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Rivista bimestrale - n. 4 Settembre 2009 - € 2,58 - Poste Italiane SpA - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano. In caso di mancato recapito si restituisca al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa

da oggi consultabile anche online su www.ediman.it

Incentivare MOTIVAZIONE • CAMPAGNE A PREMI • CONVENTION • VIAGGI INCENTIVE • TEAM BUILDING COVER

56 60 66 74 80 98 102

RIBALTA

IN-HOUSE

SDC SERVICE, SEMPRE A CACCIA DI ORIGINALITÀ B2U: IL PALLINO DI FARE BENE ONE&ONLY MAURITIUS, IL FASCINO TROPICALE I SAPORI DEL CHIANTI AL CASTELLO DEL NERO AZIMUT, PAROLA D’ORDINE EMOZIONARE DIECI BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE L’IRLANDA MILLE E UNAABU DHABI

STARS

34

DESTINAZIONI

LA BARBIE MANAGER SI DÀ ALL’INCENTIVE

PER I 50 ANNI DELLA SUA BAMBOLA, LA MATTEL HA REALIZZATO UN EVENTO CHE ABBINA MOTIVAZIONE, FORMAZIONE E SHOW. UN ESEMPIO DA MANUALE

18 TENSIONE IN UFFICIO?

28

IL MARKETING DEL DOPO-CRISI

ALLA FINE DELLA RECESSIONE NAVIGHEREMO IN ACQUE SCONOSCIUTE. PIÙ CHE MAI QUINDI OCCORRONO STRATEGIE OCULATE

RICOSTRUIAMO LO SPIRITO DI SQUADRA

24 QUEL TEAM BUILDING IMBARAZZANTE...

RECITARE, SUONARE, DIPINGERE... ALL’INIZIO GLI OCCHI VANNO AL CIELO E MONTA LA VOGLIA DI FUGGIRE VIA. E INVECE POI FUNZIONA. VERO?

periodico Omologato

Performance in calo, budget ridotti, poltrone che saltano... La crisi ha prodotto malcontento e ruggine anche nei team più affiatati. E adesso, bisogna rimettere in piedi uno staff motivato e pronto per la ripresa

NEWS

4 2009


Incentivare COVER

RIBALTA

IN-HOUSE

Incentivare

STARS

DESTINAZIONI

NEWS

Anno 26°- n. 4 Settembre 2009

MOTIVAZIONE • CAMPAGNE A PREMI • CONVENTION • VIAGGI INCENTIVE • TEAMBUILDING

Organo Ufficiale Site Italia

Direttore responsabile: Marco Biamonti marco.biamonti@ediman.it Coordinamento editoriale: Manuela Bellini coordinamentoinc@ediman.it Consulenza per la grafica: Massimo Bernardi (Connecting Design) Redazione di Roma: Carmen Piccoli Segreteria di redazione: Elena Bernabei elena.bernabei@ediman.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO:

Antonio Acunzo, Fabio Alcini, Alessandra Boiardi, Gabriele Brambilla, Giulio Carloni, Teresa Chiodo, Assunta Corbo, Massimiliano D’Aurelio, Simona P.K. Daviddi, Ofelia Figus, Marianna Fragonara Ciancio, Beatrice Golfieri, Aldo Lo Re, Giorgio Maggi, Paolo Missiaja, Rodolfo Musco, Andrea Porro (per la grafica), Stefano Re, Luciana Francesca Rebonato, Luciano Riella, Fabio Russotti, Simona Zin Redazione: tel. 02.57.31.15.32 - fax 02.55.23.14.86 - incentivare@ediman.it

PROMOZIONE E PUBBLICITÀ Direttore commerciale: Graziella Corbari graziella.corbari@ediman.it

ITALIA Milano, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia: Graziella Corbari Ediman - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.57.23.14.86 graziella.corbari@ediman.it Milano, Mantova, Abruzzo, Emilia Romagna, Marche: Antonella Madotto Ediman - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 antonella.madotto@ediman.it Milano, Bergamo, Brescia, Veneto, Trentino: Patrizia Maggi Ediman - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 patrizia.maggi@ediman.it Milano, Como, Cremona, Lodi, Pavia, Sondrio, Varese, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta: Angela Maspero Ediman - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 angela.maspero@ediman.it Roma, Frosinone, Latina, Campania: Annamaria Betrò Via Archippo, 3 - 00125 Roma Tel./Fax 06.52.16.93.19 - cell. 347.81.61.893 anna.betro@ediman.it Roma, Rieti, Viterbo, Toscana, Umbria: Guido Zaccagnini Cell. 347.38.88.604 guido.zaccagnini@ediman.it Basilicata, Calabria, Puglia: Vito Di Savino Cell. 347.78.03.446 vito.disavino@ediman.it Sicilia: Promoservice - Vincenzo Morreale Via Lancia di Brolo, 167 - 90145 Palermo Telefono e fax 091.68.19.344 - Cell. 348.51.06.384 vincenzo.morreale@ediman.it Sardegna: Pamela Perone Via Baunei, 12 - 09044 Quartucciu (Ca) Cell. 347.05.19.798 pamela.perone@ediman.it

ESTERO Francia, Principato di Monaco, Spagna: Graziella Corbari

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Responsabile traffico e materiale pubblicitario: Jessica A. Presa - jessica.presa@ediman.it Ediman - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.57.23.14.86 graziella.corbari@ediman.it Belgio, Cipro, Malta, Portogallo, Svizzera, Nord Africa, Medio Oriente: Antonella Madotto Ediman - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 antonella.madotto@ediman.it Austria, Croazia, Germania, Grecia, Montenegro, Rep. Ceca, Serbia e Slovenia, Turchia: Irena Vergani Ediman - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.28 - Fax 02.55.23.14.86 irena.vergani@ediman.it

RAPPRESENTANTI LOCALI ALL’ESTERO Cina, Hong Kong, Macao: Daniele Solari Cell. +86.13.56.49.19.437 d.solari@promoest.com.cn Francia, Belgio: Ad Presse International - Edouard Costemend adpresse.adpi@free.fr ecostemend.adpresse@free.fr Regno Unito, Eire: MW Media - Maureen Wingham maureen.wingham@mwmedia.uk.com Russia, Ucraina, Bielorussia: Dmitry Golovaty Cell. +7.91.62.97.51.04 dgolovati@htmsinternational.com Spagna: Luis Andrade Publicidad Internacional Madrid: landrade@luisandrade.com Barcellona: cgarcia@luisandrade.com Thailandia, Malesia, Singapore, Giappone: Publicitas (Thailand) Ltd major@asiaaccess.net.th Ungheria: Agnes Teket agnes.teket@media-print.hu

Presidente: Marco Biamonti Direttore operativo: Lucia Rancati Direttore editoriale: Marco Garavaglia Direttore PR: Nino Vermicelli Responsabile comunicazione e marketing: Lorenzo Bini Ediman Srl Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Tel. 02.57.31.15.11 info@ediman.it - www.mconline.it Ufficio Abbonamenti (dir.): tel. 02.57.31.15.35 grazia.tolotti@ediman.it Cap. soc. s 93.600 i.v. Aut. Tribunale di Milano N° 486 del 20/10/1984

Progetto grafico: www.ideogramma.it Fotolito: Grafiche Sima Srl - Ciserano (Bg) Stampa: Sate Srl - Zingonia (Bg) I diritti sulle immagini pubblicate in questo numero di Incentivare sono stati acquistati dalla Shutterstock Images LLC (www.shutterstock.com) oppure concessi a titolo gratuito dagli enti e dalle strutture cui fanno riferimento. Negli altri casi Ediman Srl ha cercato di rintracciare i detentori dei diritti d’autore, senza però riuscirvi sempre. Chiunque ritenga di poter rivendicare i diritti relativi alle immagini, è pregato di mettersi in contatto con Ediman Srl.

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Le pubblicazioni Ediman: Incentivare Annuario di Incentivare Meeting e Congressi Guida Meeting e Congressi International Venues Directory Turismo d’Affari Guida di Turismo d’Affari IT Yearbook Sedi storiche di prestigio per incontri ed eventi Wellness to business Gli eventi Ediman: Travel Trend Milano Travel Trend Roma Full Contact Discovery Italy Full Contact Incentive Destinations Full Contact International Venues Full Contact Large Events Full Contact Luxury Venues Full Contact Meeting Planner d’Azienda Full Contact Pco


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Incentivare EDITORIALE

MARCO BIAMONTI

Avanti adagio. Ma avanti! Dopo tanti mesi di difficoltà, i mercati mostrano i primi segnali di ripresa e i player stanno gradualmente riprendendo fiducia. “Prudenza” è ancora la parola d’ordine, ma sussistono ragionevoli motivi per cominciare a guardare avanti, oltre la crisi, e per iniziare a pianificare una buona strategia di rilancio. Naturalmente senza mai smettere d’investire sulle persone, sul loro commitment e sul loro sviluppo. La crisi, infatti, ha generato dovunque un clima di tensione, di timore In un mercato in costante

e di sfiducia che può aver spezzato – o almeno incrinato – i rapporti di

e rapida evoluzione come

reciproca collaborazione fra colleghi e collaboratori. E oggi più che

la meeting industry, la possibilità

mai è fondamentale ricostruire rapidamente questi rapporti, grazie a

di accedere al principale suo organo

una corretta campagna d’incentivazione, per affrontare la ripresa

di informazione in tempo reale

potendo contare su un team affiatato e motivato (a questo proposito vi

e la possibilità di condividerne i contenuti con colleghi

invito a leggere la cover story di pagina 18).

e collaboratori è un valore

Un esempio di grande fiducia nell’incentivazione delle risorse umane

aggiunto che Ediman

anche in tempo di crisi ce lo ha offerto la Mattel, che ha saputo

vuole mettere a disposizione

abbinare un obiettivo tattico – la motivazione e la formazione dei

dei propri lettori. Per questo,

dipendenti – a uno strategico – il festeggiamento dei 50 anni di Barbie

da oggi Incentivare è consultabile anche online,

–, con un evento/incentive di grandissimo impatto emozionale sia per il

nella sua versione integrale.

proprio team sia per il pubblico e per i media (vedi l’approfondimento a

Collegati al sito www.ediman.it:

pagina 34). A dimostrazione che coraggio e creatività premiano sempre.

ovunque tu sia, 24 ore su 24,

Comunque, non abbiate timore, non è indispensabile dare vita a

potrai “sfogliare” la rivista,

iniziative così articolate per ottenere ugualmente buoni risultati, sia in

"girarla" ai tuoi colleghi che non la ricevono

termini di strategie di marketing, sia in termini di motivazione delle

in forma cartacea e consultare

risorse umane (vedi articoli a pagina 24 e 28); basta ritrovare la fiducia

in futuro tutti i numeri arretrati.

in quello che facciamo.

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S.S. 113 - Km. 301,100 - 90049 Terrasini (PA) telefono +39 091 8687555 - telefax +39 091 8687666 www.cittadelmare.it - congress@cittadelmare.it

Giacinto Di Bernardo / ph. Fotografi Associati - Angelo Cozzi

Meetings Incentives Conferences Events In Sicilia Sul mare


Incentivare MOTIVAZIONE • CAMPAGNE A PREMI • CONVENTION • VIAGGI INCENTIVE • TEAM BUILDING EDITORIALE

7

KNOW-HOW

RIBALTA

CASE HISTORY

INCENTIVE HOUSE

24

42

66

Quella voglia di scappare

Full Contact d’estate

Sugar Beach e Le Touessrok: simply the best

56

64

56 Avanti adagio. Ma avanti!

20

di Marco Biamonti

SDC Service: molto più che team building

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DOSSIER COVER STORY

28

34

La strategia della ripresa

L’incentivazione secondo Barbie

42 44 In agenda l’Eibtm 2009

46

Ristrutturazione in corso

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TA Dmc Portugal & Spain: tutta un’altra prospettiva

Villa Repui: la tranquillità non ha prezzo

60 B2U, il pallino di far bene...

72

CWT: in riva all’oceano

18 18

58

28

48

72

Progetti user “greenly”

Club Med in esclusiva

Sommario Sette Columnist

52

Incentive déjà-vu

Rubriche

40

di Aldo Lo Re

64

PartnerIncentive di Paolo Missiaja

94

IncentiveTalking di Rodolfo Musco

Outside the box di Marco Garavaglia

96

Stranomondo di Aldo Lo Re

108 Motivation Gift di Antonio Sultano

112 Architectural Travel

Associazioni 64 Site news

di Massimiliano D’Aurelio

Indirizzi 114 Abbiamo parlato di…


STARS

DESTINAZIONI

74

82

Castello del Nero: sapori del Chianti

Jaspe Hotel, un tipico villaggio sardo per l’incentive

76

TRAVEL TREND MILANO

82 98

Angala Hotels: stile unico, sei alberghi diversi

76

98

I nostri prossimi eventi Martedì 29 settembre 2009 Crowne Plaza Milan Linate

Va dove ti porta l’Irlanda

84 Esplanade: dove il lavoro diventa piacere

100

FULL CONTACT LARGE EVENTS Lunedì 19 e martedì 20 ottobre 2009 Palazzo dei Congressi, Riccione

L arge Event s

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100

Kerzner: apre One&Only Cape Town

ECB: Catania, provincia dell’Etna e del Mito

80

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Azimut, parola d’ordine: emozionare

Tenuta Moreno: il tuo incentive in masseria

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NEWS

Last minute

17 62 Persone La vignetta e poltrone

88

104

Location

Destinazioni

in breve

FULL CONTACT PCO Febbraio 2010 Location da definire

Mille e una Abu Dhabi

mbre’09 12

FULL CONTACT LUXURY VENUES Venerdì 20 e sabato 21 novembre 2009 Principato di Monaco

110 Comunicazione

FULL CONTACT DISCOVER ITALY Aprile 2010 Location da definire

FULL CONTACT INCENTIVE DESTINATIONS Maggio 2010 Location da definire

Incentive Destinations

TRAVEL TREND ROMA Giugno 2010 Sheraton Roma Hotel & Conference Center

FULL CONTACT MEETING PLANNER Giugno 2010 Location da definire

FULL CONTACT INTERNATIONAL VENUES Luglio 2010 Location da definire

I n t e r n a t i o n a l Ve n u e s


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IN-HOUSE

Last minute

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a cura di

DESTINAZIONI

NEWS

ALESSANDRA BOIARDI

In Btc la presentazione dell’Osservatorio Congressuale Italiano 2009 Anche quest’anno verranno presentati in occasione di Btc (5-6 novembre, Nuova Fiera di Roma) i dati relativi all’Osservatorio Congressuale Italiano (Oci) in riferimento al periodo luglio 2008–giugno 2009. Promosso dal Convention Bureau della Riviera

di Rimini e dalla rivista Meeting e Congressi, sponsorizzato da Btc e realizzato dall’Università degli Studi di Bologna, l’Osservatorio Congressuale Italiano è il più importante strumento di analisi delle dinamiche del mercato congressuale in Italia.

Debutto per il Doubletree by Hilton Olbia

“Tailandia solidale” by Events In & Out L’agenzia Events In & Out (www.eventsinout.com) ha presentato in un convegno a Roma la case history di un incentive solidale ideato e realizzato un anno fa in Tailandia per la compagnia assicurativa Nuova Tirrena (Gruppo Ama), di cui Annamaria Ruffini ha ripercorso pubblicamente le tappe. «Dopo un avvio tradizionale – ha spiegato – con visite ai principali siti e musei di Bangkok, ci trasferimmo a Hua Hin, località marina un’ora e mezza d’auto a sud della capitale, non molto nota in occidente ma assai amata dai locali, base di una giornata di esplorazione attraverso il Parco nazionale di Palau, dove s’è insediata una tribù birmana che non si è mai integrata con il resto della popolazione. Ora, lo stato tailandese ha deciso di collegarli al mondo: ha loro fornito elettricità e soprattutto ha eretto una scuola a beneficio dei tanti bambini che vivono lì. Informati preventivamente dell’esistenza di questa tribù, pensammo di cogliere l’occasione per lanciare – d’intesa col management di Nuova Tirrena – un preciso messaggio solidale. Diversi mesi prima entrammo dunque in contatto diretto con questa comunità chiedendo di che cosa avrebbe avuto bisogno. Dall’Italia ci portammo un carico completo di cancelleria, poi acquistammo in Thailandia diversi indumenti e del cibo. Per l’intero anno scolastico, inoltre, Nuova Tirrena ha promesso fornitura completa di penne, blocchi e cancelleria per tutta la comunità».

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Si presenta come una struttura hi tech dal design minimal il Doubletree by Hilton Olbia (www.doubletreebyhilton.com), una destinazione per meeting e incentive sofisticati che non rinunciano alle comodità, che verrà inaugurato questo autunno. La struttura – che si trova a cinque minuti

da viale Aldo Moro, cuore dello shopping di Olbia – dispone di camere ampie e accoglienti e di lussuose suite. Per congressi, l’hotel propone ben trecento metri quadrati di spazi tecnologicamente attrezzati e adattabili a ogni occasione, mentre cene di gala e banchetti trovano posto nel ristorante, dove sono servite specialità preparare dai bravi chef dell’albergo. Attività sportive e fitness sono a portata di mano, grazie alla piscina esterna, all’attrezzato fitness centre e al percorso jogging nel vicino parco. Il Pevero Golf è comodamente raggiungibile con uno shuttle bus.


ADESSO IL GIOCO SI FA ANCORA PIÙ DURO

BRAIN &HEART incentive performance control

Vuoi gestire le tue gare di Incentivazione con i sistemi web più sofisticati? Stiamo parlando per esempio di web application con Flash 8 dinamico, piattaforme Microsoft, Borland e Java, video HDV, codifiche avanzate per streaming, generatori dinamici di documenti di stampa, software di gestione classifiche, gateway sms. Con quale risultato? Moderni portali incentive interattivi che sanno coniugare perfettamente razionalità e emozione. Cioè che toccano appunto il Cervello e il Cuore, come ogni iniziativa incentive deve fare. Chiamaci per una dimostrazione in azienda di BRAIN&HEART, il primo portale web per le gare di incentivazione.

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Federcongressi: da federazione ad associazione Il comitato esecutivo di Federcongressi (www.federcongressi.it), riunitosi a Milano il 6 luglio, ha preso atto dell’unanime favore con cui le associazioni aderenti hanno accolto la proposta di trasformare la federazione in associazione di primo livello. Nel corso del primo ciclo di consultazioni ufficiali, condotto nelle scorse settimane dal past president Adolfo Parodi, tutti hanno giudicato questo passo strategico e funzionale a conferire maggior “peso” politico a Federcongressi e all’intero comparto. È presto per dare i dettagli di questa trasformazione, che, come si può immaginare, è ancora tutta da discutere nelle sue procedure: in linea di massima, però, si può prevedere che essa comporti lo scioglimento di gran parte delle associazioni e il confluire dei soci in una Federcongressi profondamente rinnovata. Proprio in questa prospettiva, quasi tutte le associazioni pongono come pregiudiziale che il nuovo statuto salvaguardi le tipicità di ciascuna di esse e assicuri i necessari equilibri di governance. Previa approvazione da parte dei consigli direttivi delle singole associazioni, l’obiettivo è presentare la nuova Federcongressi in occasione della terza convention nazionale di Federcongressi, in programma a Caserta dall’11 al 13 marzo 2010.

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a cura di

DESTINAZIONI

NEWS

MARGHERITA

Lago Maggiore avventuroso

Team building nella splendida cornice del Lago Maggiore: è possibile grazie all’Adventure Park di Baveno, vicino agli alberghi del gruppo Zacchera Hotel, che propone Efficient Team, un nuovo programma ideato da Kontiki Incentives (www.k-incentives.it). Si tratta di un percorso della durata di tre ore, che offre una vasta gamma di sport e attività come: corde alte, acrojump, mountain bike, prestigiatore di scacchi, scalata del successo, spazi artigianali, in modo da poter modellare il programma a seconda delle differenti occasioni: formazione, meeting o viaggi incentive. Kontiki Incentives, ha ideato questo programma sulla base della propria metodologia “Learning by Having Fun”, che permette di migliorare le competenze realizzative, relazionali ed emozionali che, ai nostri giorni, sono sempre più indispensabili e strategiche.

Tante novità per la siciliana BlueStone BlueStone Tourism Services (www.bluestonesicily.com) cambia pelle e completa il restyling aziendale pianificato lo scorso anno. Il tour operator e Dmc siciliano si è infatti installato nei nuovi uffici e, dopo aver lanciato anche il nuovo logo, presenta ora un nuovo sito web, dove saranno inserite mano a mano le nuove proposte sia per il Mice sia per i tour. Tante idee innovative per dare continuità a un’azienda che si è consolidata nel tempo con l’arte della sua creatività.

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eibtm

Where The World Meets

The Global Meetings & Incentives Exhibition Fira Gran Via, Barcelona, Spain

1 - 3 December 2009 www.eibtm.com


La vignetta

Alla scoperta di Bergamo Un patrimonio storico, ambientale, culturale e artistico tutto da scoprire. Così si presenta Bergamo al mondo del Mice con il nuovo convention bureau (www.bergamocb.com), deciso a collocare la città lombarda e il suo territorio sul livello delle principali capitali Mice europee, grazie ai tanti appeal e alla vicinanza, nonché facile accessibilità, con il Nord Italia ed Europa. Tra i cardini del progetto Bergamo Cb c’è infatti la partnership con l’aeroporto di Orio al Serio, il quarto scalo nazionale in termini di movimento passeggeri, che garantisce attualmente 93 collegamenti europei, di cui 17 nazionali. Gli operatori affiliati sono per ora cinquanta, tra cui 18 hotel di categoria quattro stelle, 11 ristoranti, quattro dimore storiche, quattro società di catering, nove società di servizi per l’organizzazione di eventi e due spazi congressuali e fieristici di grande prestigio quali il Centro Congressi Giovanni XXIII e l’Ente Fiera Promoberg, il nuovo polo fieristico della città, con spazi polifunzionali, in grado di assicurare, rispettivamente, una capacità di 1.600 e cinquemila persone. Tanti gli appeal del territorio: dalla Città Alta di Bergamo all’area dei laghi e alle stazioni sciistiche fino ai diversi itinerari di shopping – dall’artigianato di pregio alla moda e all’antiquariato – cultura ed enogastronomia.


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QUANDO LA CRISI SGRETOLA I RAPPORTI TRA COLLEGHI

Ristrutturazione

in corso

Può l’incentivazione aiutare quando in azienda scoppiano conflitti dovuti, principalmente, alla frustrazione e alla crisi generale? Certo che sì, purché gestita da professionisti e con gli strumenti giusti DI FABIO

ALCINI


embra quasi lapalissiano: il mercato funziona, l’azienda veleggia in acque tranquille e all’interno i rapporti variano dal buono all’ottimo (anche se non è sempre così). Oppure: c’è crisi, le vendite non decollano, il fatturato non è quello che si sperava e le tensioni interne esplodono. Collega contro collega, capo contro sottoposti, reparto contro reparto e

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via discorrendo. Ce lo spiegava nel numero scorso Marco Garavaglia: “Le cose vanno tutt’altro che a gonfie vele, e i vertici aziendali non sono per nulla rilassati (…) Di conseguenza mettono sotto pressione i luogotenenti, pretendendo risultati positivi, o per lo meno il contenimento dei danni. A cascata, tutte le figure aziendali subiscono un certo pressing e va da sé che, per non implodere, cerchino qualche valvola di sfogo”.

Una linea di resistenza Ora, la crisi c’è, e non si risolve in quindici minuti. Ma bastano quantità di tempo anche minime per distruggere il buon umore e la salute mentale generale di un’azienda, se la spirale distruttiva porta tutti a cercare una valvola di sfogo nei propri colleghi. Proprio qui può intervenire l’incentivazione, o almeno quella parte di incentivazione che si occupa nello specifico di comprendere che cosa funziona e (soprattutto) che cosa non funziona nei gangli linfatici di un’azienda. Ad aiutarci nell’analisi è Rodolfo Musco, presidente di Motivation & Events. «Bisogna partire da un principio: la motivazione è un’atmosfera creata attorno ai collaboratori. È chiaro che deve trattarsi di un’azione costante, che poi richiami periodicamente l’at-

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tenzione su fatti nuovi. Un programma di incentivazione “ripetitivo” è inutile. L’eccitazione ha un tempo, entro il quale si manifesta ed entro il quale può durare. Con l’assuefazione non c’è più incentivazione. Infatti l’assuefazione fa emergere, a livello inconscio, la caratteristica, comune a tutti gli esseri viventi, nota come “principio edonistico”, ovvero la pulsione a ottenere il massimo risultato con il minor mezzo. Quando c’è ripetitività, le persone tendono a fare il minimo possibile. Non tutti, ma la stragrande maggioranza degli individui dedicano al lavoro di routine soltanto il trenta Rodolfo Musco per cento delle proprie facoltà intellettive. Quindi ci troveremmo di fronte a gente pagata per dispiegare una parte minima, o comunque inferiore, del proprio potenziale. È chiaro, quindi, che l’incentivazione ha la finalità di incrementare l’aliquota delle facoltà intellettive applicate dai collaboratori nel loro lavoro “normale”. Un altro elemento ha risvolti negativi nelle imprese: le procedure aziendali. Certamente sono necessarie e utili. Ma si tenga presente che le procedure spingono figuratamente a “guardare” verso il centro dell’azienda. Così facendo, però, si voltano le spalle al mercato che lentamente, ma inesorabilmente, cambia. In periodi di crisi il linguaggio franco e informale in azienda elimina le remore a fare osservazioni e proposte, e spesso piccole “idee” possono essere elaborate dal “gruppo” per volgere la prua verso acque più tranquille e verso innovazioni di successo». Come può intervenire l’incentivazione in questo contesto? «Si parla di azienda e si pensa che sia un’entità all’interno della quale vi sono persone che hanno comportamenti uguali. Ma

Dinamiche distruttive Ma quali sono, a livello psicologico, le dinamiche che si scatenano in un’azienda in momenti di crisi? Lo abbiamo chiesto a Emanuela Mencaglia, psicoterapeuta dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano: «È importante partire dal primum movens: in periodi di crisi, i tagli al personale, sono trasversali, ma nel primo periodo tendono a colpire figure ridondanti all’interno dell’azienda, che non sono “produttive” nel senso più classico del termine. Proprio perché la produzione deve assolutamente funzionare, ciò che si cerca di “tagliare” non è l’operativo, ma piuttosto le teste pensanti. Per questo, quella del dirigente è una delle figure più in crisi oggi. Settori in passato frazionati in piccole unità con autonomia, oggi perdono il loro senso nella frenesia del contenere i costi, tornano a essere di nuovo accorpate, perdendo quindi le figure apicali di medio livello: le loro mansioni sono assommate nella figura di un unico responsabile. Questo porta a fare sì che, quando si sente vacillare il proprio “posto”, la propria carica, ci si trovi meno interessati a gestire i sottoposti piuttosto che demandare loro le incombenze. Il rischio di perdere il proprio ruolo non dipende dalle proprie capacità, quanto dal fatto di non avere più uno spazio “reale” o su carta».

AAA identità cercasi «Si perde, quindi, la propria identità lavorativa: da qui l’emergere di stress e tensione. Non ultima è la pressante richiesta da parte dei vertici aziendali: c’è crisi, e per uscirne bisogna fare più “numeri”. Ma se la crisi è presente, la possibilità di ottenere numeri migliori è remota. Eppure il dirigente si vede costretto ad accettare suo malgrado la richiesta, anche di fronte a obiettivi impossibili. Va da sé che la questione può venire girata ai sottoposti, come una condivisione del possibile fallimento,

avendo chiaro sin dall’inizio della difficoltà nel raggiungimento dell’obiettivo. È come passare il compito sbagliato al compagno di banco: siamo sulla stessa barca, ma sei fai una figura peggiore della mia, io non sono andato così male». Quali sono gli atteggiamenti da evitare, in casi come questi? «La chiusura è sempre negativa: nel proprio lavoro, nel proprio gruppo, è una modalità autistica di gestire la crisi. Studi recenti hanno evidenziato che in momenti di difficoltà la chiusura è un atteggiamento adottato dalla maggior parte degli uomini. La crisi viene gestita in modo completamente diverso da uomo e donna. Un uomo, dopo una giornata di lavoro difficile e travagliata, vuole essere lasciato in pace, trova difficile condividere il proprio stato d’animo. La donna invece, uscita dal lavoro, tende a dedicarsi ad altro, spesso è anche costretta a farlo dagli impegni familiari. La ricerca dimostra che la donna trova comunque un’alternativa socializzante e alla lunga più adattiva, in termini psicologici». Dal punto di vista dei gruppi, ci sono differenze? «Non ritengo che sia un problema di gruppo, quanto di persone. Il gruppo è definito come “più della somma delle sue parti”, quindi le qualità di ogni componente hanno un “peso” diverso sulla possibilità di trovare risorse nuove, sia nella gestione ordinaria sia in momenti critici. Un gruppo di vasta entità può essere di grande aiuto nei momenti di crisi: le dinamiche diventano magari più complesse, ma gli scambi e le possibilità di soluzioni ai problemi aumentano. Un gruppo strutturato tende a stemperare i momenti di crisi, li vive in modo un po’ più dilatato, perché il “cuscinetto” è più spesso e ci sono tante figure che ammortizzano. In una gerarchia di tipo “familiare”, quindi in un gruppo ridotto, invece, le difficoltà vengono percepite nell’immediato, perché il mercato è

Per sviluppare un team vincente occorre promuovere colloqui costanti tra dipendenti, creare occasioni di incontro e di celebrazione, ammorbidire le rigidità, assottigliare le barriere, eliminare la noia e infondere nuovo entusiasmo 20


Emanuela Mencaglia

vissuto da tutti direttamente, e chiedere ai propri sottoposti qualcosa di più è naturale. Inoltre, se nella grossa organizzazione le invidie lavorative sono diffuse, ma abbastanza sfumate proprio per il numero di possibilità di scambi, nel gruppo piccolo sono più dirette». Come si esce dalle dinamiche distruttive? «Sono fondamentali i momenti di scambio informali, per conoscersi di più, ma anche per fare circolare i malumori. Quando le lamentele si fanno a voce alta, ripetutamente, ci si rende conto che si diventa noiosi e che si sta esagerando, e che gli altri, alla lunga, non ci ascoltano più. Per farsi ascoltare dagli altri bisogna fare lo sforzo di cambiare argomenti. Come per la psicoterapia, il cardine del cambiamento passa dall’azione di mettere in parole i pensieri, per dare forma ai propri motivi di scontento e alle proprie paure, rendendosi conto che spesso sono ben più miseri rispetto a quello che si avvertiva. Incontrarsi e condividere può aiutare a stemperare la sensazione di precarietà, di poca stabilità oggi così frequente. Inoltre non è nell’overwork che si risolve il momento. Anzi, aumentando ore di lavoro, togliendo tempo libero, rimanendo in un ambiente che provoca stress, si tende a entrare in una spirale che porta a una resa lavorativa peggiore, e, alla fine, al burnout».

non c’è nulla di più sbagliato: qualunque gruppo contiene persone con qualità psicologiche diverse. Un’azienda è una tribù, fatta di diversi clan. Le procedure valide per tutti i reparti dell’impresa tendono a sgonfiarsi, perché sono interpretate in maniera diversa dai diversi clan».

