RAMESSE II
SEMIRAMIDE
BIOGRAFIA ANNIBALE
KURDISTAN IRACHENO
SPECIALE OPERAZIONE LIBANO
ANNIBALE RIVISSUTO w. ar
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LIB SPEC AN IALE O
CHAMAA • TIRO • SIDONE • BAALBEK • UADI QADISHA
DONNE E POTERE
IL FENOMENO SEMIRAMIDE
LETTERATURA
EGITTO IL VOLTO DI RAMESSE II
www.archeo.it
IN EDICOLA L’11 MARZO 2023
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2023
Mens. Anno XXXIX n. 457 marzo 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 457 MARZO
MISSIONE IN LIBANO
€ 6,50
SOMMARIO EDITORIALE
Sono solo sei colonne 3
NOTIZIARIO
6
SCOPERTE Un mistero a dodici facce
6
di Elena Percivaldi
ALL’OMBRA DEL VULCANO Dal fumo alle essenze
DONNE DI POTERE/1
18
di Davide Nadali
Semiramide superstar 44
di Maria Teresa Sgromo
ARCHEOFILATELIA Tesori del Libano
24
di Luciano Calenda
MOSTRE 8
di Alessandra Randazzo
FRONTE DEL PORTO I viaggi dell’oro giallo
16
di Giuseppe M. Della Fina
A TUTTO CAMPO Roselle a tre dimensioni
di Andreas M. Steiner
Attualità
nata in campagna
Guardare in faccia la storia
30
di Lorenzo Nigro
44 ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/6
10
di Claudia Tempesta
Memorie di un nemico
ARCHEOLOGIA SUBACQUEA Uno scalo di primaria importanza 12
60
di Giuseppe M. Della Fina
di Giampiero Galasso
30 he
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2023
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€ 6,50
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ARCHEO 457 MARZO
LIB SPEC AN IALE O
60 IN EDICOLA L’11 MARZO 2023
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o. it
INCONTRI La misura non si addice alla ricchezza MOSTRE Una passione
In copertina Baalbek (Libano). Le sei colonne del tempio di Giove cosí come si presentano oggi, dopo il restauro.
Presidente
Federico Curti
Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Internazionale Mens. Anno XXXIX n. 457 marzo 2023 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE OPERAZIONE LIBANO
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it
KURDISTAN IRACHENO
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
BIOGRAFIA ANNIBALE
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
SEMIRAMIDE
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Angelo Poliziano, 76 – 00184 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
RAMESSE II
Anno XXXIX, n. 457 - marzo 2023 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto
MISSIONE IN LIBANO CHAMAA • TIRO • SIDONE • BAALBEK • UADI QADISHA
DONNE E POTERE
IL FENOMENO SEMIRAMIDE LETTERATURA
ANNIBALE RIVISSUTO
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EGITTO IL VOLTO DI RAMESSE II
01/03/23 11:19
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Carla Alfano, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Giampiero Galasso è giornalista. Davide Nadali è professore associato di archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico presso «Sapienza» Università di Roma. Massimo Nafissi è professore ordinario di storia greca e romana presso l’Università degli Studi di Perugia. Lorenzo Nigro è professore ordinario di archeologia del Vicino Oriente antico e di archeologia fenicio-punica presso «Sapienza» Università di Roma. Elena Percivaldi è giornalista e storica del Medioevo. Alessandra Randazzo è giornalista. Maria Teresa Sgromo è archeologa, collaboratrice del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena. Claudia Tempesta è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica.
