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NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE PICCOLE E MEDIE INDUSTRIE

APINFORMA numero 8 30 aprile 2018

IN PRIMO PIANO FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

ASSISTENZA FISCALE PER IL MOD. 730/2018

APINFORMA - Quindicinale di informazione dell’Associazione Piccole e Medie Industrie

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

EXPORT MARKETING

ORGANIZZAZIONE


NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE PICCOLE E MEDIE INDUSTRIE

APINFORMA

numero 8 30 aprile 2018

Sommario LA NOSTRA POSIZIONE

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

Intervento del Presidente di ENFEA nazionale

6

Assistenza fiscale per il mod. 730/2018

7

Presentazione al CAF del modello 730

8

Servizi telematici tramite SPID

13

Cartelle con interesse di mora al 3,01%

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L.R. 3/2015 (Rilancimpresa)

15

Albo gestori ambientali

21

SOA: rinnovo attestazione per la Ispef Servizi Ecologici

22

ANAC: sorteggio possibile solo in casi particolari

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ANAC: linee guida su procedure di affidamento (4a parte)

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ORGANIZZAZIONE

Il nuovo regolamento in materia di privacy

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Scambi fra Soci

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Autotrasporto. “Tachigrafi intelligenti”

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Editore Redazione Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG Viale Ungheria, 28 33100 Udine Tel. 0432 507377 www.confapifvg.it

Direttore Responsabile Lucia Cristina Piu Registrazione presso il Tribunale di Udine n. 404 del 27.08.1977

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Concessionaria per la pubblicità Scripta Manent srl Via Pier Paolo Pasolini, 2/A 33040 Pradamano (UD) Tel. 0432 505900 ufficio@scriptamanent.sm

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Intervento del Presidente di ENFEA nazionale MARTINETTO: “SINDACATI E PMI COSTRUISCONO IL BENESSERE” “I termini delle relazioni fra impresa e lavoro sono cambiati. Occorre tenerne conto. I nuovi contratti collettivi comprendono una serie di azioni di welfare in favore dei dipendenti. Alla base di tutto c’è una idea sola: fare industria oggi significa lavorare insieme non solo per essere più competitivi ma anche per produrre più benessere”. Ha le idee chiare Filiberto Martinetto, presidente di Enfea e vicepresidente di Confapi, che spiega ad Avvenire il significato del welfare nella contrattazione collettiva nazionale e quanto il nuovo corso possa cambiare le cose nelle fabbriche. Per questo è nato Enfea cioè l’organismo bilaterale (costituito da Confapi e da Cgil, Cisl, Uil) che ha il compito di costruire e gestire servizi di welfare dedicati ai lavoratori delle Pmi ma anche di farli conoscere. E che si presenta con un’iniziativa inedita.

LAVORO E WELFARE SONO SEMPRE NELL’AGENDA POLITICA. COSA POSSONO DIRE LE PMI? È vero, in questi mesi la questione del lavoro è uno dei temi più toccati. Ma sul lavoro, la fabbrica, la produzione è possibile parlare solo se davvero si conoscono, se si sono vissuti sulla pelle. È qui che le Pmi possono dire la loro. Nelle nostre fabbriche e nei nostri uffici imprenditore e operaio, manager e impiegato parlano la stessa lingua, si intendono, lavorano insieme, vivono insieme, sanno tutti che se l’azienda va bene tutto segue in positivo.

DA QUI DERIVA ANCHE UN MODO DIFFERENTE DI INTENDERE IL WELFARE? Direi di sì. Noi piccoli imprenditori abbiamo sempre praticato il welfare perché abbiamo sempre vissuto fianco a fianco con i nostri collaboratori. È la nostra cultura d’impresa. I dipendenti sono il nostro primo patrimonio aziendale. Chi pensa ai propri collaboratori come numeri e basta, fa meglio a cambiare subito mestiere.

TUTTO QUESTO PUÒ APPARIRE COME UN BUONISMO IMPRENDITORIALE. E I BILANCI? Questo non vuol dire dimenticare i vincoli di bilancio, le necessità tecniche, il progresso e le nuove tecnologie. I bilanci si devono chiudere bene. Ma altrettanto positivi devono essere i rapporti di collaborazione. Gli imprenditori non sono dei buonisti. Ci deve essere un confronto serio e leale, franco e costruttivo con i lavoratori e con le loro organizzazioni di rappresentanza.

VOI AVETE SCELTO QUEST’ANNO DI ESSERE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO. PERCHÉ? Perché le Pmi fanno cultura con la loro produzione e perché vogliamo far conoscere il nostro modo di produrre. Per questo sono stati organizzati eventi che parleranno di welfare ma anche di sicurezza del lavoro, bioeconomia, giovani, imprenditoria femminile, innovazione, editoria, Ict. È fondamentale poi conoscere le nuove possibilità fornite dai contratti di lavoro. L’impresa origina benessere e prosperità, per gli imprenditori e per tutti quelli che con loro lavorano, per le loro famiglie e la collettività. Da: “Avvenire” – 10 maggio 2018

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Assistenza fiscale per il mod. 730/2018 ACCESSO AL SERVIZIO SENZA NECESSITÀ DI APPUNTAMENTO Ricordiamo che presso l’Associazione è operativo il Centro di Assistenza fiscale, utilizzabile dai lavoratori dipendenti e pensionati, per la compilazione, l’assistenza, la trasmissione o conferma del modello 730/2018. L’amministrazione finanziaria mette a disposizione dei contribuenti un modello pre-compilato al quale è possibile accedere anche per il tramite del CAF. In questi casi tuttavia è necessario presentare al CAF una delega, contenente alcuni riferimenti reddituali riferiti al 2016, unitamente ad un documento d’identità valido. Il modello pre-compilato acquisito dal CAF, potrà essere confermato dal contribuente, qualora lo stesso sia completo, oppure integrato con eventuali dati mancanti. Il Centro oltre a raccogliere le dichiarazioni, sarà a disposizione per fornire tutta l’assistenza necessaria alla corretta compilazione del modello. Il servizio è aperto a tutti gli interessati a questo tipo di modello dichiarativo, come ad esempio dipendenti, pensionati e collaboratori. Il modello 730 permette il recupero di eventuali crediti d’imposta vantati nei confronti dell’Erario, direttamente in busta paga oppure di pagare le imposte dovute (saldi e acconti), alle scadenze

previste dalla legge, con trattenute sulle retribuzioni senza ulteriori adempimenti da parte dei contribuenti. E’ consentito accedere al modello 730 anche da parte dei contribuenti privi di un datore di lavoro, a patto che i propri redditi risultino tra quelli dichiarabili con la dichiarazione semplificata, in questi casi sarà l’amministrazione finanziaria ad effettuare il rimborso. Tutti gli interessati possono rivolgersi all’Associazione durante l’orario d’ufficio, senza necessità di fissare un appuntamento. Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare il dottor Paolo Zorzenone, presso l’Associazione al numero telefonico 0432/507377. Il compenso per il servizio di assistenza fiscale è così determinato:

MODELLO 730/2018: - € 10,00 per solo scarico modello pre-compilato dall’amministrazione finanziaria; - € 30,00 per modifica del modello pre-compilato dall’amministrazione finanziaria; - € 60,00 per inserimento di un nuovo contribuente; - € 90,00 per inserimento di una nuova dichiarazione congiunta; - € 60,00 per modifica del modello pre-compilato dall’amministrazione finanziaria congiunto; - per elaborazioni massive il prezzo potrà essere concordato preventivamente con l’Associazione. I prezzi sono comprensivi di Iva. (PZ)

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Presentazione al CAF del modello 730 LA DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE PER LA DICHIARAZIONE SEMPLIFICATA

- redditi occasionali derivanti da attività commerciali; - indennità per la cessazione di rapporti di co.co. co. non assoggettati a tassazione separata; - alcuni redditi diversi; - alcuni redditi assoggettati a tassazione separata.

PREMESSA

SOGGETTI CHE POSSONO UTILIZZARE IL MODELLO

Con il modello 730 i lavoratori dipendenti, collaboratori e pensionati, possono dichiarare i propri redditi con una procedura che consente di ottenere i rimborsi oppure effettuare i versamenti delle somme a debito direttamente in busta paga. Possono presentare il modello 730 i soggetti che nel 2017 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Possono utilizzarlo anche i contribuenti privi di un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare il conguaglio, in questi casi sarà l’amministrazione finanziaria ad eseguire il rimborso. I contribuenti possono scaricarsi dal sito delle Entrate il proprio modello 730 precompilato telematicamente, procedendo alla conferma dei dati in esso indicati oppure modificandoli. In alternativa è possibile rivolgersi ad un CAF al quale è necessario rilasciare apposita delega affinché provveda allo scarico del modello precompilato o, alternativamente alla trasmissione autonoma del modello. Resta impregiudicata la possibilità, anche nei casi di ricorso al CAF, di confermare il modello predisposto dall’amministrazione, qualora lo stesso sia completo, oppure procedere alla sua integrazione qualora incompleto.

I REDDITI INTERESSATI AL MODELLO Con il modello 730 possono essere dichiarati i seguenti redditi: - di lavoro dipendente e assimilato; - di collaborazione coordinata e continuativa; - di terreni e fabbricati; - di capitale; - di lavoro autonomo non esercitato abitualmente;

La compilazione del modello 730, affinché il rimborso sia effettuato direttamente dal sostituto d’imposta, richiede che il rapporto di lavoro sia in vigore dal mese di giugno al mese di luglio. Nei casi in cui manchi il sostituto d’imposta ma i redditi ricadano tra quelli dichiarabili tramite il modello 730, il conguaglio a credito sarà eseguito direttamente dall’agenzia delle entrate. Qualora non sia possibile utilizzare il modello 730, ad esempio in presenza di redditi d’impresa, si dovrà presentare il modello Unico 2018. Il modello 730 può essere inoltre presentato, oltre che da pensionati e lavoratori dipendenti, da: - soggetti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente; - soci di cooperative di produzione e lavoro; - sacerdoti della chiesa cattolica; - titolari di redditi di collaborazione; - giudici costituzionali, parlamentari nonché titolari di cariche pubbliche ed elettive; - soggetti impegnati in lavori socialmente utili; - produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione Irap, Iva e 770.

