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Festival Internazionale di Musica XIII edizione abissale &aderente

BOLOGNA


Angelica Festival

Direzione: Mario Zanzani Direzione ar tistica e organizzativa: Massimo Simonini O rganizzazione: Sandra Murer Ufficio stampa e promozione: Silvia Fanti A ssistenza organizzativa: Andrea Martinelli, Arianna Ulian Immagine e progetto grafico: Massimo Golfieri

Produzione: Davide Rossi Ingegnere del suono: Igor Kavulek Documentazione sonora: Massimo Carli Tecnici del suono: Dino Carli, Massimo Carli, Enrico Dall’Oca, Denis Dupuis Luci: Paolo Liaci Documentazione fotografica festival: Massimo Golfieri, Gianni Gosdan Web master : Eric Vleugels - www.binario1.it

Si ringraziano: Enrico Ghezzi, Michele Dall’Ongaro, Pino Saulo... Traduzioni: Walter Rovere, David White

Progetto grafico catalogo: Concetta Nasone, Massimo Golfieri Stampa: Tipografia Fanti - Imola (BO)


Teatro San Leonardo • via San Vitale 63 - Bolognaic

Raum • via Ca' Selvatica 4/d - Bolognaici

Ufficio Festival • c/o Raum via Ca' Selvatica, 4/d - 40123 Bolognaci t + f 051.240310ci Sede Organizzativa • via Gandusio,10 - 40128 Bolognaci t + f 051.240310 info@aaa-angelica.com www.aaa-angelica.comci


< B36

13

BOLOGNA

h 21.30

>B 8

BOLOGNA + MODENA

T EAT RO SA N LEO NA RDO + + + +

Joëlle Léandre Mat Maneri Joel Ryan Christian Marguet

MODENA T EAT RO C O MUNA LE

14

h 21.00

15

h 21.00

>M8

> M 16

> M 22

Karlheinz Stockhausen GESANG DER JÜNGLINGE Karlheinz Stockhausen AVE

Karlheinz Stockhausen ORCHESTER-FINALISTEN

> M 26 Karlheinz Stockhausen OKTOPHONIE

VENERDI

CONCERTI

BOLOGNA

16

h 21.00

16

OPUS 2

B 14

BOLOGNA

h 24.00

T EAT RO SA N LEO NA RDO

Giancarlo Schiaffini > B 12 ++ Walter Prati

> VENERDI

Massimo Simonini AC Q UA D’A SC O LTO

< B 34

MERCOLEDÌ

Mario Zanzani T RE PUNT I...

INDIC E

GIOVEDI

INTRO

+

MARTEDÌ

PROGRAMMA

> B 16

Gail Brand LUNGE RA UM Stephan Wittwer MUSIK OHNE BILDER


INCONTRI & >

M 32 MODENA

> B26

ASCOLTI

T EAT RO C O MUNA LE

BOLOGNA

RA UM

h 17.30

h 17.00

17

SABATO

h 21.00

17

>

B 18 Frances-Marie Uitti BOWED ELECTRICITY

> B 20

Irène Schweizer SOLO

BOLOGNA

h 24.00

> B 16

RA UM

Stephan Wittwer MUSIK OHNE BILDER

18

BOLOGNA

h 21.00

>

B 22

> B 24

T EAT RO SA N LEO NA RDO + Sylvie Courvoisier + Ikue Mori + Susie Ibarra MEPHISTA

Pauline Oliveros PAULINE’s SOLO

16

h 19.00

+

SABATO

T EAT RO SA N LEO NA RDO

VENERDI

BOLOGNA

DOMENICA

SABATO

ALTRI EVENTI

17

h 19.00

BOLOGNA

> B 28

T EAT RO SA N LEO NA RDO

Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio G.B. Martini Bologna LA CITTA’ UDIBILE

I DISCHI DI ANGELICA

> B40

ANGELICHE

> B42


BOLOGNA

T EAT RO SA N LEO NA RDO + RA UM


C ONCERTI

#

= prima assoluta

*

= prima italiana


8

batteria

violino

Joel Ryan

Mat Maneri

contrabasso

B

“ l’associazione dei due archi – violino e contrabbasso –, il lavoro della batteria e delle percussioni, e la trasformazione in diretta dei suoni acustici fanno di questo quartetto dalla strumentazione profondamente originale un’unione di personalità fortemente determinate verso la libera improvvisazione e le nuove musiche. Nutriti di musica contemporanea, di jazz e d’avanguardia, questi quattro esploratori di nuovi territori (due francesi, due americani) ci promettono un incontro totalmente inedito, denso e bello, estremo e profondo.” Joëlle Léandre

Joëlle Léandre + Mat Maneri + Joel Ryan + Christian Marguet + Christian Marguet

>

Joelle Léandre

13

T EAT RO SA N LEO NA RDO

elettronica

MARTEDÌ

BOLOGNA

Francia • Stati Uniti

*

Formatosi come antidoto al purismo acustico degli improvvisatori della vecchia scuola, l’Electro-Acoustic Quartette di Joëlle Léandre è un esercizio estremo di ridefinizione dei confini dei generi. I suoi componenti si trovano a proprio agio tanto nel suonare con la precisione millimetrica di un quartetto d’archi quanto nel gettarsi nel vortice di una pura frenesia sonica derivata da qualche dialettica free jazz. L’equilibrio creato dai tre strumenti acustici viene costantemente messo alla prova dalle imprevedibili acrobazie delle trasformazioni elettroacustiche, che iniziano amplificando e rielaborando i virtuosismi degli strumentisti per poi sorprendere allo stesso tempo musicisti e pubblico ignaro strappando improvvisamente a entrambi il terreno musicale da sotto i piedi. L’atto del piegare si può considerare sia il metodo base che la metafora della composizione.


" l'association des cordes, violon et contrebasse, le travail de la batterie et des percussions, le traitement en direct des sons acoustiques font de ce quartet à l'instrumentation profondement originale, une reunion de personnalites résolument tournes vers l'improvisation libre et les musiques actuelles. Nourris de musique contemporaine, de jazz et des musiques avant-gardistes, ces 4 défricheurs de nouveaux territoires (deux francais,deux americains) nous promettent une rencontre totalement inédite ,dense et belle, extreme et profonde." Joëlle Léandre Joëlle Leandre's Electro-Acoustic Quartette. Formed as an antidote to the acoustical purism of old school improvisers, Joëlle Leandre's Electro-Acoustic Quartette is an exercise in genre bending in the extreme. They are as at home performing as a precisely edged string quartet as in pursuing pure sonic rush deep from some free jazz dialectic. The balance created by the three acoustic players in the group is constantly tested by the unpredictable aerobatics of electro-acoustic transformations, amplify-

9

B


BOLOGNA

J. L.

+ M. M. + J. R. + C.M.

>

B 10

T EAT RO SA N LEO NA RDO

L’idea nasce sia dai metodi effettivi usati per l’elaborazione di flussi di segnale che da una riflessione sulla complessità della musica espressa attraverso la dimensione unica del suono. Nello spazio, la complessità può venire creata ripiegando delle forme semplici in modo da farle divenire più complesse, com’è il caso dell’Origami, nel quale un foglio quadrato di carta viene piegato in varie direzioni per farlo diventare una forma tridimensionale. In musica, la polifonia può essere vista come il ripiegamento nel tempo di un semplice materiale musicale per generare forme più ricche e interessanti. Inversamente, la complessità può essere resa semplice da un cambio di prospettiva. Ciò che appare complesso in una proiezione su una o due dimensioni si può comprendere più facilmente quando viene osservato in tre dimensioni. Una prospettiva su un unico piano costringe a “richiudere” i fenomeni, riducendoli a forza nella dimensionalità limitata dei sensi dell’osservatore. Ciò ci suggerisce il ripiegare/dispiegare come metodo per creare e comprendere la complessità. Si può sostenere che la cognizione della musica consista nell’applicazione di modelli o nelle trasformazioni per mezzo delle quali l’ascoltatore dipana le informazioni contenute nel suono. Il compositore costruisce la musica compattando degli elementi in una struttura, l’ascoltatore cerca di dischiuderla, di riconoscerla, magari riscoprendo i metodi del compositore o forse semplicemente adottando un modello qualsiasi che gli permetta di apprezzarla come musica. Ciò che è interessante è il dualismo tra ripiegare e dispiegare, e che più di un modello possa funzionare. Da un punto di vista psicologico, il piegare sembrerebbe una metafora, ma nella musica la metafora è il metodo. Su tutti i livelli, da quello micro-acustico del timbro a quello del ritmo e del fraseggio, il metodo usato è quello del piegare. Noi incontriamo il suono in un’unica dimensione, ma immaginiamo la musica per noi stessi. joel r yan


ing and elaborating the virtuosity of the players then pulling the musical floor out from under unsuspecting musicians and audience as well. Folding is a basic method/metaphor of the piece. The idea arises out of both the concrete methods used for the processing of signal streams and a reflection on the complexity of music expressed through the one dimension of sound. In space, complexity can be created by folding simple forms into higher dimensions, as a square of paper is folded to make the three-dimensional forms in Origami. In music, polyphony might be seen as folding simple musical material in time to generate richer, more compelling forms. Conversely complexity can be made simple by a change of perspective. What appears complex as a projection in one or two dimensions is more easily comprehended when viewed in three dimension. A flatlander perspective forces the â&#x20AC;&#x153;folding upâ&#x20AC;? of phenomena, squeezing them into the more limited dimensionality of the perceivers senses. This suggests folding/unfolding as a method for creating and comprehending complexity. The cognition of music could be said to consist in the application of models or transforms by which a listener unfolds the information in sound. The composer constructs music by enfolding structure, the listener tries to unfold, to recognise it, perhaps rediscovering the methods of the composer or perhaps just finding any model which allows him to enjoy it as music. What is interesting here is the duality of the folding and unfolding and that more than one model could work. As psychology, folding seems a metaphor but in music the metaphor is method. At all scales from the micro-acoustic level of timbre to the level of rhythm and phrasing, folding is the method. We encounter sound in one dimension, but imagine music for ourselves. joel r yan

11

B


Giancarlo Schiaffini + Walter Prati +

>

OPUS 2 +

trombone

Walter Prati

Giancarlo Schiaffini

16

T EAT RO SA N LEO NA RDO

elettronica dal vivo

VENERDÌ

BOLOGNA

B 12

L'ombra è la materializzazione del mistero; qualcosa che insegue, che assomiglia, che prende origine ma che si manifesta nella sua diversità. L'elettronica è l'ombra dello strumento reale, è la sagoma virtuale di un suono fisico. L'ombra non ha vita propria, non opera per sua decisione. Segue per definizione, vive del buio riflesso. Tuttavia dà corpo ai sogni, si trasforma in realtà nel mondo sospeso dell'irreale e, pur non essendo niente, assume talvolta significati assai più profondi del reale. L'ombra è come l'utopia: odiata dai timorosi e obiettivo dei temerari. Come il "pensiero del fantastico" sopravviverà ai cicli della storia, l'ombra disegnerà ciò che l'idiozia dell'uomo, forse, riuscirà a cancellare. Da venticinque anni si parlano, si scambiano idee, suonano. Ogni volta potrebbe essere la prima o l'ultima, ogni volta nasce un progetto di speranza; nonostante tutto. Walter Prati