Qual è l’antidoto? «L’apertura. Può sembrare strano, ma bisogna ottenere un assottigliamento delle barriere. Se le procedure sono elementi rigidi, si può immaginare quanto l’azienda può ottenere ammorbidendo queste rigidità. Bisogna promuovere colloqui costanti, creare occasioni di incontro, di celebrazione, sia a livello di clan sia a livello di tribù. Arrivare a una vera e propria “gestione delle risorse umane”, che non sia soltanto una mera amministrazione del personale. Anche la

mensa aziendale e il bar diventano punti dove possono scoccare scintille virtuose: una persona seduta al proprio posto di lavoro in modo passivo, sta comunque perdendo del tempo. Per invertire la rotta si deve invece incentivare le opportunità di colloquio, di celebrarsi, di informarsi, di trovare mille occasioni perché si sviluppi un network informale». Come può essere realizzato tutto questo con un programma di incentivazione? «Sono necessari due elementi importanti: la volontà dell’azienda e l’impiego di un professionista. Vi sono anche dei processi sperimentati che il professionista può impostare e gestire per risultati di grande efficacia. In estrema sintesi, si tratta di processi di gruppo che partono dalla descrizione del futuro che si auspica, proseguono con l’analisi dei punti di forza e di

quelli di debolezza, delle opportunità e dei vincoli attuali, analizzano obiettivamente i concorrenti e i clienti potenziali, e arrivano a un piano d’azione condiviso. Ciò che rende questo processo rigenerante ed efficace è la sua modalità che prevede il coinvolgimento – sincero e non soltanto di facciata – di tutti i collaboratori. Il piano è generato con il contributo e il consenso di tutti, non è imposto dall’azienda. E questo “incendia” gli animi, “eccita” i protagonisti, li determina all’azione e all’attenzione e scatena energie positive e produttive (in senso lato)».

Quali strumenti? Mario Saccenti, titolare di Casa Mais, solleva qualche dubbio sulla reale efficacia dell’incentivazione in caso di tensioni interne. La motivazione, intesa nel senso più ampio, può anche essere efficace, purché si scelga-

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L’incentivazione è un valido strumento per risolvere tensioni tra dipendenti. Poter competere con noi stessi – e non con gli altri – crea quasi sempre i presupposti per raggiungere e superare gli obiettivi prefissati

no gli strumenti giusti: «Personalmente penso che l’incentivazione possa aiutare poco quando le tensioni interne in un’azienda sono al punto di rottura. Diverso il discorso è se, nella strategia dell’incentivazione, si comprende il team building (concetto che io però contesterei): in questo caso allora può esserci una qualche utilità. Ma si tratta principalmente di guardarsi negli occhi e di affrontare la realtà». Perché gli strumenti classici dell’incentivazione sono votati al fallimento, in un contesto di tensioni aziendali? «L’incentivazione è legata al raggiungimento di determinati obiettivi: si definisce un tipo di obiettivo che la divisione, il team, il reparto o la persona singola possono raggiungere, e si cerca di fare il possibile perché si giunga al risultato. Perciò, per esempio, il viaggio incentive classico non può funzionare: si tratta infat-

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ti di un’iniziativa che pone la propria base sullo stare insieme. E se ci sono già delle tensioni, il viaggio non potrebbe far altro che acuirle. Non per essere sessisti, ma se poi il viaggio incentive è previsto per

coppie, come normalmente è preferibile nel viaggio incentive, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente». L’utilizzo di quali strumenti potrebbe invece contribuire a sciogliere in parte i problemi e le tensioni? «Be’, il busiMario Saccenti ness game no di certo: non farebbe altro che acuire le tensioni, che emergerebbero ancora di più. Uno dei principi dell’incentivazione è quello di competere con se stessi, non con gli altri. Nel momento in cui abbiamo la possibilità di competere con noi stessi, di solito possiamo raggiungere o superare gli obiettivi prefissati. Ma, dal punto di vista dell’armonia interna di un gruppo, agisce senza dubbio meglio un’iniziativa di team building, che “costringa” in qualche modo alla collaborazione, così da individuare i punti di forza e i punti di debolezza della squadra».


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TEAM BUILDING ESPERIENZIALE: FUNZIONA DAVVERO?

Quella voglia di scappare... I primi minuti pensi: “Ma chi me l’ha fatto fare”, e vorresti fuggire via. Poi rimani, ti diverti e porti a casa preziosi insegnamenti. Perché – se fatto a regola d’arte – anche il team building più imbarazzante raggiunge sempre gli obiettivi uando va bene bisogna solo suonare due note a ritmo di musica, ma non mancano le volte in cui tocca cantare da soli davanti ai colleghi o vestire strani panni e fingersi attori disinvolti all’improvviso. C’è l’imbarazzo della scelta. Ma chi ce la fa a non mostrare imbarazzo? A giurare che la vergogna non sia sempre lì a far capolino sul palco? Mentre il mercato dei team building si moltiplica, ci siamo chiesti quanto le pittoresche acrobazie dei dipendenti fruttino in termini di Roo

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DI

MANUELA BELLINI

(return on objective). Ne abbiamo parlato con Massimiliano Palmetti, mente creativa di Music Action Xperience, e il risultato non è affatto male. Massimiliano, trentottenne figlio d’arte cresciuto a pane, libri e Zecchini d’Oro, da 15 anni circa si dedica in modo professionale ai processi formativi e alla comunicazione d’azienda e, da almeno una dozzina, a Music Action Xperience, la sua sfida più ardita. La teoria sembra semplice: calare l’universo artistico tra le scrivanie e vestire direttori e dipendendi da pittori, attori, muscisti o sbandieratori insegnando loro tra chitarre, colori e gorgheggi, a vincere i propri limiti, a sforzarsi di ascoltare, a condividere più spazio tempo ed emozioni con i colleghi e convincerli che se un giorno il capo invita a salire su un palco improvvisandosi artisti, non è mai per passare un banale e inutile pomeriggio di allegra follia ma piuttosto per mettere le basi a una conquista importante, per sé stessi, certamente, ma soprattutto per la propria azienda.


Una colorata parata completa di orchestra e sbandieratori

Non chiamarla solo musica «Music Action Xperience nasce dodici anni fa» mi racconta Massimiliano, «in un momento in cui le società che già avevano la possibilità di fare formazione anche creativa non avevano il coraggio di innovare. Il mercato manifestava esigenze di novità, di una formazione diversa, che andasse oltre alla mera tecnica e a quello che si impara nelle aule tradizionali. Così ho vestito i panni del tecnico curioso creativo che si guarda intorno e sviluppa e ho messo a punto diversi programmi per far star insieme la gente in maniera divertente e colorata mentre rinforzavo i loro caratteri, le loro individualità e, di conseguenza, le relazioni tra colleghi. Insomma, ho capito che bisognava migliorare il singolo per migliorare l’azienda e ho provato a farlo con le materie più belle che conosco. Certo ci sono i colori, lo spettacolo, i suoni, ma il segreto del successo non sta lì. La metafora dell’arte è solo un mezzo, farti

suonare, recitare e cantare è lo strumento che ti do, non il risultato che voglio ottenere. La vera differenza la fa la progettazione, invece. Io partecipante, attraverso l’attività di team building a cui mi sottoponi – e che apparentemente non centra nulla con il mio lavoro – vivo un’esperienza che mi avvicina ai miei colleghi, che mi fa capire che ho delle potenzialità e che insieme ne abbiamo a dismisura. Ma soprattutto chiedermi di calarmi nei panni di Casanova con tanto di costumi originali per recitare con il nuovo collega o costruire in gruppo delle vere armature antiche tutte di carta e poi sfilare insieme nella parata, è una forma divertente di allenamento che innalza il mio livello di consapevolezza, accellera la fase di aggregazione e mi fa portare a casa informazioni utili per affrontare meglio la realtà quotidiana». «Ci sono pomeriggi per esempio in cui insegno ad ascoltare», continua Palmetti. «È buffo doverlo fare a dirigenti d’azienda abituati magari a spostare ogni mese milioni di euro, ma è necessario. Ed è divertente constatare insieme a loro che il più delle volte quello che sente uno è diverso da quanto ha percepito l’altro... Erano dei suoni, è vero. Era un pomeriggio di svago. Portavamo le scarpe da tennis. Ma era comunicazione. E la comunicazione è una delle chiavi fondamentali nel successo di un’azienda. La metafora che Music Action Xperience ti fa vivere è un mezzo, che però deve indicarti dei comportamenti tali per cui posso dirti “lo sai perché abbiamo fatto questa cosa così speciale? L’abbiamo fatta perché ci siamo comportati così, così e così. E perché non succede tutti i giorni? Ecco...”, Questo è il momento in cui si prende consapevolezza del fatto che sarebbe opportuno ogni tanto mettersi in esame e magari cambiarsi». Costruire un clima relazionale fondato sulla fiducia, valorizzare le differenze e le specificità, aumentare la capacità di

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adattamento. Queste cose di solito non si imparano in una vita... quanto durano i vostri team building? «Non è questione di ore ma di obiettivi. Comunque gli interventi hanno durate variabili. Quello musicale per esempio può durare tre ore regalando esperienze ad alto impatto, anche se altri corsi permettono più approfondimenti sulle dinamiche della collaborazione e necessitano più tempo. Non c’è un corso comunque che sia uguale all’altro. Non facciamo cose standard, la nostra prima caratteristica è essere sempre pronti ad allineare un programma già testato modellandolo sul gruppo. Per questo il grosso investimento non è tanto organizzare i corsi quanto munirci delle attrezzature necessarie. Quelli di teatro, per esempio, implicano giornate e giornate di preparazione, coreografie tratte da culture diverse, studi, anche se molto dipende dal numero di partecipanti. A Madrid siamo riusciti a far suonare 1600 persone insieme in un teatro».

Ci vuole coraggio Non c’è mai nessuno che cede al panico da esibizione e rifiuta lo show in pubblico? «No. Non è mai successo che anche solo uno dei partecipanti abbia deciso di non prendere parte alle attività. I primi venti minuti sono fondamentali ed è qui che subentra il mio lavoro. Nelle situazioni più complicate

Massimiliano Palmetti, l’ideatore di Music Action Xperience

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comincio io. Cercando di far passare il messaggio che sono lì per far fare un’avventura emozionante e piacevole e, infine, spiego quali sono i presupposti che ci devono essere per poi dimostrare che si ha sempre un risultato. Cerco ogni volta di costruire una progettazione seria che abbia la capacità di rimanere stampata nella memoria con un’emozione, il fascino è fondamentale. Se sei affascinato da un argomento allora continuerai a studiartelo, ne sarai incuriosito.

Per fare questo però dobbiamo essere particolarmente bravi e preparati per erogare il giusto servizio al giusto team. E avere il coraggio di dire al cliente se una cosa funziona o no andando al di là del puro spirito imprenditoriale. A costo di perdere dei lavori ma almeno non la credibilità. Perché tre attività di team building in un anno naturalmente non possono fare nulla rispetto a una logica aziendale sbagliata... Io non insegno nulla. Io do un esempio vincente. Porto a ottenere insieme ai colleghi un risultato inaspettato in una situazione in cui normalmente non si ha competenza. Poi sottolineo che il risultato è arrivato grazie a determinati passaggi, gli stessi che se applicati tutti i giorni fanno ottenere risultati eccezionali in ogni ruolo si svolga. Fino a qualche anno fa l’esempio usato per descrivere un team erano gli ingranaggi dell’orologio che dovevano funzionare insieme, oggi l’esempio è un’orchestra, fatta di sensibilità diverse, di paure, di voci diverse, di fisicità diverse, ma che sono però fondamentali nel momento in cui si riescono a unire in termini di forza per il raggiungimento dell’obiettivo. E quando lo si ottiene e c’è un adulto che viene a ringraziare stringendo la mano a un altro adulto... ecco per me questa è la cosa più bella che può accaderti».


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REGOLE D’ORO PER AFFRONTARE IL PROSSIMO MARKETING REGOLE D’ORO PER AFFRONTARE IL PROSSIMO BUDGET BUDGET

La strategia della ripresa

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DI

ANTONIO ACUNZO

ome abbiamo sottolineato nel marketing dossier del mese di maggio: “in momenti di crisi ogni consumatore, fatta eccezione per quelli che vivono alla giornata, riposiziona le singole e soggettive priorità di spesa e di consumo riclassificandole da essenziali, a piaceri, a posticipabili o addirittura rinunciabili” e, analogamente per le aziende “per trovarsi pronte alla fase di recupero post-recessione sarebbe opportuno fare tesoro di alcuni comportamenti e ridisegnare una nuova strategia di marketing, ottimizzando risorse, portfolio di prodotti e di servizi”. Diventa così strumentale il concetto che l’approvazione per il nuovo marketing budget è strettamente legato a tutte quelle nozioni a supporto del “piano di marketing”, la cui credibilità risulterà “strumentale” per ottenerne l’accettazione. Sebbene oggi, visto che siamo in un periodo di pesante pressione economica e psicologica, risulti difficile prendere decisioni in tema di budget e di allocazione delle risorse necessarie in un clima non differente dal titolo del film “Fast and Furious” e visto che si cercano più facilmente soluzioni veloci (e spesso improvvisate), risulta fondamentale esercitare una certa disciplina al fine di prendere decisioni intelligenti e costruire una credibilità sia personale come manager che come team del board di direzione.

C

Prudenza e disciplina

Oculatezza e buon senso. Sono queste le parole d’ordine secondo cui i responsabili marketing dovranno disegnare il nuovo budget 2010 al rientro dalle ferie. Ecco qualche consiglio per renderlo il più possibile credibile e applicabile e un test per mettere alla prova le proprie capacità

Gonfiare il budget di marketing con la sola scusante che questa sia l’unica mossa per generare un incremento di business, market share, vendite, e così via, non è sinonimo di successo assicurato senza un supporto chiaro di logica e di strategia che ne giustifichi l’aumento. Sebbene negli scorsi mesi abbiamo evidenziato che: “Nei momenti di recessione economica e di contrazione del business, saranno solo le aziende più sane, in forma e con un chiaro piano di marketing, a sopravvivere alla flessione congiunturale, e che il marketing può salvare un’azienda e offrire le migliori opzioni di recupero una volta superata la crisi e che, anzi, chi mantiene l’investimento di marketing risulta vincente ed emerge più forte una volta superata la fase di recessione economica”, bisogna avere una chiara visione strategica e una chiara consapevolezza dei fattori di rischio, perché il margine di errore tra successo e fallimento di un progetto sia sempre più ridotto.

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«Giochiamo di sperimentazione, cercando di isolare gli effetti in funzione di alcuni stimoli di marketing per vedere in un modello cosa può risultare funzionante e cosa invece assolutamente è da non considerare»

In tempi difficili come quelli odierni, i vari Ceo/Amministratori delegati/Presidenti/Board di direzione vogliono sapere quali possono essere le leve da applicare, gli strumenti da utilizzare per ottenere una maggiore/migliore profittabilità, e per trovare queste leve e questi strumenti si dovrà necessariamente focalizzare il proprio approccio e modo di pensare verificando e valutando i punti di forza e di debolezza della propria azienda e confrontandoli con l’ambiente competitivo in cui si opera. Cinque punti da prendere in esame: 1. valutare la forza del valore propositivo dell’azienda e come controbilanciare in maniera efficace le mosse della concorrenza 2. valutare la profitability per cliente, soprattutto nell’ottica di ridimensionamenti della capacità di acquisto da parte dei singoli clienti 3. valutare un’elasticità nel pricing dei propri servizi per evidenziare tutti quegli ambiti in cui possono emergere delle opportunità, in un’ottica di customer service 4. valutare che la strategia aziendale possa mantenere e/o generare new business da parte sia dei clienti attuali sia di quelli potenziali/prospect 5. valutare la capacità finanziaria di sostenere livelli più alti di esposizione al rischio in un momento di prolungata recessione, di riduzione dei volumi di business e di diversificazione nella ricerca di new business Quindi, se fino a oggi si è pensato che per sostenere un incremento del budget di marketing fosse sufficiente presentare un piano di marketing con previsioni di significativi ritorni in termini di Roi (Return on investment), Irr (Internal rate of return), o di Npv (Net present value), la tendenza oggi è quella di essere “positivi e propositivi, ma conservatori nell’eccesso di ottimismo”.

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Etichettare come conservativo non significa presentare un piano di marketing in maniera riduttiva, ma semplicemente voler dimostrare come pur nella visione più restrittiva o conservativa, il piano di marketing possa restituire un interessante (e perché no, anche significativo) ritorno e quindi generare sviluppo, crescita, new business. Per esempio identificare il punto di breakeven, di pareggio, in un’ottica di contenimento dei costi, e preferibilmente a un punto inferiore a quanto potrebbe essere previsto con un approccio di tipo conservativo. Tutto quello che ne può derivare oltre a quanto previsto può essere etichettato come spesso nello slang italico viene definito come “grasso che cola”, che nello slang inglese ha un termine equivalente come “gravy”.

Ecco cosa evitare Quindi nella definizione del piano di marketing, e nella definizione del budget di marketing, bisognerà stare attenti a evitare alcune trappole comuni quali: 1. cercare di voler vendere a tutti i costi un’appetibilità frutto di una visione priva di una reale analisi dei rischi e del rapporto costi/benefici 2. mostrare previsioni che vanno contro il senso comune e la reale intuizione del business 3. n a s c o n d e r e , o p p u r e o m e t t e r e o volutamente ignorare, alcune variabili chiave oppure sottovalutare o ridimensionare rispetto alla realtà alcuni dati di mercato e di settore che se correttemente letti, o interpretati, possono non contribuire/permettere il raggiungimento di un determinato obiettivo. Creiamo un approccio dapprima di tipo analitico, indicando tutti i dati a supporto di quali programmi/iniziative/tattiche/strumenti possono generare ritorni interes-

santi nel breve-medio periodo. Attenzione a non cadere nel tranello del confronto con azioni e tempi passati: il cambiamento delle condizioni di mercato e l’attuale recessione non consentono soluzioni stile copia-incolla con incrementi/decrementi dei valori passati.

Navigare a vista “Hic sunt leones”, come definivano gli antichi romani le aree geografiche non ancora scoperte e quindi non mappate, è una definizione oggi applicabile nella nuova mappa del nuovo business enviroment. Oggi si naviga a vista in “uncharted waters”, in acque non mappate, e quindi si deve applicare una strategia completamente nuova. Pur facendo affidamento all’esperienza precedente, il confronto con il passato non è applicabile e nemmeno valido perché non più rappresentativo delle attuali e future opportunità e potenzialità. Giochiamo di sperimentazione, cercando di isolare gli effetti in funzione di alcuni stimoli di marketing per vedere in un modello cosa può risultare funzionante e cosa invece da non considerare. Cerchiamo di prevedere quali possono essere le nuove aree di new business, facendo affidamento sul feedback di ogni risorsa (interna, di vendita, esterna, clienti, fornitori, mercato, e così via) per prevedere quali possono essere i nuovi scenari. Fondamentale quindi sarà sostenere la bontà del proprio piano e budget di marketing sulla base di due valutazioni: ■ la bontà finanziaria del piano (la cui attrattiva si rapporta a come l’investimento verrà giudicato come prioritario da parte del board) ■ la credibilità di quanto prodotto a sostegno del piano (e questo è lo step precedente su cui costruire le metriche di budget che verranno valutate dal board).


■ 2 vuol dire: “dispongo di qualche dato ma nulla di particolarmente convincente” ■ 3 vuol dire: “dispongo di qualche dato interessante ma con ancora qualche lacuna sparsa” ■ 4 vuol dire: “dispongo di molti dati reali ed effettivi da utilizzare per la mia pianificazione” ■ 5 vuol dire: “dispongo di una analisi completa, ben delineata, allineata con le altre funzioni aziendali e con pieno supporto dal lato finanziario”.

Avremo così tre ambiti da valutare: un buon piano (good), un piano migliore (better) e il piano migliore (the best). Escludo volutamente il quarto ambito, rappresentato dal piano non buono (bad) perché comunque estraneo alle progettualità reali e future, oltre a essere completamente da ridisegnare e rivalutare perché non verrebbe comunque considerato e nemmeno approvato. È anche chiaro che dei tre ambiti, la scelta ricadrà tra “better” (un piano migliore) e “the best” (il piano migliore) e questo perché entrambi i piani, pur con meccanismi differenti, rispondono ad alcuni requisiti di base: ■ dimostrano la piena comprensione e consapevolezza del ruolo del marketing nel generare risultati di business ■ offrono un eccellente rapporto costi/be-

Significativi ritorni in termini di Roi, Irr o di Npv, oggi non sono più sufficienti per sostenere un incremento del budget. La nuova tendenza è quella di essere “positivi e propositivi, ma conservatori nell’eccesso di ottimismo”

nefici e soluzioni e proposizioni credibili e pratiche a fronte dell’investimento finanziario ■ presenta una strategia funzionale, e il piano viene presentato come una sfida reale che può incoraggiare una sana e reale discussione in tema di strategia.

La chiave del successo Riepilogando quindi, nel disegnare e presentare il piano e il budget di marketing, dovremo tenere presente cinque elementi base:

1. una

lista dettagliata di tutti i suggerimenti/revisioni del budget 2. la definizione dei risultati finanziari attesi come risultato dell’applicazione del nuovo budget 3. una dettagliata mappa che colleghi le attività di marketing ai risultati finanziari 4. stime e proiezioni di come i valori possono cambiare, sia in rialzo sia in ribasso, nel tempo a seconda delle proiezioni di possibili risultati 5. partecipazione/coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali per creare/definire le aspettative più credibili e attendibili.

Gioca e misura le tue capacità Vediamo allora con un veloce gioco, quanto siete soggetti a una eventuale drastica riduzione del vostro budget di marketing, oppure quanto invece siete pronti per sostenerne un aumento, anche significativo. Dovete rispondere alle seguenti cinque domande (il questionario è stato creato da MarketingNPV, una società americana che si occupa di metriche di marketing, collegando l’investimento di marketing alla creazione del valore finanziario), dando un punteggio da 0 a 5 a ogni risposta dove: ■ 0 vuol dire: “non lo so” ■ 1 vuol dire: “ho qualche evidenza di tipo aneddotico”

Ecco allora le cinque importanti domande da considerare nel preparare il vostro prossimo budget di marketing: 1. Sapete quali specifici elementi, o attributi, del vostro “brand” e della vostra “customer experience” sono alla base delle migliori, o maggiormente profittevoli prestazioni, per i vostri clienti? 2. Sapete quali elementi del vostro “marketing mix” contribuiscono maggiormente, oppure in maniera minore, in relazione al fatturato e ai margini di profitability? 3. Sapete individuare cosa potrebbe rappresentare una riduzione del 20 per cento del vostro budget di marketing, in termini di fatturato e di margini, nel breve periodo? 4. Sapete individuare cosa potrebbe rappresentare una riduzione del 20 per cento del vostro budget di marketing, in termini di fatturato e di margini, nel lungo periodo? 5. Sapete riconoscere la tendenza e gli effetti dell’efficacia del vostro piano di marketing (in termini di euro di profitto lordo per euro di spesa di marketing) e come si può raffrontare/rapportare con il benchmark di settore?

I risultati SE AVETE FATTO PIÙ DI 21 PUNTI: area di completa sicurezza. Il vostro Ceo/Amministratore delegato/Presidente/Board di direzione vi dà ampia fiducia, approva il vostro piano di marketing nella sua interezza, e conta su di voi per generare eccellenti risultati. Più il vostro punteggio di avvicina a 25 e maggiore è il vostro spazio di manovra per aumentare il vostro budget di marketing giustificandolo con la possibilità di identificare ulteriori opportunità di crescita. SE SIETE TRA 16 E 20 PUNTI: dovete condurre un audit sui dati che voi ritenete essere reali e concreti e valutare con i colleghi dell’area finanziaria tutti gli ambiti che possono essere credibili e percorribili. Cercate di focalizzarvi su un’intesa tra quelle che possono essere delle giuste ipotesi in assenza di dati reali. Cercate quindi di identificare un paio di aree dove poter ridurre il budget, invece che ridurre a 360 gradi su ogni attività. Con l’assenso dei vostri colleghi dell’area finanziaria dalla vostra parte, l’area di rischio sarà moderata.

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Nell’attuale recessione economica, i responsabili marketing dovranno dimostrare grande intuito e massima credibilità. La situazione è difficile ma può essere affrontata – e risolta –

focalizzandosi su come ridurre i danni nel breve periodo. ■ Create un team con colleghi di altri dipartimenti e business units così da aiutarvi a valutare strategie di riduzioni/contenimenti al fine di non peggiorare una situazione già critica. ■ Una volta che avete disegnato un nuovo piano di azione mettetelo in pratica così da essere in prima linea nell’ottenimento dei risultati nel prossimo anno finanziario. ■ Disegnate e seguite rigorosamente una roadmap per superare l’attuale fase ed entrare nella successiva. ■ Utilizzate anche un benchmark di settore confrontandovi con chi performa me-

glio di voi e vedete cosa imparare da queste strategie. ■ A volte ci vuole una situazione drammatica per mettere in evidenza le proprie debolezze/errori nel sostenere un piano e una posizione. Il lato positivo di tutto ciò è che questo tipo di situazione può essere affrontato, e risolto, focalizzandosi maggiormente nel costruire conoscenza e competenza e applicando una metodica esecuzione del piano. Ci vuole azione, e subito, perché nell’attuale recessione economica, sarà fondamentale per tutti noi che lavoriamo nel marketing avere intuito e credibilità.

costruendo maggiore conoscenza e competenza

SE SIETE TRA 11 E 15 PUNTI: non siete realmente focalizzati su una tattica di misure forti. Prendete atto di alcune previsioni errate, riconoscetene la paternità, e cercate di canalizzare parte del budget rimanente verso situazioni pianificate con maggiore attenzione e che possono generare un miglior ritorno sull’investimento di marketing, facendo tesoro dell’esperienza. Definite al meglio tutti gli aspetti e le variabili note, così come aspetti e variabili sconosciute, ma agite velocemente e prendete l’iniziativa prima che lo faccia qualcun altro. Il taglio/riduzione del vostro budget di marketing potrà risultare significativo, e non c’è altro modo per presentarlo al vostro Ceo/Amministratore delegato/Presidente/Board di direzione, anche perché in questa situazione non avete altri strumenti per delineare come ridurre l’impatto. SE AVETE FATTO MENO DI 10 PUNTI: Siete fuori gioco! Aspettatevi un drastico taglio del budget di marketing di gran lunga superiore alle riduzioni dei budget di altre funzioni. Non disponete di alcuna informazione/dato utile per cui l’unica speranza per cercare di preservare il budget è seminare paura e dubbio. Ma agendo in questo modo probabilmente la vostra credibilità non potrà sostenere una recessione economica per più di due cicli senza essere probabilmente rimossi dalla posizione. Meglio quindi uscirne bene perché probabilmente, o evidentemente, le misurazioni non sono il vostro forte, e quindi è auspicabile che vi facciate aiutare da qualcuno la cui oggettività è indiscutibile e la cui esperienza è forte.