CHI NON PUÒ UTILIZZARE IL MODELLO Non possono utilizzare il modello 730 e conseguentemente devono presentare il modello Unico, i contribuenti che per il 2017 dichiarano: - redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione; - redditi di lavoro autonomo per i quali è stata richiesta la partita Iva; - redditi diversi non compresi tra quelli che possono essere dichiarati con il modello 730, quali quelli derivanti dalla cessione totale o

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parziale di aziende o dall’affitto o dalla concessione in usufrutto di aziende; i soggetti che devono presentare un’altra dichiarazione, come ad esempio Iva, Irap o il modello 770; i soggetti che non sono residenti in Italia nel 2017 e/o nel 2018; i soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente erogati da soggetti non sostituti d’imposta, come ad esempio i collaboratori familiari; i soggetti che devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti; i soggetti che nel 2017 hanno percepito redditi derivanti da TRUST; i soggetti che utilizzano crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero diversi da quelli indicati al rigo G4; i soggetti che nel 2017 hanno realizzato plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate ovvero non qualificate in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata.

A CHI SI PRESENTA Al contribuente è riconosciuta la facoltà di gestire in autonomia la propria dichiarazione, infatti, l’amministrazione finanziaria mette a disposizione dei contribuenti il proprio modello 730/2018 precompilato. In questi casi l’accesso avviene nell’area autenticata del sito Internet dell’Agenzia delle entrate alla quale è possibile accedere tramite: - Fisconline attraverso l’username e la password rilasciate dall’Agenzia delle entrate; - credenziali INPS dove il PIN rilasciato dall’istituto consente l’accesso alla dichiarazione; - Carta Nazionale dei Servizi, inserendo la carta nel lettore e registrandosi, il sistema fornisce PIN e password di accesso a Fisconline; - Sistema pubblico di identità digitale (SPID) in questi casi è richiesta l’abilitazione a Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial; - per i soli dipendenti della pubblica amministrazione il portale Noipa. Per utilizzare Fisconline il contribuente può registrarsi anche sul sito delle Entrate: - direttamente dalla sezione servizi telematici http://telematici.agenziaentrate.gov.it; - tramite App delle Entrate; - presentandosi presso un ufficio delle Entrate con un documento di riconoscimento. Qualora non si voglia gestire autonomamente la dichiarazione il modello può essere presentato al proprio sostituto d’imposta, se questi presta l’assistenza diretta, oppure ad un CAF - dipendenti. Li-

mitatamente ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, questi possono presentare il modello 730 direttamente all’ufficio che svolge le funzioni di sostituto d’imposta. Il 730 può inoltre essere presentato a un professionista abilitato. Ricordiamo che i sostituti d’imposta, anche se non prestano l’assistenza fiscale, sono obbligati a effettuare le operazioni di conguaglio relative alle dichiarazioni modello 730.

DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE Nelle ipotesi in cui si intenda utilizzare un CAF è possibile presentare un modello 730/2018 precompilato dal contribuente unitamente alla relativa documentazione giustificativa. E’ inoltre richiesta la consegna del modello 730-1, completo dei dati anagrafici, anche nei casi in cui non si desideri esprimere la destinazione dell’8 o del 5 per mille. Per agevolare le operazioni di raccolta della documentazione, è necessario preparare tutti i documenti riguardanti i redditi e gli oneri inerenti la dichiarazione stessa, nonché le relative fotocopie. Le fotocopie vengono trattenute dal CAF, mentre gli originali sono restituiti ai contribuenti.

ELENCO DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE AL CAF: - copia documento d’identità valido del dichiarante e del coniuge in caso di dichiarazione congiunta; - dichiarazione dei redditi relativa al 2016 per l’accesso alla precompilata; - dati anagrafici aggiornati (indirizzo e numero di telefono). Se la residenza è variata indicare data di variazione; - codice fiscale del dichiarante, del coniuge e dei familiari a carico (è necessario fornire fotocopia del tesserino); - notizie su coniuge e familiari a carico (reddito complessivo, grado di parentela); - dati del datore di lavoro o del sostituto d’imposta tenuto ad effettuare le operazioni di conguaglio; - dati relativi a terreni e fabbricati: è necessario presentare un documento da cui si possa desumere la rendita catastale (effettiva o presunta) attribuita al fabbricato, ad esempio: a) foglio catastale aggiornato, visura catastale aggiornata ed eventuali comunicazioni dell’Ufficio Tecnico Erariale per variazioni o attribuzioni di rendita; b) dichiarazione Ici/Imu;

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c) atti notarili riguardanti acquisti, vendite, donazioni; d) dichiarazione di successione; e) contratto di locazione immobili di proprietà o ricevute degli affitti; f) contratto multiproprietà; - CU 2018 attestante il reddito di lavoro dipendente, di pensione o di collaborazione coordinata e continuativa relativo al 2017 (dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio se diverso dal datore di lavoro del CU); - documentazione attestante il possesso di altri redditi: a) cassa integrazione, mobilità, disoccupazione, maternità e altre indennità erogate da Inps o altri Enti; b) redditi da borse di studio o da stage; c) redditi da assegni periodici percepiti dal coniuge (come da sentenza di separazione); d) certificazione redditi da compensi, indennità, gettoni di presenza per cariche elettive; e) certificazione redditi da lavoro occasionale; f) redditi da utili; g) certificazione riscatto premi assicurativi; h) certificazioni INAIL relative a indennità per inabilità temporanea; i) pensioni integrative corrisposte da Fondi Pensioni o Fondi di Previdenza Complementare; l) pensioni estere; - imposte e oneri rimborsati nel 2017 e già dedotti o detratti in anni precedenti; - documentazione probatoria degli oneri deducibili o detraibili: a) spese mediche (fatture di visite specialistiche, cure odontoiatriche ecc.); b) scontrini “parlanti” acquisto medicinali da banco, per i dispositivi medici la documentazione attestante la marcatura CE, anche per occhiali e lenti con gli estremi della normativa di riferimento; c) spese veterinarie; d) spese mediche e paramediche di assistenza ai portatori di handicap; e) ricevute o dichiarazioni di assicurazioni vita e/o infortuni pagate nel 2017; f) contributi previdenziali volontari e obbligatori; g) contributi previdenziali ed assistenziali per addetti servizi domestici e familiari; h) contributi versati per il riscatto del corso di laurea proprio e dei familiari fiscalmente a carico; i) certificazioni interessi passivi su mutui ipotecari rilasciate dalla banca;

l) copia del contratto di mutuo ipotecario e copia della compravendita; m) spese per intermediazione immobiliare; n) contratto di locazione relativo ad abitazione principale; o) spese funebri; p) tasse scolastiche relative alle Università e alle scuole di istruzione secondaria superiore; q) spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido e per la pratica di attività sportiva per ragazzi di età compresa fra i 5 e i 18 anni; r) erogazioni liberali a favore di ONLUS, istituzioni religiose, organizzazioni non governative (ONG) ecc.; s) documentazione detrazione ex 36%, ora 50% (copia comunicazione inizio lavori con ricevuta della raccomandata, bonifici bancari, fatture o dichiarazione dell’amministratore se trattasi di spese condominiali); t) documentazione detrazione 65% per spese sostenute per interventi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici già esistenti; u) spese per l’acquisto di mobili per i quali è riconosciuta la detrazione del 50%; - ricevute versamenti assegno corrisposto al coniuge, sentenza di separazione o divorzio e codice fiscale del beneficiario; - spese per canoni di locazione per studenti; - fatture, bonifici, ricevuta trasmissione telematica alle Entrate relativi alle spese sostenute per beneficiare del credito d’imposta per videosorveglianza; - documentazione riferita a crediti d’imposta di anni precedenti; - deleghe di versamento Irpef per acconti. Importante sottolineare che ai fini della compilazione della delega per lo scarico del 730 precompilato dell’Agenzia delle entrate, è necessario allegare sia un documento d’identità valido, sia i redditi e il dato del rigo differenza riferiti al periodo d’imposta 2016.

QUANDO IL 730 NON BASTA Ci sono dei casi in cui oltre al modello 730, è necessario presentare anche dei quadri aggiuntivi del modello Unico 2018 nei modi e nei tempi previsti per quest’ultimo. I casi interessati riguardano la presenza di redditi da: - plusvalenze derivanti dalla cessione di parte-

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cipazioni non qualificate nel corso del 2017, in questi casi si dovrà presentare il quadro RT del modello Unico 2018. - investimenti in attività finanziarie all’estero, in questi casi si dovrà presentare, in aggiunta al modello 730, il quadro RW del modello Unico 2018, anche ai fini del versamento dell’Ivie e dell’Ivafe; - incasso nel corso del 2017 di redditi di capitale di fonte estera, come ad esempio interessi, premi o altri proventi di obbligazioni e titoli similari pubblici e privati ai quali non sia stata applicata l’imposta sostitutiva di cui al D. Lgs. 239/96 o non siano stati assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta dagli intermediari; - siano state percepite indennità di fine rapporto da soggetti che non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta; - rivalutazione del valore dei terreni nel corso del 2017; - noleggio occasionale di imbarcazioni o navi da diporto assoggettati ad imposta sostitutiva del 20%. Negli ultimi quattro casi si dovrà presentare il quadro RM del modello Unico 2018.

INVIO TELEMATICO DEL MODELLO 730/4 Ricordiamo che la ricezione del modello 730/4 viene eseguita attraverso una procedura telematica che consente ai datori di lavoro di scaricare i conguagli da operare, direttamente dal sito dell’Agenzia delle entrate. A tal proposito i sostituti d’imposta devono comunicare con il modello CU le informazioni per la ricezione dei dati riguardanti l’assistenza fiscale prestata. In alternativa è possibile trasmettere telematicamente apposito modello a meno che non siano variati i dati comunicati l’anno precedente.

