INDUSTRIE ALIMENTARI Mar 2024

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Poste Italiane spaSped. in A.P.D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1 MBPA NORD OVESTn. 1/2021IPISSN 0019-901X 10064 PINEROLO - ITALIA Tel. +039 0121393127 info@chiriottieditori.it anno 63 - n. 654 marzo 2024 INDUSTRIE ALIMENTARI CON IL PATROCINIO DI

M. RAPA1

1Dipartimento di Management, Sapienza Università di Roma

Via del Castro Laurenziano, 9 - 00161 Roma

2 Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche, Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara

Via Luigi Polacchi, 11 - 66100 Chieti

*email: mattia.rapa@uniroma1.it

Carne coltivata: una panoramica sulle tecnologie di produzione e sulla legislazione esistente

■ PAROLE CHIAVE

carne coltivata, carne in vitro, tecnologie di produzione, normativa

RIASSUNTO

Negli ultimi anni molti consumatori, spinti da una maggiore consapevolezza, hanno modificato le proprie abitudini alimentari, riducendo il consumo di carne a favore di alternative proteiche. A riscuotere ampio successo sono stati i cosiddetti “surrogati vegetali”, alimenti ottenuti attraverso moderne tecnologie alimentari che permettono di riprodurre il sapore e la consistenza della carne. Seppur valide alternative, questi prodotti non garantiscono lo stesso apporto proteico della carne e il loro processo produttivo determina in ogni caso un notevole impatto ambientale. Per questo motivo la ricerca è stata indirizzata verso la produzione sostenibile di carne. Una soluzione valida e molto promettente proviene dai progressi del settore dell’agricoltura cellulare, una tecnologia che sfrutta i principi della biologia, dell’ingegneria tissutale e delle cellule staminali per realizzare prodotti agricoli di origine animale a partire dalla semplice coltivazione di cellule. In questo modo è stata creata la “carne coltivata”, una vera e propria carne ottenuta senza compromettere il benessere animale. Questo articolo si pone dunque l’obiettivo di operare un’analisi completa e dettagliata dell’oggetto. Si osserverà l’intero processo di produzione della carne coltivata e i relativi costi economici ed ambientali, per poi passare alle proprietà del prodotto, con riferimento ai valori nutrizionali, ai fattori organolettici e alla sicurezza igienico-sanitaria del nuovo alimento. Verranno poi prese in considerazione le previsioni di mercato e lo sviluppo del settore attraverso l’esame delle aziende attive e pubblicamente dichiarate. Inoltre, è prevista la delineazione dello stato attuale della legislazione in materia attraverso specifici focus geografici.

Lab-grown meat: an overview of production technologies and existing legislation

■ KEYWORDS

lab-grown meat, in vitro meat, production technologies, legislation

SUMMARY

In recent years, many consumers, driven by increased awareness, have modified their eating habits, reducing meat consumption in favor of protein alternatives. Highly successful in this regard are the so-called “plant-based substitutes,” foods obtained through modern food technologies that replicate the taste and texture of meat. While valid alternatives, these products do not guarantee the same protein content as meat, and their production process still has a significant environmental impact. For this reason, research has shifted towards the sustainable production of meat. A valid and promising solution comes from advances in the field of cellular agriculture, a technology that leverages principles of biology, tissue engineering, and stem cells to create animal-origin agricultural products through the cultivation of cells. This has led to the development of “cultivated meat,” real meat obtained without compromising animal welfare. This article aims to provide a comprehensive and detailed analysis of the subject. We will observe the entire process of cultivated meat production and its related economic and environmental costs. We will then delve into the product’s properties, considering nutritional values, organoleptic factors, and the hygiene and safety aspects of this new food. Market forecasts and sector development will be examined by reviewing active and publicly declared companies. Additionally, we plan to outline the current state of legislation on the subject through specific geographical focuses.

* - F. CECCACCI1 - M.G. TULLO2

vi sono nate start-up in tutto il mondo (Fig. 3).

Stando ai dati forniti dal Good Food Institute, nel 2021 sono 98 le aziende specializzate nella produzione della carne a base cellulare. Di queste, il 40 % si trova in Europa, seguita da Nord America (34%) e Asia (15%). Si registrano poi 6 aziende in Sud America, 3 in Australia e 2 in Africa (Fig. 4).

59 aziende risultano essere impegnate nella coltura e lavorazione della carne. Almeno il 41% si concentra sulla carne bovina, il 19% sul pollame coltivato (come polli e anatre) e un 29% si concentra sul settore ittico (come pesce e gamberi), mentre solo il 17% è interessato alla carne di maiale. Gli Stati Uniti ospitano un terzo delle startup mondiali, tra cui i colossi Eat Just e Upside Foods (ex Memphis Meat). Dal 2016, c’è stata un’impennata delle startup di carne coltivata anche in Europa, dove l’azienda più

attiva è senza dubbi Mosa Meat, co-fondata da Mark Post e Peter Verstrate. Si ritiene infine che Sud America e la regione Asia-Pacifico abbiano un grosso potenziale per diventare motori trainanti

del mercato dei prodotti di carne in vitro (Ye et al., 2022).

Sulla base delle potenziali prospettive di mercato, la carne coltivata a base di cellule ha attirato un’attenzione significativa da parte degli investitori. Da quando Memphis Meats ha ottenuto un finanziamento iniziale di 2,75 milioni di dollari nel febbraio 2016, le società legate alla carne a base cellulare fino al 2020 hanno ricevuto oltre 490 milioni di dollari in investimenti diretti di capitale. (Ye et al., 2022). Nel 2020, i finanziamenti sono aumentati corposamente. La startup statunitense New Age Meats ha annunciato un aumento di capitale iniziale di 2 milioni di dollari. La compagnia californiana Blue Nalu si è assicurata invece un finanziamento di 60 milioni di dollari per sviluppare prodotti ittici coltivati utilizzando la tecnologia di allevamento di cellule di pesce. Vow ha raccolto circa 290 milioni di dollari e Memphis Meats si è assicurata 161 milioni di dollari in finanziamenti di serie B, ovvero finanziamenti che

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Fig. 3 - Panoramica industria carne coltivata. Start-up coinvolte al 2021 (Ye et al., 2022). Fig. 4 - Distribuzione globale delle compagnie produttrici carne coltivata al 2021 (Ye et al., 2022).

