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LIVING THE MOUNTAINS

Corno Bedole - Foto di Fabio Sandrini Poste italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale DI 353/2003/conv in L. 27/02/04, n.46) art 1 comma 1 NE/VR € 5,00 - Periodico Semestrale

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STAGIONE INVERNALE 2019 | 20


www.hotel-dellealpi.com


DIVERTIMENTO E RELAX

U

n anfiteatro naturale tra la val di Sole e la valle Camonica, inondato di luce e circondato dalle maestose vette dei gruppi dell’Ortles-Cevedale e dell’Adamello Brenta: questa la scenografica cornice nella quale si trova l’hotel Delle Alpi, ed il suo “Alp Wellness” con la piscina interna ed esterna, dove potersi rilassare anche con trattamenti alle erbe alpine.


Località Prisigai - Foto di Fabio Sandrini

Direttore: Dario Zucchi In redazione: Sonia Mariotti | Gloria Zuelli Autorizzazione: Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 264 del 19/05/2010 Iscrizione ROC: n° 19937 del 13/04/2010 Realizzazione Grafica: Qsure199, Chiara Laffranchini | Gloria Zuelli | Alessandro Maroni Stampa: Tipografia Litopat Hanno collaborato: Cristiana Lissidini, Ivan Faustinelli, Aurelio Pedretti, Stefania Testini, Arch. Rossella Piccaluga, Elena Veclani, Pro Loco Pontedilegno, Francesca Zani, Giuseppe Pasina, Riccardo Bassi, Mauro Testini, Luigi Sterli, Diego Martino Occhi, Guerino Benaglio, Simona Belloni, Mattia Rizzi, Elda Katia Damiani, Bruno Serini, Elisabetta Guizzardi, Romano Caldinelli, Nadia Ghensi, Fabrizio Bressanelli, Michela Ferrini, Luca Giarelli, Anna Panizza, Felice Longhi, Iva Callegari, Luciano Dell’Eva, Laura Marinelli, Ennio Pangrazzi, Lorenzo Pedergnana, Milena Merigo, Michele Bertolini, Vania Zampatti, Elisa Roberta Del Favero, Claudio Novembrini, Bruno Faustinelli, Matteo Panchieri, Davide Guerci, Michela Pagani, Gianfranco Missiaia, Gabriele Santopietro, Dimitri Veclani, Mauro Lazzarini, Fabio Sandrini, Edoardo Nonelli, Chiara Laffranchini, Anita Croon, Maffeo Damioli, Laura Donati, Ivana Govi, Mauro Felter, Emilia Veselinovska, Antonietta Toloni, Gustavo Caldinelli, Artemisia Zucchi. Fotografie di: Fabio Sandrini, Mauro Mariotti, DOTS Architets Milano, Comune di Ponte di Legno, Pro Loco Pontedilegno, Comune di Temù, Luigi Sterli, Comune Vione, Mattia Rizzi, Comune di Vezza d’Oglio, Pro Loco Vezza d’Oglio, Davide Ripamonti, Emanuele Gregorini, Comune di Incudine, Comune di Monno, DMO Vallecamonica, Dario Bonzi, Felice Longhi, Iva Callegari, Apt Vermiglio, Comune Ossana, Apt Ossana, Pillow Lab, Fondazione San Vigilio, Comune di Pellizzano, Stefano Vegher, Consorzio Pontedilegno-Tonale, PhotoTeam, Pontedilegno Ski School, Sci Club Pontedilegno, Cristian Zuelli, Sci Club Vermiglio, Sentieri Accessibili, Hockey Club e Pattinaggio Artistico Pontedilegno-Temù, GM Comunicazione, Dimitri Veclani, Edoardo Nonelli, Chiara Laffranchini, Anita Croon, Mauro Felter, Tiziano Mochen, Vezza Bike, Adamello Eventi, Daniele Pezzoni.

Con il patrocinio di:

Unione dei Comuni Alta Valle Camonica

Comune di Ponte di Legno

Comune di Temù

Comune di Vione

Comune di Vezza d’Oglio

Comune di Monno

Comunità Montana di Valle Camonica

Comune di Vermiglio

Comune di Ossana

Comune di Pellizzano

Comune di Incudine

L’intera rivista, compresa di tutti gli spazi pubblicitari, è interamente consultabile sul sito www.adamellomagazine.it. Tutti i diritti, immagini, fotografie, testi, sono di proprietà di Adamello Eventi s.r.l.s. - Adamello Magazine. Sono vietate le riproduzioni, anche solo parziali, di immagini e testi.

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Sommario 10 - 11

Numeri Utili

14 - 20

Dal Comune di Ponte di Legno

25 - 28

Dal Comune di TemĂš

31 - 33

Dal Comune di Vione

36 - 39

Dal Comune di Vezza D’Oglio

41 - 43

Dal Comune di Incudine

45 - 47

Dal Comune di Monno

49 - 51

Valle Camonica - La Valle dei Segni

54 - 56

Dal Comune di Vermiglio

58 - 59

Dal Comune di Ossana

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La Fondazione San Vigilio - Ossana

61 - 63

Dal Comune di Pellizzano

66 - 78

Rubrica Impianti di risalita Consorzio Pontedilegno-Tonale

82 - 83

Waiting for Milano - Cortina 2026: Nicol Delago

84 - 85

Presente e futuro della Scuola di Sci

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Sci Club Ponte di Legno

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Sci Club Vermiglio

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Sentieri Accessibili: primi passi in Valle Camonica


Dosson di Genova e Monte Venerocolo- Foto di Fabio Sandrini

90 - 91

La forza la troviamo nei bambini

92 - 93

Articoli Sport Invernali: Tecnologie delle Aziende

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Mountain Life Style: Wool mon Amour!

100 - 103

Le valli incantate: Viaggio nella Val Narcanello

104 - 106

Mirella Cultura: oltre dieci anni di attivitĂ per il territorio

109 - 111

Alpine Interior Design: Progettare in alta montagna

114 - 115

I nostri amici cani: Magica neve

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Parola d’Avvocato: Acqua diritto universale

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Parola di Psicologa: Superare i traumi - La tecnica dell’EMDR

122 - 123

La cultura del cibo: La torta di sangue

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Il Whisky svelato

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Le ricette della nonna: Il brasato di nonna Erminia

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Le ricette della nonna: I frigaroi di Tata Giulia

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Le ricette della nonna: La scarpacia di Vermiglio

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Eravamo quattro amici al bar

138 - 139

Biocosmesi: Istruzioni per riconoscere la natura

141 - 143

IX Summer Marathon 2020

145

Cinema Alpi

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Numeri Utili Ponte di Legno SANITÀ Guardia Medica di Ponte di Legno Guardia Medica notturna

Piazzale Europa, 1 c/o Ospedale di Edolo

MUNICIPIO

Via Salimmo, 1

PRO LOCO

Corso Milano, 37

Tel. 331 7148895

PARAFARMACIA SANERBA

Corso Milano, 58

Tel. 0364 900190

POLIZIA LOCALE

Via Salimmo, 3

Tel. 0364 929826

CARABINIERI

Viale Venezia

CONSORZIO PONTEDILEGNO-TONALE Via F.lli Calvi, 53 Direzione Via Circonvallazione,1/A Ufficio Passo del Tonale PONTE DI LEGNO SKI SCHOOL Uffici Ponte di Legno Uffici Passo del Tonale

Corso Milano, 36 Parcheggio zona Serodine

SCUOLA SCI PONTE TONALE Uffici Ponte di Legno Uffici Passo del Tonale

Corso Milano, 6 / partenza cabinovia Via Case Sparse, 69 / zona Serodine

Tel. 366 2267151 Tel. 0364 7721 Tel. 0364 929800

Tel. 0364 91222 Tel. 0364 92097 Tel. 0364 92066 Tel. 0364 900302 Tel. 335 6769449 Tel. 0364 91301 Tel. 0364 91301

Temù MUNICIPIO

Via Roma, 38

Tel. 0364 906420

INFO-POINT

Via Roma, 36

Tel. 0364 94152

AUTONOLEGGIO OTTO SERVICE

Via Adamello, 13

Tel. 0364 948077

CINEMA ALPI

Via Saletti

Tel. 0364 906397

Vione MUNICIPIO

Piazza Vittoria, 1

Tel. 0364 906154

MUSEO ETNOGRAFICO

Via Dott. Italo Tognali, 1

Tel. 0364 943446

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Cima Presena- Foto di Mauro Mariotti

Vezza d’Oglio MUNICIPIO

Via Nazionale, 91

Tel. 0364 76126

CARABINIERI

Via Nazionale

Tel. 0364 76122

PRO LOCO

Largo G. Marconi, 1

Tel. 0364 76131

MUNICIPIO

Piazza Marconi, 16

Tel. 0364 71368

PRO LOCO

Piazza Marconi, 16

Tel. 0364 71368

Incudine

Monno MUNICIPIO

Piazza IV Novembre, 9

Tel. 0364 779400

PRO LOCO

Piazza IV Novembre, 9

Tel. 0364 779400

MUNICIPIO

Piazza Giovanni XXIII, 1

Tel. 0463 758137

POLIZIA LOCALE

Piazza S. Giovani XXII, 1

Tel. 0463 758137

UFFICIO TURISTICO

Via S. Pietro

Vermiglio

Tel. 0463 758200

Ossana MUNICIPIO

Via Venezia, 1

Tel. 0463 751363

POLIZIA LOCALE

Via Venezia, 1

Tel. 0463 750239

UFFICIO TURISTICO

Via S. Michele, 2

Tel. 0463 751301

MUNICIPIO

Via Cipriano Vallorsa, 5

Tel. 0463 751282

POLIZIA LOCALE

Via Cipriano Vallorsa, 5

Tel. 0463 751128

UFFICIO TURISTICO

Via Nazionale, 21

Tel. 0463 751183

Pellizzano

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PONTEDILEGNO ENJOY FEELINGS

D

a 75, tutti i sensi sono soddisfatti: la vista e il tatto saranno colpiti dallo stile del locale, dalle finiture in legno scuro e dagli arredi sofisticati, ma anche dalla matericitĂ dei dettagli scelti per liste drink e menu.


CAFÉ COCKTAIL BAR WINE BAR WINE SHOP


Dal Comune di Ponte di Legno Foto di Fabio Sandrini


Dal comune di Ponte di Legno

I nuovi parchi Articolo a cura di Sonia Mariotti - Fotografie di DOTS Architects Milano

Il concetto di vacanza è in continua evoluzione, tanto che non viene più vista come fine a sé stessa, ma come un’esperienza dinamica, dove potersi sentire “parte attiva”. Sappiamo bene quanto sia importante per ognuno di noi, nel momento in cui decidiamo di partire, che sia una gita fuori porta, il soggiorno per un weekend o una lunga spedizione intercontinentale, l’esperienza di viaggio nel suo complesso. In risposta a questo trend, le nostre Località turistiche, già da svariati anni, si stanno muovendo in tal senso. Basti pensare al progetto del nuovo centro termale, alla Rail Zip e più recentemente ad una serie di parchi naturalistici.

Primo fra tutti il Valsozzine, vero e proprio gioiello che fa registrare in ogni giornata della bella stagione il “tutto esaurito”. Abbiamo già anticipato sugli scorsi numeri di Adamello Magazine che, sul filone della Valsozzine, si sta procedendo nell’ottica di creare una rete di parchi tematici a servizio della collettività, basati sui temi del benessere, del relax e della socializzazione. In particolar modo, approfondiamo ora il progetto relativo ai Parchi di Pezzo (già ultimato) e di Sant’Apollonia-Valle delle Messi (di prossima costruzione), realizzato dall’Arch. Rossella Annamaria Piccaluga e dall’Arch. Mirko Mancin, del gruppo DOTS Architects di Milano e Ponte di Legno, che ringraziamo per la collaborazione alla stesura di questo articolo. 16


Dal comune di Ponte di Legno

Pezzo

Posto su una superficie di circa 3000 mq, si sviluppa in 4 macro-aree funzionali: l’area relax, l’area solarium, l’area giochi per i più piccoli e l’area pic-nic, tutte posizionate su vari livelli del terreno. Tutti gli arredi si basano sul tema del profilo della cima delle montagne, l’area relax è stata progettata con una grande pedana in legno che ospita due tinozze con acqua riscaldata e delle dormeuse per prendere il sole, che nascono dalla piegatura stessa del pavimento di legno della pedana. Nell’area pic-nic è stata proposta una lunga panca in legno, che scandisce lo spazio ed alcuni tavoli in legno, con e senza copertura.

Sant’Apollonia - Valle delle Messi Sono iniziati i lavori anche per il parco di Sant’Apollonia, che occuperà l’area dell’attuale zona pic-nic esistente. Vista l’importante componente incontaminata di questo luogo, verrà proposto un progetto unico e riconoscibile, che non andrà ad alterare l’aspetto naturalistico del sito. Il parco, di circa 4500 mq, è caratterizzato dalla presenza di una zona laghetto-solarium, una zona giochi, un’area pic-nic, una zona relax, una zona solarium sul lungofiume ed un’area caratterizzata dalla presenza di un tunnel paesaggistico. Gli arredi saranno semplici, riconoscibili e basati sul concetto di socializzazione. Il tunnel paesaggistico sarà fortemente caratterizzante: concepito come una successione di archi asimmetrici, guiderà l’utente in un percorso in grado di indirizzare la sua attenzione su alcuni scorci del paesaggio circostante e culminerà con una pedana-solarium posizionata in fondo al tunnel, in prossimità del lungo-fiume.

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Dal comune di Ponte di Legno

L’arrivo dei Totem Turistici Articolo a cura di Sonia Mariotti

Sono sei i dispositivi digitali posizionati nei punti più strategici e centrali della Località. L’iniziativa è partita da Consorzio Pontedilegno Tonale, supportato dall’Amministrazione Comunale di Ponte di Legno e rientra nella linea di innovazione tecnologica che sta seguendo la Località.

di totem e sarebbe bello che anche le strutture ricettive e gli altri Comuni del Comprensorio cogliessero questa importante occasione di innovazione digitale per la propria realtà.”

All’interno di essi è possibile trovare numerose informazioni in tempo reale e costantemente aggiornate, tra cui previsioni meteo, eventi, approfondimenti sulle attrazioni da visitare e cenni storico-culturali, visionare le webcam ed una sezione video dedicata. “Partito come test sperimentale, possiamo affermare che il progetto è stato decisamente una scelta azzeccata” – affermano all’unanimità Aurelio Pedretti, Vicesindaco e Stefano Guerini, Consigliere – “ora puntiamo ad ampliare il numero

Svolta Plastic Free per le Scuole Era decisamente necessaria e finalmente è stata attuata, su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Ponte di Legno, dell’Unione dei Comuni Alta Vallecamonica e della Scuola Materna Regina Elena, l’importante opera di ammodernamento della sala mensa dell’Istituto Scolastico Don Antonioli. Sono stati introdotti dei nuovi arredi, delle stoviglie lavabili e riutilizzabili, una lavastoviglie professionale e dei detersivi di tipo ecologico e certificato. Oltre ad una netta e significativa riduzione dei rifiuti indifferenziati, questa importante novità contribuisce all’educazione delle nuove generazioni verso una consapevolezza ecologica e di rispetto dell’ambiente, che parte proprio dalle istituzioni primarie. 18


Grande inverno a Ponte di Legno Articolo a cura della ProLoco di Ponte di Legno

La stagione invernale è alle porte e Ponte di Legno si prepara a dare il meglio di sé con una stagione ricca di eventi. Si inizia con la magica vigilia della notte del 12 dicembre: in Piazza XXVII Settembre verrà rievocata la leggenda di Santa Lucia attraverso una narrazione scenica e le magiche note di un’arpa. Novità di quest’anno sarà la Winter Skynight Duathlon in programma per il 21 dicembre: corsa notturna per le vie dell’abitato e poi risalita con sci d’alpinismo verso la cima del Corno d’Aola. Nella notte del 24, dopo la Santa Messa un momento di convivialità per scambiarsi gli auguri con panettone e tè caldo. Dal 28 dicembre musica in piazza con concerti live per l’immancabile appuntamento con il Ponte di Legno Winter Music Festival, mentre nella magica notte del 31 la Piazza XXVII Settembre si illuminerà di luci, suoni e divertimento per tutti coloro che vorranno festeggiare il Capodanno 2020 sotto un cielo illuminato da favolosi fuochi d’artificio. Per gli amanti della musica classica il giorno 27 dicembre si terrà, al Palazzetto dello Sport, il consueto appuntamento con il concerto di Natale del Complesso Filarmonico Lombardo.

Nel periodo natalizio saranno inoltre numerosi gli eventi natalizi a tema dedicati alle famiglie e ai più piccini. Sabato 14 marzo, prima che l’inverno finisca, si svolgerà la famosa manifestazione Caspogustando, passeggiata enogastronomica con caspole sotto le stelle. Attraverso i boschi di Vescasa, tra paesaggi incantati nella natura innevata, si potranno gustare piatti della vera tradizione locale. Il rogo della Vecchia, ovvero il Ruf de la Ecia, è nella tradizione locale il rito di passaggio tra la stagione fredda e quella più calda che sta per iniziare. Secondo il calendario cade nel giovedì di metà Quaresima e si svolgerà nella Piazza XVII Settembre. Colori, musica e divertimento esploderanno all’inizio di marzo per la festa di Carnevale: la tradizionale sfilata di carri per le vie del paese sarà anticipata la sera del giorno precedente con il Carnevale sulla neve con fiaccole, musica, vin brulé e tè caldo. Tutte le informazioni sulle manifestazioni invernali 2019/20 saranno disponibili sul Calendario eventi Alta Valle Camonica – Alta Val di Sole, presso l’Infopoint in corso Milano 37 o sul nuovo sito internet www.prolocopontedilegno.it.

