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Poste italiane S.p.A. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, NE/UD

Autorizzazione del Tribunale di Gorizia n 5/03 del 9.9.2003

Trimestrale anno IX n° 28 giugno 2011 Euro 20,00

ISSN 1974-3327

EdicomEdizioni

28.

ilProgettoSostenibile

Ricerca e tecnologie per l’ambiente costruito

RECUPERO E CONSERVAZIONE TRA INNOVAZIONE E PERMANENZA La manutenzione preventiva del patrimonio archeologico: criticità e proposte operative • Il paesaggio come bene comune: un valore da ridefinire • La valutazione delle prestazioni energetiche negli edifici storici: sperimentazioni in corso • Patrimonio architettonico minore e paesaggio: da esigenza culturale ad opportunità di sviluppo economico • Funzioni compatibili e integrate negli interventi sul patrimonio storico: il caso dell’ex-chiesa dell’Addolorata a Montefredane • Riqualificazione energetica di edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Esempi di intervento a Savona • Riqualificazione energetica e architettonica dei grands ensambles degradati. L’esperienza francese • Tecnologie e innovazione Energie alternative • Studi e ricerche Analisi termofluidodinamica delle condizioni microclimatiche interne in edifici storici • La “strategia dell’addizione” nei processi di riqualificazione energetica del costruito • Integrazione delle tecnologie per la gestione idrica negli interventi di recupero edilizio • Verifica del comfort termico negli uffici del Politecnico di Torino • Retrofit energetico e qualità del costruito: le linee guida per l’edilizia scolastica della Provincia di Torino • Limiti tecnologici e contenuti innovativi nei sistemi costruttivi tradizionali: il caso studio di Ferrara • Il dottorato e le tecnologie per l’ambiente costruito: verso un dialogo fruttuoso tra ricerca, istituzioni e realtà produttiva • Tesi di Dottorato


28. ilProgettoSostenibile Recupero e conservazione tra innovazione e permanenza

FOCUS

6. 14. 20.

TECNOLOGIE E INNOVAZIONE

La manutenzione preventiva del patrimonio archeologico: criticità e proposte operative Paolo Gasparoli

64.

Analisi termofluidodinamica delle condizioni microclimatiche interne in edifici storici Delia D’Agostino, Paolo Maria Congedo, Rosella Cataldo

68.

La “strategia dell’addizione” nei processi di riqualificazione energetica del costruito Jacopo Gaspari

72.

Integrazione delle tecnologie per la gestione idrica negli interventi di recupero edilizio Francesca Perricone

78.

Verifica del comfort termico negli uffici del Politecnico di Torino Guglielmina Mutani, Lorenzo Cazzetta

84.

Riqualificazione energetica di edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Esempi di intervento a Savona Adriano Magliocco, Andrea Giachetta

Retrofit energetico e qualità del costruito: le linee guida per l’edilizia scolastica della Provincia di Torino Alessandro Mazzotta, Maria Luisa Barelli, Barbara Melis

90.

Riqualificazione energetica e architettonica dei grands ensambles degradati. L’esperienza francese Anna Delera, Roberto Rota

Limiti tecnologici e contenuti innovativi nei sistemi costruttivi tradizionali: il caso studio di Ferrara Veronica Balboni, Marco Zuppiroli

94.

Il dottorato e le tecnologie per l’ambiente costruito: verso un dialogo fruttuoso tra ricerca, istituzioni e realtà produttiva Maria Luisa Germanà

La valutazione delle prestazioni energetiche negli edifici storici: sperimentazioni in corso Rajendra Adhikari, Valeria Pracchi, Alessandro Rogora, Elisabetta Rosina Patrimonio architettonico minore e paesaggio: da esigenza culturale ad opportunità di sviluppo economico Lelio Oriano Di Zio

34.

Funzioni compatibili e integrate negli interventi sul patrimonio storico: il caso dell’ex-chiesa dell’Addolorata a Montefredane Maria Isabella Amirante, Antonella Violano

46.

LIDEA: impianto sperimentale per la produzione combinata di energia elettrica e calore Leo Brattoli

STUDI E RICERCHE

Il paesaggio come bene comune: un valore da ridefinire Carlotta Fontana

28.

40.

54.

28

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ilProgettoSostenibile Ricerca e tecnologie per l’ambiente costruito Rivista trimestrale / Anno 9 - n° 28 giugno 2011 ISSN 1974-3327

Comitato scientifico Focus: Isabella Amirante, Carlotta Fontana, Robert Hastings, Virginia Gangemi, Rosario Giuffrè, Mario Grosso, J. Lopez de Asiain, Fabrizio Orlandi, Rossanna Raiteri, Marco Sala, Mat Santamouris, Rafael Serra, Willi Weber, Simos Yannas

Registrazione Trib. Gorizia n. 5/03 del 9.9.2003 numero di iscrizione ROC: 8147

Redazione: Lara Bassi, Lara Gariup

Direttore responsabile: Ferdinando Gottard

Editore: EdicomEdizioni - Monfalcone (Go)

Coordinamento editoriale: Anna Raspar

Redazione e amministrazione Via I Maggio 117 - 34074 Monfalcone - Gorizia tel. 0481.484488, fax 0481.485721 e-mail: redazione@edicomedizioni.com

Direzione scientifica Focus: Gianni Scudo Segreteria scientifica Focus: Alessandro Rogora

Pubblicità: EdicomEdizioni Stampa: Grafiche Manzanesi - Manzano (UD) Stampato interamente su carta riciclata da fibre selezionate Prezzo di vendita: euro 20,00 Abbonamenti: Italia: euro 60,00 - Estero: euro 120,00 Gli abbonamenti possono iniziare, salvo diversa indicazione, dal primo numero raggiungibile in qualsiasi periodo dell’anno.

Progetto grafico: Marco Klobas

Distribuzione in libreria Joo Distribuzione - via F. Argelati, 35 - Milano La direzione lascia agli autori piena responsabilità degli articoli firmati. È vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, disegni e foto se non espressamente autorizzata dall’editore.

TESI DI DOTTORATO 98.

L’integrazione architettonica delle tecnologie solari nell’architettura scolastica sostenibile. Un progetto di riqualificazione energetico-ambientale a Reggio Calabria Raffaele Astorino

106.

L’impatto del turismo sulle zone costiere: uno strumento per la gestione integrata e sostenibile delle attività turistiche sul territorio Stefano Giussani

99.

Metodi di verifica della Biocompatibilità nel progetto di Architettura. Un approccio integrale al comfort Luca Buoninconti

107.

Involucro tessile e comfort ambientale. Potenzialità e limiti delle chiusure a membrana pretesa Paola Campanella

Il retrofit tecnologico degli edifici scolastici. Guida per il briefing funzionale spaziale e per il rendimento energetico Valentina La Gioia

108.

L’ex Montedison di Porto Empedocle: riqualificazione, recupero e riuso Carmelo Cipriano

Serramenti esterni ed efficienza energetica: classificazioni, prestazioni e usi Mariella Mosca

109.

La tecnologia delle gridshell. Sperimentazione di un sistema di copertura “automontante” Pia D’Angelo

Smart skin envelope. Integrazione architettonica di tecnologie dinamiche ed innovative per il risparmio energetico Rosa Romano

110.

Serre agricole, energia e paesaggi. Concetti e modelli per un’evoluzione positiva Alessandra Scognamiglio

111.

Pavimentazioni permeabili. Dalla progettazione semplificata all’innovazione di sistema Fabio Valli

100.

101.

102.

103.

Riqualificazione di ambienti fluviali: valutazione ecosistemica e interventi per la costruzione di una rete ecologica Raffaela De Martino

104.

La casa ecologica prefabbricata. Indirizzi progettuali per la contestualizzazione ambientale Sara Di Micco

105.

Involucro edilizio e contesto: per un piano di armonizzazione Assunta Fusco

68

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FOCUS

Gianni Scudo

Editoriale

La conservazione di beni culturali (che costituiscono la base materiale di una parte consistente delle nostra storia e dell’attuale/futura economia del turismo) ed il recupero dei patrimoni architettonici e dei paesaggi diffusi di qualità (che, anche se non vincolati, costituiscono l’ossatura culturale dei nostri territori) potrebbero in prospettiva muoversi, pur nelle loro differenziazioni, all’interno dell’emergente cultura dei processi di sviluppo sostenibile a scala locale e sovralocale. In tali processi l’economia della conoscenza gioca un ruolo determinante nell’attivare la valorizzazione delle culture, dei beni patrimoniali, della fruizione degli ambienti antropizzati con una vasta gamma di approcci alle diverse scale scale (territorio, città, quartiere, edificio, elementi tecnici, materiali) che implicano sempre ibridazione delle risorse culturali (materiali ed immateriali), tecnologie rigenerative ed “appropriate” ai contesti in una dimensione transgenerazionale che travalica i programmi a breve scadenza. In questo senso, conservazione e recupero si stanno evolvendo da una concezione tradizionale di tutela e recupero “lessicale” verso pratiche che, reinterpretando e rinnovando le visioni consolidate, potenziano la progettualità collettiva come fattore propulsivo di sviluppo sostenibile profondo, tema più volte affrontato dalla rivista (vedi, ad esempio, il numero 22-23 sul recupero “ambientalmente sostenibile”). Conservazione e recupero sottendono quindi una logica di tipo ciclico/ecologico (usa con continuità, riusa, rigenera ecc.) completamente diversa da quella lineare della modernità (usa poco, getta e spreca) che lavora in sinergia strutturale con la salvaguardia ambientale (riduzione drastica di prelievi ed immissioni) per poter lasciare alle future generazioni il pianeta terra e il territorio che abitiamo in condizioni di maggior equilibrio dinamico tra ambiente antropico e naturale. La logica “ecologico/ambientale” nei processi di salvaguardia/recupero si è sviluppata attraverso un insieme di conoscenze, manifesti, sperimentazioni, metodi, che affondano le loro radici nella seconda metà dell’Ottocento e che riemergono in Italia particolarmente a partire dalla fine degli anni ’50 e negli anni


’60 con le prime critiche agli effetti deleteri dei processi di “mondializzazione” e di parallela erosione delle culture e delle identità locali provocata dalla dilagante “cementizzazione” del territorio. Il contributo di Paolo Gasparoli richiama il valore “etico” della salvaguardia/cura del patrimonio (nel caso specifico archeologico) che, rifacendosi alla buone pratiche manutentive del passato, tende a contenere gli interventi di restauro/riparazione. Ma poiché oggi per molti motivi non si pratica più la “cura Ruskiniana”, diventa sempre più necessaria la ricerca operativa su programmi, strumenti, mezzi, risorse umane in grado di attivare processi di cura preventiva dei beni ambientali. Il contributo di Carlotta Fontana è incentrato su una concezione ecosistemica dei paesaggi locali concepiti come beni comuni. Le trasformazioni di questi paesaggi si costruiscono a partire da una comprensione profonda delle conseguenze che le azioni decise ed attuate

hanno nell’ambiente a breve, media e lunga scadenza. La percezione del paesaggio come neo-ecosistema (nel quale i fattori ambientali – i servizi degli ecosistemi: aria, acqua, materiali ecc. – costituiscono il sostegno delle attività umane – dell’abitare, muoversi, lavorare) costituisce il nucleo principale della consapevolezza etica dello sviluppo sostenibiile “forte” inteso come processo di co-evoluzione società/natura. Di recupero in senso più operativo/metodologico si occupano i tre interventi di LelioDi Zio, Almirante-Violano, Adhikari ed altri. L’intervento di Lelio Di Zio, partendo dalla considerazione che In Italia esistono circa 1300 insediamenti abbandonati (o quasi), sottolinea come il recupero di questo enorme patrimonio,“immenso cumulo di fatiche umane”, può rappresentare una opportunità per un sistema di ricettività diffusa (“albergo diffuso”) che inneschi sviluppi locali sostenibili e compatibili con la conservazione attiva dei paesaggi. Per questo è necessario promuovere una cultura del recupero consapevole che introduca regole di trasformazione (ad esempio, Carte dei valori di tutela e del recupero) come esemplificato nei due interventi di Santo Stefano di Sessanio e Pagliare del Colle nell’area montuosa dell’Abruzzo. La conservazione con funzioni compatibili ed integrate nel patrimonio storico costituisce uno degli aspetti più concreti di interventi di rivitalizzazione insediativi. Isabella Amirante ed Antonella Violano nel loro intervento sottolineano come la conservazione di un edifico monumentale sia sempre favorita dalla sua destinazione a funzioni utili alla società, pur non alterando la forma complessiva delll’edificio, che costituisce un elevato valore simbolico-culturale. Il progetto di recupero ha delle esigenze metodologiche che sono legate alla caratterizzazione delle forme e strutture esistenti che spesso

sono in conflitto con i requisiti richiesti dalle normative correnti: è il caso delle restrittive norme sul risparmio energetico negli edifici che non prevedono deroghe sul patrimonio architettonico diffuso non soggetto a vincolo monumentale. Come ben illustra il contributo di Adhikari ed altri è necessario sviluppare strumenti di simulazione del comportamento termico di facile utilizzo che permettano di valutare il ruolo degli aspetti specifici degli edifici storici (ad esempio l’inerzia delle strutture a massa nel valutare la trasmittanza effettiva). Infine due interventi – Delera-Rota e Magliocco-Giacchetta – evidenziano l’importanza del recupero energeticamente sostenibile negli interventi di edilizia residenziale degli anni ‘60/’70 caratterizzati generalmente da elevatissimi consumi energetici (intorno ai 200 kWh/m2 anno). In Francia, dopo l’ondata delle demolizione dei “grand ensambles”, sono state collaudate almeno due generazioni di interventi per la riqualificazione energetico-ambientale che non si limitano al solito “cappotto”/parete ventilata, ma sperimentano soluzioni innovative di seconde “pelli” integrate ad addizioni volumetriche con esiti sperimentali interessanti, come trattato nell’articolo di Delera e Rota. Anche in Italia timidamente si stanno facendo le prime sperimentazioni concrete di riqualificazione energetica con involucri innovativi che integrano sistemi solari passivi e fotovoltaico nell’involucro. Un esempio di buona pratica in questa direzione è l’intervento CdQ2 ARTE Savona (ex IACP) presentato sinteticamente nell’articolo di Magliocco e Giacchetta. L’intervento è uno dei pochi casi di passaggio dai tanti “rendering” progettuali alla sperimentazione che, se verificata nei sui esiti prestazionali, costituirà certamente un punto di riferimento importante nei futuri processi di recupero ambientalmente sostenibili.


FOCUS

Patrimonio architettonico minore e paesaggio: da esigenza culturale ad opportunità di sviluppo economico

Lelio Oriano Di Zio architetto restauratore e paesaggista

Per comprendere L’Abruzzo occorre conoscere i mille campanili dell’Abruzzo montano, ognuno con le proprie culture materiali, il proprio dialetto, le proprie tradizioni. Conoscere l’Abruzzo significa conoscere le sue montagne perché il destino degli abruzzesi è stato in gran parte deciso dalle sue montagne. Per troppo tempo terra incognita, di confine, sinonimo di povertà e di sottosviluppo, regione di lupi ed orsi, di briganti ed eremiti, parte leggenda e parte verità, tutto ha contribuito ad animare l’immaginario fin nei racconti e nelle cronache dei viaggiatori sette-ottocenteschi del Nord Europa. Ma l’Abruzzo è molto altro e non si comprende se non si conosce la storia delle grandi emigrazioni, dei pastori transumanti, dell’economia armentizia. Storie della sopravvivenza quotidiana e storie del potere, entrambe legate al merUn'attenzione consapevole al patrimonio cato della lana il cui crollo ha consegnato inesorabilmente le popolaarchitettonico antico abbandonato, può fornire zioni dell’Abruzzo montano ad un destino di povertà, la fuga dalla un significativo contributo alla conservazione quale prevedeva poche alternative: il brigantaggio o l’emigrazione. del paesaggio, alla riduzione di consumo L’antico rapporto tra uomo e paesaggio montano è ancora evidente nell’archeologia del territorio (campi aperti, stazzi, mandre, terrazzadel territorio e a un suo sviluppo equilibrato. menti a secco…); nelle più elementari forme di ricovero ed insediamento (capanne, grotte, pagliare…), fino alle forme più complesse (villaggi rurali, piccoli borghi, paesi fortificati…). Da una parte le testimonianze della sopravvivenza, dall’altra la storia del potere evidente nelle importanti dimore storiche, nei conventi, nelle abbazie, nei castelli e

Figura 1. Santo Stefano di Sessanio. 1


Figure 2 e 3. Alcune immagini dello stato di fatto del borgo di Santo Stefano di Sessanio. Figure 4 e 5. Alcune immagini degli interni del Borgo di Santo Stefano di Sessanio dopo la ristrutturazione.

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nelle torri fortificate. Una terra in cui i destini di sofferenza, abbandono, emigrazione, marginalità hanno involontariamente custodito e mantenuto integro fino ai giorni nostri un paesaggio naturale ed antropico di singolare bellezza, forse cosi come lo videro i viaggiatori del Gran Tour o come lo rappresentarono più di un secolo fa gli allievi ed i maestri della scuola scandinava di pittura a Civita D’Antino.

La conservazione, il recupero e la ridestinazione del patrimonio minore Per gran parte sconosciuto o ignorato fino a qualche decennio fa, il patrimonio architettonico minore antico, abbandonato o sottoutilizzato, dalla fine degli anni ottanta del secolo scorso sembra essere tornato a suscitare un rinnovato interesse: antichi borghi lasciati per decenni al loro destino di abbandono finiscono al centro delle attenzioni, si dibatte diffusamente dell’importanza e della necessità del loro recupero. Ci si potrebbe persino illudere di un rinascimento delle pietre ma le devastazioni all’interno e all’intorno dei borghi antichi Abruzzesi, compiute tra gli anni sessanta e gli anni novanta, ci inducono alla cautela. Ci si accorge così che oggetto di condivisione diffusa é il verbo e non il suo significato e, mentre una parte della ricerca scientifica si interessa di tali patrimoni svelandone i segreti delle antiche tecniche ed indicando i principi per la loro conservazione, le amministrazioni locali, vere detentrici del potere di disciplina dell’uso di questi patrimoni, sembrano distratte, costrette a farsi carico di fastidiosi piani di recupero, funzionali più ad aspettative di finanziamenti pubblici che a consapevoli scelte di conservazione. Ad una riflessione più attenta si puo cogliere che proprio da questi piccoli borghi, che il secolare stratificarsi delle vicende umane ha

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Figure dalla 6 alla 10. Alcune immagini degli interni del Borgo di Santo Stefano di Sessanio dopo la ristrutturazione.

prodotto e che il destino di abbandono ci ha consegnato, si può ripartire, consapevoli dei rischi insiti in un passaggio brusco, incontrollato, modaiolo. L’atteggiamento superficiale rispetto a tali patrimoni ha già prodotto esempi di fallimenti sia dal punto di vista economico che culturale, provocando danni ben più gravi dell’abbandono. Appare evidente la necessità di sviluppare una coscienza diffusa, che la ridestinazione di tali patrimoni debba essere condotta attraverso un recupero ed una conservazione attente alla tutela di quelle testimonianze di valori e di culture materiali espresse dalla civiltà agro-pastorale da cui tali patrimoni hanno origine. L’attenzione sul patrimonio architettonico minore deve essere sostenuto da imprescindibili esigenze etiche e culturali con la consapevolezza che il recupero e la conservazione della loro bellezza possono rappresentare l’ossatura di un sistema di ricettività diffusa a sostegno di uno sviluppo turistico compatibile con la conservazione del paesaggio. Occorre stimolare sane aspettative negli investimenti di recupero sottolineando che, se valenza economica vi é nel recupero e nella ridestinazione di tale patrimoni, essa é tutta contenuta proprio nella capacità di conservare le complesse articolazioni, le antiche forme armoniche, i materiali, le cromie e, perché no, le emozioni che tali contesti sono capaci di evocare. Derogare da rigorosi criteri di conservazione per assecondare sterili funzionalismi o, effimeri modernismi, rappresenta un duplice errore: perdere la bellezza di questi patrimoni e, con essa, perdere l’interesse di potenziali fruitori. In attesa di una diffusa e reale consapevolezza dell’importanza economica ancorché culturale dei patrimoni architettonici ed ambientali dei piccoli borghi, sarebbe necessario disporre di uno specifico quadro normativo che da una parte impedisca il diffondersi della

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cultura del pressappochismo, di cui troppo spesso le umili pietre sono state facili prede, e dall’altra introduca una regolamentazione chiara a sostegno di chi voglia investire su questi patrimoni. Infine, ma non per importanza, è necessario assumersi la responsabilità di distinguere il bello dal brutto, ponendo un argine al diffuso possibilismo modaiolo, secondo cui ogni cumulo di vecchie case, piuttosto che orrendi centri antichi invasi dalle metastasi dell’edilizia selvaggia, possano aspirare a divenire luoghi eletti al turismo d’eccellenza. Distinguere, riconoscere, significa altresì indirizzare un’adeguata quantità di risorse verso obiettivi fertili e potenzialmente capaci di innescare processi virtuosi: viceversa, generalizzare per evitare di assumersi responsabilità di scelta significherebbe ancora una volta penalizzare quei luoghi, già per secoli penalizzati dall’abbandono, inibendone una possibilità latente di sviluppo. Un tale quadro operativo appare ancor più indispensabile all’interno delle aree interessate dal recente sisma che ha messo il luce, non solo e non tanto la vulnerabilità del patrimonio antico, quanto soprattutto la nostra inadeguatezza nel modo di operare su questo patrimonio. Dalla consapevolezza degli errori occorre ripartire per cogliere le sane opportunità di sviluppo legate ad una precisa strategia di impiego di risorse e di utilizzo del territorio. Alla base di sane aspettative di sviluppo del territorio è necessario ricomporre l’innaturale conflitto tra conservazione ed innovazione mediante una “moratoria” all’abuso ed allo spreco del territorio. I borghi possono tornare a vivere grazie alla qualità della vita che riescono a garantire ai nuovi fruitori, siano essi residenti o turisti; un patrimonio culturale che può essere salvato dall’abbandono e dalla distruzione a condizione di scelte politiche chiare, coraggiose, seletti-

ve, in grado di diffondere la convinzione che la rigorosa tutela e la conservazione di tali patrimoni non sono soltanto imprescindibili esigenze culturali ma anche singolari opportunità di investimento e sviluppo economico. Alcuni progetti di recupero conclusi ed altri in corso possono rappresentare modelli di analisi in grado di fornire risposte sull’effettiva sostenibilità economica e sociale dell’investimento. Tra i vari progetti realizzati dal sottoscritto negli ultimi quindici, in Abruzzo ed altre regioni, due esempi rappresentativi di due distinte e ricorrenti situazioni, possono aiutarci ad una verifica sul campo dell’applicabilità delle buone pratiche enunciate.

