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Lettering e impaginazione Vanessa Nascimbene con Officine Bolzoni Supervisione Michele Foschini Proofreading Andrea Petronio, Francesco Savino, Teresa de Pasquale e Chiara Calderone

Via Leopardi 8 – 20123 Milano chiedi@baopublishing.it – www.baopublishing.it Il logo di BAO Publishing è stato creato da Cliff Chiang. Titolo originale dell’opera: Understanding Comics, Reinventing Comics, Making Comics Understanding Comics copyright © 1993 by Scott McCloud. All rights reserved. Reinventing Comics copyright © 2000 by Scott McCloud. All rights reserved. Making Comics copyright © 2006 by Scott McCloud. All rights reserved. Published by arrangement with William Morrow, an imprint of HarperCollins Publishers. Per l’edizione italiana: © 2018 BAO Publishing. Tutti i diritti riservati. ISBN: 978-88-3273-124-8 PRIMA EDIZIONE


introduzione Il volume che avete tra le mani è prezioso per numerose ragioni. Esso raccoglie i tre famosissimi saggi scritti e disegnati, ma soprattutto pensati da Scott McCloud tra il 1993 e il 2006 e che lo hanno reso celebre come uno dei massimi studiosi di Fumetto di tutti i tempi. Nati in momenti diversissimi dal punto di vista dell‘industria del Fumetto americana, ovvero l‘ambiente nativo di McCloud, rappresentano tre approcci compatibili, ma profondamente diversi, alla cosiddetta nona arte. Capire il Fumetto, del 1993, rappresenta il più chiaro, articolato e illuminante tentativo di sviscerare le ragioni dell‘efficacia del Fumetto come mezzo narrativo. Parla all‘anima degli autori e dell‘anima dei lettori. Inizialmente pubblicato negli Stati Uniti dal piccolo editore che era anche responsabile del catalogo dei romanzi grafici di Will Eisner – la Kitchen Sink Press – è nato nel mezzo della bolla speculativa delle “copertine alternative” e delle “edizioni da collezione” che sarebbe poi scoppiata negli Stati Uniti nel 1994, ridimensionando il mercato, le aspettative degli autori, l‘importanza economica dell‘industria dei fumetti. Reinventare il Fumetto, del 2000, è una disamina del potenziale rivoluzionario del medium dal punto di vista del contenuto, della forma e del mercato. La seconda metà del libro parla dell‘imminente rivoluzione digitale e fa sorridere, oggi, leggere di scarsa qualità dell‘immagine per colpa dei monitor o di modem a 56K, ma i concetti ipotizzati da McCloud si sono rivelati profetici, per lo meno per quanto riguarda il suo mercato di riferimento. Tanto l‘importanza degli autori “nativi del web” quanto i metodi di distribuzione diffusa del mercato digitale sono, negli Stati Uniti, una parte importante del volume d‘affari dell‘editoria a fumetti. La prima metà del libro, poi, con il suo accurato studio delle dinamiche di mercato e di come esse influenzino anche il lavoro artistico degli autori, è una lettura assolutamente imprescindibile. Fare Fumetto, infine, del 2006, alla cui pubblicazione seguì un eroico tour che vide coinvolta tutta la famiglia McCloud, numerose tappe nei cinquanta Stati dell‘Unione e un‘automobile che ebbe il buon gusto di tirare le cuoia proprio alla fine (in un‘involontaria citazione di Blues Brothers, a ben vedere), affronta il codex narrativo del Fumetto e lo rende accessibile e flessibile alle esigenze profonde dei narratori, demistificando senza banalizzare, illuminando senza promettere trucchi infallibili. Alla fine di questo tomo, in una delle ultime note, McCloud rivela le proprie regole di lavoro: Impara da tutti. Non seguire nessuno. Fa‘ caso alle tendenze. Lavora come un pazzo. In un certo senso, avocando l‘apertura, l‘indipendenza di pensiero e l‘attenzione a ciò che succede intorno a loro, sta dicendo agli aspiranti autori (perché se questo libro in generale può essere considerato “per tutti” è palese che la terza parte si rivolge a chi desidera essere un narratore a fumetti) di prenderlo sul serio, ma di non seguire rigidamente i concetti che esprime nel libro. La quarta regola, sicuramente la più importante, ricorda a tutti che il Fumetto è un‘arte fatta di incosciente dedizione, di fatica senza limiti, e che non esiste un sostituto a questo ingrediente nella strada verso il successo. Nello smettere i panni del ruolo di maestro, Scott McCloud ci ricorda che i soli cattivi maestri sono quelli che non ci permettono di sperimentare, di infrangere le regole, di inventare. E questo, al cuore della sua essenza, è il senso stesso del Fumetto. Anche per questo, sentitevi liberi di leggere questo volume come riterrete opportuno: in ordine, saltando di argomento in argomento secondo ciò di cui sentite la necessità, partendo dal secondo o dal terzo tomo... L‘importante è che sentiate chiara la voce dell‘autore, un uomo capace di rendere chiarissimi concetti che raramente emergono nel determinismo di una descrizione concisa. Buon viaggio. Non sarete gli stessi quando lo avrete terminato. Michele Foschini