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© UNICEFUN055819 Sokhin

THE FUTURE BELONGS TO CHILDREN


L’abitazione moderna ed intelligente che ha impatto positivo sull’ambiente, in pratica si guadagna. Villa Arianna è il connubio di architettura moderna e tecnologie innovative. Infatti non solo stupisce per il design e i dettagli, ma soprattutto si contraddistingue per essere una casa attiva. Cos’è una casa attiva? Una casa attiva è un’abitazione che sfrutta unicamente energie rinnovabili e, grazie ad un sistema intelligente, riesce a produrre più di quanto consumi riversando l’esubero in rete: un arricchimento morale e d’immagine oltre che economico. DATI DI CONSUMO E PRODUZIONE 1° SEMESTRE 2019 Consumo: 124 KWh

Produzione: 1.793 KWh *DATI ESTRAPOLATI DAL SISTEMA GESTIONALE TESLA


Dal Comune di Temù TEMÙ Corno di Mezzodì dal Monte Calvo - Foto di Fabio Sandrini


Dal comune di Temù

Milan Junior Camp Articolo a cura di Riccardo Bassi

Come ormai da tradizione, da Temù a Ponte di Legno l’estate si è tinta di rossonero. Un’esperienza indimenticabile per un centinaio di ragazzi all’insegna del divertimento e del calcio nell’incantevole Centro Sportivo di Temù, dove hanno partecipato alla seconda edizione del PromoS Milan Junior Camp. Nel corso del Camp gli allenamenti degli atleti si sono alternati ad attività ludiche e di scoperta del territorio e della sua storia. Durante la prima settimana si è svolta una sessione di prova di arrampicata presso la palestra di climbing gestita dalla “Pontedilegno Ski School”, con la Guida Alpina Ivan Baldi. Senza dubbio un’esperienza più unica che rara per i ragazzi, che hanno avuto la possibilità di avvicinarsi all’ambiente montano tramite una semplice ma impegnativa scalata circondati da un panorama mozzafiato. D’altronde, come disse lo scrittore Erri De Luca: “Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso.”

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La seconda settimana invece ha visto gli atleti del Milan Camp impegnati in una camminata in alta montagna, lungo i sentieri teatro della Guerra Bianca in Adamello con l’alpinista e maestro di sci Lino Zani. In alta quota, immersi in un paesaggio suggestivo, Zani ha narrato gli eventi bellici del fronte italiano durante la prima guerra mondiale e la sua forte ed emozionante amicizia con il Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II. Lino ha raccontato ai ragazzi che la scalata su


Dal comune di Temù

una cima è come raggiungere degli obiettivi importanti nella vita. Una volta raggiunta la vetta, anche la più alta del mondo, prima o poi si dovrà scendere, tornando indietro con umiltà e semplicità ripensando all’esperienza vissuta durante il cammino. Con grande stupore di ragazzi e genitori, durante il Camp, un gruppo di giocatori più grandi è stato guidato dal Mister Mauro Di Cicco, ex campione del calcio italiano che conta più di trecento presenze tra Serie A e B, oltre ad aver maturato più di vent’anni di esperienza sulle panchine di importanti squadre italiane.

far vivere un’estate “europea” agli appassionati di calcio all’insegna dei colori rossoneri durante il Campionato Europeo di Calcio 2020. Per introdurre la prossima stagione il 29 febbraio 2020, in corrispondenza con il Carnevale Ambrosiano, presso la sede ufficiale del Milan Junior Camp - l’Hotel Avio di Temù - si svolgerà la consueta conferenza stampa di presentazione con un ospite d’eccezione, atteso almeno quanto un gol sotto i riflettori di San Siro.

A tutti gli atleti è stato consegnato un diploma di partecipazione al termine della dimostrazione finale, a ricordo di un’indimenticabile e magica, anche se a volte un po’ faticosa, estate rossonera. Ma non finisce qui, perché a grande richiesta per la prossima estate 2020 ci saranno due nuovi Camp, il primo da domenica 28 giugno a sabato 4 luglio e il secondo da lunedì 10 a venerdì 14 agosto, per 27


Dal comune di Temù

Luciano Viazzi: grande amico di Temù Articolo a cura di Francesca Zani

Il 21 ottobre scorso, all’età di 89 anni, se n’è andato Luciano Viazzi un grande amico di Temù, che lo ha avuto tra i suoi turisti più affezionati fino ad un paio di anni fa. Era nato a Nizza Monferrato, in Piemonte, e dopo essere stato ufficiale dell’8° Reggimento alpini, ha sempre vissuto a Milano, dove lavorò per la Banca Commerciale. Oltre che di montagna era appassionato anche di fotografia e verso la fine degli anni ’50 recuperò e sonorizzò un vecchio documentario sulla Guerra Bianca in Adamello usando oltre alle riprese dell’epoca immagini da lui girate durante escursioni alpinistiche personali. Nel 1962, scrive una lettera sul giornale “Alpino” per cercare la collaborazione dei reduci della Guerra Bianca per girare, direttamente sulle zone di guerra un documentario. Avviene allora l’incontro con Sperandio Zani, guida alpina di Temù con il quale organizza il 1° Raduno- Pellegrinaggio ai campi di battaglia dell’Adamello. La manifestazione, nata tra la diffidenza di alcuni, vide la partecipazione di un centinaio di alpini, con circa 5-6 ex combattenti della Guerra Bianca; avrà invece tale successo da essere ormai giunta quasi alla sessantesima edizione con partecipazione a livello nazionale. L’amicizia con Sperandio, con il gruppo degli alpini e con tanti temunesi, faranno di Luciano Viazzi un frequentatore assiduo della nostra località per tutti gli anni a seguire, continuando peraltro nella sua opera di ricerca, diffusione e scrittura degli avvenimenti legati al grande conflitto mondiale. Ha scritto molto su questo singolare conflitto, combattuto in modo arduo sul fronte alpino nella zona dell’Ortles, del Cevedale, dell’Adamello, e della Marmolada, e anche nelle Dolomiti. Celebri i libri “I diavoli dell’Adamello”, “Le aquile delle Tofane”, “Con gli Alpini sulla Marmolada”, “Guerra Bianca: Ortles-Cevedale-Adamello”,

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“Artiglieria Alpina sull’Adamello”, ”Col di Lana, monte di fuoco”. La passione per gli argomenti si trasmette nei suoi libri che sono un racconto minuzioso ma non noioso grazie ad una narrazione coinvolgente, puntuale e precisa. La chiara volontà dello scrittore non era quella di scrivere un saggio storico ma piuttosto di tener fede all’appello scanzonato di Gian Maria Bonaldi (Adamellino soprannominato “La Ecia”) che chiedeva in un suo articolo di “…non essere dimenticati”. Luciano Viazzi, trascorrerà a Temù le vacanze estive anche negli ultimi anni, e non potendo più dedicarsi ad escursioni in alta quota, manterrà comunque la sua passione per lo studio e per la ricerca storica. Il suo legame con il nostro paese è testimoniato anche dal fatto che Viazzi ha fatto dono della sua biblioteca personale al Comune di Temù. Sarà compito dei cittadini temunesi valorizzare tale patrimonio culturale per tenere viva la memoria di quel grande conflitto, che si è combattuto proprio sulle nostre montagne, come monito per le nuove generazioni.

GLI ALPINI DI TEMÙ ringraziano la grande generosità dimostrata in tante occasioni dall’amico alpino Luciano Viazzi e si augurano di poter presto inaugurare la nuova sede in cui si vedranno collocati, in maniera adeguata al loro valore, i libri che sono stati donati al Comune di Temù.


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Dal Comune di Vione Vista su Cima Bles dal Bivacco Plassa GerĂš - Fotografie di Luigi Sterli


Dal comune di Vione

Miglioramento viabilità degli alpeggi del Monte Bles Articolo a cura di Luigi Sterli e Mario Testini

Il progetto di miglioramento della viabilità degli alpeggi nasce nel contesto delle opere eseguite con lo scopo di contrastare il processo di abbandono delle aree agricole a terrazzamenti nella catena alpina e di quelle aree oltre il margine di sviluppo del bosco dove spesso sono presenti alpeggi che sempre a maggior fatica vengono sfruttati. Lo scopo è quello di promuovere un processo di recupero, stimolando la popolazione e le istituzioni ad una gestione sostenibile del territorio. Il Comune di Vione ha intrapreso negli ultimi anni una serie di opere con l’intento di migliorare la qualità e la fruibilità delle strade di accesso alle zone di alpeggio soprastanti l’abitato di Vione. Interventi volti a valorizzare e rendere accessibile lo straordinario ambiente montano in parte all’interno dell’area protetta del Parco Nazionale dello Stelvio.

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A ridosso dell’attuale perimetro del Parco Nazionale dello Stelvio, sul crinale dei Corni della Torre, tra la Valle di Canè e il Monte Bles, è presente da qualche anno un sito di interesse archeologico oggetto di scavi eseguiti grazie alla collaborazione con vari enti.


Dal comune di Vione

che da Fossà conduce alle Case di Bles passando per il Roccolo del Rundulì, grazie all’ottima pavimentazione in via di realizzazione nei tratti più ripidi sarà possibile raggiungere le Case di Bles (dove è presente un rifugio autogestito del CAI di Manerbio) con dei mezzi a motore che potrebbero consentire anche ai disabili di raggiungere il sito archeologico permettendo così anche a loro di godere della vista dei resti delle antiche torri e del fantastico panorama che si può ammirare dai Corni della Torre. L’accesso al sito archeologico sarà presto possibile anche tramite le sempre più diffuse e-bike con le quali si potrebbe compiere un anello interessante. Sarebbe infatti possibile raggiungere tramite un sentiero saliscendi il bivacco Plassa Gerù e Malga Tremonti per poi rientrare in paese tramite la strada sterrata.

Il sito, nel quale sono stati rinvenuti reperti risalenti a diversi periodi tra il basso medioevo fino alla lontana età del ferro, è tra i più elevati in Europa essendo a quota 2200 m e sta conquistando un certo interesse turistico e scientifico. Per il mantenimento e sviluppo del sito archeologico è stato prioritario il miglioramento della sua accessibilità tramite il ripristino dei sentieri esistenti nel tratto dal Roccolo di Arnaldo lungo la direttrice del Canalì de la Tòr, da Plassa Gerù a Tòr dei Pagà, dalle Case di Bles al Canalì de la Tòr e da Cortebona al Canalì de la Tòr in collaborazione con il Parco dello Stelvio creando una diretta connessione con l’infopoint presente in Val di Canè. Si è inoltre intervenuti di recente sulla mulattiera 33


di Lamorgesa Andrea e Marco s.n.c.

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Seguici su Valle Camonica


Dal Comune di Vezza d’Oglio Fotografie di Mattia Rizzi


Dal comune di Vezza d’Oglio

Il profumo del ghiaccio della Val Paghera Articolo a cura di Simona Belloni

Percorrendo per 5 km la strada che da Vezza d’ Oglio raggiunge il Parco dell’ Adamello, nel fondovalle della Val Paghera, ci si trova davanti a un naturale anfiteatro di cascate di ghiaccio, scalabili per diversi mesi l’anno, con gradi difficoltà che vanno dal 2+ al 4+. Un parco giochi per chi ama questo sport. Uno sport estremo, se volete, che mette sempre a confronto uomo e natura, ma che, se praticato con buon senso, accompagnati da guide o istruttori esperti, risulta bellissimo e affascinante. Sviluppandosi al Vago rispetto alla Valle Camonica, la Val Paghera gode di un particolare microclima, con temperature che durante la stagione invernale difficilmente superano i 5 gradi. Queste particolari condizioni climatiche, che permettono alle cascate di rimanere a lungo solide e scalabili, rendono le Cascate di Val Paghera meta di parecchi appassionati. L’avvicinamento breve, il gran numero di linee scalabili e lo spazio alla base di alcune cascate, in particolar modo Terrordactyl, fanno del gruppo di cascate un luogo adatto allo svolgimento di corsi per l’addestramento del soccorso alpino. Da dicembre a marzo, gli ice climbers raggiungono la Valle da tutta Italia, per scalare queste meraviglie: sono tutti muniti di ramponi, chiodi, corde e zaini che pesano quanto loro. Tutti con la stessa voglia: raggiungere il fondovalle per attaccare la prima cascata di ghiaccio della stagione. Sul primo tratto del sentiero per il Lago Aviolo si trova la prima cascata, l’Albero di Natale. Cambiando direzione, spostandoci verso il canalone di sinistra raggiungiamo lo Scudo. Continuando invece sul lato di destra troviamo lo Scivolo. Al suo fianco, la cascata più imponente e bella della Val Paghera, visibile anche dal paese di Vezza d’Oglio: Terrordactyl. A un livello intermedio, si sviluppano due cascate

laterali, entrambe sulla destra della centrale Terrordactyl: Mazinga Zeta e la piccola colata Settore Tre Re Magi. Sopra il lago Aviolo, a destra e a sinistra, altre due cascate, entrambe impegnative: Moccolo Aviolo e la Cascata a sinistra del Lago. Chiude l’unica cascata raggiungibile dai prati a destra del Rifugio alla Cascata: Paghera Uno. La risalita su questi ghiacci è sinonimo di rispetto verso questi luoghi e ci insegna a soffermarci e a guardarci attorno, respirare e godere di tutto questo, perché ciò che scheggi, ciò che rompi sarà ricoperto da nuovo ghiaccio, che si scoglierà in primavera per poi rifarsi con l’inverno successivo, riportando nuovamente il profumo del ghiaccio! Concludo sorridendo, pensando che proprio io, comasca trapiantata a Vezza d’ Oglio e poi ancora più su, fino al cuore della Val Paghera, proprio ai piedi del Baitone, sia stata chiamata a scrivere quattro righe sul mondo dell’arrampicata su ghiaccio. Poi penso che, in fondo, queste sono le mie cascate. E loro i miei cascatisti. Buon inverno a tutti! 37


Dal comune di Vezza d’Oglio

Camminare con le caspole: un modo nuovo di vivere la montagna in inverno Articolo a cura di Mattia Rizzi

Da qualche anno a questa parte si è diffuso notevolmente un nuovo sport, o meglio, un nuovo modo di vivere la montagna in inverno: camminare con ai piedi le racchette da neve, meglio conosciute come caspole o ciaspole. Questa attività è ormai divenuta una vera e propria alternativa per chi non scia e vuole concedersi delle spettacolari escursioni immersi nei paesaggi innevati dell’Alta Vallecamonica. Le caspole hanno subito negli anni un’evoluzione tecnica, si è passati dalle storiche racchette di legno con intrecciata una corda, ai più moderni modelli in plastica, che con l’aggancio rapido risultano davvero di facile utilizzo. Le racchette da neve, che vengono attaccate sotto le calzature, tipicamente scarponi da montagna o da trekking, consentono di “galleggiare” sulla neve fresca evitando di sprofondare e quindi rendendo la camminata più regolare. Degli studi specifici hanno spiegato che camminare

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con le caspole richiede uno sforzo maggiore del 40-50% rispetto a compiere lo stesso percorso senza neve. Questo oltre a dimostrare che è da considerarsi attività sportiva a tutti gli effetti, potrà invogliare molti a organizzare delle caspolate per ridurre il senso di colpa delle abbuffate a tavola nelle festività natalizie. È importante ricordare che, come tutti gli sport sulla neve, è bene prestare attenzione alla scelta del percorso e alle condizioni metereologiche. Il consiglio è quello di attrezzarsi adeguatamente e affidarsi a guide esperte per i percorsi più impegnativi. Sul territorio di Vezza d’Oglio sono numerosi i percorsi da poter fare con le caspole con vari livelli di difficoltà. Il percorso più rilassante e adattato a tutte le età, è quello lungo la ciclopedonale del fondovalle. Partendo dal Centro Eventi Adamello ricalca in buona parte il percorso tipico della “Caspolada al Chiaro di Luna”. Altri percorsi più impegnativi si dislocano lungo le vallate laterali: Val Grande, Val Paghera e Val Bighera.


Dal comune di Vezza d’Oglio

Caspolada al Chiaro di Luna: 20esima edizione Articolo a cura di Mattia Rizzi

L’appuntamento per eccellenza della stagione invernale Vezzese è fissato per Sabato 8 Febbraio 2020: 20a edizione della Caspolada al chiaro di Luna. Ormai divenuta di caratura internazionale, dopo aver ospitato nel 2016 i campionati mondiali di corsa con racchette da neve, “World Snowshoe Championships”, questa manifestazione adatta a tutte le età, riesce a congiungere in un’unica serata: sport, enogastronomia, natura e, soprattutto, tanto divertimento. Con ai piedi le racchette da neve, qui meglio conosciute come “caspole” o “caspe”, partendo dalla piazza, ci si immerge in un percorso interamente innevato nella natura incontaminata del fondovalle, il tutto illuminato dall’incantevole chiaro di luna e dalle numerose fiaccole disposte sul tracciato. Lungo il percorso si incontrano vari punti

ristoro dove: musica, allegria e ottimi prodotti tipici permettono di trascorre una serata unica all’insegna del divertimento e del buon cibo. Giunti all’arrivo, dopo aver gustato un ottimo vin brulè prepato dalle mani esperte degli Alpini, vi è la possibilità di cenare al Centro Eventi Adamello o nei numerosi ristoranti convenzionati. A permettere il regolare svolgimento della manifestazione vi è una complessa macchina organizzativa, che, coordinata dal Comitato Caspolada e dalla Pro Loco, si compone di oltre 300 volontari. I numeri raggiunti nelle ultime edizioni della Caspolada al chiaro di luna si assestano su una media di 4000 partecipanti. Per iscriversi all’evento o ottenere informazioni necessarie è possibile contattare la Pro Loco di Vezza D’Oglio al numero 0364 76131, consultare il sito www.caspolada.it o la pagina Facebook e Instagram “Caspolada al Chiaro di Luna”.

