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Se un uomo sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno... ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà. H.Camara

E DIT ORIALE

ATTUALITÀ

martedì 19 luglio 2011

VARATE IN FRETTA MISURE CHE NON FRENERANNO LA SPECULAZIONE UNA MANOVRAA SENSO UNICO

Per i dipendenti pubblici una vita lacrime e sangue di Rocco Tritto Non appare né azzardato né difficile ipotizzare che alla fine del 2014, quando dovrebbe (non è casuale l’uso del condizionale) terminare il blocco dei contratti, il potere d’acquisto di salari e stipendi dei dipendenti pubblici avrà perso almeno il 15%. Si tratta di una previsione ottimistica, che spazza via l’estemporanea boutade del ministro Brunetta che, nel corso della famosa conferenza stampa con Tremonti, aveva sostenuto il contrario e cioè che, nonostante il blocco, le paghe dei lavoratori del pubblico impiego non avrebbero perso alcun potere d’acquisto. Il contributo coatto che i dipendenti della pubblica amministrazione dovranno versare per fronteggiare una crisi che altri hanno provocato ammonterà a quasi 3 miliardi di euro. Un altro sostanzioso versamento a fondo perduto dovranno fare i pensionati, che nella maggior parte perderanno la pur misera rivalutazione annua, e quanti saranno costretti a ricorrere alla cure mediche, facendosi carico di iniqui ticket, che non terranno conto neppure delle fasce di reddito. Se dalla manovra ammazzalavoratori, approvata a tempo di record dal Parlamento, finiranno nelle casse dello Stato oltre 80 miliardi di euro (160 mila miliardi di vecchie lire), quasi nulla sarà ascrivibile alla eliminazione di sperperi e privilegi. La “politica” si è ben guardata dal contribuire, come e più di altri, limitandosi a costituire una commissione col compito di avanzare proposte (sic!). In nessuno dei 41 articoli di cui si compone il testo finale della manovra è dato scorgere una sola riga finalizzata a combattere gli sperperi nella P.A. e la sempre più dilagante evasione fiscale. Fenomeni questi - sperperi e evasione fiscale - che sono le vere cause del dissesto.

Il caso

La scure del Governo si abbatte pure sui ricorsi Le pieghe della chilometrica manovra finanziaria continuano a riservare sorprese. Come se non bastasse il blocco dei contratti fino a tutto il 2014 (e salvo ulteriori proroghe), per i lavoratori pubblici è spuntata una salata tassa sui ricorsi, che d’ora in poi dovrà essere versata al momento del deposito del fascicolo in Tribunale. Metà tariffa per i ricorrenti che hanno un reddito lordo annuo non superiore a 31.884,48 euro.

