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Una Bibbia a cielo aperto

Une Bibie sot dal cĂŽl An open-air Bible


Una Bibbia a cielo aperto Une Bibie sot dal cîl An open-air Bible

Cercivento (Udine) Çurçuvint (Udin) Italy


Una Bibbia a cielo aperto Une Bibie sot dal cîl An open-air Bible

L’obiettivo generale del progetto, formulato già nel 2010 dalla Parrocchia, dall’Amministrazione Comunale e da varie Associazioni del paese, è il seguente: attraverso la grande arte, favorire l’incontro di abitanti e visitatori con un testo fondamentale per la civiltà occidentale, La Sacra Scrittura. Nel 2012 si sono realizzate e benedette le prime opere, i primi 4 mosaici della piazza della Pieve. Negli anni seguenti si è completata la piazza e il progetto si è esteso per le vie del paese: “Via di Maria”, “Giudizio Universale”, “Trasfigurazione”, “Via della Misericordia”.


Fa bene all’animo incontrare la parola di Dio: “viva ed efficace” (Eb 4,12) in quanto ci cambia il cuore, “vera” – io sono la via, la verità e la vita (Gv 14,6), “eterna” – il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Mt 24,35). Fa bene trovarsi di fronte alle immagini del Signore, di Maria, dei Santi: una prova è stata la testimonianza di Nando Bonini (chitarrista di Vasco Rossi per molti anni) che nel 2015, proprio in questa piazza, raccontò la sua conversione. Il Secondo Concilio di Nicea (787, settimo ecumenico) afferma che le Sacre immagini vanno collocate, oltre che nelle chiese, anche nelle case e nelle vie perché quanto più vengono viste, tanto più quelli che le vedono sono portati al ricordo e al desiderio di ciò che esse rappresentano e a tributare ad esse rispetto e venerazione. “La vivificante croce, le venerande e sante immagini sia dipinte che in mosaico, debbono essere esposte nelle Sante Chiese di Dio, nelle sacre suppellettili e nelle vesti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l’immagine del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, o quella della Immacolata Signora nostra, la Santa Madre di Dio, degli Angeli degni di onore, di tutti i Santi e pii uomini. L’onore reso all’immagine, infatti, passa a colui che essa rappresenta”.

Iconografia: simboli, colori, prospettiva (Paolo Orlando) L’iconografia cristiana è suggerita e determinata dall’evento in cui Dio volle diventare un uomo: et Verbum caro factum est. Simboli Originariamente, il termine simbolo indicava sia l’atto di ricomporre l’oggetto spezzato tra due contraenti di un patto o di un contratto, sia il riconoscimento del singolo pezzo come parte dell’insieme (συμ-βολον). Le immagini – queste immagini – ci trasmettono uno sguardo simbolico, ci insegnano a guardare alla realtà divina raffigurata e ci insegnano a guardare alla realtà come ad una raffigurazione del divino; ci invitano a rivolgerci a uomini divinizzati (diventati santi) e ci invitano a diventare santi tra gli uomini. Nel linguaggio simbolico si trovano le parole per comprenderle. L’iconografia cristiana scopre proprio nei sentimenti e nei pensieri dell’uomo, diviso tra mondo carnale e realtà divina, ciò che è stato spezzato ed è normalmente percepito in modo antinomico, ma che invece è destinato ad essere unito ed armonizzato.