MOSTRE
Signori della guerra e dell’acqua
68
di Stefano Mammini
68 Rubriche
76
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Dalle folle alla fogna 110 di Francesca Ceci
LIBRI
112
SPECIALE
Operazione Libano
76
di Andreas M. Steiner, reportage fotografico di Marco Palombi
Illustrazioni e immagini: Marco Palombi: copertina e pp. 3, 76/77, 80, 82 (alto e centro), 82/83 (alto), 84/85, 86, 86/87, 88-93, 94/95, 95 (basso), 96-101, 104-105, 106, 108109 – Cortesia Onroerend Erfgoed: Kris Vandevorst: p. 6 – Cortesia Gallo-Romeins Museum, Tongeren: p. 7 – Alessandra Randazzo: pp. 8-9 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: pp. 10-11 – Cortesia Soprintendenza ABAP Friuli-Venezia Giulia: pp. 12-13 – Doc. red.: pp. 14, 20, 21 (basso), 22-23, 30/31, 36/37, 56/57, 60-63, 66 – Cortesia Studio Esseci, Padova: pp. 16-17 – Cortesia degli autori: pp. 18-19, 46 (basso), 47, 48-53, 54, 110 (basso), 111 – Cortesia MVOEM-Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo, «Sapienza» Università di Roma: pp. 30, 33 (alto), 34-35, 38 (basso), 38/39 – da: L’antico Egitto di Ippolito Rosellini nelle tavole dai “Monumenti dell’Egitto e della Nubia”, Novara 1993: p. 33 (basso) – Mondadori Portfolio: Mauritius Images/Tuul & Bruno Morandi: p. 38 (alto); Fine Art Images/Heritage Images: p. 44; Erich Lessing/K&K Archive: pp. 54/55; Album/Fine Art Images: pp. 64/65, 67 – Shutterstock: pp. 40 – Cortesia Civici Musei di Udine: p. 68 – Cortesia Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive (PARTeN), Università di Udine: pp. 68/69, 71, 72-75 – Andreas M. Steiner: pp. 78/79, 81 (basso), 82/83 (basso), 87 (basso), 94 (centro e basso) – Cortesia Ambasciata d’Italia in Libano: p. 81 (alto) – Cortesia AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo: pp. 102-103, 107 – Cortesia Parco archeologico del Colosseo: p. 110 (alto) – Cippigraphix: cartine alle pp. 20, 32, 46, 70, 78, 87, 95. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it
L’indice di «Archeo» 1985-2021 è disponibile sul sito www.ulissenet.it Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova
A TUTTO CAMPO Maria Teresa Sgromo
ROSELLE A TRE DIMENSIONI LA RICOSTRUZIONE 3D DEL FORO DELLA CITTÀ DI ORIGINE ETRUSCA, BASATA SUL RILIEVO DELLE STRUTTURE EMERSE DAGLI SCAVI CONDOTTI SUL SITO A PARTIRE DAL DOPOGUERRA, INTRODUCE I TEMI DELLA PERCEZIONE DELLO SPAZIO E DELLA VISIBILITÀ NELLA PIAZZA DI ETÀ ROMANA
I
l Foro di Roselle è una delle piazze di età romana piú note in Etruria: occupa la sella che unisce le due alture della città, denominate Collina Nord e Collina Sud, in un punto di snodo tra le strade piú importanti, il cardine e il decumano maggiori, che si incrociano presso il lato orientale della piazza. Dagli anni Cinquanta del Novecento, l’area è stata oggetto di scavi che hanno portato in luce gran parte degli edifici pubblici che delimitano la piazza. Il Foro rosellano è uno dei pochi casi di centri etruschi nei quali la ricerca archeologica abbia reso note le fasi di vita a partire dall’origine dell’abitato, accertando
un uso pubblico del luogo molto prolungato nel tempo. Nelle città dell’Etruria, infatti, le ristrutturazioni di età imperiale hanno quasi sempre cancellato i resti monumentali del periodo piú antico. Gli unici centri in cui gli scavi hanno permesso di avere informazioni abbondanti sulle fasi precedenti il periodo imperiale sono Luni e Cosa: si tratta, tuttavia, di colonie fondate ex novo in età romana, a differenza di Roselle, dove la storia della città e del suo Foro hanno radici piú profonde, che risalgono almeno al VII secolo a.C. Questi elementi rendono la piazza rosellana un caso quasi unico per indagare sullo sviluppo delle aree
pubbliche e dei loro cambiamenti nel corso del tempo. Per approfondire la conoscenza dell’area si è fatto ricorso a un metodo di analisi che impiega la
In alto: veduta ricostruttiva dell’accesso al Foro di Roselle dal cardine maggiore. A sinistra: ipotesi ricostruttiva della piazza in età flavia: A. cosiddetto Edificio A; B. cosiddetto Edificio B; C. cosiddetto Edificio C; D. Gradinata nord-occidentale; E. Portico settentrionale; F. Tempio tardoarcaico; G. Portico sud-occidentale; H. Augusteum; I. Botteghe; L. Tempietto italico; M. Domus dei Mosaici; N. Basilica; O. Edificio sul lato Est; P. cardine maggiore; Q. decumano maggiore.