PRESSO LA VOSTRA ASSOCIAZIONE IL SERVIZIO È GIÀ OPERATIVO Si ricorda che presso l’Associazione è operativo il servizio del CAF per il ritiro e la compilazione del modello 730/2018, al quale è possibile rivolgersi per l’assolvimento dell’obbligo dichiarativo, previa presentazione di tutta la documentazione in originale e in fotocopia senza necessità di fissare alcun appuntamento, ma semplicemente presentandosi durante l’orario d’ufficio. (PZ)

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Servizi telematici tramite SPID AGEVOLA L’ACCESSO AI SERVIZI IN RETE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Il Sistema Pubblico di Identità Digitale SPID è il sistema di autenticazione online che permette a cittadini e imprese di creare un’identità digitale unica per accedere ai servizi della pubblica amministrazione e dalle aziende che decidono di aderire al sistema. Lo SPID, previsto dall’art. 64, comma 2-quater del D.Lgs. 82/2005, è lo strumento attraverso il quale quindi è consentito l’accesso ai servizi in rete erogati dalla P.A. Recentemente l’Agenzia delle entrate ha attivato l’accesso all’area riservata del proprio sito nonché ai servizi telematici Entratel, Fisconline e Sister anche tramite l’identità SPID riservata alle persone fisiche. Come previsto dall’art. 2 del DPCM 24 ottobre 2014, lo SPID è lo strumento che consente agli utenti di utilizzare gestori di identità digitali per verificare la propria identità nonché eventuali caratteristiche che lo riguardino. E’ quindi uno strumento che garantisce l’individuazione digitale di un determinato soggetto. Lo SPID persegue anche un altro obiettivo, vale a dire rendere i servizi online facilmente fruibili senza necessità di creare diversi account per ogni servizio richiesto e dover

ricordare decine di password. Con lo SPID ne basta solamente una. Sono previsti tre livelli di sicurezza. Con il primo livello il gestore dell’identità rende disponibili sistemi di autenticazione informatica a un fattore, in pratica consentono l’accesso ai servizi attraverso username e password. Nel secondo livello sono previsti due fattori che non necessariamente si basano su certificati digitali ma garantiscono un livello di sicurezza alto. L’autenticazione per l’accesso ai servizi richiede oltre a username e password anche una credenziale di tipo OTP (One Time Password). Con il terzo livello si arriva al grado di sicurezza massimo ed è quindi richiesto per l’accesso ai servizi che trattano dati estremamente sensibili. Per l’autenticazione è necessario utilizzare oltre a username e password anche un certificato di firma digitale o remota. L’identità SPID è costituita da nome utente e password rilasciate da uno degli 8 gestori di seguito elencati: Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial e Intesa. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, il legale rappresentante della società può utilizzare la propria identità digitale anche per accedere ai servizi dedicati all’impresa. Come anticipato l’Agenzia delle entrate dal 9 aprile 2018 ha attivato l’accesso all’area riservata e ai servizi telematici Entratel, Fisconline e Sister attraverso l’identità SPID, aggiungendosi a quelle preesistenti. (PZ)

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Cartelle con interesse di mora al 3,01% DAL 15 MAGGIO SCENDE IL TASSO PER CHI PAGA IN RITARDO A partire dal 15 maggio 2018 il tasso d’interesse di mora applicabile alle cartelle esattoriali pagate in ritardo scenderà dal 3,5% al 3,01%. Lo ha stabilito un provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 10 maggio 2018, dopo che le modifiche recate dal D.Lgs. 159/2015 hanno reso superfluo l’adozione di uno specifico decreto. Gli interessi in argomento sono quelli previsti dall’art. 30 del DPR 602/1973, in base al quale decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella, il contribuente debitore è tenuto a pagare anche gli in-

teressi moratori. Questi vanno calcolati solo sulla componente relativa al debito iscritto a ruolo, vale a dire imposte, tasse e contributi, con esclusione delle sanzioni e degli interessi legali. Gli interessi moratori, parametrati alla media dei tassi bancari attivi comunicati dalla Banca d’Italia, decorrono dal 61° giorno successivo a quello in cui il contribuente riceve la cartella. In questi casi, pertanto, il contribuente è tenuto a ricalcolare la somma dovuta all’Agenzia della riscossione, perché gli interessi in argomento devono essere calcolati giornalmente, a partire dalla data di notifica e fino alla data di pagamento. Si deve inoltre ricordare che nei casi in cui non si versi nel termine di 60 giorni, il rincaro è doppio, perché oltre agli interessi, raddoppia anche la remunerazione dell’ente della riscossione, sempre l’Agenzia delle entrate, che passa dal 3% al 6%.

PAG. 14 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 8 - 30 aprile 2018

(PZ)


L.R. 3/2015 (Rilancimpresa) CONTRATTI E CONTRIBUTI REGIONALI D’INSEDIAMENTO. PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE: DAL 14 MAGGIO AL 6 LUGLIO 2018 PREMESSA Si fa seguito a quanto anticipato con circolare associativa prot. n. 133/AdT dell’11 maggio 2018 per comunicare che con decreto del Direttore centrale alle attività produttive, turismo e cooperazione della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia n. 1427/PROTUR del 9 maggio 2018 sono stati riaperti i termini per la presentazione delle domande per la stipula di contratti regionali d’insediamento negli “agglomerati industriali” di competenza dei consorzi o ricadenti nelle aree dei distretti industriali, nonché nel territorio del Comune di Cividale del Friuli (di seguito contratti), aventi per oggetto nuovi insediamenti produttivi, oppure ampliamenti o riconversione produttiva di imprese già insediate, in ogni caso aventi significativi e positivi effetti sull’occupazione. Le domande vanno ora presentate, sempre mediante posta elettronica certificata (PEC) dalle ore 09.14 del 14 maggio alle ore 24.00 6 luglio 2018. Si tratta degli incentivi previsti dalla legge regionale 20 febbraio 2015, n. 3 (c.d. Rilancimpresa), art. 6 che hanno già formato oggetto di illustrazione su Apinforma n. 12/2017, pp. 15-19. Tuttavia, in considerazione della relativa complessità dello strumento agevolativo e delle modificazioni intervenute al regolamento di attuazione, adottato con decreto del Presidente della Regione 18 aprile 2017, n. 082/ Pres., se ne ripropongono i tratti essenziali. Gli interventi si rivolgono alle piccole e medie imprese negli agglomerati industriali di competenza dei consorzi o ricadenti nelle aree dei distretti

industriali e aggiuntivamente alle grandi imprese nelle zone assistite a finalità regionale (ex art. 107.3.c. del Trattato di funzionamento dell’Unione europea, da cui la Carta degli aiuti a finalità regionale). Gli interventi oggetto dei contratti si devono, comunque, caratterizzare per: - elevato valore degli investimenti a carico delle imprese (almeno 1.000.000 euro per le grandi imprese e 500.000 euro per le piccole e medie imprese); - elevato, positivo impatto occupazionale; - aumento della capacità competitiva delle imprese e delle filiere di interesse regionale, anche con riferimento ai mercati esteri; - innovazione tecnologica; - sostenibilità ambientale, sociale ed economico-finanziaria; - sottoscrizione di impegni ambientali e sociali; - miglioramento degli standard di efficienza energetica conseguito mediante investimenti realizzati in proprio o tramite Energy Service Company. Nell’ambito dei contratti è prevista la concessione di contributi in conto capitale a parziale copertura degli investimenti previsti. Una volta ancora, però, non si può fare a meno di rilevare come lasci perplessi, il fatto che in un intervento agevolativo di così rilevante impegno ai fini della predisposizione dei progetti d’investimento, si lasci un lasso di tempo di appena 5 giorni fra la data dell’atto che di fissa il termine iniziale per la presentazione delle domande e la data di apertura dello stesso.

BENEFICIARI E AREE INTERESSATE

Nell’ambito dei contratti d’insediamento è prevista la concessione di incentivi in conto capitale, a favore di piccole, medie e grandi imprese, queste ultime nelle sole Zone assistite a finalità regionale secondo i prospetti che seguono.

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AGGLOMERATI INDUSTRIALI DI COMPETENZA DEI CONSORZI O RICADENTI NELLE AREE DEI DISTRETTI INDUSTRIALI (ZONE CLASSIFICATE D 1 DAGLI STRUMENTI URBANISTICI VIGENTI) CONSORZI

COMUNI – ZONA D 1

Ente zona industriale di Trieste (EZIT) (*)

Trieste, San Dorligo della Valle, Muggia.

Consorzio per il nucleo di sviluppo industriale del Medio Tagliamento (COSILT) Tolmezzo, Amaro, Villa Santina. Consorzio per lo sviluppo industriale del Friuli centrale (ZIU)

Udine, Pozzuolo del Friuli, Pavia di Udine.

Consorzio per lo sviluppo industriale della zona dell’Aussa Corno (ZIAC) (**)

Torviscosa, Terzo d’Aquileia, Cervignano, Carlino.

Consorzio per lo sviluppo industriale ed economico della zona pedemontana Osoppo, Buia. Alto Friuli (CIPAF) Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone (CSIM)

Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Staranzano.

Consorzio per lo sviluppo industriale di Gorizia (CSIA)

Gorizia.

Consorzio per la zona di sviluppo industriale Ponte Rosso (ZIPR)

San Vito al Tagliamento.

Consorzio per lo sviluppo industriale economico e sociale dello Spilimberghese Spilimbergo. (CSI) Consorzio per il nucleo di industrializzazione della provincia di Pordenone (NIP)

(*) In liquidazione. Al momento le funzioni sono esercitate dai comuni indicati nei territori di propria giurisdizione.

Maniago, Montereale Valcellina, Meduno, Cimolais, Claut, Erto e Casso.

(**) In liquidazione. Al momento le funzioni sono esercitate dal Consorzio per lo sviluppo industriale del Friuli centrale (ZIU).

AREE DISTRETTUALI

COMUNI – ZONA D 1

Distretto industriale del mobile

Porcia, Pordenone, San Vito al Tagliamento

Distretto industriale della sedia

Corno di Rosazzo, Manzano, Moimacco, San Giovanni al Natisone, Premariacco, Pavia di Udine.

Distretto industriale del coltello

Montereale Valcellina, Meduno, Maniago.

Distretto industriale della componentistica e termoelettromecPorcia, Pordenone, San Vito al Tagliamento. canica

A queste aree va aggiunto il territorio del Comune di Cividale del Friuli. ZONE ASSISTITE A FINALITÀ REGIONALE (EX ART. 107.3.C DEL TRATTATO DI FUNZIONAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA) PROVINCIA

COMUNE

Pordenone

Prata di Pordenone, Brugnera, Fontanafredda, Pasiano di Pordenone, Pravisdomini, Porcia.

Udine

Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Buttrio, Chiopris-Viscone, Corno di Rosazzo, Manzano, Pavia di Udine, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Vito al Torre, Torviscosa.