Libro 1

Capire il Fumetto


RINGRAZIAMENTI Il libro che state per leggere ha richiesto 15 mesi di lavorazione e molte delle idee che contiene sono state cotte a fuoco lento per 9 anni, quindi ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a queste riflessioni sarebbe impossibile. Inoltre, fin dalla sua prima pubblicazione, questo volume ha ricevuto il supporto di centinaia di viaggiatori in tutti gli angoli del mondo editoriale. Mi scuso in anticipo con chi non è indicato e invece se lo meriterebbe. La mia più profonda gratitudine a Steve Bissette, Kurt Busiek, Neil Gaiman, Larry Marder e Ivy Ratafia che hanno letto le bozze originali nel dettaglio e offerto molte critiche ragionevoli. Il loro contributo all‘opera non è quantificabile. Sono stato fortunato ad avere anche l‘analisi dettagliata della talentuosa Jennifer Lee e i consigli e le riletture ben oltre il necessario di Bob Lappan. Molti ringraziamenti anche al meraviglioso (e al magnanimo) Will Eisner, che mi ha dato parole di incoraggiamento e incredibili suggerimenti per le ultime fasi di lavorazione. I suoi lavori sono stati di ispirazione per me e per migliaia di artisti nel corso degli anni. Fumetto e arte sequenziale di Eisner è stato il primo libro a esaminare la forma artistica del fumetto. Ecco il secondo. Non l‘avrei potuto fare senza di te, Will. Grazie. Sono profondamente debitore nei confronti di amici e familiari che mi hanno offerto consigli sulla lavorazione del manoscritto. Nella lista ci sono Holly Ratafia, Alice Harrigan, Carol Ratafia, Barry Deutsch, Kip Manley, Amy Sacks, Caroline Woolf, Clarence Cummins, Karl Zimmerman, Catherine Bell, Adam Philips e i leggendari fratelli Dewan, Ted e Brian. Del mondo del fumetto, grazie a Richard Howell, Mike Luce, Dave McKean, Rick Veitch, Don Simpson, Mike Bannon (per il supporto tecnico), Jim Woodring e tutta la meravigliosa squadra di San Diego ‘92. Grazie ai numerosi professionisti che hanno appoggiato e contribuito al progetto, soprattutto Jim Valentino, Dave Sim e Keith Giffen, che hanno usato i loro libri come forum al posto mio. Nel settore delle vendite, ringrazio i generosi membri del Direct Line Group, i numerosi negozi che hanno ospitato il nostro tour e soprattutto “Mighty Moondog” in persona, Gary Colobuono. Grazie, come sempre, a Larry Marder, connettore di tutte le realtà del fumetto, per il suo instancabile lavoro. Grazie a tutti i giornalisti di stampa, radio e televisione che hanno parlato del libro senza usare le onomatopee del telefilm di Batman, soprattutto a Calvin Reid e la squadra di PW. Le prime influenze sulle idee di questo libro sono difficili da individuare, ma non meno importanti. Kurt Busiek mi ha introdotto al fumetto molti anni fa ed è stato la mia guida per tanto tempo. L‘editor in chief di Eclipse, Cat Yronwode, ha formato il mio giudizio critico nei sette anni di Zot! ed è una delle poche persone del settore che conosce il mio percorso. Art Spiegelman, come Eisner, è stato un punto di riferimento per un ragionamento sul fumetto come forma d‘arte e il suo breve Cracking Jokes ha chiarito il potenziale al di là della fiction e ha reso questo libro possibile. Altre importanti influenze includono il Professore Larry Bakke della Syracuse, Richard Howell e Carol Kalish. Grazie alle brave persone di Tundra Publishing, Kitchen Sink Press e HarperCollins. Senza Kevin Eastman questo libro non avrebbe mai visto la luce. Grazie, Kevin. Senza Ian Ballantine, non avreste questo libro tra le mani. Grazie, Ian. E senza di te, Ivy, non sarebbe stato così divertente. Ti amo alla follia. Domani ce lo prendiamo di vacanza. Scott McCloud


