogliono soprattutto emozionare, a prescindere dal contesto o dalla tipologia. Si dice che soprattutto gli incentive debbano avvincere e appassionare, ed è vero, ma perché non dovrebbe esserlo per incontri di altri format? Nella nostra industria il lusso serve sempre e comunque, questa è la verità. Serve a una struttura come la nostra, la cui sala maggiore contiene 160 persone, ma serve anche a un grande centro congressi. Io ho visto quello di Kuala Lumpur, in Malesia, ed è bellissimo e lussuosissimo. Ciò, fra l’altro, dà un grande value for money, il che è estremamente vantaggioso in un’epoca in cui il cliente, qualunque cosa acquisti, chiede subito quanto viene a costare...». LUSSO E SICUREZZA «Che il lusso sia una carta da giocare è ovvio», considera Leopoldo Veronese, direttore del Grand Hotel di Rimini, che ha un centro congressi indipendente con 14 sale polifunzionali per eventi, meeting, formazione e incentive dalla capacità complessiva di 900 persone. «Più interessante è andare a capire perché. Negli ultimi due-tre anni le agenzie cercano sicurezza, e sono ben felici di ottenerla pagando un po’ di più. L’immagine degli alberghi, e i servizi che possono esibire, contano molto: outlet di prestigio come una spiaggia privata, e venue come un’ampia terrazza nella quale tenere una cena di gala, garantiscono in qualche modo che l’evento sarà memorabile, sia perché si terrà lì, in quel particolare contesto in grado di colpire l’immaginario sin dalla site inspection, sia perché tanto più valido sarà lo staff chiamato a pren-


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perchè la differenza è fatta di dettagli.

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ALESSANDRO AUGIER, direttore del Grand Hotel Principe di Piemonte (Viareggio): «Anche i meeting vogliono emozionare, a prescindere dal contesto o dalla tipologia. Si dice che siano gli incentive a dover appassionare, ed è vero, ma perché non dovrebbe farlo altri format?»

dersene cura. Ho notato che negli ultimi due anni il puntiglio con cui le agenzie guardano la sala congressi e i servizi annessi è molto aumentato. Un tempo era considerata marginale, ora è invece fondamentale, specie riguardo alla tecnologia in-house, che dev’essere aggiornata. Direi che sono un po’ tutti i dettagli a essere scrutati con attenzione. Mesi fa per esempio è venuto qui da noi l’amministratore delegato (proprio lui!) di una multinazionale espressamente per guardare i bagni delle camere». È naturale che, trattandosi dell’albergo più celebre di tutta la riviera, chi ne acquista spazi e servizi lo fa nell’ottica di un meeting selfcontained, basato su una location in grado di bastare a se stessa per l’intero arco dell’evento. «È questo il motivo per 6

cui si accetta il premium price», conclude Veronese. «Tanto, che un cliente che ha prenotato un convegno per maggio 2012 mi ha fatto un appunto sui prezzi di Rimini, a suo dire troppo bassi. “Che servizio avrò per un prezzo così basso?”, mi chiedeva. Un servizio ottimo, gli ho risposto, e tale sarà, ma la domanda è interessante per far capire qual è l’atteggiamento della clientela: si è disposti a pagare di più in cambio della sicurezza che tutto sarà perfetto. Questo è oggi il vero motivo per cui il lusso aiuta a vendere». UN MEZZO DI COMUNICAZIONE Andrea Levy, presidente e Ceo di Red Travel – Italia in Ferrari (società che organizza incentive a bordo delle mitiche

5 / Il Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, icona della Versilia 6 / Un’altra icona del lusso toscano: l’Hotel Savoy di Firenze 7 / Fellinianamente esclusivo: il Grand Hotel di Rimini 8 / Un esempio di lusso “antico”, l’Hotel Due Torri di Verona

ROCCO FORTE: LUSSO NELLA CITTÀ La catena Rocco Forte Hotels integra la bellezza delle proprie strutture alla cornice scenografica naturale e architettonica nella quale sono inserite, per proporre pacchetti che proprio al lusso fanno riferimento. Nel caso di Firenze, il ristorante e bar L’Incontro è una vetrina che si affaccia su Piazza della Repubblica e un pranzo di lavoro può dare allo stesso tempo la sensazione di intimità e calore (all'interno della sala dei Papaveri) e di un'immersione nel Medioevo fiorentino (l'hotel è posizionato proprio dietro piazza del Duomo e a due passi da Piazza della Signoria). A Roma,

all'interno dell'Hotel de Russie, ubicato a due passi da Piazza del Popolo, tra Via del Babuino e Villa Borghese (zona Pincio), la sala Djaghilev (una delle cinque a disposizione per meeting) ha la particolarità di affacciarsi sulla storica piazzetta Valadier, scenario esclusivo dedicato all'aperitivo, mentre la sala Torlonia si affaccia su un giardino segreto disegnato da Giuseppe Valadier nel XIX secolo e recentemente restaurato. Novità recente è l’inserimento di un hair corner all'interno della de Russie Wellness Zone (che propone fra l’altro rituali balinesi e dell'antica Roma).

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LEOPOLDO VERONESE, direttore del Grand Hotel di Rimini: «Negli ultimi due-tre anni le agenzie cercano sicurezza, e sono ben felici di ottenerla pagando un po’ di più. Insomma, si è disposti a pagare di più in cambio della sicurezza che tutto sarà perfetto»

DUE TORRI HOTELS: IL LUSSO SI FA ANTICO L’ex Beatle Paul McCartney ha scelto la struttura di Bologna per alloggiare in occasione della prima tappa italiana del suo più recente tour in Europa, a fine novembre. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha optato per l’albergo di Verona in occasione della sua visita alla città di Romeo e Giulietta lo scorso giugno. Non si può proprio dire che il Gruppo Due Torri Hotels non sappia attrarre la clientela top. Le sue tre strutture luxury sono tra le più rinomate

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rosse consentendo di alternare il gusto della guida a diverse opzioni: dalle soste culturali in piccoli borghi, ai trattamenti di benessere ecc), considera il tema da un altro punto di vista. «Secondo me oggi l’accezione del lusso si è evoluta– riflette –, passando dalla ricerca dell’ostentazione alla ricerca del benessere. Chi cerca il lusso forse desidera più una spa che un orologio d’oro o un gioiello. Ciò è positivo perché molte strutture dell’accoglienza si sono adeguate. Negli eventi il lusso è associabile a qualcosa di esclusivo, di unico, di “non in vendita”. La mia società assimila il luxury a un fatto glamour, di lifestyle: non è per incoraggiare ostentazione che forniamo alle aziende la possibilità di mandare i loro top manager o i migliori venditori a guidare le Ferrari, quanto piuttosto per aiutarle a meta-comunicare l’eccellenza. Chi viene selezionato per un incentive al volante delle nostre vetture può a buon diritto sentirsi “il migliore”, proprio perché guida le auto migliori.

E poi, a proposito di meta-comunicazione, siamo noi stessi di Red Travel, con la nostra attività, a far pubblicità all’eccellenza italiana, dato che la tecnologia Ferrari è tutta made in Italy». IL FATTORE NOVITÀ Fra le tante angolazioni da cui si può osservare e studiare il dodecaedro del lusso, c’è anche quella, in apparenza tautologica, secondo la quale è “di lusso” ciò che è raro. Raro sì, nel senso di insolito. «La crisi porta a ridurre i budget e spinge a creare eventi magari meno grandi ma di maggiore impatto», sostiene Luigi Contessi, direttore sales and marketing di Air-Dynamic, società specializzata nel settore privato elicotteristico e jet. «Ciò porta le organizzazioni a impiegare servizi come il nostro, che usa elicotteri o jet. Stiamo lanciando l’idea di offrire, come incentive, tour in elicottero, mezzo non usuale e per ciò stesso in grado di entusiasmare. In tal modo dimostriamo anche che “elicottero” è sì lusso ma non 8

d’Italia: il Grand Hotel Majestic (già Baglioni) a Bologna, l’Hotel Due Torri a Verona e l’Hotel Bernini a Firenze. Sono un esempio di lusso “antico”, valorizzato com’è dal prestigio dei palazzi (quello di Verona, in particolare, risale addirittura al Trecento, e quelli di Bologna e Firenze al Quattrocento), che si riflette anche nelle sale meeting: delle sette del Majestic, per esempio, tre sono autenticamente storiche, arredate con cassettoni originali del XVI secolo.


alla Portalupa Villa Necchi è una dimora signorile immersa nell’omonima tenuta di oltre 10 ettari, all’interno del Parco del Ticino a pochi chilometri da Milano e Pavia, sull’asse del crocevia tra Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna.

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9 / Il Kempinski St. Moritz, forse l’albergo più lussuoso d’Europa

TRENTA ITALIANI NELLA TOP LIST Nel 2008 la rivista americana Forbes Traveler affidò a una commissione di 79 esperti (giornalisti e operatori del turismo di lusso) il compito di stilare una classifica dei quattrocento alberghi migliori del mondo, laddove per “migliori” s’intendono quelli capaci di offrire la più prestigiosa esperienza di soggiorno, valutata nel suo insieme. Questi esperti presero l’incarico molto sul serio, infiltrandosi anonimi fra gli ospiti di tutti i cinque stelle del pianeta. Diversi i parametri presi in considerazione: le stanze, le particolarità, lo scenario, e numerose altre. Due le notizie per l’Italia. La prima è che in vetta a questa classifica ci siamo noi, col Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio (CO), giudicato il numero uno dei numeri uno. La seconda è che siamo ben rappresentati pure nel complesso del ranking, figurando con ben 30 alberghi: solo gli Stati Uniti ne hanno di più. Davvero un bel colpo, soprattutto pensando che l’elenco esclude tutte le strutture con meno di tre anni nel 2008, e che, pertanto, hotel del calibro del Town House di Milano – certamente degni di figurare in questa parata di fuoriclasse – non ci sono. Di seguito riportiamo i “magnifici trenta” secondo l’ordine alfabetico delle località (a parte i primi tre posti, la lista dei quattrocento segue un ordine geografico e non di merito):

¢ Amalfi (SA) - Hotel Santa Caterina ¢ Capri (NA) - Capri Palace Hotel & Spa - Grand Hotel Quisisana di Capri. ¢ Cernobbio (CO) - Grand Hotel Villa d’Este ¢ Cortona (AR) - Il Falconiere ¢ Fiesole (FI) - Villa San Michele ¢ Firenze - Hotel Lungarno - Hotel Savoy - Villa La Massa ¢ Gargnano (BS) - Grand Hotel Villa Feltrinelli ¢ Milano - Bulgari Hotel & Resort - Four Seasons Hotel - Grand Hotel Principe di Savoia - Park Hyatt

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¢ Porto Ercole (GR) - Pellicano Hotel ¢ Portofino (GE) - Hotel Splendido ¢ Positano (SA) -Il San Pietro -Le Sirenuse Hotel ¢ Ravello (SA) - Hotel Caruso - Palazzo Sasso ¢ Roma - Hotel de Russie - Hotel Eden - Hotel Hassler - Portrait Suites - St. Regis Grand Hotel ¢ Venezia - Bauer Hotel - Hotel Danieli - Hotel Gritti Palace - Luna Hotel Baglioni - San Clemente Palace

solo. È percepito come inarrivabile perché lo si vede impiegato da capi di Stato e personaggi illustri, ma in alcuni paesi, come il Brasile, di fatto sostituisce il taxi: da quelle parti la concorrenza è fortissima e ha abbattuto i prezzi. Per cui può essere inteso come mezzo “normale” che sa entusiasmare in forza della propria straordinarietà». Non solo: di questi transfer privati volanti si finisce per scoprire anche il lato utilitaristico, in un’inedita partnership fra lusso e risparmio. «Un jet a quattro posti Milano-Olbia a/r costa 5mila euro, 1.200 euro a persona, compresa l’auto di lusso per l’aeroporto e lo champagne a bordo. Con una sensibile ottimizzazione dei tempi di permanenza in aeroporto, dato che non c’è check in e si va subito in pista. A conti fatti, è un’offerta interessante a confronto con la media delle business class di linea». IL TROPPO STROPPIA Per finire, facciamo un’incursione in Svizzera, in quello che è forse l’albergo più lussuoso d’Europa: il Kempinski St. Moritz (sette sale conferenze e spazi per cocktail da 150 a 400 persone). «La clientela congressuale da noi viene più raramente di quanto potrebbe permettersi», considera il director of sales Alessandro Benedetti. «Il “troppo lusso” pare sconsigliare alcune aziende a sceglierci per questione d’immagine. A ciò si aggiunga che i farmaceutici non possono, per codice etico, tenere i loro eventi nei cinque stelle. Dunque diciamo che il lusso è un’arma a doppio taglio. A volte aiuta, come nel caso dei viaggi d’incentivazione, a volte no». PERCEZIONI SOGGETTIVE Lette queste considerazioni, l’unica risposta univoca che possiamo dare alla domanda da cui siamo partiti è la seguente: non c’è un “lusso per tutte le stagioni”, non c’è una ricetta a cinque stelle adatta a fungere da business proposition in ogni circostanza. Chi gestisce un prodotto o un esercizio luxury deve cercare nel proprio specifico il dettaglio che può ingolosire la clientela. E poi, si lasci pure andare al marketing con fiducia pensando che, in fondo, anche quando si tratta di diamanti, anche quando si tratta di cifre a sei zeri, il confine tra successo e insuccesso lo fa sempre soltanto la percezione (dei beneficiari). Percezione soggettiva, in quanto tale.


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Dove si incontra il lusso Passato e presente, natura e arte si fondono mirabilmente in Villa le Maschere, incantevole cinque stelle adagiato sulle colline del Mugello e affacciato sul lago di Bilancino A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

entidue maschere in pietra serena caratterizzano la facciata di questa V Villa, costruita nella seconda metà del '500 e recentemente messa a nuovo dopo una straordinaria opera di restauro durata cinque anni, dove preziosi elementi decorativi d’epoca si sposano armoniosamente con i pregiati arredi contemporanei. A incorniciare la splendida villa, un giardino all'italiana che abbraccia due piscine e si allunga in un romantico parco di 18 ettari, ricco di ampi spazi ideali per l’organizzazione di meeting ed eventi o per fare passeggiate in mezzo a piante secolari, fino ad arrivare alle sponde del lago di Bilancino. Villa le Maschere dispone di 65 splendide camere e suite tutte differenti tra loro per arredi, tessuti e decorazioni e impreziosite da affreschi, maioliche,

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sculture e stucchi d’epoca che donano alle stanze un fascino intriso di storia ed evocano l’antico splendore del Rinascimento fiorentino. Il ristorante Piopponero accoglie gli ospiti in un’avvolgente e suggestiva atmosfera, in un’insolita tinta di grigio. Grandi vetrate si aprono sulla terrazza del Foggini, sulla quale, con la bella stagione, è possibile cenare all’aperto affacciati sul parco secolare. La cucina, tradizionale e molto curata, celebra il connubio perfetto tra la ricca storia del territorio e l’innovazione, offrendo agli ospiti sapori genuini legati alla stagione e alla tradizione toscana e mugellana. Vera oasi di relax e di pace, Villa le Maschere possiede un centro benessere, ricavato negli antichi sotterranei della villa. Nell'ampia zona wellness sono a disposizione degli ospiti bagno turco, sauna, zona relax, angolo tisane, cabine, trattamenti e vasca idromassaggio con accesso diretto alla piscina esterna. Le sette sale meeting presenti nella struttura, con i loro particolari stucchi, affre-


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schi, colonne e vetri colorati, regalano atmosfere uniche, per riunioni e incontri di lavoro di alto livello. Tra le sale meeting di Villa le Maschere, la più suggestiva è certamente Sala Gerini, ricavata dall’antica cappella della villa. Le bianche colonne che circondano la sala, il portone in legno che si apre sul giardino e lo splendido affresco della volta, restaurato sotto la guida della sovrintendenza delle Belle Arti, fanno di Sala Gerini la location perfetta per eventi e cerimonie, inclusa la celebrazione di matrimoni. Anche le altre sale non sono meno affascinanti, come, per esempio, La Torrigiani, con i preziosi stucchi a soffitto e il bellissimo lampadario in cristallo o la Sala degli Specchi, ideale per imbandire cocktail o pranzi nel meraviglioso tavolo a specchio. Le sale sono dotate di tutte le moderne tecnologie. Su richiesta, vengono forniti anche servizi di registrazione e videoregistrazione con telecamera, videoconferenze, traduzione simultanea, Tv a circui-

to chiuso, pedane componibili, hostess, fotografo e servizio di vigilanza. Anche al di fuori dalla Villa, non mancano le possibilità per interessanti attività, magari a completamento dei meeting o per entusiasmanti iniziative “incentive”. Non resta che scegliere tra escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo nelle verdi valli dell'Alto Mugello, o tra le visite al patrimonio artistico e culturale degli antichi e pittoreschi paesi limitrofi. Nelle immediate vicinanze della villa si trova il Golf Club dell’UNA Poggio dei Medici, uno dei più bei campi d’Italia, e nel periodo estivo, si possono provare anche attività nautiche sul lago di Bilancino, attrezzato con confortevoli stabilimenti balneari alla moda. L’unicità e la completezza dell’offerta di Villa le Maschere ne hanno fatto, e ne fanno, teatro di eventi esclusivi, permettendo agli organizzatori di regalare ai propri ospiti un’esperienza indimenticabile e senza precedenti.

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Incastonata in uno splendido contesto naturale, Villa le Maschere dispone di 65 tra camere e suite e sette sale meeting

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LUSSO Park Hotel Villa Grazioli HHHH Grottaferrata Numero totale camere: 62 | Ristoranti: 1 | Posti: 220 | Sale meeting: 5 | Capienza sala maggiore: 120 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 4.000 | Possibilità organizzazione post congress

La storia e il cambiamento A breve distanza da Roma, nel contesto dei Castelli Romani, ecco Park Hotel Villa Grazioli, una residenza del Cinquecento che guarda con convinzione al futuro A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

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Anche chi, per struttura e storia, è perfettamente calato nella tradizione, di tanto in tanto necessita di cambiamento e di una spinta verso il futuro. Prendiamo il Park Hotel Villa Grazioli: magnifica villa e raffinato hotel alle porte di Roma, inserito in modo perfetto nel proprio contesto paesaggistico, storico e culturale. Ma ciò non significa che non si può cercare di ottenere obiettivi nuovi: «La fase di trasformazione» conferma Alessandra Ruggiero, Events & Communications Manager dell'hotel «ci ha visto approdare fra gli "Small Luxury Hotels of the World". Slh ha una forte connotazione marketing-oriented e supporta la struttura con un’assistenza commerciale di prim’ordine. Questo ci ha permesso di mettere in atto un processo di ammodernamento delle camere, vòlto a soddisfare le esigenze

dei clienti più esigenti e più attenti a un’immagine rinnovata e funzionale». Avete di fronte un notevole dilemma: tradizione oppure rinnovamento? «Benché la struttura sia una villa del Cinquecento, a Villa Grazioli i clienti congressuali trovano la suggestione di un ambiente unico, ricco di contenuti artistico-culturali, privato e accogliente, insieme alla funzionalità di un hotel al passo con le esigenze del mercato, comprese quelle dei clienti con un occhio più moderno». ATTENZIONE AL TEAM BUILDING Quali sono i punti fermi sui quali soprattutto la clientela business può contare? «Un ambiente di prestigio con sale affrescate, un rilassante parco secolare, un'accoglienza molto calda e dedicata, con servizi di altissima qualità e tecnologia al passo con i tempi. In sintesi, il cliente business trova tutto ciò che troverebbe in una grande catena alberghiera, ma con una caratterizzazione particolare, un ambiente unico e carico di storia, contenuti e cultura».


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Una villa del Cinquecento, con saloni affrescati e un rilassante parco secolare: è l’incanto di Villa Grazioli

L'anno nuovo è appena iniziato: quali iniziative avete riservato a chi organizza eventi presso la vostra struttura? «Villa Grazioli ha sviluppato una grande competenza negli eventi formativi e aggregativi, tanto da mettere a disposizione del cliente che chiede un aiuto nell’ideazione di attività di team building una consulenza gratuita, volta a proporre un ventaglio di attività possibili negli ambienti interni ed esterni all’hotel. Villa Grazioli mette a disposizione del cliente un professionista che offre gratuitamente una consulenza per l'organizzazione di attività di team building da svolgere in hotel. Ormai i clienti chiedono alla location una collaborazione sempre più stretta, anche nell’ideazione dell’evento, secondo le potenzialità e le caratteristiche degli spazi a disposizione. Il nostro consulente potrà studiare il brief da parte del cliente per strutturare l'offerta e fare la proposta. Le dimensioni contenute di Villa Grazioli consentono la privatizzazione anche per eventi di piccola – media portata: si avrà così a disposizione una

struttura davvero "a misura di incentive", con ambiente privato, prestigioso ma rilassante, e nel frattempo avere tutti i servizi e le funzioni di un hotel quattro stelle, con spazi, tecnologia e competenze». Villa Grazioli possiede un totale di 62 camere, di cui 13 nella Villa Principale (due suite) e le restanti nei due Villini antistanti, l’antica Paggeria e la Limonaia, recuperate da strutture risalenti al 1700. Le camere sono arredate con mobili in stile, alcune si affacciano sul giardino secolare, altre su Roma, Frascati e il Colle del Tuscolo. Il Ristorante Acquaviva, che gode di un incantevole giardino pensile affacciato su Roma, offre ai propri ospiti piatti di raffinata cucina Mediterranea. Fabio Lai, executive chef di Villa Grazioli, cura e personalizza ogni piatto che esce dalla sua cucina. Villa Grazioli è dotata di cinque sale meeting, con capienza massima di 120 persone a platea. Numerosi e accoglienti sono gli spazi interni ed esterni che possono fungere da location ideale per cocktail, coffee break, colazioni di lavoro e cene di gala. indirizzi a fine rivista

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Questo l’ho fatto io

eymour Papert, matematico sudafricano, studioso di intelligenza artifiS ciale, introduce negli anni Settanta il

concetto di “ostruzionismo”. Quest’ultimo mette in primo piano gli artefatti cognitivi, ovvero oggetti e dispositivi che facilitano lo sviluppo di specifici apprendimenti. Papert è convinto che la costruzione sia tanto più efficace se non solo è mentale, ma viene supportata da una parallela costruzione reale, effettiva del proprio modo di ragionare. Sostiene Papert: «Per molti pedagoghi e tutti gli psicologi cognitivisti, la mia parola evocherà il termine costruttivismo, il cui uso pedagogico attuale si fa in genere risalire alla dottrina di Piaget secondo cui le conoscenze non possono essere semplicemente “trasmesse” o “convogliate” già pronte a un’altra persona. Persino quando ci sembra di trasmettere informazioni con successo comunicandole a voce, se si potessero vedere in atto i processi mentali dell’interlocutore si constaterebbe che questi “ricostruisce” una versione personale delle informazioni che stiamo cercando di “convogliare”. Il costruzionismo ha anche la connotazione di “set da costruzioni”, dove il termine set è da prendersi in senso letterale, come il set del Lego, estendendo la definizione fino a com-

Pensare con le mani aiuta a visualizzare concetti astratti e innesca dinamiche interpersonali spontanee e non impostate. E così l’amministratore delegato diventa l’omino di Lego e fa il suo gioco senza l’asticella della gerarchia a ostacolare

prendere i linguaggi di programmazione considerati come “set” da cui si possono creare i programmi, e cucine come “set” in cui si preparano non solo torte ma anche le ricette e le forme della matematica pratica». In sostanza, uno dei punti fermi di Papert è che la costruzione che ha luogo nella testa spesso si verifica in modo particolarmente felice quando è supportata dalla costruzione di qualcosa di molto più concreto: un castello di sabbia, una torta, una casa di Lego o una società, un programma di computer, una poesia, o una teoria dell’universo. Il prodotto può essere mostrato, discusso, esaminato, sondato e ammirato. Perché è lì ed esiste.

TERESA CHIODO

CONCRETE THINKING Da questi presupposti teorici entriamo nel concreto di una realtà aziendale per scoprire gli svariati modi in cui qualcosa di costruito con le mani può essere utile

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VALENTINA GNUDI, Tangram: «Costruire qualcosa presuppone un processo complesso che partendo da un obiettivo arriva fino alla realizzazione dell’obiettivo stesso»

CESARE GALLARINI, FunEvents: «La costruzione con i mattoncini, il cartone, il legno... aiuti notevolmente il team a sviluppare la creatività e la scoperta del “non conosciuto”»

per espandere la conoscenza di un’organizzazione. Già un organigramma è un modo di rappresentare un’organizzazione. Ma quanto più efficaci sarebbero una mappa o un modello costruiti secondo il punto di vista di ogni addetto dell’impresa? Usando le mani un’azienda può giungere a conoscere quanto in precedenza non era chiaramente visibile. Allora quello che si potrebbe fare con dei semplici mattoncini diventa artefatto condiviso e si trasforma in simbolo di cultura organizzativa, al quale vengono associati moltissimi significati. A questo proposito interviene Valentina Gnudi, titolare dell’agenzia Tangram. «Costruire qualcosa – spiega la Gnudi – presuppone un processo complesso che partendo da un obiettivo e passando per l’analisi di attività e risorse poi per la pianificazione, arriva fino alla realizzazione che consente il conseguimento dell’obiettivo stesso. Se tutto questo avviene in un contesto completamente estraneo dalla realtà aziendale, dando la possibilità di affrontare in maniera semplificata e apparentemente giocosa i diversi step, risultano subito evidenti i benefici di una attività di questo genere e di come la si possa riportare all’interno delle tematiche che vengono quotidianamente affrontate in azienda. Nel nostro caso con il format “Build it with a brick”, abbiamo creato un vero e proprio gioco di ruolo che ha come obiettivo la costruzione di una città realizzata con i Lego, dove le diverse squadre, cui vengono attribuiti obiettivi specifici (sicurezza, ambiente, trasporti…), devono riuscire a coniugare le proprie esigenze con la necessità di realizza-

re l’obiettivo comune. Il costruire in senso letterale si sposa quindi con il costruire in senso metaforico in un’attività che fornisce spunti che possono essere trattati in maniera più o meno approfondita in funzione delle esigenze specifiche del cliente». Cesare Gallarini, direttore artistico e formatore di FunEvents focalizza i valori di fondo di questa attività come tesi a generare la consapevolezza della potenzialità delle persone e anche la convinzione che tutti all’interno di una organizzazione possono contribuire alla discussione, alle soluzioni e ai risultati. «Trovo che la costruzione – dice Gallarini – con i mattoncini, con il cartone, il legno, elettrica o meccanica, aiuti notevolmente il team a sviluppare la creatività e la scoperta del “non conosciuto”, a risolvere i

LEGO SERIOUS PLAY Lego Serious Play nasce agli inizi degli Anni 2000 da una ricerca dell’IMD, prestigiosa business school di Losanna, in partnership con Lego. È una metodologia di sviluppo organizzativo fondata sull’impiego dei mattoncini Lego per facilitare le pratiche manageriali. Obiettivo principale è quello di condurre i partecipanti a costruire con le proprie mani un modello tridimensionale del proprio problema, sia esso di carattere strategico, operativo o relazionale. Un workshop Lego Serious Play dura una/due giornate, a seconda dei temi trattati e degli output attesi. Si lavora con tavoli da 10 persone gestiti da un facilitatore (setting che può essere moltiplicato secondo specifiche esigenze aziendali, fino a lavorare anche oltre 100 persone per volta). PERCHÉ FUNZIONA? ¢ Di fronte ai mattoncini tutti sono uguali e liberi di esprimersi. Lavorare con Lego Serious Play

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abbatte barriere espressive di qualsiasi tipo, siano esse legate a temi organizzativi, gerarchici, culturali o caratteriali. Permette di mettere a uno stesso tavolo l’AD di un'azienda e un qualsiasi addetto – magari di nazionalità diverse e con forti differenze espressive e caratteriali – e farli immediatamente lavorare insieme a un pari livello di entusiasmo, partecipazione e comprensione.

¢ Con le mani si pensano concetti che altrimenti resterebbero inespressi.

¢ A partire dai mattoncini è possibile raccontare le storie che animano la conoscenza di un’impresa. ¢ I concetti veicolati dai mattoncini sono immediatamente comprensibili e condivisibili.

¢ È possibile, “giocando”, immaginare il futuro e metterlo alla prova.


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problemi che di volta in volta si pongono, a rispettare tempi, forme e risultati. Nella costruzione ci sono tutte le componenti funzionali di una azienda. Il team deve progettare e realizzare un qualcosa che funzioni. Deve affrontare gli inconvenienti e le problematiche che la costruzione comporta. Si deve organizzare. Deve comunicare al suo interno efficacemente. Deve saper valutare le idee e le variazioni proposte da ogni partecipante. In alcuni casi, le squadre hanno un budget che possono o devono spendere per comperare i materiali occorrenti alla creazione dell'opera. Non trascurabile è la parte di negoziazione: i team, possono scambiarsi fra loro, oggetti, utensili e materiali. In poche ore si riesce a ricreare efficacemente una dinamica presente in azienda».

MANUALE DI ISTRUZIONI? SÌ GRAZIE! NO GRAZIE! In un team building in cui i partecipanti vengono coinvolti per costruire qualcosa, l’aiuto di un manuale di istruzioni può fare la differenza? Il dilemma si pone generalmente in questi termini: bisogna dare al gruppo un disegno, un progetto da seguire, oppure lasciamo che il gruppo si autogestisca? Risponde Giovanni Gambardella, titolare dell’agenzia Teamworking: «Fondamentale per capire che approccio utilizzare è, come insegna Stephen Covey nel libro The seven habits of highly effettive people, “begin with the end in mind”, cominciare avendo in mente la fine. Vale a dire, partire in fase di progettazione dal risultato che l’azienda vorrebbe idealmente portare a casa. Da un punto di vista strettamente incentive è preferibile lasciare spazio alla creatività. In un contesto di celebrazione, quali convention e kick-off aziendali, trovarsi a dover meramente eseguire un progetto potrebbe minare gli aspetti squisitamente ludici dell’attività.

I FORMAT I format sono molteplici. Si va dalla costruzione di auto o barche (con un libretto di istruzioni modello Ikea), che poi vengono utilizzate per una gara; si costruiscono ponti o torri con la pasta, architetture d'interni con i mattoncini, fino ad arrivare a progetti sociali concreti come la costruzione di piccole pale eoliche o piste ferroviarie che sfruttano, per funzionare, pannelli solari. Ultimo nato (della famiglia cibo e vini) è l'Happy Hour, che consiste nel miscelare un cocktail completamente nuovo, dargli un nome e inventare una sua storia creando un breve spot pubblicitario realizzato da tutto il team. Tutti i format prevedono un momento di competitività tra le squadre (gare, regate, torri più alte...). A volte i manufatti costruiti da ogni team vengono assemblati a simboleggiare il lavoro di tutti e di tutta l’azienda. Un intervento con questo format può durare da mezza a una giornata intera e può avere una valen-

GIOVANNI GAMBARDELLA, Teamworking: «Fondamentale per capire che approccio utilizzare è cominciare avendo in mente la fine. Vale a dire, partire in fase di progettazione dal risultato che l’azienda vorrebbe idealmente portare a casa»

za formativa per gruppi contenuti di persone (fino a 30) o di team building per gruppi più numerosi (fino a 150). In molti format è prevista la presenza di un formatore/osservatore che fa un debrief del lavoro fatto dai partecipanti. La struttura è molto semplice: presentazione dell'attività, programmazione, valori che si vogliono trasmettere, regole del gioco, tempi e “competizione” finale con classifica e premiazione. Il tutto comparato con il mondo aziendale. L’attività è erogabile in qualsiasi location e possono essere costruiti percorsi ritagliati su misura in funzione degli obiettivi da perseguire, del numero di persone coinvolte e del tempo a disposizione. Fra i più divertenti ci sono: igloo building, carton boat, construction game e action team engineering. Quest'ultimo utilizza la carta riciclata come elemento base per la costruzione di torri, ponti, castelli e molto altro.

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DARIO VILLA, Trivioquadrivio: «Fondamentale per affrontare l’imprevisto è l’attitudine all’imparare e al costruire nuove soluzioni in modo creativo e flessibile, relazionandosi in modo attivo al contesto»

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In un team building di formazione le cose cambiano. Ogni gruppo di lavoro ha delle caratteristiche: in termini organizzativi, in termini procedurali, relazionali e così via. Ipotizziamo un team di lavoro molto orientato all’aspetto tecnico, con forti vincoli procedurali e con un ambiente di lavoro molto “codificato”. Ponendo un gruppo del genere di fronte alla sfida di produrre un’opera creativa potrebbe generare valutazioni di superficialità e frivolezza nei confronti dell'attività proposta. Al contrario, per un gruppo creativo, magari con partecipanti provenienti da marketing o vendite, abituati a gestire l’imprevisto e che tipicamente confidano sulla propria personale capacità di gestire situazioni complesse, la somministrazione di un manuale con dei “pezzi” da cui ricavare un elaborato già previsto a monte, potrebbe portare ad un atteggiamento demotivato e con scarso coinvolgimento. Entrambi i gruppi avrebbero valide motivazioni per ritenere poco applicabile nel proprio contesto l’esercitazione proposta. Giustamente! Cosa fare dunque? E cosa proporre se i gruppi sono misti? Ovviamente non esistono risposte univoche. Ogni azienda è un microcosmo a se stante. Certo è che magari in un contesto survival che ha per tema la costruzione di un igloo, nel caso l’igloo costituisse effettivamente il riparo per la notte, ci sarebbe poco da scherzare con

il manuale di istruzioni, in quanto il rischio sarebbe di passare una notte al gelo! Quindi l’idea di seguire le poche indicazioni chiave fornite da un manuale o dal trainer stesso, viene seriamente presa in considerazione e seguita con la massima attenzione». Dario Villa dell’agenzia Trivioquadrivio fa invece una valutazione in base alle attuali tendenze in atto. «Per fronteggiare complessità e cambiamento – dice Villa – temi centrali per qualsiasi organizzazione contemporanea, le istruzioni, che per altro preparano ad affrontare solo quel che è già noto, sono pressoché inutili. Potevano certo esserlo in un mondo business statico, regolare e prevedibile, ma non oggi. Fondamentale per affrontare l’imprevisto è quindi l’attitudine all’imparare e al costruire nuove soluzioni in modo creativo e flessibile, relazionandosi in modo attivo al contesto. Uno dei concetti chiave dell’approccio di Trivioquadrivio è quello dell’improvvisazione. Oggi più che mai, per citare un testo manageriale piuttosto popolare (Rework di Jason Fried e David Heinemeier Hansson, Etas 2010), “planning is guessing”. Il che significa che qualsiasi programmazione strategica organizzativa che guardi oltre il domani è ormai, a fronte degli elementi di macro-contesto sopra citati, puramente utopica. Di nuovo: quel che oggi serve alle organizzazioni non è il darsi istruzioni o programmazioni di lungo periodo, ma prepararsi ad abitare il cambiamento».


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Le mode vanno e vengono Con il tempo i significati delle parole cambiano e alcune definizioni classiche finiscono per non avere quasi più senso. Come i green event... PIER GIORGIO COZZI

ambia il marketing. Nel senso che tecnica e strumenti si aggiornano. ContiC nuamente. Cambia anche la lingua del marketing, la comunicazione in primis, con l’introduzione dei neologismi, alcuni davvero fantasiosi come buzz marketing o guerrilla marketing, per esempio, ancora sconosciuti negli ultimi decenni del secolo scorso. Dunque alcune definizioni classiche, ci domandiamo, sono ancora attuali? Rispec-

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chiano ancora il concetto originario? Oppure sono superate e usate impropriamente? Potrebbe sembrare questione di lana caprina. Eppure, siccome il marketing registra i comportamenti della società e si adopera per secondarli o prevenirli, dove possibile, l’interrogativo ci colpisce. In particolare, a proposito di tre lemmi, spesso ricorrenti nel linguaggio quotidiano del marketing: corporate social responsibility, green event e stakeholder. CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY Si dimezzano i manager che credono nella responsabilità sociale. Con il titolo “L’etica fa meno breccia in azienda”, il Corriere delle Sera del 18 novembre dava conto di un’indagine del Cresv – Centro ricerche


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sostenibilità e valore (Bocconi) e di Dnv Business Assurance (multinazionale norvegese della certificazione: di qualità, ambientale ed etica): mentre nel 2009 più dell’80 per cento dei manager riteneva che la responsabilità sociale fosse “parte integrante della strategia aziendale”, oggi quel tasso è precipitato al 48 per cento. Anzi, il 23 per cento dei manager delle 1.400 imprese italiane interpellate ritiene che la Csr rappresenti “solo un costo”e il 22 per cento “un modo per migliorare l’immagine. Il 70 per cento di chi aveva già investito vuole continuare a farlo e il 18 per cento – pur scontento – intende accrescere il suo impegno per evitare cali d’immagine. Una crollo d’appeal davvero impressionante! Eppure varrebbe ben 6.200 miliardi di dollari (entro il 2050; peraltro chissà come calcolati, Ndr) l’opportunità per le imprese di investire in “sostenibilità”, ovvero nel rispetto delle persone, nel risparmio energetico, nella salute, nell’educazione e nel welfare aziendale. Almeno secondo il World business council for sustainable development, composto da 200 capi d’azienda di tutto il mondo con l’occhio al futuro sostenibile dell’economia. Oppure dobbiamo registrare il fatto che la Csr, come anche la green economy a ben vedere, è una “moda” di marketing, importante ma transitoria? E dunque, noi continueremo a insegnarla more solito nei master aziendali, a pianificarla e inserirla nelle strategie di marketing e nei bilanci delle nostre imprese? O si impone un cambio di passo? GREEN EVENT Della sua attualità però – curiosamente, trattandosi di un mondo prevalentemente “virtuale” – più d’uno ne è convinto. Sentite qua: per realizzare un evento aggregativo “a impatto zero” (anche questa una formula da stakeholder che meriterebbe un’analisi seria), BTO ha annunciato che Buy Tourism Online 2011 di Firenze, l’evento dedicato al mondo del travel 2.0, ha compensato le emissioni di CO2 piantando 150 nuovi alberi in Camerun. Con una società specializzata si sono calcolate le emissioni di CO2 generate per l’organizzazione e la realizzazione dell’evento e come ridurle. Oltre ad aver orientato le scelte relative a allestimento, logistica, materiali e procedure verso le opzioni a minor impatto ambientale, BTO 2011 ha stimato le altre emissioni che riguardano il riscaldamento e l’energia elettrica della stazione Leopolda, dove si è svolta l’edizione del 2011, gli spostamenti dei relatori e dei partecipanti per raggiungere l’evento, gli stampati e i rifiuti prodotti. Queste emissioni verranno (progressivamente) neutralizzate attraverso la piantumazione di più di 150 alberi nei pressi del

villaggio di Mankim in Camerun, in una zona selvaggiamente deforestata negli ultimi anni. Nobile. Utile. Oppure: un occhio all’immagine? Csr? “concience cleaning”? Comunicazione politically correct? Trattandosi di marketing, ipotesi verosimili. STAKEHOLDERS Recita il dizionario di marketing: “Stakeholders, portatori di interesse. Ancora negli anni cinquanta erano i soli azionisti, oggi vengono identificati con tutti i pubblici (PA, clienti, fornitori, dipendenti e così via) in una logica di sistema esteso e di comunicazione bidirezionale (dall'interno all'esterno e viceversa). La parola stakeholder nasce con il marketing nella prima metà del secolo scorso, attorno al 1930, forse anche prima. Ma il suo utilizzo moderno cominciò a prendere forma negli Anni 60. Secondo R. Edward Freeman la parola stakeholder fa la sua prima apparizione nella letteratura di management in un memorandum interno dello Stanford Research Institute (ora SRI International, Inc.) nel 1963. Il termine intendeva generalizzare il concetto di azionisti come l’unico gruppo a cui il management deve rispondere. Così, all’inizio il concetto di stakeholder è stato definito come “quei gruppi senza il cui appoggio l’organizza-

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¢ come sua manifestazione più assur-

zione cesserebbe di esistere’. (Sottolineiamo qui i differenti concetti di azionisti e management, Ndr). Oggi questo termine, secondo Paul Seaman, esperto di r.p. e editor di 21st Century PR issues oltre che accanito sostenitore del profitto e autore di una “Teoria sugli stakeholders” , avrebbe considerevolmente ridotto la sua valenza. Sintesi del Seaman pensiero: ¢ le imprese non lavorano più per il bene dei loro proprietari che hanno rischiato il loro capitale ¢ con la teoria degli stakeholder l’obiettivo del business diventa il bilanciamento degli interessi degli stakeholder (escluso quindi il favorire un gruppo rispetto ad un altro), piuttosto che massimizzare il valore per gli azionisti attraverso il raggiungimento di specifici obiettivi aziendali definiti dai proprietari ¢ i fondamenti del capitalismo sono i concetti di proprietà privata, i diritti dei proprietari a sfruttarla, e il primo dovere dei suoi agenti di rendere conto ai propri mandanti. Questi fondamentali non sono stati rovesciati in una rivoluzione sociale. Piuttosto, rimangono giuridicamente vincolanti ma indeboliti da una sciocchezza populista di dominio pubblico. Il sospetto è che i sostenitori della teoria degli stakeholder siano dei propagandisti che cercano di cambiare il potere entrando dalla porta di servizio, o che soltanto siano degli illusi ¢ la teoria degli stakeholder ha creato ambiguità per la corporate governance: esattamente verso chi e per che cosa il management è responsabile? ¢ se il management è effettivamente responsabile verso tutti, in definitiva non è responsabile verso nessuno […]

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da, la teoria degli stakeholder identifica come stakeholder forze inconciliabili l’una dell’altra. In questo senso, perfino Greenpeace diventa uno stakeholder dell’industria del nucleare ¢ la teoria degli stakeholder fa ben poco per affrontare il vero problema del business; e cioè che i manager sono diventati irresponsabili verso i loro proprietari per i loro scarsi risultati. La recessione attuale è stata in parte causata da banchieri irresponsabili che hanno distrutto il valore degli azionisti per perseguire interessi a breve termine. La recessione è dovuta al calo dei profitti, al fallimento delle imprese e alle loro conseguenze sociali, non a una carenza di Csr (tra l’altro, la corporate governance non si fonda sul rapporto tra le imprese e la società) ¢ al momento, il business deve fare scelte brutali. Il consenso avrà importanza, ma anche la rapidità e l’agilità. Le tecniche di gestione degli stakeholder, se prese sul serio, sono lente. Non hanno la forza di essere tenaci e di stabilire le priorità che producono chiari vincitori e perdenti. ¢ l’intuizione che i teorici degli stakeholder dichiarano come propria è che le relazioni, i network e il consenso sono cruciali per il successo aziendale, ma in realtà questa idea esiste da che esiste il commercio di beni e servizi […]». Da rifletterci sopra, quantomeno. NONOSTANTE SI PUÒ FARE Provocazione. E se anche la politica fosse marketing? Già quasi vent’anni fa Paolo di Stefano, docente di marketing e consulente di gestione, scriveva nel suo Nonostante si può fare ( Viennepierre edizioni, 1993): «Come tutti i prodotti per lo scambio [la politica] deve essere capace di soddisfare bisogni, deve essere conosciuta da parte dei portatori di bisogni (il corsivo è nostro, Ndr) e deve essere utilizzata da parte di coloro che intendono farlo». Esempio (polemico): un importante banchiere-manager italiano, diventato recentemente senza il sostegno elettorale membro del governo con l’incarico di titolare dello Sviluppo e delle Infrastrutture, che per assolvere al suo compito può dover prendere decisioni che coinvolgono le sue passate scelte professionali, è sicuramente “portatore di interessi”. Di chi, realmente? Ci sentiremmo di farlo rientrare nella definizione tradizionale di stakeholder? Come si vede, in termini di marketing (ma non soltanto) le domande sull’attualità, e l’efficacia, di certi... termini non mancano proprio.