Come correre ai ripari Se non siete contenti del punteggio ottenuto è il momento di interrompere una battaglia che probabilmente avete già perso e di concentrarsi invece su come vincere la guerra

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L’occasione unica per scoprire tutta la magia e la bellezza di Venezia! “L’Hotel Carlton On The Grand Canal affacciato sul magnifico Canal Grande è il punto di partenza ideale della vostra avventura alla scoperta di una Venezia magica e seducente. Le 145 stanze - junior suite, camere deluxe, family e superior - arredate in stile veneziano del ‘700, uniscono il tocco d’antichità dei più prestigiosi palazzi di Venezia, all’innovazione dei più moderni comfort. Nel cuore del nostro palazzo è racchiusa una tipica corte veneziana (patio), sulla quale si affacciano 11 splendide camere. Si tratta di un salotto all’aperto rallegrato da fiori e piante verdi oltre che da una caratteristica vera da pozzo in marmo. Qui i nostri clienti si sentiranno immersi in una vera atmosfera veneziana. Giochi di vetri piombati e luci soffuse vi accoglieranno al Carlton Cafè per le più piacevoli happy hour, golose merende e ricercati aperitivi. Il nostro risotrante gourmet “La Cupola”, nuova gemma dell’Hotel Carlton On The Grand Canal, saprà stupirvi con una cucina innovativa ma che non dimentica la tradizione del territorio ed i suoi genuini richiami. La Sala Galileo è l’ambiente ideale per la vostra conferenza o riunione: dotata di tutti i comfort e di attrezzatura di ultima generazione per facilitarvi anche nelle presentazioni più impegnative. E a testimonianza del nostro continuo sforzo innovativo, siamo lieti annunciare la prossima apertura della Terrazza, una sofisticata area sui tetti dell’hotel che ospiterà un bar e un wellness centre dove si potrà beneficiare di un’ incantevole vista su Venezia in totale relax.” CORI HOTELS CORP. VENICE Tel. + 39.041.2752000 - Fax +39.041.2752446 / 041.2752050 info@corihotels.it - info@carltongrandcanal.com www.carltongrandcanal.com


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COME INVESTIRE SULLE PERSONE IN TEMPO DI CRISI

L’incentiva secondo

Grande festa alla Rinascente di Milano per i 50 anni della Barbie. Madrina d’eccezione, Michelle Hunziker

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on già passati 50 anni da quando Barbie ha rivoluzionato il mondo delle bambole: ormai, sono nonne le prime bambine che hanno pettinato i suoi capelli setosi, e madri quelle che da piccole hanno vissuto il mondo Barbie con tutti gli annessi e i connessi del caso, dal prestante fidanzato Ken, al cavallo, all’auto decappottabile, alla casa… un intero universo in cui i toni del rosa confetto imperano. Ha fatto epoca insomma; criticata dalle femmini-

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Per il 50° anniversario della “bambola mito”, Mattel ha lanciato un piano integrato di motivazione e formazione rivolto ai dipendenti. Un vero esempio da manuale GIULIO CARLONI


zione Barbie ment, i partner d’affari, i Vip in qualche modo legati al Barbie world, i principali clienti – c’era anche un dipendente, un giovane da poco assunto in Mattel come venditore: l’autore della frase che meglio ha descritto Barbie in termini emozionali, empatici, sentimentali. Racconta Annalisa Sala, direttore delle Risorse umane di Mattel Italia: «Il concorso creativo per partecipare all’ambitissimo party costituiva la seconda fase di un programma d’incentivazione cominciato all’inizio dell’anno con un count down che ha cadenzato le giornate sino al 9 marzo, la data clou del compleanno di Barbie. Un modo per creare consapevolezza, per coinvolgere i dipendenti nel big event». ste e studiata dai sociologi, è arrivata a ispirare artisti come Andy Warhol, che a metà degli anni ’80 le dedicò il celebre doppio ritratto in cui Barbie campeggia e l’autore appare solo in secondo piano. Nessuna meraviglia, dunque, se per il mezzo secolo della fashion doll più famosa al mondo si siano scatenati eventi a livello internazionale: a Barbie sono stati dedicati modelli da una moltitudine di stilisti presenti alla New York Fashion Week, a Parigi il com-

pleanno è stato festeggiato in un concept store di tendenza assieme a Karl Lagerfeld, a Shanghai è stato aperto un negozio grande come un palazzo. E in Italia, omaggiata da gioielli creati in esclusiva da Bulgari e da scarpe ad hoc firmate Cesare Paciotti, Barbie ha vissuto la sua grande festa il 9 marzo, al settimo piano della Rinascente di Milano: un party straordinario del quale è stata madrina Michelle Hunziker. Fra i tanti ospiti – gli opinion maker e i giornalisti, il top manage-

In un momento come questo, in cui la riduzione dei costi è il leitmotiv ricorrente per miriadi d’aziende, Mattel investe sulle persone? «Certo. È fondamentale non smettere d’investire sulle persone, sul loro commitment e il loro sviluppo. Sono le persone il futuro dell’azienda; tenerle motivate, consolidare il senso d’appartenenza, vuol dire migliorare il lavoro quotidiano e ottenere benefici in termini di risultati anche per il prosieguo opera-

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tivo. Lo statement che ha vinto il concorso creativo, per esempio, verrà utilizzato dal marketing durante il “Barbie tour” che animerà le città italiane a partire da settembre, grazie a un truck carico d’attrazioni per le bambine e le loro mamme». Parlava di seconda fase del programma incentive. Ce n’erano altre? «Sì: la terza coincideva con la giornata stessa del party. Non c’è stata solo la festa in Rinascente, ma anche quella in azienda, con una splendida torta. E quello stesso giorno, Barbie ha “regalato” a tutti i dipendenti il pomeriggio libero. La quarta e ultima fase, quella di formazione e sviluppo vero e proprio, completa il progetto: per cinque mesi, suddivisi in gruppi da 7/8 persone, i dipendenti creano la loro Barbie ideale ispirandosi a una fra le “competenze” Mattel, condivise dal gruppo in tutto il mondo. È una modalità scherzosa per trattare argomenti molto seri: individuare quali sono le caratteristiche e i comportamenti tipici della “Barbie Action Leader”, o della “Barbie Integrity”, è un modo per crescere in consapevolezza, capacità d’osservazione e senso critico. Non a caso, oltre alle giornate di lavoro in aula tenute da una società di formazione, è prevista una lunga fase di riflessione e d’elaborazione di gruppo. E a interfacciarsi con i gruppi, per qualsiasi difficoltà da superare, c’è l’oracolo: una mia

Già in occasione della conferenza stampa di gennaio abbiamo annunciato il programma».

Annalisa Sala, direttore delle Risorse umane di Mattel Italia, nella foto accanto insieme a Daniela Pavone, direttore marketing

collaboratrice del reparto Human Resources che segue lo svolgimento del progetto, cui dedica oltre il settanta per cento del suo tempo. Per ottenere un impegno importante anche dal punto di vista della comunicazione, oltre alla Barbie ciascun gruppo dovrà creare una movie story come quelle che si vedono su YouTube; a novembre, la migliore delle Barbie create dai dipendenti verrà esposta all’asta assieme alle Barbie storiche».

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Tutto il personale ha reagito positivamente da subito? O c’è stata qualche differenza di gradimento fra i diversi reparti, e fra i più giovani e i dipendenti storici Mattel? «I giovani sono più entusiasti, è fisiologico. Il marketing ha risposto con maggiore proattività, e anche questo è comprensibile. Ma a parte Un progetto articolato e complesso. Quanqualche scetticismo iniziale – to tempo c’è voluto presto stemperato dalla realtà per organizzarlo? «È fondamentale non dei fatti – dei collaboratori con «In realtà, meno di quanto si pensi: tre mesi circa, l’ultimo tri- smettere d’investire sulle maggiore anzianità aziendale persone. Sono loro (“ma ci vogliono incentivare mestre del 2008. Io e il direttore il futuro dell’azienda; davvero, ora che la crisi genera marketing, Daniela Pavone, tenerle motivate tagli in tutte le aziende?”), l’adeabbiamo trovato un accordo ime consolidarne il senso sione è stata generalizzata e almediato e proficuo nel voler d’appartenenza porta ta. Basti pensare che, su un tocreare una celebration integrata risultati e benefici» tale di oltre un centinaio di diverso l’esterno e verso l’interno.


Incentivare ai tempi di crisi non è un processo così gravoso come troppi manager pensano. Il programma ideato da Mattel ha prodotto spirito d’équipe e senso d’appartenenza, oltre a convogliare i valori di un piano di formazione e sviluppo in maniera piacevole. Spendendo anche poco

l’abitudine d’affrontare argomenti di rilievo in maniera leggera e giocosa che fa parte del Dna aziendale, ha favorito il tutto». Peraltro, i costi dovrebbero essere abbastanza contenuti… «Assolutamente sì, anche perché le spese collegate ai consulenti di formazione erano coperte dai fondi di categoria». pendenti, abbiamo ottenuto circa novanta definizioni di venti parole al massimo come “Barbie statement”; qualcuno avrà anche mandato due statement anziché uno, ma la percentuale di coinvolgimento è stata comunque confortante. Abbiamo poi distribuito un questionario per valutare il gradimento del programma “Crea la tua Barbie”, ottenendo un lusinghiero punteggio medio di 4,4 sul massimo di 5. D’altro canto, il personale Mattel ha un’età media di soli 35/40 anni circa e

Pochi fondi, tanta fantasia Con solare chiarezza, Annalisa Sala ha illustrato in tutta semplicità un processo che a troppi manager sembrerebbe gravoso come le fatiche d’Ercole: incentivare ai tempi della crisi. La newsletter a cadenza periodica che illustra tutto quel che accade nel Barbie world ha informato i dipendenti e li ha fatti sentire parte di un insieme integrato. La gara creativa ha dato

modo d’affrontare in maniera diversa e originale un tema in qualche modo afferente al proprio lavoro, seppur lontano dal ruolo specifico svolto in azienda. Il lavoro di gruppo per creare la Barbie ideale produce spirito d’équipe e senso d’appartenenza, oltre a convogliare i valori di un piano di formazione e sviluppo in maniera piacevole. Insomma: anche in un momento come quello attuale, nonostante la mancanza di grossi budget da destinare a un

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Varare programmi motivazionali con pochi fondi ma tanto ingegno e creatività è una dichiarazione d’intenti e una promessa implicita: “Voi, risorse umane, siete al cuore del nostro interesse, sempre”

piano d’incentivazione tradizionale – col viaggio premio o il buono acquisto o con qualsiasi altro premio tangibile – è possibile far sentire le persone che lavorano in azienda al centro dell’attenzione. E non è, si noti bene, la politica paternalistica della “pacca sulla spalla”; in situazioni analoghe, molte aziende avrebbero destinato le poche risorse a disposizione ai clienti, effettivi e potenziali, parandosi dietro alla (purtroppo) diffusa convinzione che l’incentivazione sia una disciplina affrontabile solo in periodi di vacche grasse. Varare programmi motivazionali con pochi fondi ma tanto

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Dipendenti al lavoro per creare la loro Barbie ideale, ispirandosi a una fra le competenze Mattel. Sotto, il party milanese

ingegno e creatività è invece una dichiarazione d’intenti e una promessa implicita: “Voi, risorse umane, siete al cuore del nostro interesse, sempre. Siamo certi che si funziona adeguatamente solo se c’è armonia e unità d’intenti, dunque il sentirsi bene al lavoro è importante per il singolo come per l’azienda nel suo insieme. E se oggi non ci sono molti mezzi, cerchiamo comunque di partecipare

assieme a un progetto gratificante; quando torneranno tempi migliori, verranno anche premi di valore economico più elevato.” Le responsabili del marketing e delle risorse umane Mattel lo hanno capito e lo hanno messo in pratica con profitto. Sono manager di vaglia, conoscono il fatto loro: mica stanno a ggiocà co’ ‘e bbambole, come scioccamente dice un’espressione gergale…


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MARCO GARAVAGLIA*

Nonostante i manuali dell’event making – nonché il buon senso – diano ormai per assodata la necessità di mettere sullo stesso piano “creatività” e “logistica” per la riuscita di un evento, l’accezione negativa del termine “logistica” è duro a morire. Voi fidatevi solo di chi la considera fondamentale. Senza snobismi né complessi di inferiorità

Insieme possiamo fare bene ogistica e creatività. Chi conta di più? È un dilemma che da anni ci poniamo (e vi poniamo), alla ricerca non tanto di una risposta incontrovertibile, quanto piuttosto di un’argomentazione logica a sostegno della compenetrabilità di entrambe, in egual misura, l’una nell’altra, a formare insieme “l’evento”. Sbaglia infatti, a nostro avviso, chi si ostina a utilizzare uno dei due termini – “creatività” o “logistica” – a mo’ di sineddoche: questo è l’evento, quello è l’evento. Una parte per il tutto? Sbagliato! L’evento, quale esso sia (convention, congresso, viaggio incentive, kick-off di prodotto, retreat aziendale e via dicendo), non è mai frutto di pura creatività o di pura logistica, bensì armonica fusione dell’una e dell’altra – in un corpo solo, in un’anima sola –, tanto da renderle indistinguibili. E chi non se ne rende conto, corre il rischio di sbattere il muso contro un concept favoloso, entusiasmante, trascinante, ma che crolla su se stesso al primo intoppo logistico, con effetti disastrosi sull’immagine degli organizzatori; oppure contro un orologio svizzero che scandisce il tempo con precisione inumana, ma proprio

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*Marco Garavaglia Direttore Editoriale - Ediman marco.garavaglia@ediman.it

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per questo senza emozioni, senza sentimento, senza lasciare traccia alcuna nella memoria dei partecipanti. Il successo di un evento, insomma, è determinato sì da un’idea creativa brillante, ma a condizione che essa sia realizzata con cura e attenzione, senza lasciare nulla al caso. Tutto deve filare liscio, oltre che impressionare il pubblico (nel senso positivo del termine). Fin qui il ragionamento può sembrare banale, o semplicistico, o ridondante; di certo ampiamente acquisito da tutti i player del mercato. Per chi lavora nel mondo della comunicazione, queste cose ormai dovrebbero essere poco più che l’Abc. Eppure c’è ancora chi si riferisce alla “creatività” come al Messia e alla “logistica” come alla Cenerentola dell’event making. C’è un che da disprezzare o di cui vergognarsi nella “logistica”, tanto da parte di chi non se ne occupa («Io penso alla creatività, mica alla logistica»), quanto da parte perfino di chi ci campa («Io penso solo alla logistica, non vado oltre»). Questa forma di snobismo, di suddivisione in caste, si riflette poi nella riuscita degli eventi. Quanti direttori creativi di blasonate agenzie di comunicazione ed eventi, sottovalutando i rischi di una logistica improvvisata, hanno rassicurato le aziende clienti con frasi tipo: «Ci occupiamo di tutto noi, abbiamo anche una business unit dedicata alla logistica» (salvo poi scoprire che la BU in oggetto era composta da due

ragazzini più pratici di fax e fotocopiatrici che di hotel booking, cancellation polity, transfer e catering)? E quanti organizzatori di incentive e congressi, per darsi un tono, hanno garantito la competenza necessaria a elaborare un concept creativo in linea con gli obiettivi del cliente, spesso e volentieri ignorando molte delle implicazioni della comunicazione nel marketing mix? Alla fine della fiera, la verità è tutta qui: la logistica ha una così scarsa reputazione, che chi non la fa tende a dimenticarsela per strada senza preoccuparsene troppo, e chi invece la fa – e magari anche bene – la mette volontariamente in ombra per poter dichiarare competenze ben più strategiche. Il risultato è spesso segnato: l’evento diventa una bella idea ma con poca sostanza, oppure un bel contenitore ma privo di anima. Non fatevi ingannare da chi dà poca importanza alla logistica, puntando tutto sulla creatività. Se lo fa, è perché ha qualche lacuna che vuole nascondervi. Fidatevi solo di chi mette l’una e l’altra sullo stesso piano. Come un corpo solo, come un’anima sola. A costo di ammettere quello che solo i veri professionisti hanno il coraggio di ammettere: «Ci occuperemo noi dell’una, ma per l’altra vi consigliamo di coinvolgere la tal agenzia; li conosciamo, sono molto bravi. Insieme possiamo fare bene».


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La bella stagione ha visto il ritorno del “classico” Full Contact Meeting Planner d’Azienda – con il meglio della domanda e dell’offerta congressuale e incentive italiana – e il debutto di Full Contact International Venues, il nuovo workshop per organizzare eventi all’estero

Full Contact DI

ALESSANDRA BOIARDI

ue volte estate per Full Contact, che nei mesi di giugno e luglio ha messo a segno altri due successi dedicati alla meeting e incentive industry. Si tratta di Full Contact Meeting Planner d'Azienda, il consolidato workshop studiato per far incontrare i planner aziendali italiani con una qualificata selezione dell'offerta congressuale e incentive; e del "debuttante" Full Contact International Venues, il nuovo workshop che Ediman ha dedicato ai meeting e incentive planner con progetti di eventi all'estero e a tutte le strutture, destinazioni e servizi esteri del settore che desiderano avere una vetrina d'eccezione in Italia.

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suggestiva atmosfera dell'ex monastero che ospita il Park Hotel ai Cappuccini. Una cornice raffinata immersa nel verde dell'Umbria, in cui è stato facile per espositori e buyer dedicarsi al fitto programma di lavoro – gli appuntamenti sono stati circa ottocento – senza rinunciare ai piacevoli momenti di svago, suggellati da un’apprezzata cena di gala.

Nel verde dell’Umbria Full Contact Meeting Planner d'Azienda si è tenuto il 29 e 30 giugno scorsi a Gubbio, nella

Gli sponsor dei Full Contact Full Contact Meeting Planner d’Azienda Sil Appennino Centrale Mencarelli Group Umbria Incoming Gruppo sbandieratori di Gubbio Full Contact International Venues Marca Treviso Convention Bureau Mirco Santi Viaggi Sogedin Hotels 42

I n t e r n a t i o n a l Ve n u e s

Il format dei Full Contact prevede appuntamenti scelti in anticipo da ogni buyer e ordinati in slot da venti minuti

Un tocco d’internazionalità Se Full Contact Meeting Planner d'Azienda può essere annoverato tra i "classici" dei workshop di Ediman, si è trattato di un vero e proprio debutto per Full Contact International Venues, che si è t e n u t o i l 1 0 e 11 l u g l i o s c o r s i a


Un format, una garanzia

d’estate Monastier di Treviso, nella storica dimora veneziana Park Hotel Villa Fiorita. In questa location adattissima al respiro internazionale dell'evento – durante l'ultima guerra ha ospitato Ernest Hemingway – sono stati gli espositori esteri a portare la loro offerta in Italia, con la possibilità di farsi conoscere a buyer

Pensati espressamente per la meeting e incentive industry, i Full Contact sono workshop in cui le aziende della domanda incontrano una selezionata offerta dei rappresentanti più importanti di ogni specifico settore del mercato. Ogni evento è così studiato perché espositori e buyer possano concentrarsi su ciò che davvero corrisponde alle loro reali esigenze, senza inutili perdite di tempo e soprattutto con possibilità di networking che in altro modo richiederebbero un maggiore impiego di ore, risorse ed energie. Il format dei Full Contact prevede infatti che nell’arco di due giorni (durante i quali anche lo svago ha il giusto spazio), la domanda e l’offerta si incontrino secondo un programma di lavoro che prevede appuntamenti scelti in anticipo da ogni buyer. Gli appuntamenti sono ordinati in slot da venti minuti, così da poter approfittare di tutto il tempo utile per intrattenere le più proficue relazioni professionali.

selezionati proprio perché interessati a organizzare eventi fuori dai confini nazionali. Praticamente un'occasione più unica che rara, che ha permesso sia alla domanda sia all'offerta di abbattere le virtuali barriere dell'impersonalità dei contatti telefonici (o telematici) con una stretta di mano e

un incontro “live”. Ma ciò che più conta è che i 274 appuntamenti di lavoro non hanno esaurito la piacevole esperienza di condivisione tra i partecipanti, che hanno potuto incontrarsi (come nella migliore tradizione dei Full Contact) in contesti più informali, per salutarsi infine alla immancabile cena di gala.

Full Contact International Venues, svoltosi a Monastier di Treviso lo scorso luglio

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Nuovo appuntamento il prossimo dicembre a Barcellona per una delle manifestazioni più apprezzate della meeting e incentive industry internazionale. Quest’anno con nuovi espositori e ampio spazio per seminari e nuove tecnologie

In agenda l’Eibtm 2009 DI

ALESSANDRA BOIARDI

i terrà dall’1 al 3 dicembre prossimi l’edizione 2009 di Eibtm, la celebre kermesse dedicata alla meeting e incentive industry che anche quest’anno tornerà a Barcellona con conferme e novità. La fiera rafforza infatti anche in questa edizione la sua identità di luogo deputato non solo al networking tra buyer e supplier, ma anche al ruolo di “termometro” dello stato dell’arte del settore, grazie alle numerose iniziative previste, come seminari, premi e aggiornamenti. Una particolare attenzione sarà data ancora una volta all’innovazione tecnologica legata all’organizzazione di eventi e incentive, con il prestigioso premio del World Wide Technology Watch (Wwtw) 2009 e con l’Mpi Technology Village @ Eibtm che, dal 2003, dedica parte dello spazio espositivo proprio ai prodotti tecnologici creati per facilitare il lavoro dei meeting planner.

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Cresce anche il numero degli espositori, con diverse new entry. Tra queste: Bonn Conference Partner (Germania), Event Makers (Usa); Tiara Hotels and Resorts, (Portogallo); Cube Technologies (Francia); Ameca Servicios Corporativos (Spagna), Zaragoza Cvb (Spagna) e l’italiano Lago Maggiore. Si presenteranno invece in maggior forza, vale a dire con uno stand più ampio della scorsa edizione, il Barcellona Convention Bureau, l’Ente del Turismo della Repubblica Dominicana e di Hong Kong, Tourism Australia, Korea Tourism Organisation, New Zealand Convention Bureau e Switzerland Tourism. Tra le aree “tematiche” dell’esposizione è stato confermato anche l’Events Services Village

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@ Eibtm, arrivato alla quarta edizione. Si tratta di un’area dedicata a espositori di prodotti a supporto della meeting e incentive industry, per ciò che concerne l’intrattenimento, l’organizzazione, il catering, la regalistica. Ci sono novità anche per il programma dei seminari: quest’anno crescerà il numero di quelli dedicato nello specifico al mercato spagnolo. Infine una nuova iniziativa, la networking hour, un’ora extra rispetto all’usuale orario di chiusura che darà, mercoledì 2 dicembre, la possibilità a espositori e buyer di fare networking anche con chi non era stato messo in agenda. ■ indirizzi a fine rivista


LE MERIDIEN BEACH PLAZA MONTE CARLO

Le MÊridien Beach Plaza vanta una location unica; bastano pochi passi per raggiungere le principali attrazioni turistiche del Principato quali il Casino’, il Grimaldi Forum, il Palazzo della Famiglia Grimaldi, il Porto e la città vecchia. Ampie terrazze, un FHQWURoWQHVVHGHOHJDQWLSLVFLQHDUULFFKLVFRQRO RIIHUWDGLTXHVWRDQJRORGLSDUDGLVRQHOFXRUHGL0RQDFRFRQO XQLFDVSLDJJLD privata a Monte Carlo. 5LXQLRQLHGHYHQWLVRQRVHJXLWLFRQSURIHVVLRQDOLWD DO/H0¸ULGLHQ%HDFK3OD]DFXUDHGDWWHQ]LRQHDLGHWWDJOL,O&HQWUR Congressi Le Sea Club, con le ampie e moderne sale, vista sul mare e luce naturale, propone diverse e illimitate possibilità. Scoprite Events by the Pool l’opportunita’ di organizzare eventi indimenticabili sulle terrazze bordo piscine tra cielo e mare. > 403 Camere + Suites > 1 Centro congressi, Le Sea Club, di 3000m2 con 14 sale per riunioni completamente adattabili, con vista sul Mare > 1 Ristorante + Bar aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 > 1 Spiaggia Privata > 2 Piscine all’aperto > 1 Piscina coperta !&HQWURoWQHVV !:Lo

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Una convention per 250 fortunati alla scoperta delle bellezze dell’angolo più esclusivo del Portogallo. Dall’hotel ai momenti formali dell’evento, dallo svago al relax, tutto è stato organizzato fin nei minimi dettagli da CWT Meetings & Events

In riva all’oceano di Giorgio Maggi toria, cultura, tradizioni e natura, il tutto condito da un pizzico d’esotismo “atlantico”. Tutto quanto ci si aspetta dal Portogallo, i partecipanti alla convention organizzata da CWT Meetings & Events a fine maggio l’hanno trovato. E anche qualcosa in più. Location: Cascais, destinazione glamour sulle sponde dell’Atlantico, di solito meta prediletta di vip ed esponenti del jet-set internazionale, per qualche giorno anche buen retiro di Ceo e direttori generali, provenienti da tutt’Italia, delle aziende top client di un’importante società di telecomunicazioni. Naturalmente, con i rispettivi accompagnatori.

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Una location indimenticabile Dalla scelta della struttura all’ideazione delle cene di gala, dalle escursioni alla segreteria organizzativa, passando per la registrazione on site delle attività, CWT Meetings & Events si è occupata di ogni aspetto, offrendo agli ospiti la possibilità di godersi il soggiorno all’interno di un’atmosfera intima e a dimensione d’uomo, seppur a pochi chilometri dalla capitale Lisbona e dal suo aeroporto internazionale. A fare da cornice a un evento così importante, una struttura come l’Hotel Cascais Mirage, il 5 stelle più moderno della costa di Estoril e dell’area di Sintra, famoso per la sua eleganza e la bellezza dei suoi ambienti; al suo interno, i partecipanti hanno potuto usufruire gratuitamente della splendida piscina e dei trattamenti dell’area spa con vista sull’oceano. Oltre a garantire relax e comfort ai suoi prestigiosi ospiti, il Cascais Mirage è stato anche la sede dei lavori previsti dalla convention, organizzati nell’inconfondibile scenario della sala plenaria dell’albergo, con una vista mozzafiato sull’Atlantico.

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Non solo lavoro … Dalle luci del giorno a quelle altrettanto suggestive della sera, non è certo mancata l’originalità durante le due cene organizzate da CWT Meetings & Events. La prima, più informale ma non per questo meno sofisticata dell’altra, ha avuto luogo in una vecchia cantina di vini: l’Adega de Colares dove, tra una degustazione e l’altra, le varie portate sono state servite tra le botti di barrique. Decisamente più elegante il luogo della cena di gala, tenutasi nella sala del Trono del Palazzo Reale di Cascais – il Palacio de Queluz –


Un programma denso di attività: dal tour di Lisbona alla golf clinic, dalle passeggiate a cavallo al thai chi e alla sushi class

Il ruolo di CWT Meetings & Events CWT Meetings & Events, con il supporto del proprio ufficio locale (CWT Lisbon), ha gestito in toto l’evento. In particolare, si è occupata della: ■ scelta delle location; ■ site inspection logistica e site inspection tecnica in affiancamento alla società di comunicazione; ■ organizzazione e regia dei momenti di lavoro; ■ ideazione e gestione dei programmi di svago per accompagnatori e ospiti; ■ food testing; ■ selezione di hostess e realizzazione divise ad hoc; ■ regia dei momenti conviviali; ■ gestione dei viaggi e dei trasferimenti; ■ gestione degli inviti e dei contatti; ■ raccolta adesioni e gestione dei partecipanti (rooming list, flight list, ecc.); ■ accoglienza; ■ registrazione on site delle escursioni e delle attività; ■ aggiornamento liste in tempo reale; ■ assistenza ai partecipanti durante tutte le giornate dell’evento; ■ analisi e controllo della spesa; ■ attività di reportistica.

una piccola Versailles situata alle porte di Lisbona, con il suo giardino all’italiana e una fuga di sale con splendide azulejos settecentesche. Esaltante poi il programma per gli accompagnatori: in questo caso lo sforzo organizzativo di CWT Meetings & Events ha dato una volta di più il massimo, ideando e “orchestrando” alla perfezione, senza la minima sbavatura, una lista di attività davvero complessa. Agli ospiti, infatti, non solo sono stati proposti molteplici programmi, ricchi di opportunità originali; ma, è stata anche lasciata la libertà di decidere il momento in cui

partecipare a un itinerario piuttosto che a un altro. Tra le iniziative proposte, il tour di Lisbona e un pomeriggio trascorso all’insegna dello sport, la grazia e il lusso nella quieta campagna portoghese al Penha Longa Hotel Resort (cinque stelle), tra golf clinic in campi da 18 e nove buche con maestro pluripremiato portato appositamente dall’Italia, passeggiate in bicicletta e a cavallo, tennis e squash, percorsi jogging lungo i magnifici giardini, yoga, thai chi e Pilates nella Six Senses spa dell’hotel, sushi class, degustazioni di Porto. Altre opzioni prevedevano la

visita di Cascais e Sintra: l’una, meta ricca di storia, cultura e glamour, prescelta nel ’900 dalle più famose famiglie reali d’Europa per le proprie vacanze; l’altra, piccola e pittoresca cittadina situata a circa trenta chilometri a nord-est di Lisbona, famosa come residenza estiva dei Re portoghesi. Un programma che ha soddisfatto anche le aspettative più elevate di un target di così alto profilo. ■ indirizzi a fine rivista


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Realizzare incentive a basso impatto ambientale si può ed è vantaggioso sia in termini economici sia d’immagine. Ma perché siano davvero green bisogna stilare programmi che siano ecologici in ogni aspetto e scegliere fornitori “eco-sostenibili”

Progetti user “greenly” DI

SIMONA ZIN E MANUELA BELLINI

i parla tanto di “green” ultimamente, in relazione ai più diversi argomenti e settori: vivere e proporre servizi arrecando il minor danno possibile al nostro (già martoriato) pianeta è diventato un must, oltre a essere un buono spunto per la comunicazione aziendale. Ma anche il settore degli eventi si sta veramente muovendo in questo senso? A quanto pare sì, come testimoniano per esempio le oltre 500 aziende che – secondo Lifegate – hanno già scelto di mettere a Impatto Zero la propria attività, i loro prodotti, eventi o servizi, riducendo il loro debito con la natura. Quello che fino a qualche tempo fa poteva essere solo il tentativo di consumare meno carta, utilizzare meno bottiglie di plastica e riciclare una parte del materiale usato durante un evento per quelli successivi, si è trasformato in una vera e propria mission a ridurre e compensare le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di nuove foreste. E non solo nelle aziende, anche il mondo dello spettacolo è sensibile ai temi ambientali: da Vasco Rossi a Luciano Ligabue – che ha reso a Impatto Zero i suoi due ultimi tour italiani – alla kermesse Festivalbar, hanno scelto il progetto Impatto Zero per ridurre e compensare la CO2 prodotta dai loro grandi eventi.