INDI C E INTRODUZIONE

1

METTIAMO LE COSE IN CHIARO

2

IL VOCABOLARIO DEL FUMETTO

3

SANGUE tra i MARGINi

p.68

4

FINESTRE TEMPORALI

p.102

5

VIVERE IN LINEA

p.126

6

MOSTRA E RACCONTA

p.146

7

I SEI PASSAGGI

p.170

8

UN ACCENNO SUL COLORE

p.193

9

PER CONCLUDERE

p.201

p.10

p.32


introduzione il mio vecchio amico matt feazell mi ha chiamato, l'altro giorno.

allora, scott, qual è il tuo prossimo progetto, ora che hai finito zot?

sai, come definiamo un fumetto, quali sono i suoi elementi base, in che modo la mente elabora il linguaggio del fumetto… cose così.

oh.

be', è un po' difficile da descrivere, matt. È un fumetto sui fumetti! intendi una storiografia?

ho un capitolo anche sulla closure… tutto ciò che succede tra le vignette. Ce n'è uno su come scorre il tempo nel fumetto, un altro sull'interazione tra parole, immagini e narrazione.

non sei un po' giovane per questo tipo di cose?

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non proprio, no… anche se ci sono riferimenti storici. È più una riflessione sulla forma artistica del fumetto, quali sono le sue potenzialità e il suo funzionamento.

ho anche formulato una nuova teoria del processo creativo e delle sue implicazioni per il fumetto e l'arte in generale!


capire il

fumetto


capitolo uno

mettiamo le cose in chiaro

quando ero bambino sapevo

ciao, sono scott mccloud.

i fumetti erano quelle riviste colorate e vivaci piene di brutti disegni, storie stupide e uomini in calzamaglia.

esattamente cos'erano i fumetti.

io, invece, leggevo i libri veri. Ero troppo grande per i fumetti!

ma quando arrivai in terza media, un mio amico (che era molto piÚ sveglio di me) mi convinse a dare ai fumetti un'altra possibilità e mi prestò la sua collezione.

ben presto me ne appassionai!

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in meno di un anno, divenni ossessionato dai fumetti! Due anni dopo decisi che sarei diventato un fumettista e cominciai con la pratica,

sentivo che c'era qualcosa di segreto nel fumetto… qualcosa che nessuno aveva mai fatto.

fumetti?! ma è… ma è… ma…

come un potere nascosto!

pratica,

pratica!

certo, lo capivo che i fumetti di solito erano rozzi, disegnati male, per semi-analfabeti e dozzinali…

se la gente non comprendeva il fumetto, era perché avevano una definizione del fumetto troppo ristretta!

ma quando cercavo di spiegare la mia sensazione, fallivo miseramente.

… ma…

non devono esserlo per forza!

se fossimo riusciti a trovare una definizione corretta, avrebbe messo da parte gli stereotipi…

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… e mostrato che il potenziale del fumetto è sconfinato ed entusiasmante!

il problema era che, per la maggior parte delle persone, il fumetto era così! non parlarmi come in un fumetto, barney!