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Come cambia l’evento corporate La creatività progettuale è una prerogativa degli eventi b2c? Chi ne fosse ancora certo può trovare validi motivi di ripensamento analizzando l’ultimo evento b2b firmato Sap. Vediamo insieme il perché

di target coinvolti, la capacità di rispondere a esigenze specifiche ma anche di sostenere un’immagine di rinnovamento della Fiat nel suo insieme. D’altrettanto innovativo, sul mercato domestico, non c’è stato nulla.

ra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, dice la saggezza popolare, “cheTcertamente si riferiva a tutt’altro

UNO SGUARDO ALL’ESTERO E in campo internazionale? Se guardiamo fuori dai confini nazionali, si possono cogliere novità innovative che faranno scuola e molto probabilmente verranno prese a modello anche da aziende nazionali. Un caso paradigmatico è quello dell’evoluzione degli eventi corporate presentataci da Luca Favetta, Senior Director Global Events Emea, che opera nella sede di Losanna della Sap, leader mondiale nelle soluzioni software per il business: «Una volta l’evento corporate era un momento di comunicazione singolo, specifico; ora tende a diventare un’esperienza continua e prolungata nel tempo», afferma il manager. «Se ciò accade, è proprio perché l’event strategy tiene conto degli obiettivi di business e delle

GIULIO CARLONI

argomento rispetto all’utilizzo strategico della communication by events; ma la straordinaria capacità d’azzeccare corrispondenze che i proverbi sempre dimostrano si rinnova e s’applica una volta di più anche a questo tema. Perché di uso strategico degli eventi, a dire il vero, se ne parla da un decennio circa; poi, a ben vedere, gran parte degli eventi viene invece organizzata al bisogno, con finalità essenzialmente tattiche. Non a caso, dell’evento-monstre per il lancio della Fiat 500 si parla ancora, a distanza di anni: e non solo per il grandioso budget stanziato, ma proprio per la struttura complessa e articolata, la pluralità d’obiettivi e

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priorità espresse dall’azienda: gli investimenti vengono assegnati prioritariamente agli eventi che vanno a impattare sulle aree di priorità, e l’offerta dei contenuti va resa fruibile al massimo numero di persone e per un periodo di tempo assai più lungo, proprio per ottimizzare l’investimento stesso». Va ricordato che Sap è una società autenticamente internazionale e diffusa in decine e decine di nazioni di tutto il mondo: la divisione fra eventi corporate (Global Events), regionali (per esempio: Emea) e locali (singola nazione) è per loro pratica assodata e di eventi globali se ne organizzano parecchi. Basti pensare ai field kick off, alle fiere d’importanza strategica come la Cebit, la Sibos o il Mobile World Congress, ai road show globali come i Sap Forum (eventi locali che però, tenendosi in 66 nazioni fra Europa, Africa, America settentrionale e meridionale, assumono una valenza mondiale), agli Hospitality Event che valorizzano le sponsorizzazioni sportive (nell’ambito del golf, della vela o del tennis) e quelle culturali (le tournée del Cirque du Soleil, ad esempio) come momento di pubbliche relazioni coi clienti e, di conseguenza, ne fanno un punto di forza per accelerare il networking. Vi sono poi grandi eventi formativi come TechEd, rivolto agli sviluppatori di software esterni all’azienda, SAPPHIRE NOW, rivolto invece a un target business sia interno, sia esterno. Di quest’ultimo, «Meeting e Congressi» aveva già scritto nel 2010: perché proprio in quell’anno Sap aveva avuto l’idea di condurre in parallelo due SAPPHIRE NOW in Florida e in Germania, per un totale di 16mila persone fra i due incontri, aveva permesso di proporre gli stessi contenuti e di assicurare maggiore efficacia al cambio di posizionamento del brand. “Sap is an amazing company”, questo era il concetto: che è stato convogliato con particolare forza proprio grazie alla contemporaneità, all’uso delle migliori tecnologie di trasmissione fra le due venue, e all’uti-

lizzo del web che ha allargato l’audience a un totale di 50mila persone circa nel mondo. Amazing, indeed. SEMPRE PIÙ WOW Il problema dell’effetto wow, però, è che ingenera aspettative sempre più alte. Chi imbocca questa strada dev’esser pronto ad alzare l’asticella dell’emozione di volta in volta, per continuare a stupire l’audience. Sap ne era ben consapevole e, nel 2011, il concetto di connessione fra eventi ha avuto una dimensione del tutto nuova. Questa volta, nel mese di novembre, a essere connessi son stati due eventi distinti come TechEd e SAPPHIRE NOW, rivolti a target diversi, solo in minima parte sovrapposti, e con finalità ben differenziate. Ma allora, perché insieme? Parlare solo di ottimizzazione degli investimenti e di economie di scala

LUCA FAVETTA, Senior Director Global Events Emea di Sap: «Oggi l’event strategy tiene conto degli obiettivi di business dell’azienda e gli investimenti vengono assegnati prioritariamente agli eventi che vanno a impattare sulle aree di priorità»

IN TEMPI DI CRISI, SI APPREZZA IL B2B

Il Monitor sul mercato degli eventi in Italia, la ricerca annuale effettuata da Astra Ricerche – basata su questionari somministrati a un campione di 300 aziende – presentata nel novembre 2011, faceva notare che la tipologia di eventi ritenuta più efficace dalle aziende intervistate è quella degli eventi B2B; e la classifica corrisponde alle

tipologie di eventi effettivamente realizzati nel 2011, dove figurano al primo posto gli eventi interni all’azienda, organizzati dal 50 per cento degli intervistati, e a seguire convegni, convention aziendali, eventi online, lanci di prodotto, eventi B2B, incentive, roadshow, eventi non profit, celebrazioni e ricorrenze. Insomma: il mercato degli eventi in Italia è costituito prevalentemente da eventi che le aziende organizzano per comunicare internamente con i propri clienti, fornitori, venditori e dipendenti in ambito B2B, mentre gli eventi al consumer costituiscono una quota minoritaria del mercato.

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SAPPHIRE NOW + TECH ED MADRID 2011: ADESSO DIAMO I NUMERI ¢ Partecipanti più disposti a investire in Sap: +11 per cento ¢ Partecipanti che considerano il possibile utilizzo di prodotti o servizi o soluzioni di cui hanno acquisito consapevolezza nel corso dell’evento: circa 60 per cento ¢ Partecipanti che considerano Sap come Market Leader nel suo settore: +18 per cento ¢ Partecipanti che apprezzano il valore di Sap in termini di supporto professionale in un mercato che cambia / fonte d’esperienza/ausilio all’innovazione: + 7 per cento ¢ Partecipanti che considerano Sap come azienda innovativa/capace di procedere nella giusta direzione/proficua per le esigenze della propria impresa: +13 per cento. (I dati percentuali si riferiscono alla variazione della percezione, tra prima e dopo l’evento).

Questa volta, nel corso dell’annuale appuntamento Sap, a essere connessi sono stati due eventi distinti come TechEd e SAPPHIRE NOW, rivolti a target diversi, solo in minima parte sovrapposti, e con finalità ben differenziate. Totale partecipanti: 50mila tra Madrid e Pechino

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sarebbe riduttivo. Certo, i lavori procedono separati, ma basta poi un solo concerto, un solo allestimento scenografico… ma non è soltanto questo. La co-locazione dei due eventi in parallelo dà ovviamente ben più ampio impatto alla presenza dell’azienda nella vita professionale dei partecipanti, evidenzia il ruolo tecnico e commerciale come pure quello formativo e dunque, in un certo senso, “istituzionale”, permette un dispiego di soluzioni tecnologiche ancor più raffinate e funzionali che marcano una nuova frontiera fra l’azienda e i suoi pubblici di riferimento. E per di più, dato non trascurabile, dà modo ai partner come IBM, Hp e altri player del mercato di dar maggiore resa ai propri investimenti. Se SAPPHIRE NOW 2010 era stata la versione 2.0 dell’emozione nel partecipare, SAPPHIRE NOW + TechEd 2011 è certamente la versione 3.0. Tanto più che l’evento, tenutosi dall’8 al 10 novembre a Madrid, s’è replicato la settimana

seguente a Pechino, dal 15 al 17; diecimila e 500 partecipanti on site in Spagna – il più grande evento Sap Emea di tutti i tempi! – e oltre 15mila in Cina; un numero considerevolissimo di opportunità in parallelo trasmesse in broadcasting anche ad altri Paesi, così da allargare il bacino d’utenza a dismisura e da far risaltare come la presenza fisica sia solo una delle forme di partecipazione possibili, forse la più completa, ma non certo l’unica. Nell’edizione 2011, peraltro, Sap ha spinto considerevolmente l’uso dei social media; perché ormai fanno parte della vita quotidiana di milioni di persone strumenti come Facebook, LinkedIn, Twitter, Flickr per la condivisione delle foto, YouTube per quello dei video, e i gruppi di Google… Ecco allora che le informazioni professionali son state convogliate da blogger specializzati, capaci di twittare come autentici inviati del nostro tempo, a tutto beneficio di una customer experience più incisiva e di una diffusione sempre più estesa; basti pensare che tra Sap Tv, la piattaforma online e i social media, si calcola che il solo SAPPHIRE NOW EMEA abbia raggiunto più di 28 mila partecipanti di cui solo 6.250 presenti fisicamente, e che il sommarsi di differenti strumenti di comunicazione in tempi diversi abbia generato un totale di 135 mila contatti nel mondo nel corso dell’intero anno. IL NUOVO CHE AVANZA (DAVVERO) La percezione del “nuovo che avanza” è stata dunque proficuamente ricondotta in ambito professionale: si volevano ottenere risultati qualitativi e quantitativi, e le risultanze emerse sono più che incoraggianti in termini di propensione all’azione, di leadership di mercato, di valori, di fiducia nel brand e di propensione all’acquisto. Ma non sono i singoli effetti, per quanto positivi, a confortare il management Sap nella decisione di proseguire sulla via del cambiamento: è l’insieme del quadro che si compone a dare la misura di un’azienda che ha saputo esprimere intuito nel cogliere i segni dei tempi al loro primo apparire, capacità strategica nell’adeguare la cadenza, i contenuti e i format dei suoi appuntamenti con l’utenza esterna e interna, prontezza nell’usare gli strumenti più attuali. Intuito, capacità strategica, prontezza: qualità fondamentali per una società che tratta di software gestionale, atout che hanno potuto estrinsecarsi appieno proprio attraverso un uso degli eventi come strumenti di comunicazione a tutto tondo, altrettanto e forse persino più efficaci di quelli classici. Chi sosteneva che la creatività progettuale fosse prerogativa degli eventi b2c, ha materiale per un ripensamento…


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Ritorno al Futuro Nonostante la crisi economica e i dissesti di questo nostro mondo moderno, i planner ricominciano ad avere fiducia e a puntare sul futuro. E le ultime tecnologie sembrano dare ragione a chi non si è mai scoraggiato dal nostro corrispondente negli Usa DOMENICO MATARAZZO

scorso anno si è celebrato il anniversario dell’uscita di L“Backo25esimo to the Future”, il film cult diventato poi una trilogia e che tutt’ora ha un folto gruppo di fan su scala internazionale. I personaggi in primo piano erano uno studentee, interpretato da Michael J. Fox e uno scienziato folle (Christopher Lloyd), ma la vera protagonista era un’auto modello DeLorean, trasformata in occasione del film in una macchina per viaggiare nel tempo. L’anniversario non poteva capitare in un momento più opportuno dato che nei mesi successivi le cronache hanno dato

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rilievo a ricerche che proverebbero scientificamente la possibilità di viaggiare nel tempo. I più citati erano gli studi del Cern di Ginevra e del Mit di Boston. Più di recente invece l’emittente pubblica americana Pbs ha prodotto una serie televisiva per spiegare il viaggio nel tempo in termini comprensibili all’audience di massa. Il futuro torna a essere di moda, insomma, e ciò accade anche nel settore degli eventi. “Futuro” è infatti una di quelle parole chiave che attirano l’interesse, paragonabile alla parola “gratis” su un annuncio pubblicitario ed è per questo che viene proposta in tutte le salse. L’edizione 2012 del Consumer Electronic Show di Las Vegas, per esempio, avrà sessioni intitolate “The Future of Wireless Devices on Airplanes”, “The future of your entertainment”, “Connecting Devices into the Future”. Agli inizi di quest’anno invece Ross Dowson, autore di vari bestseller su scenari futuri, era il keynote


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per l’agenzia pubblicitaria Ketchum in una conferenza intitolata (neanche a dirlo) “The future of global media” . Nel giugno scorso invece, il presidente della Nokia, Stephen Elop, era il keynote a San Diego per una conferenza dal titolo “The Future of the Mobile Ecosystem”. In vista delle prossime elezioni presidenziali americane non potevano mancare inoltre conferenze su temi elettorali più scottanti, come la riforma sanitaria. Ecco quindi che la Biotechnology Industry Organization (BIO) si proponeva di eliminare ogni incentertezza pianificando nel corso della BIO International Convention 2011 una sessione dal titolo “The Future of Healthcare Reform”. ROBOTICA, NATOTECNOLOGIE E CLOUD COMPUTING Nella maggior parte dei casi queste sessioni non offrono una sfera di cristallo sul futuro, ma fanno il punto sulla situazione. Durante la Global Gaming Expo per esempio una delle sessioni più frequentate è stata “At Your Fingertips: The Future of Mobile Gaming”. Chi ha partecipato però ha dovuto sorbirsi slides su come funziona la tecnologia, quali sono le leggi in vigore nel settore a livello internazionale e i modelli economici più popolari per distribuire giochi su telefonini multimediali. Per quanto riguarda il futuro... una volta appresi i fatti ogni opinione era buona. I temi legati al “futuro” sono stati molto in voga alla fine degli anni novanta quando lo sviluppo di internet ha fatto la fortuna di molti planner, come JupiterMedia, Meckler, KaganWorld Media, gruppi che presentavano il “futuro di internet” e l’impatto in tutti i possibili settori: banche, retail, consumer elettronic, amministrazione pubblica. Il termine ha anche dato risalto a scrittori specializzati in tecnologie come George Gilder. Questi venivano presentati come futuristi, le loro opinioni apparivano su testate nazionali, vendevano libri ed erano invitati a parlare presso aziende o come keynotes in conferenze. Scoppiata la bolla di internet e le crisi dopo eventi come i fallimenti della Enron e di Arthur Andersen, la crisi immobiliare, catastrofi naturali come Kathrina, al termine “future” i planner hanno preferito termini quali “survive” o “emergency”. Chi ha problemi di sopravvivenza però non spende mille dollari per partecipare a una conferenza, e infatti i vari JupiterMedia, Meckler, KaganWorld Media hanno cambiato nome, venduto, o, dopo un periodo di assestamento, si sono riposizionati per puntare su temi più attuali come social network o telefonia via internet. Ora però il futuro sembra tornare di moda, aiutato dalla crescente diffusione di tecnologie di cui per altro si

parla da tempo e da libri che stanno accattivando i lettori con scenari futuristici molto vicini a noi. Robotica, natotecnologie e cloud computing per esempio sono gli argomenti degli eventi più frequentati negli ultimi mesi. «Non ho mai visto una domanda così forte e continua per i robot, tanto che nel 2010 le vendite sono raddoppiate rispetto al 2009», ha dichiarato Ake Lindqvist lo scorso agosto in apertura di un affollatissimo simposio internazionale sulla robotica (ISR 2011). Sul lato consumer invece si preannuncia che i tablet invaderanno presto il mercato rendendo ancora più inseparabile l’unione uomo-macchina. Perfino la DeLorean usata in Ritorno al Futuro, sarà

La DeLorean DMC12 disegnata da Giugiario, un flop commerciale che divenne però popolarissima grazie al film “Ritorno al Futuro”. Sarà riproposta nel 2013 in versione elettrica. Un simbolo forse per una rinnovata fiducia nel futuro

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Ray Kurzweil: il futurista attualmente più popolare. Oltre a essere tra gli speaker più quotati in conferenze su tecnologia, Kurzweil è un prolifico inventore e imprenditore. L’ultima attività: un’azienda farmaceutica, dopo i buoni risultati ottenuti nella lotta personale contro il diabete. “The Transcendent Man” è un documentario ispirato al suo libro

nuovamente riproposta come auto elettrica nel 2013, dopo essere stato un colossale flop quando fu lanciata negli Anni 80. L’UOMO BICENTENARIO Nessuno è più convinto dell’impatto e della rapidità di sviluppo di queste tecnologie di Ray Kurzweil, uno dei futuristi più discussi attualmente. A differenza di futuristi come Gilder, Ray Kurzweil è considerato una delle menti più geniali del nostro secolo. A lui si devono invenzioni come il riconoscimento ottico (OCR), il riconoscimento vocale, la conversione di testi in audio (text to speech) e le tastiere musicali elettroniche. Kurzweil è il profeta di uno scenario che lui chiama “The Singularity”, ovvero un punto in un futuro molto vicino a noi in

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cui il rapido avanzamento delle tecnologie consentirà agli individui di incorporare le tecnologie anche all’interno del corpo. Fino qui lo scenario non è controverso, anzi è sostenuto anche da casi concreti e recenti. Kurzweil però si spinge fino a dire che gli individui potranno vivere anche centinaia di anni e magari eternamente se si estende il proprio essere fisico a un avatar. «Tutto sta a rimanere in forma almeno per i prossimi dieci anni» è il messaggio con cui l’inventore americano conclude i suoi interventi, ovvero fino a che alcune di queste innovazioni saranno presenti sul mercato. Non sorprende che questi siano i punti più controversi, anche se lo scenario ha già molti seguaci nella Silicon Valley e lo stesso Kurzweil pratica ciò che predica. Ogni giorno prende 180 pillole con l’obiettivo di mantenere gli organi vitali sani e modificare alcune imperfezioni genetiche proprie, come la tendenza al diabete. Contemporaneamente raccoglie foto, video e testimonianze per ricreare un avatar che pensi e si comporti come suo padre, morto prematuramente. Le visioni di Kurzweil sono raccolte nel libro “The Singularity Is Near” e in Europa sono state presentate per la prima volta proprio a Milano al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica, durante un evento organizzato dall’istituto di ricerca iLabs. UTILITÀ VUOL DIRE PROFITTI Le cronache sull’instabilità dell’euro, le catastrofi naturali, la situazione politica in medio oriente, nonchè scenari apocalittici come la fine del mondo fissata dai Maya nel 2012 dovrebbero frenare questo entusiasmo sul futuro. Il mago della finanza Warren Buffett, a chi gli ha chiesto come vede il futuro in questo contesto, ha risposto che non se ne preoccupa. Ci saranno sempre guerre e crisi e calamità, ma fino a che vi sono aziende che vendono prodotti utili e sono guidate da persone affidabili l’economia continuerà a generare profitti. Dato che i vari JupiterMedia o Meckler citati in precedenza oltre a parlare di futuro producevano eventi utili con speaker di rilievo, il messaggio può essere reinterpretato anche per i planner: fino a che ci saranno conferenze utili e con relatori affidabili, il settore continuerà a generare profitti. Lo dice Warren Buffett che di futuro se ne intende: oltre a essere uno dei tre uomini più ricchi del mondo viene anche chiamato, non a caso, l’Oracolo dell’Omaha.


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Il futuro che ritorna Sono trascorsi decenni dalle prime tecnologie nate per il Mice. E ciò che sembrava ormai obsoleto sta tornando alla ribalta grazie a una “reinventata” efficienza MATTEO ROCCA

e lo scorso anno la novità era il 3D, complice il film Avatar, quest’anno c’è S poca carne al fuoco sul fronte delle tecnologie d’avanguardia. Almeno se pensiamo a effetti speciali e colori ultravivaci; ma la scienza non è solo fantascienza (parafrasando un celebre spot televisivo degli Anni 80, che sembra essere stato fatto apposta per noi.) E quindi, ecco che le tecnolgie “invisibili” possono fare la differenza. Velocità e interattività crescenti sono i veri plus dei dispositivi hi-tech più moderni: 3G, wireless, ologrammi, touchscreen e alta definizione, sempre più diffusi giorno dopo giorno, stravolgono in positivo anche vecchie tecnologie che sembravano passate di moda. E che invece, oggi, possono rivelarsi strabilianti.

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LA TELEPRESENZA PER TUTTI Correva l’anno 1993, e un’azienda statunitense lanciava sul mercato uno dei primi sistemi per la telepresenza: progettato appositamente per essere impiegata nelle meeting room, il TelePort (o TeleSuite) sembrava sul punto di inaugurare una nuova era della comunicazione b2b. Il passo in avanti rispetto alla tradizionale videoconferenza era tangibile: la nuova tecnologia garantiva infatti un superiore e molto più realistico effetto-presenza, in particolare grazie alla possibilità di simulare il contatto visivo “eye-to-eye”, eliminando la sgradevole sensazione di trovarsi di fronte a un interlocutore dallo sguardo perennemente sfuggente e puntato altrove. La mimesi calibrata dell’audio costituiva un altro importante plus: la voce di ciascuno dei partecipanti alla teleconferenza proveniva dalla direzione esatta in cui lo stesso compariva – a grandezza naturale – sullo schermo. Quello che i pionieri della telepresenza avevano compreso – supportati in que-


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TECNOLOGIA sto dagli esiti delle ricerche sulle dinamiche psicologiche della comunicazione umana – era che la componente visiva e non verbale ha un peso notevole in ogni tipo di scambio linguistico. Il ruolo predominante giocato dalla vista nel nostro universo sensoriale ci rende particolarmente sensibili a tutti quegli aspetti – linguaggio del corpo, postura, gestualità, mimica facciale – che vanno oltre le parole. Non solo: secondo alcuni studi, i tratti non verbali incidono in maniera determinante sulla ricezione del messaggio. La novità della telepresenza era proprio questa: salvaguardare la ricchezza informativa propria del face-to-face anche nel caso di un’interazione a distanza. C’erano però anche svantaggi altrettanto considerevoli, legati allo stato dell’arte delle telecomunicazioni. Negli Anni 90, la qualità video dei monitor era quella che era. Il web era agli albori. Le videochiamate internazionali dovevano necessariamente appoggiarsi al satellite, con ricadute pesanti sia in termini di costi sia di pulizia del segnale. Negli anni Duemila, l’exploit del web e la diffusione dei più pratici software VoIP per la videochiamata online – Skype su tutti – sembravano destinati a battere la telepresenza sul terreno dei costi e della fruibilità. Ma proprio quei progressi tecnologici che parevano sul punto di sorpassarla hanno rivitalizzato in anni recenti la vecchia telepresenza, rendendola nuovamente appetibile: prova ne è l’ingresso nel mercato di realtà importanti dell’hi-tech come Cisco e Hewlett-Packard, e la crescita di interessanti società specializzate come LifeSize, Polycom (che ha da poco rilevato in esclusiva HP Halo, il sistema di teleconferenza di Hewlett-Packard) e Teliris. Monitor Full HD sempre più disponibili a buon mercato e sistemi di trasmissione audio-video digitali sempre più potenti e con risoluzioni sempre più raffinate consentono di ridurre i costi e di migliorare la qualità della virtual conference; e anche se gli impianti più completi, in cui gli schermi occupano un’intera parete della meeting room, per garantire l’interazione realistica e simultanea anche tra più tavoli di lavoro in cinque continenti diversi, hanno avuto finora un costo molto elevato – con cifre comprese, a seconda delle dimensioni, tra i 60 e i 300mila dollari per la sola installazione hardware, e ulteriori 10mila dollari al mese per le spese di connessione –, si stanno diffondendo anche dispositivi più piccoli e portatili, decisamente più sostenibili anche per il budget delle Pmi.

appena iniziata, e già si registrano progressi interessanti: come quello proposto recentemente dall’americana Vidyo, che con il nuovo VidyoPanorama offre la possibilità di creare un ambiente multischermo per conferenze comprendenti decine di partecipanti simultanei. Le novità di rilievo sono rappresentate dalla versatilità del sistema – ci si può unire alla teleconversazione anche tramite device mobili come Pc, tablet e smartphone – e soprattutto dai costi decisamente più contenuti: attrezzare la propria sala riunioni con nove schermi HD con immagini da 1080 pixel e 60 frame al secondo costa circa 44mila dollari, con un notevole alleggerimento delle spese hardware e di rete rispetto ai sistemi di telepresenza tradizionali. Sempre Vidyo ha annunciato l’introduzione, prevista per il 2012, di un router virtuale: si tratta di una tecnologia basata sul cloud-computing, che consentirà di abbattere ulteriormente i costi di connessione, sostituendo l’hardware

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CARLAMBROGIO CHIODAROLI, direttore del Centro Sviluppo Realtà Virtuale: «La realtà virtuale, sia immersiva sia in 3D, non è una tecnologia nuova; la novità è data dal fatto che è sempre più accessibile, ed è prevedibile che nel giro di pochi anni molte imprese potranno dotarsi delle infrastrutture necessarie a costi contenuti»

PROGRESSI “LOW COST” La sfida per abbattere i costi e facilitare l’accesso alle tecnologie di telepresenza anche alle piccole e medie imprese è

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TELEPRESENZA MADE IN ITALY Vi ricordate di Vgo Telepresent? Ce ne aveva parlato Domenico Matarazzo nel numero di aprile 2011 (p. 100): si tratta di un robot per la telepresenza e l’interazione remota, di fabbricazione americana, non ancora disponibile sul mercato europeo. Ebbene, nel corso dell’annuale RoboticaExpo, tenutasi presso la Fiera di Milano dal 16 al 19 novembre del 2011, è stato presentato I-Do Robot, il primo automa per la telepresenza intera-

Sopra, HP Halo, il sistema di teleconferenza di Hewlett-Packard. Sotto e nella pagina accanto, alcune novità del Centro Sviluppo Realtà Virtuale, progetto nato all’interno del nuovissimo parco scientifico tecnologico ComoNExT, di Lomazzo

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mente italiano, sviluppato da NuZoo Robotics. Controllabile dal proprio Pc, mediante un software proprietario, consente di interfacciarsi in tempo reale con luoghi e persone distanti, visitare e ispezionare location, sorvegliare a distanza uffici e locali. Ma anche presenziare a riunioni, convention, fiere ed eventi. con una macchina virtuale accessibile online. Staremo a vedere; in ogni caso, è indubbio che il mercato della videoconferenza e della telepresenza in ambito business stia dando dei segnali di crescita importanti e particolarmente degni di nota, data l’attuale congiuntura economica: secondo una survey commissionata da IDC (International Data Corporation), nel terzo trimestre del 2011 il fatturato globale del settore è aumentato del 24,3 per cento; il segmento della telepresenza, in particolare, è cresciuto del 36,6 per cento rispetto al 2010. Si potrebbe quasi parlare di boom. Tra i benefit più apprezzati c’è sicuramente il risparmio (di tempo e denaro): la telepresenza è una pratica alternativa a viaggi onerosi per guest speaker internazionali e meeting fuori sede. Non solo: la scelta di dotarsi di sistemi di teleconferencing all’avanguardia può avere anche ricadute positive a livello di immagine e di Corporate Social Responsibility, grazie alla sensibile riduzione dell’inquinamento generato da numerose e frequenti trasferte. Una nuova era (di nuovo) alle porte per la meeting industry, quindi? I vaticini sulle novità tecnologiche destinate a rivoluzionare le nostre abitudini personali e professionali sono una tentazione facile e ricorrente; è forse più realistico ipotiz-

zare che assisteremo a un’innovazione progressiva e graduale, in cui l’integrazione fra tecnologie più o meno recenti renderà via via più fruibili ed efficaci strumenti già esistenti. “Il futuro è già qui”, come ha più volte affermato lo scrittore americano William Gibson, “semplicemente non è stato ancora ben distribuito”. LA REALTÀ VIRTUALE? SEMPRE PIÙ CONCRETA Simulazione di presenza, tridimensionalità e interattività sono le caratteristiche di un’altra grande promessa tecnologica del secolo scorso: la realtà virtuale. Ricordate? Negli Anni 90 – e prima ancora – era la nuova frontiera: l’immagine futuribile dell’individuo con indosso occhialoni avveniristici e guanti ipertecnologici, con cui tracciava ineffabili gesti nell’aria davanti a sé, dominava l’immaginario della science fiction di ieri, alimentato dal successo al cinema del filone cyberpunk (Terminator 2, Strange Days, Matrix e così via). L’idea che presto o tardi la realtà virtuale avrebbe dato vita a un mondo parallelo, destinato a sostituirsi a quello storico, ha del resto goduto di buona salute fino a pochi anni fa, quando sembrava che buona parte della popolazione mondiale fosse sul punto di compiere una sorta di migrazione virtuale di massa su Second Life. Sappiamo che le cose sono andate diversamente: il boom dei social network ha in una certa misura avverato la previsione secondo cui ciascuno di noi avrebbe aggiunto un’appendice virtuale alla sua vita, ma il tanto atteso avvento di una realtà immersiva e parallela, in cui anche i meeting di lavoro vengono tenuti dai nostri avatar, è ancora di là da venire. Ma – come dicevamo in apertura – la scienza è ben altra cosa dalla fantascienza; e la realtà virtuale, lungi dall’essere solo un effetto cinematografico, si rivela oggi un terreno di ricerca fertile e promettente,


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TECNOLOGIA anche per il Mice. Ne abbiamo un ottimo esempio nostrano nel Centro Sviluppo Realtà Virtuale, progetto nato all’interno del nuovissimo parco scientifico tecnologico ComoNExT, inaugurato a Lomazzo (CO) il 28 maggio 2010. Il CSRV si propone come un punto di riferimento per la ricerca e l’elaborazione nell’ambito di contenuti interattivi in 3D, sia stereoscopici sia immersivi, mettendo a disposizione delle aziende la propria expertise e le proprie strutture tecniche – tra cui una sala cinema con schermo concavo 3D e una cave con quattro pareti per la realtà immersiva. Il core è rappresentato dalla progettazione di prodotti e ambienti in scala 1:1, per permettere una verifica empirica del risultato finale: interni di aerei o di barche, stand espositivi, showroom, installazioni, spazi esterni normalmente troppo grandi e complessi da gestire con i tradizionali software di digital mock-up. Il vantaggio dell’impiego della RV è costituito dall’ottimizzazione delle possibilità di verifica preliminare di allestimenti, materiali, luci e colori, sperimentandone l’effetto in prima persona. Un’altra interessante opzione è rappresentata dalla produzione di materiali 3D o di strumenti di realtà aumentata a supporto di iniziative di comunicazione, promozione e vendita. È quello che è avvenuto, ad esempio, lo scorso 25 ottobre nel corso dell’International Participants Meeting di Expo 2015, evento dedicato all’early engagement dei partecipanti all’attesissima manifestazione, in cui il piano architettonico generale dell’Esposizione è stato illustrato mediante una simulazione 3D realizzato dal CSRV. VIRTUAL B2B Le possibili declinazioni della realtà virtuale per le aziende sono numerose, come ci spiega l’ingegner Carlambrogio Chiodaroli, direttore del Centro: «La realtà virtuale, sia immersiva sia in 3D, non è una tecnologia nuova; la novità è data dal fatto che è sempre più accessibile, ed è prevedibile che nel giro di pochi anni molte imprese potranno dotarsi delle infrastrutture necessarie a costi contenuti. La cave a quattro pareti, per esempio, è stata finora un’esclusiva dell’automotive e dell’industria aerospaziale, mentre oggi anche le piccole e medie imprese possono ricorrere alla simulazione immersiva, allo stesso costo di un tradizionale rendering 3D. Le applicazioni possibili vanno dal training al serious game formativo, dalla prototipazione virtuale di prodotti e allestimenti alla realizzazione di infografiche interattive in real time rendering finalizzate all’engagement dei partecipanti a un evento». Ma quali sono i vantaggi della simulazione virtuale? «Innanzitutto c’è la possibilità di riprodurre in maniera assolutamente realistica spazi, impianti, assiemi anche

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molto complessi, ricreando anche lo sfondo sonoro, e simulando magari situazioni di emergenza o criticità in un ambiente immersivo. Inoltre, la realtà virtuale 3D è ormai assolutamente portatile e interattiva: le stesse applicazioni sviluppate qui da noi, nel nostro centro, possono essere riprodotte dal cliente sul suo tablet, per mostrarle a sua volta ai buyer, che potranno interagire con la realtà simulata modificando angoli di visuale, colori, dimensioni... proprio come se si trovassero di fronte al prodotto reale. La versatilità di questa tecnologia la rende praticamente universale e progettabile su misura per ogni tipo di esigenza e settore produttivo, dall’healthcare all’education, ed è ovviamente ideale anche per l’industria degli eventi e per il marketing». Possiamo insomma prevedere un exploit della realtà virtuale nei prossimi anni. «Nel mio percorso professionale ho vissuto personalmente l’evoluzione costante, dal 2D al 3D, fino alla realtà aumentata e agli ologrammi. Sono convinto che assisteremo a un’ulteriore e progressiva riduzione dei costi. Già oggi, tecnologie promettenti come il Kinect della Microsoft sono disponibili con poche centinaia di euro, mentre Google e Apple puntano sugli occhiali per la realtà aumentata come corredo per i loro smartphone: è da prevedere che nel giro di pochi anni ne vedremo davvero delle belle». MEETING ROOM SEMPRE PIÙ SMART Sempre nella direzione dell’interattività e della ricerca di nuove modalità di scambio, presentazione e condivisione dei

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Qui accanto, il nuovo VidyoPanorama, sistema che offre la possibilità di creare un ambiente multi-schermo per conferenze comprendenti decine di partecipanti simultanei

contenuti vanno progetti come Code Space, sviluppato recentemente da Microsoft, che combina tecnologie touch, wi-fi, smartphone, tablet e rilevatori di movimento per rendere sempre più smart e interattivi uffici, ambienti di lavoro e sale riunioni. L’idea è quella di far dialogare tra loro i diversi dispositivi presenti all’interno della meeting room, sia quelli “locali” e comuni (proiettori, maxischermi, e via dicendo) sia quelli “mobili”

LA REALTÀ INDOSSATA La realtà aumentata è già nota agli addetti ai lavori del Mice; i suoi campi di applicazione sono molteplici – per informare, intrattenere o semplicemente per rendere accattivanti stand espositivi, o per offrire uno svago alternativo a margine di congressi e sessioni di lavoro. La novità di fine 2011 è il lancio, da parte della società israeliana Lumus, del primo modello di occhiali hi-tech per la realtà aumentata. Si tratta di speciali visori perfettamente uguali ai normali occhiali da vista o da sole, che consentono di proiettare immagini e contenuti multimediali sulla parete interna delle lenti. Si potranno leggere mail e sms, navigare in internet, guardare video o seguire indicazioni stradali osservandole comparire in trasparenza mentre passeggiamo per la città.

