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Se un uomo sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno... ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà. H.Camara

E DIT ORIALE

ATTUALITA’

martedì 10 luglio 2012

CON LA SPENDING RIDOTTI DRASTICAMENTE I FINANZIAMENTI AGLI ENTI CON LA SPENDING REVIEW

L’Italia dei veri sprechi salvata dal governo di Adriana Spera Ancora una volta, come spesso è accaduto nei decenni scorsi, ci si è nascosti dietro un'oscura formula inglese, spending review, per tagliare un altro pezzo di stato sociale senza, peraltro, porre un argine alla vera malattia che affligge l'economia italiana: l'elefantiasi del debito. Con i provvedimenti dei giorni scorsi, invece, si sono poste le basi per un ulteriore avvitamento della crisi e di conseguenza per una ulteriore crescita del debito e per altri tagli al welfare, come è già accaduto con i decreti dei mesi scorsi. Spending review nel mondo sta a significare analisi della spesa, al fine di valutare l'efficacia e l'attualità dei programmi e degli interventi, la loro rispondenza ai bisogni dei cittadini (performance review) e la eventuale riallocazione delle risorse in voci di spesa diverse. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere: migliorare la gestione ed il controllo della spesa attraverso la razionalizzazione dei processi, la verifica costante dei livelli di efficacia, efficienza e qualità dei programmi di spesa. Azioni che richiedono un elevato livello di controllo, che in Italia non c'è, tanto per volontà della classe politica, quanto dei tecnocrati. Azioni che richiederebbero partecipazione e trasparenza. Ma si preferisce spacciare i tagli lineari, che uccidono pure le eccellenze, per spending review. Si preferisce licenziare i dipendenti pubblici, tagliare le risorse destinate a istruzione, ricerca, sanità e cultura, piuttosto che rivedere quel complesso di esternalizzazioni improduttive, dispendiosi appalti in outsourcing, che hanno umiliato e demotivato i pubblici dipendenti ma che rispondono a logiche spartitorie come la moltiplicazione degli enti con finalità analoghe, come gli appalti che partono da prezzi che nessun buon padre di famiglia accetterebbe. L'obiettivo è sempre far finta di cambiare perché tutto resti come prima.

Arrivederci

Il Foglietto va in vacanza ritorna l’11 settembre Il Foglietto della Ricerca va in vacanza. Dopo 26 settimane, si concede un periodo di riposo. Tornerà puntuale on line martedì 11 settembre. L’informazione essenziale dagli enti di ricerca continuerà, comunque, a essere presente su www.usiricerca.info. Dal direttore e da tutta la redazione, l’augurio di buone vacanze a tutti i cortesi e affezionati lettori.

La ricetta Profumo per rilanciare la ricerca: tagli per 210 mln e riduzione degli organici scure del governo si è abbattuta sui di Rocco Tritto Dopo una lunga maratona, preceduta finanziamenti per il triennio 2012-2014; da sussurri e grida, il governo ha varato sulle dotazioni organiche e sulle assunl’ennesimo decreto legge, questa volta zioni con il turn over. Il taglio complessibattezzato spending review. All’inizio si vo delle risorse ammonta a 210 mln di era detto che sarebbe bastato a scon- euro, di cui 33 per il 2012, 88 per il 2013 giurare l’aumento di due punti dell’Iva. e altrettanti il 2014. Un colpo durissimo Ora, invece, sembra che serva solo a per le già esangui casse degli enti. A pagare il tributo magrinviarlo di qualche mese. Minori risorse giore sarà l’Infn, con Insomma, i nuovi pesanti meno trasferimenti da sacrifici che, soprattutto i per tutti gli enti. parte dello Stato per dipendenti pubblici sopIl più colpito l’Infn 58 mln, seguito dal porteranno, rischiano di essere l’ennesimo panni- che per il 2012-2014 Cnr, con 38. Meno risorse in cassa cello caldo. Ma veniamo anche ai contenuti del provvedi- avrà 58 mln in meno avranno mento, che hanno riflessi sul comparto l’Enea (15,5), l’Istituto superiore di saniricerca. Se è vero che solo all’ultimo tà (12,4), l’Isfol (12,2), l’Ispra (9,1), l’Inea istante è stata cancellata dal decreto la (7,7), l’Istat (7,1); il Cra (6,1), l’Inran norma che accorpava molti enti di ricer- (4,5), l’Ingv (3,9), l’Ogs (3,1); l’Inaf (2,4), ca (alla fine, solo l’Inran è stato sop- l’Inrim (2) e la Stazione zoologioca Anton presso e assorbito dal Cra), e riduceva Dohrn di Napoli (1,6). Anche i due enti da 12 a 5 quelli vigilati dal Miur, salvan- più piccoli del comparto, Centro Fermi e do soltanto Cnr, Ingv, Infn, Asi e Istituto di studi germanici, rimasti miraScience Park, è altrettanto vero che la colosamente in vita, avranno meno con-