Gorizia

Cormòns

INIZIATIVE E COSTI AMMISSIBILI Gli interventi oggetto del contratto e del contributo in conto capitale si devono caratterizzare per gli elementi indicati in premessa (v. sopra) e le iniziative ammissibili possono riguardare nuovi insediamenti produttivi, l’ampliamento e la riconversione produttiva di imprese già esistenti, che possono riguardare anche la realizzazione di lavo-

ri edili. Vi rientra anche l’acquisizione di stabilimenti chiusi o che sarebbero stati chiusi senza tale acquisizione, purché acquistati da terzi a condizioni di mercato e nel rispetto del divieto generale di contribuzione (rapporti di parentela). Sommariamente i costi ammissibili sono i seguenti: 1. Zone assistite a finalità regionale (per piccole, medie e grandi imprese):

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a) costi per gli investimenti in attivi materiali (acquisto di terreni, immobili, impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica), anche in locazione finanziaria; b) costi per gli investimenti in attivi immateriali (diritti di brevetto, licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale); c) costi salariali stimati, relativi ai posti di lavoro ottenuti per effetto dell’investimento iniziale, ammesso a contributo e calcolati su un periodo di due anni; d) costi per la realizzazione di opere edili. Sono ammissibili i costi di cui alle lett. a) e b) o di cui alla lett. c) o una loro combinazione, purché l’importo cumulato non superi l’importo più elevato fra la somma degli attivi materiali e immateriali da un lato e i costi salariali dall’altro. 2. Zone diverse da quelle assistite a finalità regionale (solo per piccole e medie imprese): a) costi per gli investimenti in attivi materiali (acquisto di terreni, immobili, impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica), anche in locazione finanziaria; b) costi per gli investimenti in attivi immateriali (diritti di brevetto, licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale); c) costi salariali stimati relativi ai posti di lavoro ottenuti per effetto dell’investimento iniziale e calcolati su un periodo di due anni; d) costi per la realizzazione di opere edili. 3. Spese ammissibili in regime “de minimis” nei soli agglomerati industriali Negli agglomerati industriali possono essere concessi contributi in regime “de minimis” a fronte di spese strettamente legate alla realizzazione delle iniziative anzidette e relative alle seguenti attività: a) servizi di consulenza esterna, finalizzate all’avvio dei nuovi insediamenti, ovvero

all’ampliamento o riconversione di quelli esistenti nonché ai progetti di tutela ambientale, incluse le spese inerenti all’eventuale redazione del business plan; tali costi non devono essere continuativi o periodici ed esulano dai costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità; b) spese di pubblicità e attività promozionali, anche attraverso siti di e-commerce, legate all’avvio dell’impresa, nel limite di spesa massima di 10.000 euro; c) spese connesse all’attività di certificazione della spesa nel limite di spesa massima di 2.000 euro; d) affitto di immobili. Sono altresì ammissibili ad incentivazione i progetti di tutela ambientale destinati all’attività produttiva esclusivamente per autoconsumo e riguardanti: a) investimenti a favore di misure di efficienza energetica; b) investimenti a favore della cogenerazione ad alto rendimento; c) investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili; d) investimenti in studi ambientali, compresi gli audit energetici. Tutti i costi sopra indicati, per essere ammessi, devono rispondere a una serie di condizioni e vincoli, ambito per ambito, per i quali si rinvia a un’attenta lettura del regolamento. Sono, comunque, ammissibili le sole spese sostenute dopo la presentazione della domanda.

FORMA E MISURA DEI CONTRIBUTI Gli incentivi consistono in contributi in conto capitale e sono concessi in base al regime di esenzione e al regime “de minimis”, nelle misure appresso riportate.

PERCENTUALI DI AIUTO CONCEDIBILI Misura d’aiuto

Intensità di aiuto espressa in % dei costi ammissibili e importi massimi (in euro) per impresa e per progetto

Investimenti nelle zone assistite a finalità regionale

30% piccole imprese; max 1,5 ml.; 20% medie imprese; max 1,5 ml.; 10% grandi imprese, solo per nuove attività; max 3 ml.

Investimenti in zone diverse da quelle assistite a fi- 20% piccole imprese; max 1 ml.; nalità regionale 10% medie imprese; max 1 ml. Servizi di consulenza

50% piccole e medie imprese; max. 0,5 ml.

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PERCENTUALI DI AIUTO CONCEDIBILI Servizi di consulenza, pubblicità, attività promozio70% in regime “de minimis”. nale e certificazione di spesa.

Investimenti per efficienza energetica

50% piccole imprese; max 0,5 ml.; 40% medie imprese; max 0,5 ml.; 30% grandi imprese; max 0,5 ml.; + 5% nelle zone assistite a finalità regionale.

Investimenti per cogenerazione ad alto rendimento

65% piccole imprese; max 0,5 ml. 55% medie imprese; max 0,5 ml. 45% grandi imprese; max 0,5 ml. + 5% nelle zone assistite a finalità regionale.

Investimenti per produzione di energia da fonti rinnovabili a) investimento distinto all’interno dell’investimento complessivo b) investimento analogo a quello che sarebbe stato realizzato senza aiuto; c) investimento non individuabile in impianti su scala ridotta

- - -

grandi imprese 45%; max 15 ml.; medie imprese 55%; max 15 ml.; piccole imprese 65%; max 15 ml.;

- - -

grandi imprese 30%; max 15 ml.; medie imprese 40%; max 15 ml.; piccole imprese 50%; max 15 ml. + 5% nelle zone assistite a finalità regionale.

70% piccole imprese; max 15 ml. (sic); 60% medie imprese; max 15 ml. (sic); 50% grandi imprese; max 15 ml. (sic).

Studi ambientali (compresi audit energetici)

È ammesso il cumulo degli incentivi con altre fonti contributive nel rispetto della normativa comunitaria di riferimento.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE E CONCESSIONE DEGLI INCENTIVI Le imprese interessate possono presentare una sola domanda di incentivo e contestuale manifestazione di interesse. La domanda, inclusi gli allegati prescritti, deve essere presentata alla Direzione centrale attività produttive, turismo e cooperazione mediante PEC all’indirizzo di PEC economia@certregione.fvg. it, dalle ore 09.15 del 14 maggio alle ore 24.00 del 6 luglio 2018, utilizzando il fac-simile approvato

e pubblicato nella pagina “modulistica” accessibile sul sito web della Regione Friuli Venezia Giulia (www.regione.fvg.it).

TERMINI SOMMARI DEL PROCEDIMENTO. FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA E CONTRATTI D’INSEDIAMENTO

Le domande presentate, sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa con firma digitale, sono istruite dalla Direzione regionale alle attività produttive, in concorso con il Consorzio di riferimento, tramite procedura valutativa con procedimento a graduatoria. La formazione della graduatoria si ottiene attraverso l’attribuzione dei seguenti punteggi.

CRITERI

PUNTI

a) impresa di medie dimensioni:

5

b) impresa iscritta al Registro delle imprese da meno di 12 mesi alla data di presentazione della domanda:

5

c) impresa iscritta al Registro delle imprese da più di 12 mesi alla data di presentazione della domanda di incentivazione e da non più di 60 mesi:

3

d) impresa che, in relazione all’iniziativa per la quale ha presentato la domanda di incentivazione, incrementa l’occupazione con contratti di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale: 1) assunzione da 3 a 9 ULA: 2) assunzione da 10 a 20 ULA: 3) assunzione da 21 a 30 ULA:

1 3 5

e) impresa che abbia conseguito il rating di legalità

5

PAG. 18 - APINFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 8 - 30 aprile 2018


oltre le alpi, oltre lo stress


I punti sono fra loro cumulabili. La graduatoria delle domande presentate è definita entro 120 giorni dalla scadenza dal termine per la presentazione delle domande. Entro 20 giorni decorrenti dalla comunicazione della deliberazione di approvazione della graduatoria sono stipulati i singoli contratti d’insediamento. I contratti vanno a regolare i rapporti e i vincoli fra l’impresa beneficiaria, l’Amministrazione regionale e il consorzio di riferimento. Il contributo è concesso entro 30 giorni dalla data di stipulazione del contratto e può essere erogato in via anticipata nella misura del 70% a fronte di garanzia fideiussoria entro 60 giorni dalla ricezione della relativa richiesta. L’iniziativa deve essere realizzata entro 36 mesi dalla data di effettivo avvio. Sono ammesse variazioni rispetto a quanto stabilito nell’atto di concessione del contributo a fronte di preventiva ri-

chiesta di autorizzazione e senza che le variazioni possano determinare un aumento del contributo. La rendicontazione dell’iniziativa dovrà essere presentata entro 6 mesi dalla data di conclusione del progetto, utilizzando l’apposita modulistica, sempre reperibile sul citato sito web della Regione Friuli Venezia Giulia. L’incentivo concesso viene erogato a saldo entro 90 giorni dalla data di presentazione della rendicontazione. Per tutti gli altri dettagli di carattere formale e procedurale, inclusi gli obblighi e vincoli per le imprese beneficiarie, si rinvia alla lettura del regolamento e del bando. Per tutta la documentazione citata e per ogni altra informazione gli interessati possono rivolgersi all’ufficio economico dell’Associazione.

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(AdT)


Albo gestori ambientali CIRCOLARI VARIE IN MATERIA D’ISCRIZIONE ALL’ALBO In data 4 maggio 2018 il Comitato nazionale Albo gestori ambientali ha emanato le seguenti quattro circolari: - sulla notifica dei provvedimenti di sospensione e cancellazione per mancato versamento dei diritti annuali d’iscrizione (n. 144); - sulla tempistica di verifica del DURC (n. 145); - sulla legittimità dei ricorsi pervenuti via PEC (n. 146) - e sulla pubblicazione dei nominativi dei Responsabili tecnici (n. 147).

NOTIFICA DEI PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE E CANCELLAZIONE Il Comitato nazionale chiarisce che nei casi in cui la notifica dei provvedimenti di sospensione o di cancellazione dall’albo gestori, per mancato versamento dei diritti d’iscrizione (sospensione sino al pagamento o cancellazione dopo dodici mesi di omesso pagamento - artt. 24, comma 7 e 20, comma 1, Regolamento Albo - DM 120/2014) non va a buon fine (per PEC dell’impresa non valida e funzionante e sua irreperibilità con il servizio postale), si può utilmente ricorrere alla pubblicazione sul sito web dell’elenco delle imprese sospese o cancellate. Detta pubblicazione (con i dati completi dell’impresa: numero albo; denominazione, ragione sociale, codice fiscale ed estremi provvedimento) costituisce una valida notifica all’azienda interessata, ai sensi dell’art. 21-bis della legge 241/1990, e dalla data della pubblicazione decorrono i 30 giorni di tempo per l’eventuale ricorso al Comitato nazionale stesso. Nella stessa circolare il Comitato detta la seguente tempistica alle Sezioni regionali: - decorso il termine del 30 aprile (scadenza del

pagamento dei diritti annuali), ciascuna sezione provvede a deliberare la sospensione, per mancato pagamento, entro il 20 maggio successivo, con decorrenza dal 15 giugno e a notificare detto provvedimento via PEC all’interessato; - nei casi di mancata notifica (per PEC non valida o non funzionante), ciascuna sezione provvede a pubblicare sul sito web dell’Albo l’elenco delle imprese morose entro il 1° giugno per la relativa sospensione. La medesima procedura va seguita nei casi di cancellazione, decorsi i 12 mesi di omesso pagamento (come indicato dall’art. 20, comma 1, lettera f) DM 120/2014).