è qui che comincia il nostro viaggio.


… ma non essere generica al punto da includere ciò che chiaramente non è fumetto.

la parola “fumetto” vuole essere utilizzata per definire il medium stesso, non un oggetto specifico come “albo a fumetti” o “striscia a fumetti”. tutti noi sappiamo visualizzare un fumetto.

VEDERE PAGINA 224 PER COPYRIGHT

il mondo del fumetto è enorme e variegato. La nostra definizione deve abbracciare tutte le tipologie…

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ma che cosa…

… è… … il fumetto?


il maestro del fumetto will eisner usa il termine arte sequenziale per descrivere il fumetto. prese singolarmente, le immagini qui sotto sono semplicemente… immagini.

però, se fanno parte di una sequenza anche solo di una sequenza di due immagini - il disegno dell'immagine si trasforma in qualcosa di più: il disegno di un fumetto!

si noti che questa definizione è assolutamente neutra per quanto riguarda stile, qualità o argomento trattato.

è stato scritto molto sulle varie scuole del fumetto: su determinati artisti, titoli o movimenti…

ma, per definire il fumetto, dobbiamo prima effettuare un po' di chirurgia estetica e separare la forma dal contenuto!

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il “contenuto” di quelle immagini e idee sta, ovviamente, ai creatori… e abbiamo tutti gusti differenti.

la forma d'arte – il medium – conosciuto come fumetto è un contenitore che può ospitare diverse tipologie di idee e immagini.

… con il messaggero.

ahem il trucco sta nel non confondere il messaggio…

a un certo punto, virtualmente tutti i grandi media hanno ricevuto un'analisi critica, interna ed esterna.

ma il fumetto ha raramente* ricevuto queste attenzioni. parola scritta

musica

video

teatro

arti visive

film

*fumetto & arte sequenziale di eisner è una lieta eccezione.

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vediamo se riusciamo a cambiare questa situazione.


il termine di eisner è un buon punto di partenza.

vediamo se riusciamo a trasformarlo in una definizione da vocabolario.

ci sono molti tipi di arte. E se trovassimo qualcosa di più specifico?

ci sono idee? arte okay. sequ

arte sequenziale

enziale

un film animato non è arte visiva in sequenza?

ehi, e l'animazione?

così?

hmm… ottima osservazione.

come?

arte sequenziale visiva

arte e zial sequenva visi

e art ziale uen seq visiva credo che la differenza base stia nel fatto che l'animazione è sequenziale nel tempo ma non giustapposta* nello spazio come per il fumetto.

ogni frame successivo di un film è proiettato proprio nello stesso spazio – lo schermo – mentre ogni frame di un fumetto occupa uno spazio differente.

*giustapposto: adiacente, accostato. Favolosa parola da scuola d’arte.

lo spazio fa per il fumetto ciò che il tempo fa per i film!

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ma

ma dobbiamo usare il termine “arte”? Non implica qualche tipo di giudizio di valore?

a ogni modo, dovremmo essere un po' più specifici.

arte sequenziale visiva giustapposta

si

potrebbe

be'… obiettare che

prima che okay, e così? venga proiettato

che ne dite di questo?

immagini statiche sequenziali giustapposte

un film

immagini statiche giustapposte in una sequenza intenzionale

è solo così mi sembra un po' arbitrario.

un fumetto

molto

oh, non deve contenere testi, per essere un fumetto… huh?

molto immagini statiche giustapposte in una sequenza intenzionale

immagin i statiche giustapp oste in una sequenza intenziona le

molto

lento!

ma… le parole?

le lettere sono immagini statiche, no? quando sono organizzate in una sequenza intenzionale, una accanto all'altra, formano le parole! diglielo, bob!

no, no. intendevo dire: quella definizione non descrive le parole?