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Le immagini vengono proiettate con una dimensione di 87 pollici a circa tre metri di distanza dagli occhi, in modo da non ostacolare la visione naturale. Il prossimo passo annunciato è lo sviluppo della versione HD; nel frattempo, sono già usciti i primi rumors sulla volontà, da parte di Google e Apple, di implementare questa tecnologia per farla dialogare con Android, iPhone e iPad entro il 2012.

e personali (cellulari, tablet, pc...). In questo modo tutti i partecipanti alla riunione possono agire direttamente dal loro posto sulla lavagna-maxischermo, visualizzando su di essa file e contenuti archiviati sul loro cellulare, o viceversa salvando sui loro device personali i dati e le presentazioni degli altri. Lo sviluppo più interessante è però quello reso possibile dalla presenza di un sensore in grado di captare e interpretare i gesti e i movimenti del corpo umano, trasformandoli in comandi sullo schermo: così, muovendo semplicemente le mani, si potranno aprire e chiudere finestre, spostare il puntatore del mouse semplicemente tracciando un gesto con il dito fino a indicare un dato elemento presente sul maxischermo, interrompere e far ripartire la propria presentazione alzando una mano, e via dicendo. Queste comode e avveniristiche applicazioni sono solo uno dei possibili utilizzi della tecnologia di rilevamento a raggi infrarossi su cui si basa Kinect, inizialmente sviluppato da Microsoft come periferica per videogiochi, ma già divenuto oggetto di numerose sperimentazioni anche in altri ambiti tra cui, non ultimo, quello business. Un accattivante indizio di questa tendenza lo avevamo avuto esattamente un anno fa, allorché Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, aveva tenuto il suo keynote speech al Ces di Las Vegas per mezzo del proprio avatar, presentando, sia nelle parole sia nei fatti, le potenzialità di Kinect, in grado di replicare fedelmente gesti e movimenti facciali di Ballmer e riprodurli istantaneamente in un suo doppio virtuale, trasformando in realtà la celebre affermazione di McLuhan secondo cui “il medium è il messaggio”. Se consideriamo il costo decisamente abbordabile del dispositivo (150 euro), inoltre, non c’è dubbio che gli sviluppi di questa tec-


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TECNOLOGIA nologia siano da tenere d ’o c c h i o : anche in q u e s t o caso, infatti, il progresso si traduce innanzitutto in un abbassamento della soglia di accesso alle tecnologie più moderne, che risultano sempre più sorprendenti già a livello consumer. QUANDO IL GIOCO SI FA SERIO Già noto agli appassionati del mondo videoludico, capaci di acquistarne otto milioni di esemplari nei primi due mesi dal lancio – un autentico primato –, Microsoft Kinect si prospetta come una delle innovazioni hitech più versatili e potenzialmente rivoluzionarie dei prossimi anni. Progettato inizialmente per rilanciare l’Xbox nella lotta contro Nintendo Wii e PlayStation, il sistema Kinect integra sensori di movimento e tecnologia di riconoscimento vocale, per consentire all’utente di controllare la console senza alcun tipo di strumento oltre al proprio corpo. Ben presto, però, Microsoft ha intuito che le potenzialità di una simile tecnologia vanno anche oltre il fronte dei videogiochi: secondo alcuni, si tratterebbe di un importante passo verso l’interfaccia del futuro, capace di trasformare in realtà le scene di film come Minority Report. Con una mossa brillante, a giugno 2011 Microsoft ha reso disponibile a ricercatori e appassionati il kit per lo sviluppo del software di Kinect su pc, dando loro modo di sperimentare nuove modalità di interazione uomo-macchina basate sul controllo a distanza e sulla gestualità. Mentre pare che la prossima generazione di Kinect sarà talmente sofisticata da poter leggere il labiale degli utenti e di dedurne lo stato d’animo dal tono di voce e dalla mimica facciale.

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MILANO 2015, IL CYBER EXPO NELLA SMART CITY MILANO Malgrado i frequenti annunci di ritardi, le polemiche e i cambi di programma, con il 2012 i preparativi per la grande esposizione entrano in fase esecutiva. Tra tante questioni ancora aperte, una certezza: si tratterà dell’evento pubblico a più alto contenuto tecnologico dei prossimi anni. L’obiettivo è quello di fare di Milano una Smart City, con importanti innovazioni sul fronte della sostenibilità, dell’interattività e della velocità di connessione prossima ventura: segnaletica digitale con pannelli informativi multi touch, 4G, realtà aumentata – grazie a occhiali speciali che consentiranno di “vedere” informazioni aggiuntive tati su un flusso di aria nebulizzata. Come si vede nel video dimostrativo diffuso su Youtube, è dunque possibile manipolare gli ologrammi in modo interattivo, “toccandoli” e agendo su di essi grazie alla presenza di sensori in grado di leggere i movimenti delle mani. La tecnologia è allo stadio embrionale; tuttavia, è già possibile ipotizzarne alcune delle applicazioni possibili sul terreno degli eventi. Gli ologrammi interattivi potrebbero infatti essere impiegati con successo per l’advertising, per la comunicazione spettacolare e interattiva finalizzata all’engagement dei passanti, per l’allestimento scenografico di convention, showcase, presentazioni e lanci di prodotto.

su luoghi e oggetti inquadrati, sfruttando una tecnologia già disponibile sugli odierni smartphone –, gestione elettronica delle code, possibilità di personalizzare online il proprio itinerario di visita. Sono inoltre già allo studio sistemi di Near Field Communication per effettuare pagamenti rapidi direttamente dal cellulare, avvicinandolo a un lettore proprio come un badge o una carta elettronica. Parallelamente all’Esposizione fisica, inoltre, ci sarà anche un Cyber Expo, una versione virtuale dell’evento, accessibile da qualsiasi device, per consentire un’estensione sostenibile del numero dei partecipanti oltre la soglia prevista di 20 milioni di visitatori in carne e ossa.

Sotto, il Kinect di Microsoft, periferica per videogiochi, già divenuto oggetto di numerose sperimentazioni anche in altri ambiti tra cui, non ultimo, quello business

ANCHE L’OLOGRAMMA DIVENTA INTERATTIVO La risposta a Kinect è, forse, già arrivata. Un gruppo di ricercatori russi ha infatti messo a punto un dispositivo basato sull’air touch, vale a dire sulla decodifica, da parte di sensori intelligenti, dei movimenti umani, senza la necessità di dover ricorrere ad altre strumentazioni hardware. La novità del DisplAir – questo il nome della società russa nata per commercializzare l’invenzione – è rappresentata dal fatto che l’interazione avviene agendo su degli ologrammi tridimensionali, proiet-

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Il meeting? È sempre più mobile Gli smartphone e i tablet stanno sviluppando capacità Mice-oriented delle quali – molto presto – congressi, eventi e fiere non sapranno più fare a meno MATTEO ROCCA

a diffusione crescente di device portatili come tablet e smartphone rapLpresenta un’importante estensione della Rete, con la possibilità di scambiare informazioni e dati in maniera sempre più veloce e intuitiva. Il web, inoltre, è sempre più social: una tendenza che pone l’accento sull’importanza crescente degli aspetti relazionali, del networking e della condivisione di dati e idee, sia in ambito privato sia professionale. Sono trend che riguardano da vicino il mondo Mice, per sua natura improntato al contatto

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umano, alla comunicazione diretta e non banale, alla costruzione di reti di relazioni che durino nel tempo. UNA APP PER TUTTO L’evoluzione informatica e tecnologica ci spinge nella direzione dell’interattività crescente e pervasiva, in cui luoghi, eventi e persone sono sempre più interconnessi e in grado di comunicare tra loro in tempo reale e in ogni momento. La parola d’ordine è mobilità; o meglio, “getting mobilized”, come recita l’eloquente titolo di un white paper pubblicato la scorsa primavera dalla Meeting Professionals International in collaborazione con SwiftMobile, azienda specializzata nella realizzazione di applicazioni – le app – concepite su misura per centri


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TECNOLOGIA congressi, associazioni e imprese impegnate sul fronte Mice. Il documento – un pdf di 50 pagine, scaricabile all’indirizzo www.mpiweb.org/Portal/Research/swift mobile – è dedicato all’esplosione dell’offerta di app pensate appositamente per il mondo congressuale, che si pongono come utili supporti alla progettazione, gestione e fruizione degli eventi, sia per i planner sia per i partecipanti; lo scopo del white paper è quello di incentivare gli attori della meeting industry a considerare come irrinunciabile lo sviluppo di strategie di comunicazione e sviluppo degli eventi che tengano conto della diffusione a macchia d’olio di dispositivi portatili ad alta tecnologia, che hanno ormai reso di fatto tascabili le risorse del web. Al di là dell’advocacy promossa da SwiftMobile a sostegno del proprio settore di competenza, è d’altra parte innegabile che la nascita degli smartphone abbia di fatto introdotto un nuovo medium, le cui possibilità sono ancora in buona parte da esplorare, ma che rientra già a pieno titolo tra gli strumenti a disposizione dei planner per il communication mix. Dal canto loro, i tablet – leggeri, intuitivi, versatili e con schermi luminosi facilmente leggibili –, si candidano al ruolo di strumento mai-più-senza per tutti i professionisti con elevate esigenze di mobilità e con la necessità di gestire numerose informazioni e di mantenere una comunicazione costante con clienti, partner, buyer e fornitori. UN VADEMECUM PER OGNI EVENTO Pensate al classico coltellino svizzero multifunzione: le app congressuali vanno nella medesima direzione, offrendo molteplici strumenti integrati per la gestione e la condivisione di informazioni relative a tutte le fasi dell’evento. Le app sono scaricabili gratuitamente dall’utente, e offrono tutte alcune funzioni standard: l’agenda dell’evento, la possibilità di accedere a informazioni sempre

aggiornate sul programma, mappe interattive di città e location ed eventuali informazioni turistiche aggiuntive. Molte app offrono la possibilità di consultare schede informative sugli speaker e sulle sessioni della conferenza, sugli altri partecipanti, sugli eventuali sponsor e sugli organizzatori. Nel caso di eventi fieristici, l’app consente di trasformare il proprio cellulare in un pratico strumento di navigazione, per orientarsi tra stand, corsie e padiglioni senza dover far ricorso a mappe cartacee – sempre utili, ma con un impatto ambientale considerevole. Ulteriori funzionalità spaziano dai servizi di messaggistica integrata ai promemoria, dalla rilevazione del feedback – in sostituzione del tradizionale questionario – ai giochi, magari legati al tema dell’evento: un pratico modo per offrire uno svago e contemporaneamente per rinforzare il messaggio portante di una convention o di una manifestazione scientifica, filantropica o culturale. Un’altra interessante possibilità è offerta dalla realtà aumentata, che i possessori di iPhone e Android conosceranno già alla perfezione. L’interazione tra realtà ed elementi digitali trova forse il suo impiego principale, tra i tanti possibili, nella visualizzazione interattiva di informazioni su luoghi, punti di interesse, locali e attrazioni, e si adatta perfettamente a

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Le app congressuali offrono molteplici strumenti integrati per la gestione e la condivisione di informazioni relative a tutte le fasi dell’evento

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A rendere più semplice ed efficiente la logistica di fiere, convention ed eventi con numerosi partecipanti ci sta pensando la tecnologia per l’indoor positioning system, o Ips, che a differenza del più famoso Gps consente di localizzare la posizione di un dispositivo di navigazione anche all’interno di ambienti chiusi

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numerose tipologie di evento. Sarà infatti sufficiente inquadrare uno stand, un palco o una struttura per visualizzare immediatamente tutte le informazioni di nostro interesse: il nome dell’espositore ed eventualmente il suo contatto, il titolo della relazione che lo speaker sta tenendo in quel preciso momento, l’ubicazione della stazione dei taxi più vicina, e via dicendo. Non ci sono limiti, o quasi: le app consentono di sfruttare creativamente tutti i livelli tecnologici raggiungibili dai moderni device mobili. La versatilità di questi strumenti è tale che è difficile tracciarne con precisione il campo d’azione. La tendenza, almeno per quel che riguarda l’ambito Mice, è quella del do-it-yourself: piuttosto che rifarsi a template preesistenti, i planner hanno la possibilità di personalizzare interamente l’applicazione che fa al caso loro. Che l’universo mobile dedicato alla meeting industry sia in piena espansione lo dimostra il fatto che il numero delle società specializzate nella progettazione su misura di applicazioni “Miceoriented” è in costante aumento: scorrendo

la lista degli espositori dell’ultima Meetings Technology Expo, tenutasi a New York il 25 maggio 2011, non si può fare a meno di notare che una delle categorie più numerose è quella composta dalle aziende specializzate nello sviluppo di soluzioni mobile per eventi business. Anche il destination marketing è sempre più mobile: sono sempre di più le location, gli hotel e i centri congressi che mettono a disposizione dei loro ospiti applicazioni utili per la logistica e la fruizione dei servizi da loro offerti (con mappe, informazioni su ristoranti, mezzi di trasporto, traffico, parcheggi e utilities di vario genere). L’accesso ai servizi di molte strutture ricettive, sia in Italia sia all’estero, è già fruibile direttamente via smartphone. Per quel che riguarda gli eventi e congressi, la maggior parte delle applicazioni dedicate alle location mette a disposizione degli organizzatori un sistema di messaggistica in modalità push (che visualizza automaticamente le nuove mail, senza che ci si debba connettere per scaricarle), per fornire comunicazioni veloci ed efficaci a tutti i partecipanti. È inoltre possibile rendere le location sempre più interattive: non si tratta più solo di una maggiore diffusione del wi-fi. La crescente disponibilità di programmi e device “location aware” consente di generare contenuti su misura a seconda della posizione dell’utente: un sistema destinato a pensionare rapidamente le audioguide dei musei, ma che può anche servire a rendere più semplice ed efficiente la logistica di fiere, convention ed eventi con numerosi partecipanti. Particolarmente promettente a questo riguardo è la tecnologia per l’indoor positioning system, o Ips, che a differenza del più famoso Gps consente di localizzare la posizione di un dispositivo di navigazione anche all’interno di ambienti chiusi o coperti, con molti sviluppi possibili tanto per il marketing di prossimità quanto per l’advertising.


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TECNOLOGIA MIGLIORIE PER LA LOGISTICA CONGRESSUALE La “mobilizzazione” crescente promette novità, anche nel campo della logistica congressuale, grazie a nuove modalità interattive per il check in e il controllo delle presenze, migliorando tempi e qualità del calcolo della redemption degli eventi. In buona parte, queste funzioni possono essere assolte dalle app di cui abbiamo appena parlato. Ma ci sono anche altre possibilità. Il successo di social network locationaware come Foursquare e Gowalla – in cui gli utenti possono segnalare la loro presenza in un determinato luogo, scoprire chi si trova negli stessi paraggi e condividere file e contenuti audio e video con gli altri –, di servizi di messaggistica come Twitter, di network professionali come LinkedIn, e la loro accessibilità da iPhone, Android, iPad & Co, apre nuove possibilità di interazione all’interno dei congressi: i partecipanti potranno registrarsi via mobile, commentare in tempo reale l’andamento di una conferenza su Twitter, porre domande e interagire con gli speaker con un semplice tocco sul loro tablet, rispondere a domande e a survey in tempo reale con un click, scaricare e condividere slide, appunti o biglietti da visita elettronici con gli astanti, consultare il programma dell’evento, le biografie degli speaker e aggiungerli al volo alla propria rete di contatti professionali. È pratica sempre più comune quella di seguire i tweet di eventi e

conferenze a cui non si è potuto prendere parte: la presenza in sala di un congruo numero di smartphone assicura ormai la possibilità di farsi rapidamente un’idea sui contenuti e sul successo di un evento contrassegnato dall’ormai celebre hashtag di Twitter. Gli organizzatori dal canto loro potranno distribuire sempre meno materiali cartacei, sostituendoli con più leggeri – ed economici – file pdf, che un numero crescente di persone sarà in grado di consultare in tempo reale grazie al proprio device personale. Aumenta l’interattività tra i partecipanti, tra palco e audience, tra organizzatori e strutture: il tutto a portata di cellulare. Lo sviluppo della Near Field Communication, inoltre, trasforma i nostri cellulari in pratici strumenti per effettuare micro-pagamenti, ma anche per il fast ticketing, per la validazione automatica e per l’accertamento dell’identità dei partecipanti a un congresso, in affiancamento al tradizionale badge. Novità anche sul fronte del lead retrieval: esistono apposite app che consentono di salvare e gestire ogni genere di contatto semplicemente digitando sullo smartphone o sul tablet il codice associato a ciascun buyer, o leggendo un apposito QR code, l’ormai onnipresente codice quadrato, divenuto simbolo dell’accessibilità universale, e dell’evoluzione costante, della rete mobile.

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Aumenta l’interattività tra i partecipanti, tra palco e audience, tra organizzatori e strutture: il tutto a portata di cellulare

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Un anno di grandi numeri risultati conseguiti da Tecnoconference – T Group nello scorso anno sono il Ifrutto di ricerca e sviluppo costanti in C

nuove tecnologie per rispondere in anticipo alle tendenze di un mercato sempre più esigente e attento alle innovazioni. «Dal punto di osservazione aziendale – spiega Lisa Grotti, marketing&sales manager del Gruppo – l’attuale congiuntura economica ha portato il mercato congressuale italiano a un consolidamento verso i grandi eventi; contestualmente, se i budget a disposizione e le sponsorizzazioni aziendali si sono ridotte, si sono altresì indirizzati verso prodotti e servizi a elevata innovazione tecnologica in grado di garantire un reale valore aggiunto, in termini di visibilità, spettacolarizzazione e appeal. Sempre più la tecnologia risulta essere il driver di innovazione nella comunicazione congressuale». Il lancio sul mercato delle App congressuali, dinamiche, integrate con la Software Suite TC Group, ha registrato un record di download nella categoria congressi, con in testa iTCongress con circa 1.100 download e a seguire altre dieci App realizzate per centri congressuali ed eventi specifici. «Con la proposta formativa elearning, complementare all’evento congressuale», continua Lisa Grotti, «i nostri clienti hanno massimizzato inoltre i propri investimenti in formazione: gli atti congressuali prodotti, infatti, possono in seguito divenire oggetto di lezioni didat-

Dopo un anno di sfide, grazie al numero e alla dimensione dei congressi gestiti e ai nuovi servizi It, Tecnoconference – TC Group vince la crisi distinguendosi sul mercato tiche multimediali all’interno della piattaforma di formazione e-learning TecnoFad, conforme ai requisiti Ecm, abbattendo così i costi di realizzazione e produzione del materiale didattico, a tutto beneficio dell’efficacia formativa. Questi i risultati ottenuti con TecnoFad dai nostri partner provider: 18mila utenti registrati, 250 corsi attivi e 6.500 già terminati, 45mila documenti multimediali in archivio». I congressi medico-scientifici nazionali e internazionali rappresentano il core business dell’azienda. E i numeri parlano chiaro: 1.450 eventi gestiti in media durante l’anno, di cui 45 grandi congressi, con oltre cinque sale e duemila partecipanti. Il picco massimo è stato toccato a ottobre, con una media di ottanta tecnici coinvolti contemporaneamente su venti eventi al giorno. In totale, nel corso del 2011: 1.871 le sale congressuali allestite e 31.500 gli articoli movimentati, di cui 2.800 solo personal computer. Un anno di grandi numeri insomma, e se queste sono le premesse, l’anno 2012 si prospetta altrettanto ricco di nuovi successi sia in campi congressuale sia formativo.

A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

Imponenti i numeri di Tecnoconference – TC Group, che nel 2011 ha raggiunto picchi di venti eventi al giorno e ottanta tecnici impiegati contemporaneamente

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HOT TOPICS dossier location

Fondazioni competitive Qual è il beneficio concreto per un’azienda che scelga lo spazio di una fondazione come location per un evento? Davvero orienta positivamente una politica di corporate e brand image in un progetto di responsabilità sociale? O si tratta, come spesso accade, di una moda passeggera? TERESA CHIODO

fondazione: in termini pratici può definita come “un’organizzazioLne aessere privata la cui finalità non è il profitto, che è dotata di fondi propri, è gestita da direttori che sono fiduciari del fondatore o dei fondatori secondo i criteri fissati nello statuto, ed è creata per sostenere attività sociali, educative, filantropiche, religiose, scientifiche e culturali che possano contribuire al benessere o al pro-

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gresso collettivi”. Le fondazioni, così intese, stanno vivendo in questi anni una intensa fase di riscoperta e – nonostante profonde evoluzioni – ciò che da sempre le contraddistingue è il forte legame con la società civile e la loro idoneità a perseguire finalità di interesse collettivo. Per esempio, la Fondazione di Partecipazione, seppure in altra veste e con altri nomi, viene da molto lontano. Quest’ultima ha, infatti, un modello, quello delle cattedrali gotiche: vera e propria agorà, che prevedeva il coinvolgimento di cittadini, istituzioni e categorie produttive. Dal modello delle cattedrali in poi il senso è rimasto sostanzialmente intatto. Questo argomento è ben spiegato nel libro “Fondazioni di Partecipazione” di Enrico Bellezza. La comunità che, valo-


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rizzando le risorse e le capacità dei vari componenti, è riuscita a edificare le grandi cattedrali gotiche, non perseguiva il lucro soggettivo dei partecipanti, anche se era perfettamente a conoscenza del fatto che una ricaduta economica sul territorio ci sarebbe sicuramente stata (non è un caso che, dove sorgeva una cattedrale, nascevano le locande, le attività artigiane come i maniscalchi e così via, i mercati della lana o dei prodotti agricoli). C’è chi ironizza, peraltro legittimamente, sulla “moda” di questo proliferare e lo vede come uno schermo alla creazione dell’ennesimo ente inutile, per dotare di poltrone più o meno interessanti vecchi militanti politici. E invece la fondazione potrebbe essere lo strumento privilegiato per un perseguimento di interessi civili. QUANDO IL MERCATO CHIAMA... Sicuramente, fra le finalità che accomunano le fondazioni qui prese in considerazione vi è la volontà di un riordino interno per ottimizzare il grado di efficienza e funzionalità al fine di valorizzare la struttura e creare una migliore gestione del patrimonio culturale. Per fare un riferimento concreto, nel caso dei Musei Torinesi, emerge la volontà di rafforzare l’identità e la visibilità esterna dei musei e garantire autonomia gestionale alle singole unità. Sentiamo la testimonianza di Alessandro Isaia, Responsabile Comunicazione e Marketing della Fondazione Torino Musei. Perché un evento aziendale nello spazio di una fondazione? «La Fondazione Torino Musei, come altre fondazioni analoghe, nasce per rendere più efficace ed efficiente la gestione dei Musei Civici Torinesi. In tal senso, dunque, anche la creazione di un settore Comunicazione Marketing & Web che si occupa di questi aspetti per tutti i musei, è finalizzata a agevolare il contatto con i vari stakeholder e sviluppare moderne pratiche di valorizzazione. Non so dire se rispetto ad altri musei non gestiti con il modello della Fondazione sia diverso; posso dire però che quello che cerchiamo di fare è offrire un servizio completo al cliente interessato a organizzare un’iniziativa privata nei nostri spazi. Viste le numerose richieste e la soddisfazione dei clienti che si sono rivolti a noi in questi anni, posso presumere che tale servizio sia competitivo rispetto ad altre location». All’attivo numerose case history di aziende che hanno fatto questa scelta. Solo per fare alcuni esempi. Un’importante compagnia aerea turca ha deciso di organizzare al Mao la presentazione del volo Torino – Istanbul, offrendo a tutti i partecipanti una visita al museo; una banca del territorio ha organizzato a Palazzo Madama una riunione del pro-

prio board nella prestigiosa Sala del Senato ricostruita in occasione del 150° dell’Unità d’Italia; una multinazionale ha scelto di incontrare i propri migliori clienti alla GAM e regalare loro una visita guidata (in varie lingue) a due secoli di collezione. Visti i riscontri sembra ci sia molta richiesta. L’affitto degli spazi museali per eventi privati è una prassi piuttosto diffusa nei paesi anglosassoni e in generale in Europa. Da qualche anno però si sta diffondendo anche in Italia ed è sicuramente un modo per introitare risorse per un settore, quello della cultura, che ultimamente sta sentendo, se possibile ancora più di altri, il peso della crisi mondiale.

¢ TORINO

Fondazione Torino Musei www.fondazionetorinomusei.it La Fondazione Torino Musei gestisce quattro importanti realtà museali quali Palazzo Madama-Museo Civico d’arte Antica, la GAM-Galleria civica d’Arte Moderna e Contemporanea, il MAO-Museo d’Arte Orientale e il Borgo Medievale. Ciascuno di questi musei possiede spazi utilizzabili per conferenze e convegni; alcuni, come nel caso di Palazzo Madama e del MAO, di grande pregio architettonico. Spesso le aziende li scelgono per organizzare incontri, presentazioni o convention, naturalmente fuori orario di apertura quindi in esclusiva, abbinando l’evento alla visita guidata alle collezioni museali e a un 1

ALESSANDRO ISAIA, Responsabile Comunicazione e Marketing della Fondazione Torino Musei: «Cerchiamo di offrire un servizio completo al cliente interessato a organizzare un’iniziativa privata nei nostri spazi. E viste le numerose richieste, posso presumere che tale servizio sia competitivo rispetto ad altre location»

1 / La Fondazione Torino Musei gestisce quattro importanti realtà museali quali Palazzo Madama-Museo Civico d’arte Antica, la GAM-Galleria civica d’Arte Moderna e Contemporanea, il MAO-Museo d’Arte Orientale e il Borgo Medievale

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¢ MILANO

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2 / La Fondazione Stelline è una storica istituzione milanese, punto di riferimento per l’arte contemporanea e sede di un importante Centro Congressi 3 / A Varese e nel mondo, Villa Panza è celebre per la collezione d’arte contemporanea americana che ospita. Il parco e le sale sono a disposizione anche per eventi e meeting aziendali

momento conviviale (buffet e/o cena). Un incontro di lavoro può terminare con un viaggio nel patrimonio antico (se tenuto a Palazzo Madama) o tra i capolavori dell’arte moderna fino alle ultime avanguardie contemporanee (se alla GAM) o addirittura con un excursus nella storia dell’arte orientale dall’Asia al Medio Oriente (se al MAO). Il Borgo Medievale è un luogo “incantato” per eccellenza, per le caratteristica scenografiche del complesso e per la cornice del Parco del Valentino, sulle rive del Po, in cui è immerso. Il tutto in maniera assolutamente esclusiva e con guide esperte a disposizione. 3

2 | Franco Mascolo 3 | Giorgio Majno

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Le Stelline www.stelline.it La Fondazione Stelline è una storica istituzione milanese fortemente radicata nel cuore pulsante della città. I valori di attualità e modernità si fondono con i valori storici e architettonici, rendendo la sede delle Stelline un luogo di cultura e progettualità. Costituita nel 1986 da Regione Lombardia e dal Comune di Milano al fine di conservare il palazzo e promuovere iniziative socio-economiche e culturali di respiro nazionale e internazionale, la Fondazione è oggi indiscutibile punto di riferimento per l’arte contemporanea e sede di un importante Centro Congressi. In conformità con la sua natura di polo multidisciplinare d’arte e cultura, nonché location unica e ricca di fascino in grado di offrire servizi congressuali completi e tecnologie innovative, la Fondazione Stelline negli ultimi anni ha ampliato la propria proposta, promuovendo oltre trecento eventi organizzati tra mostre d’arte, esposizioni e convegni dalla sua costituzione a oggi. Un’attività e un impegno per un luogo dove storia, cultura e tecnologia si fondono.

¢ VARESE

Villa Panza Fondazione FAI www.faiperleaziende.it Le location FAI: ville, castelli, giardini monumentali, dimore storiche, costituiscono una cornice sofisticata ed esclusiva, un contesto elegante e di prestigio per meeting aziendali, conferenze stampa e cene di gala. Qui prendiamo solo un esemplare. Circondata da un magnifico giardino all’italiana, Villa Panza è celebre nel mondo per la collezione d’arte contem-


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4 / La Fondazione Musei Civici di Venezia, ospita eventi istituzionali e aziendali che contribuiscono economicamente alla conservazione delle collezioni 5 / La Fondazione Musei Senesi è una rete capillare di musei che si apre agli eventi aziendali con sale da un minimo di 30 a un massimo di 150/200 posti 6 / Palazzo Fava è uno spazio espositivo bolognese concesso per eventi esclusivi, cene di gala, cocktail, conferenze, incontri di lavoro e molto altro

poranea americana che ospita. Mostre d’arte, eventi di design o moda, ma non solo, trovano una cornice perfetta nelle scuderie di Villa Panza, già destinate dallo stesso Conte Panza ad ospitare opere della sua Collezione. È proprio questo contrasto tra arte classica e contemporanea che contribuisce a sottolineare l’antica magnificenza di tutta la residenza. Il parco e le prestigiose sale sono a disposizione per cene di gala, meeting aziendali e conferenze, oltre che per servizi fotografici.

¢ VENEZIA

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Fondazione Musei Civici a Venezia www.fmcvenezia.it La Fondazione Musei Civici di Venezia, uno dei sistemi museali più importanti d’Europa, ospita nelle proprie sedi eventi istituzionali e aziendali, contribuendo, grazie al reperimento delle risorse, all’attività della Fondazione e alla conservazione del patrimonio artistico e storico delle collezioni. Le sedi di Palazzo Ducale, Museo Correr, Torre dell’Orologio, Ca’ RezzonicoMuseo del Settecento Veneziano, Museo di Palazzo Mocenigo, Casa di Carlo Goldoni, Ca’ Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Palazzo Fortuny, Museo del Vetro, Museo del Merletto e Museo di Storia Naturale sono ideali per organizzare eventi unici ed esclusivi come cene di gala, eventi aziendali, conferenze, concerti, set fotografici e aperture straordinarie. Tutti i Palazzi offrono una ricchezza assoluta per la molteplicità e la vastità delle collezioni, permettendo la creazione di momenti indimenticabili nel cuore di una città unica al mondo.

¢ SIENA

La Fondazione Musei Senesi www.museisenesi.org Sono ben 43 i musei diffusi nei territori della Provincia di Siena che partecipano alla Fondazione Musei Senesi. Un unico sistema museale che raduna istituti dedi-

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cati ai diversi aspetti del patrimonio culturale (arte e archeologia, antropologia ed etnografia, scienza e natura), al fine di preservare e valorizzare al meglio e in modo unitario le meraviglie di una terra che guarda al futuro nella consapevolezza della storia di cui è portatrice. Una rete capillare di musei che accompagna alla scoperta delle diverse anime dei territori che costituiscono la Provincia di Siena: la Val d’Elsa, il Chianti, Siena, le Crete, la Val di Merse, la Val d’Orcia e il Monte Amiata, la Val di Chiana. La Fondazione, nata nel 2003, è stata costituita con il compito di promuovere la conoscenza di questo territorio e di questo straordinario patrimonio, consolidando e sviluppando il sistema museale realizzato negli anni Novanta. Le sale a disposizione per eventi aziendali vanno da un minimo di 30 a un massimo di 150/200 posti.

¢ BOLOGNA

Palazzo Fava www.fondazionecarisbo.it Penultimo tassello di quel percorso che la Fondazione ha chiamato Genus Bononiae, Palazzo Fava, nel progetto curato da Philippe Daverio, da gennaio 2011, diventa uno spazio espositivo flessibile per far fronte ai tagli alla cultura. Con una superficie di oltre 2600 metri quadrati è struttura regolare di esposizioni; nei suoi spazi sono allestite mostre di opere appartenenti alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e mostre di opere provenienti da altre importanti collezioni pubbliche e private. Il piano nobile di Palazzo Fava costituisce di per sé un museo, con il prezioso contenuto degli affreschi carraccesci che ne decorano i soffitti e narrano i temi più attraenti dell’Umanesimo letterario della seconda metà Cinquecento. il Palazzo viene concesso per eventi esclusivi, cene di gala, cocktail, conferenze, incontri di lavoro e molto altro. L’affitto in esclusiva può contemplare l’intero palazzo o il solo piano terra. Cene e cocktail sono preferibilmente allestiti al piano nobile (circa 450 metri quadrati su sei sale), il numero massimo di sedute/pax per una cena al piano nobile è di 150. A disposizione anche lo spazio del cortile Liberty.


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¢ ROMA

Auditorium Parco della Musica www.auditorium.com L’Auditorium Parco della Musica, gestito dalla Fondazione Musica per Roma, è un complesso multifunzionale realizzato per ospitare eventi di varie tipologie. Si sviluppa su un’area di 55.000 metri quadrati nel quartiere Flaminio, tra Villa Glori, la collina dei Parioli e il Villaggio Olimpico, ed è stato progettato dal celebre architetto italiano Renzo Piano. I volumi principali del complesso sono costituiti dalle tre sale da concerto, allocate in edifici di diverse dimensioni e di forma simile a quella di scarabei, coperti con lastre di piombo e disposti a raggiera attorno ad un grande anfiteatro all'aperto, la cavea, che può accogliere circa 3.000 spettatori. Lo spazio circostante, dove le costruzioni non superano l'altezza della cavea, è occupato da altre strutture ambienti di servizio, studi di registrazione, sale prove, mentre attorno all'insieme degli edifici corre un vasto terrazzo praticabile. Da qui, tra la sala Santa Cecilia e la sala Sinopoli, sono visibili i resti della villa romana venuti in luce durante la costruzione del complesso, i cui reperti sono esposti in un piccolo museo adiacente, ricavato sotto la cavea. 7

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smo. Oltre alle aule di super qualità tecnologica la sede mette a disposizione un’area convegni. La Fondazione Campus Studi del Mediterraneo è in grado di offrire numerosi servizi aggiuntivi quali: supporto segreteria, stampe, fotocopie e fax, supporto per traduzioni, ristorazione e catering (su richiesta) e assistenza informatica. UNO SGUARDO OLTRECONFINE Rispetto all’Italia, all’estero c'è una tradizione diffusa di mecenatismo capitalista e c'è, soprattutto, un regime fiscale che incoraggia e premia il mecenatismo stesso. Numerose le sedi di Fondazioni che mettono a disposizione i loro spazi per eventi aziendali.

7 / L’Auditorium Parco della Musica, gestito dalla Fondazione Musica per Roma, è un complesso multifunzionale realizzato per ospitare eventi di varie tipologie 8 / La Fondazione Campus di Lucca è sede del Campus Golf & Tourism Academy e dispone di un’area convegni 9 / La Fondation Beyeler di Basilea è uno dei principali musei d’arte in Svizzera ed è ideale per qualsiasi tipologia di evento

¢ BASILEA

7 | Moreno Maggi

¢ LUCCA

Fondazione Campus Studi del Mediterraneo www.fondazionecampus.it Nel verde della campagna Toscana La Fondazione Campus di Lucca progetta, organizza e svolge attività di formazione universitaria e avanzata e di ricerca scientifica nei settori Turismo, Business Management, Architettura, Beni Culturali e Ingegneria Applicata, ponendo al centro dei propri interessi i “saperi del territorio”. È sede del Campus Golf & Tourism Academy: una scuola ideata per offrire corsi di formazione manageriale avanzata a responsabili di campi da golf e di strutture turistiche ricettive che vedono nella pratica del golf un’opportunità di business e di possibile destagionalizzazione del fenomeno del turi-

Fondazione Beyeler www.fondationbeyeler.ch La Fondation Beyeler è uno dei principali musei d’arte in Svizzera, rinomato su scala mondiale. In mezzo secolo i suoi fondatori hanno raccolto un insieme eminente e pregevole del tardo impressionismo, delle avanguardie storiche e di autori contemporanei. L’edificio di pietra, acciaio bianco e vetro è di Renzo Piano. Dietro il muro di cinta regna la calma idilliaca di un parco all’inglese su cui sono poggiate alcune sculture monumentali e un panorama agreste, con prati, alberi e uno stagno artificiale. Il tetto trasparente e una tecnologia avanzata permettono un’illuminazione il più possibile naturale delle opere, senza che il sole le danneggi. Le facciate a nord e a sud sono interamente vetrate: gli scorci del parco che “entrano” in diretto contatto

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con i dipinti stabiliscono un dialogo sobrio e diretto tra natura e arte. All’interno, spazi chiusi più contemplativi si succedono a sale più aperte, in un’ atmosfera elegante e pacata, che mette in pieno risalto le opere, creando nel contempo un percorso piacevole. La Fondazione Beyeler è ideale per qualsiasi tipologia di evento: seminari, convegni, presentazioni, lanci di prodotto, concerti, conferenze, cocktail, serate di gala e molto altro.

¢ BARCELLONA

10 / Creata nel 1981 dallo stesso Mirò, la Fondazione Joan Mirò di Barcellona custodisce più di cinquemila disegni, centinaia di opere grafiche, 200 dipinti, 150 sculture e 9 arazzi dell’artista 11 / La Fondazione Maeght di Nizza propone i suoi spazi per cene di gala, cocktail e conferenze 12 / Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi ha spazi espositivi che contano una superficie di circa 1.200 metri quadrati

Fondazione Mirò www.bcn.fjmiro.es Creata nel 1981 dallo stesso Mirò, la fondazione voleva essere un centro di aggregazione e di studio dell’arte contemporanea. In essa sono custodite più di cinquemila disegni, centinaia di opere grafiche, 200 dipinti, 150 sculture e 9 arazzi, a testimoniare la poliedricità di Joan Mirò. Lo stesso edificio in cui la fondazione viene ospitata sembra rispecchiare il gusto artistico di Mirò. Si tratta infatti di un blocco in cemento armato a vista, opera di Josep Lluis Sert, strutturato attorno a due giardini con sculture di Mirò e alberi mediterranei. Vengono organizzati corsi e seminari, ma anche concerti, workshop o spettacoli, dedicati a diverse tipologie di utenza.

¢ NIZZA La Fondation Maeght di Saint-Paul-de-Vence www.fondation-maeght.com evenement@fondation-maeght.com La Fondation Maeght di Saint-Paul-deVence, presso Nizza, è un grande museo e centro espositivo dedicato all'arte moderna e contemporanea internazionale. Ha sede in un vasto complesso, costituito da un edificio principale e da ampi spazi verdi e giardini che lo circondano. Il progetto dell’edificio è opera dell’architetto catalano Josep Lluis Sert. È una costruzione mossa e articolata, di grande impatto scenografico, che forma ali diverse e cortili interni. 11

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A polarizzare l’interesse sono le sculture che popolano gli spazi verdi e i cortili esterni. Spiccano su tutte le sculture in bronzo e ceramica di Joan Miró, le sculture di Alberto Giacometti e la bellissima vasca decorata di Georges Braque. La Fondazione Maeght propone i suoi spazi per cene di gala, cocktail e conferenze, all’interno e all’esteno (la Salle de la Mairie, la Cour Giacometti, le Labyrinthe Miró) per una capienza che va dalle 40 alle 450 persone. 12

¢ PARIGI

Fondazione Cartier www.fondation.cartier.fr Fondata nel 1984, la Fondation Cartier pour l’art contemporain ha contribuito a ridefinire il concetto di mecenatismo d’impresa in Francia. L’edificio che la ospita è un progetto, datato 1994, dell'architetto Jean Nouvel ed è oggi un elemento rappresentativo del paesaggio urbano parigino. Jean Nouvel ha scelto per la Fondation Cartier forme trasparenti e leggere, innovatrici e poetiche al tempo stesso: sono state impiegate infatti 650 tonnellate di metallo e cinquemila metri quadrati di facciate vetrate. Gli spazi espositivi contano una superficie di circa 1.200 metri quadrati distribuiti su due livelli. Le sale si caratterizzano per una straordinaria flessibilità, che consente di ripensare lo spazio secondo il diverso progetto specifico, spesso in stretta collaborazione con gli artisti stessi. L’architettura delle sale rappresenta un vincolo irrisorio, in virtù del principio di libertà e di apertura che anima e sottende le loro stesse strutture. Pareti scorrevoli, elementi modulari, pannelli pensati di concerto con l'architettura del luogo, consentono questo ampio margine di pensiero e d’azione per i curatori e per gli artisti. Anche il giardino, che custodisce il celebre cedro del Libano qui piantato nel 1823 da Francois-René de Chateaubriand, inglobato nelle pareti di vetro che costeggiano il “boulevard”, può essere messo in comunicazione con l’interno, attraverso un sistema di pareti scorrevoli.