VERIFICA DURC Nei casi di DURC “irregolare”, la procedura di verifica della posizione di un’azienda va ripetuta nei 3 giorni precedenti la data della seduta della Sezione che decide sulla relativa domanda d’iscrizione o di rinnovo all’Albo.

RICORSI VIA PEC Sulla legittimità dei ricorsi pervenuti via PEC, il Comitato precisa che sono valide le istanze provenienti direttamente dalle imprese ricorrenti (dalla PEC dichiarata dalla stessa nel Registro imprese), anche se sprovviste di firma digitale. Sono invece irricevibili i ricorsi provenienti da PEC diverse dal quella dell’impresa, a meno che non siano accompagnate da delega del legale rappresentante e dalla firma digitale del mittente delegato.

NOMINATIVI DEI RESPONSABILI TECNICI (RT) E’ stato infine deciso che tra i dati dell’impresa verrà pubblicato sul sito web dell’Albo, anche il nominativo del suo Responsabile Tecnico. Tale disposizione è scattata il 24 aprile scorso, ma verrà attuata con l’aggiornamento dei dati che ciascuna sezione regionale invierà al Comitato nazionale (presumibilmente dal prossimo mese di giugno). Le quattro circolari del Comitato nazionale Albo gestori sopra indicate sono consultabili al seguente indirizzo: www.albonazionalegestoriambientali.it alla sezione “Circolari”.

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(C)


SOA: rinnovo attestazione per la Ispef Servizi Ecologici IL PERSONALE TECNICO DELLA SOCIETÀ È ABILITATO PER LAVORI IN QUOTA, IN SPAZI CONFINATI, A RISCHIO INQUINAMENTO E CON L’AMIANTO Rinnovo dell’attestazione SOA per la ISPEF SERVIZI ECOLOGICI srl, azienda specializzata nel settore della raccolta, trasporto, intermediazione di rifiuti solidi, speciali e pericolosi, e nella gestione di bonifiche ambientali. L’ISPEF ha sede a Azzano Decimo (PN), in via Peperate 25/B, è rappresentata dal sig. Luigi Dean, la rinnovato l’attestazione per la categoria OG12 per 516.000 euro pari alla II classifica. L’Azienda nasce nel 1987 come ditta individuale operante nel settore dello spurgo e trasporto liquami, con la trasformazione in s.r.l., nel 2002 avvia con successo la diversificazione affiancando alle attività iniziali quelle di raccolta, trasporto, intermediazione di rifiuti solidi, speciali e/o pericolosi e servizi integrati, successivamente, anche dalla gestione di bonifiche ambientali, dai servizi di pronto intervento, alla gestione integrata di rifiuti per aziende private. La Società opera sull’intero territorio delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna e ha costruito negli anni una solida base di accessi a impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti gestiti in tutto il nord e centro Italia. Oggi l’ISPEF dispone di un parco automezzi suddiviso tra macchine da spurgo con volumetrie tra i 4 e i 25 metri cubi di carico utile, dotate di tutte le attrezzature necessarie all’esecuzione dei servizi richiesti; mezzi per il trasporto di liquidi con portata utile fino a 30 metri cubi, a tre scomparti; cisterne speciali scarrabili, sia per stoccaggi temporanei che per l’esecuzione di attività in autonomia energetica; mezzi trasporto cassoni scarrabili dotati rimorchi e di gru; mezzi a supporto delle varie esigenze con pedane mobili e gru. La quasi totalità dei mezzi e attrezzature dispone dell’abilitazione al trasporto in ADR. Il personale tecnico della Società è formato e abilitato a lavorare in quota, in spazi confinati o a riPAG. 22 - APINFORMA / Edilizia - numero 8 - 30 aprile 2018

schio inquinamento, ad operare su amianto e ad eseguire campionamenti. Questo permette alla Ispef Servizi Ecologici una forte flessibilità e dinamicità nella risoluzione di situazioni di emergenza o programmate garantendo l’intervento nell’intera filiera del rifiuto. La Società ha acquisito notevole esperienza nella gestione dei RAEE, nella gestione di emergenze a seguito di eventi dolosi, sgomberi e pulizie pre/post insediamento oltre alla gestione dell’intero ciclo di rifiuti ospedalieri speciali e pericolosi. Nella gestione operativa dei propri mezzi ed attrezzature la Società si avvale di uno specifico programma che integrato ad un sistema di controllo satellitare garantisce massima ottimizzazione e velocità di intervento di ogni mezzo e operatore. Con l’acquisizione della qualifica SOA OG12 II classifica l’ISPEF srl intende consolidare ed espandere la pluriennale esperienza nelle attività di bonifica di serbatoi, di aree inquinate e del pronto intervento ambientale mettendola a disposizione dei propri Clienti con l’obiettivo di ottimizzare tempi i tempi di intervento, dei rapporti con le Autorità e, conseguentemente, riducendone i costi. Potrà eseguire fino ad un importo massimo di 619.200 euro opere ed impianti di bonifica e protezione ambientale rientranti nella categoria OG12. Questa categoria riguarda la esecuzione di opere puntuali o a rete necessarie per la realizzazione della bonifica e della protezione ambientale. Comprende in via esemplificativa le discariche, l’impermeabilizzazione con geomembrane dei terreni per la protezione delle falde acquifere, la bonifica di materiali pericolosi, gli impianti di rilevamento e telerilevamento per il monitoraggio ambientale per qualsiasi modifica dell’equilibrio stabilito dalla vigente legislazione, nonché gli impianti necessari per il normale funzionamento delle opere o dei lavori e per fornire un buon servizio all’utente sia in termini di informazione e di sicurezza. Ricordiamo che l’attestazione SOA costituisce condizione indispensabile per la partecipazione alle procedure d’aggiudicazione dei lavori d’importo superiore ai 150.000 euro. Al fine d’assistere gli imprenditori, l’Associazione ha attivato un servizio d’informazione ed assistenza alle proprie imprese sui requisiti e sulla documentazione richiesti per la qualificazione. (CS)


ANAC: sorteggio possibile solo in casi particolari LA FACOLTÀ PREVISTA NELLA NORMA NON APPARE LESIVA DELLA CONCORRENZA Con delibera n. 348 del 5 aprile 2018 l’ANAC ha risposto ad un’istanza di parere di precontenzioso per una procedura  ristretta per l’affidamento dell’attività di conduzione e manutenzione ordinaria programmata, correttiva e/o a richiesta, impiantistica ed edile degli stabili del Polo Tuscolano in Roma. Una Associazione di categoria, rappresentativa delle imprese specializzate nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e  manutenzione di impianti tecnologici, fornitura di servizi di efficienza  energetica e facility management, rappresenta che, nella gara in oggetto, la  Stazione Appaltante si avvaleva della facoltà prevista da Codice dei Contratti di ridurre il numero dei candidati, e stabiliva di procedere mediante sorteggio, in ragione della oggettiva difficoltà della prestazione dovuta a motivi di sicurezza, riservatezza e all’esigenza di garantire  la continuità dell’attività nel luogo di esecuzione. L’associazione richiedente ritiene le motivazioni addotte non in linea con la ratio della norma citata, che consente di ridurre il numero dei concorrenti laddove si riscontri difficoltà in termini di competenza, knowhow, capacità tecniche professionali e operative. Essa richiama in proposito la delibera Anac n. 53 del 1° febbraio 2017, laddove evidenzia che la difficoltà o complessità dell’opera si rinviene nella tipologia delle opere o servizi, o in relazione all’utilizzo di materiali e componenti innovativi, alle difficoltà logistiche o a problematiche   geotecniche, idrauliche, geologiche e ambientali. L’istante osserva che la prestazione richiesta nel caso di specie è da ritenere di carattere ordinario, per imprese qualificate e organizzate allo scopo, mentre le problematiche di  sicurezza e privacy possono essere risolte attraverso particolari  quaPAG. 23 - APINFORMA / Edilizia - numero 8 - 30 aprile 2018

lificazioni (ad es. il NOS). Ritiene quindi la gara in oggetto restrittiva della concorrenza e chiede all’Autorità parere in merito. Con propria memoria, la Stazione Appaltante evidenzia che il servizio si svolge prevalentemente all’interno dello stabilimento di produzione delle banconote, dove si rende necessario garantire la continuità operativa, e che le esigenze di sicurezza e riservatezza incidono sulle modalità di esecuzione delle prestazioni, in termini di modalità di accesso e permanenza negli stabili. In particolare essa rileva l’elevato livello di complessità delle prestazioni e di professionalità richiesta nel personale impiegato, dovuti al contemporaneo svolgimento delle attività di produzione e movimentazione dei valori, sottoposte a rigidi vincoli da parte della Banca centrale europea. Ad esempio, essa fa notare che il personale esterno deve essere pronto ad abbandonare ad horas le aree interessate senza possibilità di avanzare reclami per l’indisponibilità dello stabile, e che un lievissimo scostamento delle prescritte condizioni termo-igrometriche dei locali può determinare un notevole aumento degli scarti di produzione. L’Amministrazione Appaltante specifica poi che il  personale deve essere particolarmente qualificato in quanto è ridotto allo stretto necessario il numero di persone che possono accedere ai luoghi di svolgimento del servizio e tale accesso è sottoposto ad autorizzazioni e controlli, così come sussistono vincoli riguardo all’ingresso e all’uscita di attrezzature, mezzi d’opera e materiali. Osserva infine che il  numero dei concorrenti da invitare (15), previsto negli atti di gara, è pari a tre volte il numero minimo previsto dalla legge. La questione oggetto dell’istanza di parere riguarda la legittimità dell’operato della Stazione Appaltante, che si avvaleva della facoltà di ridurre il numero di concorrenti, mediante sorteggio, ai sensi dell’art.  91, co. 1 e 2 del d.lgs. 50/2016, in ragione della difficoltà della prestazione dovuta a esigenze di sicurezza e riservatezza e alla necessità di garantire la continuità operativa. Nel caso di specie l’Amministrazione  rilevava, nella determina a contrarre e nel disciplinare di gara, che «sussistono le condizioni di “difficoltà”  del servizio, richiamate dall’art. 91 comma