Colori Il fenomeno dei colori è un fenomeno superficiale, determinato in gran parte dalla luce riflessa che illumina le cose. L’organizzazione della superficie di una certa parte di materia vuol farsi impronta dell’impronta che Dio stesso ha lasciato. Il blu della profondità del cielo e dello Spirito; il blu dell’interrogazione e dell’intelligenza dell’uomo. Il bianco dell’alba, della luce abbacinante e del Figlio di Dio che si trasfigura; il bianco dell’inizio, del prima di tutto. Il rosso dell’empireo, presente nel fuoco portato dallo Spirito e nel sangue offerto dal Figlio, mistero del sole che tramonta e del Padre che si rivela; il rosso della violenza e del potere. Il porpora imperiale e della maestà divina. Il viola penitenziale. Il giallo della povertà, della rinuncia ascetica e della vocazione pontificale. Il verde della vita e dello spirito vivificante. Prospettiva La prospettiva pone e propone uno spettacolo davanti a chi guarda, ma con il rischio di relegarlo in un momento del passato oppure di ridurlo a oggetto da considerare in modo astratto. Si può però parlare di capovolgimento della prospettiva o di assenza della prospettiva, nel senso di un coinvolgimento personale di chi non solo guarda, ma diventa partecipe all’evento raffigurato ed entra in dialogo con le presenze evocate. La consapevolezza di ciò emerge in una memoria celebrata, in un rito liturgico, in cui viene ricostruito e attualizzato l’evento teofanico. Si riconosce, cioè, la reale possibilità di un contatto con l’eterno in un fatto verificatosi in un momento del tempo e in uno spazio circoscritto. Può ripetersi perché già avvenuto, è già avvenuto poiché ancora avviene. Non è vero, infatti, che non si veda nulla di ciò che speriamo, ma lo vediamo molto poco. Non vediamo il tutto desiderato, ma possiamo ragionevolmente rischiare di attenderlo, affidandoci, consegnando il nostro cuore al simbolo e alla promessa. Sulla piazza principale possiamo vedere delle opere musive realizzate nel corso degli ultimi dieci anni nell’ambito del progetto “Cercivento: una Bibbia a Cielo Aperto”. I mosaici s’ispirano alla tradizione musiva bizantina e rappresentano scene popolate da figure armoniose e nobili nella loro compostezza, ambientate su fondi oro che simboleggiano la luce divina, lo spirito, l’infinito. Il carattere teologico delle icone bizantine è quello di una finestra che porta nel mondo terreno un’immagine soprannaturale: le icone sono sempre frontali, vogliono esprimere lo sguardo di Dio sul mondo.


Per esprimere i misteri della vita di Cristo, i pittori di icone utilizzano molti mezzi: – il fondo d’oro come infinito; – la prospettiva estremamente ridotta per evitare la fuga dello sguardo nel lontano che sfugge alla vista; – la prospettiva rovesciata del mistero lontano che si avvicina a noi. La caratteristica più suggestiva delle icone bizantine è forse quella che prende il nome di prospettiva inversa: mentre solitamente nell’opera d’arte le linee di forza convergono verso un centro prospettico ideale posto all’interno dell’opera stessa e in cui lo sguardo viene attirato, nell’icona bizantina le linee di forza si dirigono in uno o più centri situati davanti e all’esterno dell’icona stessa, in direzione di colui che guarda. L’iconografia bizantina rimane ancorata a una visione bidimensionale che sottrae i soggetti alle leggi della realtà; i volti dei santi sono chiamati liki, ossia volti fuori dal tempo, resi eterni proprio dal loro essere immortalati sull’icona. Nella Bibbia viene documentata la storia e la cultura del popolo ebraico, il quale vive una particolarissima esperienza di relazione con Dio che trova il suo culmine nell’evento quasi incredibile dell’Incarnazione. Dio, il Creatore e Signore dell’universo, entra nella storia umana. Dio si è fatto uomo.


Tant che la figurazion de crôs, preseose e vivificant, ancje lis veneradis e sacris imagjinis a àn di jessi metudis fûr, oltri che tes santis glesiis dal Signôr, sui furniments e tai vistîts, sui mûrs e su pes taulis, tes cjasis e dilunc des stradis parcè che plui a son viodudis plui chei che lis viodin ur puartin rispiet e venerazion. E l’onôr proferît ae imagjine al passe a cui che al è figurât. Cheste convinzion, pandude tal lontan 787 dai Paris dal secont Concili di Nicee, e je stade il motôr e la anime dal progjet “Une Bibie sot dal cîl”, opare spieli fedêl di un principi suspirât e stimât tant che fonde tai prins secui de ere cristiane, che al insegne a cjalâ ae realtât come ae figurazion dal divin. Ogni sene, sedi inceant pe lûs spielade dai preseôs tassei dai mosaics, sedi vivificade dai colôrs, ognidun cui siei riferiments simbolics, cjamâts di significât e di sugjestion, sedi figurade dal pinel di artiscj, imortâi par braure e par nomee, e je buine di comovi il visitadôr che no nome al cjale, ma al partecipe al event figurât, al cjacare cu lis figuris, al memoree l’event za contât de Sacre Scriture. Vicende e veretât de peraule displeadis in chescj cuadris, bogns di fânus capî trop e cemût che nus podin insiorâ la anime, la ment; lis senis a son li, a testemoneâ che il sorenaturâl non à bandonât il mont teren, disorientât, sclagnît, malât, ma anzit a pandin cun fuarce la olmade dal Signôr su pe tiere. Ve alore che ogni imagjine e devente testemoneance dal Eterni, e va oltri il mont naturâl, lusint di lûs divine, di spirit, di infinît. In gracie de Bibie, il Signôr duncje al continue a cjacarâ ai oms di ducj i timps: devant des oparis esponudis tes nestris placis, dilunc des stradis, ogni visitadôr, part di chest mont teren, imperfet e finît, al capìs che si pues rivâ a une dimension che e va oltri chest mont, che e tint a no pandisi. Al è il misteri lontan che si svicine a nô. La Bibie e insegne che ogni event dal Antîc Testament si palese tant che premesse e prefigurazion de Salvece, donade dal Signôr a ducj i oms par mieç di Jesus Crist; cussì l’Antîc Testament al pant il so plen significât tal Gnûf. In cheste prospetive si capìs alore cemût che la creazion dal mont e dal om e prefiguri ae gnove creazion in Jesus Crist. La Anunciazion e scree cheste gnove creazion: Marie e je mari dal Signôr, incjarnât e fat om, e je vergjine mari, destinade a patî pe muart dal Fi: dîs iconis a fissin i moments fondamentâi de sô esperience straordenarie di mari, di creature nobile, ancilla domini, pronte ae ubidience e ae ufierte.


