a product message image
{' '} {' '}
Limited time offer
SAVE % on your upgrade

Page 1

UFFICIO PELLEGRINAGGI Diocesi di Vicenza

NUMERO 25

supplemento al n. 5 del 17 FEBBRAIO 2019 a cura della redazione de la Voce dei Berici

«Guardiamo nell'Aperto» “ Giorno e notte, un fuoco divino ci spinge ad aprire la via. Su vieni! Guardiamo nell'Aperto, cerchiamo qualcosa di proprio, sebbene sia ancora lontano.” Queste sono le bellissime parole e le intuizioni del grande poeta e letterato tedesco Friedrich Hölderlin. Queste parole in maniera condensata ci danno un orizzonte molto interessante per comprendere il senso ed il valore dell’esperienza del nostro cammino umano e del nostro pellegrinare verso l’eterno. Infatti un fuoco divino si accende lentamente dentro di noi ed inevitabilmente porta dei benefici sui passi della nostra esistenza. Innanzitutto illumina la strada che stiamo compiendo ed intraprendendo, in secondo luogo riscalda la nostra vita talvolta raggelata ed infreddolita da situazioni gelide che incontriamo sul nostro ordinario itinere e in terzo luogo il fuoco determina una sorta di esplosione interiore positiva che rianima profondamente i nostri desideri e le nostre inten-

zioni, le nostre passioni e i nostri sentimenti. Già lo ricorda la preghiera allo Spirito santo che recitiamo alla Pentecoste che Dio è come un grande fuoco interiore che ci fa risorgere e ci aiuta come il sole a rialzarci ogni giorno per darci nuova vitalità, creatività ed entusiasmo. Questo fuoco divino non è un fatto intimistico ma ci aiuta ad aprire una via cioè ci dà l’opportunità di intraprendere una strada dentro il mondo, dentro le situazioni e dentro le relazioni. Avere una via indicata e tracciata davanti a noi è esenzionale altrimenti corriamo il rischio di essere paralizzati nell’immobilismo e il pericolo è quello di ammalarci diventando delle persone sostanzialmente stanziali e non aperte a una via di pellegrinaggio. La via che si apre davanti a noi inevitabilmente ci aiuta a guardare nell’aperto cioè ad aprire la mente ed il cuore verso ampi orizzonti nei quali inserire la nostra semplice ed umile esistenza. Sentire e percepire davanti a noi

la possibilità di grandi spazi aperti ci porta automaticamente a respirare in grande e ad essere sospinti verso orizzonti infiniti e questa è già una pregustazione della presenza di Dio nel tempo e nello spazio che ci è dato quotidianamente da vivere. La nostra interiorità si proietta quindi verso grandi aperture che già ci ricordavano gli antichi filosofi greci che sdicevano che ognuno di noi è “ontologicamente aperto ad accogliere la presenza di Dio e dell’assoluto”. Collocati dentro questo grande spazio aperto siamo provocati a cercare qualcosa di proprio, cioè qualcosa che riguardi specificamente e particolarmente il nostro percorso esistenziale. Il pellegrinaggio quindi è un’occasione veramente straordinaria nella quale possiamo collocarci dentro questi spazi aperti per recepire in forma vibrante la presenza di Dio dentro di noi e in mezzo a noi. Dentro questo spazio aperto siamo spronati a “respirare e camminare consape-

Pellegrinaggi 2019-2020

volmente” come dice il famoso monaco vietnamita Thích Nhất Hạnh. Questo grande uomo di spiritualità orientale ci invita infatti a cogliere lo spirito presente nel mondo e a muovere i nostri passi mantenendo una coscienza vigile e attenta. Allora animanti dal fuoco divino, verso uno spazio aperto, ossigenando la nostra vita e pellegrinando vigilanti possono essere le

grandi indicazioni che ci provengono da questi due grandi uomini carichi di sapienza e saggezza. In conclusione possiamo ricordare anche le bellissime parole di Sant’Agostino scritte nel De civitate Dei:” l’uomo e la chiesa sono pellegrini nel mondo tra le tribolazioni e le consolazioni di Dio”. don Raimondo Sinibaldi

Appuntamenti al femminile con Presenza Donna L'8 e il 9 marzo a Vicenza

La Via di Dio: Terre Bibliche Terra del Santo (8gg) 6 - 13 Apr Terra del Santo (8gg) 25 Apr- 2 Mag Terra del Santo (8gg) 13-20 Lug Gerusalemme (8gg) 1 – 8 Ago Terra del Santo: giovani (8gg) 10 – 17 Ago Egitto (11gg)* 17 – 27 Ago Terra del Santo (8gg) 24-31 Ago Giordania (8gg) 9-16 Sett Terra del Santo (8gg) 28 Ott – 4 Nov Terra del Santo (8gg) 4 – 11 Nov Terra del Santo: deserti (8gg) 28 Dic – 4 Gen 2020 La Via della Seta: Terre di confronto Azerbaijan (8gg)* 24 Apr – 1 Mag Armenia (9 gg) 14 – 22 Giu Ucraina (8gg)* 18-25 Ago La Via delle Spezie: Terre di dialogo Marocco (8 gg)* 16-23 Mar La Via dellla Chiesa Primitiva: Terre di Apostoli e Discepoli Turchia (8 gg) 05 – 12 Ott Roma (8gg) 05-12 Ago -------------------------*= pellegrinaggio novità

Le Vie di Pellegrinaggio: Terre di ricerca Madrid (Avila e Toledo) (8gg)* 16 – 21 Mar San Giovanni Rotondo (3gg) 04 – 06 Apr Cornovaglia - Canterbury (8gg)* 1 – 8 Giu San Giovanni Rotondo. trekking (3gg)* 20 – 22 Giu Berlino (8gg)* 5 – 12 Lug Bosnia (8gg)* 18 – 24 Ago Lourdes (4gg) 20 – 23 Set San Giovanni Rotondo (3gg) 11 – 13 Ott Corsica (8gg) 19 – 26 Ott Francia (7gg) 27 Dic-02 Gen 2020 Le Vie d'Oltremare: Terre nuove Giappone (13gg) Sud Africa (16 gg)* Nepal (10 gg)* Le Vie dell'Ambra: Terre di mezzo Polonia (7 gg) Russia (9 gg) Polonia (7 gg) Pellegrinaggi 2020 Thailandia (12 gg) Guatemala (12 gg)

15 – 27 Mag 5 – 20 Set 19 – 29 Nov

24 Apr – 1 Mag 4 – 12 Lug 20 – 27 Lug

Il Centro Documentazione e Studi Presenza Donna delle suore Orsoline, in collaborazione con l’Ufficio Pellegrinaggi, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, propone due incontri che per approfondire la realtà del mondo femminile nel continente africano. L'8 marzo 2019 alle 20.30 nella Chiesa di San Carlo al Villaggio del Sole viene proposta la tradizionale preghiera di meditazione al femminile il cui titolo è “Donna, sei liberata (Lc 13,12). Voci di speranza dall’Africa". Accanto al commento del brano evangelico, ci sarà la testimonianza di Anna Pozzi, giornalista e scrittrice, esperta della situazione femminile in Africa. La riflessione continuerà con la Pozzi sabato 9 marzo 2019 alle 16.00 al Centro Presenza Donna, in contrà San Francesco Vecchio, mettendo a fuoco la tematica "Sguardi di donna dall’Africa. Nuove leadership femminili". Due iniziative per porre l’accento su quelle donne africane che hanno saputo rialzarsi, riscattarsi, contribuendo a guarire alcune ferite di cui l’Africa soffre a causa delle tante guerre, della violenza e della povertà. La voce e gli sguardi di queste donne, spesso anonime, diventano per noi occasione di speranza, poiché sono «artigiane di pace, portatrici di valori e di sapienza, grandi lavoratrici e silenziose lottatrici, alla ricerca faticosa di libertà e dignità, per sé e per i propri figli» . La conoscenza del continente africano continua grazie anche al pellegrinaggio, organizzato dall’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza, in Sud Africa dal 5 al 20 settembre 2019. Esplorare questa terra, definita “nazione arcobaleno”, significa immergersi in uno scenario ricco di diversità di lingua, cultura, etnie e colori. Elisa Panato

Mini Pellegrinaggi 2019 2 Aprile - Scuola Grande di San Rocco e Isola del Deserto Venezia tra San Francesco e Tintoretto

13-25 Gen 10-22 Gen

17-19 Maggio - Toscana (3gg) Alla scoperta delle bellezze di Pistoia, Lucca e Pisa

Bozzolo e San Benedetto Po (data da definire) In memoria di don Primo Mazzolari


2

3

Dal 19 al 26 Ottobre alla scoperta di una terra ricca di spiagge, corsi d'acqua, montagne boscose e tradizioni religiose conservate nei secoli

Dal 10 al 17 agosto l'Ufficio Pellegrinaggi e la Pastorale Giovanile propongono una nuova esperienza di pellegrinaggio