Santo Stefano Di Sessanio1 e Pagliare del Colle2 Un borgo medievale urbanisticamente complesso ed articolato il primo, un piccolo borgo rurale il secondo; molteplici proprietari ed interessi nel primo, unico proprietario ed unica finalità del recupero nel secondo. Pur nella sostanziale voluta diversità dei due casi esaminati, è utile verificare come da una parte siano validi e replicabili i principi generali alla base delle scelte di recupero, conservazione e ridestinazione e dall’altra la imprescindibile necessità del riconoscimento delle peculiarità del singolo contesto al fine di coglierne appieno le potenzialità ed esaltarne la capacità evocativa. Da una parte quindi le caratteristiche tipologico-costruttive degli immobili e il loro stato di degrado, dall’altra gli obiettivi di ridestinazione espressi dai committenti: gli uni e gli altri concorrono alla definizione delle scelte progettuali ma, né gli uni né gli altri, possono prevaricare quella che rappresenta l’unico vero irriproducibile ed esclusivo valore di tali patrimoni minori: la bellezza espressa dalle articolazioni spaziali, dalle antiche forme, dai


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materiali, dalle cromie, dalle sapienti soluzioni costruttive premoderne. Rimuovere tali testimonianze, sfuggite miracolosamente ed involontariamente alle travolgenti trasformazioni del secolo scorso, significa perdere ogni plausibile motivazione a sostegno di strategie di recupero e di ridestinazione dei patrimoni architettonici antichi minori. A tutela della bellezza di questi ultimi luoghi in cui paesaggio naturale e l’architettura sembrano frutto del medesimo disegno esprimendo una pacifica “convivenza”, è necessario preferire il perdurante abbandono ad interventi irresponsabili ed irrispettosi. Sulla base dei principi sopra richiamati sono stati condotti prima i progetti e in seguito gli interventi di recupero dei due borghi, di cui possono essere enunciati sinteticamente le azioni comuni.

macerie con l’aiuto di chi quella proprietà non ha mai conosciuto, se non come astratto diritto ereditato. - Rilievo diretto, finalizzato non solo alla restituzione dimensionale, ma soprattutto alla conoscenza dei materiali autoctoni, delle tecniche costruttive locali, dei processi evolutivi del tessuto urbano. - Progetto di recupero e ridestinazione condotto nel rispetto di una conservazione rigorosa delle complesse articolazioni spaziali dei vani, delle loro caratteristiche dimensionali, dei materiali originari, degli elementi funzionali premoderni e ogni altro elemento in grado di mantenere la capacità evocativa di contesti così miracolosamente scampati alle trasformazioni degli ultimi decenni. - Direzione assidua e costante dei lavori in cantiere, sottraendo alle maestranze la malsana abitudine a decidere sulle azioni da intraprendere. La presenza assidua consente di individuare ed eliminare le debolezze prodotte dalle varie fasi costruttive ed evidenziare interessanti elementi occultati da sovrapposizioni. Di fatto, la conduzione del cantiere, pur nella significativa dimensione, impone l’adozione di un fare artigianale per un puntuale e continuo controllo delle maestranze dotate, nella migliore delle ipotesi, più di buona volontà che di alta specializzazione. D’altro canto una logica di costi di recupero compatibili non consente l’impiego di maestranze altamente specializzate paragonabili a quelle impiegate nel restauro delle opere monumentali. L’obiettivo rimane costantemente quello di impedire che la diffusa abitudine del fare invasivo “moderno” cancelli la traccia, anche la più povera, del fare antico, delle porzioni di murature, degli intonaci, dei manufatti minuti (camini, stipi, dispense, infissi ecc.). - Adeguamento del comportamento strutturale degli immobili evitando la diffusa pratica di

impiegare “protesi” tanto invasive quanto inefficaci, privilegiando un attento livello di conoscenza della geometria, delle fasi evolutive, delle caratteristiche meccaniche dei materiali, del livello di connessioni orizzontali e verticali, dello stato di dissesto, del degrado degli elementi strutturali ecc. con il fine di garantire adeguati standards di sicurezza nel rispetto delle tecniche costruttive originarie e dell’identità del manufatto. - L’impiego di tecnologie impiantistiche a basso impatto visivo, idonee a garantire un elevato livello di benessere senza alterare la percezione del luogo. A tal fine l’adozione di impianti radianti a pavimento alimentati in teledistribuzione evita la presenza di corpi radianti invasivi così come gli impianti elettrici con segnali a bassa tensione e comandi remoti consentono l’eliminazione di interrutori, deviatori ecc. - L’attenzione ad un concetto di qualità globale e tolleranza zero ai detrattori, mediante la redazione di un codice etico a tutela del patrimonio architettonico e del paesaggio, che gli attori pubblici e privati coinvolti devono condividere ed impegnarsi, per quanto di competenza, a sostenere.

- Identificazione del patrimonio immobiliare, in uno stato di proprietà frammentata e sovente incerta, consolidatasi nei secoli più per scambi di fatto che attraverso atti scritti. La frammentazione della proprietà costituisce uno dei principali ostacoli ad interventi di recupero del patrimonio antico. Sovente, la frammentazione della proprietà é conseguente a successioni ereditarie a favore di eredi spesso disinteressati, inconsapevoli, fisicamente lontani dai loro “patrimoni”. A questa condizione si aggiunge frequentemente una proprietà di origine incerta, tipica dei patrimoni poveri dell’Appennino centro-meridionale, dove, per necessità economiche, gli scambi o i passaggi di proprietà avvenivano senza trascrizioni formali. Infine, ma non per importanza, occorre citare che anche nei casi di una identificazione catastale della proprietà questa risulta non sulla base di precise ed univoche identificazioni grafiche tipiche del catasto urbano, ma solo come subalterni di particelle rurali da identificare spesso all’interno di cumuli di

“Carta dei valori per la tutela del borgo e del paesaggio” 1. Promuovere la conoscenza dell’antico borgo, luogo rappresentativo dei valori ambientali, antropologici e storico-culturali dell’intero territorio comunale e regionale. 2. Avviare e/o sostenere iniziative finalizzate ad uno sviluppo sostenibile e compatibile con i valori di conservazione, recupero e tutela dell’antico borgo e del paesaggio nel suo insieme. 3. Rimuovere i detrattori della qualità architettonica ed ambientale presenti all’interno e all’intorno dell’antico borgo. 4. Tutelare gli ambiti circostanti l’edificato del-


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l’antico borgo promuovendo la conservazione ed il ripristino delle coltivazioni tipiche del territorio. 5. Inibire il territorio circostante l’antico borgo da ogni nuova attività edificatoria non strettamente connessa all’uso agricolo del territorio stesso o irrispettoso dei caratteriri distintivi dell’edificato rurale. 6. Impedire ogni azione che possa alterare le caratteristiche identitarie del singolo immobile, del tessuto urbano, del contesto rurale, dell’ambiente naturale, all’interno ed all’intorno del borgo e degli scorci e delle visuali percepite dal borgo medesimo. 7. Incentivare il recupero delle antiche tecniche costruttive, delle culture materiali locali, delle produzioni tipiche. 8. Ispirare gli strumenti urbanistici generali ed attuativi del comune ai principi della carta dei valori. 9. Promuovere e/o sostenere ogni azione rispettosa dei principi espressi dalla “Carta dei Valori”. 10. Contrastare ogni azione contraria ai principi espressi dalla “Carta dei Valori”. La consapevolezza dell’importanza economica di oculate strategie politiche per la conservazione, il recupero e la ridestinazione del patrimonio architettonico antico, minore, non è certamente sufficiente ad eliminare un indiscriminato e spesso inutile consumo di territorio, né a derimere la contesa tra conservazione ed innovazione, ma certamente potrebbe contribuire a difendere la bellezza dei nostri paesaggi, straordinario patrimonio culturale ed economico, nell’attesa che qualcuno abbia il coraggio di raccogliere l’eredità di Fiorentino Sullo.

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donato fino a pochi anni fa, posto tra le montagne aquiline

campi verso le città, l’emigrazione verso luoghi con maggio-

a 1.250 m di altitudine, all’interno del Parco Nazionale Gran

ri opportunità ne ha decretato la decadenza fino al definiti-

Sasso e Monti della Laga. La configurazione urbana del

vo e totale abbandono nel secondo dopoguerra ed alla

borgo rappresenta in modo emblematico il paesaggio inse-

riduzione a ruderi di gran parte degli immobili.

diamentale degli abitati d’altura nel periodo centrale del

La singolarità del borgo è rappresentata dalla conservazione

medioevo, caratterizzati da un perimetro murario fortificato

del rapporto tra architettura e paesaggio e dall’assenza di

da case-muro. Nel periodo feudale Santo Stefano fa parte

interventi sostitutivi moderni e contemporanei, fortuita con-

del dominio politico-territoriale della Baronia di Carapelle,

dizione di “conservazione” che ci restituisce un luogo di stra-

appartenuto tra l’altro ad alcune illustri famiglie toscane, i

ordinario fascino evocativo per la posizione all’interno del

Piccolomini prima ed i Medici poi. Il legame con Firenze e

parco, la semplicità dell’organizzazione urbanistica, la com-

con il resto dell’Europa era dovuto all’importanza mercantile

penetrazione tra architettura e natura, tutto concorre ancora

della materia prima prodotta dall’industria armentizia. Sorto

a creare un contesto di rara bellezza.

nel periodo dell’incastellamento (XI-XIV sec.) caratteristica peculiare di questo e di altri borghi all’interno del parco è la straordinaria fusione con il contesto ambientale e la omogeneità urbanistico-architettonica. 2 - Le Pagliare del Colle: borgo del comune di Ofena, la cui origine risale probabilmente alla seconda metà del XVIII sec., ha rappresentato per un lungo periodo temporale luogo di stretta convivenza tra agricoltura e pastorizia, attivi-

Note

tà entrambe alla base della sussistenza degli antichi Ofenesi.

1 - Santo Stefano Di Sessanio: borgo medievale, semiabban-

La decadenza della pastorizia, la fuga dalla dura vita dei

The preservation and improvement of minor architectonic heritage and the landscape Attention to minor architectonic heritage should depend on cultural needs, with the awareness that the recovery and preservation of the beauty of the said heritage can represent the framework


Figure dalla 11 alla 16. Alcune immagini del borgo di Pagliare del Colle.

Figura 19. Scheda di dettaglio di una copertura (Pagliare del Colle).

Figura 17. Scheda del forno (Pagliare del Colle). Figura 18. Scheda di dettaglio (Pagliare del Colle).

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A1407 - BLOCCO P

pianta _ scala 1:100

X

A1407ESE01ACSS-ELGRA

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OGGETTO

0.40 0.60

0.40 0.60

RIFERIMENTI INTERNI

travicelli in legno 6x6 cm

ESECUTIVI DELLE STRUTTURE

controvento

DATA

AGOSTO 2007

tondino 20 filettato in testa 11,25

catena 20 4,31

4,08

12,00 12,11

h. min= 3,11

iata in capr

0 cm 20x2 legno

arcareccio in legno 16x16 cm 11,35

h. max= 4,11

capriata in legno 20x20 cm

S. n.= 48,68 mq

tondino 20 filettato in testa piastra in ferro su letto di malta

X'

cordolo in muratura armata

PART. 4

PART. 1 _ scala 1:20

h. min= 3,11

PART. 2 _ scala 1:20

tondino 20 filettato in testa

PART. 2

controvento

PART. 5

PART. 1

PART. 3

iata in capr

capr iata in

0 cm 20x2 legno

legno 20x2 0 cm

arcareccio in legno 16x16 cm travicelli in legno 6x6 cm

capriata in legno 20x20 cm

PART. 3 _ scala 1:20

arcareccio in legno 16x16 cm

sezione X-X' _ scala 1:50

travicelli in legno 6x6 cm controvento

coppi e sottocoppi in laterizio di recupero impermeabilizzazione

coibentazione in lana di roccia sp. 4+4, 150 Kg/mc

PART. 5 _ scala 1:10 barriera al vapore guaina bituminosa con lamina d'alluminio

capr iata in

legno 20x2 0 cm

catena 20 piastra in ferro su letto di malta

tondino 20 filettato in testa

COADIUTORE

Arch. Angela Cassano

capriata in legno 20x20 cm

RESPONSABILE DI PROGETTO

Arch. Antonietta Di Clemente

tondino 20 filettato in testa cordolo in muratura armata

massetto alleggerito sp. 5 cm controventi in ferro 50x50 sp. mm

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PROGETTISTA

Arch. Lelio Oriano Di Zio

pianelle in cotto di recupero sp. 2,5/3 cm

PART. 4

18 A3507 - MARTESE BLOCCO A

LA COPERTURA

A3507ESE01BMDR-ELGRA

of a tourism development system compatible with the preservation of the landscape. Villages can be brought back to life thanks to the quality of life they can offer to both their new inhabitants and tourists. A cultural heritage that can be saved from abandonment and destruction with the adoption of clear, courageous policies that can encourage the idea that the rigorous safeguarding and preservation of architectonical heritages is not just a cultural need, but also a unique opportunity for economic investments and development. It is important to stimulate healthy expectations with regard to building recovery investments, underlining that the economical value of the recovery and transformation of historical buildings and villages is represented by the ability to preserve original structures, traditional shapes, pre-modern materials, colours and even those

FILE SCHEDA

Note. - Scheda esemplifi fic cativa delle ricostruzioni delle coperture.

0,5 0

PROPRIETA' RISERVATA - Questo elaborato è di proprietà della ORIANOASSOCIATI Architetti S.r.l. E' vietata la riproduzione anche parziale di questo elaborato senza autorizzazione

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3,5 1,5

cm


STUDI & RICERCHE

Jacopo Gaspari Università IUAV di Venezia

La “strategia dell’addizione” nei processi di riqualificazione energetica del costruito

Trasformare per riqualificare: effetti alla scala edilizia e alla scala urbana La possibilità di intervenire su un edificio esistente, in particolare su fabbricati appartenenti al tessuto edilizio non storicizzato e realizzato tra gli anni ’50 e gli anni ’70, rappresenta, spesso, non solo l’inevitabile conseguenza della necessità di adeguare il manufatto a nuovi standard prestazionali, ma anche l’opportunità di innescare tramite l’azione di recupero un virtuoso processo di riqualificazione urbana sul suo immediato intorno. In questi casi, diffusi tanto nelle maggiori città italiane quanto nelle principali città europee, l’intervento alla scala edilizia si confronta con una serie di implicazioni alla scala urbana che possono contribuire in modo radicale nella definizione della strategia attuativa: da una parte operare su un fabbricato esistente Riqualificare il patrimonio costruito: significa evitare un’ulteriore consistente riduzione della quota di suolo un obiettivo fondamentale che trova inedificata, dall’altra la possibilità di modificare la configurazione morfonuove opportunità di sviluppo attraverso logica e volumetrica di uno o più manufatti può rivelarsi un interessante la strategia dell’addizione strumento di contrasto dei fenomeni di sprawl attraverso piani mirati di densificazione del tessuto. Ciò può generare positivi effetti in chiave nel recupero degli edifici. economica e sociale su porzioni più o meno vaste di città. Tuttavia, allo stato attuale, le iniziative in tal senso sono prevalentemente governate a livello locale e non sono ancora stati messi a punto protocolli di intervento condivisi che possano essere applicati seguendo la logica di obiettivi e indirizzi comuni ai diversi processi di riqualificazione. Al di là dei parametri urbanistici e delle peculiarità che ciascuna area può presentare, le principali differenze si registrano a livello di obiettivi prestazionali e di standard qualitativi prefissati, fattori che incidono notevolmente sia sulle scelte tecnologiche che sul piano economico legato alle forme di incentivazione spesso associate a queste iniziative. In relazione a ciò alcune riflessioni possono essere sviluppate, sia sul piano teorico che applicativo, riguardo alle più diffuse strategie di intervento e alle relative ricadute sul piano tecnologico. Sebbene non sia stata fissata una soglia di riferimento, la maggior parte degli interventi di trasformazione mira a un sensibile miglioramento del comportamento energetico dell’edificio. Si tratta infatti di edifici costruiti in un periodo in cui il costo dell’energia non influiva in modo radicale sui sistemi di riscaldamento e quindi realizzati senza particolari attenzioni alle prestazioni di isolamento termico. Attualmente, questo aspetto si ripercuote in modo negativo non solo in regime invernale, con elevati costi per il riscaldamento, ma soprattutto in regime estivo durante il quale l’assenza di raffrescamento, divenuta con l’evoluzione dello stile di vita e della qualità dell’abitare una dotazione quasi irrinunciabile, risulta particolarmente penalizzante e spesso sopperita con soluzioni impiantistiche ex post senza alcuna attenzione all’integrazione con le preesistenze. Il progetto di recupero ha quindi l’opportunità di fissare tra i suoi principali obiettivi quello di una riqualificazione energetica attraverso una diminuzione dei consumi in fase di esercizio conseguita attraverso Figure 1, 2, 3. Una buona un’implementazione della capacità isolante dei sistemi di chiusura e un contestuale aggiornamento della parte dello stock edilizio dotazione impiantistica. A questo obiettivo primario si aggiungono un miglioramento dell’assetto funzionon storicizzato, realizzato tra gli anni ’50 e gli anni nale e distributivo che spesso determinano una sensibile riconfigurazione dell’edificio. Ciò può implicare, ‘70, dimostra in molti casi in base a quanto concesso dai parametri urbanistici, anche una modificazione volumetrica attuata attrasegni di obsolescenza prestazionale e funzionale verso la strategia dell’addizione, ossia per mezzo dell’aggiunta mirata di uno o più elementi, più o meno che spesso hanno portato estesi, in funzione dell’assetto che si intende conseguire. In questo caso, le nuove dotazioni impiantistia interventi di recupero tramite addizione. che, le reti e ogni altra soluzione finalizzata al miglioramento del comportamento del fabbricato tendono


Credits: Studio Albori

Credits: J. Gaspari

Credits: J. Gaspari

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Tabella 1. Schema di sintesi delle principali caratteristiche geometrico-morfologiche dei tre modelli di addizione.