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ricostruzione 3D per ripristinare i volumi delle architetture urbane: tale percorso operativo permette infatti di ipotizzare la posizione, gli alzati e le relative distanze tra edifici di cui oggi sopravvivono pochi resti, ed è molto efficace per simulare l’impatto visivo che la parte piú monumentale della città doveva avere sui cittadini.
INCROCIO DI DATI La ricostruzione digitale è frutto di un software di modellazione 3D denominato Blender, che permette di elaborare modelli estremamente precisi e dettagliati, ma anche di proporre diverse ipotesi ricostruttive di uno stesso edificio: si tratta di una condizione essenziale per gli studiosi, perché spesso i dati ricavati dallo scavo non sono sufficienti per privilegiare un’ipotesi rispetto a un’altra. Per ciascun edificio della piazza si è tentato di ripristinare le caratteristiche principali, come le dimensioni originarie, l’organizzazione degli ambienti interni e i sistemi di copertura, partendo dall’analisi del dato archeologico, confrontato con le fonti letterarie sull’architettura romana, soprattutto Vitruvio (architetto vissuto nel I secolo a.C.): le dimensioni di basi e capitelli, per esempio, permettono di ricostruire l’altezza delle colonne che componevano un portico e, di conseguenza, di calcolare in modo relativamente preciso le proporzioni di un edificio. Nel caso di Roselle, una componente essenziale è rappresentata dai diari di scavo di Clelia Laviosa, l’archeologa che ha indagato la città nel dopoguerra. I diari della studiosa, conservati nell’Archivio Storico della Direzione Regionale Musei della Toscana a Firenze, hanno restituito notizie di prima mano sui monumenti del Foro al momento del loro rinvenimento. Sappiamo inoltre
Veduta ricostruttiva del lato settentrionale del Foro, in particolare del Tempio tardoarcaico e del Portico settentrionale con gli edifici annessi. In basso: veduta ricostruttiva della Basilica.
dalle fonti come il fattore della visibilità degli edifici, che dovevano trasmettere messaggi e valori alla comunità cercando di colpire l’attenzione dell’osservatore con la loro monumentalità, fosse essenziale nell’architettura pubblica: nella percezione dei luoghi, infatti, la vista è il primo senso a fornire le informazioni immediate sullo spazio circostante l’osservatore. Questo tipo di analisi è stato perciò applicato alla ricostruzione 3D del Foro rosellano in età flavia e ha permesso di ripristinare ciò che era visibile a coloro che transitavano dalla piazza e accedevano all’interno degli edifici nella seconda metà del I secolo d.C. Visitando oggi l’area archeologica, il Foro appare un’area aperta e ben visibile dai vari punti della città: la ricostruzione tridimensionale del periodo imperiale ha dimostrato, al contrario, come la principale piazza cittadina fosse chiusa dagli edifici che la circondavano: chi entrava
nella piazza dalle strade maggiori, strette tra grandi edifici monumentali, godeva di un effetto sorpresa nel giungere nell’ampia area aperta e lastricata. La ricostruzione permette di apprezzare l’impatto visivo esercitato dagli edifici e come gli accessi e i passaggi interni nella piazza favorissero la loro visione, come nei casi del Tempio tardoarcaico e del Portico monumentale, collocati lungo il lato settentrionale del Foro. Anche la posizione delle basi delle statue, documentate dallo scavo, non appare casuale nello spazio, ma si avvale dei punti che offrivano una visibilità piú accentuata. In conclusione, l’analisi della visibilità offre un nuovo strumento di analisi alla ricerca archeologica, che può risultare utile per l’interpretazione dei monumenti nello spazio e offrire nuove prospettive nella valorizzazione dei dati provenienti dallo scavo. (mtsgromo@gmail.com)
a r c h e o 19
MOSTRE • ROMA
Particolare di un rilievo policromo raffigurante il dio Horo e Ramesse II, dal tempio costruito per il faraone ad Abido. 1250 a.C. circa. Parigi, Museo del Louvre. In basso: particolare della replica della mummia di Ramesse II, protagonista della mostra allestita nel Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo della «Sapienza» Università di Roma.