Dall'1 all'8 agosto

Corsica: un'isola tra i genovesi e Napoleone

Nella Terra del Santo con i giovani

Gerusalemme: in cammino alla città di Dio

C

onoscevo la Corsica come terra di emigrazione per gruppi di uomini e le loro famiglie delle montagne della Toscana, la mia terra, che qui venivano, fino a un secolo fa, ogni inverno a tagliare i boschi per fare il carbone. Erano storie di povertà narrate magistralmente nel romanzo “Il taglio del Bosco” di Carlo Cassola. Dico questo per giustificare il mio scetticismo e anche la mia curiosità quando, nel 1982, durante una vacanza in Sardegna decidemmo di attraversare le Bocche di Bonifacio e sbarcare in Corsica per poi risalire la costa occidentale fino ad Ajaccio, dove risiedevano dei parenti di mia moglie che vi avevano fatto fortuna. Fu così che scoprii quello che mi apparve come un mondo esotico e straordinario, fatto di spiagge bellissime, di campagne coltivate e ricche di corsi d’acqua, di montagne boscose come i nostri Appennini, a contorno dei massicci centrali rocciosi come le Alpi. Da allora tornammo quasi tutti gli anni fino a comprarvi casa, dove veniamo (è da qui che sto scrivendo) ogni volta che è possibile. Avemmo all’inizio un po’ di difficoltà con la g e n t e. Allora non parlavamo francese, nulla

Ajaccio, Corsica sapevamo della “lingua corsa”, nessuno sembrava che capisse l’italiano e tutti ci rispondevano rigorosamente in francese. Poi frequentando un tipico bar sulla spiaggia, dove si giocava alla “Belote” e si bevevano litri di “Pastis”, scoprii che gran parte di quelle persone erano di origine italiana, in maggio-

ranza toscani con parenti più o meno delle mie parti (era di famiglia toscana anche il corso per eccellenza, Napoleone Bonaparte). Gli altri, che parlavano corso, erano per me comprensibili cosi come penso lo fossi io per loro! Nel tempo, dopo aver visitato i posti più belli sulle coste (Porto e le Calanche di

Piana sulla rocciosa costa occidentale, Calvi e S. Florent a nord, Bastia e l’area vinicola di Aleria fino a Portovecchio a est e le favolose spiagge di Palombaggia e Santa Manza a sud, con la straordinaria Bonifacio a strapiombo sulle bianche scogliere) ho cercato di penetrare nella storia e nelle tradizioni religiose che si sono conservate nei piccoli paesi dell’interno, dove si incontrano chiese in stile romanico pisano a testimonianza del secolare dominio di Pisa sull’isola (San Michele di Murato, la Canonica di Mariana...). Commoventi i riti del Venerdì Santo a Sartène (la processione notturna dei Catenacci, dove un penitente incatenato e incappucciato sfila per le strade del paese) e quelli del Lunedì di Pasqua a Cargése (dove cattolici e ortodossi partono in processione dalle rispettive chiese e si incontrano e festeggiando ...con un crepitìo continuo di fucilate in aria!).Ci sarebbero tante altre cose da dire su questa bellissima isola, ma non voglio togliervi il piacere di scoprirle da soli... magari sorseggiando un’“ombra” di buon vino còrso, ascoltando le belle e malinconiche canzoni tradizionali. Nedo Ferrari

L

a nostra Diocesi attraverso il servizio diocesano di Pastorale Giovanile e in collaborazione con l’Ufficio Pellegrinaggi promuove una nuova esperienza di pellegrinaggio per i giovani in Terra del Santo di Israele e Palestina. Sarà l’occasione propizia per entrare nella Terra della Promessa e vivere con gioia il desiderio di ascolto della Parola fatta carne in coloro che hanno preparato la venuta del Messia Gesù. A questa Parola si unirà il contesto nel quale essa è fiorita, quindi percorreremo la storia e la geografia della salvezza. Un cammino fatto di fiducia e coinvolgimento per portare frutto. Il percorso prevede l’ingresso nel deserto del Negev a sud di Israele e dei tratti di cammino sulle orme di Abramo e successivamente delle prime comunità cristiane. Comunità di persone adulte e responsabili che però vedevano il loro futuro nei giovani e così promuovevano la vita anche

Ragazzi al lavoro in Terra Santa nel 2015 dove era più arduo e difficile l’insediamento. Sarà una riscoperta del proprio essere uomini e donne giovani alla ricerca di ciò che vale e che conta. Dal deserto saliremo la valle dell’Arava e raggiungeremo la fortezza di Masada per incontrarci con la quotidianità di gruppi religiosi incontrati da Gesù e venuti in relazione con lui e il gruppo dei discepoli. Una

vista spettacolare ci spetterà e i nostri occhi potranno brillare al vedere una così grande magnificenza. Una sosta ristoratrice la faremo presso il mar Morto e beneficeremo delle sue acque con proprietà terapeutiche. La nostra sosta a Gerusalemme e Betlemme potrà essere l’occasione di incontrare sia le “pietre vive” che oggi testimoniano la sequela al Signore e Maestro

sia la rilettura della vicenda di Gesù che soffre, muore e risorge perché siamo salvi per mezzo di lui. Soggiorneremo dalla nostre care sorelle Dorotee nel contesto della scuola per la rieducazione audio-fonetica dei bimbi e dei ragazzi. Sarà anche l’occasione di offrire qualche ora del nostro tempo per preparare l’inizio del nuovo anno scolastico. Grazie a questo potremo entrare nella realtà quotidiana di Betlemme. Ed infine proseguiremo per la Galilea delle Genti. Per gente come noi sarà importante chiederci come Gesù abbia vissuto e annunciato il regno di Dio proprio su quelle rive del lago di Galilea che riusciremo a percorrere e a toccare con i nostri piedi. Vi aspettiamo con gioia, certi che sarà un’esperienza di luce e di speranza! Ah si! La data, dal 10 al 17 agosto con qualche incontro di preparazione prima di partire. Staff Uff. Pellegrinaggi e Pastorale Giovanile

Dal 18 al 25 agosto in pellegrinaggio nei luoghi della presenza cristiana dell’Europa orientale nelle sue diverse sfaccettature e la rilevante realtà ebraica

Dal 24 al 31 agosto per diventare testimoni e catechisti, con don Gianantonio Urbani dello Studium Biblicum Franciscanum

Ucraina: porta della fede del Nord Est Europa

Perigrinare sulle strade del Maestro

N

N

on si può respirare come cristiani, direi di più, come cattolici, con un solo polmone; bisogna aver due polmoni, cioè quello orientale e quello occidentale” (Vjačeslav Ivanovič Ivanov). In Europa abbiamo sostanzialmente l’esperienza di queste due grandi tradizioni religiose cristiane quella orientale e quella occidentale. La prima mette in evidenza la “teologia della gloria” cioè si considerano maggiormente gli elementi di fede che riguardano la resurrezione di Cristo, la sua ascensione al cielo, la sua glorificazione... . Mentre nella seconda si evidenzia la “teologia crucis” cioè ciò che riguarda il dolore, la sofferenza e la morte. Quindi solo contemperando insieme questi due modi di intendere il cristianesimo si ha una visione globale del modo concreto di seguire il Signore Gesù. In questo pellegrinaggio vedremo come la fede russa è nata in Ucraina e si è poi espansa successivamente all’attuale realtà russa che noi conosciamo. Qui infatti il cristianesimo è giunto tardivamente nel 988 d. C. e quindi un migliaio di anni dopo altri luoghi. Andremo quindi ad approfondire e vivere l’origine cristiana russa presente in Ucraina, che porta con sé radici profonde e di forte carattere identitario. Qui lo sviluppo dell’ortodossia russa ha portato un incremento notevole della

spiritualità e teologia orientale. E’ appunto un itinerario di approfondimento dell’anima russa, della sua storia e del cammino nel dialogo ecumenico con l’Ortodossia. Si andrà anche a fare un percorso sulla memoria, sia della grande presenza ebraica vittima anche qui di massacri ed eccidi sia della presenza di fosse comuni dove venivano seppelliti i “nemici della stato sovietico”. Solo in anni recenti si è scoperta una notevole presenza ebraica in queste terre dopo che un prete francese è andato alla ricerca delle sue antiche origini ebraiche. Ha scoperto incredibilmente 2200 fosse comuni di ebrei ammazzati dal regime comunista di Stalin e quindi potremo dire che ha scoperto una sorta di Shoah in questi territori. Complessivamente gli ebrei ammazzati, dopo ricerche e documentazioni attente, sono più di un milione e il percorso di comprensione del fenomeno è purtroppo ancora in corso e quindi il numero degli ebrei ammazzati è destinato a crescere ancora. L’Ucraina quindi è una terra dove è piantata la radice dell’ortodossia cristiana dell’Europa orientale ed è un luogo che è stato abitato dalla radice santa di Israele e tutto questo va riscoperto e riconsiderato tramite l’esperienza di questo pellegrinaggio. don Raimondo Sinibaldi