Modello di Addizione

Caratteristiche geometrico-morfologiche

Questa soluzione si basa sulla realizzazione di un volume, strutturalmente e geometricamente indipendente, posto al piede dell’edificio su uno o più lati del perimetro. Offre, di conseguenza, l’opportunità di ospitare agevolmente anche dotazioni impiantistiche di dimensioni e peso rilevanti senza che esse influenzino le condizioni di carico dell’edificio preesistente. L’assetto geometrico favorisce l’interconnessione dei percorsi e consente la gestione di accessi indipendenti che possono favorire la relazione con il tessuto circostante. Addizione al piede

Questa soluzione si basa sulla realizzazione di uno o più volumi posti in continuità con una o più facciate dell’edificio. L’addizione può essere un unico elemento o costituita da più elementi separati. Dal punto di vista strutturale e geometrico essa può risultare indipendente dall’edificio preesistente, poggiando a terra tramite fondazioni proprie, o configurarsi come un elemento a sbalzo che grava quindi sulle strutture esistenti. L’assetto geometrico tende a privilegiare le relazioni distributive ai diversi livelli, ma può anche essere sfruttato per creare nuovi collegamenti verticali. Addizione in facciata

Questa soluzione si basa sulla realizzazione di uno o più volumi, strutturalmente e geometricamente dipendenti dalle caratteristiche e dalla capacità portante dell’edificio preesistente, posti in copertura. Oltre a garantire una potenziale riconfigurazione distributiva che coinvolge inevitabilmente anche i sistemi di collegamento verticali, offre la possibilità di alloggiare in copertura le nuove dotazioni impiantistiche e di prevedere l’implemetazione delle reti mediante nuovi circuiti a calata dall’alto. Addizione in copertura

a essere concentrati nell’addizione al fine di limitare il più possibile le trasformazioni dei corpi edilizi preesistenti. L’addizione di volumi a un fabbricato esistente può determinare importanti variazioni non solo dal punto di vista prestazionale, ma anche in termini di impatto sulla sua immagine e sul suo rapporto con l’intorno, oltre che naturalmente in termini di densità edilizia. Il patrimonio edilizio plurialloggio gioca in questo ambito un ruolo principale: rappresenta non solo una consistente parte dello stock edilizio esistente, ma anche la tipologia che consente il maggior grado di sperimentazione sul piano progettuale, nonchè quella con il maggiore

impatto a livello sociale ed economico. È dunque opportuno calare su questa tipologia edilizia i principali parametri di analisi (figg. 1, 2, 3).

renti modalità di conseguimento delle caratteristiche qualitative, prestazionali ed energetiche inizialmente fissate (tab. 1).

Modelli di addizione: opportunità e limiti

Le principali opportunità legate all’addizione al piede riguardano le possibilità di connessione con lo spazio pubblico e la relativa semplicità esecutiva che non comporta significative interazioni con le strutture preesistenti. Tuttavia, dal punto di vista della riqualificazione energetica, questa soluzione appare limitativa poichè, pur permettendo un consistente potenziamento della dotazione impiantistica, non interviene sulla capacità termica dei sistemi di chiusura. Un altro elemento di criticità è

In una prima fase analitica l’addizione può essere valutata sulla base di alcuni parametri geometrici che ne definiscono soprattutto il rapporto di relazione con l’edificio esistente. Possono essere individuati tre modelli principali di addizione, i quali possono poi essere declinati in vario modo generando una pluralità di soluzioni sotto il profilo sia morfologico che tecnologico. Ciascuno dei tre modelli offre specifiche opportunità di espansione e diffe-


Credits: N. Kane

Credits: N. Bianchi

Credits: J. Gaspari

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rappresentato dal fatto che, pur rispettando i limiti urbanistici, l’addizione al piede occupa una porzione di suolo a stretto contatto con l’area pubblica con effetti non ottimali in termini di densificazione e comportando una riduzione della superficie libera. Per contro, le addizioni in facciata e copertura possono consentire di raggiungere interessanti effetti di densificazione che tuttavia dipendono dai parametri urbanistici e dalle caratteristiche volumetriche degli edifici circostanti. Per quanto riguarda la facciata ciò può essere condizionato dalle distanze dai fabbricati, ma risolto suddividendo l’intervento in elementi di minori dimensioni e distribuiti in relazione ai fattori di vincolo. Per quanto riguarda la copertura, l’intervento può invece essere condizionato da un vincolo di altezza di gronda che impone un eventuale arretramento rispetto al filo della facciata. In entrambi i casi è possibile operare in modo puntuale o diffuso per migliorare la stratigrafia dei pacchetti di chiusura e implementare il comportamento termico e di conseguenza energetico dell’involucro. Inoltre, nella valutazione delle soluzioni tecnologiche utilizzabili per la realizzazione del progetto di recupero e della riqualificazione è opportuno tenere conto non solo delle ricadute in termini di contenimento dei costi energetici in fase di esercizio, ma anche in fase di costruzione e soprattutto in fase di manutenzione. Quest’ultimo aspetto risulta particolarmente significativo nell’ambito dei processi di recupero poichè la durabilità dei materiali e delle tecnologie adottate incide nell’individuazione del break even dell’intervento. In altri termini, può condizionare il bilancio energetico complessivo dell’intervento. La qualità sostenibile dell’intervento non dovrebbe però esaurirsi alla scala edilizia ma considerare anche gli effetti che l’operazione

può determinare alla scala urbana: il processo di addizione può infatti influire anche sullo spazio e sugli edifici circostanti coinvolgendo parametri come l’ombreggiamento, la ventilazione, l’effetto isola di calore ecc. Nondimeno si deve tenere conto degli effetti trasformativi sull’immagine dell’edificio e sull’eventuale perdita della sua originaria identità. Tuttavia, si ritiene che uno degli aspetti che preliminarmente devono essere valutati con maggiore attenzione sia la configurazione strutturale prevista dall’addizione rispetto a quella originariamente attribuita all’edificio poichè da questo elemento derivano una serie di importanti valutazioni di carattere tecnologico (figg. 4, 5, 6).

Una volta analizzate le condizioni al contorno e stabilito entro quali limiti urbanistici è possibile operare, una seconda valutazione fondamentale deve essere attuata, preliminarmente alla fase progettuale vera e propria, riguardo all’assetto strutturale dell’edificio e alle condizioni di carico determinate dall’addizione. Nel caso di un’addizione al piede questa verifica riguarda principalmente l’eventuale interferenza a livello fondazionale, mentre nel caso di addizioni in facciata è necessario distinguere le soluzioni con volume in appoggio a terra da quelle con volume a sbalzo (figg. 7, 8, 9).

costruttiva non è in questo caso vincolata a questioni di carico e quindi di peso proprio delle strutture, ma tendenzialmente a una semplificazione delle fasi di messa in opera e del collegamento con i materiali costitutivi l’involucro. Le seconde sono concepite a partire dal principio che l’intero carico deve essere supportato da una struttura ancorata a quella preesistente. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi, si ricorre a telai metallici con tamponamenti stratificati nel tentativo di ridurre il peso proprio dell’addizione. In questo caso il presupposto fondamentale è evidentemente che la struttura originaria sia in grado di sopportare le nuove condizioni di carico e, tuttavia, questa condizione appare fortemente legata alle scelte tecnologico-costruttive del progetto. Un’analoga valutazione deve essere formulata per le addizioni in copertura che, per la natura stessa della loro collocazione, gravano sulle strutture preesistenti. Una volta calcolata la residua capacità portante della struttura preesistente, è possibile valutare il numero di piani e il tipo di volume che è possibile realizzare. Anche in questo caso la scelta del sistema costruttivo in funzione del peso proprio dell’addizione può condizionare le possibilità di ampliamento. Una volta eseguite le prime verifiche, l’analisi può seguire lo schema metodologico della tabella 2.

Le prime sono concepite a partire da una struttura autoportante con fondazioni proprie che trasmettono l’intero carico al suolo senza aggravio per le strutture preesistenti. Le connessioni strutturali in corrispondenza di uno o più solai interpiano sono generalmente finalizzate alla stabilizzazione e a consentire il collegamento tra i vani esistenti e quelli ricavati nell’ampliamento. La scelta della tecnologia

Lo schema è finalizzato a valutare le possibilità di intervento non solo alla luce dei possibili vantaggi derivanti in termini di aumento della superficie, di miglioramento dell’assetto funzionale e distributivo, ma anche alla luce di una più attenta valutazione dell’investimento energetico comportato dal progetto in relazione agli obiettivi di contenimento dei consumi in fase di esercizio.

Valutazione delle condizioni di carico e scelta della strategia di addizione


legno con chiusure vetrate che agisce come buffer termico per l’involucro esistente. Nel caso dell’addizione in copertura si configura invece come un sistema diffuso di volumi che ampliano le possibilità di fruizione del piano sottostante, aumentando il livello prestazionale e qualitativo degli alloggi.

Figura 7. Un esempio di addizione al piede. In questo caso, per molti versi inusuale, la struttura è realizzata a sbalzo per non interagire con l’attacco a terra dell’edificio preesistente. Figura 8. Un esempio di addizione in facciata con struttura in appoggio. Al fine di migliorare la

Figura 10. La scelta dei materiali e delle tecnologie costruttive riveste una notevole importanza sia sotto il profilo energetico in fase di costruzione sia sotto il profilo della valutazione dei carichi in fase di progetto. Il legno viene spesso impiegato nelle sopraelevazioni per il suo peso ridotto in rapporto

stabilità il nuovo telaio in acciaio e legno è stato vincolato ai solai interpiano della struttura preesistente. Figura 9. Un esempio di addizione in copertura. Al fine di ridurre quanto più possibile il peso della struttura è stato impiegato un telaio in metallo e legno.

alle prestazioni offerte dal punto di vista strutturale. Figura 11. In molti casi le addizioni si configurano come veri e propri dispositivi per il controllo del comportamento ambientale: in questo caso l’addizione in facciata si configura come un buffer termico rispetto all’involucro preesistente.

Credits: J. Gaspari

Figure 4, 5, 6. Alcuni esempi di addizioni relative ai tre modelli individuati. Nel caso dell’addizione al piede, il volume aggiunto è circoscritto a una struttura metallica di limitate dimensioni, mentre nel caso dell’addizione in facciata è esteso a tutta la sua superficie mediante un telaio in metallo e

Credits: Studio Albori

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Credits: J. Gaspari

Credits: Jügling & Hagmann Architekten

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FASE 1

Verifica strutturale dell’esistente e analisi delle condizioni di carico derivanti dall’addizione

FASE 2

Riduzione del peso proprio dell’addizione mediante scelta di idonea tecnologia costruttiva

FASE 3

Scelta di tecnologie e materiali che contengano il costo energetico di costruzione

FASE 4

Scelta di tecnologie e materiali in funzione del ciclo di vita previsto per l’addizione

FASE 5

Verifica del comportamento energetico in fase di esercizio

FASE 6

Verifica incrociata delle condizioni di progetto

Credits: J. Gaspari

Tabella 2. Schema metodologico.

11

Dal momento che buona parte del miglioramento delle caratteristiche termiche deriva dall’implementazione del sistema di chiusura per effetto dell’addizione è opportuno anche valutare i costi energetici di costruzione determinati dai materiali e dalle tecnologie scelti oltre che prevedere i costi energetici nella fase di manutenzione in relazione al ciclo di vita previsto (figg. 10, 11).

In questo modo è possibile combinare una corretta gestione dell’investimento energetico necessario a completare l’addizione con un miglioramento del comportamento dell’edificio nel suo complesso. La riduzione dei consumi energetici in fase di esercizio potrà essere conseguita da una parte attraverso una più efficiente dotazione impiantistica e dall’altro attraverso una maggiore capacità di isolamen-

to termico e di soluzioni passive per il controllo ambientale. Facciate ventilate, schermate, ad accumulo di calore o vere e proprie serre solari potranno essere il risultato di una concezione delle strategie di addizione più attenta al bilancio complessivo dell’edificio allontanando l’intervento di recupero da intenti speculativi e avvicinandolo a più virtuosi obiettivi di rigenerazione edilizia e urbana.


Tesi di Dottorato Da questo numero la rivista si arricchisce di una nuova sezione dedicata alle Tesi di Dottorato di Ricerca. L’obiettivo è quello di offrire un’opportunità di visibilità ai neo dottori e di disseminare in maniera sempre più costante e puntuale quanto viene prodotto all’interno delle nostre Università. La sezione offrirà pertanto l’opportunità di conoscenza e diffusione dei risultati anche in ambiti e settori diversi e spesso estranei agli ambienti accademici, con l’obiettivo di proseguire nella costruzione di quel costante rapporto che deve instaurarsi fra mondo della ricerca, mondo della progettazione e mondo della produzione. La multidisciplinarietà e la diffusione della rivista presso la pluralità dei soggetti che operano nel settore dell’architettura sostenibile, offrirà un’ulteriore opportunità di conoscenza del prezioso lavoro che ogni anno nasce anche grazie ai Dottorati di Ricerca. Nel selezionare le tesi da pubblicare, la redazione non ha inteso operare una valutazione “di merito” o “di qualità” , ritenendo sufficiente l’accesso e la conclusione di un dottorato di ricerca. La sezione pubblicherà quindi gli abstract che perverranno, con l’unico criterio di selezione dato dalla data di discussione, che dovrà essere compresa fra l’anno accademico in corso e quello precedente.


Universitá: Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria Dipartimento: DASTEC – Dipartimento di Arte Scienza e Tecnica del Costruire Corso di Dottorato: Tecnologia dell’Architettura – Strategie per il Controllo e la Progettazione dell’Esistente Ciclo di Dottorato: XXII Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. arch. Consuelo Nava Co-tutor: arch. Paolo Galletta (per l’Ente Provincia di Reggio Calabria) Parole-chiave: riqualificazione energetico-ambientale; integrazione tecnologie solari; informazione tecnica e grafica

L’integrazione architettonica delle tecnologie solari nell’architettura scolastica sostenibile. Un progetto di riqualificazione energetico-ambientale a Reggio Calabria Raffaele Astorino Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Argomento. Nella modalità più diffusa di uso dei

edilizia scolastica sostenibile – n.19 casi nazionali

dologia proposta potrebbero essere: interferenze

sistemi solari attivi, anche i prodotti più innovativi

e n.2 casi internazionali.

tra innovazione di prodotto e corpus normativo

rimangono estranei all’edificio. Si vuole superare la

Elaborati grafico-descrittivi riferiti al Caso Studio:

in evoluzione; necessità di know-how qualificato

semplice concezione “impiantistica” di tali tecnolo-

analisi del contesto fisico ed interpretazione dei

in termini progettuali e di cantierabilità.

gie e considerarle configuranti l’edificio, con i com-

requisiti morfologici (6 schede); analisi del degra-

ponenti integrati nel sistema tecnologico dell’or-

do dell’involucro edilizio ed indicatori di progetto

Risultati. A conclusione del percorso applicativo,

ganismo e compatibili al suo processo realizzativo

per la riqualificazione e l’integrazione delle tec-

in fase successiva alla discussione della Tesi di

e, quindi, in grado di divenire parte morfologica e

nologie solari (19 schede); Disciplinare Tecnico-

Dottorato, sono state conseguite altre attività

funzionale del sistema quando il suo modello

Descrittivo per l’Integrazione delle Tecnologie

applicative che hanno verificato l’esportabilità e

energetico è di tipo ibrido (tecnologie solari passi-

Solari Attive; Progetto di prototipizzazione di una

l’utilità del percorso di ricerca effettuato.

ve ed attive integrate). La sperimentazione indaga

“balaustra solare” (2 elaborati grafici e 1 elaborato

L’esportabilità della proposta si è misurata con gli

all’interno dell’edilizia scolastica pubblica che in

descrittivo); Linee-guida di indirizzo per l’esporta-

enti coinvolti (Provincia e Liceo Artistico) nelle

Italia rappresenta unicamente la sintesi ed il pro-

bilità delle soluzioni ad altri casi di edilizia scola-

seguenti attività.

dotto di modelli tipologici ed applicazioni normati-

stica (3 schede).

Attività di divulgazione e comunicazione della ricerca:

ve ma, secondo l’esperienza internazionale, essa

partecipazione al concorso “Premio Energethica

può rappresentare lo strumento di visibilità e

Destinatari. La ricerca si inserisce nelle fasi di pro-

2010 – Sezione Fotovoltaico” (1° classificato); for-

comunicazione per la diffusione di una cultura

grammazione, progettazione e gestione dell’archi-

mazione e divulgazione dei temi agli addetti

del progetto energetico-ambientale. Il caso di

tettura nei comparti dell’esistente (riqualificazione)

dell’Ente Provincia di Reggio Calabria.

studio del Liceo Artistico “Mattia Preti” di Reggio

ed ex-novo (miglioramenti al progetto definitivo

Attività di esportabilità ed utilità dei temi della ricerca:

Calabria viene individuato su proposta dell’Ente

esistente). I destinatari possono essere sia gli Enti

partecipazione al seminario “Marchi e Brevetti:

Provincia di Reggio Calabria-Ufficio Edilizia e

Locali gestori del patrimonio edilizio pubblico, sia i

procedure e modalità di tutela della proprietà

Programmazione come caso pilota la cui espe-

progettisti (struttura di progettazione).

intellettuale” (Reggio Calabria, 22 e 29 Ottobre 2009); preparazione per la proposta del bando

rienza è esportabile per altri edifici scolastici esistenti gestiti dallo stesso Ente. La proposta speri-

Punti di forza e di debolezza. I punti di forza

MIUR-MATTM “POIN-FESR 2010-2013 – Energie

mentale sui temi è svolta all’interno del Centro

della ricerca svolta sono rintracciabili nell’innova-

Rinnovabili e Risparmio Energetico”.

ABITA-sede di Reggio Calabria.

zione degli strumenti formulati: la metodologia, informazione e strumenti per il progetto d’inte-

Obiettivi.

grazione delle tecnologie solari nell’architettura

Elaborati grafico-descrittivi allegati alla ricerca:

sostenibile; la definizione di linee guida e discipli-

metodologia, informazione e strumenti per il pro-

nari tecnici per il Progetto Definitivo; l’informazio-

getto d’integrazione delle tecnologie solari nel-

ne tecnica e grafica per il Progetto Esecutivo.

l’architettura sostenibile; un repertorio di casi di

Gli elementi ostativi di applicazione della meto-

Raffaele Astorino svolge attività scientifica e professionale nell’ambito della progettazione sostenibile con integrazione di tecnologie solari all’architettura. Ha ricevuto il Premio Energethica 2010 per la ricerca sui temi dell’integrazione del FV all’architettura.


Universitá: Università degli Studi di Napoli “Federico II” Dipartimento: Dipartimento di Configurazione e Attuazione dell’Architettura Corso di Dottorato: Tecnologia dell’Architettura Ciclo di Dottorato: XXIII Anno discussione tesi: 2011 Tutor: prof. Dora Francese Co-tutor: prof. Laura Bellia Parole-chiave: biocompatiblità; comfort; olismo

Metodi di verifica della Biocompatibilità nel progetto di Architettura. Un approccio integrale al comfort Luca Buoninconti Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Argomento. La ricerca ha sviluppato un metodo

utenti dipendono infatti dagli elementi tecnici,

mazione diversi permetterebbero la scrittura di

per eseguire la valutazione olistica del comfort,

dai materiali, dai sistemi di assemblaggio, da

un software nel quale potrebbe essere imple-

atto a prendere in considerazione i numerosi

forma e posizione relativa. La scelta tra le diverse

mentato l’intero modello, evitando passaggi in

agenti – stressori, fisici e psicologici – che agisco-

soluzioni progettuali deve quindi essere suppor-

ambiente CAD.

no sulle persone. Il sistema è basato su due prin-

tata da adeguati strumenti di valutazione, che

cipi innovativi: il primo scaturisce dall’osservazio-

consentano di ottenere stime dei livelli prestazio-

Risultati. Lo studio ha messo a punto un sistema

ne che il comfort è uno stato mentale, frutto di un

nali afferenti alla bio compatibilità e che sappia-

di valutazione olistica del comfort, che è stato

complesso equilibrio che si evolve nel tempo e

no orientare la progettazione verso scelte eco-

applicato ad un caso studio, stimandone il livello

nello spazio, di carattere sia fisico che psicologico.

sostenibili, attraverso l’impiego di sistemi passivi

all’interno di un’unità abitativa, espresso attraver-

Il secondo parte dalla considerazione che metodi

e soprattutto grazie all’uso di strategie generali di

so l’indicatore LaB – Livello atteso di Benessere, nei

e programmi attualmente in uso necessitano di

pianificazione.

mesi di gennaio e luglio per una coppia di utenti le cui caratteristiche fisiche, sociali e culturali

grandi quantità di parametri in ingresso; ciò è controproducente soprattutto quando questi

Destinatari. Il metodo può essere utilmente

sono state determinate in modo statistico. Il pro-

protocolli vengono usati durante la progettazio-

impiegato da studi tecnici durante la progettazio-

tocollo ha evidenziato le qualità dell’edificio ed in

ne preliminare, in cui non sono a disposizione

ne, ma anche da Enti pubblici e privati che, nelle

particolare la possibilità di ottenere un discom-

tempi e risorse economiche sufficienti ad intra-

fasi di valutazione, verifica e validazione dei pro-

fort contenuto senza utilizzare alcun impianto

prendere analisi specialistiche. Eseguendo una

getti, hanno la necessità di stimare l’efficacia

attivo di climatizzazione, sia in inverno che in

stima olistica, è invece possibile ridurre il numero

delle strategie di pianificazione utilizzate.

estate. Sono state poi riscontrate le criticità del progetto; in particolare, la vicinanza all’autostrada

delle variabili, sfruttando la ridondanza dei parametri. Un approccio integrale consente di svilup-

Punti di forza e di debolezza. Il protocollo può

A16 comporta un impegno uditivo che richiede-

pare metodi e strumenti in grado di ridurre quan-

essere usato per sviluppare un software stand

rebbe l’impiego di schermi fonoassorbenti lungo

tità e qualità dei dati richiesti, abbreviando le pro-

alone in grado di scambiare dati con altri pro-

il tracciato viario. Il metodo si è così dimostrato

cedure di valutazione.

grammi, in un’ottica di interoperabilità concettuale

un utile strumento da utilizzare in fase di pianifi-

e tecnica, consentendo l’automatizzazione del

cazione allo scopo di orientare le scelte del pro-

Obiettivi. Vengono qui analizzati tre tipi di com-

flusso dei dati, risparmiando risorse e potenzian-

gettista.

fort a mediatore energetico (visivo, uditivo e igro-

do il controllo dell’errore.

termico), interfacciati poi con le caratteristiche

Margini di sviluppo possono raccogliersi in due

demografiche e psicologiche dell’utenza, per

categorie: sostanziale e procedurale. La prima

ottenere una stima del benessere che consideri il

comprende l’estensione della definizione di com-

maggior numero di fattori. Il metodo vuole essere

fort ad altri campi (ergonomia, qualità dell’aria,

un agile sussidio al lavoro dell’Architetto: le con-

stress mentale, qualità socioeconomica). Dal

Luca Buoninconti, architetto, collabora con il DICATA dell’Università Federico II stipulando diversi contratti di docenza. Nel 2011 consegue il titolo di Ph. D. in Tecnologia dell’Architettura. Ha pubblicato diversi lavori sui temi del risparmio delle risorse e dei mate-

dizioni ambientali al contorno che influenzano gli

punto di vista procedurale, ambienti di program-

riali low-tech.