La Casa di Babbo Natale Articolo a cura di Elda Katia Damiani

L’ Associazione Culturale SpazioFatato, sei anni fa, ha concretizzato un sogno… la casa di Babbo Natale. Perché un sogno? Perché l’allestimento e l’atmosfera dell’ambiente sono stati realizzati in modo che tutte le famiglie, e non solo, venissero accolte in un caldo abbraccio natalizio, senza pretese, senza il fragore commerciale: semplicemente CASA. Dove mamma e papà, con il gesto di togliersi le scarpe possono giocare con i propri figli sul materassone o sul tappetino dei giochi, dove gli

adulti possono tornare a sognare, dove i bimbi possono sentirsi sereni ascoltando fiabe, giocando liberamente in uno spazio designato e con la possibilità di fare piccoli laboratori seguiti dagli Elfi. Un progetto realizzato con tanta cura e determinazione per una CASA… questa CASA così diversa dal solito e così suggestiva da renderla quasi unica. Babbo Natale sarà sempre presente e aspetterà tutti, grandi e piccini, a Vezza d’Oglio in via dei Capitani 1. 39


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Dal Comune di Incudine Motto della Scala - Foto di Fabio Sandrini


Dal comune di Incudine

Fiaccolata tra antiche vie Articolo a cura di Elisabetta Guizzardi

Si ripeterà anche quest’anno l’ormai decennale fiaccolata, che si svolge durante il periodo natalizio a Incudine, iniziativa proposta dall’amministrazione comunale in collaborazione con la protezione civile. “La fiaccolata tra antiche vie” è un evento che richiama persone di ogni età, considerata la semplicità dei percorsi previsti. Gli itinerari proposti si snodano, in base alla presenza o meno di neve, attraverso le vie più caratteristiche del paese, percorrendo il centro storico e le strade di campagna, una volta usate da agricoltori e pastori. Rappresenta, quindi, un modo per scoprire e vivere, in una magica atmosfera, vicoli storici, boschi e montagna. La luce suggestiva creata dalle fiaccole permette ogni volta di poter catturare attimi, dettagli e scorci nuovi, ed è come fare un tuffo nel passato in cui l’unica fonte luminosa che si poteva avere era quella del fuoco.

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L’edizione 2019 entrerà a far parte di “Valle dei Segni Winter Tour”, un circuito di fiaccolate, ciaspolate e raduni di sci d’alpinismo della Valle Camonica, che ha l’obiettivo di valorizzare l’offerta invernale del nostro territorio. Come ogni anno, vi sarà un momento conviviale: a metà e a fine percorso verranno infatti organizzati dei rinfreschi da parte dell’amministrazione comunale e della protezione civile di Incudine per lo scambio di auguri.


Dal comune di Incudine

Un bilancio positivo Articolo a cura di Elisabetta Guizzardi

Il 2019 è stato un anno in cui l’amministrazione comunale di Incudine, nonostante la difficoltà nel reperire risorse per la manutenzione o realizzazione di nuove opere pubbliche, è riuscita a realizzare diversi progetti. È stato portato a termine un importante intervento nel cimitero comunale, che ha subito un ampliamento, il quale ha permesso l’inserimento delle cellette cinerarie. Si è provveduto alla sistemazione dei percorsi pedonali da tempo ammalorati e l’installazione di parapetti necessari per la sicurezza. Finalmente è stato messo in sicurezza un parcheggio in Via Villa, che necessitava di importanti interventi strutturali al fine di garantirne la stabilità.

Si è intervenuti anche su alcuni tratti di sotto servizi che erano ormai deteriorati e alla sistemazione di un tratto di acquedotto, che aveva subito la furia della tempesta Vaia. Si sono inoltre conclusi gli interventi di efficientamento energetico allo stabile ospitante l’asilo dell’infanzia comunale. Quest’ultimo, nonostante l’esiguo numero di bambini residenti in paese, è perfettamente funzionante e un esempio per la qualità dei servizi offerti. Il bilancio dei lavori eseguiti è quindi positivo, avendo impegnato le risorse economiche su più fronti e a favore di gran parte della popolazione, nonostante questa sia in continuo decremento e con conseguente diminuzione delle risorse umane. 43


Dal Comune di Monno Monte Pagano - Foto di Fabio Sandrini


Dal comune di Monno

Un futuro al passato Articolo a cura di Fabrizio Bressanelli

Per ogni Comune il recupero e la valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare è un’esigenza fondamentale che spesso si deve confrontare con le limitate risorse del bilancio, ma, altri aspetti determinanti, devono essere l’ottimizzazione delle risorse e la corretta esecuzione delle opere, pena la mancata corresponsione dei contributi ottenuti da bandi e/o ulteriori esborsi per realizzazioni difformi. Ogni progetto, oltre l’iter preliminare, deve considerare una significativa fase progettuale che consenta una realizzazione accurata e conforme a norme, pareri e direttive, soprattutto quando l’immobile oggetto dell’intervento è soggetto a vincoli. E’ il caso dell’ex asilo di Monno - di proprietà comunale dal 1998, quale bene storicoarchitettonico tutelato ai sensi del D. Lgs. 42/2004 – ubicato al centro del paese, in passato sede della scuola materna. Il progetto prevede di recuperare e riqualificare l’ex asilo di Monno e renderlo pienamente fruibile al pubblico al fine di destinarlo a Centro

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di comunità, e mira a recuperare e garantire la piena accessibilità e fruizione dell’ex asilo al fine di individuare e destinare al suo interno nuove ed innovative funzionalità ed attività culturali. Funzioni ed attività legate in particolare all’arte e all’artigianato locale, alla diffusione e divulgazione di sapere e conoscenze delle tradizionali locali, alla ricettività diffusa, all’accoglienza turistica e, contestualmente, garantire la sostenibilità del bene nel medio-lungo periodo e che favoriscono l’impiego di giovani operatori e l’interscambio generazionale e territoriale con le aree montane intervallive. Gli interventi in progetto sono molteplici e possono essere sommariamente descritti come di seguito: 1. Recupero e rifunzionalizzazione degli spazi esterni ed interni, mediante la razionalizzazione dei percorsi d’accesso esistenti, la ridefinizione di spazi pavimentati e di spazi a verde, l’individuazione di spazi di aggregazione; 2.

Restauro delle facciate esterne eseguita


Dal comune di Monno

mediante rimozione parziale degli intonaci ammalorati e/o distaccati, con rifacimento degli intonaci a base di sabbia e calce, eseguiti con metodi tradizionali, ove necessario è previsto l’impiego di intonaco deumidificante su muri umidi e in corrispondenza dell’attacco al suolo; 3. Ritinteggiatura delle facciate con recupero, delle decorazioni geometriche e dei colori di facciata originali, risalenti agli anni ’30-’40 del secolo scorso come desunti dalle immagini fotografiche (in bianco e nero) e solo parzialmente visibili oggi in facciata (con colore rosso). 4. Sostituzione parziale di serramenti di facciata, con nuovi serramenti in grado di soddisfare i requisiti in materia di risparmio energetico previsti per legge, preservando le caratteristiche tipologiche dei serramenti esistenti, restauro dei serramenti esterni recuperabili al fine di ripristinarne l’aspetto originario; 5. Restauro e recupero delle porte interne originali e di pregio poste al piano terra, sostituzione delle porte interne al piano primo in forza di una nuova distribuzione degli spazi interni e in considerazione dell’assenza di elementi di pregio delle porte stesse; 6. Rimozione parziale degli intonaci interni limitatamente a quelli ammalorati, distaccati, realizzati con materiali plastici e/o graniglie, con successivo rifacimento degli intonaci traspiranti a base di calce idraulica naturale a basso contenuto di sali solubili, ove necessario è previsto l’impiego di intonaco deumidificante su muri umidi e in corrispondenza dell’attacco al suolo dove è evidente l’umidità di risalita; 7. Realizzazione di nuove aperture di facciata per garantire l’accessibilità degli spazi esterni al piano primo anche a persone con disabilità, realizzazione nuovo accesso pedonale al piano primo a collegamento con la via pubblica; 8. Recupero e rifunzionalizzazione degli spazi interni, con spostamento di alcune tramezze non portanti per la porzione di edificio posta al piano terra in lato nord-ovest, comprendente altresì la modifica e la sostituzione delle aperture esistenti,

la realizzazione di una intercapedine interna, la realizzazione di controsoffitto coibentato, per migliorare l’efficientamento energetico di tale involucro; 9. Recupero e rifunzionalizzazione degli spazi interni, con spostamento di alcune tramezze non portanti per la porzione di edificio posta al piano primo, al fine di adeguare gli spazi abitabili con camere dotate di servizi igienici; 10. Realizzazione di opere di coibentazione tra gli orizzontamenti e le coperture nonché tra i controsoffitti e le coperture, al fine di migliorare l’efficientamento energetico dell’edificio oggi quasi totalmente privo di isolamenti; 11. Rimozione dei controsoffitti con pannelli in polistirolo, per realizzazione nuovi controsoffitti coibentati e ribassati, al fine di consentire anche il passaggio degli impianti tecnologici a soffitto e preservare le pavimentazioni di pregio esistenti; 12. Realizzazione di nuovi impianti elettrici per adeguamento alle norme vigenti in forza delle nuove destinazioni in progetto, con distribuzione nei controsoffitti; 13. Sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne dell’edificio esistente con sistemi efficienti d’illuminazione; 14. Sostituzione d’impianti di climatizzazione invernale esistenti a gasolio, con nuovi impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione integrati con pompa di calore a gas, distribuzione a soffitto mediante ventilconvettori come quelli già esistenti nella porzione di edificio posta al piano terra in lato sud-est; 15. Recupero delle pavimentazioni interne esistenti in marmo e in cementite, sostituzione delle altre pavimentazioni interne con nuove pavimentazioni adatte alle esigenze e alle nuove destinazioni in progetto. L’intervento in progetto verrà completato entro il mese di giugno 2021.

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Valle Camonica - Valle dei Segni Articolo a cura di DMO Vallecamonica

La Valle Camonica è una delle più estese vallate dell’arco alpino. Un territorio che si sviluppa in un paesaggio naturale di eccezionale varietà, scavato da un antico ghiacciaio, che cresce dalle placide sponde del lago e raggiunge le alte cime del monte Adamello (m. 3.539), attraverso dolci declivi, spigoli rocciosi e aree naturalistiche protette che salvaguardano più della metà della superficie dell’intera vallata. La presenza dell’uomo in Valle Camonica è accertata sin dalla preistoria grazie alle migliaia di simboli lasciati sulla roccia, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO quarant’anni fa, nel 1979, primo sito italiano. Un territorio che conserva anche importanti tracce di età romana, come dimostrano il Santuario di Minerva di Breno l’imponente parco del teatro e anfiteatro romano a Cividate Camuno. Di epoca medievale rimangono torri e castelli sparsi tra borghi e alture, a cui si aggiungono le dimore storiche, i preziosi altari barocchi e le opere di rinomati artisti (Giovanni Pietro da Cemmo, Romanino, Callisto Piazza, Beniamino Simoni...) realizzati durante la dominazione della Repubblica di Venezia (14281797). Contraddistinguono le vallate laterali i numerosi laghetti alpini e le imponenti dighe idroelettriche, ed in particolar modo,sul crinale orientale, le fortificazioni e le trincee edificate durante la Prima Guerra Mondiale. Natura, cultura, passato e presente si intrecciano in Valle Camonica, uno dei luoghi più meravigliosi delle Alpi.

che intendono scoprire la località informazioni e servizi attraverso il sito internet: www.turismovallecamonica.it Otto sono le aree della Valle Camonica ricche di spunti e particolarità per coloro che vogliono trascorrere le proprie vacanze tra natura, cultura e divertimento. Ponte di Legno e Alta Valle Camonica - La mia natura Ponte di Legno ai piedi dei passi Tonale e Gavia è il luogo dove inizia la Valle Camonica e nasce il fiume Oglio. L’Alta Valle Camonica è lospazio ideale per gli amanti dello natura e dello sport sia estivo che invernale. Qui si può raggiungere il ghiacciaio del Presena raggiungendo i 3.000 metricon i comodi impianti a fune e camminare lungo i numerosi percorsi tra i parchi dello Stelvio e dell’Adamello. Edolo e Orobie Bresciane - La montagna da scoprire Edolo è situato su un pianoro naturale dove la valle di Corteno confluisce nell’Oglio. Risalendo la valle ad occidente si raggiungono gli abitati di Corteno Golgi e quello di Aprica, mentre sul versante opposto le valli di Sonico raggiungono i piedi dell’Adamello. Piò a meridione Malonno e Paisco Loveno conservanoeccezionali bellezze naturali e culturali. Cevo e Valsaviore - Nel cuore dell’Adamello Cevo sorge in posizione panoramica al centro della Valsaviore. Dal vicino Saviore si più accedere al versante sud dell’Adamello. In questa vallata vi sono eccezionali le opportunità di vivere la natura, raggiungibili tramite i collegamenti che fanno capo a Cedegolo.

VALLE CAMONICA: LA SCOPRI, LA AMI Il Consorzio D.M.O. di Valle Camonica promuove il turismo sul territorio tramite il marchio «Valle Camonica – la Valle dei Segni» offrendo ai turisti

Capo di Ponte e Media Valle Camonica Diecimila anni di storia UNESCO Capo di Ponteè il cuore del sito UNESCO “Arte rupestre della Valle Camonica”: >>

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Alti pascoli della Valgrigna al Passo Crocedomini - Foto di Dario Bonzi

Incisioni rupestri UNESCO a Capo di Ponte in Media Valle Camonica

Ciclovia dell’Oglio in Alta Valle Camonica

Castello di Breno


>> nelle sue vicinanze si trovano i principali parchi archeologici con le incisioni più famose: la Rosa Camuna, gli Astronauti, lo Sciamano che corre... Il paesaggio è compreso tra l’imponente Pizzo Badile e il grande ventaglio del monte Concarena, montagne speciali che nel periodo degli equinozi, offrono spettacolari giochi di luce. Breno e dintorni - Castelli, santuari e romanità Breno è dominato dall’antico castello medievale, ai cui piedi si sviluppa l’abitato arricchito da numerosi edifici liberty, tra cui l’arabeggiante Villa Gheza, e molte altre attrattive culturali. Poco oltre, a Cividate Camuno, antica città romana, è possibile visitare ilparco del Teatro e dell’Anfiteatro. Sulla costa di Piancogno il santuario dell’Annunciata permette di osservare uno splendido panorama sulla Valcamonica. Borno e Altopiano del Sole - Splende tutto l’anno Borno, famosa stazione turistica, si posizione al centro dell’Altopiano del Sole, in un luogo caratterizzato da ampi paesaggi, verdi boschi e pittoreschi paesi a cavallo tra la Valle Camonica e la Val di Scalve. Numerose sono le attrattive il tempo libero, l’enogastronomia e la culturaper lo sport sia estivo che invernale. Bienno e Valgrigna - La valle dei magli Bienno si trova in capo alla valle del torrenteGrigna, detta“la Valle dei Magli” per il gran numero di officine che un tempo qui lavoravano il metallo. Il paeseè riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia e bandiera arancione T.C.I., ma nelle vicinanze è possibile raggiungere i pregevoli abitati di Berzo Inferiore ed Esine con le loro sontuose chiese. Darfo Boario Terme e Bassa Valle Camonica Terme e sci tra natura e montagna Darfo Boario Terme, assieme ad Angolo Terme, sonorinomati per le aree di cura e relax legate alle acque. Diversi percorsi si snodano tra il Monticolo e il piccolo lago Moro, gioiello della Bassa Valle. Sulla sponda opposta da Artogne e Pian Camuno si raggiunge Montecampione, stazione turistica estiva e invernale.

LA CICLOVIA DELL’OGLIO La Ciclovia dell’Oglio è un percorso dallo sviluppo di circa 280 km che attraversa da nord a sud il territorio lombardo dalle Alpi al fiume Po. Il tracciato è stato insignito del prestigioso riconoscimento di “ciclabile più bella d’Italia” per l’anno 2019, decretato dalla giuria di esperti del premio Italian Green Road Award in occasione dell’evento Cosmobike Show. Il primo tratto del percorso inizia in Valle Camonica a quota 1883 m.s.l.m. al Passo del Tonalea cavallo tra il Parco dell’Adamello e dello Stelvio. Lungo il tracciato, costituito all’80% su asfalto e 20% su sterrato, si attraversano pregevoli aree naturalistiche, lontano dal traffico stradale, e borghi storici, ricchi di architetture tipiche. Presso Darfo Boario Terme è possibile sostare al River Oglio Bike Bar, di recente inaugurazione, posto ideale dove potersi riposare, rifocillare, ma anche riparare eventuali guasti incorsi durante l’itinerario grazie alla piccola officina per biciclette. L’eccezionale percorso dalle montagne al lago è una comoda discesa percorribile senza difficoltà. Ma per coloro che non se la sentono di pedalare è possibile far affidamento alla linea ferroviaria che collega normalmente Brescia a Edolo. Da qui è possibile nelle stagioni più caricare la propria bicicletta sul servizio “Bicibus” fino a Ponte di Legno. E per chi con la sua due ruote vorrà andare ancora più in alto, potrà usufruire del collegamento a fune della cabinovia Pontedilegno-Tonale fino all’omonimo Passo. I più avventurosi avranno la possibilità di lanciarsi negli spettacolari tracciati di downhill della località. Il percorso integrale della Ciclovia dell’Oglio è consultabile sul sito: www.cicloviadelloglio.it

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Dal Comune di Vermiglio Fotografie di Iva Callegari


Dal comune di Vermigliol

Le fontane di Vermiglio Articolo a cura di Felice Longhi

In principio era il… biöl. Nascono così le fontane, ovvero una vasca in pietra o legno o addirittura in terra argillosa, al fine di trattenere l’acqua di una fonte (da cui il nome) da destinare ad abbeveratoio e presa d’acqua in generale. Ce ne sono a migliaia ovunque, nei paesi e nelle città, di forme, materiali e dimensioni svariate. Diventano monumenti e opere d’arte: vi dice niente quella di Trevi o, restando in Trentino, quella di Nettuno? Ma le fontane sono tutte belle, non hanno bandiera, portano l’acqua, dunque sono simbolo di vita. A Vermiglio ogni frazione ha le proprie antiche fontane, la maggior parte realizzate in periodo austro-ungarico, dislocate con raziocinio, in posizione strategica affinché fossero facilmente accessibili sia dai paesani (ricordiamoci che prima degli anni Sessanta l’acqua in casa era un privilegio di pochi!) che dalle bestie delle loro stalle dalle quali venivano fatte uscire per abbeverarsi quotidianamente.