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HOTEL HERMITAGE MILANO

Il gusto dell’intimità, il piacere dello shopping, il fascino della cultura e l’eccellenza per il business. Tutto questo è l’Hotel Hermitage di Milano, quattro stelle lusso situato in posizione strategica tra Corso Sempione e Brera a breve distanza dalla Stazione Centrale e a due passi dal centro storico cittadino. Le 130 camere, che comprendono anche una presidential suite, sono dotate dei maggiori comfort. Piccoli scrigni che esprimono la cura del dettaglio in una perfetta fusione tra classe, lusso e tecnologia. All’american bar che propone gustosi aperitivi, si affianca il nuovo Il Giorno Bistrot con cucina tipica rivisitata e un menu dedicato ai celiaci. Scelto più volte da personaggi dello spettacolo, della moda e dello sport, l’Hotel Hermitage è un punto di riferimento perfetto anche per gli uomini d’affari di passaggio a Milano o per organizzare meeting di qualità. L’area congressi è dotata di quattro sale molto curate e eleganti in grado di ospitare board meeting ma anche eventi di dimensioni medie. Attrezzate con la più moderna tecnologia, le sale possono ospitare da 30 a 200 persone. Completano i servizi a disposizione degli ospiti della struttura la connessione Wi-Fi nelle aree comuni e nelle stanze, l’ampio garage e l’area fitness dove concedersi un momento di sano relax. (N.V.)

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ASSUNTA CORBO

OFFERTE MICE AL CROWNE PLAZA STABIAE SORRENTO COAST Il Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast guarda al Mice e propone una serie di offerte interessanti: dalle tariffe vantaggiose per la camera uso singola o doppia ai pacchetti pensati ad hoc per la clientela Mice. Il pacchetto meeting half day, a 41 euro per persona, mette a disposizione la sala meeting Hd use, un coffee break, una colazione o cena di lavoro, cancelleria di base e allestimento della sala a scelta. Il pacchetto meeting full day a 55 euro per persona, invece, garantisce la sala meeting Fd Use, due coffee break, una colazione o cena di lavoro, cancelleria di base e allestimento della sala a scelta. Le proposte sono valide fino al 31 Marzo 2012. La struttura prevede ulteriori vantaggi per le aziende che prenoteranno un meeting al Crowne Plaza Stabiae Sorren-

to Coast che potranno aderire alla speciale campagna Meet & Get, elaborata da Ihg, che premia con prodotti della Apple, per meeting confermati a partire da 2.500 euro, fino all’esclusivo iPad2 per meeting da 12.000 euro. L'avveniristica struttura è un esempio di eleganza e pulizia architettonica: le 150 camere, distribuite nei due edifici principali, sono dotate di tutti i moderni comfort e connessione Wi-Fi.

PALAZZO ANGELO GIOVANNI SPINOLA RIAPRE ALLA CITTÀ Il cinquecentesco Palazzo Angelo Giovanni Spinola di via Garibaldi 5 a Genova riapre i suoi incantevoli spazi del piano nobile affrescati da alcuni dei più noti pittori liguri dell’epoca. La storia di questo palazzo è lunga e importante. Inizialmente acquistato da Angelo Giovanni Spinola di Luccoli, nel 1919 il palazzo fu venduto prima al Crédit Commercial de France e poi, nel 1926, ceduto alla Banca d’America e d’Italia. Dal 1930 sino a pochi anni fa ha ospitato al piano nobile il Circolo Artistico Tunnel, mentre nel 1996 vi ha fatto ingresso la Deutsche Bank. Dal 13 luglio 2006 il palazzo è Patrimonio dell’Umanità Unesco. Dopo due anni di chiusura, il piano nobile riapre alle visite individuali, previste periodicamente, e a quelle di gruppo nell’ambito delle iniziative delle associazioni, dei club, degli operatori turistici. A tal fine sono già previste tariffe specifiche (dai 5 ai 7 euro) e la possibilità di biglietti cumulativi per visite abbinate a Palazzo della Meridiana e a Palazzo Nicolosio Lomellino. BC Arte by Cluster si occupa delle iniziative culturali del palazzo e Pacetti Garibaldi 5 degli eventi.


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UN MEETING IN UNIVERSITÀ La suggestione degli spazi firmati dal designer Carlo Scarpa che guardano il Canal Grande e sono incastonati tra le mura di un palazzo-gioiello quattrocentesco sono garanzia di successo per gli eventi organizzati nelle sale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’ateneo conta quindici sedi e cinque giardini immersi nel fascino e nell’unicità di Venezia dove ospitare ogni tipo di appuntamento. Di grande charme sono le sale affrescate o quelle hi-tech di un ex macello recuperato e da poco restaurato nel campus di San Giobbe nel cuore della città storica. Altrettanto attraenti sono gli 800 metri quadrati che ospitarono re e zar, oggi rivistati come perfetta sede per mostre d’arte ed eventi di musi-

ca, cinema e teatro. Tutti gli spazi dispongono di moderne dotazioni multimediali e vanno dal piccolo spazio per seminari esclusivi, al grande campus in grado di ospitare fino a 800 persone ed eventi paralleli, passando per la platea del teatro a Santa Marta o dell’auditorium di campo Santa Margherita. Unicità, efficienza e comfort sono i tre motivi per scegliere una delle sedi di cui Ca’ Foscari dispone.

IL GRUPPO JUMEIRAH ENTRA NEL GRAND HOTEL VIA VENETO DI ROMA Il gruppo Jumeirah, la società di hotel di lusso con sede a Dubai e membro della Dubai Holding, è stata designata manager del cinque stelle lusso Grand Hotel Via Veneto a Roma. Il gruppo inizierà a gestire l’hotel di proprietà privata e lo integrerà nel suo portafoglio internazionale di alberghi e resort di lusso all’inizio del 2012, ed allora la proprietà sarà brandizzata Jumeirah Grand Hotel Via Veneto. Situato nel cuore di Roma, nella esclusiva via Veneto, l’hotel dispone di 122 camere e suite, una spaziosa hall, due raffinati ristoranti, un bar già premiato, un solarium sul roof e una modernissima Aqva City spa. A completamento dell’elegante arredo, realizzato a mano da rinomati maestri artigiani, dai mobili in legno alle porte, spiccano lampadari di vetro di Murano creati appositamente, pavimenti di granito nero e scalinate di travertino. L’hotel racchiude una importante collezione di dipinti a olio e litografie di artisti di fama mondiale quali Picasso, Miró, Nespolo, Dalí, Carrara, Burri, Guttuso e de Chirico, oltre ad una originale pianta di Roma creata, nel 1748, da G. Battista Nolli. Le camere, spaziose ed elegantemente progettate, dispongono di ampi bagni con prodotti Bvlgari, televisori Hd a schermo piatto, connessione Internet gratuita ed opere d’arte fotografica che riproducono i più suggestivi monumenti di Roma. Tra le aree più significative, la royal suite di 500 metri quadrati, tra interno ed esterno, che vanta due camere da letto, una sala da pranzo, tre spaziosi bagni in marmo di Carrara, un hammam privato ed oltre 270 metri quadrati di terrazza con accesso ad un idromassaggio a cielo aperto. Molte delle camere godono della vista sulla storica Porta Pinciana e sui giardini, subito oltre, di Villa Borghese.

EVENTI ESCLUSIVI A LA POSTERIA Situato all'interno di un affascinante palazzo d'epoca completamente restaurato che un tempo ospitava gli spazi doganali risalenti ai primi del ‘900, La Posteria è uno spazio meeting di grande charme. Un piccolo gioiello che arricchisce l’offerta di spazi eventi milanesi. La location, facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto cittadini, è composta da un ampio salone openspace. Su di esso si affacciano due particolari balconate laterali, lievemente rialzate, che danno un senso di movimento all’intera area. L'eleganza degli ambienti, le linee pulite, la sobrietà delle forme e dei colori e la cura dei particolari rendono questa location adatta all'organizzazione e allo svolgimento di eventi di ogni genere, dalle presentazioni stampa ai ricevimenti di gala fino ai più sofisticati allestimenti del prestigioso Salone del Mobile e della moda milanese.

Colpisce, al suo interno, l’imponente lucernario che evoca nell’immaginario magie di altri tempi e che contribuisce all’effetto scenografico della location. Complici tutti questi elementi di grande impatto, La Posteria si presta in modo particolare a serate glamour e eventi prestigiosi di medie e grandi dimensioni. Non è un caso, infatti, che la location sia stata scelta da importanti brand della moda e del lusso come Cartier, Swarovski, Balenciaga e Luxottica.

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ALL’HASSLER DI ROMA IL BUSINESS SPOSA LA GASTRONOMIA

IN UNA CASCINA IMMERSA NEL VERDE, SALE ATTREZZATE PER MEETING

Grazie alla nuova proposta business lunch è possibile concedersi una pausa piacevole e gustosa nella splendida cornice offerta dal Salone Eva, l’elegante salotto che si affaccia sulla Piazza Trinità dei Monti dell’Hassler Roma, celebre albergo di Roberto E. Wirth, suo presidente e direttore generale, in cima a Trinità dei Monti. A partire dalle 11 del mattino, gli ospiti potranno scegliere menù da due o tre portate, fatti di piatti gustosi e leggeri. Un’opportunità pensata per pranzi veloci, senza dover rinunciare a un momento di gusto e di relax. L’executive chef Francesco Apreda ha creato un menù per soddisfare tutti i palati all’in-

segna della leggerezza. Dopo tre anni di assenza torna anche il famoso brunch con vista dell’Imàgo all’Hassler, appuntamento noto sin dagli Anni 80 amato da celebrità, Vip e romani gourmand. Lo chef Francesco Apreda, ispirato dalle sue origini partenopee ed il desiderio di far conoscere i sapori che ha vissuto a Napoli ai clienti dell’Imàgo, prepara ogni domenica, dalle 12.30 alle 15, un brunch di sfizi napoletani. Treccine e ricottine di bufala fresca “nell’angolo della bufala”, fritture, le pizze fritte, salumi, pesce, verdure preparate in mille modi, e dolciumi sostanziano la ricca offerta dell’appetitoso brunch. (N.V.)

HOTEL CONTINENTAL: EVENTI IN SPAZI ECO

Collocata nel dolce paesaggio collinare tra Como e Varese, la Cascina Diodona si trova al centro di un parco di cinque ettari tra prati, boschi, frutteti e un ampio parcheggio. Il complesso principale dispone di ambienti accoglienti e curati: dalla sala del camino con veranda che si apre sulla corte, al salone per ricevimenti che guarda verso il parco, fino al più raccolto ed elegante granaio. Sul lato opposto della corte si affaccia la sala multifunzionale di recente costruzione da cui si accede alla cantina vini. A monte della proprietà si trova la limonaia, splendida serra a vetrate ai margini del bosco e a due passi da un romantico laghetto. Dalle cene aziendali alla presentazione di prodotti, dagli eventi di comunicazione a quelli formativi, la Cascina Diodona offre soluzioni su misura in ambienti eleganti con menu di pregio.

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L'Hotel Continental di Cremona è un nuovissimo design hotel di tipologia business costruito con la filosofia del risparmio energetico e dell'utilizzo di materiali ecocompatibili. Situato in una posizione strategica all’ingresso della città, l’albergo dispone di 21 camere singole economy, 11 camere doppie economy, 24 camere doppie first class, 6 suite e una penthouse deluxe business suite. Presso il ristorante panoramico Al Quarto, che offre alla vista il suggestivo panorama del Torrazzo, si possono gustare i piatti della tradizione firmati dalla chef una stella Michelin Maura Gosio. Al piano terra nel Bistrot, invece, si possono trascorrere piacevoli serate in compagnia dei colleghi per l’aperitivo, per i coffee break e welcome coffee. Il modernissimo centro congressi offre una grande sala modulabile che può accogliere fino a 98 persone ed una boardroom per piccoli meeting. Tutti gli spazi sono in posizione panoramica e luminosa attrezzati con tecnologie all’avanguardia.


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TRASFORMA IN SPETTACOLO IL TUO EVENTO

BUSINESS A 5 STELLE TRA LUGANO E ROMA Il Grand Hotel Villa Castagnola è un magnifico resort a 5 stelle situato sulle rive del Lago di Lugano. Membro della Small Luxury Hotels of the World, si propone come location perfetta per incontri d’affari e organizzazione di meeting. La struttura, a due passi dal centro di Lugano, comprende 10 sale di diversa ampiezza con luce a giorno, vista sul parco, attrezzate ed elegantissime. Il salone delle Palme si affaccia su una veranda con palme ad alto fusto ed è decorato con preziosi arazzi del Rajastan e con porte afgane del XIX secolo, senza però perdere di vista la funzionalità high-tech. Le stanze Le Pavillon, la sala delle Colonne, le sale Letizia e Carlotta, la biblioteca e la sala Kwium sono attrezzate con le migliori tecnologie e possono ospitare fino a 150 persone. Per le pause gastronomiche sono a disposizione degli ospiti i ristoranti Le Relais e Galleria Artè, premiato con una stella Michelin. Villa Castagnola offre un’ampia area wellness, un campo da tennis e lido privato. Altrettanto di classe è il Grand Hotel de la Minerve della capitale che propone la splendida sala Olimpo, ampia ed elegantemente arredata, in grado di accogliere fino a 130 persone ed impreziosita con le bellissime opere in marmo dello scultore Rinaldo Rinaldi, allievo del Canova della seconda metà dell’800 molto ammirato anche dalla Regina Margherita di Savoia. Ed ancora la sala Iside, la sala Cavour e la Galileo per piccoli meeting da 10 fino a 25 persone, circondati sempre dallo stile neoclassico e da quell’atmosfera legata ai numerosi personaggi illustri che ne sono stati ospiti nel corso dei secoli e che riecheggia solenne tra gli ambienti unici dell’hotel. Tutte le sale dispongono di attrezzature e materiale tecnico ad altissimo livello. L’ultimo piano dell’ hotel ospita il suggestivo roof garden in cui è possibile organizzare pranzi e cene aziendali.

Meeting, convention, eventi motivazionali al parco divertimenti

Location ideale per le aziende che vogliono offrire a partner, clienti e collaboratori un’esperienza davvero indimenticabile. Minitalia Leolandia è il luogo in cui l’incontro aziendale si unisce al tempo di qualità trascorso in famiglia, in una cornice suggestiva e coinvolgente.

PALAZZO CAPPONI DELL’ANNUNZIATA: LA SUGGESTIONE DI UN EVENTO

Palazzo Capponi dell’Annunziata di Firenze, situato a pochi passi da piazza SS. Annunziata e a dieci minuti a piedi da piazza della Signoria, è una location di grande charme che conserva ancora oggi il fascino dei tempi antichi. Il suo salone, con tutti gli annessi, è perfetto per organizzare eventi di

grande impatto emozionale grazie alla splendida cornice architettonica composta da dipinti e affreschi di straordinaria fattezza. Le luci, l'atmosfera e la cura dei particolari contribuiscono a rendere Palazzo Capponi dell'Annunziata la location ideale per eventi prestigiosi siano essi feste private, cene di gala, sfilate di moda, convegni, seminari o eventi culturali. Conformi alle normative europee, gli spazi sono dotati delle tecnologie più avanzate tra cui sistema video conferenza, audio quadrifonico e dolby surround. Situata ai piani più alti dell'antica dimora storica di Palazzo Capponi sorge oggi Home in Palace, residenza d'epoca con sei bellissime camere doppie e una sala colazione con una vista mozzafiato su tutta la città e le colline circostanti e camere con caratteristici scorci panoramici.

Possibilità di un servizio “chiavi in mano”: assistenza gra´ca e organizzativa, supporto nella comunicazione, personalizzazione dell’offerta di intrattenimento, staff altamente quali´cato e servizio catering di elevatissima qualità. 200.000 mq di verde... a disposizione per ogni tipo d’intrattenimento. A due minuti dall’uscita di Capriate dell’autostrada A4 Milano-Venezia e a 15 minuti dall’aeroporto di Orio al Serio. Possibilità di pernottamento presso hotel a 4 stelle convenzionati.

Per informazioni e prenotazioni www.minitalia.com/aziende/ Minitalia Leolandia: via Vittorio Veneto 52 - 24042 Capriate San Gervasio (BG) Tel. 02.9090169 - Fax 02.9090169 www.minitalia.com aziende@minitalia.com


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VILLA SAN PELLEGRINO: NEL CUORE DELLE MARCHE Una prestigiosa residenza situata su una collina immersa nel verde della campagna marchigiana: è Villa San Pellegrino. Inserita al centro di un parco di alberi secolari, la struttura si sviluppa all’interno di una villa d’epoca dell’Ottocento appartenuta a una nobile famiglia italiana e poi acquistata da un imprenditore che l’ha interamente ristrutturata mantenendone intatto lo stile. Complici le rifiniture pregiate in legno, ferro battuto e marmo

IL LEON D’ORO SI FA IN QUATTRO Innovatività, semplicità, take care, eccentricità. Il Leon D’oro a Verona, tende e solleva i principi base della sua filosofia, rilanciando l’offerta congressuale. Lo stile italiano si veste di epoche diverse negli spazi del quattro stelle della linea Boscolo Hotel. Nell’ampia lobby, di recente ristrutturazione, si respira una venezianità fatta di cristalli e marmi preziosi; l’allusione agli antichi fasti e la componente estetica di sapore attuale si mescolano. Legni e tessuti pregiati vivono nel lounge bar Le Opere, ideale per brevi incontri d’affari o per un rilassante dopocena. L’hotel offre spazi suggestivi di alto livello funzionale, realizzati per rispondere alle più svariate esigenze dei clienti, con tecnologie e servizi all’avanguardia. Tutto è perfettamente attrezzato per ospitare eventi di qualsiasi genere. Rispondono rapide alle esigenze del mondo congressuale le quattro sale meeting dell’hotel, appena ristrutturate, che possono ospitare da 16 a 380 persone. L’ingresso privato al pian terreno e l’ampio foyer rendono l’area meeting ideale per la presentazione di prodotti, cocktail aziendali e per l’allestimento di ampi showroom. (T.C.)

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bianco, la villa è circondata da un’atmosfera elegante e raffinata. Le otto camere da letto sono luminose e dotate dei maggior comfort. La struttura offre alcuni spazi per organizzare incontri di lavoro, pranzi, cene e cocktail: la terrazza panoramica, la veranda fiorita, la zona della piscina arredata con gazebo e tavoli e il grande parco. Per i momenti di relax sono a disposizione degli ospiti una palestra attrezzata, il campo da tennis e la sala biliardo.

VILLA QUARANTA, NEL CUORE DELLA VALPOLICELLA Territorio ricco di storia, cultura e tradizioni, la Valpolicella ospita Villa Quaranta, splendida struttura situata a due passi da Verona e dai suggestivi scorci del Lago di Garda. L'hotel, dotato di 87 camere eleganti e confortevoli, è una location ideale per ospitare meeting di alto livello. Elegante e raffinato, con arredamento classico ma dalle attrezzature moderne, il Centro Congressi&Eventi si sviluppa su piano rialzato con 8 sale modulari dalla capienza massima di 450 persone. Numerose le opportunità per il post congress: dalla gastronomia al benessere. Villa Quaranta, infatti, dispone di un ristorante raffinato con piatti della tradizione, una cantina storica dove gustare pregiati vini, bar e lounge dove concedersi un drink. Per gli amanti del relax è a disposizione il centro benessere Terme della Valpolicella con palestra, piscine termali, saune e trattamenti personalizzati tra cui la vinoterapia a base dei vini Valpolicella ed Amarone. Il grande parco di 10mila metri quadrati consente di praticare attività di team building all’aria aperta (www.villaquaranta.com).


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BORGO RAMEZZANA: OSPITALITÀ GENUINA Incastonata tra le risaie, ai piedi delle colline del Monferrato e di una spettacolare cortina di montagne sorge la Grangia di Borgo Ramezzana, oggi trasformata in hotel di charme. Dopo un lungo restauro, la neogotica dimora padronale, ha riacquistato interamente l'antico fascino. All'inter-

no soffitti a volta affrescati, travi in legno, pavimenti in cotto, scale in pietra e camini convivono in perfetta fusione tra passato e presente con arredi antichi e preziosi. Le più sofisticate tecnologie per il risparmio energetico, geotermia, pannelli solari, biomasse, rendono questo nuovo gioiello di ospitalità un esempio all'avanguardia nel panorama italiano. L'orto e il frutteto biologico consentono di proporre una cucina dai sapori genuini. Le camere sono distribuite tra casa padronale e casa del fattore, le prime mantengono e sottolineano con la preziosità dei dettagli l'antica funzione di casa di rappresentanza, con camini, soffitti dipinti, arredi della tradizione ottocentesca piemontese affiancati da tocchi di oriente.

TERRAZZA BARTOLINI, EVENTI SUGGESTIVI Spazi suggestivi per eventi emozionanti. È quanto può offrire la Terrazza Bartolini, una location situata sul porto di Milano Marattima, accanto al Circolo Velico e adagiata sulla spiaggia. Un nuovo spazio multifunzionale che consente tante possibili declinazioni, in gran parte open air. Il suggestivo spazio si compone di due ambienti comunicanti: una terrazza elegante per una perfetta cena di gala e un’altra terrazza ideale per coffe break, aperitivi ed esposizioni sul mare. Al piano terra l’Osteria del Gran Fritto propone una gastronomia informale e una sala riunioni tipicamente marinara, un luminoso foyer per l’accoglienza e un’area coffee break. Non manca quindi lo spazio per ospitare colazioni di lavoro, team building sulla spiaggia, corsi di formazione, grazie alla duttilità della struttura. Fiore all’occhiello la qualità della cucina: Stefano e Andrea Bartolini sono una certezza nel panorama gastronomico della riviera. Si sceglie tra le proposte dell’Osteria del Gran Fritto e, al piano superiore, della Terrazza Bartolini, che racconta il mare nella sua essenzialità con raffinati piatti crudi e cotti.


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Sempre attenta alla soddisfazione dei clienti, Best Western Italia è una fucina di nuove idee e di sempre nuove allettanti strutture, disseminate nelle destinazioni più strategiche del Belpaese

Maestri d’accoglienza

on the road MANUELA BELLINI

resente in Italia con 180 strutture per un totale di 12mila camere, Best P Western è il più grande gruppo alberghiero indipendente nel nostro Paese. Una filosofia, quella di Best Western, che incontra sempre più sostenitori: albergatori che affiliandosi al Gruppo partecipano alle decisioni strategiche comuni e clienti che sanno di poter contare su

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hotel che rispondono a precisi standard internazionali con un livello omogeneo di qualità delle strutture e del servizio. A fine 2011 a Milano, Best Western, in occasione di NetWorkshop Mice, evento organizzato con Ediman, ha presentato ai buyer alcuni fra gli hotel a brand Best Western con offerta e servizi per la meeting industry. EFFICACI PRIMA DI TUTTO Una parte importante del mercato Best Western si gioca nel comparto Mice. Grazie alla capillarità delle sue strutture, sono infatti oltre cento gli hotel dotati di spazi per riunioni, all’ufficio dedicato nella sede centrale e al sistema di prenotazioni meeting online che permettono di ricevere entro 24 ore, la migliore offerta per i migliori servizi, Best Western assicura ad aziende e Pco un


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servizio unico e personalizzato. Un tessuto ricco e capillare di strutture tra cui scegliere quello di Best Western. Tra i presenti a NetWorkshop Mice segnaliamo alcune strutture: Best Western Hotel Goldenmile Milan: un quattro stelle a Trezzano sul Naviglio con cinque sale meeting e un centro benessere in posizione strategica, a due passi dalla tangenziale di Milano, dagli aeroporti e in prossimità del polo fieristico di Rho/Pero. L’hotel dispone di 150 camere, ristorante, coffee shop gratuito aperto 24 ore su 24 e il ristorante A Tutta Birra dove è possibile gustare birra fatta in casa, piatti tipici, pizza cotta al forno a legna e la carne arrostita alla brace di carbone. Le sale per congressi Cadorna, Brera e Moscova possono dare vita a un’unica grande sala plenaria per 180 persone. A OGNUNO IL SUO Chi cerca una location di fascino come l’Umbria può andare alla scoperta di Best Western Hotel Salicone, immerso nel verde delle colline intorno a Norcia. L’hotel offre ampie stanze, alcune delle quali affacciate sulla vallata antistante e tutte predisposte per il massimo comfort. La Famiglia Bianconi, proprietaria dell’hotel, si occupa personalmente dell’organizzazione e di ogni dettaglio, dal soggiorno, all’evento e alle attività, in particolare quelle sportive nel vicino Parco Nazionale dei Monti Sibillini e quelle gastronomiche. E a proposito di gastronomia non si può non citare Modena con il Best Western Hotel Modena District. È un albergo quattro stelle totalmente ristrutturato, collocato in posizione

strategica per visitare la città e l’Emilia in generale. Simpaticamente ispirato ai motori e ai sapori, elementi peculiari che hanno reso il modenese famoso nel mondo, l’hotel ha un centro meeting con sale di varie dimensioni ed è strutturato in modo da poter ospitare sia piccole riunioni sia grandi avvenimenti fino a oltre duecento persone. L'albergo è inoltre dotato di un ristorante con cucina tradizionale di qualità, con attenta selezione di materie prime e con numerosi prodotti caratterizzati dai “presidi slow food”. Un’ultima occhiata alla mappa di Best Western Italia ci porta a Nord Est, con due strutture che soddisfano al meglio esigenze e necessità dei clienti business e leisure. Best Western Hotel Tre Torri: posizione strategica tra il centro storico di Vicenza, Verona e Venezia e a soli ottanta chilometri dalle Dolomiti, è una soluzione che non teme confronti per chi frequenta la zona produttiva e la Fiera di Vicenza o le vicine zone industriali di Arzignano, Montecchio Maggiore, Valdagno e Schio. Best Western Hotel Brescia Est, nelle vicinanze dell’aeroporto e il Centro Fiera di Montichiari dispone di 120 camere dall’esclusivo design e dotate di ogni comfort e di un'area fitness, accessibile gratuitamente e dotata di moderne attrezzature Technogym molto apprezzata dai suoi ospiti business che possono contare su sei moderne sale attrezzate dalla capienza massima di 150 persone e dotate di tecnologie di ultima generazione.

1 e 3 / Best Western Hotel Goldenmile Milan 2 / Best Western Hotel Modena District 4 / Best Western Hotel Brescia Est 5 / Best Western Hotel Salicone 6 / Best Western Hotel Tre Torri

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illustrazione e copyright di Andrea Scoppetta

Rispettiamo R Ri Ris isp spetti spet ttiam a oe am Salvaguardiamo l’Ambiente

Il Royal Continental, hotel leader delL’ospitalità made in Naples, si rende promotore di un’iniziativa importante al fine di salvaguardare, protegGere e migliorare l’ambiente.

Scopri le avVenture di Mr. Royal su wWw.royalgroup.it

in collaborazione con


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Ha ricevuto il premio Turismo Sostenibile 2011 l’Hotel Royal, prestigioso quattro stelle di Napoli, per aver reso le proprie best practice ancor più “green”. L’hotel è uno dei gioielli dello scrigno Royal Group Hotels & Resorts

L’ecosostenibilità si fa “Royal” l giorno d’oggi, sono sempre più numerosi i meeting planner che, al A momento di scegliere la location per il prossimo evento, tra le voci che mettono in check list da verificare, c’è il “green commitment”, ovvero l’impegno della struttura coinvolta nei confronti del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente. Valore, il green, divenuto quasi una missione per il partenopeo Royal Continental, tra le perle del firmamento del Royal Group Hotels & Resort, che ha lanciato una vera e propria campagna – con la creazione anche di un “testimonial” a fumetti, Mr. Royal – per “inverdire” le best practice aziendali. E proprio quest’ultima decisione ha valso al quattro stelle di Napoli l’assegnazione del premio Turismo Responsabile Italiano 2011 istituito da L’Agenzia di Viaggi in collaborazione con Trenitalia.

Il fumetto di Mr. Royal, attraverso 11 episodi, mostra alcune delle azioni messe in atto dalla struttura per minimizzare il proprio impatto ambientale, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, gli stakeholder, i clienti (ai quali viene chiesto di sostenere l’ecosistema con il giusto uso di tutti i servizi a loro disposizione) e soprattutto i dipendenti al corretto uso di prodotti e strumenti con l’obiettivo finale di ottimizzare e amministrare al meglio il sistema di gestione ambientale.

NINO VERMICELLI

LET’S GO GREEN Dovrebbero far riflettere – ed essere di esempio – i risultati numerici ottenuti dal Royal Continental dopo il primo anno di politica ecosostenibile: centomila bottiglie di plastica in meno grazie all’utilizzo di naturalizzatori di acqua

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1 / Il Parco dei Principi a Sorrento 2 / L’Ambasciatori Palace, cinque stelle lusso nel cuore di Roma 3 / Mr. Royal, il testimonial della politica green del Royal Contenental di Napoli 4 / Il Royal Continental, quattro stelle affacciato sul mare partenopeo

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per i dipendenti; 480mila fogli di carta risparmiati con il nuovo sistema di check-in elettronico; 440 toner non utilizzati con la condivisione delle stampanti; 54.300 bottiglie di vetro riutilizzate e 7.600 flaconi in meno grazie a distributori centralizzati di detersivi concentrati e biodegradabili. I GIOIELLI TARGATI ROYAL Sono sei, esclusive e lussuose, le strutture alberghiere entrate nel firmamento Royal Group, tutte incastonate in località di rara suggestione. A iniziare da Roma, dove sorge la punta di diamante del gruppo, l’Ambasciatori Palace, cinque stelle lusso ospitato in un palazzo storico affacciato sull’elitaria via Veneto; per proseguire con Sorrento, che “schiera” il Parco dei Principi – il quale, oltre a cinque meritatissime stel-

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le ha il vanto di essere stato tra i primi design hotel della storia, creato negli anni Sessanta dall’architetto Gio Ponti e incastonato in un parco di 27mila metri quadrati –, La Residenza – sofisticato quattro stelle – e il Relais Regina Giovanna, ricavato da un antico casale e immerso tra ulivi, limoni e vigne; per terminare con Capri – nel cui cento trova posto il classico A’ Pazziella, quattro stelle a tutto glamour – e, ça va sans dire, Napoli con il già menzionato Royal Continental. Un firmamento che mette a disposizione del Mice circa una trentina di sale meeting per oltre 2.500 posti, sale ristoranti scenografiche per far accomodare fino a ottocento commensali e spazi espositivi in grado di soddisfare le esigenze più diverse. indirizzi a fine rivista


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• NUOVO RISTORANTE CON SPECIALITÀ REGIONALI • SALE BANCHETTI da 10,100,150,300,400 persone • AMERICAN BAR • PISCINA COPERTA riscaldata • PISCINA ALL’APERTO • MODERNISSIMO CENTRO BENESSERE • PARCO GIARDINO • PARCHEGGIO PRIVATO • ELIPORTO • SALE CONGRESSI e CONVEGNI da 10 a 500 persone per oltre 1000 posti complessivi • 130 CAMERE con 21 SUITES • NUOVE CAMERE SUPERIOR • SALA MULTIFUNZIONALE di 600 mq modulabile in 2/3 sale e foyer. CASA COLONICA • Appartamenti con angolo cottura • ingresso indipendente • parcheggio privato


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La pugliese Vestas Hotels & Resorts è sempre più Mice-oriented. In particolare l’Hotel President, quattro stelle in posizione strategica, prevede tra l’altro un progressivo rinnovo delle camere e del centro congressi

Il partner ideale Salento, negli ultimi anni, ha visto creil suo appeal grazie a un oggettiIvolscere miglioramento dei collegamenti e al

GIULIA DE STEFANO

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boom mediatico, che ha portato alla ribalta nazionale e internazionale un territorio con uno straordinario patrimonio naturale, storico, artistico e gastronomico. Con queste premesse, il Salento è progressivamente diventato una delle mete più interessanti per il turismo congressuale, location ideale per meeting ed eventi. A offrire un’adeguata risposta ai sempre più alti standard qualitativi richiesti dal mercato e dalla clientela è l’Hotel President di Lecce, una delle tre strutture del prestigioso gruppo alberghiero pugliese Vestas Hotels & Resorts, del quale fanno parte il Risorgimento Resort e l’Eos Hotel. La posizione dell’albergo è strategica: pur trovandosi nel cuore del centro commerciale della città,

consente di raggiungere agevolmente le principali strade urbane ed extraurbane. L’Hotel President, quattro stelle, inaugurato nel 1973, è stata la prima struttura a Lecce a puntare su una clientela business; un primato che oggi si traduce in un’esperienza consolidata e in un’approfondita conoscenza del settore, delle sue dinamiche e delle sue esigenze. Il cliente che sceglie questo albergo per l’organizzazione dei suoi eventi può contare su professionalità e flessibilità: i servizi proposti sono personalizzati, calibrati sulle indicazioni espresse e finalizzati a soddisfare le aspettative. La vocazione primaria dell’Hotel President è evidente già a partire dalla struttura, che si presenta ampia e ariosa, con un centro congressi concepito per ospitare dalla ristretta riunione di lavoro sino al congresso con un’ampia platea: le sale sono nove, per


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w una superficie complessiva di mille metri quadrati, e sono dotate dei più moderni e sofisticati sistemi di supporto audio e video, di connessione wi-fi e di spazi dedicati ad accogliere coffee break, brunch e buffet. A completare l’offerta, ci sono gli ambienti espositivi polifunzionali, ideali per allestimenti ed esposizioni temporanee. Per il tempo libero e il relax, l’Hotel President dispone di 150 camere confortevoli, spaziose e luminose, arredate con elementi di design in stile Seventy. Coerente con la filosofia di Vestas Hotels & Resorts, che concepisce l’ospitalità alberghiera solo in relazione con il territorio di appartenenza, il President vanta al suo interno l’ottimo ristorante Myosotis, che propone una raffinata reinterpretazione della gastronomia salentina. La cucina è attrezzata per grandi eventi ed è preparata a elaborare menu ad hoc, garantendo piatti eccellenti e servizio impeccabile. Quest’anno saranno intraprese delle graduali opere di ristrutturazione delle camere e del centro congressi, poiché, per il management del President, essere competitivi significa evolversi, guardare avanti, intercettare i nuovi bisogni e fornire proposte contemporanee, contando sull’esperienza di Vestas Hotels & Resorts, che grazie al suo know-how rappresenta uno dei gruppi pugliesi più innovativi e apprezzati dalla meeting industry.

dedicata alla meeting industry ha portato al successo di un importante evento che ha avuto Lecce come cornice e che ha visti protagonisti gli hotel del gruppo Vestas e Aim Group International per la realizzazione di un grande congresso medico, commissionato dalla casa farmaceutica Astrazeneca. Per l’occasione sono arrivati nella città salentina oltre 580 informatori medici provenienti da tutta Italia: tutti i partecipanti hanno soggiornato in alberghi di Vestas Hotels & Resorts. Oltre all’Hotel President, il gruppo annovera il Risorgimento Resort, che offre agli ospiti tutto il fascino della sua antica tradizione unito alla cura e alla ricercatezza dei dettagli, con 41 camere e sei suite, e l’Eos Hotel, che nasce nel 2008 da un percorso progettuale che porta a trenta camere esclusive e tutte diverse fra loro. indirizzi a fine rivista

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1-2 / L’Hotel President rinnoverà le camere e il centro congressi 3-5 / L’Hotel Risorgimento dispone di 41 camere e sei suite 6 / L’Eos Hotel, aperto nel 2008

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“SISTEMA” VESTAS Con i suoi alberghi, il brand si presenta con un ventaglio di opportunità per il Mice davvero unico sul territorio salentino, che ne fanno il partner ideale per il settore. La capacità di sinergia in particolare

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SELECT ITALY

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Un accordo tra una delegazione di China Central Television, la Tv di stato cinese, e il tour operator Select Italy prevede la distribuzione dei principali canali televisivi in 250 hotel italiani. L’incontro è avvenuto alla presenza di importanti personalità politiche romane

La tv cinese negli hotel italiani inizio agosto, una delegazione di Cctv (China Central Television), la A televisione di stato cinese, ha visitato l'Italia per firmare un accordo sulla distribuzione dei propri canali internazionali negli alberghi italiani. Partner del colosso cinese in questa operazione è stata Select Italy, tour operator americano specializzato nel segmento lusso, che in pochi anni è riuscito a ritagliarsi una posizione di primo piano sul mercato cinese. La delegazione di Cctv, che includeva anche il vicepresidente dell'azienda Zhu Tong, ha fatto tappa a Venezia e Firenze prima di arrivare a Roma, dove Zhu Tong ha avuto un incontro in Campidoglio con il sindaco Alemanno. Sempre in Campidoglio, China Central Tv e Select Italy hanno firmato l'accordo per la distribuzione dei canali internazionali di Cctv (Cctv-News e Cctv -4) in 250 alberghi italiani alla presenza del delegato del sindaco al turismo, Antonio Gazzellone. Durante l'incontro in Campidoglio, Zhu Tong ha ribadito l'obiettivo della televi-

sione di stato cinese di diventare uno dei grandi network internazionali, al pari di nomi blasonati come Cnn o al-Jazeera, e ha precisato come l'Italia, data la crescente presenza di visitatori cinesi, sia un tassello fondamentale in questa strategia. Zhu Tong e Jacopo Sertoli, Ceo di Select Italy, hanno inoltre sottolineato l'importanza di costruire ulteriori sinergie tra Cina e Italia sfruttando l'enorme visibilità che un’azienda come Cctv può offrire all'Italia e al settore turistico italiano sul mercato cinese. Fondata nel 1958, China Central Television è il maggior gruppo televisivo della Cina Continentale con un’offerta di 19 canali e un’utenza di oltre un miliardo di persone. Lo show di punta dell'azienda, uno spettacolo serale per celebrare il capodanno cinese, è guardato ogni anno da oltre ottocento milioni di telespettatori. La visita di Mr. Zhu è stata la prima di un alto dirigente dell'azienda nel nostro Paese.

NINO VERMICELLI

In alto a sinistra Zhu Tong e Jacopo Sertoli al momento della firma dell’accordo che prevede la distribuzione della tv cinese in 250 hotel italiani. A destra Zhu Tong con il sindaco di Roma Gianni Alemanno

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PALACE HOTEL Como

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Palace Hotel HHHH Como Numero totale camere: 100 | Ristoranti: 1 (in tre sale) | Posti: 240 (totali delle tre sale) | Sale meeting: 6 | Capienza sala maggiore: 247 posti | Capienza sala minore: 40 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 355 | Possibilità organizzazione post congress

Al Palace Hotel, in centro città a Como, antico e moderno convivono in perfetta armonia, "cospirando" in modo ottimo per la riuscita di ogni tipo di evento. Complice il lago più glamour del Belpaese

Un hotel, due anime FABIO ALCINI

Sotto, Robert Webber, general manager del Palace Hotel Como

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ar dialogare in modo efficace due anime non è mai semplice. Soprattutto F se sono l'opposto: una classica, elegante, attenta alla tradizione. E un'altra moderna, conforme all'esigenza di efficienza che richiedono i tempi, veloce e organizzata. Ma questo ossimoro può realizzare risultati di altissimo livello: ne è prova il Palace Hotel di Como, tranquillo benché in centro città, contemporaneo sebbene inserito nella classicità di Palazzo Plinius e di fronte alla bellezza senza tempo del lago. L’anima moderna dell'hotel abita nella nuova ala Pianella, una grande dépendance affacciata sul lago e sul suo paesaggio, ma anche nel modernissimo centro congressi, punto di riferimento per l’intera città. Il grande cancello del Palace Hotel si apre su un piccolo mondo protetto. Intorno, il vasto giardino, che accoglie la vecchia darsena. Tutto il piano terra è percorso da una corrente di animazione, che attraversa la hall, i lunghi corridoi, i grandi saloni, il Garden Bar Ceccato e il Ristorante Antica Darsena.