L’innovazione protagonista a Colonia

ProSweets si è confermata ancora una volta il principale punto d’incontro per i fornitori internazionali dell’industria dei dolci e degli snack. Dopo l’edi-

zione particolare del 2023 con 130 espositori, anche quest’anno il salone ha eguagliato i numeri registrati negli anni di successo, con 248 aziende provenienti da

30 Paesi e oltre 13.000 visitatori professionali di circa 90 nazionalità. La quota di visitatori stranieri è stata intorno al 60%. Il maggior numero di visitatori europei è stato registrato da Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svizzera e Turchia, mentre allargando lo sguardo al resto del mondo sono risultate in crescita le presenze da Egitto, Algeria, India, Kazakistan e Cina.

La soddisfazione degli espositori deriva soprattutto dalla qualità del pubblico specializzato e dall’elevata percentuale di responsabili degli acquisti. Degna di nota è stata la collaborazione ancora più stretta con ISM nell’ambito della Sweet Week, che anco-

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FIERE

gionamento e alla produzione di prodotti e imballaggi rispettosi dell’ambiente.

Nella sezione speciale “InGREENients” dell’Ingredient Special Show, i visitatori hanno potuto assaggiare snack innovativi provenienti da tutto il mondo a base di ingredienti insoliti sostenibili,

mentre il tema del riciclo degli ingredienti è stato presentato come metodo di produzione lungimirante per dolci e snack. Di particolare interesse lo scambio di opinioni fra visitatori e start-up espositrici.

La prossima edizione di ProSweets Colonia si svolgerà dal 2 al 5 febbraio 2025.

Dal modellaggio del cioccolato al packaging secondario

Livetech, azienda di riferimento nella produzione di sistemi completi di confezionamento primario e secondario, di palettizzazione e di modellaggio del cioccolato, ha presentato a Colonia la sua gamma di soluzioni.

Nello spirito del concept  Strong Together, il gruppo albese e le sue divisioni operano in completa sinergia e sono in grado di fornire un’ampia gamma di prodotti, dalle singole macchine ai sistemi completi, facendo leva sul vantaggio di avere un’unica ingegneria di sistema combinata con le conoscenze e la tecnologia di base di ogni divisione per la formatura cioccolato, confezionamento primario,

confezionamento secondario e palettizzazione.

In particolare, Liveflow è l’azienda per il confezionamento pri-

mario; Livetech, il cui tradizionale campo di attività sono le linee di confezionamento secondario robotizzate, focalizzate su alte prestazioni, alta personalizzazione, semplicità e sul risparmio energetico; Livepal è la divisione che propone sistemi di palettizzazione ad assi cartesiani o sistemi più complessi dotati di robot industriali che ricevono casse da più linee. Infine, Livemould è la divisione che nel campo dello stampaggio del cioccolato, continua l’eredità dello storico marchio Ceda e dispone oggi di un laboratorio di ricerca e sviluppo che consente a Livetech di collaborare con i propri clienti per individuare le migliori soluzioni tecniche.

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MCM. Selmi.

do gli standard di Industry 4.0 –, le unità per spalmare le creme fra gli strati di cialde, programmate per realizzare fino a 6 strati di cialde e 5 di creme, anche diverse, il tunnel di raffreddamento del prodotto farcito con nastro circolare nelle sezioni di ingresso ed uscita, il tunnel di raffreddamento del wafer, ideale per i prodotti sensibili alle variazioni di temperatura, il sistema automatico di taglio delle

cialde nei formati desiderati, l’eventuale passaggio per il rivestimento dei prodotti con cioccolato, il modulo di alimentazione dei prodotti alla confezionatrice orizzontale, progettato per garantire la massima efficienza del processo e, appunto la confezionatrice YA300, a funzionamento semi-autonomo, che offre le massime prestazioni alle alte velocità e cambi bobina e prodotto rapidi.

Linee per barrette energetiche

La MIA Food Tech realizza macchine dedicate al settore alimentare con speciale attenzione per prodotti come: integratori alimentari, cioccolato, praline, dragées, torrone, croccante, marmellate, snack a base di cereali, muesli e frutta secca.

Fra le novità dell’azienda cuneese ricordiamo la linea automatica Easy Bars 100 per la laminazione e il taglio di barrette di cereali, proteiche ed energetiche.

Provvista di tramoggia di alimentazione, due rulli di laminazione e gruppo di taglio trasversale a ghigliottina, ha una capacità di 20-40 barrette/minuti.

Mini Bars è invece la linea con tramoggia di alimentazione, tre rulli di laminazione, gruppo di taglio longitudinale e trasversale ad ultrasuoni, a cui si aggiunge un nastro distanziatore. Rispetto alla precedente, la capacità produttiva arriva a 30-60 barrette/minuti.

Setaccio centrifugo

Technosilos ha esposto il suo setaccio centrifugo per il funzionamento in linea o statico, caratterizzato da alte capacità produttive con reti molto fini e dall’azione rompigrumi.

Utilizzabile per vagliature di controllo, frazionamenti, eliminazione di corpi estranei, disintegrazioni delle masse informi, aerazioni nel trattamento di prodotti solidi sfusi, con espulsione degli scarti senza interruzione della produzione, questo setaccio con design igienico alimentare promette facilità di manutenzione, apertura rapida senza attrezzi per sostituzione mantello vagliante per cambio prodotto o granulometria, semplice installazione e ingombri ridotti, oltre al miglior rapporto superficie vagliante/portata prodotto.

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Setaccio centrifugo (Technosilos).
Soluzioni di linea complete per i produttori di dolciumi

TNA ha presentato le sue soluzioni complete di lavorazione e confezionaamento per l’industria dolciaria che includono preparazioni di cucina, condizionamento dell’amido, movimentazione dei vassoi Mogul, sistemi di sformatura, pulizia e finitura del prodotto, fino a deposizione, distribuzione, imballaggio e inscatolamento.

TNA adotta un approccio consultivo e collaborativo per impostare l’intera linea, gestendo il progetto dall’ideazione alla realizzazione e fornendo pieno supporto post-vendita, nel rispetto delle specifiche esigenze del cliente.

Fra le proposte dell’azienda australiana ricordiamo l’impianto Mogul ad alte prestazioni per lo

stampaggio di articoli stampati in amido, fra cui caramelle gommose, gelatine, marshmallow, creme fondenti, gusci con centro, prodotti nutraceutici e liquirizie. Il sistema consente di raggiungere velocità di produzione

che vanno da 500 kg/h a 5.500 kg/h, consentendo ai produttori di adattarsi efficacemente alle richieste del mercato grazie ad una tecnologia versatile e alla possibilità di gestire più prodotti sulla stessa linea.

Ricopertura con cioccolato

La spagnola Ipial ha presentato le sue ricopritrici Enrotec, rinnovate per consentire cambi rapidi ed un rivestimento in cioccolato accurato ed efficace con qualsiasi tipo di prodotto.