Italia

#


The shadow is the materialisation of mystery; something that follows, that seems like, that takes root but reveals itself in difference. Electronics is the real instrument’s shadow, it is the virtual outline of the physical sound. A shadow isn’t alive, it doesn’t take decisions. By definition it follows, living in a reflected darkness. Nevertheless, it gives life to dreams, transforming itself in reality in the world of the unreal, and even though it has no form, it often assumes deeper meanings than reality can provide. The shadow is like utopia: hated by the timid and the objective of the rash. Like the “fantastic thought” will survive the cycles of history, the shadow will design that which man’s idiocies are destined to eliminate. Twenty five years of talking, exchanging ideas and playing music. Each time could be the first or the last, each time a project of hope is born; apart from everything. Walter Prati

13

B


batteria

Mark Sanders

Pat Thomas

trombone

elettronica, pianoforte

LUNGE

Gail Brand B 14

Lunge è un quartetto nato dalle ceneri del tour con Butch Morris London Skyscraper del 1997. Parlando come con una sola voce, abbiamo messo su un tavolo comune tutte le molteplici influenze musicali che abbiamo assorbito nel corso delle nostre carriere individuali e delle nostre esperienze come componenti del gruppo, e che vanno da atmosfere delicate e rarefatte ad assalti a tutta forza di rumore industriale.â&#x20AC;? G ail Brand

Gail Brand

>

Phil Durrant

16

T EAT RO SA N LEO NA RDO

elettronica, violino

VENERDĂ&#x152;

BOLOGNA

Inghilterra

*


" 'Lunge' is a quartet born from the embers of the Butch Morris/London Skyscraper tour in 1997. Speaking as one, we share our group and individual inheritance of multiple musical styles and influences, ranging from quiet and sparse soundscapes to full throttle industrial onslaughts." G ail Brand

15

B


16+17

RA UM

VENERDI’

BOLOGNA

Stephan Wittwer

B 16

chitarra elettrica, elettronica

MUSIK OHNE BILDER

Stephan Wittwer

SABATO

16 + > 17

Svizzera

*

(romanticismo e automi – ‘tabelle della verità’, rumore e chitarre elettriche – tenere e violente manipolazioni della pressione d’aria) Stephan W ittwer


(romanticism and automaton â&#x20AC;&#x201C; truth tables, noise and electric guitars â&#x20AC;&#x201C; tender and violent manipulations of air pressure) Stephan W ittwer

17

B


SABATO

BOLOGNA

>

Frances-Marie Uitti

Frances-Marie Uitti

violoncello 6 corde, elettronica

17

B 18

T EAT RO SA N LEO NA RDO

BOWED ELECTRICITY

Stati Uniti

*

Fin da quando ricordi ho sempre suonato a orecchio. Mio padre quand’ero piccola mi spronava a imparare a leggere la musica, ma di solito riuscivo a imbrogliarlo chiedendogli di suonare prima lui il passaggio particolare che voleva che eseguissi dalla partitura - così potevo ascoltarlo prima, e mi era facile ripeterlo. Il suonare a orecchio porta a formare un legame particolare con lo strumento, qualcosa che non può venir raggiunto seguendo la trafila standard del far pratica con un repertorio di classici. Ben presto mi trovai a improvvisare con il violoncello e con la mia voce. I miei genitori, che amavano la musica classica, pensavano che fossi pazza: non era una cosa scritta, e allora che cos’era? Nel periodo in cui ho abitato a Roma ho suonato con diversi gruppi, incluso Nuove Forme Sonore, e ho lavorato con Giacinto Scelsi. Quest’ultimo influenzò la mia esplorazione dell’improvvisazione in solo come metodo preliminare di composizione. Presto capii che il suono monodico non poteva soddisfare il mio bisogno di progressioni armoniche esplicite, e trovai il modo di suonare con due archetti nella mano. Questo mi diede la possibilità di tenere sonorità prolungate con due, tre, o tutte e quattro le corde simultaneamente. Dato il mio crescente interesse per la manipolazione elettronica del suono, iniziai a lavorare con diversi tecnici di studio e ingegneri del suono. Per anni ho usato dei sistemi analogici, e nel 1996 ho progettato un trasduttore particolare per trasferire i suoni del mio violoncello acustico nel computer. Nel 2002 ho commissionato la fabbricazione secondo mie specifiche tecniche di un violoncello elettrico a 6 corde. La gamma e lo spettro armonico più estesi che ho ora a disposizione grazie alle 6 corde usate con due archetti mi consentiranno l’esplorazione di una nuova poesia musicale. Frances-Marie Uitti


Ever since I can remember I have played by ear. My father encouraged me to learn reading music when I was very small but usually I'd trick him into playing the passage on the violin so that I could hear it first. Then it was easy. Playing by ear leads to a particular bonding with the instrument, something that cannot be gained by practicing repertoire. Soon I was improvising spontaneously on the cello and with my voice. My parents, who loved classical music thought I was crazy: it wasn't written down therefore what was it? When I lived in Rome I played with several groups including Nuove Forme Sonore and worked with Giacinto Scelsi. The latter influenced my exploration of solo improvisation as a means of preliminary composition. Soon I realized that monodic playing wouldn't satisfy the need for explicit harmonic progression, and I found a way to use two bows in one hand. This gave the possibility of playing sustained two, three, and all four strings simultaneously. With a growing interest in electronic manipulation of sound I began to work with various sound designers and technicians. I worked with analogue systems for years and in 1996 designed a patch that would feed my acoustical cello into the computer. In 2002 I commissioned a 6 string electric cello to be built to custom specifications. The broader range and harmonic spectrum of 6 strings with two bows will allow me to explore a new musical poetry. Frances-Marie Uitti

19

B


SABATO

BOLOGNA

Irène Schweizer

>

SOLO

pianoforte

Irène Schweizer

17

T EAT RO SA N LEO NA RDO

B

20

Svizzera

#

Fin dalla prima nota, l’energia della sua musica si è convertita in forma. Dopo tutto, il fatto che non esegua pezzi scritti ma che preferisca improvvisare, da sola o assieme ad altri, non significa dover rinunciare alla struttura. Questa pianista è un architetto – il suo ufficio si chiama Composizione Istantanea - e per settanta sere all’anno è occupata a progettare strutture sonore. Ulrich Stock, Die Zeit


From the first note on, her crystal-clear power flows into form. After all, just because she doesn't play written pieces, only improvises, by herself or with others, doesn't mean to renounce structure. This pianist is an architect - her office is called Instant Composing - and on seventy evenings a year she designs sound structures. Ulrich Stock, Die Zeit

21

B


MEPHISTA +

batteria

Susie Ibarra

pianoforte

B 22

Sylvie Courvoisier + Ikue Mori + Susie Ibarra +

lap top, drum machines

> Sylvie Courvoisier

18

T EAT RO SA N LEO NA RDO

Ikue Mori

DOMENICA

BOLOGNA

Svizzera, Stati Uniti

Tre tra le più diverse esponenti della downtown New York hanno unito le forze per formare Mephista. Separatamente, le tre hanno lavorato con molti tra i nomi più importanti della nuova musica. Assieme, creano un intero nuovo tipo di musica, che attraversa i mondi del rock, della classica, del jazz e dell’elettronica. Espressiva, potente e misteriosa.


Three of downtownâ&#x20AC;&#x2122;s most diverse performers joined forces to form Mephista. Separately the three have worked with some of the most important musicians in new music. Together they created a whole new kind of music spanning the worlds of rock, classical, jazz and electronic. Sensitive, powerful and mysterious

23 B


DOMENICA

BOLOGNA

18

T EAT RO SA N LEO NA RDO

Pauline Oliveros

>

PAULINE’s SOLO

Ascoltando questo spazio suono lo spazio. Ascoltando l’energia di tutti coloro che sono presenti suono questa energia. Ascoltando il mio ascoltare e il vostro ascoltare produco questa musica qui e adesso con l’ausilio di tutto quello che c’è.

Pauline Oliveros

fisarmonica, elettronica

Dedico questa musica a un mondo senza guerra. Pauline O liveros

B

24

Stati Uniti

#


Listening to this space I sound the space. Listening to the energy of all who are present I sound this energy. Listening to my listening and your listening I make this music here and now with the assistance of all that there is. I dedicate this music to a world without war. Pauline O liveros

25 B


RA UM

INCONTRI

B 26

&

ASCOLTI conduce Franco Fabbri

BOLOGNA


VENERDĂŹ SABATO

16

DOMENICA

17

18

> Frances-Marie Uitti

> Irene Schweizer

> Pauline Oliveros


BOLOGNA

T EAT RO SA N LEO NA RDO

ALTRI EVENTI

B28


Esecutore al computer Antonio Salluce Coordinamento del progetto Lelio Camilleri

> opera acusmatica realizzata dalla Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio G.B. Martini, Bologna

Progettazione della diffusione sonora Giovanni Maselli Silvana Gaeta

+

VENERDĂ&#x152;

>

Regia del suono Mario Barbuti Doria Cantatore

17

Composizione Nicola Baroni Mario Barbuti Enrico Battisti Doria Cantatore Davide Falconi Chiara Farolfi Lucia Di Maso Silvana Gaeta Giovanni Maselli Marco Mezzini Maria Chiara Prodi Alessandro Ratoci Antonio Salluce Franco Venturini

SABATO

16

LA CITTAâ&#x20AC;&#x2122; UDIBILE THE AUDIBLE CITY An Acousmatic Opera created by the School of Electronic Music, Music Conservatory G.B Martini, Bologna

Italia

#

29 B


BOLOGNA

T EAT RO SA N LEO NA RDO

>

LA CITTA’ UDIBILE

ALTRI EVENTI

B

30

Nella vita di tutti i giorni, i luoghi in cui viviamo non sono solo vissuti attraverso le immagini ma anche mediante il loro ambiente sonoro. Le prime esperienze di musica concreta, realizzate da Pierre Schaeffer nel 1948, hanno ampliato il mondo sonoro a disposizione del compositore, includendo tutti i suoni, allora e purtroppo ancora definiti rumori, accessibili mediante la loro registrazione. In questo modo, anche i suoni della vita quotidiana sono stati utilizzati per dare vita a delle strutture sonore musicali. Il progetto di questa opera è quello di prendere spunto dal materiale sonoro che la nostra città, Bologna, produce nei suoi diversi contesti; le piazze, i cortili, le chiese, la stazione, l’aeroporto, i luoghi di incontro e di divertimento. Questo materiale non viene, però, utilizzato per creare un collage o una fotografia sonora della città ma viene elaborato e trasformato per creare un percorso in cui il reale e l’immaginario sonoro vivano parallelamente, si incontrino e traccino degli itinerari sempre nuovi e imprevisti. La condizione acusmatica, la non visibilità delle sorgenti sonore, permette maggiormente di giocare sull’ambiguità e sulle caratteristiche più microscopiche di questi mondi sonori. I suoni della città vengono decontestualizzati acquisendo nuovi significati, ma servono anche come materiale sonoro di base per creare, per mezzo di varie tipologie di trasformazione del suono, nuovi mondi sonori, che non hanno più nulla a vedere con i suoni da cui sono stati generati. Il progetto è stato realizzato dalla Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio G.B. Martini di Bologna. Gli studenti, sotto il coordinamento del docente Lelio Camilleri, hanno realizzato sia le registrazioni ambientali che la composizione, a piccoli gruppi, delle varie strutture sonore in cui è articolata l’opera.