La tranquillità è invece di casa nelle grandi camere luminose al secondo e terzo piano. Le sale dedicate a meeting ed eventi sono sei: la New Congress, che può ospitare 247 persone a teatro, con luce naturale e un'area di 137 metri quadrati. E poi ci sono le sale Verdi, Manzoni, Puccini, Rossini e Volta: una capacità variabile da quaranta a 170 persone al massimo, tutte modulabili in base alle esigenze, tutte perfettamente attrezzate per la migliore gestione tecnologica di ogni tipo di evento. Da non trascurare, però, anche la possibilità di fare business utilizzando il ristorante Antica Darsena, che si affaccia sul vecchio porticciolo della villa. La vista di cui si gode, dalla vetrata a mezzaluna sul lago, è impagabile. Sotto i lampadari di cristallo del ristorante, accompagnati dai piatti mediterranei e dalle specialità lacustri che escono dalle sue cucine, anche gli incontri d'affari più ostici possono risultare decisamente semplificati. indirizzi a fine rivista


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L’eccellenza dell’ospitalità business del “Cosmopolitan Hotels Group”. Una struttura dinamica e polifunzionale in grado di offrirti soluzioni personalizzate per il tuo business. Collocato in una posizione strategica, direttamente sul mare e a soli 10 km dall'aeroporto di Pisa, dispone di 6 sale congressi a capienza differenziata, attrezzate con le più moderne tecnologie. Scegli la tranquillità di una perfetta organizzazione in una location accogliente ed esclusiva.

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ECO-DESIGN HOTEL MULINO GRANDE Cusago (Mi)

Eco-Design Hotel Mulino Grande HHHH Cusago (Mi) Numero totale camere: 21 di cui 8 suite tra junior ed exclusive | Ristoranti: 1 (Il Magione) | Posti: 50 | Sale meeting: 2 | Capienza sala maggiore: 50 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Altre tre location per eventi: ristorante, 1 suite, lounge | Saletta segreteria equipaggiata | mq di aree espositive: 80 | Possibilità organizzazione post congress

L’esclusivo mulino del '500, completamente ristrutturato in chiave bio-architettonica, si è trasformato in una location contemporanea nella quale ambientare meeting e incontri di lavoro esclusivi, a contatto con la natura

Lusso in campagna SIMONA ZIN

n sapiente recupero architettonico all’insegna dell’eco-sostenibilità, U design ed ecologia, geotermia per climatizzare gli ambienti, pannelli solari per scaldare l'acqua e soluzioni high-tech: tutti questi elementi identificano una location di lusso alle porte di Milano, l’Hotel Mulino Grande. Situato a pochi chilometri dalla fiera di Rho e poco distante dal castello di Cusago, l’Hotel Mulino Grande sorge all’interno del Parco Agricolo Sud di Milano, in un contesto di grande relax a contatto con la natura. Il progetto di recupero e trasformazione dell’antico complesso rurale, firmato dall’architetto milanese Antonella Tesei, persegue la volontà di mantenere una relazione con le radici del luogo. La progettista, infatti, ha voluto conservare l’originario complesso architettonico a corpi separati recuperando integralmente la struttura del mulino. La condizione del secondo edificio che ospitava gli alloggi dei contadini, il fienile e le stalle era invece eccessivamente compromessa per essere conservata; così la progettista ha previsto un intervento ex

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novo concordato con il Parco Agricolo Sud, rispettando volumi, tipologia e materiali preesistenti. UN PROGETTO “GREEN” L’Hotel Mulino Grande presta totale attenzione all’ambiente, sia nella scelta dei materiali rigorosamente naturali sia nelle fonti energetiche rinnovabili utilizzate. Se l’energia idrica ha sostenuto la vita del Mulino Grande in passato, oggi la climatizzazione del complesso si affida a un'altra fonte di energia rinnovabile: l’energia geotermica. La struttura ricettiva appartiene alla categoria quattro stelle e consta di 21 camere, di cui sette suite, centro benessere, due sale meeting e il ristorante Il Magiono aperto sia agli ospiti dell’albergo sia ai clienti esterni. Le scelte architettoniche, l’elevato standard qualitativo dei servizi offerti, il perfetto connubio tra antica tradizione e moderno comfort, fanno di questa location il luogo ideale per ambientare eventi esclusivi, improntati al lusso e incorniciati da un contesto naturale unico. indirizzi a fine rivista


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GRAND HOTEL DEL MARE Bordighera (Im)

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Grand Hotel Del Mare HHHHH Bordighera (Im) Numero totale camere: 73 | Ristoranti: 1 | Posti: 80 | Sale meeting: 3 | Capienza sala maggiore: 150 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Altre tre location per eventi | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 200 | Possibilità organizzazione post congress

Il cinque stelle di Bordighera punta a posizionarsi sempre più come location congressuale grazie alla nuova area per meeting multifunzionale che accoglie fino a duecento persone

Nuovo spazio per il Mice SIMONA ZIN

È nuovissimo il centro congressi multifunzionale del Grand Hotel del Mare, con tre sale fino a duecento posti

ffacciato direttamente sul mare, circondato da uno splendido giardino A mediterraneo con piscina esterna, il Grand Hotel del Mare è un indirizzo prestigioso per un evento sulla Riviera dei Fiori, soprattutto grazie alla moderna area congressuale: inaugurato nel dicembre 2011, il nuovissimo spazio multifunzionale è in grado di accogliere fino a duecento persone a seconda dell’allestimento e si compone di tre sale meeting nelle quali si possono organizzare riunioni, eventi, esposizioni e congressi. Le meeting room sono dotate delle più moderne attrezzature e tecnologie, compreso anche un sistema di tendaggi gestiti con sistema domotico, video proiettore e telo di protezione a scomparsa, sistema audio hi-fi dolby surround, cabina regia. La struttura ligure dispone di 73 camere spaziose e lussuose dalla vista impareggiabile, tutte con balcone individuale. TRA ARTE E BENESSERE La presenza di una preziosa collezione di opere d’arte dona all’albergo uno charme unico ed esclusivo. Inoltre l’hotel è carat-

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terizzato da un salone raffinato con ampie vetrate dal quale si raggiunge un elegante piano bar con musica dal vivo durante i fine settimana. Tra le altre facilities, la sala giochi, un campo da minigolf, spiaggia attrezzata aperta da maggio a settembre. L’esclusiva spa, luogo ideale dove rilassare corpo e mente, offre una vastissima scelta di trattamenti, massaggi e un percorso benessere con piscina interna con idromassaggio, doccia emozionale, sauna, bagno turco, solarium e sala fitness. Anche i palati più esigenti troveranno piena soddisfazione grazie alle specialità preparate dallo chef del ristorante Narvalo Blu, che propone un’ampia scelta di ricette tipiche della cucina mediterranea e internazionale, riscoprendo e rivisitando i profumi e i sapori della tradizione ligure. Lo staff del Grand Hotel del Mare è a disposizione anche per l’organizzazione di post congress personalizzati, serate di gala, creazione di programmi per il tempo libero che comprendono escursioni alla scoperta delle bellezze del territorio. indirizzi a fine rivista


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Hotel Ambasciatori HHHH Riccione (Rn) Numero totale camere: 73 | Ristoranti: 1 | Posti: 250 | Sale meeting: 1 (divisibile in due)| Capienza sala maggiore: 120 posti | Capienza sala minore: 30 posti | mq di aree espositive: 130 | Possibilità organizzazione post congress

Un quattro stelle superior con una posizione invidiabile sul nuovo lungomare di Riccione, nel quale accoglienza e professionalità sono di casa, per congressi fino a 120 partecipanti

Tutta l’accoglienza romagnola SIMONA ZIN

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legante, raffinato e completamente nuovo, con dettagli che fanno la diffeE renza, tra luci, colori caldi, atmosfera

ne rifiniture si sposano con i dettagli più raffinati, in puro “stile Ambasciatori”.

accogliente, professionalità e cortesia: questo è l’Hotel Ambasciatori di Riccione, con 73 camere, una sala meeting per 120 persone e tante possibilità per abbinare a un incontro di lavoro anche una vera esperienza gastronomica nel ristorante dell’hotel o una serata speciale in una delle location della movida romagnola. La struttura è stata di recente riaperta al pubblico dopo una completa ristrutturazione che l’ha trasformata in un indirizzo di eccellenza: affacciata sul nuovo lungomare della celebre cittadina romagnola, a due passi dal PalaCongressi, dalle terme e da Viale Ceccarini, è caratterizzata da un ambiente ispirato al design più elegante, nel quale le moder-

LAVORO E MOVIDA Pensato per le famiglie, è perfettamente adatto anche a ospitare eventi e congressi nella sua sala Maestrale, realizzata con attrezzature all’avanguardia che la rendono un’ottima soluzione per riunioni e incontri d’affari. Modulabile in due spazi, suddivisi con pareti insonorizzate, accoglie fino a 120 partecipanti. Per i meeting vengono organizzati pacchetti e programmi ad hoc, comprensivi di coffee break, light lunch, aperitivi o cene di gala, studiati a seconda delle diverse esigenze. Molto importante la vicinanza del PalaCongressi per chi sceglie l’hotel come base in occasione della sua partecipazione a uno dei grandi eventi ospita-


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HOTEL AMBASCIATORI Riccione (Rn)

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ti nella location: è una delle poche strutture congressuali in Europa a essere ubicata nel pieno centro della città che la ospita. Progettato all’insegna dell’alta tecnologia, del design e dell’eco-compatibilità, il PalaCongressi è interamente realizzato in vetro e si inserisce armoniosamente nel paesaggio circostante. La collocazione dell’Hotel Ambasciatori, poi, lo rende particolarmente indicato per ambientare eventi anche perché consente innumerevoli possibilità post congress, studiate ad hoc dallo staff altamente professionale per far apprezzare in toto quello che il territorio circostante può offrire. Dopo una riunione, ci si può far coccolare alle terme, o si possono visitare i paesi dell’entroterra, oppure ci si può dare allo shopping più sfrenato nei tanti eleganti negozi del centro. Per non parlare della vita notturna, che regala sempre serate divertenti e coinvolgenti in uno dei tanti locali della celebre riviera romagnola. INCENTIVE SULLA SPIAGGIA Anche le 73 camere dell’hotel si contraddistinguono per eleganza e comfort: luminose e aperte sul mare grazie alle grandi vetrate, le stanze sono finemente arredate, come per esempio le nuovissime Superior, tutte con balcone sul mare e le facilities più moderne. Oltre a un soggiorno piacevole nelle belle camere, l’Ambasciatori si pregia di un esclusivo ristorante, Le Bistroque, nel quale, con splendida vista sul lungomare e la spiaggia, è possibile degustare speciali menu e proposte che fondono sapori della cucina romagnola con spunti gastronomici internazionali. Tutti a firma dell’abile chef Meloni. A tutto ciò si aggiunge un

servizio di altissimo livello sotto tutti gli aspetti, optional esclusivi e comfort finalizzati a garantire un evento di classe e allo stesso tempo un piacevole soggiorno. A partire dall’oasi di mille metri quadrati, direttamente affacciata sul lungomare, al centro della quale trova posto una splendida piscina riscaldata e dotata di idromassaggio, giochi d’acqua, palme lussureggianti, spazio relax e un bar che può essere utilizzato anche nel corso di eventi all’aperto. Nella bella stagione, poi, basta attraversare la strada per immergere i piedi nella sabbia e raggiungere il mare, per momenti di relax o anche per un incentive aziendale grazie al quale si può piacevolmente ritrovare o rafforzare lo spirito di squadra nel corso di coinvolgenti team-building.

Si respira tutta l’aria modaiola e frizzante di Riccione all’Hotel Ambasciatori, che al Mice offre una sala congressuale fino a 120 posti

indirizzi a fine rivista

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Castellammare di Stabia

La splendida costiera sorrentina da sola meriterebbe il viaggio e a renderla perfetta per il Mice ci pensa il Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast, che al lusso di sempre aggiunge una location esclusiva, Convivio

CROWNE PLAZA STABIAE SORRENTO COAST

hotel

Nel blu dipinto

di blu NINO VERMICELLI

a luce e i colori di Sorrento e della sua costiera sono magici e regalano Lemozioni in ogni stagione: dalle cromie trasparenti del mare alle tonalità calde dei tramonti e alle tinte brillanti degli agrumeti, è difficile non lasciarsi coinvolgere. Se, quindi, la cornice paesaggistica è d’effetto, per la meeting industry più esigente entra in gioco il Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast, splendido quattro stelle incastonato tra la costa e il mare smeraldino, sul quale si affaccia con una soffice spiaggia sabbiosa attrezzata. Nelle sue 152 camere, modernità, eleganza e tradizione crea-

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no ambienti unici, raffinati ed esclusivi, dotati di tutti quei comfort pensati per viziare gli ospiti. E a proposito di coccole, per una pausa di relax tra una sessione di lavoro e l’altra, il Crowne Plaza vanta Spamarine, un centro benessere con vasca hydrojet, palestra, sauna, bagno turco e piscina coperta. CONGRESSI CON VISTA In un contesto dove benessere e relax si respirano ovunque, anche lavorare e concentrarsi diventa più facile, soprattutto se anche gli spazi preposti agli incontri sono luminosissimi e con una


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splendida vista sulle acque cristalline del Mediterraneo: il centro congressi del Crowne Plaza, infatti, dispone di un centro congressi con cinque sale – a lle quali si aggiungono alcune break-out room – tra le quali spicca la scenografica sala Palizzi, che offre una scenografica quanto unica vista a 180 gradi sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio e che può ospitare fino a cento congressisti allestita a platea. CONVIVIO, WHAT ELSE?! Ancora, tuttavia, l’offerta Mice del Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast non è completa. L’hotel, infatti, ha di recente inaugurato una nuova location, perfetta per la meeting industry che vuole stupire: Convivio Eventi. La struttura, che sorge direttamente sul mare cristallino e che si trova all’interno della proprietà dell’albergo – il cui management la gestisce direttamente – è pensata per ospitare cene di gala esclusive, cocktail raffinati e banchetti dal sapore magico, con una ricettività di circa duecento persone indoor, che possono aumentare fino a cinquecento utilizzando anche la scenografica terrazza.

L’UOMO DIETRO AL BRAND Una struttura così articolata come il Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast richiede una gestione brillante e lungimirante, come quella di Antonino Russo, dal 2008 direttore commerciale della struttura. Nonostante la giovane età, Russo vanta un curriculum “alberghiero” di tutto rispetto, che varca anche i confini della Penisola, con cariche di rilievo in diversi hotel prestigiosi. «Sono sposato e ho una figlia di due anni di nome Martina, che è la mia gioia più grande» racconta Russo quando gli chiediamo di andare oltre i semplici dati del curriculum lavorativo. «Passo tutto il mio tempo libero con Martina; amo viaggiare e adoro la musica: ho anche un passato come dj!». E sono proprio la stessa sensibilità e lo stesso impegno che Russo mette nella vita personale che l’hanno portato, oltre che al timone del Crowne Plaza, a diventare membro di Mpi, Site e Ada, nonché a diventare delegato Federcongressi per la Campania e committee per l’Italia del National Sales Forum e del Country Marketing Forum per Intercontinental Hotels Group.

Sotto, Antonino Russo, direttore commerciale del Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast. La struttura, oltre a cinque sale, mette a disposizione del Mice Convivio, una location direttamente sul mare

WELCOME TO PARADISE Finiti i momenti di lavoro, sono innumerevoli gli spunti per post congress e team building di successo. Complice, il territorio, famoso in tutto il mondo per gioielli di rara bellezza. Primi fra tutti Sorrento, che dista appena una manciata di chilometri, l’appartata Ravello e gli evergreen Amalfi e Positano. Ma anche Capri con il suo glamour, la reggia di Caserta e Napoli, dai mille, affascinanti contrasti. indirizzi a fine rivista

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Nova Yardinia Resort Polo Turistico Integrato HHHH & HHHHH Castellaneta Marina (Ta)

Nova Yardinia Resort, sulla costa jonica della Puglia, è la location perfetta per congressi e convention che richiedano spazi ampi, ma con la quiete e la tranquillità offerte da una ricchissima riserva biogenetica

Numero totale camere: 790 | Ristoranti: 14 | Posti: 2.300 | Sale meeting: 30 | Capienza sala maggiore: 1.200 posti | Capienza sala minore: 15 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 7.800 | Possibilità organizzazione post congress

Grandi eventi nel verde FABIO ALCINI

a natura può essere una risorsa: affermazione banale, se si parla del Lmondo in genere. Utile, invece, se la si applica al complesso mondo del Mice: innegabile che quando si dispone di una struttura che mette a disposizione spazi verdi di un certo rilievo, ogni evento avrà una prospettiva e delle possibilità in più. Ecco perché è da mettere in rilievo la proposta di Nova Yardinia Resort, una struttura che dispone di prestigiosi spazi realizzati da architetti e creativi di fama internazionale, ma anche di una cornice verde di tutto rispetto. Soleggiata per 320 giorni l’anno (secondo la media dell’ultimo decennio), Nova Yardinia Resort si affaccia sul Mar Jonio, al centro di una pineta protetta dallo Stato. Riserva biogenetica, contiene al suo interno milioni di

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esemplari di leccio, cisto, olivastro, tamerici. E sulla spiaggia di circa cinque chilometri incontaminati e di esclusiva proprietà cresce il giglio di mare. Accanto alle moderne sale convegni è davvero vasta la possibilità di scelta fra teatri e contesti scenografici non convenzionali, al chiuso come all’aperto: spazi unici, che per caratteristiche e versatilità di utilizzo. La versatilità, in una struttura, può davvero fare la differenza tra un congresso pienamente riuscito e uno appena sufficiente. Del resto stiamo parlando di un resort di dimensioni ragguardevoli: 790 camere totali all’interno di un’unica proprietà, estesa su cinquanta ettari. Nella cornice naturale della Riserva biogenetica sono presenti quattro alberghi, di cui due quattro stelle e due cinque stelle. In totale si può


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NOVA YARDINIA RESORT Castellaneta Marina (Ta)

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disporre di trenta sale meeting a luce naturale, di 7.800 metri quadrati di aree espositive e spazi non convenzionali. Un totale di 14 ristoranti fornirà spazi (e manicaretti in quantità) anche per pranzi e cene di lavoro. Senza contare l'impressionante Kalidria Thalasso Spa, estesa su ben 3.500 metri quadrati. La natura, infatti, è una delle molte risorse di Nova Yardinia. Non si possono sottovalutare l'offerta degli spazi wellness, le location per cene a tema, il training di formazione: la triplice anima di una delle più grandi Thalasso del Mediterraneo del Kalidria Thalasso Spa Resort, che conferma l'identità esclusiva con l'inserimento della struttura nel prestigioso circuito MGallery by Accor. E anche qui i numeri sono incredibili: piscina interna ed esterna con acqua di mare riscaldata, 11 cabine per la balneocromoterapia, 14 cabine per impacchi e idroterapia, 14 cabine per ogni genere di massaggi, cabine per trattamenti estetici, sauna, bagno turco, area fitness con macchinari all’avanguardia. Nell’ambito di questo spazio è possibile organizzare pacchetti su misura in occasione di gruppi ed eventi, con il potenziale di rendere accessibile la Thalasso-Spa alla fruizione contemporanea da parte di un elevato numero di persone. NUMERI & SOSTANZA Questi numeri fanno di Nova Yardinia uno dei più grandi convention & spa resort d’Italia, ubicato sulla costa jonica, in Puglia, quindi in una zona ad alto potenziale turistico. Questo polo integrato costituisce un sistema di destinazione turistica progettato come contesto ricettivo e ambientale omogeneo. Dal punto

Numeri importanti e una natura preziosa intorno: questi i punti forti del Nova Yardinia, sulle coste joniche pugliesi

di vista più specificamente legato a congressi ed eventi, bisogna sottolineare tutte le potenzialità del Teatro dei Colori: questa location non convenzionale può essere definita come una macchina scenica per eventi, ma anche un ambiente ad alto contenuto tecnologico e scenografico. Qui, il successo della regia e della realizzazione di un evento è già insito nelle caratteristiche strutturali della location: una sorta di anfiteatro a gradinate in grado di ospitare fino a settecento persone in convention, un tetto panoramico apribile elettricamente, una struttura portante sospesa con nove videoproiettori in grado di riprodurre immagini sulla parete di schermo a 360 gradi, tecnologia audio-video e ambientazione ideale per serate fino a un massimo di tremila persone. Una struttura faraonica, ma anche molto versatile, che si può prestare a tutte le esigenze che un evento può richiedere. indirizzi a fine rivista

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Corte Bracco dei Germani Corato (Ba) Numero totale camere: 5 | Ristoranti: 2 | Posti: fino a 1.000 | Sale meeting: 6 | Capienza sala maggiore: 500 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 3.000 | Possibilità organizzazione post congress

Corte Bracco dei Germani, formato dal moderno Resort e dall’antico Monastero, ha di recente effettuato il restyling del secondo, unendo preziosi arredi e dotazioni hi-tech

Charme e business a Corte Bracco SIMONA ZIN

opo l’apertura del Resort, che si era affiancato all’antica dimora del D Monastero, anche gli spazi storici di Corte Bracco dei Germani sono stati rinnovati con toni chiari e giochi di luce che istituiscono un dialogo tra antico e moderno. Il tutto completato con dotazioni hi-tech. Come attualizzare una dimora di charme, lasciandone intatto lo spirito: questa la scelta vincente della location pugliese. UN VIAGGIO NEL TEMPO A poca distanza da Bari, dai castelli Federiciani, da Castel del Monte, dalle

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cattedrali romaniche, immerso nel cuore della Puglia più autentica, il complesso di Corte Bracco dei Germani è sorto dal recupero di un Monastero del XVIII secolo, dimora dal 1870 della famiglia Grilli Sbisà, al quale è stato poi affiancato il moderno Resort. L’edificio più antico di Corte Bracco era in origine un Monastero dei Padri Minori Osservanti: edificato in pietra viva e in pietra calcarea locale tra il XVIII e il XIX secolo, è stato fedelmente restaurato nel pieno rispetto dello stile originale. La struttura, disposta su diverse superfici, è stata arredata con antiche collezioni di cera-


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CORTE BRACCO DEI GERMANI Corato (Ba)

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miche, arazzi, aubusson, e oggetti di antiquariato, che conferiscono agli ambienti un’atmosfera raffinata e accogliente. Oggi, un attento restyling, con giochi di luce e toni chiari, gli ha conferito una nuova freschezza, una nuova leggerezza, che si respira dal bianco scelto per i soffitti e le pareti, dal rivestimento in pietra delle tre sale – degli Archi, degli Arazzi e dell’Ipogeo – dai giochi di luce che ne fanno risaltare gli angoli più suggestivi. Tutto suggerisce contemporaneità senza intaccare l’architettura monumentale dell’antico Monastero, che conserva intatte le vecchie cantine, sottocantine e il frantoio che si sviluppa intorno a una suggestiva corte da cui si accede alle sale. UNA LOCATION CON DUE “ANIME” Il Resort, completato tre anni fa, si affianca alla struttura originale del Monastero e ne costituisce il prolungamento ideale: uno spazio per eventi, meeting e grandi ricevimenti, a cui si accede tramite un gioco di pergole e percorsi d’acqua. Edificato in aderenza al corpo di fabbrica minore dell’edificio religioso, vanta un bellissimo giardino, che rimanda la memoria ai chiostri conventuali, racchiuso tra la nuova costruzione e un sistema di pergole, e studiato anch’esso per ospitare eventi, per i quali, tra muretti a secco in pietra locale e giochi d’acqua, offre una molteplicità di spazi diversi. Vi si trovano due saloni polifunzionali dove il rigore geometrico si accompagna a riferimenti di architettura e design contemporaneo.

Le sale dispongono di impianti audio video all’avanguardia, servizio stampa, reception e staff preparato per l’assistenza di qualsiasi aspetto di un evento. Monastero e Resort possono essere resi comunicanti e utilizzati contemporaneamente per congressi e grandi eventi fino a mille ospiti nelle complessive sei sale di dimensioni flessibili e modulari dalle venti alle cinquecento persone. Le due “anime” del complesso sono in grado di offrire ambienti diversi e ricchi di charme anche per rassegne, sfilate, cene di lavoro e di gala, ricevimenti all’aperto, corsi di formazione e concerti. Ma è la ristorazione il vero fiore all’occhiello del complesso, con uno staff di chef e pasticceri che promuove una cucina legata alla territorialità, seguace dell’evoluzione del gusto e aperta alle diverse esigenze. La cucina interna, di eccellente livello, è legata ai sapori mediterranei ma propone anche ricette innovative. I prodotti utilizzati per le proposte gastronomiche sono a chilometro zero e selezionati accuratamente, per garantire, per piccoli o grandi ricevimenti, la stessa qualità. Per chi sceglie di soggiornare a Corte Bracco, per un impegno di lavoro, sono a disposizione cinque esclusive junior suite nel Monastero, caratterizzate da grande comfort e design contemporaneo. La location pugliese garantisce, inoltre, particolari proposte di soggiorno in alberghi convenzionati di categoria quattro e cinque stelle.

Si coniugano alla perfezione le due anime di Corte Bracco, il Monastero e il Resort, per ospitare eventi fino a mille persone

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Polignano a Mare (Ba)

BORGOBIANCO RESORT & SPA

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Borgobianco Resort & Spa HHHHH Polignano a Mare (Ba) Numero totale camere: 48 | Ristoranti: 1 | Posti: 100 | Sale meeting: 2 | Capienza sala maggiore: 150 posti | Capienza sala minore: 80 posti | mq di aree espositive: 380 | Possibilità organizzazione post congress

Immerso nelle verdi colline pugliesi e affacciato sul mare di Polignano, Borgobianco Resort offre stile e charme d’alta classe in mezzo alla natura. Con un plus di tutto rilievo: una spa esclusiva e accogliente

Relax ed eleganza MANUELA BELLINI

pochi chilometri dalle mete più suggestive della Puglia e dal suo splendiA do mare, Borgobianco Resort è meta ideale per allontanarsi dalla frenesia della città senza rinunciare al comfort e all’eleganza. Immerso nella campagna di ulivi secolari, Borgobianco accoglie i propri ospiti nello stile e lo charme più raffinati, con prestigiose camere avvolte nell'estasi dei profumi mediterranei. Con 48 camere, tra cui 19 classic, 28 junior suite e una suite Borgobianco, impreziosite da un grazioso terrazzino o patio con vista incantevole sul Mar Adriatico o sulla campagna, l’hotel è pronto a soddisfare ogni particolare esigenza in fatto di spazi e sistemazioni. TURISMO D'AFFARI Costruito tra i fiabeschi paesaggi della Valle dell’Itria e a pochi chilometri dagli scenografici trulli di Alberobello, Borgobianco Resort è comodamente raggiungibile dagli aeroporti di Bari e Brindisi, in treno o dall’autostrada A14, il che lo rende una destinazione allettante anche e soprattutto per gli ospiti business. Per il Mice, infatti, il resort mette a disposizione due sale convegni da ottanta e 150

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persone dotate delle più moderne tecnologie e spazi conviviali accoglienti che creano un ambiente di lavoro polivalente, ideale per meeting o conferenze. Le cinque stelle di Borgobianco garantiscono il prestigio e il comfort per eventi esclusivi e il territorio circostante si presta perfettamente per attività di team bulding da svolgere a corredo del soggiorno e da organizzare in associazione con lo staff dell’hotel e con i partner esperti del resort. Dalla caccia al tesoro ai corsi di cucina locale (alla scoperta del pregiatissimo olio d’oliva extravergine e dei vini Doc o Igp), dalle gare di golf al tennis, dal calcetto al beach volley per finire in un adrenalinico Gp di go-kart, alle immersioni subacquee o alle attività di “Tarzaning”, per sfidare le proprie agilità. Niente di meglio prima di tuffarsi negli agi e tepori del centro benessere Unica, inserito tra le cento migliori spa d'Italia. Una piscina interna riscaldata, sauna, bagno turco, idromassaggio, palestra e tutta la professionalità di una equipe esperta di operatrici, che rendono il soggiorno ancora più allettante. indirizzi a fine rivista


Con gr e s s i

d’ a u t or e

n e l l aRe pu bbl i c adi Sa nMa r i n o

I lCent r oCongr essidelBestWest er n Pal aceHot elèi ll uogoi deal eperi ncont r idil avor o,meet i ng,congr essi , event io i ncent i ve;gr andiopz i onie di sponi bi l i t àdispaz i . Al l ’ i nt er no del l ’ Hot elsono ut i l i z z abi l i sal emeet i ngmodul ar i peri ncont r i da12a80per sone;nel Cent r oCongr essisipossono ospi t ar e si no a 800per sonei nun’ uni casal apol i val ent e,di vi si bi l e;nel l ’ ar eaExpò2000 mqadi sposi z i oneperst and,event i o at t i vi t àdicomuni caz i one.Compl et anol ’ of f er t a:unf oyeraccet t az i onee unospl endi doRoofGar denpanor ami coi deal eperaper i t i vi ,f est eat ema eser at edanz ant i .

PALACEHOTEL-CENTRO CONGRESSI

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PARK HOTEL CENTRO CONGRESSI POTENZA Potenza

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Park Hotel Centro Congressi Potenza HHHH Potenza Numero totale camere: 144 | Ristoranti: 1 | Posti: 120 | Sale meeting: 6 | Capienza sala maggiore: 400 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 730 | Possibilità organizzazione post congress

Albergo di riferimento per meeting ed eventi in Basilicata, il Park Hotel Potenza offre ad aziende e Pco spazi e servizi adatti a ogni esigenza. Con il suo ampio centro congressi, le 144 camere e suite dotate di ogni comfort e l’alta cucina del Lyki il successo è assicurato

Basilicata

a quattro stelle

MICHELA ROSSI

l calore e l’ospitalità sono quelli, inimitabili, della tradizione lucana; mentre l’ofIferta rivolta al Mice – per efficienza e professionalità – non ha nulla da invidiare ai migliori standard del settore a livello nazionale ed europeo. Ecco perché per il 2012 il Park Hotel & Centro Congressi Potenza si propone alle aziende e agli organizzatori di eventi e convegni quale quattro stelle di riferimento per l’intera Basilicata e non solo. In particolare, l’albergo mette a disposizione un ampio e polivalente centro congressuale, adatto per qualsiasi tipologia di incontro. Dalle sale più piccole, ideali per riunioni al top fino a dieci partecipanti, alla Sala Fortunato, la maggiore, con una capienza complessiva di quattrocento posti a platea, il committente può contare su uno staff qualificato e attento alle esigenze degli ospiti, su ambienti eleganti e su una gamma completa di servizi e tecnologie di ultima generazione, per esempio traduzione simultanea e schermi Lcd, connessione internet wi-fi e la possibilità di allestire una televideoconferenza. Inoltre, il centro con-

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gressi dispone di entrata indipendente, aree espositive, saletta segreteria e sala stampa, cabina regia, guardaroba e di un accogliente foyer adatto per coffee-break e cocktail di benvenuto. Per i grandi ricevimenti e le cene di gala, invece, è possibile raddoppiare lo spazio unendo la sala Orazio e il salone Federico II, per ottenere una capacità complessiva di quattrocento posti a sedere. A ciò si affianca tutta l’esclusività del ristorante Lyki, da 120 coperti, dove si possono assaporare i piatti raffinati della cucina locale e dove non mancano mai frutta e verdura biologiche, alimenti per celiaci e ottimi vini certificati Basilicata Igt. Completano l’offerta dell’hotel dieci splendide suite, arredate con pezzi unici di design, e 134 camere, spaziose e luminose, in grado di offrire i comfort più moderni sia per quanto riguarda il relax sia per le necessità legate al lavoro. Il tutto supportato dalla possibilità di programmi post congress volti a scoprire i tesori artistici e naturali di cui è ricca l’antica Lucania. indirizzi a fine rivista


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Ai Cavalieri Hotel HHHH Palermo Numero totale camere: 39 | Ristoranti: 2 | Posti: 150 | Sale meeting: 4 | Capienza sala maggiore: 130 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: on request | Possibilità organizzazione post congress

Best Western ai Cavalieri Hotel: quattro stelle superior che brillano nel cuore di Palermo, una struttura business che apre i battenti anche ai momenti leisure del Mice nel segno dell’eccellenza

Araldo di ospitalità FRANCESCA REBONATO

el salotto storico del capoluogo siciliano si staglia il Best Western ai N Cavalieri Hotel – sotto l’egida della catena alberghiera Best Western –, struttura ottenuta dal totale rinnovo di un palazzo di inizio Novecento. Un indirizzo di pregio, nel cuore della città e delle sue icone artistiche e culturali quali il Teatro Politeama e il Teatro Massimo, il Museo Archeologico Regionale e la cattedrale, eretta nel 1184, caratterizzata da alte e slanciate torri a bifore e colonnine, un magnifico compenetrarsi di nuovo e di antico. A breve distanza, “la City”, il fulcro del business seguito a ruota dalle seduzioni dello shopping griffato.

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STILE, INNANZITUTTO Un’ubicazione invidiabile, quella del Best Western ai Cavalieri Hotel, quattro stelle superior che punta tutto sull’attenzione ai dettagli, al comfort e alla tecnologia di ultima generazione. Non a caso l’intero hotel è cablato con connessione wireless e offre ai propri ospiti collegamenti free of charge. Agli eventi l’albergo dedica quattro sale in grado di accogliere dalle dieci alle 130 persone, di cui due illuminate con luce naturale, affiancate da due salette di sottocommissione per un massimo – ciascuna – di 15 ospiti. L’accomodation, invece, consta di 39 fra camere e suite, queste ultime con vista sul Teatro


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Politeama. Espressamente concepito per il business, il Best Western ai Cavalieri Hotel ha inaugurato lo scorso ottobre il suo nuovo wine bar, il “Graal”: una location nella quale apprezzare le migliori etichette di Bacco – oltre che la prelibata pasticceria siciliana – e sfiziosi light lunch. Non solo. Il “Graal” è cornice ideale di pregiate enodegustazioni cui far seguire, per fare un esempio, una cena di gala in una delle più suggestive location del territorio. La direzione del Best Western ai Cavalieri Hotel, infatti, grazie al suo staff dedicato e a esperti Dmc locali, concerta eventi tailor made a seconda delle esigenze della committenza. Anche nel contesto dei post congress, che rivelano al meglio Palermo e i suoi dintorni. POST CONGRESS, CHE MERAVIGLIA! Il Best Western ai Cavalieri Hotel accoglie gli eventi più prestigiosi della meeting industry e diventa punto di partenza ideale per scoprire il capoluogo siciliano che andrebbe visto per la prima volta dal mare, con la sua successione di cupole e palazzi intagliati nella pietra di tufo che riverbera la luce, chiazzata dal verde delle palme e dei giardini. Città di contrasti, colorata come un suk, Palermo rivela tutti i suoi tremila anni di storia nei monumenti che raccontano le molteplici dominazioni che si sono avvicendate nella località, oggi straordinario patrimonio culturale e artistico a disposizione della meeting industry. Numerosi, negli ultimi anni, i

grandiosi restauri del tessuto architettonico in binomio con l’effervescente propositività di istituzioni culturali. Quale la chiave di lettura per incentive o post congress che rivelino al meglio Palermo? Probabilmente quella di scegliere un’epoca storica e percorrerla nelle strade, nei quartieri e nelle piazze, alla scoperta della Palermo bizantina, romana, araba, normanna, aragonese e borbonica, per citare le principali. La città può essere visitata a iniziare dall’arteria principale, via Maqueda, intersecata da corso Vittorio Emanuele. L’incrocio delle due strade, noto come crocevia dei Quattro Canti, divide il centro storico di Palermo in quattro rioni tradizionali nei quali si concentra la maggior parte delle icone del capoluogo siciliano. Lasciata Palermo la meeting industry può dirigersi alla Baia di Mondello – il lido del capoluogo nonché una delle spiagge più famose della regione –, il cui nucleo antico è costituito da un villaggio di pescatori posto all’estremità settentrionale dell’insenatura, attorno a un’antica tonnara ancora in funzione. Acque cristalline all’isola di Ustica, una sessantina di chilometri a nord di Palermo, paradiso per il Mice appassionato di immersioni subacquee: in luglio ospita la Rassegna Internazionale delle attività subacquee, cui partecipano sub da ogni parte del mondo.

Quattro stelle superiori nel cuore di Palermo: il Best Western ai Cavalieri dispone di quattro sale da dieci a 130 posti

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Domina Home Zagarella HHHH Santa Flavia (Pa) Numero totale camere: 340 + 38 villini indipendenti nel parco giardino | Ristoranti: 3 | Posti: 1.300 posti a sedere complessivi – Ristorante Allegro: 300 posti serviti; Dolcevita Lounge: sala polifunzionale con 400 posti serviti e 500 a buffet; Ristorante Amare – all’esterno – 600 posti serviti e fino a 800 a buffet | Sale meeting: 22 | Capienza sala maggiore: 550 posti a platea | Capienza sala minore: boardroom da 8/12 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: all’interno 600; all’esterno 1.200 | Possibilità organizzazione post congress

Design, italian style, spazi meeting per tutte le esigenze. Sono le caratteristiche che rendono unico il Domina Home Zagarella, quattro stelle siciliano che rivela la propria vocazione congressuale a tuttotondo

Suggestioni Mice ASSUNTA CORBO

vocazione agli eventi caratterizza lo Domina Home Zagarella Lcheasplendido nel 2011 si è ripresentato al mercato con un restyling importante. Una personalità ben delineata caratterizza questo hotel quattro stelle che vanta un primato importante da non sottovalutare: è il primo hotel di design a vocazione congressuale sul territorio siciliano. Location affascinante di grande impatto, l’hotel vanta una posizione di pregio direttamente sul mare, esattamente sul Golfo di Porticello, angolo della splendida costa palermitana. Ma non è solo la posizione paesaggistica a rendere unica questa location. L’hotel, infatti, dispone di un’area congressi dalla capacità complessiva di mille persone. La compongono una sala plenaria da 550 persone divisibile in sei sale indipendenti per un totale di 22 sale meeting perfette per eventi di qualunque tipologia e dimensioni. Numerosi sono anche gli spazi esterni inseriti nello splendido parco di oltre 28mila metri quadrati caratterizzati da piante secolari e scenari affascinanti. Gra-

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zie all’eccezionale clima siciliano, mite durante tutto l’anno, in questa cornice si possono organizzare eventi di grande suggestione. Impossibile non cedere al fascino della piscina Amare e della piscina centrale a cui si affianca un’area espositiva con vista sul mare unica nel suo genere. Completano l’offerta le break out room e le business suite perfette anche per board meeting. Altro punto di forza della struttura è certamente la sua posizione strategica a soli 15 chilometri dal centro di Palermo e a meno di un’ora dall’aeroporto Internazionale Falcone e Borsellino. Questo gioiello in perfetto italian style propone 340 camere distribuite su cinque piani ognuno contraddistinto da un colore diverso e dedicato a temi che hanno caratterizzato lo stile italiano nel mondo: il celeste, la musica; il giallo, la moda, il rosso, le auto sportive; il rosa, le donne e le dive; il nero, il cinema. Basta osservare le gallerie fotografiche lungo i corridoi per capire a quale tema ci si riferisca. Per chi ama un soggiorno più riservato, sono a disposizione i 38 villini


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DOMINA HOME ZAGARELLA Santa Flavia (Pa)

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immersi nello splendido parco all’interno della struttura. Ottimo indirizzo per la meeting industry, il Domina Home Zagarella garantisce il successo del proprio evento anche grazie alle numerose proposte offerte dalla struttura stessa e dal territorio circostante. Si possono organizzare attività di team building o concedersi momenti di networking in relax nei bar a bordo piscina o creare itinerari sul territorio alla scoperta dello splendido patrimonio culturale siciliano come per esempio le escursioni a Palermo, Agrigento, Cefalù, Stromboli, Panarea. Intriganti e coinvolgenti sono le escursioni in perfetto Dolce Vita Style organizzate a Siracusa e Noto, Catania, Erice o sull’Etna a bordo di Fiat 500 o Fiat Campagnola. Nei pressi dell’hotel, si trovano altri suggestivi punti di interesse che vale la pena visitare in momenti post congress. Viene da pensare a Bagheria, celebre per le dimore settecentesche e per i suoi grandi artisti come Renato Guttuso a cui è dedicato l’omonimo museo locale; Porticello, piccolo centro noto per il caratteristico mercato del pesce e per i locali che propongono piatti della gastronomia siciliana; il borgo di Sant’Elia con la sua splendida vista sul Golfo di Collo d’Oca e sulle acque di Capo Zafferano e, a un paio di chilometri dall’hotel, le Cantine Corvo dove si possono organizzare visite e degustazioni di pregiate etichette siciliane. Le carte messe sul tavolo dal Domina Home Zagarella sono numerose e questo determina la forza della location che viene spesso scelta come sede di

congressi medici e convention aziendali nazionali e internazionali. Il perfetto mix tra forma, design, cura del dettaglio e sostanza ha conquistato tra gli altri Abb Mylos, Asus, Avon, BTicino, Diageo, Groupama, Ksk Mosca, Pernod, Riello, Ren Tv Russia, Roche Ucraina, Soroptimist International, Toyota Material Handling. Nuovi nomi si aggiungeranno di certo nel corso del 2012 che si prospetta come un anno di grandi soddisfazioni e successi.

