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Poste italiane S.p.A. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, NE/UD

Autorizzazione del Tribunale di Gorizia n 5/03 del 9.9.2003

Trimestrale anno VIII n° 27 dicembre 2010 Euro 20,00

ISSN 1974-3327

EdicomEdizioni

27.

ilProgettoSostenibile

Ricerca e tecnologie per l’ambiente costruito

L’IMPRONTA AMBIENTALE DEL COSTRUITO Dalla pianificazione strategica alla VAS: verso una nuova razionalità di Piano • L’evoluzione degli indicatori di benessere: dall’economia agli indici di sostenibilità • Metodi di valutazione e indicatori dell’impronta ambientale a scala urbana • Valutazione della sostenibilità degli edifici: lo sviluppo normativo CEN • Net Zero Energy Building: metodi e strumenti per l’analisi energetica nel processo edilizio • LEED: un approccio olistico alla certificazione energetica. Metodologia di un rating system per gli edifici storici • Criteri di ecologicità e certificazione ambientale dei prodotti edilizi Studi e ricerche Normativa nazionale sulla certificazione energetica e ambientale degli edifici • Opportunità e criticità nell’analisi del bilancio energetico di un edificio • Integrazione tra LCA e LCC: sviluppo di un modello di valutazione economico-ambientale • La selezione dei materiali nei sistemi di certificazione energetico ambientale • Studi di Sostenibilità Ambientale per i Piani Particolareggiati: il caso dei Progetti Urbanistici Operativi della Regione Liguria • Il “cantiere LEED”: attività ed esempi di misure per costruire in modo sostenibile • Modelli di architettura sostenibile: valutazioni tecnico-economiche ai sensi del protocollo ITACA Marche • Paesaggi e passaggi d’acqua: il Velino e lo spazio pubblico della città di Rieti • Tecnologie Il verde in architettura


27. ilProgettoSostenibile L’impronta ambientale del costruito

FOCUS

6.

STUDI E RICERCHE

Dalla pianificazione strategica alla VAS: verso una nuova razionalità di Piano Maria Rosa Vittadini

58.

Opportunità e criticità nell’analisi del bilancio energetico di un edificio Jacopo Gaspari, Dario Trabucco

12.

L’evoluzione degli indicatori di benessere: dall’economia agli indici di sostenibilità Paco Melià

62.

Integrazione tra LCA e LCC: sviluppo di un modello di valutazione economico-ambientale Francesca Thiébat

20.

Metodi di valutazione e indicatori dell’impronta ambientale a scala urbana Paola Caputo

68.

La selezione dei materiali nei sistemi di certificazione energetico ambientale Adriano Magliocco, Eleonora Ardissone, Chiara Piccardo

28.

Valutazione della sostenibilità degli edifici: lo sviluppo normativo CEN Mario Grosso

72.

34.

Net Zero Energy Building: metodi e strumenti per l’analisi energetica nel processo edilizio Roberto Giordano, Silvia Tedesco

Studi di Sostenibilità Ambientale per i Piani Particolareggiati: il caso dei Progetti Urbanistici Operativi della Regione Liguria Andrea Giachetta

76.

Il “cantiere LEED”: attività ed esempi di misure per costruire in modo sostenibile Michela Dalprà

80.

Modelli di architettura sostenibile: valutazioni tecnico-economiche ai sensi del protocollo ITACA Marche Davide Di Fabio, Fausto Pugnaloni, Roberto Fioretti, Paolo Principi

84.

Paesaggi e passaggi d’acqua: il Velino e lo spazio pubblico della città di Rieti Alessia Ferretti

42.

48.

LEED: un approccio olistico alla certificazione energetica. Metodologia di un rating system per gli edifici storici Stefano Rugginenti, Chiara Franchini Criteri di ecologicità e certificazione ambientale dei prodotti edilizi Andrea Campioli, Monica Lavagna

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34


TECNOLOGIE

ilProgettoSostenibile Ricerca e tecnologie per l’ambiente costruito

90.

Il verde pensile Matteo Fiori

Rivista trimestrale Anno 8 - n° 27 dicembre 2010 ISSN 1974-3327

96.

Mitigazione dell’inquinamento urbano con le piante Rita Baraldi, Francesca Rapparini, Camilla Chieco, Annalisa Rotondi

Registrazione Trib. Gorizia n. 5/03 del 9.9.2003 numero di iscrizione ROC: 8147 Direttore responsabile: Ferdinando Gottard Coordinamento editoriale: Anna Raspar

100.

Coperture a verde pensile: prestazioni idrologiche Luca G. Lanza, Anna Palla

104.

Il verde verticale: effetti energetici di un sistema di rivestimento Ugo Mazzali, Fabio Peron, Valeria Tatano

Direzione scientifica Focus: Gianni Scudo Segreteria scientifica Focus: Alessandro Rogora Comitato scientifico Focus: Isabella Amirante, Carlotta Fontana, Robert Hastings, Virginia Gangemi, Rosario Giuffrè, Mario Grosso, J. Lopez de Asiain, Fabrizio Orlandi, Rossanna Raiteri, Marco Sala, Mat Santamouris, Rafael Serra, Willi Weber, Simos Yannas Redazione: Lara Bassi, Lara Gariup Progetto grafico: Marco Klobas Editore: EdicomEdizioni - Monfalcone (Go) Redazione e amministrazione Editore: Via I Maggio 117 - 34074 Monfalcone - Gorizia tel. 0481.484488, fax 0481.485721 e-mail: redazione@edicomedizioni.com Pubblicità: EdicomEdizioni Stampa: Grafiche Manzanesi - Manzano (UD) Stampato interamente su carta riciclata da fibre selezionate Prezzo di vendita: euro 20,00 Abbonamenti: Italia: euro 50,00 - Estero: euro 100,00 Gli abbonamenti possono iniziare, salvo diversa indicazione, dal primo numero raggiungibile in qualsiasi periodo dell’anno. Distribuzione in libreria Joo Distribuzione - via F. Argelati, 35 - Milano La direzione lascia agli autori piena responsabilità degli articoli firmati. È vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, disegni e foto se non espressamente autorizzata dall’editore.

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4 _ ilProgettoSostenibile 27

Gianni Scudo

FOCUS

Editoriale

Prendo spunto dalla recente conclusione della XVI conferenza ONU sui cambiamenti climatici che ha portato qualche risultato, soprattutto rispetto al fallimento di quella precedente a Copenhagen. L’accordo raggiunto prevede la riconferma dopo il 2012 del protocollo di Kyoto potenziandolo con un obiettivo di taglio delle emissioni climaalteranti dal 25 al 40% (rispetto al ‘90) entro il 2020, accompagnato da misure finanziarie – un consistente “green Climate Fund” – e sblocco dei trattati strategici (come il REDD+ sulla protezione delle foreste tropicali). Tutto bene allora? Ci stiamo realmente avviando verso quella riduzione dell’aumento della temperatura del pianeta che dovrebbe essere contenuta entro i due gradi oltre i quali si concretizzerebbero i disastri ambientali previsti dall’IPPC e ben comunicati da molti guru dell’ambientalismo? Non proprio, perché esiste ancora un forte divario non solo tra previsioni scientifiche e scelte strategiche globali delle organizzazioni mondiali ma anche fra queste scelte globali e le politiche locali “annunciate” e poco attuate, in gran parte per il prevalere di una visione economicista della crescita che tende ad inibire le iniziative di valorizzazione delle risorse energetiche, produttive e culturali in una prospettiva di sviluppo locale del territorio che include a sua volta una revisione radicale dei nostri modi di progettare, costruire ed abitare. In questo contesto la situazione dell’Italia e, in generale, anche di altri paesi mediterranei, è piuttosto critica in parte per motivi molto profondi di carattere ontologico/culturale (il rapporto di dominio assoluto dell’uomo sulla natura che caratterizza le religioni monoteiste e la visione prometeica delle filosofie occidentali), difficili da modificare, in parte per un rapporto con il paesaggio costruito che, legato alle motivazioni citate e a condizioni strutturali critiche, è distante dal riconoscere lo stretto legame di dipendenza/cooperazione tra servizi degli ecosistemi ed attività produttive, in particolare quelle legate al settore delle costruzioni. In questo contesto culturale, le azioni di trasformazione ambientale (attraverso piani e progetti) alle diverse scale sono prevalentemente basate sulla sussidarietà discendente al fine di “avvicinare” le popolazioni interessate alle decisioni che le riguardano, e limitano lo sviluppo di sussidarietà ascendente che parte dai valori e dai problemi ambientali della scala locale per dialogare e interagire con le scale di ordine superiore, come sottolinea Maria Rosa Vittadini nel suo intervento. La necessità di sviluppare una nuova razionalità di piano è legata anche al controllo multiscalare del prelievo e dall’immissione negli ecosistemi che supera la biocapacità complessiva del pianeta; di qui la necessità di sviluppare nuovi indicatori di benessere che, superando il riduzionismo economicista del PIL (Prodotto Interno Lordo), descrivano in modo sincretico e multidimensionale l’interazione strutturale fra gli aspetti economici, ecologici e sociali della sostenibilità, come ben argomenta l’intervento di Paco Melià. Un focus importante sugli indicatori riguarda quelli che valutano il metabolismo urbano, cioè i flussi di materia, energia ed informazione che alimentano le città e determinano la loro impronta ecologica la quale attualmente supera la metà di quella di tutto il pianeta e che è destinata ad aumentare con il progressivo concentrarsi delle popolazioni negli agglomerati urbani. La valutazione dell’impronta ambientale urbana è un problema assai complesso, come sottolinea il contributo di Paola Caputo poiché questa varia molto al variare dei tessuti urbani e del loro uso all’interno della stessa città e non è facilmente quantificabile in tutti gli aspetti della vivibilità (come il comfort nei periodi di sovrariscaldamento sia negli edifici che negli spazi urbani) che non coinvolgono direttamente flussi di risorse energetiche convenzionali.


Focus _ 5

Figura 1. Il quartiere di Hammarby Sjöstad, Stoccolma (foto:Hans Kylberg).

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Un importante contributo nella direzione della sostenibilità nelle fasi di progettazione e costruzione degli edifici sono l’insieme di norme tecniche (CEN/TC 350 ed ISOTC/59/SC 17) che presenta Mario Grosso nel suo intervento. L’aspetto innovativo della proposta consiste nel fatto che essa definisce un quadro generale che permette di correlare le tre dimensioni della sostenibilità – ambientale, sociale ed economica – a livello di progetto, costruzione e prodotti fuori opera. La norma spinge ad una elevata sussidarietà tra le fasi con un approccio di tipo sistemico che permette, ad esempio, di eseguire verifiche di sostenibilità in tutte le fasi del progetto a partire da quelle iniziali che spesso costituiscono un’attività critica sottovalutata. Nel campo della sostenibilità ambientale degli edifici l’articolo di Roberto Giordano e

Silvia Tedesco fornisce un originale contributo alla definizione del bilancio energetico complessivo di un edificio, sommando il valore del contenuto di energia primaria (la “embedded energy”) al fabbisogno di energia primaria e muovendosi quindi nella direzione degli indicatori che potranno relazionarsi con le nuove direttive europee e contribuire alla definizione di metodologie di calcolo per edifici ad energia quasi zero. Il contributo di Andrea Campioli e Monica Lavagna è un’utile bussola per orientarsi nell’intricata selva italiana della certificazione ambientale sui materiali, componenti e sistemi costruttivi edilizi. Due approcci e logiche diverse – la valutazione multicriterio a punteggio e la valutazione ambientale del ciclo di vita – si intrecciano nel contesto italiano caratterizzato da grande incertezza e limitazione “non

casuale” della comunicazione ambientale istituzionale e dalla ridondanza di comunicazione aziendale che rende le scelte tecnologiche spesso ambientalmente aleatorie. Ancora più scarsa è l’informazione disponibile per operare interventi di rigradazione energetica in edifici storici sottoposti a vincolo. Il contributo di Stefano Rugginenti e Chiara Franchini sulla definizione di un approccio olistico alla certificazione energetica in edifici storici dà un contributo in questa direzione. Partendo da una metodologia di valutazione esistente consolidata (LEED) elabora un processo di calcolo semplificato, flessibile e reattivo alle caratteristiche intrinseche di ciascun edificio storico.


FOCUS

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LEED: un approccio olistico alla certificazione energetica. Metodologia di un rating system per gli edifici storici

Stefano Rugginenti Chiara Franchini Politecnico di Milano

La norma europea per l’efficienza energetica in edilizia e la conseguente coniugazione alle normative nazionali prima e regionali poi, ha generato una sorta di rivoluzione nel modo di realizzare gli edifici; i materiali sono cambiati bruscamente, con un abbassamento dei valori di trasmittanza delle componenti opache e trasparenti, gli impianti sono migliorati per efficienza e si sono evoluti e differenziati per tecnologia e le risorse rinnovabili, per obbligo o per scelta, compaiono sempre più frequentemente nelle soluzioni residenziali. La norma lavora su due approcci, da una parte fissando parametri progettuali e dall’altra delegando al mercato una tendenza al miglioramento degli edifici attraverso le diverse procedure di certificazione Il lavoro propone una semplice modalità energetica, definizione italiana per energy labeling. di applicazione agli edifici storici, tanto frequenti Energia ed Ambiente possono apparentemente sembrare una sfida di ed estremamente importanti nella realtà tipo tecnologico ma in realtà si tratta anche di una scommessa socioitaliana, del sistema LEED nato, al contrario, culturale: un processo volto a cambiare in modo radicale le abitudini del cittadino, inteso sia come soggetto sociale sia come figura profesper gli edifici di nuova realizzazione. sionale che opera nei diversi settori. Energy labeling è, come definito dal nome, una modalità di valutazione del comportamento energetico dell’edificio e non della sostenibilità a tutto tondo dello stesso, che necessiterebbe una analisi estesa ad altri fattori.

Figura 1. Esempio di modifica per un credito in cui, pur rimanendo nominalmente lo stesso di EBOM, viene variato il range di acquisizione come pure le modalità di conseguimento. 1


Focus _ 43

Il GBC (Green Building Council) Italia nasce come parte integrante di un movimento più ampio, lo USGBC, associazione che si pone come obiettivo primario la diffusione di standard per l’edilizia sostenibile a livello internazionale. Il consenso generato dalle proposte sul tema della sostenibilità all’interno del settore edile proposte da quest’ultima ha fatto sì che potesse svilupparsi e contemporaneamente affermarsi il sistema di certificazione indipendente LEED®: Leadership in Energy and Environmental Design e gli standard LEED riconosciuti a livello internazionale come soluzioni per la certificazione di edifici progettati, costruiti e gestiti in maniera sostenibile ed efficiente. LEED® Green Building Rating System è uno standard volontario, atto a supportare e certificare progettazione, costruzione e funzionamento di un edificio “verde” di successo. Tale sistema incoraggia e stimola la competizione all’interno del settore, producendo nuovi processi orientati al tema delle performance ambientali e promuove un approccio globale alla sostenibilità fornendo un riconoscimento alle performance ambientali di qualità orientate al conseguimento della salute umana ed ambientale. Il sistema è in continua evoluzione e basato su una filosofia di miglioramento continuo che si appoggia su un ampio patrimonio di conoscenze ed esperienze favorite da una comunità di attori a livello internazionale. GBC ITALIA ha iniziato, promuovendo e coordinando le connessioni tra i diversi attori, il processo di implementazione e traduzione dei contenuti LEED per il mercato italiano. Scegliere LEED significa scegliere un sistema che promuove un approccio olistico alla certificazione, non valutando unicamente l’aspetto energetico, ma una molteplicità di fattori i quali contribuiscono sinergicamente alle performance ambientali dell’organismo edilizio, con un sistema flessibile, che si adatta alle

varie realtà, climatiche e territoriali. Oltre al risparmio energetico vengono valutati: efficienza nell’uso dell’acqua, riduzione delle emissioni di CO2, qualità dell’ambiente interno, amministrazione delle risorse e monitoraggio del loro impatto. Il sistema, tramite Rating System, letteralmente “sistema di valutazione”, funziona attraverso le modalità di acquisizione di crediti volti al raggiungimento della certificazione. Affermare che LEED è un sistema di rating significa dire che si basa su procedure integrate supportate dall’acquisizione di specifici crediti per ogni ambito analizzato, al fine di assegnare un “punteggio” o grado di sostenibilità all’edificio in esame. Il percorso certificativo affianca il progettista e non vincola le scelte progettuali le quali, se sono ritenute efficienti, vengono premiate secondo un’impostazione innovativa. Il sistema, certamente utilizzabile per edifici di nuova realizzazione, può essere adattato al costruito ed è perciò applicabile, con qualche aggiustamento alle opere di mantenimento e ristrutturazione di un patrimonio esistente di modesta qualità energetica ed architettonica e questa attività si è già compiuta con lo sviluppo dei rating LEED e in particolare di LEED EBOM (Existing Buildings: Operation & Maintenance). Si privilegia il recupero dell’esistente e il riutilizzo di quanto già è costruito per sanare in maniera rapida alcuni dei debiti ambientali che abbiamo nei confronti del pianeta mentre gli edifici esistenti e non riqualificati continuano ad essere fonte di inefficienze ed insostenibilità ambientale. Considerando in tale circostanza la peculiarità del patrimonio culturale e storico italiano, il quesito al quale cerchiamo di rispondere è come si può realizzare un rating estendibile agli edifici di interesse storico. Tale dibattito, che questo contributo vuole stimolare, propone il sistema certificativo LEED come potenzia-

le soluzione e costituisce un argomento quanto mai attuale e un’occasione unica per il nostro paese di porsi all’avanguardia, facendosi promotore di nuovi approcci orientati alla sostenibilità.