Grazie ad una sofisticata tecnologia, il cioccolato può essere raffreddato fino alla temperatura ottimale, con tunnel di raffreddamento che possono operare con diverse zone di

temperatura. Il raffreddamento avviene mediante radiazione, conduzione e convezione, ed è disponibile una tavola con circolazione dell’acqua refrigerata, mentre la velocità dell’aria può essere regolata in base alla necessità.

Le ricopritrici Enrotec sono progettate nel rispetto dei più rigorosi standard igienici, che garantiscono un funzionamento efficiente utilizzando sia cioccolato che surrogati, ed hanno un’ampiezza utile da 450 a 2.000 mm. Gestite attraverso PLC e touchscreen HMI, garantiscono un facile accesso per la pulizia e la manutenzione, ed un’accurata distribuzione del cioccolato

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Impianto Mogul per prodotti in amido (TNA). Ricopritrice Enrotec (Ipial).

MACCHINE ACCESSORI

Le tendenze che promettono di rivoluzionare il settore alimentare

Oggi, sia che si tratti di linee di produzione complete o sistemi di processo individuali per la lavorazione di latticini, formaggi, bevande o alimenti viscosi, il mercato richiede le tecnologie per le migliori pratiche che garantiscono sia l’efficienza che la qualità del prodotto. Allo stesso tempo, questi sistemi devono essere scalabili e flessibili, al fine di poter trattare anche nuovi ingredienti in futuro. L’ultima generazione di sistemi tecnologici di processo si distingue sulla base di tre importanti tendenze: digitalizzazione, sostenibilità e individualizzazione.

Come viene messo in scena all’Anuga FoodTec di Colonia, a livello globale stiamo assistendo ad un processo di innovazione in campi completamente diversi delle tecnologie di processo. Più

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del prodotto per i piatti pronti, ad esempio, passano senza interruzione attraverso le stazioni di pesatura e riempimento per essere successivamente deposte nelle vaschette e sigillate.

Trattamenti delicati per una qualità superiore

I produttori di alimenti non solo devono lavorare per migliorare continuamente l’efficienza dei processi, ma anche per garantire la conservazione nel tempo e la qualità dei loro prodotti. In questo contesto i processi di conservazione non termici rimangono di tendenza, e a Colonia si possono trovare soluzioni raggruppabili

nell’espressione “trattamenti minimi”, di cui, ad esempio, fanno parte quelli ad alta pressione HPP (6.000 bar) direttamente nella confezione finale, senza uso di calore o additivi, per la conservazione degli alimenti. Eliminando le alte temperature, i prodotti rimangono freschi e di alta qualità. Lo stesso vale per i trattamenti sottovuoto e il packaging in atmosfera modificata (MAP), come avviene con le bottiglie in PET.

Una nuova area di applicazione nella trasformazione degli alimenti sono per i campi elettrici pulsati (PEF), utilizzati soprattutto per il trattamento dei prodotti ortofrutticoli. Ad esempio, il pretrattamento PEF è diventato lo standard nella

produzione di patatine fritte, dal momento che determina un aspetto migliore, una ridotta perdita di materie prime e di amido per i produttori. Il processo può essere associato a metodi di asciugatura convenzionali come asciugatura ad aria calda, surgelazione, sottovuoto, trattamenti a microonde o ad infrarossi e aumenta l’attrattiva dei prodotti essiccati, con un consumo ridotto di acqua ed energia. La tecnologia ha recentemente evidenziato un grande potenziale per la produzione di vini o oli d’oliva autoctoni. In questo caso il principio dell’elettroporazione e la risultante eliminazione dei liquidi cellulari vengono applicati per estrarre ingredienti preziosi.

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FINE LINEA

Ottimizzare la manutenzione delle confezionatrici sottovuoto

La perdita di vuoto nelle carni confezionate può portare a difetti del prodotto con conseguenti perdite economiche significative e problemi per la salute pubblica. Pertanto, è fondamentale studiare il degrado dei componenti critici per la generazione del vuoto e la sigillatura della confezione per migliorare la disponibilità del sistema e la sicurezza del processo. Un articolo brasiliano pubblicato su Journal of Food Process Engineering. 46, (11): e14429, 2023 propone un protocollo di manutenzione che integra informazioni sulla qualità considerando i tagli di carne privi di un adeguato vuoto come difettosi.

Viene qui utilizzato un algoritmo di reinforcing learning profondo per effettuare una serie di azioni di manutenzione adeguate da eseguire ad ogni ispezione programmata, massimizzando al tempo stesso la disponibilità del sistema e/o minimizzando il costo totale di manutenzione compreso quello di produzione di prodotti difettosi. Sono stati eseguiti uno studio di caso numerico e un’analisi comparativa, dimostrando che il modello proposto è migliore dei protocolli di manutenzione correttiva, comportando un aumento del 2,2% dell’affidabilità del sistema, una riduzione del 91% dei costi di manutenzione, una riduzione del 93% dei difetti identificati nella produzione e una riduzione del 90% dei difetti identificati sui prodotti a scaffale. Tali risultati dimostrano che il modello può (i) prescrivere azioni di manutenzione ad ogni ispezione in base alle condizioni di degrado critiche; (ii) sfruttare le opportunità di manutenzione che comportano risparmi economici; e (iii) ridurre la rilavorazione dei prodotti e la distribuzione di quelli difettosi in negozio. Questo nuovo modello di manutenzione basato sull’apprendimento automatico promette di rivoluzionare il settore del confezionamento sotto-

vuoto migliorando l’affidabilità del sistema, riducendo i costi e migliorando la qualità del prodotto. Il modello consente ai manager di prendere decisioni dinamiche in base allo stato del sistema, evitando una pianificazione inefficiente della manutenzione e garantendo la massima produttività. Prevedendo le prestazioni di qualità attraverso la condizione di vuoto, il modello consente un processo decisionale tempestivo e riduce la necessità di costose analisi di laboratorio. La stima del modello libero delle relazioni strutturali ed economiche dei componenti consente ai manager di riqualificare e adattare le politiche di manutenzione per raggiungere prestazioni ottimali del sistema. Grazie ad una migliore affidabilità del sistema e alla riduzione degli articoli non conformi, l’industria può ridurre i costi di rilavorazione, i rischi di contaminazione e proteggere l’immagine del marchio garantendo un migliore controllo sull’igiene della carne. Questo nuovo approccio all’ottimizzazione della manutenzione ha implicazioni significative per la sicurezza dei processi, l’efficienza delle operazioni e i profitti del settore del confezionamento sottovuoto, rendendolo un potenziale punto di svolta.