E infine il lavatoio, la porzione della fontana destinata al bucato in epoca precedente il boom degli elettrodomestici e quindi della lavatrice.

Con la realizzazione degli acquedotti con una canalizzazione dell’acqua attraverso tubature realizzate con materiali più resistenti e duttili le fontane si arricchirono di senso estetico attraverso la comparsa dell’om dela fontana, ovvero un pilastro in granito in cui veniva inserito l’ugello da cui scaturisce l’acqua: una metafora della sorgente.

Le fontane più significative di Vermiglio fanno parte di un vero e proprio percorso che attraversa i centri storici delle tre frazioni: sono valorizzate da giochi di luci che le rendono particolarmente suggestive anche dopo il tramonto e durante il periodo natalizio, quando vengono realizzati i presepi.

Lavare alla fontana era un rito femminile della mattina, l’occasione per scambiare quattro chiacchere, diffondere ed apprendere notizie del paese e luogo degli immancabili pettegolezzi: un antenato casereccio di Facebook!

L’itinerario è contrassegnato da tabelle in dibond sulle quali sono riportate le strofe di una rima dialettale del compianto Gino Delpero, intitolata, appunto L’om dela fontana, dalla quale attingiamo anche noi per congedarci ed invitarvi a fare quare passi tra le nostre fontane. “Tut, na òlta girava ‘ntoren ala fontana, adès el par quasi n’època lontana, ma el rumor de l’acqua che se sènt, le la storia dela vita de ‘n tèmp.”

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Dal comune di Vermiglio

Val Verniana per tutte le stagioni Articolo a cura di Felice Longhi

Scendendo dal Passo del Tonale, appena prima di entrare nell’abitato di Vermiglio, si incrocia una strada sterrata che conduce in Val Verniana. Nel periodo estivo la passeggiata fino ai baiti di Verniana ed ai ruderi dell’antica malga omonima è più di un classico, tenendo presente che l’itinerario può essere reso più impegnativo decidendo di proseguire verso Mezzolo o Saviana, chiudendo così due interessanti percorsi ad anello, tra pascoli nella prateria alpina e boschi di conifere, immersi nella natura più incontaminata. Ma non è propriamente di questo di cui volevamo parlare. E nemmeno dello spettacolo autunnale dei larici che mutano il loro manto, risuonando dei bramiti dei cervi. Siamo certi che di tutto ciò eravate a conoscenza… Noi aspettiamo la prima neve per accompagnarvi a Verniana. Stesso punto di partenza: statale n. 42. A voi la scelta: sci d’alpinismo, ciaspole o semplicemente un buon paio di scarponi. Bene, partiamo! Freddo? Beh è normale, ma la leggera salita della partenza ci darà modo di accendere le caldaie. Un paio di agili tornanti, attraversiamo il rio San Leonardo e siamo nel bosco: in pochi minuti eccoci già in un ambiente lontano dalla civiltà

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antropizzata, nella quiete, nel silenzio che viene rotto solo dal frusciare delle pelli sotto gli sci, o dallo scricchiolare della neve sotto le ciaspole e gli scarponi. Sosta? Vapore dalle bocche, guance arrossate: due caprioli ci sorprendono così e, per niente intimoriti, scompaiono e sembra…scuotendo il capo. Nessuno ha più freddo ora e quindi ripartiamo. Lungo il percorso incrociamo la strada vecchia, che permette di accorciare il percorso, anche se, ovviamente si paga pegno in pendenza: eventualmente ne terremo conto per il rientro! Ultimo tornante, quello della Plazöla, con vista mozzafiato sull’intera Val di Sole, inevitabile foto e selfie. Ed ora? Via dai, ci siamo quasi! Ultimi metri tutti in piano ed eccoci, fischiettando, a Verniana! Accaldati, un po’ affaticati ma il paesaggio ripaga. Tempo di tirare il fiato, dare mano al thermos e (ne avete portato?) a qualche genere di conforto. Intanto la Presanella, maestosa, proprio di fronte a noi ci sorride bonaria.


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Dal Comune di Ossana Fotografie di Pillow Lab


Dal comune di Ossana

Il Borgo dei mille presepi Mille presepi, un mondo di emozioni. La rassegna natalizia di Ossana ha aperto il 29 novembre 2019 e continuerà fino al 6 gennaio 2020. La rassegna è sempre più ricca di novità ed iniziative. Oltre ai presepi, sarà possibile visitare il Mercatino di Natale con i prodotti enogastronomici e artigianali locali nelle caratteristiche casette di legno, tra gli affascinanti scorci del paese vecchio. I presepi saranno aperti tutti i giorni dalle 10 alle 22, mentre i mercatini dalle 10 alle 19 (7,8,14,15 dicembre e dal 21 dicembre al 6 gennaio).

Il castello di San Michele sarà visitabile per tutto il tempo della rassegna. Con le sue antiche mura e la possente torre, il castello è un eccezzionale protagonista della rassegna di Ossana, capace di regalare fortissime emozioni. Considerato il successo della scorsa edizione, anche quest’anno sarà presente “La Casa di Babbo Natale e la sua magica slitta”, dove la magia di Natale diventa realtà: giochi, pacchi e laboratori per bambini.

Come da tradizione, una corda rossa accompagnerà i visitatori lungo il percorso, tra decorazioni e vie illuminate da antiche lampade a olio. Imperdibili saranno anche i 22 spettacoli di luce e musica per vivere al meglio il Natale ad Ossana.

La vera magia arriva a fine percorso: una slitta di legno carica di regali dona ai bambini magiche avventure. Grazie alla realtà virtuale, tramite l’utilizzo di un visore, si potrà sorvolare il paese di Ossana come un folletto che aiuta Babbo Natale a consegnare i regali. La rassegna propone numerosi eventi consultabili sul sito www.valdisole.net 59


La Fondazione San Viglio - Ossana Nel 2002 in un’antica canonica del ‘700 completamente ristrutturata, nel cuore della Val di Sole, nota per le sue montagne ed il calore della sua ospitalità, nasce la Fondazione San Vigilio. L’edificio dispone di 20 stanze e si trova nel cuore del centro storico del paesino Ossana con splendida vista sulla Val di Sole.

specificatamente attrezzata per ospitare portatori di handicap, con particolare riferimento a non vedenti. Semplicità, essenzialità, spiritualità sono il filo conduttore delle scelte nell’organizzazione degli spazi, degli arredi, dei materiali, dei colori, nell’intreccio e nella sovrapposizione imprevedibile delle linee dei pavimenti: il tutto vuole metaforicamente rappresentare lo scambio delle esperienze attuabile grazie all’esperienza nella Fondazione.

La struttura è un definita una casa speciale: isolata, immersa nel silenzio della natura, domina le rovine dell’antico castello ed offre un’ospitalità che si discosta dal turismo tradizionale. La Fondazione porta all’interno della comunità idee, proponendo all’esterno esperienze e progetti in un continuo scambio dialettico di crescita e di confronto. Nella ricerca dinamica di proposta e risposta, nell’intreccio continuo tra tradizione ed innovazione, la struttura ospita seminari, incontri, convegni ed attività che privilegiano lo scambio ed il dialogo tra mondi, tempi, realtà diversi. Meta prevalentemente di un turismo alternativo a sfondo sociale, religioso, culturale con riferimento anche ai mondi dei diversamente abili, la Casa è 60

Gli ospiti della Fondazione sono turisti speciali: persone che si incontrano perché accomunate da un progetto, persone che arrivano per approfondire tematiche, comunicare esperienze o vivere in modo naturale la propria diversa abilità, in un luogo dove ciascuno possa sentirsi a proprio agio.


Dal Comune di Pellizzano Fotografie di Stefano Vegher


Dal comune di Pellizano

Il Paese di Pellizzano Articolo a cura di Lorenzo Pedergnana

Il paese di Pellizzano, che si distende lungo il torrente Noce, sorge in un verde pianoro in Val di Sole. Il toponimo rileva le sue origini molto antiche di epoca romana. Il paese è composto da tre nuclei abitativi: Pellizzano, Ognano e Pont che conferiscono la presenza di ben tre centri storici in un unico comune. Punto di incontro dei tre agglomerati urbani è il Parco Sama con il suo meleto centenario e la Piccola Biblioteca Libera. A valle del versante sud parte una strada e il sentiero degli Gnomi - nome preso dalla presenza di sculture presenti lungo il percorso - che collega il paese al Lago dei Caprioli nella conca di Fazzon. Meta molto gradita dai turisti e dagli amanti

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della natura il lago offre suggestive passeggiate ed escursioni e la possibilità di conoscere la storia e l’ambiente circonstante presso il nuovo centro visitatori. La zona sportiva con i suoi trampolini del salto con gli sci, situata nei pressi dei laghetti, unita al nuovo parco giochi sono un’attrattiva per i turisti e per le famiglie di tutta la valle. La chiesa parrocchiale dedicata alla Natività di Maria e Santuario della Madonna delle Grazie, che domina con il suo alto campanile il centro di Pellizzano, vede la sua fondazione intorno al XIII secolo. Ricca di Affreschi e altari lignei possiamo ammirare le opere dei fratelli Giovanni e Battista Baschenis del 1470, di Simone Baschenis del 1533, di Cipriano Vallorsa del 1571 e gli intagli di Simone Lenner del 1626.


Dal comune di Pellizano

I colori del tempo Articolo a cura di Milena Merigo

Il più entusiasmante aspetto della montagna è la sua mutevolezza al cambiare delle stagioni. Una sorta di metamorfosi che conferisce agli stessi luoghi in ogni periodo dell’anno aspetti, colori e profumi completamente diversi. Questi cambiamenti e trasformazioni sono la dimostrazione più bella della vitalità della montagna che vive, respira e muta proprio come qualsiasi essere umano. Lo spettacolo offerto dal succedersi delle stagioni dà la possibilità di scoprire, nel corso dell’anno, ambienti e paesaggi dal fascino sempre nuovo. Per rendere omaggio a questa peculiarità dei luoghi montani, il borgo di Pellizzano propone un percorso nel quale le piazze e gli scorci più suggestivi si “vestono” dei colori delle diverse stagioni. Ad ogni via si cambia periodo dell’anno: dai prati fioriti primaverili, ai covoni di fieno tardo estivi, fino agli abeti addobbati per il Natale. Tre giorni di promozione del nostro territorio, che non solo Pellizzano, ma l’intera Val di Sole può offrire al turista, diversificando l’offerta nell’ambientazione delle quattro stagioni.

La manifestazione ha riscosso nella quinta edizione un risultato più che soddisfacente sia dal punto di vista delle presenze, (si stimano 11.000/12.000 presenze sui tre giorni) che dal punto di vista organizzativo. La preziosa collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica Valle di Sole, le Funivie Folgarida - Marilleva, l’Adamello Ski Ponte di Legno - Tonale, Maestri di sci, il Comitato Grandi Eventi e numerosi produttori locali rendono la manifestazione una delle più attese dell’estate. Tutto l’anno in pochi passi. Il tour è accompagnato da degustazioni e cene a base di prodotti locali.

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info@hotelchaletalfoss.it | www.hotelchaletalfoss.it | 0463 75 81 61


Arrivo impianto di risalita - Partenza Pista Bleis e Pista Alpino Immagini dall’Archivio del Consorzio Ponte di Legno - Tonale Foto di Pino Veclani - Photo Digital Veclani


Dal Consorzio Ponte di Legno - Tonale

Torna lo straordinario Ice Music Festival in Presena Articolo a cura di Vania Zampatti

L’inverno 2019-2020 sarà ancora una volta all’insegna della musica: dopo il successo dell’anno scorso viene riproposto il Festival Ice Music.

Si tratta di un’esperienza davvero unica che sarà possibile provare da gennaio a marzo, ogni giovedì alle ore 15.00 e alle ore 16.30 e sabato alle ore 16.30 e alle ore 18.00. L’Ice Dome sarà raggiungibile in cabinovia dal Passo Tonale.

Un suggestivo teatro-igloo sorgerà sul ghiacciaio Presena a 2.600 metri di quota e al suo interno verranno organizzati oltre 50 concerti con strumenti di ghiaccio: violino, viola, violoncelli, banjo, chitarra, percussioni ed un enorme xilofono.

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Inoltre, al concerto del sabato alle ore 18.00 potrà essere abbinata la cena in quota al Rifugio Passo Paradiso. I biglietti dei concerti potranno essere acquistati online sul sito www.pontedilegnotonale.com oppure alla biglietteria della cabinovia Paradiso.


Fotografie di Phototeam


Dal Consorzio Ponte di Legno - Tonale

Nuove emozioni con la Rail Zip Articolo a cura di Vania Zampatti

Il percorso-avventura panoramico di Ponte di Legno, che permette di scendere attraverso il bosco, imbragati in posizione seduta, zigzagando sopra gli sciatori, è la novità assoluta di questo inverno.

Lo sviluppo complessivo sarà di 1.300 metri, un dislivello di 249 metri e una pendenza media del 20%, si snoderà nel bosco tra la località Valbione, dove è ubicato anche il campo da golf e Ponte di Legno. Il bacino d’utenza sarà un pubblico molto vasto per fascia di età, essendo un impianto emozionale e non estremo.

La discesa avviene per gravità, con l’imbrago agganciato a un carrello che percorrerà tratti in rotaia e altri a fune.

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Durante la corsa, che durerà tra i 6 e i 7 minuti e potrà essere effettuata da soli oppure in due, lo sguardo potrà spaziare sul grazioso paese di Ponte di Legno e sulle maestose cime che lo abbracciano.


Dal Consorzio Ponte di Legno - Tonale

Vermiglio: consolidata la logistica internazionale del Biathlon Articolo a cura di Vania Zampatti

Da questo inverno sarà possibile cimentarsi nel Biathlon, una delle poche discipline composte da due specialità, in questo caso, lo sci di fondo e il tiro con carabina ad aria compressa su bersagli.

Presso il Centro fondo di Vermiglio è stato realizzato un bellissimo poligono con 10 piazzole per carabina ad aria compressa e 3 piazzole per carabina calibro 22.

Non è necessario essere dei professionisti, i maestri del Centro fondo sono a disposizione di quanti vorranno provare questa nuova e divertente proposta, tipicamente invernale.

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RIFUGIO CAPANNA PRESENA MOUNTAIN LODGE SPA 2753 M.


NOVITÀ INVERNO 2019/20 | IGLOO HOTEL

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Dal Consorzio Ponte di Legno - Tonale

Prezzi skipass stagione invernale 2019/2020 PANTONE PANTONE 428 C 428 C PANTONE PANTONE 279 C 279 C

PANTONE 428 C

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LOCATION 50% LOCATION 50%

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SKIPASS PONTEDILEGNO-TONALE GESTIONE SFUMATURA: GESTIONE SFUMATURA:

LOCATION 50%

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SOVRASTAMPA 50% 50% PANTONESOVRASTAMPA 294 C

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GESTIONE SFUMATURA:

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VARIANTI CROMATICHE CROMATICHE Garantisce la libera circolazione sugli impianti del comprensorio Pontedilegno-Tonale. Lo skipass viene emesso solo su k-card (cauzione e 5), VARIANTI fotografia obbligatoria da 9 giorni. 100% 0% UTILIZZO UTILIZZO PANTONI PANTONI 50% LOCATION 50% The skipass is valid all over the Pontedilegno-Tonale ski area. Only on k-card (deposit e 5), from 9LOCATION days photo is required.

SKIPASS PONTEDILEGNO-TONALE GESTIONE SFUMATURA: GESTIONE SFUMATURA:

LOCATION 50%

PRE-FINE STAGIONE

ALTA STAGIONE

DAL 26.10.2019 AL 05.12.2019 DAL 09.12.2019 AL 20.12.2019 * DAL 15.04.2020 AL 03.05.2020

DAL 06.12.2019 AL 08.12.2019 DAL 21.12.2019 AL 27.12.2019 DAL 01.02.2020 AL 15.03.2020

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STAGIONE

SOVRASTAMPA 50%

CAPODANNO

VARIANTI CROMATICHE CROMATICHE Garantisce la libera circolazione sugli impianti del comprensorio Pontedilegno-Tonale. Lo skipass viene emesso solo su k-card (cauzione e 5), VARIANTI fotografia obbligatoria da 9 giorni. 100% 0% SEASON UTILIZZO UTILIZZO PANTONI PANTONI NEW YEAR’S WEEKS START-END SEASON HIGH The skipass is validOF all THE over the Pontedilegno-Tonale ski area. OnlySEASON on k-card (deposit e 5), from 9 days photo is required.