Metodologia per la certificazione degli edifici storici Il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità per interventi di certificazione energetica su edifici storici comporta necessariamente un approccio integrato e una visione integrale delle problematiche in gioco, pertanto è stata ipotizzata una metodologia certificativa innovativa che propone una soluzione a tale scottante tematica. Puntare alla riqualificazione energetica degli organismi edilizi di interesse storico è sicuramente un’operazione molto delicata e che necessita di specifiche attenzioni ma, dall’altra parte, costituisce un’opportunità particolarmente interessante per il contesto culturale italiano. L’ottimizzazione energetico-ambientale degli edifici storici potrebbe portare un triplice contributo: di tipo concettuale, in quanto potrebbe veicolare il sistema di certificazione energetica diffusa ed applicabile come filosofia dell’abitare; di tipo tecnico, poiché stimolerebbe l’introduzione di nuove tecnologie, l’evoluzione e la sperimentazione di nuovi sistemi maggiormente integrabili all’edificio; di tipo pratico, in quanto porterebbe ad una significativa riduzione del fabbisogno energetico poiché sono spesso gli edifici storici o di non recente costruzione ad avere un peso significativo in tal senso. Si parte con un dialogo fra progettisti, strutture di ricerca ed enti preposti alla tutela del patrimonio storico. In virtù del fatto che i campi di intervento del certificatore sono strettamente vincolati dalle prescrizioni dello storico e del pianificatore, il rating system per


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Figura 2. Confronto tipo per la macro-area “materiali e risorse” tra la checklist di EBOM 2009, NC V3 e il nuovo modello certificativo qui proposto HB (Historical Buildings).

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la certificazione degli edifici storici dovrà obbligatoriamente basarsi su un sistema flessibile che valuti l’efficienza energetica ed ambientale dell’edifico unicamente in relazione alle operazioni effettuabili. Il sistema LEED, poiché impostato secondo un approccio alla certificazione energetica di tipo olistico, ben si presta a tale questione necessitevole di un’impostazione che abbracci più settori e livelli. Pertanto, integrando e modificando le soluzioni proposte da ‘LEED 2009 New Construction’ e da ‘LEED 2009 Exisisting Buildings: Operations and Maintenance’, è stato proposto un sistema a percentuale variabile.

Le operazioni da effettuarsi non intendono considerare i valori energetici in termini assoluti ed avulsi dalle peculiarità architettoniche del manufatto ma si pongono come obiettivo il miglioramento della qualità abitativa e delle performance ambientali cui dovrà corrispondere un incremento e non una perdita della valenza architettonica ed estetica del manufatto, di competenza del conservatore. Pertanto diviene di fondamentale importanza saper coniugare le conoscenze del sapere consolidato con le prassi applicative di modo tale che l’esperienza possa sostenere l’innovazione in un’ottica di mutuo scambio. Solo una risposta

coordinata tra le diverse esigenze da soddisfare sarà in grado di gestire il processo e trovare sinergie tra pratiche conservative, riqualificazione energetica e i differenti attori coinvolti nel processo certificativo. Fatta questa premessa, si ritiene di assoluta importanza specificare i seguenti passi, in modo da non creare fraintendimenti: il rilievo critico dell’edificio, così come l’acquisizione delle informazioni relative all’analisi dello stato di fatto dell’edificio in questione è il punto di partenza imprescindibile a qualsiasi ulteriore operazione; le attività e le prescrizioni dettate dal conservatore, dal restauratore, dallo storico o dagli enti governativi (Beni culturali, Sopraintendenza, Pianificatore) si dimostrano vincolanti per quanto riguarda l’intervento del certificatore sull’edificio; il giudizio delle figure professionali dedite alla conservazione del manufatto di interesse storico relativo alle parti su cui è possibile, o necessario intervenire, è imprescindibile e prescrittivo; la logica di impostazione del sistema deve basarsi sul concetto di mutua assistenza e collaborazione tra tutte le figure professionali coinvolte. In virtù del fatto che i campi di intervento del certificatore sono strettamente vincolati dalle prescrizioni dello storico, il rating system per la certificazione degli edifici storici si baserà secondo un sistema flessibile che valuti l’efficienza energetica ed ambientale dell’edifico unicamente in relazione alle operazioni effettuabili. L’ipotesi relativa alla metodologia certificativa proposta si basa sui concetti sopra esposti e sulla considerazione che, in relazione alle diversissime peculiarità che gli edifici storici presentano, il ruolo del certificatore diviene di fondamentale importanza dovendo coniugare discrezione e rettitudine intellettuale. Nello specifico, analizzando l’edificio storico nelle sue specifiche caratteristiche, a seconda dei casi, potremmo dovere affrontare operazio-


Focus _ 45

ni puramente conservative o di restauro ma anche interventi in cui essi vengono coniugati a opere di mantenimento o risanamento vero e proprio del costruito. Detto questo, appare subito chiaro come il criterio da seguire dovrà essere il più possibile elastico ai cambiamenti e alle caratteristiche proprie di ciascun progetto: i crediti relativi alle macro-aree di intervento saranno pensati integrando le soluzioni individuate da ‘LEED 2009 New Construction’ e da ‘LEED 2009 Exisisting Buildings: Operations and Maintenance’; sarà data particolare rilevanza alla sezione ‘Innovation in Operation’, premiando le soluzioni tecnologiche e progettuali innovative in grado di saper integrare sapientemente le pratiche innovative con quelle consolidate e raggiungere alte performance in termini di integrazione architettonica. La logica proposta è un sistema a percentuale variabile ossia si dovrà procedere nel seguente modo: • individuazione, da parte del conservatore, delle aree su cui non è possibile intervenire; • individuazione, da parte del certificatore, dei crediti LEED di competenza delle aree suddette; • eliminazione del punteggio relativo a ciascun credito “vincolato” in quanto le operazioni sono soggette a tutela; • riformulazione del punteggio totale. La fase finale sarà costituita dall’attribuzione del livello certificativo sulla base di una logica a percentuale con riferimento alla nuova checklist pesata rispetto ai vincoli del singolo progetto. Più specificatamente, il rating system qui proposto guida: una gestione intelligente del sito attraverso opere di prevenzione, gestione, controllo e valorizzazione; una gestione efficiente dell’acqua, una riduzione dei consumi energetici e conseguentemente delle emissioni di CO2 in atmosfera tramite processi di pianificazione, ottimizzazione, innovazione e monitoraggio; un saggio utilizzo di materiali e risorse

con politiche a sostegno della sostenibilità e della regionalità dei prodotti; il controllo dell’aria interna con il conseguente aumento del comfort indoor e, infine, la promozione di pratiche innovative della progettazione premiando quelle strategie in grado di migliorare le performance dell’edificio. Ogni categoria prevede uno o più requisiti prescrittivi o prerequisiti di carattere generale, che devono essere soddisfatti obbligatoriamente e un numero di crediti opzionali per le performance ambientali i quali incrementano, a seconda delle soluzioni ambientali adottate, il livello certificativo dell’edificio in questione.‘LEED Edifici Storici,’ al pari di ‘LEED EBOM 2009’, articola il sistema di conseguimento del punteggio certificativo attraverso tre strumenti (Requisiti Minimi di Programma, Prerequisiti e Crediti). Un qualsiasi progetto deve cioè possedere delle caratteristiche minime fondamentali che gli permettano di affrontare il processo certificativo tramite LEED. Inoltre, LEED prevede la conformità del progetto ad alcuni prerequisiti, ritenuti vincolanti per la procedura di certificazione. Ogni prerequisito indica delle caratteristiche (progettuali, quantitative o qualitative) che il progetto deve obbligatoriamente conseguire. Infine, in accordo con gli altri rating system, il conseguimento del punteggio attraverso i crediti è basato sul potenziale beneficio risultante da ciascun credito sull’impatto ambientale ed umano durante tutte le fasi di vita dell’edificio. Pertanto, in tal senso, ciascun credito presenta un range di acquisizione punti relazionati al suo impatto sulle performance dell’edificio. Il risultato è un intervallo di punti conseguibili che correlano l’impatto che l’edificio genera e la relativa strategia pensata per contrastarne l’effetto secondo diversi livelli di efficacia. L’impostazione metodologica del modello certificativo attraverso una checklist facilita l’implementazione dell’iter in tutte le fasi del ciclo

di vita dello stesso, consentendo di definire sin dal principio gli obiettivi di qualità che ci si propone di raggiungere. Le operazioni da svolgere potranno essere di tre tipi; più precisamente, si potranno variare i contenuti delle check list e si potranno mutare le modalità di acquisizione dei crediti oppure alcuni credit dovranno scomparire e la valutazione complessiva ritarata, in quanto i contenuti si devono “adeguare” a quanto individuato dal conservatore.

Esempi di applicazione Entrando nello specifico, relativamente al sistema di rating LEED HB (Historical Buildings) qui proposto, si mostra un esempio di variazione checklist e si propone un confronto tipo per la macro-area materiali e risorse tra la checklist di EBOM 2009, NC V3 e il nuovo modello (tab. 2). Si osservi come il contenuto di un singolo credito risulta variato nel nome e perciò si operi con crediti diversi o come sia possibile che i crediti, pur essendo rimasti nominalmente gli stessi, varino nell’articolazione del contenuto e nella definizione del range di acquisizione. Ad esempio, per quanto riguarda “EA Credito 1”, pur rimanendo la definizione presente in EBOM viene ritarato il range come al tempo stesso le modalità di acquisizione del credito (tab. 1). Un altro esempio è dato da un caso studio in cui è possibile vedere come per la macro-area “Efficienza nell’uso dell’acqua” sia stata effettuata un’operazione di eliminazione dei crediti non raggiungibili per le specificità di progetto e la conseguente taratura secondo il sistema a percentuale variabile del contributo che questa apporta al totale (tab. 3). Dalla tabella 4 si osserva come è stato conferito l’intervallo di valenza dei range relativi ai crediti secondo un criterio di proporzionalità con i due sistemi esistenti EBOM e NC. A lato


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Figura 3. Esempio secondo un caso studio per la macro-area “Efficienza nell’uso dell’acqua” nel quale è possibile vedere (credito opaco) l’operazione di eliminazione dei crediti non raggiungibili per le specificità di progetto e la conseguente taratura secondo il sistema a percentuale variabile del contributo che questa apporta al totale.

Figura 4. lntervallo di valenza dei range relativi ai crediti secondo un criterio di proporzionalità con i due sistemi esistenti EBOM e NC. A lato è possibile vedere per un caso tipo come avviene l’eliminazione dei crediti “vincolati per volere del conservatore”, ‘parziale pesato’ e il sistema di taratura a percentuale variabile proposto.

+

nella tabella è possibile vedere per un caso tipo come avviene l’eliminazione dei crediti “vincolati per volere del conservatore” nella colonna parziale pesato e il sistema di taratura a percentuale variabile proposto. Infine è possibile vedere nella tabella 5 come risulta modulata la percentuale di incidenza per tutte le macro-aree in relazione al contributo che queste portano al raggiungimento del livello certificativo preposto, attraverso un confronto con i rating system esistenti. 3

Conclusioni

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Concludendo, proprio in virtù della particolarità dell’oggetto della certificazione, si è ritenuto necessario individuare un sistema a percentuale variabile con l’intento di poter fornire un modello di calcolo flessibile ed elastico alle caratteristiche intrinseche ed imprescindibili di ciascun edificio storico. LEED si è dimostrato, in tal senso, il sistema adatto a tale operazione per il suo approccio globale ed integrato alla sostenibilità. La sostenibilità del sito, la gestione efficiente dell’acqua, il miglioramento della qualità dell’aria indoor, la scelta di materiali e risorse, così come l’innovazione nel processo di progettazione, sono tutti fattori che giocano un ruolo decisivo nella valutazione delle performance ambientali dell’edificio al pari dell’efficienza energetica. La certificazione degli edifici storici diviene in tal modo non solo una scelta rilevante e strategica ma anche un’operazione effettuabile, nel rispetto dell’edificio e della sua storicità. Unire sostenibilità ambientale a risanamento e restauro rispettando entrambi i campi è obiettivo ambizioso ma necessario dovendoci rapportare al patrimonio storico italiano. Bibliografia di riferimento Francesco Paolo R. Marino, Mariateresa Grieco, La certificazione energetica degli edifici, Algoritmi di calcolo ed esperienze internazionali, Edifici ad alta efficienza, Tipografia A.T.I., Pomezia 2009.

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Focus _ 47

Figura 5. Percentuali di incidenza per ciascuna macro-area in relazione al contributo che queste apportano al raggiungimento del livello certificativo preposto, con un confronto con i rating system esistenti NC e EBOM.

Figura 6. Definizione dei crediti per la macroarea “Efficienza nell’uso dell’acqua” relativa al rating sistem LEED EBOM.

Certificazione energetica degli edifici, DEI Tipografia del Genio Civile, Roma 2008. Federico M. Butera, Architettura e Ambiente, Manuale per il controllo della qualità termica, luminosa e acustica degli edifici, ETAS 1995. Area n. 99, luglio-agosto 2008, Save energy, Editore Il Sole 24 ORE Buisness Media, Milano 2008. Manuali Leed (Leadership in Energy and Environmental Design): LEED for Existing Buildings: Operation & Maintenance, 2009 edition, USGBC. LEED for New Construction & Major Renovation, 2009 edition, USGBC. Sitografia www.usgbc.org www.gbcitalia.org www.gbci.org www.dttn.it www.leedonline.usgbc.org

LEED: an holistic approach to energy certification. Methodology of a rating system for historic buildings The buildings where we live radically affect our lives and the entire health of the ecosystem. Weighed and correct practices for the development of green buildings can reduce or eliminate the impact that design, construction and operation have on the planet. The proposed system aims at upgrading the existing building, and particularly the "historical" one. This theme is so dear to the Italian cultural reality and, at the same time, it's very critical in the cases of energy labeling. The debate, which this paper hopes to stimulate, suggests the certificate system LEED as a potential solution to the problem. Pointed out that the pursuit of sustainability objectives for historical buildings is certainly a very delicate issue and requires special attention as an integrated approach, this is a unique opportunity for our country to stand forefront by promoting new approaches about sustainability. Therefore we chose LEED as a extremely flexible system and we have tried to readjust the "rating system" to the

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proper context and to the specific object. The certification method analyzed is based on a variable rate system: a model for calculating as elastic as possible to the intrinsic characteristics of each

specific historical building, where the operating range of the person who leeds the certify is strictly bound by the requirements of the historian and the planner.