In day to day life, we perceive the places in which we live and frequent not only on a visual basis, but also through that which we hear – ambient sounds, the sounds of our surroundings. The first examples of “musique concréte”, created by Pierre Schaeffer in 1948, used all available sounds that could be recorded (considered at the time noise and unfortunately even today still defined noise), expanding the world of sound available to a composer. Using this method everyday sounds have been used, giving life to musical structure. This work takes its starting point from the sounds that our city produces in its various forms and functions. Bologna’s squares, courtyards and churches, the station, the airport and the places where people meet and enjoy themselves. These ambient sounds aren’t used to create a collage or an audio snapshot of the city, they are elaborated and transformed to create a voyage where real and imaginary sound meet and live side by side, tracing new and unforeseeable paths in their journey together. The acousmatic condition, the non visibility of the source of the sound, allows a greater possibility to play on the ambiguity and subtle characteristics in this world of sound. The sounds of the city, once taken out of their context, acquire new meaning; they serve as a musical base, in which the original sound does not reflect its purpose, but is transformed into a new musical world. The project has been realised by the school of Electronic music of the G.B. Martini Conservatory of Bologna. In small groups, the students, tutored by Lelio Camillieri, recorded the ambient sounds and composed the musical structure.

31 B


INTRO & •••


B 34

Mario Zanzani

il tema dell’edizione. Non si vede, è invisibile; l’intenzione era di cominciare una carrellata sulla musica d’insieme e sugli impasti sonori, poi le cose hanno preso un’altra piega ma la presenza di Asko rappresenta un punto di avvio per le prossime edizioni.

la collaborazione con altre città. Il significato è quello dell’apertura. Siamo sempre stati convinti che con un buon partner istituzionale il nostro lavoro sarebbe divenuto più incisivo, efficace, autorevole. La collaborazione avviene quest’anno su un progetto di musica contemporanea “colta”. In Italia, la distanza fra pubblico e musica contemporanea è oggi enorme, i teatri hanno paura della musica contemporanea. La collaborazione con la Fondazione del Teatro Comunale di Modena è quindi un paradosso. Ma da qui occorre ripartire per preparare il pubblico del futuro.

Mario Zanzani

il ritorno di Angelica nelle sale dei teatri. Dopo l’esperienza del 2000 decidemmo di stare lontano per un po’ di tempo dai luoghi istituzionali. E iniziammo un percorso fra i centri sociali e luoghi occasionali. Questo vagare è terminato. Almeno per il momento. Il Teatro San Leonardo, dove si svolgerà la parte bolognese dell’edizione di quest’anno, è un luogo storico per Angelica: qui vi si sono svolte bellissime edizioni nel periodo 93-97;

Gli elementi di novità di questa edizione sono:

> TRE PUNTI...


Mario Zanzani

The theme of the festival. You can’t see it. It’s invisible: Our intentions were to start with an overview on ensemble music and on different timbre mixtures; the course of events changed, but the presence of Asko represents a starting point for future editions.

Mario Zanzani

Collaboration with other cities. In the sense of opening-out. We have always been convinced that an institutional partner would mean that our work becomes more incisive, efficient, authoritative. The collaboration this year comes from a project based on contemporary ‘cultured’ music’. In Italy, the distance between public and contemporary music is enormous, theatres are afraid of contemporary music. The collaboration with the Fondazione del Teatro Comunale di Modena is a paradox. But it is a starting point in order prepare the public of the future.

Angelica’s return to the theatre; After our experience in 2000 we decided to ‘stay away’ from institutional venues beginning a journey through social centres and ‘occasional places’. This ‘wandering’ has finished. At least for now. The Bolognese host of this year’s edition is the San Leonardo Theatre. A historic venue for Angelica, which hosted various editions from 93-97.

Whats new in this edition:

> THREE POINTS...

35 B


B 36

Irruzioni-meditazioni-proiezioni-improvvisazioni-diffusionicomposizioni-esperienze soniche. Sapore di silenzio. Spazializzazione. Gesti lirici. Fili di luce.

Pauline Oliveros, meditativa e mobile, parla di 'profondo ascolto'. Il quartetto con Joëlle Léandre fa riapparire fantasmi Jazz ' Hot Club du France' (?), e rimodella la forma degli archi. Giancarlo Schiaffini e Walter Prati da venticinque anni si parlano: sono qui insieme per un nuovo dialogo, tra ombra e aria. La giovane Gail Brand, con il suo quartetto misto stellare, cerca un ibrido formato da schegge scintillanti, provenienti da esperienze improbabili. Stephan Wittwer spazia nell'intimità della sua chitarra, dove aleggiano romanticismo e rumore. Frances-Marie Uitti ri-esplora il violoncello: un nuovo strumento musicale aspetta un elegante disegno. Irene Schweizer è un architetto, costruisce cristalli e chiarezza, improvvisa la forma, e a volte trova canzoni. C'è anche Mephista, tre, o forse più, mondi in uno: swing orientale, matrimoni impossibili, terremoti e lirismo. La Scuola di Musica Elettronica (del Conservatorio di Bologna) risuona la città, la ritrova per perderla. L'Asko Ensemble partecipa a una partitura speciale e scritta per loro: i musicisti si trasformano per un concorso canonico che non esiste, solismo e gestualità sfilano sul palco per una narrazione lirica, esclusiva, ambientata in un'epoca che i costumi non riescono a datare. Suzanne Stephens e Kathinka Pasveer interpretano, con devozione, un dialogo surreale: seduzione, flauti magici, danze invisibili, canti e richiami. Karlheinz Stockhausen compie (oltre ai suoi 75 anni; auguri!) la sua opera con la libertà che si richiede per fare musica, fuori dagli ordini della catalogazione che costringe. Il Canto della Giovinezza si ode ovunque. Nella sua presentazione di Octophony scrive: " Octophony è la dimostrazione della mia esperienza nello spazio negli 1990-1991." La sua musica è stata definita in molti modi, e il compositore ritiene possa essere classificata come "Musica Spirituale". Un elemento di riflessione interessante, considerando ciò che oggi (troppo) viene riconosciuto come sprirituale e in realtà dello spirito possiede ben poco.

Massimo Simonini

Un programma che riconduce all'ascolto: piccoli organici, di natura prevalentemente femminile, fioriscono e tagliano, insieme, la musica.

Dopo un'edizione nella quale si metteva in discussione, si ri-esplorava, la 'forma festival' e quindi la sua fruizione, quest'anno Angelica ritorna alla dimensione 'classica' del concerto: in teatro. Classica secondo la concezione di classicità di Angelica.

> MARE D'ASCOLTO


Massimo Simonini

Un suono ti sfugge ed ecco che nasce. Un nuovo ordine si crea. Nasce dove non si muore.

Angelica sprofonda nell'ascolto e s'innalza nel suono, colma e arde. Ricerca e ancora cammina. Abissale & Aderente è questa edizione: la numero 13.

Un ringraziamento particolare a Massimo Golfieri, curatore dell'immagine di Angelica, la cui disponibilità e comprensione sono preziose, in tempi in cui la velocità e la superficialità hanno il sopravvento.

Si guarda dentro, osserva fuori, per ritrovare unità.

può pungere, produce dolcezza, è laboriosa altre qualità la distinL'ape L'ape può pungere, produce dolcezza, è laboriosa e altreequalità la distinguono. A volteguono. succede che un alveare si sposta da una 'stazione' a un'altra, propagando A volte succedecorale, che unoffuscando alveare si sposta una inavvertibile 'stazione' a un'altra, una sorta di rumore l'aria; èdaquasi se siamopropadistratti. gando una sorta di rumore corale, offuscando l'aria; è quasi inavvertibile se siamo distratti. L'ape è anche associata al sole, al miele, ai fiori, a un tempo. E' calma ma... L'ape è anche associata al sole, al miele, ai fiori, a un tempo. E' calma ma... Spalma, spalma. Piangi? Tra A Spalma, P I e A Pspalma. R I, c'èPiangi? una ' R ', forse amara, forse no. Tra A porta, P I e Aapri P RlaI,casa; c'è una ' Rcercherò. ', forse amara, forse no. Apri quella cerco, Apri quella porta, apri la casa; cerco, cercherò.

... i delfini nascono nell'oceano e segnalano ... i delfini nascono nell'oceano e segnalano allel'arrivo navi l'arrivo del vento... alle navi del vento... sono attendibili messaggeri che annunciano... sono attendibili messaggeri che annunciano... il simbolo di verità interiore... donde donde il simbolo di verità interiore... vento in arrivo si preannuncia conprecisi segni precisi il ventoil in arrivo si preannuncia con segni che spingono i delfini a venire alla superfice... che spingono i delfini a venire alla superfice... così la verità interiore è il mezzo per capire il futuro... così la verità interiore è il mezzo per capire il futuro...

Ogni giorno, qualcosa, (qualcuno), si annuncia.

Movimento del mare, un sorriso di schiuma risponde. Oro e sale.

Parole come sculture.

Un'attesa attiva. Una ragione celeste, una ragione universale.

Mano sulla bocca, bocca nella mano. Parlami (se) ti ascolto, suona (se) ti sento.

Una parte della musica ci fa assistere all'atto creativo, ci fa sentire la creatività dell'essere, la presenza di ciò che (non) è (ancora) in-visibile; un'altra parte ci mostra la personalità del compositore, dei musicisti.

Acustica-acquatica-elettrica-elettronica, Angelica 13 si svolge a Bologna e a Modena, due città adiacenti, grazie alla co-produzione con il, ricettivo, Festival l'Altro Suono del Teatro Comunale di Modena.


B 38

Raids-meditations-projections-improvisations-diffusionscompositions-sonic experiences. Taste of silence. Spatialisation. Lyrical gestures. Strings of light.