Universitá: Università degli Studi di Napoli “Federico II” Dipartimento: Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica Corso di Dottorato: Tecnologia dell’Architettura Ciclo di Dottorato: XXIII Anno discussione tesi: 2011 Tutor: prof. Aldo Capasso Co-tutor: prof. Laura Bellia Parole-chiave: tessile; benessere; illuminazione

Involucro tessile e comfort ambientale. Potenzialità e limiti delle chiusure a membrana pretesa Paola Campanella Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Argomento. Le problematiche del comfort

parametri di tipo dimensionale, climatico e fun-

ambientale in edifici costituiti da chiusure verti-

zionale, e per ognuno di essi predispone una

naturale), riduzione di rifiuti (sistemi reversibili,

cali leggere e traslucide costituiscono i termini

scheda tecnica informativa, che sarà impiegata,

riutilizzabili, riciclabili);

chiave della ricerca, volta all’analisi delle chiusure

insieme ad altri dati, per la formulazione del risul-

• la capacità di garantire un buon livello di prote-

a membrana pretesa che si presentano come

tato finale della tesi. Lo scopo è analizzare l’uso

zione solare, attraverso barriere tessili schermanti;

nuove superfici caratterizzanti l’involucro archi-

della tecnologia tessile nelle chiusure, al fine di

• la possibilità di modulare la luce naturale e arti-

tettonico contemporaneo. In particolare, la ricerca

catalogare i materiali tessili in base alle loro pre-

ficiale, a seconda delle esigenze di determinati

studia le caratteristiche delle membrane tessili in

stazioni in termini di comfort visivo ed elaborare

ambienti;

termini di requisiti connotanti, a cui i materiali e i

un quadro di sintesi che sia un utile e valido stru-

• le alternative per incrementare il livello di com-

prodotti sono in grado di rispondere in determi-

mento per l’informazione tecnica del settore,

fort termico delle chiusure tessili, grazie a soluzio-

nate applicazioni.

basato sulla rispondenza dei prodotti selezionati

ni tecniche innovative che limitano al contempo

La ricerca esamina i principali tessili tecnici impie-

ai requisiti di riferimento e sul confronto tra

la riduzione di traslucidità.

gati nell’involucro edilizio, indagando lo stato del-

materiali competitor impiegati per gli involucri

I punti di debolezza della ricerca sono individua-

l’arte della normativa di riferimento, della produ-

traslucidi.

bili nella scarsa applicazione attuale di tali sistemi

zione industriale, della ricerca scientifica e le rea-

a secco), in alcuni casi risparmio di energia (luce

tecnologici leggeri in edifici situati in area medi-

lizzazioni nel mondo. Inoltre, si approfondiscono

Destinatari. La ricerca svolge un’analisi appro-

terranea, in particolare in Italia, e in tipologie fun-

le questioni della sostenibilità e della leggerezza

fondita delle potenzialità di impiego dei tessili

zionali relative alla residenza, in cui potrebbe

strutturale di tali prodotti, in particolare attraver-

tecnici, in quanto si intravedono buone possibili-

maggiormente svilupparsi la ricerca allo scopo di

so due categorie di studio:

tà per nuove applicazioni in settori consolidati,

cogliere le potenzialità dell’uso di tali materiali in

- gli aspetti relativi alla percezione visiva, analiz-

come quello delle chiusure edilizie. I destinatari

sistemi di protezione ambientale o di chiusura

zando le proprietà ottiche e termo-fisiche dei tes-

della ricerca sono progettisti ed aziende produt-

traslucida, insieme resistente ed efficacemente

sili tecnici, i meccanismi di trasmissione dei flussi

trici che mirano all’ulteriore approfondimento

isolante.

luminosi e le implicazioni sul comfort ambientale

della conoscenza tecnica di materiali e prodotti

degli spazi confinati;

impiegabili in sistemi chiusi a membrana pretesa.

- le classi di requisiti tecnologici connotanti, da cui definire le prestazioni delle chiusure a membrana

Punti di forza e di debolezza. Le implicazioni

pretesa, relativamente alla percezione visiva, alla

della ricerca, e conseguentemente i suoi punti di

integrazione involucro/struttura, alla realizzazione

forza, sono molteplici:

gestione e dismissione del manufatto edilizio.

• le diverse opportunità in termini di sostenibilità degli involucri tessili, facendo ricorso a sistemi

Obiettivi e risultati. La ricerca elabora una lettu-

tecnologici che implicano risparmio di materiale

ra prestazionale di casi studio scelti in base a tre

(sistemi leggeri), risparmio di acqua (assemblaggi

Paola Campanella, dottoressa di ricerca in Tecnologia dell’Architettura. Svolge attività di ricerca presso il DPUU di Napoli e di coordinamento e tutoraggio per i corsi di Progettazione ambientale della luce e Progettazione di sistemi costruttivi.


Universitá: Università degli Studi di Palermo Dipartimento: Dipartimento di Progetto e Costruzione Edilizia Corso di Dottorato: Recupero e Fruizione dei Contesti Antichi Ciclo di Dottorato: XXI Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. arch. Maria Luisa Germanà Co-tutor: prof. arch. Giuseppe Guerrera Parole-chiave: aree ex industriali, qualità; processo decisionale

L’ex Montedison di Porto Empedocle: riqualificazione, recupero e riuso Carmelo Cipriano Università degli Studi di Palermo

Argomento. Il Dottorato nel 2007 ha stipulato

Destinatari. Pur avendo assunto come contesto

edifici dismessi con riferimento alla reale situazio-

con il Comune di Porto Empedocle (AG) una con-

di riferimento l’ex Montedison di Porto

ne dello stato di conservazione delle componenti

venzione per lo svolgimento di studi specifici

Empedocle, la ricerca ha presentato, rispetto alle

strutturali e tecnologiche; il livello di definizione

finalizzati alla conoscenza, riqualificazione, recu-

metodologie impiegate per la conoscenza e alle

delle idee-progetto per la riqualificazione del-

pero e riuso di un ambito circoscritto dell’area

linee guida per il processo decisionale, un caratte-

l’area dismessa.

dell’ex Montedison, il complesso produttivo rea-

re sovra-contestuale che ne consente la trasferibi-

lizzato a metà degli anni ‘50 del secolo scorso

lità in differenti situazioni ex industriali. I principa-

Risultati. Gli esiti della ricerca possono essere

dalla società Akragas (consociata del Gruppo

li destinatari sono stati individuati, oltre che nel

sistematizzati sul piano conoscitivo, metodologi-

Montecatini), dismesso a distanza di trent’anni

Comune di Porto Empedocle e nella comunità

co-operativo e su quello prettamente propositivo.

con ripercussioni negative non solo a livello

locale, anche nelle Amministrazioni regionali,

Sul piano conoscitivo, i risultati sono: raccolta e

urbano, economico e sociale, ma anche ambien-

negli Enti locali e nella comunità scientifica.

sistemazione della documentazione inedita (planimetrie di progetto, documentazione tecnica e

tale e paesaggistico. Coerentemente con le finalità specifiche della Convenzione, la ricerca ha svi-

Punti di forza e di debolezza. La ricerca presenta

fotografica); censimento degli edifici esistenti.

luppato un’indagine sulla riqualificazione delle

alcuni caratteri di originalità che possono essere

Sul piano metodologico-operativo i risultati, inve-

aree ex industriali, con riguardo ad alcuni temi

ritenuti punti di forza: per aver colmato, con l’ausi-

ce, sono: precisazione e descrizione delle linee-

centrali del recente dibattito teorico e progettua-

lio dei materiali cartografici, grafici e fotografici

guida rispetto alle fasi e modalità di sviluppo del

le relativi alle questioni della qualità dei processi

nonché di documenti di progetto (in parte inedi-

processo stesso decisionale.

di trasformazione.

ti), una lacuna conoscitiva riferita all’identità speci-

Sul piano propositivo sono: individuazione e

fica dell’area ex industriale di Porto Empedocle;

descrizione di tre alternative di idee-progetto, defi-

per aver messo a fuoco gli aspetti legati alle

nite in riferimento alle strategie di sviluppo terri-

Obiettivi. La ricerca ha perseguito tre obiettivi fondamentali: 1. approfondire la conoscenza del sito

modalità di sviluppo del processo decisionale e

toriale e urbano che il Comune di Porto

dismesso, con riferimento sia alle sue origini, sia

agli obiettivi specifici di ciascuna fase del proces-

Empedocle intende perseguire per il medio-

alle fasi di espansione e di dismissione, sia agli

so stesso; per aver individuato alcune alternative

lungo periodo.

aspetti identitari (urbani, architettonici, ambientali,

di scenario che, nel contesto del processo decisio-

paesaggistici); 2. definire le linee guida per il proces-

nale, si propongono come soluzioni di massima,

so decisionale che, coerentemente con determina-

determinate rispetto al ruolo che la città di Porto

ti criteri di qualità, delineassero un percorso

Empedocle intende ricoprire per medio-lungo

metodologico-operativo finalizzato all’individua-

periodo nel contesto regionale e provinciale.

zione di una proposta di riqualificazione condivi-

Invece, i principali punti di debolezza riguardano:

sa; 3. elaborare idee-progetto, quali alternative di

l’incompleto l’approfondimento della conoscenza

scenario di massima, in grado di fornire orienta-

sia dello stato di salute ambientale di quegli

menti per la rifunzionalizzazione del sito.

ambiti non ancora indagati in tal senso, sia degli

Carmelo Cipriano, architetto e dottore di ricerca in Recupero e Fruizione dei Contesti Antichi all’Università degli Studi di Palermo. All’attività di ricerca affianca quella professionale nei settori della riqualificazione urbana e del recupero edilizio.


Universitá: Università degli studi di Napoli “Federico II” Dipartimento: Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica Corso di Dottorato: Tecnologia dell’architettura Ciclo di Dottorato: XXIII Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. Sergio Pone Co-tutor: prof. Raffaele Landolfo Parole-chiave: gusci a graticcio; uso sostenibile del legno; rapidità di montaggio

La tecnologia delle gridshell. Sperimentazione di un sistema di copertura “automontante” Pia D’Angelo Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Argomento. La ricerca studia il particolare pro-

Obiettivi. La tesi si pone il duplice obiettivo di

ricadute che determinate scelte costruttive pos-

cesso costruttivo delle gridshell in legno, strutture

definire un protocollo informatizzato di ricerca

sono avere sulla forma finale della struttura.

ottenute a partire da un reticolo piano bidimen-

della forma attraverso la simulazione del proces-

sionale, gradualmente deformato fino al raggiun-

so deformativo e di superare i principali limiti

Punti di forza e di debolezza. La tesi fornisce

gimento di una configurazione finale a doppia

delle strategie esecutive messe a punto nei casi

soluzioni rispetto alle principali criticità riscontra-

curvatura. Tale tipologia costruttiva spinge la spe-

noti, proponendo un processo costruttivo innova-

te nell’ambito del processo costruttivo ma si ritie-

rimentazione dei componenti lignei di piccola

tivo basato sulla scomposizione del graticcio

ne che, mentre la validità dei principi su cui si

dimensione nella direzione della sostenibilità poi-

strutturale in macromoduli prefabbricati e dispie-

fonda la nuova strategia esecutiva prescinda

ché l’assemblaggio delle singole bacchette di

gabili e nella sollecitazione, in fase di montaggio,

dalle caratteristiche morfologiche e dimensionali

legno avviene senza l’uso dei collanti ma ricor-

esclusivamente dei nodi che in fase di esercizio

del manufatto che si va a progettare, il metodo di

rendo esclusivamente a giunzioni metalliche.

saranno sottoposti a condizioni particolari di vin-

montaggio utilizzato potrebbe aver bisogno di

Questa scelta consente il semplice smaltimento

colo. I dati ottenuti dalla simulazione virtuale del

alcune modifiche e implementazioni nel caso di

del prodotto di un’eventuale demolizione e, uti-

processo costruttivo, nonché l’efficacia del siste-

una costruzione più grande.

lizzando semilavorati provenienti da colture a

ma di montaggio messo a punto, sono verificati

rapido accrescimento, non incrementa il depau-

attraverso la costruzione di un modulo di grid-

Risultati. I risultati attesi dalla ricerca riguardano

peramento del patrimonio forestale. Nonostante i

shell, condotta con il supporto dell’Holzbau sud

l’innovazione del processo costruttivo in fase di

forti contenuti di sostenibilità ambientale ed eco-

s.p.a., azienda produttrice di strutture in legno. La

produzione del graticcio strutturale e di montag-

logica e la capacità di coprire grandi luci garan-

prefabbricazione del reticolo strutturale riduce

gio, la messa a punto di un protocollo informatiz-

tendo, al contempo, massima flessibilità spaziale,

sensibilmente i tempi di produzione e il ricorso a

zato di ricerca della forma attraverso la simulazio-

dinamicità e sottrazione di peso a parità di pre-

un sistema di pulegge appositamente progettato

ne del processo costruttivo e la costruzione di un

stazioni offerte, tale tipologia strutturale non ha

consente di demoltiplicare la forza necessaria a

prodotto industriale costituito da un sistema di

avuto grande diffusione. Ciò è imputabile alla dif-

deformare la struttura dalla configurazione piana

copertura prefabbricato, dispiegabile,“automon-

ficoltà di individuare l’esatta forma tridimensio-

a quella a doppia curvatura, rendendo il processo

tante”.

nale in fase di progetto e all’alto grado di com-

costruttivo rapido e totalmente a carico di pochi

plessità del processo costruttivo le cui maggiori

uomini.

criticità, emerse dall’attenta analisi di due casi studio (il Mannhein Lattice Shell e il Downland

Destinatari. Tale ricerca non è destinata soltanto

Open Air Museum) riguardano principalmente i

all’industria: i progettisti del settore saranno facili-

tempi lunghi di produzione del graticcio piano,

tati nella valutazione delle strategie esecutive da

l’eccessiva pre-sollecitazione dei nodi in fase di

adottare, potendosi avvalere di un metodo infor-

deformazione e la necessità di utilizzo di mezzi di

matizzato di simulazione del processo costruttivo

cantiere appositamente progettati o costosi.

che consente di individuare in maniera esatta le

Pia D’Angelo, architetto, dottore di ricerca in Tecnologia dell’architettura. Dal 2005 collabora alle attività didattiche e di ricerca presso il Dipartimento di progettazione Urbana e Urbanistica dell’Università Federico II di Napoli.


Universitá: Seconda Università degli Studi di Napoli, Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli” Dipartimento: Dipartimento di Restauro e Costruzione dell’Architettura e dell’Ambiente Corso di Dottorato: Tecnologie dell’Architettura e dell’Ambiente Ciclo di Dottorato: XXII Anno discussione tesi: 2009 Tutor: prof. Giuliana Lauro Coordinatore: prof. arch. Maria Isabella Amirante Parole-chiave: ambiente fluviale; valutazione ecosistemica; rete ecologica

Riqualificazione di ambienti fluviali: valutazione ecosistemica e interventi per la costruzione di una rete ecologica Raffaela De Martino Seconda Università degli Studi di Napoli

Obiettivi. Obiettivo del presente lavoro di ricerca

costruzione del Grafo si avvale del calcolo di

unità di appoggio, unità di appoggio e unità di

è quello di fornire un quadro metodologico di

opportuni indici di controllo ambientali, tipici

intervento potenziale.

riferimento relativo al miglioramento della quali-

della Landscape Ecology, quali la biopotenzialità

tà ecosistemica di un territorio fluviale ai fini della

territoriale, la bioenergia, la biodiversità, la connet-

Risultati. I risultati attesi riguardano la possibilità

realizzazione di una rete ecologica. Di recente

tività e l’uso di un software GIS.

di tradurre il lavoro in uno strumento operativo, sintetico e ordinato, di supporto alle scelte che

molti studi hanno evidenziato come la qualità e le dinamiche fluviali siano estremamente influen-

La ricerca poi prosegue con una riflessione sul

orientano gli interventi di riqualificazione territo-

zate dalle condizioni del territorio circostante. Il

ruolo che i modelli quali-quantitativi hanno nella

riale a scala locale, capace di sostenere in chiave

fiume è infatti un ecosistema vivo, non soltanto al

individuazione e nella quantificazione della fram-

ecologica, in un’ottica sistemica, il territorio e la

suo interno ma anche nei rapporti che esso

mentazione territoriale e sulla possibilità di utiliz-

sua gestione. Tale strumento potrebbe offrire agli

instaura fisicamente ed ecologicamente con i luo-

zarli come supporto per la costruzione di una

enti locali un riferimento condiviso a livello scien-

ghi attraversati. Muovendo da queste premesse, si

rete ecologica. Attraverso l’uso di indici spaziali e

tifico ed una facilitazione nell’individuazione di

propone la valutazione del sistema fluviale attra-

di una matrice di valutazione è possibile definire

buone pratiche di pianificazione, formulate sulla

verso l’applicazione di modelli in grado di ripro-

lo scenario ecologico di partenza. L’applicazione

base di relazioni ecosistemiche e su una cono-

durre il funzionamento degli ecosistemi esamina-

di criteri di ordine paesaggistico/strutturale e di

scenza aggiornata dello stato del sistema

ti, quantificandone i processi.

ordine biologico/funzionale, connesse alle diffe-

ambientale esaminato.

La modellizzazione, che nella ricerca è stata appli-

renze comportamentali delle specie prioritarie

cata ad una porzione territoriale del Bacino del

(specie focali) presenti sul territorio, consente

Fiume Sele, consente di valutare la potenzialità

successivamente di identificare la rete ecologica

energetica (la cui produzione è legata alla ener-

potenziale per il sistema ambientale in esame,

gia radiante solare e alle catene alimentari) del

grazie alla tecnica di analisi spaziale GIS nota

sistema ambientale e i flussi di energia in esso

come path analysis. Affinché la rete ecologica

presenti. I valori delle unità ambientali, in cui

individuata funzioni correttamente è necessario

viene suddiviso il territorio, e dei flussi vengono

tuttavia che gli elementi di appoggio che la com-

assemblati e visualizzati in un Grafo Planare.

pongono siano caratterizzati da un’adeguata

Questa valutazione consente di conoscere lo

qualità ecologica. Se questa condizione non

stato di salute del paesaggio considerato e la sua

viene soddisfatta sarà allora necessario predi-

vulnerabilità rispetto a perturbazioni esterne, evi-

sporre una serie di interventi di miglioramento

denziando il grado di efficacia ecologica di tutti

ambientale. A tale scopo, in analogia alla scompo-

gli elementi che lo compongono e fornendo indi-

sizione sistemica/tecnologica, tali interventi sono

cazioni molto puntuali ed operative per orientare

stati organizzati secondo differenti livelli di

interventi di tipo ecologicamente sostenibili. La

importanza ecologica e strutturati in: classi di

Raffaela De Martino, architetto, dottore di ricerca in Tecnologie dell’Architettura e dell’Ambiente, svolge attività di ricerca nel settore della Progettazione Ambientale.