Manovra recessiva e antidemocratica al posto di misure eque per la crescita fallimento imprese e famiglie, che su attacco speculativo. Con la manovra di Adriana Spera La manovra appena varata è iniqua, quei titoli avevano investito. Grazie allo testé varata si poteva far ripartire l'ecorecessiva e antidemocratica perché con strumento delle "vendite allo scoperto", nomia, tornando ad un sistema fiscale la privatizzazione di molti servizi pubbli- gli speculatori scommettono sul valore realmente progressivo, come previsto ci capovolge gli esiti dei recenti referen- di titoli che neppure posseggono e che dall'articolo 53 della Costituzione, dum. Essa è conseguente ad attacchi comprano solo quando i relativi tassi di tanto più che in Italia l'1% possiede speculativi, che mostrano più di un'om- interesse crescono. Un meccanismo quanto il 60% della popolazione meno bra e sui quali sarebbe bene indagare a che fa lievitare il costo del debito pubbli- abbiente. Si doveva, altresì, varare co degli Stati. La deci- una tassa sui grandi patrimoni; tassafondo. Attacchi però che Spesi 3mila miliardi sione europea di re adeguatamente le rendite finanziadimostrano pure l'inadericondurre i bilanci dei rie; combattere realmente l'evasione guatezza dei governi dai governi europei propri Stati al pareg- fiscale; cancellare tutti quegli strumeneuropei che, dall'esploper salvare le banche gio entro il 2014 non ti finanziari, come le "vendite allo scosione della crisi, hanno speso circa 3.000 mld per senza varare norme fa che incentivare la perto" (i tedeschi l'hanno fatto), di cui si speculazione. I tagli servono gli speculatori per fare i loro salvare le banche, senza alla spesa sociale e ai attacchi; adottare norme per impedire varare provvedimenti atti anti speculazione a riformare il mercato e ad impedire il salari, riducendo la domanda di beni e alle banche di tenere "fuori bilancio" i ripetersi di fenomeni speculativi. Così la servizi, alimentano la recessione. derivati; cancellare le "grandi opere", speculazione è passata dall'attacco ai Tremonti e gli altri ministri economici devastanti dal punto di vista ambientatitoli privati a quello sui titoli del debito prima di sottoscrivere l'impegno di rien- le e economico; tagliare le spese milipubblico europeo. Un meccanismo che tro dal debito avrebbero dovuto fare un tari; obbligare le grandi imprese che vede coinvolte anche le agenzie di altro passo verso l'unificazione econo- delocalizzano a restituire i contributi rating, le stesse che all'inizio della crisi mica, esigendo l'impegno della Bce ad pubblici ricevuti. Investire, infine, parte negli Usa decretarono prima l'ascesa e intervenire, acquistando i titoli del debi- delle consistenti risorse recuperate in poi il tracollo di ben 47 titoli portando al to pubblico quando essi sono sotto welfare, scuola e ricerca.

FATT O

Sapete che...

CENTRALE

Intanto i parlamentari rafforzano i loro benefit di Adriana Spera Lungi dal fare quell’antipolitica che va tanto di moda e che rischia di portarci davvero ad un’oligarchia, ma i benefit, in tempi di sacrifici per i più deboli, suscitano davvero indignazione. E’ il caso dell’Assistenza sanitaria integrativa di cui godono i parlamentari presenti e passati con le loro famiglie (5574 persone), che costa al contribuente più di 10 mln annui, mentre il contributo dei parlamentari benficiari è irrisorio, poco più di 500 euro mensili, vale a dire circa il 2,5% delle varie indennità percepite. Andando alle voci di spesa c’è da restare basiti. Alla consistente platea di privilegiati viene garantito persino il rimborso integrale dei ticket sanitari. Quegli stessi ticket che i comuni vulnerabili mortali da domenica scorsa pagano in misura ancora più insopportabilmente consistente. Ma non basta, i 5574 non pagano spese sanitarie, che gli altri devono affrontare quasi sempre senza l’ombrello della sanità pubblica, come ad esempio quelle per cure odontoiatriche, termali, F OGLIETTINO

omeopatiche, fisioterapiche, psicoterapeutiche, sclerosanti per le vene varicose e di chirurgia plastica. Nella manovra c’è un taglio consistente per la spesa sanitaria, in particolare sui medicinali. Per gli ospedali, si pone addirittura un tetto di spesa, mentre per i cittadini è stato ridotto il numero dei farmaci esenti. La scure si abbatte anche sulle protesi di ogni genere. Invece, ai predetti beneficiati viene garantito il rimborso integrale persino degli occhiali. Per i comuni cittadini, corsie di ospedale spesso impraticabili e ticket per visite specialistiche a volte approssimative e dopo mesi di attesa; a lor signori, il ricovero gratuito in cliniche private esclusive, con comfort di ogni genere, con assistenza da parte dei luminari della medicina. Al cittadino normale, il pagamento integrale per le analisi non convenzionate, che “loro” naturalmente non pagano. Per tutti, il difficile riconoscimento della legge 104 per assistere i parenti malati; per loro l’assistenza infermieristica gratuita.