Pauline Oliveros, meditative and fluid, talks to us with her ‘deep listening’. The quartet formed by Joëlle Léandre recalls jazz ghosts from the ‘Hot Club du France’ (?) and remodels the form of the strings. Giancarlo Schiaffin and Walter Prati have been talking together for 25 years; they are here together for a new dialogue between air and shadow. Gail Brand, with her mixed stellar quartet looks for a hybrid formed by gleaming fragments from improbable experiences. Stephan Wittwer sweeps through the intimacy of his guitar, where noise and romance are lodged. Frances-Marie Uitti re-explores the cello; a new instrument waits an elegant design. Iréne Schweizer is an architect who constructs crystals and clarity, improvising form and at times finds a song. There is also Mephista, three or perhaps more worlds in one: oriental swing, impossible marriages, earthquakes and lyricism. The School of Electronic Music (part of the Music Conservatory in Bologna) plays the city, finding it to lose it again. The Asko Ensemble participates in a special musical score written for them: the musicians transform themselves for an official contest that doesn’t exist, parading on stage solos and gestures which create an exclusive lyrical narration, based in an epoch whose costumes are unable to date. Suzanne Stephens and Kathinka Pasveer interpret with devotion a surreal dialogue: seduction, magic flutes, invisible dances, voices and appeals. Karlheinz Stockhausen (who celebrates his 75th birthday. Happy Birthday!!) builds his work with the freedom that is needed to make music, outside the order of restrictive classification. The Song of the Youths is heard everywhere. In his presentation of Octophony he writes "Octophony is the evidence of my outer space experience in the years 1990-1991." His music has been defined in many ways, and the composer claims that we should define it as "Spiritual Music". It is an interesting aspect to reflect upon, considering that today, too much is considered spiritual, where in reality the spirituality is almost absent.

Massimo Simonini

A program that steers you towards listening: ssmall combos, mostly female, bloom and cut, together, the music.

After an edition in which the 'festival format' and its uses were questioned, re-explored, this year Angelica goes back to the 'classic' dimension of the concert: back to the stage, in the theatre. Classic according to Angelica's classicality.

> WATER OF LISTENING


Massimo Simonini

A sound slips and here it comes into being. A new order is created. It is born where you don't die.

Angelica plunges deep into the act of listening and arises into sound, filling and burning. Researching and still walks. Abyssal & Adhering is this edition: #13.

Particular thanks go to Massimo Golfieri, curator of Angelica’s image; in times when speed and superficiality have the upper hand, availability and comprehension are precious.

Watches inside, observe outside, to find unity.

The bee qualities; it stings, produces sweetness, Thehas beemany has many qualities; it stings, produces sweetness, it is hardworking… It sometimes happens that athat beehive movesmoves it is hardworking… It sometimes happens a beehive from one to another, propagating a typeaoftype choral noise,noise, from‘station’ one ‘station’ to another, propagating of choral darkening the air; is almost unnoticeable if we are distracted. darkening theit air; it is almost unnoticeable if we are distracted. The bee associated with the flowers, to a season. Theis bee is associated withsun, thehoney, sun, honey, flowers, to a season. It is calm Spread, Spread. You cry? It is but… calm but… Spread, Spread. You cry? Between A P IA ('bee' in italian) and Aand P RAI P('open' in italian) Between P I ('bee' in italian) R I ('open' in italian) there is a ‘R’. bitter R perhaps, perhaps not. not. there is aA‘R’. A bitter R perhaps, perhaps OpenOpen that door, open the I search, I will Isearch. that door, openhause, the hause, I search, will search.

… the… dolphins are sea-born the dolphins are sea-born and inform the ships the of arrival of the of winds… and inform the ofships the arrival the winds… they are reliable messengers who herald... they are reliable messengers who herald... from which the symbol of internal truth… from which the symbol of internal truth… the arriving wind announces itself with signs signs the arriving wind announces itselfclear with precise clear precise that drive dolphins to the to surface… that the drive the dolphins the surface… in thisinway internal truth istruth the means to understand the future. thisthe way the internal is the means to understand the future.

Every day, something, (someone), heralds.

The movement of the sea, a smile of foam answers. Gold and salt.

Words as Sculptures.

An active waiting. A sky-blue reason, a universal reason.

Hand over mouth, mouth in hand. Speak to me (if ) I listen to you, make music (if ) I hear you.

A part of the music lets us assist in the creative process, lets us hear the creativity of being, the presence of that which is (not) in-visible (yet); another part shows us the personality of the composer, of the musicians.

Acoustic-aquatic-electric-electronic. Angelica 13 takes place in Bologna and Modena, two adjoining towns, thanks to the co-production with the receptive L'Altro Suono Festival, organised by the Teatro Comunale of Modena.


> I DISCHI DI ANGELICA

Compositions by Tristan Honsinger

(AIAI 009) 

Tristan Honsinger This, That and the Other Sketches of Probability

(AIAI 0082) 

Terry Riley + Stefano Scodanibbio lazy afternoon among the crocodiles (second edition)

(AI 007)  Angelica ‘95 compil. Lol Coxhill Before My Time; Jon Rose + Otomo Yoshihide Budget Shopping, Maarten Altena Ensemble Songs & Colours, Steve Beresford +Otomo Yoshihide + Jon Raskin, Phil Minton + Veryan Weston Ways Past, Steve Adams + Pat Thomas, Rova, Specchio Ensemble, Oban Sax Quartet; N.O.R.M.A. + Chris Cutler + Phil Minton, Heiner Goebbels Die Befreiung des Prometheus, Mike Cooper + Lol Coxhill + Chris Cutler + Edoardo Marraffa + Luigi Mosso + Larry Ochs + Jon Raskin + Pat Thomas

(CAICAI 006)  Angelica ‘94 compil. Ain’t Nothin’ But A Polka Band, Audience, Banda Roncati, Band Is Woman, Mark Dresser, Ecoensemble, Fred Frith, Paolo Grandi Le Terre Silenziose, Gerry Hemingway, Guy Klucevsek, Phil Minton, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Stephen Drury e Franco Sebastiani, Bob Ostertag, John Oswald, Rohan De Saram, Claudio Scannavini, Stefano Scodanibbio, John Zorn, Audience

(CAICAI 005)  Specchio Ensemble Suite no. 1 per quintetto doppio Directed and compositions by Domenico Caliri

(CAICAI 004)  Angelica ‘93 compil. All Dax Band, Han Bennink, Steve Beresford, Lindsay Cooper, Tom Cora, Dietmar Diesner, ensemble Eva Kant, Fred Frith, Gianni Gebbia, Lars Hollmer, Catherine Jauniaux, Peter Kowald, Ikue Mori, Butch Morris, Hans Reichel, Riciclo delle Quinte, Wolter Wierbos, Audience

(CAICAI 003)  Angelica ‘92 compil. P.A.P.A. Quartet, Popoli Dalpane Ensemble, Looping Home Orchestra, Lindsay Cooper e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Franco Sebastiani, Stefano Scodanibbio, Gianni Gebbia, Gruppo Ocarinistico Budriese, Fred Frith, Lars Hollmer, Que d’la Gueule, Audience

(CAICAI 002)  N.O.R.M.A. Compositions by Tiziano Popoli, Roberto Monari, Massimo Simonini

(CAICAI 001)  Angelica ‘91 compil. Mary Iqaluk + Nellie Echaluk, Joseph Racaille + Daniel Laloux, Quartetto Vocale Giovanna Marini,Tom Cora, Catherine Jauniaux, Shelley Hirsch, David Weinstein, Lol Coxhill The Inimitable, Carles Santos, Ernst Reijseger, Laboratorio Musica & Immagine, Phil Minton + Veryan Weston, Fred Frith Keep the Dog (OUT OF STOCK)

B 40


Vakki Plakkula ...una barca

Requiem

Porcyville

NEXT Phil Minton & Veryan Weston .....past Alvin Curran TOTO A NG ELIC A

(IDA 017)  Specchio Ensemble Directed and compositions by Domenico Caliri

(IDA 016)  Eyvind Kang Virginal co ordinates with playground ensemble + Michael White, Mike Patton,Tim Young, Tucker Martine, Evan Schiller

(IDA 015)  Giovanna Marini with soloists, choir and orchestra

International Occasional Ensemble...

(IDA 014)  Fred Frith Stone, Brick, Glass, Wood, Wire Graphic Scores 1986-96 (double disc) & the

(IDA 013)  Angelica ‘97 compil. Otomo Yoshihide, Trio Magneto, Ground-Zero, Diane Labrosse + Martin Tétreault, Stock, Hausen & Walkman, Bob Ostertag, Chris Cutler p53, Tenko + Ikue Mori, Dagmar Krause + Marie Goyette, House of Discipline, Jean Derome, Uchihashi Kazuhisa, René Lussier, Mirko Sabatini, Andrew Sharpley, Matt Wand, Mike Patton

(IDA 012) 

(AI 011)  Angelica ‘96 compil. Guus Janssen, Palinckx, Carlo Actis Dato, Henneman String Quartet, Guus Janssen Septet, Michel Waisvisz, Tristan Honsinger, This, That and the Other, Janssen + Glerum + Janssen, Misha Mengelberg Pollo di Mare

(AI 010)  Misha Mengelberg Compositions by Misha Mengelberg Misha Mengelberg, Ed Boogaard, Ernst van Tiel, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

i dischi di angelica via gandusio, 10 I-40128 bologna f +39 +51 240310 dischi@aaa-angelica.com www.aaa-angelica.com

distributed by:

ReR MEGACORP 79 beulah rd thornton heath CR7 8JG - Uk f: +44.208.7713138 - megacorp@dial.pipex.com www. rermegacorp.com

distribuiti in Italia da:

Nuova ADN, via Decembrio, 26 - 20137 Milano

Disfunzioni Musicali via degli Etruschi, 4/14 - 00185 Roma

t + f: +39 02 55195174

t: +39 06 4461984 - f: +39 06 4451704

Demos via San Sebastiano, 20 - 80134 Napoli

a Bologna da:

t: +39 081 459021 - f: +39 081 296892

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ANGELICHE

Otomo Yoshihide Memor y Disorder, Trio Magneto, Tanaka Yumiko G idayu Shamisen Solo, Ground-Zero Revolutionar y Pekinese O pera+Play Standard, Diane Labrosse+Martin Tetrault Parasites’ Paradise, Stock, Hausen & Walkman C hild Bearing Hits, Vakki Plakkula, Bob Ostertag, Tornando Menù, Chris Cutler p53, Tenko+Ikue Mori Death Praxis, Jean Derome+René Lussier Les G ranules, Dagmar Krause+Marie Goyette, Zygmunt Krause T he Last Recital, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Pedro Alcalde e Franco Sebastiani esegue O rchestral Tuning A rrangement di John Oswald / Linda Catlin Smith, Folk Music di Zygmunt Krause, C lassic di John Oswald, Shor t C ut no.1 for orchestra+no.2+no.3 di Marie Goyette, Mike Patton+Bob Ostertag+Otomo Yoshihide House of Discipline; Impro con: Chris Cutler, Jean Derome, Marie Goyette, Uchihashi Kazuhisa, Diane Labrosse, René Lussier, Ikue Mori, Bob Ostertag, Mike Patton, Mirco Sabatini, Andrew Sharpley, Tenko, Martin Tetreault, Matt Wand, Otomo Yoshihide

settima edizione, 6-11 maggio 1997 al ladro

Guus Janssen, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Ernst van Tiel esegue Passevite e Keer di Guus Janssen, C oncer to per sassofono e orchestra (solista Ed Boogaard) e O nderweg di Misha Mengelberg, Palinckx, Misha Mengelberg, Carlo Actis Dato, Henneman String Quartet, Guus Janssen Septet, Michel Waisvisz O peration LiSa, Tristan Honsinger T his, T hat and the O ther, Tristan Honsinger, Janssen/Glerum/Janssen, Misha Mengelberg Pollo di Mare

sesta edizione, 7-11 maggio 1996 caos lirico

Jon Rose / Otomo Yoshihide Budget Shopping; N.O.R.M.A. ospiti Chris Cutler, Phil Minton; Oban Sax Quartet; Lol Coxhill Before My T ime; Phil Minton / Veryan Weston Ways Past; Maarten Altena Ensemble Songs & C olour s; Rova; Specchio Ensemble; Heiner Goebbels Die Befreiung des Prometheus; Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Peter Rundel esegue Suite für Sampler und grosses O rchester di Heiner Goebbels; Impro Notte con Bruce Ackley, Steve Adams, Steve Beresford, Domenico Caliri, Mike Cooper, Lon Coxhill, Chris Cutler, Giorgio Fabbri Casadei, Edoardo Marraffa, Luigi Mosso, Larry Ochs, Jon Raskin, Jon Rose, Pat Thomas, Roger Turner, Otomo Yoshihide, Vincenzo Vasi, Stefano Zorzanello

quinta edizione, 2-7 maggio 1995 tutto cangia

Ferdinand Richard Arminius, Paolo Grandi Le Terre Silenziose ospite Ouassini Jamal, Guy Klucevsek, Stefano Scodanibbio / Rohan de Saram, Bob Ostertag Say No More, Holly Small / Bill Coleman / Laurence Lemieux / John Oswald, Ain't Nothin' But A Polka Band Polka From T he Fringe, Fred Frith / John Zorn / John Oswald / Bob Ostertag / Mark Dresser / Phil Minton / Gerry Hemingway, Stephen Drury esegue C arny di John Zorn, Ecoensemble diretto da Franco Sebastiani esegue A ngelus Novus di John Zorn, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Stephen Drury e Franco Sebastiani esegue For Your Eyes O nly di John Zorn, C amelot di Claudio Scannavini e Orchestral Tuning Arrangement di John Oswald e Linda Catlin Smith, Stefano Scodanibbio esegue Endurance di Fred Frith, Ensemble da "Band Is Woman" diretto da Franco Sebastiani esegue A cupuncture di John Oswald, Ensemble EVA KANT esegue Pacifica di e diretto da Fred Frith

quarta edizione, 24-29 maggio 1994 ...funghi...

Riciclo delle Quinte ospite Wolter Wierbos, A ll Dax(ophone) Band, Dietmar Diesner, Peter Kowald, Wolter Wierbos, Butch Morris, Steve Beresford, Hans Reichel, Tom Cora, Han Bennink, Butch Morris C onduction 31 (con Hans Reichel, Dietmar Diesner, Wolter Wierbos, Han Bennink, Steve Beresford, Peter Kowald, Tom Cora), The Goose, Vibraslaps, Butch Morris C onduction 32 con l'ensemble Eva Kant

terza edizione, 13-18 maggio 1993 vedo nudo

Popoli Dalpane Ensemble, Looping Home Orchestra, Lindsay Cooper e l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Stefano Scodanibbio, Gianni Gebbia, Fred Frith, Lindsay Cooper, Lars Hollmer, Gruppo Ocarinistico Budriese, Q ue de la gueule, Workshop e Concerto condotto e diretto da Fred Frith.

seconda edizione, 27 maggio-4 giugno 1992 per ogni malattia c’è una melodia

Mary Iqaluk / Nellie Echaluk G iochi Vocali Inuit, Joseph Racaille / Daniel Laloux, Quartetto Vocale Giovanna Marini, Tom Cora, Caterine Jauniaux, Shelley Hirsch / David Weinstein, Lol Coxhill T he Inimitable, Carles Santos, Phil Minton / Veryan Weston, Ernst Reijseger, Laboratorio Musica & Immagine, Mike Westbrook Orchestra Big Band Rossini.

prima edizione, 5-9 giugno 1991 la lingua mi cercava le parole

42

>

B


O pera Mobile: Tristan Honsinger + Ermanno Cavazzoni + Ensemble Opera (Cristina Zavalloni, Sabina Meyer, Cristina Vetron, Vincenzo Vasi, Carolina Talon Samperi, Kathleen Delaney, Marie Goyette, Enrico Sartori, Olivia Bignardi, Edoardo Marraffa, Riccardo Pittau, Lauro Rossi, Aleks Kolkowski, Erica Scherl, Tristan Honsinger, Pierangelo Galantino, Lullo Mosso, Franca Pampaloni, Fabrizio Puglisi, Christian Carcagnile, Mirko Sabatini, Fabrizio ‘Abi’ Rota, Jochem Hartz, Ilaria Honsinger, Gayla Freed, Lidija Kolovrat, Massimo Simonini), Dietmar Diesner Saxophon-actor, Aleks Kolkowski Por trait in Shellac, Olivia Block hi-lo eyehull, Margareth Kammerer Noch Einmal, an O rpheus, Hester Boverhuis+Cristin Wildbolz+Riccardo Massari Spiritini Speechwater, Sven Ake Johansson+Sten Sandell Bahn und Boot, Peter Brötzmann+Hamid Drake, Misha Mengelberg Solo Songs, Marie Goyette+Aleks Kolkowski Stone Flower, Hisako Horikawa, Ijnveïq de Ernestine Une porcelaine dans un magasin d’éléphants (Mauro Manzoni flauto, Emiliano Rodriguez, Diego Frabetti, Raffaele Jaquinta, Giammaria Matteucci, Fabrizio Colonna, Maurizio Rolli, Alberto Corelli, Pierpaolo De Gregorio, Alfredo Impullitti)

dodicesima edizione 13>18 maggio 2002 galleria san francesco

Joan La Barbara T hree Voices (Morton Feldman), Shelley Hirsch States, Dorothea Schurch + Ernst Thoma cour se in different directions, Massimo Simonini + Fabrizio 'Abi' Rota paesi piatti & pianeti possibili, Kaffe Matthews + Andy Moor matter, Peter Cusack Green Parrot, Broken Glass, Domenico Sciajno + Barbara Sansone O bjectable, Pierre Bastien & Mecanium, Alvin Curran Toto A ngelica, Shelley Hirsch + Anthony Coleman A Tribute to Tributes, Margaret Leng Tan T he A r t of T he Toy Piano (John Cage, John Lennon/Paul McCartney arr. Toby Twining, Stephen Montague, Jerome Kitzke,, Philip Glass, Alvin Lucier, Julia Wolfe, Guy Klucevsek), MIMEO Music In Mouvement Electronic O rchestra T he Hands of C aravaggio + John Tilbury, Pierre Bastien Meccano O rchestra, Jean-Pierre Gauthier C ommodity and C ommotion, playground ensemble T he Sonic Playground (Alvin Curran,, ensemble)

undicesima edizione, 15>20 + 12>20 maggio 2001 antichi astronauti

John Zorn Bar Kokhba special edition for Angelica, Terry Riley, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Jurjen Hempel soprano Julie Liston (Domenico Caliri, Massimo Semprini, Diego Stocco, Guus Janssen, John Zorn: commssioni di Angelica; Morton Feldman), La Monte Young The Forever Bad Blues Band, Eyvind Kang G ar land of V irginal C o-ordinates con playground ensemble ospiti Michael White, Eyvind Kang, Mike Patton, Timothy Young, Tucker Martine, Evan Schiller: commissione di Angelica, Cecil Taylor, Mirko Sabatini MK O rchestrin, Edoardo Marraffa, Guus Janssen Quartet, Tibor Szemzõ Tractatus, Invisible Stor y con The Gordian Knot Music Company, Mike Patton vs The X-ecutioners, Ensemble Modern diretto da Peter Eötvös solisti Omar Ebrahim, Hermann Kretzschmar, David Moss (Frank Zappa - G regger y Peccar y & O ther Per suasions), Ensemble Modern diretto da Sian Edwards (Conlon Nancarrow arr. Yvar Mikashoff, Heiner Goebbels, Helmut Lachenmann)

decima edizione, 5-13 maggio + 5-6 luglio 2000 zorro

John Tilbury (Michael Parsons, Dave Smith, Howard Skempton), Fred Frith Tense Serenity, Evan Parker C onic Sections, John Russell + Roger Turner duo improvisations, Phil Minton + Veryan Weston .....past (da una moltitudine di diver sità di canzoni: Robert Schumann, Joe Zawinul, Sir Edward Elgar, Hubert Parry, Freddy Fender, Claudio Monteverdi, Hank Williams, Anton Carlos Jobim, Phil Minton + Veryan Weston...), Paolo Angeli linee di fuga, Lol Coxhill Standard C onver sions, Steve Beresford Signals for Tea +, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Stephen Drury solisti: Fred Frith, Phil Minton, Maggie Nicols, ospiti: Chris Cutler, John Edwards, Lol Coxhill (Giorgio Casadei, Tiziano Popoli, Stefano Zorzanello, Giorgio Magnanensi, Fred Frith, Lindsay Cooper arrangiamenti di Veryan Weston), Mike Cooper + Pat Thomas Tri Stereo System, Kaffe Matthews to white, The Recedents, Fred Frith + Bill Laswell + Charles Hayward Massacre, Steve Noble + Pat Thomas, AMM, Cornelius Cardew T he Great Learning Paragraph 7 for any number of trained or untrained singers

nona edizione, 18-23 maggio 1999 domestic flights

Coro delle mondine di Correggio, Stephen Drury (Frederic Rzewski), Lucia Bova + Luca Sanzò(Fernando Mencherini, Franco Donatoni, Lucio Garau), Aleks Kolkowski & Media Luz My G arden Makes Me G lad, acco land (Lucio Garau, Franco Donatoni, Mario Pagliarani), Gino Robair Singular Pleasures, Ossatura, Fausto Bongelli + Massimo Mazzoni (Giacinto Scelsi, Fernando Mencherini, Franco Donatoni), Edoardo Ricci + Eugenio Sanna graffi di gatto e ur la di cani, Specchio Ensemble A sh-can School, Sonia Turchetta + Rocco Filippini + Oscar Pizzo (Salvatore Sciarrino Vanitas), Greetje Bijma, Louis Andriessen + Greetje Bijma G ran Duo, Rudiger Carl + Hans Reichel Buben plus, Quartetto Vocale Giovanna Marini Par tenze - vent’anni dopo la mor te di Pier Paolo Pasolini, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Stephen Drury solista Gary Gorczyca (Fernando Mencherini, Louis Andriessen, Franco Donatoni, Lucio Garau, Paolo Grandi, Olivia Bignardi). Impro: Rudiger Carl, Hans Reichel, Aleks Kolkowski, Elio Martusciello, Maurizio Martusciello, Edoardo Ricci, Eugenio Sanna, Fabrizio Spera, Gino Robair, Fabrizio Puglisi, Guglielmo Pagnozzi, Luca Venitucci, Matt Wand.