As the depiction of the cross, precious and vivifying, so the venerated and sacred images must be exposed not only in the holy churches of God, on furnishings and clothing, on the walls and on the boards, in houses and along the streets because the more they are seen, the more those who see them are brought to pay tribute to them for respect and veneration. And the honor given to the image goes to the one it represents. This conviction, expressed in the distant year 787 by the Fathers of the Second Council of Nicaea, was the motor and soul of the project “Una Bibbia a cielo aperto” (An open-air Bible), a faithful achievement of a dreamt wish and suggested as a foundation in the early centuries of the Christian Era, which teaches to look at reality as a divine representation Every scene – be it dazzling by the light reflected by the precious mosaic tiles, be it animated by the colors, each of which bears symbolic references, loaded with meaning and suggestion, be it depicted by the artist’s brush, immortal by skills and fame – is able to affect the visitor who not only looks but becomes a part of the depicted event, enters in dialogue with the figures, recalls and reconstructs the event already told by Sacred Scripture. Events and truth of the word rebuilt in these paintings are able to make us understand how and how much they can enrich the soul, the mind; the scenes are there, to testify that the supernatural has not abandoned the disoriented, impoverished, sick, earthly world but, indeed, expresses God’s glance on earth with strength. Here, then, every image becomes a witness of the Lord, transcends the natural world, irradiating it with divine light, spirit, infinity. Through the Bible, God continues to speak to men of all times: in front of the works exhibited in our squares, along the streets, every visitor, who takes part in this imperfect and finished earth, understands that it’s possible to draw on a dimension that exceeds this world, that tends to the ineffable. It’s the far-off mystery that comes close to us. The Bible teaches that every event of the Old Testament is a premise and a prefiguration of salvation, given by God to all men through Jesus Christ; so the Old Testament manifests its full meaning in the New. In the light of this reading, it is then understood how the creation of the world and of the man preludes to the new creation in Jesus Christ. The Annunciation marks the beginning of this new creation: Mary is the mother of God, incarnated and made man, she is the virgin female parent, destined to experience the sorrow for the death of the Son: ten icons set the fundamental moments of her extraordinary mother experience, of she as a chosen creature, ancilla domini (servant of God), ready for obedience and offer.


Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Dio degli dèi, perché il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Signore dei signori, perché il suo amore è per sempre.

Lui solo ha compiuto grandi meraviglie, perché il suo amore è per sempre.

Ha creato i cieli con sapienza, perché il suo amore è per sempre.

Ha disteso la terra sulle acque, perché il suo amore è per sempre.

Ha fatto le grandi luci, perché il suo amore è per sempre.

Il sole, per governare il giorno, perché il suo amore è per sempre.

La luna e le stelle, per governare la notte, perché il suo amore è per sempre.


SALMO 136 (135) – Inno all’amore e alla bontà di Dio

Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti, perché il suo amore è per sempre.

Sicon, re degli Amorrei, perché il suo amore è per sempre.

Da quella terra fece uscire Israele, perché il suo amore è per sempre.

Og, re di Basan, perché il suo amore è per sempre.

Con mano potente e braccio teso, perché il suo amore è per sempre.

Diede in eredità la loro terra, perché il suo amore è per sempre.

Divise il Mar Rosso in due parti, perché il suo amore è per sempre.

In eredità a Israele suo servo, perché il suo amore è per sempre.

In mezzo fece passare Israele, perché il suo amore è per sempre.

Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi, perché il suo amore è per sempre.

Vi travolse il faraone e il suo esercito, perché il suo amore è per sempre.

Ci ha liberati dai nostri avversari, perché il suo amore è per sempre.