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Jacopo Gaspari Dario Trabucco Università IUAV di Venezia

Opportunità e criticità nell’analisi del bilancio energetico di un edificio

Energia in fase d’uso ed energia intrinseca Il ruolo chiave acquisito negli ultimi anni dalla questione energetica nell’ambito del settore delle costruzioni, sia in relazione al conseguimento di un significativo contenimento dei consumi sia in relazione a una riduzione delle emissioni, ha dato luogo a considerevoli sforzi da parte dei diversi attori coinvolti nel progettare e costruire edifici più sostenibili e caratterizzati da una elevata efficienza. La spinta verso una maggiore attenzione progettuale volta a ottimizzare forma e orientamento dell’edificio in funzione dell’esposizione e delle condizioni ambientali del sito, è stata affiancata oltre che da un sostanziale increEfficienza energetica oggi: un traguardo a cui mento dell’isolamento e dell’inerzia termica dell’involucro anche da un il settore delle costruzioni non può rinunciare. miglioramento dell’efficienza delle dotazioni impiantistiche e del renOltre ai consumi in fase di esercizio, è opportuno dimento dei sistemi basati sullo sfruttamento di risorse rinnovabili tanto da determinare un sostanziale abbattimento del fabbisogno però considerare anche tutti quelli legati energetico e condurre alla realizzazione dei cosiddetti Zero Energy alla realizzazione e alle varie fasi del ciclo di vita. Building, organismi edilizi autosufficienti dal punto di vista energetico. Compiuta una maturazione culturale intorno al tema della costruzione sostenibile e acquisite le capacità necessarie per conseguire un contenimento del fabbisogno energetico in esercizio, mediante l’adozione di involucri isolati, dispositivi impiantistici ad alta efficienza, soluzioni per il controllo passivo ecc., si è incominciato a porre una maggiore attenzione anche ad altre componenti energetiche presenti nell’edificio e strettamente connesse ai materiali che lo costituiscono. Un altro parametro influenza infatti il bilancio energetico complessivo di un edificio: l’energia intrinseca. L’energia intrinseca – solitamente indicata con la dicitura inglese di embodied energy – indica “l’energia acquistata direttamente per supportare il processo (produttivo del bene) analizzato, più l’energia indiretta immagazzinata negli input necessari al processo (stesso)”1. Tratteggiare il bilancio energetico complessivo di un edificio significa dunque confrontare la sua embodied energy di costruzione e manutenzione con i consumi energetici legati al suo utilizzo e alla sua dismissione, ipotizzando una durata di vita (funzionale e prestazionale) realistica per il fabbricato stesso (figg. 1, 2, 3).

Il problema della quantificazione dell’embodied energy Se una quantificazione dei consumi energetici è ora relativamente semplice da calcolare anche in fase di pre-progettazione, grazie ai moderni software di simulazione, la determinazione dell’embodied energy appare invece come un’operazione assai più complessa. Sull’argomento non si è ancora raggiunto un pieno consenso in particolare per quanto concerne la scelta della metodologia di calcolo più idonea. Il sistema più diffuso è quello desumibile dall’applicazione dalla normativa LCA (Uni EN ISO 14040 e 14044): l’energia è, a tutti gli effetti, uno dei vari parametri monitorati dall’analisi del ciclo di vita di un bene. L’analisi LCA viene solitamente condotta come un’analisi di processo ovvero un procedimento, derivato dall’ingegneria industriale, finalizzato a monitorare tutti gli input necessari alla produzione di un bene e gli output generati dal processo stesso. La quantificazione dell’embodied energy effettuata con il metodo dell’analisi di processo consiste dunque nell’individuare tutti gli apporti energetici connessi al processo oggetto di indagine quantificando l’energia impiegata per trasformare i vari componenti nel


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striale. Nonostante ciò il sistema basato sulle matrici input/output è in grado di fornire dei risultati affetti da un minor margine di errore4. Esistono poi dei metodi di calcolo ibridi, che cercano di sfruttare i benefici di uno dei due metodi per compensare i difetti dell’altro. Tra le varie opzioni possibili5 quella in grado di dare i risultati migliori sembra essere il metodo ibrido basato sull’analisi di prodotto: il processo produttivo di un bene viene scomposto nei vari input come si farebbe con un’analisi di processo individuando gli apporti energetici diretti. Di tutti gli input di cui non è possibile calcolare l’embodied energy riapplicando l’analisi di processo i relativi valori vengono calcolati con il metodo delle matrici input/output. Questo sistema è in grado di descrivere lo specifico processo in analisi eliminando, o attenuando fortemente, il problema dell’interruzione dell’analisi (fig. 4).

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Alla luce del quadro delineato, la valutazione dell’embodied energy di un edificio appare un’operazione tanto articolata quanto complessa e, nel contempo, di rilevante importanza nell’ottica di formulare un bilancio energetico di un edificio, comprendendo non solo la fase di esercizio ma anche l’insieme di quelle fasi che hanno portato alla sua realizzazione. Fino a qualche decennio fa, e in ogni caso fino all’entrata in vigore della normativa sul contenimento dei consumi, l’energia utilizzata in fase d’uso era, nell’arco del ciclo di vita atteso per l’edificio, maggiore di quella investita nelle fasi di costruzione. Di conseguenza, un’analisi dell’energia “immagazzinata” nel fabbricato appariva tutt’altro che prioritaria. Con la realizzazione di edifici ad alta efficienza la situazione si è modificata radicalmente: le due componenti energetiche tendono ad avere il medesimo

Foto: Jacopo Gaspari

Verso un bilancio energetico complessivo

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Foto: Jacopo Gaspari

prodotto finale, reiterando l’operazione per ognuno dei sotto-componenti individuati nelle diverse fasi, attuando un procedimento potenzialmente illimitato. L’operazione non può essere ovviamente ripetuta all’infinito e l’analisi deve necessariamente essere interrotta. Tuttavia, la normativa di riferimento non descrive le modalità con cui eseguire tale interruzione e di conseguenza ciò avviene nei diversi casi in modo arbitrario2. Questo fatto genera un errore, strettamente correlato al numero di iterazioni effettuate nell’analisi, del quale non è possibile conoscere l’entità. Un differente tipo di approccio permette invece di escludere completamente il problema derivante dall’interruzione del processo descritto in precedenza: si tratta dell’applicazione al problema della quantificazione dell’embodied energy degli studi sviluppati dal premio Nobel per l’economia W. Leontief che portarono alla creazione delle prime matrici input/output di interdipendenza dei settori industriali. Tali matrici descrivono tutti gli scambi economici diretti tra i vari settori di cui è formata l’economia di un Paese e, di conseguenza, anche gli acquisti che un’industria compie da un fornitore di energia. Tramite un processo matematico è poi possibile ricavare una matrice (detta appunto matrice inversa di Leontief ) in grado di esprimere anche gli scambi indiretti necessari per compiere un processo produttivo, ovvero le infinite catene di interscambi effettuati per produrre tutti gli input indispensabili al processo principale3. Anche questa metodologia presenta alcuni aspetti negativi di una certa rilevanza: in particolare, a differenza dell’analisi di processo che descrive lo specifico processo attuato per un particolare prodotto, l’utilizzo delle matrici input/output consente di descrivere, essendo esse basate su dati statistici macroeconomici, solo il prodotto “medio” di un dato settore indu-

Foto: Jacopo Gaspari

Figure 1, 2, 3. Grazie alla progressiva maturazione di un approccio sostenibile e a soluzioni tecnologiche sempre più attente nei confronti dell’efficienza energetica, è possibile raggiungere l’obiettivo dei cosiddetti Zero Energy Building.

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Figura 4. Schematizzazione dell’organizzazione di un’analisi di processo. I metodi basati su questo tipo di analisi devono, necessariamente, escludere un numero progressivamente crescente di input, rendendola maggiormente affetta da soggettività e approssimazioni (rielaborazione di Dario Trabucco).

4 Tabella 1. La tabella riporta i valori di embodied energy e di embodied carbon, tratti dall’“Inventory of Carbon and Energy”, di alcuni dei principali materiali isolanti tenendo conto dei “confini” utilizzati per il calcolo degli indicatori nelle fasi del ciclo di vita.

materiale vetro cellulare cellulosa tipo a cellulosa tipo b sughero lana di vetro fibra di lino lana minerale lana di roccia fibra di cellulosa polistirene poliuretano fibra di legno tipo a fibra di legno tipo b lana riciclata

embodied energy MJ/kg

embodied carbon kg CO2/kg

confine

27,00 0,94 3,30 4,00 28,00 39,50 16,60 16,80 20,20 100,00 80,00 10,80 20,00 20,90

N.D. N.D. N.D. 0,19 1,35 1,70 1,20 1,05 0,63 2,50 3,00 N.D. 0,98 N.D.

N.D. cradle to gate cradle to gate cradle to gate cradle to site cradle to grave cradle to gate cradle to site cradle to grave cradle to gate cradle to gate cradle to gate cradle to gate cradle to gate

Figure 5, 6, 7. Una valutazione più ampia del bilancio energetico di un edificio che includa l’embodied energy dei materiali può essere utile a indirizzare le scelte progettuali in funzione della durabilità dei componenti e delle soluzioni tecnologiche messe a punto.

peso e, in alcuni casi, il consistente ridimensionamento del fabbisogno energetico in esercizio porta l’energia intrinseca a raggiungere un carattere prevalente6. Al fine di semplificare il procedimento di quantificazione dell’embodied energy e, al tempo stesso, di includere l’energia impiegata in fase di costruzione nel bilancio energetico dell’edificio è possibile fare ricorso ad alcune banche dati in cui sono riportati i valori di embodied energy corrispondenti ai diversi materiali o componenti edilizi. Va, tuttavia, sottolineato che gli “archivi” disponibili possono differire in modo sostanziale sia per il procedimento con cui sono stati quantificati i valori di embodied energy sia in base all’area geografica in cui sono stati elaborati nonché per i criteri di catalogazione e accorpamento. Inoltre, per quanto attendibili e trasparenti possano essere le procedure di calcolo adottate all’origine (metodo dell’analisi di processo, metodo delle matrici input/output, metodi ibridi), all’interno delle banche dati sarà sempre presente un certo livello di eterogeneità strettamente correlato alla natura dei processi indagati per i diversi materiali e componenti. Data l’importanza che una comparazione tra i diversi apporti energetici in gioco riveste in un bilancio energetico complessivo, l’impiego di una banca dati appare, con le dovute cautele relative alla comprensione dei limiti e alla presenza di un certo margine di errore, una semplificazione che consente di procedere con l’analisi almeno fino al punto in cui è possibile fornire alcune linee di indirizzo progettuale.

Un approccio comparativo come supporto alle scelte progettuali Una volta individuata una banca dati di riferimento tra quelle disponibili è possibile confrontare, in base alla suddivisione in categorie, le caratteristiche di differenti prodotti. Per


Credits: Schafferer

Credits: Schafferer

Credits: Studio Arbau

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esempio, nella comparazione dei material isolanti riportata in tabella 1 si è ricorso all’“Inventory of Carbon and Energy”7, messa a punto da Geoff Hammond e Craig Jones dell’Università di Bath e attualmente considerata tra le più rappresentative della situazione produttiva media in Europa. È opportuno tenere presente che tanto i valori di embodied energy, espressi in MJ/kg, quanto i valori di embodied carbon, che indica le emissioni di CO2 incorporate espresse in kg CO2/kg, sono riferiti a specifici “confini”, cioè a fasi del ciclo di vita che possono avere diversa estensione: cradle to gate (dalla “culla al cancello” [dello stabilimento produttivo]), cradle to site (dalla “culla al cantiere”), cradle to grave (dalla “culla alla tomba”) ecc.

getica. Si può quindi procedere a una normalizzazione dell’embodied energy in relazione alla superficie utile interna dell’edificio ottenendo valori espressi in MJ/m2 che devono poi essere correlati a un arco temporale di riferimento. Sebbene vi siano marcate differenze in relazione ai sistemi costruttivi adottati nonché alla natura e alla destinazione del manufatto edilizio, è possibile fissare il tempo di vita atteso su una media di 100 anni. Un arco di tempo durante il quale è lecito attendersi che un edificio di nuova costruzione, eseguito correttamente, non subisca consistenti interventi, ma possa essere soggetto a parziali azioni di carattere manutentivo. La scomposizione dei pacchetti di chiusura in sistemi, sottosistemi e componenti consente di differenziare il tempo di vita atteso per la struttura, per gli elementi di completamento, per i rivestimenti ecc. Risulta piuttosto evidente che gli elementi strutturali, sia per la loro natura sia per le caratteristiche proprie del materiale, risulteranno più facilmente compatibili con una durata stimata in 100 anni rispetto agli intonaci o ai rivestimenti in legno che, oltre ad avere caratteristiche fisico-meccaniche inferiori, sono maggiormente esposti al deterioramento a causa della loro posizione nella stratigrafia del pacchetto. Si può perciò supporre di assumere come intervallo temporale minimo un periodo di 25 anni, al di sotto del quale la durabilità dei prodotti dovrebbe ragionevolmente essere garantita o comunque non scendere al di sotto dei prevedibili livelli di decadimento. Ciò significa che nel corso del tempo di vita atteso dell’organismo edilizio alcune sue parti devono essere sostituite con un inevitabile apporto di energia che va ad incidere sull’energia periodica (energia investita in attività di manutenzione) e di conseguenza sul bilancio complessivo. L’analisi dell’embodied energy di un edificio può fornire quindi importanti spunti di rifles-

sione a livello progettuale indirizzando le scelte in funzione delle prestazioni che si intendono conseguire e del tempo di vita atteso per la fabbrica. Un confronto tra i diversi apporti energetici in gioco può inoltre consentire una maggiore calibrazione degli investimenti energetici nelle diverse fasi anche in base alla natura e alla destinazione dell’edificio. Nel contempo, la conoscenza dei limiti delle modalità di analisi e la ricerca di sistemi di valutazione più precisi appaiono come condizioni irrinunciabili nell’ottica di raggiungere un più attendibile bilancio energetico dell’edificio nel suo complesso (figg. 5, 6, 7).

