2019
ARCHEOLOGIA 3.0 ARCHEOLOGIA 3.0
NELLA RETE DI PENELOPE
I POPOLI DELLA BIBBIA
POPOLI DELLA BIBBIA/3 EGIZIANI
EXODUS
BARDO MARCELLO VENUTI SPECIALE MUSEO DI CLASSE
Mens. Anno XXXV n. 409 marzo 2019 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
UNA LEGGENDA SULLE RIVE DEL NILO
SPECIALE RAVENNA
IL NUOVO MUSEO DI CLASSE CORTONA
MARCELLO VENUTI E LA SCOPERTA DI ERCOLANO
TUNISIA
LE MERAVIGLIE DEL BARDO
www.archeo.it
IN EDICOLA L’ 8 MARZO 2019
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ARCHEO 409 MARZO
€ 5,90
EDITORIALE
UNA LEGGENDA SULLE RIVE DEL NILO «Cosí Mosè venne istruito in tutta la sapienza degli Egiziani». Basterebbe questo verso biblico tratto dagli Atti degli Apostoli (7, 22) a offrire una sintesi piú che suggestiva di quanto narra l’egittologa Francesca Iannarilli nel terzo contributo dedicato ai «Popoli della Bibbia». E se nel numero precedente, parlando di Sumeri, Assiri e Babilonesi, affermavamo che senza la Mesopotamia non esisterebbe la storia dell’antico Israele, come potremmo immaginare il racconto biblico senza uno sfondo composto dalle colorate vesti di faraoni e regine, dal Nilo bordato da canneti e piante di papiro? Scopriremo, di contro, come la riscoperta della civiltà egiziana, un mondo fino ad allora dimenticato, puntellato da monumenti giganteschi quanto enigmatici, sia nato proprio sotto la scorta della lettura delle Sacre Scritture… È un legame «biunivoco», quello che lega la storia dell’Egitto al popolo d’Israele. E se vi è una figura in cui le due entità simbolicamente si fondano, questa è rappresentata dal piú grande di tutti i profeti, quel discendente dei patriarchi Giacobbe e Giuseppe, nato nella terra di Gosen e salvato dalle acque del Nilo proprio da coloro che lo avrebbero voluto morto. In un celebre scritto di Sigmund Freud (L’uomo Mosè e la religione monoteistica, 1939), il padre della psicoanalisi (che fu anche accanito collezionista di antichità egiziane) individua in Mosè – il cui nome riecheggia in quello di piú di un faraone (Ahmose, Thutmosi, Ramesse)
– un alto dignitario della corte faraonica e seguace dell’eretico Akhenaton, promotore di una prima forma di monoteismo. Piú di recente l’egittologo Jan Assmann ha dedicato all’argomento un’affascinate trattazione (Mosè l’egizio, Adelphi, Milano 2000) in cui, d’altra parte, ammonisce tutti coloro che trascurano un dato fondamentale, ovvero l’assenza di ogni elemento scientifico (epigrafico, archeologico) che comprovi l’esistenza storica del personaggio Mosè. «Mosè è una figura del ricordo – scrive Assmann – ma non della storia; Akhenaton invece è una figura della storia, ma non del ricordo». E l’epopea dell’Esodo? «Oltre il 90% di tutti gli studiosi – sostiene l’archeologo Israel Finkelstein – concordano sul fatto che un esodo del popolo d’Israele dall’Egitto non si sia mai realmente verificato». Tra questi figura anche l’egittologo berlinese Rolf Krauss, il quale conferma come non vi siano «prove archeologiche che possano suggerire la presenza di un gruppo di schiavi operai nel Delta orientale del Nilo in quel dato periodo». Ma, sostiene lo studioso nel suo ultimo libro – non ancora tradotto – L’enigma Mosè (Das MosesRätsel, Monaco 2001), una figura storica che ha fatto da modello al personaggio di Mosè è realmente esistita: si tratterebbe di un tale Mase-sa-ja, vicerè della regione di Kush, che nel XIII secolo a.C. si ribellò contro Sethi II, cercando di usurparne il trono…
Una scena del film I dieci comandamenti (1923), diretto da Cecil B. DeMille, con Theodore Roberts nei panni di Mosè e Charles de Roche in quelli di Ramesse II.