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tributi: 450 mila euro per il primo e 130 mila per il secondo. Come se non bastasse, le dotazioni organiche per tutti dovranno essere sforbiciate del 20% per i dirigenti (ad esclusione di ricercatori e tecnologi), e del 10 per i tecnici-amministrativi, con concrete possibilità di creare sacche soprannumerarie, da collocare in quiescenza entro il 2014 o da mettere in mobilità verso altri enti oppure a disposizione per 24 mesi, con successivo licenziamento. Confermati anche la decurtazione del valore del buono pasto a 7 euro e l’estensione della riduzione del turnover al 20% per il triennio 2012-2014, al 50% nel 2015 e al 100% dal 2016. Quest’ultima disposizione, in uno con il taglio delle dotazioni, va a colpire in maniera quasi mortale le legittime aspettative di migliaia di precari. Si tratta di una ricetta, quella messa a punto dal ministro Profumo, che, a detta di molti, segnerà la fine della ricerca pubblica in Italia. Altro che rilancio.

Sapete che...

FATT O CENTRALE

Assunzioni di dirigenti all’Istat senza autorizzazione di Roberto Tomei La norma prevista dall’art. 35, comma 2, del d.lgs. 165 del 2001 è chiara e sembra non ammettere deroghe. Per poter bandire concorsi pubblici occorre apposita autorizzazione da parte della Presidenza del consiglio dei ministri. All’Istat, invece, tale norma sarebbe stata disattesa in occasione dei recenti concorsi per dirigenti di prima e seconda fascia, come rilevato anche da alcuni candidati che hanno adito il Tar del Lazio per contestare la legittimità delle operazioni concorsuali. Per i giuristi dell’ente di statistica, invece, la norma sopra richiamata, valida per tutti, non si applicherebbe nel caso di specie. A loro avviso, infatti, il decreto del Presidente della Repubblica n. 166 del 2010 e il Dpcm 28 aprile 2011, “per contenuto, natura della fonte e soggetti che hanno concorso alla loro approvazione possono considerarsi del tutto equivalenti all’autorizzazione di cui all’art. 35, comma 4”. In pratica, ci F OGLIETTINO

troveremmo di fronte a una sorta di disco verde implicito. Di tutt’altro avviso l’agguerrita difesa dei ricorrenti, che fa rilevare la non equiparabilità tra gli atti aventi finalità organizzatorie, quale è appunto il Dpr 166/2010 e l’autorizzazione a bandire, prevista dal citato articolo 35. L’impossibilità di una qualsiasi “equivalenza” deriverebbe chiaramente dai diversi fini degli atti in questione, dato che l’autorizzazione de qua è strumentale ad accertare anche la compatibilità economica del concorso e degli effetti da questo spiegati, attraverso l’esatta previsione del numero di posti autorizzati da mettere a bando. Un controllo che non può essere svolto o addirittura ritenersi assorbito dal controllo di legittimità della Corte dei conti. Se l’operato dell’amministrazione Istat sia stato o meno disinvolto, epperciò illegittimo, sarà il Tar a stabilirlo. Ma chiedere un’autorizzazione “esplicita”, non sarebbe stato meglio per tutti? Bah.