PRE-FINE STAGIONE ADULTO BABY** START-END OFJUNIOR* THE SEASON

GIORNI

GIORNI

Non accompagnato da un familiare adulto pagante

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DAL 26.10.2019 AL 05.12.2019 DAL 09.12.2019 AL 20.12.2019 * e 15.04.2020 38 eAL 03.05.2020 26 e DAL

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Non accompagnato da un familiare adulto pagante

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Non accompagnato da un familiare adulto pagante

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Per gli skipass plurigiornalieri da 3 a 14 Non accompagnato da un giorni valgono le tariffe familiare adulto pagante indicate nella tabella Pre e *NEL PERIODO 09.12.2019 AL 20.12.2019 Queste in vigore e da 2Stagione. giorni: 41 sono e le tariffe29 e per lo skipass 21 da 1Fine

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Non accompagnato da un familiare adulto pagante

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Per gli skipass plurigiornalieri da 3 a 14 giorni valgono le tariffe indicate nella tabella Pre e Fine Stagione.

2838impianti di risalita / 28 lifts 44.000 persone/ora / 44.000 people/hour 100 km di piste (tutte innevate artificialmente) / 100 km of slopes (all equipped with snow making facilities) di risalita / 28 lifts piste permanenti28 perimpianti competizioni / race slopes 44.000 persone/ora / 44.000 people/hour 100 km di piste (tutte innevate artificialmente) / 100 km of slopes (all equipped with snow making facilities) piste permanenti per competizioni / race slopes

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1 GIORNI

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Non accompagnato da un familiare adulto pagante

DAL 06.12.2019 AL 08.12.2019 DAL 21.12.2019 AL 27.12.2019 e 01.02.2020 45 eAL 15.03.2020 34 e DAL

Queste sono le tariffe in vigore per lo skipass da 1 e da 2 giorni:

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VARIANTI CROMATICHE DAL 07.01.2020 AL 31.01.2020 DAL 16.03.2020 AL 14.04.2020 UTILIZZO PANTONI

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CAPODANNO ADULTO JUNIOR* NEW YEAR’S WEEKSBABY** DAL 28.12.2019 AL 06.01.2020

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Non accompagnato da un familiare adulto pagante

DAL 07.01.2020 AL 31.01.2020 DAL 16.03.2020 AL 14.04.2020 e

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Non accompagnato da un familiare adulto pagante

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Dal Consorzio Ponte di Legno - Tonale

Prezzi skipass stagione invernale 2019/2020

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Dal Consorzio Ponte di Legno - Tonale

Prezzi skipass stagione invernale 2019/2020

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, 50€

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AL GIORNO A DAY

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PREZZI/ PRICES

GARANZIE / GUARANTEE

26.10.2019 - 03.05.2020

Responsabilità civile per danni a persone terze / Third party liability for personal injury Responsabilità civile per danni a cose di terzi / Third party liability for damage to property Tutela legale / Legal protection Soccorso sulle piste straniere / Rescue on foreign slopes Spese mediche d’urgenza / Emergency medical expenses Autista a disposizione / Chauffeur service Rimborso skipass non goduto per infortunio* / Refund for unused skipass due to accident* unused due to accident* Rimborso lezioni di sci non godute per infortunio* / Refund for ski lessons not taken due to accident* Rientro sanitario* / Repatriation for medical reasons* *Solo per polizze da 3 o più giorni consecutivi / Only for policies with duration of 3 or more consecutive days

Litos - Gianico (BS)

Rimborso noleggio materiale da sci non goduto per infortunio* / Refund for rented ski equipment

SKIPASS INFO Scarica la nostra app Pontedilegno-Tonale Official. Ricordati di inserire il codice dello skipass nel tuo profilo: in caso di smarrimento, per il primo duplicato paghi solo € 5,00 di cauzione k-card (valido per skipass da 3 a 14 giorni e stagionali; per eventuali successivi duplicati il costo è di € 35,00). Non è previsto il duplicato per gli skipass ad ore e 1-2 giorni. CODICE SKIPASS SKIPASS CODE

08.04.20

SKIPASS INFO Download our new app Pontedilegno-Tonale Official. Don’t forget to add the skipass code to your profile: in case of loss you just pay € 5,00 for the k-card deposit for the first duplicate (valid for seasonal skipass and for 3 to 14 days skipass; any other duplicates cost € 35,00). The duplicate of hourly and 1-2 days skipass is not available.

CONSORZIO PONTEDILEGNO-TONALE 25056 Ponte di Legno (BS) Via F.lli Calvi, 53 Tel. +39 0364 92097 - 92639 Fax +39 0364 92261

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38029 Passo Tonale (TN) Via Circonvallazione, 1/a Tel. +39 0364 92066 - 903976 Fax +39 0364 903730

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   info@pontedilegnotonale.com www.pontedilegnotonale.com

Inverno/Winter

G T


This is PONTE DI LEGNO

Corso Milano, 34 - PONTEDILEGNO | 345 45 62 598 peak_pontedilegno


Via Case Sparse del Tonale 10, Passo del Tonale www.labaracca.org 0364 91076 | 335 6746118


La Baracca è una struttura realizzata interamente in vetro, legno e acciaio, una vera “baita di cristalloâ€?. Sorge al centro del Passo Tonale, alla partenza delle piste da sci, raggiungibile anche a piedi. Sviluppata su due livelli, al pian terreno bar con panini e pizze, al primo piano ristorante, i cui piatti proposti si riallacciano alla tradizione con un pizzico di ricercatezza. Sulla terrazza, che si affaccia direttamente sulle piste, è possibile mangiare panini, griglia o piatti del ristorante.


WAITING FOR MILANO CORTINA 2026 Rubrica a cura di Cristiana Lissidini

Nicol Delago, talento italiano dello sci Allo start della coppa del mondo di sci alpino 2019/2020 abbiamo incontrato Nicol Delago, talento italiano classe 1996, che ci ha espresso la sua opinione su Milano-Cortina 2026. L’approccio allo sci all’età di 2 anni è stato praticamente naturale “mio papà maestro e allenatore, mi ha trasmesso la passione per questo sport, che poi crescendo non si è fermata grazie anche alla fortuna di abitare vicino alle montagne e alle piste da sci. Dopo scuola ero subito ad allenarmi”. Assolutamente una famiglia di sciatori: anche la sorella Nadia è un’atleta di Coppa del Mondo e gli zii entrambi ex azzurri.

Per questa stagione che sta per iniziare la preparazione è stata intensa “con un grande lavoro estivo principalmente atletico, basato tanto sulla qualità e curando piccoli dettagli che spesso si tralasciano” e per tutto il mese di settembre l’allenamento ad Ushuaia dove le condizioni variabili della neve “hanno aiutato a simulare i diversi terreni che affronteremo in gara”. Nicol ci ha poi raccontato come affronterà le prossime gare. La prima tappa per lei in Canada a Lake Louise, purtroppo “niente in Val Gardena”, ci dice un po’ dispiaciuta, dove l’anno scorso aveva conquistato il podio con la medaglia d’argento nella sua disciplina: la discesa libera. Quest’anno però si concentrerà anche nelle altre specialità “tengo molto anche al super g e alla combinata ma ritengo molto importante anche l’allenamento in gigante perché mi da la giusta tecnica per affrontare la velocità”. L‘obiettivo di quest’anno, ci racconta, “sarà cercare la migliore prestazione personale in ogni gara, dare il meglio giorno dopo giorno, gara dopo gara”. Mentre a lungo termine il focus è sui mondiali del 2021 e le Olimpiadi. Quindi le abbiamo chiesto la sua opinione sull’assegnazione delle Olimpiadi del 2026 all’Italia: “sono super felice, è una grande opportunità

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per l’Italia. Per gli atleti la possibilità di gareggiare in casa con le persone care attorno sarà davvero qualcosa in più”. La discesista azzurra nel 2018 ha partecipato alle Olimpiadi di Pyeonchang e ci ha raccontato che quando si è al cancelletto di partenza di un evento così importante “si sentono uno spirito ed un’atmosfera diversa”. Oltre ad essere “un’esperienza bellissima” si avverte una tensione particolare ma una volta partito il cronometro “la gara è una gara”, da affrontare come una qualsiasi altra prova: “alla fine devi scendere con le tue gambe”.

Dunque pronta per affrontare con la sua solita grinta e costanza questa stagione ha svelato che quando non scia, si rilassa facendo mountain bike, arrampicata e passeggiate in montagna con il suo cane Mika. Per lei il contatto con la natura e la montagna sono fondamentali per “trovare l’equilibrio giusto e ricaricare le batterie”. Prima di salutarci, ha voluto ringraziare tutte le persone che la aiutano e la seguono. In bocca al lupo!

Fotografie di GM Comunicazione

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Presente e futuro della Scuola di Sci Intervista a cura di Dario Zucchi

Con la stagione invernale alle porte abbiamo realizzato un’intervista doppia con Francesco Donati e Mauro Lazzarini della Pontedilegno Ski School per capire cosa aspettarci dalla scuola di sci del futuro. Le nuove tecnologie hanno già stravolto la nostra quotidianità in ogni ambito. Con la stagione invernale alle porte, abbiamo voluto provare a capire se anche il mondo dello sci sarà coinvolto in questa rivoluzione. Come saranno le scuole di sci 4.0? Francesco: Viaggiando con la fantasia potremmo immaginare maestri di sci in realtà aumentata o sci automatici che frenano e curvano da soli, ma ciò che è certo è che, per la Pontedilegno Ski School il futuro è già presente. Oltre lo sci e lo snowboard siamo oggi in grado di offrire ai nostri clienti esperienze “active” quali, ad esempio, l’arrampicata sportiva, l’escursionismo, l’alpinismo e tanto altro ancora, implementando l’offerta anche con servizi di noleggio attrezzatura.

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Le lezioni di sci non si esauriscono dopo i canonici 55 minuti, ma continuano nelle emozioni condivise con i nostri allievi. Si, proprio condivise, perché anche noi maestri ci emozioniamo vedendo i nostri piccoli atleti fare le prime curve. Mauro: Lezioni che, al passo con i tempi, possono essere prenotate online, scegliendo il maestro preferito e se necessario l’attrezzatura più performante, tutto in pochi click. La scuola di sci sta diventando un punto di riferimento sul territorio per la promozione della montagna a 360° riconoscendone la funzione di palestra di sport e benessere. Possiamo dire che la scuola di sci stia evolvendo in una scuola di sport? Mauro: Esattamente, la scuola di sci non chiude mai ed è sempre in prima linea nella promozione non solo di iniziative sportive, ma anche culturali, adattando l’offerta alla stagione con format moderni adatti a tutte le età. Ne è un


esempio il successo del Summer camp, campus estivo che ha visto la partecipazione di tantissimi bambini impegnati nella pratica di diversi sport tra divertimento, educazione alla sicurezza in montagna e attenzione ecologica. Francesco: Verissimo Mauro, e non dimentichiamo poi il grande impegno della scuola nel sociale. La Pontedilegno Ski School, infatti, come partner sostenitore di Unicef non perde occasione per promuovere sul territorio la tutela dei diritti dell’infanzia. Inoltre è attiva nella start up “Sentieri Accessibili” per un turismo “senza barriere”: tra le azioni già messe in atto, ricordiamo gli interventi su alcune piste e sentieri per consentire a tutti l’accessibilità.

una scuola social e sempre connessa, una realtà moderna e in continua evoluzione. Anche per questo abbiamo cambiato la nostra immagine con un nuovo logo, moderno e universale, come le nostre nuove divise firmate Peak Performance. Tornando allo sci, qual è il futuro del maestro 4.0?

Come identificare quindi la scuola di sci?

Mauro: L’idea che il maestro di sci non sia più solo un mero insegnante non è di certo una novità, ma è sempre più importante che abbia competenze trasversali in ambito turistico, comunicativo, educativo e anche psicologico. Come abbiamo già detto, non di solo sci si vive. Il valore aggiunto per la scuola di sci è avere uno staff altamente specializzato composto da diversi professionisti della montagna.

Francesco: La scuola di sci diventa un brand in cui i nostri ospiti possono riconoscersi per i valori dello sport, della montagna e dell’amicizia. Mauro: Aggiungo che la nostra vision è quella di

Francesco: Chissà cosa ci riserverà davvero il futuro. Quello che è certo è che nessun maestro robot regalerà mai ad un bambino un sorriso per averlo battuto alla sua prima gara a “uovo”. 85


Sci Club Ponte di Legno Articolo a cura del Presidente Bruno Faustinelli

Siamo giunti alle porte di una nuova stagione agonistica. Come dal 1911, anno della fondazione del nostro Sci Club, anche quest’anno saremo ai blocchi di partenza, con tanti nuovi iscritti e una novità importante. Grazie ad un accordo con lo Sci Club Adamello, storico e importante sodalizio dell’Alta Valle Camonica, lo Sci Club Ponte di Legno riporta al centro del suo progetto di crescita anche la disciplina dello sci di fondo, per decenni vanto del nostro Club, alla quale si affiancherà la più recente, ma altrettanto importante, disciplina dello snowboard. Cogliamo l’occasione per ringraziare lo Sci Club Adamello per l’ottimo lavoro svolto con tanta passione per molti anni a beneficio dei nostri ragazzi. Chiudiamo un cerchio e una promessa, che ci eravamo fatti al momento dell’insediamento del nuovo Direttivo dello Sci Club: quella di fare

dello Sci Club di Ponte di Legno un punto di riferimento per tutte le discipline e sport invernali praticabili nel nostro territorio. Così da permettere ai nostri giovani di scegliere quale attività svolgere, convinti che lo sport, in generale, e gli sport invernali, nella fattispecie, siano importanti nel percorso di crescita fisico e mentale di ogni nostro piccolo. Ci vediamo sulle piste! www.sciclubpontedilegno.org

Foto di Cristian Zuelli

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Sci Club Vermiglio Articolo a cura di Davide Guerci

Nato nel 1957, lo Sci Club Vermiglio Tonale si fonda su solidi valori e grandi passioni. Da 60 anni promuove con successo la pratica dello sci, per qualunque età e per qualunque richiesta sia agonistica che dilettantistica. Negli ultimi anni ha completato la propria offerta anche con altre discipline moderne, sia nella stagione invernale che estiva, mantenendo un’impostazione prioritaria: attività fisica praticata con piacere nella natura montana, con regole e rispetto. Divertimento, passione e sacrificio sono le basi che da sempre caratterizzano questa squadra e sono tutt’ora il nostro metodo di lavoro. In particolare lo Sci Club Vermiglio-Tonale ha sempre rivolto la sua attenzione al settore giovanile, non solo per sostenere un importante vivaio di atleti, ma soprattutto per diffondere fin dall’età prescolare il gusto e l’abitudine alla pratica sportiva anche come modello educativo. Tutto questo a partire dalla scuola materna, per poi proseguire con attività mirate ad approfondire la tecnica sciistica, con corsi dedicati ai bambini delle scuole elementari. E poi inizia il bello… con la preparazione alle competizioni agonistiche, sempre all’insegna del divertimento e dell’educazione allo sport.

L’amore per la montagna e la fiducia nello sport come spazio di crescita, sono alcuni delle motivazioni che hanno aggregato un numero importante di soci attorno alla squadra. Ad oggi lo Sci Club può contare su un’ottima direzione tecnica e un prestigioso medagliere a livello regionale e nazionale. La stagione invernale appena conclusa ci ha visti protagonisti di ottimi risultati: possiamo infatti vantare molteplici podi a livello Circoscrizionale, sia per la categoria baby/cuccioli, che per quella più impegnativa ragazzi/allievi, un primo posto ai Campionati Regionali Trentini, numerosi podi alle gare Inter Circoscrizionali che hanno permesso la qualificazione alla fase nazionale Alpe Cimbra,  ben 5 convocazioni per i Campionati Italiani e un eclatante secondo posto nel settore Children! Sono stati parecchi gli sforzi, ma con la collaborazione della scuola sci Tonale-Presena  siamo riusciti ad avere sempre più ragazzi in pista e svolgere attività a 360 gradi con diversi progetti. Sci Club Vermiglio Tonale, dove contano i primi, i secondi, ma anche i centesimi! Vi aspettiamo! sciclubvermigliotonale@gmail.com

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Sentieri Accessibili: primi passi in Valle Camonica Articolo a cura di Michela Pagani

Sentieri Accessibili è una start up innovativa a vocazione sociale con la finalità di promuovere il turismo sia estivo che invernale in Valle Camonica e, favorire contestualmente l’inserimento lavorativo di soggetti con disabilità psico-fisica attraverso importanti realtà del terzo settore. L’dea di rendere accessibile la montagna è un progetto tanto arduo quanto necessario perché non c’è niente di più gratificante della sensazione di essere liberi di andare e vivere emozioni. Attraverso la realizzazione di una web app, consultabile gratuitamente all’indirizzo ww.sentieriaccessibili.it, sarà possibile pianificare la propria vacanza attraverso informazioni dettagliate su parcheggi, percorsi, sentieri, parchi, piste da sci, impianti sportivi, piste ciclopedonali, alberghi, ristoranti, bar e rifugi accessibili. Nei primi due anni di attività la start up ha sviluppato idee e progetti trovando un importante supporto da parte di Enti istituzionali

e privati a partire dal Comune di Ponte di Legno e Temù, la Provincia di Brescia, la SIT S.p.A. e la Pontedilegno Ski School. Nel corso del 2019 è stato possibile attivare la Convenzione Quadro con l’Università Statale di Brescia per lo studio sull’accessibilità in montagna all’interno del Laboratorio Interdipartimentale Brixia Accessibility Lab che coinvolge oltre alla start up anche la Comunità Montana di Valle Camonica, il Consorzio Sol.Co. Camunia, L’Amministratore del Cuore onlus e l’Associazione Active Sport. Per la stagione invernale 2019/2020 sarà possibile accedere alla cabinovia di Ponte di Legno – Passo del Tonale attraverso la posa di un materiale speciale chiamato Neveplast che rende l’impianto a portata di persone con disabilità fisica che praticano lo sci con l’ausilio di mono o dual-ski. La nuova soluzione tecnica, grazie all’effetto di scivolamento, permette l’ingresso nelle cabine con facilità; il servizio si completa con due postazioni “Chair Station” che fungono da portale per il trasbordo dalla sedia a rotelle e il mono-ski in autonomia.