Design accattivante, cura per il dettaglio e quel tocco di Italian style che fa la differenza hanno decretato il successo del Domina Hotel Zagarella

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Kempinski Hotel Adriatic HHHHH Savudrija (Istria) Numero totale camere: 165 camere + 21 suite | Ristoranti: 2 | Posti: 86 dentro + 250 posti fuori all’interno del ristorante Dijana + 80 posto dentro + 50 nel ristorante Kanova Marina Congress Center | Sale meeting: 7 nei due centri congressi | Capienza sala maggiore: 250 posti | Capienza sala minore: 12 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: due pre-function areas di 140 ciascuna | Possibilità organizzazione post congress

Kempinski Hotel Adriatic è il primo cinque stelle Golf & Spa Resort della Croazia, affacciato sullo splendido mare turchese istriano e immerso in un verde parco mediterraneo

Il lusso prima di tutto MANUELA BELLINI

naugurato solo un paio di anni fa, il Kempinski Hotel Adriatic è il primo Golf & Spa IResort a cinque stelle della Croazia, a soli quaranta chilometri da Trieste. Su un terreno di antichi vigneti nella parte settentrionale dell’Istria, affacciato sul bellissimo mare turchese, il resort è infinitamente grande – 67mila metri quadrati di superfi-

cie totale – ma estremamente curato ed elegante. Clima mediterraneo, coste mozzafiato, una splendida campagna costellata di vigneti, uliveti e paesi medievali come sfondo, il Kempinski sembra il particolare di un quadro d’autore, inserito in un disegno dove ogni cosa sta esattamente al suo posto e ogni dettaglio mai lasciato al caso. CAMERE & SUITE Le camere sono 186, tra cui 19 suite e due presidential suite, tutte luminose, spaziose e dotate di ogni tecnologia e comfort. L’ambiente è sobrio e rilassante e la cura per i dettagli una prerogativa intrinseca alla filosofia dell’hotel e di tutto il suo staff. Corridoi di legno chiaro di quercia, siste-

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KEMPINSKI HOTEL ADRIATIC Savudrija (Istria)

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mi di luce diffusa e morbida, soffice moquette effetto sabbia, nulla è lasciato al caso. Tutte le camere hanno un balcone con parapetto trasparente e vista mare o affacciato sul verde del campo da golf e della stupenda natura incontaminata, sono equipaggiate con arredi di lusso e strumentazioni d’alta tecnologia, inclusi Tv Bang & Olufsen. I bagni sono arredati Tv integrata negli specchi. Le due presidential suite, in particolare, sono immense, vere e proprie residenze private con area pranzo, un salotto con caminetto, un piccolo studio e una terrazza con vasca idromassaggio panoramica. Nel 2010 la presidential suite dal nome Jure Grando è stata inclusa nella prestigiosa compagnia delle 101 Top Hotel/Resort Suites del mondo dalla rivista di lusso americana Elite Traveler. Un riconoscimento che si inserisce nella lunga lista di premi che il Kempinski Hotel Adriatic ha ricevuto negli anni, tra cui quello di Top Quiet Hotel per Venere.com, Certificate of Excellence 2011 per Tripadvisor, il premio croato Simply the Best 2011 nella categoria Hotel Inovation & Creativity nonché il titolo di uno dei dieci migliori business hotel dalla rivista inglese Wallpaper. UNA NUOVA DIMENSIONE DI LAVORO Design contemporaneo, arredamento hi-tech, equipaggiamenti all’avanguardia, anche il business al Kempinski Hotel trova la sua location ideale. Il conference center dell'hotel e il conference building separato, entrambi completamente attrezzati con tecnologia di ultima generazione e internet ad alta velocità gratuito, sono un toccasana per gli organizzatori di meeting e congressi. Forniti di ampie aree estremamente flessibili, più una hall multifunzione con 250 posti a

teatro e 150 ad aula che può essere divisa in due o tre sezioni isolate acusticamente e utilizzabile anche per banchetti fino a duecento persone, il conference center è molto luminoso e gode di una splendida vista sul mare. Parte dell’hotel sono tre bar in posizioni strategiche e due ristoranti gourmet tematici: il Dijana in stile Art Deco e ottimi piatti mediterranei e il ristorante Kanova, in stile più tradizionale, perfetto per gustare i piatti tipici istriani, il pesce e i frutti di mare appena pescati o il tartufo bianco e nero tipici della regione istriana con i suoi ottimi vini pregiati e premiati oli d’oliva extravergine. Infine, ma non ultima, la superba Carolea, che da sola varrebbe la vacanza. Una struttura di tremila metri quadrati votati al puro benessere con piscina coperta, idromassaggio Jacuzzi e due piscine all’aperto. Le sei stanze singole per trattamenti e le due per i trattamenti di coppia, la vasca di galleggiamento, il bagno di vapore aromatico e quello ai sali, la bio sauna, la sauna finlandese e l'area Terme Romane con calidarium, tepidarium e hammam sono l’ideale dopo un’intensa giornata di tranquillo lavoro e una sana e goliardica partita a golf nel campo privato a 18 buche. Per la stagione più mite, c’è una spiaggia di ciottoli a disposizione dei clienti a soli 370 metri di distanza dalle camere, attrezzata e con servizio di ristorazione, mentre il Parco Nazionale delle isole Brioni, la riserva marina del Canale di Lim, l’anfiteatro di Pola, la splendida Hum, ufficialmente la città più piccola del mondo, sono tutti facilmente raggiungibili in auto e pronti ad appagare curiosità ed entusiasmo in tutte le stagioni dell’anno.

Cinque stelle di fascino e relax su un mare turchese: è la magia del Kempinski Hotel Adriatic

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Lavanderia a Vapore Collegno (To)

LAVANDERIA A VAPORE Collegno (To)

Sale meeting: 2 - studio A (12x14) e studio B (12x7) | Capienza sale: studio A 100 posti; studio B 50 posti | Capienza open space “Lavanderia”: 300 posti in piedi, 200 persone sedute attorno ai tavoli, 224 sulla gradinata | Pranzo in piedi: 250 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: variabili, da 200 a crescere | Possibilità organizzazione post congress

La suggestiva struttura della Lavanderia a Vapore propone ambienti rinnovati e totalmente flessibili per ospitare eventi aziendali e culturali in un’atmosfera unica tra passato e contemporaneità

La fabbrica degli eventi ALESSANDRA BOIARDI

Collegno, immerso nell’atmosfera invernale dai colori di un tardo A autunno si innalza l’imponente struttura della Lavanderia a Vapore, impianto architettonico di rilievo attualmente centro di importanti eventi artistici e culturali. Gli ambienti, completamente rinnovati, luminosi e funzionali, sono anche sede della compagnia di danza contemporanea Balletto Teatro di Torino. Si trova all’interno di quello che una volta era l’ex manicomio di Collegno, nel complesso della Certosa Reale, alle porte di Torino, in un parco che si snoda tra prati e viali alberati per una superficie totale di circa quattrocentomila metri quadrati. La Lavanderia a Vapore è frutto di un sapiente restauro di uno dei “padiglioni” (quello che serviva appunto da lavanderia all’ospedale psichiatrico) che ha portato al recupero degli elementi decorativi ottocenteschi della fabbrica e degli interni. Questa struttura svela la sua vocazione di contenitore d’arte ospitando nel corso dell’anno un continuo fermento artistico espresso in eventi, mostre e installazioni. Alcune grandi aziende l’hanno già scelta come sede di congressi e convention, come Fiat, Oreal ed Ersel, che ne hanno apprezzato la sua bellezza e si sono avvantaggiati della sua

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posizione strategica. La Lavanderia a Vapore è infatti servita da un comodissimo e ampio parcheggio ed è facilmente raggiungibile in auto – a ridosso della tangenziale è collegata direttamente all’aeroporto di Torino – o in metropolitana. All’interno, la caratteristica più importante è la completa flessibilità dell’ambiente, pensato già in fase di ristrutturazione per essere il più versatile possibile. La struttura infatti si presenta come un ampio open space composto in successione da un foyer che ospita tutte le funzioni necessarie alla migliore accoglienza del pubblico, uno spazio espositivo costituito da supporti mobili per l’esposizione di opere pittoriche, immagini e testi, un teatro con le sue tribune e il suo palcoscenico completamente attrezzato tecnicamente, e infine un backstage dotato di camerini mobili. A occupare l’ultimo tratto della navata gli studi per la danza, separati da vetri fonoassorbenti a tutta altezza in modo da permettere la continuità visiva senza nulla togliere al completo svolgimento di attività parallele. L’attenzione, la cura e la disponibilità della gestione e del personale l’hanno resa un centro confortevole e accogliente. indirizzi a fine rivista


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2UJDQL]]DLOWXRHYHQWRGDIDYROD D3DOD]]R0H]]DQRWWH$QFKHGLJLRUQR In Piazza Affari, nel cuore di Milano, la storica sede della Borsa vi aspetta per valorizzare ogni vostro evento: congressi, presentazioni, corsi di formazione, cene di gala, sfilate di moda, concerti, in una cornice unica di eleganza e prestigio. L’ambiente polifunzionale e la grande capacità organizzativa sono a vostra disposizione per soddisfare ogni tipo di esigenza e rendere indimenticabile il ricordo di quel giorno.

Piazza degli Affari, 6 Milano palazzomezzanotte.it


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PALAZZO DEL GHIACCIO Milano

Millecento agenti Allianz hanno trovato una calda accoglienza per tre giorni di incontri negli spazi scenografici del Palazzo del Ghiaccio di Milano e dei Frigoriferi Milanesi

Gli agenti Allianz al Palazzo del Ghiaccio FABIO ALCINI

al 4 al 6 ottobre 2011 il Palazzo del Ghiaccio e gli adiacenti spazi dei FriD goriferi Milanesi hanno ospitato i meeting nazionali delle reti di agenti Allianz. Tre giorni di incontri dal titolo “Forza, Visione, Sicurezza” per discutere della situazione economica del Paese, delle ripercussioni della crisi sul mercato assicurativo, sul ruolo di Allianz a favore delle agenzie e della clientela. Hanno partecipato circa 750 agenzie e oltre 1.100 agenti di Allianz Ras, Allianz Lloyd Adriatico e Allianz Subalpina. Un evento organizzato grazie a una stretta collaborazione fra il cliente e lo staff della suggestiva struttura milanese che, grazie alla sua ampia rete di fornitori e alla sua esperienza nella realizzazione di eventi di ogni tipologia, ha supportato il cliente nell’organizzazione del progetto di allestimento, realizzando in particolar modo i servizi di audio e luci.

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Durante i tre giorni i partecipanti sono stati accolti da un welcome coffee allestito in parte nel Parterre e in parte nella Sala Vittoria, al piano rialzato. Mentre la sala Piranesi è stata predisposta per accogliere un’area riservata ad Allianz Bank, l’allestimento di quest’ultimo spazio è stato curato interamente dal Palazzo del Ghiaccio. I meeting organizzati, sempre durante le mattinate, si sono svolti nella parte centrale del Palazzo, il parterre. Un grande palco ha ospitato gli interventi dei diversi relatori della convention tra cui: George Sartorel, amministratore delegato di Allianz, Giacomo Campora, direttore generale Vita e Financial Services e Stefano Gentili, vice direttore generale per le attività distributive. Le colazioni che chiudevano i lavori delle singole giornate si sono svolte nelle nuove sale dei Frigoriferi Milanesi, recentemente ristrutturate.


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ALTA ADATTABILITÀ VICINO AL CENTRO Il Palazzo del Ghiaccio di Milano, storico edificio in stile Liberty del 1923, è caratterizzato all’interno da un bianco diffuso e può accogliere allestimenti di ogni genere, grazie all’alta adattabilità dei suoi spazi. Con i suoi 5.330 metri quadrati totali, la struttura ospita eventi che accolgono fino a 1.350 persone, come feste, rassegne musicali e cinematografiche, grandi convegni, convention, mostre, sfilate, ma si può facilmente trasformare nella perfetta cornice di un ricevimento dalle dimensioni più contenute. Il Palazzo del Ghiaccio dispone di ampi spazi, primo fra tutti il grande Parterre di 2.400 metri quadrati, una metratura rara e molto richiesta in centro città. L’ingresso conduce a un ampio foyer con uno spazio guardaroba, mentre al primo piano si trovano diverse sale riunioni e alcuni spazi di servizio. E ancora: la Terrazza di quattrocento metri quadrati all’ultimo piano, affacciata sulla stazione di Porta Vittoria, un piano seminterrato di 415 metri quadrati, suddiviso tra un grande open space, novanta metri quadrati di camerini e spazi di servizio. Le molteplici possibilità d’illuminazione spaziano dalla piena luce fino al rapido oscuramento della struttura, dotata di lampade bubble dal design sofisticato e di faretti da terra, declinabili in diverse tonalità di colore, che esaltano la particolare architettura ad arcate ferree della copertura. Hanno fatto da cornice alla convention Allianz anche i rinnovati spazi dei Frigoriferi

Milanesi, storico complesso industriale che ospita al suo interno anche il Palazzo del Ghiaccio. Nati nel 1899, i Frigoriferi Milanesi, hanno più volte riconvertito la propria attività, adattandosi alle esigenze dei tempi. Oggi ospitano diverse realtà che dedicano la loro attività all’arte e alla cultura e organizzano mostre, incontri, presentazioni, spettacoli e concerti. Per i tre giorni di meeting Allianz sono stati utilizzati il Cubo (653 metri quadrati) e la Galleria (630 metri quadrati), due ampi e funzionali spazi caratterizzati da uno stile post-industriale. Separate da un lungo corridoio che le mette in comunicazione le due sale possono essere utilizzate insieme o separatamente e sono adatte a ospitare le più diverse tipologie di evento e allestimento.

Con i suoi 5.330 metri quadrati totali, il Palazzo del Ghiaccio può ospitare eventi che accolgono fino a 1.350 persone

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Mediolanum Forum Assago (Mi) Sale meeting: 5 ambienti principali scomponibili | Capienza sala maggiore: 11.500 posti | Capienza sala minore: da 100 a 400 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: oltre 14.000 | Sala banchetti interna | Pranzo seduti: 2.200 posti (sala principale) | Possibilità organizzazione post congress

È stato un grande successo il "Würth Day", organizzato lo scorso ottobre nei grandi e flessibili spazi del Mediolanum Forum di Assago. Ancora una volta all’insegna della totale polifunzionalità

Un'esperienza unica al Mediolanum Forum FABIO ALCINI

location per eventi, in Italia, ormai numerosissime, spesso prestiLgiose,esono con grandi spazi e molti vantaggi. Ma di certo non è semplice trovare una struttura polifunzionale con tutti i plus che può offrire il Mediolanum Forum di Assago, a pochi chilometri da Milano. Ed è grazie alle prerogative logistiche e tecniche della struttura che Würth l’ha scelta per ospitare il "Würth Day", dal 29 al 30 ottobre 2011. Clienti, collaboratori, partner e amici, con le loro famiglie, si sono ritrovati insieme per vivere un’esperienza unica nella grandiosa cornice milanese, sede dei principali eventi sportivi e musicali italiani. Spazioso, accogliente, funzionale e facilmente raggiungibile da ogni direzione, anche grazie alla fermata dedicata della Linea 2 della metropolitana e all’amplissima disponibilità di parcheggi, il Mediola-

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num Forum ha pienamente soddisfatto le esigenze della Setup – Events & Promotion, la società che ha curato l’allestimento dell’evento, e così la nuova veste del Würth Day ha convinto tutti. I display modulari per dare visibilità ai prodotti, il layout espositivo, le aree tematiche, la zona divertimento e gusto, ma non solo. È stato l’impatto generale, il mix tra tecnologia e innovazione che ha contribuito a qualificare l’evento. Tra le molte novità, una era assoluta: il “percorso esperienziale”, un itinerario guidato per scoprire ogni tappa dell’avventura Würth. I clienti hanno così potuto approfondire tutti i servizi, a partire dall’area “multicanalità”, l’area dei servizi Wos, dei servizi Orsy, con Orsy scan, Orsy fleet, Orsy mobil e Orsy container. Presenti tutte le divisioni dell’azienda, nelle sezioni Auto, Cargo, Edilizia, Legno, Metallo,


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MEDIOLANUM FORUM Milano con prove pratiche, dimostrazioni e video. L’area “experience” ha presentato una ricca serie di incontri tecnici su temi specifici, come per esempio la posa qualificata del serramento, la Linea Vita Massif – Impermeabilizzanti per l’edilizia, e il Fotovoltaico e Solare Termico. Emozione anche per la presenza degli atleti di Special Olympics, Luca Grasso e Andrea Santoro, due giovani campioni di basket, e Paola Lazzarini, neo campionessa di tennis, che hanno contagiato tutti i presenti con il loro entusiasmo. PAROLA D'ORDINE: FLESSIBILITÀ Il Mediolanum Forum di Assago, così come tutte le strutture del Gruppo ForumNet, è concepito come spazio flessibile e multifunzionale. Questo lo rende il luogo ideale per organizzare sia grandi appuntamenti, come concerti, fiere, spettacoli, competizioni sportive, congressi e convention fino a diecimila persone, sia appuntamenti rivolti a un minor numero di partecipanti, in occasione di meeting, workshop, ricevimenti o cene di gala. Tra i punti di forza di Forumnet, l’esperienza e la competenza dello staff interno, maturate nella gestione dei più grandi eventi musicali, sportivi e aziendali nazionali, in grado quindi di fornire supporto tecnico/organizzativo e di provvedere a tutti i servizi e agli allestimenti necessari, grazie a una rosa di fornitori qualificati. Il Mediolanum Forum si sviluppa su tre livelli: all’Arena Centrale (contraddistinta da un parterre di 2.800 metri quadrati, tribune oscurabili, vari spazi accessori e

una ingente possibilità di appendimenti), si aggiungono ulteriori sale di varia metratura come la Sala Gallery (2.400 metri quadrati), la Sala Premium (1.600 metri quadrati), la Sala Gold (seicento metri quadrati) e l’anello scomponibile di Quota Otto (oltre cinquemila metri quadrati con grandi terrazze esterne). Le sale Gallery, Premium e Gold sono direttamente collegate tra loro e situate strategicamente all’altezza del piano stradale, e tutti gli spazi della struttura possono ospitare eventi in contemporanea grazie all’attenta capacità di gestione dei flussi e agli accessi riservati a ciascun ambiente. Degna di rilievo anche la capacità ricettiva dell’area, con il convenzionato H2C Hotel, un recentissimo quattro stelle business sito nelle immediate vicinanze del Mediolanum Forum.

Numeri di assoluto rilievo e flessibilità sono i punti di forza del Mediolanum Forum, che a fine ottobre ha ospitato il Würth Day

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PALAZZO PUGLIESE Trani (Bt)

Gli eventi a Palazzo Pugliese diventano un’occasione di mondanità senza tempo, per respirare l’allure di elegante vanità valorizzata dal restauro di questo emblematico esempio di eclettismo ottocentesco a Trani

Il meeting va a Palazzo ALESSANDRA BOIARDI

n un’atmosfera in perfetto equilibrio tra senza tempo dei suoi luoghi Iel’antichità la modernità attenta delle sue dotazioni, Palazzo Pugliese è innanzitutto la storia di una passione. Quella di Savino Cortellino, che ha saputo dare a questo bellissimo Palazzo di Trani una seconda vita dopo la sua prima, iniziata nel lontano 1890 e voluta dal primo committente, Giuseppe Alberto Pugliese. A quei tempi il palazzo fu concepito come espressione massima dell’avanguardia dell’epoca, tradotte nel suo eclettismo, nella sua struttura architettonica e nelle decorazioni. Personalità di spicco e uomo di cultura, l’avvocato Pugliese ha così reso possibile quello che ancora oggi è un riferimento in un centro così culturalmente vivo come era ed è Trani, e che grazie a Savino Cortellino oggi rivive come indirizzo

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di pregio per la meeting industry nostrana e internazionale. L’imprenditore ha infatti, con il palazzo, potuto dare concretezza alla sua passione per l’arte e l’antichità, in una storia personale e professionale emblematica, che ha avuto una svolta negli anni Settanta, quando la sua ambizione lo ha portato a fondare insieme al fratello Francesco l’azienda di calzature sportive Cofra. Con uno slancio a raggiungere mete sempre più importanti, Cofra grazie a una felice intuizione raggiunge il successo – frutto del tanto lavoro, di lungimiranza e di determinazione – riconosciuto nel primato europeo nel settore delle calzature antinfortunistiche. Furono proprio gli impegni aziendali a portare Cortellino in giro per il mondo dove ebbe ben presto un compagno di viaggio d’eccezione: l’amore per le opere


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Quattro anni di restauri hanno riportato Palazzo Pugliese alla sua orginale bellezza. Bellezza oggi a disposizione del Mice con 13 sale attrezzate

d’arte. Fu così che iniziò a investire nel restauro di immobili d’epoca fino all’incontro con la musa ispiratrice: Trani e qui, Palazzo Pugliese, fonte di ispirazione e destinatario a sua volta dell’entusiasmo di chi ci ha visto un luogo in grado di coniugare cultura e business. EVENTI E SEDUZIONE Palazzo Pugliese è ora una sede ambita per mostre, iniziative editoriali e culturali ed eventi aziendali di qualsiasi tipo: conferenze, congressi, sfilate, party, che trovano nel palazzo non solo una suggestiva cornice, ma il plus di un team specializzato in comunicazione ed event management che è in grado di curarne l'ideazione e la realizzazione in ogni dettaglio. Tutte le sale sono fornite di supporti audiovisivi e informatici tecnologicamente avanzati ed è a disposizione anche un servizio di catering per le colazioni di lavoro, i party e le cene di gala. Le sale per eventi sono in tutto 13. In tutte, l’atmosfera senza tempo seduce i partecipanti soprattutto grazie alla particolare allure artistica che si respira a Palazzo, tanto che le ambientazioni di fine secolo diventano perfette anche per rappresentazioni musicali e legate al mondo della cultura. Dall’intuizione di Cortellino, Palazzo Pugliese è diventato realtà grazie a un restauro che è durato quattro anni e ha portato alla luce bellezze inaspettate. Dall’Ottocento ai giorni nostri infatti sono stati tanti gli strati di decorazioni accumulati nel tempo, che hanno in qualche modo coperto gli affreschi originali. Oggi essi hanno recuperato i loro colori e la loro inattesa luminosità, dando

nuova vita a putti e a ieratiche dee, cieli dipinti e soffitti incantati, che hanno contribuito a ridare al palazzo la sua speciale caratteristica di luogo fuori dal tempo. Insieme a questi dipinti è riemerso anche il gusto della società dell’epoca, tipico soprattutto dei palazzi ottocenteschi meridionali: edonismo, frivolezza, leggerezza sono tradotti nel rosso pompeiano, nell’azzurro cielo, nei tenui verdi, nei marroni brillanti e nel giallo oro. Tutti insieme si fanno infatti interpreti di una graziosa danza di fine secolo in cui vera protagonista è l'emergente borghesia ottocentesca, divisa tra sete di potere economico e ricerca di prestigio sociale. Un esempio delle bellezze di Palazzo Pugliese. indirizzi a fine rivista

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Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa HHHHH Castelvecchio Pascoli, Barga (LU) Numero totale camere: 180 | Ristoranti: 2 | Sale meeting: 11 | Capienza sala maggiore: 1.000 posti | Capienza sala minore: 12 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 950 | Possibilità organizzazione post congress

Rinnovarsi con stile Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa

Castelvecchio Pascoli, Barga (LU)

Una location apprezzata per la sua bellezza naturale e lo stile inconfondibile. Ideale per eventi dai grandi numeri, il Ciocco Tuscany Resort nel 2012 si rinnova, diventando il primo Renaissance Hotel della Toscana

ELISA FERRO

ituato nella Valle del Serchio, in provincia di Lucca, e immerso in un parco S naturalistico di ben duemila ettari, il Ciocco Tuscany Resort rappresenta un luogo di grande fascino e benessere, perfetto per meeting al top in piena sintonia con la natura e con l’accoglienza e lo stile unici di una tradizione che si rinnova dal 1956, anno di nascita dell’albergo. Il termine “rinnova” non è utilizzato a caso, infatti la grande novità del 2012 è che il Ciocco, dopo un’attenta opera di ristrutturazione, si è trasformato nel secondo Renaissance Hotel d’Italia, il primo in Toscana: un salto di qualità che rende il complesso – affiliato al brand internazionale Marriott Hotels & Resorts – una location per eventi e soggiorni ancora più esclusiva e suggestiva. Qui le aziende, i Pco e gli altri operatori del settore possono contare su un moderno conference center da 890 posti, nonché su 11 eleganti sale meeting di varie metrature, che possono

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essere modulate e allestite in base alle esigenze dei diversi committenti. Inoltre, le migliori attrezzature e tecnologie, i servizi business, il supporto tecnico e logistico e la segreteria congressuale sono direttamente garantiti in sede. Completano l’offerta del Ciocco Tuscany Resort le sue confortevoli 180 camere, la piscina esterna con vista panoramica, i due ristoranti, il bar, la beauty spa di recente realizzazione, con una selezione completa di trattamenti, e la wellness area con palestra, piscina riscaldata interna, sauna, calidarium, cascata di ghiaccio, doccia emozionale e zona relax. All’interno del complesso, poi, è possibile organizzare attività di team building, con percorsi in fuoristrada, percorsi avventura e molto altro. In più, fino a marzo 2012, è valida l’offerta per gruppi Special preopening meeting rate low season, che a prezzi vantaggiosi include il pernottamento, il noleggio della sala con allestimento a scelta, una colazione di lavoro e due coffee break. In omaggio, invece: cocktail di benvenuto, wellness card, linea Internet per un computer e il dieci per cento di sconto sul prossimo pacchetto meeting (offerta soggetta a un numero limitato di camere). indirizzi a fine rivista


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Nel segno degli award

Romano Collection Catania

Lusso e servizi tailor made a cinque stelle, al Romano Palace Luxury Hotel di Catania. Con tanto di prestigiosi riconoscimenti assegnati dal Touring Club Italiano LUCIANA FRANCESCA REBONATO

Sopra, Patrizia Candela, general manager di Romano Collection, del quale fanno parte sia il Romano Palace Luxury Hotel sia il Romano House

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el capoluogo etneo spiccano due strutture di alto profilo, entrambe N annoverate nel brand Romano Collection. La prima è lo storico Romano Palace Luxury Hotel, la seconda è Romano House, inaugurata nel 2010. Due capisaldi dell’accomodation in sinergia fra loro per rispondere alle molteplici esigenze professionali della meeting industry con uno sguardo attento anche al leisure. Una vocazione all’eccellenza tradotta recentemente in due prestigiosi riconoscimenti assegnati al Romano Palace dal Touring Club Italiano, il premio Stanze Italiane 2011/2012 e il premio Buona Cucina 2011/2012, annualmente assegnati a strutture che sposano un concetto di accoglienza volto a salvaguardare la valenza dell’ospitalità e della ristorazione. Ci siamo congratulati con Patrizia Candela, general manager del gruppo alberghiero.

Romano Palace non dorme sugli allori: ben due premi, in ambiti differenti, conferiti dal Touring Club Italiano. Un tributo sia all’accoglienza tradizionale sia alla ristorazione. Come dire che al Romano Palace ogni reparto è al top. È il punto di arrivo di una strategia precisa o solo una coincidenza? «Direi che è solo un primo, importante passo nel percorso verso l’eccellenza che ci siamo prefissati di raggiungere in tutti i nostri servizi e che vede coinvolto l’intero team. Dare agli ospiti un’accoglienza tailor made non è facile in una struttura delle nostre dimensioni, ma cerchiamo di farlo al meglio e “far bene per far star bene” è un dogma che esprime il nostro core business. Credo che i riconoscimenti non giungano mai per caso, pertanto continueremo a investire nella formazione e nel coinvolgimento del personale alla nostra mission aziendale, ovvero la piena soddisfazione nonché fidelizzazione dei clienti». Qualche premio in vista anche nel Mice? «Il premio più importante proviene dalle aziende che da anni continuano a preferire il Romano Palace per i loro piccoli e grandi eventi. Non abbiamo mai seguito una politica quantistica bensì di estrema cura e qualità nei servizi, ed è questo che


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ROMANO PALACE, DETTAGLI DI STILE Prospiciente il mare, a cinque minuti dal centro storico e anche dall’aeroporto, il Romano Palace Luxury Hotel è immerso in un’oasi verde di 25mila metri quadrati. L’accomodation è articolata in 104 fra camere e suite contraddistinte da stili diversi e dal massimo del comfort, con

continua a premiarci. Il nostro centro congressi è seguito da un team attento, molto preparato e a completa disposizione delle aziende che ci scelgono per realizzare il loro evento in maniera esclusiva e mai standardizzata. Può sembrare un concetto scontato, ma posso assicurare che non è così: saper uscire dagli schemi tradizionali, è oggi più che mai una carta vincente. Quest’ottica ci ha consentito di ospitare eventi importanti e di differenti tipologie, dalle convention aziendali passando per sfilate, car launch, congressi medici e roadshow». La customer satisfaction è oggi il faroguida di ogni albergo che si rispetti. In cosa ritenete di “meritare un altro premio”, se quel premio esistesse? «Il nostro obiettivo è fidelizzare e coccolare il cliente. Non inseguiamo premi, anche se ricevere riconoscimenti appaga sicuramente. Ci auguriamo, pertanto, che il nuovo anno confermi l’andamento di crescita del 2011 così come la fiducia dei nostri ospiti». Il mercato attuale è estremamente competitivo e lo scenario generale è irto di difficoltà. Quali sono le strategie e i servizi che state mettendo a punto, con un riferimento in particolare al settore Mice?

decorazioni di ispirazione orientale, mentre nel centro congressi – otto sale modulari e polifunzionali con una sala plenaria per 350 persone – lo charme degli ambienti si coniuga con tecnologia all’avanguardia. La grande piscina è perfetta per cocktail open air di grande atmosfera.

«Oggi più che mai fare team crea la differenza. E con questo intendo fare squadra in senso allargato, offrendo al cliente un ventaglio di proposte sempre più complete e diversificate. Insieme alle Dmc, i nostri partner, noi vendiamo innanzi tutto il territorio, una Sicilia finalmente più preparata ad accogliere ospiti anche di calibro internazionale con servizi e attività legate alle tradizioni, alla cultura enogastronomica, all’arte e alla natura. Quest’ultima, in questa parte di Sicilia, offre scorci mozzafiato. Da un punto di vista più tecnico e più alberghiero, il 2011 ha visto la creazione al Romano Palace di ulteriori spazi per eventi, veri contenitori polifunzionali per eventi a cinque stelle!». indirizzi a fine rivista

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MONACO MEETINGS RAFFORZA LA SUA OFFERTA

Il Monaco Convention Bureau e il Grimaldi Forum Monaco, uniti all’insegna del pacchetto Monaco Meetings, sono pronti per il 2012 ad accrescere ulteriormente l’impatto e la concretezza della loro offerta Mice. Il restyling del sito dedicato appositamente a questa offerta, www.monacomeetings.com, quasi in concomitanza con la recente nomina di

Sandrine Camia al timone del Monaco Convention Bureau, mette in luce i diversi vantaggi esclusivi e le gratuità proposte agli organizzatori di eventi che prevedano 1.200 o più pernottamenti, un utilizzo significativo del Grimaldi Forum Monaco e di minimo due hotel. Il sito Monacomeetings.com, oltre a presentarsi con un nuovo look, è stato rivisto per essere il più “ergonomico” e preciso possibile e rispondere in questo modo alle esigenze di praticità ed efficienza degli organizzatori professionali di eventi. L’offerta Monaco Meetings testimonia la sinergia di tutti gli attori di una destinazione che è ormai garanzia di assoluto successo anche nel segmento Mice.

ASSUNTA CORBO

LA REPUBBLICA CECA ENTRA IN EFAPCO

I SEGRETI DI VENEZIA SU iPHONE

Nexta, nell’ambito del progetto “Guide delle città d’arte”, ha presentato “Venezia”, la prima guida interattiva sviluppata per mobile. Il progetto “Guide delle città d’arte”, la cui versione web è stata lanciata nei mesi scorsi, rappresenta una novità assoluta nel nostro Paese. Si tratta della prima operazione crossmediale interamente italiana, volta ad ampliare le possibilità di fruizione dei contenuti proposti dal motore di ricerca Arte.it e dell’infinita ricchezza artistica e culturale dell’Italia grazie a un unico strumento digital native per web e mobile. Il progetto include dieci città, cento itinerari, 10mila punti di interesse artistico sul territorio, le news e il calendario delle mostre in italiano. Dopo Venezia e Roma, già presente sull’Apple Store dal 20 ottobre scorso, sarà la volta di Torino, Milano, Firenze, Genova, Bologna, Napoli, Lecce e Palermo. Per ognuna di queste città sono già disponibili le guide online nelle applicazioni per iPhone in italiano e inglese.

La Repubblica Ceca è il 13° membro nazionale dell’Efapco grazie al lavoro degli organizzatori professionali di congressi che hanno formato un gruppo speciale volto a ottenere questo importante risultato. Il gruppo opera in collaborazione con il Pco del Prague Convention Bureau in rappresentanza dei migliori organizzatori di eventi del paese. «Dopo lunghe trattative con Lenka Zlebkova, amministratore delegato di Praga Convention Bureau, sono felice di dare il benvenuto ad un altro paese dell'Europa dell’Est, che si unisce a Polonia ed Ungheria – ha dichiarato Nicolas Le Brun, presidente Efapco – si tratta del secondo membro dell’Est Europa che si unisce a noi nel 2011, dopo l'arrivo della Slovacchia all'inizio dell'anno». La Repubblica Ceca, come nuovo membro, si è unito ufficialmente agli altri paesi durante la riunione che si è svolta a fine novembre presso l’Eibtm di Barcellona.

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VALENCIA: CRESCE IL PALAZZO DEI CONGRESSI

Data la crescente richiesta di congressi e meeting a Valencia è stato approvato l’ampiamento dell’attuale Palazzo dei Congressi. Nato nel 1998, l’edificio ha ospitato più di 2.000 eventi con la partecipazione di oltre 1,5 milioni di persone. Nel 2010 è stato anche dichiarato il miglior palazzo dei congressi del mondo dall’Associazione Internazionale dei

Palazzi dei Congressi. Il nuovo edificio, che avrà forme simili all’attuale e che, come quest'ultimo, è stato progettato dal prestigioso architetto britannico Norman Foster, sarà dotato di una copertura fotovoltaica e verrà costruito nelle adiacenze dell’edificio esistente, al quale sarà unito mediante un passaggio a vetrate. Il termine dei lavori è previsto per l’autunno 2014. Questo nuovo complesso multifunzionale potrà ospitare qualsiasi tipo di evento, trasformando Valencia nella sede che molti enti e organizzazioni sceglieranno per lo svolgimento dei propri meeting.

UN NUOVO COMPLESSO TERMALE DI DESIGN IN CARINZIA A Villach, a pochi chilometri dal confine italiano di Tarvisio, sta prendendo forma il progetto edilizio più grandioso della Carinzia. Nella famosa località termale di Warmbad-Villach sorgeranno infatti le nuove Kärnten Therme e il nuovo Hotel Karawankenhof. Un edificio spettacolare e complesso, unione di design, modernità e naturalmente benessere e tantissimo divertimento. L’hotel sarà strutturato per ospitare eventi di diversa tipologia e dimensione e sarà collegato direttamente con il complesso termale. Location ideale per meeting all’insegna del benessere, l’hotel Karawankenhof sarà inaugurato la prossima estate.

GRUPPO HIT: AL VIA UN PROGETTO SUL CONFINE ITALO-SLOVENO Il gruppo Hit ha in progetto un nuovo complesso turistico situato sul confine italo-sloveno. La nuova realtà comprenderà un hotel, ristoranti, casinò, centro convegni, discoteca, centri benessere e di cure mediche, una sala multifunzionale che ospiterà spettacoli, concerti, eventi ed appuntamenti sportivi, una galleria per mostre a livello mondiale. Completeranno l’offerta della struttura uno shopping mall, cinema multisala, campo da golf a 18 buche completo delle strutture residenziali, parco acquatico e parco divertimenti. Il progetto architettonico, che vedrà la luce nel 2019, è curato dalla Steelman Partners, società leader nella progettazione di complessi turistici.

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HOTELS WORLDWIDE DEBUTTA IN FRANCIA

L’hotel W Paris – Opéra sarà situato all’interno di un signorile edificio del periodo haussmaniano, risalente al 1870 circa. Situato di fronte alla famosissima Opéra Garnier, W Paris Opéra è certamente destinato a diventare un animatissimo punto di riferimento della città. Ispirandosi all’idea creativa della scintilla, l’hotel è stato concettualizzato in modo da creare un dialogo dinamico tra vari elementi, ovvero la facciata storica dell’edificio, Parigi nella sua qualità di Ville Lumière e il dna di W Hotels, infondendo un senso di energia nel quintessenziale quartiere parigino. Tale approccio determina una stimolante fusione del dinamismo di New York e la sua infinita energia, con la raffinatezza e la cultura di Parigi. L’hotel di cinque piani proporrà 91 raffinate camere per gli ospiti, tra cui 20 suite e due suite presidenziali. Le camere e le suite per gli ospiti, dotate di imponenti soffitti alti fino a tre metri e mezzo, offrono un design contemporaneo dai grandi spazi e una vista straordinaria sull’Opéra Garnier e le vie parigine. L’hotel disporrà anche di un’area meeting per eventi di tutte le tipologie e dimensioni e di una innovativa spa.


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CHARME&RELAX CRESCE IN ITALIA Nel 2012 il portfolio di Charme&Relax si arricchisce di tre nuovi alberghi situati in Sardegna e nel Sud Italia. Il primo è Le Terrazze Charme & Relax a Carloforte. L'hotel dispone di 14 camere arredate con gusto e materiali di qualità, dotate di terrazzino o veranda. Il ristorante, curato personalmente dal proprietario Dino Ferrando, si apre nella fresca terrazza esterna con vista mare, e propone una cucina dai sapori mediterranei a base di materie prime freschissime e di provenienza locale, con piatti curati nella presentazione e a cui viene abbinata un’ottima carta dei vini. La seconda struttura è l’Hotel Barbieri Charme&Relax situato a Altomonte (CS) uno dei borghi più belli d’Italia. L’albergo dispone di 50 camere arredate con gusto e cura nei particolari, di un elegante ristorante e di un centro benessere che propone formule e trattamenti per recuperare la propria armonia psicofisica. È inoltre location ideale per ospitare congressi, meeting aziendali e convention di alto livello. Infi-

ne la Tenuta San Domenico Charme&Relax di Capua (CE). Antica dimora nobiliare del settecento, dispone di sole 7 camere esclusive con ambienti originali arredati da quadri d’autore e mobili d'epoca e i più moderni comfort. Il ristorante, che propone piatti ispirati alla tradizione campana, il giardino con ulivi secolari, uno splendido roseto e la piscina ed il laghetto all’aperto completano l’offerta, e offrono la cornice ideale per eventi di classe o per rilassanti soggiorni avvolti dal fascino della storia. Faranno ingresso nel gruppo anche il Ristorante Barbieri Chef&Chefs di Altomonte (CS) e il Ristorante Salvo Cacciatori Chef&Chefs di Imperia.