Gli amletici dubbi del direttore generale Istat Fino a non molto tempo fa, negli enti sbagliare una delibera era cagione di rossore, ma succedeva raramente. Di questi tempi, accade spesso il contrario. All’Istat, ad esempio, la delibera n. 458 con la quale è stata costituita la commissione per l’aggiudicazione dell’appalto per la campagna pubblicitaria del 15° Censimento della Popolazione è stata annullata a distanza di 24 ore, dopo che il direttore generale si è accorto, incredibile auditu, che l’istruttoria per individuare i membri era ancora in corso. Ma allora, si sono chiesti in tanti, il dg da dove ha estratto i nomi indicati nella deliberazione n. 458/2011? Non è da meno la deliberazione n. 570/2011, sempre dello stesso dg, con la quale candidati prima esclusi a un concorso sono stati poi “riammessi” sulla base del postumo “ragionevole dubbio” che gli stessi potessero aver spedito la domanda con un servizio privato di posta. Che il tutto sia da ascrivere alla politica dell’innovazione che, con la trasparenza, rappresenta l’altra stella polare della gestione Giovannini all’Istat?

Dalla Funzione Pubblica circolare sul part time La Funzione Pubblica, con circolare n. 9 del 30 giugno, dà chiarimenti in materia di part time, siccome disciplinata dalla legge 183/2010. Questa, in via transitoria, ha previsto la possibilità, per gli enti, di sottoporre a una nuova valutazione le situazioni di part time già in essere alla data di entrata in vigore del D. L. n. 112/2008.

Istat, capo del personale è Antonino Costantino Antonino Costantino, dirigente di II^ fascia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, da sabato 16 luglio è il nuovo direttore del personale dell’Istat. Costantino, 54 anni, una laurea in giurisprudenza, ha avuto precedenti esperienze presso l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) e presso il ministero del Lavoro.

Nuova proroga del Cnr per direttori dipartimento Per i direttori di dipartimento ad interim del Cnr è arrivata una nuova proroga. Con delibera del 21 giugno, il cda ha deciso di lasciare al loro posto, fino al 31 ottobre 2011, Enrico Brugnoli, Domenico Pignone, Gaetano Cacciola, Luigi Ambrosio, Gianluigi Condorelli, Riccardo Pietrabissa, Cesare Mirabelli e Maria Mautone.


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Al Cnr un altro schiaffo dagli ispettori Ritenute dannose le partecipazioni dell’ente nelle società Quantica e Rete Ventures di Paolo Vita La scorsa settimana abbiamo segnalato le reprimende degli ispettori della Ragioneria dello Stato in merito ad alcune partecipazioni societarie del Cnr, in particolare a quella relativa al Sincrotrone di Trieste. Ma le brutte notizie dal Sincrotrone non finiscono qui visto che gli ispettori hanno scritto che "la società consortile, per poter assicurare lo svolgimento delle proprie attività di ricerca necessita di finanziamenti da parte della Banca Europea degli Investimenti per un importo pari a 20 mln di euro". Ma stando così le cose, gli uomini della Ragioneria hanno richiamato "le disposizioni limitative introdotte dalla Finanziaria 2008, che ha inteso restringere la possibilità del ricorso allo strumento finanziario della partecipazione azionaria, per evitare forme possibili di indebitamento sommerso connaturato con il rischio di impresa proprio delle partecipazioni". Come dire, il Sincrotrone costa troppo, produce poco e a pagare è solo il Cnr, quindi dal punto di vista finanziario conviene chiuderlo. Un altro brutto pasticcio è la società Rete Ventures, control-

lata al 90% dal Cnr, che ha come compito la valorizzazione della proprietà intellettuale in tutte le sue forme. Inoltre la società tra il 2006 e il 2009 ha prodotto oltre 400mila euro di perdite e ha richiesto anche "un finanziamento da parte del Cnr per ulteriori 400mila euro - scrivono gli ispettori della Ragioneria - che in buona parte è stato utilizzato a copertura delle precedenti perdite" benché sia stato iscritto in bilancio sotto