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IMBALLAGGI CONFEZIONI

Studio sul riciclo degli imballaggi a base di fibre

L’imballaggio a base di fibre sta acquisendo sempre maggiore importanza nel settore del packaging, sia nel settore alimentare che in quello dei beni di consumo, dove servono materiali con barriere integrate che però comportano dei problemi per il riciclo. Primakma ha studiato questi requisiti di barriera in un nuovo lavoro commissionato dalla società di gestione dei rifiuti Veolia e dal Forum Rezyklat, analizzando i problemi che ruotano intorno alla progettazione di imballaggi da trattare con le tecnologie di riciclaggio.

Gli imballaggi a base di fibre vengono spesso classificati come rifiuti di carta e spesso finiscono nei bidoni della spazzatura sbagliati. Contengono rivestimenti in plastica o film polimerici per proteggere i prodotti, ma questi materiali rendono anche il riciclaggio più difficile. L’industria della carta ha il compito di innovare e sviluppare nuovi metodi di smaltimento e trattamento degli imballaggi a base di fibre al fine di ottenere la massima proporzione riciclabile

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Packaging alternativo in plastica flessibile per caffè solubili

I caffè solubili vengono consumati in tutto il mondo e le loro confezioni devono proteggerli principalmente dall’umidità. Attualmente vengono utilizzate buste stand-up per imballaggio flessibile realizzate in PET/foglio di alluminio/LDPE, ma è interessante la ricerca di materiali alternativi per ridurre i costi e fornire opzioni sostenibili. Scopo di questo studio brasiliano, pubblicato su Food Research International. 172, 113165, 2023, era di valutare la perdita di qualità dei caffè istantanei liofilizzati e atomizzati (agglomerati e in polvere) per una durata di 365 giorni a 25°C/75% RH, confezionati in cinque materiali plastici: PET (polietilene tereftalato)/Foglio di Al (alluminio)/ LDPE (polietilene a bassa densità), LDPE/HDPE (polietilene ad alta densità)/LDPE, BOPP (polipropilene biassialmente orientato) /BOPP met (metallizzato)/PP, PET/PET met/LDPE e PET/BOPP met/LDPE. I risultati sono stati confrontati con la durata di conservazione stimata modellando le isoterme di assorbimento dell’umidità dei prodotti mediante modelli matematici. Si è riscontrato che quanto più bassa è la barriera al vapore acqueo del materiale di confezionamento, tanto maggiori saranno gli incrementi di umidità e attività dell’acqua dei caffè solubili, oltre ad essere termicamente meno stabili. Dopo 365 giorni di conservazione, i tre caffè solubili presentavano ancora caratteristiche accettabili nelle cinque strutture di confezionamento, indicando che è possibile sostituire il laminato attualmente utilizzato,

contenente foglia di alluminio, con strutture riciclabili. Tuttavia, la maggiore stabilità per i caffè si è ottenuta utilizzando le strutture alternative: BOPP/BOPP met/ PP e LDPE/HDPE/LDPE, un risultato concordante con quello ottenuto tramite modelli matematici.

Crescono le informazioni ambientali in etichetta

Il quarto report semestrale di IdentiPack – l’Osservatorio nazionale sull’etichettatura ambientale di CONAI e GS1 Italy – mostra come nell’ultimo anno, sul mercato nazionale, i prodotti che riportano informazioni ambientali relative al packaging siano in costante aumento. I dati restano incoraggianti, soprattutto a proposito delle informazioni ambientali che sono obbligatorie da gennaio 2023. Su oltre 136.000 prodotti di largo consumo analizzati, infatti, compaiono già le indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata per il 50% di quelli a scaffale (+3,2 punti % rispetto all’anno precedente) e per il 74,4% di quelli effettivamente venduti (+2,6 punti % rispetto all’anno precedente).

L’indagine – che fotografa la situazione relativa ai pack disponibili a scaffale e poi acquistati dal consumatore, segmentandoli in base ai reparti di appartenenza, con il contributo dei dati

di mercato di NielsenIQ – rivela che sono 60.246 i prodotti i cui imballaggi a scaffale presentano la codifica identificativa del materiale, ai sensi della Decisione 129/97/CE. Corrispondono al 44,1% del totale delle referenze a scaffale nel grocery (+5,3% rispetto all’anno precedente) e al 68,5% del totale delle confezioni vendute (+3,8%).

Ad oggi, inoltre, 10.399 referenze riportano marchi e informazioni ambientali volontarie. Rappresentano il 7,6% del totale dei prodotti a scaffale in grande distribuzione e quasi l’11% delle confezioni vendute.

Fra i settori merceologici analizzati, quello del freddo conferma la sua posizione apicale per la comunicazione delle informazioni ambientali obbligatorie dei packaging: gelati e surgelati si aggiudicano la leadership per incidenza di prodotti che riportano in etichetta la codifica identificativa del materiale, oltre alle indicazioni sul -

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ENERGIA SOSTENIBILITÀ

Tecnologie per la transizione energetica dell’industria alimentare

Per favorire il percorso di transizione energetica delle imprese del settore F&B, Il Gruppo Tesya – leader nella fornitura di servizi avanzati e soluzioni integrate B2B altamente personalizzate per diversi settori – ha presentato ai clienti industriali le proprie soluzioni multi-tecnologia e “chiavi in mano” per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione, distribuite sul mercato dalle due aziende del Gruppo Xiber Energy Solutions e CGT.

Xiber Energy Solutions, newco del Gruppo che ha da poco unito le proprie forze a Zanotti Energy Group (società specializzata nella consulenza, progettazione, installazione e “asset management” di impianti a fonti rinnovabili), ha presentato il valore aggiunto derivante dall’implementazione delle sue soluzioni multi-tecnologia per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione.

L’obiettivo di Xiber è accompagnare i clienti industriali nel percorso della transizione energetica, fornendo soluzioni multi-tecnologia (ad. esempio solare, sistemi di accumulo e pompe di calore) e chiavi in mano per l’efficienza energetica, il risparmio dei costi e la riduzione delle emissioni di CO2. Xiber Energy Solutions ha già all’attivo diversi clienti in vari settori e calcola che le sue solu-

zioni di decarbonizzazione multi-tech possono ad oggi abbattere fino al 75% delle emissioni di un’industria non “hard to abate” – compensando poi le emissioni residue con meccanismi di carbon sink – garantendo al contempo una riduzione dei consumi energetici.