Andreas M. Steiner
SOMMARIO EDITORIALE
A TUTTO CAMPO L’area archeologica di Populonia è un esempio virtuoso di integrazione fra ricerca sul campo, tutela e valorizzazione 18
DA ATENE
MOSTRE Ispirata dal ritrovamento del laboratorio di Giovanni Volpato, una mostra in due sedi del Museo Nazionale Romano sfata piú di un falso mito sull’arte antica 20
Penelope, la rete e l’archeologia 3.0
PASSEGGIATE NEL PArCo Studiosi ed esperti si incontrano nella Curia Iulia, al Foro Romano, per discutere di manutenzione del patrimonio culturale nelle aree archeologiche 10
PAROLA D’ARCHEOLOGO Nel Comune di Ardea, sulla costa laziale presso Roma, si conservano i resti del misconosciuto porto-santuario di Castrum Inui. Un sito che meriterebbe ben altra considerazione 24
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MOSTRE I Musei Vaticani rendono omaggio a Johann Joachim Winckelmann attraverso la rilettura di alcuni dei massimi capolavori oggi custoditi nelle collezioni pontificie di antichità 16
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Una leggenda sulle rive del Nilo
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di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
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SCOPERTE Giace sui fondali del Mar Nero, a 50 miglia dalle coste bulgare, il relitto eccezionalmente ben conservato di una nave risalente a circa 2400 anni fa 6
Quando l’abito fa il signore
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di Valentina Di Napoli
MULTIMEDIALITÀ
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di Paola Moscati
POPOLI DELLA BIBBIA/3 Gli Egiziani
Storie di un vicinato difficile
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di Francesca Iannarilli
In copertina Abramo e Sara alla corte del Faraone, olio su tela di Giovanni Muzzioli. 1875. Modena, Museo Civico d’Arte.
Presidente
Federico Curti Anno XXXV, n. 409 - marzo 2019 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione Roberto Sperti amministrazione@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Internazionale
Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Andrea Augenti è professore di archeologia medievale all’Università di Bologna. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Stefano Camporeale è professore associato di archeologia classica all’Università di Siena. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Valentina Di Napoli è archeologa. Daniela Fuganti è giornalista. Francesca Iannarilli è dottore di ricerca in Egittologia, presso Ca’Foscari Università di Venezia. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Cynthia Mascione è responsabile del Laboratorio di disegno e documentazione archeologica del Dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena. Paola Moscati è dirigente di ricerca presso l’ISMA
MUSEI
Un giorno al Bardo
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di Andreas M. Steiner
88
58
SPECIALE
MOSTRE
Un lucumone alle falde del Vesuvio
Classis Ravenna
70
Classe regina
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di Stefano Mammini, con un’intervista ad Andrea Augenti
di Bruno Gialluca
MOSTRE
La riscoperta dell’America 78 a cura di Stefano Mammini
70
La grande utopia
Quell’albero dai pomi dorati
110
di Francesca Ceci
Rubriche IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
LIBRI 106
di Daniele Manacorda
112
106
(Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico) del CNR. Federica Rinaldi è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534
Illustrazioni e immagini: DeA Picture Library: A. Dagli Orti: copertina (e pp. 44/45) – Mondadori Portfolio: Paramount Pictures: p. 3; AKG Images: pp. 46, 49, 54-55, 57 (alto); Album/Fine Art Images: p. 48; Age: pp. 50/51; Archivio Quattrone/Antonio Quattrone: p. 56; Album/Prisma: p. 110 – Doc. red.: pp. 6-7, 50, 57 (centro), 66, 69, 101 – Di Lieto & C. srl/ Aeropix: p. 10 – Foto DART: p. 11 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Cortesia Servizio Fotografico Musei Vaticani: p. 16 – Cortesia degli autori: pp. 18-19, 24-26, 34-41, 111 – Cortesia Museo Nazionale Romano: pp. 20 (basso), 21 (basso); Cristina Vatielli: pp. 20 (alto), 21 (alto) – Cortesia Museo Archeologico Nazionale, Atene: pp. 32-33 – Archivi Alinari, Firenze: RMN-Grand Palais (Musée du Louvre)/Franck Raux: p. 47 (basso) – Getty Images: Heritage Images: pp. 52/53 – Shutterstock: pp. 58/59, 62, 72/73, 106-108 – Jacques Descloitres, MODIS Rapid Response Team, NASA/GSFC: p. 60 (alto) – Andreas M. Steiner: pp. 60 (basso), 60/61, 63-65, 67, 68 – Cortesia Ufficio Stampa MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona: pp. 70-71, 72, 73, 74-77 – Stefano Mammini: pp. 78/79 – Cortesia Ufficio Stampa MIC-Museo Internazionale della Ceramica, Faenza: pp. 80 (centro e basso), 81-87 – Cortesia Ufficio Stampa Classis Ravenna, Museo della Cttà e del Territorio: pp. 90/91, 91; Tommaso Raffoni: pp. 88-89, 92-95, 96 (basso), 97 (alto), 98-100, 102-105; Giorgio Albertini: disegni alle pp. 96, 97 – Cippigraphix: cartine alle pp. 47, 80, 90.