Universitá: Università degli Studi di Napoli “Federico II” Dipartimento: Dipartimento di Configurazione e Attuazione dell’Architettura - Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica Corso di Dottorato: Tecnologia dell’Architettura Ciclo di Dottorato: XXII Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. arch.Virginia Gangemi Parole-chiave: casa unifamiliare; prefabbricazione; sostenibilità

La casa ecologica prefabbricata. Indirizzi progettuali per la contestualizzazione ambientale Sara Di Micco Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Argomento. La ricerca individua e analizza le

Il cuore della Tesi, rappresentato dall’analisi critica

esperienze in corso sul tema della casa ecologica

delle sperimentazioni e ricerche in atto, pone l’at-

Punti di forza e di debolezza. Tra i punti di forza della ricerca quello di affrontare un tema, quale

prefabbricata. L’interesse verso questo argomen-

tenzione su residenze che, in ambito europeo o

quello della casa ecologica prefabbricata, ancora

to, di particolare attualità, trova forza nel rinnova-

mondiale, sono esemplificative dell’innovazione

poco diffuso in Italia, svolgendo un approfondito

to dialogo tra il mondo della progettazione ed il

di cui si fanno portatrici le moderne tecniche di

studio sulle residenze unifamiliari nazionali e

mondo della produzione.

costruzione fuori opera (Modern method of con-

internazionali che meglio rappresentano le inno-

Nell’ultimo decennio, infatti, l’industria, sempre

stuction, Mmc).

vazioni rispetto sia ai metodi costruzione sia alle

più spesso, immette sul mercato case in linea con

Attraverso una schedatura, alcune delle case pre-

tecnologie impiegate per il risparmio energetico.

i principi della sostenibilità, impiegando tecniche

fabbricate individuate sono descritte e valutate

Il limite prevalente della ricerca è quello di non

costruttive a basso impatto energetico: edifici nei

negli aspetti tecnologici, energetici e tipologici,

essere giunta, per mancanza di finanziamenti, alla

quali coniugare l’industrializzazione edilizia ai

permettendo in tal modo di individuare i punti di

realizzazione di un prototipo scala 1:1, come

dettami del costruire ecocompatibile, dove unire

forza e i punti deboli di tali costruzioni.

quelli studiati e visitati sia nel Regno Unito alla

design di eccellenza e cura nella scelta dei mate-

La ricerca ha il fine di:

manifestazione fieristica Off-site, sia al Politecnico

riali per il miglioramento del comfort abitativo.

- stabilire criticamente se due realtà, apparente-

di Madrid.

Tale trend contribuisce a dare nuova linfa al dibat-

mente inconiugabili, quali la prefabbricazione e

tito sul tema della prefabbricazione edilizia e

l’architettura bioecologica, possano convivere in

Risultati. La volontà dello studio svolto era pre-

sulle sue potenzialità e i suoi limiti.

un progetto;

valentemente quella di svolgere uno stato dell’ar-

- comprendere quali elementi del costruire off-

te il più possibile esaustivo sull’argomento; far

Obiettivi. Appare evidente che nella progettazio-

site possono rappresentare delle invarianti rispet-

chiarezza sui luoghi comuni che spesso legano i

ne delle prefab-home debbano essere rispettati i

to alle diverse dislocazioni geografiche;

sistemi costruttivi prefabbricati ai concetti di

principi della bioarchitettura e mentre alcune di

- definire un repertorio delle soluzioni progettuali

standardizzazione e precarietà e soprattutto

essi ben si coniugano con degli aspetti della

che integrano variabili (contesto) ed invariabili

dimostrare la capacità delle tecniche off-site di

costruzione fuori opera altri appaiono difficilmen-

(elementi off-site) al fine di ottenere un risultato

coniugarsi alla progettazione ecosostenibile.

te integrabili.

significativo per la sostenibilità ambientale.

Tale considerazione si pone alla base, ad esempio, della valutazione delle cosiddette “case chiavi

Destinatari. Lo studio in oggetto si rivolge ai pro-

in mano”, che immesse sul mercato dalle aziende

gettisti e alle aziende di settore al fine di proporre

leaders nel settore, negli ultimi anni hanno avuto

delle linee guida rispetto alla metodologia da

un fortunato sviluppo. Limite principale di alcune

seguire per la corretta realizzazione di case ecolo-

di queste realizzazioni è individuabile nella inca-

giche prefabbricate. La ricerca, inoltre, vuole esse-

pacità di integrarsi al contesto nel quale sono

re, per l’architetto, uno strumento per conoscere le

Sara Di Micco, architetto, libero professionista, dottore di ricerca in Tecnologia dell’Architettura, collabora con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura sez. Napoli. All’attività di ricerca affianca la partecipazio-

inserite.

sperimentazioni sul tema della prefab home.

ne a concorsi di progettazione.


Universitá: Seconda Università degli Studi di Napoli Dipartimento: Dipartimento di Restauro e Costruzione dell’Architettura e dell’Ambiente Corso di Dottorato: Tecnologie dell’Architettura e dell’Ambiente Ciclo di Dottorato: XXII Anno discussione tesi: 2009 Tutor: prof. arch. Claudio Grimellini Co-tutor: prof. arch. Maria Isabella Amirante Parole-chiave: involucro; percezione; criteri guida

Involucro edilizio e contesto: per un piano di armonizzazione Assunta Fusco Seconda Università degli Studi di Napoli

Argomento. Il tema di ricerca si incentra su uno

servatore, in funzione dei due diversi quadri di

attuare le previsioni generali contenute negli

dei percorsi formativi dell’area tematica d’interes-

osservazione, d’insieme e prossimo.

strumenti giuridici di programmazione, con l’indi-

se attraverso la definizione di linee guida d’inter-

Per effettuare questa operazione è indispensabile

cazione delle ulteriori dettagliate prescrizioni.

vento applicabili a sistemi edilizi di scarsa qualità,

rappresentare degli scenari urbani di riferimento,

Si prevede la fusione del Piano di Armonizzazione

con l’intento di ristabilire il rapporto tra involucro

utilizzati come modelli di previsione e simulazione.

con il Piano del Colore, strumento attualmente

edilizio ed il contesto urbano in cui esso è inserito.

autonomo, con l’intento non solo di salvaguardare

Nell’impossibilità di definire le linee guida del

Destinatari. Il Piano di Armonizzazione è un

le diverse cromie che caratterizzano l’edilizia stori-

Piano di Armonizzazione dell’involucro edilizio di

Piano propositivo che, dopo aver definito abachi

ca, ma anche di soddisfare i requisiti richiesti all’in-

un intero Territorio Comunale, è necessario con-

di interventi possibili da applicare agli elementi

volucro di scarsa qualità architettonica, per assol-

frontarsi con contesti urbani omogenei, che non

tecnici non regolamentati, lascia la capacità deci-

vere ad una maggiore complessità funzionale e ad

rappresentino soluzioni isolate dall’ambito urba-

sionale, seppur guidata, al progettista o al com-

un’armonizzazione con l’ambiente esterno.

no complessivo, ma che identifichino il loro ruolo

mittente, soggetta solo al controllo di una corretta

di campione e come tali assimilabili anche ad altri

applicazione da parte dell’Ente interessato.

contesti urbani.

La proposta progettuale sarà valutata dagli Organi

Da qui la scelta di sperimentare la metodologia su

preposti al rilascio delle autorizzazioni, che verifi-

una realtà urbana di media-piccola dimensione,

cheranno l’integrazione armonica dell’intervento

“centro storico minore”, per avere a disposizione

rispetto ai quadri d’osservazione individuati.

un ambito descrivibile e facilmente controllabile e tale da consentire di riconoscere caratteri di iden-

Punti di forza e di debolezza. Lettura e control-

tità, relazioni sociali e processi di trasformazione.

lo della qualità presente sull’involucro edilizio attraverso l’ausilio della scomposizione sistemica.

Obiettivi. Fornire procedure e parametrei di valu-

Verifica dell’integrazione dell’intervento con il

tazione per la riqualificazione degli involucri di

contesto in rapporto ai principi fondativi dell’ana-

sistemi edilizi degradati in rapporto al contesto.

lisi prospettico-percettiva.

Armonizzare, senza preclusioni preconcette, le

Controllo della qualità del sistema edilizio attraver-

trasformazioni, non regolamentate, valutate posi-

so un approccio di tipo esigenziale-prestazionale,

tivamente, con i caratteri formali, materici e le tec-

che fissa il punto di partenza nella classe Aspetto.

niche costruttive del luogo in cui si interviene,

Questo tipo di strumento non ha ancora una

con l’ausilio di criteri guida generali applicabili ai

valenza giuridica, ma solo propositiva-consultiva.

Verificare l’integrazione armonica dell’intervento

Risultati. Lo strumento dovrà assumere la valen-

Assunta Fusco, architetto, laureata con lode nel 2004, dottore di ricerca in Tecnologie dell’Architettura e dell’Ambiente, professore a contratto, si interessa, in particolar modo, della progettazione integrata di involucri esistenti in centri urbani

con il contesto attraverso il punto di vista dell’os-

za di un Piano Particolareggiato, in grado di

minori.

diversi casi studio.


Universitá: Universitá degli Studi di Genova, Facoltá di Architettura Dipartimento: DIPARC. Dipartimento di progettazione e costruzione dell’architettura Corso di Dottorato: Scuola di dottorato in architettura e design. Permanente e trasformazioni del paesaggio costiero. Turismo sostenibile: metodi e strumenti per una compatibilitá ambientale. Ciclo di Dottorato: XXI Anno discussione tesi: 2009 Tutor: prof. Rossana Raiteri Co-tutor: Albert Cuchí, A. Magliocco, A. Serafin Parole-chiave: sostenibilità; turismo; costa

L’impatto del turismo sulle zone costiere: uno strumento per la gestione integrata e sostenibile delle attività turistiche sul territorio Stefano Giussani Università degli Studi di Genova

Argomento. Il settore del turismo, con la sua

L’obiettivo è quello di poter valutare gli impatti

catori, dei sistemi particolarmente “esigenti” se

incessante crescita esponenziale, ricopre un ruolo

socio-ambientali determinati dal turismo, come di

pensiamo alla disomogeneità tecnologica pre-

fondamentale per l’economia mondiale del pros-

interpretarne le potenzialitá per poter valutare

sente nel bacino mediterraneo.

simo futuro, ponendo in primo piano l’esigenza

scenari alternativi di sviluppo locale al fine di

di una gestione compatibile con l’ambiente

offrire delle linee guida strategiche per il governo

Risultati. Il risultato atteso consiste nella possibi-

sociale, culturale, fisico ed economico che lo pro-

sostenibile del territorio. In ultima analisi il pro-

lità di costituire una base metodologica in grado

duce. La complessità della globalizzazione si tra-

blema viene inquadrato secondo due obbiettivi

di supportare la comprensione dell’importanza

duce oggi nelle differenti realtà locali delle desti-

chiave di sostenibilità: la conservazione e il miglio-

degli obiettivi a lungo termine nella pianificazio-

nazioni turistiche con processi di trasformazione

ramento della qualità del patrimonio naturale e

ne territoriale, rafforzando la capacità di adatta-

tali da richiedere un impegno di cooperazione a

costruito ed il cambiamento dei modelli di produ-

mento e superando il distacco che esiste tra la

tutti i livelli; necessità, questa, resa ancora più

zione e consumo delle risorse, declinati nella

dimensione globale/teorica della sostenibilità

urgente dai profondi mutamenti che ci si attende

dimensione territoriale e dell’uso delle risorse.

con quella locale/pragmatica. In termini pratici, si propone un protocollo di valutazione dei feno-

come conseguenza del cambio climatico e che sono intimamente legati al settore turistico. Le

Destinatari. L’oggetto di questa ricerca viene

meni di trasformazione del territorio in un siste-

fasce costiere del Mediterraneo, sotto la crescente

espressamente pensato per supportare le ammi-

ma di monitoraggio periodico, tale da supportare

pressione antropica di urbanizzazione, dovuta sia

nistrazioni locali, i loro uffici tecnici, pianificatori e

la formulazione e la valutazione di scenari futuri

alla tendenza di spostamento degli abitanti verso

progettisti che operano sul territorio, in modo da

necessari a guidare le strategie di sostenibilità

le coste sia al turismo, sono considerate tra le

poter intervenire nel contesto costiero, all’interno

territoriale dell’attivitá turistica.

zone più suscettibili agli impatti negativi delle

di una cornice di “controllo” e di “sostenibilità” che

Tramite la tutela della qualitá ambientale, questo

rapide trasformazioni in atto.

sappia integrare i fattori sociali, economici ed

strumento contribuirebbe al conseguimento di

L’urgente necessità di far fronte ai processi dege-

ambientali.

una migliore qualità della vita per residenti e visitatori, elevando di conseguenza la qualità del-

nerativi fortemente dinamici che coinvolgono il patrimonio naturale e culturale delle aree costiere,

Punti di forza e di debolezza. Tale sistema costi-

sottolinea la mancanza di adeguati strumenti di

tuisce un’approccio metodologico versatile, pen-

gestione che sappiano affrontare, con una visione

sato per poter essere applicato a destinazioni dif-

sistemica, la complessità dei processi in atto sul

ferenti e poter impostare un’unità di lettura della

territorio e sul paesaggio contemporaneo.

sostenibilità nelle distinte realtà del Mediterraneo, in modo da essere utile alla coordinazione delle

l’esperienza turistica ed il suo valore.

Stefano Giussani, architetto, laureato e dottorato alla Facoltà di architettura dell’Università di Genova, ha studiato presso la Kungl Tekniska Högskolan di Stoccolma e ha collaborato con la Technische

Obiettivi. Questo studio si propone di elaborare

relative politiche di livello superiore.

uno strumento che serva a supportare le ammini-

D’altra parte, bisogna considerare che la necessità

strazioni locali nelle decisioni relative alla gestio-

di una disponibilità storica e periodica di dati di

Universität di Berlino e la Universitat Politècnica de Catalunya di Barcellona. Attualmente vive e lavora a

ne delle attività turistiche sul proprio territorio.

buona qualità fa, di molti strumenti basati su indi-

Barcellona.


Universitá: Università degli Studi di Napoli “ Federico II” Dipartimento: Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica Corso di Dottorato: Tecnologia dell’Architettura Ciclo di Dottorato: XXII Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. Mario Losasso Parole-chiave: scuole; riqualificazione; progettazioni preliminari

Il retrofit tecnologico degli edifici scolastici. Guida per il briefing funzionale spaziale e per il rendimento energetico Valentina La Gioia Università degli Studi di Napoli “ Federico II”

Argomento. La ricerca, a partire dall’individuazio-

ci requirements considerati elementi prioritari per

ni di audit diretto e indiretto e dalle soluzioni tec-

ne delle caratteristiche che connotano il patrimo-

il trasferimento delle esigenze della committenza

niche proposte; contestualizzazione degli obiettivi

nio edilizio scolastico italiano, approfondisce le

ai tecnici e ai consulenti dell’intervento.

raggiunti rispetto agli scenari futuri degli ambienti

tematiche inerenti i processi di riqualificazione

Proporre un toolkit di principi di progettazione,

dell’apprendimento attraverso l’ introduzione

degli edifici scolastici nella consapevolezza che

spunti e riferimenti intesi come esplicitazione

delle ICT (Informatic and Comunication Tecnology)

gli obiettivi sociali, formativi e di eco-compatibili-

funzionale e prestazionale di un programma esi-

come le lavagne interattive multimediali (LIM) o i

tà che una scuola moderna deve soddisfare, pos-

genziale a supporto della definizione dei progetti

sistemi per la realizzazione dell’e-learning.

sono essere raggiunti mediante un progetto che

preliminari per la riqualificazione degli edifici sco-

controlli i requisiti ambientali degli spazi e i

lastici mediante azioni di retrofit tecnologico.

Risultati. La ricerca ha colto gli aspetti più innovativi della riforma inglese e soprattutto le moda-

requisiti tecnologici delle soluzioni tecniche per garantire un allineamento delle nuove strutture

Destinatari. Il repertorio è stato pensato ed indi-

lità operative, traslandoli nella realtà italiana e

ai nuovi livelli di vivibilità richiesti e ai nuovi indi-

rizzato per le figure coinvolte, didattiche e non, i

confrontandoli con gli strumenti normativi e non

rizzi metodologici per l’insegnamento e l’appren-

tecnici e gli Enti preposti nella gestione del patri-

che regolano la gestione del patrimonio scolasti-

dimento. Nel riconoscere l’edificio scolastico

monio scolastico.

co. Lo strumento proposto è stato concepito come uno strumento conoscitivo in grado di

come parte del sistema educativo, si comprende come l’intervento di riqualificazione sia necessa-

Punti di forza e di debolezza. L’analisi del caso

cogliere e sistematizzare la complessità delle esi-

rio sia per la conservazione del bene costruito sia

studio inglese ha posto in luce quali siano i bene-

genze e i requisiti che un programma di riqualifi-

per il raggiungimento dell’efficacia e dell’efficien-

fici della definizione degli steps necessari e della

cazione deve essere in grado di gestire simulta-

za dei processi formativi. Lo studio si concentra

struttura necessaria per una corretta fase di brie-

neamente per non essere un insieme di interven-

sul ruolo che in questo processo può essere rico-

fing al fine di determinare una strategia di inter-

ti manutentivi.

perto dalla programmazione di interventi di

vento condivisa e appropriata rispetto alle esigen-

retrofit tecnologico finalizzati alla riqualificazione

ze della cultura ambientale e della definizione di

funzionale e spaziale degli ambienti per la didat-

spazialità scolastiche necessarie allo svolgimento

tica e al miglioramento delle prestazioni energeti-

di nuove forme di apprendimento e insegnamen-

che del patrimonio costruito.

to. La ricerca ha voluto cogliere gli aspetti più innovati della riforma inglese e soprattutto le

Obiettivi. Approfondire i principali aspetti inno-

modalità operative, traslandoli nella realtà italiana.

vativi della programmazione degli interventi di

Prospettive di implementazione del prodotto

retrofit attuati in Inghilterra a seguito dell’appli-

della ricerca sono: la realizzazione di un software

cazione del programma governativo BSF (Building

ipertestuale che sia in grado di connettere e gesti-

Schools for the Future), concentrandosi sull’analisi

re alla scala del progetto definitivo indicazioni

di procedure e strumenti definiti in base a specifi-

derivanti dalla normativa specifica, dalle operazio-

Valentina La Gioia, architetto, dottore di ricerca in Tecnologia dell’Architettura. Svolge attività di ricerca nell’ambito della riqualificazione degli edifici pubblici finalizzate alla partecipazione ai progetti di finanziamento europei. Ricopre il ruolo di project manager presso un’azienda operante nel settore delle energie rinnovabili.


Universitá: Università degli studi di Napoli,“Federico II”, facoltà di Architettura Dipartimento: Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica Corso di Dottorato: Tecnologia dell’architettura Ciclo di Dottorato: XXIII Anno discussione tesi: 2011 Tutor: prof. Augusto Vitale Parole-chiave: serramento; efficienza energetica; usi

Serramenti esterni ed efficienza energetica: classificazioni, prestazioni e usi Mariella Mosca Università degli studi di Napoli,“Federico II”

Argomento. La ricerca si colloca nel filone degli

di numerose ricerche internazionali che studiano

raccomandazioni rivolte agli utenti in maniera da

studi che approfondiscono il tema dell’efficienza

la questione energetica e della sostenibilità dei

orientare i loro comportamenti d’uso in modo

energetica in architettura attraverso “la pelle”

processi incentrandola sul ruolo dell’utente e sul-

più consapevole.

degli edifici, focalizzando l’attenzione sul serra-

l’incidenza degli usi.

Gli scenari di sviluppo futuro della ricerca riguar-

mento.