1 del Codice, in quanto le prestazioni dovranno svolgersi presso stabili in cui si svolgono attività strategiche per l’Istituto e prevalentemente all’interno dello stabilimento di produzione delle  banconote: pertanto deve essere garantita la continuità operativa e sussistono notevoli esigenze di sicurezza e di riservatezza delle informazioni che incidono significativamente sulle modalità di esecuzione delle prestazioni  stesse, soprattutto con riferimento alle modalità di accesso e di permanenza  negli stabili». L’art. 91, comma 1 del d.lgs. 50/2016 stabilisce che «Nelle procedure ristrette, nelle procedure competitive con negoziazione, nelle procedure di dialogo competitivo e di partenariato per l’innovazione, le  stazioni appaltanti, quando lo richieda la difficoltà o la complessità  dell’opera, della fornitura o del servizio, possono limitare il numero di  candidati che soddisfano i criteri di selezione e che possono essere invitati a  presentare un’offerta, a negoziare o a partecipare al dialogo, purché sia  assicurato il numero minimo, di cui al comma 2, di candidati qualificati». Il comma 2 specifica che «Nelle procedure ristrette il numero minimo di candidati non può essere inferiore a cinque», e che «In ogni caso il numero di candidati invitati deve essere sufficiente ad assicurare un’effettiva concorrenza». Sull’argomento, il parere reso con delibera Anac n. 53 del 1° febbraio 2017 ha specificato che spetta alla stazione appaltante valutare e motivare l’esistenza del presupposto per ricorrere allo strumento c.d. della forcella, in considerazione di cosa si intenda per “lavori complessi”. La norma in questione, infatti, prevede che le stazioni appaltanti fissino ex ante nel bando di gara i criteri selettivi (oggettivi, non discriminatori, in ossequio al principio di proporzionalità) per determinare il numero minimo di candidati ed, eventualmente, anche il numero massimo. Il citato parere richiama in proposito la definizione recata dall’art. 3, comma 1, lett. oo) del   d. lgs. 50/2016: «lavori che superano la soglia di 15 milioni di euro e sono caratterizzati da partico-

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lare complessità in relazione alla tipologia delle opere, all’utilizzo di materiali e componenti innovativi, alla esecuzione in luoghi che presentano difficoltà logistiche o particolari problematiche geotecniche, idrauliche, geologiche e ambientali». Nel caso di specie, si osserva che le motivazioni addotte dalla Stazione Appaltante a sostegno della scelta effettuata, incentrate sulle oggettive difficoltà logistiche derivanti dalla delicatezza delle attività istituzionali svolte nel luogo di esecuzione dell’appalto, e dalla necessità, pertanto, di assicurare la continuità delle predette attività, non appaiono incongrue. Essa ha stabilito inoltre di individuare mediante sorteggio i candidati da invitare, qualora pervenga un numero di candidature superiore a 15. Tale numero, previsto negli atti di gara, è pari a tre volte il numero minimo contemplato all’art. 91, co. 2 del codice e non appare pertanto, in sé, lesivo della concorrenza. In conclusione, alla luce delle motivazioni espresse dall’Amministrazione, che attengono ragionevolmente alle oggettive difficoltà logistiche derivanti dalla delicatezza delle attività istituzionali svolte contemporaneamente all’interno dei luoghi di esecuzione dell’appalto, e in considerazione del numero di operatori da invitare, la scelta della Ente pubblico di avvalersi della facoltà prevista nella norma non appare lesiva della concorrenza. In base a quanto sopra considerato, il Consiglio dell’ANAC alla luce delle motivazioni espresse dalla Stazione Appaltante, che attengono ragionevolmente alle oggettive difficoltà logistiche derivanti dalla delicatezza delle attività istituzionali svolte contemporaneamente all’interno dei luoghi di esecuzione dell’appalto, e in considerazione del numero di operatori da invitare, che è pari a tre volte il numero minimo contemplato all’art. 91, co. 2, la scelta della Amministrazione di avvalersi della facoltà prevista nella norma non appare lesiva della concorrenza. (CS)


ANAC: linee guida su procedure di affidamento (4a parte) LE STAZIONI APPALTANTI TENGONO CONTO DELLE REALTÀ IMPRENDITORIALI DI MINORI DIMENSIONI Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con delibera del Consiglio n. 206 del 1° marzo 2018 ha approvato l’aggiornamento delle Linee Guida n. 4, di attuazione del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”. Di seguito approfondiamo gli argomenti di maggior interesse per le imprese.

LA PROCEDURA NEGOZIATA PER L’AFFIDAMENTO DI CONTRATTI DI LAVORI DI IMPORTO PARI O SUPERIORE A EURO 150.000,00 EURO E INFERIORE A 1.000.000,00 EURO L’art. 36, comma 2, lett. c), del Codice dispone che i contratti di lavori di importo pari o superiore a euro 150.000,00 euro e inferiore a 1.000.000,00 euro possono essere affidati secondo le regole procedurali di cui all’art. 63, comma 6, del Codice, con consultazione di almeno dieci operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. La procedura delineata ricalca quella dettata all’art. 36, comma 2, lett. b), del Codice ed esplicitata al paragrafo 4 delle linee guida n. 4, con l’estensione a dieci del numero minimo di operatori economici da invitare al confronto competitivo. Valgono, pertanto, le osservazioni e le indicazioni fornite nei paragrafi precedenti anche in riferimento ai requisiti di carattere generale. I requisiti di capacità economico/finanziaria e tecnico/professionale sono comprovati dall’attestato di qualificazione SOA per categoria e classifica da definire in ragione dei lavori oggetto dell’affidamento. PAG. 26 - APINFORMA / Edilizia - numero 8 - 30 aprile 2018

Considerata l’ampiezza del limite di soglia fino a 1.000.000,00 di euro e i rischi insiti (per definizione) nella possibilità di affidare tramite procedura negoziata una porzione ragguardevole dell’intero mercato degli appalti di lavori, appare tanto più necessaria l’individuazione di meccanismi idonei a garantire la trasparenza della procedura e la parità di trattamento degli operatori economici. In particolare si richiamano gli oneri motivazionali già esplicitati nei paragrafi precedenti. Per affidamenti di importo elevato, superiori a 500.000 euro, le stazioni appaltanti motivano il mancato ricorso a procedure ordinarie che prevedono un maggior grado di trasparenza negli affidamenti. Ai sensi dell’art. art. 32, comma 10, si applica il termine dilatorio di 35 giorni per la stipula del contratto. La procedura per l’affidamento di lavori servizi e forniture di cui all’art. 36, comma 2, lett. c) d.lgs. 50/2016 è del tutto simile a quella di cui all’art. 36, comma 2, lett. b) delle presenti Linee guida. L’invito è rivolto ad almeno dieci operatori. I requisiti di capacità economico/finanziaria e tecnico/professionale sono comprovati dall’attestato di qualificazione SOA per categoria e classifica da definire in ragione dei lavori oggetto dell’affidamento. Per affidamenti di importo elevato, superiori a 500.000 euro, le stazioni appaltanti motivano il mancato ricorso a procedure ordinarie che prevedono un maggior grado di trasparenza negli affidamenti.

CONSIDERAZIONI FINALI Le presenti linee guida sono redatte ai sensi dell’articolo 36, comma 7, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e ss.mm.ii. (Codice dei contratti pubblici) che affida all’ANAC la definizione delle modalità di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti nelle attività relative ai contratti di importo inferiore alla soglia di rilevanza europea e migliorare la qualità delle procedure, delle indagini di mercato nonché la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici. A seguito della modifica introdotta con il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 (decreto correttivo), l’ANAC è altresì chiamata ad indicare specifiche modalità di rotazione degli inviti e degli affidamenti e di attuazione delle ve-


rifiche sull’affidatario scelto senza gara, nonché di effettuazione degli inviti in caso di esclusione automatica delle offerte anormalmente basse. Le linee guida si applicano alle stazioni appaltanti, ad eccezione delle imprese pubbliche e dei soggetti titolari di diritti speciali ed esclusivi per gli appalti di lavori, forniture e servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria, rientranti nell’ambito definito dagli articoli da 115 a 121 del Codice dei contratti pubblici, che intendono affi-

dare lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 del Codice dei contratti pubblici: a) nei settori ordinari, ivi inclusi i servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria e i servizi sociali e gli altri servizi; b) nei settori speciali, in quanto compatibili. (fine)

(CS)

 

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Il nuovo regolamento in materia di privacy DA RIVEDERE LE PROCEDURE AZIENDALI IN MATERIA DI SICUREZZA E PROTEZIONE DEI DATI PREMESSA Il 25 maggio 2018 entra in vigore il nuovo regolamento privacy (Regolamento 2016/679) che sostituisce il Codice della privacy disciplinato dal D.Lgs. n. 196/2003. Il nuovo Regolamento, noto anche come GDPR (General Data Protection Regulation) è finalizzato a tutelare con maggior efficacia i dati personali non solo dei cittadini italiani, ma anche di quelli comunitari. È importante sottolineare fin da subito che il Regolamento in questione è immediatamente applicabile, senza necessità di alcun recepimento legislativo da parte dei singoli paesi comunitari. Il testo è figlio di una logica vicina alla mentalità anglosassone e non a quella mediterranea, è strutturato su una legislazione di principi, più che di fattispecie da regolamentare. Mancando un’impostazione rigida però, apre la strada a interpretazioni soggettive che possono portare a facili contrasti e contenziosi con gli organi verificatori. La norma non prevede un elenco di adempimenti che le imprese devono porre in essere, né ci si deve aspettare che il Garante lo fornisca. Spetta all’imprenditore valutare il proprio profilo di rischio e scegliere quali adempimenti o procedure attivare. Il Regolamento prevede che le autorità garanti forniscano alcune indicazioni ufficiali che ancora non sono arrivate. Tra queste il contratto tipo tra titolare del trattamento e responsabile esterno, l’elenco dei casi in cui si deve scrivere la valutazione di impatto privacy e quello in cui non lo si deve fare, le semplificazioni per le piccole e medie imprese nonché quali provvedimenti autorizzativi del passato continueranno ad applicarsi. Di seguito, dopo aver definito alcune terminologie, presentiamo sinteticamente i principi, le procedure e gli adempimenti previsti dal nuovo Regolamento.

DEFINIZIONI L’art. 4 del Regolamento propone alcune definizione utili per una migliore comprensione della normativa che di seguito riepiloghiamo. Dato personale, s’intende qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile. La persona identificabile è quella che può essere individuata direttamente o indirettamente con un identificativo come il nome, un numero di identificazione, l’ubicazione, un identificativo on line, con elementi caratteristici dell’identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale. Trattamento, ogni operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati, applicate a dati personali o insieme di dati personali. Si pensi alla raccolta, alla registrazione, all’organizzazione, alla strutturazione, alla conservazione, all’adattamento o alla modifica, all’estrazione, alla consultazione, all’uso, alla comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione di dati personali riferiti alle sole persone fisiche. Profilazione, ogni forma di trattamento automatizzato dei dati utilizzato per valutare determinati aspetti relativi ad una persona fisica, come può essere il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi, l’affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti della persona fisica. Pseudonimizzazione, è il trattamento dei dati personali in modo tale da non poter essere attribuiti ad un interessato specifico senza l’utilizzo di informazioni aggiuntive. E’ richiesto che tali informazioni aggiuntive siano conservate separatamente e soggette a misure tecniche e organizzative intese a garantire che tali dati personali non siano attribuiti a una persona fisica identificata o identificabile. Titolare del trattamento, la persona fisica, giuridica o altro organismo che, singolarmente o con

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altri, determina la finalità e i mezzi del trattamento di dati personali; quando le finalità e i mezzi di tale trattamento sono determinati dal diritto dell’Unione o degli Stati membri, il titolare del trattamento o i criteri specifici applicabili alla sua designazione possono essere stabiliti dal diritto dell’Unione o degli Stati membri.

sono indicati nell’art. 6 e sono: consenso, adempimento degli obblighi contrattuali, interessi vitali della persona interessata o di terzi, obblighi di legge cui è soggetto il titolare, interesse pubblico o esercizio di pubblici poteri, interesse legittimo prevalente del titolare o di terzi cui i dati vengono comunicati.