AD AMSTERDAM APRE UN HOTEL NELL’EX CONSERVATORIO L’Hotel Conservatorium si trova nel cuore di Amsterdam, nei pressi della Hoffstraat, via nota per lo shopping. La struttura, dotata di 129 camere, occupa l’edificio che una volta ospitava il famoso conservatorio di musica Sweelinck. Conosciuto come Rijkspostspaarbank Building, fu costruito alla fine del 19esimo secolo su progetto del famoso architetto olandese Daniel Knuttel. L’albergo, che ha aperto lo scorso dicembre, occupa otto piani dell’edificio e dispone anche di spazi per meeting dotati di tutte le più avanzate tecnologie. Un indirizzo perfetto per organizzare eventi all’insegna dell’eleganza e della modernità.


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Meta per intenditori Adagiata a 1.310 metri di altitudine, giusto ai piedi delle magnifiche Tre Cime di Lavaredo, la deliziosa Sesto di Pusteria è la destinazione ideale per un evento speciale MANUELA BELLINI

el cuore dell’Alta Val Pusteria e incorniciata dallo strepitoso scenario N montano delle Dolomiti, Sesto è bella d’estate ma a maggior ragione è eccezionale d’inverno. Con ben sette comprensori sciistici a disposizione e numerose piste soleggiate per famiglie, piste impegnative, divertenti discese per slittini e spazi per lo snowboard, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Un paese che incanta gli amanti della natura per i propri paesaggi e gli amanti del comfort e del benessere per le proprie strutture. Numerosi sono infatti gli alberghi e appartamenti che si possono affittare per le vacanze e numerosi sono gli intrattenimenti che deliziano i visitatori durante e dopo le attività sportive. Dai "tapis roulant" a bordo pista per facili e comode risalite agli scivoli sulla neve amati dai bambini, dagli accoglienti rifugi in alta quota agli apprezzatissimi centri benessere.

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L’HAUS SEXTEN Un paradiso lontano dal caos e dalla frenetica vita di città, un angolo ameno di mondo dove la natura prende il sopravvento, la mente si rilassa, il corpo si tonifica e il rendimento aumenta. A Sesto è un piacere anche lavorare. Perciò, per gli instancabili del business, il Comune di Sesto ha pensato di offrire un attrezzatissimo centro eventi. Cinque sale, polifunzionali e di diverse metrature, tutte tecnicamente attrezzate, che permettono l’organizzazione di ogni tipologia di manifestazione fino a un massimo di 770 posti a sedere. Il Centro Convegni Haus Sexten si trova nel cuore di Sesto, a pochi passi da uno spazio polivalente utilizzato per lo svolgimento di spettacoli musicali e rappresentazioni folcloristiche all’aperto. Un ambiente unico immerso in una natura incontaminata. Da prenotare e utilizzare con l’aiuto di un team specializzato che si preoccupa di ogni dettaglio: anche di skipass e corsi di sci, per godersi il meglio delle Dolomiti di Sesto! Quelle piste battute alla perfezione, i rifugi rustici, gli snowboard park, le renne, le piste per gli slittini, le vette spettacolari, i paesaggi più romantici: tutte le meraviglie che hanno reso queste montagne tra le più famose al mondo. indirizzi a fine rivista


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L’isola che c’è Perla nel Golfo del Quarnero, Lussino fa incontrare il Mediterraneo al Mice grazie agli alti standard dei Losinj Hotels & Villas, che propongono spazi per eventi all’avanguardia in un’atmosfera piacevolmente leisure ALESSANDRA BOIARDI

ire che la bellezza di Lussino è leggendaria non è solo fare a questa D favolosa isola mediterranea un complimento, ma è anche raccontarne in qualche modo le origini. Tutto nascerebbe infatti dalla mitologia: l’eroe Apsyrte fu ucciso dalla sorella Medea, che gettò parti del corpo nel mare, proprio nel Golfo del Quarnero dove così nacque l’arcipelago di Apsyrtide. Ma anche senza leggenda, bisogna andare indietro a quattromila anni fa per scoprire le origini dei villaggi più antichi dell’isola, che nei secoli si è guadagnata sempre più fama fino a essere considerata, nel diciannovesimo secolo, uno dei più importanti centri marittimi in particolare dell’Adriatico settentrionale. Oggi Lussino è collegata alla vicina isola di Cres da un ponte rotante e ha un proprio aeroporto, un plus non indifferente per proporsi alla meeting e incentive industry come destinazione perfetta per eventi. A guadagnarci

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è sicuramente il mood, informale e rilassato, praticamente vacanziero ogni giorno dell’anno. Intanto grazie all’ottimo clima, e poi, naturalmente, al bellissimo mare che è addirittura popolato da una colonia di delfini. Ma una meta che strizza l’occhio al leisure non può prescindere dall’assicurare anche al Mice strutture alberghiere di altissimo livello, come quelle proposte in particolare dalla catena alberghiera Losinj Hotels &Villas. La compagnia offre infatti location nate per le vacanze e perfezionate per essere strutture congressuali d’eccezione. Del resto la tradizione alberghiera dell’isola ha origini lontane: il primo albergo della città è stato costruito nel 1887 e chiamato Vindobona, l’antico nome latino della città di Vienna. Un omaggio a quella che era l’aristocrazia mitteleuropea del tempo, che già alla fine dell’Ottocento aveva eletto l’isola – proclamandola ufficialmente stazione di cura tramite il ministero della sanità della monarchia austroungarica – meta climatica privilegiata. Oggi sono rimaste le numerose ville, che ancora contribuiscono con il loro fascino ad abbellire l’isola, oggi apprezzatissima anche dal mercato italiano, che ha una via d’accesso “privilegiata” : Trieste è infatti a sole tre ore e mezzo di auto. DESTINAZIONE PARADISO Valida alternativa al caos cittadino, l’isola di Lussino si può conoscere anche in occasione di un soggiorno di lavoro, grazie alle tante proposte di Losinj Hotels & Villas. Si può, per esempio, scegliere una gita in barca per conoscere la vitalità naturale dell’isola da un punto di vista privilegiato, il mare. Ma Lussino si può incontrare anche a tavola, grazie alla proposta gastronomica degli alberghi della catena, che è intanto molto variegata, ma soprattutto curatissima. Anche i coffee break sono allietati da prodotti tradizionali e il tutto è sempre condito dalla vista indimenticabile e romantica sul mare.

vato da poco, può ospitare fino a quattrocento persone. Gli hotel Vespera e Bellevue hanno invece una capacità di circa 150 persone. Molto vasta è anche la possibilità di organizzare attività post congress e di team building. Tutti vicino al mare, gli hotel sono immersi in boschi di pini, e costituiscono un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dell’isola e del mare che la circonda.

Raffinatezza, comfort e tutto lo splendore solare di Lussino intorno: questi gli ingredienti vincenti dei Losinj Hotels & Villas

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AD HOC PER GLI EVENTI Gli hotel Losinj Hotels & Villas propongono spazi congressuali di ogni tipo, per piccoli meeting esclusivi e per grandi conferenze fino a quattrocento persone. Le sale dei vari alberghi sono infatti modulari e possono essere quindi adattate alle esigenze di ogni organizzatore rispetto sia al numero di partecipanti sia alla tipologia di evento. Questo è possibile anche grazie alla tecnologia di cui ogni spazio è dotato: impianti tecnologici audio-video, pc, proiettori Lcd e connessione wi-fi a internet. Particolare importantissimo che fa sempre la differenza: le sale riunioni godono di luce naturale. Nel dettaglio, il Sunny Cove – Sunnybay è il centro congressi dell’Hotel Aurora, rinno-

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VILLA ERBA: DAL 2012 TORNA LA GESTIONE DIRETTA Villa Erba SpA torna nel 2012 a gestire tutte le attività della location. Viene quindi restituita al territorio ed alla SpA la competenza esclusiva di ogni settore del business del centro espositivo e congressuale sulle rive del Lago di Como: è la decisione assunta dai Soci nel corso dell’assemblea annuale dello scorso luglio, che ha decretato anche il cambio dei vertici della società. Jean-Marc Droulers, già Amministratore Delegato di Villa D’Este, è stato nominato Presidente di Villa Erba Spa. Droulers è consigliere del Consorzio degli Albergatori di Como – socio di Villa Erba che partecipa attivamente alla promozione e gestione delle attività della sede – e Consigliere dell’Associazione Catene

Alberghiere di Confindustria (AICA) ed è, inoltre, componente del Comitato Esecutivo del Concorso d’Eleganza Villa d’Este che ha luogo ogni anno a Villa Erba e Vice Presidente dell’Associazione Rive Lariane. Ha inoltre incarichi in importanti realtà associative nazionali nel settore del turismo. Rossella Bernuzzi, nella carica di direttore generale di Villa Erba SpA, affiancherà Droulers in questa fase di rinnovamento. Laureata in Bocconi, dopo significative esperienze nel gruppo UCIMU nel-

MASTER HONORIS CAUSA PER GIANLUCA GIGLIO Gianluca Giglio, direttore generale del gruppo alberghiero Ragosta Hotels Collection è stato insignito del Master Honoris Causa in Hospitality Management presso la prestigiosa Luiss Business School di Roma. Il Master Hospitality Management, alla sua XXV edizione, seleziona ogni anno un imprenditore o una figura di spicco che si è distinta per la creazione di innovative strategie nel settore turistico, diventando così un modello di riferimento per gli addetti ai lavori. Gianluca Giglio è stato scelto per le idee innovative che caratterizzano la sua attività manageriale, l’intenso percorso in relazione alla giovane età e il forte know-how che parte da esperienze in catene internazionali all’attività nell’azienda di famiglia e continua in un gruppo fortemente diversificato. «L'industria del turismo ha bisogno di nuove forze, di persone che l’aiutino a sprovincializzarsi completamente, che siano pronte a confrontarsi con il mercato globale – ha commentato Giglio dopo la cerimonia – di persone, di leader che non vogliano omologarsi ad un sistema ma che da quel sistema vogliano partire per riscriverlo e renderlo più competitivo, persone che sprigionino la loro creatività e non abbiano il timore di pensare fuori dagli schemi». Giglio, direttore generale del gruppo Ragosta Hotels dal 2007, non è nuovo a riconoscimenti importanti. Nel 2010 ha ricevuto il premio One of the Finest Hoteliers Worldwide dall’American Academy of Hospitality Science che lo ha inserito tra i migliori manager alberghieri di tutto il mondo.

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l’ambito dell’organizzazione di fiere e eventi, ha esperienze nel campo della ristorazione e della formazione, ed ha rivestito il ruolo di Exhibition Director presso società del Gruppo Fiera Milano.

FERRANDINO NUOVO SALES MANAGER DEL CHIA LAGUNA RESORT In vista della realizzazione del piano di investimenti quinquennale il Chia Laguna Resort punta sul mercato italiano affidando lo sviluppo della strategia commerciale a Danilo Ferrandino che dallo scorso novembre assume il ruolo di direttore commerciale della struttura. Forte di un’esperienza decennale nella direzione vendite del gruppo francese Club Med, Ferrandino approda al Chia Laguna per consolidare la presenza sul mercato italiano di un progetto turistico in grande fase di sviluppo. La scelta del management di rafforzare la strategia commerciale va di pari passo con la volontà della proprietà di investire 50 milioni di euro, nei prossimi 4 anni, per la riqualificazione dell’intero complesso e lanciarlo definitivamente come il resort leader del sud della Sardegna. Danilo Ferrandino, classe 1970, prima di ricoprire il ruolo di direttore vendite del Club Med, ha lavorato presso Compass SpA, società del gruppo Mediobanca, ricoprendo il ruolo di Branch Manager Italia.


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GIRO DI POLTRONE IN CARLSON WAGONLIT TRAVEL

Cambiamenti al vertice in Carlson Wagonlit Travel. Håkan Ericsson (a sinistra), attuale presidente Europa, Medio Oriente, Africa (Emea) e America Latina è stato nominato presidente Nord America e America Latina. In Nord America succede a Jack O’Neill, che andrà in pensione a fine anno. Nel suo nuovo ruolo, Håkan Ericsson continuerà a far parte del Global ExecutiveTeam e a riportare a Douglas Anderson, presidente e ceo di Cwt. Fino alla nomina di un sostituto, Ericsson rimarrà anche presidente di Cwt nell’area Emea e di Global Partners Network. Svedese, laureato in economia all’Università di Stoccolma, Ericsson ha maturato una vasta esperienza nell’area dei servizi professionali. È Andrew Waller (a destra), attualmente executive vice president per Regno Unito, Irlanda e Paesi del Mediterraneo (Spagna, Italia, Egitto, Grecia e Marocco) a succedere a Ericsson nel ruolo di presidente di Cwt Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) e Global Partners Network. Waller, britannico, in Cwt dal 2005, diventa membro del Cwt Executive Team e riporta a Douglas Anderson.


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Meeting nella natura Una destinazione originale, ricca di fascino e di opportunità per il Mice europeo e italiano. Attraverso l’ente del turismo locale e Air Namibia, rappresentati entrambi da Airconsult, l’accogliente Paese africano è ancora più facile da raggiungere ELISA FERRO

Paesaggi meravigliosi, dal deserto alle coste oceaniche, ai grandi parchi popolati dai Big Five e da innumerevoli altri affascinanti animali sono l’essenza della Namibia

nazione dalla marcata impronta europea, che grazie alla qualità dei servizi offerti e alle sue moderne infrastrutture è in grado di ospitare ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, fra cui circa 12mila italiani. Inoltre, questo affascinante Paese affacciato sull’Atlantico e grande quasi tre volte l’Italia fa parte – insieme ad Angola, Mozambico e Sudafrica – della Southern African Development Community (Sadc), una regione dinamica e in pieno sviluppo, non solo nel settore trainante del turismo (sia leisure sia business), ma anche per quanto riguarda le energie rinnovabili, il comparto agroalimentare e l’industria farmaceutica. Punti di riferimento irrinunciabili per le aziende e gli operatori Mice interessati a scoprire la Namibia – e la sua accogliente capitale Windhoek – quale destinazione congressuale e per eventi sono sicuramente il Namibia Tourism Board, l’ente ufficiale di promozione turistica e per l’incoming, e la compagnia aerea Air Namibia, entrambi rappresentati in Italia da Airconsult. 2

Airconsult

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eta di tendenza per la spettacolarità dei paesaggi e la sua straordinaria M ricchezza faunistica, la Namibia è una

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Navigando sul sito del primo (namibiatourism.com.na) si può facilmente intuire come la capitale e le maggiori città del Paese siano perfettamente dotate di strutture alberghiere, meeting center, tecnologie e servizi (dalla ristorazione ai programmi post congress, dai tour organizzati ai team building all’insegna della natura e dell’avventura) in grado di supportare qualsiasi tipologia di evento corporate, congresso professionale o grande convention. Consultando invece il sito di Air Namibia (airnamibia.com.na) si possono conoscere i collegamenti operati dal vettore tra l’Europa e Windhoek, con il Nord America, da e per le altre capitali africane (Johannesburg, Lusaka, Accra e così via.) nonché all’interno della stessa Namibia. Tra le maggiori novità su questo fronte, l’acquisizione di due Airbus di nuova generazione A 319100 che opereranno le rotte regionali e il collegamento quotidiano tra Windhoek e Francoforte a partire da marzo 2012. 1, 2, 3 | Rhys Powell

indirizzi a fine rivista

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FIERARIMINI


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Sempre più grandi Dalla medicina al turismo, dallo sport all'alta moda, Enic non mette alcun confine alle proprie idee e compie i suoi 47 anni con una reunion in grandissimo stile. E con un successo continuo MANUELA BELLINI

avanguardista di Maria Cristina Dalla Villa è oggi una delle società leader nell'offerta di organizzazione e servizi congressuali a livello nazionale. Con un curriculum che vanta ripetutamente nomi quali Peugeot, Ungaro, Zanichelli e Ferragamo e un background di esperienze che spazia dalla politica, con i convegni del Popolo della Libertà, alle iniziative sportive della Fiorentina Calcio ai congressi internazionali, la Enic ha al suo attivo un ricco programma di attività e un ampio ventaglio di clienti che da soli ne possono tracciare la storia decretandone il grande successo. Fatta Firenze la propria roccaforte, la società ha esteso le sue basi anche a Roma, dove ha aperto un secondo ufficio di rappresentanza che fungerà da polo fondamentale per i progetti futuri della città capitolina. Quella di Enic è un'attività che spazia in tutta Italia e sul fronte internazionale ma tanti dei loro eventi animano e reinterpretano Firenze e la Toscana in generale, della quale sono amanti grandissimi e ottimi specialisti, tanto da cimentarsi in prima persona in iniziative e restauri dei luoghi storici della città, gli

stessi palcoscenici in cui poi sono soliti organizzare e realizzare le proprie magiche manifestazioni. L'ESERCITO ENIC 47 ANNI DOPO Ceo di Enic è Stefano Gabbrielli, figlio della fondatrice e, con lei, colonna portante dell'arduo lavoro svolto. Un’impresa prodiga di successi messi in luce ancora una volta il 25 novembre scorso quando Enic ha festeggiato a Firenze i protagonisti dei suoi lunghi anni di lavoro. Una reunion in grandissimo stile, un eccezionale party promosso e divulgato attraverso Facebook che ha riunito allegramente e in modo del tutto originale oltre cinquecento tra dirigenti, manager e imprenditori, legati da un passato comune: furono tutti ex hostess e steward, che, dall'inizio dell'attività nel 1964, hanno percorso insieme a Enic un tratto di strada professionale. L'esercito dei collaboratori, dopo oltre quarant’anni. Un trionfo che va a sommarsi all'ambizioso traguardo di più di mille eventi, mezzo milione di presenze e la creazione di 1.800 posti di lavoro a tempo pieno che il capoluogo fiorentino grazie e insieme a Enic hanno festeggiato solo un anno fa e che già sono pronti a superare. indirizzi a fine rivista

Enic

Nelle foto, alcuni momenti della reunion per i 47 anni di Enic e alcune immagini storiche. Sopra, Maria Cristina Dalla Villa e Stefano Gabbrielli insieme a Cristiano Militello

ondata a Firenze nel 1964 come azienda specializzata nei servizi di F interpretariato, Enic, nata dalla mente

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Everyday Meeting Sale riunioni da 5 a 200 posti con un costo a giornata di €35,00 a persona (con un minimo di 5 persone)

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Il gusto dell’eccellenza Proprio come una maison d’alta moda, Food Couture progetta e realizza per i suoi clienti eventi unici e su misura. L’amore per il cibo, la qualità del servizio e la cura scrupolosa dedicata anche al più piccolo dei dettagli sono gli ingredienti che fanno la differenza

ce” colazione di lavoro, così come un cocktail di benvenuto, una serata promozionale o una più impegnativa e raffinata cena di gala a coronamento di un’importante convention o di un congresso necessitano, per riuscire al meglio, di una progettazione scrupolosa e di una professionalità all’altezza in fase di realizzazione. In altre parole, è necessario che il committente sia seguito in ogni aspetto e in ogni fase dell’organizzazione del suo evento e che gli invitati possano infine godere dei piaceri del palato in un’ambientazione galante e conviviale, circondati dalla qualità del servizio e da tutte quelle piccole attenzioni studiate ad hoc per fare la differenza. Proprio questa, del resto, è la filosofia che dal 2005 contraddistingue Food Couture, società milanese già rinomata nel mondo del wedding e del banqueting privati, ora punto di riferimento specializzato anche per quanto riguarda l’organizzazione di eventi corporate, professio-

nali e istituzionali di alto livello. Come una maison sartoriale, Food Couture fa dell’eccellenza e della personalizzazione le sue carte vincenti, offrendo ai propri clienti un servizio completo e mirato, per così dire “tagliato e cucito” sulle caratteristiche del singolo evento: dallo studio dell’atmosfera alla scelta della location e degli allestimenti, dalla progettazione degli spazi e del table design alla creazione di menu esclusivi, basati sulle migliori materie prime e sulle prelibatezze della tradizione culinaria italiana, anche il più piccolo dei dettagli concorre all’armonia del risultato finale. Un risultato che è il frutto di un preciso lavoro di squadra, dove una divisione commerciale assiste il committente senza soluzione di continuità, mentre gli chef lavorano alla composizione del menu desiderato e uno staff fisso di maitre e camerieri di comprovata esperienza nei servizi catering può essere integrato, all’occorrenza, da collaboratori e partner selezionati con la massima cura.

MICHELA ROSSI

Come una maison sartoriale, Food Couture fa dell’eccellenza e della personalizzazione le proprie carte vincenti, offrendo ai clienti un servizio completo e mirato

indirizzi a fine rivista

Food Couture

gni evento aziendale è un momento unico e irripetibile, sul quale si conO centrano molte aspettative. Una “sempli-

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Un anno con Meeting Planner L'agenzia pugliese traccia un bilancio sul 2011 e si prepara ad affrontare le sfide dell'anno nuovo con un “ottimismo attento” e mantenendo il servizio offerto a un livello qualitativo alto, nonostante la congiuntura economica poco favorevole SIMONA ZIN

rogettare un evento con entusiasmo, garantendo qualità, efficienza e flessibiP lità a 360 gradi: questa la mission di Meeting Planner, l’agenzia pugliese diretta da Maddalena Milone, che è stata nominata di recente componente del Gruppo di Lavoro Turismo di Confindustria Puglia. I servizi offerti dalla società, che fa del knowhow e dell'uso dei sistemi operativi ad alto livello tecnologico il proprio punto di partenza, consistono nella pianificazione e gestione di tutte le attività concernenti un progetto di comunicazione, sono caratterizzati dalla competenza del personale organizzativo, dalla cura dei dettagli e dall’attenzione nella stesura dei budget. Maddalena Milone ha voluto tracciare un bilancio del 2011, raccontando

come è andato l'anno e parlando delle nuove sfide che attendono la sua agenzia per il 2012: Com’è andato in generale il 2011 in relazione al numero di eventi organizzati e di progetti avviati? «Il 2011 è stato un anno molto faticoso. L’avvio è stato segnato dall’entrata in vigore della nuova normativa in materia di formazione continua in medicina e le difficoltà non sono state poche. Nuove regole, nuovi attori, nuovi scenari. C’è bisogno ancora di un periodo di “educazione” alla formazione, per tutti gli attori, e con la crisi che incalza i tempi non saranno facili ma ritengo che non possiamo permetterci di abbassare il livello qualitativo del prodotto offerto». Che tipo di eventi avete organizzato? «Abbiamo tenuto soprattutto corsi, una formula in cui crediamo molto, soprattutto se accompagnati da una parte pratica in cui il partecipante ha modo di mettere in pratica le nozioni apprese in aula. Tuttavia non ci siamo fatti mancare

Meeting Planner

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qualche bel congresso internazionale e il nostro evento fieristico. Anche quest’anno infatti abbiamo progettato e organizzato la fiera congresso del dentale Dentalevante che abbiamo tenuto presso la Fiera del Levante a Bari. Oltre mille i presenti e circa settanta gli stand espositivi. Non male per un anno di crisi». Quali difficoltà avete incontrato visto la particolare congiuntura economica? «Le aziende sponsor hanno budget sempre più ristretti e la negoziazione è molto aggressiva. Per non parlare dei tempi di pagamento che, ormai, si sono allungati parecchio. Se a questo aggiungiamo i licenziamenti che molte aziende hanno dovuto affrontare anche a seguito di fusioni o chiusure di stabilimenti, lo scenario si incupisce sempre di più. Ci piace però intravedere in questi aspetti una nuova opportunità per il cambiamento. Bisogna evolversi, diversificare l’offerta, aggiornarsi sempre e soprattutto parlare con i colleghi, confrontarsi per intercettare nuovi scenari». Qual è il progetto del quale andate più fieri? «Ogni progetto è unico e ci lascia una piccola esperienza che ci carica per il successivo». Quali cambiamenti-novità avete introdotto nell'agenzia nel corso del 2011? «Siamo stati inseriti nell’albo nazionale dei provider Ecm, abbiamo perfezionato la nostra certificazione di qualità e abbiamo potenziato il nostro ufficio viaggi e incentive, partecipando a diverse iniziative per la promozione della destinazione Puglia quale meta di viaggi di lavoro e non solo. Un occhio particolare è sempre rivolto alle innovazioni tecnologiche. Quest’anno abbiamo presentato e realizzato un progetto di telemedicina applicata al Parkinson: un prototipo di software presentato a dicembre e già prenotato da un importante centro pugliese». Cosa vi proponete di migliorare nel vostro servizio nel 2012? «Tutto. Vogliamo migliorare sempre e soprattutto imparare. Vogliamo cogliere le opportunità del mercato e delle

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evoluzioni tecnologiche, puntando tutto sul valore umano e sullo scambio di esperienze». Come affrontate questo periodo difficile economicamente e di grandi cambiamenti a livello governativo? «Con grande ottimismo e attenzione. Viviamo la crisi come una grande opportunità di cambiamento, anche se i segnali che ci giungono sono davvero allarmanti».

1/ panoramica della zona espositiva del Dentalevante 2/ un momento del congresso dell’associazione Il Chirone a Roma con Carlo Verdone 3/ Maddalena Milone con Ettore Bassi in occasione della convention per i 25 anni di Nurith

Quali sono i vostri progetti per il 2012, su cosa investirete di più? «Investiremo nel nostro prodotto formativo. Abbiamo preparato con il nostro board scientifico una serie di prodotti di alto profilo qualitativo. Potenzieremo anche la nostra rivista scientifica, Valutare in Sanità, che ospita firme prestigiose del panorama scientifico italiano. Inoltre svilupperemo il settore corporate dedicato alla organizzazione di eventi aziendali e di incentive. A livello personale potenzierò la mia presenza nelle associazioni di categoria in cui credo molto (Mpi, Federcongressi e Ferpi e il Gruppo di Lavoro Turismo di Confindustria Puglia)». Un bilancio positivo nel complesso, per Meeting Planner, che soprattutto ha voglia di affrontare il nuovo anno con entusiasmo, trasformando il momento di crisi in un'opportunità di crescita e di miglioramento. indirizzi a fine rivista

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Finalmente non solo congressi Con l’inizio dell’anno la software house genovese M&P Informatica amplia la propria offerta di software per la gestione di eventi lanciando sul mercato italiano la nuova suite di prodotti Mice La nuova suite Mice racchiude, in un unico pacchetto software, i tradizionali Le ormai apprezzati componenti di Cms

M&P Informatica

(Congress Management System) e i nuovi componenti di Ims (Incentive Management System). Tale sinergia di prodotti permetterà agli operatori del settore congressuale e incentive, di affrontare agevolmente, attraverso un'unica piattaforma software, tutte le casistiche, riguardanti sia la gestione di congressi, Ecm, seminari, meeting e corsi, che riguardanti la gestione organizzativa di convention ed eventi d’incentivazione aziendale. Frutto della collaborazione con società che vantano esperienze decennali nel settore incentive, Ims rappresenta un nuovo modulo della suite Mice. Il cliente può scegliere se acquistare il modulo incentive o quello congressuale, oppure può acquistarli entrambi e decidere in modo indipendente gli accessi degli operatori al sistema. Mice pone le sue fondamenta sul concetto di database centralizzato, permettendo la fruizione condivisa delle informazioni tra tutti i moduli. L’amministratore delegato, Mauro Liani, sottolinea: «Abbiamo allargato l’ambito operativo dei nostri prodotti, ma non è finita qui! Sono state gettate le basi per uno sviluppo, sempre maggiore, di un

ambiente aperto e collaborativo che consente di utilizzare le competenze, l’inventiva e l’intelligenza umana con un’efficacia e un’efficienza mai prima d’ora sperimentate. Nei primi mesi del 2012 altre importanti novità rafforzeranno la nostra offerta. Si partirà con l’integrazione nella suite di un gateway sms e con il lancio di nuovi moduli sia per il mondo congressuale sia per quello incentive». M&P Informatica non è solo un fornitore di servizi, ma un vero partner nello studio, nell'analisi e nell’attuazione delle possibili soluzioni alle necessità aziendali. La massima attenzione per i clienti rientra in un disegno ben chiaro di mission & philosophy. La consulenza applicativa, la personalizzazione delle procedure, la progettazione del network, la formazione degli utenti e l'assistenza diretta all'avviamento o alla manutenzione dei sistemi informativi costituiscono il nucleo dei servizi che accompagnano il cliente dal momento della scelta della soluzione ideale a quello dell’effettivo utilizzo. Inoltre tutte le soluzioni realizzate sono frutto delle più avanzate tecnologie di progettazione e ingegnerizzazione software, nel rispetto dei più diffusi standard di mercato.

TERESA CHIODO

indirizzi a fine rivista

Una nuova suite di programmi appositamente pensati per il Mice: – incentive incluso – è la novità 2012 targata M&P Informatica

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Scenografie digitali Fornitore specializzato negli allestimenti di eventi, ProEvent è il partner ideale con cui sviluppare la scenografia di un grande appuntamento. Con ProEvent il progetto prende forma per diventare vera sintesi di volumi, luci, colori, suoni e immagini in movimento GIULIA DE STEFANO

attimo, è luce. Il battito cardiaco si trasforma in musica: improvvisamente un’immagine riempie tutto l’ambiente. Una videoproiezione lunga trenta metri e alta sette immerge lo spettatore in una dimensione al di fuori dello spazio e del tempo. Di colpo quella che era una struttura di stampo industriale si trasforma in un cielo stellato, nello skyline di una grande metropoli, in una foresta tropicale dentro la quale altri 1.500 protagonisti vivono le stesse emozioni. Quest’esperienza è il risultato di un gruppo di lavoro affiatato capace di rapportarsi con tecnologie complesse. Così più proiettori, programmati per operare in sincrono, generano uno spazio di lavoro continuo dove organizzare in maniera creativa i contenuti: immagini, video, slide e riprese in tempo reale. ProEvent con i suoi tecnici e specialisti competenti in ambiti diversi è partner affidabile e consolidato, in grado di gestire al meglio ogni aspetto dell’evento: dall’analisi delle idee e degli obiettivi alla pianificazione degli spazi, dall’assistenza tecnica in loco alla cura dei dettagli estetici e funzionali.

ProEvent

Dalla progettazione all’allestimento, al supporto tecnico durante l’evento: ProEvent si fa partner del proprio cliente in tutte le fasi della manifestazione

uio. La colonna sonora in sottofondo è un battito cardiaco che crea trepiB dazione tra il pubblico in sala. Poi, in un

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ProEvent progetta, sviluppa e costruisce le proprie idee all’interno dei suoi laboratori assicurando così un’attenta cura dell’evento durante tutte le fasi del progetto condividendo con il cliente intuizioni, eventuali problematiche e possibili soluzioni individuate. ProEvent si fa carico della gestione del cantiere durante tutte le fasi di allestimento nei suoi aspetti tecnici, logistici, costruttivi grazie al suo personale interno, garantendo la cura delle strutture esistenti, delle norme di sicurezza e fornendo le certificazioni necessarie. L’obiettivo progettuale è quello di far dialogare le diverse competenze coinvolte (quali tecnici audio e luci, regia, riprese, servizi di traduzione simultanea, votazioni e giochi in tempo reale e così via) creando un’efficace squadra di lavoro che opera in modo coordinato, preciso, efficace e rapido. Il risultato finale è la sintesi di luci, colori, suoni e sensazioni; l’estetica e l’efficacia dei materiali dialogano con il progetto grafico, i tempi di allestimento con la solidità delle strutture, la sicurezza di oggetti e persone con l’originalità voluta dal cliente. Questi i punti di forza di un team come ProEvent. indirizzi a fine rivista


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Nel cuore della Costa Smeralda a Porto Cervo, sinonimo di lusso, privilegio, esclusività.

Il Colonna Resort si estende su un’area verde di circa 60.000 metri quadri, in prossimità della spiaggia di Cala Granu, a Porto Cervo Nord. Costruzione, mare e natura si integrano creando un unico palcoscenico di rara bellezza. Il Resort dispone complessivamente di 250 camere, tra cui Standard, Deluxe e diverse tipologie di Suites, con balcone o terrazzo, quasi tutte vista mare; lussuosamente arredate e dotate di ogni comfort. Completano la struttura 2 ristoranti, 3 bar; le piscine, tra le più grandi in Europa ad acqua di mare, con solarium, cascate d’acqua, isole e angoli con idromassaggio; sono collocate a diversi livelli incastonate nelle rocce granitiche sarde si estendono dalle camere fino al mare. Il Resort comprende inoltre un Tennis Club con diversi campi ed un campo scuola per la pratica del Golf, oltre a diverse boutiques, centro benessere, sale polivalenti per riunioni o conferenze fino a 650 posti a sedere; solarium a mare su tratti riservati di spiaggia. Posti auto privati anche coperti.

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Incentive alla francese Alessandro Rosso Group è in piena espansione: ora è la volta della Ville Lumière. La sede di Parigi è la novità su cui si impernia un discorso di importante interazione con la Francia, ma anche una tappa verso ulteriori allargamenti d'orizzonte

FABIO ALCINI

Loredana Vavassori, presidente di Alessandro Rosso Marketing & Communication France

a crisi, lo spread, le notizie dei giornali: ci si può abbandonare comodamente al Lpessimismo. Oppure si può fare come

Alessandro Rosso Group: cercare di sconfiggere il pessimismo e la crisi con iniziative e novità. Per esempio aprendo una sede pienamente operativa in Francia: «La notizia è molto semplice: dopo la sede di Philadelphia e quella di Vienna, dalla metà di ottobre di quest’anno siamo anche a Parigi – spiega Loredana Vavassori, amministratore delegato del Gruppo e ora anche presidente della nuova sede francese –. Per ora il nostro ufficio è un "semino", ma siamo certi che diventeràpresto un grande albero con tanti frutti: la sede francese funziona a tutti gli effetti come una incentive house pienamente operativa tanto quanto quella italiana, organizzando eventi, incentive, meeting, congressi e così via». Perché la Francia e perché proprio ora?

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«Il mercato francese è estremamente interessante per incentive ed eventi: moltissime aziende francesi investono in eventi e, nonostante la fase discendente per l'economia, ci sono segni di ripresa abbastanza evidenti. Ci stiamo muovendo in molte direzioni, ma ci sembrava giusto che l'Europa fosse tra i primi mercati in cui cercassimo delle direttrici di espansione. A seguire guardiamo con interesse anche ai mercati britannico e tedesco. Nel frattempo ci stiamo muovendo comunque anche in Cina, dove ci sono business già quasi conclusi e di cui daremo notizie a brevissimo». Tornando sotto la Torre Eiffel, la nuova sede faciliterà l'interazione tra i due lati delle Alpi, è immaginabile. «Ci sono tante aziende già nostre clienti che hanno la casa madre o una sede a Parigi, e con le quali stiamo già collaborando. Nella nostra sede parigina abbiamo portato il nostro know-how e il nostro incredibi-


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PARTNER incentive

le potere contrattuale ma il personale è francese, così come la forza commerciale. Possiamo contare su professionisti che conoscono territorio e mentalità locale e che provengono dal settore incentive: insomma, non partiamo da zero». Siete ancora in fase di rodaggio oppure l'operatività è già al cento per cento? «Per scaramanzia non dico nulla, ma stiamo sviluppando già alcuni progetti molto interessanti... È evidente che uno dei nostri obiettivi è quello di crescere velocemente, dopo aver posto sane fondamenta. Poi penseremo a crescere ancora più in fretta anche attraverso acquisizioni sul territorio. Ci stiamo guardando intorno e in un futuro non lontano è una strada che cercheremo di percorrere». BUSINESS IS BUSINESS, BUT... «Un'altra addizione importante alla nostra nuova sede parigina – prosegue Loredana Vavassori - sarà la filosofia della sostenibilità che il nostro Gruppo sta già portando avanti da qualche tempo Si tratta di un progetto molto bello che sta avendo risonanza incredibile. Se è vero che tutte le grandi aziende (e quindi i big spender) si sono resi conto della necessità di investire in progetti di sostenibilità, sempre di più anche le piccole e medie imprese stanno arrivando a questa consapevolezza».

durante un incentive in Kenya, nel parco di Amboseli in soli due giorni 140 persone di una società italiana nel campo avicolo hanno costruito una scuola nella savana. In Brasile visitiamo le favelas, giochiamo a pallone con “ i ninos de rua” ma prima "regaliamo", con il nostro lavoro, il campo, che resterà anche quando saremo partiti. Andiamo in Sudafrica e offriamo consigli alle microimprese, in Namibia i partecipanti a un incentive scavano un pozzo in prima persona... Anche il concetto della sostenibilità e il motto “fare è ancor meglio che guardare”sarà nel bagaglio del know-how che porteremo nella nostra nuova sede di Parigi».

Sempre più solidali gli incentive targati Alessandro Rosso, seguendo il motto “fare è ancor meglio che guardare”

indirizzi a fine rivista

In che cosa si traduce tutto questo? «Noi siamo sicuramente tra le prime aziende nel nostro settore ad aver dato vita a incentive ecosolidali: conserviamo la formula degli alberghi di lusso e dei ristoranti d'eccezione, ma proponiamo anche una giornata oppure una mezza giornata che possa rimanere scolpita nella mente di chi partecipa. Lo slogan è a mio parere molto efficace: "Non soltanto prendere, ma anche lasciare". Faccio qualche esempio:

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Costa Edutainment Experience e Capurro Ricevimenti

incentive

Mice sostenibile Costa Edutainment Experience e Capurro Ricevimenti insieme, a Genova, per promuovere il turismo ittico sostenibile durante gli eventi aziendali

n questo momento, in cui l’ambiente è continuamente sollecitato e sfruttato al Imassimo in tutte le sue forme, sarebbe

ELENA BERNABEI

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bene iniziare a rivolgersi seriamente a strutture e servizi in grado di offrire soluzioni legate al rispetto del nostro habitat. A questo proposito Costa Edutainment Experience – società che, come dice lo stesso nome, propone attività educative e ludiche allo stesso tempo e che a Genova gestisce l’Acquario, il Galata Museo del Mare, La città dei bambini e dei ragazzi, la Biosfera e il Bigo – propone eventi sostenibili, allargati alle famiglie dei delegati. Un esempio? Le suggestioni dell’Acquario possono essere declinate in eleganti cene, allestite magari davanti alla vasca degli squali, mentre i bimbi vengono coinvolti in diverse attività ludico-formative a La città dei bambini e dei ragazzi. L’obiettivo di Costa è quello di rilanciare il turismo ittico sostenibile anche per la meeting industry, proponendo offerte esclusive per le aziende, caratterizzate da alti standard qualitativi, grazie all’aiuto di partner top quality come Capurro Ricevimenti. A breve il noto catering ligure presenterà, alle aziende che sceglieranno le strutture gestite da Costa per i loro eventi, i “Menu Blu” della nuova linea enoga-

stronomica EMOTIVATEVI!, caratterizzati da piatti della tradizione ligure, preparati con ingredienti biologici. Durante gli eventi, prima della cena, gli ospiti potranno partecipare a laboratori realizzati all’interno dell’Acquario, in cui verranno sensibilizzati e stimolati a favorire la conservazione di risorse enormemente sfruttate adottando abitudini diverse di consumo. Nello specifico, il consumo ittico sostenibile prevede scelte che prediligono quelle specie poco sfruttate come il tombarello, l’aguglia, i cefali (quelli pescati al largo), la sardina e così, via, garantendo solo la pesca degli esemplari adulti. l’estinzione di alcune specie, infatti, è dovuta proprio alla pesca prematura. E, sempre per rispettare il ciclo di riproduzione, la pesca segue i ritmi delle stagioni. In quarta e ultima battuta viene favorito il consumo di specie locali, garantendo così la freschezza del prodotto e la salvaguardia delle tradizioni. Una mission, dunque, per Costa e Capurro, quella di educare il pubblico aziendale a una sana alimentazione e a uno stile di vita sostenibile. 1 | Clara Bigaretti 2-3 | Costa Edutainment PH Merlofotografia indirizzi a fine rivista

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PARTNER news supplier

ASSUNTA CORBO

SADLER CATERING: SERVIZIO DI QUALITÀ Fin dal 1996 la Società Sadler Catering, da sempre sinonimo di affidabilità, si occupa di effettuare servizi di catering per ricevimenti prestando particolare attenzione a ogni dettaglio. Fiore all’occhiello dell’azienda è l’alto livello qualitativo di tutte le preparazioni gastronomiche. La selezione dei vini viene effettuata in maniera molto puntigliosa avvalendosi delle cantine più rinomate del panorama enologico italiano ed internazionale. Gli allestimenti vengono

realizzati cercando di soddisfare le svariate necessità dei clienti proponendo varie tipologie di tovagliato, cristalli, posateria e vasellame, partendo da linee di allestimento molto classiche per arrivare anche a linee moderne. Il servizio, infine, viene effettuato con grande professionalità e cura da personale selezionato e competente, il tutto sapientemente coordinato al fine di ottenere sempre un risultato unico per qualità ed eleganza.