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okay, che ve ne pare di questo?

e batman?! Non ci dovrebbe essere batman?!

immagini e altre figure giustapposte in una sequenza intenzionale

immagini e altre figure giustapposte in una sequenza intenzionale

chi l'ha lasciato entrare?

la scriviamo, aggiungiamo qualcosa sugli usi del fumetto e…

voilà!

… e, nella maggior parte dei casi, questa è l'unica definizione di cui avremo bisogno.

fumetto (fu-mét-to) s. m. 1. immagini e altre figure giustapposte in una sequenza intenzionale, con lo scopo di comunicare informazioni e/o ottenere una reazione estetica nel lettore. 2. Supereroi in costumi sgargianti che affrontano orribili nemici che vogliono controllare il mondo con sequenze violente. 3. Coniglietti, topolini e orsacchiotti che fanno il girotondo tutti insieme. 4. Corruttore della gioventù della nostra nazione.

… forse possiamo gettare una luce nuova sulla storia del fumetto.

ma, con una definizione specifica dalla nostra…

arte sequenziale

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no, davvero! E anche gli x-men e… {ahio!} ehi! Ehi! Lasciatemi andare! Ehi!

immagi altre fig giustapp in un sequen intenzio

bene, ecco ora cosa facciamo.

lo ammetto, non è qualcosa che si può tirar fuori in una conversazione casuale…

la maggior parte dei libri sul fumetto comincia dopo l'inizio del secolo, ma credo che ci possiamo avventurare un po' più in là.


molto più in là, a dire il vero!

ecco un pezzo della storia epica contenuta nel manoscritto illustrato precolombiano “scoperto” da cortés intorno al 1519.

questo dipinto pieghevole vivacemente colorato racconta del grande eroe politico e militare 8-cervo “artiglio di giaguaro”.* è un fumetto? Potete scommetterci! Alcune parti possiamo addirittura leggerle!

*o “artiglio di ocelotto”, a seconda della versione che si legge. Questa sequenza è basata sulla lettura dello storico e archeologo messicano alfonso caso.


primo, separiamo le parole dalle immagini. 8-cervo “artiglio di giaguaro”

(un nome)

11 case

Poi invertiamole, raddrizziamole (l'ordine di lettura originale era da destra a sinistra e a zigzag) e cominciamo:

il nostro eroe, 8-cervo “artiglio di giaguaro”, conquista il posto e cattura il principe di nove anni 4-vento “serpente di fuoco”.

l'anno: 1049 a.C. La data: 3 maggio* il luogo: qui!

12 scimmie (una data) il fagotto del dio xipe

(glifo per un luogo di cui non si conosce il nome.)

8-cervo cattura anche i fratelli maggiori del principe, 10-cane “copale d'aquila in fiamme” e 6-case “fila di coltelli di selce” e li sbatte al fresco.

l'anno successivo, 8-cervo e (probabilmente) suo fratello, mascherati da tigri, danno il via a un combattimento sacrificale con il principe 10-cane e un altro guerriero mascherato da morte.

(qui prendo per buona la parola dei traduttori)

8-cervo uccide l'altro principe, 6-case “fila di coltelli di selce”, otto giorni dopo.

*conosciamo l’anno, provo a indovinare la data rappresentata da “12 scimmie”.

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centinaia di anni prima che cortés cominciasse a collezionare fumetti, la francia produsse un’opera spaventosamente simile, che chiamiamo l'arazzo di bayeux.

questo arazzo di 68 metri racconta la conquista normanna dell'inghilterra, cominciando dal 1066.

traduzione: il cuore della battaglia

lungi dal non ritenerli fumetti, credo che i disegnatori moderni debbano studiare le possibilità di composizione a pagina intera e penso a quanti pochi artisti ne abbiano fatto buon uso da allora!

il vescovo oddone sprona i soldati

perenne eccezione: will eisner.

trovare fumetti precedenti al nostro millennio è più complicato.

qual è il principe?

immagini e altre figure giustapposte in una sequenza intenzionale ?

be'? Niente cavalli?

la uso per indicare almeno una vaga somiglianza con il soggetto. Ma questi glifi rappresentano solo suoni, similmente al nostro alfabeto.

a prima vista, i geroglifici egizi sembrerebbero perfetti per la nostra definizione. ma questo dipende dal nostro utilizzo della parola “pittorico”.