ottava edizione, 11-17 maggio 1998 mamma acustica

43 B


INTRO & •••


MODENA

Festival Internazionale di Musica XIII edizione abissale &aderente


Fondazione Teatro Comunale di Modena

Presidente: Giuliano Barbolini Direttore: Aldo Sisillo


• Teatro Comunale di Modena Corso Canalgrande 85 - Modenaic • Ufficio Festival c/o Raum via Ca' Selvatica, 4/d - 40123 Bolognaci t + f 051.240310ci • Sede Organizzativa via Gandusio,10 - 40128 Bolognaci t + f 051.240310 info@aaa-angelica.com www.aaa-angelica.comci


< B 34

< B36

13

BOLOGNA

h 21.30

>B 8

MODENA

+ BOLOGNA

T EAT RO SA N LEO NA RDO + + + +

Joelle Léandre Mat Maneri Joel Ryan Christian Marguet

MODENA T EAT RO C O MUNA LE

14

h 21.00

15

h 21.00

>M8

> M 16

> M22

Karlheinz Stockhausen GESANG DER JÜNGLINGE Karlheinz Stockhausen AVE

Karlheinz Stockhausen ORCHESTER-FINALISTEN

> M 26 Karlheinz Stockhausen OKTOPHONIE

VENERDI

CONCERTI

BOLOGNA

16

h 21.00

16

OPUS 2

B 14

BOLOGNA

h 24.00

T EAT RO SA N LEO NA RDO

Giancarlo Schiaffini > B 12 ++ Walter Prati

> VENERDI

Massimo Simonini AC Q UA D’A SC O LTO

PRORAMMA

MERCOLEDÌ

Mario Zanzani T RE PUNT I...

INDIC E

GIOVEDI

INTRO

+

MARTEDÌ

PROGRAMMA

> B 16

Gail Brand LUNGE RA UM Stephan Wittwer MUSIK OHNE BILDER


INCONTRI & > M 32

> B26

MODENA

ASCOLTI

T EAT RO C O MUNA LE

BOLOGNA

RA UM

h 17.30

h 17.00

17

SABATO

h 21.00

17

>

B 18 Frances-Marie Uitti BOWED ELECTRICITY

> B 20

Irène Schweizer SOLO

BOLOGNA

h 24.00

> B 16

RA UM

Stephan Wittwer MUSIK OHNE BILDER

18

h 21.00

>

T EAT RO SA N LEO NA RDO

16

B 22

> B 24

+ Sylvie Courvoisier + Ikue Mori + Susie Ibarra MEPHISTA

Pauline Oliveros PAULINE’s SOLO

h 19.00

+

SABATO

T EAT RO SA N LEO NA RDO

BOLOGNA

VENERDI

BOLOGNA

DOMENICA

SABATO

ALTRI EVENTI

17

BOLOGNA

h 19.00

> B 28

T EAT RO SA N LEO NA RDO

Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio G.B. Martini Bologna LA CITTA’ UDIBILE

I DISCHI DI ANGELICA

> B40

ANGELICHE

> B42


MODENA

T EAT RO C O MUNA LE


C ONCERTI

#

= prima assoluta

*

= prima italiana


MERCOLEDÌ

MODENA

8

Karlheinz Stockhausen

• 1955-1956 (C A NTO DELLA G IO V INEZZA )

>

proiezione del suono

M

Note introduttive per la prima mondiale il 30 maggio 1956 all’interno del programma concertistico WDR Musik der Zeit (Musica del Nostro Tempo).

GESANG DER JÜNGLINGE

Karlheinz Stockhausen

14

T EAT RO C O MUNA LE

musica elettronica

Germania

Il punto di partenza per la composizione elettronica GESANG DER JÜNGLINGE (CANTO DELLA GIOVINEZZA) fu l’idea di poter riconciliare i suoni cantati con quelli prodotti elettronicamente: avrebbero cioè dovuto essere altrettanto veloci, altrettanto prolungati, altrettanto forti o attenuati, densi ed intrecciati, con intervalli d’altezza altrettanto minuti o ampi, e con variazioni timbriche altrettanto differenziate quanto l’immaginazione avrebbe potuto richiedere – avrebbero cioè dovuto essere liberati dalle limitazioni fisiche di qualunque cantante. Di conseguenza, la composizione ha richiesto la creazione di suoni elettronici molto più raffinati di quelli in uso fino ad oggi, dal momento che i suoni del linguaggio cantati costituiscono probabilmente la più complessa delle strutture sonore – vista la loro ampia gamma che va dalle vocali (suoni) alle consonanti (rumori). Perciò, una fusione di tutti i timbri usati all’interno di una famiglia di suoni può venire percepita solo se i suoni cantati possono sembrare suoni elettronici, e i suoni elettronici possono sembrare suoni cantati.


Programme notes for the world première on May 30th 1956 in the WDR concert Musik der Zeit (Music of Our Time). The point of departure for working on the electronic composition GESANG DER JÜNGLINGE (SONG OF THE YOUTHS) was the idea of reconciling sung sounds with those which are electronically produced: they were to be as fast, as long, as loud, as soft, as dense and interwoven, with as small and large pitch intervals, and as differentiated variations of timbre as the imagination might require, liberated from the physical limitations of any singer. Consequently, much more refined electronic sounds had to be composed than those up to now, since sung speech-sounds probably represent the most complex of sound structures – with their broad scale from vowels (sounds) to consonants (noises). Thus, a fusion of all the timbres used into one sound-family can only be experienced if sung sounds can appear to be electronic sounds, and electronic sounds to be sung sounds.


MODENA

T EAT RO C O MUNA LE

In certi punti della composizione, i suoni cantati diventano parole intellegibili; in altri punti vengono usati puramente come suoni, e tra questi due estremi si trovano vari gradi di comprensibilità verbale. Singole sillabe e parole sono state estratte dal Canto dei Giovani nella Fornace Ardente (Terzo Libro di Daniel), e ogni qualvolta il linguaggio emerge momentaneamente dai segnali sonori della musica, è per lodare Dio.

GESANG DER JÜNGLINGE

>

M 10

Un punto altrettanto importante di questo nuovo modo di percepire il linguaggio musicale è il seguente: in questa composizione, per la prima volta, la direzione e il movimento dei suoni nello spazio vengono modellati dal musicista, aprendo una nuova dimensione all’esperienza musicale. GESANG DER JÜNGLINGE è stato cioè composto per 5 gruppi di altoparlanti che devono venir distribuiti nello spazio attorno agli ascoltatori. L’angolazione dalla quale i suoni e i raggruppamenti di suoni devono venire emessi nello spazio, e da quanti altoparlanti per volta, il fatto se i suoni si debbano muovere in senso orario o antiorario, e se debbano essere statici o mobili – tutto ciò costituisce una componente decisiva dell’opera. Parte iniziale della conferenza Musica e Parola, tenuta durante i Corsi delle Vacanze di Darmstadt nel 1957, pubblicata per la prima volta su Die Reihe 6, Vienna 1958. L’Inno di Lode dei Tre Giovani è una serie di acclamazioni dal testo apocrifo Libro di Daniel, ed è perciò più o meno universalmente conosciuto. La composizione GESANG DER JÜNGLINGE è basata sulla versione tedesca come viene recitata seguendo la Messa cattolica (ne esistono diverse traduzioni dal latino di uso comune, e ho scelto sillabe e parole da ciascuna di esse, a seconda delle mie esigenze). Queste le frasi che sono state usate come materiale verbale:


At certain places in the composition the sung sounds become intelligible words; at other points they are used purely as sounds, and between these extremes are various degrees of verbal comprehensibility. Single syllables and words are taken from the Song of the Youths in the Fiery Furnace (3rd Book of Daniel), and whenever language emerges momentarily from the sound signs of the music, it praises God. Just as important as this new way of experiencing musical language is the following: in this composition, for the first time, the direction and movement of the sounds in space is shaped by a musician, opening up a new dimension in musical experience. GESANG DER JÜNGLINGE is composed namely for 5 groups of loudspeakers which are to be distributed in the space around the listeners. The side from which the sounds and sound-groups are emitted into the space, and from how many loudspeakers at once, whether the sounds move clockwise or counter-clockwise, whether they are static or mobile – all this becomes decisive for this work. Beginning of the lecture Music and Speech given during the Darmstadt Vacation Courses in 1957, first published in die Reihe 6, Vienna 1958. The Hymn of Praise of the Three Youths is a series of acclamations from the apocryphal Book of Daniel, and is thus more or less universally known. The composition GESANG DER JÜNGLINGE is based on the German version as recited following the Catholic Mass (there are several translations of the Latin in common use, and I have selected syllables and words from each of them, according to my requirements). These are the lines which were used as the verbal material:

11

M


MODENA

T EAT RO C O MUNA LE

O voi tutte opere del Signore, lodate il (esultate nel) Signore – lodateLo ed esaltateLo al di sopra di tutto per sempre. O voi angeli del Signore, lodate il Signore – O voi cieli, lodate il Signore.

GESANG DER JÜNGLINGE

>

M 12

O voi future acque che siete nei cieli, lodate il Signore – O voi tutti ospiti del Signore, lodate il Signore. O voi sole e luna, lodate il Signore – O voi stelle del cielo, lodate il Signore. O ciascuna pioggia e rugiada, lodate il Signore – O tutti voi venti, lodate il Signore. O voi fuoco e calore dell’estate, lodate il Signore – O tu freddo e impervio inverno, loda il Signore. O voi rugiada e tempeste e pioggia, lodate il Signore – O voi ghiaccio e gelo, lodate il Signore. O voi brina e neve, lodate il Signore – O voi notti e giorni, lodate il Signore. O voi luce e oscurità, lodate il Signore – O voi fulmine e nuvole, lodate il Signore.