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I vantaggi del“green” Avevamo già individuato nel settore Mice alcuni tentativi di applicare principi eco-soste-

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Due foto del Salone del Gusto di Torino, ottimo riferimento per gli eventi green

Impatto Zero, il primo progetto garantito è di Lifegate

nibili da parte di alberghi e centri congressi e in alcuni progetti di comunicazione le aziende avevano iniziato a “sfruttare” il ritorno d’immagine che l’attenzione alla salvaguardia del pianeta porta con sè, ma non era stato ancora realizzato un progetto “green” nella sua totalità. In questa direzione l’ultima edizione del Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre – tenutosi lo scorso anno a Torino e realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino e con Slow Food – è un punto di partenza importante visto che può essere preso come esempio Doc per la realizzazione di eventi futuri e dato soprattutto che è nato anche un po’ come scommessa da parte degli organizzatori rivolta a chi non credeva che si potesse realizzare un progetto green a 360 gradi. Ma quali sono i vantaggi che comporta la realizzazione di un evento greenoriented? Sicuramente si riscontra un risparmio economico, a fronte, oltretutto, di una maggiore snellezza nell’organizzazione e, in generale, di un buon ritorno d’immagine per le aziende, come ha confermato Elena Caldarelli di Kontiki Incentives: «Certamente un impegno in direzione green delle aziende sarà premiante perché permetterà ai più lungimiranti di utilizzare un’ulteriore leva di marketing e comunicazione. In un momento in cui si deve innovare, in cui i conElena Caldarelli sumatori sono maturi, la realizzazione di un evento sostenibile permetterà alle aziende di avere maggiore visibilità e maggior attenzione».

Migliaia di persone, oltre 550 aziende, più di 220 milioni di prodotti. Questi sono i numeri che ha già collezionato Impatto Zero, l’innovativo progetto di LifeGate, che concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto riducendo le emissioni di anidride carbonica e compensandole attraverso la creazione di nuove foreste. «La propensione a comprare e pensare “green” si sta evolvendo molto in fretta. È vero, rispetto ai Paesi anglossassoni l’Italia è indubbiamente in ritardo, ma per fortuna siamo bravi a recuperare». Ce lo spiega Simone Molteni, Direttore del progetto Impatto Zero, il primo a garantire che i prodotti “verdi” abbiano effettivamente ripagato il loro debito con la natura e quindi compensato le emissioni nocive di anidride carbonica con nuovi ettari di boschi e foreste. «Sono sempre di più le aziende Simone Molteni che scelgono di organizzare eventi green, e il trend segue di pari passo quello più globale del marketing e della società in genere, che ha sempre più a cuore la salvaguardia dell’ambiente. Non è solo questione di immagine», continua Molteni, «organizzare eventi green ha un ritorno anche in termini economici. Impatto Zero rima con minimalismo, ricerca dell’essenza, eliminazione degli sprechi, e questo il più delle volte determina anche una riduzione dei costi. Per essere green non basta dare una mano di verde al progetto, il nostro impegno è nel ripensare l’evento da capo a piedi, con strategia e coerenza; solo così ottengo un evento veramente green, e solo così genero un circolo virtuoso che soddisfa i clienti, incentiva nuovi consumatori e aumenta gli introiti». Il verde va di moda e, se fatto bene, piace, contagiando sempre più persone e sempre più settori. «Lavoriamo con le più importanti aziende multinazionali, molto con le automobilistiche; anche se gli ultimi grandi eventi a impatto zero li abbiamo organizzati per la musica. Proprio in questi giorni, per esempio, si svolge MiTo, un Festival di appuntamenti musicali tra Milano e Torino che dura tutto il mese. Bene, per compensare i 747.253 chilogrammi di emissioni di CO2 generate dall’organizzazione, creeremo e tuteleremo per almeno cento anni oltre 151 mila metri quadrati di foreste nel Parco del Ticino e in Costa Rica – che, insieme al Madagascar, ha la maggior concentrazione al mondo per ettaro di specie animali e vegetali. Ad oggi, dal 2002 quando abbiamo iniziato, sono già 300 milioni i chilogrammi di CO2 che abbiamo compensato con oltre 14 milioni dii metri quadrati di nuova foresta». Ma gli esempi di successo per fortuna si sprecano e coinvolgono da Luciano Ligabue, che per il suo grande tour ecosostenibile compenserà tutte le emissioni di CO2 con la creazione di una nuova foresta di oltre 62 mila metri quadrati; a Motonobu Takemoto, il presidente di Toyota Motor Italia, che insieme agli alti dirigenti dell’azienda, ha concretamente inaugurato nel Parco del Ticino una delle foreste Toyota nate grazie all’Eco Tagliando, a chiunque di noi, infine, che collegandosi al sito www.impattozero.it e adottando pochi semplici provvedimenti pratici può fare un gesto concreto per l’ambiente e ridurre l’inquinamento derivato dalle proprie attività quotidiane. 49


Gli step per un evento eco-compatibile Perché un evento sia green ci vuole: ■ minore impatto ambientale dei prodotti e servizi utilizzati; ■ minore consumo di risorse naturali non rinnovabili; ■ minore produzione di rifiuti; ■ utilizzo di materiali recuperati e riciclati; ■ utilizzo di tecnologie e tecniche eco-compatibili e di sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale; ■ utilizzo dei prodotti eco-compatibili e di facile smaltimento. Le aree nelle quali bisogna operare nella progettazione di un evento a basso impatto ambientale (per le quali occorrono strutture green-oriented e fornitori che applichino principi eco-sostenibili) e gli aspetti che bisogna considerare riguardano: ■ il centro congressi/l’hotel ■ l’energia e la climatizzazione ■ la mobilità e i trasporti ■ l’alloggio dei partecipanti ■ la gestione dei rifiuti e delle acque ■ l’acquisto di servizi e prodotti ■ il catering ■ la piattaforma tecnologica ■ i programmi sociali ■ i regali per gli ospiti (e il relativo packaging) ■ il marketing e la comunicazione ■ il materiale cartaceo di supporto

CO2 addio Visto che realizzare un grande evento con ridotti consumi e sprechi si può, ora sarà più facile – nonché auspicabile – che anche il Mice si sensibilizzi definitivamente al concetto di ecosostenibilità, anche se per ora, secondo alcuni, siamo solo in una fase iniziale: «Per ora ritengo che il pensare “green” sia ancora un orientamento, più che una prassi – ha dichiarato Valentina Gnudi di Tangram – non c’è ancora una “standardizzazione” nell’applicazione che consenta di dire Valentina Gnudi che sia una mentalità consolidata». In ogni caso pensare a location eco-compatibili, a programmi di riduzione di impatto ambientale e a tutti quei processi che possono ridurre le emissioni di CO2 (vedi

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box qui sopra) sta diventando sempre più “normale” anche nel mondo della meeting industry, come ha confermato Caldarelli: «Pensare green potrebbe essere anche una moda, sicuramente di questi tempi è una necessità, forse un approccio obbligato per un settore che è sempre alla ricerca di nuove sfide». Grazie all’esempio di Torino, si può ora seguire una strada già collaudata, come ha dichiarato in conclusione Caldarelli: «Sicuramente l’esempio del Salone del Gusto ha reso il concetto di evento sostenibile qualcosa di concreto e contingente, qualcosa che si può e si deve fare».


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ALDO LO RE*

Solo il dieci per cento dei francesi sa che Dante Alighieri è l’autore della Divina Commedia e un americano su dieci crede che Joan of Arc (Giovanna d’Arco) sia la moglie di Noè per via della famosa arca... Se questa è la realtà viene da chiedersi se sia ancora efficace l’uso della cultura come richiamo turistico

Dante

chi?

a parentesi di incertezza che il nostro settore sta attraversando ci permette di analizzare con maggior senso critico l’intero sistema. Dovremmo domandarci, per esempio, se il calo dell’interesse degli organizzatori internazionali per l’Italia sia da imputare solo alla crisi e non piuttosto alla sbagliata motivazione della nostra offerta. Sappiamo tutti che prima di scegliere una destinazione si analizza il rapporto costoqualità dell’accoglienza alberghiera, l’efficienza del sistema dei trasporti, la sicurezza, la gastronomia. Ma è altrettanto importante che nella città in cui si dovrà svolgere l’evento motivazionale, o nelle sue vicinanze, esistano richiami artistici, archeologici e culturali adatti a rendere più interessante la Usp (Unic selling proposition). Ora pare che il ministero italiano del Turismo si proponga di dare un più ampio spazio alla cultura, con la C maiuscola, su stampa e televisione oltre che sul nuovo sito nazionale di Internet. Ma siamo certi che la proposta culturale sia ancora efficace? I risultati di un’indagine svolta nel 2008 in Francia per incarico del ministero della

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*Aldo Lo Re giornalista aldolore@alice.it

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Cultura, sono disarmanti: solo il dieci per cento dei francesi sa che Dante Alighieri è l’autore della Divina Commedia e un americano su dieci crede che Joan of Arc (Giovanna d’Arco in inglese) sia la moglie di Noè per via della famosa arca. Può consolare il fatto che anche il 32 per cento dei tedeschi e il quaranta per cento degli italiani non sappiano chi sia la Pulzella d’Orléans. Solo in Italia è diffusamente noto l’autore dei promessi sposi, mentre in Francia e in Inghilterra, Alessandro Manzoni è uno sconosciuto come certamente non lo hanno mai sentito nominare gli abitanti del Texas o del Massachusetts. Solo il dieci per cento dei francesi e il 38 per cento dei tedeschi sa che Umberto Eco ha scritto “Il nome della rosa”. L’indagine ha fatto scoprire che Garibaldi è conosciuto solo dal cinque per cento dei francesi e dei tedeschi mentre

Napoleone è noto a un terzo degli italiani e dei tedeschi. Se si passa ai monumenti, soltanto la Torre di Pisa e il Colosseo sono diffusamente conosciuti mentre appena l’otto per cento dei francesi riesce a identificare il Duomo di Milano. Se questa è la realtà ci si chiede se sia ancora efficace l’uso della cultura come richiamo turistico. Dobbiamo convincerci che “Quel ramo del Lago di Como che volge a Mezzogiorno…” è solo letteratura e che il fatto che Salemi sia stata la prima Capitale d’Italia per decisione di Garibaldi, è solo un episodio trascurabile di storia locale. Anche se molti eventi di gruppo sono programmati in funzione delle prevedibili esigenze di un tipo evoluto di partecipanti che viaggiano spesso e hanno modo di condividere le culture di diversi continenti, il settore non può fare a meno di un bacino di utenza più ampio. Quando la riunione aziendale è organizzata per i dettaglianti di una industria lattierocasearia, per i meccanici dell’auto o per gli utilizzatori di prodotti per l’agricoltura e la zootecnia, se si tiene conto della probabile scarsa conoscenza della materia da parte degli interessati, l’utilizzo del richiamo culturale non è positivo.


16 sale meeting fino a 2.600 persone complessivamente O Nuova sala plenaria - Europa: 1.100 persone O Grand hotel Bernardin, Hotel Histrion e Hotel Vile Park: 735 camere / oltre 1.300 posti letto complessivi O

Moderno equipaggiamento tecnico O Personale esperto O Eno-gastronomia O Attività sportive O Escursioni turistiche O Team building e programmi di incentivazione O Casinò O Nuovo Centro Wellness O

H B d.d., Obala 2, - Portoroz˘-Portorose, Slovenia tel.: +386 5 695 00 00, +386 5 695 51 04, fax: +386 5 674 64 10, e-mail: booking@h-bernardin.si www.h-bernardin.si


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a cura della REDAZIONE

Cambiare: come e che cosa? Tutto sta cambiando a una velocità cui non eravamo abituati. E cosa si può fare per restare al passo? Sembrano esserci solo due alternative: aspettare che passi la tempesta o decidere di cercare strade nuove e diverse. Ma quali? Se n’è parlato a Padova, nel primo dei seminari Site Italy della stagione 2009-2010

unedì 22 giugno, presso l’Hotel Sheraton Padova, si è tenuto il primo dei seminari programmati dal comitato education di Site Italy, diretto da Fabrizia Vania Calzavara, per l’anno sociale 2009-2010. Il tema era quanto mai attuale: “Cambiare, come e che cosa?” Una domanda d’obbligo, in un periodo come questo, che dà agli operatori solo due alternative: attendere che passi la tempesta oppure, sapendo che anche dopo la tempesta niente sarà più come prima, cercare strade nuove e diverse. Di fronte a trenta persone attente e proattive, ha condotto la discussione Ugo Canonici, consigliere direttivo dell’associazione. «Tutto sta cambiando a una velocità cui non eravamo abituati», afferma Fabrizia Vania Calzavara. «E anche la ricerca di nuove strade incappa nella domanda ferale: sì, ma quali? Cosa posso fare io? Cosa devo fare? Non esiste una formula stabilita per superare una crisi, esiste la nostra capacità di affrontare i rapidi cambiamenti del mondo ascoltando ed elaborando tutti i segnali che ci vengono inviati. Saper ascoltare, uscire dalla nostra comfort zone, reinterpretando il nostro lavoro: ecco il

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Il primo dei seminari programmati dal comitato education di Site Italy, organizzato all’Hotel Sheraton di Padova

segreto. Bisogna avere il coraggio di credere nei propri sogni per imparare a volare come ci ha ricordato Ugo Canonici nella sua coinvolgente presentazione, portandoci esempi pratici e raccomandandoci di non smettere di seguire “le nostre bolle di sapone”

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affrontando consapevolmente il cambiamento come fa l’aquila. In questo rapido e continuo mutare delle cose, ciò che resiste sono i veri valori, l’etica che governa il processo del nostro agire». «Ormai il nostro settore è una continua sorpresa», considera Annamaria Ruffini Cmp, presidente di Site Italy. «Si evolve in continuazione senza darci il tempo di sedimentare i cambiamenti. Va da sé che nessuno riesce ad adeguarsi e il “giocattolo” rischia di sfuggire di mano. In Italia, in particolare, si viaggia su due livelli: da una parte ci sono le aziende che non vogliono rischiare e rimangono ancorate alla tradizione, dall’altra ci sono le imprese in crisi, le quali hanno comprensibilmente voglia di stravolgere tutto e chiedono a chiare lettere qualcosa di diverso, di scompaginante.


Roma, 4 novembre: “The ring” Un po’ come le antiche “agorà” greche, o come la “Bulè” dell’Areopago, o ancora – in termini più moderni – come lo Speakers’ corner di Hyde Park, il luogo londinese deputato per eccellenza alla libera espressione delle opinioni dei cittadini: questo sarà “The ring”, un format, a dir poco inconsueto, che Site Italy lancerà a Roma il 4 novembre. Su un “quadrato” che ironicamente ricorderà appunto i ring pugilistici (ancorché ingentilito da un tocco sensoriale stile new age), incentive house e aziende clienti si incontrerannoscontreranno all’insegna della totale franchezza. Si alterneranno interventi di corporate incentive manager insoddisfatti di esperienze in outsourcing, di agenzie deluse da una clientela a loro dire insensibile al valore aggiunto dell’incentivazione, ma anche di professionisti soddisfatti (da questa come dall’altra parte della barricata) e semplicemente desiderosi di esternare il proprio compiacimento. In nome della sincerità tutto sarà consentito, tranne le offese. Ogni altra cosa – frasi ridondanti, opinioni forti, stilettate tranchant – è la benvenuta. Sono allo studio soluzioni grafiche e di videocomunicazione per rendere l’evento ancor più d’impatto. Presto si darà l’annuncio della location precisa e dell’orario. Per informazioni e iscrizioni: Elsa Doriana Briguglio – segreteria generale (segreteria@site-italy.com) Informazioni aggiornate anche su www.site-italy.com L’iscrizione per i corporate è gratuita.

Noi organizzatori siamo in mezzo al guado, e il nostro principale compito è, prima ancora che rispondere alle esigenze del committente, quello di capirle». Di questo e di molto altro si è parlato a Padova. A seguire, un originale cocktail “dinamico”, a cura di Elena Caldarelli, componente del Consiglio direttivo dell’associazione, che con l’occasione ha coinvolto i presenti in un’attività stimolante, in cui comunicazione, strategia e gioco di squadra si sono mescolate tra il divertimento di tutti. «Anche nel suo intervento, Elena ci ha parlato del lavoro di squadra indirizzato alla sostenibilità ambientale e alla solidarietà», conclude

Alcuni momenti dell’originale cocktail “dinamico”che ha coinvolto i presenti in un divertente gioco di squadra

Fabrizia Vania Calzavara. «L’importanza di fare gruppo in un momento in cui il modo di fare comunicazione è cambiato ci porta a rivedere la realtà pensando al futuro. “Un cocktail per te” – il format che Elena Caldarelli ci ha proposto – ci ha parlato proprio di questo». All’incontro sono intervenuti anche il direttore dell’albergo Antonio Carpanese e il sales manager Davide Bedin. Lo styling grafico dell’evento è stato curato dell’agenzia Inedita (www.inedita.it).

Per ulteriori informazioni www.site-italy.com

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Eventi, team building, incentivazione: SDC Service è il fornitore di servizi per eccellenza, sempre alla ricerca di idee originali e di elevato standard qualitativo

SDC Service: molto più che DI

BEATRICE GOLFIERI

iovane, dinamica e intraprendente: SDC Service è un’agenzia romana specializzata nell’ideazione e organizzazione di eventi. Ma non di eventi qualsiasi, bensì di eventi con veicoli a due e quattro ruote. Un’offerta originale e unica nel suo genere, nata dalla mente dei fondatori Silvio e Davide Cossi, entrambi con lunga esperienza nel settore del turismo congressuale e individuale. Un progetto ambizioso che in soli quattro anni si è allargato ad altri servizi correlati, tale da rendere SDC Service un interlocutore in

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grado di soddisfare tutto quanto un cliente possa richiedere in termini di team building e incentivazione. Un fornitore affidabile e competente, così amano definirsi i due fratelli, affiancati nella propria attività da uno staff di giovani professionisti, impegnati quotidianamente a realizzare progetti altamente personalizzati e indimenticabili. La mission per SDC Service è proporsi sempre come fornitore, mai come competitor, trattando intenzionalmente solo con gli intermediari, a tutt’oggi oltre sessanta agenzie tra pubblicità, produzioni cinematografiche, tour operator e organizzazione eventi. Attivo da pochi mesi il nuovo sito

Uno degli eventi SDC colorato dagli abiti di Salvatore Ferragamo

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dell’agenzia, aggiornato ed esaustivo, al cui interno è possibile trovare risposta a ogni domanda, soluzione a ogni problema e il dettaglio di tutti i servizi che SDC Service offre sul mercato.

Ce n’è per tutti i gusti Sono ben 21 le proposte di team building ideate e offerte da SDC Service, differenti una dall’altra e particolarmente personalizzabili, secondo le esigenze del committente. Di ultima ideazione “Angeli e Demoni”, ispirato all’omonimo film: quattro ore di tempo a disposizione dei team partecipanti per trovare l’ordigno pronto a esplodere, attraverso un esilarante percorso tra le vie di Roma, accompagnati da una guida turistica e dotati di una valigetta con oggetti utili e un lettore portatile. Sfida avvincente e manualità sono invece alla base di “Pit Stop Game”: ogni partecipante diventa per qualche ora un meccanico di Formula 1, munito di una vera e propria tuta da gara e di un libretto delle istruzioni, per costruire la propria autovettura. Fiore all’occhiello di SDC Service è “Vespe e Lambrette”: oltre ottanta esemplari di vespe e lambrette, di tutti i colori e modelli, per girare Roma e sentirsi protagonisti del celebre film “Vacanze romane”. Servizio disponibile a Roma, Milano e su richiesta in altre città. La città di Roma fa da scenario a molte proposte, quali “Fotoromanzo”, per realizzare il proprio fotoromanzo con una storia, abiti di scena e macchina fotografica; oppure “Il Gladiatore”, una corsa coinvolgente alla conquista della guida dell’Impero romano. Sempre di ispirazione cinematografica “Dolce Vita Game”, una caccia al tesoro per ri-


team building

Le originalissime Fiat 500, parte della flotta di SDC. A lato, un momento del “Pit Stop Game”

percorrere i luoghi del celebre film, facile e adatto a tutti i gruppi. Non poteva mancare la proposta enogastronomica “Gourmet” per trasformarsi in chef con grembiule, cappello e strumenti del mestiere, abbinando, su richiesta, visite in cantina e degustazioni di vini e prodotti tipici locali. Più tradizionale, ma sempre molto richiesto è “Orienteering”, un’attività sportiva all’aria aperta, divertente e appassionante, con differenti livelli di difficoltà e proponibile in qualsiasi città e per qualsiasi tipologia di gruppo.

Non solo team building E se non bastassero i team building, SDC Service mette a disposizione dei clienti una serie infinita di auto, dalle Fiat 500 alle Spider d’epoca, dai risciò alle carrozze alle limousine, per realizzare tour personalizzabili, quali wine tour o “botteghe romane” alla scoperta della storia dell’artigianato italiano, passeggiando nelle più belle città del Belpaese tra boutique, oreficerie e antichi mestieri. Infine, non potevano mancare alcune proposte per la notte: dalle serate a tema, come quella anni '70 dove ogni partecipante

si traveste con i classici pantaloni a zampa, piume e parrucche per ballare e divertirsi in pista, al suono della musica del tempo, ad altre quali “Fashion Night”, una caccia al tesoro per le vie di Roma per acquistare abiti per la sfilata finale. E per i più indecisi “Chiedici e lo faremo!”, per realizzare qualsiasi tipo di idea e venire incontro a ogni esigenza del cliente. E poiché il successo di un evento è in funzione di un lavoro a 360 gradi, SDC Service offre anche servizi di graphic design per progettazioni fieristiche e non solo, e servizi di hostess e modelle, interpretariato e traduzioni. ■ indirizzi a fine rivista

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Una destinazione può essere approcciata in mille modi diversi. TA Dmc Portugal & Spain ha scelto la strada dell’autenticità, perché un incentive diventi un’esperienza emozionante e davvero irripetibile, da vivere con “nuovi occhi”

Tutta un’altra prospettiva DI

ALESSANDRA BOIARDI

roprio in un periodo così difficile e pieno di sfide, un diverso approccio alla destinazione può essere più che mai una via per avere successo nel settore dell’incentivazione. Diventa infatti essenziale essere creativi, avendo molto spesso a disposizione budget limitati, e comunque inferiori a quelli di cui si è potuto disporre fino a qualche tempo fa. Una sfida non da poco, che ha colto in pieno TA Dmc Portugal & Spain, che ha sempre avuto come primo obiettivo quello di proporre concept innovativi e nuovi trend ai propri clienti. Operante con i mercati di tutto il mondo, la società ha raccolto un buon successo nel segmento meeting & incentive, e in particolare sul mercato italiano ha saputo “farsi un nome” grazie a proposte sempre intriganti e sorprendenti. Certo c’è da ammettere che la “materia prima” è ottima: Portogallo e Spagna sono infatti tra i Paesi più attraenti e apprezzati del mondo, veri e propri mosaici che hanno man mano preso forma con lo scorrere dei secoli e l’avvicendarsi delle culture, dalle sponde dell’Atlantico al Mar Mediterraneo, dalle sempreverdi montagne alle vaste pianure, dalle bianche spiagge alla grande varietà di paesaggi, sia sulla terraferma sia sulle isole (Baleari, Canarie, Madeira e Azzorre).

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di creatività per lo staff di TA Dmc, che ha già ampiamente dimostrato di essere in grado di confezionare eventi indimenticabili e irripetibili seguendo con rigore la propria filosofia. Dalle ambientazioni classiche a quelle più modaiole, la prima regola è combinare lavoro e divertimento nella giusta misura. Grazie alla grande varietà della clientela, la Dmc ha sviluppato, sin dai suoi esordi, una validissima esperienza nel valutare ogni singola esigenza. A ciò, si aggiunge un’approfondita conoscenza del territorio, ma anche dei mercati di riferimento, così che nell’ideazione dell’evento possa essere tenuta in massima considerazione anche la cultura dei partecipanti e il loro giusto approccio alla destinazione. Ci si può rivolgere a TA Dmc anche come

congress service provider per Portogallo e Spagna, sicuri di trovare un partner efficiente. Entrambi i Paesi sono infatti, come è noto, mete congressuali sempre più apprezzate e moderne, grazie a infrastrutture di ottima qualità e all’avanguardia, che possono ospitare convegni, convention e qualsiasi tipo di evento, non importa quali siano le dimensioni e la portata. Per TA Dmc l’essenziale è fornire un’ampia gamma di servizi e di idee innovative, mai usuali. Un esempio? Un meeting in una location originale, e non in una classica sala riunioni. Oppure, attività di gruppo che spaziano dalla competizione più estrema a situazioni di puro relax o di interesse culturale. Negli anni la società ha anche sviluppato format d’incentive sostenibili, in perfetta linea con il messaggio aziendale dall’inizio alla fine dell’attività e con l’o-

Mix creativo Portogallo e Spagna costituiscono così una vera e propria fonte d’ispirazione e

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Una macchina di Formula Uno utilizzata come scenografia per un evento. In alto, Santa Justa


In questa foto il magnifico Pena Palace, sotto, il Monastero di San Jeronimo utilizzato come location speciale

biettivo principale di trasformare una particolare esperienza nel “souvenir” più prezioso che i partecipanti possano portare a casa: la condivisione dello stile di vita delle comunità che hanno conosciuto.

A stretto contatto Anche dal punto di vista dell’ospitalità alberghiera e della ricettività turistica Spagna e Portogallo sono oramai mete decisamente di livello, e non solo nei centri più conosciuti. Un po’ ovunque infatti la scelta per l’intrattenimento è vasta: si possono trovare hotel moderni e di design, grandi eventi, nuovi campi da golf, ristoranti in cui i migliori chef della cucina mediterranea danno sfogo a tutto il loro estro, senza di-

menticare un tocco di tradizione e i sapori locali. In ognuna delle destinazioni i professionisti di TA Dmc si occupano non solo della parte creativa dell’evento, ma offrono la collaborazione di un autentico team in loco, mostrando di ogni luogo la parte più autentica. Quello che differenzia il modo di proporsi della società è infatti l’approccio alla destinazione, alla sua cultura: una vera e propria condivisione dello stile di vita di ogni posto, in modo da creare emozioni autentiche, non artefatte, e soprattutto uniche, non sovrapponibili con altre. È questa la chiave di lettura che identifica TA Dmc Portugal & Spain: un diverso approccio alla destinazione. ■ indirizzi a fine rivista

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Un solo anno sul mercato alle spalle ma un successo già raggiunto e sempre crescente: ecco la storia nuova e dinamica di B2U che vuole dare risposte concrete, con spirito innovativo e creatività

B2U, il pallino di far DI

FABIO ALCINI

i sono realtà che impiegano anni ad affermarsi sul mercato, e ce ne sono altre che invece riescono a partire subito con il piede giusto: a proposito di ottime partenze, ecco B2U, nelle parole del suo amministratore delegato, Giuseppe Orlandi. Ci parla di B2U? «L’agenzia è nata circa un anno fa. B2U vuole dare risposte concrete, con spirito innovativo, con creatività e professionalità, alle esigenze che le aziende manifestano nell’ambito del marketing relazionale. Vogliamo diventare, nel giro di qualche anno, un punto di riferimento importante per tutte quelle società che utilizzano in modo strategico le attività motivazionali, le promozioni, i viaggi incentive, gli eventi. La linea di azione che ci guida è la volontà di essere un partner importante in ogni fase della distribuzione di un prodotto o di un servizio per i nostri clienti. Quindi, a partire dalle forze di vendita, passando per il trade sino ad arrivare al consumatore finale. Sono i target nei confronti dei quali progettiamo, sviluppiamo e gestiamo le iniziative per i nostri clienti». In questi anni vi sono stati cambiamenti importanti nel comparto delle promozioni e dell’incentivazione in generale?

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«Direi di sì: in particolare da qualche anno si utilizzano forme promozionali sempre più sofisticate (guerrilla marketing, viral marketing, digital marketing, e poi tutte le attività di crm, di loyalty ecc.). L’esigenza di base è quella di ricercare elementi di novità in un settore che necessita di continue sollecitazioni e idee. Internet, poi, ha consentito di avviare una serie di attività che sfruttano appunto le nuove tecnologie e i nuovi canali di comunicazione». Una realtà nuova e tante attività; come riuscite a far fronte alle numerose e differenti richieste dei vostri clienti? «Abbiamo preferito puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità delle nostre risorse umane: B2U ha una struttura snella, composta di professionisti con grande esperienza nel settore; ciò che può essere gestito in outsourcing, preferiamo appunto delegarlo all’esterno, con partner affidabili ed estremamente

collaborativi. Oggi, visto anche l’andamento generale del mercato, riteniamo che un must per le aziende clienti sia quello di avere il miglior servizio a costi competitivi e ciò è possibile se un’agenzia si struttura internamente in modo da evitare sovradimensionamenti di personale e di costi». Cosa vi contraddistingue rispetto ai vostri competitor? «Noi abbiamo un pallino, come dimostra, del resto, anche il marchio della nostra agenzia: fornire alle società clienti un servizio che sappia coniugare “software e hardware” in modo sinergico. Quindi idee, progettazione, consulenza, creatività, cui si uniscono importanti elementi come quelli che noi chia-


bene… In alto da sinistra, Giorgio Parravicini, Giuseppe Orlandi e, qui a fianco, Andreina Noli

miamo “rewarding solutions”, ossia sistemi e soluzioni premianti, studiati appositamente per le differenti necessità aziendali. Non dimentichiamo inoltre il nostro comparto eventi che gestisce convention, viaggi incentive, road show e che si attiva in modo sinergico e complementare con la parte motivazionale e promozionale della nostra agenzia». Parlava di rewarding solutions, può fare qualche esempio? «C’è oggi sul mercato una piattaforma premiante che non ha eguali; un sistema che consente di proporre alle nostre aziende clienti campagne di incentivazione e di fidelizzazione che sfruttano tecnologia e internet, creatività e gestione nel modo migliore:

si chiama “btool”. Si pensi a un partecipante di una campagna di incentivazione che può optare, nella scelta premi, tra un megastore con oltre 25mila premi, un comparto abbigliamento con oltre diecimila articoli e poi ancora viaggi, buoni acquisto, carte di credito… E il servizio non finisce qui: per l’azienda cliente, vi è a disposizione un monitor amministrativo che consente di controllare e verificare l’andamento dell’iniziativa in ogni sua componente». La crisi economica del 2009 incide sul business? «Ritengo che nessuno possa dirsi immune a questo problema; sia le aziende sia le agenzie vivono un 2009 particolarmente “tirato”.