Responsabile del trattamento, la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che tratta dati personali per conto del titolare del trattamento. In particolare deve tenere il registro dei trattamenti, se istituito; adottare misure tecniche e organizzative per garantire la sicurezza dei trattamenti; designare, se richiesto, il Responsabile per la protezione dei dati (DPO o RDP).

Viene introdotto il concetto di responsabilizzazione (accountability) di titolari e responsabili. Ciò significa che in capo a questi soggetti ricade la responsabilità di adottare politiche, attività e comportamenti in grado di dimostrare inequivocabilmente la concreta adozione di misure finalizzate ad assicurare l’applicazione del Regolamento. Il principio di accontability può essere inteso come responsabilizzazione, nella necessità di rendicontazione delle misure adottate per essere coerenti con le norme del Regolamento

Destinatario, persona fisica o giuridica o autorità pubblica che riceva comunicazione di dati personali. Consenso, dell’interessato, qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento. Violazione dei dati personali, violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati. Dati genetici, riguardano le caratteristiche genetiche ereditarie o acquisite di una persona fisica che forniscono informazioni univoche sulla fisiologia o sulla salute della persona, e che risultano dall’analisi di un campione biologico della persona fisica in questione. Dati biometrici, sono i dati personali ottenuti da un trattamento tecnico specifico relativo alle caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali di una persona fisica che ne consentono l’identificazione univoca, quali l’immagine facciale o i dati dattiloscopici. Dati relativi alla salute, riguardano la salute fisica e mentale di una persona fisica, comprendendo anche le prestazioni di servizi di assistenza sanitaria.

LICEITÀ Il trattamento è considerato lecito solo se trova fondamento in una base giuridica. Tali fondamenti

RESPONSABILIZZAZIONE

IL CONSENSO “ESPLICITO” Il nuovo Regolamento nasce dall’esigenza primaria di riservare ai cittadini maggiore trasparenza nella gestione dei propri dati personali. È stato previsto quindi l’obbligo per i c.d. “dati sensibili” di ottenere il consenso esplicito. Non serve obbligatoriamente la forma scritta e per i minori è possibile manifestarlo a partire dal 16 esimo anno di età. Ovviamente deve trattarsi di un consenso libero e non è ammesso in nessun caso il consenso tacito o presunto. Inoltre è necessaria una dichiarazione o azione positiva inequivocabile. Non è consentito il consenso con caselle pre-spuntate su un modulo. Il consenso raccolto prima del 25 maggio 2018 rimane valido se ha tutte le caratteristiche previste dal GDPR, in caso contrario si deve procedere con una nuova raccolta.

IL DIRITTO ALL’OBLIO Il diritto all’oblio si configura come la possibilità di pretendere dal titolare del trattamento la cancellazione dei propri dati personali. Tale richiesta di cancellazione può interessare anche altri titolari che trattano dati personali cancellati, compreso qualsiasi link, copia o riproduzione. Il diritto all’oblio in forma rafforzata rappresenta il divieto di divulgare notizie passate di una persona che abbia a che fare con precedenti giudiziari. In tali casi, è possibile chiedere la cancellazione rafforzata dei propri dati personali nonché la cancellazione, anche dopo revoca, del consenso al trattamento.

DATA PROTECTION BY DESIGN AND BY DEFAULT Rappresentano la necessità di configurare il tratta-

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mento prevedendo fin dall’inizio di ogni processo le garanzie indispensabili legate al trattamento dei dati. In sostanza si tratta di un concetto che prevede la protezione dei dati sin dalla progettazione ed ideazione di un’attività. In questa prospettiva i titolari saranno tenuti a raccogliere il minimo delle informazioni necessarie allo scopo, in modo da razionalizzare conseguentemente anche le comunicazioni e l’utilizzo dei dati. Si rende quindi necessaria un’analisi preventiva dimostrabile, che si traduce poi in azioni predefinite e ben organizzate (il default). La progettazione del trattamento deve quindi avvenire a monte, prima di procedere al trattamento vero e proprio, richiedendo un’analisi preventiva e un impregno applicativo da parte dei titolari che devono sostanziarsi in una serie di attività specifiche e dimostrabili. A questo proposito assume un’importanza fondamentale l’individuazione del rischio inerente il trattamento, inteso come possibile impatto negativo sulle libertà e i diritti degli interessati. All’esito di questa valutazione d’impatto il titolare deciderà se iniziare il trattamento, non iniziarlo, o ancora, consultare l’autorità di controllo per avere indicazioni su come gestire il rischio.

IL DPIA Il DPIA (Data Protection Impact Assessment) è la valutazione del rischio inerente particolare trattamenti che possono impattare sulle libertà e i diritti degli interessati. Tali impatti devono essere analizzati con un particolare processo di valutazione tarato sulla specifica realtà da analizzare. Analisi preconfezionate possono, infatti, non garantire un risultato reale inficiando il concetto di responsabilizzazione sopra richiamate e previsto dal Regolamento.

IL DPO Il DPO (Data Protection Officer) o RDP (Responsabile della Protezione dei Dati) è una figura obbligatoria solo in determinati casi e assume un ruolo autonomo rispetto alla gestione aziendale. E’ una figura a metà tra il consulente e il revisore e fornisce pareri in merito all’applicazione del Regolamento e vigila sulla sua applicazione. E’ un interlocutore dei clienti e utenti dell’impresa o della pubblica amministrazione ed è anche un punto di contatto per il Garante della Privacy. Il DPO è obbligatorio per gli enti pubblici, salvo che per gli organi giudiziari (con riferimento all’attività giurisdizionale). E’ obbligatorio anche per gli enti privati in due casi: - se l’attività principale consiste nel monitoraggio su larga scala (istituti di vigilanza privata,

telecomunicazioni, attività di profilazione, marketing ecc.); - se l’attività consiste nel trattamento su vasta scala di dati sensibili, biometrici o giudiziari (stato di salute, geo localizzazione, laboratori di analisi mediche).

IL REGISTRO DEI TRATTAMENTI Per le aziende con più di 250 dipendenti è previsto che i titolari e i responsabili del trattamento devono tenere un registro delle operazioni di trattamento. In realtà l’obbligo si estende anche alle imprese con meno di 250 dipendenti qualora il trattamento: - possa presentare un rischio per i diritti e le libertà dell’interessato; - preveda l’utilizzo di categorie di dati personali relativi a condanne penali e a reati; - includa particolari categorie di dati di cui all’art. 9 paragrafo 1 del Regolamento 679/2016 ovvero riguardino dati che rilevino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l’appartenenza sindacale, i dati genetici, biometrici, relativi alla salute o all’orientamento sessuale. Il registro è uno strumento indispensabile per definire politiche di gestione concrete e tarate sulle proprie attività, oltre che per effettuare una efficace valutazione del rischio. Si consiglia vivamente in ogni caso la tenuta del registro anche da parte dei soggetti non obbligati. Esso rappresenta, infatti, un valido strumento per dimostrare l’adozione del principio di responsabilizzazione. Diversamente sarebbe difficile avere contezza di quali dati vengono trattati, di come vengono trattati e di quali sono i presidi di sicurezza senza il conforto documentale.

I CONTENUTI DELL’INFORMATIVA Vengono estesi i contenuti dell’informativa che vanno sempre indicati in maniera inequivocabile. L’informativa da rilasciare all’interessato, riprendendo i contenuti dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003, richiede una scrittura concisa e l’utilizzo di un linguaggio chiaro e semplice, di facile comprensione. L’interessato deve cioè poter comprendere realmente le ripercussioni legate al trattamento dei propri dati in modo da decidere in maniera consapevole in merito al consenso da rilasciare. Nel dettaglio, devono sempre essere elencati: - i dati di contatto del RPD-DPO (Responsabile della protezione dei dati - Data Protection Officer);

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Gli obiettivi non sempre si possono raggiungere da soli

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- l’interesse legittimo se quest’ultimo costituisce la base giuridica del trattamento, nonché se si trasferiscono i dati personali in Paesi terzi e, in caso affermativo, attraverso quali strumenti (esempio: si tratta di un Paese terzo giudicato adeguato); - i periodi di conservazione dei dati o i criteri seguiti per stabilire tale periodo di conservazione, e il diritto di presentare un reclamo all’autorità di controllo; - i processi decisionali qualora il trattamento comporta decisioni automatizzate. - se il trattamento comporta processi decisionali automatizzati (compresa la profilazione) l’informativa deve specificarlo e deve indicare anche la logica di tali processi decisionali e le conseguenze previste per l’interessato. - è consentito l’utilizzo di icone ma solo in combinazione con l’informativa estesa (art. 12 paragrafo 7). In ogni caso le icone devono essere omogenee a livello comunitario secondo schemi di prossima diffusione.

TEMPI E MODALITÀ DELL’INFORMATIVA L’art. 13 del Regolamento chiarisce che l’informativa deve essere fornita entro un termine ragionevole che di solito non deve superare un mese dalla raccolta. Quanto alle modalità si sottolinea come il documento possa essere fornito, sia per iscritto sia in formato elettronico. Sono ammesse anche altre forme come quella orale rispettando le norme contenute nell’art. 12 del Regolamento. Come sopra ricordato è importante che il linguaggio utilizzato sia comprensibile e alla portata di tutti, e deve essere soprattutto trasparente e accessibile in maniera agevole. Per i dati sensibili è richiesto che il consenso sia rilasciato in maniera esplicita, non è conseguentemente consentito il consenso tacito o presunto.