Thailandia 2020: una realtà con il sorriso

V

ista dagli occhi aperti e dallo sguardo rispettosamente curioso la Thailandia può aprire finestre su tre grandi temi.Innanzitutto la finestra su un popolo la cui vita religiosa, sociale, culturale e artistica è profondamente segnato dal buddhismo. Si tratta del buddhismo Theravada, il buddhismo che fa diretto riferimento alla predicazione del Buddha e che ha come centro il tempio e i suoi monaci. I laici sostengono la vita e le attività dei monaci come modo per guadagnare “merito” finalizzato a ottenere una migliore vita futura su questa terra: “fare merito” guida tutte le attività religiose. D’altro canto, dal momento che il buddhi-

smo originario non ha cerimonie o riti, a non essere le feste per le ricorrenze della vita del Buddha, tutti i riti riguardanti la vita e i suoi problemi sono mutuati dal bramanesimo, qui chiamato “Phram”. A questo si aggiunga il sentimento “animista” che permea tutto il sudest asiatico e si vedranno apparire tempietti davanti agli alberghi, case, terreni incolti, sentieri, valichi montani. Il tutto forma un insieme tanto incoerente quanto armonioso. La seconda finestra si apre sulla variopinta e colorata molteplicità di gruppi etnici sparsi sui monti del nord Thailandia. Conservano ancora (anche se con fatica) le loro molteplici lingue, tradizioni di vita

e di coltivazione della terra e delle foreste. Sono portatori di solidi valori di vita comunitaria, semplice e rispettosa dell’ambiente e della natura.Infine lo sguardo è affascinato la bellezza del paesaggio che spazia dalle foreste del nord, alle verdeggianti, onnipresenti risaie del centro, alle incantevoli spiagge del sud.Il turismo in Thailandia è una delle principali fonti di reddito ma rischia di snaturare questo mondo: al turista sono richiesti molto rispetto e delicatezza per comprendere almeno un poco questa “terra del sorriso”, che purtroppo sta sorridendo sempre meno. don Pietro Melotto

Kiev, Ucraina

Pellegrinaggi novità Azerbaijan: dal 24 aprile al 1 maggio

Nella terra dove convivono le religioni monoteiste: Cristianesimo, Zoroastrismo e Islam

Sud Africa: dal 5 al 20 settembre “Per gli uomini, la libertà nella propria terra è l’apice delle proprie aspirazioni”. Nelson Mandela

Nepal: dal 19 al 29 novembre

“Non India, qui, ma Nepal: lingua di terra inarcata, scala appoggiata al muro himalayano, ponte per il cuore dell’Asia” da L’odore dell’India di Pierpaolo Pasolini

el mese di agosto, l’Ufficio diocesano per l’Evangelizzazione e la Catechesi in collaborazione con l’Ufficio diocesano Pellegrinaggi propone un pellegrinaggio in Terra Santa per catechisti, così da offrire loro una formazione specifica sulle orme del Maestro. La guida che accompagnerà il gruppo è don Gianantonio Urbani, sacerdote diocesano, che conosce molto bene i luoghi della Terra Santa e che, grazie alle conoscenze bibliche e archeologiche maturate in diversi anni di studi specifici, potrà offrire riflessioni e spunti utili per quanti parteciperanno, ma anche per quanti incontreranno i pellegrini al loro rientro in parrocchia. L’itinerario prevede, tra gli

Gerusalemme altri, la visita: al deserto della sorgente di Ein Avdat; alla città di Tell Beersheva, dove hanno vissuto Abramo, Isacco e Giacobbe; alla fortezza di Masada, a circa un centinaio di chilometri a sud-est di Gerusalemme; all’oasi di Ein Gedi e Qumram

con sosta nel deserto di Giuda Una giornata,poi, sarà dedicata alla visita di Gerusalemme e un’altra a quella della città di Betlemme. Immancabili, inoltre, le visite alla valle del Giordano con Nazareth ed il lago di Tiberiade, che ha la particolarità di

trovarsi a oltre 200 metri sotto il livello del mare, con Cafarnao. Per quanti credono, poter mettere i piedi sulla Terra che il Signore Gesù ha attraversato predicando, guarendo, ma soprattutto stando tra la gente del suo tempo, è una grande opportunità di sequela e di crescita umana e spirituale. Per chi si spende in diversi modi nelle realtà parrocchiali e diocesane contribuendo con il proprio impegno all’annuncio del Vangelo, l’occasione diventa ancora più significativa per poter scendere ancora in profondità dentro di sé e discernere quale direzione prendere per continuare a diventare sempre più testimoni del Maestro.

C

hi già conosce la Città Santa sa quanto siano vere e universali le parole del Salmo 121. "Andremo allacasa del Signore"[..} Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte Gerusalemme”. Parole che sgorgano dalle labbra di tutti i pellegrini che, saliti sulla cima del monte degli Ulivi, ammirano in contemplazione la Gerusalemme terrena sentendo nel cuore una vicinanza più stretta con quella celeste. La Gerusalemme delle tre grandi religioni monoteistiche, ebraismo, cristianesimo e Islam, dei santuari più importanti al mondo e della storia più pregnante e significativa non solo dell’ultimo secolo. Quella che vi proponiamo è un’occasione per comprendere meglio la città e vivere appieno la sua intensa religiosità, per poter sostare più a lungo nei Luoghi Santi e per poter scoprire il suo lato di modernità che, da sempre, convive con quello tradizionale. Oltre alle classiche mete sarà questa l’occasione per ammirare le magnifiche vetrate di Chagall della sinagoga dell’ospedale di Hadassa, di visitare il monastero georgiano della Santa Croce vicino al Parlamento della Knesset, di scoprire i resti imponenti del parco archeologico del Davidson Center attorno alle mura della Spianata. Avrete una guida d’eccezione, don Gianantonio Urbani, sacerdote vicentino, amico e collaboratore dell’ufficio pellegrinaggi, che è docente allo Studio Biblico Francescano proprio di Gerusalemme. Si tratta di una grande opportunità per visitare e scoprire la città eterna costruita migliaia di anni fa la cui storia si ode ancora oggi nel sussurro del vento che soffia intorno alle sue mura, la città dove ogni pietra racconta la fiaba meravigliosa di un luogo che da millenni attira milioni e milioni di pellegrini da tutto il mondo.

Naike Monique Borgo

Elena Santolin

Dal 28 dicembre al 4 gennaio 2020 un pellegrinaggio per conoscere i “midbar" di Dio, fondamentali per comprendere la rivelazione biblica

Deserti della Rivelazione: dal Negev fino al Monte Sinai

I

l deserto, in ebraico Midbar che significa letteralmente “senza parola”, è un elemento essenziale per comprendere la rivelazione biblica sia per quanto riguarda il luogo e il contesto fisico, sia per il significato letterale e rivelativo. Dio infatti inizia la Creazione partendo da “una terra deserta ed informe” per poi modellare e dare vita a tutto il Creato. Il popolo ebraico ha camminato molto nei deserti a partire da Abramo che ha vissuto nel deserto del Neghev, continuando con Mosè che ha attraversato il deserto nel Sin-ai

fino al percorso di esilio in Mesopotamia. Molti Profeti hanno quindi commentato la presenza del popolo nel deserto come un’occasione per ritornare all’essenziale e “dove Dio parla al cuore dell’uomo” come dice il Profeta Osea. Il Profeta Isaia invece dice agli esuli che il “deserto fiorirà” e dà quindi speranza di una vista nuova. Tutto questo fino ad arrivare a Giovanni Battista e a Gesù che è stato tentato proprio nel deserto di Giuda, dove poi successivamente nei primi secoli del cristianesimo si sono ritirati

i monaci nei loro monasteri per pregare e dedicarsi totalmente alla relazione con il Signore. A Capodanno 2020 verrà proposto un pellegrinaggio interamente dedicato ai deserti della Terra del Santo. Un percorso speciale, appositamente studiato, porterà i pellegrini a conoscere i midbar – i deserti – di Dio e della Rivelazione. Si visiterà il deserto di Paran, di Tzin, del Neghev, di Giuda. Una speciale tappa sarà ad Har Karkom, il Monte Sinai secondo la teoria del prof. Emmanuel Anati, che si avrà modo di incontrare.