Premettendo che in una costruzione sono in ogni caso presenti componenti a impatto energetico negativo che sono comunque indispensabili, per approfondire le ricadute che la scelta di uno specifico materiale può avere in termini energetici è opportuno mettere in relazione la sua energia intrinseca con il suo contributo al contenimento dell’energia in uso. Tale potenziale contributo viene spesso associato al suo valore di trasmittanza poiché è proprio attraverso quest’ultimo che viene generalmente “misurata” la prestazione termica e la riduzione dei consumi che ne può derivare. Per poter effettuare una valutazione energetica complessiva è però necessario comprendere nell’analisi tutti gli elementi che costituiscono l’edificio al fine di stimarne l’embodied energy e, al tempo stesso, le prestazioni in relazione all’energia in uso. Una comparazione dei diversi apporti energetici può essere effettuata riconducendo l’embodied energy a unità di misura normalmente utilizzate per valutare i consumi energetici come i kWh/m2a ai quali fanno riferimento anche le procedure per la certificazione ener-

Note Il presente articolo è frutto di un lavoro di ricerca congiunto degli autori il cui contributo nelle fasi di stesura è suddiviso, in base alle specifiche competenze, come segue: Trabucco D. - Energia in fase d’uso ed energia intrinseca, Il problema della quantificazione dell’energia intrinseca; Gaspari J. Verso un bilancio energetico complessivo, Un approccio comparativo come supporto alle scelte progettuali. 1 - Fay R., Treloar G., Iyer-Raniga U.,“Life-cycle energy analysis of buildings: a case study” Building Research & Information (2000) 28(1), pp. 31-41. 2 - Zamagni A., Buttol P., Porta P. L., Buonamici R., Masoni P., Guinée J., Heijungs R., Ekvall T., Bersani R., Critical Review of the current research needs and limitations related to ISO-LCA Practice, Report of the EU 6th framework project CALCAS, ENEA, 2008. 3 - Miller R. E., Blair P. D. (2009), Input - Output Analysis. Foundations and Extensions, Cambridge University Press, New York. 4 - Lenzen M.,“Errors in Conventional and Input-Outputbased Life-cycle Inventories”, Journal of Industrial Ecology, Volume 4, Number 4, 2001. 5 - Treloar J. G., A comprehensive embodied energy analysis framework, Deakin University, 1996, PhD Thesis. 6 - Blengini G. A., Di Carlo T.,“The changing role of life cycle phases, subsystems and materials in the LCA of low energy buildings”, in Energy and Buildings, vol. 42 – iss. 6,2010, pp. 869-880. 7 - Hammond G., Jones C., Inventory of Carbon and Energy (ICE) Version 1.6a, University Of Bath, Bath, 2008.


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Davide Di Fabio Fausto Pugnaloni Università Politecnica delle Marche Dipartimento di Architettura DARDUS Roberto Fioretti Paolo Principi Università Politecnica delle Marche Dipartimento di Energetica

Modelli di architettura sostenibile: valutazioni tecnicoeconomiche ai sensi del protocollo ITACA Marche

Il 17 giugno 2008 viene approvata dal consiglio Regionale delle Marche la legge “Norme sull’edilizia sostenibile”. Strumento attuativo della legge è il protocollo di certificazione energetico-ambientale ITACA Marche. Al varo del Piano Casa Marche il protocollo nella sua versione sintetica ha iniziato ad avere valore cogente regolando l’attribuzione dei premi di cubatura in caso di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali. In particolare, esso attribuisce il premio massimo di cubatura, pari ad un aumento del 35% del volume iniziale, all’edificio realizzato con rating ITACA maggiore o uguale a 2,5. Per raggiungere tali obiettivi, in realtà, non è possibile utilizzare il protocollo solo come strumento di certificazione da far intervenire in una fase progettuale avanzata. È necessario intraprendere sin dalle scelte preliminari di tipo I protocolli di certificazione energeticotecnologico-compositivo, un processo progettuale integrato che utilizzi ambientale possono essere utilizzati non solo per il protocollo come linea guida per la sostenibilità in edilizia.

validare la qualità del costruito, ma anche come strumenti orientativi del processo progettuale verso obiettivi condivisi di sostenibilità.

Obiettivi, metodologia e strumenti

La ricerca che presentiamo vuole identificare nel progetto di edifici residenziali una serie di “best practices” tecnico-economiche, che permettano di raggiungere il punteggio finale di 3, ai sensi del protocollo ITACA Marche sintetico. Questo al contempo contenendo il più possibile gli extracosti di realizzazione, valutabili a partire da quelli di un edificio modello base, riconducibile dal punto di vista tecnologico alla pratica costruttiva corrente (punteggio 0 di ITACA sintetico)1. Dall’analisi del protocollo, sono stati dunque individuati 4 macro-categorie di intervento sul modello. Queste sono: Involucro Edilizio, Impianti, Componenti Passive, Sistemi Costruttivi. Metodologicamente si sono introdotte varianti tecnologiche per ciascuna di esse, valutando di volta in volta le variazione prodotte sugli indici di prestazione energetica ai sensi del DPR 59/09 e quelle sull’indicatore complessivo di ITACA sintetico. Andando avanti per step successivi ed incrociando le varie best practices ottenute per ciascuna macrocategoria, si è arrivati al modello finale, capace di soddisfare gli obiettivi minimi della ricerca. Ciascuna variazione tecnologica è stata anche valutata dal punto di vista dell’impatto architettonico sul modello iniziale. Per ciò che concerne gli strumenti attuativi, sono stati utilizzati: - per la modellizzazione e parametrizzazione energetica del modello il software di calcolo MC4; - per l’attività di benchmarking secondo ITACA Marche sintetico, i fogli elettronici di calcolo forniti dalla Regione Marche2; - per la valutazione economica dei costi e degli extracosti, il Prezzario Regionale Marche 2009.

Definizione del modello I criteri generali di scelta del modello sono principalmente stati: - diffusione dello stesso nelle applicazioni residenziali, in modo da rendere i risultati della ricerca maggiormente fruibili; - modularità di spazi e componenti, in modo da facilitare il lavoro di benchmarking; - presenza di caratteristiche bioclimatiche di base, che ne rendessero possibile l’implementazione in termini di efficienza energetica; - rispetto delle prescrizioni minime di trasmittanza e prestazione energetica fissate dal DPR 59/09. Tali generalità si sono sostanziate nelle seguenti caratteristiche (fig. 1). A- formali/funzionali


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Figure 1a, 1b. Immagini del modello base: esso può intendersi come parte di un edifico più grande, della tipologia a stecca, simmetrico rispetto al blocco scale esterno, adottabile per interventi di edilizia residenziale intensivi. 1a

- blocco di n. 9 unità abitative di tipo simplex su tre piani, con superficie utile di circa 50 m2, piano interrato per box auto e centrale termica; - scale esterne con sistema di distribuzione orizzontale a ballatoio; - orientamento est/ovest dell’asse longitudinale; - fronte sud maggiormente vetrato (zona living), fronte nord più chiuso ed opaco (ingresso e servizi); - inserimento sul fronte sud di balconi aggettanti; B- tecnologico/costruttive - struttura intelaiata in c.a., solai in laterocemento, tamponature con blocchi termici e cappotto con lastre di EPS (6 cm); - solaio piano terra isolato all’estradosso con pannelli in EPS da 8 cm; - copertura piana isolata all’esterno con lastre di EPS da 8 cm; - solai interpiano isolati all’estradosso con pannelli di EPS da 2 cm; - infissi con telaio a taglio termico, doppio vetro e vetrocamera, schermati con avvolgibile esterno con cassonetto isolato; - ponti termici principali in corrispondenza degli sbalzi dei balconi e ballatoi; ponti termici di minore importanza negli infissi e negli spigoli d’angolo e di copertura. C- tecnologico/impiantistiche - impianto di riscaldamento e produzione ACS centralizzato con caldaia a gas naturale; - distribuzione fluido termovettore con montanti verticali e collettori di piano; - radiatori posizionati su parete esterna; - miscelatori aria-acqua nei rubinetti, sciacquoni del wc a doppio volume di scarico. Il modello così definito è stato valutato ai sensi del DPR 59/09 ipotizzando una collocazione in zona climatica D, la medesima del comune di Ancona (EP pari a 50,7 kWh/m2 anno, classe energetica C). Per ciò che concerne la valutazione ITACA Marche è stato invece necessario

1b

Tabella 1. Risultati dell'analisi del modello base ai sensi di ITACA Marche sintetico.

1. Qualità del sito 1.1. Condizioni del sito 1.1.2 Livello di urbanizzazione del sito 2. Consumo di risorse 2.1 Energia primaria non rinnovabile richiesta 2.1.2 Trasmittanza termica dell’involucro edilizio 2.1.4 Energia primaria per il riscaldamento invernale 2.1.5 Controllo della radiazione solare 2.1.6 Inerzia termica dell’edificio 2.2 Energia da fonti rinnovabili 2.2.1 Energia termica per ACS 2.2.2 Energia elettrica 2.3 Materiali ecocompatibili 2.3.1 Materiali da fonti rinnovabili 2.3.2 Materiali riciclati/recuperati 2.4 Acqua potabile 2.4.2 Acqua potabile per usi indoor 3. Carichi ambientali 3.1 Emissioni di CO2 equivalente 3.1.2 Emissioni previste in fase operativa 4. Qualità ambientale indoor 4.2 Benessere termoigrometrico 4.2.1 Temperatura dell’aria 4.3 Benessere visivo 4.3.1 Illuminazione naturale 4.5 Inquinamento elettromagnetico 4.5.1 Campi magnetici a frequenza industriale (50 Hertz) 5. Qualità del servizio 5.2 Mantenimento delle prestazioni in fase 5.2.1 Disponibilità della documentazione tecnica dell’edificio

Indice prestazionale

0 requisito

Punteggio pesato

extraurbano

0

0,00

U/ULIM=114% QN/QN,UM=93,6% GT=0,267 YIE=0,058 W/m2K

-1 1 2,5 5

-0,10 0,10 0,24 0,48

QW,RIN/QW=0% QEL,RIN/QEL=0%

-1 0

-0,07 0,00

MFRTOT/MTOT=0% MRRTOT/MTOT=0%

0 0

0,00 0,00

VRISP/FINDOOR 14,3%

1,4

0,10

CO2TOT/CO2 STA=58,23%

2,1

0,11

Impianto tradizionale

0

0,00

FLDM=2,85%

3,7

0,19

NO strategie

0

0,00

SI’ doc. tecnica

5

0,25

PUNTEGGIO TOTALE 1,29

ipotizzare alcuni parametri non legati agli aspetti tecnologico-costruttivi, che sono stati poi lasciati invariati nel corso delle modifiche successive (assenza di strategie per la schermatura dei campi magnetici a frequenza industriale, disponibilità della documentazione tecnica dell’edificio, sito di costruzione in zona extraurbana). Il modello ha dunque raggiunto un punteggio di 1,29, superiore allo 0 inizialmente ipotizzato (tab. 1). Questo si è verificato principalmente grazie sia all’adozione della parete con blocco termico e cappotto, che

influisce positivamente sull’inerzia termica dell’edificio, sia alle attenzioni progettuali di carattere energetico-bioclimatico adottate in partenza (basso valore di S/V, posizionamento a sud delle vetrate e balconi con funzione schermante).

Variazioni sul modello Le implementazioni effettuate sul modello per le varie categorie di intervento sono riassunte in figura 2. Per ciò che riguarda l’involucro sono maggiormente significativi i risultati otte-


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Figura 2. Scheda riassuntiva delle variazioni sul modello effettuate per le varie macrocategorie. Per ogni step sono riportate il rating ottenuto con ITACA e la variazione percentuale del costo rispetto a quello del modello iniziale.

2

nuti con la variazione degli spessori di isolante. Si nota come l’EPi diminuisca sensibilmente al primo incremento di 2 cm, poi in maniera sempre più modesta con i successivi. Ciò suggerisce l’inopportunità tecnico-economica di un aumento eccessivo dell’isolante che non tenga conto della presenza dei ponti termici. Il punteggio di ITACA sintetico invece aumenta di un decimo di punto per ciascuno step (grazie sostanzialmente alla riduzione dell’EP valutata al punto 2.1.4) con un incremento di due deci-

mi di punto nel passaggio ai 14 cm (+8 cm dal modello base). Tale situazione è principalmente dovuta al raggiungimento di una valore positivo nel criterio 2.1.2 “trasmittanza termica dell’involucro edilizio”3, giustificando apparentemente l’intervento. Per tutti gli step descritti il modello rimane comunque in classe C. Senza variare le trasmittanze delle componenti opache, la correzione dei ponti termici (principalmente sulle strutture a sbalzo ovvero balconi e ballatoi) permette di ridurre l’EP a 30,2 kWh/m2

anno e portare in classe B il modello. Anche il punteggio di ITACA sintetico migliora notevolmente passando da 1,33 a 1,86 (rating maggiore di quello ottenibile con un aumento di 8 cm dell’isolante). Entrambi gli strumenti, dunque, vanno a sottolineare l’importanza dei ponti termici nella definizione dell’efficienza energetica degli involucri che presentano strutture opache ben isolate. Per effettuare tale correzione dal punto di vista costruttivo, oltre ad un leggero aumento del materiale isolante, è stato necessario abbandonare le solette in cemento di balconi e ballatoi sostituendole con strutture in acciaio autonome, solo puntualmente fissate a quelle in cemento. L’incremento di 6 cm dell’isolante a ponte termico corretto e l’utilizzo di infissi a vetro doppio e vetrocamera con argon ha permesso di portare il modello in classe A, con un punteggio di ITACA sintetico pari a 2,40 (best practices involucro). Come per quelle sull’involucro, così le variazioni sulla dotazione impiantistica non riescono a far raggiungere da sole al modello il punteggio 3. Dal punto di vista architettonico, il maggiore impatto è apportato dalle componenti solari. Secondo i tool di calcolo, per permettere, rispetto alla tipologia di utenza, il raggiungimento del valore massimo nel criterio 2.2.1 “energia termica per ACS” e 2.2.2 “Energia elettrica”, sono necessari circa 10 m2 di pannelli solari termici e circa 56 m2 di pannelli solari fotovoltaici (copertura del fabbisogno rispettivamente del 70% e del 100%). Interessante notare come l’inserimento dei sistemi solari uniti alla caldaia a condensazione e l’impianto radiante a pavimento, non permettano il raggiungimento della classe energetica B, mentre creano un sostanziale aumento del punteggio di ITACA fino a 2,41 (oltre che sui criteri 2.2.1 e 2.2.2 il cui peso è comunque alto nella valutazione complessiva, l’inserimento dei sistemi solari interviene positivamente


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Figura 3. Il modello implementato con le best practices tecnologiche. Si nota il sistema dei balconi e ballatoi in acciaio, che ospitano la vela tecnologica con i pannelli solari a nord e la schermatura solare sul fronte sud.

3

anche sul criterio 3.1.2 “Emissioni in fase operativa”). Per ciò che concerne le componenti edilizie passive, si è valutato il solo inserimento di una schermatura solare maggiormente efficiente rispetto ai singoli balconi. Si è voluto infatti evitare l’inserimento di componenti più complesse quali ad esempio serre solari e muri trombe, in quanto difficilmente simulabili al calcolatore e gestibili durante il normale ciclo di vita dell’edificio. Avendo ipotizzato a seguito della correzione dei ponti termici l’inserimento di strutture in acciaio per balconi e passerelle, non risulta troppo oneroso prevedere su di queste il montaggio di un sistema di schermatura a doghe continue su tutta la facciata, anche di tipo dinamico. Tale sistema influisce specificatamente sul criterio di ITACA 2.1.5 “controllo radiazione solare”. Sebbene tema di grande interesse, principalmente per limiti di tempo, è stata affrontata solo parzialmente la valutazione delle prestazioni delle diverse tecnologie costruttive, rimandando approfondimenti più specifici sul tema ad eventuali sviluppi futuri della ricerca. Visto l’attuale interesse per i sistemi in legno, si è deciso di verificare le potenzialità del sistema costruttivo a pannelli massicci in multistrato tipo X-lam, particolarmente adatto alla posa in opera di edifici modulari. L’X-lam permette di ottenere con stratigrafie di spessore ridotto e trasmittanze delle componenti opache molto interessanti, una drastica riduzione dei ponti termici e un rating nel criterio 2.3.1 “Materiali da fonti rinnovabili” di 5 punti4. Complessivamente, senza variare gli spessori di isolante e tenendo la dotazione impiantistica base, il modello così realizzato si caratterizza per un EP di 34,4 kW/m2 anno (classe energetica B) e un punteggio di ITACA pari a 2,17. Non essendo i pannelli in X-lam prezzati nel prezzario regionale, non è stata effettuata la valutazione economica del modello con essi realizzato.