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ENTI MIUR, LA BOLLENTE ESTA ESTATE

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F RESCO

la voce "Altre riserve". Solo nel 2009 Rete Ventures ha speso per consulenze legali 90mila euro e 144mila per collaborazioni varie. In questo caso gli ispettori sono arrivati a dire che la partecipazione del Cnr nella società non ha nulla a che fare con il "perseguimento dei fini istituzionali" dell’ente. Per quanto riguarda la Società di Gestione del Risparmio (Sgr) Quantica con un capitale sociale di 1 mln di euro, debiti per 600mila euro e spese amministrative per altri 500mila, di cui il primo azionista è il Cnr con il 36% delle azioni, il giudizio degli uomini della Ragioneria è durissimo. "Si ritiene non corretto l'operato del Cnr, che viola il disposto normativo introdotto dalla legge Finanziaria 2008, non solo per la mancanza del perseguimento di un fine istituzionale nell'entrata diretta nella compagine societaria di Quantica, quanto anche per la forte esposizione finanziaria sostenuta, noncurante del relativo rischio d'impresa in essere". Da segnalare, infine, che le partecipazioni del Cnr in Quantica e Rete Ventures, prima di essere “censurate” dagli Ispettori erano state più volte “osservate” dal Foglietto. (2 - continua)

DI STAMPA

DEGLI ASPIRANTI PRESIDENTI

PER L’UNIONE EUROPEA E’ FUORI LEGGE LA FRUTTA FUORI MISURA

Continua la bollente estate di attesa per gli oltre 150 aspiranti alla carica di presidente dei dodici enti di ricerca vigilati dal Miur, tra i quali Cnr, Asi, Ingv, Inaf, Ogs e Stazione Zoologica Anton Dohrn. Le ultime notizie da piazzale Kennedy, sede del Miur, riferiscono che la ministra Mariastella Gelmini effettuerà tutte le nomine nell’ultima settimana di luglio. Ad allungare i tempi (le nomine erano previste per il 10 luglio) ci sarebbe la spinosa questione del Cnr, dove sarebbe in atto un vero e proprio braccio di ferro su Luciano Maiani, che sono in tanti a dare per non confermato. Chi, invece, sembra essere in una botte di ferro è Enrico Saggese, presidente uscente dell’Agenzia Spaziale Italiana, che, nominato proprio dalla Gelmini a luglio 2009, è dato per sicuro successore di se stesso.

Bestiario giuridico di Giuseppe D’Alessandro (Angelo Colla Ed., pp. 151, euro 9,90) è un libro, fresco di stampa, che raccoglie “leggi che fanno ridere e sentenze che fanno piangere dal ridere”. Si tratta di un esilarante volumetto che “raccoglie le più incredibili e divertenti bestialità che l’Autore, nell’arco della sua trentennale esperienza forense, ha rinvenuto in leggi, sentenze, comportamenti umani e in ogni altro fatto che abbia attinenza con la giustizia e con il diritto”. Merita di essere evidenziato, più di tutti, il capitolo dedicato ai provvedimenti dell’Unione Europea nel campo ortofrutticolo. Non sono forse in molti a sapere che, ad esempio, per le banane (Reg. Ue 2257/04) “il calibro è determinato dalla lunghezza del frutto, espressa in centimetri e misurata lungo la faccia convessa, dal punto in cui il peduncolo si inserisce sul cuscinetto fino all’apice, dal grado, cioè dallo spessore, espresso in millimetri, di una sezione trasversale del frutto praticata tra le facce laterali e nel mezzo del frutto stesso, perpendicolarmente all’asse longitudinale”. Se poi andate al mercato, e la lunghezza della banana non supera i 14 cm., il venditore è nei guai, salvo che il frutto in questione non provenga dalle Azzorre, da Cipro o da Creta, per come consentito dal Regolamento Ue 228/06. Pure per i meloni vi è una normativa ad hoc. Il Regolamento (1615/01) è perentorio sul fatto che il peduncolo non può superare i 2 cm. Quanto alla cicoria, anch’essa regolamentata dall’Ue, in nessun caso, hanno stabilito gli intransigenti commissari, il suo diametro potrà misurare meno di 2,5 cm., se di lunghezza inferiore a 14 cm.

