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Archeo n. 476, Ottobre 2024

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BOLSENA

MAGNA GRECIA

VALCAMONICA

INCHIESTA SULLE ORIGINI

MAGNA GRECIA

POLYGYROS

CLASSIS RAVENNA

SPECIALE CIVILTÀ NURAGICA

Mens. Anno XXXIX n. 476 ottobre 2024 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

VOLSINIO

GRECIA

IL NUOVO MUSEO DI POLYGYROS ORVIETO

QUANDO ROMA CONQUISTÒ LA RUPE LAZIO

SORPRESE DAL LAGO DI BOLSENA

SPECIALE

XXVI BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO

IL PROGRAMMA COMPLETO

LA SCOPERTA DELLA CIVILTÀ NURAGICA

www.archeo.it

2024

IN EDICOLA L’ 8 OTTOBRE 2024

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BMPAE TA STU 20 M ww 24 w. a rc

ARCHEO 476 OTTOBRE

€ 6,50


SOMMARIO EDITORIALE

L’INTERVISTA

di Andreas M. Steiner

incontro con Massimo Osanna, a cura di Andreas M. Steiner

Memorie senza scrittura 3

Attualità NOTIZIARIO

6

SCAVI Ritorno al Gran Carro

6

«Quella Magna Grecia cosí italica...» 40

66 MUSEI

di Giampiero Galasso

FRONTE DEL PORTO Le tessere raccontano

12

di Cristina Genovese

MUSEI Un cacciatore e la sua storia 16 A TUTTO CAMPO Cento! 18 di Andrea Zifferero

PREISTORIA Cavalieri e disegni misteriosi 22

Una nuova casa per i tesori della Calcidica 66

40

di Dimitra Aktseli

MUSEI

MOSTRE

Le ragioni di una conquista «preventiva» 56

Vivere e pregare in una capitale dell’impero 78 a cura della Redazione

di Giuseppe M. Della Fina

di Giancarlo Sani

56 2024

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€ 6,50

www.archeo.it

w.a rc

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BMPAE TA STU 20 M 24

ARCHEO 476 OTTOBRE

Federico Curti

INCHIESTA SULLE ORIGINI

VALCAMONICA MAGNA GRECIA

Comitato Scientifico Internazionale

Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

SPECIALE CIVILTÀ NURAGICA

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it

CLASSIS RAVENNA

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

POLYGYROS

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

Mens. Anno XXXIX n. 476 ottobre 2024 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

VOLSINIO

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Angelo Poliziano, 76 – 00184 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

In copertina Paestum. Una veduta del tempio di Hera, tradizionalmente noto come Basilica, la cui costruzione fu iniziata intorno al 560 a.C.

Presidente

MAGNA GRECIA

BOLSENA

Anno XL, n. 476 - ottobre 2024 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

78 IN EDICOLA L’ 8 OTTOBRE 2024

di Luciano Calenda

28

o. it

ARCHEOFILATELIA Un’altra Magna Grecia

GRECIA

IL NUOVO MUSEO DI POLYGYROS

ORVIETO

QUANDO ROMA CONQUISTÒ LA RUPE LAZIO

SORPRESE DAL LAGO DI BOLSENA

SPECIALE

XXVI BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO

IL PROGRAMMA COMPLETO

arc476_Cop.indd 1

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto

LA SCOPERTA DELLA CIVILTÀ NURAGICA 27/09/24 11:42

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Carla Alfano, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Giulio Paolucci, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Jacopo Tabolli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Dimitra Aktseli è archeologa dell’Eforato delle Antichità della Calcidica e del Monte Athos. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è vice presidente della Fondazione per il Museo «Claudio Faina» di Orvieto. Luciano Frazzoni è archeologo. Giampiero Galasso è giornalista. Cristina Genovese è funzionaria archeologa del Parco archeologico di Ostia antica. Gianfranca Salis è coordinatrice dell’area funzionale Patrimonio Archeologico della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Giancarlo Sani è fondatore del Centro Arte Rupestre Toscano. Andrea Zifferero è professore associato di etruscologia e antichità italiche e direttore delle Collezioni d’Archeologia e d’Arte del Sistema Museale dell’Università degli Studi di Siena