Passerella in Neveplast per facilitare l’accesso sugli impianti del Comprensorio Ponte di Legno - Tonale

Si tratta della prima realizzazione in assoluto su impianti a fune, un esempio virtuoso di lavoro in sinergia tra S.I.T. S.p.A., la Pontedilegno Ski School a.t.p. e con il sostegno di Fondazione della Comunità Bresciana Onlus. 89


La forza la troviamo nei bambini Articolo a cura di Gabriele Santopietro

Giunti ormai alla quarta stagione dei corsi di hockey e alla terza stagione dei corsi di pattinaggio artistico, possiamo affermare che sarebbe impossibile gestire la nostra associazione senza il sacrificio, il lavoro e l’impegno di tutti i volontari.

Ci vollero anni ma alla fine il progetto si è concluso raggiungendo il massimo delle aspettative.

Oltre all’attività organizzativa classica delle associazioni, la nostra ha in più la gestione privata della pista di pattinaggio, che comporta un ulteriore carico di lavoro e soprattutto di responsabilità nei confronti, sia degli associati della ASD Hockey e pattinaggio Pontedilegno Temù, che nei Comuni di Pontedilegno e Temù che, grazie ai loro contributi, hanno permesso la realizzazione di un sogno ed hanno creduto in noi.

Le competizioni olimpiche di pattinaggio su ghiaccio si svolgeranno a Milano e dintorni ma le strutture attualmente sono poche e non ancora all’altezza.

Non lo definiamo ancora “il grande sogno”. Questa frase già sentita che preannunciava l’ampliamento degli impianti sciistici, che tra l’atro hanno abbondantemente soddisfatto le esigenze della località e dei turisti, ci ricorda quando tutti noi aspettavamo con trepidazione il collegamento e l’ampliamento del demanio.

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Ora per noi “il grande sogno” è vedere un palazzo del ghiaccio e chissà se l’Olimpiade Milano Cortina 2026 potrà stimolarne la realizzazione.

Gli atleti olimpionici che saranno indicativamente 90 atleti/e per le specialità di figura e circa 13 squadre di hockey - altri 260 atleti - necessiteranno di molte strutture per gli allenamenti e i pochi palazzi milanesi saranno quasi completamente impegnati per le competizioni. Pontedilegno è a soli 166km da Milano e l’ipotesi di vedere qualche atleta di figura e qualche squadra è abbondantemente realistica. Sogni a parte, ritornando alla nostra attuale realtà,


al Palaghiaccio di Temù, una nutrita squadra di volontari si da’ da fare 6 mesi all’anno per consentire ai nostri ragazzi e ragazze di pattinare e di cimentarsi nelle prime competizioni agonistiche. Eh sì, perché la nostra pista di ghiaccio artificiale non ha una dimora fissa e pertanto deve essere smontata in primavera e rimontata in autunno, il che implica ovviamente tantissime ore di lavoro con un importante impiego di persone e mezzi. Si parla di circa tre settimane di dedizione, tra associati e non, che al temine del loro lavoro privato danno un fondamentale contributo. La mole di lavoro è a volte scoraggiante, soprattutto all’inizio dei lavori. Poi, come per magia, arriva il primo getto d’acqua per far nascere il nuovo ghiaccio: si sentono la prime lame scalfire il ghiaccio e si odono i primi schiamazzi e risate di bambini e ragazzi ed è proprio in questo momento che le fatiche svaniscono... sempre per magia! Ma il lavoro continua e la macchina organizzativa è sempre in movimento per preparare tutta l’attività sportiva ed agonistica degli oltre 100 bambini che frequentano i vari corsi e discipline richiedendo molta presenza e dedizione, una fatica che viene ampiamente ripagata trovando stimoli, forze ed

energia nelle soddisfazioni che gli atleti ci danno con il loro impegno ed i continui miglioramenti. Naturalmente tutto ciò è possibile soprattutto per l’aiuto di ogni singola persona, che in forma del tutto gratuita, impiega il proprio tempo prezioso per noi: un grazie davvero di cuore non sarà mai abbastanza! La nostra forza siete voi!

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ARTICOLI SPORT INVERNALI Rubrica a cura di Dimitri Veclani

Tecnologie delle Aziende Dalbello è una azienda italiana specializzata nella realizzazione di scarponi da sci, fondata nel 1974 dal Signor Dalbello, un vero calzolaio Veneto. Oggi Dalbello, fa parte del gruppo MDV, MarkerDalbello-Volkl. Lo stabilimento produttivo, i laboratori di progettazione - design e gli uffici amministrativi sono situati ai piedi delle montagne , nel paese di Asolo (TV), i nostri prodotti, possono vantarsi del marchio Made in Italy al 100%. Tutti i produttori di scarponi da sci, sono sempre alla ricerca di materiali e costruzioni innovative, con l’obbiettivo di ridurre i pesi, miglioramento delle performance e confort.

In questo articolo, vorrei parlare delle nuove tecnologie costruttive, utilizzate per i modelli Dalbello DS e DS Woman , e del nuovo sistema suola e attacco “ Gripwalk ”. Per migliorare la trasmissione della potenza, prestazioni, confort e riduzione dei pesi, Dalbello ha inventato la bi- iniezione Powercage, la più grossa novità presente a livello tecnologico nella linea DS. L’idea è di aggiungere allo scafo dello scarpone, costituito da plastica in poliuretano, tramite una bi-iniezione, una gabbia esterna di rinforzo in materiale più rigido, come fosse lo scheletro portante di un palazzo. La struttura asimmetrica della gabbia, supporta una distribuzione ottimale di tutte le forze, eliminando quasi completamente la deformazione dello scafo, migliorando la performance tecnica . La flessibilità della scarpa, risulta molto progressiva e lineare, offrendo all’utilizzatore un pieno controllo in tutte le situazioni, in particolare modo, ad alte velocità o su terreni di pista sconnessi. Alto benefit di questa costruzione a gabbia, è la riduzione del peso, ottenibile grazie alla possibilità di potere ridurre lo spessore delle plastica poliuretanica nelle aree dello scafo e del gambetto, rinforzati, come già detto, dalla bi-iniezione della struttura a gabbia.

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In fine vorrei parlare della nuova tecnologia GripWalk, prodotto molto importante sotto l’aspetto di sicurezza e confort dello sciatore. Da sempre gli attacchi e gli scarponi da alpinismo, sono famosi per fornire un migliore confort in fase di camminata rispetto agli scarponi da sci alpino. Ma ora, un elemento costituente di questo vantaggio è stato trasferito al mondo dello sci alpino: si chiama GripWalk, permetterà allo sciatore di camminare con gli scarponi nel parcheggio, al rifugio o nei trasferimenti tra casa e piste in un modo sicuro e comodo.

La suola dello scarpone - punta e tacco - è formata da una innovativa mescola di gomma di alta qualità che migliora nettamente le caratteristiche di anti scivolo. Inoltre, sono presenti anche delle zone differenziate a densità più dura, queste permetteranno di mantenere inalterate le trasmissioni di forze tra scarpa e attacco e le caratteristiche di sicurezza in caso di sgancio a causa cadute rispetto alle suole tradizionali. Altro aspetto importante, è lo spessore e il profilo della punta di queste suole, nella parte finale è più sottile e curva verso l’alto, questo permette un’ottima rullata dello scarpone in fase di camminata, per intenderci, non cammineremo più come dei pinguini a piede piatto o sui talloni, rischiando cadute a volte molto pericolose. In fine, vi ricordo, per chi acquisterà scarponi dotati di suole GripWalk o per chi monterà questo prodotto sul suo scarpone, li dovrà utilizzare esclusivamente su attacchi compatibili con questo nuovo sistema, identificabile tramite un adesivo posizionato sul puntale dell’attacco stesso, che potrà essere utilizzato anche con le suole tradizionali da sci alpino. Tutte le aziende produttrici di attacchi, hanno aderito a questo nuovo standar. Ad oggi una grossa parte degli attacchi in commercio prodotti negli ultimi due anni sono già a norma per potere essere utilizzati con questa innovazione. 93


MOUNTAIN LIFE STYLE Rubrica a cura di Emilia - Atelier Parfume

Wool Mon Amour! Tessuti e colori della moda invernale stagione 2019/2020

Grande classico per questo inverno si propone ancora più sonante: la lana. Dalla lana di pecora, al mohair e all’angora per passare alla labswool ci aspetta un viaggio straordinario alla riscoperta di questa fibra capace di avvolgerci in una sensazione che riporta la mente nei luoghi del cuore.

ma anche leggermente ampio con il collo reverse. Dalle donna ‘19/‘20 l’abito in maglia “ibrido”, cioè fasciante ed avvolgente con vari strati. Proposto come soluzione pratica e glam per affrontare tutti i giorni della settimana, con un paio di stivali al ginocchio effetto snake consente di stupire anche in ufficio.

Pregiata e calda, caratterizzata da onde sottili e filati soffici la ritroviamo nelle collezioni di questa stagione pronta a dare forma a tutti i capi di un outfit caldo e soffice: dal cappello alle scarpe, senza dimenticare di circondarci con la sua fragranza.

Altro pezzo che non può mancare nel guardaroba, torna grande protagonista dell’inverno il cardigan. Il classico maglione di lana con bottoni frontali esce dai vecchi bauli per ripresentarsi colorato, ricamato, stampato e con le frange. >>

Con note di cachemire miste ad un oud sofisticato la lana ci porta a nuove esplorazioni olfattive. Con un cuore speziato intenso le note della lana pregiata delle Schetland abbinate al legno di cedro, per esempio proposto nelle fragranze di Atkinson, coinvolge i nostri sensi trasportandoci subito in un mondo soffice ma mai banale. Di lana bouclè imperversa anche per il 2020 il Teddy Bear coat, capo spalla estramamente versatile. Fashion tips: lo si può abbinare a un look elegante o portato con dei jeans e sneakers bianche per uno stile più sportivo. Il cappotto di tendenza ci viene proposto dalle griffe più prestigiose in versione oversize in doppiopetto;

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>> Da portare a contrasto su abiti leggeri dalle trasparenze sensuali o corto e attillatissimo stile anni ‘90 non mancherà di sprigionare il suo emblematico effetto cocoon. A conquistare le passerelle non poteva mancare il maglione a collo alto: simbolo della cultura pop e della swinging London, oggi grande passpartout per affrontare le giornate fredde. Possiamo indossarlo sotto giacche dal taglio maschile, sotto al trench o a un abito sartoriale. Per una tenue più grintosa un dolcevita in lana spessa a trecce, con altre decorazioni, portato con il jeans darà l’effetto desiderato.

Il look monochrome diventa un must, in grado di dar vita ad outfit ricercatissimi e di grande personalità, formato da sovrapposizioni con piccole impercettibili variazioni di colore. Nota di colore più vivace il ritorno del rosso. Nella sua versione Merlot, “rotondo e morbido”, al rosso Chili che accende qualsiasi occasione. L’arancione imperversa sprigionando tutta la sua energia, dandoci la carica giusta per combattere le temperature più basse. Oltre a vederla nella versione knitwear, la tonalità fiammeggiante si propone anche su caldi capotti versione maxi e ad esaltare abiti con piume e ruches. In qualsiasi tonalità si voglia, forma e texture la lana sarà la nostra compagna fedele per delle coccole di benessere in questo inverno.

Veniamo ora alla palette di colori con cui si tingerà questo inverno. Il fashion diktat delle passerelle non lascia alcun dubbio, sarà una stagione alternata principalmente da nuance neutre ma con qualche infiltrazione di colori pieni ed energici. Dal nude al beige, dal cammello e caramello per scalare la tabella cromatica passando dal color carne al tabacco. Tinte naturali che si prestano a donare alla lana luminosità ed eleganza assolutamente attuali. 97


LE VALLI INCANTATE Rubrica a cura di Fabio Sandrini

Viaggio nella Val Narcanello, la timida custode del Ghiacciaio Pisgana Sono molte le montagne che circondano imponenti la lunga e selvaggia Val Narcanello. Sulla sinistra idrografica tutta la ripida catena Corno d’AolaSalimmo-Calotta, mentre sulla destra quella del Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana. A chiudere la testata una moltitudine di vette tra cui spiccano il Monte Frati, la Punta Venerocolo, la Cima Venezia, il Monte Mandrone e il Corno di Bedole. La quota sul livello del mare di tutte queste cime oscilla tra i 3100 e i 3350, metro più, metro meno. Questo eccezionale arco montuoso racchiude in sé uno dei ghiacciai più tormentati e frequentati dell’intero gruppo adamellino. La toponomastica lo suddivide in due rami: il Pisgana Est, detto

anche Pisganino, e il Pisgana Ovest. Sono due veri gioielli, non solo per la bellezza paesaggistica e naturale, non solo per il valore storico, ma anche per la riserva idrica che ogni anno trattengono e ci danno in dono. La testata del Pisgana con i suoi numerosi valichi che conducono tra le altre in Val di Genova e in Val d’Avio è uno dei confini più belli e naturali del Ghiacciaio dell’Adamello. Salendo su una delle cime che chiudono la valle al visitatore si mostra in tutto il suo fascino il più grande ghiacciaio delle Alpi Italiane. Si chiama Pian di Neve, 16kmq di ghiaccio, anche esso in lento e inesorabile declino. Spiccano le cime dell’Adamello, del Corno Bianco, in lontananza del Dosson di Genova e di Cresta Croce nonché delle Lobbie. Lo sguardo è come non avesse limiti; tutto sembra perdersi in un mare di ghiaccio, neve e roccia. Dal versante opposto, ai piedi delle cime, vediamo nascere e morire il Ghiacciaio Pisgana. Quando guardo le vecchie fotografie di mio padre che ritraggono il ghiacciaio in tutto il suo antico splendore e le confronto con quelle odierne mi assale un senso di malinconia. Sono comparsi nuovi laghi, i seracchi terminali di una volta sono ormai un lontano ricordo, le pareti di granito al contorno hanno vissuto una modifica costante dei profili e delle forme. Tutto è cambiato.

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Ghiacciaio Pisgana da Punta Venerocolo - Fotografie di Fabio Sandrini

Quello che era un tempo oggi è solo un ricordo. Un lago incastonato nel fondo valle ne decretava già solo qualche decennio fa la triste fine; oggi i ghiacci sono ancora più in alto e li divide dal bacino un altro piccolo lago e decine di metri di roccia montonata. Qui nasce il Narcanello che a Ponte di Legno confluendo con il Frigidolfo origina l’Oglio. Il paesaggio è lunare, non si vedono segni di civilizzazione; si respira il senso di isolamento e distanza da ogni costruzione umana. Nascosto sulla sella che collega le cime Calotta e Salimmo troviamo infatti solo il bivacco Regosa, l’unico riparo artificiale accessibile dalla zona. I ghiacci nonostante non facciano più da protagonisti hanno tuttavia inciso la loro antica firma sulle rocce che scendono verso valle. Sono evidenti le capacità di erosione dovute allo scivolamento del ghiacciaio. Placche lisce e meravigliose di tonalite costellano i versanti; i numerosi salti danno origine a cascate dal fascino incredibile,

una delle quali, con il frastuono generato dal salto dell’acqua, è l’unica fonte di rumore dell’intera valle. Visitare questi lontani luoghi d’inverno e in primavera regala emozionanti sciate e panorami mozzafiato, non a caso è uno dei tour scialpinistici più belli e famosi del gruppo adamellino, percorso dalla competizione scialpinistica internazionale Adamello Ski Raid. Sono oltre 2000 metri di dislivello per scendere dalle cime al fondo valle in località Sozzine. In prima estate popolano invece il paesaggio rododendri in fiore, ranuncoli, linarie alpine, fioriture di arnica e moltitudini varietà di licheni. Dopo una seconda cascata incontriamo un’antica piana glaciale suggestiva e dal fascino misterioso. La sabbia, risultato di secoli di erosione, ricorda una spiaggia marina. Le acque cristalline sgorgano da ogni dove originando anse e piccole pozze piene di vita. Qualche centinaio di metri dopo troviamo sulla sinistra una piccola captazione idrica facente >>

Il Lago del Pisgana

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Adamello da Cima Venezia


>> parte della centrale idroelettrica di Sonico, da cui origina una vera e propria strada costruita per scopi idroelettrici. Segue un acquedotto e man mano che si prosegue la discesa il paese di Ponte di Legno si fa sempre più vicino. Verso destra la bellissima catena del Lagoscuro con ben evidenti la Capanna omonima e le famose passerelle. Dalla strada parte un vecchio e selvaggio sentiero che con percorso spettacolare risale fino al Passo Castellaccio e quindi alla conca Presena. Sulle pendici del Corno d’Aola invece ripidi canaloni e scoscesi e inaccessibili versanti. Si giunge poi in località Plas dell’Orto. Da qui ai tempi della Grande Guerra partiva la teleferica diretta alla Cittadella di Passo Lagoscuro. Con qualche tornante la strada porta alle baite di Sozzine, nei pressi della pista da sci Pegrà che discende dal Passo Tonale. La solitudine e la grandiosità dell’ambiente di alta montagna che fino a qualche ora prima ci cullavano come madri calorose lasciano quindi spazio a ristoranti, centri benessere, parchi, piste sportive e prati visitati in ogni stagione da migliaia di turisti in cerca di un piccolo spazio dove trascorrere una giornata di riposo. D’inverno il fondo valle si trasforma in un eccezionale stadio di sci di fondo oltre che in un collegamento vitale del comprensorio sciistico per via dell’impianto di risalita che sale verso il Corno d’Aola. La magia della montagna e qui in particolare della Val Narcanello è soprattutto questa: in pochi

metri i viaggiatori e i sognatori possono passare dal frastuono del turismo più commerciale alla vera e pura essenza che dovrebbe regnare incontrastata in montagna. Contemplazione, silenzio, stupore e consapevolezza di quanto fortunati possiamo essere nel vivere e osservare con i nostri occhi tali spettacoli della Natura. Un’utopia, purtroppo, oggi relegata solo a pochi e lontani luoghi. Questi ultimi vanno rispettati e tutelati. Come? Non servono ordinanze o decreti, sono sufficienti buon senso da parte del visitatore e amore per la montagna per coloro che la utilizzano per i propri scopi. Portiamo a valle i nostri rifiuti, non deturpiamo ulteriormente il paesaggio con costruzioni o altro. Lasciamo tutto così come è. Le generazioni future ci ringrazieranno e saremo ricordati come anello forte della catena che qui nella nostra amata Val Camonica vive e si meraviglia dello spettacolo che la Natura è capace di regalarci.