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Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
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POPOLI DELLA BIBBIA/3 – GLI EGIZIANI
STORIE DI UN
VICINATO DIFFICILE I patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe, il profeta biblico per eccellenza, Mosè e, infine, Gesú: tutti questi grandi protagonisti dell’Antico e del Nuovo Testamento intrattennero con il Paese del Nilo rapporti piú che stretti e, nella maggior parte dei casi, gli erano debitori della propria sopravvivenza. Eppure, sin dall’inizio, il legame tra i figli del popolo eletto e il regno dei faraoni si tinse dei colori dell’odio e del sangue. A partire dall’avvenimento piú tragico ed emblematico di quella vicenda, l’Esodo. La cui «vera storia» è oggi sottoposta al vaglio di nuove e sorprendenti rivelazioni... di Francesca Iannarilli
L
e menzioni dell’Egitto nella Bibbia sono circa 650 e piú di 120 quelle relative al popolo egiziano. Non stupisce, dunque, che le prime ricerche storiche su un Paese tanto antico quanto indecifrabile muovessero i primi passi proprio dalle Sacre Scritture. Dopo l’editto di Teodosio, che nel 380 d.C. aveva posto fine ai culti pagani, all’indomani della distruzione della Biblioteca di Alessandria e della chiusura dei templi di Alto e Basso Egitto, le memorie del popolo egiziano e della sua cultura hanno
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cominciato a smarrirsi tra le «sabbie del tempo». La diffusione del cristianesimo copto prima e dell’Islam poi hanno completato l’opera, riducendo faraoni e dèi egiziani a un pallido ricordo. Fino alla fine del Settecento l’unica chiave disponibile all’interpretazione di quella civiltà dimenticata rimase proprio la Bibbia, guida per eccellenza di cacciatori di tesori, primi esploratori e pellegrini. A essa si accompagnava, talora, la lettura degli autori classici, primo tra tutti Erodoto con le sue Storie. Ma si dovrà
Abramo e Sara alla corte del Faraone, olio su tela di Giovanni Muzzioli. 1875. Modena, Museo Civico d’Arte.
MOSTRE • NOME MOSTRA
Didascalia da fare Ibusdae evendipsam, officte erupit antesto taturi cum ilita aut quatiur restrum eicaectur, testo blaborenes ium quasped quos non etur reius nonem quam expercipsunt quos rest magni autatur apic teces enditibus teces. 58 a r c h e o
Tutte le foto si riferiscono all’allestimento del Museo Nazionale del Bardo di Tunisi. La sala che espone il celebre mosaico raffigurante Ulisse e le Sirene e, a sinistra, quello di Dioniso e i pirati.
UN GIORNO AL BARDO È UNA DELLE PIÚ STRAORDINARIE RACCOLTE ARCHEOLOGICHE AL MONDO E LA SUA COLLEZIONE DI MOSAICI ROMANI NON HA CONFRONTI. OGGI, IL CELEBRE MUSEO DELLA CAPITALE TUNISINA SI PRESENTA CON UNA SUPERFICIE ESPOSITIVA NOTEVOLMENTE AUMENTATA E IL NUOVO ALLESTIMENTO DI MOLTE SEZIONI STORICHE di Andreas M. Steiner a r c h e o 59
MOSTRE • FAENZA
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LA RISCOPERTA DELL’AMERICA IL MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CERAMICA DI FAENZA RIPERCORRE LE VICENDE DELLE GRANDI CIVILTÀ PRECOLOMBIANE: AZTECHI, MAYA E INCA. UN VIAGGIO NEL MONDO DI POPOLAZIONI IN GRADO DI ESPRIMERE CULTURE MATERIALI DI ALTISSIMO LIVELLO E DI ELABORARE UN UNIVERSO SIMBOLICO E IDEOLOGICO COMPLESSO E AFFASCINANTE a cura di Stefano Mammini
Tutti gli oggetti riprodotti nell’articolo sono esposti nella mostra «Aztechi, Maya, Inca», in corso presso il MIC-Museo Internazionale della Ceramica di Faenza. Sulle due pagine: tavoletta funeraria in legno e filato raffigurante un simbolo solare, dall’Area Peruviana. Cultura Huari tarda-Chancay, 900-1050 d.C. a r c h e o 79
SPECIALE • CLASSIS RAVENNA
CLASSE
REGINA «QUANDO VOGLIO CAPIRE LA STORIA D’ITALIA, PRENDO UN TRENO E VADO A RAVENNA»: QUEST’AFFERMAZIONE, FATTA DAL GRANDE STORICO ARNALDO MOMIGLIANO, DÀ IL BENVENUTO AI VISITATORI DI CLASSIS RAVENNA, IL NUOVO MUSEO REALIZZATO NEGLI SPAZI DELL’EX ZUCCHERIFICIO DI CLASSE. FILO CONDUTTORE PRIMO DELL’ESPOSIZIONE È LA LUNGA STORIA DEL PORTO IMPERIALE ROMANO E DEL SUO TERRITORIO, RACCONTATA DA REPERTI INEDITI E STRUMENTI MULTIMEDIALI di Stefano Mammini, con un’intervista ad Andrea Augenti
L
a ciminiera che svetta nelle foto d’epoca non c’è piú, ma il colpo d’occhio offerto dal rosso edificio che ospita Classis Ravenna. Museo della Città e del Territorio è forte ed esplicito. Complice la luce spesso velata di questo lembo di terra sospeso fra il Delta del Po e l’Adriatico, si ha quasi la sensazione di trovarsi dalle parti dell’ex centrale termoelettrica londinese di Bankside, oggi sede della Tate Modern, oppure di quella di
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L’edificio dell’ex zuccherificio di Classe (Ravenna) che, recuperato e ristrutturato, è divenuto sede di Classis Ravenna. Museo della città e del Territorio. Lungo la scalinata corre il mosaico L’Onda che esonda, voluto per evocare il rapporto con il mare e l’arte musiva, da sempre eccellenza di Ravenna.
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