Makhtesh-Ramon, deserto del Negev


INIZIATIVE CARITATEVOLI 4

5

L'Istituto "Effeta Paolo VI" di Betlemme è una scuola specializzata per la rieducazione audifonetica dei bambini audiolesi

Il 26 maggio con padre M.Pazzini e padre F. Manns, dello Studium Biblicum di Gerusalemme Il 25 maggio un incontro sul restauro della Natività di Betlemme

Perchè un bimbo sordo non diventi un adulto emarginato

Cafarnao: la città dove visse Gesù Una splendida Basilica

L

'Istituto “Effetà Paolo VI” di Betlemme è una scuola specializzata per la rieducazione audiofonetica dei bambini audiolesi residenti nei Territori Palestinesi. Le finalità principali del Centro sono la formazione e la preparazione dei suoi studenti ad affrontare la società con la consapevolezza che la sordità non è un ostacolo per un'affermazione personale nell'ambiente civile.L'istituto è sorto a Betlemme per desiderio di Papa Paolo VI durante la Sua visita in Terra Santa nel 1964. In quell'occasione Sua Santità constatò la presenza di numerosi bambini non udenti privi di assistenza, ed espresse il desiderio che fosse realizzata un'opera educativa per la loro riabilitazione. In Palestina il problema della sordità congenita ha un'in-

cidenza elevatissima e colpisce migliaia di bambini. L'istituto "Effetà Paolo VI" di Betlemme permette ogni anno a circa 180 bambini bisognosi di avere assistenza ed educazione, di poter ascoltare e parlare. Attraverso proposte graduali e progressive, ogni alunno dell'Istituto Effetà è aiutato a relazionarsi con gli altri, a comunicare in modo adeguato e ad inserirsi positivamente nella società. Il metodo utilizzato dai logopedisti, dagli insegnanti e dagli educatori di Effetà si definisce di tipo "orale". Sin dai primi anni si cerca di insegnare terapeuticamente il linguaggio al bambino con un allenamento acustico, sfruttando i residui uditivi esistenti, una labio-lettura ed una imitazione dell'articolazione della parola stessa. Successivamente

il bambino viene accompagnato nell'acquisizione di una competenza linguistica sempre più articolata, inclusa la capacità di comprendere la struttura grammaticale e sintattica della frase ed il suo significato.I pellegrinaggi nella Terra del Santo sono anche occasione per esprimere e vivere la solidarietà nei confronti dei cristiani di quei luoghi che molto spesso si sono sentiti abbandonati dal mondo occidentale. L'Ufficio Pellegrinaggi promuove la raccolta di vestiario e cancelleria per l’Istituto Effetà di Betlemme e organizza con i pellegrini in pellegrinaggio degli incontri presso la scuola per avere il modo di conoscere meglio questa splendida realtà. Per info www.sostienieffeta.org Elena Santolin

L'Istituto Effeta Paolo VI, Betlemme

L'associazione Non Dalla Guerra propone esperienze di volontariato per i giovani in Medio Oriente e inziative di sensibilizzazione sul tema delle migrazioni nel territorio

Dai campi profughi in Giordania agli incontri nelle scuole

S

ensibilizzare la cittadinanza sui temi dei conflitti e delle migrazioni per promuovere un’educazione alla pace e al dialogo e offrire ai giovani la possibilità di vivere un’esperienza di volontariato e di incontro con i rifugiati siriani e iracheni in Giordania. Lungo queste due principali attività si muove l’impegno di Non Dalla Guerra, associazione nata a Vicenza nel 2016. Oltre 25mila gli studenti incontrati finora nelle scuole del territorio grazie a un percorso formativo strutturato in accordo con l’Ufficio Scolastico del capoluogo che punta a diffondere tra i ragazzi la cultura dell’accoglienza spiegando le motivazioni e raccontando le storie di chi ogni giorno è costretto a lasciare il proprio Paese d’origine.

Più di 200 i giovani che hanno partecipato ai campi estivi di volontariato in Giordania tra i rifugiati siriani e iracheni. Un’opportunità possibile grazie alla continua collaborazione con Caritas Jordan, che è anche la destinataria delle numerose raccolte fondi promosse dall’associazione durante tutto l’anno. Ammonta a 23mila euro il ricavato finora ottenuto durante le campagne di beneficenza grazie all’organizzazione di eventi di sensibilizzazione in tutta Italia. Somma che la Caritas giordana ha impegnato a sostegno di progetti di scolarizzazione per bambini e ragazzi siriani e iracheni e per iniziative di supporto alle migliaia di rifugiati che ogni giorno si rivolgono ai suoi centri. Non Dalla Guerra

ha preso il via da un piccolo gruppo di giovani che sentivano il bisogno di non essere più spettatori passivi di ciò che accade nel mondo. Giovani che, dopo essere entrati in contatto con chi ha subito le conseguenze della guerra, hanno capito che la pace e il cambiamento dipendono da ognuno di noi. Giovani che hanno scelto di trasmettere questo messaggio ad altri giovani, convinti che le nuove generazioni possano avere un ruolo fondamentale nel costruire una società libera da pregiudizi e più accogliente. Per maggiori informazioni sui progetti consultare il sito internet www.nondallaguerra.it Tommaso Carrieri

Amici di Adwa si occupa di adozioni a distanza, raccolta fondi e formazione dei volontari

Giovane di Non Dalla Guerra in un campo profughi in Giordania

La missione di padre Cuccarollo ad Ashotsk in Armenia

L

I

I bambini di una delle missioni sostenute da Amici di Adwa canica suor Laura, madre superiora e fondatrice, sempre pronta a rispondere ai bisogni della "sua" gente, dai piccoli ai Capi di Stato. È lei che accoglie i nostri gruppi e dona con entusiasmo testimonianza delle attività della missione. In Italia opera l’Associazione Amici di Adwa Onlus, che si occupa principalmente di adozioni a distanza; raccolta fondi per diversi progetti; comunicazione pubblica a livello locale e nazionale; formazione e selezione per l'invio di personale volonta-

rio; contatto con Organizzazioni ed Enti aventi gli stessi scopi. A tal proposito vi invito a visitare il sito internet: www.amicidiadwa. org, dove si trovano approfondimenti ed informazioni dettagliate a riguardo. E’ un bel modo per tener vivo un incontro fatto in pellegrinaggio, che magari ha toccato particolarmente la nostra sensibilità oppure, se non si è stati in Etiopia, per conoscere una realtà di grande solidarietà. Elena Bolis

l 7 Dicembre 1988 un disastroso terremoto ha sconvolto gran parte del nord dell’Armenia provocando alcune decine di migliaia di vittime e ingenti danni materiali. La Caritas Italiana, nonostante allora fosse Unione Sovietica, per volontà del papa San Giovanni Paolo II, è intervenuta immediatamente con la costruzione dell’ospedale Redemptoris Mater e di 21 ambulatori in altrettanti villaggi nei dintorni dell’ospedale. Il tutto a circa 2.000 metri di altitudine in condizioni ambientali e sociali molto difficili: freddo e neve durante il lungo inverno e durante l’estate la gente si dedica alla pastorizia e a preparare il letame per riscaldare le abitazioni durante l’inverno. Da subito San Giovanni Paolo II ha chiesto ai Religiosi Camilliani e alle Piccole Sorelle di Gesù di prendersi cura della gestione dell’ospedale. Aperto il 7 Ottobre 1991, da ormai 27 anni l’ospedale, che offre ancora ora un servizio quasi gratuito, è sopravissuto con l’aiuto della Caritas Italiana prima e poi dei Camilliani, della C.E.I. (otto per mille) e di centinaia di piccoli e grandi benefattori: as-

sociazioni, parrocchie, privati cittadini. Il sottoscritto, P. Mario Cuccarollo, nativo di Cartigliano (VI), quardandosi attorno ha visto tanta povertà e a volte miseria e ha attivato nel tempo varie iniziative: sostegni a distanza fra famiglie italiane/francesi e famiglie armene, distribuzione di vestiario e alimentari, finanziamenti per la frequenza di scuole superiori per giovani, finanziamenti di micro progetti.... Ora i sostegni a distanza sono poco meno di 500. Si tratta di un campo molto vasto dove il tempo e il denaro non bastano mai. padre Mario Cuccarollo direttore dell'ospesale Redemptoris Mater

padre Mario Cuccarollo

Damasco, e nella diramazione della Via Maris, dalla costa verso l’entroterra della Decapoli. Queste strade permettevano a Gesù di incontrare moltissime persone, mentre Nazaret era una frazione montagnosa tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione. Nello stesso tempo Cafarnao era sufficientemente distante dai grandi centri urbani, specialmente da Tiberiade dove Erode Antipa aveva stabilito la sua capitale. In tal modo Gesù poteva diffondere largamente il suo messaggio del regno di Dio senza provocare le reazioni da parte dei capi politici e religiosi, almeno agli inizi. Cafarnao aveva una popolazione molto diversificata: pescatori, agricoltori, artigiani, mercanti, pubblicani, ecc. Essi vivevano in un medesimo villaggio-città, ma apparentemente senza accentuate disuguaglianze economiche. Anche le relazioni tra gli abitanti di Cafarnao e la gens romana si distinguevano per una singolare

cordialità, fino al punto che fu un centurione a costruire la sinagoga per la comunità ebraica, mentre da parte loro gli anziani del villaggio contraccambiarono tale generosità raccomandando a Gesù la guarigione del servo (Lc 7,1-10).A questa gente laboriosa Gesù rivolse il suo messaggio e da questa stessa comunità egli scelse la maggior parte dei suoi discepoli, sia tra i pescatori (Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni) che tra i pubblicani (Matteo). Durante la Linfa dell’Ulivo avremo ospiti due autorevoli docenti francescani p. Massimo Pazzini e p. Frederic Manns, già entrambi decani della facoltà di Scienze Bibliche ed Archeologia a Gerusalemme. La conferenza di domenica 26 maggio avrà come titolo: Cafarnao, la Città della predicazione di Gesù e si parlerà del contesto attorno alla città stessa e della presenza del Maestro e Signore lungo il lago di Galilea.  Staff Uff.Pellegrinaggi