Guidò il suo popolo nel deserto, perché il suo amore è per sempre.

Egli dà il cibo a ogni vivente, perché il suo amore è per sempre.

Colpì grandi sovrani, perché il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Dio del cielo, perché il suo amore è per sempre.

Uccise sovrani potenti, perché il suo amore è per sempre.


Momenti fondamentali della Storia della Salvezza Moments fondamentâi de Storie de Salvece Basic moments of the History of Salvation


Te place de Plêf, dîs mosaics a documentin i moments fondamentâi de Storie de Salvece che, de Creazion, e rive al colm tal event de Incjarnazion. Ten mosaics in Piazza della Pieve document the basic moments of the History of Salvation which, from Creation, finds its culmination in the event of the Incarnation.

La piazza della Pieve comprende in sé l’intero percorso che riassume i momenti fondamentali della storia della salvezza: sono dieci mosaici, realizzati dalla prestigiosa Scuola dei Mosaicisti di Spilimbergo, su bozzetti ideati e disegnati dal maestro Paolo Orlando. Dall’Antico al Nuovo Testamento, dalla Creazione alla Gerusalemme Celeste, la storia della Salvezza prende vita sulle facciate di edifici pubblici e di case private prospicienti la piazza. Le scene documentano tappe fondamentali della storia e della cultura del popolo ebraico, il quale vive una particolare esperienza di relazione con Dio. Tale esperienza trova il suo culmine nell’evento dell’Incarnazione, quando Dio, creatore e Signore dell’Universo, si fa Uomo, entra nella storia di tutti i popoli e di tutti gli uomini. Per i cristiani, la nuova alleanza con Dio conclude e porta a compimento l’antica. Lo stile artistico è quello classico dell’iconografia, ricco di riferimenti simbolici opportunamente descritti dai pannelli che corredano ogni singola opera. Si tratta di un intenso percorso di cultura e di riflessione spirituale, offerto a tutti coloro che cercano di accostarsi alla Sacra Scrittura, un testo fondamentale per la nostra civiltà occidentale.


1. LA CREAZIONE Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza Fasìn l’om sul nestri stamp, che nus semei (Gen 1,26)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Cjase da Int

Dimensioni 360x360 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

2. IL SACRIFICIO DI ISACCO Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito Cumò o sai che tu âs teme di Diu, che no tu mi âs rifudât nancje to fî (Gen 22,12)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Ufficio postale (facciata nord)

Dimensioni 200x165 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

3. L’ESODO Gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare I Israelits a lerin indenant a pît sut tal mieç dal mâr (Es 14,29)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Piazza della Pieve Edificio

Proprietà di Nicolina Matiz (facciata est)

Dimensioni 300x250 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

4. IL DONO DELLA LEGGE Se custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare S’o rispietais il gno pat, jo us tignarai come robe mê (Es 19,5)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Piazza della Pieve Edificio

Proprietà di Germano Di Vora (facciata est)

Dimensioni 390x250 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

5. LA PROFEZIA DI NATAN Io renderò stabile il trono del suo regno per sempre La to cjase e il tô ream a saran simpri davant di me (2 Sam 7,13)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Piazza della Pieve Edificio

Proprietà di Germano Di Vora (facciata est)

Dimensioni 390x250 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)


6. L’ANNUNCIAZIONE Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te Salve plene di gracie il Signôr al è cun te (Lc 1,28)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Pannello murale di sinistra sovrastante la piazza della Pieve

Dimensioni 200x300 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

7. LA PASSIONE (CROCIFISSIONE) Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce Si è sbassât inmò di plui fasinsi ubidient fint a la muart e a la muart di crôs (Fil 2,8)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Pannello murale sovrastante la piazza della Pieve

Dimensioni 205x305 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

8. LA RESURREZIONE Egli ci ha rigenerati mediante la resurrezione di Gesù Cristo dai morti Nus à fats tornâ a nassi midiant la resurrezion di Gjesù Crist dai muarts (1P 1,3)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Pannello murale sovrastante la piazza della Pieve

Dimensioni 205x305 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

9. LA PENTECOSTE Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo A restàrin ducj incolmâts di Spirtu Sant (At 2,4)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Pannello murale di destra sovrastante la piazza della Pieve

Dimensioni 200x300 Tecnica

Stampa su pannello di alluminio composito personalizzato

10. LA GERUSALEMME CELESTE Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro Ve’ la tende di Diu cui oms! Lui al starà framieç di lôr (Ap 21,3)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Facciata della sacrestia addossata al lato nord della chiesa

Dimensioni 190x250 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)


La Via di Maria La Vie di Marie The Way of Mary


Dilunc des stradis dal borc di Çurçuvint Disore si davuelç la Vie di Marie, cun senis che a memorein la centralitât de figure de Vergjine tes Sacris Scrituris. The Way of Mary extends along the streets of the village of Cercivento di Sopra: its scenes recall the centrality of the figure of the Virgin in the Holy Scriptures.