Per un “vaffa” al dirigente niente licenziamento Un "vaffa" al capufficio non basta per giustificare il licenziamento. Così la pensa la Cassazione. Infatti, se l'offesa al superiore (una donna) resta circoscritta nell'ambito di un solo episodio, non compromette il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. Per questo, la Suprema Corte (sentenza 10426/2012) ha respinto il ricorso di un'azienda che si era opposta alla reintegra del dipendente, che aveva avuto ragione sia in tribunale che in appello, sul presupposto che l'offesa era stata episodica. La Cassazione ha confermato il doppio verdetto, evidenziando che la motivazione dei giudici di merito "appare congrua e logicamente coerente e supportata da precisi e univoci riferimenti alle risultanze processuali, che hanno consentito di ridimensionare la gravità dei fatti e di circoscrivere l'episodio che, sia pure censurabile, non dimostra la volontà del dipendente "di sottrarsi alla disciplina aziendale e di insubordinarsi, essendo rimasto nei limiti di una intemperanza verbale”.

Ingv, la nomina di Gresta finisce in tribunale Le turbolenze all’interno dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non accennano a placarsi. Appena sopite le aspre polemiche che hanno investito la designazione di Massimo Ghilardi a direttore generale, si è avuta notizia di un’altra disputa, questa volta giudiziaria, che mette in forse la permanenza di Stefano Gresta a presidente dell’ente. Il 4 luglio, infatti, dinanzi al Tar Lazio c’è stata la prima udienza del ricorso avverso la sua nomina, contestata in particolare da uno dei candidati individuati a suo tempo dal Comitato Salamini. Si tratta di Carlo Doglioni, ordinario a La Sapienza. La seconda e ultima udienza è stata fissata dal Tar al 7 novembre prossimo.

Fondazione Monasterio, all’opera il commissario Non c’è pace alla Fondazione Gabriele Monasterio di Pisa, che dalla fine del 2007 ha in gran parte assorbito le attività e le risorse dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr. Michele Emdin, direttore generale in carica da appena tre mesi, il 26 giugno ha rassegnato le dimissioni. Enrico Rossi, governatore della Regione Toscana, ha subito nominato un commissario, nella persona di Luciano Ciucci, direttore amministrativo della stessa Fondazione.


Mentre altri danno la notizia, Il Foglietto entra nella notizia. L’unico settimanale dal mondo della ricerca pubblica che non riverisce i potenti di turno.

www.usiricerca.info Il sito internet del sindacato di base del comparto ricerca. Notizie, informazioni, consulenza e assistenza on line per tutti. In tempo reale. martedì 10 luglio 2012

L’Ibpm del Cnr dopo 4 anni ritrova il direttore Il contenzioso si è chiuso con la nomina di Clara Balsano da parte del nuovo cda di Biancamaria Gentili Alla fine Clara Balsano, ordinario di Medicina interna all’Università di L’Aquila, ce l’ha fatta a diventare direttore dell’Istituto di biologia e patologia molecolari (Ibpm) del Cnr. Alla fine, sì, perché si è trattato di una lunga battaglia giudiziaria, consumatasi a colpi di ricorsi e appelli, con tanta carta bollata. La vicenda ha avuto inizio nel 2008, allorché, a seguito di bando pubblico per la nomina a direttore dell’Ibpm, l’apposita commissione aveva proposto al cda dell’ente tre candidature, tutte donne, ritenute idonee per l’incarico. A seguito del forfait di due delle tre prescelte, il cda non ritenne di nominare l’unica candidata rimasta, ossia la Balsano, optando per la rinnovazione della procedura. Tale decisione venne impugnata dalla stessa Balsano, con richiesta di sospensiva, dapprima dinanzi al Tar, che le dette torto, e subito dopo davanti al Consiglio di Stato, che invece le dette ragione, riconoscendo “carenza motivazionale” nell’azione amministrativa del Cnr e, successivamente, ordinando allo stesso Cnr, in sede di ottemperanza, di ema-

nare provvedimento formale che spiegasse le ragioni della omessa nomina dell’appellante e della scelta di indire una nuova selezione. Il cda, all’epoca presieduto da Luciano Maiani, con delibera n. 79 del 14 aprile 2010 esplicitò i motivi della mancata nomina della Balsano, precisando che il documento sulle linee strategiche di sviluppo delle attività dell’Ibpm, redatto dalla stessa Balsano, “risulta nel