«

Su quella santa caverna del Natale di Cristo è costruita una grande chiesa a croce e la sua cupola si leva quadrata. La chiesa del Natale di Cristo è tutta ricoperta di stagno, tutta decorata a mosaico; ha otto colonne circolari di marmo, è pavimentata con tavole di marmo bianco e ha tre porte…». È un tratto del diario di Daniil Egumeno dalla terra di Georgia tra il 1104 e il 1109. La sua testimonianza ci è cara, assieme a quella di tanti altri pellegrini delle epoche precedenti, perché ci raccontano i Luoghi Santi. Quest’anno sarà il momento di parlare della grande basilica della Natività a Betlemme. Fin dai fatti neostamentari la terra di Efrata, presso la città di Betlemme, accolse il Figlio di Dio assieme ai suoi genitori provenienti dalla terra di Galilea. Soggiornarono presso una delle grotte naturali della città e lì nacque Gesù. Per antichissima tradizione oggi possiamo mostrare il luogo dove nacque, fu adagiato e dove fu visitato dai pastori e dai Magi. L’archi-

tettura dell’imperatore Costantino, e successivamente altri imperatori, fecero una grande basilica di straordinaria importanza per tutta la cristianità. Ci è giunta quasi intatta nella sua magnificenza e quindi la possiamo ammirare ancora oggi. La conferenza a due voci, in programma il 25 maggio a Vicenza durante il Festival Biblico, sarà presenziata dal dott. Giammarco Piacenti, restauratore e titolare dell’omonima azienda italiana che si sta occupando dei restauri della basilica. Ci parlerà dei mosaici, della pavimentazione, delle trabeazioni e dei risultati di una delle più belle ed entusiasmanti operazioni di “messa a nuovo” di un monumento antico. Alla sua relazione si unirà don Gianantonio Urbani che inquadrerà la Basilica dal punto di vista storico e archeologico. Un appuntamento a due voci per far parlare la “voce” dell’arte, della Terra Santa con i suoi Luoghi Santi e della tradizione antica dei pellegrinaggi verso il luoghi biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Mini corso biblico sul libro di Giona

A

Una speranza nella vita degli ultimi in Etiopia L'Ospedale Redemptoris Mater ’Ufficio Pellegrinaggi crede fermamente nell’importanza della conoscenza, condivisione ed aiuto alle “Pietre Vive” che si vanno ad incontrare lungo le vie di ogni esperienza di pellegrinaggio. Chi sono le “Pietre Vive”? Si tratta di persone, che operano nei luoghi visitati e che portano avanti progetti, azioni, missioni o idee a favore della popolazione cristiana e non del posto. Vi voglio raccontare di una realtà che molti di voi hanno avuto la fortuna di aver visto in prima persona: la missione Kidane Mehret ad Adwa in Etiopia, regione per anni segnata dalla guerra, carestie e gravi carenze del sistema sanitario. I Salesiani, con l’aiuto delle Suore di Maria Ausiliatrice, hanno saputo operare con dedizione ed impegno fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento per l'istruzione, la formazione, l'assistenza della popolazione locale. Dal nulla iniziale ora la missione offre: una scuola materna, elementare, media, superiore, tecnica, promozione della donna, assistenza sociale e medica… un vero miracolo! L’anima di questa realtà è la vul-

«

In base alla convergenza delle fonti letterarie e dei reperti archeologici, ci sentiamo autorizzati ad affermare che l’identificazione della casa di San Pietro a Cafarnao debba ritenersi moralmente certa. Aggiungiamo che nessun altro santuario cristiano in Palestina può vantare una tale testimonianza archeologica ininterrotta a partire dai tempi di Gesù. D’altra parte il caso di Cafarnao sta a comprovare la forza delle tradizioni. ». È il francescano archeologo p. Virgilio Corbo che riporta queste parole nel rapporto di scavo di Cafarnao. Gli scavi portati a termine dai francescani aiutano ad ambientare meglio parecchi brani del Vangelo. Secondo la narrazione evangelica, Gesù lasciata Nazaret venne ad abitare a Cafarnao (cf Mt 4,12), la quale divenne, sotto un certo aspetto, la sua città (cf Mt 9,1). Cafarnao offriva il vantaggio di trovarsi lungo la grande arteria di collegamento che da Bet Shean conduceva a

bbiamo scelto il profeta Giona e il suo omonimo libro come tema di approfondimento nel mini corso biblico perché il tema generale del Festival Biblico è la Polis – città. Giona è probabilmente un uomo della Galilea nato vicino a Nazareth che improvvisamente sente la voce di Dio che lo invita ad andare verso Ninive, una città Assira, dove portare l’annuncio della fede del Dio di Israele. Preso da una grande paura, decide di andare verso la direzione opposta: cioè verso Giaffa e si imbarca verso le antiche colonne d’Ercole. Viene però inghiottito da un grosso pesce e dopo tre giorni risputato nella spiaggia di Giaffa. Quindi l’uomo di Dio fugge dalla grande città animata da tanti peccati ma si ritrova negli abissi del mare e quindi nel ventre della terra. Potrebbe essere la dinamica della nostra esistenza che pur essendo in fuga da certe situazioni difficili si ritrova poi in realtà analoghe anche se insperate. Questa esperienza di Giona è una delle prefigurazioni della resurrezione, infatti quando chiedono a Gesù di dargli un segno il Cristo risponderà “non vi sarà dato altro che il segno di Giona”, cioè la discesa del figlio di Dio nel ventre della terra dove ci sono gli inferi e poi la sua resurrezione dopo tre giorni. Questa è la dinamica del libro del Profeta Giona che ha una forte valenza simbolica e spirituale in tutto il cristianesimo delle origini. a tal punto che la sua storia viene raffigurata in molti mosaici del cristianesimo delle origini e nel mondo bizantino. (d.R.S)

Programma di massima - Edizione 2019 23 -26 aprile 2019, 44° Corso di Aggiornamento biblico teologico a Gerusalemme Profetismo e Apocalittica 1

. Domenica 26 maggio, ore 10.45 Giona e il grande pesce Aspetto Biblico Antonella Anghinoni

2 Maggio 2019, Biblioteca Ambrosiana di Milano Giornate di Archelogia - Arte e storia del Vicino e Medio Oriente

5

3

6

Domenica 19 maggio 2019, Marola ore 16.00 “Non può restare nascosta una città che sta sopra un monte" (Mt 5,14b) - La città di Hippos Sussita sul lago di Galilea. Archeologia e storia. Don Gianantonio Urbani

4 MINI CORSO BIBLICO SUL LIBRO DEL PROFETA GIONA Oratorio del Gonfalone, Vicenza 7

. Venerdì 24 maggio, ore 10.45 La città di Ninive: luogo di grande perdizione Aspetto storico, geografico e archeologico Don Gianantonio Urbani . Sabato 25 maggio, ore 10.45 Non vi sarà dato altro che il segno di Giona (Lc 11, 29-32) Aspetti teologici Pastore Ilenya Goss

Sabato 25 maggio, chiesa di San Rocco - Vicenza, ore 15.30 La città di Betlemme:luogo della nascita di Gesù La Basilica della Natività: aspetto biblico, storico e il recente restauro Giammarco Piacenti Domenica 26 maggio 2019, chiesa di Santa Corona - Vicenza, ore 15.30 Cafarnao: la città della predicazione di Gesù a. Il contesto del lago di Tiberiade dove si colloca Cafarnao b. Gli scavi archeologici a Cafarnao e la presenza di Gesù in questa città Padre Frederic Manns e Padre Massimo Pazzini Lunedì 27 maggio, sala consigliare, Cologna Veneta, ore 17.00 Ottocento anni di san Francesco in Terra Santa 1219 – 2019 Il transito da Cologna Veneta del povrello di Assisi Padre Frederic Manns e Padre Massimo Pazzini

Il programma dettagliato sarà visibile sul sitoo www.linfadellulivo.it Per informazioni contattare l’Ufficio Pellegrinaggi allo 0444.327146


6

7

La guida, edita da Ediciclo, vi porta dal Passo Resia a Vicenza-Montagnana sulle due ruote

La Via Romea Strata in bicicletta Volume 2

T

utti in sella grazie al secondo volume della guida in bicicletta! Già perché quest’anno l’Ufficio Pellegrinaggi ha continuato la collaborazione con la casa editrice Ediciclo per la pubblicazione del secondo volume dedicato alle due ruote. Il progetto nel suo intero prevede la stampa dell’intero percorso della Romea Strata (oltre 1400 km) suddivisi in tre volumi: il primo da Tarvisio a Padova – Montagnana (pubblicato ad aprile 2018), il secondo dal Passo Resia a Vicenza – Montagnana (disponibile dalla primavera 2019) e il terzo volume da Montagnana a Fucecchio – San Miniato sarà l’ultimo volume della collana. Il volume è stato possibile grazie a un piccolo contributo ricevuto da Fondazione Cattolica Assicurazioni. La Romea Strata si svolge lungo l’antico sistema si vie che dal Mar Baltico si dirigevano a Roma conducendo viandanti e pellegrini alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Nel secondo volume dedicato alla bicicletta è descritto il tragitto di circa 180 chilometri (Via