CGT, dealer Caterpillar dal 1934 e leader nel campo della co/ trigenerazione a gas naturale e a biogas, ha invece presentato alcuni progetti di efficientamento energetico dedicati alle aziende F&B. Nell’industria della pasta surgelata, ad esempio, l’impiego congiunto di cogenerazione, rinnovabili e, non da ultimo, di un sistema di monitoraggio basato sull’intelligenza artificiale, ha permesso di migliorare l’efficienza energetica del ciclo produttivo e di ridurre le emissioni di CO2 di circa 3.000 tonnellate all’anno. Nella produzione dei formaggi ovicaprini, invece, un impianto di cogenerazione da 1,2 MW, uno dei pochissimi in Italia alimentati a GNL, permette di recuperare il calore di scarto e renderlo disponibile per il processo, riducendo i consumi e le emissioni (si stimano 1.400 tonnellate/anno di CO2 risparmiata).

L’offerta del Gruppo Tesya, con CGT e Xiber Energy Solutions, combina diverse tecnologie e

strumenti – come la produzione da energia solare, impianti di co/ trigenerazione a gas naturale e a biogas, sistemi di accumulo e gestione dell’energia, impianti per la produzione di biometano, soluzioni per l’illuminazione efficiente, sistemi a pompa di calore, contratti per la fornitura di energia verde certificata, soluzioni per l’assorbimento delle emissioni residue – affiancando studio del processo produttivo, diagnosi energetica e inventario emissioni, il supporto alla definizione degli obiettivi di efficienza energetica e riduzione emissioni, fino a programmi di monitoraggio remoto, asset management e ottimizzazione produzione grazie a tecnologie Internet of Things e Intelligenza Artificiale.

Gli investimenti in soluzioni per l’efficienza energetica mostrano già oggi business case molto attrattivi con semplificazioni autorizzative importanti e tempi di ritorno dell’investimento ridotti (ad esempio 1-2 anni per sistemi di illuminazione efficiente, 4-7 anni per impianti fotovoltaici ecc): un trend che si riflette anche nei numeri, con gli investimenti nel mercato della decarbonizzazione che nel 2022 hanno registrato un incremento del 15% rispetto all’anno precedente.

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NUTRIZIONE SICUREZZA

Scelte alimentari sostenibili

In occasione del primo Convegno del Gruppo Giovani della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), dal titolo “Salute dell’uomo e del pianeta: il ruolo della dieta” – evento tenutosi recentemente a Milano e incentrato sulle sfide cruciali che la nostra società deve affrontare in termini di sostenibilità alimentare e salute globale – sono emersi spunti significativi e prospettive future per l’adozione consapevole di scelte alimentari più green.

Una delle sfide più importanti dell’epoca moderna è quella di trovare delle soluzioni che consentano di fornire un’alimentazione adeguata ad una popolazione in continuo aumento, limitando il più possibile le risorse ambientali. I modelli alimentari salutari e sostenibili, in linea con quanto indicato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla Food and Agriculture Organization (FAO), devono sicuramente tenere conto dell’impat-

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MERCATI CONSUMI

Il mercato mondiale delle carni rosse e bianche

Una recente previsione della Divisione esteri dell’USDA – il Dipartimento statunitense dell’agricoltura – mette l’accento sul continuo calo delle esportazioni europee di carne di maiale, manzo e pollame nel mondo, che nel 2024 dovrebbero rappresentare il 15% delle esportazioni globali, segnando una riduzione significativa rispetto al 20% del 2019. Invece le esportazioni totali di carne suina, bovina e pollame del Brasile sono previste in aumento, dal 20 al 26% nello stesso periodo, mentre la quota degli Stati Uniti dovrebbe rimanere praticamente invariata al 22%.

I cambiamenti indotti dal Covid-19 sul consumo di carne, gli elevati costi di produzione, le malattie animali e l’aumento degli oneri normativi hanno rimodellato la produzione animale tra i principali produttori, e questo è particolarmente vero per l’Unione europea, dove la produzione totale di carne suina, bovina e di pollo è diminuita del 2% dal 2019 al 2022 e dovrebbe ridursi di un altro 2% nel 2023 e dell’1% nel 2024. La legislazione sul welfare ha creato incertezza fra i produttori, disincentivato gli investimenti e aumentato i costi di produzione.

Carni suine

Secondo l’USDA , nel 2024 le esportazioni di carne suina dell’UE diminuiranno del 25% rispetto al 2019 e rappresenteranno il 15% della produzione complessiva, in calo rispetto al 19% del 2019. Oltre ai crescenti oneri normativi, i produttori di suini europei devono continuare a controllare l’impatto della Peste suina africana, che ha portato alla riduzione del patrimonio suino e alla limitazione alle esportazioni verso alcuni mercati. Con la contrazione della produzione, la quota destinata al consumo interno è cresciuta a scapito delle esportazioni.

Carni bovine

Come nel caso delle carni suine, la produzione di carni bovine nell’UE è stata influenzata negativamente dai crescenti requisiti normativi e si prevede che diminuirà dell’8% tra il 2019 e il 2024. Mentre la quota di produzione esportata dovrebbe ridursi solo dal 10 al 9% nello stesso periodo, sia le esportazioni che la produzione continueranno a diminuire.

Pollame

La produzione europea di pollame aumenterà del 2% dal 2019 al 2024. Tuttavia, la quota di produzione destinata alle esportazioni è prevista al 16% nel 2024,

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In aumento le esportazioni di ceci

I ceci sono un legume ricco di proteine, fibre, carboidrati complessi e sono relativamente poveri di calorie. Utilizzati in molti piatti indiani e mediterranei, vengono prodotti principalmente in Australia, India e Canada, che sono i primi tre esportatori mondiali, con una quota di oltre il 40% del totale mondiale nel 2022. Ecco i dati forniti dall’Usda, il Dipartimento statunitense dell’agricoltura.

Australia

L’Australia è il più grande esportatore ma non il principale produttore di ceci. La produzione è passata da 813.000 t nel 2012 a 876.000 t nel 2021. Tuttavia, la produzione è cresciuta a 1,3 milioni di t nel 2016 e ha raggiunto i 2,0 milioni nel 2017 quando l’India è stata il più grande mercato di esportazione per il Paese, per un valore di oltre 1,1 miliardi di dollari, a rappresentare il 62% del totale australiano. Le esportazioni sono diminuite drasticamente (a meno dell’1%) dopo che l’India ha applicato dazi per limitare le importazioni, un duro colpo al comparto australiano dei ceci che ha messo in evidenza l’importanza di diversificare i mercati di esportazione. L’Australia continua a essere il più grande esportatore globale, coprendo circa un terzo del totale dagli ultimi 10 anni. Le esportazioni mondiali sono ammontate ad un valore di 338 milioni di $ nel 2022, dove Bangladesh e Pakistan hanno coperto insieme

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interna e del calo della produzione. L’Australia è il più grande fornitore e copre quasi la metà degli scambi, seguita da Canada e Russia, che rappresentano un ulteriore 30%.