Rubriche TERRA, ACQUA, FUOCO, VENTO

Una rivoluzione a colori

104

di Luciano Frazzoni

104 L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Il potere dell’immagine 108 di Francesca Ceci

LIBRI

110

84 SPECIALE

La scoperta della civiltà nuragica

84

di Gianfranca Salis

Illustrazioni e immagini: Shutterstock: copertina e pp. 91 (alto), 92/93 – Cortesia Soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale: pp. 6-11 – Parco Archeologico di Ostia antica: pp. 12-13 – Cortesia Koinè Comunicazione: p. 16 – Stefano Mammini: pp. 18, 20 – Cortesia Centro Arte Rupestre Toscano: M. Colella: pp. 22, 23 (alto), 25; G. Sani: pp. 23 (basso), 24 – da: Massimo Osanna, Mondo nuovo. Viaggio alle origini della Magna Grecia, Rizzoli, Milano: pp. 40, 41 (basso), 42/43, 45, 48-55 – Chiara Goia: p. 41 (alto) – Jacques Descloitres, MODIS Land Rapid Response Team: pp. 46/47 – Cortesia Fondazione per il Museo «Claudio Faina», Orvieto: pp. 56/57, 58, 59 (basso) – Doc. red.: pp. 59 (alto), 96, 96/97, 104-106 – Cortesia Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali: pp. 60 (basso), 62; Alfredo Valeriani: pp. 60 (alto), 61 – Cortesia Museo Archeologico di Polygyros: pp. 66-67, 68 (basso), 69, 70-77 – Cortesia Fondazione RavennAntica-Ufficio Stampa & Comunicazione: pp. 78-83 – Cortesia degli autori: pp. 84/85, 86, 88-89, 90, 91 (basso), 93, 94-95, 97, 100-103, 108-109 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 44, 68, 86/87.

Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it

L’indice di «Archeo» 1985-2023 è disponibile sul sito https://ulissenet.comperio.it/ Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova


L’INTERVISTA • MAGNA GRECIA

«QUELLA MAGNA GRECIA COSÍ ITALICA…» Massimo Osanna, oggi direttore generale dei Musei del Ministero della Cultura e già direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, è professore di archeologia classica all’Università degli Studi di Napoli Federico II. In passato ha insegnato all’Università degli Studi della Basilicata, a Matera, punto di partenza per lunghi anni di ricerche archeologiche sul campo nelle terre del Meridione d’Italia. Quelle indagini sono oggi confluite in un volume di oltre 350 pagine, frutto di una riflessione metodologica che vuole riscattare un mondo straordinario quanto fino a oggi sconosciuto ai piú, quello delle antiche popolazioni italiche del Sud Italia: Mondo nuovo. Viaggio alle origini della Magna Grecia, però, non solo documenta, in maniera approfondita e con una scrittura fluida non comune alle trattazioni specialistiche, i momenti salienti delle ricerche archeologiche svolte dall’autore nel corso di due decenni, ma accompagna il lettore lungo le contrade tra Sibari e Taranto, Metaponto e Paestum «passando per Crotone, Venosa, Caulonia», rendendolo via via partecipe di una nuova, sorprendente, prospettiva sulla storia antica della terra nota con il nome di «Magna Grecia». Ne abbiamo parlato con l’autore. incontro con Massimo Osanna, a cura di Andreas M. Steiner 40 a r c h e o


♦ Partiamo da una questione solo in apparenza formale: tu metti tra virgolette due termini fondamentali, «colonizzazione» e «indigeni», termini che anche tu usi, ma... con riserva, e che proponi di ridefinire. La prima impressione è che, con questo libro, tu intenda capovolgere la prospettiva vigente con cui abitualmente si guarda alla Magna Grecia e il rapporto delle civiltà dell’Italia antica con le diverse civiltà impostesi come egemoni... Il fatto di aver lavorato per tantissimi anni – l’intero quindicennio precedente alla mia nomina a direttore di Pompei – in contesti indigeni, con il grande scavo di Torre di Satriano ma anche con tanti altri progetti fra Basilicata e Puglia, mi ha effettivamente offerto la possibilità di acquisire un punto di vista diverso, altro da quello, diciamo, tradizionale. Come in tutte le vicende scientifiche e umane, anche qui è questione di prospettiva: si tratta sempre di individuare la direzione dello sguardo, da dove guardi e verso dove. Se, per esempio, si fanno ricerche solo sul mondo greco, è facile che si osservino tutti gli altri dal punto di vista greco, un fenomeno che definisco «veder greco», appunto. La grecità si impone, cosí, come prospettiva totalizzante anche, naturalmente, per la mole di indubbie conquiste che le culture greche hanno offerto alla nostra civiltà. Partendo, invece, dal punto di vista dei cosiddetti «indigeni», che, come già accennato non vorrei chiamare tali perché, cosí facendo, li releghiamo in una sorta di nebulosa indistinta, la discussione si sposta. Infatti, cosí come ci sono Greci e Greci – quelli di Sibari che sono Achei, gli Spartani che sono quelli che troviamo a Taranto, gli Euboici che fondano Cuma – portatori di culture, di lingue e anche di alfabeti diversi, anche il mondo cosiddetto indigeno è tutt’altro che omogeneo, composto da una varietà che spesso non viene messa correttamente a fuoco. Il mio sguardo, formatosi in tanti anni, si è soffermato sui tratti che individuano le diverse culture: questi tratti mi si sono rivelati grazie ai prodotti della cultura materiale e ai modi della ritualità, ai diversi tipi di sepolture, alle diverse ceramiche. E mi hanno fatto capire molto bene come anche il mondo italico è composto da una serie di insiemi con tratti distinti e specifici. È fondamentale rendersi conto (segue a p. 44) In alto: Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Ministero della Cultura. A sinistra: kantharos matt-painted di area enotria. VI sec. a.C. Potenza, Museo Archeologico Nazionale. Nella pagina accanto: olla matt-painted con decorazione «a tenda» e ciotola d’impasto come coperchio. VIII sec. a.C. Sala Consilina, Museo Archeologico Nazionale. a r c h e o 41