Lungo le strade del borgo di Cercivento di Sopra si sviluppa la Via di Maria. Le icone sono state ideate, disegnate e anche dipinte dall’artista Paolo Orlando, con speciali colori, adatti a resistere agli agenti atmosferici. Le scene ricordano la centralità della figura e del ruolo della Santa Vergine Maria nelle Sacre Scritture, dal misterioso e solenne momento dell’Annunciazione alla Natività, alla Presentazione al Tempio, al primo miracolo, fino alla Crocifissione di Cristo, passando attraverso significativi momenti legati all’infanzia e all’età adulta di Gesù. Accanto a lui, Maria custodisce il mistero, china il capo, ubbidiente alla volontà di Dio; trepida, veglia su quel Figlio, inviato dal Padre sulla terra, dono di redenzione e di salvezza. Maria non è soltanto la prima dei salvati, è anche Madre di Colui che salva; ed è ancora lei che si inchina verso il Figlio per intercedere nei confronti di tutta l’umanità. Sotto la croce, durante la Passione, Maria offre la sua sofferenza assieme a quella del Figlio. “Anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc. 2,35): queste erano state le parole profetiche rivolte a Maria da Simeone, destinate ad avverarsi con sorprendente e drammatica precisione.


6. L’ANNUNCIAZIONE (LA NUOVA CREAZIONE) Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te Salve plene di gracie il Signor al è cun te (Lc 1,28)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Pannello murale di sinistra sovrastante la piazza della Pieve

Dimensioni 200x300 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)

12. LA VISITAZIONE L’anima mia magnifica il Signore La mê anime e cjante la grandece dal Signôr (Lc 1,46) Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Proprietà di Renzo e Marco Di Vora (facciata nord-ovest)

Ubicazione Via Da Vile Dimensioni 150x200 Tecnica

Icona dipinta con colori minerali KEIM su pannello in alluminio alveolare e cornice in acciaio

13. LA NATIVITÀ DI GESÙ Gloria a Dio nel più alto dei cieli Glorie a Diu tal plui alt dai cîi (Lc 2,14) Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Via Da Vile 11 Edificio

Proprietà di Teresa Della Pietra (facciata est)

Dimensioni 150x200 Tecnica

Icona dipinta con colori minerali KEIM su pannello in alluminio alveolare e cornice in acciaio

14. LA PRESENTAZIONE AL TEMPIO I miei occhi hanno visto la tua salvezza I miei vôi àn viodude la tô salvece (Lc 2,30) Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Via da Vile – incrocio Via da Visinie Edificio

proprietà di Luciano Di Vora (facciata sud-est)

Dimensioni 150x200 Tecnica

Icona dipinta con colori minerali KEIM su pannello in alluminio alveolare e cornice in acciaio

15. GESÙ TRA I DOTTORI Io devo occuparmi delle cose del Padre mio Jo o scuen stâ daûr a lis robis di gno Pâri (Lc 2,49) Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Via da Vile 40 Edificio

Proprietà di Dorino De Rivo (facciata sud)

Dimensioni 150x200 Tecnica

Icona dipinta con colori minerali KEIM su pannello in alluminio alveolare e cornice in acciaio


16. LE NOZZE DI CANA Qualsiasi cosa vi dica, fatela Faseit dut ce che us disarà (Gv 2,5) Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Via Fontane 1 Edificio

Proprietà di Giuliano Dassi (facciata ovest)

Dimensioni 150x200 Tecnica

Icona dipinta con colori minerali KEIM su pannello in alluminio alveolare e cornice in acciaio

17. LA VERA BEATITUDINE Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano Fortunâts chei ch’ai scoltin la peraule di Diu e la metin in pratiche (Lc 11,28) Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Via Da Vile 6 Edificio

Proprietà di Roberto e Enzo Di Vora (facciata nord-ovest)

Dimensioni 150x200 Tecnica

Icona dipinta con colori minerali KEIM su pannello in alluminio alveolare e cornice in acciaio

18. MARIA SOTTO LA CROCE Ecco tua madre! Vè chi tô mari! (Gv 19,27) Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Ubicazione Via di Sore 72 Edificio

Proprietà di Mario Vezzi (facciata sud)