Unione Europea

La produzione di ceci nell’UE è scesa da 38.000 t nel 2012 a 3.200 t nel 2022 a causa della riduzione delle aree coltivate che continua dal 2018. L’UE è stata il terzo maggiore importatore mondiale con 137 milioni di $ nel 2022, in calo dai 159 milioni nel 2013. I più grandi fornitori sono Messico e Turchia, che rappresentano oltre il 45% degli scambi. Le importazioni del 2022 sono aumentate di quasi un terzo dal 2021, a causa delle maggiori importazioni da Argentina, Canada e Russia.

Bangladesh

La produzione è scesa da 7.000 t nel 2012 a 5.000 t nel 2021, il più recente dato attualmente disponibile fornito dalla FAO. La domanda di ceci supera la produzione interna, e la differenza viene colmata dalle importazioni che sono ammontate in media circa 225.000 t negli ultimi 10 anni. Le importazioni sono più che raddoppiate negli ultimi 10 anni fino al record di 185 milioni di $ nel 2021 a causa della crescente

domanda dei consumatori. Le importazioni sono diminuite di un terzo nel 2022 con importazioni più basse dall’Australia, il Paese che copre oltre il 90% delle importazioni.

Stati Uniti

La produzione statunitense di ceci è aumentata dalle 161.000 t del 2012 a un massimo di 580.000 t nel 2018 (a seguito di esportazioni record verso l’Unione europea e l’India nel 2017) ma nel 2022 è scesa a 166.000 t a causa del calo delle esportazioni dopo il 2017. Le esportazioni di ceci degli Stati Uniti sono cresciute da 52 milioni di $ nel 2013 a un totale di 169 milioni nel 2017, ma sono diminuite a 67 milioni di $ fino al 2022 in parte a causa della drastica riduzione delle spedizioni verso l’India. I primi tre mercati di esportazione statunitense nel 2022 (che ne rappresentano i 2/3) includono il Canada, con 20 milioni di $, l’Unione europea, con 15 milioni, e il Pakistan, con 8 milioni di $. Le esportazioni nel 2022 sono diminuite di oltre il 20% rispetto all’anno precedente a causa della riduzione di quelle verso il Pakistan, che ha invece aumentato le importazioni dall’Australia. Le importazioni di ceci statunitensi sono più che raddoppiate negli ultimi 10 anni, fino al record di 69 milioni si $ nel 2022, di cui più della metà provenienti dal Canada.

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Le esposizioni globali di ceci continuano a recuperare. Fonte: Trade Data Monitor, LLC

In continua crescita il mercato dei prodotti a base vegetale

L’industria alimentare si sta orientando sempre più verso i prodotti a base vegetale, spinta dalle preferenze di consumatori alla ricerca di scelte più sane e sostenibili, come i prodotti alternativi alla carne e le bevande sostitutive del latte.

È quindi in aumento la domanda di fonti proteiche di origine vegetale. Oltre alle fonti tradizionali come il tofu e i legumi, stanno guadagnando molta popolarità prodotti innovativi come le proteine di pisello, di canapa e di alghe.

Le alternative alla carne a base vegetale stanno diventando una scelta privilegiata poiché imitano il gusto e la consistenza della carne tradizionale. Ad esempio, aziende come Beyond Meat e Impossible Foods hanno inventato hamburger, salsicce e persino diversi sostituti del pollo che hanno un sapore che emula perfettamente quello della vera carne.

D’altra parte, sono salite alla ribalta alternative al latte di origine vegetale come le bevande di mandorla, soia, avena e cocco. Il trend del “senza latte” va oltre, fino a comprendere formaggi, yogurt e gelati a base vegetale che, oltre ad offrire deliziose alternative a chi soffre di intolleranza al lattosio, appagano quelli che scelgono uno stile di vita vegano. Anche gli snack a base vegetale stanno diventando sempre più popolari, dai bignè di ceci ai panini vegani, perché i consumatori cercano alternative vegetariane pratiche e gustose anche in questa categoria.

Si ravvisa poi un crescente interesse per gli alimenti funzionali a base vegetale, capaci di offrire ulteriori benefici salutistici, sostenendo la crescita dei prodotti addizionati con superalimenti e altri ingredienti funzionali.

Crescono in particolare le aziende che propongono alternative a base vegetale ai prodotti ittici convenzionali, offrendo un’opzione cruelty-free ed ecologica, dove le preoccupazioni sulla sostenibilità ambientale della pesca rappresentano un altro fattore propulsivo per i prodotti simil-pesce vegetali.

Ultimo, ma non meno importante, le nuove tecnologie utilizzate nell’industria alimentare stanno rafforzando il mercato dei prodotti a base vegetale, in particolare con l’invenzione delle bi-

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Il mercato degli agrumi in Europa

Un recente report firmato dal Dipartimento per l’Agricoltura statunitense USDA ha analizzato l’andamento del mercato europeo degli agrumi nel 2023. La combinazione di siccità, limiti all’irrigazione e temperature anormalmente elevate durante le fasi di fioritura e fruttificazione hanno limitato il potenziale di produzione agrumicola dell’UE nel 2023/24, che dovrebbe confermarsi agli stessi livelli del raccolto 2022/23. L’aumento della produzione di limoni e pompelmi dell’UE compensa la riduzione registrata in quella di arance, mandarini e clementine. Le importazioni continuano a guadagnare quota a spese della produzione interna in un contesto di domanda debole condizionata dall’inflazione.

Più in dettaglio, nel 2023/24 la produzione totale di agrumi dell’UE ammonta a 9,9 milioni di t, molto simile ai livelli dell’anno precedente ma al di sotto della media di produzione storica. Tuttavia, questa presunta stabilità produttiva nasconde tendenze divergenti tra le diverse categorie di agrumi. Arance e mandarini/clementine, che insieme rappresentano quasi l’85% della produzione di agrumi dell’UE, registrano rispettivamente un calo del 2 e del 5%. Al contrario, per i pompelmi è prevista una crescita

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RICERCA APPLICATA

Inattivazione di Escherichia coli e Staphylococcus aureus nel latte

I processi termici riducono il valore nutrizionale e il sapore del latte a causa dell’applicazione del calore, nonostante comportino vantaggi per la sicurezza e la durata di conservazione eliminando i microbi. Inoltre, la crescente preferenza dei consumatori per gli alimenti naturali e minimamente trasformati ha portato ad un aumento dell’uso di tecniche di lavorazione non termiche del latte. La trasformazione idrodinamica (HC)

è una tecnica recente che non utilizza il calore, creativa, scalabile ed economicamente vantaggiosa. Pertanto, in uno studio indiano pubblicato su Food and Bioproducts Processing. 141, 49-59, 2023 è stata studiata l’influenza della cavitazione idrodinamica sull’inattivazione dei batteri Gram-negativi (Escherichia coli) e Gram-positivi (Staphylococcus aureus) usando quattro diversi diaframmi: ORFP 1 (O=4 mm); ORFP 2 (O=3mm);

ORFP 3 (O=2,27- 3 fori) e ORFP 4 (O=2 mm, 5 fori).