Seracco del Pisgana

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CULTURA

Rubrica a cura di Edoardo Nonelli

Mirella Cultura: oltre dieci anni di attività per il territorio Il 2019 per l’associazione Mirella Cultura è stato un anno molto particolare. Si festeggia il decimo anniversario di attività del concorso Pontedilegno poesia e si prosegue il programma indirizzato alla valorizzazione degli aspetti culturali denominato “Una montagna di cultura…la cultura in montagna” giunto quest’anno alla quinta edizione. Anche per quest’anno un programma molto ricco di iniziative che hanno coinvolto personaggi del mondo culturale e non solo, promuovendo il consolidamento di nuove e vecchie tematiche

culturali che hanno fatto di Pontedilegno un punto di riferimento per questi argomenti a livelli molto significativi nel contesto nazionale. Per la decima edizione del concorso nazionale di poesia si modifica la data, prevedendo l’iniziativa all’inizio delle attività estive dell’associazione e non a chiusura. Per il decennale sono stati invitati tutti i poeti che hanno avuto un ruolo di primo piano in questi anni di attività, contribuendo alla crescita sia del concorso che delle attività connesse. L’apertura si è tenuta nella chiesetta di San Rocco a Santa Apollonia in una serata dedicata alla poesia in compagnia di tanti amici poeti che hanno avuto la possibilità di ricordare i più bei momenti di questi dieci anni e della realizzazione dei totem. L’iniziativa fu sostenuta dal Comune di Ponte di Legno, che può vantare l’occasione di aver dedicato alla poesia un itinerario a tema lungo le vie del paese, avviando un percorso poetico di grande visibilità ed importanza. La chiusura del concorso, si è tenuta domenica 4 agosto con la partecipazione di un folto pubblico che ha potuto, oltre ai poeti premiati, assistere alla assegnazione di altri importanti riconoscimenti.

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Il premio Pontedilegno poesia è stato vinto dal poeta Massimo Migliorati, mentre il premio alla carriera 2019 è stato assegnato al veterano della poesia nazionale, Gianpiero Neri. Ha riscosso molto interesse e consensi il premio Mirella cultura assegnato quest’anno a Giuseppe Guzzetti, personaggio di riferimento per molti anni di Regione Lombardia come presidente dal 1979 al 1987, senatore per due legislature, per 22 anni presidente della fondazione Cariplo che in questo lungo periodo ha finanziato 30 mila progetti in campo sociale, ambientale, artistico, culturale con una particolare attenzione alle categorie più deboli. Un riconoscimento molto meritato per il suo lungo impegno nelle istituzioni. Anche se il Concorso ha sottolineato l’importanza delle iniziative promosse da Mirella Cultura,

sono da evidenziare l’interesse degli argomenti e dei personaggi intervenuti nelle altre proposte della stagione estiva: il nono totem della poesia, collocato all’inizio dell’isola pedonale, contiene una poesia del poeta bergamasco Mario Rondi, dedicata al “vento” con il testo dal titolo “cavalier del vento”. Le altre iniziative hanno avuto inizio con il concerto di Pasqua, tenuto nella chiesa parrocchiale dall’organista Maria Luisa Veneziano, continuando poi nel mese di agosto con serate dedicate alle attività di Monsignor Giovanni d’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno. Di seguito, una giornata dedicata a Tarcisio Persegona per le sue 550 salite al Gavia e l’inaugurazione del monumento a lui dedicato, realizzato da Edoardo Nonelli. >>

Monumento per Tarcisio Persegona - Foto di Cristian Zuelli

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con pianoforte e violino dedicato a Bach che ha ospitato i nomi internazionali della musica con la partecipazione di Ramin Bahrami, Guido e Giulia Rimonda ed il quintetto d’archi della Camera Ducale; la serata con il concerto di pianoforte e violino con Ramin Bahrami e Guido Rimonda; il concerto di ferragosto con Ramin Bahrami e la tavola rotonda con intermezzi musicali con la partecipazione di grandi nomi della musica e della critica musicale dedicata a ”Mozart, il genio sempre giovane - Beethoven, il ribelle – e nonno Bach?”. Le iniziative delle serate dedicate alla musica hanno avuto come sempre una grande partecipazione di pubblico ed hanno attirato l’attenzione della stampa, televisioni e web per la qualità sia dei musicisti che del programma.

>> Altri eventi degni di nota sono stati: la serata con Mario Lauro dedicata all’Etiopia; la giornata dedicata a Sveno Faustinelli con la celebrazione della S. Messa del Cardinale Giovan Battista Re nella chiesetta di Case di Viso, seguita dal concerto “il classico incontra il Jazz”. Infine una serata con la giornalista e scrittrice Emanuela Audisio che ha presentato il suo docufilm “1968 sport e revolition” dedicato alle olimpiadi di città del Messico, che ha avuto il riconoscimento Sport Media Award 2019. Un’ attività intensa che ha consentito collaborazioni con la Pro Loco di Pontedilegno ed il Comune, auspicando anche per il futuro una più intensa condivisione organizzativa per arricchire sempre più le iniziative estive da dedicare al flusso turistico ed ai dalignesi. Ma l’appuntamento più atteso, che prosegue le serate musicali presenti per diversi decenni nei programmi estivi di Pontedilegno, sono le serate dedicate ai concerti. Anche quest’anno le iniziative musicali che hanno trovato luogo “in montagna con Bach” hanno consentito a tanti appassionali di seguire i concerti del pianista Francois-Joel Thiollier; la serata 106

Anche per il 2019 Pontedilegno Mirella Cultura ha potuto dare al paese un programma di iniziative di elevato valore e di significativa qualità di ospiti che hanno partecipato; l’auspicio è la prosecuzione di queste attività anche per i prossimi anni, conservando una qualità di eccellenza che il paese ha saputo meritarsi in tanti anni di intensa promozione della località attraverso le proposte di tanti decenni e la disponibilità di tante persone che hanno dedicato risorse e tempo per questo scopo.


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ALPINE INTERIOR DESIGN Rubrica a cura dell’Interior Designer Chiara Laffranchini

Progettare in alta montagna Tradizione e Innovazione nella progettazione di una casa di montagna

In molti sognano di possedere una piccola casa di montagna, dove poter trascorrere piacevoli momenti di relax, da soli, in famiglia o con gli amici. La casa in montagna per molti rappresenta un luogo in cui rifugiarsi, per allontanarsi anche solo per qualche giorno dal caos e dalla frenesia della città. Quando si pensa ad una casa in montagna, non si può non immaginare un arredo che dialoghi con il contesto circostante, fatto di natura, ma anche di tradizione. Un progettista deve porsi in un’ottica di estremo rispetto delle tradizioni del luogo, senza però rinunciare ad elementi di innovazione, più legati agli standard del vivere contemporaneo. Nella scelta dei rivestimenti è importante prediligere materiali naturali, facilmente reperibili in loco, capaci di creare un continuum con la natura, indiscussa protagonista del contesto alpino. Legno, pietra, ferro e lana rivestono ambienti dall’atmosfera semplice e conviviale, che favoriscono la condivisione, durante i diversi momenti della giornata. >>

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>> Altro elemento fondamentale di una casa in montagna è rappresentato dal fuoco, nella veste tradizionale del camino o della stufa a legna, fulcro attorno al quale ruotano le relazioni conviviali, intime e familiari, ma anche i momenti di benessere e relax individuali.

centimetro a disposizione.

Nella progettazione degli spazi, in particolare nei casi di metrature ridotte, è importante l’ottimizzazione; è preferibile scegliere pochi mobili, ma su misura, in modo da sfruttare ogni

Nella decorazione e nella scelta dei componenti d’arredo è consigliabile optare per elementi che parlino della storia e della cultura locale, in modo da rafforzare ulteriormente il collegamento con

Commissionare arredi su misura e non selezionare elementi di arredo prodotti in serie, promuove l’artigianato locale e rappresenta un approccio più sostenibile all’interior design.


l’ambiente e il contesto in cui si è immersi. Sono quindi ideali stampe o oggetti alle pareti che riportano a scene e usanze della tradizione. Infine è fondamentale “vestire” i diversi ambienti della casa con tessuti caldi e pesanti, perfetti in una pungente serata invernale. Da un punto di vista architettonico, le piccole aperture in facciata, tipiche delle tradizionali abitazioni rurali, ove possibile lasciano il posto a

grandi vetrate, che incorniciano il paesaggio e ne amplificano la percezione, creando un filo diretto tra interno ed esterno, in una sorta di continuità. In conclusione, che si tratti di uno chalet rustico o di una casa dal gusto più contemporaneo, le parole chiave di un progetto in alta montagna sono confort e benessere: spazi caldi ed accoglienti, in cui riprendere fiato dalla vita frenetica della città e passare momenti di qualità, in compagnia di famiglia ed amici.

Rendering di Chiara Laffranchini


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I NOSTRI AMICI CANI

Rubrica a cura della Dott.ssa Anita Croon - Veterinaria

Magica neve Meraviglia, stupore, bellezza, silenzio, quanto è unica tutte le volte una semplice nevicata e ciò che la rende ancora più speciale è che sembrano increduli anche i nostri amici a quattro zampe. Sì, i cani amano la neve. A volte con fare guardingo la annusano, la leccano e dopo i primi brevi istanti di meraviglia si scatenano e corrono a zig zag con gioia incontenibile, ci si rotolano, la mangiano e scavano buche per raggiungere quel odore nascosto là sotto, che hanno fiutato nonostante la coltre bianca che lo ricopre. Ma perché amano così tanto la neve? Gli esperti in etologia elencano molteplici motivi, tra cui quelli legati al forte stimolo dei sensi e alla sfera ludica. La neve stimola in modo inconsueto i sensi molto sviluppati dei cani perché rende il loro ambiente diverso dal solito, nuovo e tutto da scoprire. Le tracce visibili a volte recenti attirano l’attenzione e stimolano alla ricerca di odori che si mescolano e sovrappongono. L’aspetto ludico è forse però quello più coinvolgente. Quel senso di freschezza sulla pelliccia calda dà come una sferzata di energia e il gioco con altri cani si trasforma in una serie di salti e cadute attutite dall’atterraggio morbido nella neve. Un’occasione imperdibile anche perché il gioco per il cane è importante e contribuisce al suo sviluppo psico-fisico. 114

Ma come sempre non si può generalizzare. Alcuni cani non appena avvertono sotto ai polpastrelli quella coltre fredda, sollevano la zampetta e cercano riparo dove non c’è neve. Di solito vale per le razze basse, col pelo poco folto o senza sottopelo. Oppure basta anche un’esperienza negativa come una scivolata sul ghiaccio, un taglio nei polpastrelli per dissuadere il cane a uscire. Anche il cane anziano forse la amava tanto, ma ora la neve può rendere la sua deambulazione più difficile e dolorosa. Le zampe dei cani sono molto vascolarizzate e per questo belle calde al tatto. Questo certamente li aiuta. Ma se dovessero tagliarsi spesso i polpastrelli, si possono coprire con un po’ di vasellina prima di uscire per proteggerli. Questa inoltre aiuta a evitare la formazione di fastisiosissimi grumi di neve tra le dita, cosa che si può prevenire accorciando bene il pelo sulle zampe. Ci sono ovviamente cani che vivono a contatto con la neve quasi tutto l’anno e l’abitudine sfuma


notevolmente quel senso di curiosità e l’eccitazione al primo contatto. Anzi dovendo anche dormire fuori di notte la priorità non è più il gioco ma starsene bene acciambellati per non disperdere il calore. Frequentissima è la tendenza a mangiare la neve, atteggiamento da mettere in relazione al desiderio di conoscere meglio il nuovo elemento oppure per la piacevole sensazione di freschezza associata all’ingestione della morbida sostanza bianca. Non è un problema affinché non ne ingeriscano troppa. In effetti può creare l’insorgenza di irritazione e congestione dello stomaco e intestino con conseguente vomito e diarrea. Cerchiamo quindi di tenerli un po’ osservati e distrarli per interrompere questo comportamento.

L’uomo ha inventato alcune razze, le ha selezionate per esaltarne le caratteristiche e quindi ricordiamoci che non tutte se la spassano bene al freddo. Pinscher, Chihuahua, Maltesi, Bolognesi Barboncini... generalmente i cani piccoli con pelo raso e assente sottopelo sono più delicati e necessitano di essere protetti con un cappotto.​ Godiamoci una bella passeggiata adesso e ricordiamoci che spesso basta solo il buon senso e tanti problemi non si pongono neanche o si risolvono subito. Un mio professore all’università diceva simpaticamente: i cani sono un po’ come i bambini piccoli. Non parlano ma si fanno capire e a volta basta un po’ d’attenzione e spirito di osservazione per capire tante cose!

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PAROLA DI AVVOCATO

Rubrica a cura dell’Avvocato Maffeo Damioli e Cristiana Lissidini

Acqua: diritto universale La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo pone l’acqua al centro di un diritto fondamentale dell’umanità; qualificandola come oggetto dell’estensione del diritto fondamentale alla vita. Nel nostro Stato la normazione dell’acqua e della sua gestione ha da sempre vissuto un percorso tormentato dai quali ha preso vita un corpus giuridico assai confuso. Il primo intervento normativo in materia risale ad un regio decreto del 1933 che ha previsto il carattere pubblico dell’acqua così assegnandone la proprietà e l’uso esclusivi allo Stato. Un nuovo passo è stato segnato nel 1994 con l’entrata in vigore della “legge Galli”: sull’onda del mutato atteggiamento dello stato centrale quale soggetto economico nell’ambito di ogni forma di attività lucrosa, infatti, si apre un nuovo scenario in materia, ispirato ad una gestione delle acque maggiormente efficiente secondo le logiche del local government. In quest’ottica la legge ha istituito gli ambiti territoriali ottimali (ATO): settori o fasce territoriali ritenuti meglio adeguati alla fornitura del servizio idrico e maggiormente rispondenti alla ricerca della migliore prestazione in termini di efficienza e qualità. Nel 2006 ha preso vita l’attuale forma di gestione delle risorse idriche tramite l’emanazione del codice dell’ambiente. Tra le autorità che regolano il ciclo idrico vi è Arera, che per raggiungere l’obiettivo di assicurare un assetto più concorrenziale del mercato, stabilisce i criteri per la determinazione della tariffa da applicare all’utilizzo dell’acqua a livello nazionale.

Gestione e distribuzione dell’acqua non completamente gratuite, secondo questa logica, sono sinonimo di minori sprechi; ciò ponendo sempre in debita considerazione che la diversa conformazione morfologica dei luoghi in cui opera il servizio idrico integrato debba necessariamente influire sul prezzo dell’acqua.​Quest’ultimo specifico aspetto ha suscitato diverse perplessità e più punti di vista in ragione della diversa reperibilità dell’acqua a seconda della peculiare collocazione di una specifica località. Analizzando la ratio sottesa agli ATO, è spontaneo e doveroso chiedersi se non sia più opportuno istituire degli ATO autonomi in quelle aree geografiche che presentano una più immediata reperibilità della risorsa idrica e che sono dotate di impianti predisposti alla fornitura del servizio, senza arrecare alcun svantaggio funzionale agli altri ambiti territoriali. Peraltro questi territori (che vedono applicata la medesima tariffa degli altri comuni rientranti nell’ATO), pur fornendo un maggiore apporto al servizio idrico in termini di quantità e sostenendo ben più elevati rischi derivanti dalla maggior vicinanza agli impianti, sono spesso già svantaggiati per la loro collocazione al di fuori dalle città e dunque più lontani dai centri di erogazione e fruizione di molti altri servizi. Ci si chiede quindi se sia auspicabile e proficuo un ulteriore maggior decentramento della gestione del servizio idrico con conseguente riduzione dei costi in un’ottica di buon senso e maggior adeguatezza rispetto al territorio? 117


PAROLA DI PSICOLOGA

Rubrica a cura della Dott.ssa Laura G. Donati - Psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Superare i traumi: la tecnica dell’EMDR Nella pratica psicologica è necessaria una formazione continua, negli ultimi anni ho approfondito la tematica della psico traumatologia e mi piacerebbe condividere ciò che ho appreso riguardo una tecnica molto efficace per affrontare i traumi psicologici irrisolti.

per il trattamento del trauma, che si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica. É una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o stressanti dal punto di vista emotivo.

Cos’è il trauma psicologico?

Dopo varie sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono cioè la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento. I pensieri intrusivi si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico; le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità. Il trauma può così definirsi “risolto”.