Dimensioni 150x200 Tecnica

Icona dipinta con colori minerali KEIM su pannello in alluminio alveolare e cornice in acciaio

9. LA PENTECOSTE Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo A restàrin ducj incolmâts di Spirtu Sant (At 2,4)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Pannello murale di destra sovrastante la piazza della Pieve

Dimensioni 200x300 Tecnica

Stampa su pannello di alluminio composito personalizzato

10. L’INCORONAZIONE DI MARIA Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro Ve’ la tende di Diu cui oms! Lui al starà framieç di lôr (Ap 21,3)

Artista

Maestro Paolo Orlando di Doberdò del Lago

Edificio

Facciata della sacrestia addossata al lato nord della chiesa

Dimensioni 190x250 Tecnica

Mosaico artistico parietale in smalti veneziani, a tecnica diretta (bizantina)


La Via della Misericordia La Vie de Misericordie The Way of Mercy


La Vie de Misericordie si ispire a episodis biblics significatîfs revocâts de bole di indizion dal Jubileu de Misericordie, volût di pape Francesc tal 2016. The Way of Mercy is inspired by significant biblical episodes evoked by the Bull of Indiction of the Jubilee of Mercy, wanted by Pope Francis in 2016.

La via della Misericordia si ispira ad alcuni episodi biblici evocati dalla “Misericordiae vultus” la bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia, voluto da papa Francesco nell’anno 2016. Si sono ricercate opere significative di grandi artisti che avevano rappresentato quegli episodi e, dopo debita autorizzazione, esse sono state riprodotte con la tecnica della fotoceramica. I limiti di tempo delle opere vanno dal 1378 (La Creazione di Giusto de’ Menabuoi) al 1994, anno della realizzazione del Gesù Misericordioso (Piotr Moskal). Ogni visitatore, camminando lungo le vie del borgo, come per incanto si ritrova davanti a quadri di Raffaello, di Caravaggio, di Tintoretto, di Tiepolo, di Beato Angelico… e può immaginare di trovarsi virtualmente nei musei o nelle chiese che custodiscono quei capolavori. E mentre gli occhi si nutrono di arte e di bellezza, l’anima vive un’intensa esperienza spirituale. Dopo aver posato lo sguardo su quelle immagini, ci si sente nutriti di parole sante, di buoni valori; davanti a ogni scena, la riflessione diventa forza che cura le nostre fragilità, luce che indica la strada quando siamo smarriti, confusi, incerti.


21. LA CREAZIONE DEL MONDO

Artista

Giusto D Menabuoi (1330 circa – 1390)

Collocazione Cattedrale di Padova, battistero Edificio

Proprietà di Luisa Morassi (facciata ovest)

Ubicazione Via Cjabie 2 Dimensioni 300x210 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

22. LA CONSEGNA DELLE TAVOLE DELLA LEGGE

Artista

Raffaello Sanzio (1483-1520)

Collocazione Roma, Palazzi Vaticani, 9a volta della loggia di Raffaello Edificio

Proprietà di Armide Morassi (facciata sud)

Ubicazione Via Cjabie 1 Dimensioni 150x180 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

23. IL DISCORSO DELLA MONTAGNA E GUARIGIONE DEL LEBBROSO

Artista

Cosimo Rosselli (1439-1507)

Collocazione Roma, Vaticano, Cappella Sistina Edificio

Proprietà di Marino Della Pietra (facciata ovest)

Ubicazione Via Cjabie 5 Dimensioni 270x450 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

24. LA VOCAZIONE DI SAN MATTEO

Artista

Caravaggio – Michelangelo Merisi (1571-1610)

Collocazione Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi Edificio

Proprietà di Alberto Della Pietra (facciata nord)

Ubicazione Via Cjabie 18 Dimensioni 180x180 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

25. LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI

Artista

Tintoretto – Jacopo Robusti (1519-1594)

Collocazione Venezia, Scuola Grande di San Rocco Edificio

Proprietà di Cristian Clocchiatti (facciata est)

Ubicazione Via Cjabie 26 Dimensioni 240x240 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica


26. IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO

Artista

Rembrandt H. van Rijn (1606-1669)

Collocazione San Pietroburgo, museo dell’Ermitage Edificio

Proprietà di Orlanda Della Pietra (facciata ovest)

Ubicazione Via Cabie 19 Dimensioni 270x210 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

27. LA CROCIFISSIONE

Artista

G.B. Tiepolo (1696-1770)

Collocazione Burano (VE), Chiesa di San Martino Edificio

Proprietà di Annarita Piazza (facciata nord)

Ubicazione Via Cjabie 38 Dimensioni 120x210 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