TEMPORARY MANAGEMENT: INTERVENTI MIRATI Sostenere le attività di alberghi, centri congressi o centri benessere: questo l’obiettivo di RitaCasadio Temporar y M anagement. Un partner d’eccellenza a più livelli. La società, guidata da Rita Casadio, è in grado di supportare le aziende in fase di start up aiutandole nell’aspetto gestionale con nuovi e moderni strumenti di controllo e analisi dei costi. Il servizio è garantito sia per le piccole e medie imprese sia per le grandi strutture alberghiere, in questo caso con il supporto di Maurizio Quarta di Temporary Management & Capital Advisor. Oltre alla fase di avvio di una struttura alberghiera o un centro congressi, viene garantito il supporto anche nell’area marketing&sales consentendo alla struttura ricettiva di essere presente nel breve termine sul mercato e nel web marketing management aiutando quest’ultima a gestire razionalmente le prenotazioni online e a essere indipendenti sul web. Vengono garantiti un’attenta gestione dei contratti, delle politiche di pricing e degli allotment delle camere da assegnare in linea. Dai contenuti alla grafica, Rita Casadio e il suo staff, in collaborazione con MVComunicazione, si occupano anche di creare o di rinnovare il look grafico dei propri clienti.

GRUPPO INPUT CAMBIA NOME, IMMAGINE E PAYOFF Il Gruppo Input, guidato da Matteo Deninno, continua il suo processo di cambiamento iniziato con l’acquisizione di due agenzie di eventi storiche, Promoconvention ed Estra, per offrire ancora più servizi, più creatività, più internazionalità. A partire dal logo, il restyling rispecchia l’evoluzione del gruppo negli ultimi anni, l’integrazione di professionisti e competenze, le nuove sinergie e il carattere creativo della struttura. Questi i punti di forza che negli ultimi tre anni hanno fatto collezionare alle agenzie del gruppo 18 riconoscimenti nazionali e internazionali. Tradotto in immagini, la filosofia del gruppo è rappresentata da un logo che di volta in volta cambia forma: un fiore dai petali multicolore, uno per ciascuna agenzia del gruppo. Rosso per Input Eventi e Comunicazione, la capostipite, fondata nel 1986 da Alberto Camerino. Blu per Promoconvention, nata nel 1981 per iniziativa di Gilles Morange. Verde per Estra, l’agenzia guidata da Mauro Martelli, ultima in ordine di tempo a essere entrata nella holding. Arancione per Output, la società di logistica e incentive del gruppo. Fucsia per la casa di produzione multimediale InputLab. A firmare il restyling è stato Leftloft, studio indipendente di progettazione grafica fondato con sedi a Milano e a New York.

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A BORDO DEL CAVALLINO RAMPANTE

Specialista nel servizio di locazione di sole autovetture Ferrari, Drive Italy offre la possibilità di vivere un’esperienza unica agli ospiti degli hotel partner. Il servizio è altamente qualificato e non richiede all’ospite di rilasciare alcuna franchigia accessoria a garanzia. Tutte le auto sono dotate di polizza assicurativa all risk e non vi è alcu-

na responsabilità per l’hotel che ne cura la proposta. Molto ricca la gamma di auto offerte che comprende la Ferrari California coupé e spider dotata di quattro posti; la Ferrari F458 Italia a due posti; la Ferrari F599 GTB Fiorano auto sportiva e dinamica; la Ferrari F612 Scaglietti quattro posti disegnata da Pininfarina.

MEETING PROJECT A SOSTEGNO DELLA CULTURA Meeting Project è sponsor tecnico per la diretta dell’opera inaugurale della stagione artistica 2011/2012 del Teatro alla Scala di Milano. Meeting Project ha contribuito alla democratizzazione dell’evento nazionale più esclusivo: il Don Giovanni di W. A. Mozart, la prima rappresentazione scaligera della stagione in corso. Grazie alla concessione del segnale audio e video da parte delle troupe di Rai 5 presenti in teatro, l’allestimento del maxischermo, lo scorso 7 dicembre all’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, ha previsto l’assemblaggio di un video wall bifacciale composto complessivamente da 16 monitor Lcd Nec inseriti in una struttura a pannelli

GATTINONI PRESENTA “LE CHIAVI DEL TUO NETWORK” Si è svolta nella suggestiva cornice del Club Med di Opio en Provence, in Francia, la convention annuale delle agenzie partner Gattinoni Travel Network. Nel corso del weekend, 18-20 novembre 2011, Franco Gattinoni ha presentato le strategie per affrontare al meglio il 2012 e ha presentato il progetto “Le chiavi del tuo network”. Quest’ultima è un’iniziativa che le agenzie hanno immediatamente apprezzato. Nella nuova sede milanese del gruppo, infatti, è stato pensato uno spazio a disposizione delle agenzie del network su territorio nazionale. Un vero e proprio ufficio che diventa un punto di riferimento a Milano per incontrare clienti, lavorare o organizzare piccole riunioni. Il meeting si è concluso con i Gtn Awards. Sul palco sono stati premiati: Agenzia Cividin di Trieste (per miglior crescita turismo); Agenzia Dondequiera di Taranto (per miglior crescita business travel) e Agenzia Criptaliae di Brindisi (per miglior vendite dynamic packaging).

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appositamente creata. Don Giovanni diretto da Daniel Baremboin è stato seguito anche grazie al posizionamento di 8 casse Meyer Sound integrate nella struttura e 2 subwoofer a terra. Il mixer audio utilizzato è stato Yamaha DM 1000. Parallelamente in Piazza della Scala per volontà di Edison in collaborazione con Newfield srl, sono state collocate 4 biciclette a disposizione dei milanesi che hanno prodotto l’energia convertita in euro necessaria per alimentare il maxischermo. L’allestimento era composto da una tensostruttura Crystal 10 metri per 6 metri, una pedana Fomet, 2 monitor Pansonic 50", 2 casse acustiche Bose Pas.


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LOBBYING? YES PLEASE

SWISSCOM FIRMA LA TECNOLOGIA ALL’HOTEL EDEN Un palazzo Belle Epoque si fonde alla perfezione con lo stile della vicina Piazza di Spagna e dei sette colli romani, di cui si godono viste mozzafiato dall’Hotel Eden di Roma, che oggi può vantare una nuova tecnologia. Swisscom ha infatti costruito per l’hotel una rete Ip totalmente convergente e scalabile per gestire un grande numero di applicazioni che si interfacciano con l’hotel e gli ospiti. In aggiunta ai servizi già istallati, come la live Tv, i film a pagamento e l’accesso a Internet ad alta velocità. La direzione dell’hotel prevede di

In un’epoca dove, come la cronaca quotidianamente denuncia, le relazioni istituzionali sempre più vengono condotte dai faccendieri, la parola lobby ha un suono sgradevole. Invece, sostengono Massimo Cherubini e Federico Serra, autori di Siamo due lobbisti, un recentissimo manuale di government affairs (ed. Aboutpharma). il lobbying – se condotto e regolamentato come in Usa e UK e dall’Ue – anche nel nostro Paese porterebbe giovamento a professionisti e istituzioni e, in definitiva, alla società. Tecniche di lobbying e di comunicazione; comparazione dei contesti normativi; la legge 231 e le norme anticorruzione in Italia; il Bribery Act 2010; il market access nel settore sanitario; formazione, associazionismo, codici etici e deontologici, la teoria degli stakeholder sono alcuni tra i capitoli che fanno di questo manuale un compendio indispensabile a chi, in azienda o in agenzia si impegna a svolgere “professionalmente” attività di relazioni pubbliche e istituzionali.

far girare nuove applicazioni sulla rete gestita da Swisscom. Inoltre, l’Hotel Eden ha la possibilità di accedere al monitoraggio delle rete in totale libertà attraverso un’interfaccia basata sul web. La nuova soluzione Tv permetterà al proprio staff di utilizzare lo schermo del televisore come un portale di comunicazione con i clienti. Una funzione utilissima anche nel caso di un convegno: lo staff del front-desk può infatti passare a tutti le informazioni utili tenendosi in contatto anche dopo il check-in.

TECNOCONFERENCE EUROPE AL COMPLEANNO DEL WEB E ALL’ASSEMBLEA ANNUALE CNA

Nel mese di novembre Tecnoconference Europe è stata nel backstage di due eventi romani di richiamo, uno dei quali d’importanza internazionale: Happy birthday web e l’Assemblea annuale Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa). Tim Berners Lee, il padre del World Wide Web, ha festeggiato lo scorso 14 novembre i 20 anni della sua creatura. La location scelta è stata il Tempio d’Adriano. Per l'occasione, Tecnoconference Europe ha fornito tutte le tecnologie audio, video e luci, dal progetto creativo alla produzione dell'evento, inclusi la pianificazione, il coordinamento e la regia. L’assemblea annuale Cna, invece, si è svolta il 24 novembre presso l’Auditorium della Conciliazione. Si è trattato di un evento altrettanto importante che ha coinvolto oltre 2mila partecipanti e ha fornito a numerose personalità istituzionali la prima occasione di intervento in pubblico dopo la crisi di governo. Gli interventi si sono succeduti attraverso l’impiego di tecnologie multimediali: con videomessaggi il Presidente Napolitano, il Presidente del Senato Schifani e il ministro dello Sviluppo economico Passera, con collegamento via satellite il ministro per il Welfare Fornero, in videoconferenza la presidente di Confindustria Marcegaglia; invece, presente ai lavori, il presidente della Camera Fini ha rivolto un articolato indirizzo di saluto.

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Full Contact: collezione autunnale

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Nella suggestione di Atahotel Villa Pamphili hanno sfilato tre dei Full Contact di Ediman, che tra ottobre e novembre hanno fornito importanti momenti di networking secondo le specifiche esigenze di domanda e offerta appuntamento era a Roma e più esattamente presso l’Atahotel Villa L’ Pamphili. L’invito era destinato alla migliore domanda e alla più attenta offerta della meeting e incentive industry, che a seconda delle esigenze, ha potuto scegliere il Full Contact più adatto al proprio business. In ordine cronologico, il primo dell’appena trascorso autunno “caldo” è stato Full Contact Discover Italy, un punto di riferimento per l’incontro tra le più prestigiose destinazioni e i più affidabili fornitori di servizi italiani e i più attivi meeting e incentive planner aziendali d’Europa, le più quotate agenzie di organizzazione congressuale e incentive straniere. Il 28 e il 29 ottobre, 26 espositori hanno così incontrato più di quaranta buyer per un totale di 577 appuntamenti. Si sono invece svolti in contemporanea il 4 e 5 novembre, altri due workshop targati Ediman, sempre presso Atahotel Villa Pamphili: Full Contact Meeting Planner 2 e Full Contact Large Events. Il primo, quest’anno alla seconda versione, ha fatto incontrare 28 espositori e 35 meeting planner aziendali, mentre il secondo ha proposto 13 supplier tra alberghi e dimore storiche con sala principale superiore ai cinquecento posti, centri congressi e convention bureau. I buyer intervenuti sono stati invece 41 per un totale di 827 appuntamenti totali per i due workshop (nel dettaglio, 584 incontri per il Meeting Planner 2 e 243 per il Large Events), tutti secondo la formula one-to-one seguendo un’agenda prestabilita. E con momenti conviviali per continuare il networking.

ALESSANDRA BOIARDI

Matteo Piganzoli

Tre Full Contact in due date, con la Città Eterna come sfondo e il meglio della domanda e dell’offerta Mice nazionale e internazionale. Sempre vincente la formula one-to-one

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2 1 / A sinistra Gabriela Fitze e Caterina Pisapia (Borgo Tre Rose â&#x20AC;&#x201C; Montepulciano Tuscany) con Welmoed Fokkema (P People) 2 / Andrea Brignone e Sergio Alagna (Camplus City Heart) con Maaike Lisa Villavicencio Fernandez (Presence)

3 / A destra Silvia Ballerini (Castadiva Resort & Spa) con Elena Denisova (Icm Group) 4 / A sinistra Filippo Boccarossa (Convention Bureau Terre Ducali Scrl) con Christer Forsberg (Ar Group) 5 / A destra Zena Batocchi (Domina Home Zagarella) con Petra Wiedmann (Pw Consulting International)

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6 / Maria Ponte, Monica Gentile e Cettina Nascia di Edrisi Incentive 7 / A destra Michele Bellavista (Ghs Hotels) con Styliani Konstantinou 8 / Leonardo Ciriminna (Grand Hotel Baglioni Firenze) con Agata Kondracka Drazkowska (Incentive Concept Poland) 9 / Martha Guarrera (Hilton Molino Stucky Venice) con Rudolfus Schoenhage (Story Fountain)


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10 / Massimiliano Vaiani (Hotel 500 Firenze) con una buyer 11 / Patrizia Romano (Hotel & Spa Des Pecheurs) con Michel Chamayou (Maximage-Events) 12 / A sinistra Pasquale Noli (I Portici Hotel Bologna) con Marco Sequeira (Cosmos – Viagens e Turismo) 13 / Lo stand di Iti Hotels – Colonna Resort con da destra Alberto Pavesi e Giordano Corbyons

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14 / Nada Ciccone e Alessandra Gravina (Med in Style by Caprimed Group) 15 / Antonello Buono (Monrif Hotels & La Bagnaia Resort) con Katalin Kiss (Liberty & Privilege Travel – Clip Events) 16 / Chantal Mastrogiacomo (Park Hotel Villa Grazioli) con Emilio Helderman (Eventarchitect) 17

18 17 / Carla Cantarella (Pullman & MGallery, Leisure Thalasso Division Italy) con Jose Luis Munoz (Luxury & Privilege Travel – Clip Events) 18 / Marco Casalegno (Relais Rocca Civalieri) con Rose-Marie Taube (Foretagresor)

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19 / A destra Patrizia Candela (Romano Palace Luxury Hotel) con Mirella Joanna Seidenfaden (Creative Top Events) 20 / Marianne Dorsch (Royal Hotel Sanremo) con Luis Brito (Desafio Global Ativism) 21 / A destra Paola Boaretto (Saistours) con una buyer 22 / Ilenia Santarelli e Carlo Latour (Sheraton Roma Hotel & Conference Center)

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23 / A destra Valentina Fontana e Elisabetta Longhi (Starhotels) con Ekaterina Gutnikova (Carlson Wagonlit Travel Russia) 24 / A destra Sara Di Stefano e Rossella Casanova (Strategic Tailor Made Events â&#x20AC;&#x201C; Green Thinking) con Nadezda Zhapova (D.E.&G. Mc Gor Production) 25 / Valentina Gallo e Roberta Salvador (Villa San Pellegrino) con Steve Parker (Springwook Events and Incentives)

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28 26 / A sinistra Alessandra Laterza e Stefania Beccaceci (Visconti Palace Hotel - Hotel Capo D'Africa - Roma) con Maaike Lisa Villavicencio Fernandez (Presence) 27 / Remy Smith e Paolo Zanghellini (Atahotels) con Welmoed Fokkema (P People) 28 / Laura Tamilia (Rsi Events - Rsi Group) con Petra Wiedman (Pw International Consulting)

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29 / A destra Francesca Pareti (Centro Congressi Ville Ponti - Malpensafiere) con Silvia Roso (Bnl) 30 / Da sinistra Luana Magarelli, Vincenzo Lo Vecchio e Angelo Masciulli (Grand Hotel Masseria Santa Lucia - Grand Hotel La Chiusa di Chietri e Tenuta Moreno) con Gabriella Botti (Cassa Depositi e Prestiti) 31 / Hegedus Dorottya, Katerina Foreitkova, Morgana Paffoni (Corinthia Hotels & Resort) con Luca Zaccaro (Full Service Europa) 32

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32 / Angela Misceo e Andrea Cassio (E.A. Fiera del Levante) con Roberto Bonacquisti (Femca Cisl) 33 / A sinistra Marina Sablich (Firenze Convention Bureau â&#x20AC;&#x201C; Firenze Fiera) con Ena Calvo (Set Up Live) 34 / Da sinistra Thomas Trucchi e Gloria Svezia (Grimaldi Forum Monaco â&#x20AC;&#x201C; Principato di Monaco) con Nicola Sodano e Fabiana Ardolino (Nisotour) 36

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35 / A destra Marta Ranieri e Manuela Celestini (Hilton Giardini Naxos) con Antonella Tranelli (Softlab) 36 / A sinistra Marcello Pizzuto e Giulia Pizzo (Hotel San Paolo Palace Palermo) con Laura Romualdi (Ega Professional Congress Organizer) 37 / Da sinistra Stefania Lamponi (Palacongressi di Rimini) con due buyer di Cs Events

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38 / Da sinistra Ugo D'Agostino e Sandra Rubio (Palais des Festivals Cannes Convention Bureau â&#x20AC;&#x201C; Hotel Majestic Barriere) con Fulvio Rossi (Artquick) 39 / Da destra Stefania Simi e Marino Tognetti (Pisa Palazzo dei Congressi) con Matteo Valcelli (G.2 Eventi)

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40 / A destra Daniela Balbi (Porto Antico di Genova â&#x20AC;&#x201C; Centro Congressi) con Anna Ceretti (Dhl Global Forwarding Italy) 41 / Alessandra Albarelli e Francesca Magnago (Riva del Garda Mice) con una buyer di Pts 42 / A destra Federico Trevisan (Base Hotel to Work) con Vincenzo De Chiara e un altro buyer di Gruppo Comunicazione per B&C 42

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43 43 / A sinistra Manuela Miraudo e Nicoletta Ferraina (Blu Hotels) con Agneta Soderstrom (Amiche Italia) 44 / A destra Giuseppe De Benedetto (Borgo Egnazia) con Camilla Brazzelli (Csc) 45 / Alvaro Angeli (Borgobrufa Spa Resort) con Alessandra Gravina (Caprimed) 44

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46 / Valeria De Cherchi (Chia Laguna Resort) con un buyer 47 / Francesco Auriemma (Choice Hotels Italia) con due buyer di Anteros Eventi 48 / A destra Lucilla Santucci e Rossano Viani (Convention Bureau Versilia Costa Apuana) con Vincenzo Azzollini (Quintiles Commercial Italia) 49 / A sinistra Patricia Flatschacher e Martina Mayrhofer (Conventionland Karnten – Convention Bureau Villach) con Nicola Sodano e Fabiana Ardolino (Nisotour) 50

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50 / Da destra Vito Spalluto e Erica Galli (Demidoff Country Resort) con Francesca Di Fazio e Elena Giofré (Abbott) 51 / A destra Claudia Tessaro e Giuliano Rebellato (Four Points by Sheraton Bolzano – Hotel Terme Merano) con Jonathan Figoli (Professione Finanza)

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52 / A sinistra Simona Sardi (Golf Hotel Punta Ala) con Patrizia Plazzi (Eikon) 53 / A destra Danila Sarni e Francesco Pucci (Grand Hotel & La Pace) con Gianfranco Ciccone (Promoeventi)

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54 / Flavio Ottaviani (Grand Hotel di Como – Grand Hotel Tremezzo) con Valeria Cangiullo (Ald Automotive) 55 / A sinistra Monia Madani (Hilton Florence Metropole) con Alessia Saba (Sogin) 56 / A destra Francesca Migliore (Hiton Sorrento Palace) con Rossana Galassini (A&S Team) 57 / Valentina Franzini e Imma Borsini (Holiday Inn Rome Eur Parco dei Medici - Crowne Plaza Caserta) con una buyer di Comifar Distribuzione 58 / A destra Alberto Pavesi (Iti Hotels – Colonna Resort) con Francesca Di Fazio e Elena Giofré (Abbott)

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59 / Ramona Massacesi (destra) e Stefania Parole (La Reserve Hotel Terme) con Antonella Tranelli e Anna Rumolo (Softlab) 60 / Girolamo Piepoli e Elisabetta Dottorini (Nicolaus Hotels) con Maurizio Cuzzolin (Mgm Congress) 61 / A destra Giulio Maldacea e Francesco Guerrieri (Made in Team) con Silvia Viarengo (Anteros Eventi)


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62 / Da sinistra Claudia Da Rin e Fabio Macchi (Mythos Hotels) con Valeria Cangiullo (Ald Automotive) 63 / Al centro Carla Cantarella (Pullmann & MGallery, Leisure Thalasso Division Italy) 64 / Gabriella Zucca e Graziana Maiorano (Relais Histò) con Marco Clementi (2M Strumenti) 66

65 / A sinistra Francesca Capone (Roberto Naldi Collection) con Luisa Castellano (UniCredit Credit Managment Bank) e un’altra buyer 66 / Da destra Roberta Miacola, Davide Bedin ed Enrico Calisti (Sheraton Genova Hotel & Conference Center, Sheraton Padova Hotel & Conference Center e Sheraton Golf Parco de’ Medici Hotel & Resort) con Daniela Carrozza (Bristol Myers Squibb) 67 / Carmen Galiano (Sina Fine Italian Hotels) con Giuseppe Ruffa (L'Orsa Maggiore)

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68 / A destra un espositore Smartbox con Angelica Bartoli (Flc Cgil) 69 / A sinistra Veronica Scarico (StarHotels) con Francesca Rubino (Next Editore – ZeroUno)

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Il Mice che avanza Si terrà dal 12 al 14 febbraio a Praga la seconda edizione di Mce Cee, che ha raccolto al debutto un successo tale da confermare l’area dell’Europa centrale e dell’Est come una delle più promettenti per il mercato degli eventi

ALESSANDRA BOIARDI

Alcuni momenti della prima edizione di Mce Cee. Quest’anno l’importante kermesse si terrà dal 12 al 14 febbraio, sempre a Praga

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opo il lancio del primo Mce Cee, the event congress for Central & Eastern D Europe, e il suo grande successo, la manifestazione non fa aspettare per la sua seconda edizione che, come ha annunciato l’organizzazione – Europe Congress – sarà nuovamente ospitata a Praga. L’appuntamento è dal 12 al 14 febbraio, per questa importante occasione di business e networking che sta già delineando un nuovo trend. I Paesi dell’Europa centrale, dell’Est e quelli ex-sovietici offrono infatti una sempre maggiore qualità negli alberghi, nelle location, nei centri congressi e per quanto riguarda i fornitori di trasporti, Dmc e Pco; anche i collegamenti aerei con il resto del mondo stanno diventando sempre più capillari e, soprattutto, la domanda internazionale sta sempre più prendendo consapevolezza del potenziale innovativo di questa porzione di mercato. I grandi eventi sembrano avere già scoperto questi Paesi, apprezzandoli come mete Mice: anche per questo il Mce Cee è in grado di attrarre buyer interessati all’intera area. Il tutto, grazie a questo nuovo e importante appuntamento, a portata di mano con incontri individuali one-to-one con l’offerta più qualificata riunita in un’unica location, per il massimo della resa in termini di business e networking. La seconda edizione di Mce Cee prevede di ospitare circa 150 buyer. All’insegna dell’efficienza, la formula della manifestazione prevede un’agenda di appuntamenti preselezionata. Ricchissimo anche il calendario delle conferenze e dei seminari, concentrati sull’andamento del settore Mice legato nello specifico alle aree interessate, e dei momenti di networking, con un programma sociale studiato

nei minimi dettagli per offrire un’esperienza importante a tutti i partecipanti. Una manifestazione da non perdere, decisamente volta a promuovere lo sviluppo – soprattutto qualitativo – del settore della meeting e incentive industry in questa parte d’Europa. indirizzi a fine rivista


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Successi nazionali e locali per Federcongressi&eventi L’associazione premiata per l’impegno nell’affrontare le tematiche legate al turismo in tutti i suoi aspetti, nonché per l’attenzione posta allo studio di soluzioni alle varie problematiche del settore congressuale. E intanto si moltiplicano le iniziative delle Delegazioni regionali tion programs management, ed Enrico Jesu CMP, coordinatore della delegazione regionale veneta. Alla serata, come da tradizione, erano presenti numerose personalità, tra cui altri premi Nobel, l’Assessore al Turismo del Comune di Venezia Roberto Panciera e l’Assessore al Turismo della Provincia di Venezia Giorgia Andreuzza. Va sottolineato che questo premio, al di là di essere uno dei più ambiti riconoscimenti per coloro che operano professionalmente nell’organizzazione e promozione di congressi e grandi eventi, si distingue per la partecipazione e l’endorsement di ben cinque premi Nobel per l’economia (Maskin è uno di loro).

abato 3 dicembre, a Venezia, nel Salone Capitolare della Scuola Grande San S Giovanni Evangelista, Federcongressi&eventi ha ricevuto il prestigioso premio Turismo è Comunicazione. Il riconoscimento è stato assegnato «per l’indiscusso impegno dimostrato, in questi anni di affermazione, nell’affrontare le tematiche legate al turismo in tutti i suoi aspetti e criticità, dal congressuale ai grandi eventi, dalla ricettività alla legislazione, oltre che per l’attenzione posta nello studio di soluzioni, sostenute e condivise con i soci, alle problematiche del settore in ognuna delle sue particolari e molteplici conformazioni». Il premio è stato consegnato da Eric Maskin, Nobel per l’Economia 2007. Lo hanno ritirato Annamaria Ruffini CMP, componente del Comitato Esecutivo, responsabile dei rapporti interassociativi e coordinatrice dell’area Incentive & Motiva-

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MEET-UP LOMBARDIA A MILANO Accanto a questo premio, nelle ultime settimane del 2011 l’associazione ha registrato una grande attività locale. La Delegazione regionale lombarda, coordinata da Mauro Zaniboni, ha organizzato a fine novembre il network party Meet-Up Lombardia presso “La Posteria”. Ben 65 gli intervenuti, cifra ancor più significativa se si pensa che appena 19 erano soci. La scaletta si divideva in due parti: una più tradizionale, con una presentazione di Federcongressi&eventi, e una più ludica, con un buffet e l’estrazione di alcuni gift. La prima parte è stata introdotta dallo stesso Mauro Zaniboni, che nella sua qualità di responsabile per la fiscalità di settore ha anticipato numerose e positive novità relative all’IVA verso i clienti stranieri. A ciò ha fatto seguito una chiacchierata informale intitolata “Dimostriamo il successo del convegno per tutti”, a cura di Maja de’ Simoni CMP CMM, general manager del Sicilia Convention Bureau, e Rodolfo


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Musco CMM CMP emeritus, presidente di Motivation&events e docente presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, entrambi titolari della certificazione del ROI Institute. Il Vice-Presidente di Federcongressi&eventi Adolfo Parodi ha quindi illustrato nel dettaglio le attività dell’associazione e tutto il suo articolato organigramma. A seguire, durante la cena a buffet, sono stati estratti tre soggiorni tra i partecipanti, offerti dagli sponsor. SEMINARIO IN BTO Buoni risultati anche per la “prima” della Delegazione interregionale Toscana Umbria Marche nel corso della IV edizione del BTO – Buy Tourism Online 2011, tenutosi dall’1 al 2 dicembre alla Stazione Leopolda di Firenze. L’evento ha incluso per la prima volta tra gli argomenti trattati anche il MICE (Meetings Incentives Congresses Events), con una sessione dedicata all’interno delle aule formative, i cui contenuti sono stati gestiti dalla delegazione, coordinata da Carlotta Ferrari. È stato organizzato un seminario sugli alberghi eco-sostenibili dal titolo “La progettazione di alberghi Mice in una logica di eco-sostenibilità: una case history di rilievo”, realizzato dal learning center con la testimonianza di Starhotels, che ha presentato il nuovo albergo di Milano “E.C.HO.” Eco Contemporary Hotel. Il seminario si è svolto nella mattinata di venerdì 2 dicembre 2011 ed è stato moderato da Gabriella Gentile, Vice-Presidente dell’associazione e responsabile del Learning Center, e da Luisa Nocentini, responsabile Ufficio Stampa di Starhotels. Tra i numerosi partecipanti, i rappresentanti di catene alberghiere, hotel, agenzie DMC/PCO e professionisti del settore. La sessione Mice è stata inserita in un contesto più ampio, potendo abbracciare in modo più vasto molti degli argomenti del BTO, in particolare le mobile App dedicate al congressuale, governance e marketing territoriale e sostenibilità. Gli accordi con l’organizzazione di BTO hanno concesso all’associazione uno sconto speciale sul biglietto di ingresso per i soci di Federcongressi&Eventi, l’ospitalità dei relatori a carico di BTO e uno spazio dedicato all’interno della sala riservata a Toscana Promozione e a Regione Toscana, dove l’Assessore al Turismo della Regione Toscana Cristina Scaletti ha incontrato la coordinatrice della delegazione Carlotta Ferrari, insieme a Lisa Grotti, responsabile Membership, e a Giovanna Lucherini, membro della delegazione.

Piemonte – Valle d’Aosta. Si tratta dell’aggiornamento di quanto a suo tempo effettuato da Meet in Liguria, il consorzio regionale degli operatori congressuali liguri. Grazie ad Annarosa Miele, Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Genova e componente del Comitato Esecutivo di Federcongressi&eventi, e a Massimo Laiolo, Coordinatore della Delegazione, lo studio è stato potenziato con il supporto tecnico dell’Ufficio Studi di Confindustria Genova, diventando un utile strumento di conoscenza e lavoro. Ha presentato i risultati il responsabile del Centro Studi Guido Conforti; sono anche intervenuti l’Assessore al Turismo della Regione Liguria Angelo Berlangieri, il Presidente di Meet in Liguria Riccardo Esposto, il nostro Vice-Presidente Adolfo Parodi e la stessa Annarosa Miele. La ricerca si fonda sul monitoraggio degli eventi ospitati dalle principali strutture regionali liguri, che, nella fase di avvio, ha riguardato le province di Genova e Savona. I dati, raccolti attraverso il Convention Bureau Genova, Ponente Congressi e Portofino Coast, costituiscono un’importante integrazione dell’attuale Osservatorio Turistico Regionale al fine di individuare criticità, punti di forza e potenzialità della destinazione Liguria per l’organizzazione di congressi ed eventi aggregativi. Il confronto tra gli anni 2009 e 2010 indica un significativo aumento dei partecipanti (pari al 27 per cento), soprattutto grazie alla crescita degli eventi di grande dimensione e di lunga durata: in particolare, gli eventi con oltre 500 partecipanti sono passati nel corso del 2010 da 61 a 82. Ciò si traduce in un aumento anche dei pernottamenti in albergo, che nel periodo considerato sono cresciuti del 9 per cento. Nel complesso, a fronte di una sostanziale stazionarietà del numero totale di eventi, si sono consolidati quelli a cadenza annuale e di rilievo nazionale, mentre si è registrata una flessione di quelli a carattere occasionale e internazionale. Nonostante il calo del numero delle richieste, sono diminuite del 14 per cento quelle insoddisfatte, spesso dovute a inidoneità o indisponibilità delle strutture.

Sopra da sinistra a destra: Giovanna Lucherini, Lisa Grotti (responsabile membership & membercare), Carlotta Ferrari (coordinatrice delegazione interregionale Toscana-Umbria-Marche) e Cristina Scaletti (Assessore al Turismo della Regione Toscana). Nella pagina accanto, sotto il titolo, tutti i premiati e, in seconda fila, i Nobel che hanno consegnato i premi. In basso, invece, da sinistra, l’Assessore al Turismo del Comune di Venezia Roberto Panciera, il Premio Nobel Eric Maskin, il Presidente di Endar e del Venezia Convention Bureau Luca Caruti, Annamaria Ruffini CMP (componente del Comitato esecutivo di Federcongressi&eventi) ed Enrico Jesu CMP, coodinatore della delegazione veneta di Federcongressi&eventi

www.federcongressi.it

Federcongressi&eventi è l’associazione nazionale delle imprese pubbliche e private e dei professionisti che svolgono attività connesse con il settore dei congressi, convegni, seminari ed eventi aggregativi, di incentivazione e di comunicazione

PRESENTATO LO STUDIO SULLA MEETING INDUSTRY IN LIGURIA Il 14 dicembre, presso la sede di Confindustria Genova, è stato presentato lo Studio sulla Meeting Industry in Liguria, a cura della Delegazione Interregionale Liguria –

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Dettaglio delle mie brame Riflessioni semiserie su un vero e proprio “babau” degli organizzatori di incentive: il dettaglio che nulla perdona. E un conclusivo incoraggiamento – serio – a non perdere di vista lo sguardo d’insieme, unico mezzo per valutare l’evento come realmente merita

PAOLO TERUZZI Member of the Board Site Italy Chapter

eonardo da Vinci, uno che se ne intendeva, diceva che i dettagli fanno Lla perfezione e che la perfezione non è un dettaglio. Chi organizza viaggi incentive dovrebbe tenere da conto questa frase. Perché mai come nel nostro mestiere è tutta “questione di dettagli”. Alzi la mano chi, leggendo questa o altre riviste di settore, non s’è mai imbattuto nella locuzione “la cura dei dettagli”. La più abusata del ventunesimo secolo, e

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forse anche del ventesimo. Tanto abusata da farmi temere che in giro ci sia un’enormità di gente maniaca dei particolari ma poco votata al generale. Approfondiamo il fenomeno. Che significa “dettaglio”? Il dizionario dice: “ogni minimo elemento che unito ad altri produce qualcosa di finito, di tangibile e unico”. Unico, appunto: un termine fondamentale per prodotti e servizi come quelli che eroghiamo noi, in cui l’unicità


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gioca un ruolo percettivo essenziale. Ma chi li cura questi dettagli? Dove sono e quali sono? E perché sono così importanti? La strada per arrivarci non pare la più semplice. Cominciamo a distinguere due macrocategorie. Il dettaglio attivo e il dettaglio passivo. “Attivo” è il dettaglio che si promette, “passivo” è il dettaglio che si esige. Tutti, a prescindere dal lavoro che fanno o dal ruolo che ricoprono, i dettagli li promettono (ai clienti) e insieme li esigono (dai fornitori). Il discorso vale per chiunque, qui lo debbo contestualizzare. Noi organizzatori di eventi parliamo coi nostri fornitori (Dmc, provider tecnologici, catering, allestitori e così via) supplicando un’offerta la più dettagliata possibile. E qui scatta il primo meccanismo perverso: il fornitore, prima di formulare l’offerta, a sua volta ci chiede qualche dettaglio. Ed è perfettamente logico: ha bisogno di sapere nei dettagli quello che vogliamo, se no come fa? Prima morale: il Dio Dettaglio domina su tutti, non c’è chi sia immune dal Suo giudizio. Ne tengano conto quelli che, forse per vendetta, amano rinfacciare i dettagli altrui. Pensino ai loro. Secondo step: alla fine di questo vicendevole imporsi di dettagli, l’offerta arriva. E ovviamente scopriamo che mancano alcuni dettagli. Vabbé, forse non sono importanti. Li vedremo in seguito e intanto andiamo avanti. Fra parentesi, così si commette un grave errore. Mai rimandare a domani, dice il saggio, ed è saggio per davvero. Stiliamo la nostra bozza di progetto, ripetendo (e ripetendoci) che dopotutto si tratta solo di una prima idea. I dettagli, caro cliente, li vedremo più avanti. Eccolo, il cliente. Arriva per la riunione operativa. Ora possiamo entrare nei dettagli. Avvertenza: da adesso non solo ci piove sul tavolo il boomerang dei dettagli di cui sopra, quelli inopinatamente rimandati, ma pure ci cade la tagliola delle pretese del committente. E qui si entra nel campo del soggettivo assoluto. Ogni circostanza (e ogni cliente!) impone i dettagli suoi. È un coacervo di opinabilità del tutto privo di regole: diffidate da chi millanta di poterlo prevedere… nei dettagli. Ma le camere non erano vista mare? Di questo dettaglio non abbiamo parlato. La meeting room ha le colonne in mezzo alla sala? Di questo dettaglio non s’era discusso. Il ristorante non può contenere tutto il gruppo nella stessa sala? Questo dettaglio l’avevamo stralciato. L’acqua sul bus? Non sapevamo di questo dettaglio. E la tassa di soggiorno? Non c’era forse nell’offerta… dettagliata? E poi il cliente non parla inglese… Vabbé, questo è proprio un dettaglio.

Questo notiziario “atipico”, quasi un “editoriale” per conto di Site, è stato firmato da Paolo Teruzzi (nella foto), titolare della Dmc fiorentina CTI Corporate Travel & Incentives

Il genio consiste in un’illimitata capacità di aver cura dei dettagli. Lo diceva Arthur Conan Doyle, non so se se ne intendesse come Leonardo. Ma se aveva ragione lui, allora di geni ne ho incontrati ben pochi. Quello che (forse) è vero senza “se” è che di tutte queste cose, alla fine, non dovremmo preoccuparci. Sono solo dettagli, non è una battuta. I lavori – di ogni tipo e categoria – valgono unicamente per ciò che esprimono nel loro insieme. Le critiche, a volte, sono speciose e fini a loro stesse. Ti costringono a perdere tempo per gratificare nulla più della bramosia di potere di chi te le ha spiattellate. Cari colleghi, il nostro è un mestiere meraviglioso. Serve a motivare e incentivare la gente a rendere di più, a lavorare meglio, in qualche misura a vivere più felice. Con i nostri viaggi ed eventi miglioriamo i rapporti interpersonali, agevoliamo le amicizie in contesti difficili, magari facciamo pure nascere amori. Di fronte a questa – che è la verità vera – ditemi voi, che importanza può avere un dettaglio in più? www.site-italy.com segreteria@site-italy.com

Il direttivo Site Italy è composto da Fabrizia Vania Calzavara (Presidente), Maria Grazia Sapigni (Presidentelect e Vice president education), Maria Arnolda Egberts CMP CMM (Immediate past president), Elsa DorianaBriguglio (Segretario), Paolo Teruzzi (Tesoriere), Antonella Sacchero e Tobia Salvatori (Comitato membership), Graziella Pica (Comitato Sponsorship), Dario Cherubino (Social media).

Site Italy è il capitolo italiano di “The Society of Incentive & Travel Executives” e da 35 anni è l’associazione dedicata all’eccellenza negli incentive

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