Tali ricerche riconoscono che alcuni comporta-

dano la possibilità di orientare la produzione

L’obiettivo è quello di indagare il ruolo del serra-

menti di uso possono ridurre fino al 36% i vantag-

industriale nel settore dei serramenti verso pro-

mento nelle prestazioni energetiche dell’edificio

gi che tecnologie più efficienti dovrebbero assicu-

dotti più flessibili ed “interattivi” in grado di

al fine di implementare ed incrementare le stesse.

rare. Pertanto, il solo costruire sostenibile non è

migliorare l’interazione tra utenti e finestra nel

Questa scelta deriva dalla considerazione che

sufficiente a raggiungere l’obiettivo della riduzio-

raggiungimento del proprio comfort termico e

nelle premesse del progetto edilizio la questione

ne dei consumi se non si interviene nel modificare

nella riduzione dei consumi.

energetica sia imprescindibile. Il serramento, in

i comportamenti di uso di tali tecnologie.

quanto chiusura verticale trasparente, capace di

Con l’obiettivo di comprendere i reali comporta-

Destinatari. I destinatari della ricerca si indivi-

assicurare la protezione dall’esterno e di consen-

menti d’uso dei serramenti da parte dell’utenza,

duano nei progettisti e nei tecnici di settore.

tire il passaggio di aria, luce e calore, ha un ruolo

la ricerca si è orientata verso un’indagine empiri-

primario nel controllo delle prestazioni energeti-

ca. Mediante lo strumento del questionario è

Punti di forza e di debolezza. Proposta di una

che dell’edificio.

stata condotta, infatti, un’analisi su un campione

modalità operativa per includere gli usi tra i requi-

di 95 utenti residenti in un complesso residenzia-

siti del progetto per l’efficienza energetica.

Obiettivi. Il primo obiettivo della ricerca è quello

le del Sud Italia, a Pagani (Salerno).

Necessità di disporre di un numero maggiore di

di elaborare una più ampia definizione di presta-

Il caso studio scelto è rappresentativo di una

dati reperibili in altri contesti geografici, in diverse

zioni del serramento per l’efficienza energetica in

tipologia edilizia molto diffusa sul territorio italia-

tipologie edilizie e per diverse tipologie di utenza.

cui non si tenga conto soltanto delle prestazioni

no: edifici residenziali di quattro livelli costruiti tra

relative alla fisica-tecnica ma più in generale di

la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni

tutte le singole prestazioni che, pur non assicu-

Ottanta. L’analisi è stata condotta per il periodo

rando un vantaggio sul piano termo-igrometrico

invernale e ha portato ad una raccolta di dati sul-

del serramento, abbiano una ricaduta sulla resa

l’uso delle finestre in funzione di alcune variabili:

complessiva energetica dell’edificio. Si fa riferi-

l’esposizione al sole, l’età degli utenti, il tipo di

mento cioè alle prestazioni di uso e di gestione

stanza, il tempo di occupazione, il tipo di attività

che indubbiamente hanno delle ricadute in ter-

ecc. A partire da questi risultati si sono proposte

mini di resa energetica ma che non hanno un

alcune raccomandazioni per i tecnici nella scelta

adeguato peso nella lista dei requisiti per il pro-

del serramento più appropriato, tra quelli presen-

getto di “una finestra a risparmio energetico”.

ti in commercio, per mitigare gli effetti sull’effi-

L’ambito tematico si amplia includendo i risultati

cienza energetica legati agli usi, nonché alcune

Mariella Mosca, architetto libero professionista. Nel 2010 consegue il Dottorato di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura con una ricerca sull’efficienza energetica legate alla questione degli usi. Sta svolgendo, inoltre, attività di ricerca sulla questione del riciclo dei rifiuti per la produzione di componenti edili a basso impatto ambientale.


Universitá: Università degli Studi di Firenze Dipartimento: Dipartimento di Tecnologia dell’Architettura e Design Pier Luigi Spadolini Corso di Dottorato: Tecnologia dell’Architettura e Design Ciclo di Dottorato: XXIII Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. Marco Sala Parole-chiave: involucro architettonico, componenti dinamici di facciata, energie rinnovabili

Smart skin envelope. Integrazione architettonica di tecnologie dinamiche ed innovative per il risparmio energetico Rosa Romano Università degli Studi di Firenze

Argomento. La ricerca analizza la recente evolu-

realizzazione di involucri innovativi e consentono

di Commercio di Lucca.

zione registrata nel settore della progettazione e

di effettuare scelte mirate in relazione agli inter-

Punti di debolezza: assenza di valutazioni più det-

della produzione di componenti di involucro

venti previsti; avviare un’attività di sperimentazio-

tagliate su: l’analisi del ciclo di vita dei materiali

intelligente, costituiti da layer dinamici, in funzio-

ne nel settore dei sistemi di involucro intelligente,

utilizzati; l’analisi dettagliata delle prestazioni acu-

ne dell’esigenza di individuare i parametri tecno-

sviluppati come elementi tecnologici di facciata

stiche e l’analisi dei sistemi di automazione.

logici, funzionali, qualitativi e prestazionali che

capaci di incrementare l’efficienza energetica

guidano le scelte degli attori del processo di

degli edifici e garantire, attraverso l’integrazione

Risultati. Essi sono: l’approfondimento dell’infor-

innovazione e li spingono a sviluppare soluzioni e

tecnologica nel componente, l’uso di fonti energe-

mazione sui sistemi complessi d’involucro dina-

proposte finalizzate a trasformare l’involucro del-

tiche rinnovabili; esercitare nei confronti del

mico, focalizzando l’attenzione sulle problemati-

l’edificio da elemento statico ad elemento dina-

mondo industriale e dei servizi progettuali un

che legate al risparmio energetico, e il coinvolgi-

mico, capace di interagire, attraverso l’interopera-

incisivo ruolo di stimolo all’innovazione di pro-

mento nei processi di innovazione tecnologica

bilità dei suoi componenti, con gli imput dell’am-

dotto e di processo nel settore delle tecnologie di

del settore industriale e di portatori d’interesse,

biente interno ed esterno, rispetto al quale l’invo-

involucro finalizzate al risparmio energetico, favo-

anche esterni alla comunità scientifica. In partico-

lucro è collocato come sistema di confine e deli-

rendo la nascita di nuove iniziative imprenditoria-

lare: la stesura di una raccolta di Casi Studio di com-

mitazione. Il programma di ricerca proposto inda-

li in comparti innovativi mediante la realizzazione

ponenti di facciata dinamici; la definizione di un

ga, in particolare, il settore degli Smart Envelopes,

di prototipi pre-industriali.

prototipo di componente intelligente d’involucro, attraverso il quale la ricerca si pone l’ambizioso

ponendosi come obiettivo prioritario quello di individuarne e definirne le prestazioni energeti-

Destinatari. Questi sono: il personale tecnico

traguardo di mettere a disposizione di progettisti

che, sia attraverso l’analisi dello stato dell’arte che

scientifico che opera all’interno del settore scienti-

e costruttori un sistema modulare tecnologica-

attraverso lo sviluppo di un componente di fac-

fico di riferimento, che potrà acquisire la ricerca

mente compatibile con tipologie e strutture edili-

ciata dinamico, in relazione alla variabilità delle

per approfondirla e svilupparla successivamente

zie tradizionali, in cui la gestione delle performan-

sue prestazioni.

in relazione agli aspetti insoluti; i portatori d’inte-

ce compositive ed energetiche avviene in funzio-

resse provenienti dal settore industriale, in partico-

ne delle diverse caratteristiche climatiche del

Obiettivi. Il progetto di ricerca è finalizzato a:

lar modo le aziende che si occupano di sviluppare

contesto in cui esso sarà inserito, rispondendo in

ricondurre a una chiara classificazione tipologica i

componenti d’involucro dinamico e intelligente.

maniera flessibile alle esigenze di un mercato edilizio diversificato ed internazionale.

sistemi di involucro intelligente in rapporto alle caratteristiche costruttive e ai principi di funzio-

Punti di forza e di debolezza. Punti di forza: defi-

namento propri di ogni sistema; definire le carat-

nizione di un quadro conoscitivo sui sistemi di

teristiche dei sistemi di controllo e dei materiali

involucro intelligente basato su una metodologia

che permettono di rendere un involucro dinami-

di analisi delle loro prestazioni energetiche; realiz-

co e intelligente; individuare i criteri progettuali e

zazione di un prototipo e sua applicazione nel pro-

gli strumenti operativi che guidano la stesura e la

getto sperimentale della nuova sede della Camera

Rosa Romano collabora dal 2004 con il Centro di Ricerca ABITA dell’Università di Firenze e con altri enti pubblici e privati, per i quali svolge attività di consulenza nel settore dell’architettura bioclimatica e delle tecnologie innovative per l’ambiente.


Universitá: Seconda Università degli Studi di Napoli - SUN Dipartimento: Dipartimento di Restauro e Costruzione dell’Architettura e dell’Ambiente Corso di Dottorato: Tecnologie dell’Architettura e dell’Ambiente Ciclo di Dottorato: XXIII Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. arch. Antonio Bosco Parole-chiave: serre agricole; impronta energetica; paesaggio energeticamente autosufficiente

Serre agricole, energia e paesaggi. Concetti e modelli per un’evoluzione positiva Alessandra Scognamiglio Seconda Università degli Studi di Napoli

Argomento. Lo studio guarda al fenomeno

duzione energetica, come il solare e le biomasse,

visione ed una strategia complessive. La parte ini-

nuovo della vasta diffusione delle serre agricole

le quali dovranno essere il più vicino possibile

ziale della ricerca, inoltre, include una classifica-

nel paesaggio interrogandosi sul suo significato

agli insediamenti umani.

zione originale delle serre, basate sulla definizione di diversi “comportamenti” energetici, analizza-

in rapporto al nostro modo di abitare il pianeta oggi e alle questioni progettuali che questo pone

Obiettivi. Questo significa pensare, prima ancora

ti sempre in relazione alle esigenze umane di

per il futuro.

che progettare secondo nuove categorie, che

energia e di cibo.

Da un’analisi in merito al concetto di serra ed alla

vedono il paesaggio e gli elementi che lo com-

Il punto di debolezza è costituito dal fatto di sem-

relazione tra le serre ed il paesaggio di oggi – che

pongono non solo secondo distinzioni tradizionali

brare troppo “astratto”. Questa debolezza è supe-

accoglie contenuti disciplinari e trans-disciplinari

disciplinari (ad esempio costruito/naturale).

rabile sviluppando ulteriormente alcuni contenu-

– esso arriva a costruire una visione originale,

Obiettivo dello studio è strutturare, in relazione al

ti specifici, in relazione ad un ambito applicativo

consentita dal guardare il fenomeno con un

tema delle serre agricole, una visione complessa

di riferimento.

occhio nuovo e attraverso la lente dell’energia.

del problema così come concetti e modelli ener-

In tale visione, che lega la scala regionale a quella

getici e progettuali nuovi, che superino tecnicismi

Risultati. Il risultato atteso è un contributo alla

planetaria, l’estensione crescente ed “improvvisa”

e separazioni disciplinari per porsi come quadro

discussione sul tema dell’autosufficienza energe-

delle serre nel paesaggio agrario è da vedersi

di riferimento del progetto in relazione alle neces-

tica dei luoghi che abitiamo, che rapporta l’uomo

come una risposta al bisogno di cibo da parte di

sità che si porranno in un futuro ormai prossimo.

e le sue esigenze energetiche (cibo ed energia) ai paesaggi che conforma.

insediamenti umani sempre più popolosi, i cui confini non arrivano ad includere la propria

Destinatari. Lo studio sviluppa un approccio

Ciò si traduce nell’aver dimostrato la necessità di

impronta energetica e, in particolare, quella asso-

integrato, trattando il bisogno di cibo in un

progettare i luoghi in cui produrremo l’energia

ciata al cibo.

modello energetico, che apre nuove prospettive

della quale avremo bisogno, perché da essi

Il ruolo delle serre, in un futuro in cui l’affollamen-

rispetto alle questioni progettuali per il futuro. I

dipende l’equilibrio del paesaggio, nella visione

to delle città sarà sempre crescente e la disponi-

destinatari, quindi, sono studiosi, come progettisti

di un paesaggio pensato per adattarsi ai bisogni

bilità di suolo produttivo/pro capite sempre infe-

e gestori del territorio, che si confrontano con il

umani contemporanei e futuri, nei cui confini si

riore, potrà essere sostanziale.

tema dell’autosufficienza energetica e delle tra-

attua l’equilibrio tra produzione e consumo (Net

In primo luogo per la loro capacità di intensificare

sformazioni del paesaggio associate al nostro

Zero Energy Community).

la capacità produttiva di una certa superficie di

stile di vita.

suolo, riducendo l’impronta associata alla produzione di cibo per gli insediamenti umani.

Punti di forza e di debolezza. Il punto di forza

In secondo luogo, in vista della sempre minore

dello studio è il carattere innovativo, sottolineato

disponibilità di fonti energetiche fossili, in virtù

dall’approccio “trasversale” che, pur utilizzando

della quale sarà necessario destinare nuove aree

l’energia come “lente”, assorbe e fa propri i conte-

all’integrazione delle principali tecnologie di pro-

nuti di diverse discipline al fine di elaborare una

Alessandra Scognamiglio, architetto, lavora dal 2000 come ricercatrice presso l’ENEA, sul tema dell’impiego del fotovoltaico negli edifici e degli edifici a consumo zero. È autrice di volumi, pubblicazioni, brevetti e partecipa a diversi comitati internazionali.


Universitá: Universitá degli Studi di Firenze, Facoltá di Architettura Dipartimento: Dipartimento TAeD - Tecnologia dell’Architettura e Design “Pierluigi Spadolini” Corso di Dottorato: Tecnologia dell’Architettura Ciclo di Dottorato: XXII Anno discussione tesi: 2010 Tutor: prof. Antonio Laurìa Parole-chiave: sistemi di drenaggio urbano sostenibile; pavimentazioni permeabili; biomimesi

Pavimentazioni permeabili. Dalla progettazione semplificata all’innovazione di sistema Fabio Valli Università degli Studi di Firenze

Argomento. La ricerca si sviluppa attorno al tema

esigenziale-prestazionale con i principi della bio-

delle PP in un’ottica di semplificazione progettua-

generale della gestione sostenibile dell’acqua in

mimetica.

le; il progetto di un prodotto innovativo per la

ambito urbano con il fine di analizzare un aspetto

Obiettivi specifici della ricerca sono:

realizzazione dei sottofondi dei sistemi di pavi-

specifico del problema, ovvero la gestione delle

- la redazione di linee guida per la progettazione

mentazione permeabile.

acque di pioggia attraverso sistemi, tecniche e

semplificata delle PP;

Oltre alla sistematizzazione di strumenti metodo-

tecnologie sostenibili basate sulla “rinaturalizza-

- la progettazione di un componente innovativo

logici ed operativi relativi alla progettazione delle

zione del ciclo idrologico” in ambito urbano. Il

per la realizzazione dei sottofondi dei sistemi di PP

PP, sistematizzazione ancora assente nella pubbli-

problema scientifico è circoscritto allo studio

in grado di migliorare le performance di sistema.

cistica tecnico-scientifica del nostro Paese, l’origi-

delle PAVIMENTAZIONI PERMEABILI (PP); esse

nalità della tesi consiste principalmente nella pro-

(insieme a tetti verdi, fasce vegetali filtranti, trin-

Destinatari. I destinatari privilegiati della ricerca

posta progettuale (che giunge fino al livello di

cee drenanti, dispositivi e bacini di infiltrazione,

sono: il personale tecnico scientifico che opera

progetto del prototipo) di un prodotto in grado di

aree umide, agli stagni ecc.) fanno parte delle tec-

all’interno del settore di riferimento; amministrazio-

dare risposta soddisfacente alla problematica tipi-

niche e tecnologie che costituiscono i sistemi di

ni pubbliche; progettisti; portatori d’interesse pro-

ca dei sistemi di PP, ovvero coniugare la portanza

drenaggio urbano sostenibile (SuDS).

venienti dal mondo della produzione industriale.

del sottofondo (strato portante) con la sua capaci-

Una pavimentazione permeabile è una particola-

tà di accumulare e stoccare l’acqua al suo interno.

re pavimentazione che permette all’acqua di

Punti di forza e di debolezza. Punti di forza:

Inoltre, in termini metodologici, è stato interes-

pioggia di infiltrarsi attraverso il rivestimento e gli

definizione di un quadro conoscitivo sui sistemi di

sante e proficuo (in considerazione dei risultati

strati funzionali sottostanti ed essere stoccata

drenaggio urbano sostenibile e di una metodolo-

ottenuti) sperimentare l’applicazione dei principi

nello strato portante della pavimentazione per il

gia progettuale semplificata per il dimensiona-

della biomimetica introducendoli nel momento

tempo necessario per permettere al terreno di

mento delle PP; sperimentazione metodologica

creativo del progetto. Questa sperimentazione

assorbirla gradualmente oppure, attraverso parti-

attraverso l’applicazione dei principi della biomi-

metodologica è avvenuto all’interno di un rigoro-

colari dispositivi tecnici, di essere captata e drena-

metica nella ricerca tecnologica di tipo proget-

so quadro di azione progettuale impostato sul-

ta verso terminali di trattamento e/o dispersione.

tuale; buon grado di spendibilità dei risultati rag-

l’approccio esigenziale e prestazionale.

giunti con la ricerca. Obiettivi. L’obbiettivo generale della ricerca è

Punti di debolezza: basso grado di interdisciplina-

quello di sistematizzare e approfondire la cono-

rietà per quanto riguarda la definizione delle indi-

scenza sui sistemi di drenaggio urbano sostenibile

cazioni progettuali legate agli aspetti idraulici del

e sui sistemi di PP al fine di favorirne la conoscen-

problema; mancanza di una fase sperimentale sul

za, l’applicazione e la diffusione nel nostro paese.

prototipo definito a livello progettuale.

pone di sperimentare un approccio alla ricerca

Risultati. I risultati raggiunti sono: redazione di

Fabio Valli, architetto, DR in Tecnologie dell’Architettura. Dalla laurea svolge attività di ricerca e co-docenza all’interno del dipartimento TAeD; è autore di pubblicazioni scientifiche, è titolare di bre-

tecnologica attraverso l’integrazione tra la teoria

indicazioni per il progetto e dimensionamento

vetti e svolge la libera professione.

Dal punto di vista metodologico la ricerca si pro-


ilProgettoSostenibile

raccolta indici 01-28


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

01. Il Sole

02. Tecniche e materiali del recupero

03. Intrecci

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Carlotta Fontana

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Verso una merceologia solare sostenibile Giorgio Nebbia / Università di Bari

Argomenti Recupero e sostenibilità Carlotta Fontana / Politecnico di Milano

Argomenti Mobilità sostenibile. Strade a diversa velocità Lucia Martincigh / Università degli Studi Roma Tre

Città e territorio Kyoto: per una politica energetica sostenibile Gianni Silvestrini / Politecnico di Milano

Conservazione e manutenzione del costruito Stefano Della Torre, Gianfranco Minati / Politecnico di Milano

L'analisi e il progetto della città sostenibile Sergio Porta / Politecnico di Milano

La carta del "Nuovo Municipio" Giorgio Ferraresi / Politecnico di Milano

Città e territorio Vivere l'archeologia industriale Simonetta Licata / Politecnico di Milano

Architettura Illuminazione nei musei Mike Wilson / London Metropolitan University Diagnosi della doppia pelle Marco Filippi, Valentina Serra, Carlo Micono / Politecnico di Torino Tecniche Luce e innovazione Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Impianti innovativi ed integrati per il comfort Giuliano Dall'O', Annalisa Galante / Politecnico di Milano Il fotovoltaico in Italia: stato attuale e prospettive Nicola Aste / Politecnico di Milano Fotovoltaico ibrido a confronto Lavinia Chiara Tagliabue / Politecnico di Milano

Architettura Luce e clima nei progetti dello studio Pica Ciamarra Luciana De Rosa / Università di Napoli “Federico II” Tecniche e materiali Malte e intonaci: fra tradizione e innovazione Gilberto Quarneti Lorena Bauce / Politecnico di Milano Vernici e pitture per pavimenti in cotto e legno Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Cere e protettivi Luigi Melzi Tipologie dei prodotti biocompatibili Lorena Bauce / Politecnico di Milano Impianti di climatizzazione e recupero Giuliano Dall'O', Annalisa Galante / Politecnico di Milano

Riqualificazione urbana fotovoltaica Francesco Giusiano / Università di Parma Emanuele Pigaiani, Marzia Polinelli / Politecnico di Milano

Impiantistica elettrica e recupero edilizio Alessandro Prati / Università di Mantova

Legislazione e normativa La delega al Governo in materia ambientale Corrado Baldi / Politecnico di Milano

Rubriche Ricerca e sostenibilità in architettura Mario Grosso / Politecnico di Torino Ancora sulla Delega in materia ambientale Corrado Baldi / Politecnico di Milano

Città e territorio La greenway Milano-Pavia-Varzi Katherina Ziman Scudo La costruzione in terra in Catalogna Albert Cuchi / Università Politecnica di Catalunya Architettura Risanare con la terra cruda Barbara Narici Costruzione in bambù a Vergiate Neri Braulin / Politecnico di Milano Valeria Chioetto / EMISSIONIZERO Tecniche Tecniche per il comfort negli spazi urbani Valentina Dessì / Politecnico di Milano Componenti in terra industrializzati Sergio Sabbadini / Politecnico di Milano Materiali isolanti e fibre in edilizia Ilaria Oberti / Politecnico di Milano Schermi di protezione solare Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Lo schermo verde: uso della vegetazione per la protezione solare Antonella Bellomo / Politecnico di Milano Rubriche Ancora a proposito del condono Corrado Baldi / Politecnico di Milano La valutazione dei progetti di ricerca europei Mario Grosso / Politecnico di Torino