Risultati finali e conclusioni Con votazione ITACA di 3,11 e classe energetica A, la miglior soluzione in termini di costi/benefici è stata ottenuta curando l’involucro con isolante in EPS posato a cappotto (8 cm sulle murature e 10 sugli orizzontamenti), correzione dei ponti termici e infissi con trasmittanza pari a 1,4 W/m2K. A tale configurazione viene aggiunta quella impiantistica “caldaia a condensazione, pannelli radianti impianto solare termico e fotovoltaico”, nonché la schermatura solare (fig. 3). In questo caso l’extracosto si attesta attorno al 30%, con un costo di costruzione a m2 utile di circa 1500 euro, contro i 1.200 euro circa del modello base. Tra le configurazioni tecnologiche ottenute per arrivare al risultato finale citiamo quella corrispondente ad una votazione di 2,5, necessaria per ottenere l’aumento di cubatura del 35% previsto dal Piano Casa Marche. Essa si caratterizza per la configurazione “best practice involucro”, più caldaia a condensazione, pannelli radianti a pavimento ed un extracosto circa del 10%. Proprio in merito alla valutazione dei costi va specificato che non avendo sviluppato un progetto esecutivo dell’edificio essa è necessariamente di massima e andrebbe perfezionata soprattutto a seguito di una computazione più puntuale di tutte le componenti edilizie e impiantistiche. È inoltre necessario sottolineare che, soprattutto per la parte impiantistica, il prezzario regionale riporta prezzi spesso molto diversi da quelli di mercato, soggetti a continue evoluzioni spesso al ribasso. Si è tuttavia deciso di utilizzare comunque questa unica fonte per uniformare i risultati e per evitare indagini di mercato troppo dispendiose in termini di tempo. Gli sviluppi della ricerca prevedono una estensione delle valutazioni sul modello ai sensi di ITACA Marche completo, inserendo anche valutazioni più puntuali soprattutto sui sistemi costruttivi

a secco, sia in legno che in acciaio. Note 1 - Nella scala ITACA, 3 rappresenta un significativo miglioramento della prestazione rispetto ai regolamenti vigenti e alla pratica comune. È da considerarsi come la migliore pratica corrente. 0 (zero) invece rappresenta la prestazione minima accettabile definita da leggi o regolamenti vigenti o, in caso non vi siano regolamenti di riferimento, rappresenta la pratica corrente. 2 - Strumenti scaricabili all’indirizzo www.regione.marche.it/Home/Struttureorganizzative/Ambi enteePaesaggio/Bioedilizia/tabid/857/Default.aspx 3 - Il tool relativo al criterio prevede: 1- calcolo della trasmittanza termica media degli elementi di involucro frutto di una media pesata sull’area dello stesso; 2- calcolo della trasmittanza termica media limite ottenuta inserendo i valori limite di trasmittanza ai sensi del DPR 59/09; 3- calcolo del rapporto percentuale tra la trasmittanza termica media di progetto degli elementi di involucro e la trasmittanza termica media degli elementi di involucro corrispondente ai valori limite di legge; 4- confronto del valore calcolato con i benchmark della scala di prestazione e attribuzione del punteggio. 4 - Il tool relativo prevede la valutazione percentuale del peso espresso in kg dei materiali da fonti rinnovabili rispetto al peso complessivo in kg di tutti gli elementi di involucro. Dunque il valore 5 è raggiungibile con sistema in X-lam a prescindere dalla tipologia di isolante utilizzato e dalle caratteristiche degli infissi.

Bibliografia “Indagine tecnico economica sulla sostenibilità di un progetto di architettura attraverso l’utilizzo del protocollo ITACA Marche”, tesi di laurea in ingegneria edile-architettura, laureando: Davide Nataloni, Relatore: Prof. F. Pugnaloni, Correlatori: Prof. P. Principi, Ing. D. Di Fabio, A.A. 2009/2010, Università Politecnica delle Marche. “Un intervento di social housing a Cerreto d’Esi”, tesi di laurea in ingegneria edile-architettura, laureando: Francesco Berbellini, Relatore: Prof. F. Pugnaloni, A.A. 2008/2009, Università Politecnica delle Marche. D. Di Fabio, R. Fioretti, F. Pugnaloni, P. Principi,“Sostenibilità prefabbricata: il progetto di ricerca KitHaus plus” in IlProgettoSostenibile n. 26 “Architetture in clima mediterraneo”, EdicomEdizioni, Gorizia.


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TECNOLOGIE

Il verde verticale: effetti energetici di un sistema di rivestimento Ugo Mazzali Fabio Peron Valeria Tatano Università IUAV di Venezia

L’impiego dell’elemento vegetale sulle superfici ha trovato negli ultimi anni nuove modalità operative che hanno superato la tradizionale collocazione delle piante rampicanti per divenire parte integrante del muro stesso. L’articolo restituisce gli esiti di alcuni test di prova su facciate verdi di nuova generazione.

La natura è sempre stata presente in architettura come elemento di integrazione con il paesaggio, di relazione con l’ambiente circostante e, in linea con il recente interesse verso i temi della sostenibilità, con valenza di mitigazione ambientale. In particolare l’impiego dell’elemento vegetale applicato direttamente alle superfici dell’edificio ha trovato negli ultimi anni nuove modalità operative che hanno superato la tradizionale collocazione sui muri delle piante rampicanti per divenire parte integrante del muro stesso. L’attuale sfondo di riferimento delle possibilità di impiego della vegetazione è ampio ed eteroge-

neo perché nell’inserimento del verde all’interno del progetto convergono questioni tecniche, ambientali e sociali; il mercato produttivo propone soluzioni per le coperture, per sistemi di sostegno di rampicanti e per i muri vegetali, vera novità degli ultimi anni, e contemporaneamente molti comuni hanno adottato regolamenti edilizi che promuovono l’integrazione del verde nella nuova edificazione. Anche la ricerca è impegnata in questo ambito, studiando soluzioni che consentano la coltivazione all’interno e sulla superficie di edifici posti in città, prefigurando un futuro nel quale la natura “decora-

Figura 1. Vista della parete di studio, realizzata presso la sede dei vivai Pacini di San Giuliano Terme in provincia di Pisa. La parete si sviluppa per una lunghezza di 10.80 m e per un’altezza di 2.80 m; si compone di un totale di 126 pannelli. Tutti i moduli della parete provvisti di strato vegetale ospitano manti erbosi di specie differenti, costituiti in particolare da: Zoysia matrella 'Zeon' Zoysia tenuifolia Zoysia japonica 'El Toro' Cynodon dactylon X Cynodon trasvalensis 'Patriot' (cultivar ottenuta da incrocio) Stenotaphrum secondatum Dicondra Paspalum vaginatum Cynodon transvalensis. 1

tiva” venga sostituita da una natura da raccogliere e mangiare. La ricerca è interessata anche a un altro aspetto: comprendere se davvero una parete vegetale sia in grado di fornire un contributo in termini energetici all’edificio in cui viene collocata. Su questo argomento presso la Facoltà di Architettura dell’Università IUAV di Venezia si è attivato un gruppo di ricerca che sta svolgendo una serie di test di prova su facciate verdi di nuova generazione e su sistemi di rampicanti tradizionali. Non sono infatti ad oggi reperibili in letteratura dati che rendano conto degli effettivi benefici in termini di risparmio energetico e

benessere ambientale direttamente attribuibili all’utilizzo di tali tecnologie, almeno per quanto riguarda i sistemi di facciata vegetale di più recente concezione. Con l’obiettivo di condurre un’analisi sul campo è nata una collaborazione tra Università IUAV di Venezia, Università di Architettura di Ferrara e Tecology, società fornitrice di pareti verdi realizzate con il supporto di un’azienda orto vivaistica (la Pacini di Pisa), con la quale Tecology ha studiato un sistema per applicare in facciata un compatto e uniforme manto erboso. I test condotti hanno rappresentato un’occasione importante per


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Figura 2. Muro verde realizzato dall’azienda Tecology in occasione della mostra Green Life: costruire città sostenibili che si è tenuta alla Triennale di Milano nei primi mesi del 2010. Figura 3. Sonde PT100 sulla superficie sottofoglia “dicondra”.

conoscere e testare attraverso una serie di campagne di raccolta dati la reale efficacia dell’applicazione di pareti verdi continue in termini di effetti sul comfort termoigrometrico di spazi interni ed esterni in prossimità delle porzioni di involucro edilizio alle quali queste sono state applicate1. In questo testo riportiamo un primo esito del lavoro svolto attraverso l’utilizzo di una parete di studio, appositamente predisposta utilizzando la tecnologia di facciata brevettata dall’azienda. La parete è stata allestita allo scopo di simulare situazioni ambientali anche estreme e testare nel tempo il funzionamento dell’intero siste-

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ma di facciata, sia nelle componenti più propriamente tecnologiche come i meccanismi di fissaggio alla parete portante e i sistemi di irrigazione automatizzati, sia nella componente naturale, attraverso la prova e la valutazione delle reazioni offerte dall’applicazione di diverse specie vegetali, al fine di selezionare le più adatte alle condizioni di crescita in verticale.

Il sistema costruttivo Il sistema brevettato dall’azienda Tecology è costituito da un pannello in polipropilene riciclato, modulare e di piccole dimensioni (60x40x6 cm), con una conforma-

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zione alveolare tale da poter contenere la componente bio vegetale, che caratterizza il prodotto dato, utilizzando i tappeti erbosi per dar vita a facciate completamente verdi. Il pannello, elemento base del sistema, grazie al suo peso ridotto viene fissato al muro mediante una sottostruttura con profili verticali in alluminio, realizzando una intercapedine di circa 6 cm che determina uno strato di ventilazione, reso possibile dall’ingresso dell’aria nell’attacco a terra del sistema e della sua uscita in prossimità della copertura. Il sistema si costituisce quindi come una vera e propria facciata

ventilata, rispetto alla quale necessita di un solo ulteriore elemento, un impianto di irrigazione e fertilizzazione capillare che mantenga in buon stato di salute il prato verticale, scelto tra varie specie di tappeti erbosi a seconda delle caratteristiche climatiche del luogo in cui deve essere inserito. Studiato dimensionalmente per essere frazionato in sottomultipli al fine di garantire la massima adattabilità alle esigenze architettoniche e costruttive, il pannello, che presenta un peso complessivo, a pieno carico, di circa 40 kg a m2, arriva in cantiere perfettamente inerbito, pronto a essere installato.


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Figura 4. Schema di posizionamento della strumentazione impiegata per la campagna di rilievo (disegno realizzato da M. Olivieri).

I test di prova Per effettuare i test è stata realizzata dall’azienda una facciata di prova che si sviluppa per una lunghezza di 10,80 m e per un’altezza di 2,80 m e si compone di 126 pannelli, alcuni inerbiti, altri vuoti (circa il 15% dei moduli) per valutare anche la condizione relativa alla parete priva di rivestimento. Tutti i moduli della parete provvisti di strato vegetale ospitano manti erbosi di specie differenti per poter valutare il grado di comportamento. Le misurazioni sono state effettuate per un periodo di quattro settimane, dal 5 settembre 2009 al 2 ottobre 2009, caratterizzato dalla presenza di scarsa piovosità: 5 giorni sui 27 di rilievo hanno visto precipitazioni di modesta entità (attorno ai 120 mm totali) e temperature massime decisamente alte che sono arrivate a superare i 30 °C, contro i 26 °C di media del territorio pisano, mitigato di norma dalla vicinanza del mare. Si è scelto di collocare la parete di studio a ridosso di uno dei blocchi servizi del vivaio, costituito da semplici pareti in blocchi di calcestruzzo e orientato a sud-est. L'orientamento, in termini di esposizione, non è ottimale, tuttavia è stato valutato in relazione alle condizioni offerte dal sito e risulta funzionale alla raccolta di una sufficiente quantità di dati per una prima valutazione della resa energetica della parete. 4


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Figura 5. Grafico a dispersione dipendenza ∆T-Irraggiamento. Figura 6. Temperature superficiali del giorno più soleggiato.

Strumentazione utilizzata Per effettuare le misurazioni necessarie a formulare le prime valutazioni sull’effettiva efficacia energetica della parete verde continua in esame, sono stati impiegati durante la campagna di rilievi i seguenti strumenti: • Temperatura: 9 Sonde PT100 • Radiazione solare: 1 Piranometro • Umidità e Temperatura: 2 Tinytag Ultra • Acquisitore: 1 Datataker Il trattamento dei dati comprende calcoli, funzioni statistiche e taratura dei sensori.

Posizionamento sonde Sono state posizionate 9 sonde PT100 per il rilievo della temperatura. Cinque sonde sono state poste in

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corrispondenza di un tratto della parete di studio rivestito da pannelli naturalizzati con una specie erbosa chiamata dicondra, una erbacea adatta a tutte le fasce climatiche del nostro territorio; sebbene prediliga le alte temperature è molto richiesta per la formazione di tappeti erbosi a bassa manutenzione, anche grazie alle sue peculiarità morfologiche (non raggiunge mai altezze superiori a 4-5 cm) ed alle esigenze idriche e nutrizionali relativamente contenute. Le sonde sono state posizionate sulla superficie interna della parete portante, a ridosso della superficie esterna della parete portante, dentro all’intercapedine tra struttura portante e pannelli di rivestimento naturalizzati, a ridosso della superficie interna dei pannelli e infine a ridosso del substrato in

torba seminato a dicondra al di sotto del manto erboso. Altre quattro sonde sono state poste in corrispondenza di un tratto di parete in blocchi di cemento forato non ricoperta da vegetazione, con la seguente disposizione: a ridosso delle superfici interna ed esterna della parete e con il bulbo libero in atmosfera (sia pure opportunamente schermate dalle radiazioni solari dirette) per misurare le temperature ambientali interne ed esterne in prossimità della parete. Le 9 sonde termoresistenze PT100 sono state collegate a un datalogger per la raccolta dei dati rilevati, posto all’interno dell’edificio, in prossimità della parete di studio; allo stesso datalogger è stato collegato anche un piranometro (per la rilevazione della radiazione solare) posto all’esterno dei bloc-

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chi servizi del vivaio. Infine, due Tinytag, per il rilievo di temperatura e umidità ambientale, sono stati posti esternamente ai blocchi servizi del vivaio, in prossimità della parete di studio (sonda M1) ed internamente al vivaio in una zona riparata dall’irraggiamento solare diretto e dagli agenti atmosferici, ma non chiusa (sonda M2). La logica, secondo la quale la strumentazione di analisi è stata impiegata, è stata quella di trovare valori utili al confronto della più varia casistica possibile di situazioni ambientali, mirando pertanto a valutare parallelamente l’andamento delle temperature della parete di studio in presenza e in assenza di manto vegetale, e ancora a confrontare i valori attribuibili all’impiego dell’intero pacchetto Tecology, comprensivo


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Figura 7. Temperature superficiali del giorno meno soleggiato e più freddo. Figura 8. Temperature superficiali del giorno più caldo.

di manto erboso e substrato, piuttosto che alla sola componente vegetale di finitura.