28. LA CONVERSIONE DI SAULO

Artista

Caravaggio – Michelangelo Merisi (1571-1610)

Collocazione Roma, Santa Maria del popolo Edificio

Proprietà di Elena Della Pietra (facciata ovest)

Ubicazione Via Cjabie 44 Dimensioni 300x210 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

29. GESÙ MISERICORDIOSO

Artista

Piotr Moskal

Collocazione Roma, chiesa di Santo Spirito in Sassia Edificio

Proprietà di Dino Pitt (facciata sud)

Ubicazione Via Cjabie 31 Dimensioni 180x120 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica

30. L’INCORONAZIONE DELLA VERGINE

Artista

Beato Angelico (1395-1455)

Collocazione Firenze, Galleria degli Uffizi Edificio

Proprietà di Elena Della Pietra (facciata nord)

Ubicazione Via Cjabie 48 Dimensioni 360x360 Tecnica

Fotoriproduzione su piastrelle di ceramica


Il buon Samaritano Il bon Samaritan The good Samaritan E chi è mio prossimo? Ma cui isal il gno prossim? And who is my neighbor? (Luca 10,29)

Il percorso della Via della Misericordia trova la sua naturale conclusione davanti alla coppia di mosaici esposti sulla facciata laterale del municipio, la Casa dove si lavora per il bene dell’intera comunità, dove si raccolgono le istanze dei cittadini e si affrontano con particolare sollecitudine i bisogni delle fasce più fragili, trovando efficaci strategie per soddisfarli. I pannelli raccontano l’episodio del Buon Samaritano, l’uomo compassionevole, generoso con chi si trova nel bisogno e nella difficoltà. Essere misericordiosi significa appunto nutrire sentimenti di compassione e di pietà per la sventura del nostro prossimo: e tali sentimenti ci inducono ad aiutare, senza esitazione. Va’ e anche tu fa’ così (Lc 10,37): l’esortazione del Maestro, suffragata da un esempio così efficace, non lascia possibilità di dubbio e induce a riflettere su uno degli insegnamenti cardine della sua predicazione: il precetto dell’amore.


La Trasfigurazione La Trasfigurazion The Transfiguration Questi è il figlio mio, l’amato: ascoltatelo! Chel chi al è gno Fi, il plui cjâr: scoltaitlu! This is my beloved Son. Listen to him. (Marco 9,7)

L’opera, l’ultima realizzata da Raffaello, quando il grande artista morì nel 1520 fu esposta al suo capezzale, al Pantheon, dove ancor oggi sono custodite le sue spoglie. La sua originalità consiste nella tensione creata dalla compresenza di due parti, in alto il Cristo luminoso trasfigurato e in basso la scena dell’ossesso indemoniato. I due episodi appaiono l’uno di seguito all’altro nel Vangelo di Luca. Raffaello, nel giustapporre i due avvenimenti, ha accentuato ancor più il contrasto fra la trasparenza luminosa del Cristo trasfigurato ed il buio della condizione umana. L’ossesso, circondato dai suoi cari e da nove apostoli, è lì a manifestare l’umanità nella sua assenza di luce. Dio e l’uomo sembrano – al di fuori di Cristo – come impossibilitati a toccarsi. Il Cristo trasfigurato è segno profetico della sua vittoria sulla morte. Egli si trasfigura manifestando la sua gloria ed il suo trionfo, mentre il maligno ha un sussulto che presagisce la propria sconfitta.


Il Giudizio Universale Il Judizi Universâl The Last Judgment Ho avuto fame e... ero straniero e… O ai vude fan e... o jeri forest e... For I was hungry and... I was a stranger and... (Matteo 25,35)

Michelangelo pose mano alla monumentale opera nel 1536, 24 anni dopo aver affrescato la volta della cappella Sistina. La grandiosa rappresentazione segna un cambiamento radicale rispetto alla tendenza decorativa presente negli affreschi della volta: con l’eliminazione di ogni armatura architettonica e spaziale e la libera raffigurazione di masse di figure ignude, Michelangelo traduce la parete della Sistina in un cielo indeterminato, in cui una molteplicità di figure si addensa in gruppi disarticolati, ma partecipi di un vorticoso movimento rotatorio che si incardina nel severo, possente gesto del Cristo giudice, al centro della raffigurazione. La scena esprime una visione grandiosa e nello stesso tempo tragica della condizione e del destino dell’umanità, che non dissimula la propria angoscia di fronte all’estrema sentenza divina; si configura così come testimonianza di un’epoca di forti contrasti e di laceranti tensioni religiose su cui incombevano fosche le ombre della riforma protestante.