Claudia Augusta) che dal confine con l’Austria al Passo Resia scende attraverso la Val Ve nosta fino a Merano e giunge nei pressi di Bolzano per poi incanalarsi nella Val d’Adige attraverso Trento e Rovereto. Qui inizia un ulteriore percorso, la Via Romea Vicetia, di circa 140 chilometri, che dalla città

trentina di Rovereto attraversa le Prealpi Vicentine giungendo a Schio, Vicenza, i colli Berici e Montagnana, in provincia di Padova. In questi due assi principali si innestano altre varianti importanti, come quella che dal Brennero porta a Bolzano confluendo nella Romea Claudia Augusta; un tratto della Via Romea Postumia che collega Verona e a Vicenza, un tratto della Via Romea Porciliana che da Verona porta a Montagnana attraverso San Bonifacio. Questa guida si rivolge al pellegrino in bicicletta, suggerendo l’itinerario migliore per apprezzare il territorio attraversato e a volte discostandosi dal tracciato della Romea Strata dedicato a coloro che intraprendono il percorso a piedi, aiutandolo con consigli, dettagliate descrizioni, profili altimetrici, box di approfondimento dedicati ai luoghi più rilevanti dal punto di vista storico-culturale e ai cosiddetti “Polmoni spirituali”, ovvero i siti più significativi per la fede e la cultura. Luisa Dal Prà

A breve una guida biblica che accompagna il pellegrino di oggi lungo il cammino

Per accompagnare la spiritualità dei pellegrini

Q

uesto progetto, che può apparire troppo ambizioso, è in realtà nato dal desiderio profondo di offrire uno strumento agile, semplice e chiaro che accompagni il pellegrino nel cammino fisico, ma con attenzione specifica alla dimensione spirituale. Le due dimensioni costituiscono l’uomo, non sono imprescindibili l’una dall’altra e, proprio per questo, sembra necessario porre l’accento sulla loro unità. Le motivazioni di partenza del pellegrino non sono mai quelle che lo accompagnano all’arrivo fisico, perché evolvono passo dopo passo, e anche l’animo si mette in moto, passo dopo passo, fino a lasciarsi stupire di quanto vede, ascolta, tocca, sente… Il cuore si apre alla meraviglia e lì, spesso, incontra Dio

cuore-a-cuore. Il vero pellegrino, infatti, è l’umanità in ricerca. Spesso in ricerca di Dio. Talvolta può essere una ricerca inconsapevole, ma lungo la strada ha l’opportunità di prenderne coscienza. L’incontro con un volto, una storia, un luogo, una Parola… cambia l’animo di chi è disposto ad ascoltare non solo con le orecchie, ma con il cuore. “Tutto concorre al bene di quanti amano Dio”, dice la lettera ai romani e, parafrasando, si potrebbe dire che “tutto concorre al bene di quanti cercano Dio, perché hanno un cuore rivolto a Lui, pieno del desiderio di incontrarlo” e, magari, di “trovarLo in tutte le cose”, come diceva sant’Ignazio di Loyola. Non sarà una guida biblica specifica di una via di pellegrinaggio perché

tutti i pellegrini custodiscono nel cuore gli stessi desideri ed è una grande opportunità poterli incontrare nei loro diversi peregrinare… Sarà un po’ come camminare fianco a fianco, perché il Signore Gesù inviando i primi settantadue discepoli chiese loro di non portare il superfluo, ma un bastone per appoggiarsi nella fatica ed un amico per poggiarvi il cuore. La guida vorrebbe offrire a tutti la compagnia nella fede, così rara, ma preziosa, che ci si può regalare solo tra amici speciali. L’aiuto di un noto biblista, padre Ermes Ronchi, permetterà di avere una guida di alta qualità spirituale, pur nella sua maneggiabilità e leggerezza fisica. Naike Monique Borgo

A Lienz l'ultimo incontro tra i partner del progetto Interreg Italia-Austria "Romea Stra"

Insieme verso la candidatura a Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa

L

’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza sta avviando una stretta collaborazione con alcune realtà a livello internazionale per riscoprire e valorizzare il percorso della Romea Strata dal Baltico a Roma e per fare di questo percorso un Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. Al momento sono una ventina le realtà coinvolte, presenti in cinque diversi paesi europei. Si tratta di enti, associazioni, organizzazioni già presenti e attive lungo il tracciato che hanno deciso di mettersi in rete per coordinare le proprie attività con l’obiettivo di riscoprire quelle antiche vie, prima commerciali e poi di pellegrinaggio, che collegavano il Mar Baltico con Roma. l lavoro di queste realtà porterà alla costituzione di un’associazione europea che avrà i seguenti obiettivi: salvaguardare il patrimonio europeo materiale e immateriale legato al percorso delle vie Romee nel Nordest Europa, patrimonio che verrà poi valorizzato sviluppando una strategia comunicativa e di promozione comune; promuovere pratiche culturali ed artistiche contemporanee; incentivare un turismo sostenibile e accessibile attraverso la realizzazione di infrastrutture e servizi per rendere il percorso fruibile da tutti; proporre scambi culturali ed educativi per i giovani a livello europeo; promuovere studi, ricerche e analisi di carattere interdiscipli-

nare relative al percorso delle vie romee nel Nordest Europa. L’associazione cercherà inoltre di perfezionare le proprie attività attraverso lo scambio di esperienze e buone pratiche e attraverso un costante monitoraggio delle attività svolte, in stretta collaborazione con le istituzioni europee e in particolare l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali. Una volta rafforzato e sviluppato l’itinerario in tal senso, l’associazione presenterà la propria candidatura all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali per ottenere per questo percorso il riconoscimento di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, riconoscimento già assegnato in Europa a 33 altri itinerari, tra i quali il Cammino di Santiago e la Via Francigena. È un progetto ambizioso che richiederà alcuni anni per la sua realizzazione. Si tratta però di un lavoro importante per la promozione del turismo e la riscoperta del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico di questo percorso che unisce l’Europa occidentale e l’Europa orientale. Il rafforzamento dell’itinerario rappresenta anche una grande opportunità per il territorio, in quanto costituisce uno stimolo per lo sviluppo economico, permette una diffusione della cultura e della conoscenza, incentiva la partecipazione attiva dei cittadini.

Q

progetto: studio e posizionamento della segnaletica del tratto Romea Vicetia, da Passo Pian delle Fugazze a Pojana Maggiore, ristrutturazione di un alloggio per i pellegrini nel comune di Schio, stampa di materiale cartaceo multilingua per la diffusione del progetto, stampa di una guida specifica con approfondimenti di carattere storico, culturale, religioso, enogastronomico per le aree eleggibili interessate dal progetto, un corso per guide in tedesco affinchè accompagnino i pellegrini lungo la Romea Strata, valorizzazione dei siti di Zuglio e Aquileia, implementazione del sito internet e realizzazione di un video multilingua visibile su youtube. L’evento conclusivo di Lienz ha dato modo ai partner di confrontarsi per l’ultima volta sulle attività svolte e fare un resoconto sul biennio di

lavoro intrapreso in comune. Un plauso va a tutti i partner poiché sono riusciti a raggiungere gli obiettivi nei tempi previsti e rispettando le scadenze stesse che erano state poste nel testo del progetto. Inoltre pur dovendosi confrontare con enti, lingua e metodologie di lavoro diversi si è sempre riusciti a lavorare in condivisione, con rispetto e in sinergia scopi che, anche se non sono dichiarati in un progetto, sono forse il lascito più importante che un progetto di cooperazione transfrontaliero dovrebbe lasciare. Certamente un progetto in cui si è lavorato bene e che si è concluso in modo favorevole fra tutti gli attori presenti, incentiva il desiderio di operare ancora assieme e svolgere attività che vanno a beneficio di tutti. Luisa Dal Prà

Sulle orme di don Primo Mazzolari

S

ono già passati 60 anni dal giorno in cui don Primo Mazzolari è salito al cielo improvvisamente. Era un prete straordinario a tal punto che san Giovanni XXII da tutti chiamato il Papa buono lo aveva definito “la tromba dello Spirito Santo della bassa mantovana”. Il parroco di Bozzolo è stato infatti un precursore dei grandi temi affrontati durante il Concilio Vaticano II che si sarebbe svolto subito dopo la sua morte e al quale sarebbe stato invitato da Papa Roncalli. Recentemente anche Papa Francesco è stato a Bozzolo per fare memoria della sua figura e della sua opera affermando che l’esempio di questo sacerdote dalle visioni profetiche avrebbe dovuto essere seguito anche da altri. In particolar modo don Primo ha sviluppato la prospettiva

di una chiesa aperta al mondo e non contro il mondo, una chiesa dentro la storia come sua anima profonda e non come giudice del tempo nel quale è inserita. Quindi un capovolgimento di prospettiva molto importante per quei tempi che è costato molto in termini di critica principalmente dai suoi confratelli. Conseguentemente don Mazzolari ha anche rivisto il modo con il quale la chiesa è chiamata a guardare le persone e scrisse un testo antesignano chiamato “la più bella avventura” nel quale commentando e parafrasando la parabola del figliol prodigo (Luca 15) indica lo stile con il quale la chiesa è chiamata come il suo Signore ad andare in cerca di chi si è perduto per riaccoglierlo, alimentarlo vivendo così un profondo atteggiamento di misericordia come Dio padre.