Il latte con inoculo cellulare è stato sottoposto a tre diverse pressioni (3, 5 e 7 bar) e per diversi tempi di trattamento (5,10, 15,20, 30 e 40 minuti). I diaframmi multi-foro con valore alfa più elevato (parametro della piastra) sono risultati più efficaci nell’inattivazione della popolazione microbica rispetto ai diaframmi a singolo foro. Quello multi-foro (ORFP 4) è risultato correlato alla più alta riduzione delle cellule microbiche, con una riduzione logaritmica di 3,5 e 2,83 per E. coli e S. aureus, seguita rispettivamente da ORFP 3, ORFP 2 e ORFP 1. Il numero di cavitazione nell’intervallo 0,210,66 ha comportato una significativa riduzione dei due batteri, per cui si può affermare che sia la geometria del diaframma (alfa, beta che area di flusso) che le caratteristiche di flusso (portata e numero di cavitazione) del sistema di cavitazione idrodinamica hanno influito sulla riduzione dei batteri. Pertanto, la cavitazione idrodinamica con diversa configurazione dei diaframmi può rappresentare un’alternativa alla pastorizzazione termica.

72 industrie alimentari - lxiii (2024) - marzo

Composizione chimica di formaggi italiani biologici e tradizionali

Sebbene ci siano diversi studi che confrontano le caratteristiche del latte biologico e convenzionale, pochissimi si sono concentrati su prodotti derivati come il formaggio. Per questo motivo uno studio dell’Università di Padova, pubblicato sul Journal of Dairy Science. 106, (10): 6646-6654, 2023, ha mirato a un esame controllato dettagliato della composizione totale, minerali e del profilo degli acidi grassi di formaggi italiani biologici (org) e convenzionali (con) prodotti in parallelo.

Sono stati analizzati quattro tipi di formaggi italiani: Latteria (org, n = 9; con, n = 10); Asiago DOP fresco (org, n = 9; con, n = 9); Caciotta (org, n = 8; con, n = 8); e mozzarella “specialità tradizionale garantita” TSG; org, n = 14; con, n = 14). I campioni di formaggio sono stati raccolti da settembre 2020 ad agosto 2021. Composizione totale, minerali e acidi grassi sono stati determinati usando la spettroscopia a infrarossi. All’interno di ciascun tipo di formaggio, i campioni “org” e “con” accoppiati sono stati confrontati utilizzando un test dei segni per ranghi non parametrico Wilcoxon. Il formaggio Latteria ha mostrato un contenuto di PUFA, N-3 e N-6 più basso e il maggior contenuto di Fe, K, C10: 0, C12: 0 e C16: 0 nel prodotto biologico rispetto a quello convenzionale. L’Asiago DOP fresco ha mostrato un contenuto di proteine e Zn più basso e un maggiore contenuto di sale, ceneri e Na del prodotto biologico. La caciotta ha mostrato un contenuto di ceneri, di N-3 e N-6 inferiore, a fronte di mag-

giori concentrazioni di K, C4: 0, C8: 0, C10: 0, C14: 0 e C16: 0 nel formaggio bio rispetto al convenzionale. La mozzarella TSG ha mostrato un contenuto inferiore di grassi e, quindi, di acidi grassi, ma più umidità, ceneri e contenuto di Mg nei formaggi bio rispetto ai convenzionali.

In conclusione, sono state osservate poche differenze significative nella composizione chimica tra le due varietà di formaggi, indipendentemente dal tipo considerato. Inoltre, l’Asiago DOP fresco ha mostrato meno differenze significative tra i due tipi rispetto a Latteria, caciotta e mozzarella TSG.

Eliminazione dei biofilm di Listeria monocytogenes nella lavorazione dei formaggi

Le bolle ultrafini (UFB) sono un concetto nuovo che potrebbe aumentare la potenza degli antimicrobici nell’eliminazione dei biofilm. Questo studio statunitense pubblicato sul Journal of Food Safety. 43, (5): e13057, 2023 ha studiato l’impatto dell’incorporazione di UFB di gas

(aria, CO2 e N2) sulla potenza delle soluzioni antimicrobiche (AM) di cloro (Cl2; 50, 100 e 200 ppm) e acido peracetico (PAA; 20, 40 e 80 ppm) contro biofilm di Listeria monocytogenes freschi (3 giorni) e invecchiati (30 giorni) su superfici in polipropilene, silicone e acciaio inossidabile.

ricerca applicata 74 industrie alimentari - lxiii (2024) - marzo

NOTIZIE DAL MONDO

Record di visitatori per Beer&Food

Attraction e BBTech Expo

L’edizione 2024 di Beer&Food Attraction, il salone internazionale del fuoricasa horeca organizzato da Italian Exhibition Group assieme a BBTech Expo, dedicato a tecnologie di processo e Filling&Packaging per birre e bevande, ha accolto a Rimini 600 brand dislocati in 14 padiglioni, raccogliendo un +20% di visite professionali totali rispetto all’edizione del 2023.

Sono arrivati a Rimini 125 buyer provenienti principalmente da Spagna, Canada, Germania, USA e Svezia grazie alla partnership con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Agenzia ICE e con il network dei regional advisor di IEG. Fiducia, innovazione e propositività sono state le parole chiave della tre giorni in fiera. Raccolta grande soddisfazione tra gli operatori del settore horeca presenti: dai produttori ai distributori, dai top buyer delle catene di ristorazione, ai titolari di pubblici esercizi e responsabili di catene specializzate.

Un intero distretto dedicato a Innovazione, Ricerca & Sviluppo per dare voce alle realtà che contribuiscono al progresso del set-

tore fuoricasa. Questa la grande novità dell’edizione 2024 di Beer&Food Attraction e BBTech Expo, con l’istituzione dell’Innovation Award che ha premiato le aziende espositrici che si sono distinte in diversi ambiti, dall’innovazione di prodotto al packaging. Spazio anche al premio Start-Up, che ha visto emergere le realtà innovative nel mondo dei sistemi gestionali per la risto-

razione, della sostenibilità e della tecnologia. I Campionati della Cucina Italiana, il Premio Birra dell’anno e Pizza senza frontiere – World Pizza Champion Games hanno animato i tre giorni di manifestazione.