Sono state date molte definizioni, ma per semplificare il significato, ci può venire in aiuto l’etimologia stessa della parola: “ferita” dal greco. Il trauma psicologico può essere definito come una “ferita dell’anima”, come qualcosa che rompe il consueto modo di vivere e vedere il mondo, che ha un impatto negativo sulla persona che lo vive. L’essere vittima di un evento traumatico porta a conseguenze che possono essere riscontrabili a livello emotivo e corporeo: avvengono una serie di reazioni di stress fisiologiche, che nel 70% dei casi tendono a risolversi naturalmente senza un intervento specialistico. Cosa succede quando questo non avviene? Alcune persone continuano a soffrire per un evento traumatico anche a distanza di moltissimo tempo dall’evento stesso. Spesso riprovano le stesse sensazioni e angosciose, per questo non riescono a condurre una vita soddisfacente. L’EMDR è un approccio terapeutico utilizzato 118

Concludendo: di cosa abbiamo bisogno quando subiamo un’esperienza traumatica? 1. È importante considerare il fatto di aver bisogno di un aiuto di una persona di fiducia, con cui parlare, per superare il momento. 2. Cercare di mantenere la routine quotidiana, come l’attività lavorativa. 3. Essere consapevoli del fatto che le reazioni e le emozioni sono forti. 4. Darsi il tempo necessario per riguadagnare le proprie forze. ..e se ciò non basta affidarsi ad un terapeuta formato nella tecnica dell’EMDR! info@psicolgadonati.it | CEL 331 168 72 18


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LA CULTURA DEL CIBO

Rubrica a cura della Dott.ssa Ivana Govi Biologa - Master in Nutrizione umana nel soggetto sano e patologico

Torta di Sangue Il giorno in cui i contadini uccidevano il maiale, era consuetudine preparare un dolce particolare fatto con il sangue fresco del porcello, farina, zucchero, uova e mele. Lo stesso giorno venivano confezionati anche i sanguinacci, ovvero i sanguinì. Si tratta di salamelle di sangue mescolato alla carne tritata e grasso. Questi alimenti li troviamo nella tradizione dell’Alta Valle Camonica, come in tutta l’Italia contadina. Ma non sempre è stato così. Mangiare simili alimenti, nei primi secoli del cristianesimo, sarebbe stato inconcepibile. Infatti, inizialmente, i cristiani condividevano con gli ebrei la proibizione biblica di consumare il sangue. Gli apostoli raccomandavano ai fedeli di astenersi dalle carni e dal sangue di animali soffocati. Probabilmente ciò per non urtare la sensibilità

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degli ebrei che dovevano attenersi a tale regola e che si stavano avvicinando alla nuova religione. Gradualmente, tuttavia, i cristiani cominciarono a disattendere questo divieto. Nel Quarto secolo d.C., Sant’Agostino menziona il precetto come qualcosa di superato e interpreta l’astensione dal sangue come una indicazione di tipo igienico. Tuttavia, nei libri penitenziali dell’alto Medioevo, in cui per ogni colpa vi era la relativa penitenza, si menzionava ancora la proibizione di mangiare carne e sangue di animali morti soffocati. Nel frattempo, si moltiplicavano le trasgressioni, a volte addirittura autorizzate. È il caso della Spagna nell’Ottavo secolo, durante l’invasione mussulmana. I vescovi permettevano ai fedeli di consumare la carne ed il sangue, per


distinguersi dalla cultura islamica che ne vietava l’utilizzo. Ciò valeva anche verso gli ebrei, con cui gli spagnoli avevano dei rapporti controversi se non apertamente conflittuali. Papa Adriano I inviò una lettera, dai contenuti aspri, per riprendere i vescovi spagnoli, ma tant’è: la concessione era stata sdoganata.

maiale, con i sanguinacci, diventa la festa per eccellenza della cultura contadina. Non solo; in tale festa si riconosce anche la comunità cristiana, differenziandosi in tal modo da quella ebraica e mussulmana, dove vige ancora la proibizione di consumare la carne di maiale ed il sangue. Fino alla metà del secolo scorso, anche per i contadini dell’Alta Valle la festa del maiale, celebrata in inverno, era un momento sociale di aggregazione a cui invitare parenti e amici. Gli uomini lavoravano tutto il giorno per preparare la carne e gli insaccati ottenuti dal maiale ucciso, mentre le donne lavavano le interiora, che servivano per i salami, preparavano il pasto serale e la torta di sangue. La sera, dopo le fatiche della giornata, si cenava tutti insieme, gustando le pietanze preparate.

Nel 1054 avvenne la frattura fra la Chiesa ortodossa e quella cattolica. Per gli ortodossi la proibizione a mangiare sangue rimarrà fino al XVII secolo. Gradualmente, come accade per molte regole, la consuetudine mantenuta nel tempo portò alla legittimazione del consumo del sangue degli animali uccisi. Già dal Cinquecento, la festa del 123


Il Whisky svelato Articolo a cura di Mauro Felter - Whisky Club Italia

Finalmente a Ponte di Legno! Mentre guardi uno dei caldi, accoglienti locali illuminati, riaffiora il ricordo di un film dove buoni e cattivi sono collegati , oltre che dalla trama, anche da una grande passione: il Whisky. Film con affascinanti personaggi che vivono col bicchiere in mano e che si godono una sorsata di potente liquido color dell’oro, di cui puoi persino percepirne l’aroma attraverso lo schermo.

“Facciamoci un drink” - pensi entrando - ”Vorrei un Whisky, per favore”. Hai ordinato il re dei distillati, un liquido che ha centinaia di anni di storia, che si porta con sé racconti e leggende che hanno ispirato i più grandi scrittori e registi del mondo. Il Barman sorride: “Torbato o non torbato?”- ti fai consigliare - “Le farei assaggiare un torbato dell’isola di Islay, la distilleria galleggiante”.

aggiungere se non: acqua , lieviti e cereali. L’aroma è dato dalla combustione della torba che serve al riscaldamento del cereale nel momento in cui esso comincia a maltare, proprio per bloccarne la germinazione che sarebbe dannosa. L’aroma riesce a sopravvivere fino al bicchiere, passando dalla triturazione alla lievitazione, dalla distillazione fino alla maturazione in botti. “Questo vedo che ne ha 15 di anni” Pare incredibile ma 15 è l’età della goccia più giovane che è stata mescolata. Il distillato deve restare in botte minimo 3 anni per essere chiamato Scotch Whisky ed una delle sue espressioni migliori è il Single Malt, che è un Whisky di malto d’orzo assemblato da varie botti, assolutamente appartenenti alla stessa distilleria, dove sono obbligati a indicare sull’etichetta solo l’età della botte più giovane che hanno usato. Si possono trovare anche bottiglie di Single Malt senza dichiarazione d’età: i cosiddetti N.A.S., cioè No Age Statement. Questo perchè dichiarare un’età troppo giovane potrebbe essere penalizzante per il consumatore e fuorviante anche per l’amatore. Di Sua Maestà il Whisky si può raccontare molto: è una cultura, una passione, una storia di antiche tradizioni che ancora oggi, attualissima, affascina il mondo intero. Osservando il suggestivo paesaggio innevato dalla vetrina, mentre la luce calda del locale si mescola all’ambrato nettare del bicchiere, pensi che ancora una volta Ponte di Legno ti abbia regalato un’emozione!

Nel 1800 sull’isola tutto girava intorno alla torba, che veniva utilizzata per i camini e per la distillazione. Per le vie dei paesi l’aria era impregnata di aroma dei fuochi di torba mescolata all’odore di salsedine, un mix che i master blenders hanno cercato di ricreare in alcuni Whisky per mantenere un carattere puramente isolano. “Ma cosa mettono nel Whisky per dare il sapore di torba?” Parlando di Scotch Whisky, nulla si può

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LE RICETTE DELLA NONNA q.b.

Ricetta di nonna Erminia - Dall’archivio delle Ricette di Antonietta Toloni

Il brasato di nonna Erminia INGREDIENTI 1,5 Kg di Cappello del prete o noce o pesce Pancetta a cubetti Aglio tagliato in 4 pezzi Vino rosso Santoreggia, erba medica e aromatica Sale q.b. Pepe q.b. Olio q.b. PREPARAZIONE Iniziate preparando la carne. Salate e pepate la superficie. Incidete tutta la carne con dei piccoli tagli e inserite all’interno alternatamente gli spicchi d’aglio e la pancetta. Fate soffriggere l’olio e il burro e rosolate la carne a fuoco vivace. Rigiratelo su tutti i lati finché si formerà una crosticina su tutta la superficie. Aggiungete la santoreggia. Sfumate con il vino rosso, corposo e abbondante. Fate cuocere per 2/3 ore circa, a fuoco dolce, bagnandolo ogni tanto con brodo o acqua, se necessario. Quando sarà cotto, tagliatelo a fette e servitelo con il suo sugo, accompagnandolo con purè di patate o polenta.

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LE RICETTE DELLA NONNA Ricetta della Tata Giulia - Dal diario dei ricordi di una sua “allieva“

I Frigaroi di Tata Giulia INGREDIENTI 250 grammi di farina bianca 1 litro di latte Mezzo bicchiere di acqua Sale q.b. Pepe q.b. *gli ingredienti si intendono per 4 persone

PREPARAZIONE Mettete in un pentolino il latte a bollire. Mentre aspettate, mescolate la farina bianca con un pizzico di sale e mezzo bicchiere d’acqua tiepida. Verrà a formarsi un impasto asciutto, quasi secco, e grumoso. Una volta formata la “pastella” versatela lentamente a piccole cucchiaiate nel pentolino del latte, che è ancora sul fuoco. A questo punto abbassate la fiamma e fate procedere la cottura per almeno 10/15 minuti a fuoco lento. Infine servite con una spolverata di pepe nero. 129


LE RICETTE DELLA NONNA Scritta da Felice Longhi - Foto di Tiziano Mochen

La Scarpacia di Vermiglio INGREDIENTI Farina bianca ½ kg 4 Uova 1 cucchiaino di Lievito o dello Strutto Formaggio Trentingrana o nostrano stagionato, quantità a piacere ½ Verza ½ Cavolo cappuccio 2 o 3 Patate Olio d’oliva Sale e Pepe q.b. PREPARAZIONE Cuocere a vapore le verdure. Impastare la farina e le uova come per fare le tagliatelle. Una volta cotte le verdure, schiacciare le patate e impastarle insieme. L’impasto non deve risultare troppo liquido! Regolare di sale e pepe e aggiungere il formaggio. Tirata la pasta col mattarello ricavare dei dischi del diametro di 13/15 cm. Stendere l’impasto di verdura sui dischetti e rialzarne il bordo esterno, “pinzando” la pasta tra pollice e indice. Bagnare il tutto con un filo di olio. Infornare per 10/15 minuti al fine di cuocere la pasta e brunire le verdure. 131


Eravamo quattro amici al bar Articolo a cura di Gustavo Caldinelli - Vezza Bike

Sono passati 11 anni da quanto 4 amici ciclisti, di ritorno da un giro in bici, si sedevano al tavolo per bere la classica birra di fine giro, e tra le chiacchere nasceva la proposta di un gruppo ciclistico che raggruppasse gli appassionati delle due ruote di Vezza d’Oglio, residenti e turisti. Questa idea veniva presa con entusiasmo infatti nacque la Vezza Bike. Da allora abbiamo fatto tante cose ma le più importanti sono: Ruote Sicure e la Valgrande Bike. Ruote sicure è l’evento con il quale vogliamo sensibilizzare i ragazzi delle scuole dell’obbligo sull’importanza di pedalare in sicurezza. Ogni anno, a maggio, li raduniamo presso il Centro Eventi di Vezza d’Oglio per accompagnarli con le loro biciclette sulla bellissima pista ciclabile, e spiegando loro come ci si possa divertire prestando un po’ di attenzione anche alla sicurezza, indossando il caschetto protettivo che può davvero fare la differenza in caso di cadute. E’ questo il motivo per il quale la Vezza Bike, da ormai 11 anni, regala il casco protettivo a tutti i ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo a Vezza d’Oglio. Altro nostro motivo di orgoglio è la Valgrande Bike. Nacque nel lontano 2008 con il nome di Bi-bike della Valpaghera dove univamo due competizioni, una con bici da corsa ed una con Mountain Bike su due percorsi diversi e con un unico arrivo. Dopo qualche anno abbiamo deciso di valorizzare la nostra Val Grande, abbandonando la competizione in bici di corsa per concentrarci sulle mountain bike, mezzo sicuramente più adatto per assaporare le bellezze che offre il nostro territorio. E’ così nata la Valgrande Bike, dapprima come gara in salita con partenza dalla piazza di Vezza d’Oglio e arrivo al bivacco Saverio Occhio, poi con il format attuale, ovvero partenza ed arrivo dalla piazza IV luglio di Vezza d’Oglio e un percorso immerso nei boschi della Valgrande, sconfinando fino al vicino comune di Vione.

Le istituzioni ci sono state da sempre vicino, in testa a tutti il comune di Vezza D’Oglio che ci assicura, da sempre un fondamentale contributo economico, e un prezioso supporto logistico durante le nostre manifestazioni. Non possiamo dimenticare l’aiuto della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni, della sempre presente Protezione Civile di Vione ed Incudine e del Soccorso Alpino V delegazione. La Valgrande Bike è diventata, negli ultimi anni, parte di un circuito di gare ubicate nel territorio bresciano, patrocinato dal CSI Brescia, denominato “Terre Bresciane XC” dove gli atleti si devono contendere il titolo di campione del circuito su 5 prove, che si svolgono in altrettanti comuni della provincia di Brescia, tra cui Vezza d’Oglio con la nostra gara. Nelle scorse edizioni i partecipanti hanno potuto godere della rara bellezza offerta dagli scorci del percorso di gara, una indubbia pubblicità per il nostro territorio in tutta la provincia di Brescia. Ogni anno, dedichiamo una domenica di lavoro al percorso gara per renderlo percorribile dalle mountain bike, facendolo diventare itinerario permanente. Questo è stato possibile anche grazie al prezioso contributo del Consorzio Forestale dei Due Parchi, che ci ha permesso di sistemare anche i tratti più difficili con bellissime passerelle in legno. Presto verrà installata una segnaletica permanente per tracciare il percorso “Valgrande Bike” di cui è già disponibile la traccia gpx reperibile sul nostro sito www.vezzabike.com.

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www.termedipontedilegno.it info@termedipontedilegno.it


COSMESI GREEN

Rubrica a cura della Dottoressa Artemisia Zucchi - Responsabile Produzione Green Cosmetica

Biocosmesi: istruzioni per riconoscere la natura Da un trend partito dalla tavola, si sta affermando sempre più intensamente nella nostra cultura un concetto di cura in chiave green.

Infatti tra le mission perseguite da questo settore, vi è la cura della persona attraverso la salvaguardia del pianeta.

Caratteristica imprescindibile di una cosmesi a km 0 è l’utilizzo di ingredienti biologici nella composizione del prodotto, ovvero l’uso di componenti derivanti esclusivamente dalla natura, senza aggiunta di sostanze artificiali dannose per la persona e cruelty free.

Sicuramente, meno glamour e luccicante, il vantaggio di una scelta bio si riscontra da subito sulla pelle e sull’organismo. I siliconi nocivi e parabeni rientrano tra gli agenti responsabili dell’aggravamento - tra gli altri - del processo di invecchiamento, allergizzazione e sensibilizzazione dell’epidermide. L’abbandono della cosiddetta triade petrolchimica, in favore di formule sostenibili, consente invece un’immediata interazione tra il corpo e il cosmetico. In altre parole, si potrebbe affermare che parlando la stessa lingua l’ingrediente estratto dalla natura e l’organismo possono da subito interagire per lavorare nella stessa direzione. In un settore così saturo di offerte però non è semplice destreggiarsi nella scelta di un prodotto autenticamente bio, senza piuttosto cascare in proposte che si autodefiniscono soltanto nella forma ecofriendly. Per riuscire a distinguere il naturale dal chimico un vademecum per la lettura delle etichette e la lettura delle percentuali si rivelerà indispensabile,

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poichè spesso l’INCI risulta complesso e molto lungo. Infatti, seppur nella descrizione del prodotto è possibile rinvenire ingredienti naturali, è bene verificare che non siano sovrastati da quantità rilevanti di prodotti chimici capaci di frenare l’azione delle loro proprietà. Prima istruzione, semplice ma mai banale, verso una direzione eco: se vi trovate a leggere un’etichetta estremamente lunga, abbandonate la lettura e passate ad altro. Più nello specifico, tenendo presente che gli ingredienti vengono riportati in ordine decrescente, da quello presente in maggior quantità a quello in

minore, se tra i primi trovate nomi come siliconi, parabeni vi trovate ad avere tra le mani elementi altamente chimici. Ulteriore parametro per orientarsi verso una scelta bio, sono le certificazioni. In Italia, quella “naturale” si ottiene con una formulazione di origine naturale per almeno il 98%, e dunque soltanto un eventuale 2% di residuo massimo petrolchimico. La certificazione “eco bio cosmesi” invece, si riferisce a prodotti composti da materie prime provenienti da agricoltura biologica o raccolta spontanea. In entrambi i casi i processi di lavorazione devono rispettare le sostanze funzionali presenti negli ingredienti. Altro strumenti utile per addentrarsi nell’arte del leggere le etichette, è il biodizionario. Si tratta di un portale in cui sono raccolte circa 9000 sostanze alla base di ogni lavorazione cosmetica. Questo elenco, strutturato con una simbologia a semaforo consente di riconoscere il grado del beneficio di ogni singolo ingrediente. Per esempio, ad un componente benefico saranno assegnati due bollini verdi, uno da verificare sarà contrassegnato da due bollini di colore giallo, mentre due bollini rossi significheranno prodotto “inaccettabile”. Tracciate queste brevi linee guida per riconoscere la natura in ogni prodotto che andiamo a mettere a contatto con il nostro corpo, non resta che immergersi in un mood ecofriendly a 360 gradi. 139


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Adamello Magazine n. 22 - Winter Season 2019/2020  

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