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GUARDARE IN FACCIA LA STORIA A QUASI CENTOCINQUANT’ANNI DALLA SCOPERTA, LA MUMMIA DI RAMESSE II SI È «MATERIALIZZATA» A ROMA: IL RICORSO ALLE PIÚ MODERNE E SOFISTICATE TECNOLOGIE HA INFATTI PERMESSO DI REALIZZARE UNA REPLICA PERFETTA DELLE SPOGLIE DEL GRANDE FARAONE. ORA IN MOSTRA NEL MUSEO DEL VICINO ORIENTE, EGITTO E MEDITERRANEO DELL’UNIVERSITÀ «SAPIENZA» di Lorenzo Nigro a r c h e o 31
DONNE DI POTERE/1
La regina Semiramide, olio, oro e pietre su tela di Cesare Saccaggi. 1905. Collezione privata. 44 a r c h e o
SEMIRAMIDE SUPERSTAR
MILLENNI DI INVETERATO MASCHILISMO LE HANNO TENUTE NELL’OMBRA, MA NON SEMPRE. SONO MOLTE, IN REALTÀ, LE DONNE PROTAGONISTE DELLA STORIA, E A LORO DEDICHIAMO UNA NUOVA SERIE. LA INAUGURA UNA LEGGENDARIA REGINA ASSIRO-BABILONESE, PERSONAGGIO VITTIMA DI PIÚ DI UN TRAVISAMENTO. EPPURE BACIATO DA UNA POPOLARITÀ STRAORDINARIA ANCHE IN ETÀ MODERNA di Davide Nadali
C
hi fu davvero Semiramide? La domanda potrebbe suonare banale, vista la mole di informazioni, di documenti e di storie attorno alla regina assira. Ma il punto è proprio questo: che cosa ci raccontano le fonti sulla vita e le vicende politiche di Semiramide? E, in tal senso, come viene recepito, raccontato e raffigurato (potremmo a buon diritto dire cantato) questo personaggio storico nel teatro e piú specificamente nell’opera lirica? È interessante osservare che, a fronte di numerose informazioni e ricostruzioni storiche della figura di Semiramide – spesso contrastanti e poco coerenti tra loro – l’immagine dell’eroica regina mesopotamica nell’opera lirica sembra riflettere proprio i caratteri di ambiguità della sua origine e della sua successiva carriera politica. Si pone l’accento, infatti, sulla spregiudicatezza della donna nel conseguire il potere, nel saperlo gestire e nell’intrattenere relazioni amorose, il piú delle volte descritte come eccessi e deviazioni. Le fonti, da un lato, e i retroscena della vita di Semiramide, dall’altro, hanno rappresentato un fertile ba-
cino a cui attingere per la composizione di opere teatrali e drammi musicali: tuttavia, come già ricordato, le fonti non sono sempre concordi e per questo motivo il mito che aleggia attorno a Semiramide, di fatto già alimentato in passato, prende il sopravvento sulla realtà storica, con ricostruzioni di eventi e avvenimenti e creazioni di veri e propri pastiches.