I Discepoli di Emmaus I Dissepui di Emaus The Disciples of Emmaus Resta con noi perché si fa sera. Reste cun nô parcè che e ven la sere. Stay with us, for it is nearly evening and the day is almost over. (Luca 24,29)

Il vangelo di Luca descrive l’episodio con scrupolosi dettagli (Lc 24,13-35), raffigurati dal maestro Paolo Orlando in suggestive scene sulle volte dell’atrio della casa canonica. Il pomeriggio di Pasqua due discepoli in cammino da Gerusalemme a Emmaus, tristi in volto, sono smarriti se non sbigottiti per i recenti fatti accaduti al profeta potente in opere e in parole, condannato e crocifisso; disorientati e forse delusi perché il suo corpo nel sepolcro non c’era più. Condividono le loro perplessità con il misterioso pellegrino che li accompagna lungo la via; e solo quando costui spezza il pane, i loro occhi si aprono, i loro cuori sentono l’ardore delle parole che tante volte avevano ascoltato dal loro Maestro. Gesù è risorto! Eppure quei discepoli a Lui già fedeli hanno avuto bisogno di ulteriore conferma per credere alla parola dei profeti, per convincersi che davvero Gesù era il Cristo, venuto tra gli uomini per sperimentare l’abbandono e il rifiuto “umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce” (Fil 2,8), e per risorgere il terzo giorno e salire alla destra del Padre.


Percorsi Bibbia a cielo aperto Momenti fondamentali della Storia della Salvezza 1. LA CREAZIONE 2. IL SACRIFICIO DI ISACCO 3. L’ESODO 4. IL DONO DELLA LEGGE 5. LA PROFEZIA DI NATAN 6. L’ANNUNCIAZIONE 7. LA PASSIONE 8. LA RESURREZIONE 9. LA PENTECOSTE 10. LA GERUSALEMME CELESTE 11. IL BUON SAMARITANO La Via di Maria 6. L’ANNUNCIAZIONE 12. LA VISITAZIONE 13. LA NATIVITÀ DI GESÙ 14. LA PRESENTAZIONE AL TEMPIO 15. GESÙ TRA I DOTTORI 16. LE NOZZE DI CANA 17. LA VERA BEATITUDINE 18. MARIA SOTTO LA CROCE 9. LA PENTECOSTE 10. L’INCORONAZIONE DI MARIA 19. LA TRASFIGURAZIONE 20. IL GIUDIZIO UNIVERSALE La Via della Misericordia 21. LA CREAZIONE DEL MONDO 22. LA CONSEGNA DELLE TAVOLE DELLA LEGGE 23. IL DISCORSO DELLA MONTAGNA 24. LA VOCAZIONE DI SAN MATTEO 25. LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI 26. IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO 27. LA CROCIFISSIONE 28. LA CONVERSIONE DI SAULO 29. GESÙ MISERICORDIOSO 30. L’INCORONAZIONE DELLA VERGINE E LA COMUNIONE DEI SANTI 31. I DISCEPOLI DI EMMAUS, L’EMMANUELE NEL VANGELO DI MATTEO, IL SEGRETO MESSIANICO NEL VANGELO DI MARCO


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Foto Ulderica Da Pozzo Fotografa di professione, carnica, originaria di Ravascletto, racconta il territorio con immagini emozionali che ne descrivono l’anima profonda e spirituale. Dai suoi lavori sono stati realizzati libri, mostre e pubblicazioni. Alessandro Nazzi Appassionato fin da ragazzo di fotografia, è riuscito col tempo a fare di questa arte il suo lavoro. Documenta con uno sguardo inconsueto le valenze paesaggistiche della Carnia e del Friuli. Stefano Piazza Collaboratore parrocchiale, abita a lavora a Sutrio, fotografo amatoriale mette a disposizione gratuitamente la sua passione alla comunità. Nicola Silverio Appassionato di fotografa paesaggistica e live photography, ha trasformato la sua passione in lavoro specializzandosi principalmente nel reportage.

Testi Paolo Orlando Teologo ed iconografo, noto in Italia e all’estero, ha collaborato per la realizzazione delle immagini fin dall’inizio del progetto. Serena Selenati Insegnante, originaria di Sutrio, profonda conoscitrice della cultura e delle tradizioni locali e sensibile interprete del progetto Una Bibbia a Cielo Aperto.

ISBN 978-88-96386-60-6

euro 12,50


Una bibbia a cielo aperto  

Une Bibie sot dul cìl - An open air Bible

Una bibbia a cielo aperto  

Une Bibie sot dul cìl - An open air Bible