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

04. Acqua

05. Metodi e strumenti per il progetto pubblico

06. Energia!

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Il costo in acqua delle merci e dei servizi Giorgio Nebbia / Università di Bari

Argomenti La dimensione ambientale nei programmi complessi Andrea Calori / Politecnico di Milano

Argomenti Ipotesi di sviluppo locale: l'esperienza francese dei Pays Francesco Coviello / Politecnico di Milano

Acqua per la città: una lunga storia Federico M. Butera / Politecnico di Milano

Città e territorio HQE2R - Un approccio a scala di quartiere Antonella Grossi, Sandra Mattarozzi / ICIE Nicoletta Ancona / Nuova QUASCO

Recupero e valorizzazione del "sistema rurale" Simonetta Licata

Città e territorio Il restauro dell'ecosistema dei Sassi di Matera Pietro Laureano Il Contratto di Fiume Olona-Bozzente-Lura Andrea Calori / Politecnico di Milano Architettura Lungo il fiume, il marketing della sostenibilità Carlotta Fontana / Politecnico di Milano Panta Rei Centro di educazione ambientale Rainer Toshikazu Winter Il progetto di rivitalizzazione di Valle Pezzata Matteo Clementi / Politecnico di Milano Tecniche Acqua indesiderata Lorena Bauce / Politecnico di Milano Impianti luce ed acqua: tra creatività e rigide norme Alessandro Prati, Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Savonarola water story Erich Trevisiol / Università IUAV di Venezia Rubriche Ancora sul condono (e tre) Corrado Baldi / Politecnico di Milano

HQE2R - Il caso studio di Mantova Daniela Gabutti / Politecnico di Milano Stato dell'arte delle Agende 21 in Italia Sonia Cantoni Architettura L'integrazione delle tecnologie energetiche sostenibili in architettura Brian Ford / Università di Nottingham Interventi di edilizia residenziale pubblica in Lombardia Anna Delera, Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Tecniche e materiali La valutazione dell'ecocompatibilità Roberto Giordano / Politecnico di Milano Paolo Revellino, Stefano Rossi Utilizzo del terreno per il raffrescamento estivo degli edifici Adriana Angelotti, Giulio Solaini / Politecnico di Milano Pavimentazioni fredde nel clima che cambia Gianni Scudo, Valentina Dessì / Politecnico di Milano Rubriche La valutazione d'ecocompatibilità come stimolo all'integrazione nel progetto Mario Grosso / Politecnico di Torino

Città e territorio Sostenibilità a livello locale: risultati incoraggianti Giuliano Dall'O', Annalisa Galante / Politecnico di Milano Ciclabilità urbana, il Bici Plan di Pordenone Marco Passigato / Università degli Studi di Verona L'esperienza del Gruppo per la moderazione del traffico nella Svizzera italiana Paolo Della Bruna, Lorenzo Custer Architettura Illuminazione pubblica solare fotovoltaica a Cornellà de Llobregat Alessandro Rogora / Politecnico di Milano La sostenibilità come scelta politica Francesca Sorricaro Tecniche e materiali Dentro il solare termico Chiara Wolter, Marco Calderoni Tecnologie di isolamento dell'involucro opaco Luca Pietro Gattoni / Politecnico di Milano Vetri ad alte prestazioni energetiche Alessandro Dama, Lorenzo Pagliano / Politecnico di Milano Rubriche L'efficienza energetica nella valutazione d'ecocompatibilità dei progetti edilizi Mario Grosso / Politecnico di Torino


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

07. Aria

08. Leggero e pesante

09. Prevenire, curare

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti L’Italia in vista del Protocollo di Kyoto Gianni Silvestrini / Politecnico di Milano

Argomenti Architettura della leggerezza, architettura del peso Maria Bottero / Politecnico di Milano

Argomenti Temporaneo per necessità, temporaneo per scelta Alessandra Zanelli / Politecnico di Milano

La città sostenibile Federico Maria Butera / Politecnico di Milano

Città e territorio La strategia idrica del Parco Güell Albert Cuchì, Claudio da Silva / Università Politècnica di Catalunya

Città e territorio Per la riqualificazione di Mirafiori G. Cavaglià, C. Azzolino, A. Lacirignola / Politecnico di Torino

Città e territorio Impianti eolici di piccola taglia Riccardo Battisti / Università di Roma “La Sapienza” Ventilazione naturale e raffrescamento strutturale: una procedura di calcolo Mario Grosso, Francesco Caliero / Politecnico di Torino Architettura Architettura del vento Mario Buono / Seconda Università degli Studi di Napoli Tecniche e materiali Aria calda dal sole Gianni Scudo / Politecnico di Milano Tecnologie per la ventilazione meccanica ed ibrida Valentina Raisa / Università di Ferrara Ruote termiche, scambiatori, recupero calore aria/aria Paola Caputo / Politecnico di Milano La nuova frontiera dei generatori di calore Giuliano Dall’O’, Gabriella Calsolaro / Politecnico di Milano Rubriche Riflessioni sulla Legge della Regione Lombardia n. 12/2005 Corrado Baldi / Politecnico di Milano Alle radici della progettazione ambientale Carlotta Fontana / Politecnico di Milano

I trabocchi, archetipi costruttivi della leggerezza M. Cristina Forlani / Università degli Studi di Chieti-Pescara Architettura Costruire con il cartone: il dopo scuola di Westcliff on Sea Neri Braulin / Politecnico di Milano Valeria Chioetto / EMISSIONIZERO Cupole per una chiesa in Africa Giovanna Sacchi Tecniche e materiali Sistemi costruttivi in legno Cristina Benedetti / Università “La Sapienza” di Roma

Edifici vulnerabili - Criteri di prevenzione dei rischi Carlotta Fontana, Alessandra Cattanei / Politecnico di Milano Architettura Un sistema costruttivo in bambù e terra Alex Riolfo / Università di Genova Tecniche e materiali La protezione delle superfici Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Un'introduzione alle tecniche anti-inondazione Daniele Bocchiola, Renzo Rosso / Politecnico di Milano

Sistemi costruttivi leggeri e pesanti alternativi Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

Il cantiere edilizio sostenibile Rossella Franchino, Sergio Rinaldi, Antonella Violano / Seconda Università di Napoli

Il recupero ai fini antisismici del massone Gianni Scudo, S. Sabbadini, A. Bonomini, A. Drei / Politecnico di Milano

L'effetto dell'orientamento sul comfort termico estivo G. Ruggeri, L. Pagliano, P. Zangheri, S. Piardi, S. Pangrazzi / Politecnico di Milano


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

10-11. Certificazione energetica

12. Il crudo e il cotto

13. Costruire la transizione energetica

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Da Kyoto alla certificazione energetica degli edifici Gianni Silvestrini / Politecnico di Milano

Argomenti L’innovazione delle tecnologie edilizie in terra Gianni Scudo / Politecnico di Milano

Argomenti Un nuovo paradigma energetico - La sfida del XXI secolo Federico M. Butera / Politecnico di Milano

Certificazione energetica degli edifici: a che punto siamo Giuliano Dall'O' / Politecnico di Milano

L’innovazione delle tecnologie del laterizio Giorgio Zanarini / Consorzio Alveolater

Politiche d’incentivazione dell’uso razionale e delle fonti rinnovabili Gianni Silvestrini / Kyoto Club

Metodi Il processo di riqualificazione energetica e ambientale degli edifici nell'area romana Fabrizio Orlandi, Daniela Caputo / Università “La Sapienza” di Roma

Città e territorio Cultura tecnologica e progetto: il laterizio nel territorio del centro Italia Andrea Campioli / Politecnico di Milano

La certificazione energetica degli edifici in Provincia di Milano Sergio Zabot / Provincia di Milano Strumenti di valutazione dell'ecocompatibilità nel progetto di architettura Gabriella Peretti, Elena Montacchini / Politecnico di Torino La certificazione energetica degli edifici sul fabbisogno di raffrescamento Mario Grosso / Politecnico di Torino Programmi e prospettive di certificazione energetica nel Mezzogiorno d'Italia Virginia Gangemi, Giuseppina Crisci / Università “Federico II” di Napoli Architettura Il centro servizi Environment Park Stefano Dotta / Environment Park Tecniche e materiali Eco-efficienza dell'isolamento termico nella realizzazione di chiusure opache in Italia Monica Lavagna / Politecnico di Milano Tecniche e materiali innovativi/ecocompatibili per il controllo delle chiusure trasparenti Fabrizio Tucci / Università “La Sapienza” di Roma

Architettura Archivolti in laterizio locale Fabrizio Carola / N:EA Tecniche e materiali Blocchi “a freddo” con materiali di recupero Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Costruire e riqualificare con inerti da demolizione Caterina Frettoloso, Sergio Rinaldi / Seconda Università di Napoli Studi di termointonaci a base di argilla Sergio Sabbadini, Andrea Torri / Politecnico di Milano Intonaci termici a legante idraulico Lorena Bauce, Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Intonaci di terra e gesso Alezio Rivolti / Politecnico di Torino Viviana Tosco

Attori della transizione energetica Il ruolo degli Enti Locali Beppe Gamba / Kyoto Club Il ruolo degli imprenditori Claudio De Albertis / Politecnico di Milano Il ruolo dei consumatori Pieraldo. Isolani / Adiconsum Il ruolo del progetto Giancarlo Chiesa, Marcella Capobianco / Politecnico di Milano Architettura La certificazione energetica degli edifici: vincolo o opportunità per il progettista? Adriana Angelotti, Chiara Lamparelli, Sara Tommasi / Politecnico di Milano Il linguaggio dell’innovazione energetica in architettura Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Tecniche e materiali Struttura ed involucro opaco nella transizione energetica Gianfranco Di Cesare / ANDIL Efficienza dell’involucro: interventi regolamentari finalmente efficaci Sergio Mammi / ANIT Blocchi in laterizio ad alte prestazioni termoigrometriche Giorgio Zanarini / Alveolater Gli schermi esterni per le facciate vetrate e il loro dimensionamento Valentino Manni / Politecnico di Torino


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

14. Ambiente, paesaggio, turismo

15. Riqualificazione urbana ecosostenibile

16. Architettura ecocompatibile

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Argomenti Ambiente e paesaggio Maria Bottero / Politecnico di Milano

Argomenti Ecoefficienza dei sistemi insediativi Fabrizio Orlandi / Università “La Sapienza” di Roma

Argomenti Progettazione ambientale: strumenti e tecniche Gianni Scudo, Gian Luca Brunetti / Politecnico di Milano

La città-natura per il turismo sostenibile: fenomeni e strategie Armando Sichenze, Ina Macaione / Università degli Studi della Basilicata

I Contratti di Quartiere a Milano e la partecipazione non attuata Anna Delera / Politecnico di Milano

Metodi Strumenti di valutazione del comportamento energetico Paola Caputo / Politecnico di Milano

Metodi Metodologie di riqualificazione energetica Tae Han Kim / Politecnico di Milano

Strumenti di valutazione del comportamento luminoso Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

Città e territorio Presente e futuro degli hammam nel Mediterraneo, fra religione, cultura e turismo Jean Bouillot Il paesaggio dei cittadini europei F. Alberti La Marmora La sostenibilità ambientale del settore alberghiero Claudio Cuffaro, Leonardo Lo Coco / Università degli Studi di Palermo Maria La Gennusa, Gianfranco Rizzo / Ingegneri Ambientali Palermo Architettura Il recupero dell'ambiente nelle strutture agrituristiche Simonetta Licata Tecniche e materiali Strutture turistiche temporanee sulla costa Rossella Franchino, Antonella Violano / Seconda Università degli Studi di Napoli Considerazioni sulle tecniche per la progettazione dei sentieri Paolo Alleva, Carlo Salmoiraghi Tecnologie per la riconfigurazione ecocompatibile dei litorali sabbiosi Renata Valente / Seconda Università degli Studi di Napoli Lo sviluppo dei centri turistici costieri Antonella Serafino / Politecnico di Milano

I metodi di valutazione rapida degli edifici Maria Fianchini / Politecnico di Milano

Strumenti di valutazione dell'ecocompatibilità ambientale del ciclo di vita dell'edificio Roberto Giordano, Mario Grosso / Politecnico di Torino

Nuove metodologie per partecipare la sostenibilità: dalle teorie di Alexander al Quartaccio di Roma Milena De Matteis / Università di Roma Tre

Strumenti e metodi per la valutazione del comfort termico negli spazi urbani Valentina Dessì, Gianni Scudo / Politecnico di Milano

Architettura Il verde come strumento di riqualificazione Maria Livia Olivetti / Università Roma Tre

Architettura Cantine Barone Pizzini a Provaglio d'Iseo Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

Tecniche Il verde parietale come elemento di controllo dei caricihi termici Federica Ariaudo, Gian Vincenzo Fracastoro / Politecnico di Torino

Tecniche Applicazioni sperimentali di Progetti Interoperabili IFC Ezio Arlati / Politecnico di Milano

Il progetto architettonico degli impianti a energia solare Niccolò Aste / Politecnico di Milano Energie rinnovabili per sostituire le centrali nucleari di Hessen Francesca Sartogo

Ecoefficienza degli involucri leggeri, opachi e trasparenti Fabrizio Tucci / Università “La Sapienza” di Roma Prestazioni termiche e profilo ambientale dei materiali isolanti Monica Lavagna / Politecnico di Milano


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

17-18. Edilizia scolastica ecocompatibile

19. Strutture ricettive ecocompatibili

20. Edifici e aree produttive

Focus Edilizia scolastica. Linee guida per salvaguardia e rispetto dell’ambiente naturale / Paola Gallo / Università di Firenze

Focus Le strutture ricettive eco-compatibili: obiettivi e criteri progettuali / Manuela Franco / Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Focus Valutazione ambientale e requisiti di sostenibilità delle aree produttive / Elisa Conticelli, Simona Tondelli / Università di Bologna

Hotel, acqua, risparmio e buon senso / Luca Maria F. Fabris, Elvira Pensa / Politecnico di Milano / Emanuele Naboni / Lawrence Berkeley National Laboratory

Linee guida per le aree produttive ecologicamente attrezzate / Paola Gallo / Università degli Studi di Firenze

Strategie e metodi di verifica di eco-sostenibilità e biocompatibilità per le scuole in area mediterranea / Dora Francese - Università Federico II di Napoli La valutazione del comfort ambientale e delle prestazioni energetiche degli edifici scolastici esistenti / Gabriele Bellingeri - Università di Roma 3 Una gestione energetica sostenibile per l’edilizia scolastica / Marco Filippi - Politecnico di Torino / Enrico Fabrizio Università di Torino Considerazioni sulla climatizzazione naturale degli edifici scolastici / Gian Luca Brunetti / Politecnico di Milano Il raffrescamento passivo degli edifici scolastici / Mario Grosso, Mario Voerzio / Politecnico di Torino Scuola e salute. Rischio radon e tecniche di bonifica / Carlo Bigliotto / ARPA Veneto / Giovanni Zannoni / Università IUAV di Venezia Ricerca Salubrità indoor in ambiente scolastico / Daniela Giannone / Università degli Studi di Napoli Federico II

Impianti di trigenerazione per il risparmio energetico nel settore alberghiero in aree mediterranee / E. Cardona, A. Piacentino, F. Cardona / Università degli Studi di Palermo Controllo intelligente nella gestione energetica degli alberghi / C.G. Giaconia, A. Di Stefano, G. Fiscelli, M. La Gennusa, G. Scaccianoce / Università degli Studi di Palermo Qualità ambientale degli edifici: analisi della trasferibilità dell’ecolabel europeo per i servizi turistici / M. Cellura, G. Peri, G. Rizzo / Università degli Studi di Palermo Studi e ricerche L’Ecomuseo riconsiderato per un turismo sostenibile / Francesca Muzzillo Sostenibilità e turismo: la costa come sistema ricettivo / Stefano Giussani

Strumenti di autovalutazione dell’eco-efficienza degli edifici scolastici / Silvia Tedesco - Politecnico di Torino

Argomenti Il marchio Ecolabel europeo per il servizio di campeggio / Stefania Minestrini

L’utilizzo continuo delle strutture scolastiche / Fabio Albani / Politecnico di Milano

Il progetto Eco.Ri.Ve Ecolabel per la Ricettività in Veneto / A.Scipioni, A. Mazzi, A. Morelli

Argomenti Ecosistema scuola 2008. Il rapporto sull’edilizia e i servizi scolastici in Italia / Monica Pergoloni, Vanessa Pallucchi / Legambiente nazionale Scuola e formazione

Il progetto EcolabelPIEMONTE per le strutture ricettive in Piemonte / Cosimo Biasi, Alessandra Mazzotta La certificazione ambientale nel settore turistico in FVG / Enrico Artini, Barbara Lazzarini, Roberto Sbruazzo

Il Sistema di Gestione Ambientale d'area per l'attuazione e il controllo delle aree industriali eco-compatibili / Manuela Franco / Università degli Studi di Napoli "Federico II" Edifici industriali: dall’evoluzione storica alle ipotesi di riconversione ambientale / Annarita Ferrante / Università di Bologna Fonti energetiche rinnovabili per le le realtà industriali / Elisa Tomasinsig / C.E.T.A. Dall’igiene del lavoro alla sicurezza sul lavoro / Ferdinando Terranova / Università “La Sapienza” di Roma Studi e ricerche La riqualificazione sostenibile degli edifici industriali / Orio De Paoli, Elena Montacchini Uno strumento di valutazione multidisciplinare per le nuove Aree produttive ecologicamente attrezzate / Angelamaria Molinari, Maurizio Riverditi, Enrica Vesce Sperimentazione sostenibile: un padiglione in bambù, acciaio e pannelli fotovoltaici / Alex Riolfo Argomenti Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate: l’esperienza della Regione Toscanabe la Rete CARTESIO / Aldo Nepi Le Aree Ecologicamente Attrezzate nella Regione EmiliaRomagna / Donato Pulacchini

Il marchio di qualità ambientale Green Key / C.P. Mazza

Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate in Provincia di Milano / Renato Galliano

Modalità di gestione innovativa per l’edilizia scolastica / Rossella Maspoli / Politecnico di Torino

L’analisi ambientale del comparto turistico e gli strumenti per un turismo sostenibile / Anna Di Lauro, Stellio Vatta, Nicola Skert, Barbara Lazzarini, Donatella Ducourtil

Piani Particolareggiati per Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate nel Comune di Monte San Vito (AN) / Francesca Sorricaro

La riqualificazione delle strutture scolastiche. L’esperienza del Comune di Roma / C. Cecilia Cuccaro - Comune di Roma

Le politiche per l’ambiente e lo sviluppo del turismo sostenibile a Jesolo / Daniela Giacomin

Il progetto SAVE BESTCert per la diagnosi e certificazione energetica. L’esperienza della Provincia di Pordenone / Sergio Bergnach, Stefano Contin / Provincia di Pordenone

Il turismo sostenibile nelle aree protette: la Carta Qualità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi / Enrico Vettorazzo

Il programma ASI ECOSOSTENIBILE per la gestione degli agglomerati industriali / Maria Teresa di Mattia, Felice Lucia, Salvatore Puca

I progetti del Ministero dell’Ambiente per le scuole / Carmelo Spitaleri - Ministero dell'Ambiente

Il bando di finanziamento della Compagnia di San Paolo per gli asili nido in Piemonte / A. Ricci / Compagnia di San Paolo L’esperienza della progettazione partecipata a Reggio Emilia / Anna Bigi, Luisa Gazzetti - Comune di Reggio Emilia Progetti e Tecnologie Strutture in legno - Nido aziendale a Colognola ai Colli (VR) / Strutture leggere in legno multistrato - Scuola elementare e media a Gambellara (VI) / Sistema costruttivo in legno, finiture in terra cruda e sistemi radianti ecologici - Centro intergenerazionale a Basiglio (MI) / Strutture in legno - Scuola media a Montebello Vicentino (VI) / Sistemi di isolamento termico per esterni - Scuola elementare a Brugnera (PN) / Isolamento in fibra di legno - Scuola media a Imola (BO) / Isolamento in fibra di kenaf - Scuola media a Imola (BO) / Isolamento in legnomagnesite - Scuola dell’infanzia a Cardano al Campo (VA) / Isolamento in lana di legno mineralizzata - Scuola elementare a Bagnolo in Piano (RE) / Rivestimento in mattoni faccia a vista a pasta molle - Scuola dell’infanzia a Pozzuolo Martesana (MI) / Rivestimento in fibra di gesso - Scuola Professionale provinciale a Bolzano (BZ) / Vernici naturali Scuola elementare a Bagnolo in Piano (RE) / Impianti di riscaldamento radianti a soffitto - Asilo nido a Casalecchio di Reno (BO) / Illuminazione naturale - Scuola elementare a Bagnacavallo (RA) Dossier Edilizia scolastica ecocompatibile nella provincia di Brescia / Carlo Lazzaroni, Raffaella Merigo