L’INTERVISTA • MAGNA GRECIA

«In Italia e in Grecia l’antichità classica svolge un ruolo di enorme rilievo, senza confronto rispetto ad altre realtà europee. Sembra quasi tautologico, certo, per ognuno di noi che sperimenta quotidianamente il contatto con l’antico nel tessuto urbano delle nostre città…»

42 a r c h e o


Parco Archeologico di Sibari. Veduta aerea del teatro di Copiae. a r c h e o 43


MOSTRE • ORVIETO

LE RAGIONI DI UNA CONQUISTA «PREVENTIVA» IL 264 A.C. SEGNA L’INIZIO DELLA PRIMA GUERRA PUNICA E ROMA È CHIAMATA A SOSTENERE UNO SFORZO BELLICO ASSAI GRAVOSO. COSÍ, PER SCONGIURARE L’APERTURA DI ALTRI FRONTI, ASSEDIA VELZNA, L’ANTICA ORVIETO, AFFINCHÉ QUELLA E LE ALTRE CITTÀ-STATO ETRUSCHE NON COMPIANO MOSSE OSTILI. UN EPISODIO AL CENTRO DELLA MOSTRA ALLESTITA NEL MUSEO «CLAUDIO FAINA» DELLA CITTÀ SULLA RUPE di Giuseppe M. Della Fina

N

ella storia etrusca e in quella della Roma repubblicana, l’assedio e la conquista di Velzna (Volsinii, in lingua latina) da parte del console Marco Fulvio Flacco nel 264 a.C. costituiscono un episodio significativo. A quei fatti è dedicata la mostra «Volsinio capto. 265-264 a.C.», allestita a Orvieto, negli spazi del Museo Etrusco «Claudio Faina», per iniziativa della Fondazione Faina in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’importanza dell’avvenimento è suggerita da diversi motivi: la caduta della città-stato chiuse in maniera definitiva la stagione della conquista dell’Etruria da parte di Roma. Un’avanzata che era iniziata nel 396 a.C. con la conquista di Veio da parte di 56 a r c h e o

L. Furio Camillo. La data stessa dell’episodio, il 264 a.C., risulta significativa: in quello stesso anno ebbe infatti inizio la prima guerra punica. L’intervento effettuato a Velzna – uno dei piú duri realizzati da Roma nella penisola italiana – trova spiegazione proprio nel messaggio di terrore che i vincitori volevano inviare a tutti gli Etruschi mentre l’Urbe stava per affrontare una delle superpotenze mediterranee.

GUAI A RIBELLARSI Ai piedi del pianoro di Velzna si trovava il loro santuario federale – il Fanum Voltumnae – e da lí il messaggio poteva arrivare con facilità a tutte le altre cittàstato etrusche. Una ribellione, mentre Roma era impegnata contro Cartagine, sarebbe po-

tuta costare cara e arrivare a causare la distruzione e l’abbandono forzato del proprio luogo di origine. Sulla vicenda ci informa in maniera dettagliata, nella sua opera Epitomé historíon (VIII, 7, 4-8), Giovanni Zonara, uno storico vissuto alla corte dell’imperatore Alessio I Comneno, sotto il quale aveva ricoperto le cariche di capitano della guardia e di primo segretario. Ritiratosi come monaco sul Monte Athos, morí intorno al 1130. Zonara scr iveva dunque a grande distanza dagli avvenimenti, ma aveva a sua disposizione fonti letterarie, o capitoli di esse andate perdute per noi. Egli racconta che, dopo una r ivoluzione che aveva portato al potere gli oikétai, i servi, gli aristocratici


Particolare della decorazione di un sarcofago rinvenuto in località Torre San Severo, sui cui lati lunghi sono raffigurati sacrifici funebri voluti da Achille sulla tomba di Patroclo (vedi anche la foto a p. 58). Ultimi decenni del IV sec. a.C. Orvieto, Museo «Claudio Faina».