Risultati e osservazioni All’interno del periodo di raccolta dati è stato isolato un gruppo di giorni, dal 10 settembre al 1° ottobre 2009, durante il quale tutti i dati sono stati ritenuti disponibili e attendibili. All’interno di questo intervallo si sono scelti dei momenti significativi per l’analisi del funzionamento della protezione verde, quali i giorni più e meni soleggiati e più e meno caldi. Nel grafico in figura 6 viene mostrato il giorno in cui la radiazione solare è maggiore; è possibile notare la dipendenza diretta della temperatura superficiale esterna della parete nuda dalla

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radiazione solare (sonda T1). La parete nuda infatti non gode dell’effetto benefico dovuto alla presenza di elementi verdi schermanti. È significativo inoltre notare come durante le ore notturne la parete verde tenda a mantenere le proprie temperature superficiali esterne, più alte rispetto alle omologhe temperature della parete nuda. L’effetto di “protezione” dello strato verde impedisce alla parete retrostante di riemettere radiazione durante la notte, mantenendo le temperature più alte. Le conseguenze di questa situazione esterna sono poi identificabili in un comportamento pressoché simile delle superfici interne, con i rispettivi sfasamenti dovuti all’inerzia della struttura. Significativa è anche l’analisi degli sfasamenti, che evidenzia come la

parete nuda registri uno sfasamento di circa 6 ore con una differenza tra le temperature superficiali massime di circa 10° C, mentre la parete verde presenti uno sfasamento di circa 5 ore con una differenza di soli 0.1 °C circa, per la presenza della schermatura verde. Nel grafico in figura 7 si evidenzia la dipendenza delle temperature superficiali dalla radiazione solare. Non essendo presente una quantità significativa di radiazione solare, le pareti mantengono le temperature superficiali esterne più basse e l’effetto dello strato verde non può che contribuire al mantenimento di temperature superficiali, sulla parete verde, leggermente più alte rispetto a quelle della parete nuda. Tutto si riflette in un comportamento simile anche all’interno della parete.

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La variazione delle temperature superficiali (sonde T1 e T7) è collegata all’irraggiamento nel grafico in figura 5. Nel grafico in figura 8 le temperature superficiali esterne hanno un andamento simile a quello del giorno con maggior radiazione solare; tuttavia essendo presente meno radiazione, le temperature superficiali interne mantengono temperature leggermente differenti ed è possibile notare come, in questo caso, la temperatura superficiale interna della parete nuda si mantenga, nella maggior parte delle ore, più alta dell’omologa sulla parete ricoperta con verde. Tutto questo avviene nonostante la temperatura esterna si mantenga, come nel giorno con maggior radiazione, molto alta. Anche in questo caso l’analisi


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Figura 9. Variazioni di temperature superficiali durante la settimana più calda. Figura 10. Variazioni di temperature superficiali durante la settimana più fredda.

determina uno strato di ventilazione. Il sistema si può costituire come una vera e propria facciata ventilata, rispetto alla quale necessita di un solo ulteriore elemento, un impianto di irrigazione e fertilizzazione capillare che mantenga in buon stato di salute il prato verticale. (disegno di Raffaella Reitano).

Figura 11. Schema costruttivo del sistema Tecology. Il pannello scatolare viene fissato al muro già inerbito mediante una sottostruttura con profili verticali in alluminio, realizzando una intercapedine di circa 6 cm che

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degli sfasamenti evidenzia il vantaggio della protezione verde, che riduce notevolmente il salto termico tra le temperature superficiali interne ed esterne della parete verde; lo sfasamento sulla parete nuda è di circa 6 ore con una differenza tra le temperature superficiali di circa 10 °C, mentre la parete verde presenta uno sfasamento di circa 5 ore con una differenza di circa 1,5 °C. Molto chiaro risulta il comportamento delle temperature superficiali interne ed esterne, soprattutto se relazionato all’andamento della radiazione solare. Durante la settimana più calda (fig. 9), è evidente come durante il giorno la parete nuda veda le sue temperature superficiali salire molto rispetto a quelle della parete verde; si raggiungono valori di differenza anche di circa 12 °C. Un ∆T

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maggiore di zero indica che la temperatura superficiale esterna della parete nuda è più alta dell’omologa sulla parete verde. Il comportamento si inverte durante la notte per i motivi già evidenziati precedentemente, ove il ∆T raggiunge valori di quasi 3 °C. Altrettanto evidente è l’andamento delle temperature superficiali durante la settimana più fredda (fig. 10): quando la radiazione solare tende a diminuire (primi ed ultimi giorni della settimana di analisi) le temperature superficiali della parete verde restano costantemente più alte delle omologhe sulla parete nuda, con differenze dell’ordine dei 3 °C. Le considerazioni che emergono dalle prove condotte sul campo riguardano la riduzione delle temperature superficiali rispetto a

pareti non dotate di protezione verde, che si attestano su valori considerevoli, anche di circa 10 °C, soprattutto nelle giornate di maggior irraggiamento solare. Durante le giornate più fredde e meno soleggiate la parete dotata di tecnologia di facciata ha un buon funzionamento isolante mantenendo le temperature, sia interne che esterne, leggermente più alte di quelle della parete nuda, anche di circa 2,5 °C. Queste differenze di temperatura sono poi state analizzate anche a livello settimanale confermando l’andamento mostrato nell’analisi dei giorni più critici. Le differenze di temperatura riscontrate durante la campagna di raccolta di dati si riflettono inevitabilmente sui flussi termici entranti nell’edificio durante il periodo caldo. Temperature super-

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ficiali più basse indicano flussi termici minori e conseguenti minori consumi energetici per mantenere le temperature degli ambienti costanti. Uno sviluppo del presente lavoro potrà essere indirizzato a monitorare direttamente i flussi termici sulle due pareti (nuda e ricoperta) per quantificare in maniera più precisa i benefici energetici della tecnologia oggetto di studio. Inoltre potrebbe risultare utile un monitoraggio durante il periodo invernale per capire gli effetti isolanti del pacchetto proposto dall’azienda Tecology.

Nota 1 - Alla fase di monitoraggio ha collaborato l’architetto Michele Olivieri, dottore di ricerca in Tecnologia dell’architettura presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

01. Il Sole

02. Tecniche e materiali del recupero

03. Intrecci

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Carlotta Fontana

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Verso una merceologia solare sostenibile Giorgio Nebbia / Università di Bari

Argomenti Recupero e sostenibilità Carlotta Fontana / Politecnico di Milano

Argomenti Mobilità sostenibile. Strade a diversa velocità Lucia Martincigh / Università degli Studi Roma Tre

Città e territorio Kyoto: per una politica energetica sostenibile Gianni Silvestrini / Politecnico di Milano

Conservazione e manutenzione del costruito Stefano Della Torre, Gianfranco Minati / Politecnico di Milano

L'analisi e il progetto della città sostenibile Sergio Porta / Politecnico di Milano

La carta del "Nuovo Municipio" Giorgio Ferraresi / Politecnico di Milano

Città e territorio Vivere l'archeologia industriale Simonetta Licata / Politecnico di Milano

Architettura Illuminazione nei musei Mike Wilson / London Metropolitan University Diagnosi della doppia pelle Marco Filippi, Valentina Serra, Carlo Micono / Politecnico di Torino Tecniche Luce e innovazione Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Impianti innovativi ed integrati per il comfort Giuliano Dall'O', Annalisa Galante / Politecnico di Milano Il fotovoltaico in Italia: stato attuale e prospettive Nicola Aste / Politecnico di Milano Fotovoltaico ibrido a confronto Lavinia Chiara Tagliabue / Politecnico di Milano

Architettura Luce e clima nei progetti dello studio Pica Ciamarra Luciana De Rosa / Università di Napoli “Federico II” Tecniche e materiali Malte e intonaci: fra tradizione e innovazione Gilberto Quarneti Lorena Bauce / Politecnico di Milano Vernici e pitture per pavimenti in cotto e legno Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Cere e protettivi Luigi Melzi Tipologie dei prodotti biocompatibili Lorena Bauce / Politecnico di Milano Impianti di climatizzazione e recupero Giuliano Dall'O', Annalisa Galante / Politecnico di Milano

Riqualificazione urbana fotovoltaica Francesco Giusiano / Università di Parma Emanuele Pigaiani, Marzia Polinelli / Politecnico di Milano

Impiantistica elettrica e recupero edilizio Alessandro Prati / Università di Mantova

Legislazione e normativa La delega al Governo in materia ambientale Corrado Baldi / Politecnico di Milano

Rubriche Ricerca e sostenibilità in architettura Mario Grosso / Politecnico di Torino Ancora sulla Delega in materia ambientale Corrado Baldi / Politecnico di Milano

Città e territorio La greenway Milano-Pavia-Varzi Katherina Ziman Scudo La costruzione in terra in Catalogna Albert Cuchi / Università Politecnica di Catalunya Architettura Risanare con la terra cruda Barbara Narici Costruzione in bambù a Vergiate Neri Braulin / Politecnico di Milano Valeria Chioetto / EMISSIONIZERO Tecniche Tecniche per il comfort negli spazi urbani Valentina Dessì / Politecnico di Milano Componenti in terra industrializzati Sergio Sabbadini / Politecnico di Milano Materiali isolanti e fibre in edilizia Ilaria Oberti / Politecnico di Milano Schermi di protezione solare Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Lo schermo verde: uso della vegetazione per la protezione solare Antonella Bellomo / Politecnico di Milano Rubriche Ancora a proposito del condono Corrado Baldi / Politecnico di Milano La valutazione dei progetti di ricerca europei Mario Grosso / Politecnico di Torino


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

04. Acqua

05. Metodi e strumenti per il progetto pubblico

06. Energia!

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Il costo in acqua delle merci e dei servizi Giorgio Nebbia / Università di Bari

Argomenti La dimensione ambientale nei programmi complessi Andrea Calori / Politecnico di Milano

Argomenti Ipotesi di sviluppo locale: l'esperienza francese dei Pays Francesco Coviello / Politecnico di Milano

Acqua per la città: una lunga storia Federico M. Butera / Politecnico di Milano

Città e territorio HQE2R - Un approccio a scala di quartiere Antonella Grossi, Sandra Mattarozzi / ICIE Nicoletta Ancona / Nuova QUASCO

Recupero e valorizzazione del "sistema rurale" Simonetta Licata

Città e territorio Il restauro dell'ecosistema dei Sassi di Matera Pietro Laureano Il Contratto di Fiume Olona-Bozzente-Lura Andrea Calori / Politecnico di Milano Architettura Lungo il fiume, il marketing della sostenibilità Carlotta Fontana / Politecnico di Milano Panta Rei Centro di educazione ambientale Rainer Toshikazu Winter Il progetto di rivitalizzazione di Valle Pezzata Matteo Clementi / Politecnico di Milano Tecniche Acqua indesiderata Lorena Bauce / Politecnico di Milano Impianti luce ed acqua: tra creatività e rigide norme Alessandro Prati, Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Savonarola water story Erich Trevisiol / Università IUAV di Venezia Rubriche Ancora sul condono (e tre) Corrado Baldi / Politecnico di Milano

HQE2R - Il caso studio di Mantova Daniela Gabutti / Politecnico di Milano Stato dell'arte delle Agende 21 in Italia Sonia Cantoni Architettura L'integrazione delle tecnologie energetiche sostenibili in architettura Brian Ford / Università di Nottingham Interventi di edilizia residenziale pubblica in Lombardia Anna Delera, Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Tecniche e materiali La valutazione dell'ecocompatibilità Roberto Giordano / Politecnico di Milano Paolo Revellino, Stefano Rossi Utilizzo del terreno per il raffrescamento estivo degli edifici Adriana Angelotti, Giulio Solaini / Politecnico di Milano Pavimentazioni fredde nel clima che cambia Gianni Scudo, Valentina Dessì / Politecnico di Milano Rubriche La valutazione d'ecocompatibilità come stimolo all'integrazione nel progetto Mario Grosso / Politecnico di Torino

Città e territorio Sostenibilità a livello locale: risultati incoraggianti Giuliano Dall'O', Annalisa Galante / Politecnico di Milano Ciclabilità urbana, il Bici Plan di Pordenone Marco Passigato / Università degli Studi di Verona L'esperienza del Gruppo per la moderazione del traffico nella Svizzera italiana Paolo Della Bruna, Lorenzo Custer Architettura Illuminazione pubblica solare fotovoltaica a Cornellà de Llobregat Alessandro Rogora / Politecnico di Milano La sostenibilità come scelta politica Francesca Sorricaro Tecniche e materiali Dentro il solare termico Chiara Wolter, Marco Calderoni Tecnologie di isolamento dell'involucro opaco Luca Pietro Gattoni / Politecnico di Milano Vetri ad alte prestazioni energetiche Alessandro Dama, Lorenzo Pagliano / Politecnico di Milano Rubriche L'efficienza energetica nella valutazione d'ecocompatibilità dei progetti edilizi Mario Grosso / Politecnico di Torino


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

07. Aria

08. Leggero e pesante

09. Prevenire, curare

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti L’Italia in vista del Protocollo di Kyoto Gianni Silvestrini / Politecnico di Milano

Argomenti Architettura della leggerezza, architettura del peso Maria Bottero / Politecnico di Milano

Argomenti Temporaneo per necessità, temporaneo per scelta Alessandra Zanelli / Politecnico di Milano

La città sostenibile Federico Maria Butera / Politecnico di Milano

Città e territorio La strategia idrica del Parco Güell Albert Cuchì, Claudio da Silva / Università Politècnica di Catalunya

Città e territorio Per la riqualificazione di Mirafiori G. Cavaglià, C. Azzolino, A. Lacirignola / Politecnico di Torino

Città e territorio Impianti eolici di piccola taglia Riccardo Battisti / Università di Roma “La Sapienza” Ventilazione naturale e raffrescamento strutturale: una procedura di calcolo Mario Grosso, Francesco Caliero / Politecnico di Torino Architettura Architettura del vento Mario Buono / Seconda Università degli Studi di Napoli Tecniche e materiali Aria calda dal sole Gianni Scudo / Politecnico di Milano Tecnologie per la ventilazione meccanica ed ibrida Valentina Raisa / Università di Ferrara Ruote termiche, scambiatori, recupero calore aria/aria Paola Caputo / Politecnico di Milano La nuova frontiera dei generatori di calore Giuliano Dall’O’, Gabriella Calsolaro / Politecnico di Milano Rubriche Riflessioni sulla Legge della Regione Lombardia n. 12/2005 Corrado Baldi / Politecnico di Milano Alle radici della progettazione ambientale Carlotta Fontana / Politecnico di Milano

I trabocchi, archetipi costruttivi della leggerezza M. Cristina Forlani / Università degli Studi di Chieti-Pescara Architettura Costruire con il cartone: il dopo scuola di Westcliff on Sea Neri Braulin / Politecnico di Milano Valeria Chioetto / EMISSIONIZERO Cupole per una chiesa in Africa Giovanna Sacchi Tecniche e materiali Sistemi costruttivi in legno Cristina Benedetti / Università “La Sapienza” di Roma

Edifici vulnerabili - Criteri di prevenzione dei rischi Carlotta Fontana, Alessandra Cattanei / Politecnico di Milano Architettura Un sistema costruttivo in bambù e terra Alex Riolfo / Università di Genova Tecniche e materiali La protezione delle superfici Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Un'introduzione alle tecniche anti-inondazione Daniele Bocchiola, Renzo Rosso / Politecnico di Milano

Sistemi costruttivi leggeri e pesanti alternativi Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

Il cantiere edilizio sostenibile Rossella Franchino, Sergio Rinaldi, Antonella Violano / Seconda Università di Napoli

Il recupero ai fini antisismici del massone Gianni Scudo, S. Sabbadini, A. Bonomini, A. Drei / Politecnico di Milano

L'effetto dell'orientamento sul comfort termico estivo G. Ruggeri, L. Pagliano, P. Zangheri, S. Piardi, S. Pangrazzi / Politecnico di Milano


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

10-11. Certificazione energetica

12. Il crudo e il cotto

13. Costruire la transizione energetica

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Da Kyoto alla certificazione energetica degli edifici Gianni Silvestrini / Politecnico di Milano

Argomenti L’innovazione delle tecnologie edilizie in terra Gianni Scudo / Politecnico di Milano

Argomenti Un nuovo paradigma energetico - La sfida del XXI secolo Federico M. Butera / Politecnico di Milano

Certificazione energetica degli edifici: a che punto siamo Giuliano Dall'O' / Politecnico di Milano