Beer&Food Attraction e BBTech expo danno appuntamento alle rispettive community dal 16 al 18 febbraio 2025, sempre alla fiera di Rimini.

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Gelato d’Italia acquisisce

il marchio

Giuntoli

Gelato d’Italia, tra le aziende leader in Italia nella produzione di gelati e ghiaccioli per la grande distribuzione e per i grandi marchi del settore, ha acquisito dalla liquidazione giudiziale, tramite asta, lo stabilimento, gli asset produttivi e il marchio di Giuntoli, azienda toscana di ghiaccioli e gelati in procedura fallimentare dal 2023. Con questa operazione Gelato d’Italia potrà rafforzare nel breve la propria presenza sul mercato nazionale, rendendo l’azienda emiliana il primo operatore italiano nella categoria dei ghiaccioli.

L’azienda prosegue così il suo percorso di crescita, che pre-

vede ora l’acquisizione di altre aziende del settore in Europa e Nordamerica per creare un operatore in grado di fornire ai propri

clienti maggiore capacità produttiva e una presenza internazionale più vicina ai mercati di riferimento.

Accordo tra Fiere di Parma e Kölnmesse per il Food & Beverage

Kölnmesse e Fiere di Parma hanno annunciato che la loro partnership, operativa ormai da 8 anni nel settore Meccano Alimentare, si estende anche al Food&Beverage. Per questo, a partire dal 2024, TuttoFood sarà supportato dalla rete internazionale di Kölnmesse per lo sviluppo degli espositori esteri per confermare e sviluppare il suo posizionamento internazionale attraverso il network che organizza le fiere leader mondiali nel settore alimentare, ossia Anuga e il salone dei prodotti e degli snack ISM.

Parallelamente, anche Cibus potrà godere dei vantaggi del know-how degli storici partner di Colonia, in particolare sul fronte dei visitatori internazionali, come già avviene dal 2015 per Cibus Tec. Grazie a questa alleanza, la storica fiera Meccano-Alimentare di Parma ha raggiunto infatti risultati record nel 2023, superando – caso unico in Europa – i numeri pre-covid dell’edizione 2019.

Da oggi, quindi, al mercato delle aziende agroalimentari si presenta una piattaforma fieristi-

ca unitaria che ha in portafoglio Anuga-Colonia, ovvero l’evento di riferimento a livello mondiale, Cibus-Parma, la fiera leader e iconica del Made in Italy alimentare, e TuttoFood-Milano che ospiterà le tendenze dell’offerta globale di Food&Beverage.

La triangolazione ParmaColonia-Milano non solo consoliderà la leadership di queste città nelle fiere Food&Beverage ma confermerà il ruolo guida dell’Europa nel tracciare un modello alimentare consapevole e sostenibile per il pianeta.

notizie dal mondo 82 industrie alimentari - lxiii (2024) - marzo

Bühler migliora la redditività nel 2023

Nel 2023, Bühler ha raccolto buoni risultati pur in un contesto globale complesso e volatile ed ha aumentato la redditività, come pure l’equity ratio. Come fornitore di soluzioni innovative, la società ha beneficiato di molte opportunità e ha guadagnato quote di mercato nei settori principali. In valuta locale, il fatturato è cresciuto sostanzialmente, a fronte di un lieve incremento degli ordini, che avendo un valore di 2,0 miliardi di franchi svizzeri, collocano il gruppo in una buona posizione per il 2024.

Più nel dettaglio, Bühler ha messo a segno un fatturato di 3,0 miliardi di CHF (+1,0%), con un alto livello di ordini, mentre l’EBIT è aumentato dell’8,9% a 216 milioni di CHF con un margine EBIT corrispondente del 7,2% (anno precedente: 6,7%). L’utile netto è aumentato del 16,3% a 179 milioni di CHF (anno precedente: 154 milioni di CHF), corrispondente

un margine del 5,9% (anno precedente: 5,2%). Inoltre, nel 2023, Bühler ha continuato a rafforzare la sua posizione finanziaria, aumentando l’equity ratio al 51,1% (anno precedente: 49,8%).

Le divisioni Food

Soffermandoci in particolare sui settori cerealicolo e alimentare, il fatturato è sceso del 3,1% a 2.204 milioni di CHF, mentre gli ordini sono diminuiti dello 0,7% a CHF 2.357 milioni, pur essendo cresciuti entrambi nelle valute locali. La maggiore richiesta globale di sicurezza alimentare è stata un fattore propulsivo importante per le aree business Milling Solutions e Grain Quality & Supply, mentre in Cina, pur in un contesto economico difficile che ha agito da freno, grazie agli sforzi governativi finalizzati a migliorare la sicurezza alimentare sono stati messi a segno diversi importanti ordini nello scarico delle navi.

La divisione Milling Solutions, la più grande di Bühler, ha beneficiato di una ripresa generale della domanda di grandi impianti di macinazione e lavorazione dei cereali, tra cui numerose installazioni completamente nuove, da Stati Uniti ad Arabia Saudita, Venezuela, Europa, Africa e Sud-est asiatico. La crescita del turnover è stata notevole nell’Area Chocolate & Coffee e la divisione Consumer Foods ha continuato il recupero sia in termini di volumi che di redditività.

Servizio al cliente

Fra gli elementi che hanno maggiormente contribuito al successo di Bühler figurano i servizi al cliente, rivelatisi anche nel 2023 un pilastro strategico, in quanto rappresentano l’elemento più immediato per migliorare la produttività e di conseguenza anche la sostenibilità degli impianti, riducendo i consumi energetici, idrici e i rifiuti. La divisione del servizio clienti è cresciuta dell’1,2%, pari a 966 milioni di CHF, il 32% del fatturato del gruppo.

Distribuzione geografica

Sicuramente, anche la capacità di Bühler di operare su diversi mercati a livello geografico rappresenta un fattore di successo, consentendo di compensare il calo dei volumi in alcune regioni con gli incrementi in altri. Ad esempio, le Americhe hanno registrato una forte crescita del turnover, che ha invece registrato un calo in Cina. Complessivamente, nel 2023 le quote regionali del fatturato del gruppo svizzero sono sta-

notizie dal mondo 84 industrie alimentari - lxiii (2024) - marzo
Il quartiere generale di Bühler ad Uzwil.
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