In questo contesto mi fa comunque piacere il fatto che in un anno abbiamo acquisito oltre trenta clienti di diversi settori merceologici: dalle banche alle assicurazioni, dalle case automobilistiche ai prodotti di largo consumo, dal chimico al farmaceutico. Cresciamo con attenzione a un costante miglioramento del servizio che diamo alle società clienti e allo stesso tempo pensando al futuro, a ciò che le aziende si attendono da noi, in termini di idee, novità, ecc». ■ indirizzi a fine rivista

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Persone e poltrone a cura di

ALESSANDRA BOIARDI

Nuovo Gm per il Carlton Hotel Baglioni di Milano Massimiliano Perversi è il nuovo general manager del Carlton Hotel Baglioni di Milano (www.baglionihotels.com). Milanese, ha una solida esperienza alle spalle nel mondo dell’hôtellerie all’interno di prestigiose strutture come l’Hotel de Russie di Roma e i Four Seasons Hotels di Milano e Santa Barbara.

Giro di poltrone per Amt Hotels Sono approdati di recente nel gruppo Amt Hotels (www.amthotels.com) Alessandro Innocenti e Andrea Modesti, rispettivamente general manager dell’Hotel Des Etrangers et Miramare di Siracusa e cluster general manager del Grand Hotel et Des Palmes di Alessandro Innocenti Palermo e Excelsior Hilton Palermo. Tra le precedenti esperienze di Innocenti, il ruolo di assistente alla direzione in charge per il Food & Beverage presso il Westin Excelsior Roma e, precedentemente, incarichi di prestigio presso il Westin Excelsior e Grand Hotel Firenze, il Melia Rome Aurelia Antica e Rome Cavalieri Hilton. Ha invece mosso i primi passi della sua carriera a New York e Roma Andrea Modesti Andrea Modesti, che nel 1994 è approdato al Cavalieri Hilton, dove è rimasto fino al nuovo prestigioso incarico di direttore de La Villa del Re.

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Tra i progetti del nuovo Gm, il consolidamento e lo sviluppo di nuove partnership legate ai brand della moda e del lusso e quello di diventare punto di riferimento per la città di Milano, aprendo i sofisticati ambienti dell’hotel, come la Terrazza Baglioni, a eventi legati alla moda, alla cultura e all’enogastronomia.

Massimiliano Perversi

Fabrizio Gaggio alla guida di Starhotels

Elisabetta Fabri, vicepresidente e Ad di Starhotels e Fabrizio Gaggio, direttore generale

Fabrizio Gaggio è il nuovo direttore generale di Starhotels (www.starhotels.it), carica ricoperta dal maggio 2000 a oggi dall’amministratore delegato Elisabetta Fabri. Gaggio entra nel mondo alberghiero con il gruppo Forte Hotels Plc. Prima a Londra nell’area M&A e nel team per l’acquisizione del gruppo francese Le Meridien, poi in Italia con l’incarico di Cfo di Forte Italia Spa, occupandosi della joint venture Forte Agip International (17 alberghi) e degli hotels nazionali del gruppo Forte. Nel 1996 lascia la Forte Hotels e approda a Firenze come amministratore delegato della Lungarno Alberghi Spa, del gruppo Salvatore Ferragamo, dove rimane fino al 2008. Con il gruppo Ferragamo sviluppa la collezione Lungarno Hotels, e coordina le operazioni immobiliari-alberghiere della famiglia.


Francesco Cinquegrano al Grand Hotel Vanvitelli

Nuova carica in Uk per Cwt

Francesco Cinquegrano è il nuovo direttore del Grand Hotel Vanvitelli di Caserta (www.grandhotelvanvitelli.it). Nel ruolo da fine maggio, il general manager vanta una lunga esperienza in diversi hotel e gruppi alberghieri nazionali e internazionali come Fernandez, Sovereign, Jolly Hotels, Ciga Hotels, Berghem International, Charme & Relax e Thi sia nel settore del Food & Beverage sia nella Room Division & Marketing. Rientrato in Italia nel 2000 con incarichi direttivi e di consulenza, Cinquegrano aveva precedentemente diretto diversi alberghi di nuova apertura nei Paesi dell’est Europa, dirigendo, tra l’altro, il Tirana International Hotel.

Carlson Wagonlit Travel ha nominato Andrew Winterton quale president Suppliers, Products & Technology (www.carlsonwagonlit.com). Basato nel Regno Unito, riporta al presidente e chief executive officer di Cwt, Douglas Anderson, ed è membro del Global Executive Team della società. Winterton sostituisce Mike Koetting, già executive vice president Global Supplier Management prima della recente nomina a chief operating officer Andrew Winterton di Cwt in Nord America. Winterton assumerà inoltre le responsabilità affidate a Loren Brown, chief information officer ed executive vice president Technology & Product Management. Oltre a gestire relazioni “win-win” per conto di Cwt con i fornitori aerei, alberghieri, di trasporto via terra e i Global Distribution System, Winterton è responsabile delle strutture di information technology e di product management della società. In questa posizione, ha il compito di perseguire una crescente produttività ed efficienza per Cwt e i suoi clienti, nonché di integrare nuovi prodotti e servizi che consentano alle aziende di ogni dimensione di ottimizzare ulteriormente la gestione dei propri viaggi d’affari.

Umberto Vezzoli, chef all’Intercontinental De La Ville

Umberto Vezzoli

Umberto Vezzoli è il nuovo executive chef del prestigioso ristorante La Piazzetta dell’InterContinental De La Ville Roma (www.ichotelsgroup.com). Lo chef approda nel cinque stelle romano dopo un’esperienza di un anno trascorsa nel noto ristorante Gold, di Dolce&Gabbana, a Milano. «L’ingresso di uno chef del calibro di Vezzoli nel nostro team non può che inorgoglirci – commenta il direttore dell’Hotel Ciro Verrocchi – e siamo sicuri che la sua esperienza porterà

un nuovo e stimolante impulso alla ristorazione». Vezzoli ha maturato una vastissima esperienza in tutta Italia e all’estero (da Berlino al Giappone, da New York a Los Angeles a Budapest), ed è stato a varie riprese executive chef in alcuni degli alberghi più importanti d’Italia: dal Palace di Milano al St. Regis di Roma, nonché per due anni chef-patron del Fiore Restaurant di Londra, antica location del mitico Gordon Ramsay.

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PAOLO MISSIAJA*

Provate a chiedere a un architetto di progettarvi la casa oppure a un avvocato di assistervi in una causa, qualsiasi risultato ottenga, vi verrà chiesto un compenso, un rimborso spese… E perché agli incentivatori no? Perché le associazioni di categoria sono le uniche a dover rischiare ogni volta il proprio lavoro di intelletto?

È tempo di ribellione i sono stufato!!!!!!! E credo che molti altri colleghi siano d’accordo con me. Da anni stiamo discutendo sulla necessità che la nostra attività (Pco, Incentive house, Dmc, servizi tecnici, ecc.) venga riconosciuta “professionale” al pari di molte altre: notai, avvocati, ingegneri, pubblicitari, consulenti aziendali, commercialisti, ragionieri, geometri, architetti e chi più ne ha più ne metta, i quali operano solo in funzione di una ben precisa retribuzione. Provate a chiedere a un architetto di farvi un progetto per la vostra casa oppure a un avvocato di seguire una vostra causa, qualsiasi possa essere il risultato dell’intervento a voi verrà richiesta una parcella, un rimborso spese, un compenso… E allora perché noi dobbiamo essere considerati carta straccia? Perché il lavoro di preparazione di un incentive, di un congresso o di una convention, con tutte le spese che questo comporta, non deve essere considerato al pari di un disegno di un architetto o di una campagna pubblicitaria? Nel mondo pubblicitario ogni campagna, anche se non accettata dal cliente, ha un

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*Paolo Missiaja MPAssociati p.missiaja@mclink.it

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suo costo di realizzazione il cui rimborso viene richiesto al cliente. Io mi batto da anni affinché all’interno delle nostre associazioni di categoria (Mpi, Site, Pco, Assi, ecc.) venga definitivamente inserita una clausola, all’interno di ogni progetto, che possa garantire all’azienda “confezionatrice” un rimborso spese nel caso in cui il progetto non andasse a buon fine. Siamo i soli a rischiare ogni volta il nostro “lavoro di intelletto” perché è molto facile per un cliente, specialmente in questi tempi in cui nell’aggiudicazione di una gara prevale il fattore economico rispetto alla creatività, rubare l’idea, passarla a un’altra agenzia richiedendo lo stesso programma a minor costo. E non mi si venga a dire che non è vero perché ho delle prove evidenti che questo succede nella maggior parte dei casi.

Ed è per questo che dico ribelliamoci! Incominciamo prima di tutto a richiedere ai nostri clienti a quante agenzie è stato richiesto lo stesso progetto e quando ci diranno sette/otto ritiriamoci perché sicuramente la gara è già stata affidata. Inseriamo nella presentazione dei progetti la clausola del rimborso spese o del pagamento del progetto (lavoro di intelletto, copyright, idea, creatività, chiamatela come volete). Insistiamo con le nostre associazioni di categoria affinché tale procedura venga rispettata da tutti gli associati e chi non la rispetta venga espulso dall’associazione. Chiediamo alla stampa di settore di aiutarci in questa campagna in modo tale che ne siano informate anche le aziende. E cerchiamo soprattutto di far rispettare la nostra professionalità ed evitare le perdite di tempo per dare retta alle “smanie” di qualche direttore commerciale, del marketing o di un ufficio acquisti. E infine, e questo è un invito rivolto a Federcongressi che ci rappresenta, creiamo finalmente un albo dei professionisti del settore. Credo che agire in questo modo possa essere anche una garanzia per il cliente che alla fine, si spera, possa capire che anche noi siamo “professionisti”. Sì, mi sono proprio stufato e sono pronto a sostenere una battaglia assieme a quanti vorranno seguirmi.


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orto Ercole con il suo incomparabile panorama sull’Argentario, è la straordinaria cornice dell’hotel I L P ELLICANO , un elegante rifugio affacciato sul mare di Toscana, immerso tra gli ulivi secolari di un ampio giardino. Un albergo d’eccezione, eletto da Condé Nast Traveler USA, November 2008 “1ST AMONG THE 100 BEST SOUTHERN EUROPEAN HOTELS & 6TH AMONG THE TOP 100 BEST HOTELS IN THE WORLD” Sala meeting da 10 a 60 persone.

I L P E L L I C A N O HOTEL Località Sbarcatello - 58018 Porto Ercole (GR) - Italy

Tel: (+39) 0564 858 111 - Fax: (+39) 0564 833 418 info@pellicanohotel.com - www.pellicanohotel.com


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Simply the best L’intrigo dell’India, la sensualità dell’Africa, la raffinatezza della Francia. Dove? A Mauritius, tutta da scoprire in occasione di incentive ambientati nel rinnovato Sugar Beach o nell’esclusivo Le Touessrok DI

LUCIANA FRANCESCA REBONATO

nica, Mauritius, in tutti i sensi della parola. Non è un arcipelago, innanzitutto, bensì un’isola, con spettacolari contrasti naturali. Trecento chilometri di costa, arabeschi di barriera corallina, fondali limpidi come il cristallo e spiagge di sabbia finissima una diversa dall’altra cui si contrappongono i paesaggi dell’interno. Un susseguirsi di piantagioni di canna da zucchero, corsi d’acqua che solcano il territorio nel quale colline e montagne alzano capricciosamente le loro forme, come in una bizzarra scenografia che, per l’incentive, è assolutamente perfetta. A questo punto scende in campo la ricettività, capitanata da due eccellenze, entrambe sotto l’egida Sun Resorts: il cinque stelle lusso Le Touessrok e lo Sugar Beach, riaperto con cinque stelle nell’agosto 2008 dopo essere stato oggetto di un totale restyling durato quattro mesi e per un investimento pari a venti milioni di euro.

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Tentazione di zucchero

In questa foto e in alto lo Sugar Beach, riaperto da poco dopo un totale restyling

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Spiaggia immacolata, palme da cocco e verdi boschi di filaos. Siamo a Flic en Flac, sulla costa occidentale, antico villaggio di pescatori balzato agli onori della cronaca internazionale da quando turismo, industria e finanza si sono intrecciati alla sua spettacolare bellezza paesaggistica. Flic en Flac, infatti, primeggia nella hit parade delle spiagge dell’Oceano Indiano e sulla sua sabbia, proprio del colore dello zucchero, si affaccia lo Sugar Beach.

Immerso in un giardino tropicale a sua volta incastonato su una superficie di 25 ettari di terreno, il resort è realizzato in stile coloniale e rispecchia con successo l’art de vivre degli abitanti dell’isola. Oltre alla posizione privilegiata, molte sono le ragioni che lo rendono unico: l’atmosfera esclusiva eppure informale, la considerevole varietà di attività sportive, l’ampia scelta di facilities, l’esuberante offerta gastronomica e l’altissima qualità del servizio. Non da ultimo, il nuovo look che ha interessato tutti gli interni: dalle aree comuni alle camere passando per i ristoranti – con la realizzazione di un nuovo beach restaurant – e i bar. Grandiose modifiche anche nella parte out-


door, nella quale campeggia ora una nuova piscina di ben duemila metri quadrati.

Mosaico tropicale Il nuovo Sugar Beach dispone di 258 lussuose camere – dal design coloniale con richiami contemporanei – di cui 164 standard, 92 superior e due suite, tutte provviste di patio privato o balcone, dotate del massimo comfort in binomio con la tecnologia per consentire un equilibrato alternarsi tra amusement e business. Completamente rinnovata è anche l’offerta gastronomica che riflette la ricchezza etnica della popolazione: piatti creoli e indiani, internazionali e italiani, il tutto servito con gustose salsine spe-

ziate a base di coriandolo, zenzero, zafferano, peperoncino e curry che qui sono di casa. Tre i nuovi ristoranti, a iniziare da Mon Plaisir, con buffet tematici e live show cooking, location perfetta per breakfast e cene, soprattutto in terrazza. Affacciato sul mare è Tides, nel quale apprezzare pesce, molluschi e crostacei superbi mentre il Citronella’s Café omaggia il Belpaese con una selezione di pizze cotte nel forno a legna, insalate e piatti leggeri per pranzo, mentre a cena propone il trionfo della cucina italiana. Completa l’offerta il Paul & Virginie – ubicato sulla spiaggia adiacente del resort gemello La Pirogue –, con menu à la carte.

In questa pagina, alcuni degli scorci affascinanti che regala Le Touesserok

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Benessere e bell’essere Sugar Beach offre agli incentivati sport per tutti i gusti, attività nautiche in primis: snorkeling sulla vicina barriera corallina, windsurf, vela, kayak, sci nautico, crociere in catamarano, pesca d’altura – è il tratto di mare più pescoso dell’isola – e avventure pelagiche a bordo di imbarcazioni con il fondo di vetro. Per gli amanti degli sport terrestri, via libera a yoga, aerobica, basket, beach volley, tennis e putting green. Non solo. La nuova frontiera dell’incentivazione è compendiata ora dalla parola “wellness” e nello Sugar Beach vi sono una nuova Aura Spa con hammam: un’oasi di remise en forme dalla rutilante sequenza di trattamenti fra i quali l’esotico massaggio al sapone nero. Per proseguire con il relax a tutto tondo si può optare per il bagno di sole a bordo delle due piscine, perfette anche per energizzanti nuotate. Se non dovesse ancora bastare, è a dis-

Lo scenografico ponte di legno che unisce l’esclusivo Le Touessrok a Frangipani Island

posizione degli incentivati un centro fitness da trecento metri quadrati con macchine di ultima generazione. Venti d’avanguardia, infine, anche nel conference centre dello Sugar Beach, in grado di ospitare 360 persone, ma la vicinanza de La Pirogue consente di moltiplicare le occasioni di divertimento e di lavoro: le due strutture insieme, infatti, vantano una capacità di 506 camere e spazi per riunioni sino a 610 persone.

L’isola del tesoro Situato nella baia di Trou d’Eau Douce e sulla costa orientale di Mauritius, è il cinque stelle lusso Le Touessrok, uno dei capisaldi mondiali del lusso ai tropici. In pochi minuti di barca si raggiungono l’Ile aux Cerfs e il suo esclusivo Le Touessrok Golf Course, il campo da golf a 18 buche disegnato da Bernhard Langer.

Il giardino tropicale in cui sorge lo Sugar Beach, dove organizzare prelibati buffet

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Ogni dettaglio, a Le Touessrok è studiato alla perfezione e assume valenze grandiose, a iniziare dall’accomodation: 68 deluxe room, 125 Junior suite, sei Ocean suite e una Royal suite. Fiore all’occhiello de Le Touessrok sono le resort Villa, tre ville esclusive di 450 metri quadrati ciascuna affacciate sulle seduzioni pelagiche. La spaziosità del resort consente di ospitare diversi incentive anche in contemporanea e le opportunità di team building e facilities sono numerosissime. Alcuni esempi? La Ile aux Cerfs per gli sport all’insegna di Nettuno e le sfide sul green di Langer, la Ilot Mangenie per avventure alla Robinson Crusoe, la Givenchy Spa per un viaggio sensoriale e il fitness centre. E poi ancora percorsi a cavallo, in bicicletta, tennis, basket, beachvolley e calcio. Quanto alle serate a tema, c’è solo l’imbarazzo della scelta, dagli eventi ispirati ai pirati ai sempre richiesti jungle o tropical mauritian beach party. Sei ristoranti e bar conducono a elitari, invitanti percorsi del gusto: gli ospiti che soggiornano in un resort come Le Touessrok sono abituati all’eccellenza in diversi Paesi del mondo e qui riescono ancora a stupirsi, apprezzando una gamma incredibile di stili, sapori e qualità. Un altissimo livello per la meeting industry alla quale sono dedicate, infine, due sale congressi, rispettivamente per 120 e novanta persone. ■ indirizzi a fine rivista


Competitors and partners. Together, on our playground. Liburnia Riviera Hotels, Opatija

Congress OfďŹ ce Tel. +385 51 710304, 710323 kongresi@liburnia.hr • www.liburnia.hr


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Dieci ettari di parco, uno stupendo affaccio sul lago e l'arco alpino all’orizzonte. Sono solo alcune delle credenziali di Villa Repui, cornice ideale per ricevimenti, meeting e servizi fotografici di stile ed eleganza

La tranquillità non ha prezzo DI

MARIANNA FRAGONARA CIANCIO

icinissima a Milano e facilmente raggiungibile dall’aeroporto internazionale di Malpensa, Villa Repui è una location dalle grandi potenzialità, deliziosa e lineare nell’architettura e dotata di quel fascino e quella riservatezza, valori aggiunti non trascurabili che la rendono unica nel suo genere. Ciò le permette di assicurare ambienti ideali per eventi privati e aziendali impeccabili e per ricevimenti di nozze o ricorrenze che sanno di esclusivo. La Villa, splendidamente ristrutturata e dotata delle più moderne attrezzature, si compone di spazi interni caratterizzati da versatilità e massima tranquillità. Una sala relax con biliardo, un salone e la sala del camino con filodiffusione e Internet wireless, sono ideali per l'ottimale svolgimento di corsi di formazione, convegni e riunioni di lavoro riservate da novanta a 140 persone. Inoltre, una cucina attrezzata di cin-

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L’elegante e attrezzata tensostruttura che nei mesi estivi ospita banchetti e ricevimenti fino a 250 persone

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quanta metri quadrati è in grado di ospitare i catering per matrimoni e occasioni private e di lavoro, ma nel contempo si adatta perfettamente a divenire uno spazio per ambientarvi corsi di cucina. Nei mesi che vanno da marzo fino a ottobre la tensostruttura esterna completa gli ambienti della veranda (dotata di aria condizionata così co-

me il salone), accogliendo fino a 250 ospiti: relax e completa libertà di movimento fanno sì che ricevimenti ed eleganti pranzi di nozze trovino qui ambientazioni che non hanno nulla di usuale.

Team building nel verde Ma è l’affaccio sul Lago Maggiore, con le sue insenature e gli scorci dell’arco alpino, a regalarle uno scenario incantevole che rende ogni suono ovattato, quieto. La natura rigogliosa e intatta del grande parco la avvolge come in un abbraccio e muta colore svelando sfumature a ogni cambio di stagione e specchiandosi nell’azzurro della sua piscina: ciò garantisce grande concentrazione per i momenti di lavoro e la possibilità di realizzare attività di team building di differente natura. C’è tutto quanto necessario perché a un evento non manchi nulla: compresi un campo da tennis e uno da calcetto, settanta posti auto a disposizione degli ospiti e molti servizi a norma per disabili. Su richiesta, una elisuperficie temporanea può essere allestita per accogliere l’atterraggio di elicotteri. ■ indirizzi a fine rivista


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Una soluzione esclusiva, completa e di classe. È Club Med Business: trenta villaggi con servizi e attrezzature dedicate agli incentive, in montagna, sulle spiagge brasiliane o nella magia caraibica

Club Med in esclu DI

ALESSANDRA BOIARDI

e per l’incentive che state organizzando non avete ancora scelto la meta, potete prendere un mappamondo e farlo girare… ovunque si fermerà, troverete un villaggio Club Med che fa al caso vostro. Sono trenta i Club Med Business nel mondo (sugli oltre ottanta villaggi) per un totale di duecento sale. Ovviamente tutti con il vantaggio della formula Club Med: destinazione da sogno, una location in cui trovare tutto quel che serve sia per il programma di lavoro – alloggio, sale, strumentazione – sia per il divertimento – ristorazione, animazione, sport e cultura – e la massima privacy. E soprattutto con il servizio ad hoc garantito dall’esperienza di Club Med Business, che da oltre 35 anni si occupa di viaggi corporate, offrendo tutto il supporto necessario a trasformare il soggiorno in un’esperienza unica. E per il massimo dell’esclusività, c’è anche la possibilità di prenotare un intero villaggio e di brandizzarlo con i colori e i marchi corporate affinché tutto, durante l’incentive, parli della vostra azienda.

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Soggiorni ad alta quota Natura, benessere, relax. Se il viaggio incentive che state organizzando risponde a queste aspettative, guardate ai piedi del Monte Bianco. È lì che si trova Club Med Chamonix, in Alta Savoia, un luogo dove ri-

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generarsi, raggiungibile comodamente in treno o dall’aeroporto di Ginevra. Per il soggiorno il villaggio propone tre hotel, il Savoy, il Brévent e il MontBlanc, per un totale di 260 camere, mentre per gli incontri di lavoro è a disposizione un intero centro congressi di ben undici sale, di cui una plenaria fino a quattrocento posti. Si possono organizzare attività sportive di gruppo per neofiti ed esperti, sia d’estate


siva (escursioni a tema, mountain bike, canyoning, rafting), sia d’inverno (sui ben 182 chilometri di piste da sci del celebre comprensorio). Il relax è assicurato presso il Wellness Center Cinq Mondes che propone anche programmi adatti per gruppi. Si parte invece direttamente con gli sci ai piedi dal Club Med Val d’Isère. Meta: le piste del comprensorio dello Spazio Killy (Tignes e Val d'Isère), fra 3.450 e 1.550 metri di altitudine con un totale di oltre 320 chilometri di bianche discese. Qui, in gruppo, si può imparare a sciare o a fare snowboard, oppure perfezionarsi con l’aiuto dei maestri. All’interno del villaggio, sono distribuite in più costruzioni le 256 camere e si può approfittare anche della piscina interna.

A ritmo di samba Si cambia decisamente scenario al Club Med Itaparica, in Brasile, sull’omonima isola, a un’ora da Salvador de Bahia. Il villaggio è situato tra la laguna e la spiaggia e circondato dalla vegetazione tropicale: un vero paradiso che richiama il contesto naturale anche nella sua decorazione tipica in legno. Per l’alloggio si trovano 334 bungalow da un piano, tutti all’ombra di un palmeto, e alcuni a palafitta lungo il fiume che attraversa il villaggio. L’atmosfera carioca che si respira sarà contagiosa, e il viaggio incentive si trasformerà facilmente in un’esperienza indimenticabile, anche grazie alle tante escursioni proposte. Ancora Brasile con il Club Med Trancoso,

La piscina del Club Med Les Boucaniers, nelle Antille Francesi. In alto, da sinistra, il Club Med Trancoso e quello di Chamonix

situato sulla Costa Atlantica, circa settecento chilometri a sud di Salvador de Bahia. Per godere delle sue spiagge tropicali, ma anche di tutta l’ospitalità Club Med, basta poco più di un’ora di viaggio dall’aeroporto di Porto Seguro, per raggiungere l’incantevole villaggio immerso in 27 ettari di verde. I bungalow, 250 in tutto, sono divisi in otto piccole costruzioni. Tanti gli sport da praticare e anche da imparare, con i corsi collettivi per tutti i livelli, di vela, aquafitness, tennis e tiro con l’arco. Non lontano si trova anche un campo da golf a 18 buche.

Incentive ai Caraibi Vietato annoiarsi al Club Med La Caravelle, in Guadalupa, sulla Grand-Terre. Affacciato su una delle più belle spiagge di sabbia bianca della zona, il villaggio dispone di 299 camere, di cui 37 suite e offre infinite possibilità di divertimento, dallo sport al benessere, fino alle numerose escursioni. Incontri di lavoro possono essere organizzati nella sala congressi di novanta metri quadrati. Sempre nelle Antille Francesi, ma in Martinica, il Club Med Les Boucaniers propone in un ambiente idilliaco sul mare dei Caraibi, 293 camere, esclusivamente in bungalow immersi in una piantagione di palme da cocco. Divertimento, sport, benessere e atmosfera di festa renderanno l’incentive indimenticabile, anche grazie alle numerose attività e team building proposti, come le escursioni in catamarano e in jet-ski e la pesca in alto mare. ■ indirizzi a fine rivista

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Sulle meravigliose colline fiorentine sorge una residenza nobiliare che apre le sue porte a eventi e incentive di grandissimo pregio. È il Castello del Nero Hotel & Spa

Sapori del Chianti DI

FABIO ALCINI

a quando si dice “Chianti”, alla mente giunge prima l’immagine di un vino eccezionale oppure quella di colline dolci e assolate, baciate dalla bellezza in ogni forma? Forse può venire alla mente anche una terza immagine, quella del Castello del Nero Hotel & Spa, boutique hotel cinque stelle lusso, membro di The Leading Small Hotels of the World, che ha la fortuna di trovarsi a Tavarnelle Val di Pesa, immerso proprio tra le magnifiche colline fiorentine. Residenza signorile del XII secolo, il Castello del Nero Hotel & Spa si trova a venti minuti di auto da Firenze, Siena e

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San Gimignano: come dire nel cuore strategico di ogni itinerario turistico. La sua posizione sulla Val di Pesa consente di ammirare una serie di panorami incredibili. La residenza nobile dei Del Nero, simboleggiati dal levriero rampante che tuttora effigia il Castello, è stata sottoposta a ristrutturazione completa ma rigorosa. Ognuna delle cinquanta camere e suite è unica nel suo genere e offre tutti i servizi e i comfort di un hotel di lusso. L’hotel offre varie tipologie di suite, persino con due camere da letto. Il ristorante La Torre offre i tipici sapori toscani, accompagnati da un servizio impeccabile. Da notare anche il bar del

Castello, che dispone di varie salette dove si può gustare un digestivo davanti al camino. È chiaro che organizzare un evento in una location come il Castello del Nero offre un sapore e un prestigio del tutto peculiari: ideale per eventi personalizzati, riunioni esclusive, ricevimenti e banchetti, può offrire l’allestimento della sala riservata per eventi fino a cinquanta persone disposte a teatro. E a fine evento, in estate, si possono godere i vantaggi della piscina e dei due campi da tennis all’aperto; oppure, in ogni stagione, fare un salto nella raffinata spa marchio Espa: legno naturale, vetro levigato e ardesia sono gli elementi cardine di un ambiente in cui mani esperte e qualificate possono unire tecniche avanzate e metodi antichi. Le confortevoli aree relax, con vista sulle colline, possono contare su trattamenti all’avanguardia. La spettacolare vasca idromassaggio “Vitality”, riparata da uno splendido portico con vista su vigneti e uliveti, può far scomparire d’incanto lo stress di una giornata impegnativa. ■ indirizzi a fine rivista

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Ospitalità, competenza e charme sono le parole d’ordine di Angala Hotels, gruppo nato e cresciuto con l’intenzione di valorizzare strutture, professionalità, luoghi e tradizioni siciliane per offrire soluzioni ideali sia al turismo leisure sia business

Stile unico, sei alberghi diversi DI

FABIO RUSSOTTI

ngala Hotels nasce con l’obiettivo di creare, sviluppare e promuovere una catena di alberghi in Sicilia caratterizzati dall’eccellenza dei servizi offerti. L'autenticità dei luoghi destinati alla ricettività, la professionalità del personale e la specificità dei servizi hanno orientato il posizionamento del gruppo nella scena turistica regionale. Tra le strutture gestite da Angala Hotels troviamo il Centrale Palace Hotel di Palermo. Palazzo nobiliare nel '700 e prestigioso albergo in stile neoclassico oggi, è situato nel centro storico del capoluogo siciliano. Ampi saloni con volte affrescate e pareti decorate, sovrapporte dipinte e mobili d'epoca rendono il Centrale Palace ricco di charme, adatto a una raffinata clientela internazionale alla ricerca di dimore storiche dove trascorrere un piacevole soggiorno. Del gruppo fa parte anche l'Hotel Monte Tauro di Taormina, che si erge sul mare in una posizione strabiliante, concedendo ai propri ospiti la splendida vista del golfo di Naxos e dell’Etna. Costruito negli anni '70, ha mantenuto la sua elegante modernità anche dopo la ristrutturazione del 2001. Sempre a Taormina, nel 2004, Angala Hotels ha rilevato la gestione del Grand Hotel Miramare, antica villa dei primi del '900 che, immersa nel verde del proprio parco, abbraccia con lo sguardo lo stretto di Messina e la costa calabra. Negli ultimi anni il Gruppo è cresciuto ulteriormente con altre acquisizioni. Il Genoardo Park Hotel, a metà strada tra Monreale e Palermo, è un elegante country resort che grazie al suo lussureggiante giardino e agli ampi spazi interni ed esterni si presta quale cornice ideale per manifestazioni e convegni. Il Grande Alber-

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L’antica abbazia benedettina del Relais Santa Anastasia. Sopra, il Centrale Palace e, in alto, il panorama dal Monte Tauro

go Sole, antica e rinomata casa dell’ospitalità palermitana posta nel cuore della città e completamente ristrutturato nel 2005, con la sua terrazza e la spettacolare copertura di legno lamellare offre agli ospiti un’indimenticabile vista a 360 gradi sulla città. Infine, ultimo arrivato, il Relais Santa Anastasia, luogo incantato per pochi intenditori:

un’antica abbazia benedettina del XII secolo completamente restaurata e immersa in un grande parco. Angala Hotels oggi può quindi contare su sei alberghi, per un totale di 523 camere e circa 150 dipendenti, tutti accomunati dalla stessa inconfondibile accoglienza e professionalità. ■ indirizzi a fine rivista


Photos: E.Salvatori, F.Taccola, T.Mosconi, – Archivio fotografico Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini

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riminincentive

è la prima Destination Management Company, specializzata per la consulenza e l’organizzazione di viaggi d’incentivazione ed eventi aziendali a Rimini e nel territorio marchigiano–romagnolo, gestita da professionisti che da anni lavorano nel mercato turistico e in quello della motivazione.