DIRITTI DEGLI INTERESSATI I diritti degli interessati sono individuati dagli artt. 12 e seguenti del Regolamento. Il termine per la risposta all’interessato è, per tutti i diritti compreso quello di accesso, di un mese, estensibile fino a tre mesi in casi di particolare complessità. Il titolare deve comunque dare riscontro all’interessato entro un mese dalla richiesta, anche in caso di diniego. La complessità del riscontro da fornire all’interessato è in linea di principio gratuita ma, in determinate circostanze, può portare alla richiesta a quest’ultimo di un contributo a titolo di rimborso spese. Tale contributo può essere preteso

qualora la richiesta sia manifestamente infondata o eccessiva. La risposta all’interessato deve essere intelligibile, concisa, trasparente e di facile accesso. Ogni interessato ha diritto a ricevere una copia dei dati personali oggetto del trattamento nonché il periodo di conservazione. In caso di trasferimento dei dati verso paesi terzi, le garanzie offerte all’interessato per la tutela dei suoi dati.

LE MISURE DI SICUREZZA Le misure adottate devono garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio del trattamento. La valutazione dell’adeguatezza deve essere valutata caso per caso. Non è possibile avere la certezza di adottare misure e presidi adeguati senza una valutazione del rischio. Tale valutazione deve ovviamente essere tarata in equilibrio con le dimensioni e l’attività del titolare o del responsabile del trattamento. Così un laboratorio di analisi mediche avrà una tipologia di dati trattati diversi da un produttore di calzature. La lista di cui all’art. 32 è una lista aperta e non esaustiva ed è anche la ragione per cui non sono previste misure minime di sicurezza, proprio perché tale valutazione viene rimessa al titolare e al responsabile del trattamento. Si richiama l’attenzione anche sulla possibilità di utilizzare l’adesione a specifici codici di condotta o a schemi di certificazione per attestare l’adeguatezza delle misure di sicurezza adottate.

COME INCIDERÀ SUI CONTROLLI A DISTANZA? Un tema ampiamente trattato negli anni dal Garante della privacy è quello del controllo a distanza dei lavoratori oppure il controllo delle mail del lavoratore. È interessante capire come impatteranno le nuove regole in tali contesti e come il GDPR adotterà i nuovi provvedimenti. L’auspicio è che vengano finalmente fornite in merito istruzioni operative certe e precise agli operatori del settore e ai datori di lavoro.

FORMAZIONE E ISTRUZIONE E’ essenziale che le persone autorizzate a trattare i dati e tutti i soggetti coinvolti nelle procedure legate alla privacy siano formati ed istruiti con costanza.

PORTABILITÀ I dati possono essere trasferiti ad altri operatori, si pensi alla portabilità del numero telefonico. Può essere definita come la possibilità di ricevere i dati personali forniti ad un titolare, in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositi-

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vo automatico, e di trasmetterli ad un altro titolare del trattamento senza impedimenti. Riguardando solo dati automatizzati questo diritto non si applica agli archivi o registri cartacei. Sono portabili solo i dati trattati con il consenso dell’interessato o sulla base di un contratto stipulato con l’interessato.

NOTIFICHE AL GARANTE I titolari del trattamento sono tenuti a notificare all’autorità Garante le violazioni di dati personali di cui vengano a conoscenza antro 72 ore e in ogni caso “senza ingiustificato ritardo”. Tale comunicazione deve essere inoltrata solo qualora si ritenga probabile che tale violazione possa comportare dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati. Ne consegue che senza una adeguata valutazione del rischio, diventa impossibile effettuare un’oggettiva analisi della violazione occorsa e quindi decidere in modo consapevole se si deve procedere o meno alla segnalazione. Devono inoltre essere predisposti sistemi per prevenire e mappare gli eventi che possono intervenire sui dati trattati come ad esempio accessi abusivi, perdita, cancellazione, furto ecc. I contenuti della notifica sono indicati in via non esclusiva nell’art. 34 del Regolamento.

REGIME SANZIONATORIO Il sistema delle responsabilità prevede innanzi tutto quella civile per danni, in base alla quale chiunque subisca un danno materiale o immateriale causato dalla violazione del regolamento ha diritto al risarcimento del danno dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento. La loro responsabilità è solidale, salvo rivalsa nei limiti della quota di responsabilità: rispondono ciascuno per l’intero ammontare del danno, al fine di garantire il risarcimento effettivo all’assicurato. Il Regolamento poi prevede pesanti sanzioni amministrative distinte in due gruppi. Il primo arriva fino a 10 milioni di euro o, per le imprese, al 2% del fatturato e riguarda violazioni di obblighi del titolare e del responsabile. Il secondo gruppo riguarda le violazioni legate al diritto dell’interessato e delle condizioni di trattamento e arrivano fino a 20 milioni o, per le imprese, al 4% del fatturato. L’art. 58 del Regolamento prevede tuttavia che il Garante possa solo ammonire il titolare senza applicare le sanzioni, soprattutto in presenza di una prima violazione.

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(PZ)


Scambi fra Soci

LE ULTIME SEGNALAZIONI RICEVUTE

cevute, ricordando che per ogni ulteriore informazione o per la documentazione eventualmente disponibile le Imprese interessate possono contattare il p.i. Claudio Scialino dell’ufficio edilizia e territorio dell’Associazione.

VENDITA TERRENO EDIFICABILE A BUTTRIO L’Associazione mette in contatto Imprenditori interessati a vendere, acquistare e/o a qualsiasi altro scambio che possa costituire un’opportunità per l’attività aziendale, come ad esempio cessioni di capannoni, di aree fabbricabili, di attività, di attrezzature per chiusura attività, ... Riportiamo di seguito le ultime segnalazioni ri-

Azienda Associata mette in vendita un terreno edificabile urbanizzato a Euro 250.000. Trattasi di terreno sito in Buttrio, in via Marconi, incrocio con via Fermi, edificabile commerciale artigianale H3 D3 di 2860 mq. tutti edificabili, 3 lati liberi, contornato e adiacente area verde comunale di pari dimensione, vista sui vigneti e frutteti. (CS)

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Autotrasporto. “Tachigrafi intelligenti” MODIFICHE AL REGOLAMENTO UE SULLA NUOVA GENERAZIONE DI TACHIGRAFI DIGITALI E PROROGA DELL’ENTRATA IN VIGORE Con regolamento di esecuzione (UE) della Commissione europea n. 2018/502 del 28 febbraio 2018, pubblicato sulla G.U.U.E. n. L 85 del 28 marzo 2018 sono state introdotte alcune modificazioni al precedente regolamento di esecuzione (UE) della Commissione n. 2016/799 del 18 marzo 2016 della riforma apportata dal regolamento del Parlamento e del Consiglio europeo n. 165/2014 del 4 febbraio 2014. 165/2014, in materia di prescrizioni per la costruzione, il collaudo, il montaggio, il funzionamento e la riparazione dei nuovi tachigrafi digitali (c.d. tachigrafi intelligenti, (v. da ultimo Apinforma n. 10/2016, p. 43). Occorre ricordare che questa nuova generazione di tachigrafi abbina alla funzione classica della registrazione dei tempi di guida, di pausa e di riposo, una serie di nuove funzioni, quali: - una connessione al sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), che permette di registrare in automatico la posizione del veicolo, in corrispondenza del luogo di inizio del periodo di lavoro giornaliero, del luogo raggiunto ogni 3 ore di periodo complessivo di guida, del luogo di fine del periodo di lavoro giornaliero (art. 8 del reg. (UE) n. 165/2014). - un sistema di comunicazione da remoto in base al quale gli organi di controllo su strada dotati di apposita apparecchiatura, possono interrogare il tachigrafo del mezzo in movimento per verificare la presenza di una delle anomalie elencate all’art. 9, par. 4 del reg. 165/2014 (ad es. il più recente tentativo di violazione della sicurezza, la guida in assenza di carta del conducente valida, l’inserimento della carta durante la guida); - un’interfaccia per l’interazione con i sistemi di “trasporto intelligenti”. Il reg. (UE) 2018/502 rettifica e adegua nume-

rosi punti dell’allegato tecnico 1C del reg. (UE) 2016/799, prorogando, fra l’altro, dal 2 marzo al 15 giugno 2019 l’adozione di questi nuovi apparecchi che, di conseguenza, dovranno essere montati obbligatoriamente sui veicoli pesanti immatricolati per la prima volta da tale data (modifica apportata all’art. 6 del reg. (UE) 2016/799). Fra le tante modificazioni si segnalano: - la possibilità che l’apparecchio di controllo si articoli in più unità dislocate a bordo del veicolo; - l’estensione del periodo di validità della carta dell’impresa a 5 anni, per allinearla a quella della carta del conducente; - per i veicoli di massa complessiva fino a 3,5 t, il montaggio dell’adattatore anche ai veicoli immatricolati prima del 1° maggio 2006, ove obbligatorio e, cioè, quando la massa complessiva di questi veicoli finisca con il superare le 3,5 t a seguito dell’agganciamento di un rimorchio o di un semirimorchio; - la precisazione secondo la quale, in conformità all’art. 8 del reg. (UE) 165/2014, la posizione del veicolo deve essere registrata in automatico ogni 3 ore di periodo complessivo di guida anziché ogni 3 ore di guida ininterrotte (espressione, quest’ultima, utilizzata nell’allegato 1C prima della modifica in esame); a tal fine, sempre nell’allegato 1C sono stati aggiunti la definizione del periodo di guida cumulativo come “un valore che rappresenta il totale cumulativo dei minuti di guida di un certo veicolo” e i pittogrammi specifici; - quando il periodo di guida cumulativo del conducente raggiunge un multiplo di 3 ore, la capacità della carta del conducente di memorizzare i dati relativi alla posizione del veicolo, compreso il valore dell’odometro (strumento che indica la distanza totale percorsa sui veicoli, nuovo punto 4.5.3.2.16 dell’allegato 1C); - in conformità alle normative sulla privacy, la necessità del consenso del conducente all’uso dell’interfaccia del sistema di trasporto intelligente (ITS), per quanto riguarda i dati trasmessi dall’unità elettronica di bordo attraverso la rete del veicolo; al contrario, il consenso dell’autista non occorre per i dati trasmessi dall’apparecchio di controllo alla rete del vei-

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colo né per i dati del tachigrafo trasferiti ad impresa remota (nuovo paragrafo 200, punto 3.20 dell’allegato 1C) - l’adeguamento ai nuovi standard di sicurezza, previsti dalla norma EN 16882:2016, dei sigilli meccanici utilizzati nei tachigrafi.

Copia dei regolamenti citati può essere richiesta all’ufficio trasporti dell’Associazione unitamente ad altre informazioni.

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(AdT)

Apinforma n. 8 del 30 aprile 2018  

Notiziario dell'Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG

Apinforma n. 8 del 30 aprile 2018  

Notiziario dell'Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG

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