UMILI ORIGINI A partire dal Seicento, per arrivare fino ai giorni nostri, si contano piú di 140 composizioni musicali aventi come protagonista Semiramide, il cui nome, spesso, ricorre anche nel titolo delle opere; altre volte il titolo richiama particolarità delle umili origini di Semiramide come schiava o associa la regina mesopotamica a luoghi noti come l’Assiria, Ascalona e addirittura l’India. La geografia all’interno della quale la vita e le vicende di Semiramide accadono e si sviluppano è elemento caratterizzante dei luoghi d’azioni riprodotti e creati appositamente dagli scenografi, che devono rispondere non solo alle indicazioni del testo del
libretto, ma anche a una sorta di tradizione consolidata nel raffigurare spazi, territori e città lontane o, comunque, non facilmente raggiungibili e alla portata di tutti. Al mito, si aggiunge l’alone di mistero, soprattutto sulle origini di Semiramide: se, da un lato, si enfatizza la sua condizione di schiava o comunque di prigioniera di guerra, dall’altro si celebrano le sue capacità politiche che, però, sono esito di inganni, sotterfugi e stratagemmi delittuosi. Si vuol sottolineare come Semiramide sia certo una regina potente, ma sia al contempo un personaggio controverso e non casualmente le vicende narrate nei libretti d’opera e musicati da numerosi compositori si soffermano proprio sulla descrizione del carattere della regina. Effettivamente, la vita di Semiramide, o almeno quella che è stata ricostruita, tramandata e successivamente inscenata, si presta molto bene a creare drammi teatrali basati sulla contrapposizione fra la protagonista e i suoi antagonisti, con non pochi momenti di azioni (guerre, spedizioni militari, il sedare rivolte) e a r c h e o 45
ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/6
MEMORIE DI UN NEMICO
IL CONFLITTO TRA ROMA E CARTAGINE FU IN GRAN PARTE ANIMATO DA SCIPIONE E ANNIBALE. LO STORICO GIOVANNI BRIZZI HA DEDICATO STUDI APPROFONDITI ALLA FIGURA DEL SECONDO, ARRIVANDO A «CONOSCERLO» COSÍ INTIMAMENTE DA POTERNE SCRIVERE L’AUTOBIOGRAFIA, IN FORMA DI ROMANZO... di Giuseppe M. Della Fina
«A
ll’Italia ho lasciato un retaggio di dolore e di desolazione, di rancore e di paura; a Cartagine e ai Greci lascio un futuro denso di incognite. A Roma, per colmo di ironia, ho spalancato la prospettiva del dominio sull’ecumene». È il bilancio amaro che si trova nelle pagine finali del romanzo Annibale. Come un’autobiografia, scritto da Giovanni Brizzi e che, all’indomani della sua prima edizione per i tipi della Ru-
sconi, nel 1994, fu molto apprezzato da Sabatino Moscati. L’autobiografia immaginaria del grande condottiero cartaginese è stata riproposta negli anni da editori diversi, ma senza che il testo venisse modificato o aggiornato secondo le intenzioni dell’autore: nel 2003 fu ripubblicato da Bompiani nei tascabili; Laterza lo ha proposto nel 2019, mutandone il titolo in Io, Annibale. Memorie di un condottiero, e, di nuovo, nel 2021; e notevole successo ha anche otte-
STORICO E SCRITTORE L’autore di Annibale. Come un’autobiografia è stato professore ordinario di storia romana presso l’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna e ha insegnato anche in altri atenei italiani e stranieri. La sua attenzione si è incentrata soprattutto sull’Italia dell’età medio-repubblicana, sulla
60 a r c h e o
seconda guerra punica e sulla progressiva espansione della presenza di Roma nel Mediterraneo. È un profondo conoscitore della storia militare antica. Piú di una sua opera è stata tradotta in francese, spagnolo, portoghese, inglese e tedesco. Negli anni ha piú volte collaborato con «Archeo».
Busto in marmo bianco del cosiddetto Annibale. Seconda metà del XVI sec. Roma, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica.
MOSTRE • UDINE
SIGNORI DELLA GUERRA E DELL’ACQUA Un tratto del fiume Tigri. Il maestoso corso d’acqua attraversa la regione di Dohuk, nel Kurdistan iracheno, teatro delle attività svolte negli ultimi anni dall’Università di Udine. Dai risultati di queste ricerche è nata la mostra «Dal centro dell’impero», allestita nel Castello del capoluogo friulano (vedi foto in basso, nel riquadro).
68 a r c h e o
L’IMPERO ASSIRO, IL PRIMO NELLA STORIA A POTER ESSERE DEFINITO GLOBALE, È PROTAGONISTA DELLA MOSTRA ALLESTITA NEL CASTELLO DI UDINE PER CELEBRARE I TRENT’ANNI DI ATTIVITÀ NEL VICINO ORIENTE DELLA LOCALE UNIVERSITÀ. E PROPRIO DALLE RICERCHE CONDOTTE DALLE MISSIONI ATTIVE PRIMA IN SIRIA E POI NEL KURDISTAN IRACHENO SONO VENUTE RIVELAZIONI DI ECCEZIONALE IMPORTANZA SULLA STORIA DEL «PAESE DI ASSUR» di Stefano Mammini
a r c h e o 69