I nostri punti di forza: esperienza pluriennale a livello nazionale ed internazionale conoscenza di tutte le aree del convenire conoscenza dell’ospitalità dall’interno conoscenza del territorio rapporti con istituzioni locali ed altri operatori collaborazione con il Convention Bureau della Riviera di Rimini contatti con i migliori hotel ed i fornitori più qualificati presenza in un mercato con un alto numero di camere e di contenitori possibilità di offrire soluzioni molteplici e diversificate garanzia di fornire una proposta preliminare entro 24 ore dalla richiesta.

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riminincentive.it srl – lungomare della libertà 15 – 47838 riccione – italy – tel. (+39) 0541 307896 – fax (+39) 0541 302516 – rimini@riminincentive.it – www.riminincentive.it


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Là, dove regna il Mal d’Africa Un piccolo angolo di paradiso ha preso forma nella suggestiva atmosfera africana. One&Only Cape Town, definito uno dei più lussuosi resort d’Africa, ha aperto i battenti nell’affascinante scenario del Victoria & Alfred Waterfront DI

ASSUNTA CORBO

l lusso spesso trova la sua massima espressione in luoghi capaci di restituire suggestioni ed esperienze uniche nel loro genere. L’Africa è certamente una della destinazioni che più rappresenta il desiderio di vivere dei veri e propri sogni. La Savana, ma anche le città sanno raccontare storie, avventure, leggende che entrano nel cuore del viaggiatore per non lasciarlo mai più. Nello scenario suggestivo del Victoria & Alfred Waterfront di Cape Town è nata l’ultima meraviglia del gruppo One&Only Resorts, catena riconosciuta nel mondo come emblema del lusso. Il brand, che rientra nel gruppo Kerzner International, vanta già splendidi resort nei luoghi più suggestivi del pianeta: Maldive, Mauritius, Dubai, Bahamas, Messico. One&Only Cape Town è stato definito uno dei più lussuosi resort d’Africa. Fedele allo stile e allo spirito sudafricano, è stato costruito utilizzando materiali locali e sotto la guida di architetti internazionali e sudafricani. Il resort vanta alcuni primati sulla destinazione: le camere più grandi, la spa più estesa e la piscina più ampia. One&Only Cape Town è composto da un edificio, Marina Rise, situato sul Waterfront che ospita 91 camere tra cui alcune chicche di straordinaria bellezza. Il resort si estende anche su due isole collegate con un ponte all’edificio principale. La prima ospita quaranta suite di lusso, la seconda custodisce la One&Only Spa che si estende su 1.200 metri quadrati di superficie e offre 12 suite per i trattamenti, due piscine vitality, sauna e ba-

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gno turco. Per i più attivi è a disposizione anche un’area fitness di duecento metri quadrati con macchinari Technogym. Lo spazio dedicato alla ricerca del benessere, convive con ambienti in cui deliziare il palato con una pregiata gastronomia. Si può scegliere tra la cucina giapponese del celebre chef Nobu Matsuhisa, rivisitata in chiave sudafricana e la cucina internazionale e locale del ristorante Maze guidato dallo Chef Gordon Ramsay.

Particolarmente suggestivo è il Wine Loft che propone cinquemila bottiglie di vini pregiati sudafricani. Per gli amanti del vino è il posto ideale dove degustare ottime etichette locali. E per un cocktail dopo cena lo scenario ideale, affacciato su Table Mountain, è offerto dal Vista Bar. Per la clientela business è a disposizione un’ampia sala che può ospitare fino a duecento persone. ■ indirizzi a fine rivista


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Volete dare vita a una vera brand experience? Oppure animare una cena di gala migliorando l’atmosfera fra dipartimenti e stakeholder? Azimut lo fa per voi

Parola d’ordine:

emozionare DI

MARIANNA FRAGONARA CIANCIO

a motivazione è l’elemento determinante di qualsiasi risultato. Creare motivazione solleva non solo il morale ma favorisce anche la nascita di nuove idee. Attraverso le giuste tecniche di motivazione si crea crescita e beneficio per le aziende, trasformando quello che viene definito comunemente e impersonalmente “personale” in un capitale essenziale, una risorsa senza la quale non si creano né prodotti né servizi ma soprattutto non si genera alcun valore. Per farlo occorre la competenza della creatività. Il “pan-european report” con cui Imex (la principale fiera europea del settore meeting & incentive che si tiene a Francoforte e

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giunta ormai alla sua quarta edizione), ha aggiornato a fine 2008 sulle principali tendenze internazionali degli incentive rivelando che, quando si commissiona un viaggio d’incentivazione, la creatività di un programma che catturi l’immaginario figura al secondo posto tra i fattori che lo rendono più memorabile, subito dopo la percezione dell’unicità e del privilegio dell’esperienza. L’organizzazione di un incentive mira a creare fiducia tra le persone e ad aumentare l'identità aziendale, ingredienti determinanti per il successo di una qualunque squadra di lavoro. Ma quante volte è capitato di trovarvi al termine di un’esperienza d’incentivazione, anche positiva in tutte quelle dinamiche che riguardano la logistica e l’organizzazione, nella quale però avete percepito che manca-

va qualcosa; quel qualcosa che crea aggregazione tra le persone e che mette in moto il processo di motivazione. E vi siete scoperti a pensare infine “dal prossimo incentive voglio molto di più: voglio creatività”.

Una sola mission: criterio C’è un operatore che fa al caso vostro. Si chiama Azimut, è siciliano e membro di Site, di cui condivide etica e “credo”, e da cinque anni affianca Pco, Dmc e Incentive house, integrando le loro competenze logistiche nei campi della creatività, della motivazione e della comunicazione aziendale. Lo fa con grande originalità e con una particolare attenzione al dettaglio. Azimut non è quindi un loro competitor, non occupandosi di logistica in senso stretto, ma


Nelle foto, alcune scene degli originali programmi ideati dalla vulcanica Azimut

più volte all’attenzione sulle pagine della cronaca nazionale, per l’estrema originalità delle proprie produzioni. Tutte le più importanti testate italiane di informazione, le riviste di settore e perfino alcuni Tg nazionali hanno recensito entusiasticamente in più di una occasione i suoi lavori singolari.

Complementarietà dei servizi La completezza dei servizi, la specializzazione e l’integrazione tecnica sono i tre elementi cardine che consentono a questa dinamica società di ottenere performance di alto livello, specificatamente calibrate su target, budget, tempi, spazi e obiettivi del committente. Il tutto in cinque lingue diverse. Peraltro, è l’unica società siciliana, con velleità tutt’altro che regionali, un partner affidabile e capace, cha ha come obiettivo principe creare esperienze diverse, uniche e cariche di significato. Si adopera infatti per rendere un evento davvero indimenticabile e comunicativo, arricchendo viaggi incentive, congressi, feste aziendali, inaugurazioni, celebrazioni, meeting, lanci di prodotto ma anche singole occasioni promozionali. Tutto questo perché crede con convinzione e grande passione che la buona resa di un progetto nasca dal fatto che un cliente va visto prima di tutto come un partner con il quale sviluppare idee e confrontarsi per stendere una linea creativa comune, nel rispetto non solo della corporate identity dell’azienda stessa ma anche del suo target, dei suoi obiettivi, e di tutto il “non detto”. Nata nel 2004 a Catania, Azimut - creating emotions lavora a livello nazionale con enti pubblici, privati e grandi aziende, balzando

specializzata nella creazione, progettazione e produzione di eventi, attività di team building e di intrattenimento appositamente pensati per il settore Mice e per un qualsiasi numero di ospiti, da poche decine a diverse centinaia. Il suo core business è costituito dalla realizzazione di eventi unici e d’élite. Dopo i primi cinque anni di attività ininterrotta, Azimut rinnova completamente la sua immagine, aggiornando il proprio logo e mettendo on line un nuovo sito Internet, che contiene video e foto di alcuni dei numerosi eventi organizzati, nonché un software che consente, inserendo i parametri appropriati alle proprie necessità, di trovare le proposte più adatte fra un ampio ventaglio di produzioni. ■ indirizzi a fine rivista


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L’albergo cinque stelle, nell’elegante località marittima di Poltu Quatu, è una delle migliori location nella Costa Smeralda dotate di centro congressi. Le piscine, la vicina spiaggia e il porto turistico danno quel tocco di esclusività in più

Jaspe Hotel, un tipico villaggio DI

GABRIELE BRAMBILLA

a posizione è da sogno: all’interno di un’elegante marina e di fronte alla meravigliosa isola di Caprera. Il Jaspe Hotel in località Poltu Quatu, a due passi da Arzachena (OT) e aperto tutto l’anno, si addice a quegli ospiti che desiderano una tranquilla vacanza nel più completo relax, ma anche a tutte le aziende che per i propri eventi sono alla ricerca di un angolo naturale lontano dal traffico del turismo di massa: «Ci differenziamo da tante altre strutture perché siamo ubicati a pochi minuti di macchina dall’esclusiva Porto Cervo, ma sufficientemente lontani da non risentire dell’enorme pellegrinaggio di persone che vi si recano alla ricerca dell’ultimo gossip. E la cornice è incantevole. Poltu Quatu riproduce il tipico villaggio di pescatori della Sardegna: il porto, la piazzetta circolare, le stradine che costeggiano piante e fiori, le ca-

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se bianche arroccate sulla montagna di granito», commenta il direttore Stefano Pilato. La lunga spiaggia concessa in esclusiva agli ospiti del Jaspe Hotel è un altro aspetto che dà garanzie sulla qualità del servizio, rigorosamente cinque stelle: nell’offerta è anche compreso il trasferimento in shuttle dall’albergo alla spiaggia. E dalla “long beach” si può godere della vista sul grande golfo della baia, «dove ormeggiano eleganti imbarcazioni private che danno quel tocco di esclusività a Poltu Quatu», prosegue Stefano Pilato.

Bandita la noia Tennis, equitazione, regate, tornei di calcetto: molte sono le attività che il Jaspe Hotel può offrire alle aziende che hanno caro il concetto di team building. Così come sono diverse le attività che si possono abbinare a eventi come presentazione di prodotti, meeting o congressi: «Organizziamo abitualmente visite archeo-

logiche e culturali nell’interessante entroterra sardo. Ma le proposte dipendono soprattutto dalle condizioni meteorologiche. Ecco perché progettiamo sempre un piano B da potere offrire alle aziende nel caso di imprevisti», aggiunge il direttore dell’hotel. Il Jaspe è uno dei migliori alberghi della Costa Smeralda a essere dotato di un’area dedicata a convegni e meeting. Il centro congressi può vantare la medesima architettura dell’hotel: pareti bianchissime su cui si stagliano sculture in ceramica "Raku", antiche statue lignee mescolate con forme contemporanee, giochi di vetri colorati e finestre che incorniciano la luce naturale e intensa della Sardegna. «Lo stile architettonico arriva perfino da un allievo della scuola di Gaudì», rivela Stefano Pilato. Oltre all'elegante desk e all'ampio foyer, il centro conta sette sale fornite di tutte le attrezzature tecnologiche di ultima generazione. Grazie a pareti insonorizzate e modulabili offrono


L’hotel sorge in un tipico villaggio di pescatori: con il porto, la piazzetta e le casette bianche arroccate sulla montagna

sardo per l’incentive

Case bianche, stradine fiorite e la bella isola di Caprera all’orizzonte

nove differenti combinazioni di spazio per accogliere gruppi da dieci a 250 persone. Per riunioni più informali è inoltre a disposizione una saletta di circa venti metri quadrati, adatta anche per allestire un tavolo da cocktail fino a dieci persone. «Nel nostro centro congressi ospitiamo aziende dei più disparati settori, dall’automobilistico al farmaceutico. Oltre ai servizi standard di food and beverage possiamo organizzare eventi in notturna a tema. Quello più gettonato è ovviamente la serata sarda. Inoltre la vicinanza al mare ci permette di riservare ai nostri clienti degli eleganti buffet sulla spiaggia come abbiamo fatto per una grossa azienda i cui dipendenti sono stati poi riportati in albergo in Lamborghini», prosegue Stefano Pilato. Così come si può godere del mare, al Jaspe Hotel si possono sfruttare anche le incantevoli piscine ubicate proprio al centro del resort: appaiono come uno specchio di acque turchesi racchiuso tra rocce rosate: «Una cascata spettacolare, il bar, il buffet a bordo piscina e una piacevole musica dal vivo fanno di questo paradiso molto più di un'occasione di svago: è il vero e proprio punto di incontro e di vita del villaggio», commenta il direttore. Ma il Jaspe Hotel ha risentito della crisi? Secondo Pilato, gli eventi si sono ridotti, anche se il direttore ha pronte due strategie per rilanciare la struttura: «Innanzitutto, punteremo su una forte politica dei prezzi, scommettendo sull’ottimo rapporto rispetto all’alta qualità del servizio che manterremo. Inoltre già dal 2010 abbiamo in conto di lanciare con più forza il discorso benessere, ampliando la nostra spa dagli attuali 250 metri quadrati (più 150 di palestra) ai complessivi 1.200 metri quadrati, in modo tale che in futuro possa produrre da sola dei flussi turistici soprattutto nelle stagioni spalla a quella estiva». ■ indirizzi a fine rivista

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Hotel, Resort & Spa: l’Esplanade racchiude tutto il meglio per incentive esclusivi e ricercati, alla scoperta dell’affascinante Canton Ticino, a due passi dall’Italia

Dove il lavoro diventa piacere DI

BEATRICE GOLFIERI

erritorio di confine incastonato tra l’Italia e la Svizzera tedesca, il Ticino coglie le qualità migliori delle aree circostanti, offrendo scenari variopinti che spaziano dai dolci scorci del lago, ai verdi paesaggi montani. Una riserva inesauribile di opportunità in un Cantone che racchiude in dimensioni così ridotte tanta ricchezza. Meta ideale per incentive, per piccoli e medi gruppi, la regione del Lago Maggiore in particolare sorprende piacevolmente i visitatori con i suoi paesaggi, le sue cittadine, i suoi colori e sapori da vedere e gustare, grazie alle numerose proposte incentive e team building: escursioni in barca, percorsi enogastronomici e culturali, proposte sportive (bike e mountain bike, trekking, vela, nordic walking, golf,…).

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Eccellente punto di partenza per esplorare questo affascinante lembo di terra, l’Esplanade Hotel Resort & Spa, quattro stelle superior a Minusio, quartiere residenziale di Locarno, affascina i clienti per l’eleganza della sua architettura in stile mediterraneo d’inizio secolo, per il calore dei suoi arredamenti interni e per il magnifico palmeto incastonato nel parco secolare di quarantamila metri quadrati. Agli ospiti sono riservate 67 accoglienti camere, di cui quattro suite completamente rinnovate, dotate di ogni comfort, con vista incantevole sul parco o sul lago. Sorseggiare un drink sulla splendida terrazza e gustare uno dei deliziosi piatti proposti dal ristorante La Belle Epoque sono oltremodo momenti unici, sia che si viaggi per lavoro che per piacere.

Sono inoltre a disposizione sette sale meeting di differenti dimensioni, tutte con luce naturale e attrezzate con le più moderne tecnologie. Per rigenerarsi il Wellness & Beauty Le Palme rappresenta il luogo ideale per abbinare la cura del benessere fisico e mentale ai soggiorni incentive: 1.600 metri quadrati tra piscina esterna, sauna finlandese, bagno turco, idromassaggio, sala fitness e area relax con vista giardino, oltre a un’ampia scelta di massaggi e di trattamenti personalizzabili. Inoltre, la presenza di tre campi da tennis in loco con istruttori qualificati e, nelle vicinanze, di due prestigiosi golf (Losone e Ascona) soddisfano il desiderio di sport e sono ideali per tennis e golf clinique. È compreso nel servizio dell’hotel l’utilizzo di city bikes e mountain bikes, per esplorare anche gli angoli più nascosti di questo affascinante lembo di terra. Esplanade Hotel Resort & Spa: una location che saprà incantare! ■ indirizzi a fine rivista

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I VOSTRI EVENTI TRA L’ETNA

E IL

MARE

APERTURA NUOVO CENTRO CONGRESSI APRILE 2009 L’Hotel Santa Tecla Palace di Acireale, si presenta agli ospiti, in corrispondenza di un tratto di mare dai colori intensi e all’interno della Riserva Naturale della Timpa. 190 camere, delle quali 9 Suite, tutte pensate come oasi di relax uniche. I tre ristoranti, tutti con vista mare, propongono un vero trionfo di sapori mediterranei. Il nuovo Centro Congressi fronte mare dispone di una Sala Principale da circa 500 posti, che beneficerà di una ampia zona espositiva e di 11 salette di varie dimensioni. L’Hotel è raggiungibile in circa 7 minuti dall’Autostrada Catania-Messina (A18), 7 minuti dalla Stazione Ferroviaria di Acireale, 20 minuti dall’Aeroporto e dal Porto di Catania.


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Tenuta Moreno, a pochi chilometri da Brindisi, aggiunge ai suoi servizi la nuova spa, dotata di facilities innovative, per soggiorni incentive che non rinunciano al relax. Una nuova proposta, che si va ad aggiungere alle numerose attività già “collaudate”

Il tuo incentive in masseria DI

ALESSANDRA BOIARDI

mmersa nella tranquillità della campagna, Tenuta Moreno è situata a Mesagne, nel cuore della terra di Brindisi. Città dall’anima marina, non per nulla il capoluogo pugliese è chiamato “Porta d’Oriente”, una buona sintesi di tutto ciò che la caratterizza: il dinamismo culturale e sociale, il vasto patrimonio storico e artistico, ma anche il calore popolare inconfondibile e, soprattutto, uno straordinario rapporto con il mare.

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Relax nella nuova spa Calma, pace, ristoro, quiete: è ciò che si trova nella nuova Spa immersa nel verde di Tenuta Moreno. L’hotel salentino quattro stelle è ospitato all’interno di una masseria del ’700 immersa in un ampio parco di viti e ulivi secolari. «Il distacco dalla realtà e dallo stress quotidiano avviene immediatamente – commenta il direttore Pierangelo Argentieri – da quando, in una delle sontuose stanze del resort, dismes-

Alcuni scatti dell’affascinante masseria in cui sorge Tenuta Moreno e la sua ottima spa (foto in alto)

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si gli abiti quotidiani ci si avvolge in uno spugnoso e soffice accappatoio. I percorsi proposti sono vari, tutti orientati a vivere un’esperienza polisensoriale, grazie ad aromi, colori e musiche che consentono di rigenerare i sensi e distendere la mente». Tra le principali facilities del nuovo centro benessere gli ospiti trovano la sauna finlandese e tropicale, raxul thalasso, table hammam, piscina idromassaggio, doccia emozionale, fontana di ghiaccio, nebbia fredda e bagno romano, un singolare connubio tra

bagno turco, aroma-terapia e musico-terapia. La spa rappresenta un’idea in più per un soggiorno incentive o pre e post congressuale all’insegna del relax, e si va ad aggiungere alle altre attività proposte, come le degustazioni di vini e prodotti tipici, gli sport di gruppo e le escursioni nelle zone limitrofe, di spiccato interesse culturale, tra cui Mesagne, Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Ostuni e Lecce.

A portata di evento Tenuta Moreno, affiliata al gruppo Chez Vous, dispone di 88 camere, dotate di ogni comfort e di un centro congressi composto da un salone multifunzionale da venti a 450 posti, divisibile in cinque sale e adatto a ogni genere di evento. Tra gli eventi aziendali ospitati: il convegno internazionale sull’alimentazione infantile, Nutrition & Metabolism – First International Mediterranean Meeting – e i convegni organizzati dalle case farmaceutiche multinazionali AstraZeneca, GlaxoSmithKline e Roche Farmaceutics. «Un altro interessante evento, che organizziamo ormai da quattro anni, è la gara di cucina Giovani Cuochi Premio Chez Vous, che coinvolge celebri chef, giornalisti e ospiti di fama nazionale, ma soprattutto vede la partecipazione di numerosi giovani cuochi pugliesi», conclude Argentieri. ■ indirizzi a fine rivista


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Location a cura di

Tutte le novità dell’Ea Bianca Luxury resort Continuando sulla via dell’innovazione e dell’attenzione al servizio, l’Ea Bianca Luxury resort (www.eabianca.it), il piccolo gioiello della Costa Smeralda guidato da Hermann Gatti, apre le porte alla nuova stagione con la presentazione del centro benessere Recrea e del nuovo executive chef del Lunaria Restaurant. Per la bellezza si affida a Les Soin de Carita che rappresenta l'eccellenza nella cosmetica, regalando risultati immediati e spettacolari. L’équipe del centro Recrea della Armony Concept ha messo a punto protocolli personalizzati di massaggi, straordinarie fusioni di tecniche orientali con oli aromatici di essenze di Sardegna, con cui si ottiene il miglior risultato di rilassamento muscolare. Per riscoprire la fusione armonica tra fragranze, sapori e sensazioni inaspettate, viene chiamato Alberto Farina, rinomato chef della “Costa”, con la sua esperienza e conoscenza della migliore cucina mediterranea e internazionale. Certamente il Lunaria Restaurant sarà anche questo anno meta immancabile per i palati più esigenti.

Essque, resort in Africa Essque Hotels, il brand di lusso dell’hotel management con sede a Dubai, ha firmato il suo primo management contract in Africa per la gestione di Essque Zalu Resort & Spa (www.essquehotels.com), nuovissima struttura a cinque stelle a Zanzibar. Il resort, sviluppato dalla società italiana Maisha – che ne detiene anche la proprietà e ha sedi a Verona e a Zanzibar – aprirà nel 2010 con quaranta suite affacciate sull’oceano, nove ville private, tre ristoranti, una art gallery, un centro benessere e una spiaggia privata. Situato sulla costa nord-orientale di Zanzibar, la più incontaminata dell’isola, il resort dista circa un’ora dall’aeroporto, e si prepara a essere una nuova meta per incentive di alto livello.

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Maistra formato incentive

Il gruppo alberghiero Maistra (www.maistra.hr) continua a investire in Croazia nel segmento Mice e lo fa concentrandosi in modo strategico su strutture di alto livello come Monte Mulini (Rovigno), dotato del più ampio centro congressi delle strutture di Maistra. A completamento, il complesso conterà quattro hotel – Hotel Lone, Hotel Monte Mulini, Hotel Eden e Hotel Park – tra cui solo il primo non è ancora funzionante e verrà inaugurato nel 2011. Per allora, si conteranno ben trenta sale convegni, con la più grande in grado di ospitare fino a settecento persone e un totale di duemila posti a sedere. Tutti gli spazi sono concepiti per essere altamente modulabili e quindi facilmente adattabili alle esigenze più disparate. Il gruppo offre ulteriore capacità congressuale negli altri due hotel Istra (a Rovigno) e Pineta (a Vrsar). Tutti propongono per il Mice una vasta gamma di servizi, come centri benessere, ristoranti, attività sportive e di relax, perfetti per incentive e post-congress.


Città del Mare promuove il Made in Italy Città del Mare (www.cittadelmare.it) continua a stupire dimostrando ancora una volta di essere il palcoscenico ideale per convention, meeting ed eventi di grande spessore. Dopo aver ospitato la vetrina internazionale dell’enogastronomia Foodanditaly alla presenza dell’onorevole Irene Pivetti, anche l’estate ha visto la struttura protagonista di grandi eventi. A luglio, con la finale Sicilia del concorso “Bellezze D’Italia”, che punta a promuovere a livello nazionale e internazionale il nostro Paese, attraverso la creazione di eventi e di veicoli di promozione quali il calendario nazionale Bellezze D'Italia in limited edition. A seguire, in diretta tv, il grande evento canoro “Made in Italy”, che ha dato l’opportunità a molti emergenti di vivere un sogno e una speranza. Una vera mission per Città del Mare, quella di promuovere l'Italia come palcoscenico privilegiato della moda e della bellezza, dell'arte e della cultura, della storia e della tradizione.

Iberotel sceglie il Salento Sulla costa ionica salentina, tra il turchese del mare e il verde del parco naturale, Iberotel Apulia (www.iberotelapulia.com) è il nuovo hotel 4 stelle lusso, frutto dell’unione perfetta tra l’ambiente naturale e l’atmosfera magica del Salento. L’hotel, con i suoi ampi spazi e le sue 333 camere dotate di ogni comfort, soddisfa al meglio tutte le esigenze sia per la buona riuscita degli incontri sia per soggiorni di relax. Il direttore della struttura, il tedesco Wilfried R. Erich Sturmhoevel, che vive e lavora da più di vent' anni in Italia, ha come obiettivo quello di far diventare Iberotel Apulia leader tra le strutture alberghiere di tutto il Sud Italia.

A Marrakech riapre La Mamounia Nel cuore di Marrakech torna a splendere uno dei simboli della tradizione marocchina, l’Hotel La Mamounia (www.mamounia.com): raffinato ed elegante sarà inaugurato in questi giorni, più precisamente il 29 settembre, e presenterà un’atmosfera rinnovata, caratterizzata da accenti arabo-andalusi. Inaugurato nel 1922, il magnifico palazzo moresco che ospita l’hotel è situato a pochi minuti dalla celebre Koutoubia, nella famosa piazza di El Fnaa, e si affaccia su uno splendido parco. Con i suoi 2.500 metri quadrati dedicati alla spa, il benessere sarà uno degli aspetti maggiormente a cuore del nuovo direttore Didier Piquot, manager di grande esperienza nel settore del lusso. Grande attenzione anche alla cucina: La Mamounia proporrà ai suoi clienti un viaggio attraverso i sapori orientali e occidentali più raffinati. Per la cucina francese, la direzione è affidata al celebre chef parigino Jean-Pierre Vigato, mentre lo chef italiano Alfonso Iaccarino proporrà una raffinata rivisitazione personale della cucina italiana. A completare l’offerta, il ristorante tipico marocchino: la raffinata selezione di sapori orientali sarà esaltata dalla superba cornice che ospita i clienti, l'ampio parco affacciato sulla Medina e sulle montagne dell’Atlas.

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Location Anniluce… avanti nel mondo degli eventi

Foto_Alfredo Sabbatini

Innovazione e tradizione, funzionalità e antica ospitalità: nasce da questi concetti, solo apparentemente in contrasto, il concept di Anniluce (www.spazioanniluce.it), un nuovo spazio situato nel cuore di Milano a pochi passi da Porta Venezia e pensato per accogliere una vasta gamma di manifestazioni: open day, sfilate, mostre, meeting, conferenze, showcase, presentazioni, corsi di formazione, feste e molto altro. Lo spazio si presenta come un ambiente comodo e discreto, attrezzato con servizi accurati che soprattutto possono essere personalizzati secondo le diverse esigenze. Un ampio salone di trecento metri quadrati, suddivisibile eventualmente in due parti, è collocato in un suggestivo immobile storico della vecchia Milano, un tempo adibito a deposito degli omnibus (gli antichi tram a cavallo). L’allestimento tecnologico propone quanto di più avanzato si possa desiderare, dalla sala regia all’impianto audio, dall’illuminazione modulare alla connessione Internet. Anniluce dispone anche di un locale appositamente predisposto per il servizio catering e di un parcheggio convenzionato a poche decine di metri (mentre a due passi si trova la metropolitana di Porta Venezia). Infine, c’è la possibilità di richiedere l'occupazione di suolo pubblico per allestire anche all'esterno.

Marilyn Monroe al Colonna Pevero Hotel Marilyn Monroe è sbarcata in Costa Smeralda con un’esposizione di alcune selezionate fotografie a lei dedicate. L’esperto di pop art e arte contemporanea Rudolf Budja, con la partecipazione del gruppo Iti Hotels, presenta le opere della leggenda della fotografia Lawrence Schiller. Il 3 luglio, nella splendida cornice del resort di lusso cinque stelle Colonna Pevero Hotel di Porto Cervo (www.colonnapeverohotel.it), si sono infatti aperte le porte di “Marilyn Twelve”, mostra dedicata a dodici rarissimi capolavori in cui Marilyn Monroe si lascia ritrarre dal suo fotografo preferito. Questi 12 scatti della diva americana, frutto di una minuziosa selezione, sono stati pubblicati solo due anni fa, dopo essere rimasti celati per oltre 45 anni negli archivi di Lawrence Schiller e il 3 luglio, per la prima volta, saranno esposti in Italia. Tutte le opere, disponibili esclusivamente in formato ridotto, sono firmate e numerate.