Molti altri testi scrisse questo sacerdote ma quello che toccò il vertice sommo fu un’omelia pronunciata il venerdì intitolata: “nostro fratello Giuda” nella quale evidenziava come tutti noi in forme diverse siamo come questo discepolo che ha consegnato Gesù nelle mani dei suoi acerrimi nemici. Visiteremo anche l’antica Abbazia di san Benedetto Po che era formata nella sua grandiosità da 11 chiostri. Era stata fondata dai benedettini ed era definita la Montecassino del nord Italia per la sua rilevanza. Era stata costruita su un antico insediamento bizantino e questo è stato scoperto dagli scavi archeologici ed è attualmente visibile. Il monachesimo benedettino ha risollevato la vita delle persone dopo la caduta dell’impero romano tramite il famoso motto ora et labora et lege.

Claudia De Zen

Don Primo Mazzolari (1890-1959)

Dal 17 al 19 maggio Pistoia, Lucca e Pisa. Tre giorni ricchi d'arte, storia e fede Il covegno tenutosi ad Aquileia a giugno 2018

Arriverà nel 2019, realizzata dalla famosa ditta Zamberlan

Tutte le strade portano i pellegrini a Roma La scarpa della Romea Strata uattro sono stati gli enti che nel corso di 2 anni hanno lavorato assieme con lo scopo di valorizzare e promuovere l’antico cammino di fede e cultura della Romea Strata: il comune di Schio come capofila, l'Ufficio Pellegrinaggi Diocesi di Vicenza, la Provincia di Udine (sostituita poi dalla Fondazione Aquilea) e il Bildunghaus Osttirol come partner austriaco. La Romea Strata appartiene alla “rete stradale” antica e religiosa, che va dal Nord Europa a Roma la meta finale del pellegrinaggio. I partner si sono impegnati a portare avanti il progetto ognuno con obiettivi e attività diverse ma tutte volte a rendere più funzionale, far conoscere e promuovere la Romea Strata. Nel corso di 2 anni di collaborazione sono stati intrapresi e raggiunti i seguenti scopi di

Sui luoghi del parroco di Bozzolo e visita all'antica abbazia di San Benedetto Po

D

a millenaria via d’accesso a Roma, lentamente dimenticata e abbandonata, la Romea Strata è tornata ad essere ciò che era: un patrimonio che unisce Paesi e persone, una meta geografica e interiore, un’occasione per incontrare arte, storia, tradizioni, un’esperienza di vita. A sostenere, nei prossimi tre anni, l’Ufficio Pellegrinaggi in quest’importante progetto dalla coinvolgente forza generativa sarà il Calzaturificio Zamberlan. Fin dalla sua origine, l’azienda di Pievebelvicino si è occupata di “far camminare” gli appassionati di tutto il mondo durante trekking, alpinismo, escursioni leggere o lunghi cammini. In novant’anni di storia,

Zamberlan ha mantenuto i valori del fatto a mano, senza forzare il processo produttivo e puntando sempre a migliorare il prodotto, soprattutto dal punto di vista tecnico, riconosciuto punto di forza. Ma c’è di più: è in fase di studio una calzatura per affrontare i molti chilometri, i diversi tipi di terreno e le svariate situazioni meteo di chi viaggia al ritmo del proprio passo seguendo quell’inarrestabile sete di scoperta che contraddistingue i pellegrini. A questo tipo di camminatore-cercatore, è dedicata la scarpa che prenderà il nome di Romea Strata e che verrà lanciata nel 2019, anniversario dei novant’anni di attività Zamberlan. Strade e storie s’intrecciano, in pieno stile pellegrino, e portano frutti per proseguire con passo ancora più sicuro!

Alla scoperta delle bellezze toscane

C

ontinua la collaborazione tra l’Ufficio Pellegrinaggi e Villa San Carlo! Anche quest’anno si è pensato ad un mini-pellegrinaggio in primavera dal 17 al 19 maggio, con una meta ricchissima di spunti: la Toscana. Le tappe principali sono tre: Pistoia, Lucca e Pisa. Pistoia, proclamata nel 2017 Capitale italiana della cultura, ha origine romane e offre un sorprendete centro storico ricco di chiese, chiostri, palazzi e monumenti che ruotano intorno ad una Piazza del Duomo, tra le più affascinanti d’Italia. Durante il Medioevo, Pistoia fu anche punto di convergenza di importanti vie di pellegrinaggio; non solo di transito verso Roma, ma anche centro e punto di arrivo del pellegrinaggio jacopeo. Pistoia è infatti denominata anche "Santiago minor", per la presenza di una reliquia dell'apostolo Giacomo nella Cattedrale di San Zeno. Questa città è un punto nevralgico del progetto Romea Strata. Continuiamo con

Duomo di Pistoia Lucca, antica città-stato, l’unica ad aver conservato la propria indipendenza fino al 1847. La singolare circostanza storica ha fatto di Lucca una sorta di splendida isola fortificata. All’interno della cinta muraria si trova un centro dalla trama medievale, dove è sorprendente la convivenza di diversi monumenti, testimoni di tutte le epoche storiche attraversate dalla

città. A partire dall’Anfiteatro romano, la Cattedrale di San Martino eretta nel Medioevo, uno dei luoghi di culto di Lucca, denominata anche “città delle 100 chiese”, fino ai Palazzi rinascimentali. Ed infine giungiamo a Pisa, famosa in tutto il mondo per la sua Piazza dei Miracoli dove si trova la Torre di Pisa, capace di sprigionare una bellezza senza tempo, evocativa e potente. Pisa vanta una storia millenaria, che raggiunse il culmine all’epoca delle Repubbliche Marinare, periodo che permise di rendere il centro della città uno scrigno di tesori artistici, in cui spiccano chiese romaniche e gotiche. Importanti anche le sedi universitarie, il cui valore non è scemato lungo i secoli. Il mini pellegrinaggio è arricchito anche da molte altre tappe, altrettanto affascinanti e significative, per scoprirle non esitate a contattare l’Ufficio Pellegrinaggi! Elena Bolis

Isola di San Francesco del Deserto, Venezia

Il 2 aprile la Scuola Grande di San Rocco e l'Isola del Deserto

A Venezia, fra Tintoretto e San Francesco

F

rancesco d’Assisi (dopo la sua conversione e il suo cambiamento di vita avvenuto leggendo il Vangelo di Marco) intraprende, come gli antichi pellegrini medievali, il cammino delle 3 grandi “peregrinatines maiores”.Va a Roma a ad incontrare il papa per ricevere la sua benedizione ed iniziare la propria vita religiosa insieme con altri confratelli. Si dirige verso Santiago de Compostela per comprendere meglio il senso profondo della chiamata che Dio gli aveva fatto e in questa città vi è la testimonianza di tutto ciò in una bella chiesa vicino alla cattedrale di san Giacomo.Nel 1219 si imbarca per la Terra Santa dove Dio si è manifestato nel tempo e nella storia agli uomini per andare alle radici e sorgenti della fede. Arriva a Damietta un porto sul Mediterraneo al seguito della quinta crociata e innanzitutto incontra il sultano Al Malik nipote del grande Saladino. Quindi comincia un confronto con la presenza islamica già operante da tempo in queste terre e riceve dal grande principe il permesso di recarsi nei luoghi più significativi dove Gesù ha vissuto ed operato. Aveva inviato già 2 anni prima alcuni francescani per comprendere meglio la situazione e l’ambiente e dopo la sua esperienza di pellegrinaggio decise che era importante la presenza di “uomini di pace” che abitassero questa terra e quindi fonda e costituisce la Custodia di Terra Santa e dei luoghi santi che è giunta fino a noi. Di ritorno dalla Terra santa nel 1220 utilizza navi veneziane che lo portano attraverso le varie basi della Serenissima nell’Egeo e nell’Adriatico nella città lagunare. Come tutti i navigatori deve fare la quarantena e cioè restare per quaranta giorni in un’isola a causa delle probabili malattie che potevano scoppiare e per questa ragione resta

nell’isola del deserto che poi sarà chiamata isola di san Francesco al deserto dove ancora ora vi è una significativa presenza francescana. Finito questo tempo di isolamento arriva in terra ferma e si dirige verso Bassano del Grappa e da qui si sposta verso Vicenza (e alloggia nello spizio di San Salvador in quella che oggi chiamiamo Via San Francesco Vecchio a Vicenza), tramite la via Postumia va a Verona (qui abbiamo testimonianze scritte significative) e dopodiché tramite la Porcilana passando per Cologna e Montagnana si dirige in Emilia Romagna per giungere poi a La Verna meta del suo ritiro spirituale. Il nostro Ufficio Pellegrinaggi sta programmando una serie di iniziative per questa circostanza e saranno rese note dal prossimo settembre in avanti. Intanto abbiamo programmato questo pellegrinaggio per comprendere l’importanza di questo luogo e della presenza di San Francesco nel Veneto. In questo anno 2019 ricorre anche il 550esimo dalla nascita del grande Tintoretto molteplice e variegata è stata la sua opera pittorica e noi abbiamo scelto di visitare la scuola Grande di San Rocco dato il restauro che è stato fatto poco tempo fa e la nuova illuminazione che è stata realizzata per dare maggior risalto all’opera di questo sublime maestro dei colori.