L’innovazione delle tecnologie del laterizio Giorgio Zanarini / Consorzio Alveolater

Politiche d’incentivazione dell’uso razionale e delle fonti rinnovabili Gianni Silvestrini / Kyoto Club

Metodi Il processo di riqualificazione energetica e ambientale degli edifici nell'area romana Fabrizio Orlandi, Daniela Caputo / Università “La Sapienza” di Roma

Città e territorio Cultura tecnologica e progetto: il laterizio nel territorio del centro Italia Andrea Campioli / Politecnico di Milano

La certificazione energetica degli edifici in Provincia di Milano Sergio Zabot / Provincia di Milano Strumenti di valutazione dell'ecocompatibilità nel progetto di architettura Gabriella Peretti, Elena Montacchini / Politecnico di Torino La certificazione energetica degli edifici sul fabbisogno di raffrescamento Mario Grosso / Politecnico di Torino Programmi e prospettive di certificazione energetica nel Mezzogiorno d'Italia Virginia Gangemi, Giuseppina Crisci / Università “Federico II” di Napoli Architettura Il centro servizi Environment Park Stefano Dotta / Environment Park Tecniche e materiali Eco-efficienza dell'isolamento termico nella realizzazione di chiusure opache in Italia Monica Lavagna / Politecnico di Milano Tecniche e materiali innovativi/ecocompatibili per il controllo delle chiusure trasparenti Fabrizio Tucci / Università “La Sapienza” di Roma

Architettura Archivolti in laterizio locale Fabrizio Carola / N:EA Tecniche e materiali Blocchi “a freddo” con materiali di recupero Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Costruire e riqualificare con inerti da demolizione Caterina Frettoloso, Sergio Rinaldi / Seconda Università di Napoli Studi di termointonaci a base di argilla Sergio Sabbadini, Andrea Torri / Politecnico di Milano Intonaci termici a legante idraulico Lorena Bauce, Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Intonaci di terra e gesso Alezio Rivolti / Politecnico di Torino Viviana Tosco

Attori della transizione energetica Il ruolo degli Enti Locali Beppe Gamba / Kyoto Club Il ruolo degli imprenditori Claudio De Albertis / Politecnico di Milano Il ruolo dei consumatori Pieraldo. Isolani / Adiconsum Il ruolo del progetto Giancarlo Chiesa, Marcella Capobianco / Politecnico di Milano Architettura La certificazione energetica degli edifici: vincolo o opportunità per il progettista? Adriana Angelotti, Chiara Lamparelli, Sara Tommasi / Politecnico di Milano Il linguaggio dell’innovazione energetica in architettura Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Tecniche e materiali Struttura ed involucro opaco nella transizione energetica Gianfranco Di Cesare / ANDIL Efficienza dell’involucro: interventi regolamentari finalmente efficaci Sergio Mammi / ANIT Blocchi in laterizio ad alte prestazioni termoigrometriche Giorgio Zanarini / Alveolater Gli schermi esterni per le facciate vetrate e il loro dimensionamento Valentino Manni / Politecnico di Torino


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

14. Ambiente, paesaggio, turismo

15. Riqualificazione urbana ecosostenibile

16. Architettura ecocompatibile

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Ambiente e paesaggio Maria Bottero / Politecnico di Milano

Argomenti Ecoefficienza dei sistemi insediativi Fabrizio Orlandi / Università “La Sapienza” di Roma

Argomenti Progettazione ambientale: strumenti e tecniche Gianni Scudo, Gian Luca Brunetti / Politecnico di Milano

La città-natura per il turismo sostenibile: fenomeni e strategie Armando Sichenze, Ina Macaione / Università degli Studi della Basilicata

I Contratti di Quartiere a Milano e la partecipazione non attuata Anna Delera / Politecnico di Milano

Metodi Strumenti di valutazione del comportamento energetico Paola Caputo / Politecnico di Milano

Metodi Metodologie di riqualificazione energetica Tae Han Kim / Politecnico di Milano

Strumenti di valutazione del comportamento luminoso Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

Città e territorio Presente e futuro degli hammam nel Mediterraneo, fra religione, cultura e turismo Jean Bouillot Il paesaggio dei cittadini europei F. Alberti La Marmora La sostenibilità ambientale del settore alberghiero Claudio Cuffaro, Leonardo Lo Coco / Università degli Studi di Palermo Maria La Gennusa, Gianfranco Rizzo / Ingegneri Ambientali Palermo Architettura Il recupero dell'ambiente nelle strutture agrituristiche Simonetta Licata Tecniche e materiali Strutture turistiche temporanee sulla costa Rossella Franchino, Antonella Violano / Seconda Università degli Studi di Napoli Considerazioni sulle tecniche per la progettazione dei sentieri Paolo Alleva, Carlo Salmoiraghi Tecnologie per la riconfigurazione ecocompatibile dei litorali sabbiosi Renata Valente / Seconda Università degli Studi di Napoli Lo sviluppo dei centri turistici costieri Antonella Serafino / Politecnico di Milano

I metodi di valutazione rapida degli edifici Maria Fianchini / Politecnico di Milano

Strumenti di valutazione dell'ecocompatibilità ambientale del ciclo di vita dell'edificio Roberto Giordano, Mario Grosso / Politecnico di Torino

Nuove metodologie per partecipare la sostenibilità: dalle teorie di Alexander al Quartaccio di Roma Milena De Matteis / Università di Roma Tre

Strumenti e metodi per la valutazione del comfort termico negli spazi urbani Valentina Dessì, Gianni Scudo / Politecnico di Milano

Architettura Il verde come strumento di riqualificazione Maria Livia Olivetti / Università Roma Tre

Architettura Cantine Barone Pizzini a Provaglio d'Iseo Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

Tecniche Il verde parietale come elemento di controllo dei caricihi termici Federica Ariaudo, Gian Vincenzo Fracastoro / Politecnico di Torino

Tecniche Applicazioni sperimentali di Progetti Interoperabili IFC Ezio Arlati / Politecnico di Milano

Il progetto architettonico degli impianti a energia solare Niccolò Aste / Politecnico di Milano Energie rinnovabili per sostituire le centrali nucleari di Hessen Francesca Sartogo

Ecoefficienza degli involucri leggeri, opachi e trasparenti Fabrizio Tucci / Università “La Sapienza” di Roma Prestazioni termiche e profilo ambientale dei materiali isolanti Monica Lavagna / Politecnico di Milano


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

17-18. Edilizia scolastica ecocompatibile

19. Strutture ricettive ecocompatibili

20. Edifici e aree produttive

Focus Edilizia scolastica. Linee guida per salvaguardia e rispetto dell’ambiente naturale / Paola Gallo / Università di Firenze

Focus Le strutture ricettive eco-compatibili: obiettivi e criteri progettuali / Manuela Franco / Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Focus Valutazione ambientale e requisiti di sostenibilità delle aree produttive / Elisa Conticelli, Simona Tondelli / Università di Bologna

Hotel, acqua, risparmio e buon senso / Luca Maria F. Fabris, Elvira Pensa / Politecnico di Milano / Emanuele Naboni / Lawrence Berkeley National Laboratory

Linee guida per le aree produttive ecologicamente attrezzate / Paola Gallo / Università degli Studi di Firenze

Strategie e metodi di verifica di eco-sostenibilità e biocompatibilità per le scuole in area mediterranea / Dora Francese - Università Federico II di Napoli La valutazione del comfort ambientale e delle prestazioni energetiche degli edifici scolastici esistenti / Gabriele Bellingeri - Università di Roma 3 Una gestione energetica sostenibile per l’edilizia scolastica / Marco Filippi - Politecnico di Torino / Enrico Fabrizio Università di Torino Considerazioni sulla climatizzazione naturale degli edifici scolastici / Gian Luca Brunetti / Politecnico di Milano Il raffrescamento passivo degli edifici scolastici / Mario Grosso, Mario Voerzio / Politecnico di Torino Scuola e salute. Rischio radon e tecniche di bonifica / Carlo Bigliotto / ARPA Veneto / Giovanni Zannoni / Università IUAV di Venezia Ricerca Salubrità indoor in ambiente scolastico / Daniela Giannone / Università degli Studi di Napoli Federico II

Impianti di trigenerazione per il risparmio energetico nel settore alberghiero in aree mediterranee / E. Cardona, A. Piacentino, F. Cardona / Università degli Studi di Palermo Controllo intelligente nella gestione energetica degli alberghi / C.G. Giaconia, A. Di Stefano, G. Fiscelli, M. La Gennusa, G. Scaccianoce / Università degli Studi di Palermo Qualità ambientale degli edifici: analisi della trasferibilità dell’ecolabel europeo per i servizi turistici / M. Cellura, G. Peri, G. Rizzo / Università degli Studi di Palermo Studi e ricerche L’Ecomuseo riconsiderato per un turismo sostenibile / Francesca Muzzillo Sostenibilità e turismo: la costa come sistema ricettivo / Stefano Giussani

Il Sistema di Gestione Ambientale d'area per l'attuazione e il controllo delle aree industriali eco-compatibili / Manuela Franco / Università degli Studi di Napoli "Federico II" Edifici industriali: dall’evoluzione storica alle ipotesi di riconversione ambientale / Annarita Ferrante / Università di Bologna Fonti energetiche rinnovabili per le le realtà industriali / Elisa Tomasinsig / C.E.T.A. Dall’igiene del lavoro alla sicurezza sul lavoro / Ferdinando Terranova / Università “La Sapienza” di Roma Studi e ricerche La riqualificazione sostenibile degli edifici industriali / Orio De Paoli, Elena Montacchini Uno strumento di valutazione multidisciplinare per le nuove Aree produttive ecologicamente attrezzate / Angelamaria Molinari, Maurizio Riverditi, Enrica Vesce

Strumenti di autovalutazione dell’eco-efficienza degli edifici scolastici / Silvia Tedesco - Politecnico di Torino

Argomenti Il marchio Ecolabel europeo per il servizio di campeggio / Stefania Minestrini

L’utilizzo continuo delle strutture scolastiche / Fabio Albani / Politecnico di Milano

Il progetto Eco.Ri.Ve Ecolabel per la Ricettività in Veneto / A.Scipioni, A. Mazzi, A. Morelli

Argomenti Ecosistema scuola 2008. Il rapporto sull’edilizia e i servizi scolastici in Italia / Monica Pergoloni, Vanessa Pallucchi / Legambiente nazionale Scuola e formazione

Il progetto EcolabelPIEMONTE per le strutture ricettive in Piemonte / Cosimo Biasi, Alessandra Mazzotta

I progetti del Ministero dell’Ambiente per le scuole / Carmelo Spitaleri - Ministero dell'Ambiente

Il marchio di qualità ambientale Green Key / C.P. Mazza

Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate in Provincia di Milano / Renato Galliano

Modalità di gestione innovativa per l’edilizia scolastica / Rossella Maspoli / Politecnico di Torino

L’analisi ambientale del comparto turistico e gli strumenti per un turismo sostenibile / Anna Di Lauro, Stellio Vatta, Nicola Skert, Barbara Lazzarini, Donatella Ducourtil

Piani Particolareggiati per Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate nel Comune di Monte San Vito (AN) / Francesca Sorricaro

La riqualificazione delle strutture scolastiche. L’esperienza del Comune di Roma / C. Cecilia Cuccaro - Comune di Roma

Le politiche per l’ambiente e lo sviluppo del turismo sostenibile a Jesolo / Daniela Giacomin

Il progetto SAVE BESTCert per la diagnosi e certificazione energetica. L’esperienza della Provincia di Pordenone / Sergio Bergnach, Stefano Contin / Provincia di Pordenone

Il turismo sostenibile nelle aree protette: la Carta Qualità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi / Enrico Vettorazzo

Il programma ASI ECOSOSTENIBILE per la gestione degli agglomerati industriali / Maria Teresa di Mattia, Felice Lucia, Salvatore Puca

Il bando di finanziamento della Compagnia di San Paolo per gli asili nido in Piemonte / A. Ricci / Compagnia di San Paolo L’esperienza della progettazione partecipata a Reggio Emilia / Anna Bigi, Luisa Gazzetti - Comune di Reggio Emilia Progetti e Tecnologie Strutture in legno - Nido aziendale a Colognola ai Colli (VR) / Strutture leggere in legno multistrato - Scuola elementare e media a Gambellara (VI) / Sistema costruttivo in legno, finiture in terra cruda e sistemi radianti ecologici - Centro intergenerazionale a Basiglio (MI) / Strutture in legno - Scuola media a Montebello Vicentino (VI) / Sistemi di isolamento termico per esterni - Scuola elementare a Brugnera (PN) / Isolamento in fibra di legno - Scuola media a Imola (BO) / Isolamento in fibra di kenaf - Scuola media a Imola (BO) / Isolamento in legnomagnesite - Scuola dell’infanzia a Cardano al Campo (VA) / Isolamento in lana di legno mineralizzata - Scuola elementare a Bagnolo in Piano (RE) / Rivestimento in mattoni faccia a vista a pasta molle - Scuola dell’infanzia a Pozzuolo Martesana (MI) / Rivestimento in fibra di gesso - Scuola Professionale provinciale a Bolzano (BZ) / Vernici naturali Scuola elementare a Bagnolo in Piano (RE) / Impianti di riscaldamento radianti a soffitto - Asilo nido a Casalecchio di Reno (BO) / Illuminazione naturale - Scuola elementare a Bagnacavallo (RA) Dossier Edilizia scolastica ecocompatibile nella provincia di Brescia / Carlo Lazzaroni, Raffaella Merigo

La certificazione ambientale nel settore turistico in FVG / Enrico Artini, Barbara Lazzarini, Roberto Sbruazzo

Il turismo sostenibile nelle aree protette: il marchio di qualità ambientale delle Cinque Terre / Luca Natale Il turismo sostenibile nelle aree protette: le fattorie del Panda / Roberto Furlani, Rita Minucci Piccoli comuni: prove di sviluppo locale / Andrea Trisoglio Tecnologie open source per la valorizzazione delle risorse culturali / Nicola Maiellaro Amazon Eco Park: architettura sostenibile ed ecoturismo / Fernando Recalde Progetti e tecnologie Strutture in legno lamellare - Complesso turistico sportivo a Sottomarina di Chioggia (VE) / Strutture prefabbricate in legno - Agriturismo “Corte all’Olmo” a Cá di David (VR) / Edifici prefabbricati - L’azienda vinicola Pittaro a San Martino al Tagliamento (PN) / Malte, intonaci e finiture di calce idraulica naturale - Art Hotel a Varese / Decorazione e protezione murale - Royal Hotel Carlton a Bologna / Vernici naturali - Agriturismo e Centro Culturale Tirtha a Pescantina (VR) / Parquet su sabbia - Agriturismo Pianconvento a Monteguidi - Bagno di Romagna (FC) / Impianti solari termici - Albergo “Villa Tramonto “a San Vincenzo (LI) Dossier Riqualificazione ambientale e sostenibile del fronte mare di Palau / Giovanna Piga

Sperimentazione sostenibile: un padiglione in bambù, acciaio e pannelli fotovoltaici / Alex Riolfo Argomenti Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate: l’esperienza della Regione Toscanabe la Rete CARTESIO / Aldo Nepi Le Aree Ecologicamente Attrezzate nella Regione EmiliaRomagna / Donato Pulacchini