O all ye works of the Lord, praise (exult in) the Lord – laud Him and exalt Him above all forever. O ye angels of the Lord, praise ye the Lord – O ye heavens, praise ye the Lord. O all ye waters that be above the heavens, praise ye the Lord – O all ye hosts of the Lord, praise ye the Lord. O ye sun and moon, praise ye the Lord – O ye stars of heaven, praise ye the Lord. O every shower and dew, praise ye the Lord – O all ye winds, praise ye the Lord. O ye fire and heat of summer, praise ye the Lord – O ye cold and hard winter, praise ye the Lord. O ye dew and storms and rain, praise ye the Lord – O ye ice and frost, praise ye the Lord. O ye hoar frost and snow, praise ye the Lord – O ye nights and days, praise ye the Lord. O ye light and darkness, praise ye the Lord – O ye lightning and clouds, praise ye the Lord.

13

M


MODENA

GESANG DER JÜNGLINGE

>

M 14

T EAT RO C O MUNA LE

Ci sono nove versi dell’Inno di Lode; la traduzione in uso contiene altri undici versi. Ho usato a volte “esulta nel” (jubelt) al posto di “loda” (preiset), a seconda del contesto. Essenzialmente il testo consiste di tre parole – preiset den Herrn (loda il Signore) – che vengono continuamente ripetute legate a un’enumerazione di ogni sorta di elementi. Chiaramente questa enumerazione potrebbe continuare all’infinito o venire interrotta dopo la prima frase, proprio come le frasi e le parole potrebbero venire permutate senza alterare il significato di base: alle Werke (tutte le tue opere). Perciò il testo si presta particolarmente bene all’integrazione in un ordine strutturale puramente musicale (e specialmente in un ordine seriale permutazionale) senza dover tener conto della forma letteraria, del messaggio, o di qualunque altro aspetto. Il Canto dei Giovani ci rammenta di un’idea collettiva: ogni qualvolta la parola preiset (loda) emerge in un dato momento e la parola Herrn (Signore) emerge in un punto seguente – o viceversa – le si associa immediatamente a un contesto verbale familiare. Quelle parole sono state memorizzate, e ciò che conta è che siano state apprese, e che lo siano state seguendo quella precisa forma cerimoniale – quel che è poi il contenuto nei dettagli è di secondaria importanza. L’attenzione viene posta verso lo spirituale – la parola diviene rituale.


These are nine verses of the Hymn of Praise; the translations in use contain another eleven verses. I have sometimes used exult in (jubelt) rather than praise (preiset), depending on the context. Essentially the text consists of three words – preiset den Herrn (praise ye the Lord) – which are continually repeated in connection with an enumeration of all kinds of things. Clearly this enumeration can be continued endlessly or broken off after the first line, just as lines and words can be permuted without altering the basic meaning: alle Werke (all ye works). Thus the text lends itself particularly well to integration in a purely musical, structural order (especially in a permutational serial one) without regard for the literary form, message, or anything else. The Song of the Youths reminds us of a collective idea: whenever the word preiset (praise) emerges at one moment and the word Herrn (Lord) at another – or vice versa – one immediately associates them with a familiar verbal context. The words are memorised, and the important things are that they have been memorised at all, and how they have been memorised – the detailed content is of secondary importance. Attention is directed towards the spiritual – speech becomes ritual.

15

M


Karlheinz Stockhausen AVE

corno di bassetto

M 16

• 1984-1985

per corno di bassetto e flauto contralto da MO NTAG aus LIG HT (LUNEDì da LUC E)

flauto contralto

> Suzanne Stephens

14

T EAT RO C O MUNA LE

Kathinka Pasveer

MERCOLEDÌ

MODENA

Stati Uniti, Olanda

AVE per corno di bassetto e flauto contralto è una versione per duo della scena MESSAGE per corno di bassetto, flauto contralto, coro, e orchestra moderna di EVE’S MAGIC, Atto III dell’opera LUNEDÌ da LUCE. Il titolo AVE è stato scelto per evitare confusioni. Questa versione include – come MESSAGE – le quattro sotto-scene EVE’S MIRROR – NEWS – SUSANI with ECHO – AVE. È stata concepita per l’esecuzione semi-concertistica. Contenuti: LO SPECCHIO DI EVA EVA appare come una solista di corno di bassetto. Suona assorta in se stessa, accompagnata da un flauto lontano, invisibile. NOVITÀ Il flauto si avvicina. I due strumenti si chiamano l’un l’altro. SUSANI La solista di corno di bassetto esegue il solo SUSANI e danza per un pubblico che – nella sua immaginazione – la circonda. Allo stesso tempo, la solista di flauto contralto suona L’ECO di SUSANI, un assolo altrettanto indipendente totalmente diverso per caratteristiche e atmosfere. Mentre suona, si sposta – nascosta – in semi cerchio attorno alla solista di corno di bassetto. Ogni tanto è possibile intravederne parte del flauto, una mano o un piede.


AVE for basset-horn and alto flute is a duet version of the scene MESSAGE for basset-horn, alto flute, choir, and modern orchestra of EVE’S MAGIC, Act III of the opera MONDAY from LIGHT. The title AVE was chosen to avoid confusion. This version includes – as does MESSAGE – the four sub-scenes EVE’S MIRROR – NEWS – SUSANI with ECHO – AVE. It is intended for quasi concert performances. Contents: EVE’S MIRROR EVE appears as basset-horn player. She plays, absorbed in herself, accompanied by an invisible flute in the distance. NEWS The flute approaches. The two call to each other. SUSANI The basset-horn player then performs the solo SUSANI and dances for an audience which – in her imagination – surrounds her. At the same time, the alto flutist plays SUSANI’S ECHO, an equally independent solo having completely different characteristics and moods. While playing, she moves – hidden – in a semi-circle around the basset-horn player. From time to time part of the flute or a hand, or a foot can be seen.

17

M


MODENA

AVE

>

M 18

T EAT RO C O MUNA LE

AVE Dopo aver sussurrato i numeri da uno a tredici, una flautista contralto mascherata da giovane uomo irrompe in scena. I due personaggi ora eseguono un duetto in sette stadi: toccandosi e iniziando a fare conoscenza; salutandosi e litigando con alte grida (ma anche con rumori di baciâ&#x20AC;Ś); girandosi attorno cantando, suonando e facendo schiocchi con la lingua; parlandosi con i rispettivi strumenti; seducendosi lâ&#x20AC;&#x2122;uno con lâ&#x20AC;&#x2122;altra; piangendo e rallegrandosi di nuovo; sospirando di desiderio, alla fine danzando assieme e unendosi. Concludono assumendo una posa intrecciata.


AVE After loudly whispering the numbers one to thirteen, a female alto flutist disguised as a young man rushes in. The two now play a duet having 7 stages: touching and getting to know one another; greeting and arguing with shouts (but also with kissing noisesâ&#x20AC;Ś); singing, playing and tongue-clicking around each other; speaking with each other through their instruments; seducing each other; weeping and cheering up again; yearningly sighing, finally dancing with each other and uniting. They end in an entwined pose.


MODENA

AVE

>

M20

T EAT RO C O MUNA LE

EVE’s MIRROR e SUSANI sono state da me composte nel Luglio e Dicembre 1984. AVE – come MESSAGE – è stata composta dal Gennaio al Marzo 1985 al Leisure Lodge, Diani Beach (Kenya) ed è dedicata a Suzanne Stephens (corno di bassetto) e Kathinka Pasveer (flauto contralto). Giampiero Cantoni, presidente della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, mi richiese una composizione che avrebbe potuto venir eseguita all’interno di una esposizione intitolata “Il Flauto Magico di Mozart”, prevista per la primavera del 1985, perciò proposi il duetto AVE. Suzanne Stephens e Kathinka Pasveer ne eseguirono poi la prima mondiale il 10 Giugno 1985 al Palazzo di via Turati 34. Per quell’occasione scrissi il seguente testo: Il flautista magico di Mozart ha sviluppato le sue abilità fino a livelli indescrivibili. Non commette più errori. La sua Adorata non canta più nella nativa lingua tedesca o in una qualsiasi traduzione, ma piuttosto nel più internazionale linguaggio del corno di bassetto. Sui rispettivi strumenti, entrambi possono ora irrompere impetuosi come il vento, gridare, cantare, parlare, cantare lo yodel, piangere, sospirare e rallegrarsi; possono eseguire passaggi veloci in quarti, sesti e ottavi di tono e altre minime frazioni. Senza alcun sforzo, si spostano nello spazio assumendo posizioni audaci, danzando il virtuosismo e lo humour, con molto fascino e allusioni erotiche, concludendo con un tenero bacio sulla mano.


EVE’s MIRROR and SUSANI were composed by me in July and December 1984. AVE – as MESSAGE – was composed from January to March 1985 at the Leisure Lodge, Diani Beach (Kenya) and is dedicated to Suzanne Stephens (basset-horn) and Kathinka Pasveer (alto flute). Giampiero Cantoni, president of the Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente in Milan, asked for a composition which could be performed at an exhibition entitled “Mozarts Magic Flute” scheduled for the spring of 1985, and so I proposed the duet AVE. Suzanne Stephens and Kathinka Pasveer then played the world première on June 10th 1985 at the Palazzo di via Turati 34. For this occasion, I wrote the following text: Mozart’s magic flutist has expanded his abilities to an indescribable degree. He no longer makes mistakes. His Adored One no longer sings in ethnic German or any translation, but rather in the most international language of the basset-horn. On their instruments, both can now rush like wind, shout, sing, speak, yodel, weep, sigh and cheer; they play rapid passages in quarter-, sixth- and eighth-tones and other minute steps. Effortlessly, they move in space with daring positions, dancing virtuosity, humor, with much charm and with erotic allusions, ending with a tender kiss on the hand.

21

M


T EAT RO C O MUNA LE

*

proiezione del suono

Olanda

Karlheinz Stockhausen

contrabbasso

violoncello

Pieter Smithuijsen

Doris Hochscheid

viola

violino

Jan Erik van Regteren Altena

tuba

Tjeerd Oostendorp

trombone

tromba

Toon van Ulsen

Hendrik Jan Lindhout

corno

Jan Harshagen

fagotto

Alban Wesly

clarinetto

oboe

Hans Colbers

Marieke Schut

M22

flauto

>

Kathinka Pasveer

14

1995-1996

per orchestra, musica elettronica, proiezione del suono da MIT T WO C H aus LIC HT (MERC O LEDÌ da LUC E)

Bernadette Verhagen

È la seconda scena di MERCOLEDÌ da LUCE. Può venire eseguita sia nell’allestimento scenico dell’opera che in versione semi-concertistica (durata 46 minuti). La composizione ORCHESTRA FINALISTS presenta i musicisti d’orchestra come dei finalisti, nello stesso modo in cui si possono ascoltare dei musicisti gareggiare tra di loro davanti a un pubblico durante i concorsi musicali. Mentre nel normale repertorio per orchestra i musicisti suonano assieme e solo raramente vengono concessi loro dei brevi assoli, la partitura di ORCHESTRA FINALISTS consiste unicamente di assoli, eccetto pochi accordi in tutti e il tutti finale. Nell’esecuzione semi-concertistica, gli assoli dovrebbero se possibile venir suonati lungo due round, di 13 più 12 (o 11) musicisti, ogni volta da un diverso strumentista.