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Resort & Spa San Crispino secondo natura Per incentive a contatto con la natura, il nuovo Resort & Spa San Crispino, in località Tordandrea, a soli cinque chilometri da Assisi, si propone come location immersa nella campagna umbra, ma facile da raggiungere. La struttura è composta da otto camere e cinque suite, tutte arredate con tessuti e tendaggi particolari in stile country raffinato. Il resort ha al suo interno un esclusivo centro benessere, per rigenerare il corpo e la mente con programmi personalizzati. Il ristorante è elegante, ha un servizio particolarmente curato e propone menu tipici umbri, per deliziare il palato degli ospiti con piatti tradizionali e allo stesso tempo ricercati. La filosofia è quella di utilizzare quasi completamente prodotti del territorio, direttamente dal produttore. Su richiesta, lo staff organizza corsi di cucina, pittura e storia dell’arte.


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Location Incentive all’acqua termale Immerso in un incantevole parco secolare di quattordici ettari, il Grand Hotel Terme (www.ghtcomano.it) interpreta il concetto di wellness nella sua accezione più ampia, offrendo un’occasione di massimo comfort anche per un soggiorno incentive dedicato al relax. Il contesto è quello unico delle celebri Terme di Comano: gli ospiti possono godere dei benefici curativi delle acque termali (tra le più celebri per la cura della pelle) direttamente all’interno della struttura, o scegliere il prestigioso centro benessere, che propone massaggi di tipo tradizionale e orientale. C’è posto anche per la buona tavola, grazie alle tante specialità gastronomiche cucinate dagli chef dell’hotel in modo sano e appetitoso. L’hotel, in perfetto equilibrio fra eleganza e funzionalità, è anche un ottimo punto di partenza per visitare i dintorni: dalle Dolomiti del Brenta al Lago di Garda, sono innumerevoli le occasioni per effettuare escursioni e attività incentive.

Un grande evento al Domina Coral Bay Resort Spa & Casino

Sarà il Domina Coral Bay Resort Spa & Casino (www.domina.com) a ospitare in novembre la sesta edizione della 500Miglia Race Challenge. La competizione amatoriale di kart endurance a squadre ideata da GP1 Racing si terrà così per la prima volta, grazie alla neonata partnership con Domina Incentive, nell’esotica cornice del Mar Rosso abbinando alla tradizionale gara kartistica, un soggiorno presso il Domina Coral Bay di Sharm el Sheikh. La scelta di location esclusive ha in effetti sempre contraddistinto la 500Miglia Race Challenge, che dal 2004 si è tenuta in luoghi “speciali”: dal centro storico di Milano al palasport di Genova dove fu creato appositamente un tracciato di 800 metri di lunghezza.

Rigenerarsi tra le dune del Sahara È stata di recente inaugurata la nuova spa con centro benessere del Tamerza Palace, lussuoso quattro stelle adagiato nel cuore delle oasi di montagna di Tozeur, alle porte del deserto sahariano, nel sud della Tunisia. “The Berber Baths” è un angolo di pace e atmosfera, perfettamente inserito nello scenario naturale circostante, in cui lasciarsi cullare dai piaceri dell’hammam, tra olii, profumi e trattamenti della tradizione. Adiacente a un autentico villaggio berbero, l’albergo offre un’ambientazione di charme in occasione di eventi e incentive grazie ai suoi eleganti arredi in stile, all’architettura e ai materiali, che ricreano il fascino delle tradizionali abitazioni tunisine. Le camere sono 109 e per i meeting è disponibile una sala da 250 persone. Dall’hotel, a bordo di jeep, si raggiungono comodamente le oasi di montagna, dove, tra cascate, palmizi e ulivi, si sono sviluppati tre antichi villaggi: Chebika, con un’alta cascata che forma un corso d’acqua circondato da palme, in fondo a una gola; Tamerza, dominante la vasta pianura fino al Chott e le colline di sabbia; e Midès, a strapiombo su un vertiginoso canyon. Il Tamerza Palace si trova a meno di settanta chilometri dall’aeroporto di Tozeur, dall’autunno collegato con due voli settimanali diretti a quello di Milano-Malpensa.

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RODOLFO MUSCO, CMP, CMM

L’uso improprio di un termine spesso non è soltanto un errore ma anche la causa di un danno. È accaduto anche per l’incentivazione. Ora che c’è bisogno di innovare imprese e produttività, la motivazione può rivelarsi lo strumento gestionale idoneo. Se solo la si sfruttasse per quello che è veramente, un processo e non un banale premio

Chiamiamola incentivazione, non incentive DI

RODOLFO MUSCO, CMP, CMM

ra gli anni Settanta e gli Ottanta del secolo scorso cominciò il fermento attorno all’incentivazione, e sorsero agenzie specializzate nell’impostazione e nella gestione del processo manageriale teso ad accendere l’attenzione dei collaboratori, spingerli verso la condivisione di obiettivi aziendali, incendiare la loro determinazione e motivarsi verso il raggiungimento dei traguardi auspicati. Questo è il processo dell’incentivazione, che si avvale di strumenti importanti, quali la comunicazione costante e coinvolgente e il “premio” per coloro i quali collaborano a conseguire il successo. Il premio è l’incentivo che, in inglese, viene definito solo con il termine “incentive” senza perciò chiarire purtroppo se si tratta dello strumento o del processo di motivazione. E infatti è necessario aggiungere la parola “program” – per il processo – o la parola “tool” – per il premio. I premi possono essere di varia natura, dallo scatto di carriera all’attestato, da un bonus monetario alla vacanza, intesa – attenzione – però, come programma d’incentivazione e non come incentivazione e basta. Il viaggio senza

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*Rodolfo Musco CMM, CMP Motivation and Events musco@motivationandevents.com

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il programma non sortisce gli effetti desiderati. Ora, guardiamoci intorno, quante sono le agenzie incentive che fanno prevalentemente o soltanto viaggi? Quante persone parlano di incentive riferendosi soltanto a viaggi in gruppo? Recentemente uno stimabile collega specializzato in incentive travel – ma che si definisce incentive specialist – mi ha dichiarato con simpatica convinzione che la sua agenzia invia anche comunicazioni ben fatte per preparare i partecipanti al viaggio. Analizza i bisogni dell’azienda cliente? Mette a fuoco la psicografia dei partecipanti? Prepara un’ipotesi di programma articolato in obiettivi temporali e obiettivi a medio termine? Gestisce la comunicazione motivazionale nel corso della campagna d’incentivazione? No, purtroppo no. E il manager che deve incentivare i suoi collaboratori? Sente parlare di incentive e non sa che è un processo che si avvale di premi. Acquista un viaggio e non ottiene i risultati auspicati perché è come se gli vendessero una macchina senza fargli la scuola di guida, per cui sfascia subito l’auto e vede evaporare il suo costo. E che farà quel manager? Si convincerà che l’incentive è una boiata e destinerà il futuro budget a iniziative diverse dall’incentivazione. La prima buggerata è sua, ma è il settore dell’incentivazione che ci rimette.

Produttività e consapevolezza Ancor più grave è il fatto che il manager, vecchio o nuovo che sia, si stacca da uno strumento manageriale che permette di incrementare la produttività nelle imprese a tutti i livelli,

attraverso l’impiego di aliquote superiori, delle facoltà intellettive dei collaboratori. Quello della produttività in senso lato è l’unico fattore che fa sopravvivere le imprese attraverso un naturale processo di sviluppo e di adattamento alle esigenze del mercato. Il coinvolgimento dei collaboratori è vitale. Non si tratta di farli lavorare di più, ma con maggiore consapevolezza, con maggiore senso del noi, creando la possibilità di suggerire, di criticare costruttivamente, di collaborare al proprio successo e a quello dell’impresa. Ho rintracciato la verbalizzazione di un convegno organizzato dal chapter Italy della Society of incentive travel executives a Firenze nell’ambito di una edizione della Btc e riporto alcuni brani dell’intervento del professor Angelo Di Gregorio, docente di Economia e capo dipartimento dell’Università di Milano Bicocca. Correva l’anno 1997, ma tutto è ancora più drammaticamente attuale. Analizziamo in quali comparti aziendali è possibile utilizzare l’incentivazione come strumento di gestione. Per individuare le aree di applicazione è opportuno rivedere come si inserisce il sistema della motivazione all’interno dei processi decisionali. Come possiamo vedere la motivazione? «Da due punti di vista: il primo ce lo fa considerare come uno strumento che tende ad aumentare la produttività in senso lato per raggiungere obiettivi interni all’azienda. Il secondo ce lo mostra come strumento per spingere le persone a svolgere il loro lavoro in modo coerente alle proprie attese anche a livello individuale. Quindi la motivazione si caratterizza sostanzialmente per questi due aspetti che


dovrebbero lavorare in sintonia fra di loro». Come si possono raggiungere questi due obiettivi? «La risposta è abbastanza immediata e si concretizza nell’incentivo che è ciò che permette di coniugare i due aspetti, di creare sintonia fra le aspettative dell’azienda e le aspettative dei soggetti a vario titolo coinvolti nell’azienda. C’è solo un problema culturale di fondo: la stragrande maggioranza di operatori aziendali di aree funzionali non commerciali ha una scarsa conoscenza della materia, della complessità e delle possibilità insite nel sistema della motivazione e dell’incentivazione. In estrema sintesi in Italia l’incentivazione è vista soprattutto come iniziativa sporadica presa occasionalmente, non inserita in una logica strategica. Per aumentare subito – e mantenere nel tempo – la produttività aziendale e ridurre tutte le dissonanze cognitive tra le aspettative dei singoli e il reale clima aziendale, è importante dunque formulare una proposta di sistema strategico di incentivazione e non di operazione sporadica. Soprattutto conta vedere il sistema dell’incentivazione in un’ottica strategica che permette di appiattire i livelli gerarchici e permettere alle persone a pari livello di dialogare e di realizzare meglio il processo stesso che porta alla realizzazione di una data offerta. E per fare questo le singole persone devono essere motivate. Ecco il ruolo dell’incentivo. L’incentivo è importante per creare sintonia, a condizione che sia inserito nel sistema strategico d’impresa e che i destinatari siano tutte quelle realtà che richiedono cambiamenti nelle proprie routine, nelle proprie procedure consolidate di ogni area aziendale. Prendiamo, per esempio, l’area della produzione. È chiaro che ci possono essere vincoli sindacali da tenere in conto, però un corretto sistema di incentivazione permette di ridurre, per esempio, gli scarti di lavorazione o, ancora, può in qualche modo motivare gruppi determinati di operai in problematiche specifiche. Un’altra area di

applicazione è quella della sicurezza nel processo produttivo, specialmente quando bisogna applicare variazioni evolutive o organizzative (per esempio, da linea a reparto, oppure costituzione di isole di produzione, ecc.). L’individuo con le sue caratteristiche diventa di nuovo il fattore centrale dell’Economia. È fondamentale lavorare sulla persona per creare la sintonia fra obiettivi aziendali, produttività e autorealizzazione dell’individuo. Un sistema strategico di incentivazione permette di aumentare efficienza ed efficacia, e, quindi, di raggiungere meglio gli obiettivi dell’azienda, senza dover ricorrere a operazioni sui volumi, che troverebbero oggi ostacoli insormontabili nelle attuali dinamiche competitive». Qual è il campo di applicazione di questi processi? «Sicuramente l’industria e il commercio, ma anche i servizi. In volo verso gli Stati Uniti per partecipare a un congresso scientifico ho avuto l’ennesima riprova di quanto sarebbe importante il coinvolgimento motivazionale dei medici ambulatoriali, per esempio. I sistemi sanitari impongono procedure rigide, tempi prestabiliti, schemi dai quali non ci si può staccare. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: mesi e mesi di attesa per una visita oculistica spesso a causa dell’impossibilità a fare una diagnosi efficace al "primo colpo" proprio per la pressione del tempo. Ripeto è soltanto un esempio. Il sistema di incentivazione può essere altrettanto utile nella pubblica amministrazione, e, più in generale, nei servizi sociali e negli enti no profit dove la motivazione delle persone, di nuovo, diventa un elemento essenziale per comprendere le necessità e per erogare agli utenti un servizio valido. Le procedure d’intervento sono diverse a seconda che si tratti di una realtà manageriale di una grande azienda oppure di una public company, o, ancora, di un’azienda individuale dove è dominante la figura dell’imprenditore».

Strategie d’incentivazione sartoriali «Le operazioni devono essere tagliate su misura in base anche alla cultura aziendale a cui appartiene il gruppo da incentivare, il clima che vi si respira, lo stile di gestione. Per questo è utile considerare l’incentivazione nelle imprese come un sistema, non come una o più operazioni occasionali, sporadiche», continua il professor Di Gregorio. «L’incentivazione deve entrare in una visione strategica, come una vera e propria variabile decisoria. Come i dirigenti sanno utilizzare bene le altre variabili decisorie (per esempio nella funzione marketing quelle inerenti alla politica dei prezzi, degli sconti, o altre forme di pubblicità), così devono trattare l’incentivazione nell’ambito di un sistema strategico. L’incentivazione entra a pieno titolo fra gli strumenti direzionali, le variabili decisorie, le leve da utilizzare per raggiungere gli obiettivi aziendali, coinvolgendo e creando sintonia in azienda». Questa è un’esigenza che bisogna far percepire ai responsabili d’azienda che non usano adeguatamente questo strumento di grande potenzialità. È necessario far sapere ai dirigenti quali sono le reali opportunità dell’incentivazione. Altrettanto importante è far sorgere professionalità specifiche, competenze anche esterne all’azienda. Questa, infatti, è un’attività che richiede specializzazione propria e competenze che non possono essere mutuate da altre aree aziendali, neanche dalle direzioni del personale o marketing. Proviamo a pensare come sarebbe diversa la realtà se fosse più diffusa la vera specializzazione professionale dell’incentivazione, specialmente in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Spesso idee e competenze sono distribuite anche ai livelli “bassi” della gerarchia, e l’incentivazione può creare l’atmosfera giusta per far emergere queste idee e queste competenze a vantaggio di tutta l’organizzazione. Non è utopia, ma realtà.

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ALDO LO RE

Il cuscino mette le ali... È vero, non ci stupiamo quasi più di niente, ma che nel 2009 si arrivasse a prenotare una camera da letto nella cabina di pilotaggio di un Boeing 747 della Pan Am, questa proprio non se l’aspettava nessuno. E invece... a Stoccolma si può. E i sogni mettono le ali

A Stoccolma si dorme nel jumbo Gli aerei anziani non sono più utilizzati e, dopo l’ultimo atterraggio, restano fermi in un angolo di aeroporto in attesa della demolizione. Una sorte migliore è toccata a un vecchio 747-200 che si è fermato per sempre in Svezia dove è diventato un albergo speciale. Costruito nel 1976 per la Singapore Airlines, questo “Jumbo” ha poi indossato la livrea della famosa Pan Am e ha chiuso la sua carriera volando per la compagnia svedese Transjet. Messo definitivamente fuori uso, nel 2002 è stato acquistato dalla catena Hostelsclub che ha ottenuto dalle autorità il permesso per la trasformazione d’uso. Dopo una serie di lavori di adattamento durati due anni, il grande aereo ora ospita una suite con servizi privati che occupa l’intera cabina di pilotaggio e 25 camere, tra matrimoniali e plurime, con un totale di 72 posti letto. Le camere, dotate di schermo Tv e di allacciamento wireless per Internet, hanno una superficie di sei metri quadrati e i letti misurano 140x90 centimetri. Il Jumbo-hotel è stato piazzato vicino all’ingresso dell’aeroporto di Ar-

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landa e costituisce una pratica soluzione ricettiva per i viaggiatori d’affari o in transito. La novità di questa proposta di accoglienza unica al mondo offre una motivazione originale agli organizzatori di incentive e a tutti gli ospiti di Stoccolma che, dopo una serata nei famosi locali notturni della città, hanno la possibilità di tornare all’aeroporto e salire su un aereo non per partire ma per pernottare. www.jumbohostel.com

Soggiorno fra tulipani Il mulino con le grandi vele mosse dal vento, attorniato dai tulipani, è un particolare classico del paesaggio olandese ma oggi solo pochi di questi antichi impianti sono ancora attivi perché la regolazione del livello idraulico delle terre coltivate è garantita con altri sistemi. A poca distanza dall’aeroporto di Eindhoven però c’è ancora un antico mulino che, non solo è funzionante, ma ospita un moderno bed&breakfast gestito da una ragazza di origine italiana. L’originale struttura si sviluppa su cinque piani che comprendono: al piano terra un bagno completo di sauna, al primo piano una camera con letto matrimoniale a baldacchino arredata con mobili d’epoca, al

secondo piano un salotto con possibili altri posti letto e dal terzo al quinto, camere che hanno pareti trasparenti attraverso cui si può osservare il movimento degli ingranaggi del mulino. Per informazioni: tel. 0031-06-51451989

Imparare la storia nel vecchio convento Non lontano dalla più mondana Portofino, affacciato su un mare cristallino si erge il borgo di Moneglia, luogo di profondo fascino che gli antichi Romani chiamavano Monilia (monile, gioiello). Percorrendo i suoi vicoli si scoprono portici silenziosi, capitelli di ardesia nera, chiese antichissime come l’Abbadia San Giorgio che, da convento francescano quattrocentesco è diventata una residenza di charme. La struttura è un tipico esempio della semplicità e del buon gusto che caratterizzava le convivenze monastiche anche nelle parti accessorie. Di elegante equilibrio il chiostro, che racchiude un giardino porticato su cui si affacciano gli spazi comuni e le camere arredate con mobili antichi. Ogni ambiente ha un nome latino e il refettorio, ideale spazio per riunioni, ospita un monumentale camino in ardesia. www.abbadiasangiorgio.com


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Ecco dieci buoni motivi per scegliere l'Irlanda come destinazione incentive. A sole due ore da Milano e tre da Roma per scoprire la piacevolezza dell’imprevisto

Va dove ti DI

TERESA CHIODO

l viaggio incentive è un raffinato strumento di marketing, un gadget costoso che l'azienda regala con gratitudine, pertanto ha il dovere di essere un’esperienza memorabile. Un forte valore incentivante, capace di unire i significati romantici ai contenuti opportunistici aziendali di premiazione, è rappresentato dalla destinazione. A questo proposito l’Irlanda è una di quelle mete che non si può non ricordare. Rinomata come una straordinaria tavolozza dove il verde è declinato in quaranta diverse sfumature, vanta favolose attrattive naturali: paesaggi incantevoli a perdita d’occhio che scivolano fino al mare, splendide spiagge, scogliere a strapiombo che cadono nel blu dell’oceano, nella costa verso il mare aperto, casette disperse in mezzo agli arabeschi di pietra e un cielo maestoso e di una bellezza sempre mutevole. Ma ci sono mille motivi per scegliere questa terra: l’ospitalità della sua gente, una vasta gamma di location eccezionali e strutture ricettive di prima classe; dai castelli sontuosi alle splendide tenute di campagna, dai resort a cinque stelle ai centri benessere situati nelle principali città dell’isola, perfetti per rigenerare corpo e spirito. Ancora, in tema di divertimenti, gli irlandesi vantano una predisposizione invidiabile, che si manifesta, per esempio, in una serata al pub o in una partita di golf sul green. In tema di affari è un Paese serio; offre infatti strutture di prim’ordine, attività sportive e ricreative

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di elevata qualità e un’ottima rete di infrastrutture in tutta l’isola. lnfine, cosa non da poco, si trova a poco più di due ore di volo da 13 aeroporti italiani. L’offerta Mice potrà a breve far fede anche su nuove strutture. Fra queste c’è il Convention Centre Dublin, situato sullo Spencer Dock sulla riva del fiume Liffey, che da settembre 2010 sarà una location di portata internazionale.

Incentive su misura Il successo di un viaggio incentive dipende da un mix di fattori che devono risultare in perfetto equilibrio fra loro. Una ferrea orga-

nizzazione e un organismo efficiente devono far confluire le forze per coordinare armonicamente le parti in gioco, orchestrando la partnership di tutti gli specialisti del settore. Lo sanno bene le Dmc di lunga esperienza come A Touch of Ireland, Abbey Tours, Advantage Ico, e Mci Dublin, per citarne solo alcuni. Molti viaggi incentive partono da Dublino, città vivace, moderna e in continua evoluzione. Dopo il check al Merrion Hotel l’intrattenimento inizia con l’“Irish House Party”: una cena in una casa privata georgiana. Il giorno dopo c’è “sii irlandese per un giorno”, una gradevole giornata nella verde

La Custom House di Dublino, ovvero lo storico ufficio doganale sul fiume Liffey, che una volta era l’autostrada del commercio per il trasporto merci


porta l’Irlanda campagna irlandese con scuola di cucina e attività di team building. Molte altre sono le attività che possono essere organizzate: dalla pesca sportiva alle esperienze di musica tradizionale, dal golf ai safari in bicicletta, dalle gite a cavallo al tiro con l’arco. Per finire, c’è la cena di gala in un’atmosfera da sogno al Malahide Castle, in piena atmosfera medievale con tanto di quartetto d’archi. Advantage Ico organizza attività di team building a Dublino, come “The dublin spy challenge”, gara competitiva con lo spionaggio come tema; “Saving guinness forever” in cui i delegati devono bloccare i tentativi del personaggio cattivo Mr. Big per scoprire la ricetta segreta della Guinness. “Xtremopoly” è basata sul gioco del Monopoli, un modo molto divertente per scoprire Dublino.

Everywhere Ma l’Irlanda è grande e si possono organizzare itinerari ideali ovunque, dalle suggestive contee di Cork e Kerry (la Ring of Kerry è una strada panoramica spettacolare) ai castelli dell’ovest (come Ashford Castle, straordinario albergo nella contea di Mayo, oppure il più grande di tutta la nazione, il Bunratty Castle, che si trova nei pressi di Shannon), fino all’Irlanda del nord, con Belfast e la celeberrima Giants’ Causeway, la “passeggiata dei giganti” immortalata in ogni reportage. Le regioni a est di Dublino sono tra le più suggestive dell’isola. La verdeggiante contea di Wicklow – sede di molti resort di lusso, che costituiscono una perfetta location per viaggi incentive – è definita il “giardino d’Irlanda”; l’interno, invece, è caratterizzato da laghi dalle acque trasparenti, fiumi che scorrono placidi e torrenti spumeggianti. Questa regione è particolarmente adatta per praticare il golf. L’Irlanda del Nord è dotata di una ricettività eccellente e di location sorprendenti, quali la straordinaria Belfast City Hall, impressionante palazzo vittoriano dall’interno sontuoso, e il favoloso Lough Erne Golf Resort nell’idillica regione lacustre di Fermanagh. Ciò che conta è che l’Irlanda è una meta vicina con un’infinità di opportunità alle quali abbiamo solo accennato, ma che meritano di essere approfondite. ■ indirizzi a fine rivista

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Etna Convention Bureau: oltre settanta operatori del turismo business uniti per far conoscere le opportunità di un territorio unico, quello della provincia dell'Etna e delle sue meraviglie. Da scoprire anche in bike, jeep e quad

Catania, provincia dell’Etna e del Mito DI

FABIO ALCINI

i dice che l’unione faccia la forza e ci sono molte notevoli dimostrazioni di questo principio semplice. Una si trova a Catania: parliamo di Etna Convention Bureau, l’aggregazione di oltre settanta operatori del settore turistico, uniti per fornire un servizio a tutto tondo anche nel campo degli eventi e dell’incentivazione. Nove centri congressi, 24 hotel, un campo da golf a 18 buche, sei professional congress organizer e Dmc, quattro imprese di allestimento e servizi tecnici, quattro società di ca-

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tering, 14 imprese di servizi complementari e alcuni key partner come la Società Aeroporto di Catania, la Funivia dell’Etna e il Credito Siciliano. Del resto, come racconta Giuseppe Castiglione, presidente dell’Etna Convention Bureau e presidente della Provincia di Catania: «Sono tante le emozioni e le esperienze che si possono vivere attorno al vulcano attivo più grande d’Europa. La prima fra tutte è una delle escursioni più emozionanti, quella organizzata dalla Funivia dell’Etna che propone un vero sky running oltre i 2.900 metri. Come in un paesaggio lunare l’atmosfera è surreale. Vicino ai crateri si può trovare un insie-

me di colori: il sole, il mare, il rosso fuoco della lava e il dolce fumo del vulcano, tutto questo simbolo di un territorio vivo! Molte aziende hanno individuato l’Etna quale territorio ideale per le attività legate all’incentivazione aziendale durante tutto l’anno. Una location unica al mondo, grazie agli ampi spazi e alla differente vegetazione, elementi fondamentali per l’organizzazione di qualsiasi attività, dalla più soft alla più estrema, come il surviving».

L’incanto del paesaggio Aggiunge Antonio Belcuore, amministratore delegato di Etna Convention Bureau: «Qualsiasi visitatore rimane incantato dalla bellezza dei paesaggi e dai diversi modi di vivere il territorio. È possibile passare una giornata abbinando l’off-road alla visita del territorio dell’Etna con altre attività: bike, jeep 4x4, quad e trekking. Per il mercato incentive è possibile rendere l’attività più entusiasmante e motivante abbinando le discipline di ecorunning e orienteering. Quindi l’Etna è il luogo ideale per gli amanti dell’avventura naturalistica. Grazie alla presenza dell’Etna Convention Bureau, società per azioni interamente partecipata dalla Provincia di Catania, tutto questo è possibile. Oltre 65 chilometri di costa permettono di realizzare qualsiasi tipo di attività in mare e sulla meravigliosa “Playa” di Catania. Molte sono le società di vela specializzate nell’outdoor training e in pesca turismo. Grazie a queste at-


Una delle escursioni più emozionanti è quella organizzata dalla Funivia dell’Etna: un vero sky running oltre i 2.900 metri immersi in un paesaggio lunare

tività si possono trascorrere momenti indimenticabili lungo tutta la costa della provincia». Nico Torrisi, consigliere di amministrazione Etna Convention Bureau e presidente di Uras-Federalberghi Sicilia, aggiunge: «È molto ampio il panorama delle proposte di intrattenimento e di team building disponibile sul territorio etneo. Si tratta di attività perfette per arricchire in maniera originale e prestigiosa ogni tipo di tour, con cacce al tesoro fotografiche e tematiche, con artisti e intrattenimenti, valorizzando il vulcano attivo più alto d'Europa, il mare scintillante o le città traboccanti di arte e di storia. Per chi invece predilige attività di puro team building, l’Etna Convention Bureau è capace di fornire, sulle specifiche esigenze del committente, attività adrenaliniche, investigative, sportive, creative e artistiche, adattandosi negli spazi e nei tempi con una camaleontica capacità di adattamento. Ma anche organizzazione di serate a tema, in un viaggio ideale tra epoche e stili diversi, che permettano di intravedere le caleidoscopiche specificità della Sicilia e dell'Italia, dal raffinatissimo ’700 barocco al colto Medioevo federiciano, dal classico folclore siciliano alla gloriosa tradizione greca e romana». La chiusura è affidata a Benedetto Puglisi, direttore generale di Etna Convention Bureau: «Gli oltre settanta operatori affiliati a Etna Convention Bureau stanno cercando di proporre un sistema integrato di strutture congressuali e turistiche

nella provincia. Ecco quindi la partnership con la Società Aeroporto Catania (SAC), il “Vincenzo Bellini”, il principale scalo internazionale in Italia dopo Milano e Roma. Altrettanto si può dire della Funivia dell’Etna: in totale sicurezza, è questo l’unico mezzo per raggiungere i crateri sommitali del vulcano durante qualsiasi periodo dell’anno e vivere un’esperienza irrinunciabile, senza dimenticare la partnership con il Credito Siciliano che, in un momento particolare come questo, per noi rappresenta un key partner irrinunciabile». ■ indirizzi a fine rivista

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Abu Dhabi si propone al Mice come una destinazione completa. Dal mare al deserto, dalla cultura al relax, offre alti standard qualitativi e una gamma di attività praticamente infinita. E intanto… si prepara al Gran Premio di Formula 1

Mille e una DI

ALESSANDRA BOIARDI

na destinazione di fascino, che sa accendere la fantasia, ma non manca di stupire per la sua estrema modernità. È Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti e il più grande dei sette emirati, che guarda al futuro e che si propone al mondo dell’incentive industry internazionale come meta ricca di tradizioni, ma anche, in modo molto concreto, come una scelta vantaggiosissima da molti punti di vista. Intanto la facilità con la quale può essere raggiunta: dall’Italia Etihad Airways, il vettore nazionale, offre cinque voli diretti settimanali da Milano Malpensa al nuovissimo Terminal 3 dell’Abu Dhabi International Airport. Anche Al Ain, la seconda città dell'emirato, ha un moderno aeroporto internazionale, che serve principalmente le destinazioni regionali. Ma ciò che più conta è che Abu Dhabi può diventare, soprattutto nei mesi dal clima migliore (da ottobre ad aprile), una meta incentive da cui aspettarsi elevatissimi standard di servizi – dall’assistenza sanitaria alle infrastrutture turistiche – e una vasta offerta di intrattenimento. Da non dimenticare che proprio qui si trovano lo spettacolare Emirates Palace, uno dei migliori alberghi in stile arabo della regione, dozzine di hotel congressuali a cinque stelle, e l’eccellente centro congressi Abu Dhabi National Exhibition Centre (ADNEC). Tutto con il vantaggio di tariffe competitive e un tasso di criminalità praticamente pari a zero, tanto che un sondaggio di Mercer Consulting l’ha incoronata “città più sicura del Medio Oriente”.