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leggendo da sinistra a destra, vediamo gli eventi della conquista, in intenzionale ordine cronologico, dipanarsi dinanzi a noi.

come per il codice messicano, non ci sono margini di vignetta, ma ci sono delle chiare suddivisioni tra gli argomenti trattati.

il duca guglielmo si toglie l’elmo per incitare i soldati

l’esercito di aroldo viene fatto a pezzi

i dipinti egizi sono un'altra questione. Alcuni, come questo, potrebbero sembrare una sequenza, ma in realtà mostrano luoghi, eventi e personaggi diversi, legati solo dal soggetto.

per questo, il loro discendente effettivo sono le parole scritte, non il fumetto.

“seguono te, le anime dell'est. Lodano te, le anime dell'ovest.”

ho cercato di trovare una sequenza nei dipinti egizi per anni, quando ho iniziato questo libro, ed ero sul punto di arrendermi…

… fino a quando non ho scoperto che i libri che usavo come documentazione…

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… mostravano solo una parte dell'immagine!


ecco la scena completa*, dipinta oltre trentadue secoli fa per la tomba di “menna”, l'antico scriba egizio.

fine

dal basso verso l'alto, però!

come si sarebbe fatto in messico 2.700 anni dopo, gli egiziani leggevano i propri fumetti a zigzag.

inizio

*quasi completa , a dire il vero.

partendo da in basso a sinistra, vediamo tre lavoratori che raccolgono grano con il falcetto…

disegno ricalcato per la riproduzione in bianco e nero.

… per portarlo poi in ceste alla trebbiatura. (sullo sfondo, due ragazze che litigano per del grano rimasto indietro e due lavoratori seduti sotto a un albero, uno addormentato e uno che suona un flauto!)

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l'anziano menna supervisiona…*

i fasci sono poi rastrellati fino a diventare uno spesso manto di grano.

i buoi lo calpestano fino a far uscire i semi dalla buccia.

poi i contadini separano il grano dalla pula.

… mentre i leali scribi registrano il raccolto sulle tavolette.

qui un ufficiale tende una fune per misurare la terra e decidere quanto grano deve finire in tasse.

e, mentre menna osserva, i contadini in ritardo con i pagamenti delle tasse vengono picchiati.

in questo capitolo, ho solo scalfito la superficie… la colonna traiana, i dipinti greci, le pergamene giapponesi… sono tutte ipotesi che dovrebbero essere prese

ma c'è un solo evento che è fondamentale tanto per la storia del fumetto quanto per la storia della parola scritta.

ammetto senza problemi di non sapere dove o quando è nato il fumetto. Che siano altri a occuparsene.

? a.c.

in considerazione.

l'invenzione della

stampa.

? D.c.

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*volto cancellato dalle successive generazioni di capi politici


disegno ritoccato per chiarezza, il resto è immutato.

grazie all'invenzione della stampa*, la forma d'arte che era stata un intrattenimento per ricchi e potenti può essere goduta da tutti!

i gusti popolari non sono cambiati molto in cinque secoli. Guardate le torture di sant'erasmo, del 1460 circa. Pare che fosse un personaggio molto famoso dell'epoca.

la raffinatezza della storia per immagini crebbe, raggiungendo vette altissime nelle capaci mani di william hogarth.

ecco. Una parte minuscola (circa un ventesimo) della seconda incisione della storia in sei incisioni di progresso di una prostituta, pubblicata nel 1731.

nonostante le poche vignette, queste ricche e dettagliate immagini raccontano una storia densa di particolari e motivata da forti preoccupazioni sociali.