Karlheinz Stockhausen ORCHESTER - FINALISTEN

A sko Ensemble

MERCOLEDÌ

MODENA


Is the second scene of WEDNESDAY from LIGHT. It may be performed either staged or in a quasi concert version (duration 46 minutes). The composition ORCHESTRA FINALISTS presents orchestra musicians as finalists, in the way musicians publicly perform during music competitions. Whereas in the normal orchestral repertoire the musicians play together and only seldom have short solos, the score for ORCHESTRA FINALISTS consists of soli with a few tutti chords and a tutti finale. In a quasi concert performance, the soli should possibly be played in two rounds with 13 plus 12 (or 11) musicians, each time by different instrumentalists.

23 M


MODENA

ORCHESTER - FINALISTEN

>

M 24

T EAT RO C O MUNA LE

Ciò permette agli ascoltatori di paragonare e di acquisire familiarità con gli assoli. Il percussionista (ed eventualmente anche il suonatore di corno) dev’essere lo stesso in entrambi i round. Tutti gli assoli devono venir eseguiti a memoria. Al giorno d’oggi, molti musicisti d’orchestra aspirano a suonare solisticamente senza voler rischiare una carriera da solista. Sono perciò fiducioso che dei musicisti d’orchestra saranno interessati a interpretare i ruoli di ORCHESTRA FINALISTS, attraverso i quali dimostrare la loro musicalità e abilità in un nuovo stile d’interpretazione: suonando a memoria, muovendosi individualmente e proiettando la propria aura personale. La partitura è dedicata a tutti i finalisti d’orchestra. Nella seconda scena dell’allestimento operistico di MERCOLEDÌ da LUCE, 13 FINALISTI D’ORCHESTRA suonano per un solo round, seguendo immediatamente WORLD PARLIAMENT per coro a cappella. Prima esecuzione mondiale. La partitura di ORCHESTRA FINALISTS fu commissionata nel 1993 da Jan van Vlijmen, direttore dell’Holland Festival. La prima mondiale ebbe luogo il 14 giugno 1996 al teatro CARRÉ di Amsterdam durante l’Holland Festival.


This enables the listeners to compare and to become more familiar with the soli. The percussionist (and possibly the horn player) is the same in both rounds. All soli are to be played from memory. These days, many orchestral musicians aspire to play soloistically without risking a career as soloist. I am therefore hoping that orchestra musicians will also be interested in playing the roles of the ORCHESTRA FINALISTS, through which they demonstrate their musicality and skill by a new style of interpretation: playing from memory, moving in an individual way and projecting their personal aura. The score is dedicated to all orchestra finalists. In the second scene of a staged performance of WEDNESDAY from LIGHT, 13 ORCHESTRA FINALISTS play only one round immediately following WORLD PARLIAMENT for a cappella choir. World première. The score of ORCHESTRA FINALISTS was commissioned in 1993 by Jan van Vlijmen, director of the Holland Festival. The world première took place on June 14th 1996 at the CARRÉ theatre in Amsterdam during the Holland Festival.

25 M


GIOVEDÌ

MODENA

15

T EAT RO C O MUNA LE

Karlheinz Stockhausen OKTOPHONIE

1990-1991

>

musica elettronica

proiezione del suono

Karlheinz Stockhausen

di

M 26

DIENSTAG aus LIC HT (MA RT EDÌ da LUC E)

La musica elettronica nell’Atto II di MARTEDÌ da LUCE (INVASION – EXPLOSION with FAREWELL) dura circa 74 minuti, compresa una parte di raccordo in stereo di circa 5 minuti in PIETÀ. È su nastro a 8 piste che devono venir proiettate a 8 gruppi di altoparlanti. In passato, avevo già composto per 8 piste: la musica elettronica di SIRIUS, INVISIBLE CHOIRS di GIOVEDÌ da LUCE, e il nastro per coro con scene sonore da LUNEDÌ da LUCE. Per questi lavori, 8 oppure 8 x 2 altoparlanti vengono disposti circolarmente attorno al pubblico. La musica elettronica di MARTEDÌ da LUCE ora viene proiettata a 8 gruppi di altoparlanti disposti in un cubo attorno agli ascoltatori. Ciascun gruppo è composto da 2 o più altoparlanti, che devono venir puntati in modo che il gruppo possa venir udito in ogni direzione. In questa musica sono stati composti per la prima volta anche i movimenti verticali e diagonali, in aggiunta ai movimenti orizzontali della precedente musica elettronica a 4 o 8 canali.


The electronic music in Act II of TUESDAY from LIGHT (INVASION – EXPLOSION with FAREWELL) lasts circa 74 minutes, including a circa 5-minute stereo bridge in PIETÀ. It is 8-track and projected over 8 groups of loudspeakers. In the past, I had already composed for 8-tracks: the electronic music of SIRIUS, INVISIBLE CHOIRS of THURSDAY from LIGHT, and the choir tape with sound scenes of MONDAY from LIGHT. In these works, 8 or 8 x 2 loudspeakers are distributed around the audience in a circle. The electronic music of TUESDAY from LIGHT is now projected over 8 groups of loudspeakers in a cube around the listeners. Each loudspeaker group has 2 or more loudspeakers, which should be aimed so that the group can be heard everywhere. In this music, vertical and diagonal movements are composed for the first time, in addition to the horizontal movements of the earlier 4-channel or 8-channel electronic music.


MODENA

OKTOPHONIE

>

M28

T EAT RO C O MUNA LE

Dal 23 Agosto al 30 Novembre 1990, e dal 5 al 30 Agosto 1991, ho realizzato la musica elettronica di MARTEDÌ da LUCE nello Studio di Musica Elettronica della Radio della Germania Ovest di Colonia. I suoni di OCTOPHONY sono stati prodotti elettronicamente, con l’eccezione dei numeri recitati da Simon Stockhausen che iniziano da 19’12.6”, delle parole cantate da Kathinka Pasveer che iniziano da 23’03”, delle parole cantate da Karlheinz Stockhausen che iniziano da 27’09.1”, e di diversi suoni campionati e successivamente modificati. Produzione e spazializzazione del suono vengono descritti in dettaglio nella partitura di OCTOPHONY. Le sezioni INVASION with PIETÀ sono dedicate a mio figlio Markus; EXPLOSION with SYNTHI-FOU e FAREWELL sono dedicate a mio figlio Simon. I movimenti simultanei – su 8 strati – della musica elettronica di INVASION – EXPLOSION with FAREWELL dimostrano come – attraverso OCTOPHONY – una nuova dimensione della composizione dello spazio musicale sia stata aperta. Per consentire l’ascolto di questi movimenti – specialmente se simultanei – il ritmo musicale deve venir ridotto drasticamente; i cambiamenti di altezza devono accadere con frequenza molto minore e solo a piccoli gradi o con dei glissandi, in modo che possano essere avvertiti; la composizione della dinamica dev’essere al servizio dell’udibilità degli strati individuali – deve dipendere cioè dai timbri degli strati e dal tempo dei loro movimenti; e la composizione del timbro è principalmente al servizio della chiarificazione di questi movimenti.


From August 23rd to November 30th 1990, and from August 5th to 30th 1991, I realised the electronic music of TUESDAY from LIGHT in the Studio for Electronic Music of the West German Radio, Cologne. The sounds of OCTOPHONY were produced electronically, with the exception of the numbers spoken by Simon Stockhausen starting at 19’12.6”, the words sung by Kathinka Pasveer starting at 23’03”, the words sung by Karlheinz Stockhausen starting at 27’09.1”, and several sampled and subsequently altered sounds. The production and spatialisation are described in detail in the score of OCTOPHONY. The sections INVASION with PIETÀ are dedicated to my son Markus; EXPLOSION with SYNTHI-FOU and FAREWELL are dedicated to my son Simon. The simultaneous movements – in 8 layers – of the electronic music of INVASION – EXPLOSION with FAREWELL demonstrate how – through OCTOPHONY – a new dimension of musical space-composition has opened. In order to be able to hear such movements – especially simultaneously – the musical rhythm must be drastically slowed down; the pitch changes must take place much less often and only in smaller steps or with glissandi, so that they can be followed; the composition of dynamics serves the audibility of the individual layers – i.e. it is dependent on the timbres of the layers and the tempo of their movements; and the timbre composition primarily serves the elucidation of these movements.

29 M


MODENA

OKTOPHONIE

>

T EAT RO C O MUNA LE

Esecuzione indipendente di OCTOPHONY. Come per i lavori elettronici KONTAKTE e HYMNEN, ho concepito originariamente OCTOPHONY come musica per la riproduzione autonoma attraverso degli altoparlanti in ottofonìa. In questa esecuzione, il nastro a 8 piste (durata: ca. 69 minuti senza la parte di raccordo PIETÀ da INVASION – EXPLOSION) viene riprodotto attraverso degli altoparlanti distribuiti secondo lo schema disegnato...... L’auditorium deve venir oscurato, tranne forse per una piccola luna proiettata in alto sulla parete di fondo del palcoscenico con un occhio di bue. Per trasmissioni radiofoniche in stereo e per il compact disc, ho mixato una versione stereo nel Febbraio 1994 (CD 41 Stockhausen Complete Edition). OCTOPHONY è la dimostrazione delle mie esperienze nello spazio negli anni 1990–1991. Kar lheinz Stockhausen, Pasqua 1994

M30


Independent Performance of OCTOPHONY. As with the electronic works KONTAKTE and HYMNEN, I originally conceived OCTOPHONY as self-sufficient music for octophonic play-back over loudspeakers. When performed as such, the 8-track tape (duration: ca. 69 minutes without the PIETÀ bridge of INVASION – EXPLOSION) is played back over loudspeakers distributed according to the drawing...... The auditorium should be darkened, perhaps with a small moon projected above the rear wall of the stage by a follower spotlight. For stereophonic broadcasts and compact disc, I mixed a stereo version in February 1994 (CD 41 Stockhausen Complete Edition). OCTOPHONY is the evidence of my outer space experience in the years 1990–1991. Kar lheinz Stockhausen, Pasqua 1994

31

M


T EAT RO C O MUNA LE

INCONTRI

M32

&

ASCOLTI conduce Franco Fabbri

MODENA


GIOVEDIâ&#x20AC;&#x2122;

15

> Karlheinz Stockhausen



AngelicA 13 - Festival Internazionale di Musica - 2003