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Uno sguardo al futuro Sono davvero numerosi i progetti messi in cantiere dal Tourism Development & Investment Company (TDIC) che vedranno presto la luce e che, a completamento, costituiranno nuovi punti di interesse anche per la meeting industry. Tra i più spettacolari, c’è sicuramente quello di Saadiyat Island (letteralmente l’isola della felicità), a circa cinquecento metri dalla costa, che, collegata direttamente al centro di Abu Dhabi da due ponti a dieci corsie, offrirà ai turisti trenta chilometri di waterfront, foreste di mangrovie, il Saadiyat Beach Golf Club, e nove lussuosi resort. Tra i progetti, largo spazio ad

Uno dei più spettacolari progetti di Abu Dhabi, il National Exhibition Centre, tra le più prestigiose destination del Medio Oriente

arte e cultura anche con nuovi musei, per esempio con la realizzazione del Sheikh Zayed National Museum e del Guggenheim Abu Dhabi Museum, che verranno inaugurati nel 2013. Bisognerà attendere la stessa data per l’apertura del Louvre Abu Dhabi, un museo dedicato ai reperti archeologici, frutto di una collaborazione trentennale tra gli Emirati Arabi e il governo francese. Infine, il Performing Arts Centre, che ospiterà concerti di musica contemporanea, classica, opera e spettacoli teatrali.

Una destinazione per tutti Si può scegliere Abu Dhabi per lo shopping,


Le dieci cose da sapere su Abu Dhabi

Abu Dhabi per il clima e per le sue spiagge o per mettersi alla prova in un’escursione nel deserto, magari un safari a bordo di 4x4, oppure su un kayak alla scoperta delle foreste di mangrovie. Se l’adrenalina non è ciò che si sta cercando, si può scegliere un più “classico” incentive dedicato al golf (Abu Dhabi ospita l’annuale European Pga Abu Dhabi golf championship). Ma c’è spazio anche per lo scambio culturale. Come per esempio nei tour alla Sheikh Zayed Bin Sultan Al Nahyan Grand Mosque, o facendo un “salto” a uno dei numerosi festival gastronomici o a una mostra. Abu Dhabi è inoltre la sede della fiera internazionale GIBTM, dedicata alla meeting e incentive industry. Abu Dhabi Tourism Autority sarà presente per la prima volta alla fiera BTC che si terrà a Roma i prossimi 5 e 6 novembre 2009. ■ indirizzi a fine rivista

■ La città di Abu Dhabi, oltre a essere la più importante dell’Emirato omonimo e il più grande dei sette emirati che compongono il Paese, è anche la capitale degli Emirati Arabi Uniti. ■ Sconosciuto ai più, Abi Dhabi è un arcipelago composto da circa duecento isole che si distribuiscono lungo la costa. ■ Le acque calde e calme, ricche di vita marina della costa, sono l'ideale per gli sport acquatici e crociere su barche o sui dhow, le più tradizionali e caratteristiche imbarcazioni con deliziosi ristoranti e spettacoli dal vivo. ■ La grandiosa moschea Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan è il più imponente punto di riferimento, religioso e nazionale, di Abu Dhabi. ■ L’Emirates Palace è uno dei più maestosi e opulenti hotel degli Emirati Arabi e forse, del mondo. ■ Tradizionale e cosmopolita, lo shopping ad Abu Dhabi, con le sue mille opportunità, riflette la natura stessa dell'emirato. ■ Abu Dhabi è la destinazione perfetta per tutti, con più o meno spiccato senso dell’avventura. ■ Gran parte della vita culturale di Abu Dhabi ruota attorno all'Islam, sia nella letteratura sia nelle arti che nei festival. ■ Il 2009 è una stagione entusiasmante per gli appassionati di F1, con tutti gli occhi puntati sul nuovo circuito di Abu Dhabi realizzato per il F1 TM Etihad Airways Abu Dhabi Grand Prix. ■ Abu Dhabi è in procinto di diventare un’enorme e importantissima destinazione culturale con la creazione di un distretto a tema su Saadiyat Island. 103


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ALESSANDRA BOIARDI

Nelle Langhe e Roero fra Barolo, tartufi e castelli Costruiti sulle sommità delle colline, in pianura o in montagna, isolati nel verde del loro parco oppure soffocati dalle case, i castelli – e a maggior ragione quelli così magnificamente conservati del territorio di Langhe e Roero – non sono soltanto una viva traccia del passato che popola da sempre la nostra mente di fantasie fiabesche e romantiche, ma anche una location ideale per organizzare meeting di charme e di gusto, fare esperienze di team building tra le dolci colline, organizzare incentive personalizzati nelle ambientazioni più esclusive e raffinate. Superata la logica della roccaforte, infatti, i castelli di Langhe e Roero (www.castellilangheroero.it) sono spesso trasformati in residenze, sale meeting, ristoranti, enoteche, vere e proprie vetrine nobili di un territorio celebre per i suoi vini e le sue eccellenze culinarie, difficili da dimenticare: dal più illustre figlio del vitigno nebbiolo, il Barolo, ai suoi gemelli, il Barbaresco e il Roero; dai formaggi alle nocciole al Tartufo Bianco d’Alba, che certo non ha bisogno di presentazioni. La migliore occasione, insomma, per degustare sapori sublimi e vivere un’esperienza antica, in un contesto scenografico di sicuro effetto.

Nasce il network “Parchi del Garda” Nasce sulle rive del Lago di Garda il network “Parchi del Garda” che riunisce sotto un unico brand l’offerta turistica legata ai parchi tematici e all’entertainment culturale benacense. Posizione strategica al centro di un territorio ad alta vocazione turistica, innovative politiche di marketing, diversificazione dell’offerta basata sull’integrazione fra i diversi partner: sono queste le carte principali su cui scommettono gli attori del network: Canevaworld Resort (con il circuito Movieland, Aquaparadise, Medieval Times e Rock Star), il Parco Natura Viva (un’oasi faunistica con 1500 animali sulle colline moreniche del Garda), il Parco Giardino Sigurtà (uno straordinario giardino botanico di circa sessanta ettari), il Museo Nicolis (dedicato alla tecnologia e alle auto d’epoca) e il Jungle Park Adventure (un parco avventura tra le foreste di San Zeno di Montagna). A fare da trait d’union in questo nuovo progetto del “turismo d’esperienza” l’Hotel Parchi del Garda (www.hotelparchidelgarda.it), un’avveniristica struttura ricettiva da cinquanta milioni di euro che verrà inaugurata ad aprile 2010 e che si prefigge, per il primo anno, l’obiettivo delle duecento mila presenze.

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Inedita Polonia Già dal primo contatto all'arrivo in aeroporto sorprende la dinamicità dello sviluppo. Varsavia è nel cuore dell'Europa, al centro di vie di comunicazione, dove confluiscono le culture di Occidente e Oriente, tra tradizione e modernità, dove monumenti storici si fondono con l'architettura moderna. In città non mancano grandi spazi aperti, parchi e giardini. Le immediate vicinanze offrono un territorio di grande attrazione turistica, con grandi ricchezze di corsi d'acqua, laghi ed estese boschive, ideali per gli sport acquatici e l'equitazione. La ricettività è di ottimo livello. La presenza di catene straniere come Starwood è una garanzia. Per le location c'è solo l'imbarazzo della scelta. L'ultramoderno e sofisticato The Westin Warsaw Hotel, il più tradizionale Sheraton Warsaw Hotel e lo storico Le Meridien Bristol Warsaw, tutti attrezzati per accogliere eventi. Il Palazzo della Cultura e della Scienza è in grado di accogliere anche i più grossi eventi con le sue quaranta sale. E se Varsavia non basta, perché non puntare sulla più tranquilla Cracovia? Città storica ben conservata e ricca di attrazioni, ancora a dimensione umana, proprio davanti al suo castello offre un gioiello come lo Sheraton Krakow Hotel. Una struttura ricavata da un'antica fabbrica di birra, molto caratteristica e con vasti spazi per eventi. Se poi consideriamo i valori umani di questo popolo, il grande spirito di accoglienza, la natura romantica, l'entusiasmo e la semplicità, abbiamo delle ragioni in più per pensare alla buona riuscita di un evento. (www.starwoodhotels.com, www.warsawtour.pl) (L.R.)


UN’AGENZIA DI INCENTIVE E CONVENTION CHE SPRIZZA

Nepal: una volta sola non basta “Naturally Nepal, once is not enough”. Con questo claim ha preso il via la promozione di 2011 – Nepal Tourism Year, anno entro il quale si vogliono attrarre un milione di turisti. Per farlo si punta a un turismo – sia leisure sia, soprattutto, incentive – di alto livello: dalla Valle di Kathmandu, uno dei tesori meglio conservati di architettura newari, e Pokhara, nel cui lago si rispecchiano le cime dell’Annapurna che si possono sorvolare in ultraleggero o in parapendio, seguendo il volo delle aquile nelle termiche ascensionali, o percorrere nelle innumerevoli possibilità di trekking, anche leggeri. E queste non sono che alcune idee per un incentive indimenticabile. Affinché si sviluppi un turismo sostenibile, Asian Tour, cofinanziato dall'Ue, promosso da Informest con il Mib School of Management (Master internazionale di Turismo – Trieste) è il progetto che ha tra gli obiettivi quello di aiutare a sviluppare un prodotto turistico coerente al sistema socio-economico locale, renderlo atto a una promozione in ambito internazionale, nonché potenziare il know how delle risorse umane in loco. (S.F.)

Promozioni per gruppi a Bermuda Bermuda si promuove sul mercato incentive e della meeting industry internazionale con pacchetti promozionali. Il Fairmont Hamilton Princess, il Fairmont Southampton e il Cambridge Beaches propongono infatti, di concerto con il Bermuda Department of Tourism, dei crediti, sotto forma di sconto, per prenotazioni di gruppi fino alla fine dell’anno (www.bermudatourism.it). Un’occasione in più per scegliere questa destinazione, in un tratto di Atlantico di rara bellezza, che è anche non difficile da raggiungere, via Londra, grazie alle partenze giornaliere di British Airways da Milano, Bologna, Pisa, Venezia, Roma, Catania, Verona, Torino, Napoli Brindisi e Cagliari.

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Le suggestioni del Guatemala secondo Viajes Meca

La Serbia si presenta al Mice europeo

Il villaggio di Chicicastenango, con il suo mercato colorato e la sua chiesa dall’atmosfera sincretica e misteriosa, da solo vale il viaggio in Guatemala. Ma non è che uno dei luoghi in grado di regalare emozioni forti anche ai viaggiatori più consumati, ai quali si aggiungono Antigua, con il meraviglioso centro storico coloniale, il lago di Atitlan, circondato da imponenti vulcani, il Rio Dulce, la cui navigazione regala sorprese interminabili, il misterioso sito archeologico di Tikal, e il raccolto villaggio di Livingston – raggiungibile solo in barca – un’enclave dell’etnia Garifuna, che unisce alle tradizioni latine ritmi e sapori africani. «Al fascino locale si aggiunge quello delle soluzioni ricettive, spesso ospitate in palazzi coloniali, edifici storici e persino ex conventi, la ricchezza della gastronomia e il colore del folklore locale» ha commentato Antonio Zanca di Viajes Meca (www.viajesmeca.com), Dmc che declina la destinazione Guatemala in innumerevoli proposte incentive. (P.K.)

Tutto a Belgrado e a Novi Sad, due delle città più cosmopolite della Serbia, è a misura d’incentive (www.serbia.travel). Dai ristoranti ai locali, dai caffè ai casino passando per gli shopping centre, per divertirsi c’è solo l’imbarazzo della scelta. La città è attrezzatissima anche per quanto riguarda la possibilità di organizzare attività sportive, e non mancano occasioni per visite ed escursioni alla scoperta del patrimonio culturale e storico. Interminabili passeggiate in mezzo alla natura possono svolgersi, per esempio, nel grande parco di Belgrado, il Kalemegdan, o alla fortezza di Petrovaradin.

Alla scoperta della Toscana con Augustea L’event agency Augustea completa il proprio portfolio di novità con una serie di appuntamenti che, con il nome di “Un weekend da Espertolio”, si avvalgono del contributo scientifico dell’agronomo Massimo Epifani, per portare i partecipanti alla riscoperta e alla valorizzazione dell'olio extra vergine d'oliva come

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parte del patrimonio agroalimentare e culturale italiano. Il programma (www.augusteagroup.it) si rivolge a gruppi di minimo dieci e massimo 26 persone che saranno condotte, durante gli ultimi due fine settimana di ottobre e i primi due di novembre, alla scoperta delle primizie di Villa Ferraia, situata nelle valli del Merse, a sud della Provincia di Siena.

È una dimora del 13esimo secolo che, in una tenuta incontaminata, offre comodità e tecnologie d’avanguardia. In essa, sono previste lezioni guidate sulla ruralità, raccolta delle olive, cene a base di prodotti conditi e preparati con l’utilizzo dell’olio locale e naturalmente una relazione del professor Epifani, con degustazione degli oli.


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ANTONIO SULTANO

Il navigatore con la guida Il Touring Club Italiano ha trasferito la propria ampia raccolta di informazioni turistiche dalla carta al supporto multimediale e così oggi propone il navigatore portatile T-370 che è anche una Guida. Lo strumento, oltre ad essere utile per indicare gli itinerari sia italiani sia europei, consente di ascoltare musica, scaricare foto e vedere filmati. Dispone di una memoria Flash da un Giga e il Modulo Gps. Ha un formato tascabile, pesa solo duecento grammi ed è dotato di un alimentatore da auto e da muro. www.touringclub.com

Radiosveglia a tutto servizio Con la sua linea elegantemente morbida la Sonoclock 660, recente modello di radiosveglia prodotto dalla Grundig, è di facile ambientazione sia in ufficio sia in camera da letto. Riceve programmi Vhf Rds e può tenere in memoria fino a venti stazioni. Il tempo è aggiornato in automatico e può attivare due diversi orari di allarme a volume crescente con funzione weekend. La luce dello schermo può essere programmata in otto colori differenti. www.grundig.com

Borsalino presenta la borsa-cappello La riconosciuta specializzazione rende il marchio sinonimo del prodotto. Il nome Borsalino infatti equivale a cappello elegante e di qualità ma ora, forse ispirata dalla parte iniziale del nome, la fabbrica di cappelli ha pensato di produrre un cappello che si può trasformare in una borsa. L’originale modello è disponibile in nero e in beige. www.borsalino.com

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Una dolce pausa per ricordare Un blocchetto di cioccolato che si scioglie in bocca aiuta a concludere un accordo e può servire per far ricordare un evento. Se la piccola dose di dolcezza è confezionata in un certo modo il piacere dura più a lungo e resta nella memoria. Partendo da questa premessa il laboratorio milanese “ T’A – Sentimento Italiano”, produce originali confezioni di cioccolatini di varie misure e tutte personalizzabili. www.tamilano.com

Servita spray la buona grappa La distilleria Bottega si trova a Bibano di Godega, nei pressi di Conegliano nel comprensorio del Prosecco, e dalle vinacce di queste uve, raccolte in zona di produzione, ottiene la Grappa Alexander che è più leggera dei distillati classici e non supera i 38 gradi. Il tipo “Acqua di vita”, oltre che in bottiglia, è disponibile in un flacone spray simile a quello del profumo, con cui si può spruzzare la grappa sul caffè, sulla macedonia di frutta, sulle torte e sui gelati. www.alexander.it

Una stazione meteo sulla scrivania La comodità di conoscere le previsioni del tempo di cinque città nel mondo, sempre aggiornate in tempo reale grazie solo a una porta Usb. È quanto è in grado di fare l’I600, una delle nuove stazioni meteo portatili di Oregon Scientific: piccole dimensioni, display Lcd multisezione, un elenco di oltre duemila città selezionabili, rilevatore di temperatura e umidità interna ed esterna, orologio radiocontrollato con visualizzazione dei fusi di tutto il mondo. Il tutto comodamente disponibile solamente installando il software integrato sul Pc tramite la hub Usb inclusa nella confezione. Un aiuto prezioso per non sbagliare più un weekend... www.oregonscientific.it

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Comunicazione a cura di

ALESSANDRA BOIARDI

Eventi green: un format da Gvst Si chiama “Friendly Envent” (www.ecofriendlyevents.it) il nuovo brand per la realizzazione di eventi ecosostenibili promosso da Gvst Event management. Il nuovo format prevede l’attuazione di una serie di interventi, calibrati sulle necessità del cliente, al fine di ridurre le emissioni di CO2 generate dall’evento. Le aree di intervento sono molteplici: la location, i consumi energetici e i materiali utilizzati, la mobilità, la ristorazione, la comunicazione sino alla gestione

A World of Events per Vodafone A World of Events (www.aworldofevents.net) si è aggiudicata quest’anno la convention Consumer che Vodafone svolge annualmente. Dal 27 settembre al 3 ottobre sono attesi 1.300 partecipanti per un momento di confronto strutturato in due “back to back” insieme ai distributori dei prodotti Vodafone: Vodafone One, Master Dealer, Excellent Dealer. Destinazione e location verranno svelate a tutti i partecipanti solo in prossimità dell’evento attraverso un’originale campagna di teasing contraddistinta da una serie di sorprese. La convention Vodafone verrà gestita e seguita interamente dalla divisione Incentive di Awe, che si occuperà della logistica, insieme a Vodafone del “day by day” per la settimana dell’evento.

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dei rifiuti e il post evento. «Il mercato degli eventi green in Italia – spiega Andrea Vernengo, amministratore delegato di Gvst Event Management – è ai primi passi, come in molte altre parti del mondo, tant’è che sino a oggi non esiste uno standard internazionale per la realizzazione. Riteniamo però che i tempi siano maturi per iniziare una “rivoluzione green” che porti sempre più aziende italiane a organizzare eventi sostenibili. Il primo passo è sicuramente un cambiamento culturale.

K-events festeggia i 150 della Croce Rossa Si sono svolti alla fine di giugno a Solferino della Battaglia i festeggiamenti dei 150 anni della Croce Rossa e i novanta della Croce Rossa della Mezzaluna Rossa (International Federation of Red Cross and Red Crescent). L’evento coordinato da K-events (www.kevents.it) ha visto coinvolti oltre settemila volontari giunti da ogni angolo del pianeta (186 Paesi presenti). Uno sconfinato villaggio umanitario di 200mila metri quadrati ospitava i tanti volontari, mentre lo Humaitaria Boulevard, che si dispiegava lungo una striscia di terra con al centro la piazza dei valori fondanti e portanti della Croce Rossa, era la sede di corsi, training ed esibizioni delle innumerevoli attività della Croce Rossa. A Castiglione delle Stiviere, sede del Museo della Croce Rossa, si è svolto il concerto di Marina Rei e Daniele Silvestri. Il concerto ha preceduto la grande e spettacolare fiaccolata che dal mausoleo della Croce Rossa di Solferino arriva al villaggio.


La Colombia investe nella comunicazione

Svizzera in treno con AllEvents Brainwaves Event Production (AllEvents group, www.brainwaves.it) e Cbs Outdoor hanno costruito un inedito evento itinerante con il quale Svizzera Turismo l’estate scorsa ha promosso il Paese d’oltralpe come destinazione turistica. “La Svizzera a casa tua!”, il treno-evento di Svizzera Turismo, ha fatto tappa nelle stazioni di Milano, Torino, Roma, Padova e Venezia, lo scorso giugno, per mostrare all’Italia le bellezze nascoste della Svizzera. Un modo insomma per dire che il Paese non è il luogo degli stereotipi che lo vedono solo sinonimo di freddezza, precisione e razionalità, ma come luogo del cuore, della passione e dei sensi.

Già presente in Italia e Inghilterra, la Colombia (www.colombia.travel) estende le azioni di comunicazione a Francia e Germania con nuovi uffici stampa e in Canada e Stati Uniti, dove prima vi era solo l’ufficio di rappresentanza. Di recente si sono riuniti a Bogotà sedici uffici stampa che hanno partecipato per tre giorni ai lavori di Proexport. Giorni intensi nel corso dei quali sono stati illustrati gli obiettivi leisure e Mice, i nuovi prodotti specialistici, come il birdwhaching e il golf, e sono stati anche dati suggerimenti per superare gli stereotipi di una Colombia che non esiste più! Per l’Italia era presente Barbara Calenti, rappresentante dell’ufficio comunicazioni esterne e Pr della Colombia in Italia. La sede e direzione di Proexport Italia si trovano a Roma.

Rally fotografico con Kontiki Incentives Rafforzare lo spirito di gruppo ed evidenziare l’importanza della comunicazione. Con questi due obiettivi Kontiki Incentives (www.kincentives.it) ha fatto vivere ai dipendenti della società Anima un’esperienza indimenticabile di team building nello scenario dell’Hotel Cresta et Duc di Courmayeur con il progetto formativo “Rally Fotografico”. I partecipanti hanno dovuto superare alcune prove di abilità per verificare le loro doti

“rallystiche”: l’identificazione di oggetti strani, un percorso montano e la ricerca di indizi nel bosco. Ogni prova e il relativo superamento della stessa sono servite per mettere in gioco le abilità fisiche e psicologiche individuali e di squadra. Il gruppo è stato indotto a migliorare le capacità di intendersi e comunicare, e ha visto ogni singolo partecipante scoprire l’importanza del sapersi affidare con sicurezza alle scelte di un collega.

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MASSIMILIANO D'AURELIO*

Se i nomi google earth, youtube, paypal, directmeeting, mapquest, skype, conference call... vi dicono qualche cosa sarete già avvantaggiati nel trovare un filo conduttore nel seguente racconto che non è frutto di pura fantasia, ma la realtà odierna del business, home-based, o tele-commuting. E può accadere anche a voi una sera di mezza estate

Falso movimento entre mi avvicino al sito archeologico di Giza mi accorgo di come sia netto il confine tra l’area desertica del Sahara, alle spalle delle piramidi, e l’area suburbana del Cairo, come se in un preciso “confine” si passasse attraverso un passaggio spaziale/temporale con un salto di cinquemila anni. Mi trovo in questa parte del globo perché incuriosito da una notizia letta sulla pagina scientifica del Washington Post circa alcune similitudini tra la piramide egiziana di Cheope e quella del sole del sito archeologico di Teotihuacan in Messico. Prendo il righello, lo converto in metri, mi posiziono a una distanza ottimale e comincio a misurare uno dei quattro lati della base quadrata della piramide di Cheope: 215 metri. Non sono impazzito, infatti volo subito su Città del Messico e una volta individuato il sito archeologico di Teotihuacan mi avvicino alla piramide del sole e con lo stesso righello ne misuro uno dei lati: 215 metri. Identiche! Camilla, un po’ infreddolita e avvolta nel

M

*Massimiliano D'Aurelio Amministratore delegato Marketing that Works! max@marketingthatworks.us

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suo maglione di lana mi guarda ed esclama: incredibile! Appena ho letto la curiosa notizia ho pensato subito a Camilla che è da sempre affascinata dalle profezie Maya... and mistery. A differenza del Rum Pampero, non l’ho trovata nei peggiori bar di Caracas ma a colazione in un c o m u n i s s i m o Starbucks di Melbourne dove da sei mesi ha cominciato una collaborazione con uno studio di architettura australiano. Mi confida che la soluzione residence nella quale alloggia, proposta dall’azienda, comincia a risultarle un po’ impersonale e sarebbe alla ricerca di una soluzione abitativa meno “cosmopolita” e quindi lontana dal quartiere di Southbank, dove si trova l’ufficio e magari più a contatto con la natura. Mi chiede che ne penso del quartiere di Williamstown e, non essendo mai stato a Melbourne, mi assale la curiosità e...

“volo” a sbirciare. Faccio una passeggiata per Esplanade Street e le villette affacciate lungo la baia sembrano veramente belle e ci sono persino delle persone che stanno pescando. L’idea di svegliarsi la mattina con il canto dei gabbiani è decisamente un plus non indifferente ma dopo aver girato per Thompson Street e poi per Twyford Street, chiedo a Camilla se non sembra anche a lei che il vicinato sia più consono a una scrittrice alle prese con il suo nuovo romanzo da scrivere


Basta giri del mondo in ottanta giorni, la rivoluzione tecnologica di internet e dell’on-line hanno reso il pianeta... a portata di un click!

avvolta in un plaid di cashmire sulla spiaggia piuttosto che a un architetto in carriera che vive la casa esclusivamente come luogo in cui dormire e che spende gran parte del suo stipendio per sostenere il suo lifestyle a base di cene, musei, teatri ed eventi. La nostra chiacchierata viene interrotta da cinque lettere e un numero: “seat 2A” e subito dopo fa capolino il sorriso sornione di Alessio che è decisamente intenzionato a farci cuocere di invidia: «Biglietto fatto», ci dice, «domenica prossima a quest’ora sono in volo per Singapore! Mi sono prosciugato il mio programma Millemiglia». Camilla finge un attacco isterico ma è giusto un modo per avvisarci che per lei il tempo è tiranno e, quello che per noi sta per terminare, per lei è un giorno che deve ancora cominciare, e lanciando un bacio se ne va. Resto faccia a faccia con Alessio come due duellanti dopo i dieci passi, lui pronto a esplodere il colpo del suo viaggio “Singapore + Maldive”, io pronto a scaricagli contro un tamburo di consigli! Manco da Singapore da circa sette anni, e tutto potrebbe essere cambiato, quindi guardiamo insieme qualche brochures di hotels; ma, pur invertendo i fattori (i domini web degli hotels) il prodotto non cambia: tutto ha l’aria di essere uscito da un set fotografico dove figuranti posano innaturalmente e le ambientazioni sono rias-

sunte in un bouquet di rose su un comodino (che poi nemmeno ci saranno in realtà). Quindi facciamo la prova del nove e chiediamo l’aiuto del pubblico: curiosiamo tra i video della gente che ha pensato bene di filmare un’esperienza alberghiera in tutto il suo splendore oppure orrore. Digitiamo il nome della destinazione e di vari hotels e, come dei bambini che usano un tubo di carta come binocolo, guardiamo nel “tubo” i video e i commenti inerenenti le nostre ricerce. Standard rooms, suites, panorama dalla room 2305, servizio del room service, una vasca idromassaggio con finestra panoramica, receptions, pool area, punti di forza e debolezza dell’interior... c’è tutto! Persino un video che mi incanta di nostalgia nel rivedere le stesse poltrone dove un paio di volte ho assaporato un prelibato Singapore Sling al Raffles Hotel. Dopo venti minuti sappiamo in anticipo di tre settimane con che antipasto Alessio darà il via alla sua cena di First Class, come sarà il pigiama che le hostess, le famose Singapore Girls, gli faranno trovare nella sua suite vicino alla trousse di Ferragamo, dove si trovano i comandi per lo schermo al plasma di 19 pollici e, dopo altri cinque minuti, leggiamo persino il consiglio di un certo Skyer36 da Leeds che suggerisce nella pausa caffè all’angolo bar, il momento perfetto per

farsi preparare il letto nella suite del volo Londra-Singapore. Un “bleep bleep” fa da sfondo alla nostra chiacchierata ed è una nuova mail di ordine effettuato che è arrivata nella casella di posta di Alessio. «Questo è il suono che mi ricorda che da sognatore sono diventato imprenditore!», mi dice Alessio. L’amicizia con Alessio è nata casualmente poco più di un anno fa. Digitando qualche termine di marketing in un motore di ricerca aveva trovato il mio sito internet e, approfittando di un servizio rapido di risposta gratuita, ha pensato bene di inviarmi un text con riassunta in una frase un’intera aspirazione: «Sarei interessato a promuovere alcuni bellissimi teli mare, cordiali saluti». Dopo due mesi Alessio aveva dato ai suoi teli mare, prodotti in Tunisia, un brand, un’etichetta, una product philosophy, un business plan, un packaging, e avviato una rete di distribuzione telematica. Il tutto nonostante un comune denominatore: ci dividono ottomila chilometri di distanza, non ci siamo mai stretti la mano fisicamente e il suo showroom non ha mobili, pareti o commesse ma... tanti pixel e un’icona PayPal. Un click alla crocetta in alto a destra e concludo questa serata di cristalli liquidi. Tutto è rimandato a domani... il mondo è a portata di click!

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SU QUESTO NUMERO ABBIAMO PARLATO DI :

● Villa Repui

● Jaspe Hotel

Via del Pozzo, 21

Manor & Living

21023 Cardana di Besozzo (Va)

Loc. Poltu Quatu

Tel. 0331.24.59.61

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ALLA RIBALTA ● Eibtm www.eibtm.com

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Via Montecuccoli, 30/32 20147 Milano

INCENTIVE HOUSE ● S.D.C Service Via dei Motoristi, 87/A 00143 Roma

Tel. 02.41.49.42.14/217/279/338 Fax 02.41.49.42.04 cmb.italia@clubmed.com www.clubmed.it

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● Esplanade Hotel Resort & Spa Via delle Vigne, 149 6648 Minusio-Locarno Svizzera Tel. +41.91.73.58.585

Tel. 06.50.04.868 Fax 06.50.99.0855 info@sdcservice.com www.sdcservice.com

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Fax +41.91.73.58.586

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Strada Spicciano, 7

www.esplanade.ch

50028 Tavarnelle Val di Pesa (Fi) ● TA DMC - Portugal Avenida Dom João II, 1.16.1, 1990 - 083 Lisbona Tel. +351.21.89.25.400

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● Tenuta Moreno

Fax 055.80.64.77.77

C. da Moreno S.S. 7

info@castellodelnero.com

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Tel. 0831.77.49.60 Fax 0831.72.14.87

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Via Principe di Belmonte, 103/C

TA DMC - Spain

90139 Palermo

Travessera de Gracia, 85 - 3º - 1ª

Tel. 0942.24.402

08006 - Barcellona

Fax 0942.24.403

DESTINAZIONI

Tel. +34.93.36.80.138

info@angalahotels.it

● Turismo Irlandese

Fax +34.93.36.80.079

www.angalahotels.it

Ufficio per il turismo

info@tenutamoreno.it www.tenutamoreno.it

dell’isola d’Irlanda

spain@tadmc.es www.tadmc.com

● Kerzner International Resorts, Inc.

Tel. 02.58.17.73

14, Rue de Cambacérès

www.irlandamice.com

● B2U

75008 Parigi – Francia

Via San Martino, 19

Tel. +33.6.37.17.52.26

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www.b2u.it ● Azimut -

● Etna Convention Bureau Centro Congressuale e Fieristico Le Ciminiere Viale Africa 95129 Catania Tel. e Fax: 095.53.02.37

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Rappresentanza in Italia: Destinations srl

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Tourism Authority

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