Il turismo sostenibile nelle aree protette: il marchio di qualità ambientale delle Cinque Terre / Luca Natale Il turismo sostenibile nelle aree protette: le fattorie del Panda / Roberto Furlani, Rita Minucci Piccoli comuni: prove di sviluppo locale / Andrea Trisoglio Tecnologie open source per la valorizzazione delle risorse culturali / Nicola Maiellaro Amazon Eco Park: architettura sostenibile ed ecoturismo / Fernando Recalde

Aree industriali ed edifici pluriaziendali: tra risparmio di suolo ed efficienza energetica. L’esperienza di Bolzano / Giovanni Sarti Incentivazione delle Fonti Energetiche Rinnovabili per le Piccole e Medie Imprese / Carmelo Spitaleri L’edilizia sostenibile protagonista del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente / Andrea Danese Progetti e tecnologie Laminato in zinco-titanio - Centrale del latte di Vicenza Strutture in legno - Edificio per uffici “Bioffice” a Correggioverde di Dosolo (MN)

Progetti e tecnologie Strutture in legno lamellare - Complesso turistico sportivo a Sottomarina di Chioggia (VE) / Strutture prefabbricate in legno - Agriturismo “Corte all’Olmo” a Cá di David (VR) / Edifici prefabbricati - L’azienda vinicola Pittaro a San Martino al Tagliamento (PN) / Malte, intonaci e finiture di calce idraulica naturale - Art Hotel a Varese / Decorazione e protezione murale - Royal Hotel Carlton a Bologna / Vernici naturali - Agriturismo e Centro Culturale Tirtha a Pescantina (VR) / Parquet su sabbia - Agriturismo Pianconvento a Monteguidi - Bagno di Romagna (FC) / Impianti solari termici - Albergo “Villa Tramonto “a San Vincenzo (LI)

Illuminazione naturale - Ampliamento e riqualificazione del centro commerciale "Centro Nova" a Castenaso (BO)

Dossier Riqualificazione ambientale e sostenibile del fronte mare di Palau / Giovanna Piga

Dossier Riqualificazione bioecologica palazzina direzionale Fenice Spa

Strutture in legno lamellare - Stabilimento Melinda a Segno di Taio (TN) Isolamento termico a cappotto - Stabilimento del Gruppo Marposs a Travagliato (BS) Pavimenti in legno biocompatibili - Edificio commercialedidattico Cerchi nel grano (MI) Teli e guaine traspiranti - Sede CME a Scandiano (RE) Fonti energetiche rinnovabili - Uffici e laboratori Rainbow


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

21. Integrazione delle energie rinnovabili

22-23. Il recupero “ambientalmente sostenibile”

24. Acqua e architettura. Risparmio, recupero...

Focus Microgenerazione distribuita: integrazione morfologica e tecnologica / Adriano Magliocco / Università degli Studi di Genova / Giacomo Cassinelli / Università degli Studi di Genova

Focus Nuove tendenze nel segno della conservazione integrata / Stefano Della Torre / Politecnico di Milano

Focus Editoriale Gianni Scudo

L’integrazione del fotovoltaico in architettura / Gabriella Peretti / Politecnico di Torino Gestione e controllo dell’illuminazione naturale / Alessandro Rogora / Politecnico di Milano Integrazione delle tecnologie da fonti energetiche rinnovabili nel progetto urbano: valutazione di ecocompatibilità dal processo (VAS) al progetto / Gianni Scudo / Politecnico di Milano / Marco Carpinelli / Environment Il fotovoltaico organico. Sperimentazione e innovazione applicata al caso di “Ventotene isola ad emissioni zero” / Fabrizio Tucci / Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Lo sviluppo sostenibile delle rinnovabili nelle realtà locali: l’esempio delle isole Egadi / Mario Gamberale, Simona Salteri, Alessandro Vezzil / AzzeroCO2 Studi e Ricerche La fattibilità tecnica ed economica del fotovoltaico in Italia / Guglielmina Mutani, Alessandro Bua Progetto e monitoraggio estivo di uno scambiatore geotermico ad aria / Luca Raimondo Tecnologie elettroniche per le energie rinnovabili e per l’efficienza energetica / Giordano Torri Argomenti Utilizzo del fotovoltaico per l’illuminazione pubblica. Un sistema energetico sostenibile nel Parco Nazionale delle Cinque Terre / Marco Stamegna Il teleraffrescamento: un sistema energetico integrato sul territorio / Franco Ricci Opportunità per le Pubbliche Amministrazioni nell’impiego delle fonti energetiche rinnovabili / Francesco Belcastro Le politiche della Regione Lazio per la promozione delle energie rinnovabili / Filiberto Zaratti Risparmio energetico e fonti rinnovabili negli edifici scolastici. Il caso della Provincia di Firenze / Luigi Tacconi Il fotovoltaico sui tetti delle scuole della Provincia di Firenze / Francesca Vagaggini “Sardegna al Sole”: un gruppo d’acquisto per il fotovoltaico in Ogliastra / Antonino Mameli Incentivare il fotovoltaico attraverso la concessione d’uso di superfici degli edifici pubblici. Il progetto del Comune di Lodi / Matteo Zanchi

L’approccio prestazionale alla risorsa culturale / Andrea Canziani, Matteo Scaltritti / Politecnico di Milano Crespi d’Adda: dal piano di Gestione UNESCO alla valorizzazione culturale / Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Conservare le preesistenze, interpretare le assenze / Caterina Frettoloso / Seconda Università degli Studi di Napoli Il recupero per la fruizione: il Castello Caracciolo di Montefredane / Antonella Violano / Seconda Università degli Studi di Napoli Il recupero delle case di terra: dalla conoscenza delle tecniche tradizionali all’innovazione per uno sviluppo sostenibile / Maria Cristina Forlani / Università degli Studi di Chieti-Pescara Studi e Ricerche Restauro e sostenibilità / Maurizio De Vita, Virginia Neri / Università degli Studi di Firenze Recuperare le tradizioni locali: linee guida per gli interventi sul patrimonio rurale / Giovanna Franco / Università degli Studi di Genova Criteri, metodi di calcolo e criticità normative per il recupero sostenibile degli edifici / Martina Basciu, Claudia Loggia, Vittorio Tramontin / Università degli Studi di Cagliari Compatibilità ambientale: un confronto fra tegole in cemento e tegole in laterizio / Giovanni Zannoni / Università IUAV di Venezia Tecnologie sostenibili per le analisi diagnostiche e gli interventi conservativi / Luciano Cessari, Elena Gigliarelli / CNR Un confronto tra prodotti isolanti sulla base di indicatori energetico ambientali / Carlo Caldera, Alice Gorrino / Politecnico di Torino Argomenti Il Protocollo per la Valutazione Energetico Ambientale della Regione Friuli Venezia Giulia / Luciano Pozzecco, Paolo Tomasella / Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Il recupero degli immobili ai fini della Comunità Ospitale / Maurizio Capelli / Borghi Autentici d'Italia Recupero delle tradizioni costruttive del territorio. Il caso di Novi Ligure / Gaia Bollini / Isidoro Parodi / Comune di Novi Ligure

Lo sfruttamento della geotermia profonda in Friuli Venezia Giulia / Tiziano Tirelli, Daniele Tirelli

Riqualificazione degli edifici scolastici. L’esperienza della Regione Veneto / Ernesto Antonini, Marco Boscolo / Università degli Studi di Bologna / Piercarlo Romagnoni / Università IUAV di Venezia

Progetti e Tecnologie Impianto solare ibrido - Complesso residenziale il “Borghetto” a Castel San Pietro Terme (BO)

Il progetto per la ricostruzione di una struttura turisticoricettiva nel territorio del Parco naturale regionale Sirente Velino / Fabio Armillotta, Carmela Palmieri / C.A.Sa.

Energie rinnovabili - Cantina Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo in Franciacorta (BS)

Gli interventi di edilizia sostenibile previsti dal “Piano casa” della Regione del Veneto / Marco Frau, Fabio Mattiuzzo, Claudio Perin / Regione Veneto

Impianto fotovoltaico - Stabilimento Neri Industria Alimentare a Lamporecchio (PT) Dossier Una scuola sostenibile a Imola / Andrea Dal Fiume, Mario Grosso, Luca Raimondo

Acqua: una "coperta troppo corta" che richiede nuovi modelli di gestione / Giulio Conte / Ambiente Italia Le miniere dell'acqua di Riudoms: la gestione dell'acqua come elemento generatore del paesaggio / Albert Cuchì / Universitat Politécnica de Catalunya La gestione della complessità nel progetto sostenibile del ciclo delle aqque meteoriche urbane: tecnologie, strumenti e metodi / Francesca Perricone / Università degli Studi “La Sapienza” di Roma Riqualificazione ambientale e paesaggistica di corsi d'acqua in ambito urbano: esperienze a confronto / Federica Larcher / Università degli Studi di Torino / Elena Montacchini / Politecnico di Torino Il ciclo idrogeologico nell'ambiente costruito: il ruolo del verde pensile / Luca Lanza, Anna Palla / Università degli Studi di Genova Idropaesaggi, una nuova geografia per il Parco del Lura / Monica Manfredi / Politecnico di Milano Studi e Ricerche Requisiti, indicatori e strumenti per la valutazione dell'ecocompatibilità dei prodotti edilizi / Roberto Giordano, Gabriella Peretti / Politecnico di Torino L'acqua in alta quota / Daniela Bosia / Politecnico di Torino / Barbara Martino / École d’Architecture de Grenoble Valutazione di sostenibilità, etichette ecologiche e risorsa acqua in edilizia. La situazione per il risparmio idrico / Sara Scapicchio / Università degli Studi di Napoli “Federico II” Risparmio idrico e uso dell'acqua piovana in edilizia / Anna Frangipane / Università degli Studi di Udine Il parametro acqua nel progetto di architettura sostenibile / Dora Francese, Claudia Balestra, Luca Buoniconti / Università degli Studi di Napoli Rinascere. Vivendo sul'acqua / Luca Maria Francesco Fabris / Politecnico di Milano Argomenti Le Case dell'Acqua / Tiziano Butturini, Paola Barbato Cara acqua (del rubinetto), T.V.B. Ti Voglio Bere! / Claudio Filippone, Alessandra Mazzotta / Centro Studi Ambientali Torino L'acqua da risorsa ad opportunità: le Expo di Saragozza e di Shangai / Oriana Giovinazzi / Centro Internazionale Città d’Acqua Dossier Centro per minori a Lodi / Lara Gariup


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

25. Housing sociale innovativo sostenibile

26. Mediterraneo tra mito e risorsa

27. L’impronta ambientale del costruito

Focus Editoriale Gianni Scudo

Editoriale Gianni Scudo

Focus Editoriale Gianni Scudo

Città, laboratori di coesione sociale? Welfare locale e questione urbana / Valeria Fedeli / Politecnico di Milano

Focus Le Corbusier, fra civiltà macchinista e mito del Mediterraneo / Maria Bottero / Politecnico di Milano

L’edilizia sociale: un servizio come e per chi / Gabriele Rabaiotti / Politecnico di Milano

La cultura urbana islamica nelle città mediterranee / Giulia Annalinda Neglia / Politecnico di Bari

Chi costruisce la casa sociale? Nuovi attori e nuovi ruoli nelle politiche abitative / Francesca Santaniello / Politecnico di Milano

Tecnologie a progetto per l’ambiente mediterraneo / Mario Losasso / Università degli Studi di Napoli Federico II

I nuovi requisiti tipologici per l’housing sociale / Anna Delera / Politecnico di Milano

Escursionismo e architettura vernacola in Catalogna cento anni fa / Jaume Rosell, Ramon Graus / Universitat Politècnica de Catalunya

Requisiti di sostenibilità ambientale in edilizia: dall’efficienza alla sufficienza / Gianni Scudo, Alessandro Rogora / Politecnico di Milano

La sostenibile “pesantezza”delle architetture progettate e costruite con il clima nell’area mediterranea / Gian Luca Brunetti / Politecnico di Milano

Strategie per la realizzazione e riqualificazione dell’alloggio sociale: sperimentazioni progettuali in Campania / Claudio Grimellini, Bianca Marenga, Cristian Filagrossi Ambrosino / Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Valutazione energetica degli edifici in ambito mediterraneo / Valentina Gianfrate, Paola Gallo / Università degli Studi di Firenze

Abitare Mediterraneo: un progetto di edilizia residenziale pubblica ecocompatibile / Lorenzo Capobianco, Antonella Violano / Seconda Università degli Studi di Napoli Strategie di low energy low cost per il retrofitting del social housing / Alessandra Battisti, Fabrizio Tucci / Università degli Studi “La Sapienza” di Roma Vienna, un esempio europeo di continuità nell’innovazione del Social Housing / Lina Scavuzzo / Politecnico di Milano Studi e Ricerche Strategie di riqualificazione degli insediamenti di edilizia sociale costruiti nella seconda metà del ‘900 / Emanuele Piaia / Università degli Studi di Ferrara Le dighe del quartiere Diamante a Genova Begato: problemi di manutenzione e di riqualificazione / Giovanna Franco / Università degli Studi di Genova Social housing fra costo, qualità e sostenibilità / MariaAntonia Barucco / Università IUAV di Venezia Tecnologie Edifici in legno: tecniche costruttive / Antonio Frattari / Università degli Studi di Trento Tecnologie innovative in legno: caratteristiche e principi costruttivi degli edifici in x-lam / Davide Di Fabio / Università Politecnica delle Marche

Dell’architettura di vetro e del Mediterraneo / Federico M. Butera / Politecnico di Milano Studi e ricerche Spazi aperti next generation: la climatizzazione di microambienti non confinati / Alessandro Mazzotta / Politecnico di Torino Spazi aperti urbani performativi / Renata Valente / Seconda Università di Napoli Smart skin envelope. Integrazione architettonica di tecnologie per il risparmio energetico / Marco Sala, Rosa Romano / Università degli Studi di Firenze Arte edificatoria e coralità nella tradizione costruttiva dell’Italia meridionale / Francesco Polverino / Università degli Studi di Napoli "Federico II"

Dossier Il progetto Housing Sociale / a cura di Giordana Ferri

L’evoluzione degli indicatori di benessere: dall’economia agli indici di sostenibilità / Paco Melià / Politecnico di Milano Metodi di valutazione e indicatori dell’impronta ambientale a scala urbana / Paola Caputo / Politecnico di Milano Valutazione della sostenibilità degli edifici: lo sviluppo normativo CEN / Mario Grosso / Politecnico di Torino Net Zero Energy Building:metodi e strumenti per l’analisi energetica nel processo edilizio / Roberto Giordano, Silvia Tedesco / Politecnico di Torino LEED: un approccio olistico alla certificazione energetica. Metodologia di un rating system per gli edifici storici / Stefano Rugginenti, Chiara Franchini / Politecnico di Milano Criteri di ecologicità e certificazione ambientale dei prodotti edilizi /Andrea Campioli,Monica Lavagna / Politecnico di Milano Studi e ricerche Opportunità e criticità nell’analisi del bilancio energetico di un edificio / Jacopo Gaspari, Dario Trabucco / Univerità IUAV di Venezia Integrazione tra LCA e LCC: sviluppo di un modello di valutazione economico-ambientale / Francesca Thiébat / Politecnico di Torino La selezione dei materiali nei sistemi di certificazione energetico ambientale / Adriano Magliocco, Eleonora Ardissone, Chiara Piccardo / Università degli Studi di Genova

Sostenibilità prefabbricata: il progetto di ricerca KIT haus Plus / Davide Di Fabio, Fausto Pugnaloni, Roberto Fioretti, Paolo Principi / Università Politecnica delle Marche

Studi di Sostenibilità Ambientale per i Piani Particolareggiati: il caso dei Progetti Urbanistici Operativi della Regione Liguria / Andrea Giachetta / Università degli Studi di Genova

Tecnologie Tecnologie di raffrescamento passivo degli edifici / Mario Grosso / Politecnico di Torino

Il “cantiere LEED”: attività ed esempi di misure per costruire in modo sostenibile / Michela Dalprà / Università degli Studi di Trento

Tecnologie per il raffrescamento solare degli edifici / Giuseppe Oliveti, Natale Arcuri, Marilena De Simone, Roberto Bruno / Università della Calabria

Modelli di architettura sostenibili: il protocollo di certificazione energetico ambientale ITACA Marche sintetico / Davide Di Fabio, Fausto Pugnaloni, Roberto Fioretti, Paolo Principi / Università Politecnica delle Marche

Strategie bioclimatiche di raffrescamento naturale in un progetto di edilizia residenziale / Maria Irene Cardillo

Il progetto SOFIE / Ario Ceccotti / Università IUAV di Venezia Il legno, materiale locale per il progetto contemporaneo / Adriano Magliocco, Daniela Benghi, Simone Polleri / Università degli Studi di Genova

Dalla pianificazione strategica alla VAS: verso una nuova razionalità di Piano / Maria Rosa Vittadini / Università IUAV di Venezia

La facciata a velo d’acqua dell’Atelier Fleuriste di Chieri (TO) / Corrado Curti, Luca Raimondo

Paesaggi e passaggi d’acqua: il Velino e lo spazio pubblico della città di Rieti / Alessia Ferretti / Università “La Sapienza” di Roma Tecnologie Il verde pensile / Matteo Fiori / Politecnico di Milano Mitigazione dell’inquinamento urbano con le piante / Rita Baraldi, Francesca Rapparini, Camilla Chieco, Annalisa Rotondi / IBIMET - CNR Coperture a verde pensile: prestazioni idrologiche / Luca G. Lanza, Anna Palla / Università degli Studi di Genova Il verde verticale: effetti energetici di un sistema di rivestimento / Ugo Mazzali, Fabio Peron,Valeria Tatano / Università IUAV di Venezia


ilProgettoSostenibile | indici 01-28

28. Recupero e conservazione tra innovazione e... Focus La manutenzione preventiva del patrimonio archeologico: criticità e proposte operative / Paolo Gasparoli / Politecnico di Milano Il paesaggio come bene comune: un valore da ridefinire / Carlotta Fontana / Politecnico di Milano La valutazione delle prestazioni energetiche negli edifici storici: sperimentazioni in corso / Rajendra Adhikari, Valeria Pracchi, Alessandro Rogora, Elisabetta Rosina / Politecnico di Milano Patrimonio architettonico minore e paesaggio: da esigenza culturale ad opportunità di sviluppo economico / Lelio Oriano Di Zio / architetto restauratore e paesaggista Funzioni compatibili e integrate negli interventi sul patrimonio storico: il caso dell’ex-chiesa dell’Addolorata a Montefredane / Maria Isabella Amirante, Antonella Violano / Seconda Università degli Studi di Napoli Riqualificazione energetica di edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Esempi di intervento a Savona / Adriano Magliocco, Andrea Giacchetta / Università degli Studi di Genova Riqualificazione energetica e architettonica dei grands ensambles degradati. L’esperienza francese / Anna Delera, Roberto Rota / Politecnico di Milano Tecnologie e innovazione LIDEA: impianto sperimentale per la produzione combinata di energia elettrica e calore / Leo Brattoli / AREA Science Park Studi e Ricerche Analisi termofluidodinamica delle condizioni microclimatiche interne in edifici storici / Delia D’Agostino, Rosella Cataldo, Paolo Congedo / Università del Salento La “strategia dell’addizione” nei processi di riqualificazione energetica del costruito / Jacopo Gaspari / Università IUAV di Venezia Nuove frontiere del recupero edilizio nell’integrazione delle tecnologie per la gestione idrica / Francesca Perricone / Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Verifica del comfort termico negli uffici del Politecnico di Torino / Guglielmina Mutani / Politecnico di Torino Lorenzo Cazzetta / architetto Retrofit energetico e qualità del costruito: le linee guida per l’edilizia scolastica della Provincia di Torino / Alessandro Mazzotta, Maria Luisa Barelli, Barbara Melis / Politecnico di Torino Limiti tecnologici e contenuti innovativi nei sistemi costruttivi tradizionali: il caso studio di Ferrara / Veronica Balboni, Marco Zuppiroli / Università degli Studi di Ferrara Il dottorato e le tecnologie per l’ambiente costruito: un dialogo fruttuoso tra ricerca, istituzioni e realtà produttiva Maria Luisa Germanà / Università degli Studi di Palermo Tesi di dottorato


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