Freschi di stampa E’ in libreria da qualche giorno I carnefici stranieri di Hitler Christopher Hale - Ed. Garzanti pp. 658, euro 35. Si tratta di un libro inquietante, che dimostra come l’antisemitismo eliminazionista non fu solo un fenomeno tedesco. Il saggio contiene, infatti, una ricostruzione dei fronti di guerra in cui operarono italiani, baltici e slavi in divisa da SS. Come reclute dell’internazionale ariana, essi collaborarono con i criminali nazisti allo sterminio più efferato della storia del Novecento.

LE DELIBERE DEL CDA DEL CNR? PRIMA O POI SARANNO PUBBLICATE PUBBLICATE Come dare torto al governo che, di recente, ha sonoramente bocciato la qualità e la tempestività - si fa per dire - delle informazioni presenti sui siti web degli enti di ricerca, nessuno escluso? Una particolare menzione, ad avviso del Foglietto, merita la rubrica del Consiglio nazionale delle ricerche, dedicata all’elenco delle deliberazioni adottate dal cda, che dovrebbero essere puntualmente riportate su sito dell’ente. Peccato, però, che l’ultima delibera disponibile risalga addirittura alla riunione del 7 marzo scorso. Eppure da allora di sedute ve ne sono state ben sei. Vabbé che il verbale della riunione, solitamente, si approva all’inizio della seduta successiva, ma attendere più di quattro mesi per vederne la pubblicazione non trova giustificazioni di sorta. La gestione Nicolais, anche in questo è in perfetta continuità col passato.

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complesso generico e carente di un preciso ed organico piano strategico che la candidata intende realizzare”. Inevitabile un nuovo ricorso al Tar, che il 21 ottobre 2011 lo respinge, ritenendo legittima la decisione adottata dal cda del Cnr. A stretto giro, la sentenza del Tar viene impugnata e l’11 gennaio 2012 travolta e capovolta dal Consiglio di Stato per il quale, non avendo il cda del Cnr ravvisato “concreti e specifici errori di impostazione delle linee strategiche proposte dalla candidata, tali da superare in senso contrario il previo giudizio di idoneità ...”, risultando contraddittoria e illogica la motivazione posta a base della delibera di mancata nomina, la stessa doveva essere annullata. Nella seduta del 18 aprile 2012, il nuovo cda del Cnr, presieduto da Nicolais, preso atto dei rilievi e della sentenza del Consiglio di Stato, delibera di nominare “ora per allora” Clara Balsano direttore dell’Ibpm dal 30 luglio 2008 al 29 luglio 2013, ovviamente con effetti economici a decorrere dalla data dell’atto di conferimento dell’incarico. Una soluzione non proprio scontata, ben potendo il cda adottare altre determinazioni.

CASO

giurisprudenza Senza codice disciplinare sanzione valida comunque La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9644 del 13 giugno 2012, ha ribadito che "in tema di sanzioni disciplinari, la garanzia di pubblicità del codice disciplinare mediante affissione in luogo accessibile a tutti non si applica laddove il provvedimento disciplinare faccia riferimento a situazioni che concretizzano una violazione dei doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro". Nella fattispecie la Corte di appello aveva dichiarato l'illegittimità della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio, con privazione della retribuzione per due giorni - inflitta ad un lavoratore per non essere stato trovato sul posto di lavoro in occasione di un controllo - per violazione dell'obbligo di affissione del codice disciplinare, condannando il datore di lavoro al risarcimento del danno.