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*forse non dovrei dire “invenzione�. Gli europei sono arrivati un pochino in ritardo nella scoperta della stampa.


le storie di hogarth furono esposte prima come una serie di dipinti e poi vendute come portfolio di incisioni.

progresso di una prostituta e il suo sequel, progresso di un libertino, divennero così popolari che furono create nuove leggi sul diritto d'autore per proteggere questa nuova forma.

sfortunatamente, töpffer stesso non colse il pieno potenziale della sua invenzione, reputandolo un semplice sollazzo, un hobby…

sia i dipinti sia le incisioni erano pensati per essere visti gli uni accanto agli altri… in sequenza!

il padre del fumetto moderno può essere ritenuto per diversi aspetti rodolphe töpffer, le cui storie satiriche, cominciate a metà dell'Ottocento, utilizzavano cartoon e bordi di vignetta… la prima combinazione interdipendente tra parole e immagini mai vista in europa.

ciononostante, il contributo di töpffer alla comprensione del fumetto è fondamentale, anche solo per aver realizzato che lui, che non era né un pittore né uno scrittore…

“se, in futuro, [töpffer] opterà per temi meno frivoli e un maggior controllo, produrrà opere che vanno oltre ogni possibile concezione.” –Goethe

… aveva creato e padroneggiato una forma che fosse entrambe le cose e nessuna delle due.

un linguaggio tutto nuovo.

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i giornali satirici britannici mantennero viva la tradizione e, mentre ci avvicinavamo al ventesimo secolo, i fumetti che chiamiamo fumetto cominciarono ad apparire e a prosperare in un costante flusso di sogno vigile che ancora deve placarsi.

ma, anche in questo secolo, la nostra definizione può servire a far risaltare le opere di eroi misconosciuti.

alcuni dei fumetti più ispirati e innovativi del nostro secolo non sono mai stati riconosciuti come tali. Non tanto malgrado le loro qualità superiori, quanto a causa di essE. per gran parte di questo secolo, la parola “fumetto” ha assunto un'accezione talmente negativa che molti dei più bravi autori di fumetto hanno preferito essere conosciuti come “illustratori”, “disegnatori commerciali” o, al massimo, “cartoonist”!

immagini e altre figure giustapposte in una sequenza intenzionale

e così, la bassa autostima del fumetto si autoalimenta! Una prospettiva storica necessaria per contrastare l'immagine negativa viene oscurata proprio da quella negatività.

lo xilografo lynd ward è uno di questi anelli mancanti. i “romanzi sul legno” muti di ward sono potenti favole moderne, stimate dagli autori di fumetti, ma raramente ritenuti fumetto.

da l’uomo di dio di ward, 1929.

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artisti come ward e il belga frans masereel hanno detto molto con le loro xilografie sulle potenzialità del fumetto, ma pochi, nella comunità fumettistica dell'epoca, hanno colto il messaggio.

da viaggio appassionato di frank masereel, 1919.

un caso molto diverso è il surreale “romanzo collage” di max ernst, Una settimana di bontà.

questa sequenza illustrata di 182 tavole è unanimemente ritenuta un capolavoro del ventesimo secolo, ma nessun insegnante di storia dell'arte si è mai sognato di definirlo “fumetto”! eppure, nonostante l'assenza di una storia convenzionale, è evidente il ruolo centrale che ha la sequenza all'interno dell'opera. Ernst non vuole che guardiate qua e là, vuole che la leggiate!

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la loro definizione di fumetto, adesso come allora, era troppo ristretta per includere opere simili.


se non escludiamo la fotografia dalla nostra definizione, allora metà degli stati uniti è stata in un fumetto almeno una volta.

intanto, le immagini in sequenza vengono finalmente riconosciute come un eccellente strumento di comunicazione, eppure nessuno ancora li definisce fumetti! “diagrammi” sembra molto più dignitoso, credo.

dalle vetrate istoriate che mostrano scene bibliche in sequenza alle serie di dipinti di monet, passando per il libretto di istruzioni della vostra auto, i fumetti sono ovunque, se usiamo “arte sequenziale” come definizione.

in alcune nazioni, infatti, i fotoromanzi sono molto popolari.

le vignette singole come questa sono spesso ritenute fumetto, eppure non può esistere una sequenza di un singolo elemento!

fumetto (fu-mét-to) s. m. 1. immagini e altre figure giustapposte in una sequenza intenzionale, con lo scopo di comunicare informazioni e/o ottenere una reazione estetica nel lettore. per tutte le porte che la nostra definizione apre, ce n'è una che si chiude.