MUSEI • GRECIA

UNA NUOVA CASA PER I TESORI DELLA

CALCIDICA

66 a r c h e o


A destra: l’edificio che ospita il Museo Archeologico di Polygyros, capoluogo della Calcidica. In basso, sulle due pagine: statue esposte nella sezione «Epoche storiche» del museo, dal monumento funerario di Stratoni. In primo piano, la figura del tipo della Grande Herakleiotissa (vedi anche la foto a p. 72).

LA PENISOLA PROTESA, CON LE SUE «TRE DITA», NELL’EGEO SETTENTRIONALE RACCHIUDE UNA STORIA LUNGA E NOBILE. OGGI I SUOI FASTI SONO RACCONTATI DAL SUGGESTIVO PERCORSO ESPOSITIVO DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI POLYGYROS di Dimitra Aktseli

C

ircondato dal verde dei pini, il Museo Archeologico di Polygyros è l’unica raccolta di antichità della Calcidica, provincia di cui la città è capoluogo. È stato inaugurato per la prima volta nel 1971 e, da allora, scavi regolari e di salvataggio hanno portato alla luce reperti archeologici importanti e talvolta unici, che hanno reso necessari la ristrutturazione e l’ampliamento dell’edificio originario, ispirati ai moderni principi museologici e finalizzati anche all’esposizione della Collezione Lambropoulos. Quest’ultima, infatti, ha arricchito la dotazione del museo grazie a una donazione, subordinata alla sua esposizione in una sala appositamente dedicata.

Questi interventi sono stati completati nel 2016 come parte del programma Quadro Strategico Nazionale di Riferimento (QSN) 2007-2013 e sono stati seguiti dal riallestimento della raccolta, la cui prima fase è stata portata a termine nel 2022 (QSN 2017-2020). Il percorso di visita si apre con un video introduttivo, disponibile presso la reception, nel quale sfilano immagini di paesaggi, persone, antichità e siti archeologici in tutte le stagioni dell’anno, accompagnate da suoni della natura. L’esposizione si articola in quattro sezioni tematiche. Nella prima, «Il luogo e la storia», vengono illustrate la natura, la geologia e le caratteristiche peculiari della penisola calcidica, nonché a r c h e o 67


MUSEI • RAVENNA

Un particolare dell’allestimento della sezione nella quale viene illustrata la storia della basilica di S. Severo e del suo complesso monastico.

VIVERE E PREGARE IN UNA CAPITALE DELL’IMPERO

78 a r c h e o


L’ALLESTIMENTO DI CLASSIS RAVENNA-MUSEO DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO SI È ARRICCHITO DI DUE NUOVE SEZIONI, DEDICATE ALLA PRATICA DEL CULTO E AI MODI DELL’ABITARE. SI COMPLETA COSÍ LA RICOSTRUZIONE DELLE VICENDE DELL’ANTICA CITTÀ ADRIATICA, DEL SUO PORTO E DI ALTRI CENTRI GRAVITANTI NELLA SUA ORBITA a cura della Redazione a r c h e o 79


SPECIALE • SARDEGNA

LA SCOPERTA DELLA

CIVILTÀ NURAGICA Veduta del complesso cultuale di Santa Vittoria di Serri, indagato nel primo trentennio del Novecento da Antonio Taramelli.

84 a r c h e o


Alcuni dei siti archeologici piú noti dell’età nuragica sono stati scoperti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento dello scorso millennio. Le nuove acquisizioni dell’archeologia moderna hanno poi fortemente ridimensionato le interpretazioni degli archeologi dell’epoca, ma quelle scoperte ancora oggi restano fondamentali per la conoscenza della civiltà nuragica. Ripercorrere alcune di quelle ricerche, che devono essere reinterpretate alla luce delle attuali conoscenze, ci proietta in un contesto storico segnato dalla costruzione dello Stato unitario e delle sue istituzioni, ma anche da eventi bellici, vivacità culturali, tensioni ideali che si ripercuotono su una Sardegna lontana fisicamente e diversa culturalmente dal «Continente», che inizia a conoscere l’isola anche tramite l’archeologia. Questo intende raccontare la mostra di oltre 300 reperti allestita a Barumini, presso il Centro Giovanni Lilliu, che propone al visitatore importanti reperti nuragici in genere non esposti al pubblico, oltre ad alcuni inediti documenti d’archivio di Gianfranca Salis

a r c h e o 85


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