Tintoretto, autoritratto


8

Sab 16 febbraio 2019 KOINÈ - XVIII SALONE INTERNAZIONALE Luogo: Vicenza Merc 20 febbraio 2019, ore 20.30 SERATA DI PRESENTAZIONE DELLA ROMEA STRATA AI CRESIMANDI Luogo: Gazzolo di Arcole, oratorio parrocchiale Merc 27 febbraio 2019, ore 09.30 Convegno LENTA MENTE VA. LA SCUOLA COME EDUCATIVO Luogo: Verona, Piazza Brà - sala convegni Palazzo della Gran Guardia

Sab 30 marzo 2019 PIEVI APERTE SULLA ROMEA STRATA ASSIEME A VERONA HIERUSALEM Luogo: Abbazia di Villanova e altre chiese del Veronese Dom 31 marzo 2019 IN CAMMINO A PIEDI DA PIEVE A SCHIO CON I RAGAZZI DEL ZANELLA Luogo: Pieve di Torrebelvicino e Schio e altre chiese del Veronese Merc 10 aprile 2019 LA ROMEA STRATA Luogo: Lonigo, salone parrocchiale Centro giovanile

Ven 1 marzo 2019, ore 20.30 PONTI NON MURI. GIORNATA DELLA MEMORIA DEL MURO DI SEPARAZIONE TRA ISRAELE E PALESTINA Luogo: Tavernelle di Sovizzo, chiesa parrocchiale

23-26 aprile, 2019 44° CORSO DI AGGIORNAMENTO BIBLICO-TEOLOGICO DELLO STUDIO BIBLICUM FRANCESCANUM Luogo: Gerusalemme

Ven 8 marzo 2019, ore 20.30 PREGHIERA AL FEMMINILE con PRESENZA DONNA Luogo: Vicenza, chiesa di San Carlo

maggio 2019 GIORNATA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DEL VICINO E MEDIO ORIENTE Luogo: Milano, Biblioteca Ambrosiana

Sab 9 marzo 2019, ore 16.00 PREGHIERA AL FEMMINILE con PRESENZA DONNA Luogo: Vicenza, Centro Presenza Donna

2 -26 maggio 2019 XV FESTIVAL BIBLICO "Polis"

15 maggio 2019 PREMIAZIONE CONCORSO LIONS ROMEA STRATA PER LE SCUOLE SUPERIORI Luogo: Montagnana

Dom 26 maggio 2019, ore 15.30 CAFARNAO: LA CITTÀ DELLA PREDICAZIONE DI GESÙ Luogo: Vicenza, chiesa di Santa Corona

Dom 19 maggio 2019, ore 16.00 NON PUÒ RESTARE NASCOSTA UNA CITTÀ CHE STA SOPRA UN MONTE (Mt 5,14b) Luogo: Marola

Lun 27 maggio 2019, ore 17.00 OTTOCENTO ANNI DI SAN FRANCESCO IN TERRA SANTA (1219-2019) Luogo: Cologna Veneta

Ven 24 maggio 2019, ore 10.45 LA CITTÀ DI NINIVE: LUOGO DELLA GRANDE PERDIZIONE Luogo: Vicenza, Oratorio del Gonfalone

23-25 giugno 2019 RIUNIONE ASSOCIAZIONE EUROPEA ROMEA STRATA Luogo: Aquileia

Sab 25 maggio 2019, ore 10.45 NON VI SARÀ DATO ALTRO CHE IL SEGNO DI GIONA (Lc 11, 29-32) Luogo: Vicenza, Oratorio del Gonfalone

25-27 luglio 2019 PELLEGRINAGGIO DIOCESANO SULLA ROMEA STRATA PER ADULTI ROMEA STRATA - VIA ROMEA VICETIA Luogo: da Valli del Pasubio a Isola Vicentina

Sab 25 maggio 2019, ore 15.30 LA CITTÀ DI BETLEMME: LUOGO DELLA NASCITA DI GESÙ Luogo: Vicenza, chiesa di San Rocco Dom 26 maggio 2019, ore 10.45 GIONA E IL GRANDE PESCE Luogo: Vicenza, Oratorio del Gonfalone

Geografia della Salvezza Interpretazione

Sua vita per la nostra Salvezza spalancando la speranza della gioia eterna. La bellezza della pittura intrisa di luce dorata del Tiepolo, l’armonia che racconta un’emozione fatta di gioia, il momento della Risurrezione condiviso insieme… per accogliere nei nostri cuori il mistero della vittoria della Vita. Manuela Mantiero

Santo Stefano, Vicenza

Fede

Natura

Tradizioni

Storia

Radici

Fratelli Maggiori Sorgenti

Memoria

Storia

Cultura

Scoperta

Pellegrinaggio Spiritualità

Formazione

Bibbia

Documentazione

Civiltà

Conoscenza

Biblioteca

Esperienza

Incontro

44° corso di aggiornamento biblico-teologico

Pasqua in Arte: per chi cerca A Gerusalemme si studia l'Epifania della bellezza «Profetismo e apocalittica» Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia nel cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione” (Giovanni Paolo II, Lettera agli artisti, Pasqua 1999). Museo Diocesano “P.G. Nonis”, Ufficio Pellegrinaggi e Ufficio per l’Evangelizzazione e la Catechesi della Diocesi di Vicenza, sabato 6 aprile alle ore 16, ci guideranno nella contemplazione della Risurrezione attraverso la Parola, la musica e l’arte. La chiesa di Santo Stefano aprirà le proprie porte per farci scoprire, nel capolavoro di Tiepolo, Gesù Cristo che si è fatto Uomo in mezzo a noi, donando la

Interiorità

Archeologia

Terre Bibliche

PELLEGRINAGGI

Il 6 aprile nella chiesa di Santo Stefano a Vicenza

Cammino Meta Ospitalità

Ricerca

I

l “Corso di aggiornamento biblico-teologico” (CABT) è stato ideato nel 1969 da padre B. Bagatti a Gerusalemme. L’edizione del 2019 avrà come tema “Profetismo e apocalittica”.Il CABT è particolarmente indicato per conoscere l’ambiente biblico nel quale si sono svolti i fatti narrati nelle Sacre Scritture e si è sviluppata la riflessione teologica sulla rivelazione. Il messaggio e i testi profetici e apocalittici, che formano molta parte delle letture e delle preghiere della Chiesa e dell’ebraismo, rappresentano un tesoro inestimabile

di riflessioni sulla storia della salvezza ed offrono spunti di riflessione intimamente connessi al mondo attuale. Il Decano fr. Rosario Pierri invita alla partecipazione, si alterneranno nelle conferenze (tre per mattinata) i seguenti relatori: p. F. Manns, prof. M. Nobile della Pont. Univ. Antonianum, il prof. L. Popko dell’École biblique di Gerusalemme, il prof. don V. Lopasso, il prof. fr. A. Coniglio, il prof. don M. Priotto, ed il prof. don F. Piazzolla.

* Gerusalemme 23 - 26 aprile 2019 per informazioni e adesioni contattare il Decano p. Massimo Pazzini sbfdecanuspazzini@mail.com oppure la segreteria SBF secretary@studiumbiblicum.org

Direttore responsabile: Lauro Paoletto Contributi a cura di: Ufficio Pellegrinaggi Diocesi di Vicenza Impaginazione a cura di: La Voce dei Berici

LINFA DELL’ULIVO

ROMEA STRATA

LUOGHI EBRAICI

APPROFONDIMENTI

Un Ponte per Betlemme

1° marzo 2019, ore 20.30 Tavernelle di Sovizzo Un “Ponte per Betlemme” è

il nome della giornata internazionale che si celebra ogni 1 °marzo , per iniziativa di “Pax Christi”, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e pregare affinché venga abbattuto il muro che divide Israele e Palestina. Ormai da diverso tempo anche l'Ufficio Pellegrinaggi organizza la preghiera che sarà venerdì 1° marzo nella chiesa parrocchiale di Tavernelle di Sovizzo alle ore 20.30.

Profile for ufficio pellegrinaggi

Speciale Voce dei Berici - febbraio 2019  

Periodico a cura dell'Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza

Speciale Voce dei Berici - febbraio 2019  

Periodico a cura dell'Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza

Advertisement