Al lavoratore riassunto spettano le mansioni

IL SILENZIO DELL’AVVOCATO DEVE ESSERE RETRIBUITO La Corte di Cassazione, con sendi Alex Malaspina Un avvocato, difensore nell'ambito di un procedimento penale di un imputato beneficiario del patrocinio a spese dello Stato, perché collaboratore di giustizia ammesso allo speciale programma di protezione, una volta presentata istanza di liquidazione dei suoi compensi difensivi, ha avuto un'amara sorpresa: la liquidazione era stata ridotta, in quanto durante le udienze di trattazione e discussione era rimasto in silenzio. L'avvocato è ricorso in Tribunale, che ha accolto solo parzialmente l'istanza. Non dandosi per vinto, il legale si è rivolto alla Cassazione, sostenendo che il suo "silenzio" faceva parte di una precisa strategia processuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato, con la conseguenza che all'avvocato spetta non il compenso per la partecipazione all'udienza, bensì quello per l'esercizio di attività difensiva basata appunto sul "silenzio". I giudici di piazza Cavour, infatti, hanno precisato che "la cura e la tutela degli interessi processuali dell'imputato - al cui espletamento l'ordinamento riconnette il diritto all'onorario - si può manifestare anche attraverso la partecipazione silente, la quale è espressione di una strategia processuale, in cui si realizza la garanzia costituzionale del diritto di difesa e del diritto al contraddittorio nel processo penale". E’ proprio il caso di dire che, a volte, il silenzio è d’oro.

tenza n. 9965 del 18 giugno 2012, ha affermato che sussiste l'applicabilità della sanzione amministrativa di cui all'ultimo comma dell'articolo 18 della legge 300/70 nel caso in cui il datore di lavoro - accertata l'illegittimità del licenziamento disposto nei confronti di due suoi dipendenti, nonché dirigenti sindacali aziendali e ordinata la loro reintegrazione nel posto di lavoro - corrisponde ai lavoratori reintegrati la retribuzione e ne consente l'ingresso in azienda per svolgere le funzioni di dirigenti sindacali, ma non consente agli stessi di riprendere la normale attività lavorativa. Nella fattispecie l'Inps ha ritenuto che il comportamento della società non fosse conforme alla legge ed ha, di conseguenza, applicato la predetta sanzione.

LETTERA

Sulle stanze del presidente le precisazioni dell’Istat L'articolo "Istat, un presidente con tre stanze presidenziali", pubblicato sul Foglietto del 3 luglio 2012 riporta alcune inesattezze. In primo luogo, le stanze a cui si fa riferimento nelle sedi di via Tuscolana e di viale dell'Oceano Pacifico non sono ad uso "esclusivo" del Presidente, ma a disposizione di tutti i direttori che, avendo i propri uffici altrove, abbiano bisogno di lavorare nelle due sedi sopra indicate. Secondariamente,

il "televisore Samsung da 65 pollici touch screen” citato nell'articolo non è un televisore ma una "Lavagna interattiva multimediale (LIM)". Essa è una dotazione standard in tutte le sedi dell'Istat, che viene utilizzata in occasione di videoconferenze, corsi di formazione, di seminari, ecc., così da ridurre i tempi e i costi di spostamento dei dipendenti. Proprio la presenza della LIM ed il prossimo inserimento nel sistema di prenotazione on line testimoniano l'intenzione di utilizzare le stanze non a uso esclusivo del Presidente, ma come

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sale riunioni per gli uffici presenti a viale L OGLIETTO dell'Oceano Pacifico e a via Tuscolana. DELLA RICERCA Paolo Weber - direttore centrale per l’attività amministrativa e gestione patrimonio a IlFoglietto Prendiamo atto che il Samsung da 65 Supplemento Agenzia di informazione on line pollici touch screen è una LIm. Poi, se Reg.Trib. Roma 136 dell’8/4/2004 dopo il nostro articolo, l’Istat è intenziona- Editrice: Nameless Line Inc to a consentire a tutti l’utilizzo delle due Anno IX numero 26 stanze, vuol dire che prima erano a uso • Direttore responsabile: Maurizio Sgroi Redazione Vicolo del Buon Consiglio, 31 esclusivo del presidente. In caso contra- 00184 - Roma - tel 064819930-fax 0662204550 rio, sarebbero dovute figurare tra le aule e-mail: redazione.ilfoglietto@usiricerca.it prenotabili on line, anche da parte dei • Progetto grafico : Bios direttori. O no? (B.G.)


Il Foglietto n. 26/2012