Aree industriali ed edifici pluriaziendali: tra risparmio di suolo ed efficienza energetica. L’esperienza di Bolzano / Giovanni Sarti Incentivazione delle Fonti Energetiche Rinnovabili per le Piccole e Medie Imprese / Carmelo Spitaleri L’edilizia sostenibile protagonista del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente / Andrea Danese Progetti e tecnologie Laminato in zinco-titanio - Centrale del latte di Vicenza Strutture in legno - Edificio per uffici “Bioffice” a Correggioverde di Dosolo (MN) Strutture in legno lamellare - Stabilimento Melinda a Segno di Taio (TN) Isolamento termico a cappotto - Stabilimento del Gruppo Marposs a Travagliato (BS) Pavimenti in legno biocompatibili - Edificio commercialedidattico Cerchi nel grano (MI) Teli e guaine traspiranti - Sede CME a Scandiano (RE) Fonti energetiche rinnovabili - Uffici e laboratori Rainbow Illuminazione naturale - Ampliamento e riqualificazione del centro commerciale "Centro Nova" a Castenaso (BO) Dossier Riqualificazione bioecologica palazzina direzionale Fenice Spa


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

21. Integrazione delle energie rinnovabili

22-23. Il recupero “ambientalmente sostenibile”

24. Acqua e architettura. Risparmio, recupero...

Focus Microgenerazione distribuita: integrazione morfologica e tecnologica / Adriano Magliocco / Università degli Studi di Genova / Giacomo Cassinelli / Università degli Studi di Genova

Focus Nuove tendenze nel segno della conservazione integrata / Stefano Della Torre / Politecnico di Milano

Focus Editoriale Gianni Scudo

L’integrazione del fotovoltaico in architettura / Gabriella Peretti / Politecnico di Torino Gestione e controllo dell’illuminazione naturale / Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Integrazione delle tecnologie da fonti energetiche rinnovabili nel progetto urbano: valutazione di ecocompatibilità dal processo (VAS) al progetto / Gianni Scudo / Politecnico di Milano / Marco Carpinelli / Environment Il fotovoltaico organico. Sperimentazione e innovazione applicata al caso di “Ventotene isola ad emissioni zero” / Fabrizio Tucci / Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Lo sviluppo sostenibile delle rinnovabili nelle realtà locali: l’esempio delle isole Egadi / Mario Gamberale, Simona Salteri, Alessandro Vezzil / AzzeroCO2 Studi e Ricerche La fattibilità tecnica ed economica del fotovoltaico in Italia / Guglielmina Mutani, Alessandro Bua Progetto e monitoraggio estivo di uno scambiatore geotermico ad aria / Luca Raimondo Tecnologie elettroniche per le energie rinnovabili e per l’efficienza energetica / Giordano Torri Argomenti Utilizzo del fotovoltaico per l’illuminazione pubblica. Un sistema energetico sostenibile nel Parco Nazionale delle Cinque Terre / Marco Stamegna Il teleraffrescamento: un sistema energetico integrato sul territorio / Franco Ricci Opportunità per le Pubbliche Amministrazioni nell’impiego delle fonti energetiche rinnovabili / Francesco Belcastro Le politiche della Regione Lazio per la promozione delle energie rinnovabili / Filiberto Zaratti Risparmio energetico e fonti rinnovabili negli edifici scolastici. Il caso della Provincia di Firenze / Luigi Tacconi Il fotovoltaico sui tetti delle scuole della Provincia di Firenze / Francesca Vagaggini “Sardegna al Sole”: un gruppo d’acquisto per il fotovoltaico in Ogliastra / Antonino Mameli Incentivare il fotovoltaico attraverso la concessione d’uso di superfici degli edifici pubblici. Il progetto del Comune di Lodi / Matteo Zanchi

L’approccio prestazionale alla risorsa culturale / Andrea Canziani, Matteo Scaltritti / Politecnico di Milano Crespi d’Adda: dal piano di Gestione UNESCO alla valorizzazione culturale / Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Conservare le preesistenze, interpretare le assenze / Caterina Frettoloso / Seconda Università degli Studi di Napoli Il recupero per la fruizione: il Castello Caracciolo di Montefredane / Antonella Violano / Seconda Università degli Studi di Napoli Il recupero delle case di terra: dalla conoscenza delle tecniche tradizionali all’innovazione per uno sviluppo sostenibile / Maria Cristina Forlani / Università degli Studi di Chieti-Pescara Studi e Ricerche Restauro e sostenibilità / Maurizio De Vita, Virginia Neri / Università degli Studi di Firenze Recuperare le tradizioni locali: linee guida per gli interventi sul patrimonio rurale / Giovanna Franco / Università degli Studi di Genova Criteri, metodi di calcolo e criticità normative per il recupero sostenibile degli edifici / Martina Basciu, Claudia Loggia, Vittorio Tramontin / Università degli Studi di Cagliari Compatibilità ambientale: un confronto fra tegole in cemento e tegole in laterizio / Giovanni Zannoni / Università IUAV di Venezia Tecnologie sostenibili per le analisi diagnostiche e gli interventi conservativi / Luciano Cessari, Elena Gigliarelli / CNR Un confronto tra prodotti isolanti sulla base di indicatori energetico ambientali / Carlo Caldera, Alice Gorrino / Politecnico di Torino Argomenti Il Protocollo per la Valutazione Energetico Ambientale della Regione Friuli Venezia Giulia / Luciano Pozzecco, Paolo Tomasella / Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Il recupero degli immobili ai fini della Comunità Ospitale / Maurizio Capelli / Borghi Autentici d'Italia Recupero delle tradizioni costruttive del territorio. Il caso di Novi Ligure / Gaia Bollini / Isidoro Parodi / Comune di Novi Ligure

Lo sfruttamento della geotermia profonda in Friuli Venezia Giulia / Tiziano Tirelli, Daniele Tirelli

Riqualificazione degli edifici scolastici. L’esperienza della Regione Veneto / Ernesto Antonini, Marco Boscolo / Università degli Studi di Bologna / Piercarlo Romagnoni / Università IUAV di Venezia

Progetti e Tecnologie Impianto solare ibrido - Complesso residenziale il “Borghetto” a Castel San Pietro Terme (BO)

Il progetto per la ricostruzione di una struttura turisticoricettiva nel territorio del Parco naturale regionale Sirente Velino / Fabio Armillotta, Carmela Palmieri / C.A.Sa.

Energie rinnovabili - Cantina Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo in Franciacorta (BS)

Gli interventi di edilizia sostenibile previsti dal “Piano casa” della Regione del Veneto / Marco Frau, Fabio Mattiuzzo, Claudio Perin / Regione Veneto

Impianto fotovoltaico - Stabilimento Neri Industria Alimentare a Lamporecchio (PT) Dossier Una scuola sostenibile a Imola / Andrea Dal Fiume, Mario Grosso, Luca Raimondo

Acqua: una "coperta troppo corta" che richiede nuovi modelli di gestione / Giulio Conte / Ambiente Italia Le miniere dell'acqua di Riudoms: la gestione dell'acqua come elemento generatore del paesaggio / Albert Cuchì / Universitat Politécnica de Catalunya La gestione della complessità nel progetto sostenibile del ciclo delle aqque meteoriche urbane: tecnologie, strumenti e metodi / Francesca Perricone / Università degli Studi “La Sapienza” di Roma Riqualificazione ambientale e paesaggistica di corsi d'acqua in ambito urbano: esperienze a confronto / Federica Larcher / Università degli Studi di Torino / Elena Montacchini / Politecnico di Torino Il ciclo idrogeologico nell'ambiente costruito: il ruolo del verde pensile / Luca Lanza, Anna Palla / Università degli Studi di Genova Idropaesaggi, una nuova geografia per il Parco del Lura / Monica Manfredi / Politecnico di Milano Studi e Ricerche Requisiti, indicatori e strumenti per la valutazione dell'ecocompatibilità dei prodotti edilizi / Roberto Giordano, Gabriella Peretti / Politecnico di Torino L'acqua in alta quota / Daniela Bosia / Politecnico di Torino / Barbara Martino / École d’Architecture de Grenoble Valutazione di sostenibilità, etichette ecologiche e risorsa acqua in edilizia. La situazione per il risparmio idrico / Sara Scapicchio / Università degli Studi di Napoli “Federico II” Risparmio idrico e uso dell'acqua piovana in edilizia / Anna Frangipane / Università degli Studi di Udine Il parametro acqua nel progetto di architettura sostenibile / Dora Francese, Claudia Balestra, Luca Buoniconti / Università degli Studi di Napoli Rinascere. Vivendo sul'acqua / Luca Maria Francesco Fabris / Politecnico di Milano Argomenti Le Case dell'Acqua / Tiziano Butturini, Paola Barbato Cara acqua (del rubinetto), T.V.B. Ti Voglio Bere! / Claudio Filippone, Alessandra Mazzotta / Centro Studi Ambientali Torino L'acqua da risorsa ad opportunità: le Expo di Saragozza e di Shangai / Oriana Giovinazzi / Centro Internazionale Città d’Acqua Dossier Centro per minori a Lodi / Lara Gariup


ilProgettoSostenibile | indici 01-27

25. Housing sociale innovativo sostenibile

26. Mediterraneo tra mito e risorsa

27. L’impronta ambientale del costruito

Focus Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Focus Editoriale Gianni Scudo

Città, laboratori di coesione sociale? Welfare locale e questione urbana / Valeria Fedeli / Politecnico di Milano

Focus Le Corbusier, fra civiltà macchinista e mito del Mediterraneo / Maria Bottero / Politecnico di Milano

L’edilizia sociale: un servizio come e per chi / Gabriele Rabaiotti / Politecnico di Milano

La cultura urbana islamica nelle città mediterranee / Giulia Annalinda Neglia / Politecnico di Bari

Chi costruisce la casa sociale? Nuovi attori e nuovi ruoli nelle politiche abitative / Francesca Santaniello / Politecnico di Milano

Tecnologie a progetto per l’ambiente mediterraneo / Mario Losasso / Università degli Studi di Napoli Federico II

I nuovi requisiti tipologici per l’housing sociale / Anna Delera / Politecnico di Milano

Escursionismo e architettura vernacola in Catalogna cento anni fa / Jaume Rosell, Ramon Graus / Universitat Politècnica de Catalunya

Requisiti di sostenibilità ambientale in edilizia: dall’efficienza alla sufficienza / Gianni Scudo, Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

La sostenibile “pesantezza”delle architetture progettate e costruite con il clima nell’area mediterranea / Gian Luca Brunetti / Politecnico di Milano

Strategie per la realizzazione e riqualificazione dell’alloggio sociale: sperimentazioni progettuali in Campania / Claudio Grimellini, Bianca Marenga, Cristian Filagrossi Ambrosino / Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Valutazione energetica degli edifici in ambito mediterraneo / Valentina Gianfrate, Paola Gallo / Università degli Studi di Firenze

Abitare Mediterraneo: un progetto di edilizia residenziale pubblica ecocompatibile / Lorenzo Capobianco, Antonella Violano / Seconda Università degli Studi di Napoli Strategie di low energy low cost per il retrofitting del social housing / Alessandra Battisti, Fabrizio Tucci / Università degli Studi “La Sapienza” di Roma Vienna, un esempio europeo di continuità nell’innovazione del Social Housing / Lina Scavuzzo / Politecnico di Milano Studi e Ricerche Strategie di riqualificazione degli insediamenti di edilizia sociale costruiti nella seconda metà del ‘900 / Emanuele Piaia / Università degli Studi di Ferrara Le dighe del quartiere Diamante a Genova Begato: problemi di manutenzione e di riqualificazione / Giovanna Franco / Università degli Studi di Genova Social housing fra costo, qualità e sostenibilità / MariaAntonia Barucco / Università IUAV di Venezia Tecnologie Edifici in legno: tecniche costruttive / Antonio Frattari / Università degli Studi di Trento Tecnologie innovative in legno: caratteristiche e principi costruttivi degli edifici in x-lam / Davide Di Fabio / Università Politecnica delle Marche

Dell’architettura di vetro e del Mediterraneo / Federico M. Butera / Politecnico di Milano Studi e ricerche Spazi aperti next generation: la climatizzazione di microambienti non confinati / Alessandro Mazzotta / Politecnico di Torino Spazi aperti urbani performativi / Renata Valente / Seconda Università di Napoli Smart skin envelope. Integrazione architettonica di tecnologie per il risparmio energetico / Marco Sala, Rosa Romano / Università degli Studi di Firenze Arte edificatoria e coralità nella tradizione costruttiva dell’Italia meridionale / Francesco Polverino / Università degli Studi di Napoli "Federico II"

Dossier Il progetto Housing Sociale / a cura di Giordana Ferri

L’evoluzione degli indicatori di benessere: dall’economia agli indici di sostenibilità / Paco Melià / Politecnico di Milano Metodi di valutazione e indicatori dell’impronta ambientale a scala urbana / Paola Caputo / Politecnico di Milano Valutazione della sostenibilità degli edifici: lo sviluppo normativo CEN / Mario Grosso / Politecnico di Torino Net Zero Energy Building:metodi e strumenti per l’analisi energetica nel processo edilizio / Roberto Giordano, Silvia Tedesco / Politecnico di Torino LEED: un approccio olistico alla certificazione energetica. Metodologia di un rating system per gli edifici storici / Stefano Rugginenti, Chiara Franchini / Politecnico di Milano Criteri di ecologicità e certificazione ambientale dei prodotti edilizi /Andrea Campioli,Monica Lavagna / Politecnico di Milano Studi e ricerche Opportunità e criticità nell’analisi del bilancio energetico di un edificio / Jacopo Gaspari, Dario Trabucco / Univerità IUAV di Venezia Integrazione tra LCA e LCC: sviluppo di un modello di valutazione economico-ambientale / Francesca Thiébat / Politecnico di Torino La selezione dei materiali nei sistemi di certificazione energetico ambientale / Adriano Magliocco, Eleonora Ardissone, Chiara Piccardo / Università degli Studi di Genova

Sostenibilità prefabbricata: il progetto di ricerca KIT haus Plus / Davide Di Fabio, Fausto Pugnaloni, Roberto Fioretti, Paolo Principi / Università Politecnica delle Marche

Studi di Sostenibilità Ambientale per i Piani Particolareggiati: il caso dei Progetti Urbanistici Operativi della Regione Liguria / Andrea Giachetta / Università degli Studi di Genova

Tecnologie Tecnologie di raffrescamento passivo degli edifici / Mario Grosso / Politecnico di Torino

Il “cantiere LEED”: attività ed esempi di misure per costruire in modo sostenibile / Michela Dalprà / Università degli Studi di Trento

Tecnologie per il raffrescamento solare degli edifici / Giuseppe Oliveti, Natale Arcuri, Marilena De Simone, Roberto Bruno / Università della Calabria

Modelli di architettura sostenibili: il protocollo di certificazione energetico ambientale ITACA Marche sintetico / Davide Di Fabio, Fausto Pugnaloni, Roberto Fioretti, Paolo Principi / Università Politecnica delle Marche

Strategie bioclimatiche di raffrescamento naturale in un progetto di edilizia residenziale / Maria Irene Cardillo

Il progetto SOFIE / Ario Ceccotti / Università IUAV di Venezia Il legno, materiale locale per il progetto contemporaneo / Adriano Magliocco, Daniela Benghi, Simone Polleri / Università degli Studi di Genova

Dalla pianificazione strategica alla VAS: verso una nuova razionalità di Piano / Maria Rosa Vittadini / Università IUAV di Venezia

La facciata a velo d’acqua dell’Atelier Fleuriste di Chieri (TO) / Corrado Curti, Luca Raimondo

Paesaggi e passaggi d’acqua: il Velino e lo spazio pubblico della città di Rieti / Alessia Ferretti / Università “La Sapienza” di Roma Tecnologie Il verde pensile / Matteo Fiori / Politecnico di Milano Mitigazione dell’inquinamento urbano con le piante / Rita Baraldi, Francesca Rapparini, Camilla Chieco, Annalisa Rotondi / IBIMET - CNR Coperture a verde pensile: prestazioni idrologiche / Luca G. Lanza, Anna Palla / Università degli Studi di Genova Il verde verticale: effetti energetici di un sistema di rivestimento / Ugo Mazzali, Fabio Peron,Valeria Tatano / Università IUAV di Venezia


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