“Mamma, perché non sono giustapposto?”

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vignette simili possono essere classificate come “disegno a fumetti” nel senso che derivano parte del loro vocabolario visuale dai fumetti…


ma non sono fumetti più di quanto questo fotogramma di humphrey bogart non sia un film!

sono cartoon, come me, e c'è una relazione di lunga data tra fumetti e cartoon.

… ma non sono la stessa cosa! Uno è un approccio alla tecnica di illustrazione – uno stile, se preferite – mentre l'altro è un medium che spesso utilizza quell'approccio.

ma ce ne occuperemo meglio dopo.

ciao, bogey.

questa vignetta singola potrebbe essere etichettata come fumetto per la sua giustapposizione tra parole e immagini.

la maggior parte dei fumetti moderni è identificata da parole e immagini combinate… è un'idea degna di studio ma, quando l'ho usata come definizione per “fumetto”, l'ho trovata un po' troppo restrittiva per i miei gusti.

ovviamente, se qualcuno vuole scrivere un libro esprimendo l'idea opposta, sarò il primo a mettermi in fila per comprarlo!

“Mamma, perché non sono giustapposto?”

e, questa volta, il segreto non è in ciò che la definizione afferma, ma in ciò che non dice!

se il molto variegato passato del fumetto è di indicazione, il futuro del fumetto sarà virtualmente impossibile da prevedere usando gli standard attuali. ma la nostra definizione ci offre alcuni indizi.

arte sequenziale

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biografia storia d'amore verso sciolto poema epico

dada horror surrealismo

arte sequenziale

allegoria sociale

per esempio, la nostra definizione non menziona supereroi o buffi animali. Né fantascienza, fantasy o età di lettura.

adattamento flusso di coscienza satira

fiction storica racconto tradizionale

non ci sono generi nella nostra definizione, né argomenti, temi o stili come prosa o poesia.

erotismo mistero argomenti religiosi

non si parla di carta e inchiostro. Nemmeno di processi di stampa. La stampa in sé non è menzionata! Non si parla di tecnigrafi, di cartoncini bristol o di pennelli di setola finissima serie 7 numero 2 winsor & newton! nessun materiale è escluso dalla nostra definizione. Nessuno strumento è proibito.

arte sequenziale

non si parla di linee nere e inchiostri dai colori piatti. Niente anatomie esagerate o arte figurativa di nessun tipo. nessuna scuola artistica è bandita dalla nostra definizione, nessuna filosofia, nessun movimento, nessun punto di vista è fuori luogo!

arte sequenziale

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quelli di voi che fanno fumetti per vivere – o che lo vorrebbero fare – probabilmente sanno che tenersi aggiornati su queste novità è un lavoro a tempo pieno.

per quanto proveremo a comprendere il mondo del fumetto che ci circonda, una parte di esso sarà sempre nell'ombra… un mistero.

vanno in stampa così tanti fumetti che ci vorrebbe un esercito di lettori per studiarli tutti.

nei prossimi capitoli, farò del mio meglio per gettare un po' di luce su questi aspetti nascosti ma, mentre ci concentriamo sul mondo del fumetto attuale, dobbiamo sempre ricordarci che questo mondo è solo uno…

… dei tanti mondi possibili!

i nostri tentativi di definire il fumetto sono un processo in divenire che non si concluderà presto.

senza dubbio, una nuova generazione rifiuterà ciò che quella attuale deciderà e cercherà ancora una volta di reinventare il fumetto.

come è giusto che sia.

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un brindisi al grande dibattito!

Capire, fare e reinventare il Fumetto Preview  

Un'anteprima della raccolta di saggi a fumetti sul Fumetto di Scott McCloud, in uscita per BAO a ottobre 2018.

Capire, fare e reinventare il Fumetto Preview  

Un'anteprima della raccolta di saggi a fumetti sul Fumetto di Scott McCloud, in uscita per BAO a ottobre 2018.

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