I L FATT O

DI

giurisprudenza Ricorsi, i motivi aggiunti solo in casi determinati I motivi aggiunti sono consentiti solo per dedurre ulteriori censure in relazione ad atti e provvedimenti già impugnati con il ricorso di primo grado (o con rituale atto di motivi aggiunti proposto in prime cure), allorché i vizi ulteriori emergano da documenti non prodotti dalle altre parti nel giudizio di primo grado (art. 104, co. 3); la previsione dei motivi aggiunti, inoltre, essendo comunque espressa in termini di facoltà, non preclude la possibilità che la parte interessata instauri un nuovo e autonomo ricorso in primo grado (Cons. St., Sez. V - sent. 30 giugno 2011 n. 3913 - Pres. Trovato, Est. Lotti).

Dimissioni dal servizio e possibilità di ritirarle Le dimissioni dal servizio del dipendente pubblico possono essere legittimamente revocate dall'interessato fino al momento in cui non gli sia stata formalmente comunicata la loro accettazione da parte dell'amministrazione di appartenenza. Tale principio trova indiretta conferma nell'art. 15 legge 11 febbraio 2005, n. 15 che, introducendo l'articolo 21-bis alla legge 7 agosto 1990, n. 241, statuisce che "il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso...". Inoltre, la conoscenza del provvedimento ad effetti negativi sul destinatario, collegata all'accettazione delle dimissioni, è essenziale e non può che avvenire attraverso la sua effettiva comunicazione, non potendo aver rilievo alcuno modalità conoscitive ritenute dall’amministrazione equivalenti (Cons. St., Sez. VI - sent. 4 luglio 2011 n. 3968 - Pres. Severini, Est. Malaschini).

C ODA

In ferie occorre prudenza per evitare il licenziamento di Antonio Del Gatto La sentenza n. 1699/2011 della Corte di Cassazione è destinata a lasciare il segno nel rapporto di lavoro subordinato e, in particolare, in materia di ferie. Se è vero - ha precisato la Corte - che per il lavoratore quello alle ferie è un diritto irrinunciabile, è altrettanto vero che durante tutto il periodo di riposo “ogni lavoratore subordinato deve

tenere comunque una condotta che non si riveli lesiva dell'interesse del datore di lavoro alla effettiva esecuzione della prestazione lavorativa”. Nel caso esaminato, un lavoratore aveva chiesto un periodo di ferie per dedicarsi all’assistenza della madre. In realtà si era recato in Madagascar, in zona malsana, dove aveva contratto la malaria, circostanza che lo aveva costretto a un lungo periodo di assenza dal posto di lavoro, con conseguente licenziamento da parte datoria-

IF

le. I giudici hanno confermato la legittimi- L OGLIETTO tà dell’operato del datore di lavoro, sul DELLA RICERCA presupposto che “la finalità specifica delle ferie di consentire al lavoratore di appa- Supplemento a IlFoglietto gare le sue personali esigenze e di ritem- Agenzia di informazione on line prare le proprie energie non può essere Reg.Trib. Roma 136 dell’8/4/2004 soddisfatta in modo tale da compromette- Editrice: Nameless Line Inc Anno VIII numero 26 re, invece, il recupero delle normali ener- • Direttore responsabile: Maurizio Sgroi gie psico - fisiche e pregiudicare l'aspet- Redazione Vicolo del Buon Consiglio, 31 tativa del datore di lavoro al corretto 00184 - Roma - tel 064819930-fax 0662204550 adempimento della prestazione lavorati- e-mail: redazione.ilfoglietto@usirdbricerca.it • Progetto grafico : Bios va al termine del periodo feriale”.

Il Foglietto n. 26/2011  

il settimanale on line degli enti di ricerca

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